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(amaleonte in ſe varia colore, Ma'l candor de la mente ei non riceue; Diſcorrel vniuerſo, hor qul l'honore, Miraz e cola lo inuidia, e'n corſo breue, Si poſa in quel di glaria acceſo core,
E da l'inuidia il latte, e ſug ge, e beue, E creſcon fatti adulti alti penſieri
Di Reami, di Stati, e di alti Imperi. 8¹
Seꝰl merto egli di ſangue, ò di virtute Non ha, S'arroge al men Stato, ò Corona; Reſifle a chi ſi oppone, e le perdute Sperane auuiua, e ſe medeſino ſproua:, Non altra egli deſia grata ſalute, Ma per ſeguite honor, tutto abbandona, Cos il foco, ſeal aria, e ſale, o giunge, Piu su de le fauille il fumo aggiunge.
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Oſa ambir tanto, che ei preſume indegno Scala al Ciel farſi, e ſaggiogar le ſtelle Graue nel partorir ſi alza lo ingegno,
Par che adulto il deſio nel cor fauelle, Che'n luil Ambitione ha pofto il Regno, Tanto brama regnar, quanto Babelle, Se graue gli è patir, dolce anco ò'l fine, Sperando, chel Ciel lui Re ſoldeſtine.
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Ala in quella notte il&e premea le piume Ingombro lo intelletto, il core, el ſenſo D'amoroſo deſio del ſuo bel lume,
Tal ferue il mar, quale il deſire immenſo, E'l peuſier dal penſier par ſi conſume, Ondeggiando il voler d'amore intenſo, Al fin ne la ſua imagine amoroſa Il goder, el voler racqui ta, e poſa.
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4 Sdice: O viſta a ſol beaimi nata, Se'l mio amoroſo core altro non brama, Chetel' ldolo mio, mia Diua amata;
O miraſſi in te ſola alma heata
Quel sõmo ben,che'l cor piu ỹᷣgia,& ama, Reſta almen bella imago iu me ſcolpita, Che l'alma mia nel tuo bel viſo ba vita.
Abi quanto in rimembrar creſce la bramas
GC A N T O
35 Ala laſſo ahimò, lontan dal mio bel Sole, Che ſolo a gli occhi miei ꝛiporta il giorno, Et ardo, e gelo, e tremo, e le parole Sento di lei qual' Echo ſar ritorno; Se auuien, che la memoria mi conſole Nel ſerenar, ou'ella fa ſoggiorno, Bramando l alma quel ſuo bene eterno, Il piacer mi? 2enenso, ed Cielo Inferno.
Terrena Dea, ſel bel, che in te riſplende Tutti i deſir m'adempie, e le ſperane, Gira con gli occhi in quel, che piu vattède, Mirerai nel mio cor le Sie heuae Del bel, che in te da me non ſi comprende: Ode limago tua dine ſembianze,
Come imitar ſi può per ogni parte La tua diuinitd, ſe humanaè l'arte?
87 godrò, ſpero gioir, perche, ſe altrui. Le tue diue belleæze in don comparti, Perche me impouerire? arricchit lui, Che ingratiſſimo fol può diſamarti? LVieni, torna mio ben, che in amendui Amore innesta le due vite; amarti Vorrò mai ſempre di tal nodo auuinto, Qual teco viuo, in me medeſmo eſtinto. 88
O notte, o ſonno, otio regale, o letto SenXa colei, che, abi, di lontan deſio; In amaro vegg hiar quanto diletto In caligine uera, e'n ſogno rio?
Ciò, che moſtrate, nulla egli è'n effetto: O bella imago, torna, Idolo mio, Torna Amorꝰ, e riporta del mĩo Sole Il ſeren, lo ſplendor', e le parole.
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Oletto,(ond'ei ſi leua,) a Dio, le ſtelle aghegge:ò nel lor flellato giro; Ed ecco, io ricouoſco i raggi in quelle, Se di godere al mio bel Sole aſpiro- Eſcorgo le ſue luci aſſai piu belle: Se fino argento in voi canaido i miro, Piu ne la Diua mia, che amo,& honoro Ne' capei biondi,ſuoi riſplendel'oro.
. Deh
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