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Chi è, che oggi amerebbe sì disordinatamente la propria vita, e i beni di essa, che forse domani gli saranno tolti?
Chi è, che, sapendo di certo, che al momento della morte dovrà presentarsi davanti al Giudice supremo, non eserciterebbe sopra se stesso un severo giudizio, non si renderebbe superiore ai vani giudizi degli uomini, e non vivrebbe sempre disposto e preparato per comparire al tremendo giudizio di Dio?
Chi è, che, essendo persuaso, che lo aspetta dopo una vita mortale una eternità felice o infelice, non metterebbe ogni studio per evitar gli orrori dell' eternità infelice, e per rendersi degno delle delizie ineffabili dell' eternità felice?
Chi è finalmente, che, meditando queste grandi verità, non vivrebbe e non morrebbe da santo?
Pensateci bene.
Oh ciechi, e insensati! che facciamo in questo mondo, se non pensiamo, se non ci applichiamo daddovero alla considerazione di questi oggetti si rilevanti? Anime immortali, e create ad immagine di Dio, sovvengavi delle pri


