23 re un sacrilego altare, ove sagrifica il suo Dio nel medesimo tempo che viene a sagrificare al demonio l''anima sua.
Ah! mio Dio, qui è dove, più che i discorsi, dovrebbero farsi sentire i gemiti ed i singhiozzi. Diciam dunque gemendo e tremando: il peccato è un si gran male, che quando pure in un mes desimo tempo si unissero tutti gli altri mali, la. guerra, la peste, la fame le angosce, le amarezze, le malattie, c e la morte ancora, sarebbero un nulla in paragone di un peccato. Il peccato è un sì gran male, che quantunque per non commetterlo, fosse necessario perdere i nostri beni, la nostra libertà, la nostra sanità, la nostra vita, con tutto ciò, senza esitar nè anche un momento, dovremmo versare sino all' ul
tima goccia il nostro sangue, offerire il nostro petto, e lasciarci piantar in esso il pugnale, piuttosto che acconsentire al peccato. Il peccato è un si gran male, che sebbene per mezzo di un peccato fosse possibile trar fuori dall'inferno tutti i dannati, e farli salire al cielo, tuttavia meglio sarebbe il lasciar


