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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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218
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248.

: 110 Queſla ingiuſlitia a le tue inſidie? pari,

Valor de Franchi Paladini è tale?

Le Maghe in Campo, e ne proprij ripari

Tradire il vincitore? a chi non cale,

Cb'il voſtro è vano honor, da cid lo impari,

Nieni meco con cento in pugna eguale,

Meglio ti par fral Hoſte, e piu ſicuro

Pugnare, uſar gli aguati al Cielo oſcuro.

111

uindi i ſuoi giuſli ſdegni in sùͦ la cotei

De lo ſdegnoegli aguctia, e ſi auualora,

Al Re ſoloſi inuia, poi ſe percuote

per via, non cura, e fa piu ſtrage ogn' hora, uãto pin auuis, che! ferro alzi,& arruo

IFranceſi il periglio ban viſloallhora(te,

Fan corona al ſuo Re, poſcia dal Campo

Lo fanno ritirar per tema,ò ſcampo. 112

Se i bellicoſi Franchi al Caualiero Danno trauaglio, ei pin forte ſi ftringe,

E ſotto l'arme aſſale ogn hor piu ſiero, Quindi i Giganti, e Marte hor caccia, hor Se non degna ferirli piu ſeuero(ſbinge, Li conculca, e! Caual ſotto ſi tinge L'ynghie,c i ferri del corpo calpeſtato, E d'altrui ſangue corre vn mar tutbato.

113

Non viè piu, chi pugnado a lui reſiſta, E'largo Campo, oue ſua ſpada rade;

nando l' horribil morte in bieca viſta

Le baudiere ſpiegò di crudeltades Onde inuolar le vite allhor ſi è vifla, premerei cori, e'n ſen tener chi cade, AMuggiò lo Iuferno per terrore, Aletto Velò con le empie Serpi il crudo aſpetto.

114 jl prode(apitau s accoſta al lidoo.

Eaice: Omarda la ſua Tatria aſſente L'Augelo tuo diuidi, ma confido In Dio, ch'a gli occhi miei luce preſente; Cola dal ſommo Ciel ʒ'offre al ſuo fido, Moſtra di sfauillar, qual Sol lucente, Con aurea di Chriſtal candida Croce, Che d innocenaè ſegno, e del Ciel voce.

C AN T O)

I11Fe Poſcia a' cenni di Diol Angel cuſtodle Inſpira heroico fatto a la ſua mentew Se Dio con lui, ſi ſcioglierd la frode Dela Maga, chel'odia crudelmentes Vada prigion, che l'alma ſua ne gode D'eſſere a i ſuoi conſolator preſente: E Dio quegli ꝰ,che ĩ Cieli frena,e gira, Che ciò a ſua Gloria, a ſua ſalute iuſpira- 116 Fu chiaro inditio, che ſua nobil Fede Fea moſtra di Martirio, e di Vittoria; Croce dl patire, a cui premiĩo ſuctede, Quindi aſpira a'honor,& ala gloria⸗ Che farò, Dio, ſen⁊a il mio figlio herede d E, diſſe, egli è prigione, abi che memoria Le mie figlie prigioni, el dolce amico Abi duro Padre, anzi Angelo uemico. 117 0

SJe io fuggò compaguia de le ſue pene

Qual ſena lor ſara mia vita albora? Neceſſita mi sfora, e piu conuiene Eſſer comipigno ai figli,& a la nuora; Vag hi di gloria, o miei partioſen viene A voi conſolatore il Padre, hor bora Mi rendo ai ceppi, a la prigione, a morte, Prouuegga Dio d altra miglior mia ſorte. 118 eAlto gridò: Quei Gindici rappello,

A voi dico, e col brando gli raſſegna; Venite a dar ſentenxaaſe io ribello Sono de la ragion(s ella in voi regna.) Venite, a voi mi rendo⸗ſe in duello 4 Giudicate, che io vintos Impreſa indegna Veuere in Campo, e Maghe ſi dan vanto Di trattar armi, e vincer con incanto.

119 Il gran Nepote del famoſo Orlando,

E Coſtantin conuione, e dice il Conte: Sappi; Noi fummo Giudici ſin quando La Giuſtitia con noi ſedeua a frontes AMa dopo, che ragione ha preſo bando, Aciò che piace ſon le voglie pronte,

De i Regni è fatto vn Idolo il piacere; Dico, non vi è Ginſtitia,ou'è'¹l volere. O for-