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Tutti gli uomini senza eccezione sono soggetti alla morte, la quale domina sopra ogni condizion di persone. Il giovine non è sicuro dai colpi fatali di essa; il bambino muore talvolta all'istante medesimo che comincia a vivere; la morte assedia la porta del ricco; ad essa cedono le potenze, le ricchezze, le corone, gli scettri; essa penetra nei palazzi dei podei grandi come nelle capanne veri, essa distende nella bara non meno il grande che il piccolo. Tutti i giorni essa vuol sacrificar qualche vittima: e ciascuno di noi può esser la prima. Ci pensiamo noi?
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Come mai possono gli uomini vivere in una si doplorabile cecità sopra la morte, che di continuo li minaccia? Si sa, ehe ad ogni momento si può morire, e pur si vive come se mai non si dovesse morire; sempre si rimira la morte in una gran lontananza, come se non dovesse mai arrivare. Si sente dire; il tale è morto improvvisamente; e noi sempre ci lusinghiamo di goder lunga vita. Alla morte altrui sempre si trovan delle ragioni per assicurar noi stessi: quella persona


