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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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178
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178 90 Non ti dirò il trionfo di mia figlia

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Col ſuo Leone a cauto, e me ſuo Padrez Che la ſua famalali a mille miglia Spande gli bonor con voci in ſuon legiadre: Si loda il Latin ſangue, e mia famiglia, No la inuidia potea con le ſue ladre

Voci mutar, meno ſcemar honore,

Che acquitio di virtù non mauca, ò more. 31

Di perle riceuè ricca corona

La mia figlia, Leone vn monil d'oro, Et honorata fu la mia perſona Di ricche gemme, che valean theſoro; Onde vn grido immortal perl'atia. ſuona Del noſtro honor forſe dal ſommo Choro: Ai noftri acqui ſti, ai ricchi premij rari Inuidian Donue, nobili,& auari. . Qualhor Fenice rinouata in viſta De glialtri augelli glorioſa appare, Veſtita d'oro, e doftro ella ſu vi fla Spiegare il ſuo trionfo verſo il mare, AMerauigliando la Fenicia acqui fta Nome eterno da lei, che'lrogo, altare Ereſie, e'n lei riſorſes Hor tal fra l'acque Di(umilla il trionfo, ou'ella nacque.

33 Deggio ſeguir la lachrimanda biftoria Chein Venetia n'occorſe del Leone? Cui fu eretto Obeliſco per memoria De la preſa da lui crudel tenone; Di notte tempo per ſua vanagloria La giouane de l hoſte in cor ſi pone Furtiua di veftirſi de la veſte Di Camilla, e la ruba, e ſi riueſte. 34 De flita n'eſce fuor con si honorate Spoglie aſſai note a tutta la Cittade; Ta fama ſcorre in voci alte, e ben grate, La Donna del Leon,l'alma beltade, Eccola, vſcite Donne, e la mirate, Tofto s'ingombran tutte le contrade, Da i griai tratto ilgrau Leon ſi deſta, N'eſce a mirar la rinouata feſta ·

N TIOI

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(on rabbuffate ciglia ei ben rimira Di queſla paaa i portamenti, e gli atti: Batte la coda ſpeſſo, e poi s'adira, Scuote le chiome, e ſalta a paſſi ratti,

Con bieca viſta, e horribil guardo,& ira S'accinge ala vendetta, ad empi fatti, Tardi S'auuide, e de l'error pentita StA di color di morte incolorita.

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(ome d inganno ella aſpettalſe pena

Lalma gli ſpirti cangia in forma ſiranas Salta la belua, e'n vno inſtante ſuena, El peuto a la infelice, e ſquarcia,e sbrana; Poi Stando ad odorat le veſti, a pena

Die ſegno di ſtupir con mente humana

Le rauuiſa, e da lalma il cor diuiſo

Di ruggiti empie il Piel⸗ muor d'ĩprouiſo⸗

87 Cuſo crudel, di cui tanto ſi duole

Camilla,&lſuo Leon piange infelices

E'n proferir meſtiſſime parole

La Cittade, e i triouſi maledice;

Non ha, doue ſi poſi, ò ſi conſole,

Spera ſol d isfogar oon lingua vltrice

N duolo, i danni, e perder la memoria

De ĩ trionfi,& odiar l' atteſa gloria. 88

Partimmo da Venetia ſconſolati,

Elaſciam la Cittade in duolo, e'n pianto- Inteſi poi, che ſtanno fabbricata In honor del Leon per ogni canto

Colloſſi, e Mauſolei, marmi dorati,

Che furo in ſtile heroico, e'n nobil canto Di mia figlia ĩ trionfi, ell ſuo gran duolo Cantati caſi occorſi in vn di ſolo.

89 Tanto al ſin ti dirò, che'l noſtro acquiſto D'oro, di perle, in arme fu cangiato, In caualli di Guerra, e'n meſto, e triſto Ofhtio, e'n arte d'armeggiar mutatos A Venetia il portento ho gia preuiſto, E di mia figlia Pinfelice tato Fra perigli, e fra inſidie ecco ferita, Da ſottil ſilo pende la ſua vita. Dopo

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