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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DIVOZIONE ALLE TRE ORE

Ah come avvampa o anima, in questo mo­mento quel cuore dolcissimo quella divina vo­lontà! Che fuoco, che amorevolezze, che tene­rezze! Questo, anime, è il tempo di far prov­visione dell'amore che sta ardendo nel petto di Gesù. Tutto, dice, è già terminato, tutto com­piuto, non vi resta più nulla, fin qui poteron giungere i miei affetti: arse già il fuoco sin dove potè; il cuor già mi bolle entro il petto del suo accendimento maggiore. Andate a questo incen­dio, o cuori amanti; andatevi anche più voi, o petti gelati, andiamo tutti al cuor di Gesù. O tiepidi cuori! questo è già terminato. O pecca­tori insensibili! questo è già conchiuso; la fiamma è già nel suo colmo, gettatevi nell'incendio del cuor di Gesù: Amare e più amare Dio: ardere, e ardere sempre più. Sia così, Gesù mio. Muoja pur io disfatto dal dolore, ed arso dal vostro

santo amore.

L'alta impresa è già compita, E Gesù con braccio forte Negli abissi la ria morte Vincitor precipitò. Chi alle colpe omai ritorna Della Morte brama il regno, E di quella vita è indegno Che Gesù ci ridonò.

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Coro.

Compita è l'alta impresa: pid Gesù con braccio forte

Precipitò la morte, D'Averno trionfò.

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