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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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2 C A N T O

1 eAuro l'impero 8 8 glorioſo, eterno AEE T De la Reginad- . Adria in Guer- ra, e in Pace, 35 F

6 Seler. e ) inſidie il crudo

Inferno Per de bellar la ſua Pietà verace,

E per far ſeruo il libero gouerno S'armò Pipino,& il Ribello audace, E fu da inuitto Capitan difeſa Sua Libertd, che altrui non mai reſa.

2. O AMuſe voi, che de gli eterni allori Inteſſete corone in Elicona, Inſpirate a mia mente quei furori Onde fama immortal di voi riſuona; DegnoèI Poema de gli eccelſi honori, Degna Venetia di regal corona; Memori voi del ver ſiatemi ſcorte, Mal grado de le Parche, e de la morte.

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O principe tu pio, che in Cielo, e in terra Hai fondato il Dominio a te ben degno, Poiche la Sapienaa te diſſerra La via d'immortalarti col tuo ingegno; Tu in tempo de la Pace, ò de la Guerra De l'alma Veritaà godi il gran Regno, Fa il mio Poema a la tua Gloria vguale, Che fia ſeco Venetia anco immortale.

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Eccelſi Padri a voi del mondo honore, Di vera Libertà candida ſede, De la terra, e del mar luce, e terrore Con la ſanta Pietd, con l'alma Fede. A voi conſacro que fti carmi, el core, Al voftro lume in mar da me ſi crede La naue d A- go, a voi fia gran conforto Trarla col vello d'or felice al Porto.

3 VzurrIA in alto mar Donna, e Regina

Godea l'antica Libertade a pieno

Fra lIſolette in mar reſa diuina

Con Pace il ſuo Leon lattaua in ſeno;

Gli ſcogli hauea per mura, e la marina,

E per gouerno flabile, e ſereno

Republica de Nobili col Duce

Era al Mondo terrore, e ſpecchio, e luce. 6

Fondd il ſuo Regno, e confermò'¹l gouerno De gli Ottimati a lalma Patria fidi,

Quado ecco vn lor Ribello, ani d Inferno⸗

Seminò Ambition ne i proprij nidi: Doue era il regio ſuo tetto paterno, I fratelli, e la madre in patrij lidi, Doue i Padri godean felice Impero, Pace era a la Virtù refugio vero.

7 Queſti nobile nacque, ela ſua vita Menoò trai primi Senatori in parte; EFoſo di comandare ambir lo inuita II Ducal ſeggio per virtute, od arte; Onde a ſua mente dal regnar nudrita Furiad' Ambition!'odio comparte, Perche egli de lo ſcettro è reſo indegno, Com ei ſia priuo del natio ſuo Regno. 8

Quindi Obelerio il fier Ribello il ſeme Jemindò de la Guerra, e moſtrò il lampo: Poi folgorò l ambitioſa ſbeme Del tuon venturo col ſuo indegno ſcampon Quado ricorſe al Rede Franchi, e inſtem Moſse odio, e riſſe in ſpatioſo campo, D'indi credo fondar nel Regno il piede, O'd'quilone a destra erger ſua ſede.

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graue ſcettro del Mondo Imperatore Reggea il Re Carlo, a cui l'ordito eſbone E dice vago d vn ſuo vauo honore, E di Rebellion vela il ſermone: O Re la Patria mia preſa è in errore, Star ſoggetta a Niceforo diſpone, Il commercio del mar lui ſi confida Contrai patti, e nel Greco ellasaſida-

Ogranm

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