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che questa parte pertanto debb’ essere considerata qual prodotto dell’ industria artigiana, e debb’essere insieme ‘ calcolata a reddito della medesima. Tutto ciò deriva dalle già superiormente esposte relazioni dell’ agricoltura, secondo le quali un fondo messo del tutto a coltura produce per lo meno il doppio tanto di quello che il numero degli uomini che vi si occuperà col suo stabi- limento potrà consumare; e sarà nel progresso confer- mato coll’ esempio di un gran paese che il prodotto soggetto a tassa risultante dall’ industria delle arti è per lo meno tanto grande quanto quello che somministra l’ agricoltura.
I mezzi di danaro di uno Stato, i quali pongano il Governo nella situazione, anche nei casi non preveduti, di avere pronte sorgenti di sussidio, stanno general- mente in rapporto coll” ampliamento dell’industria delle arti. Imperocchè il fondo ed il suolo di colui che eser- cita arti è il danaro, una ricchezza mobile che sì porta volontieri ove si presentano sicurezza e guadagno.
Noi vogliamo servirci in rapporto all’ oggetto di cui si tratta quivi, e per la conferma di quanto è stato finora discusso, dei dati statistici sulle, proporzioni di produzione dell'industria agricola ed artigiana in Francia, che ha esposti il conte Chaptal nella sua opera sul- V industria francese, e di cui già abbiamo dato con- tezza nel primo tomo degli Annali dell’ I. R. Istituto politecnico, pag. 433.
Qui non si tratta dell’ assoluta esattezza di questi dati statistici, ma solo della giustatezza, per appros- simazione, della loro vicendevole relazione.
Onde avere qui il necessario prospetto‘noi dobbiamo
paragonare primamente il reddito. puro dell” agricoltura


