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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO.

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nessuno ottiene il perdono fuorchè per mezzo di Maria; nessuno impetra alcun benefizio se non per mezzo di Maria. O amorosissimo e li­beralissimo Gesù! che amor fu quello che vi impegnò a tal tenerezza, a tal eccesso, a tale beneficenza? Ecce Mater tua, ti dice, o anima: mira tua Madre. O Madre, colla mia vita debbo mirarvi e coll'anima mia. Guarda bene, o anima, a Maria; verso di lei alza gli occhi, innalza a lei il cuore, che ella ancora ti dice: Ecce Ma­ter tua; guardami per tua Madre. Guardala ad­dolorata per le tue colpe; accompagnala col tuo dolore. Chiedile che preghi per te; chiedile che ti ottenga misericordia e perdono; chiedile pe' suoi dolori ajuti efficaci, e che ti riguardi qual figliuolo nell'ora terribile della morte. O Signora, o Madre mia! Adesso e nell'ora della mia morte mostratemi di esser mia Madre: a me volgete codesti misericordiosi vostri occhi di Madre amo­rosa; guardate a quell' inesplicabile dolore che vi costammo a' piè della Croce. No, non vadano a vuoto i vostri dolori; giovino a me col vostro patrocinio adesso, e nel mio bisogno estremo. Ma oggi io vorrei, Madre amabilissima, per mo­strar che son vostro figliuolo, morire con voi di amore e di dolore a' piè di codesta Croce. O morte desiderabilissima, vieni tu adesso; e muoja pur io di dolore e di amore a' piedi della mia Madre Maria e dell'amorosissimo mio Gesù.

Volgi, deh volgi

A me il tuo ciglio, Maria pietosa,

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