Giovedì Santo
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vedessi. Potrebbono ingannarmi i miei sensi; voi siete infallibile. Caro mio Gesù, ora, che colla sagramental presenza ancora, siete in me; deh! ripigliate a parlare, e suggeritemi il ringraziamento, che ho da farvi per l'incomparabile benefizio vostro, che sto godendo. Quell'Inno che voi cantaste dopo la cena, di cui celebro adesso l'anniversario, quello voi replicate; ed insieme coi santi apostoli, cogli angioli tutti del paradiso, intendo io di ripeterlo. Lode e benedizione, onore e gloria al padre, a voi, allo spirito santo adesso, e sempre, e per tutti i secoli. L'agnello divino, che è stato ucciso; le carni di cui sono state fatta degna di mangiare, abbia onor, e gloria, che n'è ben degno; e le creature tutte del cielo, e della terra lo benedicano, e lo esaltino, si struggano nell' amor suo. Incomincio d'adesso quell'Alleluja, che intendo di cantarvi per tutta l'eternità. Ma questo sol non mi basta. Io voglio far qualche cosa s in corrispondenza in contracambio del bene ricevuto. Che posso fare? Suggeritemelo. Io v' imiterò; e siccome voi cantato l'inno, vi conduceste alla k 6


