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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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80 Il Capo de le Pleiadi ſlellato Si ſtringeane la luce, el proprio honore Depor deſia per tempo, anæil aurato Carro del Alba, e del ſolare albore: Trall foſco, ò'l chiaro, o ſia lume infocato

Hettor Sappreſſa ai Frãchi, ed ecco ardore

Al Gielo alzarſi ſcorge a poco a poco, Ne le galec de Prauchi aidendo il foco. 81

Suona la tromba a Pame, a'arme inuita Grido de i Franchi, e lungi entro nel mare Nauale Armata fefteggiar ſi è dita, Ei UVeneti de l'opra trionfare; 1 Qulle Donne non pigre in lor partita Succe dono inuittiſſime a lanciare Fiamme ale fiamme, al foco acceſol'eſca, Si meſte Hettor fral boſte, amor lo adeſca.

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Formidabil conflitto fu commoſſo Dai Franchi, oue eran le Guerriere ĩ viſta, E ſi ſcorgea nel foſco il muro roſſo Sgorgar ſangue dal'alto, onde ben triſta, E lor cruda è la Guerra, c hauean moſſo, Na per ben guerreggiar morir s'attriſta Lor bellicoſo corpo, mas'accende

Nel ſangue ardir, che nel morir contende. 8

3 Barbara deſla al gran periglio accorre Con numero d'e Mrciere in arme elette, Che eſercito n'ardiua in fuga porre Coraggioſe a ſcoccar dardi, e ſaette; Ellaa fronte de' Frauchi in alta torre Animaua ſue Donne a le vendette, E fece il Campo ritirar lontano, Che le ſcale hauea a i muri, el foco ĩ mano. Riſorgi a incolorire il Monudo, o Aurora, Che ſe il veruiglio fangue ſparſo ĩ Guerra Scoprirai co' tuoi lumi, haureſti ancora Da illuminar lor fama eterna in terra, Che di si forti Arciere ĩ fatii honora; Quanti prodi Guerrier Barbara atterra? La notte cela in ſen l'alma ſua Cloria, Ma ſbera aprir con!Alba la Vittoria.

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G A N T O.

8y Nebbia di ſtrali hoflili il ſuol pertote, Ecaggion, quaſi fulmini da l'alto Quanti ſtridono i qardi in peſſe ruote, Zanti corpi cadeano al mortal ſalro; Quindi piu fiera anco la morte puote Taute alme eſaniman nel fiero aſſalto, Ei ſaſſis e'l foco, e larme facean nembo, Ond eran mal talento ai Franchi in grẽꝰbo. 36: 5 Si ritarda la impreſa e ſi ritiia Oęni forte Campion ſotto gli ſcudi;j Fin, che ceſſi la pioggia horrenda, e'ira De gli ſtrali lanciati a lor si crudi; Qualhor piu in fulminar Gioue s'adira, Cbe anco armati credean d'eſſere ignudi, Néè Guerra allbor potea far corpo bumano Contral armata, e fulminante mano. 10

87,

Quanto il foco lambendo il ſuo alimento Dipece, e corde, e legna piu r'accende, Quanto ag'tato a piu da vago vento⸗, Ineſorabil Falga, e non fi tende:- Gia da l'acque del mar non fora ſbento, anto il capo infocato a l'aria flende,(re, Che vn Mongibel ne l'acque a gli occhi pa E con ſua gloria auuien, che arda nel mafe-

88 Si ch' la claſſe vna ſol fammaa gli occhi,

E la luce ſi ſpande horrenda, e fiera,

E fulmini nel Ciel par, che egli ſcocchi,

Ne le ſue torte hiamme il foco ſpera,

Che almen con la ſua coda il Cielo tocchi;

Tanto nel ſuo ſalir monta a ſua sferas

Tai conſumate, e'n cenere conuerſe G

Son le perane humane al bene auerſe. 39

Ala il reo lillan tenea cara la preda,

Ohe iu grã periglio hauea rubata, e pre ſa,

Noè ſcinger le catene ella ſi creda,

Che ſcioglierſi è dal mal dura conteſa:

Eila riſerha al Re, quando il Sol rieda,

E ne ſbera mercò de la ſua impreſas

Penetra Hettorre il ver, che preſa, e viua

La ſua Spoſa, e chell ben dal ben deriua. Bra-