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Esercizio di divozione per la novena di S. Luigi Gonzaga Della Compagnia di Gesù [...]
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fanto Abramo fuo Padre, finchè per ordine di Dio non fu allontanato dal­la converfazione d' Ifmaele, che pur gli era fratello.

3. Dopo efferfi munito contra i nemici di fuori, il fecondo fuo pen­fiero fia ripararfi da' nemici di den­tro, che fono le medefime noftre paffioni, e concupifcenze, che ci ti­rano fempre al peggio. Contra que­fte non ha miglior rimedio della mor­tificazione della carne, e de' fenfi, che fono le porte, per cui entra la morte nell' anima; e guai a chi non ha cura di ferrarle. Di ciò fon tan­ti, e tali gli efempj lafciati da S. Luigi, che ci potrebbon muovere più a terrore, che ad imitazione, fe non ci faceffe cuore la protezione di lui, e la grazia di Dio.

4. Non fia giornata, che non fi cominci dall' orazion mentale, alme­no per un quarto d'ora ogni matti­na innanzi al SS. Sacramento, o in altro luogo ritirato, quando non gli fia permeffo di farlo in Chiefa; poi­chè dee renderfi certo, che ſenza la meditazione delle cofe divine, e del-~ le verità eterne non è poffibile che duri lungo tempo accefo, e vivo il fuoco della pietà nel cuore de' Cri­ftia­