Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
222
Einzelbild herunterladen

7 Ache l'accorta Sapràl Imperator quel giouenile

ergine fa aſtrit Indomitoſuo cor ne l'otio immerſo, Sta, P l'impudico amorel odio hoſtile A quel ben, che! Reprime ra forſe al negnare auuerſo,

ſah pietoſo Dio for⸗ Seibal animg tuo Kegioe virile, KEu Che Juel lungò patirſempre è conuerſo H Da Hierete, por u udſin di,ueand e1ue, D Co Imor ben for Ach fortuna, Ipouerta non paue. j 6 e afflitta, e ia, 9 ſeeu A. te aſſlitta en⸗ Anta Agenor: Chi ſei tu(dice) o Scudierd,

Barbara in ſuo ſeruire ama, e sfanilla;

Al Padre ſerue dal reo duol traſitta, Seruè al amante in ſeruità trauquilla, S he,S amordſo ilſuo eor ſerme. Che'n aiuerſt penſieri ondeggia, e ferue: ENa aicea traſſes Milon mi manda

Sei de l'amico Conte? e ſei fedele, EFE de idecreti ſuoi meſſaggio vero? o cedo al amicitia le querele; casaſesaaſäeitaues ſangen, b Poichel amito il mid ii amarofese,

ela faddolcito,c le nebbie gratoſe,.

E dal cor ſgombra onde tempeftoſe-

63151OXIO911 LlHi 7 ern Farſe auuet-d, che quello humau Cauallo

Al Padre mio, come pin fido ſeruo,&iasonuerſo in Acouscui tolto il monſo, Qufi ſecreti maggiori mi comanda,, h i cioltoda i lacci Denerewedralloo

E nel mio petto ilſuo voler conſeruos Da la prigionè al Campo hauer ricorſo; Aui inteſſe l'amicitia vna ghirlauda(uo Quanto prema Giutitia, il Re faprallo, Cbe hregia il Cote,& il mio padres Oßer Sei contra l'εοte mouerd il ſuo corſas Que fta qual tramontana del mio amore, Nel mio capas inaſpra l'atya piaga Qaaεlrefugio del afflitto Core. 1mpatienté in ſopportar ſa taga. ... 8ede 3 8 2 8. 4 6

Nuntio del caro amor n'andai ſouentto Doudla nobilta dou'd'"miohouore? ATapra di Pieta col dolce Padre, eon cam ſchiauo chiudermi in prigione, Acui diſſ angoſcioſa,& hor ridenten: Aa incaftume cnadel pienod horrore Deneto Heroe fra le nemithe ſquadre, Donna regger col freno vn pio Campione Conſolator per te fido è preſente, Aqdattar briglia al capo? ab mio dolore Trouaſti ancor, chi le rapaci, e ladre Augiuſtamente,ò pur ſenxa cagione? AMano di morte, ſe non doma, lega?(ga. Mlogle ancor, che le cateneꝛe laccio, Quel Cõte egli?, che a te il mio dire iſtie- Quauld pin ſcoſſe, pin danno d'impaccio-

G⁸ 2

. 4. 5 19 9 pera Campione inuitto, che al tuo RampoSatlenKa,o di Dio figlia,& berede Quanto fda amicitia oprar piu puote, I eni, c reprimi il mio ſpirto furente: Opra l'amico, onde anco dopo il lampo Ma ahi, la mia figlia Barbara a la fede Spunta il ſeren ne le celeſti rote; Dei Tiranni aſdata, ou'ò dolente? EFin che l'amico Sol per noi nel Campo lo la miro, e non piango, e poi ſen riede Il cor noſlro co' raggi ſuoi percuote, In su gli occhi la imagine preſente Diſgombrerd le nubi de gli affanni, Di giouane nobile, e veſtita Sappi,che non sinuecchianoi Tiranni- In s baſſo decoro a si aſpra vita?

8

2,