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Ab chel buomo ha vallato il ſuo potere Con le gratie, che Dio gli dona ogni hora; Ghn&lIdoli noſtri fan cadere, Ohfte l'huomo al ſuo Dio le hoſtie, el'ado- Gia non ponno Venetia poſſedere(ra, Oli Dei gia nõ piu il mõdo ĩ numi honora, Non ſi erge altare ai Dei, con ſacri carmi Non dan gli Dei riſporte da i lor marmi.
51 Ache'aſpetta, o neg hittoſi al fine, Cbe lhuomo ſanto noi ſcacci dal Mondo? fora ci aftringa con virti diuine Partir da i marmi, e ruinare al fondo? Come la(roce a noi ſerra il confine, Con queſta ſia ſegnato nel profondo Il carcer noftro, èn van tentiam d' vſcire, Qui in pene eterne rintu VKiam lardire? 5² Dunque ſopporterem, che l'buomo ingrato Sia poſto in Cielo? e ch'ei vinca PInferno? Da quelle piaggie eccelſe, e lo rtellato Ciel) dal domin io noſtro alto, e paterno, E da la Patria ognun ſard ſcacciato? Le noſtre Deita priue in eterno Saran d'honorꝰ Gli Dei nel foco ſpinti, Edel huom ſerui, e dal ſuo Chrifto vintie
53 Ardite meco, o Dei, progenie mia, Cbe ceder, nè pentirui vnqua ſapete; Foftinato valor viltade oblia; (ol pertinace ardir voftro otterrete, Se non Vittoria, almen patto, che ſia Degno ognun de IEmpireo: Acquiſterete Il Patrio Regno, il naturale Impero, E lo ſperato honor douuto, e vero.
Dindicherò bene io 2 omine ofeſe, Japrò punir gli buomini inhidi,e ingrati, Sottol' mperio mio corſe han le impreſe, Si Veneti per me Regni acqui ftati;
e quei dal lor paeſe Guidammo, e ſeco i Des noſtri e den
Et ardiranno auuenturar lo ſtato Con altra fede in Dio ahin beato 5
55 In Paflagonia gli Eneti miei fidi Tempio di cento, e piu colonne alxara Al'Infernal Corona, e queſti infidi Ingratilimi eneti fondaro Da piu Cittd Veuetia ne i lor lidi, Ad altra Deita le hoftie ſacraro, A tal ſin corſo il mar, gli Euganei vinti, Perche. foſſero a ĩ Dei lor voti finti? 56
Tacque, e intorno girò crudele il ciglio, Crollò la teſta, e beſtemmidò il martire; Mercurio allhora: O Dei per mio cõſiglio Non ſono eſtinte in me le audacie, e'ire; Ma poggiar veggio a infamia il reo peri- Cha cenni anco di Dio cõuien ſi gire,(glio⸗
Se mi dato ruotar l'eccelſo giro, Nel predirui il venturo alto io ſoſpiro.
57 Sono talari a me torpati, e'ale, Na mia verga deſtar puo merauiglia, Anxi improntare il ſonno piu non vale, Piu la faconda lingua non conſiglia; Fe bene il noſtro ardir ſempre piu ſale, Abbalſar ci conuien le ardite ciglia, Leuinſi a volo pur noſtri ardimenti, Che nel ſuo Dio gli huomini ſien contenti. 5⁸ Il timor concepiſco, ma dal petto La pertinacia innata lo diſcaccia, Progenie diua a voi non fia interdetto Il ſaper, e il poter, quanto a voi piaccia: Ma da voi a me infamia non aſpetto, Se dirò, ch'a la Guerra il Ciel minaccia Guidarne il noſtro honore a fama oſcuran E che prudena ſia Ihauer paura.
. 59 Raccogliete da gli Aſtri il regnar lũgo,(ua
Quaſi eterno, che al Adria il(ielo incli-
Attenti hor voi ſappiate: Io non dilungo
Il mio parlar dal ver, che Dio deſtina;
TZempo verrd, ne ſard troppo al lungo,
Che la Pietd de i Veneti rouina
A noi riporterd con lalma Pace,
Se non preuale ĩn noi! odio pugnace. Pauento


