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Dunque al Re Carlolmperator Romano 8
Dirai, che'n Libertaà l huomo non erra, Quando ei difende il ſuo; Che molto ſtrano Tare a UVenetia, ch egli moua Guerra, E contra amici gia con ferma mano Diſegna armata in mare, od hoſte ĩ terra, Teſercito ba fornito la ſua moſtra, Dunque la Guerra è ſua, la Pace è noſlra. 91 Proniti ſiam qul gente non ſol pugnace Per mautenere il noſtro, ma ben degno Popolo d'acqui ftarne in Guerra audace E ſcettri, e palme con valore, e ingegno: Sol per difeſa de la noſira Pace, O per la Libertd del noftro Regno, Cerio è, che vincerem sſidati a parte Dal crudo Inferno, ò dal'iſteſo Marte.
92 Come Aleſſandro Re via piu divn Mondo Si ſagni d'acquiſtarne, oltre anco il ſuolo, E non ſia al Re ſimile, e non ſecondo; Contenti ſiam di non poggiare a volo, Ala d'immergerſi in mar peſcãdo a fondo; Tautoꝰ dolce Stagion nel noſtro Polo, CObe poueri, e contenti in Libertade Propugnarem la Tace con le ſpade.
23 A Ribello dirai erudtel fratello, Che fra ſue Furie altroue accenda il foco, Che altrous artuoti lempio ſuo coltello, Perd' ha fratelli, e madte in que fto loco, Perch ella? Patria ſua: Quindi il flagello Aggirato da lui gli verra in gioco. Del ſuo donar per ſolleuar altrui, Ch' Am bition pud torre il Regno a lui.
94 Accommiatò! Ambaſciator con dono D'on monile ingemmato, e poſcia il prega, Che Piniquo fratel rimoua il tuono Del fulmine a lui certo, e Sei ſi piega, Saragli interceſſär d'vn pio perdono, Ech' Angelo il fratel chino il riprega Per la ſua madre,e per la Patria, e ĩ fgli, Fuga le Guerre, e penſi ai ſuoi perigli
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CCAN TO
95 L'Orator torna ad Obelerio, e dice La Guerra certa, a chi fugge la Pace; Riferiſce il ſeguito, e la radice Scopre, oue il mal germoglia,el reſio tace; D'indi partꝰ per Francia, ond ei ridice Al Rè' giũto la Guerra: E vn ſuon loquace Fama ſcoppiò,ch ognuno a Guerras aime, Guerra è bandita, e gia ſi grida al arme. 6
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Quindi Obelerio con la Spoſa il Torto Preſe d' Ancona, e publicò la Guerra; Fece arman le Galee, poſcia riſorto Vn penſier per la mente ondeggia,& erras Spiega a la Spoſa il ſuo maggior conforto, Chiede peregrinar di terrain terra, E, ſe non può dal Cielo hauer ſoccorſo, Col ſuo voto alInferno haurd ricorſo.
97 Sgiurò non ceſſar, fin che non cada Venetia al Ko ſoggetta con ſua gloria, Cheſſer deue il triou fo di ſua ſpadas Si promette piu certa la Vittoria, Sel Franco Imperator gli apre la flrada; Ma che di lui conuien laſciar memoria, E'u Vvenetia pugnar con fier duello, Come in 7T hebe il fratel co'l ſuo fratello. 98 uale agitato Orefte ne ĩ furori SFinfiamma, e gira in alti, erei penſieri, Che ſi cangian nel cor ne i primi ardori, Eingombran l' alma d'ardimenti altieri; Quaſi da terra al Ciel tratti i vapori, Chaęgirati nel moto i piu leggieri Saglion piu in alto, e col contrario Guerra Si ſcorgon far,, e fulminar la terra.
Toidiſte: O Spoſarobliar vi auuiſo
Il fatto de le Noxxe, e del mio Regno, uindi Marte il mio core hà ſi diuiſo,
E lo ingombra d'ardir, d'ira, e di ſdegno;
Amore a ſerenar tornerd il riſo
Del voſtro affetto, e glorioſo, e degno;
Nõ rimaner qul in otio giurto parme(me-
Gia, che odo il ſuon, che mi richiama al at-
Preci⸗
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