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DEGIMOQVLN TO. 155 7
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72 Barbarod Algier vide il ſoccorſo,
Oude a fuggire a vento, a remi intende, Con piene vele gia nel mare è ſcorſo,
* E le preſe Galee perde, ò pur rende;
Vaà Vaxbaro crudel, che a tutto il corſo
De la vĩita Satan prefto t'attende,
Non fug girai di Dio la mano vltrice, e ſia piu col tardar vindicatrice.
„ 5 1 ira nel mar fatto di.ſengue roſſo, Altii ſtende la mano, e chiama aita, Altri al legno s' appiglia, altri fi u. ſmoſio Dache ſi tiene con mortal ferita, Si che grau'è da l'onde abſorto, e moſſo Preſio il Turco il Fedel perde la dita, 1 Baria singombra di piu horrendi gridi, Quando suimbruna, o non ſi veggion lidi. . 7² Altri pur nuota, e fr ge, ma ſi intrica, O ſi incõtra in nemico,d'n corpo, ò'n legno, Smarita horaè la ſtrada, bor parl'amica Spiaggia, che alunghi del terreno i ſegno; Aleri a i remi safferra, ma nemica 3 Aano diuide il braccio, onde i diſegno Fa i Trace con Macon di goder, quando Neila fonte dilatte andra nuotando.
Dittoria hormai dal beteren ſi maſtra Col mauto di vermixlio ſangue tinto Con le palme la gloria il ſin dimofira Dopo il palſato male, vero,9 fintos Oia da piu lati il Giel fa vaga moſtra Del trion fa nte d, che'n Guerra ba vinto, i che n giubilo immenſo,e immẽ ſa gloria Eattoria d certa, oguun grida Vittoria. L'alma Claſſe fedel eof
20. a, e gode Col nimitar da le ruine in e
Seha Ciel del ſuo valor la lode,
ai matti Turchi il gran perigli
d1, 0,34 nché il gran periglio appare Dal vincitor ridirſi, por qturesraad 3
Era la miſchia, e qud le impreſe rare
De, Generali, e qu? creſcea!
Dolce al fin la Vittoria? dop 1*
affanuo, o il dauno.
5 Qua diuider le prede, ela gli amici bbracciarſi, e baciarſi in lor vicenda, Raccontare il furor de i lor nemici S'ode, come ſia ancor chi Guerra attenda; Si ridicon le foræe, el ire vltrici Quaſi, che'n dir nouo valor gli accenda, Come han le Galeax Xe il terxo ſparſo De Armata infedele, e vinto,& arſo. 76 Dei feriti ſi ha cura, altri conſola, 1 Medica laltro, ò ſana almen la mente; Edi Vittoria a la dolce parola Si partono i dolori immantinente; Vien ciò, che'l core afflitto riconſola, Quel ferito Campion, che piu non ſente, Da Dio fa ſegno di riceuer palma, O'inteſa la Vittoria, in ſe tien lalma.
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Qual di te pin felice alma beata, Che'n terra, e'n Cielo godi la Vittoria, Poi che del ſuo mortal non fia ſpogliata Lalma, che del trionfo haurd memoria, Quando ſeguꝭ l'alta, e naual Giornata, Che palme in terra, e'n Cielo acgſtò gloria, Quãdo all hor cieco, e ſempre inuitto Duce In Dio trionferai 8 doppia luce.
eArroge del Italia il gran contento, Aa di Venetia vniuerſal letitia, Mira quei Padri dubitar leuento Atentre veder gli par ftrana militia, Come in legno, che vola a remi, a vento, Ma giunto al lido, al fin fugge triſtitia Dal volto lor, che'n ver n'odou la noua De la Vittoria, ognun t ittoria approua. 19
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& le mercii Mercanti in abbandono, E ĩ theſori laſciaroi vecchi arditi, Correr perla Citid, mira, che ſono Huomini, e donne, e figli, altri infiniti, M Che ſi baciano a gara, e fauno vn ſuono V Di meloclia ſoane in Pace vniti, 3 Queſta diccan, per noi felice Hiſtoria, Godiamo Aumici il en de la Vittoria. h
A Dio


