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DECIMO
bene, Salvatore, e Padre, che a voi ne vengons le figlie ftare una volta prodighe, ma ora ravvedute, e piene di confidenza nelle proteíte reiterate, che facefte, di non volere la perdizione di veruno; ma di bramare che fi ravveda, fi penca, fi falvi: Eccole bramotiffime d'unirfi a voi, in voi vivere fino a che avranno fiato, farvi corteggio indi in Paradifo: Ecco che, emulando il Fighuol Prodigo a voi fi prefentano, e fclamano Pater peccavi, Padre amorofo, amorofillimo Padre v' abbiamo offefo, ne fiamo pentite.
Qui fi dice il Confiteor ad alta voce indi Mifereatur& c. Ecce Agnus& c.
Poi fi profiegue per poco così.
Lo vedi, anima mia con gli occhi della ravvivata tua fede in mano del facro Miniftro fotto Eucariftica fpecie quell' Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo? Lo vedi? Ah! riconcentrata nel tuo nulla con la bocca per terra dilli con S. Gi rolamo: Et nunc cur tantum te humilias, ut ad hominem peccatorem defcendere patiaris? Quale ecceffo d' amore è mai il voftro, benignifsimo Salvatore, quale ecceffo di carità, che reca tanto ftupore a tutto il Paradifo. Dio di maeftà infinita, e grandezza immenfa venirvene ad un ingrato, poverifsimo Peccatore, come fono io! Ah! nò, che degno non ne fono, e lo dico col più intimo del mio fpirito, perchè miferabilifsimo verme della terra, fango, cenere, carico di incoſtanze, malvagità, e peccati Domine non fum dignus; ma ficcome fiete tanto buono che contraccambiare volete la moftruofa ingratitudine mia con trafporti d' ammirabile carità, e paterno amore, ecco che dopo l'offerta di tutto, tutto me fteffo, unito alla voftra pafsione, e morte, vengo a ricevervi con cuo
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