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4 CA N T O
20 Ricorſe al Franco Imperator Romano, Cui queſti eſpoſe la ragion di ſtato, E col deſio, che naſce in core humano Da mie poppe il Ribel gia fu lattato; De lo ſteſſo nel ſen con queſta mano, Con queſte ſerpil'odio hò ſeminato, Gia nata al Mondo, e gia da noi la Guerra Celebrata nel Ciel, ſeguita èn terra.
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Tacque; E da gli occhi, e dal collo ſi tolſe Il ſerpenrino, e folto erin con mano, Onde a le ſballe raggirar lo volſe, Perche'l lume impedia ſpiar lontano; Quindi a mirar Satan! occhio riuolſe Beſlemmiando il martirio,& inbumano, E Dio chiamando d ingiuſtitia pieno, Chentro gli chiuda,e goda egli il ſereno.
22 eFcui Pluto: Gioiſco, o cara figlia, CObe'l Ribello ſen ſolchi d' Adria il mare; Coſtante è si, che a noſtro honor conſiglia Venetia aſſediar con voglie amare; Godo, e non cade in me la merauiglia De l'arte tua infernal, de le opre rare, Stupiſco ſol, con le tue frodi oprando Non ci acqui fli anco il Ciel colui sidado. 23 Queęli, ch'altol'ardir, proprio a noi Dei D'alzatſi ſede al Aquilon nel Cielo, Rintuzdò si, ch'a forXa oppreſſei miei, Ahi con vittoria, macon falſo elo, Onde ſpiegaro gli Augeli ĩ trofei, Chei ſoggiogò i miei fdi, abi mi querelo Di lui, o ha decretato il mio martire Eterno, e ſia, ch'eterno fia l'ardire.
24 Ardirò, come prima; Hô fiſſo il guardo Ne la bellexa natural vetuſta, E nel mio guerreggiar non mai codardo Ardirò d'acqui ftar la luce auguſta; Fu mia la ſede in Ciel, ſe a me riguardo, A la mia gratia Angelica venufta, O Dei fin quando dimoriam qul dentro? Ein quando, o figli, reguerem nel centro?
25 Quel Lucifero ſono, e de le Nelle, E de la luce eſemplar primiero, Quegli, ch'è nato in Ciel fra le piu belle Angeliche foſtanze nel ſuo impero Ma, s'egli il nega, hor da le alme ribelle Mouaſi Guerra a Dio con ardir vero Di racquiſtar l' Smpireo, e mi conſolo, Se ſarò vinto, il Reguo hauer del duolo. 26 Rompa il Mondo ſua forma, e non ſia Pace Era gli Elementi, e ſia Chaos confuſo, Da me cui la Diſcordia ſodisface, Del guerieggiar con Dio S'oſſerua! vſo, Come fu ſempre,& hor piu pertinace; Ne le tenebre mie Rege diluſo Sarò ancor da quell buom, ch'è con ſua fedle Chiamato a riparar la noftra ſede? 27 Su vi mouete, o figli di Titano, Rilaſſo il giogo di ſuperbia a voi; Voi miei Giganti, ite con voſtra mano Guerreggiate con Dio; Comandiam noi, Aprirem l'amplo Inferno, e non in vano Faremci ſtrada al Cielo, ed'indi poi Fra ſaette, fra lampi, o Furie figlie Seminate portenti, e merauiglie. 28 (onfonderò Pornato, il moto, il lume Del Cielo, e fonderò piu certa ſede, Aſceſo al diuin ſoglio il mio gran nume, E la mia deita ſard mia fede; Scorrera il Mondo con dorate piume, Ela fama immortal fermerd il piede In quel trono diuin, che mi vieu tolto, E in fin sradorerd questo mio volto.
29 S), si m'allegro, o mia diletta figlia, Ch'vn fratel contra l'altro pugni armato; Segui, e co i fatti pin ti riconſiglia Coglier la meſſe del tuo ſeminatos Sparſo d'l ſeme di Guerra; o mia famiglia Di furori, e d'inganni, o mio peccateo Eſci per te Plutone ambe le porte 1 Apre d' Inferno, e n'eſca fame, e Sen) 10


