A S. GIUSEPPE. 137 intendefte, che regnava Archelao, non meno fiero, e crudele di Erode; ma mi rallegro della Confolazione, che avefte in fapere, che ritornando, sì adempiva la volontà del Padre Eterno, conforme l'avvifo dell'Angelo. Pertanto vi prego a volermi ottenere dalla bontà del Signore una vera pazienza nelle avverfità di quefto Mondo, ed una petfetta raffegnazione nel fuo fanto volere. Amen.
Pater,& Ave.
O
Al fettimo Dolore, ed alla fettima Allegrezza. Padre, e Protettor mio benigniffimo, io vi faluto in memoria di quell' eftremo Dolore, che Voi provafte, mentre per tre giorni continui andafte


