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Il peccato la spoglia di tutta la sua bellezza. La grazia rendeva l'anima un oggetto di compiacenza agli occhi di Dio, il quale la riguardava come suo tempio, suo santuario; ma il peceato gliela converte in oggetto di orrore e di esecrazione.
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Il peccato la priva di tutti i meriti. Figuratevi un vascello riccamente carico di quanto v' abbia di più prezioso: rompe in uno scoglio, e fa naufragio, tutto è perduto e sepolto nelle acque. Ecco la trista immagine dell' anima in peccato: poichè il peccato le toglie tutti i meriti che davanti a Dio acquistati avea, e la riduce ad una spaventosa miseria.
ll peccato le ruba la pace. Finché l'anima se ne stava unita al suo Dio, oh che bella pace godeva! ma il peccato, entrando in essa, vi ha introdotto il turbamento, l'agitazione, i rimorsi, i timori, gli spaventi, per modo, che diviene a se stessa una specie d' inferno. Il peccato l'espone a tutte le miserie della vita, a tutti gli orrori della morte, a tutti i tormenti di una eternità infelice. Vi ha forse qualcuno che ci pensi?


