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Ton tal ſale condito 85 il concorde Aunimo de gli amici, e fidi, e veri, Che nel bene,ò nel mal deſio diſcorde Non ſi innefiò ne' duo cori ſinceri; Aa de la cetra lor tutte le corte D'yna amicitia, hor dolci,& hor ſeueri Rendeano vniti i lor muſici accenti, E d' entranbi fiorian tutti i contenti.
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La vicendeuol fede,e! ſido amore Concepiuan nel ſen d'ambo gli amici, F' parto loro era comun l'ponore, Come i lor guai comuni,e i beneßci; Aprimi il pettone mira amante il core Correre a te, ſprecar vinti i nemici, Cemeott ercole il ſuo Theſeo ne Inferno Trarlo da morte, e da quel foco eterno.
3 ²2 Se di(xſare impreſa fusꝭ auguffa Non prender la Citta tauco felice, Che tenea per forteza in caſa angusflta Vn'amico d. dugu fto,anco a me lice Per la noſlra amicitia s* veruſta Lo ftato ſaperar del piu iafelice, Onde auuien, che fra l'armi, e'n mezoa! A l'amico prigion l'altro s'accoſte.(Hoſte,
Se a me Vacqua dereree„d foſſe il foco, Stimerei piu d'altr buomo a la mia vira E ſſer d'huopo lamico in ogni loco,
Ta Pietd ſeco a compatir m'inuita, E ſoſſtir de la ſoxte amaro il gioco, E'n preſenga al ſuo mal preſtargli aitas luſtra,o tu amicitia, il mio diſcoſo, 8t Pona a gli Amici lume, d al men ſoccorſo.
Diſſe Agenor⸗ Dans Il tuo cor col mio cor con nodo tale Da Lamicitia ſanta, vn tal mi ttrinſe 4 Laccio, che ſcior nol pud forga mortale, Con Angelo il mio amico,e nan eſtinſe: La ſua ribellione il mio leale Amoraſe Angelo ſei mecoa lo pene,/, Riuela il volto, efa verde mia pene. 8
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35 DParmi hen s, che ſi riſchiari il viſo,
Odo la voce del amico vera;
Mauſe egli èn bando, ond è da noiĩ diuiſo, Non ſeil amico tu, come il cor ſpera, Santa amicitia rendimil'auuiſo,
O fa, che'n tutto il mio ſperar non pera, Prigioni, o voi compagni ecco vedete, Se' noftro amico, od Angelo credete? 36 Dieni Hettorre, ecco il Padre, ecco la viſta Ai ſi fa chiara, e ſplendida la imago,
Ecco Angelo l'amico, ahi che mi attri ſta Meco mirarlo: Abi cor mi ſia preſago: O tu mio, dice, Hettorre; EHò‧ di gia vifta La dolciſüma faccia, hor sà mi appago D'abbracciarti mio Padre,ah forte mia Nulla ꝑiu chero, en cor piu non deſia.
37 Dar, che dica la dolce Primauera, Tu che diuidi le ftagioni, e i giorni, O Sol, girando ſcopri la tua sfera, Cbhi ti vela la luce? mentre torni, A noi, forſe la nube oſcura, e nera Dileguerai, ſe nel Cielo ſoggiorni, Veſti gial'aria luminoſa, e pura, Ti conoſco, o di Dio ſpecchio,e figura. 8.
3 Lalma in tal guiſwel' Angelo custode Sgombrò la uebbia,e lor s'apri la faccia, Angelo appare, ond egli hor piange, hor go Elor ſi manifeſtas Hettor! abbraccia,(e, Agenor con ftupore, e vede,& ode
Zamico,e ſeco fortemente allaceia
Le mani le braccia, il core, e peſcia a canto D'Anugelo gli occhi ſuena, e ſparge il piãto. 39
4 dues ſe meco auninſe Fortiſſimo Agenor piangi, hora piagni,
Tu, che morte de' figli, e de' piu cari Nõ mai piãgeftiꝰe veggio hora, che bagni Per l'amico il tuo ſen co pianti amari?
Da gli oechi tu trasfondi, e gorgbi,e ſlagni
Cotal Hietd da Tamicitia impari? O parti di vittà viuete eterni Elempi damicitia almine ſuperni. Ff Sog-
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