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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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82
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60 Odeſio, o mĩei paſi, o vifla, ovoci Richiamate, correte, oue è la vita; Caderan mie ſperane hor fatte atrocj? Dolciſſimo il mio Amor morir mi inuita; Ite piedi entro al mare, ouer veloci Scorgetemi a quell orme, oue è fuggita, Artemiſiaʒ fia ver, che di te priuo Sia de la vita, ſe io pur piango, e viuo? 61.

S que flo, e quel cadauero riuolgo, Ma non queſlo, quel; qul il traditore, C'ha inuolato il mio henes oue mi volgo? Naè veftigio pur veggio del mio Amore; Ma ſegia qul non ò, men raccolgo Parme ſbarte, o'l ſuo corpo, empio dolore Per doue paſſerai? ſegui ben tanto, Che ſpiri il cor, da doue n'eſce il pianto. 621

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Qul nonò morta, e tu pietoſa Luna Secretaria d' Amore, ah co' tuoi lumi EFa ſcorta al piò, che la vista s'imbruna Oſcurata dal pianto, e ſterpi, e dumi Schiaccerò pur ſpiando ombra veruna D'Artemiſia; o cor mio, perche conſumi Il tempo qud? Se da' nemiciè preſa; Ab ladri del mio ben, voftra? limpreſa.

63 Diſſe: il ſudor di ſangue iui ſpandendo; Corre, ritorna, e preſo il vallo ſpia Atti, ò parole, ò ſe rumore vdendo Tra nemici, onde il ver piu chiaro ſia; Infuriato vola i piè ftendendo, Doue laſciò Artemiſia, e come pria Scorge li muti horror, ſangue, ſpauento, L'onde, il foſco ſplendor, ſol fiſchia il vento. 6

4 Tra ſe dicea: Gia ſpero non ſia morta, Ma ben sl preſa, abi, che, ſe mouta foſſe, Tra ſportarla a che gioua? o male accorta Nel mio partir tanto al furor ſi moſſe, Che a ſchermir, che a pugnare in la eſor Fiere, ſe non di Donna, eran ſue poſſe;(ta; Si che a le foræe ſue ſol tradimento Potea in freno tenere il ſuo ardimento.

CA N TO

951 Tradita, obime, Artemiſia, ella fld in mano Del nemici;,& io qul? har, non ſta Hette Trionfare a mia deſtra, ſe lontano Serbai le amare a me tarde vendettes Si adopri oęni arte,&' babbia Igegno puma La rapirò per mexxo a le ſaette,(no, Non di eſercito temo, arme, ò ſpauento, Pur, che al porto 24nes il mio contento. 6

Aria foaue,& amoroſa ſpiri, Non ꝛiporti odorati i paſſ, ele orme D'Artemiſia? e gli ardenti miei deſiri Auuiui s!, mal alma, ſe pur dorme, E ſoffoca il dolor fra ſuoiſ oſbiri, Onde auuien, che la vita egra mi informe, Parte terrò de le mie gioie a lei,

Chi ſpira i ſuoi ſoſpir co i ſoſpir miei. 67

Mu quando ſia, che mal mio grado io viua, E cbe ſia preſa, ò morta la mia Spoſa, Come ſenxa il ſuo Amore, ò belta diua, AMenerdò vita morta, e doloroſa.. Mi iri, alma, il deſio, chell core auniua, Etuo parto, è mia ſpeme egra amoroſa, E non amar riſolui, è ſe pur ami Fa, che acquiſti emulando il be, che brami.

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O paſi ſparſt, o mie Vittorie vane Sena il trioufo mio, ſenza corona,

Che era la gloria mia ne le ſourane

Gratie, beltd, valor di ſua perſona;

Ele mie palme ſono s' lontane,

Come anco di lontan meco ragiona

Artemiſia, e mi dice: Hor ſenaa manco

Ti impiaghi Amor, come ferl il mio fiäco. 6

9 La inuitta ſpada al lato allhor ti cinſt,

Ete gran(aualierd' Amor feci io,

Bẽ Iai, che il tuo al mio cor ſtretto n'auuiſt,

Accioche il viner tuo ſia come il mio,

Se te mio Imperator crear mi aceinſi,

Quello del tuo mio hene era deſio,

Che farai, ſe per me non tratti il brando,

Ache ſerbi il valor? tardi ſin quando? Ed