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fumata affatto dalle fagre fiamme del voftro amore. Siatemi per tanto, o amabile Gesù, mio Padre, mio amico, mio maeftro, mio tutto. Non voglio più vivere, che per voi. Deh ricevete il fagrifizio, che il più ingrato degli Uomini fa al vostro S. Cuore, per riparare il torto, che fino a queſt'ora non ho ceffato di fargli, corriſpondendo così male al fuo amore. Io gli do poco, ma gli do tutto ciò, che poffo dargli, e tutto ciò, che fo, ch' egli defidera: gli confagro quefto cuore, glielo do, per non ripigliarlo mai più.
Deh fate io viva in un continuo difprezzo di me fteffo, effendo quefta la fola ftrada, che può darmi l'ingreffo, che io defidero, nel voftro S. C.; E poichè non farò niente in avvenire, che non fia per voi, fate in maniera, che tutto ciò, che io farò, fia degno di voi. Infegnatemi ciò, che io debbo fare per pervevire alla purità del vostro amore; ma datemi queft' amore, ed un amore ardentisfimo, e generofiffimo; concedetemi quella profonda umiltà, fenza la quale non può alcuno piacervi; e adempite in me tutti i voftri fanti voleri, e nel tempo, e per tutta l' Eternità. Così fia.


