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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Sorriſe allbor Pipino, e diſſe? ODonne, Sin quando regnerete? O Imperio eterno, Odel bumanita ferme colonne, Ne la Guerra la vita hauete a ſcherno, A fin, che il mago Amor di noi ſi indonne, Voſtra cara virtu, ſe io ben diſcerno, Foftra rara beltaà mi tiene auuinto, Quale buõ ſia, che vamis hauete vinto.

81 gitene voi Camilla ai Padri ſteſñ

Iſpiegate clemenxa; I ſegni eſpreſſi

(Se non è l'alma Dace a lor moleſta)

Gli annũtio di Pietade; Hor gli oppreſſi Ne l'aßsedio di Guerra; onde lor re fla

Al Ke Franco ſeruir con miglior ſorte,

Je no, preſento lor foco, acqua, o morte.

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Quaſi Cinthia con l'altre Relle alato Ne la naue celeſte al ſuo cammino Lo ſtellato Ocean varcar le d dato, Leſte habito altero, e pellegrino, Si prepara Camilla, oltre vſato Dir meſſaggiera al Principe vicino, Ela mercè condur di Donne helle, Nel gran ſegno di an⸗ erranti ſtelle.

Si riforman due naui The eran ſole Reliquie,& eſca del gia ſpento foco; De le Venete Donne il Re pur vuole Sceglierne, e farne di Tittoria vn gioco; Atti, gratia, beltade, ardir, parole Mira, e rimira dal'eccelſo loco,(ſtra, Che in mexxo ai Franchi fan lor vaga mo- Quali Amax oni mhei, ſoleano in gioſtra.

4 Arme, ricchexe, e figli vna ſol naue Raccoglieua in cuſtodia di ben cento Arciere di.ſaper prouido, e graue, Mute chiudean nel core il lor tormento; Ala il render la Città par, che aggraue, Tanto di lor ſalute è'l gran contento. Si ſtringon tutte inſieme, e gia da terra Si ſcoflan deſiando anco la Guerra-

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35 (dme ne lalto Ciel tra tante ſtelle Tre in vaga vi ſta ſon le piu mirate, Cosa il Re de le Vergini piu belle, Trre n'elegge vinaci in freſca etate; Tai ſono in purità vaghe Donz elle, Quai la gratia, il valor', e la beltate Scriue ne le alme ciglia vn pio rigore dir: Qul regna honor, qul ſerue amore. 86

Tiianon dolceza, e gratia da begli occhi, Del'inclita Venetia, e del Re quefſtſa 0

Qnualhor vera pietà poggia a virtute, Barbara la piu bella par, che ſcocchi Raggi di gran clemena a ſua ſalute,

Vittoria ha ĩpreſſoĩ frõte, o vani, o ſciocchi, Ciechi gli occhi a mirar, le lingue mute, Come ſia la beltà di vna Dongella,

Quanto ella honeſtaò pin, tãto,òè piu bella. . 4

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Quando eletta fu Hippolita, vn timore Di bianca neue raſiegnò nel viſo, Ein lei lo imperio confermò d' honore; Ma la FortexXa diſpiegò vn ſorriſo, E riueſt il ſuo volto de l'amore: Chi ardird, parea dir, dal Paradiſo Di tante roſe coglier dolce il mele, Per te ſanta Honeſta ſerua fedele.

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Paſoa il Re Franco in vifta non curante Di calcar la Citta preſa, e quei muri, Spiega il veſſilo di ĩttoria inante,

Ev'ode il ſuon di trombe, e di tamburi; Paſſa, e preſenta il Capo al mar d'auuãte, Come d Adria il gran mar ſpreæi, e cu Fatto Aquila in ſe fteſio a ſe diſpone(ri; Di por freno ne e al gran Leone.

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Occupa numeroſa, e Franca gente Il Veneto terreno, oue lambendo La terra bacia il piede al mar preſente, Muro eran l'onde, che ſcorrean fremendo, uinci Venetia appare, oue eminente Si laua! alto Rio forte ſchermendo Piu d'altro muroa l'ira de' nemici, Qul ſbiega a frõte il Re le arme ſue vltrici. Toſcia