L A C A D E M I A S LO STAMPATORF. S
Cretteranno ſenzꝰ aliro queſto ſaggio di Parnayò curi⸗ Jogunci d Apollit e; quale, Iutt o che, . no ſcuardo ſi mira, pard di Auen Pegio Perd bene ℳ cxhdera gin icheraſß Aegl allori condegni alln vena delle Muſe Siciliane. T egl⸗ compaſto con occaſone che Iehendo Ibißorie della Cittò di Piazxa in Sicilia, yunupollo della Platea di Beotia, cbe Fů Muſe, & Apolline allevala ſo, che molte penne di non degenerAn!i Vuoi gerui; parie animate da pieta veyÿo l Made⸗ epatrisz e kare dalln divotione alla Santiſima Vergine, il cui ritratto da S. Luca „auto dal gran Coute Kuggiero Wor- mann con Maeſto ßraordiuaria conſervuʒ e Iufte dall ahetto verſo cmun henefuttue, che in cotali vimpiegava, e del Watello, che ſollecitava ophn, inſeme ſorwolaſero per iſtriwere con Caratier dic . luce, tratte da Aulla Medla zramontand donde Augello del Vuo cuſato rhtra 4 Vplendori. E Iuſtriſimo Se- nuto ancora con ahettoſo righe ſpiegò lo ſue brame al fratello dell' Auors: quali per eher dugne non ſolo, hoe dicea, della Corna di Parnaſÿo; ma ancbe dell imumoytalitò, venutemi nelle mani ʒ ꝓycurai con . Flhero illuſtrute, & onorate le mie ſaunpe; actib memorie tali plendeſero nel chiartre g molti ſecoli, & curih hadeſero octaſione dammirare la poeticu vena Piazzcſa, zrapiantata dagli ameni prati Reotii ne' Sicoli, e ſerundata negli allori da' ſuoi monte Herei.
AL MOLTO ILLUS. E REVFERFEND. 8IG NORE I1l Signor Dotkor P N O NNO D Commiſario Ordinario del Fanto Ofici.
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IE havuta notitia, che il P. Gib. Paolo Ghiarandò della Compagnia di Cies, fratello di V. S. Molto 8 Iluf. eſcrcitando al folito la vivezza del ſuo ingegno, habbi formato una non men veridica, che curioſa relatione dell' origine, e progreſſ di queſta noſtra Cittã, e parimente della vecchia Plutiaz e perche una cotale hiſtoria ẽ ſtata lungo tempo deſiderata; farebbe à ſingolar favore, che nel tempo del noſtro governo ſi tramandaſſe alla luce delle ſtampe, e ſi paleſaſſero al mondo più coſe memora- bili, già per molti ſecoli ſepolte nell' oblio. Ma eſſendo noi ben' informati della ſingolar modeſtia, & humiltäà del Padre; ne ſiamo conſigliati ricercare laiuto, & interceſſione di lei Faireh Er per condeſcendere con queſto noſtro deſio: tanto più, che havendo V. S. Molto Iluf. un tempo nel ſe- colo con tanta lode, amminiſtrato gli uffici piů principali di queſta Cittä, come di Senatore, Sinda- co, Giudice, & altri; & al preſente ſoftenendo la carica di Commiſſario Ordinario del Pribunale del Santo Ufficio: par che foſſe inſerito nella perſona ſua qualche obligo di procurare l'honoranze della commune patria. E ſe per la ſua chiara fameglia ſi vanta la Cittã di Calatagerone d'haver havu- to molti favori della gentilezza de' ſuoi maggiori in diverſi magiſtrati, & altre preeminenze, & ol- tre gli altri dal ſuo hiſavolo Angelo, tanto favorito dalla Maeſtã di Carj Quinto Imperatore, eda An- vonino ſuo Avolo: nel 60. del paſſato ſccolo primo Capitano d'eſſa, immediatamente doppo i governo k de' foraſtieri, e dal Signor ſuo Padre Vinenzo, piü volte Giurato: deſidera parimente queſta noſtra, che reſti qualche degna memoria de' favori di lei; mentre che per cagione di Ciel favorevole fü quà traſpiantata: atteſo che eſſendo il bene per ſua natura communicabile 4 tutti: haurã fortuna Piazza di parteciparne: peròd preghiamo V. S§. Molto Iluſ. con ogni affetto, ſi compiaccia accompagnare eficacemente, acciò il Padre reſti perſuaſo in non defraudare il deſio univerſale, e ſi prometta, che queſta Cittã ſarà per conſervar eterna memoria dell amorevolezza, e corteſia di V. S. Molto Illuſtre, e del Padre: come in fatti alcuni de noſtri Academici, con molte compoſitioni in lode d'ambidue han dimoſtrato il deſio di godere di si rare memorie, e per fine ne l'offeriamo à nome publico, e privato
con agurarle dal Cielo ogni compito bene. Piaæza.
Pi v. 8. Molto Iluſ. Ahettionatiſimo IL SENATO DI PLAZZA.
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Fecreturio D. Giuli Ceſars Nomano.
ALL ILLUSTRISSIMO SENTO Della Cittã di Piazza S.
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N
T comandamento delle S. V. illuſriſime 6 ato da me ſegnalatamente ſimato; perche mi donano occa-
Jione di ſoditfare in pure al mio oblio col ſervirle oude zmi ſono ingegnatꝰ 4 tutto potere d render perſuſo
mio fratello à tramandare alle ſampe cio, cb' h da molto temph raccolto intorno 4 Piazza da diverſti hiſtori-
ci con non pocu futica e hudio, heucbe pochiſimo, riſpetto o gli oblighi, che gli corrono verſo la ſua Patria-
tuttavolta riconoſtendo egli i parto immaturo, & indeguo du co preſo cœmpayire, violentato piu zofto, che
perſuaſo dalle mie ragiom, e preghiere, auzi neceſitato dal comandamento dele S§. F. Vuſtriime, e dal
debito di gratitudine, ſo pragiuntoci all bora, che loggendo le compoſitioni inviateci „Mopyi un N ardentiſimo
æhetto, cbe per uguagliarlo vi hiſognarehhe un cuore di Seraßno, riſlſe di Pofporre la propria riputa tione all
ubidien?a, & ooquio dowuto à gli Iußriſimi Senatori di tanto merito. i0 con ꝛuttò ci entro in ſperanza,
che ſupplirò alle mantande dell opra imperfetta J ottimo conſiglio d hawerln molto prima dedicata dlla Negina
* del Cielo Maria Suntiima, non ſenda molia ſodigſattions dalle J. VM. uſtriſime eſendo elln hunica Pyoret- 1 ice di Juelta Città, Noſtra Patria, la cui Sacroſamta Imagine, ℳ coms h0 poruto ſerbar illæſa, ( intatta dali educe dente del tempo, per molti Mcoli, una fragiliſima rela, ſorſe cmpiacerd vonſervar queſte deboli curie perpetuamenteʒ e jo lu medeſima fu uda fulminamte per debellare i nemici „P promettermi, che ſard
Terpetuo tudo per difendors queſta iumocents opeyetta da calummiatori, alla quale con ooni diligenza, E eſetto
Nℳ attendendo, cbe din Iultima mano quanto prima; 6 elln dualunque ſ ſia, ſun coft proprin elle F.
V. Vufriſime quali riweriſto; 6 da cuors me Vofero ꝓrontiſimo per moltꝰ altre coſt di loro ſorwitib.
Dlu S5. V Iuhihne Affettionatiſſimo Servidore
DON ANTONINMO CHIARAMDa.
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