74 eANTO SES TO. 0 82 Non ci chiami, ò conoſci? Torol alma da vedi nol mangiar, laſcialo in forma, Al tuo cor, che ſi nutre di ſua lucres(be ſottilmente l'oro ſi diſtenda⸗ Non t'atterrir, che ſoſterrem tua ſalma, O ſon grandi, diſſe egli, e qual fia l'orma Se d'odiar loro tua ragion t'induces Des mortai, che non giunga, e non offenda; Queſta mia ſuora,&s io ti doniam palma Dice la Fame: Hor suù, che non ſi dorma, Di ſapiente, ella a gran lode adduce, Forniſci il tuo lauoro, accio ſi renda Se le peſanti, e fredde, ele grandi ale Immantinente a te nobil mercede, Di ferro dorar vuoi, viui immortale. Se eternarti con 10 hai ferma fede. 81 3 (ii riſpoſe: Ah mia vita al fin reſpira,(acciato da la Fame egli non dorme, Cedo per forxa a voi moſtri d'tuferno; Si che in breue la morte ali dorate La Fame ſueglia toſto il cor con! ira, Osò impeunare in diſuſate forme, Onde gli da la vita odiata a ſchernos Che gli Auari morendo ban lauorate: Diſtem pra l'oro al foco, e in van ſoſpira; Quindi ella in ſuolaz Xar laſciò quell orme E dice: Hor qual pennel fardmmi eterno, Iu lui,& ba dal peccatoò hereditates Se del theſor t indoro l'ali horrende? Ediſſe: Arori, a te ſia premio eterno Piglia, dice, col pan l'oro ſi ſtende. Di dorar l'ali a morte anco in Inferno.
Il fine del ſeſto Canto.
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