455
Fontanare da me la vostra divina luce, col lasciarmi nelle funeste mie tencbre, che diverrebbero per me il colmo della cecità, e di tutte le mie sciagure!
3. Motivo di stupore, e di giusto dolore. Io sapeva, che la mia dimora sopra la terra non era che per poco tempo, e che dopo questo breve spazio di tempo un'interminabile eternità mi aspettava; eppure io son vivuto pel tempo che passa perdendo di vista quella eternità permanente. Sapeva, che alcuni giorni, o alcuni anni, presto avrebbero messo termine al mio corso, e che mille anni non sarebbero stati troppo lunghi per ap-. parecchiarmi all' eternità, in cui poteva entrare ad ogni momento con tutto ciò, questo poco tempo che ho avuto, non è stato da me impiegato che in cose inutili, e da nulla, che in vani divertimenti. Ed ecco che questo tempo sta per isparirmi dagli occhi, e l' eternità sta per aprirsi sotto i miei piedi, per seppellirmi nel suo seno
Ma questa eternità sarà poi essa per me un' eternità felice, od infelice? E. che ho io fatto per meritarla felice? O


