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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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100 Vreexpitoſo al ſuon d arme ſi moſſe, E gridò al arme, e degno egli ſi moftra, Cbhe Genero, e gran Duce eletto foſſe Dal Magno Imperatore a tutti in moſtra, La dimora, e la tema allhor rimoſte, Salta nel legno, ond egli alto dimoſtra Acorpo militar, che tutti auana Da ilini al vento, e y'empie di ſberanga.

101 Il Ribello ara il mar Duce, e nocchiero, Il viaggio al ſnferno ei raccomanda, Quando egli infuriato, e fatto altiero Moue la lingua contra Dio nefanda. Lanto piu tarda Dio via piu ſeuero Cont ra i nocenti le aſpre pene manda, Disfrena i vẽti, eòl dorſo al mare ei ſcuote, Ritiene il moto a le celeti ruote. 102 uxzi in van beſtemmiator la lingua, Cbe ſea Dio le ſaette ſcocchi in fronte Ti vengono a ferir, quando egli eſtin gua Col foco eterno le beftemmie, e Ponte, 74 ecco il mar de la ſpuma vimpingua, eme, e ſ goßia, onde por di mte in mote Sale, hor le valli nel ſuo ſen dimoſtra⸗ Fa col beſtemmiatore horrenda gioftra. 103

ces vn venta, ouer procella Porta Obelerio, e ne diuide il ELau3

Onde reſo da ĩ venti in braccio a quella Furia, che diede a lempio voto il ſegno; Aletto apparue, qual' errante ſtella, Fiamma, ch'eſſala nel celeſte Regno; Sparue, e portò il Kibello in altra parte, Per richiamarlo a Guerra con noua arte.

Si che vn vortice, v

8ECONDoO. 25

104 La naue di Obelerio par ſaetta, Di monte in monte l'onde ſormontando, Verſo la noua Francia andar s'affretta In grembo de le Furie veleggiando; Perchel Kibel deſia preſta vendetta, Fu tolto da la Guerra macchinando LInfernoa tempo d'indi richiamarlo, Et vnire hoſte al hoſte del&e( arlo. 10

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DVa Ribello, e tu inuita aempia Guerra, Di noua Francia chiama la Regina,(ra Che Dio permette. Hor prẽdi il porto,a ter Smonta, ch'a gli occhi tuoi fatta è vicina, TZi accoglie! empia Maga, a lei diſſerra Iltuo deſio, ch'al tuo piacer vinchina, Ela tua Ambition tu le preſenta,

Chyella co' zitij tuoi tecoò contenta. 106

Nel iIſola agli Dei votata, e ſacra Sodon le Furie publicar la fama: ueſti a noi la 7 vita ci conſacra, E lui lo Inferno a gran Diſcordie chiamar Ei del Ambitione al tempio ſacra Sua mente sl, che ben degno egli brama Di mouer Guerre, e contra anco il fraterno

Sangue gira ſua deftra, el vafto Inferno. 107

gid enere lo accoglie, ma ſua gente Altra forma vefll, Obe ſcorga in vece Di carne han preſo, oud ella di repente Quanti huomini, tanti arbori ne feces Obelerio ſi rende, e dal ardente Vitio, che infiamma piu, che acceſa pece, Fu preſo auidamente, a la vinanda

Veuere inuita, e8l reo voler comanda.

1I line del ſecondo Canto.

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