Giovedì Santo
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discepoli
qual contento, qual gioja ne avreste sentita in mezzo al cuore? Con qual prontezza avreste offerta tutta l'abitazione, fosse stato anche un gran palazzo, a disposizione ed arbitrio del divino maestro? Con qual risolutezza ne avreste licenziato ogni altro forastiere, che per accidente si fosse incontrato ad alloggiarvi? Vi sareste ristretta al possibile voi stessa, a ceder più luogo, ed il meglio ammobigliato, al grand'ospite; vi sareste data le più forti premure, le più accurate diligenze a metter tutto in buon ordine, a render più adorni gli appartamenti; ne avreste perfin esatti i rallegramenti dai vostri congiunti ed amici, ai quali per questo appunto avreste participata con vero fasto, la notizia dell'onore destinatovi dal uomo Dio. La santa chiesa in questo punto vi presenta un invito assai più dolce, e più onorevole, e vi dice: Gesù Cristo vuol venire in casa vostra non come, in un albergo, in una casa prestata, a celebrarvi la Pasqua co' soli suoi discepoli; ma bensì con voi stes-sa, che intende di aver seco a mensa, insieme con quelle anime sante, e di dar a voi, nulla meno che a loro, le sue


