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sero stati da Dio colmati degli stessi favori, avrebbero fatta penitenza, coperti di cenere e di cilicio.
Quando richiamo alla mente tutto ciò che Dio ha fatto per me in tutto il corso della mia vita; tanti pericoli, dai quali mi ha preservato, tante occasioni, nelle quali mi ha sostenuto, tante sciagure, che avrebbero potuto accadermi, ed in cui avrei dovuto perir mille volte; ma soprattutto tante grazie interne e personali, di cui egli non ha mai cessato di favorirmi gagliarde inspirazioni, teneri affetti, salutevoli rimorsi, mentre io m' allontanava da quella voce segreta, che non cessava di farsi sentire, e di richiamarmi alla fedeltà che avea promessa, e tanti altri amorosi tratti d'una notabile provvidenza, e d' una speciale misericordia sopra di me; tutti questi favori, quai sentimenti non debbon essi eccitar nel mio cuore?
Ho ricevute queste grazie, e le ho ricevute in abbondanza: ma che uso ne ho fatto? che frutto ne ho ricavato? Quando Iddio mi mostrerà da un canto tutto ciò che egli ha fatto per me, e


