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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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330 cANTODEOIMONONoO:

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Sapriua il Cielo, e balenaua ſpeſio, Hana ne l'armi il Sol cãfonde il raggio,

Solo con volto a terra humil dimeſſo Stannoi prigioni eſpoſti ad ogni oltraggio, Taxdo mouere il paſſo è lor conceſo Ma da la fronte apetto èl lor coraggio, Ediſarmati il giouenil valore Spitan. da gli occhi dando altrui timore.

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Aa ſopra tutti il Re ne moflraſegno De l'allegrezXa,ond' al trionfo applaude, Come ſorge da Eufrate il fior ben degno, Che al Sol naſca, ò tramontis&i cerca lande Da deſir, da piacer, da amor, da ſdegno De la ſua amante,e par, chogni atto laude De gli occhi, de le man, de le parole,

Alio in lei ſi ſid qual Miraſole.

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cattius in prigiou ſerrati furo, i

E Febo laſcioòl carro, e le ſue rote NelOceauo immerſe,e ne l'oſcuro Partꝭ dal Moudo a le parti remote; Fuggendo Momo il d', tempo maturo Preſe il notturno, ond'ei cantò le note D'vn tal trionfo,e Gloria si feliee Venere è piu d ogni altra Meretrice.

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Torna famoſa Venere a tuoi balli In Cipro, in Papho, in Amatita, in Gnido, Cinger, trattare in Guerra armese metalli Fama non è del tuo sꝭ nobil gridos Ma vn riſo tra dolciſſimi interualli Paſſar col vago amaute a te ben ᷣdo⸗ E'tua lVittoria con s fatti incanti Vincere, incatenar laſciui amanti.

1 fine del decimonono Canto.