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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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91
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d.

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OOTrTA V O.

49. 1 Le Donne a grandinare incominciaro, rinforza l aſſalto, e Violante;/,

4⁰

E miniſtrare a gli archi le ſaette Contrai Franchi repente ſi lanciaro

ötrali di ſpeſſa pioggia da le elette:

Maggior tempeſia al lor primo riparo In guerreggiar promertono ristrette, Mandan gridi ne laria aſpri, e ſoaui, Come in bellico ſuon voci alte, e graui-

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Ala nulla ſtiman le animoſe genti, O de i ſaſſi, ò de i dardi empia tempeſta, Non ſon gli ftrali contra lor pungenti Gli ſpeſſi colpi riceuendo in teſta: Ma ala Vittoria,& a la Guerra intenti Non attendon tal pioggia, che moleſta Non è, come da man Franca gli ſtrali Auuentati a improntar piaghe mortali.

Gli aſſalitor sinßamman ne lardire, Che la Torre ſi appreſſa al'alto muro, Incontrando le Donue il lor martire, Intrepide ſi fian col pid ſicuro, Eſi ſtringono in Nuadre, h par s'adire Barbara inuitta: Qud ben mi aſſiicuro, Dice,o Donne, pugnar queſto alto è'l loco, Ehaſte auuentate, qua lanciate il foco.

43 (orron pronte la tutte, e a⸗ ftridori

Empion laria, gridandoa Hopra intente, Icori arman di ſdegno, e di dolori,

Son nel pregnante ardir ferite,5 ſpente; Ben che paia adombrato il Ciel æ'horrori

Fra vn nẽbo d'arme, 0 pur di fumo ardète,

Cadon però si ſpeſie da quei muri Come al vento Autunal frutti maturi.

. 44 Quale ingegnoſa pecchia al primo albore, Come ſtormo d augei vola ne j rati, Sen vd predãdo, hor l'vno, hor halu, fiore, Ei molli ſicchi coglie, e ęli odorati; Cira, torna, e poi ſucchia il loro odore, Vſi veggonoi fior ſecchi, e sfrondati Al moꝛſo dileguarſi, s che il prato Keſta de ſuoi bei fior priuo,e Hogliato.

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Vdito del bambin gemito fiero, Si infurid, come Orſa, ein vno iſtante Eere, impiaga, ribatte ogni Guerriero; Lo implacabil ſuo ardire a tutte innante Paſſase ſoſtien di Doune il ſommo Im pero; Batbara ambitioſa allhor ſi acceſe 1 Con magnanimo ſdegno ad alte impreſs, 87

. 46 gli inuitti Franchi appoggian l'alte ſcale,

More vn, laltro è ferito,& altri cade

Dal ſublime percoſſo da loſtrale,

Alt ri ardiſce, e ſi sfora, e pur ricade;

Ela mortel'adug ge, altri preuale,

E'ʒ'apre in fin la via fra cenio ſpade, Doue i Frãchi ſpargean di ſangue vn lago,

Seco infonde il venen di morte il Dra 0.

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La va ſta mole il parto ĩn ſen tenea

Di ruina, e di morte, ei Caualiers

Ne l ampio petto, e forte difendea,

Hor dal capo, hor dal ſeno inuitti, e feri

Partorire i ſoldati ſi ſcorgea

A ſanguinoſa pugna empi, e ſeueri,

Qud le vedoue intrepide ſi vanno

Incontro a quei, che piu in ſublime ſtanno. 8

4 Le nude ombre ſcorgean de i lor mariti

Quinci volarꝰ,& abbracciar ſouente La morte lor con gemiti, ey inuiri, Qud la paura,& à il terror preſente;

Morte ſpiegal inſegna, e'n quei conuiti

Stagna ella il sãgue? gorghi horribilmen- Che da i muri ſcorrea, come daii riur(ge, Onde ebra ella d di eflinti, e di maluiut.

49. eArridea la Vittoria ai prodi Franchi,

Le macchine ale mura, e ſopra, a fronte

Poggiauano il grã capo, il petto,e ĩ fachi, Terribili rendean l'ombra d'vn monte; Equei, ch eran nel grembo non mai ſtachi Si infiammanoa ferir con voglie pronte, Non piu, che vn paſſo era a ſalire il muro, Onde a Tittoria ognun correa ſicuro.

2 Quan-