Di S. Maria Carm. Scalzo 15 tenziere della Vaticana Basilica poco dopo si dimise per attendere alla predicazione; Egli fu Consultore delle sacre Indulgenze; Egli fu annoverato fralli Esaminatori dei Vescovi; Egli insomma fu estimato, distinto, e quasi direi venerato non dirò solo dall'artiero, dal povero, dal contadino, cui riceveva, ascoltava, aitava con esemplare umanità e dolcezza; ma dall' intero ceto dei Nobili, cui si prestava indefesso con la virtù, e coi consigli. Non si può però giugnere ad ottenere onori, e distinzioni vere, e costanti tanto fra suoi, che fra gli estranei, senza possedere un merito reale, e quella maschia virtù, che per se stessa brilla, ed esigge i schietti suffragi di tutti i cuori. Il nostro P. Teodoro perfezionandosi nelle scienze non aveva mai trascurato di profittare nella virtù, e vi era riuscito mirabilmente.
Entrato appena in Religione egli sacrificò l'ardente impazienza del suo genio, e l'alterezza del suo naturale, le riluttanze della sua volontà alla imitazione del Redentore, ed alle prescrizioni della Regola. Ed eccolo in breve, il più pacifico, il più soggetto,


