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ro Ab re ſtati crudele, e'l caro pondo, Che f orſe nel bel ſen ſerbi ala luce, Ii parii preſso al cor pegno fecondo; Lar dir e la tua voglia mi conduce, Emichiama a periglio: Hor dal profondo Ellane trahelamaro riſo: O Duce, Dilſe, de' miei deſiri, odi erudele Di me, forſi, e del figlio le querele.
. 11 Nel tuo valor confido, e mi aſſicuro, Che tua mano al mio capo fard ſthermo Contra i colpi di morte; Ma ſei durd A i preg bi, a le doleea ze, hai core infermo, Son gli Pirti di Guerra, hor ſia ſicuro, Che me pudò auualorarl'ardir mio fermo E fralatme, fra il ſan gue in dubbia ſorte 3 Fãmi il mio Hettor ſeguire a vita, a moyte. . 1²2 Ah magnanimo parti, che in mia vete Ti ſeguiſſe il mio cor da me diuiſo?ꝰ?ꝰ Ben ſai, che ſenxa cor reſtar non lece, Che ei tecoa lalma tua viue indiniſo; A procurarti honore Amor mi fece 2 Emula al tuo valor mai ſempre ffo AMſſar Cocchio pronto a tua ſalute Spoſa, ouer ſerua al alma tua virtute. . 13 Arciera teco, e tuo ſcudier piu fido, Ea tua mercò, i' accoppio, e d' vn tal laccio In ſempiterno honor teco m'aſſido, Qul trattar harmi m'd piu graue ꝛpaccio, Ma ſicura pugnar teco m'aſſido, E teco in vita in morte il core allacco; Pugna,e trauaglia Hettor, teco il mio amo Trionfera fedel del noftro honore.(re
1 Non morird che in Eemb hai la mia vita, Per me pin noa tardare, anxi il partire Teco n ambiſco, e tale paurò fornita La imprtſa di mia fede, e de Pardire Di ben leale amante opra gradita. E yel tuo trionfar bramo il martire Co' caſti baci, e con ſoſpiri ardenti ¹ Sallaccian lalme, arman d ardir le menti.
15 Nudati ĩ brandi, abbaſſan le viſtere, E da l yſcio ſecreto vſciro inuitti; Barhbara poco lunge tra le Arciere Spiana gli atti nel lor dir deſcritti, Ammirò gli ardimenti, e le Guerriere Ateuti, c haueano in fronte affetti ſcritti-
Che di fe, di valor, d'animo pari
Dettan gli auſpica loro effetti rari.
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(biuſe la Porta, e diſſe: Itene, odegni Duci voi di corone, e non vi arretri AMorte,o ben degne deſtre a regger Regni, O ſe fia, che da Dio mio voto impetri- Verra Vittoria; itene al Cielo, o pregni Nel virginal mio ſen pietoſi metri- Dio ſecondi le impreſe, e i voftri amori, E Dio del ſuo voler vi infiammi ĩ cori.
17 eMcende ella de i muri al piu ſublime Defta a mirar, come a vibrar la ſbada, Come è preſta al ferir, quantoſi ſtime La fora femminil, mirar le aggrada; Tra nemici Artemiſia, ſe deprime Il faſlode i vili, e qual fia trada A Palta Gloria lor; Par, ſi conſume Dnuidia,e ſcorge elſer lor guida vn lume. 18
eAahor fulmine, adhor folgorſi vede Vibrar le ſpade, entrambi contra il vitio
In forme humaune inſanguinar ſi crede, Lume à dal Ciel verace, e lieto auſpitio, Segno de la Vittoria Angel preciede, Ediſſe: O voti miei, ecco il propitio Raggio celeſtiale a gli ochi pinge Eligie de i nemici, come sſinge.
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9 Aarco le ſaette accoppia, e ſtaua
Inuida, ma ammirante al alte impreſe, Ala la Spoſa d Hettor non ſi ſcoſtaua Emula de ſuoi fatti, e de le offeſe, Come Leon di ſangue ebro adeſcaua Leona a ſatiar le brame acceſe, Per quanto piu ſi ſparge il caldo ſangue, La fame inuigoriſte, el cor men langue.
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