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li nel fuoco, nei tormenti, nella disperazione, che liberarneli, se per ciò si avesse a commettere, non diro un peccato mortale, ma il menomo peccato veniale. Finalmente il peccato è un sì gran male, un male si orrido, si detestabile, che il cielo non ha fulmini bastevoli per distruggerlo, nè la terra voragini sufficienti per ingojarlo, nè l'inferno fiamme che bastino per espiarlo.
Chi è che ci pensi?
Ah! diciam dunque con tutto il cuore: maledetto peccato, che ci tira addosso tutte le maladizioni. Maladetto da Dio Padre, poichè ne offusca l'immagine maladetto dal Figlio, poichè ne profana il sangue: maladetto dallo Spirito santo, poichè ne disprezza le grazie; maladetto nel cielo, che sopra di esso avventa tutte le sue esecrazioni: maladetto sopra la terra, ch' esso riempie d'iniquità: maladetto nell'inferno, ov'esso precipita tutti i dannati: maladetto durante la vita: maladetto alla morte: maladetto nel tempo, e maladetto nell' eternità. Veggo i Santi, che tremano alla sola considerazione del peccato; i/


