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——————— DECIMOTER ZO. V . 100 Qualbora Orſo a i cacciator gli piediu Altri fa feſla al Ciel, Tonde ſprux xando,
Speae le Quercie cõ le branche ſbiãta, A cidò, che piu lor piace, ognun riuolta Sef uria monta,& arrabbiato il vedi, La varia voglia, che piu al ſenſo emerge, a le radice vecchi arbori ſchianta; El hoſte al ſia diſciolta in mar s'immerge. Laencia ſaſſ, e camĩna nei duo piedi- eier . Tanto e'l furor' e la fortexXa ètanta, Da la piaga sl aperta il ſangue ſparſo V
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Che ſe ei vedeſſe, e pin lanciaſſe dritto Augelo in copia hauea con duolò immẽſo, Contra ogni cacciator ſarebbe inuitto. Quando il Romito di pietd non ſcarſo 101 Co ſucchi d herbe auuiua il freddo ſenſo,
(0 muti ſuoni, hor col nuotar guixando Chiaman Vittoria, e'n ſenſo lor raccolta, Aliri saffonda, hor s'erge, altri nuotando
Applaude al vincitor', e'n giro volta,
E verſo lui damor compunto,& arſo Entra nel boſco, oue è di foglie denſo, V E qul il conforta, a ſua ſalute attende,
E di ſua vita vn gran volume eſtende. 1
ll fine del decimoterzo Canto.ʒ
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