——————— ————— 7² CAN T O 60 65
Ben so, ch' Amor m'inaſpra; Ma ful ſangue Riponiamo ogni affetto; Se Hettor refta,
Pie toſiſſime Arciere, che in ru gli occhi Mi reſe horrida viſta, e femmi éſſangue Nel viſo, ma, ſe cor par, ch'ira ſcocchi, Mi ſdegno contra voi, che,s Amor langue Lunge dal caro oggetto il cor ſi tocchi Oęnuna, e immedicabile ferita Sentira fuor trarne dal cor la vita. 61
&d io, che a voftro prò tal Duce alletto, E sforzo il piè fermar tra noi, ſelunge Egli è da ſuoi compagni, èuui in diſpetto, Che attenda al vortro ben? Dite ſe giunge Errante Caualier da voi ricetto Non haura tra le muras e non vi punge La tema il cor con dir: chi sd? ſta in forſe
La Vittoria, e da chi ſarem ſoccorſe? 62
Ecco il ſoccorſo, a voi lo porgo in dono, Abuſate il magnauimo talento Del valor del mio Hettorre?e ſe io pur ſono Donna, non men di voi tengo ardimentos Io ſtarò, s'ei flà meco, e vi perdono, Qual ſi ſia offeſas in virta io vappreſento, Qual fia il cor di me miſera, s'ei parte, Come languird in mel Amor, e Marte.
63 Sô ben, che nel cor voſtro haurete ſpeglio De miei s giuſti affetti, o ſe io dinido Il mio cor dal ſuo cor, ſarebbe meglio, Che io non viueſſi; ogni mio ben confido, Ela vita ad Hettor, non mai riſueglio Lo ſpirto ſenæa Hettorre, in cui m'aſſido Con lalma mia, la qual rende ſua forma Viua in lui, come in me par, che ella dorma.
44 O Gmeroſe Donne il dolce amore
Partira, vuol partit, e m'ha dimoſtro
Per gli occhi il degno affetto del ſuo core, Perche ad Hettor ſupplici l' amor noſtro, E non ſcopriam puriſſimo il candore
Di pieta verſo noi, ver me? Che è vn moſtro Lo incrudelir in noi, sforgar partire
Duo Spoſi infra nemici a reo martire.
Sicure dal honor reſtate, e in mano Tenete la Vittoria. Qual molefta Cagion vi ſpinge, che ei viua lontano? Lin telletto non cape, ſe non queſta, Che, ſe ægli preſſoa voi dimora, in vano Lo Imperio mautertete in vn ſol ſeſſo, AMa da chi fia il regnare a voi conceſſo? 66
Direte, che votl Donne haurete vintoꝰ Eh, che ella è vana ambitiou, ſe gioua, Appięliateui al certo è vn ſogno finto Lo aſpitare a ittoria, ò ha gran proua Quando ne petti haurete il cor' eſtinto Tra le miſchie de l'armi, ò cruda noua Senctirete a i foſpir, che l hore corte Col polſo chiameran horrida morte.
67 Non dubitate gia, che Hettor mio Spoſo Non ſcampi da la morte il voſlro ſeno, Il ſuo ſcudo hia a voi fermo ripoſo Ri parando ogni danno: A voi ſereno Li aununtio, ſel mio Sol meco à gioioſo; Vedete il mio conſiglio, e d' dmor pieno, Imperator ſen reſti, e tu Regina, Ne d Inſerno temiam Guerra, ò ruina. 68 (ui diße la Regina: In on tal loco Allungo dir breue riſpofta io rendo⸗ Che Barbara mi chiami, io curo poco Il nome, che pietoſa ai fatti attendo, Sei Spoſa, onde il tuo dir mi ſembra gioco Ne l' armi affettuoſa, e te comprendo Dolce ne' tuoi diletti, in altra parte Amor ſi inſinga, che qul regna Marte. 69
L'oprad' Hettorre, e'l gran valore io ſtimo, E che ſua gloria paſſi oltre la morte, E ci può dar l'ittoria; ma ful primo A sſidarci de gli occhi in si le porte, Eci accendemmo al'arme, anzi, che iſtimo Foſge tuo error, ſe del tuo Hettor conſorte Non accennafti, ch'ei teco viueſſe, E col tuo Amor tra larme ei combatteſſe·
Che


