I. III
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Curarsi
DILL' INDUSTRIA, rc. 469 stato che noi abbiamo descritto superiormente. In con- seguenza coloro che nello stesso mentre vogliono la possibile divisione del possesso dei fondi e l’avanza- mento dell’ industria nazionale, s° inviluppano in una contraddizione.
Quanto meglio sta il contadino e quanto maggiore è il suo soverchio, tanto più si solleva l'industria nazio- nale e la popolazione che vi appartiene. Quanto più si ha di superfluo, tanto più si crede averne bisogno; tanto più si consuma per ricercare comodità e piaceri. L’ artefice vive solo con quello ch’ egli compra dal contadino; questi può pure comperare dall’ artefice tanto quaato egli ha venduto. Lo stato dell’ agricoltore e lo stato dell’ artefice sì accordano in conseguenza vi- cendevolmente.
La più alta industria delle arti di un paese(veduta del commercio estero) è quindi fondata sulla maggiore prosperità di coloro che si occupane direttamente del- l agricoltura. Questa prosperità è formata dalla gran- dezza della rendita netta. AI opposto senza Ì' industria delle arti è impossibile anche la prosperità di coloro che esercitano agricoltura; poichè essa sola rende possibile la rendita netta dell'agricoltura. mentre, come abbiamo superiormente osservato, senza la medesima, anche la più grande tenuta di poderi diventa inutile al proprietario; imperocchè egli non può profittare di verun soverchio, perchè non vi è mercato su cui averne lo spaccio.
/( Sarà continuato),


