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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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50 Si che ĩ diletti de la bella Francia Fioriſcono in Venetia in abbondanza, Se vi piace giaſtrare a ſpada, a lancia, O volteggiar Corſieri in voſtra vſana: Qua i giouinetti ancor con molle guancia Dan ſegno con l'età di alta ſperana, Orvi piaceia lottate a corpo ignudo, Od armeggiar con ſpade, ò con loſcudo. 54 Fe arme bramate dentro a le fucine Di Serraual tra colli Stretto in piano, N'baurete in copia, e forti, agili, e fine E penforate da maeſtra mano: Dal Meſolo le tempre adamantine Riceuono,e le forme da Vulcano; Serraual di virtu, ricco dogui arte, Albergode le Muſe, ò pur di Aarte. 71²³

Sara forſe il mio angurio profetia, Di qud dal Alpi Gallia fia creduta, Ou'è Venetia, e doue il piu deſia Lagiouentà Franceſe eſſer tenuta, Nei coftumi, in veſtire, in corteſia, E'n habito si Franco eſſer temuta; Ne alcun mi dica, ch vn tal veſtimento Non ſia ale Donne Venete ornamento.

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Quelle falde si ſpeſie, el largo giro Ale Donne si picciole? grollexxa Diforme, ſe a le Donue grandi io miro, Che mi paĩon sꝭ helle in lor grandexa, E ſe il weſtir de i giouani rimiro Iu ſiretto buſto vn corpo iatãta Spaae, Se al collo il creſpo lin corona il viſo, Parmi dal Mondo vn Cielo eſter diuiſa.

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Tempo verrd, che vestir proprioa uſo

Parrd Franceſe con mio gran contentos

AMa il laſciuo veftir de gli altri accuſo,

Non ſi deue al huõ bello altro ornamento,

Che'l natiuo,e le Donne non iſcuſo

Per eſſer Donne, cheò bel portamento,

E in bene ornarſi pongano gran cura,

Chell bello vien da Amoreaò da Natura.

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CA N T Or

75 Deh pietoſo mio gir ben tanto ſcriut Barbara, emena vita si infelice, Dal ſuo Amor non lontana ella s'aſcriue La ſeruituù dolciſſima, e felice; 5 Soô' che'n ſtretta amicitia il Padre viue Amico, a voi la figlia ſeruitrice, Deh ſaluate l amico: a voi ſi ſerua La Patria,e? Tadre,e Barbara per ſerua. 56 Tanto ſcriſſe l'accorta Verginella, 3 E diſſe ciò, che la pudica mente Mentiua a le parole in ſua fauella, Lihero Amor da legge egli è piu ardente, Et opra piu, che non decreta quella, Come ferro nel foco, mor cocente Iſoxi Amori eftingue, e'n cor'affetto Di Pietd inſ̃amma, e modera il difetto.

57 Aa quale õbra, d pur Dõna Cãpo appare Con poche frondi in man di mefla ollua? Con gli occhi lagrimoſi ella dal mare Caccia, e rinforza la vecchiaia viua, Ma tarda al moto, e Stauca al camiuare So ſtenuta da ſerue al fine arriua A la militia, al vallo del Re Franco Con tremante parlar, con debil fanco.

53 Drta i ſoldati,& in paſſar sappreſſa: Non temiate di me vecchia infelice: Al Re da voi mi ſia la via conceſſu, E ſupplico Pietd; reſpira, e dice:: Fin quando infeliciſſima,& oppreſia Da rea ſalma di guai madre,e nadrice De la preſente Guerra io ſarò morta(iaꝰ Dal mio ſiglio, che Guerra empia m'appor

(on gran pompa d horrori, e diruine Paſſa tra l hafte, in braccio a le due reſa, Ch'eran ſue ſerue,a tutte il bianco crine Vagaua per la ſchienase curua, e ſteſa;

Col mormorar querele ſcoppia al ſine Vn rauco ſuo ſingulto male inteſa, Ceſò la voce allhor, che vn duol laßale

Viſtaſi giunta al padiglion Regale..

Da

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