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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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60 Ani meglio, octhi miei, abi, che leggete? Trionfo d' Artemiſia, armi d' Hettorre; Pur vi conoſco, l'arme, abime, non ſiete, De lo Spoſo? ahi, che tema, abime terrore; uefli ſon miei trionfi? occhi vedete

Cid, che a mirar vi inuoglia, ò che ſi abhor Dunque, ſel armi voi, el Caualiero,(r'e, Doue èI Campion de miei trionſi vero?

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Ecco Artemiſia ĩ tuoi trionfi, e armi, Onde hai trouato noua de lo Spoſo, Amariſſima noua a gli occhi parmi Leuarmi il lume, e3 cor farſi angoſcioſo, Reſtar conquiſo, e tutta me turharmi; Abi ſe quꝰ Parmi, ei forſe ha'l ſuo ripoſo Fra gli Angeli nel Cielo? altro conforto

Non reſta al coraſe, che a Dio ſia morto. 34

Ti vd attendendo appunto, o amara morte, Vieni, e lo ſpirto di mia vita chiudi, Miſera aſpetto piu infelice ſorte De tuoi morſi letali al buom s crudi; Serra a queſti occhi d'ogni ben le porte,

Perche i foſpir dentro del cor rinchiudi?

Abi mi ſoffoca il piauto, e'l duol concorre, Quai trionf mi laſci, o Spoſo Heꝛtorre?

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Trionferò nel pianto con duo fonti Di queſli occhi, e faròtti honor ben degno, Ast lungo penar mai ſempre pronti, In queſto cor la morte haurà il ſuo regno; Morrò per tempo, onde ella ſen racconti, E la fede, e lamore al tuo condegno, E la hifloria del pianto, e del martire, Comandi, hor hor voglio per te morire.

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Ma combattuta non mi trouo vinta Da l'eſtremo dolor, che'l cor ne ſente, Che, ſe mi deſii al duolo in man conuinta, Jarian le pene, e le mie angoſcie ſpente, E fuor di vita dal dolore eſtinta,

O fortunata, tentarei preſente Di veder peregrina, ò terra, ò tomba Fatta de la ſua morte,e fatone tromba.

CIA N T O

65 Ma ahi, che qul appeſe l'armi, e ſotto i voti Per gli infauſti di morte empi trofei; Debh miei dolori al caro amor ben noti, Debh viſta, abi rimèbranxas ahi ſoſpir miei, Abi miei deſiri al caro Hettor deuoti, Amor sd caro, o quanto amaro ſei/

Infefto al' huomo, acerbo, horribil' angue,

Morte, che fai, che non mi aſciugbi il ſan- . 1 66(Cu e? Alma infelice dal dolor commoſßia 1 Ala tomba, a le ceneri, a la terra, Vattene, doue ſi chiudon quelle ofia, Chea la mia vita fan si amara Guerra; Quello Hettor magno è chiuſo ĩ poca foſſa, Abi morte vieni, e ſeco mi ſotterra; Qul cade tramortita; attorno il core Vi accorſe il sãgue,ò pur vi accorſe Amore- 67

Ala il fido Hettor, da che parti ſua Spoſa,

La ſeguꝰ ſempre, e ſi naſcoſe a lei,

Hor riſe, hor pianſe fin, che la pietoſa Hi ſtoria vide de gli affanni rei;

quella angoſcia ad Angelo fu aſcoſa, Che vide da lontan larme, e ĩ trofei Seguiua Hettorre, e ſi poſe al confine, Doue aſcoſo aſpettaua vn lietofine.

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Sbalza Hettor da la macchia, e in lei rimira Scolorita la faccia, e diſſe: Ahi caſo, E'morta forſe? hor piange,& hor ſi adira Timido,& anbelante in ſe rimaſo;

Da voce al pianto, e nel parlar ſoſpira

Dal grande Amor conuinto, e perſuaſo,

Tenendo in lei le meſie luci, e fiſſe 3

In vn languido, ohimè, proruppe, e diſſe. 69

Aiſero non credea di mirar tanto, Che di color di morte impallidita lo t'ammiraſſi, e in van piangeſſi a canto- Se per mia crudeltd ſei tramortita, Con quefti baci, e querto caldo pianto Potrò ben s chiamarti a noua vita, Anima bella, ſe odi, ò ſei preſente Con queſti baci, ab, fuegliati repente-

Pietoſa

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