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₰ 100 Seco d la Spoſa,&n tal virtu Guenieris Che in giouenile eta nou han loꝛ pari, O merauiglia i portamenti alteti Vidi in ſtretta battagliai fatti rarij-- Con qual gaudio maggior hasche mai ſperi Compenſarei miei giorni, eiĩ caſi amari, Chi fu, che poſe freno al mal conſiglioo Ala diſpoſta mau d vccider figlio? 101 Dio fu, mio Dio ſei tin t Hettor mi doni Saluo da queſta mau, che Aſcanio vcciſe; Pietd d'vn padre, e de i ſuoi figli, o ſproni Di pianger,di ſtupir, Cbi Aſcanio anciſer II Padre non ſapendo: An geli buoni, Cuſtodi Angeli, o Santi in mille guiſe Con tal pieta diſacerbate il duolo, Se pianſi il mal, del ben piu mi conſolo. 1
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(he ſaluo Hettor contra i ladron ſoccorſo Da me, che non ſapendo alai la mano, E ſopra il capo il ferro era giacorſo Pper vccider il figlio, o caſoifirano-:: O Dio, chi al mio furore ha poſto il morſo? Par che dica la Nuora: Orſo inbumano Non far, ch'ò lo mio Spoſos Iu tale ſtato Da Dio conoſco Hettorre a me rinato.
103 ¶eſce la merauiglia, chio ſia aſcoſlo Loro incognito Padte, e i figli miti Hor l'vno, hor T'altroĩ pari amor diſpoſto; Dolciſono le lagrime, e i ſoſpiri,
Il fine del decimoſeſto Canto.
180 CANTO DERCIMOSESATO.
Holce in vederli il gaudio in ſen ripoflo, Che ſcco parli, e la faccia rimiri
Dei figli, e lor mi celi, ma migliore El precetto di Dio, che'l uoſtio amore.
104 Aente, che penſi?& chi sa? la mia figlia
La Donna è del Leoneè egli è pur vero, Ohe ſi inneſta in me noua merauiglia; Algran valore, a quello animo altiero Camilla a me ſuo Padre ſi alimiglia, Ale fattezXe nobili, al ſeuero Rigor del volto fatta gia virile Alei, che fa rubata ellaè ſimile. 105
(inque altre d vna eta, d'vna ſlatura Figlie fur ſeco tolte dal Corſale, Stauano al lido allhor ſenxa paura, Ohe Camilla è rapita in d fatale, Nal qual dal cacciator fu preſa cura D'alleuarla, e ſerbarla a tempo tale, Che da me con Hettorrꝰ, e con la Nuora
Soccorſa a me foſſe rinata ancora. 106
(he ſe ciò foſſe per lo fᷣglio morto Duo me ne rende Dio, cambio felice, De i mĩei danni patiti almo conforto, Benigna ſlella, chel mio ben predice; Orſa maggiore, che mi guida al porto, Ch'è maggior ben quel, che dal ben n'elice L'anima mia. Vieni, o mio ſonno, e'n pace Godi, che tutto è ben quel, che a Dio piace.


