Giovedì Santo
89
intimazione, che per una povera peccatrice, per un' anima piena d'imperfezioni equivale ad una terribile condanna di discacciamento dalla mensa celeste. Ah! si: prostratevi colla faccia per terra, e confusa e piangente per le vostre infedeltà, esclamate a gran voce, che non siete degna di ricevere in casa vostra, il Dio della santità; che è un miracolo di sua misericordia, che non vi discacci di chiesa. Una parola, che si degnasse di dirvi il divin redentore sarebbe per voi una somma grazia, e basterebbe colla sua efficacia infinita, a cangiarvi tutta in un altra. Prendete però coraggio dalla circostanza del giorno, e genuflessa in mezzo del santo cenacolo ai piedi di Gesù, e stringendoveli al seno, e ponedoli sul vostro capo, e baciandoli ossequiosamente, ditegli così. Mio adorato Gesù mio redentore, dio mio, dite all' anima mia, una parola sola. Ditele, che si lavi nelle sue lagrime, dalle macchie, onde si è lordata da se medesima: Ditele, che penetri una volta gli eccessi dell' infinito amor vostro, che si accenda di amore verso di voi. La vostra onnipotente parola produce tutto quel k 5


