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90 Qualhor dal monte diroccando il ſaſſo Hi ſalto in ſalto ſi profonda in mare Col graue pondo iui ſcendendo al baſſo Empirſi il vacuo d'ogni intorno appare; Per ciò co' ſpeſſ giri a paſſo a paſſo Fal'acque in su ſpumoſe gorgogliare, IOrco cosl con lo ftordito ſenſo SFabbandona,e vimmerge in mare immẽſo.
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Quando ecco del ſuo ſangue ſparſo accorto Piu, che mai fiero, e ſmiſurato appare, E.ſeco Orca per maggior conforto Manda dalampia boctal' acque amare; Per vindicar la ingiuria, el graue torto, Preſe ei la gamba al 3Duce, e tur bò il mare, Ella inuerſo al nemico vn braccio ſtende, Eſupino ne h acque lo diftende.
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9 eAngelo nel periglio accorre a Dio, E intrepido di cor vigor ripreſe,
E ſi leua, e ſi aſfronta con deſio
Nel prender terra di iterar le offeſe,
Edare i Moſtri al loro eterno oblio,
AMal vno, el altro ſerranſi a le preſe⸗ uid' Angelo quella Orca ĩ mar ſoſpinge,
EOrco con la mano indietro ſpinge.
9³ LHeroe con viua fora a terra nuota,
E ſopra ſale d vn ramo ſo pino,
Sua ferita con gli occhi addita, e nota; Ma poi s'affronta coutral huom marinos Fulminante tra i rami il brando ruota, Mentrei Moſtri guerreggian da vicino, Si sforz ano ſpiantar l'arbore eſtenſo, Ei d alto fere, e'nſtupidiſce il ſenſo.
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Spargon nel mar con molto ſangue vn fonte, Striſcian partendo vna ſanguigna via, E moſtran le alte ſpalle, hora la fronte, Hor par, che immobil mole immerſa ſtia; Ma cruccioſo,& acceſo a l'ira, a l'onte Ognuno contra l'arbore z'inuia, E qul odorãdo i Moſtri il ſangue bumano, Kiſcaldano nel cor ſdegno pin ſtrano-
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95 Da larga piaga mira il ſangue vſtire Angelo, e nulla teme, ani piu forte Contra i Mofiti raccende in guerra lire, Hor ſi duole, hor ne ſgrida lempia mortes Perche al braccio di lui non pon morire Gli Orchi, e pur fere, e gia ne ſtima abſorte Che ſian lor vite in mare, che fatale Il corpo meni la visa immortale. 9 (ome eſercito d'Orche, e di Balene Il Duce vede, che nel mar ſi aduna, Euui il Cane, il Cauallo, e vi conuiene Lacutiſſma ſpada empia, importuna, El peſce, che anco eſtinto dd le pene Di morte, a chi il feriſce. Hor ſi raguua Quella hoſte innumerabile a difeſa De' Moſtri, e contra lui per farne offeſa. „
7 Allhor ſi ſcofta, ò pur di ramo in ramo Salta, e qul laſcia la beſtial tenzone, Cui s'affaccia il Komito: Hor qul poſiamo, Dice, o Cam pion, ci inſeni la ragione, Come iceꝛti perigli noi fuggiamo, Mira, che a la vendetta ognun ſi pone; E nota, come de i natantil boſte Contra quel Pin tutte le foræe ban poſte. 8 ½
98 Emuli i Moſtii d'ira, e di furore Con la coda hattendo inalzan l'acque, Fan con gli horridi ſuoni vn tal rumore, Che al marino Nettino anco diſpiacque, Poi che nel mar s'apriro al gran terrore Le viſcere d Abiſso, e d'indi nacque Magna commotion de i Dei marini, Ed' Iunferno peruene a ĩ rei confiui. 99 LOrco ſopra quel pin tol graue pondo, Qual affonda piu graue la Balena, E ʒ'attacca, e lo ſbianta, e porta al fondo: Se il mar la cima, e i rami a galla mena, Ei le radice ſmoue dal profondo, E POrco lieto il Piu toree, e rimena, Elo sfondra, e lo morde, al fin lo pexxa, Ed'immenſo furor moſtra forteæza. Qaal.


