ANSS AB # are EN 2 e. AE. \ . A> 1 n EL h<>:\Q<9 se re nu cd É.—,__—— DETTES ee= Re N REGNO D'ITALIA. ss ODICE DL NAPOLEONE IL GRANDE PEL REGNO D'ITALIA. MILANO, DALLA REÂALE STAMPERIA; MDCCCYVE Movie si opens RE== 1 pu 1> à+_>(ee ic 2= ee Li+—_—= PART OU LS Tnt cs Ler-—:=£Z= Le 2 s_ nm moe DS ee A Se=== $ ME re À ï dif É see A,._ res_.. ss Le dé. ps:_; ja_ ne+. d 5 En, ï À ë Æ\ ë e“ à e " É Ç "h. Æ 4 bETSe) [1 e , F ji% 3 péet"Mo, PR ES+= io dati apemere iron où Menu fire ne, ni# ea_ ee jo LE mm_—” hi rbineishenee NAPOLEONE I, Per la grazia di Dio e per le Co- stituzioni Imperatore de Francest e Re d ltalia; Visti gli articoli 55 e 56 del terzo statuto costituzionale; Vista la traduzione in lingua ita- liana e latina del Conice Naporrowr; Visio il rapporto del Gran Giudice, Ministro della Giustizia del Regno d'Italia; Decretiamo ed ordiniamo quanto segue: Art. 1. Le traduzioni del Copice NapoLEoxE faite dai giureconsulti no+ minati dal Gran Giudice, Ministro della Giustizia, sono approvate, >. Il Conice NaPoLEONE sarà po- sto in attività a contare dal primo giorno del mese d'aprile: la sola traduzione italiana potrà essere ci- tata ed aver forza di legge nei tri- bunali. 3. À datare dal giorno in cui il Copice NaporEoNE sara posto in at- tività; le leggi romane, le ordi- vauze, consuetudini generali o lo- cali, gli statuti o regolamenti ces- seranno di aver forza di legge ge- nerale o particolare nelle materie che formano oggetto delle disposizioni contenute nel Copice NarorEronr. ue at EP PR ae RE Cage ait MORE Sc NAPOLEÉON I, Par la grace de Dieu et par les Con- stitutions Empereur des Français et Roi dIiale; Vu les artctes 55 et 56 du trot- sième statut constitutionnel; Vu la traduction en langue tla- dienne et latine du Core Narozéow; Vu le rapport du Grand Juge, Ministre de la Justice du Royaume d'Italie; Décrétons et ordonnons ce qui suit: Art, 1. Les traductions du CoDs Napotéon faites par les jurisconsul- tes nommés par le Grand Juge, Mi- rüstre de la Justice, sont approuvées. 2, Le Copz N4POLÉON sera mis en actipié à compter du premier jour du mois d'avril: la seule tra- duction italienne pourra être cilée et avoir force de loi dans les tribu- naux. 3. À dater du jour où le Cope NAroLÉON sera mis en activité, les lois romaines, les ordonnances, coutumes générales ou locales, sta- tuts ou réglemens cesseront d'avoir Jorce de loi générale ou particulit- re dans les matières qui font le sujet des dispositions contenues dans le Cons Narotéon. Résa ‘I Gran Giudice, Ministro della Giustizia del Nostro: Regno d Italia, è incaricato della esecuzione del pre- sente decreio che sarà stampato, pubblicato e posto in fronte al nuo- vo Codice. Dato à Monaco li 16 gennajo 1806.| Le Grand Juge, Ministre de la Justice de nostre Royaume d'Iale, est chargé de l'exécution du présent décrét qui sera imprimé, publié et placé en tête du nouveau Code. Donné à Munich le 16 janvier 1806. NAPOLEONE. Per ordine di S. M. l'Imperatore e.Re, 11 Gran Giudice, Ministro della Giustizia, LUOSE Certificato conforme; IT Consigliere Segretario di Stato L. VACCARL in XL TA | TITOL | GI (ue Î Qu Îl Ge| ÿa | NA |(w TI or (io Cu pa INDICE DEL CODICE. 1 { l TITOLO PRELIMINARE. er Della Pubblicazione, degli Effeui, e dell Applicazione delle Leggi in generale:+ Pag. LIBRO L. DELLE PERSONE. e-FITQLO FE Del godimento, e della privazione dei DR NL LE 1e à 3 ; Cavo LE. Dek sodimento. der Dicuu cie. 2"+++++ sa, 7 ibid. Capo IL. Della, Privazione dei: Dit vi+ nn. e tes".+143 5 Sez. I. Della Privazione dei Diriti civili derivata dalla perdita della qualità d'Ttaliano» ibid. Sez. IT. Della Privazione dei Diriui civili in conseguenza di condanne giudiziali.» 7 TITOLO II. Degli Ai dello stato TO 1 Caro LE. Disposaion generais.+ hifi PRO Ne AR nr re ibid. Caro IL. A w 16 Caro HII. Deghi Au di Mammonio"++. riens,:» $. II. Della privata Scrittura+,«7:+++++» $. IIT. Tessere, ossia Tacche à riscontro …....... à b $. IV. Delle copie deg! Istwumenti....+.°.+..:» 6. V. Degli Atti di ricognizione e di conferma...+.. R D Srz. TI. Della Prova, tesümoniala.,,..:--. …:- D Mis IE Dole Peau,:... …+ one 30:. D 6: E°: Delle Presunzioni stabilite dalla legge.......:» S It. Delle presunzioni che non sono stabilite dalla legge.- b Sez. IV. Dèlla Confessione della Parte::.:,...... à» Der. V: Del Guememé, euh ir s 6 Peyrean D:» Sr Del Ciunauenito deco À An SEE Te.» $. IT. Del Giuramento deferito ex offio:.++++.:. Ho TITOLO IV. Delle Obbligazioni che si conwaggono senza convenzione;» Caro I. Dei, quasi-Capuat,,=.,.-. Rem NE,.» Caro Il. Dei Delitti, e de’ quasi-Deliti... Re-» TITOLO V. Del Contratto di Matrimonio, e dei Diritü rispetuvi dech<.» Capo I. L'éposiiont gene,..., se 2 ea Ù Capo: II,. Del Regime della Comunione,+:» à,+“©©. Ù PARTE PRIM A. ils Commione demie: 2, 20 ES Lee DS-» Sez. I. Di cio che forma la Comunione tanto attivamente che passiÿamente. b SE Delle Ativitä della” Comunione::, 4%" 5% 400 0:: Ù S.ik Delle Passività della Comunione, e delle azioni che ne risultano contro di es5a» Sez. Il. Dell Amministrazione della Comunione, e dell effetto degli aui di uno de’ Conjugi relativamente alla Società conjugale.... b. Sez. III. Dello scioglimento della Comunione, e di alcune conseguenze di esso p SEz. IV. Dell acceitazione della Comunione ,-e della Rinunzia che vi si pud fare colle condizioni ehe le sono relative.°.....:..'» sa ie 1e> EE sus Éd _= nn 0850 ibid. ibid. io, 385 390 ‘396 406 PORTER ART RE RE 35 ) 75 } ibid. $. IT. -SEz VI. Sez. I. Sez. Il. SEz. III. Sex IV. SEz. V. SEz. VI. Sez. VII. Sez. VIEIL, Sez. IX. & k XIII Della divisione della Comunione dopo l'accettazione....... Pag Deila divisione dell Ativo ns, à Delle passività della Comunione, e della contribuzione al pagamento de debiti» 5° Della rinunzia alla Comunione, e de’ suoi effetti...,.....» Disposizione relativa alla Comunione legale quando uno de’ Conjugi, od am- bidue abbiano figli di precedente matrimonio..«.++-+.» PARTE SECONDA. Della Comunione- convenzionale, e dei Paui che possono modificare, od anco escludere la Comunione legale...,:.:......» Della Comunione limitata agli acquisti.,...*......» Della Clausula che esclude dalla Comunione il mobiliare in tutto o in parte» Della Clausula attribuente la qualità di mobili ai beni immobili.... p» Della- Clausola di separazione de’ debit....,.+.....» Della facoltà accordata alla Moglie di riprendere liberi, e senza pesi gli effeuti COMÉOT IR"Or ce te re ta tn OR à Né St,, ts Della prededuzione convenzionale....+,.++.....» Delle clausole colle quali s'assegnano a ciascheduno de’ Conjugi parti ineguali al Comamo-=. 4 RO."+ Della-Comunmione:a titolo universale:.+. 1| SO its Disposizioni coriuni aile Otto precodenli sériomt“4 LEE,, ts Delle Convenzioni esclusive della Comunione.:........» Della Clausola che contiene la dichiarazione degli Sposi di maritarsi senza Cobnene 2 à OS DORE ES,: 1 $. EE. Dellæ Chesola d separazione de bem:© Fr ei. Capo IIT. DE Re Ce SE en, Sez. 1. Dell: Costiobe di Do& 50 0 7 PS,, 3 Sez. IE. Dei Dirt del Marito sui beni dotali, e dell’ inalienabilità del fondo dotale» Sez. III. Della Restutionc delle Doté+ 5 25,4 2 0e SE:. Es Sez. IV. Dei Beni parafernali.... é Fe.,» Disposizione particolare+.+..:.:..:..,. és FÉPOES VI. Ellis Vendée 5 5 à... Jo... 0. à. Ep Capo I. Della natura, e forma della Vendita+.....- . Caro IT. Di: quelli che possono comprare, o vendere..... 7,:-., à Caro II. Delle cose cho pomenc vendersi.:.:..:.:.».:. FRERES Caro IV. Delle obbligazioni del Venditore. 4.........» Sez. I. Disposizioni general+,....:+ 2: Sez. IL. Della tradizione della cosa-...…, È-:- b Sez. IEL. Della garanzia:. Rs nu+ $. E Della garanzia in caso di evizione A»+ à $. II. Della garanzia per i vizj della cosa venduta. 413 ibid. 430 43: 432 436 440 44x ibid. ibid. nr, paniers pitt en er encre niet serre pps ct élites, D: m en RCA Um emo ë M: _ DM re me dns 2 ll 9 home D 0 le A TE pm pige Caro Ÿ. Caro VI. Sez. I. Sez. LE. Caro VIT. Capo. VIIT, XIV Déile ohligazioni del compratore.......««++..+. Pag. Della nullità, e dello scioglimento della vendita+++«++...» Del Retratto convenzionale os dos las en ah à+: 9 Della Rescissione della vendita per causa di lesione....+:.. a D De. à dns Lab ss le anus à. Della cessione dei crediti, e delle altre ragioni incorporai«....» A ee“+++ FITOLO VIE Del Contrauo& Dore|: à, 1.7.5.".:..+++ …» Caro I. Caro EI. Ses. À. Ses, E. Sez. EIL. Caro. III. Sez, I, Sez.: 1h Sez. II. Caro IV. Ses. À. Sez. II. Sez. ILE, - Sxz. IV. LE AE:* SEz, V. DDR CR à 4+ ee 4++.-+... Dolls Eoouans delle 00... 4. es dise sa it.+ Delle Regole comuni alle Locazioni delle Case, e dei Beni rustici..» Regole particolari per le Locazioni delle Case.......+.» Regole particolari alle Affitanze de fondi rustiei+«++++++» Della Locazione delle opere, e dell industria......«.+.»v Della Locazione delle opere de Domestiei, e degli Operaj.++..» De’ Vetturali per terra ,,e&-per acqua.....«*<+.+... Depgli Appalti, 6 dei Cottimi.......+.««nu ,.«++» D OR À OO.-æ ui. 5= erapeeuenecn«+4 Disponiziont géneralh 1.««+... ne.+. res 9 Della Soccida sémplhicm+:.++..+. ii ss nu:.+. 9 st mms his Jin Della Soccida data dal Proprietario al suo Affittuario o al Colono parziario Hole Doceide date ol AMAR 5, mue mimomide dt 87 Della Soccida contratta con il Colono parziario«4....+...» Del Contratto impropriamente chiamato di Soccida A: à à 0 D ol mi à. is: ii.. Capo[I Capo. EI. Sez. I. Sez, IL. Caro ILE. SEZ, I. Sez. II. japo. EV. S.à.«rates_… Caro. E. Der. Sez. I. Sez. IT. Caro FE ze, E. RO CI. 2 à-... …+. oies sh ei.. in Delle diverse snecie di Dogiem',.-..::..+.) et...is D M Li 5 nur norme ji.+ 4 M DDR DOC DATE,:» à sn mie mamie“init..+: Delle obbligazioni de’ Socj tra loro, e relativamente a Terzi....» Delle obbligaziopi de Sogj fra loro. ….… mr. mu...:...' Dole vhhbisazion de, Joci.verae L Teri,.-.<..+./1.., Delle diverse maniere, con cui finisce la Socieà........» Disposizione relatiya alle società di Commercio........ Hell hhprestite ad uso, osjia Comodgio,. rés<<. 1.<> Della natura dell Imprestito ad uso.....-_» Delle obbligazioni del Gomodatario.««.. 4..).» Dec ion del Comodaente ….. 2.. ns«10 Lis D:ll fmprestito di consumazione, ossia Mutuo.... Della vatura del Mutmo...«« e. e e. e e e e. e. e.. FA»: 469 #70 ibid. 472 ibid. 480 434 488 489 ibid. 490 493 ibid. 494 497 498 ibid. 499 5oo or bo2 ibid bo3 5o4 ibid. 5 30 Bir 513 Sez. II. Sez. LIL. Caro III. TITOLO XL. Caro I. Caro Il. Sez. 1. Sez. II. Sez. HE. Sez. IV. Sez. V. Caro IIL Sxz. 1. Suez. IE. Sez. II. XV Delle obbligazioni del Mutuante,..+*: Dalle obbligazioni, del Mutuatario... Le”*“ Del mutuo ad interesse Del Deposito, e del Sequestro Del Deposito in genere, e delle sue diverse specie Del Deposito propriamente detto Della natura, e sostanza dél contratto di Deposito Del deposito volontario Degli obblighi del Depositario Degli obblighi del Deponente Del deposito necessario,. Del Sequestro.++++#++++ Delle diverse specie di sequestro Del Sequestro convenzionale. Dek Sequesto ossia Deposito giudiziario. TITOLO XII. Dei Contratti di Sorte. Caro I. Caro Il. Sez. Î. Sez. I. Del Giuoco e della Scommessa. Del Contratto vitalizio Delle condizioni richieste per la validità del coniratto vitalizio+ Degli effetti del Contratto vitalizio fra le Parti contraenti TITOLO XIII. Del Mandato...+.+.. Caro I. Caro IT. Caro ILE. Caro IV. Della natura, e della forma del Mandato Delle obbligazioni del Mandatario Delle obbligazioni del Mandante. Delle diverse maniere colle quali si estingue il Mandato TITOLO XIV. Della fidejussione Caro I. Caro IL. SEz. Ï. Sez. Il. Sez. III. Caro III. Caro IV. Della natura, e dell Estensione delle Fidejussioni Degli effetti della Fidejussione ds«+ Dell effetto della Fidejussione tra il Croditone, ed il Fidejussore Degli effetti della sicurtà fra il Debitore, ed il Fidejussore+.+.+ Dell effetto della Sicurtà fra i Confdejussori Dell Esünzione delle Sicurtà. Della Sicurtà legale, e della Sicurtà giudiziaria.+.+++» TITOLO XV. Delle Transazioni: TITOLO XVI. Dell arresto personale in materia divile à- MITOLO XVIH. Del Pegno in genere...+-+++++ Capo I. Caro Il. Del Pegno Dell Anticresi TITOLO XVill. Dei Privilegi, e delle RE; Caro I. Caro Il. Sez. I. Disposizioni generali Dei Privilegi Dei Privilegi sopra 1 mobili . Pag. LT 9 » 520 » b23 » ibid. » ibid. » ibid » D24 . 15, 5% ..» B3o » ibid » 53 I! » ibid. » 532 » ibid. » 034 » ibid. » 539 » ibid. » 53 g! » 53 9 » ibid. » 540 » 542 , 50 : » ibid. », 56 » ibid. »y_bbo » 552 » ibid. » 553 » » » 562 » ibid. » 565 »_D68 > ibid » ibid. » ina Sid OR RS Re PER seen Mu ip gr ne D nr SM A 6. $. IL. Sez. II. Sez. IT. _ Sez. IV. Caro III. Sez. I. Sez. II. Sez IUT. Sez. IV. Caro IV. Caro V. Caro VL. Caro VIL Caro VII. Caro IX. Caro X. Dei privilegi generali sopra i mobili Dei privilegi sopra determiuati mobil.. Dei privilegi sopra gl inmobili Dei modi coi quali si conservano i Privilegi Delle Ipoteche Dell Ipoteca legale Dell Ipoteca giudiziaria. Delle Jpoteche convenzionali Dei gradi delle Ipoteche fra loro sui beni dei Mariti e dei Tutori e Dell Esiinzione dei Privilegi, e' delle Ipoteche p] » Ê Li LA Del modo dell Inscrizione dei Privilegi e delle Ipoteche Della Cancellazionie, e della Riduzione delle Inscrizioni ° De’ privileei che si estendono sopra i mobili, e sopra gl immobili P$ Della pubblicità de’ Registri, e della Risponsabilità de” re ratori Deli Effetto de’ Privilegi, e delle Ipoteche contro i terzi Possessori TITOLO XIX. Della Spropriazione forzata, e della Graduazione fra i Creditoni. Caro I. Caro Il. Capo I. Capo IT Caro Caro Séz. I. Sez. II. Caro V. Sez. I. Sez. II. Sez. LIL. Sez. IV. Della Spropriazione forzata Disposizioni general Del Possesso UT. IV. Delle Cause: che interrompono la Prescrizione Del tempo necessario per prescrivere. Disposizioni generali Della Prescrizione di trent’ anni Della Prescrizione di dieci, e di vent anni Di alcune particolari Prescrizioni e Delle Cause che impediscono la Prescrizione. Delle Cause che sospendono il corso della prescrizione Della Graduazione e della Distribuzione del prezzo fra i Creditori. TiTOLO XX.Della Prescrizione- Del modo di render libere le Proprietà dai Privilegi, e daile Ipoteche Del modo di rendere libere le Ipotéche quando non esista Inscrizione Delle Cause che interrompon6, o che sospendono il corso della prescrizione 58x 582 584 588 600 6o1 ie SNS D dt l ( De la Publication, des Effets et de l'Application des Lois en général...... Pag. s à ÎITRE I. De la Jouissance et de la Privation des Droits Civils:+....«.» Cxar: I. Cu», II. SEcr. I. Secr. IT. TITRE IT. Caar. IL. Cuar: II. Can III. Caar. IF. Caar. WF. Cxar. WI. TITRE III. TITRE IF. Cuar. I. Cxar. II. Car. III. SEcr. I. Secr. II. Secr. III. Caar. IF. TITRE F. Caar. I. CHar, IT. TABLE DU CODE. TITRE PRÉLIMINAIRE. LIVRE PREMIER. DES PERSONNES. De. ls: Jos le hôte Clut: É.) Lute avast à tt. A De la pryation des Dre Chile. à: sonne est 25-. De la privation des Droits Civils, par la perte de la qualité de Français..» De la. privation des Droits Civils par suite des condamnations judiciaires+."> DES RE à it 25 1 Dispositions générales:. 5: 1)«hair 1 ds ts dti Lutt 151 à À De MN PS à+ os» à Dos dettes de Marines ….- à: … tous à sent ait,.. En Des Actes de Décès....... set ai- L-h Des Actes de l'état civil concernant les Militaires hors du territoire de la République» De la rectification: des Actes de l'état is mia mt etD+tù De Domicile: 25.54 Der SES Ÿ;; De la Présomption d'absence. .. e.. e 0 e e ,..... 0°.... o. è e Ês» Ê L2 0 - . L2 Le h lation d'bus, LE 0 er es et à Lee X SN Des fes dd Lalaenge-< Se MR A nat og cheat€ ht 14 4 Des effets de l'absence, relativement aux biens que l'absent possédait au jour de sa dipdrilign+ 2 2 6€ La 0 os cs ft 6 si 4 Des effets de l'absence, relativement aux droits éventuels qui peuvent compéter E CODOORE 4+ à sn ni .. o. n. d Des effets de l'absence, relativement au Mariage. 4.….....©:, De la Surveillance des enfans mineurs du père qui à disparu.++...» lu Ma+. … Des qualités et conditions requises pour pouvoir contracter Mariage....» Des Formalités relatives à la célébration dw Mariage.,......» - L].. os....» ibid. ibid. 47 raies NI RS Cu Do He M AR, ; Mio" de Fe re 7° + 3 k Ep Î 4 0: / j: 1 . Cæar. TIT. Cuar. IF. Cxar. V. Caar. WI. Caar. VIT. Cuar. VIIT. TITRE WT. Cuar..T. Cxar. IT. Secr. I. Secr. IT. Sgcr. LIT. Cæar. TIT. "MAP. IF Caae. V. TÎTRE VII. Cxar. l. Cæar. IT. Caar. III. Szcr. I. Secr. IT. XVIIL Des Oppositions au Mariage.: Des Demandes en Nullité de Mariage Des Obligations qui naissent du Mariage. Des droits et des devoirs respectifs des époux De la dissolution du Mariage. Des seconds Mariages Du Divorce Des Causes du Divorce. Du Divorce pour cause déterminée.+++++*** Des Formes du Divorce pour cause déterminée Le e » Des mesures provisoires auxquelles peul donner lieu la demande en divorce pour cause déterminée Des Fins de non-recevoir contre l'Action en divorce pour cause déterminée Du Divorce par consentement mutuel Des Effets du Divorce. De la Séparation de corps De la Paternité et de la Filiation. De la Filiation des enfans légitimes ou nés dans ze Di Des Preuves de la filiation des Enfans légitimes.+++++ Do Doi Naoki 4. ter ner te De la Légitimation des Enfans naturels De la Reconnaissance des Enfans naturels TITRE VIII. De l'Adoption et de la Tutelle Ofjicieuse Cxar. I. SEcrT. I. Secr. II. Czar. IT. TITRE IX. TITRE X. Cxar. I. Car. II. Secr. I. Secr. Il. Szcr. III. Szcr. IF. SEecT. V. : Sxor. VI. Secr. VIT. Szcr. VIII. Sgcr. IX. Cuaer. IIT. TITRE XI. De l'Adoption.: De l'Adoption et de ses‘ets Des Formes de l Adoption. De la Tutelle Officieuse:+++ à»++- De la“Puissance Paternelle> à 0 7 ee nee ee De la Minorité, de la Tutelle et de à Émancipation+ ve ns Le: la: Futèlle=.. De la Tutelle des Père et Mère: De la Tutelle déférée par le Père ou la Mère De la Tutelle des Ascendans++ es de De la Tutelle déférée par le Conseil de_” Du subrôgé Futeur 2: ee re ee Des Causes qui dispensent de la tutelle.+ Érn De l'Incapacité, des Exclusions et Destitutions de la T nes=+ ‘De L'Adihiiiatiin du Tienh Ra ve es Des Comptes D Li Le ue en en ve à eve PEN De l'Émancipation UE; De la Majorité, de none et Pa Conseil Judiciaire. » 116 120 122 128 130 133 Cm... Cæar. IT. Car. IIL. #ŒITRE I. Cæar. I. Cxar. IT. Cæar. III. TITRE II. -Cxar. I. Car. Il. Sgcr. I. Szor. IT. TITRE III. . Cæar. I. Secr. I. Szcr. IT. Sgcr. III. Caar. IT. TITRE IF. Caar. I. Cxar. IT. SecT. I. Szcr. II. Secr. III. Secr. IF. SEecr. PF. Cxar: II SEcT. I. Sgcr. II. Sgor. ITT. Szcr. IF. DES DIFFÉRENTES MANIÈRES DONT ON ACQUIERT LA PROPRIÉTÉ. TITRE I. De la Majorité on: 5 é. sà A«+ e 5.... De lhedohos 2 5 4-5. ee ess Du- Conseil jiiaiies-= ee. 5 Se 2,++ een ere LIVRE:t DES BIENS. ET DES DIFFÉRENTES MODIFICATIONS DE LA PROPRIÉTÉ. De. la Distinction des Piens: 1.5.5 te ter Re Du lnamenblés 2.5: ES ie es ess ce ee Des. Meubles. 2" 2%" 2 2 de ten me 5 Des Biens dans leur rapport avec ceux qui les possèdent+:+-: Dela Propriélé. SF RS me ls Du Droit d'accession sur ce qui.est produit par la chase:;: 4, Du Droit d'accession sur ce qui s'unit et s'incorpore à la chose. Du Droit d'accession relativement aux choses immobilières++. Du Droit d'accession relativement aux choses mobiülières:: 5+« De l'Usufruit, de l'Usage et de l'Habitation+++++-++- De l'Usufruit à ss ma- Des Droits- de l'usufinilier:>.»+.+ 4 es ee+ eh Des Obligations de l'usufruitier++++++: Ses est Comment l'usufruit prend fin.-+-.:+-++-++. De-lUsase et de l'Habitation 5+,= se se sn. Des Servitudes ou Services fonciers+«++++++++ Des Servitudes qui dérivent de la situation des lieux. Des Servitüdes établies parle doi+-*=» Des Exécuteurs testamentaires?+1: 2:: Szor. VIII. De la Révocation des testamens, et de leur caducité. *s 200 ibid. 202 204 ibid. 207 208 ibid. 211 213 218 219 ibid. 227 233 236 237 239 ibid. 240 244 ibid. 246 249 ibid -255 259 ibid. 263 269 270 272 273 276 278 y (] Cxar. VT. Caar. VII. Caar. VIIT. Car. IX. TITRE ITI. Cxar. I. Cxar. IT. Secr. I. Szcr. IT. Secr. III. Secr: IF. Car. III. Secr. I. Szor. IT. Sgcr. IIT. Szcr. IF. Secr. V7, Szor. VI. Cuar. IF. Szcr. I. sr $. ZT. $. ZIT. Szcr. IT. Szcr. III. Sgcr. Il, + à S.#L. Secr. S. f. 6. FE. Secr. WI. Caar. V. Secr. I. ES f f. $. A(A & 7. XXI Des dispositions permises en faveur des petits-enfans du donateur ou testateur, ou des: enfans de ses frères. et. sœurs.++ ù 4+ Leo 1.. Pag: a8r Des partages faits par père, mère, ow autres ascendans, entre leurs descend ans ,, 288 Des Donations faites par contrat de mariage aux époux, et aux enfans à naître| du mariage:. 14 Ji.+ Se je ce es ere EU RE DR:«290 Des dispositions entre époux, soit par contrat de mariage, soit pendant le mariage‘2 SNS Ve in 8 25 ca«ee bus sus 6, Je. Des Contrats ou des obligations conventionelles en général.+.++...» 297 Dispositions préliminaires*."à ,:,+ …"ss ouubtne ait Mi.. à fhid. Des Conditions essentielles pour la validité des conventions.++..+» 298 Le: Consontement:+"++© à à à» à++.+ AU. Vin, Con De là Capacité des. Parties confratlantes»«.+ a 24: ss 45,. h 508 De d'objet, ot dé la matière des condrats 5:+ ms een th+ 1% 303 DL ONE 6 ns ù 6== 2 Ve À: dis To De d'effet dés obligations.,+«++—:. A: Dispositions généraks-+«++ Li es 2e voamminn él.+5. Le l'obligation dé-donner:= à: à up où ne men à 1h 305 Dé l'Obligation.de faire ou.de. ne pes faire++42«1 à 4,,, Ai 0 Des Dommages et Intérêts résultant de L'inexécution de l'obligation... mn» ibid. De F'interprétätion des Conventions..,:..+.… mou ini, Li …«7818 De Peffet des Conventions à l'egard des Tiérs.+«+.... 4... w. 31: Des. diverses espèces d'Obligaliait© 2%+147‘5 de vacant«ft RAT Des. Obligations Cnilionnaleé à++.+.:.e 4 0) 40 AU. TO De la Condition en général, et de ses diverses espèces.......» ibid. De a. Conditiali. sgipellpe:s 5 ess da eh do te al+ COURSES De D Cols MooMToié,_.,.......:,.. 0 Si alt:. 0 Des. Obligations. dE …...,- 8 una mi R: AN 0 ss IS Les Ca ns E,.,:»- 10 De l& solidarité entre Les créanciers A De la Solidarité de la part des débiteurs..++ à+ 4"+:.»':3ax Des Obligations divisibles et indivisibles.….| Éd es) PS Te 0: octo Des. pots. dé CÜbisalion dMoisible_-, 4 Se SN IL Sn 2308 Des effèts de l'Obligation indivisible Ve et 6 8 LOUE,»“32% Des Obligations:aper clause pénales:% iv 5 FSU, dla 18 De Extinction des obligations..::.,. PU à i+<+ 30 DPI D à 5 à OO,‘+ 5“60: Eu Point en adel 6505 En+ MODO.‘+ Jo. Du Paiement dvec ÉR À ÉRR TU RR,, 4 334 De T'impatakon des Wétemars à:“5: RO D PE En 47:08 Des Offres de paiement, et de la Consignation+..{. à.:.,.» 339 Deck VON RE US POUND RE US, wc 34 — ETES. Æ ge. ob-= É— ee a. Linie er Secr. IT. Ssor. LIT. Secr. IJ. Secr. V. Secr. WT. Sgcr. VIL. Caar. WT. Szcr. I. s L $. IT. $. II. 6. IF. sr. Szor. IT. Szcr. III. $. I. &.#T. Sgor: IW. Szcr. T. 6: Z. 6«EL. TITRE IF. Caar. I. Caar. IT. TITRE T. Cxae. I. Cæur. IT. SEcr. I. 6. J. L LE Szcr. IT. Sxcr. LIT. Secr. IV. Secr. PF. 6 L ds D D es ed des dir o re SR M MF Le Pag. PE D Done de ls Dos... dure à#0 5 RL RD Rires Ve me ee«à See AR ON? Fu, 0° ee Do di D» à où>» De l'Action en nullité ou en rescision des éonvéntions.=: es 5+,+% De la Preuve des Obligations et de celle du pairment,» vis:-+ ZE» Du Titre authentique+++++++** TR b ‘» D A Ni Là Des Copies des titres++++ se 1.+ 9 Des Actes récognitifs et confirmati jf uso 9 D ms ù pe» a p Des présomptions établies par la loi.+++++++++++*» Des présomptions qui ne sont poinl établies parda doi.+...+-:% DL da de le Pan- nm.«eo e? D D A PR se ns Pr eo» De SRE dCHOE …. cie+ Aa et+7 TX D el A d'en ne Fos++°°?» Des Engagemens qui se Jorment sans 7«.» à» De Délits et de Quasi-Délits+++:. LL,. Du Contrat de Mariage, et des Droits Er Re si soi: eu TT a D OS_ Du Récime en É.-U©+.+ PREMIÈRE PARTIE. 1e es le LS De ce qui compose la Communauté activement et passivement.++-++? Don 0 Comm- …=,+= she Du passif de la Communauté, et des actions qui en résultent contre la Communauté» De l'administration de la Communauté, et de l'effet des Actes de l'un ou de l'autre époux, relativement à la Société DU 5 à- De la dissolution de la Communauté et de quelquesunes de ses suites+++ De l'Acceptation de la Communauté, et de la Renonciation qui peut y être faite, avec les conditions qui ÿ sont+ Du Partage de la Communauté après lapin=. 2...»:+ Du Partage À Du Passif de la Communauté, et de la contribution aux dettes.++++» ibid. ibid. ibid. 385 RER id. Hd, id. e XXII Sxen. PT. De la Renonciation& la Communauté, et de ses Un SNS ER Se à Disposition relative à la Communauté légale, lorsque l'un des pous ou tous deux ünt des enfans de précédens mariages++++,++++++? PARTIE Il. De la Communauté conventionnelle, et des Conventions qui peuvent modifier ou miles cdclre de CR et=++:© Szcr. I. De la Communauté réduite au ap ee ee++»+*? Sxor IT. De la Clause qui exclut de la Communauté le mobilier en tout ou partie.+» re DT: De b: Clause d'ameblssement à 0 De PE ee> Ssor. IV. De la Clause de séparation des dettes++.+: D à+.: Szor. PV. De la Faculté accordée à la femme de reprendre son or franc et quitte» Sgcr. WI. Du Préciput el à 2 Sgor. VII: Des Clauses par lesquelles on assigne à chacun des époux des parts inézales D COR A Sscr. VIII. De la Communauté à titre D à ED+.".+ Dispositions communes aux huit Sections dessus.: à.+.+... Sxor. IX. Des Conventions exclusives de la Cémmunduté. 3°. 4: 4++:+< $. J. De la Clause portant que les époux se marient sans Communauté..-.. 5 414 Sr De la Clause de Séparation de Mae Si D ee EE 4 Éérrlil. De RME< 430 . Secr. I. 2 Colin do. er. 437 Szor. II, Des Droits du mari sur des biens dotaux et de inaliénabilité du fonds dotal..» 432 Soie LE. Dh rotin dll"5 6 436 Bon I. Dhs Biseporghenns bn de nr Ra ts 4fo Daposition: parfiealière+: 206 Fou PORN PONT Tue+ 445 TRE FL D Si as x+*? ibid. Cu: I.- De la nature et de la forte dr l@ yen. 5. 0 DE 1. 2.= 9 ibid. Catre IL. Qu porachetr où ni A Rss re+>? 444 Ca». III.. Des choses qui peuvent être vendues.... …+.+"++.++ 7 445 Éburs IF.- Des Obligations du vendeur+:= He EN TERS- 1° 4, 446 Secr. I. Disposiionggénérales..:<= un ST TN 5» ibid. Ben D, Dh De. m1. D mr+ 447 Szcr. III. De la Garantie à . I. De la Caraidie.en ces ÉÉR E 6 ns 4 . ZT. De la Garantie des défauts de læ chose pendue.++.++++.. Cuur, PV.: Des obigaiogé dE Acheter, nn PTS Rs> 7© Car. VI. De la Nullite et de la Résolution de læ vente+..+.+....» SEcr I. De la Faculté de rachat RE Szcr IT. De la Rescision. de la vente pour cause de lésion+ 1.+++.+.» Étes. VII, De la Liision: 466 D bis 4 AR EE, à Lt G im 0 eo mt EN rt | | | en OU Ca». VIII. Du Transport des créances et autres droits incorporels XXI er TITRE PL D ans ns Nas at-8 RE IDE FE Ds Contrat de Lounge msn sine catie nt 1 Car. I. Cxar. IT. Szcr. I. Secr. II. Secr. III. Cuar. III. Szcr I. Secr. IT. Szcr. III. Caar. IF. SxCT. JL: Secr. Il. Szcr. ITT. Secr: IV. LE $. IT. Szcr. V. TITRE IX. Caar. I. Cxar. II. Secr. I. Secr. II. Car. III. SECT. I. Szor. IT. Cxar. IF. TITRE-X. Cxar. I. Szcr. I. Szor. IT. Szor. IIT, Car. IT. Szcr. I, SecrT. II. Szcr. IIT. Car. III. TITRE XI. Caae. I. D ES+ 5 où+.+=:: Du Louage des choms=: 5 1 85€: Des Règles communes aux Baux des Maisons et des Biens ruraux Des. Règles particulières aux Baux à loyer:.«++.. Des Règles particulières aux Baux à ferme+.... Du Louage d'Ouvrage et d'Industrie.. Du Louage des Domestiques et Ouvriers Des Voituriers par terre ef Mar eau set ont tt \ Des ut des Marchés..» midi us dci ace à le Lu ail€ chiel 5.2." nr Hihposions gets.:. 5.+:... ls.; Du cheptel simple rat ut, ar sn HN Cet S molli....... Du cheptel donné par le Propriétaire& son Fermier ou Colon Du cheptel donné au fermier D à it hi mee Le Du cheptel donné au Colon partiaire.+.,... Du Contrat improprement appelé cheptel à....... PDO 5..:.. En Des diverses Espèces de, sogiélés_«::«. 144, Des'socifhés universelles; 1.5, De la société particulière sa"ti, is Des Engagemens des Associés entre eux et à l'égard des Tiers Des ÆEngagemens des Associés entre eux.. Des Engagemens des Associés à l'égard des Tiers Des différentes manières dont finit la Société. Disposition relative aux Sociétés de. Commerce Du Pré, TR Du Prét à usage, ou Commodat.. De la Nature du Prét à usage.. Des ÆEngagemens de l'Emprunteur. ,.. Des Engagemens de celui qui prête à usage Du Prét de Consommation, ou simple Prét_. De la Nature du Prét de Consommation.. Des Obligations du Préteur.: Des Engagemens de l'Emprunteur Du Prét à intérét. A Du Dépôt et du. Séquestre e .# e e e e x«» e Du Dépôt en général et de ses diverses espèces partiaire Pag. 467 be à ÿ 469 470 ibid. 472 ibid, 480 484 488 489 ibid. 490 493 ibid, 494 497 498 ibid. 499 5oo 5or ibid. So:: ibid. bo3 5o4 ibid. 5ro bri br3 514 ibid, ibid. 515 517 b18 ibid. 5r9 520 521 b23 ibid. D AN Car. IT. Secr. 5 Secr. IT, Szcr. IIT, Szcr. IV, Secr. V, Caar. III, SecT: Î. Szcr: II. Szcr, IIT, XV Do PE open MS CES ee LA s De la nature et de l'essence du Contrat de dépôt+,. à.. Da Dépétvalenmate es ET D ns+ à à Des obligations.du*“Dépositäirer.*; SES PS Des obligations de la personne par re le dépôt a été_— Du Dépôt he«: D Re Des diverses espèces de Séquestre PRÉC ENT Da Syuratre core SE LE ER NT, Du Séguestres on Det jadiiare“ee. LU TITRE. XP DE CS RES à Caar. I. D Jo EDP LS, Gras EH PCR PR Re es à-: Secr. I.: Des conditions requises pour la validité du Contrat...+ Szcr. IT, Des Effets du Contrat entre les Parties contractantes+... TITRE XIH. Du Mandat.:*,_.. Caar. I, De la Nature et de: la Done du+ A Crar. IT. Des obligations du Mandatdree*=:.: Cxar. III, Des obligations du Mandant.,:. PA Le ue ou Crar. IV. Des différentes manières dont le Mniat ñ Re.: FILTRE ATP ECO Ca», I. De la Nature et de l Étendue du cautionement Cæar. IT, De PER dt CGR Secr. I, De l'Effet du cautionnement entre le créancier et la caution Szcr. II. De l'Effèt du cautionnement entre le débiteur et la caution.. SzeT, IIT. Car. III. Caar. IF. TITRE XF. TITRE XVI. De la Contrainte par corps en matière. TITRE XV1II.Du Nantissement De l'Effet du De© Extinction du cautionnement+.. ….._. cautionnement entre les cofidéjusseurs.*.. De la caution Légale et de la caution Judiciaire. Des Transactions + e e 0] CE e e e. 0 CS 0. e re° e Cæar. I RO CE TITRE XVIIT, Des Privilèges et Du. en= à à: à à: Caar I. Eispoëtions poires, à à.. CR EE| Secr. I. DES PIWdeues Sur 106 mes à: à à à..: .- Des privilèges généraux sur les meubles...... …. & Il." Des privilèges sur certains meubles …,.. se Szcr. II. Des Priiees sue ls hheubles 0 À:. Srcr, TITI. Des privilèges qui s'étendent sur les meubles et les immeubles. Secr. IV. Comment se conservent les Privilèges«+,.. % LA é e ag. » à » » » » » » : 9 . à :| » + .» » » » ) « » » « » » » 32 ° 22 se 22 ® 22 - 22 » +) D » 22 22 e 22 523 ibid. 524, . Eob 536 ibid. 531 ibid, 53% ibid, _574 ibid, 535 ibid. 537 39: ibid. 540. 542 543 545 ibid, 548 ibid” 55o 552 ibid. 553 554 557 562 ibid... 565 568 ibid. ibid, 569 ibid. 570 57: 575 576 Ph RARE SE és« EE a TT, get 5 RP een Slt er OT Shan te Gi de mmenétééliinamers ME Go ae QT TS PE LT go ge ere ge Ten Te mr OR dr pr x Caar. III. SxeoT. LI. Secr. IT. Szcr. III. Secr. IV’, Caar. IF. Crau». F. Caar NI. Caar. VIT. Cuar. VIII. Czar. IX. Cxar. X. TITRE XIX. Cuaezr. L. Car. IT. TITRE XX. Caar. I. Caar. IL Caar. IIT. Car. IT. SecT, I. Szcr. II. Cuar. V. Szcr. I. Secr. IT. Sxer. III. Secr. IF. Ds qu rh Se ee nee et eee Des Hypothèques légales:à ne 5 eue mnt ot tie sé 4e Des Hypothèques fudiiaires eee ee 5e na Late a Des Hypothèques conventionnelles++++++++++ 7 Du rang que les Hypothèques ont entre elles 6 à sms th 0%: Du Mode de l'Inscription des Privilèges et Hypothèques+:+ De la Radiation et Réduction des Inscriptions+++++++> De l'Effet des Privilèges et Hypothèques contre les Tiers FPE De l'Extinction des Privilèges et Hypothèques+ 4++ 3-+++ Du Mode de purger les Propriétés des Privilèges et Hypothèques+.. Du Mode de purger les Hypothèques quand il n'existe pas d'Inscription sur les biens des maris et des tuléurs+++++ ,v+«+ De la Publicité des Registres et de la Responsabilité des conservateurs …. De l'Expropriation forcée, et des Ordres entre les Créanciers De l'Expropriation forcée.++++,++++++4+ De l'ordre et de la distribution du Prix entre les créanciers++++ De D Prautphon>{2e de mue taie ti mit Dispoghions générales-;-::-smcaiuttt hate 20 Hé Le Pohn". sn De … dia M momrfis cie Des causes qui empêchent la Prescription++++«++++++- Des causes qui interrompent ou qui suspendent le cours de la Prescription Des causes qui interrompent la Prescription++«+++++++: Des causes qui suspendent le cours de la prescription.+++++- Du temps requis pour prescrire++++++++++++ Diposhions générales, 44e ns sam Mi ee De la Prescription trentenaire+++++++++++ à+++ De la Prescription par dix et vingt ans++++++++++++ De quelques Prescriptions particulières++ 1.+++ 5 5+: SR INDEX CODICIS. ss ÿd TITULUS PRÆLIMINARIS. De legum Promulgatione, effectibus, et Applicatione in genere:+++++: Pig: 3 LIBER PRIMUS. DE PERSONIS. TITULUS I. Quomodo civilia jura adquirantur, vel amittantur+++: x 5 Car. L De jurium civilium adquisitione.".,‘ u» ibid Car. IE De Jurium civilium Privatione criminalis damnationis causa.‘» 5 Secr. I. De privatione Jurium civilium propter originarii juris amissionem.» ibid. Secr. II. De Jurium civilium privatione,:,..”:-» 7 TITULUS II. De Actis status civilis« ke... ii à:”:“4 Car. L Dispositiones generales:. s.::?:‘» ibid. Car. II. De Actis nativitatis..: x:":;» 16 Car. IIL. De Actis matrimonii++?;;‘.‘:» 10 Car. IV. De Actis mortis causa conficiendis.::‘‘ p 24 Car. V. De Actis status civilis militum extra Regni territorium commorantium.» 28 ue. TL De emendatione Actorum status civilis- F é» 31 TITULUS III De Domicilio.’; r. à‘* TITULUS VI. De Absentibus.;..‘.‘‘..» 33 Car. I. De præsumptione Absentiæ: s. si°: À.» ibid. Car. IL De Absentia declaranda:’+-: î j; A Car. LIT. De effectibus absentiæ...:,.. à.».. 25 Secr. I. De effectibus absentiæ quoad bona, quæ absens possidebat, cum discessit» ibid. Secr. IL De effectibus absentiæ quoad jura accidentalia, quæ ad absentem spectare possunt:-* à'‘..‘”»_4o Secr. II. De effectibus absentiæ quoad matrimonium;:;»_4t “Cur. LT. De Custodia filiorum ætate minorum patris absentis.”:» 4e TiTULUS V. De Matrimonio.:; spl‘;,#43 Car. I. De Conditionibus ad nuptias ineundas requisitis ie‘» ibid. Car. IF. De Nuptiarum solemnitatibus.‘; 5:14; si‘41 Car IT. Quibus liceat nuptiis obsistere.:: à‘:‘ 5” 49 Car. IV. Quemadmodum matimoni nullitas proponatur Les à k: Re CT, done Or Lis. V De obligationibus, quæ ex matrimoniïo nascantnr Car. VE De mutuis conjugum juribus, et obligationibus Car. VIT. De causis matrimonii dissolvendi Car. VIIL De secundis nuptiis:. TITULUS VI. De Divortio.:. Car. E De Divortii causis:. Car. IL De Divortio ob determinatam causam; Secr. LE. De formis divorui ex determinata eausa: Secr. IL interim præscribi possint divortii petitione pendente.,::,: Secr. IILL actio divortii ob determinatam causam Car. IT. De Divortio ex mutuo consensu‘: Car. IV. De Divortii effectibus.,::* Car. V. De Thori separatione.:: s TiTULUS VIL De paternitate, ac filiatione Car. F. Car. IT. De Probationibus filiationis prolis legitimæ Car. IIL De Filiis naturalibus,:-; “SEcr, E De Filiorum naturalium legitimatione Sgcr. I De Filiorum naturalium recognitione TITULUS YIIL. De Adoptione, et de Tutela officiosa: Car. E Secr. I. Srcr, Il. Car. II, De Tutela officiosa,. TITULUS IX. De patria potestate.,: De Adoptione:”; De Adoptione, et-ejus effectib De solemnitauübns adoptionis, XXVIIT Fa LA us_ » ° e 2 Qui in matrimonio nati legitimi habeantur L FITULEUS X. De Minori ætate, Tutela, et Emancipatione P Car. LE. De Minori ætate,;: ë €ar. ET. De Tuiela;- 2; F SEcr. I. De parentum tutela: Secr. IT. De tutela delata a patre, vel maitre Sec. IE, De tutela adscendentium È Sxcr. IV, De tutela a consilio familias delata SEcT. V. De tutore honorario.;: SEectr. VI. De excusatione tutorum., SEcr. VH, SecT, VII, De administratione tntoris, SEcr, IX. De reddendis tutelæ rationibus £zr, UT De emancipaione:, TITTULUS XI, De majori ætate, de bonorum interdictione, et de cognitore Car. f De majori ætate:. Car. FI. De bonorum interdictiene Car: IIL. De coguitore a judice dato e Ê » » C v >» e 0 e b LL . e La e ob determinatam causam non admittatur =. - s » LS w + » L2 a judice dato æ + LL De imcapacitate tutorum, et de causis exelusionis, et remotionis eorundem a tutela» 56 58 60 Gr ibid ibid. 62 ibid. sr coihnieener (ke| KRIX LIBER SECUNDUS DE BONIS, ET VARIIS PROPRIETATIS MODIS: ET ME PS Re. 2 TITULUS I. De bonorum divisione“+ É_—..:.. Pag. 140 Car. I. De bonis immobilibus e: nn à:.::» ibid, Car. IT. De bonis mobilbus ss.“.::.‘» 143 Car. ÉVE. De Bonis quoad' eorumt péseiones"0 22 UT ES SO.= 146 TITULUS Il. De proprietate, seu dominio::: à à‘. à 14. Car. I. De jure accessionis in ïiis, quæ ex re gignuntur sis«» ibid, Car. IL De jure accessionis in iis, quæ rei adjunguntur, et commiscentur« 14) Secr. I. De jure accessionis in rebus immobilibus.< a««» 196 Secr. II, De jure accessionis in rebus mobilibus.‘ 4<€ 5” 154 SITULUS INT. De usufructu, usu, et habitatione<‘-‘‘‘; n 198 Car. 1, De usufructu;:. es<’ 4 ÿ;» ibid SEcT, I. De juribus usufructudrüi:.* 4*.‘;. ï! Ê. 1, SECT. IL. De oneribus usufructuarii‘$.., É 4:-“ 104 SEcrT,[IT modis ususfructus extinguitur‘‘‘* i:| n 163 Car. II. De usu, et habitatione.,:-*::» 1/1 TITULUS IV. De servitutibus prædialibus. F.‘::<‘» 172 Car. I De servitutibus ex loci natura..:.;: é++ Car. IL. De servitutübus lege inductis..‘::_..‘. n VI Secr. I. De muro, et fossa communi.:: 5‘;: 5 119 SEcT. II. De intervallo, et operibus intermediis ob aliquas constructiones& jus S 1: SEecr. III. De prospectu in vicini fundum-: É-# 11 . IV. De tectorum stillicidiis.:$:‘‘‘+ SEcr. V. De jure itineris. s:-;:;-:»“Did. Car. III. De servitutibus ex hominis facto inductis:-.: ss 104 SEcT. I. De variis servitutum speciebus, quibus prædia subjici possunt..> ibid. Secr. II. Quomodo servitutes inducantur: à:;,;> SEct. III. De juribus domini prædiü, cui servitus debetur...:‘” 100 Secr. IV, modis servitutes extinguantur.«_—.=:» 189 LIBER TERTIUS. DE VARIIS DOMINIT ADQUIRENDI MODIS. Dispositiones generales‘:‘” 4:«» IST TITULUS I. De Successionibus:.::;“ F» 192 Car. I, Quemadmodum successiones deferantur, et bonorum defuncti possessio ipso jure in heredes continuetur.:" k i» ibid. Car. IL. De Qualitatibus, quæ ad successionem requiruntur,* 1 + Cas. IL De vario successionis ordine+; À 10 LÉ À| Secr. Î[, Dispositiones generales A,*..“ nn» À Secr, IL De jure repræsentationis;‘..«....» LL Srcr,[IL De Successione descendentium.:....‘» ‘4 Srcr. IV. De Successione ascendentium....‘‘.» | tF Sgcr. V. De Successione collateralium_«.«,‘. 3 || 1 Car. IV. De extraordinariis successionibus‘.” x:‘:» L| Secr. L De juribus filiorum naturalium in bonis patris, vel matris, et de jure suc- cedendi filiis naturalibus, qui sine liberis decesserunt. x”» | Sner. II. De jure superstitis conjugis, et Fisei x:;, é:» Car. V. De Hereditatum aditione, et repudiatione”,‘” à» Secr. L. De Aditione hereditaus..:‘ A«,’«» Secr. IL. De Repudiatione hereditatis*:,:” à F-».. Srcr. LL De invyentarii benefñicio, ejusque effectibus, et de obligationibus heredis 1 cum hoc benefcio.-:.:”*.‘ x» ; ÿ Sgcr. IV. De Hereditate jacente...‘—”‘‘» 4 Car. VE De Bonorum divisione, et collationibus.;." é«» A4= SECT.[. De Actione divisionis, ejusque forma....‘.» || il Szer. II. De Collationibus.«,”....,«:» #4. Secr. I. De ære alieno solvendo.:.;,‘.,‘» |« Srcr, IV. De Divisionis effectibus, et de hereditariis portionibus cavendis,» À EL| Secr. V. De Rescindenda divisione+-”:"‘ k\‘» | TITULUS If. De Donationibus inter vivos, et de testamentis«->: v î Car. I. Dispositiones generales-.‘ Mas:;‘-» Il Car. IL Qui donatione inter vivos, aut testamento disponere, vel accipere possunt» Car. LE. De quantitate bonorum, de quibus disponi potest, et de reductione» Secr. I. De quaniitate bonorum, de quibus disponi potest:‘”:» Srcr. 11. De donationum, et legatorum reductione. à;”‘.» jf Cap. IV. De donationibus inter vivyos+ à+‘+-* n.1:) Î Secr.|. De forma donationum inter vivos,. À‘”,» LA Sec. IE. ex causis donationes inter vivos reyocari possint, à» |f! Car. V. De Testamentis ordinandis:..: ë; x» {! SEC.[. Dispositiones generales de forma testandi:..‘» ki Secr. IT, De peculiaribus regulis quoad formam quorundam testamentorum.:. | Secr. IL De heredum institutione, et de legatis in genere.-:.. b 1 Sec. IV. De Legatis universalibus,: F: à:=;.. LL SEcr. V. De Legatis ütulo universali.::;--:, a | 4:SEcr. VI, De Legatis particularibus.?‘:: à F, à: 4 Secx, VIT. De executoribus testamentariis..;; i:‘» | i Srcr. VIIL De revocandis testamentis, et quemadmodum ea infrmentur:.» Î 4,1 Car. VI. De dispositionibus, quæ favore nepotum tam ex filis, quam ex fratibus, et sororibus donantis, vel testatoris permittuntur A:‘. 5 ARRET TEE > es Le es Car. VII. Car. VIII. Car. IX. XXXI De divisionibus; quæ a parentibus, aliisve ascendentibus finnt inter suos descendentes...‘.. É es‘ 5‘124 De donationibus, quæ in nuptiali contractu fiunt sponsis, vel filiis ex ma- trimonio nascituris:'":,::‘ ï» De dispositionibus, quæ inter sponsos in contractu nuptiali, vel constante matrimonio fiunt..::-; à‘‘;». TITULUS III. De contractibus, seu de obligationibus in genere; quæ ex conventione Car. I. Car. II. SEcr. I. Secr. IT. Secr. II. Secrt. IV. Car. III. SECT. I. SEcrt. IE. Sect. II. Sect. IV. SECT. V. Secr. VE Car. IV. SEcrT. I. CE À . IT. 6. IIL. SEcT. Il. SEcT. IIL. SEcT. IV. + à. $. IT. SEcT. V. 6. I. S. IT. SEcr. VI. Car. V. SECT. I. CE 6. 11. 6. IIT: $. IV. RP ps proveniunt..,...‘.;..» Dispositiones generales.."””‘."”» De conditionibus, quæ ad validitatem conventionum essentialiter requiruntur» De consensu..:,>:”: ni*» De contrahentium capacitate, î à Ù.‘ 7» De objecto, et materia contractuum:«:;‘:*» De causa obligationum ES ie à à De effectibus obligationum.‘;.‘:..: b Dispositiones generales‘:::«‘ 3‘. b. De obligatione dandi:= 3: k::; ë: v De obligatione faciendi, vel non.=:!: De damnis, et de eo quod interest ex causa non impletæ obligationis» De interpretatione conventionum...’: 5;:» De effectibus conventionum quoad alios: x.;;:». De variis Obligationum speciebus F° à k““: v. De obligationibus conditionaiibus:.«. î: r De conditionibus in genere, et variis earum speciebus:; 5» De conditione suspensiva.,. F‘- à ë=+ De conditione resolutiva..:.|.‘;:> De obligationibus ad diem præstitutam’: À:‘: D De obligationibns alternis...‘,; RE- De obligationibus in solidum: î;::$ 1:> De creditoribus in solidum.,.; à, ê 2:> De debitoribus in solidum:::,:;"::» De obligationibus dividuis, et individuis.:‘ n: 2 D De effecübus obligaionis dividuæ. à‘;: De individuæ obligæionis effectibus è., A‘ de à» De pœnalibus obligationum clausulis" k-::;» Quibus modis obligationes tollantur 5:«+.+.: Ni: à De Solutione.‘..;\'. à.» De solutione in genere.".,.. A‘= r» De solutione per subrogationem..:.,,° A» De solutionibus imputandis.:- x:"‘: é» De oblatione solutionis, et de obsignatione.:.,;‘,» De bOnordnt co 2 2+ 4. ài 1, d e L° e e e L»: 288 290 293 297 ibid. 208 299 302 303 304. ibid, ibide 3e5 307, 310 ibid, 315: 312 ibid, ibid, 315 316 317 318 320 ibid. 32x 325 326 ibid. 327 330 33: ibid 334 336 337 341 1 Il [TR Li a Forme XXXIL Secr. Il De Novatione dons, à ÉIEUESE 4:. nes Secr. HT. De Remissione debiü.\ À....:: Secr. IV. De compensatione« Ë‘ 4.«.«. SEcr. V. De Con'usione.. s. 14;-« Sgcr. VI. De interitu rei debitæ.” F‘..:;« Secr. Vif, De actionibus ad nullitatem, vel rescissionem conventionum.: Car. Vi. De oblgationum, et solutionis probatione.: à:; Secr. I. De probatione per scripturas::::‘:' . L De titulo authentico.‘‘:.... SE De privatis scripturis..::;‘.::: Es. De tesseris+.:-:..‘: ë$: GE. De Documentorum exemplis.* a‘;:: S. v. De acus recognitionis, et confirmationis:; 3< Secr. IT. De probatione per tesles..::-: Secr. IIL De præsumptionibus:‘:. À,;:; .‘T. De præsumptionibus juris..::; k:: $. IT. De præsumptionibus, quæ a lege non indicuntur:;: Secr. IV. De confessione-..: j::.: Secr. V. De jurejurando.;::__»:-;. $. I. De jurejurando decisorio.‘:...:- . IL. De jurejurando, quod ex cfficio defertur.-::. TITLULUS IV. De obligationibus, quæ sine conventione nascuntur. à: Car. T. De quasi-contractibus.::::::.. Car. IT. De delictis, vel quasi- delictis., 2 é: s. TITULUS V. De Contraciu nuptiarum, et de mutuis conjagum juribus.: Car. IL. Dispositiones generales.=:.::.‘; Car. I. De regimine communionis bonorum À<_- r: à y ARS EL De bonorum communione ex lege::; x SEcT. I. De is, qQuæ statum activum, et passivum communionis efficiunt. $. I. De statu activo communionis-:-:,.: $ IL. De communionis statu passivo, et actionibus inde profluentibus: Sect. II. De communionis administratione, et efiectibus eorum, quæ ab alterutro conjugibus geruntur in societate;.;-,: Secrt. IL. De communionis dissolutione; et quibusdam ejus effectibus. Secr. IV. De communionis acceptione, et renunciatione, et de conditionibus, quæ ad eam reïeruntur--::_,;: Secr. V. De Communicnis divisione posi acceptionem. à:: $. E. Dé acuvi siatus divisione-.; s::. $. IL. D: communicnis statu passivo, er de coniributione in ære alieno Sscr. VI. De Communionis renunciatione, ejusque effecubus : mme te I ne e- CS 8 ex 342 345 346 349 3 5o set 351 Get 353| 35 4| Sc ibid.| Sr 355” 359| 361| Get\ 363| 366| get. À ibid,| 367| Ga ne| ibid, Cie fl k.| Grer. Î 972 fl 379 Gr 379 en 377| 577| M se| C G C ibid,; ibid. ibid. 385 390 396€ ( 400$ L je LA ibid.| ù 455 o 4zt 0 ibid, ibid, ibid, Secr. I. Secr. II. Secr. III. Secr. IV. SEcr. V. Srer. VI. Secr. VII. Secr, VIIL. o Secr. IX. a À Sir Car. FIL SEcr. I. Sror. IL. _ Sec. EI. * Secr. iV. Car. I. Car. IL. Car. HET. Car. IV. SEcr.|. Secr. II. Secr. LI. $ I. $. LE. Car. V. Car. V'. Sec. I. S'ecr. IL. Car. VIT. Car. VIIL. XXXIIT PLRS FF De communione conventionali, et de pactis, quibus communio legitima; moderari, et excludi potest«:+:.+,..‘Pag.#13 De communione,. quæ ad bona adquirenda limitatur«":» 414 De clausula, per quam mobilia omnia, vel eoium pars a communione excluduntur.:,:*..‘‘-:» Ab De clausula, per quam immobilia in mobilia convertuutur NT.» 417 De clausula separationis æris alieni+-’:‘:,» 419 De jure uxoris ea, quæ comtulit in communionem absque ullo onere recuperandi.3x 4::‘.::: é”» 42 De præcipuo conventionali..‘..’: s‘» 422 De clausulis, per quas cuivis ex conjugibus pars inæqualis in commu- none tribuitur:, k;.:...:» 423 De communione titulo universali inita. 4”::-» 426 Dispositiones præcedentibus octo Sectionibus communes.”» ibid. De conventionibus, quæ communioném excludunt à; à ÿ»‘427 De clausula, per quam Matrimonium sine communione contrahitur» 428 De clausula separationis bonorum.’-. é* L-» 429 De regimine dotali:-”=.‘‘ j"‘» 430 De dotis constitutione" 5 A;’ à:” s+ A4 De juribus mariti in bonis dotalibus, et de fundo dotali non alienando» 432 De dotis restitutione.::..;: k;.» 436 De bonis paraphernalibus. à.:.‘‘ k.» 440 Dispositio specialis+:,? à;' à;”» AA TITULUS VI. De venditione.$+:# i-, dE.» ibid. De natura, et forma venditionis+ k‘; Lure à?.» ibid. Qui emere, et venderg possint:#53‘‘ É;‘» 444 De rebus. quæ vendi possunt+‘°:= P. Fe.» 445 De venditoris obligationibus po»b 245 tou fs et sl:»«4 Dispositiones generales F$,:; ss:-« ibid. D: Traditine. j é: À 5‘ k È é i» 447 De Cautione 5-;- res”; Lits à:» 451 Te Evictione cavÿenda 4 è: v,”; É.» A5a De vitiorum rei venditæ Cautione:/ k à à 5£» 455 De emptoris obligationibus..:.::;,,» 457 De venditionis nullitate, atque resolutione.'.«‘ ist 3. 850 De juré retractus.« x.‘, ee.. é«tes 006 De V:nditione ob læsionem rescindenda+‘ e* à.» 463 De licitatione'- É 5: F;’ a’.» 466 D: nominum, aliorumque incorporalium translatione.‘,;» 467 | 469 TITULUS Vil. De permutauong RE RON ie RCE vie— fa 3.. tas TITULUS VIII. De Locatione Fr à.‘" … e. Pag. 430 Car. I. Dispositiones generales ee ï‘5-» Did Car. IE. De rerum locatione:: 3 î::.: 5» 472 Secr. I. Urbanis, rusticisque prædiis in locatione communia‘::» ibid. Secr. II. speciales prædiis urbanis locandis-:‘: 4:» 480 Secr. III. Regulæ speciales locandis prædiis rusticis:‘.‘‘:» 484 Car. III. De locatione operarum, et industriæ:, e,‘’? à» 488 Secr. I. De locatione famulorum, et opificum:?: ï.;» 489 Secr. II. De locatione vectorum..'....:.‘» ibid: Secr. III. De redemptoribus operum, atque operarum locationibus 4..» 490 Car. IV. De locatione pecoris, quæ ad socidam dicitur';,-‘» 493 Secr. I. Dispositiones generales. 5 k à;. pie re;» ibid. Secr. II. De socida simplici don og item«d ET m4 Sgcr. III: De socida pro dimidio fructuum 2+++++ 497 Secr. IV. De socida inter dominum, et suum conductorem; aut colonum partiarium» 498 6. I. De socida inter dominum, et conductorem. é‘ à”-» ibid. $. IL. De socida cum colono partiario.‘:? S..» 499 : Secr. V. De contractu, qui socida improprie dicitur.”..:.» Boo TITULUS IX. De societate»=.:-:;. F‘» bot Car. I. Dispositiones generales. à‘:;‘ 6::» ibid. Car. IT. De variis societatum speciebus,‘ ses;;*”» Segcr. I.“De societatibus universalibus à é:;- à,:» ibid. Srcr. II De societate particulari.. de Se+ fr iher©:.:iF 6.,:808 Car. III.: De obligationibus sociorum inter se, et erga alios;‘: À» 5o4 Sec. I. De obligationibus sociorum inter se.;::;::» ibid. S£cr. II. De sociorum obligationibus erga alios, qui in socielate non sunt. 6»y 10 Car. IV. De variis modis, quibus societas finitur.‘« ô”‘:» Dit Regula de societatibus commercii. sine à,.”‘: 5e TITULUS X. De mutuo.-,.‘;,;”::»v 514 Car. I. De Mutuo ad usum, sive de Commodato. 5;* pb ibid. SEcr. I. De Natura commodai.::< 1; à:.» ibid. Secr. II. De Obbligationibus Commodatarii:::"-- 5. St 5 Secr. III. De Obbligationibus Commodants.- TA:«+:54.:817 Car. IL De Mutuo simplici, seu ad consumptionem.:‘".*» Secr. I. De Natura Mutui simplicis.‘’,.:-:» ibid Sscr. IL De Mutuantis Obligationibus-‘ 5::"» Szce. III. De Obligationibus Mutuatarii;**::::» Dao Car. IEL. De Usuris ex Mutuo, seu de fenebri Contractu.;, ve. ÿat TITULUS XI. De Deposito, et de Sequesiratione.*" s::* po b23 Car. I. De Deposito in genere, ac de variis illius speciebus. É*‘» ibid. Car. H. De Deposito proprie dicto.-;. ét* i à» ibid. Secr. À. De Natura, et Substantia coptractus deposit;;‘-» ibid Secr. II. Secr. III. Secr. IV. Secr. V. Car. II. Secr. I. Secr. IL. Secr: III. Car. I. ar. Il. Secr. I. Sect. IT. Car. LE: Car: II. Car. IIL. Car. IV. XXXŸ De Deposito voluntario! De Obligationibus depositari De Obligationibus deponentis: De deposito. necessario De sequestratione. De variis sequestrationum speciebus De sequestratione conventionali CI De sequestratione, seu deposito judiciali TITULUS XII. De contractibus aleatoriis De ludo, et mutua sponsione De contractu reditus ad vitam De conditionibus pro validitate contractus reditus ad vitam necessariis + +. va De effectibus contractus reditus ad vitam inter contrahentes TITULUS XII. De mandato De natura, et forma mandati De obligationibus mandatarii De obligationibus mandantis De variis modis, quibus mandatum extinguitur TITULUS XIV. De fidejussione Car. I. Car. II. SEcrt. L Secr. Il. Secrt. III. Cae. II, . Car. IV. Car. I. Car. IL De natura, et effectibus fidejussionis De effectibus fidejussioms De effectu fidejussionis creditorem inter, et fidejussorem eo e De effectu fidejussionis inter debitorem, et fidejussorem De effectu fidejussionis inter confidejussores De fidejussionis extinctione De fidejussione legali, et de fidejussione judiciali TITULUS XV. De transactionibus.. TITULUS XVI. De carcerali custodia in causis civilibus TITULUS XVII. De pignore in genere De pignore proprie dicto.‘ De antichresi À TITULUS XVII. De privilegiis, et hypothecis Car. I. _ Car. IT. SEcr. I. . IL 6. IL. Secr. Il. Secr. III, Secr. IV. Car. III: Secr. I. LE om ms Dispositiones generales.. De privilegiis à-“. De privilegiis in bona mobilia De privilegiis generalibus in bona mobilia De privilegiis specialibus in certa bona mobilia De privilegüs in bona immobilia. e 9 e De privilegiis, quæ mobilia, et immobilia complectuntur Quomodo privilegia serventur. De hypothecis.‘: De hypothecis legalibus £ + .+ Li Pag.‘534 » 525 vo 530 » ibid. »o Bb3r » ibid. » 53% » ibid. » 534 » ibid. » 535 » ibid. » 37 » 539 o ibid. D 540 » D42 » 543 » D45 o ibid. » 6548 » ibid. » 550 » D52 » ibid » 553 » 554 » D57 » » ibid. » 565 » 568 » ibid. » ibid. » 569 ». ibid. » 570 » 573 w: 79 » 576 » 579 ». 5680 Sr gn os PT hits Les or emma SE nr PR nd a Y S GE 8 ed mt 7 sde re ren er ra N. soit in gr” on ET SE. DA ce n: Z_ De NU ue as Secr. I Sect. Il, Secr. IV. Car. IV. Car. V Car. VI. Car. VIT. Car. VIIL. Car. IX. Car. À. De hypotheca judiciali De hypothecis conventionalibus. rie Qui potiores in hypothecis habeantur+.« Quomodo privilegia, et hypothecæ inscribantur+ è 4 î De expungendis, et redigendis inscriptionibus.; De privilegiorum, et hypothecarum effectu adversus tertios possessores Quomodo privilegia, et hypothecæ extinguuntur e Quibus modis bona a privilegus, et hypothecis eximantur Quibus modis hypotheca solvitur, nulla existente inscriptione in bona ad maritos vel tutores spectantia..;- De edendis inscriptionum tabulis, et de obligationibus conservatorum » » » TITULUS XIX. De ademptione, et alienatione bonorum debitoris judicis auctoritate, Car. I. Car II. et de ordine inter creditores servando De ademptione, et alienatione bonorum debitoris De ordine, et distributione pretii inter creditores TITULUS XX. De præscrpüone.”,:; Car. I. Car..Il. . Car. JIE. Car. IV. SEcr.|. Secr. II. ‘Car.-V. SEcr. Ï, Secr. II. Secr. TI. Secr. iV. Dispositiones generales De possessione. à uses dé à", De causis, quæ præscriptionem impediunt‘. De causis, quibus præscriptio, vel interrumpitur; Vel De causis, quibus præscripuo inte:rumpilur: De causis, quæ præscripüionem suspendunt. De tempore ad præscribendum præfinito Dispositiones generales. F: 5, De præscriptione triginta annorum.. i De præs:riptine decem, vel viginti annorurm De aliquibus peculiaribus præscripüonibus. 0 suspenditur * e Ê Le L L2 » » 622 ibid. 624 626 ibid. 62% ibid. 628 > At fi] ter +” à Bb SMS PSE ré CODICE CIVILE TITOLO PRELIMINARE. Della Pubblicazione, degli Effetti e del- lApplicazione delle“a gei in generale. ARTICOLO PRIMO. Le legoi hanno esecuzione in tutto äl territorio italiano in forza della pro- mulgazione fatia dal Re. Sono osservate in qualunque parte del Regno dal momento in cui pud esser- ne conosciuta la promulgazione. La promulgazione fatta dal Re dovra ritenersi conosciuta nel dipartimento, in cui risederà 1l Governo, trascorso un giorno dopo quello della promulgazio- ne; ed in ciascuno degli altri diparti- menti dopo lo stesso termine coll aggtun- ta di altrettanti giorni, quante decine di CODE CIVIL TITRE PRÉLIMINAIRE. De la Publication, des Effets et de l'Ap- plication des lois en général. ARTICLE PREMIER. Les lois sont exécutoires dans tout le territoire français, en vertu de la pro- mulgation qui en est faite par le Premier Consul. Elles seront exécutées dans chaque par- tie de la République, du moment où la promulgation en pourra étre connue. La promulgation faite par le Premier Consul sera réputée connue dans le dé- partement où siégera le Gouvernement, ur jour après celui de la promulgation; et dans chacun des autres départemens,aprés lexpiration du méme délai, augmenté d'autant de jours qu’il y aura de fois CODEX CIVILIS. TITULUS PRÆLIMINARIS. De legum Promulgatione, Effectibus, et Applicatione in genere. ARTICULUS PRIMUS. Lcges in universo Ilaliæ régno executioni mandantur vi promulgationis per Regem factæ. Ubicumque regni servari debent, cum primum ipsarum promulgatio innotescere potuerit. Promulgatio in crastinum innotescere censelur per eam Præfecturam, ubi Suprema sedet auctoritas: in ceteris vero eidem temporis intervallo totidem adduntur dies quot vicibus cujuscumque Præfecturæ urbs I a que ko ge 7 ere US- ds sil de rap se. Fr d us. on 4 mL 3 RP Th«ER Deer sur à Rs a. re Sr Er CT D SR A dr a. der dm es, see AE de Pers o nr- sara s ar* A robert Min dis réa se ste à nu DS Ru SERRE x ms Sn 5 à- rame themes_—# 6e FR' pierre MOTS. Re RS$ ie RE Re 2 RP EEE à me y vos ps Éop D INT APS D De à D UE. en 4+ d ne A TT RE eee marges Sr TT' ns à s D nn DORE EE On pes sé ss 7 ET Dre we: eng% genie asia a GG rarpnr ner A Te D© ne er parer coques sue OT Css 7 miriametri( circa 60 miglia comuni) sa- dix miriamètres(environ»0 lieues an- rà distante il capc-luogo di ciaschedun ciennes) entre la ville où la promulgation dipartimento, dalla citta dove sara stata en aura été faile, ct le chef-lieu de cha: fatta la promulgazione. que département. 2. La legge non dispone, che per 2. La loi ne dispose que pour l'avenir; l avvenire; essa non pud avere efleito elle na point d'effet rétroactif. retroattivo., 3. Le legei di Polizia€ di sicurez- 3, Les lois de polite et de süreté obli- za obbligano tutti quelii che dimorano gent tous ceux qui habitent le lerritoire. nel territorio. 1 beni immobili, ancorchè posseduti Les immeubles, même ceux possédés da stranieri, soggiacciono alle leggi del par des étrangers, sont régis par la loi Regno. francaise. GT Italiani, tuttoche residenti in paese Les lois concernant L'état et la capa- straniero, sono soggetti alle leggi, che cité des personnes régissent les Français, risguardano lo stato, e la capacità delle méme résidant en pays étranger. persone. 4. Se un giudice ricuserà di giudica- 4. Le juge qui refusera de juger sous re sotto pretesto di silenzio, oscuriià prétexte du silence, de l'obscurité ou o difetto della legge, si potrà agire de l'insuffisance de la loi, pourra étre contro di lui come colpevole di ne- poursuivi comme coupable de déni de gata giustizia. Justice. 5. Ë proibito ai giudici di pronun-« 5. Il est défendu aux juges de pronon- ziare in via di disposizione generale 0 cer par voie de disposition générale et di regolamento nelle cause di loro com- réglementaire sur les causes qui leur sont etenza. SOUINISES.: 6. Le leggi, che interessano l'ordine 6. On ne peut déroger par des conven- pubblico od il buon costume, non pos- tions particulières, aux lois qui intéressent sono essere derogate da particolari con- l'ordre public et les bonnes mœurs. venzioni. S caput decem myriametra( millia passuum sexaginta circiter) ab urbe distat, uba lex promulgata fuit. 2. Lex futuris tantum dat formam negotiis, nec revocatur ad facta præterita. 3. Legibus Politiæ et tutelæ publicæ alligantur omnes, qui in territorio degunt. Immobilia, quamquam ab alienigenis possideantur, Regni subjacent sanctionibus. Cives tenentur legibus, quæ personarum conditionem, et capacilatem respiciunt, etsi extra Regni terri- lorium commorentur, 4. Judex, qui legum silentium, obscuritatem aut insufficientiam causando jus reddere detrectat, in ju- dicium tamquam denegatæ justitiæ reus, vocari poterit. 5. Judices sententiam ferre in modum generalis, et pragmaticæ sanctionis prohibentur in causis, de qui- bus judicium ferre debent. 6. Leges, quæ publicum regimen, et bonos mores afficiunt, privatorum pacüs immutari non possunt. ‘4 ES rie U LIBRO PRIMO. DELLE PERSONE. ame mo gen TITOLO PRIMO. Del Godimento e della Privazione dei Diritii civili. name PET TRARE CAF O LE Del Godimento dei Diritli civilr. 7. L’esercizio dei diritti civili è indi- pendente dalla qualità di cittadino, la quale non si acquista, ne si conserva, che in conformità della legge costitu- zionale. 8. Qualunque Italiano gode dei dirit- ti civil. 9. Qualunque. individuo nato nel Re- gno da uno straniero potràa nell'anno susseguente alla di lui maggiore età re- clamare la qualità d’I#aliano; purchè, risedendo nel Regno, dichiari la inten- zione di fissarvi il suo domicilio, ed abi1- tando in paese straniero, prometta for- malmente di stabilire il domicilio nello Stato italiano, ed ivi lo stabilisca nel 5 LIVRE PREMIER. DES PERSONNES. or TITRE PREMIER. De la Jouissance et de la Privation des Droits civils. trente CHAPITRE T. De la Jouissance des Droits civils. 7. L'exercice des droits civils est indé- pendant de la qualité de citoyen, laquel- le ne s’ acquiert ef ne se Conserve que conformément à la loi constitutionneile. 8 Tout Français jouira des droits civils. 0. Tout individu né en France d’un étranger, pourra, dans l’année qui suivra l'époque de sa majorité, réclamer la qua- lité de Français; pourvu que, dans le cas où il résiderait en France, il déclare que son intention est d'y fixer son domicile, et que, dans le cas où il résiderait en pays étranger, il fasse sa soumission de Jixer en France son domicile, et qu’il EC RP TRE dc à on Æ LIBER PRIMUS. | DE PERSONIS. TITULUS PRIMUS. Quomodo civilia Jura adquirantur, vel amütantur, manne anne CAPUT E De Jurium civiliumn Adquisitione: 7. Jurium civilium usus a civis conditione non pendet, quæ non nisi ex Constitutionis lege adquritur, âut relinetur. 8. Indigenæ ommes juribus fruuntur civilibus. 9. Ab alienigena in regno nalus originari jura intra annum a majori ætate petere potest, dummodo, si \ :[C4i decorso’ di un anno dal} atto délla sud- detta promessa. 10.[ figli nati da un Italiano in pae- se straniero sono Îtaliani. I fighi nati in paese straniero da un Italiano, il quale abbia perduta la quali- tà d’ Italiano, potranno sempre ricupera- re questa qualità, adempiendo le for- malità prescritte nel! articolo 9. 11. Lo straniero godra nel Regno de medesimi dirittit civili, ai quali sono 0 saranno ammessi gl’ Îtaliani, in vigore dei trattati, dalla nazione a cui tale stra- niero appartiene. 12. La straniera, che si maritera con un Italiano, seguirà la condizione del marito. 15. Lo straniero, ammesso dal Gover- no a stabilire il domicilio nel Regno, godrà ivi di tutti 1 diritü civili, sino à che continuera a risedervi. 14. Lo straniero, anche non residente acl Regno, potrà citarsi avanti i tribu- nali italiani per la esecuzione delle ob- bligazioni da lui contratte con un Italia- o nello Stato italiano. Potrà parimenti essere chiamato avan- ti i tribunali italiani per le obbligazioni da lui contratte in paese straniero con un Italiano. Py établisse dans l'année, à compter de Pacte de soumission. 10. Tout enfant né d'un Français en pays étranger, est Français. Tout enfant né, en pays étranger, d’un Français qui aurait perdu la qualité de Français, pourra foujours recouvrer celle qualité, en remplissant les formalités pre- scrites par Paré, 9. 11. JL? étranger jouira en France des mémes droits civils que Ceux qui sont ou seront accordés aux Français par les trai- és de la nation à laquelle cet étranger appartiendra. 1°, L' étrangère qui aura épousé un Français, suivra la condition de son mari. 13. L’étranger qui aura été admis par le Gouvernement à établir son domicile et France, y jouira de tous les droits civils, tant qu’il continuera dy résider. 14. L° étranger, même non résidant en France, pourra étre cité devant les tri- bunaux français, pour l'exécution des obligations par lui contractées en France avec un Français; il pourra être traduit devant les tribunaux de France, pour les obligations par lui contractées en pays étranger envers des Français. in Regno degat, se ibi domicillum servaturum profiteatur: si alibi sit, spondeat, se in Regno domicilium habilturum, ibique intra annum a die pollicitationis reapse illud constituat. 10. Qui apud exteros ab Îtalo ortus est, Itali conditionem sortitur. Natus apud exteros a patre, qui Jtali conditionem amiserit, hanc poterit adipisci, quotiescumque adim- pleat ea, quæ articulo 9 præscripla sunt. 11. Alienigena eadem in Regno adsequitur civilia jura, quæ Italis juxta pacta eonventa apud ipsius gen- tem tribuuntur. 12. Mulier alienigena Îtalo nupta conditionem mariti sequitur. 13. Alienigena, qui decreto Supremæ auctoritatis constituerit in Regno domicilium, omnibus juribus eiviibus fruetur, donec ibi manserit. 14. Alienigena, etsi in Regno non degat, obligationum causa, quas in Regno, aut alibi cum Italo con- traxerit, ad tribunalia italica vocari poterit. | | | | | 1) [5] 15. Un Italiano potrà essere citato avan- ti un tribunale del Regno per le ob- bligazioni da esso contrattein paese sira- niero con uno straniero. 16. In qualunque materia, escluse quelle di commercio, lo straniero, che sia attore, sara tenuto di dare cauzione pel pagamento delle spese e dei danni risultanti dal processo, quando non pos- seda nel Regno beni stabili d'un valo- re sufliciente ad assicurarneilpagamento. CAPO IL Della Privazione dei Diritti civili. S£zione LL Della Privazione dei Dirifti civili derivata dalla perdita della qualità d Ilaliano. 17. La qualità d’Italiano si perde, 1.0 per la naturalizzazione acquistata in paese straniero; 2.0 per| accettazione non autorizzata dal Governo, di pubblici impieghi conferiti da un governo este- ro; 3° per laggregazione a qualsivo- glia corporazione straniera, che esiga 15. Un Français pourra étre traduit devant un tribunal de France, pour des obligations par lui contractées en pays étranger, même avec un Éfranger. 16. En ioutes malières, autres que celles de commerce, l étranger qui sera demandeur, sera tenu de donner caution pour le paiement des frais et dommages- intérêts résultant. du procès, à moins qu’ il ne possède en France des immeu- bles d'une valeur suffisante pour assurer ce paiement. CHAPITRE IT. + De la Privation des Droits civils. SECTION PREMIÈRE. De la Privation des Droits civils par la perte de la qualité de Français. 17. La qualité de Français se perdra, 1.0 par la naturalisation acquise en pays étranger; 2.0 par l'acceptation non aufo- risée par le Gouvernement, de fonctions publiques conférées par un gouvernement étranger; 3° par laffiliation à toute corporation étrangère qui exigera des 15. Italus ad Regni tribunalia vocari poterit obligationum causa, quas alibi, vel cum alienigena susceperit, 16. In omnibus causis, exceptis mercatoriis, actor alienigena cavere debet se soluturum expensas, damna, et id quod intererit, prout ex actis eum debere constabit, nisi in Regno tantum habeat bo- norum immobilium,: quantum ad solutionem cavendam satis sit. CA PUT FE De Jurium civilium Privatione. SecrTio I. De Privatione Jurium civilium propier originarii juris amissionem: a7. Jus originis ab Italo amittitur, 1. si idem jus penes alienam gentem ipse adeptus fuerit; 2. si Rege âon annuente, publica munera ab alio Principe collata susceperit; 3. si in üs Collegiis cooptatus fuerit; Pa F8: distinzione di nascita; 4.0 finalménte, pér qualunque in paese stra- niero, Con animO di non più ritornare. Gli stabilimenti di commercio non po- tranno giammai considerarsi come for- mati senz animo di ritornare. 18. L’ Italiano, che abbia perduta la qualità d'Italiano, potrà sempre ricu- perarla rientrando nel Regno coll ap- provazione del Governo,€ dichiarando di volervisi stabilire, e di rinunciare a qualunque distinzione contraria alla les- ge italiana.| 19. Un’ftaliana, maritandosi con uno straniero, seguirà la condizione del ma- rito. Se' rimane vedova, ricupererà la quali- th d'Italiana, quando essa abiti nel Re- -gno, Oo vi rientri coll approvazione del Governo, e dichiari di voler fissare ül domicilio nel Regno. 20. GT individui, che riacquisteranno ne’casi contemplati dagli articoli 10, 18 e 19 la qualità d’Itahani, non potran- no valersene se non dopo d'avere adem- pite le condizioni prescritte da questi articoli, e solamente per l’esercizio dei diritti che si sono verificati in loro van- taggio dopo tale epoca. distinctions de naissante; 4° enfin, par tout établissement fait en pays étranger, sans esprit de retour. Les établissemens de Commerce ne pour- ront jamais étre considérés comme ayant été faits sans esprit de retour. 18. Le Français qui aura perdu sa qualité de Français, pourra toujours la recouvrer en rentrant en France avec lau- torisalion du Gouvernement, et en décla- rant qu’il veut s'y fixer, et qu’il renonce à toute distinction contraire à la loi française. 19. Une femme française qui épousera un étranger, Suivra la condition de son mari. Si elle devient veuve, elle recouvrera la qualité de Française, pourvu qu’elle réside en France, ou gwelle y rentre avec l'autorisation du Gowwernement, e£ en déclarant qgwelle veut s’y fixer. 20. Les individus qui recouvreront. la qualité de Français, dans les cas pré- vus par les articles 10, 18 ef 19, ne pourront s’en prévaloir qu'après avoir rempli les conditions qui leur sont im- posées par ces articles, et seulement pour l'exercice des droits ouverts à leur profit depuis cette époque. quæ generis exposcant prærogativam; 4. denique si alibi quomodolibet sedem fixerit sine animo redeundi in patriam. . e‘. Li].°. Sedes alhibi collocata commerci causa, numquam constituta censebitur animo non redeundi. 18. Qui jus originis amiserit, 1llud semper recuperare poterit, si in Regnum redux,. suprema annuente auctoritate, profiteatur, sibi in aniumo esse ibi commorari, et quamcumque abnuat prærogativam, quæ legibus Italicis adversetur. -19. Mulier nubens alienigenæ mariti conditionem sequitur. Orbata viro rursus originis jura nanciscitur, dummodo in Regno moretur, vel Supremae auctoritatis per. missu in Regnum redeat, atque se ibi domicilium habituram profiteatur. 20. Qui jus originis iterum adeptus fuerit juxta articulos 10, 18, 19, hoc frui poterit, dummodo conditio- nes 1b1 præscriptas adimpleat, quoad jura dumtaxat, quæ illi in posigrum obvencrint, 4 D > qul pui np ñ.L plu il on| quan 11( ait, LUE eng Li pete itid bel or. L'Italiano che, senza autorizzazio- ne del Governo, entrasse al servigio mili- tare di Potenza estera, O si aggregasse ad una corporazione militare straniera, perderà la qualità d’Italiano. Non potrà rientrare nel Regno senza la permissione del Governo ,; e non riacquisterà la qualità d'Italiano, se non dopo avere adempite Le condizioni prescritte allo straniero per divenire cit- tadino, restando perd in vigore le pe- ne stabilite dalle legoi criminali contro gl Italiani, 1 quai hanno portato 0 porteranno le armi contro la patria. SEZIONE IX. Della Privazione de’ Diritti civili in Con- seguenza di condanne giudictalr. 22. Le condanne a pene, l’effetto delle quali è di privare il condannato da ogni partecipazione ai diritti civil specificati in appresso, producono la morte civile. 23. La condanna alla morte naturale produce la morte civile. 24. Le altre. pene afllittive perpetue mon producono la morte civile, se non quando la lesse lo determina. ar. Le Français qui, Sans autoriS@Ëton du Gouvernement, prendrait du service militaire chez l'étranger, ou s’affilierait à une corporation militaire étrangère; perdra sa qualité de Français. Il ne pourra rentrer en France qu'avec la permission du Gouvernement, el Tecou+ vrer la qualité de Français qu’en remplis- sant les conditions imposées à étranger pour devenir citoyen; le toursans préjudice des peines prononcées par la loi crimi- nelle contre les Français qui ont porté ou porteront les armes contre leur patrie: SECTION Il. De la Privation des Droits civils par suite des condamnations judiciaires. 22. Les condamnations à des peirres dont l'effet est de priver celui qui esë condamné, de toute participarion aux droits civils ci-après exprimés, emporle- ront la mort civile. 53. La condamnation à la moré natu- relle emportera la mort civile. 4. Les autres peines afflictives perpé- tuelles n'emporteront la mort civile qu’au- tant que la loi ÿ aurait attaché cet effet, gr 21. Qui sine Regis placito alienx militiæ nomen dedit, vel militari extero Ordini se addixit, jus originis amjitit. Hic in Regnum redire sine Regis placito, nec jus originis recuperare poterit, nisi üis adimpletis, quæ alienigenæ ad civicam conditionem adipiscendam indicuntur, pœnalibus præterea servalis sanctionibus quæ adversus eos irrogantur, qui arma in patriam vel tulerunt, vel ferent. # SEcTreoe Il. De Jurium civilium Privatione criminalis damnationis causa: 22. Damnatio ad pœnas, propter quas omnia jura civilia, de quibus infra, amittuntur, mortem quoque- civilem parit. 25. Capitis damnatio mortèm simul civilem inducit. 24. Ceteræ vero pœnæ corporales perpetuæ mortem civilem non pariunt, nisi lex ipsis eundem tri buat effectum, # 7 Mn MU Se non th ee Nr ae di prit dt Anse Has Rd re - sers F ie k ETES sat INA MORE MODO ON CS Fire" ps rs Re C8] 25. Per la morte civile, 11 condannato perde la proprietà di tutti i beni che possedeva; si apre la successione a pro de’ suoi eredi, ai quali si devolvono:i di lui beui, come se fosse morito natu- ralmenie e senza testamento. Non pud succedere nè trasmettere a ütolo di successione 1 beni che avesse di poi acquistati. Non pud disporre de’ suoi beni in tut- io od in parte per donazione fra vivi, nè per testamento, nè riceverne per gh stessi titoli, eccetto che per causa d’ali- menti. Non pud essere nominato tutore nè concorrere aghi atti relativi alla tutela. Non pud essere testimonio in un atto solenne ed autentico, nè essere ammes- so a fare testimonianza in giudizio. = Non pud stare in giudizxo, nè come attore, ne come convenuto, fuori che in nome e col ministero di un curatore specialmente nominato dal avanti il quale è stata introdotta l’azione. Egli è incapace di contrarre un matri- monio che produca aleun effetto civile. Il matrimonio che avesse precedente- mente contratto, e disciolio per tutti 1 suoi efleitti civil. 25. Par la mort civile, le condamné perd la propriété de tous les biens qu’il possédait; sa succession est ouverte au profit de ses héritiers, auxquels ses biens sont dévolus, de la même manière que S'il était mort naturellement et sans testa- 712E71/. Il ne peut plus ni recueillir aucune succession, ni transmettre, à Ce titre, Les biens quil a acquis par la suite. Îl ne peut ni disposer de ses biens, en ouf ou en partie, soit par dônation Entre-vifs, soit par testament, ni recevoir à ce titre, si ce n’est pour cause d'ali- mens. Il ne peut étre nommé tuteur ni concou- rir aux opérations relatives à la tutelle. Il ñne peut étre témoin dans un. àcfe solennel ou authentique, ni étre admis à porter témoignage en justice. 1] ne peut procéder en justice, ni-en défendant, ni en demandant, que sous le nom ét par le ministère d'un curateur spécial, qui lui est nommé par le tribunal où Paction est portée. Il est incapable de contracter un ma- riage qui produise aucun effet civil. Le mariage qu’il avait contracté pré- cédemment, est dissous, quant à{ous ses effets civils. 25. Morte civili damnatus omnium bonorum, quæ possidet, proprietatem amitüit: legitimi heredes illius heredilatem capiunt, tamquam si morte naturali, et intestato vitam reliquisset. Kereditates percipere, vel bona postea ab eo adquisita in alios transferre successionis jure ipsi prohibetur. De rebus suis, nec in totum, nec pro parie disponere potest donatione inter vivos, vel testamento, nèque uüsdem de causis, nisi alimentorum titulo quidquam accipere. r...---. Tutor esse, vel aclis tutelam respicientibus se immniscere nequit. In actis solemnibus, vel authenticis pro teste adlüberi, aut in judicio ad testimonium ferendum admitti prohibetur. In judicio sisti uti actor, vel uti reus minime potest, misi nomine, et ministerio curatoris ab judiee dati, penes quem acüo proposila sit. Matrimonium, quod civilem eflectum pariat, contrahendi incapax est. Conjagium anteactum dissolvitur quoad omnes civiles ellectus. Il conjuge ed 1 suoi eredi potranno rispettivamente far uso delle ragioni e delle azioni alle quali si farebbe luogo per la morte naturale. 26. Le condanne proferite in contrad- dittorio non producono la morte civile, se non dal giorno della loro esecuzione, tanto reale, che in efligie. 27. Le condanne in contumacia non produrranno la morte civile che dopo cinque anni successivi all esecuzione del- la sentenza in efligie, nel decorso dei quali pud il condannato presentarsi. 28. Duranti i cinque anni, i condannati in contumacia saranno privi dell eser- cizio dei diritti civil, sino a che si pre- sentino in giudizio o vengano nel decorso di questo termine arrestati. 1 loro beni saranno ammimistrati e le loro ragioni promosse come quelle degli assenti. 29. Quando il condannato in contu- macia si preseuterà volontariamente nel cinque anni, da computarsi dal giorno dell esecuzione, o verrà in questo termi- ne preso e carcerato, la sentenza sarà annullata ipso jure; Vaccusato sarà re- stituito nel possesso de’ suoi beni,€ nuovamente giudicato; e se, colla nuova sentenza, egli è condannato alla mede- [Co] Son époux et ses héritiers peuvent exercer respectivement les droits et les actions auxquels sa mort naturelle don- nerait Ouverture. 26. Les condamnations contradictoires remportent la mort civile qu'à compter du jour de leur exécution, soit réelle, soit par effigie. 27. Les condamnations par Contumace n'emporteront la mort civile qu'après les cing années qui suivront Pexécution du jugement par éffigie, et pendant lesquel- les le condamné peut se représenter. 28. Les condamnés par confumace se- ront, pendant les cinq ans, où jusqu’à ce qu’ils se représentent ou qu'ils sotent arrétés pendant ce délai, privés de l’exer- cice des droits civils. Leurs biens seront administrés et leurs droits exercés de méme que ceux des absens. 29. Lorsque le condamné par contuma- ce se présentera volontairement dans les cing années, à compter du jour de Pexé- cution, ou lorsqu'il aura été suist et constitué prisonnier dans ce délai, le jugement sera anéanti de plein droit; Pac- cusé sera rernis en possession de ses biens: il sera jugé de nouveau; ef st, par Ce Rou- veau jugement, ilest condamné à la même Ipsius conjux, et heredes juribus et actionibus uluntur, quæ ipsis obvenissent, si damnatus morte naturali vitam reliquisset. 26. Condemnationes in contradicto judicio latæ mortem civilem non pariunt, nisi a die executionis in damnati personam vel in elus imaginer. 27. Dammationes contumaciales mortem civilem non inferunt, nisi quinquennio elapso 2 die executionis in damnati effigiem peractæ. Hoc temporis intervallo damnatus se in judicio sistere potesl. 28. In contumaciam damnati jura civihia per quinquenniem amittent, vel donec intra hoc temporis spa- tium judicio se offerant, aut deprehendantur: illorum bona administrantur, et jura exercentur, ac si ad absentem pertinerent. 20. Si in contumaciam damnatus intra quinquennium ab executionis die se se ultro in judicio sistat, aut codem temporis spatio deprehensus, et in carcerem conjectus sit; ipso jure sententia infirmabitur. Reus in bonorum possessionem restiluetur, judicium redintegrabitur, etsiin hoc subsequenti judicio eadem Re a [io] sima péna, o ad una pena diversa che porti egualmente la morte civile, essa non avrà luogo che dal giorno dell ese- cuzione della seconda sentenza. 50. Allorquando il condannato in con- tumacia, che non si sarà presentato 0 non sarà stato imprigionato se non dopo 1 Cinque anni, fosse con una nuoya sentenza assolto, o condannato ad una pena la quale non°produca a morte civile, rientreràa in tutti 1 suoi diritu civili pel tempo avvenire dal giorno in cui sarà COmparso in giudizio; ma la prima sentenza conservera gli effetti che aveva prodotti la morte civile nel} inter- _vallo decorso dopo la scadenza dei cinque anni sino al giorno della di lui comparsa , in giüudizio. 31. Se 11 condannato in contumacia muore nel termine dei cinque anni ac- cordati senza essersi presentato, o senza essere stato preso ed arrestato; sarà considerato morto nell integrità de’ suoi diritti; la sentenza contumaciale sarà annullata Zpso jure, senza pregiudizio perd dell azione civile, la quale non potrà essere intentata contro gli eredi del condannato, se non in via civile. ‘32. La prescrizione della pena non ripristinerà mai il condannato ne’ suoi . diritti civili pel tempo avvenire. peine ow à une peine différente empor- tant également la mort civile, elle r’aura lieu què compter du jour de l'exécution du second jugement. 50. Lorsque le condamné par contu- mace, qui ne Se Sera représenté Où qui n'aura été constiluë prisonnier qu’aprés les cing ans, sera absous par le nouveau jugement, ou n'aura été condamné qu'à une peine qui nemportera pas la mort civile, il rentrera dans la plénitude de ses droits civils, pour l'avenir, ef à compter du jour où il aura reparu en justice; mais le premier jugement con- servera, pour le passé, les effets que la moré civile avait produits dans Pinter- valle écoulé depuis l'époque de lexpira- tion des cing ans jusqu'au jour de sa comparution en justice. 31. Si le condamné par contumace meurt dans le délai de grâce des cinq an- nées sans s'être représenté, Ou Suns avoir été saisi ou arrété, il sera réputé mort dans l'intégrité de ses droits. Le juge- ment de contumace sera anéanti de plein droit, sans préjudice néanmoins de Pac- tion de la partie civile, laquelle ne pour- ra étre intentée contre les héritiers du condamné que par le voie civile. 32. En aucun cas la prescription de la peine ne r'intégrera le condamné dans ses droits civils pour Pavenir. # pœna, vel diversa civilem mortem pariter irrogans, ipsi inflicta fuerit, civilis mors a die tantum secundi judicii suum sortietur effectum. 30. In contumaciam damnatus, qui jam elapso quinquennio sive sponte sua, sive per vim adductus in judicium venerit, quoties nova sententia absolutus fuerit, aut pœnæ addictus, quæ mortem civilem non irroget, pristima civilia jura recipiet, in posterum exercenda a die, quo in judicium venerit: attamen in præteritum prior sententia eosdem servabit effectus, quos civilis mors pepererat, pro eo temporis intervallo, quod intercesserat ab ultimo quinquennu die usque ad diem, quo ex contumacia damnatus in judicium venit. # Sr. Si ex contumacia damnatus intra quinquennium utile decedat, quin in judicio adparuerit, aut depre- hensus fuerit, sua ad integrum retinuisse jura mortis tempore, censendus erit, et contumaciale judicium ipso jure circumscribetur, sine præjudicio tamen actionis alteri competentis, quæ non nisi civiliter adversus damnati heredes exerceri poterit. 32. Damnatus numquam pœnæ præscriptione in sua jura civilia in posterum restituetur. ge né- | qui après ipeau qu IT e de É à Len Con e la LOT- Dir le sa Macé j an- DOI moré uge- ein lac- OUT s du mn dé dans eh ecund! ictus In y 20 nen 1 ryallo, venit depre- lc versus [ul] 53. 1 beni acquistati dal condannato dopo incorsa la morte civile, e de quali fosse in possesso al tempo della sua morte naturale, apparterranno alla na- zione per diritto di caducita. Tuttavia il Governo potrà disporne a favore della vedova, dei figli o parenti del condannato, in quel modo che l’uma- mità sarà per suggerirgli. TITOLO IL Degli Atii dello stato civils. CARO Disposizioni general.: 54. Gli atti dello stato civile esprime-- ranno lanno, il giorno e l'ora in cui . saranno ricevuti i nomi,.i cognomi, l'età,. la professione ed il domicilio di tutti. coloro che in: essi saranno nomunati. 35. Gli ufficiali dello stato civile non potranno inserire cosa alcuna negli atti che riceveranno, sia per annotazione, sia per qualsivoglia indicazione, oltre quello che deve essere dichiarato dagli intervenienti. 53, Les biens acquis par le condamne, depuis la mort civile encourue, et doné il se trouvera en possession au jour de sa mort naturelle, appartiendront à la nation par droit de déshérence. Néanmoins le Gouvernement en pourra faire, au profit de la veuve, des enfuns ou parens du condamné, telles disposi- tions que l humanité lui suggérera. TITRE IL Des Actes de l'état. civil, CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 54 Les actes de l’état civil énonceront l'année, le jour et l’heure où ils seron£ reçus, les prénoms, noms, âge, profession et domicile de lous ceux qui y seront dénommes. 35. Les officiers de Pétat civil ne pour- ront rien insérer dans les actes qu’ils re- cevront, soit par nole, Soil par énoncia- ion quelconque, que ce qui dûit étre déclaré par les comparans. 55. Bona a damnato quæsita postquam mortem civilem passus fuerit, et ab eo possessa tempore morts naturalis, ad fiscum, utpote vacantia, deferuntur. Rex tamen poterit eadem bona in damnati uxorem, liberos, vel consanguineos pro sua pietate conferre. TITULUS SECUNDUS. De Actis status civilis. CGAPET Dispositiones gencrales. 54... Acta sfalus civilis exhibebunt annum, diem, et horam, quibus recipientur, prænomina, momina; ætatem, professionem, et domicilium illorum, de quibus in eis mentio erit. 35. Oflficiales status civilis nihil omniuo actis inserere quoquomodo possunt, nisi quod adamussim partes præsentes declarare debent.. [ra] 56. Le part interessate nel caso im eui non saranno tenute a comparire per- sonalmente, potranno farsi rappresenta- re da persona munita di procura speciale ed autentica. 37. Î testimonj presentati per gli atti dello stato civile, non potranno essere che maschi in età almeno di ventun anno; parenti od altri, e saranno scelti dalle persone interessate. 58. L’ufliciale dello stato civile fara lettura degli atti alle parti comparenti, od ai loro procuratori, ed ai testimon). În essi sara fatta menzione dell’adem- pimento di questa formalità. 59. Questi atti saranno sottoscritti dal- Ÿ ufüiciale dello stato civile, dai com- parenti e dai testimonj; ovvero si farà menzione della causa che ha impedito ai medesimi di sottoscriversi. 4o. Gli atti dello stato civile saranno inscritti in ciascun comune sopra uno o più registri tenuti in duplo. 41. Ï registri saranno numerati dal pri- mo all ultimo foglio, e ciascuno di que- sti sarà vidimato dal presidente del tri- bunale di prima istanza, o dal giudice che ne fara le veci. 42. Gi atti saranno inscritti ne’ regi- siri senza interruzione, e senza alcuno 56. Dans les Cas où les parties inté- ressées ne seront point obbligées de com- paraître en personne, elles pourront se faire représenter par un fondé de pro- curation spéciale et authentique. 87. Les témoins produits aux actes de l’état civil ne pourront étre que du sexe masculin, âgés de vingt-un ans au moins, parens ou autres; et ils seront choisis par les personnes intéressées. 38. L’oflicier de létat civil donnera lecture des actes aux parties comparan- fes, ow à leurs fondés de procuration, et aux témoins. Il y sera fait mention de laccomplis- sement de cette formalité. 59. Ces actes seront signés par officier de l’état oivil, par les comparans et les témoins 3 ow mention sera faite de la cause qui empéchera les comparans et les témoins de signer. 4o. Les actes de létat civil seront in- scrits, dans Chaque commune, sur uit ou plusieurs registres tenus doubles. 41. Les registres seront cotés par pre- mière et dernière, et paraphés sur cha- que feuille, par le président du tribunal de première instance, ou par le juge qui de remplacera. 42. Les actes seront inscrits sur les registres, de suite, sans aucun blanc. 56. Si ü, quorum interest, se ipsos exhibere minime teneantur, per procuratorem special, et authentico #Handato instructum agere poterunt. 37. Testes actis status civilis adhibendi ex masculis dumtaxat annorum saltem unius et viginti eliam ex consanguineis, sumi poterunt, et ab üis, quorum interest, eligentur. 58. Officialis status civilis partibus præsentibus, vel eorum procuratoribus, et testibus acta recitabit. Solemnitatem hanc adimpletam fuissé in actis adnotabitur. 59. Acta subscribenda sunt ab officiali status civilis, et ab 1is, qui se exhibuerunt, nec non a testibus, vel causa adnotanda erit, quæ impedimento fuerit, quominus comparentes, et testes subscripserint, 4o. Acia status civilis cujuscumque municipi in duplici regestorum codice describentur. 41. Regestorum codices a prima usque ad postremam paginam numeris successivis notabuntur, et hæ siogulæ signabuniur a præside tribunalis primæ instantiæ, aut ab judice, qui illius vices gerat. 4. Acta sine interruptione,€& nullo spatio interjecto scribentur. Lituræ et notæ, sicut Integer actus us * E+5| spazio in bianco. Le cancellature e le postille saranno approvate e sottoscrit- te nello stesso modo che il corpo del- l'atto. Non vi saranno abbreviature, e non potrà mettersi veruna data in cifre numeriche.| 43. In fine di ogni anno i registri sa- ranno:chiusi e firmati dall’ ufficiale dello stato civile, e dentro un mese uno dei registri sarà depositato negli archivj del comune, e l'altro presso la cancelle- tla del tribunale di prima istanza. 4% Le procure e le altre carte che debbono restare unite agli atti dello stato civile, dopo che saranno state vi- dimate dalla persona che le avrà pro- dotte, e dall'ufficiale dello stato civile, saranno depositate presso la cancelle- rla del tribunale col doppio dei regi- stri, il cui deposito deve farsi in detta cancetleria. 45. Qualunque persona potra farsi ri- lasciare dai depositarj de’ registri dello stato civile gli estratti demedesimi. Que- sti estratti uniformi ai registri, e lega- Hizzati dal presidente del tribunale di prima ïistanza,© dal giudice che ne sostiene le veci, faranno fede sino a che siano attaccati di falso. 46. Allorquando non si saranno tenu- ti i registri, O si Saranno smarriti, avrà Les ratures et les renvois seront approit- vés et signés de la méme manière que le corps de l'acte. Il n'y sera rien écrit par abréviation, et aucune date ne sera mise en chiffres. 43. Les registres seront clos et arrétés par Pofficier de Pétat civil, à la fin de chaque année; et dans le mois, l’un des doubles sera déposé aux archives de la commune, l'autre au greffe du tribunal de première instance. 44. Les procurations et les autres pié- ces qui doivent demeurer annexées aux actes de létat civil, seront déposées, après qu’elles auront été paraphées par la per- sonne qui les aura produites, et par lof- Jficier de Pétat civil, au greffe du tribu- ral, avec le double des registres dont le dépôt doit avoir lieu audit greffe. 45. Toute personne pourra se faire dé- livrer par les dépositaires des registres de létat civil, des extraits de ces regi- stres. Les extraits délivrés conformes aux registres, et légalisés par le président du tribunal de première instance, ow par le juge qui le remplacera, feront. foi jusqu’à inscription de faux. 46. Lorsqw'il aura pas existé de Te- gistres, ou qwils seront perdus, la preuve adprobandæ, et subscribendæ sunt: nihil per literarum compendia exponetur, nec dies numericis notis designabitur. 45. Bini codices prædicti singulo quoque labente anno ab officiali status civilis subscribeniur, eorum unus penes municipale archivium, et alter penes tabularium tribunalis primæ instantiæ intra mensem deponentur. 44. Mandata, et cetera documenta, quæ ab actis status civilis minime sejungi debent, a producentibus signata, nec non ab officiali status civilis, in triburalis tabulario deponentur una cum altero ex prædictis codicibus, qui in eodem asservandus erit. 45. Cuique licebit ab eo, penes quem exiant codices status civilis, petere, ut eorumdem exempla sibi edantur. Hujusmodi exempla, dummodo codicibus congruentia sint, et a præside tribunalis primæ instantiæ, vel ejus vices gerente signentur, fidem faciunt, donec falsi fiat inscriptio. 46. Regestorum codicibus non extantibus, vel deperditis probationes sive per documena, sive per testes Ro k mi side RE D SENS ere e RE T pi A EE gr SE.# [141: fuogo la prova, col mezzo-tanto di do- cumenti che di testimonj, ed in que- sto caso i matrimon], le nascite e le morti potranno provarsi coi registri,€: colle carte de genitori defunti, egual- mente che per testimon)j.. 47. Qualunque atto dello stato civile: deg! Italiani e degli stranieri, forma- io in paese straniero, fara féde, se sa- rà esteso. secondo le forme usate in quel. paese. | 48. Qualunque atto dello stato civile- degl Italiani ,, formato in paese stranie- ro, sarà valido, se è stato ricevuto se. condo le leggi italiane dagli agenti di- plomatici,© dai commissar) delle rela-- zioni commerciali del Regno. 49. In tutti à casi in cui dovrà färsi menzione di un atto relativo allo stato civile in margine di un altro atto di già inscritto, essa verrà fatta a richiesta delle parti interessate dal! officiale dello: stato civile nei registri correnti, Od in: quelli che saranno stati depositati negli. archivj del comune,€ dal cancelliere. del tribunale di prima istanza sui re. gistri depositat nella cancelleria, pel qual effetto l’officiale dello stato civile ne darà avviso entro tre giorni al Re- gio Procuratore presso il tribunale, il: quale invigilerà, acciocchè la menzione- sia fatta in modo uniforme in due registri. en seræ reçue tant par tifres que par témoins: et dans ces cas, les mariages, naissances el décès, pourront être prouvés ant par les registres el papiers émanés des pères et mères décédés, que par Éémoins. 47. Tout acte de l'érat civil dés Fran- çais et dès étrangers, fait en pays étran- ger, fera foi, s’il a été rédigé dans lés Jormes usitées dans ledit pays. 48. Tout acte de l’état civil des Fran- gais en pays étranger sera valable, S'il" a été recu, conformément aux lois fran- çaises, par les agens diplomatiques; olé: par les commissaires des relations cors- merciales de la République. 49. Dans tous les cas où Ja: mention d'un acte relatif à l’état civil devra avoir lieu en marge dun autre acte déja inscrit, elle sera faite à la requéte des parties intéressées, par l'officier de lPétat civil ,. sur les registres cOurans OU SUT CEUX Qui auront été déposés aux archives de la commune, et par le greffier du tribunal de première instance;. sur les registres déposés au greffe; à l'effet dé quoi lof- ficier de l’état civil en donnera avis dans: les trois jours au commissaire du Gou- vernement près ledit tribunal, qui veillera. à ce.que la mention soit faile d’une ma- nière uniforme sur les deux registres. admittentur, et hoc casu matrimonia, nativitates, et. decessus, tam per libros, el scripturas ad parentes de-- funcios pertinentes, quam per testes probari poterunt. 47, Cuncla status civilis acta Italorum, et alienigenarum in- exleris regionibus recepia fidem facient,. dinmodo. solemnitates, quæ a lege loci præfiniuntur, fuerint servatæ. 48: Omnia acta status civilis Italorum emissa. in.exteris regionibus valida erunt, si juxta lialorum leges. ab agentibus. in re diplomatica, vel commercial pro.ltaliæ Regno recepta fuerint. 49- Si mentio alicujus actus, qui ad statum civilem pertineat, margini alterius actus prius inscripti ap po=- menda ,sit; hæc, postulantibus ïis, quorum interest, fiét ab officiali status civilis in regestorum codicibus. quos: adhuc penes se habet, vel in-lis, qui in municipali archivio adservantur, nec non a scriba tribunalis primæ: instantiæ in üs, qui penes ewndem custodiuntur. Officialis status civilis intra tres dies Regium Procuratorem de. hoc instruet, qui, ul in utroque codice par menlio fiat, sollicitus. erit,. — ÿy bo. Ogni contravvenzione agli articoh precedenti per parte de’ mentovati fun- zionar), sarà denunziata al tribunäle di prima istanza, e punita CON una multa che non potrà eccedere le cento lire. 5:r. Ogni depositario di registri sara risponsabile civilmente delle alterazioni che vi sopravverranno, salvo a lui il ricorso contro gli autori delle medesime. Qualunque alterazione o falsità nepli atti dello stato civile, qualunque inscrizione di questi.atti fatta sopra un foglio volante ed in altro modo che sui registri a cid destinati, daranno luo- go all azione de’ danni ed interessi delle parti, restando perd in vigore le pene stabilite dal Codice penale. 53. 11 Regio Procuratore presso il tribunale di prima ïistanza sara tenuto di verificare lo stato de’ registri al tempo del loro deposito presso la cancelleria; formeràa un processo verbale sommario della seguita verificazione, denunzierà le contravvenzioni o i delitti commessi dagh ufliciali dello stato civile, e farà le istanze per la loro condanna alle multe. 54. In tutti 1 casi in cui un tribu- nale di-prima istanza pronunzierà in- torno agli atu relativi allo stato civile, le parti interessate potranno ricorrere contro il giudicato, [18] 5o. Toute contravention aux articles précédens de la part des fonctionnaires ÿ dénommés, sera poursuivie devant le fri- bunal de première instance, et punie d’une amende qui ne pourra excéder cen£ francs. br. Tout dépositaire des registres sera civilement responsable des altérations qui y surviendront, sauf son recours, S'il y& lieu, contre les auteurs desdites altéra- ions.| 52. Toute altération, tout fuux dans les actes de létat civil, toute inscription de ces actes faite sur une feuille volante et autrement que sur les registres à Ce destinés, donneront lieu aux dommages- intérêts des parties, sans préjudice des peines portées au Code pénal. 53. Le commissaire du Goiwernemenk près le tribunal de première instance sera tenu de vérifier l'état des registres lors du dépô£ qui en sera fait au greffe; il dressera un procès-verbal sommaire de læ vérification, dénoncera les contraventions ou délits commis par les officiers de l’étaë civil, et requerra contre eux la condarm- nation aux amendes.. É 54. Dans tous les cas où un tribunal de première instance connaîtra des actes relatifs à l’état civil, les parties intéres- sées pourront se pourvoir contre le ju- gement. 5o. Si quis ex prædictis publicis officialibus quoquomodo deliquerit in iis, quæ superioribus arliculis sta: tuta sunt, ad tribunal primæ instantiæ vocabitur, et multa, non ultra tamen centum libras, afficietur. à,- 5;“ins PE: 51. Quisquis acta publica adservat, civiliter cavere debet, nequa in ils corruptio fiat; 1ipse tamen; si locus est, adversus illarum auctores regressum habet. 52. Siquid corruptum fuerit, vel siquid falsi irrepserit in actis status civilis, vel si actus prædicti in chartis sejunctis, aut alibi quam in publicis tabulis ad hoc confectüs, inscripü sint, locus erit ad damna, et ad id, quod interest, rependendum, citra pœnas, quæ in Codice pœnali præscribuntur. . 55. Regius procurator penes tribunal primæ instantiæ recognoscere tenelur regestornm Codices, cum in tabulario deponuntur: verbalem atque summarium recognitionis processum ïpse conficiet; crimina, vel siquid aliud ab officialibus status civilis contra admissum sit, denunciabit, et ut in ïillos aninadvertatur, _postulabit. 54. Quotiescumque de actis ad civilem statum perlinentübus tribunal primæ instantiæ judicium feret; pars, cujus interest, ab ea proyocare poterit. ee;= ï!+:, SE# 0 ris ue cr RS ee- IT EEE£ a< ET 7 is mn S ben. sr M"ne.:= D à a En Un PE à D LR Ve sions CAPO IL Degli Atti di nastita. B5, Le dichiarazioni di nascita do- vranno farsi, nei tre giorni consecutivi al parto, all ufficiale dello stato civile, cui si dovrà presentare il fanciullo. 56. La nascita del fanciullo sara di- chiarata dal padre, ed in mancanza di questo, dai dottori di medicina o di chirurgia, dalle levatrict, dagli ufliciali di sanità, o da altre persone che ab- biano assistito al parto; e qualora la madre avesse partorito fuori del suo domicilio, anche dalla persona presso di cui si sarà sgravata. L'atto di nascita sarà senza dilazione esteso, alla presenza di due testimoni. 57. S’indicheranno nell atto di nascita il giorno, Fora ed il luogo della mede- sinra, il sesso del fanciullo, ed i nomi che gli saranno stäti dati, inomi, cogno- mi, la professione ed il domicilio del pa- dre e della madre, e quelli dei testimonj. - 58. Chiunque ritrovasse un fanciullo recentemente nato, sarà tenuto a farne la consegna all ufliciale dello stato ci- vile, colle vesti e cogli altri effetti ritro- vati presso il medesimo, ed a dichia- rare tutte le circostanze del tempo e luogo in cui sarà stato ritrovato. CHAPITRE IL Des Actes de naissance. 55. Les déclarations de naissance seront J'aites, dans les trois jours de l’accou- chement, à l'officier de l’état civil du lieu: l'enfant lui sera présenté. 56. La naissance de l'enfant sera dé- clarée par le père, ou à défaut du père, par les docteurs en médecine ou en chi- rurgie, sages-femmes, officiers de santé Ou autres personnes qui auront assisié à l'accouchement: et lorsque la mère sera accouchée hors de son domicile, par la personne chez qui elle sera accouchée. L'acte de naissance sera rédigé de suite, en présence de deux témoins. 57. L’acte de naissance énoncera le jour, l’heure et le lieu de la naissance, - Le sexe de l'enfant, et les prénoms qui lui seront donnés, les prénoms, noms, profession et domicile des père et mère; et ceux des témoins. 58. Toute personne qui aura trouvé ur enfant nouveau-né, Sera tenue de lé re- mettre à l'officier de Pétat civil, ainsi que les vétemens et aufres effets trouvés avec l'enfant, et de déclarer toutes les circonstances du temps et du lieu où il aura été trouvé. APE T id : De Actis nativiraiis. 55. Natalis professio triduo a puerperio peragenda erit apud officialem status civils, cui puer exhibebitur. 56. Pueri nativitas a patre declaranda erit, vel a medicis, chirurgis, obstetricibus, sanitatis officialibus, ceterisve, qui partui adfuerunt. Cum vero mater extra sunm domicilium partum ediderit, ab eo, cujus domi fuerit enixa, eadem peragenda erit professio. Actus nativitatis, nulla mora interposita, coram duobus testibus conficietur. Br. Nativitatis actus diem, horam, locum, ubi puer ortus sit, ejus sexum, atque prænomina ipsi im- posita, parentum, testimnque prenomina, nomina, professionem, atque domicilium indicabit. B$. Qui expositum recens natum invenerit, illum una cum indumentüis, ceterisque rebus cum jpso re- pertis ad officialem status civilis deferre tenetur, et omnia temporis, et loci adjuncta diligenter enarra- re, quibus puer adinventus fuerit. dy t#] Se ne estenderà un circostanziato pro- cesso verbale, che enunecierà inoltre J età apparente del fanciullo, 1l sesso, il nome che gli sarà dato, l'autorita civile cui verra consegnato. Questo pro- cesso verbale sarà inscritto nei registri. 59. Nascendo un fanciullo im tempo di un viaggio per mare, l'atto di nascita sara formato entro le ventiquattro ore in presenza del padre, qualora ivi Si trovi, e di due testimon) presi fra gli ufficiali del bastimento, 0, in mancanza di questi, fra le persone dell'equipaggio. Un tale atto sarà-esteso, cioè, sui basti- menti dello Stato, dall'ufficiale dell am- ministrazione della marina, e sui basti- menti appartenenti ad un armatore 0 negoziante, dal capitano, proprietario O patrone della nave. L'atto di nascita sarà inscritto appiè del ruolo dell equipaggio. 60. Nel primo porto ove approderà il bastimento, tanto per prendere fondo, quanto per qualunque altra causa, fuor- chè quella del suo disarmamento, gh officiali dell amministrazione della ma- rina, Capitano, proprietario© patrone, saranno tenuti a depositare due copie autentiche degli atti di nascita che avran- no formati, cioè, in un porto italiano, nell'ofizio del preposto all'mscrizione ma- rittima, ed in un porto straniero, presso il commissario delle relazioni commerciali. Il en sera dressé un procës-verbal dé- taillé, qui énoncera en outre l’äge appa- rent de l'enfant, son sexe, les noms qui lui seront donnés, l'autorité civile à la- quelle il sera remis. Ce procès-verbal sera inscrit sur les registres. 59.S’i/ naftun enfant pendant un voyage de mer, l'acte de naissance sera dressé dans les vingt-quatre heures en présencé du père, s’il est présent, et de deux témoins pris parmi les officiers du bäti- ment, ow, à leur défaut, parmi les hom- mes de l'équipage. Cet acte sera rédigé, savoir, sur les bätimens de PÉtat, par l'officier d'adménistration de la marine;, et sur les bätimens appartenant à un armateur ou négociant, par le capitaine, maître ou patron du navire. L'acte de naissance sera inscrit à la suite du rôle d'équipage. 60. Au premier port où le bâtiment abordera, soit de reläche, soit pour foule autre cause que celle de son dsarmement, les officiers de l'administration de lu ma- rine, capilaine, maître Ou patron, Séron£ tenus de déposer deux expéditions authen- tiques des actes de naissance qu'ils auron£ rédigés, savoir, dans un port français; au burèau du préposé à l'inscription Ima- ritime; et dans un port étranger, entre les mains du commissaire des relations commerciales. Verbalis processus omnibus circumstantus instructus conficietur, in quo indicabuntur ætas verisimulis pueri, sexus, nomina, quæ ipsi imposita sint, et civils auctoritas, cui puer comimnissus fuerit; idem pro- cessus in pubhcis tabulis exarabitur. 5g. Si puer maritimi cursus tempore nascaiur, 1ilus nativitatis actus intra horas viginti quatacr cou- ficietur coram patre, si adsit, et duobus testibus ex navis officialibus, aut üis deficientibus, e nautis de- sumptis. Si navis Regia sit, nativitatis actus perscribetur ab eo, qui rem marilimam administrat. Si vera nayis ad mercatorem, aut ad exercentem piraticam, Regis placito pertineat, idem actus ab ejus Exercito- re, vel Gubernatore, aut Magistro conscribetur. Nativitatis actus in calce albi naviculariorum exarabitur. 60. Cum primum mavis ad portam appulerit stalionis ergo, vel quacunique alia, excepta armamenti exportandi causa, præpositi maritime administrationi, Gubernator, Exercitor, ant Magister navis deponere tenebuntur duo authentica exemplaria actuum nativit atis, quos idem confecerint; videlicet, si porius in Regni ditione sit, penes officium ejus, qui maritimæ præcst inscriptioni; si vero sit alterius nationis, apud agem- tem in re commercial pro liahæ Regno, ë. LA ÿ$ î[ il L'una di queste copie resterà in deposito À l presso l’oflizio dell’inscrizione marittima, É! 4 o nella cancelleria del commissariato; jh l'altra si trasmetterà al Ministro della | Ai marina, 1l quale farà pervenire una COpia !{ da lui certificata di ciascuno di detti atti all officiale dello stato civile del domici- lio del padre del fanciullo, od a quelio della madre, se il padre non è cono- sciuto: questa copia sarà tosto inscritta nei registri. Gr. Arrivando il bastimento in un por- to di disarmamento, il ruolo dell’ equi- paggio sarà depositato presso loflizio del preposto all'inscriziqne marittima, il quale trasmetterà una copia dell'atto di nascita da lui sottoscritta all officiale del- lo stato civile del domicilio del padre, od essendo questi ignoto, a quello della madre del fanciullo: questa copia sarà successivamente inscritta net registri. 62. L’atto di ricognizione di un fan- ciullo sarà inscritto sotto la sua data neï registri, e se ne fara menzione in mar- gine dell atto di nascita, qualora esista. 18| L'une de ces expéditions restera déposée au bureau de l'inscription maritime, ou à la chancellerie du commissariat; Pautre sera envoyée au Ministre de la marine, qui ferd parvenir une Copie, de lui certi- Jiée, de chacun desdits actes, à Pofficier de l’état civil du domicile du père de l'enfant, ow de la mère, si le père est inconnu: cette copie sera inscrile de suile sur les registres. Gr. A l'arrivée du bâtiment dans le port du désarmement, le rôle d'équipage sera déposé aw bureau du préposé à lin- scription marilime, QU ENVETTA UNE EX- pédition de l'acte de naissance, de lui signée, à l'officier de l'état civil du do- micile du père de l'enfant, ou de la mère, si le père est inconnu: celle expédition sera inscrite de suile sur les registres. G2. L'acte de reconnaissance d'un en- fant sera inscrit sur les registres, à sa date; et il en sera fait mention en marge de l’acte de naissance, s’il en existe un. CG A P.0:IEL CHAPITRE III. Dégli Atti di matrimonio. Des Actes de mariage. (l 68. Prima della celebrazione del ma- 63. Avant la célébration du mariage, fl trimonio, l’officiale dello stato civile farà l'officier de l'état civil fera deux publi- RE: |} Akerum ex prædictis exemplaribus in marilimæ inscriptionis officio, vel in agents prædicti tabulario | F: manebit; alterum ad ministrum rei maritimæ mittetur, cujus erit actorum exemplar sua manu subscriptum ; i transmittere ad officialem status civilis, ubi patris illius, de cujus nativitate agitur, vel matris, si pater haud ar 0 innotescat, domicilium sit. Hoc exemplar in continenti publicis tabulis inscribetur. { ÿ Gr. Simul ac navis ad portum appulerit ejus exarmandi causa, navicüulariorum. album tradetur præpo- | sito maritimæ inscriptioni, qui exemplar actus nativitatis sua manu subscriptum mittet ad officialem status Lil civilis, ubi infantis pater, vel mater, si forte pater ignoretur, domicilium habet: hcc exemplum in acta p} publica statim| referetur. de 62. Actus recognitionis infantis inscribetur ner publicis apposita die, et si-extet actus naüvitalis, in k margine illius congruens fiet adnotatio, La GAPUT 11T De Actis matrimonii. 4] C5. Antlequam nupüæ celebrentur, officialis status civilis binas edet promulgationes; oci0 dieruut 7 moi sisi À uul due pubblicazioni in giorno di domenica avanti la porta della casa del comune, coll'intervallo di otto giorni. Le publica- zioni, e l'atto che ne verra esteso, espri- meranno inOmi, 1 cognomi, le profession, e i domicilj dei faturi sposi, la loro qua- Ltàa di maggiori o minori, ed 1 nomi, i cognomi, le pr ofessioni e i domicil; dei loro genitori. Questo atto conterra ny tre i giorni, 1 luoghi, e le ore in CUI Sa- ranno state fatte le pubblicazioni, e sarà inscritto in un solo registro, che dovra essere numerato ad ogni fogho, e vidi- mato, come è detto allarticolo 41, e depositato in fine di ciascun anno nella cancelleria del tribunale del circondario. 64. Una copia del atto di pub an ne sarà e rimarrà aflissa alla porta della casa del comune, duranti gli otto giorni d'intervallo dalluna allaltra pubblica- zione. Il matrimonio non potrà celebrarsi prima del terzo giorno, da che sarà se- _guilta la seconda pubblicazione, non com- preso il giorno della medesima. G5. Non effettuandosi 1l matrimonio entro l’anno, da computarsi dalla sca- _denza del termine delle pubblicazioni, non potrà piu celebrarsi se non dopo che si saranno fatte nuove pubblicazioni nella forma di sopra stabilita. 19| cations, à huit jours d'intervalle, un jour de dimanche, devant la porte de la maison commune. Ces publications, et l'acte qui en sera dressé, énonceront les prénoms, noms, professions et domiciles des futurs époux, leur qualité de majeurs ow de mi- neurs, et les prénoms, noms, professions et domiciles de leurs pères et mères. Ceb acte énoncera, en outre, les jours, lieux et heures où les publications auront été J'aites: il sera inscrit Sur un seul regi- stre, qui sera coté et paraphé comme il est dit en Particle 41, et déposé, à la Jin de chaque année, au greffe du tribu- nal de l'arrondissement. G4. Un extrait de l'acte de publication sera et restera affiché à la porte de la maison commune, pendant les huit jours d'intervalle de Pune à lPautre publication. Le mariage ne pourra étre célébré avant le troisième jour, depuis et non compris celui de la seconde publication. G5. Si le mariage wa pas été célébré dans l’année, à compter de l'expiration du délai des publications, il ne pourra plus étre célébré qu'après que de nouvelles publications auront été faites dans la forme ci-dessus prescrile. habito intervallo, die dominica, ante fores domus Municipalis. Promulgationes prædictæ, el actus, qui de ns conficietur, exhibebunt futurorum conjugum prænomina, nomma, professiones, domicilia, et si ætate ipsi majores, vel minores sint; nec non eorüm parentum prænomina, nomina, professiones, domicilia. In eo- dem actu pr æterea promulgationum dies, locus, hora notabuntur. Actus vero in uno tantum inscribetur regestorum codice numeris, et signis instruclo, prout præscriptum est articulo quadr agesimo primo et singulo quovis anno labente in tabulario tribunalis districtus deponetur. 64. Aciorum promulgationis exemplar foribus domus Municipalis affigetur, 1bique hærebit per octo eontinuos dies, qui inter utramque promulgationem intercedent. Matrimonium celebrari prohibetur ante triduum a secundæ promulgationis die, ipsa vero non supputata. 65. Si matrimonium celebratum non sit intra annum a die ua promulgationum dilatio çessai; non “: Î 2 awplius ineundum erit, nisi promulgationes iterenlur, uli supra dictum est. TR rer men je D EEE [ 20] 66. Gli atti d'opposizioné al matri- monio saranno sottoscritti sull originale e sulla copia dagli opponenti, o da per- sone munite di loro procura speciale éd autentica; essi dovranno essere inli- mati colla copia della procura alla per- sona, od al domicilio delle parti, ed alloficiale dello stato civile, il quale apporrà il vista sull'originale. 67. L'officiale dello stato civile farà ‘#enza ritardo una sommaria menzione delle opposizioni sul registro delle pub- blicazioni; ed in margine dell'inscrizione di dette opposizioni farà altresi menzione dei giudicati, o degli atti di recesso, copia dei quali gli sarà stata rimessa. 68. Nel caso di opposizione, l’officia- le dello stato civile non potrà celebrare il matrimonio prima che gli sia presen- tato l’atto, col quale è stata tolta l’op- posizione, sotto pena di trecento lire di multa, e di tutti i danni e le spese. 69. Non essendovi opposizione, ne sarà fatta menzione nell'atto di matri- momo; e se le pubblicazioni sono sta- te fatte in più comumi, le parti produr- ranno un cerüficato rlaseiato dallofficia- le dello stato civile di ciascun comune,,. comprovante che non esiste opposizione alcuna, G6. Les actes opposition au mariage seront signés sur lPoriginal et sur la copie par les opposans où par leurs fondés de procuration spéciale ef authentique; ils seront signifiés, avec l@ copie de la pro- curation, à l@ personné où au domicile des parties, et à l'officier de l’état civil, qui mettra son visa sur l'original. Gr. L’oflicier de l'état civil fera, sans délai, une mention sommaire des 0ppo- sitions sur le registre des publications; il fera aussi mention, en marge de lin- scription desdites oppositions, des juge- mens ouw des actes de main-levée dont expédition lui aura été rernise. 68. En cas d'opposition, l'officier de létat civil ne pourra célébrer le mariage, avant qu'on lui en ait remis la maïn- levée, sous peine de trois cents francs d'amende, et de tous donunages-intéréts. 60. S'il ny a point d'opposition, ilen sera fait mention dans Pacte de mariage; et si les publications ont été faites dans plusieurs communes, les parties reémettronË ‘un certificat délivré par Pofficier de l'état civil de chaque commune, constatant qu'il mexiste point d'opposition. 66. Qui matrimonio contradicit, vel ejus procurator speciali, et authentico mandato instructus, acta Cp- positionis tum in autographo, tum in exemplari subscribet, quæ una cum mandati exemplo ïipsis contra- hentibus, vel ad eorum domicilium denunciabuntur, nec non officiali status civilis, qui in autographo, se vidisse, subscribet, 67. Officialis status civilis illico in tabulis promulgationum oppositiones summarie adnotahit; præterea in margine, ubi oppositiones prædiciæ inscriptæ sint, sententias, aut revocalionis acta indicabit, quorum exemplum ipsi traditum fuerit. 63. Cum opposito aliqua exliterit, officialis status civilis matrimonii ineundi facultatem haud præbebit, antequam contradictionis revocationem accipiat; aliter libris tercentum, nec non omuibus dammis, et ee quod. interest, reficiendis, multandus erit. 69. Cum nihil opposilum fuerit, hujus rei in actis matrimonii mentio fiet; et si pluribus in locis pros mulgationes habïtæ sint, contrahentes declarationem ab officialibus status civilis cujusque comuuis cons fectam exlibebunt, qua nullam extitisse oppositionem, comprobetur. —. [ait 0. L'officiale dello stato civile si fara dare l'atto di nascita di ciascuno dei futuri sposi. Quello sposo che si trovera nell’impossibilità di procurarselo, potrà supplirvi con presentare un atto di no- torietà rilasciato dal giudice di pace del luogo della sua nascita, o da quello del suo denncilio. 71. L'atto di notorietà conterrà la di- chiarazione di sette testimon; dell uno o dell'altro sesso, siano o no parenti, dei nomi, de cognomi, della professione€ del domicilio del futuro sposo, e di quello de’ genitori, se sono conosciuti, del Iuogo, e per quanto sara possibile, dell'epoca di sua nascita, e le cause per le quali Ron pud produrre F'atto. I testimonj sot- toscriveranno l'atto di notorietà unita- mente al giudice di pace; e nel caso che non potessero Oo non sapessero scrivere, se ne farà menzione. 72. L’atto di notorietà sara presentato ai tribunale di prima istanza del Iuogo dove si deve celebrare il matrimonio. 11 tribunale, dopo aver sentito 1l Regio Procuratore, darà Oo ricuserà la sua emologazione a misura che troverà suf- ficienti o non sufhicienti le dichiarazioni dei testimon;, e le cause per le quali non si possa produrre l'atto di nascita. so. L'offieier de l'état civil sé fera re- mettre l’aucte de naissance de chacun des Juturs époux. Celui des époux qui serait dans P impossibilité de se le procurer, pourra le suppléer en rappor‘ant un acte de notoriété délivré par le juge de paix du lieu de sa naissance, où par celui de son dornicile, 71. L'acte de foforiété Contiendra le déclaration faite par sept témoins de Jun ou de l'autre sexe, parens ou nom parens, des prénoms, 0m, professiom et domicile du futur époux, et de ceux de ses père et mère, s'ils sont connus ÿ le lieu, et, autant que possible, l’époque de sa naissance, et les causes qui em- péchent den rapporter l'acte. Les témoins signeront l'acte de notoriété avec le juge de paix; et s’il en est qui ne puissené ou ne sachent signer, il en sera fait men- TiO77. n2. L'acte de notoriété sera présenté au tribunal de première instance du lieu où doit se célébrer le mariage. Le tribunal, après avoir entendu le commissaire du Gouvernement, dornera ou refusera son homologation, selon qu’ il trouvera suf- fisantes ou insuffisantes les déclarations des témoins, et les causes qui empéchent de rapporter l'acte de naissance. = * 7o. Officialis status civilis nativitatis acia utriusque futuri conjugis sibi deferri mandabit. Si ipsorura aliquis hæc acta sibi comparare nequeat, satis erit notorietatis, ut ajunt, testimonium proferre ab judicé pacis loci natalis, aut domicili editum, 71. In actum notorietatis referentur septem iestium, alierutrius sexus, cognatorum, vel non, declaratio- ues, que prænomina, nomina, professionem, domicilium futuri conjugis, et parentum, si innotescant, ex- hibebunt, nec non nativitatis locum, atque diem, quoad fieri poterit, et causas, quibus nativitatis actus proferri non possit. Actus nolorietatis a testibus, et ab judice pacis subscribetur, et si quis eorum subscri- bere nequeat, vel nesciat; id quoque adnotabitur. 72. Idem actus tribunali primæ instantiæ, in cujus jurisdictione matrimonium in eundem est, ofleretur. Tribunal, Regio Procuratore audito, et sedulo perpensis testium dictis, et causis, ob quas nativitatis actus proferri minime possit, adprobationem suam impertietur, vel denegabit. [221] 75. L'atto autentico del consenso dei pa- dri, delle madri, degli avoli, delle avole, o in mancanza loro, di quello della famiglia, conterrà i nomi, i cognomi, le professio- ni, ed 1 domicilj del futuro sposo,€ di tutü quelli che saranno concorsi ail atto, come anche il loro grado di parentela. 74. H matrimonio sara celebrato nel comune, ove uno degli sposi avrà 1l do- micilio. Questo. domicilio-per cid che risguarda il matrimonio, si avrà per ista- bitito da sei mesi di abitazione continua nel comune.:; 75. Nel giorno indicato dalle parti, dopo 1 termim delle pubblicazioni, lof ficiale dello stato civile, nella casa del comune, ed in presenza di quattro testi- mon), Sian0 O no parenti, farà lettura “aile parti dei documenti sopra mento- vati relativi àl loro stato ed alle formalità del matrimonio, egualmente che delcapo sesto del titolo del Matrimonio, conte- nente i Diritti, ed i Doveri rispettivi degli. sposi. Riceverà da ciascuna delle parti, luna dopo l’altra, la dichiarazione che elleno si vogliono prendere rispettiva- mente per marito e moglie; pronuncierà in nome della legse, che sono unite in matrimonio, e ne stendera immediata- mente latto. 75. L'acte authentique du consentement des pères et mères, ou aïeuls et aïeules, ou, à leur défaut, celui de la famille, contiendra les prénoms, noms, professions et domiciles du futur époux, et de tous ceux qui auront concouru à l'acte, ainsi que leur degré de parenté. 74. Le mariage sera célébré dans la coinmune où l’un des deux époux aura son domicile. Ce domicile, quant au ma- riage, s’établira par six mois d° habita- tion continue dans la même commune. 75. Le jour désigné par les parties après les délais des publications, l'offi- cier de P état civil, dans la maison corn- mune, en présence de quatre témoins parens ou non pareng, fera lecture aux parties, des pièces ci-dessus mentionnées, relatives à leur état et aux formalités du mariage, et du chapitre VI du titre du Mariage, sur les Droits et les De- voirs respectifs. des époux. 17 recevra de chaque partie, l'une apres Pautre, la déclaration qu’elles veulent se prendre pour mari el femme; il proroncera, at nom de la loi, qu’ elles sont unies par le mariage, et il en dressera acte sur- le-champ. va El es ee PR«.«. 7. Actus authenticus præstiti consensus a patre, el maire, vel ab avo, et avia, nsque deficienuibus a consilio familias, præseferet prænomina, nomina, professionem, domicilia futuri conjugis, ct ommium, qu à nf ss è.. ad eundem actum accesserint, nec non eorum cognationis gradum. / 1 LEGER:..+”. 7.. TT 74. Matrimonium celebrabitur in Municipio, ubi alteruter ex sponsis domicilium habuerit. Domicihum, ‘quoid matrimonium, habitatione in eodem municipio per sex continuos menses constitutum censetur. 75. Postquam promulgationes factæ sunt, die a contrahentibus præfinita, officialis status civilis in ædibus ‘ Municipalibus coram quatuor testibus, sive cognatis, aut affinibus, sive non, sponsis perleget acta, de quibus: supra dictum est, et quæ ad illorum statum, et ad solemnitates matrimonii pertinent, nec non capul sex- tn tituli, quiinscribitur de Matrinonio, et de Juribus; et Officiis conjugum. Ab unoquoque ex contrahentibus, Fe ct re à ARE” Pr=‘ x ess*° &:10 post alium idem officialis declarationem excipiet, RBENITUM veille se malrimonium invicem contrahere, :: LR FE à ie 7 ss es..... as et conjuges esse. Tunc legis auctoritate pronunciabit, eosdem esse matrimonio junctes, et matrimonit aclum illico exaerabit. en| [ 25] 76. Nell'atto di matrimonio si espri- meranno, 1.0[ nomi, i cognomi, le professioni, l’età, 1l luogo di nascita ed il domicilio di ciascuno degli sposi; 2.0 Se sono maggiori O minori; 3.°{ nomi, i cognomi, le profession, e i domicilj dei padri e delle madri; 4.° Il consenso dei padri e delle ma- dri, degli avi, e delle avole, e quello della famiglia nei casi in cui e richiesto; 5.0 Gli atti rispetiosi, Ove se ne siano fatti;| 6.° Le pubblicazioni nei diversi do- micil;; 7 Le opposizioni, se ve ne sono state; la loro cessazione, ovvero la men- zione che non vi è stata opposizione; 8.° La dichiarazione dei contraenti di prendersi per isposi, e quella fatta dall’of- ficiale pubblico, della loro unione; 9.° I nomi, i cognomi, l'età, le profes- sioni, ed 1 domicilj dei testimon;, e la loro dichiarazione se sono parenti od afini delle parti, da qual lato ed in qual grado. 6. On énoncera dans F aete de mariage, 1.0 Les prénoms, noms, professions, âge, lieux de naissance et domiciles des ÉVOUX; 2.0 S’ils sont majeurs ou mineurs; 3.0 Les prénoms, noms, professions€ domiciles des pères et mères; 42 Le consentement des pères€é mères, aïeuls et aïeules, et celui de la Jamille, daus les cas où il sont requis; 5o Les actes respectueux, s’il en a été fait; Ge Les publications dans les divers domiciles; n.© Les oppositions ,; S’ il y en& eu; leur main-levée, ou la mention qu’il ny a pointé eu d'opposition; 8.0 La déclaration des contractans de se prendre pour époux, el le prononcé de leur union par l'officier public; 0. Les prénoms, noms, âge; profes- sions, et domiciles des témoins, et. leur dé- claration s'ils sont parens ou alliés des parties, de quel côté et à quel degré. 76. In hunc actum referentur, 1.0 Prænomina, nomina, professiones, ætas, locus natalis, et domicilia conjugum; 2.0 Uirum ætate majores, vel minores sint; 5.0 Prænomina, nomina, professiones, et domicilia parentum; 4.0 Consensus patrum, matrum, avorum, aviarum, et famuiliæ, quotues requiratur; 5.0 Actus officiosi, si qui intercesserunt; 6.0 Promulgationes in diversis domiciliis factæ; 7.0 Oppositiones, si quæ fuerint; earum revocatio, vel mentio, nullas extüsse; 8.0 Declaratio facta a contrahentibus, se velle matrimonio jungi, et pronunciatio de eorum conjunctione a pubhico officiali emissa; ‘9.0 Prænomina, nominä, ætas, professiones, et dômicilia teshium; utrum isti cognau, vel aflines sint, quo laiere, et gradu. ne SE"+ 6e. SE Ris;". L sand: 3 Tutos ge renier à seraient 2 à Fr RS ge ur s 5 lé [24] CAPO IV. Degli Atti di morte. n7. Non si darà sepoltura, se non pre- cede l’autorizzazione dell’ ufficiale dello stato civile da rilasciarsi su carta sem- plice, e senza spesa. L'officiale dello stato civile non potra accordarla, se non do- po che si sarà trasferito presso 1l defunto per assicurarsi della morte,€ dopo il irascorso di ore ventiquattro dalla morte. medesima, a riserva de’cäsi contemplati dai regolamenti di polizia. 78. Si estenderà l’atto di morte dall'of- ficiale dello stato civile in seguito della dichiarazione di due testimonj. Questi te- stimon], se à possibile, saranno due più prossimi parenti o due vicini, e quando la morte di qualche persona accada fuori del dilei domicilio, siassumeranno intestimo- nj quello nella di cui casa sarà essa de- fanta, ed un parente od altro testimonio. 79 L’atto di morte conterrà il nome, il cognome, l'età, la professione ed il domi- cilo del defunto, il nome, e cognome del conjuge superstite, se la persona defun- ta era congiunta in matrimOni0, 0 vedova; i nomi, i cognomi, l'età, le professio- ni ed i domicilj de’dichiaranti; ed il gra- do di loro parentela, se sono parenti. CILAPITRE IF, Des Actes de déces. 77. Aucune inhumation ne sera faite sans une autorisation, sur papier libre et sans frais, de P officier de l’état civil, qui ne pourra la délivrer qw après s’être transporté auprès de la personne décédée, pour s’assurer du décès, el que vingt- quatre heures après le décès, hors les cas prévus par les réglemens de police. 78. L'acte de décès sera dressé par l'of- Jficier de l’état civil, sur la déclaration de deux témoins. Ces témoins seront, S’il est possible, les deux plus proches parens ou voisins, Ou, lorsqu? ur1e PErsOnne Sera décédée hors de son domicile, la personne chez laquelle elle sera décédée, et un parent ow aufre. 79. L'acte de décès contiendra les pré- noms, nom, dge, profession et domicile de la personne décédée; les prénoms cé nom de l'autre époux, si la personne dé- cédée était mariée ou veuve;.les prénoms, noms, âge, professions et domiciles des déclarans; et, s'ils sont parens, leur degré de parenté. Ch PET I. De Actis mortis causa conficiendis. #7. Mortuos humare haudquaquam licet, signo non munita, et gratis data. ge illius obitu certior fiat, se se contulerit, et viginti quatuor horx a decessu intercesserinl, exceptis a politie legibus prævisis, 78 Actus ob decessum in scriptis redigitur ab officiali status civilis juxta declaration emittendam, qui, si fieri poterit, proximiores propinqui, seu€x vicinis erunt; et si gomicilium suu obierit, testes adhibendi sunt is, penes queém obüt, et propinquus, 79. In actum referuntur prænomina, nomina, ætas, professio, et momen alterius conjngis, si defunctus matrimonio junctus fuerit, seu viduus: prænomina, professiones, 6t domicika testiman, et, si propinqui sit, propinquitaÿs gradus. nisi facultate ab officiali status civils impetrata in charta Regio Officialis hanc emittere minime poterit, nisi penes defuncti personam, ut casibus tamen em a duobus testibus agatur de ilio, qui extra aut quilibet alius. domicilium defuncti; prænomina, et nomiya, ælas, ar ion s’il rens sera one AI) T 25| Lo stesso atto conterra inoltre, per quanto si potranno sapere, 1 nomi, i cognomi, la professione e il domicilio del padre e della madre del defunto, ed il Juogo della sua nascita. 80. In caso di morte negli spedali militari, civil, odin altre case pubbliche, i superiori, direttori, amministratori e sopraintendenti di queste saranno tenuti di darne l’avviso entro ore ventiquattro all officiale dello stato civile, il quale vi si trasferira per assicurarsi della mor- te, e ne stenderà l’atto in conseguenza delle dichiarazioni che gli saranno sta- te fatte, e delle informazioni che avrà prese in conformità del precedente ar- ticolo. Nei detti spedali e nelle dette case si terranno registri destinati ad iuscrivere queste dichiarazioni ed informazioni. L’officiale dello stato civile trasmet- tera l’atto di morte allofficiale dell ulti- na abitazione della persona defunta, il quale lo inscriverà ne’ registri. 81. Risultando segni od indizj di morte violenta; od essendovi luogo a sospet- tarla per altre circostanze, non si potrà seppeliire il cadavere, se non dopo che l’ufliciale di polizia, assistito da un Le méme acte Contiendra de plus, aw- tant qu’on pourra le savoir, les prénoms, noms, profession et domicile des père et mère du décédé, et. le lieu de sa nais- sarice. 80. En cas de décès dans les hôpitaux militaires, civils ow autres maisons pu- bliques, les supérieurs; directeurs, ad- ministrateurs et maîtres de ces maisons, seront tenus d'en donner avis, dans les vingt-quatre heures, à l officier de l’élai civil, qui s’y transportera pour s'assurer du décès, et en dressera F acte, confor- mément à P article précédent, sur les déclarations qui lui auront été faifes, e# sur les renseignemens qu il aura pris. Il sera tenu en outre, dans lesdits h6- pitaux et maisons, des registres destinés à inscrire Ces déclarations et ces rensei- STICTLETS. L officier de l'état civil enverra l'acte de décès à celui du dernier domicile de la personne décédée,: qui l ins sorira sur les registres. 81. Lorsqu’ il y aura des signes 0 OU Lt dices de mort violente, où d’autres cir- constances qui. donneront lieu de le soup- conner, On ne pourra faire l’inhumation qu’ après qu un officier de police, assisté In eodem actu, quo fieri poterit, prænomina, nomina, professiones, et domicilia parentum defanct, hu jus que natale solum describentur. 80. Si quis in nosocomio militari, vel civili, vel in aliüs publicis hospitis decesserit; qui ns præsunt, vel illarum domuum regimen, et administrationem habent, aut domini sunt, ofliciali status civilis intra viginti quaiuor horas obitum nunciare tenentur, qui illuc se conferet, ut de eo certior fiat, atque, prout supra dictum est, actum conficiet, juxta declarationes ipsi factas, et indicia, quæ aliunde eruere poterit. In nosocomis præterea, et hospitiis publicæ extabunt tabulæ, quibus hujusmodi declarationes, et indicia inscribentur. Officialis status civilis documentum obitus causa peractum ad officialem loci, ubi defunctus postremum habut domicilium transmittet, qui in publicas tabulas illud referet, 81. Si vis illatæ signa, vel necis extent indicia, aut alia rerum adjuncta de Mc suspicionis causam 1inge fant, mortuus non poteril humari, priusquam officialis politiæ, adstante medico, aut chirurgo proce sstim CA gs $ Se un D emmener D à DOME ORNE à a x * mn 2 ge M 2 2 en rl Re D 2, PAR ne sa 8 moe PRE a". or” à [26] medico o chirurgo abbia esteso 1 proces- so verbale sullo stato del cadavere, e delle circostanze relative, come anche delle notizie che avrà potuto ricavare sul nome, sul cognome, sull età, sulla professione, sul luogo di nascita e sul- | abitazione del defunto. 82. L’ufficiale di polizia dovrà imman- tinenti trasmettere all ufficiale dello sta- to civile del luogo dove sarà morta la persona, tutte le notizie enunciate nel suo processo verbale, in vista delle quah si stenderà l’atto di morte. L’' ufficiale dello stato civile ne tras- metterà una copia a quello del domici- lio della persona defunta, se è noto: questa copia sarà inscritta nei registri. 83. 1 cancellieri criminali saranno te- nuti entro ventiquattro ore dall esecu- zione d'una sentenza di morte, a tras- mettere all’'ufficiale dello stato civile del luogo ove il condannato avràa soflerta l esecuzione, tutte le notizie énunciate nelŸ articolo 79, in vista delle quali si stenderà L'atto di morte. 84. Morendo alcuno nelle prigioni evvero nelle case d’arresto o di deten- zione, ne sara dato immediatamente av- viso dai carcerieri o custodi all’'ufficiale dello stato civile, il quale ivi si trasfe- rirà, ed estenderà l’atto di morte nelle forme prescritte dal! articolo 80. d'un docteur eh médecine ow en chirun- gie, aura dressé procès-verbal de Vétat du cadavre, et des circonstances y re- latives, ainsi que des renseignemens qu’ il aura pu recueillir sur les prénoms, nom, âge, profession, lieu de naissance et domicile de la personne décédée. 82. L’officier de police sera tenu de transmettre de suite à Pofficier de P état civil du lieu où la personne sera décédée, ous les renseignemens énoncés dans son procès-verbal, d'après lesquels l acte de décés sera rédigé. L officier de l’état civil en enverra une expédition à celui du domicile de la per- sonne décédée, s’il est connu: Cette€x- pédition sera inscrite sur les registres. 83. Les greffiers criminels seront tenus d'envoyer, dans les vingt-quatre heures de l'exécution des jugemens portant peine de mort, à l'officier de P état civil du lieu où le condamné aura été exécuté, tous les renseignemens énoncés en l’article 79, d’après lesquels l'acte de décès sera rédigé. 84. En cas de décès dans les prisons ou maisons de réclusion et de défentiorr, il en sera donné avis sur-le-champ; par les concierges ou gardiens, à Pofficier de l’état civil, qui s’y transporteéra COMME il est dit en l'article 80, et rédigera Pacte de décès. verbalem confecerit de cadaveris statu, cunctisque rerum adjunctüs, nec non de üs omnibus, quæ rescire potuerit quoad prænomina, nomen, ætatem, professionem, natale solum, et domicilium defuncti. 82. Officialis politiæ indicia omnia in processum verbalem relata illico renuntiare tenetur stains civilis officiali ejus loci, ubi quis decesserit, et ab hoc super relata actus decessus conficietur. Officialis status civilis actus exemplum ad ejus loci officialem, ubi defanctus domicilium habuit, si hoc innotescat, trans- iittet: hujusmodi exemplum publicis tabulis inscribendum erit. 85. Scribæ criminalibus causis addicti intra horas viginti quatuor post executionem sentenüæ eapitis poœnam decernentis, officiali status civilis ejus loci, ubi quis supplicio affectus est, omnia in articulo 79 recensila sunt, et ex sibi relatis decessus actum iste conficiet. 84. Si quis in carceribus, aliisque custodiæ, et detentionis locis obierit, ab ipsorum custode officialis status civilis illico de morte erit admonendus, qui eo se conferet, uti articulo 80 tradium est, actunque obitus conficietÿ nuntiabunt, quæ AMENER CRE nus ures peine lieu Lous asciré avis glalus trs spils que cialis puqué f271] 85. In qualunque caso di morte vio- lenta occorsa nelle prigionti e case d'ar- resto, Oo per V'esecuzione delle sentenze di morte, non si farà nei registri Veru- 85. Dans tous les cas de morf violente ou dans les prisons et maisons de réclu- sion, ou d'exécution à mort, il ne sera fait sur les registres aucune mention de na menzione di tali circostanze,€ gli ces circonstances, et les actes de décès atti di morte saranno semplicemente este- seront simplement rédigés dans les for- si nella forma prescritta dall'articolo 79. mes prescrites par l article 79. 86. Succedendo la morte in un viag- 86. En cas de décès pendant un voyage gio di mare,$e ne formerà l’atto entro de mer, il en sera dressé acte dans les ore ventiquattro, alla presenza di due vingt-quatre heures, en présence de deux testimon; presi fra gli ufficiali del basti- témoins pris parmi les officiers. du bâti- ment, ou, à leur défauf, parmi les hon- mes de l équipage. Cet acfe Sera rédigé, savoir, sur les bâtimens de PÉtat, par P officier d’ administration de la marine; et sur les bétimens appartenant à un négociant ou armateur, par le capitaine, maitre ow patron du navire. 1 acte de décès sera inscrit à la suite du rôle de mento, o in loro mancanza, fra gli uo- mini dell equipaggio. Questo atto sara esteso, cioè, sopra un bastimento dello Stato, dall ufficiale di amiministrazione della marina; e sopra un bastimento di spettanza ad un negoziante od armiato- re, dal capitano, proprietario© patrone della medesima. L'atio di morte sarà in- scritto appiè del ruolo del equipaggio. l équipage. 87. Al primo porto a cui approderà 87. Au premier port où le bâtiment il bastimento, sia per pigliar fondo, sta abordera, soit de relâche, soit pour toute per qualunque altra causa, fuorche quel- autre cause que celle de son désarme- la del suo disarmamento, gli ufficiah del- ment, les officiers de l'administration de Ÿ amministrazione della marima, capi- la marine, capitaine, maître où patron, tano, proprielario© patrone, i quali qui auront rédigé des actes de décès, se- avranno formati atti di morte, saranno ront tenus d’en déposer deux expédilions, tenuti a depositarne due copie a termi- conformément à P article Go. ni dell articolo 6o. AI arrivo del bastimento nel porto A P arrivée du bâtiment dans le porë di disarmamento, il ruolo d'equipaggio du désarmement, le rôle d'équipage Sera < tt 85. Quotiescunique in carceribus, aut custodiis quispiam mortem violentam obierit, nulla de hujusce mortis adjunctis mentio fiet in actis publicis, et actus instituetur servatis dumtaxat formis articulo 7g præscriptis. 86. Si marilimi cursus tempore quempiam mori contigerit, actus ob ejus decessum intra vigmüi qualuor horas conficietur coram duobus testibus, qui ex navis officiahbus, vel hisce deficientibus, ex nautis assu- mentur: si navis Regia sit, actus fiet ab eo, qui rem maritimam administrat; si vero navis ad mercatorem vel piraticam exercentem pertineat, ab ejus gubernatore, magistro vel exercilore conficietur: Acins hic in calce albi naviculariorum inscribelur.: 87. Cum primum navis ad portum appulerit, vel stationis, vel quacumque alia de causa, excepta tamen armamenti exportatione, præposiit administrationi maritimæ, gubernator, magister, aut exercitor navis deponere debebunt duo authenticha exempla actuum decessus, quos idem confecerint, prout sancitum est articulo Go. Navi ad portum appulsa ob armamenta exportanda, naviculatorum, et eorum omnium, qui Daviux A POS PO ro TE RE fé "rtf ge RS LE> ne si depositerà all ufficio del preposto al- Y'inscrisione marittima; questi trasmette- rà all ufficiale dello stato civile del do- micilio del defunto una copia del’atto di morte da lui sottoscritto, la quale sarà senza dilazione trascritta nei registri. CA Pre Y. Degli Atti dello stato civile riguardanti i militari fuori del territorio del Regno. 88. Gli aiti dello stato civile fatti fuori del Regno, riguardanti militari od altre persone impiegate al seguito delle ar- mate, saranno estesi nelle forme pre- scritte dalle precedenti disposizioni, sal- ve le eccettuazioni contenute ne’seguenti articoh. 89. Il quartiermastro in ciascun corpo d'uno o più battaglioni o squadroni, ed il capitano comandante negli altri cor- pi, faranno le funzioni d’ufficiale dello stato civile: queste stesse funzioni si ese- guiranno, riguardo agli ufficiali senza truppa ed agli impiegati dell’armata, dal- V'ispettore delle riviste addetto all ar- mata od al corpo dell’armata. 90. S1 terra in ciascun corpo di trup- pa un registro per gli atti dello stato civile relativi agl indvidui del Corpo, [ 28] déposé au bureau du préposé à P inserip- tion maritime; il enverra une expédition de l'acte de décès, de lui signée, à Pof- Jicier de P'état civil du domicile de La personne décédée: celte expédition sera inscrite de suite sur les registres. CHAPITRE F.\ Des Actes de l’état civil concernant les mi- litaires hors du territoire de la République. 88. Les actes de l’état civil faits hors du territoire de la République, concer- nant des militaires ou autres personnes employées à la suite des armées, seront rédigés dans les formes prescrites par les dispositions précédentes; sauf les excep- tions contenues dans les articles suivans. 80. Le quartier-maftre dans chaque corps d'un ou plusieurs bataillons ou esca- drons, et le capitaine commandant dans les autres corps, rempliront les fonctions d'officiers de l'état civil: ces mémes fonc- tions seront remplies, pour les officiers sans troupes et pour les employés de l'ar- mée, par l'inspecteur aux revues alla- ché à l’armée ou au corps d'armée. 90. ÎZ sera tenu, dans chaque corps de troupes, un registre pour les actes de P état civil relatifs aux individus de ce corps, et tonscenderant, album tradetur præposito maritimæ inscriptionis, qui exemplum actus decessus sua manu sub- scriptum mittet ad officialem status civilis, ubi defuncius domicilium habuit, Hoc exemplum publicis tabulis prounus inscribeltur. CALTUT WT. De Aciis status civilis militum extra Regni terriorium commorantium. ] 88. Acta status civilis extra Regni territorium confecta, et quæ mulites, aliosve muneré apud exercitum fungentes respiciunt, scripto redigentur, servatis formis superioribus articulis statutis, excepto tamen eo, quod in sequentibus definitur. 89. Stationibus præfectus in unoquoque agmine, quod vel una tantum, vel pluribus cohortibus, ant turnus consiet, el duces in ceteris vices officialis status civilis gerent: eædem vices gerentur quoad officiales honorarios, et alios exercitui adscriplos a copiarum recënsionti præposito eidem exercitui addicto. go. Penes singula miliium agmina ad exarandos actus status civilis corum, qui illis adscriptu sunt, publicæ [ 29| ed un altro allo stato maggiore dell ar- mata O di un corpo d'armata, per gli atti civih relativi agli ufficiali senza trup- pe ed agl impiegati: questi registri sa- ranno conservati nello stesso modo che gh altri re egistri dei corpi e stati mag- glori, e saranno depositati negli archivj della guerra, al reingresso a COrpi 0 delle armate nel territorio del Regno. 91. Î registri saranno numerati e vi- dimati, presso ciascun corpo, dal} uffi- ciale che lo comanda; e presso lo sta- to maggiore, dal capo dello stato ma g- giore generale. 92. Le dichiarazioni di nascita all’arma- ta saranno fatite nei dieci giorni succes- sivi al parto. 95. L’ ufficiale incaricato del registro deilo stato civile dovra, entro dieci gior- ni dopo l’inscrizione di un atto di na- scita, trasmetterne un estratto all uffi- ciale dello stato civile dell’ ultima abita- zione del padre del fanciullo, o della madre, se il padre non è conosciuto. 94 Le pubblicazioni del matrimonio dei militari e deg? impiegati al seguito delle armate, saranno fatte nel ibgô dela loro ultima abitazione; ed inoltre, se si tratti d'individui addetti ad un un autre à l'état-major de l’armée ou d'un corps d'armée, pour les actes civils reld- tifs aux officiers sans troupes ef aux em- ployés: ces registres seront conservés de la méme manière que les autres registres des corps el élals-majors, et déposés aux archives de la guerre, à la rentrée des Corps où arinées sur le territoire de la ae 91. Les registres seront cotés et Part- bPhés, das chaque corps, par l officier qui le commande; et à P étaf-major, per le chef de l'état-major général. 92. Les déclarations de naissance à l'armée seront faites dans les dix jours qui suivront l'accouchement. 93. L’ officier chargé de la tenue du registre de létat ét devra, dans les dix jours qui suivront l'inscription d'un acte de naissance audit registre, en a- dresser un extrait à Poflicier de T état civil du dernier domicile du père de l'enfant, ou de la mère, si le père est ICONNL. 94. Les publications de mariage des militaires et employés à la suite des ar- mées, seront faites au lieu de leur dernier domicile: elles serontmisesenoutre, vingt- cinq jours avant la célébration du mariage, adservabumtur tabulæ: itidem aliæ habebuntur penes primarium exercilus ordinem ad actus civiles confi- ciendos, qui ad officiales honorarios, et ceteros exercitui adscriptos spectant: bæ tabulæ eodem modo servabuntur, ac ceteræ ad rem militarem pertinentes, atque deponentur in tabulartis militaribus cum prinmum agnnna, vel exercitus in Regnum redeant. 91. Tabulæ notis numericis munientur, ac signabuntur ab offciali, qui cuique cohorti præest, et quoad illas, quæ penes primarium exercitus ordinem extant, ab ejusdem ordinis præside. 92. Natalis professio apud exercitum intra decem dies a partu facienda est. 97. Officialis, cui tabularum slatus civilis custodia demandata est, tenebitur intra decem dies ab inscr jptio= ne actus nativitatis hujus summarium mittere ad officialem slatus civilis ultinu domicili patris infantis, vel malris, si pater ignoretur. 94 Promulgationes matrimonÿ militum, vel eorum, qui apud exercitum aliquod munus obeunt, fieri debent, ubi postremum ïipsi habuere domicilium. Præterea quinque et viginti dies antequam rup'ig ne Ce GR ETS SE Se Te ct ST EE Rue corpo, venticinque giorni prima della celebrazione del matrimonio, saranno messe all'ordine del giorno del corpo; se poi si tratti d'ufficiali senza truppe 0 d'impiegati che forman parte dell'armata, saranno messe all ordine del giorno del- l'armata medesima, o del corpo d'armata. 95. Immediatamente dopo linscrizione dell’ atto di celcbrazione del matrimonio, l'ufficiale incaricato del registro ne spe- dira copia all ufficiale dello stato civile dell’ultima abitazione degli sposi. 06. Gli atti di morte saranno estesi, presso ciaschedun corpo, dal quartier- mastro; e per riguardo agli ufficiali senza truppa ed agl impiegati, dal} ispettore delle riviste sulla deposizione di tre te- stimonj; e l'estratto di questi registri sarà trasmesso entro dieci giormi, all'uf- ficiale dello stato civile dell’ultima ab1- tazione del defunto. ‘97. In caso di morte negli spedali mi- litari ambulanti o sedentarj, l’atto sarà esteso dal direttore di detti spedali, e trasmesso al quartiermastro del corpo, od all'ispettore delle riviste dell armata o corpo d'armata, di cui il defonto era parte: questi ufficiali ne trasmette- ranno una copia all’ufficiale dello stato givile dell ultima abitazione del defunto. “#36 il à l’ordre du jour du corps, pour les in- individus qui tiennent à un corps; et à celui de l'armée ou du corps d'armée, pour les officiers sans éroupes, ét pour les employés qui en font partie. 05. Immédiatement après l'inscription sur le registre, de lacte de célébration du mariage, l'officier chargé de la tenue du registre en enwerT® UE expédition à l'officier de létat civil du dernier domi- cile des époux. 06, Les actes de décès seront dressés; dans chaque corps, par le quartier-Mmaitre; et pour les officiers sans troupes et les employés, par l'inspecteur aux TEPUES de l'armée, sur l'attestation de trois témoins; et l'extrait de ces registres sera enpOYÉ; dans les dix jours, à Pofficier de Pétuë civil du dernier domicile du décédé. 07. En cas de décès dans le hôpitaux militaires ambulans ow sédentaires, l’acle en sera rédigé par le directeur desdits hôpitaux, el envoyé au quartier-mailre du corps, ou à linspecteur aux TEPUES de l'armée où du corps d'armée dont le décédé faisait partie: Ces officiers en fe- ron£ parvenir une expédition à Pofficier de l'état civil du dernier domicile du décédé. à. glebrentur, cam vocalia signa, et jussiones quotidie militubus d eui sponsus nomen dedit, et exercilui, vel agmini quoad officiales honorarios, as relatwn sit, ille, cui harum custodia demandata fuit, 95. Statim ac contractum matrimonium in tabul exemplum mittet ad officialem siatus civilis ejus loci, 96. Acta decessus scripto rediguntur à cujusque agmini varios, et ceteros militiæ adscriptos a copiarum recensiont præ factæe descriptionis intra decem dies ad status civilis officialem ultimi domiciln defuncti transmittetur. 97. Si miles decedat in nosocomuis sive manentibus, sive ambulatoriis, situr, et transmittitur ad præfectos stationibus, vel recensioni COpIarwun, qu antur, idem matrimonium denunciabitur cohortz aliosque eidem adscriptos. ubi conjuges ultimum domicilium habuerunt. s stationibus præfecto, et quoad officiales honos posito, tribus auditis testibus: summarium actus ab illorum rectore conft. bus defunctus erat addictus. Hi præfecti actus exemplum ad officialem status civilis illuc mitient, ubi defunctus postrepanm babut de- micikun. # [3] 98. L'ufficiale dello stato civile del domicilio delle parti, al quale sarà Sta- ta spedita dall armata copia d'un atto dello stato civile, sarà tenuto ad insCri- verla successivamente ne registri. s CArO VE Della Rettificazione degli atti dello stato civile. O9. Domandandosi la rettificazione d'un atto dello stato civile, si provvederà dal tribunale competente, previe le conclu- sioni del Regio Procuratore,€ salva l appellazione. Le parti interessate sa- ranno chiamate, se vi sarà uogo. xo0. La sentenza di rettificazione non potrà mai essere opposta alle parti in- teressate, le quali non l avessero do- mandata, o che non fossero state citate. sor. Le sentenze di rettificazione sa- ranno inscritte nel registri dall ufficiale dello stato civile, subito che gli saran- no state rimesse; e ne sarà fatta anno- tazione nel margine dell atto riformato. 08. L'officier de Pétat civil du domicile des parties auquel il aura été envoyé de l'armée expédition d'un acte de Pétat civil, sera tenu de l'inscrire de suile su les registres. CHAPITRE VI De la Rectification des actes de l état civil. 09. Lorsque la rectification d'un ace de l'état civil sera demandée, il ÿ Sera statué, sauf l'appel, par le tribunal compétent, et sur les conclusions du com- missaire du Gouvernement. Les parties intéressées seront appelées, S'il y& lieu. 100. Le jugement de rectification ne pourra, dans aucun LeMpS; étre opposé aux parties intéressées qui ne l'auraien£ point requis, ou qui ny auraient pas été appelées. or. Les jugemens de rectification se- ont inscrits sur les registres par Pofficier de Pétat civil, aussitôt qu'ils lui auroné été remis; et mention en Sera J'aite en marge de l'acte réformé. 98. Officialis status civilis, ad quem ab exercitu transmissum fuerit exemplum actus, Tem attinet, coufestim in tabulas illud referre tenetur. qui ad statum@ivi- CAPUT: VE De Emendatione acitorum stalus eivilis, 99. Quoties postulabitur, ut error, qui in actu status civilis irrepserit, emendelur; prævio Regii Procuratoris voto, prout juris, el salva appellatione decernet. Ill, erit, vocabuniur. 100. Sententia de erroris emendatione prolata nunquam objici emendationem non peüerint, vel vocati non fuerint. 101. Hujusmodi sent int. et in margine actus emendati adnotabuntur. ; 8 tribunal competens, entiæ publicis tabulis inscribentur à status civilis officiali, statim ac ipsi traditæ fue- quorum interest, si locus poterit ilis, quorum intersit, aut qui ee Fr ui is Aa“armee sa he DÉS T Mamma TITOLO TITI. Del Domicilio. + 102. Il domicilio di qualunque Italia- mo, per quanto riguarda l’esercizio de’ suoi diritti civil, à il luogo ove egli ha il suo principale stabilimento. 105. 1, abitazione reale trasferita in un altro luogo con intenzione di fissare in questo il principale stabilimento, pro- durrà cangiamento di domicilio. 104. La prova dell’intenzione risulte- rà da una espressa dichiarazione fatta alla Municipalita del luogo che si.ab- bandonerà, ed a quella del Iuogo dove si sara trasferito il domicilio. 105. In mancanza di dichiarazione es- pressa, la prova dell intenzione dipen- dera dalle circostanze. 106. Il cittadino chiamato a pubblico impiego temporario o rivocabile, con- serverà 1l primiero suo domicilio, quan- do non abbia manifestata nn’ intenzione contraria. 107. L'accettazione d'impieghi confe- riti a vita, porterà| immediata transla- zione del domicilio dell impiegato nel luogo in cui deve esercitare l'impiego. TITRE IITL Du Domicile. 102. Ze domicile de tout Francais, quant à l'exercice de ses droits civils, est au lieu où il a son principal élablis- serment, 105. Le changement de domicile s’opé- rera par le fait d'une habitation réelle dans un autre lieu, joint à l'intention dy fixer son principal établissement. 104. La preuve de l’intention résulieræ dune déclaration expresse, faite tant à la Municipalité du lieu que l’on quittera, gu’à celle du lieu où on aura trasféré som domicile. 105. À défaut de déclaration expresse, la preuve de lintention dépendra des cir- constances. 106. Le citoyen appellé à une fonction publique temporaire ow révocable, con- servera le domicile qu’il avait auparavant, s’il wa pas manifesté d'intention contraire. 107. l'acceptation de fonctions confé- rées. à vie, emportera translation immé- diate du domicile du fonctionnaire dans le lieu où il doit exercer ces fonctions. TIFOLUS TEÉRTIEULS, De Domicilio. 102. talus domicilium, quoad exercitium jurium civilium, illic habere censetur, ubi rerum suarum sum- mam constitrut. 105. Domiailit mutatio effcitur per habitationis translationem in alium locum animo permanendi, ibique rerum suarum summam constiuendi. FA ï j ee PT“..«.; 104. Animi demonsiratio ex declaratione constabit expressim coram municipibus tam antiqui, quam novi domicilhi facta. M+:: ds. 105. Hac declaratione deficiente, voluntatis argumentum ex rerum adjunctis eruetur. 106. Civis, cui publicum munus temporarium, vel revocabile collatum est, suum retinet domicilium, nisi de ejus voluntate aliter constet. Au.: Fe. etes". à 107. Munerum, quæ ad vitam conferuntur, susceptio domicilii translationem inducit in eum locum, ubi collatum munus exercendum est, nn CSS où. domi ofe| de} pi press N ral n0 lise op. 'e 1 le lion novi is C 55] 108. La donna maritata non ha altro domicilio, che quello del marito. Il mi- nore non emancipato avrà il domucilio del padre e della madre o del tutore: il magoiore interdetto avràa 1l domicilio presso il curatore. 109. Ï maggiori, che servono 0 lavo- rano abitualmente in casa altrui, avran- no lo stesso domucilio delle persone a cui servono, od in casa delle quali la- vorano, allorquando abiteranno con es- se nella stessa casa. 110. Il domicilio del defunto deter- mina il luogo del} aperta successione. 111. Allorquando le parti od una di esse in un atto, e per F esecuzione del medesimo avranno eletio il domicilio in un luogo diverso da quello del loro do- micilio reale, le citaziont, domande e 1 procedimenti relativi a questo atto si potranno fare al domicilio convenuto, ed avanti il giudice del medesimo. TITOEBO IT. Desli Assenti. CAPO PRIMO. Della Presunzione d assenza. 112. Ogniqualvolta sia necessario di provvedere all’amministrazione di tutti 108. La femme mariée n’a point d'autre domicile que celui-de son mari. Le mineur non émancipé aura son domicile chez ses père et mère ou tuteur: le majeur interdit aura le sien chez son curateur. 109. Les majeurs qui servent ou tra- vaillent habituellement chez autrui, auront le même domicile que la personne qu'ils servent où chez laquelle ils travaillent, lorsqu'ils demeureront avec elle dans la la même maison. 110. Le lie où la succession s’ousrira, sera déterminé par le domicile. 111. Lorsqu'un acte contiendra, de la part des parties ou de Pune d'elles, élec- tion de domicile pour lPexécution de ce méme acte dans un autre lieu que celui du domicile réel, les significations, de- mandes et poursuites relatives à cet acfe, pourront étre faites au domicile convenu, et devant le juge de ce domicile. TILL IF: Des Absens. CHAPITRE PREMIER: De la Présomption d’ absence, 112, S'il y a nécessité de pourvoir à ’adiministration de tout ow partie des 108. Uxor mariti domicilium tantummodo sortitur: ætate minor non emancipatus apud parentes, vel tu- torem domicillum nanciscitur; major bonis interdictus apud suum curatorem. 109. Ætate majores, qui alicui operas, famulatum, et servitia præstare consuescunt, illus, cui servitia, operamve præbent, domicilium sortiuntur usquedum ejus domi, et cum ipso commorantur. 110. Ex domicilio definitur apertæ successionis locus. 111. Quum ex aliquo actu adpareat domicilium a partbus, vel ab altera ipsarum electum fuisse, ad hoc ut idem actus alibi, quam in proprio earundem domicilio executionem sortiatur, denunciationes, petiiones, et qudquid ad eum actum pertinebit, illic fient, ubi domiciliun constitutum est, et coram judice illius domicilii. TIEULUOS 1. De Ab$entibus. GA PUT E De Præsumpiione absentie. 112. Quolies omnium bonorum, vel partis administrationi consulendum sit illius, qui pro absente habetar, x 5 +- [54] o di parte de’ beni lasciati da una per- sona presunta assente, la quale non ab- bia alcun legittimo procuratore, il tri- bunale di prima istanza, à richiesta delle parti interessate, darà i relativi provvedimentt. 113. Il tribunale, sulla istanza della parte che ha prevenuto, deputeràa un notajo a rappresentare i presunti assenti nella formazione degl imventar}, de’ con- ti, delle divisioni€ liquidazioni in cul saranno interessati. 114. Il ministero pubblico ë special- mente incaricato di vegliare agl inte- ressi delle persone presunte assenti,€ sarà sentito in tutte le dimande che le risguardano. GA PO Della Dichiarazione d’ assenza. 115. Quando una persona si sarà resa assente dal luogo del suo domicilio 0 della sua residenza, e dopo quattro an- ni non se ne saranno ricevute notzie, le parti interessate potranno ricorrere al iribunale di prima istanza, affinchèe sia dichiarata l’ assenza.| 116. Per comprovare l assenza, il tri- bunale sull appoggio delle carte, e biens laissés par une personne présumée absente, et qui#&@ point de procureur fondé, il y sera statuë par le tribunal de première instance, sur la demande des parties intéressées. x13. Le tribunal, à la requéte de la partie la plus diligente, Commettra ui notaire pour représenter les présumés ab- sens, dans les inventaires; Comples; partages et liquidations dans lesquels ils seront intéressés. 114. Le ministère public est spéciale- ment chargé de veiller aux intérêts des personnes présumées absentes;€l il sera entendu sur toutes les demandes qui les concernent. CHAPITRE IT. De la Déclaration d’absence. 115. Lorsqu'une personne aura cessé de paraître au lieu de son domicile ou de sa résidence, et que depuis quaire ans on wen aura point eu de nouvelles, les parties intéressées pourront se pourvoir devant le tribunal de première instance, afin que l'absence soit déclarée. 116. Pour constater l'absence, le{TL- bunal, d’après les pièces€t documens mr quique nullum sibi elegit procuraiorem, tribunal primæ instagliæ, postulantibus quorum interest, ipsi procuratorem conslituet. 113. Tribunal ad petitionem primi postulantis tabellionem deliget, qui præsumpü absentis personam repræsentet in inventariis, divisionibus, rationibus conficiendis, ceterisque juribus exercendis, quæ ad illum pertineant. 114. Publico ministerio præcipue ineumbit eorum, qui absentes præsumuniur, juribus prospicere, ei rebus in omnibus ad illorum bona spectantibus, quid sentiat, expromere. CARPE 2: De Absentia declaranda. 115. Cum quis ad suum' domicilium, aut ad suum incolatum se non amplius restituer, et per quadrien- sium nullum de eo nuncium fuerit allatum, äi, quorum interest, adire poterunt tribunal primæ insiantiæ, ut ejus absentia declaretur. 116. Ad absentiam probandam tribunal juxta probationes, et documenta edita decernet, ut inquisiio Sp——— RES au a Jl6$, juels rle- des era les drien- nié y iso [35] documenti prodotti, ordinerà che si as- sumano informazioni 1 contraddittort0 dal Regio Procuratore, nel circondario del. domicilios ed'in quello della resi- denza, se| uno sta distinto dal} altra. s17. Il tribunale nel provedere sulla domanda, avrà imoltre riguardo ai MO- tivi dell assenza, ed alle cause, le qua- li hanno potuto impedire che si abbia- no notizie del presunio assente. 118. Il Regio Procuratore trasmetterà i giudicati si preparator], che definiti- vi, tosto che siano proferiti, al Gran Giudice, Ministro della giustizia, il qua- le li fara pubblicare. 119. Non si pronuncierà il giudicato di dichiarazione d assenza, se non tra- scorso un anno dopo che si saranno ordinate le informaziont. C AP O II. Degli effetti dell Assenza. SEZIONE PRIMA. Degli effetli dell AÆssenza relativamente ai Beni, che lassente possedeva aË giorno del suo allontanamento. 120. Nel caso in eui l'assenié non abhia lasciato verun procuratore per V amministrazione de proprj beni, 1 produits, ordonnera qu'une enquête soié faite contradictoirement avec le commis- saire du Gouvernement, dans l’arrondis- sement du domicile, ef dans celui de la résidence, s'ils sont distincts l’un de lautre. ‘1x7. Le tribunal, en stafuant sur la demande, aura d'ailleurs égard aux motifs de l'absence, ef aux causes qui ont pu empécher d'avoir des nouvelles de Pindi- vidu présumé absent. 118. Le commissaire du Gouvernement enverra, aussitôt qu’ils seront rendus, les jugemens tant préparatoires que dé- finitifs, au Grand-Juge, Ministre de la justice, qui les rendra publics. 119. Le jugement de déclaration d'ab- sence ne sera rendu qu'un an après le jugement qui aura ordonné l'enquête. CHAPITRE IE Des effets de lAbsence. SECTION PREMIÈRE. Des effets de l'Absence, relativement aux Biens que labsent possédait au jour de sa disparition. 150. Dans les cas où l'absent m'aurail 0 e.. 1° point laissé de procurakton pour l'admi- nistration de ses biens, Ses héritiers ges instituatur, adstante Regio Procuratore, in districtibus domiciliis, et incolatus, quoies distincii sint, 117. Tribunal, dum jus reddit, diligenter considerabit absentiæ causas, et quæ res impedimento esse poinerint, quominus de præsumpto abseule notitiæ habeantur. 118. Regius Procurator acta tum preparatoria, tum definitiva, lgari jubebit. üæ presidem Regis ndministrum mittet, qui ea evu ex quo inquisitionis decretum prolatum. fait. 119. Absenta declarari nequit, nisi post annum, statim ac perfecta et procuraiione decretum erit ad normam capitis primi hujus tituli. missionem revertalur, vel eum vivere constet, bona in co statu, quo erunt, recuperabit, et si quæ distracta fucrint, consequetur, vel eorum pretium, vel bona ex utili colloca- lone pretü rerum distractarum comparata. 133, Absentis liberi, et per line am rectam ab ipso descendentes, intra triginta annorum spatium a def- Miuva Unnussione poterunt pari ratione bonorum suorum restitutionem postulare, ut dictum est articulo antecedenü. 154. Post judicatam absentiam, qui jus aliquod iù Versus€os, qui in bonorum possessionem missi sunt, absentem habet, illud non poterit experiri, misi ad- aut legitimam ipsorum administrationem habuerint. re) SEcrio II. De effectibus Absentiæ quoad Jura accidentalia, quæ ad absentem Sspectare possunt. 195. Quicumque jus quæsitum ab eo> Cujus existentia minime innotescat, sibi vindicare contendit, ni drevt os de vif ns, dit, [a] fatto luogo a tale diritto: senza que- sta prova, la domanda sara dichiarata inammissibile. 156. Aprendosi una successione, alla quale sia chiamata una persona, di cui non consti l’esistenza, sarà quella de- voluta esclusivamente a quelli, coi qua- li essa avrebbe avuto il diritto di con- correre, od a coloro a cui sarebbe spettata in mancanza dell assente. 157. Le disposizioni der due preceden- ti articoli avranno luogo senza pregiu- dizio dell azione di petizione di eredità, e degli altri diritti spettanti all assente, od a suoi rappresentanti ed aventi causa da esso, e non si estingueranno, che trascorso il tempo stabilito per la pre- scrizione. 158. Finchè l assente non si presen- terà, o le azioni a lui competenti non saranno promosse in suo nome, quelli che avranno avuta la successione, lu- creranno i frutti da essi percetti in buona fede. SEZI1ONE III. Degli effetti dell Assenza riguardo al Matrimonio. 159. L’ assente, il di cui consorte ha contratto un altro matrimonio, sarà egli ouvert: jusqu à celte preuve, il sera dé- claré non recevable dans sa demande. 136. S'il s'ouvre une succession à la- quelle soit appelé un individu dont lexi- stence nest pas reconnue, elle sera dé- volue exclusivement à ceux avec lesquels il aurait eu le droit de concourir, où à ceux qui l'auraient recueillie à son défaut. 137. Les dispositions des deux articles précédens auront lieu sans préjudice des actions en pétition d'hérédité et d'autres droits, lesquels compéteront à labsens ou à ses représentans ou ayant-Ccause, El ne s'éteindront que par le laps de temps établi pour la prescription. 138. Tant que l'absent ne se représente- ra pas, ou que les actions ne seront poiné exercées de son chef, ceux qui auront recueilli la succession, gagneront les fruits par eux perçus de bonne foi. SECTION III. Des effets de| Absence, relativement au Mariage.| 130. L'époux absent dont le conjoint @ contracté une nouvelle union, sera seul probare tenebitur, eundem eo tempore, quo jus delatum fuit, extitisse;donec hanc non adferat probationem, ejus petiiio haudquaquam admittetur. 156. Si aliqua successio ei deferalur, de cujus existentia non constet, ad illos omnino eadem pertine- bit, quibuscum succedere is debuisset, vel qui, eo defciente, ad eandem fuissent vocati. 157. Quod in superioribus duobus articulis sancitum est, vim suam exerit citra præjudicium actionum peütionis hereditatis, aliorumque jurium, quæ ad absentem, ad ejus procuratores, vel causam ab 1pso ha- benies pertinere queant, quæque non exEnguuntur, nis1 per lapsum temporis ad præscriptionem definiti. 138. Quamdiu absens non apparuerit, vel ejus nomine quispiam non egerit, qui ad ejus hereditatem: vocaii sunt, fruclus bona fide perceptos adipiscuntur. Secrro III. De effectibus A bsentie quoad Matrimonium.. 159. Conjux absens rovas allerius conjugis nuplias pelerit oppugnare vel per se, vel per procuratorem, 4 6. solo ammesso ad impugnare questo ma- trimonio,© personalmente, o col mez- zo di un suo procuratore munito della prova della di lui esistenza. 140. Se il conjuge assente non avra lasciati parenti in grado di succedergli, Valtro conjuge potrà dimandare l’immis- sione provvisionale nelpossesso dei bent. CAF O!I*. Della Cura de’ figli d'un padre resosi as- sente, costiluili ir elà'ImirOre. 141. Qualora il padre siasi reso as- sente, lasciando figli in età minore nati da un comune matrimonio, la madre ne avrà la cura, ed eserciterà tutti 1 di- ritti del marito relativamente all educa- zione, ed amministrazione de’loro beni. ‘142. Sei mesi dopo l allontanamento del padre, se a quell’epoca fosse mor- ta la madre,© venisse a morire prima che sia stata dichiarata l’assenza del pa- dre, la cura de’ figli verra dal consiglio di famiglia conferita agli ascendenti più prossimi, ed in mancanza di questi ad un tutore provvisionale. 143. Lo stesso si osserverà nel caso in cui uno de’conjugi resosi assente la- scerà figli in età minore nati da un pre- cedente matrimonio. [4] recevable à attaquer ce mariage par lui. méme, ou par son fondé de pouvoir, muni de la preuve de son existence. 140. Si l’époux absent n’a point laissé de parens habiles à lui succéder, l'autre époux pourra demander l'envoi en pos- session provisoire des biens. CHAPITRE IF. De la Surveillance des enfans mineurs du père qui a disparu. 141. Si le père a disparu laissant des enfans mineurs issus ur COMIMUINR Ma- riage, la mère en aura la surveillance, et elle exercera tous les droits du mari, quant à leur éducation et à l'administra- tion de leurs biens.< 142. Six mois après la disparition du père, si la mère était décédée lors de cette disparition, ou si elle vient à dé- céder avant que l'absence du père ait été déclarée, la surveillance des enfans sera déférée, par le conseil de famille, aux ascendans les plus proches, et, à leur défaut, à un tuteur provisoire. 145. 11 en sera de méme dans le cas où l’un des époux qui aura disparu, laissera des enfans mineurs issus d'un mariage précedent. qui de ilhus vita docebit. 140. Si conjux absens nullos successionis capaces reliquerit consanguincos, alter conjux poterit postula- re, ut in possessionem bonorum interim inimittatur. CMP UT I De Custodia filiorun ætate minorum patris absentis. 141. Quum pater domum deserens filios ætate minores ex communi matrimonio procreatos reliquit, mater illos custodire tenetur, et omnia mariti jura exercet, quatenus ad illorum educationem, et bonorum admi- nistrationem. speciat. 142. Elapsis sex mensibus a patris discessu, si mater eo tempore jam decesserat, vel eam anle patris absentiæ declarationem obire contingat, filiorum cura a consilio familias proximioribus ascendentibus, vel horum defeciu tutori temporario committetur. VAT A av ne bts AR%...,,. 143. Idem jus obtinet, cum alter ex conjugibus, qui domum deseruit, Lberos habeat munores ætate 6x præcedeni atrimonio progenitos. Ir$ ETTOEO V: Del Matrimonio. CAPO LE Déelle qualità e condizioni necessarie per contrarre Matrimonio. 144. L’uomo prima che abbia com- piuti gli anni diciotto, la donna pri- ma degli anni quindici pure compitu, non possono contrarre malrimonio. 145. Il Governo nondimeno potrà ac- cordare dispense di età per gravi motivi. 146. Non vi è matrimonio, ove non Vi è consenso. 147. Non si pud contrarre un secondo matrimonio, avanti lo scioglimento del primo. 148. Il figlio, che non è giunto all'età di venticinque anni compiti, la figlia che non ha compiti gli anni ventuno, non possono contrarre matrimOnIO Sen- za il consenso del padre e della madre: in caso che siano discordi, il consenso del padre è sufliciente. TITRE F Du Mariage. CHAPITRE PREMIER. Des qualités et conditions requises pour pouvoir contracter Mariage. 144. L'homme avant dix-huit ans ré- volus, la femme avant quinze ans ré- volus, ne peuvent contracter mariage. 145. Le Gouvernement pourra néan- moins, pour des mofifs graves, accorder des dispvenses d'âge. 146. Il ny pas de mariage lorsqu'il ny a point de consentement. 147. On ne peut contracter un second mariage avant la dissolution du premier. 148, Le fils qui na pas atteint, l’âge de vingt-cing ans accomplis, la fille qui n’& pas atteint l'ége de vingt-un ans accom- plis, ne, peuvent contracter mariage sans le consentement de leurs père et mère: en cas de dissentiment, le consentement du père suffit. PARU L.U:S..Y: De Matrimonio. ÉAPET E De conditionibus ad Nuptias ineundas requisitis. x. Masculus anno decimo octavo nondum expleto: fœmina ante decimum quintum expletum matrimo- mium contrahere nequeunt. 46. Nullum est matrimonium, si consensus deficiat. 7 145. Rex tanien gravioribus de causis indulgere poterit, ut ante hanc ætalem matrimonium iniri queat. 72 k 7. Secundæ nupüæ contrahi non possunt, nisi primæ fuerint solutæ.- 148. Filius, qui nondum vigesimum quintum ætatis annum: filia, que nondum vigesimum primum im- pleverint, matrimonium inire non possunt absque consensu parentum; consensus tamen patris, si mater dissentiat, satis erit. FT lente es ER ES + DE rte in can 149. Se luno dei due genitori è mor- to, o se trovasi nella impossibilita di manifestare la propria volontà, basta il consenso dell altro. 150. Se il padre e la madre fossero morti, o se si trovassero nella impos- sibilith di manifestare la loro volontà, gli avoli e le avole subentrano in lo- ro luogo; se P'avo e l avola della me- desima linea sono discordi, basta il con- senso dell avo.: Se vi è disparere tra le due linee, eid equivale al consenso. 151. I figli di famiglia giunti alla mag- giore età determinata dall articolo 148, sono tenuti prima di contrarre matrimo- nio, a chiedere con un atto rispettoso e formale il consiglio del padre e della ma- dre loro, o quello dell'avolo e dell a- vola, qualora il padre e la madre fosse- ro mancati di vita, o si trovassero nel- la impossibilità di manifestare la pro- pria volonta. 152. Dopo la maggiore età determi- nata dall articolo 148 fino all’eta dei trenf’ anni compiti per i maschi, e de- gli anni venticinque compiti per le fem- mine, l’atto rispettoso prescritto dal- l’articolo precedente, se non sara sus- seguito dal consenso per il matrimonmio, [#4] 140. Si l’un des deux est mort, ou s’il est dans l'impossibilité de manifester sa volonté, le consentement de l’autre suffit. 150. Si de père et la mère sont morts, ou s'ils sont dans l'impossibilité de ma- nifester leur volonté, les aïeuls er aïeules les remplacent: s’il y& dissenti- ment entre l’aïeul et l’aïeule de la même ligne, il suffit du consentement de Païeul. S'il y a dissentiment entre les deux lignes, ce partage emportera consente- mnend. 151. Les enfans de famille ayant at- teint la majorité fixée par Particle 148, sont tenus, avant de contracler mariage; de demander, jpar un acte respectueux et formel, le conseil de leur père et de leur mère, ou celui de leurs aïeuls et aïeules, lorsque leur père et leur mère sont décédés, ou dans limpossibilité de . manifester leur volonté. 152. Depuis la majorité fixée par Par- ticle 148, jusqu'à l âge de trente ans accomplis pour les fils, et jusqu'à l'âge de vingt-cinq ans accomplis pour les filles, Pacte respectueux prescrit par l'article pré- cédent, et sur lequel il ny aurait pas de consentement au mariage, Sera renouvelé 149. Si ex parentibus alteruter decesserit, aut voluntatem suam nullo modo expromere possit, alterius consensus sufficiet. 150. Si uterque parens decesserit, aut uterque in ea sit conditione, ut voluntatem suam aperire nequeat, ka eorum locum avus, et avia subrogantur. Si inter avum, et aviam, qui ejusdem lineæ sint, dissensus oriatur; consensus avi satis erit. Si inter duas lineas dissensus existat, hæc sententiarum diversitas pro consensu habebitur. 151. Fil familias, qui majorem ætatem atüngerint juxta articulum 148, antequam nuptias contrahant,-te- nentur actu officioso, et solemni consilium petere a suis parentibus, vel ab avis, si parentes mortui sint, aut voluntatem suam promere non possint. 152. À majori ætale slalula articulo 148, usque ad completum annum trigesimum quoad filios, et vigesi- . 1- à.:!=-: mum quintum quoad filias, actus officiosus articulo præcedenti præscriptus, si consensus ad matrimonium / un [#] flovrà rinovarsi altre due volte di mese in mese, e scaduto un mese dopo ül terzo atto, si potrà procedere alla ce- lebrazione del matrimonio. 153. Dopo l età dei trent anni, man- candovi il consenso all atto rispettoso, si potrà, uu mese dopo, passare alla ce- lebrazione del matrimonio. 154. L’atto rispettoso sarà notificato a quello, od a quelli fra gli ascendenti m- dicati nell'articolo 151 col mezzo di due notaj, Oo di un notajo con due testimon), e sarà fatta menzione della risposta nel processo verbale che si deve formare. 155. In caso d’assenza del} ascenden- te a cui sarebbesi dovuto fare l'atto ri- spettoso, si passerà alla celebrazione del matrimonio, presentandosi il giu- dicato, che fosse stato pronunciato per dichiarare l’ assenza, od in mancanza di esso, quello con cui si fossero decre- tate le informazioni, ovvero non essen- dovi ancora verun giudiciale decreto, un atto di notorietà rilasciato dal giu- dice di pace del luogo, in cui lascen- dente ebbe l'ultimo suo noto domici- lo. Questo atto conterrà la dichiara- zione di quattro testimonj chiamati ex officio dal medesimo giudice di pace. 156. Gli ufficiali dello stato civile, che hanno proceduto alla celebrazione dei matrimonj contratti da figli, i qua- li non abbiano compita l’etàa di venti- deux autres fois, de mois en mois; et un mois après le troisième acte, il pourra étre passé outre à la célébration du ma- rlag'e. 155. Après l’âge de trente ans, il pourra| être, à défaut de consentement Sur un acte respectueux, passé outre, Ur TNOIS après, à la célébration du mariage. 154. L'acte respectueux sera notifié à celui ow ceux des ascendans désignés en l'article 151, par deux‘notaires; ou par un notaire el deux témoins; ef, dans le procès-verbal qui doit en étre dressé, il sera fait mention de la réponse. 155. En cas d’ absence de lascendant auquel eût dû être fait Pacte respectueux, il sera passé outre à la célébration du ma- riage, en représentant le jugement qui aurait été rendu pour déclarer l'absence, ow, à défaut de ce jugement, celui qui aurait ordonné lPenquête, ou, S'il ny@ point encore eu de jugement, un acte de notorièté délivré par le juge de paix du lieu où l'ascendant a eu son dernier do- micile connu. Cet acte contiendra la dé- claration de quatre témoins appelés d’of- Jice par ce juge de paix. 156. Les officiers de l’état civil qui auraient procédé à la célébration des ma- riages contractés par des fils wayant pas atteint lâge de vingt-cinq ans accomplis, fuerit a parentibus denegatus, binis vicibus mensis intervallo iterum repetetur, et elapso mense post ier- tium prædicti offici actum, matrimonium celebrari poterit. 155. Cum quis trigesimum ætatis annum expleverit, nec petitam obtinuerit veniam, post mensem nuplias celebrare potest. 154. Veniæ petitio ascendentibus, de quibus articulo 151, denunciabitur a duobus notarüs, vel ab uno eum duobus testibus, et in processu verbali ob eam rem confecto responsio referetur. 155. Quoties ascendens, a quo venia petenda est, absens sit, nuptiæ celebrari possunt, dummodo sen- tentia absentiam declarans, vel ea deficiente, illa qua inquisitio fuerit decreta, vel si nulla proJata fuit, fides notorielatis a judice pacis loci, ubi adscendens postremum, notumque domicilium habuit, emissa, exibeantur. Fides notorietatis quatuor lestium ex officio electorum declaratione munietur. 156. Officiales status civilis, ecoram quibus nuptiæ celebratæ fuerint ab ïis, qui vigesimum quintum ætalis 3 io s einque anni, ovvero da fighe, che non abbiano compita quella dei ventuno, sen- za che il consenso dei padri e delle ma- dri, quello degli avi e delle avole, e quel- lo della famiglia nel caso in cui è pre- scritto, sia stato enunciato nell atto dei matrimonio, saranno a richiesta delle parti interessate€ del Regio Procu- ratore presso il tribunale di prima istan- za del luogo in cui il matrimonio ë& stato celebrato, condannati nella mul- ta prescritta dall articolo 192, ed inol- tre nella pena del carcere per un tem- o non minore di mesi sel. 157. Quando non vi saranno interve- nuti atti rispettosi ne’ Casi, in Cui SsOn0- prescrilti, l'ufficiale dello stato civile che avrà celebrato il matrimomio, sarà condan- nato nella stessa multa, ed inoltre nella pena del carcere non minore di un mese. 158. Le disposizioni degli articoli 148 e 149, e le disposizioni degli articoli 151, 152, 1535, 154 e 155, relaüve all'at- to rispettoso da praticarsi verso il pa- dre e la madre neïi casi contemplati in detti articoli, sono applicabili anche ai figli naturali legalmente riconosciuti. 159. H figlio naturale che non sia stato. riconosciuto, o che riconosciuto, abbia perduti il padre e la madre, ov- vero nel caso che questi non possano manifestare la loro volontà, non potrà maritarsi prima degli anni ventuno com- C 46] ou par des filles n'ayant pas alleint l'âge de vingt-un ans accomplis, sans que le consentement des pères ef mères, celui des aïexls el aïeules, et celui de la famille, dans le cas où ils sont réquis; soient énor- cés dans lacte de mariage, seront, à le diligence des parties intéressées et du com- missaire du Gouvernement près le tribunal de première instance du lieu où le mariage aura été célébré, coridamnés à l'amende portée par larticle 192, ef, en outre, à un emprisonnement dont la durée ne pourr@ ER 0.. étre moindre de six mois, 157. Lorsqu’il n'y aura pas eu d'actes respectueux, dans les cas où ils sont prescrits, l'officier de l’état civil qui auraïé célébré le mariage, sera condamné à l& inéme amende, el à un emprisOnnemcené qui ne pourra être moindre d'un mois.| 158. Les dispositions Confenues aux articles 148 et 140, et les dispositions des articles 151, 152, 153, 154 ef 155, relatives à lacte respecte qui doit étre fait aux père et mère dans le cas prévu par ces articles, sont applicables aux enfans naturels«are reCOn NUS, 159. L'enfant naturel qui wa poire été reconnu ,. et celui qui, aprés l avoir. ÉtÉ, a perdu°ses père ef mère, OÙ dont les père et mère ne peuvent manifester leur volonté, ne pourra, avant Päge de vingt-un ans révolus, se marier quapres avoir annumr, si sint masculi, vel vigesimum: primum, si fœæminæ, nondum expleverint, quin parentum., alio- rumve ascendentium, vel familiæ consensus, ubi requiritur, in publicis nuptarum acts referri curaverint petentibus is, quorum interest, et Regio Procuratore penes tribunal primæ instantiæ multantur, ut articule r92, et insuper non münori sex inensium spatio publicæ custodiæ mancipantur. 157. Si veniæ petitio, quoties requiritur, desit, officialis status civilis, coram quo nuptix celebratæ sunt, eadem mdta plectetur.,, et insuper in publicam. custodiam ad unum saltem menseém conjicietur. 158: Præscripta articulis 148 et 149, 151, 152, 153, 154 et 155 veniam a patre, et mare petendam respacientia, ad naïurales quoque filios legitime agnitos referuntur. 159: Naturalis filius antequam agnitus sit, vel qui post agnitionem parentes amisit, vel si hi voluntateim: declarandi sint incapaces, ante vigesimum ætatis an num, nisi consentiente tutore ad hoc electo, uxorem: leur Un yoir us abo- perrul ricule LA F4] piti, se non avrà ottenuto il consenso di un tutore da deputarglisi a quest oggelto. 160. Se non esistono nt padre né madre, nè avoli nè avole, o se si tro- vino, tutti nella impossibihtà di manife- dd. la lor volontà, i figli o le figlie minori di anni ventuno non possono contrarre matrimOniIO senza il consenso . del consighio di famiglia. 161. In linea retta il matrimonio& proibito tra tutti gli ascendenti e di- scendenti legittimi 0 naturali, e gli af- fini nella medesima linea. 162. In linea trasversale il matrimonio è vietato tra le sorelle ed i fratelh le- gittimi e natural, e gli aflini nel me- desimo grado. 163. il matrimonio& inoltre proibito tra lo zioe la nipote, la zia ed il nipote. 164. Il Governo nondimeno per cause gravi potrà togliere le proibizioni pre- scritte nell articolo precedente. LArO NH. Delle Formalità relative alla celebrazio- ne del Matrimonio. 165. Il matrimonio sarà celebrato pub- blicamente alla presenza dell ufliciale c1- vile del domicilio dell une o dell altro dei contraenti. obtenu le consentement d'un tufeur sa hoe qui lui sera nommé. 160. Si n'y à ni père ni mére, nt aïeuls ni aïeules, ou s'ils se trouwwent tous dans l'impossibilité de manifester leur volonté, les fils ou filles mineurs de vingt-un ans ne peuvent Contracier ma- riage sans le consentement du conseil de famille. 161. En ligne directe, le mariage est prohibé entre tous les ascendans et de- scendans légitimes ou naturels, et des alliés dans la méme ligne. 162. En ligne collatérale, le mariage est prohibé entre le frère et la sœur légitimes ow naturels, et les alliés au méme degré. 163. Le mariage estencore prohibéentre l'oncle et la nièce, la tante et le neveu. 164. Néanmoins le Gouvernement pour- ra, pour des causes graves, lever les prohibitions portées au précédent article. CHAPITRE Il. Des Formalités relatives à la célébratio du Mariage. 165. Le mariage sera célébré publique- ment, devant l'officier civil du domicile de lune des deux parties. ducere nequit. 160. Quoties pater et mater, avi et aviæ desint, aut voluntatem declarandi impares sint, lberis uirius- que Sexus;, qui uno supra vigesimum ælatis anno minores sint, nuptias inire prohibetur, nisi consili fami- has consensus accesserit. 161. In recta linea inter ascendentes; ac descendentes legitimos, vel naturales, et inter affines in ea- dem linea nuptiæ vetitæ sunt. 162. In linea transversali nuptiæ contrahi nequeunt inter frairem, et sororem legitimos, vel naturales, sorumque in pari gradu affines. 163. Prohibentur æque inter avunculum, patruum, et neptim, ac inter amitam, materieram, et nepolem. 164. Summa tamen Potestas gravibus de causis ab impedimenüs, de quibus superiori articulo agitur, dispensare potest. C A PU TE: ET De Nuptiiarum Solemnitatibus, 265. Nuptie coram status civilis officiali domicilii alterutrins ex contrahentibns palam celebrari debent. me [ 48] 166. Le due pubblicazioni ordinate dall articolo 63 del titolo degli Atti del- lo stato civile, saranno fatte alla Muni- cipalità del luogo, ove ciascuno dei con- traenti avrà il suo domicilio. 167. Nondimeno, se il domicilio attuale & stabilito colla sola residenza di sei mesi, le pubblicazioni avranno luogo anche alla Municipalità dell ultimo domicilio. 168. Se le parti contraenti, od una di esse, sono relativamente al matrimo- mio sotto la podestà altrui, le pubbli- cazioni saranno fatte altresi alla Muni- cipalità del domicilio di quelli, sotto la cui podestà esse si trovano. 169. 11 Governo, o quelli che esso destinerà a tale oggetto, potranno per gravi cause dispensare dalla seconda pubblicazione. }_ 170. Il matrimomio coniratto in paese estero tra Italiani, e tra un individuo Italiano ed uno straniero, sarà valido, purchè sia celebrato secondo le forme stabilite in quel paese, e purchè si stano fatte precedere al matrimonio le pub- blicazioni prescritte dall’articolo 65 degli Ati dello stato civile, e che Italiano non abbia contravvenuto alle disposizio- ni mentovate nel capitolo precedente. 171. Entro mesi tre dal reingresso di un Italiano nel territorio dei Regno, 166. Les deux publications ordonnées par Particle 63, au titre des Actes de l'état civil, seront faites à 1 municipa- lité du lieu où chacune des parties con- rractantes aura son domicile. 167. Néanmoins, si le domicile actuel n’est établi que par six mois de résidence, les publications seront faites en outre à la municipalité du dernier domicile. 168. Si les parties contractantes, où lune d'elles, sont, relativement aw ma- riage, sous la puissance d'autrui, les publications seront encore faites à la municipalité du domicile de ceux sous la puissance desquels elles se trouvent. 169. Le Gouvernement, où ceux qu’il préposerà à cet effet, pourront, pour des causes graves ,' dispenser de la seconde pubblication. 170. Le mariage contracté en pays étranger entre Français, et entre Fran- çais et étranger, sera valable, s’il a été célébré dans les formes usitées dans le pays, pourvu quil ait été précédé des publications prescrites par Particle 65, au titre des Actes de l'état civil, ef que le Français n'ait point contreévent aux dispositions contenues au chapitre pré- cédent. 171. Dans les trois moïs après le retour du Français sur le territoire de la Répu- 166. Promulgationes ambæ, de quibus articulo 65, titulo de Actis status civilis, im albo penes magistratum municipalem loci, ubi quisque contrahentium degit, fieri debent. 167. Nihilominus quoties non ultra sex menses contrahentes, ubi actualiter degunt, commorat fuerint, promulgationes quoque in albo fient magistratus municipalis loci, ubi postremum habuerunt domicilium. 168. Si contrahentes, vel alteruter eorun, quoad nuptias ineundas, alienæ subsint potestati, promulgatio- mes quoque fient in albo magistratus municipalis domicili 1llorum, quorum potestati subjiciuntur. 169. Suprema Potestas, vel ab eadem ad id delegati gravi ex causa a secunda promulgatione dispensare éontrahentes possunt. 170. Nuptiæ in exlera ditione initæ ab Italis inter se, vel ab Italo cum extera solemnitatibus loci adhi- bitis, legitimæ sunt, dummodo promulgationes, de quibus articulo 65, titulo d serint, et præscripta in superiori capite Îtalus servaverit. a71. Jtalus in Regnum redux, actum su matrimoni ia extera ditione recepturm e Actis status civilis, præces- in publicis nupüarux ee RATE M ASE RER és tes de ci S CO: ttuel ldence, Julre ç le, S, Où b MG: , des u la us la qu'il r des conde | pi Fran- [A êtè rs le des 65, | que aux pré relouw Rep nent tra{umn fuerint, um lait pensäl G al il ræces" Larud [ 49] l'atto della celebrazione del matrimo- blique, l'acte de célébration du rrariage nio contratto in paese estero sarà tra- contracté en pays étranger, Sera trans- scritto sul registro pubblico de’ matri- crit sur le registre public des mariages mon) del luogo del suo domicilio. du lieu de son domicile. GAP. EEE CHAPITRE IT. Delle Opposizioni al Matrimonio. Des Oppositions au Mariage. 172. Il diritto di fare opposizione alla 172. Le droit de former opposition& eelebrazione di un matrimonio, appar- la célébration du mariage, appartient à tiene alla persona impegnata in matri- la personne engagée par mariage avec monio con una delle due part contraenti. l'une des deux parties contractantes. 175. Il padre, ed in mancanza del pa- 1795. Le père, et à défaut du père, dre, la madre, e mancando il padre la mère, et à défaut de père et mère, e la madre, gli avi e le avole possono les aïeuls et aïeules, peuvent former 0p- fare opposizione al matr imonio dei loro position au mariage de leurs enfans€ figli e discendenti, quand” anche questi descendans, encore que ceux-ci aienË£ avvessero compiti gli anni venticinque. vingt-cinq ans accomplis. 174. Non essendovi alcun ascendente, 174. A défaut d'aucun ascendant, le il fratello o la sorella, lo zio o la za, frère ou la sœur, l'oncle ou la tante, le il cugino o la cugina germani costituiti cousin ou la cousine germains, MAJeUTS, in età maggiore, non possono fare op- ne peuvent former aucune Opposition que posizione che ne’ due casi seguenti: dans les deux cas suivans: 1.9 Quando non si sia ottenuto il con- 1.0 Lorsque le consentement du conseil senso del consiglio di famiglia richiesto de famille, requis par Par ticle 160, n’a dall” articolo 160; es été obtenu; 2 Quando l’opposizione è fondata o Lorsque lapposition est fondée sur sullo stato di demenza del füturo sposo. l'état de démence du futur époux: cett- Questa opposizione, che dal tribunale opposition, dont le tribunal pourr@ pro- potrà puramente e semplicemente esser noncer main levée pure et simple, ne ser&@ tolta, non sarà giammai ammessa, che jamais reçue qu’à la charge, par l’oppo- tbulis loci sui domicilii intra tres menses a die reditus inseribi, curabit. ÉCArGT IE” Quibus. liceat Nuptiis obsistere. 1792. Jus obsisiendi matrimonit celebrationi ei competit, qui alteri ex contrahentibus jam fuerit matrime- mio copulatus., 175. Pater, eoque deficiente, mater, et si hi desunt, avi, et aviæ liberorum nuptis, licet vigesimur quintum ætlatis annum expleverint, obsistere possunt. 174. Si nulli extant ascendentes, frater, aut soror, patruus, aul amuita, consobrini, vel consobrinæ ger- manæ ælale majores nuplis adversari nequeunt, nisi duobus hisce casibus: 1.0 Quoties consensus consili familias, de quo artieulo 166, deficiat; 2.0 Quoties futuri cenjugis dementia obsistendi causa sit. Oppositio hæc, quæ a tribunali simpliciter rejici 3 7 F 50] a condizione, per parte dell’opponente, di provocare P interdizione, e di farla érdinare nel termine che sara giudizialmente. 175. Nei due casi contemplati nel pre- cedente articolo, 1l tutore© curatore, durante la tutela o cura, non potrà fa- re opposizione, se non sia autorizzato da un consiglio di famiglia che potrà convocare. 176. Ogni atto di opposizione espri- merà la qualità che attribuisce all op- ponente if diritto di farlo: conterra l ele- zione di domicilio nel luogo, dove il matrimonio si avrà a celebrare: dovrà egualmente contenere i motivi dell op- posizione, a meno che non fosse fatta sul! istanza d'un ascendente; il tutto sot- to pena di nullità, e della interdizione dell officiale ministeriale che avesse sot- toseritto l'atto dell opposizione. 1797. Il tribunale di prima istanza pronuncierà entro dieci giorni sulla di- manda per la revoca dell opposizione. 178. Se vi à appellazione, sarà ultimato il giudisio nei dieci giorni successivi alla citazione. 179. Gli opponenti, eccettuati gli a- scendenti, se Popposizione è rigettata, potranno essere condannati al risarci- mento dei danni e delle spese. sant, de provoquer Pinterdiction, et dy Jaire statuer dans le délai qui sera fixé par le jugement. 175. Dans les deux Cas prévus par le précédent article, le tuteur ou curateur ne pourra, pendant la durée de la tutelle ou curatelle, foriner opposition qu’aufant qu’il y aura été autorisé par un conseil de famille, qu'il pourra convoquer. 176. Tout acte d'opposition énoncera la qualité qui donne à l’opposant le droit de la former; il contiendra élection de domicile dans le lieu où le mariage de- ÿra étre célébré; il devra également, à moins qu’il ne soit fait à la requête d'un ascendant, contenir les motifs de Pop- position: le tous à peine de nullité, et de l'interdichion de l'officier ministériel qui aurait signé Pacte confenané OppOSi- 11017. 177. Le tribunal de première instance prononcera dans les dix jours sur la de- mande en main-levée. 178. S’il y a appel, il y sera statué dans les dix jours de la citation. 150. 8i l'opposition est rejetée, les op- posans, autres HÉANMOIns qe les ascen- dans, pourront étre condamnés à des dom- mages-intéréts. potest, numquam admittitur, nisi opponenti conditio adjiciatur, quod interdictionem petet, et termine a judice præfinito, decerni curabit. 175. Duobus hisce casibus tutor, vel curator, tutela durante vel cura, nuptüs se opponere nequit, misi auctorante consilio fannlias, quod ipsi convocare licebit. 176. Quilibet oppositionis actus personæ qualitatem, ex qua jus opponendi exoritur, et electionem domi- cihi in loco, ubi nuptiæ celebrandæ, et insuper causam opposilionis, nisi qui obsistit ascendens sit, com- prehendere debet; quibus omissis, actus nullitate laborabit, et publicus officialis, qui se subscripsit, remo- tionis pœna punietur, 177. Tribunal primce instantiæ intra decem dies super petitione de revocanda oppositione decernet. 158. Appellatione interposita intra decem dies a die citationis tribunal pronunciabit. 179. S1 opposilio rejecta fuerit, opponenies, nisi ascendentes sint, in id quod interest, dammari possunt en gr mnnnneen ssl 1 [Sr] C'A:P:0: FY: Delle Domande per Nullità di Mafrimonio. 180. Il matrimonio contratto senza il libero consenso dei due sposi,© di uno di essi, non puÿ essere impugnato, che dagli sposi, o da quello fra essi, il cui consenso non è stato libero. Quando vi fu errore nella persona, il matrimonio non pud essere impugna- to, che dallo sposo indotto in errore. 181. Nel caso del precedente articolo non è più ammissibile la domanda per nullità, se vi sia stata coabitazione conti- nua per sel mesi dopo che lo sposo ha acquistato la sua piena libertà, ovvero dopo essere stato da lui riconosciuto l'errore. 182. Ïl matrimonio contratto senza il consenso del padre e della madre, degli ascendenti, o del consiglio di fa- miglia nei casi in cui tale consenso era prescritto, non puo essere impugnato, fuorchè da coloro il consenso dei quali era richiesto; ovvero da quello sposo, a cui era necessario 1l consenso mede- simo. 185. L' azione di nullità non puo es- sere proposta nè dagli sposi, nè dai pa- renti, il consenso de’quali era richiesto, CHAPITRE IF. Des Demandes en Nullité de Mariage. 180. Le mariage qui a été contracté sans leconsentement libre des deux époux, ou de l'un d'eux, ne peut étre atlaqué que par les époux, ou par celui des deux dont le consentement n° a@ pas été libre. Lorsquw il y à eu erreur dans la person- ne, le mariage ne peut étre attaqué que par celui des deux époux qui«a été it- duif en erreur. 181. Dans le cas de l’article précédent, la demande en nullité n° est plus receva- ble, toutes les fois qu’il y à eu cohabi- tation continuée pendant six mois depuis que l'époux à acquis sa pleine liberté ou que L erreur à été par lui reconnue. 182. Le mariage contracté sans le con- sentement des père et mère, des ascen- dans, ou du conseil de famille, dans les cas où ce consentement était nécessaire, ne peut être attaqué que par ceux dont le consentement était requis, O4 par ce- lui des deux époux qui avait besoin de ce consentement. 185. L'action en nullité ne peut plus étre intentée ni par les époux, ni par les parens dont le consentement étaié 6 A PAU TT: EV. Quemadmodum Matrimonii Nullitas proponatur. 180. Nuptië sine utriusque, vel alterius contrahentiumi libero consensu initæ ab utroque conjuge dumtaxat; vel ab altero, qui libere non consensit, impugnari possunt. Error in persona, erranti conjugi dumtaxat, matrimonium impugnandi jus tribuit. 181. In casu præcedentis articuli nullitaus actio non admitlitur, si post quam error ab erranie conjuge “4 ë..#.*. detectus fuerit, vel hic libere consentire poluerit, per sex continuos menses cum alio conjuge habitaverit. ) 182. Nuptiæ sine consensu patris et matris, ascendentinm, vel consilii familias, ubi exigatur, initæ, ab lis dumtaxat oppugnari possunt, quorum consensus peti debuerat, vel a conjuge, qui ejusdem indigebat. 185. Nullitatis actio a conjugibus, vel parenuübus, quibus consensum præstandi jus erat, exerceri amplius SE [52] ogni volia che il matrimonio ë stato ap- provato espressamente oO tacitamente da quelli, il di cui consenso era necessa- rio, Oo quando dopo Îla notizia del con- ‘ratto matrimonio sia trascorso un anno senza alcun lore reclamo. Parimenti non pud essere proposta dallo sposo, trascorso un anno senza suo reclamo, dopo che è giunto all eta competente per acconsentire da se stesso ‘al matrimonio. 184. Ogni matrimonio contratto in opposizione al disposto negli articoli 144, 147, 161, 162, e 163, pud essere impu- gnato tanto dagli sposi, quanto da tutti quelli, che vi hanno interesse,© dal munistero pubblico. 185. Tuttavia 1l matrimonio contratto da sposi che non erano ancora pervenuti all età prescritta, o da uno de’ medesimi che non era ancora giunto alla stessa elà, non pud più essere impugnato, 1.0 quando sono trascorsi sei mesi dopo che lo sposo o gli sposi hanno compiuta l'età competente; 22 quando la donna che non era giunta a questa età, avesse concepito prima della scadenza dei mesi sel.: 186. Il padre, la madre, gli ascendenti e la famiglia che hanno acconsentito al matrimonio contratto nel caso dellarti- colo precedente, non saranno ammessi a proporne la nullità. | requis, toutes les fois que le mariage a été approuvé expressément ou lacitement par ceux dont le consentement était né- cessaire, ou lorsqu’ il s’est écoulé une année sans réclamation de leur part, de- puis qu’ ils ont eu connaissance du ma- riage. Elle ne peut être intentée non plus par P époux, lorsqu’ il s’est écoulé une année sans réclamation de sa part, de- puis qu il à atteint Pége compétent pour consentir par lui-même au mariage. 184. Tout mariage contracté en con- travention aux dispositions contenues aux articles 144, 147, 161, 162, ef 163, peut être attaqué soit par les époux eux-mêmes, soit par ous ceux qui y ont inétérét, Soit par le ministère public. 185. Néanmoins le mariage contracté par des époux qui n'avaient poiné encore l'âge requis, ou dont l'un des deux w a- vait point atteint cet âge, ne peut plus étre attaqué, 1° lorsqu'il s’est écoulé six mois depuis que cet époux ou les époux ont atteint l'äge compétent; 20 lorsque la Jemme qui wavait point cet êge, à Conçu avant l'échéance des six mois. 186. Le père, la mère, les ascendans et la famille qui ont consenti au mariage contracté dans le cas de Particle précé- dent, ne sont point recevables à en de- mander la nullité. mequit, quoties matrimonium expresse, vel tacite approbaverint, üi, quorum consensus necessarius era; aut quoties illis non reclamantibus annus excesserit, a quo nuptias noverint: nec akteri conjugum eadem actio datur, si ætale jam expleta, qua nuptis per se consentire potuit, intra annum minime contradixerit. 184 Matrimoninm adversus ea initum, quæ articulis 144, 147, 161, 162, el 165, sancila sunt, nulltatis argui potest, vel ab utroque conjuge, vel ab iis, quorum interest, vel a publica potestate. 185.. Nuptiæ tamen ab ïüis contractæ, qui vel quorum alter ad nubendum legitimam non attigerat æla- tem, impugnari nequeunt, r.M0 si postquam uterque conjux, vel eorum alter ad legitimam ætatem perve- merit, sex menses elapsi sint; 2.do si uxor eam ætatem nondum ingressa, intra sex menses conceperit. 186. Patri, mairi, ascendentibus, et consilio familias, quoties nuptias in casu præcedenus articuli con- tractas probaverint, nullitatis actio non competit. dans riagt récb- n deé- 187. In tutti i casi nei quali, secondo l articolo 184,| azione di nulhità pud proporsi da tutti eoloro che vi hanno interesse, non pu intentarsi dati parenti collaterali, o dai figli nati da altro ma- trimonio, vivendo i due sposi, se non nel caso in cui vi abbiano un interesse preesistente ed attuale. 188. Il conjuge, a pregiudizio del quale e stato contratto un secondo matrimo- nio, pud domandare la nullità, vivendo quello che era seco lui congiunto. 189. Se 1 nuovi sposi oppongono la nullita del primo matrimonio, la validita o nullità di questo deve essere preventi- vamente giudicata. 190. Il Resio Procuratore in tutti i casi, ai quali è applicabile l articolo 184, di questo titolo, osservate le limitazioni es- presse nell'articolo 185, pud e deve do- mandare la nullità del matrimonio, vi- vendo 1 due sposi, ed instare perchè ven- ga decretata la loro separazione. 191. Ogni matrimonio, che non sia stato contratto pubblicamente, nè cele- brato avanti il competente ufficiale pub- blico, pud essere impugnato dagli sposi medesimi, dal padre e dalla madre, daghi ascendenti, e da tutti quelli che vi hanno un interesse precsistente ed attuale, come pure dal pubblico ministero. 187. Dans tous les cas où, conformé- ment à l’article 184, l'action en nullité peut être intentée par fous Ceux qui y ont un intérét, elle ne peut l'étre par les parens collatéraux, où par les enfans nés dun autre mariage, du vivant des deux époux, mais seulement lorsqu’ils ÿ OnË un intérêt né ef actuel. 188. L’époux au préjudice duquel a été confraclé un second mariage, peut en demander la nullité, du vivant méme de l'epoux qui etait engagé avec lui. 189. Si les nouveaux époux opposent la nullité du premier mariage, la vali- dité ou la nullité de ce inariage doit être jugée préalablement. 190. Le commissaire du Gouvernement, dans tous le cas auxquels s'applique Par- ticle 184, et sous Les modifications por- tées en l'article 185, peut et doit demander la nullité du mariage, du vivant des deux époux, et les J'aire condamner à se séparer. 191. Tout mariage qui na point été contracté publiquement, et qui na poiné élé célébré devant Pofficier public com- pétent, peut étre attaqué par les époux eux-mêmes, par les père ef mère, par les ascendans, et par tous ceux qui y Ont un intérét né er actuel, ainsi que par le ministère public. 187. Quouescumque juxta articulum. 184, nullitatis actio ab iis omnibus> Quorum interest eadem tamen collateralibus, vel liberis ex alio matrimonio susceptis, utroque conjuge vivente, nisi illorum re ipsa, et actu intersit, 188. Conjux, cujus injurit aliud matrimonium contractum fuit; gui conjunctus fuerat roponeére potest. }?' 189. Quoties novi conjuges prioris matrimonii nullitatem opponunt, de hac re primitus co 190. Regius Procurator in casibus, de quibes articulo 184, et exceptionibus articulo imoni nullitatem utroque conjuge vivente proponere debet, 191. Matrimonium neque palam contractum, neque coram publico offciali celebratum e gbus, et ab eorum patre, et matre, ascendentibus, aliisque, quo publica potestate oppugnari potest. t, proponi poiest, denegaiur, nullitatis actionem, adhuc eo vivente n gnosci oportet. 185 servatis, ma- ac petere, ul separationis judicium pronuncietur, ab ipsis conju- rum reipsa et actu intesit, æque ac a 192.$e il matrimonio non è stato pre- ceduto dalle due pubblicazioni prescritte, non siansi ottenute le dispense permesse dalla legge, ovvero non siano stati Osser- vati i termini stabiliti per le pubblicazio- ni e celebrazioni, il Regio Procuratore farà condannare lufficiale pubblico in una multa che non potrà eccedere trecento bre; e le parti coutraenti o quelli sotto la cui podestà le medesime hanno agito, in una multa proporzionata alla loro so- stanza. 193. Le persone soprannominate in- correranno nelle pene espresse nel pre- ceueute articolo per qualunque contrav- venzione alle regole prescritte all articolo 165, ancorchè le medesime contravven- ziomi non fossero giudicate sufficienti per fare pronunziare la nullith del matri- MOnIO.|: 194. Niuno pud reclamare il titolo di conjuge e gli effetti civili del matrimounto, se non presenta l'atto della celebrazione inscritto nel resistro dello stato civile, ec- cettuato il caso preveduto dall'articolo 46 al titolo degli Ai dello stato civile. 199. Îl possesso di stato non potrà dis- pensare 1 pretesi sposi, che rispettiva- œmente lo allegheranno, dal presentare l'atto della celebrazione del matrimonio avanti l ufficiale dello stato civile. [54] 192. Si le mariage na point été pré- cédé des deux publications requises, ou s'il wa pas été obténuw des dispenses per- mises par l@ loi, ou si les intervalles prescrits duns les publications ef célébra- tions n'ont point été observés, le commis- saire fera prononcer contre lofficier public une amende qui ne pourræ‘excéder trois cents francs; et, contre les parties contra- crantes, ou ceux sous la puissance desquels elles ont agi, une amende proportionnée à leur fortune. 195. Les peines prononcées par Parti- cle précédent, seront encourues par Les personnes qui y sont désignées, pour: toute contravention aux règles prescrites par l'article 165, lors méme que Ces COn- traventions ne seraient pas jugées suffi santes pour fuire prononcer la nullité dis mariage. 194 Nul ne peut réclamer le litre d'époux et les effets civils du mariage, s’il ne représente un acte de célébration inscrit sur le registre de l état civil, sauf les cas prévus par l'article 46, au titre des Actes de l'état civil. 195. La possession d'état ne pourræ dispenser les prétendus époux qui Pinvo- gueront respectivement, de représenter Pacte de célébration du mariage devant l'officier de l’état civil. 192. Binis præscriptis promulgationibus OMISSIS, vel dispensatione, quæ lege permititur baud impetrata, yel legitimis intervallis ad matrimonium ineundum a proclamatione non servatis, Regius Procurator officia- lei publicum multa, non tamen ultra libras tercentum; contrahentes vero, eosque, sub cujus potestate con- traxerint, multa pro viribus facultatum, plecti curabit. 195. Personæ prædictæ quoquomodo in regulas articulo 165 præslitutas, commiserint, licet matrimenio fritando admissa non sufficiant, üisdem afficiuntur poœnis. 191. Conjugis titulum, ac civiles connubii effectus nemo sibi vindicare potest, quin actum celebrationis matrimonii in tabulis publicis inscripthm exhibeat; slalus civilis. casu tamen excepto, de quo articulo 46, titulo de Aciis 195. Ipsamet status possessio eos, qui se conjuges dicunt, ab onere exhibendi actun matrimionti çoram officiali status civilis celebrali dispensare nequit, re quels june trala, fhera- e co smen0 gionis Aciis or am [551 106. Quando vi è possesso di stato, e che& presentato l'atto di celehrazione del matrimonio avanti l’uficiale dello stato civile, i conjugi non sono rispet- tivamente ammessi a domandare la nul- ltà di quest atto. 197. Nulladimeno, se nel caso degli articoli 194 e 195, esistono figli di due persone che hanno pubblicamente vissuto come marito e moglie, e siano morte ambedue, la legittimità dei fighi non notrà essere impugnata pel solo pretesto che manchi la presentazione dell atto di ce- lebrazione, qualora la stessa legittimita sia provata da un possesso di stato che non sia in opposizione coll atto di na- scita. 198. Se la prova della“legale celebra- zione del matrimonio e fondata sul ri- sultato d’ un processo criminale, linscri- zione della sentenza nel registro dello stato civile assicura al matrimonio, dal giorno della sua celebrazione, tutti gli éffetti civili, tanto riguardo ai conjugi, quanto ai fighi nati dal medesimo ma- trimonio. 109: Se i conjugi, o uno di essi, sie- no morti senza avere scoperta la frode, l'azione criminale pud essere promossa da chiunque abbia interesse di far di- chiarare valido il matrimonio, come pure dal Regio Procuratore. 196. Lorsqu 1 y à possession d'état, et que l'acte de célébration du mariage devant T offi cier de l’état civil est repré- senté, les époux sont respectivement no" recevables à te ruéh la nullité de cet acte. 197. Si néanmoins, dans le cas des articles 194 et 195, il existe des enfans issus de deux individus qui ont vécu publiquement comme mari et femme,€k qui soient tous deux décédés, la légiti- mité des enfans ne peut être contestée sous le seul prétexte du défaut de repré- sentation de l'acte de célébration, toutes les fois que celte légitimité est prouvée par une possession d'état qui m'est point contredite par Pacte de naïssance. r08. Lorsque la preuve d'une célébra- tion légale du mariage se trouve acquise par lerésultat d’une procédure criminelle, l'inscription du jugement sur les regisires de l'état civil assure au mariage, à compter du jour de sa célébration, tous les effets civils, tant à l'égard des ÉPOUX, qu'a l'égard des enfans issus de ce ma- riage. 199. Si les époux, où l’un deux sont décédés sans avoir découvert la fraude, l'action criminelle peut étre intentée par ous ceux qui ont intérét de faire décla- rer le mariage valable, et par le cormris- saire du Gouvernement. 496. Status possessione, et actu legitime celebrati matrimonii coram officiali status civilis simul concur- rentibus, uterque conjux a nulhtate proponenda rejicitur. 197. Si vero in casibus, de quibus articulis 194 et 199, ex is, qui palam tamquam conjuges vitam degerint, fil superstites sint; legitimi hi habendi sunt, licet actus celebrati matrimoni desit, quotiescum- que legitimorum qualitas status possessione probetur, neque huic nativitatis actus obsistat. 198. Quoties legitimi matrimonii probatio e processu criminal constet, per inscriptionem sententix 1m publicis civilis status tabulis, ommia civilia jura faVore conjugum, eorumque liberorum a die celebrati ma- trimonii reviviscunt. 199. Si uterque conjux, vel alteruter fraude nondum detecta diem obierit, criminale judieium ab ommi- bus promoveri potest, quorum interest matrimonk validitatem declarari, nec non a Regio Procuratore. * D 5 Nr SEE ys per æ. nn L À à: #:? FI, at 2% 1” dE: 1: k; hi: F i F4 4: Œ+ à i” | i Eu à j # ui Nil| 15 WE) DIE EE HE EE! c]» ë: L 48 H 5 à 1 H': i 1 À 4; 41« vi + | à 14 ê 1 + ;# [56] 200. Se Vufficiale pubblico è morto al tempo in cui si è scaperta la frode, l'azione sarà promossa dal Regio Pro- curatore nella via civile contro 1 suoi eredi col concorso delle parti interessate, e dietro loro denuncia. 201. che è stato di- chiarato nullo, produce cid non ostante gl effetti civili, tanto riguardo ai conju- gl, quanto relativamente ai figli, allora quando sia stato contratto in buona fede. 202.$e non vi è la buona fede che per parte di uno dei conjugi, il matri monio non produce gli effetti civili se non in favore del medesimo conjuge, e dei figli nati dal matrimonio. CAPO V. Delle Obbligaziont che nascono dal Ma- {Timor Los 205. T conjugi col solo fatto del ma- trimonio contraggono unitamente l’ ob- bligazione di nutrire, mantenere ed edu- eare 1 loro figli. 204.[ fighio non ha azione eontro il padre e la madre per obbligarli à fargh un assegno a causa di matrimonio, o per qualunque altro titolo. 00. 8i l'officier public est décèdé lors de la découverte de la fraude, laction sera dirigée au Civil contre ses héritiers par le commissaire du Gouvernement, en présence des parties intéressées et sur leur dénonciation. 201. Le mariage qui a été déclaré nul, produit néanmoins les effets civils, tant à l'égard des époux qu'à l'égard des en- Jans, lorsqu'il à été contracté de bonne foi. 202. 8: la bonne foi n'existe que de la part de l’un des deux époux, le ma- riage ne produit les effets civils qu’en Jfaveur de cet époux, et des enfans issus du mariage. OHAPITRE F. Des Obligations qui naissent du Mariage. 205. Les époux contractent ensemble, par le fait seul du mariage, Pobligation de nourrir, entretenir et élever leurs enfans. 204. L'enfant n'a pas daction contre ses père el mère pour un établissement par mariage Ow autrement. 200, Si post obitum publici officialis fraus detegatur, actionem civilem adversus ejus heredes Regius Procurator in contradicto judicio, et denunciantibus iis, Quorum interest, institue. 201. Quamvis matrimonii nullitas declaretur; attamen si bona fide contractum fuerit, civilbus effectibus conjuges, eorumque liberi fruuntur. LL 202. Si unus tantum ex conjugibus bona fide nupsit, civilibus matrimoni effecuüibus ipse dumtaxat, ejus- que liberi ex ee matrimonio suscepti fruentur. GAL E À De Obligationibus, quæ ex Matrimonio naseuntur. 203. Conjuges eo ipso, quod matrimonium contraxgrunt, liberos alendi, atque educandi obligationem susci piunt. <# 204. Nulla filio adversus patrem, et matrem actio competit, ut ad nuptias ineundas vel alia de causa peculium ipsi tribuatur. perl qusà [5] 205. I figli sono tenuti à sommimistrare gli alimenti ai loro genitori, e agli altri ascendenti i quali ne siano bisognosi. 206. Ï generi e le nuore sono ugual- mente, e nelle medesime circostanze, tenuti agli alimenti verso il loro suo- cero e la suocera. Questa obbligazione cessa, 1.2 quando la suocera è passata alle seconde nozze, 2.2 quando siano morti quello de’ conjugi dal quale deri- vayva laffinità, ed i figli nati dalla sua unione coll altro conjuge.” 207. Le obbligazioni risultanti da que- ste disposizioni sono reciproche. 208. Gli alimenti non sono assegnati che in proporzione del bisogno di chi li domanda, e delle sostanze di chi li deve sommimistrare. 209. Quando quegli che somministra, o quegli che riceve alimenti sia ridotto ad uno stato tale, in cui l uno non possa più somministrarli, o l'altro non ne abbisogni pit in tutto od in parte, se ne pud domandare la liberazione o la riduzione.; ‘210. Se la persona, che deve sommini- strare gli alimenti, giustifica di non poter pagare la pensione alimentaria, il tribu- nale, con cognizione di causa, poträ ordinare che la detta persona riceverà nella propria casa, nutrirà, e manterrà quello al quale essa deye gli alimenti. 20h. Les enfuns doivent des alimens à leurs père et mère, et autres ascen- dans qui sont dans le besoin. 206. Les gendres ef belles-filles doivent également, et dans les mêmes circonstan- ces, des alimens à leurs beau-père et belle-mère; mais cette obligation cesse; 1.0 lorsque la belle-mère a convolé en secondes noces, 2° lorsque celui des évoux qui produisait Paffinité, et les enfans issus de son union avec l'autre évoux, sont décédés. 207. Les obligations résultant de ces dispositions sont réciproques. 208. Les alimens ne sont accordés que dans la proportion du besoin de celui qui les réclame, et de la fortune de celui qui les doit. 209. Lorsque celui qui fournit où ce- lui qui reçoit des alimens est replacé dans un étar tel, que l’un ne puisse plus en donner, 04 que l'autre n’en ait plus besoin en tout ou en partie, la décharge ou réduction peut en étre‘demandée, 210. Si la personne qui doit fournir les alimens justifie qu’elle ne peut paj'er la pension alimentaire, le tribunal pourra, en connaissance de cause, ordonner qu’elle recevra dans sa demeure, quelle nour- rira et entretiendra celui auquel elle devra des alimens. 4% 205. Genitores, ceterique ascendente”. si egeant, a liberis alendi sunt. 206. Socri, et socrus iüisdem casibus a generis, et nuribus alendi pariter sunt, nisi 1.0 sOcrus ad secun- das nuptias convolaverit, 2.0 nisi conjux, ex quo affinitas oriebatur, et fili ex co matrimonio suscepti decesserint. 207. Obligationes, quæ ex superius dispositis oriuntur, muiuæ sunt. 208. Alimenta non nisi pro modo indigentiæ illius, qui pelit, et facultatumllius, qui ea debet, assignantur. 209. Quolies is, qui alimenta præstat, vel qui eadèm recipit, in ea conditione veniat, ut unus àlmmenta præstare nequeat, vel alter iisdem amplius omnino vel pro parte non egeat; liberatio a præsta tione, aut ipsorum diminutio pet potest. 210. Si qui alimenta debet alimentariæ pensioni solvendæ se imparem probaverit; tribunal, causa cogr ta, jubere poterit alimentarium domi ipsius debitoris alhmenta percepturum. [1 2 # 8 as w EE di ès»> né. ré” r s L cou pa anernn TE, MS ne; TN ne Mr RTE TEE à : ee er Re pr: à PP À L # Le rennes contrer ee D re RE er ms ge ES À. À [58] arr. Il tribunale pronuncierà egual- mente, se il padre o la madre che of- frirà di ricevere, nutrire e mantenere in propria casa il figlio a cui deve gli alimenti, debba essere dispensato dal pa- gamento della pensione alimentaria G A Pb: VE Dei Diritti e dei rispettivi Doveri dei conjugt. 212. Î conjugi hanno il dovere di re- ciproca fedeltà, soccorso, assistenza. 213.{1 marito è in dovere di proteggere la moglie, la moglie di obbedire al marito. 214 La moglie è obbligata ad abitar col marito, ed a seguitarlo ovunque egli crede opportuno di stabilire la sua resi- denza: il marito è obbligato a riceverla presso di se, ed a somministrarlie tutto cid che è necessario ai bisogni della vita, in proporzione delle sue sosianze e del suo stato. 215. La moglie non pud stare in giu- dizio senza| autorizzazione del marito, quand anche ella esercitasse pubblica- mente la mercaturä, o non fosse in co- munione, Oo fosse separata di beni. 216. L’autorizzazione del marito non é necessaria, allorchè la moglie è assogget- tata ad inquisizione criminale o di polizia. ox, Le tribunal prononcera également si le père ou la mère qui offrira de re- cevoir, nourrir et entretenir dans sa de- meure, l'enfant à qui il devra des alimens, devra dans ce cas étre dispensé de payer la pension alimentaire. CHAPITRE VE Des Droits et des Devoirs respectifs des époux. o12. Les époux se doivent mutuelle- ment fidélité, secours, assistance. 215. Le mari doit protection à sa fem- me, la femme obéissance à son mari. o14. La femme est obligée d'habiter avec le mari, et de le suivre par-tout où il juge à propos de résider: le mari CS obligé de la recevoir, et de lui fournir éout ce qui est nécessaire pour les besoins de la vie, selon ses facultés et son état. 015. La femme ne peut ester en juge- ment sans l'autorisation de son IMATL; quand même elle serait marchande publi- que, OÙ non COMMUNE; OÙ séparée de biens. 216. L'autorisation du mari nest pas nécessaire lorsque la fenume est poursuivie en matière criminelle ow de police. a11. Tribunal pariter decernet utrum pater, aut maler, qui domi suæ filium alere se obtulerint, ab ali- mentiaria pensione præstanda absolvendi sint. CdBEUT:VE De mutuis conjugum Juribus et Obligationibus. o1v. Conjuges fidem, ac mutuum sibi invicem vitæ subsidium, et adjuitorium debent. : Fe?::: 215. Vir uxori præsidium; uxor vero ei obedientiam debet. 214. Uxor cum viro habitare debet, et ipsum sequi ubicumque sedem ponere is constituit: vir uxorem domi recipere, eique ad vitam necessaria pro modo facultatum, et conditionis suppeditare tenelur. 215. Uxor, etsi mercaturam exerceat, aut nullam habeat bonorum communionem, nisi marito auciorante in judicio stare prohibetur. 216. Viri tamen auctoritas non requiritur, quoties adversus uxorem, vel de causa criminali, vel politiæ agatur. nd als le Ir. (l dk. NEns, er elle- fem- rl biter ut où ri csÉ Tr ÉOUL ns de 4, Lge- ari ubli- »(lé pus rsuPIé ab al oranlé polis [ 59| 217. La donna, ancorchè non sia in comunione© sia separata di beni, non pud donare, alienare, ipotecare, acqui- stare, a titolo gratuito od oneroso, senza che il marito concorra all atto, o presti il suo consenso in iscritto. 218. Se il marito ricusa d'autorizzare la moglie a stare in giudizio, pud il giu- dice autorizzarla. 210. Se il marito ricusa d'autorizzare la moglie a qualche atto, questa puo far cita- re direttamente il marito innanzi al tribu- nale di prima istanza del circondario del domicilio comune, il quale pud accordare, o uegare la sua autorizzasione, dopo che il marito sarà stato sentito ovvero lesal- mente chiamato alla camera del consiglio. ercitando p ubbhlica- 220. La mogte, mente la mercatura, pud senza l'autoriz- zazione del marito, contrarre obbligazioni per ci che concerne il suo negozi0;€ nel detto caso, ella obbliga anche il ma- rito, se vi è comunione tra essi. La moglie non considerata esercente pubblica mercatura, se non fa che ven- dere al minuto le mercanzie del traffico di suo marito, ma soltanto quando ella esercita un traffico separato. 221. Allorchè il marito è condanna- to ad una pena aflittiva e infamante, quantunque sia pronunciata in contuma- o17. La femme, méme non commune ou sépärée de biens, ne peut donner, aliéner, hypothéquer; acquérir, à titre gratuit OU OnÉreux, Sans le concours du mari dans l'acte, où son consentement par écrir. Re 918. Si le mari refuse d'auloriser sa femme à ester en jugement, le juge peut donner l'autorisation. 219. Si le mari refuse d'autoriser sa fenune à passer un acte, la J'emime peut faire citer son mari directement devant le tribunal de première instance de lar- rondissement du domicile commun, qui peut donner ou refuser son autorisation, après que le mari aura été entendu ou dément appelé en la chambre du conseil. 220. La femme, si elle est marchande publique, peut, sans l'autorisation dé son mari, s’obliger pour Ce qui concerne son négoce; et, audit cas, elle oblige aussi son mari, S'il y à communauté entre eux. Elle n’est pas réputée marchande pu- blique, si elle ne fait que détailler les marchandises du commerce de son mari, mais seulement quand elle fait un com- merce séparé.- oo1. Lorsque le mari est frappé d'une condamnation emportant peine a{flictive ou infamante, encore qu’elle n'ait été 217. Uxor, etsi bonis divisa, nec eadem alienare, vel hypothecæ subjicere, aut titulo graiuito, vel one: roso adquirere potest, nisi præsente viro, aut in scriptis consentiente. 218. Viro auctoritatem denegante, ut uxor in judicio se sistat, judex eam impertiri potest. 219. Quoties vir in aliquo uxoris actu auctoritatem interponere detrectet, uxor eundem in jus vocare poterit coram tibunali primæ insiantiæ districtus, in quo commune eorum domicilium extat. Tribunal viro prius audito, vel legitime citato aucloritatem vel interponit, vel recusal. 220. Uxor, quæ mercaturam publice exerceat, viro etiam non auciorante, quoad res suam negotiationem respicientes se obligare potest; et tunc maritus, si in bonorum communione cum ipsa sit, eadem obliga- tione afficitur. Uxor, quæ merces ad marili negotiationem pertinentes. minutatim vendit, negotiatrix non censeter, sed co dumtaxat casu, quo mercaluram se} aratim exerceat. 201. Si vir etiam ex contumacia damnatus fuerit pœna cruciatum corporis, vel infamiam irrogante, ejus . s#4 es 0 re PR SO RAT rue©: ER RE SRE Meet 2 SN eee me Cet Ts PS D RS her NE Su oS PRET En< % à “ op ss D A A TR à sos mm other nn ee [ 61] cia, la donna, anche di età maggiore, non pud, mentre dura la pena, stare in giu- dizio, nè fare contratti, senza averne im- petrata V autorizzazione dal giudice, il quale pud in questo caso accordarla, benchè il marito non sia stato sentito o Chiamato.- 222, Se 1l marito& interdetto o assente, il giudice pud in questo caso, con cogni- , Zone di causa, autorizzare la moglie tanto a stare in giudizio ,quanto a fare contratti. 223. Ogni autorizzazione data in ge- nere, ancorchè stipulata nel contratto di matrimonio, non pud essere valida, se non relativamente all amministrazione dei beni della moglie. 224. Se il marito é in età minore, l’auto- 11zzazione del giudice è necessaria alla moglie, tanto per istare in giudizio,-quanto per fare contratti. 225. La nullità appoggiata alla man- canza di autorizzazione non pud opporsi che dal marito, dalla moglie, o da’ loro eredi, 226, La moglie pud far testamento senza| autorizzazione del marito. CAPO VIL Dello Scioglimento del Matrimonio. 227. Îl matrimonio si discioglie, 1.0 Per la morte di uno de conjugi; prononcée que par Confumace, la fen:- me, méme majeure, ne peut, pendant la durée de la peine, estex en jugement, ni contracter, qu'après s’étre fait auto- riser par le Juge, qui peut, en ce cas, donner l'autorisation, sans que le mari _ ait été entendu ow appelé. 222. Si le mari est interdit ou absent, le juge peut, en connaissance de cause, autoriser la femme, soif pour ester en jugement, soit pour contracter. 225, Toute autorisation générale, méme s'ipulée par contrat de mariage, n’est valable que quant à l'administration des biens de la femme. 224. Si le mari est mineur, Pautorisa- tion du juge est nécessaire à la femme, soit pour ester en jugement, Soit pour contracter. 225. La nullité fondée sur le défaut d'autorisation ne peut étre opposée que par la femme, par le mari, ou par leurs héritiers. 226. La femme peut tester sans l’'au- torisation de son mari. CHAPITRE VIT. De la Dissolution du Mariage. 227. Le mariage se dissout, 1.0 Par la mort de Pun des époux ÿ uxor, elsi ætate major, donec vir Pœnam subit, neque contrahere, nec in judicio se sistere potest, nil judicis auctorilate, qui viro non audito, neque citato eamdem interponere poiest. 222, in judicium se sistere queat. Viro autem bonis interdicto» vel absente, judex causa cognita, uxori auctor est, ut contrahere, et 225. Quævis generalis auctoritas etiaur in contractu matrimoni süpulata, pro administrandis uxoris bonis tantummodo effectum sortitur. 224. Si 225. Conjugibus dumtaxat vir ælate minor sit, judicis auctoritas requintur, ut uxor in judicium se sistat, vel contractus ine:t, »€orumque herecdibus nullitatem ex defectu auctoritatis opponendi jus est. 226, Uxor sine viri auctoritate tesiamentum condere potest. CAPUT VIT De causis Matrimonit dissolvendi, 227. Matrimontum dissolvitur, 3.0 Morte alterutrius ex conjugibus; GP «0 ui péébs [ 6: 2.0 Pel divorzio legalmente pronun- ciato; 5.0 Per condanna definitiva di uno dei conjugi ad una pena producente la morte civile. CAO Vis Delle seconde Nozze. 228. La donna non pud contrarre un nuovo matrimonio se nou sono trascorsi dieci mesi dopo lo scioglimento dell ante- cedente. TITOLO VI. Del Divorzio. CAPO PRIMO, Delle Cause del Divorziv. 229. Potra il marito domandare il di- YOrZI0 per causa d’adulterio della moglie. 250. Potrà la moglie domandareil di- LEE| 2 Par le divorce légalement pre- nOnCÉ; 5,0 Par la condamnation devenue défi- nitive de lun des époux, à une peine emportant mort civile. CHAPITRE VIIL De seconds Mariages. 228. La femme ne peut contracter ur nouveau mariage qu'après dix mois ré- volus depuis la dissolution du mariage précédént. TITRE FE Du Divorce, CHAPITRE PREMIER: Des Causes du Divorce. 229. Le mari pourra demander le di- vorce pour cause d'adultère de sa femme. 230. La femme pourra demander le ES 2.9 Legitimo divortio: 3.0 Judicio definitivo, quo alter conjux maximam capitis diminutionem subeat, GAPUT VIIE De secundis Nuptiis. 228. Fœminæ secundas nuptias contrahere nequeunt, trimonium dissolutum fuit, nisi decimo mense exacto a die, quo primum ma- TITELUEUS TE De Divortio. CGAPUT I. De Divortu Causiss 229. Ob uxoris adulterium vir divortium petere potest. 230. Uxor ob eandem causam actione divortu agere potest, si vir concubinam in commun: domo retinuerii, A [&: vorzio per causa d'adulterio del marito, allorchè egli avrà tenuta la sua concubina nella casa comune. 251.| conjugi potranno domandare reciprocamente il divorzio per eccessi, sevizie, O ingiurie gravi dell'uno verso dell altro. 252 La condanna di uno de’ conjugi a pena infamante sarà per V altro una causa di divorzio. 253. 11 consenso scambievole e per- severante de’conjugi, espresso nella ma- niera prescritta dalla legge, e sotto le condizioni e dopo gli esperimenti deter- minati da essa, proverà sufficientemente che la vita comune è loro insopportabile, e ch’esiste relativamente ai medesimi una causa perentoria di divorzio. CAP Del Divorzio per causa deferminata. SEzionEe JL Delle Forme di Divorzio per causa de- terminala. 254. Qualunque sia la natura de fat- ti o dei delitti, che daranno luogo a- divorce pour cause d'adultère de son mari, lorsqu'il aur@ tenu sa concubine dans la MaisOIz COMINE. 231. Les époux pourront réciproque- ment demander le divorce pour excès, sévices ou injures graves, de l’un deux envers l’autre. 232. La condamnation de lun des époux à une peine infamante, sera pour l’autre époux une cause de divorce. 235. Le consentement mutuel et persé- .vérant des époux, exprimé de la maniè- re prescrite par la loi, sous les condi- tions, et après les épreuves qu’elle dé- termine, prouvera suffisamment que la vie commune leur est insupportable, et qu’il existe, par rapport à eux, une cause péremptoire de divorce. CHAPITRE IL. Du Divorce pour cause déterminée. SECTION PREMIÈRE. Des Formes du Divorce pour cause déterminée, 254. Quelle que soit la nature des faits ou des délits qui donneront lieu à la 251. Conjuges ob excessus, sævitias, vel graves injurias ab allero alteri illatas mutuo divorui libellum ad se mittere possunt. 232. Infamiæe pœna conjux damnatus alteri conjugi divortii causam præbet. 255. Muiuus, et constans conjugum consensus modis a lege præscriptis expressus, et sub conditionibus, aique experimentis ab eadem indictis, intollerabile inter eos vitæ consortium, et peremptoriam divorin cau- sam, satis probabit. CAT OT IE De Divortio ob determinatam causam. SEcTio I, De Formis Divortii ex determinata causa. 254. Libellus divorti ob determinatam causam, nullo criminis, aut facti, quod divortio causam præbuentt, \ smtp | | [ 65] ir, domandare il divorzio per causa determi- demande en divorcé pour Cause déterminée, nl nata, questa domanda non potràa essere cette demande ne pourra être formée qu’au proposta che avanti al tribunale del tribunal de l'arrondissement dans le quel que. circondario in cui i conjugi avranno il les époux auront leur domicile. cès, loro domicilio. ne. leur 233. Se alcuno dei faiti allegati dal 235. Si quelques-uns des faits allégués conjuge attore, dà luogo ad una proce- par Pépoux demandeur, donnent lieu à Doux dura criminale per parte del ministero une poursuite criminelle de la part du au pubblico, l azione per divorzio resterà ministère public, l'action en divorce re- sospesa fino al giudicato del tribunale stera suspendue jusqu’après le jugement ersl. criminale; allora essa pud essere rias- du tribunal criminel; alors elle pourra ni sunta, senza che sia permesso di dedur- étre reprise, sans quil soil permis d'in- Fra re dal giudicato criminale aleun inotivO jftrer du jugement criminel aucun fin de dé. dinammissibilità od eccezione pregiudi- non-recevoir ou exception préjudicielle con- h ciale contro il conjuge attore. re l'époux demandeur. el 256. Qualunque domanda per divorzio 256. Toute demande en divorce détail- de spiegherà minutamente 1 fatti; e verrà lera les faits: elle sera remise, avec les _ presentata personalmente dal conjuge at- pièces à l'appui, S'il y en a, au prési- tore con i documenti giustificativi, se dent du tribunal ou au juge qui en fera ve ne sono, al presidente del tribunale les fonctions, par l'époux demandeur en od al giudice che ne farà le weci, eccet- personne, à moins quil en Soit empé- ? to che il detto conjuge fosse impedito da ché par maladie; auquel cas, Sur sa ré- malattia, nel qual caso, a sua richiesta quisition et le certificat de deux docteurs e dietro il certificato di due medici 0 en médicine ou en chirurgie, ou de deux chirurghi, ovvero di due officiali di sa- officiers de santé, le magistrat se 1rans- nità, il magistrato si trasferirà al domi- portera au domicile du demandeur pour cilio dell attore per ivi ricevere la sua: recevoir sa demande. - domanda.| 257. Il giudice, sentito'attore, e 257. Le juge, après avoir entendu le | fatte al medesimo le osservazioni che cre- demandeur, et lui avoir fait les observa- jais derà convenienti, vidimerà la doman- tions qu’il croira convenables, parapheræ à l da e i document allegati, e stenderà un la demande et les pièces, el dressera ._ processo verbale della consegna di tutto procès-verbal de la remise du tout en ses ellum habito discrimine, coram tribunali districtus, ubi conjuges degunt, solummodo dandus erit. 255. Quoties ex factis a conjuge actore allatis criminale judicium a publico ministerio instituatur, actio puits divortii usque ad criminalem sententam suspenditur; qua lata, actio ipsa instaurari potest, quin ab eadem u Cdi sententia vel rejectionis causa, vel alia quævis præjudiciahs exceptio actori opponenda deducatur. 256. Divortii libellus factis exacte instructus, et documentis, quibus innitatur, munitus præsidi tribunalis aut ejus vices gerenti ab ipsomet actore exhibendus est; si vero actor morbo impediatur, eo petente, et duobus medicis, chirurgis aut officialibus sanitatis de morbo testantibus, magisiratus actoris domum se con- feret ejus instantiam recipiendi causa. 257. Judex, audito actore ,. eique propositis quæ perpendenda esse judicabit, hbellum, et aocumenta subscribet, el de eorum traditione sibi facta, verbalem processum instruet. Hic ab ipso judice,.et ab acto- juerifs SE A Me EE Dee A NS PNR, CC ns [CG] in sue mani Questo processo verbale sara sottoscritto dal giudice e dal} attore, ec- cetto che questi non sappia© non pos- sa sottoscriversi, nel qual caso sarà di C10 fatta menzione. 238. Il giudice ordinerà appiè del suo processo verbale, che le parti compari- ranno personalmente avanti à lui nel ,g10rn0 e nell ora, che indichera, e che a questo efletto sarà per suo ordire trasmessa copia del suo decreto alla par- te, contro cui si domanda il divorzio. 259. Nel giorno indicato, il giudice, fatta ai due conjugi, se compariscono, ovvero all attore, se si presenta egli 50- lo, quelle rimostranze che crederà vale- voli a procurare una conciliazione, e non potendo riuscirvi, ne stenderà proces- so verbale, e decreterà che vengano comunicate la domanda e suoi allegati al Regio Procuratore, e la relazione di tutto al tribunale. _ 240. Nei tre giorni susseguenti, il tribunale sulla relazione del presidente o del giudice che ne avrà fatte le veci, e sulle conclusioni del Regio Procura- tore, accorderà o sospenderà il permes- so di citare. La sospensione non potrà eccedere il termine di giorni venti. 241. L' attore in virtu del permesso del tribunale farà citare il convenuto nella forma ordinaria a comparire per- sonalmente all udienza, a porte chiuse, mains, Ce procès verbal sera signé par le juge et par le demandeur, à moins que celui-ci re sache ou ne puisse sig ner; auquel cas il en sera fait mention. 258. Le juge ordonnera, au bas de son procésverbal, que les parties com- paraitront en personne devant lui, au Jour et à Pheure qu’il indiquera; et qu’à cet effet, copie de son ordonnance sera par lui adressée à la partie contre la- quelle le divorce est demandé, 239. Au jour indiqué, le juge fera aux deux époux, s'ils se présentent, ou au demandeur, s’il est seul comparant, les représentations qu’il croira propres à opérer un rapprochement: s’il ne peut y parvenir, il en dressera procès-verbal, et ordonnera la communication de la deran- de el des pièces au cominissaire du Gou- vernement, e£ le référé du tout au tri- bunal. 240. Dans les trois jours qui suivront, le tribunal, sur le rapport du président ou du juge qui en aura. fait les fonctions, et sur les conclusions du commissaire dis Gouvernement, accordera ou suspendra la permission de citer. La suspension ne pourra excéder le terme de vingt jour. 241. Le demandeur, en vertu de la permission du tribunal, fera citer le défendeur, dans la forme ordinaire, à comparaitre en personre à l'audience, à re subsignandus est; quod si actor scribendi imperitus, aut impotens sit, de hac re mentio in eodem pro- cessu fiet, 238. Qua die, atque hora tam actor, quam reus ipsimet in judicio se sistere debeant, judex in calce processus decernel; idcirco ejus decreti exemplar indicetur reo, in quem divortii causa instituitur. 239. Conjugibus, si constituta die judicio se sistant, vel actori, si solus vadimonium obeat, judex ani- “morum conciliationem suadebit, quam quoties obtinere non possit, processum verbalem de hac re instituet 3 hbellnm ac documenta ad Regium Procuratorem transmiltet, et quidquid actum fuerit, ad tribunal hire 240. Post hæc intra triduum tribunal ad relationem præsidis, vel judicis, qui ejus vices gesserit, Regie spatium non excedet. Procuratore audito, in jus vocationem admitiet, aut suspendet: suspensionis vero tempus dierum viginti 243. Facultale impetrala acter reum more 8olito in jus vocari curabit; Gt intra legitimum tempus ipseutet a [6] entro il termine levale, ed unitamente alla citazione far dar copia della do- manda di divorzio e dei documenti pro- dotti in suo appoggio. 242. Alla scadenza del termine, coms parisca o no il convenuto, l’attore in persona assistito da un consulente, se lo giudica opportuno, esporrà o fara esporre 1 motivi della sua domanda; pre- senterà i documenti che l appoggiano, e nominerà i testimonj, che intende di far esaminare. 243. Se il convenuto comparisce per- sonalmente, o per mezzo di un legittimo procuratore, potrà proporre Oo far pro- porre le sue osservazioni tanto sui mo- tivi della domanda, quanto sopra 1 do- cumenti prodotti dall attore e riguardo ai testimonj da esso nominati. I[l con- venuto nominerà per parte sua 1 testi- mou che si propone di far esaminare, e riguardo ai quali l’attore farà recipro- camente le sue osservazioni. 244. Si stenderà processo verbale delle comparse, deduzioni ed osservaziont delle parti, come pure di quanto luna o l'altra avrà ammess0. Sarà fatta lettura di questo processo verbale alle dette parti, le quali saranno richieste di sottoscriverlo; e sara fatta espressa menzione della loro sotto- scrizione, o della loro dichiarazione di non potere o di non volere sottoscriversi. huis clos, dans le délai de la loi; il fera donner copie, en téte de la citation, de la demande en divorce et dés pièces pro- duites à Pappui. 242. A l'échéance du délai, soit que le défendeur comparaisse ou non, le demandeur en personne, assisté d’un conseil s'il le juge à propos, exposera ou fera exposer des motifs de sa de- mande; il représentera les pièces qui lappuient, et nommera les témoins qu’il se propose de faire entendre. 243. Si le défendeur comparaft en personne ou par un fondé de pouvoir, il pourra proposer ou faire proposer ses observations, tant sur les motifs de. la demande que sur les pièces produites par le demandeur et sur les témoins par lui nommés. Le défendeur nommera, de son côté, les témoins qu’il se propose de faire entendre, et sur lesquels le de- mandeur fera réciproquement ses obser- vations. 244. Il sera dressé procès-verbal des comparutions, dires ét observations des parties, ainsi que des aveux que l’une ou l’autre pourra faire. Lecture de ce procès-verbal sera donnée auxdifes par- ties, qui seront requises de le signer; et il sera fait mention expresse de leur signature, ou de leur déclaration de ne pouvoir ou ne vouloir signer. judicio clausis januis se sistat, atque exemplum libelli de divortio in citationis fronte ad eum transmiliet cum documentis, quibus actio innititur. 242. Legitimo tempore vix elapso, præsente, vel absente reo, actor ipse consiliatoris opera, si velië adjutus, pelitionis causas exponet; documenta exhibebit, et testium, quos audiri vult, nomina proferet. 243. Reus judicio se gistens, vel ejus legitimus procurator adversus libelli causas, documenta, ac testes exceptiones proponet, quibus vicissim actor suas animadvyersiones objiciet. 244. Processus verbalis instituetur, in quo adnotabitur, qui in judicium venerint; quid ipsi dixerint, au observandum proposuerint; et quæ alieruter eorum admiserit. Idem processus partibus legendus, atque suh- scribendus proponetur; et tam si subscripscrint, Quam si nesciant, vel subscribere recusent, specighs mentuo fiet, énette D oi à [ 66] 245. X tribunale rimetterà‘le parti al- l'udienza pubblica, di cui fisserà il giorno e l'ora; ordinerà la comunicazione degli aiti al Resio Procuratore, e deputeràa un relatore. Nel caso in cui il convenuto non fosse comparso, l'attore sarà tenuto di fargli notificare il decretw del tribu- nale, nel termine in esso stabihto. 246. Nel giorno e nell ora indicati, sulla relazione del giudice deputato, sentito il Regio Procuratore, il tribunale deciderà prinieramente sopra i motivi di inammissibilith, se siano stati proposti. In caso che siano riconosciuti conclu- denti, sarà rigettata la domanda di di- vorzio: ed in caso contrario, OVvero quando non siano stati proposti i motivi d inammissibilità, sara ammessa la do- manda di divorzio. 247. Subito dopo l ammissione deila domanda di divorzio, sulla relazione del giudice deputato, sentito 1l Regio Pro- curatore, il tribunale pronuncierà in mc- rito. Ammetterà la domanda, quando gli sembri in istato di essere giudicata; di- versamente ammetterà lattore alla pro- va dei fatti relativi da lui allegati, ed il çconvenuto a provare il contrario. 248. In qualunque atto della causa, le parti, dopo la relazione del giudice, 245. Le tribunal renverra les parties à l'audience publique, dont il fixera le jour et Pheure; il ordonnera la commu- nication de la procédure au commissaire du Gouvernément, ef COMmImellrA Un Tap- porteur. Lans le cas où le défendeur maurait pas comparu; le demandeur sera tenu de lui faire signifier l’ordon- nance du tribunal, dans le délai qu’elle aura déterminé. 246. Au jour et à l’heure indiqués, sur le rapport du juge-commis, le com- missaire du Gouvernement entendu, le tribunal statuera d'abord sur les fins de non-recevoir, s’il en a élé proposé. En cas qu’elles soient trouvées concluan- tes, la demande en divorce sera rejetée: dans le cas contraire, ou s’il n’a pas été proposé de fins de non-recevoir, la demande en divorce sera adinise. 247. Immédiatement après l'admission de la demande en divorce, sur le rap- port du juge-commis, le commissaire du _Gouvernement entendu, le tribunal sta- zuera au fond. Il fera droit à la de- mande, si elle lui paraït en état d'étre jugée; sinon, il admettra le demandeur à la preuve des faits pertinens par lui allégués, et le défendeur à la preuve confraire. 248. A chaque acte de la cause, les parties pourront, après le rapport du 245. Tribunal die, ac hora a se præfiniis, partes ad publicum auditorium mittet; processum Regio Pro- curatori communicandum decernet, et causæ relatorem cliget. Si vero reus vadimonium deseruerit, actor iri- bunalis decretum intra diem ab eodem defnitum reo denunciari curabit. 246 Die, et hora statuta tribunal, judice relatore, ac Regio Procuratore auditis, de causis rejectionis, si quæ propositæ fuerint, primum decernet, quas s1 juri consonans deprehenderit, libellum divorti rejiciet: si vero causæ rejectianis, aut propositæ non sint, aut juri consonæ repertæ non fuerint, divortü libellus admittendus erit. 247. Divortii actione adnissa, tribunal, referente judice delegato, 4c Regio Procuratore audito, de me- rilo causæ decernet, et petitionem exaudiet, si ita instructa sit, ut pro ea judicium ferri posse videatur; secus vero actorem ad facta ab ipso deducta comprobanda, et reum ad exceptiones afferendas, admittet. 248. In quolibet judici actu post causæ relationem, antequam Regius Procurator suas proferat conclusiones Sp Us ne ax Ssuit À rap. ndeur indeur Ordon- qu'elle Jués, com » fins 06, LaN+ Ge: pas r, le ISSION rap e du sta de- étre deur r lu TeUVE :, les rt du eme 10 Pro- jor{fe cons! gjctl; ellus , me auf; ttet. 10ne$ [ 67| e prima che il Regio Procuratore intra- prenda a parlare, potranno‘proporre 0 far proporre le loro rispettive ragioni, prima sopra i motivi d’ inammissibilità, e quindi sul merito; non sarà perd am- messo glammai il consulente dell attore, se questi non sia compass0 personalmente. 249. Pronunciato 1l decreto che pre- scrive gli esami, il cancelliere del tribu- nale accorderh senza dilazione la lettura di quella parte del processo verbale in cui si contiene la nomina già fatta dei testimonj che le parti intendono di far esaminare. Esse saranno avvertite dal presidente,_ che è in. loro facoltà di no- minarne altri ancora, ma che dopo cid non saranno più ammesse a farlo. 250. Le parti proporranno in seguito le rispettive loro eccezioni contro i testi- monj che vorranno escludere. Il tribu- nale, sentito il Regio Procuratore, pro+ nuncierà sopra tali eccezioni.| 251. 1 parenti delle parti, eccettuati 1 loro figli e discendenti, non possono esse- re ricusati a motivo di parentela, non meno che i domestici dei conjugi, a ca- gione di tale qualità; ma 1l tribunale avrà quel riguardo che sarà di ragione alle deposizioni de parenti e de’ domestici. juge, et avant que le commissatre du Gouvernement ait pris la parole, pro- poser ou faire proposer leurs moyens respectifs, d'abord sur les fins de non- recevoir,€£ ensuile Sur le fond; inais en aucun cas Le conseil du demandeur ne sera admis, si le demandeur nest pas comparant€ PErsontie. 249 Aussitôt après la prononciation du jugement qui ordonnera les enquéÊtes, le greffier du tribunal donnera lecture de la partie du procès-verbal qui con- tient la nomination déj: fuite des té- moins que les parties se proposent de faire entendre. Elles seront averties par le président, qu’elles peuvent encoré en désigner d'autres, mais qu'après CE moment elles n'y seront plus reçues. 250. Les parties proposerort de suite leurs reproches respectifs contre les té- moins qu’elles voudront écarter. Le Éri- bunal statuera sur ces reproches, après avoir entendu le commissaire du Gou- L'erreIn1ent. 251. Les parens des parties, à l'exce- ption de‘surs enfans et descendans, ne sont pas reprochables du chef de la pa- renté, non plus que les domestiques des époux, en raison de celte qualité; mais le tribunal aura tel égard que de raison aux dépositions des parens€ des do- mestiques. \ tam actor, quam reus argumenta omnia, quæ ad propriam causam conferunt, primum super rejectionis articulo, dein super merilo causæ, vel per se, vel per alium proponere p nisi hic in judicio se ipsum sistat, admitti nequit. oterunt: consiliator tamen actoris, 249. Statim ac de inquisitione insituenda pronuneiatum fuerit, tribunalis scriba eam processus verbalis partem, in qua audiendorum testium nomina ab ipsis proposita descripta habentur, legendam præbebit. Tri- bunalis præses partes easdem monebit de earum jure nominandi alios testes, quo si tunc uti uoluerint, ipsarum peltio non amplius postea adnuittetur. 250. Adversus testes, quos a judicio conjuges removere voluerint, suas exceptiones deinceps proponent: tribunal, Regio Procuratore audito, de istis decernet. 251. Partium cognati, præter hberos, eorumque descendentes propler consenguinitatem, et ipsarum fa- muli propter hanc qualitaten 1 a testimonio præstando repelli nequeunt. Tribunal vero, quant consan guineo< rum, et famulorum testimonia œæstimanda sint, pro ut juris érit, perpendel. 252. Qualunque decreto che ammet- terà una prova testimoniale, farà menzio- ne deitestimon; che dovranno essere esa- minati, e determinerà il giorno e Fora in cui dovranno essere presentati dalle part. 253. Le deposizionti dei testimon]j sa- tanno ricevute dal tribunale sedente a porte chiuse, in presenza del Regio Pro- curatore, delle parti, e dei Fi consu- lenti od amici fino al numero di tre per parte. 254 Le parti, o per sè stesse o per Mezzo dei loro consulenti, potranno fare ai testimonj quelle osservazioni ed inter- pellazioni che troveranno opportune, senza che possano pero interromperli nel corso delle loro deposizioni. 255. Ciascuna deposizione sara ridotta in iscritto, egualmente che 1 detti e le os- servazioni, alle quali avra dato luogo. Il processo verbale delle informazioni sarà letto ai testimonj ed alle parti: ghi uni e gli altri saranno richiesti di sottoscriverle, e si faràa menzione della lo- ro sottoscrizione, o della lore dichiara- zione di non aver potuto o voluto sotto- scrivere. 256. Chiuse le informazioni d’ ambe- due le parti o quelle dell attore, se ül convenuto non ha presentati testimon;j, FES »b2. Tout jugement qui admettra une preuve testimoniale, dénommera les té- moins qui seront entendus; et détermi- nera le jour et l'heure auxquels les par- zies devront les présenter. 255. Les dépositions des témoins seront reçues par le tribunal séant à huis clos, en présence du commissaire du Gouver- nement, des parties, et de leurs. con- seils ou amis jusqu'au nombre de trois de chaque côté. 254. Les parties, par elles ou par leurs conseils, pourront faire aux témoins tel- les observations et interpellations qu’elles jugeront à propos, sans pouvoir néan- moins les interrompre dans le cours de leurs dépositions. 255. Chaque déposition sera rédigée par écrit, ainsi que les dires et obser- vations auxquels elle aura donné lieu. Le procès-verbal d'enquête sera lu tant aux témoins qu'aux parties: les uns et les autres seront requis de le signer; et il sera fait mention de leur signature, ou de leur déclaration qu’ils ne peuvent ou ne veulent signer. 256. Après la clôture des deux enqué- tes ou de celle du demandeur, si le dé- fendeur na pas produit de témoins, le æ 252. Quum ex decreto testes ad probationem in judicio:erunt admïtendi, tribunal in eodem decreto te- stes audiendos designabit, et diem, atque horam statuet, quibus partes illos in judicio exhibebunt. 253. Tribunal sedens, clausisque januis, coram Regio Procuratore, ipsis conjugibus, eorumque consilia- toribus, aut tribus utrimque amicis, testes exaudiet. 254. Conjuges ipsimet, vel eorum consiliatores, quas observationes, et interrogationes APFOTMRAS existi- mabunt testibus proferent; quin tamen, dum isti rei seriem exponunt, obloqui ïis possint. 255. Quævis testium depositio, eorumque dicta, atque observationes, quibus ea causam præbuerit, scriptis redigentur. Testibus, et partibus verbalis earundem processus legetur, et rogatis ulrisque, ut huic subscribant; tio fiet. ab ipsis subscriptum vel eo, quod non potuerint, aut noluerint, non subscriptum fuisse, men- 256. Expleta quoad utramque partem testium depositione, vel cum reus testes non obtulit, saltem quoad actorem, tribunal conjuges ad publicum auditoriuy, indictis die, et hora, remittet: Regio Procuratori acta û LUN Bt ler $ pa: eroné sel Duper: Cons rois EUTS tel- elles éan- s dé digée pbser- lieu, lan! 2S Cl sde re, to(e- sil $ eue puerts 1 huc mex« puotd | act [ 69 Î il tribunale rimetterà le parti all udien- ga pubblica, indicandone il giorno€ J ora; ordinerà la comunicazione degli atti al Resio Procuratore,€ deputerà un relatore. Questo decreto sarà notifi- cato al convenuto, ad istanza dell attore mel termine che in esso verrà stabilito. 257. Nel giorno fissato per la sentenza definitiva, si farà la relazione dal giu- dice deputato: le parti in seguito o per sè stesse o per mezzo de loro consulen- ti, potranno fare quelle osservazion: che crederanno utili alla loro causa; e quin- di il Regio Procuratore fara le sue con- clusioni. 258. La sentenza definitiva sara pro- nunciata pubblicamente;€ quando que- sta ammetta il divorzio, sara l'attore autorizzato a presentarsi avanti l’officia- le dello stato civile per farlo nuovamen- te pronunciare: 259. Se la domanda di divorzio sara gtata fatta a motivo di eccessi, sevizie od ingiurie gravi, ancorchè appoggiata a giusto fondamento, i giudici potranno differire di ammettere il divorzio; ed in questo caso, prima di giudicare, autorizze- ranno la moglie a separarsi dalla coabi- tazione del marito, senza che sia tenuta a riceverlo presso di sè, ove ella nol creda conveniente; e condanneranno il tribunal renverra les parties à l'audience publique, dont il indiquera le jour et l'heure; il ordonnera la communication de la procédure au commissaire du Gou- vernement, el COrmInetiTa Ut TAPpPOTIEUT. Cette ordonnance sera signifiée au dé- fendeur, à la requête du demandeur, dans le délai qu’elle aura déterminé. 257. Au jour fixé pour le jugement définitif, le rapport sera fait par le juge comanis: les parties pourront ensuile faire, par elles-mêmes ou par lPorgane de leurs conseils, telles observations qu'elles jugeront utiles à leur cause; après quoi le commissaire du Gouverne- ment donnera ses Conclusions. 258. Le jugement définitif Sera pro- noncé publiquement: lorsqu'il admettra le divorce, le demandeur sera autorisé à se retirer devant l'officier de létaë civil pour le faire prononcer. 250. Lorsque la demande en divorce aura été formée pour cause d’excès, de sévices ou d’injures graves, encore qu’elle soit bien établie, les juges pourront né pas admettre immédiatement Le divorce. Dans ce cas, avant de faire droit, ils autoriseront la femme à quitter la com- pagnie de son mari, Sans étre 1enue de le recevoir, si elle ne le juge à pro- pos; et ils condamneront le mari à lui exhiberi mandabit, et relatorem delegabit, Decretum hujusmodi intra tempus in eodem præscriptum ad gctoris instantiam reo denunciabitur. 257. Die ad definiendam causam indicta judex delegatus illam referet: conjuges ipsi, vel eorum consi- liatores, quæ utilia sibi videbuntur, exponent, ac deinde Regius Procurator votum suum eliciet. 258. Sententia definitiva in publico erit proferenda auditorio; et quoties ea divortium admittat, officialem status civilis actor adire poterit, ut illud pronuncietur. 259. Cum actio divortii proposita fuerit ob excessus, sævitiem, gravesque injurias, licet ea plene proba- ta sit, judicibus tamen divortium diferre fas erit. Tunc antequam jus reddatur, mulieri facultatem a ma- rito recedendi judices tribuent, quin illum, si e re minime judicet, secum excipere cogatur; et quoties wori in peculio non sit, quantum pro wecessiatibus est opus, marilum ad ejus alimeuta pro modo facul- | ps du ait ER ee ge Se din dt œ pris x É ! # = te ER RE A. ul ral :£ LS DR Us mao a pagarle una pensione alimenta- ria proporzionata alle di lui sostanze, quando la moglie non abbia redditi ba- stanti a provvedere ai proprj bisogni. 260. Dopo un anno di esperimento; se le parti non si sono riunite, 1l con- juge attore potrà far citare l” altro con- juge a comparire avanti il tribunale net termini stabiliti dalla legge, per ivi udi- re pronunciarsi la sentenza definitiva ché ammetterà il divorzio. 261. Quando si sara propost il di- _vorzio perchè uno de’ céRjugi è stato condannato a pena infamante, le sole formalità da osservarsi consisteranno nel presentare al tribunale civile una copia legale della sentenza di condanna, ed un certificato del tribunale criminale, il quale provi che la medesima sentenza non è più suscettibile di riforma per le vie legali. 262. In caso di appellazione dalla sen- teuza di ammissibilita o dalli sentenza definitiva pronunciata dal tribunale di prima istanza in punto di divorzio, ïl tribunale d’appello procederà e giudi- cherà, come nelle cause durgenza. 263. 1} appellazione non sara amimis- sibile se non sarà stat inierposta nel terminé di tre mesi, da computarsi dal -giorno della intimazione della sentenza [70] payer une pension alimentaire propor: tionnée a ses facultés, si la femme na pas elle-méme des revenus suffisans pour Journir à ses besoins. à 260. Après une année d'épreuve, si les parties ne se sont pas réunies, Pépoux demandeur pourra faire citer Paurre époux à comparaïtre aw tribunal, dans les délais de la loi, pour y entendre pro- noncer le jugement définitif, qui pour lors admettra le divorce. 261. Lorsque le divorcé sera demandé par la raison qu'un des époux est con- damné à une peine infamante, les scules Jormalités à observer consisteront à pré- senter au tribunal civil une expédition en bonne forme du jugernent de condam- nation, avec un Certificat du tribunal criminel, portant que Ce méme jugement west plus susceptibile d'être réformé par aucune voie légale. 262, En cas d'appel du jugement d'ad- mission où du jugement définitif, rendu par le tribunal de première instance er matière de divorce, la cause sera instruitè et jugée par le tribunal d'appel, comme affaire urgente. 265. L'appel ne sera recevable qu'autant qu'il aura été interjeté dans les treis mots à compter du jour de la signification du jugement rendu contradictoirement ow ps tlatum præstanda, damnabunt. 260. Post annuum separationis periculum, nisi conjuges iterum sirmul conveniant, actor reum im judicium ciere poterit intra tempus jure præscriptum, ut ibi definitivam sententiam exaudiat, quæ im ipsum de divor- } E; Î to pronunciabitur. 261. Conjuge in pœnam infamia notato, si conjux alter hac de causa divortium petat; illus condemna- tionis authenticum exemplum tantummodo civili tribunali exhibebit, quod tribunalis crimnum vindicis de- claratione firmabit, illam nempe sententiam jure ordinario immutabilem esse. 262. Quoties primæ instantiæ tribunal de divortio agi posse, vel illud faciendum esse judicaverit, si ap- ,. Lg e.-. e.. z,-.. kd pellaio interponatur, appellations tribunal causam urgentiorum ad instar mstituet, atque definiet. 263. Nisi tres intra menses ab indicta sententia, quæ post contentiosum judicium, aut ex contumacia prolata fuerit, appellatio non admitütur. Hoc temporis spatium legilimun pariter erit, cum ob sententiam, us Ne Fu proferita in eontradditiorio où in contu- macia. Il termine per ricorrere al tri- bunale di cassazione contro una senten- za in ultima istanza sarà parimenti di tre mesi dal giorno della intimazione. Il ricorso per la cassazione sospenderà l'esecuzione della sentenza. 264. Pronunciata che sara una senien- ga in ultima istanza, la quale autorizzi il divorzio, o passata che sia in giudi- cato, il conjuge che P avrà ottenuta, sarà in obbligo di presentærsi, nel termi- ne di due mesi, avanti l’ofliciale dello stato civile per far pronunciare ii divor- zi0, Chiamata lesalmente l'altra parte. 265. Questi due mesi non comince- ranno a decorrere per le sentenze di prima istanza, Se non dopo scaduto il termine.stabilito per l appellazione; e riguardo alle seutenze proferite in cou- tumacia in grado di appello dopo tras- corso il termine di potervisi opporre:€ quanto alle sentence pronunciate in COn- traddittorio ed in ultima istanza, dopo la scadenza del termine per ricorrere al tribunale di cassazione. 266. Il Conjuge attore che. avrà la- sciato trascorrere il termine dei due me- si sopra stabilito, senza chiamare l'altro conjuge avanti l'oficiale dello stato ci- vile, sara decaduto dal benefcio della sentenza da lui ottenuta, e non potrà par défaut. Le délai pour sepourvoir au tribunal de cassation contre un jugement en dernier ressorf, Sera aussi de trois mois à compter de la signification, Le pourvoi sera Suspensif. 264. En vertu de 1out jugement rendu en dernier ressort ou passé en force de chose jugée, qui autoriseræ le divorce; Tépoux qui l'aura obtenu, sera obligé de se présenter, dans le délai de deux mois, devant Toflicier de T état civil, l'autre partie dément appelée, pour faire pro: noncer le divorce. 265. Ces deux mois 1€ commenceront à courir, à l'égard des jugemens de pré- mière instance, qu'après l'expiration du délai d'appel; à l'égard des jugemens rendus par défaut en cause dappel, qu'après l'expiration du délai d'opposition; ec à l'égard des jugemens contradictoires en dernier ressort, qu'après l'expiration du délai du pourvoi en cassation. 266. L'époux demandeur qui aura lais- sé passer le délai de deux mois ci-dessus déterminé, sans appeler Tautre époux devant l'officier de l'état civil, sera déchu du bénéfice du jugement qu'il avait ob- tenu, el ne pourra reprendre son aclioii hs mn 6 Er quæ appellation: non subjacet ad tribunal Cassationis recursus porrigitur; qui interim senteniiæ execulio- nem suspendit. 264. Cum sententiam divortium sancientem, a qua vel amplius provocari nequeat, vel quæ in judica- tum transierit, conjux obtinucrit, coram officiali status civilis duos intra menses se sistgt, altero conjuge rite accito, ut divortium pronrncietur, 265. In judiciis primæ instantie prædicti duo menses post spatium appellationi concessum solummodo decurrunt: in ïis, quæ ex contumacia ab appellationis tribunali proferuntur, oppositionis tempore elapso; in judiciis tandem ultimæ instantiæ, atque post contentionem prolais, a die, quo ad Cassationis tribunal n» La aditus interclusus est. 266. Conjux actor, qui ante officialem status civilis, altero conjuge non accito, duos prædictos menses elabi patiatur, beneficium impetratæ senteniæ amütet; neque iterum, nisi uoyis ex causis, de divortio aget; e F3 riproporre À azione di divorzio se non per una nuova causa; nel qual caso po- trà anche far uso delle cause precedenti. SEzI1ONE IL Delle Misure provrisorie alle quali pud Jar luogo la Domanda del divorzio per causa determinata. 267. La cura provvisionale de figli, pen- dente la lite del divorzio, rimarrà presso 1l marito attore o convenuto, a meno che non venga altrimenti ordinato dal tribunale sulla istanza o della madre, o della famiglia, o del Regio Procuratore, per il vantaggio maggiore dei figli. 268. In pendenza della lite, la moglie attrice o convenuta in causa di divorzio, potrà lasciare l abitazione del marito, e domandare una pensione alimentaria pro- porzionata alle di lui sostanze. Il tribu- nale destinerà la casa in cui la moglie dovràa abitare, e fisserà, se vi è luoso, la provvisione alimentaria da pagarsi dal marito. 269. La moglie sara tenuta di giusti- ficare la sua residenza nella casa che le fu destinata, ogni qualvolta ne sarà ri- chiesta: mancando di giustificarla, 1l marito potrà ricusarle la provvisione en divorce, Sinon pour Cause nouvelle: auquel. cas il pourra néanmoins faire valoir les anciennes causes. SECTION II. Des Mesures provisoires auxquelles peut donner lieu la Demande en divorce pour cause déterminée. 267. L'administration provisoire des enfans restera au mari demandeur ot défendeur en divorce, à moins qu'il n'en soit autrement ordonné par le tribunal, sur la demande soit de la mère, soit de la famille, ou du commissaire du Gou- vernement, pour le plus grand avantage des en/ans. 268. La femme demanderesse ou dé- Jenderesse en divorce, pourra quitter le domicile du mari pendant la poursuite, et demander une pension alimentaire proportionnée aux facultés du mari. Le tribunal indiguera la maison dans laquelle la femme sera tenue de résidér, et fixera, s’il y a lieu, la provision ali- mentaire que le mari sera obligé de lui payer. 269. La femme sera tenue de justifier de sa résidence dans la maison indiquée, soutes les fois quelle en sera requise: à défaut de cette justification, le mari pourra refuser la provision alimentaire, quibus tamen, et priores addere poterit. nsc r.:e IE Queæ interim præscribi possint, divortit Petitione ob determinalam causam pendente. 267. Maritus sive actor, sive reus sit, usquedum lis de divortio pendet, filiorum curam geret, nisi, in- stante matre, familia, vel Regio Procuratore, in ipsorum filiorum utilitatem, aliter tribunal senserit. 268. Uxor, actrix, reave sit in causa divortü, processu pendente marili domum deserere poterit, aique alimenta pro modo facultatum ab ipso petere. Tribunal domum, ubi ill sit habitandum, præscribet; et si locus erit, alimentorum quantitatem decernet. 269. Quoties id reposcetur, mulier probabit, se in præscripta domo degere; et hac deficiente probatione, maritus ill alimenta denegare poterit, atque a Wibupah peiere, ut judicio amplius Jocum non esse, Û on nn de hf qui ) le à Qt irore e di IT Où ÉS, men nal, Soi Gou: lage L de ter le suile, plaire mar, dans der, al: e lui tifier iquét, puise: mr foire maté js!! id ñ alqué sl )at101, f 6556 Ga5<] alimentaria, e se la moglie è attrice, po- trà far dichiarare che non sono più am- missibili le di lei domande, 270. La moglie in comunione di beni col marito, tanto attrice, quanto con- venuta, in qualunque stato sia la causa, potrà dal giorno del decreto mentovato all’articolo 258, chiedere per cautela delle di lei ragioni, che siano apposti i sigilli sugli effetti mobili cadenti nella comunione. Questi sigiili non saranno tolti, se non facendosi l'inventario e la stima, e coll obbligo al marito di resti- tuire gli effetti inventariati, o di garantire il loro valore come depositar1o giudiziale. 271. Qualunque obbligazione contratta dal marito a carico della comunione, quaiunque aliena/ione da lui fatta di sta- buli dipendenti dalla comumione, dopo il decreto imentovato all articolo 238, sarà dichiarata nulla, quando si provi fatta o contratta in frode dei diritti della. moglie. SEz10onwE IIl De’Motivi d'inammissibilità dell Azio- ne di d'vorzio per causa delerminata. 272. Sarà estinta l’azione di divorzio colla riconciliazione dei due conjugi, avvenuta tanto dopo i fatti che avreb- bero potuto autorizzarla, quanto dopo la domanda del divorzio stesso. et, si la femme est demanderesse en di- vorce, la faire déclarer non recevable à continuer ses poursuites. 270. La femme commune en biens, demanderesse ou défenderesse en divorce, pourra, en 1out état de Cause, à partir de la date de l’ ordonnance dont il est fait mention en l'article 238, requérir, pour la conservation de ses droits, l'apposition des scellés sur les effets mobiliers de la communauté. Ces scellés ne seront levés qu'en faisant inventaire avec prisée;€b à la charge par le mari de représenter les choses inventoriées, ou de répondre de leur valeur comme gardien judiciaire. onr. Toute obligation contractée par le mari à la charge de la communauté, toute aliéna!ion par lui faite des immeu- bles qui en dépendent, postérieurement à la date de l'ordonnance dont il est fait mention en l’article 258, sera dé- clarée nulle, s’il est prouvé d’ailleurs qu’elle ait été faite ou contractée en fraude des droits de la femme. SECTION FIE Des Fins de non-recevoir contre l” Action en divorce pour cause déterminée. 252. L'action en divorce sera éteinte par la réconciliation des époux, surve- nue soit depuis les faits qui auraient pu autoriser cefte action; Soit depuis la demande en divorce. declaret, si ea actrix fuisset. 270. In quocumeue causæ statu uxor actrix, aut rea, quæ cum marito bona communia habeat, a die de- creii articulo. 238. memorati, ad suorum jurium cautionem petere poterit, ut mobilia communia obsignentur. Hujusmodi autem obsignationes non auferentur, nisi inventario atque eorumdem mobilium æstimatione con< fectis, et nisi maritus, ut depositarius judicialis, ad ea ommia in specie restituenda, vel ad ipsorum pre- tium præstandum prius se se obstrinxerit. 271. Ommes obligationes, quibus maritus rem: communem devinxerit: omnes immobilium ejusdem rei alienationes post decrelum arüculo 258. memoratum ab ipso factæ nullum sortientur eflectum, quoties im fraudeñn jurium, quæ uxori competunt, id eum eg sisse probetur… SEecTrré Fit. Quando Actio Divorui ob determinatarn causam non admittatur 272. Recanciliatione corjugum, sive anle, sive post divorti pettionem ea imita sit, actio divorui exiinguitur. 1, 10 use. some Rés. LE, Se F 74 1 273. Nell une e nell’altro caso sara dichiarata inammissibile la domanda del- l’attore: potrà questi nondimeno inten- tare una nuova azione per la evemenza di altra causa dopo la riconciliazione, ed allora potrà far uso delle cause pre- cedenti per appoggiare la nuova sua do- manda. 274. Se l’attore nega che siavi seguita riconciliazione, il convenuto potrà darne la prova col mezzo o di seritture,© di testimon; nella forma prescritta nella pri- ma sezione di questo capo. CA PO ÎFE Del Divorzio per reciproco Consenso. 275. Il reciproco consenso de’ conjugi non sara ammesO,$e il marito è minore di venticinque anni, O se la mopglie& minore d'anni ventuno. 276. Non sara ammesso il reciproco consenso se non dopo due anni di ma- trimoni0. 277. Parimenti non si ammettera il] divorzio per reciproco consenso dopo +entanni di matrimonio, nè quando la mo- glie sara nell’eta d’'anni quarantacinque, 278. In nessun caso il reciproco con- $enso de’conjugi sara sufficiente, quando 215. Dans l’un et Pautre tas, le de- mandeur sera déclaré non recevable dans son action; il pourra néanmoins en in- tenter une nouvelle pour cause survenue depuis la réconciliation, et alors faire usage des anciennes Causes pour appuyer sa nouvelle demande. 274. Si le demandeur en divorte nie quil y ait eu réconciliation, le défendeur en fera preuve, soit par écrit, SOiI par témoins, dans la forme prescrile en la première section du présent chapitre. CHAPITRE III. Du Divorce par consentement mutuel. 275. Le consentement mutuel des époux ne sera point admis, st Île mari a moins de vingt-cinq ans, ou si la fem- me est mineure de vingt-un ans. 276. Le consentement mutuel ne sera admis qwaprès deux ans de mariage. on. Il ne pourra plus létre après vingt ans de mariage, ni lorsque la femme aura quarante-cinq ans. 278. Dans aucun cas, le consentement mutuel des époux ne suffira, S'il n’est #73. Utroque casu actoris petitio rejicitur, quamvis novis post reconcilialionem supervenientibus causis, île denuo actionem. divortii proponere, et posteriorem petitionem prioribus etiam titulis firmare possit, 274. Actore in causa divortiüi, reconciliationem factam fuisse, negante, reus yel scriptis, vel testibus id cemprobabit, prout seclione prima hujus capitis declaratum est. GA? TE IE De Divortio ex mutuo consensu. 275. Mutuus eonjugum consensus pro divortio non admittitur, quoties maritus vigesimum quinlum am mum, et uxor primum supra vigesimum non excesserint. 276 Post biennium à contractis nuptiis solummodo mutuus conjugum consensus in causa divortii locunt habebit. 277. Post viginti annos perpetui conjugii, et cum uxor quadragesimum quintum ætatis annum jam exple- vit, pariter ex mutuo consensu divortü petitio non admittitur. 278. Nisi utriusque conjugis parentes, alive ipsorum adscendentes vivi auctores fiant, ut articulo 15. 5. men leses Er Ex4 de. GS euh ee fair ye te ni ndeur I! par en re, causs! ssit sgibus gun gi bout! qu eg , tu:( ja Cas] pon sia autoriszato dat loro padri e dalle Joro madri, o da altri loro ascendenti viventi, a norma delle regole prescritte dall’articolo 150 al titolo. del Matrimonio: 250. À conjugi, determinati ad eflet- tuare il divorzio per reciproco consenso, dovranno preventivamente far seguire- linventario e la stima di tutti à loro beni mobili ed immobili, e: sistemare# Joro rispettivi diritti, su’quali perd sarà in loro facolta di transigere. 280. Saranno parimenti tenuti di fare constare con iserittura la loro conves- zione su i tre seguenti punti: 1.0. À chi saranno aflidati 1 figli nati dalla loro unione, tanto durante il tem- po degli espérimenti, quanto dopo la dichiarazione del divorzio; 2.0 Th qual casa debba la moglie ri- tivarsi, e dimorare durante il tempo. desli esperimenti; 5.0 Qual somma dovrà il marito sbor- sare alla moglie durante il suddetto tem- po, nel caso ch’ ella non possieda red- diti suflicienti per provvedere a di Lei bisogni.. 281. Î conjugi si presenteranno in per- sona, ed unitamente al presidente del tribunale civile de loro circondario, od. avanti 1l giudice che ne farà le veci, e dichiareranno le Ioro volontà in presen- za di due notari, che avranno. seco lo- xo condotti. autorisé par leurs pères ef mères, ou par leurs autres ascerndans vivans, sui- vant les règles prescrites par l’article 150, au titre du Mariage. 279. Les. époux déterminés à opérer le divorce par consentement mutuel, se- ront tenus de faire préalablement in- ventaire et estimation de tous leurs biens meubles et immeubles, et de régler leurs droits respectifs, sur lesquels il leur sera néanmoins libre de transiger. 280. Î{s seront pareillement tenus de constater par écrit leur convention sur les trois points qui suivent: 1.0 A qui les enfans nés de leur unions seront confiés, soit pendant le temps des: _ épreuves, soil après le divorce prononcés 2.9 Dans quelle maison la femme de- vra se retirer et résider pendant le temps des épreuves; 5.0 Quelle somme le mari devra payer à sa femme pendant le méme temps, sÈ elle n'a pas des revenus suffisans pour Journir à ses besoins. 281. Les époux se présenteront ensenr- ble, et en personne, devant le président du tribunal civil de leur arrondissement, ou devant le juge qui en fera les fon- ctions, et lui feront la déclaration de: leur volonté, en présence de deux n0- aires amenés PAT EUX. titulo de matrimonio præescriptam est, mutuus conjugum consensus ad divortium non sufficiet, 279. Conjuges, qui muiuo consensu divortium preoptant,. inventarium, atque æstimationem ommum suo- rum mobillum, atque iämmobilum antea conficient, et sua propria jura quisque eorum dispescet, super quæ tamen 1psis transigere fas erit, 280. Scriptis pariter, quæ de hisce tribus pacti inter se fuerint, conjuges declarabunt. 1,0: Cui filii ex ipsis procreati, tanr donec experimenta fiunt, quam post divortium tradendi sint: 2.0 Ubi uxor, pendeñtibus experimentis, se recipiet, atque manebit:. 3.0 Quantum uxori, ul suis consulat necessitatibus, a mario interim solvendum, quoties prædictæ im Beculio satis non sit, 281. Ipsimet conjuges una simul præsidem civilis. tribunalis sui districtus, aut ejus vices gerentem adibunt,, ijque coram duobus nolariüs secum adductis propriam voluntatem declarabunt.. bar." 282. Il giudice in presenza dei üue notari farà ai conjugi, tanto unitamen- te che separatamente, quelle rimostran- ze ed esortazioni, che giudicherà con- venienti: farà loro lettura del capo IV del presente titolo, il quale regola gli efferti del Divorzio,€ svilupperà ad es- si tutte le conseguenze del loro procedere, 285. Perseverando i conjugi nella lo- ro risoluzione, 1l giudice rilascierà loro il certificato d aver domandato il divor- 2i0, e di acconsentirvi reciprocamente: saranno inoltre essi tenuti di deporre senza dilazione nelle mani de’ notari, ol- tre gli atti mentovati agli articoh 279€ 80, au 1.0 Gli atti della loro nascita, e del le- LR To matrimOnIO; He 2 Gli atti di nascita e di morte di Li tutti i fighi nati dalla loro unione; 5.0 La dichiarazione autentica de’ ri- spettivi genitori, o degli altri ascenden- ti che sono in vita, portante che per motivi ad essi noti autorizzano il tale o la tale; loro figlio o figla, nipote ma- schio o femmina, maritato o maritata, col tale o colla tale a chiedere il divorzio e ad acconsentirvi. 1 padri, le madri, gli avi, e le avole de’conjugi si presume- (à. æanno vivi, sino a tanto che verranno pre- nil: sentati gli atti giustificanti la loro morte. [76] 282. Le juge fera aux deux époux réw- nis, et à chacun d'eux en particulier, en présence des deux notaires, telles re- présentations el exhortations quil croira conmvenables 3 il leur donnera lecture du chapitre IV7 du présent litre, qui règle les eflets du Divorce, et leur développera soutes les conséquences de leur démarche. 285. Si les époux persistent dans leur résolution, il leur sera donné acte, par le juge, de ce qu’ ils demandent le divor- ce et y consentent mutuellement; et ils seront tenus de produire ef déposer à Pin- slant, entre les mains des mofaires, ou- tre les actes mentionnés aux articles 279 et 280, ro Les actes de leur naissance, et ce- lui de leur mariage; é 2,0 Les actes de naissance ef de décès de tous les enfans nés de leur union;. 3.0 La déclaration autentique de leurs père et mère, OU autres ascendans vi- sans, portant que; pour les causes à eux connues, ils autorisent tel ou telle, leur fils ou fille, petit:fiis ou petite-fille, ma- rié ou mariée à tel ou telle, à deman- der le divorce et à y consentir. Les pè- res, mères, aïeuls et aïeules des époux, seront présumés vivans jusqu’à la repré- sentation des actes constatant leur décès. Los 282. Judex ambos conjuges una simul præsentes, : monebit, atque hortabitur, prout e re judicabit: caput 1v. hujus tituli, et singulos quoque secrsum coram iüsdem notariis in quo de effectibus divortii agitur iisdem perleget, omnesque ilhus consequentias enucleabit. in hoc consentire: ipsi vero apud tabelliones una cum actis, illico edere, ac deponere debebunt 4 1.0 Acta nativitatis, nec non initi matrimonii: Hi consentiat. Conjugum pater, atque maler bus eorundem ebitus comprobetur. 285. Si conjuges in eodem perstant consiho, judex de « Re* a 2.0 Acta nativitatis, et decessus singulorum ex fi ‘ 3.0 Authenticam patris, ac matris, aliorumve adscendentium, qui adhuc 2 à? constet, illos ob causas sibimetipsis cognitas auctoritatem præstar bus, nepotibus, nepübusve, matrimonio copulatus, vel nupta buic, » avi, avixque vivere Prxsumuniur, donec acta proferantur, qui clarabit in actis, eos divortium postulare, et mutuo de quibus mentio fit in articulis 279. et 280. lüs ab ipsorum conjugio ortis: supersint, declarationem,; qua e,uthic, vel illa ex eorum filiis, vel filia- vel illi, divortium petat, et in hoe arc, leur » Par ior- décès Ion. leurs 15 Vi: eux leur ma nan - out, repré déc ee notariis | agi gt mul” 0 eh ji, qu wel fl " ps pr, T1 284 T nolari stenderanno un circo-. 284. Le$ notaires dresseront brocès-ver- stanziato processo verbale di tutto cid bal détaillé de 1out ce qui aura été dit che è stato detto o fatto in esecuzione et fait en exécution des articles précé- de’ precedenti articoli: la minuta resterà dens:; la minute en restera au plus âgé presso il più vecchio dei due notart, des deux notaires, ainsi que les pièces come pure le carte prodotte, le quali produites, qui demeureront annexées au resteranno unite al processo verbale, in procès-verbal, dans lequel il sera fait cui sara fatta menzione dell avverti- mention de l’avertissement qui sera don- mento, che verra dato alla moglie di né à la femme de se retirer, dans les ritirarsi dentro ventiquattro ore nella ca- vingt-quatre heures, dans là maison con- sa convenuta fra essa ed il marito, e di venue entre elle et son mari, et d'y ré- ivi dimorare sino a che sia pronunciato sider jusqu'au divorce prononcé. il divorzio. 285. La dichiarazione fatta in tal mo- 285. La déclaration ainsi faite ser& do, sarà colle stesse formalita rinovata renouvelée dans la première quinzaine ne primi quindici giorni successivi di de chacun des quatrième, septième et di- ciascun mese quarto, seitimo e decimo. æième mois qui suivront, en observant Le parti saranno tenute a riprodurre les mémes formalités. Les parties seront ogni volta la prova, mediante atto pub- obligées à rapporter chaque fois la preuve, blico, della perseveranza de’loro geni- par acte public, que leurs pères, mères, tori, o de’ loro ascendenti nella prima ou autres ascendans vivans, persistent determinazione; ma esse non saranno dans leur première détermination; mais tenute a ripetere la produzione di alcun elles ne seront tenues à répéler la pro- altro atto. duction d'aucun autre acte. _286. Fra quindici giorni da che sarà 286. Dans la quinzaine du jour où se- trascorso Ÿ anno, da computarsi dal ra révolue l’année, à compter de la pre- giorno della prima dichiarazione, 1 con- déclaration, les époux, assistés jugi, ciascuno assistito da due amici chacun de deux amis, personnes nofa- più ragguardevoli nel circondario, d’eta bles dans l'arrondissement, 4gés de cin- d’'anni cinquanta almeno, si presente- quante ans au moins, Se présenteront en- ranno unitamente ed in persona al pre- semble et en personne devant le prési- sidente del tribunale, od al giudice che dent du tribunal ou le juge qui en fera } 284. Tabelliones quidquid dictum, factumve fuerit, juxta præcedentium articulorum dispositiones, sin* gillatim in processu verbali referent. Autographum apud seniorem ex eisdem tabellionibus adservabitur una cum editis documentis, quæ processui adnexa manebunt, in quo mentio quoque fet, monitam uxorem ab judice fuisse, ut intra viginti quatuor horas in eam se conferat domum, de qua cum marilo pacta fuenit, ibique moretur, donec divortii sententia lata sit.. 285. Declaratio prædicta ita concepta iterabitur intra primos quindecim dies quarti subsequentis mensis, septimi, ac decimi, tisdem servatis solemnitatbus. Conjuges singulis vicibus actu authentico probare tenen- tur, suos genitores, aliosve ascendentes vivos in primo perseverare consilio; præterea nullum alud docu- mentum iterum proferre cogentur. 286. Post revolutum annum a prima declaratione conjuges intra quindecim dies, comilantibus utrumque duobus amicis in districtu spectabilibus, et saltem quinquagenarüs, ipsimet simaul tibunals prasidem, aut: 7 _stenti avranno fatte ai conjugi le loro os- Eu 2s fonctions; ils lui remettront les ex. péditions en bonne forme, des quatre cessi verbali contenenti il reciproco loro procès-verbaux contenant leur consente- consenso, e di tutti quegli atti che vi ment mutuel, el de tous les actes qui saranno stati uniti, e ciascuno di essi Y auront été annexés, el requerront du magistrat, Chacun séparément ,; en pré- sence néanmoins l’un de Pautre et des quatre notables, l'admission du divorce. me farà le veci, ad essa rimetteranno le éopie in debita forma de quattro pro- separatamente, Sempre perd in presenza l'uno dell altro, e delle quattro ragguar- Levoli persone, chiederanno al magi- strato. F ammissione del divorzio. 287. Dopo che il giudice e gli assi- 287. Après que le juge et les assistans auront fait leurs observations aux époux; servazioni, perseverando questi, sarà ri= s’ils persévèrent, il leur sera donné acte lasciato l'atto provante la loro istanza, de leur réquisition, et de la remise par & la consegna da essi fatta delle carte eux faite des pièces à l'appui: le gref- che l'appogg iano.'Il cancelliere del tri- fier du tribunal dressera procès-verbal, bunale stenderà su di cid il processo qui sera signé tant par les parties( à verbale, il quale verra sottoscritto tanto. moins. qu’elles. ne déclarent ne savoir ow dalle parti( qualora non dichiarino di ne pouvoir signer, auquel cas il en sera mon sapere Oo di non potere sottoscrivere, fai mention), que par les quatre as- mel qual caso se ne farà menzione} sistans, le juge et le greffier. quanto dai quattro assistenti, dül giudice e dal cancelliere. 288. 11 giudice apporrà successivamen- ie in fine di questo processo verbale il #suo decreto esprimente che, fratre gior- ni, sarà da esso fatta relazione di ogni cosa al tribunale nella camera del con- siglio, sentito nelle sue conclusioni in 288. Le juge mettra de suite, au bas: de ce procès-verbal, son ordonnance por- tant que, dans les trois jours, il ser par lui référé du tout au tri bunal' en la chambre du conseil, sur les conclusions par écrit du commissaire du Gouverne- iscritto. il Regio Procuratore, cui per ment, auquel les pièces seront, à Ce tale effetto saranno. dal cancelliere co- municati gli atti eflèt, communiquées par le greffier. æs y. HAE à" à+ gjus vices gerentem adibunt, atque illi quatuor processuum verbalium, in quibus mutuus eorum consensus sontinetur, et omnium actorum, quæ prædiclis adnexa fuissent, exempla rite confecta exkibebunt, ac: dein- quisque eorum singillatim, aller alteri Llamen præsens, et coram quatuor prædictis vinis spectabilibus, divor- um à tribanali sibi permitti, rogabunt.; 287. Postquam.judex, spectabilesque viri suas conjugibus animadversiones proposuerint, ac ipsi in. cœpto: gonsilio perstent, m actis adnotabitur, illos divortium pélisse ac documenta ad petitionem firmandam edidis-, se: tribunalis seriba processum verbalem instituet, quém conjuges ipsi( nisi vel nesciant, vel scribere non: possint;. quod quidem adnotabitur) et quatuor‘spectabiles viri, et judex, ac scriba subsignabunt. 288. Judex huic processui verbali decretum apponet, se intra triduum cuncta m atla consilii ad tribunal melaturum juxta Regä Procuratoris votum£ xipus ennttendum ,. cui he de causa actus omnes scriba: æergeumica bit, ET> ER isensus ETU qe Lvor. Tu ja pt FILS pl [ 79 1 2%9. Se il Regio Procuratore riscontra megli atti essersi provato che allorquando à conjugi fecero la loro prima dichiara- gione, il marito aveva venticinque an- mi, la moglie ventuno; che a quell epo- ça erano maritati già da due anni, che la durata del loro matrimonio non oltre- passava gli anni venti, che la moglie non era giunta agli anni quarantacin- que, che il reciproco consenso è stato espresso quattro volte nel corso dell'an- no, premesse le cose qui sopra ordinate, con tutte le solennità richieste dal pre- sente capo, e singolarmente coll aute- rizzazione de loro genitori, o degli altri Joro ascendenti im vita, ove i genitori sla- no premorli, in allora il suddetto Regio Procuratore darà le sue conclusroni in questi termini, 2 legge permette: nel vaso contrario, le di lui conclusioni sa- ranno cosi concepite, la legge proibisce. 290. Il tribunale sulla relazione della £ausa non potrà fare altre verificaztoni che quelle indicate nel precedente arti- colo. Se il tribunale opina che risulti avere le parti soddisfatto alle condizioni, ed osservate le formalitàa determinate dal- la legse,:mmetterà il divorzio, e rimet- terà le parti avanti l ufficiale deilo stato civile, acciocchè lo pronunci: nel ca6o. contrario, 1l tribunale dichiarerà non es- servi luogo al divorzio, e darà i motivi della sua decisione. L4 589. Si le commissaire du Gouveme» ment trouve dans les pièces la prewa& que les deux époux étaient âgés, le ma- ri de vingt-cinq ans, la femme de vingé- un ans, lorsqu'ils ont.fait leur première déclaration; qu’à cette époque ils étaient mariés depuis deux ans, que le mariage ne remontait pas à plus de vingt, que la femme avait moins de quarante-cinq ans, que le consentement muluel a été expri- mé quatre fois dans le cours de l'année, après les préalables ci-dessus prescrits 6f avec toutes les formalités requises par le présent chapitre, notamment aves l'autorisation des pères el mères des époux, ou avec celle de leurs autres ascendans vivans en cas de prédécés des pères et inères, il donnera ses Con- clusions en tes termes, la loi permet; dans le cas contraire, ses conclusions seront en ces termes, la loi empêche. 290. Le tribunal, sur le référé, ne pourra faire d'autres vérifications que celles indiquées par larticle précédent. S'il en résulte que, dans. l'opinion di tribunal, les parties ont satisfait aux conditions et rempli les formalités dé- terminées par la loi, il admettra le di- vorce, et renverra les parties deranë lofficier de l'état civil, pour le faire prononcer: dans Île cas confraire, le£ri- bunal déclarera qu'il ny a pas lieu à admettre le divorce, et déduira les mo tifs de la décision. 289. Si Regio Procuratori ex actus pateat, conjuges, Cum primam declarationem divortii emiserunt, alte- rum quintum supra vigesimum, alteram vero vigesimum primum ætatis annum jam explevisse: eodem tempore pariter ipsos biennium quidem, non vero vicennium& nuptis excesisse: uxorem nondum quadragesimurm quintum ætatis annum aftigisse: mutuum circa divortiunt consensum ab ipsis quater in anno declaratum fuisse post omnia præmittenda superius statuta, et inpletis omnibus hoc capite præfinitis solemnitatibus, et præcipue interposita auctoritate parenium IP,: -nisi äis modis, et circumstantiis, quibus, si divortium sequuium non esset, illa adepti fuissent. 305. Ex mutuo consensu facto divortio, dimidium bonorum utriusque conjugis a die primæ declarationis ad filios ex eo matrimonio natos ipso jure devolvetur: parentes tamen usumfructum dimidiæ ejusdem por tionis retinebunt usque ad majorem liberorum ætatem, cum onere eosdem filios alendi, educandique pro condilione, et facultatibus absque detrimenlo aliarum utilitatum, de quibus pactis nuptalibus parentura Gilns ipsis cautum esset. 0 0 À RS SG k 1 i } ; ; ; H $ { à A Re Re CA FO: Della Separazione personale. 506. Nel caso in cui ha luogo la do- manda di divorzio per causa determinata, sarà in arbitrio dei conjugi di domandare la separazione personale. 5o7. Sara essa proposta, attilata€ siudicata nella stessa guisa, come qualun- que altra azione civile: essa non potrà aver luogo pel solo consenso reciproco de’ conjugi. 308. La moglie contro cui sara pro- nunciata la separazione personale a causa d’adulterio, verra condannata colla me- desima sentenza, e ad istanza del nu- nistero pubblico, alla reclusione in una casa di correzione per un tempo deter- minato, non minore di mesi tre, nè mag- giore di anni due. 309. Sarà in arbitrio del marito di s0- spendere l’effetto di questa condanna, quando acconsenta a ripigliare la moglie. 310. Allorché la separazione personale pronunciata per qualunque altra causa, eccetto che per quella d’adulterio della moglie, avràa durato tre anni, lo sposo che in origine era convenuto, potrà do- mandare il divorzio al tribunale, il quale lo ammetterà, se l’attore in origine pre- Le 4 CHAFITRE F. De la Séparation de corps. 506. Dans les cas où il y a lieu à la emande en divorce pour cause détermi- née, il sera libre aux époux de. former demande en séparation de corps. 507. Elle sera intentée, instruite et jugée de la même manière que toute au- tre action civile: elle ne pourra avoir lieu par le consentement mutuel des époux. 508. La femme contre laquelle la sé- paration de corps sera prononcée pour cause d'adultère, sera condamnée par le méme jugement, et sur la réquisition du ministère public, à la réclusion dans une maison de correction pendant un temps déterminé, qui ne pourra étre moindre de trois mois, ni excéder deux années. 509. Le mari restera le maître d'arré- ter l'effet de cette condamnation, en consentant à reprendre sa femme. 310. Lorsque la séparation de corps prononcée pour toufe autre cause que ladultère de la femme, aura duré trois ans, l'époux qui étaif originairement dé- Jendeur, pourra demander le divorce au tribunal, qui l’admettra, si le demandeur originaire, présent où dément appelé, CAPUT V. De thori Separatione. 306. Quotiescumque ob determinatam causam conjuges divortium petere possunt, ipsis thori separationem postulare licebit. 307. Ut ceteræ actiones civiles, ita hæc proponetur, instruetur, judicabitur; sed ex mutuo consensu conjugur ea non admittetur. LA.. e 3 e e ol. 308. Ob uxoris adulteriuur thori separatione decreta, judex in eadem sententia, publico accusatore po- stulante, ad certum tempus non minus tribus mensibus, neque bienrio majus, adulteram domo correctio- nali damnabit, LA/" 5°..«... 3og. Marito fas erit a condemnationis efleciu conjugem eximere, si domi eam recipere non recuset. “ Fr Re …:: à ils-: S10. Cum thori separatio als quibuscumque de causis, quam ob uxoris adulierium pronunciata ad in- ; ee Ps: Fr OR es a ee.. se ve. ss.:. tegrum{riennium perduraverit, COnjUx, qui reus in€0 judicio exutit, divortium a iribunali petere poterit, De il La ler. former jile vf Ile qu- @or ! des L 5é- pour jar le n du S UNE temps joindre nées, d'ant 7, CN COTpS que £rois nt dé- rce au andeur gpl} st ratione consensl salore PO srreclio- ie, ad in- poier [ 85] sente, o nelle debite forme chiamato, non acconsenta immediatamente a far cessare la separazione. Grr. La separazione personale produr- ra sempre la separazione de beni. EETIOE GG VFE * Della Paternità e della Figliazione. CAPOT Della Figliazione della prole legiltima 0 nata durante il matrimonio. 312. Il figlio concepito durante il matri- monio ha per padre il marito. Nulla ostante questi potra negare di riconoscere il figlio, se proverà che du- rante il tempo trascorso dal trecentesimo al centottantesimo glorno prima della nascita del figlio, egli era, sia per causa d’allontanamento, sia per effetto di qual- che accidente nella impossibilità fisica di coabitare coila moglie. 513. Il marito allegando la sua natu- rale impotenza non potrà non riconoscere il figlio, e non potràa non riconoscerlo ne consent pas immédiatement à faire cesser la séparation. Sir. La séparation de corps emporteræ toujours séparation de biens. FE RESF ET. De la Paternité et de la Filation. CHAPITRE PREMIER. De la Filiation des enfans légitimes ou nés dans le mariage. 512. L'enfant concu pendant le maria- ge, a pour père le mari. Néanmoins celui-ci pourra désavouer l'enfant, s’il prouve que,pendart le temps qui a couru depuis le frois-centième jus- qu'au cent-qua/re-vingtiéme jour avant la naissance de cet enfant, il était, soif par cause d'éloignement, soit par l'ef- fet de quelque accident, dans l’impossibi- lité physique de cohabiter avec sa femme. 515. Le mari ne pourra, en alléguant son impuissance naturelle, désavouer lPen- fant: il ne pourra le désavouer méme a quo illud admittetur, nisi is, qui prius actor fuerat præsens, aut rite citatus illico assensum præbeat ut thori separatio cesset. 511. Thori separatio bonorum separationem semper inducit, PETUEUS VI De Paternitate, ac Filatione. CSL r+. Qui in Matrimonio nati legitimi habeantur. 512. Fils in matrimonio conceptis, is, quem justæ nuptiæ mulieris maritum demonstrant, pater est. Hic tamen filium abjudicare poterit, si demonsitret, se a tercentesimo usque ad centesimum octuagesimum diem ante illius nativitatem, sive ob absentiam, sive ob aliquem eventum phisicæ præpeditum fuisse,. quominus cum uxore cohabitaret. 515. Neque naturalem suam impotentiam, neque uxoris adulierium causando, maritus ab agnoscendo partu PR RU et LS USSR Fe DE ne [86] lancora per causa d’adulterio, purché non gliene sia stata celata la nascita, nel qual Caso verrà ammesso a proporre tutti x fatti tendentz à giustificare non esserrne egli il padre. 314. Il marito non potrà ricusare di riconoscere il figho nato prima del cento ottantesimo giorno del matrimonio nel casi seguenti: 1.° quando avanti il ma- trimonio fosse stato consapevole della gravidanza; 2.9 quando avesse assistito aatto di nascita, e quando questo atto fosse stato da lui sottoscritto, o conte- nesse la sua dichiarazione di non sapere scrivere; 5.° quando il parto non fosse dichiarato vitale. 515. La legittimità del figlio nato tre- cento giorni dopo lo seioglimento del matrimonio, potrà essere impugnata. 316. Nei diversi casi in cui il marito è autorizzato a reclamare, dovrà farlo entro un mese, quando si trovi nel luogo oye è nato il fanciullo; Entro due mesi dopo il suo ritorno, quando a quell epoca fosse assente; Entro due mesi dopo scoperta la fro- de, quando gli si fosse tenuta occulta la nascita del fanciullo. Gin. Se il marito fosse morto prima di reclamare, ma non fosse ancora:tra- scorso il tempo utile per farlo, gli eredi avranno due mesi per impugnare la legit- pour cause d’adultère, à moins que la naissance ne lui ait été cachée; auquel cas il sera admis à proposer tous les faits propres à justifier qu'il n'en est pas le père. 514. L'enfant né avant le cent-quatre- vinglième jour du mariage, ne pourra étre désavoué par le mari, dans les cas suivans: 1.0 s'il a eu connaissance de læ grossesse avant le mariage; 2° S'il a as- sisté à Pacte de naissance, ef si cet acte est signé de lui, ou contient sa déclu- ration quil ne sait signer; 3. si l’en- J'ant nest. pas déclaré viable. 8:15. La légitimité de l'enfant né trois cents jours après la dissolution du ma- riage, pourra étre contestée. 516. Dans les divers cas où le mari est autorisé à réclamer, il devra le faire, dans le mois, s’il se trouve sur les lieux de la naissance de l'enfant; Dans les deux mois après son retour, si, à la même époque, il est absent; Dans les deux mois après la décou- verte de la fraude, si on lui avait caché la naissance de l'enfant. 517. Si le mari est mort avant d'avoir . fait sa réclamation, mais étant encore dans le délai utile pour la faire, les hé- riliers auront deux mois pour contester absolvitur, nisi fi nativitas ipsi occultata fuerit; quo casu facta omnia, quæ, se illum non genuisse, evin- cere possunt, ei proponere licebit. 314. Filius ante centesimum octuagesimum diem a celebratis nupüis ortus, a marito est agnoscendus; r.m0 Si hic pregnantem uxorem ante nuptias fuisse, non ignoravit; 2. do si nativitatis actui ipse adfuit, illique subscripsit, vel in illo ejus declaratio exarata est, se scribere nescire; 3.0 si filius vitalis non declaretur. 515, Filium post tercentesimum diem a soluto matrimonio natum,_. esse, impugnari potest. 516. Quotics partum legitimum esse, denegare marito permittitur, si ipse im eodem loco degit, ubi uxor gnixa est, hoc intra mensem a puerperio fiet: Si nativitatis tempore maritus aberal, intra duos menses ab ejus reditu: Si partus ipsi celatus fuerit, intra binos menses a fraude detecta. Lx È“: e--« e 517. Si maritus nulla oblaia quercla, sed intra tempus ad eam instituendam utile decesserit, her dibus ad impugnandam legitimam prolis conditionem duo menses conceduntur, compulandi a die, qua filius pos- QUI ës eu del | qu l acte cle l'en- É bas j md: e man » faire, Jeux tour, }, "7 lécou- caché Lavour encor Les he lesler jh of PET [8] timità del figlio, computabili dallepoca in cui questi sarebbesi messo in possesso dei beni del marito, o dallepoca in cui gli eredi fossero turbati dal medesimo in questo possesso. 318. Qualunque atto stragiudiziale con- tenente il rifiuto per parte del marito, o de’suoi eredi, di riconoscere il figlio, sarà ritenuto come non fatto, se non è susseguito nel termine di un mese da un’azione in giudizio diretta contro un tutore speciale dato al figlio, ed in con- corso di sua madre. CA P-O TE Delle Prove di Figliazione della prole legittima. 519. La figliazione della prole legittima si prova con gli atti di nascita inscritti sul registro dello stato civile. 520. In mancanza di questo titolo, basta il possesso continuo nello stato di figlio legittimo. Bar. Il possesso di stato si comprova mediante una sufficiente riunione di fatti i quali indichino le relazioni di fighiazio- ne e di paternita fra un individuo e la famiglia a cui pretende appartenere. I principali fra questi fatti sono, la légitimité de l'enfant, à compter de l’époque où cet enfant se serait mis en possession des biens du mari, ou de l’épo- que où les héritiers seraient troublés par l'enfant dans cette possession. 518. Tout acte extra-judiciaire conte- nant le désaveu de la part du mari ow de ses héritiers, sera comme non avenu, s'il n'est suivi, dans le délai d'un mors, d'une action en justice, dirigée contre un tuteur ad hoc donné à l'enfant, et en présence de sa mère. CHAPITRE II. Des Preuves de la Filiation des enfans légitimes. 19. La filiation des enfans légitimes se prouve par les acles de naissance in- scrits sur le registre de l’état civil. 520. A défaut de ce titre, la posses- sion constante de l’état d'enfant légitime suffit. Soi. La possession d'état s'établit par une réunion suffisante de faits qui in- diquent le rapport de filiation et de pa- renté entre un individu et la famille à laquelle il prétend appartenir. Les principaux de ces faits sonf, sessionem bonorum ipsius mariti nactus sit, aut a die, qua heredes in eorum possessione a fiio turbati fuerint. 518. Quilibet actus, qui extra judicium, seu a marito, seu ab illius heredibus ad impugnandam legitimam prolis conditionem fat, pro infecto habebitur, nisi intra mensem actio in judicio contra tulorem ad hoc filio datum, et præsenie maire insttualur. CAPUT 1h De Probationibus Filiationis prolis legitimæ. 519. Legiimæ prolis filiatio per nativitatis actum in status civilis regestis inscriplum comprobatur. 590. Hoc titulo deficiente, sufficit prolis legitimæ constans conditionis possessio. 521. Status possessio evincitur ex sufficienti factorum congerie, ex quibus emergat relatio filiauoms, et cognationis inter aliquem, et familiam, ad quam ipse pertinere contendit. Inter hæc præcipua sunt, gt ne dre dé$ dd . Pr Pomme ARS Lmrreieité oite area mnt on re em© ns k NO Re dE LS sis PTE [ 88] Che l'individuo ha sempre portato il nome del padre cui preteude appartenere; Che il padre lo ha trattato come suo figlio, ed ha provveduto in questa qua- lità, aila educazione, al mantenimento e allo stabilimento di lui;| Che è stato riconosciuto costantemente come tale nella societa. Che è stato riconosciuto in questa qua- lita dalla famiglia. 522. Nessuno pud reclamare uno stato contrario a quello che gli attribuiscono l'atto della sua nascita ed il possesso conforme ad esso; E parimenti mnessuno potràa muovere controversia sopra lo stato di colui il quale ha un possesso conforme al tito- lo della sua nascita. 525. Mancando il titolo ed il posses- so continuo, Oo quando il figlio fosse stato inscritto sotto falsi nomi, o come nato da genitori incerti, la prova di fi- gliazione pud farsi col mezzo di testi- mon]. Cid non ostante questa prova non pud essere ammeéssa, che allorquando vi sia un principio di prova per iscritto, o quando le presunzioni od indizj risul- tanti da fatti fino a quel tempo costanti, si trovino abbastanza gravi per determi- nare À ammissione. Que l'individu a toujours porté le nom du père auquel il prétend appartenir; Que le père la traité comme son en- Jfant, el à pourvu, en cefte qualité, à son éducation, à son entretien et à son établissement; Qu'il à été reconnu constamment pour tel dans la société; Qu'il a été reconnu pour tel par la famille. 3522. Nul ne peut réclamer un état contraire à celui que lui donnent son titre de naissance et la possession cou- forme à cé titre; Et réciproquement, nul ne peut con- tester l’état de celui qui a une posses- sion conforme à son titre de naissance. 525. A défauf de titre ef de posses- sion constante, ow si l'enfant a été in- scrit, soit sous de faux noms, soit com- me né de père et mère inconnus, la preuve de filiation peut se faire par témoins. Néanmoins éette preuve ne peut étre admise que lorsqu’il y a commencement de preuve par écrit, ou lorsque les pré- somptions ou indices résultant de faits dès-lors constans, sont assez graves pour déterminer l'admission. Si is nomen patris, quem sibi adsciscit, semper gesserif; S1 pater, ut prolem suam illum habuerit, aluerit, educaverit, ejusque fortunis prospexerit; Si in civil societate, ut illius filius perpetuo habitus fuerit; Si a familia talis agnitus sit. 522. Nemo statum diversum ab illo, qui ex suæ nativitatis actu, atque ex ejus consentanea possessione, descendit, expostulare potest; Et vicissim nemini conditionem ejus, qui possidet statum suæ nativitatis actui consentaneum, impugnare permittitur. CAT 4 re.. ks ie:-._.-- 323. Deficientibus titulo, et constanti possessione, vel si filius in actu inscriptus sit sive falsis nomuimibus, sive lamquam ignols Pparentibus procreatus, filiationis probatio per testes fieri potest. ne Le RE à. Risr, 2.€. le Ê..«..= Hæc tamen probatio solum admititur, quum inmitiuim probationis ex scriplis emergit, aut cum præsumplio- nes, et indicia ex factis tunc indubiis derivata ita gravia sunt, ut probatio per testes admitti debeat. où le l un ch nÉ 0 } COH- É Con- JOSSES- SUNCE, posses- y lei LE com us, b re pal it être ement es pré ; faits es pOur voi niet os }, : pair res" pbedt [ 89] 524.| principio di prova per iscritto risulta dagli atti di famiglia, dai registri, e dalle carte private del padre, o della ma- dre, dagli atti pubblici e privatiprovenienti da una delle parti impegnate nella con- testazione, o che vi avrebbe interesse se fosse in vita. 325. La prova contraria potrà farsi con tutti i mezzi proprj à stabilire, che il reclamante non sia il figlio della madre, che pretende di avere, oppure che non è figlio del marito della madre, quando PA provata la maternità. 596. I tribunali civili saranno i sol competenti per pronunciare sui reclami di stato. 527. L’ azione criminale contro il de- litto di soppressione di stato non potrà intraprendersi, che dopo la sentenza de- finitiva sulla questione di stato. -528. L’azione per reclamare lo stato è imperscrittibile riguardo al figlio. 529. La detta azione non puod essere intentata dagli eredi del figlio, il quale non abhia reclamato, se non nel caso, in cui fosse morto in età minore, o nel cinque anni dopo la sua maggior età. 330. Gli eredi possono proseguire que- sta azione, quando sia stala promossa dal fighio, purchè non abbia receduto 524. Le commencement de preuve par écrit résulte des titres de famille, des registres et papiers domestiques du père ou de l@ mère, des actes publics et même privés émanés d'une partie engagée dans la contestation, ou qui y aurait intérét si elle était vivante. 525, La preuve contraire pourra se faire par tous les moyens propres à éta- blir que le réclamant nest pas l'enfant de la mère qu'il prétend avoir, me, la maternité prouvée, qu’il nest pas l’enfant du mari de la mère. 526. Les tribunaux civils seront seuls compétens pour statuer sur les réclama- tions détaf. Ban. L'action criminelle contre un dé- lis de SÉpPHESSION d'état, ne pourra COL mencer qu'après le jugement définitif sur la riive d'état. 528. L'actionen réclamation d'état est imprescriptible à l'égard de Penfant. 20. d'action ne peut étre intentée par les héritiers de l'enfant qui na pas ré= clamé, qu'autant qu'il est de Îcédé mineur, Où éme les cinq années après sa majorité A OIL IE- 350. Les héritiers peuvent suivre celle action lorsqw’elle a été commencée Par l'enfant, à moins quil ne s'en ft dé- = de..«.« à<.j" PRG.. es ee 524. Initium probationis in scriptis emergit ex documentis familiæ, ex domesticis libris, ex pairis, vel matris scripluris, ex publicis, vel etiam privatis actis ab aliquo eorum confectis, qui fili statum 1mpu-- gnant, vel ab eo, cujus, si viveret, idem exequi interesset. 525. Contraria probatio effici poterit argumentis omnibus ad evincendum aptis, illum, qui de sua filiatio ne contendit, ejus matris, quam sibi vindicat, vere filium non esse; vel si mater certa sit, ipsum ab illius marito genitum non fuisse. 526* Tribunalibus civilibus tantum de status vindicatione cognitio compelit. 527. Actio criminalis contra crimen suppressi slatus institui mon potest, misi definitiva de status quæ- siione sententia prolata sit. 328. Actio de status vindicatione nunquam quoad fillum præscribitur à 529. Heredes filii, qui sui status vindicationem non intentavit, hanc actionem insttuere nom possunt; nisi ille vel adhuc minor, vel intra quinquennium a majori ætate decesserit. 330. Actione a filio instituta, ejus heredes illam prosequi possunt, nisi filius jam expresse liti renun- E 12 4 k k à De. 2 RE lerens gps css fit pts RS RTS PS CS D dit RU pan À æ [ 90 formalmente,© non abbia lasciato oltre- passare tre anni computabili dal! ultimo alto della lite senza proseguirla. C A PO IIL Dei Figli natural. SEztoONE Della Legittimazione dei Figli naturali. 531. Ï figli nati fuori di matrimonio, eccettuati gl incestuosi, e gli adulterini, potranno essere legittimati mediante 1l susseguente matrimorio de loro padri, e delle loro madri, quando questi gli avran- no legalmente riconosciuti per figli prima del loro matrimonio, o che li riconosce- ranno nell atto stesso della celebrazione. 552. La legittimazione pud aver Iuogo anche a favore dei figli premoïti, che hanno lasciato discendenti superstiti; ed in tal caso essa giova ai detti discendentr. 333. I figli legittimati col susseguente matrimonio avranno duiritti eguali, come se fossero nati dallo stesso matrimon1o. ] sisté formellement, ou qu'il net laissé passer trois années Sans poursuiles, à compter du dernier acte de la procédure. CHAPITRE TITI Des Enfans naturels. SECTION PREMIÈRE. De la Légitimation des Enfans naturels 551. Les enfans nés hors mariage; au- tres que ceux nés d'un Commerce ince- stueux ow adultérin, pourront être légiti- més par le mariage subséquent de leurs père et mère, lorsque ceux-ci les auroné légalement reconnus‘avant leur mariage, ow qu’ils les reconnaitront dans Pacte méme de célébration. 552. La légitimation peut avoir lieu, méme en faveur des enfans décédfs qui ont laissé des descendans; ef, dans ce cas, elle profite à ces desceridans. 535. Les enfans légitimés par le maria- ge subséquent, auront les mmémes.droils que s’ils étaient nés de ce mariage: ciasset, vel ab ulüimo actu processus triennium elabi passus fuisset, quin causam pro secutus foret. CAPUT HI De Filiis naturalibus. SEecrio I. De Filiorum naturalium Legiimatione. à EE:-- 401. Pet subsequens matrimonium fil extra nu #enitoribus legitimari poterunt, quoties isti ante nuptias rile eos recognovyerint, vel eodem actu Uonis nuptiarum illos recognoscant. plias procreali, exceplis adulterinis, et incestuosis, a celcbra- 7 352. Filiorum demortuorum legitimalio fieri quoque potest, quum isti descendentes reliquerint; et hoc casu- legitimatio eorum descendentibus prodest. 5335. Fil per subsequens matrimonium legitimati tisdem fruentur juribus, quibus legiu irimonio procreali. . 3 mi ex eeuem Na iturels re, QU > INCE- légiti- e leur $ TON mariage, ç lack r ei, ës qu ans€ marit- droils ge. estunss: cu cel joe Cast dem DX SEz1ONE IL Del Riconoscimento dei Figli naturali. 554. 11 riconoscimento di un figlio na- turale si farà con un atto autentico, quando lo stesso figlio nell atto di na- scita non sia già stato riconosciuto. 335. Questo riconoscimento non potrà aver luogo a favore di figli nati da in- cesto o da adulter1o. 556. Il riconoscimento del padre, sen- za l’indicazione e l’approvazione della madre, non produce efletto che riguar- do al padre. 337. 11 medesimo riconoscimento fatto durante il matrimonio, da uno de con- jugi, a favore d'un figlio naturale avuto prima del matrimonio da altri, fuorehè dal proprio consorte, non pud nuocere nè a questo, nè ai figli nati dal suo ma- trrmmonlo.; Non ostante produrràa il suo effetto dopo lo scioglimento del matrimonio, quando da questo non resti prole. 558. Il figlio naturale riconosciuto non potrà reclamare i diritti di figho legittimo. I diritti de’ figli naturali sa- ranno determinati nel titolo delle Suc- Cessioni. [ 91| SECTION Il. De la Reconnaissance des Enfans naturels. 334, La reconnaissance d'un enfant naturel sera faite par un acte authenti- que, lorsqu’elle ne l'aura pas été dans son acte de naïssance. 355. Celfe reconnaissance ne pourra avoir lieu au profit des enfans nés d'un commerce incestueux ou adultérin. 356. La reconnaissance du père, sans l'indication ef laveu de la mère, na d'effet qu'à l'égard du père. 337. La reconnaissance faite pendant le mariage, par l’un des époux, au pro- Jit d'un enfant naturel qu’il aurait eu, avant son mariage, d’un autre que de son époux, ne pourra nuire ni à celui-ci, ni aux enfans nés de ce mariage. Néanmoins elle produira son effet après Ja dissolution de ce mariage, s’il n'en reste pas d’enfans. .538. L'enfant naturel reconnu ne pour- ra réclamer les droits d'enfant légitime. Les droits des enfans naturels seront ré- glés au titre des Successions. Soir IT. De Filiorum naturalium Recognitione. 534. Fiiorum naturalium recognitio authentico actu fieri debet, nisi in professione nalak recogniti fuerint. 355. Ex incestu, aut adulterio natis recognitio hæc prodesse minime poterit. 556. Recognilio patris, matre noû designata, nec ea consentiente peracta, effectum quoad patrem dumtaxat parit. 557. Recognitio, quam constante matrimonio aliquis ex conjugibus fecerit favore filii naturalis ante mairi- monium, non tamen a proprio conjuge suscepti, nullum huic, vel filüis ex hoc conjugio natis præjudicium , P] 2?} P} afferre potesl. Ipso autem conjugio sine filüs soluto, recognitio eadem suum sortietur effectum, 558. Filius naturalis recognitus fil legitinn jura expostulare nequit. Naturalium filiorum jura titulo de Successionibus statuentur. PR aie os Qu ES HE a 6 [oz] 559. Ogni riconoscimento fatio per parte del padre o della madre, ed ogni reclamo per parte del figlio, potrà essere impugnato da tutti coloro che vi avran- no interesse. 540. Le indagini sulla paternità sono vietate. Nel caso di ratto, allorchè lepoca di esso coinciderà con quella del concepi- mento, il rapitore, sulla domanda delle parti interessate, potrà essere dichiarato il padre. 541. Le indagini sulla maternità sono ammesse. Il figlio che reclamerà la madre, do- vrà provare ch’ egli è indenticamente quel medesimo che essa ha partorito. Non sarà ammesso a somministrarne la prova per testimonj, eccetto che vi concorra un principio di prova per 1s- critto. 542. Il figlio non è giammai ammesso a fare indagini sulla paternità e sulla maternità, nei casi in Cui,atermini del- l'articolo 355, non si fa luogo al ricono- scimento. 350. Toute reconnaissance de la part du père ou de la mère, de méme que toute réclamation de la part de l'enfant, pourra étre contestée par{ous ceux qui y auront intérét. 540. La recherche de la paternité est interdite.“# Dans le cas d'enlèvement, lorsque l'époque de cet enlèvement se rapportera à celle de la conception, le ravisseur pourra étre, sur la demande des parties intéressées, déclaré père de l'enfant. 541. La recherche de la maternité est admise. L'enfant qui réclamera sa mère, sera tenu de prouver qu'il est identiquement le même que l’enfant dont elle est ac- couchée. Il ne sera reçu à faire cette preuve par témoins, que lorsqu'il aura déjà un commencement de preuve par écrit. 342. Un enfant ne sera jamais admis à la recherche soit de la paternité, soit de la maternité, dans les cas où, sui- vant Particle 355, la reconnaissance n’est pas admise. 339. Quoties pater, vel mater recognitionis actum ediderint, aut filu cumque intererit, oppositio audietur. s legitimi jura postulaverit, quorum- 540. Paternitatis investigatio prohibetur. Cum raptus patratus fuit, quoties raptus atque conceptio in idem tempus congruant; raptor iis, quorum interest, postulantibus, pater infantis declarari poterit. 541. Maternitatis investigatio admiltitur. Filio propriam matrem vindicanti probandi onus incumbit, se eundem vere esse, quem ipsa peperit. Testes vero ad id probandum non admittentur, nisi cum in scriptis aliquod jam extet probationis initium. 542. Quoties recognitioni juxta articulum 335, locus non sit, paiernitatis, vel maternitatis investigatio filie denegatur. h Û TITOLOG VX Dell Adozione e della Tutela officiosa. CAPOL Dell Adozione. en Sez10NE[. Dell Adozione e de’ suoi effetti. 343. L’ adozione è soltanto permessa alle persone dell uno, o dell’altro sesso in età maggiore degli anni cinquanta, le quali al tempo del? adozione non abbiano figli, o discendenti legittimi, ed abbiano almeno quindici anni di più di coloro che si propongono di adottare. 344. Nessuno pud essere adottato da più persone, fuori che da due conjugi. Toltone il caso dell’articolo 366, niun conjuge pud adottare senza il consenso del suo consorte.: 545. Non si potrà far uso della facoltà di adottare se non verso quegh, a cui nella sua minore età, almeno pel corso TITRE VIII. De l'Adoption et de la Tutelle officieuse. CHAPITRE PREMIER. De. l'Adoption. SECTION PREMIÈRE. De l'Adoption et de ses eflets 343. L'adoption n’est permise qu'aux personnes de l'un ou de l’autre sexe, âgées de plus de cinquante ans, qui n'auront à l’époque de l'adoption, ni enfans, nr descendans légitimes, ef qui auront au moins quinze ans de plus que les indi- vidus qu'elles se proposent d'adopter. 344. Nul ne peut être adopté par plu- sieurs, si ce n'est par deux époux. Hors le cas de l’article 366, nul époux ne peut adopter qu'avec le consentement de l'autre conjoint. 345. La faculté d'adopter ne pourra être exercée quenvers l'individu à qui l’on aura, dans sa minorité et pendant ELTE.L U SN LE De Adoptione, et de Tutela officiosa. ÉATUTSs De Adoptione. SEecTrro I. De‘Adoptione, et ejus effeclibus. L4 Led 0 e”,. 343. Adopuo permututur utriusque SsCxus Persomis, dummodo quiquagesimum ælatis annum exegerint, et adoptionis tempore filiis, aut legitimis descendentibus careant, ac quindecim saltem annis adoptandos ælate præcedant. 544. Nemo a pluribus, nisi duo conjuges sint, adoptari potest. Excepto casu articuli 366. conjux sine alterius conjugis COnsensu adoptare nequit. Le Ÿ à“; F A+ 545. Illos tantum adoptaie fes erit, quibus ad sexennium saltem, minoris ætals tempore, subsid pu gr om À" CU ANNEES ES D il à SE EUR game +} in if 44 4 1 ag BP DE rm RP à 1 4 177 { à (!* Ë 7 À LÉ: i M À Li À » À d ‘4 t LE à “ \ F LÉ v! { k aa NE nr “ ne A re Fe CE [94]| di sei anni si siano somministrati sus- sidj, e per cui si siano avute non inter- rolte cure, ovvero verso colui che abbia salvata la vita all adottante, od in un combhattimento, o col liberarlo dall'in- cendio o dalle acque, In questo secondo caso basteràa che l adottante sia maggiore, più avanzato in età dell'adottato, senza figli e discen- éenti legittimi, e se ë conjugato, bastera che il consorte acconsenta all adozione, 546. L’ adozione in nessun caso potrà aver luogo prima dell’età maggiore del- l adottato. Se questi, avendo ancora il padre e la madre, od uno di essi, non ha compiuti gli anni venticinque, dovrà ottenere il consenso per l adozione 0 d'entrambi, o del solo superstite; e se è maggiore degli anni venticinque, do- vrà richiedere äl loro consiglio. 547. L’adozione conferisce il cognome dell adottante all adottato, che lo ag- giunge al proprio. 348. L> adottato rimarrà nella sua fa- miglia naturale, e vi conserverà tutti 1 suoi diritti: tuttavia il matrimonio e proïbito Tra l'adottante, l’adottato ed i suoi discendenti; ra i figli adottivi di /una stessa per- sona; Tra lP'adottato ed i figli che potreb- bero sopravvenire all’ adottante; six ans au moins, fourni des Secours et donné des Soins non inéerrompus, ou envers celui qui aurait sauvé la vie à l’adoptant, soit dans un combaf, soit en le retirant des flammes ou des flots. I] suffira, dans ee deuxiéme cas, que l’adoptant soit majeur, plus âgé que ladopié, sans enfans ni descendans lé- gilimes; et s'il est marié, que son con- joint consente à l'adoption. 346. L'adoption ne pourra, en aucun cas, avoir lieu avant la majorité de l’adopté. Si Padopté, ayant encore ses père et mère,ou l’un des deux, a point accompli sa vingt-cinquième année, 1l sera tenu de rapporter le consentement donné à ladoption par ses père et mère, ot par le survivant; et s’il est majeur de vingt-cinq ans, de requérir leur conseil. 547. L'adoption conférera le nom de l’'adoptant à Padopté, en Pajoutant au rom propre de ce dernier. 548. L’adopté restera dans sa famitle naturelle, el y conservera tous ses droits: néanmoins le mariage est prohibé Entre l’adoptant, ladopté et ses de- scendans; Entre les enfans adoptifs du méme individu: Entre l’adopté et les enfans qui pour- raient survenir à l’adoptant; ms præstita ab adoptante fuerint, et quorum continua habita cura, aut illos, qui adoptantis vitam in prælo, ab incendio, vel ab undis servaverint. In hoc posteriori casu sufficiet, ut adoptans ætate major sit: ætate adoptandum præcedat: fils, et le- glumis descendertibus careat; et si matrrmonio junctus sit, alterius eonjugis accedat consensus. L'APe::" nn+.;. 346+ Adoptio nullatenus fit, antequam adoptandus ad majorem pervenerit ætatem. Si ejus pater, et mater, aut alteruter eorum supersint, atque is ætatis su quintum, et vigesimum annum nondum expleverit; utriusque,vel su- persutis parents consensum impetrare tenetur; si vero prædictam excesserit ælate, Oum consilium exposcere. N O1 // ES Q...°. 4 dé.+ AT Adoptantis nomen in vim adopliomis proprio adoptati nomint adjicitur, 7 /Q+- a.-.,.- in 548. Adoptatus in propria remanet familia, et erga ipsam ommia retinet jura: nuptiæ tamen ohibentur Enter adoplatum, et adoptantem, ejusque descententes; Inter cjusdem adoptantis Lberos adopüvos; ns À. 7 Con UCUN é de Don | sera onné >», OÙ ur de onseil. 1m dé pÉ dl mille Os: - L. 9%] Tra l’adottato ed il consorte dell adot- tante,€ reciprocamente tra l’adottante ed il consorte dell adottato. 549. L’obbligazione naturale, che con- tinuerà a sussistere tra F adottato ed 1 suoi genitori di somministrarsi gli ali- menti nei casi determinati dalla legge, sarà considerata comune all adottante ed all adottato, l'uno verso l'altro. 550. L' adottato non acquisterà verun diritto di successione sui beni dei pa- renti dell adottante, ma sulla successio- ne dell adottante avrà gli stessi diritti, che vi avrebbe ül figlio nato da matri- monio, anche quando vi fossero altri fgli legittimi, e naturali nati dopo l'ado- gione. 351. Se l’adottato muore senza discen- denti legittimi, le cose date dall’adottan- ie, o provenute dalla di lui eredità, le quali esisteranno in natura al tempo della morte delladottato, ritorneranno alladot- tante od à suoi discendenti, col’obbü- go di contribuire al pagamento de de- biti, e senza pregiudizio de’ terzi. Gi altri beni dell'adottato apparterran- no a'suoi parenti, i quali anche per gl oggetti espressi in questo articolo eselude- ranno sempre tutti gli eredi delladotitantes quando non siano di lui discendenti. Entre l’adopté et le conjoint de laüo- plant, et réciproquement entre l’adoptart et le conjoint de l’adopté. 549. L'obligation naturelle, qui cox- rinuera d’esister entre l’adopté et ses père et mère, de se fournir des alimens dans les cas déterminés par la loi, sera considérée comme commune à l’adoptané et à Padopté, l’un envers l’autre. 550. L’adopté n’acquerra aucun droit de successibilité sur les biens des parens de l’adoptantz: mais il aura sur la suc- cession de l’adoptant les mémes droits que ceux qu'y aurait lenfant né en ma- riage, même quand il y aurait d'autres enfans de cette dernière qualité nés de- puis l’adoption. 551. Si l’adopté meurt sans descen- dans légitimes, les: choses données par l'adoptant, ow recueillies dans sa suc- cession, et qui existeront en nature lors du décès de ladopté, retourneront à l’adoptant ow à ses descendans, à la charge de contribuer aux dettes, et sans préjudice des droits des tiers. Le surplus des biens de Padopté ap- partiendra à ses propres parens;€É CEUX- ci excluront toujours, pour les objets mméme spécifiés au présent article, tous héritiers de l’adoptant autres que ses de- scendans. Inter adoptatum et adoptantis filios, qui essent nascituri; Inter adoptatum, et adoptantis conjugem, et vicissim inter adoptantem, et conjugem adoptaii. 549. Naturalis obligastio, quæ firma manebit inter adoptatum, ejusque pairem, et mairem, ul casibus lege præscriplis se invicem alant, communis inter adoplantem, el adoptatum censenda erit. 350. Adoptatus nullum successionis jus adquiret in bonis cognatorum adoptantis; ad hujus successionem, vero üisdem, ac filius ex matrimonio natus, juribus fruetur, licet liberi existant ex matrimonio post ado- ptionem susc epti. 551. Si adoptatus sine legitimis descendentibus obierit, quæsita, et quæ reapse tempore obitus adoptati extabunt, ad adoptantem, ejusque descendentes rever-. “ donata ab adoptante, vel ex ejusdem successione tuntur, cum enere tamen pro rata æs alienum solvendi, et salvis aliorum juribus. Cetera adoptati bona ad ipsius cognatos spectant, qui a bonis eliam hoc articulo designatis, quemcumque adoptantis heredem perpetuo submoyent præter ejusdew descendentes. ps, Su race di Aa : À ROME f 96| 552. Se durante la vita dell adottante, e dopo.la morte dell adottato, i figli o discendenti da questo lasciati morissero essi pure senza prole, l'adottante suc- cederà nelle cose da lui date, come à stabilito nell antecedente articolo; ma questo diritto sarà inerente alla persona . dell’adottante, e non trasmissibile a suoi eredi, ancorchè discendenti. SEzi1O0oNE Il Delle Forme dell Adozione. 555. La persona che vorrà adottare, e quella che vorrà essere adottata, si pre- senteranno al giudice di pace del do- micilio del} adottante, per passare all'atto del loro rispettivo consenso. 554. Dalla parte, che avrà prevenuto, si consegnerà, entro i dieci giorni sus- seguenti, una copia di questatto al Regio Procuratore presso il tribunale di prima istanza, nel distretto del quale esiste il domicilio del} adottante per la omologa- zione del tribunale medesimo. 555. Il tribunale radunato nella camera del consiglio dopo aver assunte le op- portune informazioni, verificherà, 1.9 se siansi adempite tutte le condizioni della legge, 2.° se colui, che si propone di adottare, goda buona fama. 552. Si du vivant de l’adoptant, et après le décès de 1’adopté, les enfans ou descendans laissés par celui-ci mouraïent eux-mêmes sans postérité, l’adoptant succédera aux choses par lui données, comme il est dit en Particle précédent; mais ce droit sera inhérent à la personne de l’adoptant, et non transmissible à ses héritiers, méme en ligne descendante. SECTION. IT. Des Formes de l Adoption. 553. La personne qui Se proposera d'adopter, et celle qui voudra étre ado- ptée se présenteront devant le juge de paix du domicile de ladoptant, pour y pas- ser acte de leurs consentemens respeclifs. 354, Une expédition de cet acte sera remise, dans les dix jours suivans, par la partie la plus diligente, au comimis- saire du Gouvernement près le tribunal de première instance dans le ressort dii- quel se trouvera le domicile de l’adoptant, pour étre soumis à l’homologation de ce tribunal. 355. Le tribunal, réuni en la char- bre du conseil, et après s’étre procuré les renseignemens convenables, vérifiera, 1.0 si Loutes les conditions de la loi sont remplies; 2.9 si la personne qui Se pro- pose d’adepter, jouit d’une bonne répu- La lion. 352. Si vivo adhuc adoptante, et post adoptati obitum, hujus filu, aut descendentes quoque improles decesserint; adoptans in rebus donalis, prout superiori articulo dictum est, successionis jure gaudebit; hoc tamen jus adoptanti dumtaxat inhærebit, nec ad ejus heredes, licet descendentes transmittetur. Srcrio Il| De Solemnitatibus Adoptionis. 553. Adoptans judicem pacis sui domicilii una cum adoptando adibit, mutni consensus in actis profiten- di causa, 554. Actus hujusce exemplum intra decem dies a diligentiori parte exhibebitur Regio Procuratori penes tribunal prime instantie, in cujus jurisdictione adoptans deget, ut ejusdem tribunalis confirmationi subjiciatur. RNA RER quod ent 8 à bois il les( Re à l onto ons, celent: 6rSonne le à vs ant )0Sera - e part ÿ pas- peclfs. cle sera ns; put PONS rbunil rt du plant, de cé chan TOUTE érifier loi 50 | se pl À rép k 97] #& 356. Il tribunale sentito il Regio Pro- euratore, ed omessa ogni altra formalità di processo, senza esprimere i motivi, pronuncierà in questi termini: si /a luo- go, ovvero on si fa luoso all” adozioue. 357. Nel mese successivo alla sentenza del tribunale di prima istanza, sarà la det- ta sentenza sottoposta al tribunale d’ap- pello, ad istanza della parte che avrà prevenuto, ed il tribunale d’appeilo pro- cederà nelle stesse forme praticate da quello di prima istanza, e pronuncierà senza allegarne 1 motivi: La sentenza à. confermaia, Oo la sentenza à riformafa; ed in conseguenza si fa luogo, o non si Ja luogo all’ adozione. 558. Qualunque sentenza del tribunale d’appello che ammetterà l'adozione, sarà proferita all’udienza, e verrà aflissa in que luoghi ed in quel numero di copie che il tribunale stimera conveniente. 559. Neiï tre mesi successivi alla sen- tenza, sull’istanza deil’una o dell’altra deile parti, l’adozione sarà inscritta nei _.registri dello stato civile del luogo ove , M.. eye l’adottante avrà il suo domicilio. Questa inserizione non avrà luogo che ‘in vista della presentazione di una copia autentica della sentenza del tribunale 356. Après avoir entendu le eommis- saire du Gouvernement, el sans aucune autre forme de procédure, le tribunal prononcera, sans énoncer de motifs, en ces termes: Il y a lieu, ox il n’y a pas lieu à l'adoption. 357. Dans le mois qui suivra le juge- ment du tribunal de première instance, ce jugement sera, sur les poursuites de la partie la plus diligente, soumis au tribunal d’appel, qui instruira dans les inémes formes que le tribunal de premic- re instance, et prononcera, SANS ÉRONCEr de motifs: Le jugement est confirmé, ou le jugement est réformé; en conse- quence, il y a lieu, où ilny a pas lieu à l’adoption. 358. Tout jugement du tribunal d’ap- pel qui admettra une adoption, sera pro- noncé à l'audience, et afjiché en tels lieux et en tel nombre d’exemplaires que le tribunal jugera convenables.: 359. Dans les trois mois qui suivront ce jugement, l’adoption sera inscrite, à la réquisition de l’une ou de l’autre des parties, sur le registre de l’étlaf civil du lieu où l’adoptant sera dornicilié. Cette inscription n'aura lieu que sur le vu d’une expédition, en forme, du jugement du tribunal d’appel; et l’ado- 555. Tribunal in consilii aula congregatum, et postquam opportunas sibi comparaverit instructiones, vi- debit, 1.0 utrum omnia lege præscripta servata fuerint: 2.0 utrum is, qui adoptare vult, fama integer habeatur, 356. Regio Procuratore audito, ceteris judicü formis omissis, nullis deductis argumentis, judices ita de: cernent: locus est adopiioni, vel non. 557. Sententia hæc subsequenti mense ad partis diligentioris instantiam appellationis tribunali subjicietur, quod ïüisdem formis, quibus tribunal primæ instantie usum est, judicium insutuet, et nullis deductis argu- mentis pronunciabit: sententia confirmatur, vel sententia reformatur; et idcirco fit locus adoptioni, vel non. 558. Quævis sententia iribunalis appellationis adoptionera admittens in audilorio erit pronuncianda, et lis locis, eoque exexplorum numero affigetur, prout tribunali videbitur. 359. Intra tres menses publicis civilis siatus ta! Hæc inscriptio non; 1 Come sp ee | sententiam subsequuntur, ad petitionem alterutrius ex partibus adoptio in “ucili adôptantis inscribetur. _“isi authentico inspecio exemplari sentenliæ à tribunali appellationis latæ, A5 : a] d’appello, e l’adozione restera senza ption resfèræ Sans effet si ele wa été, EN ? effetto se non sara stata inscritta nel inscrite dans ce délai.. sl | suddetto termine. li | 360. Se l’adottante morisse dopo che 360. Si l’adoptant venait à mourir après| HA l’atto comprovante la sua volontà di que l’acte constatant la volonté de for- 10 {fil passare all’atto dell’ adozione sarà stato mer le contrat d’adoption a été reçu ed ricevuto dal giudice di pace, ed innol- par le juge de paix et porté devant les | trato avanti ai tribunali, e questi non tribunaux, ef avant que CEUX-Ci eussent( avessero pronunciato definitivamente, sa- définitivement prononcé, l’instruction se- { rà continuato 1l processo e sarà, se Ssiayi ra continuée et l’adoption admise, s'il 1 logo, ammessa|” adozione. y a lieu. A+ Gli eredi dell’ adottante potranno, Les héritiers de ladoptant pourront, É ti] qualora credono inammissibile| adozio- s'ils croient l’adoption inadmissible, re- qu jt ne, presentare al Regio Procuratore qua- mettre au. commissaire du Gouvernement| tt lunque memoria ed osservazione a que- tous mémoires et observations à Ge Sujek, pi HA st’ oggetto. l Li è fl CAPO IL CHAPITRE II. hi Della Tutela Officiosa. De la Tuatelle Officieuse. at h 561. Chianque in età oltre ï cinquanta 361. Tout individu âgé de plus de cin- ê ti anni, privo di figli, e di legittimi di- guante ans;€l Sans enfans ni descen-|« | à scendenti, vorrà con un titolo legale unire dans légitimes, qui voudra, duraut lä| qu a sè una persona durante la di lei mi-“minorité d’un individu, se Paftacher par ip 32: nore età, potràa divenire tutore oflicioso un titre légal, pourra devenir son tu- 4 di questa, qualora ottenga il consenso teur officieux, en obtenant le consente-‘ny di entrambi 1 suoi genitori o del super- ment des père et mère de l’enfant, où| 4 stite fra essi, e mancando si l’uno, che du survivant d’entre eux, où, à leur|: l’altro, del consiglio di famiglia, o final- défaut, d’un conseil de famille, ou en-| ri [; mente se detta persona non ha parenti fin, si l’enfant wà point de parens con- QUE| noti, qualora ottenga il consenso degli nus, en obtenant le consentement des; 4 si{l LS| L ji nec adoptio effectum sortietur, nisi hoc temporis spatio inscripta fuerit. 560. Si postquam actus, ex quo adoptionis contrahendæ voluntas elicitur, ab judice pacis receptus fuerit, et ad tribunalia transmissus, adoptans decesserit, quin definitiva sentenlia lata sit; processus con!tinua- f bitur, et adoptio, si juris erit, admittetur, Quoties adoptantis heredes adoptionem admittendam non esse censeant; fas erit eisdem Regio Procura- Î tori ommia doçumenta, suasque animadversiones hac de re exhibere.|(y il CAÆPUT' IT| De Tutela Officiosa.| 561. Quicumque quinquagesimum ætatis annum excedens, fils, ac legitimis descendentibus carens, D«hr one té si aliquem ætate minorem titulo legitimo sibi devincere cupit, ejus tutor officiosus esse poterit, dummode| corsensum obtineat a patre, et matre ipsius fil, vel ab aliero eorum superstite, aul ÿs. deficientibus,| spi lu Up nke à fr LT | demi h 0 eu traction: te, 1 OUrTOn, le, re Imement te Sujek ue, ls den né desc duaot L cher par j son Éd Se nfurt, M, graff 0 L?(lies 7 tend id 4 carenss qummodt enbbus/ À [ 99] amministratori dell’ ospizio in cui sara stata ricoverata, o della mmunicipalità del luogo della sua residenza, 562. Un conjuge non pud divenire tu- tore officioso senza il consenso del? altro conjuge. 365. Il giudice di pace del domicilio del figlhio stendera processo verbale delle domande e de’ correlativi assensi della tutela officiosa. 564. Questa tutela non potrà aver luo- go che in favore de’ figli minori d'anni quindici. La medesima, oltre c1d che sarà stato particolarmente convenuto, produrrà l’ob- bliso di alimentare, di allevare il pupillo, e di porlo in istato di procacciarsi ül proprio sostentamento. 565. Se il pupillo ha qualche sostan- za,€ se egh era anteriormente sotto tutela, 1’ amministrazione de’ suoi beni e la cura della persona passerà al tuto- re Oflicioso, il quale perd non potra imputare sulle rendite del pupillo le spese dell” educazione. 366. Se il tutore officioso, trascorsi cinque anni compiti dopo l’ assunta tu- tela, prevedendo di morire avanti che il pupiilo sia fatto maggiore, gli confe- risce|’ adozione mediante atto testamen- administrateurs de Ll’hospice où il aura été recueilli, ou de la municipalité du lieu de sa résidence. 562. Un époux ne peut devenir tuteur officieux qu'avec le consentement de l’au- tre conjoint. 363. Le juge de paix du domicile de l’enfant dressera procès-verbal des de- mandes et consentemens relatifs à la£u- telle officieuse. 564. Cette tutelle ne pourra avoir lieu gu’au profit d’enfans âgés de moins de quinze ans. Elle emportera avec soi, sans préju- dice de toutes stipulations particulières, l’obligation de nourrir le pupille, de l’élever, de le mettre en état de gagner sa vie. 565. Si le pupille a quelque bien, et s’il était antérieurement en tutelle, l’ad- ministration de ses biens, comme celle de sa personne, passera au Luteur offt- cieux, qui ne pourra néanmoins impuler les dépenses de l'éducation sur les reve- nus du pupille. 366. Si le tuteur officieux, après cinq ans révolus depuis la tutelle, et dans la prévoyance de son décès avant la majorité du pupille, lui confère l'adoption par acte testamentaire, Cetle disposition Seræ consilio familias, vel denique, si ipsius parentes minime innotescant, consensu habito ab administratoribus brephoirophü, in quo ille fuit receptus, vel a mumicipali magistratu loci ejus domicilu. 562. Conjux tutor officiosus esse nequit sine alterius conjugis consensu. 565. Judex pacis loci, ubi filius degit, verbalem processum de petitionibus, et assensibus tutelam of- ficiosam respicientibus imstituet. 564. Tutela hæc locum habcbit dumtaxat favore filiorum decimum quintum ætatis annum nondum agentium. Ea,prater alia pacta specialiter conventa, obligationem pariet pupillum alendi, educandi, et victum sibi comparando parem efficiendi. 565. Si pupillus aliqua bona possideat, et sub tutela sit, eorundem bonorum administratio, et ipsius personæ cura ad officiosum tutorem devolventur, qui tamen pupillares reditus in educationis impensas conférre minime poterit. 566, Si tutor officiosus, qumqnennio a suscepta tutela elapso, suum motuens obitum, antéquam pupillus major fiat, eundem testamentariis tabulis adoptaverit; hæc dispositio frma. manebit, dummodo legitimi [ 100| tario, questa disposizione sara valida, purchè il tutore oflicioso non lasci figh legittimi. 567. Nel caso che il tutore officioso morisse© prima, O dopo i cinque an- ni, senza avere adotiato il suo pupil- lo, verranno somministrati a questo, durante la di lui minore età, i mezzi di sussistenza, nella qualità€ quantità da regolarsi, in mancanza di un anteriore e speciale convenzione; 0 amichevolmen- te tra i rispettivi rappresentanti 1} tu- tore ed il pupillo, o nella via giudi- ziaria in caso di contestazione. 568. Se il tutore oflicioso vuole adot- tare il di lui pupillo g giore età,€ questi vi acconsenta, Si procederà all’adozione, osservate le for- me prescritte nel precedente capo,€ gli effetti saranno in ogui loro parte 1 medesimi. 569. Se nei tre mesi successivi alla maggiore età del pupillo, le di lui istan- ze fatte al tutore oflicioso per essere adottato, non avranno avuto efletto, e che il pupillo non si trovi capace di procacciarsi la sussistenza, Il tutore oflicioso potrà essere condannato ad in- dennizzare il pupillo per la sovraccen- nata di lui incapacita. ciunto alla mag- Questa indennizzazione si limitera ai sussidj atti ad abilitarlo ad un mestiere; valable, pourvu que le tuteur officieux ne laisse point d’'enfans légitimes. 567. Dans le cas où le tuteur offlicieux mourrait soit avant les cing ans, soit après Ce£emps, sans avoir adopté son pupille, il sera fourni à celui-ci, durant sa minorité, des moyens de subsister, dont la quotité et lespèce, s’il n'y@ été antérieurement pour’ par une CONVEN- tion formelle, seront réglées, soit amia- blement entre les représentans respectifs du tuteur et du pupille, soit judiciaire- ment en Cas de contestation. 368. Si, à la majorité du pupille, son tuteur officieux veut l’adopter, et que Z2 premier y consente, il sera procédé à l'adoption selon les formes prescrites au chapitre précédent, et les effets en seront, en ious points, les mêmes. 569. Si, dans les trois mois qui sui- yront la majorité du pupille, les réqui- sitions par lui faites à son{ufeur offi- cieux, à jfir d'adoption, sont restées sans effet, et que le pupille ne se trouve point en état de gagner sa vie, le tuteur officieux pourra étre condamné à indem- niser le pupille de Pincapacité où celui- ci pourrait se trouver de pourvoir à sa subsistance. Ceïte indemnité se résoudra en secours propres à lui procurer un métier; le tout ejusdem tutoris fili non extent. 367. Quoties officiosus tutor, vel ante, vel post quinquennium pupillo non adoptaio, decesserit; eidem «= à”>..* S É:| sh alimenta ad reliquum minoris ætatis tempus ex ejus hereditate præstabuntur: ipsorum moûus, et species, si peculiaris de sdem anterior conventio deésit, mutuo consensu slatuentur ab üs, qui tutoris, et puj:lk partes agunt, vel officio judicis, si de hoc controversia oriatur. 568. Cum tutor officiosus pupillum suum majorem factum adoptare velit, atque hic consentiat; adoptio fiet juxta formas in superiori capite præfinitas, et eosdem omnino pariet effectus. 369. Si pupillus intra tres menses a majori ætate suam adoptionem a tutore obtinere nequiverit et ad- huc victum sibi comparando impar sit; tutor officiosus damnari poierit, ut pupillum Lac de causa mdem- nem præstet,; Indemnitas hæc in üis tastum suppeditandis consistet, quibus artem aliquam exercere valeat, servatié SR Ur far Limes, Peur of 7 ans, yj à QU Ui-ci, din 2 subi TA ny aù [NE. Con», Soit amis | respecii Judiciair. pille, son Pr 7 qui L procédé prescrifes S effets mêmes, 'S qui Süe les régui leur off restées se trouvé le tuteur - où celui- rpoir à 49 en secour jers le lou nd ps; 29 s, el qu el pli il; api et à de sa de D ns : L ox] ritenuti per in vigore 1 patti che si fos- sero stipulati per l’evenienza di questo Cas. 570. Il tutore officioso che avesse avu- to j amministrazione de’beni pupillart, sara in Ogni caso obbligato al rendi- mento de’conti. TITOLO IX. Della Patria Podestà. 371. I figlhio, qualunque età egli ab- bia, deve onorare e rispettare 1 suoi genitorl. 572. E soggetto alla loro autorita si- no à che sia fatto maggiore, o sino aila sua emancipazione. 573. Durante il matrimonio quest au- torita è esercitata dal solo padre. 574. 11 figlio non pud abbandonare la casa paterna senza il permesso del padre, fuorchè per causa di volontario arrolamento dopo compiti gli anni di- ciotto. 375. Il padre avendo gravi motivi di malcontento per la condotta di un figlio, avrà i Seguenti mezzi di correzione. 556. Se il figlio non sarà ancor giun- to à principio dell’anno sedicesimo di éua età, il pds potra farlo tenere in sans préjudice des stipulations qui au- raient pu avoir lieu dans la prévoyance de ce cas. 570. Le tufeur officieux qui aurait ew l'administration de quelques biens pu- pillaires, en devra rendre compte dans tous les cas. FIFFRE TX. De la Puissance Paternelle. 571. L'enfant, à tout âge, doif hox- neur et respect à ses père et mère. 572, FF résre sous leur autorité jusqu’'# sa majorité Où S0n émancipation. 575. Le père seul exerce cette autorité durant le mariage. 574. L'enfant ne peut quitter la maison paternelle sans la permission de son père, si ce n’est pour enrôlement volontaire, après l’âge de dix-huit ans révolus. 375. Le père qui aura des sujets de mécontentement très-graves Sur l@ con- duite d’un enfant, aura les moyens de correction Sui’ans. 376. Si l’enfant est&gé de moins de seize ans commencés, le pêre pourra le faire détenir pendant un lemps qui ne tamen omnino pactis, siqua in bunc casum fortassis inita sini. 370. Tutor officiosus, siqua pupilli bona administraverit, rationem quocumgne casu reddere tenetur. FTETUEE SR De Pairia Potestaie. 371. Filius, cujuscumque ætatis sit, parentes honore, et reverentia prosequi debet. 572. Potestati ipsorum subest usquedum ætate major fiat, vel emancipationem obtinuerit. 373. Pater solus, constante matrimonio, hanc potestatem exercet. 574. Filius paternam domum sine patris licentia deserere nequit, nisi quum, decimo octavo ætatis anne expleto, militiæ nomen sponte daturus sit. 375. Patri pergraves de filii moribus conquestus causas habenti, remedia, quæ sequuntur, competunt. 376. Si filus decimum sextum ætatis annum nondum attigerit; RE nues D pater impetrare poterit, ut in custodia gi ana L Et ni à 4e mr he Ge à i 4 ne RE Ve SEE nr PEN ve EE ÉD 4 pr 8 “ A Ë Ë 3 [ 102] arresio per‘ui tempo non maggiore di un mese; ed a tale effetto, il presidente del tribanale del circondario, dovràa ad istanza del padre, rilasciare il decreto d’arresto.. 577. Dall incominciamento dell anno sedicesimo sino alla maggior età, od alla emancipazione, il padre potràa soltanto domandare la detenzione del figlio per sei mesi al più; a quest effetto si rivolge- ra al presidente del detto tribunale, ïl quale dopo aver conferito col Regio Pro- curatore, rilascierà-o ricuserà l ordine deil’arresto, e potrà nel primo caso, ab- breviare il tempo della detenzione richie- sto dal padre. 378. Nell uno e nellaltro caso, non avra luogo veruna scrittura, o formalità giudiziale: il solo ordine d’arresto sarà ridotto in iscritto, senza esprimerne 1 motIvi. Il padre sara soltanto tenuto a sotto+ scriversi ad un atto con cui si obblighi di pagare tutte le spese, e di sommini- strare 1 congrui alimenti. 579. Ë sempre in facoltà del padre di abbreviare il termine della detenzione da esso lui ordinata o richiesta. Se il fighio dopo essere stato posto in libertà, ri- cade in nuovi traviamenti, la detenzio- ne potrà nuovamente ordinarsi nel mo- do prescritto negli antecedeuti articohi. pourra excéder uñ mois; el, à cet effer, le président du tribunal: Sn devra, sur sa demande, délivrer l’ordre d’arrestation.| 377. Depuis l’âge de seize ans com- mencés jusqu'à la majorilé ou l’émanci- cipation, le père pourra seulement re- guérir la détention de son enfant pen- dant six mois au plus; il s’adressera au président dudit tribunal, qui, après en avoir conféré avec le commissaire du Gouvernement, délivrera l’ordre d’arre- Slation ou le refusera, et pourra, dans le premier cas, abréger le temps de la détention requis par le père. 578. 11 n’y aura, dans l’un et l’autre cas, aucune écriture ni formalité judi- Ciaire, si ce n’est l’ordre même d’arre- séation, dans lequel les motifs n’en se- ronÉ pas énoncés. Le père sera seulement tenu de sou- scrire une soumission de payer tous les frais, et de fournir les alimens con- venables. 579. Le père est toujours maître d’a- bréger la durée de la détention par lui ordonnée ou requise. Si après sa sortie l'enfant tombe dans de nouveaux écarts, la détention pourra étre de nouveau or- donnée de la manière prescrite aux ar- cicles précédens. delneatur ad tempus mensem haud excedens; et præses tribunalis districtus, petente patre, filum imclu- dendum mandabit. 577. Cum filius decimum sextum ætatis annum attigerit, usquequo major fiat, vel emancipetur, palri- cebit ejus custodiam ad sex menses dumtaxat postulare. Præsidem prædicti tribunalis tunc ïipse adibit,: qui, Regio Procuratore audito, fili custodiam vel decernet, vel denegabit; et priori easu delentionis tempus a patre petitum iminuere poterit. 378. In utroque casu nulla scriptura, aut judici forma requiretur præter détentiéns decretum, in que ipsius causæ minime enunciabuntur. Poilicitationem de sumptibus persolvendis, et congruis aliments præstandis pater subscribere dumtaxat tenetur. 579. Quandocumque patri fas est custodiæ tempus a se præstitutum, vel petilum imminuere. Si fiius e mstodia dimissus ad malam frugem revertatur, itertm cusiodie mandaeri poterit, servatis modis im præce- dentibus articulis præscriptes. ns mp CSSer0 Qrès 01 url du d'arre- , uns dl l'autre le juli d'urre n'en se Be SOU us Îes Cons d'a r lui sorlie carts, au 0 x a nel Al mc pi le ; fempus # qu pete jus€ prene [ 208 À 580.$e il padre è rimaritato, Sarà obbligato, all'oggetto di ottenere la de- tenzione del figlio del primo letto, di conformarsi all’ articolo 577, quand’an- che questi non fosse giunto all’età d’anni gedici. 6 581. La madre sopravvivente e non yimaritata non potrà far arrestare un fi- gho, se non coll’ assenso dei due più prossimi parenti paterni, e mediante 1s- tanza in conformità dell articolo 377. 582. Quando il figlio avra beni pro- prj, od eserciterà una professione, non potrà aver luogo il di lui arresto, se aon mediante un’ istanza nella forma prescritta nel citato articolo 377, quan- d’anche il figlio non fosse ancora giunto all’ etàa d’ anni sedici, Il figlio arrestato potra indirizzare una memoria al Regio Procuratore presso il iribunale d’appello. Questo Procuratore se ne farà render conto da quello di prima istanza,€ fara la sua relazione al presidente del tribunale d’appello, il quale dopo di averne data notzia al padre, e dopo di avere raccolte tutte le informazioni, potrà rivocare Oo modifi- .æare L’ordine rilasciato dal presidente del di prima istanza. 383.Gli articoli 376, ,377, 378 e 379 saranno comuni al padre ed alla madre de” figli natural legaimente riconosCiutt. 380. Si lé père es! remarié, i} sera tenu, pour faire détenir son enfant du premier lit, lors même qu’il serait âgé de moins de seize ans, de se conformer à l'article 377. 581. La mère survivante el non rema- riée ne pourra faire détenir un enfant quavec le concours des deux plus pro- ches parens palernels, et par voie de réquisition, conformément à l'article 577. 582. Lorsque l’enfant aura des biens personnels, où lorsqu’il exercera un étaf, sa détention ne pourra, méme au-dessous de seize ans, avoir lieu que par voie de réquisition, en la forme prescrite par Particle 377. L'enfant détenu pourra adresser us mémoire au commissaire du Gouverne- ment près le tribunal d’appel. Ce cor missaire se fera rendre compie par celui près le tribunal de première instance» et fera son rapport au président du tri- bunal d'appel, qui, après en avoir don- né avis au père, et après avoir recueilli tous les renseignemens, POUTTA TÉvOqUET ou modifier l’ordre délivré par le prési- dent du tribunal de première instance. 583. Les articles 576, 377, 3578€ 579 seront communs aux pères et mêTes des enfans naturels légalement reconnus. 580. Pater si ad secundas convolaverit nuptias, ut primi matrimonii filium, Lcet nondum decimum sCx- fum ætatis annum attigerit, custodiæ mandet, ad præscripta articulo 577, se conformare debebit. 581. Mater superstes, et adhuc vidua, filium custodiæ mancipare non poterit, nisi consensus duorum ex proximioribus e patris latere inlercedat, et nisi petitionem juxta articulum 377 instiiuat. 582. Filius, si proprium habeat peculium, vel aliquam exerceat professionem, etiamsi sexdecim annis minor sit, in custodia detineri non polerit, nisi petiio intercedat juxa articulum 377. Filius in custodia detentus Regio Procuratori penes tribunal. appellationis libellum porrigere potenit.: Hic a Regio Procuratore penes tribunal primæ instantiæ notitias exposcet, easque referet præsidi tribuna- lis, cui adhæret, qui paire admonito, et collectis omnibus documentis, decretum præsidis primæ istantiæ vel revocare, vel temperare poterit. 585. Articuli 576, 577, 578, et 579. parentibus quoque congruunt fliorum naturalium, qui legitine recognità gant. a LÉ bic gg dé Ré Du<< it ce bte 6 is RS A ue ge ee PP [ 104] 384. Il padre durante il matrimonio, e dopo lo scioglimento di esso, il su- perstite frai genitori, avrà l’usufrutto dei beni de’suoi figli, finchè essi sian giunti ai diciott anni compiti, o sino all’eman- cipazione che potesse aver luogo pri- ma della età dei diciott anni. 585. I pesi di questo usufrutto saran- no 1 seguent, 1.0 Ï pesi istessi ai quali sono tenuti gli usufruttuar); 2.9 Gli alimenti, il mantenimento e l’educazione de’figli in proporzione delle loro sostanze; 5. Îl pagamento delle annualità arre- trate Oo degli interessi de’ capitali; 4° Le spese funebri e quelle del! ul- tima malattia. 586. Questo usufrutto non avrà luogo a favore di quello fra i genitori, contro di cui sarà staio pronunciato il divorzio, e cesserà per la madre che fosse pas- sata alle seconde nozze. 587. Lo stesso usufrutto non si esten- derà ai beni che i figli potranno acqui- stare col proprio lavoro od industria, né a quel che loro saranna stati la- sciati per donazione o per legato colla espressa condizione che il padre e la madre non ne abbiano a godere. 584 Le père durant le mariage, er, après la dissolution du mariage, le sur- vivant des père ef mère, auront la jouis- sance des biens de leurs enfans jusqu'à l'âge de dix-huit ans accomplis; ou jus- qu'à l’émancipation qui pourrait avoir lieu avant l'âäge de dix-huit ans. 585. Les charges de cette jouissance seront, 1.9 Celles auxquelles sont tenus les usufruiliers; 2.0 La nourriture, l’entretien et. l’édu- cation des enfans selon leur fortune; 5.0 Le paiement des arrérages ou inté- réls des capitaux; 4 Les frais funéraires et ceux de dernière maladie. 586. Cette jouissance n'aura pas lieu au profit de celui des père et mère con- tre lequel le divorce aurait été pronon- cé; el elle cessera à l’égard de la mèé- re dans le cas d’un second mariage. 587. Elle ne s’étendra pas aux biens que les enfans pourront acquérir par un travail et une industrie séparés, ni à ceux qui leur seront donnés ou légués sous la condifion expresse que les pérè et mère n’en Jouiront pas. 584, Pater constante matrimonio, et eo soluto, parens superstes filorum bonis fruetur, donee ipsi oc tavum supra decimum ætatis annum expleverint, vel emancipationem, cui ante prædictam ætatem locus esset, obtinuerint. 385. Onera hujusce ususfructus sunt, 1.0 Ea quibus ceteri ususfructuarii subjiciuntur; 2.0 Alimenta, et educatio filiorum pro facultatum modo; 5.0 Usurarum, et annuorum redituum solutio; 4.0 Sumptus funeris, et ultimæ infirmitatis. 386. Parens, adversus quem divortii sententia lata fucrit, hoc usufruciu caret; mater ad secunda vota transiens, eodem privatur. 387. Hujusmodi ususfrucius minime complectetur bona a filis proprio labore, et industria separatim questa, aut 1psis donata, aut legaia sub expressa conditione, ne ad parentes ususfructus perlmeat. en Del gt, 4, 1 We Î jo. Jui AU LE a , USsons nus lb l'édu- le; intée ux de pas lu re con: prono la mt: ge, biens jar Un ni à éguts | péré F 10| TITOLO Della Minore età, della Tutela e della Æmancipaziorne. C A PO I. Della Minore età. 388. 11 minore è quella persona del- l'uno o dell'altro sesso la quale non è giunta ancora all’ età d’anni ventuno compiti. CAPO FE Della Tutela. SEZ10NE JL. Della Tutela del Padre e della Madre. 380. Il padre, durante il matrimonio, +,«,°..\ e Famministratore de’beni di proprietà de’ suoi figli minori. FEFRE°X De la Minorité, de la Tutelle et de lEmanci pation.' CHAPITRE PREMIER. De la Minorité. 588. Le mineur est l'individu de l'un ou de l’autre sexe qui n’à point encore l’üge de vingt-un ans accomplis. CHAPITRE IE De la Tutelle. SECTION PREMIÈRE, De la Tutelle des Père et Mère. 589. Le pére est, durant le mariage, administrateur des biens personnels de ses enfans mineurs. TITULUS X. à De Minori ætate, Tutela, et Emancipatione, GARUTE EL De Minori ætate 388. Mixor est persona utriusque sexus, quæ primum et vigesimum ætatis annum nondum expleverit. 6 À P OT El, De Tutela Sszcrro Tr % De Parentum Tutela 389. Pater, constante matrimonio, est administrator bonorum, quæ ad filios in minori ætate constitutos spectant, 4 14 os. die 2.5 TE NE + her Rhin C2 à y î 43 ke 4! ô À [206 1 Leli à tennto à rendere onto della proprietà e delle. rendite di que bent, di cui egli non ha lusufrutto e della sola proprietà di quegli altri 1l cui usu- frutto gli è dalla legge attribuito. 590. Dopo lo scioglimento del ma- trumonio per la morte naturale o civile di uno de’ conjugi, la tutela de fighi mi- nori e non emancipali appartiene /pS0 jure al genitore superstite. 5gr. Potrà nondimeno il padre desti- nare alla madre sopravvivente e tutrice, un consulente speciale, senza il cui pa- rere ella non possa fare alcun atto re- lativo alla tutela. Se il padre specifica gli atti pei quali il consulente è nominato, sarà abihitata la tutrice à fare ogni altro atto senza l'as- sistenza di esso. 592. La nomina del consulente non potrà esser fatta che in una delle se- guenti maniere: 1.0 Per un atto d'ultima volontà; 2.0 Con una dichiarazione fatta al giu- dice di pace assistito dal suo cancel- liere, o pure avanti notari. 593. Se alla morte del marito la mo- glie trovasi incinta, verrà nominato un curatore al ventre dal consiglio di fami- glia. s IT est comptable; quant à l« proprié. té et! aux revenus, des biens dont il na pas la jouissance; ef, quant à la proprié- té seulement, de ceux des biens dont[a loi lui donne l’usufruit. 590. Après la dissolution du mariage arrivée par la mort naturelle ou civile de l’un des époux, la tutelle des enfans mineurs et non émancipés appartient de plein droit au survivant des père et mère. 501. Pourra néanmoins le père nommer à la mère surrivante ef{utrice, un COn- seil spécial, sans l'avis duquel elle ne pourra faire aucun acte relatif à la zutelle. Si le père spécifie les actes pour les- quels le conseil sera nommé, la Zu- trice sera habile à faire les autres sans son assistance. 502. Cette nomination de conseil ne pourra étre faite que de l’une des ma- nières suivantes: 1.0 Par acte de dernière volonté; 0 Par une déclaration faite ou devant le juge de paix assisté de son greffier; ou devant nofaires. 505. Si, lors du décès du mari, Ja femme est enceinte, il sera r10mIméÉ UT curateur au ventre par le conseil de famille. s. Q s=” e 7 En Rationes reddere tenetur de proprietate, et fructibus bonorum, in quibus ipse usufructu caret, et Ge pro prictate lantum eorum, in quibus legis auctoritate ususfrucius ipsi compet. ,:: Re: 1 5go. Soluto mairimonio ob mortem naturalem. vel civilem alterutrius ex conjugious, tul ela fiiorum nu- “orum, qui nondum emancipati sunt, spectal 1pc0 jure ad superstitem parentem. ss Fm x“:$»- 7e CE É à À et; 291. Potest tamen pater matri supershti, et tutrici peculiarem aG}ungere consiliatorem, de cujus sententia, qudquid ad tutelam pertinet, agere debeat. Si pater quedam designaverit acta, quibus peragendis consiliator datus sit; cetera sine 1psius COnsensu tuatcr perficere poterit. 3g2. Consiliatoris electio fieri nequit nisi SN mit 1.0 Vel actu ultimæ voluntatis; 2.0 Vel declaratione ob id emissa coram judice pacis, adstante ipsius scriba, vel coramm notaris. æ s A ne}. je 7e co. h#9). S1; cum vir imortur, uxor præegnans sil, a consilio familias curator veniri datur. Marge Du Cine | enfun rélentie el mèr, 20m" 7 CON« Île ne Fc à la ur les- la t- es Sn nsell te devant reffier, ri, Î mé Un seil d nil et de pt Éorum fr , gententt: us consid és Alla nascita del figlio, la madre ne diverrà tutrice, ed il curatore sarà /0s0 jure il surrogato tutore. 594. La madre non& obbligata ad accettare la tutela; nondimeno, in caso che essa la rifiuti, dovra adempirne 1 doveri sino a che abbia fatto nominare un tutore. 595. Se la madre tutrice vuole rima- ritarsi, dovrà, prima del matrimonio, con- vocare il consiglio di famiglia, il quale deciderà se la tutela debba esserle con- servata. In mancanza di questa convocazione, essa perderà pso jure la tutela; ed il suo nuovo marito sarà solidariamente ri- sponsabile di tutte le conseguenze della tutela ch'essa avràa indebitamente con- servata. 396. Quando il consiglio di famiglia legalmente convocato conserverà la tu- tela alla madre, le darà necessariamente per contutore il secondo marito, il quale diverrà solidariamente risponsabile uni- tamente alla moglie, dell amministra- zione posteriore al matrimonio. [107] A la naissance de l'enfant, la mère en deviendra tutrice,et le curateur en sera de plein droit le subrogé tuteur. 304. La mère n'est point tenue d’ac- cepter la tutelle; néanmoins, el en cas gwelle la refuse, elle devru en remplir les devoirs jusquà ce qu’elle ait fait noïniner un{UÉeuT. 505. Si la mère tutrice veut se Temu rier, elle devra, avant Pacte de mariages convoquer le conseil de famille, qui dé- cidera si lu tutelle doit lui étre conservée. A défaut de cette convocation;. elle perdra la tutelle de plein droit; el son nouveau mari sera solidairement réespoit- sable de toutes les suites de la tutelle qu’elle aura indûment conservée. 596. Lorsque le conseil de famille; dûment convoqué, CONSErveTæ la tutelle à la mire, il lui donnera récessaire- ment pour cofufeur le second mari; qui deviendra solidairement responsable, avec sa femme, de la gestion postérieure aw mariage. Filio nalo, mater ipsius tutrix fiet, et curator ipso jure tutoris honorarii personam induet. donec effecerit, ut tutor constituatur. 595. Si mater tutrix ad alla vota convolare velit, antequam nuptiæ sequaniur; consilium familias convo- cabit, cujus erît statuere, uirtin in oflicio tutele eandem retinere expediat. Consilio autem non vocato, maler ipso. jure a tutela cadit, et secundus vir in solid gestis ab illa, quamdiu tutelam illicite administraverit. um oblgatur de 595. Quoties consiliuma familias rite convocatum tutelam mairi servandam duxerit, secundum virui 1P SF contulorem necessario adjunget, qui in soldum cum ea pro rebus post nuplias. tenebitur, -: ne-- pe 394. Mater tutelam suscipere non cogitur; tutel:e tamen offciis, si hanc recusare voluerit, fungi debet ,. gestis actione tutelæ: nent —_ CESSER RS CS à: & [ 108| SEZIONE II. Della Tutela conferita dal Padre o dalla Madre. 397. Il diritto personale di assegnare un tuiore parente od anche estraneo, non appartiene che a quello de genito- ri, il quale morra l’ultimo. 598. Questo diritto non potra essere esercitato che nelle forme prescritte all’articolo 592, e sotito le seguenti ec- cezioni e modificazioni. 399. La madre rimaritata e non con- servata nella tutela dei figli del primo suo matrimOnio, non pud assegnare ad essi un tutore. 400. Quando la madre rimaritata e conservata nella tutela, avràa destinato un tutore ai figli del primo suo matri- monio, tale destinazione non sarà va- Lida, qualora non sia confermata dal consiglio di famiglia. 4o1.{1 tutore eletto dal padre o dalla madre, non sarà tenuto ad accettar la tutela, se non è d’altronde nella classe di quelle personé alle quali in man- canza di questa elezione speciale, pud il consiglio di famiglia addossarneil peso. SECTION IT. De la Tutclle déférée par le Père ou la Mere. 397. Le droit individuel de choisir un {u{eur parent, Ou méme étranger> NaAp- parlient qu'au dernier mourant des père et mère. 398. Ce droit ne peut être exercé que dans les formes prescrites par l’article 392, et sous les exceptions et modift- cations ci-après. 309. La mère remariée et non main- fenue dans la tutelle des enfans de son premier mariage, ne peut leur choisir Li{uleur. 400. Lorsque la mère remariée, et main- tenue dans la tufelle, aura fait choix d’un tuleur aux enfans de son premier mariage, Ce choix ne sera valable qu'autant qu’il sera confirmé par le conseil de J'amille. _ 4or. Le tuteur élu par le père ou la mère, nest pas tenu d'accepter la tutelle, s’il n'est d’ailleurs dans la classe des personnes qu'à défaut de cette élection spéciale le conseil de famille eût pu en charger. DEC TIio II. De Tutela delata a Paire, vel Matre 597. Jus eligendi tutorem cognaiuur, vel etiam extraneum alterutri ex parentibus postremo deccdenti dumtaxat. compeiit. 7. C0] e...°..-° 398. Hoc jus exerceri nequit, nisi servalis formis ab articulo 392 præscriptis, nec non juxia excepiio- nes, et modificationes inferius statulas. ré À. ee..,....« 599. Mater, quæ ad alia vota transierit et a tuicla filiorum prioris matrimonii remota fuerit, eisdem tulorem dare nequit. 400. Si mater secundis nupüis initis, tutela rite retenta, fils prioris matrimonïü tulorem elegerit; elec- Wo non valet, nisi a consilio familias confirmetur. 4o1. Tutor a patre, vel a matre electus tutel am suscipere non cogiur, nisi 6x eorum numero sil, qui bus consilium familias, hac special electione deficiente, tutelæ munus demandare potuisset. Pirs Or y ) r, 1 ds pin CÈ qu artich rod nain le son hoisir E maire } chois premibr “autant el à ne la telle, » des CtiON pu en Lecedent excel C rog j SEzZ1ONE IIL. D clla Tutela degli Ascendenti. 402. Quando dal! ultimo dei genitoni defunti non sia stato assegnato un tuto- re alfiglio in età minore, la tutela spetta di diritto al suo avo paterno; in man- canza di quesio, all avo materno, e si terra lo stesso ordine rimontando la li- nea ascendentale, in modo che l ascen- dente paterno venga preferito costante- mente all ascendente materno del grado medesimo. 403. Mancando lavo paterno ed il materno del minore, e concorrendo due ascendenti di un grado superiore ap- partenenti entrambi alla linea paterna del minore, la tutela passerà di diritto all'avo paterno del padre del minore. 404. Concorrendo due bisavoli della linea materna, la nomina sarà fatta dal consiglio cu famiglia, il quale non potrà pero sceglicre che uno di questi due ascendenti. SECTION III. De la Tutelle des Ascendans, 402. Lorsqu'il wa pas été choisi au mineur un futeur par le dernier mourant de ses pére et mère, la tutelle appar- tient de droit à son aïeul paternel; à défaut de celui-ci, à son aïeul maternel, et ainsi en remontant, de manière que l’'ascerdant paternel soit toujours préféré à l’ascendant maternel du méme degré. 405. Si, à défaut de l’aïeul paternel et de l’aïeul maternel du mineur, la con- currence se trouvait établie entre deux ascendans du degré supérieur qui appar- tinssent tous deux à la ligne paternelle du mineur, la tutele passera de droit à celui des deux qui se trouvera étre l’aïeul paternel du père du mineur. 404. Si la méme concurrence a lieu entre deux bisaïeuls de la ligne mater- nelle, la nomination sera faite par le conseil de famille, qui ne pourra néan- mnotns que choisir l’un deces deux ascen- dans. SErcCTrro FIL De T'uiela Adscendentium #o2. Quoties minori a parente, qui ultimus decesserit, tutor datus non fuerit, tutela ad avum pater- num 1pso jure pertinet. Hoc deficiente ad avum maternum, et sic deinceps, adco ut adscendenti materno in eocem gradu acscendens paternus semper præferatur. 405. Avo paterno, et materno minori deficientibus, si duo concurrant adscendentes gradus remotioris, ambo tamen ex linea paterna ejusdem minoris; tutela ipso jure illi ex duobus defertur, qui avus paternus ipsius minoris pairis erit. 404. Si proavi linex malernæ tantum existant, tutor a consilio familias dabitur, quod tamen alterutruns ex illis dumtaxat eligere poterit. SA PR Re PR ML EN em 1} k PAPERS D A ed nil è # 1 711 , CE x ï From ES [ xr0| Sezironwx IV. Della Tutela conferita dal Consiglio di J'amiglia. 405. Quando un figlio minore e non emancipato resterà senza padre e ma- dre, senza tutore da essi eletto, senza ascendenti maschi, come pure quando il tutore avente alcuna delle qualità so- pra espresse, si trovasse O nei Casi di esclusione di cui si parlera in appres- so, o legittimamente scusato, si pro- cederà dal consiglio di famiglia alla de- putazione di un tutore.| 406. Questo consiglio sara convocato tanto a richiesta e preventiva istanza dei parenti del minore, dei suoi credi- tori Oo di altre parti interessate, quanto ancora ex officio e per ordine del giu- dice di pace del domicilio del minore. Sara in facoltà di qualunque persona il denunziare a questo giudice di pace il fato che darà luogo alla deputazio- ne di un tutore. 407. Il consiglio di famiglia, non compreso il giudice di pace, sarà com- posto di sei parenti od affini, meta del lato paterno, meta del materno, secondo l'ordine di prossimita in cia- scuna linea, i quali potranno prender- si tanto nel comune ove s1 fara luogo alla tutela, quanto nella distanza di due miriametri. SECTION IT. De la Tutelle déférée par le Conseil de famille. 405. Lorsqu un enfant mineur et non émancipé restera sans père ni Inère; ni tuteur élu par ses père où mère, ni ascen- dans mâles, comine aussi lorsque le tu- teur de l’une des qualités ci-dessus ex- primées se trouvera ow dans le cas des exclusions dont il sera parlé ci-après, où valablement excusé, il sera pourvu, par un conseil de famille, à la nomination d’un futeur. 406. Ce conseil sera convoqué, soit sur la réquisition et à lu diligence des parens du mineur, de ses créanciers ow d’autres parties intéressées, soit méme d'office et à la poursuile du juge de paix du do- _micile du mineur. Toule personne pourra dénoncer à ce juge de paix le fait qui donnera lieu à la nomination dur tuteur. 4o7. Le conseil de famille sera com- posé, non compris le juge de paix, de six parens ou alliés, pris tant dans la com- mune où la tutelle sera ouverte que dans la distance de deux myriamètres, moitié du côté paternel, moilié du côté mater- nel, et en suivant l'ordre de proximité dans chaque ligne. RE De Tutela a Consilio familias delata. À FA Ç il far à 1e nr h rat At: 1 399© nat' a v 4;+ for b 405, Consiium jamiias tuiorem e iget, quoiies munor non emanciDaius ulroque parence; et tuitore a jisd da:: dscendentib“ui: La): alauw ædUcus 1 ct{ tisdem dato, nec non adscendentibus masculis careat, prout euam si anquis ex Præc'ciis tutoriDus, ve legitime possit excusari, vel removendus sit causis, de quibus infra. 406. Consilium cogetur ad propinquorum minoris, et diligentioris inter 1ipsos imstantiam, aui cjustem TE ne= PSS Q.. mn,+..‘ die». éreditorum, et aliorum, quorum intererit, nec non ex offcio, et mandante judice pacis donucilii minoris. BLESSE À e x 4 e. Ce].. Cuilibet licebit casum, ob quem tutor dandus sit, judici pacis denuntiare. 407. Consilium familias præter judicem pacis, sex cognalis, vel affinibus constabit, qui tam in mu- aicipio, ubi tutclæ locus fit, quam intra duo ab eoden myÿriameira eligentur, tribus 5cilicet e linea païor- Fe, PRE ns En....«.: ma, WiDus Çç mafsrqa, Or&ne gradus proxumgiaus In quavis hinea seryato. Cul UT 6 ny Mère à AL dt ie ty SSUS 0 cas dx ès, Ou u, par ination sois $ partit d'au d'office# c du de @ pOur fait qu Lulau z COnt- , de six & CON que dus S, moilé té malt: proie “| j user { minor: qu à if 1e pee” Cri Ïl parente sara preferito al affre rello stesso grado;€; fra i parenti di ugual grado, verra preferito il più vecchio. 408. I fratelli germani del minore ed i mariti delle sorelle germane, sono i sol eccettuati dalla limitazione del numero stabilito nel precedente articolo. Quando siano sei© piu, saranno tutti membri del consiglio di famiglia, che da essi soli verra composto unitamente alle vedove degli ascendenti ed agli ascen- denti legittimamenie scusati, se ve ngç fossero. Quando fossero in numero minore, saranno chiamati gli altri parenti per completare il consiglio.| 409. Quando i parent od affini nel- l'una o nell altra linea uon si troveranno in numero sufliciente nei luoghi o nella distanza indicata all'articolo 407, il giu- dice di pace chiamerà 1 parenti od af- fini domiciliati in distanza maggiore, come pure, i cittadini di quel comune cogniti per aver avuto abitualmente re- lazione di amicizia col padre o colla madre del minore. 410. I giudice di pace, quand anche si trovasse in luogo un numero suffi- ciente di parenti od aflini, potrà per- metlere che vengano citati, qualunque sia la distanza del domicilio, i parenti Le parent sera préferé à F allié du méme degré; et, parmi les parens de méme de- gré, le plus âgé, à celui qui le sera le IROINS. 408. Les frères gormains du mineur er les maris des sœurs germaines SOnt seuls exceptés de la limitation de nombre posée en Particle précédent. S'ils sont six, ou au-delà, ils Seront sous membres du conseil de famille, qu’ils composeront seuls, avec les veuves d’a- scendans et les ascendans valablement excusés, s’il y en&. S'ils sont en nombre inférieur, Îles au- tres parens ne Seronêt appelés que pour compléter le conseil. 409. Lorsque les parens ou alliés de l'une ou de l’autre ligne se trouveront en ROM bre insufjisant sur des lieux, ou dans l@ distance désignée par Particle 407, le ju- ge de paix appellera, soit des parens ou alliés domiciliés à de plus grandes distan- ces, soit, dans la Commune méme, des ciloyens connus pour avoir eu des rela- tions habituelles d'amitié avec le père où la mère du mineur. 41o. Le juge de paix pourra, lors mé- me qu'ily aurait Sur les lieux un nombre suffisant de parens où alliés, permefire de citer, à quelque distance qu’ils soient domiciliés, des parens ou alliés plus pro- Cognatus præferetur affini ejusdem gradus, et ex cognatis ipsiusmet gradus senior præferelur. 408. Minoris fratres germani, et sororum germanarum viri a numero in antecedenti articulo statuti præ- finitiore soli excipiuntur. Si idem vel sex, vel plures sint, omnes consilium familias constituent una cum viduis adscendentium, et cum adscendentibus a tutela legitime excusatis, siqui extant. Si numero sex minores sint, ali conjuncti vocabuntur dumtaxat, quatenus ad consilium constituendum opus fuerit. 409. Quoties in loco, et intervallo ab articulo 4 o7, designato, indictus cognatorum, et aflinium numerus desit; judex pacis cognalos, el affines longiori intervallo degentes, autcives ejusdem municipii vocabit, quos familiaritatis, et amicitiæ cum patre, aut maire minoris necessitudinem habuisse pateat 410. Quamvis præscriplus cognaierum,€t affinium numerus in memoratis locis habeatur, judex pacis 1] } À ( ( 74 #T Li Î F Li $ 11 41 f an amet 2 7 (ren ed affini di grado prossimiore, come pure di grado eguale a quello dei pa- renti Od affini presenti; in maniera perd che cid si effettui sottraendo alcuno di questi ultimi ,e senza oltrepassare il nu- mero Stabilito negli articoli precedenti. 411. 11 termine a comparire verrä sta- bilito dal giudice di pace per un giorno determinato, in maniera perd che vi passi sempre, fra l’intimazione della ci- tazione ed il giorno fissato per la con- vocazione del consiglio, un intervallo di tre giorni almeno, quando tutte le parti citate risiederanno nello stesso co- mune, O alla distanza di due miria- metri. Qualora fra le parti citate, se ne tro- vera alcuna domiciliata al di là di tale distanza, sarà accresciuto il termine di un glorno di più per ogni tre miria- metri. 412. Î parenti, affini od amici, in tal modo chiamati, saranno tenuti a pre- sentarsi personalmente, oppure a farsi rappresentare da un procuratore spe- £iale. Il procuratore non pud rappresentare piu d’una persona. 413. Qualunque parente, affine od amiCO, Chiamato, e che, senza legittima sCcusa, non COmparisse, incorrerà in una ches en degrés, ou de mêmes degrés que les parens ou alliés présens; de Manière toutefois que cela s'opère en retranchans quelques-uns de ces derniers sans excéder le nombre réglé par les précé- dens articles.: 411. Le délai pour comparaîftre sera réglé par le juge de paix à jour ifixe:, mais de manière qu’il y ait toujours L chtre la citation notifiée et le jour indi- qué pour la réunion du conseil, un in- Zervalle de trois jours aw moins, quand foules les parties citées résideront dans la commune, ou duns La distance de deux myriamètres. Toutes les fois que, parmi les parties citées, il s’en trouvera de domiciliées au- delà de cette distance, le délai sera aug- Imenté d’un jour par trois myriamètres. 412. Les parens, alliés où amis, ainsi convoqués, seront tenus de se rendre en personne, ou de se faire représenter par un mandataire spécial. Le fondé de pouvoir ne peut représenter plus d'une personne. 413. Tout parent, allié ou ami, con- v0quÉ, el qui, sans excuse légitime, ne corparaitra point, encourra une amende permuticre poterit, ut cognati, et affines remotiori loco degentes vocentur, qui proximiores, atque etiam cjus- dem gradus sint cum præsentibus, ita tamen ut, aliquo ex postremis islis tunc amoio, numerum præcedenti. bus arüculis præfinitum neutiquam consilium excedat. 411. Vocatis se sistendi causa dies certa ab judice pacis indicitur, ila tamen, ut a vocationis die ad alteram convocationis consilii triduum saltem intercedat; auryametra commorentur. quoties ill in municipio, vel intra duo ab eodem Si vero inter vocatos aliquis remotiori loco degat, termino prædicto dies una in singula trina miryametra adjicietur. 412. Cognati, affines, vel amici hoe modo vocati, vel ipsimet adesse debent, vel per procuratorem special mandato instructum. Procurator unius tantum personæ vices gerere poterit. 417, Quicumque ex cognatis, affnibus, aut amicis absque Jegitima excusationis causa minime se sistet, Jours, ind 2 1h: ani dans » de artiss es dk 0 üug: JelTes, , din re en far ane oreid 16e, lises| nulta che non potvà eccedere cinquanta lire, la quale sara pronuneiata inappel- labilmente dal giudice di pace. 414. Essendovi motivo sufliciente di scusa, e trovandosi conveniente,© di aspettare il membro assente, 6 di rim- piazzarlo, in tal caso, come in qua- lunque altro in cui sembrasse esigerlo l'interesse del minore, il giudice di pace potrà runettere V assemblea ad al- ro giorno determinato© prorogarla. 415. Quest assemblea si terra di di- ritto presso il giudice di pace, eccetto che egli stesso non abbia indicato un altro locale. Si richiede la presenza per lo meno di tre quarti dei membri stati chiamati, perchè essa possa deliberare. 416. AI consiglio di famiglia presie- derà il giudice di pace, il quale vi avrà voce deliberativa,e preponderante in caso di parita di opluone. 417. Quando il minore domiciliato nel Regno, possedesse beni nelle colonie, 0 viceversa, l’amministrazione speciale dei suoi beni verra aflidata ad un protutore, In tal caso, il tutore ed il protutore saranno indipendenti, e non obbligati uno verso l’altro per la loro rispettiva amministrazione. qui ne pourra excéder cinquante france, et sera prononcée sans appel par le juge de paix. 14. S'il y a excuse suffisante, ct qu’il convienne, soit d'attendre le membre absent, soit de le remplacer; el cé cas, comme en tout autre où d’intérét du mi- neur semblera l’exiger, le juge de paix pourra ajourner: Passemblée ou la pro- roger. 415. Cette assemblée se tiendra de plein droitchez le juge de paix, à moins qu’il ne désigne lui-même un auire local. La présence des trois quarts au moins de ses membres convoqués, Sera nécessaire pour qwelle délibère. 416. Le conseil de.famiile Sera pré- sidé par le juge de paix, qui Y aurœ voix délibérative, et prépondérante€ cas de partage. 417. Quand le mineur, domicilié en France, possédera des biens dans les colonies, Où réciproquement, l’admini- stration spéciale de ses biens sera dor- née à un prolureur. En ce cas, le tuteur et le protuieur eront indépenduns,€t non resporisur bles l’un envers l'autre pour leur gestion respective. mulla, quinquaginta tamen libras non excedente, ab judice pacis, ommi appellatione sublata, plectetur. 414. Si absentiæe causa salis idonea sit, et, vel absentem expectare, vel allum eidem subsuiuere expe- diat; tunc, et quotiescumque id utilitas exposcat, judici pacis licebit, vel consessum in certam diem indi- eere, vel in incertum tempus prorogare. 415. Consilium penes judicem pacis ipso jure cogetur, nisi alibi habendum ipse decreverit. Ad deliberandumx necessario hu À, ut tres partes ex integro vocatorum numero in consilio adsint. 416. Consilio familias judex pacis præerit, qui suffragium et ipse feret, ac suffragiis utrinique paribus, ejus calculo res definietur. 417. Quoties minor in Regno degens. bona in coloniis possideat, aut versa vice; tunc specialis eorurm admuinistratio protutori demandatur. Hoc casu tutor, et protutor divisim gerent, nec alter alteri de propria gestione fenchitur. 15 pins 662 cnrs nd gg ones Dit & gra ps ro e Eee pe Re à ve sgh nai Qué] 418. Il tutore, in tal qualità, agisce ed amministra, dal giorno della sua depu- tazione, se era presente; diversamente, dal giorno in cui gli sarà stata notifi- Cata. 419. La’ tutela è un peso personale che non passa agli eredi del tutore. Que- sti saranno tenuti soltanto per l’ammi- nistrazione del loro autore, e quando siano in età maggiore, saranno tenuli a continuarla finchè sia deputato un nuo- vo tuitore. SEZI1ONE V. Del Tutore surrogato. 420. In ogni tutela vi sarà un tutore surrogato, che si nomina dal consiglio di famiglia. Le sue funziori consisteranno nell agi- re per gl interessi del minore, allorchè questi si trovino in opposizione con quel- l1 del tutore. 421. Quando le funzioni di tutore sa- ranno devolute ad una persona avente alcuna delle qualità espresse nelle su- periori sezioni Ï, II e IT del presente Capo, questo tutore prima di entrare in funzione, dovrà far convocare un consi- glio di famiglia, composto nelle forme indicate nella sezione IV, acciochè passi alla deputazione di un tutore surrogato. 418. Le tuteur agira et adininistrers; en cette qualité, du jour de sa nomi. nation, Si elle a lieu en sa présence; sinon, du jour qu’elle lui aura été no- tifiée. 419. La tutelle est une charge per- sonnelle qui ne passe point aux héritiers du tuteur. Ceux-ci seront seulement re- sponsables de la gestion de leur auteur; et s'ils sont majeurs, ils seront lenus de la continuer jusqwà la nomination d'un nouveau tuteur. SECTION PF. Du subrogé‘Tuteur. 420. Dans toute tutelle il y aura un subrogé tuteur, nommé par le conseil de J'amille. $es fonctions consisteront à agir pour les intérêts du mineur, lorsqu'ils seront en opposition avec ceux di tuteur. 42r. Lorsque les fonctions du tuteur seront dévolues à une personne de l’une des qualités exprimées aux sections 7, IT et III du présent chapitre, ce tuteur devra, avant d'entrer en fonctions, faire convoquer, pour la nomination du sub- rogé tuteur; un conseil de Jamille com- posé comme il est dit en la section IF. 418. Tutor, si adsit, ipsa electionis die administrationem suscipiet: eo vero absente, cum electio ei denunciata fuerit. 419. Tutela munus est personale, quod ad tutoris heredes minime transit. Heredes rationem reddunt dumtaxat de gestis ab ipsorum auctore; si vero ipsi maijores ætate sint, tutele munus subeunt, donec no- vus tutor eligalur. SEcTIro V. De Tuitore honorario. 420. In quavis tutela tutor honorarius a consilio familias eligendus est. Ejus érit muneris minoris jura tueri, quoties hæc tutoris juribus adversentur. 421. Si tutela deferatur personæ in Sectione I, Il et II hujusce capitis designatæ; tutor antequam mu- nus suscipiat, consilium familias juxta præscriptum in Sectione IV convocabit, ut tulor honorarius ab “eodem eligatur. tr Gun me, él. } j kr Kerin ment v Faut NE lex nain aure u sell dé IT pOU seroil uteuf l’une ns À, uteur fuir du sub le con jon D, | reddun jouer# y nl MER [ 443 Qualora siasi immischiato nell ammi- nistrazione prima di avere adempito a questa formalità, il consiglio di famiglia convocato, ad istanza dei parenti, credi- tori od altre persone intercssate, ovvero dal giudice di pace ex officio, potrà, quando siavi dolo per parte del tutore, rimuoverlo dalla tutela, senza pregiudi- zio delle indennità dovute al minore. 422. Nelle altre tutele, la nomina del surrogato tutore avrà luogo immediata- mente dopo quella del tutore. 423. In nessun caso il tutore voterà per la nomina del surrogato tutore, il quale sara scelto, quando non sianvi fratelli germani, in quella delle due linee a cui il tutore non appartiene. 424 Se la tutela diverra vacante o sara abbandonata per assenza, il surro- gato tutore non sarà di diritto il tutore, ma dovràa provocare la nmomina di un nuovo tutore, sotto pena della rifusione dei danni ed interessi che ne potranno derivare al minore. 425. Le incombenze del surrogato tu- tore cessano nello stesso tempo in cui cessa la tutela. 426. Le disposizioni contenute nelle seziont VI e VIL di questo capitolo, si applicheranno ai tutori surrogati. S'il s’est ingéré dans la gestion avant d’avoir rempli cette formalité, le con- seil de famille, convoqué soit sur lœ réquisition des parens, créanciers ow autres parties intéressées, soit d'office par le juge de paix, pourra, s’il y a eu dol de la part du tuteur, lui retirer læ tutelle, sans préjudice des indemnités: dues au mineur. 422. Dans les autres tutelles, la no- mination dy subrogé tuleur aura lieu: immédiatement après celle du tuteur., 423. En aucun cas le tuteur ne vo- tera pour la nomination du subrogé tu- teur, lequel sera pris, hors le cas de frères germains, dans celle des deux lignes à laquelle le tuteur n'appartiendra point.- 424. Le subrogé tuteur ne remplaceræ pas de plein droit le tuteur, lorsque la zutelle deviendra vacante, ou qu’elle seræ abandonnée par absence; mais il devra, en ce cas, seus peine des dommazges-in- térêts qui pourraient en résul/er pour le mineur, provoquer la nomination dun nouveau fufeur. 425. Les fonctions du subrogé tuteur cesseront à la méme époque que la tutelle. 426. Les dispositions contenues dans les sections VI et VII du présent chapitre, s’ appliqueront aux subrogés tuleurs. S1 vero, antequam huic dispositioni satisfecerit, administrationi se se immiscuit, consilium familias, quod instantibns cognatis, creditoribus, aut iis quorum intererit, vel ex officio ab judice pacis convocabitur, tu- torem de dolo convictum a tutela poterit removere, salva minoris indemnitate. 422. In ceteris tutelis, tutore” dato, honorarius tutor illico nominatur. 425. Tutor nurquam suffragium feret pro eligendo tutore honorario, qui, germanis fratribus non extanti- bus, in ea ex duabus lineis, ad quam tutor non pertinet, eligetur. 424. Quum tutela vacans efficitur, vel propter tutoris absentiam deseritur, tutor honorarius in ejus lo- cum ipso jure non succedit; sed novi tutoris datio ab eo postulanda est, alter damna, et id quod inter- est, quæ minori rependenda forent, ipse præstabit. 425. Finita tüutela, honorarii tutoris munus illico cessat. ù 426, Præscripta in sectione VI, et VII hujus capitis ad tutores honorarios qnoque refcrumtur, A sage F1 : F à 4: ; + [ Nondimeno il tutore non potrà pro- ocare la destituzione del surrogato tuto- le‘ nè votare nei consighi di famiglia éonvocati a questo oggelto. S£ezionEe VI Delle Cause che dispensano dalla Tutela. 427. Sono dispensati dalla tutela, T membri delle autorità stabilite nel ti- tolo IL del secondo statuto costituziona- le, e nel titolo IV del terzo statuto; I giudici del tribunale di cassazione, 1 Reg] Procuratori general€ sostituiti presso il medesimo; 1 commissarj Regj presso la contabi- lita nazionale; I prefetti; Tutti i cittadini esercenti un pubblico impiego fuori del dipartimento im cui deve conferirsi la tutela. 428. Sono egualmente dispensati dalla tutela, T militari in attività di servizio e tutti coloro che hanno una missione del Go- verno fuori del Regno. 429. Se la missione non& autentica, e sia impugnata, non si ammetterà la dispensa se non dopo che il Governo 116| Néanmoins le tuteur ne pourra pre- voquer la destitution du subrogé tuteur, ni voter dans les conseils de famille qui seront convoqués pour cet objet. SECTION PL. Des Causes qui dispensent de la Tutelle, 427. Sont dispensés de la tutelle, Les membres des autorités établies par les titres 11, III et IV” de lacte consti- tulionnel; Les juges au tribunal de cassation, commissaire el substituts près le méme cribunal; Les commissaires de la comptabilité nationale; Les préfets; Fous citoyens exerçant une fonction publique dans un département autre que celui où la tutelle s'établir. 428. Sont également dispensés de la tutelle, Les militaires en activité de service, et tous autres citoyens qui remplissent, hors du territoire de la République, une mis- sion du Gorwernement. 420. Si la mission est non authentique, et contestée, la dispense ne Sera pro- noncée qu’après que le Gouvernement se te e_. Nililominus tutor, nec honorarii tutoris remotionem postulare, üffragium ferre poterit. nec in consilio familias ad id convocato S&crvro VE De excusatione Tutorum. 427. Ab onere tutelæ excusantur omnes primariæ auctoritates ftegni, de quibus ütulo TI secun di statuli constitutionalis, et titulo IV tertii ejusdem statuti mentio fit Judices tribunalis cassationis, Regius Procurator, et ejus substituti apud idem tribunal: Censores fiscalium rationum: Præfecti: Cives omnes extra provinciam, ubi tutela defertur, publico munere fungentes. 428. À tutela pariter excusantur mililes sub vexillis, et ccleri cives, qui negotia sibi extra Reonum gerunt. 429. Si mandatum ad hæc negotia gerenda authenticum non sit, et in dubium revocetur, de excus a Rege mandata atione Tutel, 1] 16, Les pr COS}: 1lion, Miême ){ablite fonctim bre qu ice, él +, hors e mus- 1tique, ra pt ment& ct convocalo pandas sion [és il avrà su di cid emiessa la: sua dichiara- zione col mezzo del ministro da cui dipende la missione addotta per. titolo di scusa, 430. I cittadini della qualità indicata ne’ precedenti articohi, che hanno accet- tato la tutela posteriormente alle fun- zioni, servigi© missiont che LH dispen- sano, non sarannoO più ammessi a Chic dere d’esserne liberati per le stesse cause. 451. Coloro per lo contrario, ai quali le mentovate funzioni, servigi o missiOnL saranno state conferite posteriormente al- l'accettazione ed aminiimistrazione d’ una tutela, se non vogliono ritenerla, po- tranno entro un mese far convocare un consiglio di famiglia, affinchè si pro- ceda al loro rimpiazzamento. Cessate le funzioni, servigi© mis- sioni, se il nuovo tutore reclama la sua liberazione, oppure se il primo tutore ridomanda la tutela, potra essergli nuo- vamente conferita dal consiglio di fa- miglia. 452. Ogni cittadino non parente nè affine non pud essere costretto ad ac- cettare la tutela, fuorchè nel caso in cui nella distanza di quattro miriametrli non esistessero parenti Od aflini in gra- do di amministrarla. sera expliqué par la voie du ministre dns le département duquel se placera le mis- sion articulée comme excuse. 430. Les citoyens de la qualité expri- mée aux articles précédens, qui ont ac- cepté la tutelle postérieurement aux fon- clions, services ou missions qui en dis- pensent, ne seront plus adinis à S'en faire décharger pour cetle Cause. 451. Ceux, au contraire, à qui lesdites {onctions, services ou INISSIONS, QŒUTOIE été conférés postérieurement à l accepta- ion et gestion d'une tutelle, pourronr, s’ ils ne veulent la conserver, faire con- soquer, dans. le mois, un conseil de fa- mille, pour y être procédé à leur rem- placement. Si, à Pexpiration de ces fonctions, services où missions, le nouveau{uleur réclume sa décharge, où que l’ancien redemande la tutelle, elle pourra lui étre rendue par Le conseil de famille. 452. Tout citoyen non parent ni allié ne peut être forcé d'accepter la tutelle, que dans le cas où il n’existeraié pas, dans la distance de quatre myriamètres, des parens ou alliés en état de gérer la tutelle. baud judicabitur, donec a Suprema auctoritate per administrum, ex cujus officio mandatum in excusationem producium processit, res declarata sit. 450. Cives superioribus articulis recensiti, qui tutelam susceperint, postquam munera, officia, et mandata jam obierant, nequeunt iisdem de causis excusationem postimodum impetrare. 451. E contra ü, quibus post susceptam tutelam prædicta munera, officia, et mandata fuerint delata, quoties eandem amplius retinere nolint, intra mensem consilium familias convocare tenentur, ut ipsorum loco tutores ali ehgantur. Si muveribus, officüis, ant mandatis expletis, novus tutor liberari, vel prior tutelam recipere postulet; huic consilium familias illam conferre denuo poterit. 452. Nemo, qui nec cognatus, nec affimis sit, tutelam suscipere cogitur, quoties intra quatuor pair yametra cognati, et affines pupilli tuelæ gerendæ pares reperiantuy, PEN RENNES ne É | à: AE Î 14 nee ie 1 it Æ ñ PS | { : [ 455. Qualunque persona in etä d’an- ni sessantacinque compiti, pu ricusare d’essere tutore. Colui che sara stato nominato prima di tale eta, potrà al settant anni farsi liberare dalla tutela. 454. Qualunque persona attaccata da una grave infermità e debitamente giu- stificata, è dispensata dalla tutela. Potràa anche ottenere d’esserne libera- ta, se la infermità è avvenuta dopo la sua nomina. 455. Due tutele sono per chiunque un giusto motivo di dispensa dal! accettarne una terza. Un conjugato, od un padre già inca- ricato d’una tutela, non sara tenuto ad accettarne una seconda, eccetto quella de’suoi figli. 436. Coloro che hauno cinque figli legittimi, sono dispensati da ogni tute- la a riserva di quella de’ propri figli. I figh morti in attivita di servizio nelle Regie armate, saranno sempre compu- tati per far luogo alla dispensa. Gli altri figli morti non faranno nu- mero, se non in quanto che abbiano essi lasciati dei fighi tuttora viventi. 437. La sopravvenienza di figli durante la tutela non potrà autorizzare ad abdi- carla. 458. Se 1l tutore nominato si trova ’ 118| 433. Tout individu âgé de soixante. cinq ans accomplis, peut refuser d'être tuteur. Celui qui aura été nommé avant cet âge, pourra, à Soitante-dix ans, se faire décharger de l« tufelle. 454. Tout individu afteint d’une in- firmité grave et dément justifiée, est di- spensé de la tutelle. Il pourra même s’en faire décharger, si celte infirmité est survenue depuis sa nominalion. 435. Deux tutelles sont, pour toutes personnes, une juste dispense d'en accepter une troisième. Celui qui, évoux ou pére, sera déjà chargé d’une tutelle, ne pourra être tenu d’ en accepter une- seconde, excepté celle de ses enfans. 456. Ceux qui ont cinq enfans légitimes, sont dispensés de toufe tutelle autre que celle desdits enfans. Les enfans morts en activité de service dans les armées de la République, seront zoujours comptés pour opérer celle dispense. Les autres enfans morts ne Seront COM- ptés qu'autant qu'ils auront EUX-MÉIMES laissé des enfans actuellement exislans. 457. La survenance d’'enfans pendant la tutelle ne pourra autoriser à labdiquer. 458. Si le tuteur nommé est présent à -.:..: 433. Qui ætatis suæ annum sexagesimum quintum expleverit, ab onere tutelæ se excusare poiest. Ille vero, qui ante prædictam ætalem lutor dalus fuit, anno septuagesimo exacto,‘liberationem a tutela conse- qui potest. 454. Gravis infirmitas rite probata excusationi locum præbet. Si vero ea supervenerit post tuielam delatam, ægrotus se se ab hoc onere eximere poterit. 455. Binæ tutelæ justam omnibus excusationis causam præbent a tertia obeunda. Conjux, vel pater, qui jam tutela gravatur, cogi nequit, ut aliam, nisi liberorum suorum, subeat. 456. Qui filios quinque legitimos habent, a quavis tutela excusantur, nisi eosdem liberos respiciaf. Fil demortui sub vexillis exercituum Regni semper inter vivos ob excusationis Causam, adnumerantur. Ceteri filii demortui, nisi ipsorum liberi supersint, minime recensentur. 437. Ob supervenientiam liberorum tutela abdicari nequit. 458. Si tutor suæ electioni adsit, illico excusationes proponet,. de quibus consilium. familias decernet- b chann puis à doutes (COpler dé e lenu é celle pitimes, ire que à Servitt | seron! pense É COM: mêmes s/ans, ant la diquers risent À nl a conse* qu gl peer” Frg 1] presente alla deliberazione che gli de- ferisce la tutela, dovrà immediatamente, e: sotto pena d’inammissibilità d ogni suo reclamo ulteriore, proporre 1 mOtivI che pud avere di scusa, sopra 1 quali il consiglio di famiglia delibererà. 459. Se il tutore nominato non ha assistito alla deliberazione che gli ha deferita la tutela, potra far convocare il consiglio di famiglia affinchè ee sopra 1 suoi motivi di scusa. À questo effetto dovra fare 1 relativi incombenti nel termine di tre giorni, de- correndi dalla notifñicazione dejla di lui nomina, il qual termine sarà accresciu- to di un giorno per ogni tre miriame- tri di distanza dal comune del suo do- micilio a quello dove si farà Juogo aila tutela: trascorso questo termine, non sara pin ammissibile la domanda. 440.$e sono rigettati gli addotti mo- tivi di scusa, potrà ricorrere ai tribuna- h per farli amumettere, ma durante la lite, sarà tenuio minipistrare prov- visionalmente. 441. Venendo ad essere dispensato dal- Ja tutela, coloro che hanno rigettato 1 motivi di scusa-potranno essere condan- nati nelle spese del giudizio, e se soccom- be, vi sarà condannato egli stesso. la délibération qui lui défère la tutelle, il devra sur-le-champ, et sous peine d’être déclaré non recevable dans toute reclama- tion ultérieure, proposer ses excuses, sur lesquelles le conseil de famille délibérera. 439. Si le tuteur nommé n’a pas assi- sté à la délibération qui lui a déféré læ tutelle, il pourra faire convoquer le con- seil de famille pour délibérer sur see excuses. Ses diligences à ce sujet devront avoir lieu dans le délai de trois jours, à partir de la notification qui lui aura été faite de sa nomination; lequel délai sera aug- menté d'un jour par trois myriamètres de distance du lieu de son domicile à celui de l'ouverture de la tutelle: passé ce dé- lai, il sera non recevable. 4Ao. Si ses excuses sont rejetées, tl pourra se pourvoir devant les tribunaux pour les faire admettre; mais il sera, pendant le litige, tenu d'administrer pro- visoirement. 441. S’il parvient à se faire exempter de la tutelle, ceux qui auront rejeté l’ex- cuse pourront être condamnés aux frais de l'instance, S’il succombe, il y sera condamné lui- méme. postmodum non audietur. 459. Si vero tutor in sua electione abfuit, consilium familias couvocari postulabit, ut de ejus excusationi- bus decernai. Suam instantiam hac de causa intra triduum a die, qua electio ipsi fuerit denunciata, tutor proferet: huic dilationi una dies adjicietur in singula trina miryametra, quibus ejus domicilium distabit a loco, ubi tutela delata est; hoc tempore elapso excusationes amplius non audientur. 440. Quoties allatæ excusationes rejiciantur; ad earum admissionem obtinendam tutor in judicio ageré poterit; interim vero, lite pendente, administration: vacære tenetur, 441. Si excusationem tutor obtinuerit, qui eam rejecerunt, ad itis impensas damnari poterunt. Si vero tutor damnatus fuerit, easdem ipse sustinebit. vx domain apr TT rs En ea à.< Es sé pro rtrie | 120 L SEz10NE VIL Dell Incapacità, e delle cause di Esclu- sione e di Rimozione dalla Tutela. 442. Non possono essere tutori, né membri dei consigli di famiglia, 1.0 Ï minori, eccettuati il padre© la madre; 2.0 Gli interdetti; 3.0 Le donne, a riserva della madre e delle ascendenti; 4.0 Tutti quelli, che essi stessi od il loro padre o madre hanno col minore una lite, nella quale siano compromessi il suo stato, la sua sostanza od una parte considerevole de suoi beni. 443. La condanna ad una pena afilit- tiva od infamante opera ipso jure Tes. clusione dalla tutela, ed egualmente produce la destituzione nel caso in cui si tratti di una tutela già conferita. 444. Sono parimenti esclusi dalla tu- tela ed anche rimovibili, quando ne siano in eserciziO, 10 Le persone di notoria cattiva con- dotta; 2.0 Quelle la cui amministrazione pro- vasse la loro incapacità od infedelta. LJ SEzcTion VIT. De l'incapacité, des Exclusions et De. stitutions de la Tutelle. 442. Ne peuvent étre tuteurs, ni ment- bres des conseils de famille, 1.0 Les mineurs, excepté le père ou la IMÔTE; 2.0 Les interdits; 5,0 Les femmes, autres que la mère et les ascendantes; 4.0 Tous ceux quiont ou dont les pêre ou mère ont avec le mineur ur procès dans lequel l état de ce mineur, sa Jor- tune, ou une partie notable de ses biens, sonÉ compromis. 445. La condamnation à une peine af- fictive ow infamante emporte de plein droit l'exclusion de la tutelle. Elle em- porte de même la destitution, dans le cas où il s’ agirait d’une tutelle antérieure- ment déférée. 444. Sont aussi exclus de la tutelle, et méme destituables, s'ils sont en éxer- ace, 1.0 Les gens d'une inconduile notoire; 2.0 Ceux dont la gestion aftesterait lin- capacité ou l infidélité. Se crra VII. De Incapacitate Tutorum et de causis Exclusionis et Remotionis eorundem a Tutela: 442. Nec tutores esse, nec consilium familias componere possunt 1.0 Ætate minores, palre, aut matre exceptis: 2.0 Bonis interdicti: 3.0 Fœminæ, exceptis matre, et adscendentibus fœminer sexus: 40 Qui, vel quorum parentes litem habent cum minore,in qua ejusdem status, ei facultates, vel nom tenuis earundem pars controversa sit. 443. Dammatio ad pœnam corporalem, vel infamiam inurentem a suseipicnda tutela ipso jure excludit, et a delata removet. 444. Pariter a tutela excluduntur, et a delata removentur, 4.0 TE, qui improbis moribus, et fama notantur: 2.0 li, quorum agendi çonsuetwdo, incapaciiatem, aut malam fidem testatur. | | Î Ê ; un, re tu mêre t s pére procès a for: biens, eine qf. ke plan Elle en: ns le ci férieun. tuelle, n ÉLET- dore; uit Pin ALL 445. Qualunque individuo che sara stato escluso o rimosso da una tutela non potrà essere membro di un consi- glio di famiglia. 446. Ogniqualvolta si farà luogo alla rimozione del tutore sara questa decre_ tata dal consiglio di famiglia convocato senza ritardo ad istanza del surrogato tutore, od ex officio dal giudice di pace. Questi non potràa dispensarsi dal} or- dinare tale convocazione, quando gli sara formalmente richiesta da uno o piu parenti od affini del minore, nel grado di cugini germani od in altro de gradi piu prossimi. 447. Qualunque deliberazione del con- sighio di famiglia, che pronuncieràa le- sclusione o la destituzione del tutore sara motivata, e non potra esser presa se non sentito o citato 1l tutore. ù 448. Se il tutore aderisce alla delibe- razione, ne sarà fatta menzione, ed ül nuovo tutore assumerà immantinente le suce funzioni. Quando reclami, 1l surrogatovi tutore addomanderà l’omologazione della deli- berazione avant: il tribunale di prima istanza, salyva V appellazione. Il tutore escluso, destituito o rimosso pud egli stesso, in questi casi, chiamare in giudizio il surrogato tutore per otte- nere la dichiarazione di essere mantenuto nella tutela. s CAT| : 445. Tout individu qui aura été exclu ou destitué d une tutelle, ne pourra être membre dun conseil de faille. 446. Toutes les fois. qu’il y aura liew à une destitution de tuteur, elle sera prononcée par le conseil de famille, con- voqué à?a diligence du subrogé tuteur, ou d'office par le juge de paix. Celui-ci ne pourra se dispenser de faire cette convocation, quand elle sera for- mellement requise par un ou plusieurs parens ou alliés du mineur, au degré de cousin germain ow à des degrés plus proches.| k47. Toute d'libération du conseil de famille qui prononcera Pexclusion ot la destitution du tuteur, sera motivée,€Ë ne pourra étre prise qu'après@Voir En- tendu ou appellé le tuteur.| 148. Si le tuteur adhère à la délibé- ration, il en sera fait mention, et le nouveau tuteur entrera aussitôt en jf onc- 1i0nS. S'il y a réclamation, le subrogé tuteur poursuivra lhomologation de la délibé- ration devant le tribunal de premicre in- stance, qui prononcera Sauf Pappel. Le tuteur exclu ou destitué peut lui- même, en ce cas, assigner le subrogé uteur pour se faire déclarer maintenu en la tutele. 445. Qui a tutela exclusus, vel remotus fuerit, ad consilium familias pertinere nequit. 446. Quoties tulor sit removendus, remotio a consilio familias decerneiur, quod tutor honorarius, vel ex efficio judex pacis illico convocabunt. _—.:': n ER aille Judex pacis illud convocare tenelur, quotes id rite petant unus, aut plures ex cognalis, aut afimibus minoris, qui in gradu sobrini germani, aut in gradibus proximioribus consütuil sint. 447. Deliberatio de tuioris exclusione, vel remotione a consilio familias prolala, argumenta, quibus inïu< titur, enuntiare debet, et non nisi tutore audito, vel citato proferri poterit. 448. Si tutor deliberationi adquieverit, adnotatio fiet, el novus tutor illico officium sumet. Si vero de eadem conqueritur, tutor honorarius eurabit, ut à tribunal primæ imçtanuæ ea confirmetur a quo, salvo appellationis jure, pronunciabitur. Tutor exclusus, vel remotus honorarium tutorem poteritin jus vocare, ut se in tutcla retinendym esse, declaretur- L 16 PORN 7 MONS De tit ht ts b : 4: | EI sort É [ 198} it 449. À parenti od affini che avranno } domandato la convocazione potranno in- tervenire nella causa, che verrà istrutta 449. Les parens eu alliés qui auront requis la convocation, pourront interve- nir dans la cause, qui Sera instruile et siqua apposita fuerint, tollantur, et inventarium bonorum minoris eeram tutore honerario statim conf- exerdum cuwrabit. | e giudicata come aflare d’urgeuza. jugée comme affaire urgente. } Sezione VIIl. S&CcTION VIII. ! Dell Amministrazione del Tutore. De l'Administration du Futeur. 4 14 450. Il tutore avrà cura della persona 450. Le tuteur prendra soin de le del minore, e lo rappresenterà in tutti personne du mineur, et le représentera gli atti civili dans les actes civils. Amministrera i di lui beni da buon 1] administrera ses biens en bon pêré | padre di famiglia e sara risponsabile d'o- de famille, et répondra des.dommages- gni danno ed interesse, che potessero intéréts qui pourraient résulter d’une risultare da una cattiva amministrazione. mauvaise gestion. Non potrà comprare, o prendere im ll ne peut ni acheter les biens du mi- affitto 1 beni del minore, salvo che il neur, ni les prendre à ferme, à moins consiglio di famiglia abbia autorizzato il que le conseil de famille nait autorisé surrogato tutore à fargliene l'aflitto, nè le subrogé tuteur à lui en passer bail, potrà accettare la cessione di alcuna ra- ni accepter la cession d'aucun droit ou gione o credito contro il suo amimini- créance contre son pupille. ; strato. 1 451. Nei dieci giorni successivi a quello 451. Dans les dix jours qui suivronk della sua nomina da esso debitamente celui de sa nomination, düment connue conosciuta, farà istanza acciochè ven- de lui, le tuteur requerra la levée des gano tolti i sigilli nel caso in cui fossero scellés, s'ils ont été apposés, et fera stati apposti, e fara immediatamente pro- procéder immédiatement à l'inventaire des cedere allinventario dei beni del minore, biens du mineur, en présence du subrogë in presenza del surrogato tutore. tuteur. 449. Cognatis, et affinibus, qui consilium convocari petierint, judicio adesse licebit, quod urgeniium ad- instar instruendum, et definiendum erit. SeEcrro VIEIL De Adminisitratione Tutoris. 450. Tutor minoris persoræ euram suscipiet, et in omni actu civili ipsius vices geret. Rem pupillarem, uti diligens et probus pater familias administrabit, et damna, atque id quod interest, si male gesserit, resarciet. ; Minoris bona nec emere, nec conducere tutori cet, nisi consilium familias tutori honorario eadem ill Ù: locandi dederit facultatem, neque eidem cessionem crediti, aut juris adversus pupillum nancisci licebit., 1 451. Intra decem dies, postquam, se tutorem electum fuisse, legitime sciverit, imstabit tutor, ut sigilla” ee h jo qurt ai {in tal pi deux in de| Dern ln pe es: dune w dom TS jt quon gsrr kl, y doll iron) con pée(es pl fer ire des subrog/ cn à otre nu ad il seb, M1 à | sl s cf Se a lui è dovutà qualche cosa dal mi- nore, dovrà farne la dichiarazione nel- l'inventario sotto pena della perdita delle sue ragioni, e tale dichiarazione si farà sul istanza che il pubblico ufliciale sarà tenuto di fare allo stesso tutore, e di cui sarà faita menzione nel processo verbale. 452. Nel mese successivo al compi- mento dell'inventario,il tutore in presenza del surrogato tutore farà vendere, col mez- 20 di atti d'incanto da riceversi da un ufli- ciale pubblico, e prevj gli avvisi o pub- blicazioni, delle quali se ne fara men- zione nel processo verbale della vendita, tutti i mobili ad eccezione di quelli che dal consiglio di fanniglia sara stato auto- xizzato a poter conservare in natura. 453. 11 padre e la madre sino a che hanno il proprio e legale usufrutto dei beni del minore sono dispensati dall ob- bliso di vendere i mobili, se prescel- gono di conservarli per poscia restituirli in natura./ In questo caso da un perito, che verra nominato dal surrogato tutore e presterà giuramento avanti il giudice di pace, essi faranno eseguire a loro spese una stima a giusto valore. Restituiranno il valore della stima di quer mobil che non potranno rimettere in natura. 454. AÏ momento in cui s incomincerà l'esercizio di qual unque tutela ad ecce- 415} S'il lui est di queljue‘chose par le mineur, il devra le déclarer dans lin: ventaire, à peine de déchéance, et ce sur la réquisition que lPoflicier public sera tenu de lui en faire, et dont men- tion sera faite au procès-verbal. 452. Dans le mois qui suivra la clôture de l'inventaire, le tuteur fera vendre, en présence du subrogé tuteur, aux en- chères reçues par un officier public, et après des affiches ou publications dont le procès-verbal de vente fera mention, tous les meubles autres que ceux que le con- seil de famille l'aurait autorisé à con- server en nature. 453. Les père et mère, tant qu’ils oné la jouissance propre et légale des biens du mineur, sont dispensés de vendre les meubles, s'ils préfèrent de les garder pour les remettre en nature. Dans ce cas, ils en feront faire, à leurs frais, une estimation à juste va- leur, par un expert qui sera nommé par le subrogé tuteur, et prélera sêr* ment devant le juge de paix. Ils rendron£ la valeur estimative de ceux des meubles qu’ils ne pourraient représenter en na* ture. 454. Lors de Pentrée en exercice de toute tutelle, autre que celle des pêré me, Si quidpiam a minore tutori debetur, publico officiali pro munere sciscitanti, tutor in actu inventarii id declarabit sub pœæna anuissionis crediti, et in processu verbali de hoc adnotatio fiet. B2. Expleto inventario tutor intra mensem honorario tulore præsente, et ublico adsistente official, ut P» cuncta mobilia sub hasta venundentur, curabit, exceptis äis, quæ consilium familias servanda duxerit; lbellis tanen prius publice propositis, quæ im verbali venditionis processu adnotabuninr. 455. Pater, et mater, dum in bonis muinorum legali usufructu fruuntur, si mobilia ipsa servare mabnt, postmodum restituenda, ab ipsorum venditione eximuntur. Tunc vero eorundem sumptibus mobilia justo pretio æstimantur per peritam à tutore honorario eligendum, qui coram judice pacis jusjurandum præstabit. Qux reapse restitui nequiverint, eorum æstimationis pretiuna exso lvetur, 454. Guum tutor, patre, et matre exceplis; administrationem susceperit, consilium familias pro mode H j 4: +* [124] zione di quella dei genitori, il consiglio di famiglia stabilirà piesuntivamente,€ secondo l'importare de’beni amministrati, la somma cui potrà ascendere la spesa annua per il minore, non che quella dell amministrazione de suoi beni. Lo stesso atio specificherà se il tutore sarà autorizzato a farsi coadjuvare nella sua agenzia da uno© plu amministratori particolari stipendiati ed amministranti sotto la sua responsabilità y 455. I} consiglio determinerà positiva- mente la somma da cui comincerà lob- bligo nel tutore d impiegare gli avanzi de’ redditi, dedotte le spese. Questo im- piego dovrà essere fatto nello spazio di sei mesi, passati 1 quali, senza che lo abbia effettuato, saranno a carico del tu- tore gli interessi. 456. Se il tutore non ha fatto deter- minare dal consiglio di famiglia la son- ma, da cui dovrà incominciare l obbli- go dell impiego, sara tenuto, scorso 1l termine espresso nel precedente artico- lo, agl interessi di qualunque somma non impiegata comunque piccola essa sia. 457. I tutore, quand’ anche sia 1l pa- dre o la madre, non pud prendere da- naro a prestito per il minore, nè alie- nare od ipotecare i suoi beni immo- bili, senza l’autorizzazione di un consi- glio di famiglia. et mère, le Conseil de famille réglera par aperçu, et selon l'importance des biens régis, la somme à laquelle pourra séle- ver la dépense annuelle du mifieur, ainsi que celle d administration de ses biens. Le méme acte spécifierd si le tuteur est autorisé à$s’ aider, dans Sa gestion, d'un ou plusieurs administrateurs parti- culiers, salariés, et gérant sous sa res- ponsabiliré. 455. Ce conseil déterminera positive- ment la somme à laquelle commencera, pour le tuteur, P obligation d'employer l'excédant des revenus sur la dépense: cet emploi devra étre fait dans le délai de six mois, passé lequel le tuteur devra les intéréts à défaut d'emploi. 456. Si le tuteur n’a pas Jait déter- miner par le conseil de famille la som- me à laquelle doit commencer lPemploi, il devra, après le délai exprimé düns P'ar- ticle précédent, les intérêts de toute som- me non employée quelque modique qw elle SOLL, 457. Le tuteur, méme le père ou la mère, ne peut emprunter pour le mineur, ni aliéner ou hypothéquer ses biens im- meubles, sans y étre au{orisé par Un CON- seil de famille. RE faculiatum, et proximitatis calculo prefiniet, quam pecuniæ quantitatem alerdo minori, et administrationi ge- rendæ in annos singulos impendi oporteal. Eodem actu consilium declarabit, utrum tutori facultas tribuenda sit alterum, vel plures sub ipsius cau- tione peculiares administratores mercede conducere, et in subsidium habere. 453. Idem consilium redituum quantitatem expressim staiuet, quam impensas excedentem tuior in lucrum collocare tenetur. Hæc collocatio intra sex menses fieri debet, quibus elapsis, si tutor ipsam exequi OomMi- serit, de usuris tenebitur. 456. Quoties tulor quantitatis in lucrum collocandæ præfinitionem obtinere neglexerit, exacto termino, de quo in superiori articulo, cujuslibet summæ non collocaitæ, quamvis modicæ, usuras persolvet. Led Eee. Ne-. je....:: 457. Tutor, vel ipse pater, aut mater sine consili familias aucioritate mutuam pro minore pecuniam ac icpere nequit, nec ejus bona immobilia alienare, aut hypotkecæ subjicere. le tu gel NS pa DUR DSi. CET, ployer )ense: délai H déter la son- emploi, s l'ar- 2 SO qu elle ou la mineur ens 1 un a sahon!# pus 7 Les 7 Lt pes jan f: fa6] Questa antorizzazione n0n dovrà es- sere accordata che per causa di asso- luta necessith, o di evidente vantaggio. Nel primo caso, il consiglio di fami- glia non accorderà la sua autorizzaziO- ne se non dopo che da un conto som- mario presentato dal tutore, sara stata comprovata l insuflicienza dei danart, mobili e rendite del minore. Il consiglio di famiglia, in qualunque caso, indicherà gli stabili che dovran- no preferibilmente essere venduti, e tutte le condizioni che riputerà vantag- 105. 458. Le deliberazioni del consiglio di famiglia relative a quest oggetto, non avranno esecuzione se non dopo che il tutore ne avrà chiesta ed ottenuta lomo- logazione avanti il tribunale civile di pri- ma istanza, il quaie pronuncierà nella camera del consiglio ,; sentito il Re- gio Procuratore. 459. La vendita si farà in presenza del surrogato tutore, all asta pubblica, ji cui atti saranno ricevuti da un mem- bro del tribunale civile, o da un nota- ro a cid deputato, e dopo tre avvisi da afiggersi a1 luoghi soliti del cantone, in tre domeniche consecutive. Ciascuno di questi avvisi sara appro- vato e sotitoscritto dal sindaco del co- mune in cui sarà stato affisso. Cette autorisation ne devra étre accordée que pour cause d'une nécessité absolue, ou d’un avantage évident. Dans le premier cas, le conseil de fa- mille n'accordera son autorisation qu'après qu’il aura été constaté, par un COmple SOm- maire présenté par le tuteur, que les de- niers, effets mobiliers et revenus du mi- neur sont insu/fisans. Le conseil de famille indiquera, dans tous. les cas, les immeubles qui devront étre vendus de préférence, et toutes les conditions qu’ il jugera utiles. 458. Les délibérations du conseil de fa- mille relatives à cet objef, ne seront ex- écutées qu après que le luleur en aura demandé et obtenu l’'homologation devané le tribunal civil de première instance, qui y statuera en la chambre du conseil, et après avoir entendu le commissaire du Gouvernement. x 459. La vente se fera publiquement, en présence du subrogé luleur, aux en- chères qui seront reçues par un membre du tribunal civil, ou par un notaire à ce commis, et à la suite de trois aff- ches apposées, par trois dimanches con- sécutifs, aux lieux accoutumés, dans le Car1{Ort. Chacune de ces affiches sera visée et certifiée par le maire des Communes où elles auront été apposées. re Les Auctoritatem hanc, nisi necessitas urgeat, vel evidens suadeat utilitas, consilium familias impertiri nequit Primo casu consilium familias auctoritatem non impertietur, nisi prius ex summario calculo per tuto- rem exhibito, constet, minoris pecuniam, mobila, et reditus necessitatibus baudquaquam suffrcere. Quovis casu consilium familias designabit prædia, quæ prins vendenda, et pacta, quæ utiliora censeantur.: 458. Deliberationes consili familias non antea executioni mandantur, quam tutor earundem confirmationen obtinuerit a tribunali primæ instantiæ, quod, prævio Pegit Procuratoris volo, in aula consilii de 1is decernet, 459. Bona publicæ auction: subiicientur coram honorario tutore: venditionis actus recipielur ab aliero ex judicibus primæ instantiæ, aut a notario ad id delegato, tribus præcecentibus edictis, quæ locis cor suetis, dicbus dominicis successivis proponentur. Singula edicta a commupis magistro, ubi vendiio peragitur, recognoscen{ur, aique etbsigneburtur», { Y pe pee p* A 2 sn n#” À D C2 ù mu } | î LA j {! Een 2 D rmPue F 330| 460. Le formalità richieste dagli arti- eo 457 e 458, per l’alienazione de; beni del minore, non si applicano al caso in Cui una sentenza avesse ordinato l'in- canto in conseguenza d'una provocazione di un comproprietario indiviso. Solamente ed in questo caso l'imcanto potrà farsi nella forma preseritta dall ar- ticolo precedente: gli estranei vi saranno necessariamente ammessi. 467. Il tutore non potrà accettare nè ripudiare un’ eredità devoluta al minore, se non previa l'autorizzazione del con- siglio di famiglia, L/ accettazione non avrà Juogo che col beneficio dell inventario. 462. Nel caso in cui l'eredità ripu- diata in nome del minore, non fosse stata accettata da altri, saranno riammessi ad accettarla, tanto il tutore a cid autoriz- zato da una nuova deliberazione del con- siglio di famiglia, quanto il minore di- venuto maggiore, nello stato perd in cui si troverà al tempo dell accettazio- ne,€ Senza Che si possano impugnare le vendite e gli altri atti che si fossero legalmente fatti nel tempo in cui era vacante. 463. La donazione fatta al minore non potrà accettarsi dal tutore, che coll au- torizzazione del consiglio di famiglia. Essa produrrà, riguardo al minore, lo siesso effetto che produce riguardo al magoiore. 460. Les formalités exigées par les gr- ticles 457 et 458, pour l'aliénation des biens du mineur, ne s'appliquent poins au Cas Où un jugement aurait ordonné la dicitation sur la provocation d'un co- priétaire par indivis. Seulement, ef en ce cas, la licitation ne pourra se faire que dans la forme prescrite par Particle précédent: les étran- gers y seront nécessairement admis. 461. Le tuteur ne pourra accepter ni répudier une succession échue au mineur, sans une autorisation préalable du con- seil de famille. L’acceptation n'aura lieu que sous bénéfice d'inventaire. 462. Dans le cas où la succession ré- pudiée au nom du mineur n'aurait pas été acceptée par un autre, elle pourra étre reprise soit par le tuteur, auforisé à cet effet par une nouvelle délibération du conseil de famille, soit par le mineur devenu majeur, mais dans Pétat où elle se trouvera lors de la reprise, el sans pouvoir attaquer les ventes el autres actes qui auraient été légalement fuits durant la vacance. 463. La donation faite au mineur ne pourra étre acceptée par le tuteur qu'avec Jautorisation du conseil de famille. Elle aura, à l'égard du mineur, le méme effet quà l'égard du majeur. 460. Solemnitates præscriplæ in articulis 457. et 458 pro alienatiône bonorum minoris non adlibentur, quoties petente eo, qui bona pro indiviso possidet, aucüio fit in vim rei judicatæ. Hoc tantum casu auctio fieri poteril servatis fornus superioris articuli: extranei necessario licitationt admituntur. 461. Hereditatem minori delatam tutor nec adire, nec repudiare poterit, nisi præhabila consili familias auctoritate. Hereditas cum benefcio inventarii solummodo adeunda est. 462. Hereditas quoties minoris nomine repudiata a nemine adita sit, recipi nihilominus poterit tam a tu- tore, si nova consili familias deliberatio accedat, quam a nunore, quum ad majorem ætatem pervenert; verumiamen in stalu, quo tunc temporis erit, eam accipere debet, firmis manentibus venditiombus, ct terisqne actis, ea jacente, rite confectis. 465. Donatio minori facla, nisi auctoritate consilii familias accedente, a tutore‘accipi nequit, Eosdem ipsa quoad miuores pariet effectus, quos parit respectu ætate majordim RU mon tent din adel des ñ ces dit at diri Î qu - pl k t. in y On ln hk Gil, | Joy ÿ éhun. us, ler lmeu, | Con- ù lieu 0 ré- lt pas pour auloris beration mieu pi elle SOS utres faits ir ne apet le, eur, r D nl bentur; icon futé a lu gent; ,% [éssm] 464. Nessun tutore senza Fautorizza- zone del consiglio di famiglia potrà in- tentare in giudizio un azione relativa ai diritti del minore sopra beni stabili, nè aderire ad una domanda relativa ai me- desimi diritti 465. La stessa antorizzazione sarà he- cessaria al tutore per provocare ad una divisione; potrà perd, senza tale autoriz- zazione, rispondere ad una domanda di divisione diretta contro il minore. 466. Affinchè la divisione produca ri- guardo al minore gli stessi effetti che produrrebbe riguardo ai magoiori, la divisione dovrà essere‘giudiziale e pre- ceduta da una stima fatta da periti no- miuati dal tribunale civile del Iuogo ove sarà aperta la successione. I periti, dopo aver prestato il gtura- mento avanti il presidente del tribunale od‘avanti il giudice da lui delegato, di bene e fedelmente adempire alla loro commissione, procederanno alla divisio- ne de’ heni ereditærj ed alla formazione delle porzioni che verranno estratte a sorte in presenza Oo di un membro del tribunale, o di un notaro dal tribunale deputato, il quale ne fara la distribu- zione. Qualunque altra divisione sarà consi- derata come provvisionale. 4G4. Aucun tuteur ne pourra intre- duire en justice une action relative aux droits immobiliers du mineur, ni acquie- scer à une demande relative aux mémes droits, sans l'autorisation du conseil de J'amille. 465. La méme autorisation sera néces- saire ab fufeur pour provoquer ui par- tage; mais il pourra, Sans celle auto- risation, répondre à une demande en partage dirigée contre le minceur. - 466. Pour obtenir à l'égard du mineur tout l'effet qu'il aurait entre majeurs, le partage devra étre fait en justice, et précédé d'une estimation. faite par€x- perts nommés par le tribunal civil du lieu de l'ouverture de la succession. Les experts, après avoir prété, devant le président du méme tribunal ou autre juge par lui délégué, le serm?nt d2 bien et filèlement remplir leur mission, pro- céderont à la division d?s héritiges et à la formation des lots, qui seront tirés au sort, et en présence soil d'un mem- bre du tribunal, soit d'un nofaire par lui commis, lequel fera la délivrance des lots. Tout autre partage ne ser& considéré que comme propisionnel. 464. Tutor nec actiones in judicium movere polerit, quæ jura realia minoris afliciant, mec alienæ acqui- escere pelitioni super üisdem juribus, nisi cum auctoritate consili familias. 465. Consilii auctoritas quoque requintur, ut tutor ad bonorum divisionem provocare possit; verum eadem minime opus est, ut petitioni contra minorem pro divisione institutæ respondeat. 466. Divisio, ut respectu minoris eosdem gignat eflecius, quos inter ælate majores, in judicio fiet, ha-. bita prius æstimatone per perios electos a tribunal civil loct, ubi successio defertur. Periti, præslito prius jurejurando coram præside ejusdem tribunalis, vel judice ab hoc delegato, se rite; et fideliter demandatum munus esse expleturos, prædiorum divisionem instituent, et quotas conficient, quæ sorti committentur coram allero ex judicibus iribunalis, vel coram xotario ab 60 delegato, cujus mu- misterio earum traditio fiet. Quævis alia divisio iemporaria censebitur. ne a PE D. EE …. RUE Den ET 467. Il tutore non potrà transigere in nome del minore, se prima non sia stato autorizzato dal consiglio di famiglia e dal parere di tre giureconsulti indicati dal Regio Procuratore presso il tribu- nale civile. La transazione non sarà valida se non quando sarà stata omologata dal tribu- nale civile, sentito il Regio Procuratore. 468. Il tutore che avra gravi motivi di disgusto sulla condotta del minore, potrà‘esporre le sue doglianze al con- siglio di famiglia, e, quando sia autoriz- zato da questo, potra provocare la re- clusione del minore in conformità del prescritto a questo proposito nel titolo ælla Patria Podestà. S£Ezi0NE IX. Del rendimento de’ Conti della Tutela. 469. Qualunque tutore, finita la tutela, è tenuto a render conto della sua am- ministrazione. 470. Ad eccezione del padre e della madre, ogni tutore puo essere obbligato, anche durante la tutela, a rimettere al surrogalo tutore gli stati dei conti di sua amministrazione alle epoche che il consiglhio di famiglia avrà stimato op- portuno di fissare, senza perd che si possa costringerc a dare più d’'uno stato per anno. Fxs6] 467. Le tuteur ne pourra tfransiger au nom du mineur, quaprès y avoir été autorisé par le conseil de famille, et de l'avis de trois jurisconsultes désignés par le commissaire du Gouvernement près le tribunal civil, La transaction ne sera valable qu'au- tant quelle aura été homologuée par le tribunal civil, après avoir entendu le commissaire du Gouvernement. 468. Le tuteur qui aura des sujets de mécontentement graves sur la conduite du mineur, pourra porter ses plaintes @ un conseil de famille, et, sil y est autorisé pas ce conseil, provoquer l& reclusion du mineur, conformément à À ce qui est statué à ce sujet au titre de la Puissance paternelle. SECTION IX. Des Comptes de la Tutelle. ‘ 469. Tout tuteur est comptable de sa gestion lorsqu'elle finit. 470. Tout tuteur, autre que le père et la mère, peut étre tenu, méme du- rant la tutelle, de remettre au subrogé tuteur des états de situation de sa ge- stion, aux époques que le conseil de famille aurait jugé à propos de fixer, sans néanmoins que le tuleur puisse étre astreint à en fournir plus d'un chaque année. 467. Tutor minoris nomine transigere prohibetur, misi suffultus auctoritate consili familias, et suffragtis trium jurisconsultorum, quos Regius Procurator penes tribunal civile elegerit. Nec valebit inita transacto, nisi ab eodem tribunali, audito Regio Procuratore, confirmetur. 468. Tutor, qui graves de minoris moribus conquerendi causas habet, easdem consilio familias poterit deferre, et eo auctorante postulare, ut im custodia délineatur, prout slatutum est titulo de Patria Polestate. SE€ rro IX. De reddendis Tutelæ Rationibus. 460. Quivis tulor, exacta tutela, rationes suæ administraïionis reddere tenetur. 470. Parentibus exceptis, quicumque tutor, durante adhuc tutela, compelli potest, mt tutori honorané temporibus a consilio familias præfinitis, suæ adiministrationÿs status exhibeat; aitamen ad unum tantum singuis annis exlibendum statum cogi potest le n FU x ner jets Onduite lines | j est ur le mnt à ir de ju lt j Ut [ 129] Questi stati saranno estesi e rimessi senza spesa, su Carta non bollata e sen- za alcuna formalità di giudizio. 471. I] conto definitivo della tutela si renderà a spese del minore, allorchè sa- rà giunto alla magoior età od avrà otte- nuta l’emancipazione. Le spese si anti- ciperanno dal tutore: Si ammetteranno in favore del tutore tutte le spese bastantemente giustificate, il cui oggetto si riconosca vantaggioso. 472. Qualunque convenzione che po- tesse seguire fra il tutore ed il minore di- venuto maggiore, sarà nulla,se non sarà stata preceduta da un circostanziato ren- dimento de’conti, e dalla consegna dei documenti giustificativi, e tutto compro- vato da una ricevuta dell incaricato al- l’esame del conto, dieci giorni almeno prima della convenzione. 473. Se il conto dä luogo a contesta- zioni, saranno queste promosse e giu- dicate come le altre in materia civile. 474 La somma a cui ammonterà il residuo debito del tutore, produrrà in- ieresse dal giorno della ultimazione del gonto, senza che occorra di farne la domanda. GT interessi della somma che dal minore fosse dovuta al tutore, non Ces états de sifuation seront rédigés et remis, sans frais, SUT papier non timbré, et sans aucune formalité de Justice. 475. Le compte définitif de tutelle sera rendu aux dépens du mineur, lorsqu’il aura atteint sa majorité ou obfenuw som émancipation. Le tuleur en avancer les frais. On y allouera au tuteur toutes dé- penses suffisamment justifiées, et doné l'objet sera utile. 472. Tout traité qui pourra intervenir entre le tuteur et le mineur devenu ma- Jeur), séra:nul;.s'ikireaété: précédé ide la reddition d’un compte détaillé, et de la remise des pièces justificatives; le toué constaté par un récépissé de l’oyant- compte, dix jours au moins avant le éraité. 4735. Si le compte donne lieu à des contestations, elles seront poursuivies et jugées conne les autres contestations en matière: civile. 474 La somme à laquelle s’élevera le reliquat di par le tuteur, portera in- térét, sans demande, à compter de la clôture du compte. Les intérêts de ce qui sera dû au tu- teur par le mineur, ne courront que du » . Hujusmodi status rediguntur in charta minime Regio signo munita, absque judiciü forma, et gratis traduntur;. 471. Rationes universæ tutele, cum minor majorem ætatem attigerit, vel emancipationem obtinuerit. ejus impensis reddentur: pecuniam vero tutor in antecessum numerabit. Cunctæ expensæ, de quarum utilitate satis constet, et quæ probatæ sint, in favorem tutoris imputabuntur:. 472. Omnis conventio inita inter tutorem, et minorem majorem factum irrita’est,. nisi ex testatione: a ratiocinatore saliem decem diebus ante conventionem. emissa adpareat, per tutorem rationes minori distincte reddias, et documenta ad earum probationèm tradita fuisse. 475. Siqua in reddendis- rationibus controversia. exoriatur, in judiciam. deducenda, et decidenda est, prout ceteræ civiles causæ. 474. Reliquum, quod tutor debet, a die redditæ rationis usuras pariet, licet non petitas. Usuræ ex pecunia, quæ tutori a minore debentur, cedunt tantum a. die, qua post redditas rationes. . LZ Te ue COM LE ! ; [ 130| decorerranno se non dal giorno della do- manda giudiziale per il pagamento, fatta dopo l’ultimazione del conto. 475. Qualunque azione del minore con- tro il tutore, relativa alla tutela, si pre- scrive in dieci anni computabili dal tem- po della maggior età. C A PO II. Dell Emancipazione. 476. 1] minore è ipso jure emancipate col matrimonio. 477. I minore, ancorchè non maritato, potrà essere emancipato dal padre, od in mancanza di questo, dalla madre, quan- do avra compito l’età d’anni quindici. Questa emancipazione si effettuerà me- diante la sola dichiarazione del padre o della madre, ricevuta dal giudice di pace assistito dal di lui cancelliere. 458. Il minore rimasto senza padre€ madre, se il consiglio di famiglia lo giudi- ca capace, potrà essere pure emancipato, ma soltanto dopo che avrà compiti gl gh anni diciotto. ù In questo caso| emancipazione risul- terà dal} atto di deliberazione che la avrà autorizzata, e dalla dichiarazione che il giudice di pace nella qualità di jour de la Sommation de payer qui aura suivi la clôture du compte. 475. Toute action du mineur Contre son tuteur, relativement aux faits de la tutelle, se prescrit par dix ans, à compter de la majorité. CHAPITRE II. De l'Emancipation. 476. Le mineur est émancipé de plein droit par le mariage. 477. Le mineur, méme non marié, pourra être émancipé par son père, Où, à défaut de père, par sa mère, lorsqw’il aura atteint l’âge de quinze ans révolus. Cette émancipation s’opérera par la seule declaration du père ou de la mire, reçue par le juge de paix assisté de son greffier. 478. Le mineur resté sans père ni mère pourra aussi, mais seulement à l'âge de dix-huit ans accomplis, être émancipé, si le conseil de famille l'en juge capable. En ce cas, l'émancipation résultera de la délibération qui l'aura autorisée, et de la déclaration que le juge de paix, comme président du conseil de famille, ce jori ætate præscribitur. CAPUT-JIL De FE mancipatione. 476. Minor ipso jure per matrimonium emancipatur. 477. Minor licet cœlebs a patre, et eo deficiente, a matre emancipari potest, cum decimum quintum ælatis annum expleverit. Emancipatio hæc peragitur sola patris, vel matris declaratione recepta a judice pacis, præsente ejus scriba. 478. Minor utroqne parente orbatus, emancipari excesserit, si à consilio familias capax habeatur. quoque poterit, cum decimum octavum ælatis annum Hoc casu emancipatio comprobabitur deliberatione consili familias, qua auctoritatem suam ad hoc faré go rase al man Lits Ci, fs de Comp re, OÙ, rsqu'l rèpolus par À la mr, le de sn j'mÈTÉ ige de noipe apabl fera d ste,/ le pal Î, | file at no à D Ferse fl presidente del consiglio di famiglia avra fatto nell atto stesso, che il minore éeman- cipalo. 479. Allorquando il tutore non avra fatta alcuna istanza per l'emancipazione del minore di cui si è parlato nel pre- cedente articolo, e che uno 0 più pa- renti od affini di questo minore, ne’ gradi di cugini germani© piu prossimi lo sti- meranno capace di essere emancipato; potranno questi domandare al giudice di pace la-convocazione del consiglio di famiglia per deliberare su tale oggetto. Il giudice di pace dovràa assecondare questa domanda. 480. Il conto della tutela sarà reso al minore emancipato, assistito da un cu- ratore che verra nominato dal consiglio di famiglia. 481. Il minore emancipato potrà affit- tare i suoi beni per un tempo non mag- iore di anni nove; esigere 1 SUOI redditi, rilasciarne la liberazione, e fare tutti quegli atti i quali non sono che di semplice amministrazione, senza che possa essere réstituito in intiero contro questi atti in tutti quei casi ne’quali neppure il mag- giore lo potrebbe essere. 482. Non potrà istituire un’azione sopra ben i stabili, nè difendersi contro di essa, nè ricevere capitali, nè rilasciarne la libe- aura faite dans le même acte, que le mi- meur est émancipé. 470. Lorsque le tuteur n'aura Jait au- cune diligence pour l’émancipation du mineur dont il est parlé dans Particle précédent, et qu’un ou plusieurs parens ou alliés de ce mineur, au degré de cou- sin germain où à des degrés plus pro- ches, le jugeront capable d'être émanci- pé, ils pourront requérir le juge de paix de convoquer le conseil de famille pour délibérer à ce sujet. Le juge de paix devra déférer à celle réquisition. 480. Le compte de tutelle sera rendu au mineur émancipé, assisté d’un Cura- teur qui lui sera nommé par le conseil de famille. A8:. Le mineur émancipé, passera les baux dont la durée n’excéderæ point neuf ans; il recevra Ses revenus,€ donnera décharge, et fera tous les actes qui ne sont que de pure administration, sans étre restituable contre ces actes dans tous les cas où le majeur ne Île serait pas lui-même. 482. Il ne pourra intenter une actioti immobilière, ni y défendre, méme rece- voir et donner décharge dun capital præbuerit, et declaratione judicis pacis, uti ejusdem consilii præsidis eodem actu facta, minorem scilicel esse emancipaturn. 479. Si tutor nihil egerit, ut munor, de quo actum est in superiori articulo, emancipelur, et unus vel plures cognati, aut affines minoris, qui sobrinorum gradu, aut proximiori sint, eundem emancipandum duxerint; judicem pacis ipsi adire poterunt, ut consilium familias de hoc deliberandi causa advocet. Huic petitiont ab judice pacis annuendum est. 480. Tutele rationes minori emancipalo reddentur præsente curatore a consilio familias dato.. 481. Minor emancipatus bona non ultra novem annos locabit; reditus suos percipiet, eosque accepto fe- ret, el ommes simplicis administrationis actus geret, adversus quos in iniegrum minime restitu polerit, nisi iis casibus, quibus major ipse restitueretur. 482. Actiones de immobilhibus, nec movere, nec suscipere, neque pecuniam in sortem datam recipcre, ejusque liberationem emitiere poterit sine ipsius curatoris consensu, qui postremo casu solhicitus erit, mé | ; F 2182°] razioné, senza l’assistenza del suo curato- re, 1l quale, in quest ultimo caso, invigi- lerà per l’impiego del capitale ricevuto. 483. Il minore emancipato non potrà prendere a mutuo, sotto verun pretesio, senza la deliberazione del consiglio di famiglia omologata dal tribunal civile,€ sentito 1l Regio Procuratore. 484 Non potrà parimenti nè vendere nè distrarre in altro modo i suoi beni immobili, nè fare alcun atto senza os- servare le forme prescritte al minore non emancipato, a riserva di quelli di pura amministrazione. Le obbligazioni ch egli avesse con- tratte per efletto di compre, od altrimenti, saranno s0ggette a riduzione nel caso che sieno eccedenti. Itribunali su quest'oggetto prenderanno in considerazione la sostanza del minore, la buona o mala fede delle persone che avranno seco lui contrat- tato, l’utilità o la inutilità delle spese. 485. Ogni minore emancipato, le cui obbligaziont saranno state ridotte in forza del precedente articolo, potrà privarsi del beneficio dell emancipazione, la quale verra a lui tolta colle medesime forme che avranno avuto luogo per conferir- gliela. 486. Dal giorno della rivocata eman- cipazione 1l minore rientrerà sotto tutela, æ mobilier, sans lassistance de son curæ. eur, qui, au dernier cas, surveillerg l'emploi du capital recu. 483. Le mineur émancipé ne pourra Jfaire d'emprunts, sous aucun prétexte, sans une délibération du conseil de fa- mille, homologuée par le tribunal civil, après. avoir entendu le commissaire du Gouvernement. 484. Il ne pourra non plus vendre ni aliéner se$ immeubles, ni faire aucun acie auire que ceux de pure admini- s{ration, Sans observer les formes pre- $crifes au mineur n07n émancipée A légard des obligations qu’il aurais contractées par voie d’achaf ow autre- ment, elles seront réductibles en cas d’excès: les tribunaux prendront, à ce sujet, en considération, la fortune du mineur, la bonne ow mauvaise foi des personnes qui auront contracté avec lui, l'utilité ou l’inutilité des dépenses. 485. Tout mineur émancipé dont les engagemens auraient été réduits en vertu de l'article précédent, pourra étre privé du bénéfice de l'émancipation, laquelle lui sera retirée én suivant les mémes formes que celles qui auront eu lieu pour la lui conférer. 486. Dés le jour où l’émancipation aura été révoquée, le mineur rentrera pecunia pro sorte recepta tuto collocetur. 485. Minor emancipaius mutuare pecuniam null modo poterit sine deliberatione consilüi familias a civil tibunali confirmata, præhabto Regii Procuratoris voto. / r se© Le«°..««... 484. lminobilia vendere, aut alenare, vel alios actus exceplis us, qu ad simplicem administrationem referuntur, peragere nequit, nisi servatis solemnitatibus, quæ minori non emancipato præscribuntur. 1 1»» Ê FE.... Obligationes, quæ empüonis, vel alterius contractus causa initæ sint, si æquitatis fines excedant, mo- derari poterunt. Judices hac de re perpendent minoris facultates, bonam, aut malam illorum fidem, qui cum eo contraxerunt, nec non commodum, aul expensarum earundem inutilitatem. 485. Minor éMmancipatus, cujus obligationes, juxta præscriptum in superiori articule, moderatæ fuerint, emancipationis beneficio privari poterit, iisdem ser vatis solemnitatibus, quæ ob ejus emancipationem adhi- bitæ fuerunt, /, F hais“ ke 37:° e. qe d y 486. Emancipatione reévocaia, mimor illico in tutelam recidet, cui subjicietur donec majorem ætajemt RTS STE mal ch SSare endre à rdmini es pré | 1] ul au Le aufrée s en CN ont, à prune à e foi da avec la, es, ont les n vert re. pri faquelk méme eu Li gncipuls pr TARN url gas 4 0 intra jf mail, m0 en: qu en alt "| ge [ x55| en tutelle, et y restera jusqu’à Sa ma- jorité aecomplie. 487. Le mineur émancipé qui fait ur commerce, est réputé majeur pour les . faits relatifs à Ce commerce. e vi rimarrà sino alla magoior etàa com- ita. 487. IL minore emancipato che eser- cita un traffico, à considerato maggiore pei fatti relativi al traffico 1istesso. TITOLO XI Della Maggior età, della Interdizione€ del Consiglio giudiciario. € A: P O:1H Della Maggior età. 488. La maggior età è stabilita agli anni ventuno compiti. Questa rende capace di tutti gli atti della vita civile, ritenuta la restrizione stabilita nel titolo de! Ma- £TiMOnLO. . CAPO LE Della Interdizione. 489. Il maggiore, il quale ritrovasi m uno stato abituale d’imbecillita, di de- menza Oo di furore, deve essere interdetto, quand’ anche un tale stato offerisse dei lucidi intervalli. TIFRE AL De la Majorité, de l’Interdiction et dé Conseil judiciaire. CHAPITRE PREMIER. De la Majorité. 488. La majorité est fixée à vingt-ur ans accomplis; à Cel 4ge On€sl Capa- ble de tous les actes de la vie civile, sauf la restriction portée au titre du Mariage. CHAPITRE IL. De l’Interdiction. 480. Le majeur qui est dans un étaË habituel d’imbécillité, de démence ou de fureur, doit étre interdit, méme lorsque cet état présente des. intervalles lucides. tcompleverit. 487. Minor emancipatus mercaturam exercens, major habetur in üs, quæ ad ejus commercium pertinents ÉIDTULUS AL De Majori ætate, de bonorum Interdictione, et de Cognitore a judice dato, CAPUT%x De Majori ætates 488. Ætas major præfinitur anno primo, et vigesimo expleto. Hac ætate quisquis omnes vilæ civilis ac+ “ tus peragere polest, exceptione servata, quæ in titulo de nuptis adfertur, CAPEHTE LE De bonorum Interdictione. 489. Major ætate, qui habitu imbecillis, demens, aut furiosus existat, bonis interdici debet, licet quan- doque dilucida habeat intervalla. 1 | 4 | è & PR [154] 499. Ogni parente& ammesso a provo- care l’interdizione di un suo parente. Lo stesso ha luogo per l’'uno de conjugi riguardo allaltro. 491. In caso di furore, se l’interdizione non è provocata nè dal conjuge nè dai parenti, essa deve esserlo dal Regio Pro- curatore, il quale potrà anche provocarla in caso d’imbecillità, o di demenza, con- tro una persona che non avesse né Con- sorte, nè parente conosciuto. 492. Ogni domanda d’interdizione sara proposta avanti il tibunale di prima istanza. 493. I fatti d'imbecillità, di demenza o di furore, saranno dedotti ed articolati in iscritto. Quelli che vorranno proce- dere nel giudizio d interdizione, presen- teranno i testimonj ed i documenti. 494. 1 tribunale ordinerà che 1l con- siglio di famiglia, composto secondo il modo determinato Zella sezione quarta capo secondo titolo della Minor età, della Tutela e dell Emancipazione, esponga il suo parere intorno allo stato della per- sona, di cui e domandata linterdizione. 495. Chi avrà provocata la interdizione, non potrà far parte del consiglio di fa- miglia: tuttavia il marito o la moglie, ed 1 figli della persona di cui fu provo- cata la interdizione, potranno esservi am- 490. Tout parent est recevable à pro- voquer l'interdiction de son parent, Il en est de même de l’un des époux à l'égard de Pautre. 4or. Dans le cas de fureur, si lin- terdictiou n’est provoquée ni par l'epoux ni par les parens, elle doit l'être par le commissaire du Gouvernement, qui, dans les cas d'imbécillité ou de démence, peut aussi la provoquer contre un individu qui 1’ ni ÉPOUX, ni épouse, nt parens CONNUS. 492. Toute demande en inferdiction ser@ portée devant le tribunal de pre- mière instance. 495. Les faits d’imbécillité, de-dé- mence, ou de fureur, seront articulés par écrit. Ceux qui poursuivront l’in- terdiction, présenteront les témoins et les pièces. 494. Le tribunal ordonnera que le conseil de famille, formé selon le mo- de déterminé à la section IV du cha- pitre II du titre de la Minorité, de Ja Tutelle et de l'Emancipation, donne son _ avis sur l’état de la personne dont lPin- terdiction est demandée. 495. Ceux qui auront provoqué Pin- terdiction, ne pourront faire partie du conseil de famille: cependant l'époux, ou l'épouse, et les enfans de la person- ne dont l'interdiction sera provoquée, metier, 490. Cuivis licitum est ejus, qui cognationis vinculo ipsi conjunctus sit, interdictionem bonorum petere eadem quoque facultas conjugi adversus alterum conjugem competit. 491. Furoris causa, si neque a conjuge, neque a consanguineis interdictio petatur, à Regio Procuratore erit postulanda, qui interdictionem quoque imbecillitatis, aut dementiæ causa adversus illum petet, cujus con- jux, aut consanguinei ignorantur. 492. Quævis pelitio pro interdicuone apud tribunal primæ istantiæ instituenda erit. 493. Facta, quibus imbecillitas, dementia, furor comprobatur, distinctis articulis perscribentur. Qui in- terdictionem prosequuntur, testes, el documenta exhibebunt, 494. Tribunal præcipiet, ut consilium familias compositum juxta præscripta in sectione[IV capite secundo #itulo de Minori ætate, Tutela, et Emancipatione expromat, que sentiat de statu ejus, cujus interdictio petitur. 495. Qui interdictionem postulayerint, in consilium. familias non adsciscentur: attamen vir, aut uxor,€t: me pont Yeux vice ot ( h en,| bou: si ln lou par k li, dun €, pui np Darens icton le pre de de artiuls nt lue nous à que l le mo- y cha de la ne 507 { l'in- ; l'in- tie du epout 1 perso TI(Z té n pair( rocurale qu CF A; jf” pi gecunlo | peil tof f d messi senza che abbiano voce delibera- tiva. 496. Ricevuto il parere del consiglio di famiglia, 1l tribunale interrogherà 1l convenuto nella camera del consiglio: se egli non vi si pud presentare, sarà interrogato nella sua abitazione da uno de’ giudici a cid deputato, coll assistenza del cancelliere. In tutti i casi il Regio Procuratore sarà presente all mterroga- tori0. 497. Dopo il primo interrogatorio 1l tribunale deputerà, se vi ha luogo,un amministratore provvisionale, affinchè prenda cura della persona e dei beni del convenuto. 498. La sentenza su una domanda d in- terdizione, non potrà essere pronunciata che in pubblica udienza, sentite o citate le parti. 499. Rigettando la domanda d'interdi- zione, il tribunale potrà nondimeno, se le circostanze lo esigano, ordinare che in avvenire il convenuto sia inabilitato a stare in giudizio, transigere, pigliare a prestito, ricevere capitali, rilasciare Hiberazioni, alienare, od ipotecare i suoi beni senza|’ assistenza di un consulente che verra nominato nella siessa sen- tenza. 500. In caso d’appellazione da una sentenza di prima istanza, il tribunale [135| pourront Y étre admis Sans y ayoir voit délibérative. 496. Après avoir reçu lavis du con- seil de famille, le tribunal interrogera le défendeur à la chambre du conseil: s’il ne peut s’y présenter, il sera inter- rogé dans sa demeure par l’un des ju- ges à ce commis, assisté du greffier. Dans tous les cas, le commissaire du Gouvernement sera présent à l’interro- gatoire. 497. Après le premier interrogatoire, le tribunal commettra, s’il y a lieu, un administrateur provisoire, pOur pren- dre soin de la personne et des biens du défendeur. 498. Le jugement sur une demande en interdiction, ne pourra êëtre rendu qu'à l'audience publique, les parties entendues ou appelées. 499. En rejetant la demande er in- terdiction, le tribunal pourra néan- moins, si les circonstances l'exigent; ordonner que le défendeur ne pourr& désormais plaider, transiger, emprun- ter, recevoir un capital mobilier, nien donner décharge, aliéner, ni grever ses biens d’hypothèques, sans l'assistance d'un conseil qui lui sera nommé par le méme jugemené. 5oo. En cas d'appel du jugement ren- du en prèmiere instance, le tribunal = flii illius, de cujus interdictione agetur, adesse poterunt, dummodo suffragium non emittant. 496. Tribunal, deliberatione consilit familias accepta, in sui consilii aula illum interrogabit, de cujus in- terdictione disceptatur; si vero hic se in judicium sistere nequeat, domi suæ ab judice delegato, et scriba adsistente interrogabitur. Ubique interrogationibus Regius Procurator adesse debet. 497. Prima interrogatione habita, tribunal, si opus erit, temporarium administratorem personæ, et bonis F3. curandis præficiet. L 498. Sententia in judiciis interdictionis bonorumin publico auditorio ferenda est, partibus auditis, vel citatis. 499. Quamvis tribunal petitionem pro interdictione rejecerit; altamen, si res ita postulaverit, præcipere poterit, ut in judicium vocaius in posterum, nec judicio contendere, nec transigere, nec mutuam accipere pecuniam nec eam in sortem datam recipere, nec apochas enutiere, nec bona distrahere, aut hypothecæ sub'icere, possit, nisi cognitore auctorante, qui ipsi eodem decreto constituetur. ] 7) oO, Boo, Cum a sententia tribunalis primæ inslantiæ provocatum fuerit, appellationis tribunal eum, de cujus «a [ 156] d'appello potra, se lo giudica necessa- rio, interrogare di nuovo o far interro- gare da un delegato la persona di cul è domandata la interdizione. 5or. Qualunque sentenza con eui si ordina la interdizione, o la nomina di un consulente, sara a sollecita istanza degli attori estratta dagli atti, notificata alla parte, ed inseritta entro dieci giorni sopra le tabelle. che devono. essere af- fisse nella sala di udienza e negli ufhicy} de’ notari del circondario.+ ‘502. LL’ interdizione o la nomina di un consulente avrà il suo effetto dal giorno della sentenza. Sara nullo per diritto qualunque atto fosse fatto posteriormen- te dall'interdetto, o senza l'assistenza del consulente. .503. Gli atti anteriori all’ interdizione potranno essere annullati, se la causa d'interdizione esisteva notoriamente al- V'epoca in cui sono stati fatti, 5o4. Dopo la morte d’alcuno, gli atui da esso fatti non potranno essere impu- gnati per causa di demenza, se non nei casi che si fosse pronunciata o provo- cata l’interdizione avanti la sua morte, o che la prova della sua demenza risul- tasse dallatto stesso che viene impu- gnato. 505. Non essendosi proposta appellazio- ne-dalla sentenza d’interdizione pronun- d'appel pourra, S'il le juge nécessaire; interroger de nouveau, ow faire inter roger par un Commissaire, la personne dont l'interdiction est demandée. 5ox. Tour jugement portant interdic-. #on, Ou nomination d'un conseil, sera, à la diligence des demandeurs, levé, signifié à partie, et inscrit, dans les dix jours, sur les tableaux qui doivent étre affichés dans la salle de l'auditoire et dans les études des notaires de Parrondissement. 5o2. L’interdiction ou la nomination dun conseil aura son effet du jour du Jugement. Tous actes passés postérieu- rement par l’interdit, ou sans l’assis- sance du conseil, seront nuls de droit. 503. Les actes antérieurs à l'inter- diction pourront étre annullés, si l@ cause de linterdiction existaif notoi- rement à l’époque où ces actes ont été faits. 504. Après l& mort d’un individw, les actes par lui faits ne pourront étre attaqués pour cause de démence, qu’au- tant que son interdiction aurait été pro- noncée ou provoquée avant: son décès; à moins: que la preuve de la démence ne résulte de l’acte même qui est atta- qué. 505. S'il n’y a pas d'appel du juge ment d'interdiction rendu en première interdictione agitur, si opportunum duxerit, vel per se, vel per suum delegatum rursus interrogare poterit. Sor. Quaævis sententia, quæ interdiclionem, aut cognitoris dationem præcipiat, ad actoris instantiam ex breviculo transcribenda erit, et parübus intimanda, nec non intra decem dies inscribenda tabulis publice proposilis in tribunalis auditorio, atque in officiis notariorum, qui ejus jurisdictioni subsunt. 5e. Interdictio, vel cognitoris datio ipsa sententiæ die effectum sortietur. Quilibet actus ab intérdicto LL 15 Le) à Le e. e°.*s posimodum EMUIssUS, aut sine cognitoris interventu, ipsoe jure nullus erit, Ne SATA#.«.«..... e 503. Actus interdictioni anteriores. rescindi quoque poterunt, si cum perficerentur, interdictionis causa Jam manifeste extabat. 504, Post alicujus obitum ei us actus ob dementiam argui nequibunt, nisi eo vivente iaterdictio decreta, at 3: a Le Pa.-. aut postulata fuerit, vel nisi ex ipso actu, qui arguitur, dementiæ scateant argumenta. 909.$i ab interdictionis sententia provocatum minime fuerit, vel appellationis tribunal eandem confir- / de fer intel lones of # desce ÉNITE fu h ini, dl 610 4 fi ner, idioirs Us de ation ur du k mofor ont til ipidu, né être qu'au- fé pro- déces; dementt est all du Ji prendre ariGi are pie plan# sand jan | decrélé fl cs ciata in prima istanza,© quando venga confermata in appello, si passerà a depu- tare all’interdetto un tutore ed un surro- gato tutore, secondo leregole prescritte al titolo della Minor érà, della Turela, e della Emancipazione. L'amministrato- re provvisionale cesserà dalle sue funzio- ni, e renderà conto al tutore, quando non lo fosse egli stesso. 506. El marito è, di diritto, 1l tutore della sua moglie interdetta. 5o7. La moglie poirà essere deputata tutrice del marito, ed in questo caso il consiglio di famiglia regolerà 1l modo e le condizioni dell'amministrazione, sal- vo alla moglie che si credesse lesa dal decrelo dello stessa consiglio, il ricorso ai tribunal. 508, Nessuno, ad eccezione de’ conjugi, degli ascendenti e dei discendenti, sarà tenuto di continuare nella tutela di un interdetto oltre dieci anni. Alla scadenza di questo termine, il tutore potrà do- mandare, è sarà in diritto di essere rimpiazzato. 5og. L'interdetto è parificato al minore, per cid che riguar da la sua persona ed i suoi beni. Le lesoi sopra la tutela dei minori saranno applicabili alla tutela degl interdetti. [ 137] instance, Ou s’il est eonfirmé sur lap- pel, il sera pourvu à la nomination d’un tuteur et d'un subrogé tuteur à linter- dit, suivant les régles preserites au ti- tre de la Minorité, de la Tutelle et de l'Emancipation. L'administrateur pro- visoire cessera ses fonctions, et rendr@ compte au tuteur, s'il ne lest pas lui-même. 506. Le mari est, de droit, le tuteur de sa femme interdite. _5o7. La femmé pourra être nommée tutrice de son mari. En ce cas, le con- seil de famille réglera la forme et les conditions de l'administration; sauf le recours devant les tribunaux de la par# de la femme qui se croirait lésée par l’'arrété de la famille. 508. Nul, à l'exception des époux, des ascendans ef descendans, ne sera tenu de conserver la tutelle d'un inter- dit au-delà de dix ans. A l’expiration de ce délai, le tuteur pourra demander et devra obtenir son remplacemené. 5oo. L’interdit est assimilé au mineur, pour sa personne ef pour ses biens: les lois sur la tutelle des mineurs s’appli- gueront à la tutelle des interdits. # maverit interdicto dantur tutor, atque honorarius tutor, juxta præscripta in titulo de Minori ætate, Tutela, el Emancipatione. Adminisirator temporarins a suscepio munere illico se abstinebit, et tutori, electus tutor sit, rationes reddet. 506. Vir est tutor legitimus uxoris interdictæ. msi ipseme 5o7. Uxor mariti sui tutrix fieri poterit. Hoc easu consilium familias néatitréit ot modum, et condi- tiones slatuet;; attamen si ab hac consilii deliberatione uxor se lesam senserit, ad tribunalia recurrere poterit it. 508. Nemo interdicti tutelam ulira decem annos gerere cogitur, conjugibus dumiaxat, adscendentibus, et descendentibus excepüs: termino hoc elapso, tutor peiere poterit, atque impetrare debet, ut alter sibi subslituatur. 5og. Interdictus, quo ad suam personam, el bona, minori æquiparatur. Leges quæ minoris tutelam respi- ciunt, ad interdictorum quoqne tutelam aptabunlur. 48 D ee qu STE De ne ant Ses pete [158] S10. I redditi di un interdetto devono éssere esenzialmente impiegati per addol- cire la sua situazione, ed accelerarne la guarigione. Secondo 1 caratteri della sua malattia e lo stato delle sue facoltà, il consiglhio di famiglia potra determinare che venga curato nella propria abitazio- ne, Oo de sia posto in una casa di sa- nità, ed ancora in uno spedale. 5rr. Quando si trattera del matrimo- nio del fighio di un interdetto, la dote o l’assegnamento a titolo di eredita, e le altre convenzioni nuziali, saranno re- golate dal parere dei consiglio di fami- glia, omologato dal tribunale, in seguito alle conclusioni del Regio Procuratore. Br2. L'interdizione cessa col cessar delle cause per le quali fu determinata; la revoca perd non sara pronunciata se non osservate le formalità prescritte per decretarla, e l’interdetto non potra ri- prendere l’esercizio dei suoi diritti, che dopo la sentenza di revoca. E 4 PO IIE Del Consulente giudiziario. 513. Pud essere proibito ai prodighi di stare in giudizio, di transigere di bro. Les revenus d’un interdit doivent étre essentiellement employés à adoucir son sort et à accélérer sa guérison. Selon les caractères de sa maladie et Pétar de sa fortune, le conseil de famille pourra arréter qu’il sera fraité dans son domicile, ow qu’il sera placé dans une maison de santé, et méme dans un hospice. Brr. Lorsqu’ il sera question du ma- rioge de l'enfant d'un interdit, la dot ou l’avancement d'hoirie, et les autres conventions matrimoniales, seront ré- glés par un avis du conseil de famille, homologué par le tribunal, sur les conclusions du commissaire du Gous verrnement. Bio. L'interdiction cesse avec les cau- ses qui l'ont déterminée: néanmoins la main-levée ne sera prononcée qu’en observant les formalités prescrites pour parvenir à l'interdiction, et Pinterdit ne pourra reprendre l'exercice de ses droits qu'après le jugement de main- levée. CHAPITRE III. Du Conseil judiciaire. 515. 11 peut être défendu aux prodi- pues de plaider; de transiger, d’em- Bio. Reditus bonorum interdicti ad eum levandum, et citius sanandum polissimum erogari debent. Consilium familias, infirmutatis genere, et fortunarum viribus inspectis, statuet ,. utrum ille domi suæ, vel in hospitio sanitatis, vel etiam in nosocomio curandus sit. Br. Cum de nuptüs ab interdicti filio ineundis quæstio erit, dos, aut pars hereditatis in antecessum conferenda, et cetera nuptialia pacta consilii familias suffragio præfinieniur, quod Regio. Procuratore prius audito, a tribunali erit confirmandum. 512. Interdictio cessat causis deficientibus, quibus decreta fuit; nihilominus ejus revocatio non pronunr- ciabitur, nisi servatis formis ad interdictionem decernendam præscripus, et post revocationis decrelum dumtaxat, qui bonis interdictus fuerat, suis juribus fungi poterit. GAPUT.LIiL De Cognitore a judice dato 513. Prodigo prohiberi potest, quominus judicio contendat, transigat, mutuetur, pecunias in lucrum datas ibn dur On. ele et le Jon dns dons v dan u n dune , de di $ autre ront ré- famille, , sur la dé Gom ec les cu moins ce qu'a rites po l'intendi pe de SES e main aux ph ÿ 4 7 d'en ere FU der jo sue, PT ue are PF ges pro ji decrelu | qucrui ds ER à [ 159] prendere danari à prestito, di riscuotere capitali e di rilasciarne la liberazione, di alienare, di aggravare 1 loro beni d'ipo- teca, senza l’assistenza di un consulente che loro è deputato dal tribunale. bi4. La proibizione d’agire senza l’in- tervento di un consulente pud essere provocata.da coloro che hanno diritto di domandare l’interdizione; la loro do- manda deve essere promossa e giudica- ta nello stesso modo. Questa proibizione non potràa essere tolta se non osservate le medesime for- malità. 515. Nessuna sentenza, in materia d’in- terdizione, o di deputazione di consu- lente, potra essere pronunciata,nè in pri- ma istanza, nè in appello, se non dopo, le conclusioni del Regio Procuratore. prunter; de receboir un Capital mobilier et d'en donner décharge, d’'aliéner, ni de grever leurs biens d’hypothèques, sans l'assistance d'un conseil qui leur est nommé par le tribunal. 514. La défense de procéder sans l’as- sistance d’un conseil, peut étre provo- quée par ceux qui ont droit de deman- der linterdiction; leur demande doit étre instruite et jugée de la méme ma- nière. Cette défense ne peut étre levée qu’en observant les mêmes formalités. b15. Aucun jugement, en matière d'interdiction, ou de nomination de con- seil, ne pourra étre rendu, soit en pre- mière instance, soit en cause d'appel, que sur les conclusions du commissaire du Gouvernement. recipiat, de isdem liberationem emittat, sua bona distrahat, aut hypothecis subjiciat, nisi cognitoris in: terventu eidem a tribunal dati. 514. Quibus jus est bonorum interdictionem postulare, iis petere quoque licet, ut prodige enunciati actus sine cognitoris interventu prohibeantur: eorum instantia instruenda, et judicanda est modis ïisdem, qui superius statuuntur. Formæ prædictæ pariter servandæ sunt, ut decretum hoc prohibitorium revocari possit. 515. Nullum decretum pro interdictione, aut cognitoris datione sive a Wibunali primæ instantiæ, sive ap= pellationis, nisi juxta Regü Procuratoris conclusiones, proferri poterit, CS A ne“ES Fan run. ie SE Émis nn nn et dial murs: ES; pe*= sk Ÿ en AE ge 0 [ r40] LIBRO IL DEI BENI, E DEXLE DIFFERENTI MODIFICAZIONTI DELLA PROPRIETA’ TITOLO PRIMO. ‘Della Distinzione dei Beni. 516. Tutti i beni sono mobili od im- gmobili. CEA P-0:EL Dei Beni Immobili. b17. L beni sono immobili o per la loro natura, o per la loro destinazione, o per l’oggetto cui si riferiscono. B18. L terreni e gli edifizj sono immo- bili per loro natura. 519. Sono pure immobili per loro na- tura i molini a vento o ad acqua, fissi su pilastri e formanti parte di edifizio. 520. Sono parimente immobili, le messi pendenti dalle loro radici, ed 1 frutti degli alberi non per anco staccati. LIVRE IL DES BIENS, ET DES DIFFÉRENTES MODIFICATIONS DE LA| PROPRIÉTÉ. TITRE PREMIER. De la Distinction des Biens. 516. Tous les biens sont meubles ou zmmeubles. CHAPITRE PREMIER. Des Immeubles. bi. Les biens sont immeubles ou par leur. nature, ou par leur destination, ou par l’objet auquel ils s'appliquent. 518. Les fonds de terre et les bäti- mens sont immeubles par leur nature. bio. Les moulins à vent où à eau, fixes sur piliers et faisant partie du bétiment, sont aussi immeubles par leur nature. 520. Les récoltes pendantes parles ra- cines, et les fruits des arbres non encore recueillis, sont pareillement immeubles. LIBER SECUNDUS. DE BONIS, ET VARIIS PROPRIETATIS MODIS. TITULUS PRIMUS. De Bonorum Divisione. 516. Bona yel mobilia, vel immobilia sunt. CAPUT TI. De Bonis Immobilibus. $r7. Bona, vel immobilia sunt suapte natura, vel destinatione, vel ratione reï; ad quam referuntur. 518. Agri, et ædificia natura sua sunt bona immobilia. B19. Sunt quoque natura immobilia pistrina columnis adfixa, quæ ædificii partem constituunt, sive ipsa venio, sive aquis agantur. 520. Messis, quæ adhuc solo cohæret, fructusque ex arboribus pendentes bonis immobilibus accensentur. RENTE LA Pupter| = L $, es où par fination, quent, ps DE nature, ù eau, rtie du par leur jar les T4 on encore mmeudl ” | relie lé stand; $ green" [ 141| Quando le biade sono tagliate ed 1 frutti colti, quantunque non trasportatt, diven- gono beni mobil. Se una parte soltanto dei frutti é rac- colta, questa sola& mobile. Bar. Î tagli ordinarj de boschi cedui, o di alto fusto, destinati a regolari taglia- menti, non divengono mobil che in proporzione ed a misura che gli alberi vengono abbattuti. 593. Gli animali che il proprietario del fondo consegna all affittuario, od al colono parziario per la coltivazione, siano o no estimati, si annoverano fra 1 beni immobili fino a che sono inservienti al fondo in vigore della convenzione. Quelli che il proprietario consegna à socida ad altri, fuorchè all affittuario o colono parziario, si ritengono fra i beni mobili., 523. L condotti che servono à tradurre le acque in una casa od altra posses- sione, sono immobilii e fanno parte del fondo cui sono annessi. 524. Sono beni immobili per destina- zione, le cose che il proprietario di un fondo vi ha poste per il servizio e la col- tivazione del medesimo.| Sono quindi beni immobili per desti- nazione, quando sono stati assegnati dal proprietario per il servizio e la coltiva- zione del fondo, Dès que les grains sont coupés et les fruits délachés, quoique non enlevés, ils sont meubles. Si une partie seulement de la récolte est coupée, cette partie seule est meuble. Bar. Les coupes ordinaires des bois daillis ou de futaies mises en coupes ré- glées, ne deviennent meubles quau fur et à mesure que les arbres soné abattus. 592. Les animaux que Îe propriétaire du fonds livre au fermier ou au métayer pour la culture, estimés où non, Sont censés immeubles tant qu'ils demeurent attachés au fonds par l'effet de la cou- vention.| Ceux qu'il donne à cheptel à d'autres qu'au fermier ou métayer, sont meubles. 525. Les tuyaux servant à la conduite des eaux dans une maison ou autre hé- ritage, sont immeubles, et font partie du fonds auquel ils sont attachés. 524. Les objets que le propriétaire d'un -fonds y a placés pour le service et Tex- ploitation de ce fonds, sont immeubles par destination. Ainsi, sont immeubles par destination, quand ils ont été placés par le proprië- taire pour le service et lPexploitation du fonds, ’ 7 qe., Je. Segetes vero desectæ, et fructus decerp#, licet nondum exportati ,; bonis mobilibus adscribuntur. Si pars tantum fructuum a solo, vel arbore separalta est, hæc sola mobilis habetur. Bas. Ligna ex silva cædua, vel proceræ arbores, quæ statis temporibus exciduntur, et amputarfur, mobilia non fiunt, nisi quatenus arbores ipsæ dejectæ sint. Bo9. Animalia vel æstimata, vel inæstimata colono partiario, aut conductori ad prædit culturam a domino fundi tradita, pro immobilibus habentur, donec conventionis implendæ causa, fundo inserviunf. Quæ per socidæ contractum cuique ali, quam colono, et conductori committuntur, mobilia censentur. 523. Fistulæ ad derivandas aquas in domum, vel fundum bona imumobilia sunt, et prædii, cui adhæ- rent, partem constituunt 524. Destinatione immobilia censenlur, quæ ad usum, et culturam fundi a domino in eodem posita sum. Hinc destinatione immobilia fiunt, cum a prædiü domino, et culturæ causa fundo addicuntur, PA b RS RER ne emgnnn TA ne png à ais" ren AR td Gli animali addetti alla coltura; Gli strumenti arator); Le sementi somministrate agli affittuar] od ai coloni parziarj; T piccioni delle colombaje; T conigli delle cove; Gli alveari; LT pesci delle peschiere; T torchi, le caldaje, i lambicchi, le tina e botti; Gli utensili necessarj all uso delle fu- cine, cartiere ed altre fabbriche; La paglia e concime. Sono pure immobili per destinazione tutti gli effetti mobil annessi dal pro- prietario ad un fondo coll intenzione che vi restino perpetuamente. 525. Si considerano annessi al fondo dal proprietario collintenzione che vi restino perpetuamente, gli effetti mobil, quando vi siano uniti con gesso, calce o stucco, o quando non possano distac- carsi senza rottura e deteriorazione, 0 senza rompere e guastare la parte del fondo cui sono attaccati. Gli specchi d’un appartamento si re- putano posti a perpetuità, quando:i te- lari cui sono attaccati, formano corpo col rimanente del tavolato. Les animaux attachés à la culture: Les ustensiles aratoires; Les semences données aux fermiers ou colons partiaires; Les pigeons des colombiers; Les lapins des garennes; Les ruches à miel; Les poissons des étangs; Les pressoirs, chaudières, alambics» cuves el Lonnes; Les ustensiles nécessaires à Pexploita- tion des forges, papeteries et autres usines; Les pailles et engrais. Sont aussi immeubles par destination, tous effets mobiliers que le propriétaire a attachés au fonds à perpétuelle demeure. 525. Le propriétaire est censé avoir attaché à son fonds des effets mobiliers à perpétuelle demeure, quand ils ÿ sont scellés en plätre ou à chaux ou à ciment, ou lorsqu'ils ne peiwent étre détachés sans être fracturés et détériorés ou sans briser, ow détériorer la partie du fonds à laquelle ils sont attachés. Les glaces d'un appartement sont cen- sées mises à perpétuelle.derneure, lorsque le parquet sur lequel elles sont attachées Jait corps avec la boiserie. é Animalia, quæ ad arva excolenda inserviunt; Instrumenta rustica; Semina colono parliario, et conductori tradita; Columbi cellares; Cuniculi vivariorum; Alvearium examina; Pisces piseinarum; Torcularia, ahæna, clibani ad distillandum, lacus; et dolia; fnstrumenta necessaria fusorüs, chartariis, ceterisque officinis exercendis; Palea, et fimus. Immobilia pariter destinatione habentur res mobiles omnes a domino ita fundo addictæ,utibi perpetuo manearit. 525. Dominus ea mobilia perpetuo adjecisse fundo suo censetur, quæ gypso, calce, aut cæmento Im- Sxa sunt, vel quæ divelli nequeunt sine fractura, et detrimento, sive ipsorum, sive ejus fundi partis, cui adhærent. Specula cubiculis perpetuo censentur adcomodata, quum ipsorum corons ita ligneis parietibus inseruntur, ut unum cum ipsis corpus efliciant. ' gl étre, Jeri, lampes, exploit , nation, letaire« demeur, nsé mobilier à ls y so à ciment, détaches Ou Sans fonds nt CON lorsque ttachées a net ) pti“ À gen) Le j parts! enter Lo stesso ha luogo per i quadri ed altri ornamenti. à Riguardo alle statue, si ritengono im- mobili quando sono collocate in una nic- chia formata per esse espressamente, non ostante che possano levarsi senza frattura o deteriorazione. 596, Sono immobili per l'oggetto, cui gi riferiscono, L’ usufrutto di cose immobili.; Le servitù prediali. Le azioni, che tendono a rivendicare un’ immobile. G:.A.P. OL Dei beni Mobili. B27. 1 beni sono mobili o per loro natura o per determinazione della legge. 528. Sono mobili per loro natura 1 cor- pi che possono trasportarsi da un luo- go ad un altro, o che si muovono da sè stessi, come gli animali,© che non possono cangiare di posto se non per l’effetto di una forza estrinseca, come le ‘cose inanimate. 529. Sono mobili per determinazione della legge, le obbligazioni e le azioni, che hanno per oggetto somme esigibili od effetti mobili, le azioni od interessi nelle società di finanza, di commercio ll en est de méme des tableaux et autres OTNENENSe Quant aux statues, elles sont immeu- bles lorsqwelles sont placées dans une niche pratiquée exprès pour les recevoir, encore quelles puissent être enlevées$ans fracture ou détérioration. 526. Sont immeubles, par l’objet au- quel ils s'appliquent, L'usufruit des choses immobilières. Les servitudes ou services fonciers; Les actions qui tendent à revendiquer un immeuble. CHAPITRE: Des Meubles. 52. Les biens sont meubles par leur nature ou par la détermination de la loi. 528. Sont meubles par leur nature, les corps qui peuvent se transporter d'un lieu à un autre, soit qu’ils se meuvené par eux-mêmes, comme les animaux; soit qu'ils ne puissent changer de place que par l'effet d'une force étrangère; comme les choses inanimées. 520. Sont meubles par la détermina- tion de la loi, les obligations et actions qui ont pour objet des sommes exigibles ou des effets mobiliers, les actions ou intérêts dans les compagnies de finance, Idem de tabulis pictis, ceterisque ornamentis. Statuæ vero immobilia existimantur, quum in ædiculis ipsarum eausa extructis collocatæ sint, licet citra detrimentum exportari possint. 526. Ratione rei, ad quam referuntur, immobilibus accensentur Ususfructus rerum immobilium; Servitutes prædiales; Actiones ad res immobiles vindicandas. CAPOT IL De bonis mobilibus. 527. Bona mobilia sunt vel sua natura, vel lege. 528. Natura mobilia sunt, quæ de loco ad locum, vel se transferre, uti animalia, vel extrinseca vi uf res inanimatæ, traduci possunt. 529. Lege mobilia suni obligationes et actiones, quibus pecuniam creditam, aut resmobiles persequimur, # “= D er a æ £ ; F1 * 4 L LE Li ù AE PORT ie ra PE Cr44] o d’'industria, quand'anche appartengano a queste società beni immobili dipen- denti dalle stesse imprese. Tali aziont od interessi sono riputati mobili riguar- do a socj, e pel solo tempo in cui dura la società. Sono egualmente mobili per determi- nazione della legse, le rendite perpetue Oo vitalizie, tanto sullo Stato, quanto sui particolari. 550. Qualunque rendita perpetua sta- bilita in correspettivo del prezzo d’uno stabile, o come condizione della cessio- ne di beni immobili fatta a titolo one- ros0 Oo gratuito, è essenzialmente redimi- bile. Ë nondimeno permesso al creditore _di stabilre le clausole e le condizioni del riscatto.: Ë parimenti permesso al medesimo di stipulare che la rendita non gli possa essere rimborsata, se non dopo un certo. tempo, il quale non potràa mai eccede- re trent anni. Ogni stipulazione contra- ria è nulla. 53r. L hattelhi, chiatte, navi, molini e bagni su battelli, e generalmente ogni edifizio non fisso sopra pilastri, e. non formante parte della casa, sono mobiliz I! sequestro di alcuno di questi effet- ti pud tuttavia, a motivo della loro de commerce ou dindustrie, encore que des immeubles dépendans de ces éntre- prises appartiennent aux compagnies. Ces actions ou intéréts sont réputés meubles à l'égard de chaque associé seulement, tant que dure la société. Sont aussi meubles par la détermina- ion de la loi, les rentes perpétuelles ow viagères, soit sur la République, soit sur des particuliers. 530. Toute rente établie à perpétuité pour le prix de la vente d'un immeuble, où comme condition de la cession à titre onéreux ou gratuit d'un fonds immobilier, est essentiellement rachetable. I] est néanmoins permis au créancier de régler les clauses et conditions du rachat. I! lui est aussi permis de stipuler que la rente ne pourra lui étre remboursée qu'après un certain terme, lequel ne peut jamais excéder trente ans: foule stipulalion contraire est nulle. 531. Les bateaux, bacs, navires, mou- lins et bains sur bateaux, et générale- ment toutes usines non fixées par des piliers, ef ne faisant point partie de la maison, sont meubles: la saisie de quel- ques-uns de ces objets peut cependant, actiones, vel jura in societatibus vecligalium, vel commercüi, et industriæ, etiamsi complectantur immobi- Ka, quæ uti socielatis compendium ad socios perlineant. Hæc jura, et âctiones mobihibus accensentur quoad singulos socios tantum, et donec extiterit socictas. Léege pariter imter mobilia habentur perpetui census, seu reditus ad vitam, a publico ærario, æqte ac a privato cive præstandi. 550. Quicumque reditus ad perpetuitatem constituli, vel ob venditionem rei immobilis, et loco nretü, vel L]+ à 2 ob cessionem rei pariter immobilis titulo oneroso, aut gratuilo faciam, et per modum conditionis ejusdem- met cessionis, suapte naiura redimi possunt, Creditori tamen licet clausulas, et conditiones retractus statuere. Eïdem parier stipulari conceditur, ut sors nonnisi certo tempore elapso exsolvatur, dummodo tricen- nium rnunquam excedat. Pacia in contrarium inita nulla sunt. 551. Scaphæ etiam balneariæ, naves, cymbæ, pistrina, nec non officinæ quæcumque columnis non ad- hærentes, neque ædium partem constituentes, inter fmobilia recensentur. Attamen pre eorun præstanlia Ce tel Intea cu ï Sul, y Ven de«il l À dl, VAT | î Us M CET li déni perpétuel pr LU Una, "685107 à ds immo, ble. Créantré } du rad, tipuler rembourse lquel ne s' Wule res, MOU* générale par ds wtie del sie ét ul cependai ee sh. etant 2 { pensent EN 0 an, f hope ÿ nf jjons 3 ram ul 7 gmnis M 6) importanza essere sOtLoposio aparticolari rescrizioni, come verrà dichiarato nel Codice della procedura civile. 532. Ï materiali provenienti dalla de- molizione d’un edificio, o raccoltt per costruirne un nuovo, sono mobili sino a che siano impiegati dall operajo in una costruzione. 533. La parola mobili, usata nelle disposizioni della legge o dell uomo senz’ altra âggiunta O designazione, non comprende per sè sola il danaro, Île gemme, i crediti, i libri, le medaglie, gl istromenti delle scienze, arti e me- stieri, le biancherie ad uso delle perso- ne, i cavalli, equipaggi, armi, grani, vini, fieni, ed altre derrate, e nemme- no cid che forma l’oggetto di una ne- goziazione. 554. ba parola mobiglia non com- prende che i mobil destinati all uso ed ornamento degli appartamenti, come le tappezzerie, letti, sedie, specchi, pen- duli, tavole, porcellane, ed altri oggetti di questa natura. I quadri e le statue che fanno parte dei mobili d’un appartamento, vi sOn0 anche comprese, ma non vi si compren- dono le collezioni de quadri che pos- sono essere nelle gallerie,© camere particolari. à cause de leur importance, étre sou- mise à des formes particulières, ainsi qu’il sera expliqué dans le Code de la procédure civile. 532, Les matériaux provenant de l& démolition d’un édifice, ceux assemblés pour er construire ur nouveau, SOnË meubles jusqu'à ce qu’ils soient employés par l'ouvrier dans une construction. 535. Le mot meuble, employé seul dans les dispositions de la loi ou de l'homme, sans autre addition ni désigna- tion, ne comprend pas l'argent com- ptant, les pierreries, les dettes actives, les livres, les médailles, les instrumens des sciences, des arts et métiers, le linge de corps, les chevaux, équipages, ar- mes, grains, vins, foins et autres den- rées; il ne comprend pas aussi ce qui J'ait lobjet d’un commerce. 534. Les mots meubles+ ne comprennent que les meublés destinés à l'usage et à l’ornement des appartemens, comme tapisseries, lits, siéges, glaces, pendules, tables, porcelaines, et autres objets de cette nature. Les tableaux et les statues qui font partie du meuble d'un appartement, y sont aussi compris, mais non les colle- ctions de tableaux qui peuvent étre dans les galleries ow pièces particulières. sequestratio peculiaribus judicii formis subesse poterit, prout in Codice processus civils statuetur. 53». Materies ex ædificii demolitione collecta, seu ad novi çconstructionem parata, mobilis est, donec eandem ædificio construendo faber non adhibuerit. 555. Mobilium vocabulo in legis, vel hominis dispositione, aille alia demonstratione adjecta, non con- ünentur pecuniæ, gemmæ, nomuina, hbn, mumismata, sclentiarum, arlium, et operarum instrumenta, res linteariæ, equi, vecturæ, arma, granum, vinum, fœnum, ceteræque fruges, neque id, quod ad conuner- cium spectat. 554. Supellectilis domum instruentis norhine ea lantummodo veniunt, quæ ædium usui,et ornatui destinata sunt, veluti peristromata, cubilia, sedilia, specula, horologia, abaci, vasa murrhina, et alia ejusdem generis, Veniunt etiam tabulæ pictæ, et statuæ, quæ domesticæ supellectlis partem constituunt: non tamen illæ, quæ collectæ in pinacothecis, et in penetralibus separatim asservantur. I - à RS Fe [146] Lo stesso ha luogo per le porcellane. Quelle. solamente che formano parte del- la decorazione d'un appartamento, sono contenute nella denominazione di 710- biglia. 555. L’espressione di beni mobili, quel- la di 2obiliare, o quella d’effetti mobil, comprende generalmente tutto cid che viene riputato mobile, secondo le regole superiormente stabilite. La vendita o la donazione d’una casa mobigliata non abbraccia che la mobi- la. 536. La vendita o la donazione di una casa con tutto quello che vi si tro- ya, non comprende il danaro, nè 1 cre- diti, ed altri diritti 1 cui documenti pos- sano esistere nella casa medesima. Tut- ti gli altri effetti mobil vi sono com- presi. C A PO IL De’ Beni relativamente a coloro che possedono. 537. I privati hanno la libera facoltà di disporre de’beni che loro appartengono, colle modificazioni stabilite dalla legge. T beni che non appartengono ai pri- Val SOnO amministrali, e non possono IT en est de même des porcelaines: celles seulement qui font partie de là décoration d'un appartement, sont coin- prises sous la dénomination de meubles meublans. 555. L'expression biens meubles, celle de mobilier ou d’effets mobiliers, com- prennent généralement out ce qui est censé meuble, d'après les règles ci-des- sus établies. Lo, vente ou le don d'une maison meu- blée ne comprend que les meubles meu- blans. 556. La vente ou le don d'une maison; avec out Ce qui s'y trouve, ne Comprend pas l'argent comptant, ni les dettes actives et autres droits dont les titres peuvent étre déposés dans la maison, tous les autres effets mobiliers y sont Cornpris. CHAPITRE IIT. Des Biens dans leur rapport avec ceux qui les possèdent. 557. Les particuliers ont la libre di- sposition des biens qui leur apparfien- nent, sous les modifications établies par les lois. Les biens qui n'appärtiennent pas à des particuliers, sont administrés el ne Idem de murrhinis, ut ea tantum domesticæ supellectilis nomine veniant, quæ domus ornatui inserviunt. 555. Verba, bona mobilia, vel mobiliaria, vel res mobiliares generaliter id omne complectuntur, quod Juxta præmissas regulas mobile censetur. Domus instructæ venditio, vel donatio supellectilem tantum comprehendit, quæ domum instruit. LA...... 0 556. Vendita, vel donata domo cum ommnibus rebus, quæ 1b1 erunt, non continentur pecuniæ, momina, ‘et alia jura, quorum documenta domi deposila sint: ceteræ res mobiles comprehenduntur. CAPU EF JIFE De Ponis quoad eorum possessores. A. Tv||:: se 5357. Unusquisque habet liberam facultatem disponendi de rebus suis, modis tamen a lege præscriptis. Î Bona, quæ in singuloruxn dominio non sunt: adaunistrationi subsunt, et alienari nequeunt, nisi servalis D cp rl er 1 Ce qu les cidy SON Mets les meu- | MGiSON, comprend les dettes ls titres ALTER ers ÿ ec CEUX Jibre de û parier tablies jen pos 1 VA) ol le mer, nerve nus; qu nd; g, LD crise | serve F#49 essere alienati se non nelle forme e colle regole che loro sono proprie. 538. Tutte le strade che sono a ca- rico dello stato, i fiumi, le riviere na- vigabili od inservienti a trasporto, le rive, i siti occupati e quindi abbaudo- nati dal mare, i porti, i seni, le spiag- gie, e generalmente tutte le parti del territorio dello stato non suscettibili di privata proprietà, sono considerati come pertinenze del demanio pubblico. 559. Tutti i beni vacanti e senza pa- drone, quelli delle persone che muojO- no senza eredi, o le cui eredità sono abbandonate, appartengono allo stato. 540. Le porte, muri, fosse, bastioni delle-piazze di guerra e delle fortezze, fanno similmente parte del demanio pubblico.. 541. Lo stesso è de’terreni delle for- tificazioni e dei bastioni delle piazze che più non sono piazze di guerra: essi appartengono allo stato, se non furono legittimamente alienati, o non ne fu pre- scritta la proprietà contro lo stato. 542. À beni comunali sono quelli alla proprietà od al prodotto dei quali gli abitanti di uno o più comuni banno un diritto acquisito. peuvent étre aliénés que dans les formes et suivant les règles qui leur sont par- ziculières. 557. Les chemins, roufes et rues à l& charge de la nation, les Jleuves et ri- vières navigables ou flottables, les riva- ges, lais et relais de la mer, les ports, les havres, les rades, et généralement joutes les portions du territoire natio- nal qui ne sont pas susceptibles dune propriété privée, sont considérés Comme des dépendances du domaïne public. 539. Tous les biens vacans e£ sans maître, et ceux des personnes qui décè- dent sans héritiers, ou dont les succes- sions sont abandonnées, appartiennent à la nation. 5.3 54o. Les portes, murs, OSSÉS, rem parts des pluces de guerre ct des forte- resses, font uussi partie du domaine public. 541.11 en est de même des ferraïns, des fortifications et remparts des places qui ne sont plus places de guerre: ils ap- partiennent à la nation, s'ils n'ont élé valablement aliénés, ow si la propriété n'en a pas été prescrite Conéré elle. 542, Les biens communaux sont CEUX à la propriété ou aw produit desquels les habitans d'une ou plusieurs commu nes ont un droit acquis. regulis, et formis, quibus speciatim obnoxia sunt. 558. Vix publicæ, quarum refectio ærario Regio incumbit, flumina navigabilia, vel vehendo apla, ripæ ltora maris æstu occupata, porlus, oræ marilimæ, et generaliter omnes territori partes, qu in privato ci- vium domunio esse nequeunt, Regalis demann partem constituere censentur. 559. Omnia bona vacantia, et nullius, vel eorum, qui sine herede decedunt, vel quorum successiones pro derelictis habeniur, fisco cedunt, Bio Portæ, moœnia, fossæ, aggeres, et cetera munimenta urbium, et oppidorum partem Regii dema- ni efficunt, 541. Item pomocrium, el areæ in munimentis, et propugnaculis oppidorum, quæ Regni præsidio amplius non inserviunt, nisi rite alienata fuerint, aut præscriptione acquisita, pertinent ad Regale demanrumn. © 542. Communalia dicuntur ea bona, quorum proprietaus, aul fructuum jus quesitum est incolis uuius, vel plurium universitatum, en ent il NE Ga SP ER en ge RUE FR [ 148] 545. Si pud avere sopra i beni, un diritto di proprietà, od il semplice di- ritto di usufrutto, o solamente quello di esercitare una qualche servitu. TITOLO IL Della Proprietà. . 544 La proprietà è il diritto di go- dere, e disporre delle cose nella maniera la piu essoluta, purchè non se ne faccia un uso vistato dalle leggi o dai rego- lamenti. 545. Nessuno pud essere costretto a cedere una sua proprietà, se non per causa di utilita pubblica, e mediante ana giutta e preventiva indennizzazione, 546. La proprietà di una cosa si mo- bile, ché immobile, attribuisee diritto su tutto cid ch’ essa produce, o che vi si unisce per accessione, tanto natural- mente, quanto artificiaimente. Questo diritto si chiama dirirto di ac- eessione, CAPO TI. Del Diritto di accessione su cid che é pro- dotto. dalla cosa. 547. 1 frutti naturali od industriali della terra; 545. On peut avoir sur les biens, ou un droit de propriété, ou un simple droit de jouissance, ow seulement des services fonciers à prétendre. TITRE: FT De la Propriété. 544. La propriété est le droit de jouir et disposer des choses de la manière la plus absolue, pourvu qu’on n’en fasse pas un usage prohibé par les lois ow par les réglemens. 545. Nul ne peut être contraint de céder sa propriété, si ce n’est pour cause d'utilité publique, et moyennant ‘une juste et préalable indemnité. 546. La propriété d’une chose, soit mobilière, soit immobilière, donne droit sur tout ce qu’elle produit, ef Sur ce gui s’y unit accessoirement, Soit natu- rellement, soit artificiellement. Ce droit s'appelle droit d'accessiom. CHAPITRE PREMIER. Du Droit d'accession sur ce qui est produit par la chose. 547. Les. fruits naturels ou indus- rriels de la terre, 543. Jus in bonis esse potest, vel proprietatis, vel utendi fruendi, vel prædialis servitutis dumtaxat exercendæ, | TITULUS IL De Proprietate, seu Dominio. 544. Dominium jus est utendi, fruendi, et quomodolibet disponendi de rebus suis, dummodo barux usus legibus, aut pragmaticis sanctionibus non adversetur. 545. Nemo rem suam dimittere cogitur, nisi publica id exposcat utilitas, et domino prius justa indem- nilas præstetur. 546. Dominium rei tam mobilis, quam immobilis tribuit jus in omnibus, quæ ex ipsa pignuntur, quæ- que vel natura, vel arte ipsi adjiciuntur. Jus hoc accessio nuncupalur, Carr De Jure accessionis in üs quæ ex re gignuntur. #47. Fructus naturales, et industriales, fructus civiles, et amimalium partus jure accessionis si ai Wa r 0 dj à man) nn fa, DIT Contrunt à moi ju moyeu pile chose; 1 donne in. el sur à soit noli 0SSI0H: ou indé al mer UN ar jt mt "1 ul so0 sd [ 149] { frutti civil, 1 parti degli animali appartengono al proprietario per diritto di accessione. 548. Non ispettano al proprietario 1 frutti prodotti dalla cosa se non col ca- rico di rimborsare le spese de lavori, fatiche, e sementi dovute a terze per- sone.: 549. Il semplice possessore fa suoi 1 frutti, quando possegga in buona fede: in caso contrario, è tenuto a restituire i prodotti colla cosa al proprietario che la rivendica.: 55o. E' possessore di buona fede co- lui che possiede come proprietario, in virtù di un titolo abile a trasferire il dominio, ignorando i vi) dello stesso titolo. Cessa d’esser possessore dibuona fede dal momento in cui tali vizj sono a lui not. G A PO IE Del Diritto di accessione sopra ciù che si unisce e si incorpora alla cosa. 551. Tutto cid che si unisce e si in- corpora alla cosa appartiene al proprie- tario di essa, secondo le regole qui ap- presso stabilite. Les fruits civils, Le croft des animaux, appartien- nent au propriétaire par droit d’ac- Cession. 548. Les fruits produits par la chose n’appartiennent au propriétaire qu’à la charge de rembourser les frais des labours, travaux et semences faits par des tiers. È 549. Le simple possesseur ne fait les fruits siens que dans le cas ow il pos- sède de bonne foi: dans le cas con- traire, il est tenu de rendre les pro- duits avec la chose au propriétaire qui la revendique. 550, Le possesseur est de bonne foi quand il possède comme propriétaire; en vertu d'un titre translatif de pro- priété dont il ignore les vices. Il cesse d'être de bonne foi du mo- ment où ces vices sont CONNUS. CHAPITRE IL. Du Droit d'accession sur ce qui s'unit et s'incorpore à la chose. 551. Tout ce qui s’unit et S’incorpore à la chose appartient auw propriétaire; suivant les règles qui seront ci-après établies. D dominus adquirit. alo factis. 548. Fructus rei sux dominus sibi vindicat, restitutis tamen expensis culturæ, operarum et-seminum ab 549. Qui rem bona fide possidet, ejus fructus suos facit; malæ fidei possessor rem, et fructus domine vindicanii cogitur restituere. B6o. Possessor est bonæ fidei, quoties possidet uti dominus, titulo ad transferendum dominium habili; cujus tituli vitia ipse ignorat. Desinit esse bonæ fidei possessor, statim ac tituli vitia ei innotuerint. CAPUE Ed De Jure accessionis in ts, quæ rei adjunguntur, et commiscentur. 551. Quidquid rei jungitur, et commiscelur, domino cedit, servatis regulis inferius præscribendis. Le" 4 2 premerren et PR ee RU R— C180 7 Sezrone I. SECTION PREMIÈRE. Del Diritto d’accessione relitivamente alle Du Droit d’eccession relativement aux cose iinmobili. choses immobilieres. 552. Chi ha la proprietà del suolo ha 552, La propriété du sol emporte la pure la proprietà di cid che esiste tanto propriété du dessus et du dessous. superiormente, che inferiormente.- Il proprietario pud fare sopra 1l suo Le propriétaire peut faire au-dessus suolo tuite le piantagioni e costruzio- toutes les plantations ef consfructions mi che stima a proposito, salve le ecce-. qu’il juge à propos, sauf les exceptions sioni stabilite al titolo De/le Servitu pre- établies au titre des Servitudes ou Ser- diali. vices fonciers., Pud fare al disotto tutte le costruzioni I] peut faire au-dessous toutes les e scavamenti che crederà a proposito, e constructions et fouilles qu’il jugera à trarre da questi i prodotti di cui fossero propos, et tirer de ces fouilles tous les suscettibili, salve le modificazioni ri- produits qu’elles peuvent fournir, sauf sultanti dalle leggi e regolamenti relativi les modifications résultant des lois et alle miniere, ed alle legoi, e ai regola- réglemens relatifs aux mines, et des loix, ment di polizia| et réglemens de police. 555. Qualunque costruzione, pianta- 5535. Toutes constructions, planfa- gione od opera sopra un terreno o nel? tions et ouvrages Sur ur lerTAin Où interno di esso; si presume fatta dal pro- dans. l'intérieur, sont présumés faits prietario a sue spese e di sua apparte- par le propriétaire à ses frais et lui nenza, finchè non consti il contrario, appartenir, si le contraire n’est prouvé; senza pregiudizio della proprietàa che un sans préjudice de la propriété qu’ur terzo potrebbe avere acquistata© po- tiers pourrait avoir acquise Ol POUrraLl trebbe acquistare colla prescrizione, sia acquérir par prescription, Soit d'un sou- di un sotteraneo inferiore alla casa d’altri, terrain sous le bâtiment d'autrui, soié sia di qualunque altra parte dell'edifizio. de toute autre partie du bätiment. 554. Il proprietario del suolo che ha 554. Le propriétaire du sol qui a fait fatto costruzioni, piantagioni ed opere des constructions, plantations ef ouvra- SEctTro L De Jure accessionis in rebus immobilibus. Bb2. Proprietas sol dominium eorum complectitur, que supra, et infra illud existunt. Dominus soli, prout ipsi libet, in eo superædificare, et plantas conserere potest, salvis tamen exc Hionibus, de quibus in titulo de Servitutibus. Inferius quoque ïpsi licet, prout vidchitur, construere, et effodere, atque omnia percipere emolumenta, quæ inc oriri possint, dummodo legam, et pragmaticarum sanctionum, quæ fodinas respiciunt, et poliix præ- scripla ab ipso serventur. 555. Quævis constructio, plantatio, et opera in superficie, vel infra superficiem donumi impensis facta, et ad eundem pertinere præsumitur, nisi contrarium probetur, salvo proprietatis jure, quod quisque in inferiore, vel in quavis alieni ædificii parte ob præscriptionem acquisivisset, vel adquirere posset. / Ait HR,. É. Se Û; 554. Qui aliena materia in proprio solo construxit, consevit, aliudque opus fecit, pretium mater sol- Far chsqu Cet ve kb r 1 y) Li Îte db repli ou Se tes les Lÿera d tous ls ur, sauf Dis et les loi, plant Fran 0j és fui ÿ et lu OUVÉ s qu'un ourrail in SOU gi, Sul ent. ui af et OU mr Fi r9ù| eon material altrui, deve pagarne il va- lore; pud anche essere condannato, ove siavi luogo, alla rifusione di qualunque dañno! e desk interessi; ma 1} proprieta- Ti0 de’ material non ha diritto di ri- prenderh. 555. Allorchè le piantagioni, costruzio- ni ed opere sono state fatte da un terzo e con suoi materiali, il proprietario del fon- do ha diritto, o di ritenerle, o di ob- bligare colui che le ha fatte a levarle. Se il proprietario del fondo domanda che siano tolte le piantagiont e costru- zioni, verra cid eseguito a spese di co- lui che leha fatte, senza alcuna inden- nizzazione a suo favore; potrà egh es- sere inoltre condannato, ove siavi Iuo- go, al risarcimento de danni e degl’in- teressi, per quel pregiudizio che il pro- prietario del fondo potesse aver soflerto. Se il proprietario preferisce di con- servare le piantagioni e costruzioni, deve: rimborsare il valore dei material e del prezzo della mano d opera, non avuto riguar do al maggiore, o minore aumento di valore che il fondo avesse potuto ricevere. Cid nondimeno se le piantagioni, co- struzioni ed opere sono state faite da un terzo che abbia sofferta evizione, e che attesa la sua buona fede, non sia stato condannato alla restituzione de’frut- D ges avec des natériaux qui ne lui ap- partenaient pas, doit en payer la va- leur; il peut aussi être condamné à des dommages et intérêts, s’il y a lieu: mnais le propriétaire des matériaux n’a pas le droit de les enlever. 555. Lorsque les plantations, construc- tions et ouvrages ont été faits par ur tiers et avec ses matériaux, le proprié- taire du fonds a droit ou de les retenir, ou d’obliger ce tiers à les enlever. Si le propriétaire du fonds demande la suppression des plantations et con- structions, elle est aux frais de celui qui les a faites, sans aucune indemni- tè pour lui; il peut méme être condam- né a des dommages et intéréts, S'il y. a lieu, pour le préjudice que peut avoir éprouvé le propriétaire du fonds. Si le propriéraire préfère conserver: ces plantations ef constructions, il doié le remboursement de la valeur des ma- tériaux et du prix de la main d'œuvre, sans égard à la plus où moins grande augmentation de valeur que le fonds& pu recevoir. Néanmoins, si les plantations, con- structions et ouvrages ont été faits par un tiers évincé, qui n'aurait pas ÊLÉ CON- damné à la restitution des fruits, attendit sa bonne foi, le propriétaire ne pourra BP vet, el si juris erit, damna sarciet, et id, quod interest, præstabit: at materie domino, eandem vindicandi jus denegatur, 555. Si vero constructiones, plantationes, et operas, alter in alieno solo propria materia fecerit, domine soli jus eas retinendi tribuitur, vel alterum cogendi, ut easdem demoliatur. Earundem demolitio, si dominus soli ipsam postulet, ejus, qui ædificavit, vel plantavit, samptibus efficitür absque spe indemnitatis; quinimmo hic ad damna, et id, quod interest, si juris erit, dammari poterit ob detrimentum prædü domino illatum. Si vero dominus extructiones, et plantationes retinere malit, pretium materiæ, el operarum solvet, dut habita ratione majoris, aut nunoris valoris, quem ex eo incremento fundus nancisci polueril; nihilomi- nus si plantationes, constructiones, et operæ ab illo procedant, qui evictionem passus a fructuum restitu- tone ob bonarm fidexm abgelutus fucrit; denegabitur domimo facullas petendi earundem demolitionem; 1psi DL 4. us NÉ ES ge HUE | F 1x 1 ti, il proprietario non potrà domandare che siano levate dette opere, piantagioni e costruzioni; ma potrà scegliere,© di rimborsare il valore de’ materiali e del prezzo della mano d'opera, ovvero di pagare una somma eguale a quella che ha aumentato il valore del fondo. 556. Le unioni di terra ed incremen- ti che formansi successivamente ed im- percettibilmente ne’ fondi posti lungo le rive de fiumi o riviere, chiamansi al- luviont. L'alluvione cede a favore del proprie- tario lungo la riva, sia che si tratti di un fiume, come di una riviera, atta,© no alla navigazione od al trasporto, coll obbligo nel primo caso di lasciare il marciapiede o sentiero, secondo 1 re- golamenti. 557. Lo stesso ha luogo riguardo al terreno abbandonato dall acqua corrente che insensibilmente si ritira da una delle sue rive portandosi sull’altra. Il pro- prietario della riva scoperta gode dell'al- luvione, senza che il confinante della riva Opposta possa reclamare il terreno perduto. Questo diritto non ha luoso riguardo ai siti abbandonati dal mare. 558. Non ha luogo l'alluvione riguar- do ai laghi e stagni, il proprietario de’ quali conserva sempre il terreno che demander la suppression desdits ouvra- ges, plantations et constructions; mais il aura le choix, ou de rembourser la valeur des matériaux et du prix de la main-d'œuvre, ou de rembourser une somme égale à celle dont le fonds a augmenté de valeur. 556. Les attérissemens et accroïisse- mens qui se forment successivement el imperceptiblement aux fonds riverains d'un fleuve ou d’un riviere, s°’ appel- lent alluvions. L’ alluvion profite au propriétaire ri- verain, soit qu’il s'agisse d'un fleuve ou d'une rivière navigable, flottable ou non; à la charge, dans le premier cas, de laisser le marchepied ow chemin de halage, conformément aux réglemens. 557. Il en est de même des relais que forme l eau courante qui se retire in- sensiblement de l’une de ses rives en se portant sur l'autre: le propriétaire de la rive découverte profite de lallu- vion, sans que le riverain du côté op- posé y puisse venir réclamer le ferrair qu’il a perdu. Ce droit n’a pas lieu à l'égard des re- lais de la mer. 558. L’alluvion n'a pas lieu à légard des lacs et étangs, dont le propriétaire conserve toujours le terrain que l’eau cou ait tamen solvendi optio çonuceditur pretium materiæ, et operarum, vel summam, quæ prædi sic adaucti valorem exæquet. 556. Terræ congeries, et incrementa, quæ successive, et paulatim prædüs juxta fluminum, et torrentium ripas sitis adjiciuntur, alluviones vocantur. Qui prope ripas fluminis, aut torrentis navigabilis vehendo apti, vel non prædia possidet, alluvionem sibi acquirit: in primo casu tamen tenebitur præstare viam, aut iter helciariis juxta pragmaticas sanctiones. 557. Idem obtinet de alvei parte a flumine relicta, cum ejusdem cursus ab una ripa in adversam sen- sim flectitur: dominus ripæ relictæ alluvionem acquirit, et possessor adversæ eam vindicandi jure caret. Oræ a mari relictæ non occupantur. 558. Alluvio locum non habet quoad lacus, et stagna, quorum dominus retinet semper proprietatens | | Î | ment à Verain: appel: re ri- fleuve ble ou T'AS, in de emens, Jois que fire ves 0 JÉLAITt - té op- terrain ds” } Pégvi prit Veau CO et dci prreolu gants in 4e2- carel. gr FE 1881} l'acqua copre quand’essa è all altezza dell shocco deïlo staguo, ancorchè 1l volume dell’acqua venisse a scemare. Per la stessa ragione, ül proprietario dello stagno non acqu jista alcun diritto sopra le terre es che la sua ac- qua va à ricoprire ne Casi di straordi- narie escrescenze. j 559. Se un fiume, o riviera, sia O no navigabile, per un’istantanea forza, da un ae contiguo alla riva ne svelle una parte considerevole e riconoscibile, e la trasporta verso un fondo inferiore, o verso l’'opposta riva, il proprietario della parte staccata pud reclamarne la proprietà, ma& tenuto di addomandarla dentro l’anno; scorso questo termine la sua domanda non sarà più ammissibile, salvo che il proprietario del fondo al quale la parte staccata è stata unita non ne abbia ancora preso il possesso. 560. Le isole, isolette ed unioni di terra, che si formano ne’letti de’ fiumi, o delle riviere navigabili, od inservienti a tras- porto, appartengono alla nazione, se pu- re non esiste titolo,© prescrizione in COonirario. 561. Le isole ed unioni di terra che si formano nelle riviere non navigabili e non inservienti a trasporto, apparten- gonO ai proprietarj confinanti dal lato vre quand elle est à la haufeur de la dé- charge de l'étang, encore que le volume de l’eau vienne à diminuer. . Réciproquement le propriétaire de Pé- Lang 1 acquiert aucun droit sur les ter- res riveraines que son eau vient à couvrir dans des crues extraordinaires. 559. Si un jleuve où une rivicre, Ha vigable ou non, enlève par une‘force su bite une partie considérable et reCOnHAIS- sable d'un champ riverain, et a porte. vers un champ inférieur Oo Sur la rive opposée, le propriétaire de la partie en- levée peut réclamer sa propriélé; Mais il est tenu de former sa demande dans l'année: après ce délai, il nÿ sera plus recevable, à moins que le propriétaire du champ auquel la partie enlevée a été unie, n'eût pas encore pris POSSESSiOnN de celle-ci. B6o. Les fles, flots, attérissemens, qui se forment dans le lit des fleuves ou des rivières navigables ou floétables, appar- tiennent à la nation, s’il nya tilre Où prescription contraire. BGr. Les fles et attérissemens qui SC forment dans les rivières non navigables et non flottables, appartiennent aux pro priétaires riverains du côté où l'ile s'est #oli aquis occupati, quum hæ ad effluvium perveniunt, etiamsi aquæ minuanlur. Vicissim dominus stagni nullum in terras ripæ finitimas jus acquiril, quas insueta exundatio occupav erit, 559. Si subito fluminis navigabilis, vel non, aut torreniis impetu attigui fandi pars, quæ adhuc dignosci Yaleat, et alicujus momenti sit, avellatur, et inferiori fundo, aut adversæ ripæ adiicialur; eam domino in- tra annum vindicandi jus est, quo elapso hic non âuditur, nisi dominus prædii, cui pars avulsa accessit, possessionem ejus nondum nactus fuerit. 560. Quævis insula, et terræ comgeries in alveo fluminum navigabilium, vel torrentium vehendo aptorum mata, publici juris fit, dummode üiulus, vel præscriptio non obstent. BGr. Insulæ vero, et terræ congeries, quæ in alveo innabilium fluminum, vel non aptorum vehendo ef- ficiuntur, ad eos pertinent, qui prope ripam, eni proximiores insulæ sunt, prædia possident. Si vero in una tantum alvei parte non consistant, dominis cedun aem deducla, que mediam teneat flumumis p & ILE qui prope utrasque ripas possident, linea ad divisio- 20 PR DO QT one an mine éd ser # Dnrcr dure RS De TRS [' AU [ 154] 6e si sono formate. Se l’isola non siasi formata da un sol lato, essa apparterrà ai proprietarj confinanti ai due lati, di- visibile secondo la linea che si suppone lirata nel mezzo della riviera. 562. Se un torrente, 6d un fiume for- mando una nuova diramazione attraversa e circonda il campo del proprietario COn- ‘finante, e ne fa un isola, questi conserva la proprietà del suo campo, sebbene l'iso- la siasi formata in un fiume o torrente navigabile od inserviente a trasporto. 563. Se un fiume o torrente navigabi- le inserviente a trasporto© no, si apre un nuovo corso abbandonando F antico etto, 1 proprietarj dei fondi occupati si dividono a titolo d’indennizzazione l'an- tico letto abbandonato, ciascuno in pro- porzione del terreno che gli& stato tolto. 564. 1 colombi, conigli, pesci che pas- sano ad un altra colombaja, conigliera, staguo, si acquistano dal proprietario di questi oggetti quando non vi siano stati attratti con arte o con frode. SEezione Il. Del Diritio, d’accessione relativamente alle cose Imrobifi. 5G5. I] diritto d’accessione quando ha per oggetto due cose mobili appartenenti Jormée: si l'ile n’est pas formée d'un seul côté, elle appartient aux proprié- taires riverains des deux côtés,& partir de la ligne qu’on suppose tracée au mi- lieu de la rivière. 562. Si une rivière ou un fleuve, en se formant un bras nouveau, coupe et embrasse le champ d’un propriétaire ri- verain et en fail une fle, ce propriétaire conserve la propriété de son champ, enco- re que l'ile se soit formée dans un fleuve ou dans une rivière navigable ou flottable. 565. Si un fleuve, une rivière naviga- ble, flottable ou non, se forme un nou- veau cours en abandonnant son ancien lit, les propriétaires des fonds nouvelle- nent occupés prennent, à titre d'indem- nilé, l’ancien lit abandonné, chacun: dans la proportion du terrain qui lui a été enlevé. 564. Les pigeons, lapins, poissons, qui passent dans un autre colombier, garen- ne où élang, appartiennent au proprié- taire de ces objets, pourvu qu’ils n’y aient point été attirés par fraude et artifice, T0|L Du Droit d'accession relativement aux choses mobilières. 565. Le droit d'accession, quan@il a pour objet deux choses mobilières ap- ne 562. Si flumen, vel torrens aquas dividat, et circumdato alicujus vicini domini agro, iterum eas con- fungat, agrunique in formam insulæ redigat; vicinus sui agri dominium retinet, licet insula in flumine na- vigabib, vel torrente vehendo apio efformata fuerit, 563. Quod si toto naiurali alveo derelicto ad aliam partem flumen navigabile vehendo aptum, vel non, i. PA ts‘e“ 7 à":e:. Ê... si uere cœperi; prior alveus dominis agrorum, quos recens flumen occupavit, indemnitatis ütulo adquiilur pro quantitate cujusque agri occupati, na: re:: ere 564. Columbi, cuniculi, pisces, qui se ad aliud columbarium, vivarium, aut stagnum conferunt, horue dominis acquiruntur, dummodo fraus, vel dolus ad hosce avocandos non intercesserit, SEcTrio Il. De Jure accessionis in rebus mobilibus. DCS. Jus accessionis, cum duaf res mobiles respicil, querum disüinci domini sint , æquilatis naturalis ét ty Drum, L pur QU ms We, Oupe ét jire ri riétair , ERCO: fleuve table, viga- À TOU- ancien elle. inde chatun ui Lui 0 ons, qu garer roprit “aient tifice ent 1 [1] a due distinti padroni, soggiace intie- ramente ai principj dell’equità naturale, Le seguenti regole serviranno di nor- ma al giudice per determinarsi, ne cask non preveduti, secondo le particolari circostanze. 566. Quando due cose appartenentt a diversi padroni, le quali sono state unite in guisa da formarne un sol tutto, sono separabili, in modo chetuttavia pos- sano entrambe sussistere luna senza l’al- tra, questo tutto appartiene al padrone della cosa che ne forma la parte prin- cipale col peso di pagare all’ altro 1l va- lore della cosa statavi unita. 567. FE considerata parte principale quella cui l’altra non è stata unita, che ad uso, ornamento e compimento della prima. 568. Cid non ostante quando la cosa unita è molto più preziosa della cosa principale, e quando è stata impiegata senza saputa del proprietario, pud questi chiedere la separazione della cosa unita affinche le sia restituita, quand’ anche da tale separazione ne potesse pervènire deteriorazione alla cosa cui fu unita. 569. Se di due cose unite per formare un sol tutto, l'una non pud essere ri- guaxdata come accessoria dell altra, è riputata per principale quella che trovasi partenant à deux maîtres différens, est entièrement subordonné aux principes de Péquité naturelle. Les règles suivantes serviront d’exern- ple au juge pour se déterminer, dans les casnon prévus, suivant les circonstan- ces particulières. 566. Lorsque deux choses appartenant à différens maîtres, qui ont été unies de manière à former un fout, sont néan- moins séparables, en sorte que l’une puisse subsister sans l’autre, le tout ap- .partient au maître de la chose qui for- me la partie principale, à la charge de payer à l’autre la valeur de la chose qui a été unie.| 567. Est réputée partie principale cel- le à laquelle l’autre n'a été unie que pour l'usage, l’ornement ou le complé- ment de la première. 568. Néanmoins, quand la chose unie est beaucoup plus précieuse que la cho- se principale, et quand elle a été em- ployée à l’insw du propriétaire, celui-ci peut demander que la chose unie soit sé- parée pour lui être rendue, méme quand il pourrait en résulter quelque dégrada- tion de la chose à laquelle elle a été jointe. 569. Si de deux choses unies pour for- mer un seul tout, l’une ne peut point étre regardée comme l'accessoire de Pau- tre, celle-là est réputée principale qui est sn] << principiis omnino regitur. Ut in casibus non prævisis juxta peculiaria rerum adjuncta judex causam definire valeat, exemplo et erunt, que sequuniur regulæ. 566. Cum duæ res plurium dominorum, quæ ita conjunciæ fuerunt, ut unum eorpus efficiant, secerni tamen possunt, et una sine altera subsistere valet; dominus rei principalis Lotum corpus acquirit, solute tamen alteri prétio rei adjunctæ. 567. Pars ea principalis habetur, cut altera jungitur, ut ejus usui, ornatui, et perfectioni inserviat, BGS. Attamen, si res principali juncta longe pretiosior sit,et insciente domino adhibita; huic separationem L i© P?? . rei junctæ, ut sibi restitualur, pelendi jus est, etiamsi res principalis separatione deterior fieri posset, 569. Si duabus rebus ad effciendum corpus conjunclis, neutra uti alterius accessoria existimari queat, PR EE 4 RER ra | à} .] RÉ tr RS ne ss « pi RE D eds DE rt AE Eee | 406| pa considerevole per il valore,© per il volume se il rispetuvo loro yalore è a un dipresso eguale. 5ro. Se un artefice 0 qualunque altra persona ha impiegata una materia che non gl apparteneva, per formare una cosa di nuova specie; questa materia possa© non pe riprendere la sua pri- na forma, colui che ne era il padrone ha diritto di pretendere la cosa che siè {ormata, rimborsando il prezzo della maño d’opera. 571. Quando perd la mano d’ opera fosse tanto po che SOrpassasse d’assai il valore della materia impiegata, in tal caso l’industria sara considerata come parte principale, e lartefice avrà diritto di ritenere la cosa lavorata, rim- borsando il proprietario per il prezzo es materia. 572. Quando alcuno abbia impiegata imateria in parte propria ed im parte al- irui, per formare una cosa di nuova specie, senza che nè l’uno nè l'altro dei due materiali sia intieramente dis- irutto, in maniera perd, che non pos- sano separarsi senza guasto, la cosa resta comune ai due proprietarj, in ragione, riguardo alluno, della materia che gli apparteneva, e asso allaltro, in ragio- ne ad un tempo della materia che gli apparteneva, e del prezzo della sua ma- no d’opera, la plus considérable en valeur, ou en volu- me si les valeurs sont à-peu-prés égales. 5ro. Si un artisan OU une personne quelconque a employé une matière qui ne lui apparlenaif pas; à former une chose d'une nouvelle espèce, soit que la matière puisse OL non reprendre sa pre- mière forme, celui qui en était le pro- priétaire a le droit de réclamer la chose qui en& été formée, en remboursant le prix de la main-d'œuvre. Br. Si cependant la main-d'œuvre étair tellement importante, quelle surpassét de beaucoup la valeur de la matière employée, lindustrie serait alors réputée la partie principale, et l'ouvrier aurait le droit de retenir la chose travaillée, en rembour- sant le prix de la matière au propriétaire. 572. Lorsqu'une personne a employé en partie la matière qui lui appartenait, et en partie celle qui ne lui appartenaif pas, à former une chose d'une espèce nouvelle, sans que ni Vune ni l'autre des deux matières soit entièrement détruite, mais de manière awelles ne puissent pas se séparer sans inconvénient, la chose est commune aux deux propriétaires, en raison, quan à lun, de la matière qui lui appartenait; quant à l'autre, en raïson à-la-fois et de la mafière qui lui ap- artenait, et du prix de sa maïn-d'œupre. älla principalis censenda erit, quæ valore, vel quæ mole etiam præstat, si pæne par sit uiriusque valor. B7o. Si artifex, vel quisquis alius aliena materia usus est, ut novam speciem conflaret;. sive nova species ad prisinem formam restitui possit, sive non, materiæ dominus novam speciem vindicare poterit, soluta pperarum mercede, 571. Attamen si opera adeo præstantior esset, ut valorem adhibitæ materiæ longe excederet; tunc opera ipsa, uti principalis habebitur, et artifici jus erit, soluto materiæ preüo, illam retinendi. br 2. Quoties materiam partim propriam, partim alienam ad novam speciem conflandam quis adhibuerit, ? Ï quin neutra peritus ses sit, sed quæ tamen sine detrimento separari nequeat; eadem species donu- nis communis est; um pro rata materiæ propriæ: alteri pro rata tum materiæ, tuin pretii operarunu Ë Ï; l Ï L Exp} (ll Us S eg, PETSU fière 1j me UE que} CS pre le pr l2 chos sant À re était assûf de mployé, le pur suit de prieur, mployée mail, À a, puvellé es deu e, Ti pu{ lTé, fi DH ÿ El rush ji lu Ÿ # à de EU re vf seu va? 1 java pri, ji pc operà pibuerh 1 du (lu ire de 53. Quando una cosa& stala formata eon la mistura di diverse materie spet- tanti a differenti preprietar;, ma delle quali nessuna pud essere considerata come materia principale; se le materie sono suscettibili di separazione, quegli, senza saputa del quale, le materie sono state mischiate, pud domandarne la se- parazione.* Se poi le materie non pOssONO più se- pararsi senza pregiudizio, ne acquistano in comune la proprietà in proporzione della quantità, qualità e valore delle ma- terie a ciascuno spettantL. 74. Se la materia appartenente ad uno dei proprietarj fosse di moilto su- periore all'altra per la quantità ed il prezzo, in questo caso il proprietario della materia superiore in valore, potra reclamare la cosa prodotta daila mistu- ra, rimborsando al} altro il valore della sua materia. 575. Quando la cosa resta in comune fra i proprietarj delle materie, con le quali è stata formata, deve essere es- posta allincanto a vantaggio comune. 5-6. In tutti i casi ne quali 1l pro- prietario della materia che& stata im- piegata senza sua saputa, a formare una cosa di altra specie, pud reclamare la proprietà della cosa stessa, avrà la scel- 5n3. Lorsqu'une chose a été formée par le mélange de plusieurs marcres appartenant à différens propriétaires mais dont aucune ne peut étre regardée comme la matière principale; si les ma- tières peuvent être séparées, Celui à l'insu duquel les matières ont élé. mélangées, peut en demander la division. Si les matières ne.peuvent plus ërre séparées Sans inconvénient, 1lS en acC- guièrent en commun la propriété dæns la proportion de la quantité, de la qua- lité et de la valeur des matières appar- tenant à chacun d'eux. 574. Si la matière appartenant à lun des propriétaires était de Leaucoup su- périeure à l'autre par la quantité et le prix, en Ce Cas le propriétaire de la ma- sière supérieure en valeur pourrait ré- clamer la chose provenue du mélange, en remboursant à l'autre la valeur de sa mafière. 575. Lorsque la chose reste en com- mun entre les propriétaires des matières dont elle a été formée, elle doit étre li- citée au profité Commun. 576. Dans tous les cas où le proprié- taire dont la matière a été employée, à son insu, à former une chose d'une autre espèce, peut réclamer la propriété de cette chose, il a le choix de demander 573. Cum plurium materiarum ad diversos dominos spectantium mixtione res nova conficitur, et earum neutra principalis haberi potest; si materiæ separari queant, dominus commixüionis nescius divisionem petere potest. Si vero sine detrimento separari nequeant, novæ rei proprictas communis est pro raia quantitatis, qua- litatis, et pret materiæ ad unumquemique spectantis. 574. Si vero materia ad unum ex dominis spectans longe alteri potior quantitate, et pretio sit; lunc deminus materiæ, quæ valore præstat, rem sibi vindicat commixtione conflatam, soluto alteri ejus mate- riæ pretio=. 575. Cum nova res communis efficitur dominis materiarum, ex quibus conflata est, communi commodo sub auctione ponenda erit. 576. Quoticscumque dominus, cujus materia, ipso ignoranle, ad novam speciem conflandam adhibita est, ejusdem speciei proprietalem sibi vindicare potest; opiionem habct vel petendi suæ matiere restitutio- ‘ ’ se LL " RE SR ; D SS D de us RER Te ré ET ee ul F 138+ ta di domandare la restituzione della sua materia nella medesima natura, quantità, peso, misura e bontà, ovvero il suo valore. 577. Coloro che avranno impiegate materie spettanti ad altri, e senza sapu- ta de’ proprietarj, potranno pure essere condannati al risarcimento dei danni ed interessi, se vi è luogo, salvo il diritto di procedere, quando occorra, in via straordinaria. TITOLO IITL Dell Usufrutto, dell Uso e dell Abita- zione. ones rem CAPO PRIMO. Dell Usufrutto. 578. L’usufrutto è il diritto di gode- re delle cose di cui un altro ha la pro- prietà, nel modo che lo stesso proprie- tario ne godrebbe, ma col peso di con- servarne la sostanza. 519. L'usufrutto è stabilito dalla legge, o dalla volontà dell uomo. 580. L’usufrutto pud costituirsi o sem- plicemente, Q per un tempo determi- nato, o sotto condizione. la restitution de sa matière en même nature, quantité, poids, mésure et bonté, ou sa valeur: 577. Ceux qui auront employé des ma- tières appartenant à d'autres, et à leur insu, pourront aussi étre condamnés à des dommages ef intérêts, s'il y a lieu, sans préjudice des poursuites par voie extraordinaire, si le cas y échec. TITRE, De l’Usufruit, de l'Usage et de l'Habi- tation. ES] CHAPITRE PREMIER. De lPUsufruit. 578. L’usufruit est le droit de jouir des choses dont un autre a la propriété, comme le: propriétaire lui-même, mais à la charge d'en conserver lu substance. 579. L’usufruif est établi par la loi, ou par la volonté de l’homme. 580. L’usufruit peut étre établi, ou Purement, ou à certain jour, OU à COn- dition. nem in ipsa natura, quantitate, pondere, mensura, et bonitate, vel ejusdem valorem. 557. Qui, alienam materiam, inscio domino, adhibuerunt, damnoruw quoque, et ejus quod interest ju- dcium, prout juris, subibunt, salyvo extraordinariæ cognitionis jure, si res postulabit. LILI LE© Iil De Usufructu, su et Habitatione. CAPUT JL De Usufructu. 578. Ususfractus est jus alienis rebus utendi fruendi eodem modo, quo spa uteretur, et fruerettr, $alva tamen earum substantia. 479. Ususfructus aut lege, aut hominis voluntate constituitur. re+ ec f£: np£ 2) 580. Ususfruciuys constituityr aut pure, aut ad cerium tempus, aut sub conditione, f DL | bn des x à br nés À a lin, I V0 Hibi- rats [ 159] 58r. Pud 1fgualmente costituirsi sopra qualunque specie di beni mobili od im- mobil. Sezionwx Prima. Dei Diritti dell usufruttuario. 582. L'usufruttuario ha il diritto di godere di ogni specie di frutto naturale, industriale, o civile che possa produr- re la cosa di cui ha l’usufrutto. 585. I frutti naturali sono quelli che la terra produce da se stessa. Il reddito ed il parto degli animali sono pure frut- ti naturali. I frutti industriali di un fondo sono buelli che si ottengono mediante la col- tura. 584. I frutti civili sono le pigioni deile case, gl interessi di capitali esi- gibil, le rendite arretrate. I fitti dei fondi locati si annoverano pure nella classe dei frutti eivili. 585. I frutti naturali ed industrial: pendenti dai rami od uniti al suolo, nel momento in cui si fa luogo all’'usufrutto, appartengono allusufruttuario. { frutti che si trovano nello stesso stato al momento ix cui finisce lusufrut- to, appartengono al proprietario senza 581. I] peut être établi sur toute espé: ce de biens meubles où immeubles. SECTION PREMIÉRE. Des Droits de l’usufruitier. 582. L’usufruitier a le droit de jouir de toute espèce de fruits, soit naturels, soit industriels, soit civils, que peut produire l’objet dont il a Pusufruit. 583. Les fruits naturels sont ceux qui sont le produit spontané de la terre. Le produit et le croit des animaux sont aussi des fruits naturels. Les fruits industriels d'un fonds sont, ceux qu’on obtient par la culture. 584. Les fruits civils sont les loyers des maisons, les intérêts des somines exigibles, les arrérages des rentes. Les prix des baux à ferme sont aus- si rangés dans la classe des fruits civils. 585. Les fruits naturels ef industriels, pendans par branches où par racines au moment où l’usufruit est ouvert, appar- tiennent à l’usufruifier. Ceux qui sont dans le même état au moment où jinit l’usufruif, appartien- nent au propriétaire, sans récompense ” in. 581. Usnsfructus in rebus quibuscumgne iam mobilibus, quam immobilibus, constitu potest. SEectio L \ De Juribus ususfructuari. 582. Fructuario jus est quoscumque fructus percipiendi, naturales, industriales, civiles ex-re in usum- fructum data.\ 583. Fructus naturales sunt, qui terra sponte gignuntur: partus quoque animaljum, atque horum pro- ventus fructibus naturalibus accensentur. Fructus prædiorum industriales sunt, qui nonnisi cultura percipiuntur. 584. Fructus civiles habentur ædium pensiones, sorium, quæ repeti possint, usuræ, et anteacti redilus, quibus etlam prædiorum rusiicorum mercedes adduntur. 885. Fructus naturales, et industriales e ramis pendentes, vel solo inhærentes, cum dies ususfructus cedit, ad fructuarium pertinent. &dem fructus, finito usufructu; domino fandi acquiruntur, quin ulla culturæ, et seminis compensatie mie PE a do ET PU RER—« PTS Rs ee CRE SR CE GR ESS ve « [ 160 1 eompenso, nè da una parte né dalaltra dei lavori e delle sementi; ma perd sen- za pregiudizio della porzione dei frutti che potessero spettare al colono parzia- rio, se vi fosse, al tempo in cui inco- mincid l'usufrutto, o veune a cessare. 586. I frutti civili si ritengono acqui- stali 910Tn0 pes giorno; ed SPPANeNSORD all'usufruttuario in proporzione della du- rata del suo usufrutto. Questa regola si applica ai fitti dei.fondi locai, egual- sente che alle pigioni delle case ed agli altri frutti civili. 587. Se l’usufrutto comprende cose di cui non si possa far uso senza consumar!le, come Il denaro, i grani, i liquori, l'usu- fruttuario ha diritto di servirsene, ma coll'obbligo di restituirli in eguale quanti- tà, quaiità e valore, o di pagarne la loro stima al termine dell'usufrutto. 588. L’usufrutto di una rendita vitali- zia altribuisce pure all usufruttuario, du- rante il suo usufrutto, il diritto di riscuo- itere le annualità arretrate, senza esser tenuto a veruna restituzione. 589. Se l usufrutto comprende cose che Senza Consumarsi si deleriorano a po- CO a poco con F uso, come la biancheria € la mobiglia, l'usufruttuario ha diritto di servirsene per l’uso a cui sono de- slinate, e non à obbligato a restituirle in depart ni d'autre des labours ef des semences, NLQIS QUSSI Sans préjudice de la portion des fruits qui pourrait étre acquise au Colon partiaire, s’il en exi- staif un au Comimencerment où à la ces- sation de l’usufruit. 586. Les fruits civils sont réputés s’acquérir jour par jour, et appartien- nent à l’usufruitier, à proportion de la durée de son usufruit. Cette règle s’ap- plique au prix des baux à ferme, com- me aux loyers des maisons et aux autres fruits civils. 587. Si l'usufruit comprend des choses dont on ne peut faire usage sans les consommer, comme l'argent, les grains, les liqueurs, l’usufruitier a le droit de s’en servir, mais à la charge d’en ren- dre de pareille quantité, qualité et va- leur, ou leur estimation, à la fin de l’usufruit. 588. L’usufruit d’une rente viagère don- ne aussi à l’usufruitier, pendant la du- rée de son usufruit, le droit d'en per- cevoir les arrérages, sans étre tenu à aucune restitution. 580. Si l’usufruit comprend des choses qui, Sans$e consommer de suile, se détériorent peu-à-peu par l'usage, com- me du linge ,; des meubles meublans l'usufruitier a le droit de s'en servir pour l'usage auquel elles sont destinées, et invicem habeatur; salva tamen fructuum parte, quæ tempore incepti, aut finiti ususfrucius colono partiario deberetur, si hic existeret. do re: 5.++-‘: 580. Fructus civiles in dies singulos acquisii censentur, et fructuario cedunt pro rata temporis, quo Fe" f tr.£ à# F ususiructus perduraverit: idem obünet quoad prædiorum tum urbanorum, cum rusticorum mercedes»: Ce- terosque fructus civiles. à":: en 587. Si ususfrucins rerum sit, que usu consumuntur, veluti pecuniæ, grani, vini, et sinilium; fruc- ins dE--. fuarius ils utendi jus habet, cum onere tamen, finito usufructu, tantundem in eadem quantitate, quali- tate, aïque valore restitucendi, vel earum æsumationem præstandi. 568. I“. anteactos reditus absque onere reslitutionis. 58. Si sun susfructus‘reditus ad vitam constituti fructuario quoque, constante usufruclu, jus tribuit percipiendi Cr 4 Fa}*+.: SI USUSTUCIUS€as res contineat, quæ usu imme: diato non consumuntur, sed tantum atteruntur, ut | a \ntea, et supellecüles; fuctuarius üs omnjibus» Secundum cearum destinationem, ui potest, CARS IE, Con: L'aulres es Cho Sons(y les Gui de | Von TU: RAR pl 14) ue et bu la fn à pure de né lat en per tenu| les chat sui,! jee, Ne meudi servir pi nés; à fra6:7 fine dellusufrutto, se non nello stato in cui si trovano, non deteriorate perd per suo dolo o sua colpa. 590. Se l usufrutto comprende boschi cedui, l'usufruttuario é tenuto ad osser- vare l'ordine e la quantità de taglia- menti giusta la distribuzione e la pratica dei proprietar], senza indennizzazione perd a favore dell usufruttuario, o de’ suoi eredi per i tagliamenti ordinarj dei boschi cedui, o di quelli riservati per- chè crescano ,o dei boschi d’ alto fusto, che non fossero stati tagliati pendente l usufrutto. Ï piantoni quando si possono estrarre da un semenzajo senza deteriorarlo, for- mano egualmente parte dellusufrutto, col peso all usufruttuario di conformarsi agli usi de’ lueghi per la rimessa dei virgulti. 591. L usufruttuario, uniformandosi sempre alle epoche ed alla pratica degli antichi proprietarj, approfitta ancora delle parti di bosco di alto fusto, che sono state distribuite in regolari taglia- menti, Oo quesli sieguano periodicamente sopra una certa estensione di terreno, o si facciano di una determinata quantità di alberi presi indistintamente su tutta la superficie del fondo. n'est obligé de les rendre, à la fin de l'usufruit, que dans l'état où elles se trouvent, non détériorées par son dol ot par sa faute. 500. Si lusufruit comprend des bois taillis, lusufruitier est tenu d'observer l'ordre et la quotité des coupes, confor- mément à l'aménagement où à l'usage constant des propriétaires, sans indem- nité toutefois en faveur de l'usufruilier ou de ses héritiers, pour Îles Coupes or- dinaires, soit de taillis, soit de baliveaux, soit de futaie, qu il n'aurait pas jfailes pendant sa jouissance. Les arbres qu'on peut tirer d'une pé- pinière sans la dégrader, ne font aussi, partie de l'usufruif qu à la charge par l'usufruitier de se conformer aux usages des lieux pour le remplacement. 5or. L'usufruilier profite encore, tout- jours en se conformant aux époques€k à l'usage des anciens propriétaires, des parties de bois de haute Jfutaie qui oné été mises en coupes réglées, soit que Ces coupes se fassent périodiquement sur ur certaine étendue de terrain, soit qu'elles se fassent d'une certaine quantité dar- bres pris indistinctement sur ÉOUTE l& surface du domaine. Finermnesee prout erunt, finito usufructu, restituet, nisi culpa, aut dolo ipsius factæ sint deteriores.- 590. In usufructu silvæ ceduæ, fructuarius excisionum tempora, et quantitates, ut proprietarius consue- verat, servare tenetur; nulla tamen imdemnitas usufructuario, aut ejus heredibus erit præstanda, si du- rante usufructu, silvas cæduas, aut proceras, omiserit. aut arbores ad incrementum relictas regulariter cædere Surculi, qui seminario extrahi sine detrimento possunt, ad fructuarium non pertinent, nisi quatenus alios juxta locorum consuetudinem ipse substütuat. bor. Fructuarius fruitur etiam proceris silvis, quæ intra certos fines regulariter cædi solent, dummodo præcendentium proprietariorum usus, et slata tempora servet, sive illæe perïodice, et intra cerlos limites sint excidendæ, sive definitus axborum numerus in universo prædio indiscriminalim cædere liceat. à| o1 ue sn LE SE D ES En) PR rte y Ur A“+ PT PRE ER eee:- [ 16] 5g2. In tutti gli altri casi none lecito all usufruttuario di valersi degli albert di alto fusto. Pud solamente adoperare per le riparazioni, cui egli è tenuto, gh alberi svelti o atterrati per acciden- té: a questo oggetlo pud anche farne atterrare, se è necessario, ma€ tenuto di farne constare al proprietario la ne- cessità. 595. L’usufruttuario pud prendere pali mei boschi per le vigne, non che i pro- dotti annuali e periodici degli albert. osservando sempre luso del paese o la “«pratica dei proprietar]. 594. Gli alberi fruttiferi che muojo- no, come anche quelli che sono scelti “$pezzati per accidente appartengono all usufruttuario, col peso di surrogar- ne altri. 595. L’usufruttuario pud godere egli stesso 6 dare in affitto ad altri o ven- dere o cedere l’esercizio de’suoi diritti a titolo gratuito. Affittando, è tenuto ad uniformarsi per il tempo, in eui l’affit- tamento deve essere rinnovato, e per la sua durata alle regole stahilite pel ma- ærito riguardo ai beni della moglie nel titolo del Contrarto del matrimonio€ ‘dei Diritti rispettivi de’ conjugi. 296. L’ usufruttuario gode dell'incre- -mento prodotto per alluvione al fondo, di cui ha l usufrutto. 5o2. Dans tous les autres cas, Pusu… fruilier ne peut toucher aux arbres de haute futaïe: il peut seulement employer, pour faire les réparations dont il est tenu, les arbres arrachés ou brisés par accident: il peut même, pour cet objet, en faire abattre S'il est nécessaire, mais à la char- ge d'en faire constater la nécessité avec le propriétaire, 595. Il peut prendre, dans les bois, des échalas pour les vignes; il peut aussi prendre; sur les arbres, des produits annuels ou périodiques; le tout suivant l'usage du pays ou la coutume des pro- priétaires. 594. Les arbres fruitiers qui meurent, Ceux méme qui sont arrachés ou brisés par accident, appartenant à l’usufruitier, à la charge de les remplacer par d’autres. 595. L’usufruitier peut jouir par lui- méme, donner à ferme à un aufre, ou inéme vendre ou céder son droit à titre gratuit. S'il donne à ferme, il doit se con- Jormer, pour les époques où les baux doivent être renouvelés, et pour leur durée, aux règles établies pour le mari à l'égard des biens de la femme, au titre du Contrat de mariage et des Droits respectifs des époux. 596. L'usufruitier jouit de l'augmenta- ion survenue par alluvion à l’objet dont il a lusufruit, 5g2. Præter hos casus fructuario proceras arhores secare prohibetur, et tantum arbonibus fortuito avulsis, aut dejeclis ad refectiones, quæ ipsi incumbant, uti potest; immo abores in hunc usum succi- dere ei licebit, dummodo proprietario illas succidendi necessitas comprobeiur. 595. Pedamenta ex silvis ususfructuarius sumere potest; immo ex arborum ramis annuos, et periodicos fructus pre regionis, et dominorum consuetudine ipsi percipere licet. FE 7< sa a Q*““ 4 294 Arbores fructifere, quæ pereunt, et quæ casu avulsæ, aut confractæ sint, ad fructuarium pertinent dummodo alias substituat. EF f. è n°““ 6» é F 595. Ususfructuarius, vel ipse jure suo frui, vel illud altis locare, aut vendere, aut gratuite cedere potest: si locaverit, quoad tempora locationis renovandæ, aut proiahendæ, regulas servare tenetur, quæ titule de contractu mairimonu, ét mutuis conjugum juribus circa uxoris bona marito præescribuntur, 596. Alluyionis quoque ususfructus ad fructuarium fundi pertinet, x 1 lu. (2) Un| | Emphe ie k ati l;“ : dei mé ÿ ou is usufruit, pr'autrs pur à qulre ,! ut à li £ se les ba jour ur Le oi jé, ail des Ab [ 165| 597. Godé dei diritti di servitü, di passaggio, e generalmente di tutti quelli di cui potrebbe godere il proprietario, e ne gode come il proprietario medesimo. 598. L'usufruttario gode delle minie- re e delle cave di pietre che sono aperte ed in esercizio al tempo in cui si fa luogo al} usufrutto, nel modo stesso che ne godrebbe il proprietario; ma se si tratta di es€avazione che non possa ese- guirsi senza licenza, egli non potrà go- . derne, se non dopo averla ottenuta dal Governo. Non ha perd verun diritto sulle minie- re O cave di pietre non ancora aperte, né su quelle di Torba non inmcominciate a scavarsi, nè sul tesoro che potesse essere scoperto durante l’usufrutto. 599. Il proprietario non pud, col pro- prio fatto od in qualunque siasi modo, nuocere ai diritti del} usufrüttuario. L’usufruttuario, dal suo canto, non pud in fine dell usufrutto, ripetere alcuna in- dennizzazione per i miglioramenti che pretendesse d'aver fatti, ancorchè fosse aumentato il valore della cosa. Pud egli bensi, non che i suoi eredi, togliere gli specchi, 1 quadri ed altri or- nat che vi avesse fatto collocare, coll ob- bligo perd di restituire ogni cosa nel suo primiero stato. 597. I] jouit des droits de servitrrte, de passage, et généralement de tous les: droits dont le propriétaire peut jouir, et 1l en jouif comme le propriétaire lui- méme. 508. IT jouit aussi, de la méme ma- nière que le propriétaire, des mines et carrières qui sonten exploitation à l’ou- verture de l’usufruit; et néanmoins, s'il s'agit d'une exploitation qui ne puisse être faite sans une concession, l’usu ufrui- lier ne pourra en jouir gu’après en avoir obtenu la permission du Gouvernement. I! n’a aucun droit aux mines et car- rières non encore ouyertes, ni aux tour- bières dont T exploitation n’est point en- core commencée; ni au trésor qui pour- Trait être découvert pendant la durée de lusufruit. 599. Le propriétaire ne peuf, par son Sait, ni de quelque manière que ce soif, nuire aux droits de l’usufruïtier. De son côté, lusufruitier ne peut, à la cessation de l’usufruit, réclamer au- cune indemnité pour les améliorations qu’il prétendrait avoir faites, encore que. la valeur de la chose en füt augmentée. Il peut cependant, ou ses héritiers, enlever les glaces, tableaux et autres ornemens qu’il aurait fait placer, mais à la charge de rétablir les lieux dans leur premier état. 597. Fructuarius jura servitutum, transitus, et cetera, quæ ad proprie tarium spectant, et prout hic ute- retur, exercet. 598. Utitur æque ac proprietarius metalli fodinis, et lapicidinis, quæ incepti ususfructus tempore exer- centur; quod si facultate ad hoc opus sit; nisi hanc a Suprema Auctoritate impetraverit, illarum usus, et exercitium frucltuario denegabitur. Fructuario nullum jus est in lapicidinis, et metalli fodinis» aut in is, quæ ignariam glebam continent, et quæ effodi nondum cœperint, aut in thesauris pendente usufructu inventis. 599. Proprietarius fructuariü juribus officere nullo modo potest. Finito usufructu meliorationes fructuarius repetere nequit, licet valor fandi harum: causa fuisset adauctus. Tpsi tamen, aut ejus heredibus jus est specula, tabulas pictas, et alia, quæ intulit, ornamenta auferen- di; locis tamen, ubi hæc collocata fuerant, in pristinum restitutis. + im ge PRE 1 E, imenreea de ae ai éolien #4% se A ÉE G urre Et [ 164| Srz10oNE Il. Pelle Obbligazioni dell usufruttiarto. Goo. L' usufruttuari0 prende le cose nello stato in cui si trovano; Ma non put conseguirne il possesso 8e non dopo aver fatto fare, in presfnza del proprieta- rio,© dopo averlo formalmente citato, un inventario dei mobili, e uno stato deglim- mobili soggetti all usufrutto. Gor. Egli presta cauzione di usufruire da buën padre di famiglia, se pure non è dal titolo stesso da cui deriva l'usufrutto; il padre perd e la madre che hanno l usufrutto legale dei beni de loro figli, il venditore, 11 do- matore che si è risérvato Pl usufrutto, non sono obbligati a dar cauzione. 602. Se l’usufruttuario non trova la cau- zione, gl immobili sono dati in affitto o messi sotto sequestro. I danari compresi nell usufrutto sono impiegatt; Le derrate sono vendute, ed 1l prez- 20 ricavato è parimenti impiegato; In questo caso, appartengono all usu- fruttuario gl interessi de capitali ed i fitti. LA S£&cTion Il. Des Obligations de l'usufruitier. Goo. L'usufruitier prend les choses dans Pétat où elles sont; mais il ne peut en- rer en jouissance qu'après avoir fait dresser, en présence du propriétaire, où lui dément appelé, un inventaire des meubles et un état des immeubles su- jets à Pusufruit. Gor. 11 donne caution de jouir en bon père de famille, s'iln’en est dispensé par l'acte constitutif de lPusufruit: Cepenr- dant; les père et mère ayant Pusufruit légal du bien de leurs enfans; le ven- deur où le donateur sous réserve d’usu- fruit, ne sont pas denus de donner caution. 6o2. Si l’usufruilier ne trouve pas de caution, les immeubles sont donnés à ferme ou mis en séquesire. Les sommes comprises dans Pusufruit sont placées; Les denrées sont vendues, et le prix en provenant est pareillement placé; Les intérêts de ces sommes et les prix des fermes appartiennent; dans Ce Cas, à Pusufruitier. SecTio Il.. De Oneribus usufructuari. 600. Usufructuarius res accipit in eo statu, quo sunt; juris vero sui exercitium non adquirit, nisi bono- sum mobiliun, quæ ad usumfructum spectant, inventarium, et immobillum statum prius confecerit coram domino, vel hoc rite vocato.. Gor. Satisdare fructuarius tenetur ,; se usurum, fruiturum uti bonus ac diligens paterfamilias, nisi€ % ee Es.°. a e tabulis ususfructus appareat, cautionem fuisse remissam. Attamen pater, et mater in bonis filiorum ex lege usumfructum habentes: venditor, et donator, qui sibi usumfructum reservaverit, oneri cautionis minime subjiciuntur. Go2. Si fructuarius fidejussores non inveniat,:nmobilia vel locantur, vel apud sequestrém deponuntur. Res annonariæ venduntur, eorumque pretium una cum pecunia usufructui obnoxia ad lucrum coliocatur: + ÉE.. Li L3. Usuræ hujus pecuniæ foœnori datæ, nec non locationum pensiones fructuario cedunt. ) ét, es dns eut ir L d ire, où ire dé les st n bon IS pur Ceperr isufrut le sen 'usu- donner e pus U donnés su fn le pri lacé; des s cel N LA perl Le js, À a op lg j mnt point collocif: [ 165] 603. Non prestandosi dall usufruttua- “io la cauzione, il proprietario puo pre- tendere che i mobili i quali deperisco- no coll uso, siano venduti e ne venga impiegato il prezzo, come quello delle derrate; ed in tal caso l’usufruttuario ne percepisce l'interesse durante l'usu- frutto. Potra nondimeno domandare, ed i giudici potrauno ordinare, secondo le circostanze, che gli sia rilasciata una: parte dei mobili necessarj pel proprio uso, mediante la sola cauzione giurato- ria, e coll obbligo di restituirli in fine del} usufrutto. Go4. Il ritardo nel dar cauzione non priva l'usufrüttuario dei frutti su’ quali pud aver ragione; questi gli sono dovuti dal momento in cui si fa luogo all usu- frutto. 605. L’ usufruttuario non è tenuto, se non alle riparazioni ordinarie. Le riparazioni straordinarie sono a ca- rico del proprietario, a meno che non siano state cagionate dall inesesuimento delle riparazioni ordinarie, dopo che ha avuto luogo l” usufrutto, nel qual caso vi e tenuto l’usufruttuario. 666. Sond riparazioni straordinarie quelle delle muraglie maestre e delle volte, il rinnovamento delle travie degli interi coperti dei tetti; 605. 4 défauf dune caution de la part de l’'ustfruitier, le propriétaire peut exi- ger que les meubles qui dépériss ent par l'usage soient es pour le prix ex étre placé comme celui des denrées; et alors lusufruilier jouit de Pintérét pen- dant son usufruit: cependant lusufrut- tier pourra demander, ef les juges pour- ront ordonner, suivant les circos{ances, qu'une partie des meubles nécessaires pour son usage lui soit délaissée, SOUS Sû simple caution juratoire, el à la charge de les représenter à lextinctiou de l’usu- fruit: 604. Le retard de donner caution re prive pas lusufruitier des fruits auxquels il peut avoir droit; ils lui sont dus du moment où l’usufruit a été ouvert. Go5. L’usufruilier n’est tenu qu'aux réparations d'entretien. Les grosses réparations demeurent à la charge du propriétaire, à moins qu’ elles n'aient été occasionnées par le défaut de réparations entretien, depuis Vou- verture de l'usufruit; auquel cas l'usu- fruitier enest aussi tenu. 606. Les grosses répara!ions sont cel- les des gros murs et des voñtes, le ré- tablissement des poutres et des cou- verturcs entiéres; 605. Cautione a fructuario non præstita, domino petendi jus est, ut vendantur res mobiles, quæ usu aticruntur, earumque perinde ac rei annonariæ ypretium ad lucrum collocetur; et tunc, pendente usu- fructu, frucluario usuræ cedunt. Hic tamen petere, et judex decernere poterit, pro rerum adjunctis, ut mobilium pars ejus usui necessaria ipsi tradaiur, præstita dumtaxat juratoria caulione, et cum onere iliam finito usufructu restituendi. 604. Ob moram in præstanda cautione jus ad fructus percipiendos fructuario non adimititur: die ueus fructus cedente, protinus il debentur. 605. Fructuarius ad reparationes rei servandæ causa tantummodo tenetur. Hinc reparationes majores proprietarius exequitur, nisi frucluarius, postquam habuit usumfructum, qua sibi incumbunt, neglexerit, et causam proinde illis dederit; hoc enim casu ad majores quoque fructuarius tenetur. 606. Majores habentur reparationes, quæ præcipuorum parietum, fornicum, tignorum, totiusque tecti; item que aggerum ad coercendas aqnas, et murorum ad predium fulciendum, aut circumsepiendum instau- ralionem respiciunt. oh CN EE : 8 a Fs à ; E à ñ or Æ. 2-s tq ES HU LUS ES 1.166| Quello degli argini, e delle mura di s0- stegno, e di cinta egualmente per intiero. Tutte le altre riparazioni sono ordi- marie. 607. Nè il proprietario nè V usufrut- tuario sono tenuli a riedificare cid che è caduto per vetustà, o distrutto per caso fortuito. 608: Durante l usufrutto, l usufrut- tuario è tenuto a tutti i carichi annuali del fondo, come sono le contribuzioni ed altri pesi che secondo la consuetu- dine cadono sui frutti. 609. L’usufruituario ed il proprietario concorrono nel modo seguente al paga- mento de’ carichi che possono essere im- posti sulla proprietà durante l'usufrutto: Il proprietario è tenuto pagarli, e Ÿ usufruttuario gli deve corrispondere V interesse della somma pagata. Se dall' usufruttuario se ne anticipi il pagamento, questi ha il diritto alla ripetizione del capitale alla fine dell usufrutto. 610. I legato di una rendita vitalizia e di una pensione alimentaria fatto da un testatore si deve prestare intieramente dal legatario universale dell usufrutto, e dal legatario a titolo universale in pro- porzione del loro godimento, senza che abbiano verun diritto di ripetizione. Dai. Celui des digues et des murs de sou- tenement et de clôture aussi en entier. Toutes les autres réparations sont d'entretierr. 6o7. Ni le propriétaire, nt l’usufrui- lier, ne sont tenus de rebätir ce qui est tombé de vélusté, ow ce qui a été dé- truil par cas fortuir. 608. L'usufruitier est tenu, pendant Sa jouissance, de toutes les chargés an- ruelles de l'héritage, telles que les con- tributions et autres qui dans l’ usage sont censées charges des fruits. 609. 4 Pégard des charges qui peu- vent être imposées sur la propriété pen- dant la durée de lusufruit, l’usufrui- tier et le propriétaire y contribuent ainsi qu’il suis: Le propriétaire est obligé de les payer, et l'usufruitier doit lui tenir compte des in lérées. Si elles sont avancées par lusufrui- tier, il a la répétition du capital à l& Jin de l'usufruir. Gio. Le legs fait par un testateur, d’une rente viagère ou pension alimentai- re, doit être acquitté par le légataire uni- versel de l’usufruit dans son intégrité, el par le légataire à titre universel de l'usu- fruit dans la proportion de sa jouissance, sans aucune répétition de leur part. Ceteræ reparationes rei tantum servandæ causa munores censentur. 607. Neque proprietarius, neque fructuarius, quod ex vetustate collapsum, vel casu fortuito dirutum ait, restituere, el reædificare tenentur. Go8. Fructuarius, constante usufructu, annua onera, quibus fundi subsunt, omnino ferre cogitur, velui, tibuta, et alia, quæ juxta consuetudinem fructibus magis quam præcio inhærenl. e.....,..,. 1 Gog. Fructuarius, et fundi dominus, modis infra præscripuüs, una contribuunt pro oneribus, quæ fundo, constante usufructu, imponuntur. Proprietarius pecuniam propter illa persolvere; fructuarius vero usuras ei rependere debet. Si ab usufructuario pecunia solvatur; fnito usufructu, solutum ipse repetit. L 610. Annui ad vilam reditus, seu pensiones alimentariæ a testatore legatæ ab universal ususfru Ctus 2 Ê}” a F.$ Le; ie DO legatario omnino debentur, et a legatario titulo universali prorata sui ususf'uctus tantum prœslantur, Ru-4 psis repetilione concessa. À: 0 mL prié re A 4 , Day Î wy e IA je Ca 7 comples l'asufs 1/4)( l estuleur limenk: taire W eg | de 1 Quissa r purs psfru cu r, Hi à 1. Gir. L'usufrattuario a titolo partico- lare non è tenuto al pagamento dei de- biti per i quali il fondo è ipotecato: se viene forzato a pagarli, ha il regresso contro il proprietario, salvo cid che è detto all’ articolo 1020 al titolo delle Donazioni tra vivi e dei Testamenti. 612. L' usufruttuario, o universale, o a titolo universale deve contribuire col proprietario al pagamento dei debiti, nel modo che segue: Si stima il valore del fondo soggetto al usufrutto; si fissa in seguito il con- tributo al pagamento de debit in ra- gione di questa valore. Se l'usufruttuario vuole anticipare la somma per cui il fondo deve contribui- re, gli viene restituito il capitale al ter- mine dell usufrutto, senza alcun interesse. Se l usufruttuario non vuol fare questa anticipazione, il proprietario puo sce- gliere, o di pagare tale somma, ed in questo caso l’usufruttuario gliene cor- risponde l interesse durante 1l tempo dell usufrutto, o di far vendere una porzione. de’ beni soggetti all usufrutto sino alla concorrente somma dovuta. 613. L’ usufruttuario non ë& tenuto che per le spese delle liti concernenti 1 Gr. L'usufruitier à titre particulier west pas tenu des dettes auxquelles le fonds est hypothéqué: s'il est forcé de les payer, il æ son recours Contre le propriélaire, sauf ce qui est dit à l’ar- ticle 1020, au titre des Donations enire- vifs et des Testaments. Giv. L'usufruitier, ou universel, Où à titre universel, doit contribuer avec le propriétaire au paiement des dettes; ainsi qu'il suit:; On estime la valeur du fonds sujet à usufruit; on fixe ensuite la contribution À aux dettes à raison de cette valeur. Si Pusufruitier veut avancer la som- me pour laquelle le fonds doit contri- buer, le capital lui en est restitué à la fin de lusufruit, sans aucun intérêt. Si l’usufruitier ne veut pas faire cetté avance, le propriétaire à le choix, ot de payer cetlé somme, et dans ce Cas Pusufruitier lui tient compte des inté- réts pendant la durée de lusufruit, où de faire vendre jusqu’à due concurrence une portion des biens soumis à l'usufruit 613. L'usufruitier n'est tenu que des frais des procès qui concernent la jouis* Grr, Usufructuarius titulo singulari ad æs alienum exsolvéndum, cujus causa fundus hypothecæ obnoxius sit, neutiquam tenelur: si vero ad ejus solutionem compellatur, regresus ei contra proprietarium‘compet, salvis üis,. quæ sub titolo de donationibus inter vivos, ac testamenlis articulo 1020. præscripta sunt. Gia. Fructuarius seu universalis, seu titulo universali modis infra præscriptis ad æris ahéni solutionem cum proprietario concurrit. Fundus in nsumfructum datus quanti sit æstimatur, et pro hujus valoris ratione quola æris alieni sol vendi statuitur. Si fructuarius pecuniæ quantitatem offerre malit, pro qua fundus hypotheca gravatur; sors illi sine usuris; finito usufructu, restituitur, Si fructuarius pecuniam represenltare detrectet; optio proprietario datur, ant æris alieni solvendi, lege fructuario imposita, ut annuas præstet soluti usuras durante‘usufructu; aut tanlam ex bonis in usum- fructum datis partem venundandi, quæ satis creditori sit: 6:13, Fructuarius non nisi ad litis expensas tenètur, qtæ‘usumfructum réspiciunt, nec nôn ad ca omnia præstanda, ad quæ ejusdem litis causa fuerit damnatus. F] Re me CR ET Da ne eu [ Pusafrutto, e per le condanne alle quali le stesse liti potrebbero far luogo. 614. Se durante F usufrutto, un terzo PR ee qualc] 1e usurpazione sul fon- do, od altrimenti attentasse alle ragioni del proprietario, l usufruttuario& te- nuto a denunciargli tali fatti; e mancan- do a ci, egli è responsabille di tutti 1 danni, che ne potrebbero r isultare al pro- prietario, come lo sar“ebbe per i deteriora- menti del fondo daluimedesimo cagionali. 615. Se l'usufrutto non è costituito che sopra un animale, il quale venga a perire senza colpa dell usufruttuario, non e questi tenuto a restitulrne un altro, nè a pagarne la stima. 616. Se il gregge, su cui si è stabilito l'usufrutto, perisce interamente per. caso o per malattia e senza colpa dell usufrut- tuario, questi non è obbligato che a render conto al proprietario delle pelli o del loro valore. N Se il gregge non perisce interamente, l'usufruttuario è tenuto a surrogare 1 Ca- pi degli animali che sono periti, sino alla concorrente quantità de’ nat SEzIONE IIL Dei modi con cui finisce l usufrutto. Gr. L’usufrutto si estingue, Colla morte naturale o civile dell usu- fruttuario. 168| sance, et des aufres Condamnalions aux- guelles ces procès pourraient donner lieu, 614. Si, pendant la durée de Pusu- fruit, un fiers commet quelque usurpa- sion sur le fonds, ou à!fente autrement aux droits du propriétaire, l'usufruitier est tenu de le dénoncer à celui-ci; faute de ce, ilest responsable de tout le dom- mage qui peut en résulter pour le pro- priélaire, comme il le serait de dégra- dations commises par lui-même. G15. Si lPusufruit n’est établi que sur un animal qui vient à périr sans la fau- te de l’usufruitier, celui-ci n’est pas tenu den rendre un autre ni d'en payer l'estimation. 616. Si le troupeau sur lequel un usu- fruit a été établi, périt entièrement par accident ow par maladie, ef sans la fau- te de lusufruitier, celui-ci n’est tenu envers le propriétaire que de lui rendre compte des cuirs ou de leur valeur. Si le troupean ne périt pas entière- ment, l’usufruitier est tenu de rempla- cer, jusqu'à concurrence. di croit, les têtes des animaux qui ont péri. SECTION IlIl. Comment l Usufruit prend fin. Gr. L'usufruit s’éleint à Par la mort naturelle et par la morf civile de Pusu/fruitier; 5r4. Si quis, pendenie usufructu, aliquam fundi parlem usurpaverit, aut alter contra proprietari jura molitus fuerit; id fructuarius huic nunciare tenetur; secus vero omne damnum præstat, quod proprielario ebvenire poterit, perinde ac si prædium facio suo detcrius fieret. 615. Si unius tantum animalis ususfructus sit, et illud sine fructuarii culpa pereat; nec aliud ipse suf- ficere, nec æstimationem præstare compellitur. 616. Si grex in‘usumfructum relictus casu, aut morbo sine fructuariüi culpa totus perieril; 1pse coria tantum, vel eorum pretium domino representare tencetur. Si grex non totus perierit; in locum demortuorum capitum fructuarius totidem alia ex novo fœtu sup p'ere debebit. SE cTr:xo lil. * Quibus modis ususfrucius extinguitur. Gi. Ususfructus naturah, aut civih fructuarii morte fipitur, mn pen À Le> | Ont, er in, de lu, US, rem: ufruity Ci: fau le done ke pn. / Lu / eant UE Sur la fu: est pos en puy me ns lijue est tu ui rende leur. end remplè oi, ls xl pd pr” jp Le [ 169] Collo spirare del tempo per cui fu eostituilo; Colla consolidazione ossia riunio- ne nella stessa persona delle due quali- tà di usufruttuario e di proprietario; Col non usarne pel corso d’anni trenta; Col totale deperimento della cosa sulla _quale fu costituito l usufrutto. 618. L’usufrutto pud anche cessare per l'abuso che facesse lusufruttuario del suo diritto, tanto col cagionare de- terioramenti ai fondi, quanto col lasciarli deperire per mancanza di riparazioni‘ I creditori dell usufruttuario possono intervenire alle liti ad oggetto di con- servare le loro ragioni; possono offrire la riparazione dei commessi deteriora- menti, e garantirne per l'avvenire. Î giudici possono, secondo la gravez* za delle circostanze, pronunciare l’'e- stinzione assoluta dell usufrutto, ovvero ordinare l'immissione del proprietario nel possesso della cosa sottoposta all u- sufrutio, col peso pero di pagare annual- mente all'usufruttuario, od agli aventi cau- sa dal medesimo, una somma determinata sino al momento in cui l'usufrutto avreb- be dovuto cessare. Par l'expiration du temps pour lequel il a été accordé; Par la consolidation ou la réunion sur la même tête, de deux qualités d’usufrui- tier et de propriétaire; Par le non-usage du droit pendané trente ans; Par la perte totale de la chose sur laquelle lusufruit est établi. 618. L'usufruit peut aussi Cesser par l'abus que l’usufruitier fait de sa jouissan- ce, soit en commettant des dégradations sur le fonds, soit en le laissant dépérir J'aute d’entretien. Les créanciers de l’usufruitier peuvent intervenir dans les contestations, pour la conservation de leurs droits; ils peu- vent offrir la réparation des dégradations commises, et des garanties pour l'avenir. Les juges peuvent, suivant la gravité des circonstances, où prononcer l'extin- ction absolue de l'usufruit, ou n’ordon- ner la rentrée du propriétaire dans la jouissance de l'objet qui en est£STEVÉ 3 que sous la charge de payer annuelle- ment à l’usufruitier, Ou à ses ayunf- cause, une somme déterminée, jusqu'à Linstant où lusufruit aurait di cesser. î Lapsu temporis, quo fuit constitutus: Consolidatione ususfructus, et proprietatis in eadem persona Non utendo per triginta annos: Interitu totius rei, in qua ususfructus constiterat. 618. Rei abusu ususfructus quoque amittitur, seu cum illam fructuarius deteriorem reddiderit; seu cum ob omissas minores refectiones eamdem deperire permiserit, Fructuarii creditoribus fas est ad propria jura tuenda, judiciis adesse, se paratos offerre ad deirimenta illata sarcienda, et cavere rem in posterum salvam fore. Judex vero, pensatis adjunctorum momentis, vel usumfructum omnino extinctum esse decernit; vel proprietario rei, quæ in usufructu fuerat, plenam possessionem adjudicat ea lege, ut fructuario, vel ab ipso causam habentibus, annuam præstationem deiermimatam persolvat usque ad eam diem, qua ususfructus cessare debuisset, 22% FT x [19 ro. L'usufrutto, che non& accordato a particolari, non dura oltre trent anni. 620. L'usufrutto concesso sino a che una terza persona sia giunta ad una de- terminata età, dura sino a tale epoca, ancorchè la detta persona sia morta pri- ma dell età fissata. G21. La vendita della cosa soggetta all usufrutto non porta verun cangia- mento al diritto dell usufruttuario; egli continua nell’'usufrutto se non vi ha for- malmente rinunciato. G22. I creditori dell’usufruttuario pos- sono far dichiarare nulla la rinuncia al- V usufrutto che questi avesse fatta a ioro pregiudizio. 623. Se una sola parte della cosa sog- getta allusufrutto perisce, l'usufrutto si conserva Sopra cid che rimane. 624. Se l'usufrutto non è costituito, che sopra un edificio, e questo venga distrutto da un incendio© da altro ac- cidente, ovvero rovini per vetusta, l’u- sufrutituario non avrà diritto di godere ne larea nè i materiali. Se l’usufrutto era costituito sopra una possessione di cui l’edificio non era che una parte, in tal caso l usufrut- tuario godra del suolo e de’ material. 10| i pe 619. L’usufruit, qui n’est pas accordé à des particuliers, ne dure que trente ans. 620. L’usufruit accordé jusqu’à ce qu'un tiers ait alteint un âge fixe, dure jus- qu’à celle époque, encore que le tiers soit mort avant l'âge fixé. 621. La vente de la chose sujette à usufruit ne fait aucun changement dans le droit de l'usufruitier; il continue de jouir de son usufruit s’il ny a pas for- mellement renoncé. G22, Les créanciers de Pusufruitier peuvent faire annuller la renonciation qu'il aurait faite à leur préjudice. 623. Si une partie seulement de la chose soumise à l'usufruit est détruite, lusufruit se conserve sur Ce qui reste. 624. Si lusufruit nest établi que sur un bétiment, et que ce bâtiment soit détruit par un incendie Ou aufre acci- dent, ou qu'il s'écroule de vétusté, Pusu- fruitier n'aura le droit de jouir ni du sol ni des matériaux. Si lusufruit était établi sur un domai- ne dont le bâtiment faisait partie, Pusu- fruitier jouirait du sol et des InQLÉTIAUX, 619. Ususfructus, qui non pertinet ad privatos, triginta annorum spatio extüinguitur. 620. Si ususfructus alicui datus sit, donec quispiam alter ad certam pervenerit ætatem; non nisi hac ex2- cta finitur, licet ante præstitutam ætatem alter decesserit. 621. Rei fructuariæ venditio nullum, quoad usufructuarium, effectum parit, qui nisi rite juri suo re- auntüavyerit, usuimfruclum retinet. 622. Fructuarti creditores ususfructus cessionem in ipsorum detrimentum factam nullitatis arguere possunt. 625. Si pars dumtaxst rei fructuariæ perempta sit, in relqua ususfructus manet. 624. Quoties ususfructus in ædibus tantum constitutus sit, et vel incendio, vel alio casu ille consumpiæ fuerint, aut velustate corruerint; nec areæ, nec materiæ ususfrucius fructuario debetur. S1 vero prædium, cujus partem ædes constituunt, in usufructu sit; fructuarius, el area, el materia fruet UT: POS a : Lente n, qua cegiy » dure à Que le im ? sujette| ment din aline(| Pas Jo sufruitier nonCiaho udice, ent& à st détruite, g qua rl, ji que su fiment 4 utre ut ste, lus ii du S0 un dom rtie, li mater pi; Mic is | A0 jun UP je jun at ail le af lerià fu FE gx| C:Æ BOIRE Dell’ Uso e dell Abitazione. 625. I diritti d'uso e di abitazione si acquistano€ Si perdono nella stessa maniera che l’usufrutto. 626. Non si pud godere di tali diritti senza che si sia data previamente cau- zione, e si formino gli stati e gl inven- tar], come nel caso del! usufrutto. G27. L’ usuario, e colui che ha diritto di abhitazione, devono godere da buon padre di famigha. 628. I diritti di uso e di abitazione sono regolati dal titolo che li stabili- sce, e ricevono maggiore© minore e5$- tensione giusta le disposizioni in esso contenute./ 629. Se il titolo non determina le- stensione di questi diritti, saranno rego- lati come siegue. 630. Colui che ha l'uso dei frutti di un fondo, non puÿ percepire se non cio che gli è necessario per 1 suoi bi- sogni e per quellh della sua famiglia. Pud aus anche per i bisogni de’ fish che gli sono sopravvenutti dopé la concessione del} uso. 651. L’'usuario non pud cedere né af- fittare il suo diritto ad un altro. CHAPITRE If De l'Usage et de l’'Habitation, 625. Les droits d'usage et d'habitatiors s’établissent et se perdent de la méme maniére que lusufruif. 626. On ne peut en jouir, Comme dans: le cas de l'usufruit, sans donner préa- lablement caution, et sans faire des états. et inventaires. G27. L’usager, et celui qui à un droit d'habitation, bre jouir en bons péres: de famille. 628. Les droits d'usage et d'habitation se règlent par le titre qui les à établis, et reçoivent, d'après ses disposilions;. plus ou moins d'étendue. \ 620. Si le titre ne s'explique pas sur l'étendue de ces droits, ils sont réglés. ainsi qu’il suif. G5o. Celui qui a l'usage des fruits dun fonds, ne peut en exiger qu'aufané qu’il lui en faut pour ses besoins eë ceux de sa famille. 11 peut en exiger pour les besoins mé- me des enfans qui lui sont survenus de- puis la concession de Pusage. 631. L’usager ne peut céder ri louer” son droit à un auire. GA RG TEE De Usu, et Habitatione. 625. Servitutes usus, et habitationis isdem modis, quibus ususfruclus, constituuntur, et extinguuntur.. 626. Usuarius antequam rei possessionem nanciscatur, cautionem æque ac fructuarius præsiare, el bo- norum inventarium atque slatum conficere tenetur 67. Usuarius, et qui habitationis jus habet, se se milias. 628. Usus, et habitationis jura ex documento, quo constituta sunt, reguniur, et juxta illius præscriptum majori, vel minori extensione donantur, gerere in utendo debet, uti boaum decet patrem fa. 629. Si hæc jura in documento distincte explicata minime sint, seqnentes observantur regulæ. 650. Is cui usus fundi datus est, ex üs quæ in fundo: nascuntur, quod sibi, potest. Jus ei quoque est fructus percipiendi, qui Hberis post usus concessionem suscepüs sufficere queant' 631. Uswarins alieri jus scum nec locare, nec cedere potest; suisque sufficiat, sumere PORTE déer od QT RQ ner cmt 4 ; H 1 IH À \ù«Æ LE 13 Il Î * [178] 632. Quegli che ha il diritto d'abi- tazione in una Casa, pud abitarvi con la sua famiglia, ancorchè non fosse ma- ritato all epoca in cui acquisto questo diritto. 635. Il diritto di abitazione si limita a cio che è necessario per T abitazione .di colui al quale venne accordato un tale diritto, e della sua famiglia. 634. Il diritto d’abitazione non puo essere nè ceduto nè locato. 655. Se l'usuario consuma tutti 1 frutti del fondo, o se occupa tutta la casa, spet- tano ad esso le spese della coltura, le spese delle riparazioni ordinarie, ed il pagamen- to delle contribuzioni, nel! egual modo che appartengono all usufruttuario. Se non percepisce che una parte dei frutti, o se non occupa che una parte della casa, contribuisce in proporzione di cid che gode. 636. L’ uso dei boschi e delle foreste è regolato da leggi particolari. FTITOLGIS Delle Servità prediali. 637. La servit è un carico impo- sito sopra un fondo per l’uso e utilita 632. Celui qui a un droit d'habitation dans une maison, peut y demeurer avec sa famille, quand même il m'aurait pas été marié à l’époque où ce droit lui a été donné. 6353. Le droit d'habitation se restreint à ce qui est nécessaire pour l’habitation de celui à qui ce droit est concédé, eë de sa famille. 654. Le droit d'habitation ne peut étre ni cédé ni loué. 635. Si l'usager absorbe tous les fruits ou fonds, ou s'il occupe la totalité de la maison, il est assujetti aux frais de culture; aux réparations dentretien, et au paiement des contributions, Com- me l’usufruiticr. S'il ne prend qu’une partie des fruits, ou s’il noccupe qu'une partie de la mai- son, il contribue au prorata de ce dont il jouit. 656. L’usage des bois et foréts est ré- glé par des lois particulicres. EILTRE. Ir. Des Servitudes ou Services fonciers. 637. Une servitude est une charge im- posée sur un héritage pour lusage ct 632. Cui habitatio competit, domus inhabitandæ una cum familia sua jus est, quamvis hujusce conces- sionis tempore nondum uxorem duxissel. 653. Jus habitationis ad id dumitaxat limitatur, quod habitationi ejus, cui conceditur, suæque familiæ sit mecessarium. 654. Habitationis jus nee transmitti, nec locari alteri potest. 655. Quoties usuarius totius prædu fructus perceperit, aut integram domum occupaverit, ad instar fru- etuarü ad culturæ expensas, et modicas refectiones, nec non ad tributa solvenda tenebitur. Si vero fructuum quotam tantummodo percipiat, aut domus partem solum inhabitet, conwibuet pro rafa ejus, quo utitur. 656. Nemorum, et dilvarum usus legibus peculiaribus subjicitur. TITULUS IV. De Serviutibus prædialibus. -657. Servitus est onus prædio impositum ad alterius prædii commodum, atque utilitatem. a bit Uter tx Lai jy oil lu: | restrèx tabitain cédé sl D, JEUÉ bre $ fruit ahité de frais vrelien, es fruit, de la mui- le ce doré ts este Lonciers chars” usa! * Th con ï nest | sur pi prA FE#38:1 di un fondo appartenente ad altro pro- rietario. 638. La servitù non induce alcuna preminenza di un fondo sopra F'altro. 659 La medesima deriva dalla situazio- ne naturale dei luoght, o daile obbli- gazioni imposte dalla legge, 0 dalle con- 8 vengoni fra i proprietar]. CAP O E Delle Servitu che derivano dalla situa- zione de’ luoghi. 640. I fondi inferiori sono soggetti ri- guardo à quelli che si trovano più ele- vati a ricevere le acque che da essi scolano naturalmente senza che vi sia concorsa l'opera delluomo. Il proprietario inferiore non pud al- zare alcun riparo che impedisca que- sto scolo.- Il proprietario superiore non puo fa- re alcuna cosa che renda più grave la servitù del fondo inferiore. G4r. Quegli, che ha una sorgente nel suo fondo, pud usarne ad arbitrio, salvo il diritto che potesse avere acquistato il proprietario del fondo inferiore per qualunque titolo od in forza di pre- scrizione. G42. La prescrizione in questo caso mon pud acquistarsi che col possesso l'utilité d'un héritage appartenant à un autre propriétaire. 638. La servitude n’établit aucune préé- minence d’un héritage sur l'autre. 639. Elle dérive, ou de la situation naturelle des lieux ou des obligations imposées par la loi, ou des conventions entre les propriétaires.| CHAPITRE PREMIER. Des Servitudes qui dérivent de la situa- tion des lieux. 640. Les fonds inférieurs sont assujet- sis envers ceux qui sont plus élevés, à recevoir les eaux qui en découlent natu- rellement sans que la main de l’homme y ait contribué. ee Le propriétaire inférieur ne peut poiné élever de digue qui empéche cet écou- lement. Le propriétaire supérieur ne peut Tien faire qui aggrave la servitude du fonds inférieur. G4r. Celui qui a une source dans Son fonds, peut en user à sa volonté, sauf le droit que le propriétaire du fonds ir- Jférieur pourrait avoir acquis per titre ou par prescription. G42. La prescription, dans Ce Cas, RE peut s'acquérir que par une jouissance 658. Nulla præeminentia unius in alterius fundum ex servitute oritur. 639. Servitutes aut loci natura, aut lege, aut pactionibus inter prædiorum dominos constiluuniur. ERP E SL De Servitutibus ex loci natura. 640. Aquas naturaliter, et absque hominis facto a fundis superioribus defluentes,: fundi inferiores recipiunt. Inferioris fundi domino aquam fluentem aggeribus coercere neutiquam permitutur. Superioris dominus servitutem inferiori fundo gravio rem reddere nequit. 641. Fonte, qui in proprio fundo scateat, quisquis pro arbitrio utiur, salvo jure, quod in vim tituli? vel præscriptionis; inferioris fundi dominus acquisivissel. 64. Hoc casu præscripiio non nisi continua triginta annorum possessione acquiritur, ex quo agri infe- mé Pre” A ne QE CR EE he A NS gg Mae me D ‘ 7 ma ne am bre Jai us & we pi [ 174] eontinuo d'anni trenta, da computarsi dal momento in cui il proprietario del fon- do inferiore ha fatto e terminato dei lavori visibili, e destinati a facilitare il declivio ed il corso delle acque nel pro- prio fondo. 643. Il proprietario della sorgente non pud deviarne il corso, quando la me- desima somministri agli abitanti di un co- muve villageio, o borgata l'acqua che é loro necessaria; ma se gli abitanti non ne hanno acquistato o prescritto Ptso. proprietario pud pretende- re una indennizzazione determinata dai periti. 644. Quegli il cui fondo bordesgia un acqua corrente, tranne quella che è dichiarata di ragione del pubblico de- manio cOol'articoio 538 al titolo della Zi- stinzione de’ beni, pud servirsene, mentre trascorre, per Ÿ irrigazione de’ suoi fondi. Quegli il cui fondo viene attraver- sato da quest acqua, pud anche servir- sene nell intervallo, in cui essa vi tra- scorre, ma Coll obbligo di restituirla al suo corso ordinario nel!’ uscire dai suO1 terreni. 645. Insorgendo qualche controversia fra i proprietarj cui tali acque possono essere utili, i tribunali decidendo, de- voro conciliare l’interesse dell agricol- tura co1 riguardi dovuti alla proprietà; non interrompue pendant l'espace de trente années, a Compter du moment où le propriétaire du fonds inférieur à Jait et terminé des ouvrages apparens destinés à faciliter la chute et Le cours de Peau dans sa propriété. 645. Le propriétaire de la source ne peut en changer le cours, lorsqu’il feur- nit aux habitans d'une commune, villa- ge ou hameau, l'eau’ qui Leur est néces- saire: mais Si les habitans n'en ont pas acquis ou. prescrit l'usage, le proprié- taire peut réclamer une indemnité, la- quelle est réglée par experts. 644. Celui dont la propriété borde une eau courante, autre que celle qui est déclarée dépendance du domaine public par l'article 538 au titre de la Disun- cuüon des biens, peuf s'en servir à son passage pour l'irrigation de ses propriétés. Celui dont cette eau traverse Thérita- ge, put même en user dans l'interval- le quelle y parcourt, mais à la charge de la rendre, à la sortie de ses fonds, à son cours ordinaire. 645. S'il s'élève une contestation en- tre les propriétaires auxquels ces eaux peuvent étre utiles, les tribunaux, en prononcant, doivent concilier l'intéréé de lagriculture avec le respect di à la propriété; et, dans tous les cas, Les ré: roris dominus patens opus construxerit, aique perfecerit, ut aqua superior in agrum suum facilius fluerct, 045. Fontis dominus aquam alio divertere nequit, quoties ista alicujus municipii, vici, vel pagi inces 4....« en°..= jarum necessarlio usul. inserviat: verum si incolæ aquæ usum neque adquisierint» neque præscripserini; dominus peritorum judieio indemnitatem consequi potest. 644. Aqua juxta prædium profluente, illa tamen excepta, quam superius in articulo 551 partem Regalis demani constituere sancitum est, prædni donuno ad hujus irrigationem utendi jus est. Idem jus üli compet, cujus prædium aqua interfuit, pro.eo temporis intervallo, quo in ejus pr ædio decurrit dummodo postea assueto cursui illam restituat. . à:::: ne. 645. Quoties inter prædiorum dominos controversia oriatur circa aquarum usum, et utiitatem; qui jun dicundo præsunt : Propriélatis jura cun agriculturæ incremento coxciliare tenentur, servatis semper peculia- epate& L money, férieur l aPparey ! de com SOUTCe»: u'il fl Qur. 2e, villa. É néces. ont pas FOprié- lé, la- borde une e qui es ne pulis Va Dion ryiT à propricls hérite mlerva} charge |', onds) ation 4 ces lY unaur, D r linfré 4 didl 5, by r D ua js het songs j' pis U] on doré qu 1ufl peer [175] ed in tutti i casi devono essere Osser- vati i regolamenti particolari e locali sul corso ed uso delle acque. 646. Ogni proprietario pu obbligare il suo vicino à stabilire i termiini di con- fine delle loro contigue proprietà. Lo stabilimento dei termini di confine si fa a spese comunl. 647. Ogni proprictario pud chiudere 1l suo fondo, salva l eccezione prescritta nell articolo 662. 648. 11 proprietario che vuol fare una cinta al suo fondo, perde il diritto di mandare a pascolare le sue bestie nel- l'altrui fondo dopo la raccolta delle messi, in proporzione del terreno che ha sot- tratto all uso comune. CRÆPFO TL Delle Servità stabilite dalla legge. 649. Le servit stabilite dalla legge hanno per oggetto la pubblica o co- munale utilità, o quella dei privatt. 650. Le servità stabilite per Putilità pubblica o comunale, risguardano 1 mar- ciapiedi lungo i fiumi navigabili od atti a trasporto, la costruzione,© ripara- zione delle strade od altre opere pub- bliche o comunali. glemens particuliers et locaux sur le cours et l'usage des eaux doivent étre observés. 646. Tout propriétaire peut obliger son voisin au bornage de leurs proprié- tés contiguës. Le bornage se fait à frais 8 communs. 647. Tout propriétaire peut clore son héritage, sauf lexception portée en l'article G82. 648. Le propriétaire qui veut se cio- re, perd son droit au parcours el vaine päture, en proportion du{errain qu'il y soustrail. CHAPITRE IL. Des Servitudes établies par la loi. Géo. Les servitudes établies par la loi ont pour objet l'utilité publique ou com- munale, ou l'utilité des particuliers. 650. Celles établies pour l'utilité pu- blique ou communale, ont pour ojet le marchepied le long des rivières naviga- bles ow flottables, la construction ou ré: paration des chemins et autres ouvrages publics où communaux. ribus sanctionibus, et locorum statutis, quæ aquarum cursum, et usum respiciunt. 646. Quicumque dominus alium, qui in confinio prædium possideat, compellere polest, ut mutui limites Fapidibus terminalibus statuantur: lapides ternunales communibus ponuñtur impensis. 47. Cuicumque suum prædium circumsepire fas est, salvis üs, quæ in articulo 682. præscribuntur. 648. Qui propria circumsepit prædia, jus animalia sua nnmuttendi, eaque in alieno fundo post messem pascendi amitit pro ea prædii quanuiate, quam à compascui communione subduxit. CAPUT 1 De Servituibus lege inductis. 649. Servitutes, quæ lege inducuntur, aut publicam, aut alicujus municipü, aul privatorum utilitatem respicrunt. 650. Publicam, seu municipii utihtatem respiciunt calles prope flumina navigabilia, aut vohendo aptaf construçÿo, vel refectio viarum, et cetera opera publica, seu ad aliquod municipium spectantiæ. re y ANNE go nr eur TT «; ù# 78 soie 20 nu ES ban," ects. C 176] Tutto cid che concerne questa specie di servitù, viene determinato da lesei o da regolamenti particolarti. G51. La legge assoggetta i proprietar] l'uno verso L'altro a differenti obbliga- zioni, indipendentemente da qualunque convenzione. G52. Una parte di queste obbligazioni é regolata dalle leggi sulla polizia rurale; Le altre risguardano i muri ele fosse comuni, i casi in cui si faccia luogo alla ragione d appoggio, il prospetto nella proprietà del vicino, lo stillicidio, ed il diritto di passaggio. SEZ2IONE PRIMA. Del Muro e delle Fosse comuni. 653. Nelle eittà e nelle campagne ogni muro Che fino alla sua sommità ser- ve di divisione tra edifizj, corti, giardi- ni, ed anche tra recinti ne campi, si pre- sume comune, se non vi é titolo o se- gno in contrario. 654. Ë segno che il muro non& co- mune, quando la soimmità di esso da una parte è direita ed a piombo della sua fronte esteriore, e dal!’ altra presen- ta un piano imclinato; Come pure quando non vi sono che da una parte sola o lo sporto del tetto o cornicioni e mensole di pietra appostivi al tempo della costruzione del muro. Toui ce qui eencerne éetlle espéce de servitude, est déterminé par des lois ou des réglemens particuliers. Gr. La loi assujettit les propriétaires à différentes obligations lun à l'égard de l'autre, indépendamment de toute con- vention. G52. Partie de ces obligations est ré- glée par les dois sur la police rurale; Les autres sont relatives au mur et au fossé mitoyens ,; au cas où il y a lieu à contre-mur, aux vues sur la propriété du voisin, à l'égout des toits, au droit de passage. SECTION PREMIÈRE. Du Mur et du Fossé mitoyens. 655. Dans les villes et les campagnes, tout mur servant de séparation entre bä- timens jusquà l'héberge, ou entre cours et jardins, et même entre enclos dans les champs, est présumé mitoyen S'il n’y a titre Ou marque du contraire. 654. Il y a marque de non-mitoyenneté lorsque la sommité du mur est droite el à plomb de son parement, d’un côté, et présente de l'autre un plan incliné. Lors encore qu’il n’y a que d'un coté ou un chaperon ou des filets et corbeaux de pierre qui y auraient été mis en bd- zissant le mur. Quæ ad hanc pertinent servitutis speciem, legibus, au peculiaribus sancüonibus præfniuntur. 651. Proprietarii mutuis obligationibus lege subjiciuntur, quin aliqua opus sit conventione. G5>, Quædam ex his obligationibus a codice politiæ ruralis definiuntur. Ceteræ respiciunt muros, atque fossas communes, vel casus in quibus fas est contra alienum parietem quidquam admovere, aut adponere; jura in vicini fundum prospectus, stilicidii, atque itineris. SEcrTie I. De Muro, et Fossa communi. 655. Murus, qui ædes ab imo ad verticem dividat, aut cayædium, et hortos, aut agros separet tam In urbibus, quam ruri, pro comimuni habetur, nisi titulus, aut aliquod indicium contrarium suadeat. 654. Nullam adesse communionem pro indicio est, quum ex uno latere arrectus est paries summus ad tectorii perdendiculum; ex alio vero latere vergit in planum inclinatum. Idem est, quum patent 6x una lanium parte projecturæ, coronx, et mutuli lapidei, vel lateritü in constructione positk ton AUOT) des hi y Proprietau de toute ty Ons est n. rurale: mur el a lieu à propriété au droit AE nitovens. »s CODAGE ion entre de y énbre CO enclos dant yes 114 re, itoyemnelé st droite À Jun côte! | incliné que du jets eo dé mi#” In questi casi si considera, che il muro appartenga esclusivamente al proprietario dalla cui parte sono lo stillicidio, cor-. nicione, o le mensole di pietra. 655. Le riparazioni e le ricostruzioni del muro comune sono a carico di tutti quelli che vi hanno diritto, ed in pro- porzione del diritto di ciascuno. 656. Cid non ostante qualunque com- padrone di un muro comune pud esi- mersi dall obbligo di concorrere alle spe- se delle riparazioni e ricostruzioni, ri- nunciando al diritto di comunione, pur- chè il muro comune non sostenga un edi- fizio di sua spettanza. 657. Ogni compadrone pu far fabbri- care appoggiando ad un muro comune, ed immettervi travi e travicelli per tutta la grossezza del muro ad esclusione di cinquantaquattro millimetri di essa( due pollici)}, senza pregiudizio del diritto che ha il vicino di far accorciare la tra- ve fino alla meta del muro, nel caso in cui egli volesse collocare una trave nello stesso sito, od appoggiarvi un cammino. 658. Ogni compadrone pud fare innal- zare il muro comune; ma sono a di lui carico le spese dell'innalzamento, le ri- parazioni pel mantenimento. dell alzata superiore alla cinta comune, ed inoltre Dans ces cas, le murest censé ay- partenir exclusivement! au propriétaire du côté duquel sont l'égout ou les cor- beaux et filets de pierre. 655. La réparation ef la reconstruction du mur mitoyen sont à la charge de tous ceux qui y ont droit, et proportion- nellement au droit de chacun. 656. Cependant tout copropriétaire d'un mur mitoyen peut se dispenser de contribuer aux réparations et reconstru- ctions en abandonnant le droit de mi- toyenneté, pourvu que le mur mitoyer ne soutienne pas un bétiment qui lui appartienne. 657. Tout copropriétaire peut faire bétir contre un mur miloyen, et Y faire placer des poutres ou solives dans toute l'épaisseur du mur, à cinquante-quatre millimètres( deux pouces} près, sans préjudice du droit qw’a le voisin, de faire réduire à l’ébauchoir la poutre jusqu’à la moitié du mur, dans le cas où il vou- drait lui méme asseoir des poutres dans le méme lieu, ou y adosser une cheminée. 658. Tout copropriétaire. peut faire exhausser le mur mitoyen; mais il doit payer seul la dépense de Pexhaussement, les réparations d'entretien au-dessus de la hauteur de la clôture commune;€Ë Hoc nempe casu paries ad preprietarium emnino pertinere censetur; coronæ, et mutuli lapideï. e cujus latere sunt stillicidium, 655. Ad parietis communis reædificationem, atque reparationem omnes, quibus in eo aliquod jus est, habita proportione, tenentur.. 656. Cuique tamen communis parietis condomino licet reparationis, atque reædificationis sumptibus se eximere, communionis juri renunciando; dummodo communis paries ejus ædificii onus non sustineat. 657. Singulis dominis fas est contra communem parielem ædificare, et per totam ejus crassitiem tigna, aut trabeculas usque ad quatuor, et quinquaginta millimetra( duos pollices circiter} immnittere, salvo tamen: vicini jure tignum scalpro excidendi usque ad parietis medietatem, quoties ipsenfet in eodem loco tigna ponere, aul caminum adstruere vellet. 658. Cuique ex dominis communem parielem altius tollere licet. Qui tamen extulerit, tenelur solus ad elevationis impensas, ad parielis pre ca parte, qua altius elatus est, reparationem, et ad danma præstanda, F2 a3 ii r# où: ñ r } { : [178| l'indennitàa pel maggior peso in propor- zione dell alzamento e secondo il suo valore. 659. Se il muro comune non è atto a sostenere l’alzamento, quegli che vuo- le alzare è tenuto a farlo ricostruire per intiero à sue spese, e nel proprio suo- lo quanto alla maggior grossezza. 660. Il vicino che non ha contribuito all'alzamento, pud acquistarne la comu- nione pagando la metà della spesa, ed il valore della metà del suolo occupato per la maggior grossezza. 661. Ogni proprietario in contigurià di un muro, ha pure la facollà di ren- derlo comune in tutto od in parte, rim- borsando al padrone la metà del totale valore, o la meta del valore della parte che vuol rendere comune, e la metà del valore del suolo sopra cui il muro è costrutto. 662. Uno dei vicini non puo fare al- cun incavo nel corpo d’un muro co- mune, nè applicarvi od appoggiarvi al- cuna nuova Opera senza il consenso dell altro, ovvero, in caso di rifiuto, senza avere fatto da periti determinare i mez- z1 necessarj onde l’opera non riesca di danno alle ragioni di quelle. 663. Ciascuno pud costringere il suo vicino a concorrere nelle spese di co- 4 en outre l'indemnité de la charge en raison de l’exhaussement ef suivant le valeur. 659. S1 le mur mitoyen n’est pas en état de supporter Pexhaussement, celui qui veut Texhausser doit le faire recon- struire en entier à ses frais, et['excédant d'épaisseur doit se prendre de son côté. GGo. Le voisin qui n'a pas contribué à l’exhaussement; peut en acquérir la mitoyenneté en payant la moitié de la dépense quil a coûté, et la valeur de la moitié du sol fourni pour lexcédant d'épaisseur, s’il y en a. GG1. Tout propriétaire joignant un mur, a de méme la faculté de le rendre miloyen en 1out Ou en partie, en rem- boursant au maître du mur la moitié de sa valeur, ou la moitié de La valeur de la portion qu’il veut rendre mito- yenne, et moitié de la valeur du sol sur lequel le mur est bäti. 662. L’un des voisins ne peut pratiquer dans le corps d'un mur mitoyen aucun enfoncement, ni ÿ appliquer ou appuyer aucun ouvrage sans le consentement de l'autre, ow sans avoir, à son refus, J'ait régler par experts les moyens né- cessaires pour que le nouvel ouvrage ne soit pas nuisible aux droits de lPautre, 663. Chacun peut contraindre son voi- sin, duns les villes et jfaubourgs, à quæ ex majori mole, habita elevationis, ejusque valoris ratione, oriri possunt. 659. Si paries elevationi ferendæ impar sit, qui aitius tollere velit, illum ex integro propriis impensis reædificare tenetur, ita tamen ut quidquid additur parietis crassitiei, vicini solum non occupet. ‘660. Vicinus prædii dominus, a quo nihil collatum est, ut paries altius tolleretur, hujus communionem acquirere polerit, solutis pro dimidio expensis, et pretio soli, quod majori parietis crassitie occupatum est. 661. Jus pariter est illi, cujus proprietas muro vicini contigua sit, ejusdem muri, vel in totum, vel pro parte communionem adipisci, soluto tamen valoris dimidio totius muri, aut partis illius, quæ pro com- muni habenda sit, nec non soli, in quo idem extructus fuerit. 662. Parictem communem perfodere, vel illi opus admovere, aut adponere vicino non licel, nisi alle- ve 4 pe. È Ê> 4.. nus accecat consensus, vel hoc dissentiente, nisi periorum judicio la cautum sit, ut novo opere ejus juribus neütiquam offici possit. 663. In urbibus, vel suburbiis unusquisque vicinum compellere potest, ut expensas conferat necessarias À wd jo pin. Ip m1 tra| db, reclic fenda Un or Pr | “dy So l E pas L, Celui y  dre To. el Lex de son t: IS Confri dequéra| nouiE de| leur de} l'excédant nant 1 le rende €, en ren r le moi le la vakr endre mb r du sol en au LL appui 1senten son ré)l moyen! ouvrit de dre son bout ul ny ing jet, | conan pa jo, 7° g po cour ni alé govo Opel pecesrs .[ 179] siruzioni© di riparazioni de muri che dividono le loro case, corti e giardini situati nelle città e nei sobborghi: l'altezza di essi sara determinata secondo 1 re- golamenti particolari, o secondo gli usi costantemente ricevuti, e non essendovi usi© regolamenti, ogni muro diviso- rio da costruirsi© riedificarsi in avve- nire, dovrà essere, nelle eittà di cin- quanta mila anime 0 più, almeno di trentadue decimetri( dieci piedi) in altezza, compreso il cornicione, e nelle altre città, di ventisei decimetri( otto piedi}. 664. Quando i differenti piani di una casa appartengono a più proprietar], se i titoli di proprieta non determinano modo delle riparazioni e ricostruzion!, devono queste farsi nel modo che segue: I muri maestri ed i tetti sono a cari- co di tutti i proprietarj, ciasCuno in pro- porzione del valore del rispettivo suo piano. IL proprietario di ciascun piano fa il pavimento su Cul Cammina; Il proprietario del primo piano forma la scala che vi conduce; quello del se- condo, continua la scala dal primo al se- condo piano; e cosi di seguito. contribuer aux constructions€ répara- tions de la clôture faisant séparation de leurs maisons, cours ét jardins assis êsdites villes et faubourgs: la hauteur de la clôture sera fixée suivant les ré- glemens particuliers ow les usages con- stans et reconnus; et, à défaut d’usages et de réglemens, tout mur de séparation entre voisins, qui sera Construit OU Té- tabli à l'avenir, doit avoir au moins trente-deux décimètres( dix pieds) de hauteur, compris le chaperon, dans les villes de cinquante mille ames eb au-dessus, et vingt-six décimètres( huit pieds) dans les autres. 664. Lorsque les diffrens étages d'une maison appartiennent à divers proprié= taires, si les titres de propriété ne rè- glent pas le mode de réparations€k re- constructions, elles doivent étre faites ainsi qu’il suif: Les gros murs et le toit sont à la charge de tous les propriétaires, chacurz en proportion de la valeur de l’érage qui lui appartient. Le propriétaire de chaque étage fait le plancher sur lequel il marche; Le propriétaire du premier étage fait Pescalier qui y conduit; le propriétaire du second étage fait, à partir du pre- mier, lescalier qui conduit chez lui; eë ainsi de suwile. mars extruendis, vel reparandis septis, quæ domos, cavædia, iuxta sanctiones vel re 1onum consuetudines uæ€ robatæ }) 2 “uendi, vel reslituendi, corona computata, attollentur, scilicet, muri, qui imposterum inter vicinos erunt consir in urbibus, quæ constant quinquaginta millibus habitantium, tra( seu decem pedes); m ceteris ad viginti sex,( seu octe pedes.} et hortos ibidem sitos dividunt. Altitudo septi divisor , etin observaniia sint, definitur: hisce deficientibus vel amplius, saltem ad triginta duo decime- 664. Si unius, ejusdemque domus dietarum ordines ad diversos dominos pertineant, et in domint ütulis refectionum, et reædifieationum normæ præfinitæ non sint; ficanda erit. servatis hisce regulis, illa reficienda, vel reædi- Unusquisque ex dominis juxta valorem ejus partis domus, quam possidet, in refectionem parietum, et tectorum contribuit. Propriæ contignationis pavimentnm sibi quisque accomod at. Le) Primæ contignationis proprictarius scalas extruit, quæ ad illam ducunt: eas, quibus ad alieram ascendiur, Secundæ contignationis dominus extruit, et sic de ceteris. LA ; F3 [ 180] 665. Ricostruendosi un muro comune où una casa, si ritengono le servit atti- ve e passive anche riguardo al nuovo muro od alla nuova casa, senza che pos- sano rendersi più gravose, e purchè la ricostruzione$siegua prima che sia ac- quistata la prescrizione. 666. Tutte le fosse tra due fondi si presumono comuni se non vi è titolo o segno in contrario. 667. Ë un segno, che la fossa non è comune, se si trovi lo spurgo od il get- to della terra da una sola parte della medesima. 668. La fossa è considerata di spettan- ga esclusiva di colui, dalla cui parte esiste il getto della terra. 669. La fossa comune deve mantenersi a spese comuni. 670. Ogni siepe dividente fondi è ri- putata comune, eccettuato il caso in cui un solo fondo fosse in istato di es- sere cinto, o non vi si abbia titolo,© possesso sufficiente in contrario. 671. Non è permesso di piantar alberi di alto fusto se non alla distanza pre- scritta dai regolamenti particolari attual- mente veglianti, Oo dalle usanze del pae- se costanti e notorie; ed in mancanza degli uni e delle altre, alla distanza di due metri dalla linea di separazione di 665. Lorsqu'on reconsfruié un mur mi. oyen où une maison, les servitudes acti- ves el passives se continuent à légard du nouveau mur ou de la nouvelle mai. son, sans toutefois qu’elles puissent étre agoravées, ef pourvu que la reconstruc:- tion se fasse avant que la prescription soit acquise. 666. Tous fossés entre deux héritages sont présumés mitoyens, S'il ny a titre ou marque du contraire. 667. Il y a marque de non-mitoyen- neté lorsque la levée ou le rejet de la terre se trouve dun côté seulement du fossé. 668. Le fossé est censé appartenir exclusivement à celui du côté duquel le rejet se trouve. GGo. Le fossé mitoyen doit être entre- tenu à frais COMIMmuns. Go. Toute haie qui sépare des héri- tages est réputée mitoyenne ,; à moins qu'il n’y ait qu'un seul des héritages en état de clôture, ou s'il ny a titre ou possession suffisante au contraire. Gjr. 11 n'est permis de planter des ar- bres de haute tige qu'à la distance pres- crite par les réglemens particuliers ac- tuellement existans, ou par les usages constans et reconnus 3 et, à défaut de réglemens et usages, qu'à la distance de deux mètres de la ligne séparative des 665. Cum paries communis, aut domus reædificatur, servitutes tam activæ, quam passivæ in ils æque perseverant, quin graviores reddi possint; dummodo tamen anie quæsitam præscriptionem nova recon- structio peracta sit, 666. Duobus prædis quævis fossa intermedia, nisi ütuli, vel inditia aliter suadeant, communis præ- sumitur. 667. Fossam non esse communem indicio est, cum limus ex ea effossus in una dumtaxat ripa exisül. 668. Fossa ad illum spectare putatur, in cujus ripam limus projeclus adparet. 669. Fossæ communes communibus servantur impensis. G70o Sepimenta in prædiorum confinio communia censentur, nisi alterutrum ex prædüs dumiaxat creum seplum sit, vel ex titulo, aut ex congrua possessione contrarium adpareat. ü71. Arbores proceras plantare haud aliter permissuin est, nisi spatio interjecto juxta peculiares san- ctiones actu vigentes, aut constantem, receptumque usum. Hisce regulis deficientibus, servabitur intervallunt Sr x Uude al qu vel ny Ussent reCOnshy Drestrtix L Aéritye ny à “MÉtoye jet de| ement À pparten: duquel| être enr e des , à WE ériag a titrrl aire. mer ds: istance jt ticulir# pr les ot à dj la dut gra À Fr Rest sn Lo [1| due fondi per gli alberi d'alto fusto, e di un semimetro per gli altri alberi e siepi vive.| 672. Il vicino pud esigere che gli al- beri e le siepi piantate ad una distanza minore siano estirpate. Quello sul cui fondo s’ innoltrano i ra- mi del vicino, pud costringerlo a tagliarli. Se poi le radici$ inoltrano nel di lui fondo, pud esso stesso tagliarle. 673. Gli alberi situati nella siepe co- mune, sono di ragione comune come la siepe, e ciascuno de’ due proprietar) pud chiedere che siano abbattuti. SEz10NE LI. Della Distanza e delle. Opere intermedie richieste in alcune costruzioni. 674. Quegli che fa scavare un pozzo od una latrina presso un muro, sia, O non sia comune; Quegli che vuole costruirvi cammi- no, o focolare, fucina, forno o fornello, O appoggiarvi una scuderia, O formare al dorso di questo muro un magazzino di sale, od un ammasso di materie corrosive è obbligato di lasciare deux héritages pour les arbres à haure tige, et à la distance dun demi-mètre pour les autres arbres et haies wives. 672. Le voisin peut exiger que les ar- bres et haies plantés à une moindre distance soient arrachés. Celui sur la propriété duquel avancené les branches des arbres du voisin, peuk contraindre celui-ci à couper ces branches. Si ce sont les racines qui avancent sur son héritage, il a droit de les y cou- per lui-même. 673. Les arbres qui se trouvent dans la haie mitoyenne, sont mifoyÿens comme la haie; et chacun des deux propriétaires a droit de requérir qu’ils soient abattus. SECTION Il. De la Distance et desOuvrages intermédiai- res requis pour certaines constructions. 674. Celui qui fait creuser un puils ou une fosse d'aisance près dun mur miloyen Où non; Celui qui veut ÿ Construire cheminée; ou âtre, forge, four où fourneau, F adosser une étable,. Ou établir contre ce mur un magasin de sel ou amas de matières COrrOSiVES; Est obligé à laisser la distance pre- ru v duorum metrorum a lineä confnii inter duo prædia quoad pr £. Lé ædictas arbores proceras: quo vero ad ceteras plantas, viridesque sepes medii metri distantia suffciet. 672. Arbores, et sepes minori intervallo consitæ Is, cujus fundo rami arborum vicini impendent, hunc potest compellere, , cogendi jus est vicino, ut succidantur, et evellantur. ut ramos eosdem succidai. Sin vero radices in ipsius fundum porrigantur; tunc ipsemet illas ampulare potest. 673. Arbares in sepe communi natæ, petere, ut clejiciantur. uti sepes ipsæ communes sunl, ct cuique ex dominis fas est SEecrro Il De Intervallo, et Operibus intermedis ob aliquas construcliones requisilis. 674 Qui juxta parietem, sive communem, sive proprium puteum, aut latrinam effodit: Qui caminum, fusorium, furnum, fornaculam extruit: Qui stabulum, Aut salis cellam, vel materiæ rodentis cumulum eidem parieti adponere instiluit, distantiam a sanctionibus, sv é; a tn oeillets«im: Ée l: LR À ! : 4 À. v LE l'E| 4 À [ 182] la distanza prescritta dai regolamenti ed usi particolari intorno a tali oggetti;“€ di fare le opere prescritte dai medesimi regolamenti ed usi, affine di non ap- portar danno al vicino. Sezi:1oNE II. Del Prospetto nel Fondo del vicino. 675. Uno de’ vicini non pud, senza il consenso dell'altro, formare nel muro co- mune alcuna finestra od apertura, in qual si sia maniera, anche con invetriata fissa.… 656. IL proprietario di un muro non comune contiguo al fondo altrui,pud for- mare in questo muro delle luci o finestre con inferriate e invetriate fisse. Queste finestre devono essere munite di cancelli di ferro, le cui maglie avranno un decimetro(tre pollici e otto linee) di apertura al piü, ed un telajo a inve- iriata fissa. 677. Queste finestre o luci non si pos- sono collocare, che all altezza di 26 decimetri, o sia di otto piedi al di sopra del pavimento o suolo della camera, che si vuole illuminare, se questa è a pian terreno, e di diciannove decimetri, o sia sei piedi al di sopra del pavimento, se questa è nei piani superiori. scrite par les réglemens et usages par- ticuliers sur ces objets, ou à faire les ouvrages prescrits par les mémes régle- mens et USAges, pour éviter de nuire au voisin. SECTION III. Des Vues sur la Propriété de son voisin. 675. L’un des voisins ne peut, sans le consentement de l'autre, pratiquer dans le mur mitoyen aucune fenétre ou ouverture, en quelque manière que ce soit, même à verre dormant. 656. Le propriétaire d'un mur non mitoyen, joignant immédiatement l’héri- tage d'autrui, peut pratiquer dans ce mur des jours ou fenêtres à fer maillé et verre dormant. Ces fenêtres doivent étre garnies d'un treillis de fer, dont les mailles auront un décimètre( environ trois pouces huit lignes) douverture au plus, et d'un chässis à verre dormant. 655. Ces fenêtres ou jours ne peuvené étre établis qu’à vingt-six décimètres(huit Pieds) au-dessus du plancher ou sol de la chambre quon veuf éclairer; si c’est à rez-de-chaussée, et à dix-neuf déci- mètres( six pieds) au-dessus du plan- cher, pour les étages supérieurs. vel peculiari consuetudine præscriptam servare tenetur, aut ea opera conficere, quæ sanctiones ipsæ, ef Delle Successioni irregolari. S& g'1 ow.8 Dei Diritii dei Figli naturali sui bent dei loro genitori, e della successione di questi ai Figli naturali morti senza prole. . 756. I figli naturali non sono eredi; la legge non accorda ad essi un tal di- ritto sopra i beni del loro padre o ma- dre defunti, se non quando siano stati legalmente riconosciuti. Essa non accorda ai medesimi alcun diritto sopra 1 beni dei parenti del loro padre o della madre. 757. Il diritto del figlio naturale sui beni del padre o della madre defunti, è regolato nel seguente modo: Se il padre o la madre ha lasciato dei discendenti legittimi, il suo diritto è di unterzo della porzione ereditaria che egli avrebbe conseguito se fosse stato legit- timo: è della meta quando il padre o la madre non avessero lasciato discendenti, ma bensi ascendenti o fratelli o sorelle; e di tre quarti quando il padre o la CHAPITRE IF. Des Successions irrégulières. SECTION PREMIÉRE. Des Droits des Enfans naturels sur les biens de leur pere ou mère, et de la succession aux Enfans naturels décé- dés sans postérité. n56. Les enfans naturels ne sont point héritiers: la loi ne leur accorde de droits sur les biens de leur père ou mère dé- cédés, que lorsqu'ils ont été légalement reconnus. Elle ne leur accorde aucun droit sur les biens des parens de leur père ou mère. 57. Le droit de l'enfant naturel sur les biens de ses père ou mère décédés, est réglé ainsi qu'il suit: Si le père ou la mère a laissé des de- scendans légitimes, ce droit est d’un tiers de la portion héréditaire que lenfani naturel aurait eue s'il eût été légitime: il est de la moitié lorsque les père ou mère ne laissent pas de descendans, mais bien des ascendans ow des jfréres ou sœurs; il est des trois quarts lorsque les C:A PU FEV. De extraordinaris Successionibus. * S£ cr 10 L " À ee--:: ë* que De Juribus Filiorum naturalium in bonis patris, vel matris, et de jure succedendi Filis naturalibus, qui sine liberis decesserunt. 76. Naturales filii heredes non sunt: lex iisdem nullum jus tribuit in bonis patris, matrisve defunctæ, ais rite agniti fuerint. Nullum præterea jus üsdem naturalibus fils in bon's cognatorum patris, vel matris ex lege compet, a ii sos:."-:. 757. Jus fili naturalis in bonis patris, aut matris defunctæ sequentibus modis regitur. Quolies pater, aut mater legilimos descendentes reliquerit; naturabs filus jus habet ad assequendum Quoties uientem illius portionis hereditariæ, quæ ad eundem spectaret, si ex justis nuptis natus esset. vero pater, vel mater mullos reliquit descendentes, sed tantum ascendentes, vel fratres, au* Sorores; pa «ip ï spa tn Q ont roits de. mené cn Jar | su dés, de- jers fan me: te, [ 205| madre non avessero lasciaio ne discen- denti nè ascendenti, nè fratelli nè sorelle. 758. 1 figlio naturale ha diritto sulla totalità dei beni, quando il padre o la madre non lasciano parenti in grado successibile. 759. In caso di premorienza del figlio meturale, i suoi figli o discendenti pos- sono reclamare i diritti stabiliti negli articoli precedenti. 760. Il figho naturale od i suoi di- scendenti sono tenuti ad imputare nella porzione cui hanno diritto di preten- dere, tutio ciùd che avessero ricevuto dal padre o dailla madre, la successio- ne de’quali è aperta,€ che sarebbe sog- getto a collazione, secondo le regole stabilite alla sezione seconda del capo sesto del presente titolo. 761. Ë ad essi proibito qualunque re- elamo, quando durante la vita del loro padre o madre, abbiano ricevuto la metà di quanto è ai medesimi figli asse- gnato negli articoli precedenti, coll espres- sa dichiarazione per parte degli stessi genitori, che sia loro intenzione di limi- tare la porzione del figlio naturale a quella soltanto che gli hanno dato. Nel caso in cui questa porzione fosse inferiore alla metà di cid che dovrebbe ricevere il figlio naturale, questi non père ou mère ne laissent ni descendants ni ascendans, ni frères ni sœurs. 758. L'enfant naturel à droit à la to- talité des biens, lorsque$es père ou mère ne laissent pas de parens au degré suc- cessible, 159. En cas de prédécès de Tenfant naturel, ses enfans ou descendans peu- vent réclamer les droits fixés par les ar- ticles précédens. 60. L'enfant naturel ou ses descen- dans sont tenus d’imputer sur ce qu’ils ont droit de prétendre, tout ce qu'ils ont recu du pére ou de la mère dont la suc- cession est ouverle, et qui serait Sujet à rapport, d’après les règles établies à la section II du chapitre FI du présent litre. 761. Toute réclamation leur est inter: dite, lorsqu'ils ont recu, du vivant de leur père ou de leur mère, la moitié de ce qui leur est attribué par les articles précédens, avec déclaration expresse, de la part de leur père ou mère, que leur intention est de réduire l'enfant naturel à la portion qu’ils lui ont assignée. Dans le cas où cette portion Seraif inférieure à la moitié de ce qui derrait revenir à l'enfant naturel, il ne pourra À tunc flius naturalis semissem prædictæ portionis consequitur. Quoties demum nullos ejus pater, vel mater reliquerit descendentes, ascendentes, fratres; aut sorores;; tunc naturalis filius dodrantem prædictæ portionis capits 758. Filus naturalis jus habet ad universam hereditatem, quolies ejus patèr, vel mater decedant nullis felictis cognatis intra legitimum successionis gradum. 759. Filin naturali præmoriente ejus fil, aut descendentes juribus superius statutis fruuntur. 760, Filus naturalis, ejusve descendentes in portionem sib1 competentem conferre debent quidquid a patre, vel matre, quorum successio defertur, acceperint; dummode id collationi, juxta regulas sec. IT. eap. VI. bujus tituli, obnoxium sit, 761. Filis naturahbus, eorumque descendent superioribus articulis iisdem filis tributæ a paire, bus quævis quærela interdicitur, si semissem portionis vel matre vivente acceperint cum expressa declara- tione, quod eam tantum ipsi velint esse flii naturalis portionem, quam eidem assignarunt.. Quoties vero portis assignata semissem portionis ad naturalem filium spectantis non æquet, sola ipsi filio [ 206] potrà reclamare che il supplemento ne- cessario a compire questa metà. 562. Le disposizioni degli articoli 757, 758 non sono applicabili ai figli adulterini od incestuosi. La legge non accorda loro che i soli aliment. 765. Questi alimenti sono regolati a norma delle facolta del padre o della madre, del numero e della qualità de- gli eredi legittimi. 764. Quando il padre o la madre del figlio adulterino od incestuoso gli. avranno fatto imparare un arte niecca- nica,© quando uno di essi gli avrà, mentre viveva, assicurato gli aliment, il figlio non potrà proporre alcuna pretesa contro la loro eredità. 765. L’ereditàa del figlio naturale mor- to senza prole, è devoluta al padre od alla madre, che l'avra riconosciuto; ov- vero per metà a ciascuno di essi, quando éla stato riconosciuto da entrambi. 766. In caso di premorienza del pa- dre e della madre del figlio naturale, i beni che questi avesse ricevuto dai me- desimi, passano ai fratelli o sorelle le- gittime ,quando si trovano in natura nella di lui eredita: le azioni di ricupera, se ve ne sono, ovyero il prezzo dei detti beni alienati, se per anco non fu pagato, réclamer que le supplément nécessaire pour parfaire cette moifié. 762. Les dispositions d2s articles 757 ct 758 ne sont pas applicables aux en- J'ans adultérins ou incestueux. La loi ne leur accorde que des alimens. 763. Ces alimens sont réglés, eu égard aux facultés du pére ou de la mére, au zombre et à la qualitè des héritiers légitimes. 764. Lorsque le pére ou la mére de l'enfant adultérin ou incestueux lui au- ront fait apprendre àn art mécanique, ou lorsque lun d'eux lui aura assuré des alimens de son vivant, l'enfant ne pourra élever aucune réclamation contre leur Succession 765. La succession de l’enfant naturel décédé sans postérité, est dévolue au père où à la mere qui la reconnu; ou par moitié à tous les deux, s'il a été reconnu par l'un et par l'autre. 766. En cas de prédécès des pére et mére de l'enfant naturel, les biens qu’il en avait reçus, passent aux frères où sœurs légitimes, s'ils se retrouvent en nature dans la succession: les actions en reprise, Sil en exisle, ou le prix de ces biens aliénés, S'il est encore dû, retournent également aux fréres el sœurs actio competit, ut quod prædicto semissi decst, suppleatur. 762. Disposita in articulis 757, et 758 filios adulterinos, aut incestuosos non respiciunt. Hisce lex ali- imenta dumtaxat tribuit. 765. Alimenta hæc pro viribus patrimonii patris, vel matris, et pro numero, et dqualitate heredum legitimorum moderantur. 764. Quolies pater, aut mater incestuosum, vel adulterinum filium mechanicam artem ME vel quoties alteruter eidem de alimentis vivens prospexerit; filius n'hil amplius ex ipsorum hereditate petere oterit, P 765. Hereditas filii naturalis absque liberis vita functi devolvitur ad patrem, vel matrem qui, que eum agnoveri; 3 vel si ab utroque agnitus sit, eorum quisque dimidiam partem consequilur. 766. In bonis, quæ filius naturalis a patre, vel maire præmortua accepit, si in ipsius hered'tate in specie reperiantur, succédunt fratres, et sorores legitimi: actiones ex relractu, siquæ sunt, vel pretium bonorum uù [ 207] spettano egualmente ai fratelli e sorelle legittime. Tutti gli altri beni passano ai écnesllé e sorelle naturali, od ai loro di- scendenti. SEZIONE Il. Dei Diritti del Génuee superstite del Fisco. 767. Quando il defunto non lascia nè parenti in grado successibile, nè figli naturali, 1 beni della sua eredita appar- tengono al consorte non separato da esso per divorzio il quale gli sopravvive. 768. In mancanza di conjuge super- stite, l’ercdità si acquista dal Fisco. 769. Il coujuge superstite e lammi- nistrazione del demanio che pretendono aver diritto all’eredità, devono fare ap- porre i sigilh, e fare stendere l’inventa- rio nelle forme prescritte per l’accettazio- ne dell'eredità col beneficio dell inven- tario., 770. Essi devono domandare al tri- bunale di prima istanza nella cui giu- risdizione si è aperta la successione, Pimmissione in possesso della medesima. L tribunale non pud pronunziare sulla domanda che dopo tre pubblicazioni, ed afBssioni nelle solite forme, e dopo sen- tito 11 Regio Procuratore. légitimes. Tous les autres biens passent aux frères et sœurs naturels, ou à leurs descendans. SECTAON IL. Des Droits du Conjoint survivant et de la Republique. “767. Lorsque le défunt ne laisse nv parens au degré successible, ni en fans naturels, les biens de sa succession ap- partiennent au conjoint non divorcé qué lui survif. 768. A défaut de conjoint survivant, la succession’ est acquise à la République. 769. Le conjoint survivant et l’admi- nistration des domaines qui prétendent droit à la succession, sont tenus de faire apposer des scellés, et de faire faire inventaire dans les formes prescrites pour l'acceptation des successions sous béné- Jice d'inventaire. 770. Is doivent demander Péruoi er possesion au tribunal de première in- stance dans le ressort duquel la succes- sion est ouverte. Le tribunal ne peut statuer sur la demande qu'après trois publications et affiches dans les formes usitées, et après avoir enfenau le com- missaire du Gouvernement. nondum solutum æque ad eosdem fratres, et sorores legitimos spectant.\ Cetera bona ad fratres, et sorores naturales, eorumve descendenies transeunt. SEcT:ro il. De Juribus superstitis Conjugis, et Fisci. 767. Cum quis sine cognatis intra legitimum successionis gradum, ac sine filiis naturalibus obierit; ipsius bona ad conjugem superstitem spectant divortii causa non sejunclum, 768. Conjuge deficiente, hereditatem fiscus occupat. 769. Conjux superstes, et fiscalis administrator, qui de successione contendunt curare tenentur, ut he: reditariæ res obsignentur, et inventarium conficiatur juxta formas pro aditione hereditatis cum beneñcio nventari præscriptas. 770. À tribunali primæ instantiæ, in cujus; rum possessionem immittantur. jurisdictione successio delata est, petere debent, ut in bono- Tribunal vero nihil decernere potest, nisi trina præmissa promulgatione, consuetis modis adfxa, et au- dito Regio Procuratore,: ee SR mr ur [ 208| #71, T1 consorte superstite e pure te- nuto a far impiegare gli effetti mobil, 0 a dare cauzione bastante ad assicurarne la restituzione agli eredi del defunto, ove questi si presentino nell intervallo di tre anni: passato questo termine, la cauzione & sciolta. 772. Il conjuge superstite o P ammi- nistrazione del demanio che non avesse adempito alle formalitàa loro rispettiva- mente ingiunte, potranno essere con- dannati al risarcimento dei danni ed interessi verso gli eredi, qualora se ne presentino. 773. Le disposizioni degli articoli 769, 770, 771€e 772, SONO comuni ai fig naturali chiamati alla successione in man- canza di parent. CAPO Y. Dell Accettazione e della Rinunzia dell Eredità. Sezione I. Dell Accettazione. 774. L’eredità pud essere accettata pu ramente, e semplicemente o col benefi- so dell imventario. 71. l'époux survivant est encore tenu de faire emploi du mobilier, ou de don- ner caufion suffisante pour en assurer la restitution, au cas où il se présen- terait des héritiers du défunt, dans l'intervalle de trois ans: après Ce délai, la caution est déchargée. 772. L'époux survivant ou ladmini- stration des domaines qui n'auraient pas rempli les formalités qui leur sont re- spectivement prescrites, pourront ÉFre condamnés aux dommages et intérêts envers les héritiers, s’il s’en représente. 773. Les dispositions des articles 769, 110$ 771€ 772; SONÉ COMMUNES: QUE enfans naturels appelés à défaut de parens. CHAPITRE V. De lAcceptation et de la Répudiation des Successions. emmener eee SECTION PREMIÈRE. De l'Acceptation. 774. Une succession peut étre acceptée purement et simplement, O4 Sous béné- _fice d’inventaire. 771. Superstes conjux temetur prælcrea rerum mobilium pretüum collocare, vel idonee cavere, se illas reï situturum, si defuncti heredes intra triennium copiam sui fecerint; quo tempore elapso cautio extinguitur. 772. Conjux superstes, aut Fiscalis administrator, qui statulas ipsis respective formas neglexerint, ad refectionem damnorum, et ejus quod interest, erga heredes, siqui sunt, damnari poterunt. 773. Præscripta in articulis 769, 770, 771; 772, naturales quoque fiios ad successionem defuncti, kbus cognatis, vocatos respiciunt. deficien- éàPEE.T. De Tereditatum Aditione, et Repudiatione. SEecTiro I. De Aditione Hereditairs. = FR s à ee. L« 774. Hereditas adui potest pure, et simpliciter, vel cum benefcio iaventaris gi [ 209] 175. Nessuno è tenuto ad accettare un’eredità che gli sia devoluta. 776. Le donne maritate non possono validamente accettare un’eredità senza l'autorizzazione del marito, o del giu- dice, in conformità delle disposizioni del capo VI titolo del Matrimonio. k Le eredità devolute ai minori, ed agli interdetti, non possono validamente ac- cettarsi, se non secondo il disposto dal titolo della Minore età, della Tutela e dell Emancipazione. 777. 1? effetto dell'accettazione s1 re- trotrae al giorno in cui si è aperta la successione. 778. L’ accettazione pud essere espres- sa, Oo tacita: è espressa quando si assume il titolo o la qualità di erede in un atto autentico o privato;& tacita, quando l'ere- de fa un atto che suppone necessaria- mente la sua volontà di accettare l ere- dità, e che non avrebbe egli diritto di fare, se non nella qualità di erede. 779. Gli atti semplicemente conserva- torj, di vigilanza e d'amministrazione provvisionale, non sono atti di adizione d'eredità, se con essi non siasi assunto il titolo o la qualità di erede. 780. La donazione, la vendita o. la eessione che uno dei coeredi faccia de suoi dirituü di successione, sia ad uno 775. Nul n’est tenu d'accepter une-suc- cession qui lui est èchue. 1716. Les femmes mariées ne peuvent pas valablement accepter une Succession sans l'autorisation dé leur mari ou de justice, conformément aux dispositions du chapitre VI du titre du Mariage. Les successions échues aux mineurs: et aux interdits, ne pourront étre va- lablement acceptées que conformément aux dispositions du titre de la Minorité,. de la Tutelle et de l'Emancipation. 777. L'effet de l'acceptation remonte: au jour de l'ouverture de la succession. 178. L’acceptation peut étre expresse ou tacite: elle est expresse, quand on prend le titre ou la qualité dhéritier. dans un acte authentique ou privé; elle: est tacite, quand lhéritier fait un acte: qui suppose nécessairement son intention d'accepter, et qu’il n'aurait droit de faire gwen sa qualité d’héritier. 779. Les actes purement conservatoires; de surveillance et dadininistration pro* visoire, ne sont pas des actes d’aditior d'hérédité, si l’on n'y a pas pris le titre: ou la qualité d'héritier. 780. La donation, vente ow transporë que fait de ses droits successifs un des: cohéritiers, soit à un étranger, SO®s 775. Nemo sibi delatam hereditatem adire cogitur. 776. Mulieres nuptæ hereditatem jure adire nequeunt, nisi viro, vel judice auctoranie, prout cap. VL. LS“.. ütulo de ANuptiuis sancilum est. Hereditates minoribus, aut interdictis delatæ adiri jure nequeunt nisi lis servatis, quæ ütulo de Winori-- { bus, Tutela, et Emancipañone statuta sunt. ° 977. Adiionis effeclus retrotrahitur ad diem delatæ hereditatis. 778. Hereditaus aditio expresse, vel tacite fieri potest: expresse, quoties actu authentico, vel private. titulus, el qualitas heredis sumuntur: tacite vero quando heres ea gerit, ex quibus necessario adeundi: voluntas præsumitur, et quæ absque heredis qualitate jure gerere nequiret. 779. Actus meræ conservationis, custodiæ, vigilantiæ, vel temporariæ administrationis hereditatis aditionem:. non couslituunt, nisi simul titulus, et qualitas heredis sumantur. 780. Donatio, venditio, ant jurium heredilariorum cessio ab aliquo: coherede facta favore sive extraneï,. LA- à an 7 [ 210] estraneo, sia a tutti 1 suoi coeredi, ov- vero ad alcuno di es:i, inducono l'ac- cettazione dell ereditàa per sua parte. Lo stesso ha luogo, 1° per la ri- nuncia fatta anche gratuitamente da uno degli eredi a vantaggio di uno, 0 piü de’ suoi coeredi; 2.0 Per la rinuncia fatta anche a pro- fitto di tutti i suoi coeredi indistintamente, quando riceva il prezzo della sua ri- nuncCia. 781. Quando colui a favore del quale si è aperta una successione, è morto senza averla ripudiata od accettala es- pressamente ovvero tacitamente, 1 suoi eredi possono per diritto proprio accet- tarla o ripudiarla. 782. Se questi eredi non siano fra loro d'accordo per accettare© l'eredità, deve questa accettarsi col be- neficio dell inventario. 785. Il maggiore d’etàa non pud im- pugnare l’accettazione espressa o tacita da esso fatta d’un’ eredità, salvo nel caso in cui tale accettazione fosse stata la con- seguenza di un dolo usato verso di lui: egli non pud addurre mai verun recla- mo sotto pretesto di lesione, toltone il caso in cui l'eredità si trovasse assor- Dita o diminuita più della metà, per es- sersi Scoperto un testamento del quale non si aveva notizia al tempo dell ac- ceitazione. tous ses cohéritiers, soit à quelques-uns d'eux, emporte de sa part acceptation de la succession. Il en est de méme, 1.° de la renoncia- tion, méme gratuile, que faif un des héritiers au profit d'un ou de plusieurs de ses cohéritiers; 2° De la renonciation qu’il fait mé- me au profit de tous ses cohériliers in- distinctement, lorsqu’il reçoit le prix de sa renonciation. 781. Lorsque celui à qui une succes- sion est échue, est décédé sans l'avoir répudiée, ou sans Pavoir acceptée expres- sément ou tacitement, ses héritiers peu- vent l’accepter ou la répudier de son chef. 782. Si ces héritiers ne sont pas dac- cord pour accepter ou pour répudier la succession, elle doit être acceptée sous bénéfice d'inventaire. 785. Le majeur ne peuf attaquer lac- ceptation expresse ou tacite qu’il à faite d'une succession, que dans le cas où cette acceptation aurait été la suite dun dol pratiqué envers lui: il ne peut jamais réclamer sous prétexte de lésion, excepté seulement dans le cas où la succession se trouverait absorbée où diminuée de plus de moitié, par la découverte d'un cestament inconnu du moment de Pac- ceptatiorr. sive coheredum omnium, vel unius ex ipsis, hereditatis aditionem, quoad eundem, operantur. Idem obtinet, 1.0 renunciatio licet gratuita a coherede facta favore unius, vel plurium coheredunx 2.0 Renunciatio favore omnium coheredum etiam indistincte facta, accepio tamen pretio. 791. Eo mortuo, cui successio delata est, antequam expresse, vel tacite hereditatem repudiaverit, aut adicrit; heredes ejus eandem jure proprio adire, vel repudiare possunt. 782. Heredibus de aditione, vel repudiatione dissentientibus, hereditas cum beneficio inventarü adiri debet. 793. Si ætate major expresse, vel tacite hereditatem adierit, aditionem impugnare nequit, nisl dole deceptus fuerit: neque sub læsionis prætextu contra aditionem venire potest, eo tantum exceplo Casu, que hereditas, vel penitus exhausta, vel‘ulira mediciatens diminuta reperiretur ex testamenti tabulis mnoviter reperlis, aditionisque tempore ignotis, f.st| Sezione IL, Della Rinuncia all Ereditd. 784. La rinuncia ad una eredità non si presume. Essa non pud farsi che pres- so la cancelleria del tribunale di prima istanza, nel cui distretto si è aperta la successione, sopra un registro particolare tenuto a quest efletto.: 785. L” erede che rinuncia, è conside- rato come se non fosse mai stato erede. 786. La parte di quello che rinuncla si accresce a” suoi coeredi; se è solo si devolve al grado susseguente. 787. Non si succede giammai rap- presentando un erede che ha rinunciato, se il rinunciante& il solo erede nel suo grado, o se tutti 1 coeredi rinunciano, subentrano 1 figli per diritto proprio e succedono per capi. 788. I creditori di colui che rinuncia ad una eredità in pregiudizio de loro diritti, possono farsi autorizzare giudi- zialmente ad accettarla in nome, luogo e stato del loro debitore. In questo caso la rinuncia& annul- lata non in favore dell erede che vi ha rinunciato, ma solamente a vantag- SzcTron If. De la Renonciation aux Successions. 784. La renonciation à ure succession ne se présume pas: elle ne peut plus être Jaite qu’au greffe du tribunal de première instance dans l'arrondissement duquel la succession s’est ouverte, SUT un TELIsiTe particulier tenu à cet effet. n85. L'héritier qui renonce, est censé n'avoir jamais été héritier. 7186. La part du renonçant accrofé& ses cohéritiers; s'il est seul, elle est dévolue au degré subséquent. 787. On&e vient jamais par représenr- tation d'un héritier qui a renoncé: si le renonçant est seul héritier de son degré, ou si 1ous ses cohériliers renoncent» les enfans viennent de leur chef et succè- dent par tête. 188, Les créanciers de celui qui re- nonce au préjudice de leurs droits, peu- vent se faire auforiser en justice à acC- cepter la succession du chef débiteur; en son lieu ef place. Dans ce cas, la renonciation n’est annullée qu’en faveur des créanciers,€k jusqu’à concurrence Seulement de leurs Sycrioe IL De Repudiatione Iered itatis 584. Repudiatio hereditatis nunquam præsumitur; tribunalis primæ instantiæ, in cujus districtu hereditas delata est, inscribatur. eadem in posterum fieri nequit, nisi apud scribam et nisi peculiaribus ad hoc tabulis 785. Heres repudians, nunquam heres extitisse censetur. 786. Portio repudiantis coheredibus accrescit; his vero non extantibus, ad eos, qui in subsequenti gradu sunt, devolvitur. 787. Nemo unquam succedit per repræsentationem illus, qui renunciavit: si renuncians unicus in suo mine, et loco adire possunt. Hoc casu repudiatio dumtaxat in creditorum utilitatem, et pro æris alieni solvendi quantitale irrita Ht: gradu heres fuerit, vel si omnes ejus coheredes repudiaverint; filu proprio jure, el in capita succedunt. 788. Creditores ejus, qui in ipsorum fraudem repudiavit, judice auctorante, hereditatem debitoris no- Ets } u [#2] ‘gio de’suoi creditori, e perla concor- rente quantta de loro crediti. 789. La facoltà di accettare 0 rinun. ciare ad una ereditàa, si prescrive col decorso del tempo richiesto per la piu lunga prescrizione dei dirtti su beni ammobili. 790. Sino a che il diritto di accettare un’eredità non è prescritto contro gh eredi che vi hanno rinunciato, pos- sono questi ancora accettarla, quando essa non sia già stata accettata da al- tri eredi, senza pregiudizio pero delle ragioni acquistate da terze persone s0- pra 1 beni dell’eredità, tanto in vigore della prescrizione, quanto in Fets di atti validamente fatti col curatore de- putato all eredità giacente. 791. Non si pud nemmeno nel contratto di matrimonio rinunciare all ereditàa d’un uomo vivente, ne alienare 1 diritti even- tuah che si potrebbero avere a tale suc- cessione. 792. Gli eredi che avessero sottratti, oO nascosit effetti spettanti ad un’ ere- dità, decadono dalla facoltà di rinun- ciarvi. Restano eredi puri e semplici non ostante la loro rinuncia, senza che possano pretendere alcuna parte negli effetti sottratti o nascosti. créances: elle ne l'est pas au profit de lhéritier qui à renoncé. 780.. La faculté. d'accepter ou de re- pudier une Succession, se prescrit par le laps de temps requis pour la pres- cription la plus longue des droits im. mobiliers. 790. Tant que la prescription du droit d'accepter n’est pas acquise contre les héritiers qui ont renoncé, ils ont la fa- culté d'accepter encore la succession, si elle n’a pas été déjà acceptée par d’autres héritiers; sans préjudice néanmoins des droits qui peuvent être acquis à des tiers sur les biens de la succession, soit par prescription, soit par actes valablement Saits avec Le curateur à la succession vacante. 791. On ne peut, méme par contrat de mariage, renoncer à la succession d'un homme vivant, ni aliéner les droits éventuels qu’on peuf avoir à cette sus- cession. 792. Les héritiers qui auraient diverti ou recclé des effets d’une succession, sont déchus de la faculté dy renoncer: ils demeurent héritiers purs et simples, nonobstant leur renonciation, sans pou- voir prétendre aucune part dans les objets divertis ou recélés, heredi, qui repudiavit, nequaquam prodest. 789. Jus adeundæ, vel repudiandæ_ hereditatis eodem præscribitur temporis lapsu, quod ad longissimam præs criptionem jurium super immobilibus requiritnr. | 790. Donec jus adeundi adversus heredes repudiantes præscriptum non fuerit, hisce adhuc hereditatem adire conceditur, dummodo ab aliis heredibus adita non fuerit. Alorum tamen jura in bonis hereditariüs Auesila tam præscripüone, quam actis cum curatore jacentis hereditatis rite confectis, plene servantur. 791. Numquam, et ne in ipso quidem matrimoni çontractu viventis hereditas renunciari, nec eveniualia in eadem hereditate jura, cedi possunt. 792+ Heredes, qui hereditarias res subtraxerint, vel occultaverint, jus repudiandi ammittunt. Repudia- tione non obstante heredes puri, ac simplices habeutur, nullamque in rebus subtractis, vel abditi partem accipiunt, nee*. Lie: mal SEzit ONE fr. Del Beneficio dell inventario, de’ suoi effetti ,e delle Obbligazioni dell erede beneficiato. 793. La dichiarazione di un erede, il quale non vuole assumere questa qualità che col beneficio dell’ inventario, deve esser fatta nella cancelleria del tri- bunale civile di prima istanza nel di- stretto in cui si è aperta la successione, e deve essere inscritta nel registro desti- nato a ricevere gli atti di rinuncia. 194. Questa dichiärazione non produce effetto che quando è preceduta o sus- sesuita da un fedele ed esatto inventario dei beni dell eredità, nelle forme rego- late dalle leggi sopra la procedura ci- vile, e nei termini che verranno sta- biliti in appresso. 795 L’erede deve fare l inventario entro tre mesi, computabili dal! aperta successione. Ha inoltre un termine di quaranta giorni per deliberare sul} accettazione o rinuncia dell eredità, 1 quali incomin- ciano a decorrere dal giorno della sca- denza detre mesi accordati per lin- ventario, oO dal giorno in cui fu com- pito F inventario stesso, nel caso che fosse ultimato prima di tre mesi. Sgcrion Ill. Du Bénéfice d'inventaire, de ses effeis, et des Obligations de l héritier béné- ficiure. 703. La déclaration d'un héritier, quil entend ne prendre cette qualité que sous bénéfice d'inventaire, doit étre faite au greffe du tribunal civil de première in- stance dans lParrondissement duquel la succession s’est ouverte: elle doit étre inscrite sur le registre destiné& rece- voir les actes de renonciation. 604. Cette déclaration n’a d'effet qu'au- tant qu’elle est précédée ou suivie d'umæ inventaire fidèle et exact des biens de la succession, dans les formes réglées par les lois sur la procédure, et dans les délais qui seront ci-après délerminés. 795. L’héritier a trois mois pour faire inventaire, à Compter du jour de Pou- verlure de la succession. Il a de plus, pour délibérer sur son acceplalion où sur sa renonciation, un délai de quarante jours, qui coinmencent à courir du jour de lexpiration des trois mois donnés pour l'inventaire, ou du jour de la clôture de l'inventaire s'il a été terminé avant les trois mois. A SErétr tro NE; De inventari Beneficio, ejusque Effectibus, et de Obligationibus Heredis cum hoc beneficio: 793. Declaratio heredis de adeunda hereditate cum beneficio iñventari fieri debet penes scribam tribu. nalis civils primæ instantiæ, in cujus districtu successio delata est; eadem vero declaratio pecuharibus ad hoc tabulis inscribetur. 794 Declaratio hæc nullum obtinet effectum, nisi accuratum, et veridicum præcesserit, vel subsequatur in- ventarium bonorum hereditatis confecitum juxta formas in codice processus civilis statutas, et intra tempus toferius præscriptum. 795. Tres menses a die delatæ hereditatis ad conficiendum inventarium heredi conceduntur. Eidem prætera ad deliberandum super acceptatione, vel repudiatione hereditatis quadraginta dies sta- &untur post lapsum trium mensium, qui ad confectionem inventari concednniur, enumerandi, vel a die expleti inventarü, si ante tres menses illud perfectum fuerit, RIRE RUES mere Te di RTS de ca ir use EME gro 12 Pi Fat] 106. Se perd si trovano nella eredità de- gli oggetti suscettibi!i di deperimento, 0 la cui conservazione importi grave dispen- dio, l'erede nella sua qualità di succes- sibile, pud farsi giudicialmente autoriz- zare a procedere alla vendita de mede- simi, senza che da cid si possa indurre ch’egli abbia accettata l’eredita. Questa vendita deve farsi col mezzo di pubblico ufficiale, dopo gli avvisi e le pubblicazioni regolate secondo Île leggi della procedura civile. 597. Duranti i terminiaccordati per fare linventario e per deliberare, l'erede uon pud essere costretto ad assumerne la qua- lità, e non pud essere ottenuta alcuna condanna contro di lui. Se rinuncia al- Peredità, prima o dopo spirati i termini, le spese da lui fatte legiitimamente sino a tale epoca, sono a carico dell eredità. 798. Scorsi i suddetti termini, l’erede, in caso che venga chiamato in giudizi0, pud chiedere un nuovo termine il quale gli verrà ancora accordato Oo negato, secondo le circostanze, dal tribunale avanti cui pende la contestazione. 599. Le spese della lite, nel caso del precedente articolo, sono a carico dell e- redita, quando l’erede giustifichi, o che non era informato della morte, o che 1 termini sono stati insufficienti, sia a ca- gione della situazione de beni, sia per 706.$4 cependant il existe dans la suc- cession, des objets susceptibles de dépérir ou dispendieux à conserver; l'héritier peut, en sa qualité d'habile à succéder, et sans qu’on puisse en induire de sa part une accep'ation, Se faire autoriser par justice à procéder à la vente de ces effets. Cette vente doit être faile par officier public, après les affiches et publica- tions réglées par les lois sur la procédure. 07. Pendant la durée des délais pour faire inventaire et pour délibérer, l hé- ritier ne peut étre contraint à prendre qualité, et il ne peut étre obtenu contre lui de condamnation: s il renonce lorsque les délais sont expirés, ou avant, les frais par lui faits légitimement jusqu’à cette époque, sont à la charge de la succession. 508. Après l'expiration des délais ci- dessus, l'héritier, en cas de poursuite dirigée contre lui, peut demander un nouveau délai, que le tribunal saisi de la contestation accorde ou refuse suivant les circonstances. 09. Les frais de poursuile, dans le cas de l'article précédent, sont à la charge de la succession, si l'héritier jus- tifie, ou qu'il n'avait pas eu connaissance du décès, ou que les délais ont été in suffisans, soit à raison de la situation 796. Rebus vero in hereditate existentibus, quæ vel nequeant, vel non nisi magno sumptu servari pos- sint, heres, uti succedendi capax, hereditarias hsce res, judicis auctoritate vendere potest, quin ex hoe aditionis præsumptio oriatur. Venditio hæc fieri debet a publico officiali, libellis antea propositis, qui in codice processus civilis prescribuntur. 707. Intra tempus ad deliberandum, et ad confectionem inventarii concessum, heres cogi nequit, ut he- redis qualitatem sumat, nec in eadem qualilate condemnari potest.[pso autem ante vel post lapsum tem- poris præfinili renunciante, expensas per eum legitime factas hereditas sustinel. 798. Elapsis dilationibus, ut supra statulis, heres in judicium vocatus novum temporis spetium petere potest, quod a tribunali, coram quo causa agitur, pro rerum adjuncüs conceditur vel denegaiur. 799, Éxpensæ judiciales, quæ in præcedenii casu fiunt, hereditati incumbunt, dummodo heres, vel defunck SMS re VTT SES TOR LE Re te tr nr ct, Lu rk je foie blice- dure, jour hé- dre n{re que frais celte 910 is cl rsuit a de panË 15 le ) la jus- ice A ui ere ac Fais] causa di sopravvenute controversie: in mancanza di tali giustificazioni le spese restano a suO carico personale. 800. L’ erede, benchè siano scorsi 1 termini accérdati dall articolo 795, e uelli concessi dal giudice in conformità dell articolo 798; ha nondimeno la fa- coltà di fare l'inventario, e di qualifi- carsi erede benificiato, quando non ab- bia esercitato d’altronde verun atto pro- prio di erede,;o non vi sia contro di lui qualche sentenza passata in giudi- cato, la quale lo condanni nella qua- Ltàa di erede puro e semplice. 8or. L’ erede che& colpevole di aver occultato, o di avere, scientemente€ con mala fede, omesso di descrivere nell inventario alcuni effetti appartenenti all eredità, è decaduto dal beneficio dell inventario. 802. L’effetto del benefñcio dellinven- tario consiste nel dare all’ erede il van- taggio, 1.0 Che non sia tenuto al pagamento dei debiti ereditarj, se non fino alla con- corrente somma del valore de’ beni ad esso pervenuti, ed anche che possa L- berarsi dal pagamento dei debiti col- l’'abbandonare tutti i beni dell eredita ai creditori ed ai legatarj; 2.0 Che non siano confusi 1 suoi beni proprj con quelli delleredità, e che gli des biens, Soit à raison des contestations survenues: S'il n’en justifie pas, les frais restent à sa charge personnelle. 800. Z’ héritier conserve néanmoins, après l'expiration des délais accordés par P article 705, méme de ceux donnés par le juge conformément à l'article 708, la faculté de faire encore inven- taire et de se porter héritier bénéficiai- re, s’il na pas fait d'ailleurs acte d'héritier, ou s’il n'existe pas contre lui de jugement passé en force de chose jugée, qui le condamne en qualité d’hé- ritier pur et simple. 8or. L’héritier qui s’est rendu coupa- ble de recélé, ou qui a omis, sciemment et de mauvaise foi, de comprendre dans l'inventaire, des effets de la succession, est déchu du bénéfice d'inventaire. 802. L'effet du bénéfice d'inventaire est de donner à l'héritier l'avantage, 1.0 De nêtre tenu du paiement des dettes de la succession que jusqu’à con- currence de la valeur des biens qu’il a recueillis, méme de pouvoir se déchar- ger du paiement des' dettes en abandon- nant tous les biens de la succession aux créanciers et aux légataires; 2.0 De ne pas confondre ses biens per- sonnels avec ceux de la succession,€£ mortem se ignorasse probet, vel dilationem ob rationemrei sitæ, aut ob exortas controversias ad deliberandum haud suffecisse demonstret. His autem non probatis, expeasæ ab herede solvendæ sunt. 800. Heres nihilominus elapsis temporum spatiis, de quibus articulo 795, et dilationibus quoque a judi- ce concessis, ut in articulo 798, jus adhuc retinet conficiendi inventarium, seque declarandi heredem cum ejusdem beneficio; dummodo aliunde se pro herede non gessenit, vel nisi aliqua sententia, quæ pro re jus dicata habenda sit, ipsum tamquam purum, el simplicem heredem jam condemnet. 8or. Heres occultationis reus, vel scienter, et dolose res hereditarias in inventario describere omitiens; inventarii beneficium amitut. 802. Beneficium inventarii sequentes in heredis favorem effectus parit 1.0 Ut heres non teneatur solvere æs alienum hereditatis ultra ejusdem vires; et prælerea, ut bona crez ditoribus, et legatariis relinquendo, a solutione æris aleni hberetur. 2,9 Ut propria heredis bona cum hereditariis non confundantur: et ipsi adversus hereditatem, quod EE LE es à Fra46:7 de conserver contre elle le droit de ré: clamer le paiement de ses créances. sia- conservato’ contro‘la medesima il diritto di chiedere il pagamento de suoi crediti. 803. L’erede benefciato è incaricato di amministrare 1 beni ereditarj, e deve render conto della sua amministrazione ai creditori ed ai legatar]. Non pub essere costretto al pagamento co’ beni suoi proprj, che dopo essere stato costiluito in mora a presentare 1l suo conto, e quando non abbia ancora soddisfatto a questo dovere. Dopo la liquidazione del conto non pud essere astretto al pagamento co’ suoi proprj beni, che solamente fino alla concorrenza di quelle somme, delle quali egli risulti debitore per residuo. 804. Egli non& tenuto che per man- canze gravi commesse neil amministra- zione di cui è incaricato. 805. Non pud vendere i mobili dellere- dità, che col mezzo di un pubblico ufliziale agl incanti, e dopo le solite af- £ssioni e pubblicazioni. Se li presenta in natura, non& obbli- gato che per la dimimuzione del loro valore, o per la deteriorazione cagionata dalla sua negligenza. 806. Non pud vendere gl? immobili, che nelle forme prescritte dalle leggi sulla procedura: è tenuto ad assegnarne 803. L’héritier bénéficiaire est chargé d’administrer les biens de la succession, et doit rendre compte de son admini- strafion aux créanciers et aux légataires. Il ne peut être contraint sur ses biens personnels qu'après avoir été mis en de- meure de présenter son compte, el faute d'avoir satisfait à cette obligation. Après l’apurement du compte, il ne peut étre contraint sur ses biens per- sonnels que jusqu'à concurrence seulement des sommes dont il se trouve reliquataire. 804. I] n'est tenu que des fautes graves dans l'adininistration dont il est chargé. 805. Il ne peut vendre les meubles de la succession que par le ministère d'un officier public, aux enchères, et aprés Les affiches et publications accoutumées. S’il les représente en nature, il n’esé tenu que de la dépréciation ou de la dé- térioration causée par sa negligence. 806. Il ne peut vendre les immeubles que dans les formes prescrites par les lois sur la procédure; il est tenu den #bi debetur, exigendi jus servetur. 805. Heres cum beneficio inventarii bona hereditatis administrare debet, et crediloribus, atque legatarus guæ adiministrationis rationes reddere tenetur. Ære proprio ad solvendum non cogitur, nisi reddendis rationibus, vel defuerit, vel in mora sit. Bationibus expunctis heres cum benefñcio compelli nequit ad onera hereditaria de suo luenda; sed tantum ad reliqua, quæ subdictis rationibus penes ipsum superesse, constent. 804. Ab herede. lata tantum culpa administrationis causa. præstatur. 803. Hereditarias res mobiles heres vendere nequit, msi officialis publici ministerio, auctione constituta, ätque usitatis libellis, et publicationibus prænuissis. Sin autem mobilia eadem in specie exhibeat, heres tenetur dumtaxat de eorum detrimento, seu de illa valoris dinunutione, quæ ipsius negligentiæ adscribi posset. 806. Immobilia vendere ipsi probibetur, nisi servaiis formis in codice civilis processus statuts; et tunc es Re€ Le il ne per. ement aire, graves char: ubles e du apr imées mes la dé: C6: eubles ur uw da tt Lot legal C2] il press ai creditori ipotecarj che si sono fatti riconoscere. 807 Ë tenuto, se cos vogliono 1 cre- ditori od altre persone aventi interes- se, di prestare idonea e sufficiente cau- zione per il valore de’ mobil compresi nell inventario, e per quella parte del prezzo deglimmobili che non fosse stata assegnata ai creditori ipotecarj. Man: ando egli di dare questa cau- zione, i mobiti sono vendutt, ed il loro prezzo è depositato, come pure la parte non assegnata del prezzo degl'immobili, per essere il tutto impiegato a soddis- fare 1 pesi ereditar). 808. Se vi sono opposizioni per parte de’ creditori, l'erede benefciato non pud pagare che secondo l'ordine ed il mo- do determinato dal giudice. Se non vi sono creditori opponenti, egli paga 1 creditori edi sé oEe à secon- do che si presentano. 809. L creditori non opponenti i quali non si presentano che dopo la liquida- zione de conti, ed il pagamento della residua somma, non hanno azione che .contro 1 legatarj. Nell uno e nelPaltro caso, quest’azio- ne si prescrive Col lasso di tre anni, da computarsi dal giorno della liquidazione del conto, e del pagamento della resi- dua somma. dléguer le prix aux créanciers hypo- thécaires qui se sont fait connaître. 807. 11 est tenu, si les créanciers ou autres personnes intéressées l'exigent, de donner caution bonne et solvable de la valeur du mobilier compris dans linven- taire, et de la portion du prix des im- meubles non déléguée aux cr éanclers hypothécaires. Faute par lui de fournir celle cation, les meubles sont vendus, et deur prix est déposé, ainsi que la por'ion non déléguée du prix des immeubles, pour étre employés à l'acquit des charges de la succession. 808. S'il y a des créanciers opposans, l'héritier bénéficiaire ne peut payer que dans l'ordre et de la manière réglés par le juge. S'il ny a pas de créanciers opposans, il paye les créanciers et les légataires à mesure qu’ils se présentent. 809. Les créanciers non opposans qui ne se présentent qu'après lapurement du compte et le paiement du religuat, mont de recours à exercer que contre les légataires. Dans l’un et l’autre cas, Le recours se prescrit par le laps de trois ans, à compter du jour de lapurement du com- pte, et du paicment du reliquaf. eorundem pretium creditoribus hypothecariis, qui se exhibuerunt, assignare tenetur. Be HT DT Re tas‘«....«.. 807. Creditoribus etiam, alisque, quorum iniersit, id petentibus, idoneam cogitur præstare cautionem de mobilium in inveniario descriptorum valore, et de parte preii immobilium hypothecarus creditoribus non constituta. Quoties heres cautionem non præstat, mobilia veneunt, et corum pretium una cum parte pretii immo- bilium creditoribus non constituta, deponitur, ut heredilariis oneribus satisfiat. 808. Siqui creditores obsistant, heres cum benefcio solvere nequit, nisi ordine, et modis a judice statutis. Nemine autem ex creditoribus opponente, ipse creditoribus, ac legatariis solvit eo or rdine, quo quisque se exlibet. 809. Cred'iores, qui nihil opposuerunt, quique rationibns jam redditis, et residuis solutis tantummodo se exhibent, nullo amplius jure, nisi adversus legatarios uti queunt. In utroque casu eorum jus triennio præscribitur a die, quo rationes expunctæ, el residuum fuerit so s L hatron. a 29 Si s î | 4 * V7 ee [as] 810. Le spèse de sigilli giudiziarj, se vennero apposti, quelle dell inventario e del conto; sono a carico dell eredità. SEezi1onE IV. Delle Ercditlà giacenii. 8rr. Quando spirati 1 termini per fare l inventario e per deliberare, non si presenti aleuno che reclami un eredità, o che non sia noto l’erede, o che gli eredi certi vi abbiano renunziato, que- -sta eredità si reputa giacente. 812. Il tribunale di prima istanza, nel cui circondario si è aperta la successic- ne, deputa un curatore sull'istanza delle persone interessate,© sulla richiesta del Regio Procuratore. 813. Il curatore di un’ eredità gia- cente è tenulo, prima di tuito, di farne constare lo stato per mezzo di un 1n- ventario: ne esercita e promuove le ra- gioni; risponde alle istanze promosse contro la stessa; e l'amministra co!loh- bligo di versare il contente che si trova nell’eredità, come pure quello ricavato dal prezzo dei mobil o degli stabii venduti, nella cassa del ricevitore della Regia amministrazione, e cid per la con- 810. Les frais de scellés, s'il en à été apposé, d'inventaire et de compte, sont à la charge de la succession. SECTION 1F. Des Successions vacantes. 811. Lorsqu’après l'expiration des dé: lais pour faire inventaire et pour déli- bérer, il ne se présente personne qui ré- clame une succession, qu’il ny«a pas d'héritier connu, ou que les héritiers connus y ont renoncé, Celle Succession est réputée vacante. 812. Le tribunal de première instan- ce, dans l'arrondissement duquel elle est ouverte, nomme un Curafeur sur la de- mande des personnes intéressées, Ou sur Ja réquisition du commissaire du Gou- peTHemeitt. 813. Le curateur à une succession va- cante est tenu, avant tout, d'en faire constater l’état par un inventaire: ilen exerce et poursuit les droits; il répond aux demandes formées contre elle; 11 administre, sous la charge de faire ver- ser le numéraire qui se trouve dans la succession, ainsi que les deniers prove- nant du prix des meubles ou immeu- bles vendus, dans la caisse du receveur de la régie nationale, pour la conserva $io. Inpensæ ebsionationis, si facta fuit, inventarn, et redditionis rationum hereditario ære solvuniur, S£cæTieo Ï\Ÿ. De Hereditate jacente. 811. Quotes diapsis dilationibus ad inventarium, et ad deliberandum statutis nemo hereditatem petat, aut ignoretur heres, aut heredes not repudiaverint; hereditas pro jacente habetur. 82. Tribunal prime instantiæ, in cuius districtu herediias obvenit, petentibus üs uorum interest, ? j,, vel Regio Procuratore instante, hereditati cura'orem dab't. 813: Jacentis hereditatis curator primitus, ut de hereditatis viribns constet, inventarium conficere tene- tu: hereditalis jura exercet, atque persequitur; adversis pettioribus respondet; bona administrat, pecuniam (Qt ju untur pts l est! tene= pau [ 219] "servazione de’diritti, e coll obbliso di renderne conto a chi sarà di ragione. 814. Le disposizioni della sezione HT del presente capo, sopra le forme dell in- ventario, sui modi d'amministrazione€ rendimento de conti per parte dell ere- de beneficiato, sono inoltre comuni ai curatori delle eredità giacenti. Ab 0 VE Delle Divisioni e delle Collazionts SEZI1ONE I. Dell Azione per la divisione, e della sua forma. 815. Nessuno pud essere astretto a ri- manere in comunione; e si puo sempre domandare la divisione, non ostante qua- lunque proibizione e convenzionc in contrario. Cid nondimeno si pud convenire di sospendere la divisione per un tempo determinato; ed una tal convenzione non pud essere obbligatoria oltre 1 cinque anni; ma puo essere rinovata. tion des droits, et à la charge de ren- dre compte à qui il appartiendra.. 814. Les dispositions de la section III du présent chapitre, sur les formes de [inventaire, sur le mode d’administra- tion, et sur les comptes à rendre de la part de lhéritier bénéficiaire; sont au surplus communes aux CUTafeurs à SUC- cessions vacantes, CHAPITRE ZT]. Du Partage et des Rapports. S£CTION PREMIERE. De l'Action en partage, et de sa formé, 815. Nul ne peut étre contraint à de- meurer dans lindivision; et le partage peut étre toujours provoqué, nonobstan£ prohibitions et conventiens contraires. On peut cependant convenir de Sus- pendre le partage pendant un limité: cette convention ne peut étre obligatoire au-delà de cinq ans; mais elle peut étre renouvelée. in hereditate repertam, vel ex venditione mobihum, aut immobilium comparatam exactori fiscalis admim- strationis tradit, ut jura serventur, et e1, cujus intererit, rationes reddantur. 814. Quæ sectione HI hujus capitis disposita sunt de forma inventarii, de administrationis modo, et de rationibus ab herede cum benefñcio inventarii reddendis, curatoribus quoque jacentium hereditatuua communia sunt. CABDT De PBonorum Divisione, et Collationibus. SEecTio I.. De actione divisionis, ejusque forma. 8:15. Nemo invitus in communione detinetur, sed divisionis judicium quandocumque experiri potest non obstante quacumque interdictione, vel pacto contrario. Ceterum pacisci licet, ne intra certum tempus divisio fiat: hoc tempus quinquennium excedere nequit; sed pactun renovari potest. us de nd à 4 [ 220] 816. Pud domandarsi la divisione, quando ancora uno de’ cocredi avesse goduto separatamente parte de’ beni ere- ditarj, nel caso che non siavi stato un atto precedente di divisione, o non sia- vi un possesso bastante ad indurre la prescrizione. - 8r7. L’azione per la divisione, riguar- do ai coeredi minori od interdetti, pud essere promossa dai loro tutori, a Cid specialmente autorizzati da un consiglio di famiglia. Riguardo ai coeredi assenti, l’azione spetta ai parenti che sono stati messi in possesso. 818. Il marito senza 1l concorso della moglie, pud domandare la divisione degli effettt mobil od immobili ad essa per- venuti, 1 quali cadono nella comunione dei beni; riguardo agli effetti che non cadono nell indicata comunione, 1l ma- rito non pud domandare la divisione senza il concorso della moglie. Potra soltanto, avendo il diritto di godere de’ suoi beni, domandare una divisione provvisionale. Quelli che sono eredi unitamente alla moglie non possono domandare la di- visione definitiva, se non chiamando in causa 1] marito e la moglie. 819. Se tutti gl eredi sono presenti ed in età maggiore, non ë necessaria 816. Le partage peut étre demandé, méme quand l'un des cohéritiers aurait joui séparément de partie des biens de la succession, S'il n’ÿ a eu un acte de par- age, ow possession suffisante pour acqué- rir la prescription. 817. L'action en partage, à l’égard des coheriliers mineurs où interdits, peut étre exercée par leurs tuteurs, spé- cialement autorisés par un conseil de Jamille. A légard des coheritiers absens, l’action appartient aux parens envoyés el1 POSSESSION. 818. Le mari peut, sans le concours de sa femme, provoquer le partage des objets meubles ou immeubles à elle échus gui tombent dans la communauté: à l'égard des objets qui ne tombent pas en communauté, le mari ne peut en provoquer le partage sans le concours de sa femme; il peut seulement, S'il a le droit de jouir de ses biens, de- miander un partage provisionnel. Les cohéritiers de la femme ne peu- vent provoquer le partage définitif qu’en mettant en cause le mari et la femme. 819. Si tous les héritiers sont présens et majeurs, l’apposition de scellés sur 816. Divisionis judicium exercetur, tametsi aliquis ex coheredibus hereditatis parte divisim usus fuerit, dunmodo divisionis actus non intervenerit, nec congrua ad præscriptionem adquirendam possessio. 817. Quod attinet ad coheredes minores, et bonis interdictos, divisionis actio ab eorum tutoribus, con- silio familias specialiter auctorante, exerceri potest. Quo vero ad coheredes absentes actio spectat ad cognalos, qui in possessionem immissi fuerunt. 818. Vir sine uxoris consensu mobilium, aut immobilium, quæ eidem obvenerint, et ad communionem per- ünent, divisionem jure petit: uxoris vero assensus requiritur, si de is dividendis agatur, quæ 1n commumio- nem non cadunt. Temporariam dumtaxat eorum divisionem petere potest, quoties üs utendi, fruendi jus ipsi competat. Cokheredes uxoris definitivum divisionis judicium nequeunt adversus illam exercere, nisi virum, et uxo- rem in judicium advocaverint, un FS Ont en l ede pa ur dcqu à lérun Uri, JS, seil de sens, 1pOYÉS COUT 1ge des le échus auté: à bent pa peui 41 CONCOUS U, fl s, de: je pet: F qu’en lemme | prései selles s! srl us nl gs. bus, cf run Tu) je gra di jus et ux0* Ÿ'apposizione dei sigilli sopra gli ef- fetti ereditarj, e la divisione pud farsi in quella forma ed atto che le parti interessate crederanno convyeniente. Se tutti gli eredi non sono presenti, .se fra essi si trovano de’ minori o degli interdetti, dovrà essere apposto il sigillo nel pit breve termine, si‘a richiesta degli eredi, come ad istanza del Regio Procuratore presso il tribunale di prima istanza, ed anche ex officio dal giudice di pace, nel cui circondario si è aperta la successione. 820.[ creditori pure potranno richie- dere lapposizione dei sigilli, in forza di un titolo esecutivo, o col permesso del giudice. 821. Quando si sono apposti i sigilli, è permesso a qualunque creditore di Opporsi, ancorchè non abbia nè titolo esecutivo, nè permesso del giudice. Le formalità per levare i sigilli, e per formare l inventario, sono regolate dal metodo di procedura civile. 822. L’azione per la divisione, e le controversie che insorgessero nel corso delle operazioni sono sottoposte al tri- bunale del luogo ove si è aperta la suc- cessione. Davanti a questo tribunale si procede ag!” incanti, e devono essere introdotte le domande concernenti la garanzia delle ee. les effets de la succession rest pas nécessaire, el le partage peut étre fait dans la forme et par tel acte que les parties intéressées jugent convenable. Si tous les héritiers ne sont pas pré- sens, S'il y a parmi eux des mineurs ou des interdits, le scellé doit étre apposé dans le plus dre délai, soit à la requête des héritiers, soit à la diligence du com- missaire du Gouvernement près le tribu- nal de première instance, soit d'office par le juge de paix dans l'arrondissement du- quel la succession est ouverte. 820. Les créanciers peuvent aussi re- quérir l'apposition des scellés, en vertu du titre exéculoire ou d’une Permis sion du juge.; 821. Lorsque le scellé a été apposé, ous créanciers peuvent ÿ former oppo- sition, encore qu’ils raient ni litre exé- cutoire ni permission du juge. Les formalités pour la levée des scellés et la confection de l'inventaire, sont réglées par les lois sur la procédure. 822. L action en partage, et les con- festations qui s'élèvent dans le cours des opérations, sont soumises au tribunal du lieu de l’ouverture de le. succession. C’est devant ce tribunal qu’il est pro- cédé aux licilations, et que doivent étre portées les demandes relatives à la ga- 819. Si omnes heredes præsentes, ac ætate majores sint, hered'tariarum rerum obsignatio non requirituw, et divisio fieri polest eo modo, et forma, uti 4h, quorum interest, oportunum duxerint. Siquis ex heredibus absit, vel ætate minor, vel bonis interdictus sit, obsignatio quamprimum fieri debet postulantibus, vel heredibus ipsis, vel Regio Procuratore apud tribunal primæ instantiæ, aut ex of- ficio judice pacis districtus, in quo hereditas delata est. 820. Creditores obsignationem quoque ex titulo executivo, aut judice auctorante jure petunt. 821. Creditorum quilibet obsignationem factam oppHgrare potest, etsi execulivo titulo careat, auctoritas imtervenerit. nec judicis Solemnitates tam sigilla amovendi, quam inventarii conficiendi in codice de processu civili prefiniuntur. 822. Aclo divisionis, et controversiæ> qu€ In ea exercenda oriuntur; tribunali delata est, subjiciuntur. Coram eadem pariter licitationes fiunt, et actiones pro cautione portionum inter condividentes, et pro divi- loci, in quo successio RS MS Me ne 12 [41 porzioni fra i condividenti, come pure quelle dirette a rescindere la divisione. 823. Sé uno dei coeredi ricusa di acconsentire alla divisione, o se insor- gono controversie sul modo d’intrapren- derla, o di ultimarla, lo stesso tribunale pronunzia come nelle cause sommarie, ovvero, essendovi luogo, delega un giu- dice per le operazioni della divisione, e decide le contestazioni, sopra la rela- zione del rmiedesimo. 824. La siima degl immobili si fa per mezzo dei periti scelti dalle parti inte-. ressate, o nominati d’ufficio, quando esse si ricusino. Il processo verbale dei periti deve presentare le basi della stima, deve in- dicare se l’effetto stimato possa como- damente dividersi, ed in qual maniera, e finalmente in caso di divisione, fissare ciascuna delle parti che si possono fare, ed il loro valore. 825. La stima dei mobili, quando non se ne sia fissato il prezzo in un inven- tario regolare, deve farsi a giusto prezzo da persone intelligenti, e senza lasciar luogo ad.:accrescimento. 826. Ciascuno de’ coeredi pud chie- dere in natura la sua parte dei beni mobili ed immobili della eredità: non- dimeno, se vi fossero creditori che gli rantie des lofs entre copartageans er celles en rescision du partage. 823. Si l'un des cohéritiers refuse de consentir au partage, où S'il s élve des contestations soit sur le mode d'y pro- céder, soit sur la manière de le terminer, le tribunal prononce comme en matière sommaire, ou commet, s’ily a lieu, pour les opéra!ions du partage, un des juges, sur le rapport duquel il décide les con- Leslations. 824. L’estimation des immeubles est J'aile par experts choisis par les parties intéressées, ou, à leur refus, normes d'office.: Le procès-verbal des experts doit présen- cer les bases de l'estimation: il doit indiquer si l’objet estimé peut étre commodément partagé; de quelle manière; fixer enfin, en cas de division, chacure des parts gw on peut en former, et leur valeur. 825. L'estimation des meubles, S'il» y a pas ex de prisée faite dans un inven- taire régulier, doit être faille par gens à ce connaissant, à juste prix€Ë Sans crue. 826. Chacun des cohéritiers peut de- mander sa part en nature des meubles et immeubles de la succession: néar- moins, s’il y a des créanciers Saisissans sionis rescissione instituendæ sunt. 825. Si quis ex coheredibus suum pro divisione consensum præstare detrectet, vel si controversiæ exo- riantur super modis sive ineundæ, sive absolvendæ divisionis; idem tribunal summatim cognoscit, vel si res postulat, alteri ex judicibus divisionis acta committit, eoque referente, controversias judicio dirimit. 824. Immobilium æstimatio fit a peritis partium judicio, vel, his renuentibus, ex officio electis. Verbalis peritorum processus æstimationis causas exhibebit, et indicabit, utrum res æstimata commode, dividi possi: quomodo id effici queat ostendet; ac demum constituet singulas portiones, quæ si divisio sequatur, fieri possunt., earumque valorem. 825. Mobilium æstimatio, quoties in legitimo inventario desit, a peritis justo pretio fieri debet, quin ad- ditioni locus sit. ÿa0. Quisque cokeres propriam mobilium, vel immobilium hereditariorum partem im specie petere potesti d 1£ Buse à Eve de y pre mine, Maiers LL, pour Juges, $ CO S est lies Mmes prèser. nique dément "enfin, s paré leur. Ur) nyen- gens sans E de ubles nur: GEL otest F.225 à avesscro sequestrati© si opponéssero, o se la maggior parte dei coeredi ne giudicasse necessaria la vendita per il pagamento dei debiti€ pesi ereditar], i mobili sono venduti pubblicamente nelle solite forme. 827. Se gli stabili non possons como- damente dividersi, se ne dovrà fare la vendita all incanto davanti al tribunale. Quando perd le parti siano tutte im età maggiore, possono consentre che lincanto segua davanti un notaro eletto di comune accordo. 828. Dopo la stima e vendita dei mo- dili ed immobili, il giudice delegato rimette, se occorre, le parti avanti ad un notaro da esse eletto, o nominato ex officio, quando esse non si accor- dino nella scelta. Avanti a questi, si procede ai conti che i condividenti dovessero rendersi, ed alla formazione dello stato generale dei beni, a quella delle rispetuve porzioni ereditarie, ed alle somministrazioni da farsi a ciascuno dei condividenti. 829. Ciascuno dei coeredi a norma delle regole che saranno stabilite in appresso, conferisce nella massa tutto cid che gli è stato donato, e le som- me di cui è debitore, ou opposans, ou si la majorilé des Ca- héritiers juge la vente nécessaire pour l'acquit des dettes et charges de la suc- cession, les meubles sont vendus. publi- quement en la forme ordinaire. 827. Si les immeubles ne peuvent pas se partager commodément, il doit être procédé à la vente par licitation. de- vant le tribunal. Cependant les parties, si elles Sont loutes majeures, peuvent consentir que Ja licitation soit faite devant un nofaire, sur le choix duquel elles s'accordent. 828. Après que les meubles et immeu- bles ont été estimés et vendus, S'il ÿ& lieu, le juge commissaire renvoig les parties devant un notaire dont elles con- viennent, ou nommé d'office, si les par- ties ne s'accordent pas sur le choix. On procède devant cet officier, aux comptes que les copartageans peuvent se devoir, à la formation de la masse générale, à la composition des lots, et aux fournissemens à Jüuire à chacuri des copartageuns. 829. Chaque cohéritier fait rapport à la masse, suivant les règles qui seront ci-après établies, des dons qui lui ont été faits, et des sommes dont il est débiteur. Nihilominus creditores, qui sequestrationem obtinuerint, vel se se opposuerint dibus ad æs alienum, et hereditatis onera solvenda venditionem necessariam duxerint; t et consueto more veneunt. ,aut quolies plerique ex cohere- unc mobilia publice, 827. Si immobilia vero commode dividi nequeant, coram tribunali licitantur. Tamen quoties 4, quorum interest, omnes ælale majores sint, consentire queunt, licitationem fieri coram notario ab ü consensu electo. sdem unanimi 828. Æstimatione, ac venditione mobilium, et immobilium sequutis‘undex delegatus, si res postulat, par- ,»] D? Coram eodem notario rationes incuntur de eo, quod invicem sibi forte d = tes coram notario ab iisdem, vel ex officio, ipsis dissentientibus, electo renyttit. bent condividentes: generalis cu- mulus conficitur, et portiones fiunt, ac peræquationes, siquæ occurrunt, inter singulos dividentes. 89. Singuli coheredes in cumulum conferunt quæcumque ipsis donata sunt, ac pecuniam, quam debent, regulis servaiis, quæ inferius statuuntur. ERP) A 7e EAST fr craie ET a Fete. ee 850. Se la coïlazione non& fatta in natura, 1 Coeredi ai quali ë dovuta, pre- deducono una porzione eguale suila mas- sa ereditaria.: Queste prededuzioni, per quanto è possibile, si formano con oggetti della Stessa natura, qualità e bontà di quelli che non sono stati conferiti in natura. 831. Dopo le dette prededuzioni, si procede sopra cid che rimane in mas- sa, alla formazione di altrettante parti egnali, quanti sono gli eredi o le stir- pi condividenti. 832. Nella formazione e composizione delle quote, si deve evitare, per quanto sia possibile, di smembrare i fondi e di recar danno colla divisione alla qualità delle coltivazioni, e devesi fare in modo che entri in ciascuna quota, se è pos- sibile, la medesima quantità di mobili, immobili, diritti, o crediti della stessa natura e valore. 835. L’ineguaglianza in natura delle quote ereditarie si compensa con una retribuzione, o in rendite, o in danaro. 854 Le quote si formano da uno de coeredi, se gli altri concordano nella di lui scelta, e se colui che à stato eletto accetta la commissione: in caso contra- ri0, si formano da un perito che si no- mina dal giudice delegato. procédé, sur ce qui reste dans la masse 830. Si le rapport nest pas fait en nature, les cohéritiers à qui il est dé, prélèvent une portion égale sur la masse de la succession. Les prélévemens se font, autant que possible, en objets de méme nature, qualité et bonté que les objets non rap- portés en na!ure. 851. Après ces prélèvemens, il est À à l& composition d'autant de lors égaux quil ÿ à d’hériliers copartageans, ou de souches copartageantes. 832. Dans la formation et composi- Zion des lots, on doit éviter, autant que possible, de morceler les héritages et de diviser les exploitations; et il con- vient de faire entrer dans chaque lof, s’1l se peut, la même quantité de meu- bles, d'immeubles, de droits ow de cré- ances de méme nature et valeur. 835. L’inégalité des lots en nature se Compense par un relfour, SOié en ren’e, soit en argent.. 854. Les lots sont faits par l’un des cohériliers, s’ils peuvent convenir entre eux sur le choix, et si celui qu'ils a- vaient choisi accepte la commission: dans le cas contraire, les lots sont faits par un expert que le juge commissaire désigne. 850. Collatione rerum in specie haud sequuta, coheredes, quibus eadem debelur, tantundem e cumule hereditatis sibi præcipiunt. Prædeductio hæc, qualenus possibile est, e rebus fit ejusdem speciei, qualitatis, et bonitatis, ac eæ que ab altero im specie collatæ non fuerunt. 351. Prædeductione secuta, ex eo, quod hereditatis superest, tot conficiuntur porliones, quot sunt heredes ‘ aut stirpes condividentes. 852. In conficiendis, atque componendis hereditariis portionibus curandum, si fieri potest, ne fandi nünis subsecentur, atque agrorum culturæ officiatur. Congruit quoque, si fieri potest, ut sin gulis portionibus eaderm mobilium, immobilium, jurium, ac nominum ejusdem naturæ, et valoris quantitas tribuatur. 855. Inæqualitas portionum in specie pecunia, vel annuis rediibus compensatur. LA nÎt> rad; se; ES 2 à s 834. Portiones hereditariæ ab altero ex coheredibus conficiuntur, quoties omnes unum de suo numere clegerint, isque demandatum munus susceperil; secus portioncs conficit peritus a judice delegato electus: Deinde portiones sorti commiliuntur. F A5 Îù ET 4] li May, Ulant(le Ralur, RON tup< ,) x L masse * pau S, Où nposi- autant rilages il con- le lat, le meu- de crée HUIA) renles un des " enr ls : QU pur U? # dQI0 desiyr } mere ectusi Le quote vengono in seguito estratte a sorte. 855. Prima di procedere al estrazio- ne a sorte, ciascun condividente è am- messo a proporre i suoi reclami contro la formazione delle quote. 856. Le norme prescritte per la divi- sione delle masse da farsi tra le stirpi condividenti, si osservano egualmente nella suddivisione. 837. Se nelle operazioni commesse ad un notajo, insorgono contestaziont, il notajo stenderà processo verbale delle opposizioni e di quanto deducono ri- spettivamente le parti; quindi le rimet- terà avanti il delegato per la divisione, e inoltre si procederà secondo le forme prescritte dalle leggi sulla procedura civile. 838. Se tutti 1 coeredi non sono pre- senti, o se fra questi vi siano degl’in- terdetti o de’ minori di età, ancorchè emancipati, la divisione deve farsi giu- dizialmente in conformità delle norme prescritte negli articoli 819 e succes- sivi, sino al precedente inclusivamente. Se vi sono più minori i quali abbia- no interessi opposti nella divisione, si deve dare loro un tutore speciale e particolare. 839. Se vi à luogo ad incanti, nel caso D ]. Ils sont ensuite tirés au soré. 5 855. Avant de procéder au tirage des lots, chaque copartageant est admis à proposer ses réclamations contre leur Jormation. 856. Les règles établies pour la divi- sion des masses à partager, sont égale- ment observées dans la subdivision à fai- re entre les souches coparlageantes. 857. Si, dans les opérations renvoyées devant un notaire, il s'élève des contres- tations, le notaire dressera procès-verbal des difficultés et des dires respectifs des parties, les renverra devant le COMINIS- saire nommé pour le partage;€l, aw surplus, il sera procédé suivant les for- mes prescrites par les lois sur la procé- dure. 838. Si tous les cohéritiers ne soné pas présens, ow s’il ÿ a parmi eux des interdits, ou des mineurs, méme émanci- pés, le partage doit être fait en justice, conformément aux règles prescriles par les articles 819 ef suivans, jusques€k compris l’article précédent. S'il y a plu- sieurs mineurs qui aient des intérêts op- posés dans le partage, il doit leur être donné à chacun un tuteur spécial ef par- ficulier. 839. S’il y a lieu à licitation, dans 855. Antequam portiones sorte extrahantur, cuique divisionis consorti de earum confectione in judicia con queri Hcebit. 856. Regulæ circa divisionem cujuscumque cumub dividendi statutæ, æque in subdivisionibus inter surpes condividentes observantur. 837. Quoties de üs, quæ coram notario gerenda sunt, controversiæ oriantur, notarius processum ver- balem de controversiis, atque argumentis hinc inde deduetis insttuet: partes judici ad divisionem dele- gato remittet. De cetero observandæ regule in codice processus civilis slatuiæ. 838. Siquis ex coheredibus absit, vel si eorum aliquis bonis interdictus sit, vel ætate minor, licet emancipatus, divisio coram judice fieri debet modis articulo 819, et sequentibus usque ad præcedentem articu- lum inclusive præscriptis. Si vero plures adsint minores pugnantia inter se jura in divisione habentes, singu- Ës ipsorum specialis, et peculiaris cuique iutor datur. 859. Si im casu præcedentis articuli licitationi lecus esset, eadem auctoritate judicis$olemnitatibus ad x 29 ET dés 6] dell antecedente articolo, non possono ésser fatti che giudizialmente colle for- malità prescritte per alienazione de’be- ni de’ minori. Gli estranei vi sono sem- pre ammessi. 840. Le divisioni fatte im conformita delle regole sopra stabilite, sia dai tu- tori, coll autorizzazione del consigho di famiglia, sia dai minori emancipati, aS- sistiti dai loro curatori, sia in nome degli assenti Oo non presenti, SONO definitive: se non sono state osservate le regole sopra prescritte, le divisioni non sono che provvisionali. 841. Qualunque persona ancorchè pa- rente del defunto che non sia in istato successibile, ed a cui un coerede ab- bia ceduto i suoi diritti all eredità, pud essere esclusa dalla divisione, da tutti i coeredi o da un solo, rimborsandogli il prezzo della cessione. 842. Compita la divisione, s1 do- vranno rimettere a ciascuno dei condi- videnti, i documenti relativi agli effetti speciali che loro sono pervenuti. 1 documenti di una proprietà divisa rimangono a quello che ne ha la mag- gior parte, coll obbligo perd di comu- nicarli a quelli fra i suoi condividenti che vi avranno interesse, ogni qual volta ne venga richiesto. le tas du précèdent article; elle ne peu, étre faite qu'en justice avec les for- malités prescrites pour laliénation des biens des mineurs. Les étrangers y sont toujours admis. 840. Les partages faits conformément aux règles ci-dessus prescrites, soit par les tuteurs, avec l'autorisation d’un con- seil de famille, soit par les mineurs émancipés, assistés de leurs curateurs, soit au nom des absens où non pré- sens, sont définitifs: ils ne sont que pro- visionnels, si les règles prescrites non£ pas été observées. 841. Toute personne, même parenté du défunt, qui nest pas son SUCCESsi- ble, et à laquelle un cohéritier aurait cédé son droit à la succession, peut étre écartée du partage, soit par tous les cohéritiers, soit par un seul, en lui remboursant le prix de la cession. 842. Après le partage, remise doit être faite à chacun des copartageans, des titres particuliers aux objets qui lui seront échus. Les titres d'une propriété divisée restent à celui qui«& la plus grande part, à la charge d'en aider ceux de ses copartageans qui y auront intérét, quand il en sera requis. ns alienanda minorum boma præscriptis fieri debet: extranei ad licitationem semper adiittuntur. 840. Divisiones juxta regulas superius statutas, sive a tutoribus, consilio fænilias auctorante, give à minoribus emancipatis, ipsorum tamen curatorum interventu confectæ, vel quæ absentium, vel contumaciuns nomine fiunt, definitivæ sunt; temporariæ tantum habentur, quoiies præscriptæ regulæ minime fueris æbservatæ. 841. Quilibet licet defuncto conjunctus, in gradu tamen, ad quem suceessio non porrigitur, cui a cohe- rede successionis jura sinl cessa, à divisione arceri tantum, cessionis tamen pretio eidem persoluto. potest tam ab omnibus coheredibus, quam ab altere 842. Divisione secuta, cuiqne condividenti instrumenta, quæ portionem ipsi tributam respiciunt, tras denda sunt. Instrumenia, que ad prædium divisum pertinent, apud eum manent, qui majorem illius partem consegré is est, ila tamen, ut äs ex çcondividentibus; quorum intererit, petentibns exhibeantum Ep, le ju. Lion d TS} a mineur, teurs, pi pré e PTO- noné arenté Ccessi- auraié \, peul par ous , en lu on. gise ui JEU qui la divisée grande de 5e , quand sante, it 1 pnugacn nine qui 406 y dd aol tr nseg F 227| { documenti comuni all intiera ere- dith si consegneranno à colui che tutti gli eredi hanno scelto per esserne il de- positarlo, coll obbligo di somministrarli ai condividenti, ad ogni loro domanda. Se vi à difficoltàa sulla scelta, essa verra determinata dal giudice. SezionE Il Delle Collazioni. 843. Qualunque erede,ancorchè bene- ficiato, concorrendo ad un’ eredità, de- ve conferire a” suoi coeredi tutto c10 che ha ricevuto dal defunto per dona- zione tra vivi, si direttamente che in di- rettamente: egli non pud ritenersi le cose donate, nè reclamare i legati a lui fatti dal defunto; eccetto che gli siano stati fatti espressamente a titolo di pre- legato, ed oltre la sua parte, O colla dispensa dalla collazione. 844 Anche nel caso in cui le dona- zioni ed i legati siano stati fatti con di- spensa dalla collazione, od a titolo di prelegato, lerede venendo alla divisione non pud ritenerli, che sino alla concor- renza della porzione disponibile: il di più è soggetto a collazione. es titres communs à toute l’hérédité sont remis à celui que tous les héritiers ont choisi pour en étre le dépositaire, à la charge den aider les Copartagcans, à Loute réquisition. S'il y a dificulié sur ce choix, il est réglé par le juge. SecTion Il Des Rapports. 843. Tout héritier, méme bénéficiaire, venant à une succession, doié Tappor- er à ses cohéritiers tout ce qu’il a reçu du défunt, par donation entre-vifs; di- rectement où indirectement: il ne peuË retenir les dons ni réclamer les legs à lui faits par le défunt, à moins que les dons et legs ne lui aient été faits expres- sément par préciput eë hors paré, OU avec dispense du rapport 844. Dans le cas méme ou les dons€é legs auraient été faits par précipué OoW avec dispense du rapport, l'héritier ve- nant à partage ne peut les retenir que jusqu’à concurrence de la quotité dispo- nible: l excédant est sujet à rapport: Instrumenta universam hereditatem respicientia apud eum deponunlur, quem communi consens gerint, cum onere eadem ipsis, quolies petierint, exhibendi. Si de electione controversia exoritur, judex decernit. u heredes ele- SecTro I De Collationibus. 8,5. Quicumque heres, eliam cum beneficio, quoties ad successionem venit, vivos directe, vel indirecte accépit in communem nec legata ipsi a defuncto relicta consequi potest, nisi eadem expresse præcipui et præ- donationem inter donatas retinere, leg 844. Eo etiam casu, quo donationes, Ueres dividens eadem sibi habere nequit, reliquum conferetur. ati titulo, vel sine onere conferendi ab ipso habenda esse, aut legata præcipui titulo, vel sine onere conferendi relicta sint, nisi usque ad quotam, de qua defincius disponere poieraf: quidquid a defuncto per hereditatem conferre debet, nec res defunctus declaraverit. SRE rs— se î $ ve* em a ne mg A [ 228| 845. L’crede che ripudia l eredità, pud non ostante ritenersi le donazion: tra vivi, o reclamare i legati a lui fatui, fino alla concorrenza della porzione dis- ponibile. 846. I1 donatario che non era erede presuntivo al tempo della donazione, ma che si ritrova in istato successibile allora quando s’ apre la successione, deve egualmente conferire, quando il donatore non l’avesse dispensato. 847. Le donazioni ed i legati fat al figlio di colui che è successibile ai tempo in cui s’ apre la successione, sono sempre considerati come fatti colla dispensa dalla coilazione. Il padre succedendo al donante non è tenuto x conferirli. 848. Similmente, il figlio succedendo per ragione propria al donante, non& tenuto a conferire le cose donate al di lui padre, ancorchè avesse acceltato l'e- redilà di questo; ma se il figlio succede per diritto di rappresentazione, deve conferire quello che fu donato al pa- dre, anche nel caso in cui avesse ri- pudiata la sua eredita. 849. Le donazioni e& i legati in fa- vore del consorte di colui che fosse successibile, sono riputati come fatti col- la dispensa dal conferirli. 845. L’hérilier qui renonce à la sue. cession, peul Cependant retenir le don entre-vifs, ou réclamer le legs à lui Sail, jusqu’à concurrence de la portion disponible.: 846. Le donataire qui metait pas he- ritier présomptif lors de la donation, mnais qui se trouve successible au jour de ouverture de la succession, doit éga- lement le rapport, à moins que le do- nateur ne len ait dispensé. 847. Les dons et legs fuits au fils de Celui qui se trouve successible à P époque de louverture de la succession, sont foujours répuiés faits avec dispense du rapport, Le père venant à la succession du do- nafeur, n’est pas tent de les rapporter. 848. Pareillement, le fils venant de son chef à la succession du donateur, m'est pas tenu de rapporter le don fait à son père, méme quand il aurait ac- cepté lu succession de celui-ci; mais si le fils ne vient que par représentation, 11 doit rapporter ce qui avait été donné à son pére, méme dans le cas où ül aurait répudié sa succession. 049. Les dons et lexs faits au con- joint d'un époux successible, sont ré- putés faits avec dispense du rapport. 845. Heres successionem repudians donata inter vivos retinere, et legata petere nihilominus” potest, sed Im ea tantum quaniitate, de qua defunctus pariter disponere poterat.| 8,6. Donatarius, qui donationis tempore heres non præsnmebatur, successionis vero lempore jus succe- dendi habet, æque conferre debet, nisi eum donator exemerit. 847. Donationes, et legata favore liberorum ejus, qui delatæ successionis tempore in succedendi gradu est, sine collationis onere facta censentur; pater donatori succedens eadem non confert, 848. Fil pariter ex jure proprio donanti succedentes, ctiamsi patris heredes sint, donationes eidem factas conferre non tenentur: fil vero repræsentationis jure domanti succedentes, quidquid patri donatum fuerit, conferre debent, etsi ipsius hereditatem repudiaverint. 8:9. Donationes, et legata relicta conjugi.illins, qui in succedendi gradu est, sine onere conferendi relicta censenltur. Quoties vero utrique simul conjugi donaüones, et legata fiunt, alter querum tantummodo in sue- ll fie. TS sk port pas nat| du Jour bit da : le do. fils de Doque Sont se du du do- porter nant de onaleur, lon fut rail ai: is à LI07 donné où il | CON- it ré port. [ 229] Se le donazioni ed i legati sono fatti congiuntamente a due conjugi, di cui uno solamente sia in istato di succedere, questi ne conferisce la meta: se sono fatti al consorte successibile> ha luogo la collazione per intiero. 80. La coilazione si fa solamente nell’ eredità del donante. 851. Ë soggetto a collazione cid che si è impiegato per formare uno stabili- mento ad uno de’ coeredi, o per pa- gare 1 suoi debiti.: 852 Non si devono conferire le spe- se di alimenti, di mantenimento, d’educa- zione, d'isiruzione, le spese. ordina- rie di abbigliamento, quelle per nozze e regali d'uso. 853. Lo stesso ha luogo riguardo agli utuh che lerede ha potuto conseguire da convenzioni fatte col defunto, pur- che le dette convenzioni:non contenes- sero al momento in cui vennero fatte, alcun indiretto vantaggio. 854. Non è pure dovuta collazione alcuna in conseguenza delle società con- iratte senza frode tra il: defunto ed uno de suoi eredi, quando le condi- Z1ON1 siano state regolate con un atto autentico. 855. L° immobile che è perito per caso fortuito e senza colpa del dona- tario, non à soggetto a collazione. sr a. Si les dons et legs sont faits conjoin- tement à deux époux, dont l'un seule- ment est successible, celui-ci en rap- porte la moitié: si les dons sont faits à l'époux successible, il les rapporte en entier. 850. Le rapport ne se fait qu'à la succession du donateur. 851. Le rapport est dé de ce qui a été employé pour l'établissement d'un des cohéritiers, ou pour Le paiement de ses dettes. 852. Les frais de nourriture, d’entre- tien, d'éducation, d'apprentissage, les frais ordinaires d'équipement, ceux de noces et présens d'usage, ne doivent pas étre rapportés. 853. 11 en est de méme des profits que l'héritier a pu retirer de conven- tions passées avec le défunt, si ces conventions ne présentaient aucun avan- age indirect, lorsqu’elles ont été faites. 854. Pareillement, il nest pas dé de rappor! pour les associations faites sans Jraude entre le d’funt et lun de ses hériliers, lorsque les conditions en ont été. réglées par un acte authentique. 855. L’immeulble qui a péri par cas fortuit et sans la faute du donataire, est pas Sujet à rapport. cedendi gradu sit; donationes fiant, hic eas istegras conferre tenetur. hic dimidium donationis confert; si vero conjugi in succedendi gradu constituto solum 850. Collatio in donantis hereditatem dumtaxat fit. 851, Quidquid ad professionem alteri ex coheredibus comparandam, aut ad illius æs alienum exsolvendum fuerit impensum, conferri debet. 852. Sumptus alimentorum, educationis» tyrocinü, et qui in vestibus quotidianis fiunt, vel matrimonii causa, vel pro muneribus, quæ usus postulat, non conferentur. 853. Idem obtinet quoad Ilucrum ab herede perceptum e contractibus inter eum dummodo eo tempore, quo slipulati sunt, aliquid lucri indirecte non exhiberent. 854. Neque pariter collatio debetur ex causa societatis sine fraude inter defunctum, nilæ, quoties societatis pacia authentico actu præfinita fuerint. i ,€t defunctum initis» et unum ex heredibus 855. Immobilia, quæ forluito, et sine donatarü culpa perierunt, minime conferenda sunt. i F 4 j ; + # F 456| 856. I frutti o gl interessi delle cose soggette alla collazione, non sono do- yuti che dal giorno in cui si è aperta la successione. 857. La collazione non ë dovuta che dal coerede al suo coerede: non e do- vuta a favore dei legatarj, nè dei credi- tori ereditarj. 858. La collazione si fa o col pre- sentare la cosa in natura o coll impu- tare il valore della porzione dovuta. 859. La collazione pud esigersi In na- tura riguardo agl immobili, ogni qual- volta limmobile donato non sia stato alienato dal donatario, e non si ritrovino nell eredità degl' immobili della stessa natura, valore e bontà, co” quali si pos- sano formare delle porzioni pressochè eguali a favore degli altri coeredi. 860. La collazione ha luogo per im putazione, quando il donatario ha alie- mato limmobile prima dell'apertura della successione. Tale collazione si fa, avuto riguardo al valore dell'immobile al tempo dell’aperta successione. 86r.{n tutti i casi, devesi dare credi- to al donatario delle spese colle quali ha migliorata la cosa, avuio riflesso al maggiore valore di essa al tempo della divisione. 862. Devono egualmente computarsi a #ivore del donatario le spese necessarie, : 856. Fructus, et usuræ rerum conferendarum non debentur, 857. Collatio tantum a coherede, et coheredi debetur, non legataris, 858. Collatio perficitur, vel res ipsas in specie in hereditatem conferen i debent, quotiescumque à donatario dist 859. Ipsamet immobilia conferri dem qualiatis, bonitatis, ac valori ris coheredibus assignentur. 860. Si donatarius antequam successio deferretur, momento immobile fuerit, tantundem conferri debet. as ad rem meliorandam donatarius fecit, eidem compensantur, recipiendo; et quanli successionis_ 861. Quocumque casu expensæ, qu divisionis tempore ejusdem valor per illas fuerit adauctus. 862. Expensæ necessariæ ad rem servandam a donatario faciæ pariter eompens fand yalor adanstus gunime fuerils 856. Les fruits et les intérêts de cho- ses sujettes à rapport, ne Sont dus qwà compter du jour de l'ouverture de la suCCeSSiOIL 857. Le rapport nest dû que par le cohéritier à son cohéritier; il west pas dû aux légataires ni aux créan- ciers de la succession. 858. Le rapport se fuit en nalure où en moins prenant. 859. Il peut être exigé en nature, à l'égard des immeubles, toutes les fois que l'immeuble donné n'a pas été aliéné par le donataire, et qu'il n'y& pas, dans la succession, d'immeubles de mé- me nature, valeur€ bonté, dont où puisse former des lots à-peu-près égaux pour les aufres cohéritiers. 860. Le rapport n’a lieu qu’en moins prenant, quand le donataire@ aliéné l'immeuble avant l'ouverture de la suc- cession; il est dû de la valeur de l’in- meuble à l’époque de l'ouverture. 86r. Dans tous les cas, il doit être enu compte au donataire,@8s impenses qui ont amélioré læ chose, ex égard à ce dont sa valeur se irouvé augmentée au temps du partage: 862. Il duit étre pareillement fenu compte au donafaire; des impenses né- pisi à die delatæ successionis. vel hereditartis creditoribus. do, vel minus ex eadem accipienda. racta non fuerint, neque alia ejus- :s in hereditate existant, quibus portiones hereditariæ prope æquales cel rem immobilem distraxerit; collatio fit ex asse MI quantum andæ suat, quamvis isdem Yo kde li qu él part il ne, L Crête dure di Ure, à fois aliéné a pas, de mè on 0! $ Éguut en moins a ul » lo , de lk nt br persil g'ar Û mer ont 1 np” nm qu die qu cf se DIN quant às sde E 2518 êhe egli ha fatte per la conservazione della cosa, ancorchèe mon l'abbia mi- gliorata. 863. IL donatario, dal suo canto,& te- nuio per 1 guasti e deterioramenti, che per suo fatto, colpa, e negligenza, abbia- no diminuito il valore dell immobile. 864. Nel caso in cui immobile sia stato alienato dal donatario, 1 miglioramenti o deterioramenti fatti dall’acquirente, de- yono essere computati in Mer dei tre articoli precedenti. 865. Quando la collazione sifa in na tura, i beni si riuniscono alla massa dell eredita, liberi da qualunque peso imposto dal donatario; ma i creditori ipotecar)] possono intervenire alla divi- sione, per opporsi alla collazione che fosse per farsi in frode de loro dirittl. 866. Quando la donazione d’un im. mobile fatta a persona in istato di suc- cedere colla dispensa dalla collazione, ecceda la porzione disponibile, la col- lazsione di cid che eccede si fa in natu- ra, se la separazione pud comodamente eseguirsi. Nel caso contrario, se l” eccedenza supera la metà del valore dell immobi- le, il donatario deve conferirlo per in- tiero, salvo ad esso il diritto di prede- cessaires qu'il æ faites pour la conser- vation de la chose, encore qu’ellès n'aient point amélioré le fonds. 863. Le donataire, de son côté, doit tenir compte des dégradations et dété- riorations qui ont diminué la valeur de limmeuble, par son fait ou par sa faute et négligence. 864. Dans le cas où l'immeuble a été aliéné par le donataire, les améliora- tions ou dégradations faites par Fac- quéreur doivent étre imputées conformé- ment aux trois articles précédens. 865. Lorsque le rapport se fait en nature, les biens se réunissent à la masse de La succession, francs et quit- tes de toutes charges créées par le donataire; mais les créanciers ayant hy- pothèque peuvent intervenir au par/age, pour s'opposer à ce que le rapport se fasse en fraude de leurs droits. 866. Lorsque le don d'un immeuble fait à un successible avec dispense du rapport, excède la portion disponible, le rapport de l’excédant se fait en na- ture, si le retranchement de cet excé- dant peut sopérer commodément. Dans le cas contraire, si l’excédant est de plus de moitié de la valeur de l'immeuble, le donatair{ doit rapporter limmeuble en totalité, sauf à prélever. Le 863. Donatarius e contra si rem immobilem suo facto, aut culpa, et negligentia vitio affecerit, deterio- remve reddiderit, ita ut ejus valor deminutus sit, compensationem præstat. 864. Prædio a donatario distracto, si emptor illud melius ,aut deterius reddiderit, hoc imputabitur, ut in præcedentibus tnibus articulis. 865. Quoties ipsa bona in specie conferuntur, eadem cum universa hereditate conjunguntur oneribus om- nibus per donatarium impositis soluta, et libera. Creditores autem hypothecarii divisioni interesse possunt, ne in eorum fraudem collatio fiat. 866 Quoties donatio rei immobilis ei facta, qui in succedendi gradu erat, sine onere conferendi, eam excedit partem, de qua disponi poterat; tunc quod superest in specie conferendum est, dummodo prædium oommodam patiatur divisionem. Quoties vero commode prædium dividi nequeat, si quod superest, dimidium waloris totius prædii excedit, dopatarius solidum confert, salvo eidem jure prædeducendi ex asse hereditarie ire durre dalla massa ereditaria il valore della porzione disponibile: se questa porzione eccede la metà del valore del- Fimmobile ,il donatario pud ritenerselo per intiero, imputando il di più nella sua parte ereditaria,€ compensando in : danaro od altrimenti i suoi coeredi. 867. Il coerede che deve conferire im immobile in natura, pud ritenerne il possesso sino alleffettivo rimborso delle somme che gli sono dovute per ispese o miglioramenti. 868. La collazione degli effetti mobili moti si fa che per imputazione. Si fa sul ragguaglio del prezzo che i mede- simi valevano al tempo della donazione giusta la stima annessa all atto della donazione stessa, ed, in maneanza di tale stima, a norma di quella che verra fatta da periti a giusto prezzo e senza dar luogo ad aumento. 869. La collazione del danaro donato si fa col prendere una minore quantita del danaro che si trovi in effettivo nel- l'eredita.| In caso che il danaro non basti, il donatario pud esimersi dal conferire altro danaro, cedendo sino alla concorrente quantita,l equivalente in mobili, od in mancanza di questi, in immobili ereditarij. sur la masse la valeur de la portion disponible: si cette portion excède lu moitié de la valeur de l'immeuble, le donataire peut retenir Timmeuble en 1o- talité, sauf à moins prendre, et à ré. compenser ses cohériliers en argent ou autrement. 867. Le cohéritier qui fait le rapport en nature d’un immeuble, peut en retenir la possession jusqu’au remboursement effectif des sommes qui lui sont dues pour impenses ou améliorations. 868. Le rapport du mobilier ne se fait qu’en moins prenant. Il se fait sur le pied de la valeur du mobilier lors de La donation, d'après l’état estimatif annexé à l'acte; et, à défaut de cet état, d'a- près une estimation par expert, à juste prix€t Sans. Cru. 860. Le rapport de l'argent donné se fait en moins prenant dans le nuiné- raire de la succession. En cas d'insuffisance, le donataïre peut se dispenser de rapporter du numéraire, en abandonnant, jusqu'à due concurren- ce, du mobilier, et à défaut de mobi- lier, des immeubles de la SUCCESSIOIT. valorem partis, de qua disponi poterat: si autem prædicta pars dimidium valoris prædii excedit, integrum prædium ipse retinet, minus tamen ab hereditate accipiendo, et coheredes, vel pecunia, vel aliter com: pensando. 867. Coheredi rem ipsam in specie immobilem conferenti ejus possessionem retinere licet; donec:ipsi pro pecunia in sumptibus, et meliorationibus erogata non satisfiat. 868. Mobilia conferuntur minus accipiendo ex hereditate; et tantundem confertur quantum illa ex 1pse donationis actu, éo tempore æstimata fuisse, conslat. Hoc deficiente actu æstimatio a peritis fit justo prel0? quin addition: locus sit. 869. Pecuniæ donatæ collatio fit minus ex hereditariis nummis accipiendo. Celerum eum-donatarius pecuniam conferre nequit, mobilia hereditaria pro æquall æstimatione relinquit et mebjkbus deficientibus, ex immebilibus successionis compensat. Col pr) jé À a de ar ÿ nil Prior d0èle l eue, à le en à , él ut, Dr Eni 0 apports Lrsemen É dues se fait sur le s de le annexé at, de , dJué donnes en 1re peut mLéruré, 1CUNTeU e m0 esSiOn D cal ji veu die cf dont fi ef Sezronxe IIiL. Del Pagamento dei debiti. 850. 1 coeredi contribuiscono tra essi al pagamento der debiti ed ai pesi del- l'eredità, ciascuno in proporzione di cid che gli perviene. 871. Il legatario a titolo universale contribuisce unitamente agli eredi in proporzione della sua parte ereditaria; ma il legatario particolare non è tenuto ai debiti e pesi, salva perd l'azione ipote- caria sul fondo legato. 872. Ciascun coerede, quando i beni immobili d’'un’eredità sono aggravali di prestazioni in virtù d'ipoteca spe- ciale, pud esigere che tali prestazioni siano affrancate e resi liberi i beni, prima che si proceda. alla formazione delle porzioni ereditarie. Se i coeredi dividono l'eredità nello stato in cul essa si trova, il fondo gravato deve stimarsi colle medesime norme eon cul si stimano gli altri beni immobili; si detrae dal prezzo totale il capitale cor- rispondente alla prestazione; erede nella cui quota cade questo fondo,& caricato solo dell'adempimento della pre- stazione medesima, ed eglièin dovere di garantirne i coeredi. SsétTiION III. Du Paiement des dettes. 870. Les cohéritiers contribuent entre eux au paiement des deites et charges de la succession, chacun dans la pro- portion de ce qu'il y prend. 871. Le légataire à titre universel con- tribue avec les héritiers, au prorata de son émolument; mais le’ légataire par- ziculier n’est pas tenu des dettes et char- ges, sauf toutefois l'action hypothécaire sur l'immeuble légué. 872. Lorsque des immeubles dune succession sont grevés de rentes par hy- pothèque spéciale; chacun des cohéri- riers peut exiger que les rentes sOienÉ remboursées et les immeubles rendus Ii bres avant qu'il soit procédé à la for- mation des lots. Si les cohéritliers par- agent la succession dans l'état où elle se trouve, l'immeuble grevé doit être estimé au méme taux que les autres 1m- meubles; il est fait déduction du capital de la rente sur le prit total; lPhéritier dans le lot duquel tombe cet immeuble, demeure seul chargé du service de la rente, et il doit en garantir ses Cohé- Titiers. SE&eTro PR TIL De Are alieno sokendo. 870. Coheredes æs alienum una simul solvere et hereditatis on quota tenentur. 87r. Legatarius titulo universali in tributum venit una cum he vero legatarius æri alieno, neque oneribus hereditariis subjicitur, legato servata. LE 872. Quoties immobilia hæreditaria annuis præstationibus cu tes solvantur, et immobilia hypothecis kberentur, antequam coheredibus exigere potest, ut præstationum s0r hereditariæ portiones fiant. Heredibus ver iummobilis onerata eodem calculo æque, ducenda: heres autem cui r conercdes ab iisdem indemnes servare tenctur: I o hereditatem in eo statu, ac ceteræ æstimand es illa immeobilis sortita est, ad casdem pr era sustinere pro cujusque hereditatis redibus pro rata emolumenti: particularis hypothecaria tamen actione in prædie m speciali hypotheca onerantur, quisquis ex in quo reperilur; dividentibus, res a est: præstationum sors ex integro pretio de- æstationes solus obstringitur, allosqne ne CT [ 254] 875. Gh ércdi sono tenuti ai debiti 855. Les héritiers sont tenus des et. ed ai pesi ereditarj personalmentea mi- tes et charges de la succession, person. sura della loro parte e porzione virile, nellement pour leur part ef portion vi- ed ipotecariamente per l’intero; salvo il rile, et hypothécairement pour le tout; loro regresso, tanto Contro 1 coeredi, sauf leur retours, soit contre leurs co- quanto contro 1 legatar) universali, in héritiers, soit contre les légataires uni- proporzione della tangente per cui essi versels, à raison de la part pour la- devono contribuire. quelle ils doivent y contribuer. 874. Il legatario particolare che ha 874 Le légataire particulier qui& æstinto un debito di cui era aggravato acquitté la dette dont l'immeuble légué il fondo legato, entra nelle ragioni del était grevé, demeure subrogé aux droits Qui ipsis tutores sunt, vel fuerunt, non compreherduntur. 908. Naturales filii donatione inter vivos, aut testamento nihil habere possunt, præterquam quod ils conceditur tiltulo de Successionibus. 909. Medici, chirurgi, officiales sanitatis, pharmacopolæ, qui aliquem in postrema infirmitale, ex qua mortung. facta ejusdem infirmitatis tempore, sit, curaverint, nequeunt aliquid accipere ex illius donatione inter vivos, aut testamento in sui favorem $ Æxcipiuntur tamen 1.0 dispositiones remuneratoriæ peculiari titulo factæ, inspectis tamen disponontis palimonio, ac prastitis officüs, f SERRES Re SR er Clomens Que Voy Purveny; TU) mé Pof de ay PE pour nlresyfs de vel realrble: L CUS(à EUTS, qu UTS, ? pou, par late de œq CCSN ’ Cine 0 4 LÀ ne une JX ont el 1 cg res quel pendu sitio” parti jspuil ü artil n(pt faroren pré” 7 wi ” partit j faxoreni iponent 2,0 Le disposizioni universal nei casi di parentela fino al quarto grado in- clusivamente, purchè perd il defunto non abbia eredi in linea, ovvero colui a favore del quale venne faita la disposizione, non si trovi nel numero di questi eredi. Le stesse regole si osseryeranno ri- spelto ai minisiri del culto. g10. Le disposigioni tra viva O per testamento in vantaggio degli spedalr, dei poveri d'una comune,© di stabi- limenti di pubblica utilit*, non avran- no effetto se non in quanto che saran- no autorizzate da un decreto del Go- verno. -gir. Qualunque disposizione a van- tageio d'una persona incapace, sarà nulla, ancorche venga celata sotto la forma d'un contratto oneroso, o che venga falta sotlo nome d'interposte per- sone. Saranno considerate interposte per- sone, i padri, le madri 1 fighi, e discen- denti, ed il consorte della persona in- capace. 912. Non potrà farsi alcuna disposi- zione a favore d' uno straniero, se non nel caso in cui questo straniero potesse disporre a vantagoio di un Italiano. 2.0 Les dispositions universelles, dans le cas de parenté jusqu'au quatrième degré inclusivement, pourvu toutefois que le décédé iait pas d’héritiers en li- gne directe; à moins que celui au pro- fit de qui la disposition à été faite, ne soit lui-méme du nombre de ces héritiers. Les mêmes règles seront observées& l'egard du ministre du culle. g10. Les dispositions entre-vifs ou par testament, au profit des hospices, des pauvres dune commune; OU d'établisse- mens d'utilité publique, rwauront leur effet qu'autant qwelles seront autorisées par un arrété du Gouvernement. o11. Toute disposition au profit d'un incapable sera nulle, soit qu’on la dé- guise sous la forme d’un contrat ONC- reux, soit qu’on la fasse sous lé nom de personnes interposées. Seront réputés personnes üferposées, les pères et méres, les enfans et descen- dans, et l’évoux de la personne RS o12. On ne pourra disposer au profi d'un étranger, que dans le cas où cet étranger pourrait disposer au profit d'ur Français. 2.0. dispositiones universales in casu cognationis ad quartum usque gradum inclusive, heredibus tamen defuncti in recta linea deficientibus; nisi is, favore cujus disponiur, in hoc heredum numero sit. Lisdem regulis obstringuntur joue adinimisiri g10. Dispositiones inter vivos, vel testamentariæ favore xenodochï, panpernm alicjus municipi, vel pu- blicæ utilitatis insitutorum, effectum non sortiuntur, nisi Supremæ Potestatis decreto confirmentur. o1r. Quævis dispositio fayore incapactum nulla est, sive sub forma onerosi contractus simuletur, sive per interpositas personas fiat, Interpositæ personx censentur paires, matres, fil, descendentes, et conjux illius, qui incapax est. gt? Favore alienigenæ disponere veütum est, exceplo casu, quo idem alienigena favore Itali disponeré pe # pa [ 244] GA PO ITE Della Porzione disponibile dei beni,€ della Riduziore. À SEZIONE PRIMA. Della Porzione disponibile dei Beni, 913. Le liberalita, tanto per atto tra ÿivi,. che per testamento, non potran- mo oltrepassare la metà dei beni del disponente, quando questi morendo non lasci che un figlio legittimo; 1l ter- z0, se Jlascia due figli; il quarto, se ne lascia tre od un numero maggiore, 914. Sono compresi nellarticolo pre- cedente sotto nome di figii, 1 discen- denu in qualunque grado essi siano; ma non si contano perd che per quel figlio che rappresentano nella succes- sione del disponente. 915. Le liberalità, per atto tra vivi O per testamento non potranno oltrepas- sare la metà dei beni, se in mancanza dei figh il defunto lascia superstiti uno O più ascendenti in ciascuna linea pa- terna e materna, e ditre quarti, se non lascia ascendenti che in una sola linea, CHAPITRE III. De la Portion de biens disponible, et de la Réduction. SECTION PREMIÈRE. De la Portion de biens disponible. 913. Les libéralités, soit par actes en- re-vifs, soit par Lestament, ne pourTronk excéder la moitié des biens du dispo- sant, s’il ne laisse à son décès qu’un enfant légitime; le tiers, s’il laisse deux enfans; le quart, sil en laisse trois ow un plus grand nombre. 914. Sont compris dans Particle pré- cédent, sous le nom d’enfans, les de- cendans en quelque degré que ce soit; néanmoins ils ne sont comptés que pour l'enfant qu’il représentent dans la SUC- cession du disposant. 915. Les libéralités, par actes enftre- vifs ou par testament, ne pourront excé- der la moitié des biens, si, à défaut d’en- Jant, le défunt laisse un ou plusieurs ascendans dans chacune des lignes pa- zernelle et maternelle; et les trois quarts, s’il ne laisse d'ascendans que dans une digne. EL UT 1. De Quantitate bonorum, de quibus disponi potest, es de Reductione. SecTtTio L De Quantitate bonorum, de quibus disponi potest. 913. Liberalitates tam per donationem inter vivos, quam per testamentum excedere nequeunt semissem bonorum disponentis, si morüs tempore unus tamtum ei extiterit filius legitimus: trientem si duo: quadrantem vero si tres sint, vel plures. 914. Filiorum nomine in præcedenti articulo veniunt cujuscumque gradus descendentes, qui tamen 0 mnes in successione non sunt, nisi loco fil, quem repræsentant. 915. Siquis improles obierit, relictis ex utraque linea paterna scilicet, et materna uno; vel pluribu$ ascendentibus; liberalitates, sive inter vivos, sive ex testaménto semissem bonorum nequeunt excedere, nec dodrantem, si ex allerutra tantum ascendentes supersint. es Ë onible, cles ere OUTTOIE L dise os qu'in Lisse dus e. ÉruS rc pr , 1 de e ce al $ que pu ns Lu s enÛt nt ext aut d'ete plu seu ones pi |S quan! } 71 Qu 4" dt nt 2 quil” je ones esp FÆ | ghrbté T 2451 T beni per tal modo riservati a van- taggio degli ascendenti, perverranno ad essi con l'ordine con cui la legge hi chiama a succedere: essi soli avranno il diritto a questa riserva, in qualunque caso che una divisione in concorso di collaterali non desse loro quella quota parte di beni riservata. 916. In mancanza d ascendenti e di discendenti, si poiràa disporre della to- talità dei beni tanto per atti fra vivi che per testamento. g17 Quando la disposizione per aîti tra vivi o per testamento sia d'un usu- frutto o,d’ una rendita vitalizia il cui yalore ecceda la porzione disponibile, gli eredi a vantaggio de’quali la legge fa una riserva, potranno eleggere 0 di eseguire tale disposizione,© di dimet- tere la proprietà della porzione dispo- mibile. 918. Il valore della piena proprietä de’ beni alienati ad una persona succes- sibile in linea retta, tanto col peso di una rendita vitalizia, come a fondo per- duto, o con riserva di usufrutto, sara imputato nella porzione disponibile, e l'eccedente, se ve n’è, sara conferito nella massa. Questa imputazione e questa col- lazione non potranno essere domandate da coloro fra i successori in linea retta Les biens ainsi réservès au profit des ascendans, seront par eux recueillis dags Tordre où la loi les appelle à succéder: ils auront seuls droit à cetle réserve, dans tous les cas où un partage Er COn- currence avec des collatéraux ne leur donnerait pas la quotité de biens à la- quelle elle est fixée. 016. A défaut d'ascendans et de des- cendans, les libéralités par acleés en. tre-vifs ou testamentaires pourront Épui- ser la totalité des biens. 017. Si la disposition par acle€nire- vifs ou par testament est dun usufruié ou dune rente viagère dont la valeur excède la quotité disponible, les héritiers au profit desquels la loi fait une réser- ve; auront l’optlion, OU d'exécuter cette disposition, ou de faire l'abandon dé la proprièlé de la quotité disponible. 918. La valeur en pleine propriété deë biens aliénés, soit à charge de rente viagère ,; SOLE à fonds perdu, Ou avec réserve d'usufruit, à l'un des sUCCESSi- bles en ligne directe, Sera imputée sur la portion disponible; et Pexcédant, S'il y en&, Sera rapporté à la masse. Cette imputaiion et ce rapporté ne pourront étre demandés par ceux des auires SUC- cessibles en ligne directe qui auraient ES, Bona ut supra reservaia ab ascendentibus capienda sunt, dumtaxat, quoties divisio cu collateralibus huic reservationi jus erit lcge constitutam non tribuat. 916. Si descendentium, vel ascendentium nullus extiterit; £estamento unicuique disponendi facultas est. o17. Si dispositio per actum inter respiciat, quorum valor poruvone conceditur, vel eandem dispositionem exequendi, quæ akteri ex successoribus in sive cum reservatione ususfruclus; in disponibik. 918. Valor pienæ proprietas bonorum, cum onere præstationis ad vitam, portione imputabitur, atque collationem petere nequeunt ji, vivos, vel per testamenium m disponibilem exceda; vel quotæ proprietatem cedendi, de qua disponi poterat. aut annui reditus, et si quid excedet, in hereditariu x in. recta Amea ad sucoessionem vocantur; prout legitimus successionis ordo expostulat; iisdem ascendentibus portionena de bonis omnibus tam inter vivos, quam , usumfrucium, vel reditus ad vitam heredibus quibus a lege porto reservaiur; opte recta linea alienata sunt, sive m assem conferetur. Hanc vero imputationem= si hujusmodi alienay -— $ ; Fæ C 246] éhe avessero prestato il loro assenso alla alienazione, ed in verun caso, dai suc- eessori in linea trasversale. 919. La porzione disponibile potrà essere data in tutto od in parte, tanto per atto fra vivi; come per testamento, ai figli od altri successori del donan- te, senza che il donatario o legatario veuendo a succedere, sia obbligato a farne la eollazione, con che perd la di- Sposizione sia stata fatta espressamente a Litolo di antiparte o prelegato. La dichiarazione che la donazione o il legato& a titolo diantiparte o di prelegato, potrà farsi tanto coll’ atto stes- 50 che eontiene la disposizione, quanto con un atto posteriore nella forma delle disposizioni fra vivi o testamentarie. SEZ1I0NE Il Délla Riduzione delle Doñazioni 6 de Legati, g20. Le disposizioni, tanto fra vivi che per causa di morte, le quali ecce- deranno la porzione disponibile, saran- no riducibili alla detta quota al tempo in cui si apre la successione. 921. La riduzione delle disposizioni fra vivi non potrà essere domandata &he da quelli à vantaggio de’ quali la consenti à ces aliénations, ni, dans ay Cur Cas, par les successibles en lisne coflatérale. 919. La quotité disponible pourra étre donnée en tout ou en partie, soit par acte enfre-vifs, soit par testament, aux enfans ou aufres successibles du dona- feur, sans ëfre sujette au rapport par le donataire ou le légataire venant à la SuCCESSiOn, pourvu que la disposition ait été faite expressément à titre de préciput où hors part. La déclaration que le don ou le legs est à éitre de précipuf ou hors part, pourra étre fuile, soit par l'acte qui contiendra la disposition, soit posté- rieurement dans la forme des disposi- tions entre-vifs où{eslamentaires. SECTION Il De la Réduction des Donations et Legs. 920. Les dispositions, soit entfre-vifs., soit à cause de mort, qui excéderont la quotité disponible, seront réductitles à cette quotité lors de l’ouverture de la SUCCESSION. 921. La réduction des dispositions en- tre-vifs ne pourra étre demandée que par ceux au profit desquels la loi fait F em ‘oni consensum; nunquam vero collaterales, quibus succedendi jus sit. 919. Portio disponibilis ex integro, vel pro parte derari potest per actum inter vivos, vel ultimæ vo- antatis filüis; aliitque ad donantis suécessionem lege vocalis; mec tamen donatarius, vel legatarius succe- dens eandem conferre tenetur, si donatio prelegati, aut præcipui titulo expresse facta sit. Deciarari potest, quod donatio, aut legatum præcipui, aut prælegati titulo fit, lam in ipso dispositio- ms actu, quam postea, dummodo solemnitates de disposilionibus inter vivos, vel testamentaris serventur. Seite 11| De Donationum et Æegatorum Reductione,|| g20. Dispositiones tam ifter vivos> quam mortis causa, quæ partem, de qua disponi potest, excedunt, msque ad ejus quantitatem, delatæ successionis tempore inspecio, imminuuntur, 21. Diminutio disposilionis inier vivos ab ïis{antum peti potest, quorum gratia lex reseryat.onem ETS 1 lg DT Ély OL pur NE, Qu k don 2rt par nl a ki )sition fre de legs park, le qui pou liste ÿ x Les JS eront tibles de la S en tn 10° js SuC(t* pos i LL A; 1H rest legge ha sthtélits la ri ISO A, ai loro ercdi O aventi causa da essi: 1 donatarj, i legatarj, i creditori del defunto, non potranns domandare tale riduzione, nè approfittarne. 922. Si determina la riduzione for- mando una massa di tutti i beni esi stenti alla morte del donante o del te- statore.. Vi si riuniscono per finzione .quelli di cui è stato disposto a titolo di donazione fra vivi, secondo il loro stato all epoca delle donazioni e del loro valore al tempo della morte del donante, e si calcola sopra tutti questi beni, dedotti i debiti, qual sia la por- -zione di cui ha potuto disporre, avuto riguardo alla degh eredi. 923. Non vi sara mai luogo alla ri- duzione delle donazioni fra vi ivi, che dopp avere esaurito il valore di tutti i beni cadenti nelle disposizioni testamen- tarie, e qualora vi sarà luogo a questa riduzione, essa si farà soie dalla ultima donazione, e cosi successivamen- te risalendo dalle ultime alle piü antiche. 924 Se la donazione fra vivi riduci- bile è stata fatta a favore di uno dei successibili, potrà questi ritenere sui be- ni donati,il valore di quella porzione, che gli spettérebbe, nella qualità di ere- Ja réserve, par leurs héritiers ou ayant causez les donafaires, les 1 égaltaires ni les créanciers du défiiut, 71€ POUTrOnÉ demander cétte réduction, ni en profiter. 922. La réduction se détermine en for- mant une masse de tous les Liens exis. tans au décès du donateur ou festateur. Oz y‘réunit fictivement ceux dont il a été disposé par donations entre-vifs, d’après leur état à l'époque des donations et leur valeur au temps du décès 4 donateur. On calcule sur 4ous ces biens, après en avoir déduit les dettes, quelle est, eu égard à la qualité des héritiers «qu'il FR, la quotité dont il a pu dis- poser. 0923. I n'y aura jamais lieu à réduire Jes donations entre-vifs, qu'après avoir épuisé la valenr de tous les biens com- pris dans les dispositions testamen- taires; et lorsqu'il y aura lieu à cette réduction, elle se fera en commençant par la dernière donation, et ainsi de suite en remontant des dernières aux plus anciennes. 024.$i la donation entre-vifs réducti- ble a été faite à l'un des successibles, il pourra retenir, sur les biens donnés, la valeur de la portion qui lui appar- tiendrait, comme héritiers dans les biens ne re statuit, vel ab eorum heredibus, vel causam habentibus. Doratariis vero, legatarüis, aut creditoribus .defuncti jus dimirutionem petendi, vel utilitatem ex eadem percipiendi non conceditur. 922. Ut quid imminuendum sit, cognoscatur, bona cuncla, quæ testator, vel donator mortis tempore re- diquit, in unum colliguntur. lis per fictionem adjicienda sunt, quæ donatione inter vivos alienata fucrint, inspectis tum ipsorum qualitate donalionis tempore, tum ipsorum valore tempore mortis donaniis. Quantiias disponibilis computajur ex bac universitate mg À, ære alieno deducto, inspecia superstitum hereduwm gqualitate. 925. Donationes inter vivos imminui nunquam possunt, nisi omnium, vu testamento relinquuntur, vale re exhausto. Quoties vero diminutioni locus sit, ipsa fiet incipiendo. a postrema dongtione, et ita gradatim a postes rioribus ad antiquiores ascendendo. 97f. Quoties dovatio inter vivos, quæ fmminuenda sit, favorenr respicit unius ex successoribus, bic res tudotas sibi præcipuas habere potcst usque ad quantitatem, que ad cundem tamquam hercdenn spectaret men rer eg, nr & [ 248] de sui beni non disponibili, quando sia- no della medesima natura. 925. Quando il valore delle donazioni fra vivi eccederà od eguaglierà la quota disponibile, tutte le disposizioni testa- mentarie saranno senza effetto. 926. Quando le disposizioni testamen- tarie eccederanno 0 la quota disponibile, o la porzione di questa quota che re- sterebbe dopo aver dedotto il valore delle donazioni fra vivi, la riduzione si farà pro rata senza alcuna distinzione fra i legati universali ed i legati parti- colari. 927. Nondimeno, in tutti i Casi in Cul 11 testatore avrà dichiarato espressamente essere sua intenzione che un legato sia soddisfatto in preferenza agli altri, questa preferenza avrà luogo; ed il legato che ne sarà l’oggetto, non verràa ridotto, se aon in quanto il valore degli altri legati non fosse sufficiente a compire la riserva legale. 928. 11 donatario restituirà i frutti di cid che eccedera.la porzione disponi- bile, dal giorno della morte dei donante, quando sta stata dimandata la riduzione entro lanno; altrimenti, dal giorno della domanda. 929. GV immobili da ricuperarsi 1n conscguenza della riduzione, saranno li- beri da ogni debito od ipoteca contralta dal donatario. non disponibles, s'ils sont de la méme nature. 025. Lorsque la valeur des donations entre-vifs excédera ou égalera la quotité disponible, toutes les dispositions testa- mentaires seront caduques. 926. Lorsque les dispositions testamen- taires excéderont, soit la quotité dispo- nible, soit la portion de cetle quotité qui resterait, après avoir déduit la va- leur des donations entre-vifs, la réduction sera faite au marc le franc, sans au- cune distinction entre les legs universels et les legs particuliers. 927. Néanmoins, dans tous les cas où le testateur aura expressément déclaré qu'il entend que tel legs soit acquitté de préférence aux autres, celte préfé- rence aura lieu; et le legs qui en sera l’objet, ne sera réduit qu'autant que la valeur des autres ne remplirait pas la réserve légale. 028. Le donataire restituera les fruits de ce qui excédera la portion disponible, à compter du jour du décès du dona- teur, si la demande en réduction a é£è jaite duns l'année; sinon, du jour de la demande. 029. Les immeubles à recouvrer par l'effet de la réduction, le seront sans charge de dettes ou hypothèques créées par le donataire. än bonis, 925.$i donationes inter vivos excedant, vel coæquent portionem 6. Quoties in testamento tWibuatur ultra portionem dispomibilem, douationibus inter vivos deductis superest; lunc diminutio fit pro rata Î 92 particularia sint. 927. Nihilominus si testator expresse declaraverit, se velle, prælalio locum habebit, nec legatum, de quo agitur, imminuelur, haud disponibilem suo valore non implebunt. si diminutionis petitio intra annum facta sit; secus a die petitionis. 929. Immobilia diminutionis causa vindicanda, ab hypo‘heca, velære alieno per Jiberantur, de quibus disponi non poterat, dummodo ejusdem qualitatis sint. disponibilein; quodvis testamentum infirmaiur. vel ultra hujus portionis partem, quæ egatorum sive universalia, sive ut legatum aliquod præ ceteris solvatur; nisi cum celera legala porlionem lege 928. Donatarius fructus bonorum, quæ portionem disponibilem excedunt, à die mortis donantis restiuet, donata:ium contracus, k Wine donting a qui NS lee festanen. fé dipe quoile E la vx duc 1 Qi versets Cas 0 detre af acquis s ji onibl dont n a él jour dl rer ) VA sf gris C 249] 9350. L’azione per la riduzione, o per la rivendicazione potrà promoversi da- gli eredi contro i terzi detentori degli immobili formanti parte delle donazioni, ed alienati dai donatarj, nella maniera medesima, e collo stesso ordine, che si potrebbe proporre contro i donatarj me- desimi, e previa l’escussione dei loro beni. Quest’ azione dovrà promoversi se- condo l’ordine di data delle alienazioni cominciando dall ultima. C:A PO: I. 2 Delle Donazionti tra vivr. SEZIONE IL. Della Forma delle Donaziont tra vivi. 931. Tutti gli atti di donazione tra vivi saranno stipulati avanti notajo nella forma ordinaria dei contratti, e ne rimarrà presso di lui l’originale minuta, sotto pena di nullità, 932. La donazione tra vivi non obbli- gheràa il donante, e non produrrà alcun efletto, se non dal giorno in cui essa sarà stata accettata in termini espressi. 930. L'action en réduction ou reven-: dication pourra être exercée par les hé- riliers contre les tiers détenteurs des immeubles faisant partie des donations et aliénés par les donataires, de la mé- me manière et dans le même ordre que contre les donataires eux-mêmes, et discussion préalablement faite de leurs biens*t Cette action devra étre exercée suivant l’ordre des dates des aliénations, en commençant par la plus récente. CHAPITRE FF: Des Donations entre-vifs. + scene SECTION PREMIÈRE. De la forme des Donations entre-vifs. 031. Tous actes portant donation en- tre-vifs seront passés devant notaires, dans la forme ordinaire des contrats; et il en restera minute, sous peine de nullité. 032. La donation entre-vifs n'enrga- gera le donateur, et ne produira aucun effet, que du jour qu’elle aura été ac- ceptée en termes exprés. 930. Actüo ad diminutionem, vel vindicationem ab heredibus adversus detentores immobilium, quæ donationis partem constituunt, quæque donatarius distraxit, eodem ordine, ac modis experiri potest, quibus adversus ipsos donatarios proponerentur, et ipsorum bonis primitus excussis. Eadem actie experitur a novissima alienatione incipiendo, juxta ordinem temporis, quo ille factæ sunt. GAP; UE ET. De Donationibus inter vios. Sresro L De Forma Donationum inter viwos. 951. Quælibet donatio inter vivos coram tabellionibus fieri debet ea forma, quæ in alüs contractibus adhibetur; et authographum penes eosdem sub nullitatis pœna servabitur. 952. Donatio inter vivos donatorem non obligat, nullunque effectum parit, nisi a die, qua expressim acceptata fuerit. ï me 92 RS| A M te Na RSR RER j4 Î Lt [ 250] L'acceitazione potrà esser fatta durante la vita del donante, con un atto poste- riore ed autentico, di eui pure rimarrà l'originale minuta; ma im tal caso la donazione non avrèà effetto, relativamente al donante, se non dal giorno in cui gli sarà stato notificato Fatto che com- proverà la detta accettazione. 955. Se il donatario è in età maggio- ré, l'accettazione deve essere fatta da lui, od in suo nome, da persona munita di procura esprimente la facoltà di ac- cettare la fattagli donazione, 0 la facoltàa generale di accettare le donazioni, che gli fossero o potessero essergli fatte. Questa procura dovrà essere ricevuta da un notajo; ed una copia della me- desima verra annessa alla minuta origi- nale della donazione, od a quella del- l accettazione che fosse fatta con atto separato. 934. La donna maritata non potrà ac- cettare una donazione senza il consenso del marito, e, nel caso del di lui rifiuto, senza l’autorizzazione giudiziale, in con- formità di cid che è disposto negli ar- ticoli 217 e 210, al titolo del Matrimonio. 935. La donazione fatta ad un minore non emancipato o ad un interdetto, do- vrà essere accettata dal suo tutore, in conformità dell articolo 463 del titolo della Minor età, della Tutela e della Emancipazione. - L'acceptation pourra être faite du vi- vant du donateur, par un acte posté- rieur et authentique, dont il restera minute; mais alors la donation mwaura d’effei, à l’égard du donateur, que du Jour où lacte qui constatera cette ac- ceptation lui aura été notifié. 933. Si le donataire est majeur, l’ac- ceptation doit étre faite par lui, ou, eh son nom, par la personne fondée de sa procuration portant pouvoir d'accepter la donation faite, ou un pouvoir géné- ral d'accepter les donations qui auraient été ou qui pourraient étre faites. Cette procuration devra étre passée devant notaire; et une expédition devra en étre annexée à lu minute de la do- nalion, ou à la minute de l'acceptation qui serait faite par acte séparé. 934. La femme mariée ne pourra ac- cepter une donation sans le consentement de son mari, ou, en cas de refus du mari, sans autorisation de la justice, conformément à ce qui est prescrit par les articles 217 ef 219, au titre du Mariage. 935. La donation faite à un mineur non émancipé ou à un interdit, devra étre acceptée par son tuteur, COnfor- mément à l'article 463, au titre de la Minorité, de la Tutelle et de l'Eman- cipation. Acceptatio, vivente donatore, fieri potest per posteriorem authenticum actum, cujus autographum servan- dum est: donatio vero nullum donatarii intuitu parit effectum, nisi a die, quo actus ille eidem fuerit denunciatus. +°... e Q Re» 955. Donatarius ælate major ipsemet donationem acceptare debet, vel ejus nomine procurator special mandato ad donationem, aut generali ad donationes vel factas, vel quæ fieri possent, acceptandas, mistructus. Mandatum vero a tabellione recipiendum est: ejusdem exemplum donationis authographo, vel accepta- LA püonis documento, si separatim fieret, adjiciendum est. a 4 1“A$.._ ss. Je,"..e 934 Foœmina nupta donationem acceptare nequit, nisi mariti accedente consensu, vel si hic renuat, msi judice auctorante, prout articulis 217, et 219 titulo de nuplis. 955. Acceptatio donationis fayore minoris non emancipati, aut favore bonis interdicti a tutore feri debet, prout articalo 465. ütule de Minori ætae, Tutela, et ÆErmancipatione statuitur. \ bk k le pui E reten } Wüux que à elle 0 ir, lat ou, à de s Cepler gêné rain! on der e lt plutot } L red opt p/as ustie, rit pu? itre du mind , a IL flou F bs 7 Il minore emancipato potrà accettarla coll assistenza del suo curatore. Cid non ostante il padre e la madre del minore sia© non sia emancipato, o gli altri ascendenti, benchè non siano nè tutori, nè curatori, e benchè siano ancora in vita i genitori del minore, potranno accettarla per lui. 936. Il sordo e muto che Re SCrI- vere, potrà accettare la donazione egli Stesso, o col mezzo di un procuratore. Se non sapesse scrivere, laccettazione dovrà essere fatta da un curatore nominato a tale effetto, secondo le regole, stabilite nel titolo della Minor età, della Tutela e della Emancipazione. 937. Le donazioni fatte a favore degli spedali, dei poveri d’un comune, o degli stabilimenti di utilità pubblica, saranno accettate dagli amministratori di questi comuni© stabilimenti, dopo che ne saranno stati debitamente autorizzati. 958. La donazione accettata nelle for- me sarà perfetta mediante il solo con- senso delle parti; e la propriela degli effetti donati s’intenderàa trasferita nel donatario, senza la necessità di formale tradizione. 939. Quando si fara donazione di beni suscettibili d'ipoteche, la trascrizione de- gli atti contenenti la donazione e l’accet- tazione, non che la notifica dell accet- De mineur émancipé pourra accepter avec l'assistance de son curateur. Néanmoins les père et mère du mineur émancipé ou non émancipé, ou les autres ascendans, méme du vivant des père ‘et mère, quoiquils ne soient ni tuteurs ni curateurs du mineur, pourront ac- cepter pour lui. 956. Le sourd-muet qui saura écrire; pourra accepter lui-méme ou par un fondé de pouvoir. S'il ne sait pas écrire, l'acceptation doit étre faite par un curaleur nommé à cet effet, suivant les régles établies au titre de la Minorité, de la Tutelle et de JÉmancipation. 037. Les donations jfaifes au profit d'hospices, des pauvres d’une commune, ou d’établissemens d'utilité publique, se- ront acceptées par les administrateurs de ces communes. ou établissemens, après - adoir été dûment autorisés. 958. La donation dûment acceptée Seræ parfaite par le seul consentement des PATES; et la propriété des objets don- nés sera transférée aw donafaire, sans quil soit besoin d'autre tradition. 039. Lorsqu’il y aura donafion de biens susceptibles d'hypothèques, la ÉransCrip- tion des actes contenant la donation et Pacceptation, ainsi que la not ification ET| Minor emancipatus, adsistente curatore, donationem acceptare potest. Nihilominus pater; et mater minoris sive emancipati, sive non, aut iis etiam viventibus ceteri ascen- dentes, etsi neque curatores, neque tutores minoris sint, pro eo acceplare possunt. 956. Surdus simul et mutus scribendi non ignarus ipsemet, vel per procuratorem acceptare potesi. Si vero scribendi sit imperitus, curaior hac de re conslitutus ejus nomine acceptat, servalis ls, quæ titulo de Minori ætate, Tutela, et Erancipatione, præscribuntur. 957. Donationes, quæ xenodochi, pauperum communis, vel loci ad publicam utilitatem instituti favorem respiciunt, ab eorum administratoribus acceptantur, auctoritate prius rite impetrata. 938. Donatio rite acceptata solo partium consensu perficitur; donatarum rerum dominium in dona- tarium transit, quin traditione reali opus sit. 959. Quoties donatio bona respiciat, quæ hypothecis obnoxia esse queunt, acta donationis, accep- tationis, et hujns notificationis, si acceptatio actu separato fuerit emissa, transcribenda sunt in officio hypothecarum districtus, ubi bena sita sunt. ME dr op nm à se D EP mt nn, PER LE : à k 2 LA + { 1 à " ! î ; A F4 sement EE | 252 1 tazione che si fosse fatta cen atto se- paraio, dovrà eseguirsi negli offci delle ipoteche esistenti nel circondario, in cul sono situati 1 beni. 940. Questa trascrizione dovrà eseguir- siad istanza del marito, allorchè i beni saranno stati donati alla moglie, e se il marito non adempie a tale formalità, la moglie potrà farla eseguire senza auto- rizzazione. Allorchè la donazione sarà fatta a per- sone d’età minore od interdette, od a stabilimenti pubblici, la trascrizione si eseguirà ad istanza dei tutori, curatorl od ammainistratori. 941. Potrà opporsi la mancanza di tra- scrizione da tutti gli aventi interesse, ecceituati perd coloro che hanno F ob- bligo di fare eseguire la trascrizione, O0 Fa hanno causa da questi, éd eccettuato pure 1l donatore. 942. 1 minori, gl interdetti, le donne maritate, non saranno restituiti in Intro per la mancanza d’accettazione o di tra- scrizione delle donazioni, salyo ad essi il regresso contro 1 loro tutori o mariti, se compete, e senza che possa farsi luogo alla restituzione in intiero, quando anche i detti tutori e mariti fossero in- solvibili. 943. La donazione tra vivi non potrà comprendere che i beni presenti del donante; se comprende beni futuri, sarà nulla rapporto a questi. de l'acceptation qui aurait eu lieu par acte séparé, devra étre faite aux bureaux des hypothèques dans larrondissement desquels les biens sont SiLUÉS. 940. Cette transcription, sera faite à la diligence du mari, lorsque les biens auront été donnés à sa. femme; et si le mari ne remplit pas cette formalité, la femme pourra y faire procéder sans autorisation. 4 Lorsque la donation sera faite à des mineurs, à des interdifs, ou à des.éta- blissemens publics, la transcription sera faite à la diligence des tuteurs, cura- teurs ou adminis{raleurs. 041. Le défaut de transcription pourra étre opposé par 1oules personnes ayant intérét, excepté toutefois celles qui sont chargées de faire faire la transcription, ou leurs ayant-cause, et le donateur. 942. Les mineurs, les interdits, les femmes mariées, ne seront point restitués contre le défaut d'acceptation ou de tran- scription des donations, sauf leur recours contre leurs tuteurs ou. maris, S'il échet, et sans que la restitution puisse avoir lieu, dans le cas méme où lesdits£u- teurs et maris se trouveraient insolvables. 043. La donation entre- vifs ne POUTTA comprendre que les biens présens du do- nateur; si elle comprend des biens à ve- nir, elle sera nulle à cet égard. Le 940. Transcriptio hæc fit viro petente cum bona uxori donala sunt: marito aulem transcriphionem megligente, uxori metipsi eandem, nemine auctorante, comparare licebit. Cum donatio minorum, aut bonis interdictorum, vel publici insututi favorem respicit; eorum tuloribus, aut curatoribus, vel administratoribus instantibus, iranscripto fit. x 941. Transcriptionis omissio ab omnibus, quorum interest, opponi potest, donatore tamen excepto, ef üs quibus petendæ transcriptionis onus incumbit, vel ab üisdem causam habentibus. 942. Minores, bonis interdicti, nupiæ adversus on nissam acceptalionem, vel transcriptionem donatio- num in integrum non restituuntur, salvo üs regressu adversus tutores, vel viros; eadem quoque restitutione in integrum rejecta, si et isti solvendo non sint. 943. Donatio inter vivos bena præsentia dumtaxat respicere potest: si futura continet, quoad hæc nul- Jum parit effectum. æ gl va Ÿ esecl dl: 0 fatta dt ster foss 0! slata dont pecu ceci, br. dus t ox äch hab Mit: AO: Ayy ren Sen für es bi eu alité, 7 SUN à des es él | Sera Curü- JOUTTA ayant ui son ription, eur, dits, de A) lit detwe ECOU s'il| puise dits ti yables e par MA t'a cry in | go sit} fo, ë post juoné pe gul: F 357! 944. Sara nulla qualunque donazione tra vivi fatta sotto condizioni la cui esecuzione dipenda daïla sola volontà del donante. 945. Sara parimente nulla, se è stata fatta sotto la condizione di soddisfare ad altri debiti o pesi fuori di quelli ch'esi- stevano all epoca della donazione, o che fossero espressi, tanto nell atto di dona- zione, come.nello stato che dovra es- servi anness0. 946. Nel caso in cui il donante si sia riservata la libertàa di disporre d’un ef- fetto compreso nella donazione, o di una determinata somma sui beni donati; se egli muore senza averne disposto, un tale effetto o somma apparterrà agli eredi del donante, non ostante qualun- _que clausula e stipulazione in contrario. 947. Î quattro articoli precedenti non si apphicano alle donazioni delle quali si è fatta menzione ai capi VIII e IX del presente tutolo. 948. Qualunque atto di donaziorie di effetti mobil non sarà valido, se non per quelli de quali una descrizione 0 stima sottoscritta dal donante e dal do- natario, O dal} accettante per lui, sara stata unita alla minuta originale della donazione. 044. Toute donation entre-vifs faite sous des conditions dont l'exécution dé- pend de la seule volonté du donateur, sera nulle. 945. Elle sera pareillement nulle, si elle a été faite sous la condition d’'acquit- ter d'autres dettes ou charges que celles qui existaient à l'époque de la donation, ou qui seraient exprimées, soit dans l'acte de donation, soit dans l’état qui devrait y être annexé. 046. En cas qe le donaïeur se soit ré- servé la liberté de disposer d'un effet com- pris dans la donation, ou d'une somme Jixe sur les biens donnés; s’il meurt sans en avoir disposé, ledit effet ou ladite som- me appartiendra aux héritiers du dona- teur, nonobstant toutes clauses et stipu- lations à ce contraires. 947. Les quatre articles précédens ne s'appliquent point aux donations dont est mention aux chapitres VIII et IX du pré- sené titre. 948. Tout acte de donation d'effets mo- biliers ne sera valable que pour les effets dont un état estimatif, signé du donateur, et du donataire, ou de ceux qui acceptent pour lui, aura été annexé à la minute de la donation. 044. Nullitati quævis donatio inter vivos subjicitur, quæ sub conditionibus fiat in donantis ipsius arbi- trium collatrs. 945. Nullitatem quoque donatio patitur, si conditio adjiciatur de ære alieno solvendo, alisque oneribus sustinendis præter ea, quæ donationis tempore aderant, vel quorum mentio in ïpsomet donatonis actu, aut in statu eidem adjecto, facta fuerit. 946. Si donator jus sibi reservaverit disponendi de aliqua ex donatis rebus, vel de certa super iisdem pecuniarum quantitate, et diem. suum, dispositione omissa, obierit; prædicta res, vel pecunia ejus heredi cedit, clausulis, et stipulationibus contraris nullas vires habentibus. 547. Quæ præcedentibus quatuor articulis staluta sunt, donationes, de quibus agilur capite VIIL et IX hujus tituli, non respiciunt. 948. Quævis donatio mobilium nulla erit, nisi quoad ea mobilia, quorum descriptio, et æstimatio is actu habeatur a donante, et donatario, aut ab üs, qui donationem pro ipso acceptaverint, firmato, et do- natuonis authographo adjecto, F à t Â î £ è [ 254] 949: Ë permesso al donante di riser- vare a suo vantaggio, Oo di disporre a vantaggio di un altro, del godimento 0 dell usufrutto dei beni donati tanto mo- bili che immobili. 050. Quando la donazione di effetti mo- bili sia stata fatta con riserva di usufrutto, venendo questo a cessare, sara tenuto il donatario a ricevere gli effetti donati che si troveranno in natura nello stato in cui saranno; ed avra azione contro il donante o suoi eredi per gli effetti non più esistenti, SinO alla concorrenza del valore che sara stato ad essi attri- buito nella descrizione, e stima. 951. Il donante potrà stipulare la 71- versibilità degli effetti donati tanto nel caso della premorienza del donatario solo, quanto del donatario e de suoi discendenti. Questo diritto non potra stipularsi che a beneficio del solo donante. 052. Il diritto di riversibilità produrra V’effetto di sciogliere tutte le alienazioni de’ beni donati, e di farli ritornare al donante, liberi da ogni peso ed ipoteca, à riserva perd dell ipoteca della dote e delle convenzioni matrimoniali, quan- do gli altri beni del conjuge donatario non bastino, e nel caso soltanto in cuila donazione gli fosse stata fatta collo stesso eontratto matrimoniale, da cui risultino &li diritü ed ipoteche. 049. I! est permis au donateur de faire Ia réserve à son profit, ou de disposer au profit d'un aufre, de la jouissance ou de l’usrifruit des biens meubles ou im- meubles donnés. 990. Lorsque la donation d'effets mo- biliers aura été faite avec réserve d usu- Sruit, le donataire sera tenu, à P expi- ration de l’usufruit, de prendre les ef- Jets donnés qui se trouveront en nature, dans l'état où ils seront; et il aura action contre le donafeur où ses héritiers, pour raison des objets non existans, jusqu’ à concurrence de la valeur qui leur aura été donnée dans l état estimatif. 051. Le donateur pourra stipuler le droit de retour des objets donnés, sois pour le cas du prédécès du donataire seul, soit pour le cas du prédécès du donataire et de ses descendans. Ce droit ne pourra étre stipulé qu'au profit du donateur seul. 952. L effet du droit de retour sera de résoudre toutes les aliénations des biens donnés, et de faire revenir ces biens au donateur, francs ef quifles de toutes charges et hypothèques, sauf néanmoins l hypothèque de la dot et des conventions matrimoniales, Si les autres biens de l évoux donataire ne suffisent pas, er dans le cas seulement où la donation lui aura été faite par le méme contrat de mariage duquel résultent ces droits et hypothèques. 949. Donanti jus est possessionem, vel usumfructum mobilium, aut womobilium, quæ donavit, sibi vel als reservare. 050. Donatione mobilium cum ususfructus resérvatione facta, donatarius finito usufructu res donatas, prout sunt, accipere tenetur, salvo jure contra donantem, ejusve heredes pro repetitione rerum, quæ de- ficerent, habita ratione æstimationis donationis actui adjectæ. 951. Reversio rerum donatarum ad donantem, recte stipulatur tam in casu, quo solus donatarius, quam in eo, quo ipse, ejusque descendentes præmoriantur. Reversionis jus suüpulari ne uit, misi pro donante. ] P quit, P 952. Juris reversionis effectus est resolutio alienationis bonorum, quæ ad donantem revertuntur ab hypo- thecis, aliisque oneribus exempta; excepta tamen dotis, et nuptialium pactorum hypotecha, quoties reli- qua donataru bona non sufficiant, et eo dumtaxat casu, quo eadem donata fuerint in ipso nupüarum çon- tractu, in quo hypothecæ, aliaque jura constituta sjni. esse dell fatta gel p meul0 nnn0 qulun dont tra d jdn mo À esse ne 1 ylla« 20 dl ver RAR din [255] Le SEezione Il.: 5 à SECTION II. dy# se ONCE ny Delle Eccezioni alla regola della irrevo- Des Exceptions à la règle de 1 IrrévoCa- Où ie cabilità delle Donazioni tra vivi. bilité des Donations entre-vifs, ets m 953. La donazione tra vivi non potra 953. La donation nn ne pourra d'u essere rivocata che per inadempimento étre révoquée que pour cause d’inexécution 'epi delle cordizioni, sotto le quali sara stata es conditions Sous pur elle aura les 4 fatta, o per ingratitudine, o per soprav- été faile, pour cause q PRES cé Pure venienza di figli. pour cause de survenance 8 enfans. clin 954. In caso di revoca per inadempi- 954. Dans le cas de la révocation pour , pour mento delle condizioni, i beni ritorne- cause d’inexécution des conditions, Les squ à ranno in potere del donante, liberi da biens rentreront dans les mains du dona- aura qualunque peso ed ipoteca imposta dal teur, libres de toutes charges et hypo-: donatario, ed il donante avrà contro i thèques du. chef du donataire; et le do- ler le terzi detentori degl’imimobili donati, tutti nafeur aura, contre les tiers détenteurs : 1 diritti che avrebbe contro il medesi- des immeubles donnés, tous les droirs k mo donatario. qu'il aurait contre le donataïre lui-méme. re.- 955. La donazione tra vivi non potra 055. La donation entre-vi” ne pourra essere rivocata per ingratitudine che étre révoquée pour cause dingratitude: ba ne seguenti Casi: que dans les cas suivans: es F 1.0 Se il donatario abbia attentato alla 1,9 87 le donataire a attenté à la vie vita del donante;; du donateur; du 2.0 Se siasi reso colpevole verso di fui: 20 S'il s’est rendu coupable envers di sevizie, delitti od ingiurie gravi; lui de sévices, délits ou injures graves: Fe 5° Se neghi ad esso gli alimenti. 5.0 S'il lui refuse des alimens. me 956. La revoca per inadempimento 990. La révocation pour cause d'ine- pe delie condizioni, o per ingratitudine, non æécution des conditions, ou pour cause “- avrà mai luogo{pso jure. d'ingratitude, naura jamais lieu de ms À plein droit. pus,/ 957. La domanda di revoca a titolo 957. La demande en révocation pour 41 d'ingratitudine, dovrà essere proposta en- Cause d'ingratitude, devra étre formée fut nu d Se rro IE Quibus ex causis Donationes inter vivos revocari possint. 053. Donationes inter vivos revocandi causæ sunt conditiones non impletæ: donatarii ingralitudo: libero- nd, à rum supervenientia. 954 Si donatio ex non impleta conditione revocaiur, bona ad Fate revertuntur ab hypothecis, di alüsve oneribus a donatario imposilis exempta: donatori vero eadem adversus tertios bonorum inuuobilium Li detentores jura compelunt, quæ adversus ipsum donatarium. | 655. Ingrati! udinis causæ, propter ques donatio revocari potest, dumitaxat sunt, me 1.0 S1 donaiarius doté vitæ insidias struxerit: 2.0 Si graves injurias in eum effuderit ,; delictum patraverit, vel inplas menus injecerit: pe 3.0 Si e1 alimenia negaverit,| “ 055. Donationes ex von ünpletæ conditionis, vel figralitudinis causa ipso jure non revocantur. ga COR 957. Revocatio ob ingratitudinem intra annum a die» Juo a donanie delicium don atano_ adscribitur, # er eee Fe er [256] tro l’anno, computabile dal giorno del delitto imputato dal donante al donata- r10,© dal giorno in cui il donante avrà potuto averne notizia. Questa revoca non potra domandarsi dal donante contro gli eredi del donata- rio, nè dagli eredi del donante contro il donatario, fuori che se fosse stata: in questo ultimo caso proposta l” azione dal- lo stesso domante, o fosse egli mancato di vita entro| anne dal commesso de- htto. 958. La revoca a titolo d’ingratitudi- ne non. pregiudicherà nè alle alienazioni fatte dal donatario, né z2lle ipoteche ed altri pesi reali ch’egli abbia potuto imporre sugli stessi effetti donati, pur- chè tutto cid sia anteriore alla inscrizio- ne che sara stata faita della copia del- la domanda di revoca in margine alla trascrizione ordinata nell er 2 939. Nel caso di revoca, il donatario’ sara condannato a restituire il valore degli effetti alienati, avuto riguardo al tempo della domanda, ed i frutt, da compu- tarsi dal giorno della medesima. go9. Le donazioni a contemplazione di matrimonio, non saranno rivocabili per ttolo d'ingratitudine. 060. Tutte le donazioni tra vivi fatte da persone che non avevano fig o dans l’année, à compter du jour du délié imputé par le donateur au donataire, ou du jour que le délit aura pu étre Connu par le donateur. Celte révocation ne pourra être deman- dée par le donateur contre les héritiers du donataire, ni par les héritiers du donateur contre le donataire, à moins que, dans ce dernier cas, l'action n'ait été intentée par le donateur, ou qu'il ne soit décédé dans l’année du délit. 098. La révocation pour cause d'ingra- titude ne préjudiciera ni aux aliénations Jaites par le donataire, ni aux hypothèé- gues et autres charges réelles qu’il aura puimposer sur lobjet de la donation, pour- vu que le tout soit antérieur à l'inscription qui aurait été faite de lextrait de la de- mande en révocation, en marge de la transcription prescrite par l’article 939. Dans le cas de révocation, le dona- taire.sera condamné à restituer la valeur des objets aliénés, eu égard au temps de la demande, et les fruits, à compter du jour de cette demande. 059. Les donations en faveur de ma- riage ne seront pas révocables pour cause. d’ingratitude. 060. Toutes donations entre-vifs faites par personnes qui n'avaient point d'en- petenda est, vel ab eo die, quo ipsi donanti innotescere poiuit. Revocatio hæc a donante adversus heredes donatarü, vel a donanüs Linie adversus donatarium peti nequit, nisi posteriori hoc casu a donante jam fuerit proposila, vel hic intra annum a die patrati dehcti obierit. 958. Revocatio ob ingratitudinem, neque alienatis a donatario rebus, neque hypothecis, aliisque oneribus rea- libus super üsdem ab eodem impositis quidquam officiet, dummodo alienationes, et hypothecæ inscriptionerm præcedant exempli petitionis de revocanda donatione, quæ in margine transcriptionis ab articulo 959 præ- scriptæ, facta fuisset. Donatione revocata, donatarius pretium alienatæ rei, quanti petiliouis tempore æstim abiur, et fructus ab gadem die persolvet. , 959. Donationes contemplatione matrimonit fact ingraütudinis causa non revocantur. 060. Donationes quælibet inter vivos factæ ab is, qui fils, et descendentibus donationis Lempore carenf, gb Concep dé, Lheros DO rest il Aistqe il TP le, vu : CON | dem. héritier Hers du | moins n'ait u qui} lit, 1gTa- 1ÉionS jothe- aura DOUT- ription » la de-| e Wl cle 9 le dome lan tri gr la le mu causé faites| nl dé care C'257] discendenti viventi al tempo della dona- zione, di qualunque valore esse siano, e per qualunque titolo fatte, ancorchè fossero vicendevoli o rimuneratorie, e quelle pure che fossero state fatte a contemplazione di matrimonio da qua- lunque altra persona fuorchè dagli ascen- denti ai conjugi,© dai conjugi stessi l uno all’'altro, sono rivocate ipso jure per la sopravvenienza di un figlio legit. timo del donante, benchè postumo, o per la legittimazione di un figlio natu- rale col susseguente matrimonio, se perd sia nato dopo la donazione. 061. Questa revoca avrà luogo, ancor- -chè il figlio del donante o della dona- trice, fosse già concepito al tempo della donazione. 962. La donazione sara parimente ri- vocata, anche nel caso in cui il dona- tario fosse entrato in possesso dei beni donati, ed il donante l'avesse lasciato continuare nel medesimo possesso dopo la sopravvenienza del figlio; senza che perd 1l donatario sia tenuto a restituire i frutti percetti, di qualunque natura essi siano, se non dal giorno che gli sarà stata netificata con ihtimazione od altro atto legale, la nasCita del figlio o la sua legittimazione col susseguente ma- trimonio; e Ci0, quand’ anche la doman- fans ow de descendans actuellement vi- vans dans le temps de la donation, de quelque valeur que ces donations puis- sent être, et à quelque titre qu’elles aient élé faites, et encore qu’elles fus- sent mutuelles ou rémunératoires, même celles qui auraient été faites en faveur de mariage par autres que par les ascen- dans aux conjoints, ou par les conjoints lun à l’autre, demeureront révoquées de plein droit par la survenance d'un enfant légitime du donateur, même d’un post- hume, ou par la légitimation dun en- fant naturel par mariage subséquenf, s'il est né depuis la donation. 061. Cette révocation aura lieu, encore que l'enfant du donateur ou de la dona- trice fût concu au temps de la donation. 062. La donation demeurera pareil- lement révoquée, lors méme que le do- nataire serait entré en possession des biens donnés, et qu'il y aurait été laissé par le donateur depuis[a surrenance de l'enfant; sans néanmoins que le do- nataire soit tenu de restituer les fruits par lui perçus, de quelque nature qu’ils soient, si ce n’est du jour que la nais- sance de lenfant ou sa légitimation par mariage subséquent lui aura été notifiée par exploit ow autre acte€m bonne forme; et ce, quand méme la éujuscumque valoris sint, et quovis titulo fiant, licet mutuæ, vel remuneratoriæ: ille quoque contemplatione matrimoni factæ, ab aliis, quam ab ascendentibus favore conjugum, vel vicissim a conjuge alteri conjugi, ipso jure revocantur, quoties donanti filius legitimus supervenerit etiam posthumus, vel per subsequens matrimonium legitimatus; dummodo post donationem iste susceptus fuerit. 961. Revocatio hæc locum quoque obtinet, etiam si filius ejus, qui donavit, donationis tempore jam conceptus fuisset. 962. Donatio pariter revocatur, quamvis bonorum possessionem jam a donatario adeptam donans post liberos susceptes recuperare neglexerit: fructus tamen percepios, cujuscumique qualitatis fuerint, donatarius non restiluet nisi a die tantum, quo ipsi rite per denunciationem de fili nativitate, vel. legitimatiose per subsequens matrimonium constiterit; quod æque locum habet, etiamsi petlio pro bonis recuperandis post I 35 on ge mr tie PS ANR ER A us 1 î j 5 4 :| |A | H œrr* Ne. [ 258] a pér vientrare nel possesso de’beni doônati non fosse stata proposta, che do- po tale notificazione. 065. 1 beni compresi nella donazione Yivocata pso jure, ritorneranno nel pa- frimonio del donante, liberi da qualun- que pese ed ipeteca imposta dal dona- tario, e non potranno restare obbligati ñnemmerio sussidiariamente per la resti- tuzione della dote della moglie del do- natario stesso, e per gli altri diritti di- peudenti da recupcra, o da convenzioni huziali, e cid avra luogo ancorchè la donazione fosse stata fatta a contempla. zione del matrimonio del donatario, e si fosse inserita nel contratto, ed an- corchè il donante si fosse obbligato co- me sigurtà, nella donazione, per l'esecu- zione del contratto matrimoniale. 964. Le donazioni in tal modo rivoca- te non potranno rivivere ed, avere di nuovo il loro effetto, nè per la morte del figlio del donante, nè per alcun atto di conferma; e se 1l donante vuole do- nare gli stessi beni allo stesso donatario, #ia prima che dopo la morte del figlio per la cui nascita& stata rivocata la do- nazione, non lo potra fare che con una nuova disposizione. 965. Qualunque clausula o convenzio- “he, con cui il donante avesse rinunciato al diritto di rivocare la donazione per la demande pour rentrer dans les biens donnés, n'aurait été formée que posté- rieurement à cette notification. 963. Les biens compris dans la dona- tion révoquée de plein droit, rentreront dans le patrimoine du donateur, libres de toutes charges et hypothèques du chef du donataire, sans qu’ils puissent demeurer affectés, méme subsidiairement, à la restitution de la dot de la femme de ce donataire, de ses reprises ou autres conventions matrimoniales; Ce qui aura lieu quand même la donation aurait été Jaite en faveur du mariage du dona- taire et insérée dans le contrat, ef que le donateur se serait obligé comme cau- tion, par la donation, à l'exécution du contrat de mariage. 064. Les donations ainsi révoquées ne pourront revivre ou avoir de nouveau leur effet, ni par la mort de l'enfant du donateur, ni par aucun acte conjir- matif 3 et si le donateur veut donner les mêmes biens au méme donafairé, soit avant où après la mort de l'enfant par la naissance duquel la donation avait été révoquée, il ne le pourra faire gue par une nouvelle disposition. 065. Toute clause ou convention par laçuelle le donateur aurait renoncé à la révocation de la donation pour sur- denunciationem a donante fuerit insütuta. 065. Sequuta ipso jure revocatione, bona donata ad donantem revertuniur hypothecis, alisve oneribus per donatarium impositis penilus exempta; et ne pro dote quidem uxori ipsius donatarii restituenda, aliisve juribus ex nupliali eontractu profluentibus in subsidium veniunt; idqueé obtinet ec etiam casu, quo con- templatione hujus matrimonii donatio facta fuerit, et nuptialibus tabulis comprehendatur, ac ipse donator in donationis actu fidejusserit de contrac!us nuptialis execulione. 654. Donationes ita revocatæ, neque si donantüs liberi obierint, neque si ab eo confirmentur deruo re- viviscunt, effectumque sortiri queunt. Si vero donanti libuerit sive ante, sive post mortem liberorum, qui ; F revocationi causam decerint, eadem bona ipsin met donatario tribuere; id non nisi novo domalionis actu fieri potest. JL ni::: 2> = 965. Quomodolibet donator paciscatur de mon reyocanda donatione, si filius supervenerf, pactum trig quh Lx M de ls Long Uë pau sl done rentrenn ur, Ubre hèques à | puis airemen à femne ju dures qui aura urait êté 4 donc ek que n£ Catt- tion du Qué 2 » nou o logfu cle Co d ju prata, l'enfii donati A fair 1 nation jf penon 4 pur ” re one yen, a y go } né dosalor | duo rl; qu potes | actu [ 239 Î. sopravvenienza di fig, sara riputata co- me nulla, e non produrrà alcun efletto. 966. IL donatario, i suoi eredi, gli aventi causa da esso, od altri detentori delle cose donate, non potranno op- porre la prescrizione per far sussistere la donazione rivocata per la soprav- venienza de figli, se non dopo il pos- sesso di trent anni, i quali non inco- minceranno a decorrere che dal gior- no della nascita dell ultimo figlio del donante, benchè postumo; e cid senza pregiudizio delle cause che a termini di ragione interrompono la preserizione. € A PO. Y. Delle Disposizioni testamentarie. EE) SEzI1O0NE E Delle Regole generali sulla Forma dei Testamen tr. 967. Qualunque persona potra disporre per testamento, tanto a titolo d’istituzione d'erede, quanto a titolo di legato, 0 con qualsivoglia altra dcaominazione atta a manifestare la sua volontà. ob de venance denfant, Sera regardée comme nulle, et ne pourra produire aucun effet. 966. Le donaïaire, ses héritiers ow ayant-cause, ow autres détenteurs des choses données, ne pourront opposer l@ prescription pour faire valoir la dona- tion révoquée par la survenance d'enfant, gw’après une possession de trente années, gui le pourront Commencer à COUrIT QUE du jour d2 la naissance du dernier en- Jant du donateur, méme posthume; ef ce, sans préjudice des interruptions, telles que de droit. CHAPITRE FF. Des Dispositions testamentaires:. SECTION PREMIÈRE. Des Regles générales sur la forme des Testamens. 967. Toute personne pourra disposer par testament, soil sous le titre d'insti- tution d'héritier, soit sous le titre de legs, soit sous toute autre dénominatiorv propre à manifester sa volonté. nullum habetur, nullumque parit efectum: 066. Præscriptio ad sustinendam donationem ex supervenientia Hberorum revocatam, a donatario, ejusque: keredibus, vel causam ab ïis habentibus ant a rei donatæ possessoribus opponi nequit, nisi hi per annos triginta a die nativitaus ultimi donatoris filü, licet posthumi, in possessione fuerint; idque etixm servatis 18 qubus præscripio: de jure interrumpitur:. CE APUT Y. De Testamentis ordinandis: mn Sec L Dispositiones generales de Forma T'estandi. 967. Quilibet testamento disponere potest, sive institutionis ,. sive legaii titulo-, sive alio qnoyis romint,, 4 qua de ejus@luntate manifesio constet.. a re À [ 260] 068. Non si potrà fare un testamento da due o più persone nel medesimo atto, tanto a vantaggio di un terzo, quanto per disposizione reciproca. 969. Un testamento pud essere olografo © fatto per atto pubblico od in forma mistica. 970. Il testamento olografo non sarà valido, se non è scritto interamente, da- tato e sottoscritto di propria mano dal testatore: questo testamento non è s0g- getto ad alcun’ altra formalità. 971. Il testamento per atto pubblico è quello che è ricevuto da due notari in presenza di due testimonj,© da un notajo, in presenza di quattro testimonj. 972. Se il testamento è ricevuto da due notari, verra loro dettato dal testa- tore, e sara scritto da uno di questi no- tari, ne termini stessi ne’ quali gli viene dettato. Se non vi è che un solo notaro, deve egualmente essere dettato dal testatore, .€ scritto da questo notaro. Nell uno e nell'altro caso se ne deve fare la lettura al testatore in presenza dei testimon]. Di tutto si deve fare espressa men- #ione. 973. Questo testamento deve essere sottoscritto dal testatore: se egli dichiara 068, Un restaient ne pourra étre fus dans le méme acte par deux ou plusieurs personnes, soif au profit dun fiers, soit à titre de disposition réciproque et mutuelle. 069. Un testament pourra étre ologra- phe, ou fait par acte public ou dans la Jorme mystique. 070. Le testament olographe ne sera point valable, s’il n’est écrit en entier, daté et signé de la main du testateur: il n'est assujetti à aucune autre forme. 071. Le testament par acte public est celui qui est recu par deux notaires, en présence de deux témoins, Ou par un nofaire, en présence de quatre fémoïns. 972. Si le testament est reçu par deux notaires, il leur est dicté par le testa- teur, et il doit étre écrit par l’un de ces notaires, tel qu’il est dicté. S'il n’y«& qu’un notaire, il doit éva- lement étre dicté par le testateur, et écrit par ce nofaire. Dans l’un et l'autre cas, il doit en être donné lecture au testateur, en pré- sence des témoins. Il est fait du tout mention expresse. 973. Ce testament doit être signé par le testateur: s’il déclare qu’il ne sait ou 968. Testamentum a duobus, vel pluribus in üisdem tabulis fieri nequit, sive testantium dispositiones in ...°°+. favorem terti, sive in mutuum 1psorum favorem reciproce facts sint. 969. Testamentum, vel holographum est, vel per actum publicum, vel mystica forma conditum. 970. Testamentum lHholographum inefficax est, nisi testator ipse integrum testamentum propria manu scribat, diem apponat, ac se se subscribat: nec aliæ solemnitates in eo requiruntur. 971. Testamentum per actum publicum illud est, quod a duobus tabellionibus, duobus testibus præsen- bus, vel ab uno tabellione quatuor testibus adstantibus recipitur. 972. Testamentum, quod a duobus tabellionibus recipitur, iisdem a testatore dictari debet, et ab altere ex duobus tabellionibus scribi, prout fuerit dictatum. Si unus tantum adsit tabellio æque ab eodem testa- menti tabulæ, testatore dictante, scribendæ sunt. Utroque casu coram testibus illud testatori legendum est. De hisce omnibus expressa mentio in actu fit. 973. Hoc autem testamentum a testatore subscribi oporiet: si vero se nescire, vel non posse subscribere # | En fu [ 261] di non sapere o di non potere scrivere, ne peut signer, à sera fait dans Pacte y à far nel} atto. espressa Ses della Er none_ ainsi mas sua dichiarazione, non C ER ella causa que de la cause qui l’empéche de signer. che lo impedisce di sottoscrivere.|| || P‘ md 974: Il testamento deve essere Ssotto- 974- Le testament devra être Signé IS scritto dai testimonj;: tuttavia nelle cam- par les témoins; ef néanmoins, dans les u dan pagne basterà che sia sottoscritto da campagnes, il suffira qu'un des deux uno dei due testimonj, se il testamento témoins signe, si le testament est reçis me sn è ricevuto da due notari, e che sia sot- par deux notaires, et que deux des qua- n enlier toscritto da due dei quattro testimon), tre témoins signent, S'il est reêu par ur Slaieur: se è ricevuto da un notaro solo. nofaire. ame 975. Nei. testamenti per atto pubblico, 975. Ne pourront étre pris pour té- non potranno ammettersi per testimon) moins du testament par acte public, ni ic es nè i legatarj, qualunque sia il loro titolo, les legataires, à quelque titre qu'ils res, en nè i loro parenti od affini sino al quarto soient, ni leurs parens ou alliés jusqu’au par un grado inclusivamente, nè 1 praticanti dei quatrième degré inclusivement, ni les émoïns, notari dai quali saranno ricevuti. clercs des notaires par lesquels les actes par deux seront reçus. le lestae 976. Quando un testatore vorrà fare 976. Lorsque le testateur voudra faire r L'un d un testamento mistico,© segreto, dovrà un testament mystique ou secret, il sera fe, sottoscrivere le sue disposizioni, tanto se tenu de signer ses dispositions, soit qu’il siano state scritte da lui stesso, quanto les ait écrites lui-même, ou qu’il les ait dé se le abbia fatte scrivere da un altro. fait écrire par un autre. Sera le papier ent La carta, in cui saranno estese queste qui contiendra ses dispositions, ou le disposizioni, o quella, che servirà d'in- papier qui servira d'enveloppe, s’il ÿ en doit a volto, quando vi sta, sara chiusa€ si- a une, clos et scellé. Le testateur le “enpi gillata. Il testatore la presenterà chiusa présentera ainsi clos et scellé au notaire, e sigillata al notaro, ed a sei testimon) et à six témoins au moins, ou il le fera Tpre58l almeno; ovvero la farà chiudere e sigil- clore et sceller en leur présence; et il lare in loro presenza; e dichiarerà che il déclarera que le contenu en ce papier sn contenuto in quella carta è il suo testa- est son testament écrit et signé de lui, TT mento da lui scritto e sottoscritto, 0 ou écrit par un autre et signé de lui: le _. an a testator declaret; hujus declarationis expressa in tabulis mentio fiet, prout etiam causæ, propler quam is sub- : scribere impeditur. ” 974. Testes quoque testamento se subscribent: quoties vero ruri conditum est, alterutrius testis subscriptio ppt 2 sufficit, si testamentum a duobus tabellionibus recipiatur; sed duo ex quatuor testibus subscribent, si unus dumtaxat tabellio testamentum recipiat.- js 975. In testamento per actum publicum testes adhiberi nequeunt, nec legatari, quovis titulo ipsis legatum sit, nec ipsorum cognati, aut affines usque ad quartam gradum inclusive, nec amanuenses ia- Lo bellionum, Qui testamentum in actis receperint. da 976. Quoties testator testamentum mysticum, vel secreium condere decernit, dispositioni sive a se; pa sive ab alio eus jussu scriptæ se subscribere: tabulæ ipsæ testamenti, vel papyrus easdem:in- bob volvens, siqua adhibebitur, claudetur, et obsignabitur. Testator ipse tabulas ila clausas, et obsignatas sell tabellioni, et sex salfem testibus exhibebit, vel coram iüsdem eas claudi, et obsignari curabit ceclaration? :’ m eas caudi, el ODSIS s OCR rm ; ; j È È - Lg F-407| seritito da un altro e da«esso firmato: il notaro formerà l'atto di soprascrizione, che vexrà esteso sulla carta medesima, ovvero sul foglio che serve d'involto; quest'atto sarà sottoscritto dal testatore, e dal notaro unitamente ai testimon]: tutto -£i0 sarà fatto nel medesimo contesto, sen- za deviare ad altri atti; e nel caso in cui il testatore, per un impedimento soprag- giunto dopo aver firmato 1l testrmento, non potesse sottoscrivere latto di sopra- serizione, si dovrà esprimere la dichia- xazione che egli ne farà, senza che sia necessariO in questo Caso di accrescere il numero dei testimon;. 977. Se il testatore non sa scrivere, o se non ha potuto fare la propria sot- toscrizione quando fece scrivere le sue disposizioni, sarà richiesto per l'atto di soprascrizione un testimonio di più del numero prescritto dalf articolo pre- cedente, il quale sottoscriverà l'atto co gli altri testimon;j; e si esprimerà 1} mo- tivo per cui si sara richiesto questo testimon1o. 978. Coloro che non sanno© non possono leggere, non potranno fare ve- runa disposizione in forma di testamento HStICO. 97%: Nel caso in cut il testatore non. possa parlare, ma possa scrivere, potrà fare un testamento mistico, a condizione notaire en dressera l'acte de suscription, gui sera écrit Sur Ce papier Ou sur rs feuille qui servira d'enveloppe; cet acte sera signé tant par le testateur que par le notaire, ensemble par les témoins. Tout ce que dessus sera fuit de suile et sans di- veriir à autres actes; et en Cas que le te- stateur, par un empéchement survenu de- puis la signature du testament, ne puisse signer l'acte de suscription, il sera fait mention de la déclaration qu'il en aure faite, sans qu'il soit besoin, en ce cas, d'augmenter le nombre des témoins. 977. Si le restateur ne sait signer, Où s’il na pu le faire lorsqu'il a fait écrire ses dispositions, il sera appelé à Pacte de SuSCT' ivtion un témoin, outre le nombre porté par lartiele précédent, lequel signe- ra l'acte avec les autres témoins; et ily sera fait mention de la cause pour le quelle ce témoin aura été appelé. 978. Ceux qui ne savent où ne peuvent lire, ne pourront faire de disposi/ions dans la forme du testament mystique. 070. En cas que le festateur ne puisse parler, mais qu’il puisse écrire, il pourra {aire un testament mystique, à la charge Æ et insuper per eundem facta, iisdem. tabulis a. se, vel ab alio suo jussu. scriplis, ac mans propria signatis supremum. suum elogium contineri; in quorum fidem notarius instrumentum superscriptionis In Ipsis ta- Bus, vel in papyro. easdem. involvente extrinsecus scriptim. conficiet, quod ab eo., ac a testatore, et testibus. simul subscribetur. Hæc omnia unico contexiu perficienda sunt; et si testator postquam tabubs se subscripsit, subsequentem superscriptionis actum improviso Cast subscribere impediatur; de ejus super ea re declaratione ihi fiet mentio, quin lestium numérus augeatur. La... n..«\««{ 977- Si testator scribendi imperitus sit, vel si se subscribere haud potuit cum-suæ voluntatis elogium ab abo ejus mandato scriptum fuit, præter prædictos alter testis adhibendus erit, qui una cum. cetenis test bus actui se subscribat, in quo. de-causa, ob quam ipse vocatus fuerit, mentio fet. 978. Qui losere vel nesciunt, vel imped Kuntur, mysticum. testamentum condere- nequeunt. 979... S1 tostator loqni non possit, seribendi vero sit capax, mysticum testamentum coudere potest, dura je rl sen qi po tran0 ire 11 6 ds cu WA Ain, Où tu} 3 C8 a Ur quete LOS. D sans que let uryenu dt ne puise Sera Ja | ER aus Ce CUS, ns. ner, OÙ ht écris à Pacte de le nombre quel signe ins; e pour ni ri pra Fi pestalott l TI bi sisi? NL] éd y(SL t, qu [ 263| pero che iltestamento sia intieramente scritto, datato e sottoscritto di sua pro- pria mano€ carallere, che egli lo pre-° senti al notajo ed ai testimonj, che in fronte dell atto di soprascrizione scriva in loro presenza, che la carta che egli presenta è il suo testamento. Il notaro scriverà in seguito l’atto di soprascrizio- ne, nel quale esprimerà, che il testatore ha scritto le indicate parole alla presenza del notaro, e de’ testimon], e s1 osser- verà nel resto tutto eid che è prescritto nel} articolo 976. 980. I testimonj richiesti ad essere pre- senti al testamento, devono essere ma- schi, magsiori di età, dimoranti nel Re- gno, e che godano dei diritti civil. Sezione Il Delle Regole particolari sulla Forma di alcuni Testanenti 081. I testamenti de’ militari e delle persone impiegate presso le armate, po- tranno, in qualunque siasi paese, es- sere ricevuti da un capo di battaglione o di squadrone, o da qualunque altro officiale di grado superiore, in presenza. di due testimonj, o da due commissar} di guerra, o da un solo di essi In pre- senza di due testimon;. que le testament sera entièremént éèrit, daté et signé de sa main, qu’il le présente- ra au notaire et aux témoins, el qu'au haut de l'acte de suscription, il écrira, en leur présence, que le papier qu’il présente est son testament: après quoi le notaire écrira l'acte de suscription, dans lequel il sera fuit mention que le testateur a écri£ ces mots en présence du notaire et des té- inoins: el sera, au surplus, observé tœut ce qui est prescrit par l’article 976. 080. Les témoins appelés pour étre pré- sens aux testamens, devront étre miles, majeurs, républicoles, jouissant des droits cipils. SECTION Il. Des Reégles particulières sur la Forme de certains Testamens. 081. Les testamens des rnilitaires et des individus employés dans les armées, pour- ront, en quelque pays que Ce soit, étre reçus par un chef de bataillon ow desca- dron, ou par tout autre officier d'un grade supérieur, en présence de deux témoins, ou par deux commissaires des guerres, O1 par un de Ces commissaires en présencé de deux témoins. modo tabulas manu propria integre scribat, diem apponat, se subscribat, easdem tabellioni, ac testibus exhibeat, et ipsemet testalor in capite actus superscriplionis Coram prædictis sua scriptura declaret, in tà* bulis, quas exhibet, suum contineri supremæ voluntatis elogium. Post hæc tabellio acium superscriptionis conficiet, quo mentio fiet, testatorem ipsum eam declarationem scripsisse coram eodèm tabellione, ac testibus. De cetero præscripta in articulo 976 omino observanda sunt.: 980. Testes vocati, ut adsint conficiendo testamenio, masculi esse débent, ætate majores, in Regno degentes, et civilum jurium participes. SEcrTro Il De peculiaribus Regulis, quoad Formam quorundäm T'éstamentorum. ...,# se_ 981. Testamenta mihtum, et eorum, qui munere aliquo penes exercitus funguniur, in Œuavis regioné sint, a duce cohortis, vel agminis, vel a quocumque majoris gradus milite recipi possunt coram duobus testibus, aut a duobus belli commissariis, sive ab uno ex ipsis cum duorum testium præsenua SERIE og PT semer s£ pe = one ce TO qu= Mc isé. re \ garer nl à [ 264] 982. Potranno ancora, se il testatore èé ammalato© ferito, essere ricevuti dall ufficiale in capo di sanità, assistito dal comandante militare incaricato della polizia dello spedale. 933. Le disposizioni de’ sopraddetti ar- ticoli non avranno luogo che in favore di coloro che saranno in ispedizione mi- litare, od acquartierati, o in guarniglo- ne fuori del territorio del Regno, o pri- gionieri presso l’inimico; non potran- no perd approfittarne coloro che sono acquartierati, O in guarnigione nell in- terno del Regno, eccettuato il caso che si trovino in una piazza assediata, od in una cittadella o altro luogo, le cui porte siano chiuse ed interrotte le co- municazioni a Cagione della guerra. 984. Il testamento fatto secondo la forma sopra stabilita, sarà nullo sei mesi dopo il ritorno del testatore in un luo- go ove possa fare testamento colle for- me ordinarie. 985.[I testamenti faiti in un luogo in cui saranno interrotte tutte le comu- nicaziOni a cagione della peste o di altra malattia contagiosa, potranno es- sere fatti avanti il giudice di pace, od avant: uno degli ufficiali municipali della comune in presenza di due testimon]. 092. Ils pourront encore, si le testateur est malade ou blessé, être reçus par l'of- Jficier de santé en chef, assisté du com. mandant militaire chargé de la police de l’'hospice. 083. Les dispositions des articles ci-des- sus n'auront lieu qu'en faveur de ceux qui seront en expédition militaire, ou en quartier, ou en garnison hors du terri- toire de la République, ou prisonniers chez l'ennemi; sans que ceux qui seront en quartier ou en garnison dans l'intérieur puissent en profiter, à moins qu'ils ne se trouvent dans une place assiégée ou dans une citadelle et autres lieux dont les por- Les soient fermées et les communications interrompues à cause de la guerre. 084. Le testament fait dans la forme ci-dessus établie, sera nul six mois après que le testateur sera revenu dans un lieu où il aura la liberté d'employer les for- mes ordinaires. 085. Les testamens faits dans un lieu avec lequel toute communication sera interceptée à cause de la peste ou autre maladie contagieuse, pourront étre faits devant le juge de paix, ou devant l’un des officiers municipaux de la commu- ne, en présence de deux témoins. 082. Miles ægrotans, aut vulneratus supremam suam voluntatem declarare potest, etiam coram primario sanitatis officiali, adsistente militari præfecto, cui xenodochii politia demandata est. 983. Quæ articulis superioribus statuta sunt, sibi vindicant tanturmmodo milites in expedilione, vel in statione, aut præsidüs extra Regni ditionem degentes, vel donec apud hostes captivi manserint: à vero, qui in præsidio, aut stalione intra Regnum sunt, eo jure non utuntur, misi in obsessa urbe, arce, alisve locis belli causa undique obstructis degant. 984. Testamenta ita condita sex mensibus elapsis, postquam miles eo loei redierit, ubi ordinaris formis testari potest, infirmantur. |..e...-. 1 985. Testamenta tempore pestis, vel contagii condita in loco, ad quem ob hanc causam omnis aditus inter- clusus sit, coram judice pacis, vel coram allero ex offcialibus municipalibus ejusdem loci duobus test bus præsentibus, condi possunt, go Al dell bas qu ser fic ne à Id perc1o gel wa,| piano, mnt 1 von sin iore, y ministre Tente re Te sup Test 1 Slpe bur|of. Lu con oc es cd de cou e, OU 4 du ter SOnniers Ï Seroné rferiex ne% u dans es por: ulions * la fome oi pré ns un l kr d $ UV on sil pu au tre Jus pe l'un 11e à, met k, de nt: q te fét dit pri MA [ 265] 986. Questa disposizione avrà Îuogo a favore tanto di quelli che saranno at- taccati da tali malattie, quanto di co- loro che si troveranno ne laoghi infetti, comunque non siano attualmente am- malati. 987. L testament: mentovati ne’ due precedenti articoli diverranno nuili set mesi dopo che le comunicazioni saran- no state riaperte nel luogo in eui tro- vasi il testatore, ovvero sei mesi dopo che questi si sarà trasferito in un luo- go in cui non saranno interrotte. 988. I testamenti fatti sul mare, durante un viaggio, potranno essere ricétutis A bordo dei vascelli e d'altri bastimenti dello stato dallufficiale comandante del bastimento, o, in di lui mancanza, da quello che ne fa le veci nell’ordine di servizio, l'uno o l’altro unitamente alluf- ficiale di amministrazione od a colui che ne adempie le funzioni. Ed a bordo dei bastimenti di com- mercio potranno essere ricevuti dal se- gretario della nave 0 da chi ne fa le veci, l'uno o l’altro unitamente al ca- pitano, proprietario,© patrone, où in mancanza di questi, dai loro supplenti. In tutti i casi, questi testamenti de- vono riceversi alla presenza di due te- sumon]. ss” 086. Cette disposition aura lieu, t@ët à l'égard de ceux qui seraient attaqués de ces maladies, que de ceux qui se- raient dans les lieux qui en sont infectés, encore qu’ils ne fussent pas actuelle- ment malades. 087. Les testamens mentionnés aux deux précédens articles, deviendront nuls six mois après que les communications auront été rétablies dans le lieu où le Lestaleur se trouve, OÙ Six MOIS aprés qu’il aura passé dans un lieu où elles ne seront point inlerrompues. 088. Les testamens faits Sur mer, dans Le cours d'un voyage ,; pourroné étre reçus, Savoir,( A bord des vaisseaux et autres bâti- mens de l'État, par Pofficier comman- dant le bâtiment, ou, à son défaut, par celui qui le supplée dans l'ordre du service, lun ow lautre conjointement avec l'officier d'administration ou avec celui Lie en remplit les fonctions; Et à bord des bâtimens de comimerce, par l'écrivain du navire ou celui qui er fait les fonctions, l'un ou Pautre con- jointement avec le capitaine, le maitre ou le patron, ou, à leur défauf, x. ceux qui les remplacent. Dans tous les cas, ces testamens de- vront étre reçus en présence de deux témoins. 086. Hoc privilegio utuntur, tam qui morbo laborant, quam qui eo loci degunt, ubi morbus grassatur, etsi eodem tunc ipsi non corripiantur. 087. Testamenta, de quibus in prædictis duobus articulis dictum est, post lapsum sex mensium a die, quo aditus paiuit ad locum, ubi testator degit, vel postquam teslator in ea loca se contulit, ubi aditus patet, infirmaniur, 088. Testamenta mari condita, dum iler fit, recipi possunt, nempe in navi Regia ab ejusdem guberna- iore, vel hoc deficiente ab eo, qui ejus vices officii proximitate gerit, quorum alterutri simul navis ad- ministrator, vel ejus vices gerens addetur. In navi vectoria testamentum a scriba navis, vel ejus vices ge- rente recipitur, una cum magistro, vel domino, aut navis exercitore; hisque deficien‘ibus ab üis, qui eorum vices supplent. Testamenta hæc quocumque casu coram duobus testibus recipienda sunt. 1 54 _— ste SAS 2 ; 1 ; :[ 266| #89. Sui bastimenti dello Stato, il te- stamento del capitano o quello dell uf- ficiale di amministrazione, e, sui basti- menti di commercio, il testamento del capitano, del proprielario O pafrone, 0 quello dello scrivano, potranno essere ricevuti da quelli che loro succedono in ordine di servizio, uniformandosi nel resto alle disposizioni del precedente articolo. 090. In tutti i casi, si faranno due origi- nali dei testamenti indicati ne’ due pre- cedenti articol. gg1. Se il bastimento approda ad un porto straniero in Cui si trovi un Com- missario delle relazioni commerciali di Italia, coloro che avranno ricevuto 1l testamento saranno tenuti a depositare Vuno degli originali, chiuso e suggeilato, nelle mani di questo commissario, che lo farà pervenire al Ministro della ma- rina e questi lo faràa depositare alla cancelleria del giudice di pace del luo- go ove il testaiore ha domicilo. 992. Al ritorno del bastimento in Italia, sia nel porto dell armamento, o in qua- lunque altro, i due originali del testa- mento chiusi e suggellati, o l'uno di essi, nel caso che l’altro sia stato deposita- io durante il viaggio, come nel prece- dente articolo, saranno consegnati all’uf- ficio del preposto all iscrizione maritti- ma; questi li trasmetterà senza ritardo 089. Sur les bétimens de TÉtat, Je testament du capitaine ou celui de l'of- Jicier d'administration, et, sur les bti. mens de commerce» celui du capitaine, du maïtre ou patron, ou celui de l’écri- vain, pourront étre TeçUS par ceux qui viennent après eux dans l’ordre du ser- vice, en se conformant pour le surplus aux dispositions de l’article précédent. 099. Dans tous les cas, il sera fait un double original des testamens men- tionnés aux deux articles précédens. og1.$? le bâtiment aborde dans un: port étranger dans lequel se trouve un commissaire des relations commerciales de France, ceux qui auront recu le te- stament seront tenus de déposer l'un des originaux, clos ow cacheté, entre les mains de Ce commissaïre ,; qui le fera parvenir au Ministre de la marine; et celui-ci en fera faire le dépôt au greffe de la justice de paix du lieu du domi- cile du testateur. 092. Au retour du bâtiment en Fran- ce, soit dans le port de Parmement, soit dans un port autre que celui de l'armement, les deux originaux du te- stament, également clos ef cachetés, où l'original qui resterait, si, con/forimé- ment à l’article précédent, l'autre avait été déposé pendant le cours du voyage, seront remis au bureau du préposé de 989. In navi Regia testamentum gubernatoris navis, vel administratoris; et in navi vectoria testamentum magistri, domini, exercitoris, vel scribæ recipi possunt ab alis, qui posteos in gradu officiorum succedunt, De cetero ea observanda quæ præcedenti aruculo sancita sunt, 990. In omnibus casibus, de quibus duo præcedentes articuli disponunt,, authenticæ testamenti tabulæ duplices fient. 991. Si navis exterum portum appellit, ubi residet commissarius rerum commercialium Regni, 1, qu testamentum receperunt, tenentur alteram, ex duabus authenticis tabulis cleusam, et obsignatam deponere apud eundem Coïnmissarium, qui eam ad rei maritimæ præfectum remiitet: hic vero prædictas tabulas apud officium judicis pacis ejus loci, uhÿ testator domicilium, habet deponi mandabit. 992. Navi in Maliam redeunte, sive ad portwm, ubi naves instruuntur, sive ad quemcumque akum, ap- pulerit, ambo autographa testamenta clausa, et obsignata, vel unum tantum, si aïud juxta disposita in præcedenti articulo, dum iter fiebat, deposi tum fuerit, inscriptionis maritimæ præposktoe iradenda suni. qaÿ, tonlin q | del. Les by plain, de lo ‘eur qu dus cédent. era fi ÿ mere ns, us Un ve Un rciales le te- L'un dés ntre la le fes grine; augrfl ds dur en Be neme elui À du tt LES, 0h nfor bre a mg put L parti | sun gi tb AL j dnere | rhulas nt La gala 1 h sud [ 267] al Ministro della marina, il quale ne ordinerà il deposito, come è prescritto dallo stesso articolo. 995. Si noterà sul ruolo del bastimento, ed in margine al nome del testatore, la consegna che sarà stata fatta degli ori- ginali del testamento, tanto nelle mani d'un coimmissario delle relazioni com- merciali, come all ufficio di un prepo- sto all iscrizione marittima. 994. 11 testamento noû sarà conside- rato come fatto sul mare, ancorchè sia stato fatto durante il viaggio, se al tempo in cui fu fatto, la nave fosse approdata ad una terra straniera o dello stato Ita- liano, in cui vi fosse un pubblico uffi- ciale; nel qual caso non sarà valido, se non quando sarà stato steso secondo Île forme prescritte in ftalia, o con quelle praticate nel paese in cui sarà stato fatto. 995. Le sopraddette disposizioni sa- ranno comuni ai testamenti dei semplici passaggeri che non formeranno parte dell equipaggio. 096. Il testamento fatto sul mare, nella forma prescritta dal! articolo 988, non sara valido, se non quando il testatore morirà sul mare, o nei tre mesi dopo l'inscription marilime; ce préposé les fera passer sans délai au Ministre de la marine, qui en ordonnera le dépôt, ainsi qu’il est dit au méme article. 093. 17 sera fait mention sur le rôle du bâtiment, à la marge, du nom du testateur, de la remise qui aura été J'aite des originaux du testament, soit entre les mains d'un commissaire des relations commerciales, soit au bureau d'un préposé de l'inscription maritime. 094. Le testament ne sera point répu- té fait en mer, quoiqu’ il l'ait été dans le cours du voyage, si, au temps où il a été fait, le navire avait abordé une terre, soit étrangère, soit de La domina- tion française, où il y aurait un o/fjt- cier public français; auquel cas, il ne sera valable qu'autant qu’il aura été dressé suivant les formes prescrites én France, ou suivant celles usitées dans les pays où il aura été fait. 095. Les dispositions ci-dessus seront communes aux testamens faits par les sim- ples passagers qui ne feront point partie de l équipage. 096. Le testament fait sur mer, en la forme prescrite par P article 988, ne sera valable qu’autant que le testateur mourra en mer, ou dans les trois mois après Hic eadem statim ad rei maritimæ præfectum remitiet, ut depositum fieri jubeat, prout in eodem articulo sancitum est. 095. In catalogo navis, et in ipsius margine prope nomen testaloris menlio fiet de traditione authogra- phorum testamenti facta vel penes rerum commercialium procuratorem, vel maritimæ inscriptionis præpositum. 994. Testamentum non censetur mari facimm,|etsi, dum iter habebatur, conditum sit, si navis tun temporis ad regionem, vel exteram appulerat, vel Regni Hakci, ubi publicus Italicus officialis adesset; quo casu tabulæ nullum sortiuntur effectum, nisi solemnitates in Regno præscripiæ servatæ sint, vel eæ, quæ requiruntur in extera ditione, ubi testamentun conditum est, adhibitæ fuerint. 995. Hucusque disposita viatorum quoque testamenta respiciunt, qui navalis armamenti partem non constituunt. 996. Testamentum mari conditum ad præscripta in articulo 988. vim non obtinct, nisi testator mari obierit, pe ms [ 268] che sara disceso in terra, e in un luogo in cui avrebbe potuto nuovamente far testamento nelle forme ordinarie. 997. Il testamento fatto sul mare non potrà contenere alcuna disposizione in favore degli ufliciali del vascello, ee non siano parenti del testatore. -998. Î testamenti contemplati negli an- tocedenti articoli: di questa sezione, sa- Tanno soltoscriiti dal testatore e da coloro che li avranno ricevuti. Se il testatore dichiara che non sa 0 non pud firmarsi, si farà menzione di questa sua dichiarazione, come pure della causa che lo impedisce di farlo. Nel caso in cui si richieda la presen- za di due testimonj, il testamento sara sottoscritio almeno da uno di essi, e si fara menzione della causa per cui l'altro non avràa sottoscriltto. 999. Ün Italiano che si troverà in estero stato, potràa disporre con testa- mento olografo, come è prescritto nel- l'articolo 970, o con atto autentico nelle forme praticate nel paese in cui questo alto sarà riceyuto. 1000. Î testamenti fatii in estero state non potranno mandarsi ad esecuzione riguardo ai beni situati nel Regno, che dopo essere stati registrati all uficio qu'il sera deseendu à terre, et dans um lieu où il aura pu le refaire dans les formes ordinaires. 097. Le testament fait sur mer ne pourra confenir aucune disposition au profit des officiers du s'aisseau, s'ils re sont parens du testateur. 998. Les testarmens compris dans les articles ci-dessus de la présente section, seront signés par les lestateurs el par ceux qui les auront reçus. Si le testateur déclare qu'ilne sait ou ne peut signer, il sera fait mention de sa déclaration, ainsi que de la cause qui l empéche de signer. Dans les cas où la présence de deux témoins est requise, le teslament sera signé au moins par l'un d'eux, et il sera fait inention de la cause pour laquelle l'autre n aura pas signé. 099. Un Français qui se trouvera en pays étranger, pourra fuire Ces dispost- tions testamentaires sé acte SOUS signd- ture privée, ainsi.qu’ il est prescrit en 7’ article 9750, ou par acte authentique, avec les formes usitées dans le lieu où cet acle sera passé. 1000. Les£estamens faits en pays étran- ger ne pourront étre exécutés sur les biens situés en France, qu’ après avoir été en- registrés au bureau du domicile du testa- vel intra tres menses a die, quo ad regionem appulerit, in qua ordinaria forma üerum teslari foluisset, 1 997. În teslamentis, quæ mari fiunt, gnati sint. nulla dispositio valet favore officialium navis, nisi Lestaioris co- 993. Testamenta, de quibus in præsenti sectione acium est, a testatore, et ab is, qui eadem recepe- runt, subscribenda sunt. Testatore vero subscribendi imperitiam, vel impotenuam declarante , hujus decla- rallo, atque impotentiæ causa in ipsis tabulis memorandæ sunt. jh;: ns: 1 1 Ubi duorum testium præsentia requiritur, tabulæ ab uno sallem ïipsorum subescribendæ sunt, causa instper adjecta, cur alier non se subscripcerit, 999. Jialus, quiin extera ditione sit, olographum testamentum condere potest, ut supra articulo 970, præscriplum est, vel; per actum anthenticum, et solemnitatibus adhibiis loci, ubi tesiatur. F. L3 LS. e 1909, Testamenta in extera reglone eonfecta, quoad bona in solo Italico sita, exequi nequeunt, nisi apps pr il Legal | line Ur düns 1 NE pour Draft de LE pare dens le section, el par ait ou nm de Cause deux Sert ef il aquelle era en SpOSi- a en Le, | où TA- 171$ - Wuisset pris ct À re us dec . causa | 970; ) pis [ 269 j eve esiste il domicilie del testatore, quando questi ne abbia conservato al- cuno, ovvero all’'uflicio dellæ sua ultima nota abitazione nel Regno; e quando il testamento contenesse delle: disposizioni relative a beni immobili ivi situati, do- vrà inoltre registrarsi all ufficio del Iuogo in cui si trovano questi immobili, senza che si possa esigere una doppia tassa. 1001. Le formalità alle quali sono sog- getti 1 diversi testamenti in forza delle disposizioni della presente e della pre- cedente sezione devono essere osservate sotto pena di nullità. SEziroNE II. Delle Istituzioni d'erede, e dei Legati in generale. 1002. Le disposizioni testamentarie so- no© universali, o a titolo universale, o a titolo particolare. Ciascheduna di.queste disposizioni fat- ta, tanto sotto la denominazione d'isti- tuzione d'erede, quanto di legato pro- durrà il suo effetto secondo le resolein appresso stabilite per 1 legati universali, per i legati a titolo universale, e per 1 legati. particolari. teur, SL eR@ CONServé un, SinOn- Alu bureau de son dernier domicile connu en France; et dans le cas où le testament contiendrait des dispositions d'immeubles qui y seraient situés, il devra étre, en outre, enregistré au bureau de la situa- tion de ces immeubles, sans qu’il puisse étre exigé un double droit. ioor. Les formalités auxquelles les divers testamens sont assujettis par les dispositions de la présente section et de la précédente, doivent étre observées à . RS à peine de nullité. F2 SECTION. III. Des Institutions d'héritier, et des Legs en général. 1002. Les dispositions testamentfaires sont ou universelles, ou à titre uri- versel, ou à titre particulier. Chacune de ces dispositions, Soi qu’elle ait été faite sous la dénomina- tion d'institution d'héritier, soit qu’elle ait été faite sous la dénomination de legs, produira son effet suivant les rè- gles ci-après établies pour les legs unt- versels, pour les legs à titre universel et pour les legs particuliers’. referaniur in acta penes officinm domicilii testatoris, siquod sibi reservavit; secus, penes officium domi- cili, quod in Regno eum novissime habuisse constat. Si vero tabulæ de immobilibus in Regno sitis dispo- nunt, eædem apud acta quoque referri debent officii ejus loci, ubi bona sita sunt, quin tamen ob cam rem duplex vectigal persolvendum sil. roor. Solemnitates‘testamentorum, quæ in hac, el in præcedenti sectione præscribuntur sub pœna nul- htatis observandæ sunt. SEcTIre ELLE Dé heredum fnstitutione, et de Legatis in genere. 1002. Dispositiones testamentariæ, vel universales sunt, vel titulo universal, vel titulo particuiari; sin- É ..«..«..*. n..° gulæ vero sive:imstuluiionis, sive legati nomine fiant, sum pariunt eflectum juxta regulas inferius siatutas pro legatis universalibus, vel titulo umiversali, aut particulari. S£tzionse IV. Del Legato universule. 1003. Il legato universale la disposi- zione testamentaria con eui il testatore dona ad una o a più persone l'univer- salità dei beni ch'egli lascerà dopo la sua morte. 1004. Quando alla morte del testatore vi siano eredi ai quali è dalla legge ri- servata una quota parte de’ suoi beni, questi eredi, per la di lui morte, entrano ipso jure nel immediato possesso di tutti i beni dell eredità; ed il legatario universale deve da essi ripetere il rila- scio de’ beni compresi nel testamento. 1005. Cid non ostante nello stesso ca- so il legatario universale avrà il godi- mento de’beni compresi nel testamento dal gioruo della morte, se la domarda per il rilascio è stäta fatta dentro l'annd dopo tale epoca; altrimenti questo godi- yuento non incomincerà che dal giorno della domanda giudiziale o da quello in cui si sara volontariamente acconsen- iito al rilascio. 1006. Quando alla morte del testatore von vi saranno ceredi ai quali la legge xiservi una quota parte de’suoi beni,:l ;: possesso dei medesimi, seguita la mor- te, passerà spso jure ed immediatamente nel legatario universale, senza che sia tenuto a domandarne il rilascio. SECTION 17%, Du Legs universel. 1005. Le legs universel est la disposi. lion téstamentaire par laquelle le testa- teur donne à une ou plusieurs personnes l’universalité des biens qu’il laissera à son décès. 1004. Lorsqu’au décès du testateur il y a des héritiers auxquels une quotité de ses biens est réservée par la loi, ces héritiers sont saisis de plein droit, par sa mort, de tous les biens de la succes- sion; et le légataire universel est tenu de leur demander la délivrance des biens compris dans le testament. 1005. Néanmoins, dans les méimes cas, le légataire universel aura la jouissance des biens compris dans le testximent, à compter du jour du décès, si la derrande en délivrance a été faite dans Pannée, depuis cette époque; sinon, Celle jouis- sance ne commencera que du jour de la demande formée en justice, ou du jour que la délivrance aurait été volontaire- ment consentie.| 1006. Lorsqu'au décès du testateur il ny aura pas dhériliers auxquels une “quotité de ses biens soit réservée par la loi, le légataire universel sera saisi de plein droit par la mort du festaïeur, sans être tenu de demander la délivrance. SRI Tis 17 De Legaiis uniersalibus. 1003. Legatum universale illud est, per quod testator favore unius, vel plurium dispomit de omnibus suis bonis;.quæ tempore morts relinquet. 1004. Si tempore mortis testatoris heredes existant, quibus lex quotam eïus bonorum tribuit; isti omnia bona hereditatis ipso jure consequuntur, legatarius vero universalis ab heredibus petere tenetur tradiionem bonorum, quæ testamento ipsi relicta sunt. ie RTS...:...- 1005. Nihilominus legatarius universalis eo ipso casu ad fructus eorgndem bonorum Jus habebit a die mortis testaloris, si intra annum ab eadem traditionem petierit: anne vero elapso frucius non percipiet> nisi a die judicialis petitionis, vel qua heres sponte tradition: consenserit. C.. Q» Q.°.. n° e= 1009. Siquis testator sine herede, cu portio hereditatis lege debeatur, obierit; legatarius universalis 4 die illius obitus, omissa tradijjonis pelitione, ipso jure bona nanciscitur. 1001 print tato à jstan? la su ape dera ne,| menl ‘1 Se. le sui rl jtessa 1 Us, ete top Wog fl il gala Im del pi Qui&r 10 here apert Mys pis à Vel ms 1008 Possessi deposit 1000, de here | dipai lé tes, DérSonn: asser à Slater € quil loi, vu ji, pi suce É dent biens nes tas, UiSSOnce gment, ê dev l'a, bi our ds y di j" Jontite gteur| ls 2 R por” T4 NAT ju [Faq] 1007. Qualunque testamento olografo, prima che abbia esecuzione, sarà presen- tato al presidente del twibunale di prima istanza del distretto in cui si è aperta la successione. Questo testamento sara aperto, se& sigillato. Il presidente sten- derà processo verbale della presentazio- ne, dell’apertura e dello stato del testa- mento di cui ordinerà il deposito presso un notaro da lui deputato. Se 1l testamento à nella forma mistica, la sua presentazione, l’apertura, la de- scrizione e deposito saranno fatti nella stessa maniera; ma l’apertura non potra farsi, se non in presenza di quei notari e testimonj che hanno segnato l’atto di soprascrizione, i quai si troveranno nel luogo, o che vi saranno chiamati. 1008. Nel caso dell articolo 1006, se il testamento è olografo o mistico. il le- gatario universale sarà tenuto di farsi immettere nel possesso, con un decreto del presidente esteso appiè dell'istanza, eui sarà unito Fatto del deposito. 1009. IE legatario universale che con- torrerà con un erede, cui la legge ri- serva una quota parte dei beni, sarà tenuto per i debiti e pesi dell'eredità del testatore, personalmente per la sua quota e porzione, e ipotecariamente per. 1007, Tout téstament olographe sera avant d'être mis à exécution, présenté au président du tribunal de première instance de l'arrondissement dans lequel la succession est ouverte. Ce testament sera ouvert, S'il est Cacheté. Le p résident dressera procès-verbal de la présentation, de l'ouverture et de l'état du testament, dont il ordonnera le dépôt entre les mains du notaire par lui commis. Si le Lestament est dans la forme re: tique, S4 présentation> SOIT OUYEriuLre, sa description et son dépôt, seront fai!s de la méme manière; mais louverture ne pourra se faire qu’en présence de ceux des notaires et des témoins, signa- taires de l'acte de suscription, qui se trouveront sur les lieux, ou eux appelés. 1008 Dans le cas de l’article 1006, si le testament est olographe ou mystique, le légataire universel sera Llenu de se Jaire envoyer en possessiorr, par une or- donnance du président, mise au bas d'une requéte, à laguelle sera joint l'acte de dépôt. 1009. Le légataire universel qui sera en Concours avec un héritier auquel{x loi réserve une quotité des biens, sera tenu des dettes et charges de Î& succession du testateur, personnellement pour s@ paré ef portion, et hypothécairement 1007. Holographa testamenta, antequam exequantur, præsidi tribunalis primæ instaniiæ disiricius, ubi hereditas delata est, exibenda suni; et si clausa fuerint, aperientur. Præses processum verbalem de exhibitione, apertione, et statu testamenti instruet, illudque penes tabellionem ab ipso electum deponi jubebit. Mysticum testamentum æque exhiberi, apenri, describi, atque deponi debet. Aperlio tamen fieri nequit, wisi us tabellombus; et testibus præsentibus, qui actum superscriptioômis subsignaverint, si in loco erunt; vel nisi ipsi citentur. 1008. Si testamentum holographum est vel mysticum in casu articuli 1006, legatarius universalis in possessionem bonorum mnmutti debet, judicialhi præsidis decreto. in petitionis calce exarato, cui actus facti depositi addendus erit, 1009. Legatarius universalis, si cum hercde, cui legitima portio debetur, concurrit, ære aheno, et omni, alle hereditatis onere actione personali pro quola sua. parte obstringitur, et reali. seu hypothecaria in soli- Re RAT, en a [rage: il tutto; e sara tenuto di soddisfare tutti i legati, salvo il caso di riduzione, come. & stato dichiarato negli articoli 926€ 927. SErzroNE V. Dei Legati a titolo universale. 1010. Il lesato a titolo universale e quello con cui il testatore lega una quota parte dei beni de quali la legge gli permette di disporre, come sarebbe una metà, un terzo, ovvero tutti i sui immobili, o tutti i suoi mobili, od una quantità determinata o degli uni o degli altri. Qualunque altro legato non forma che una disposizione a titolo particolare. 1011. Î legatarj a titolo universale sa- ranno tenuti di domandare il rilascio agli eredi cui è riservata dalla legge una quota parte dei beni; ed in loro man- canza, ai legatarj universali, e mancan- do questi, agli eredi chiamati secondo l'ordine stabilito al titolo delle Successioni. 1012. Îl legatario a titolo universale, egualmente che il legatario universale, sara tenuto a soddisfare i debiti ed a sostenere 1 pesi dell eredità del testato- re, personalmente per la sua quota e porzione, e per il tutto ipotecariamente. pour le tout; et il sera tenu d’'acquitter tous les legs, sauf le cas de réduction, ainsi qu’il est expliqué aux articles 626 cl 927. SECTION F. Du Legs a titre universel. 1010. Le legs à titre universel est celui par lequel le testateur légue une cote-part des biens dont la loi lui permet de disposer, telle qu'une moitié, un tiers, ou tous ses immeubles, où toux son mobilier, ou une quotité fixe de tous ses immeubles ou de tout Son mo- bilier. Tout autre legs re forme qu'une dispo- sition à titre particulier. rorr. Les légataires à titre universel seront tenus de demander la délivrance aux héritiers auxquels une quotité des biens est réservée par. lu loi; à leur dé- faut, aux légataires universels; et, à dé- “faut de ceux-ci, aux héritiers appelés dans l'ordre établi au titre des Succes- sions. 1012. Le légataire à titre universel sera tenu, comme le légataire universel, des dettes et charges de la succession du te- stateur, personnellement pour sa paré€l portion, et hypothécairement pour le tout. dum; cunctaque legata solyère tenetur, excepto reductionis casu, prout in articulis 926, et 927. dictum fuit 2 Vite dE D De€ De Legatis titulo universal. to10. Legatum titulo universali illud est, quo testator quotam bonorum, de quibus l ege disponi polest, veluti semissem, trientem, vel omnia sua immobilia, aut ownia mobilia, vel certam alterutrorum parlem legat: si aliter legatur, legatum dicitur titulo particulari. 1o11. Legatarii titulo universali bonorum traditionem petere tenentur ab heredibus, quibus porto legiti- ma debetur, et horum defectu a legatariis universalibus; his quoque deficientibus ab heredibus juxta legi- tunum succedendi ordinem tiütulo#2 Successionibus statutum. 1012. Legatarius titulo universal non secus ac universalis legatarius ad æs alienum, et cuncta onera lLe- reditaria præstanda personali actione obstringilur pro sua qnota parte; bypothecaria vero insolidunn . s LA Ÿ. Fa 101 dispos ne db dispo galal paul ai Je 1014 plee( morte( lg axeul Gi jure cosà intel nan sta jo Cu corde 1013, kr d no, dl denei 10 cb dt lot 5€ di 4 peus 101 sueril 1014 causa Non 19 à die 101, R 1 À j LÀ: 1 nier tin, licles qi sel. persel#i légue ur ui pere itié, un où toi fire à on MO- une dpt | LS délirant quit# ikré HE Ab JS api g Su A sa 7° qu ju pie " kali- gl gr perd le D Ca 1013. Quando il testatore non avrà disposto che di una quota della porzio- ne disponibile, e che avràa fatta tale disposizione a ütolo universale, 1l le- gatario sarà tenuto unitamente agli eredi naturali a soddisfare per la sua tangente ai legati particolari. VE SEZIONE De’ Legati particolart. 1014. Quelunque legato puro e sem- plice darà al legatario, dal giorno della morte del testatore, un diritto sulla cosa legata trasmissibile ai suoi eredi, od aventi causa dal medesimo. Cid non ostante 1l legatario partico- lare non potrà mettersi in possesso della cosa legata, nè pretenderne i fratti od interessi, che dal giorno della sua do- manda di rilascio fatta secondo lordine stabilito nell articolo 10o11,0 dal giorno in cui gli si fosse volontariamente ac- cordato il detto rilascio. 1015. GT interessi o frutti della cosa legata decorrono a vantaggio del lega- tario, dal giorno della morte, e senza che ne abbia fatta la giudiziale domanda: 1.0, Quando il testatore avrà intorno a cid dichiarata espressamente la sua vo- lontà nel testamento; 2.0 Quando sarà stata legata, a titolo di alimenti una rendita vitalizia od una pensione. 5| 1013. Lorsque le testateur n'aura dispo- sé que d'une quotité de la portion dispo: nible, et qu’il l'aura fait à litre univer- sel, ce légataire sera tenu d'acquifter les legs particuliers par contribution avec les héritiers naturels. SECTION FL Des Legs particuliers. 1014. Tout legs pur et simple donnera au légalaire, du jour du décés du testa- teur, un droit à la chose léguée, droit trans- missible à ses héritiers ou ayant-cause. Néanmoins le légataire particulier ne pourra se mettre en possession de la chose léguée, ni en prétendre les fruits où in- téréts, qwà compter du jour de sa de- mande en délivrance, formée suivant l’or- dre établi par Particle 1011, ou du jour auquel cette délivrance lui aurait été vo- lontairement consentie.- 1015. Les intérêts ou fruits de la chose Zéguée courront au profit du légataire, dè le jour du décès, et sans qu’il ait formé sa demande en justice, 1.0 Lorsque le testateur aura expressé-: ment déclaré sa volonté, à cet égard, dans le testament; 2.0 Lorsqu'une rente viagÈère OU une pension aura été léguée à titre d'alimens. 1013. Quoties testator de quota parte tantum portionis, de qua disponere poterat umiversali tiulo dispo- suerit; legatarius universalis una cum naturalibus heredibus particularia legata pro rata præstare dcbebit. SEcEr0.. VE l De Legalis particularibus. 1o14. Purum, et simplex legatum a die mortis testatoris legatario debetur, et ad heredes cjus, vel causam ab eo habentes transmitttur. Nihilominus particularis legatarius, nec rei legatæ possessionem, neque fructus, vel usuras persequi potest, nisi a die petitionis juxta statuta in articulo 1011, vel a die, quo heres sponte rei tradilioni consenserit. 1015. Lei legatre fructus, et usuræ, etsi non petite a die mortis testatoris legalario debentur 1.0$i id testator expresse in suo testamento declaraverit; 2.0 Si annua præstalio ad vitam, vel pensio alimentorum tüulo legetur. A se É 2» [ t3 En| En Li o16. Le spese dell istanza per il ri- lascio saranno a carico dell eredita, senza che perd possa provenirne alcuna ridu= zione della riserva legale. Le tasse di regisiro saranno dovute dal legatario. Tutto cid avrà luogo, se non& stato altrimenti ordinato col testamento. Ogni legato potrà essere registrato se- paratamente, e tale registro non potrà giovare ad alcun altro fuorchè al lega- tario, od aventi causa da esso. 1017. Gli eredi del testatore, od altri debitori di un legato saranno personal- mente tenuti a soddisfarlo ciascuno pro rata della porzione di cui partecipa nell'eredità. Saranno tenuti per il tutto coll'azio- ne ipotecaria, fino alla concorrenza del valore degl immobili della eredità di cui saranno detentori. 1018. La cosa legata sara rilasciata con gh accessorj necessarj, e nello stato in en1 essa 61 troverà nel giorno della morte del donante. 1019. Quando colui che ha legato la proprieta d un immobile, l’avesse ac- cresciuta con acquisti posteriori, questi, ancorchè contigui, non si riterrà che facciano parte del legato, senza una nuova disposizione. # # 1016. Les frais de la demande en défi. vrance seront à la charge de la succes- sion, sans néanmoins qu’il puisse en ré- sulter de réduction de la réserve légale. Les droits d'enregistrement seront dus par le légataire. Le tout s’il n'en«à été autrement or- donné par le testament. Chaque less pourra étre enregistré sé parément, sans que cet enregistrement puisse profiter à aucun autre qu’au lé- gataire où à Ses ayant-Cause. 1017. Les héritiers du tesrateur, où autres débiteurs d’un legs, seront per- sonnellement tenus de l acquitter, cha- cun@u prorata de la part ef portion dont ils profiteront dans la succession. Ils en seront tenus hypothécairement pour le tout, jusqu à concurrence de la valeur des immeubles de la succession dont ils seront détenteurs. 1018. La chose léguée sera délivrée avec les accessoires nécessaires, ef dans l'étai où elle se trouvera au jour du décès du donateur. 1019. Lorsque celui qui a légué la pro- priété d'un immeuble, l'a. ensuite aug- mentée par des acquisfions, Ces acquisi- tions, fussent-elles contiguës, ne seront pas censées, sans une nouvelle disposition, Jaire partie du legs. 1016. Sumptus pro petenda bonorum traditione onera sunt hereditalis; porlione tamen legilima inte- gra mianente, V'actioals" SCTINDE; 4. æ, Vecugalia pro descriptione in regesiorum codice a legatario solvenda sunt. Hæc omnia locum habebunt, nisi aliter testamenti tabulæ statuerint, Singula legaia in regestorum codice disjunclim describi possunt; hujusmodi autem descriptüio soi legata- rio, vel ab eo causam habenti prodest. à 1017. Testatoris heredes, vel alii legatorum debitores eadem præstare personali actione tenentur pro rata parte ej jus, quod ad eosdem ex hereditate pertinet; hypothecaria vero conveniuntur in solidum usque ad cencurreniem summam valoris immobilium, quæ singuli ex asse hereditario possident. 1018. Res legata una cum necessariis accessionibus præstanda est, et in eo siatu, quo die mortis do nantis reperietur. 1010. Siquis cum rem immobilem legaverit, eandem postmodum bonis aliis acquisitis acreverit; bona kæc, licet finitime, legati partem non constituun: nova dispositiore legeutur, Gi pod fatie: di eu eut 10 he pato {o( vstl Jegi qu tale 10 ue Ait on 1024 den& eCCE Al ect 102: 109 kelur| 1024, pra di de 0, à la Uttp, MEN serve lu seront Ulremené enrené x uregislm re gui ie, estaleur, Seront pr uibter, ds ortion di sion, Dhécairone rente dei uccessin g dr el ll du tai I uèlf 17 suilt ÿ ces“ , NE g5 le din RSR PNR y re FR D FPE nn bre SR RL PET Fiagee| Si riterrà il contrario riguardo agli abbellimenti, od alle nuove fabbriche fatte sul fondo legato, o ad un recmto di cui il testatore avesse ampliato il cir- cuito., 1020. Se, prima o dopo del testamento, la cosa legata si è ipotecata per un de- bito dell eredità, od anche per 1! debi- to di un terzo, o se è stata gravata d'un usufrutto, quegli che deve soddisfaré il legato, non è tenuto a renderla libera, quando non ne sia stato incaricato dal testatore con un espressa disposizione. 1021. Quando il testatore avra legato una cosa altrui, il legato sara nullo, abbia, o no il testatore saputo che essa non gli apparteneva. 1022. Quando il legato sara di una ‘cosa indeterminata, l erede non sarà ob- bligato a darla della migliore qualità, ma neppure potràa darla della qualità peggiore. 1025. Il legato fatto ad un creditore non si riterrà come fatto in compenso del suo credito, nè il legato fatto ad un domestico, in compenso de’suoi salarj. 1024. Il legatario a titolo particolare non sarà tenuto per 1 debiti del} eredità, eccettuati 1 casi della riduzione del le- galo, come& stato sopra disposto, ed .. a+.. n eccettuata l’azione ipotecaria dei creditori- I] en sera autrement des embellisse- mens, où des constructions nouvelles faites sur le fonds légué, ou d'un enclos dont le testateur aurait augmenté l'en- ceinle. 1020. Si, avant le testament ou depuis, la chose léguée a été hypothéquée pour une dette de la succession, ou même pour la dette d'un tiers, ou si elle est grevée d'un usufruit, celui qui doitacquit- ter le legs n’est point tenu de la déga- ger, à moins qu'il n'ait été chargé de le faire par une disposition expresse dis estateur. 1021. Lorsque le testateur aura léguë la chose d'autrui, le legs sera nul, soit que le testateur ait connu ou non quelle ne lui appartenait pas. 1022. Lorsque le legs sera d’une chose indéterminée, l'héritier ne sera pas obli- gé de la donner de la meilleure qualité, et il ne pourra loffrir de la plus mau- vaise. 1023. Le legs fait au créancier ne sera pas censé en compensation de sa créan- cé, ni le legs fait au domestique en compensation de ses gages. 1024. Le légataire à titre particulier ne sera point tenu des dettes de la suc- cession, sauf la réduction du legs ainsi qu'il est dir ci-dessus, et sauf l'action hypothécaire des créanciers. Si tamen legato fundo novæ constructiones, vel ornamenta postea adjecta sint, legatario cedunt: idem- que obtinet quoties prædium legatum undique clausum testator ampliort ambitu adauxerit. 1020. Si res legata ante, vel post testamentum pro debilo hereditario, vel alieno obligata fuerit, aut ususfructus in ea conslitutus sit; illi, qui legatum solvere debet, rem liberam præstandi onus non 1in- cumbit, nisi testator ipsi eam liberandam aperté præceperit. 1021. Le:s'um rei alienæ nullum est, sive sciverit tesiator, eam alienam esse, sive ignoraverit. 1022. Heres rem indeterminatam, dare jussus, nec pessimam offerre potest, nec optimam tribuere cogiturs 1025. Legatum creditori relictum in extinctüionem ejus crediti factum non censetur; nec siquid famulo legetur pro ejus mercedis compensatione habendum est. 1024. Legatarius particularis alieno hereditatis ære non obstringitur, salyva tamen legati reductione, prout supra dicitum est; et hypothecaria actione favore creditorum. #5 nt re SEezione VIL Degli Esecutori testamentar]. 1025. Il testatore potrà nominare uno 0 più esecutori testamentar]. 1026. Potrà loro accordare limmediato possesso di tutto o di parte soltanto dei suoi beni mobili, ma un tal possesso non potrà oltrepassare un anno ed un giorno, da computarsi da quello della sua morte. Quando non l'abbia loro accordato, non lo potranno pretendere. 1027. L'erede potrà far cessare il detto possess0, offrendosi à consegnare aghi ésecutori testamentar; una quantilà di denaro bastante al pagamento dei‘le- gati dei mobil, o giustificando& averhi soddisfatti. 1028. Quegli che non pud obbligarsi, non pud essere esecutore testamentario. 1029. La donna maritata non potrà accettare il carico di esecutrice testa- mentaria, senza il consenso del marito. Se la medesima è separata di beni, tanto in forza del contratto di matrimo- nio, come per sentenza, potrà assumere il detto carico, coll'assenso del marito, od in caso di rifiuto coll autorizzazione SecTion VII. Des Exccuteurs testamentaires. 1023. Le teslateur POuTTA HOMMET UH ou plusieurs exécuieurs 1estamentaires. 1026. 11 pourra leur donner la saisine du 1out, ou seulement d'une partie de son mobilier; mais elle ne pourra durer au- delà de l'an et jour à compter de son décès. S'il ne la leur a pas donnée, ils ne pourront Pexiger. 027. L'héritier pourra jfaire cesser la saisine, en offrant de remellre aux exé- cuteurs testamentaires somme suffisante pour le paiement des legs mobiliers, ou en justifiant de ce paiement. 1028. Celui qui ne peut s'olliger, ne peut pas être exécuteur teslamentaire. 2029. La ferme mariée 112 DOUTE AC- cepter l'exécution testamentaire qu'avec le consentement de son mari. Si elle est séparée de biens, soit par contrat de mariage, soit par jugement, elle le pourra avec le consentement de son mari, OU, à son refus, autorisée par la justice, conformément à ce qui est SECTIO VIL De Executoribus testamentaris. 1025. Testator unum, vel plures executores testamentarios deputare potest. 1096. lisem vel omnium, vel partis mobilium suorum possessionem permittere potest ultra annum, et diem post ejus obitum non potrahendam. Nisi teslator hanc concesserit; testamentarii executores eam petere nequeunt. 1027. Si heres congruam summam pro legatis mobilibus præstandis executoribus testamen'.,üs offerat, vel cadem legata jam solvisse comprobet, hanc possessionem impedire poterit. 1028. Qui obligationis incapaces sunt, execulores testamentarii esse nequeunt. 1029. Uxor non nisi viro assentiente testamentariam executionem acceptare potest. Si vero uxor bonis divisa sit, sive ex paelis nupüalibus, sive in vim sententiæ; cum consensu viri, vel si renuit, judice auctorante, executionem testamentariam acceptare potest, lis tamen servalis, quæ arliculis 0] al 10: menti 107 rental pots FA ire th lerven Am 1052 10)3, tro, Omer y menti, lo suite artie desx dur a er de ge, due cesser| LLT et: uffisante lier, 04 Lits d or, t mena, mt fé A LUE U j 3 WP Juge 7 lemen* foristeN ce qui me nd je ; F Mit, l a! vel g ils [ 279| giudiziale, in conformita di quanto è stato prescritto negli articoli 217, e 219 al titolo del fatrimonio. 1050. Îl minore non potràa essere ese= cutore testamentario neppure coll auto- rizzazione del suo tutore o curatore. 1031. Gli esecutori testamentar] faranno apporre i sigili, quando vi siano eredi minori, interdetti od assenti.: F'aranno stendere in presenza dellere- de presunto, o formalmente citato, l'in- ventario dei benmi dell’eredità. Non essendovi danaro bastante per soddisfare 1 legati, faranno istanza per a vendita dei mobili. Invigileranno ad oggetto che ïl testa- mento venga eseguo, ed in caso di controversia sopra la sua esecuzione po- tranno intervenire in giudizio per soste- nerne la validita. Spirato l’anno dalla morte del testa- tore, dovranno rendere conto della loro amministrazione. 1052. Le facoltà dell esecutore testa- mentario non passeranno ai suoi eredi. 1033. Essendovi piu esecutori testa- mentarj che abhiano accettato, un solo potrà agire in mancanza degli altri; ma saranno risponsabili solidariamente per il rendimento dei conti riguardo ai mo- prescrit par les articles 217 ef 219, aw titre du Mariage. 10350. Le mineur ne pourra élre exé- cuteur testamentaire, méme avec l’aufo- risation de Son{uleur OL Curaleur. 1031. Les exécuteurs testamentaires je- ront apposer les scellés, s’il y a des hé- riliers mineurs, interdits ou absers. Is feront faire, en présence de l'hé. ritier présomptif, ou lui dément appelé, l'inventaire des biens de la succession. 1Is provoqueront la vente du mobilier, à défaut de deniers suffisans pour acquit- ter les CS, Ils veilleront à ce que le testament soit exécuté; et ils pourront, en Cas de contestation sur son exécution, interPerir pour en soutenir la validité; 1ls devront, à l'expiration de l'annce du‘décès du testateur, rendre compte de leur gestion.#s 1032. Les. pouvoirs de lexécuteur 1€- ‘stamentaire ne passeront poiné à ses hé- ritiers. 1053. S'i1 y a plusieurs exécufeurs fe- stamentaires qui aient acceplé, un seul pourra agir au défaut des autres; ef ils seront solidairement responsables du com- pte du mobilier qui leur a été confté; 217, et 219 titulo de nupiiis sancita sunt. 1030. Minor ne auctore quidem tutore, aut curatore, executor testamenlarius esse potesl. 1031. Si heredes mirores sint, bonis interdicti, vel absentes, executores testamentarii hereditarias res obsignari omnino curabunt. Execuiores tèstamentarii insuper agent, ut præsente herede præsumptivo, vel eo legitime citato, hereditatis inventarium conficiatur. Quoties hereditaria pecunia legatis persolvendis haud sufficiat, mobilium venditionem postulabunt. Curabunt, ut testamenti tabulæ executioni mandentur; et si de eadem controversiæ oriantur, judicio 1in- ; 9 cn terveuire poterunt validitatis testamenti tuendæ causa. Anno a die obilus testatoris labente, rationes administrationis reddere tenentur. 1052. Facultates, quæ executoribus testamentariis competunt, ad eorum heredes non transeunt. 1055. Si plures execulores testamentarüi sinl, qui acceptaverint; unus eorum, deficientibus alis, agere [278] bili loro aflidati, purchè il testatore non abbia divise le loro fanzioni, e che ciascuno di essi siasi ristretto a quella che gh e stata attribuita. 1054. Le spese fatte dall esecutore te- stamentario per l'apposizione dei sigilli, inventario, resa de’conti, come pure iutte le altre relative alle sue fanzioni, saranno a caricO dell eredità. S£zionNE“VIIL Della Reroca dei Testamenti, e della Zoro caducita. 1035. Î testamenti non potranno esse- re rivocati; in tutto od in parte, che con un testamento posteriore, O0 con un atto avanti notaro, nel quale sia dichia- rata la mutazione della volontà. 1036. Î testamenti posteriori che non rivocheranno espressamente 1 precedenti, annulleranno, in questi soltanto, quelle disposizioni ivi contenute, che si tro- vassero incompatbili colle nuove, o che vi fossero contrarie. 1037. La revoca fatta con un testa- mento posteriore avrà pieno effetio, an- corchè questo nuovo atto resti senza ese- cuzione per la incapacità dell erede isti- tuito,© del legatario, o per la renun- zia dell eredità, ovvero del legato. à moins que le testafeur n'ait divisé leurs fonctions, et que chacun deux ne e» F] Q 0/. se soit renfermé duns celle qui lui était attribuée. 1054. Les frais faits par l'exécuteur testamentaire pour L'apposition des scel- lés, l'inventaire, le compte et les autres frais relatifs à ses fonctions, seront à la charge de la succession. SECTION VIIT. De la Révocation des Testamens, et de leur caducité. 1055. Les testamens ne pourront étre révoqués, en 1ouf ou en partie, que par un testament postérieur, OU par un aCle devant notaires, portant déclaration du changement de volonté. 1036. Les lestamens postérieurs qui ne révoqueront pas d'une manière expresse les précèdens, n'annulleront, dans ceux- ci, que celles des dispositions y conte- nues qui Se trouveront incompatibles a- vec les nouvelles, ogt qui serontcontraires. 1057. Lu révocation faite dans un tes- tament postérieur aura{out son effet, quoique ce nouvel acte reste sans exé- cution par l'incapacité de l'héritier insti- tué ou. du légataire, ou par leur refus de recueillir. poterit: in solidum de mobilibus, quæ cisdem credita sunt, tenentur, nisi testator administrationem diviserit, el eorum quisque specialem sibi demandatam muneris partem tantummodo susceperit. } f 1034. Obsignationis, inventarii, redditarum rationum, et aliæ administrationis expensæ ab execulore fact onera hereditatis sunt. SEcTIro VIE De Revocandis Testamentis, et quermadmodum ea infirmentur. 1055. Testamentum nisi per posteriores tabulas, nec in totum, nec pro-parte revocatur, vel nisi tes- Stator alio actu coram tabellione voluntatem commutasse declaraverit. 1056. Si posteriori testamento priores tabulæ expresse non revocentur, in is dumtaxat, quæ novis dispo- sitionibus adversantur, priores tabulæ infirmantur. 1057. Revocatio per posterius testamentum facta, plenum sortietur effectum, licet hoc ob heredum, vel legatari incapacitaiem, vel ob non aditam lereditatem, aut nou agnitum legatum exequi nequeat, L'on€ © 1 21016 104: meule br[ jo 1 Real {sui \ ki ll deux le lu ét etéouiy 2 des st les oty Seront à ns, dk nt fr que pi” LU dé jration à BUTS QI re er due js| We pui k contrat ns ui À: son eff ans U itier dd ] ew 1 [ 270] 1038. Qualunque alienazione, quella pure mediante vendita con- facoltà di recupera o mediante permuta, che farà il testatore in tutto od in parte della cosa legata, indurrà la revoca del le- gato riguardo a cid che è stato aliena- to, ancorchè l’alienazione posteriore sia aulla, e che la cosa stessa sia ritornata in possesso del testatore.| 1059 Qualuuque disposizione testa- mentaria sarà senza efletto, se quegli, in favore del quale è stata fatta, non sia sopravvissuto al testatore. 1040. Ogni disposizione testamentaria fatta sotto una condizione dipendente da un avvenimento incerto, e tale, che se- condo la mente del testatore la detta di- sposizione non debba eseguirsi, se non nel caso in cui sia, 0 no per succedere l'avvenimento, sarà priva d'effetto, quar- do l’erede istituito od il legatario muo- ja prima che siasi verificata la condi- zione. 1041. La condizione che, secondo la mente del testatore, non fa che sospen- dere l adempimento della disposizione, non impedirà che istituito, od il legatario, abbiano un diritto acquisito€ trasnussibile ai propr) eredi. 1042. Il legato sara senza efletto, se la cosa legata è interameute perita du- rante la vita del testatore. 1058. Tou’e aliénation, celle méme par vente avec faculté de rachat ou par échange, que fera le testateur de touf ou de partie de la chose léguée, empor- tera la révocation du legs pour fout ce qui a été aliéné, encore que laliénation postérieure soit nulle, et que lobjeé soit rentré dans la main du testateur. 1059. Toute disposition fesfamentaire sera cuduque, si celui en faveur de qui elle est faite n’a pas survecu au festateur. 1040. Toufe disposition festamrenfaire, faite sous une condition dépendante dus événement incertain, et telle, que, dans l'intention du testateur, cette dispasitionr ne doive étre exécutée qu'aufant que l'événement arrivera ou n’arriveræ pas, sera caduque, si l'héritier instilué ou le lésrataire décède avant lPaccormplissemen£ de la condition. io4i. La condition qui, dans l’inten- tion du testa!eur, ne jfaié que suspen- dre l'exécution de la disposition, n’em- péchera pas Phéritier institué, ou le dégataire, d’avoir un droif acquis eé transmissible à ses héritiers. 1042. Le legs sera caduc, si la chose léguée a totalement péri pendant la vie du testateur. 1038. Quælibet lesalæ rei alienalio etiam pro parle, et licet cum pacto redimendi, aut ülulo permuta- tionis, legati pro ea parte, quæ alienata fuit, revocationem inducit, quamvis posterior alienalio nulla habeatur, et res alienata in domunium testaioris redierit. 1059. Quævis dispositio lestamentaria nullum sortietur effectum, si is, cujus favore facta est, vivo te- statore decesserit, 1040. Disposilio testamentaria sub conditione, quæ ab incerto pendet eventu, si ea sit lestatoris mens, ut tantummodo seculo, vel non secuto eventu, dispositio valeat, infirmatur, quoties institutus heres, vel 4 legatarius decedat, antequam conditio implcatur. 1041, Conditio, quæ juxta testatoris mentem dispositionis executionem dumtaxat suspendit, non impedit, quominus beres institutus, ac legatarius jus adquirant, et ad suos heredes istud transmittant, 1042. Si res legala vivo testatore tota perierit, legatum corruit, [ 280| Si riterrà lo stcsso, se è perita dopo la di lui morte senza fatto e colpa del- l’erede, benchè questi sia stato costitui- to in mora per il rilascio, allorquando svrebbe dovuto egualmente perire pres- so del legatario. 1043. La disposizione testamentaria sa- rà senza effetto, quando F erede 1stituito od il legatario la ripudierà, O si riro- verà incapace a conseguirla. 1044. Si{arà luogo al diritto di accre- scimento à vantaggio dei legatarj, nel ca- so in cüi 1l legato sarà fatto a più per- gone congiuntamente. Si riputeràa fatlo congiuntamente il le- gato, quando dipenderà da una sola e medesima disposizione, e quando il te- statore non avrà asseonata la parte di ciascun collegatario nella cosa legata. 1045. Si riputerà anche fatto congiun- tamente il legato, quando una cosa la quale non è suscettibile d'essere divisa senza deterioramento, sara stata collo stesso atto donata a piu persone anche scparatamente. 1046. Le medesime cause che secondo Particolo 954, e le due prime disposi- zioni del’articolo 955 autorizzano la do- manda di revoca della donazione tra vivi, saranno coualmente amimesse per chiedere la revoca delle disposizioni testamentarie. n Il en sera de même, si elle a péri depuis sa mort, sans le faitet la faute de l'héritier, quoique celui-ci ait été mis en retard de la délivrer, lorsaw’elle eût également dû périr entre les mains du légataire. 1043. La disposition testarnentaire sera caduque, lorsque l'héritier institué ou le légataire la répudiera, où se trouvera incapable de la recueillir. 1044. Îl y aura lieu à accroissement au profit des légataires, dans le cas où le legs sera fuit à plusieurs conjointe- ment.: Le legs sera réputé fait conjointement, lors qu’il le sera par une seule ef méme disposition, et que le f2stateur n'aura pas assigné la part de chacun des co- légataires dans la chose léguée. 1045.{l sera encore réputé fait con- jointement, quand une chose qui n’est pas susceptible d'être divisée sans dété- rioration, aura été donnée par le même acte à plusieurs personnes, méme sépa- réimené. 1046. Les mêmes causes qui, suivant Particle 954 et les deux premières dis- positions de Particle 955, autoriseront la demande en révocation de la donation entre-vifs, seront admises pour là de. mande en. révocation des dispositions 4e- stamentaires. Idem obtinet, si defuncto testatore res sine facto, aut culpa heredis perierit; etsi hic fuerit in mora tradendi, dummodo æque peritura fuisset penes legatarium. , 10,5. Si heros instituius, vel legatärius dispositionem testamentariam repudiat, aut adeundi incapax sit, omnis vis testamenti solvitur, dr Lo. nn HT à À …-;.:::: 1C{4. Juri accrescendi intea legatarios locus erit, si eadem res pluribus conjunctim legata sit. Conjunctim vero legatum, factum censelur, si in una, eademqne dispositione rehctum sit, nec a testatore aibgulis legatariis legatæ rei partes fuerint assignatæ. 205. Hem Le actu eüam disjunetim pluribus legata sit. 5 rois ES a:. 4e*... É gatum conjuncuim rehcium censetur, quoties res, quæ dividi sine læsione nequit in eodem 1040.“lisdem- de cansis. quiliue ut: dt w:-: A lem de causis, quibus tt in articulis 954, et 955 donationes inter vivos revocantar, testamcu“ forum quoque reyocio peu porest. 10 mdr tranl in pl at! be ec d con: antag UL cle 20 ie dl | qetis | pot | auf TON est Sineh) ay a fou À aùt à Orsqu ls mur noire ser ntitué ou € Lrouver DIssenent le cu Ojointe lement t méme maux des co j, su res À prisehl donatis , 4 ur W #32 sA6r:] 1047. Se questa domanda ha per fon- damento un ingiuria grave fatta alla me- moria del testatore, essa deve essere promossa entro l’anno, da computarsi dal glorno dellingiuria. CAPO VI. Delle Disposizioni permesse a favore dei nipoti del donante o testatore, o de’ figli de’ suoi fratelli e sorelle. 1048. Ï beni de quali il padre e la madre hanno la facoltà di disporre, po- tranno essere da essi donati in tutto 0 in parte, ad uno o a piu de’ lor figli, con atti tra vivi o d'ultima volontà, colob- bligo di restituire questi beni ai figli nati, e da nascere, nel primo grado soltanto, di essi donatar]. 1049. In caso di morte senza figli, sarà valida la disposizione fatta dal defunto con atto tra vVivi O per testamento, a vantaggio d uno© pit de’suoi fratelli o sorelle, di tutti o parte de’ beni che non sono riservati dalla legge nella di lui eredità, con obbligo di restituire questi stessi beni ai figli di primo grado soitanto nati, ed a quelli da nascere, da essi fratelli o sorelle donatarie. 1047. S2 cette demande est fondée sur une injure grave faite à la m‘moire du testateur, elle doit étre intentée dans l'année, à compter du jour du délir. CHAPITRE VI. Des Dispositions permises en faveur des petits-enfans du donateur ou testateur;, ou des enfans de ses frères et sœurs, 1048. Les biens dont les pères ef mé- res ont la faculté de disposer, pourronË étre par eux donnés, en tou OU en par- tie, à un ou plusieurs de leurs enfans, par actes entrevifs où testamentaires, avec la charge de rendre ces biens. aux enfans nés ef à naître, au premier de- gré seulement, desdits donafaires. 1049. Sera valable, en cas de mort sans enfans, la disposition que le défunt aura faite par acte entre-vifs ou testamentaire, au profit d'un ou plusieurs de ses. frères ou sœurs, de tout ou partie des biens qui ne sont point réservés par la loi dans sa succession, avec la charge de rendre ces biens aux enfans nés et à naftre, it premier degré seulement, desdits frères ou sœurs donataires. ©1047. Petitio revocationis testamenti ex gravi injurla, taxat a die injuriarum proponi debet. qua defuncti memoria afficitur, intra annum dum- CARE Tr YIL De Dispositionibus, quæ favore nepotum, tam€x filis, quam ex fratribus., et sororibus donantis, vel testaioris permilluntur. 1048. Bona, de quibus patri, et matri disponendi jus est, donari possunt in totum, vel pro parte tam testamento, quam actu inter vivos uni, vel pluribus ex eorum liberis, cum onere, ut eadem ipsi re- stituant suis fils natis, vel nascituris primi dumtaxat gradus. 1049. Dispositio facta ab eo, qui sine liberis decesserit, actu inter vivos, vel testamento. favore unius., aut plurium ex-suis fratribus, et sororibus de bonis ommbus, aut de ea parte, quæ successionis lege reservaia non est, cum onere eadem restituendi suis filüs, vel nepotibus natis, vel nascituris primi tantum gradus, sustinebitur, mr 86 BA Fi k] h th 62. #7! t 1058. Post obitum ejus, qui de rebus suis cum restilutionis onere disposuit, nisi de particulari unico legato agatur, bonorum omnium, quæ in ejus hereditate reperiuntur inventarium, rite.confici debet, in quo rerum omnium mobilium, justa æstimatio conlineatur. 1059. Inventarium, instante gravato, conficitur intra temporis spatium titulo de Successiontbus pracfini- tum, presente tutore ad execulionem dispositionis elccto. Impensæ ex bonis, de quibus dispositum est, deducendæ sunt. 1060. Inventario autem ad gravati instantiam statuto tempore non confecto, intra subsequentem m \ confici debet, tutore executionis instante, et ipso gravato, vel ejus tutore præsente. ensem wles tone 100, tm gun le \ iuste «lo 1e 0h ch. 106! &asden 1064, on inle dun Cù 1), dédtén. die [JEU| y si CA le loué y NEUS(i à là uvermeme Instance rte, IE quan tution,| rdénaire, s et ef , EXCepÉ ira(lé inventun e prix J| requeà ms 4 db at ui A ns Cl 3 dif e déli: ns le n futeur 714 F If 1114 a E ant tt neo no , deb fil un fi dt Î ni pol, ju pos # penser [ 285] x061.$e non si è soddisfatto al pre- scritto nei due precedent articoli, si procederà allo stesso inventario, sullis- tanza delle persone indicate nel! artico- lo 1057, chiamandovi il gravato od il suo tutore, ed il tutore nominato per l'esecuzione. 1062. Il gravato a restituire dovrà far procedere alla vendita, mediante aflis- si ed incanti di tutti i mobili ed effet- ti compresi nella disposizione, a riserva perd di quelli di cui si fa menzione nei due articoli seguentt. 1063. La mobiglia e gli altri effetti mobiliari che si sono compresi nella disposizione, coll'obbligo espresso di con- servarli in natura, saranno rimessi nello stato in cui si troveranno al tempo della restituzione. 1064. Î bestiami e gli utensili inser- vienti alla coltura delle terre, s inten- deranno compresi nelle donazioni tra vivi Oo testamentarie delle stesse terre; ed il gravato sarà tenuto solamente a farli stimare e valutare per corrisponder- ne l’eguale valore al tempo della resti- tuzione. 1065. Il gravato dovrà impiegare, nel termine di sei mesi, da computarsi dal giorno della ultimazione dell inventario, il contante che vi si trovera, quello 1061. S’il n° à point êté satisfait aux deux articles précédens; il sera procé- dé au méme inventaire, à la diligen- ce des personnes désignées en l ar- ticle 1057,eny appelant le grevé ou son tuteur, et le tuteur nommé pour l exé- cuéion. 1062. Le grevé de restitution sera tenu de faire procéder à la vente, par afjt- ches et enchères, de tous les meubles ct effets compris dans la disposition, à lex- ception néanmoins de ceux dont il est mention dans les deux articles suivans. 1063. Les meubles meublans ef au- tres choses mobilières qui auraient été compris dans la disposition, à la condi- tion expresse de les conserver en na- ture, seront rendus dans l’état où ils se trouveront lors de la restitution. 1064. Les bestiaux et ustensiles ser- vant à faire valoir les ferres, seront censés compris dans les donations entre- vifs ou testamentaires desdites Lerres; et le grevé sera seulement tenu de les faire priser et estimer, pour en rendre une égale valeur lors de la restitution. 1065. Il sera fait par le grevé, dans le délai de six mois, à compter du jour de la clôture de l'inventaire, un emploi des deniers comptans, de ceux prove- 1061. Si duobus præcedentibus articulis sancita neutiquam exequula fuerint, mventarium conficitur ad instantiam eorum, qui articulo 1057 designati sunt, gravato 1pso, ejusve tutore, et tutore simul ad exe- eutionem nominato vocatis. 1062. Heres restitutionis onere gravatus, libellis publico loco propositis, et constitula auctione, res üculis mentio fit. mobiles in dispositione comprehensas vendere tenelur, exceptis is, quorum in duobus sequentibus ar- 1065. Supèllex, et alix res mobiles, de quibus donans, vel testator disposuit sub expressa condilione ‘easdemmet servandi, in eo slatu reddi debent, quo restitutionis tempore reperiuntur. 1064. Animalia, el instrumenta, quæ prædiorum culiuræ inserviunt, in donatione eorundem prædiorum tam inter vivos, quam testamenlo facta comprehensa inteliguniur: gravatus vero eadem tantummodo œsli- mari curabit, ut cum restituenda erunt, eundem valorem restituat. 1065. Intra sex menses a die expleti inventarii, gravatus pecumiam hereditariam, vel ex venditis rebus mn AE ne v fs++ À M k Fis À L:+ À FA * À 2 ? 4+ h d H 1 à À à | KA :. à à +. A NX 11 1$: + 11) NF 15: 14 k #44 j We 10 “Mi 5. # x M 11 4 # |! LE JE 10 h4 }; i 4‘4 1% À. + + A »? 1Æ » À 1 RE. [ 286] proveniente dal prezzo dei mobil ed effetti stati venduti, e cio che si sara ricevuto in conto dei crediti ereditarj. Questo termine, quando occorra, potrà prorogarsi. 1066. IT gravato sara parimente tenuto ad impiegare il danaro che proverrà in seguito dal!’ esazione de crediti€ dal- l'affrancazione delle rendite, entro tre mest al più tardi dopo seguita F esazione. 1067. Se il disponente avra specificato la. qualità degli effetti nei quali deve. farsi l'impiego, sara cid eseguito a ter- mini della sua disposizione; diversa- mente non potrà farsi F impiego mede- simo, che coll acquisto di bent immobils,. a con poziorita d ipoteca sui beni im- mobil. 1068. L’impiego prescritto nei prece- denti articoli, sarà fatto coll intervento e ad istanza del tutore nominato per l'ese- cuzione. 1069. Le disposizioni per atto tra vivi. o per testamento, col peso direstituzione, dovranno rendersi pubbliche, ad istanza o del gravato, o del tutore deputato per lesecuzione, cioè quanto ai beni immo-. Bili, mediante la trascrizione degli atti sui registri dell ufficio delle ipoteche del fuogo dove sono situati; e quanto alle, somme impiegate sui beni immobili, con. nant. du prix des meubl:s et effets qui auront Êté vendus, e! de ce qui aura été reçu des eflets actifs. Ce délai pourra étre prolongé, s'il y a lieu. 1066. Le grevé sera pareillement tenu de faire emploi dés deniers. provenant: des effets actifs qui seront recouvrés et des remboursemens de rentes, et ce, dans trois mois au plus tard après qu'il aura reçu Ces deniers. 1007.Cer emploi sera. fait conformé- nent à ce qui aura-été ordonné par lau- teur de la disposition, s’il a désigné là. nature des effets dans lesquels lemploi. doit étre fait; sinon, ilne pourra l'étre. awen immeubles, ou avec privilége sur des immeubles. 1063. L'emploi ordonné par les arti- clés.précédens sera fait en présence et à la diligence du tuteur nommé pour l'exécution. 1069. Les dispositions par actes entre- vifs ou testamentaires, à charge de re- stitution, Seront, à la. diligence; soit. du grevé, soit du tuteur nommé pour: Fexécution, rendues publiques;- ? ir, quant aux inuneubles, par la rran- scription des actes sur les registres du. bureau dés hypothèques du lieu de la. situation; el quant;aux sommes Collo- ecnflatam, aut ab hereditatis debitoribus perceptam collocare.tenetur. Prædictum semestre spatium, si res. postulat, prorogari potest. 1066. Gravatus pecuniam, quas a debitoribus-percipit, ac sortes redituum acceptas non ultra tres men- ses ab ipsarum receptionis die item collocare tenetur. 1067. Collocatio fit juxta disponentis. voluntatem, si modum collocaniï se declaraverit; secus in imn0+ bilibus. dumtaxat efficitur, aut saliem cum privilegiata innmobilium hypotheca. 3068, Collocatio, de qua supra, fit tutore executionis instante, ac præsente, 1069. Dispositiones per actum inter vivos, vel per ulüimam voluntatem cum onere reslitutionis; instante, ipso gravato, vel tutore executionis, publicæ reddi debent; scilicet quoad immobilia per transcriptionem. egtorum, in tabulis publicis offici hypothecarum Joci, ubi eadem sita-sunt; quo vero ad pecuniam colloca-. yone qu dk “at em I ured ulor in à Mént tem DrOYenu Ours 1 ét, res qu formé. ur Pau: signé l l'emploi a L'étre lège ur les art résente# NÉ ji acte at grget enct, N me ja s+ 4ût de it istres À lieu 44 né! a nl qi a fi ja des 2 "TL Lea NS ie pue" [#8] poziorità d’ipoteca, mediante À iscrizione sui beni medesimi. 1070. La mancanza di trascrisione del- J'atto contenente la disposizione, potra dai creditori e dai terzi possessori, es- sere opposta, anche ai minori, od inter- detti, salvo il regresso contro 1l gravato ed il tutore nominato per l’esecuzione, e senza che i minori© gl interdetti possano essere restituiti in intero contro TŸ omessa trascrizione, quand anche àl gravato ed iltutore non fossero solvibili. 1071. La mancanza della trascrizione mon potra essere supplita od iscusata per la notizia che in qualunque altro modo i creditori od 1 terzi possessori potessero avere avuto della disposiztone- 1072. Non potlranno in alcun caso:i donatarj, legatarj o gli eredi legittimi di colui che avrà faito la disposizione, e neppure i loro donatarj, dlegatarj od eredi, opporre ai chiamati la mancanza di trascrizione od iscrizione. 1075. Il tutore nomimato per l'esecü- zione sarà personalmente-risponsabile, quando non siasi pienamente uniformato alle regole sopra stabilite per compro: vare lo stato dei beni, per la vendita dei quées avec privilège sur des iïnméubles, par linscription sur les biens affectés aw privilége. io7o. Le défaut de transcription de l'acte contenant la disposition, pourræ étre opposé par les créanciers€e£ tiers. acquéreurs, MmÉInEe AUX IMINEUTS OW Lh- terdits; sauf le recours contre le grevé et contre le tuteur à l'exécution, et sans que les inineurs où interdits puisseré étre restitués contre ce défaut de trar- scription, quand méme le grevé et le tuteur se trouveraient insolvubles. 1071. Le défaut de transcription na pourra être suppléé ni regardé comme couvert par la connaissance que les créan- ciers ou les tiers acquéreurs pourraiené avoir eue de la disposition par d’autres voies que celle de la transcription. 1072. Les donafaires, les légaraires, ni méme les héritiers légitimes de celui qui aura fait la disposition, ni. pareil- lement leurs donataires, légataires où ‘héritiers, ne pourront, en aucun cas, “opposer aux appelés le défaut de tran- scription Ou inscription. 1073. Le tuteur nommé pour l’exécu- tion sera personnellement responsable, s'il ne s’est pas, en tout point, cou- Jormé aux règles ci-dessus établies pour constater les biens, pour la vente di tam cum privilegiata hypo‘heca super immobilibus per inscriptionem in bonis hypothecæ obnoxiis. 1076. Ormissio transcriptionis actus disposiionem continentis minoribus ipsis, aut bonis interdictis, a creditoribus, vel adquisitoribus oppoui potest, salvo illis regressu tam adversus gravatum, qua adversus iutorem executionis, quin munores, ac interdicti adversus omissam transcriptionemn beneficio restitution:s in iniegrum juvari possint, etsi tutor, et gravatus solvendo non essent. 1o71. Transcriptionis omissio suppleri néquit, nec excusari, ex quo creditoribus, vel adquisitoribus di- spositionis actus alia ratione innotescere poiuisset, 1072. Donatariüi vero, legatarii, et ne legitinn quidem keredes vel ab his causam habentes ‘huilo unquam casu inscriptionis, vel transcriptionis omissionem vocatis opponere poterunt. 1075. Tutor ad excutionem‘electus personal actioné obstringitur, quoties regulas süperius statutäs dé inveñtarii {4 :/ } l ee gun es ÉPAREE PS RS [ 288] mobili, per l’impiego del danaro, per ‘a trascrizione e| iscrizione, e gene- ralmente, se non ha praticalo tutte le diligenze necessarie all oggetto che bene e fedelmente venga adempito l obbligo della restituzione. 1074. Se il gravato& in età minore, non potrà, anche nel caso d insolvibilita del suo tutore, essere restituito in intero contro l' inadempimento delle regole che gli sono prescritte negli articoli di que- sto capo. GA P O.-VIL. Delle Divisioni fatte dal padre, dalla madre o da altri ascendenti, tra i loro discendenti. 107. I padri e le madri e gli altri ascendenti potranno dividere e distribuire i loro beni, tra i loro figli e discendenti. 1076. Queste divisioni potranno farsi per atto tra vivi O per testamento, colle stesse formalità, condizioni e regole prescritte per le donazioni tra viviepe testament. Le divisioni fatte tra vivi non potranno eontemplare che i beni present. mobilier, pour l'emploi des deniers, pour la transcription et l'inscription, et en général s’il na pas fait toutes les di- ligences nécessaires pour que la charge de restitution soit bien et fidèlement ac- quiftée. 1074. Si le grevé est mineur, il ne pourra, dans le cas méme de Pinsolva- bilité de son tuteur, étre restilué contre l'inexécution des règles qui lui sont pre- scrites par les articles du présent cha- pitre. CHAPITRE VIT Des Partages faits par père, mère, Ou autres ascendans, entre leurs descen- dans. 1075. Les père et mère et autres ascen- dans pourront faire, entre leurs enfans et descendans, la distribution ef le par- tage de leurs biens. 1076. Ces partages pourront être faits par actes entre-vifs ou testamentaires, avec les formalités, conditions et règles prescrites pour les donations entre-vifs et Lestamens.| Les partages faits par actes entre- vifs ne pourront avoir pour objet que les biens présens. confectione, mobilium venditione, collocationc pecuniæ, transcriptiene, atque inscriptione minime servaverit: et generatim nisi omnem adhibuerit diligentiam, ut bonorum restitutio accurate, ac fdeliter exequerelur. 1074. Minor gravatus, restitutionis beneficio non juvatur adversus omissam a tutore prædictarum regu- Tarum observantiam, etsi tutor solvendo non sit. CAPUT VII De Divisionibus, quæ a parentibus, aliisve ascendentibus fiunt inter suos descendentes. 1075* Patres, matres, ceterique ascendentes sua bona inter liberos dividere, atque distribuere possunt. 1076. Divisiones hæ actu inter vivos æque ac in ultima voluntate fieri possunt, formis,‘ac modis ad lestan- dum, vel donandum præscriplis, Divisiones, quæ actu inter vives fiunt, bona præsentia dumtaxat respicere possunt. y on, de Les Le à ; li clan y | F clement y eur, il y e Dineoks tilue ont ji sont résent che E pére, 0 rs Qu ufres au: Leurs es Ï1 t by nt ds amer s enit} tes ed” objet ji r prit‘ ju jean” [ 289| 1077. Se nella divisione non sono stati compresi tutti i beni lasciati dal} ascen- dente al tempo. della di lui morte, il non compresi, saranno divisi in confor- mita della legge. 1078. Sara interamente nulla la divi- sione la quale non è stata fatta fra tutti 1 figli che esisteranno al tempo della morte e fra i discendenti dei fighi pre- defunti. Tanto 1 figli o 1 discendenti che non vi ebbero parte, quanto quelli tra’quali venne fatta la divisione, potranno pro- vocarne una nuova nelle forme legali. 1079. La divisione fatta dall ascen- dente potrà impugnarsi per titolo dile- sione oltre il quarto: potrà egualmente essere impugnata nel caso iu cui risul- tasse dalla divisione e dalle disposiziont faite per‘antiparte, che uno de’ condi- videnti abbia un vantaggio maggiore di. quello che la legge permette. 1080. Il figlio che per alcuna delle cause espresse nell antecedente articolo» impugni la divisione fatta dal} ascenden- ie, dovra anticipare le spese della stima; e vi sarà definitivamente condannato, non che in quelle della lite, se il recla- mo non è fondato. 1077. Siious les biens que l'ascendanté laissera au-jour de son décès n’ont pas été compris dans le partage, ceux de ces biens qui ny auront pas été Compris; seront partagés conformément à la loi. 1078. Si le partage n’est pas fait en- tre tous les enfans qui existeront à l’é- poque du décès et les descendans de ceux prédécédés, le partage sera nul pour le tout. Il en pourra étre provoqué un nouveau dans la forme légale, soit par les enfans ou descendans qui ny auront recu aucune part, SOit méme par CEUX entre qui le partage aurais été fait. 1079. Le partage fait par Pascendart pourra étre attaqué pour cause de lésion de plus du quart; il pourra Pétre aussi dans le cas où il résulterait du partage. et des dispositions faites par précipur, que l’un des copartagés aurait Un avan- tage plus grand que la loi ne le per-. mncé. 1080. Z’enfant qui, pour ue des: causes exprimées en l’article précédents. attaguera le partage fait par l’ascen- dant, devra faire l'avance des frais de l'estimation; et il les supportera en dé- Jfinitif,. ainsi que les dépens de la con- testation, si La. réclamation nest Pas fondée. 1077. Quoties omnia bona ,que ascendens mortis tempore habuit, in divisione comprehensa non uerint, illa, quæ exclusa fuerunt, ad legis præscripta, dividuntur. 1078. Si divisio non complectitur omnes filios mortis tempore existentes, et filios eorum; qui prædeces- serint, omnino infirmatur, et novam ad legis præscriptum divisionem petere-possunt tum liberi, quibus mulla portio, tum ï, quibus in superiori divisione partes tributæ sunt. 1079. Divisio ab ascendente facta impugnari potest, tam si ultra quadrantem læsio inlervenerit, quam si ex divisione, et dispositionibus præcipui ütulo factis, eorum, inter quos. divisio. secuta est, am- plius quam lex permittit, lucratus fuerit. 1080. Filius divisionem ab ascendente faclam ex eausis superius allatis impugnans, sumptus æstimationts litis repræsentare debet, quos una cum primæ contestationis impensis, si definitivo judicio causa cadet, ferre tenetur. k EL 1 «4 ‘ê ë #:: 4 LE 4) # Ë À ni CAPO VIIL Delle Donazioni fatte per Confratto di fnatrimonio agli Sposi, ed, ai Figli na- scituri dai medesimr. 1081. Ooni donazione fra vivi de’ beni present, quantunque fatta per contratto di mairimonio agli sposi, Oo ad uno di essi, sarà sottoposta alle regole gener ah ponte per le donazioni fatite a questo titolo. Essa non potràa aver luogo a vantagsio dei figli nascituri, eccettuati i casi enun- ciati al capo VI di questo titolo. 1082. Ï padri e madri, gli altri ascen- denti, i parenti collaterali degli sposi, ed anche gli stranieri, potranno per contratto di matrimonio disporre di tutto o di parte dei beni che fossero per la- sciare al tempo della loro morte, tanto in favore de’ detti sposi, che de figli nascituri dal loro matrimonio, nel caso in cui il donante sopravvivesse allo spo- so donatario. Tale donazione, quantunque fatta à vantagg#10 soltanto degli sposi Oo di uno di essi, si presumerà sempre, nel sud- detto caso di sopravvivenza del donante, fatta a favore de’ figli e discendenti n2- scituri dal ire C290] CHAPITRE VIII. Des Donations faites par Contrat de ma- ‘riage aux Epoux, et aux Enfans à naître du mariage. 1081. Toute donation entre-vifs de biens présens, quoique faite par con- trat de mariage aux époux, ou à lun d'eux, sera soumise aux règles géné- rales prescrites pour les donations jf ailes à ce titre. Elle ne pourra avoir lieu au profit des 9 enfans à naîtres, si ce n° est dans les cas énoncés au chapitre VI du présent litre. 1082. Les pères et mères, les au- res ascendans, les parens collatéraux des époux, et même les étrangers, pour- ront, par contrat de mariage, disposer de tout ou partie des biens qu’ils laisseront au jour de leur décès, tant au profit desdits époux, qu’ au profit des enfans à naître de leur mariage, La le cas où le donateur survivrait à l époux do- nataire, Pareille donation, quoique Jaite au profit seulement des époux où de l'un d'eux, sera toujours, dans ledit cas de survie du donateur, présumée jaite au profit des enfans et descendens à naître du 1QT1age. Gk PU:T:ENEET. De Donationibus, quæ in nuptiali Contractu fiunt Sponsis, vel Fils ex matrimonio nascituris. 1081. Domationes inter vivos bonorum preséntium, etsi in nupüali contractu sponsis, vel eorum alter Sant, generalibus regulis subjiciuntur, quæ pro alüs donationibus hac de causa factis sancitæ sunt. Favore tamen filiorum, qui ex eo matrimonio nascentur, fieri nequeunt, TE casibus, de sign capiles VI. hujus tüituli. 1082. Pater, mater;€t ceteri ascendentes, vel sponsorüm collaterales, et etiam extranei de Le om- pibus, quæ moïtis tempore relinquent, vel: de ïipsorum parte in contractu nuptiali disponere possunt nedum favore conjugum, verum eliam filiorum, qui ex eo matrimonio nascentur, quolies sponsus donatarnts donanti præmoriatur. Ea vero donatio lice corjuges tantum respiciat, vel alterutrum eorum; si donator donatatio superviverit, fayore eliam filiorum, qui ex eo‘mairimonio nascentur, semper facta censehiur. \ jil rat der, En| tre-nfs à à par ne ou à ln les ph ions juil profitle dans la | présen les au- dllateraur rs, pOur disposrré ls loisven à où des qi ans l oi fait j (7)»; dit cal à Pr] 4 7 1) LE ; ant A ul {| js cpl de bon Le “ past j gratis g donalo seit F [ 291] 1083. La donazione, fatta secondo la forma preseritta nel precedente articolo, sarà irrevocabile in questo senso sol- tanto che il donante non potrà più di- sporre, a titolo gratuito, degli oggetti compresi nella donazione, eccetto che per picciole somme a titolo di ricom- pensa od altrimenti. 1084. La donazione per contratto di matrimonio potrà farsi cumulativamente dei beni presenti e futuri, in tutto o im parte, eoll obbligo peyd di unire all'at- to di donazione uno stato dei debiti e pesi del donante esistenti al giorno della donazione; nel qual caso sarà in facolta del donatario, al tempo della morte del donante, di ritenersi i beni presenti, ri- nunciando al soprappiù dei beni del do- nante. 1085. Se lo stato di cui si& parlato nel precedente articolo, non fu unito all atto di donazione de’ beni presenti e futuri, il donatario sara tenuto di ac- cettare o di rinunciare intieramente la donazione. In caso di accettazione, non potrà pretendere se non i beni i quali si troveranno esisienti al tempo della morte del donante, e sara soggetto al pagamento di tutti 1: debiti e pes ere- ditarj. 1083. Du dena&tion, dans le forme por- tée au précedent article, ser@ irrévo- cable, em ce sens seulement que le. do- nateur ne pourra plus disposer, à titre gratuit, des objets compris dans la do- nation, si Ce 1 est pour sommes modi- ques à titre de récompense Ou autre ment. 1084. La donation par contrat de ma- riage pourra étre faite cumulativement des biens présens ef à venir, en tout ou en partie, à la charge qu'il sera an- nexé à l'acte un étar des deftes et char- ges du donateur existantes au jour de la donation; auquel cas, il sera libre au donafaire, lors du décès du donateur, de s’en tenir aux biens présens, en re- nonçant au surplus des biens du dona- eur.- 1085. Si l’état dont est mention au précédent article, ra point été annexé à l'acte contenant donation des biens pré- sens et à venir, le donafaire sera obli- gé accepter ou de répudier cette do- nation pour le tout. En cas dacceptu- tion, il ne pourra réclamer que les biens gui se trouveront existans au jour du décès du donateur, et 1l sera soumis au paiement de toutes les deties et char- ges de la succession. 1085. Donatio, quæ forma superiort articolo enunciata facta fuit, irrevocabilis est in eo tantum, quod donator de bonis donatis amplius titulo gratuito disponere nequit, nisi de modica quantitate remunerationis eausa, vel aliter. 1084. Donatio bonorum præsentium, et futurorum simul tam pro integro, quam pro parte in contractia nuptiah fieri potest, dummodo aciui donationis elenchus contnens statum æris aliem, aliaque onera usque ad eum diem a donante contracta adjiciatur; quo casa donatarius, donatore decende, pro lmbiim bona præsentia retinere, et reliquis renunciare potest. 1085. Quoties elenchus, de quo in præcedenti articulo, actui donationis bonorum præsentium, et fataroram adjectus non fuerit; donationem integram acceptare, vel donatarius repudiare tenetur: si vero accepiat ea tantum bona petere. potest, quæ donans tempore mortis reliquit, et omme as ajienum selvere,atque ownia ‘successionis onera sustinere ténelur. Rd tn er 4 TT Nos RE [ 292| 1086. La donazioné per contratto di. matrimonio in favore degli sposi e dei figli nascituri dallo stesso matrimonio, da qualunque persona provenga, potrà ancora essere fatta colla condizione di pagare indistintamente tutti i debiti e pesi dell eredità del donante, ovvero sotto altre condizioni, Ÿ esecuzione delle quali fosse per dipendere dalla sua vo- Jontà: il donatario sarà tenuto di adem- pire a queste condizioni, quando non prescelga di rinunciare alla donazione; e nel caso che il donante, pel contrat- to di matrimonio, si fosse riservata la facoltà di disporre di un effetto compre- so nella donazione de suoi beni presenti, o di una determinata somma da ricavarsi da’ suddetti beni, l'effetto o la somma quando egli morisse senza averne dispo- sto, si riterranno compresi nella dona- zione, ed apparterranno al donatario od a suoi eredi. 1087. Le donazioni fatte per contratto di matrimonio non potranno essere 1im- pugnate, nè dichiarate nulle, sotto pre- testo di mancanza d’'accettazione. 1088. Qualunque donazione fatta a contemplazione di matrimonio sarà sen- za effetto, se il matrimonio non segue. 1089. Le donazioni fatte ad uno degli sposi ne modi qui sopra enunciati negli 1086. La donation par Contrat de ma- riage en faveur des époux et des en- fans à naïtre de leur mariage, pourra encore étre faite, à condition de payer indistinctement toutes les dettes et char- ges de la succession du donateur, ou sous d'autres conditions dont Pexécu- tion dépendrait de sa volonté, par quel- que personne que la donation soit faite: le donataire sera tenu daccomplir ces conditions, s’il n'aime mieux renoncer à la donation; et en cas que Le dona- teur, par contrat de mariage, se soit réservé la liberté de disposer d’un efjjeë compris dans la donation de ses biens présens, ou d’une somme fixe à pren- dre sur ces mémes biens, l'effet ou la somme, s’il meurt sans en avoir dispo- sé, seront censés Compris dans la do- nation, et appartiendront au donatuire ou à ses héritiers. 1087. Les donations faites par con- trat de mariage ne pourront étre atta- quées, ni déclarées nulles, sous prétex- te de défaut d’accepration. 1088. Toute donation faite en faveur du mariage sera caduque, si le mariage ne s'ensuit pas: 1089. Les donations faites à l'un des époux, dans les termes des articles 1082, 1086. In donatione, quæ in tabulis nuptialibus favore conjugum, vel forum, qui ex 1psorum matrimo- nio nascentur, facta est, conditio addi potest, ut omne æs alienum, et onera, quæ donantis hereditati in- hærent, indistincte persolvantur, aliæque conditiones adjici possunt, quarum executlo à donantis pendeat voluntate; idque licet donatio a quocumque proficiscatur. Donatarius aute mi malit successionem repudiare; et si is, qui per nuptialem contractum dona m üs conditionibus er obstrictus vit, sibi rem in donatione bonorum præsentium comprehensam, vel summam ex bonis donatis deducendam reservavit, ut 1mposlerum de ea disponeret; ista res, vel summa donatario, ejusve heredibus cedit, si donans, antequ sponeret, decesserit. am de ea di- 1087. Donationes, quæ in contractu matrimoni fiunt, pretexlu, quod acceptatæ non fuerint, impugnar! mon possunt, nequæ nulle declarari. 1088. Donatio contemplatione matrimonüi facta, eo non secuto, corruit. 1089. Donationes alteri ex sponsis factæ justxa præscipta in articulis 1082. 1084 1086 infimantur A Ro ee naar#7 TT VUS ; Si donalor 1 D mods 1002 Rençent de €, Poire 1 de pay tes et dy taleur, 1 nt Lern ) Parque à Soil faute omplr ex L Fender Se Nil d'un efi ses bien à pren et ou d or dis ans Le& its ne CON UE GUN, [ 295] articoli 1082, 1084 e 1086 saranno pu- re senza efletto, se il donante sopravvi- ve allo sposo donatario ed alla sua di- scendenza. r090. Tutte le donazioni fatte agli spo- si a contemplazione del loro matrimo- nio, saranno al tempo dell apertura della successione del donante, riducibi- li alla porzione di cui la legge gli per- metteva di disporre. G.&:P:O5.EE: Delle Disposizioni fra conjugi, per Con- 7 tratto di matrimonio, oO durante il Matrimontio. 1091. Gli sposi potranno per contrat- to di matrimonio farsi reciprocamente, o l'uno dei due all altro ,. quelle dona- zioni che giudicheranno a proposito, sotto le modificazioni in appresso in- dicate. 1092. Qualunque donazione fra vivi de’ beni presenti, fatta fra sposi per con- tratto di matrimonio, non s’ intenderà fatta sotto la condizione della sopravvi- venza del donatario, se questa condi- zione non è formalmente espressa, e sa- rà sottoposta a tutte le regole e forme prescritte di sopra per tali donazioni. 1084 ef 1086 ci-dessus, deviendront ca- duques, si le donateur survit& l’époux donataire et à sa postérité. 1090. Toutes donations faites aux é- poux par leur contrat de mariage, Sse- ront, lors de l'ouverture de la succes- sion du donateur, réductibles à la por- tion dont la loi lui permettait de dis- poser. CHAPITRE IX. Des Dispositions entre Epoux, soit par Contrat de mariage, soit pendant le Mariage. 1001. Les époux pourront, par CON- trat de mariage, se faire réciproque- ment, ou l’un des deux à Pautre, telle donation qu’ils jugeront à propos, SOUS les modifications ci-après exprimées. 1092. Toute donation entre-vifs de biens présens; faite entre époux par contrat de mariage, ne Sera point cen- sée faite sous la condition de survie dié donataire, si cette condition mest for- mellement exprimée; et elle sera sou- mise à toutes les règles et formes ci- dessus prescrites pour ces sortes de do- nations. gamer arennsaene donatario conjugi, ejusve liberis supervixerit. 1090. Donationes, quæ sponsis in nuptiali contractu fiunt, cum donantis successio defertur, reducunlur usque ad portionem, de qua ex lege disponi potest, si eam excedant. CAP DT.LX. De Dispositionibus, quæ inter Sponsos in Contractu nuptiali, vel constante matrimonio Jfeunt. 1091. Sponsi sibi vicissim, vel unus alteri in nuptialibus tabulis quaslibet donationes facere possunt modis servatis, de quibus infra. 1092. Donationes inter vivos bonorum præsentiuun, sensentur sub conditione factæ, quod donatarius donanti superstes fuerit, nisi id expresse ,declaretur. Hx gdonationes regulis omnibus superius de donationibus inter sponsos statutis, moderantur, quæ tabulis nuptialibus inter conjuges fiunt, non 1093. La donazione de’ beni futuri o de beni present e futuri, fatta fra gl sposi per contratto di matrimonio,© da uno solo di essi, o reciprocamente, sog- giacerà alle regole stabilite nel capo pre- cedente, rispetto a‘tali donazioni che loro venissero faite da terze persone, eccetto che non sarà trasmissibile ai fi- gli nati dal matrimonio, in caso di pre- morienza del conjuge donatario al con- juge donante. 1094.[0 sposo, sia nel contratto di matrimonio, sia durante il matrimonio, potrà nel caso in cui non lasciasse nè figh nè discendenti da questi, disporre in favore dell’ altro conjuge, della pro- prietà di tutto cid di cui potrebbe dis- porre in favore di un esiraneo, e po- trà pure lasciare l’usufrutto della totali- à di quella porzione di cui la legce proibisce disporre in pregiudizio degli eredi. E nel caso-in cui il conjuge donante lasciasse figli o discendenti da essi, po- tra donare all altro conjuge, o una quarta parte de’ suoi bent in proprietà, ed una quarta in usufrutto,© la metà di tutti i suoi beni soltanto in usufrutto. 1095. il minore non potrà, per con- tratto di matrimonio, donare al} altro sposo, tanto per donazione semplice, quanto per donazione reciproca, se non 1095. Za donation de biens à venir, ou de biens présens et à venir, faite entre époux par Contrat de mariage, soit simple, soif réciproque, sera soumise aux régles établies par le chapitre pré. cédent, à l’égard des donations pareilles qui leur seront faites par un tiers; sauf qu’elle ne sera point transmissible aux enfans issus du mariage, eh cas de de- cès de Pépoux donataire avant lévoux donateur. 1094. L’époux pourra, soit par contrat de mariage, soit pendant le mariage, pour le cas o& ik ne laisserait point d'enfans ni descenduns, disposer en faveur de l’autre époux, en propriété, de tout ce dont il pourrait disposer en faveur d un étranger, et, en outre, de usufruit de la totalité de la portion dont la loi prohibe la disposition au préjudice des héritiers. ÆEt pour le cas où l'époux donateur laisserait des enfans ou descendans, il pourra. donner à l’autre époux, ou un quart en propriété el un autre quart en usufruit, ow la moitié de tous ses biens en usufruit seulement. 1095. Le mineur ne pourra, par con- #rat de mariage, donner à l’autre époux, soit par donation simple, soi£ par dona- tion réciproque, qu'avec le consentement 1093. Donationes bonorum futurorum, aut bonorum præsentium, et futurorum, quæ inter sponsos in ta- bulis nuptialibus sive ab altero tantum, sive ad invicem fiunt, iisdem subjciuntur regulis, quæ pro simili- bus donationibus ab extraneo eisdem faclis in præcedenti capite sancitæ sunt. Eædem tamen liberis ex eo matrimonio susceptis non transmuiltuntur, si donans donatario sponso supervixerit. 1094. Sponsus sive in nupüalibus tabulis, sive constante matrimomio favore alterius sponsi, si hiberi ex 2odem matrimonio non nascantur, disponere potest de proprietate bomorum, de quibus favore extranei di- sponere ipsi liceret; ac præterea eidem relinquere potest usum fructum totius portionis, de qua in heredum præjudicium disponere lege vetitum est. Si vero ex eo matrimonio hberi exuterint, sponsus Ssponso, vel uarlamx proprietalis partem, simulque alierius quariæ. usumfructum; vel tantummodo usumfructun dimi- diæ bonorum partis jure relinquit. 1008. Sponsus ætate minor, alterins sponsi favore donatione simplici, aut reciproca disponere nequit, msi trait pot pile pren x the posant 1qe tnt de spo 8 à| ni, jy rie érq Suis hope OnS Par, n Liens: missile en cas ed van l'y par trot rlage pau ot d'enfn faveur À & tout ce eur dur Tusufrui dont le ki réjudice d UE duty escenk à Ut, Bi {re qu fl us 505 VA [ 295] coll approvazione ed assistenza di colo- ro il cui assenso& prescritto per la validith del suo matrimonio; médiante tale consenso egli potrà donare tutto cd che la legge permette allo sposo in età mapgiore di donare all'altro conjuge. 1095. Qualunque donazione fatta fra conjugi, durante il mairimonio, quan- tunque qualificata per donazione fra vivi, potrà sempre rivocarsi. La revoca potrà farsi dalla moglie, senza esservi autorizzata dal marito o dal giudice. Queste donazioni non saranno rivo- cabili per la sopravvenienza dei figli. 1097. À conjugi, durante il matrimo- nio, NON potranno, nè CON alto tra vi- vi, né con testamento, farsi alcuna do- nazione scambievole e reciproca con un solo e medesimo atto. 1098. F1 marito o la moglie che, aven- do figli di altro matrimonio, ne con- trarra un secondo od ulteriore, non potrà donare al nuovo sposo che una parte eguale alla minore che sia per pervenire ad uno de’ figli legittimi, sen- za che in verun caso, queste donazioni possano eccedere il quarto de’ beni. 1099. Î conjugi non potranno indiret- tamente farsi alcuna donazione oltre cid che loro è permesso dalle precedenti di- SpOsiziONL. ct lassistance de Ceux dont le consen- tement est requis pour la validité de som mariage 3 et, Avec Ce consentement, il pourra donner fouf ce que la loi permet. à lépoux majeur de donner à l'aurre tonjoint. 1096. Toutes donations faites entre époux, pendant le mariage, quoique qua- lifiées entre-vifs seront toujours révo- cables. La révocation pourra étre faite par le Jemnme, sans ÿ être autorisée par le mari ni par justice. Ces donations ne seront poini révoquées par la survenance d’enfans. 1097. Les époux ne pourront, pen- dant le mariage, se faire, ni par acte entre-vifs, ni par feslament, aucune donation mutuelle et réciproque par un seul et même acte. 1098. L'homme ou la femme qui, ayant des enfans dun autre lir, contracteræ un Second ou subséquent inariage, ne pourra donner à son nouvel époux qu’une part d'enfant légitime le moins prenant, el sans que, dans aucun cas, ces do- nations puissent excéder le quart des biens. 1009. Les époux ne pourront se donner indirectement au-delà de ce qui leur est permis par les dispositions ci-dessus. üs assentientibus, ét præsentibus, quorum pro nuptiarum validiiale consensus requiritur: hoc autem acce- dente ea omma minor donare potesl, quæ a sponso ætate majore favore sponsæ donari permiliuntur, 1096: Donationes inter conjuges constante matrimonio factæ, licet donationes inter vivos nuncupeniur., quovis tempore revocarli possunt. Revocatio ab uxore fieri potest, nec marito, nec judice auctorante, OB supervenientiam liberorum donationes prædictæ non revocantur, 1097. Mutua inter conjuges, et reciproca donatio, nec inter vivos, nec testamento, constante matrimonio, uno, eodemque actu fieri potest. 1098. S1 ex priore malrimonio procreatis liberis, vir, vel uxor ad secunda, aut ulteriora voita convola- verit, novo conjugi plus relinquere nequit, quam sit portio minima, quæ legitimo filie-ebvenire posset: la lanien ut nunquam denationes hæ quadrantemnr bonorum excedant, 1099. Sponsi imdirecte sibt invicem donare nequéunt ultra id, quod superius eisdem permilitur. Donatio- nes vel simulatæ, vel per interpositam personam factæ, nullæ suut, CE STE “AT ON sm 2; ee PR rt [ 296] Sara nulla qualunque donazione, 0 simulata o fatta ad interposta persona. 1100. Saranno considerate come fatte ad interposta persona, le donazioni di uno de conjugi, o ai figli o ad uno dei figli dell altro conjuge nati da un altro matrimonio, e quelle pure fatte dal do- nante ai parenti dei quali l'altro conju- ge fosse l erede presuntivo al tempo della donazione, ancorchè quest ultimo non sia sopravvissuto al suo parente donatario. : Û 2. à; di Toute donation, ou déguisée, ou faite à personnes interposées, sera nulle. 1100. Seront répulées faites à person- nes interposées, Les donations de l'un des époux aux enfans où à l’un des enfans de Pautre époux issus d’un autre mariage, et celles faites par le donateur aux parens dont lautre époux sera hé- rilier présomptif au jour de la donation, encore que ce dernier n'ait point survécu à son parent donafaire. 1100. Donationes per interpositas personas facitæ censentur, quoties a conjuge fiunt filio, vel filis, quos alter conjux ex præcedenti matrimonio susceperit, vel quæ fiunt cognatis alterius conjugis, quorum hic jam donationis actu heres præsumptus sit, licet idem cognato donatario non supervixeri. te, nf T0 nue ites der, lions à}, à là US d'un mi ar le dons DOUX ser À € La doi, Oiné suis jo, vel fl pes, que à [ 297| TITOLO TIIL Dei Contratti o delle obbligazioni con- venzionali in gencre. CAPO IE Disposizioni preliminare. 1101. Il contratto è una convenzione mediante la quale una o più persone si obbligano, verso una© più persone, a dare, a fare© a non fare qualche cosa, A! 1102. Ïl contratto è sirallagmatico o _bilaterale, quando ïi contraenti si ob- bligano reciprocamente gli uni verso gli altri.: 1105. Ë unilatérale, quando una o piü persone si obbligano verso una o più persone, senza che per parte di queste ultime siavi alcuna obbligazione. 1104. Ë commutativo, quando ciascuna parte si chbliga a dare o a fare una cosa che viene riguardata come l’equi- valente di cid che gli si dà, o di ci che si fa per essa. DS FRE EAFE Des Contrats ou des obbligations con- ventionnelles en général. CHAPITRE PREMIER. Dispositions préliminaires. tro. Le contrat est une Convention par laquelle une ou plusieurs personnes s’obligent, envers une ow plusieurs au- tres, à donner, à faire Ou à ne pas L'aire quelque chose. 1102. Le contrat est synallagmatique ou bilatéral lorsque les contractans s'ub- ligent réciproquement les uns envers les auires.: 1105. I! est unilatéral lorsqu'une o1s plusieurs personnes sont obligées envers une ow plusieurs autres, sans que de la part de ces dernières il y ait d'enga- gement. 1104. Il est commutatif lorsque cha- cune des parties s'engage à donner où à faire une chose qui est regardée com- me l'équivalent de ce quon lui donne, ou de ce qu'on fait pour elle. LE EU LS..JHEL De Coriractibus, seu de Oblisationibus in genere, quæ ex conventione proveniunf. Carr … Dispositiones generales. . À+* ï J 1101. Contractns est conventio, qua unus, vel plures se obligant favore ümius, vel plurium ad aliquid dandum, faciendum, vel non faciendum. 1102. Contractus est synallagmaticus, seu bilateralis, cum contrahentes, se invicem obligant. 1105, Unilateralis est, cum unus, vel plures se obligant erga unum, vel plures, quin hi obligentur: 1104. Commutativus est, cum quisque ex contrahentibus se obligat ad aliquid dandum, vel faciendam tamquam æquipollens ejus, quod ipsi datur, vel ejus gratia fit, G 38 Rare RER ec vi ET Ë contratto dazzardo, quando? equi- valente consiste nell avventurare, tanto da una parte che dallaltra, 1l guadagno o la perdita ad un avvenimento incerto. 1105. Il contratto di beneficenza à quello in cui una delle parti procura all altra un vantaggio meramente gra- tuilo. 1106. Il contratto a sitolo oneroso à quello che assoggetta clascuna delle parti a dare o a fare quaiche cosa. 1107. Î contratti, sia che abbiano una propria denominazione, 0 che non ne abbiano, sono sottoposti a regole gene- rali, le quali formano l oggetto del pre- sente titolo. . Le regole particolari per determinati contratti vengono Sstabilite in appresso sotto i titoli relativi a ciaseuno di essi; e le regole particolari risguardanti 0g- getti cammerciali vengono stabilite dalle legoi sul commercio. EARPO KE Delle Condizioni essenziali per la vali- dirà delle Convcnzioni. 1108. Quattro condizioni sono essen- ziali per la velidità d'una convenzione: [ 298] Lorsque l'équivalent consiste dans la chance de gain ou de perte pour cha- cune des parties, d'après un événement incertain, le contrat est aléatoire. 1105. Le contrat de bienfaisance es£ celui dans lequel l’une des parties pro- cure à l'autre un avantage purement gratuit. 1106. Le contrat à titre onéreux est celui qui assujettit chacune des parties à donner ou à faire quelque chose. 1107. Les contrats, soit qu’ils aient une dénomination propre, soit qu’ils n’en aient pas, sont soumis à des régles générales, qui sont lobjet du présent titre. Les règles parliculières à certains con- {rats sont établies sous les titres rela- tifs à chacun d'eux; et les régles par- ticulières aux tiansactions Commerciales sont établies par les lois relatives au commerce. CHAPITRE Il Des Conditions essentielles pour la va- lidité des Conventions. 1108. Quatre conditions sont essen- tielles pour la validité d'une convention: Quoties id, quod uti æquipollens datur, vel efficitur, uniuscujusque contrahentium respectu inter lu- crum, et damnum fluciuat, tamquam pendens ab incerto eventu, contracius aleatorius est. 1103. Contractus beneficus est, si aller ex contrahentibus alteri lucrum tribuit ex mera liberalitate. 1106. Centractus onerosus est, per quem singuli contrahentes obligantur ad aliquid dandum, vel fa- ciendum. 1107. Contractus sive nominati, sive innominali sin, regulis generalhibus subjiciuntur, de quibus hoc ütulo agit ur. Regulæ quibusdam contractibus peculiares sub eorum titulis statuuntur, et quæ in specie commerciales contracius respiciunt, commercii legibus præfinitæ sunt. CAPUT IL De Conditionibus, que ad validitatem Conventionum essentialiter requiruntur. 1108, Ad validitatem conventionis quatuor conditiones essentiales sunt: LT dus lL pour du. Gérene, Oite sante# res pr | Pürénnk éreut 4 des pari “host, ils dé soit qls des ri prés ans Con: Âtres rdée régles ju ommert:ak relais à I pu he of IN come [ 299] Il consenso di colui che si obbligæ; La capacita di contrattare; La certezza della cosa che forma il soggetto della convenzione; Una causa lecita per obbligarsi. Sezione I Del Consenso. 1109. Il consenso non è valido, se è stato dato per errore, se fu estorto per violenza o surretto per dolo. 1110. L'errore non produce la nullità della convenzione che quando cade so- pra la sostanza stessa della cosa che ne è il soggetto. Non produce nullità quando non ca- de che sulla persona con la quale sin- tende di contrattare, eccetto che la con- siderazione di questa persona sia la cau- sa principale della convenzione. x111. La violenza usata contro colui che ha contratta l'obbligazione, è causa di nullità, ancorchè sia stata usata da Le consentement de la partie qui s’o- blige; Sa capacité de contracter; Un objet certain. qui forme la matiè-- re de l'engagement; Une cause licite dans P obligation. SECTION PREMIÈRE. Du Consentement, 1100. I] n’y a point de consentement valable si le consentement n’a été donné que par erreur, ou s’il a été extorqué par violence ou surpris par dol. x110. L'erreur n° est une cause de nul- lié de la convention que lorsqu'elle tombe sur la substance méme de la chose qui en est l’objet. Elle n'est point une cause de nullité lorsqu’ elle ne tombe que sur la personne avec laquelle on a intention de contracter, à moins que laconsiderafion de cette per- sonne ne soit la cause principale de la convention. its. La violence exercée contre celuë gui a contracté l'obligation, est une caut- se de nullité, encore quelle aït été Consensus ejus, qui se obligat: Contrakendi capacitas: Fes certa, quæ sit objectum obligations: Justa obligationis causa. SEcTrio l. De Consensu. 1109. Consensus inefficax est, ubi error, vel dolus, vel vis intervenerit. a110. Error conventionem non infirmat, nisi rei, circa quam ea versatur, substantiam afficiat. Si error personam tantum respiciat, cum qua contrahendi mens est, nullam conventionem non reddit; nisi ipsa persona potissima contrahendi causa fuerit. 1111. Vis in eum adhibita, qui se obligavit, conventionem infirmat, etiamy si ab alio adhibiia, [ 300|\ una ferza persona diversa da quella a vantaggio della quale s è fatta la con- venzione. 1112. Îl consenso si considera estorto per violenza, quando questa& di tale natura da fare impressione sopra una persona sensata, e da poter incuterle il timore di esporre la persona propria o le sue facolta ad un male considerabile e presente. Si ha riguardo, in questa materia, alla età, al sesso ed alla condizione delle persone. 1113. La violenza è causa di nullitàa di contratto, non solamente quando è siata usala verso uno de’contraenti, ma ancora quando lo fu verso il marito, la moglie o discendenti od ascendenti del- lo stesso contraente. 1114 Il solo timore reverenziale verso il padre, la madre, od altri ascendenti, senza che vi sia concorsa una violenza di fatto, non basta per annullare il con- tratto. 1115. Un contratto non pud essere più impugnato per causa di violenza, se, ces- sata la medesima, sia stato approvato, od espressamente,© tacitamente,© con la- sciare decorrere il tempo stabilito dalla legge per la restituzione. 1116. Il dolo è causa di nullità della convenzione quando i raggiri praticati \ e\ L1 exercée par un tiers aufre que celui au profit duquel la convention a été faite. 1112. Î] y a violence lorsqu’ elle est de rature à faire impression sur une personne raisonnable, et qu’elle peut lui inspirer la crainte d'exposer sa per- sonne Où sa fortune à un mal considé- rable et présent. On a égard, en cette matière, à l’ége, au sexe et à la condition des personnes. 1113. La violence est une cause de nullité du contrat, non-seulement lorsque elle a été exercée sur-la partie con- tractante, mais encore lorsqwelle l’a été sur SOI ÉpPOUX OU SUT S0R épouse, sur ses descendans ou ses ascendans. 1114. La seule crainte révérentielle envers le père, la mère, ou autre ascen- dant, sans qu’ ily ait eu de violence exercée, ne suffit point pour annuler de contrat. 1115. Un contrat ne peut plus étre attaqué pour cause de violence, si, de- puis que la violence à cessé, ce contrat a élé approuvé, soit expressément, SOit tacitement, soit en laissant passer le temps de la restitution fixé par la loi. 1116. Le dol est une cause de nullité de la convention lorsque les manœuvres ab eo, cujus favore conventum est. 1112. Vis adest, cum ea talis est, ut viri constantis animum percellere, et ipsi metum incutere possit, ne ejus persona, vel bona pergrave, et imminens capiant detrimentum. Hac in re ætatis, sexus, et personarum conditioms ratio habenda est. 2113, Vis contractum infirmat, nedum si alterutri ex contrahentibus, verum etiam si ejus viro, vel uxo* ri, vel descendentibus, aut ascendentibus sit illata. 1114. Solus meitus reverentialis erga palrem, matrem, ceterosque ascendentes, nisi vis intervenerit, con- tractum non infirmat. 1115. Contractus de vi amplius argui nequit, si postquam vis abluerit, ipsi vel expressa, vel tacita ralhabitio.accesserit, vel si temporis spatium lege ad restitutionem in integrum præfinitum.elapsum sit. 4116. Dolus contractum infirmat, cum malæ artes adhibitæ ab uno ex contrakentibus tales fuere y I rund 10 1 res tel ln, le ty 4 fe elle N Sur d'elle pi IST 8 Jr al tons, perse, cause À [A lorsque rie Cor elle lui pOUSe, A7 dans rénére quire a nine ce ment? | pas” por (4 pur ji y(A) ( da uno de’contraenti sono tali, che ren- dano evidente che senza di essi L'altra parte non avrebbe contrattato.. Il dolo non si presume, ma deve es- sere provato. 1117. La convenzione contratta per errore, violenza, o dolo, non è nulla£p- so jure; ma essa dà luogo soltanto ad agire per la nullità o rescissione, nel casi e modi espressi nella sezione set- tima del capo quinto del presente titolo. 1118. La lesione vizia le convenzioni soltanto in alcuni determinati contratti e riguardo a determinate persone, come verrà dichiarato nella medesima sezione. 1119. Nessuno, in generale, puo obbli- garsi O stipulare in suo proprio nome che per sè medesimo. 1120. Cid non ostante pud alcuno ob- bligarsi verso un aliro, prometitendo:l fatto d’una terza persona; salvo, contro il promettente, il regresso a quello a fa- vor di cui si è obbligato, nel caso che la detta terza persona ricusi di prestarsi all esecuzione dell obbligazione. 1121. Si pud egualmente stipulare a vantagoio d'un terzo, quando tale sia Ja condizione contenuta in una stipula- zione, che si fa per sè stesso od in una æ [ 3or ‘pratiquées par lune des parties sont telles, qu’il est évident que sans ses manœuvres l’autre partie n'aurait pas contracté. Il ne se présume pas, et doit étre prouvé. 1117. La convention confractée par er- reur, violence, ou dol, n’est point nulle de plein droit; elle donne seulement liew à une action en nullité ou en rescision, dans les cas et de la manière expliqués à la section VII du chapitre V du pré- sent titre. 1118. La lésion ne vicie les conventions que dans certains contrats ow à l’égard de certaines personnes, ainsi qu’il sera expliqué en la même section. 1119. On ae peut, en général, s’en- gager, ni stipuler en Son Propré nom gue pour soi-même. 1120. Néanmoins on peut Se porter fort pour un tiers, en promettant de fait de celui-ci; sauf l'indemnité contre ce- lui qui s'est porté fort ou qui a promis de faire ratifier, si le tiers refuse de zenir l'engagement. rio. On peut pareillement stipuler au profit d'un tiers, lorsque telle est la condition d’une stipulation que lon fait pour soi-même où d’une donation fpsis amotis, alter pro certo non contraxisset. Dolus non præsumitur, sed probari debet. 1117. Conventio ærrore aut vi aut dolo inita, non est ipso jure nulla: locum dumtaxat præbet actioni de nullitate, aut rescissoriæ casibus, et modis, ut infra sectione VII capite IV hujus tituli explicabitur. 1518. Læsione non omnes conventiones viliantur, sed in quibusdam iantummodo contracuübus, et qua- rundam personarum intuitu, ut prædicta sectione demonstrabitur. 1119. Generaliter nemo proprio nomine, nisi pro semelipso obligari, aut stipulari potest. 1120. Nihilominus aliquis se pro alio obligare potest, hujus factum promittendo, salvo jure ad id, quod interest, erga eum, qui se obligavit, quive alium ratum habilurum pronusit, si hic obligationem amplere detreciet. siar. Stipulari pariter potest in alierius utililatem, si id velit conditio stipulationis, quæ pro se ipso “hit à RE:| E 14 il F 1 t 14 FE Li , ce L: ne cs [ 302| donazione che si fa ad altri. Colui che ha fatta questa stipulazione, non pud più rivocarla, se il terzo ha dichiarato di volerne approfittare. 1122. Si presume che ciascuno abbia stipulato per sè e per i suoi eredi ed aventi Causa, quando non siasi espres- samente convenuto il contrario© cid non risulti dalla natura della convenzione. SEZIONE Il. Della capacità delle Parti contraenti. 1125. Qualunque persona pud contrat- tare se non è dichiarata incapace dalla legce. 1124. Incapaci a contrattare sono, Ï minori, GT interdetti, Le donne maritate, nei casi espressi dalla legge, E genceralmente tutti quelli cui la legee proibisce certi determinati contratti. 1125. Il minore, l’interdetto e la donna maritata non possono impugnare, per causa d'incapacità, le loro obbliga- zi0ni, Che neï casi preveduti dalla legge. que l’on fait à un autre. Celui Qui à . Jfait cette stipulation, ne peut plus l révoquer si le tiers a déclaré vouloir en profiter. 1122. On est censé avoir stipulé pour soi el pour ses héritiers et ayant-cause, à rnoins que Le contraire ne soit exXpri- mé où ne résulte de la nature de la con- vention. SECTION III. De la capacité des Parties contractantes, 1123. Toufe personne peut contracter, si elle n'en est pas déclarée incapable par la loi. 1124. Les incapables de contracter Sont, Les mineurs, Les interdits, Les femmes mariées, dans les cas ex- primés par la loi, Et généralement tous ceux auxquels la loi a interdit certains contrats. 1125. Le mineur, l'interdit et la fem- me mariée ne peuvent aflaquer, pour cause d'incapacité, leurs engagemens, que dans les cas prévus par la loi. initur, vel domationis alteri factæ. Qui hanc stipulationem inüt, eam amplius revocare nequit, si is, cuju$ interest, eadem se frui velle, declaraverit. 1122. Stipulationem quisque censetur pro se, suisque heredibus, vel eausam habentibus inüsse, nisi alier expresse fuerit conventum, vel nisi secus exigat contractus natura. SECTrIOo. IL De Contrahentium capacitate. 1123. Quilibet contrahere potest, nisi lege incapax declaretur. 1124. Incapaces contrahendi sunt Minores, Bonis interdicti, Nuptæ in casibus jure præfinitis; Et generaliter omnes, qui a quibusdam contractibus lege prohibentur.- 1125. Minores, bonis interdicti, nuptæ proprias obligationes incapacitatis causa oppugnare nequeunt, nisi in casibus jure prævisis. 0 rie L cer, 10. cggello \on ATEN aleuna guet qu (R cere OU pl| LIT û hp dÿünteuy & soi! 2m re dl »” itractante, onfracti incopu} e Conti ins HU put SR pbs je eh zquer N ngagew ok [ 603] Le persone capaci d obbligarsi non possono opporre| incapacita del mino- re, dell interdetto o della donnä ma- ritata, con cui esse hanno contrattato. Sezione II. Dell'oggetto e della materia dei Contratti. 1126. Qualunque contratto ha per og- getto una cosa che uno de contraenti s’obbliga di dare, ovvero si obbliga di fare o non fare. 1127. Il semplice uso od il semplice possesso d’una cosa pud essere oggetto di contratto, come la cosa medesima. 1128. Le sole cose che sono in com- mercio possono essere oggetto di con- venzione. 1129. L’obblisazione deve avere per oggetlto una cosa determinata, aimeno riguardo alla sua specie. La quantità della cosa pud essere Im- certa, purchë‘possa determinarsi. 1130. Le cose future possono essere oggetto di un obbligazione. Non si pud rinunciare perd ad una successione non ancora aperta, ne fare alcuna stipulazione sopra la medesima successione, neppure col consenso di quello della cui eredità s1 tratta. Les personnes capables de s'engager ne peuvent opposer l'incapacité du mi- neur, de l'interdit ou de la femme ma- riée, avec qui elles ont contracté. S£ECTION III. De l'objet et de la matière des Contrats. 1126. Tout contrat a pour objef une chose qu'une partie s’oblige à donner, ou qu'une partie s’oblige à faire ou à ne pas faire. 1127. Le simple usage ou la simple possession d'une chose peut étre, comme la chose méme, l'objet du contrat. 1128. 1] n’y a que les choses qui sont dans le commerce qui puissent être l'objeé des conventions. 1120. 11 faut que l'obbligation ait pour objet une chose au moins déterminée quant à SON espèce. La quotité de la chose peut étre in- certaine, pourvu qu’elle puisse étre dé- terminée.| 1130. Les choses futures peuvent étre l'objet d’une obligation. On ne peut cependant renoncer à une succession non ouverte, ni faire aucune stipulation sur une pareille succession, méme avec le consentement de celui de la succession duquel il s’agit. Contrahendi capaces incapacitatem minorum, interdictorum, nuptarum, quibuscum contraxerunt, objt- cere nequeunt. ‘ S&cr:o.iilL De objecto, et materia contractuum. 1126. Cujuscumque contractus objectum aliqua res est, quam vel se traditurum, vel facturum, aut nom, quispiam promittit. 1127. Simplex rei usus, vel possessio, æque ac ipsa res contractus ,objectum consiüituere polest. 1128. De rebus tantum, quæ in commercio sunt, contrahi potest. 1129. Obligatio rern certam, saltem quoad speciem respicere debet: ejusdem rei quantitas incerta esse potest, dummodo certa in posternm fiers queat. 1130. Res futuræ obligationis objectum esse possunt. Attamen hereditati nondum delatæ renunciari non potest, neque pactionem de ipsa licet imire, etiamsi consensus accedat illiys, de cujus successione agitur. SEZI1ONE IV. Della Causa. 131. D obblisazione senza causa,© fondata sopra una causa falsa od ille- cita, non pud avere alcun effetto. 1132. La convenzione non lascia di essere valida ancorchè la causa non sia espressa. 1153. La causa è illecita quando è proiïbita dalla legse, quando è contraria ai buoni costumi od all ordine pub- blico. CS Er 0 IIL Degli Efetti delle Obbligaziont. SEz1ONE L Disposizioni generali. 1154. Le convenzioni lesalmente for- mate hanno forza di legse per coloro che le hanno fatte. Non possono essere rivocate che, o per mutuo loro consenso, o per le cause autorizzate dalla legoe. Esse devono es- sere eseguite di buona fede. Pasesieuis SECTION IF. De la Cause. 1151. L'obligation sans cause, ou sur une fausse cause, Où Sur une cause zIlicite, ne peut avoir aucun effet. 1152. La convention n'est pas moins valable quoique la cause n'en soit pas exprimée. 1155. La cause est illicite quand elle est prohibée par la loi, guand elle est contraire aux bonnes mœurs ou à lor- dre public. CHAPITRE III. De lEffet des Obligations. SECTION PREMIÈRE. Dispositions générales. 1154. Les conventions légalement for- nées tiennent lieu de loi à ceux quiles ont faites. Elles ne peuvent étre révoquées qus de leur consentement mutuel, ou pour les causes que la loi autorise. Elles doivent étre exécutées de bonne foi. SECTIoO Ev. De Causa Obligationum. 1151. Obligatio sine causa, aut ex falsa, aut ex illicita, nullum parit effectum. 1:32. Conventio æque valida est, causa licet non expressa. 3155.[licita causa est, si lege prohibeatur, si bonis moribus, aut publicæ disciplinæ adversetur. DRE De FEffectibus Oblisationum. Secrre L Disposiiones generales. 4>...... 1134. Conventiones-legitimæ contrahentibus legis loco sunt: rescindi nequeunt nisi mutno eorum con- 1:._..: sensu, vel 9h causas lege sancitas: eædem bona fide implendæ sunt. guuand++ d'elle u à lo spoquit à 1, op orise, one fs se jestge as CO [ 50)] 135. Le convenzioni obbligano non solo à cib che vi si ë espresso, ma an- che a tutte le conseguenze che l'equità, luso o la legge attribuiscono all'obbli- gazione secondo la di lei natura. SEzrone IE, Delle Obbligazioni che consistononeldare. 1136. L' obbligazione di dare include _Æquella di consegnare la cosa, e di con- servarla sino al tempo della sua conse- gna, sotto pena del risarcimento de dan- mi ed interessi verso il creditore. 1157. L’obbligo di vegliare alla con- servazione della cosa, tanto se la con- venzione non abbia per oggetto che l'utilità di una delle parti, quanto se abbia per iscopo la loro utilità comune, sottopone colui che ne è incaricato, ad tmpiegarvi tutta la diligenza di un buon padre di famiglia. Quest obbliso è pin o meno esteso relativamente ad alcuni contratti, i di cui effetti a questo riguardo sono spie- gati ne’rispettivi titoli. 1158. L’obbligazione di consegnare la cosa& perfetta col solo consenso de’con- traenti. 1135, Les conventions obligent nov- seulement à ce qui y est exprimé, mais encore à toutes les suites que l'équité, Tusage ou la loi donnent à Pobligatien d’après sa nature. SECTION TI. De Obligation de donner. 1156. L'obligation de donner emporte celle de livrer la chose et de la conser- ver jusqu'à la livraison, à peine de dommages et intérêts envers le créancier- 1157. L'obligation de veiller à la con- servation de la chose, soit que la con- vention nait pour objet que l'utilité de l'une des parties, soit qu’elle ait pour objet leur utilité commune, soumet celui gui en est chargé à y apporter tous les soins d'un bon père de famille. Cette obligation est plus où moins étendue rel:tivement à certains contrats, dont les effets, à cet égard, sont expli- qués sous les titres qui les concernent: 1158. L'obligation de livrer la chose est parfaite par le seul consentemenk des parties contractantes. 1155. Conventiones obstringunt nedum ad id, quod declaratum est, verum etiam ad cetera, quæ æquitas.. éonsuetudo aut lex obligation:, jux'a ejus naturam, necessario tribuunt. SecrTire Ill. De Obligatione dandï. 2156. Obligationi dandi altera inest rem tradendi, eamque ad traditionem usque servandi, sub pœna: damna, et ejus quod interest, creditori præstandi. 1157. Obligatio rei servandæ omnem postulat diligentiam, qua prudens pater familias uti solet, sive unius, sive omnium contrahentium utilitatem conventio respicial. Vis hujusmodi obligationis major in quibusdam contractibus, vel minor est; singulis 1! lorum tituhs explicantur. 1138. Obligatio rei twadendæ sole eontrahentium consensu perficitur. © 2 et ejus effecius hac de re 59 hr& se ee 7 # Dee ST nn mn mn con [ 506] Tale obbligazione costituisce proprie- tario 1l creditore, e fa che la cosa resti a di lui pericolo dal momento, in cui dovrebbe essere consegnata, quantunque non sia seguilta la tradizione, purchè il debitore non sia in mora della conse- gna, nel qual caso la cosa rimane à di lui rischio. 1159. Il debitore è costituito in mora tanto mediante intimazione od altro atto equivalente, quanto in vigore della con- venzione, allorchè essa stabilisce, che il debitore sara in mora alla scadenza del termine senza necessità di alcun atto. 1140. Gi effeiti dell obbligazione di dare o di consegnare un immobile sono regolati nel titolo della F’endira, ed in quello dei Privilesi, e delle Jpoteche. 1141. Se la cosa che taluno si è ob- bligato di dare o di consegnare succes- sivamente a due persone è puramente mobile, quella fra di esse, cui ne fu dato il possesso reale, sara all altra preferita, e resterà proprietaria, ancor- che il suo titolo sia posteriore di data, purche 1l possesso sia di buona fede. \ Elle rend le créancier propriétaire et met la chose à ses risques dès l'instant où elle a dû étre livrée, encore que la tradition n’en ait point été faite, à moins que le débiteur ne soit en demeure de la livrer; auquel cas la chose reste aux risques de ce dernier. 1139. Le débiteur est constitué en de- meure, Soit par une SOmINALiOn OU Par autre acte équivalent, soit par Peffet de la convention, lorsqu'elle porte que, sans quil soit besoin d'acte et par la seule échéance du terme, le débiteur sera en demeure. 1140. Les effets de l'obligation de don- ner ou de livrer un immeuble sont réglés au titre de la Vente et au titre des Pri- vilèges et Hypothèques. 1141. Si la chose qu'on s'est obligé de donner ou de livrer à deux personnes successivement, est purement mobilière, celle des deux qui en a été mise en possession réelle est préférée et en de- meure propriétaire, encore que SOn titre soit postérieur en date, pourvu toute- Jois que la possession soit de bonne foi. Ex eadem obligatione creditor rei dominus efficitur, et hujus periculum in eum transit, statim ac deberi cepit, etsi nondum tradita fuerit, nisi debiior in mora sit; tunc etenim ïillum rei periculam manet. 1339. Debitor in mora constituitur sive vocatione in jus, aut alio ejusdem indolis actu, sive conven- tionis eflectu, si pactum fuerit, ut convento tempore elapso statim debitor absque interpellatione moram commiitat. ‘1140. Effectus obligationis dandi, vel tradendi immobilia regulis subjiciuntur, de quibus in ütulis de Venditione, de Privilegüs, et Hypothecis. 1141. S1 rem mobilem duobus successive se quis dono daturum, vel traditurum stipulatus fuenit, lle cui réapse ea res tradila est, si in bona fide sit, præfertur, ac rei proprietatem nanciscitur, cetsi titulus, em innititur posterior sit tempore. ossi fa M 4 & Pa 0re que te, l Ti lemeur à AT lue en Lion ou pe r lie (A r la Jr See à y de do ont réglés tre es Pre | Sest eux perse F 71 1ent m2 a dis bte tou hit ll ju y audte NL \, Ÿ hit 27 sb ÿ is! 4 [ 307] Sxzionse III. Delle Obbligazioni di fare o di non fare. 1142. Le obbligazioni di fare o di non fare, in caso d'inadempimento per parte del debitore, si risolvono nel risarcimen- to dei danni ed interessi. 1145. Cid non ostante il creditore ha diritto di domandare che sia distrutto cd che fosse stato fatto in contravven- zione all obbligazione, e pud farsi au- torizzare a distruggerla a spese del de- bitore senza pregiudizio de’ danui ed interessi, quando vi sia luogo. 1144. Nel caso d’inadempimento pud egualmente essere autorizzato il credito- re a far eseguire egli stesso‘Tobbliga- zione a spese del debitore. 1145. Se l'obbligazione consiste nel non fare, quello che vi contravviene& tenuto ai danni ed interessi pel solo fatto della contravvenzione. Srzione IV. Dei Danni ed Interessi per l'inadem- pimento dell Obbligazione. 11:46. I danni e gli interessi sono do- vuti, quando il debitore sia in mora ad SECTION. LIL. Del'Obligation defaire ou de ne pas faire. 1142. Toute obligation de faire ou de ne pas faire se résout en dommages et intéréts, en cas d’inexécution de la part du débiteur. 1143. Néanmoins le créancier a le droit de demander que ce qui aurait été Jait par contravention à l’engagentent, soit détruit; et il peut se faire auforiser à le détruire aux dépens du débiteur, sans préjudice des dommages et intéréts, s'il y a lieu. 1:44. Le créancier peut aussi, En Cas d'inexécution, étre autorisé à faire exé- cuter lui-méme l'obligation aux dépens du débiteur. 1145. Si l'obligation est de ne pas faire, celui qui y contrevient doit les dommages et intérêts par le seul fait de la contravention. SECTION IF. Des Dommages et Intérêts résultant de l’inexecution de l'Obligation. 1146. Les dommages et intérêts re sont dus que lorsque le débiteur es£l en SrerTro FIE De obligatione faciendi vel non. 1142. Quævis obligatio faciendi, vel non, si a debitore minime impleatur, im obligationem vertitur sol-. yendi damna, et id, quod interest. 1143. Creditori tamen jus est petendi, ut quod adversus obligationem factum est, destruatur; et illud impensis debitoris destruendi facultatem impetrare potest, salvo jure damnorum, et ejus, quod interest, si. res postulet. 1144. Obligatione non impleta, creditori polestas quoque tribui potest eandem adimplendi sumptibus debitoris. 1145. Si obligatio est non faciendi, qui contra eam committit, omnia damna, et id quod interest 0h selam pacti violationem sarcire lenetur, : SæerT.io. LV. De Damnis, et de eo quod interest ex Causa non impletæ obligations. 1146. Damna, et id quo interest debentur, si debitor in mora fuerit obligationem implendi, vel cuns ire Le + nie. ” SE ” Be: D PPPEU+ Tasse ne+ SP TS [ 508] eseguire la sua obbligazione, o quando la cosa che si è obbligato di dare o fare non possa essere data o fatta se non im “un determinato tempo, che lo stesso de- bitore lascid trascorrere. 1147. Il debitore è condannato, se vi & luogo, al pagamento dei danni ed m- teressi, tanto per l'inadempimento della obbligazione, quanto per fl ritardo del- la esecuzione, qualora egli non provi che linadempimento‘sia provenuto da “una causa estranea ad esso non impu- tabile, ancorché non siavi per sua par- te intervenuta mala fede. 1148. Il debitore non è tenuto.a ve- run danno ed interesse, quando in con- seguenza di una forza irresistibile o di un caso fortuito, fu impedito di dare o di fare cid cui si era obbligato, o ha fatto cid che gli era vietato. 1149. Î danni ed interessi sono in ge- nere dovuti al creditore per la perdita sofferta e pel guadagno di cui fu priva- to, salve le modificazioni ed eccezioni in appresso spiegate.| 1150.[1 debitore non è tenuto se non ai danni ed interessi che sono stati pre- veduti o che si sono potuti prevedere al tempo del contratto, quando l'ina- dempimento della obbligazione non de- rivi da suo dolo. demeure de remplir son obligation, ex- ceplé néanmoins lorsque la chose que le débiteur s'était obligé de donner ou de fuire ne pouvait étre donnée ou faite que dans un certain temps qu’il a laissé passer. 1147. Le débiteur est condamné, s’il J«à lieu, au paiement de dommages et tnléréts; soit à raison de l'inexécution de l'obligation, soit à raison du retard dans lexécution, toutes les fois qu'il ne justifie pas que l’inexécution provient d'une Cause étrangère qui ne peut lui étre imputée, encore qu’il n'y ait aucune mauvaise foi de sa part. 1140. 1] n'y a lieu à aucuns domma- ges et intéréts lorsque, par suite d'une Jorce majeure ou d'un cas fortuit, le débiteur a été empêché de donner ou de Jaire ce à quoi il érait oblisé, ou a Jait ce qui lui était interdit. 1149. Les dommages et intéréts dus au Créancier sont, en général, de la perte qu'il a faite et du gain dont il a été privé; sauf les exceptions et mo- difications ci-après. 1150. Le débiteur nest tenu que des dommages et intérêts qui ont été prévus où qu'on à pu prévoir lors du contrat, lorsque ce nest point par son dol que l'obligation n’est point exécutée. res conventa nec tradi, nec fieri potuit, nisi quodam præfinito temporis spatio, quod debiütor elabi passus est, 1147. Debitor ad damna, et ad id, quod interest, si locus est, tenetur sive obligationem non impleve- rit, sive implere distulerit: etsi ab eo mala fides absit, nisi id externa causa, quæ ipsius culpæ imputari mon possil, evenisse, probet. 1148. Non est indemmitati locus, neque ad id quod interest actio, si vis major, cui resisii non potest, vel casus fortuitus a dando, vel faciendo debitorem prohibuerunt, aut ad id quod ei vetitum rat, coe- gerunt, 1149. Indemnitas creditoris generaliter juxla jacturam, quam tulit, et lucrum, quo caruit, dimetienda est; ma ÿs excepüs, de quibus infra. 1150. Debitor tantummodo tenetur ad ea damna»€t ad id, quod interest, quæ contractus tempore præ- visa fuerunt, vel prævideri potuere, dummodo non unpketæ obligationis defectus ex ejus dolo non proces- sêrit, lt y Der i ouf: ia lo né, mage erécui y relri us qu roPrenl eut lu aucune dome. e dune rtuit, L mer Qu fi Ne, 0 on M que b été pri conti, n du iles [ 509] 1151. Nello stesso caso in cui l ina- dempimento della convenzione provenga dal dolo del debitore, i danni ed inte- vessi relativi alla perdita soflerta, ed al- l'utile perduto dal creditore, non devono estendersi, se non a ci che è una con- seguenza immediata e diretta dell ina- dempimento della convenzione. 1152. Quando la convenzione stabili- sca che colui il quale mancherà di ese- guirla, debba pagare una determinata somma a titolo dei danni ed interessi, non pud attribuirsi all alta parte una somma magoiore O minore. 1155. Nelle obbligazioni che sono ri- strette al pagamento di una somma de- terminata, i danni ed interessi risultan- ti dal ritardo di eseguirle, non consisto- no giammai, se non nella condanna a pagare gl” interessi fissati dalla legge, eccettuate le regole particolari al com- mercio e ad alle assicuraziomi. Questi danni ed interessi sono dovu- ti senza che il creditore debba piustifi- care alcuna perdita. Non sono dovuti se non dal giorno della dimanda, eccettuati 1 casi in cui la legoe dichiara che debbano ipso jure decorrere. 1154. GP interessi scaduti dei capitali possono produrre interessi© in forza di una dimanda fatta giudizialmente, Oo in 1101. Dans le cas méme où l'inexé- cu/ion de la convention résulte du dol du débiteur, les dommages et intéréts ne doivent comprendre, à l'égard de La perte éprouvée par le créancier et du gain dont il a été privé, que ce qui est une suite immédiate ef directe de l’ine- æécution de là convention. 1152. Lorsque la convention porte que celui qui manquera de l'exécuter paiera une certaine somme à titre de domima- ges intérêts, il ne peut étre alloué à l'autre partie une somme plus forte ni moindre. 1153. Dans les obligations qui se bor- nent au paiement d’une certaine somme, les dommages et intérêts résultant du retard dans lexécution ne consistenk Jamais que dans la cond@èmnation aux intéréts fixés par la loi; sauf les règles particulières au commerce et au caution- nement. Ces dommages et intérêts sont dus sans que le créancier soit tenu de Jus- tifier d'aucune perte. Is ne sont dus que du jour de la demande, excepté dans les cas où la loi les fait courir de plein droit. 114. Les intérêts échus des capitaux peuvent produire des intéréts, ow par une deinande judiciaire, ow par une 1191. Quoties etiam non impletæ obligationis defectus ex debitoris dolo provenerit; indemnitas tam pre jactura tollerata, quam pro lucri cessatione non complectitur, nisi id quod immediate, et directe a conventio- nis defectu, ortum est. 1152. Si pactum est, cerlam pecuniam ab eo, qui conventionem non impleverit, indemnitatis gratia, vel ob id quod intererit, solutum iri; nec major, nec minor summa, erit adjudicanda, ? 1155. In obligationibus; quæ in solutione certæ cuiusdam summæ consistunt, indemnitas ob moram exe- quutionis nungnam legitimas usuras excedit, peculiaribus regulis tamen commerci, et cautionum exceplis, Damma hæc, et usuræ debentur, quin creditor ad ullam comprobandam jacturam, adigi possit. Non debentur usuræ, nisi a die petiuonis, exceptis casibus, in quibus lese jubente, ipso jure sidé persolvendeæ. 51194 Usuræ prætcritæ fœncerate pecumæ alias parere possunt usuras, sive istæ in judicio petantur, F 310.] vigore di una convenzione speciale, pur- chè tanto nella dimanda, quanto nella convenzione si tratti d’ interessi dovuti almeno per un anno intiero. 1155. Cid nondimeno le rendite scadute come i fitti, le pigioni, e 1 proventi arre- trati delle rendite perpetue,© vitalizie, producono interessi dal giorno della di- manda o della convenzione. La stessa regola si osserva per le re- stituzioni de’ frutti ed interessi pagati da un terzo al creditore a scarico del debitore. SEZIONE V. Della interpretazione delle Convenzioni. 1156. Nelle convenzioni si deve inda- gare quale sia stata la comune inten- zione delle parti contraenti, anzi che attenersi al senso letterale delle parole. 1157. Quando una clausola è suscet- tibile di due sensi, si deve intendere in quello per cui pud essa avere qualche effetto piuttosto che in quello, con cui non ne potrebbe produrre alcuno. 1158. Le parole suscettibili di due sensi devono essere intese nel senso più conveniente alla materia del contratto. convention Spéciale, pourvu que, soit dans la demande, soit dans la conven- tion, il s'agisse d'intérêts dus au moins pour une année entière. 115. Néanmoins les revenus échus, tels que fermages, loyers, arrérages de rentes perpétuelles ou viagêres, produi- sent intérét du jour de la demande ou de la convention. La même règle s'applique aux resti- tutions de fruits, et aux inééréts pa- Yés par un tiers au créancier en acquit du débiteur. SECTION V. De l'interprétation des Conventions. 1156. On doit dans les conventions rechercher quelle a été la commune 1n- tention des parties contractantes, plu- tôt que de s’arréter au sens littéral des lerImes. 1157. Lorsqu'une clause est suscepti- ble de deux sens, on doit plutôt l'en- tendre dans celui avec lequel elle peut avoir quelque effet, que dans le sens avec lequel elle n’en pourrait produire aucun. 1158. Les termes susceptibles de deux sens doivent étre pris dans le sens qui convient le plus à la matière du contraf. sive id specialiter convenerit, dummodo tam in petitione, quam in conventione agatur de usuris pro in- regro saltem anno debitis.: 1155. Nihilominus réditus præteriti, sive sint mercedes prædiorum, seu domuum, sive usuræ censuum ad perpetuitatem, vel ad vitam, usuras pariunt a die petitionis, vel conventionis. Eadem obtinet regula, si fructus restituendi, vel usuræ sclvendæ sint, quas creditori tertius dedit pro kberatione debitoris. SECcT:1o IV. De Interpretatione conventionum 1156. In conventionibus contrahentium voluntas potius quam verba spectari debent. 2157. Quotes aliqua conventionum clausula duas sententias exprimit; ea poiius accipienda est, quæ aliquem, quam quæ nullum parit effectum. 1158. Quoues il süipulationibus ambigua oratio inest, accipiendum; quoi naturæ contracitus Magis congruil. us ec Térag k es, pr emand y, dut ru nrels pe "en dy ntions. sonpentin Or d tune, à mul h Hat} 4 ÿ(UNIV É SIT 115g. Cid che è ambiguo s interpreta da cid che si pratica nel paese dove si è stipulato il contratto. 1160. Nei contratti si devono avere per apposte le clausole che sono di uso an- corchè non siano espresse. 1161. Le clausole delle convenzioni s’ interpretano le une per mezzo delle altre, dando a ciascuna il senso che ri- suülta dall’atto intiero. 1162. In dubhio, la convenzione s$’in- interpreta contro colui che ha stipulato, ed in favore di quello che ha contratta Y obbligazione.| 1163. Per quanto siano generali 1 ter- mini con i quali si è espressa una con- venzione, essa non comprende che le cose sopra le quali apparisce che Île parti si siano proposte di contrattare. 1:64. Quando in un contratto si è espresso un caso, ad oggetto di spie- gare un obbligazione, non si presume che siasi voluto con cid escludere 1 casi non espressi ai quali a termini di ragio- ne pud estendersi l'obbligazione istessa. Szz10NE VI Degli effetti delle Convenzioni riguardo ai Terzi. 1165. Le convenzioni non hanno ef- fetto che fra le parti contraenti; esse 1159. Ce qui est ambigu s'interprète par ce qui est d'usage dans le pays où le contrat est passé. 1160. On doit suppléer dans le con- érat les clauses qui y sont d'usage, quoiqw’ elles n'y soient pas exprimées. 1161. Toutes les clauses des conventions s’interprètent les unes par les aufres, en donnant à chacune le sens qui résulte de Pacte entier. 1162. Dans le doute, la convention s’interprète contre celui qui a stipulé, et en faveur de celui qui a contracté PV obli- £galion. 1165. Quelque généraux que soient les termes dans lesquels une convention est conçue, elle ne comprend que les choses sur lesquelles il parait que les parties se sont proposé de contracfer. 1164. Lorsque dans un contrat on a Ex- primé un cas pour l'explication de lobli- gation, On nest pas censé avoir voulu par-là restreindre l étendue que P enga- gement recoit de droit aux Cas non Ex- primés. SECTION FE De l’eflet des Conventions à l’égard des Tiers. 1165. Les conventions n'ont d’ effet qu entre les parties contractantes; elles 1159. In ambiguis sumenda interpretatio juxta consuetudinem regionis, in qua contractus celebratus est. 1160. In contractibus clausulæ, quæ ex usu sunt, subaudiuntur, etsi non expressæ. 1161. Ommes conventionum clausulæ interpetrationem ex mutuo sensu recipiunt: singulæ vero ita inter- pretandæ, ut exposcit tolius conventionis contextus. 1162. In dubiis conventionibus interpretatio sumenda adversus sitpulantem, et favore ejus, quise obligavit. 1163. Generalibus licet verbis conventio inita sit, ea dumtaxat complectitur, quæ contrahentes stipulart voluisse videntur. 1164. Si in contractu easus aliquis ad declarandam obligationem expressus fuit; ob id contrahentes limi- t pressos admittit. are minime voluisse pulautur exteusionem, quam de jure obligalio a casu expresso ad ceteros non ex- Sscere VE De effectibus Conventionum quoad alios. 1165. Conventiones inter contrahentes tantum operantur: aliis neque necent, neque prosunt, casu .. 912 Ron pregiudicano nè giovano ai Lerzi che nel caso preveduto nell'articolo rr2r. 1166: Non ostante 1 creditori possono esercitare tutti i diritti, ed azioni del loro debitore, eccettuate quelle che sono esclusivamente personal. 1167. Possono pure, im loro proprio nome, impugnare gli atti fattt dal loro debitore in frode delle loro ragioni. De- vono nondimeno riguardo alle loro ra- gioni enunziate nel titolo delle Succes- sioni e nel titolo del Contratto di mu- trimonio e de’ Diritti rispettivi degli sposi conformarsi alle regole che 1vi sono pre- scritte. CAPO:ET. Delle diverse specie di Obbligaæzioni.. SEzIONE Delle Obbligazioni condizionali. &.-L Della Condizione in genere e delle sue diverse specie. 1108 obbligazione è condizionale quando st fa dipendere da un avvent- | ne nuisent porrt au tiers, et elles ne lui profitent que dans le cas prévu per l’ar: Zicle 1121. 1166. Néanmoins les créanciers peuvent exercer 1ous les droits et actions de leur débiteur, à l'exception de ceux qui sont exclusivement attachés à la personne. 1107. Is peuvent aussi, en leur nom personnel, attaquer les actes faits par leur débiteur en fraude de leurs droits, Ils doivent néanmoins, quant à leur droits énoncés au titre des Successions, et au titre du Contrat de mariage et des Droits respectifs des époux, se conformer aux règles qui y sont prescrites. CHAPITRE IF. Des diverses espèces d’Obligations SECTION PREMIÈRE. Des Obligations conditionnel'es. $. Er. De la Condition en général, et de ses: diverses espèces. 1168. L'obligation est conditionnelle. lorsqu'on la fait dépendre d'un événement excepto, de quo art, 1121. hujusce tituli. 1166. Creditoribus tamen facultas est cuncta debitoris personæ unice- inhærent. juræ, et actiones experiundi, iis demptis, quæ 1167. lisdem quoque licet proprio nomine agere ad oppugnanda acta, quæ debitor in eorum fraudem emisit. Si vero ab ipsis sinf experienda jura, în titulis de successionibus, et de contractu.nuptiali, mutuisque- eonjugum juribus. expressa; observandæ erunt regulæ in üsdem slatutæ, ÉCART. IT. De pariis Obligationum speciebus. ÉD mar gone SECcTIH o LIL De Obligationibus conditionalibus:. A De Condilionibus in genere, et varüs earum Speciebus. 2:68. Obligatio covditionalis est, cum ab incerto et futuro pendet eventu, sive conditio donec evenia pers 1 Yentlo 1193 1174 dla: perl er Peu: On deb LT qu ti rome, à leur tv fait pe uns dois nt à kr Ceci, iaue ls conforme ÿ, je us ah T4 ju, pere F 3:13] mento futuro, ed incerto o tenendola in sospeso, finchè l’avvenimento accada, e risolvendola in caso che l’evento suc- ceda, o non succeda. 1169. La condizione casuale è quella che dipende dall azzardo,€ la quale non è in potere nè del creditore nè del debitore. 1170. La condizione potestativa è quella che fa dipendere l'esecuzione della con- venzione da un avvenimento che& in facoltà dell una o del} altra parte con- traente di fare succedere o d’ impedire. 1171. La condizione mista è quella che dipende nel tempo stesso. dalla volonta di una delle parti contraenti€ dalla vo- lontàa di un terzo. 1172. Qualunque condizione di una cosa impossibile o contraria ai buoni costumi o proibita dalla legge è nulla, e rende nulla la convenzione da essa dipendente. 1175. La condizione di non fare una cosa impossibile non rende nulla l'obbli- gazione contratta sotto la detta con- dizione. 1174 Ogni obbligazione e nulla, quan- do è stata contraita sotto una condizione potestativa per parte di coli che si è obbligato. futur et incertain; soit en la suspendant jusqu à ce que l'événement arrive, soit en la résiliant, selon que P événement arrivera Où n'arrivera pas. 1160. La condition casuelle est celle qui dépend du hasard, ef qui n'est nul- lement au pouvoir du créancier ni du débiteur. 1170. La condition potestative est celle qui fait dépendre Pexécution de la con- vention, d'un événement qu’il est au pouvoir de l’une ou de l’autre des par- ties contractantes de faire arriver Oo d’empécher. ag. La condition mixte est celle qui dépend tout-à-la-fois de la volonté d'une des parties contractantes, et de la volonté d’un tiers. 1172. Toute condition d’une chose im- possibile, où contraire aux bonnes mœurs, ou prohibée par la loi, est nulle, ef rend nulle la convention qui en dépend. 1:75. La condition de ne pas J'aire une chose impossible ne rend pas nulle P obli- gation contractée sous Céile condition. 1174. Toute obligation est nulle lors- qu’elle a été contractée sous une conditiorz potestative de la part de celui qui s’ oblige. effectum obligationis suspendat, sive ea adveniente, vel deficiente obligatio resolvatur. 1169. Conditio casualis est, quæ pendet a casu, nec ullo modo in poteslate est creditoris, vel debitoris. 170. Conditio potestaliva ea est, per quam obligauonis exequutio pendet ab eventu, qui ut contingat, vel non in potestate est alterutrius ex contrahentibus. 1171. Mirta conditio est, quæ simul pendet a voluntate unius ex contrahentibus, et a voluntate tertiæ personæ. 1172. Quævis conditio rei impossibilis, vel quæ bonis moribus, aut legibus adversetur, nulla est, etcon- ventionem, quæ ab ea pendet, infirmat, 1175. Conditio rem impossibilem non faciendi, obligationem sub ea initam non resolvit. 1174. Si conditio in potestate ejus sit, qui se obligavit, obligatio nulla est. 40 corn RER ne en der [ 514] 1175. Qualunque condizione deve es- sere adempita nella maniera che le parti hanno verosimilmente voluto ed inteso che lo fosse. 1176. Quando un’ obbligazione& con- tratta sotto la condizione che‘un avve- nimento succederà in un tempo deter- minato, una tale condizione si ritiene mancata se il tempo sia spirato, senza che sia accaduto l'evento. Se non vi è tempo determinato, la condizione pud sempre essere adempiuta,€ non si ri- tiene mancata che quando siasi reso certo che l’evento non accaderà. 1177. Quando un’obbligazione è con- tratta sotto la condizione che l’avveni- mento non succederà in un dato tempo; questa condizione resta verificata allor- chè questo tempo è spirato, senza che sia successo Pavvenimento; essa è veri- ficata egualmente, se prima del termine sia certo che non sarà per succedere l’avvenimento; e se non vi à tempo de- terminato, essa non è verificata che quando sia certo, che l'ayvenimento non sara per succedere. 178. La condizione si ritiene per adempita quando il debitore obbligato sotto la stessa sia quegli che ne abbia impedito l'adempimento. 1179. La condizione adempita ha un effetto retroattivo äl giorno in cui fu 1195. Toute condition doit être actom- plie de la manière que les parties ont vraisemblablement voulu et entendu qu’el- le le fut. 1170. Lorsqu’ une obligatian est contra- ctée sous la condition qu’un événement arrivera dans un temps fixe, cette condi- tior est censée défaillie lorsque Le temps est expiré sans que l'événement soit arri- vé. S'il n'y a point de temps fixe, la condition peut toujours étre accomplie; et elle n’est censée défüillie que lorsqwil est devenu certain que l'événement n'ar- rivera pas. 1177. Lorsqu'une obligation est con- éractée sous la condition qu'un événe- ment narrivera pas dans un temps fixe, cette condifion est accomplie lorsque ce lemps est expiré sans que L'événement soit arrivé: elle l'est également, si avant le terme il est certain que P événement n’ arrivera pas; ef S'il ny a pas de temps déterminé, elle n° est accomplie que lorsqu'il est certain que T événement nm’ arrivera pas. 1178. La condition est réputée accom- plie lorsque c’est le débiteur, obligé sous celte condition, qui en& empéché T'ac- complissement. 1179. La condition accomplie à un effet rétroactif au jour auquel engagement 1175. Quævis conditio implenda est, pro ut contrahentes verisimiliter senserunt, et fieri voluerunt. 1176. Cum obligatio contrahitur sub conditione, quod casus præfinito tempore eveniat, eadem defecisse censetur, si intra idem tempus casus non evenerit. Si nullum tempus statutum sit; conditio semper impleri potest, nec aliter defuisse judicatur, nisi cum procul dubio constet, casum nunquam feturum. 1177. Quotes obligatio contrahitur sub conditione, quod casus intra cerlum tempus non eveniet, pro impleta habetur, statim ac tempus lapsum sit, quin casus evenerit; idemque obünet,.si ante lapsum tem- poris cerlo constet, casum non futurum. Si vero temporis præfinilio deest, conditio non habetur pro imple- ta, nisi cum omnino compertum sit, Casum æque non adventurum. 1178. Conditio pro impleta habetur, si debitor eadem sub conditione obligatus prohibuerit quominus ea impieretur. 1179. Conditienis impletæ effecins retrotrahitur ad tempus initæ obligationis. Si creditor diem obüit prius- Hgar ja, touve bo qui ke ul, le mi du qu SE con, Pénenes ble cond Le temp Soit an: fre, ompli: ; Je orsqu'il ù n'ar. »SÉ Con | Cpéne: ps fire, SQUE Le eememen ls ou 7071 M4 alt | fee oblig!s péch# [ess 1 a été contracté. Si le créancier est moré avant Paccomplissement de la condition, ses droits passent à son héritier. contratta l'’obbligazione. Se il creditore è morto prima che si verifichi la condi- zione, le sue ragioni passano al suo erede. 1180. Il creditore pud prima che siasi verifcata la condizione esercitare tutti gl atti che tendano a conservare 1 SUOI diritti. SE à Della condizione sospensiva. 1181. L’obbligazione contratta sotto una condizione sospensiva& quella, la quale dipende o da un ayvenimento fu- turo ed incerto, o da un avvenimento succeduto attualmente, ma non peranco noto alle parti. Nel primo caso non pud eseguirsi Pob- bligazione che dopo l'avvenimento. Nel secondo caso Pobbligazione ha il suo effetto dal giorno in cui e stata contratta.| 1182. Quando è stata contratta T ob- bligazione sotto una condizione sospen- siva, la cosa che forma il soggetto della convenzione rimane a rischio del de- bitore che non si è obbligato di conse- gnarla se non nel caso dell evenienza della condizione. # 1180. Le créancier peut, avant que la condition soit accomplie, exercer tous les actes conservatoires de son droit. S. TT. De la condition suspensive. 118r. L'obligation contraclée SOUS une condition suspensive est celle qui dépend où d'un événement futur el incertain, ou d’un événement actuellement arrivé. mais encore inconnu des parties. Dans le premier cas, l'obligation ne peut étre exécutée qu’ après l'événement, Dans le second cas, Pobligation a son effet du jour où elle a été contractée. 1182. Lorsque l'obligation a été con- tractée sous une condition SUSpPensive» la chose qui fait la matière de la con- vention demeure aux risques du débiteur qui ne s’est obligé de la livrer que dans le cas de l événement de la condition. quam conditio impleretur, ejus jura ad heredes transeunt. 1180. Antequam conditio impleatur creditori ea omnia agere licet, quibus sua jura tueatur. . 1 De conditione suspensiva. 118 Obligatio sub conditione suspensiva ea est, eventu, qui jam accidit, et quem contrahentes ignorant. quæ pendet, aut a futuro, et incerto eventu, aut ab Primo casu obligatio, nisi posiquam cventus contigerit, exequi non potest. Altero suum sortitur effectum a die contractæ obligationis. 1182. Si obligatio sub conditione suspensiva contrahitur, res de qua conventum est periculo debitoris manet, qui eam tantum condiuone adveniente se traditurum promisit, 7) De Si à"— OT ON [ 516] Se la cosa è intieramente perita senza colpa del debitore, l obbligazione è estinta. Se la cosa è deteriorata senza colpa del debitore, il creditore ha la scelta; o di sciogliere l'obbligazione, o di esi- gere la cosa nello stato in cui sitrova, senza diminuzione di prezzo. Se la cosa è deteriorata per colpa del debitore, 1l creditore ha 1l diritto di sciogliere lobbligazione, o di esigere la cosa nello stato in cui si trova, unita- mente ai danni ed interessi. $, EL Della condizione resolutiva. 1183. La condizione resolutiva à quel- la che, verificandosi produce la revoca dell” obbligazione, e rimette le cose nel medesimo stato come se l’ obhligazione non avesse Imäai avuto luogo. Questa condizione non sospende l'ese- cuzione della obbligazione; essa obbli- ga soltanto il creditore a restituire cid che ha ricevuto, nel caso in cui accada levento prevyeduto con la condizione. 1184. La condizione resolutiva è sem- pre sotlintesa ne’contratti sirallagmatici Si la chose est entièrement périe sans la faute du débiteur, l obligation est éteinte. Si la chose s’est détériorée sans la faute du débiteur, le créancier a le choix OT de résoudre l'obligation, ou d'exiger la chose dans l'état où elle se trouve, sans diminution du prix. SE la chose s'est détériorée par la Jaute du débiteur, le créancier à le droit ou de résoudre l'obligation, ou d exiger la chose dans l’état où elle se trouve» ADEE des dommages et intéréts. SO EE À De la condition résolutoire. 1163. La condition résolutoire est celle qui, lorsquelle Ss'accomplit, opère la révocation de lobligation, et qui remet les choses au méme état que si Pobliga- ion avait pas existé, Elle ne suspend point Texécution de l'obligation; elle oblige seulement le cré- ancier à resliluer ce qu'il a recu, dans le cas où l'événement prévu par la con- dilion arrive. 1164. La condition résolutoire est 1ou- Jours sous-entendue dans les contrats ns “Si res sine debitoris culpa omnino periit, obligatio extinguitur; si vero sine debitoris culpa deterior facia est, creditori optio datur, vel resolyendi obligationem, vel rem, prout est, consequendi pretio haud imminulo. S1 vero debitoris culpa res in dcterius abierit» Creditori optio datur, vel obligationem solvendi+ el rem pro ui est, consequendi una cun damnis, et id quod interest. (. TITI. De conditione resolutiva. 1183. Conditio reso! uHiva ea est, quæ cum impletur, obligationem resolvit, remque in pristinum statum reducit, perinde ac si obligatio nunquam exlitisset. Conditio hæc obligationis executionem non suspendit; creditorem vero dumtaxat obligat ad restituendum id, quod accepit, cum conditionis eventus contigerit, 1184. Conditio resolutiya semper in ommi contractu synalagmatico, seu bilaterali subauditur, si con- pa, Wu SUN» Di: Dern| OU par l fai le dr ll : d'eivr k OU re. oure est am y pu Ut pris fin jai j COL W', gt 1 E'5e7 1 nel caso in cui una delle parti non soddisfaccia alla sua obbligazione. In questo caso, il contratto non è sciol- to£pso jure. La parte verso cui non fu eseguita l’obbligazione, ha la scelta o dt costringere laltra all adempimento del- la convenzione quando cid sia possi- bile, o di domanilarne lo scioglimento unitamente ai danni ed interessi. La risoluzione della convenzione deve domandarsi giudicialmente, e pud es- sere accordata al convenuto una dila- zione a norma delle circostanze, SEz1ONE IL. Delle Obbligazioni à tempo determinato. 1185. Il termine apposto alle obbli- gazioni è diverso dalla condizione, in cid che non sospende l’ obbligazione, ma ne ritarda soltanto l’ esecuzione. 1186. Cid che non si deve che a tem- po determinato, non pu esigersi prima della scadenza del termine; ma non pud ripetersi cid che& stato pagato antici- patamente. 1187. Il termine si presume sempre stipulato in favore del debitore, quando non risulti dalla stipulazione, o dalle cir- costanze, che siasi convenuto egualmente in favore del creditore. synallagmatiques, pour le cas où l’une des deux parties ne satisfera point à son engagement. Dans ce cas, le confraf n’est point résvlu de plein droit. La partie envers laquelle l'engagement n'a point été exé- cuté, a le choix ou de forcer l’autre à l'exécution de la convention lorsqu'elle est possible, ou d'en demander lu résolution avec dommages et intéréts. La résolution doit étre demandée en justice, et il peut étre accordé au dé- Jendeur un délai selci les circonstances. SECTION If. Des Obligations à terme. 1185. Le terme diffère de la condition, en ce qu’il ne suspend point l’engage- ment, dont il retarde seulement l’exé- cu£ion. 1186. Ce qui n’est dû qu’à terme, ne peut étre exigé avant Péchéance du ter- mez mais ce qui à élé payé d'avance, ne peut étre répété. 1187. Le terme est toujours présumé stivulé en faveur du débiteur, à moins qu’il ne résulte de la stipulation, ou des circonstances, qu'il& éLé aussi convenu en faveur du créancier. trahentium alter obligationem non impleat. er Hoc tamen casu contractus ipso jure non resolvitur; sed ill, cujus intererat, obligationem impletam esse, optio datur, vel executionem persequendi, si fieri potest, vel resolutionem petendi, et præterea damma, et id quod interest. Resolutio in judicio petenda est: sed reo pro rerum adjuncüs dilatio concedi potest. SEcT':ro0- Il. De Obligationibus ad diem præstitutam. 1185. Dies præstituta in eo differt a conditione, quod obligationem non suspendit; ejus executionem dumtaxat moratur. 1160. Quod certo die debetur, eo nondum elapso pet nequit: attamen non condicitur, quod antea solutum est. 1187. Favore debitoris semper dies apposita censetur, nisi ex stipulatione, vel adjunctis vonstet, favore quoque creditoris diem fuisse conventam. PES [ 58] 1188. Il debitore non pud piu recla- mare il benefcio del termine, quando si è reso decotto, o quando per fatto proprio ha dirninuito le cauzioni che aveva date pel contratto al suo credi- tore. Sezrone IL Delle Obbligazioni alternative. 1189. Chi ha contratta un’ obbliga- ziône alternativa$i libera dalla stessa, mediante la consegna di una delle due cose comprese nel! obbligazione. 1190. La scelta appartiene al debitore, se non è stata espressamente accordata al creditore. 1191. debitore pud liberarsi dalla obbligazione consegnando una delle due cose promesse; ma eg non pu astrin- gere il creditore a ricevere parte dell'una e parte dell’altra. 1:92. L obbligazione diviene pura€ semplice quantunque contratta in modo alternativo, se una delle due cose pro- messe non poteva essere il soggetto del- l obbligazione. 1193. L obbligazione alternativa di- vyiene pura€ semplice, se una delle due cose promesse perisce O non puo plu 1188. Le débiteur ne peut plus récla- mer le bénéfice du terme lorsqu’il a fait faillite, ou lorsque par son fait il à di- minué les suüretés qu’il avait données par le contrat à son créancier. SECTION II. Des Obligations alternatives. 1180. Le débiteur d’une obligation al- ternative est libéré par la délivrance de l'une des deux choses qui étaient com- prises dans l'obligation. 1190. Le choix appartient au débiteur, s’il n'a pas été expressément accordé au créancier.| 101. Le débiteur peut se libérer en délivrant lune des deux choses prormni- ses; mais il ne peut pas forcer le cré- ancier à recevoir une partie de l'une, et une partie de l’autre. 1192. L'obligation est pure et simple, quoique contractée d'une manière alter- native, si l’une des deux choses promises ne pouvait être le sujet de l'obligation. 1193. L'obligation alternative devient pure et simple, si l’une des choses pro- mises périt et ne peut plus étre livrée, œ- 1:88. Debitor benefioio præfinitæ diei frui ne uit, si bonis cessit, vel si ejus culpa cautiones uas in 1?)]? contractu credilori dedit, imnunutæ sunt. SEecTi1io ÏIIlL. De Obligationibus aliernis. 1189. Debitor alterna obligatione liberatnr, si alterutrum tradat ex üs, quæ obligatio complectebatur. 1190. Optio ad debitorem pertinet, nisi expresse fuerit creditori tributa. 1191. Debitor liberatur, si ex duobus promissis alterulrumn tradat: creditorem vero, ut unius partem, et partem alterius accipiat, cogere nequil. 1192. Obligatio pura, et simplex est, licet alernatim contracta, si alterutrum ex duobus promissis obli- gationis objectum esse non poterat, 1193. Obligatio alterna in puran, et simplicem resolvitur, si alterutrum ex promissis pereat, vel debitoris essel mn US rh, ülfi la À donnes ' Ares. gun prune À ent 0% débiter jecorde ‘tt lberrr 4 pe Jr greg 1 0? A fil ati” [ 519| essere consegnata, quand anche cid ac- cada per colpa del debitore. Il prezzo di questa cosa non pud essere oflerto 1n suo luogo. Se ambedue le cose sono perite, e che il debitore sia in colpa riguardo ad u na di esse, deve pagare il prezzo di quella che fu l'ultima a perire. 1194. Quando, nel caso contemplato dal precedente articolo, la scelta fu ac- cordata nella convenzione al creditore O una soltanto delle cose& perita; ed allora, se cid è accaduto senza col- pa del debitore, il creditore deve ri- cevere quella che resta; se il debitore è in colpa, il creditore pud chiedere la cosa rimasta, o il prezzo della cosa perita; O ambedue le cose sono perite; ed allora, se il debitore è in colpa relati- vamente ad ambedue, od anche ad una sola, il creditore puo domandare ül prezzo dell una o del} altra a sua ele- z10ne. 1105. Se le due cose sono perite senza colpa del debitore, e prima che egli fosse in mora, l'obbligazione& estinta in con- formitàa dell articolo 1302. 1196. Gh stessi principj Si applicano ai casi ne’auali più di due cose sono comprese nel} obbligazione alternativa. même par la faute du débiteur. Le prix de cette chose ne peut pas étre offert à sa place. Si toutes deux Sont péries, et que le débiteur soit en faute à l'égard de lune d'elles, il doit payer le prix de celle qui a péri la dernière. 1194. Lorsque, dans les cas prévus par l'article précédent, le choix avait été dÿ- J'éré par la convention au créancier, . Ou l'une des choses seulement est pé- rie; et alors, si c’est sans la faute du dé- biteur, le créancier doit avoir celle qui reste; si le débiteur est en faute, le créan- cier peut demander la chose qui reste, ou le prix de celle qui est périe; Ou Les deux choses sont péries; et alors, si le débiteur est en faute à l'égard des deux, ou méme à l'égard de lune d'elles seulement, le créancier peut desrander le prix de l’une ou de l'autre à son choix, 1105. Si les deux choses son péries sans la faute du débiteur, ef avant qu'il soit en demeure, l'obligation est éteinte, confor- mément à l'article 1502. 1106. Les mémes principes s'appliquent aux cas où il y a plus de deux choses comprises dans l'obligation alternative. quoque culpa tradi nequeat. Pretium auteim loco rei offerri non potest. Si utraqué res perierit, et harum altera ex culpa debitoris; iste pretium ïllius rependet, quæ posire- mo perii. 1194. Cum optio in casu præcedentis articuli ex conventione creditori tributa fuerat; vel altera tantum ex promissis rebus per; et tunc si debiloris culpa abfuit, creditor eam, quæ superest, recipere tenetur: sin vero debitoris culpa interfuit, creditori aut rem, quæ superest, aut deperditæ rei pretium consequendi jus est. Si utraque res perierit; tunc quoties utriusque, vel alterius jactura debitoris culpa evenerit, pretium alteruirius creditor pro lubitu petere potest. 1105. Si utraque res sine debitoris culpa yperierit, antequam ipse moram commitieret, obligatio exstin- guitur, prout in articulo 1302 hujus tituli sancitum fuit. 1196, Jisdem utendum regulis, si du nedum, sed res plures in alierna obligaiione contineantur. \ Rd F nimes case me net SÉ- Re UE! “4 # SEZIONE LV. Delle Obblisazioni solidarie. 2 Dell Obbligazione solidaria fra i creditort. 1197. L’ obbligazione è solidaria tra più creditori quando il titolo espressa- mente attribuisce a ciascuno di essi il diritto di chiedere il pagamento dell in- tero credito, e che il pagamento fatto ad uno di essi libera il debitore, ancor- che il beneficio dell'obbligazione si possa dividere e ripartire tra 1 diversi credi- tori, 1108. Il debitore ha Ia scelta di pa- gare© alluno o all altro de’ creditori sohidarj, quando non sia stato prevenuto da uno di essi con giudiciale domanda. Cid nendimeno Ja condonazione la quale sia fatta da un solo de creditori solidarj, non libera il debitore che per la porzione di questo creditore. 1199. Qualunque atto che interrompe la prescrizione relativamente ad uno dei creditori solidarj, giova egualmente agli altri creditort. SECTION IF. Des Obligations solidaires. $. Ier De la solidarité entre les créanciers. 1197. L'obligation est solidaire entre plusieurs créanciers lorsque le titre don- ne expressément à chacun d'eux le droit de demander le paiement du total de la créance, et que le paiement fait à lun deux libère le débiteur, encore que le bénéfice de l'obligation soit partageable et divisible entre les divers créanciers. 1108. Il est au choix du débiteur de payer à Pun ou à Pautre des créanciers solidaires, tant qu’il n’a pas été prévenu par les poursuites de l’un deux. Néanmoins la remise qui n'est faite que par l'un des créanciers solidaires, ne li- bère le débiteur que pour la part de ce créancier. 1109. Tout acte qui interrompt la pre- scription à l'égard de l'un des créanciers solidaires, profite aux autres créanciers SEecT:io IV. De Obligationibus in solidum. De creditoribus in solidum. xr97. Obligatio inter plures credilores in solidum est, cum titulus cuilibet eorum expresse jus tribuit in- tegrum petendi creditam, el cum solutio alteri ex ipsis facta debitorem liberat, etsi beneficium obligationis inter eosdem creditores dividuum sit. 1198. Debitori licet alterutri ex creditoribus in solidum solvere, donec neuter eorum none in judi- cio ab ipso postulaverit. Nihilominus remissio{acta ab altero ex creditoribus in solidum:, pro parle tantum, quæ ad eum perti- met, debitorem liberat. 1199. Quilibet actus, a que præscriptio interrumpatur favore umius ex creditoribus in solidum, quoque juvat. ceteros réanci Mure a le ire do eux le di dl de fai lu ore qu! fageabkà lers. Lebiteur: $ cran PA f ele pra Eu Ru Ê 307| STE Dell Obbligazione solidaria fra i debitori. 1200. L' obbligazione è solidaria per parte dei debitori quando essi sono ob- bligati ad una medesima cosa, in maniera che ciascheduno possa essere astretto al pagamento per la totalità, e che il pa- gamento eseguito da un solo liberi gli altri verso il creditore. 1201. L' obbligazione pud essere so- lidaria ancorchè uno dei debitori-sia obbligato in modo diverso dal} altro al pagamento della medesima cosa; per esempio se l’uno non è obblhigato che condizionalmente, mentre l’obbligazione del}altro è pura e semplice, ovvero se l’uno abbia preso un termine a pagare che non ë& accordato all'altro. 1202. L' obbligazione solidaria non si presume; ma deve essere stipulata espres- samente. Questa regola non cessa fuorchè nei casi ne quali l'obbligazione solidaria ha l10go ipso jure, in virtù d'una dispo- sizione di legge. _1203. Il creditore in virtà di un ob- bligazione contratta solidariamente pud rivolgersi contro quello fra i debitori che il creditore stesso vuole scegliere senza che il debitore possa opporgh 1 beneficio di divisione. $. II. De la solidarité de la part des débiteurs. 1200. I y a solidarité de la part des débiteurs, lorsqu'ils sont obligés à une méme chose, de manière que chacun puis- se étre contraint pour la totalité, et que le paiement fait par un seul libère les autres envers le créancier. 1901. L'obligation peut étre solidaire quoique lun des débiteurs soit obligé dif- féremment de l’autre au paiement de la méme chose; par exemple, si l’un n'est obligé que conditionnellement, tandis que l'engagement de l'autre est pur et simple, ou si l'un a pris un terme qui west point accordé à l'autre. 1202. La solidarité ne se présume point; il faut qu’elle soit expressément stipulée. Cette règle ne cesse que dans les cas où la solidarité a lieu de plein droit, en vertu d’une disposition de la lor. 1203. Le créancier dune obligation contractée solidairement peut s'adresser à celui des débiteurs qu’il veuf choisir, sans que celui-ci puisse lui opposer le bénéfice de division. $. IL. De Debitoribus in solidum. 1200. Debitores in solidum sunt illi, qui ita obligantur, ut a quolibet ipsorum integrum debitum pet possit: solutione vero ab uno facta ceteri liberentur. 1201. Obligatio in solidum esse potest, quamvis dcbitores diversimode se se obligaverint ad ejusdem rei solutionem; prout siquis sub conditione, alter vero pure promiserit; vel si alleri tempus ad solvendum concessum fuit, alteri non. 1202. Obligatio in solidum non præsumitur, nisi expresse stipulata sit. Id vero non obtinet quoties obligatio in solidum 1pso jure oritur ex legis dispositione. 1205. Creditor in solidum agere potest adversus quemcumque velit ex singulis debitoribus, quin ilh be- neficium divisionis opponi queai. 2 41 em PT [ 522] 1204. Le istanze giudiriali fatte con- tro uno dei debitori non tolgono al cre- ditore il diritto di promoverne delle si- mul contro gli aïitri. 1205. Se la cosa dovuia& perita per colpa o durante la mora di uno© più debitori solidarj, gli altri condebitori non sono liberati dal! obblgo di pagare il prezzo. della stessa; ma questi non sono tenuti ai. danni ed. interessi. Il creditore pud ripetere soltanto i danni e gl interessi tanto dai debitori, per colpa dei quai la cosa è perita, quanto da coloro che erano in mora. 1206. Le domande giudiciali fatte con- io uno dei debitori solidarj interrom- pono la prescrizione riguardo a tutti. 1207. La domanda degli interessi pro- posta contro uno dei debitori solidar; fa decorrere gl interessi riguardo a tutti. 1208. Il condebitore solidario citato dal creditore pud opporre tutte le ec- ceziomi che risultano dalla natura della obbligazione, e tutte quelle che gli sono personali, e quelle pure ch’egli ha co- muni,con tutti gli altri condebitori. Non si possono opporre le eccezioni che sono puramente personali ad alcuno degli altri condebitori. 1204. Les poursuites fuites contre lun des débiteurs n’empéchent pas le créan- cier d'en exercer de pareilles contre les autres. 1205. Si la chose due a péri par la Jaute ou pendant la demeure de l’un ou de plusieurs des débiteurs solidaires, Les autres codébileurs ne sont point déchar- gés de l'obligation de payer le prix de la chose; mais ceux-ci ne sont point lenus des dommages et intéréts. Le créancier peut seulement répéter les dommages et intérêts tant contre les débiteurs par la faute desquels la chose a péri, que contre ceux qui élaient en demeure. 1206, Les poursuites faites contre l'un des débiteurs solidaires interrompent la prescrip'ion à l'égard de tous. 1207. La demande d'intérêts formée contre l'un des.débiteurs solidaires fait courir les intérêts à l'égard de tous. 1260. Le codébiteur solidaire; pour- suiri par le créancier peut opposer toutes les exceptions qui résultent de la nature de l'oblizatian, et toutes celles qui lui sont personnelles, ainsi que celles qui sont communes à tous les codébiteurs. Il ne peut opposer les exceptions qui sont purement personnelles à quelques- uns des autres codébiteurs. 1204. Acta in judicio adversus alïquem ex pluribus debitoribus non impediunt, quominus adversus cete- ros a credilore- agaltur. 1205. Si res debila periit culpa, vel mora unius, vel plurium ex debitoribus in solidum; ceterf ab obligatione pretium rei deperditæ solvendi non lberantur; damna vero, et id quod interest, sarcire Ron tementur. Creditor ad damna, et ad id quod inierest agit adversus debitores dumiaxat, quorum culpa, vel mora rés interiit, 1206. Acta, quæ in judicio fiunt adversus aliquem ex pluribus debitoribus, etiam quoad ceteros præ- SCriP tionenx: nterrumpunt. 1207. Petitio usurarum facta uni ex pluribus debitoribus in solidum usuras parit etiam quoad ceteros. :.....» à a..« Q° 2# 1 1208. Debitor in solidum in judicium vocaius ominibus utitur exceptionibus, quæ ex obligations indole vruntur, et is insuper, quæ ex propria persona ei competunt, æque ac ceteris, quæ Cum COTrré$ ipsi sunt communes. lis vero exceptiombus uti nequit, quæ alicujus correi personam tantum respiciunt. | de k dir int be le pri 4 Son! jo (ls, on vtr contre les ls lac aient a tre l'un vmpent À $, nets fit lidumr td AT ps din elle a debit ce pti{iO IC: ÿ ue ù a” Fe | 525| 4209. Quando uno dei debitori divenga erede unico del creditere,© quando il creditore divenga Funico erede d'uno dei debitori, la confusione non estingue il credito solidario che per la quota e porzione del debitore o del creditore. 1210. Il creditore che acconsente alla separazione del debito a favore di uno dei condebitori, conserva la sua azione solidaria contro gli altri, dedotta perd la porzione del debitore che egli ha liberato dal} obbligazione solidaria. 1211. Îl creditore che riceve separa- tamente la parte di uno dei debitori, senza riservarsi nella quitanza Îa so/i- darietà o 1 suoi diritti in generäle, non rinuncia al} obbligazione solidaria ché riguardo a questo debitore. Non si presume che il creditore ab- bia liberato il debitore dal! obbligazione solidaria, quando ha ricevuto da que- sto una somma egualé alla porzione per cui€ obbligato, se la quitanza non dichiari che la riceve per la sua parte. Lo stesso ha luogo per la semplice domanda fatta contro uno de’ condebi- tori per la sua parte, se questi non vi ha aderito, o se non è emanata una sentenza di condanna. 1209. Lorsque l'un des débiteurs de- vient héritier unique du créancier, où lorsque le créancier devient l’unique hé- ritier de l’un des débiteurs, la confusion méteint la créance solidaire que pour la part et portion du débiteur ou du créan- cier.| 1110. Le créancier qui consent à la division de la dette à l'égard de Pun des codébiteurs, conserve son action soli- daire contre les autres; mais sous la déduction de la part du débiteur qu’il a déchargé de la solidarité. 1a11. Le créancier qui reçoit divisé- ment la part de l'un des débiteurs, sans réserver dans la quittance la solidarité ou ses droits en général, ne renonce à la solidarité qu’à l'égard de ce débiteur. Le créancier n'est pas censé remèitre la solidarité au débiteur, lorsqw’il reçoif de lui une somme égale à la portion dont il est tenu, si la quittance ne porte pas que c'est pour sa part. Il en est de même de la simple de- mande formée contre l’un des codébi- teurs pour sa part, si celui-ci n’a pas acquiescé à la demande, ou s’il n’est pas intervenu un jugement de condamnation. pee ptits à AN 1200. Quoties alter ex debitoribus unicus heres creditoris fit, vel quoties‘creditor heres unicus fit al- erius ex debitoribus; creditum in solidum confusione non exstinguitur, nisi pro ea tantum parte> que debitorem respicit, vel creditorem. 1210. Creditor, qui assenlitur divisioni debiti favore unius ex debitoribus, actionem in solidum adversus alios non amittit; illius tantum, cui debiti divisionem concessit, parte deducta. sit. Creditor, qui divisim ab uno ex debitoribus ejus debiti partem accipit, actione in ET, vel juribus suis in genere in apocha non reservatis, eandem actionem non anuttit, misi illius debitoris intuitu. Creditor actioni in solidum renuntiare non præsumuiur favore debitoris, si ab eo summam recrpit parem portioni ab eodem debitæ, nisi in apocha pro ejus parte se accepisse Here Idem obtinet, ubi creditor simpliciter petit ab uno ex debendi correis pro ejus parie, si hic petitioni non acquier vérit, vel judiciun condemnationis adversus eum prolatum non fuerit. L22 [54] 1212. Il creditore, che riceve separa- tamente, e senza riserva la porzione dei frutti decorsi ed interessi del debito da uno dai condebitori non perde la so/i- darietà, che per i frutti od interessi scaduti, non già per quelli a scadere, o per il capitale, eccetto che il paga- mento separato siasi continuato per dieci anni continul. 1213. L’obbligazione contratta solida- riamente verso.il creditore si divide 7ps0 jure fra i debitori, i quali non sono fra essi obbligati, che ciascuno per la sua quota€ porzione. 1214. Il condebitore di un debhito so- lidario, che lo ha pagato per intiero, mon pu ripetere dagli altri condebitori che la quota e porzione di ciascuno di ess.; :$e uno di questi si trovi insolvibile, la perdita cagionata dalla sua insoivibi- htà si ripartisce per contributo sopra tutti gli altri condebitori solvibili, e so- pra quello, che ha fatto il pagamento. 1215. Nel caso in cui il creditore ab- bia rinunziato all azione solidaria verso uno dei debitori, se uno o piu degli altri condebitori divenisseso insolvibili, la porzione di questi sara per contributo ripartita tra tutti i debitori, ed anche fra quelli, che sono stati precedente- mente liberati dalla solidarietà per parte del creditore. 1219. Le Créancier qui recoit divisé- ment et sans réserve la portion de l’un des codébiteurs dans arrérages ou inté- réts de la dette, ne perd la solida- rité que pour les arrérages ou intéréts échus, et non pour ceux à échoir, ni pour le capital, à moins que le paie- ment divisé n'ait été continué pendant dix ans consécutifs. 1213. L'obligation contractée solidaire- ment envers le créancier,se divise de plein droit entre les débiteurs, qui n'en sont tenus entre eux que Chacun pour sa part et portivn.| 1914. Le codébiteur d'une dette soli- daire, qui l’a payée en entier, ne peut répéter contre les autres que les part eé portion de chacun deux. Si lun d'eux se trouve insolvable ,. la perte gwoccasionne son insolvabilité, se répartit par contribution entre tous les autres codébiteurs solvables et celui qui a fait le paiement. 1215. Dans le cas où le créancier a renoncé à l’action solidaire envers lun des débiteurs, si l’un ow plusieurs des autres codébiteurs deviennent insolyables; la portion des insolvables sera contributoire- ment répartie entre tous les débiteurs, méme entre Ceux précédemment déchar- gés de la solidarité par le créancier. 1212. Creditor, qui divisim, et sine reservalione ab uno ex correis debendi accepit partem usurarum, quæ ad eum pro comuni debito spectabat, actionem in solidum amittit quoad præteritas tantum, non autem quoad futuras usuras, nec quoad sorlem, misi ad integrum successivum decennium solutionem divisim semper acceperit. 1215, Obligatio in solidum erga creditorem inita ipso jure dividitur inter debitores, quorum unusquisque ad invicem pro sua dumtaxat parte obligatur. 1214. Si correus debendi solidum solvit; ab aliis non nisi partem, quam quisque debet, repetere potest, Si alter ex his solvendo non sit; pro hujus parte ceteri correi, qui solvendo sunt ad ratam in tributum “eniunt una cum eo, qui integrum expunxit debitum. 1215. Cum creditor favore alicujus ex debitoribus actioni in solidum renuntiavit, si unus, vel plures ex ekis debendi correis solvendo impares fiunt, ommes debitores, 1is quoque minime exceplis, quos creditor obligatione se'idali antea liberavit, pro parte eorum, qui solvende non sunt, ia tributum veniunt. pie dr Ï y. n del Ÿ OU inf. la sole né Echar, x € le pui 6 pen € soldur. Ie den | nn su Qur su plt lotte ll ne-peli $ paréél soluble L Jpabil,« ntre du 4e wi . d(ll ju gui Tai rs des ie pabls tribut S deb men! dr mu” nt [ 32] 1216. Se l'affare, per cui fu contratto il debito solidariamente, non riguardava che uno de coobbligati solidarj, questo sara obbligato per tutto il debito rispetto agli altri condebitori, i quali relativa- mente ad esso non saranno considerati che come sue sigurtà. SEZIONE. Delle Obbligazioni divisibili e delle in- divisibili. 5e 1217. L'obbligazione è divisibile© indivisibile secondo che essa ha per 0g- getlo una cosa che nella sua tradizio- ne, od unfatto che nella esecuzione, è e no suscettibile di divisione materiale od intellettuale. 1218. L’ obbligazione è indivisibile quantunque la cosa o il fatto che ne è l'oggetto, sia di sua natura divisibile, se il rapporto sotito cui è considérato nell obbligazione non lo renda suscetti- bile di esecuzione parziale. 1219. La solidariert stipulata non im- prime all’obbligazione il carattere d’in- divisibilità. 1216. Si l'affaire pour laquelle la dette a été contractée solidairement ne concer- nait que l’un des coobligés solidaires, celui ci serait tenu de toute la dette vis- à-vis des autres codébiteurs, qui ne'se- raient considérés par rapport à lui que comme ses Cautions. SECTION V. Des Obligations‘divisibles et indivisibles. 1917. L'obligation est divisible ou iu- divisible selon qu'elle a pour objet ou une chose qui dans sa livraison; OU un fait qui dans P exécution; est ou m'est pas susceptible de division, soit matériel- le, soit intellectuelle. 1218. L'obligation est indivisible quof- que la chose ou le fait qui en est l'ob- jet soit divisible par sa nature, si le rapport sous lequel elle est considérée dans l'obligation ne la rend pas suscepti- ble d'exécution partielle.| 1219. La solidarité stipulée ne. donne point à l'obligation le caractère d’indi- visibilité. 1216. Si negotium cajus, causa debitum in solidum contractum est, commodum respicit unius tantum€ correis debendi; hic totum præ aliüs persolvet debitum; habebuntur. ceteri vero tamquam ejus fidejussores dumiaxa SEecTio V. De Obligationibus dividuis, et individus. 217. Obligatio dividua; vel individua est, prout res tradenda, vel factum exequendum divisionem, sive matcrialem, sive intellectualem patitur, vel non. 1218. Obligatio individua est, licet res vel factum, de quo agitur, nalura Sua dividuum sit, quolies ita in obligationem deductumi est, ut disjunctim exequi nequeat. 4219. Stipulatio in solidum individuam non parit obligatonem. nr s csncriéé Mi È. J s ES HR TRS gro » [ 526| $:- L Degli effetti dell’obbligazione divisibile. 1220. L'obbligazione che è suscetti- bile di divisione, deve escguirsi fra 1l creditore, ed il debitore come se fosse indivisibile. La divisibiità non& eau cabile, che riguardo ai loro eredi, quah non possono ripetere il debito, ne sono tenuti di pagarlo, che per le por- zioni loro spettanti, o per quelle per cui sono obbligati come rappresentanti li creditore od il debitore, 1221. Îl principio stabilito nel prece- dente articolo, à soggetto ad eccezione riguardo agli eredi del debitore. 1.0 Nel caso in cui 1l debito sia 1po- tecario; 2.9 Quando sia dovuto un determi- naio Corpo; 3.2 Quando si tratt di débito alterna- tivo di cose a scelta del creditore, del- le quali una& mdivisibile; 4° Quando un solo degli eredi&; in foyza del titolo, incaricato dell adempi- inento del} obbligazione. 5.0 Quando risulti, o dalla natura del- V'obbligarione, o dalla cosa che ne forma Fogoectto, o dal fine che si è S Des effets de l obligation divisible, 1220. L'obligation qui est susceptible de division, doit étre exécutée entre le créancier et le débiteur comme si elle était indivisible. La divisibilité n a d ap- plication qu’à l'égard de leurs héritiers, qui ne peuvent demander la dette ou qui ñ€ sont tenus de la payer que pour les Parts dont ils sont saisis ou dont ils sont lenus comme représentant le créancier ow le débiteur. 1221. Le principe établi dans l'article précédent, reçoit exception à à l'égard des héritiers di debiteur, 1.9 Dans le cas ou la dette est hypothé- caire; 2.0 Lorsqu’ elle est d’un Corps certain; 3.° Lorsqu'il s'agit de la dette alterna- tive de choses au choix du créancier, dont l'une est indivisible: 4° Lorsque l’un des héritiers est chargé seul, par le titre, de l'exécution de l'obli- £&ation; 5.0 Lorsqw’il résulte, soit de la nature de l'engagement, soit de la ehose qui ex J'ait l'objet, soit de la fin qu'on s’est - De Effectibus obligationis dividucæ. 1220. Dividua obligatio inter creditorem, et debitorem, perinde ac si individua foret, exequi debet. Di- vidnitas non afficit, nisi heredes qui debitum petere nequeunt, aut solvere non teneur, nisi pro parhibus creditoris, vel debitoris, quem repræsentant. 1221, Regula prædicta exceptionem patitur quoad debitoris heredes 1.0 Quoties debitum hypothecarium sit: 2.0 Si rem certam respiciat: 3.0 Quoties de alterutra tradenda re agatur in optionem creditoris, quarum altera individua sit: 4.0 Si obligationis exequendæ onus uni tantum ex heredibus in vim tütuli incumbit: 5.0 Si ex indole sive chligationis, sive rei eardem res icientis, sive ex fine contractus paleat, contr&- (#)? P» j j De l gu tenu (9, 4 confra ni ere d se 12 ere nue K del 1199. dati ur, 1, Len [5] avuto di mira nelcontratio, essere Sta- proposée dans le confrat, que Tintentiom {a intenzione de’ contraenti che ik de- des contractans a été que la dette ne pi. die bito non potesse soddisfarsi partitamente. s'acquitter partiellement. À Ne primi tre casi, l'erede che pos- Dans les trois premiers cas, l'héritier NS Sutai sicde la cosa dovuta o il fondo ipote- qui possède la chose due ou le fonds; Le entr) per il debito, pud essere conve- hypothéqué à la dette, peut étre pour-# mes(l nuto per il totale sulla cosa dovuta 0 suivi pour le tout sur la chose due ow note sul fondo ipotecato, salvo ad es:0 ilre- sur le fonds hypothéqué, sauf le recours s Hérin gresso contro i Suol coeredi. Nel quar- contre ses cohériliers. Dans le quatrième tte és to caso, l’erede unicamente incaricato cas, l'héritier seul chargé de la defte, je pur(à del debito, e nel quinto caso, ciascun et dans le cinquième cas, chaque héri- ET erede puo egualmente essere convenuto fier, peut aussi étre pOUTSUIDI pour le ‘ per la tctalità; salvo 1l suo regresso{out; sauf son recours confre ses co- verso i coeredi. se héritiers.; ns l'artich|:; égard de$ IL. Di tes alba Degli effetti delPobbligazione indivisibile. Des effets de l'obligation indivisible. .+222. Coloro, che hanno contratta con- 1222. Chacun de ceux qui ont con- rs Ceri giuntamente un debito imdivisibile, visono tracté conjointement une dette indivisible, tenuti ciascuno per la totalità del debi- en est tenu pour le total, encore que te ler to, ancorchè l'obbligazione non s1a stata l'obligation n'ait pas été contractée so- sé. don! contratta nn ee lidairement.| 1223. Lo stesso ha luoso riguarc do aglt 1225. 1] en est de méme à l'égard est CE eredi di quelli, o che ha. contratto, una des héritiers de celui qui a contracté pn de loi simi'e obbligazione. une pareille oblisation.| y 1224. Ciascun erede del crediiore puû 1224. Chaque héritier du créancier peut de lon esigere l’intiera esecuzione dell obbliga- exiger en totalité l'exécution de. lobli- chose#4 zione indivisibile. gation indivisible. n as” Non pud eghi solo fare la remissione 11 ne peut seul faire la remise de la or della totalità del debito; nemmeno egli totalité de la dette; il ne peut recevoir bentes noluisse, ut debitum divisim solveretur. Primis hisce tribus casibus heres, qui debi‘am rem, aut prædium hypothecæ pro debito obnoxium pos us sidet, in ipsa re, vel prædio pro integro debito conveniri polest, salvo regressu adversus coheredes. as À Quarto casu lieres unicus ex integro gravatus, et qüinto casu quisque ex heredibus pro toto debito pariter conveniri possunt, salvo ut supra adversus coheredes regressu. ST De individuæ obligationis effectibus.. 1229. Quisquis eorum, qui simul individuum debitum contraxerunt, integrum solvere tencntur, etiamsi fi obligatio in solidum non fuerit inita. 1223. Idem obtinet quoad lheredes ejus, qui parem suscepit obligationem. , conf Re FRERES: gl* 1994. Quilibet ex heredibus credituris integram persequi potest individuæ obligationis executionem. ..\.«.«. x Idem vero solns integrum nequit rémittere debitum, nec pretium loco rei recipere, Si vero eHerntrum sion nan ee pme PORTE “ F-528| solo ricevere il valore invece della cosa. Se uno solo fra gli eredi ha fatto la remissione o ricevuto il valore della cosa, il coerede non pud dimandare la cosa indivisibile che addebitandosi la porzione del coerede, il quale ha fatto la remissione o ricevuto il valore. 1225. L' erede del debitore, convenuto per la totalità dell obbligazione, pud dimandare un termine per chiamare in causa i suoi coeredi, purchè il debito non sia di tal natura che non possa essere soddisfatto se non dall erede convenuto, il quale in tal caso pu es- sere egli solo condannato; salvo il re- gresso per la sua indennità contro 1 Coe- redi. SEz10NE VI. Delle Obbligazioni con clausole perali. 1226. La clausola penale è quella con cui una persona, per assicurare l’adem- pimento di una convenzione, si obbliga a qualche cosa nel caso d inadempi- mento. 1227. La nullità dell obbligazione prin- cipale produce la nullità della clausola penale. La nuilità della clausola penale non porta quella dell obbligazione princi- pale. seul le prix au lieu de la chose. Si Pun des héritiers a seul remis la dette ou recu le prix de la chose, son cohéritier ne peut demander la chose indivisible qu’en tenant compte de la portion du cohéritier qui a fait la remise ou qui a recu le prix. 1225. L’héririer du débiteur, assigné pour la totalité de l'obligation, peut de- mander ur délai pour mettre en Cause ses cohéritiers, à moins que la dette ne soit de nature à ne pouvoir étre acquittée que par Phéritier assigné, qui peut alors être condamné seul; sauf son recours en indemnité Contre Ses Co- héritiers. SECTION VI. Des Obligations avec clauses pénales. 1226. La clause pénale est celle par laquelle une personne, pour assurer l'exé- cution d’une convention, s'engage à quel- que chose en cas d'inexécution. 1297. La nullité de l'obligation prin- cipale entrafne celle de la clause pénale La nullité de celle-ci n’entraïne point celle de lobligation principale. egerit; ejus coheres individuam rem petere non potest, nisi deducta cohereüis parte, qui rem remisil, aut pretium recepit. 1225. Heres debitoris, cui integra obligatio attributa fuit, dilationem petere patest, ut in judicium vocet suos coheredes, nisi indoles debiti ea sit, ut ab ïpso tantum cui illud attributum fuit, solvi ossit; qui , ds>; R - tuac solus condemnabitur, salvo jure ad indemnitatem adversus coheredes. Szcszso\L De pænalibus obligationum clausulis. 1226. Clausula pœnalis est illa, qua quis ad tuendam convenlionis executionem ad aliquid, ni ea impleta fuerit, se se obstringit. 1227. Corruente principali obligatione, corruit et ipsa pœnalis clausula: Clausula vero corruente, principalis obligatio aiïhileminus subsistit. n OM  lim 'à deit W m cohiis indiis portion à ue Où ÿ Ur, os) in, peu en Cu lg di uoir* ét signe seul; sy bre dut ses pe celle surer ex age à qu on. igation fé clause ue entr" pu | 1228. Il creditore pud agire per l’ese- cuzione del! obbligazione principale in vece di domandare la pena stipulata con- tro il debitore che è in mora. 1229. La clausola penale è la com- pensazione dei danni ed interessi che soffre il creditore per l'inadempimento della obbligazione principale. Non pud egli dimandare nel tempo medesimo la cosa e la pena, quando non l'abbia stipulata per il semplice ritardo. 5230. Tanto nel caso che lobbliga- zione principale contenga un termine nel quale debba eseguirsi, quanto nel caso che non lo contenga, la pena non s’ incorre, se non quando& in mora colui che si è obbligato o a dare, o a ricevere,© a fare. 1251. La pena pud essere modificata dal giudice, allorchè obbligazione prin- cipale è stata eseguita in parte. 1232. Quando l'obbligazione principale contratta con clausola penale ha per og- getto una Ccosa indivisibile, la pena si incorre per la contravvenzione di un solo degli eredi del debitore, e pud doman- darsi per intiero contro il contravven- tore, ovvero contro ciascuno dei coeredi per la loro quota e porzione; puÿ anche domandarsi coll azione ipotecaria per il tutto, salvo il loro regresso contro colut per il cui fatto si è incorsa la pena. if 3 1208. Le créancier, au lieu de deman- der la peine stipulée contre le débiteur qui est en demeure, peut poursuivre l’e- vécution de l'obligation principale. 1220. La clause pénale est la compen- sation des dommages et intérêts que le créancier souffre de linexécution de obligation principale. Il ne peut demander en même temps le principal et la peine, à moins qu’elle n'ait été stipulée pour le simple retard, 1250. Soit que l'obligation primitive contienne, soit qu’elle ne contienne pas un terme dans lequelle elle doive étre ac- complie, la peine nest encourueg que lorsque celui qui s'est obligé soit à li- vrer, soit à prendre, soit à faire, est en dermieure. 1231. La peine peut étre modifiée par le juge lorsque Pobligafion principale& été exécutée en partie. 1532.Lorsque l'obligation primitive con- tractée avec une clause pénale est dune chose indivisible, la peine est encotuirue par la contravention dun seul des héri- tiers du débiteur, et elle peut étre de- mandée, soit en totalité contre celui qui a fait la contravention, soit contre chacun des cohéritiers pour leur part et portion, et hypofhécairement pour le tout, sauf leur recours contre celui qui a fait encourir la peine. 1228. Creditor, omissa pœna contra debitorem, qui in mora sit, stipulata, executionem obligationis principalis persequi potest, 1299. Clausula pœnalis loco est damnorum, et ejus quod interest, quibus creditor afñcitur, haud impletæ principalis obligationis causa. Obligationem principalem, et pænam simul persequi non licet, nisi hæc ex sola mora fuerit stipulata. ‘1250. Sive primitivæ obligationis execulioni tempus adjectum sit, sive non, pœne locus non fit, nisi in mora sit, qui ad tradendum, vel ad accipiendum, vel ad faciendum se obligavit. 1251. Pœna imminui a judice potest, si principalis obligatio pro parte sit impleta. 1232. Quoties primitiva obligatio sub pœnal clausula inita individuam rem respicit, violatio unius ex heredibus debitoris pœnæ locum facit; eaque, vel integra ab illo, qui contravenit vel pro quota parie ab unoquoque ex heredibus, atque ab hisce etiam in solidum actione hypothecaria peti potest; salvo cisdem jure ad indemnitalem adversus çum, qui pœnæ causam præbuit. p 42 a RE FN 7 COS CU.;_ re mn a Pre Te A 2 À Bee+= TS.” sé ares«ri s [ 350ï) 1235. Quando l'obbligazione principa- le contratta sotto una pena& divisibile, non s incorre la pena, che da quetlo degli eredi del debitore, che contravvie- ne a tale obhligazione, e per la parte solamente della obbligazione principale, per cui era egli tenuto, senza che si possa agire contro coloro che l'hanno eseguita, Questa regola ammette eccezione allor- chè essendo stata apposta la clausola penale ad oggetto che non si potesse fare il pagamento parzialmente, un coe- rede ha impedito, che l’obbligazione ve- nisse per intiero adempita: in questo caso pud esigersi da esso la pena intie- ra, e dagli altri eredi la sola porzione, salvo a questi il regresso. CAS De’ modi con cui si estinguono le Ob- bligaziont. 1254 Le obbligazioni si esinguono, Col pagamento, Colla novazione, Colla remissione volontaria, Colla compensazione, 2953. Lorsque l’ébligation* primitive contractée sous une peine est divisible: la peine n’est eéncourue que par celui des héritiers du débiteur qui contrevient à cette obligation, et pour la part seu- lement dont il était tenu dans lobliga- {ion principale, sans qu’il y ait d'action contre Ceux qui l’ont executée. Cette règle reçoit exception lorsque la clause pénale ayant été ajoutée dans l'intention que le paiement ne püt se Jaire partiellement, un cohéritier a em. péché lexécution de lobligation pour la totalité. En ce cas, la peine entière peut être exigée contre lui et contre les au- tres cohéritiers pour leur portion seu- lement, sauf leur recours. CHAPITRE F. De l’Extinction des Obligations. 1234. Les obligations s’éteignent, Par le paiement, Par la novation, Par la remise volontaire, Par la compensation, 1253. Quoties primitiva obligatio sub pœnali clausula inita dividua est, solus cohres eam violans, et pro sua tantum parte obligationis pœnarm sustinet, nec ulla competit actio adversus eos, qui eandem impleverunt, Flegula hæc exceptionem patitur, si dum clausula pœnalis ea mente adjecta est, ne solutio divisim fieri posset, coheres aliquis impedimentum attulit, quominus integra obligatio adimpleretur. In hoc casu adver- sus eundem integra pœna exigi polest; et adversus celeros coheredes pro eorum parte tantummodo, salve isiis erga eum regressu, qui execulionem impedivit. DIT Quibus modis obligationes tollantur, 1254. Obligationes tolluntur Solutione, Novatione, A ccepuülatione, Compénsatione, ( LP di, ? Dar tk Contre L part w ns P oblige Lit d'acte ) L | lorsque fée dans } put se ler@ em on pour vlière pe bre les au Orllun veu P. ÉOn8, nent, nee ge VU À s, qu to jo dns Le pe can so,#* E 83:] Colla confusione, Colla perdita della cosa, Colla dichiarazione di nullita, o colla rescissione,: Per effetto della condizione risoluti- va spiegata nel precedente articolo, E colla prescrizione, che formerà il soggelto d'un titolo particolare. SEzIONE L Del Pagamento. 6. L Del Pagamento#i generale. 1235. Qualunque pagamento suppone un debito: cid che fu pagato senza es- sere dovuto, è ripetibile.; La ripetizione non è ammessa riguar- alle obbligazioni naturali che si sono volontariamente soddisfatte. 1236. Le obbligazioni possono estin- guersi Col pagamento fatto da qualun- que persona che vi abbia interesse, co- me da un obbligato, da un fidejussore. Possono anche essere estinte col paga- mento fatto da un terzo che non abbia Par la confusion, Par la perte. de la chose, Par la nullité ou la rescision, Par Peffet de la condition résolutoire, qui& été expliquée au chapitre précé- dent, Et par la prescription, qui fera l'objeë d'un titre particulier. SECTION PREMIÈRES Du Paiement. S. I. Du Paiement en général. 1235. Tout paiement suppose une deffe: ce qui a été payé sans étre dû, est sujes à répétition. La répétition n’est pas admise à l’é- gard des obligations naturelles qui ont été volontairement acquittées. 2256. Une obligation peut être acquit- tée par toute personne qui ÿ est intéres- sée, telle qu'un coobligé où une caution. L'obligation peut même être acquittée par un tiers qui n'y est point üinléres- d Confusione. Rei interitu., Nullitate, vel rescissione, Conditione resolutiva, de qua supra, Tandem præscriptione, de qua infra suo titule. SEecr:o EE De Solutione &E De Solutione in genere. #35. Quævis solutio debitum præsumit. Quod nullo debilo existente solutum est, condici potest: Condictioni locus non est, si sponte naturali obligationi satisfactum sit. 1256, Obligatio tolli a quovis potest, cujus intersit, veluti a correo, vel a fidejussore, dre me Mr Me DRE Tux r£ pen a mp or EE opera NE me,“MES PR D (#32| interesse, se questo térzo agisca in nome e per la liberazione del debitore, 0 se agendo in nome proprio, non lo faccia per subentrare nei diritti del creditore. 1157. L' obbligazione di fare non puÿ adempirsi da ua terzo contro la volon- tà del creditore, ove questi abbia inte- resse che venga adempita dal debitore medesimo. 1258. Per pagare validamente, è neces. sario essere proprietario della cosa data in pagamento, ed essere capace di alienare, Tuttavia non si pud ripetere il paga- mento di una somma di denaro o di altra cosa che si consumi coll'uso, con- tro il creditore che l'abbia consumata in buona fede, sebbene il pagamento sia stato fatto da chi non era il proprie- tario o non era capace di alienare, 1239. Il pagamento deve essere fatto al creditore, od a persona autorizzata a ri. ceverlo dal creditore medesimo o dal giudice o dalla lesge. E valido il pagamento fatto a colui che non era autorizzato a riceverlo pel creditore, quando questi lo ratifichi,» ne abbia approfittato. 1240. 11 pagamento fatto in buona fe- de a chi si wova nel possesso del cre- dito, è valido, ancorchè il possessore _ne abbia in appresso soflerta l evizione. sé, pourvu que Ce tiers agisse au nom et en l’acquit du débiteur, ou que, sil agit en SON nom propre, il ne soit pas subrogé aux droits du créancier. 1237. L'obligation de faire ne peut étre acquittée par un tiérs contre le gré du créancier, lorsque ce dernier à inté- rét qu’elle soit remplie par le débiteur lui-même. 1238. Pour payer valablement, il faut être propriétaire de la chose donnée en paiement, et capable de l’aliéner. Néanmoins le paiement d'une somme en argent OU auire chose qui se consom- me par l'usage, ne peut être répété contre le créancier qui Pa consommée de bonne foi, quoique le paiement en ait été fait par celui qui men était pas propriétaire ou qui n’était pas capable de laliëner. 1230. Le paiement doit être fait au créancier ou à quelqu'un ayant pouvoir de lui, ou qui soit auforisé par justice ou par la loi à recevoir pour lui. Le paiement fait à celui qui n'aurait pas pouvoir de recevoir pour le Créan- cier, est valable, si celui-ci le rafifie; ou s’il en a profité. e 1240. Le paiement fait de bonne fi à celui qui est en possession de la créan- ce, est valable, encore que le possesseur en soit par la suite évincé. Obligationi pariter satisfieri potest ab altero, cujus non intersit, dum modo hic debitoris nomine, et ad eun liberandum id agat, vel si proprio nomine agit, creditoris juribus non subrogetur. 1257. Obligatio faciendi ab alio exequi nequit invito creditore, si hujus intersit, &am implert. ab ipsomet debitore 1258. Efficax solutio est dumtaxat, cum qui solvit rei traditæ dominus est, et alienandi capax. Nihilominus solutio pecuniæ, vel alterius rei fun gibilis condici nequit adversus creditorem, qui eam bona fide consumpsit, quamwis solutio ab illo facta fuerit, qui pecuniæ domimus, vel alienandi capax non erat. 1239. Solutio creditori fieri debet, vel ei qui ab eo mandatum habeat, vel cui a judice, aut a lege pre creditore exigendi facultas tributa sit. Solutio ei facta, qui ed exigendnm creditoris mandato caret, efficax est, si hic solutionem ratam habeat, vel soluta res in illius utiitatem versa sit. 1240. Solutio bona fide facta ei, qui creditum possidet, efficax est, licet possessor postea eviclionem passus fuerit, Won o Se qu\m OU qu] | ne so n vCler, ire ne pri Contre le p "LE Q in, Le débit ln, à fi dhunte en ner, ne Somme S£ CONSO: été contre de bonne tete fait ropriéair » Palièner être fair a ank pour par Jus dur, | aurai le créer le ru, » bon 1110 Je pu f lin [ 333] 194+. Non& valido il pagamento fattb al creditore, se questi fosse incapace a riceverlo, eccetto che il debitore provi la versione della cosa pagata in van- taggio del creditore. 1249. Il pagamento fatto dal debitore al suo creditore, in pregiudizio di un sequestro o d'un atto d opposizione, non è valido riguardo al creditori se- questranti ed opponenti: questi pOsso- no costringerlo a pagare di nuovo, per cid che riguarda le loro ragioni, salvo in questo caso soltanto, 1l suo regres- so contro il creditore. 1243. Il creditore non pud essere CO- stretto a ricevere una cosa diversa da quella che gli è dovuta, quantunque il valore della cosa offerta fosse eguale ed anche maggiore. 1244. Il debitore non pud forzare il ereditore a ricevere in parte:l paga- mento di un debito, ancorchè divisibile. Non ostante i giudict, avuto riguardo alla situazione del debitore, ed usando eon molta riserva delle loro facoltà, pos- sono accordare dilazioni moderate al pagamento, e sospendere l'esecuzione giudiziale, restando:l tutto nello stato medesimo. 1245. Il debitore d' una cosa certa€ determinata viene liberato con rimetterla nello stato in cui si trova altempo della consegna, purchè i deterioramenti s0- s241. Le paiement fait au créancier test point valable s’il était incapable de le recevoir, à moins que le débiteur ne prouve que la chose payée a tourné au profit du créancier. ie 1242. Le paiement fait par le débiteur à son créancier, au préjudice d’une sai- sie ou dune opposition, n’est pas vala- ble à l'ézard des créanciers saïsissans ow opposans: ceux-ci peuvent, selon leur droit, Le contraindre à payer de nou- veau, sauf, en Ce cas seulement, Son recours contre le Créancier. 1245. Le créancier ne peut étre con- traint de recevoir une autre chose que celle qui lui est due, quoique la valeur de la chose offerte soit égale où méme plus grande. 1244. Le débiteur ne peut point for- cer le créancier à recevoir en partie le paiement d'une dette, méme divisible. Les juges peuvent néanmoins, En COn- sidération de la position du débiteur, ef en usant de ce pouvoir avec une grande réserve, accorder des délais modérés pour le paiement, et surseoir l'exécution des poursuites, toutes choses demeurant er ‘état. 1245. Le débiteur d'un corps certaëirr et déterminé est libéré par la remise de la chose en Pétat où elle se trouve lors de la livraison, pourvu que les détérioralions La 1241. Invalida solutio est; quæ creditori fit exigemdi incapaci, nisi debitor probet, rem solutam in uti- litatem illius versam esse. 1242. Solutio a debitore facta suo creditori in eorum detrimentum, qui vel opposuerunt, vel a quibus sequestratio impetrata fuit, quoad ipsos sequesträntes, et opponentes inefficax est. Hi pro suis juribus ad solutionem debitorem iterum cogere possunt, salvo ipsi regréssu hoc unico casu adversus creditorem. 1243. Aliud pro alio invilo creditore solvi nequit, etsi oblatæ rei valor debitum coæquet, vel excedat. 1244. Creditor obligari nequit, ut solutionem debiti licet dividui pro parte tantum recipiat. Iudicibus tamen facultas est, qua parcissime utendum, inspectis debitoris circumstantiis, exiguas ad so- lutionem moras concedendi, et actuum judicialium executionem remorandi, rebus in eodem slatu manentibus. x245. Debitor speciei certæ, ac definitæ, eam tradens o ut est tradiüonis actu, liberatur; dummodo F ä ÿ ÿ? ju, 3 rer F'aens | FÉ 1 : ill 4 1 # È a #12 É D au L AE! ous bts …—étimitiènees [ 554] pragglunti non provengano dal suo fatto o colpa, nè dalle persone di cui deve rispondere, o che non fosse in mora prima delle seguite deteriorazioni. 1246, Se il debito è di una cosa de- ierminata soltanto dalla sua specie, 4 debitore per essere liberato, non sarà tenuto a darla della migliore qualità, ma non potrà darla neppure della peg- giore. 1247. Il pagamento deve effettuarsi nel luogo destinato dalla convenzione. Non essendovi destinazione di luogo, e trattandosi di cosa certa e determinata, il pagamento deve farsi nel luogo ove, al tempo del contratto, si trovava la cosa ‘che ne forma l oggetto. Esclusi questi due casi, il pagamento deve farsi nel domicilio del debitore. 1248. Le spese del pagamento sono a carico del debitore.| $. EL. Del pagamento con subingresso. 1249. Il subingresso nei diritti del creditore a favore di un terzo che lo paga, è convenzionale o legale. qui y sont survenues ne viennent point de son fait ou de sa faute, ni de celle des personnes dont il est responsable, ou qu'avant ces détériorations il ne fût pas ei demeure. 1246. Si la dette est d'une chose qui ne soit déterminée que par son espèce, le débiteur ne sera pas tenu, pour étre libéré, de la donner dela meilleure espèce; mais il ne pourra loffrir de la plus mau- vaise. 1247. Le paiement doit étre exécuté dans le lieu désigné par la convention. Si le lieu ny est pas désigné, le paie- ment, lorsqwil s'agit d'un corps certain et déterminé, doit étre fait dans le lieu où était, au temps de lobligation, la chose qui en fait l’objet. Hors ces deux cas, le paiement doit être fait au domicile du débiteur. 1248. Les frais du paiement sont à la charge du débiteur: SLR- Du paiement avec subrogation. 1249. La subrogation dans les droits du créancier œu profit d’une tierce per- sonne qui le paye, est où Convention- nelle ou légale. quæ supervencrint deteriorationes nec suo facto, vel culpa, nec eorum, pro quibus tenetur, illatæ fuerint, vel nisi ipse in mora esset, antequam species deterior fieret. 1246. Si debitum rem certam tantum in specie respiciat; debitor nec optimam tradere cogitur, nec ei pessimam offerre licet. 1247. Solutio in constituto loco fieri debet. Si nihil de loco pactum sit, quoties de re certa, et definia agitur, eo loco fieri debet, ubi contractus tempore res extabat. Duobus hisce exceptis casibus solutio ad creditoris domicilium peragenda est, \ 1248. Solutionis expensas debitor, sustinet. IT. De Solutione per subrogationem. 1249. Subrogatio in juribus creditoris. fayore ejus facta, qui pro alio solwit, vel conventionalis est; vel legalis.. gu0| la vies ques sa€ gant J( pr j} su0 le ae did h sat faecul qu ma| pag si d con dl» Opei del cre nb, À , di qi| editor fente pote Fc I hypo fer 2,0 Subre prædi fictam KR:{am mb, L Fa RL né ni dt ul» Ji Chose qu ON esp, Pour ên Ure espits plus max exécuté nyention, le paie. s certain ns le lies ation, la jement di biteur, pt sont atom des du gent core | jus al, Fo! 1250. Il subingresso& convenzionale, 1.° Quando il creditore ricevendo:ül suo pagamento da una terza persona, la surroga nei suoi diritti, azioni, pri- vileei ed ipoteche contro il debitore: questa surrogazione déve essere espres- sa e fatta contemporaneamente al pa- gamento; 2.° Quando il debitore prende ad im- prestito una somma ad oggetto di pagare il suo debito, e di surrogare il mutuan- te nei diritti del creditore. Per la vali- dità di tale surrogazione& d'uopo che la scrittura di prestito e la quitanza si facciano avanti notaro; che nella scrit- tura di prestito si dichiari che la som- ma fu presa ad imprestito per fare …l pagamento, e che nella quitanza pure si dichiari che il pagamento& stato fatto con 1 danari somministrati a tale effetto dal nuovo creditore. Questa surroga si opera senza il concorso della volontà del creditore. 1251. Il subingresso ha luogo ips0 jure, 1.° À vantaggio di colui che essen- do egli stesso creditore paga un altro creditore che ha diritto di essergli pre- ferito in ragione dei suoi privilegi od ipoteche;- 1250. Cette subrogation est conven- zionnelle, 1.0 Lorsque le créancier recevant son paiement d'une tierce personne la sub- roge dans ses droits, actions, privilèges ou hypothèques contre le débileur: cette subrogation doit étre expresse et faite en méme temps que le paiements 2.0 Lorsque le débiteur emprunte une somme à l'effet de payer sa defte, et de subroger le préteur dans les droits du créancier. Il faut, pour que cette subro- gation soit valable, que l'acte d'emprunt et la quittance soient passés devant no- taires; que dans Pacte d'emprunt il soit déclaré que la somme a été empruntée pour faire le paiement, et que dans la quittance il soit déclaré que le paiement a été fait des deniers fournis à cet ef- fet par le nouveau créancier. Cette su- brogation s'opère sans le concours de la volonté du créancier. 1251. La subrogation a lieu de plein droit, 1.0 Au profit de celui qui étant lui- méme créancier paye un autre Créancier qui lui est préférable à raison de ses privilèges ou hypothèques; _ 1.0 Si creditor solutionem accipiens ab alio, eundem substituit in juribus, actionibus, privilegüs, vel hypothecis, quæ advyersus debitorem ei compêtunt. Subrogatio hæc, et expresse, et eodem solutionis momento fieri debet. 2.0 Si debitor pecuniam mutuatur, ut suum debitum solvat, ac mutuantem in creditoris juribus substituat, Subrogatio hæc inefficax est, nisi actus mutuationis, et apocha a publico tabellione recipiantur, et nisi in prædicto actu declaretur, pecuniam ad solutionem peragendam mutuatam fuisse; et in apocha, solutionem factam esse pecunia a novo creditore hunc in finem mutuata: hujusmodi subrogatio fit etiam inscio credito+ re; tametsi creditoris voluntas non concurrat. 1251. Subrogatio ipso jure locum hanet, 1.0 Fayore ejus, qui cum creditor sit, alteri solvi creditori privilegüs, vel hypotheca potori; te mm or SRE à rer qu Er ne ee ER here eme* me. ds“OL ns LéiNNus d d dS ie: .: 14 # # * [ 356] 2.9 À vantaggio dell acquirente d'un immobile, il qéale impiega 1l prezzo del suo acquisto nel pagare i creditori à favore dei quali il fondo era ipotecato; 5.0 À vantaggio di colui che essen- do obbligato con altri o per altri al pagamento del debito, avesse interesse di soddisfarlo; 4° À vantaggio dell erede beneficiario che ha pagato con i proprj denari 1 de- biti ereditar). 1252. 11 subingresso stabilito negli ar- ticoli precedenti ha luogo tanto contro i fidejussori quanto contro i debitori: esso non puo nuocere al creditore quando questi non fu pagato che in parte; in tale caso egli pud far valere le sue ra- gioni per il restante che gli è dovuto in preferenza a quello da cui non ha ricevuto che un pagamento parziale. 6: Dell imputazione dei pagamenti. 1253. 11 debitore che ha più debitiha diritto di dichiarare, quando paga, qual sia il debito che intende di soddisfare. 1254. Il debitore per un debito che produce frutti od interessi, non pud 2.° Au profit de l'acquéreur d'un im- meuble, qui emploie le prix de son acqui- sition au paiement des créanciers aux- quels cet héritage était hypothéqué; 5.9 Au profit de celui qui étant tenu avec d'autres ou par d’autres au paie- ment de la dette, avait intéré£ de Pac- quilter; 4° Au profit de l'héritier bénéficiaire qui a payé de ses deniers les dettes de la succession. 1252. La subrogation établie par les articles précédens a lieu tant contre les cautions que contre les débiteurs: elle ne peut nuire au créancier lorsqu'il n’a été payé qu'en partie; en ce cas il peut exercer ses droits, pour ce qui lui reste dä, par préférence à celui dont il na recu qu'un paiement partiel. S. IL. De limputation des paiemens. 1253. Le débiteur de plusieurs dettes a le droit de déclarer, lorsqw’il paye, quelle dette il entend acquitter. 1254. Le débiteur d’une dette qui por- te intérét ou produit des arrérages, ne 2.0 Favore emptoris bonorum immobilium, qui emptionis pretium ad solvendum creditoribus erogat; quorum intuitu bona ipsa hypothecæ obnoxia erant; 5.0 Favore ejus, qui cum ad solutionem una cum aliüs vel pro aliis obslrictus esset, ipsi intererat, debi- tum solutum iri; 4° Favore heredis cum beneficio, qui propria pecunia hereditarium æs alienum solvit. 1152. Subrogatio, de qua supra, adversus fidejussores, æque ac adversus debitores admittitur: ipsa credi- tori neutiquam nocet, si tantum pars debiti eidem soluta sit: tunc ad reliquum, quod ei debetur conse- quendum sua jura experiri potest cum prælatione ejus, a quo partem tantum sui crediti accepit. S. III. De solutionibus imputandis. 1253. Quoties ex pluribus obligationibus debitor uni per solulionem satisfacit, in ejus arbitrio est de- clarare, quam malit solutam esse. 1254. Debitor sortis, quæ parit usuras, creditore haud assentiente, contendere nequit, ut quod solvit in end nà deg garni intel puli debi cut pulé ques dere P dlereu dolo© 1 mi dese quel intel Fos debi di qu Se: pur sh pr usuras aclequ ON plurbr illa fe 195| Impula fn ve Si ph Cutractu a,( à Un, Son up CES Qu hèqué: Élané+, QU pui 1 de Vu néfcia alles à par les nére les rs: elk ul ne il peut Lui res ut il mn dettes 2aYE; por- AU rar is er, rer de ' st rt elur co pl ad CL E 347| senza il consenso del creditore, imputare nel capitale in preferenza dei frutti e degli interessi cid ch'egli paga. Il pa- gamento fatto in conto di capitale ed intcressi, ma che non è inteyrale, sim. puta prima negl interessi. 1255. Quando il debitore per diversi debiti abbia accettata una quietanza, per cui il creditore abbia specificamente im- putata la somma ricevuta sopra uno di questi debiti, il debitore non pud chie- dere più l’imputazione sopra un debito differente, purche non siavi intervenuto dolo o sorpresa per parte del creditore. 1256. Quando la quietanza non espri- ma alcuna imputazione, il pagamento deve essere imputato nel debito che a quell epoca il debitore avesse maggiore interesse d’ estinguere fra quelli che fossero parimenti scaduti; altrimenti, nel debito scaduto quantunge meno oneroso di quelli non per anco scaduti. Se 1 debiti sono di eguale natura, l’im putazione si fa sopra il più antico, e si fa pro rata in parità di cose. S. 4. Dell offerta di pagamento, e del depo- S1é0. 1257. Quando il creditore ricusa di peut point, Sans le consentement du créancier, imputer le paiement qu'il fait sur le capital par préférence aux arré- “rages ou intéréts: le paiement fait sur le capital et intérêts, maïs qui n’est poiné intégral, s'impute d'abord sur les intérêts. 1255. Lorsque le débiteur de diverses delles a accepté une quittance par la- quelle le créancier a imputé ce qu’il a recu sur l’une de ces dettes spécialement, le débiteur ne peut plus demander l'impu- ation sur une dette différente, à moins qu’il n’y ait eu dol ou surprise de la paré du créancier. 1256. Lorsque la quittance ne porte aucune impulation, le paiement doit étre imputé sur la dette que le débiteur avait pour lors le plus d'intérét d'acquitter en- tre celles qui sont pareillement échues; sinon, sur la detfe échue, quoique moins onéreuse que celles qui ne le soné point. Si les dettes sont d’égale nature, l'im- putation se fait sur la plus ancienne: toutes choses égales, elle se fait propor- tionnellement. S. IV. Des offres de paiement, et de la consignalion.- 1257. Lorsque le créancier refuse de usuras potius quam in sortem accepto feratur: solutio in causam sortis, et usurarum facta utrasque non adæquans, primum in usuras fertur accepto. de 1255. Quoties debitor ex pluribus causis apocham recepit, qua solutam pecuniam creditor in aliquod ex pluribus debitis speciatim accepto tulisse declarat; idem debitor amplius petere nequit, ut in alam causam illa feratur, nisi creditoris dolus, vel fraus intervenerit. 1256. St nihil in apocha declaratum sit, solutio in extinctionem illius ex debitis, quorum dies jam venit; impulatur, quod magis tunc debitoris interest, solutum esse; aliter in extinctionem ejus debiti, cujus dies jam venit, licet minus onerosi ceteris, quorum dies nondum advenerit. Si plura ejusdem naturæ adsint debüa, solutio in antiquius accepto fertur: si pares causæ, et paria contractuum sint tempora, servala proportione, solutio ad singula debita refertur. 6. IV. De oblaione solutionis, et de obsignatione. / 1257. Quoties creditor oblatam recusat solutionem, debitor res ipsi offerre potest, quas si creditor 2 nd Er qua mn oser une trash hote —.[ 558 ricevere il pagamento, il debitore pud farne ad esso l'offerta reale, ed in ca50 di rifiuto di accettarla per parte‘del cre- ditore, pud depositare la somma o la cosa offerta. Le offerte reali susseguite da un de- posito liberano il debitore; esse a suo riguardo tengono luogo di pagamento, e quando sono faite validamente,e la cosa in tal modo depositata rimane a rischio del creditore. 1258. Affinchè le offerte reali sieno valide, è necessario, 1.0 Che siano fatte al creditore capa- ce di esigere, O a quello che ha facolta di ricevere per il medesimo; 2.0 Che sieno faite da persona capace di pagare; 50 Che sieno fatte di tutta la somma esigibile, dei frutti od interessi dovuti, delle spese liquide,€ d’ una somma per le spese non liquidate, colla riserva per qualunque supplimento; 42 Che il termine sia scaduto, nel caso che sia stato stipulato a favore.del creditore; 5o Che siasi verificata la condizione sotto la quale fu contratto il debito; 6.0 Che l’offerta sia fatta nel luogo con- venuto per il pagamento, e non essen- dovi convenzione speciale per il luogo del pagamento, sia fatta alla persona del Ni recevoir son paiement, le débiteur peut lui faire des: offres réelles, et au refus du créancier de les accepter, consigner la somme ou la chose offerte. Les offres réelles suivies d’une consi- gnation libèrent le débiteur; elles tien- nent lieu à son égard de paiement, lorsqu’elles sont valablement faites, et la chose ainsi consignée demeure aux risques du créancier. 1258. Pour que les offres réelles soient valables, il faut, 1.0 Quelles soient faites au créancier ayant la capacité de recevoir, OU À Ce- lui qui a pouvoir de recevoir pour lui; 2.0 Quelles soient faites par une per- sonne capable de payer; 3.0 Quelles soient de la totalité de la somme exigible, des arrérages ou intérêts dus, des frais liquidés, et d'une somme pour les frais non liquidés, sauf à la parfaire; 4° Que le terme soit échu, s’il a ëté stipulé en faveur du créancier; 5o Que la condition sous laquelle la dette a été contractée soit arrivée; 6. Que les offres soient faites au lieu dont on est convenu pour le paiement, et que, s’il n'y a pas de convention Spé- ciale sur le lieu du paiement, elles soient accipere detrectet, pecumiam, vel res oblatas debitori obsignare licet. Oblationes reales obsignatione sequuta debitorem liberant: loco solutionis stant, si legitime fiant, et res obsignata periculo manet creditoris. 1258. Ut oblationes reales effectum sortiantur, necesse est, 1.0 Quod fiant creditori exigendi capaci, vel ei, cui facultas sit pro illo exigendi: 2.0 Quod a persona fiant, quæ solvere possit: 5.0 Quod solidum debiti, usuras, expensas liquidas, et aliquam pro illiquidis summam, salya coæquatione complectantur: 4e Quod dies solvendi venerit, si favore creditoris fuerit stipulatus: 5.0 Quod conditio, sub qua debitum contractum est, evenerit: 6.0 Quod oblationes fiant in loco solutioni constitute; et si nihil de hoc convenerit, vel fiant ipsi creditori, vel ad ipsius domicilium, vel in loco ad contractus executionem prafinilio: y Ci Une con. elles ti, paire faites, à Eure oui »s SOiéhÉ créant ou à tt: jur lui; Le per: talite del OÙ Ent ne 50m sauf 1 “lai 5 laque: rip, LL pin 111 gui nn pit 2 pot” ji gb À creditore, o al suo donucilio, ovvero a quello scelto per l’esecuzione del con- tratto. 7. Che lofferta sia fatta per mezzo d'un ufliciale pubblico autorizzato a questa sorta di atti. 1250. Non è necessario per la validita del deposito, che venga autorizzato dal giudice, ma basterà 1.9 Che sia stato preceduto da un’ in- timazione notificata al creditore, e con- tenente l'indicazione del giorno, ora e luogo in cui la cosa offerta sara de- positata; 2.9 Che 1l debitore siasi spogliato del possesso della cosa offerta, consegnando- la unitamente agl interessi decorsi sino al giorno del deposito, nel luogo indicato dalla legge per ricevere queste consegne; 3.0 Che siasi esteso dall ufliciale pub- blico un processo verbale indicante la natura delle specie offerte, il rifiuto di accettare fatto dal creditore o la sua mancanza a cComparire, e finalmente il deposito; 4.0 Che nel caso in cui il creditore non sia ComparsO, gli sia stato notifi- cato il processo verbale di deposito con l'intimazione di ritirare la cosa deposi- tata. te 1260. Le spese per lofferta reale e per 11 deposito, qualora siano legittime, sono a Carico del creditore. [ 559] # Jailes où à la personne du créancier, ow à son domicile, où au domicile élu pour * Pexécution de la convention; 7° Que les offres soient faites par un ‘officier ministériel ayant caractère pour ces sortes d'actes. 1259. 17 n’est pas nécessaire pour la validité de la consignation, qu’elle ait été autorisée par le juge; il suffit, 1.9 Qu'elle ait été précédée d’une som- mation signifiée au créancier, ef conte= nant l'indication du jour, de l'heure et du lieu où la chose offerte sera déposées 29 Que le débiteur se soit dessaisi de la chose offerte, en la remettant dans le dépôt indiqué par la loi pour recevoir les consignations, avec les intéréts jus- qu’au jour du dépot; 5.9 Qu'il y ait eu procès-verbal dressé par l'officier ministériel, de la nature des espèces offertes, du refus qu’a fait le créancier de les recevoir ou de sa non- comparution, et enfin du dépot; 4° Qu'en cas de non-comparution de la part du créancier, le procès-verbal du dépôt lui ait été signifié avec sommation de retirer la chose déposée. 1260. Les frais des offres réelles et de la consignation sont à la charge du créancier, si elles sont valables. 7.2 Quod oblationes per apparitorem fiant, qui hosce actus exercere possit. 1259. Ad obsignationis validitatem judicis auctoritas non requiritur; sufficit vero, 1.0 Ut interpellatio creditori denunciata præcedat, quæ diem exprimat, horam; et locum, quibus: oblata res deponetur: 2.9 Quod debitor oblatam rem a se abdicaverit, eam una cum usuris ad diem usque obsignationis de- bitis loco a lege constituto deponendo: 3°0 Quod processus verbalis per publicum scribam confciatur de qualitate speciei oblatæ, de recusatione ereditoris, de ejus contumacia, ac demum de deposito: 4° Quod si contumax creditor fuerit, eidem verbalis processus depositi communicetur cum denunciatio- æe, ut depositum recipiat. 4260. Expensas oblationis, et depositi, si rite fiant, creditor sustinet, — ! nrssener nes pén«SANAN [ 340] 1961. Finchè il deposito non sia stato accettato dal creditore, il debitore puo ritirarlo; e quando lo ritiri, 1 SUOI COU- debitori o sigurtà non restano liberatL. 1962. Allorchè il debitore ha egli stes- so ottenuta una sentenza passala in glu- dicato, la quale abbia dichiarate buone e valide le sue offerte e il deposito, a Jui non è piu lecito,nemmeno coi consen- so del creditore, di ritirare il deposito in pregiudizio de’ suoi condebitori 0 fidejussori. 1263. Il creditore il quale ha accon- sentito, che il debitore ritiri 1l suo de- posito dopo ch’esso fu dichiarato valido con sentenza passata in giudicato, non pud pel pagamento del proprio credito, più valersi dei privileg] e delle ipoteche che vi erano annesse; egli non ha piü ipoteca se non dal giorno im cui l’at- to col quale accousentt che fosse ri- tirato il deposito, sarà stato rivestito delle forme prescritte a produrre‘un? 1poteca. 1264. Se cid che è dovuto è una cosa certa la quale debba essere consegnata nel luogo in cui si trova il debitore, deve questi far ingiungere al creditore di ese- guire il trasporto, con atto notificato alla sua persona,© al suo domicilo, od all abitazione eletta per l'esecuzione della 1061. Tant que la consignation ra point été acceptée par le créancier, le dé- biteur peut la retirer; et, s’il la retire; ses codébiteurs ou ses cautions ne sont point libérés. 1262. Lorsque le débiteur à lui-même obtenu un jugement passé en force de chose jugée, qui a declaré ses offres et sa consignation bonnes et valables, il ne peut plus, méme du consentement du créancier, retirer sa consignaltion au pré- judice de ses codébileurs ou de ses cau- Lions. 1265. Le créancier qui a consenti que le débiteur retirät sa consignation après qw’elle a été déclarée valable par un ju- gement qui a acquis force de chose ju- gée, ne peut plus pour le parement de sa créance exercer les priviléges ou hypothèques qui y étaient attachs; il n’a plus d'hypotèque que du jour où l'acte par lequel il a consenti que la CONSISTI@+ tion fût retirée aura été revétu des for-, mes requises pour emporter Fhÿpothcque. 1264. Si la chose due est un corps certain qui doit ctre livré au lieu où il se trouve, le dibiteur doit faire son- mation au créancier de lenlever, par acte notifié à sa personne où à son domi- cile, ou au domicile élu pour lexécution de la convention. Cette sommation faite, si le créancier n’enléve pas la chose, et que 1961. Donec res obsignata a creditore non accipitur, eam debitor recuperare potest. Ea vero recepta correi debendi, et fidejussores non liberantur. 126. Cum debitor sententiam, qua oblatio, et depositun probentur, obtinuit, et quæ ïn judicatum transierit, ne ipsius quidem creditoris consensu condebitorum, vel fidejussorum præjudicio obsignatam rem amplius recuperare potest. 1265. Creditor, qui consensit, ut debitor recuperaret rem obsignatam, postquam sententia obsignationem confirmans in judicatum transit, nequit amplius ad consequendum credium privilegns, et bypothecis ut, quæ eidem inhærebant; nulla amplius hypotheca ipsi con petit, nisi ab eo die, quo actus, per quem ipse consenserat, ut obsignatio cessarel, solemnitatibus‘instructus fuerit, quæ ad assequendam hypotkecam re- qu runtur. /—..:..,: En.: À: 1264. Si res certa loco ipso, quo reperitur, tradenda sit, debitor per actum rpsimet creditori, vel ad tonŸ ef se\( ge| cul dalla in( ml col qu Jai à tro| debit rl tar 1) eq Jon! fuo pul l'a€ xl nelcio à Juon Ümn k ler gudvul Vent a lunqu Ati y er k À. le rire $ ni lun L forte à s ofrai ylables lement Ur a pre SES Car: Sen que ON apr run jf hose Ja ementt 6 piléges à attack: pur où lg cons lu des porc un C0 lieu&. aire 4 enlever, Î end Perrin 7 nf ÿ/ 2 1} A Les # A h 1, 4} jé Den 1! eo fl :" vi A | de wa” js di | NT. Le 1 Le F Pie [ 34 convenzione. Fatta questa intimazione, se il creditore non trasporta la cosa,€ se il debitore abbisogni del luogo in cui è collocata, questi potrà ottenere dalla giustizia il permesso di depositarla in qualche altro luogo. S. Y. Della cessione de’ bent. 1265. La cessione de’beni e un atto col quale il debitore dimette tutti 1suoi beni ai suoi creditori, quando non si trova più in caso di pagare i propr} debiti. 1266. La cessione de’beni, è o volon- taria© giudiziaria. 1267. La cessione de beni volontaria è quella che 1 creditori accettano vo- lontariamente, e che non ha altro effetto fuori che quello che risulta dalle sti- pulazioni medesime del contratto fatto tra essi ed il debitore. 1268. La cessione giudiziaria è un be- neficio che la legge accorda al debitore di buona fede ed iusolvibile per causa d'un infortunio, cui, per conservare la libertà personale, è permesso di fare giudicialmente l’abbandono di tutti 1 suoi beni ai suoi creditor!, nonostante qua- lunque stipulazione in contrario. le débiteur ait besoin du lieu dans lequel elle est placée, celui-ci pourra obtenir de la justice la permission de la mettre en dépôt dans quelque autre lieu, SU De la cession de biens. 1265. La cession de biens est laba- don qu'un débiteur fait de tous ses biens à ses créanciers, lorsqu'il se trou- ve hors d'état de payer ses dettes. 1266. La cession de biens est volon- laire OU Judiciaire. 1267. La cession de biens poloriaire est celle que les créanciers acceptent vo- lontairement, et qui na d'effet que celui résultant des stipulations mémes du con- rat passé entre eux et le débiteur. 1268. La cession judiciaire est un bé- néfice que la loi accorde au débiteur malheureux et de bonne foi, auquel il est permis, pour avoir la liberté de sa personne, de faire en justice l'abandon de tous ses biens à ses créanciers; nOn- obstant 1oute stipulalion contraire. ejus domicilium, vel ad domicilium electum, ubi conventio executioni mandanda est, denunciare debet, ut rem transferat. Denunciatione auiem facta, si rem creditor non exportet, et debitor eo loco, quo de- posita est, indigeat, hic alibi eam judice auctorante deponere poterit. 6:"V: De bonorum cessione. 1265. Bonorum cessio est actus, quo debilor, qui se solvendo imparem cognoscit, bona sua omnia cre- ditoribus permittit. 1266. Cessio bonorum vel voluntaria est, vel judicialis. 1267. Voluntaria ea est, cui creditores sponte assentiuntur, et que nullum alium parit efflecium, nisi eum, qui ex stipulalionibus inter eosdem, et creditorem initis exoritur. 1268. Cessio judicialis beneficium est a lege introductum favore debitoris infortunio gravati, et bonæ fidei, cui ad carceris ærumpas vitandas omnia sua bona creditoribus in judicio cedere licet, quin aliud guodlibet contrarium pactum obstet. ae ant more | ri 1269. La cessione giudiziaria nom con- ferisce la proprietà ai creditori, ma loro attribuisce soltanto il diritto di far ven- dere ïi beni a loro vantaggio, e di per- _cepirne 1 frutti sino alla vendita. 1270. Î creditori non possono ricusare la cessione giudiziaria, se non ne casi eccettuati dalla legge. Essa esime il debitore dal} arresto per- sonale. Essa non libera il debitore che sino alla concorrenza del valore de beni ce- duti; e nel caso in cui non fossero suflicienti, se ne acquista di nuovi, egli è obbligato a cederli sino all intero pa- gamento. SE z ONE II. Della Novazione. 1271. La novazione si fa in tre ma- nicre. 1.° Quando 1l debitore contrae verso il suo creditore un nuovo debito il quale viene sostituito all’ antico che rimane estinto; 2.9 Quando un nuovo debitore è sosti- tuito all antico, il quale viene liberato dal creditore; 1269. La cession judiciaire ne confère point la propriété aux créanciers; elle leur donne seulement le droit de faire vendre les biens à leur profit, et d'en percevoir les revenus jusqu’à la vente, 1270. Les créanciers ne peuvent refu. ser la cession judiciaire, si ce n’est dans les cas exceptés par la loi. Elle opère la décharge de la contrainte par corps. . Au surplus, elle ne libère le débiteur que jusqu'à concurrence de la valeur des biens abandonnés; et dans le cas où ils auraient été insuffisans, s'il lui en survient d'autres, il est obligé de les abandonner jusqu’au parfait paiement. S&cCTIOon IE De la Novation. 1271. Za novation s'opère de trois manières: 1. Lorsque le débiteur contracte en- vers Son créancier une nouvelle dette qui est substituée à lancienne, laquelle est étein£e; 2.9 Lorsqu'un nouveau débiteur est substitué à lancien qui est déchargé par le créancier; 1269. Judicialis cessio bonorum proprietatem in creditores non transfert: jus ïisdem dumiaxat tribuit, ut in suam utilitatem bona vendant, atque«eorum fructus interim usque ad venditionem percipiant. 1270. Creditores nequeunt judiciali bonortum cessioni obsistere, præterquam in casibus a lege exceptis. Cessio bonorum prodest, ut debitor carcris molestias effugiat. Ea ad summum debitorem liberat dumtaxat pro rata valoris bonorum, quæ cessit, et quoties ea credi- toribus non sufficerent, si alia in posteruxs ipsi obveniant; ïlla quoque, donec plene üis satisfactum sit, æcdere tenetur. Src&rio IL De Novatione. 2271. Novatio fit tribus modis 1.0 Si debitor novum debitum contrahit cum suo creditore im subregationem alterius debiti, quod -exslinguitur: 2.9 Si novus debitor substituitur in locum prioris, qui ideo a creditore liberatur: ge big gtitul e ll con hr guo const vo piore htore tent eq y0l0 fatta l deh non se il che L ess gi ape Elie a D, &l del pe AUVAN L 1 dis| 227 postea dkoa im ft; à Ets en; le de fin l, el du Vente, CIE" n'est dx (on rüié débiten valeur » CAS 0) | Jui en de ks emené de ti Jcle et le dit , Haquall bileur 4 charge ar ___ LT rA ; as ja ste À wi, gl C 545] 3.0 Quando in forza d una nuova ok- bligazione, un nuovo creditore viene S0- stituito all’antico, verso cui il debitore è liberato. 1272. La novazione non pud effettuarsi che tra persone capacl di contrattare.| 1275. La novazione non si presume ÿ conviene cherisulti chiaramente dallatto la volontà di effettuarla. 1274. La novazione col sostituire un puovo debitore, pud effettuarsi senza il consenso del prir1o. 1275. La delegazione per cui un de- bitore assegna al creditore un altro de- bitore il quale si obbliga verso il credito- re, non produce novazione,$e il creditore espressamente non ha dichiarato la sua volontà di liberare il debitore che ha fatta la delegazione. 1276. Il creditore che ha liberato il debitore da cui fu falta fa delegazione, non ha regresso contro questo debitore, se il delegato diviene insolvibile, pur- chè l'atto non contenga una riserva espressa, o che il delegato non fosse di già apertamente fallito, o prossinio a fallire al momento della delegazione. 1277. La semplicé indicazione fatta dal debitore, d’ una persona che debba pagare in sua vece, non produce no- VaziOne. Lo stesso ha luogo per la semplice 3,9 Lorsque, par l'effet d'un nouvel engagement, Un nOWeau créancier est substitué à lancien, envers lequel le débiteur se trouve déchargé. 1272. La novation ne peuf Ss’opérer _gwentre personnes capables de contracter. 1273. La novation ne se présume points il faut que la volonté de l'opérer résulle clairement de l'acte. 1274. La novation par la substitution d'un nouveau débiteur, peut s’opérer sans le concours du premier débiteur. 127. La délégation par la quelle un débi- leur donne au créancierun autre débiteur qui s’oblige envers le créancier, n’opère point de novation, si le créancier n’a expressément déclaré qu’il entendait dé- charger son débiteur qui a fait la délé- gatioit. 1276. Le créancier qui a déchargé le débiteur par qui a été faite la déléga- tion, n’a point de recours contre ce dé- biteur, si le délégué devient insolvable, à moins que l’acte n’en contienne une ré- serve expresse, ou que le délégué ne fût déjà en faillite ouverte, ou tombé en déconfiture au moment de la délégation. 1277. La simple indication faite par le débiteur, d’une personne qui doit payer " à sa place, nopère point novation. Il en est de inême de la simple indi- 3.0 Si in vim posterioris obligationis novus creditor prime substituitur, respectu cujus debitor hberatur, 12792. Novatio fieri nequit, nisi inter personas contrahendi capaces. «275. Novatio non præsumitur: novandi voluntas ex ipso actu aperte pateat, necesse est. 1274. Novatio, quæ per substitutionem secundi debitoris fit, prioris debitoris consensu non egel. 1275. Delegatio, qua debitor debitorem alum, qui se obligat, creditori constituit, novationem non parit, nisi hic delegantem expresse hberaverit. 2276. Creditor, qui delegantem debitorem liberavit, in eum amplius agere nequit, si delegatus debitor postea solvendo mon sit, nisi regressum in ipso liberationis actu expresse sibi reservaverit, vel delegatus delegationis momento palam deceètus, aut decoctioni fucrit proximus: 1277. Designatio a débitore simpliciter facta alterius, qui ejus loco solvere debet, delegationem non parit; idemque obtinet in simplici designatione à creditore facta alicujus, qui pre eo solutionem accipiat- ei ge 2 on à eg Re s US DE ss rm. 1 l Re UT mit [ 544] indicazione fatta dal creditore, d’una persona che debba per lui ricevere. 1278. I privilesi e le ipoteche dell'an- tico credito non passano in quello che gli è sostituito, quando il creditore non ne abbia fatta espressa riserva. 1259. Quando la novazione si effettua colla sostituzione di un nuovo debhitore, 1 privilegi ed ipoteche primitive del credito non possono ritenersi per-tras- ferite sui beni del nuovo debitore. 1280. Se la novazione si effettua tra il creditore ed uno de’debitori solidar;, i privilegi e le ipoteche dell'antico cre- dito non possono essere riservate che sui beni di quello che contrae il nuovo debito. 1281. Mediante la novazione fatta tra il creditore ed uno dei debitori solidarj, 1 condebitori restano liberati. La novazione eseguita relativamente al debitore principale libera i fidejus- sorl. Nondimeno, se il creditore, nel primo caso, esiga l’adesione dei condebitor1, 0, se nel secondo, quella de fidejussori, e che essi ricusino di accedere alla nuova convenzione, sussiste l’antico credito. cation faite par le créancier, d'une per- sonne qui doit recevoir pour lui. 1278. Les privilèges et hypothèques de l'ancienne créance ne passent point à celle qui lui est substituée, à moins que le créancier ne les ait expressément ré- Servés. 1279. Lorsque la novation s'opère par la substitution d'un nouveau débiteur, les privilèges el hypothèques primitifs de la créance ne peuvent point passer sur les biens du nouveau débiteur. 1280. Lorsque la novation s’ opère entre le créanciers et lun des débiteurs solidaires, les privilèges et hypothèques de l’ancienne créance ne peuvent étre réservés que sur les biens de celui qui contracte la nouvelle dette. 1201. Par la novation fuite entre le créancier et l’un des débiteurs solidaires, les codébiteurs sont libérés. La novation opérée à légard du dé- biteur principal libère les cautions. Néanmoins, si le créancier a exigé, dans le premier cas, l’accession des co- débiteurs, ou, dans le second, celle des cautions, l'ancienne créance subsiste, si les codébiteurs ou les cautions refu- sent d'accéder au nouvel arrangement. 1278. Privilegia, et hypothecæ primi crediti, creditum substitutum non sequuniur, nisi eadem expresse À. ù ï cierum, de quibus nulla quæstio sit, et quarum valor, æquatis nmundinalibus prelis, publica auctoritate &efinitur, 1292. Dilatio ad solvemdum concessa compensalioni mon obest. 1299. Ex qualibet utriusque debiti causa compensatio locum obtinet, æxceplis casibus 1. Si réslitutio rei pelatur, qua dominus injuste expoliatns fuit: 2. Quoties petitur resütulio depositi, vel conunodati: 5. Ubi alimenta petantur, quorum secuestratie vetita est. 1294. Fidejussor compensationem opponere potest illius, quod creditor debet principali debitort, Principalis autem debitor compensalionem opponere nequit ejus, quod creditor fidejussori debet Nec debitor in solidum pariter opponere potest compensationenr ejus, quod creditor debet alicri eR suis cerrcis debeudi. Ki x Sad Il debitore solidario non pud pari- menti opporre la compensazione di cid che il creditore deve al suo condebitore. 1205. Il debitore che puramente€ semplicemente acconsente alla cessione che il creditore fa delle sue ragioni. ad un terzo, non puù più opporre al ces- sionario la compensazione che avrebbe potuto opporre al cedente prima dell'ac- cettazione. La cessione perd alla quale il debi- tore non ha aderito, ma che fu al mede- simo notificata, non impedisce la com- pensazione fuoriche dei crediti posteriori alla notificazione. 1206. Quando i due debiti non siano pagabili nello stesso luogo, non si pud opporre la compensazione se non com- putate le spese di trasporto nel luogo del pagamento. 1297. Quando la medesima persona abbia più debiti compensabili, si osser- vano, per la compensazione, le stesse regole che si sono stabilite per l’impu- tazione nel} articolo 1256. 1208. La compensazione non ha luego a pregiudizio de diritti acquistati da un terzo. Quegli percid che essendo debi- tore, divenne creditore dopo il seque- siro ordinato presso di sè a favore. di un terzo, non puo opporre la compen- sazione a pregiudizio di chi ottenne il sequesiro. Le débiteur solidaire ne peut pareille- nent opposer la compensation de ce que le créancier doit à son codébiteur. 1205. Le débiteur qui a accepté pure- ment et simplement la cession qu'un créancier& faite de ses droits à un liers, ne peut plus opposer au Cession- naire la compensation quil eûf pu, avant lacceptation, opposer au cédant. A légard de la cession qui n’a point été acceptée par le débiteur, mais qui lui a‘été signifiée, elle n'empêche que la compensation des créances postérieu- res à cette notification. 1206. Lorsque les deux dettes ne sont pas payables au même lieu, on n’en peut opposer la compensation qu’en fai sant raison des frais de la remise. 1907. Lorsqu'il y a plusieurs dettes compensables dues par la méme person- ne, on suit, pour la compensation, les regles établies pour l’imputation par l'ar- cle 1250.- 1208. La compensation n’a pas lieu au préjudice des droits acquis à un tiers. Ainsi celui qui, étant débiteur, est de- venu créancier depuis la saisie-arrét faite par un fiers entre Scs mains, 11€ peut, au préjudice du saisissant, opposer la compensation. 1205. Debilor, qui cessioni jurium a suo creditoré alteri faciæ pure, et simpliciter consensit, cessiona- rio compensationem amplius opponere nequit, quam ante præstitum consensum cedenti objicere potuisset. Ubi vero absque debitoris consensu cessio conligit; 1psi tamen denunciata fuit, compensationem ea impedit pro üs tantum crediüs, quæ post denunciationem contracta sunt. 1206. Cum utrumque debiltum eodem loco solvendum non est, compensatio nequit opponi, nisi deductis impensis, quæ pro permutanda alibi pecunia fieri deberent. 1297. Cum plura debita, quæ compensari pariter possent, ab eodem præstanda exisiunt; observantur re- gulæ præscriptæ articulo 1256* quoad imputationem factæ solutionis. 1298. Compensatio locum non obtinet in detrimentum juris tertio quæsiti: hinc ile, qui cum debior dr red: F*;;: esset, creditor eflectus est, posiquam sequester faclus fuit, nequit sequestranis damno compensationem OPP oneTre. eut pand, On de tepy dite. Copé SS10{ ï lroïts à x dl cos il eùt x au cé n'a poi mais& pêche x postéri les ne it LL, On 2! n qu'a | remise sieurs ME pr AILN on par ls à pos bas Qu dteur, (2 Ni) fi mu 1 mn WP à em dd_— CL 349] 1209. Quegli che ha pagato un debito il quale era di diritto estinto in forza della compensazione, proponendo il cre- dito per cui non ha opposto la com- pensazione, non pud, in pregiudizio dei terzi, prevalersi dei privilesi e delle ipo- teche annesse al suo credito, quando perd non abbia avuto un giusto niotivo d’ignorare il credito che avrebbe do- vuto compensare il suo debito. SEZIONE V. Della Confusione. 1300. Quando Le qualità di creditore e di debitore si riuniscono nella stessa persona, succede una confusione di di- ritto, che estingue il debito ed il deredito. 1301. La confusione che ha luogo nella persona del debitore Rencipales giOva ai suoi fidejussori; Quella che succede nella persona Li fidejussore, non produce l’estinzione del- V obbligazione principale; Quella che ha luogo nella persona del creditore, non giova a suoi condebitori solidarj se non per la porzione di cui viene ad essere debitore. 1209. Celui qui à payé une dette qui était de droit éteinte par la compensa- tion, ne peut plus, en exerçant la créance dont il n’a point opposé la compensation, se prévaloir, aw préjudice des tiers, des privilèges ou hypothèques qui y étaient attachés, à moins qu’il nait eu une juste cause d'ignorer la créance qui devait compenser sa dette. SECTION: De la Confusion. 1300. Lorsque les qualités de créan- cier et de débiteur se réunissent dans l& méme personne; il se fait une confusion de droit qui éteint les deux créances. 1501. La confusion qui s'opère dans la personne du débiteur principal, profite à ses Caulions; Celle qui s'opère dans la personne de -la caution, wentraine point l'extinction de l’obligation principale; Celle qui s'opère dans la personne du créancier, ne profile à ses codébiteurs solidaires que pour la portion- doné il était débiteur. 1209. Qui solvit debitum compensatione ipso jure exstinctum, si creditum, cujus compensationem neglexit, postea proposuerit, in aliorum detrimentum uti nequit privilegiis, et hypothecis, quæ illi inhærebant, nisi creditum, quod cum proprio debito compensare debuisset, justis ex causis antea ignoraverit. SEcTi0o V. De Confusione. 1500, Quoties in eadem peñsona creditoris, et debitoris qualitates concurrunt, juris confusio oritur, que jus unius, et alterius obligationem perimit. 1301. Confusio, quæ fit in persona principalis debitoris, fidejussoribus quoque. prodest: Quæ fit in fidejussore, principalem non perimit obligationem: Que fit in creditore, correis debendi non prodest, nisi pro ea parte, de qua ille LhS e: NE reed nm. ne. ss do He à mn re " DR SU PU [ 550] ‘Srzione VI Della Perdita della cosa dovufa. 1302. Quando una certa e determi- nata cosa che formava il soggetto della obbligazione, viene a perire, od& posla fuori di commercio,© si smarrisce in modo che se ne ignori assolutamente la esistenza, l’obbligazione s’estingue se la cosa sia perita o smarrita senza col- pa del debitore e prima che fosse im mora. Quando pure il debitore sia in mora, e non abbia assunto in sè stesso il pericolo dei casi fortuiti, si estingue l obbliga- zione, Se la cosa sarebbe egualmente perita presso il creditore ove già gl fosse stata rimessa. 11 debitore è tenuto a provare il caso fortuito che allega. In qualunque modo sia perita© siasi smarrita una cosa rubata, la di lei per- dita non dispensa colui che Fha sot- tratta, dalla restituzione del valore. 1503. Allorche la cosa è perita, po- sta fuorr di commercio o smarrita, senza colpa del debitore, è questi tenuto a cedere al suo creditore ï diritti e le azioni d’indennità, se alcuna gliene competa riguardo alla medesima. SscTron FI. De la Perte de du chose due. 1302. Lorsque le corps certain et dé. terminé qui était l’objet de l'obligation, vient à périr, est mis hors du commerce, ou$e perd de manière quon en ignore absolument l'existence, lobligation est éteinte si la chose a péri ou a été perdue suns la faute du débiteur et avant quil Jüt en demeure. Lors même que le débiteur est en de- meure, et S'il ne s’est pas chargé des cas fortuits, Pobligation est éteinte dans le cas où la chose füt également périe chez le créancier si elle lui eût été livrée. Be débiteur est tenu de prouver le cas fortuit qu’il allègue. De quelque manière que la chose volée ait péri ou ait élé perdue, sa perle n€ dispense pas celui qui la soustraite; de la restitution du prix. 1503. Lorsque la chose est périe, mise hors du commerce ou perdue, sans la Jaute du débiteur, il est tenu, s’il y à@ guelques droits ou actions en indemnité par rapport à celte chose, de les céder à son créancier. SET io 17, De fnteritu rei debitæ:. 130%. Quoties eerta res im stipulationem deducta pereat, vel extra commercium posita sit, aut ita amit- falur, ut ejus exisientia prorsus ignoretur, obligatio exstinguitur, dummodo rei interitus, vel amussio sine debitoris culpa, et antequanr ipse in mora essct, evenerit. Etiam cum debitor im mora est, nisi forluitun in se susceperit casum, obligatio exlinguntur, si res&qne penes. creditorem perisset,; quoties ipsi tradita esset. Casus fortuitus, quem incusat, a debitore probandus est. Quomodocumque res furto ablata perierit, vel fuerit amissa, ejusdem jactura illum, qui eam sublraxit, a pre restitutione non absolvit. 1503. Quoties res periit, vel extra commercium posila sit, aut sine debitoris culpa amissa, si attionés, #nt jura ad indemanitatem pro eadem ipsi competant, cuncta a debitore suo creditori cedenda sunt. alla 7 ae core eine che olb h,« Minor cipui proie Pr: Dnor: 10 il, ms Cane » due in et à "oblguin Come, en inv, raion à té perdu gt qui s£ en de argé dk ile da ent pô fêté Lure périe, mé , sul Il, spi mn daté deb# Sgziowe VIl Delle Azioni di nullità, o di rescissione delle convenziont. 1304. L'azione di nullità o di rescis- sione d’ una convenzione in tutti 1 casi dura per dieci anni, quando non sia stata ristrelta ad un minor tempo da üna legge particolare. Nel caso di violenza, questo tempo non comincia a decorrere, che dal gior- mo in cui è cessata; nel caso di errore e di dolo, dal giorno in cui furono sco- perti, e riguardo agli atti delle donne ma- ritate fatti senza autorizzazione, dal gior- no dello scioglimento del matrimon1o. Relativamente agli atti faiti dagl in- terdetti, il tempo non decorre se non dal giorno in cui& tolta l’interdizione, e riguardo a quelli dei minori, che dal giorno della loro maggior eta. 1305. La semplice lesione dà luogo alla rescissione in favore del minore non émancipato, contro qualunque sorta di convenziomi; ed in favore del minore emancipato, contro tutte le convenzioni che oltrepassano 1 limiti della sua capa- cit, come& determinato al titolo della Minore età, della Tufela e. della Eman- cipazione..| 5r| Szcriron II De l'Action en nullité ou en rescisiom des Conventions. 1504. Dans tous les cas où l’action en nullité où en rescision d’une conven- tion nest pas limitée à un moindre temps par une loi particulière, cette action dure dix ans. Ce temps ne court, dans le cas de violence, que du jour où elle a cessé: dans le cas d'erreur où de dol, du jour où ils ont été découverts; et pour les actes passés par les femmes mariées non autorisées, du jour de la dissolution du mariage.:/: Le temps ne court, à l'égard des actes faits par les interdits, que du jour où l'interdiction est levée, et à l’égard de ceux faits par les mineurs, que du jour de la majorité.| 1305. La simple lésion donne lieu à la rescision en faveur du mineur non émancipé, contre toutes sortes de cou- ventionsz et en faveur du mineur éman- cipé, contre toutes Conventions qui eXCè- dent les bornes de sa capacité ," ainsi qu’elle est detérminée au titre de la Mi- norité, de la Tutelle et de l'Émancipation SEecririo VIl. De Actionibus ad nullitatem vel rescissionem€Conventionum. 1304. Actiones ad nullifatem, vel rescissionem contractuum decennio præscribuntur, nisi speciali lege tempus minuatur. Ubi vis intervenit, ea die, qua vis abfuit, præscriptionis tempus incipit: ubi error, aut dolus, a die qua innotuit, et ubi agatur de contractibus nuptarum, quibus contrahendi defuit auctoritas, a die soluti matrimonn Præscriptio nou currit adversus bonis interdicios, nisi a die, qua interdictione liberantur, et adyersus minores, nisi à die majoyis œælatis. 1505. Læsio simplex omnes rescindit conventiones favore minoris non emancipati; si vero emancipatus sit, eas tantum rescindit, quæ ejus capacitatem excedunt, prout in titulo de Minori æœtate, de Tutelz, et de Æimancipatione sancitum 6st. É-3543 1306. Il minore non pu restituicsi in intiero per causa di lesione, quando questa unicamente provenga da un evento fortuito ed impreveduto. 1307. La semplice dichiarazione fatta dal minore di essere maggiore, non lo esclude dal beneficio della restituzione. 1308. Il minore che€ negoziante; banchiere od artigiano, non pud resti- tuirsi in intiero contro le obbligazioni contratte per ragione del suo commer- cio o della sua arte. 1509. Il minore non pud restituirsi in intiero contro le convenzioni stipu- late nel suo contratto di matrimonio, quando queste furono fatte co approva- zione ed assistenza di quel il cui con- senso è necessario per la validità del matrimonio. 1310. Il minore non pud restituirsi in intiero contro le obbligazioni nascenti dal suo delitto o quasi-delitto. 1311. Non è più ammesso ad impugnare Vobbligazione assunta nella sua minore età, quando; divenuto maggiore, l’ha ratificata, sia che tale obbligazione fosse nulla nella sua forma, sia che fosse soltanto soggetta a restituzione. 1512. Quando i minori, gŸ interdetti ‘© le donne maritate sono ammessi, in tale qualità, ad essere restituiti in intiero contro le loro obbligazioni, non si 13506. Le mineur n’est pas restituable pour cause de lésion, lorsqu'elle ne résulte que d’un évenément casuel et imprévu. 1507. La simple déclaration de majo- rité, faile par le mineur, ne fait point obstacle à sa restitution. 1308. Le mineur commerçant, banquier ou artisan, est point restituable contre les engagemens qu’il à pris à raison de SOI COMinerce Ou de son, art. 1309. Le mineur rest point restituable contre les conventions portées en son contrat de mariage, lorsqwelles ont été Jaites avec le consentement et l'assistance de ceux dont le consentement est requis pour la validité de son mariage. 1310. Il n’est point restituable contre les obligations résultant de son délit ou quasi-delir. 13511. 11 n’est plus recevable à revenir contre l'engagement qu'il avait souscrit en minorité, lorsqu'il la ratifié en majo- rité, soit que cet engagement fuüt nul en sa forme, soit qu'il füt seulement sujet à restitution. 13512. Lorsque les mineurs, les inter- dits ou les femmes mariées sont adinis, en ces qualités, à se faire restituer contre leurs engagemens, le rembourse- 1506. Si casu fortuito, qui previderi non poterat, minor sit kæesus, in integrum non restituilur. 1307. Pestitutionis beneficio non officit, quod minor se majorem dixeril. 1> q} 1308. Minor negotiator, argentarius, aut arufex adversus obligationes causa sui commercii ,, vel artis suæ initas in integrum non restituilur. 1509. Nec restituitur minor adversus conventiones, que nuptialibus tabulis supulatæ du, si adproba- tio, et auctoritas eorum. adfuerint, quorum ad validitatem conjugii consensus requiritur. 1510. Neque adversus obligationes restituitur, quæ ex ejus delicto, vel quasi deliciw nascunitur. 1511. Neque si major factus eam obligationem ratam habuerit, cui dum minor erat, se subscripsit, sive eadem obligatio ex defectu formæ irrita, sive restitutioni tantum esset obnoxia. 1512. Cum minores, bonis interdicti, vel nuptæ adversus suas obligationes ex conditione personæ ad re- sututionem in integrum adaüttunuw; quidquid durante minori ætate, interdictione, tuatrimonio, ilarum pi Ÿ Jor0‘ quesl nor( mon quan loro 13 f 1 pe G men 1h fond ql gl (CN 10 edit ji ares na Del quel mn, mûu Ed al a\ peu dt PAU Arr arrrmn oblige 1j Codic 15 ciscun deulur, AT el Ep ion de me, ne fai ps Iné, Dane fable cor & ris! res tiuu 5 en les ont l'assistant, test requi luge. tuable cute e son di ble à® gif Solé fic en mi ont JU 1e seul yrs, bu À sl dan, palin [555] pud pretendere il rimborso di ciù che loro sia stato pagato in conseguenza di queste obbligazioni nel tempo della mi- nor età, dell’interdizione o del matri- monio, eccetio che venga provato che quanto fu pagato, venne convertito in loro vantagg1o. 1313. Î maggiori non sono restituiti in intiero per causa di lesione se non ne’ casi, e sotto le condizioni special- mente espresse in questo Codice. 1514. Quando si sono osservate le formalità richieste riguardo ai minori od agl interdetti, tanto nell alienazione degl” immobili, che nelle divisioni delle eredità, sono i medesimi considerati, relativamente à questi atti, come se gli avessero fatti nella maggior età© pri- ma dell interdizione. CAPO VE Della Prova delle Obbligazioni, e di quella del Pagamento. 1315. Quegli che dimanda l'esecuzio- me d’ una obbligazione, deve provarla. Ed all incontre, colui che pretende di essere stato liberato, deve giustificare il pagamento od il fatto che ha pro- dotio l estinzione della sua ohbliga- zione. ment de Ce qui aurait été, en Consé- quence de ces engagemens, payé pendant la minorité, l'interdiction ou le mariage, ne peut en étre exigé, a moins qu'il ne soit prouvé que ce qui a élé payé& tourné à leur profit.| 1315. Les majeurs ne sont restitués pour cause de lésion que dans les cas er sous les conditions Spécialement expri- nés dans le présent Code. 1514. Lorsque les formalités requises à Pégard des mineurs ow des inferdits, soit pour aliénation d'immeubles, soif dans un partage de succession, ont été remplies, ils sont, relativement à ces actes, considérés comme s'ils les avaient faits en majorité ou avant l'interdiction. CHAPITRE VI De la Preuve des Obligations, et de celle du Paiement. 1815. Celui qui réclame l'exécution d'une obligation, doit la prouver. Réciproquement, celui qui se prétend libéré, doit justifier le paiement ou le fait qui a produit l'extinction de son obligation. obligationum causa ipsis fuit solutum, repeti nequit, nisi in eorum utilitatem versum fuisse probetur. Per... n..: Y=+° se* 1515. Majores læsionis causa in integrum non restituuntur, nisi in casibus, et sub conditionibus hoc Codice speciatim declaratis. 1314. Quoties solemnitates minoribus, et bonis interdictis pro immobilium alienatione, vel familæ er ciscundæ causa prescriptæ adhibite sunt, quoad: hæc acta idem: tamquam majores, vel non interdicti cen- senlur … < GA BD F:VE. De Obligationun, et Solutionis Probatione. 1315. Probandæ obligationis euus. ei incumbit, qui ejus executionem. petit: Qui vicissim liberationem opponit, solutionem vel factun, quo obligatio perempta est, probare debet… nr 45: à PIC Mr Es [ 554] 1316. Le regole che riguardano la prova per iscritto, la prova testimonia- le, le presunzioni, la confessione della parte ed il giuramento> Sono spiegate nelle seguenti sezioni. SEz10NE I Della Prova per iscritto. GE Del documento autentica. 7 1317. L'atto autentico è quello che& stato ricevuto da pubblici uflficiali au- torizzati ad attribuirgli la pubblica fede nel luogo in cui fu esteso, e colle so- lennità richieste. 1318. L'atto non autentico per l'in- competenza od incapacita dell ufficiale, Oo per un difetto di forma, vale come privata scriltura, quando sia stato sot- toscritto dalle parti. 1519. L’atto autentico fa piena fede della convenzione che contiene fra le parti contraenti e loro eredi od aventi causa da essi. Cid non ostante, nel caso di querela di falso promossa in via di domanda principale, l’esecuzione dellatto impu- 1516. Les règles qui conternent 1x preuve littérale, la preuve lestimoniale, les présomptions, l'aveu de la partie et le serment, sont expliquées dans les sections suivantes. SECTION PREMIÈRE. De la Preuve littérale. &. I. Du titre authentique. 1317. L'acte authentique est celui qui a été recu par officiers publics ayant le droit d’instrumenter dans le lieu où l'acte a été rédigé, et avec les solenni- tés requises. 1518. L'acte qui n’est point authenti- gue par l'incompétence ou l'incapacité de l'officier, ou par un défaut de for- me, vaut comme écriture privée, S'il a été signé des parties. 1519. L'acte authentique fait pleine foi de la convention qu’il renferme en- tre les parties contractantes et leurs héritiers ou ayant-cause. Néanmoins, en cas de plaintes en faux principal, l'exécution de l'acte argué de faux sera suspendue par la mise en une 1316. Regulæ, quæ probationem per scripturas, per‘iestes, præsumptiones, partis confessionem, et jus- jurandum respiciunt sequentibus sectionibus declarantur. SEcT:io I De Probatione per scripturas. LS De titulo authentico. 1517. Actus authenticus est, quem publicus officialis exaravit, cui facultas sit instrumenta confiviendi im 0 loco, ubi actus conditus est, et in quo solemnitates a lege præscriplæ servalæ fuerunt. 1318. Actus authenticus non est, si publicus officialis jurisdictione careat, vel incapax sit, aut si actus 1pse formæ vitio laboret; privaiæ tamen scripturæ vim obtinet, si partes se se subscripserint. 1319. Actus authenticus conventionem, quam continet, plene probat inter contrakentes, eoramque her& des, et causam ab ipsis habentes. Nihilominus si actus de essentiali falsitate arguatur, ex instituta falsi accusatione ïipsius actus execule 122 & que gen ha la quel \oro+ () La du(l Eee k finis la pures 8 du ÿ £ celui ju lics apu Le lieu« les solen oint au ju lincpii Jéfaut di pripat\ fait pli enferméé Les db ant } futé L mi(| A?|#(] WU* T ns dE ak mi, pe\ jus ; Pr 0 pri où | actus a [8551] accusation; et en cas@ inscription de faux faite incidemment, les tribunaux pourront, Suivant les circonstances, sus- pendre provisoirement lexécution de Pacte. gnato per falso verrà sospesa coll intro- duzione dell accusa di falsità, e nel caso in cui questa accusa fosse promossa per incidente, i tribunali potranno, a norma delle circostanze, sospendere provvisionalmente F esecuzione dell atto. 1320. Tanto l’atto autentico, quanto la privata scrittura, fa prova fra le parti, anche di quelle cose le quali non sono state espresse che in modo enunciati- vo, purchè l enunciativa abbia un di- retto rapporto colla disposizione. Le enunciative estranee alla disposizione non possono servire che per un prin- cipio di prova. 1321. Le contro dichiarazioni in iscrit- to non possono avere effetto che fra le parti contraenti, e non contro terze persone. . IL. Della privata scrittura. 1522. La scrittura privata riconosciuta da quello, contro cui si produce, 0 le- galmente considerata come riconosciuta, ha la stessa fede dell’atto autentico fra quelli che l'hanno sottoscritta, e fra loro eredi ed aventi causa. 1320. JL? acte, soit authentique, soif sous seing privé, fait foi entre les par- ties, méme de ce qui ny est exprimé qu’en termes énonciatifs, pourvl que l'énonciation ait un rapport direct à la disposition. Les énonciations étrangères| à la disposition ne peuvent Servir que d’ ur commencement de preuve. 1321. Les contre-lettres ne peuvent avoir leur effet qwentre les parties con- tractantes: elles n'ont point d'effet con- tre les tiers. $. IL. De l’acte souë seing privé. 1322. L'acte sous seing privé, re- connu par celui auquel on loppose; ou légalement tenu pour reconnu,&; entre ceux qui l'ont souscrit él entre leurs héritiers et ayant-cause, la méme foi que Pacte authentique. suspenditur. Si vero de incidenti falsitate sit quæstio, judex, circumstantiis inspectis, interim remorari potest. 1520. Actus tam authenticus, quam privatæ scripluræ, partium respectu ea quoqueé ci enunciatione expressa sunt, si eadem directe dispositionem respictunt: Enunciationes autem, actus executionerma probat, quæ simpli- quæ dispo- sitionem non afficiunt, probationis dumtaxat inittum præbent. 1321, Privatæ declarationes scripto exaratæ adversus susceptam obligationem, tantüummodo inter contra- hentes, non vero contra tertium, effecium sorliuntur. $ II.; ù De privalis scripturis. 1522. Privala scriptura ab eo, contra quem producitur recognita, vel quæ legitime pro recognita habea- tur, inter cos, qui se eidem subscripserunt, horum heredes, et causain habentes, authentici actus fi- dem obtinet, à MT ere ee eee tee. es Gi Le dnniients Ta ge._‘à ring. bé dm=__ ous. [ 556] 1523. Quegli contro cui si produce un atto privato, è tenuto di formalmente xiconoscere o negare la propria scrit- tura, Oo la propria firma. Ï suoi eredi od aventi causa posso- no anche soltanto dichiarare che non conoscono la scrittura© la sottoscri- zione del loro autore. 1524. Quando la parte neghi la pro- pria scrittura© firma, e quando i suoi eredi od aventi causa da essi dichiari- no di non conoscerla, se ne ordina la verificazione giudiziale. 1325. Le scritture private le quali contengono convenzioni sizallagmatiche non sono valide quando non siano sta- te fatte in tanti originali, quante sono le parti che vi hanno un interesse di- stinto. Basta un solo originale per tutte le persone che hanno uno stesso inte- resse. In ciascun originale deve farsi men- zione del numero degli originali che “si sono fatti. Cid non ostante la mancanza della menzione che gli originali siano stati fatti in duplo, in triplo ec., non pud es- sere opposta da colui che ha eseguita per parte sua la convenzione contenuta nel} atto. 1523. Celui auquel on oppose un acte sous seing privé, est obligé d’avouer ou de désavouer formellement son écriture ou sa signalure. Ses héritiers ou ayant-cause pe vent se contenter de déclarer qu’ils ne con- naissent point l'écriture ou la signature de leur auteur. 1324. Dans le cas où la partie désa- voue Son écriture Ou S& signature, et dans le cas où ses héritiers où ayant- cause déclarent ne les point connaïire, la vérification en estordonnée en justice. 1325. Les actes sous seing privé qui contiennent des conventions synallag- matiques, ne sont valables qu’autant qu'ils ont élé faits en autant d’origi- naux qu'il y à de parties ayant un in- térét distinct. II suffit d'un original pour toutes les personnes ayant le méme intérêt. Chaque original doit contenir la men- tion du nombre des originaux qui en ont été faits. Néanmoins le défaut de mention que les originaux ont été faits doubles, tri- ples, etc., ne peut étre opposé par Cé- lui qui a exécuté de sa part la conven- tion portée dans Pacte. 1525. Ille, cui privata objicitur scriptura, eandem se scripsisse, aut subscripsisse formaliter fateri, vel megare tenetur. Ejus autem heredes, vel causam habentes, sufficit, si declarent, se scripturam, aut propru auctoris subscriptionem mon cognoscere. 1324. Siquis scripsisse,.aut subscripsisse neget, vel ejus heredes, et causam ab eo habentes, scripiu- ræ ignorantiam declarent, judicialis probatio decernitur. 1525. Scripturæ privatæ, quæ synallagmalicas conventiones continent, omni carent effectu, nisi tot fiant autographa, quot sunt. partes, quarum diversis ex causis interest. Unicum autem autographum sufficit, si omnium eadem ex causa imtersit. In quovis autographo mentionem fieri opporlet de numero autographorum exemplorum, que confecta sunt. Nihilominus omissio mentionis, duplicis, triplicis ec. confecti autographi ab€o opponi mequit; qui quoad se conventionem aclis expressam impleyit. Pau AUS Qu'il ns u la sign } parte À onalun où 0 É connu en Jus prit $_syndls s qu'au ant doris jyant U: jour fout À intéré, tenir L UE qu rer s doulls! pro K' part 124 Tree= ie ai à CT Se cu [ 557 1 1326. La polisza© promessa per scrittura privata colla quale un solo si obbliga verso d’un altro a pagargli una somma di danaro Oo a dargh altra cosa valutabile, deve essere scritta per intiero di mano di colui che la sottoscrive, o per lo meno ë necessario che oltre la sua sottoscrizione abbia scritto di pro- pria manO un Ÿu070 Ovvere un appro- vato indicante in lettere per esteso la somma, O la quantità della cosa; Si eccettua il caso in cui la polizza O promessa suddetta si rilasci da mer- canti, artigiani, lavoratori, vignajoli, ME e servitori. 1327. Quando la somma espressa nel corpo dell atto diversifichi da quella espressa nel 2zuoro, si presume che l’obbligazione sia per la somma minore, ancorchè l'atto, come pure il buono, fossero scritti per intiero di mano di quello che si è obbligato, eccetto che non si provasse ove precisamente Sia incorso l’errore. 1328. La data delle scritture private non à computabile riguardo ai terzi che dal giorno in Cui vengono registrate, -dal giorno della morte di colui, o di uno di quelk che le hanno sottoscritte; o dal giorno in cui la sostanza delle medesime scritture resti comprovata da 1326. Le billet ou la promesse sous seing privé par lequel une seule partie s’engage envers l autre à lui payer une somine d'argent où une chose apprécia- ble, doit étre écrit en entier de la main de celui qui Le souscrit; ou. du moins il faut qu’outre sa signature il ait écrié de sa main un bon ou un approuvé por- tant en toutes lettres la somme où la quantité de la chose; Excepté dans le cas où Pacte émane de marchands, artisans, laboureurs, vi gnerons, gens de journée el de service. 1327. Lorsque la somme exprimée aw corps de l'acte est différente de celle exprimée au bon, lobligation est presu- imée étre que de la somme moindre, lors même que l'acte ainsi que le bon sont écrits en entier de la main de celui qui s'est obligé, à moins qu’il ne soit prouvé de quel côté est l'erreur. 1528. Les actes sous seing privé n on£ de date contre les tiers que du jour ow ils ont été enregistrés, du jour de la Jnort de celui ou de l'un de ceux qui les ont souscrils, ou du jour où leur sub- stance est constatée dans des actes dres- sés par des officiers publics, tels que .1526. Chirographus, aut privata scriptura, quibus aliquis ad solvendam alleri pecuniam, aliamve rem pretio æstimabilem se obstringit, ab ipsomet, qui.se subscripsit ex inlegro manu propria exaranda est, vel saltem præter suam subscriptionem, oportet ut is propria manu scripserit verba valeat aul te, et quantitatem rei vel pecuniæ pariter distincte litteris, non notis numericis exponat. Id tamen non requiritur, quoties actus a mercatoribus, arlificibus, agricolis, vimitoribus, operarum loca- toribus, et famulis emittatur. 1327. Si quantitas chirographo scripta differt ab ea, quæ exprimitur, ubi quanti valeat adnotatum est; obligatio præsumitur de minori quantitate, etsi chirographum, et quanti valeat designationem ex integre ipsemet, qui se obligavit, reipsa scripserit; nisi probelur, qua ex parle error irrepserit, 1328. Privatæ scripturæ ea die tantum quoad iertium censetur confectæ, qua in tabulas publicas relatæ sunt, vel die mortis ejus, vel alterutrius eorum, qui se subscripserunt, vel qua subsiantiaha privatæ DS er sombre ce. es(cash menus nan »:+ ÿ 2 ER ; Fr ee nn à [ 358] atti stesi da ufficiali pubblici, come sa- rebbero in processi verbali di sigilla- mento© d'inventario.- 1329 Î registri de mercanti non fanno prova delle somministrazioni he visono allibrate, contro le persone che non sono mercanti, eccetto quanto sarà dichiarato in proposito del giuramento. 1330. E libri de mercanti fanno prova contro di essi; ma quegli che vuole trar- ne vantaggio, non pud prescindere da cid che contengono di contrario alla sua pretensione. 1551. L registri e carte domestiche non formano prova a favore di colui che-le ha scritte; fanno perd fede con- tro di esso, 1° in tutti i Casi in cui enunciano formalmente la ricevuta d’un pagamento, 2.9 quando contengono una espressa menzione che una annotazione fosse stita scritta per supplire un difetto di documento a favore di quello a van- tagoio del quale esprimono una obbli- gaziOone. 1352. Qualunque annotazione posta dal creditore appiedi, in margine od a tergo d'un documento che sia conti- nuamente restato presso di lui, fa fede, quantunque non firmato, nè datato da esso, quando tenda a dimostrare la li- berazione del debitore.| procès-verbaux de scellé ou dinvéntaire, 1329. Les registres des marchands ne font point, contre les personnes non marchandes, preuve des fournitures qui y sont portées; sauf Ce qui sera dif a l'égard du serment. 1330. Les livres des marchands font preuve contre eux; mais celui qui en veut tirer avantage, ne peut les diviser en ce qu’ils contieunent de contraire à sa pré- Lention. 1331. Les registres et papiers domesti- ques ne font point un titre pour celui qui les a écrits. Ils font foi contre lui, 1.0 dans tous les cas où ils énoncent for- mellement un paiement reçu; 2° lorsque ils contiennent la mention expresse que la note a été faite pour suppléer le dé- faut du titre en faveur de celui au profit duquel ils énoncent une obligation. 1332. L'écriture mise par Le créancier à la suite, en marge ou au dos d'un titre qui est toujours resté en sa pos- session, fait foi, quoique non signée ni datée pur lui, lorsqu’elle tende à établir la libération du débiteur. scripturæ in publicis actis officialis civilis comprobaniur, ul sunt verbales processus de obsignatione, aut inventario. 1529. Mercatorum libri inscriptas mercium traditiones adversus eos, qui mercatores non sunt, minume pro- bant; üis tamen exceptis, quæ infra de jurejurando statuentur. 1350. Mercatorum libri adversus ipsos probationem constituunt; qui vero iisdem in proprium commodum uti vult, partem suæ instantiæ contrariam scindere nequit, 1531. Libri, et domesticæ scripturæ titulum favore ejus, qui scripsit, non constituunt: probant vero adversus eundem: 1.0 Quoties formaliter solutionem ipsi factam declarant: 2.0 siexpressa in üis mentio fiat, ad- notationem fuisse appositam, ut documenti seu tituh loco esset, favore ejus, in cujus commodum obligatio declaratur. 1352. Marginales adnotationes, subnotationes, aut quidquid ab ipsomet creditore tergo. instrumenti, seu ütuli, quod penes ipsum continuo extitit, scriptum reperitur, fidem facit, etsi subscriptio, et dies desint, quatenus tamen debitoris liberationi faveant. ape Pin drchants U SOnnes 1 nluret sera di Lands fou qui en ve User en à à sup” s domesi ur cel dre lui, ncent for 28 lorsqu xpresse pléer led lui au pré jgation » créant dos dy en s4 non sit pnde i de, 2° og ane ana nr nr Pr TEE Re gp ur [ 559| Lo stesso ha luogo per qualunque an-, notazione posta dal creditore à tergo, in margine©d appiè d” un originale in duplo, di una scrittura o di una quie- tanza che si trovi presso il debiiore. S. IIL Delle Tessere, ossia tacche a riscontre. 1533. Le tacche d’ un riscontro cor- rispondenti a quelie del riscontro com- pagno fanno fede fra le persone le quali costumano di comprovare con tal mez- zo le somministrazioni che fanno, e ri- cevono al minuto. S FF. Delle copie degl istrumenti. 1334. Le copie, quando esista l’istru- mento originale, fanno fede soltanto di ci0 che si contiene nell istrumento, di cui pud chiedersi sempre l esibizione. 1555. Quando non esiste più listru- mento originale, le copie fanno fede in conformitàa delle seguenti distinziomi: 1.0 Le copie autentiche di prima edi- zione fanno la stessa fede che lorigi- Il en est de même de l’écriture mise par le créancier au dos, ou en marge, ou à la suite du double d'un titre ou d’une quittance, pourvu que ce double soit entre les mains du débiteur. S. ZIT. Des Tailles. 1353. Les tailles corrélatives à leurs échantillons font foi entre les personnes gui sont dans l'usage de constater ainsi les fournitures qu'elle font et reçoivent en détail. $. IF. Des copies des titres. 1334 Les copies, lorsque le titre ori- ginal subsiste, ne font foi que de ce qui est contenu au titre, dont la repré- sentation peut toujours étre exigée. 1355. Lorsque le titre original r'existe plus, les copies font foi, d’après les distinctions suivantes: 1e Les grosses ou premières expédi- tions font la méme foi que loriginal. Il Idem obtinet, si adnotationes ab ipso creditore fiant tergo, margine, aut ad calcem documenti, vel apochæ in duplum exaratæ, dummodo tamen exemplum, cui adnotatio addita est penes debitorem reperiaiur. S. LEE De tesseris. 1333. Si tesseræ pars una alteri congruat, fidem facit inter eos, penes quos moris est res minutatim tra- éitas, vel acceptas eo modo comprob are. . 1% De documéntorum exémplis. 1534. Quoties autographum extet, exempla fidem faciunt, de üis tantum, quæ codem autographo con- ünentur, cujus editio quandocumque peti potest. 1555. Quoties autographum periit, ejus exempla fidem faciunt juxla sequentès exceptiones: xo Eandem ac autographum fidem faciunt prima exempla, ilemque ea, qu& magisiratu auctoranté er me ä ra 1 4 Pr ee nd rte.= nale. Lo stesso ha luogo tanto per le copie che sono state fatte per ordine de’ magistrati, presenti le parti o debi- tamente citate, quanto per quelle che sono state falte in presenza delle parti e di loro reciproco consenso. 2.9 Le copie che senza autorita del magistrato, O senza il consenso delle parti, e posteriormente al rilascio delle copie autentiche di prima edizione, sa- ranno state trascritte dalla matrice dellat- to dal notaro che lo ha ricevuto,© da uno dei suoi successori, o da ufficiali pubblici aventi la qualità di depositar] delle matrici notarili, possono, qualora fosse perduto l'originale, far fede pur- chè siano antiche. Sono ricevute per antiche quando abbiano più di trent'anni; Quando abbiano meno di annitrenta non possono servire che di principio di prova per mezzo di scritture. 5.0 Quando le copie faite sulla matrice. & un atto non fossero state scritte dal notero che l’ha ricevuto, o da uno de suoi successori, o da ufficiali pub- blici aventi la qualità di depositarj delle matrici notarili, non potranno servire che per un principio di prova in iscritto, quelunque sia la loro antichatà. Sri [ 360| en est de même des copies qui ont été tirées- par l'autorité du magistrat, parties pré sentes où dément appelées, ou de celles qui ont été tirées en présence des parties et de leur consentement réciproque. 2.0 Les copies qui, sans l'autorité du magistrat, Ou sans le consentement des parties, et depuis la délivrance ds gros ses où premières expéditions, auront été tirées sur la minute de l'acte par le no- taire qui l'a reçu, ou par l'un de ses successeurs, où par officiers publics qui, en cette qualité, sont dépositaires de- _minules, peuvent, en Cas de perte de l'original, faire foi quand elles sont anciennes. Elles sont considérées comme ancien- nes quand elles ont plus de trente ans. Si elles ont moins de trente ans, elles ne peuvent servir que de Cominencement de preuve par écrié. 3.0 Lorsque les copies tirées sur la minute d'un acte ne l’auront pas été par le notaire qui La recu, ow par lun de ses successeurs; ou par officiers publics qui, en cette qualité, sont dé- positaires des minutes, elles ne pourront servir, quelle que soit leur ancienneté, gue de commencement de preuve par écrit. partibus præsentibus, aut legitime vocatis, vel partibus dumtaxat præsentibus, et consentientibus de- sumpia sant … 2.0 Exempla, qux primis jam editis, sine auctoritate magistratus, vel sine partium consensu ex auto- grapho a tabellione, qui illud recepit, vel ab altero ex ejus saccessoribus, vel a publico official, cui cu- stodia autegraphi mandata est, desumpta fuerimt, autographo amisso, fidem faciunt, si antiqua sint.: Pro antiquis habentur si trigesimum annum excedunt, secus initium tantum probationis per scripluras con sütuere possunt. 5.0 Si vero exempla ex autographo desumpta, à tabellione, qui actum recepit, vel ab ejus successore aut a publico officiali, cui autographorum custodia mandata est, exarata non sint, initium dumtaxal pro- bationis per acripluras canstiluenti, licet eadem exempla admodum antiqua essent. k° con con L gis pri per I tuil n° fatto daté accidé aol got gto Q tte pro ces che ess Del a to da de, US IT'S ories pr U decely des pare TOQUe auto lement à: eds on auront à par le 1 n hw iblics qu aires perte à Îles sont ne antlrr trente on nte ans, minenceur fs pas été} y par hi ar of té, sut $ ne pur” 7 0 , pui N [ 56:| 4° Le copie delle copie potranno, se- condo le circostanze, essere considerate come semplici indiz]. 1556 La trascrizsione d’un atto ne’ re- gistri pubblici non potrà servire che di principio di prova in iscritto, ed anche per ci sarà necessario;/ 1.0 Che sia indubitato essersi perdute tutte le matrici del notaro, di quel} an- no in cui latto apparisce essere stato fatto, ovvero che si provi essersi per- duta la matrice di quest'atto per un accidente particolare; 2.9 Che esista un repertorio in regola notarile, dal quale risulti che latto è stato fattto sotto la medesima data. Quando mediante il concorso di que- ste due circostanze verra ammessa la prova per mMezzo di testimonj, sarà ne- cessario che vengano esaminati coloro che furono testimonj all'atto, se tuttora esistano. S Y. Degli atti di ricognizione e di conferma. 1557. Gliatti di ricognizione non dispen- sano dall’esibire il documento primor- diale, qualora il tenore di esso non vi si trovi specificamente riportato. 4° Les copies de copies pourront, sui- vant les circonstances, étre considérées comme simples rénseigremens. 1556. La transcription d'un acte sur les registres publics ne pourra servir que _de commencement de preuve par écrit; et il faudra méme pour cela, ao Qu'il soit constant que toutes les minutes du no'aire, de l’année dans laquelle Pacte paraït avoir été fait, soient perdues, ou que lon prouve que la perte de la minute de cer acte a été faite par un accident particulier; 2.0 Qu'il existe un répertoire en règle du notaire, qui constate que Pacte& été fait à la méme dafe. Lorsqu'au moyen du concours de ces deux circonstances la preuve par témoins sera admise, il sera nécessaire que Ceux qui ont été témoins de l'acte, s'ils exi- stent encore, soient entendus. & 7: Des actes récognitifs et confirmatifs. 1557. Les actes récognififs ne dispen- sent point de la représentation du titre ..%° 3 primordial, à moins que sa£eneur nf soit spécialement relatée. 4.0 Exempla ab exemplis desumpla juxta circumstantias simp'ex indicium facient. 1556. Transcriptio actus in publicis Regestorum tabulis principium tantum probationis per scripturas con- sütuet; insuper vero ad hoc opus erit 10 Quod certum sit, autographa omnia a tabellione scripta eodem anno, quo actus, de quo agitur, confectus fuisse videtur, periisse; vel saltem speciali casu, autographum ejusdem actus pertisse, comprobelur: 2.0 Quod ordinaium a tabellione repertorium existat, quo probetur, actum, de. quo agitur eadem die scriptum fuisse. Quoties duabus hisce circurastantiis concurrentibus probatio per testes admüttatur, dem testes, ni obie: rint, audiendi sunt, qui actui interuerunt. $. V. De actis recognitionis, el confirmationis. 1557. Licet actus recognitus sit, autographum edendum est, nisi cum eo titulus ipse adamussim concordet, 2 46 F8, A) F LAN ni| 4 ñ j ii. ge: Lis Hi tl H EP F1 & à '$ 5 TER: Hi ii ii Sn 1 Va 1 ll BEA | Ni ee at: ë ÿ À NE î j À 3 hi il Fr 2 [ 362: Tutto cid che contenessero di più del documento primordiale, o che vi si tro- vasse di diverso, non ha alcun efletto. C10 non ostante, se vi fossero piuatti conformi di ricognizione, corroborati dal possesso, e uno dei quali fosse datato da anni trenta, il creditore potrà essere dispensato dallesibire 1l documento pri- mordiale.: 1558. L'atto di conferma o ratifica d’un’ obbligazione contro la quale la legge ammette l’azione di nullità o di re- scissione, non& valido che qualora vi si trovino la sostanza dellobbligazione Poil motivo espresso dell'azione di rescissione, € la dichiarazione di correggere il vizio su cui tale azione è fondata. In mancanza d'atto di conferma o ratifica, basta che l ohbligazione venga eseguita volontariamente dopo l epoca iu cui obbligazione stessa poteva es- sere validamente confermata o ratifi- cata. La conferma, ratifica od esecuzione volontaria secondo le forme e le epo- che determinate dalla legge, producono Ja rinunzia ai mezzi ed alle eccezioni che potevano opporsi contro tale atto, senza pregiudizio perd del diritto dei ÉCEZE. 1559. I donante non pud sanare con verun alto confermativo 1 vizj d’ una do- Ce qu'ils contiennent de plus que le titre primordial, ou ce qui S'y trouve de différent, n’a aucun effet. Néanmoins, s’il y avait: plusieurs re- connaissances conformes, soutenues de la possession, et dont l’une eüt trente ans de date, le créancier pourrait étre dispensé de représenter le titre primor- dial. 1558. L'acte de confirmation ou rati- Jication d'une obligation contre laquelle la loi admet laction en nullité ou en rescision, n'est valable que lorsquon y trouve la substance de cette obligation, la mention du motif de l’action en resci- sion, et l'intention de réparer le vice sur lequel cette action est fondée. A défaut d'acte de confirmation ou ratification, il suffit que l'obligation soit exécutée volontairement après l'évoque à laguelle lobligation pouvait étre vala- blement confirmée ou ratifiée. La confirmation, ratification, ou exé- cufion volontaire dans les formes et à l’évoque déterminées par la loi, emporte la renonciation aux moyens et exceptions que l’on pouvait opposer confre cef acte, sans préjudice néanmoins du droit des tiers. 13530. Le donateur ne peut réparer par aucun acte confirmalif les vices dune Juidquid in actu recognitionis redundat, vel differt ab üs uæ autographo contimentiur, nullum parit i£;» s? Î effec'um. Nihiominus si plures concordes adsint recognitionis actus possessione suffulti, quorumi alter triginta an- nos ante emuissus fuerit; creditor ab editione autographi absolvi potest. pe 1558. Actus obligationem ex lege nullitati, aut rescissioni subjectam confirmans inefficax est, nisi com- pleciatur substantiam obligationis, mentionem causæ, ex qua actio rescissoria oritur, et voluntatem tollen- di viium, cui eadem actio innititur. Confrmationis, aut ratihabitionis loco est spontanea obligationis execulio, postquam eadem obligatio va- lide confirmari, vel rata haberi poterat. Confirmatio, ratihabitio, vel executio spontanea modis, et tempore lege indictis renunciationem pari omnium actionum, atque excepüonum, quæ adversus actum opponi poterant, salvis tanen aliorum juribus. 1339. Donator nullo confirmationis actu vitium donationi inter vivos inhærens tollere potes: quoties 54 avant quil On Âire tai per che: né 50 deto pie tree re mi Rest sent ÿl dc plu y, $} y él Plusieur, SOuleu: Me el iy pourra à litre pre ion où 1 tre lai té own lorsqui obliguin, JON en Ti rer le mdée, firmatiori bligaius prés li ait ème ice, fon, Ok formes 4 loi, ét s et exil conbre cl judo n war] 1 Lu } pus que + 28 7. pes, 227 gi sp fic pi gi#” Tue F 1h jp ft 19(A um" Are [ 365] nazione fra vivi nulla per le forme; de- ve essa hecessariamente essere fatta di nuovo nelle forme legali. 1540. La conferma, ratifica od ese- cuzione volontaria d’una donazione per parte degli eredi od aventi causa dal donante, dopo la sua morte, inducone la loro rinuncia ad opporre i vizj delle forme e qualunque altra eccezione. SErEzIONE IL Della Prova testimoniale. 1541. Deve essere fatto 1istromento avanti notaro O scrittura privata sopra qualünque cosa la quale ecceda la somma od il valore di cento cinquanta lire, come anche per i depositi volon- tarj,-e non è ammessa veruna prova per mezzo di testimonj tanto contro che in aggiunta al contenuto negli atti, nè sOpra ci che si allegasse essere stato detto avanti, contemporaneamente,© posteriormente agli atti medesimi, an- corché s1 trattasse di una somma© va- lore minori di cento cinquanta lire; Resta perd in vigore quanto è pre- scritto nelle lesgi relative al commercto. 1342. La regola precedente s? applica al caso in cui l’azione, oltre la doman- donation entre-vifs, nulle en la forme: il faut qu’elle soit refaite en la forme légale. 1540. La confirmation ou ratification, ou exécution volontaire d'une donation par les héritiers ou ayant-cause du do- zaleur, après son décès, emporte leur renonciation à opposer soil les vices de forme, soit loute autre exception. SECTE OGNUEE De la Preuve testimoniale. 13541. Îl doit être passé acte devant notaires où sous signature privée, de foutes choses excédant la some où va- leur de cent cinquante francs, méme pour dépôts volontaires; ef il n’est reçu. aucune preuve par témoin contre et outre le contenu aux actes, ni Sur Ce qui Se- rait allégué avoir été dit avant, lors ou depuis les actes, encore qu'il s'agisse d'une somme ou valeur moindre de cent cinquante francs; Le tout sans préjudice de ce qui esé prescrit dans les lois relatives au com- merce. 1542. La règle ci-dessus s'applique au cas où l'action contient, outre la de- ea formæ nullitate laboret; modis legitimis renovanda est. 1540. Confirmatio, vel ratihabitio, aut spontanea executio donationis ab heredibus donatoris, vel ab eo causam habentibus post illius obitum facta, renunciationem parit quibuscumique exceplionibus, quæ tam _ex vitio formæ, quam ex aliis causis oriri possent. Si Go r'1 6° IT De Probatione per testes. 1441. Ubi res valorem excedit librarum centum quinquaginta, etsi de deposito voluntario agatur, actus per tabellionem, aut per privatam scripturam fieri debet. Nulla per testes probatio admittitur adversus, vel ultra id, quod actus complectitur, nec de ns, quæ ante, vel in ipso aclu, vel postea dicta fuisse asse- »s,? Î) rantur, etsi de summa, vel pretio minori centum quirquaginta librarum agatur, salvis tamen legibus, que ad commercium pertinent. 1342. Idem observandum, si simul sors, et usuræ pelantur, quæ conjunctim summam excedant Hbrarum Er eq rm Em RE q ass [ 364] da del capitale contenga quella deglin- teressi i quali, riuniti al capitale, oltre- passino la somma di cento cinquanta lire. 1545. Quegli, che ha fatto una do- manda per una somma eccedente le cento cinquanta lire, non pud esser più ammesso alla prova testimoniale, ancorche restringesse la sua prima do-. manda. 1344. Non pud essere ammessa la prova testimoniale sopra la domanda di una somma anche minore di lire cento cinquanta, quando sia dichiarato che una tale somma& un residuo o parte di un credito maggiore il quale non è provato per iscritto. 1345. Se nella medesima petizione una parte fa più domande delle quali non abbia documento in iscritto, e che, con- giante insieme, eccedano la somma di lire cento cinquanta, la prova per testimo- nj non pu essere ammessa, ancorchèe la parte sia per allegare che tali crediti pro- vengono da differenti cause, e che fu- rono formati in differenti tempi, purche simili ragioni non derivassero da diverse persone, per titolo di successione, do- nazione.od altrimenti 1346. Tutte le domande, da qualun- que causa procedano, che non saranno intieramente giustificate in iscritto, do- vranno essere proposte in un medesimo mande du capital, une demande dinté- réts qui, réunis au capital, extident la somme de cent cinquante francs. 1543. Celui qui a formé une demande excédant cent cinquante francs, ne peut plus être admis à la preuve testimo- niale, même en restreignant sa demande primitive. 13544. La preuve testimoniale, sur la demande dure somme méme moindre de cent cinquante francs, ne peut étre ad- mise lorsque cette somme est déclarée étre le restant ou faire partie d’une créance plus forte qui rest point prou- vée par écrit. 1345. Si dans la même instance une partie fait plusieurs demandes dont il J'y ait point de titre par écrit, et que, jointes ensemble, elles excédent la som- me de cent cinquante francs, da preu- ve par témoins n'en peut étre admise, encore que la partie allégue que ces créances proviennent de différentes cau- ses, et qu’elles se soient formées en dif- Jérens: temnss.:si;ce..n était: que:.06$ droits procédassent, par succession, do- nation ou autrement, de personnes dif- Jérentes. 1546. Toutes les demandes, à quelque titre que ce soit,.qui ne Seront pas en- tièrement justifiées par écrit, seront for- mées par un même exploit, après lequel centum quinquaginta. —$ . 1545. Qui summam peüt ,quæ libras centum quinquaginta excedat, probationem per testes amplius irsti- tuere nequit, etsi postea petitam summam imminuat. \ 1344. Eadem probatione per testes uti pariter nequit is, qui summam pelit minorem ea, de qua supra dictum est, quoties declaretur, eamdem summam reliquum esse, vel partem consutuere majoris crediti per scripturas non probati. 1545. Probatio per testes æque non admittitur, si in eadem petitione quispiam plures postulet res, quarum probatio in seriptis desit, et quæ simul collaiæ centum quinquaginta libras excedant, etsi instans diversis ex causis easdem res sibi deberi, ac diversis temporibus convenias esse asserat, nisi petentis jura a suc- cessione, donatione, vel alio titulo ex diversis.personis proficiscantur. 1346. Omnes instantiæ quavis ex causa, quarum plena probatio ex scriptura non scateat,‘uno eodem- que Hbello proponentur; quo denuncialo ceteræ instantiæ, quarum probatio per sœipturas desit postea, dal del 7} 0 d'ince fo,( ostérle h qul dd ht 2 dc pl [ 565] né atio di citazione, dopo il quale non les autres demandes dont il n’y aura point Le potranno riceversi altre domande delle de. preuves par écrit ne seront pas ds| quali non esista la prova in iscritto. reçues. Une da 1347. Le regole superiormente stabi- 1547. Les règles ci-dessus reçoivent "Anh lite soggiacciono ad eccezione quando exception dorsqu’il existe un commence mi esiste un principio di prova per iscritto. ment de preuve par écri£. a ni Ë principio di prova per iscritto qua- On appelle ainsi tout acte par écrit lunque atto ridotto in iscrittura prove- qui est émané de celui contre lequel la niente da quello contro cui si propone demande est formée, ou de celui qu’il le,| la domanda, o da quello che lo rappre- représente, et qui rend vraisemblable le moin senta, e che rende verosimile il fatto fait allégué. ut étre allegato. st dé 1548. Le predette regole soggiacciono 1548. Elles recoivent encore exception réie du pur anche ad eccezione, ogni qual volta toutes les fois qu'il n’a pas été possible join pre non sia stato possibile al creditore di au créancier de se procurer une preuve procurarsi una prova scritta dell ob- littérale de Tobligation qui a été con- sunce bligazione che ë stata contratta verso tractée envers lui. ndes do di Jui. ont, 6 Questa seconda eccezione si applica, Cette seconde exception s’aplique, rèden 1.0 Alle obbligazioni che nascono 10 Aux obligations qui naissent des mes, dai quasi-contratti, dai delitti o quasi- quasi-contrats et des délits où quasi- étre de delitir. délits; que 4 2.9 Ai depositi necessarj fatti in caso 20 Aux dépôts nécessaires faits en rentes d’incendio, rovina, tumulto o naufra- cas d'incendie, ruine, tumulle ou nau- rmées él: g10 F ed à quelli fatti dai viaggiatori nelle Jfrage, et à Ceux faits par les voyageurs jai que? osterie dove alloggiano, e cio secondo— en logeant dans une hôtellerie, le tout uccessioi! la qualità delle persone e le circostanze suivant la qualité des personnes£t les person! del fatto; circonstances du fait; |(1 : 14 nds,[u ra, ssl: 1: Je y n rl 5,2 Alle obbligazioni contratte in caso d’'accidenti impreveduti che non per- mettessero di fare atti per iscritto; 5.0 Aux obligations contractées en cas daccidens imprévus, où l’on ne pourraié pas avoir fait des actes par écrit; non admittentur. ” x 1347. Quæ supra recensentur regulæ, exceplionem patiuntur, si adsit initium probationis per scripturasÿ à Inittum probationis per scripturas dicitur quilibet actus factum allegatum verosimile reddens, ab eo ad- TL el versus quem insiantia profertur, aut ab eo, qui eundem repræsentat, emissus. 1548. Slatutæ regulæ exceptioni quoque subjacent, quoties creditor scriplam probationem obligationis is TU sui favorem initæ obtinere non potuit. y pre pa Altera hæc excepiio insuper locum quoque obtiet, 1.0 In obligationibus ex quasi contractu, ex delicto, vel quasi delicte LE_ 2.0 In depositis occasione incendü, rumæ, tumulus, naufragüi, vel in ïis, quæ a viatoribus fiunt, dums D” Lu in caupionis diversantur, personarum qualiate, et fact circumstantiis inspectis. d ai 3.0 In obligationibus ex inopinato eventu initis, in quo acta per scnipluratu fieri non potuissents je à fl ps jai t”| ÉLUS cmt is 5 Mass bp: nouer F\ ft: FE LUCE mn| K LIFE Han qui À(] + [ 566] 4° Nel caso im cui il creditore avesse perduto il documento che a lui serviva di prova per iscritto, in conseguenza di un caso fortuito, impreveduto e prove- niente da una forza irresistibile. SEzi10NE IIL. Delle Presunziont. 1349. Le presunzioni sono le conse- guenze che la legge Oo ïil magistrato deduce da un fatto noto per un faito 1gnoto. S. L Delle presunzioni stabilite dalla legge. 1550. La presunzione legale e quella che una legge speciale attribuisce a certi atti od a certi fatti; tali sono, 1.0 Gli atti che la legge dichiara nulli per la sola loro qualità, come presuntivamente fatti in frode delle sue disposizioni; 2.0 Ï casi ne quali la lesce dichiara che la proprietà o la liberazione risulti da circostanze certe e determinate. 4° Au cas où le créancier à perdu le titre qui lui servait de preuve littérate j par suite d'un cas fortuit, imprévu et résultant d'une forcé majeure. SECTION III. Des Présomptions. 1349. Les présomptions sont des con- séquences que la loi ou le magistrat tire X d'un fait connu à un fait inconnu. S. LI. Des présomptions établies par la loi, 1350. La présomption légale est celle qui est attachée par une loi spéciale à certains actes où à certains faits; tels Sont, 1.9 Les actes que la loi déclare nuls, comme présumés faits en fraude de ses dispositions; d’après leur seule qualité; 2.0 Les cas dans lesquels la loi déclare la propriété ou la libération résulter de certaines circonstances déterminées; 4.9 In eo casu, quo creditor amiserit documentum probationis per scripiuras fortuito eveniu, cui resisti non potuit, Ssvcsrre:-Iiltk De Præsumptionibus. 1349. Præsumptiones consequentie sunt, quas Lex, vel magisiratus a facto cognito ad factum- tum deducit, De Præsumplionibus juris. 1350. Præsumptio juris est, quam lex specialiter quibusdam actis, et faclis ribuit, prout sunt + v 1.0 Âctus, quorum nullitas a lege declaratur, quia eorum sola‘qualitate inspecta, tamquam in ejrs fraudem initi fuisse, presumuntur: 2.0 Casus, in quibus lex ex quibusdam determinatis circumstantiis proprietatem, aut liberationem con- stare declarat: 7 Cp De Lin, | impr, ire, des tu gistratie ONU, at Va li gale etui loi spéti s fui? felare à aude d: seule qu Le la dd ion mt! it 5.0 L'autorità che la legge attribuisce alla cosa giudicata; 4° La forza che la legge dà alla con- fessione od al giuramento della parte. 13551. L’autorità della cosa giudicata non ha luogo se non relativamente a cid che ba formato il soggetto della sentenza. E necessario che la cosa ad- domandata sia la stessa; che la domanda si appoggi alla medesima causa; che l’'azione sia tra le medesime parti, e pro- posta da esse e contro di esse nella me- desima qualità. 1352. La presunzione legale dispensa da qualunque prova colui a favore del quale essa ha luogo. Non è ammessa prova veruna contro la presunzione della legge, quando, sul fondamento di questa presunzione, essa annulla certi atti, o nega l'azione in giudizio, eccetto che la legge non abbia riservata la prova in contrario, e salvo cio che è prescritto riguardo al giura- mento ed alla confessione giudiziale. STE Delle presunzioni che non sono stabilire dalla legge. 1355. Le presunzioni che non sono stabilite dalla legge, sono lasciate alla ] 3.2 L’autorité que la loi attribue à la chose jugée; 4° La force que la loi attache à l'aveu de la partie ou à son serment. 1551. L'autorité de la chose jugée n’a lieu qu’à l'égard de ce qui à fait l'objet du jugement. Il faut que la chose de- mandée soit la inéme; que la demande soit fondée Sur la méme cause; que La demande soit entre les mêmes parties, et formée par elles et contre elles en la méme. qualité. 4552. La présomption légale dispensa: de toute preuve celui au profit duquel elle existe.: Nulle preuve nest admise contre la présomption de la loi, lorsque, sur le Jondement de celte présomption, elle annulle certains actes où dénie l’action en justice, à moins quelle ait réservé la preuve contraire, et sauf ce qui sera dit sur.le serment et laveu judiciaires. SIL Des présomptions qui ne sont point établies par la loi. 1553. Les présomptions qui ne sont point établies par la loi, sont abandon- 5.0 Aucioritas, quam lex confert rei judicatæ: 4.0 Vis, quam confessioni partis, aut ejus jurijurando lex tribuit. 1551. Auctoritas rei judicaitæ objectum dumtaxat respicit, de quo sententia lata fuit. Necesse ést, ut res, quæ petilur, eadem sit: ut petitio eidem causæ nitatur; ut inter ipsas partes, atque ab ipsis, et adversus eas in eadem qualtale proponatur. 1552. Qui pro se juris presumptionem habet, ab omni probationis onere liberatur. Nulla probatio admittitur adversus juris præsumptionem, quoties lex, eidem inhærens, quosdam actus in- firmat, vel ab agendo in judicio repellit; nisi lex ipsa contrarias probationes admittat, üsque exceptis, quæ infra de jurejurando, et judiciali confessione statuta sunt. . IT. De præsumptionibus, quæ a lege non inducuntur. . Præsumptiones, quas ipsa lex non præfinit, magietratuum cognitioni, ac prudeptir permittuntur, RE R [ 568] dottrina ed alla prudenza del magisiralo, il quale non deve ammettere che pre- sunzioni gravi, precise€ concordanti, e nel caso unicamente in cui la legge ammetta la prova testimoniale, quando perd l’atto non sia impugnalo per causa di frode o di dolo. S£ezioONE ÎV. Della Confessione della parte. 1554. La confessione che si oppone contro una parte, è stragiudiciale oO glu- diciale. 1355. Éinutile l'allegazione d una con- fessione stragiudiciale semplicemente ver- bale, ogni qual yolta si tratti d’ una do- manda la cui prova testimoniale non sia ammissibile. 1356. La confessione giudiciale e la dichiarazione che fa in giudizio la parte od il suo speciale procuratore. ÆEssa fa piena prova contro colui che l ha fatta. Non pud essere divisa in di lui pre- giudizio. Non pud rivocarsi, quando non si provi ch’ essa fu la conseguenza di un errore di fatto. Non pud ritrattarsi sotto pretesto d'un errore di diritto. nées aux lumières ef à la prudence# magistrat, qui ne doif adinettre que des présomptions graves, précises el Concer- dantes, et dans les cas seulement où la loi admet les preuves tesfimoniales, à moins que l'acte ne soil attaqué pour cause de fraude ou de dol. SECTION: IF. De l'Aveu de la Partie. 1554. L’aveu qui est opposé à une partie, est ow extrajudiciaire ou judi- Ciaire. 1555. L'allégation d'un aveu extraju- diciaire purement verbal est inutile toutes les fois qu’il s’agit d'une demande dont la preuve testimoniale ne serait point admissible. 1556. L’ aveu judiciaire est la décla- ration que fait en justice la partie où son fondé de pouvoir spécial. Il fait pleine foi contre celui qui Pa fait. Il ne peut être divisé contre lui. Il ne peut étre révoqué, à moins qu’on ne prouve qu’il a été la suite d'un er- reur de fait. Il ne pourrait étre révo- qué sous prétexte d'une erreur de droit. qui graves tantmm, distinctas, et concordes admittere debet: iisque dumtaxat casibus, quibus probatio per testes a lege mon rejicitur, nisi tamen actus de fraude, vel de dolo arguatur. SEcTirio IV. De Confessione. 1554. Confessio, quæ parti objicitur, judicialis est, vel extra-judicialis. 1555. Qui verbalem tantum confessionem extra judicium emissam allegat, nilil agit, si res petitur; cujus probatio per testes adnutti non possit. 1556. Confessio. judicialis ea declaratio est, quæ a parle, aut ab ejus speciali procuratore in judicio exvrtulur, Eadem plene probat adversus confitentem, neque in ejus odium scindi potest. Revocatur confessio, si errore facti emissa probetur: ob errorem autem juris revocari nequit. i 108 don tell que ie rime dr Sant eu se et ny ulement y, timonials dltuque à | ÿ, rie, posé dx re où ji veu ex uvutile to demande 2 e serait eestlhe e LY ok celui tre lu [ 569] Sgzio Nr. Del Giuramento. 1557. Il giuramento giudiciale è di due specie: 1.0 Quello che una parte deferisce all'altra per farne dipendere la deci- sione della causa, e chiamasi decisorio. ‘2.0 Quello che vien deferito dal giu- dice ex-officio all una o all'altra parte. SE Del giuramento decisorio. 1558. Il giuramento decisorio puo es- sere deferito in qualsivoglia specie di controversia. 1559. Non si pud deferire che sopra un fatto proprio di quello a cui viene deferito. 1560. Pud deferirsi in qualunque sta- to si ritrovi la causa, ed ancora quan- do non esista alcun principio di prova della domanda o della eccezione sulla quale si provoca le parte a glurare. 1561. Quegli cui viene deferito il giu- ramento, qualora lo ricusi© non elegga di riferirlo al suo avversario, o l’avver- sario al quale è stato riferito, lo ricusi, SECTION F. Du Serment. 1557. Le serment judiciaire. est de deux espêces: 1.0 Celui qu’une partie défère à l’'au- tre pour en faire dépendre le jugement de la cause: il est appelé décisoire; 20 Celui qui est déféré d'office par le juges à l’une ou à l'autre des parties. DE à Du serment décisoire. 1358. Le serment décisoire peut être déféré sur quelque espèce de contlesta- tion que ce soit. 13550. 1 ne peut étre déféré que sur un fait personnel à la partie à laquelle on le défère. 1560. 11 peut étre déféré en tout étaë de cause, et encore qu’il n'existe aucun commencement de preuve de la demande ou de l'exception sur laquelle il est pro- voqué. 1561. Celui auquel le serment est dé-. Jféré, qui le refuse où ne consent pas à le référér à son adversaire, ou l'ad- versaire à qui il a été référé et qui le pee SEcTr:e Y De Jurejurando. 1557. Jusjurandum judiciale duplex est. 1.0 Quod pars parti defert, ut causæ judicium ab eo pendeat, et decisorium Yocatur: 2.0 Quod ex-offiicio alterutri parti judèx defert. De jurejurando decisorio. 1358. Jusjurandum decisorium in qualibet contestatione deferri potest. 1559. Deferri nequit nisi super factum respiciens ipsam personam, cui defertur, 1560. Defertur in qualibet judicii parte, etsi nullum probationis initium habeatur quoad petitionem vel quoad exceptionem, super qua proponitur. 1561. Si is, cui jusjurandum delatum est, jurare detrectet, nec illud alteri referat; aut si ille, cui î 47 Re dati tiens onde 2"- tiens: in fe + E ee PR [ 370] deven soccombere nella sua rispettiva domanda od eccezione. 1562. Il giuramento non pud riferirsi quando il fatto che ne è l’oggetto, non sia il fatto d’ambe le parti, ma sia semplicemente proprio di quello cui Si era deferito il giuramento. 1563. Quando siasi prestato il giura- mento deferito o riferito, non si am- mette l'avversario a provarne la falsita. 1564. La parte che ha deferito o riferito il giuramento, non pud più ri- trattarsi, se la parte contraria ha dichia- rato di essere pronla a giurare. 1565. IL giuramento prestato non fa prova che in vantaggio Oo contro di colui che l'ha deferito; ed a vantaggio desuoi eredi od aventi causa oO con- tro di essi. Cid nondimeno il giuramento deferito al debitorc da uno de’ creditori solidar), non lo libera che per la porzione do- vuta a questo creditore; 1l giuramento defcrito al debitore prin- cipale libera egualmente i fidejussori; Quello che si è deferito ad uno dei debitori solidarj giova ai condebitori; Quello deferito al fidejussore giova al debitore principale. refuse, doit succomber dans sa deman- de ou dans son exception. 1362. Le serment ne peut être référé quand le fait qui en est l'objet n'est point celui des deux parties, mais est purement personnel à celui auquel le serment avait été défére. 1565. Lorsque le serment déféré ou référé a été fait, l'adversaire 1 est point recevable à en prouver la fausseté. 1564. La partie qui a déféré ou réfé- ré le serment, ne peut plus se rétracter lorsque ladversaire a déclaré qu’il est prét à faire ce serment. 1365. Le serment fait ne forme preu- ve gwau profit de celui qui l'a déféré ou contre lui, et au profit de ses héritiers el ayant-cause OU CONÉrE EUX. Néanmoins le serment déféré par l'un des créanciers solidaires au débiteur, ne libère celui-ci que pour la part de ce créancier; Le serment déféré au debiteur princi- pal libère également les cautions; Celui déféré à l'un des débiteurs soli- daires profite aux codebiteurs; Et celui déféré à la caution profite au debiteur principal. vefertur, jurare nolit, sive actoris, sive rei parles agat, causa cadit. 1562. Jusjurandum referri nequit, quoties res, quæ illius objectum constituit, utramque partem non r'es- picit, sed personam tantum ejus, cui refertur. 1363. Quotiescumque jusjurandum delaium est, sive relatum, probatio ejus falsitatis ab adversario anÿ plius institui mequit. 1564. Qui jusjurandum detulit, vel retulit, resilire amplius non potest, postquam adversius se jurijurando paratum esse declaraverit. 1565. Præstitum jusjurandum probationem facit tantummodo ejus favore, aut adversus eum, qui illud detuli, et favore ipsius heredum, vel ab eo causam habentium, aut adversus eosdem. Jusjurandum nihilominus ab altero ex creditoribus insolidum debitori delatum; nisi pro parte deferenti debita, liberationem operatur. Jusjurandum principali debitori delatam æque fidejussori prodest: Détatum alteriex correis debendi, ceteros quoque juvat: Delatum fidejussoribus, principali debitori prodest. al Le ame plc N üe W 4 lon. lle [ objet D $, M0 ki ui aupu né défi re net faussett Cré 0! M se rétri Jré quil forme pr l'a défèns es hérii Ux. Léféré pui au debit li pui l ifeur Ÿ tions; débiteurs! nn| caution PÉ [3] In questi ultimi due, casi il giuramen- del condebitore solidario e del fidejus- sore non giova agli altri condebitori od al debitore principale, se non quan- do fu deferito sul debito, e non quan- do fu deferito sul fatto della solidarietà o fidejussione. $. IL. Del giuramento deferito ex officio. 1366. Il giudice pud deferire il giura- mento ad una delle parti, o per fare da esso dipendere la éecisione della cau- sa, Oo soltanto per determinare l’ammon- tare della condanna. 1567. Il giudice non pud deferire ex officio il giuramento, tanto sulla dimanda dell'attore, quanto sull’eccezione oppo- Sta, se non quando vi concorrano le seguenti due condizioni, 1.9 Che la dimanda o l’eccezione non ia pienamente provata; 2,9 Che le medesime non siano man- canti totalmente di prova. Eselusi questi due casi, il giudice deve amimettere O rigettare puramente e sem- plicemente la dimanda. 13568. Il giuramento deferito dal giu- dice ex officio ad ana delle parti, non pud da questa riferirsi all'altra parte. Dans ces deux derniérs cas, le ser- ment du codébiteur solidaire ou de la caution ne profite aux autres codébiteurs ou au débiteur principal que lorsqu'il a été déféré sur la delte, et non sur le Jait de la solidarité ou du cautionne- ment. SE. Du serment déféré d'office. 13566. Le juge peut déférer à lune des parties le serment, ou pour en fai- re dépendre la décision de la cause, oi seulement pour déterminer le montant de la condamnation. 1567. Le juge ne peut déférer doff- ce le serment, soit sur la demande, soit sur l'exception qui y est opposée, que sous les deux conditions suivantes: til Jaut, 1.0 Que la demande ou l'exception. ne soit pas pleinement justifiée; 2.9 Quelle ne soit pas totalement dé- auée de preuves. Hors ces deux cas, le juge doit ou adjuger ou rejeter purement et simple- ment la demande. 1368. Le serment déféré d'office par le juge à lune des parties, ne petit être par elle référé à Pautre. fesse Postremis duebus hisce casibus jnsjurandum a correo debendi, aut a fidejussore præstitum ceteris cerreis aut principal debitori prodest, si super debite tantum, non autem si super solidali obligatione, vel super fidejussione delatum fuerit. Si De jurejurando, quod ex officio defertur. 1566. Jadex jusjurandum parti deferre potest, in qua illa damnanda sit statuatur. vel ut causæ decisio ab eo pendeat, vel ut quantitas, 1567. Jusjurandum ut a judice, ex officio: sive super petitione, sive super Mises ld quæ illi dbjicnine tur, deferr: possit, requiritur 1.0 Petitionem; vel exceptionem non esse plene probatam: 2.0 Quod cadem probatione prorsus non careat. Buobus hisce exceptis casibus libellus simpliciter a judice est admütendus, vet rcjiciendus, 3566, Jusjurandum a judiee ex officio alleri ex partibus delatum, ab-ea referri non potest,; SE SP sg SR ee ons, ë nn D 7 2 EAN De. ns [ 372] 1369. Il giudice non pud deferire al- l'attore il giuramento sul valore della cosa dimandata, se non quando sia im- possibile di comprovarlo altrimenti. Deve pure, in questo caso, determinare la somma sino alla concorrente quantita della quale si potrà prestar fede all at- tore in conseguenza del suo giuramento. TITOLO IV. Delle Obbligazioni che si contraggono senza Convenzione. 1570. Alcune obbligazioni nascono senza precedente convenzione, nè per parte di chi si obbliga, nè per parte di quello, verso cui siè obbligato Le une risultano dalla sola autorita della legge. Le altre nascono da un fatto personale di colui che resta obbligato. Le prime sono le obbligazioni che si formano involontariamente, come quelle tra proprietarj vicini, Oo quelle dei tutori o degli altri amministratori 1 quali non possono ricusare le funzioni che loro vengono attribuite. Le obbligazioni che nascono da un fatio personale di colui che resta ob- 1560. Le serment Sur la valeur de 14 chose demandée, ne peut étre déféré par le juge au demandeur que lorsqwil est d'ailleurs impossible de constater autre. ment celle valeur. Le juge doit même, en ce cas, déter- miner la somme jusqu’à concurrence de laquelle le demandeur en sera cru sur Son Sermmené. TITRE IF. Des Engagemens qui se forment sans Convention. 1570. Certains engagemens se forment sans qu’il infervienne aucune convention, ni de la part de celui qui s’oblige, ni de la part de celui envers lequel il esé obligé.| Les uns résultent de l'autorité seule de la loi. Les autres naissent d'un fait personnel à celui qui se trouve obligé. Les premiers sont les engagemens for- més involontairement, tels que ceux entre propriétaires voisins, ou ceux des tuteurs et des autres administrateurs qui ne peuvent refuser la fonction qui leur est déférée. Les engagemens qui naissent d'un fait personnel à celui qui se trouve obligé, 1569. Jusjurandum super valore rei petitæ a judice actori deferri nequit, nisi eo casu, quo alter im- possibile sit hunc valorem. comprobare. Judex ipse tunc summam præfinire debet, usque ad quantitatem actori jurato fides adhi- benda erit. TITELES FEV. De Obligatiombus, quæ sine Conventione nascuntur. 157u. Obligationes quandoque nascuntur, elsi tum is, qui se obligat tum alter, cujus favore obligatur, nihil convenerint. Aliæ ex sola legis aucteritate, aliæ ex facto ejus proprio, qui obligatur, proficiscuntur. Ille sunt, quæ præter voluntatem oriuntur, ut inter finitimos proprietarios, vel quæ tutores, aliosque administratores respiciunt, qui collatis muneribus se excusare nequeunt. Quæ vero ex facto ejus proprio, qui obligatur procedunt, ex quasi contractibus, aut ex delictis, seu quast Pal re Er | Up: NSlater Er Ce cas, de DACUrT EE sera x Fr Drment à se for e conveni oblige s lequel l'autor: ssent À! OU* "EM EN: je CEUX ux des fu ateurs dl (12) on qui bé DO‘Le jp” bligato, risultano o dai quasi-contratti, o dai delitti, o dai quasi-delitti. Esse for- mano il soggetto di questo titolo. CAPO:# Dei Quasi-Contraiii. 1371. Î quasi-contratti sono i fatti pura- mente volontar) dell uomo, dai quali ri- sulta un obbligazione qualunque verso un terzo, e talvolta un’ obbligazione re- ciproca delle due parti. 1572. Quegli che volontariamente in- traprende un affare altrui, tanto se il pro- prietario ne sia conscio,-quanto se lo ignori, COntrae una obbligazione tacita di continuare l’amministrazione che ha incominciato, e di condurla al termine sino a che il proprietario sia in istato di provvedervi egli stesso; deve egual- mente incaricarsi di tutte le conseguen- ze del medesimo affare: Egli è sottoposto a tutte le obbligazioni che risulterebbero da un espresso man- dato avuto dal proprietario. 1575. E tenuto a continuare l'ammi- nistrazione ancorchè, il proprietario mo- risse prima che l'affare fosse terminato, résultent ou des quasi-contrats, ou des délits ou quasi-délits. Ils font la matière du présent titre. CHAPITRE PREMIER. Des Quasi-Contrats. 1371. Les quasi-confrats sont les faits purement volontaires de l'homme, dont il résulte un engagemeuf quelconque envers un tiers, et quelquefois un en- gagement réciproque des deux parties. 1372. Lorsque volontairement on gère Ë affaire d'autrui, soit que le propriétai- re connaisse la gestion, soit qu’il ligno- re, celui qui gère contracte, l'engage- ment tacite de continuer la gestion qu’il a commencée, et de l’achever jusqu’à ce que le propriétaire soit en état ŸY pourvoir lui-même; il doit se charger également de toutes le dépendances de cette méme affaire. Il se soumet à toutes les obligations qui résulteraient d'un mandat exprès que lui aurait donné le propriétaire. 1573. 1] est obligé de continuer sa 8- stion, encore que le maitre vienne à mourir avant que l'affaire soit consom- delicüis profluunt, et sequentis lituli objectum constütuunt. CRE.| De Quasi- Conctractibus, 1375. Quasi contractus sunt facta hominis mere voluntaria, ex quibus aliqua ebligatio erga alum, et quandoque mutua inter parles oritur. 1372. Si sponte alienum negotium geritur, Sive domino sciente, sive ignorantie; is, qui negotium genit; tacite se obligat ad prosequendam inceptam gestionem, eamque perficiendam, donec dominus ipse eam susciper e possit. :Effectus ommes gesti negotii ejus oneri sunt, et cunctis subjicitur obligationibus, ac si expresso domini mandato fuisset instructus. 1373. Gestionem continuare tenetur, licet dominus obierit, +1 ” 14 pen à oi antequam negotium confectum sit, donec ES* M, ee. Re a ee enese ie PET Mob 2 TEEN F e fino a che lerede abbia potuto intra- prenderne la direzione. 1574,[D parimenti tenuto ad usare nel’ amministrazione dell affare tutte le cure di buon padre di famiglia. Il giudice perd è autorizzato a mo- derare la valutazione dei danni e degli interessi che fossero derivati da colpa o da negligenza dell amministratore, a norma delle cireostanze che lo hauno indotto ad incaricarsi dell affare. 1355. Il proprictario il cui affare fu bene amministrato, deve adempire le bbligazioni contratte dal! amministra- tore in suo nome, deve tenerlo inden- ne da quelle che ha personalmente as- sunte, e rimborsario di tutte le spese utili Oo necessarie da esso fatte. 3376. Chi o pererrore o scientemente riceve ci che non gli è dovuto, resta obbligato a restituirlo a quello da cui lo ha indebitamente ricevuto. 1577. Quando una persona che per errore si credeva. debitrice, ha pagato un debito, essa ha:l diritto della ripe- tzione contro il creditore. Tale diritto perd cessa quando il cre- ditore in conseguenza del pagamento st ë privato del suo documento relativo al credito; nel qual caso è salvo il re- gresso a colui che ha pagato, contre vero debitore. [ 574] mée, jusqu'à Ce que Théritier ait pu en prendre la direction. 1574. À] est tenu d'apporter à la ge. stion de Paffaire tous les soins d un bon père de famille. Néanmoins les circonstances qui lons conduit à se charger de Paffaire, peuvent autoriser le juge à modérer les domma- ges et intérêts qui résulteraient des fautes ou de la négligence du gérent. 1375. Le maître dont affaire a été bien administrée, doit remplir les enga- gemens que le gérent a contractés en son nom, l’'indemniser de tous Îles en- gagemens personnels qu’il a pris, et lui rembourser foutes les dépenses utiles où nécessaires quil à faites. 1376. Celui qui recoit par erreur ou sciemment, Ce qui ne lui est pas dt, s’oblige à le restituer à celui de qui il Pa indüment recu. 1377. Lorsqu'une personne qui, par erreur, se croyait débitrice, a acquitté une dette, elle a le droit de répétition con- tre le créæncier. Néanmoins ce droit cesse dans le cas où le créancier à supprimé son titre par suite du paiement, sauf le recours de celui qui à payé centre le véritable dé- biteur. heres illud suscipere possit. 1374. Omnem in negotii gestione diligentiam debet adhibere, qua uti solet prudens paterfamilias. Judex nihilominus modum imponere potest æstimationi ejus quod interest, et damnorum, quæ ex ge- Storis culpa, ac negligentia profecta essent, inspeclis adjunctis, ex quibus negotium gerenduæm suscepit. 1575. Dominus, cujus negotium utiliter gestum est, obligationes, quas éjus nomine geslor suscepil, ämplere debet: eundem ab jis, quas proprio. nomine contraxit, indemmem præstare, el expensas utiles, et mecessarias ipsi rependere debet. 1576. Qui errore, vel scienter indebitum accipit, se obligat ad restitulionenr accepii erga eu, qu ïndebite solvit, 1577. Quoties quis se debitorem putans alteri solvit, ei adversus crediterem condiciio competit. Idem nihilominus jus cessat, si creditor ex facta solutione crediti decumento. se prieavit; salyo.€1, qui debilyun expunsit, adyersus verumn debitorem regressu, D 1 grec quel Ware Dh, burn Per à ly soin d p, ces qui fire pe er les dm ent dés Ju ent, faire plir lex :0ntrach tous lx a pris nses util par fr) ji est jui celui ame W ,.& U ? répétitin ii se dun 1 mé sur ll IL; b pre À Li .... F ni par norD} g il sé 1. nié nd sf gs! Fu C 375] 1578. Se quegli che ha ricevut6 il pa- gamento, era in mala fede, è tenuto a vestituire, tanto il capitale che gli inte- ressi o i frutti, dal giorno del pagamento. 1370. Se la cosa indebitamente ricevuta è un immobile od è un corpo mobile, quegli che ha ricevuta obbligato a restituirla in natura, quando esista, od il suo valore, quando sia perita o deterio- rata per di lui colpa: è altresi rispon- sabile della sua perdita per caso fortuito, se l’ha ricevuta in mala fede. 1380. Chi ha venduto la cosa ricevuta in buona fede, non è tenuto che a re- stituire il prezzo ricavato dalla vendita, 1381. Colui al quale è restituita la cosa, deve rimborsare anche al posses- sore di mala fede, tuite le spese neces- sarie ed utili che sono state fatte per la conservazione della stessa cosa. -CAPO IT. Dei Délitii, e de Quasi-Delirti. 1382. Qualunque fatto deluomo che arreca danno ad altri, obbliga quello per colpa del quale è avvenuto, a ri- sarcire il danno, 1378. S'il y a eu mauvaise foi de la part de celui qui a reçu, il est tenu de restituer, tant le capital que les ïin- téréts ou les fruits, du jour du paie- ment. 1370. Si la chose indüment reçue est un immeuble ou un meuble corporel, celui qui l’a reçue s’oblige à la restituer en nature, si elle existe, ou sa valeur, si elle est périe ou détériorée par sa fau- ce; il est même garant de sa perte par cas fortuit, s’il Pa reçue de mauvaise foi 1380. Si celui qui a reçu de bonne foi, a vendu la chose, il ne doit resti- tuer que le prix de la vente. 1381. Celui auquel la chose est resti- tuée, doit tenir compte, même au pos- sesseur de mauvaise foi, de toutes les dépenses nécessaires et utiles qui ont été faites pour la conservation de la chose. CHAPITRE IT. De Délits et de Quasi-Délits. 1982. Tout fait quelconque de l’hom- me, qui Cause à autrui un dommage, oblige celui par la faute duquel il est arrivé, à le réparer. 1578. Siquis mala fide indebitum exegerit, sortem, atque usuras, vel fructus a die solutionis restituere gogitur. 1379. Si res immobilis, vel mobilis, et corporalis indebite recepta extat; qui accepit, ad illam im specie restituendam se obstringit, vel ejusdem valorem, si ejus culpa periüt, aut deterior sit facla; si vero mala fide accepit, fortuitum quoque casum præstat, 1380. Siquis rem bona fide receptam vendidit, ejus pretium dumtaxat restituit. 1581. Îs, eui res reddilur, possessori quoque malæ fidei expensas necessarias, et utiles, quasis rei ser- Yandæ gratia tulit, reficere idebet. CAPOT Ik De Delictis, vel Quasi-Delictis. 1389. Quodcumque factum, quod alteri damnur infert, obligat eum, cujus culpa factuma contigit, ad damnum præstandum. F4"“ d cs M"= A nn 5 nn ù eee anaN PR NT E id PRE ee en — de A ee Pas: en_ DS ve PSS or mn er£ ns+ 7 eme me A. m8 # ses à nee Æ men D ER S we re uns: ne© “ Fe PS me [376] 1583. Ognuno& risponsabile del dan- no che ha çagionato non solamente per un fatto proprio, ma ancora per sua negligenza© per sua imprudenza. 1584. Ciascuno parimenti è tenuto non solo per il danno che cagiona col pro- prio fatto, ma ancora per quello che viene arrecato col fatto delle persone delle quali ognuno deve essere garante, o colle cose che ha in propria custodia. ‘ Il padre, e la madre dopo la morte del marito, sono tenuti per i danni ca- gionati dai lori figli minori abitanti con essi: I padroni ed i committenti, per 1 danni cagionati dai loro domestici e commessi nell esercizio delle funzioni nelle quali vennero da essi impiegatt. Î precettori e gli artigiant, per 1 danni cagionati dai loro allievi ed apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vi- gilanza. La predetta responsabilitä non ha luo- g0, allorchè i genitori, 1 precettori e gli artigiani provano che essi non hanno potuto impedire il fatto per cui avreb- bero dovuto essere risponsabili. 1585., Il proprietario di un animale, o quegli che se ne serve, per il tempo in cui ne usa,& responsabile per il danno cagionato da esso, tanto che si trovi sotto la sua custodia, quanto che siasi smar- rito o fuggito.; 1383. Chacun est responsable du dom mage qu'il a causé non-seulement par son fuit, mais encore par sa négligence ou par son imprudence. 1584. On est responsable non-seule- ment du dommage que lon cause par son propre fait, mais encore de celui qui est causé par le fait des personnes dont on doit répondre, ou des choses que l’on a sous sa garde. Le père, et la mère après le décès du mari, sont responsables du dommage causé par leurs enfans mineurs habitant apeC EUX; Les maîtres et Les commettans, du dommage causé par leurs domestiques et préposés dans les fonctions auxquelles ils les ont employés; Les instituteurs et les artisans, du dommage causé par leurs élèves et ap- prentis pendant le temps qu’ils sont sous leur surveillance.| La responsabilité ci-dessus a lieu, à moins que les père et mère, instituteurs et artisans ne prouvent quils n'ont pu empécher le fait qui donne lieu à celte responsabilité. 1585. Le propriétaire d'un animal, où celui qui s’en sert, pendant qu’il est@ son usage, est responsable du domma- ge que l'animal a causé, soit que lani- mal füt sous sa garde, soit quil Jüé égaré ou échappé. nm 1385. Quisque tenetur de damno, nedum si ex suo facto, verum etlam si ex sua negligentia, aut impru dentia evenerit. 1584. Unusquisque pariter tenetur non solum de damno, quod facto proprio infert, sed etiam de illo, quod evenit ex facto eorum, pro quibus ipse respondere debet, aut ex rebus ejus custodiæ mandats. Pater, coque mortuo mater tenentur de damno a suis filiis minoribus secum degentibus dato: domini, et qui ali- quid aliis committunt, præstare debent damna a suis famulis, vel præpositis illata in exercitio officii ipsis demandatt Præceptores, et artifices tenentur de damno ab eorum discipulis, et tyronibus illato, quamdiu 1st sub eorum disciplina sunt. Parentes, præcepiores, et artifices tamen damna minime præstant, quoties factum, a quo illa proveniunt, se prohibere nullo modo potuisse probent. Dé M... s: à é;; à. é 1385. Dominus animalis bruti, et qui ipso utitur, pro tempore istius usus, tenentur de pauperie ab ho! facta, sive sub illorum cuslodia esset, sive dispersum abiret, sive aufugisset. ve, eue ble ro lon cu, ncore de à ds per Du des tk rés Je dit du dim jeurs lea nmefton omestiqu ns AU} artisan s ele} UTILE sus di re, DIS ils no e lieu d'un ons ph|| 4 |[ 377] 1386. Il proprietario d'un edificio tenuto per i danni cagionati dalla rovina di esso, quando sia avvenuta in conse- guenza di mancanza di riparazione 0 per un vizio nellà sua costruzione. TITOLO Y. tratto di Matrimonio, e dei Di- ispettivi degli Sposi. Del Fil CAPO LH Disposizioni generali. 1387. La legse non regola la società conjugale relativamente ai beni, se non in mancanza di speciali convenzioni, le quali gli sposi possono fare, come giudi- cano più conveniente, purchè non siano contrarie ai buoni costumi, e siano, in- oltre, osservate le seguenti modificaziont. 1388. Gli sposi non possono derogare nè ai diritti risultanti dall autorita ma- ritale sulle persone della moglie e dei figli, o a quel che appartengono al marito come capo della famiglia, nè ai diritti che vengone attribuiti al conjuge superstite dal fitolo della patria Podestà, Li 1386. Le propiétaire d’un bétiment'est responsable du dommage causé par sæ ruine, lorsqu’elle est arrivée par une sui- te du défaut d'entretien ou Êee de vice de sa construction. VITRE. F. Du Contrat de Mariage, et des Droits. respectifs des Époux, CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 1387. La loi ne régit l'association conju- gale, quant aux biens, qu’à défaut de conventions spéciales, que les époux peu- vent faire comme ils le jugent à propos, pourvu qu’elles ne soient pas contraires aux bonnes mœurs, et, en outre, sous les modi ifications qui suivent. 1388. Les époux ne peuvent déroger ni aux droits résultant de la puissance mari- tale sur la personne de la femme et des enfans, Ou qui appartiennent au MaTrÉ comme chef, 7i aux droits conférés at survivant des époux par le titre de la Puissance paternelle es par le titre de la ns, 1586. Quoties ædes ruina sua detrimentum intulerit, dominus damna sarcire debebit, si eadem corruenit constructionis vitio, vel quod ipse reficere illam neglexerit. LA T-UEUS. V. De contractu nuptiarum et de mutuis conjugum juribus, CASSETTE Dispositiones generales. 1387. De societate conjugali quoad bona, nisi ubi specialis conventio inter conjuges desit, lex non di- sponit. Ipsis autem quævis pacta de illis inire licet, dummodo bonis moribus non adversentur, et sequen- tibus regulis ea moderentur. 1588. Conjugum pacta conventa, quæ maritalis in uxorem, et patriæ in filios potestatis jus destruunt: quæ maritum spoliant lis prerogativis ,quæ ad ipsum, ut patremfamilias pertinènt: quæ superstiti conjugi 2 RIRE a 48 Ph om oh ere a TS gps ma | e da quello déZla Minor età, della Tutelr, e dell Emancipazione, nè alle disposizioni proibitive contenute nel presente Codice. 1389. Non possono fare alcuna con- venzione Oo rinuncia il di cui oggetto fosse tendente ad immutsre l’ordine le- gale delle süccessioni, tanto riguardo ad essi medesimi nella successione de’loro figli o discendenti, quanlo rapporto al loro figli fra essi; saive perd le do- nazioni fra vivi Oo per testamento le quali potranno aver luogo secondo le forme e ne casi determinati nel presente Codice. 1390. Non& più permesso ai conjugi di stipulare in un modo gencrico che la loro associazione verrà regolata da una delle consuetudini, lesgi, o statuti lo- cali che per lo addietro fossero state in vigore nelle diverse parti del terri- torio del Regno,e che dal presente Co- dice sono abrogate. 1591. Possano perd dichiarare in modo generiCo che è Jloro intenzione di o colle leggi della comunione, ‘o colle leggi dotah. Nel primo caso, i diritti degli sposi e de loro eredi saranno regolati dalle disposizioni del capo secondo di questo titolo. Minorité, de la Tutelle et de l'Émanci- pation,#2 aux dispositions prohibitives du présent Code. 1580. 11s ne peuvent faire aucune con- vention ou renonciation dont l'objet serait de changer l'ordre légal des successions, soit par rapport à eux-mêmes dans la succession de leurs enfans ou descendans, soit par rapport à leurs enfans€ sans préjudice des donations entrè-vifs ou testamentaires qui pourront avoir lieu selon les formes et dans les cas détermi- nés par le présent Code. 1500. Les époux ne peuvent plus sti- puler d'une manière générale que leur association sera réglée par l’une des coufumes, lois ou statuts locaux qui ré- gissaient ci-devaré les diverses parties du territoire français, et qui Sont abro- gés par le présent Code. 1301. 1]s peuvent cependant déclarer d'une manière générale qu’ils entendent se marier ou sous le régime de la com- munauté, ou sous le régime dotal. Au premier cas, et sous le régime de: la communauté, les droits des époux et de leurs héritiers seront réglés par les dispositions du chapitre II du présené litre. denegant jura ipsi titulo Patriæ potestalts, Minoris ætatis, Tutelæ, et emancipationis collata; et quæ hujus Codicis sanctiomibus prohibitoris derogant, rata nunquam habentur. 1589. Tam quoad se metipsos in filiorum, et descendentium hereditatibus, quam qoad suos filios inter se vicissim legitimum successionis ordinem quacumque conventione, aut renuncialione conjuges invertere nC- queunt; permissis Lamen donationibus inter vivos, aut ex tesiamentio, quæ juxta sanctiones hujus Codicis celebrari contigerit. 1590. Quod in posterum conjugalis societas regatur consuetudinibus, legibus, aut statulis localibus, quæ in multis Regni partibus jam observabantur, et hoc Codice abrogantur, conjugibus generatim stipulare amplius non licet. 1591. Îpsis tamen conjugibus generalis declaratio non prohibetur, se matrimonium, aut sub reginine communionis bonorum, aut sub regimine dotali contrahere. Primo casu jura conjugum atque eorum heredum juxta illa, que capite IT. Rhujus litul statuta sunt, alo drone ui 19) ie tou) F Ti, Pris CU ty lobete SUCCesip, nés dun | descenin ns énlieez $ À| L avoirk cas detre ré plus que le l'une À UT qu Derses pui qui Sont dont À ls ent sd lat e dotal s le ré s des( 46 Eu rer LE, Las L 07 , Ï PT Lu , L'579] Nel secondo caso i loro diritti sa- ranno regolati dalle disposizioni del capa terzo. 1592. La semplice stipulazione con cui la moglie si costituisce o le ven- gono costituiti dei beni in dote, non basia perchè sieno questi beni sotto- messi al regime dotale, se nel contratto di matrimonio non siasi fatta sopra di cid un espressa dichiarazione. Parimenti non risulta che gli sposi si Ssieno sottomessi al regime dotale colla semplice dichiarazione da essi fatta di maritarsi senza comunione, ossia di rimanere separati di beni. 1395. In mancanza di stipulazioni spe- ciali che deroghino al regime della comunione o che lo modifichino, le regole stabilite nella prima parte del capo secondo formeranno il diritto co- mune del Regno. 1594 Le convenzioni mat”imoniali sa- ranno stese, prima del matrimonio, in un atto avanti notaro. À 1505. Esse non possono cangiarsi in verun modo dopo la celebrazione del matrimoOn1o. 1395. Î cangiamenti fatti prima della celebrazione del matrimonio, devono es- sere comprovati da un atto del notaro steso nella medesima forma del contatto di matrimonio. Au deuxième Cas, el sous le régime dotal, leurs droits seront réglés par les dispositions du chapitre III. 1302. La simple stipulation que la. Jemme se constitue ou quil lui est. constitué des biens en dot, ne suffit pas: pour soumettre ces biens au régime dotal, s’il.n’y à dans le contrat de mariage une déclaration expresse à cet égard. La soumission au régime dotal ne ré: sulte pas non plus de la simple décla- ration faite par les époux, qu'ils se marient sans communauté, ou qu’ils seront séparés de biens. 1303. 4 défaut de stipulations spécia- les qui dérogent au régime de la com- munauté ou le modifient, les règles éra- dblies dans la première partie du chapi- tre IT formeront le droit commun de l& France. 1594. Toufes conventions matrimonia- les seront rédigées, avant le mariage, par acte devant notaire.| 1505. Elles ne peuvent recevoir aucun changement après la célébration du md- «riage.| Le 1596. Les changemens qui y seraient faits avant cette célébration, doivent étrè constatés par acte passé dans. la même forme que le contrat de mariage. diriguntur: altero à præscriptis capite IIL. normam sumunt. 1592. Simplex stipulatio, qua mulier bona in dotem sibi constituit, vel qua dotis nomine eadem a quovis «lo pro ipsa marito traduntur, non suffcit, ut illa sub regimine dotali habeantur; nisi expresse in nnp- tal contractu id conventum sit. Neque pariler ex conjugum sunplict declaratione, se nuptias contrahere absque ulla commumion e bono- rum; seu bona sejuncta se habituros, regimén dotale deducitur. 1395. Quoties specialis stipulatio deficiat, qua communioni bonorum derogetur, aut istd temperetur, carones, quos prima capilis secundi pars exhibet pro Regni jure communi habebuutur,| 1594. Nuptiales conventiones omnes ante matrimonium actis apud tabellionem mäândari debent. 1395. Post contractum matrimonium nihil in iis immutare licet. 1 x, 1596. Ante nuptias siquid forte in ïüis immutare libuerit, id actu eadem solemnitate celebrato ac ma- trimonii actus, consiare oportet. er or Le [ 380] Inoltre, nessun cangiamento 0 contro- dichiarazione in iscritto è valida quan- do sia fatta senza la presenza ed. à simultaneo consenso di tutte le perso- ne che sono state parti nel contratto di matrimonio. 1597. Ogni cangiamento€ contro-di- chiarazione in iscritto, quantunque Trive- stita delle forme prescritte nel preceden- te articolo, sara senza effetto riguardo ai terzi, se non sara stata estesa appiè della minuta del contratto di maitrimo- nio; ed il motaro non potrà sotto. pena dei danni ed interessi verso le parti, ed ove occorra, sotto pene più gravi, rk lasciare nè le copie autentiche di pri- ma edizione, nè le ulteriori del contrat- to di matrimonio, senza riportare in fi- ne di esse il cangiamento© la contro- dichiarazione. 1598 Il minore capace a contrarre ma- trimonio è pure capace di prestare 1l consenso per tutte le convenzioni delle quali è suscettibile questo contratto, e le convenzioni e donazioni che con esso avyesse fatte, sono valide, purché nel contratto sia stato assistito dalle persone, 1] cui consenso è necessario, per la vali- ditàa del matrimonio. Nul changement ou contre-leftre n’est» au surplus, valable sans la présence ex le consentement simultané de toutes les personnes qui ont été parties dans le contrat de mariage. 1507. Tous changemens et contre-lct- tres, même revétus des formes prescrites par Particle précédent, seront sans effet à l'égard des tiers, s'ils n’ont été rédi- gés à la suite.de la minute du contrat de mariage; et le notaire ne pourr®, à peine des dommages et intérêts des parties, e£ sous plus grande peine s’il y a lieu, dé- livrer ni grosses ni expéditions du contrat de mariage, sans transcrire à la suite le changement ou la contre-lettre. 1508. Le mineur habile à contracter ma- riage est habile à consentir toutes les con- ventions dont ce contrat est susceptible; et les conventions et donations qu’il y a faites, sont valables, pourvu qu'il ait été assisté, dans le contrat, des personnes dont le consentement est nécessaire pour la validité du mariage.- Nulla immutatio conventionum, seu antapocha admittitur, nisi saltem præsentibus, et una simul consen- ÿentibus ïis omnibus, qui in contractu nupliali partem habuere, facta sit. 1597. Quæcumque immutatio, seu antapocha, modis licet superius præscriplis facta, nullius erit effectus relate ad eum, qui ex contrahentibus non est, nisi in calce autographi contractus nuptialis eadem addatur. Tabellio autem sub pæna omnia damna, et quod interest præstandi, atque etiam majori si locus est, nulla contractus nuptialis exempla edere potest, nisi pariter in horum calce predictas immutationes, æut antapochas transcribat. 4: : ee 1: ee 1598. Minor ad nuptias contrahendas idoneus omnes in hoc contractu licitas conventiones inire potest; ef. cum ii, quorum consensus ad nuplias necessarius est, ejus. contractui adfuerunt; pacta, inita el. factæ donationes manent,| mn©, mt æ” yhi 581| res CAPO Il. CHAPITRE Il.- pré: LL! Del Regime della Comunione. Du Régime en Communauté. dries dy: 1509. La comunione, tanto legale, che 1590 La communauté, soit légale, soit convenzionale, incomincia dal giorno del conventionnelle, commence du jour du cou matrimonio contratto avanti l'ufliciale mariage contracté devant l'officier de l’état res prets dello stato civile. Non si pud stipulare civil: on ne peut stipuler gwelle commen- ront sun! che essa incomincerà in un’ altra epoca. cera à une autre époque. l'ont êh:: du cont: PARTE E PREMIERE PARTIE. ur, d}| es parik Della Comunione legale. De la Communauté légale. ya la, pos ds co 1400. La comunione che si stabilisce_ 1400. La communauté qui s'établit par re à la sui colla semplice dichiarazione di maritar- la simple déclaration qu’on se marie sous tre, si sotto il regime della comunione, o che le régime de la communauté, ou à dé- deriva dalla mancanza d’'ogni contratto, Jaut de contrat, est soumise aux règles soggiace alle regole spiegate nelle sei expliquées dans les six sections qui sui- seguenti sezioni. vent. ps Sezione E SECTION PREMIÈRE. ir tout 65 a Di ciùd, che forma la comunione fanta De ce qui compose la Communauté sent attivamente che passivamente. activement et passivement.- ryu quil , des Fr S. k S- Le L necesu attività della Comunione: De l'actif de la communauté. 1401. Lo stato attivo della comunione 1401. La communauté se compose acti- hu è composto Hemens ,. CRPUT CL Lt De Regimine Cominunionis bonorum. 1399. Communio. tam ex lege, quam ex pacto-a die, qua coram officii status civilis præfecto. nuptiæ ee celebratæ sunt, incipit; neque in abud tempus eam initium babituram.,. stipulari potest. e pbs” PARS L mi LA De Bonorum Communione ex lege.. des 1400. Quum simpliciter declaratum est, quod nuptiæ sub communionis regimine contrahuntur, vel quum. L ghil de hac re conventum sit, regulæ sex, quæ sequuntur, sectionibus propositæ communionem moderaniur.. sas, SEcrTio I. FT LE De üs, quæ Statum activum, et passivum communionis efficiunt.. $. IL. De. statu actio communionis:. t4or. Activum communiônis statum conslituunt, 208 en ue D cm ue RE es ro > robes ET Dr(077 Vase ps AT Ge “ | 10 Di tutti gl effetti mobiliari che À-conjugi possedevano nel giorno della celebrazione del matrimonio, come pu- re di quelli che loro pervengono- rante il matrimonio a titolo di succes- sionë ôd: anche di donazione, quando il donante non abbia dichiafato il con- trario; Fi 2 Di tutti i fratti, rendite, inte- ressi ed annualità, qualunque sia la loro natura, scadute o percette duran- te il matrimonio,€ provenienti da be- ni, che appartenevano ai conjugi al tem- po del loro matrimonio, O di quelli che loro sono devoluti durante lo stesso, per pe oglia titolo. 5.0 JM tutti gl’immobil acquistati du- rante il matrimonio. 1402 Qualunque immobile si ritiene come acquistato in comunione, se non ê provato che uno de conjugi ne ave- va prima del matrimonio la proprietà od il legale possesso ,-ovvero che gli è pervenuto dappoi per titolo di succes- sione o di donazione. 1403. I tagli de boschi ed i prodotti delle cave e dellé miniere cadono nei- la comunione per tutto cid che è con- siderato come usufrutto, secondo le re- gole spiegate al titolo del! Usuÿfrufto; dell Uso e della ÆAbitaziorie. Se durante la comunione, non sonû stati fatti 1 tagliamenti de’ boschi che 9 * 82] 1.0 De tout le mobilier que les époux possédaient au jour de la célébration du zuariage, ensemble de tout le mobilier qui leur échoit pendant le mariage à titre de succession ou méme de donation, si le donateur na exprimé le contraire; e De tous les fruits, revenus, inte- réts et arrérages, de quelque naturt qu'ils soient, échus ou percus pendant le mariage, el provenant des Liens qui appartenaient aux époux lors de sa ct- lébration, ou de ceux qui leur sont échus pendant le mariage, à quelque ti- tre que ce Soit; 5. De tous les immeubles qui sont acquis pendant le mariage. _ 1402 Tout immeuble est réputé acquët de communauté; S'il west prouvé que lun les époux en avait la propriété où possession légale antérieurement au ma- riage, ou qu’il lui est échu depuis à ti- tre de succession ou donation. 1403. Les coupes de bois et les pro- duits des carrières€t mines tombent dans la communauté pour touf ce qui en est considéré comme usufruil, d'après les régles expliquées au titre de TVUsu- fruit, de l'Usage et de l'Habitation. Si les coupes de bois qui,°en suivant ces règles, pouvaient étre faites durant lo Bona omnia mobilia sive a conjugibus possessa antequam nuptiæ celebrarentur, sive ob hereditatem aut donationem posta adquisita; nisi donator secus declaraverit: 2.0 Fructus, reditus, usuræ cujuscumque generis, et temporis elam anteach, quæ ad conjuges constante matrimonio perveniunt ex bonis eorum proprüs nupüal die, vel quovis titulo postea adquisitis: à‘ di:-: 35. Bona immobilia constante matrimonio adep! à 1402. Immobilia quævis communia conjugibus censentur, msi ante nupfas Im alterutrius proprietale, tie CER jitina possessione illa fuisse, aut postea per successionem, aut donationem ei obvenisse probetur + Siivæ cæedux, lapicidinarum, et cujusque metall fodinæ fructus, quoiies juxta canones ütuli hujus Codicis de usufructu, usu et habitatione revera in usufructu esse possint, ad communionem pertinent. si constante matrimonio cæsæ minime fuerunt, conjugi Silvæ, quæ juxta citalos canones cædi poterañt, nl Que y Céléain, ju le ni Manage à de onu, QUES lee, x juelque ni IÉTQUS pe des br, 078 dx: ui leur à quel es qui à b réput ar est. prouti le pros jrément u depli jo, is et la! nines{8 our WW! ufr à LL le hu Fr Lu | 4 mi ii Labt qu Halo 04 dl4[Ut [ 585] potevano essere fatti a norma delle sud- dette regole, ne sara dovuta la compen- sazione al conjuge non proprietario del fondo od a’ suoi eredi.| Se le cave ele miniere sono state aperte durante il matrimonio, i pro- dotti non cadono nella comunione, “salvo che colla compensazione od 1in- dennizzazione a favore di quello fra à conjugi cui potrà essere dovuta. 1404. Non cadono in comunione gli immobili posseduti dai conjugi avanti la celebrazione del matrimonio, o che loro pervengono durante il matrimonio a titolo di successione. Nonostante, se dopo d’avere stipu- lato il contratto del matrimonio, col pat- to della comunione, e prima della sua celebrazione, uno degli sposi avràa in quest intervallo acquistato un immobile, esso cadràa nella comunione, purchè V'acquisto non sia stato fatto in esecu- zione di qualche clausula matrimoniale; nel qual caso esso Sara regolato a ter- mini della convenzione. 1405. Le donazioni d’immobili che durante il matrimonio sono state fatte ad uno soltanto de’conjugi, non cadono nella comuniore, ed appartengono al solo donatario, purchè la donazione non contenga espressamente che Îa cosa donata deve spettare alla comu- nione. la communauté, ne Pont point été, 1! en sera di récompense à l'époux non propriétaire du fond ou à ses héritiers. Si les carrières et mines onf été ou- vertes pendant le mariage, les produits n'en tombent dans la communauté que sauf récompense on indemnité à celui des époux à qui elle pourra étre due. 1404. Les immeubles que les époux - possèdent au jour de la célébration du mariage, ou qui leur échoient pendant Son cours à titre de succession, n'entren£ point en communauté...| Néanmoins, si lun des époux avait acquis un immeuble depuis le contrat de mariage, contenant stipulation de com- munauté, et avant da célébratiorr du ma- riage, l'immeuble acquis dans cet inter- valle entrera dans la communauté, à moins que lacquisition nait été faite en exécution de quelque clause du ma- riage; auquel cas elle serait réglée sui- vant la convention.| 1405. Les donations d'immeubles qui ne Sont fuiles pendant le mariage qu’à l’un des deux époux, ne tombent point en communauté, el appartiennent au donafaire seul, à moins que la dorna- tion ne contienne expressément que la chose donnée appartiendra à la commu naulé. non proprietario, vel ejus heredibus indemmitas debetur. Fructus ex lapicidinis, et metalli fodinis constante matrimonio repertis ad communionem non spectant, nisi ill ex conjugibus, cui debetur, indemnitas præstetur. 1404. Bona immobilia, quæ nuptiarum tempore a conjugibus possidebantur, aut ipsis constante matrimo- nio obvenerunt titulo successionis, ad communionem non pertinent. Si vero conjux post slipulationem nuptiarum cum pacto communionis, sed ante illarum celebrationem aliquid immobile adquisivit, communion cedit, misi id factum sit ad alicujus clausulæ nuptialis conventioms implementum; quo casu ipsi convention: parendum. 1405. Bona immobilia constante matrimonio alieri ex conjug'bus donata, communia non efficiuntur; sed solius donatari propria sunt, nisi expresse sub commumionis lege donata fuerint, jé a rm los nn as 4 Me PS© [ 584] 1406. L’ immobile rilasciato 0 ceduto dal padre, madre od altro ascen- dente ad uno dei conjugi per soddisfar- lo di quanto gli deve, o col peso di pagare ad estranei 1 debiti del donanie, #on cade nella comunione, salvo il di- ritto di compensazione od indennità. 1407. L’immobile acquistato durante il] matrimonio, a titolo di permuta con un immobile spettante all’altro dei con- jugi, non cade nella comunione, ed è surrogato nel luogo di quello alienato; salvo il compenso in caso d’eccedenza. 1408. L'acquiste fatto durante il ma- trimonio, col mezzo di licifazione, od altrimenti, della porzione d’un immo- bile di cui uno dei conjugi era pro- prietario pet indiviso, non si considera come un acquisto fatto alla comunione, purchè questa venga indennizzata della somma che avrà somministrato per tale eggetto.; Nel caso in cui il marito venissé egli solo ed in nome proprio, ad esse- re acquirente od aggiudicafario di tut- 40, Oo parte d'un immobile spettante per indiviso alla moglie, questa all epo- ca della dissoluzione della comunione, ha la scelta o di vrilasciare l’effetto alla comumione; la quale in tal caso resta debitrice verso la moglie della parte che 1406. L'immeuble abandonné ou cedé par pére; mére ou autre ascendant, à lun des deux époux, soit pour le rem- plir de ce qu’il lui doit, soit à La charge de payer des dettes du donateur à des étrangers, n'entre point en Communauté ÿ sauf récompense ou indemnité. 1407. d'immeuble acquis pendant le mariage, à titre d'échange contre l’im- meuble appartenant à l’un des deux époux, entre point en COMMUNAUTÉ, et est subrogé au lieu et place de celui qui a été aliéné; sauf la récosmpense s’il y«« soulte. 1408. L’acquisition faite pendant le ma- riagé, à titre de licitation ou aufrement, de portion d’un immeuble dont l'un des époux était propriétaire par indivis, ne forme point un conquét; sauf à indem- niser la communauté de la somme qu’elle a fournie pour celle acquisition. Dans le cas où le mari deviendrait, seul et en son nom personnel, acquéreur ou adjudicataire de portion ou de la to- zalité d’un immeuble apparlenant par u- divis à la femme, celle-ci, lors de la dis- solution de la communauté,& le choix ou d'abandonner leffet à la communa té, laquelle devient alors débitrice en- vers la femme dé la portion appartenant 1406. Res immobilis&elicta, aut cessa a genitoribus, aut ab alio adscendente alterutri ex conjugibus, sive ad prestandum ipsi qnod debetur, sive ut hic æs alienum donantis exiraneis solvat, ad communioneni non spectat, salva indemmitate. 1407. Res immobilis ex permutatione cum alia ré immobili altérutfius conjügis adepta constante mairr monio, communis non efficitur; et salva indemnitate, si alterutra pluris esset, in locum alienatæ subit. 1408. Si aliena pars prædiüi, quod conjux pro indiviso cum extraneo possidet, vel auctione publica, vel allo quovis modo, constante matrimonio, ab ipso conjuge adquiratur; in communionem non cadit, sed intlemnitas tantum pro communi pecunia in emptione erogala præstanda est. Cum marüus solus, et proprio nomine adquirit, aut ipsi adjudicatur in totum, vél pro parte prædium; œuod pro indiviso ejus uxor cum extraneo possidet; soluta maritali communione, ista pro arbitrio vel prædium communioni relinquit, quæ tunc parlem pretit pro rata ad eam spectantis ipsi debet; vel prædiumt y gra 0) pique h cell hou ad ess sara to ul dl n dll sal lg a Del delle cle 401 ju Lnenane rene 140 10| flante| Propria 2,0 À xione 4 0 Us Fus in nr, l#l A dla, pour be, SU lt bnater} Ne Comm, mit, is pe 1ge con D'un da! L COMME| place is récomp pendani ue QULÉTI dont lu ur indivi sauf du Ja somme; psifION ri de nel, a on Où d! portent} ci, md j DE auf! é" la, d dl FL y'nlt$ un dE” ne | LU_. PS re Pr onenen n DM [ 585] ad essa appartiene del prezzo, o di prendere V immobile, rimborsando alla comunione il prezzo dell acquisto. $. IL Delle passività della comunione, e delle azioni che ne risultano contro di essa 1409. La comunione si compone pas- sivamente, 1.9 Di tutti i debiti mobiliari da cui gli sposi si trovavano gravati prima del- la celebrazione del loro matrimonio, o da cui si trovassero gravate le eredità ad essi pervenute durante il matrimonio; salva la compensazione per quelli rela- tivi agl immobili proprj dell uno o dell altro dei conjugi; 2.0 Dei debiti, tanto in Capitali quan- to in annualità od interessi, contratti dal marito durante la comunione, o dalla moglie con il consenso del mari- to; salva la compensazione, ove abbia Iuogo. 3.° Delle annualità ed interessi soltan- to delle rendite passive o dei debiti che sono particolari a ciascuno dei con- jugi. F à celle-ci dans le prix, ou de rertrer l'immeuble, en remboursant à Ja COn- munauté le prix de l'acquisition. S. II. Du passif de la communauté, et des actions qui en résultent contre la com- munauté. 1409. La Communauté se compose pas- sivement, 1.0 De toutes les dettes mobilières dont les époux étaient grevés au jour de là célébration de leur mariage, ou dont se érouvent chargées les successions qui leur échoient durant le mariage; sauf la ré- compense pour celles relatives aux jim- meubles propres à l'un ou à l’autre des époux; 2.0 Des deltes, tant en capitaux qu’ar- rérages ou intérêts, contractées par le mari pendant la communauté, ow par la femme du consentement du mari; sauf la récompense dans les cas où elle a lieu; 5.2 Des arrérages et intérêts seulement des rentes ou dettes passives qui sont personnelles aux deux époux; retinet, emptionis preiio communioni restituto. De communionis statu passivo, et actionibus inde profluentibus. 1409. Passivam communionem constituunt, 1.0 Omne æs alienum mobile, quod conjuges ante nuptias jam debebant, vel quo hæreditates, quæ con stante matrimonio ipsis obvenerunt, propria alterutrius conjugis afficeret: 2.0 Æs alienum, tam relate ad sortes, quam ad usuras præteritas non solutas, nione, aut ab uxore, gravabantur; salvo compensationis jure in eo ære, quod immobilia a marito vigente commu- ipso consentiente, contractum; salva compensatione, prout juris esset: 5.0 Usuræ non persolutæ, et census dumtaxat, redituum aut pecumæ als debilæ, quæ singulis ex con- jugibus incumbunt: w RS ee 49 Be no f 4: Fe Nous [ 586] nato, le incrizioni sugl'immobili loro appartenenti, e sopra quelli che loro potranno appartenere in seguito.| I mariti ed i tutori che, avendo omes- 50 di chiedere e di fare eseguire le inseri- zioni prescriite nel presente articolo, avranno aderito o lasciato stabilire pri- vilegi o ipoteche sui loro immobili, senza dichiarare espressamente, che detti immobili erano soggetti all ipoteca legale delle mogli e de’minori, saranno Con- siderati colpevoli di stellionsto, e come tali soggetti all arresto personale. 2137. 1 tutori surrogati saranno tenuti sotto la loro risponsabilità personale, e sotto pena di tutti i danni ed interessi, d’ invigilare ad oggetto che le inscrizioni siano fatte senza ritardo sopra i beni del tutore, per la di lui amministrazione, ed anche di farle essi medesimi eseguire. 1138. Omettendo i mariti, 1 tutori, ed i surrogati tutori di far seguire le inscrizioni prescritte dai precedenti arti- coli, le stesse saranno richieste dal Re- gio Procuratore presso il tribunale civile del domicilio dei mariti e tutori, o del Juogo ove sono situati 1 beni. 2189. Potranno i parenti, tanto del ma- sito, che della moglie, e quelli del mi- ce établis, sur les immeubles à eux ap- partenant, ef sur ceux qui pourront leur appartenir par la suite. Les maris et les luteurs qui, ayant manqué de requérir et de faire faire les inscriptions ordonnées par le présent ar- ticle, auraient consenti ou laissé prendre des privilèges ou des hypothèques sur leurs immeubles, sans déclarer expres- sément que lesdits immeubles étaient af- Jectès à l’hypothèque légale des femmes et des mineurs, seront réputés stellio- nataires, et comme tels contraignables par corps. 2157. Les subrogés tuteurs seront tenus, sous leur responsabilité personnelle, et sous peine de tous dommages et intérêts, de veiller à ce que les inscriptions soient prises sans délai sur les biens du tu- eur, pour raison de sa gestion, imé- me de faire faire lesdites inscriptions: 2158. A défaut par les maris, tueurs, subrogés tuteurs, de faire faire les in- scriptions ordonnées par les articles pré- cédens, elles seront requises‘par le Corn- missaire du Gouverne ment près le tribu- nal civil du domicile des maris et tu- teurs, ou du lieu de la situation de, biens. 2139. Pourront les. parens, soit du maris soit de la femme, et les parens du mi- re VUE nentur; et propterea ipsi requirere illico debent ab officiis ad id institutis inscriptionem in bona immobilia quæ ad ipsos pertinent, aut In posterum poterunt perünere. Viri, et tutores, qui inscriptiones hoc articulo præscriptas postulare, et fieri omiserint, atque consensum suum præbuerint, ut sua bona immobilia hypotheca, vel privilegio afficerentur, quin ab ipsis expresse de- claratum sit, prædicta immobilia hypothecæ legalis vinculo jam obstricta esse favore uxorum vel minorum uti rei criminis stellionatus habebuntur, et ob id custodiæ carcerali subjici poterunt. 2157. Tutores honorarii suo periculo, et sub pœna luendi omnia damna, et quidquid intererit, curare tenentur, ut statim in bona tutoris inscriptiones fiant, pro ejus administration: aique eorum erit easde m etiam postulare. 2158. Si vir, et tutor, nec non tutor honorarius inscriptiones superiori articulo statutas fieri neglexe- vint; Regius Procurator penes Tribunal civile domicilii viri, et tutoris, vel loci, ubi bona sita sunt, ut gædem fiant, postulabit. 5:59. Prædictas inscriptiones requirere licebit propinquis tum vi, tum uxoris, tup punors, aut, u$ Uelim à; Qùné ty UX y di ns, clik P'esl te es avan gutant vi que or L Gant qine, VA le dx: dudit je, ei date cel en pou que sur L! les per rail& tte À r la jérifiers uccessl ont él [ 387| eonjugi durante il maitrimonio, non$0- no a carico della comunione; salva ai creditori la ragione di agire per il pa- gamento, sopra gl’immobili della pre- detta eredità.- Nonostante, se l’eredità è pervenuta al marito, i creditori verso la detta ere- dità possono pretendere il loro paga- mento tanto sopra i beni proprj del ma- rito, quanto sopra quelli della comu- nione, salvo, nel secondo caso, il rim- borso dovuto alla moglie od ai suoi eredi, 1415. Se l'eredità puramente zrmobi- liare sia pervenuta alla moglie, ed essa l’abbia accettata coll assenso del marito, i creditori dell’ eredità possono doman- dare il loro pagamento sopra tuttii be- ni particolari della moglie: ma se l'ere- dità non& stata accettata dalla moglie, che mediante autorizzazione per causa del rifiuto del marito, i cre- ditori, nel caso che gl’immobili eredi- tarj non siano suflicienti, non possono agire che sopra la nuda proprieta degli altri beni particolari della moglie. 1414. Quando l'eredità pervenuta ad uno degli sposi consista parte in effetti mobiliari e parte in émmobiliari, 1 de- biti da cui essa è gravata, non sono a carico della comunione che fino aila concorrenza di quella porzione degli e époux pendant le mariage, ne sont point à la charge de la communauté; sauf le droié£ gu’ont les créanciérs de poursuivre leur paiement sur les immeubles de ladite SUCCESSLON. Néanmoins, si la succession est échue au mari, les créanciers de La succession peuvent poursuivre leur paiement, soit sur tous les biens propres au mari, soit méme sur ceux de la communauté; sauf, dans ce second cas, la récompense due à la femme ou à ses héritiers. 1413. SZ la succession purement immo- bilière est échue à la femme, et que cel- le-ci Pait acceptée du consentement de son mari, les créanciers de la succession peuvent poursuivre leur paiement sur tous les biens personnels de la femme: mais si la succession n’a été acceptée par la femme que comme autorisée‘en justice au refus du mari, les créanciers, en Cas d'insuffisance des immeubles de la suc- cession, ne peuvent Se pourvoir que sur la nue propriété des autres biens person- nels de la femme. 1414. Lorsque la succession échue à l’un des époux est en partie mobilière e£ en partie immobilière, les dettes dont elle est grevée ne sont à la charge de la corn- munauté que jusqu'à concurrence de la portion contributoire du mobilier dans les devolutæ sunt, si æris alieni onus importent, illud solvere communionis non est; salvo crediteribus jure in immobilibus ejusdem hereditatis ad æs suum consequendum. Quoties tamen ma’itus heres fuit; creditores hereditatis tam in bonis illius omnibus, quam in bonis communionis jus suum persequi possunt; salva hoc secundo casu uxori, ejusque heredibus compensatione. 1415. Cum hereditas, quæ rebus immobilibus tantnm constat, ad uxorem devolula est, et assentienie marito adita fuit; creditores hsreditatis æs suum repetere possunt super omnia bona, quæ propria uxoris sunt. Sin renuenie marito ista auctoritate judicis hereditatem adierit; creditores deficientibus immobilibus leres ditariis ad æs alienum solvendum, in sola proprietate ceterorum bonorum, que ejusdem uxoris propria sunt, jus habent. 114. Cum successio conjugi devoluia pariüm ex mobilibus, partim ex immobilbus constat; communio A ee [ 588] effeiti mobiliari, che deve erogarsi per l'estinzione dei debiti, in proporzione del valore dei predetti effetti mobiliari confrontato con quello degl immobili. Questa porzione erogabile si desume dall inventario eui il marito deve far procedere in proprio nome, se l'eredita lo risguarda particolarmente, O0 come dirigente ed autorizzante le operazioni della moglie, quando si tratti di una eredità ad essa pervenuta. 1415. In mancanza d’inventario, ed in qualunque caso questa mancanza pre- siudichi alla moglie, essa od ïi suoi eredi possono, al tempo dello sciogli- mento della comunione, domandare di essere indennizzati a termini di ragione; come pure comprovare la preesistenza e valore degli effetti mobiliari non im- ventariati, tanto con documenti e scrit- ture private, quanto con testimonj, ed occorrendo, per pubblica fama. Il marito non è mai ammesso a fare questa prova. 1416. Le disposizioni contenute nell articolo 1414 non impediscono che 1 cre- ditori d’'un’eredità in parte 7robiliare ed in parte#nrmobiliare dimandino il loro pagamento sopra i beni della co- munione, tanto nel caso che leredità ‘sia devoluta al marito, come in quello che sia devoluta alla moglie, quando dettes, eu égard à la valeur de ce mobi. lier comparée à celle des immeubles. Cette portion contributoire se règle d'a- près linventaire auquel le mari doit faire procéder, soit de son chef, si la succes- sion le concerne personnellement, soit comme dirigeant et autorisant les actions de sa femme, s’il s'agit d'une succession & elle échue. 1415. 4 défaut d'inventaire, et dans ous les cas où ce défaut préjudicie à la J'emme, elle ou ses héritiers peuvent, lors de la dissolution de la communauté, pour- suivre les récompenses de droit, et même Jaire preuve, tant par titres et papiers domestiques que par témoins, et au be- soin par la commune renommée, de la consistance et valeur du mobilier non inventorié. Le mari n’est jamais recevable à faire celle preuve. 1416. Les dispositions de l’article 1414 ne font point obstacle à ce que les créan- ciers d’une succession en partie mobilière et en partie immobilière poursuivent leur paiement sur les biens de la communauté, soit que la succession soit échue au mari, soit qw’elle soit échue à la femme, lors- que celle-ci l’a acceptée du consentement ad æs alienum solvendum concurrit pro rata mobilium, horum valore cum immobilium pretio comparato. Hæc contributionis pars ex inventario desumitur, quod maritus conficere tenetur, aut proprio nomine; cum hereditas ad eum directe spectat, aut tamquam rector, et in uxoris gestis auctoritatem interponens, eum de hereditate ad illam devoluta, agitur. 1415. Deficiente inventario, et quotiescumque ejus defectus re uxoriæ damno sit; uxor ipsa, et illius heredes, quum communio dissolvitur, indemnitatem petere possunt in üis omnibus, quæ de jure sunt; el tam documentis, et domesticis scripluris, quam per testes, et publicam famam, si opus est, probare præcxistentiam, et valorem mobilium, de quibus inventarium omissum est. Maritus tamen testis de hoc non admittitur, A 1£= e, s. à e“te 1416. Præscripta articulo 1414. non obstant, quominus creditores hereditatis, quæ mobilibus, et immobili- bus constat, suum æs persequantur in bonis ad communionem epectantibus, sive uarite, sive uxori here- n0g ailes fo don 1 de ia€ so La jam 1 Super Ur de, Une, Dire 1 mar di GANTS nellene, sant(sus d'une vues faire, à préjui: S pEUVER nunauk droit, et! tres el} ins, élu no, d mo Le PT) Le l'art pe que H? | paré me e pousse” je los of ga je à ne” x YA [ 569] questa Ÿ abbia accettata coll assenso del de son mari: le tout sauf les récomper- marito; il tutto pero senza pregiudizio ses respectives. delle rispettive compensazioni. Lo stesso ha luogo se F eredità fu Il en est de même si la succession n’a accettata dalla moglie con l autorizzazio- été acceptée par la femine que comme au- ne giudiciale, e che cid nonostante gli torisée en justice, et que néanmoins le effetti mobili siano stati confusi con mobilier en ait été confondu dans celui quelli della comunione senza che siavi de da communauté suns un inventaire preceduio l inventario. préalable. 1417. Se l'eredità fu accettata dalla 1417. Si la succession n'a été acceptée moglie con l’autorizzazione giudiciale par la femme que comme autorisée en ju- _atteso il rifiuto del marito, e se si è au refus du mari, et s’il y a ew fatto linventario, i creditori non possono inventaire, les créanciers ne peuvenfpour- domandare al loro pagamento che sopra suivre deur paiement que sur les biens 4 beni tanti mobil che immobili di det- tant mobiliers qu’'immobiliers de ladite ta ereditàa, ed in caso d’insufficienza, succession, él, en cas d'insuffisance, sur sopra la nuda proprietà degli altri beni la nue propriété des autres biens person- particolari della mogjlie. nels de la femme. 1418. Le regole stabilite negli articoh 1418. Les règles établies par les ar- s41r e successivi devono osservarsi egual- ticles 1411 et suivans régissent les det- mente risuardo ai debiti dipendenti da tes dépendantes d'une donation, comme una donazione, come per quelli risul- celles résultant d’une succession. tanti da un’ eredità.| 1410. Î creditori poessono dimandare 1410. Les créanciers peuvent poursui- al pagamento dei debiti contratti dalla vre le paiement des dettes que la femme moglie col consenso del marito, tanto a contractées avec le consentement du sopra tutti 1 beni della comunione mari, tant sur tous les biens de la com- quanto sopra quelli del marito o della munauté que sur ceux du mari ou de la moglie; saivo il compenso dovuto alla femme; sauf la récompense due à la com- comunione, o l indennita dovuta al ma- munauté, ou l’indemnité due au mari. rio. ditas ipsa obvenerit, quoties uxor, consentiente marito, eam adierit; salvis semper mutuis compensaliontbus. Idem obtinet cum hereditas ab uxore, auctore judice tantum adita est, et nihilominus bona mobilia hereditatis, et communionis simul confusa sunt, quin inventarium præcesserit. 1417. Si hereditatem uxor, dissentiente marito, et auctore judice adüit, aîque inventarium factum fuit, æreditores jus suum persequi tantum possunt in bonis mobilibus, et immobilibus hujus hereditatis; et si ista minime suffciant, in nuda proprietate ceterorum bonorum, quæ uxoris propria sunt. 1418. Regulæ, quæ articulis 1411, et séquentibus expositæ sunt, lam ed æs alienum ex donatiomibus 4uam ex hereditate porriguntur, 1419. Æris aliemi, quod uxor consentiente marito contraxit, solutionem tam in bonis commumionis, quam mariti, vel ipsius uxoris creditores consequi possunt; reservalo lamen communioni, aut marile “ompensationis jure.; [ 590] 1420. Qualunque debito contratto dalla moglie come procuratrice generale 0 speciale del marito, è a earico della co- munione; ed il creditore non pud do- mandarne il pagamento contro la mo- glie e sopra i suoi beni particolari. SeziOoNE EL Dell Amministrazione della Comunione, e dell effetto degli atti di uno dei conjugti relativamente alla società con- . jugale. # 1421. Ïl solo marito ammimistra 1 be- 1 della comunione. Li pud vendere, alienare ed ipote- care senza l’ intervento della moglie. 1422. Non pud disporre per atto fra vivi a ütolo gratuito degl immobili del- la cômunione, nè delia totalitàa o di ‘una quota della sostanza nobiliare, ec- ceito che per dare uno stabilimento a1 figli comuni. Non ostante pud disporre a ütolo gratuito e particolare, degli effetti mobi- li à vantagsio di qualunque persona, purchè non se ne riservi| usufrutto. 1425. La donazione fatta dal marito 1420. Toufe dette qui nest contracrée par la femme qu'en vertu de la procu- ration générale ou spéciale du mari, est à la charge de la communauté; ef. le cré- ancier n'en peut poursuivre le paiement ni contre la femme ni sur ses biens per- sonnels. SECTION II. De l'Administration de la Communaute, et de l'effet des actes de l'un ou de autre époux, relativement à la so- ciété conjugale. 1421. Le mari administre seul les biens de la communauté. I] peut les vendre, aliéner et hypothé- guer sans le concours de la femme. 1422. Il ne peut disposer entre-vifs à éitre gratuit des imneubles de la com- munauté, ni de l'universalité ou d'une guotité du mobilier, si ce n’est pour l'éta- blissement des enfans communs. mobiliers à titre gratuit ef particulier, au profit de foufes personnes, Pourvu qu’il ne s’en réserve pas lusu/fruir. 1425. La donation testamentaire faite I] peut néanmoins disposer des ejfeis 1420. Æs alienum ab uxore ex mandato generali, vel special mariti contractum a communione de- betur, nec creditor contra personam uxoris, vel in ejus propria bona hac de causa agere potest. 6. Il. De Commmunionis Admimistratione, et Effectibus eorum, quæ ab alterutre ex cOnjugibus geruniur in Socielaie. 1421. Bona communionis a solo marito administrantur sine uxoris consensu: ea vyendendi, alienant; et hypothecis subjiciendi facultas ipsi non denegatur. 1422. Inter vivos maritus de bonis immobilibus communionis gratuito non disponit, neque de univers mobihbus, aut de quota ipsorum parte, nisi ut communium filiorum collocationi consulat, Nihiominus marito faculias erit alienandi bona mobilia titulo gratuio, et singulari in favorem cujascuin-- que, dammodo sibi usumfructum non reservet. 1423. Testamentaria mariti donatio partem ad eum in cemmunione spectantem excedere nequit. est Ch ie hs le du mn, ut dl Dre le pire Ur ses by IL À Conxe, de lu: Verne:1+ rend iener eh} le la je oser ent bles de salife n'est WrUns. oser di et put sonne, s Ps 4 F0 CA pet atto d’ultima volontà non pud ec- cedere la parte che: gli spetta nella co-— munione. Se in questa forma ha donato una cosa della comunione, il donatario non pud pretenderla in natura, se non nel caso in cui per accidentalità della divisione, la cosa donata cada nella quota pervenuta agli eredi del marito: se V'ef- fetto non cade nell indicata quota, il le- galario riceve lequivalente dell mtero va- lore dell effetto donato, sulla parte spet- tante agli eredi del marito nella comu- nione e sopra 1 beni particolari di que- st ultimo. 1424. Le multe in cui è incorso:ül marito a causa di delitto non producente la morte civile, possono esigersi soprai beni della comunione, salva linden- niszazione dovuta alla moglie: quelle in cui è incorsa la moglie non possono esigersi che sulla nuda proprietà de suoi beni particolari, sin che dura la comunione. 1425, Le condanne pronunciate con- tro uno de’ conjugi a causa di delitto producente la morte civile, non percuo- tono che la sua parte della comuniO- ne ed i suoi beni particolari. 1426. Gli atti che la moglie ha fatto senza il consenso del marito, anche col- l'autorizzazione giudiciale, non obbligano / [ 391] par le mari ne peut excéder sa part dans la communauté. S’il a donné en cette forme un effet de la communauté, le donataire ne peut le réclamer en nature, qu'autant que lPef- Jet, par l'événement du partage, tombe au lot des héritiers du mari: si l'effet ne sombe point au lot de ces héritiers, le légataire a la récompense de la valeur to- tale de l'effet donné, sur la part des héritiers du mari dans la communauté et sur les biens personnels de ce dernier. 1424. Les amendes encourues par le mari pour crime n’emportant pas mMorÉ civile, peuvent se poursuivre sur les biens de la communauté, sauf la récompense due à la femme; celles encourues par la femme ne peuvent s'exécuter que sur la nue propriété de ses biens personnels, tant que dure la communauté. 1425. Les condamnations prononcées contre l’un des deux époux pour crime emportant mort civile, ne frappent que sa part de la communauté et ses biens per- sonnels. 1426. Les actes faits par la femme sans le consentement du mari, el méme act l'autorisation de la justice; n'engagent Cum rem communionis idem testamento donat, nisi illa sorti commissa in divisione ad ejus heredes ébtigerit, donatarius ipsam in specie pelere nequit: sin res donata ad illius heredes non obtigit, donatarius compensationem valoris rei donatæ consequitur in portione heredum mariti tum super communione,{um im propriis ejusdem defuncti bonis. 1424. Multæ criminis causa irrogatæ, quod mortem civilem non pariat, ex bonis communionis petit pos- sunt; sed uxor resarcienda est: 1llas vero, quæ uxori irrogantur, in sola proprietate bonorum, quæ ejus speciatim sunt, constanie communione persequi licet. 1425. Condemnationes in alterutrum conjugem irregatæ criminis Causa, quod moriem civilem gignat, ejus, qui deliquit dumtaxat communionis partem, et propria ipsius bona affictunt. 1426. Quidquid uxor sine mariti consensu agat, licet auciorante judice; tamen communionis bona non ebligat, nisi publicam mercaturam exerceat, el pro rebus ad suum commerciuu spectantibus contrahat. 2 à er D ee D-e er: sr. 3 …: Loto: 2 TEEN _ Cu er rame or 1: nr à D os te [ 592] ; beni della comunione, fuorche nel caso in cui essa contratti in qualita di eser- cente pubblica mercatura, e per oggetti di suo commercio. 1427. La moglie non pub, senza l'au- torizzazione giudiciale, obbligare nè sè stessa, nè i beni della comunione, nemmeno per liberare il marito dalla prigione, o pel collocamento de figli in caso di assenza del di lei marito. : 1428. Il marito ha| amministrazione di tutti i beni particolari della moglie. Pud esercitar solo tutte le azioni mo- biliari e possessorie le quali appar- tengono alla moglie, Non pud alienare gl immobili parti- colari della medesima senza il di lei consenso. E risponsabile di qualunque deperi- mento de beni particolari della moglie, OCCasionato da mancanza di atti conser- vator). 1429. Le affittanze de’beni della mo- ghe che il marito da sè solo ha pattuito per un tempo eccedente il novennio, non sono obbligatorie in caso di scio- ghimento della comunione, nè rispetto alla mopglie, nè a’ di lei eredi fuori che per 1l tempo, che rimane a decorrere, tanto del primo periodo del novennio, .s’esso non fosse scaduto, quanto del secondo, e cosi successivamente di ma- point les biens de la communauté,& ce est lorsqu'elle contracte comme mar- chande publique, et pour le fait de son commerce. 1427. La femme ne peut s’obliger ni engager les biens de la communauté, méme pour tirer son mari de prison, ou pour l'établissement de ses enfans en cas d'absence du mari, qu'après y avoir été autorisée par justice. 1428. Le mari a l’admirstration de tous les biens personnels de la femme. Îl peut exercer seul toutes les actions nobilières et possessoires qui appartien- nent à la femme; IT ne peut aliéner les immeubles per- sonnels de sa femme sans son consen- lement; IT est responsable de tout dépérisse- mené des biens personnels de sa femme, causé par défuut d'actes conservaloires. 1420. Les baux que le mari seul à Jaits des biens de sa femme pour un Zemps qui excède neuf ans, ne sont, en cas de dissolution de la communauté, obligatoires vis-à-vis de la femme ou de ses héritiers que pour le temps qui re- ste à courir soit de la première pério- de de neuf ans, si les parties s’y trouvent encore, soit de la seconde, et ainsi de suite, de manière que le fermier n'ait 1427. Uxor, nisi auctorante judice, quacumque de causa nequit vel se, vel communionis bona obligare, licet de marilo e carcere educeudo, vel, eo absente, de filiorum collocatione ageretur. 1428. Bona omnia uxoris propria maritus administrat. Actiones omnes reales, tam ad mobilia conse- quenda, quam ad immobilum possessionem tuendam, quæ ad uxorem pertinent, maritus per se imsütuit. Absque uxoris consensu, marilus immobilia uxoris propria non distrahit; et siqua ex negligentia eorum actuum, quæ ad conservationem necessaria sunt, periere; ipse de damno tenetur. 1429. Locatio bonorum uxoris ultra novem annos a solo marito facla, soluto matrimonio nec uxorem, nec ejus heredes tenet, nisi ob rei locatæ usum conductori præstandum ad novem annorum terminum pe- riodi locationis primæ, secundæ, vel sequentium, quæ jam inceptæ essent; ita ut conductor tantummodo gaudeat jure explendi noyem annos, qui actu decurrunt, nié in ê] 14: rom idem 4} j | Sables Om, de ps enfans at ar strain à e la fra, es les vi là appui zeubles pe On ConsE jut dépérin de sa Jeu consenr e mc! mme ÿ\ ns, ne COMM ÿ IL em. e tempie" prenir pi He si À né 00 4 we)" 6 à h fut V4 "+ [395] niera che l’affittuario non abbia se non la ragione di godere del fondo locato soltanto sino al compimento del perio- do del novennio che dura ancora. 1450. Le aflittanze de’ beni della mo- glie per un novennio Oo a minor tem- po che il solo marito ha pattuite, 0 rinnovate per piu ditre anni prima dello spirare della corrente locazione se tali beni sono rustici, e più di due anni prima di detta epoca, se questi consistono in case, non hanno verun effetto, purchè la loro esecuzione non abbia incominciato prima che si scio- gliesse la comunione. 1431. La moglie, che si obbliga so- lidariamente col marito per gli affari della comunione o del marito, non si ritiene obbligata a riguardo di questi, che in qualità di cauzione; essa deve essere indennizzata per che ha contratta. 1452. Il marito che sifa mallevadore solidariamente od in altro modo della. vendita fatta dalla moglie di un immo- bile a lei proprio, venendo molestato, ba similmente il.regresso contro di es- sæ, tanto sulla di: lei parte nella comu- nione, quanto.sopra i di lei beni par- ticolari. 1455. Se fu venduto un ébaiighile ap- partenente ad uno de’ conjugi, ed egnal- mente se mediante sborso di danaro si. è accordata la liberazione di servitü que le droit d'achever la jouissante dé la période de neuf ans où il se trouve: 1430. Les baux de neuf ans où au- dessous que le mari seul& passés ow renouvelés des biens de sa femme, plis de trois ans avant l'expiration du bail courant sil s’agit de biens ruraux,€ë plus de deux ans avant la méme époque s’il s'agit de maisons, sont Sans cffet, à moins que leur exécution nait Com- mencé avant la dissolution de la com- munauté.. 1431. Ea femme: qui s'oblige so diiree ment avec son mari pour les affaires de la communauté ou du mari, n est répulée, à l'égard de celui-ci, s'être obligée que comme caution: elle doit étre indemnisée' de Pobligation qu’elle a contractée. 1452. Le mari qui garantit solidaire: ment ou autrement la vente que sa. fem- me a-faite d'un immeuble personnel,@ pareillement un recours conire elle, soit sur sa part dans la communauté, SOiF sur ses biens personnels, s’il est inquiété. 1455. S’L est vendu ur immeuble ap- partenant à lun des époux, de même que si l'on s'est rédimé en argent de services fonciers dus à des héritages pro- 17« É$ L° o;.#: on: a*.. 1430. Locationes novermr annos duraturæ, vel: etiam minus’, qua$ maritus int, vel renovavit triennio ante vigentis locationis finem in bonis uxoris rusticis', biennio‘in urbanis, effectu carent, nisi jam ante communionem solutam actu incepissent. 1451. Uxor, quæ in. solidum una cum marito pro ipsius, aut pro communionis negotiis se se obligavit; im ejus gratiam dumtaxat fidejussisse censetur, et indemnis præstanda est.- 1452. Maritus qui, prædio sui privati juris ab uxore alienato’, in solidum de illius evictione, aut aliter promisil, sive in lis, quæ ad uxorem in communione: spectant, sive- in ejus‘propriis bonis, actionem ad imdemnitatem habet, si molesliam patitur.. 1453. Vendito prædio-alterutrius conjugis, vel pro‘ibertate: prædii fundo illius servientis accepto prelio; 2, 5o- # % À 4 [ 594] prediah dovute a fondi propr; di uno di essi, e Che il prezzo sia stato ver- sato nella comunione senza rinvestirlo, vi è luogo a dedurre un tal prezzo dalla comunione, a vantaggio del con- juge proprietario dell'immobile vendu- to, o delle servitù redente. 1454. Ï rinvestimento si ritiene fatto per parte del marito ogni qual volta all occasione d'un acquisto, egli ha dichiarato ch’esso& stato fatto con danari provenienti dall alienazione di un immobile suo proprio, e che il det- to acquisto tien luogo di rinvestimento. 1435. Non basta la dichiarazione del marito che Vlacquisto sia stato fatto con danari provenienti da un immobile venduto dalla moglie e per rinvestirli a suo vantaggio, se clio non sia for- malmente accettato dalla moglie: non avendo acconsentito, allorchè la co- munione si scioglie, essa ha semplice- mente un diritto al rimborso del prez- zo dell’ immobile venduto. 1436. La compensazione del prezzo del! immobile apparteneute al marito non ha efletto che sulla massa della comunione; quella del prezzo dell im- mobile appartenenté alla moglie, ha ef- fetto ancora sui beni proprj del marito, quando siano insufficienti quelli del- la comunione. In tutti i casi la com- pres à l'un d'eux, ef que Le prit en ait été versé dans la communauté, le tour sans remploi, il y a lieu au prélèvement , de ce prix sur Îa communauté, au profit de l'époux qui était propriétaire, soit de l'immeuble vendu, soit des servi. ces rachetés. 1434. Le remploi est censé fait à Pégard du mari, toutes les fois que, lors d’une acquisition, il«a déclaré qu’elle était faite des deniers provenus de Paliénation de l’immeuble qui lui était personnel, et pour lui tenir lieu de remploi. 1435. La déclaration du mari que l'acquisition est faite des deniers prove- nus de l'immeuble vendu par la femme et pour. lui servir de remploi, ne suffit point, si ce remploi n'a été formellement accepté par la femme: si elle ne Pa pas accepté, elle a simplement droit, lors de la dissolution de la communauté, à la ré- compense du prix de son immeuble vendu. 1456. La récompense du prix de l'im- meuble appartenant au mari ne s'exerce que sur la masse de la communauté; cel- le du prix de l'immeuble appartenant à la femme s'exerce sur les biens person- nels du mari, en cas d'insuffisance des biens de la communauté. Dans tous les cas, la récompense na lieu que sur le 4 nec co collocato, sed in rem communionis verso; conjux alienali prædii, vel servitutis donuuus ex com- munione ipsa suum pretium prædeducit. 1454. Pretium a marito iterum in propriam utilitatem collocatum censetur, quoties aliquid emens ipse declaret, se pecunia in venditione prædiüi sui accepta id facere, et emptum vendito subrogare. 1435. Mariti declaratio, quod res emitur pecunia ex venditione prædi ab uxore accepta, ut empta res .... j 5 ASE venditæ subrogetur, non sufficit, nisi expresse uxor ipsa subrogatam rem acceptaverit; secus soiuta com- munione pretium sui prædi alienati ea tantummodo repetere potest, 1456, Pretium fundi ad maritum spectantis repetitur super universa communionis bona: pretium fundi axoris, nisi communia sufficiant, repetitur etiam super privatas marili possessiones; et quidquid pro var lore rei immobilis alienatæ in contrarium afferatur, repetitio summam im veuditione perceptam numquam excedite pe las 0$ ju cl 0f qu d'un Xe Te gone & pri Qu, eg pre Unaut Propni, soit déssn, fit es ue, lon du qu'ele du Je Palin L perl, mploi. MAN VU niers pro! r Lo femme où, ne sif formelles elle nel nt droit, br! mauté men pris dé ri nes” [ 395] pensazione non ha luogo che in re- lazione al prezzo della vendita non ostante qualunque cosa potesse allegarst iutorno al valore dell’immobile alienato. 1457. Ogni qual volta si prende dalla comunione una somma tanto per sod- disfare debiti od obblighi personali d' uno de’ conjugi, come sarebbe 1l prezzo Oo parte del prezzo d'un suo immobile o di servitù prediali reden- te, quanto per ricuperare, Cconservare o migliorare i suoi beni proprj,€ gene- ralmente ogni qualvolta uno de’ conjugi ha ritratto un particolare vantaggio dai beni della comunione, egli è tenuto a compensarla. 1438. Se il padre e la madre hanno unitamente dotata una figlia, comune senza dinotar la porzione per cui inten- devano di contribuire, si ritiene che ciascuno sia concorso a dotarla per una metà, tanto se la dote è somministrata o promessa sui beni della comunione, quanto se fu costituita in beni propr} d’un solo de conjugi. Nel secondo caso, il conjuge il cui immobile od effetto di sua privata ra- gione fu costituito in dote, ha sui beni dell altro nn’ azione d’indennitàa per la metà di essa dote, avuto riguardo al valore dell effetto assegnato al tempo della donazione. pied de la vente, quelque allégation quil soif fuite touchant la valeur de Jimmeuble a liéné. 1437. Toutes les fois qu'il est pris sur la communauté ue somme soit pour acquitter les dettes où charges personel- les à l'un des époux, telles que le prix ou partie du prix d'un immeuble à lui propre ou le rachat de services fonciers, soit pour le recouvrement, la conserva- tion ou l’amélioration de ses biens per- sonnels, et généralement toutes les fois que l’un des deux époux a tiré un profit personnel des biens de la communauté, il en doit la récompense. 1438. Si le père et la mère ont doté conjointement l'enfant commun; sans exprimer la portion pour laquelle ils entendaient y contribuer, ils sont censés avoir doté chacur pour moitié, soit que la dot ait été fournie où promise en effets de la communauté, soit qu'elle lait été en biens personnels à l’un des deux époux. Au second cas, l'époux dont l’immeu- ble ow l'effet personnel a été constitué en dot, a, sur les biens de l’autre, une action en indemnité pour la moitié de ladite dot, eu égard à la valeur de Pef- {et donné, au temps de la donation. 1457. Mutua pecunia communionis nomine accepla, seu ad æs alienum ab altero ex conjugibus privalim debitum, seu ad alias obligationes persolvendas, uli ad pretum fundi ejus propri in totum, aut pre parte præstandum, aut ad servitatem redimendam, aut ad recuperanda, retinenda, melioranda propria illius bona; et quoties generatim in rem unius ex conjugibus communionis bona versa sunt; iste compensalioneun debet.- 1438. Dote a patre simul, et matre proli communi constiluta, neque expressa quola, quam uterque con- fert, singuli dimidium tribuere censentur; sive in bonis communionis, sive in üis, quæ ad alterutrum ex conjugibus privatim spectant, dos soluta, aut promissa tantum sit. Hoc postremo casu conjux, cujus propria bona im dotem collata fuerunt, indemnitatem pro dimidia hujus dotis parte in bonis allerius conjugis exigere potest; habita tamen ratione valoris bonorum, cum dos consti- tuta fuit, En ae ne © ee NE [ 1459. La dote costituita dal solo ma- rito, in effetti della comunione alla figlia comune, è a carico della stessa comu- nione, e qualora la comunione& ac- cettata dalla moglie, questa deve concor- vére nella metà della dote, purchè il imarito non abbia dichiarato espressa- imente ch ei se ne assumeva il peso per intiero© per una quantità maggiore della meta. 1440. Al assicurazione della dote& obbligato chiunque F abbia costituita; e gl interessi decorrono dal giorno del ma- irimonio, ancorchè sia Cconcessa una di- lazione al pagamento, quando non siavi stipulazione in contrario. SEzZ1ONE Il. Dello Scioglimento della Comunione,€ e di alcune conseguenre di esso. 1441. La comunione si scioglie, 1.9 per la morte naturale; 2.40 per la morte civile; 5.4 pel divorzio; 4° per la se- parazione personale; 5.° per la separa- zione de’ beni. 1442. La mancanza d’inventario dopo la morte naturale o civile d’uno de coujugi, non dà luogo alla continuazione della comunione; salve le azioni delle el 3099 ] 1450. La dot constituée par le. mart seul à l'enfant commun, en effets de là comm:inauté, est à la charge de la com- munauté; et duns le cas où la commu- nauté est acceptée par la femme, celle-ci doit supporter la moitié de la dot, à moins que le mari n'ait déclaré expres- sément qu’il s’en chargait pour le tout, ou pour un portion plus forte que la mnoiLIé. 1440, La garantie de la dof est due par toute personne qui la constituée, el ses intérêts courent du jour du ma- riage, encore qu'il ÿ ait terme pour le paiement, s’il n'y à stipulation contraire. SECTION III. De la Dissolution de la Communauté, et de quelquesunes de ses suites. 144. La communauté se dissout, 1.0 par la mort naturelle; 2°:par la mort civile 3 3.° par le divorce; 4° par la separation de corps; 5° par la se- paration de biens. 1442. Le défaut d'inventaire après la mort naturelle ou civile de l’un des époux, ne donne pas lieu à la continuation de ‘la communauté; sauf les poursuites des more 1459. Dos a solo marito communi proli ex uxor in communionem consensit, dotis dimidium sustinere debet, nisi ma bonis communionis constituta, communioni incumbit; et cum ritus aut universam dotem, aut summam dimidio majorem expresse in se suscipere declaraverit. 1440. Evictio dotis a quocumque conslituente præstatur; et quamvis ejus solutioni mora concessa sit; yisi-secus stipulatum fucrit, usuræ a die nuptiarum decurrunt. SEicyrtio 1112 5 De Communionis Dissolutione, et quibusdam ejus effectibus. 1441. Communio; 1.0 Morte naturali; separatione dissolvitur. 1442. Nulla inventarüi confectio pos minime inducit; parlium vero, quarum interest, ut de rebus, bonisque communibus constet, ui 2.0 capitis diminutione; 3,0 divortio; 4.0 thori, et 5. bonçgrum t conjugis morlem naturalem, aut civilem communionis continuationem stantia admit- ltur, et prohbationes tan ex documentis, quam ex fama desumi possunt, ve str L cle} no€ fon j(0 iuleutie de ma tot ia ve Wat il pi @ luum dun 14 nil ne Fompe Bonc ti, dé jun ds pa dci ee delin où la Con, femne cb de lo dt Béclaré L pour ke: $ forte uv{ la dof sis Pa con, Jour«4 crime ph) Lion canin [L | Comm le ses sul dé se*: Île; 2° yorce s À 2 par» wi pi Cl sé À l C 397| parti interessate relativamente alla prova dell” esistenza de beni ed effetti comu- ni, la quale prova potrà farsi tanto per documento quanto per pubblica fama. Se vi sono figli minori, la mancanza d’inventario fa inolire perdere al con- juge superstite il godimento delle loro rendite; ed il surrogato tutore che non lo. ha costretto a far l’inventario, è so- lidariamente tenuto con lui a tutte le condanne, che potessero pronunziarsi a favore de’ minori. 1445. La separazione de’ beni non pud domandarsi, che in giudizio dalla mo- glie la quale si troviin pericolo di per- dere la dote, e quando il disordine de- gli affari del marito dà luogo a temere che i di lui beni non siano suflicienti per soddisfare 1 diritti e le azioni di ricupera della moglie. Ogni separazione stragiudiziale è nulla. 1444. La separazione de’ beni ancor- chè pronunciata dal giudice è nulla, se non& stata eseguita colla reale soddis- fazione dei diritti e ragioni di ricupe- ra competenti alla moglie, fatta per atto autentico, fino alla concorrenza de’beni del marito, od almeno con istanze in- trodotte entro quindici giorni successivi alla sentenza, e continuate senza inter- ruzione. 1445. Ogni separazione de’ beni deve, prima della sua esecuzione rendersi pub- parties intéressées, relativement à la côn: sistance des biens et effets communs; dont la preuve pourra étre faite tant par titre que par la commune renommée. S’il y a des enfans mineurs, le‘dé. faut d'inventaire fait perdre en oufre à lépoux survivant la jouissance de leurs revenus; et le subrogé tuteur qui ne la point obligé à faire inventaire, est so- lidairement tenu avec lui de toutes les condamnations qui peuvent étre pro- rmoncées au profié des mineurs. 1443. La séparation de biens ne peut étre poursuivie qu’en justice par la ferm- me dont la dot est mise en péril, et lorsque le désordre des affaires du mari donne lieu de craindre que les biens de celui-ci ne soient point suffisans pour remplir les droits et reprises de la femme. Toute séparation volontaire est nulle. 1444. La séparation de biens, quoique prononcée en justice, est nulle si elle n'a point élé exécutée par le paiement réel des droits et reprises de la femme, effectué par acte authentique, jusqu’ à concurrence des biens du mari, où au moins par des poursuites commencées dans la quinzaine qui à suivi Îe juge- ment, et non interrompues depuis. 1445. Toute séparation de biens doir, avant son exécution, étre rendue publique Ta Quoties filii ætate minores extarent, conjux superstes ob inventarium non confecium usumfructum redi- luum ipsorum amitteret, et tutor honorarius, qui eum ad inventarii confectionem non adegisset, in soli- dum cum eodem cenjuge de omnibus, quæ pro indemnitate minori adjudicarentur, teneretur. 1445. Bonorum separatio ab uxore in judicio peti polest, quotios ejus dos periclitatur, et domestica ma- rii negotia adeo in incerto sunt, ut merito meluendum sit, ne hujus bona ad jura ommia, et legitimas compensationes uxori præstandas amplius sufficiant. Bonoruni separatio volontaria non admittitur. 1444. Separatio bonoruut quamvis a judice pronunciata, ee eflectus‘est, misi actu authentico con- s'et, juribus, et compensationibus, conctus uxori competentibus, reali solutione satisfactum fuisse pro Vi- ribus patrimoni mariti; aut saltem intra quindecim dies post prolatam sententiam, uxorem jura sua pærse- gui cypisse, nec in posterum judicium€ deseruisse. tte but, me Tee N res mi eg Rue 7. ee [ 398 1 blica mediante un affisso ad una tabella a cid destinata, nella sala principale del tribunale di prima istanza, ed inoltre, se il marito è mercante, banchiere, o commerciante, in quella del tribunale di commercio del luogo del suo domi- cilio, e cid sotto pena di nullità della esecuzione: La sentenza che pronuncia la separa- zione de beni ha effetto, dal giorno della domanda. 1446. 1 creditori particolari della mo- glie non possono, senza il di lei con- senso, dimandare la separazione de’ beni. Nondimeno, in caso di fallimento o di prossima decozione del marito, pos- sono valersi delle ragioni della loro de bitrice sino alla concorrenza dell am- montare de’ loro crediti. 1447. À creditori del marito possono reclamare contro la separazione de’beni pronunciata dal giudice, ed anche man- data ad esecuzione in frode de loro di- ritti; possono ancora intervenire al giu- dizio per opporsi alla dimanda di sepa- razione. 1448. La moglie che ha ottenuto la se- parazione de beni deve contribuire in proporzione delle sue facoltà e di quelle del marito, alle spese domestiche ed L par Paffiche sur un tableau à ce destine, dans la principale salle da tribunal de première instance, et de plus, si le mari est marchand, banquier où commerçant, dans celle du tribunal de commerce du lieu de son domicile; et ce, à peine de nullité de l'exécution. Le jugement qui prononce la sépara- tion de biens, remonte, quant à ses effets, au jour de la demande. 1446. Les créanciers personnels de la J'emme ne peuvent, sans son consente- ment, demander la séparation de biens. Néanmoins, en cas de faillite ou de déconfiture du mari, ils peuvent exercer les droits de leur débitrice jusqu’ à con: currence du montant de leurs créances: 1445. Les créanciers du mari peuvent se pourvoir contre la séparation de biens prononcée et même exécutée en fraude de leurs droits; ils peuvent méme inter- venir dans l'instance sur la demande en séparation pour la contester. 1448. La femme qui a obtenu la sé- paration de biens, doit contribuer, pro- portionnellement à ses facultés et a celles du mari, tant aux frais du ménage que 1445, Antequam bonorum separatio exequatur, per affixionem in maxima aula tribunalis primæ instan- tiæ, tabula ad hoc ibi constituta, decretum ad publicam notitiam perduci debet; et si maritus mercaturam, argentariam, aut negoliationem exerceret, in aula etiam tribunalis commercii loci domicilii, sub pœna nuk litatis actus, futura separatio publicabitur. Effectus sententiæ, qua bonorum separatio decernitur, ad diem petitionis retrotrahuntur. 1446. Uxoris creditores personales sine ejus consensu bonorum separationem petere nequeunt; sed quoties marituë cederet bonis, vel. decoctioni proximus esset, tunc ipsi usque ad propri credit summan ob æs suum consequendum, mariti juribus uti possunt, 1147. Mariti creditores contra sententiam, licet execulioni mandatam, qua separatio bonorum uxoris 14 eorum fraudem petita admittitur, agere, et juris remedia interponere; immo inslante uxore, ul separatiô admittatur, in judicio stare, eique obsisiere, possunt. 1448. Uxor, quæ bonorum separationem impetravit, pro rata suarum, et mariti facultatum cum isto fi» liorum curæ, et educationi consulere debet; et si nihil maito remaneret in bonis; uxori prorsus hujué: modi onus incumbet. du red col à ra ft, po oi as d'anhe Go ter [ES ni sci vel, 1 ñon| que à Que 45, ÿ8 Cons Hy{a Lo[ AQU WU L étiey du bio, ls, de OU Con d2 conne L C8, à nonce|: à juant à wi personnel LS SON% paration À: de fallu: ils pee à lis jusqu'a de leurs cn ps du mn reculé à puventt sur 6 onteskr qui| juil ei [ 599] a quelle d’educazione della prole co- mune. Queste spese sono intieramente à di lei carico, se niente rimane al marito. 1449, La moglie separata, tanto di bent e di persona, quant di beni solamente, ne riassume la libera amministrazione. Essa pud disporre de suoi beni mo- bih, ed alenarli. Non pub alienare i suot immobhili senza l'assenso del marito, e se ricusi di pre- starlo, senza l'autorizzazione giudiziale. 1450. Il marito non& risponsabile per la mancanza d’impiego o di rinvesti- mento del prezzo dell immobile che la moglie separata ha alienato con giudi- ziale autorizzazione, eccetto che sia egli concorso nel contratto, ovvero risulti che il danaro sia stato ricevuto da lui o convertito in su0 vantaggi0. E perd risponsabile della mancanza d’impiego, o rinvestimento, quando la vendita sia stala fatta in sua presenza e col suo consenso; ma non è tenuto a garantire l’utilità dell'impiego. 1451. La comurnione sciolta per la se- parazione di persona e beni, o der be- ni solamente, pud ristabilirsi di consenso d’ambedue le parti. Cid perd non pud farsi che per atto ricevuto da un notaro e con minuta, pr? à ceux d'éducation des enfans communs. Elle doit supporter entièrement ces frais, s’il ne reste rien au mari. 1440. La femme séparée, soit de corps et de biens, soit. de biens seulement; en reprend la libre administration. Elle peut disposer de son mobilier, et laliéner. Elle ne peut aliéner ses immeubles sans le consentement du mari, ou sans étre autorisée en justice à son refus. 1450. Le mari n'est pointé garant du défaut d'emploi ou de remploi du prix de Pimmeuble que la femme séparée à aliéné sous Pautorisation de la justice= à moins qu’il n’aif concour au con- trat, ou qu'il ne soit prouvé que les deniers ont été recus par lui, ou ont tourné à son profite. Il est garant du défaut d'emploi vw de remploi, si la vente a été faite en sa présence et de son consentement: il ne l'est point de l'utilité de cet emploi. 1451. La communauté dissoute par le séparation, soit de corps et de biens, soit de biens seulement, peut étre réra- blie du consentement des deux parties. Elle ne peut l'être que par un acte passé devant notaire et avec minute, dont 1449. Thoro, et bonis, vel bonis tantum uxor a marito separata, horum liberam administrationem su- scipit. Ea de rebus suis mobilibus etiam per alienationem disponit; inumobilia vero absque mariti consensu, vel, eo renuente, absque judicis auctoritate, non distrahit. + 1450. Maritus, si pretrum rei immobilis ab uxore separata cum auctoritate judicis venditæ collocatura non fuit, nullo modo tenetur, dummodo ipse in contracitu non consenserit, pecuniam non acceperit, ne- que in rem ejus illam versam fuisse, probetur. Quoties vero intervemiente, et consentiente marito prædium venditum fuit, iste ad indemmnitatem obbl- gatur, si pretium collocatum non est; sed de hujus collocationis utilitate non cavet. 1451. Communionem ob separationem thori; et bonorum, vel bonorum tantum solutam, utriusque coni gis consensus restituwit. Hoc tamen feri nullatenus potest, nisi actu per tabellionem scripts confecto, eujus exemplar ad articuli 1445 publice proponendum est. # fermarn psrenec= rs l 4 n à 3 # À L& HE S RE Si # { un RE Le Er paire Los nue ETES D de de TT UN re nt à re ES. EEE cl C 400] una copia della quale deve essere aflissa in conformità dell articolo 1445. In questo caso; la comunione ristabi- lita riacquista i suoi effetti dal giorno del matrimonio; le cose sono restituite nel medesimo stato, come se non vi fosse stata separazione senza pregiudizio perd della esecuzione degli atti che nel tempo intermedio si fossero potuti fare dalla moglie a tenore dell articolo 1449. Ë nulla qualunque convenzione per cui i conjugi ristabilissero la loro co- munione sotto condizioni diverse da quelle che la reggevano anteriormente.: 1452. Lo scioglimento della comunio- ne prodotto dal divorzio o dalla sepa- razione di persona e beni, o dei ben solamente, non fa luogo ai diritti com- petenti alla moglie nel caso di sopravvi- yenza al marito; essa conserva la fa- coltà di valersene dopo la di lui morte tanto naturale, che civile. SE210NE IV. Dell Accettazione della Comunione,€ della Rinuncia che vi si pud fare, colle condizioni che le sono relative. 5455. Dopo lo scioglimento della co- munione, la moglie od i suoi eredi, ed une expédition doit étre affichées dans la formé de Particle 1445. En ce cas, la communauté rétablie reprend son effet du jour du mariage: les choses sont remises au méme état que s’il n’y avait point ew de sépara- tion, sans préjudice néanmoins de l’exé. cution des actes qui, dans cef intervalle, ont pu être faits par la femme en con- Jormit& de Particle 1449. Toute convention par laquelle les époux rétabliraient leur communauté sous des conditions différentes de celles qui la réglaient antérieurement, est nulle. 1452. Da dissolution de communauté opérée par le divorce ou par la sépara- tion, soit de corps et de biens, soit de biens seulement, ne donne pas ouver- ture. aux droits de survie de la femme; mais celle-ci conserve la faculté de les exercer lors de la mort naturelle où civile de son mari. SgcTIron IF. De lAcceptation de la Communauté, ct de la Renonciation qui peut y être faite, avec les conditions qui ÿ sont relatives. 1455. Après la dissolution de la com munauté, la femme ou ses héritiers ét Tnne restitutæ communionis effectus ad diem contracti matrimonii retrotrahuntur, et in eundem omnia revertuntur, ac si nunquam separatio facta esset; quin tamen execulio actuum, quos uxor Lempore intermedio juxta articulum 1449 fecerit, impediatur. Quævis conventio, qua conjuges counmunionem. sub conditionibus diversi ab iis:, quibus prius ea rege- batur, restituent, 1rrita est. 1452. Ob communionem solutam, aut propter divortium, aut propter thori, et bonorum, vel etiam bo: norum tantum separationem jura conjugis superstitis uxori non tribuuntur; sed post naturalem, aub civi- lem mariti mortem‘ipsa tantummodo isthæc exercere potest. Strcrro IŸ, De Cormunionis Aeceptione, et Renunciatione, et de conditionibus, quæ ad eam reftruntur. : À LE ET ty 1455. Post solutam communionem uxor, vel ejus heredes, et causam ab istis habentes illam acceptand‘ aut rennnciandi facultate pollent; et quæcumque contraria conventio inutilis est, vel ql Cou 654«D sant CETuC A dop ] À 1} asser €x pa 14ÿl Want| de jure Irentars éanmoins). ans cet la Jen: l io laquelle: unaute| de c ent, esta in de com où pur f de biens, donne pas prie de li we la ju mort nd »x Îl. a Css on qu} cond” [ 401] aventi causa hanno la facoltà di accei- tarla, o di rinunciarvi. Qualunque con- venzione in contrario è nulla. 1454. La mopglie che ha presa inge- renza nei beni della comunione, non re rinuncCiarvi. Gli atti semplicemente amministrati- Vi O conservator)] non inducono che abbia avuta ingerenza. r455. La moglie in età maggiore che in un atto ha assunta la qualita dichia- rativa della di lei comunione, non pud più rinunciarvi nè essere restituita in intiero contro questa qualita, non ostan- te che essa l’abbia assunta prima della confezione dell imventario, se pure non vi è stato dolo per parte degli eredi del marito. 1456. La moglie superstite che mile conservare la facoltà di rinunziare alla comunione, deve, entro tre mesi Ssucces- sivi alla morte del marito, far procedere ad un fedele ed esatto‘inventario di tutti i beni della comunione in contrad- dittorio degli eredi del marito, o citan- doli formalmente. Compiuto che sara tale inventario deye €essa col proprio giuramento dichiarare, avanti l’ufficiale pubblico che lo ha ri- cevuto, essere l’inventario stesso fedele e veritiero 1457. Nei tre mesi e quaranta giorni dopo la morte del marito, ella deve fare ayant Cause ont la faculté de l’accepter ou d'y renoncer. Toute convention con-. traire est nulle. 1454. La femme qui s’est immiscée dans les biens de la communauté, ne peut ÿ renoncer. Les actes purement administratifs ou conservatoires n’emporfent point IMmmix- tion. 1455. La femme majeure qui a pris dans un acte la qualité de commune, ne peut plus y renoncer ni se faire resti- tuer contre cette qualité, quand même elle l'aurait prise avant d’avoir fait in- ventaire, S'ils ny a eu dol de la part des héritiers du mari. 1456, La femme survivante qui veut conserver la faculté de renoncer à la communauté, doit, dans les trois mois du jour du décès du mari, faire faire un inventaire fidéle et exact de tous les biens de la communauté, contradictoire- ment avec les héritiers du mari, où eux düment appelés. Cet inventaire doit être par elle affirmé sincère et véritable, lors de sa clôture, devant lofficier public qui Pa reçu. 1457. Dans les trois mois el quarante jours après le décès du mari, elle doit 1454: Quum uxor se in bônis communionis immiscuit, ejus renunciatio non admittitur. Actus tamen meræ administrationis, eam se immiscuisse non probant. 1455. Uxor ælate major, quæ aliquo aclu se esse in communione, etiam ante inventarii confectionem; asseruit, nec a communione recedere, nec adversus suam testationem in integrum restitui potest, dummodo ex parte heredum mariti fraus; et dolus non intercesserint. 1456. Superstes uxer, quæ communion: renunciandi jus retinere cupit, intra tres menses a die obitus mari legitimum, et exactum inventarium omnium bonorum communionis coram heredibus mariti, aut üs de jure citatis conficere debet; et cum istud concluditur, coram publico official, qui 1llud in acta recipit, inventarium sincerum, el verum esse, ipsa affirmiare debet. 1467. Post quadraginta dies ab obitu mariti, et intra res menses penes scribam tribunalis primæ inslantiæ 2, 5 4 FA wi: à & La { | Fa A 1 $ 4} F L'APE { Léon”. 28 AE CR Me EPL AU DE TT priori PT a sw on ie [4] {a rinuncia nella cancelleria del tribunale di prima istanza nel distretto del quale il marito aveva domicilio: quest’ atto deve inscriversi nel registro destinato a ricevere le ripudiazioni deile eredità. 1458. La vedova pud, secondo le Cir- costanze, dimandare al tribunal civ ile una proroga del termine prescritto col pre- pris conjngis prædefuncti bonis. 1516. Præcipui lucrum donationum formulis obnoxium non censelur, sed pacs nuptiahbus adnumeratur. EAN pere 15 Conus Ve, \£ [ 45] rhx7. Si fa luogo alla prededuzione per la morte naturale o civile. 1518. Quando lo scioglimento della comunione deriva dal divorzio o dalla scparazione personale, non vi è luogo all’ attuale rilascio della cosa da prede- dursi; ma ïl conjuge che ha otte- nuto© il divorzio o la separazione personale, conserva i suoi diritti alla prededuzione nel caso di sopravvivenza. Se la moglie ha ottenuto il divorzio o la separazione, la somma o la cosa che costituisce la prede duione, resta sempre provvisionalmente al marito col- lobbligo di dare cauzione. 1519. I creditori della comunione hanr- no sempre 1l diritto di far vendere gli effetti compresi nella prededuzione, salvo al conjuge il regresso, in conformità dell’ articolo 1515. SEeziowe VIL Delle Clausole, colle quali s’ assegnano a ciascheduno de’conjugi parti ineguali zella Comurnione. 1220. Î conjugi possono derogare alla eguaglianza della divisione stabilita dalla legge, tanto col non asseguare nella co- munione al conjuge sopravvivente o a’suoi 1517. La mort naturelle ou civile donne ouverlure au précipur. 1518. Lorsque la dissolution de la communauté s'opère par le divorce ou par la séparation de corps, il n’y a pas lieu à la délivrance actuelle du préciputs mais l’époux qui a obtenu soit le di- vorce, soit la séparation de corps, con- serve ses droits au préciput en Cas de survie. Si c’est la femme, la somme ou la chose qui constitue le préciput reste {oujours provisoirement au Inari, à l@ charge de donner caution. 1510. Les créanciers de la communauté ont toujours le droit de faire vendre les effets compris dans le préciput, sauf le recours de lépoux, conformément à l'article‘1515. S ACTioNn. Zi. Des Clauses par lesquelles on assigne à chacun des époux des parts inégales dans la Communauté. 1520. Les époux peuvent déroger au partage égal établi par la loi, soif en ne donnant à l’évoux survivant ou à ses héritiers, dans la communauté, qu’une 1517. Mors naturalis, aut civilis huic juri locum facit. 1518. Communione ob divortium, aut propter thori separationem soluta, præcipui traditioni eodem actu aditus ron aperitur; sed conjugi qui divortium, vel separationem obtinuit, præcipui jus integrum ma- net, tunc cum superstes fuerit, exercendum. Si vero uxor ipsa divortium, vel separationem obtinuerit, res, vel pecunia, quæ præcipuum consttuit, penes maritum interim manebit, cautione tamen ab ipso præstita. 1519. Creditoribus communionis semper jus est, ut bona veneant, quæ précipuum constituunt, salvo conjugi regressu juxta art. 1515. SECTIOo VIL. De clausulis, per quas cuivis ex conjugibus pars inæqgualis in Communione tribuitur. 1520. Conjugibus ab æquahitate a lege in dividendo præscripta recedere licet, sive superstiti, ejusque he: * srhrtpnconsciece 0) citées ph AR à éredi, che una porzione minore della me- tà, quanto col non asseonargli che una somma fissa per qualunque diritto nella comunione, e cosi pure collo stipulare, che la comunione intera, in certi casi, ap- parterrà al conjuge sopravvivente O ad uno di essi solamente. 1521. Quando è sato stipulato che il onjuge od:ï suoi eredi non avranno, pe una data porzione nella comunione, come sarebbe il terzo o il quarto, il conjuge cui tale porzione è per tal mo- do limitata od i suoi eredi non sone obbligati ai debiti della comunione che proporzionatamente alla parte delle atti- vita che essi vi hanno. La convenzione è nulla se obbliga il conjuge limitato come sopra o 1 Ssuoil eredi a soggiacere ad una quantità mag- giore di debit, o se lo dispensa dal ca- rico d’ una parte di essi eguale a queila che hanno nelle attività. 1522. Quando siasi stipulato che uno de conjugi© i suoi eredi non potranno pretendere che una data somma per qualunque diritto di comunione, la clau- sola si risolve in un contratto eventua- le che obbliga laltro conjuge o 1 suOi eredi a pagare la somma convenuta, sia che la comunione riesca utile o danno- sa, sufliciente o insufficiente a soddis- fare la detta somma. [ 424 4] part moindre que là moitié, soit en ne lui donnant qu'une somme fixe pour touë droit de communauté; soit en stipulant que l@ communauté entière, en certains cas, appartiendra à Tépoux survivant, ow à lun d'eux seulement. 1921. Lorsqu'il a été stipulé que ré. poux où ses héritiers n'auront qu'une certaine part dans la communauté, com- me le tiers ou le quart, lPépoux ainsi réduit ou ses héritiers ne supportent les dettes de la communauté que propor- lionnellement à la part qwils prennent dans l'actif. La convention est nulle si elle oblige l'époux ainsi réduit ou ses héritiers à supporter une plus forte part, où si elle les GSpERSE de supporter une part dans les dettes égale à celle qu’ils prennené dans Pactif. 1522. Lorsqu'il est stipulé que l'un des époux ou ses héritiers ne pourront prétendre quune certaine somme pour tout droit de communauté, la clause est un forfait qui oblige lautre époux où ses héritiers à payer la somme conve- nue, soit que la communauté soit bonne ou mauvaise, suffisante ôli non pour acquitter la somme. redibus pars medietate minor in communione tribuatur; sive cérla pécuniarum$summa pro quocumque éjus jure ipsi assignelur, sive stipulatum sit, quod omnia communionis bona quibusdam casibus ad con- jugem superstitem, aut ad alterutrum ex ipsis tantummodo pertineant. 1521. Quoties stipulatum sit, ut conjux, ejusve heredes certa parte dumtaxat in communione fruantur; veluti tertia, aut quarta; tunc conjux ita circumseriptus, vel ejus heredes æs alienum communiomis persol- vunt pro rata tantum bonorum, quæ accipiunt. Errita conventio est, qua conjux ita arctatus, ejusve heredes majori, quam par est pro parte accepla> æris alieni onere prægravantur, vel quæ eos eximit ab ære alieno solvendo ad ratam bonorum commu mionis, quæ üisdem obveniunt. 1522. Si stipalatum sit, ut conjugum alter, ejusve heredes pro omnibus suis in commumione juribus cer- tam tantummodo summam sibi arrogare possint; clausula hæc aleatorii contractus speciem consult, quo obligatio in alterum conjugem, ejusque heredes exoritur paciam summam solvendi sive lucrosa, six® ancrosa commumio sit, sive summæ solvendæ par, sive impar. 1 sib dem tdbus | | | dry à om [ 425] 1525. Se la clausola non contiene un ial contratto che relativamente agli eredi del conjuge, questo, in caso di soprav- vivenza, ha diritto alla divisione legale per metà. 1524. Il marito o i suoi eredi che in virtü della clausola enunziata nellar- ticolo 1520, ritengono la totalita della comunione, sono tenuti a soddisfare tutti 1 debiti di essa. I creditori non hanno, in questo caso, azione alcuna contro la moglie o 1 suoi eredi. Se appartiene alla moglie superstite 1l diritto di ritenersi, mediante una con- venuta somma, tutta la comunnione con- tro gli eredi del marito, essa ha la scelta Oo di pagare loro tale somma, restando obbligata per tutti i debiti, o di rinunciare alla comunione, cedendone agli eredi del marito i beni ed i pesi. 1525. E lecito ai conjugi di stipulare che Ja totaliià della comumione appar- terra al conjuge superstite o soltanto ad uno di essi, salva agli eredi del- Valtro la ragione di ricuperare i beni ed 1 capitali conferiti in comunione, per parte del loro autore. Questa stipulazione non si ritiene co- me una liberalità soggetta alle regole 1525. Si la clause n'établit le forfait qu'à égard des héritiers de l’époux, celui-ci, dans le cas où il survit, a droit au partage légal par moitié. 1524. Le mari ou ses héritiers qui re- tiennent, en vertu de la clause énoncée en l'article 1520, la totalité de la com- munauté, sont obligés d'en acquitter toutes ses dettes. Les créanciers n’onÉ, en Ce CAS, au- cune action contre l& femme ni contrée ses héritiers. Si c’est la femme survivante qui&, moyennant une somine convenue, le droit de retenir toute la communauté contre les héritiers du mari, elle a le choix ou de leur payer celte somme, en demeurant obligée à toutes les dettes, ou de renoncer à la communauté, eË d'en abandonner aux héritiers du mari les biens et les charges. 1525. 11 est permis aux époux de sti- puler que la totalité de la communuaté appartiendra au survivant où à lun d'eux seulement, sauf aux héritiers de l'autre à faire la reprise des apports ef capitaux tombés dans la communauté, du chef de leur auteur. Cette stipulation n° est point réputée un avantage Sujet aux règles relatives Br 1523. Si clausula certam summam non statuit, nisi quoad héredes conjugis, quoties hic supersles fuerit, dimidium bonorum legali divisione obtinebit. 1524. Marius, aut ejus heredes, qui in vim clausulæ, de qua articulo 1520. bona ommnia communionis consequuntur, omne æs alienum persolvere tenentur. Creditoribus tunc adversus uxorem, vel ipsius heredes nulla actio compelit. Si vero sit uxor superstes, quæ ob certam summam in conventione deductam, omnia communionis bo- na sibi retinendi jus contra heredes viri adquisiverit; tunc in ejusdem uxoris arbiltrio erit, vel summam iisdem persolvere, obligatione pro emni ære aleno in se suscepta, vel communionem renunciare, et he- rédibus ipsis bona, atque onera dimittere. 1525. Conjugibus stipulari licet, ut omnia communionis bona, vel ad superstitem, vel ad alterum ex ipsis dumtaxat spectent, salvo heredibus alterius conjugis jure recuperandi sortes, et quidquid ab eorum auwctore in cormmunionem collatum fuerit, 2 54 [ 426] delle donaziont, tanto riguardo alla so- stanza, che rapporto alla forma, ma si considera semplicemente come una con- venzione nuziale e fra soci. SEezronEe VIII. Della Comunione«à titolo universale. 1526. Gli sposi possono stabilire nel contratto di matrimonio una comunione universale dei loro beni tanto mobil che immobili, presenti e futuri, o dei presenti solamente, 0 soltanto dei futuri. DisposizioNt comuni alle ofto precc- denti seziont. 1527. Cid che è stabilito nelle otto precedenti sezioni, non ristringe le sti- pulazioni di eni è suscettibile la comu- uione convenzionale alle precise dispo- siziOni in esse contenute. I conjugi possono fare qualunque altra convenzione, come all articolo 1587, sotto le modificazioni enunziate negli ar- ticoh 1388, 1589 e 1390. Nel caso perd in cui vi fossero figli di un precedente matrimonio, qualun- que convenzione che ne’ suoi effetii ten- aux donations, Soit quant au fond, soit guant à la forme, mais simplement une convention de mariage et entre associés: SECTION VIII. De la Communauté à titre universel. 1526. Les époux peuvent établir par leur contrat de mariage une communauté universelle de leurs biens tant meubles guimmeubles, présens et à venir, ou de tous leurs biens présens seulement, ou de tous leurs biens à venir seulement. Disposirions communes aux huit Sections ci-dessus. 1527. Ce qui est dit aux huit sections ci-dessus, ne limite pas à leurs disposti- tions précises les stipulations dont est susceptible la cormurauté convention- nelle. Les époux peuvent faire toutes autres conventions, ainsi qu’il est dit à Particle 1387, et sauf les modifications portées par les articles 1588, 1589 et 1590. Néanmoins, dans le cas où il y aurait des enfans d'un précédent mariage, touse convention qui tendrait dans ses effets Conventio hæc, nec quo ad substantiam, nec quo ad formam liberalitas cbnoxia donationum regulis censetur, sed nicrum pactum nuptiale, et inter socios. S:E c-Tao VIII. De Coinmunione titule universali inita. 1526. Conjuges commumnionem universilem bonorum tam mobilium, quam immobilum, præsentium,‘et futurorum, vel præsentium tantum, vel etiam futurorum dumtaxat in contraciu nuplialhi constituere possunt. Dispositiones præcedentibus octo sectionibus communes. 1527. Quidquid superioribus ocio sectionibus dispositum est, adamussim non limitat stipulationes, quæ in conventionali commupione iniri queunt. Quaælibet alia pacta conjuges interponere possunt, prout arliculo 1587, dictum fuit, et sub modis, de quibus art. 1588, 1589, et 1590. Nihilominus, si adsint fili ex priori matrimonio suscepi quælibet conventio, cujus effectu alteri ex IA desse à dare ad uno de’ conjugi una porzione maggiore di quella stabitita nel articolo 1098, del titolo delle Done- Zioni ra vivi, e dei Testamenti, sara senza elfetto per tutto cid che eccede quest: porzione: ma i semplici proveuti risuitanti dat lavori comuni e dai ri- sparm)] sulle rendite rispettive, quantun- que ineguali fra i due conjugi, non sono considerati come un vantagoio in pre- giadizio dei fighi di primo letto. 1528. La comunione convenzionale soggiace alle regole della comunione le- gale, in tutti 1 casi in cui non vi si è derogato col contratto implicitamente od esplicitamente. SEZ10NE IX. Delle Convenzioni esclusive della Comunione. 1529. Allorchè gli sposi non sotto- mettendosi al regime dotale, dichiarano di maritarsi senza comunione, o di ri- manere separati di bent, gli effetti di questa stipulazione sono regolati nel mo- do che segue. [ 427] à donner à lun des époux au delà de la portion réglée par l’article 1098, au titre des Donations entre-vifs et des Testa- mens, sera sans effet pour tout l'excédant de cette portion: mais les simples béné- Jfices résultant des travaux communs el des économies faites sur les revenus r€- spectifs, quoique inégaux, des deux époux, ne sont pas considérés comme un avantage fait au préjudice des enfans du premier lit. 1528. La communauté conventionclle reste soumise aux règles de la commu- nauté légale, pour tous les cas auxquels il ny a pas été dérogé implicitement ot explicitement par le contrat. SECTION IX, Des Conventions exclusives de la Conm- munauté. 1529. Lorsque, sans se soumettre ais régime dotal, les époux déclarent qu ils se marient sans Communauté, Où qu ils seront séparés de biens, les effets de cette stipulation sont réglés comme 1 :SULÉ, conjugibus tribuatur ultra portionem præfinitam articulo 1098. üitulo de Donationibus inter vivos, et de Testa- mentis, inefficax erit pro eo, quod diclam portionem excedet; sed meræ utiltates ex communibus laboribus partæ, et ex parsimonia profectæ in redutibus, licet inæqualibus, utriusque conjugis, non considerantur tamquam emolumentuim in præjudicium filiorum prioris matrimonh comparatum. * 1528. Conventionalis communio subjicitur regulis communionis legitimæ in ommnibus.casibus, in quibus per conventionem implicite, aut explicite ils derogatum non fuit. RE De Conventionibus, quæ Communionem excludunt. Î 2529. Quoties conjuges, quin se dotali regimini subjiciant, declaraverint, se nuptias sine comimunione inire, vel sub pacto separationis bonorum, tunc hujusce stipulationis effectus moderantur, ut infra. qe PÉSRRE T TRE:: ie ES me“ s eme, HAE a 5 A2 1 F4+ à né“rs ES Sn ne; ais- v” éd [ 428] S: L Della clausola che contiene la dichia- razione degli sposi di marifarsi senza COr1uri0/1€. 1550. La clausola contenente la di- Chiarazione degli sposi di maritarsi sen- za comunione, non attribuisce alla mo- glie il diritto di amministrare 1 suoi be- ni, nè di percepirne i frutti: questi frutti si ritengono assegnali al marito per sostenere 1 pesi del matrimoOnioO. 1551. Ïl marito ritiene Ÿ amministra- zione dei beni mobili ed immobili della moglie, e per conseguenza, il diritto di ricevere tutto il mobiliare che essa por- ta in dote, o che le perviene durante il matrimonio, salva la restituzione ch egli ne dovra fare dopo lo seio- glimento di esso, o dopo la separazione de beni pronunciata giudizialmente. 1532. Se nel mobiliare portato dalla moglie in dote, o pervenuto ad essa du- xrante il matrimonio, vi siaño cose che si consumino colluso, dovra di queste unirsi al contraito matrimoniale una de- scrizione colla stima, ovvero formarsi inventario- allorchè le stesse cose per- vengono alla moglie, ed il mamto sarà tenuto a restituire il prezzo della stima. <. Ier De la clause portant que les époux se marient sans communauté. 1550. La clause portant que les époux se marient sans Comnunaulé, ne donne point à la femme le droit dadininistrer ses biens, ni d'en percevoir les fruits: ces fruits sont censés apportés@t 1RATL pour soutenir les charges du mariage. 1531. Le mari conserve l'administra-: tion des biens meubles et immeubles de la femme, et par suite, le droit de percevoir tout le mobilier qu’elle apporte en dof, ow qui lui échoit pendant le mariage; sauf la restitution qu'il en doit faire après la dissolution du mariage, ou après la séparation de biens qui se- rait prononcée par justice 1532. Si dans le mobilier apporté en dot par la femme, ou qui lui échoit pendant le mariage, il y a des choses dont on ne peut faire usage sans les consormmer, il em doit étre joint un état estimatif au contrat de mariage, ou il doit en étre fuit inventaire lors de Pé- chéance, et le mari en doit rendre le prix d’après l'estimation. Lt De clausula, per quam matrimonium sine communione contrahitur. 1550. Clausula, qua declaratur, matrimonium sine bonorum conmunione conjuges inire, uxori nec admi- nistrationem, nec usumfructum suorum bonorum tribuit: fructus isti ad sustinenda mairimoni onera vo assignati censeniur. 1551 Maritus bonorum mobilium, et immobilium uxoris administrationem retinet, ideoque jus habet mobilia omnia, quæ uxor in dotem afiert, accipen@, vel quæ ipsi constante matrimonio obvenunt; salva tamen cbligatione ea restituendi post sotutum matrimonium, vel post judicialem separalienem a tribunal decretam. 4 1552. Si inter mobilia in dotem ab uxore allata, aut quæ postea ipsi constante matrimonio obvenerimt» ....::° y.,:} res adsint, quæ usu consumuntur; earum æsumatioms siatus nuplalis contractus actui conjungi debet, vel cum uxort illæ obvcrerint, inventarium conficiendum est; marilus vero juxia æstimationem prebutn resliluerc cogitur. fra pos [ 429| 1555. Il marito è obbligato a tutti 1 pesi che sono a carico dell’usufruttuario. 1534. La clausola enunciata in questo paragrafo non impedisce che si possa pattuire che la moglie percepirà annual- mente sopra sémpliée sua quitanza una determinata parte de’suoi redditi pel suo mantenimento e pei bisogni della sua persona. 1555. 1 beni immobili costituiti in dote, nel caso di questo paragrafo, non soc inahenabih. Non possono tuttavia alien ane senza il consenso del marito, ed in caso di riffuto, senza giudiziale autorizzazione. $. IX. Della clausula di separazione de’ beni. 1536. Allorquando gli sposi nel con- tratto del loro matrimonio hanno stipu- lato che essi saranno separati di beni, ka moglie conserva l'intiera amministra- zione de’ suoi beni mobili ed immobik, ed il Hibero godimento delle sue rendite. 1537. Ciascuno de’ conjugi concorre al pesi del matrimonio, secondo le conven- zioni contenuie nel loro contratlo; e non essendovi patto a tale riguardo, la moglie 1553. Le mari est tenu de toutes les charges de l'usufruir. 15354. La clause énoncée au présent paragraphe ne fait point obstacle à ce qu’il soit convenu que la femme touciera annuellement, sur ses seules quiltances, certaine portion de Ses revenus pour son entretien ef ses besoins personnels. 1535. Les immeubles constitués en do!, dans le cas du présent paragrale, ne sont point inalienables. Néanmoins ils ne peuvent étre alié- nés sans le consentement du mari, et à son refus, sans l'autorisation de la justice. S 1E De la clause de séparation de Biens. 1536. Lorsque les époux ont stipulé par leur contrat de mariage qu'ils se- raient séparés de biens, la femme con- serve l'entière administration de ses biens meubles et immeubles, et la jouissance libre de ses revenus.: 1557. Chacun des époux contribue aux charges du mariage, suivant les con- ventions contenues enr leur ConiTaE; cé, s’iln'en existe point à cet égard, la fem- 1553. Omnia, quæ wsafructuario incumbunt onera maritus sustinet. 1554. Clausula hoc paragraphe enunciat a non ebstat, queminus uxor ex conventione, et apocha tantum tradita, singulis annis suorum rediuum partem pro indumentis, et propriis usibus pese _1555. Bona immobilia in dotem constitula in casu bujus paragraphi distrahi possunt; alienari tamen 508 sossunt, nisi viri accedente tonsensu, vel si hic abnuat nisi judice auctorante. }»? $ IE De clausula separalionts bonorum. 1556. Quotes m nuplialibus tabulis conjuges süipulati fuerint, se bonis divisos fore; uxor suorum me- bilum, et immobih 153 ium plenam administrationem retinet, atque hbherum suorum ER usumfructun . Urusqui sque€x COï njug'bus onera matrimomi sustinel juxta id, qu 104 in contractu conventuin est; sin autem mihil inter eos de hoc convenerit; uxor pro iisdem sustinendis oneribus contribuil, usque ad icr- \ W [ 450] contribuisce per 1 pesi matrimoniali fino : alla concorrenza del terzo dellesuerendite. 1936. In nessun caso, nè in forza di qualunque stipulazione, la moglie pud -alenare i suoi immobili senza speciale assenso del marito, ed, in caso di rifiu- io, senza autorizzazione giudiziale. Qualsivoglia autorizzazione generale accordata alla moglie di alienare i suoi beni immobili, tanto nel contratto di ma- trimonio, che posteriormente, è nulla. 1559. Se la moglie separata lascia che il marito abbia il godimento de’ di lei beni, questi non è tenuto, tanto sulla domanda che la moglie potesse fargli, quanto dopo lo scioglimento del matri- monio, se non alla consegna dei fratti esistenti, e non& obbligato per quelli che fino allora si fossero consumati. GA PO FIEF Del Regime Dotale. 1340. La dote sotto questo regime come sotto quello del capo If, consiste in quei beni che la moglie porta al marito per sostenere 1 pesi del matri- mon1i0. 1541. Tutto ci0 che la donna si co- stituisce in dote o che le viene dato me contribue à ces charges Jusqu à con- currence du liers de ses revenus. 1558. Dans aucun cas,‘ni à la fa- veur d'aucune s tipulation, là femme ne peut àliéner ses immeubles sans le con- séntement spécial de son mari, ou, à son refus, sans étre autorisée par Justice. Toute autorisation générale d’aliéner les immeubles donnée à La Jemme, soit Par contrat de mariage, soif depuis, est nulle. 1959. Lorsque la femme séparée a laïs- sé la jouissance de ses biens à son mari, celui-ci n’est tenu, soit sur la demande que sa femme pourrait lui: faire, soit à la dissolution du mariage, qu'à la représentation des fruit existans, et il n'est point comptable de ceux qui ont été consommés jusqu'alors. CHAPITRE..II. Du Régime dotal. 1540. La dot, sous ce régime comme sous celui du chapitre IT, est le bien que la femme apporte au mari pour sup- porter les charges du mariage. 1541. Tous ce que la femme se con- stilue ou qui lui est donné en contrat lan suorum redituunr partem. È b 1558. Uxor nullo casu, etsi aliter stipulatum fuerit bona sua immobilia, distrahere potest, nisi maritus specialiter assentiatur, vel eo renuénte, nisi judicis accedat auctoritas. .: LE Li e à qzs ue LR e.+... Ÿ. 11e.* Quælibet generalis facultas distrahendi immobilia uxori coilata, sive in tabulis nuptiahbus, sive postea, nulla est. 1559. Si uxor separata suorum bonorum usumfructum marito permiserit, hie sive instante uxore, sive soluto matrimonio fructus tantummodo extantes exhibere, nec de consumptis rationem reddere debet. CAPUST ILE De Regimine dotali. 1540. Dos sub hoc regimine æque ac sub eo, de quo capite IT, est quidquid bonorum uxor ad susti- nenda onera matrimonii marito tradit. 1541. Quidquid uxor sibi in dotem constiluit, vel ipsi in matrimoni contractu datur, dotale habetur, à sel [TS We d fr Me nt à Li slt, Lines y SU! us, US: TE, de ju Us nel contratto del matrimonio,& dotale, se non vi é stipulazione in contrario. SEZIONE I. Della Costituzione della Dote. 1542. La costituzione della dote puo con prendere tuiti i beni presenti e fu- turi della donna, o soltanto tutti 1 suoi beni presenti, od una parte de suoi beni presenii e futuri, oppure pud avere per oggetto una cosa speciale. La costituzione di dote concepita in termini generici di tutti 1 beni della don- na, non comprende 1 beni futuri. 1543. Durante il matrimonio, la dote non puo essere costituita nè accresciuta. 1544 Se il padre e la madre costitui- scono-unitamente una dote, senza distin” guere la parte di ciascuno, s’ intenderà costituita in parti eguali. Se la dote& costituita dal solo padre per 1 diritti paterni e materni, la ma- dre quantunque presente al contratto non sara Obbligata, e la dote resterà per in- tiero a carico del padre. 1545. Se il padre o la madre super- st'te costituisce una dote sui beni pater- nie materni, senza specificarne le por- zioni, la dote si prenderàa primieramente [ 45:] de mariage, est dotal, S'il n'y& stipu- lation contraire. SECTION PREMIERE. De la Constitution de Dot. 1542. La constitution de dot peut frap- per tous les biens présens et à venir de la femme, ou tous ses biens présens seulement, ou une partie de ses biens présens et à venir, Ou méme un objef individuel. La constitution, en fermes généraux, de tous les biens de la femme, ne conm- prend pas les biens à venir. 1545. La dot ne peut être constituée ni méme augmentée pendant le mariage. 1544. Si les père et mère constituent conjointement une dot, sans distinguer la part de chacun, elle sera censée con- stituée par portions égales. Si la dof est constituée par le père seul pour droits paternels ef maternels, la mère, quoique présente au contrat, ne Sera point engagée, et lx dof de: meurera en entier à la charge du père. 1545. Si le survivant des pére où mère constitue une dof pour biens pafer- neis et maternels, sans Spécifier les por- tions, la dof se prendra d’abord sur msi aliter stipulatum fuerit. SEcTreo I. De Dotis Constitutione. 1542. Dotis constiutio cuncta uxoris bona præsentia, et futura, aut præsentia dumtaxat, aut præscr- tium, et futurorum partem, vel rem aliquam in specie afficere potest. w tributa censetur. Dotis constitutio in omnibus uxoris bonis generalibus verbis expressa, futura bonx non complectiur. 1545. Constante matrimonio dos neque comslitui, neque augeri potest. Si dos à patre tantum constituilur pro juribus tam paternis, quam maternis; uxor licét contractui ad- fuerit, non obligabitur, et patri integræ dotis solvendæ onus incumbet. 1545. Si pater, aut mater superstes pro bonis tam paternis, quam miaternis* dotem constituit, quin singulas portiones in specic declaraverit, dos pro juribus, quæ ad futuram sporsam pertinent, in bonis sopra 1 diritti spettanti alla futura sposa nel beni di quello fra i genitori che è predefonte, ed il rimanente sopra 1 beni di chi l’ha costituita. 1546. Nonostante che la figlia dotata dal padre e dalla madre abbia beni pro- prj di cui ad essi appartenga P usufrut- to, la dote si prenderà dai beni dei costi- tuenti, se non vi è stipulazione in con- trario. 1547. Quelli che costituiscono una dote sono.tenuti a garantire gli effelti costituiti in dote. 1548. GP interessi della dote decorrono ipso jure, dal giorno del matrimonio, con- tro colero che l'hanno promessa, quando anche siasi pattuita una dilazione al pa- gamento, se non vi& stipulazione in contrario. Srzrone IL Dei Diritii del marito sui beni dotali, e dell inalienabilirà del Fondo dotale. 1549. Il solo marito ha l amministra- zone dei beni dotali durante il matri- mOnI0. Egli solo ha diritto di agire contro i debitori e detentori dei beni dotali, di percepirne 1 frutti e gl interessi, e di esigerne 1 capitali. [ 452] les droits du futur époux dans les biens du conjoint prédécédé, et le surplus sur les biens du constituant. 1546. Quoique la fille dotée par ses père et mère ait des biens à elle propres dont ils jouissent, la dot sera prise sur les biens des constituans, s’il y@ Sti- pulation contraire. 1547. Ceux qui constifuent une dr; Sont tenus à la garantie des objets con- stilués. 1548. Les intérêts de la dot courent de plein droit, du jour du mariage, contre ceux qui l'ont promise, encore qu’il y ait terme pour le paiement, s'il n’y à stipulation contraire. SECTION IF. Des Droits du mari sur les biens dotaux, et de linaliénabilité du Fonds dotal. 1549. Le mari seul a l'administration des biens dotaux pendant le mariage. Il a seul le droit d'en poursuivre les débiteurs et détenteurs, d'en percevoir les fruits et les intérêts, et de recevoir le remboursement des capitaux. parents præmortui primum sumenda; reliquunx vero ex bonis illius, qui dotem constituit. 1546. Etsi filia a parentibus dotata propria possideat bona, quorum ususfructus penes eos sit; dos mihilominus ex bonis solvetur eorum, a quibus constituitur, nisi aliter stipulatum sit. 1547. Qui dotem constituunt, de bonorum dotalium evictione tenentur. 1548. Fractus dotis a die matrimovii ab ïüis, qui spoponderunt, ni aliter stipulati sint, ipso jure deben- tr, licet solution temparis dilatio adjecta fuerit. Se cx+o Ji De Juribus marüi in bonis dotalibns, et de Füundo dotali non alienando. 15/9. Bonorum dotalium adininistratio constante matrimonio penes solum maritum est. Jus illorum debitores, vel detentores in judicium vecandi, fructus, et usuras percipiendr, et sortes recuperandi uni Marito cempelit, zi0! 1) dutale lor2 si Lo st lunol csttul TE a W Fate dll: salv Po quole 155 1j) æslime 1552, 1993, ñl pecu Ulem 5 À & pu f, | 4 Cid non ostante pud convenirsi nel con- tratto di matrimonio, che la moglie ri- ceverà annualmente, contro la semplice sua quitanza, una parte delle sue rendite per il suo mantenimènto e per 1 bisogni della sua persona. 1550. I1 marito non e tenuto a prestare eauzione per la dote ch egli riceve, se non vi è stato obbligato col contratto di matrimonio. 1551. Se la dote o parte di essa con- siste in efletti r2obiliari sumati nel con- tratto di matrimonio, quand anche non vi sia la dichiarazione che tale stima sia fatta per indurre la vendita, il marito ne diviene il proprietario, e non è de- bitore che del prezzo loro fissato. 1552. La stima dell immobile costituito in dote non ne trasferisce la proprietà al marito, senza una espressa dichiara- zione. 1553. L’immobile acquistato col danaro dotale non diviene dotale se non qua- lora nel contratto di matrimonio sia stata stipulata la condizione dell'impiego. Lo stesso ha luogo relativamente al- l'immobile dato per pagamento della dote costituita in danaro. 1554. GY immobili costituiti in dote non possono alienarsi© ipotecarsi du- rante il matrimonio, nè dal marito, ne dalla moglie, nè da entrambi unitamente; salve le seguenti ecceziont. Cependant il peut être convenu, par le contrat de mariage, que la femme: touchera annuellement, sur ses seules quillances, une partie de ses revenus pour son entretien et ses besoins per- sonnels. 1550. Le mari n'est pas tenu de four-: nir caution pour la réception de la dor, s’il n’y à pas été assujetti par le con- trat de mariage. 1951. Si la dot ou partie de la dot consiste en objets mobiliers mis à prix par le contrat, sans déclaration que le- stinmation n’en fait pas vente, le mari en devient propriétaire, et rest débiteur que du prix donné au mobilier. 1552. L’estimation donnée à limmeu- ble constitué en dot n’en transporte point la propriété au mari, s'il ny en a dé- claration expresse. 1555. L’immeuble acquis des deniers dotaux nest pas dotal si la condition de l'emploi ra été stipulée par le contrat de mariage. Il en est de même de l'immeuble don- né en paiement de la dot constituée er argent. 1554. Les immeubles constitués en dot ne peuvent être aliëénés où hypothéqués pendant le mariage, ni par le mari, ui par la femme, ni par les deux conjoir- tements sauf les exceptions qui suivent. Potest tamen in contractu nuptiali pacisci, uxorem pro indumentis, et propriis usibus redituum parte quotannis percepturam simplici dumtaxat apocha confecta. 1550. Maritus non ienetur satisdare pro dote quam accipit, nisi id nuptiali contraclu conventnm fueri£. 1551. Si dos, aut ejus pars rebus mobilibus pretio ex. contractu æstimatis constet sine declaratione, æstimationem venditionis causa factam non esse, maritus eorum dominus fit, et de’ pretio tantum tenetur 1552. Fündi dotalis æstimatio in maxitum ejusdem dominium non transfert, misi id expresse pacium ait,: 1555. Fundus dotali pecunia emptus dotalis non est, nisi in iabulis nuptialbus, stipulatum sit, ut de- tal pecunia fandus emaiur. Idem est de fundo tradito in solutionem dotis, quæ in pecunia numeranda constituta fuerat. 1554. Nec vir, nec mxor, nec uterque simul conslante matrimonio fundum dotalem distrahere possuut, aut hypothcca afficere, exceptis quæ sequumtur, 2 53 [ 454] 1555. La moglie pud coll’assenso del marito, où in caso dirifiuto', coll’auto- rizzazione giudiziale, dare i snot beni dotali per il collocamento dei fig che ella avesse da anteriore matrimonio; ma se non è autorizzata che giudizialmente, deve riservare l'usufruito al marito. 1556. Pud ancora, coll autorizzazione del marito, dare i di lei beni dotali pel collocamento de figli comuni. 1557. L’immobile dotale essere alienato allorchè col contratto del ma- trimonio ne&è permessa l’alienazione. 1558. Si pud parimenti alienare l'im- mobile dotale coll autorizzazionie giu- diziale, ed all'incanto, on tre pubbli- cazioni, Per liberare dal carcere il marito o la moglie; Per somminisirare gli alimenti alla famiglia ne’casi preveduti negli articoli 205, 205 e 206. al titolo del Marri- INOTEO; Per pagare 1 debiti della moglie o di quelli che hanno costituita la duéés allor- che questi debiti hanno una data certa anteriore al contratto di matrimonio; Per fare straordinarie riparazioni in- dispensabili alla conservazione dell im- mobile dotale; 555. La femme peut; avec lautort. sation de Son mari, Ou, sur son refus,: avec permission de justice, donner ses: biens dotaux pour l'établissement des en- Sans qwelle aurait‘d’un mariage anté. rieur; mais si elle n’est autorisée que: par justice, elle doit réserver la jouis- sance à sOn Mar. 1556. Elle peut aussi, avec lautori- sation de'son mari, donner ses biens dotaux pour létablissement de leurs en- Sans communs. 1557. L’immeuble dotal peut&re alié- né lorsque l’aliénation en a été permise par le contrat de mariage. 1558. l'immeuble dotal peut encore étre aliéné avec permission de justice, et aux enchères, après trois affiches, Pour tirer de prison le mari ou la Jemme; Pour fournir des alimens à la famille dans les cas prévus par les articles 203, 205€£ 206, au titre du Mariage; Pour payer les dettes de la femme ou de ceux qui ont constitué la dot, lors- que ces dettes ont une date HE antérieure au Contrat de mariage; Pour faire de grosses réparations in dispensables pour la conservation de limmeuble dotal; 1555. Potest tamen uxor, auctorante marito, aut judice, si maritus renuat, bona dotalia in liberorum collocationem tradere;, quos ex priori matrimonio suscepisset: si vero auctoritate judicis tantum id fiat, eorundem bonorum usumfructum marilo ea servare tenetur. 1556. Potest quoque uxor auctorante marito tribuere bona dotalia pro hberis communibus collocandis, 2557. Fundus dotalis distrahi potest, si ita in nuptiali contractu convenerit. 1558. Fundus dotalis, permittente judice, per licitationem, postquam ter Hoi publice propositi fuerint; distrahi potest, Ut vir, aut uxor e carceribus liberetur; t Ut familia alatur in casibus, de quibus articulis. 203, 205, 206 titulo de Matrimonio; Üt solvatur æs alienum uxoris, aut illorum, qui dotem consiluerunt, dummodo, ante auptias illud certo die contractum fuisse constet; Ut ad fundum dotalem servandum extraordinariæ, ac necessariæ reparationes fant; cn a à nl ete, init gl b see are bo 6 po h mo Wqu aebr D pro( üs 6 Per im 50, Wa mo Wen: .[ 435| Finalmiente quando quest immobile’ à indiviso co’terzi,; ed è riconosciuto non suscettibile di divisione. In tutti questi casi, l’avanzo del prezzo ricavato dalla vendita soddisfaitii bisogni comprovati rimarrà dotale, e verrà im- piegato con questa qualità à vantaggio della moglie. 1559. L’immobile dotale pud eol con- senso della moglie essere permutato per quattro quinti almeno, con un altro im- mobile dello stesso valore, purchè si siustifichi l'utilità della permuta,$ ot- tenga l’autorizzazione giudiziale, e pre- ceda la stima per mezzo di periti nomi- nati ex officio dal tribunale. In questo caso, l’immobile ricevuto in permuta diverrà dotale, come pure sarà dotale F'avanzo del prezzo, se ve ne ha,e sara impiegato come tale a van taggio della moglie. 1560. Se fuori delle eccezioni sopra indi- cate, la moglie o il marito, o entrambi unitamente alienano il fondo dotale, la moglie o i di lei eredi potranno dopo lo scioglimento del matrimoñio far rivo- care lalienazione, senza che si possa loro opporre alcuna prescrizione per il tempo decorso durante il matrimonio: la moglie avra lo stesso diritto dopo la separazione de beni. Il marito potrà durante il matrimonio far rivocare l’alienazione, restando perd Eñfin lorsque cet immeuble se trouve indivis avec des tiers, et qu’il est re- connu impartageable. Dans tous ces cas, l’excédant du prix de la vente au-dessus des besoins recon- nus sestera dotal, ef il en sera faié emploi commz tel au profit de la femme. 1559. L’immeuble dotal peut étre échan- gé, mais avec le consentement de la fem- me, Contre un autre immeuble de même valeur, pour les quatre cinquièmes au moins; en justifiant de l'utilité de l'echan- ge, en obtenant Pautorisation en justice, et d'après une estimation par experts nom- més d'office par le tribunal. Dans ce cas, l'immeuble recu en échan- ge sera dotal; lexcédant du prix, s’il y en«a, le sera aussi, et il en sera fait emploi comme tel au profit de la femme. 1560. Si, hors Les cas d'exception qui viennent d'être expliqués, la femme ow le mari, ou tous les deux conjointemnenf, aliènent le fonds dotal, la femme ou ses héritiers pourront faire révoquer Palié- nation après la dissolution du mariage, sans quon puisse leur opposer aucune prescription pendant sa durée: la femme aura le méme droit après la séparatiorz de biens.| Le mari lui-méme pourra faire révo- quer l’aliénation pendant le mariage, ent Tandem si fundus dotalis pro indiviso cum alüs possideatur, nec dividi possit, Omnibus hisce casibus pretii pars, quæ necessitates, ob quas venditio permittitur, excedit, dotalis ma: nebit, et in uxoris utilitatem idcirco collocabitur, 1559. Fundus detalis, consentiente uxore, permutari potest cum altero, qui ejusdem sit valoris saltem pro quatuor ex quinque partibus, dummodo permutationis utilitas æstimatione facta a periis'ex officio elecs tis, et auctoritate judicis comprobetur. Hoc casu prædium permutatione adquisitum dotale erit: quod e pretio excedet, siquid exit, in dotem pa: riter imputabitur, ac tamquam dotale in utilitatem uxoris collocabitur. 1560. Extra prædictos casus, quoties uxor, aut vir, vel uterque simul dotalem fandum alienaverint; fpsa uxor, ejusque heredes soluto matrimonio distractionis revocationem provocare poterunt, quin adversus eosdem ulla præscriptio opponi queat; uxor vero eodem jure post bonorum separationem uti poterit, Maritus, ipso,gonsthnie matrimonio, alienationis revocationem petere poterit, dammis tamen, et id quod à |! J 456. obbligato per i danni edinteressi verso l compratore, nel caso che nel contratto di vendita non abbia dichiarato che la eosa venduta era dotale. 1561. Gl immobili dotali che nel con- tratto di matrimonio non si sono dichia- rati alienabili, non soggiacciono a pre- scrizione durante il medesimo, purchè questa non abbia cominciato a decorrere prima del matrimonio. Diventano cid non ostante soggetti a prescrizione dopo la separazione de’beni, qualunque siasi l’epoca in cui la pre- scrizione è incominciata. 1562. Il marito riguardo ai beni dotali & astretto da tutte le obbligazioni che sono à cariCO dell usufrutituario. E risponsabile per tutte le prescrizio- ni imcorse e deterioramenti avvenuti per sua negligenza. 1563. Se la dote è in pericolo la mo- ge. pud. domandare la separazione dei beni, come è detto agli articoh:443 e seguenti. SEzione IIE Della Restituzione della dote. 1564. Se la dote consiste in immobili o in mobili non stimati nel contratto demeurant néanmoins sujet aux domma. ges et intéréts de l'acheteur, sil n'a pas déclaré dans le contrat que le bien vendu était dofal.| 1361. Les immeubles dotaux non dé- elarés aliénables par le contrat de ma- riage, sont imprescriptibles pendant le mariage, à moins que la prescription n'ait commencé auparavant, Ils deviennent néanmoins prescripti- bles après la séparation de biens, quelle que soit l’époque à laquelle la prescrip- #ion u commencé. 1562. Le mari est tenu, à l'égard des biens dotaux, de toutes les obligations de l’usufruitier. Il est responsable de toutes prescrip- tions acquises et détériorations survenues par sa négligence. 1563. Si la dot est mise en péril, la femme peut poursuivre la séparationde biens, ainsi quil est dit aux articles 3445 et suivans. SECTION IIL. De la Restitution de la dot. 1564. Si la dot consiste en immeubles, ou en meubles non estimés par le contrat interest emptori refectis, si in contractu, prædinm, quod vendidit, doiale esse non declaraverit. 1561. Immobilia dotalia, de quorum alienatione in contractu matrimenii actum non sit, eodem constante præscribi nequeunt, nisi præscriplioni ante matrimoninm incæperit. Præscriptione tamen obnoxia fiunt post bonorum separationem, nullo temporis, quo præscriftio cœperit, habito discrimune. 1562. Maritus quoad dotalia bora üisdem, quibus usufruciuarius obligationtbus adstrimgitur. + LA LC.- s..- ol" È 1 A>« s: e. e Tenetur etiam de omribus præscriptionibus, quæ ali acquisivissent, et de damnis ejus culpa illatis. 1565. Si dotis periculum immmineat, uxor-ad separationem boncrum agere potest juxta ca, quæ In arf” + tüculo 1445., et sequentibue cisposita sunt. S's Gr r 0 TIT. De Dotis restitutione, 1564: Si dos rebus immoblibus constat, aui mebilibus in contractu mafrnmonn prete non æstimaus, at, à d 15) dente Uro ent if, #f ## [ 457] auziale,@ stimati bensi, ma con dichia- razione che la stima non tolga alla mo- glie la proprietà.. Il marito o i suoi eredi possono: es- sere astretti all istantanea restituzione della dote, sciolto che sia 1l matrimonio. 1565. Se la dote consiste in una som- ma di denaro, O in mobili stimati nel contratto sen- za che siasi dichiarato che la stima non Re attribuisce la proprietà al marito, La restituzione non puo domandarsi ebe un anno dopo lo scioglimento del matrimonio. 1566. Se gh effetti mobili la cui pro- prietà resta alla moglie, siansi consunti eoll uso e senza colpa del marito, egli non sarà tenuto a reslituire, che quelli che rimarranno, e nello stato in cui si àroveranno. Cid non ostante, la moglie potra, in qualunque caso, riprendere la bian- sheria e cd che serve all ordinario€ mecessario suo abbigliamento, salva la previa deduzione del loro valore, quan- do la sua biaricheria e- robe di uso saranno state prinutivamente date con Stiina. 1567. Se la dote comprende credit, © diritti di rendita i quali siano periti od abbiano soflerto riduzioni non im- et ta F ur putabii a uegligenza dei marito, questi -de mariage, ou bien mis a prix, avec déclaration que lestimation n’en ôte pas la propriété à la femme, Le mari ou ses héritiers peuvent étre contraints de la restituer sans délai, après la dissolution du mariage. 1565. Si elle consiste en une somme d'argent, Ou en meubles mis à prix par le Con- rat, sans déclaration que l'estimation n'en-rend pas le mari propriétaire, La restitution n’en peut être exigée qu’un an après là dissolution. 1566. Si les meubles dont la propriété reste à la femme ont dépéri par lPusage et sans la faute du mari, il ne sera tenu de rendre que ceux qui resteront, et dans l’état où ii se trouveront. Et néanmoins la femme pourra, dans fous les cas, retirer les linges et har- des à son usage actuel, sauf à précom- pter leur valeur lorsque ces linges et hardes auront été primitivement conséi- tués asec estimations 1567. Si la dot comprend des obliga- tions ou constilutions de rente qui ont péri, ou souffert des retranchemens qu’on ne puisse imputer à la négligence du vel ita æstimatis, ut per æstimationem dominium uxoris non amitti declaretur; soluto matrimonio, ad eam statim reddendam cogi possunt. 1565. Si vero dos, numerata pecunia constat, aut mobilibus in contractu æstimalis, quim expressum sit, ex ea æstimatione viro proprietatem non adquiri; tunc douis restitutio peti nequi, a die soluti matrimonii. nisi post aïinum 1566. Si mobilia, cujus dominium penes uxorem manet, usu in deterius abierint, viri culpa mon acce:. dente; hic ea tanium, quæ supersunt, et prout sunt, restituere tenebitur. Uxori tamen jus erit in omni casu res lintearias, vesles, et alia indumenta, quibus uti solet, sibi su- mendi, earum pretio prius deducto, si primitus æstimata in dotem constituta fuerint. -.,:-:::&e s 1267. Sa dos debitorum nomina, aut annucrum rediuum præstationes contineat, quæ sine mari Cup vir, cjusve heredes, vis ; à” [438] non ne sara‘risponsabile, e sara libe- rato restituendo le scritture dei con- tratti. 1568. Se la dote siasi costituita in un usufrutto, sciogliendosi il matrimonio, 1] marito o suoi eredi non sono tenuti, che à restituire la ragione di usufrutto, “1 frutti della non giàa 1 frutti scaduti durante il ma- trimonio. 1569. Se 11 matrimonio ha durato dieci anni dopo la scadenza dei termini stabi- biliti pel pagamento della dote, la mo- glie, o i suoi eredi potranno ripeterla contro il marito dopo lo scioglimento del matrimonio senza essere tenuti à pro- vare che questi l’abbia ricevuta, quando non giuslificasse di avere usate inutil- mente tutte le diligenze per procurarsene 1l pagamento. 1570. Se il matrimonio& sciolto per la morte della moglie, gl interessi, ed dote che os restituirsi, decorrono ipso jure a favore dei suoi eredi dal giorno dello scioglimento. Se questo accade per la morte del ma- it0; la moglie ha la scelta di esigere, durante lanno del lutto, gl interessi della sua: dote, o di farsi somministrare gli alimenti per il tempo predetto, dal- l'eredità del marito, ma in ambidue i casi nel corso di detto anno deve l’ere- mari, il n’en Sera point tenu, et il em -Serd quille en restituant les contrats. 1568. Si un usufruit«& été constitué en dot, le mari ou ses héritiers ne sont obligés, à la dissolution du mariage, que de restiluer le droit d'usufruit»s CL-NoN les fruits échus durant le mariage. 1 1569. S7 le mariage a duré dix ans depuis l'échéance des termes pris pour le paiement de la dot, la femme ou ses héritiers pourront la répéter contre le mari après la dissolution du mariage, sans être tenus de prouver qu’il l’a re- Que, à moins qu’il ne justifiit de dili- gences inutilement par lui faites pour s'en procurer le paiement. 1570. Si le mariage est dissous par la mort de la femme, l'intérét er les fruits de la dot à restituer: courent de plein droit au profit de’ses héritiers de- puis le jour de la dissolution. Si c’est par la mort du mari, la femme a le choix d'exiger les intérêts de sa dot pendant lan du deuil, ou de se faire fournir des alimens pendant ledit temps aux dépens de la succession du mari: mais, dans les deux cas, Fhabitation duran? cette année, et les habits de \ perierint, vel imminutæ sint; maritus non tenebitur, et instruments redditis liberabitur. 1568. Si ususfractas in dotem fuerit constitatus, vir, ejusve heredes, soluto matrimonio, jus ususfructus; non autem fructus, constante matrimonio perceptos, reslituere tenentur. 1569. Si matrimonium decennium perduraverit a die solvendæ dotis dicto, uxor, vel ejus heredes, soluto matrimonio, eam a viro condicere poterunt, quin ipsi, dotem traditam fuisse, probare cogantur, nisi vi demonstraverit, se omnia frustra egisse, ut dos sibi persolveretur. 1570. Si matrimonium uxoris morte dissolvitur, restituendæ dotis fructus, et usuræ a die soluti matri- monu heredibus 1ps0 jure debentur. Si vero morte viri solvitur, uxori optio datur, aut fructus dotis percipiendi ad integrum Inctus annum., aut petendi, ut alin 8 nenta sibi præstentur ex virl hereditate. Utroque casu ad idem tempus habitatio, et b dith somministrarle l'abitazione e gli abiti del lutto, senza diminuzione degli interessi ad essa dovuti. 1571. Sciogliendosi il matrimonio, 1 frutti degl immobili dotali si dividono tra il marito e la moglie o loro eredi, in porporzione del tempo che ha durato il matrimonio nell ultimo anno. L'anno principia a decorrere dal gior- no in cui fu celebrato il matrimonio. 1572. La moglie ei suoi eredi non go- dono di alcun privilegio per la ripeti- zione della dote sopra i creditori ipote- carj anteriori alla medesima. 1575. Se il marito era già insolvibile, e non ayeva nè arte, ne professione quando il padre costitui una dote a sua figlia, questa non sara tenuta a confe- rire nell eredità paterna che l azione ad essa spettante contro Î eredità di suo marito per ottenerne il rimborso. Ma se il marito non è divenuto in- solvibile che dopo il matrimomo, O se aveva un mestiere od una pro- f-ssione che gli tenesse luogo di bent, La perdita della dote cade unicamente a danno della moglie. [ 459| deuil, doivent lui être fournis Sur la succession, el Sans imputalion sur les intérêts à elle dus. 1b71. 4 la dissolution du mariage, les fruits des immeubles dotaux se par- tagent entre le mari et la femme où leurs héritiers, à proportion du temps gw’il a duré, pendant la dernière année. L'année commence à partir du jour où le mariage a été célébré. 1572. La femme ef ses héritiers n’on£ point de privilège pour la répétition de la dot sur les créanciers antérieurs& elle en hypothèque. 1575. Si le mari était déjà insolvable, et-wayait ni art ni profession lorsque le père a constitué une dot à sa fille, celle-ci ne sera tenue de rapporter à la succession du père que l'action qu’elle. a contre celle de son mari, pour s'en J'aire rembourser. Mais si le mari n’est devenu insolva- ble que depuis le mariage, Ou s’il avait un métier OL une pPr0- fession qui lui tenait lieu de bien, Ba perte de la dot tombe uniquement sur la femme. vestes atratæ ex ipsa hereditate illi præbendæ sunt, mp ute niur. quin hujusmodi impensæ in usuras ipsi debitag 1571. Soluto watrimonio fructus immobilium dotalium inter virum, et uxorem, aut inter ipsorum here+ des dividuntur pro rata temporis, quo postremo anno matrimonium stetit. Annus incipit a die, quo con“ jugium celebratum est. 1572. Uxor, ejusque heredes nullo ad repetendam dotem privilegio fruuntur adversus creditores anie- riorem hypothecam habentes. 1575. Si maritus jam solvendo non erat, neque ullam artem, aut professionem exercebat, cum pater dotem filiæ constituit; hæc.in paternam hereditatem conferre tantummodo debet actionem, quam pro in- demnitate consequenda habet contra mari hereditatem. Si vero maritus post matriwonium dumtaxat facultatibus lapsus sit, aut si patrimoni loco. aliquam ar” tem, vel professionem exercebat, dos sol uxori perit, L [ 440] SEézironEe IV. Dei Beni parafernali. 1574 Sono parafernali tutti i beni della moglie che non sono stati costi- tuiti in dote.: 155. Se tutti i beni della moglie sono parafernali, e se nel contratto non esiste alcuna convenzione per cui debba sog- giacere ad una parte dei pesi del ma- trimonio, la moglie vi contribuisce fino alla concorrenza del terzo de’ suoi red- diti. 1576. La moglie ha l’amministrazione ed il godimento dei suoi beni parafer- nall. Ma essa non pud alienarli nè com- parire in giudizio per causa dei detti beni senza l’autorizzazione del marito, © in Caso rifiuto, di senza permissione del giudice.: 1977. Se la moglie costituisce suo ma- rilo procuratore ad amministrare i suoi beui parafernali, col peso di renderle eonto dei frutti, questi sarà tenuto verso la medesima come qualunque altro pro- curatore. 1578. Se il marito ha goduto i beni parafernali della moglie, senza procura, come pure senza Opposizione per parte SECTION IF. Des Biens paraphernaux. 1574. Tous les biens de la femme qui n'ont pas été constitués en dot, sont paraphernaux. 1575. Si tous les biens de la femme “Sont paraphernaux, et s’il n'y a pas de Convention dans le contrat pour lui faire Supporler une portion des charges du mariage, la femme y contribue jusqu’à COnCurrence du tiers de ses revenus. 1576. La femme a l'administration et la jouissance de ses biens paraphernaux. Mais elle ne peut les aliéner ni pa- rafkre en jugement à raison desdits biens, sans Pautorisation du mari, ou, à son refus, sans la permission de la justice. 1577. Si la femme donne sa procura- ton au mari pour administrer ses biens paraphernaux, avec charge de lui ren- dre compte des fruits, il sera tenu vis- à-vis d'elle comme fout mandataire. 1578. Si le mari a joui des biens pa- raphernaux de sa femme, sans mandaf, et néanmoins sans opposition de sa part, SEcTro IV.: De Bonis paranhernakbus. #74. Cuncta uxoris Bona in dotem non constituta paraphernalia sunt. 1575. Si omnia uxoris bona paraphernalia sunt, neque ulla conventio ie tabulis nuptialibus inita sit, ut ipsa matrimonü onera pro parte sustineat, usque ad trientem suorum redituum ad eadem sustinenda confert 1576. Bonorum paraphernalium administratio, et ususfructus penes uxorem sunt. Tpsa tamen, nec eadem bona distrahere, nec in judicio eorum causa se sisiere potest, nisi auctorante marito, vel si hic abnuat, nisi permittente judice. 1577. Maritus, cui bonorum parapheraalium aduxnisiratio ab uxore mandata est, cum onere ut ëi, fruuctum rationes reddat, non secus ac quibbet procurator erga eandem mandati actione tenetur, 1578. Si maritus bonorum paraphernalium fructibus, uxore neque mandante, nec contradicente, usus fruitus fuerit; soluto matrimonio, sive ad primam uxoris petionem, fracius tantummodo extantes, non Della 1 per el. autenr y sam D gi, dl A] 714 ë, JUS don di essa, questi non& tenuto, scioglien- dosi il matrimonio, od alla prima do- manda della moglie, che a consegnare 1 frutti esistexti, senza essere risponsa- bile di quelli che sono stati fino allora consunti. 1579. Se 1l marito non ostante l'oppo- sizione comprovata della moglie ha go- duto dei beni parafernali, è tenuto a rendere conto alla medesima di tutti 1 frutti tanto esistenti, che consunti. 1580. Il marito 1l quale gode i beni parafernali, è tenuto a tutte le obbli- gazioni dell usufruttuario. Disposizione particolare. 1381. Î conjugi sottomettendosi al re- gime dotale, possono non ostante stipu- lare una società per gli acquisti, e gli efletti di tale societàa vengono regolati eome& prescritto agli articoli 1498, 1499. TITOLO VL Della Vendita. CAPO PRIMO. Della Natura e Forma della Vendita. 1582. La vendita è una convenzione per cui uno si obbliga a dare una cosa, e l’altro a pagarla. [ 44:] il n'est tenu, à la dissolution du ma- riage, OÙ à première demande de La Jemme, qu’à la représentation des fruits existans, e£ il n’est point comprable de ceux qui ont été consommés jusqu'alors. 1570. Si le mari a joui des biens pa- raphernaux malgré lPopposition con- statée de la femme, il est comptable envers elle de tous les fruits tant exis- {ans que consommés.| 1580. Le mari qui jouit des biens pa- raphernaux, est tenu de toutes les obli- gations de Pusufruitier. Disposition particulière. 1581. En se soumettant au régime do- tal, les époux peuvent néanmoins sti- puler une société d'acquéts, et les ef. Jets de. cette société sont réglés comme il est dit aux articles 1498 ef 1499. ET RE. FE De la Vente. CHAPITRE PREMIER. De la Nature et de la Forme de la Vente. 1582. La vente est une convention par laquelle l’x s’oblige à livrer une chose, et l'autre à la payer.: autem consumptos, exhibere tenetur. 1579. Fructus omnes tum extantes, tum consumptos maritus exibere cogitur, Si uxor probaverit, præter suam voluntatem virum bonis par aphernalibus usum fruitum fuisse. 15830. Maritus qui utiur fruitur bonis paraphernalibus omnibus usufructuarii oneribus adstringitur. Dispositio specialis. 1581. Licet conjuges se se regimini dotali subjiciant, bonorum tamen füturorum societatem inire pos- sunt, cujus effectus tisdem moderantur sanctionibus, de quibus articulis 1498, et 1499: PET UE TS: VÉ De Venditione. De Natura, et Forma Venditionis. À 1582. Venditio est conventio, qua alter ad rei traditionem,, alter ad ejus pretium solvendum, 2 56 [ da] Pud esser fatta tanto per atto auten- tico, come per iscrittura privata. 1583. Ë perfetta fra le parti, e la pro- prietà si acquista di diritto dal compra- tore riguardo al venditore, al momento che siasi convenuto della cosa e del prezzo, quantunque non sia Seguita ani- cora la tradizione della cosa nè pa- gato 1l prezzo. 1584. La vendita pud essere fatta pu- ramente e semplicemente, o sotlo Con- dizione sospensiva o risolutiva. Pud altresi avere per oggetto due o più cose alternativamente. In tutti gl’indicati casi, 1l di lei effetto è& regolato da princip] generahi delle CconvenzioBI, 1585. Quando si tratti di mercanzie non vendute in massa, Ma a peso, nu- mero e misura, la vendita non è per- fetta, in quanto che le eose vendute stanno a rischio del venditore, finchè esse non siano pesate, numerate O mi- surate. Il compratore perd pud chie- derne o la consegna© i danni ed inte- ressi, se vi è luogo, in caso d’inadem- pimento della obbligazione. 1586.. Se al contrario le mercanzie siano state vendute in massa, la vendita è per- fetta, quantunque ke mercanzie non siano per anche state pesate, numeraie O mi- surate. Elle peut être faite par acte authen: tique, O SOUS seing privé. 1583. Elle est parfaite entre les par. ties, et la propriété est acquise de droit à l'acheteur à Pégard du vendeur, dès qu'on est convenu de la chose et du prix, quoique la chose n'ait pas encore été li- vrée ni le prix payé. 1584. La vente peut être fuite purement et simplement, ou sous une condition soit suspensive, soil résolufotre.- Ælle peut aussi avoir pour objet deux ou plusieurs choses alternatives. Dans tous ces cas, son effet est ré- glé par les principes généraux des con- ventions. 1585. Lorsque des marchandises ne sont pas vendues en bloc, mais au poids, au compte ou à la mesure, la vente m'est point parfaile, en ce sens que les choses vendues sont aux risques du ven- deur jusqu'à ce qu’elles soient pesées, compiées ou mesurées; mais l'acheteur peut en demander ou la délivrance ou des dommages-intéréts, s'il y à lieu, en cas d’inexécution de l'engagement. 1586. Si au contraire les marchandises ont été vendues en bloc, la vente est parfaite, quoique les marchandises n’aient pas encore été pesées, comptées OU Té- surées. v Wenditio conficitur, vel actu authentico, vel syngrapha privata. 1585. Inter contrahentes venditio perficitur, et proprietas«de jure exmptori adquiritur, statim ac de re, gt pretio conventum fuerit, licet res nondum sit tradita, et pretium nondum solutum. 1584. Venditio fieri potest pure, et simpliciter, vel sub conditione suspensiva, aut resolutiva: præterea, vel plures res, aliernalim venditio respicere potest. Omnibus hisce casibus venditionis effectus generalibus conventionum regulis reguntur. 1585. Cum merces non per aversionem, sed pondere, numero, et mensura veneunt, vendino hoc sensu perfecta non habetur, nisi eæ adnumeratæ, admensæ, et adpensæ fuerint, quatenus, his nondum 1 .:: s i.:":;”° A. nm peractis, earum periculnm incumbit venditiori. Emptor tamen, si venditor in conventionis execulione deuciat, agere potest, vel ad rei vendit: traditionem, aut ad damna, et id, quod interest, si locus erit. 1586. Si e contra merces per aversionem venierint, etsi de«earum pondere, numero, et mensur gillatim non constet, venditio perfecta est, & Sin* ken 6 pur dk dr M, dx Lu prix e lé Ki r'emen défio deu { ré- CON- ses me poids, } pente ue, es y JR: es, leur 1587. Riguardo al vino,, all oglio, ed alle altre cose, delle quali si costuma di fare l'assagoio prima della compera, non vi à contratto di vendita finche 1l com- pratore non le ha assaggiate ed appro- vate. 1588. La vendita col patto di preven- tivo assaggio si presume sempre fatta sotto condizione sospensiva. 1589. La promessa di vendere equivale- alla vendita, quando esiste il consenso: reciproco delle parti sulla cosa e sul prezzo. 1590. Se la promessa di vendére è stata fatta mediante caparra, ciascuno de con-- traenti è in arbitrio. di recedere dal con-- tratto, Quegli che ha data, perdendela;: E quegli che l'ha ricevuta, restituendo- il doppio. 1591. Il prezzo della vendita deve essere determinato e specificato dalle parti. 1502. Pud per altro rimettersi all arbi- tramento d’un terzo; se questi non vuole o non puù fare la dichiarazione del prez- zo, la vendita. è nulla. 1593. Le spese degli atti e le alire accessorie alla vendita. sono a carico del æompratore. T 445] 1587. À l'égard du vin, de l'huile‘ et des autres choses que l’on est dans l'usage de goûter avant d'en faire l'achat, il n’y a point de vente tant que l’'ache- sur ne les a pas goûtées et agréées. 1588. La vente fuite à l'essai est tou: jours présumée faite sous une condition SUSpensive. 1589. La promesse de vente vaut ven- te, lorsqu'il y à consentement récipro- que des deux parties sur la chose et sur” Je prix. 1590. Si la promesse de vendre a été faite avec des arrhes, chacun des con-- ractans est maître de S'en départir, Celui qui lés a données, én les per- dunt, Et celui qui les a reçues, en resti- tuant le double: 1591. Le prix de la vente doit étre déterminé et désigné par les parties. 1592. Il peut cependant étre laissé à larbitrage d’un tiers: si le tiers ne veuf ou ne peut faire l'estimation, il n’y æ point de vente. 1593. Les frais d’actes el autres ac- cessoires à la vente sont à la charge de lacheteur: 1587. Venditio vini, elei, et ceterarum rerum, quæ* prius degustari solent, antequam ab emptore dés gustentur, et approbentur; perfeeta non est. 1888. Venditioni cum pacto degustationis inest conditio’ suspensiva: 1589. Promissio vendendi cum mutuus adest consensus parlium de re; et de pretio venditioni æquipollet.. 1590. Si vendendi: promissioni accedant arrhæ, licet unicuique ex contrahentibus a contractu resilire 3: qui tamen arrham accepit, duplam restituet: qui tradidit, eam amittet. 1591: Pretium venditionis certum, et inter partes constitutum esse debet.. 1592. In arbitrium tamen tertii pretium- conferri potest, qui. si.nolit, vel non possit illud: definire; venditio infecta est. à« 9. 1593. Expensæ actuum,, et alle quæ accedunt venditionis eausa,.emptori incumbunt, pepe ES CE = [ 444] CA PO IL. D: quelli che possono comprare o ven- dere. 1594. Possono comprare o vendere tutti quelli cui non è vietato dalla legge. 1595. Il contratto di vendita non pud aver luogo tra i conjugi che ne’ ire casi seguentt: 1.0 Quando uno de’ conjugi, giudizial- mente separato cede all altro dei beni in pagamento de suoi diritti; 20 Quando la cessione che il marito fa alla moglie, anche non separata, è fondata sopra una causa legittima, come sarebbe il rinvestimento de’ di lei immo- bili alienati o del danaro a lei spettante, se quesli immobili o danaro non cado- no in comunione; 4 5.° Quando la moglie cede al marito Beni in pagamento d’una somma da lei promessagli in dote, quando siasi esclu- sa la comunione; Salve, in questi tre casi, le ragioni de- gl eredi delle parti contraenti, quando ne risulti alcun vantaggio indiretto. 1596. Non possono essere aggiudica- Zarj sotto pena di nulilità, nè diretta- mente, nè per interposte persone, Ltutori relativamente ai beni di quelli, di cui hanno la tutela. CHAPITRE II Qui peut acheter ou vendre. « 1594. Tous ceux auxquels la loi ne l’interdit pas, peuvent acheter ou vendre. 1505. Le contrat de vente ne peut avoir lieu entre époux que dans les trois cas SUIVANS: 1.0 Celui où l'un des deux époux cède des biens à l'autre séparé judiciairement davec lui, en paiement de ses droits; 2.0 Celui où la cession que le mari J'ait à sa femme, méme non séparée, a une cause légitime, telle que le remploi de ses immeubles aliénés, ow de deniers à elle appartenant, si ces immeubles ou deniers ne tombent pas en communauté; 3.9 Celui où la femme cède des biens à son mari en paiement d'une somme qu’elle lui aurait promise en dot, et lorsqu'il y a exclusion de communauté; Sauf, dans ces trois cas, les droits des héritiers des parties contractantes, s’il y a avantage indirect. 1596. Ne peuvent se rendre adjudicatai- res, Sous peine de nullité, ni par eux- mémes, ni par personnes interposées, Les tuteurs, des biens de ceux dont ils ont la tutelle; CAPOT IL Qui emere, et vendere possint. 1594. Omnes emere, et vendere possunt, qui lege non prohibentur. 1595. Inter conjuges venditio non tenet, nisi tribus hisce casibus: 1.0 Cum alter alteri judicialiter separato bona cedit, ut ejus juribus satisfiat: 2.0 Cum cessio uxori a marito etiam non separatæ facta, legitimam causam habet, uti pro pretie immobilium uxoris ipsius venditorum, aut pro pecunia huic debita restituénda, si eadem bona, et pecunia sub céemmunione bonorum non cadant: 3.9 Cum pro dote marito promissa uxor eidem bona cedit, si inter eos communio sit exclusa. isce tribus casibus jura contrahentium heredibus reservata censentur, quoties indirecte aliquid lucrum oriatur. 1596. Neque per semetipsos, neque per alios sub poœna nullitatis, sibi quidquam adjudicare possunt Tuiores in bonis eorum, quorum tutelam gerunt: Re Ji loire endrs, avoir $ Cu éde É PR à di [48] T procuratori, per 1 beni che sono in- caricatt di vendere.| Gli amministratori, per i beni dei co- muni© degli stabilimenti pubblici affida- ti alla loro cura;| Ï pubblici officiali, per 1 beni del de- manio, le vendite dei quali s eseguisco- no mediante il loro ministero. 1597. 1 giudici, i loro supplenti, i Re- g] Procuratori, e loro sostituti, 1 can- cellieri, gli uscieri, 1 patrocinatori, 1 difensori officiosi ed 1 notai, non pos- sono essere cessionar] delle liti, ragio- ni ed azioni litigiose che sono di com- petenza del tribunale nella cui giurisdi- zione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullià, dei danni, interessi e spese. CA PO. IITL Delle Cose che possono vendersi. 1598. Si pud vendere tutto cid che e in commercio, quando leggi particolari non ne abbiano vietata l’alienazione. 1590. La vendita della cosa altrui è nulla: essa pud dar luogo al risarci- mento dei danni ed interessi, quando il compratore abbia ignorato che la co- sa fosse d altri. Les mandataires, des biens qu’ils sont chargés de vendre; Les administrateurs, de ceux des com- munes ou des établissemens publics con- Jiés à leurs soins; Les officiers publics, des biens natio- naux dont les ventes se font par leur ministère. 1597. Les juges, leurs suppléans, les commissaires du gouvernement, leurs substituts, les greffiers, huissiers, avoués, défenseurs officieux et notaires, ne peu- vent devenir cessionnaires des proces, droits et actions litigeux qui sont de la compétence du tribunal dans le ressort duquel ils exercent leurs fonctions, à peine de nullité, et des dépens, dom- mages el intéréts. CHAPITRE III. Des Choses qui peuvent être vendues. 1508. Tout ce qui est dans le com- merce, peut être vendu lorsque des lois particulières n’en ont pas prohibé lalié- nakion.— 1599. La vente de la chose d'autrui est nulle: elle peut donner lieu à des dommages-intérêts lorsque l'acheteur à ignoré que la chose fût à autrui. Procuratores in bonis, quorum venditio ïïs demandatur: Administratores in bonis universitatam, aut publicorum institutorum, quæ eorum fidei credita sunt: Officiales publici in bonis demanialibus, quorum venditio eorum ministerio commissa est. 1597. ludices, eorum vices gerentes, Regü Procuratores, eorumque substituti, scribæ, adparitores, advocati, officiosi defensores, et tabelliones cessionem jurium, actionum, et litium, quarum cognilio tribunali competit, cui ipsi ratione officii addicti sunt sub pœna nullitatis, expensarum, damnorum, et ejus quod interest, con: sequi prohibentur. CAPUT 1). De Rebus quæ vendi possunt. 1598. Res omnes, quæ in commercio sunt, vendi possunt, nisi id peculiaribus legibus prohibeatur. 1599. Venditio rei alienæ nulla est; cum vero emptor eam alienam esse ignoravit, damna, et id quod interest, repetere potesf, ê [ 446] 1600. Non. si possono vendere i dirit- # di successione d’una persona viven- ie, ancorchè questa vi acconsentisse. 1601. La vendita è nulla, se al tempo del contratto era interamente perita la cosa venduta, Se ne fosse perita soltanto una part, il compratore avrà la scelta o di rece- dere dal contratto, o di domandare la parte rimasta, facendone determinare il prezzo mediante stima. GA FO IY. Melle Obbligazioni del Venditorée. SEZI1ONE E Disposizioni generali.. 1602. Il venditore è obbligato.a spie- gare chiarameute cid a cui si obbliga. Ogni patto oscuro od ambiguo s’in- terpetra contro il venditore. 1603. Egli ha due obbligazioni prin- cipali, quella di consegnare, e quella. di garantire la cosa che vende. + 1600. On ne peut vendre la succession: d'une personne vivante, même de son. consentemendk. 1601. S7 au moment de la vente là chose vendue était périe en totalité, là. vente serait nulle. Si une-partie seulement de la chose est périe, il est au choix de l’acqué: reur d'abandonner là vente, ou de de- mander la partie conservée, en faisant. déterminer le prix par la ventilation. CHAPITRE IF. Bes Obligations du Vendeur. SECTION PREMIÈRE. Dispositions générales. 1602. Le vendeur est tenu d'expliquer clairement ce à quoi il s’oblige. Tout pacte obscur ow ambigu sinter- prète contre le vendèur. 1603. I] y a deux obligations princi- pales, celle de délivrer et celle de ga- rantir la chose quil vend: 1600. Viventis hereditas vendi nequit, licet ipsius viventis domini consensus interveniat. 1601. Reï, quæ contractus tempore penitus interierat, venditio irrita erit: Si pars tantum rei perüt, optio datur emptori, aut a venditione recedendi, aut reliquum petendi, prelie.. a.periis præfinito.. CAPUT IY. De Venditoris Obligationibus. He enr na SEcTio I. Dispositiones generales.. 1602. Quid sua obligatione complecti intendat, venditor clare explicare tenetur, Quævis pactio obscura, vel ambigua contra venditorem interpretanda est. 2603. Venditor ad. duo.præcipue obligatur, scilicet ad rem venditam iradendam, el ad ejus evicisnem. prestandem. * prete F 447| SerzionEe Al Della Tradizione della Cosa. #604. La tradizione è la traslazione della cosa venduta in potere€ possesso ‘del compratore. 1605. Il venditore adempie l obbliga- zione di dimettere gl immobili, quan- do ha rimesso le chiavi, se traitisi di un edifizio, ovvero i documenti della proprietà venduta. 1606. La tradizione degli effetti 770- biliari si compie, O colla loro consegna reale, 0 colla consegna delle chiavi degli edific) che li contengono.: Od anche col solo consenso delle parti, se la traslazione non pud ese- guirsi al tempo della vendita, oppure se il compratore gli aveva già in sua potere in dipendenza d’altro titolo. 1607. La tradizione dei diritti‘incoï- porali si eseguisce 0 colla consegna dei documenti, o coll uso che ne fa 1l com pratore di consenso del venditore. 1608. Le spese della tradizione sono a carico del venditore, e quelle‘él trasporto appartengono al compratore, se non vi è stata stipulazione in contrario. SECTION II. ‘De la Délivrance. 1604. La délivrance est le transport ‘&e la chose vendue en la puissance et possession de l'acheteur. 1605. L'obligation de délivrer les im- meubles est remplie de la part du ven- deur, lorsqw'il a remis les clefs, s'i8. s’agit d'un bétiment, ou lorsqu'il a re- amis les titres de propriété. 1606. La délivrance des effets mobiliers s'opère, Ou par la tradition réelle, Ou par la remise des clefs des bäti- mens qui les contiennent; Ou méme par le seul consentement des parties, si le transport ne peut pas s'en faire au moment de la vente ,; ou SÈ l'acheteur les avait déjà en son pouvoir à un äutre titre. 1607. La tradition des droits incorpo- réels se fait, ou par la remise des titres; ou par lusage que l'acquéreur en fait dü consentement du vendeur. 1608. Les frais de la délivrance sont à la charge:du vendeur, et ceux de len- Jèvement à la charge de l'acheteur, s’il ny à eu stipulation contrüire. S£'cTio ÏÎ. De Traditione. 604. Traditio est rei venditæ in potestatèm, et possessionem emptoris translatio. 1605. Cum ædificiorum claves, vel proprietalis instrumenta venditor emptori tradidit, fmmobilia ipsàx tradendi obligationi satisfecit. 1606. Mobilium traditio fit, vel res ipsas, vel claves ædium, quibus mobilia servantur tradendo, vel ex alio ütulo sint. ©_etiam solo contrahentium consensu, si venditionis tempore res transferri nequeant, aut penes emptorem jam 1607. Jurrum incorporalium traditio fit, aut per dationem instrumentorum, aut per usum, quo emplor corsentiente venditore, 1lla exercet. «608.‘T raditionis expensas venditor; tanslationis vero emptor sustinet, nisi aliter pactum fuerit, [ 448] 1609. La tradizione della cosa che formo il soggetto della vendita deve farsi nel luogo dove quella esisteva al tempo della vendita stessa quando non siasi diversamente pattuito. .1610. Se il venditore omette di fare la tradizione nel tempo fra le parti con- venuto, potrà il compratore chiedere a suo arbitrio o la risoluzione del con- tratto, o la immissione in possesso della cosa venduta, se il ritardo, procede dal fatto del venditore. 16:51. In tutti i casi il venditore deve essere condannato al risarcimento de’dan- mi ed interessi qualora dalla tradizione non fatta nel tempo convenuto ne risulti un pregiudizio al compratore. 1612. Il venditore non è tenuto a con- segnare la cosa, quando il compratore non ne paghi il prezzo, ed il venditore non gli abbia accordata dilazione al pa- gamento, 1615. Neppure è tenuto alla consegna della cosa, ancorchè si fosse pattuita una dilazione al pagamento, se dopo la vendita il compratore sia fallito, o prossimo al fallimento, in guisa che il venditore si troviin pericolo imminente di perdere il prezzo; salvo che il com- pratore presti cauzione di pagare nel termine pattuito. 1614. La cosa deve consegnarsi nello stato in cui si trova al tempo della ven- dita. 1609. La délivrance doit se faire au lieu où étaif, au lemps de la vente, la chose qui en à fait l'objet, sil nen à été autrement convenu. 1610. Si le vendeur manque à faire la délivrance dans le temps convenu entre les parties, l'acquéreur pourra, à son choix, demander la résolution de la ven- le, OU Sa mise en possession, si le re- {ard ne vient que du fait du vendeur. 1611. Dans tous les cas, le vendeur doit étre condamné aux dommages et às- térêis, S'il résulle un préjudice pour l'acquéreur, du défaut de délivrance au Zerme convenu. 1612. Le vendeur n’ést pas tenu de di- livrer la chose, si T acheteur n’en paye pas le prix, et que le vendeur ne lui ait pas accordé un délai pour le paiement 1613. Il ne sera pas non plus obligé à la délivrance, quand méme il aurait accordé un délai pour le paiement, si, depuis la vente, l'acheteur est tombé en Jaillite ou en état de déconfiture, en sorie que le vendeur se trouve en dan- ger imminent de perdre leprix; à moins que l'acheteur ne lui donne caution de payer au terme. 1614. La chose doit étre délivrée en l’état où elle se trouve au moment de La venle. 1009. Vendita res eo loco tradi debet, ubi tempore contractus reperiebatur, misi aliter contrahentibus placuerit. 1610. Nisi venditor ex suo dumtaxat facio intra statutwum tempus rem tradiderit;€emplor optionem habe- hit petendi, vel rei possessionem, vel contractus resolutionem. 1611. Venditor ad damna, et in id quod interest condemnabitur, pe emptori detrimentum emergat, eo quod res tempore constituto tradita non fuerit. 1612. Rem tradere non tenetur venditor, nisi aut emptor illius pretium presolvat, ant ipse venditor ei dilationem ad solvendum concesserit. 1613. Licet de pretio fides habita sit, si emptor post venditionem bonis cesserit, vel decoctioni pro-. ximus sit, ia ut venditori periculum pretii amittendi immineat; hic non amplus rem tr adere tenebitur misi de eo solvendo intra statutum tempus emptor cautionein præsiet, 1614. Res, prout tempore venditionis reperitur, tradenda est: 16 40nst) emploi 118 ht, in Qid ex ttg: re Y 1 l für Ê eut NAT open. je re dur. deur EU Dour e au de d- N paye Qu il jemment loi ui Di [ 449] Dal giorno della stessa vendita, tutti 1 frutti spettano al compratore. 1615. L'obbliso di consegnare la cosa comprende quello di consegnare 1 suoi accessor], e tutto cio che fu destinato al perpetuo uso di essa.: 1616. Il venditore è tenuto alla tra- dizione della cosa in tutta la quantità che si è stipulata nel contratito, sotto le modificazioni che seguono. 1617. Se la vendita d’ uno stabile è stata fatta coll indicazione della quan- tità, in ragione d’un tanto per Ogni mi- sura, 1l venditore è obbligato di con- segnare al compratore, se lo esige, la quantita indicata nel contratto. E quando cid non sia possibile, o il compratore non lo esiga, il vendito- re é obbligato a soggiacere ad una pro- porzionata diminuzione del prezzo. 1618. Se all opposto, nel caso dell'ar- ticolo precedente, la quantità si. tro- vi maggiore di quella che è stata espres- sa nel contratto, l'acquirente ha la scel- ta o di corrispondere il supplimento del prezzo, o di recedere dal contrat- to, se. eccedenza olirepassa la vige- sima parte della quantità dichiarata nel contratto. 1619. In tutti gl altri casi, Sia che la vendita venga fatta d un corpo certo e circoscritto, Depuis ce jour, tous les fruits appar- tiennent à lPacqtéreur. 1615. L'obligation de délivrer la chose comprend ses accessoires et tout ce qui a été destiné à son usage perpétuel. 1616. Le vendeur est tenu de délivrer la contenance telle qu’elle est portée au contrat, sous les modifications ci-après exprimées. 1617. Si la vente d'un immeuble a été faite avec indication de la confenance, à raison de tant la mesure, le vendeur est obligé de délivrer à Pacquéreur, sil l'exige, la quantité indiquée au contrat; Et si le chose ne lui est pas possible, ou si lacquéreur ne l'exige pas, le ven- deur est obligé de souffrir une diminu- tion proportionnelle du prix. 1618. Si, au contraire, dans le cas de l'article précédent, il se trouve une con- tenance plus grande que celle exprimée au contrat, l'acquéreur a le choix de Journir le supplément du prix, ou de se désister du contrat, si l’excédant est d'un vingtième au-dessus de la conte- nance déclarée. 1610. Dans tous les aufres cas, Soit que la vente soit fuite d’un corps certain et limité, Omnes fructus ab ec tempore emplori debentur. 1615. Rei tradendæ obligatio ad accessoria quoque extendilur, et ad omnia, quæ ad perpetuum ejus- dem usum destinata fuere. 1616. Rem integram juxta stipulationem venditor præstare tenetur modis, ut infra. 1617. Si fundi venditio facta fuit, habita quantitatis declaratione, et in singulas mensuras certo pretre gonsütuto, quantitas in conlractu deducta emptori, si velit, tradenda est; si hoc fieri nequeat, aut id emptor non exigat, congruam pretii deminutionem venditor pat debet. 1618. Si e contra in casu præcedentis articuli quantitas major reperitur illa, quæ in contractu declarata fuit, in emptoris arbitrio est, aut pretit suplementum persolvere, aut a contractu recedere, dummodo quod excedit, superel vigesimam partem ejus, quod in contractu declaratnm fuit, 1619. In ceteris casibus ,. Sive venditio respiciat corpus certum, et Himitibus circumseripium, 3 57 tits pit© in meno, avulo ri Sia che riguardi fondi distinti€ se- para, Sia che incominci dalla misura; op- pure dall indicazione del corpo venduto susseguità dalla misura, L’ espressione di questa misura non lascia le ogo ad alcun sapp' Hnento di prezzo in favore del venditore per l'ec- cedenza della medcsima, e nemuieno vi è luogo ad alcuna diminuzione di prezzo in favore del compratore per la misura winore, salvo che la differenza della mi- sura reale in confronto di quefla indicata nel contratto ecceda la vigesima parte in guardo al va- lore della totalità delle cose vendute, quando non vi sia stipulazione m1 Con- trario. 1620. Nel caso in cui, secondo il pre- cedente articolo, vi è luogo all'accresci- mento di prezzo per eccedenza di mi- sura, 11 compratore ha la scelta, 0 di recedere dal contratto, o di supplire 1 prezzo, e cid, cogl interessi se ha rite- auto lo stabile. 1621. In tutti 1 casi, in cui il com- pratore ha diritto di‘recedere dal con- tratto, 1l venditore è tenuto a restituir où oître il prezzo, se lo ha ricevuto,%e spese del contratto medesimo. 1622. L’azione pel supplimento del prezzo, che compete 21 venditore, e qnel- la per la diminuzione del prezzo o per Soït qu'elle aït pour objet des Jonds distincts et séparés, Soit qu’elle commence par la mesure, ou par la désiznatior de l'objes ver suivie de la inesure, L'expression de cette mesure ne don- re lies à aucun supplément de-prix, en faveur du vendeur, pour Pexcédunt le mesure, ul en faveur de l'acquér eur, & aucune diminution du prix pour moin- dre rnesure, qu'autant que la difftren- ce de la mesure réelle à celle exprimée au contrat est dun vingtième en plug ou en moins, eu(gard à la valeur de la totalité des objets vendus, s'il wy 4 slipulation contraire. 1620, Dans le cas où, suivant l’ar- ticle précédent, il y à lieu à augmen- tation de Prix pour excédant de:mesu- re, l'acquéreur a le choix ou de se désister du contrat, ou. de fournir le supplément du prix, et ce, avec les in- téréts S'il& gardé l’immeuble. 1621, Dans tous les cas ou l'acquéreur a le droit de se désister du contrat, le vendeur est tenu de lui restifser, outre le prix, s’il l’a reçu, les frais de ce coniraË. 1622. L'action en supplément du prix de la part du vendeur, et celle en di- minufion du prix ou en résiliation dis Sive distinctos, et separatos fundos, Sive a rei venditæ mensura incipiat, vel a designatione ipsius rei venditæ, cujus mensura postea secuta si Hujus mensuræ declaratio ob excessum, vel ob défectum,‘nec venditori ad preti suplemeñtum, nec emptori ad ejns deminutionem jus trtbuit, nisi réalis mensuræ differentia ab ea, quæ in contractu decla- rata fuit, vigesimam roi partem constituat, sive ob excessum, sive ob defectum, habita ratione preti toiius rei vendiæ, dummodo aliter stipulatum non sit. 1620, Ubi juxta præccdentem articulum excedens mensura pretii incremento jus tribuit, emptor optionen babet, aut a contractu recedendi, aut preti pr pee, et eùam cum usuris, 8i fundi pos- sessionem ipse babuerit, 1621. Quotics emptori a contractu recedendi js compelit, mdr rei pretium, si illud accept, et super cortractus expenses ill restituere tenetur, nn. Actiones ad pretii suplementum consequendum, quæ venditori, et ad pret deminutiorem,, vel ad LA Lpr, etvatint u£r eux, de fer rimes plug ur de #4 un l'a eye EU db st ur le x ie eur :, le ire e cé Apt Me en de jion di — sea gotilt 8 ges À gris# TT 1 "] Li "| sais (lof pop é a", il: recesso dal contratto che compete al compraiore, deyono proporsi eniÿo un anno, da computarsi dal siorno del con- tratto, sotto pena della perdita delle loro ragioni. 1623. Se si sono venduti due fondi collo siesso contratto, e per un solo e medesimo prezzo coll indicazione della misura di ciascuno d’essi, quando si trovi che la quantità sta minore uell uno e magoiore nell akro, se ne fa la com- pensazione fino alla debita concorrenza; e l'azione tanto pel supplimento, che per la diminuzione del prezze, non ha luogo se non in conformità delle regole superiormente stabilite. 1624. La questione per riconoscere à carico di chi, fra il venditore ed il com- pratore, debba cadere la perdita o a déteriorazione della cosa venduta e non peranco consegnata ,. sarà giudicata a norma delle regole prescritte al titolo deg Contratti, e delle Obbligaziont convert zionali in genere. SezironE HIL Della Garanzia. 1625. La garanzia che 1l venditore deve al compratore, ha due oggetti, il primo è il pacfico possesso dellä cosa 451] contrat de la paré de l'acquéreur, dois vent être intentées dans l'année, à com- pter du jour du contrat, à peine de déchéance. 1623. S'il a été vendu deux fonds pat le méme contrat, et pour un seul et méme prix, avec désignation de la me- sure de chacun, et qu'il se frouve InoïnsS de contenance en lun et plus en Pau ire, on fuit compensation jusqu’à dise concurrence; et laction, soif em sup- plément, soit en dimmution du prix, ma lieu que suivant les règles ci-dessus établies. 1624 La question de savoir sur le- quel, du vendeur ou de lacquéreur, doit tomber la perte ou la détérioration de la chose vendue avant la livraison, est jugée d'après les règles prescrites au titre des Contrats ou des Obligations conventionnelles en général. SECTION HIT. De la Garantie. 1625. La garantie que le vendeur doit à l'acquéreur, a deux. objets: le pre- mier est la possession paisible de la recedendum a contractu, quæ emptori competant, elapso extinguuniur. 1625. Si eodemn contraclu, âtque hæc im altero minor, van ad invicem compensatio fit, et aclio juxta præce denies regulas. 1624. Re venditæ, et nondum traditæ detrime sedat, deknitur regulis in ttulo: de contractious, in altero vero major reperiatur; usque ad concurren datur tam ad suplementum, quam ad deminutionem preti intra annum à die contractus insüituendæ sunt, que et uno eodemque pretio duo prædia vendita sint, expressa utriusque Mensura, tem quantitatem mensura- ntum, vel jactura, utrum emptoris, an venditoris daimna seu deoblizationibus conventionalibus in genere prescripluse SEc#+:o JIIL De Cautione. 1625. Cantio a venditore emptori præstanda due complect itur objecta: primum patifican rei veuduæ “ a. Dem [ 452] venduta; 1l secondo riguarda i difetti oc- culti di essa«o i vizj che danno Iuogo al} azione redibitoria. . I. + Della garanzia in caso di evizione. 1626. Quantunque nel contratto di ven- dita non siasi stipulata la garanzia,!l venditore è tenuto di diritto.a garantire il compratore dall evizione che sofifre di tutte o di parte delle cose vendute, 0 dei pesi che si pretendono sopra le mede- sime, e che non furono manifestati all at- to della vendita.| 1627. Le parti possono con patti par- ticolari accrescere o diminuire leffetto di questa obbligazione di diritto; e pos- sono pure convenire, che il venditore non sarà sottoposto ad alcuna garanzia. 1628. Quantunque siasi pattuito, che il venditore non sara soggetto ad alcuna garanzia, Cid non ostante resterà obbhga- to a quella che risulta da un fatto suo proprio: qualunque convenzione in con- trario&è nulla. 1629. Nello stesso caso di stipulata es- clusione della garanzia, il venditore, ac- cadendo l’evizione, è tenuto alla restitu- zione del prezzo. chose vendue; le second, les défaurs cachés de cette chose ou les vices redhi- bitoires. SL nl De la garantie en cas d’éviction. 1626, Quoique lors de la vente il n'ait été fait aucune stipulation sur la ga- rantie, le vendeur est obligé de droit à garantir à l'acquéreur de l’éviction qu'il sou/jre dans la totalité ou partie de l'objet vendu, ou des charges préten- dues sur cet objet, et non déclarées lors de la vente. 1627. Les parties peuvent, par des conventions particulières, ajouter à cette obligation de droit, ou en diminuer lef- Jet; elles peuvent même convenir que le vendeur ne sera soumis à aucune ga- raniie. 1628, Quoiqu'il soif dit que le ven: deur ne sera soumis à. aucune garantie, il demeure cependant tenu de celle qui résulte d'un fait.qui lui est personnel: toute convention contraire est nulle. 1629. Dans le méme cas de stipula- ion de non-garantie, le vendeur en cas d'éviction est tenu à la restitution du Prix. possessionem; alterum latentia rei ipsius vitia, seu quæ redhibitoriam tribuunt. Sie. De ÆEviciione cavenda. 1626. Etsi in venditione de evictionis cautione nihil conventum sit, ipso jure tamen venditor eamdera præstare tenentur emptori, si res vendita in lotum, vel pro parte evicla sit, vel si ea oneribus obnoxia reperiatur, quæ in venditione declarata non fuerint. . i a e:: 1627. Iujus naturalis obligationis effectus peculiaribus pactionibus partes augere, aut imminuere pos- sunt: stipulari quoque ipsis hcet, ut nulla cavendæ evictionis obligatio venditorem cbstringat. 1628 Etsi in vim stipulationis ab evictione cavenda venditor absolutus fuerit; mihilominus ipse pro evi- ciione lenetur, quæ ex ejus facto oritur; et quæhbet contraria conventio nulla est. 1629. Eodem casu, quo stipulatum fuerit de evictione non præstanda, venditor, evicta re, prelium re- süluere tenetur, nisi empior, cum contraxit, evictionis periculum sciret, vel omne rei discrimen in se susceperit. Vu 08 re noton. le in r ge droit à n qu'il lie de rélen- es lors pur des or à celle nuer le. ir qUé QUE 0 VER nie, qui mel: pula- n Cas on du tr end jus 8 17] nr) eyl« qu F8 a u& Eccetto che il compratore fosse con- sapevole del pericolo dell'evizione all'atto della vendita ,; o avesse comprato. a suQ rischio e pericolo. 1630. Quando siasi promessa la ga- ranzia, O nulla siasi stipulato su tale oggetto; se il compratore ha soflerta l evizione, ha diritto di domandare dal venditore, 1.° La restituzione del prezzo, 2.0 Quella dei frutti, quando sia ob-. bligato di restituirli al proprietario da cui fu rivendicata la cosa; 3.2 Le spese faite per la denunzia della lite al suo autore, e quelle fatte dal! attore principale;| 4° Finalmente i danni ed interessi, come pure le spese ed i legittimi paga- menti fatti per il contratto. 1651. Quando all’epoca dell evizione, la cosa venduta si trova diminuita di valore, o notabilmente deteriorata, tanto per negligenza del compratore, quanto per l'accidente di una forza irresistibile, il venditore& egüualmente tenuto a re- stituire l'intera prezzo. 1632. Se perd il compratore ha rica- vato un utile dalle deteriorazioni da esso faite, il venditore ha diritto di rite- nere sul prezzo una somma corrispon- dente all utile predetto. [ 455] A moins que l'acquéreur n'ait connu, lors de la vente, le danger de l’éviction, ou qu'il nait acheté à ses périls et risques.- 1630. Lorsque la garantie a été pro- mise, ou qu’il na rien été stipulé à ce sujet; si l'acquéreur est évincé, il& droit de demander contre le vendeur, 1.0 La restitution du prix; 2° Celle des fruits, lorsqu’il est obli- gé de les rendre au propriétaire qui lévince; 5.0 Les frais faits sur la demande en garantie de lacheteur, ef ceux faits par le demandeur originaire; 4.0 Enfin les dommages et intéréis, ainsi que les frais et loyaux coûts du contrat. 1651. Lorsqu’à l’époque de l’éviction, la chose vendue se trouve diminuée de valeur, ou considerablement détériorée, soit par la négligence de Pacheteur, sait par des accidens de force majeure, le vendeur n'en est pas moins tenu de re- stituer la totalité du prix. 1632. Mais si l'acquéreur à tiré pro- Jit des dégradations par lui faites, le vendeur a droit de‘retenir sur le prix une somme égale à ce profit Le 1650. Si promissa fuit evictio, vel etiam si nihil de hac re pactum fuerit, emptor, qui evictionem pas- sus est, a venditore jus petendi habet 19 Preti restitutionem, 20 Fructus rei, si eosdem proprietario, qui evicit, restituere debeat. 5o Expensas pro motæ litis denunciatione ab emptore venditori facta; et eas, quas insuper principalis actor suslüinuit, 40 Damna denique, et id quod interest, nec non ipsius contractus venditionis legitimas expensas. 1651. Cum res vendita evictionis tempore pretio imminuta reperitur, vel insigniter deterior facta, sive ob culpam emptoris, sive ex niajore vi, cui resisti non potest; venditor nihilominus integrum pretium restiuere tenetur. 1652. Si tamen emptor ex detrimento rei venditæ ejus facto illato aliquid lucratus sit, tantundem preuj, quod perceptum lucrum adæquet, venditori retinendi jus est. :633. Se la cosa venduta al tempo dell evizione fosse aumentata di prezzo, anche indipendentemente dal fatio del eompratore, il venditore è tenwto di pa- gargli cid che supera 4 prezzo della vendita. « 1654. Il venditore è tenuto. a rimbor- sare il compratore od a farlo rimborsare da chi ha rivendicato il fondo, di tuite Je riparazioni e miglioramenti utili che vi avrà fatti 1635. Sé il venditore ha venduto in mala fede il fondo altrui, sara tenuto a rimborsare al compratore, tutte le spese, anche volutiuarie© di piacere, che questi avesse fatto sul fondo. 1636. Se il compratore ha sofferta levizione per una parte soltanto della cosa, e che questa sia di tale entità re- lativamente al tutto che Pacquirente non lavrebbe comprata senza la parte evitta, potrà, fare sciogliere il contratto@i ven- dita. 1637. Se nel caso di evizione d'una par- te del fondo venduto non siasi seiolta la vendita, il valore della parte evitta sarà dal venditore rimborsato al compratore a norma della stima all'epoca dell evi- zione, e non in proporzione del prezzo totale della vendita, o la cosa venduta sia aumentata© sia diminuita di valore. [ 454] 1635. Si Zx chose vendue se trouve avoir augmenté de prix à l’époque de. Péviction, indépendamment même. du J'ait de Pacquéreur, le vendeur.est teme. de lui payer ce qu’elle vaut au-dessus du prix de Fa vente. 1634. Le vendeur est tenu de reriboune ser 04 de faire rembourser à l'aquéreur, par celui qui Pévince, toutes les répara- {ions ef oise utiles qu’il aura J'aites au fonds. 1635. Si le vendeur avait vendu de. mauvaise foi le fonds d'autrui, il sera obligé de rembourser à l’acquéreur tou- tes les dépenses, méme voluptuaires ou d'agrément, que celui-ci aura faites au. Jonds. 1636. Si acquéreur n° est évincé que d'une partie de la chose, et qu'elle soit de telle conséquence, relativement au tout, que l acquéreur n’eut point acheté sans la partie dont il a été evin- cé, il peut faire résilier la vente. 1657. Si, dans le cas de l éviction d une partie du fonds vendu, la vente n’est pas résiliée, la valeur de l& par- tie dont l'acquéreur se trouve érincé, lui est remboursée suivant T estimation à l’époque de P éviction, ef non pro- portionnellement au prix 1otal de la ven- te, soit que la chose vendue ait aug menté ou diminué de valeur. 1633. Si res vendita, cum evincitur, aucta valore reperitur etiam sine facto ERPÉONIE 5; quidquid ultra gretium venditionis novæ æstimationi additur, venditor emptori debet. 1734. Vendilor emptori omnes refectiones ab ipso facias et utiles expensas rependere tenelur, vel face- re, ut ab eo, qui rem evicit, persolvaniur. 1635. Si sciens quis alienum fundum vendiderit, erga emptorem de emnibns expensis etiam voluptuarns girea fundum factis tenebitur. 1636. Quoties res vendita pro parte tantum evicla sit; sed tanti mementi hujnsmodi pars habeatur, mt emplor sine illa empturus non fuisset, ad contraclus resolutionem ipse agere potenit. 1657. Si parte tantum fundi evicla, venditio non resolvatur, partis eviclæ pretinm juxta ejus æstimatio- fem tempore evictionis, non jÿnxta{otius rei venditæ pretqum empteri repénditur sive auclum, sixe den mitura£i ipSius fundi pretiun,. inter, vel à 1 6; dur, k, qui êk, Se bye up même. 1.68! fm Au-dessus Tenue juéreur à répare À aus ln de serz * ÉQUe S ou es A ncé que qu'elle pement poil 072 [ 458] 1638. Se il fondo venduto s1 trova aegravato di servitù non apparenti, senza ebe se ne sia fatta dichiarazione, e siano di tale importanza da far presumere che se il compratore ne fosse stato avver- tito, non lo avrebbe comperato, questi pôura domandare lo scioglimento del contratto, s pngritée non prescelga di con- tentarsi dun’ indennizzazione. 1639. Le aitre questioni che possono nascere per la rifusione de’ danni, ed interessi dovuti al compratore per l'ine- secuzione della vendita, devono essere decise secondo le regole generali stabi- tite ak ütolo dei Contrafti e delle Obbli- gazioni convenzionali in genere. 1640. La garanzia per causa d evizione ecssa quando il compratore si è lâäsciato condannare con una sentenza pronun- ciata in ultima istanza,© di cui non è più ammissibile Fappellazione, senza chia- inare in giudizio il venditore, se questi provi che vi erano suflicienti motivi per far rigettare la domanda. 6. IL Della garanzia per à vizj della cosa venduta. 1641. I] venditore à tenuto a garanti- re la Cosa vénduta dai vizj occulti che 1658. S2 Phéritage véndu se frouve gre- vé, sans qu’ il en ait été fait de décla- ration, de servitudes non apparentes, et qu’ elles soient de telle importance qu’il y ait lieu de présumer que E acquéreur n aurait pas acheté s'il en avait été in- struit, il peut demander la résiliation du confrat, si mieux il n° aime se Cox- tenter d’une indemnité." 1659. Les autres questions auxquelles peuvent donner lieu les dommages et intérêts résultant pour l'acquéreur de linexécution de la vente; doivent étre décidées suivant les règles générales él&- blies au titre des Contrats ou des Obli- gations conventionnelles en général. 1640. La garantie pour cause d'évi- clion cesse lorsque lacquéreur s’est laissé condamner par un jugement en dernier ressort, ou dont l'appel n’est plus recevable, sans appeler son vendéur, si celui-ci prouve qu’il existait des mo- Jens suffisans pour faire rejeter la de- mande. S. IL. De la garantie des défauts de la chose vendue. 1641. Le vendeur est tenu de la ga- rantie à raison des défauts cachés de la 1658. Si fundus venditus servitutibus non apparentibus obnoxtus reperiatur, quin de illis in contractu mentio facta sit; et tanti moment servitutes habeantur, ut emptorem, si id scivisset, rem minime emptu rum fuisse præsumi possit; is contractus resolutionem, vel pret indemnitatem pro lubitu potere poterit. 1659. Ceieræ quæsticnes, quæ€x non impleti contractus causa oriri‘possunt quoad damna; et quidquid interest, emptori a venditore præstanda juxta regulas generales, de—._— im ülulo de contractibus, vel de PARENTS conventionalibus in genere definiendæ sunt, 1640. Cautio de evictione præstanda cessat, cum emplor in judicio definiivo, seu a quo appellatio non datur, se dammari passus est, quin prius tem denunciaret venditori, si hic probet exceptiones non defuiss se, quibus actoris petitio rejici poterat. 6. LE. De Vuiorum rei venditæ cautione:: 4x, Vendiap cavere debet de vitüs rei venditæ ktentibus, que usui, cui ipsa deslinata ést, vel eam C 456 7 la rendono non alta all uso cui è de- stinata, o che talmente lo diminuiscono che se il compratore gli avesse cono- sciuti o non l” avrebbe comprata, o a- vrebbe offérto un minor prezzo. 1642. Il venditore non è tenuto peri Vizj apparenti e che il compratore avreb- be potuto da sè stesso conoscere. 1645. Ë obbligato per i vizj occulti quand anche non gli fossero noti, ec- cettoche se avesse stipulato di non esse- re in questo caso tenuto ad alcuna ga- ranzia. 1644 Il compratore nei casi contem- plati negli articoli 1641 e 1643, ha la scel- ta di rendere la cosa e farsi restituire il prezzo, o di ritenerla e di farsi ren- dere quella parte di prezzo, che sarà arbitrata dai periti. 1645. Se il venditore conosceva i viz] della cosa venduta,& tenuto, oltre alla restituzione del prezzo ricevuto, a tutti 1 danni ed interessi verso il compra- tore. 1646. Se il venditore ignorava i vizj della cosa, non sarà tenuto che alla restituzione del prezzo, e a rimborsare l’acquirente delle spese occasionate dalla vendita. 1647. Se la cosa difettosa è perita in conseguenza della sua cattiva qualità, chose vendue qui la rendent impropre à Pusage auquel on la destine, ou qui diminuent tellement cet usage, que l'a- Cheteur ne Pauraït pas acquise, ou men aurait donné qu'un moindre prix, s’il | les avait connus. 1642. Le vendeur n’est pas tenu des vices apparens et doné l'acheteur a pu se convaincre lui-méme. 1643. Il est tenu des vices cachés, quand même il ne les aurait pas con- US, à Moins que dans ce cas“il n'ait Stipulé qu'il ne sera obligé à aucune garantie. 1644. Dans les cas des articles 1641 et 1045, l'acheteur a le choix de rendre la chose et de se faire restituer le Prix, ou de garder la chose et de se faire ren- dre une partie du prix, telle qu’elle se- ra arbitrée par experts. 1645. Si le vendeur connaissait les vices de la chose, il est tenu, outre la restitution du prix qu’il en à recu, de fous les dommages et intérêts envers l'acheteur. 1646. Si le vendeur ignoraït les vices de la chose, il ne sera tenu qu’à la re- stitulion du prix, et à rembourser à l'acquéreur les frais occasionnés par la verile. 1647. ST la chose qui avait des vices a péri par suile de sa mauvaise quali- ineptam reddunt, vel ita ejusdem usum imminuunt, ut si emptori hæc vitia innotuissent, vel rem minime adquisivisset, vel minoris tantummodo eam fuisset empturus. 1642. Venditor de vitis, quæ patent, et de quibus ipsemet emptor certior fieri poterat, cavere non teneiur. 1643. De laientibus rei venditæ vitiis, etsi eadem ipse ignorasset, venditor tenelur, nisi hoc casu de mon cavendo expresse stipulatus fuisset. è 1644. In casibus, de quibus in articulo 164r., et 1643. actum est, emptor optionem habet vel rem restituendi, repetito pretio, vel illam retinendi, eamque pretii partem repetendi, quæ peritorum judicio xqua videbitur, 1645. Si rei venditæ vilium venditori innotuerat, is præter accepti reslitutionem ad damna, et ad id quod interest emptori tenetur. 16,6. Si venditor rei vitia ignoravit, pretium, et expensas, quibus venditio causam dedit, emptori dum- taxat restituere debet. 1647. Si res ex præcedenti vilia perüt, damnum venditor sustinet, qui pretium emptori restituere, el cetera con) giorn trail dt diam 1 con enel À one, 10 \RRS gun tre dam Si 1650, Ge. tktre t fi I ol ES tenelur asl& y! ral | qi Li 11: etera C 457] la perdita sta a carico del venditore il quale sara tenuto verso il compratore alla restituzione del prezzo, ed alle al- tre indennizzazioni‘indicate nei due ar- ticoli precedenti. Sarà perd a carico del compratore la perdita proveuiente da easo fortuito. 1648. L' azione redibitoria proveniente dai vizj della cosa deve proporsi dall acquirente entro un breve termine secon- do la natura dei vizj producenti la re- dibizione, e la consuetudine del luogo, dove è stata fatta la vendita. 1649. L' azione redibitoria non ha luo- go nelle vendite giudiziali. C-A:P O0:+. Delle Obbligazioni del Compratore. 16 50. L> obbligazione principale del compratore è di pagare il prezzo nel giorno e nel luogo determinati nel con- tratto di vendita. 1651. Quando al tempo della ven- dita nulla siasi stabilito in proposito, il compratore deve pagare nel luogo e nel tempo in cui deve farsi la tradi- zione., 1652. 11 compratore à tenuto all’in- teresse del prezzo della vendita fino al giorno del pagamento del capitale net tre casi seguentt: té, la perte est pour le vendeur, qui sera tenu envers l’acheteur à la re- stitution du prix, et aux autres dédom- magemens expliqués dans les deux arti- cles précédens. Mais la perte arrivée par cas fortuit sera pour le compte de l'acheteur. 1648. L' action résultant des vices redhibitoires doit être intentée par lac- guéreur, dans un bref délai, suivant la nature des vices redhibitoires, et l’usa- ge du lieu où la vente a été jfaite. 1649. Elle n° a pas lieu dans les ven- tes faites par autorité de justice. CHAPITRE FF: Des Obligations de V'Acheteur. 1650. La principale obligation de l'acheteur est de payer le prix au jour et au lieu réglés par la vente. 1651. S'il n’a rien été réglé à cet égard lors de la vente, l'acheteur doit payer au lieu et dans le temps où doit se faire la délivrance. 1652. L'acheteur doit l’intérét du prix de la vente jusqu’au paiement du capi- tal, dans les trois cas suivans: damna, pro ut duobus præmissis articulis dictum est, ipsi resarcire debebit. Si tamen casu fortuito res interiit, damnum emptoris erit. 1648. Actio redhibitoria ob rei vilium ab emptore intra breve temporis spatium proponenda est pro vitii indole, et loci consuetudine, ubi venditio facta fuerit. 1649. Res, quæ judicis auctoritate veneunt, redhibitoria actione condici nequeunt. CAPOT+ De Empioris Obligationibus. 1650. Principalis emptoris obligatio ea eëts, ut, pretium die, ac loco in venditione persolvat.: 1651. Si nihil de hoc conventum sit in ee loco, et eo tempore, quo traditio fieri debet, emptor solvere tenetur. 1652. Donec pretium rei venditæ persolyalur, usuræ ab emptore in tribus hisce casibus debentur; 2 58 rer PR er ge fi dur‘ti fÉS Tien TT Sand RES à Eté Fm sai oi. ST LA 2 rent di. à HN [ 458] $e cid e stato convenuto al tempo della vendita; Se la cosa venduta e consegnata pro- duce frutti od altri proventi; Se gli è stata intimata la domanda del pagamento; In quest ultimo caso gl interessi non decorrono che dal giorno dell intima- zione. 1653. Se 1l compratore& molestato O ha giusto motivo per temere di esserlo per un’ azione ipotecaria, Oo vendicato- ria pud sospendere il pagamento del prezzo fino a che il venditore fatto cessare le molestie, quanudo que- sti non prescelga di dar cauzione, o quando non siasi convenuto che il com- pratore pagherà, non ostante qualunque molestia. 1654. Se il compratore non paga il prezzo, 1l venditore pud domandare che la vendita venga disciolta. 1655. Lo scioglimento della vendita deg} immobli deve pronunziarsi indi- fatamente, se il venditore si trova in pericolo di perdere la cosa ed il prezzo. Non sussistendo questo pericolo, il giudice pud accordare al compratore una dilazione più o meno lunga secon- do le circostanze. S'il a été ainsi convenu lors de Ja vente; Si la chose vendue et livrée produit des fruits ou autres revenus; Si Pacheteur a été sommé de payer. Dans ce dernier cas, l'intérêt ne court que depuis la sommation. 1653. Si l'acheteur est troublé ou& Juste sujet de craindre d’étre troublé par urIe action soit hypothécaire, soit en re- vendication, il peut suspendre le paie- ment du prix jusqu’à ce que le vendeur ait fait cesser.le trouble, si mieux n’ai- me celui-ci donner caution, ou à moins qu’il n'ait été s'ipulé que, nonobstant le trouble’, l'acheteur paiera. 1654. Si l'acheteur ne paye pas le prix, le vendeur peut demander la résolution de la vente. 1655. La résolution de la vente dim- meubles est prononcée de suite, si le vendeur est en danger de perdre la chose et le prix. Si ce danger n'existe pas, le juge peut accorder à l’acquéreur un délai plus ou moins long suivant les circostances. S1 ita in venditione stipulatum fuerit: Si ex re vendita et tradita fructus, alive reditus provenerint: Si in judicio solutio petita fuerit, quo nltimo casu, nisi a die interpellationis usuræ debentur. 1655. Si emptor hypotecaria, vel vindicatoria actione conveniatur, aut ne turbetur, justa metuendi causa ipsi sit; pretii solutionem diflerre potest, donec venditor molestias auferat, nisi hic cavere malit; aut nisi stipulatum fuerit, non obstantibus molestiis emptorem pretium soluturum. 1654. Si emptor pretium non persolvat, venditor contracius resolutionem petere potest. 1655. Venditionis immobilium resolutio statim pronunciatur, si venditori rem simul, et prelium amitten. di periculum immineat. Si concedere potest. $ hoc periculum non instat, empton spalium ftemporis majus minusve juxta rerum adjuncta, judex je ID no€Q contra met LAN 18, ds co pra, vluho jme 1 de Se JU ou men pile. ju [ 459] Trascorsa la dilazione senza che il compratore abbia pagato, si pronuncie- ra lo scioglimento della vendita. 1656. Quando al tempo della vendita d’ un immobile siasi stipulato, che non pagandosi il prezzo nel termine stabili- to, la vendita sia disciolta ipso jure, il compratore pud non ostante pagare spi- rato il termine, finchè non è stato co- stituito in mora con intimazione della domanda: ma, dopo questa, 1l giudice non pud accordargli alcuna dilazione. 1657. Trattandosi di vendita di der- rate ed effetti mobiliari lo scioglimento della vendita avra luogo ipso jure€ senza intimazione a vantagsio del ven- ditore, spirato 1l termine stabilito per riceverne la consegna. € 4 PO.-VL Della Nullità e dello Scioglimento della V’endita. 1658. Indipendentemente dalle cause di nullità o di scioglimento sopra espres_ se in questo titolo, e di quelle che s0- no comuüni a tutte le convenzioni, il contratto di vendita pud essere scioito mediante l’ uso del diritto di recupera e per la modicità del prezzo. Ce délai passé sans que l'acquéreur ait payé, la résolution de la vente sera pro- ; noncée:| 1656. S’il a été stipulé lors de la vente d'immeubles, que, faute de paiement du prix dans le terme convenu; la vente serait résolue de plein droit, l'acquéreur peut néanmoins payer après l'expiration du délai, tant qu’il n’a pas été mis en demeure par une sommation: mais, après cette sommation, le juge ne peut pas lui accorder de délar. 1657. En matière de vente de denrées et effets mobiliers, la résolution de la vente aura lieu de plein droit ef sans sommation, au profit du vendeur, après l'expiration du. terme convenu pour le relirement. CHAPITRE VI. De.la Nullité.et.de- la Résolutiow de:la Vénte. 1658. Indépendamment des causes de nullité ou de résolution déjà expliquées dans ce titre, et de celles qui sont com- munes à toutes les conventions, le con- trat de vente peut étre résolu par lexer- cice de la faculté de rachat et par la vililé du prix. Hoc tempore elapso, quin emptor solverit, vendilionis resolutio pronunciabitur. 1656. Si in venditione immobilium conventum sit, quod non soluto intra statutum tempus pretio, ven- ditio ipso jure resolvatur; emptor elapso tempore nihilominus solvere poterit, nisi judicialiter im mora sit constitutus; sed facta hac interpellatione, nullum amplius temporis spatium judex concedere potest. 1657. Si res annonariæ et alia mobilia venierint, ipso jure, et absque ulla interpellatione judiciali rese- lutio fiet favore venditoris, statim ac tempus ad rem accipiendam constitutum elapsum fuerit. ) P P p CAPE 7 De V'enditionis Nullitate atque Resolutione. 1658. Præter hoc titulo enumeratas nullitatis, aut resolutionis causas, et eas, quæ omnibus convyentie- nibus communes sunt, venditie, vel jure retractus, vel ob pret modicitatem resolvi polest. : 1H has à age Mc re ui À Mer OMR CS monta TE nr Pb 7 or ve hp À Le RAS PTS En TL MERE NO pe rss pe 2 mn EE RARE SU Meur de seidhanss 6" Fe is [ 460] SEZIONE PRImMA. Del Retratto convenzionale. 1659. Il retratto convenzionale oO sia recupera è un patto per cui il vendi- tore si riserva di riprendere a cosa venduta, mediante la restituzione del prezzo capitale, ed il rimborso di cui si tratta nell’ articolo 1673. 1660. Il diritto di retratto non pud stipularsi per un tempo maggiore di anni cInque. Quando fosse stipulato per un tempo maggiore, si riduce al termine predetto. 1661. Il termine fissato è perentorio, e non puû essere prorogato dal giudice. 1662. Non proponendo il venditore la sua azione di retratto nel termine prescritto, il compratore rimane pro- prietario irrevocabile. 1663. Il termine decorre contro qua- lunque persona, ancorchè minore di età, salvo il regresso, se vi sia luogo, contro chi di ragione. 1664. Il venditore che ha pattuito il retratto, pud promoverne l’azione contro un secondo acquirente, quand’ anche nel secondo contratto non fosse stato manifestaio il retratto convenuto. SECTION PREMIERE: De la Faculté de rachat. 1659. La faculté de rachat ou de re- méré est un pacte par lequel le vendeur se réserve de reprendre la chose vendue, moyennant la restitution du prix prin- cipal, et le remboursement dont il est parlé à Particle 1673. 1660. La faculté de rachat ne peut étre stipulée pour un terme excédant cinq années. Si elle a été stipulée pour un terme plus long, elle est réduite à ce terme. 1661. Le terme fixé est de rigueur, et ne peut étre prolongé par le juge. 1662. Faute par le vendeur. d avoir exercé son action de réméré dans le ter- me prescrit, l'acquéreur demeure pro- priétaire irrévocable. 1663. Le délai court contre toutes per- sonnes, méme contre le mineur, sauf, s’il y a lieu, le recours contre qui de droît. 1664. Le vendeur à pacte de rachat peuf exercer son action contre un se- cond acquéreur, quund méme la faculté de réméré n'aurait pas été déclarée dans le second contrar. HECTISO De Jure retractus.: * 1659. Jus retractus sen redimendi est pactum, que venditor rei venditæ recuperandæ faculiatem sibi reservat, restitulo pretio venditionis, aliisque impensis, ut articulo 1673 exposilun est. 1660. Jus retractus ad tempus quinquennio majus stipulari non potest. Si hæc stipulatio quinque annos excedat, ad istud tempus coarctatur. 1661. Terminus præfinitus stricli juris est, neqne a judice prorogari potest. 1662. Si venditor jure retractus intra præfinitum tempus non utatur; domintum apud emptorem irrévo- cabile manet. 1665. Quinquenniuvm ad redimendum contra quoscumque decurrit, etsi ætate minores sint, salvo regres- su, si locus sit contra eos, in quos de jure competit. 1664. Venditor, qui jus retractus sibi stipulatus est, idem jus adversus novum emptorem exercere po- lest, licet in secundo contractu nulla de jure redimendi mentio facta sit. tnt 166 Qu Mectat, io, un } HE, U dk y. Vent leur Vendue ir pr. Li a | peut édent ere me, leur, ue, L avoir le ter. € pr ' PET juf, | de en [ 461] 1665. Il compratore col patio del re- tratto esercita tutte le ragioni del suo venditore; egli pud usare della prescri- zione tanto contro il vero padrone quanto contro coloro che pretendessero di avere ragioni od ipoteche sopra la cosa venduta. 1666. Puo opporre il bunéfiuis della escussione ai creditori del suo vendi- tore. 1667. Se il compratore di parte indi- visa d'un fondo col patto di retratto e divenuto aggiudicatario del fondo intero per la licitazione provocata contro lui, pu obbligare il venditore a redimere tutto il fondo quando egli voglia far uso del patto. 1668. Se più persone hanno venduto unitemente, e mediante un solo contratto, un fondo tra essi comune, ciascuno pud promovere| azione di retratto sopra la parte soltanto che gli spettava. 1669. A vrà luogo la stessa disposizione, quando quegli che solo ha venduto il fondo avesse lasciati più eredi. Ciascuno di questi eredi pud far uso del- la facoltà di retratto per quella parte sol- tanto della quale egli è erede. 1670. I1 compratore perd nei casi es- pressi nei due precedenti articoli pud esigere l’intervento in causa di tutti 1 1665. L’acquéreur à pacte de rache exerce tous les droits de son vendeur; il peut prescrire tant contre le véritable maître que contre ceux qui prétendraient des droits ou hypothèques sur la chose vendue. 1666. Il peut opposer le bénéfice de la discussion aux créanciers de son ven- deur. 1667. Si l'acquéreur à pacte de réméré d'une partie indivise d'un héritage s'est rendu adjudicataire de la totalité sur une licitation provoquée contre lui, il peut obliger le vendeur à retirer le tout lorsque celui-ci veut user du pacte. 1668. Si plusieurs ont vendu conjoin- tement, et par un seul contrat, un hé- ritage commun entre eux, Chacun ne peut exercer l'action en réméré que pur la part qu’il y avait. 1669. 17 en est de même si celui qui a vendu seul un héritage a laissé plu- sieurs héritiers.| .Chacun de ces cohéritiers ne peut user de la fuculté de rachat que pour la part qu’il prend dans la succession. 1670. Mais, dans le cas de deux ar- ticles précédens, l'acquéreur peut exiger que tous les covendeurs où tous les 1665. Emptor cum paclo retractus omnibus venditoris juribus utitur: tam contra verum domiaum, quam contra illos, qui in re vendita hypotecas, vel alia sibi asserunt jura, præscripiionem exercere potest. 1666. Creditoribus venditoris excussionis beneficium ipse objicere potest. 1667. Si emptori partis indivisæ prædiü cum pacto redimendi totum prædium poslea adjudicatum sit per licitationem adversus eum provocatam; venditorem ipse cogere poterit, ut integrum fundum redimat, quo: tes jure retractus uti velit. 1668. Si plures una simul, et unico contractu commune prædium vendiderint, disque corum pro. illa tantum parte, quæ ad singulos pertinebat, jus retractus exercere potest. 1669. Idem obtinet, si qui solus fundum vendidit, plures reliquit heredes. Quisque ex his coheredibus jure retractus uti nequit, nisi pro ea parte, quæ in successione ad ipsum spectat. Y 1670. In duobus supradictis casibus tamen emptor exigere potest, ut omnes venditores, vel coheredes x jndicinm vocentur, ut de totius fundi retractu simul conveniant, et quoties ipsi rem inter se minime is a SL Fe rt in D " [ 462] couvenditori o: di tutti i coeredi, afinche si concordino tra essi pel retratto del fondo intéro; e, se non concordano, egli Sara assoluto dalla domanda. 1671. Se la vendita d’un fondo spet- tante a più persone non è& stata fatta unitamente e dell intero fondo, e che eiascuna abbia venduta la sola sua parte, esse possono separatamente promovere la- zione di ricupera sopra la porzione che loro apparteneva; Il compratore non pud astringere quel- lo che la promovesse in questo modo, a redimere tutto il fondo. 1672. Se il compratore ha lasciati più eredi, l’azione di retratto non puo pro- moversi contro ciascuno diessi che per la sua parte, nel caso in cui essa sia ancora indivisa, ed in quello altresi in cui la cosa venduta sia stata tra essi di- visa.: Ma se leredita fu divisa, e la cosa venduta sia compresa nella porzione di uno degli eredi, l’azione di retratto pud essere intentata contro di lui per la to- talità. 1575 Il venditore che fa uso del patto di retratto, deve rimborsare non solo il prez- zo capitale, ma ancora le spese fatte per la vendita, per le riparazioni necessarie cohéritiers Soient mis en cause, afin de se concilier entre eux pour la reprise de l'héritage entier; et, s'ils ne se con- cilient pas, il sera renvoyé de la de- mande. 1671. Si la vente d'un héritage appar- tenant à plusieurs na pas été fuite conjointement et de tout l'héritage en- semble, ef que chacun n’aif vendu que la part qu’il y avait, ils peuvent exer- cer séparément l’action en réméré sur la portion qui leur appartenait; Er Pacquéreur ne peut forcer celui qui lexercera de cette manière, à reti- rer:lé tour, 1672. 82 l'acquéreur a laissé plusieurs héritiers, Paction en réméré ne peut étre exercée contre chacun d'eux que pour sa part, dans le cas où elle est encore indivise, et dans celui où la chose ven- due a été partagée entre eux. Mais s’il y a eu partage de lhérédité, et que la chose vendue soit échue au loft de l'un des héritiers, l’action en ré- méré peut étre intentée contre lui pour le tout, 1075. Le vendeur qui use du pacte de rachat, doit rembourser non-seulement le prix principal, mais encore les frais et loyaux coûts de la vente, les répa- somponant, emptor a petitione absolvetur. 1671. Si coinmunis fundi venditio, nec ab omnibus condominis una simul, nec de toto prædio facta fuit; sed a singulis propria portio tantum alienata est; unusquisque separatim actionem retraclus In ea porlione, que ad ipsum spectabat, experiri potest; et emptor ad totius fundi retractum eum, qui hoc modo sue actio jure utetur, adigere non potest. 1672. Si emptor plures reliquit heredes, jus redimendi adversus singulos pro viril parte tantammiodo exerceri potest, quoties hereditas nondum divisa sit, et quoties etiam res vendita inter coheredes distributa fuit. Verum si heredilas divisa fuit, et res vendita in portione uni ex coheredibus obtigerit, pro Imlegra re ad redimendum in eum institui potest. 1675. Venditor, qui jure retractus utitur, nedum rei pretium, verum etiam legitimas, atque alias ven- ditionis expensas, et quæ ad fundum reficiendum factæ fuerint, vel ejus valorem auxerint, quanti augmen- 11 10 jral fcol 16, 6 pu d 1 olre mr a [ 465] e per qualunque altro legittimo paga- rations nécessaires, ef celles Gui onf mento, e quelle altresi che hanno aumen- augmenté la valeur du fonds, jusqu'à tato il valore del fondo, sino allimpor- concurrence de cette augmentation. Il tare di questo aumento. Non puo rientrare ne peut entrer en possession qu'après in possesso se non dopo avere soddis- avoir satisfait à toutes ces obligations. fatto a tutte queste obbligazioni. Quando il venditore rientra in possesso Lorsque le vendeur rentre dans son del fondo in virtù del patio di retratto, héritage par l'effet du pacte de rachat, lo riprende esente da tutti 1 pesi ed il le reprend exempt de toutes les charges ipoteche, di cui il compratore lo avesse et hypothèques dont l'acquéreur laurait aggravato: è perd tenuto a mantenere: il est tenu d'exécuter les baux le locazioni fatte dal compratore senza faits sans fraude par l'acquéreur. frode. SEZIONE IL SECTION II. Della Rescissione della Vendita per causa De la Rescision de la Vente pour di lesione. cause de lésion.| 1674. Se il venditore è stato leso oltre 1674. Si le vendeur a été lésé de plus 1 sette duodecimi nel prezzo d’ un im-. de sept douzitmes dans Le prix dun mobile, ha il diritto di chiedere la rescis-* immeuble, il a le droit de demander la sione della vendita, quand’anche nel con- rescision de la vente, quand méme il tratto avesse rinunciato espressamente alla aurait expressément renoncé dans le facoltàa di domandare una tale rescissio- contrat à la faculté de demander cette ne, ed avesse dichiarato di donare il di rescision, et qu’il aurait déclaré donner piu del valore. la plus-value. 1675. Per conoscere se vi è lesione 1675. Pour savoir S'il y a lésion de oltre 1 sette duodecimi, si deve stimare plus de sept douzièmes, il jfauf esti- J'immobile secondo il suo stato e valore mer l’ immeuble suivant son état et s@ al tempo della vendita. valeur au moment de la vente. tum æstimatum fuerit, rependere tenetur. Nisi hisce omnibus obligationibus antea satisfecerit, fundi possessionem nancisci non potest. Cum vero venditor prædii sui possessionem in vi retractus recuperat, ab sue cunctis, atque hypo- thecis, quibus emptor illud affecisset, solutum recipit. Locationes ab enptore sine fraude factas ex æquo, venditor servare debet. Sxszsie. LE De Venditione ob Læsionem rescindenda.|: 1674 Venditor, qui ultra septem ex duodecim partibus justi preti rei immobils læsus fuerit, venditionis, rescissionem petere potest, etsi huic juri expresse in contractu renunciaverit, et id quod jusio pretio deest, se dénare declaraverit. 1675. Ut de Ixsiore ultra septem ex duodecim partibus justi pretii constet, fundus æstimari debet juxta, statum, et prælium venditionis texpore. [ 464] 1676. La domanda non è più ammis- sibile spirati due anni, da computarsi dal giorno della vendita. Questa dilazione decorre contro le don- ne maritate, e contro gli assenti, gli interdetti, ed i minori aventi causa da un venditore di maggiore età. La stessa dilazione decorre e non si sospeude durante il tempo stipulato per 1l retratto. 1677. La prova della lesione non po- iràh essere ammessa che mediante sen- tenza, ed in caso soltanto in cui i fatti articolati fossero bastantemente ve- rosimili e gravi per far presumere la lesione. 1678. Questa prova non potrà farsi che col mezzo di relazione di tre peri- ti, i quali saranno tenuti di stendere un solo processo verbale comune, e di non formare che un solo giudizio a plu- ralità di voti. 1679. Se vi sono dispareri, il proces- so verbale ne conterra i motivi, senza che sia permesso di far conoscere di qual sentimento sia stato ciascun perito- 1780. Î tre periti saranno nominati ex officio, quando le parti non abbia- no convenulo nel nominarh tutti tre unitamente. 1681. Nel caso in cui lazione di rescissione venga armmessa, 1] compra- 1676. La demande n’est plus receva- ble après l'expiration de deux années, à compter du jour de la vente. Ce délai court contre les femmes ma- riées, et contre les absens, les inter- dits, et les mineurs venant du chef d’un mnajeur qui a vendu. Ce délai court aussi et nest pas sus- pendu pendant la durée du temps stipulé pour le pacte de rachat, 1677. La preuve de la lésion ne pourra étre admise que par jugement, et dans le cas seulement où les faits articulés seraient assez vraisemblables ef assez graves pour faire présumer la lésion. 1678. Cette preuve ne pourra se faire gue par un rapport de trois experts, gui seront tenus de dresser un seul pro- cès-verbal commun, et de ne former qu’un seul avis à la pluralité des voix. 1679. S'il y a des avis différens, le procés-verbal en contiendra les motifs, sans gwil soit permis de faire connaitre de quel avis chaque expert a été. 1680. Les trois experts seront nommés d'office, à moins que les parties ne se soient accordées pour les nommer tous les trois conjointement. 1681. Dans le cas où l'action en res- cision est admise, l'acquéreur a le choix 1676. Biennio a die venditionis elapso actio extinguitur. Idem tempus currit adversus nuptas, absentes, bonis interdictos, et minores a venditore ætate majore causam habentes. Idem tempus quoque currit, ne- que suspenditur pendente dilatione pro jure retractus stipulata. 1677. Læsionis probatio non nisi in judicio fieri poterit, et eo casu dumtaxat, quo facta in articulis exposita ta gravia, et verosimilia erunt, ut ex illis Iæsio præsumi possit. 1678. Isthæc probatio non aliter effici poterit, quam per trium peritorum relationem, qui unicum tantum communem processum verbalem instituere debebunt, atque unum ex suffragiorum pluralitate judi- cium deproment. 1679. Quoties inter se periti dissentiant, dissensionis causæ in processu verbali referri debent, quin de isingulorum opinione in specie mentio fieri possit. 1680. Nisi contrahentes unanimiter in trium peritorum electione convenerint, illi ex officio eligentur. 1681. Data rescissionis actione emptor optionem habet vel fundum restituendi recepto pretio; quod per- solvi Terti 16 a die Sm Preti ferrepe 1095, LT 1, qu+ de pr C 465] tore ha la scelta o di restituire Ta cosa ritirando 1l prezzo che egli ha sborsatos o di ritenerla pagando il supplimento al giusto prezzo, colla deduzione di un decimo dal prezzo totale. Il terzo possessore ha lo stesso dirit- to, salvo il resresso contro il suo ven- ditore. 1682. Se il compratore elegge di ri- tenere la cosa pagando il supplimento a morma del precedente articolo, egli è tenuto all interesse del supplimento me- desimo, dal giorno della domanda di rescissione. Se preferisce di restituirla e di riti- rarne il prezzo, egli deve i frutti dal giorno deila PRES L'interesse del prezzo ch’ egli de pa- gato, è a lui parimente computato dal giorno della domanda médesima, o dal giorno del pagamento, se non ha per- cepito alcun fruitto. 1683. La rescissione a titolo di lesio> ne non ha iuogo in favore del com- pratore. 1684. Essa nemmeno ha Iuogo in tut- te le vendite che, a termini della legge, non possono farsi se non collautorità giudiziale. 1685. Le regole espresse nella sezione precedente per il caso in eui più per- sone hanno venduto unitamente o se- ou de rendre la chose en retiranf le prie qu'il en a payé, ou de garder le fonds en payant le supplément du juste prix, sous la déduction du diticine du prix total, Le tiers possesseur a le même droit, sauf Su garantie contre son vendeur. 1682. SZ l'acquéreur préfère garder la chose en fournissant le supplément réglé par l'article précédent, il doit l'intérée du supplément, du jour de la demande en rescision. S’il préfère la rendre et recevoir le prix, il rend les fruits du jour de Lx dernande. L'intérét du prix quil a payé, lui est aussi compilé du jour de la même dé- mande, où du jour du paiement, s’il n’@ fouché aucuns fruits. 1683. La rescision pour lésion n’æ pas lieu en faveur de l’acheteur. 1684. Elle n’a pas lieu en toutes ven- tes qui, d'après la loi, ne peuvent étre faites que d'autorité de justice. 1685. Les règles expliquées dans La section précédente pour les cas où plu- sieurs ont vendu conjointement où sé- reg solvit, vel illud retinendi, justi pret suplemente persoluto; decima tamen ex integro valore deducta. Tertio possessori idem jus est; salvo tamen adversus rei venditorem regressw 1662. Si empior juxta præcedentem aïticulun rem retinere malit justo soluto pretio; suplementi usuras a die petitæ rescissionis præstare tenetur. Sim rem potius emptor resttuere, et pretium recipere veht, fructus a die petitionis reddi'. Pretii persoluti usuræ ipsi quoque computautur a die petitionis, vel factæ solutionis, quoties nullum perceperit fructum. 1635. Rescissionis jus ob læsionis causam emptori non competit. 168;. Neque admittitur in ïis venditionibus, quæ ex legis præscripto judicis tantum auctoritate fiunt. 1685. Quæ in præcedenti sectione constiluta sunt, cum plures una simul, aut separatim vendiderint; rats vel cum venditor, vel emptor plures reliquerit heredes, in rescissoria actione instituenda œque obseryantur PA 59 Pen US Riu UM D PI É L Re F2 io SRE 4| æ+* [ 466] parément, é£ pour Celui où le vendeur ou l'acheteur à laissé plusieurs héritiers, sont pareillement observées pour l'exer- cice de l’action en rescision. paratamente, e per quello än cui il venditore© il compratore ha lasciati più eredi, sono similmente osservate per promovere l’azione di rescissione. CAP OV EL Della Licifazione. 1686. Se una cosa comune a più per- sone non puo dividersi comodamente e senza discapito; Ovvero se, in una divisione di beni “comuni, fatta di reciproco consenso, se me ritrovano alcuni che nessuno dei condividenti possa o voglia prendere, Se ne fa la vendita all'incanto, ed il prezzo viene.diviso tra 1 comproprietar;. 1587. Ciascuno de’ comproprietarj ë padrone di domandare che gli estranel siano invitati alla licitazione; essi sono necessariamente invitati quando uno de comproprietarj è minore. 1688. Il modo e le formalità da os- servarsi nella licitazione sono spiegate 9 nel titolo delle Successioni e nel Codice giudiziario CHAPITRE VII. De la Laicitation. 1686. Si une chose commune à plu- sieurs ne peut être partagée commodé- ment et sans perle; Ou si, dans un partage fait de gré à gré de biens communs, il s’en trouve quelques-uns qu'aucun des copartageans ne puisse ou ne veuille prendre, La vente s’en fait aux enchères, et le prix en est partagé entre les copro- priétaires. 1687. Chacun des copropriétaires est le maître de demander que les étrangers soient appelés à la licitatiorn; ils sont nécessairement appelés lorsque lun des copropriétaires est 1NINEUT. 1688. Le mode est les formalités à observer pour la licitation sont expli- qués au titre des Successions ef au Code Judiciaire. CABUT. VIE De Licitatione. ) 1686. Cum res pluribus commuuis commode, ac sine detrimento dividi non potest: quod nemo ex condominis possit, veliive sibi habere, auctio fit, concordi animo bonis, aliquid superest, pretiumque inter ipsos dividitur. 1687. Ut extraneis quoque liceri fas sit, cuique ex condominis exigere licet: cum minor, ad licitationem necessario extranei cientur. aut cum divisis vero alter ex ipsis est 1688. De regulis, et solemnitatibus licitationis titulo de Successionibus, atque in Codice judiciario agilur. Val hé ans ? Jour à pli modg. à gré oupe uns us,€! Copn rs dl rage | sol | des s à pli- ode [ 467] CAPO VIII. Dellu Cessione dei crediti e delle altre ragioni incorporalr. 168g La cessione ad un terzo d un credito, d un diritto o di un’ azione si eseguisce tra il cedente ed il cessio- nario mediante la consegna del docu- mento che lo comprova. 1690. Il cessionario non ha diritto ver- so i terzi, che dopo la denuneia al de- bitore della seguita cessione. Nulla o$tante il cessionario-pud avere lo stesso diritto, quando il debitore ab- bia accettata la eessione con un atto au- tentico. 1691. Se, prima che il cedente o ül cessionario denunciasse al debitore la cessione, questiavesse pagato al ceden- te, sara. esso validamente liberato. 1692. La vendita o la cessione di un credito comprende gli accessorj del credito: stesso, come sarebbe le cauzio- ni, 1 privilegi e le ipoteche: 1693. Quegli che vende un credito od altro diritto incorporale, deve garantirne FE esistenza al tempo della cessione, quan- tunque questa si faccia senza garanzia. 1694 Egli non è risponsabile della solvibilita del debitore che quando si CHAPITRE VIIL Du Transport des créances et autres droits incorporels. 1689. Dans le transport d’une créance, d'un droit ou d’une action sur un tiers, la délivrance$ opère entre le cédant et le cessionnaire par la remise du titre. 1690. Le cessionnaire n'est saisi à l'égard des tiers que par la signification du transport faite au débiteur. Néanmoins le cessionaire peut étre également saïsi par l'acceptation du frans- port faite par le débiteur dans un acte authentique: 1691. Si, avant que le cédant ou lé cessionnaire eût signifié le transport aw débiteur, celui-ci avait payé le cédant; il sera valablement libéré. 1602. La vente ou cession d’une créan-- 9 ce comprend les accessoires dé la créance, tels que caution, privilège et hypothèque: 1693. Celui qui vend une créance: ou: autre droit incorporel, doit en garantir P'existence au temps du transport, quot- qu’il soit fait sans garantie. 1604. Il ne répond dé la solvabilité di débiteur que lorsqu’ il s’y est enga- GAPÉT VIFE De nominum, aliorumque incorporalium Translatione. 1689. Nomina, jura, actiones in tertium transferuntur, cedèntem inter, et adquirentèém tütuli tradi- tone perfecta. 1690. Antequam debitori facta novatio indicta sit, nulla adquirenti contra ipsum actia datur. Nihilo- minus si jam authentico actu debitor cessionem acceptaverii, ille, cui cessio facta est, translato jure in eum uti potest. 1691. Si debitor antequam sive a cedente, sive a novo creditore noyatio ipsi denunciata fuerit, debi- ium cedenti persolvit, obligatione legitime liberatur.. 1692. Nominis, jurisve cessione, aut venditione omrre jus, quod ex ea causa competit, cautiones, privi- legia, hypothecæ in adquirentem transeunt.. 1695. Nominis jurisve cujuscumque venditor,. etsi nihil promiserit, de: illus-existentia tempore contra- ctus cavere. tenetur. C 468] è a cio obblgato, é per la concorren- za soltanto del prezzo che ha riscosso dal credito venduto. 1695. Quando il cedente ha promesso la garanzia della solwibilita del debitore, tale promessa non comprende che Ja solvibilità attuale, e non si estende al tempo avyvenire, se cid non fu es- pressamente stipulato. 1696. Quegli che vende una eredità senza specificarne in dettaglio gl og- getli, non è tenuto a garantire, che la propria qualità di erede. 1697.$’ egli aveva di già convertite a proprio profitio 1 fruiti di qualche fondo, o ricevuto l’importare di qual- che credito appartenente a tale eredità, o venduti alcuni efletti della stessa, è tenuto a rimborsarli al compratore, qua- lora non gli abbia espressamente riser- vati nella vendita. 1698. Il compratore deve dal canio suo rimborsare al venditore quanto questi ba pagato pei debiti e pesi dell ere- dità, ed accreditarghi quanto gli spettasse sulla medesima, qualora non esista sti- pulazione in contrario. 1699. Quegli contro cui fu da altri ceduto un diritto ltigioso, pud farsi li- berare dal cessionario, rimborsandogli il prezzo reale della cessione colle spese, gé, et jusqu’à Concurrence seulement du prix qu’il a retiré de la créance. 1695. Lorsqu'il a promis la garantie de la solvabilité du débiteur, cette pro- messe ne S’entend que de la solpabilité actuelle, et ne s'étend pas an temps à venir, si le cédant ne l’a expressément stipulé. 1696. Celui qui vend une hérédité sans en Spécifier en détail les objets, n’est tenu de garantir que sa qualité d’ héri- lier. 1697. S'il avait déjà profité des fruits de quelque fonds, ou reçu le montant de queljue créance appartenant à cette hérédité, ou vendu quelques effets de la Succession, il est tenu de les rembourser à l'acquéreur, s’il ne les a expressément réservés lors de la vente. 1608. L’acquéreur doit de son cété rembourser au vendeur ce que celui-ci a payé pour les dettes et charges de la Succession, et lui faire raison de tout ce dont il était créancier, s’il n'y a sti Pulation contraire. 1609. Celui contre lequel on a cédé un droit litigieux peut s'en faire tenir quit- ze par le cessionaire, en lui rembour- sant le prix réel de la cession avec Les CT] = € S ss«... 1694 Debitorem solvendo fore cedens non præstat, misi id expresse promiserit; tuncque de preti ace cepti quantitate tantummodo tenetur. 1695. Licet vero debitorem solvendo esse venditor spoponderit, idque in se suscepcrit; obligatio in præ- sens est, neque ad futurum, nisi expressa adjecta stipulatione, extenditur. 1696. Vendita hereditate, singulis rebus hereditariis minime expressis, se heredem esse venditor solummodo cavet. 1697. Quotics autem ex illa hereditate jam venditor fructus percepisset, nomina exegisset, aut aliquid vendidisset; nisi aliter expresse pactum sit, emptori ea omnia rependet. 1698. Quidquid ex causa æris alieni, aut hereditariæ obligationis venditor impendit, ipsi quoque emptor restiluet; et ni aliter inter eos convenerit, illum in creditorum mumero referet, quoties ejus ære gravata hereditas fuisset. 1609. Jure, de quo lis est, vendito, is in quem illud expcriundi potestas esset, restituto emptorf pres dy à Sur, 1e pre baby eme à sen Le san æ'esl héri. ruits lan£ telle de la jourvér ssémené y Wa ke lo fout st } ue uit- [469] e legittimi pagamenti, e cogl interessi da computarsi dal giorno in cui il ces- sionario ha pagato il prezzo della fat- taghi cessione. 1790. La cosa si ritiene per Ltisiosa quando vi sia lite e contestazione sul merito di essa. 1701. La disposizione dell articolo 1699 cessa, 1. Nel caso in cui la cessione siasi fatta ad un coerede o comproprietario del diritto ceduto, 2.9 Quando fu fatta ad un creditore in pagamento di quanto gli è dovuto: 5.° Quando sia stata fatta al possessore del fondo soggetto al diritto litigioso. THELT OL.0.: VILX Della Permuta. 1702. La permuta è un contratto con cui le parti si danno rispettivamente una COsa per averne un’ altra. 1703. La permuta si effettua mediante il solo consenso, come la vendita. 1704. Se uno de permutanti ha rice- vuta la cosa datagli in cambio, e provi in seguito che il suo datore non è pro- prietario délla stessa, non pud essere Jrais et loyaux coûts, ef avec Les int réls à compter du jour où le cession- raire& payé le prix de la cession à lui Jaite. 1700. La chose est censée litisieuse dès qu’il y à procès et contestation sur le fond du droit. 1701. La disposition portée en L'article 1099 cesse, 19 Dans le cas où la cession à éré J'aite à un cohéritier ou Copropriélaire du droit cédé; 2.09 Lorsqu'elle a été faite à un créan- cier en paiement de ce qui lui est dé; 3.9 Lorsqu’elle à été faite au posses- seur de l'héritage sujet au droit litigieux. LL E À EE: FER De l'Échange. 1702. L’échange est un contrat par lequel les parties se donnent respective- nent une chose pour une autre. 1703. L’échange s'opère par le seul consentement; de la méme manière que la vente. 1704. Si l’un des copermutans à déjà reçu la chose à lui donnée en échange, et qu’il prouve ensuite que l'autre con- tractant n’est pas propriétaire de cette Dean) tio cum usuris a die solutionis, omnibusque legitimis expensis, molestia liberatur. 1700. Litigiosa res habetur, quoties de ea quæstio existit » ejusque jus in contestationem deductum est: r7o1. Articulo 1699 præscripta vim non sortiuntur; ubi 1.0 Coberedi, aut condomirio.cessi Juris: 2.0 Creditori in compensationem: 3.0 Possessori ipsius fundi contentioni‘obnoxio, cessio facta fuit. LIEU Rs IL De Permutatione. 170%. Permutatio est contractus, quo vicissim aliud pro alho datur, 1707. Ut venditio solo consensu, ita eodem conficitur permuiatio. 1704. Si alter ex contrahentibus rem in Permutatione deduclam jam acceperit, et postea probaverit; D os ES D 3 ra xs # à ir co re Ste ere ME+” Rte nt È costretto a conseguare la cosa ch’ egli ha promesso in contraccambio, ma s0- lamente a restituire la cosa ricevuta. 1705. Îl permutante:1l quale ha sof- ferta l'evizione della cosa ricevuta im per- muta, pud a suo arbitrio dimandare la rifusione de’ danni ed interessi, Oo ripe- tere la sua cosa. 1706. La rescissione per causa di le- sione non ha luogo nel contratto di per- muta. 1707. Lutte le altre resgole stabilite per il contratto di vendita s’ applicano anche alla permuta. LEEO LOC VHT Del Contratto di Locazione. CirO EL Disposizioni generali. 1708. Vi sono due specie di contratti di locazione: Quella delle cose e Quella deile opere. 470| chose, il ne peut pas étre forcé à livrer celle qu'il& promise en contre-échange, mais seulement à rendre celle quil a reçue. 1702. Le copermutfant qui est évincé de la chose qu'il a reçue en échange, a le choix de conclure à des dommages et intérêts, ou de répéter sa chose. 1706. La rescision pour cause de lésion wa pas lieu dans le contrat d'échange. 1707. Toutes les autres règles prescri- tes pour le contrat de vente s'appliquent d'ailleurs à l'échange. FITVRE FITE Du Contrat de Louage. CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 1708. I] y a deux sortes de contrats de louage: Celui des choses, Et celui d'ouvrage. tradentem illius dominum non esse; cogi amplius non poiest, ui rem vicissim promissam et ipse tradat; sed solum ad acceptæ restitutionem tenelur. 1705. Evicta re in permutatione alteri tradita, huic vel damna, et quod interest, vel rem suam reper tendi optio erit. 1706. Ob læsionem permuiatie non rescinditur. 1707. Cetera in jure pro venditione constituta ad permutationem quoque referuntur: TETUEUS VIIL De Locatione. CGAPET-E . Disposiliones generales. 3e8. Locationis contrastus, aut de rebus, aut de operibus iutur da Op calion ÿecle I719 Î lu il pe ges Esion Ing TI rl 1709. La locazione delle cose& un contratto col quale una delle parti con- traenti s’ obbliga di lasciare af altra il sgodimento d’ una cosa per un determi- nato tempo, e mediante un determinato prezzo che questa si obbliga di pagarle. 1710. La locazione delle opere è un contratto per cui una delle parti s’.ob- bliga, mediante la convenuta mercede, di fare una cosa per l’altra parte. 1711. Queste due specie di locazioni si suddividono ancora in altre più par- ticolari: S1 chiama dare a pigione o a nolo, la Iocazione delle case, o quella dei mobii; Co/onia ovvero affittanze, quella dei fondi rurali. Prestazione d’ opere, la locazione del lavoro e del servizio. Soccida, quella de’ bestiami il cui frut- to si divide tra il proprietario e quello al quale furono da essi affidati. ÆAppalto cottimà o prezzi fatti, l'im- presa di un’ opera, mediante lo sborso d’un determinato prezzo, quand an- che quegli per cui si eseguisce l'opera, somiministri la materia. Queste tre ultime specie hanno le loro regole particolari. 1712. Le aflittanze de’ beni demauiali, de’beni de comuni e de’ publici stabi- [4m| / 1709. Le louage des choses est un con: trat par lequel l'une des parties s'oblige à faire jouir l'autre d'une chose pendant ur Certain leMpSs, eÉ moyennant un cer- tain prix que celle-ci s'oblige de lui payer. 1710. Le louage d'ouvrage est un con- rat par lequel l’une des parties s'engage à aire quelque chose pour l’autre, moyen- nant un prix convenu entre elles. 1751. Ces deux genres de louage se subdivisent encore en plusieurs espèces particulières: On appelle bail à loyer, le louage des: maisons e£ celui des meubles; Bail à ferme, celui des héritages ruraux. Loyer, Ze louage de travail ou du SeTiCe; Bail à cheptel, celui des animaux dont le profit se partage entre le proprié- aire et celui à qui il les confie. Les devis, marché ow prix fait, pour lentreprise d'un ouvrage, moyennant un prix déterminé, sont aussi un louage, lors- que la matière est fournie par celui pour qui l'ouvrage se fait. Ces trois dernières espèces ont des règles particulières. 1712. Les baux des biens nationaux, des biens des communes et des érablis- 1709. Locatio rerum est contractus, quo alteri ad præfinilum tempus, ac certa pacta mercede res uten- da fruenda conceditur. 1710. Operis vero, operarumve locatio est contractus, quo certa consttula mercede alter alteri, se ali- quod opus facturum, pollcetur. 1711. Utraque locationis species iterum in plures alias distinguitur; scilicet in locationem É! Urbanorum prædiorum cum domus: mobilium, cum supellectles: Prædiorum rusticorum, cum arva: famulatus cum operæ, pro pensione, aut mercede conslituta locantur: Pecorum, cum ea pro parte lucri, quæ et locatio ad Socidam appellatur, alteri conceduntur: Operis cujuscumque redemptio, quæ juxta descriptionem, aut pretium constitutum suscipitur, inter lo- calionis species quoque recenselur, cum matéria ab operis locatore præbetur. Tres postremæ locationis species pecubaribus regulis moderantur. 1712. Locationes bonorum ad ærartum, vel fiscum, aut ad municipia, aut ad publica instituta pertinen- tium peculiaribus regulis subjiciuntur. [ 472] semens publics, sont soumis à des ré- glerñens particuliers. limenti, soggiacciono à regolamenti par- ticolari. CAPO II. Della Locazione delle cose. 7‘: ns né 1713. Si pud locare qualunque sorta di beni mobili od immobüili. Sezi0NE L Delle Regole comuni alle Locazioni delle Case e de Beni rustici. Le locazioni si possono fare© per scrittura, o verbalmente. 1715. Se la locazione fatta senza scrit- tura non ha ancora avuta alcuna esecu- zione, e che una delle parti la impu- gni, non puv ammettersi la prova di essa col mezzo di testimon;, comunque sia tenue il prezzo ,e quantunque ven- ga allegato che siavi intervenuta Ca- parra. Pud solamente deferirsi il giuramento a colui che nega la locazione. 1716. Quando vi sia contestazione sul prezzo della locazione contraita verbal- mente, la di cui esecuzione sia già in- cominciata, e non esista quietanza, 1 CHAPITRE If. Du Louage des choses. 1715. On peut louer foufes sortes de biens meubles où immeubles. SECTION PREMIÉRE. Des Règles communes aux Baux des Maisons et des Biens ruraux. 1714 On peut louer ou par écrit, ou verbalement. 1715. Si le bail fait sans écrit n’a encore reou aucune exécution, et que l'une des parties le nie, la preuve ne peut étre reçue par rémoins, quelque modique qu’en soit le prix, ef quoiqu'onr allègue qu’il y a eu des arrhes donées. Le serment peut seulement être dé- Jéré à celui qui nie le bail. 1716. Lorsqu'il y aura contestation sur le prix du bail verbal dont lexécu- tion a commencé, et qu'il n'exisfera point de quittance, le propriétaire en sera cru LITE 11 De rerum Locatione: 1713. Quæcumque bona mobilia, et immobilia locari possunt. SEcT1io IL. Urbanis, rusticisque prædiüs in Locatione cormmunia. 1714. Tam verbis, quanr scriptis locatio imitur. 1715. Altero ex contrahentibus loc testimonia ad probationem non adnuttant ationem vérbalem, quæ nullam adhuc effectum sortita sit, denegante, ur, Jicet ea parvi momenti sit, arrhæque iatercessisse dicantur. Jusjurandum illi, qui locationem impugnat, solummodo: ceferri potest. 1716. In controversia de certo pretio pro verbali locatione actu jam cæpta, nullisque ex ea apochis _. Fe 8«.... À* à;. existenuübns, fides proprietario juranti habebitur, must conductor mal rem yperliorum ju dicio comuultere; a. es& Jocatore potrài provarlo col suo giura- mento, eccetto che il conduttore non prescelsa di domandare la stima per mezzo di periti; nel qual caso le spese della perizia rimangono a suo carico, se la stima eccede il prezzo ch’ egli ha dichiarato. 1717. Îl conduttore ha diritto di su- blocare, e di cedere il suo affitto ad un altro, quando tale facolta non gli sia stata interdetta: Gli potrà essere interdetta in tutto od in parte. Questa clausola ë sempre di stretto diritto. 1718. Gli articoli del titolo del Con- tratto di matrimonio, e dei Diritti ri- spettivi degli sposi, relativamente alle locazioni de’ bent delle donne maritate, sonO applicabili alle locazioni de’ beni dei minori 1719 Il locatore è tenuto per la na- tura del contratto, e senza bisogno di alcuna speciale stipulazione, 1,9 Di consegnare al conduttore la cosa locata;| 2.9 Di mantenere questa cosa in istato di poter servire all uso per cui venne locata; 3.9 Di fare che il conduttore ne ab- bia il pacifico godimento per tutto 4 tempo della Ilocazione. 1720, 11 locatore è tenuto a conse- \ [ 475} sur SO serment; Si mieux naine le locataire demander l'estimation par ex- perts; auquel cas les frais de l'expertise restent à sa Charge, si l'estimation ex- cède Le prix qu'il a déclaré. 1717. Le preneur a le droit de sous. louer, et méme de céder son bail à ur autre, si celte faculté ne lui a pas été interdite. Elle peut être interdite pour le tour où partie. Cette clause est toujours de rigueur. 1718. Les articles du titre du Contrat de mariage et des Droits respectifs des époux, relatifs aux baux des biens des J'emmes mariées, sont applicables aux baux des biens des mineurs. 1719. Le bailleur est obligé, par la nature du contrat, el sans qu’il soif besoin d'aucune stipulation particulière, 1.0 De délivrer au preneur la chose louée; 2.0 D'entretenir cette chose en état de Servir à l'usage pour lequel elle a été louée; 5. D'en faire jouir paisiblement le preneur pendant la durée du bail. 1720. Le bailleur est tenu de délivrer: quo casu, si pluris locatio æstimabitur, quam ipse declaravit, in impensas damnabitur. 1717. Sublocare, et altert locationem cedere, nisi expresse yetitum fuerit, conductori fas est. Interdictio. autem in totum, et pro parte fieri potest; idque semper stricti juris erit. 1718 Quæ titulo de nuptis, et mufuïs conjugum juribus quoad locationes bonorum mnuvtarom. sancita ]» he: sunt, ad minores quoque porriguntur. 1719. Locator ex ipsa contractus natura, et absque ulla special stüipulatione. 1.0 Rem Jocatam conductori dabit: 2°0 Jpsam usui præscripto. aptam servabit: 5.0 Illum toto locationis tempore in ejus pacifica possessione defendet. 1720. Rem ommimode bene- instauratam locator conductori tradet, ac pendente locatione reccssaria. eus 2- 6e C 474] + gnare la cosa in buono stato di ripara- la chose en bon état de réparations de gl zioni d’ogni specie. toute espèce. po Deve farvi, durante la locazione, tutte Il doit y faire, pendant la durée du_ quelle riparazioni che possono essere bail, toutes les réparations qui peuvent necessarie, eccettochè le piccole ripa- devenir nécessaires, autres que les lo- ù razioni che per uso sono à carico del catives.| eonduttore. ï 1721. Il conduttore deve essere ga-_ 2721. Îl est dû garantie au preneur L rantito per tutti que’ vizj e difetti della pour tous les vices ou défauts de la chose| cosa locata che ne impediscono luso, louée qui en empéchent Pusage, quand: quantunque non fossero noti al tempo méme le bailleur ne les auraïf pas con-‘ della locazione. nus lors du bail./ Se da questi Viz) o difetti ne provie- S’11 résulte de ces vices ou défauts fr ne qualche danno al conduttore, il lo- quelque perte pour le preneur, le bailleur catore& tenuto ad indennizzarlo. est tenu de l’indemniser. Les 17522. Se, durante la locazione, la cosa 1522. Si, pendant la durée du bail, le Tocata venga totalmente distrutta per la chose louée est détruite en totalité Gi caso fortuito, il contratto è sciolto ipso par cas fortuit, le bail est résilié de P Jure; se non è distrutta che in parte, plein droit; si elle n'est détruite quen l il conduttore pud, a norma delle_cir- partie, le preneur peut, suivant les cir- d costanze, domandare la diminuzione del constances, demander ou une diminufion 1 prezzo,© lo scioglimento del contratto. du prix, ou la résiliation méme du bail. În entrambi i casi non si fa luogo a Dans l'un et l'autre cas, il n'y a lieu il veruna iudennizzazione. à aucun dédommagement. gl 1723. Il locatore non pud, durante 1723. Le bailleur ne peut, pen dané el la locazione, mutare la forma della la durée du bail, changer la forme de qi cosa locata. la chose luuée. pui 1724. Se, durante la locazione, la co- 1724.$:, durant le bail, la chose louée del: sa locata abbisogna di riparazioni ur- a besoin de réparativns urgentes ef qui üm senti e che non possano differirsi fino ne puissent étre différées jusqu’à Sa pis al termine del contratto, il conduttore fin, le preneur doit les souffrir, quelque| deve soffrire l'incomodo che gli arrecano, incommodité qu’elles lui causent, et quot- ï nia, quæ conductori ipsi ex consuetudine non incumberent, reficiei. 1721. De omnibus rei locatæ vitiis, quibus ejus usus impeditur, quamvis dum contraxit ignarus, locaior re cavet, et quidquid detrimenti, ex üs conductori obvenit, rependit. 1722. Re locata fortuito, et prorsus pereunte, ipso jure contractus expirat: si.pro parte tantum, conduc-| 50 ori pro circumstantiis, aut pretii minuendi, aut resçindendi contractus, nulla tamen indemnitatis habita ra- lione, jus datur.{ dc 1725. Rei locatæ formam, contractu vigente, locatori immutare prohibetur.| à 1724. Quoties rem locatam resarciendi necessilas urgeret, neque id in finem locationis differri posset,. r conductori, quidquid incommodi ex hoc obveniat, et Licet aliqua rei locatæ parte interim carere debeat, dc: refecüo tolieranda est. lenl Peu le les h Preneu le cho quai Is CON: fauts illeur bul, otalité sie de e ques desc pie y bail lieu dant e dé louée 1 qui j S0 qu {| qur L 475] qualfnque sia, e quantunque nel tem- po che si eseguiscono, resti privato di una parte della cosa locata. Se perd tali riparazioni continuano oltre a quaranta giorni, verra diminuito il prezzo della locazione proporzionata- mente al tempo ed alla parte della cosa —locata di cui sarà restato privo. Se le riparazioni sono di tal natura che rendano inabitabile quella parte che è necessaria per l’alloggio del condut- tore e della sua famiglia, questi potrà f are sciogliere il contratto. 1723. Il locatore non è tenuto a ga- rautire il conduttore dalle molestie che le terze persone con vie di fatto arre- cano al suo godimento, quando perd non _pretendano qualche diritto sopra la cosa locata; riservata al conduttore la facoltà di agire contro di esse in suo proprio nome. 1726. Se, al contrario, l inquilino o il colono sono stati molestati nel loro godimento in dipendenza di un azione relativa alla proprietà del fondo, essi hanno diritto ad una diminuzione pro- porzionata sul prezzo della pigione o del fitto, purchè la molestia e l'impe- dimento sieno stati denunciati al pro- prietario. 1727. Se quelli che hanno cagionate molestie per vie di fatto, pretendono di qu’il soit privé, pendant qu’elles se font, d'une partie de la chose louée. Mais, si ces réparations durent’ plus de quarante jour, le prix du bail sera diminué à proportion du temps et de la partie de la chose louée dont il aura été . privé. Si les réparations sont de telle nature qu’elles rendent inhabitable ce qui est nécessaire au logement du preneur et de sa famille, celui-ci pourra faire résilier le bail. 1795. Le bailleur nest pas tenu de garantir le preneur, du trouble que des tiers apportent par voies de fait à sa jouis- sance, sans prétendre d'ailleurs aucuui droit sur la chose louée; sauf au preneur à les poursuivre en son nom personnel. 1726. Si, au contraire, le locataire où le fermier ont été troublés dans leur ouissance par suite d'une action COn-- cernant la propriété du fonds, ils onf droit à une diminution proportionée sur e prix du baïl à loyer ou à ferme, pourviw que le trouble et lempéchement aïenê été dénoncés au propriétaire. nor. Si ceux qui ont commis es voies de fait, prétendent avoir quelque droit sur Si tamen ultra dies quadraginta in refectione absumerentur, locationis pretium ad ratam temporis, et rei locatæ privationis diminuitur … Cum reparationes conductori, ejusque familiæ necessariam impediunt habitationem, ipsi ad locationts re solutionem agere posse non velaiur. É 1725. Extraneis molestiam vi, factisque conductori in re locata afferentibus, nullum vero sihi jus in ea virr- dicantibus, contra locatorem il nulla datur acto; sed contra turbantes propria nomine conductor solum agere p oterit. 1726. Inquilinis e contra, colonisque in rei locatæ possessione turbatis actione, quæ prædii proprietatenx afficiat, ad pretii locationis deminutionem pro rata jus erit, dummodo impedimentum, molestiamque locatorx detulerint. 2727. Si jus aliquod in re, locata sibi asseril 15, qui ad vim, et facta processit, vel si conductori die nr + # RS ë Éd res: CLS RE RE D pee M TR ‘dicitur, ut rem locatam pro parte, [476] ävere qualche ragione sopra la cosa lo- cata, Oo se il conduttore è egli stesso citato in gludiz10 per essere condannato a rilasciare la cosa in tutto© in par- te, o a soffrire l'uso di qualche ser- vitù, deve domandare al locatore di essere rilevato dalle molestie, e deve, se/lo chiede, essere assoluto dall’osser- vanza del giudizio, nominando il pro- prietario nel cui nome possiede. 1728. Il conduttore ha due obbliga- zioni principali, 1.0 Deve servirsi della cosa locata da buon padre di famiglia, e per l’uso deter- minato nel contratto,© in mancanza di convenzione, per quello che pud pre- sumersi a norma delle circostanze; 2.0 Deve pagare il prezzo della loca- zione nel termini convenull. 1729. Se il condnttore impiega la cosa locata in uso diverso da quello cui venne destinata,© da cüi possa deri- vare danno al proprietario, questi puÿ, secondo le circostanze, fare sciogliere il coniratto. 1750. Quando fra il proprietario ed il conduttore siasi fatta una descrizione dello stato della cosa locata, il con- duttore deve restütuirla nello stato me- desimo in cui l'ha ricevuta, in confor- mità della fatta descrizione, a riserva di cid che fosse perito o deteriorato per vetustà o per forza irresistibile. la chose louée, ou si le preneur est Jui. méme cilé en justice pour se voir con- damner au délaissement de la totalité ou de partie de cette chose, ou à souffrir l'exercice de quelque servitude, il doit appeler le bailleur en garantie, et doit étre mis hors d'instance, s'il l'exige, en nommant le ballieur pour lequel il pos- sède. 1528. Le preneur est tenu de deux obligations principales,; 1 Î’user de la chose louée, en born père de famille, et suivant la desti- nation qui lui à été donnée par le bail, ou suivant celle présumée d’après les circou- stances, à défaut de convention; 2.0 De payer le prix du bail aux ter- mes convenus.; 1729. Si le preneur emploie la chose louée à un autre usage que celui auquel elle a été destinée, ou dont il puisse ré- sulter un dommage pour le bailleur, celui-ci peut, suivant les circonstances, Jaire résilier le bail. 1750. S'il a été fait un état des lieux entre le bailleur ef le preneur, celui-ci doit rendre la chose telle qu’il Pa reçue, suivant cet état, excepté ce qui a péri ou a été dégradé par vétusté ou force majeure. rem, ut molestias avertat, postulare debet; judion observantia est absolvendus. aut omnino dimittat, sérvitutemve in ea exerceri patiatur; hic locato- et quoties id roget, illo, cujus nonune possidei, declarato, à 1728. Duabus præcipuis conductor adstringitur obhgationibus 1.0 qualitas usus presumitur: Re locata ex bono, et æquo utendi, et per modum conventionis, quæ si desit, ex circumstantis 2.0 Locationis mercedem constitutis temporibus persolvendi. 1729. Cum conductor in alios usus, quam C um ex eo usu proprictario obvenire polest, hic contractus resolution uciorem statu descripto, hic illam in cadem conditione ad 1750. Rei locatæ inter proprietsrium, et cond descriptionis mormam restituet facta sit, onstitutum fuit, rem locatam converlit, aut cum detrimens cm pro rerunt adijunctis petere potes , nisi quatenus maturah vetusiate, aül insuperabili vi perierit, vel Getcrior ET ler» À el jus k dut mn bon desti- il, Où Gircon- aux ter I chuve jou) juré leur, Ces, jeux ui-Cl CU, péri forcé il he ol part,! got} 1951. Quando non siasi proceduto alla «lescrizione dello stato della cosa loca- ta, si presume che:l conduttore l ab- bia ricevuta in buono stato anche delle riparazioni locative, e deve restituirla nella stessa condizione, qualora non provi il contrario. 1732. E risponsabile delle deteriora- zioni© deperimenti che succedono durante il suo godimento, quando non provi che siano avvenuti senza sua colpa. 1733. Ë risponsabile dell incendio, quando non provi, Che sia avvenuto per‘caso fortuito o forza irresistibile,© per vizio di costru-: zZione, O che il fuoco siasi comunicato da una Casa ViCina. 1754 Essendovi più inquilini, tutti sono risponsabili solidariamente per l'in- cendio; Eccettochè provino che lincendio sia incominciato nell abitazione d’ uno di essi, nel qual caso questi soltanto ne deve rispondere; O che alcuno di essi provi che lim- cendio non ha potuto cominciare nella sua abitazione, nel qual caso questi non è risponsabile. 1735. Il conduttore è risponsabile per le deteriorazioni e deperimenti cagio- 1731. S’il n’a pas lé fait d état des lieux, le preneur est présumé les avoir recus en bon état de réparations loca- tives, et doit les rendre tels; sauf la preuve contraire 1752. 1] répond des dégradations où des pertes qui arrivent pendant sa jouis- sance, à moins qu’il ne prouve qu’elles ont eu lieu sans$a faute. 1153 11 répond de l'incendie, à moins gu’ il ne prouve; Que Pincendie est arrivé par cas for- uit ou force majeure, ou par vice de consiruction» Ou que le feu à été comuniqué par unie Maison VOISine. 1754. S'il y a plusieurs locataires; ous sont solidairement responsables de l'incendie; A moins qu'ils ne prouvent que lin cendie& commencé dans l'habitation de l'un d'eux, auquel cas celui-là seul en est lenu; Ou que quelques-uns ne prouvent que l'incendie n'a pu commencer Chez EUX» auquel cas ceux-là n’en sont pas lenus: 1755. Le preneur est tenu des dégra- dations et des pertes qui arrivent par le 1751. Cum res locata qualis fuerit, descriptum non est, eam quoad refectiones etiam sibimetipsi incuntæ bentes conductorem bene constitutam accepisse, præsumitur; et nisi secus fuisse demonstret, illam in cadem gonditione restitue. 1752. Detrimenta, et damma, quibus pendente locatione res locata affcitur, nisi citra suam culpam eve- nisse, conductor probet, ipsi adscribnntur, 1753. De incendio, quod nec fortuito casu, nec vi insuperabili, nec rei ipsius vitio, nec ex aliena dome in domum conductam irrepserit, conductor tenebitur. 1754. Plures eamdem domum inquilinos habitantes locator in solidum de incendio postulabit, ni pros bent, vel ignem ex alterius eorum habitaculo propagatum esse, quo casu in illum solum actio erit; vel in propria parte excitari incendium minime potuisse, quo casu probantes molestia liberantur, 1755. Detrimenta, et darina ex facto familiæ suæ, eorumque, quibus locatam rem iterum locavit, con“ ductor præstabit on ns» me Po ar L ont 7" Se ue L nati per fatio delle persone della sua famiglia o dei suoi subaffittuar. 1736. Se la locazione è stata fatta sen- za Scrilttura, non potrà alcuna delle parti contraenti dare il congedo all altra se non che osservando i termini stabiliti dalla consuetudine de’ luoghi. 1737. La locazione cessa ipso jure spira- to 11 termine stabilito, qualora siasi fatta mediante scrittura, senza che sia neces- sario di dare il congedo. 1758. Spirato il termine stabilito nella scrittura di locazione, se il conduttore rimane ed& lasciato in possesso, si ha per rinnoyata la locazione il cui effetto è regolato dall’ articolo relativo alle lo- cazioni fatte senza scrittura. 1759. Quando fu intimato ilcongedo, il conduttore', ancorchè abbia continuato nel suo godimento, non pud opporre la tacita riconduzione. 1740. Nel caso dei due articoli pre- cedenti, la sigurtà data per la pigione non s° estende alle obbligazioni resul- tant: dalla prolungazione del termine. 1741. Îl contratto di locazione resta sciolio per il deperimento della cosa ‘Jocata, o per la mancanza rispettiva del lacatore e del conduttore, in adempire alle Ioro obbligazioni. 1742. H contratto di locazione non si risolve per la morte del locatore, nè per quella del conduttore. Ps 479| J'ait des personnes de sa maison ou de ses sous-loca/aires. 1750. S1 le bail à élé fait sans écrir, l'une des parties ne pourra donner congé à Pautre qu’en observant les délais fixés par l'usage des lieux. 1787. Le bail cesse de plein droit à l'expiration du terme fixé, lorsqu'il a été fait par écrit, sans qu’il soit néces- saire de donner congé. 1759. Si, à l’expiration des baux écrits, le preneur reste et est laissé en posses- sion, il s'opère un. nouveau bail dont Peffet est réglé par l'article relatif aux locations faites sans écrit. 1759. Lorsqu’il y a un congé signifié, le preneur, quoiquil ait continué sa jouissance, ne peut invoquer la tacite réconduction. 1740. Dans le cas des deux articles précédens, l@ caution donnée pour le bail ne s'étend pas aux obligations ré- sultant de la prolongation. 1741. Le contrat de louage se résout par la perte de la chose louée, et par le défaut respectif du bailleur et du pre- neur, de remplir leurs engagemens. 1742. Le contrat de louage n’est point résolu par la mort du bailleur, ni par celle du preneur. 1736. In locatione verbali nemini ex contrahentibus alteri locationis finem indicere fas erit, nisi tempori- bus loci consuetudine præstitatis. 1757. Per scripturam facta locatio ipso jure ecssat lapsu temporis in contractu definiti, quin ejus finera indicere oporteat. 1758. Scripiæ locationis elapso tempore, quoties conductor, domino haud reluctante, im rei possessione manet, locatio tacite renovata censctur, eaque regitur legibus jam de verbali locatione præscripus. 3739. Cum locationis terminus indictus fuit, licet conductor ultra illam in rei possessione permanserit, tacitæ reconductionis jus minime'adquirit. . 1740. Conductoris fidejussor pro locatione, ut duobus præcedentibus articulis absque ejus consensu proro- gala, non obligatur. #74. Re locata pereunte, au mutuis contrahentium obligationibus non adimpletis, locatio resolvitur. :742. Nec alierutrius, nec utriusque contrahentium morte contractus locationis expirat. [ 479| 1745. Se il proprietario vende la cosa locata, il compratore non pud espel- lere Laffittuario o l’inquilino il quale abbia una scrittura di locazione auten- tica o di data certa, purchè il pro- prietario stesso non siasi riservato un tale diritto nel contratto di locazione. 1744. Se nel contratto di locazione si è convenuto che in caso di vendita il compratore possa espellere l'inquilino o l'aflittuario, e non siasi fatta stipula- zione alcuna intorno ai danni ed inte- ressi, il locatore è tenuto ad indenniz- zare il conduttore nel modo seguente. 1745. Se si tratti di casa, appartamen- to o bottega, il locatore paga, a titolo di danni ed interessi, al conduttore espulso, una somma eguale alla pigione, per il tempo che, secondo la consue- tudine dei luoghi, viene accordato dal} intimazione del termine della locazione al} uscita. 1746. Trattandosi di fondi rustici, Fin- dennizzazione che il locatore deve pa- gare al conduttore, è il terzo del fitto di tutto il tempo per cui dovrebbe con- ünuare la locazione. 1747. L'indennizzazione sara determi- anata dal giudizio di periti, ove si tratti di manifatture, fabbriche od altri sta- bilimenti che esigano considerevoli an- tiCIpaziont. 1745. Si le bailleur vend la chose louée, l'acquéreur ne peut expulser le fermier ou le locataire qui a un bail authenti- que ou dont la dafe est certaine, à moins qu’il ne se soit réservé ce droit par le contrat de bail. 1744. S'il a été convenu, lors du bail, qu’en cas de vente l'acquéreur pourraif expulser le fermier ou locataife, et qu’il n'ait été fait aucune stipulation sur les dommages et intéréts, le bailleur est tenu dindeimniser le fermier ou Le loca- taise, de la manière suivante. 1745. S'il s'agit d'une maison, appar- tement ou boutique, le bailleur paye, à titre de dommages et intérêts, au loca- taire évincé, une somme égale aw prix du loyer, pendant le temps qui, suivant l'usage des lieux, est accordé entre le. congé et la sortie. 1746. S'il s’agit de biens ruraux, l’in- demnité que le bailleur doit payer au fermier, est du tiers du prix du bail pour tout le temps qui reste à courir. 1747. L’indemnité se réglera par ex- perts, s’il s’agit de manufactures, usines, ou autres établissemens qui exigent de grandes avances. 1647. Domino rem locatam alienante, emptor conductorem, qui scripturam authenÿcam, aut certa die signatam obiciat, e re locata expellere nequit, nisi locator ex contractu locationis hoc sibi jus 8}; que;,} reservaverit. 1744. Si in locatione pactum sit, ut vendito prædio, emptori inquilinum, colonumve expellere liceat, quin de ipsius indemnitate expresse aliquid constitutum fuerit; hisce regulis conductoris damno consulendum. 1745. Domo, diæta, aut officina conductore expulso, locator ob indemnitatem tantum æris persolvit, quantum ille ex causa locationis debuisset pro eo tempore, quod juxta loci consuetudinem a denunciatione ad locationis terminum intercedit. 1746. Colono, e piædio rustico expulso, locator tertiam illius mercedis partem luet, quam ipse ab eo percepisset, si iocatio ad finem perducta esset. 1747. Peritorum erit de indemnitate decernere cum de opificinis, constructionibus, aliisque artium subsidüs agitur, quæ non nisi præcedenti ac magno sumptu comparantur, [ 480] 2748. T1 compratore che vuole far uso della facoltà riservata nel contratto, di espellere laflittuario o l'inquilino in caso di vendita, è, inoltre, tenuto a rendere anticipatamente avvertito 1l conduttore nel tempo fissato dalla consuetudine del luogo per le denuncie di congedo. L'afittuario de beni rustici deve esse- re avvertito, almeno un anno prima. 1749. Gl affittuarj o gl inquilini non si possono espellere, se dal locatore, ©, in sua mancanza, dal nuovo acqui- rente, non viene loro prima pagata l'in- dennizzazione superiormente stabilita. 1750. Se la Iocazione non è fatta con atto autentico, o non ha data certa, Vacquirente non ë tenuto a verun risar= cimento di danni ed interessi. 1751. Il compratore con patto di re- tratto non puo usare della facoltà di espellere il conduttore, fino a che, collo spirare del termine fissato pel retratto, egii non divenga irrevocabilmente pro- prielario, Szzionwe IE Regole particolari per le locuzioni delle Case. 1552, L’inquilino che non fornisee la di mobili sufficienti, si pud espel- 1548. L’acquéreur qui veut user de Je Jaculté réservée par le bail, d’expulser Le fermier ou locafaire en cas de vente, est, en Outre, tenu d'avertir. Le loca- faire au temps d'avance usité dans le lieu pour les congés. I] doit aussi avertir le fermier de biens TuUraux, au moins un an à l’ avance. 1749. Les fermiers ou les locaraires ne peuvent être expulsés qu’ils ne so- tent payés par le bailleur, ou, à son dé- Jaut, par le nouvel acquéreur, des dom- mages et intérêts ci-dessus expliqués. 1750. Si le bail n'est pas fait par acte authentique, où n’a point de date certaine, l'acquéreur n'est tenu d’aw- cuns dommages et intéréts. 1791. L'acquéreur à pacte de rachat ne peut user de la faculté d’'expulser le preneur, jusqu'à ee que, par Pexpi- ation du délai fixé pour le réméré, if devienne propriétaire incomm utable. SECTION FT Des. Règles particulières aux Baux à lo yer. 1552. Be locataire qui ne garnit pas la maison de meubles suffisans, peut 1748. Emptor, qui facultate in contractu reservata inquilinum, aut colonum causa venditionis expellen- di uti cupit, conductorem. intra tempus loci consuetudine præfinitum pro: denunciatione, admonere: debet; atque hoc in prædüs rusticis ante integrum annum fiet. 1749. Coloni æque ac inquilini e re locata depelli nôn possunf, misi prius locator, au pro co novus. emptor superius constitutam indemnitatem üs pependerit.. 1750. Quoties locatio authentico actu non fulcitur, ejusve dics incertus 6st, novus deminus ad indem- aitatem, et ad id quod. interest, non tenetur. 1751. Qui cum pacto redimendi prædium adquisivit,. eonductoris expellendi faculate uti non potest ais. redemptionis termino elapse, irrevocabiliter ejus dominium adipiscatur. S:2 6& 1 0. ÏE: Regulue speciales. Praediüs urbanis locandis.. 4792. oquilinus, qui domum, nimis modicam pro.contracta obligatione supellectilem invehit, nisi de mercede seu , dl Melo, Al: quan sa dine P ru D dcatur der À Be 0e} gi jet role [ lere da essa, eecetto che dia cautele ba- stanti ad assicurarne la pigione. 1753. Il subaffittuario non è tenuto verso 11 proprietario, che sino alla con- correnza della pigione convenuta nella sublocazione della quale pud essere de- bitore al tempo del sequestro, senza che possa opporre pagamenti fatti anti- cipatamente. Non sono perd considerati come fatti auticipatamente 1 pagamenti che. si so- no eseguiti dal subaffittuario, tanto in virtü d’una stipulazione risultante dal contratto di sublocazione, quanto in con- seguenza della consuetudine dei luoghi. 1754. Le riparazioni locative, ossia di piccola manutenzione che restano a carico dell inquilino, se non vi ë patto in contrario, sono quelle che vengono per tali indicate dalla consue- tudine de’ luoghi, e, fra Le altre, sono le riparazioni da farsi, Ai focolari, frontoni, stipiti, ed ar- chitravi dei cammini; AI incrostamento al basso delle mu- raglie degli appartamenti ed altri Iuo- ghi di abitazione fino all altezza d’un mie{ro; AI pavimento e quadre elli delle camere, quando solamente in piccola parte essi siano rotti; A # A 81| étre expulsé, à moins qu’ilne donne des süretés capables de répondre du loyer. 1753. Le sous-locataire rest tenu en- vers le propriétaire que jusquà concur- rence du prix de sa sous-locafion dont il peut étre débiteur au moment de la saisie, et sans qu’il puisse opposer des paiemens faits par anticipation. Les paiemens faits par le sous-loca- taire, soit en verts d'une stipulation portée en son bail, soit en conséquence de l'usage des lieux, ne sont pas réputés Jaits par anticipation.. 1754. Les réparations locatives ou de menu entretien dont le locataire est tenu, s'il n’y a clause contraire, sont celles désignées comme telles par l'usage des lieux, et, entre autres, les réparations à faire, Aux êtres, contre-cœurs, chambranles et tablettes des cheminées; Æw recrépiment du bas des ruraiiios des appartemens et autres lieux d'habi- tation, à la hauteur d'un mètre; Aux pavés et carreaux des chambres, dorsqu’il y en a seulement quelques-uns de cassés; cautionem præstet, expelli potest. 1755. Si conductor domum alteri sublocavit, hic proprietario sequestrum indicenti tantum debet, quan- tum ad ratam suæ stiputationis illa die, qua pignus capiiur ex locato conductori deberet, neque solationes quæ in anlecessum faciæ dicerentur, admittuntur, nisi reipsa ex pactis conveniis in contractu, aut ex lo- ci consuctudine facts probarentur. 1704. Reparationes parvi moment, quæ ni alter pactum sit, inqulino incumbunt, locorum consueli- dine prefisiuntur; præcipurque sunt, ut focus, lammne, stipites, epystüiliumque camini reficiantur: ut tecto- rium parielum in conciavibus, ahisque habitationis locis ab imo pavimento ad metri alutudimem calce ob- ducatur: ut pavimenta modice comminula, et cum aliqui tantum latereuli confracti sunt, instaurentur: ut vitreæ fenectrarum laine, nisi grandine, aut alio irréparabili casu comminutæ sint, restiluantur: tà 6x [ 482] A vetri, éccetto che siano stati rotti. dalla grandine, o per qualche altro ac- seit straordinario e di forza irresi- stibile, per cui l’'inquilino non possa essere risponsabile; Inoltre le riparazioni da farsi alle im- poste degli usci, ai telaÿ delle finestre, alle tavole dei tramezzi, od alle im- poste delle botteghe; ai cardini, chia- vistell e serrature. 1755. Nessuna delle predette ripara- zioni è à carico dell inquilino, quando esse sono cagionate da vetustà o da forza irresistibile. 1556. Lo spurgamento dei pozzi e delle latrine sono a peso del locatore, se non vi è patio in contrario. 1757. L’ affitto dei mobili somministrati per l’addobbo d’una casa intiera, di un appartamento, bottega, o di qualun- que altro locale, si considera fatto per il tempo per cui secondo la consuetu- dine de’ luoghi sogliono ordinariamente durare le locazioni delle case, appar- tamenti, botteghe ed altri locali. 1758. La locazione d’un appartamen- to mobiliato si ritiene fatta ad anno, auando si è convenuta la pisione ad a)€ un tanto per anno; À mesi, se la pigione è a un tanto per mese; Aux vitres, à moins qwelles ne soient cassées par la gréle, ow autres accidens extraordinaires ef de force majeure, dont le locataire ne peut étre tenu; Aux porfes, croisées; planches de cloison où de fermeture de boutiques, gonds, targelles et serrures. 1795. Aucune des réparations réputées locatives west à la charge des locataires, guand elles ne sont occasionnées que par vétusté ou force majeure. 1706. Le curement des puits et celui des fosses d'aisance sont à la charge du bailleur, s’il n’y a clause contraire. 1557. Le bail des meubles fournis pour ‘garnir une maison entière, un Corps de logis entier, une boutique, ou tous au- res appartemens, est censé fait pour la durée srdinaire des baux de maisons, corps de logis, boutiques ou autres‘ap- partemens, selon l'usage des lieux. 1758. Le bail d’un appartement meu- blé est censé fait à l'année, quand ch été fait à tant par an; Au mois, quand il@ été fait à tant par mois; ostiorum, et fencstrarum valvæ, asseres cubicula dividentes, officinarum fores, cardines, pessuli et serxæ reésarcianliur. 1753. Cum rei ipsius veluslas, aul vis, major prædictis refectienibus causam tnibuit, nullam earuns inquihnus sustinet, 1756. Puteorum, cloacarumque purgatio, ni secus contrahentes convenerint, locatori ne 1757. Supellectiles, aliæque res mobiles ad domum, cubicula, officinam, et alia quxcumque loca in- struenda tamdiu locata censentur, quamdiu pro regionis consuetudine domus, cubicula, officmæ, Joca plerumque locari solent. aliaque 1758. Domus instructæ locatio ad annum, ad mensem, in diem facta censetur, prout de annua, men- gtrua, vel diurna mercede conventum est. Quium a nullis circumstantiis locationis tempus argui potest, pro loci consactudine ea inita æstimabilur: né lLÈ [ 485] À giorno, quando fu pattuita ad un tanlo per giorno. Non essendovi circostanza atta a pro- yare che la locazione sia stata fatta ad anno, a mese O à glorno; si deve ri- tenere fatta secondo l'uso dei luoghi. 1759, Se un inquilino continua nel godimento della casa, 0 del! apparta- mento, terminata la locazione fatta per iscritto; seuza opposizione per parte del locatore,$ intenderà che lo ritenga colle stesse condizioni per il tempo deter- minato dalla consuetudine dei luoghi, e non potrà più dimetterlo od esserne espulso fuori che dopo un congedo dato nel tempo stabilito dalla stessa consuetudine. 1760. Nel caso di scioglimento del contratto per colpa dell inquilino, que- sti è obbligato a pagare la pigione pel tempo necessario ad una nuova loca- zione, ed a risarcire i danni ed inte- ressi che fossero risultati dall’abuso della cosa locata. 1761. Il locatore non pud sciogliere il contratto, ancorchè dichiari di volere abitare egli stesso la casa locata, quando non vi sia patto in contrario. 1762. Essendosi pattuito nel contratio di locazione, che sia lecito al localore di recarsi ad abitare la casa, è tenuto a dare anticipatamente 1l congedo all in- uilino nel tempo fissato dalla cousue- tudine de’ luoghi. Au jour, sil a été fait à tant par Jour, Si rien ne constate que le bail soif fait à tant par an; par mois ou par jour, la location est censée faite suivan£ l'usage des lieux. 1759. Si le locataire d’une maison o1 d’un appartement continue St jouissance après Pexpiration du bail par écrit, sans opposition de la part du bailleur, il ser@ censé les occuper aux mêmes conditions, pour le terme fixé par l'usage des lieux et ne pourra plus en sortir ni en étre ex- pulsé qu'après un congé donné suivan£ le délai fixé par l'usage des lieux. 1760. En cas de résiliation par l@ faute du locataire, celui-ci est tenu de payer le prix du bail pendant le temps nécessaire à la relocation, sans préjudice des dommages et inféréts qui ont pl résulter de l'abus. 1761. Le bailleur ne peut résoudre la location, encore quil déclare vouloir occuper par lui-même l& maison louée» sil n'y a eu convention contraire. 1762. S'il a été convenu, dans le contraë de louage, que le bailleur pourrait venir occuper la maison, il est tenu de si- gnifier d'avance un congé aux époques déterminées par l'usage des lieux. fe Rrmenate 1759. Scriptæ localionis elapso spatio, quilinus retnet, illam, quamdiu consuetudine loci fieri so neque locatam ædem ïipse deserere, nec ab ea amplius expelli poterit, nisi post denunciationem de more regionis apte tempore indietam. 1760. Inquilini culpa quoties coniractus resolvitur, hie ad tempus na, quæ rei locatæ abusu profiuxerunt, resarcit. pretium locationis persolvit, et dam 1766. xentione, contractum infringere non potest. si domum, ejusve partem, locatore non reluctante, adhuc in- let, iisdem conditionibus reconduxisse putandara necessarium, ut nova lecatio fiat; Quamvis locatam domum, se inhabitare velle, declaret locator, nulla ad hoc expresse inita con- 1762. Cum in coniractu stipulatum est, locatori licere, si libeat, ædem locatam inhabitare; bic juste: ten pere pro locorum consuetudine, se jure suo uti welle, inquilino renunciabit. » + } )| |[ 484] SEZIONE IIL Regole particolari alle affittanze de’ Fon- di rustici. 1765. Quegli che coltiva un fondo col patto di dividere i frutti col loca- tore, non puo sublocare nè cedere il fondo locato, se non gliene fu espres- samente accordata la facoltàa nel con- tratto di locazione. 1764. In caso di contravvenzione, il proprietario ha diritto di riprendere il godimento della cosa locata, ed il con- dutiore è condannato alla rifusione dei danni ed interessi risultanti dall isadem- pimento del coniratto. 1765. Se in un contratto d’ affittanza si dà ai fondi una maggiore© minore estensione di quella che realmente ban- no, non si fa luogo alla dirrinuzione ed all aumento del fitto per il condüt- tore, che ne casi e secondo le regole spiegate nel ütolo della Vendita. 1766. Se il conduttore di un fondo rustico non Jo fornisce del bestiame e degP istrumenti necessar) all agricoltu- ra, se ne abbandona la coltivazione, se non coltiva da buon padre di famiglia, se impiega la cosa locata ad altro uso, che a quello per cui fu destinata, 0, SECTION III. Des Regles particulières aux Baux à ferme. 1703. Celui qui cultive sous la con- dition d'un partage de fruits avec le bailleur, ne peut ni sous-louer ni céder” s1 la faculté ne lui en a été expressé- ment accordée par le bail, 1704 Æn cas de contravention, le propriétaire a droit de rentrer en jouis- sance, et le preneur est condamné aux dommages et intéréts résultant de line- æécution du bail 1765. Si, dans un bail à ferme, on donne aux fonds une contenance moin- dre ou plus grande que celle qu'ils ont réellement, il n’y à lieu à augmentation ou diminution de prix pour le fermier, que dans les cas ef suivant les règles exprimés au litre de la Vente. 1706. Si le preneur d’un héritage ru- ral ne le garnit pas des bestiar:x et des ustensiles nécessaires à son exploitation, s’il abandonne la culture, s'il ne cultive pas en bon père de famille, s’il emploie la chose louée à un autre usage que celui auquel elle à été destinée, ou, en > Sue mat SecTio Ill. & Regulæ speciales locandis Prædiüs rusticis. 763. Colonus, cui ex paclo fruclus cum locatore sunt dividendi, nisi in contractu aperte concessum fueris, neque prædium sublocare, nec alteri illud cedere potest. 764. Si colonus contra fecerit, rei localæ usum sibi vindicandi, domino jus est, atque ille dammatur in id quod interest, et ad resarcienda omnia damna, quæ ex ejus violaiione promanant. 1965. Locato prædio rustico, si major, minorve ejus mensura renunciata fuisset, quam reipsa est, co- Jono ïïs tantum casibus, atque legibus merces augetur, aut minuitur, que titulo de venditione tradita sunt. 1766. Nisi prædi rustici conductor pecudes, jumenta, et instrumenta culiui neccssaria in illud: invexe- rit, intuleritque: nisi ejus culture sedulo vacet, bonique patris familias parles gerat, neque aliter ac con- ventio postulat, ipso utatur; et nisi gencratim locationis pacta custodierit, dominus prædii damno afle- * 4k a eorun ércee il Îne là om on: On on C 485] generalmente; se non eseguiste 1 patli dell affittanza, e ne risulti danno al lo- catore, questi potrà, secondo le circo- stanse, far rescindere l'affittanza. In caso di rescissione proveniente dal fatto del conduttore, questi è tenuto alla rifusione dei danni éd interessi co- me è prescritto all articolo 1764. 1767. Ogni conduttore di fondi rusti- ei è tenuto a riporre 1 raccolti nei luo- ghi a tal fine destinati nel contratto di locazione. 1768. Il conduttore d'un fondo ru- stico è tenuto sotto pena delle spese, e dei danni ed interessi, a render inteso il proprietario delle usurpazioni, che si commettessero sui fondi. Questa notificazione deve darsi nello stesso termine stabilito per le citaziont a comparire in giudizio secondo la di- sianza de’ luoghi. 1769. Se l’aflitianza& fatta per pit anni, e che, durante la stessa, la tota- litàa od almeno la metà della raccolta di un ann6 venga a perire per casi for- tuiti, il conduttore pud domandare una riduzione del fitto, eccetto che sia in- dennizzato dalle precedenti raccolte. Se non& indennizzato ,non si fa Iuo- go a determinare la riduzione che alla fine dell’aflittanza, nel quel tempo si fa général, s'il h'exfcute pas les clauses du bail, et qu'il en résulte un dommage pour le bailieur, celui-ci peut, suivant les circonstances, faire résilier le bail. En cas de résiliation provenant«4 Jfait du preneur, celui-ci est tenu des dommages ét intérêts, ainsi quil est dit en Particle 1764.| 1767. Tout preneur de bien rural est tenu d'engrarger dans les lieux à ce destinés d'après le bail. 1:68. Le preneur d’un bien rural est tenu, sous peine de tous dépens, dom- mages et intérêts, d’ avertir le proprié- taire, des usurpalions qui peuvent étre commises sur les fonds. Cet avertissement doit étre donné dans le méme délai que celui qui est réglé en cas d'assignation suivant la distance des lieux.| 15Co.. Si le bail est fait pour plusieurs années, et que, pendant la durée du bail, la totalité ou là moitié d'une ré- colte an moins soit enlevée par des cas fortuits, le fermier peut demander une remise du prix de sa location, à moins qu’il ne soit indemnisé par les récoltes précédentes.| S’il n'est pas indemnisé, l'estimation. de la remise ne peut avoir lieu qu'à la Jin du bail, auquel temps il se fait une cins, pro circuimstantiis, locationis rescissionem petet, qua concessa ob conductoris culpam, hic ad indemnitatem ut articulo 1764 prescriptum est, tenetur. 1767. Fructus perceptos locis ad id in locationis contractu designatis, prædii rustici conductor coacer- vare, et cogere debet. 1768. Si prædi locaii parte, vel jus aliquod in illo extraneus sibi usurparet, conductoris erit id lo- catori denunciare; ni fecerit intra dies, qui pro loci distantia conceduntur, ut quis in judicio se sistat, ipse impensas, damna, et quod interest, proprietario luet. 1769. Ad plures annoë Jlocato rustico prædio, siquando unius anni fructus omnino, vel saltem dimidium eorum fortuito casu perierint, nisi jam præcedentibus messibus indemmitatem fuerit assecutus, celonus mercedis diminutionem ad ratam petere potest. Hujusmodi indemnitatis, quum a domino præstanda est, in fine locationis tantum ratio haberi debet, quo tempore damna cum fructibns toto locationis tewpore 5 Ï [ 456] mm conguaglio con i frutti percepiti in tutti gli anni della medesima; Frattanto pud il giudice dispensare provvisionalmente il conduttore dal paga- f“ento d'una parte del fitto in propor- zione del danno sofferto. 1770. Se l’aflittanza non è che perun anno, e sia occorsa la perdita o della totalità, o almeno della metà de’ frut- ti, il conduttore sarà liberato d’una parte proporzionata del fitto. Non potrà pretendere alcuna riduzio- me, se la perdita è minore della metà. 1771. 1] conduttore non pud conse- guire la riduzione, allorchè la perdita de frutti accade dopo che sono separati dal suolo, eccetto che il contratto as- segni al proprietario una quota parte dei frutti in natura; nel qual caso que- sti deve soggiacere alla perdita per la sua parte, purchè il conduttore non fosse in mora per la consegna al loca- tore della sua porzione de frutti. Il conduttore non pud parimenti do- mandare una riduzione, quando la causa del danno era esistente e nota al tempo in cui fu stipulata laffittanza. 1772. L’aflittuario pud con un espres- sa convenzione assoggettarsi ai casi for- ŒuIEL.: 1773. Questa convenzione non s’in- tende fatta che per i casi fortuiti ordi- compensation de toutes Îles années.de jouissance; Et cependant le juge peut provisoire. ment dispenser le preneur de payer une partie du prix, en raison de la perte soufjerte. * 1770. Si le bail n’est que d’une anneé, et que la perte soit de la totalité des fruits, ou au moins de la moitié, le preneur sera déchargé d’une partie pre- portionnelle du prix de læ location. Il ne pourra prétendre aucune remise, si la perte est moindre de moitié. s7qr. Le fermier ne peuéf obtenir de remise, lorsque la perte des fruits ar- rive après qu’ils sont séparés de la ter- re, à moins que le bail ne donne aw propriétaire une quotité de la récolteen nature;‘auquel cas le propriétaire doit supporter s& part de l& perte, pourrw que le preneur ne füt pas en demeure de lui délivrer sæ portion de récolte. Le fermier ne peut également deman- der une remise, lorsque la cause du dommage était existanle ef connue à Pépoque où le bail à été passé. 1772. Le preneur peué étre chargé des cas fortuits par une stipulalion expresse. 775. Cette stipulation ne s’enten® que des cas fortuits ordinaires, tels que percæptis æqua lance compensantur. detrimenti accepti absolvere potest. 770. Locatione ad annum dumtaxat facta ,. xatam conductor a preti parte luenda absolvitur: sin damnum minus sit, 1771. Fructibus jam perceptis pereuntibus, conductori quota eorum pars ex contraciu ad locatorem pertineat, prorata parte jacturam sustinebit. Deminutio preti pariter colono. non conceditur, prospicere debuit. 1772. Colonus casus fortuitos im se suscipere expressa conventione potest. 1773. Isthæc conventio tamen fortuitis casibus ordinariis circumscripta censelur, ad extraordinaries vero, quæ perraro ac cidunt,. ut bellici incursus ,, gelu, aut fructuum exsiccalionis: Judex tamen interim colonum a parte mercedis numeranda pro mode si fructus omnes aut saltem dimidium eorum: perierint, ad nullus est compensationi locus. ad pretii diminutionem jus amplius non est, nisi quo casu, si colonus in mora non fuerit, locator cum. tempore initi contractus damnum. ex mola causa ut grandinis, fuïminis,. un en I quo L anis 177 Stpen yo 14 [ 487] mar), come la grandine, il fulmine, la gelata o brina. Essa non s'intende fatta per i casi fortuiti straordinarj, come le devastazioni della guerra, o un’inondazione, cui non sia d ordinario sottoposto il paese, ec- cetto che il conduttore siasi assoggettata a tutti i casi fortuiti, preveduti ed im- prevedutt. 1774. L'affittanza d’un fondo rustico senza scrittura, si reputa fatta pel tempo che è necessario, affinchè il conduttore raccolga tutti i frutti del fondo locato. Quindi laffittanza di un prato, di una vigna€ di qualunque altro fondo à cui frutti si raccolgono intieramente nel decorso dell’anno, si reputa fatta per un anno. L' affittanza di terre coltive, quanda queste sono divise in porzioni coltiva- bili alternativamente, si reputa fatta per tant anni quante sono le porzioni. 1775. L' affittanza de fondi rustici, quantunque fatta senza scrittura, Cessa ipso jure collo spirare del tempo per cui s intende, fatta a norma del prece- dente articolo. 17976. Se, allo spirare della locazione di fondi rustici fatta con iscrittura, il. conduttore continua ed è lasciato in gréle, feu du ciel, gelée ou coulure.. Elle ne s’entend point des cas fortuitse extraordinaires, tels que les rasages de la guerre, ou une inondation, auxquels de pays nest pas ordinairement sujet, à moins que le preneur n'ait été chargé de tous les cas fortuits, prévus ou im- prévus.| 1774. Le bail, sans écrit, d’un fonds rural, est censé fait pour le temps qui est nécessaire, afin que le preneur re- cueille tous les fruits de l'héritage af- Jermé. Ainsi le bail à ferme d'un pré, d'une vigne, et de tout autre fonäs doné les fruits se recueillent en entier dans le cours de l’année, est censé fait pour un an. Le bail des terres labourables, lors- qu’elles se divisent par soles ou saisons, est censé fait pour autant d'années qu’il 3 a de soles. 1779. Le bail des héritages ruraux, guoique fait sans écrit, Cesse de plein droit à l’expiration du temps pour le- quel il est censé fait, selon l'article précédent.: 1776. Si, à l'expiration des baux ru- raux écrits, le preneur reste€ est laissé en possession, il s’opére un nou- à dationis in regione non exlenditur, nisi colonus omnibus fortuitis casibus et prævisis, et non prœvisis sese ultro subjecerit. 1774. Locatio verbalis prædii rustici facta censetur ad illud temporis spatium, quo opus est, ui colonus @mnes fructus prædii ipsius percipiat. Hinc prata, vineæ, et alia hujusmodi, quorum fructus intra annum omnino colliguntur, ad amnum quoque locata judicantur. Locatio arverum€ contra, quæ Culturam reposcunt, cum ea ïta divisa sunt, ut ipsorum pars singulis annis tantummodo colenda sit; in totidem annos, quot eorundem partes enumerantur, subsistit. 1775. Locationes rusticæ, licet verbales sint, ipso jure cessant, temporis spatio, ad quod juxta smperius exposila factas eas fuisse, putandum est. 1776. Si finita locatione rustici prædi scriptis exarata, colonus manet in possessione fundi, meque a L 488] possesso, ne risulta una nuova affittan- za il di cui effetto& determinato dal- l'articolo 1774. 1757. I conduttore che cessa, deve lasciare a quello che gli succede nella coltivazione i locali opportuni ed aitri comodi occorrenti per 1 lavori dell'anno susseguente, e reciprocamente il nuovo conduttore deve lasciare a quello che cessa, gli opportuni locali e gli altri comodi occorrenti per il consumo de foraggi, e per le raecolte che restano la farsi. Si nell uno che nel} altro caso, si devono osservare:le consuetudini dei luogh1. A 1978. I conduttére che cessa, deve pure lasciare la paglia. edil concime del l'annata, se gli ha ricevuti all ingresso della locazione; e quando non gli avesse ricevuti, il proprietario potrà ritenerli secondo la stima. CAP FE Della Locazione delle Opere, e dell Ir- dustria. 1779. Vi sono tre principali specie di locazione, di opere e d' industria: veau bail dont l'effet est réglé par l'ar: zicle 1774: 17797. Le fermier sortant doit laisser : do. à celui qui lui succède dans la c:lture, les logemens convenables et autres fa- cilités pour les travaux de l'année sui- vante; cf réciproquement, le fermier entrant doit procurer à celui qui sort, les logemens convenables et autres fu- cilités pour la consommation des four- rages, et pour les récoltes restant à faire. Dans l’un et Paufre cas, on doit se conformer à l'usage des lieux. + 1778. Le fermier sortant doil aussi laisser les pailles et engrais de l'année, s’il les a reçus lors de son entrée en jouis- sance; eé quand même il ne les aurait pas reous, le propriétaire pourra les re- éenir suivant Festinration. CHAPITRE IIl. Du fiouage d’Ouvrage et d'Industrie. 2770. 1! y a trois espèces principales de louage, d'ouvrage et dindustrie: domino dimittitur, nova locatio incipit, quæ regitur principiüis articulo 1774 jam expositis. 1777. Colonus, qui finita locatione prædium relicturus est, successori congruam habitationem, et alia commoda necessaria ad sequentis anni agrorum culturam relnquere«ebet; et ita vicissim ili, qui e prædio discedit, necessaria habitalie, et ea quibus eget ad consumationem pabulormm, et ad collisendos xeliquos fructus a novo colono sunt concedenda. In uitroque casu loci consuetudines servautur. 1778 E prædio colonus discendens, stramenla, et fimum ejus anni, dummode prædium ingrediens isthæe antea acceperit; in fundo relinquere debet; immo quamvis ea minime acceperit, proprietartus, præsta æstimatione, ista retinebit. CAPE T M De Locatione Operarum et Industricæ. 770, Tres locationis species operarum, et indusiriæ procipue numeranlur, Îl Ulye iv Cell res Je Ie su. fermin| l son, es fe Jour: nl à l se dus! Inn£e, Jouis- aurait les re. Le. [ 489] ro La locazione delle persone che ebbligano la propria opera all altrui servigio; 2.9 Quella de’vetturali si per terra che per acqua, che s’incaricano del trasporto. delle persone o delle: cose; 3.0 Quella degl intraprenditori diopere ad appalto o cottimo. SezronNE[I Della Locazione delle opere de’ Dornestici e degli Opera. 1780. Nessuno pud obbligare i suoi servigl che a tempo, o per una deter- minatfa impresa. 1781. Si presta: fede al padrone sopra la sua giurata asserzione., Per la quantità delle mercedi; Ver 1l pagamento del salario dell an- nata scaduta; E per le somministrazioni fatte im eonto dell’ anno corrente. SEzIONE EL De’ Vetturali per terra e per acqua. 1782. L vetturali per terra e per acqua sono sottoposti, quanto alla custodia e censervazione delle cose loro affidate 1.0 Le louage dès gens de travail qui s'engagent au service de quelqu'un; 2.9 Celui des voituriers, tant par terre. que par eau, qui se chargent du transport des personnes ou des marchandises; 3.0 Celui des entrepreneurs d'ouvrages: par suite de devis ou marchés. ; SECTION PREMIÈRE. Du Louage des Domestiques et Ouvriers. n 1580. On ne peus engager ses services qu'à temps, OÙ pour une Rp dé- ferminée,. 1781. Le maître est cru Sur son affir- mation, Pour la quotité des gages; Pour le paiement du salaire de lan- née: échue;: Et pour les à-comptes donnés pour Pannée courante. , Dh TION IL Des Voituriers par terre et par ea 1792. Les voituriers par terre ef par eau sont assujettis, pour la garde ef læ conservalion des choses qui leur soné 1. Locatio operarumillorum, qui alieno-servitio sese alligant. 2. Locatio vectorum, qui terra, vel undis homines, mercesve transportant. %:. Locato operis, qua redemptori ex conventione opus conficiendum committitur. SEcTiro ÏI. De Locatione. Famulorum et Opificum. 1780. Nemo suas operas, nisi ad certum teinpus: aut ad détermiñatum opus obligare- potest. 1781. Domino fides habetur, cum asserit Stipulatam stipendii quantitatem:: Stipendium istud ob præteritum tempus erogatum, Et ejus partem pro anno decurrente jam persolutam fuisse.. SE ctrr.o‘IE De locatione veciorum, 1782* Plaustrarii et Navicularii res sibi. commissas custodiunt, et servant sub: iisdem obligatioibus: eau 2 Gz a Je e Br GES rs spa€ PP PRE Fr ee LD DE Vi PR TEE€ me di “ ; | 4 1 X mt nié. ms [ 496 1 aeli stessi obblighi degli albergatori, rapporto ai quali resta disposto nel titolo del Deposito e del Sequestro. 1783. Sono risponsabili non solo di cid che essi hanno gla ricevuto nel loro: bastimento o vettura, ma eziandio di ci che loro è stato consegnato sul porto o nel luogo di ricapito per essere riposto nel loro bastimento 0 vettura. 1584 Sono risponsabili per la per- dita e per le avarie delle cose che sono state loro affidate, quando non provino che siansi perdute e abbiano sofferta avaria per un caso fortuito o per forza irresistibile. 1785. GV intraprenditori di pubbliei trasporti per terra e per acqua,€ quelli delle vetture pubbliche, devono tenere un registro del danaro, efletti ed in- volti di cui s” incaricano. 1786. Gli intraprenditori, e direttori dei trasporti e vetture pubbliche, 1 pa- droni di barche e navigli, sono in oltre s oggetti a regolamenti particolart, che fanno legge fra essi e gli altri cittadini. Sezionweze Il. Degli Appalti e dei Cottimi. 17587. Quando si commette ad aicuno di fare un lavoro, si pud pattuire che confiées, aux mêmes obligations que les aubergistes, dont il est parlé au titre du Dépôt et du Séquestre.| 1985. Îls répondent non seulement de ce qu’ils ont déja reçu dans leur bâti- ment Ou voiture, mais encore de Ce qui leur a été remis sur le port ou dans lentrepôt, pour étre placé dans leur b&- timent ou voiture. 1784. Îls sont responsables de la perte et des avaries des choses qui leur sont confiées, à moins qu’ils ne prouvent qu’el- les ont été perdues et avariées par Cas Jfortuit ou force majeure. 1785. Les entrepreneurs de voitures publiques par terre et par eau, el Ceux des roulages publics, doivent tenir re- gistre de l'argent, des effets et des pa- guets dont ils se chargent. 1786. Les entrepreneurs ef directeurs de voitures et roulages publics, les maf- tres de barques et navires, sont en où- tre assujettis à des réglemens particu- liers, qui font la loi entre eux et les autres citoyens. _ SECTION III. Des Devis et des Marchés. 1787. Lorsqu'on charge quelqwun de faire un ouvrage, On peu convenir qu’il ponarum, de quibus titulo de Deposito, et Sequestro actum est. 1785. Non solum tenentur de illis, quæ in navi, ut in eorum navi, plaustrove reponantur. ei traditis amittitur, aut detrimentum subit, ipsi præstant, nisi ea quæ in portum, aut promptuarium illata sunt, 1784. Quidquid ex rebus eorum fid amissa, vel dammo affecta fuisse probent fortmito casu, aut vi insuperabili. mque publici cursus exercitores plaustris, vel navibus, et publici veredari pecunias, 1785. Quicu res, aut hippoperas receptas catalogo adnotare debent. et directores publici cursus œque‘ac domini, ac magistri navium 1786. lidem exercitores, ant plaustro ipsi jam recepere, sed de illis etiam, aliasque peculiaribus legibus etiam subjacent, quæ inter ipsos, et alios cives jus‘constituunt, # È+ S EcTio TI. De Redemptoribus operum atque opérarum locationibus. 1787. Cum opus aliquod conficiendum alteri commiltitur, vel de sola industria, et labore, vel de materia son cle vif LI sodlk ny " Qu in nent à r Ddb. qu U gs ur bte } perle SOnÉ Vel cos ures ceux W 1 es par (teurs mu olL- Cu= les jen ) [ 4gx] somministrera soltanto la sua opera o la sua industria, ovvero che sommini- strerà pure la materia. 1788. Nel caso in cui lartefice som- ministri la materia, se la cosa viene a perire in qualsivoglia modo, prima di essere consegnata, la perdita resta a danno dell artefice, purchè il padrone non fosse in mora nel riceverla. 1789. Nel caso in cui l'artefice impie- ghi solamente il suo lavoro o l'indu- stria, se la cosa viene a perire, l'arte- fice è tenuto soltanto per la sua colpa. 1790. Nel caso dellarticolo precedente, se la cosa perisce, quantunque senza colpa per parte dell artefice, prima che Yopera sia stata consegnata, e senza che il padrone sia in mora nel verili- carla, l'artefice non ha più diritto di pre- tendere la mercede, purchè la cosa non sia perita per difetto della materia. 1791. Quando si tratti d un lavoro che sia di più pezzi od a misura, la verificazione pu farsi in partite diverse; e si presume fatta per tutte le partite soddisfatte, se il padrone paga l'artelice in proporzione del lavoro fatto. 1792. Se ledifizio costrutto a prezzo fatto, perisce im totalità od in parte per difetto di costruzione, ed anche per vi- zio del suolo, durante il corso di anni dieci, l’architetto e l'intraprenditore ne restano risponsabili. à fournira seulement son travail ow son industrie, ou bien quil fournira aussi la matière. 1788. Si, dans le cas où louvrier four- nit la matière, là chose vient à périr, de quelque manière que Ce soif, avant d'étre livrée, la perte en est pour lou- prier, à moins que le maître ne füt en en demeure de recevoir la chose. 1780. Dans le cas où l’ouvrier fournié seulement son travail ow son industrie, si la chose vient à périr, l’ouvrier n’est cenu que de$a faute. 1790. Si, dans le cas de l'article précé- dent, la chose vient à périr, quoique sans aucune faute de la part de l’ouvrier, avant que l'ouvrage ait été reçu, el sans que le maître fût en demeure de le vé- rifier, l’oùvrier wa point de salaire à réclamer, à moins que la chose wait péri par le vice de la matiére. 1701. S’il s’agit d'un ouvrage à plu- sieurs pièces ou à la mesure, la vérift- cation peut s’en faire par parties; elle est censée faite pour-toules les parties payées, sè le maître paye l'ouvrier en proportion de louvrage fair. 1792. SZ l’édifice construit à prix fait, périt en tout ou en partie par le vice de la construction, méme par le vice du sol, les architecte et entrepreneur en sortË responsables pendant dix ans. ab eodem quoque præstanda paciscitur. 1782. Quoties opifex materiam eliam, suppeditat, si res quocumque modo, antequam tradatur, pereat, nisi locator operis in mora fuerit ipsam recipiendi, damnum opificis est. 1789. Cum vero opifex industriam tantum, et labores in re conficienda collocat, re pereunte, de ma- teria ipse non teneur; nisi id propria ejus culpa evenerit.: 1790. Si res hoc casu perit etiam sine opificis culpa, anlequam opus receptum fuerit, et quin dominus in mora sit ejus adprobandi; opifex pretium laboris non repetit, nisi materiæ viho rem perüsse, probetur. 1791. Si de opere agitur per partes, aut ad mensuram conficiendo, adprobatio in singulas paries fieri potest, et facta censetur in üis omnibus parübus, pro quibus merces soluta est, quoties locator pro rata operis confecti opifici satisfecit. 1792. Ædificum extruendum per aversionem conductum, si prorsus, aut pro parte tam constructioms, qu am soli vitio diruit, ad decennium architecti, et operis conductores de damno tenentur, « CS D ur a FN ee été Son UEs Dé“ne de. SE. a F0 SAN og ÉTÉ Re= D RP RS [ 492] 1793. Quando un architetto od un intraprenditore s’ è incaricato. per ap- palto di costruire un edifizio, in confor- mità d’un piano stabilito e cofcordato CoÏ proprietario del suolo, non pud do- mandare alcun aumento di prezzo, ne col pretesto che sia aumentato il prezzo della mano d'opera o dei materiali, nè col pretesto che siansi fitte al detto piano Variazioni od aggiunte, se queste non sono state approvate in iscriHto, e nom se ne six convenuto il prezzo col pro- prietario. 1794. Il padrone pud sciogliere, a suo arbitrio, laccordo delFappalto, quantuns que sta giàa cominciato il lavoro, inden- nizzando l'intraprenditore delle spese di tutti 1 suoi lavori, e di tutto cid che avrebbe potuto guadagnare in tale im- presa. 1795. Il contratto di locazione d’un opera si scioghie colla morte del} arte- fice, dell architeito od intraprenditore: 1706. 11 proprietario perd è tenuto a ‘pagare ai loro eredi in proporzione del prezzo fissato dalla convenzione, l impor- tare dei lavori fatti e dei materiali pre- parati, allora soltanto che tali latori © tali materiali possono esserglhi utili. 1797. L'intraprenditore è risponsabile delle operazioni delle persone che ha mpiegato. 1703. Lorsqu'un ärchitecte ou un'entre preneur s'est chargé de là construction à forfait d’un bâtiment, d’après un plan arrété el convenu avec le propriétaire du sol, il ne peut demander aucune aug- mentation de prix, ni sous le prétexte d'augmentation de la main-d'œuvre ou des matériaux, ni sous celui de chan- gemens où d'augmentations faits sur ce plan, si ces changemens ou augmenta- Hons n’ont pas été autorisés par écrit, ét le prix convenu avec le propriétaire. 1794. Le maître peut résilier, par sa seule volonté, le marché à forfait, quoi- que l'ouvrage soit déjà commencé, en dedommageant l'entrepreneur de toutes ses dépenses, de tous ses travaux, et de tout ce quil aurait pu gagner dans cette entreprise. 1795. Le contrat de louage d'ouvrage est dissous par la mort de l’ouvrier, de larchitecte ou entrepreneur. 1700. Mais le propriétaire est tenu de payer en proportion du prix porté par la convention, à leur succession, la valeur des ouvrages faits et celle des matériaux préparés, lors seulement que ces travaux ou ces matériaux peuvent lui étre utiles. 1707. L’entrepreneur répond du fait des personnes qu’il emploie. 1795. Cum architectus, vel redemptor per aversionem ædificium extraendum suscepit juxta iypum cum donuno soli constitutum, nullum mercedis iscrementum petere potest, nec sub specie adaucti operariérum, aut materiei pret, neque propter innovationes, aut additiones typo factas, nisi istæ immutationes ex scripla’ conventione, et pacta mercede cum proprietario inductæ sint. 1794. Locatori suo arbitrio a contractu per aversionem cum alio inito recedere permilliitur, licet opus jam cæptum sit, dummodo tamen redemptorem indemnem præstet de omnibus impensis, laboribus, e etiam lucro, quod ex eo opere consequi potuisset. 1795. Operis conductio artificis, architecti, aut redemptoris morte resolvitur, 6796. Proprietarius tamen, pro rata mercedis in conventione stipulatæ, illorum heredibus solvit æstimatio nem operis jam confecti, et paralæ materiæ, quoties ista utilitatem ei præstare possit. 1797. FRedemptoris periculo sunt, quæ ab illis, quorum mipistcrio in opere couficiendo ipse utitur, fiunt. Lt, rucios Un pl aire dy Ê du. rélert (re qu » char. Sur ments. denit, GITE, r sa Lui: , en joutes in, dl * duns prige de y de r la eur ut Lt les, fut corn ao CU pénu l spé palis fus [ 485] “708. 1 mufatori, falégnami ed altri artefici che sono stati impiegati alla costruzione d'un edifizio© di altra wpera data in appalto, non hanno azione contro quello a cui vantaggio Si Sono fatti i lavori, che fino alla concorrenza di quanto si trova in debito verso Fin- traprenditore, nel tempo in cui intentano la loro azione. 1709. 1 muratovi, falegnami, ferraj, ed altri artefici che fanno direttamente dei contratti a prezzo fatto, sono tenuti aire- golamenti preseritti nella presente ser zione: essi sono considerati come ap- paltatori per la parte che eseguiscono. CA?© 17. Della Locazione a Soctida. SEz10NE L Disposizioni Genéràli. 1800. La locazione a Soccida è un coù- tratto per cui una delle parti di a'al- tra una quantità di bestiame perchè lo custodisca, lo nutrisca e ne abhia cura, a norma delle condiziont fra esse con- venute. 1708. Les’ maçons, charpentiers e? autres ouvriers qui ont été employés à la construction d'un bätiment ou d'autres ouvrages faits à lentreprise, n'ont d'ac- tion contre celui pour lequel les ouvra- ges ont été fails, que jusqu’à concurrence de ce dont il se trouve débiteur envers l'entrepreneur, au moment où leur action est intentée. 1699. Les maçons, charpentiers, ser> ruriers, et autres ouvriers qui font di- rectement des marchés à prix fait, soné astreints aux règles prescrites dans la présente section: ils sont entrepreneurs dans la partie qu’ils traitent. CHAPITRE IF. Du Bail à Cheptel. Si SA SECTION PREMIÉRE Dispositions générales. _. 1800. Le baël à cheptel est un contraë par lequel lune‘des parties donne& Pautre un fonds de bétail pour le gar- der, le nourrir et Île soigner, Sous les conditions convenues entre elles. me 1798. Cæmentariis, fabris lignariis, céterisque artificibus, qui in ædificio extruéndo, aliove opére ex conducto parando elaborant, actio non competit contra locatorem operis ejusdem, nisi ad raitam ejus; quod ipse redemptori debet ea die, qua actio imslituitur. 1799. Cæmentarii, fabri lignarii, ét ferrari, alique artifices, qui directe per aversionem opera confi- cienda suscipiunt, hüjus sèctionis regulis alligantur, sibi sumunt perficienda. et redemptores habentur in singulis operibus, quæ CAP UT IT De Locatione pecoris, quæ ad Socidam dicitur. Secrio E Dispositiones genérales. «Boo. Locatio pecorum, quæ ad socidam dicitur est contraclus, quo alter alteri tradit certam ani, malium-quantitatèm, ut éa custodiat, pascat, ipsorumque curam gtral sub conditiônibus inter contrahentes constitutis. nn RS 1 LE 142 f: [ 494] i8or. Vi sono più specie di Soccide: La soccida semplice od ordinaria, La soccida a metà, La soccida coll affittuario o con il colono parziario. Evvi ancora una quarta specie di con- tratto chiamato impropriamente soccida: 1802. Si pud dare a soccida qualun- que specie di bestiame che sia suscetti- bile di accrescimento o di utilità all'agri- coltura o al commercio. 1803. Non essendovi convenzioni par- ticolari, tali contratti vengono regolati dai principj seguenti. SEzI1ONE IL. Della Soccida semplice. 1804. La locazione a soccida sempli- ce è un contratio per cui si danno ad altri dei bestiami per custodire, nutrire ed averne cura, a condizione che ül conduttore guadagnerà la metà nell ac- crescimento, e che dovrà soggiacere al- tresi alla metà della perdita. 1805. La stima data ai bestiami nel contratto di locazione non ne trasferisce la proprietà al conduttore; non ha per 1801. I! y a plusieurs sortes de chepteis: Le cheptel simple ou ordinaire, Le cheptel à moitié, Le cheptel donné au fermier ou au colon partiaire. Il y a encore une quatrième espèce de contrat impropremeut appelée cheptel. 1802, On peut donner à cheptel toute espèce d'animaux susceptibles de croît ow de profit pour l’agriculture ou le com- merce. À 1803. À défaut de conventions parti- culières, ces contrats se règlent par les principes qui suivent. SECTION Il. Du Cheptel simple. 1804. Le bail à cheptel simple est un contrat par lequel on donne à un autre des bestiaux à garder, nourrir et soigner, à condition que le preneur profitera de la moitié du croft, et qu’il supportera aussi la moitié de la perte. 1805. L’estimation donnée au cheptel dans le bail wen transporte pas la pro- priété au preneur; elle n’a d'autre ob- \ i18or. Hujus contractus plures habentur species. 1. Socida simplex, et ordinaria. >, Socida pro dimidio fructuum. 5. Socida cum conductore vel cum colono partiario inila. © Quarta locationis species etiam existit, quæ improprie Socida dicitur. 1802. Quæcumque animalium species, quæ multiplicari, aut quæ lucro, vel in colendis agris, vel coim- mercii causa esse possit, hoc contractu locatur: 1803. Deficientibus peculiaribus conventionibus, hos contractus sequentes regulæ moderantur. Secrio Il. De Socida simplici 1804. Simplex Socida dicitur, cum pecora conductori ea lege conceduntur, ut ea custodiat, pascat, eorumque curam gerat, et tam incrementum, quam ipsorum decrementum æqualiter locatorem inter et con- ductorem dividatur, 1805. Quamvis animalia æstimata conductori data sint, ipse eorum proprielarius non efficitur; sed æsts- mationis solus effectus est, ut de communi lucro, aut damno in fine contractus certo conslel. red 18 pérea tontra tb ue ë En | cos © 495] oggetto the di doterminate la perdita o il guadagno che potrà risultarne ter- minata la locazione. 1806. IL conduttore deve usare la di- ligenza d’un buon padre di famiglia per la conservazione del bestiame dato in soccida.| 1807. Non è risponsabile pei casi for- tuiti se non quando siavi preceduta qualche colpa per sua parte, senza la. quale non sarebbe avvenuta la perdita. 1808. Nascendo controversia, il con- duttore deve provare il caso fortuito, e il locatore la colpa da lui ira p He ta al conduttore. 1809 Il conduttore il quale è libe- rato per motivo di caso fortuito, è sem- pre tenuto a render conto delle pelli delle bestie. 1810. Se il bestiame perisce intera- mente senza colpa del conduttore, la perdita ricade a danno del locatore. $e non ne perisce che una parte, la perdita resta a caricO Comune, raggua- gliata a prezzo della stima in origine, ed a quello della stima al termine della locazione. 1811. Non si pud stipulare, Che il conduttore soffriràa a solo suo danno tutta la perdita del bestiame, av- venuta anche per caso fortuito e Ssenza sua colpa, jet que de fixer la perte ou le profit qui pourra se trouver à Pexpiration du bail. 1806. Le preneur doit les soins d'un bon père de famille à la conservation du cheptel. 1807. Il n’est tenu du cas fortuit que lorsqu’il a été précédé de quelque faute de sa part, sans laquelle la perte ne serait pas arrivée. 1808. En cas de contestation, le pre- neur est tenu de prouver le cas fortuif, et le bailleur est tenu de prouver la faute qu’il impufe au preneur. 1809. Le preneur qui est déchargé par le cas fortuit, est toujours tenu de ren- dre compte des peaux des bêtes. 1810. Si le cheptel périt en entier sans la faute du preneur, la perte en est pour le bailleur. S’il n’en périt qu'une partie, la perte est supportée en commun, d’après le prix de l'estimation originaire, et celui de l'estimation à l'expiration du cheprel. 1811. On ne peut stipuler, Que le preneur supportera la perte 10= tale du cheptel, quoique arrivée par cas Jfortuit et sans sa faute, ‘1806. Conductor tamquam bonus pater familias animalium conservationi studere debet. ce 1807. Casus fortuitos conductor non præstat, nisi sua culpa causam dederit damno, quod secs no» conti gisset. 1808. Si contestatio de hoc insurgat, conductor casam fortuitum, et locator e contra culpam, qua ill insimulat, probare viCissim tenentur. 1809. Conducior, qui ob casum fortuitum obligatione solvitur, de animalium pelhbus sc raiionem reddere debet, 1810. Sine conductoris culpa omnibus pereuntibus animalibus, ipsa locatori pereunt. Sin tantum ex parte pereant, damnum commune est, habita ratione æstimationis illorum, et tempore initi, et tempore soluti contractus. 1811. Vetitum est pacisci, conductorem omnium animalium jacturam tollerare debere» licet fortutto, et sine éjus culpa contigerit: Eum majoris damni, quam lucri partis participem fore; ne" as CS [ 406] © ch esgh avrä nella perdita una parte Ou qu'il Supportere, dans la pertes più grande che nel guadagno, une part plus grande que dans le profit» O che il locatore prededurra in fine Ou que le bailleur prélevera, à la Jin della focaziome, qualche cosa oltre ii be- du bail, quelque chose de plus que le stianre d'ato a soccida, cheptel quil& fourni. Ogni convenzione di tale natura Foute convention semblable est nulle: aulla. Le preneur profite seul des laitages, Il eonduttore profitta egli solo del du fumier et du travail des animaux latte, del concime e del lavoro del be- donnés à cheptel. stianre dato æ soccida: La lanae l’accrescimento si dividono: La laine et le croft se partagent. 1812. If conduttore non pud disporre 1812. Le preneur ne peut disposer d'au- di alcuna bestia della mandra, tanto ap- cune bête du troupeau, soit du fonds, partenente al capitale della soccida, quan- soit du croft, sans le consentement di to all’ accrescimento, senza il consenso bailleur, qui ne peut lui-même en dis- del locatore, 1l quale nemmeno pud poser sans le consentement du preneur. disporne se non ha il consenso del eon- duttore. 1813. Quando la locazione a soccida 1813. Lorsque le cheptel est donné au è contratta coll'afittuario altrui, deve fermier d'autrui, il doit étre notifié au essere notificata- al proprietario de bent propriétaire de qui ce fermier tient; sans di cui tiene l’aflittanza; senza di che il quoi il peut le saisir, et le faire ven- proprietario di detti beni pu sequestra- dre pour ce que son fermier lui doit. re, e far vendere il bestiame per essere soddisfatto di quanto l'afitiuario gli deve. 21814. Il conduttore non puë tosare 1814. Le preneur ne pourra tondre gli animali dati a soccida senza avver- sans er prévenir le bailleur. ürne preventivamente il locatore. 1815.$e nel contratto non si è stabi- 1815. S'il n'y à pas dé temps fixé par Kto il tempo per cui dovrà durare-la la convention pour la durée du cheptel, soccida, si ritiene ehe essæ abbia a du-. l'est censé fait pour trois ans. rare per tre anni. Locatorem, finto contractu, prædeducere posse-aliquid amplius præter illa animalia, quæ ab initio suppe-- ditavit:” Pacta omnia hujus generis infirmantur. Conductor sous lacte, fimo-, et faboribus- animalium, quæ tradita sunt, fruitur. Lana, et fœtus dividuntur. 1812 Neque condüctor sine consensu locatoris, neque hic vicissim sine consensu condüctoris disponere: potest de ullo capite gregis, sive illud ad sortem sive ad incrementum pertineat. 1815. Animalium locatione cum alterias colono inifa, proprietarius prædii ab isto conducti, de hoc con- acta conscus fieri debet:, secus ipsi animalià occupandi, et ilià pro mercede sibi a colono præstandä akenandi, facultas est. Ou;..—: a 1014 Gonductor. gregem tondére nequit, msi priüs de hoc locatorem monuerit. 19) - Quoties per conventionem tempus, ad quod lacatio animälium perdurare debet, definitum non est, ad triennium ea facia. censentur.. c ciel tou! st perd Dies Prof ] li le que| E null itages Wimax À d'au- us, É dis 1 dise reneur, joe au fé a j: uns - 14 io UPPÉ- }} .[ 497] 1816. I locatore pud domaändarne an- che prima lo scioglimento, se il condut- tore non adempie a suoi obblighi, 1817. Al termine della locazione, ed al tempo dello scioglimento, si procede a nuova stima del bestiame dato a soc- cida. Il locatore pud estrarre bestie dalle mandre d’ogni specie, sino alla concor- renza della prima stima; il di più si divide. Se non esistono bestiami suflicienti ad agguagliare la prima stima, il locatore prende quelli che rimangono, e le parti si Compensano per la perdita. SEZI1ONE IIL Della Soccida a metà. 1818. La soccida a metà& una s0- cietà nella quale ciascuno de contraenti conferisce la metàa de’ bestiami, che re- Stano comuni pel guadagno o per la perdita. 1819. I conduttore profitta egli solo, come nella soccida semplice, del latte, del letame, e del lavoro degli animali. Il locatore non ha diritto che sopra la metà delle lane e dell accrescimento. 1816. Ze bailleur peut en demanter plutôt la résolution, si le preneur ne remplit pas ses obligations. 1817. 4 la fin du bail, ou lors de s résolution, il se fait une nouvelle esti- nation du cheptel. Le bailleur peut prélever des bêtes de chaque espèce, jusqu’à concurrence de la première estimation; lP excédant se pariage. S'il n'existe pas assez de bêtes pour remplir la première estimation, le bail- leur prend ce qui reste, et les parties se font raison de la perte. SECTION IIT. Du Cheptel à moitié. 1818.-Le cheptel à moitié est une so- cièté dans laquelle chacun des contrac- fans fournit la moitié des bestiaux, qui derneurent communs pour le profit ou pour la perte. 1819. Le preneur profite seul, comme dans le cheptel simple, des laitages, du Jumier et des travaux des bétes. Le bailleur n’a droit qu’à la moifié des laines et du croît. » e 1816. Locator citius a contractu recedere potest, si conductor suis obligationibus non satisfacit, 18:17. Finita locatione, aut ea soluia animalia iterum æslimantur. Locator ex quacumame animalium sve- 2? 7 cie tot capita prædeducit usque ad summam quæ primam æstimationem adæquet: cetera animalia dividuntur, S1 totidem ex üs non extant, quæ primam sortis æstimationem adæquent, locator, quæ remanent, occu- pat, et partes vicissim sibi damnum rependunt. D Ecrio 11 De Socida pro dimidio Jructuum: 1818. Partiaria ad socidam locatio habetur, cum quisque ex contrahentibus in societaiem dimidium con- fert pecoris, quod posiea lucri, et dammi ratione commune effcitur. 1819. Conductor, ut in simplici locatione, lacte tantummodo, fimo, et operibus animalium fruitur. Lo- caior vero dimidium tantum lanæ, et incrementi pecoris consequitur. Quidquid contra pactum sit, nullius effectus est, nisi locator dominus sit prædii, in quo pecoris 2 63 Cr À nt A0 me.; AE mar Sd LS À hi + [ 498] Qualunque convenzione contraria è nulla, fuori che nel caso in eui il loca- tore sia proprietario della possessione di cui il conduttore à l’afittuario o il colono parziario. 1820. Lutte le altre regole della soc- cida semplice s’ applicano alla soccida per metà, SEzione IV. Della Soccida data dal Proprietario al suo Affittuario o al Colono parziario. CAE 2 Della soccida data al? affittuario. 1821. Questa scccida(chiamata ancora soccida di ferro) è quella per cui il proprietario d’ una possessione la con- cede in affitto, a condizione che al ter- minare della locazione, l’aflittuario la- sciera degli animali di valore eguale al prezzo della stima di quelli che avrà ricevuti, 1822. La stima del bestiame conse- gnato all aflittuario non produce la tra- slazione in lui della proprietà, ma nul- ladimeno lo pone a suo rischio, Toute convention Confraire est nulle, à moins que le bailleur ne soit proprié. taire de la mé!airie dont le preneur est fermier ou colon partiaire. 1820. Toutes les autres règles du che- ptel simple s’apliquent au cheptel à moi- tié, SECTION IV: Du Cheptel donné par le Propriétaire à son Fermier ou Colon partiaire. S: I. Du cheptel donné au fermier. 8er. Ce cheptel( aussi appelé cheptel de fer) est celui par lequel le proprié- taire d'une métairie la donne à ferme, à la charge qu'à l'expiration du bail, le fermier laissera des bestiaux dune va- leur égale au prix de l'estimation de ceux . qu’il aura reçus. 1822. L’estimation du cheptel donné au fermier ne lui en transfire pas la propriété, mais néanmoins le met à ses risques,| conductor eodem tempore colonus est, 1820, Omnia, quæ de socida simplici sancita sunt, illi etiam, quæ pro dimidio fructuum initur, con- yeniunt, SEcT:ro IV. De Socida inter Dominum, et suun Conductoren, aut Colonum partiarium. &. IL De socida inter dominum et conductorerm. 1801. Hæc socida contrahitur, cum dominus prædii rustici eo pacto illud locat, ut conductor, exacte locationis tempore tot animalia ejusdem valoris ,quanti steterant ea, quæ ipse accepit, restiiuere teneatur. 1892, Æstimatio animalium, quæ conductori traduntur, in eym non transfert illorum dominium, sed tgntum ejus periculo illa consutuif, cb «| Î Ulle j np NET eÿ du cl à moi taire à LE, cheptel proprie Jerie, juil, l ne Va ? CEUX dont pas la t à 568 ur, … eaclé dr, D jeneatul né gun sel 1825. Tutti i guadagni appartengono all’ afittuario durante la locazione, quan- do non vi sia patio im contrario. 1824 Nelle soccide contratte coll af- fittuario, il concime non cede a suo pro- ? fitto particolare, ma appartiene alla pos- sessione locata, nella coltura di cui deve unicamente impiegarst. 1825. La perdita del bestiame, anche totale ed avvenuta per caso fortuito, ricade intieramente a danno dell afhit- tuario, se non si& diversamente pattuito. 1826. Al termine della locazione, l'af- fittuario non pud ritenersi il bestiame compreso nella soccida pagando il va- lore della stima primitiva; ma deve lasciare bestiami d'egual valore di quelli che ha ricevuto. Se vi à mancanza, deve pagarla; e sol- tanto gli appartiene ogni eccedenza. ee ella soccida contratta con il colono parziario. 1827. Se il bestiame a soccida perisce intieramente senza colpa del colono, la perdita> a dauno del locatore. 499] 1825. Tous les profits apvartiennent au fermier pendant la durée de son bail, s'il n’y a convention contraire, 1824. Dans les cheptels donnés au fer- mier, le fumier n'est point dans les pro- jfits personnels des preneurs, Imuis ap»> partient à la métairie, à l'exploitation de laquelle il doit étre uniquement em- ployé. 1825. La perte, méme tofale et par cas fortuit, est en entier pour le Jfer- mier, s’il n’y à convention contraire. 1826. A la fin du bail, le fermier ne peut retenir le cheptel en en payant lesti- mation originaire; il doit en laisser ur de valeur pareille à celui qu'il à reçu. S'il y a du déficit, il doit le payer; et c’est seulement lexcédant qui lui ap- partient. $. IE Du cheptel donné au colon partiaire. 1827. Si le cheptel périt en entier sans la faute du colon, la perte es pour le bailleur. Es 1825. Nisi aliter pactum fuerit, omnia hujus coniractus lucra spectant. 1824. Fimus autem in hoc conir ruris cultura est consumendus. 1825. Si omnia animalia fortuito pereunt, d 1826. Conductor, exaclo locationis tempore, quam primæ æstimationis pretium solvere par pit; exhibere tenetur. Si a pretio eorum; gihi retinet. toto locationis tempore ad conductorenx acln inter propria conductoris lucra non computalur, sed totus im amnum omnino conductoris est, nisi pactunr obstet. pecus, quod 1n socida fuit, jus retinendi non habet, quäm- atus sit, sed totidem animalia pro valore eorum, quæ acce- uæ accepit, aliquid deest, conduetor valorem rependit; sin aliquid excedit, hoc IL De socida cum colono partiario. 1927. Si cuncta socidæ animalia absque co loni culpa pereunt, omnia domino pereunt. bar rés né Fes mr IT LÉ AE 4e sp gl rte 2 [ 500] 1828. Si pud süpulare che il colono rilasciera al locatore la sua parte della lana tosata a prezzo minore del valore ordinario; Che il locatore avrà una maggiore porzione degli utili; Che gli spetterà la metà del latte: Ma non si pud stipulare che il colo- no debba soffrire tutta la perdita. 1829. Questa soccida termina col fine della locazione. 1830. Nel rimanente e sottoposta a tutte le regole della semplice soccida. SEZIONE V. Del Contratto impropriamente chia- mnato di Soccida. 1831. Quando si dà una o piü vac- che perchè siano custodite ed alimenta- te, il locatore ne conserva la proprietà; egh ha soltanto il guadagno de’ vitelli che nascono da esse. 1828. On peut stipuler que le colon délaissera au bailleur sa part de la loison à un prix inférieur à la valeur ordinaire; Que le bailleur aura une plus grande part du profit; Qu’il aura la moitié des laitages: Mais on ne peut pas stipuler que le colon sera tenu de toute la perte. 1829. Ce cheptel finit avec le bail à métairie.: 1830. Il est d’ailleurs soumis à toutes les règles du cheptel simple. SECTION TT. Du Contrat improprement appelé Cheptel. è 1851. Lorsqu'une ou plusieurs vaches sont données pour les loger et les nourrir, le bailleur en conserve la propriété; il a seulement le profit des veaux qui en naissen£. 1828. Pacisci licet, Ut locator majorem lucri Partem consequatur: ut colonus dimidium tonsæ lanæ ad se pertinentis minori pretio locatori cedat: Üt locator æqualem cum conductore lactis portionem dividat. Pacisci tamen non licet, colonum toto pereunte gre ge, aut armento, omne damnum sustinere. 1829. Hæc socida cum ipsius prædii locatione absolvitur. 1850. Præterea omnibus regulis socidæ simplicis subjacet. SECTIO V. De Contractu, qui Socida improprie dicitur. 1851. Cum una, aut plures vaccæ alicui committuntur, ut cuslodiantur, et pascantur, localor earum proprietatem retinet, et y itulos, quos ipsæ pariunt tantummodo lucratur. né. contr à 80 no À SI kon qu 18 “htaten 183 Quis 1F54, Pbat \ que û uns heptel, paches OUT; (AUX j C0 edat: aor a [ 5or] TITOLO IX Del Contratto di Sociefà. CArO LE Disposizioni general. 1852. La società è un contratto col quale due O più persone convengono di meitere qualche cosa in comunione, al fine di dividere il guadagno che ne potra risultare. 1855. Qualunque società deve avere per oggetto una cosa lecita, e deve es- sere Contratta per l'interesse comune delle parti. Ciascun socio deve conferirvi o da- naro, od altri beni, o la propria in- dustria. 1854. Ogni società si deve contrarre col mezzo di scrittura, quando, loggetto d’ essa ecceda il valore di cento cinquan- ta lire. La prova testimoniale non è ammessa contro od' oltre il contenuto nell atto di società, nè sopra cid che siasi asse- rito prima, al tempo o dopo del mede- simo atto, ancorchè si tratti d una somma O valor minore di cents cin- quanta lire. TEÉTREMIX Du Contrat de Socicté. CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 1832. La société est un contrat par lequel deux ou plusieurs personnes con- viennent de mettre quelque chose en commun, dans la vue de partager le bénéfice qui pourra en résulrer. 1833. Toute société doit avoir un objes licite, et être confractée pour l'intérér commun des parties. Chaque associé doit Y apporter ou de l'argent, ou d’autres biens, où son industrie. 1954. Toutes sociétés doivent être ré- digées par écrit, lorsque leur objet est d’une valeur de plus de cent cinquante francs. La preuve ïtestimoniale nest point admise contre et outre le contenu en Pacte de société, ni,sur ce qui serait allégquëé avoir été dit avant, lors ou depuis cet acte, encore qu'il s'agisse d’une somme ou valeur moindre de cent cinquante francs. TPTUL US IL De Societate. CAB GPFSE Dispositiones generales. 1832. Societas est conventio, qua duo, vel plures aliquid in commune conferunt; ut dividant omnem uti- ‘litatem, quæ ex eo, quod in societate positum est, derivare potest. 1855. De rebus licitis, et pro communi contrahentium utilitate, societas tantum initur. Quisque ex sociis, aut pecunias, aut alia bona, vel suam industriam conferre debet. 1854. Societates omnes, quarum causa centum quinquaginta libras excedit, in scriptis sunt redigendæ. Probatio per testes contra, et ultra illud, quod ex scriptura initæ societatis eruilur, nufñquam adnrtütur, neque circa illud, quod antea, vel in ipso societatis actu aut postea inter parles asseritur, doctum fuisse, quamvis causa socielatis centum quinquaginta libras non complecteretur, { 4 f 02| CAPO II. Diverse Specie di Società. 1835. Le società sono universali o particolart. SEezioNE[ Delle Società universalr. 1836. Si distinguono due sorta di s0- cietà universali, la societa di tutti 1 beni presenti, e la societa universale de’ guadagni. 1857. La società di tutti i beni pre- senti è quella per cut le parti pongono in comunione tutti i beni mobili ed im- mobili che esse possedono attualmente, e gli utili che potranno ricCavarne. Possono altresi comprendere tutte le altre specie d'uüli; ma i beni che le parti potranno acquistare per suCCessIO- ne, donazione© legato, non entrano in questa società, se non per goderli ll comunione: ogni stipulazione che tenda a rendere comune la proprietà di que- sti beni, è vietata, fuorchè tra i conjugi, e a norma di quanto è stato a loro ri- guardo stabilito. CHAPITRE II. Des Diverses Espèces de Sociétés. 1955. Les sociétés sont universelles o particulières. SECTION PREMIÈRE. Des Sociétés universelles. 1836. On distingue deux sortes de sociétés universelles, la société de tous biens présens, et la société universelle de gains.| 1837. La société de tous biens présens est celle par laquelle les parties mettent en commun tous les biens meubles et immeubles: gwelles possèdent actuelle- ment, et les profits qu’elles pourront en éirer. Elles peuvent aussi y comprendre toute autre espèce de guins; mais les’ biens qui pourraient leur avenir par sUCCession; donation ou legs, n’entrent dans celle société que pour la jouissance: toute stipulation tendant à y faire entrer la propriété de ces biens, est prohibée, sauf entre époux, et conformément à CE qui _est réglé à leur égard. LA D L LL De Varüs Societatum Spectebus. 1835. Societales aut universales, aut particulares sunt. Secrio I. De Societalibus universalibus. 1836. Binæ universalium societatum species distingu intur, scilicet societas omniunx bonorum præsentium, et futurorum, et omnium eorun:, qux ex quæsiu veniunt. 1857. Ounnium bonorum præsentium societas habetur, quoties socii omnia mobilia el immobilia, quæ actu possident una cum lucro, quod inde percipi poterit, in commune conferunt. Ad lucra eliam cujuscumque altertus speciei hanc societatem ipsi proferre possunt: bona vero, quæ€x successione, donatione, aut legato soctis obve collatio proprietatis horum bonorum sub quocunque ‘ ipsorum. gralia sancitum es. niunt, soluu quoad usumfructum collata imtellisuntur. Hiac pacto ipsis prombetur, exceptis conjugibus in Co, qua de fous elle sens ettenl les et tyelle. urronL joue ons on, elle aie f 5oë} 1858. La società universale de? gua- dagni comprende tutto cid che le parti saranno per acquistare, colla loro indu- stria, per qualsivoglia titolo, durante:l corso della societa: sono pure compresi i mobili che ciascuno de’ soci possiede al tempo del contratto: ma i loro im- mobil particolari non fanno par te della società, salvo che per goderli in comu- nione. 1839. Il semplice contratto di societa universale, senz’altra dichiarazione, non induce che la società universale degli utili. 1740. Non pud aver luogo veruna s0- cietàa universale eccetto che fra perso- ne capaci di dare 0 di riceyere scam- bievolmente luna dal} altra, ed alle qua- li non sia vietato d’ ayvvantaggiarsi re- ciprocamente in pregiudizio dei diritti d’ altre persone. SEezi10NEe IL Della Società particolare. 1841. La società particolare& quella # quale non ha per oggetto se non cer- e determinate cose,©. 1l loro uso, ov- vero i frutti che se ne possono percepire. 1842. É parimente società particolare| 1l contratto con cui più personne si as- sociano,© per una impresa determinata, 1838. Za société universelle de gains renferme tout ce que les parties acquer- ront par leur industrie, à quelque titre que ce soit, pendant le cours de la so- ciété: les meubles que chacun des as- sociés possède au temps du contrat, ÿ sont aussi compris; mais leurs immeu- bles personnels n’y entrent que pour la jouissance seulement. 1850. La simple convention de société universelle, faite sans autre explication, n'emporte que la société universelle de gains. ë 1840. Nulle société universelle ne peut avoir lieu qu’entre personnes Trespective- ment capables de se donner ou de re- cevoir l’une de l'autre, et auxquelles il nest point défendu de s’avantager au préjudice d’autres personnes. SgcTron I. De la Société particuliere. 1841. La société particulière est celle qui ne s'applique qu’à certaines choses déterininées, ou à leur usage, OU aux fruits à en percevoir. 1842. Le contrat par lequel plusieurs personnes S’associent, SOié pour une entreprise désignée, soil pour l'exercice 1838. Universalis ex quæstu societas compleciur illa omnia, quæ ex sociorum Industria quocumque ti- ulo proveniunt. Mobilia, quæ tempore contractus a socüis possidebantur, in socielate re ipsa collata cen- sentur: immobilia vero uniuscujusque propria, ta antummodo quoad usumfructum. 1839. Simplex universalis societatis conventio absque ulla alia declaratione inita, oi quæslus s0- cietatis dumtaxat effectum sortitur. 1840. Societas universalis iniri polest inter eos tantum, qui ad invicem donandi, aut accipiendi capa- ces sunt, et qui lucrari non prohibentur ob damnum, quod exinde aliüs esset obventurum. S:£%: 0 a 0 IE De Societate. particulari. 1841. Particularis societas quasdam tantum deternunatas res, aut earum usum, aut fructus, qui percipi possunt, complectitur. 1842. Particularis societas nuncupatur quoque contraclus ille, cujus vi plures conveniuxt sive de aliquo [ 504] o per l'esercizio di qualche mestiere o professione. CAPO III. Delle Obbligazioni de’ Soci tra loro€ relativamente& Terii. SEZIONE I. Delle Obbligazioni de’ Soci fra loro. 1845. La società incomincia nell’istan- te medesimo del contratto, se non neè stabilita un’ altr epoca. 1844. Non essendovi patto sulla du- rata della società, si presume contratta per tutta la vita de’soci, sotto le limita- zion prescritte allarticolo 1869; se perd Sitratta d’affare il quale non duri che per un determinato tempo, la societàa s° in- tenderà contratta per tutto il tempo in cui deve durare lo stesso affare. 1845. Ogni socio è debitore verso la società di tutto cio che ha promesso di conferirvi. Quando cid che si deve conferire con- siste in un determinato corpo dicui la società ne abbia softerto l’evizione, il de quelque métier ou profession, ess aussi ure société particulière. CHAPITRE II. Des Engagemens des Associés entre eux et à l'égard des Tiers. SECTION PREMIÈRE. Des Engagemens des Associés entre eur. 1845. La société commence à l'instant méme du contrat, Sil ne désigne une autre époque. 1844. S n'y a pas de convention sur la durée de la société, elle est censée contractée pour foufe la vie des associés, Sous la modification portée en l’article r869; ou, S'il s’agit d'une affaire dont la durée soit limitée, pour tout le temps que doit durer cefte affaire. 1845. Chaque associé est débiteur en- vers la société, de tout ce qu’il a pro- mis d'y apporter. Lorsque cet apport consiste en un COTPS Certain, ef que la société en est évincée, l'associé en est garant envers designate negoiio aggrediendo, sive de aliqua arte aut professione una simul exercenda. RTL OT 1: De Obligationibus Sociorum inter se, et erga Alios. SEcTiIo I. De Obligationibus Sociorum inter se. Es 1845. Eodem tempere, quo contrahitur, societas incipit, nisi aliter contrahentibus pacisci placuerit. 1844. Nullo in conventione societati præfinito temporis limite, ad totum vitæ sociorum spatium ea inita censetur, sub modo, de quo articulo 1869 agitur; sin objectum societalis temporarium esl, ea ad tem- pus, quo ipsius causa perdurat, contracta judicatur. 1645. Socii quidquid in societate conferre promiserunt, societati debent. Cum res determinata à socio collata evincitur, socius de evictione erga societatem, quemadmodum Na tre eur EUX, lant une in Sur censée OCIÉS, grticle dont ms [ 505] socio che lha conferito n’è risponsa- bile verso la stessa societàa, nel! egual modo che il venditore è tenuto per V'evizione a favore del compratore. 1846. Il socio che doveva conferire alla societh una somma, e non l'ha con- ferita, resta spso jure, e senza bisogno d’istanza debitore degl interessi di tale somma dal giorno in cui doveva eseguirsi il pagamento. Lo stesso ha luogo riguardo alle som- me.che avesse prese dalla cassa sociale, gl interessi delle quali decorrono dal giorno che le ha ritirate per suo par- tcolare vantaggio; Tutto cid senza pregiudizio de’ mag- giori danni ed interessi, quando vi sia luogo. 1847. Î soci che si sono obbligati sol- tanto ad impiegare per la società la loro industria, devono render conto alla stessa di tutti i guadagni fatti con quella specie d'industria che è Poggetto della società. 1848. Quando uno de’ soci sia credi- tore per suo conto particolare di una somma esigibile verso di una persona che& parimenti debitrice alla società di una somma esisibile, deve impu- tarsi ci0 che riceve dal debitore, sul credi- to della società e sul proprio nella propor- zione de due crediti, ancorchè colla qui- tanza avesse fatta l’intiera imputazione so- pra il suo credito particolare: ma se avrà la société, de li même manière qu’u vendeur l’est envers son acheteur. 1846. L'associé qui devait apporter Une somme dans la société, et qui ne Pa point fait, devient, de plein droié et sans demande, débiteur des intéréts de celte somme, à compter du Jour où elle devait étre payée. Il en est de même à l'égard des som- mes qu’il a prises dans la caisse socia- le, à compter du jour où il Les en& tirées pour son profit particulier; Le tout sans préjudice de plus am- ples dommages-intéréts, sil y à lieu. 1847. Les associés qui se sont soumis à apporter leur industrie à la société, lui doivent compte de tous les gains qwils ont faits par l'espèce d'industrie qui est l’objet de cette société. 1548. Lorsque l’un des associés est pour son Compte particulier, créancier dune somme exigible envers une per- sonne qui se trouve aussi devoir à la société une somme également exigible, l’imputation de ce qu’il recoit de ce dé- biteur, doit se faire swr la créance de la société ef sur la sienne dans la proportion des deux créances, encore qu’il eût par sa quittance dirigé lim- vendiior erga emptoremi tenetur. 1840. Socius, qui certam pecuniam in societate conferre debebat, eamque non contulit, ipso jure, et sine mterpellatione usuras præstat a die, qua pecuniam persolvere debuisset. Idem dicendum est de socio, qui ad suam privatam utilitatem pecunia sociali usus est, qui ejus usuras pariter debet a die, qua ex cumulo sociali pecnniam extraxil; salvo semper societati jure repetendi majora damna, et id quod. interest, si locus esset. 1947. Soci, qui propriam industriam in societate conferre constituerunt, cujuscumque lucri ex ea indu- striæ specie, de qua societatem coivere, rationem reddere debent. 1848. Qui societati pecuniam absque ulla exceptione debet, si pariter uni ex sociis specialiter aliquid; et sine exceptione debeat, et huic nomina expediat; facta solut*> pro rata utriusque crediti partim ad so- gielatem, partim ad socium refertur, licet socius æs accipiens in apocha omnem pecuniam in sui credit 2 64 [ 506| dichiarato nella quitanza, chel'imputazione sarà fatta intieramente sul credito della società, questa dichiarazione sarà eseguita. 1849. Quando uno de soci abbia ri- eevuta l’'intiera sua porzione di un cre- dito comune, ed il debitore diventi dopo insolvibile, questo socio dovrà conferire mella massa cid che ha ricevuto, quan- tunque avesse rilasciato la quitanza spe- cialmente a sconto della sua porzione. 1850. Ciascuno de soci è obbligato verso la societa, per i danni cagionati alla stessa per sua colpa, senza che pos- sa compensarh cogli utüli procacciatt colla sua industria in altri affari. 1851. Se le cose il cui godimento sol- tanto è stato posto in società consistono in corpi certi€ determinati, che non si consumano coll uso, restano a rischio del socio che ne è proprietario. Se queste cose si consumano coll uso, se conservandole si deteriorano, se sOnoO state destinate ad essere vendute, Oo se furono poste in società previa stima ri- sultante da un inventario, esse restano a rischio della società. Se la cosa è stata stimata, il socio non pud ripetere che lammontare della stima. à putation intégrale sur Sa Créance parti- culière: mais Sil à exprimé dans sa quittance, que l’imputation serait faite en entier sur la créance de la société, cette stipulation sera exécutée. 1849. Lorsqu'un des associés a recu sa part entière de la créance commune, et que le débiteur est depuis devenw in- solvable, cet associé est tenu de rappor- ter à la masse commune ce qu’il a re- eu, encore qu’il eût spécialement donné quittance pour sa part. 1850. Chaque associé est tenu envers la société, des dommages quil lui« cau- sés par sa faute, sans pouvoir COMpPEN- ser avec ces dommages les profits que son ‘industrie lui aurait procurés dans d'au- tres affaires. 1851. Si les choses dont la jouissance” seulement a été mise dans la société sont des corps certains et déterminés, qui ne se consomment point par l'usage, elles sont aux risques de l'associé propriétaire. Si ces choses se consomment, si elles se détériorent en les gardant, si elles ont été destinées à étre vendues, Où Si elles ont été mises dans la société sur une estimation portée par un inventai- re, elles sont aux risques de la société. Si la chose a été estimée, lassocié ne peut répéter que le montant de son esti- ImaliOfe ont compensationem imputasset. Sin autem in apocha expressit, pro societate omnino est. 1849. Cum socius ex communi credito omnem portion non est; quidquid a debitore accepit, ipse in commun tione ejus, quod sibi debebatur, emiserit. 1850. Quisque ex sociis erga societatem tenetur d quæ sua indusiria in aliis negotiis eidem societati attulit, 185r. Si ususfructus tantum in societate collatus est rerum in s muntur, istæ soci proprietarii periculo sunt; sed si huju mon possunt, aut si ad venditionem constitutæ fuerunt, collatæ sunt; tunc earum periculum societati incumbit, Cum res æstimata fuit, socius ejus æstimationem solum repetere potest. ‘se societatis nomine Cxegisse; facta solutio em suam exegit, et posiea debitor solvendo amplius e conferre debet, licet apocham in specie pro hbera- e dammis ipsi sua culpa illatis, neque cum uülitatibus; damna rependere potest. pecie definitarum, quæ usu mon consir smodi res usu consumuniur, vel servando servart et post æstimationeni ex inventario in sogielalé pl in deu \ stor di tr oi poli suo€ IR th e pui. ls fu, ci, ù ri UE, } ent 1e rOppor la rt. dormi nvers (AU nper- ue SON s dou IssOne té son qu né , cles aire, elles elles 1) si é sur entai- ociétés cie né son est C 5o7]J-. 1852. Un socis ha azione contro la società, non solo per la restituzione de capitali sborsati a di lei conto, ma an- cora per le obbligazioni contratte di buo- na fede per gli affari sociali, e per i rischj inseparabili dalla sua amministra- zione. 1853. Quando la scrittura di società non determina la parte di ciascun socio nei guadagni© nelle perdite, tale par- te sara in proporzione di quanto ha ognuno conferito per il fondo sociale. Rapporto a quello che non ha conferi- to che la propria industria, la sua parte ne guadagni© nelle perdite sarà rego- lata come la parte di colui che nella società avràa conferito la somma minore: 1854. Se 1 soci hanno convenuto di rimettersi all” arbitramento di uno di essi o di un terzo per determinare le por- Z10n1, questo arbitramento non potrà impugnarsi che nel caso in cui sia evi- dentemente contrario all equità. Non è ammesso alcun riclamo a que- sto riguardo quando sono trascorsi piu di tre mesi dal giorno in Cui il so- cio 1l quale si pretende leso ha avuto notizia dell arbitramento, o quando dal suo canto ha incominciato ad eseguirlo. 1855. Ë nulla la convenzione che at- tribuisce ad uno de soci la totalita dei guadagni. 18b2. Un associé a action contre la société, non-seulement à raison des som- mes qu’il a déboursées pour elle, mais encore à raison des obligations qu’il a contractées de bonne foi pour les af- Jaires de la société, et des risques insé- parables de sa gestion. 1853. Lorsque l'acte de société ne dé-’ termine point la part de chaque associé dans les bénéfices ou pertes, la part de chacun est en proportion de sa mise dans le fonds de la société. A l'égard de celui qui n’a apporté que son industrie, sa part dans les bénéfices ou dans les pertes est réglée comme si sa mise eût été égale à celle de Passo- cié qui a le moins apporté. 1054. SZ les associés sont convenus de s’en rapporter à l’un d'eux ou à un tiers pour le réglement des parts, ce régle- nent ne peut être aitaqué s’il n’est évi- : demment contraire à l'équité. q Nulle réclamation n’est admise à ce sujet, s’il s'est écoulé plus de trois mois depuis que la partie qui se prétend lé- sée a eu connaissance du réglement, ou si ce réglement a recu de sa part un cornencement d'exécution. 1855. La convention qui donnerait à l'un des associés la totalité des bénéft- ces, est nulle.: 1852. Socius contra societatem agere polest non solum propter pecunias, quas pro socielate erogavit 5 sed etiam propter obligationes, pes bona fide pro ipsa contraxit, et propter pericula, quæ necessario ejus administrationem consecuta suht. 1953. Cum actus societatis lucri, et damni quantitates, quæ singulis sociis obtingere debent, non expri- mit; tunc uniuscujusque portio est pro rata sortis a singulis in societate collatæ. Qui suam industriam solum in societate contulit, ejus portio tam in lucris, quam in damnis æqualis est portioni illius ex socüs, qui minus contulit. 1854. Socielate ea lege inita, ut partium distributio, et ratio uni ex ipsis sociis, vel alterius boni vi arbitrio commitienda sit, nisi facta distributio manifeste iniqua appareat, impugnari non potest. Querelæ contra prædictam partium divisionem locus amplius non est, cum tres menses jam præterierunt. ex quo socius, qui se lxsum putat, de ea certior factus est, et cum facta distributio quoad ejus parte jam executioni mandari cæpit. 1855. Conventio, qua uni ex socüs uuiversa utilitas adscribitur, non subsistit. Idem est de illa stipula- F an ï“s gore cmt nn NE em+ Se at = a: 4 EE DR ma Sn À Fe nes PUR NE eme ee “ se ACTE mr Bn Ph SN, ee [ 508] Lo stesso ha luogo per quella con- venziune per cui 1 capitali o posti in società da uno’ o piü sOCI Ve- nissero esentati da qualunque contributo nelle perdite. 1856. Il socio incaricato dell’ ammi- nistrazione in forza di un patto speciale del contratto di società pud fare, non ostante| opposizione degli altri soci, tutti gli ati che dipendono dalla sua amministrazione, purche cid segua senza frode. Questa facolià non pud essere rivo- cata durante la società senza una causa legittima; ma se è stata accordata con un atto posteriore al contratto di società, sara rivocabile come un semplice man- dato. 1857. Quando pit soci sono incaricati di amministrare senza che siano preci- sate le loro funzioni, Oo senza che sia stato espresso che luno non potesse agire senza l'altro, ciascuno di essi puo. fare separatamente tutti gli atti di questa amministrazione. 1858. Quando siasi pattuito che uno degli amministratori non possa fare cosa alcuna senza dell’ altro, uno solo non potrà senza una nuova convenzione, agire in assenza del? altro, quantunque questi fosse nell attuale impossibilita di concorrere agli atti dell’ amministrazione. . Il en est de même de la stipulation qui affranchirait de toute contribution aux pertes, les sommes ou effets mis dans le fonds de la société par un ou plusieurs des associés. 1856. L'associé chargé de ladmini- stration par une clause spéciale du con- trat de société, peut faire, nonobstant l'opposition des autres associés, tous les actes qui dépendent de son administra- tion; pourvu que ce soit sans fraude. Ce pouvoir ne peut étre révoqué sans cause légitime, tant que la société dure; mais s’il na été donné que par acte postérieur au contrat de société, il est révocable comme un simple mandat. 1857. Lorsque plusieurs associés sont chargés d'administrer sans que leurs fonctions soient déterminées, ou sans qu’il ait été exprimé que l’un ne pour- rait agir sans l’autre, ils peuvent faire chacun séparément tous les actes de cette administration. 1858. Si a été stipulé que lun des administrateurs ne pourra rien faire sans l’autre, un seul ne peut, sans une nouvelle convention, agir en l’absence de lautre, lors même que celui-ci serait dans l'impossibilité actuelle de concourir aux actes d'administration. tione, quæ sortem in societate collatam ab uno, aut a pluribus ex socüs ab omni damno liberaret. 1856. Socius, qui ob specialem contractus conditionem bona societatis adm nistrat, licct ceteri socu obstent, omnes administrationis actus exequi potest, dummodo id sine fraude fiat. Hæc facultas absque legitima causa, durante societate, non revocatur; sed cum eadem actu posteriore: contractui societatis collata est, uti simplex mandatum revocatur. 1857. Quum pluribus sociis administratio societatis concredita est, quin eorum officia determinata fuerint; aut quin declaratum sit, alterum sine altero nihil gerere posse, singuli separatim omnes administrations actus exequi possuut. LA 1858. Si pactum fuit, alterum ex sociis sine allero nihil exequi posse, unus absque nova conventions; altero absente, niläl agit, quamvis absens rei adnrnistrandæ actu impar essel, Dly y LE Ur ad du C0 10bstani tous ls! Pnistrie rude, sans Ur; atie | esé [ 509| 1859. In mancanza di special conven- zioni sulmodo di amministrare, si osser- vano le seguenti regole. 1.0 Si presume che 1 soci siansi data reciprocamente la facoltà di amministrare l'uno per l’altro. L'operato di ciascuno è valido anche per la parte de’ consoci, ancorchè non abbia riportato il loro consenso, salvo a questi ultimi, 0 ad uno di éssi, il diritto di opporsi all opera- zione, prima che sia conclusa. 2.0 Ciascun socio pud servirsi delle cose appartenenti alla società, purchè le impicghi secondo la loro destinazione fissata dall uso, e non se ne serva con- tro l’interesse della socielà, o in modo che impedisca a suoi soc) di servirsene secondo il loro diritta. 3.0 Ciascun socio ha diritto di obbli- gare 1 consoci à concorrere Con ess alle spese necessarie per la conservazione delle cose della societa. 4.° Uno de’soci non puo fare innova- zioni sopra gl immobili dipendenti dalla società, ancorchè le pretenda vantaggiose alla stessa, se gli altri soci non Yi aCcon- sentano. 1860. Il'socio che non è amministra- tore, non puÿ alienare nè obbligare le cose benchè mobiliari le quali dipen- dono dalla societa. 1859. À défaut de stipulations Spé- ciales sur le mode d'administration, lon suit les règles suivantes: 1.0 Les associés sont censés s'être donné réciproquement le pouvoir d’'administrer l'un pour Pautre. Ce que chacun fait, est valable méme poir la part de ses associés, sans qu'il aïf pris leur consen- tement; sauf le droit qu’ont ces derniers, ou l’un d’eux, de s'opposer à lopéra- tion, avant quelle soit conclue. 2.0 Chaque associé peut se servir des choses appartenant à la société, pourvu qu’il les emploie à leur destination fixée par lPusage, et qu’il ne s’en serve pas contre l’intérét de la société, où de ma- nière à empécher ses associés d'en user selon leur droit. 5.0 Chaque associé a le droit dobliger ses associés à faire avec lui les dépenses gui sont nécessaires pour la conservation des choses de la société. 4° L'un des associés ne peut faire d'innovations sur les immeubles dépen- dans de la société, même quand il les soutiendrait avantageuses à Cette SOCiélÉ, si les autres associés n’y Consentent. 1860. L’associé qui n’est point admi- nistrateur, ne peut aliéner nl engager les choses méme mobilières qui dépen- dent de la société. 1859. Deficientibus peculiaribus conventionibus de modo administrandæ societatis, sequentes regulæ præ- scribuntur. US 10 Socii sibi invicem polestaiem administrandi contulisse cersentur, et quod unusquisque agit, valet étiam pro sociis, quin eorum consensus iptercesserit, salvo tameu jure lmsce postremis, aut uni etiam ex “f-. F: ipsis obstandi operationibus, antequam exequantur. 20 Quisque ex sociüis rebus socialibus uti potest, dummodo eas adhibeat in illos usus, quibus destinatæ sunt, neque contra societatis uülitatem, et ceteris sociüs saltem non impediat, quominus lisdem pro suo jure utantur. 50 Quisque ex socis consocios obstringere potest, ul simul ad impensas necessarias sociali rei servandæ concurrant. o Nullus ex sociüs abesque consensu ceterorum in immobihbus socictatis aliquid innovare potest, licet ?* societati uüles bujusmodi mutationes censeret. 1860. Socio, cui administrato concessa non est, ne res quidem mobiles societalis alienare permiltiture nn TL af F So| 1861. E in facoltà di ciascuno dei s0- ci di associarsi$enza il consenso degli altri una terza persona relativameute al- la porzione che egli ha nella società Non pud senza tale’ consenso amniet- terla nella società, ancorchè ne abbia Famministrazione. SEZIONE IL 0 Delle Obbligazioni de’ Soci verso à Terzi. 1662. Nelle societàa, escluse quelle di commercio, 1 SOCi non sono obbligati solidariamente per 1 debiti sociali, ed uno de’soci non pud obbligare gli altri, se questi non gliene hanno accordata la facoltà. j 1863.[ soci sono obbligati verso il ereditore con cui hanno contrattato, cia- scuno per una somma e parte eguale, ancorché uno di essi avesse in società una porzione minore, se il contratto non ha specialmente ristretta l obbligazione di questi in ragione di quest ultima por= zione. 1864. La stipulazione espriménte che V’obbligazione fu contratta per conto sociale, obbliga soltanto il socio che ha contratlato e non gli altri, eccetio che 1861. Chaque associé peut, sans le consentement de ses associés, s'associer une ticrce personne relativement à la part qu'il à dans la société: il ne peut Pas, Sans Ce consentement, lassocier à la société, lors méme quil en aurait l'administration. SECTION II. Des Engagemens des Associès à l'égard des Tiers. * 1862. Dans les sociétés autres que celles de Commerce, les associés ne sont Pas tenus solidairement des dettes socia- les, et l’un des associés ne peut obliser les autres si ceux-ci ne lui en ont con: Jéré le pouvoir. 1803. Les associés sont tenus envers le créancier avec lequel ils ont contracré, chacun pour une somme et part égales, encore que la part de l’un d'eux dans la société fit moindre; si l'acte n’a pas spécialement restreint 1 obligation de ce- lui-ci sur le pied de cette dernière park, 1864. La stipulation que lobligation est Contractée pour le compte de la s0- ciété, ne lie que lassocié contractant €£ non les autres, à moins que ceux-ci 1861. Cuique socio absque aliorum consensu portionem, quæ 1psi in societate compatit, çcommunicare licet, sed in societatis paritem alium adimittere absque ceterorum consensu, ministratio commissa fuerit, nullo mode potest. cum extraneo quamvis ei ad- SEcrieo IL De Sociorum Obligationibus erga alios, qui in societate non sunt. 1862. Societatis creditoribus, quoties de societate commercii non agatur, in solidum socii non tenentur, neque unus ceteros obligare potest, nisi isti ei speciale mandatum contulerint. 1863. Pro æquali quota, et quantitate quisque ex sociis erga creditores, cum quibus contractus una si- mul omnes inierunt, obligatur, quamvis unius portio in societate minor esset>“nisi expresse pactum sit, ut hujus oblisatio al ratamn ejus portionis redigatur. 1864. Licet socius stipuletur, se pro societate obligationem inire,‘ipse tantum, et non tota socie- un … fn. AE gl à son£ NUITS dliver né co aves ru u dans k Fa pi Lu us jt. + : bi] quest gliene albiano data la fecoltà, o che la cosa siasi convertita im vantaggio della società. CG À-P G: EF, Delle diverse Maniere‘con cui finisce la Società. 1865. La società finisce, 1.0 Per lo spirare del tempo per cui fu contratta; 2.0 Per l'estinzione della cosa o per il compimento della negoziazione; 5.0 Per la morte naturale di alcuno de” soci; 4° Per la morte civile, per F inter- dizione o per il fallimento di alcuno di essi s 5.0 Per la volontà espressa da uno 0 più soci di non volere continuare la so- eieta. 1866. La prorogaziocne d’una societa contratta a tempo determinalo non pud essere provata che per mezzo di scrit- tura rivestita delle stesse forme del contratto sociale. 1867. Quando uno dei soci ha pro- messo di mettere in comunione la pro- prictà d’una cosa, se questa vicne a pe- ne lui aient donné pouvoir, cu que la chose r’ait tourné aw profit de. la so- ciété. CHAPITRE IF. Des différentes Manières dont finit la Société. 1865. La societé finit, 1.0 Par l'expiration du temps pour le- quel elle& été contractée; 0.0 Par l'extinction\de la chose, ou la consommation de la négociation; 8.0 Par la mort naturelle de quelqun ve des associés; 4.0 Far la mort civile, l'interdiction ou la déconfiture de lun d'eux; Bo Par la volonté qu'un seul ou plu-. sieurs expriment de n'être plus en sSo- ciété. 1866. La prorogation dune société. à temps limité ne peut être prouvée Que par un écrit revêtu des mémes formes que le contrat de société, 1867. Lorsque lun des associés@ pro- mis de mettre en commun la propriété dune chose, la perte Survenue avané s“tdié tas obligatur, nisi hæc mandatum iii tradiderit, au t illa negotium in socielatis utilitatem verterit: CLPUT+ De variis Modis, quibus Societas finitur. 1865. Societas finitur 1.0 Elapso tempore contractui præfinito: 5.0 Interitu rei, et finito negotio: 3.0 Morte naturali alicujus soc: 4.0 Capitis diminutione, interdictione, Bo Dissensu unius, aut pluriun: ex sociüs, qui amplius i 1866. Societas ad certum tempurs inita prorogata ron censetur, celebratam ac contractus societatis,€ prorogatie probetur. 1867. Cum proprielatem alicujus rei socius se in commune collaturum, spopon aut alicujus socii bonorum cessione: n communione esse nolint, nisi per scripturam isdem solemnitatibus dit, si anlequam reipsa 2 pl Renan à en: CE OS gs Meet* | ra] rire prima che sia stata realmente con- que la mise en soït effectuée, opère la ferita, C10 produce lo scioglimento della dissolulion de Lx société par rapport à socielà riguardo a tutti i soci. tous les associés. La societàa resta egualmente La société est également dissoute dans in qualunque caso per la perdita della tous les cas par La perte de lx chose ; ee 7., cosa, quando il solo godimeuto siasti lorsque la jouissance seule à été mise. posto in comunione, e che la proprietà Commun, et que la propriété en est re- e e° r“# Sia rimasta presso del socio. stée dans la main de l'associé. Ma la società non è sciolta per la. Mais la société n’est Pas rompue par perdita della cosa, la cui proprietà fu la perte de la chose dont la Propriété a gla conferita nella società.| déjà été apportée à la société,: 1868. Quando siasi stipulato che in 1008. S'il à été stipulé qu’en cas de caso di morte di uno dei soci, la so- mort de lun des associés lu société con- cieta debba continuare col suo erede* linueraif avec son héritier, ou seulement ovvero che debba soltanto continuare entre les associés survivans, ces dispo- fra 1 soci superstiti, tali disposizioni sitions seront suivies: au second cas, dovranno eseguirsi: nel seconda caso, l'héritier du décédé n’a droit qu'au par- V erede del defunto non ha diritto che age de la société, ew égard à la situa- alla divisione della società, avuto riguar- ion de cette société lors du décès, et ne do alla situazione in cui essa si tro- participe aux droits ultérieurs qu’autant vasse al tempo della morte del socio, e qu’ils sont une suile nécessaire de ce non partecipa nelle ulteriori ragioni che qui s’est fait avant la mort de lassocié in quanto siano una conseguenza ne- auquel 1l succède. cessaria delle operazioni fatte prima della morte del socio a cui succede. 1869. Lo scioglimento della società 1869. Za dissolution de la société per volontà di una delle parti ha luogo par la volonté de l'une des parties ne soltanto in quelle società la cui durata s'applique qu'aux sociétés dont lu durée sia senza limite, e si effettua mediante est illimitée, et s'opère par une renon- una rinunzia notificata a tutti i soci, ciation notifiée à Lous les associés, pour- purchè tale rinunzia sia fatta in buona vu que Cette renonciation soit de bonne fede e non fuori di tempo. foi et non faite à contre temps. ea im societate posita sit, perit, societas omnino dissolivilur. Socielas pariter semper soluta est interitu rei, cum hujus ususfrucius solum in commune est, et pro* prietas apud socetum remansit. Quum res, cujus proprietas jam in societate collata fuit, perit, ista non dissolvitur. 1858. Si inter socios stipulatum est, quod uno ex ipsis moriente, societas nihilominus cum ejus herede subsistat, aut cum celecis superstiibus sociis tantum continuetur; pacta conventa sustinentur. Hoc secundo casu vero heres defuncti ad societatis divisionem provocare potest, habita ejusdem societatis ratione trne cum socii obilus conligit; ad posteriora societatis jura ipse non admititur, nisi quatenus ista necessari ef- fectus essent eorum, quæ ante mortem soc, a quo ipse causam habuit, jam gesta sunt. 1869. Quoties socictas nullis limitibus circumscripta fuit, tunc solum etiam arbitrio unius socii dissolvitw L si hic suam renunciationgm celeris sociis patefaciat, et ex bona fide, neque intempestive id fiat, Yep f kb ir ke Tppon; ue ds i cl, le miy ñ on 6$f re. Due po Prielé à 0 de À COn- mer lispo- tu, M pare | silud- , éEne "aulani de ce 174 [13] 1870. La rinuncia non& di buona fe- de, quando il socio rinuncia per appro- priarsi in particolare il guadagno, che 1 Soci si erano proposto di ottenere in com'une. Essa& fatta fuori di tempo, quando le cose non sono più nella loro integri- tà, e che l'interesse della societa esige, che ne venga diflerito lo scioglimento. 1871. Non pud essere domandato da no dei soci lo scioglimento della società a tempo determinato prima che sia spi- rato il termine stabilito, se non quan- do vi fossero dei giusti motivi, come nel caso che uno de’ soci mancasse ai suoi impegni, Oo che una malattia abi- tuale lo rendesse inabile per gli affari sociah, o in altri casi consimili, la legittimità e gravità de’ quali sono la- sciate all arbitrio de giudici. 1872. Sono applicabili alle divisioni tra soci le regole concernenti la divisio- ne dell eredità, la forma di tale’ divi- sione, e le obbligazioni che ne risul- tano fra i coecredi. Disposizione relativa alle Società di Com- . 1873. Le disposizioni del presente ti- tolo non si applicano alle societa di 1870. La renonciation n’est pas de bon: ne foi lorsque l'associé renonce pour s'ap- proprier à lui seul le profit que les as- sociés s'étaient proposé de retirer en com- mur. Elle est faite à contre-temps lorsque les choses ne sont plus entières, et qu’if importe à la société que sa dissolution soit différée.| 1871. La dissolution des sociétés à ter- me ne peut être demandée par l'un des associés avant le terme convenu, qu'au- tant qu’il y en a de justes motifs, com. me lorsqu'un autre associé manque à ses engagemens, Ow qu'une infirmilé habi- tuelle le rend inhabile aux affaires de la société, ou autres cas semblables, don£t la légitimité et la gravité sont laissées à l'arbitrage des juges. 1872. Les règles concernant le parta- ge des successions, la forme de ce par- tage, et les obligations qui en résultent entre les cohéritiers, s'appliquent aux partages entre associés. Disposition relative aux Sociétés de Commerce. 1875. Les dispositions du présent titre ne s'appliquent aux sociétés de com- 1870. Renunciatio ex bona fide non est, cum socius ideo renunciat, ut sibi comparet omnem utiliatem, quam sibi proposuerant socii; intempestiva habeiur, cum res in integro amplius non est, atque interest Mhietat, ut ipsius dissolutio diferatur. 1871. Societas ad certum tempus inita, ab altero ex sociis peti non potest, ut tan nisi lapso con- yentionis tempore, ni justæ causæ aliunde emer gant, ut cum socius pacs deest, aut habituali infirmitate ineptus socictati eflicitur, aut similia eveniunt, de quorum legitimitate, et gravitate judicis arbitrio cognitie relinquitur. 1872. Regulæ, quæ successionum divisionem, modum, et obligationes, quæ inde fluunt inter coheredes; respiciunt, divisionibus societatis adplicantur. Regula de Societatibus Commerci. 1875. Hujus titali dispositiones ad societates mercalorias perriguntur in is omnibus, quæ commercit legibus, et consuetudinibus non adversantur. 65 [ 514] commercio che in que’ casi i quali non sono in verun modo contrarj alle leg- gi ed usi commerciali. 1110E0 X. Dell Imprestito. 1874. L'imprestito e di due specie: Quello delle cose, di cui si pud far uso senza consumarle, Ë quello delle cose che si consumano con l’ uso. La prima specie si chiama#mprestito ad uso, Oossia comodato. La seconda si chiama#mprestito per ‘COSUINO, O MULUO: CA BC dE Dell Imprestito ad uso, ossia Comodato. SEZIONE PRIMA. Della natura dell Imprestito ad uso. 1875. L’imprestito ad uso, ossia co- modato è un contratto, per cui una delle parti consegna all altra una cosa, merce que dans les points qui nont rien de contraire aux lois el usages du commerce. TITHS X,; Du Prèt, 1874. I y à deux sortes de prét: Celui des choses dont on peut user sans les détruire, _ Æx celui des choses qui se consom- ment par l'usage qu’on en fait. La premiere espèce s'appelle prèt a usage, ou commodat. La deuxieme s'appelle prèt de con- sommation, ou simplement prèt. CHAPITRE PREMIER. Du Prêt à usage, ou Commodat. SECTION PREMIÉRE. De la nature du Prét à usage. 1875. Le prét à usage, ou commodaf, est un contrat par lequel l’une des par- lies livre une chose à l’autre pour s’en RE De Mutuo. 1874. Mutuura duplex est; rerum scilicet, quæ usu non consumuntur, et earum, quæ usu consumunulf Primum vocatur muiuum ad usum, sive commodatum. Alierum mutuum ad consumptionem, vel simplex mutuum dicitur, LALUT.L De mutuo ad usum, sive de commodato. SEicrre LI De natura commodatt. 1875. Commodatum est contractus, quo res utenda alteri traditur ea lege, ut finilo usu eadem in specie 183 Me al lier A Un à # [515] pérchè se ne serva, coll obbligo a colui che la riceve di restituirla dopo che se ne sara servito. 1876. Il comodaio è essenzialmente gratuito. 1877. 11 comodante ritiene la proprie- ta della cosa imprestata. 1878. Tutio cid che è in commercio, e che non si consuma con l uso pu es- -sere l’ oggetto di questo contratto. 1879. Le obbligazioni che si contrag- gono in forza del comodato passano ne- gli eredi del comodante, e del como- datario. de perd l’imprestito è stato fatto a contemplazione del comodatario, ed a lui solo personalmente, i suoi eredi non possono continuare a godere della cosa 1mprestata. SEezione Il. Delle Obbligazioni del Comodatario. 1880. Il comodatario è tenuto ad in- vigilare da buon padre di famiglia alla custodia e conservazione della cosa im- preslata non pud servirsene che per J'uso detertuinato dalla natura della co- sa o dalla convenzione, sotto pena della rifusione dei danni ed interessi, ove sia- vi luogo. servir, à là chärge pur le preneur, de lu rendre après s’en étre servi. 1876. Ce prét est essentiellement gra- tuit. 1877. Le préteur demeure propriétaire de la chose prétée. 1878. Tout ce qui est dans le com- merce, él qui 1€ SE COnsomme pas par Pusage, peut étre l’objet de cette con- vention. 1879. Les engagemens qui se forment par le commodut, passent aux héritiers de celui qui préte, et aux héritiers de celui qui emprunte. Mais si lon na prêté qu'en considé- ration de l’emprunfeur, et à lui per- sonnellement, alors ses héritiers ne peuvent continuer de jouir de la chose prétée. Sscri0nN. IL Des Engagemens de l'Emprunteur. 1880. L’emprunteur est tenu de weil- ler, en bon père de famille, à la gar- de et à la conservation de la chose pré- tée. Il ne peut s’en servir qu'à l'usage determiné par sa nature ou par la con- vention; le{ouf à peine de dommages- intérêts, s’il y a lieu. restituaiur. 1876. Commodatum suapte natura graluilum est. 1877. Commodans rei commodatæ deminium retinet. 1878. Omnia, quæ in commercio sunt, nec usu consumuntur, commodari possunt. 1879. Obligationes, quæ ex commodalo oriuntur, ad heredes tam commodantis, quam commodatarii tanseunt: re vero commodalari tantum inluitu, ac ipsius personæ commodata heredes amplius uti nequeunt. Sx c'rxo ll De obligationibus commodatarii. 1880. Commodatarius rem commodatam custodire, ac servare tenetur, tamquam diligens pater familias; nec aliter illa uti polest, nisi eo modo, quo rei qnalitas, vel conventio postulat, secus damna, et quidquid interest ab eo, si locus est, præstantur. amet ES rs +: ÿ à 4 Fi f (] ES 1 M D 4 / f 516] 1881. Se il comodatario impiega la cosa in un uso diverso, o pér un tem- po più lungo di'quello che dovrebbe, sarà risponsabile della perdita accaduta, anche per caso fortuito. # 1882. Se la cosa imprestata perisce per un caso fortuito, a cui il comodatario l’avrebbe potuta sottrarre, surrogando la propria, o se non potendo salvare che una delle due, ha preferita la pro- pria, egli è risponsabile per la perdita dell altra. 1883. Se la cosa è stata siimata al ‘tempo del prestito, la perdita ancorchè _succeda per caso fortuito& a carico del comodatario, qualora non vi sia con- venzione in contrario. 1884 Se la: cosa si deteriora a cagio- ne unicamente dell uso, per eui fu data ad imprestito, e senza colpa del como- datario, non è questitenuto per il dete- rioramento. 1885. Il comodatario non puo ritene- re la cosa imprestata in compensazione di ci che il comodante gli deve. 1886. Se il comodatario ha fatto qual- che spesa per potersi servire della cosa comodata, non potrà ripeterla. 1887. Se più persone hanno unitamen- te presa ad imprestito la stessa cosa, ne sono solidariamente risponsabili al comodante. 1881. Si l’emprunteur emploie la che- se à uh autre usage, OU pour un temps plus long qu'il ne le devait, il sera tenu de la perte arrivée, méme par cas Jfortuit. 1602. S la chose prétée périt par cas Jfortuit dont lemprunteur aurait pu la garantir en employant la sienne propre, ou si, ne pouvant conserver que l'une des deux, il a préféré la sienne, il est tenu de la perte de l’autre. 1883. Si la chose a été estimée en la prétant, la perte qui arrive, méme par cas fortuit, est pour l'emprunteur, s’il y a convention contraire. 1884. Si la chose se détériore par le seul effet de l'usage pour lequel elle a été empruntée, et sans aucune faute de la part de lPemprunteur, il nest pas tenu de la détérioration. 1885. L’emprunteur ne peut pas refe- nir la chose par compensation de Ce que le préteur lui doir. 1886. Si, pour user de la chose, Pem- prunteur a fait quelque dépense, il ne peut pas la répéter. 1887. Si plusieurs ont conjointement emprunté la méme chose, ils en sont solidairement responsables envers le pré- eur.| 1881. Commodatarius si aliter, vel ad longius tempus, quam ex conventione concessum sit, re commo- data utatur, eadem pereunte casum fortuitum præslare quoque tenetur. 1882. Si res commodata fortuito casu pereat, dum commodatarius propriam substituendo ïillam servas re poluerit, vel cum alterutram tantum servare potuisset, propriam prætulerit; de rei commodatæ inte- rilu tenetur. 1883. Quoties res commodati tempore æstimata fuerit, et ipsa pereat, commodatarius, msi alter con< ventum sit, damnum sustinet. 1834. Quum res deterior facta est ob solum usum, in quem commodatarius eam accepit, et absque ulla ejus culpa; detrimentum sarcire minime cogilur, 1885. Commodatarius ob compensationem ejus, quod a commodante ïpsi debetnr, rem eommodatam relinere nequit. 1886. Si pro rei usu aliquas impensas commodatarius fecerit, eas repetere non potest, 1887. Si pluribus simul eadem res commodata sit, ones commodant tenentur in solidum, m0 mo) sm il into I Yen! Il eomr tution ÿ uérin istiue io k tx k TA CU tongs| , iv k € pur tj b par cu it pu le € propre, ue Dune| rl ei en en la le par r, sil e pur le L elle à faute de "es pis 5 rélé l'em- il ne ement n SONÉ sl rte ré cod flan nodité W | de we T' ww Co:] Sezione IL Delle Obbligazioni del comodante. 1888. Il comodante non pub ripigliare la cosa data ad imprestito, se non tra- scorso il termine convenuto, ovvero in mancanza di convenzione, se non dopo che la cosa ha servito all uso per cui fu imprestata.: 1889. Nondimeno, se durante il detto iermine© prima che abbia cessato il bisogno del comodatario sopravviene al comodante un’ urgente impreveduta ne- cessità di valersi della cosa, pu il giudice secondo le circostanze obbligare 1l co- modatario a restituirla. 1890. Se durante l'imprestito è stato obbligato il comodatario per conservare la cosa, ad incontrare qualche spesa stra- ordinaria, di necessità, e urgente in modo da non poterne prevenire il co- modante, questi sara tenuto a farne:1l rimborso. 1891. Quando la cosa comodata sia tanto difettosa, che possa recar pregiu- dizio a colui che se ne serve, il como- dante è tenuto per il danno, se cono- scendone i difetti, non ne ha avvertito il comodatario. SECTION III. Des Engagemens de«æelui qui prète à usage. 1888. Le préteur ne peut retirer læ chose prétée qu’après le terme convenu, où, à défaut de convention, qu'après qu’elle a servi à l'usage pour lequel ell a été empruntée. ire 1889. Néanmoins, si, pendant ce dé- lai, ou avant que le besoin de lemprur- teur ait cessé, il survient au préteur un besoin pressant et imprévu de sa chose, de juge peut, suivant les circonstances, obliger lemprunteur à la lui rendre. 1800. S2, pendant la durée du prét, l'emprunteur a été obligé, pour la con- servation de la chose, à quelque dépense extraordinaire, nécessaire, et tellement urgente qu’il nait pas pu en prévenir le préteur, celui-ci sera tenu de la lui rembourser. 1801. Lorsque la chose prétée a des défauts tels, qu’elle puisse causer du préjudice à celui qui s’en sert, le pré- teur est responsable, s’il connaissait les défauts et n’en a pas averti lemprun- teur. SecTio Ill. De Obligationibus commodaniis. 1588. Commodans rem commodatam revocare nequit, niei elapso conventionis tempore, vel si nil coti- ventum sit, nisi finito usu, in quem ea fuerat commodaia. 1889. Verumtame eommandata fuit, tutionem decernere potest. 1890. Quoties intra tempus restitutio buerint extraordinariæ, necessariæ, et a restituere tenetur. 1891. rei conscius commodatarium non à n si commodanti vel ante restitutionis tempus, vel nondum finito usu,in quem res urgens, et inopinata ejusdem necessitas supervenerit; judex, pro adjunctis ipsius rest ni præfinitum ad rem servandam a commodatario expensæ fieri de- deo urgentes, ut commodans præmoneri non potuerit, easdem ipse Quum res commodata adeo vitiosa est, ut damno utenti esse possit, commodans, qui de vite dmonuit, hunc indemmem servare debet. " de je arr SL- RE EE RE À.“SRE an ee+ ni ANT“tes. 018 fl 4 | en dE [ 518] C A P O IE. Dell Imprestito di consumazione, ossia Mutuo. SEgzionE PRIMA. Della natura del Mutuo. 1892. Il mutuo è un contratto per cui uno de contraenti consegna all'al- tro una data quantità di cose, le quali coll uso si consumano, coll obbligo a questo ultimo di restituirgli altrettanto della medesima specie e qualità. 1893. In forza del mutuo, il mutua- tario diviene padrone della cosa mutua- ta, la quale venendo in qualunque mo- do a perire, perisce per di lui conto. 1894. Non possono darsi a mutuo co- se le quali, benche della medesima spe- cie, sono perd diverse nell individuo, come sono gli animali: in tal caso il contratto non è che comodato. 1895. L'obbligazione risultante da un prestito in danari è sempre della me- desima somma numerica espressa nel æoutratto. CHAPITRE II. Du Prèt de consommation, ou simple Prèt. SECTION PREMIÉRE. De la nature du Prêt de consommation. 1802. Le. prét de consommation est un contrat par lequel lune d2s parties livre à l’autre une certaine quantité de choses qui se consomment par l'usage, à la charge par cette dernière de lui en rendre autant de méme espèce et qualité. 1803. Par Peffet de ce prét, l'emprun- éeur devient le propriétaire de la chose prétée; et c’est pour lui qu’elle périt, de quelque manière que celte perte ar- rive.| 1804 On ne peut pas donner à titre de prét de consommation, des choses qui, quoique de méme espèce, différent dans l'individu, comme Les animaux: alors c’est un prét à usage. 1895. L'obligation qui résulte dun prét en argent, n’est toujours que de la somme numérique énoncée au contraf. ESRI LL De mutuo simplici, seu ad consumptionem. Sévero I. De Natura mutuis simplicis. r892. Mutuum simplex, seu ad consumptionem est contractus, quo certa quantitas rerum, quæ usu consumuntur, alteri traditur, ut iantundem in eadem specie, et qualitate restituatur. 1803 In vim hujusce mului, rei datæ dominium in accipientem transit; hinc quocumique modo illa pe- reat, ipsi perit. 1894 Mutuo dari nequeunt res, quæ licet unius speciei sint, earum tamen individua inter se differunt, yeluti animalia; tunc enim est commodatum. 1895. Pecunia mutyo data, sunumam numericam, quam contracius continet, debitor duntaxat restituit. im [9] Accadendo aumento,© diminuzione nelle monete prima che scada il termi-. ne del pagamento, il debitore deve re- stituire la sonmma numerica prestata, e non è obbligato a restituire questa som- ma, che nella specie in corso al tempo del pagamento. 1896. La regola contenuta nel prece- dente articolo non ha luogo, se il pre- stito fu fatto in verghe metalliche. 1897. Se furono prestate verghe me- talliche o derrate, qualunque sia F au- mento,© la diminuzione del loro prez- z0, il debitore deve in ogni caso resti- tuire la stessa qualità e quantita, e nul- la pit. SEzI:ONE IL Delle obbligazioni del Mutuante. 1898. Nel mutno il mutuante è obbli- gato alla stessa responsabilitàa stabilita coll’ articolo 1891 per il comodato. 1899. Il mutuante mon pud ridoman- dare le cose prestate prima del termine convenuto. 1900. Non essendosi fissato il termine alla restituzione, il giudice pud accor- dare ai mutuatario una dilazione secon- do le circostanze. à. S'il y a eu augmentation ou diminu- tion d'espèces avant l’époque du païe- ment, le débiteur doit rendre la somme. numérique prétée, et ne doit rendre que celle somme dans les espèces ayant cours au moment du paiement. 1896. La règle portée en l'article pré- cédent n’a pas lieu, si le prét a été fait en lingots. 1897. Si ce sont des lingots ou des den- rées qui ont été prélés, quelle que soit l'augmentation ow la diminution de leur prix, le débiteur doit toujours rendre la méme quantité et qualité, et ne doit rendre que cela. SECTION T]. Des Obligations du Prèteur. 1808. Dans le prét de consommation, le préteur est tenu de la responsabilité établie par l’article 1891 pour le prét à usage. 1809. Le préteur ne peut pas rede- mander les choses prétées, avant le lerme convenu. 1900. S’:71 n'a pas été fixé de terme pour la restitution, le juge peut accor- der à Temprunteur un délai suivant les cirCOnS{ances. Si ante restitutionis diem monetæ valor augeatur, vel minuatur, eandem numericam summam ipse resti- tuere debel, et non nisi in ea nummorum specie, quæ tempore solutionis publice probata erit. 1896. Regula articalo præcedenti tradita locum non obtinet, quoties metallicæ laininæ mutuentur. 1897. Si metallicæ taleæ, aut res annonariæ mutuo datæ sint, quamvis ipsarnm valor auctus, vel im- minutus sit, tantundem ejusdem qualitatis, et quantitatis à mutuatario duwumuitaxat resutuendum est, SEc%z:o FI. De muiuantis obligationibus. 1898. Mutuans ad ea tenetur, quæ de commodante in articulo 1891 sancila sunt, 1899. Rem mutuatam ante tempus conventum; mulnans repetere nequit. 1900. Si dies ad mutui restitutioncm præfinita non, sit, judex dilationem, pro adjunctis mutuatario con- cedere poterit. sg FT insees 5 4 à fi 426 j 1901. Essendosi soltanto convenuto che il mütuatario paghi quando gli sarà pos- sibile, o quando ne avrà i mezzi, il giudice gli prescriverà un termine al pagamento a norma delle circostanze. SEezi:one IIT. Delle Obbligazioni del Mutuatario. 1902. Îl mutuatario è obbligato di restituire le cose ad esso date in mutuo nella quantità e qualità, ed al tempo convenuto. 1903. Se si trova nella impossibilita di soddisfarvi è obbligato a pagarne il valore, avuto riguardo al tempo, ed al luogo in cui doveva a termimi della con- venzione farsi la restituzione della cosa. Se non è stato determinalo nè 1 tem- po, nè il luogo, il pagamento si fa se- condo il valore corrente nel tempo e nel luogo in cui fu fatto l'imprestito. 1904. Se il mutuatario non restituisce le cose imprestate o il loro valore nel termine convenuto deve corrispondere Finteresse dal giorno della domanda giu- diziale, root. Si]@ été seulement convenu que l’emprunteur paierait quand il le pourrait, ou quand il en aurait les moyens, le jugé lui fixera un terme de paiement, suivant les circonstances. SECTION IIT. Des Engagemens de PEmprunteur. 1992. L’emprunteur est tenu de rendre les choses prélées, en même quantité et qualité, et au lerme convenu. 1905. S'il est dans l'impossibilité dy satisfaire, il est tenu d'en payer la va- leur eu égard au temps et au lieu où la chose devait être rendue d’après la convention. Si ce temps et ce lieu mont pas été réglés, le paiement se fait au prix du temps et du lieu où l'emprunt a été fait. 1904. Si T emprunteur ne rend pas les choses prétées ou leur valeur au terme convenu, il en doit l'intérét du jour de la demande en justice. RÉ) 1901. Si pactio solummodo inia sit, mutuatarium quum potuerit, soluturum, judex restilutiont diem sta- tuet juxta rerum adjuncta. SecTro Ill. De Obligationibus Hutuatartx. 1907. Mutuaiarius mutuatas sibi res in eadem quantitate, et qualitate, nec non præfinito tempore restr- tuere tenetur. 1903. Si rei restituendæ impar sit, ejusdem pretium persolvet, ratione habita temporis, et loci, quibus jaxta conventionem resiitulio fieri debuerat. Si vero nihil de tempore, et loco actum sit, solutio fit juxta rerum valorem eo loco, et tempore, qui- bus mutuum detum est. à 1904 Si nec rem, nec prelium tempore convento mautuatarius restituerit, usuras à die judicialis petitie- mis pers olvet, g0D: kgs cel qu de slatut Mo 100! Presun 1000 Lun à Ke CAPO ïlIl Del Mutuo ad Interesse, 100. Ë permessa la stipulazione de- gl” interessi nel semplice mutuo di da- naro, di derrate, o di altre cose mo- biliari.| 1906. Il mutuatario che ha pagato in- teressi non convenuti, non pu ripeterli nè imputarli sul capitale. 1907. L'interesse& lesale o conven- zionale. L'interesse legale e fissato dalla legge. L’interesse convenzionale pud ec- cedere quello fissato dalla legce ogni qual volta la legge non lo proibisce. La misura dell intéresse convenzionale deve essere determinata in iscritto. 1908. La quitanza per il capitale rila- sciala senza riserva degl’interessi, ne fa presumere ïil pagamento, e produce la liberazione. 1999. Si puo. stipulare un interesse mediante un capitale che ül mutuante si obbliga di non ripetere. În questo caso il mutuo si denomina stabilimento di rendita. CHAPITRE III, Du Prêt à Intérèt. 1905. Il est permis de stipuler des in- téréts pour simple prét soit d'argent, soit de denrées, ou autres choses mo- bilières. 1906. L’emprunteur qui a payé des intérêts qui n'étaient pas stipulés, ne peut ni les répéter ni les impulter sur le capital. 1907. L’intérét est légal où conven- tionnel. L'intérét légal est fixé par li loi. L’intérét conventionnel peut excéder celui de la loi toutes les fois que la loi ne le prohibe pas. Le taux de l'intérêt conventionnel doi£ être fixé par écrif. 1908. La qui'tance du capital donnée sans réserve des intérêts, en fait présti- mer le paiement, et en opère la libé- ration. 1999. Oz peut stipuler un intéréé mo- Jennant un capital que le préteur s’in- terdit d'exiger. Dans ce cas, le prét prend le nom de constitution de rente. CAPUT IF De Usuris ex Muiuo, seu de fenebri Contractu. 905. Licet stipulari usuras in simplici mutuo sive pecuniæ, sive rei annonariæ, aut mobilium. 1906. Mutuatarius, qui usuras non conventas persolvit, easdem nec repetere potesi, nec imputare in sortem. 1907. Usuræ vel ex lege vel ex conventione debentur: primæ lege defniuntur: secundæ modum a lege statutum, misi ipsa velet, excedere possunt. Modus usurarum, quæ ex conventione debentur per scripturam slatuendus est. 1908. Apocha de sorte restituta, quin sibi usuras creditor in ea reservaverit; solutionis cuoque usurarum præsumptionem inducit, et liberationem parit. 1909. Usuras stipulari licet etiam pro ea sorte, quam se non repetiturum, muluans promittit. Hoc casu mutuum constitulio reditus appellatur. 2, 66 Fhaa 1910. Tale rendita pud cosütuirsi in due maniere, in perpetuo© in vita. 1911. La rendita costituita in perpetuo è essenzialmente redimibile. : Possono soltanto le parti convenire che non si redimerà la rendita prima d’ un termine il quale non potra ecce- dere dieci anni, ovvero senza che siane anticipatamente avvertito il creditore nel termine da esse determinato. 1912. Il debitore di una rendita co- siituita in perpetuo pud essere costretto alla redenzione, 1.0 Se cessa dall adempire i suoi ob- blighi pel corso di due anni; 2.09$e tralascia di dare al creditore le cauzioni promesse nel coniratto. 1913. EË pure ripetibile il capitale di una rendita costituita in perpetuo nel caso di fallimento o di prossima deco- zione del debitore. 1914. Le regole concernenti le rendi- te vitalizie sono determinate nel ttolo dei Contratti di sorte. 1910. Cette rente peut étre constituée de deux manières, en perpétuel ou en VIOLET. 1911. La rente constituée en perpétuel est essentiellement rachetable. Les parties peuvent seulement conve- nir que le rachat ne sera pas fait avant un délai qui ne pourra excéder dix ans, ou sans avoir averti le créancier au ter- me davance quelles auront déterminé. 1012. Le débiteur d'une rente consti- tuée en perpétuel peu£ étre contraint au rachat, 1.0 512 cesse de remplir ses obligations pendant deux années; 2.0 S'il mangue à fournir au préteur les sûretés promises par le contrat. 1913. Le capital de la rente constituée en perpétuel devient aussi exigible en cas de fuillite ou de déconfiture du dé- biteur.- 1914. Les règles concernant les rentes viagères sont établies au titre des Con- trats aléatoires. 1910. Hujusmodi reditus duplici modo constitui potest, vel ad perpetuitalem, vel ad vitam. 1911. Reditus ad perpetuitatem constituti natura sua redimi possunt: contrahentes dumtaxat pacisci queunt, retractui locum haud fore, nisi post certum tempus, quod decennium excedere non poterit, vel msi creditor die in contractu statuta præmoneatur. 1912. Debitor reditus perpetui ad redemptionem compelli potest 10 Si per biennium contractis obligationibus minime satisfaciat: 2.0 Si cautiones in conventione promissas creditori non præstet. 1913. Reditus perpetui sors repeti quoque potest, si debitor vel bonis cedit, vel omnino facultatibus lapsus sit. 1914. Regulæ, quæ reditus ac vitam respiciunt, in utulo de çontractibus aleatoriis præscribuntur, Dll Ir nf, stifuée ible en du de paciscl , el ad LE TITOLO XI Del Deposito e del Sequestre. nana nee CAPO PRIMO. Del Deposito in genere e delle sue diverse spêcie. 1915. Il deposito, in genere, è un at- to per cui si riceve la cosa altrui coll obbliso di custodirla e di restituirla in natura. 1916. Vi sono due specie di deposi- to: il deposito propriamente detto, ed il sequestro. EAP O EL Del Deposilo propriamente dette. SEZIONE PRIMA. Della natura e sostanza del Contratto di deposito. 1917. Il deposito propriamente detto è un contratto essenzialmente gratuito. [ 523] TITRE XI Du Dépôt et du Séquestre. CHAPITRE PREMIER, Du dépôt en général et de ses diverses espèces. 1915. Le dépôt, en général, est ur acte par lequel on reçoit la chose d’au- trui, à la charge de la garder et de la restituer en nalure. 1916. Îl y a deux espèces de dépôts: le dépôt proprement dit, et le séquestre. CHAPITRE IT. Du Dépôt proprement dit. SECTION PREMIÉRE. De la nature et de l'essence du Contrat de dépôt. 1017. Le dépôt proprement dif est un contrat essentiellement gratuir. / FITUETS ZT De deposito, et de sequestratione. ÉArTUrF EL De deposito in genere, ac de variis illius specibus. 1915. Depositum generaliter est actus, quo res aliena custodienda accipitur, ut eadem ipsa resutuatur. 1916. Depositum duplex est, scilicet depositum proprie dictum, et sequestraiio. CAPOT 17 De Deposito proprie dicto. SEecrro I De natura, et substantia contractus depositi, 1917. Depositum proprie dictum est contraclus natura sua graluilus. 6] [ 524] 1918. Non pud avere per oggetto che cose nobiliarti. 1919. Non è perfetto che colla tradi- zZione reale o finta della cosa che è depositata. La tradizione finta basta, nel caso in cut la cosa che si conviene di lasciare in depoôsito fosse già presso il deposita- rio per qualche altro ttolo. 1920. Il deposito e volontario, o ne- cessario. SEZIONE Il. Del Deposito volontario. 1921. IE contratto di deposito volon- tario si fa col consenso reciproco di chi deposita e di chi riceve la cosa in de- posito. 1922. Il deposito volontario non pud regolarmente farsi che dal proprietario della cosa depositata, ovvero col suo consenso espresso Oo tacito. 1925. 1 deposito volontario deve es- sere provato col mezzo di scrittura. Non ë ammessa la prova testimoniale se ül valore del deposito eccede cento cin- quanta lire. 1924. Quando il deposito eccedente centô cinquanta lire non è provato con 1918. 17 ne peut avoir pour objet que des choses mobilières. 1919. 17 n'est parfait que par la tra- dition réelle ou feinte de la chose d£- posée. La tradition feinte suffit, quand le dépositaire se trouve déjà nanti, à quel- que autre titre, de la chose que l’on consent à lui laisser à titre de dépôt. 1920. Le dépôt est volontaire ou né- CEssaire. S&cTron JL Du Dépôt volontaire. rot. Lé dépôt volontaire se forme par le consentement réciproque de la personne qui fait le dépôt et de celle qui Île reçoit. 1922. Le dépôt volontaire ne peut ré- gulierement être fait que par le proprié- taire de la chose déposée, ou de son consentement exprès Ou tacite. 1925. Le dépôt volontaire doit étre prouvé par écrit. La preuve testimoniale men est point reçue pour valeur excédant cent Cinquante francs. 1924. Lorsque le dépôt, étant au-des- sus de cent cinquante francs, nest point 1918. Res tantum mobiles deposito committi possunt. 1919. Depositum perficitur traditione rei vera, vel ficta. Ficta tradiio sufficit, quum pactum est, ut depositi jure res sit penes illum, qui eam allo tütulo jam possidet. 1920. Depositum vel voluntarinm est, vel necessarium. SECcTiIo ÎLE De Deposito voluntario. 1921. Depositum voluntarium mutuo perfcitur consensu ilius, qui deponit, et ejus qui depositum accipit. 1922. Voluntarium regulariter fieri nequit nisi a domino rei deposiæ, aut eodem expresse, vel tacite gonsentiente. 1923. Depositum voluntarium scriptnræ probatione indiget. Probatio per testes neqnaquam admittitur, si res valorem bbrarum centum quinquaginta excedat. 1924. Quotics vero deposiÿ valor centum quinquaginta libras excedat, neque de illo ex scriptura cos- re Se mb qu.| ué lu dépit Du Né uo Xe agi 4 co er F 525| iscrittura, si presta fede a colui che è convenuto come depositario sulla sua dichiarazione, tanto per lo stesso fatto del deposito, quanto per le cose che ne formano l’oggetto, e per la loro re- stituzione. 1925. Il deposito volontario non puo aver luogo che fra persone capaci di Contrattare. Cid non ostante, se una persona capace di contrattare accetta il deposito fattole da una persona incapace, è tenuta a tutte le obbligazioni d’ un vero depositario. Essa pud essere convenuta in gradizi0 dal tutore o amministratore della perso- na che ha fatto il deposito. 1926. Se il deposito& stato fatto da una persona capace ad una incapace, quegli che ha fatto il deposito non ha che lP azione vindicatoria della cosa de- positata, finchè la medesima esiste presso il depositario>» OVvero un’ azione di re- stituzione sino alla concorrenza di quanto si è convertito in vantagg10 di quest’ ul- {imo. Srzrone Ill Degli Obblighi del Depositario. 1927. Il depositario deve usare nel custodire la cosa depositata la stessa di- prouvé par écrit, Celui qui est altiquë comme dépositaire; en est cru sur S& déclaration, soit pour le fait même du dépôt, soit pour la chose qui en faisait l’objet, soit pour le- fait de sa restitution. 1925. Le dépôt volontaire ne peut avoir lieu qu'entre personnes capables de con- £racter. Néanmoins, si une personne capable de contracter accepte le dépôt fait par une personne incapable, elle est tenue de toutes les obligations d'un veritable dé- positaire; elle peut étre poursuivie par le tuteur ou administrateur de la per- sornequi a fait le dépôt. 1926. Si le dépôi a été fait par une personne capable à une personne qui ne l'est pas, la personne qui a fait le dé- pôt wa que l’action en revendication de la chose déposée, tant qu’elle existe dans la main du dépositaire, ou une action en restitution jusqu'à concurrence de Ce qui a tourné au profit de ce dernier. SECTION JIL Des Obligations du Dépositaire. 1927. Le dépositaire doit apporter dans la garde de la chose déposée, les mémes stet, declarationi ejus, qui actione depositi convenitur, fides habenda est, tum de veritate ejusdem depo- sit, tum de re deposita, tum demum de ipsius restitutione. 195. Depositum voluntarium fieri non potest, nisi inter personas ad contrahendum idoneas: nihilominus, si contrahendi capax depositum accipit ab incapaci, ad omnes obstringitur obligationes, quæ vero deposi- tario incumbunt; et a tutore, vel curatore ejus, qui deposuit, in judicium vocari potest. 1920. Si depositum a capaci penes incapacem fiat, deponenti donec res penes depositarium manet; acio ad eam vindicandam solummode compelit, vel ad restitutionem dumiaxat ejus, quod in depositari yüul tatem versum fuit, SEcTie IIlL De Obligationibus Depositari. 1927. Depositarius rem depostiam cadem diligentia, qua utitur in re propsia, custodire debet, ni RE ane one [ b26] ligenza che impiega per custodire le cose che gli appartengono. 1928. Îl disposto nel precedente artico- lo deve applicarsi con maggior rigore, 1.9 quaudo il depositario siasi egli stesso offerto a ricevere il deposito; 2.° quando abbia stipulato una rimunerazione per la custodia del deposito; 3.° quando il de- posito siasi fatto unicamente per l’inte- resse del depositario; 4° quando siasi convenuto espressamente che il deposi- tario sarà risponsabile per qualunque colpa. 1929. Il depositario non ë in verun caso risponsabile per gli accidenti pro- dotti da una forza irresistitibile, eccetto che sia costituito in mora per la resti- tuzione della cosa depositata. 1950. Non pud servirsi della cosa de- positata senza l'espresso Oo presunto permesso del deponente. 1951. Non pud fare verun tentativo per iscoprire le cose che gli sono state de- positate, quando gli vennero aflidate in una cassa chiusa Oo in un involto si- gillato. 1932. Il depositario deve restituire l'identica cosa che ha ricevuto. In conseguenza, il deposito del danaro deve restituirsi nelle medesime specie in gui fu fatto tanto nel caso di aumento, che in quello di diminuzione del loro valore. Soins Qu'il apporte dans: la garde des choses qui lui appartiennent. 1928. La disposition de Particle pré. cédent doit étre appliquée asec plus de rigueur; 12 si le dépositaire s'est offert lui-même pour recevoir le dépôt; 29$il a stipulé un salaire pour la garde du dépôt; 5° si le dépôt a été fait unique- ment pour lintérét du dépositaires 4° s’il a été convenu expressément que le dé- positaire répondrait de iqute espèce de faute. 1929. Le déspositaire n’est tenu, en aucun cas, des accidens de force ma- jeure, à moins qu’il n'ait élé mis en demeure de restituer la chose déposée. 1930. 17 ne peut se servir de la chose déposée, sans la permission expresse où présumée du déposant. _ 1931. 17 ne doit point chercher à con- naître quelles sont les choses qui lu: ont été déposées, si elles lui ont été confiées dans un coffre fermé où sous une en- veloppe cachetée. 1932. Le dépositaire doit rendre iden- tiguement la chose même qu’il a reçue. Ainsi le dépôt des sommes monnayées doit être rendu dans les mêmes espèces qu’il a été fait, soit dans le cas d’aug- mentation, soit dans le cas de dimninu- tion de leur valeur. 1928. Quod superiori articulo sancitum est, eo ma sis observandum erit 10 Si depositarius accipiendo deposito se sponte obtulerit: Si mercedeni pro illius custodia stipulaius sit: UI R D© 40 Si expresse pactum sit, ut quævis culpa præstetur. -. 3. da e Li Si in gratiam tantummoüo depositaru depositum factum fuerits i é PA 4 é A Cs««;=>= D x: 1929. Devpositarins casumi@ vi majort, cui resishh nequeat, numçquam præstare lenetur, misi rei depe- ait resütuendæ in mora fuerit. 1950. Nec re deposita sine deponentis consensu vel expresso; vel præsumpto ul nequit 1951. Quoties res depositæ in arca clausæ, vel involuiæ, aut obsignatæ traduntur, depositario nequid- quam moliri, fas est ad earum qualitatem detegendam. 1952. À depositario restituendæ sûnt exdém ipsæ'res, quas accepit: hinc éepositum pecunix eaden À :: Fo;... … EN UN ET Faonr specie reddendum, sive ejns valor auctus, siye ünminuius éuerit, Mu js le à. ce de [ 529| 1053. Il depositario non è tenuto a restituire la cosa depositata, che in quello stato in cui si ritrova al tempo della restituzione. Le deteriorazioni avvenute senza sua colpa sono a carico del de- ponente. 1934. Il depositario a cui fu tolta la cosa depositata da una forza irresistibile, é che ha ricevuto in luogo di quella una somma o qualche altra cosa, deve re- stituire cid che ha ritevuto in cambio. 1935. L'erede del depositario, il quale ha venduto in buona fede la cosa che ignoraya essere deposilata, à obbligato soltanto a restituire il prezzo ricevuto, 0 a cedere la sua azione contro il compra- tore nel caso che non gli sia stato pagato. 1936. Se la cosa depositata ha pro- dotto frutti i quali siano stati percetti dal depositario, è questi tenuto a resti- tuirli. Non è debitore; di alcun interesse del danaro depositato, se non dal gior- no in cui fu costituito in mora per la non fatta restituzione. 1957. Il depositario non deve resti- tuire la cosa depositata, che a quello che glie l'ha affidata, o a colui in nome del quale fu fatto il deposito, o a quello che fu indicato per riceverlo. 1938. Non pud pretendere che il de- ponente provi essere egli 1l proprietario della cosa depositata. 1035. Le dépositaire rest tenu de ren- dre la chose déposée, que dans l'état où “elle se trouve au moment de la resri- tution. Les qui re sont pas survenues par son fait, sont à la charge du déposant. 19354. Le dépositaire auquel la chose a élé enlevée par une force majeure, e£ gui a reçu ün prix ow quelque chose à la place, doit restituer ce qu’il à reou en échange. 1705. L'héritier du dépositaire, qui a vendu de bonne foi la chose dont il igno- rait le dépôt, n’est tenu que de rendre. le prix qu'il a recu, ou de céder son action contre lacheteur, S'il na pa touché le prix.| 1936. Si la chose déposée a produit des fruits qui aient été perçus par le dé- positaire, il est obligé de les restituer. 11 ne doit aucun intérét de l’argent dé- posé, sice nest du jour où il a été mis en demeure de faire la restitution 1937. Le dépositaire ne doit restituer la chose déposée, qu’à cèlui qui la lui a confiée, où à celui au nom duquel le dépôt a été fait, ou à celui qui à été indiqué pour le recevoir. 1938. I! ne peut pas exiger de celui qui a fait le dépét, la preuve qu'il était pro- priélaire de la chose déposée. 1953. Depositarius rem depositam in eo statu, in quo restitutionis tempore reperitur, reddere debet, si deterior facta est absque ejus culpa, id damno deponentis cedit. 1954 Si depositario per vim, cui resisti non potuit, res deposila ablata sit, et pro ea, vel pretium vel quid aliud ipsi traditum fuerit; quod accepit restituere debet. 1955 Heres depositarii, qui bona fide vendidit rem, quam deposio obnoxiam ignorabant, acceptum pretium dumtaxat restituere, vel prelio nondum ipsi soluto, actiones adversus emptorem cedere tenetur. 1936. Si depositarius fructus e deposita re perceperit, cos reddere debel: usuras vero pecuniæ depostiæ, nisi a die moræ prestare non cogiiur. 1939. Depositas res nemini depositarius restituere debet, nisi deponenti, vel ill, cujus nomine deposi- um factum est, vel personæ, quæ ad illud recipiendum designata fuerit. 1958. Deponens ,se rei depositæ dominum fuisse depositario probare non tenetur. Nihilominus si huié ire [-ha8al Cid non ostante, se scopre che la cosa e stata rubata, e chi ne 6 il vero pa- drone, deve denunciare a questo il de- posito a lui fatto con intimazione di riclamarlo in un determinato e con- gruo termine.$e quegli cui fu fatta la denuncia, è negligente nel riclamare 1l deposito, il depositario è validamente liberato colla consegna del deposito a quello da cui l'ha ricevuto. 1939. In caso di morte naturale 0 civile del deponente, la cosa depositata non pu restituirsi che al suo erede. $e vi sono piu eredi essa deve resti- tuirsi a Ciascuno di essi per la loro por- zione.| Se la cosa non& divisibile, gli eredi devono fra essi accordarsi sul modo di riceverla. 1940. Se il deponente ha cangiato di stato; per esempio, se la donna che al tempo del fatto deposito era libera, siasi in seguito maritata e si ritrovi soto la podestà, del marito; se il maggiore che ha fatto 1l deposito sia stato inter- detto; in tutti questi ed altri simili ca- si, il deposito non pud restituirsi che a quello che ha l amministrazione delle ragioni€ de’ beni del deponente. 1941. Se il deposito è stato fatto da un tutore, da un marito o da un am- ministratore, in una di queste qualitàa, Néanmoins, s'il dicouvre que la chose a été volée, et qu2l en est le véritable propriétaire, il doit dénoncer à celui-ci le dépot qui lui a été fait, avec som- mation de le réclamer dans un délai dé- terminé et suffisant. Si celui auquel la dénonciation à été faite, néglige de ré- clamer le dépôt, le dépositaire est vala- blement déchargé pur la tradition qu'il en fait à celui duquel il Pa recu. 1959. En cas de mort naturelle où civile de la personne qui a fuit le dépôt, la chose déposée ne peut être rendue qu'à son héritier. S'il y a plusieurs héritiers, elle doït étre rendue à chacun deux pour leur part ef portion. Si la chose déposée est indivisible, les héritiers doivent s'accorder entre eux pour la recevoir. 1940. Si la personne qui a fait le dé- pôrt a changé d'état; par exemple, sila femme, libre au moment où le dépôt à été fait, s'est mariée depuis ef se{rouve en puissance de mari; si le majeur dé- posant se trouve frappé dinterdiction; dans tous ces cas et autres de méme nature, le dépôt ne peut étre restiti5 qu’à celui qui a l'administration des droits et des biens du déposant. 1941. Si le dépôt à été fait par un tuteur, par un mari OU par un admini- strateuwr, dans l’une de ces qualités, il notescat, rem depositam furlo subtractam fuisse, et de illius domino constet, ipsi, rem furlivam penes se depositam esse, nunciabit instando, ut intra congruum et determinatum tempus eandem repetat. Si vero dominus rem depositam repetere neglexerit; depositarius eam tradendo il, a quo accepit, jure hberatur. 1939. Eveniente morte naturali, vel civili deponentis, non nisi ejus heredi res deposita restilui potest Si plures heredes sint; ea pro cujusque hereditaria portione singulis restiluenda est. Si res individua sit; heiedes de modo eam recipiendi inter se conveniunt. 1940. Quum deponens statum immwutavit, ut si quæ tempore facti depositi innupta fuerat, postea in potestatem marili per nuptias transierit; vel qui ætate major, cum depositum consttuit, postea bonis M 17 terdictus sit; casibus hisce, et similibus deposita res ei soli reddenda est a quo deponeniis bona adminisirantur. 5941. Si a tulore, vel a marito, vel ab adnumistratore depositum factum fuerit, nomine lamen ejus, quem JC ty uguel| TT éstyl On qui U lle où dépot, equi , doté 1 ur ble, ls Uxpour it le de bail| Jopot à {roue| r de- fon; néme sHifu? lrouts dd. [ 529| non puo restifuirsi che alla persona rap- presentata da questo tutore, marito od amministratore, se là loro agenzia od amministrazione sia finita. 1942.$e nel contratto di deposito si à indicato il luogo in cui deve farsila restituzione, il depositario è tenuto di trasportarvi la cosa depositata. Se oc- corrono spese di trasporto, SOnO à Ca- rico del deponente. 1943. Se il contratto non indica il Fuo- go della restituzione, deve questa farsi nello siesso luogo del deposito. 1944. Il deposito deve restituirsi al deponente appena lo avrà domandato, quando ancora si fosse fissato nel con- tratto un termine per la restituzione; purchè non esista presso il depositario un decreto di sequestro od un atto di opposizione, accio la cosa depositata non venga restituita oO traslocata. 1945. H depositario infedele non ë ammesso al benefizio della cessione. 1946. Qualunque obbliso del deposi- tario s’estingue, quando venga a sco- prire ed a provare essere egli stesso il proprietario della cosa depositata. ne peut étre restitué qu’à la persomre que ce lufeuT, Ce mari ou cet adinini- strateur représentaient, si leur gestion ou leur administration est finie. 1942, Si le contrat de dépôt désigne le lieu dans lequel là restitution dois étre faite, le dépositaire est 1enu dy porter la chose deposée. S’il y a des frais de transport, ils sont à la charge du déposan£, 1943. SÈ le contraf ne désigne poin£ le lieu de la restitution, elle doit être Jfaite dans le lieu même du dépôt 1944 Le dépôt doit être remis au dé- posant aussitôt quil le réclame, lors méme que le contrat aurait fixé un dé- lai détérminé pour la restitution; à moins gwil n'existe, entre les mains du dépo- sitaire, une saisie-arrét Ol UE OPPOSE- tion à la restitution ef au déplacemené de la chose déposée. 1945. Le dépositaire infidèle est poin£ adinis au bénéfice de cession. 1946. Toutes les obligations du dépost- taire cessent, s’il vient à découvrir el à prouver qu’il est lui-même propriétaire de la-chose d’posée. repræsentant;, huic solum, adminisiratione cessante, res deposita restitui potest. 1942. Quoties in contractu depositi locus, ubi ejus restitutio fieri debet, præfinitur, res depositæ illug a depositario exportandæ sunt; sed impensæ, siquæ hac de causa fiant, deponenti incumbunt. 1945. Si nulla de restilutionis loco in contractu mentio facta sit; tunc ubi deposituwu traditumr fuit, ib restütuendum erit. 1944. Deponenti, statim ac illud repétit, depositum reddendum est, quamvis dies in contractu pro ejus restitutiors® adjecta esset, nisi penes ipsum deposiarium illud sequestro addictum sit, aut depositi restitue üo, vel translatio interdicta. 1945. Depositarius malæ fidei privatur beneficio cessionis bonorum, 1946. Quaævis obligatio depositarii extinguitur, si rem depositam jure demini ad se pertinere detegat, atque probet, nn etes nn S EE MO RÉ UT ou Le Ar 0e DER D re [ 550:] SEzi1onNE IV. Degli Obblighi del Deponente. 1947. 11 deponente è obbligato di rim- borsare il depositario delle spese fatte per conservare la cosa depositata,€ di indennizzarlo di tutte le perdite che 1l deposito pud avergli occasionato. 1948. 11 depositario pud ritenere il deposito sino all intero pagamento di tutto cid che gli è dovuto per causa del deposito stesso. SEZIONE V. Del Deposito necessario. 1951.11 deposito necessario e quello che si rese indispensabile per qualche ac- cidente, come per un incendio, una ro- vina, un saccheggio, un naufragio od altro avvenimento non preveduto. 1050. Per il deposito necessario pud essere ammessa la prova testimoniale, quando anche si trattasse d”’ una som- ma maggiore di cento cinquanta lire. 1951. Nel rimanente, il deposito ne- cessario è sottoposto a tutte le regole precedentemente enunziate. SECTION IT. Des Obligations de la personne per la quelle le Dépôt a été fait. 1947. La personne qui a fait le dé- pôt, est tenue de rembourser au déposi- taire les dépenses qu’il a faites pour la conservation de la chose déposée, et de. l’indemniser de toutes les pertes que le dépôt peut lui avoir occasionnées. 1948. Le dépositaire peut retenir le dépôt jusqwà l’entier paiement de ce qui lui est di à raison du dépôt. SECTION:F. Du Dépôt nécessaire. 1949. Le dépôt nécessaire est celui qui a été forcé par quelque accident, tel qu'un incendie, une TUNE, UJ1 pillage, un naufrage ou autre événement imprévu. 1950. La preuve par témoins peut être recue pour le-dépôt nécessaire, même quand il s'agit d'une valeur au-dessus de cent cinquante francs. 1051. Le dépôt nécessaire est d'ailleurs régi par toutes les règles précédemment énoncées. SEecrio IV. De obligationibus deponentis. 1947. Deponens impensas ad rem servandam factas depositario restituere, et omnia damna, quæ causa depositi eidem obvenerint, sarcire tenetur. 1948. Depositario rem depositam retinere licet, donec ipsi solutum sit quidquid causa dépositi a depo- nente debetur. SEcTIOo V. De Deposito necessario. 1949 Depositum necessarium est, quod ex necessitate fit, ut occasione incendü, ruinæ, depopulationis, naufragii, aut improvisi abus infortani. 1950. Ob depositi necessaii probationem testes admittuntur, lieet ejus valor summam lbrarum cen-. {um quinquaginta excedat. 1951. Geierum omnibus superioribus regulis depositum necessarium subest. De 1 0 ain 19), lui qu uk, illage prévu, être éme SSUS leurs mené as! } FA pe : E 65] 1952. Gli osti e gli albergatori sono risponsabili, come depositarj, per gli elfetti introdotti nei loro alberghi dal viandante che vi alloggia: il Hcsito di tali effetti deve risguardarsi come un ÉRRosNe necessario. 1993. Sono risponsabili per il Ésrté 0 per 1l danno arrecato agli effetti del vian- dante, tanto nel caso che il furto. sia stato commesso, o che il danno sia stato arrecato dai domestici o dalle persone preposte alla direzione degli alberghi, 0 da estranei che vanno e ven- gono in essi. 1994 Non sono risponsabili per i fur- ti commessi a forza armata o altra irre- sistibile, GAP 6:FIL Del Sequestro. SEZIONE I. Delle diverse specie di Sequestro. 195. Il sequestro è o convenzionale O giudiziario. 1952. Les aubergistes ou hôteliers sont responsables, comme dépositaires, des effets apportés par le voyageur qui loge chez eux: le dépôt de ces sortes d’effets doit étre regardé comme un dépôt né- cessaire. 1993. Is sont responsables du vol ou du dommage des“effets du voyageur, soit que le vol ait été fait ou que le dommage ait été causé par les domesti- ques et préposés de l'hôtellerie, ou par des étrangers allant eë venant dans l'h6- tellerie. 1954. Ils ne sont pas responsables des vols fuit avec force armée ow autre force majeure. ŒFFAPFFRE"FTE Du Séquestre. SECTION PREMIERE. Des diverses espèces de Séquestre. 1955. Le séquestre est Où Cconpen- zionnel ou judiciaire. 1952. Hospitatores, et caupones tamquam depositarii obligantur pro rebus illatis a viatoribus, quos in suis diversoriis excipiunt: depositum hoe pro deposito necessario habebitur. 1993: Si viatorum res subreptæ sint, vel damnum ipsis fuerit illatum tam a famulis, et institoribus cauponæ, aut diversorii, quam ab üs, qui illuc frequentes conveniunt; ipsi hospitatores, et caupones ad indemmitatern tenentur. 1954. Sin furtum vi armata, et cui resisti nequit, patratum sit; ipsi damnum non resarciunt. 4 Ga PI.F.TIL De Sëquestratione. SEcT:r:o[ De varüs Sequestrationum speciebus. 1955. Sequestratio, vel conventionalis, vel. judicialis est, re PTE { 37 “1 SN CS US NS St à+ one A+ pe D om ES eme te. oc: 4 i : F 5 1 Sezione iL Del Sequestro convenzionale. 19)6. Il sequestro convenzionale è 1l deposito di una cosa contraversa fatto da una, o più persone pressO un terzo, il quale si obbliga a restituirla, terminata la controversia, a quello cui sara dichia- rato che debba appartenere. 1957. Il sequestro pud non essere gra- tuito. 1958. Quando è gratuito è sottoposto alle regole. del deposito propriamente detto, salve le differenze sotto enunziate. 1959. Il sequestro pud ayere per og- getto gli effetti r7obiliari, come pure ol immobili. 1060. 11 depositario incaricato del se- questro non pud essere liberato prima, che sia terminata la controversia, se mon che mediante il consenso di tutte le parti interessate, o per una causa giudicata Jegittima. SEezionez IIL Del Sequestro ossia Deposito giudiziario. 1061. Il Giudice pud ordinare il se- auestro, 0 S£aTron II.” Du Séquestre conventionnel. 106. Le séquestre conventionnel est le dépôt fait par une ou plusieurs per- sonnes, d’une chose contentieuse, entre les mains d’un tiers qui s'oblige de la rendre, après la contestation terminée, à la personne qui sera jugée devoir l’ob- tenir. 1057. Le sèquestre peut n'être pas gratuit. 1058. Lorsqu'il est gratuit, il est sou- mis aux règles du dépôt proprement dit, sauf les différences ci-après énoncées. 1959. Le séquestre peut avoir pour objet, non-seulement des effets mobiliers, mais même des immeubles. 1960. Le dépositaire chargé du séque- stre, ne peut étre déchargé, avant la contestation terminée, que du COonsen- tement de toutes les parties intéressées, ou pour une cause jugée légitime. SECTION. IIL Du Séquestre ou Dépôt judiciaire. 1061. La justice peut ordonner le se- Questre, Srcssrn IL. De Sequestratione conventional. 1956, Sequestratio conventionalis est depositum rei litigiosæ ab uno, vel a pluribus factum penes alquem ea lege, ut finita lite eadeMm restituatur ei, cui adjudicabitur. 1957. Sequesiratio gratuita, et eliam non gratuita esse potest. 1058. Si gratxila est, resulis subiacet deposili proprie dicti, salvis excentionibus imferius proposilis. 5» Tregu} P ProI>: 1959. Non solum mobilia, sed immobilia quoque sequestro deponi possunt. ... qe NE.(1 Q 1960. Sequester ab obligatione, donec lis pendet, non liberatur, nisi consensus omnium, quorum m- terest, vel causa legitima intercedat. SEecTio IIl. De Sequestratione, seu depositio judiciali. 3961. Judex decernere potest sequesirationem pa dal! 16 {, all! de {ur« el et! S per. eue dk minée, Job. te LT pas SOU bdit, des, ant le onsen- Ses, r le st- 1 Dei mobili pignorati al debitore; 2.0 D’un immobile o d’una cosa 710- diliare 11 cui possesso o proprietà sia contesa fra due o più persone; 5.2. Delle cose che un debitore offre per la sua liberazione. 1962. La destinazione di un deposita- rio giudiziale produce fra il sequestran- te e il depositario stesso, vicendevoli Obbligazioni. Il depositario deve usare per la conservazione delle cose seque- strate, la diligenza di buon padre di fa- miglia. Deve presentarle, tanto per soddisfare il sequestrante con la vendita, quanto per restituirle alla parte contro cui so- no state fatte le esecuzioni, in caso di revoca del sequestro. L'obbligo del sequestrante consiste nel pagare al depositario il salario stabilito dalla lesge. 1963. Il sequestro giudiziario viene affidato, o ad una persona su cui le parti interessate siano fra loro conve- nute, Oo ad una persona nominata ex officio dal giudice. Nell uno e nell altro caso, quegli a cui venne affidata la cosa, è sottoposto a tutti gli obblighi che produce il se- questro convenzionale. L:955:1 1.9 Des meubles saisis sur un débireur: 2.0 D'un immeuble ou dune chose mobiliére dont la propriété ou la posses- sion est litigieuse entre deux ou plusieurs personnes; 3.9 Des choses qu'un débiteur offre pour sa libération. 1962. L'établissement d'un gardien ju- diciaire produit, entre le saisissant et le gardien, des obligations réciproques. Le gardien doit apporter pour. la con- servation des effets saisis, les soins d'um bon père de famille, IT doit les représenter, soir à La dé- charge du saisissant. pour la vente, soit à da partie contre laquelle les exécutions ont été faites, en cas de main-levée de la saisie. L'obligation du saisissant consiste à payer au gardien le salaire fixé par la loi 1903. Le séquestre judiciaire est don- né, soit à une personne dont les parties Iniéressées sont convenues. entre elles, soif à une personne nommée d'office par de: juge. Dans l’un et lautre cas, celui auquel la cose a été Confiée» est Soumis à tou- tés les obligations qu’emporte le séque- stre conventionnel, 1.0 Mobilium, quæ in odium debitoris aprehenduntur: 2.9 Rei immobilis, vel mobilis, de cujus dominio, aut possessione inter duos, seu plures coniroversia sit: 5.0 Rerum, quas debitor pro sua liberatione offert. s Sr:.: à:»,. à 1962. Judiciali sequestro constituto, inter illum, qui sequestrationem impetravit, et sequestrem mutuæ driun- tur obligationes. Scquester in servandis rebus depositis eam diligentiam præstare debet, qua. prudens pater familias uti solet. Easdem exluibere tenetur tam in favorem ïllius, qui sequestrationem obtinuit, ut vendi possint, qua altcrius, adversus quem adprehensæ fucrunt, si sequesiratio revocata sit. Obligatio illius, a quo sequestratio impetrata fuit, in eo consistit, ut mercedem juxta legem debitam se- questri persolvat. 1965. Depositnm judiciale fit penes eum, in quem partes consenserunt, vel quem judex ex officio ele. gi. Uiroque casu séquester üs omnibus subest obligationibus,-quæ ex sequestratione conventionali oriuntur. à : 1 | ; Ë M ue 7 Ph OO NI Dei Contratti di Sorte. 1064. Il contratto di sorte è una con- venzione reciproca 1 Cul effetti, relativa- mente al guadagno ed alla perdita, o per tutti i contraenti, Oo per uno© più di essi, dipendono da un avyenimento imcerto. Tali sono, Il contratto di assicurazione, Il prestito a tutto rischio, Il giuoco e al scommessa, Il contratto vitalizio. I due primi sono regolati dalle leggi maritime.: Cr r Oo EL Del Giuoco e della Scommessa. 1065. La legge non accorda azione veruna per un debito di giuoco o pel pagamento d’una scommessa. 1966. I giuochi proprj ad esercitare al maneovio dell armi, le corse a piedi o a cavallo, quelle de carri, il giuoco della palla ed altri di tale natura che L'EPRE AIT. Des Contrats Aléatoires. 1964 Le contrat aléatoire est une convention réciproque dont les effets, quant aux avantages et aux pertes, soil pour toutes les parties, soit pour lune ou plusieurs d’entre elles, dépendent d’un événement incertain. Tels sont, Le contrat d'assurance, Le prét à grosse aventure, Le jeu ef le part, Le contrat de rente viagère. Les deux premiers sont régis par les lois maritimes. CHAPITRE JT. Du Jeu et du Pari. P 1965. La loi n’accorde aucune action pour une dette du jeu ou pour le païe- ment dun pari. 1006. Les jeux propres à exercer a J'ai des armes, les courses à pied où à cheval, les courses de chariot, le jeu de paume et autres jeux de même nature TITULUS XIL De Contractibus aleatorirs. 1964. Contractus aleatorius est mutua conventio, cujus effectus quoad lucra, et damna, intuiu unius aut plurium, vel omnium eontrahentium, ab incerto pendent eventu. Hujusce generis sunt. 1.0 Contraclus, uti ajunt, assecurationis: 2.0 Nauticum fœnus. 5.0 Ludus, et mutua sponsio: 4.0 Reditus ad vitam constituti: Duo primi marins reguntur legibus. G AP:U. FE De Ludo, et mulua sponsione. 1965. Lex nullam actionem tribuit ad creditum ex ludo, vel ex sponsione consequendum. 1966. À superiori regula exeipiuntur ludi, quibus exercemur ad arma, vel ad cursum, sive pedibus, D mobil 1e ütolo: none uk pre 1908. ttimah 19/0, Au, ad aclion| pui# le jeu ture gti qi * pp [ 555] contribuiscono alla destrezza ed eserci- zio del corpo, sono eccettuati dalla pre- cedente disposizione. Il tribunale potra perd rigettare la domanda, qualora la somma gli sembri eccessiva. 1067. Il perdente non potrà in verun caso ripetere quanto avesse volontaria- mente pagato, purchè per parte del vin- citore non siavi stato dolo, soperchie- ria Oo truffa. "CA RO FT Del Contratito vitalizio. SEZzZI1ONE I. Delle Condizioni richieste per la vali- dita del Contratto Vitalizio. 1998. La rendita vitalizia pud essere costituita a titolo oneroso, mediante una somma di danaro, mediante un effetto mobiliare valutabile, o un immobile. 1969. Pud altresi essere costituita a titolo semplicemente gratuito, per dona- zione tra vivi Oo per testamento: deve in tal caso essere rivestita delle forme prescritie dalla legge. qui tiennent à l'adresse et à lexercice du corps; sont exCeptés de la disposition précédente. Néanmoins le tribunal peut rejeter la demande, quand la somme lui paraft excessive. 1067. Dans aucun cas, le perdant ne peut répéler ce qu'il à volontairement payé, à moins qu’il ny ail eu, de la part du gagnant, dol, supercherie ow escroquerie. CHAPFFERE TT Du Contrat de Rente Viagere. SECTION PREMIÈRE. Des Conditions requises pour la vali- dité du Contrat. 1068. La rente viagère peuf étre con- s'ituée à titre onéreux, moyennant une somme d'argent, ou pour une chose mnobilière appréciable, ou pour un im- meuble. 1960. Elle peut étre aussi constituée, à titre purement gratuit, par donation entre-vifs ou par testament. Elle doit étre alors revétue des formes requises par la loi. sive equo, sive curru: ludus pilæ, et ceteri, qui viribus angendis inserviunt. Nihilominus judex petitio- nem poterit, quoties quantitas, de qua agitur, immodica ipsi videatur. \ 1967. Nurquam tamen fas erit victo sponte solutum repetere, nisi vis, dolus, vel malæ ex perso- na victoris artes intercesserint. CE- De Conitractu reditus ad vitam. eee SEC Tio 1 De conditionibus pro validitate contractus reditus ad vitam necessartis. 1968. Reditus ad vitam oneroso titulo consütui potest, vel traditione pecuniæ, vel rei mebilis pretio æstuvabilis, vel immobilis. 1969. Gratuito quoque consüluitur donationè inter vivos aul testamento. Tunc solemnitates, quas leges indi- eunt, adhidendæ sunt. Ra:* : héoé NL RE D+ Re A ÉREsT- ont te bone dal, HR nN D: … I M ce 7 F F5 3970. Nel caso dell articolo precedente, la rendita vitalizia e sog ggetta a riduzione, se eccede la quota di cui è permesso di disporre: è nulla, se è fatta a favore di persona incapace di ricevere. rQ7 1. La rendita vitalizia pud costi- tuirsi, tanto sulla vita di quello che som- ministra il danaro, quanto su quella di un terzo che non ha diritto alla rendita. 1972. Essa pud costituirsi sopra la vita d una o piu persone. 1973. Pud cos tituirsi a vantageio di un terzo, benchè un altro ne abbia som- ministrato 1l prezzo. In quest ultimo caso, quantunque essa abbia il carattere d’ una liberalita, non è perd soggetta alle formalità richieste per le donazioni; eccettuati i casi di ri- duzione e di nullità espressi nell’ arti- colo 1970. 1974. Ogni contratto di rendita vita- lizia costituita sopra la vita di una per- sona che al tempo del contratto già fosse defunta ,non produce alcun effetto. 1975. Lo stesso ha luogo risuardo al contratto con cui la rendita vitalizia fosse stata stabilita sulla vita di persona in- ferma la quale muoja entro venti giorni dalla data del contratto, 6] 1970. Dans le cas de Parricle préc dent, la rente viagère est réductible, si elle excale ce dont il est permis de di- sposer: elle est nulle, si elle est au profit d’une personne incapable de re- cevoir. 1971. La renle viagère peut étre con- stituée, soit sur La tête de celui qui en Jfournit le prix, soit sur la tête dun tiers qui.na aucun droit d'en jouir. 1972. Elle peut étre constituée sur une ou plusieurs têtes. 1973. Elle peut étre constituée au pro- Jit d'un tiers, quoique le prix en soif Journi par une autre personne. Dans ce dernier cas, quoiqw’ elle aif les caractères d'une libéralité, elle n’est point assujettie aux formes requises pour les donations; sauf les cas de réduction et de nullité énoncés dans Particlé 1970. 1974. Tout contrat de rente viagère créée sur La tête d'une persone qui était morte au jour du contrat, ne produié aucun effet. 1975. I] en est de méme du contraë par lequel la rente a été créée sur l& téte d'une personne atteinte de la malæ- die dont elle est décédée dans Les vingt jour de la date du contrat. è 1970. Reditus ad vitam graluito constitutus ad minorem quantütatem redigitur, si pernussæ donationis modum excedat; nullum vero parit effectum, si favore ejus, qui accipiendi incapax est, consiluatur. 1971. Ci potest ad vitam tam illius, qui pretium solvit, quam alterius, qui in eodem rediiu nulle jure fruatur. 1972. Ad vitam quoque unius, vel plurium constitui potest. 1975. Item constitui potest favore tertiæ personæ, licet altera pretium persolverit. Postremo casu, quamvis reditus liberalitatem sapiat, sotemnitates tamen ad donationem necessai je no“ requiruutur, exceptis casibus deminutionis, et pullitatis, de quibus in art: icule mo. :;> 1974 Reditus constitutus ad vitam ejus, qui contractus tempore jam obierat,. parit effectum. 1975. Idem est de reditu constituto ad vita ejus, qui jam morbo correpius€x€ 2 viginti die sab into coniractw. dem decesserit intra glme ao à je\ 1Q delle quel ten del del drrit ï ben che 1 102 FI vend mu ds aretra Irc À\ ln ciare 1ÿ fionem 1978 tompeti Squestr. fonsensu 1070. ï #ltos ce à pe Hi ÿ | dk TES : OS[A dr re cn. imia, ne| Un lier 2e su | pro soif le aié e nest es pOur luction ego. piageré ji élai produit| néral j' lG . donauonis gain. jellun [ 537] 1976: La rendita vitalizia pud costi- tuirsi in quella misura d’ interesse che piacerà alle parti di stabilire. SEZtONE Il. Degli effetti del Contratto viralizio fre le Parti contraenti. 1977. Quegli à vantaggio del: quale: fu costituita una rendita vitalizia me- diante un prezzo, pud chiedere lo scio- glimento del contratto, se il costituente: non gli somministra le-cautele stipulate per l'esecuzione.: 1978. La sola mancanza del pagamento: delle annualità decorse non autorizza: quello in di cui favore è costituita la vendita vitalizia, a chiedere il rimborso del capitale, o a rientrare in possesso: del fondo alienato; egli non ha che il diritto di far sequestrare e di far vendere- 1 beni del suo debitore, e d’ instare per- chè venga ordinato, quando il debitore: non vi acconsenta, che col prodotto della vendita si faccia l'impiego d’una som-. ma bastante per soddisfare le annualita. arretrate. 1979. Il costituente non pud liberarsi. dal pagamento della rendita, con offrire il rimborso del capitale, e con rinun- cire alla ripetizione delle annualità pa-. 1976. La rente viagère peut être con stituée au. taux quil plait, aux parties. contractantes de fixer. SECTION II. Des effets du Contrat entre les Parties contractantes. 1977. Celui au profit duquel la rente viagère à élé constituée moyennant ur prix, peut demander la résiliation du contrat, Si le constituant ne lui donne: pas les stretés stipulées pour son exé- cution. 1978. Le: seul défaut de paiement des arrérages de la rente n'autorise poins celui en faveur de qui elle est consti- tuée, à demander le remboursement du capital, ou: à rentrer dans le fonds par lui aliéné: il n'a que le droit de saisir: et de faire vendre les biens de son dé- biteur, et de faire ordonner ou consen- tir, sur le produit dè la vente, l'emploi d'une somme suffisante pour le service des arrérages.…. 1079- Le constituant ne peut se libé- rer du paiement de la rente, en offrant de rembourser le capital, et en renons. LY# 4° e À?# çant à la. répétition des arrérages payés: 4 1976. Modus redituum ad vitam-in ea quantitate, quæ libuerit contrahentibus, præfiniri potest. DECTI0 Ÿ, De effectibus Contractus reditus ad vitam inter Contrahentes. 1977. Âgere ad rescissionem contractus potest is, cujus favere reditus ad vitam titulo oneroso per tradi- tionem-pecuniæ constituius fuit, si cautiones pro ejus execulione conventæ ipsi minime præstentur. 1978. Ob solam moram in præslandis transactis reditibus ei, cujus gratià constituti sunt, facultas haudquaquam æompetit sortem repetendi, vel fandum-+hac dé causa traditum vindicandi; ipsi dumtaxat jus est impetrandi sequestrationem, et vendiionem bonorum debitoris; ut congruæ quantitatis prelii vel judicialiter, vel ex« consensu facta collocatione, redituum præteritorum solutioni caveatur. 1979. Redituum debitor ab hisce præstandis sese liberare nequit, licet sortis restitutionem offerat, et: solutos census nunquam se repetiturum spondeat, Reditus solvere teneur, quamdiu vixerint is, vel ill, ad quorum: CA 68. [ 538 gate: egli è tenuto a corrispondere la rendita durante tutta la vita della per- sona o delle persone sopra la vita delle quali fa costituita, qualunque sia la du- rata della vita di tali persone, e per quant» onerosa abbia potuto divenire la prestazione della rendita. 1980 La rendita vitalizia è dovuta al proprietario in proporzione del numero de’ giorni che ha vissuto. Se perd si è convenuto che fosse pa- ata anticipatamente, la rata anticipata s’ acquista dal giorno in cui è scaduto il pagamento. 1981. Non pud stipularsi che la ren- dita vitalisia non sia soggetta a seque- stro, se non quando essa è costituita a titolo gratuito. 1932. Non s’estingue la rendita vita- lizia colla morte civile del proprietarlo; deve continuarsene il pagamento durante tutta la sua vita naturale. 1083. Il proprietario d' una rendita vitalizin non pud chiedere le annualita se non giust'ficando l'esistenza sua, 0 della persona sopra la cui vita& stata costiluita.- il est tenu de servir la rente pendant toute la vie de la personne ou des per- sonnes sur la tête desquelles la rente a été constituée, quelle que soit la durée de la vie de ces personnes, ef quelque onéreux quait pu devenir le service de la rente. 1080. La rente viagère n’est acquise au propriétaire que dans la proportion du nombre de jours qu'il& vécu. Néanmoins sil a été convenu qu’elle serait payée d'avance, le terme qui a dé étre payé, est acquis du jour où le paiement a den étre fuit. 1081. La rente viagère ne peut étre stipulée insaisissable, que lersçu’elle. a été constituée à titre gratuit. 1082. La rente viazère ne s'éteint pas par la mort civile du propriétaire;‘le paiement doit en être continué pendant sa vie naturelle. 1083. Le propriétaire d’une rente via- gère n’en peut demander les arrérages qu’en justifiant de son exisi-nce, Ou de celle de la personne sur la tête de la- quelle elle a été constituée. vilam fuerunt constituti, quantumvis longæ 1980. Reditus domino debentur pro numero dierum, quibus vixil; atiamen antecessum eorum, quota solvaitur, hæc omnino domino adqmiriiur ipsa die, qua ro8r. Ne reditus ad vitam sequestrationi obnoxius sit stipulari minime hicet, “) ps consuiutus. 1982. 2edius ad vitam civili morte domini non extinguitur: intermilti nequit. 1985. Doininus annuos census petere non polest, nisi qualenus se ij reditus constitutus fuit, in vivis esse probaverit. va hæc esse, et onerosa illorum solutio fieri potuerit. si convenium sit, ut in solulio facienda erat. nisi titulo graiuilo fuerit donec naturalem vilam ipse egerit, soluiio psuw, vel alterum, ad cujus vitam 19 10 tua Paix dam Tente l lu fu vite À au porn 1 | qu'ele {qui à où le nt pus ire: perle pe vit n r f VA) ( 1} d(A e la- a TITOLO XIIL Del Mandato. CAPO PRIMO. E] Della Natura e della Forma del Mandato. TOË4- Il mandato o procura è un atto con cui una persona attribuisce ad una altra la facoità di fare qualche cosa per essa ed in suo nome. Il contratto non è perfetto che colla accettazione del mandatario 1985. Il mandato pud farsio per atto pubblico, o per 1scritlura privata, od anche per lettera. Pud eziandio farsi verbalmente; ma non.è ammessa la prova tesüimoniale che in conformitàa del u- tolo dei Contratti o delle Obbligazioni convenzionali 1n genere. 1, accettazione del mandato pud essere tacita, e risultare dall esecuzione che ha data il mandatario. 1986. Il mandato€ gratuito, quando non Vi Sia patto in contrario. 987. Il mandato& 0 speciale e per un pie Oo per certi affari solamente, ovvero è generale per tutti gli aflari del mandante. TITRE XIIÉ Du Mandat. CHAPITRE PREMIER. De la Nature et de la Forme du Mandat. 1984. Le mandat où procuration est un acte par le quel une personne donne à une autre le pouvoir de faire quéljue chose pour le mandant et en son nom. Le contrat ne se forme que par lac- cep'ation du mandufaire. 1985. Le mandat peut étre donné ou par acte public, ou par écrit sous seing privé, méme par lettre. Il peut aussi étre donné verbalernent; mais Lx preuve testimoniale n'en£st reçue que Confor- mément au titre des Contrats ou des Obligations conventionnelles en général. L'accep'ation du mandat peut nétre que tacite, et résulter de l'éexécu'ion qui lui a été donnée par le mandataire. 1986. Le mandat est gratuit, SU ny a convention CONrAire. 1987. À est, ou spécial el pour une affaire ou certaines affaires seulement, ou général et pour toutes les affaires du mandint. TFTELLUS S ALIL De Mandato. GRR TE De Natura, et Forma Mandat. 1984. Mandatum, vel procuralio est actus, quo quis alteri facultatem tribuit aliquid pro se, suoque ne- mine faciendi. Hic contractus solo mandatari consensu perbcitur. 19933. Mandari potest, vel per actum publicum, vel per privatam scripturam, vel per ep'stolam. Verbis quoque mandatum enuttitur, sed per tesles probari nequit, nisi juxta disposita in tiulo Codicis de Con- tractibus® vel de Oblizatiomibus conventionalibus ir genere. Consensus mandaiarii tacite etiam haberi potest, et ab executione rei mandatæ deduct. 1986. Mandatum grai tuitum est, nisi alter conventum sit. 1937, Mandatum, vel speciale est, atque ad unam, aut ad quasdam res tantum; vel generale, et ad omnia mandantis negolia porrigilur. des [ 540] r998.[1 mandato concepito in termini generali non comprende che gli atti di amminisitrazione. Quando si tratti d'alienare, ipoteca- re O fare altri atti di dominio, il man- dato deve essere espresso. 1989. Il mandatario non pud fare cosa alcuna oltre cid che è nei limiti del suo mandato: la facoltàa di transigere non comprende quella di compromeitere in altri. 1990. Le-donne ed à minori emanci- pati possono essere scelti per mandatar); ma il mandante non ha azione contro il mandatario minore se non giusta le regole generali relative alle obbligazioni dei minori; e contro la donna maritata che abbia accettato ilmandato senza l’au- torizzazione del marito, se non a tenore delle regole stabilite nel‘£titolo deZ Con- {ratio di matrimonio, e dei Diritti ri- spettivi de’.conjugt. CAPO II. Delle Obbligazioni del Mandatario. 1991. Îl mandatario è tenuto ad ese- guire 11 mandato sino a che ne resta incaricato, ed è risponsabile per 1 danni ed. interessi risultanti dal suo inadem- pimento. 1088. Le mandat conçu en termes gé- néraux nembrasse que les actes d'ad- ministralion. S’il s’agit daliéner ou hypothéquer, ou de Guelque autre acte de propriété 5 le mandat doit étre exprès. 1089. Le mandataire ne peut rien Jaire au-delà de ce qui est porté dans Son mandat: le pouvoir de transiger ne renferine pas celui de compromettre. 1090. Les femmes et les mineurs éman- tipés peuvent être choisis pour manda- aires; mais le mandant na daction contre le mandataire mineur que d’après les règles générales relatives aux obli- gations des mineurs, et contre la femme mariée et qui a accepté le mandat sans autorisation de son mari, que d’après les règles établies au titre du Contrat de mariage et des Droits respectifs‘des ‘Époux. CHAPITRE II. Des Obligations du Mandataire. 1991. Le mandataire est tenu dac- complir le mandat tant qw’'il en demeure chargé, et répond des dommages-intérées qui pourraient résulter de son inexé- CUTION. 1988. Mandatum generalibus verbis conceptum selos administrationis actus complectitur. In alienatione, hypotheca, aut quovis alio dominü actu expressum requiritur mandatum. 3089. Mandatarius fines mandati excedere ne uit: concessa transigendi facultas alteram non contiret € Ê 5 sompromittendi. 1990. Mulieres, et minores emancipati procuratores esse pessunt; mandanti vero contra mandatariuüm ætate minorem nulla actio conceditur, nisi juxta generales regulas de obligationibus minorum; neque ad- versus nuptam, quæ viro non auctorante mandatum suscepit, actio pariter datur, nisi servatis regulis in titulo de Matrimonio; et de mutuis conjugum Juribus sancitis. CAPUT IL De Obligationibus Mandatari. 1991. Mandatarius susceptum mandatum, donec reyocatum sit, implere tenetur, et nisi ilud execulioni mandaverit, damna et quanti interest rependit. (CT TR ue pr, UE ré 1 dt slgern ele, ares TT Eman: nd ction après : obl- femme lat sans d'aprés Contrit ts dé Pr LS [54] Œ parimenti tenuto a terminare l'af- fare già incominciato al tempo della morte del mandante, se dal ritardo possa derivarne pericolo. 1992. Il manüatario è‘risponsabile non solaménte per il dolo, ma anche per le colpe commesse nell esecuzione del mandato. Tale risponsabilità perd riguardo alle colpe‘è applicaäta meno rigorosamente a quello il cui mandato è gratuito, che non sia a colui che riceve uña mercede. 1093. Qualunque mandatario‘deve ren- der conto del suo operato, e corrispons dere al mandante tutto quello che ha ricevuto in forza della sua procura, quand’ anche cid che ha ricevuto non fosse dovuto al mandante. 1994. Il mandatario è risponsabile per colui che ha sostituito nella sua incom- benza, 1.0 Quando non gli fu accordata la facoltà di sostituire alcuno; 2.9 Quando una tale facoltà gli fu con- cessa senza indicazione della persona, e che quella che ha eletto era notoria- mente incapace o insolvibile. In tutti i casi, pud il mandante diret- tamente agire contro la persona che venne sostituita dal mandatario. 199. Quando in un solo atto si sono costituiti più procuratori© mandatarj, Il est tenu de même d'achever la chose commencée au décès du mandant, s’il ÿ a péril en la demeure. 1092. Le mandataire répond non-seu- lement du dol, mais encore des fautes qu’il commet dans sa gestion. Néanmoins la responsabilité relativa aux fautes est appliquée moins rigour- reusèment à celui dont le mandat est gratuit, qu’à celui qui recoit un salaire. 1993. Tout mandataire est tenu de rendre compte de sa gestion, et de faire raison au mandant de tout ce qu'il& recu en vertu de sa procuration, quand méme ce"qu’il aurait reçu neût point été di au mandant. 1994 Le mandataire répond de celui quil s’est substitué dans la gestion, 1.0 quand il n'a pas reçu le pouvoir de se substituer quelqu'un; 20 Quand ce pouvoir lui a été conféré sans désignation d’une personne, et que celle dont il a fait choix était notoire- ment incapable ou insolvable. Dans tous les cas, le mandant peur agir directement contre la personne que le mandataire s'est substituée. 1095. Quand il y a plusieurs fondés de pouvoir ou mandataires établis par le + Negotium quoque eo tempore, quo mandans obiit, jam inceptum, si periculum in mora sit, perficere debet. 1992. Non solum dolum, sed etiam culpam mandatarius præstat. Attamen si de ejus culpa tañtum agatur, minus hac affcitur is, qui gratis, quam qui pacta mrercede mandatum suscepit. 1093. Quilibet mandatarius rationem gestionis suæ reddere cogitur, atque mandanti quidquid mandak causa accepit, exhibere, licet illi indebitum foret, quod esset consecutus. 109 4. Mandatarius ex gestione ejus obligatur, que sibi in administratione substituit, 1. Cum facultas substituendi ei collata noù fuit. 3. Si hac facultate concessa, substitutus tamen designatus non sit, ét ipse manifeste incapacem, vel solvendo imparem-elegerit. Quocumque tamen casu mandans adversus eum, quem mandatarius sibi substi- tuit, directe agere potest. 1995. Quoties plures procuratores uno actu constituuntur, mandati judicio in solidum ipsi non tenentux non Ré RES i t En E- [ 542] mon vi ha solidarietà fra essi che in quan- to è stata espressa. 1996[! mandatario deve corrispondere gl interessi delle somme che ha impie- gate a proprio uso, dalka data del fattone impiego, e di quelle di cui sia rimasto in debito, dal giorno in cui fu costitui- to in mora. 1997. Il mandatario che ha dato alla parte con cui contratta in tale que: lita, una bastante notizia delle facoltà rice- vute, non è tenuto a garantire per quello che si è operato oltre i limiti del man- dato, eccetto che si fosse per cid perso- malmente obbligato. CAPO.ITE Delle Obbligazioni del Mandante. 1998. Il mandante è tenuto ad ese- guire le obb ligazioni contratte dal man- datario, a norma delle facoltà che gli sono state accordate. Non è tenuto per ci che il mandatario avesse agito oltre tale facoltà, se non in quanto egli l’abbia espressamente 0 tacitamente ratificato. 1999. Il mandante deve rimborsare al mandatario le anticipazioni e le spese che questi ha fatte per l'esecuzione del man- dato, e deve pagargli la mercede se è stata promessa. méme acte, il n'y a de solidirité entre eux qu'autant qu’elle est exprimée. 1996. Le mandataire doit l’intérét des sommes qu'il a employées à son usage, à dater de cet emploi; et de celles dont il est reliquataire, à compter du jour quil est mis en demeure. 1097. Le mandataire qui a donné à la partie avec laquelle il contracte en cette qualité, une suffisante connaissance de ses pouvoirs, n'est tenu d'aucune ga- rantlie pour ce qui a été fait au-delà, s'il ne sy est personnellement soumis. CHAPITRE III. Des Obligations du Mardant. 1998. Le mandant est tenu d'exécuter les engagemens cont actés par le man- dataire, conformément au pouvoir qui lui a été donné. Il n'est tenu de ce qui a pu étre fait au-delà, qu'autant qu'il l’a ratifié expres- sément ou tacilemernt. 1999. Le mandant doit rembourser au mandataire les avances ef frais que Ce- lui-ci a faits pour l'éxecution du ran- dat, et lui payer ses salaires lorsqu'il en@ élé promis. pre” dise nisi quatenus id expressum sit. 1996 Mandatarius usuras persolvit pecuniæ, quam in rem suam vertit, a die conversionis; et reliqui eliam, cujus debitor est, a die moræ. 1997. Mandatarius, qui satis docuit contrahentem de su mandati finibus, nuallatenus ienetur de eo, auod ultra mandatum actum fuit, nisi huic obligationi se subjecerit. . ù:? le]$ CABUT IIiE De Obligationibus Mandantis. 1998. Obligationes a mandatario ieitas, pro modo faculiatis ipsi collatæ, mamdans præstare debet. ne‘ Non tenetur de eo, quod præter fines mandali actum esset, nisi expresse, vel tacite id ratum habuisset. 1999. Mandans pecuniam a mandatario erogaiain, et sumptus mandat exequendi gratia factos rependel; 1 mec non mercedem, siquam promisit, ei persolvet. u Enle te, rt des Jupe $ dot à jour AE } Celle ce de ga: elà, mis. ceculer » mue j qui Juil '6S- ral » CE- pan sql pl 1 jrs pyel [ 545] Quando non sia imputabile alcuna col- pa al mandatario, non pud il mandante dispensarsi dal corrispondere il dette rim- borso e pagamento, ancorchè l'affare non fosse riuseito, nè pud far ridurre l'amimontare delle spese ed anticipazioni, Col pretesto che avrcbbero potuto essere Minori. 2000. Il mandante deve parimente in- dennizzare il mandatario deile perdite da questo sofferte all occasione delle assunte incombenze, quando non gli sia imputa- biie coipa alcuna. 2001. Il nandante deve corrispondere al mandatario gl intcressi delle somme da lui anticipate, dal giorno dei conipro- vato pagameuto delle medesime. 2002. Quando il mandatario& stato costituito da più persone per un affare comune, ciascuna di esse& tenuta solida- riamente verso il mandatario per tutti gli effetti del mandato, CAO 17 Delle Diverse Maniere colle quali SL ESLiT=: gue il Mandato. 2003. Il mandato si estingue, Per la revoca della procura, Per la rinuncia del mandatario, S'il ny a aucune faute imputable aw mandataire, le mandant ne peut se di- spenser de faire ces remboursement et paiement, lors méme que l'affaire n'au- rait pas réussi, ni faire réduire le mon- tant des frais et avances, sous le pré- texte qu'ils pouvaient étre moindres. 2000. Le mandant doit aussi indemni- ser le mandataire des pertes que© lui-ci a essuyées à l’occasion de sa gestion, sans imprudence qui lui soif imputable. 2001. L'inlérét des avances faites par le mandataire lui es! di par le man lun, à dater du jour des avances constatées 2002. Lorsque le mandataire a été con- stilué par plusieurs personnes pour une affaire commune, chacune d'elles est te- nue solidrirement envers lui de 1ous les effets du mandat. CHAPITRE 147. Des Différentes Manières dont le Mandat finit.| 2003. Le mandaf finit, Par la révocation du mandataire, Par la renonciation de celuici au mandaf, Si mandatarius de nulla culpa argui possit, mandans eadem omnia ipsi præstabit, etsi rei exitus vote ..°......#. minime responderit; neque ad impensarum deminutionem agere poterit, eo quod minus petuisset impendi. 2000. Mandatarium indemnem mardans præstare quoque debet, si ille negotii gerendi causa absque sua culpa detrimentum passus est. 2001, Usuras etiam mandatario persolvet pecuniæ de suo erogaiæ a die, qua eam erogatam fuisse, con- stilerit. 2007. Quoties a pluribus pro communi negotio mandatarius consütuitur, unusquisque in solidum man- dau judicio teneur. LArU I V. De variis Modis, quibus Mandatum extinguitur. 2003. Mand:'7 11e revocatione manual: Renunciat:o EE Morte natu itione, vel cessione bonorum sive mandantis, sive pandatarii, [ 544] Per la morte naturale o civile, per P'interdizione o per la prossima deco- zone, tanto del mandante, che del man- datario. 2004. 11] mandante pud. quando vuole rivocare la procura, e coslringere, ove siavi luogo, il mandatario a restituirgli la scrittura privata in cui è contenuta, o l’originale della procura, se fu spe- dita in minuta, o la copia, se è stata gonservata la minuta. 2005. La revoca della procura notifi- eata soltanto al mandatario non pud op- porsi ai terzi Lquali ignorando la revoca siessa hanno agito con esso, salvo al mandante il regresso contro il mandatario. 2006. La costituzione d’ un, nuovo procuratore, per lo stesso affare, produce la revoca, del primo, dal giorno. in cui fu a questo notificata.| 2007. Il mandatario pud rinunciare al mandato, notificando al mandante la sua rinuncia.| Cid non ostante, se tale rinuncia pre- giudica ik mandante, dovrà essere inden- mizzato dal mandatario, eccetto che questi sia nell’impossibilità di coutinuare nel- Tesercizio del mandato, senza soffrn'e egli stesso un considerevole pregiudizio. 5008. E valido cid che fa il manda- tario nel tempo che ignora la morte del Par la mort naturelle ou civile, l’inter- diction ou la déconjiture, soit du: man- dant, soit du mandataire. 2004 Le mandant peut révoquer sa procuration quand bon. lui semble, et contraindre, s’il y a lieu, le mandataire à lui remettre, soit l'écrit sous seing privé qui la contient, soit l’original de la procuration, si elle a été délivrée en brevet, soit l'expédition, s'il en a été gardé minute. 2005. La révocation notifiée au. seul mandataire ne peut étre opposée aux tiers qui ont traité dans l'ignorance de cette révocation, sauf au mandant son recours contre le mandataire. 2006. La constitution d’un nouveatk mandataire pour la même affaire, vaut révocation du premier ,.à compter du jour où elle a. été notifiée à celui-ci. 2007. Le mandataire peut renoncer au mandat, en notifiant au mandant sa reno7nCidltON.. Néanmoins, si cette renonciation pré- judicie au mandant., il-devra en étre indemnisé par le mandataire, à moins que celui-ci ne se trouve dans limpos- sibilité de continuer le mandat sans.en éprouver. lui-méme un. préjudice. consi- dérable.. 2008. Si le mandafaire ignore la moré du mandant, ou l’une des autres causes. DE T ÿ* T 2004. Ad libitum mandans mandatum revocare potest,€t mandatariüm compellere, ut vel: privatam mandati scripturam restituai, vel aultographum, si ipsum traditum fuit; vel ejus exemplum, si autographum ia, actis publicis servetur. 2005. Revocatio mandati soif mandatario deaunciäta objici nequit is, qui revocationem ignorantes cum ee contraxerunt, salvo jure mandantis ad indemnitatem adversus mandatarium. 2006: Si novus in eadem re procurator constituatur; eo ipso prinum mandatum revecatum habebitur a. die, qua priori mandatario novum mandatum legitime:innotuerit. 2007, Mandatarius mandato renunciare potest, facta mandanti denunciatione. Si vera id mandanti noceat; ipsi jus est contra mandatamium agendi ad indemmitatem, nisi absque sue pergravi damno mandatum amplius exequi non possit. 2008, Mandantis. mortem mandatario ignorante,, aut quavis alia causa, qua mandatum selvitur, ipsi De. de me QUer 40 le, ef ndutaire ÿ se inal de rrée en a ét seul aux e de b son OUVEAU », EUÉ fer du j-0l mOnCer gnt sa pré étre oins pos- sen ani nn mandante, o una delle altre cause per le quali cessa 1l mandato. 2009. Ne’ premessi casi le obbligazio- ni contratte dal mandatario hanno ese- cuzione riguardo ai terzi che sono in bucna fe de. 2010. In caso di morte del mandata- rio,i suoi eredi devono darne l’avviso al mandante, e provvedere frattanto a a cid che le circostanze richieggono per l’interesse di questo. TITOLO XIV. Della Fidejussione. CAPO L Della Natura e dell Estensione delle Fidejussions. 2011. Quegli che si costituisce sicurtà per un obbligazione si sottopone verso il creditore a soddisfare la stessa obbli- gazione, qualora il debitore non la adempisca egli medesimo. 2012. La fidejussione non pud sussis- tere che per un’ obbligazione valida. Pud cid non ostante prestarsi la fide- jussione per un’ obbligazione la quale [ 545] qui font cesser le mandat, ce quil æ Jait dans cette ignorance est valide. 2009. Dans les cas ci-dessus, les en- gagemens du mandataire sont exécutés à l'égard des tiers qui sont de bonne foi. 2010. En cas de mort du mandataire, ses héritiers doivent en donner avis au mandant, el pourvoir, en attendant, à ce que les circonstances exigent pour lintérét de celui-ci. LÉERE AI Du Cautionnement, CHAPITRE PREMIER. De la Nature et. de l'Étendue du Caution- rement. 2o1r. Celui qui se rend caution dune obligation, se soumet. envers le créan- x cier à satisfaire à cette obligation, Si le débiteur ny satisfait pas lui-méme. .2012. Le cautionnement ne peut exister que sur une obligation valable. On. peut néanmoins caufionner une obligation, encore qu’elle put étre an- gnola, quidquid interim is gerat, effectum. 2009. In superioribus casibus mandatarii obligationes executioni mandantur quoad. alios, qui bona fide contraxerunt. 2010. Si mandatarius obierit; hujus heredes mandanti mortem. nunciare tenentur, atque interim ejus indemnitati prospicere”, prout rerum adjuncta:suadere videntur. EE TE EE SX TT. De Fidejussione: CA PU Ts: De Natura, et Effectibus Fidejussionis. zori. Qui se fidejussorem alienæ obligationis constituit, eam ipse, ni debitor ilh- satisfaciat, implere debet. 2012. Fidejussio obligation tantum accedit, quæ valida sit. Accedere tamen potest obligationi, quæ per "A La Ai cg ns ent LT pe da us ons RPRER dm #4 ta tri tes mmenssshans à.., é).. e gate F: 5 46 1 potesse essere annulläta in forza d una eccezione meramente personale al'obbli- gato, come è il caso della minor età 2013. La tidejussione non pud eccedere cid che è dovuto dal debitore, né essere contralta sotto condizioni più gravi. Pud prestarsi per una parte soltanto del debito, e a condizioni meno onerose. La fidejussione eccedente il debito, 0 prestata sotto condiziomi piü gravi, non è nulla: ma essa è soltanto ridueihil alla misnra dell obbligazione principale. 2014 Pud ciascuno rendersi fiderus- sore senza ordine, ed anche senza saputa di quello per cui si obbliga. Pud anche costituirsi fidejussore non solo del debitore principale, ma anche del suo fidejussore. 2015. La fidejussione non si presume; “deve essere espressa, e non pud esten- dersi oltre i Eimit ne’ quali fu contratta. 2616. La fidejussione indefinita per una obbligazione principale, si estende a tutti gli accessorj del debito, anche alle spese della prima domanda, ed a tutte quelle posteriori alla denuncia fatta al fidejus- sore. nullée par une exception purement per- sonnelle à Tobligé; par exemple, dans le cas de minorité. 1013. Le cautionnement ne peut€x- céder ce qui est dû var Le débiteur, ni étre contracté sous des conditions plus OÉrCUSeS. 1! peut etre contracté pour une partie de la détte seulement, et sous des con- ditions moins onéreuses. Le cautionnement qui excède la dette, ou qui est contracté sous des conditions plus onéreuses, n'est point nul: il est seulement réductible à la mesure de l'obligation principale. 2014. On peut se rendre caution sans ordre de celui pour lequel on Soblige, et méme à SON insu. On peut aussi se rendre caution, nON- seulement du débiteur principal, maïs encore de celui qui la cautionné. À/ 2015. Le cautionnement ne Se présume point; il doit être exprès, et on ne peut pas l’étendre au-delà des limites dans les- quelles il a été contracté. 2016. Le cautionnement indéfini d'une obligation principale s'étend à tous les accessoires de la dette, méme aux frais de la première demande, el à fous Ceux postérieurs à la dénonciation qui en est Jaite à la caution. 7+ exceptionem obligato mere personalem submoveri possit, prout contingit in obligatione a minore contracta, 2013. Fidejussor, nec in majus, nec in duriorem causam quam principalis debilor, obligatur. In partem vero debiti, et in leviorem causam obligari potest. Fidejussio in majus, aut in duriorem causam irrita non est, sed ad prmcipalis obligationis quantitatem redigenda erit. 2014. Fidejubere pro alio quisque potest, etiam eitra debitoris mandatum, immo ipso ignorante. Non + solum debitoris principalis verum et fidejussoris fidejussorem quicumque se constituere potest. 2015. Fidejussio non præsumitur: expresse stipulanda est, nec ultra fines in contractu statutos eam extendere licet, 2016. Fidejussio quoties de obligatione principali indistincle contracta proponitur, cunctas debïti acces- siones complecttur;, nec non impensas primæ ypelilienis, ceterasque post denunciationem fidejnssori fac- tam erogatac, Me, el peut er eur, à is plu nue part À des ci x del, ndiéions dl est ure de \oN sans Soblige, ion, ne al, md "ri » présunt| } Ne pti dans les. j dune ous les ï J Fais us CEUX j en es LED »o17. Le obbligazioni de fidejussori passano ai loro eredi ad eccezione di quella relativa all arresto personale, se l'obbligazione era di tal nalura per cui il fidejussore vi si fosse sotioposto. 2018. Il debitore obbligato a dare si- gurtà deve presentare persona capace di contrattare, che possieda bent suflicienti per cautelare l'oggetto dell’ obbligazione, e che sia domiciliata nella giurisdizione del tribunale d’appello in cui deve pre- starsi la sigurtà. 2019. La solvibilità d’un fidejussore non si misura che in rapporto alle sue proprietà fondiarie, eccetto che nelle ma- terie di commercio,© nel caso in cui il debito sia tenue. Non si valutano per tale rapporto glim- mobili litigiosi, nè quel, sopra dei quali si renderebbe troppo dificile qua- lunque atto esecutivo, attesa la distanza della-loro situazione. 2020. Quando il fidejussore accettato dal creditore, volontariamente o giudi- zialmente, sia divenuto in appresso in- solvibile se ne deve dare un aliro. Questa regola soggiace ad eccezione mel solo caso in cui il fidejussore non sia stato dato che in forza d una con- venzione colla quale il creditore ha vo- luto per fidejussore quella tale determi- nata persona. 2017. Les engagemens descautions pas- sent à leur héritiers, à l'exception de la contrainte par corps, si Fengagement était tel que la caution ÿ füt obligée. 2018. Le débiteur obligé à fournir une caution doit en présenter une qui ait la capacité de contracter, qui ait un bien suffisant pour répondre de l’objet de l’o- bligation, et dont le domicile soit dans le ressort du tribunal d'appel où elle doit étre donnée.: 2019. La solvabilité d'une caution ne s'estime qu’eu égard a ses propriétés fon- cières, excepté en matière de COmInerce; ou lorsque la dette est modique. On ra point égard aux immeubles li- tigieux, ou dont la discussion devien- drait trop difficile par l'éloignement de leur situation. 2020. Lorsque la caution reçue par le créancier, volontairement on Er? Justice, est ensuite devenue insolvable, il doit en étre donné une autre. Cette règle reçoit exception dans le cas seulement où la caution na élé donnée qu'en vertu d'une convention par laquelle le créancier& exigé une telle personne pour cautiort Bree fidejussor in carcerem detrudi potuisset. 2018. Qui satisdare promisit, eum fidejussorem offerre debet, et cujus domicilium existat intra territorium tribunalis appellations, ubi cau- plene cavendum possideat, tionem præstari oportel. 2019. Idoneus dignoscitur fidejussor hab de re moiica, vel commereialh agatur. Bona lit: 2020. Quum fidejussor a debitore vel sponie, vel judicis decret ft, novus fidejussor exhibendus erit. Unicus excipitur casus; QUO creditor ex pacio ipsam fi 2017. Fidejussorum obligationes transeunt ad heredes; illa tamen excepta, quæ ejus esset naturæ, ui qui contrahendi capax sit; qui bona ad ita dumtaxat ratione bonorum immobilium, quæ possidet; nist giosa, vel difficilis excussionis, eo quod longe dissita sint, non considerantuf. o acceplus, postmodum impar solvende dejussoris personam expresse voluerit. IA FE Fa E F É: b Fk. 1 NE? [ 548] CAPOTE Degli Effetti della Fidejussione. SEzioNne L Dell'effetto della Fidejussione tra il Cre- ditore, ed il Fidejussore. 2021. Il fidejussore non& tenuto a pa- gare il creditore che in mancanza del debitore principale, il quale deve pre- véntivamente essere escusso sopra 1 SuOiL beni, eccetto che il fidejussore abbia ri- nunciato al beneficio dell escussione,© che siasi obbligato solidariamente col debitore; nel qual caso l’effetto della sua obbligazione si regola cogli stessi prin- Cipj stabiliti riguardo ai debiti solidarj. 2022. Îl creditore non è tenuto ad escu- tere il debitore principale, che quando 1l fidejussore ne faccia istanza ne primi atti della causa contro di lui promossa. 20253. Il fidejussore che fa istanza per l escussione, deve indicare al creditore 1 beni del debitore principale, ed anticipa- re le spese occorrenti per l escussione. Egli non deve indicare beni del de- bitore principale situati fuori del cir- CHAPITRE IL, De l'Effet du Cautionnement. SECTION PREMIÈRE. De l'effet du Cautionnement entre le . Créancier et la Caution. 2021. La caution n’est obligée envers le créancier à le payer qu'à défaut du débiteur, qui doit étre préalablement di- scuté dans ses biens, à moins que la cau- tion nait renoncé au bénéfice de discus- sion, où à moins qu’elle ne se soit obli- gée solidairement avec le débiteur; au- quel cas leffet de son engagement se règle par les principes qui ont élé éta- blis pour les dettes solidaires. 2022. Le créancier n’est obligé de di- scuter le débiteur principal que lorsque fa caution le requiert, sur les premié- res poursuites dirigées contre elle. 2023. La caution qui requiert la di- scussion, doit indiquer au créancier les biens du débiteur principal, ef avancer les déniers suffisans pour faire la di- SCussion. Elle ne doit indiquer ni des biens du débiteur principal situés hors de Parron- CAPUT 1 De FE/ffectibus Fidejussionis. Sscr:o[L De effectu fidejussionis creditorem inter et fidejussorem. 2021. Fidejussor creditori solvere non tenetur, nisi debitore principali prius excusso, dummodo excussionis be- neficio non renunciaverit, neque in solidum cum eo se obligaverit; hisce enim casibus observandæ regulæ superius sancitæ de debitoribus in solidum. LCI 2022. Creditor principalem debitorem bonis excutere minime cogitur, nisi fidejussor interpellatus id in ipso litis exordio ab eo postulaverit. 2023. Fidejussor, qui excussionèm postulat; debitoris bona creditori indicare, et excussionis expensas in antecessum præstare tenetur. Bona autem indicanda sunt, nec sita extra territorium tribunalis appella- tionis, ubi solutio facienda est, nec litigiosa, nec hypothecæ pro debito obnoxia, quæ debitor amplius non possideat, pre (l re k een ul de { d- Cau- sCUS- Lab Ar ent se té cle de de Lorsque AT y de r les mcer y di- ns du l'arror- nt [ 549] condario. del tribunale d’appello del luogo in cui deve farsi il pagamento ,. nè beni litigiosi, nè beni già ipotecati per cautela del debito i quali non siano piü in potere del debitore. 2024. Qualora il fidejussore abbia fatta V’'indicazione dei beni in conformità dell articolo precedente, ed abbia som- ministrate le spese occorrenti per l'escus- sione, il creditore& risponsabile verso 1l fidejussore fino alla concorreuza dei beni indicati per l'insolvibilità del debitore principale, sopraggiunta a causa d' aver egli differito di procedere giudizialmente. 2025. Quando più persone hanno faita sicurtà per un medesimo debitore e per uno stesso debito, ciascuna di esse resta obbligata per l’intero debito. 2020. Non ostante, ciascuna di esse pud esigere che il creditore divida preventi- vamente la sua azione, e la riduca alla parte di ciascuno de’fidejussori, qualora non abbia rinunciato al beneficio della divisione. : Quando nel tempo in cui uno dei fidejussori avesse fatto pronunziare la competenza della divisione, ve ne fos- sero alcuni insolvibili, questo fidejussore è tenuto in proporzione per tale insol- vibilità, ma non pud essere più mole- stato per causa delle insolvibilita soprav- venute dopo la divisione.. 2027. Se il creditore ha divisa egli stesso e volontariamente la propria azio- dissement du tribunal d'appel du lieu où le paiement doit étre fait, ni des biens litigieux, ni ceux hypothéqués à la dette qui ne sont plus en la possession du dé- biteur. 2024. Toutes les fois que la caution a Jfait l'indication de biens autorisée par l’article précédent, et qgwelle a fourni les deniers suffisans pour la discussion, le créancier est, jusqu’à concurrence des biens indiqués, responsable, à légard de la caution, de l’insolpabilité du dé- biteur principal surverue par Île défaut de poursuites. 2025. Lorsque plusieurs personnes se sont rendues cautions d'un même débi- teur pour une même dette, elles sont obligées chacune à toute la dette. 2026. Néanmoins chacune d'elles peut, à moins qu’elle nait renoncé au béné- Jice de division, exiger que le créancier divise préblablement son action, et la réduise à la part et portion de chaque caution. Lorsque, dans le temps où une des cautions a fait prononcer la division, il y en avait d’insolvables, cette caution est tenue proportionnellement de ces ïin- solvabilités; mais elle. ne peut plus étre recherchée à raison des insolvabililés survenues depuis la division. 2027. Si le créancier«a divisé lui-né- me et volontairement son action, il 2024. Quoties fidejussor bona, de quibus dictum est in præcedenti articulo, indicaverit! et congruas excussionis expensas præstitenit; credilor pro illorum bonorum quantitate fidejussorem indemnem servare tenetur, s1 propter ejus in agendo negligentitu debitor principalis non solvendo fiat, 2025. Si plures sint fidejussores ejusdem debitoris, ei ejusdem debiti; singuli in solidum tenentur. 2026. Compelli tamen creditor ab nnoquoque fidejussore polest, ut actioncin suam prius dividat, et a singulis propriam debiti partem pelai, nisi divisionis beneficio renunciatum fuerit. Si cum fidejussor divisionem debiti obtinuit, alter ex confidejussoribus non solvendo fuerit, hujus defec- tum ille pro rata supplere tenetur: non ita vero, si post divisionem impar solvendo fiat, 2027. Creditor, qui sponte actionem suam divisit; non ampius contra fidejussores in solidum agere nd ad nie sun. uattitiri s mg sé sage ister f. 55o| ne, non pud recedcre dalla fatta divi- sione, quando ancora prima del tempo, im cui vi ha in tal modo acconsentito, vi fossero dei fidejussorti insolvibili. SEZIONE IL. Degli effetti della Sicurtà fra il Debito- re ed il Fidejussore. 1628. I fidejussore il quale ha pagato, ha il regresso contro il debitore princi- pale, tanto nel caso che la sicurtàa siasi fatta con scienza del debitore come sen- za di lui saputa. Questo regresso ha luogo tanto per il capitale che per glinteressi e spese; il fidejussore perd non ha regresso che per. le spese da esso fatté dopo che ha denunziato al debitore principale le mo- lestie che ha sofferte. £gli ha pure il resresso, se vi è luogo, per i danni ed interessi. 2029. H fidejussore che ha pagato il debito, subentra in tutte le ragioni che aveva il creditore contro il debitore. 2050. Quando vi sono più debitori principal e solidarj di uno stesso de- bito, il fidejussore che ha fatta sicurtà per tutti, ba contro ciascuno di essi ïl regresso per ripetere il totale di Cid che ha pagato. ne peut revenir contre celle division, quoiqu’il y eût, méme antérieurement aw temps où il Pa ainsi Consentie, des cau- tions insolvables, SECTION IE. De fleffet du Cautionnement entre le Débiteur et la Caution’ 2028. La caution qui& payé,& som recours contre le débiteur principal, soit que le cautionnement ait été donné au. su ou à l'insu du débiteur. Ce recours a lieu tant pour le princi- pal que pour les intéréts et les frais; néanmoins la caution na de recours que pour les frais par elle faits depuis qu’elle a dénoncé au débiteur principal les pour- suites dirigées contre elle. Elle a aussi recours pour les dom- mages et intérêts, S'il y à lieu. 2020. La caution qui a payé la done, est subrogée à tous les droits qu’avaié le créancier coutre le débiteur. 2030. Lorsqu'il y avait plusieurs dé- biteurs principaux solidaires d'une méme dette, la caution qui les a tous cautiorr- né, a, contre chacun deux, le recours pour la répélition du total de ce gw'elle a payé. potest, licet ante divisionem actionis aliqui ex fidejnssoribus j am solvendo. impares essent. SEcr1e Il De efféctu Fidejussionis. inter Debitorem, et Fidejussorern. 2028. Fidejussor, qui pro debitore principali solvit, adversus eundem eo, sive ignorante fidejusserit. Regressus hic non solum pro sorte competit, verum el regressum habet, sive sciente am pro usuris; atque pro illis taptum expensis; quibus obnoxius fuit, postquam debitori litem contra se institutam nunciavit. Darmna quoque, et id quod. interest, prout juris est, fidejussor a debitore repeüt. 2029, Fidejussor, qui debrtum solvit, in omnia jura creditoris erga debitorem euccedit. 2030. Si plures in solidum corei debendi sint ob unam eandemque causam, qui pro ommi bus fidejusst,, advereus singunlos regressun. habet ad id omne consequendum, quoil ab ipso solutum est, 1) jh + 2031. Il fidejüssore che ha pagaio una volta, non ha regresso contro il debitore principale che abbia pagato egli pure, qualora non l'abbia avvertito del paga- mento da esso fatto; salva la sua azione contro il creditore per la ripetizione. Quando il fidejussore avra pagato sen- za essere pulsato, e senza avere avver- tito il debitore principale, non avrà alcun regresso contro di questo nel caso in cui, al tempo del fatto pagamento, il debitore predetto avesse avuto dei mezzi per far dichiarare estinto il debito; sal- va la sua azioue contro il creditore per la ripetizione. 2032. Il fidejussore, anche prima di aver pagato, puo agire contro il debitore per essere da lui rilevato, 1.0 Quando è convenuto giudizialmente per il pagamento; 2.9 Quando il debitore è fallito, 6 si trovi in istato di prossima decozione; 5.0 Quando il debitore siasi obbligato di liberarlo dalla sicurth in un tempo Men ee ° Quando il debito sia divenuto esi- ble per essere scaduto il termine che era stato convenuto pel pagamento; bo Al termine di anni dieci, quando Y obbligazione principale non abbia un termine fisso per la scadenza, purche 2051. La cauliôn qui à payé une première fois, n'a point de recours contre le débiteur principal qui à payé = 4»+, Fe une seconde fois, lorsqu'elle ne la point averti du paiement par elle fait; sauf son action en répétition contre le créan- cier. Lorsque la caution aura payé sans étre poursuivie et sans avoir averti le débiteur principal, elle n'aura point de recours contre lui dans le cas où,@e moment du paiement, ce débiteur auraïé eu des moyens pour faire déclarer la dette éteinte; sauf son action en répf- tition contre le créancier. 2032. La caution, même avant d'avoir payé, peut agir contre le débiteur pour étre par lui indemnisée, 1° Lorsqu'elle est poursuivie en justi- Ce pour le paiement; 2.0 Lorsque le débiteur& 1 fait faillite, ou est en déconjifure; 5,e Lorsque le débiteur s'est obligé de lui rapporter sa décharge dans ux cer- lain 1e11pS; 4° zorsque la dette est devenue ext- gible par l'échéance du terme sous lequel elle avait élé contraclée; 5.0 Au bout de dix années, lorsque obligation principale na point de terme fixe d'échéance, à moins que Pobligation Lrmersess 2031. Fidejussor, qui primus solvit, regreseu caret adversus debitorem, qui postmodum quoque solvit, si huic solutionem a se factam unnime nunclaveri; salvo repetitionis jure adversus creditorem. Quotes nec instante creditore, nec certiorato debitore fidejussor solvit, regressus huic non competit, si debitor solutionis tempore creditorem poterat exceptione submovere; salvo pariter fidejussort repetitienis jure ad- versus creditorem. 2032. Fidejussor, etiam antequam solvat, debitorem potest pro sua indemmitale conveire, 1.0 Si in jus, ut solvat, vocalus fuerit: ».0 Si debitor-bonis cesserit, vel facultatibus emnino lapsus sit: 5.0 Si debitor certo tempore fidejussorem liberare promiserit: 40 Cum statuta solvendo debito dies venerit; 5.0 Decennio el apso, quotics principalis obligationis implendæ dies mon fuerit statuta; nisi wbligatio talis esset, prout illa iutelæ; qux non nisi cerlo tempore extingui posset, (-##a.7 principale, telle qu'une tutelle, ne soit pas de nature à pouvoir étre éteinte avant un temps déterminé. l'obbligazione principale non fosse di tal natura da non potersi estinguere prima di un tanpo detcrminato, come accade riguardo alla tutela. Szzr0ns TILL Dell effetto della Sicurtà fra à Conjft- dejussori. 3055, Quando piu persone abbiano fatta sicurth per uno stesso debitore e per un medesimo debito, ïl fidejus- sore che ha pagato il debito, ha il re- gresso contro gli altri mallevadori, per la loro rispettiva porzione: _Questo regresso perd non ha luogo che quando ïl fidejussore abbia pagato in uno dei casi enunziati nel articolo precedente. CArPO TIL Dell Estinzione delle Sicurtd.| 2034. L’obbligazione che risulta dalla sicurtà si estingue per le stesse cause per cui si estinguono le altre obbli- gazioni. 2035. La confusione che viene ad ef- fettuarsi nella persona del debitore prin- cipale e del suo fidejussore ,; quando S£scTrron III]. De l'effet du Cautionnement entre Îes Cofidéjusseurs.: 2035. Lorsque plusieurs personnes ont cautionné un méme débiteur pour une méme dette, la caution qui a acquitté la dette, a recours contre les autres cautions, chacune pour sa paré ef por- ion;| Mais ce recours n'a lieu que lorsque la caution a payé dans l'un des cas énoncés en l'article précédent. CHATPFTRE FIE De l’Extinction du Cautionnenrent. 2034. L'obligation qui résulte du cau- tionnement, s'éteint par les mêmes causes que les autres obligations. L 4 2035. La confusion qui s'opère dans la personne du débiteur principal et de sa caution, lorsqu'ils deviennent héritiers SECTIo PTE De effectu Fidejussionis inter Confidejussores. 2033. Quoties plures fidejussores pro eodem debitore, eodemque debito intercesserunt; fidejussor, qui debitum solvit, adversus singulos confidejussores pro rata uniuscujusque agere potesi; dummodo tamen solutio facta sit ob aliquam ex causis in superiori articulo proposilis.© CAPUT II De Fidejussionis Extincione. 2034. Obligationes, quæ ex fidejussione dimanant, iisdem modis, quibus ceteræ obligationes, extin- guuntur. { 2035. Confusio, quæ in persona debitoris, et ejus fldejussoris efficitur, quum alter alterius heres fit, creditoris actionem contra fidejusserem ipsius fidejussoris minime perimit. 1 en re 4 S on! une itté tres por+ TSqUE S CR [ 555] divengono eredi luno dell’altro, non estingue l’azione del creditore contro co- lui che ha fatto sicurtà per il fidejussore, 2036. IL fidejussore pud opporre contro il creditore tutte le eccezioni le quali competono al debitore principale, e che sono inerenti al debito; Ma non pud opporre quelle che sono puramente personali al debitore. 2037. Il fidejussore è liberato, allorche per fatto del creditore non pud avere effetto a favore del fidejussore medesimo il subingreso nelle ragioni, ipoteche e privilesi del creditore. 2038. Quando il creditore accetta vo- lontariamente un immobile o qualunque altro effetto in pagamento del debito principale, 1l fidejussore resta liberato, quantunque il creditore ne soffra in seguito l’evizione. 2039. La semplice proroga del ter-. mine accordato dal creditore al debito- re principale, non libera il fidejussore, il quale pud, in questo caso, agire contro il debitore per costringerlo al pagamento. CAPO QUARTO. Della Sicurrà Legale e della Sicurtà Giudiziaria. 2040. Qualora una persona venga ob- bligata dalla legoe o dal giudice a da- lun de lautre, n'éleint point l'action du créancier contre celui qui s’est rendu caution de la caution. 2036. La caution peuf opposer au créancier toutes les exceptions qui ap- partiennent au débiteur principal, et qui sont inhérentes à la dette; Mais elle ne peut opposer les excep- tions qui sont purement personnelles au débiteur.|| 2037. La caution est déchargée, lors- que la subrogation aux droits, hypothé- ques et privilèges du créancier, ne peué plus, par le fait de ce créancier, s'opérer en faveur de la caution. 2038. L'accepation volontaire que le créancier a faite dun immeuble ou d'un effet quelconque en paiement de la dette principale, décharge la caution, encore que le créancier vienne à en être ÉVINCÉ« 2059. La simple prorogation de ferme, accordée par le créancier au débiteur principal, ne décharge point la caution, qui peut, en Cé Cas, Poursuivre le dé- _biteur pour le forcer au paiement. CHAPITRE IF. De la Caution Légale et de la Caution Judiciaire. 2040. Toutes les fois qu'une personne est obligée, par la loi où par une con- 2036. Fidejussor adversus creditorem cunctis utitur exceptionibus ad debitor inhærentibus; non autem iis, quæ debitoris tantum personam respiciunt. 2037. Fidejussor liberatur, cum creditoris facto in hujus jura, nequit. 2058. Quoties creditor prædium, vel quidquid aliud ultro accepit im solutionew debiti principalis; fide- jussor liberatur, etsi creditor rei evictionem passus sit. em spectantibus, et debito hypothecas, et privilegia succedere 2039. Simplex dilatio ad solvendum a creditore debitori concessa, fidejussorem non liberat, qui eo casu debitorem ad solutionem compellere potest. CAPE E 17. De Fidejussione Legali, et de Fidejussione Judiciali. 2040. Siquis vel a lege, vel judicis sententia satisdare cogitur; 2 ejus fidejussor conditiones implere 7e 4 $ 1 1 rat RAR DST ER Are ra ES ee” ann Er pe pb 0 RO Nie vien méga manner NS NN Men notées dise ro cer fP and D duttibeen. [ 554] re una sicurtà, 1l mallevadote offerto deve adempire alle condizioni prescritte nègh articoli 2018 e 2019. Trattandosi d'una sicurtà giudiziaria, il mallevadore deve inoltre essere tale da potersi personalmente. arrestare. 2041. Quegli che non puo trovare una sicurtà, viene ammesso a dare in vece un peégno sufliciente ad assicurare il cre- dito. 2042. Il mallevadore giudiziario non pud domandare lescussione del debitore principale. 2043. Quegli che si è reço soltanto ga- rante del fidejussore giudiziario, non pud domandare l'escussione del debitore prin- cipale e del fidejussore. TITOLO XY. Delle Transazioni,. 2044. La transäzione e un contratto con cui le parti pongoro fine ad una lite già incominciata, Oo prevengono una Lite che sia per nascere. Questo contratto deve essere ridotto in iscritto. 2045. Per transigere& necessario che si abbia la capacità di disporre degli og- getti cadenti nella transazione. damnation, à fournir une caution, Ja caution offerte doit remplir les conditions prescrites par les articles 2018 ef 2010. Lorsquil s'agit dun cautionnement Judiciaire, la caution doit, en outre, étre susceptible de contrainte par corps. _ 2041. Celui qui ne peut pas trouver une caution, est reçu à donner à sa place un gage en nantissement suffisant, 2042. La caution judiciaire ne peut point demander la discussion du débiteur principal. 2043. Celui qui a simplement cau- tionné la caution judiciaire, ne peut de- mander la discussion du débiteur prin- cipal et de la caution. . IAA AT Des Transactions. 2044. La fransaction est un Cornfrat par dequel les gpurfies terminent une contestation née, où préviennent une contestation à naïtre. Ce contrat doit étre rédigé par écrit. 2045. Pour transiger il faut avoir. la capacité de disposer des objets compris dans la transaction. CS La debet, quæ art, 2018, et 2019 præscriptæ fuerunt. Si vero de fidejussione judiciali agatur; fidejussor præterca eus esse debet conditionis, ut in carcerem detrudi possit. Do41. Qui fidejussorem non invenit, pignus par debïo tradere potest, 2042. Fidejussor judicialis debitoris excussionem peicre nequit. 2043. Qui pro fidejussore judiciah simpliciter intercessit, excussionem principals debitoris, et fidejnssons postulare non potest, TITULUS ET. De T'ransactiontbus. 2044. Transactio est contracius, quo coniroversiam, quæ vel orta sit, vel oriri possit, partes defirninné, Contractus hic in scripturam redigendus est. Le, :-;,. RU US 2045. Ad lransigerdum facultas disponendi de rebus, quæ in transactionem cacunt, ommimo requiriur. € D, D Lan nes our, AN trouve LUE fs . pe biteur Cau- i de- prints contra Lun 7/1 CTI, jr la pris | qraeret ke [ 555] Il tutore now pud‘transigere per il minore o per l'interdetto se non im conformità dell articolo 467 del. titolo della Minore età, della Tutela e della E- a nCIpa TE one, e nenmimeno pu transigere col minore divenuito magoiore, sopra! éonti della tutela, se non osservate Île forme prescritte nell articoio 472 dello stesso titolo. I comuni ed i pubblici stabtiimenti non possono transigeré che coil auto- rizzazione-espressa del Governo. 2046. Si pud transigere sopra un di: ritto civile che provenga da un delitto. La transazione non è di ostacolo al procedimento per parte‘del pubbli co m'_ nistero. 2047. Alle transazioni si pud agoiun- gere una pena contro colui che mancht di adempire alle medesime. 2048. La transazione non si estende oltre quello che ne forma ll'oggetto: la rinuneia faita a tutle le ragioni, azioni e preténsioni comprende soltanto c10 che è relativo alle controversie le quali hanno dato luoso alla transazione. 2040. Le transazioni non pongono fine che alle controversie, le quali sono state contemplate, sta che le parü abbiano miañifestata la loro intenzione con es- pressiont speciali© general, o che rie Le tuteur ne peut transiger peur le mineur ou l’'interdit que conforméinenét à l'article 467 au titre de la Minorité, de la Tutelle et de lÉmancipation; ez il ne peut transiger avec le mineur de- venu majeur, sur le compte de‘tutelle, que conformément à l’article 472 aw méme titre. Les communes et établissemens publics ne peuvent transiger quuvec l'autorisa- tion expresse du Gouvernement. 2046. On peut transiger sur l'intérér civil qui résulte d'un délir. La transaction r'empéche pas la pour- suite du ministère public. 2047. On peut ajoufer à une transa- ction la stipulation d’une peine contre celui qui manquera de lexécuter. 2048. Les transactions se renferment dans leur objet: la renonciation qui y est faite à tous droits, actions el pré- fentions, ne$ entend que de ce qui es relatif au différend qui y à donné lieu, qui 2040. Les transactions ne règlent que les différends qui s'y trouvent compris, soit que les parties aient manifesté leur intention par des expressions spéciales où générales; soit que l'on reconnaisse —. Tator pro minore, aut pro üllo, cui bonis interdictum est, transigere nequit; nisi ad præscripta in arti- culo 467 de Minori ætate, Tutela, et Emancipatione; neque cum 60, qui major facius est de ratiowbus tutelæ, nisi ad præscripta in articulo 472 ejusdem tituk. Municipia, et instituta publica, nisi suprema auctoritate expresse annuente, transigére riequeunt. 2046. Transigi quoque pot minus ex officio inquisitio instituatur. 2047. Pœnam stipulari licet advers 2048. Transactionum vis earundem ob;‘ectum non excedit: de is tantummodo intelligitur, quæ ad controversias referuntur, de quibus transactio tite el actionibus fuit. 2049. Transact intentio generalibus, vel specialibus verbis colis€ quaiur, est de actione civili, quæ ex delicio orilur: transacuo tamen non obstat quo- us eu, qui in transactione pronussa non impleverit. renunciatio adjecta quibuscumque juribus, ‘ones äis tantum controversiis finem imponunt, de quibus in ipsis actum est, sive partir declarata fuerit, sive ea ex ilis, quæ dicta sunt, necessa:0 À Le F 4: Di Æ 4 4 Li À i nt na NE, D ste CT F-33 sulti tale intenzione per una necessaria conseguenza di eid che ë stato espresso. 200. Colui che ha transatto sopra una ragione sua propria, se acquista in ap- presso una simile ragione da altra per- sona, non resta obbligato dalla transa- zione precedente per la ragione nuova- mente acquistata. 2051. La transazione fatta da uno degli interessati non obbliga gli altri, e non pud essere opposta da essi. 2052. Le transazioni hanno fra le parti J'autorità di una sentenza inappellabile. Non possono impugnarsi per causa d’ errore di diritto, o di lesione. 20h3. Cid non ostante pud rescindersi una transazione nel caso d’ errore sulla persona, Q sopra loggetto della contro- versia. Pud rescindersi in tutti 1 casi in cul siavi intervenuto dolo o violenza. 2054. Vi è egualmente luogo a rescin- dere una transazione che sia stata fatta in esecuzione d’un titolo nullo, purchè le parti non abbiano espressamente trat- tato della nullità. 2055. La transazione fatta sopra docu- menti che si sono in seguito riconosciuti falsi, è intieramente nulla. 6 celte intention par une suite nécessaire de ce qui est exprimé. 2050. Si celui qui avait transigé sur un droit qu’il avait de son chef, acquiert ensuite un droit semblable du chef d'une autre personne, il nest point, quant au droit nouvellement acquis, lié par la transaction antérieure. 2051. La transaction faite par Pun des intéressés ne lie point les autres in- téressés, et ne peut étre opposée par eux- 20b2. Les transactions ont, entre les parties, l’autorité de la chose jugée en dernier ressort. Elles ne peuvent étre attaquées pour cause d erreur de droit, ni pour cause de lésion. 2053. Néanmoins une transaction peut étre rescindée, lorsqw il y a erreur dans la personne, ow sur l’objet de la con- testation.- Elle peut l étre dans tous les cas où il y a dol ou violence. 2054. I y a également lieu à lPaction en rescision contre une{Tansacéion, lorsqu’ elle a été faite en exécution d’un titre nul, à moins que les parties n aient expressément traité sur’ la nullité. 2055. La transaction faite sur pièces qui depuis ont été reconnues fausses; est entièrement nulle. 2050. Qui de jure proprio transegit, et postmodum ex persona alterius æquale jus adeptus est, præce- denti transactione non obstringitur quoad jus postea quæsitum. 2051. Transactione inita ab uno ex ïis, quorum interest, ceteri, qui in eadem causa sunt, neque obli- gantur, neque ejus beneficio uti possunt. f 2052. Transactiones inter contrhaentes rei judicatæ, quæ‘appellationi non subjaceat, auctoritate pollent. Nec juris errore, nec læsionis titulo ipsæ impugnari queunt. 2053. Transaciiones tamen rescimdi possunt, si error vel in persona, vel in re controversa interfuerit; et quotiescumque dolus, aut vis inlercesserit. 2054. Agi quoque ad rescissionem potest, quoties transactio inila sit in exeeutionem ütuh, qui nullita- tis vitio laboret; nisi de ipsa nullitate expresse inter partes actum esset. 2055. Transactio titulis innixa, qui posimodum falsi comperiuniur, irrita penitus est. V jé y qui k ch: point, ls, lé r lu res in Jr eux re les de en pour use M peu ir dus la cor: eus où acfin| A0!; l'un diené jièces SSES 5 Mal 5056. Ë parimenti nulla la transazione d una lite che fosse finita con sentenza passata in giudicato, della quale le par- ti O una di esse non avessero notizia. Quando la sentenza ignorata dalle parti fosse ancora appellabile, la transazione sara valida. 2057. Nel caso in cui le parti abbiano transatto generalmente sopra tutti gli affari che potessero esservi fra loro, 1 documenti ad esse sconosciuti o sco- perti posteriormente, non costituiscono un titolo per chiedere la rescissione, salvo che si siano occultati per fatto d'una delle parti medesime; Ma la transazione è nulla quando essa non riguardi che un solo oggetto,€ resti provato dai documenti nuovamente scoperti, che una delle parti non avesse alcuna ragione sopra lo_stesso oggetto. 2058. Nelle transazioni si devono cor- reggere gli errori di calcolo. TITOHOG XVE Dell Arresto Personale in Materia Civile. 2059. Nelle materie civil F arresto personale ha luogo per causa di stellio- nalio. 2056. La transaction sur un procès terminé par un jugement passé en for- ce de chose jugée, dont les parties ou lune d'elles n'avaient point connaissan- ce, est nulle. rare Si le jugement ignoré des parties était susceptible d'appel, la transaction seræ valable. 2037. Lorsque les parties ont transigé généralement sur toutes les affaires qu’el- les pouvaient avoir ensemble, les titres qui leur étaient alors inconnus, ef qui auraient été postérieurement découverés, ne sont point une Cause de rescision, à moins qu’ils n’aient été retenus par le fait de lune des parties; Mais la transaction serait nulle si elle n'avait qu'un objet sur lequel il serait constaté par des titres nouvellement dé- couverts, que l’une des parties n'avait aucun droit. 2058. L'erreur de calcul dans une transaction doit étre réparée. TITRE AVE De la Contrainte par Corps en Matière Civile. 2059. La contrainte par corps à lieu, en matière civile, pour le stellionat. 056. Nulla pariter est transactio de coniroversia per sententiam, quæ in judicatum transit, definita, : quoties vel utraque pars, vel ipsarum alterutra sententiam ignoraverit. Si vero a sententia partibus ignota provocalio poterat interponi; transaclio valida erit. 2057. Si generaliter de omnibus commumibus negotiis inter partes transactum sit; ob documenta tune ipsis ignota, et noviter reperta transaclio non rescinditur, nisi hæc alterutrius contrahentis facte abdiia fuissent. - Verum transactio nulla erit, si ad unum tantum negotium referatur, et ex documentis novitef repertis manifeste adpareat, nullum jus alteri ex iransigentibus in eo negotio competisse. 2058. In transactionibus error calculi semper emendari debet. TITULUS.XVI De Carcerali Custodia in Causis Civilibus. 2059. Carcerali custodiæ in causa civili locus est ob stellionatum. ë# EN mp nn coins ut aies: re ne TN dde en Pc ft te dus, er à. à“ pa Pre£ és w\c" D MPa iron PPS js Nr DIR rome in HR [ 558| Lo stellionato si commette col ven dersi od ipotecarsi un immobile da quello che sa di non esserne il proprietario; Si commette ancora coll asserire come liberi i beni già ipotecati, 0 col dichiarare ipoteche minori di quelle delle quali sono aggravati gli stessi beni. 2060. L’arresto personale ha simil- mente luogo, 1.0 Per il deposito necessario; 2,° Nel caso di reintegrazione in pos- sesso, pel rilascio giudizialmente ordinato d'un fondo il eui proprietario fu spoglia- to con vie di fatto; per la restituzione dei frutti percepiti durante lindebito pos- sesso, e per il pagamento dei danni ed interessi aggiudicati al proprietario; 3.2 Per la ripetizione del danaro con- segnato a persona pubblica a cid desti-. nala; 4° Per la presentazione delle cose depositate presso i sequestratarj, com- missarj ed altri custodi; 5.0 Contro 1 fidejussori giudiziarj e eontro 1. fidejussori dei debitori che possono essere Costretti al pagamento colP arresto personale, quando perd tali fidejussori siansi a cid sottoposti; I y a stellionat, Lorsqu'on vend ou qu'on hypothèque un immeuble dont on sait n'être pas propriétaire; Lorsqu'on présente comine libres des biens hypothéqués, ow que lon déclare des hypothèques moindres que celles dont ces biens sont chargés. 2060. La contrainte par corps« lieu pareillement, 1.9 Pour dépôt nécessaire; 29 Æn cas de réintégrande, pour le délaissement, ordonné par justice, du Jonds dont le propriétaire a été dépouit- lé par voies de fuit; pour la restitution des fruits qui en ont été perçus pen- dunt l’indue possession, et pour le paie- ment des dommages et intérêts adjugés au propriétaire; 3.0 Pour répétition de deniers consi- gnés entre les mains de personnes pu- bliques établies à cef effet; 4° Pour la représentation: des choses déposées aix séquestres, Commissaires et autres garalens; bo Contre les cautions judiciaires et contre les cautions des contraignables pur corps, lorsqu'elles se sont soumis es à cefte contrainte; pu Stellionatum commuitit 15, Qui vendit, aut hypothecæ subjicit immobile, cujus dominium ad se minime pertinere sciat: Qui bona, vel hypothecæ subjecta tamquam libera proponit, vel mineribus hypothecis, quam reipsa sint, æadem obnoxia declarat. 2060. Carcerali custodiæ pariter locus est in judicüs, 1. Depositi necessarii: 2. Redinteprandæ possessionis, eum fundus, à quo dominus per vim dejectus fuerat, judicis decreto‘di- mittendus est; vel cum fructus ex mdebita possessione percepti sunt restituendi; vel eum damna, et quod interest domino adjudicata persolvenda sunt: 3. Repetitionis pecuniæ depositæ penes personas publico munere fungenies, ad id constitulas: 4. Exhibitions rerum depositarum penes sequestres, mandatarios, aliosque custodes: à. Contra fidejussores judiciales, et eos, qui tamquam principales debitores se ipsos pariter carcer!l sub- eaundo obstrinxerunt: al il ji e Du 0 és du deelure es dut a ln ur le Lu juil: iliore pen pue dur duges js sal 2 [ 559] fe Contro tutti 1 pubblici official per la presentazione delle Ioro minute allorchè viene ordinata; 7 Contro i notaj, patrocinatori ed uscieri, per la restituzione dei docu- menti ad essi affidati, e del danaro ri- cevuto dai clienti, in conseguenza delle loro funzioni. 2061. Coloro che con una sentenza proferita in petitorio, e passata in giudi- dicato, sono stati condannati a rlasciare un fondo, e che ricusano di obbedirvi, possono in forza di una seconda sen- tenza essere arrestati quindici giorni do- po l intimazione della prima sentenza fatta ad essi in persona, o al loro do- micilio. Se il fondo o la possessione& di- stante piu di cinque miriametri dal do- micilio della parte condannata, vi sl aggiungerà al termine dei quindici gior- pi quello di un giorno per ogni Cin- que miriametri. 2062. 1 arresto personale non pud or- dinarsi contro i conduttori per il paga- mento dei fitti de beni rustici, se eiû non è stato espressamente stipulato nel} atto di locazione. Pud nondimeno decretarsi. l arresto personale contro i detti conduttori ed i coloni parziarj, se, in fine della loca- zione, non rassegnino il bestiame dato 6. Contre tous officiers publics, pour la représentation de leurs minutes, quand elle est ordonnée; 7° Contre les notaires, les avoués et les huissiers, pour la restitution des ti- {res à eux confiés, et des deniers par eux reçus pour leurs clients, par suite de leurs fonctions. 2061. Ceux qui, par un jugement ren- du au pétitoire, ef passé en force de chose jugée, ont été condamnés à dé- semparer un fonds,€t qui refusent dobéir, peuvent, par un second juge- ment, étre contraints Par COTPS, quin- zaine après la signification du premier jugement à personne ou domicile. Si le fonds ou l'héritage est éloigné de plus de cinq myriamètres du domi- cile de la partie condamnée, il sera ajouté au délai de quinzaine, un a par cinq 1152 riamètres. 2062. La contrainte par corps ne peut étre ordonnée contre les fermiers pour le paiement des fermages des biens ru- raux, si elle n’a été stipulée formellement dans l'acte de bail. Néanmoins les fer- miers et les colons partiaires peuvent étre contraints par Corps, faute par eux de représenter, à la fin du bail, le cheptel de bétail, les semences et les instrumens G. Contra quemlibet publicum officialem, ut sua autographa, quoties præscriptum sit, edere cogatur: 7. Contra tabelliones, litium patronos, et apparilores, ut ecr'pluras reddant ipsis creditas, vel pecuniam a chientibus sui officii causa acceptam. 2061. Qui sententia in petitorio judicio lata, quæ vim rei judicatæ obtinuit, ad dimissionem prædii con demnati sunt, si parere deirectant, nova sententia carceribus includi possunt, decimo quinto tamen elapso die, postquam ipsis, vel ad eorum domicilum prima sententia renunciata fuerit. Si prædium, aut bona a domicilio ejus, qui ea dimiltcre cogitur ultra quinque myriametra distent, dies una in singula quinque myriametra dilationi quindecim dierum adjicitur. 2069. Conductores causa mercedis bonorum ruralhum in carcerem conjiciendi non sunt, nisi in locationis scriplura expresse id conventum sit. jal iilomimus conductores, et coloni partiarü carcerali custodiæ mandari possuut, quoties finita locatione animalia, : î D AE Va Lk ad on Daminetes [ 560] loro a soccida, le sementi e gli istro- menti aratorj che sono stati a loro affidati, eccetto che provino, che la -mancanza di tali effeiti non derivi dal loro fatto e colpa. 2065. Fuori dei casi determinati dagli articoli precedenti, o che potrebbero esserlo in avvenire da una legge formale, è vietato a tutti i giudici di pronunciare l'arresto personale, a tutti i notaj e can- cellieri di ricevere atti ne’ quali venisse cid stipulato, ed a tutti gl Italiani di acconsentire a simili atti, ancorche fatti in paese estero; il tutto sotto pena di nullità, spese danni ed interessi.. 2064. Non si pud parimenti ne casi sopra espressi ordinare l'arresto perso- nale contro i minori.: 2065. Non pud ordinarsi per una som- ma minore di tre cento lire. 2066. Non pud ordinarsi contro 1 set- tuagenarj, contro le fanciulle e le donne, che per il caso di stellionato. Basta che sia incominciato l anno set- tantesimo, perchè i settuagenarj godano del beneficio loro accordato. L' arresto personale per causa di stel- lionato non ha luogo contro le mogli durante il matrimonio, che quando s0- no separate di beni, o quando possedo- no beni de’ quali si sono riservata la li- aratoires qui leur ont été confiés; à moins qu'ils ne justifient que le déficit de ces objets ne procède point de leur fait. 2063. Hors les cas déterminés par les articles précédens, ou qui pourraient l’étre à l'avenir par une loi formelle, il est défendu à tous juges de prononcer la contrainte par corps, à tous notaires et grefliers de recevoir des actes dans lesquels elle serait stipulée, et à tous Français de consentir pareils actes, en- core qu’ils eussent été passés en pays étranger; le tout à peine de nullité, dépens, dommages et intéréts. 2064. Dans les cas méme ci-dessus énoncés, la contrainte par corps ne peué étre prononcée contre les mineurs. 2065. Elle ne peut étre prononcée pour wne somme moindre de trois cents francs. 2066. Elle ne peut étre prononcée contre les septuagénaires, les femmes et les Jilles, que dans le cas de stellionar. Il suffit que la soixante-dixième année soit commencée, pour jouir de la faveur accordée aux septuagénaires. La contrainte par corps pour cause de stellionat pendant le mariage, n'a lieu contre les femmes mariées que lors- qu’elles sont séparées des biens, ou lors- gu'elles ont des biens dont elles se sont semina, ipsis tradita, atque instrumenta aratoria non restituant, nisi eadem sine, sua culpa defecisse pro- baverint. 2065. Excepits casibus in præcedentibus articulis memoratis et illis, quos in posterum lex aliqua decernere posset, vetitum est omnibus judicibus custodiam carceralem jubere: omnibus tabellionibus, et scribis acla reci- pere, in quibus hoc conventum sit, et cuivis Italo similibus actis consensum præbere, etsi in extera ditione confecta sint; atque id sub pœna nullitatis, et præstationis inpensarum, damnorum, et ejus quod interest, 2064. Decretum ob carceralem custodiam contra minores, etiam in casibus superius memoratis, pronun- ciari nequit. 2063. Nec pro quantitate minore libris tercentum. 2066. Nec contra septuagenarios et mulieres seu nuptas, seu innuptas, præter casum stellionatus. Sufficit autem septuagesimum annum inceptum esse, ut septuagenari benificio ipsis concesso fruantur, Mulieres stellionatus causa, durante matrimonio, in carcerem conjici non possunt, msi quoties bonorum com- munionem çum marito non inierint, vel liberam quorumdam bonorum, quæ possident, administrationem sibi re- per: per b Urraien mel, à rONONCEr notaire (ns ü tu 8, en: Pays lité, dessus ne peut s, le pour francs OU els na, , année faveur causé nl - w lors seson/ er se QT deceruert aa re QÙ dut pur [ 561| bera amministrazione, e rispetto soltan- to alle obblisazioni, che risauardano ta- li beni. Le mogli che, essendo in comunione, si saranno obbligate uuitamente© so- lidariamente co’ loro mariti, non potran- no essere imputate di stellionato per causa di questi contratti. 2067. L'arresto personale anche ne casi nei quali è autorizzato dalla legge, non pud aver luogo che in forza di una sentenza. 2068. L' appellazione non sospende l arresto personale pronunciato con sen- tenza provyisionalmente esecutoria pre- standosi cauzione. 2069. L’esecuzione del decreto d’ar- resto personale non toglie, e non soc- pende il procedimento nè gli atti esecu- tivi sui beni. s 2070. Non è con cid derogato alle leggi particolari che autorizzano Varre- sto personale nelle materie di commer- cio, nè alle leggi di polizia correziona- le, nè a quelle concernenti L ammini- strazione del danaro pubblico. réservé la libre admïnistration, et à rai- son des engageinens qui Concérnent Ces biens Les femmes qui, étant en communau- té, se seraient. obligées conjointement ou solidairement avec leur mari, ne pour- ront étre réputées stellionataires à rai- son.de ces confrats. 2067. La contrainte par corps, dans les cas même ow elle est autorisée par la loi, ne peut étre appliquée qu’en vertu d'un jugement. 2068. L'appel ne suspend pas la con- trainte par corps prononcée par un Ju- gement provisoirement exécufoire En don- nant caution. 2069. L'exercice de la contrainte par corps n'empêche ni ne suspend les pour- suites et les exécutions sur les biens. 070. Il west point dérogé aux lois particulières qui autorisent la contrainte par corps dans les matières de EOMMETCE s ni aux lois de police correctionnelle, Yl à celles qui concernent Padministratiors des deniers publics. servaverint, et propier obligationes tantum, qu Uxores, quæ cum in bonorum communione essent, æ ad hæc bona referuntur. simul vel in solidum cum suis viris se se obligave- rint, de stellionatu horum contractuum causa argui non poterunt. 2067. Nemo nisi per sententiam, 2068. Carceralis custodia in vim sententiæ, quæ per modum, ut ajunt, etiamsi lex facultatem tribuat, carcerali custodiæ tradi potest. provisiénis exeeutioni man- datur, cautionem præstando, el appellatione interposita, non suspenditur. 2069. Carceralis custodia non im 2070. Nihil derogatum est legibus péculiaribus, quæ e is, que publicæ pecuniæ administrationem respiciunt. nec legibus poliiæ correctiomalis, ne edit, neque differt acta fndiciaha, et executionem m bonis. P, j, publicam custodiam decernunt in re commercial:; à a RU LAS à 0 MINES Pa» RAS Ë | apr| F7 À # * ‘4 À 1 x] È ii ; È ri és SA ee nr AN use, Peu nt PAUL PR+7 ve PFÉÉSNMS FA L: rt dipl RÉ en sit me sf mn iierel cs M Ÿ # 4] F Ë FES fl L + . li [ 562] TITO 4 O XVIL Del Pegno in genere. 2071, Ïl pegno in genere è un con- tratto, con cui il debitore dà al suo creditore una cosa per sicurezza del de- bito., 2072. Quando sia data una cosa mo- bile ritiene il nome di pegno; Quando sia data una cosa immobile, si chiama aicresti. CAPO PRIMO Del Pegno. 2073. Il pegno conferisce al creditore il diritto di farsi pagare sulla cosa pi- gnorata, CON privilegio€ prelazione agli altri creditori 2074. Questo privilegio non ha loge che quando vi è un atto pubblico, o scrittura privata debitamente registrata, che contenga la dichiarazione della som- ma dovuta, come pure la specie, e la natura delle cose date in pegno, e vi sia annesso uno stato della loro qualità, peso;€ misura, Tuttavia la riduzione dell atto in iscrit- tura, e la sua registrazione non sono TITRE XVII. Du Nantissement. 2071. Le nantissement est un contrat par lequel un débiteur remet une chose à son créancier pour sureté de la dette. 2072. Le nantissement d'une chose mobilière s'appelle gage. Celui d'une chose immobilière s'appelle antichrèse. CHAPITRE PREMIER. Du Gage. 2073. Le gage confère au créancier le droit de se faire payer sur la chose qui en est l’objet, par privilège et pré- Jérence aux autres créanciers. 2074. Ce privilège na lieu quautant batir y à un acte public ou sous seing privé, düment enreg gistré, contenant la déclaration de la somme due, ainsi que l'espèce et la nature des choses remises en gage, ou un état annexé de leurs qualité, poids et mesure. La rédaction de l'acte par écrit et son enregistrement ne SON néanmoins pre- TITULUS. XVII De Pignore in genere. So. Pignus est eontractus, quo res a debitore creditori traditur in securitatem credit. 072. Pignus de re mobili pignoris nomen retinet: pignus vero de immolili anticresis appellatur. CAPOT TL De Pignore proprie dicto. 073. Pignus creditori jus tribuit solutionis crediti consequendæ ex ipso pignore cum privilegio, et. prælatione ceteris creditoribus. 2074. Hoc privilegio creditor non gaudet, nisi adsit publica, vel privata scriptura rite in pubblicis regestorum tabulis inscripta, in qua et summia debita, et species, et natura rei pignornt traditæ, aut status qualitaris, ponderis, et mensuræ ejusdem rei declarentur. Attamen scriptura, et ejus inscriplio non requiruntur, nisi res, de qua agitur, valorem centum quin” vaginta librarum excedat. LConfra ne chose lu des, e ch appelk [56] richiesie, se non quañdo si tratti di un Oggetto eccedente il valore di centocin- quanta lire. 2075. Il privilegio accennato nel pre- cedente articolo non ha luogo sopra MmO- bili incorporali, come sono i crediti mobiliari, che quando il pegno risulta da atto pubblico, o da scrittura privata registrata, e notificata al debitore della cosa data in pegno. 2076. In ogni caso il privilegio non sussiste sul pegno, se non in quanto lo stesso pegnosia stato consegnato, e sia rimasto in potere del creditore, o di un terzo eletto dalle parti. 2077. Il pegno pud essere dato da un terzo per 1} debitore. 2078. Il creditore non pud disporre del pegno pel non effettuato pagemento: gli è perd salvo il diritto di far ordi- nare siudizialmente, che il pegno ri- marrà presso di sèin pagamento, e fino alla concorrenza del debito, a norma della stima per mezzo de periti: oppure che sara venduto all ircanto. E nullo qualunque patto, il quale autorizzi il creditore ad appropriarsi ïl pegno, o a disporne senza le formalità superiormente prescritte. 2679. I debitore fino a che non abbia sofferta la spropriazione, ove siavi mogo, ritiene la proprietà del pegno, il quaie scrits qu'en matière excédunt le valeur de cent cinquante francs. 2075. Le privilège énoncé en Tarticle précédent ne s'établit sur les meubles in- corporels, tels que les créances mobï- lières, que par acte public ou sous seing privé, aussi enregistré, et signifié ata débiteur de la créance donnée en gage. 2076. Dans tous les cas, le privilège ne subsiste sur le gage qu’autant que ce gage a été mis et est resté en la pos- session du créancier, où d'un tiers con- vent entre les parties. 2077. Le gage peut être donné par un tiers pour le débiteur. 2078. Le créancier ne peut, à défaut de puiement, disposer du gage; sauf à lui à faire ordonner en justice que ce gage lui demeurera en paiement, et Jusqu'à due concurrence, d'après une estimation faite par expert, ou qu'il sera vendu aux enchères. Toute clause qui auroriseraït le créan- cier à s’aproprier le gage, ou à en dis- poser sans les formalités ci-dessus, esé nulle. 2079. Jusqu'à Pexpropriation du dékji- teur, Sil y à lieu, 1l reste propriétaire du gage, qui nest, dans la main du ee 2075. Privilegium in superiéri arliculo relatum locum non obtinet in mobilibus incorporalibus, uti sum fomina, quæ mobilibus accensentur, nisi ex publica, vel privata scriptura regcstorum tabulis quoque in- scripta, et debitori nomimis pignore traditi denunciata. ‘& FE 4.& e. 2076. Quocumque casu pignus privilegio non afficitur, nisi quaienus revera{raditum sit, et penes cre- ditorem manserit, vel penes alim, in quemi partes consenserint, 2077. Non solum debitor, sed quicumque pro ipso pignus tradere potest, 2078. Creditor debito non solnto pignus distrahere nequit; impetrare lainen a judice potost, ut illud a peritis æstimatum, pro rata sui crediti in solutum cedat, vel auctione publica veneat. Irritum est quodvis pactum, quo;creditori facultas tribuilur pignus sibi addicendi, vel illud distrahendi neglectis solemnitatibus superius præscriptis. 2079. Pignoris dominium debiior retinet usquedum, si locus fuerit, eo privalut; et penes credilorem Ë | C 564 non rimane presso del creditore che come un deposito per cauzione del suo privilegio. 2080. Il creditore& risponsabile se- condo le regole stabilite nel titolo dei Contratti e delle Obbligazioni conven- zionali in genere della perdita 0 del deterioramento del pegno avvenuto per sua negligenza. 11 debitore deve dal suo canto Com- pensare al créditore le spese utili e necessarie da questo fatte per la conser- vazione del pegno. 2081. Se si tratti d un credito dato in pegno, e che questo credito produca interessi, il creditore deve imputare tali interessi in quelli che possono essergli dovuti. Se il debito per la cui cauzione si è dato in pegno un credito, non pro- duca per sè stesso interessi, l imputa- zione si fa sopra il capitale del debito- 2082. Eccettuato il caso che il credi- tore pignoratario abusi del pegno, il - debitore non puo pretenderne la resti- tuzione se non dopo di avere intiera- mente pagato il capitale, gl interessi e le spese del debito a cauzione del quale è stato dato il pegno. Se il medesimo debitore avesse con- tratto un altro debito collo stesso cre- ditore posteriormente alla tradizione del pegno,€ fosse tale debito divenuto esi- créancier, qu'un dépôt assurant le pri- vilège de celui-ci. 2080. Le créancier répond, selon les règles: établies au titre des Contrats ou des Obligations conventioneiles en gé- néral, de la perte ou détérioration du gage qui serait SUTVenue par sa nég li- gence. De son côté, le débiteur doit tenir compte au créancier, des dépenses utiles et nécessaires que celui-ci a faites pour la conservation du gage. 2081. S'il s’agit d'une créance donnée en gage, et que celte créance porte 1n- réréts; le créancier impulé Ces intéréts sur ceux qui peuvent lui étre dus. Si la dette pour sûreté de laquelle la créance a été donnée en gage, ne porte point elle-méme intéréts, limputation se fait sur le capital de la dette. 082. Le débiteur ne peut, à moins que le détenteur du 848€ n'en abuse, en réclamer la restitution qu'après avoir entièrement payé, tant en principal qu’'En- éréts et frais, la dette pour sûreté de laquelle le gage a été donné. S'il existait de la part du même débi- zeur envers le méme créancier une auire dette contractée postérieurément à la mise en gage, et devenue exigible avant le paie- tt illud tantummodo manet veluti depositum in cautionem ejus privilegni. 2080. Creditor juxta regulas im titulo de Contractibus et Obligationibus; quæ in genere ex conyenlione procedunt, damnum sarcit, si pignus_ejus culpa amissum sit, vel deterius factum fuerit. Hinpensas vero necessarias, vel utiles ad servandum pignus factas, creditor a debitore repetit. 2081. Si de nominibus pignori datis, agatur, et usuræ Ex iis percipiantur; creditor eas in illis imputabit,quæ sibi deberi possent; sin pro credito, cujus gratia pignus datum est, nulle usuræ debeantur; tune perceplas usu- ras in sortem imputabit. 2082. Debitor, nisi pignore possessor abutatur, et expensas omnino persolverit ejus debiti, cujus gratia pignus constitutum fuit. Post pignus datum iücm debitor, si novum cum eodem creditore illud repetere nequit, priusquam et sortem,€t usuras La debitum contraxeri, quod ante primum: Se. pal de lp, lon le las ou a ge lon du LE E lenir s utiles | pou lonnce re in- intérets quelk Lo né port patio& à moi abuse, jy avoir l qu'ine elé de MR dbi- ane Qui fi k mi ntepué D un: 6| 1 convrlié jt 4 Le NT: LA qu A is w LP* rs }(ou! [ 865] gibile, prima che si facesse luoso al pagamento del primo debito, il credi- tore non potrà costringersi a rilasciare il pegno, prima che venga intieramente soddisfatto per ambi i crediti, ancor- chè non siasi stipulato di sottoporre il pegno al pagamento del secondo debito. 2083. Il pegno è indivisibile,non ostan- te la divisibilità del debito tra gli eredi del debitore, o fra quelli del creditore. L’erede del debitore che ha pagato la sua parte del debito, non pud doman- dare la restituzione della sua parte del pegno sino a che non sia intieramente soddisfatto 1l debito. Vicendevolmente, l'erede del creditore che ha esatto la sua parte del credito, non pud restituire il pegno in pregiu- dizio de’ di lui coeredi non ancora sod- disfatti.; 2084. Le precedenti disposiziont non sono applicabili nè alle materie com- merciali, nè agli stabilimenti autorizzati a far prestanze sopra pegni, riguardo ai quali si osservano le leggi e rego- lamenti che sono ad essi particolart. GAP 6: TL Dell Anticresi, 2085. L’anticresi non pud stabilirsi, che mediante scrittura. ment de la première dette, 14 créancier ne pourra étre lenu de se dessaisir du gage avant d'étre entièrement payé de lune et de lautre dette, lors méme qu'il n'y aurait ex aucune stipulation pour affecter le gage au paiement de la seconde. 2083. Le gage est indivisible, nonob- stant la divisibilité de la dette entre les héritiers du débiteur ou ceux du créancier. L'héritier du débiteur, qui a payé sa portion de la dette, ne peut demander la restitution de sa portion dans le gage, ant que la dette n’est pas entièrement acquittée. Réciproquement, l'héritier du créan- cier, qui a reçu sa portion de la dette, ne peut remettre le gage au préjudice de ceux de ses cohéritiers qui ne sont pis payés. 2084. Les dispositions ci-dessus ne sont applicables ni aux matières de com- merce, ni aux maisons de prét sur$£'ag€ autorisées, et à l'égard desquelles on suit les lois et réglemens qui les con- cernené. CHAPETFRE IT. De J Antichrèse. 20835. L'antichrèse ne s’ établit que par écrik. pere solvendum sit; creditor, pignus restituere non cogitur, nisi de utroque credito il omnino satisfac tum fue rit; licet nulla stipulatio intercesserit, ut ea res pignoris nomine etiam pro posteriori debito retineri posset. 2085. Pignus individuum est, licet dividuum sit debiium inter heredes debitoris, vel creditoris. Heres debitoris, qui pro sua parte debitum persolvit, pignoris restitutionem pro sua parte consequi nequit, donec debio plene satisfactum non fuerit. Vicissim heres creditoris, cui debiti pars soluta fuit, pignus restituere non potest in præjudicrum eorum ex suis coheredibus, quibus nondum satisfactum est. 2084. Superiores canones neque aptantur commercialibus negotiis, neque mensariis, quibus jus est ac- cepto pignore mutuare; sed leges, et regulæ peculiares pro ipsis observandæ sunt. C:A PU T IL De Aniichresi. 1085. Antichresis non nisi scriplura constitul!ur. | [ 566] H creditore in viriw di questo cou- tratto non acquista che la facoltà di percepire i frutti dell’ immobile, sotto la condizione d'imputarli annualmente a sconto degl interessi, se gli sono dovuti, e quindi del capitale del suo credito. 2086. Il creditore, quando non siasi convenuto diversamente, è tenuto a pa- gare le contribuzioni e gli aggravj an- nui dell’ immobile che tiene in anticresi. Deve pure sotto pena dei danni ed interessi provvedere alla manutenzione, ed alle riparazioni utli e necessarie dell immobile, salva ad esso la ragione di prededurre sopra 1 frutti tutte le spese relative a questi diverst oggetti. 2087. Il debitore non pud ripetere il godimento dell immobile che ha dato in pegno fruitifero, prima che abbia sod- disfatto interamente 1l debito. Ma il creditore che vuole liberarst dagli obblighi emunziati nell’ articolo precedente>» puo sempre costrmgere il debitore a riprendere il godimento del suo immobile purchè il creditore mede- simo non abbia rinunziato a questo diritto. 2088. Il creditore non diventa pro- prietario del? im mobile per la sola man- canza del pagamento nel termine con- venuto; qualunque patto in contrario Le créancier n’atquiert par Ce contrat que la faculté de percevoir les fruits de l'immeuble, à la charge de les imputer annuellement sur les intéréts, s’il lui en est du, et ensuite sur le capital de sa créance. 2086. Le créancier est tenu, S'il n’en est autrement convenu, de payer les con- fributions et les charges annuelles de l'immeuble qu’il tient en antichrèse. Il doit également, sous peine de dorn- mages et intéréts, pourvoir à l'entretien et aux réparations utiles et nécessaires de l’ immeuble; sauf à prélever sur les fruits toutes les dépenses relatives à ces divers objets. 2087. Le débiteur ne peut, avant l'en- tier acguittement de la dette, réclamer la jouissance de T'immeuble qu'il a remis en antichrèse. Mais le créancier qui veut se déchar- ger des obligations exprimées en lartt- cle précédent, peut toujours, à moins qu’il wait renoncé à ce droit, contraindre le débiteur à reprendre la jouissance de son immeuble. 2088. Le créancier ne devient point propriétaire de limmeuble par le seul défaut de paiement au terme convenu; ioute clause contraire est nulle: en ce Creditor in vim hujusce contractus nanciscitur dumlaxat jus fructus e re immobili percipiendi, ut illos quotannis in usursas, si debeantur, imputet; deinde in sortem. 086. Creditor, nisi aliter conventum sit, persolvere tenetur tribula, et annua onera ferre, quæ prædio in antichresim dato imponuntur. Similiter prospicere debet sub pœna sarciendi damna, et quod intererit, ut res salva sit, atque uliles; et necessariæ fiant impensæ ad illam reficiendam; salvo ei jure omnes sumptus hisce de causis factos ex fructibus percipiendi. 2087. Debitor, nisi integro debito persolulo, rem immobilem im antichresim datam vindicare nequit. At si creditor ab obligationibus in articulo præcedenti sancilis se se liberare velit, debitorem compellere- potest( nisi creditor ipse huic juri renunciaverit} ut rem suam recipiat. 2088. Creditor eo quod ipsi tempore convenio haud fuerit satisfactum, dominium rei in antichresim traditæ non adqnirit Quodyis conlrariun pactum nullun esl: lunc agere quidem poterit, ut ejus pro. nn+ CES CRE pr L by Prin Simpu lui a il d à S'il n'en r les eo. elles te rêse, de dom frelien suires ir les ù ces ant l'en. réclamer » déchar om l'art À moins andre qnce de poin : seul TL : an arte i, à qe pe age se [ 567] è nullo: in mancanza di pagamento pud domandare con mezzi legali che ne sia tolta la proprietà al suo debitore. 2089. Quando le parti abbiano stipu- lato che à frutti si compenseranno co- gl interessi, in tutto, o fino ad una de- terminata concorrenza, questa conven- zione viene eseguita come qualunque altra che non sia vietata dalle legoi. 2090. Le disposizioni degli antecedenti articoli 2077 e 2083 sono applicabili al pegno fruttifero egualmente che al semplice pegno.| 2091. Quanto è stato prescritto nel presente Capo, non porta verun pregiu- dizio alle ragioni che potessero spettare ai terzi sopra gl immobili dati a titolo in anficresi. Se il creditore, munito di questo titolo, avesse per altra causa privilegi od ipo- teche legalmenté stabilite e conservate Sopra lo stesso immobile, egli le espe- rimenta nel grado che gli compete e come qualunque altro creditore. cas, il peut pour$uivre l'expropriation de son débiteur par les voies légales. 2089. Lorsque les parties ont stipulé que les fruits se compenseront avec les intérêts, ou totalement, ou jusqu’à une certaine concurrence, celte convention s'exécute. comme toute autre qui nest point prohibée par les lois. 2090. Les dispositions des articles 2057 et 2083 s'appliquent à l’antichrese com- me au gage. 2091. Tout ce qui est statué au pré- sent chapitre, ne préjudicie point aux droits que des tiers pourraient avoir sur le fonds de limmeuble remis à titre d’antichrèse. Si le créancier, muni à ce titre,@ d'ailleurs sur le fonds, des privilèges ou hypoth:ques légalement établis et con- Servés, 1l les exerce à son ordre eé comme ouf autre créancier. prictas modis a jure probatis debitori adimatur. 2089. Pactum de fructibus cum usuris, vel in totum, vel pro certa quantitate compensandis vim obtinet, Prout cetera pacta, quæ lege non prohibentur. 2090. Statuta in articulis 2077, et 2083 in antichresi, æque ac in pignore observantur. 2091. Quidquid hoc capite sancitum est, jura non lædit, quæ in re immobili, in antichresim traditæ aliüis compelere possent. Si præter antichresis Uitulum credior als juribus, et hypothecis fruetur in ipsum prædium ritæ consti- tuls, atque servats; ipsi, ut cuique al, juxla gradus prærogativam, ea experiundi potestas erit. ee mu TP Tr se La ST ere Er" einen TITOLO XVIIL Dei Privilegi e delle ipoteche. CAPO PRIMO. - Disposizioni generali. 2092. Chiunque siasi obbligato perso- nalmente, è tenuto ad adempire alle contratte obbligazioni sotto la garanzia di tutti i suoi beni mobili ed immobili, presenti€ futuri. 2093. I beni del debitore sono la ga- ranzia comune de suoi creditori, ed il prezzo si comparte fra essi per contri- buto, quando non vi siano cause legit- time di prelazione fra 1 creditori. 2094. Le cause legittime di prelazione sono i privilegi e le ipoteche. ET OS Dei Privilegt. 2095. Il privilegio è un diritto che la ualità del credito attribuisce ad un ereditore per essere preferito agli altri creditori anche ipotecar]. TT BR EX PAET. Des Privilèges et Hypothèques. CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 2092. Quiconque s’est obligé person- nellement, est tenu de remplir son€n- gagement sur tous ses biens mobiliers et immobiliers, présens€é à venir. 2003. Les biens du débiteur sont le gage commun de ses créanciers; et le prix s'en distribue entre eux par contribution, à moins qu’il ny ait entre les créanciers des causes légitimes de préférence. 2094. Les causes légitimes de préfé- rence sont les privilèges ct hypothèques. CHAPITRE II. Des Privilèges. 2095. Le privilège est un droit que la qualité de lu créance donne à u créancier d'étre préféré aux autres créan- ciers, même hypothécaires. PITULUS AYIIL De Privilègis, et Hypotheeïs. CAPEUEI L Dispositiones generales. 2092. Quicumque ex propria persona aliquam suscepit obligationem; eam omnibus suis bonis mobilibus; et immobilibus præsentibus, et futuris implere tenetur. mmune pignus constituunt, et pretium ad ratam inter 1psos 2093. Debitoris bona pro ejus creditoribus co tribuitur, nisi legiimæ intersint prælationis causæ. 2094. Legitimæ prælationis causæ sunt privilegia, et hypothecæ. CAPES IL De Privilegüs. 2095. Privilegium est jus ex nominis qualitate creditori competens, ut als, rpse præferatyr. licet hypothecariis creditoribusr person- ON 6 bulles legoge le pris ribution, réanCiers me, de prêt ohèques qais" [ 569] 2096. Fra i creditori privilegiati, la preferenza viene regolata secondo le di- verse qualitàa de privilegi. _2097. Î creditori privilegiati che sono nel medesimo grado, sono pagati in proporzione eguale. 209$. Il privilegio dipendente dai di- ritt del tesoro pubblico, ed il grado in cui pud esercitarsi, sono regolati dalle legei che riguardano tali diritti. Cid non ostante il tesoro pubblico non pu ottenere alcun privilegio in pre- giudizio dei diritti acquistati dai terzi anteriormente 2099. L privilegi possono essere costi- tuiti sopra beni mobili o sopra ben unmobili. SEZIONE J. Dei Privilegi sopra i mobili. 2100. I privilegi sono o generali, o speciali sopra certi mobili. S. I. Dei privilegi generali sopra i mobili. aror. Ï crediti privilegiati sopra la ge- neralith dei mobili sono quelli enun- 2096. Entre les créanciers privilégiés, la préférence se règle par les différen- tes qualités des privilèges. 2097. Les créanciers privilégiés qui sont dans le méme rang, sont payés par concurrence. 2098. Le privilège, à raison des droits du trésor public, et l'ordre dans lequel 1l s'exerce, sont réglés par les lois qui les concernent. Le trésor public ne peut cependant obtenir de privilège au préjudice des droits antérieurement acquis à des tiers. e 7 A 2009. Les privilèges peuvent être sur les meubles ou sur les immeubles. SECTION PREMIÈRE. Des Privilèges sur les meubles. 2100. Les privilèges sont ou généraux, ou particuliers sur certains meubles. S. TL Des privilèges généraux sur les meubles. 2101. Les créances privilégiées sur læ généralité des meubles sont celles ci- 2096. Inter plures privilegiarios creditores prælatio ex privilegii qualitate dimetitur. 2097. Illis, qui pari privilegio gaudent, solutio tribuitur pro rata quantitate ejus, quod cuique debetur. 2098. Privilegium Regio ærario pro hujus juribus competens, et illud experiundi modus peculiaribus legibus reguntur. Attamen Regium ærarium privilegio, quod anteriora lædat aliorum jura, frui nequit. 2099. Privilegia competunt, vel in bona mobilia, vel in immobilia. SEcrro EL De Privilegiis in bona mobilia. 2100. Privilegia vel generalia sunt, vel specialia in certa mobilia tantum.| De privilegis generalibus in bona mobilia.! sror. Creditorum privilegia, quibus universa mobila afficiuntur, illa sunt, quæ infra enumerantur; D- Re £_,& ss PS ER ps ut% dép rrer ue CE nd 72 ét à RE er que ie + 4 ÿ : Ÿ a Ë É { ; re M ne raté iause Le A onges GES n rs be it: VU D Le RE LE A iront PR sie [ ziati in appresso, e si esperimentano con l ordine seguente: 1.0 Le spese giudiziali; 2.9 Le spese funerarie; 3.0 Tutte le spese dell’ ultima infer- mitï, in proporzione eguale fra quelli cui sono dovute; 4. 1 salarj delle persone di servizio per l’anno scaduto e quelli dovuti per l anno corrente; 6o Le somministrazioni di sussistenza fatte al debitore ed alla sua famiglia: cioè, per li sei ultimi mesi, dai venditori al minuto, come 1 forna), macellari e simili; e per l’ultimo anno, dai padroni di locanda e mercanti al} ingrosso. $. IT. Dei privilegi sopra determinati mobil. 02 I crediti privilegiati sopra de- terminati mobili sono, 1° Le pigioni ed i fitti degl immo- bili, sopra i frutti raccolti nel) anno, e sopra il valore di tutto cid che serve a mobiliare la casa appigionata, o l'affit- {anza, e di tutto cid che serve alla col- jivazione dei fondi affttati, cioè, per 570] 4€ 4 3 après exprimées 3€ s'exercenk dans l'ordre suivant: 1.0 Les frais de justice; l 2.0 Les frais funéraires; 3.0 Les frais quelconques de la der- nière maladie, concurremiment entre Ceux x à qui ils sont dus; 4.o Les salaires des gens de service, pour Tannée échue, et ce qui est dû sur l'année courante; 5.0 Les fournitures de subsistances fai- tes au débiteur et à sa famille; savoir, pendant le six derniers mois, par les marchands en détail; tels que boulan- gers, bouchers et autres; et pendant la dernière année, par les maîtres de pen sion et marchands en gros. GE Des privilèges sur certains meubles. 2102. Les créances privilégiées sur Cer- tains meubles sont, 1e Les loyers et fermages des immeu- bles, sur les fruits de la récolte de l'an- née, et sur le prix de lout re qui gar- nit la maison louée ou la ferme, et de jout ce qui sert à l'exploitation de la ferme; savoir, pour tout ce qui est échu, atque sequenti ordine exercenlur, 1.0 Impensæ judiciales t 2.0 Impensæ funeris: 30 Ulimæ infirmitatis impensæ omnes æqualiter prestandæ us, quibus debentur: 4.0 Mercedes, quæ pro anno proxime elapso, et pro vertente famulis jam debitæ sint: bo Res alimentariæ debitori, ejusque familiæ præstitæ, nimirum intra sex posiremos menses à mercato ribus, qui res minutatim vendunt, uti sunt pistores, lainii, aliique; et intra annum postremum ab hospi- tatore, et aliis negotiatoribus magnam, et copiosam mercaturam exercenlibus. $. IL. De privilegiis specialibus in certa bona mobilia. 2109. Credita privilegio donata in certa bona mobilia sunt, 1.0 Pensiones, et mercedes ex locatione immobilium in fructus illius anni, que percepli sunt, et in va- Jorem eorum omnium, que domum, aut præediun instruunt, et culluræ inserviuat; ninirum pro omibus “ ir qu ur ji 1 dns le dh ne ceux sente, t dur ces Ju: savoir, ar les lan kunt La de pen neubles g sur CU 1111104 de lan- ul guT* et de de le st échU, ere [ 57: 3 quanto è scaduto ed è per iscadere, se 1 contratti di locazione siano per atto autentico, ovvero essendo per iscrittura privata, abbiano una data certa; ed in questi due casi, gli altri creditori hanno il diritto di locare nuovamente la casa o la possessione per il tempo che ri- mane al termine del contratto,_e di convertire a loro vantaggio le pigioni O 1 fitti, col peso perd di pagare al proprietario tutto cid che gli fosse dovuto; EË per un annata computabile dalla scadenza del” anno corrente, quando non esista contralto autentico, Oo essendo questo per scrittura privata, non siavi data certa. Lo stesso privilegio ha luogo-per le riparazioni /ocative, e per tutto cid che concerne l esecuzione del contratto; Cid non ostante le somme dovute per le sementi o perle spese della raccolta dell” annata, sono pagate sul prezzo della raccolla medesima, e quelle dovute per gli utensigli sopra il prezzo degli uten- sigli stessi. Tanto nel primo che nel secondo caso, esse sono pagate in pre- ferenza, al proprietario; Il proprietario della casa, o del fondo aflittato pud sequestrare i mobili in essi introdotti, quando siano stati traslocati senza 1] suo assenso ,; e conserva sopra et pour fout Ce qui est à échoir, Si les baux sont authentiques, ou si, étant sous signature privée, ils ont une date certai- ne: et, dans ces deux cas, les autres créanciers ont le droit de relouer la maï- son ou la ferme pour le restant du bail, et de faire leur profit des baux ou fer- mages, à la charge toutefois de payer au propriétaire tout ce qui lui serait encore di; Et, à défaut de baux authentiques, ou lorsque étant sous signalure privée ils n’onf pas une da'e certaine, pour une année à partir de l'expiration de l'année courante; Le méme privilège a lieu pour les ré- parations locatives, ef pour tout Ce qui concerne l'exécution du bail; Néanmoins les sommes dues pour les semences ou pour les frais de la récolte de l'année, sont payées sur le prix de la récolte, et celles dues pour ustensiles, sur le prix de ces ustensiles, par préfé- rence au propriétaire, dans l’un et l’aw tre Cas; Le propriétaire peut saisir les meubles qui garnissent sa maison OU Sa ferme, lorsqu’ils ont été déplacés sans son con- sentement,@£ il COnServe Sur EUX SOn pensionibus, et mercedibus præteritis, ac pro ils, quarum dies nondum venit, hoc privilegium datur, sive contractus in publicum instrumentum redactum sit, sive in privatam$cripluram certo tamen die, et loco exaratam. Utroque casu ceteris creditoribus jus competit domum, vel prædium ad reliquum locationis tems pus relocandi, et pensiones percipiendi, solutis tamen proprielario üs omnibus, que adhuc ipsi deberentur. Deficiente autem publico instrumento, vel privaia scriptura existente, quæ locum tamen, et diem cer- tum non exhibeat, relocandi facultas ad annum, dumtaxat ab exitu labentis computandum, creditoribus tribuitur. Idem privilegium competit pro refectionum impensis, quæ conductori incumbunt et pro ïis omnibus, quæ conductionis executionein respiciunt. Pecunia tamen sementis, vel illius anni fructuum colligendorum causa erogata, ex messis prelio percipi- tur; quæ vero ad paranda insirumenta collata est, ex eorum preio desumitur; nulla in utroque casu pro- prietario prælatione concessa. Proprictarius sequestrationem impetrare polesl eorum, quæ ad ejus donmum, vel prædium instruendum 572] essi il suo privilegio, purchè abbia pro- posta l’asione per rivendicarli nel ter- mine di quaranta giorni, quando si tratti del mobiliare di cui è fornita la posses- sione, e nel termine di giorni quindici, quando si tratti della mobiglia di una casa; 2.9 Il credito sopra il pegno di cui il creditore si trova in possesso; 3.0 Le spese fatte per la conservaziGne della cosa;- 4° Il prezzo degli effetti mobili non pagati, se esistono tuliora in possesso del debitore, tanto che gli abbia com- perati con dilazione al pagamento, 0 senza. Se la vendita è stata fatta senza di- lazione al pagamento, il venditore pud ancora rivendicare questi efletti finchè si trovano in possesso del compratore, ed impedirne la rivendita, purchè la domanda per rivendicarli venga proposta entro gli otto giorni dal fattone rilascio, e che gli effetti si trovino in quello stato medesimo in cui erano al tempo della consegna. Il privilegio del venditore non e eser- cibile perd, se non dopo quello del pro- prietario della casa o del fondo, quando non sia provato, che il proprietario fosse informato, che i mokili e gli altri og- privilège, pourvu qu’il ait fait la reven- dication; savoir, lorsqw’il s’agit du mo- bilier qui garnissait une ferme, dans le 2 délai de quarante jours; et dans celui 2 de quinzaine, sil s'agit des meubles garnissant une MAISON; 2,0 La créance sur le gage dont le créancier est saisi; 3.0 Les frais faits pour la conservation de la chose; 40 Les prix d’effets mobiliers non payés, s'ils sont encore en la possession du dé- biteur, soit qu'il ait acheté à terme où sans Lerine; Si la vente a été faite sans terme, le vendeur peut méme révendiquer ces ef- Jets tant qu’ils sont en la possession de l'acheteur, et en empécher la revente, pour- vu que la revendication soit faite dans la huitaine de la livraison, et que les ef- Jets se trouvent dans le même état dans lequel cette livraison a élé faite; Le privilège du vendeur ne s'exerce toutefois qu’après celui du propriétaire de la maison ou de la ferme, à moins qu’il ne soit prouvé que le propriétaire avait connaissance que les meubles et illata sunt, cum absque suo consensu amota fuerint, et In ea suum privilegium retinet, dummodo intra quadraginta dies, si de invectis in prædium; et intra quindecim, si de domestica supellecüle agatur, per- Secutoriam actionem instituerit. 2.0 Creditum in pignore, quod penes creditorem est: 5.0 Impensæ rei servandæ causa factæ: 4.9 Pretium rerum mobilium nondum solutum, si adhuc ille in debitoris possessione existant, quin re“ ferat, utrum in emptione mora ad solvendum data sit, nec ne. Si venditio sine mora ad solvendum facta sit, venditor potest eas vindicare, quamdiu penes emptorem sunt, et prohibere quominus iterum vendantur; dummodo intra octo dies a traditionis die vindicentur, et in eodem statu reperiantur, in quo erant, quum tradita fuerunt. Privilegium tamen proprietari domus, aut predu potius est privilegio venditoris, nisi probetur proprie- tarium scivisse; mobilia, aliaque ad instruendam domum, aut prædium illata ad conductorem non perinuisse, dont|e DT) pays, lu dé: né QU mme, À ces d sun de fé, pOur e ds g les à sta das 1 exercé jétaire moins taire gubles€! sit modo NL Ta LA e agal, Ï tant; qu d pentes(Lg je soie né be ist pol Lg sf, dis getli inservienti alla casa o al fondo affittatto non erano di pertinenza del locatario;| Non resta derogato alle leggi e con- suetudini commerciali concernenti la ri- vendicazione; 50e Le somministrazioni d’un alberga- tore sopra gli effetti del viandante che sono stati introdotti nel suo albergo; 6. Le spese di condotta e quelle aceessorie, sopra le cose condotte; 7.0 Î crediti che risultano per abusi e prevaricazioni commesse dai funzio- narj pubblici nel! esercizio delle loro in- combenze, sopra 1 capitali dati in cau- #ione, e sopra gli interessi che ne fos- sero dovuti. SEZI10ONE IL Dei Privilegi sopra gl immobili. 2103, Î creditori privilegiati sopra gli immobili sono, 1.° Il venditore sopra F immobile ven- duto, per il pagamento del prezzo; Essendovi più vendite successive, il prezzo delle quali sia dovuto in tutto o im parte, il primo venditore è preferilo al secondo, il secondo al terzo, e cosi successivamente; autres objets garnissant sa maïson ou sa ferme n’appartenaient pas au loca- faire: Il n° est rien innové aux lois et usa- ges du commerce sur la revendication; 5° Les fournitures d'un aubergiste, sur les effets du voyageur qui ont été transportés dans son auberge; 6. Les frais de voitures et les dépen- ses accessoires, sur la chose voiturée; 7 Les créances résultant d'abus et prévarications commis par les fonction- naires publics dans lexercice de leurs Jonctions, sur les fonds de leur caution- nement, et sur les intérêts qui en peu- vent étre dus. SECTION II. «Des Privilèges sur les immeubles. 2103. Les créanciers privilégiés sur les imineubles sont,| 1.0 Le vendeur, sur l'immeuble vendu, pour le paiement du prix; S’ily a plusieurs ventes successives dont le prix soit di en tout ou en partie, le pre- mier vendeur est préféré au second; le deuxième au troisième, et ainsi de suite; Leges, et usus commerciales de vindicatione ex superius sancitis minime innovantur. 5.o Cauponæ creditum in res a viatore in diversorium illatas ob ea, que ipsi ministravit: 6.0 Mercedes vecturæ, et accessoriæ impensæ in rem vectam: 7.0 Credita, quæ promanant ex abusu, et prevaricatione eorum, qui publico munere fungentes in ejus exercitio delinquunt, in cautionis per ipsos præstilæ sortem, et in usuras, siquæ deberentur. SECTI:0Oo IL De Privilegis in bona imimobilia. 2103. Creditores privilegiarii in res immobiles sunt, 1.0 Venditor in rem immobilem venditam pro solutione preti: Si plures venditiones successivæ factæ fuerunt, quarum prætium, vel in totum, vel pro parte debeatur; primus venditor secundo; hic teitio præfertur, et sic deinceps: ans ds So des A a RO SOS PP RACE A] + E. <à 3 # ne«NO MTS Po Te MVL 2 ME Sera 2,9 Quelli che hanno somuministrato danaro per l’acquisto d'un immobile; purchè sia comprovato autenticamente con Î’aito d’imprestito, che la som- ma era destinata a tale impiego, e con la ricevuta del venditore, che il paga- mento del prezzo dell immobile sia stato fatio col danaro imprestato; 5,0 Icoeredi sopra gl immobili dell'ere- dita pel caso d’evizione dei beni tra essi divisi, e per le compensaziont od il conguaglio delle porzioni ereditarie; 4° Gli archittetti, gl intraprenditori, i muratori ed altri opera) impiegali nella fabbrica, ricostruzione© ripara- zione di edifizj, canali, o qualunque altra cpera, purchè mediante perito deputato ex officio dal tribunale di prima istanza nel cui distretto souo situati gli edifizj, siasi preventivamente steso processo ver- bale ad oggetio di comprovare lo stato dei luoghi relativamente ai lavori, rap- porto ai quali il proprietario avrà di- chiarata l’ intenzione che si dovessero fare, e che le opere siano state appro- vate da un perito egualmente nominato ex officio, entro sei mesi al più dallaloro ultimazione; L'ammontare perd del credito pri vilegiato non pud eccedere il valore com- provato col secondo processo verbale, ( 574 1 2.0 Ceux qui ont fourni les denieré pour l'acquisition d'un immeuble, pourvu qwil soit authentiquement constaté, par l'acte d'emprunt, que la somme était destinée à cet emploi, et, par la quittance du vendeur, que ce paiement à été fait des eniers emprurtés; 5.0 Les cohéritiers, sur les immeu- bles de la succession, pour la garantie des partages faits entre eux, et des soulfe ou retour de lots; 40 Les architectes, entrepreneurs, maçon et autres ouvriers employés pour édifier, reconstruire ou réparer des bü- timens, CANAUX, OU AUTES OUVrAgeS quel. conques, pOUrTVU néanmoins que, par Un expert nommé d'office par le tribunal de première instance dans le ressort duquel les bétimens sont situés, il ait été dressé préalablement un procès verbal, à Peffet de constatsr létat des lieux relative- ment aux ouvrages que le propriétaire déclarera avoir dessein de faire, et que les ouvrages aient été dans les six mois au plus.de leur perfection, reçus par un expert également nommé d'office; Mais le mon'ant du privilège ne peut excéder les valeurs constatées par le se- cond procès-verbal, et il se réduit à la 2.0 Qui ad rem immobilem acquirendam pecuniam crediderunt, dummodo ex autentico actu constet; pecuniam fuisse ad emptionem illius rei concreditam, et a venditoris aphoca,eandem pecuniam in solutionem ejus pret conversam fuisse: 5.0 Coheredes in immobilia hereditaria, siquando locus fiat evictioni, aut compensationi, aut æquationi portionum hereditatis, quæ ipsis in divisione obtigerunt. 4.0 Architecti, redemptores operis, fabri cæmentarii, et ceteri operari ædificandis, restituendis, aut reparandis ædificiis, alveis, et quibuscumque als operibus addicti, dummodo tamen per peritum ex of- ficio electum a tribunali primæ instantiæ, in cuius districtu edificia sita sunt, in antecessum verbalis pro- cessus fiat, ut constet de locorum statu, qnoad opera, quæ proprietarius fieri velle declaraverit; et dum- modo a perito item ex officio electo opera intra sex menses ad summum a die eoruim prefectionis adprobeniur. Summa tamen, pro qua privilegium exercetur, valorem in secundo processu verbah præfnitun excedere an \j| qi] r lat sine: te du dites Neue rantis t des Ur, pour os Due pur un ral dé dique H dr à Pef relative. riélairé et que g MOIS f par ê, | peuf rt it à 10 De ill PT Lis at pis jun:* ro f 1 [5755 e si riduce al magpior valore che ha lo _stabile al tempo dell alienazione e che deriva dai lavori fatti al medesimo. 5.9 Quelli che hanno imprestato il da- naro per pagare 0 rimborsare gli opera), godono dello stesso privilegio, purchè un tale impiego venga comprovato auten- tücamente coll atto d’'imprestito e con la quilanza degli operaj, come è stato prescritto superiormente per coloro che hanno prestato danaro per F acquisto d'un unmobile. SEeziong IIL De’ Privilegi che si estendono sopra i mnobili e sopra gT immobili. 2104. Î privilegi che si estendono so- pra i mobili e el immobili sono quelli indicati nell’ articolo 2101. 2105. Quando per mancanza di mobi- liare i privilegiati enunziati nel prece. dente articolo si presentano per essere soddisfatti sul prezzo d’un immobile in concorso de creditori privilegiati sopra lo stesso immobile, i pagamenti si ese- guiscono coll ordine seguente: 1.09 Per le spese giudiziahi ed altre indicate nell articolo 2101; 2.9 Per i crediti specificati nell arti- colo 2103; d: plus-value existante à lPépoque de Palié- nation de l’immeüble et résultant des travaux qui y ont été faits. be Ceux qui ont prété les deniers pour payer ou rembourser les ouvriers, jours- sent du méme privilège, pourvu que cet emploi soit authentiquement constaté par Pacte d'emprunt, et par la quittance des ouvriers, ainsi qu'il à été dit ci-dessus pour ceux qui ont prété les deniers pour Pacquisition d’un immeuble. SECTION III. Des Privilèges qui s'étendent sur les meubles et les immeubles. 2104. Les privilèges qui s'étendent sur les meubles et les immeubles sont ceux énoncés en Particle 2107. 2105. Lorsqu'à défaut de mobilier les privilégiés énoncés en l’article précédent se présentent pour être payés sur le prix d'un immeuble en concurrence avec les créanciers privilégiés sur l'immeuble, les paiemens se font dans l’ordre qui suit: 1.0 Les frais de justice et autres énon- cés en l’article 2101; 2.9 Les créances désignées en Parti- cle 2103. nequit, atque reducitur ad quanti pluris tempore alienationis res stetit, operum causa, quæ ipsi accesserunt. 5.0 Qui pro operarum mercede, aut compensatione pecuniam crediderunt, eodem privilegio fruuntur, dumamodo muiuatæ pecuniæ usus ex ipso mutui actu, et ex operariorum apocha authentico modo con- siet, prout supra dictum est de ïis, qui pecuniam ad rem immobilem comparandam crediderunt, SEcTIo IT. De Privilegiis uæ mobilia, et immobilia complectuntur. » 9, 1 2104: Privilegia, quæ mobilia, et immobilia complectuniur ea sunt, quæ in arüiculo. 2101 recensentur. 2105, Quoties, mobilibus deficientibus, privilegiarii, de quibus præcedenti articulo dictum est, ex pretio rei immobilis sui crediti solutionem pelunt, et cum is concurrunt ali, qui in eandem rem immobilem rivilegio gaudent; tunc solutiones sequenti ordine fiunt. Ï ë: 1.0 Expensis judicialibus, et aliis articulo 2101 enumeratis salisfit. 2.0 Creditoribus articulo 2109. recensilis. M M; 7 A TO NE D To on set rai à HAE OR Cr AE FEES MR Te 7 tort | il || 1 Se F ù; en en Re Pau er PET ere LT pt ag es D PS TR 7 SEZI1ONE IY. Dei modi, coi quali si conservano Pririlegt. 2106. I privilegi sopra gl immobili non hanno efletto fra ïi creditori se non in quanto Ssiano stati resi pubblici colla inserizione sui registri del conser- vatore delle ipoteche nel modo deter- minato dalla legge, e dalla data di tale inscrizione sotto le sole seguenti ecce- ZiOnl. 2107. Sono eccettuati dalla formalita dell'inscrizione i crediti specificati nell'ar- ticolo 2101. 2108. Il venditore privilegiato conser- va il suo privilegio mediante la trascri- zione del. titolo che ha trasferito la proprietà nel compratore,€ dal quale titolo si provi essergli dovuto il prezzo in tutto o in parte; per tale effetto la trascrizione del contratto fatta dal com- pratore terrà luogo d’ inscrizione per il venditore e per quello che avràa som- ministrato il danaro pagato, e che in forza del medesimo contratto subentre- rà nelle ragioni del venditore: cid non ostante il conservatore delle ipoteche sara tenuto sotto pena di tutti i danni ed interessi verso 1 terzi, di fare ex o0f- S£CTION IF Comment se conservent les Privilèges. 2106. Entre les créanciers, les privi- lèges ne produisent d'effet à l'égard des immeubles, qu'autant qu’ils sont rendus publics par inscription sur les registres du conservateur des hypothé- ques, de la manière déterminée par la loi, et à compter de lu date de cette inscription, sous les seules exceptions qui stivent. 2107. Sont exceptées de la formalité de l'inscription les créances énoncées en l’article 2101./ 2108. Le vendeur privilégié conserve son privilège par la transcription du titre qui a transféré la propriété à lac- guéreur, él qui Constaie que la totalité ou partie du prix lui est due; à Peffet de quoi, la transcription du contrat faite par l'acquéreur vaudra inscription pour le vendeur et pour le préteur qui lui aura fourni les deniers payés, et qui sera subrogé aux droits d4 vendeur, par le même contrat: sera néanmoins le conservateur des hypothèques tenu, sous peine de tous dommages et intéréts en- vers les tiers, de faire d'office l’inscrip- tion sur son registre, des créances résul- \ SE c+ro IV. Quomodo Privilegia serventur. 2106. Inter creditores privilegia in immobilia effectu carent, nisi per inscriptionem in tabulis conserva- ioris hypothecarum publica facta fuerint modis a lege præscriptis; tunc enim a die ejusdem inscriplionis effectum sortiuntur, exceptis tantum sequentibus casibus. 2107. Excipiuntur ab inscriptionis solemnitate credita in articulo 2101 expressa. 2108. Venditor privilegiarius suum privileginm retinet per transcriptionem tituli, quo in emplorem do- minium translatum est, et ex quo pretium vel integrum, vel pro parte adhuc ipsi deberi constet; ad quem effectana ipsa transcriptio contraclus ab emptore initi loco erit inscriptionis favore venditoris, et illius, qui solutam credidit pecuniam, et qui in venditoris jura vi ejusdem contractus succedet. Conservatori hypothecarum nihilominus sub pœna cujuscumque damni, et ejus quod interest, erga tertios enus incnmbit inscribendi ex.officio in suis tabulis credila, que ab actu dominium transferente promanant, E 577.3 Jicio l'inscrizione nel suo registro dei lex crediti risultanti dall atto d’ alienazio- ne, tanto in favore del venditore, pri quanto di coloro da cui si è sommi- tour nistrato 11 danaro, i quali potranno pu- su re far seguire la trascrizione del con- ur là tratto di vendita, ove non fosse stata pol fatta, al fine di acquistare l’ inserizione ur À di quanto resta loro dovuto sul prezzo. cell 2109. Il coerede o condividente con- plis serva il suo privilegio sui beni di ciascuna porzione, e sopra 1 beni posti al} in- alité canto, per le compensazioni ed i con- hs guagli delle porzioni stesse, o pel prezzo della /citazione, mediante l inscrizione fatta a sua istanza entro sessanta giorni computabili dallatto della divisione o dell aggiudicazione col mezzo della Zici- tazione; durante il qual tempo non ha left luogo alcuna 1poteca sui beni aggiudi- cati Oo gravati del conguaglio col mezzo nserye on di à lat: tant de Pacte translatif de propriété, tant en faveur du vendeur qu'en faveur des préteurs, qui pourront aussi faire Jaire, si elle ne l’a été, la transcription du contrat de vente, à l'effet d'acquérir l'inscription de ce qui leur est dé sur leprix. 2109. Le cohéritier ou copartageant conserve son privilège sur les biens de chaque lot ou sur le bien licité, pour les soulte et retour de lots, ow pour le prix de la licitation, par l'inscription Jaite à sa diligence, dans soixante jours, à dater de l'acte de partage ou de ladjudication par licitation; durant le- quel temps aucune hypothèque ne peut avoir lieu sur le bien chargé de soulte ou adjugé par licitation, au préjudice du créancier de la soulte où du prix. j sis d'incanto, in pregiudizio del creditore ; del conguaglio medesimo o del prezzo.|| hu 2110. Gli architetti, intraprenditori, 2110. Les architectes, entrepreneurs, 48 muratori ed altri operaj impiegati per maçons et autres ouvriers employés pour 5? sd costruire, ricostruire o riparare edifiz}, édifier, reconstruire ou réparer des b&- 4 canali, O altre opere, e quelli che per ÉÈMEns, CANAUX, OU ŒUrES OUVTASES, CÉ ai pagarli e rimborsarli, hanno prestato ceux qui ont, pour les payer et rem- éd danaro la versione del quale sia com- bourser, prêté les deniers dont lem- rip provata, mediante la doppia inscrizione ploi a été constaté, conservent, par la til fatta, 1.0 del processo verbale compro- double inscription faite, 1° du procès- Re è tam favore venditoris, quam eorum, qui pecuniam crediderunt; atque istis quoque fas erit postulare tran- scriptionem contractus vendilionis, si illa facta non fuerit, ut pro eo, quod in pretium ipsis debetur, in- Tu scriptionem adipiscantur. pl 2109. Coheres, aut condividens suum retinet privilegium in bona cujusque portionis, et in ea per | licitationem alienata ob campensationes, et æquationes earundem portionum, aut ob pretium licitationis, quoties, eo instante, inscriptio facla sit intra sexaginta dies ab actu divisionis, aut adjudicationis rei hoi- pi tatæ computandos, quo temporis intervallo hypothecæ nullatenus subjici possunt bona, vel æquationi eb- 7 noxia, vel per licitationem adjudicala in præjudicium ejus, cui æquationis, vel compensationis, vel prei A consequendi jus competit.: . 2110. Architecti, redemptores operis, fabri cæmentari, ceterique operarti, ædificandis, restituendis, au : 45 reparandis ædificiis, alveis, alisque operibus addicü, et qu pro mercedis ipsis debttæ solutione; aut je: 4: 15 Eu D ETES pe x tie LA EE PO AG AE Fa È ki Fa C-58] vante lo stato dei luoghi, 2.4 del pro- cesso verbale di accettazione, conserva- no i loro privilegi dalla data dell’inseri- zione del primo processo verbale. our. Î: creditori. ed 1 legatarj che dimandano la separazione del patrimo- nio del defunto, in conformità dellarti- colo 878 del titolo delle Successioni, con- servano riguardO ai creditori degli eredi o rappresentanti:1 defunto, i loro pri- vilegi sopra 1 beni immobili dell ere- dità, mediante le inscrizioni fatte sopra ciascuno di questi beni entro sei mesi dal giorno in cui si è aperta la suc- cessione. Prima della scadenza di questo termine, non pud essere costituita con effetto veruna ipoteca sopra 1 detti beni dagli eredi o rappresentanti 1l defunto, in pregiudizio dei creditori o legatarj. 2112. Tutti i cessionarj di queste di- verse specie di crediti privilegiati eserci- tano le medesime ragioni dei cedenti, in loro luogo e stato. 2113. Tutti i crediti privilegiati sotto- posti alla formalità dell inscrizione, per i quali non si sono osservate le condi- zioni superiorrmente prescritte afline di conservare il privilegio, non lasciano tut- verbal qui constate Tléfat des lieux. 2.0 du procès-gerbal de réception, leur privilège à la date de l'inscription du premier procès-verbal. 211. Les créanciers et légataires qui demandent la séparation du patrimoine du défunt, conformément à l'article 878 au titre des Successions,: conser- vent, à l'égard des créanciers des héri- tiers ou représentans du défunt, leur privilège sur les immeubles de la suc- cession, par les inscriptions faites sur chacun de ces biens, dans les six mois à compter de l'ouverture de la succession. Avant l'expiration de ce délai, aucu- ne hypothèque ne peut étre établie avec effet sur ces biens par les héritiers où représentans au préjudice de ces créan- ciers ou légataires. 2112. Les cessionnaires de ces diverses créances privilégiées exercent tous, les mêmes droits que les cédans, en leur lieu et place.| 2113. Toutes créances privilégiées soumi- ses à la formalité de l'inscription, à l'égard desquelles les conditions ci-dessus pre- scrites pour conserver le privilège n’ont pas été accomplies, ne cessent pas . compensatione pecuniam crediderunt’, quæ in prædictas causas versa adpareat per duplicem inscriptionem, 1.0 Processus verbalis, ex quo locorum status probetur: .0 Alterius processus verbalis, quo opera adprobata fuerint; a die inscriptionis primi processus ver- balis sua privilegia servant. D111 Creditores, et legatarñ, qui defuncti bonorum separationem petunt juxta articulum 878 titulo de Successionibus, privilegia retinent erga creditores heredum, seu eornm, qui defuncti personam repræsen- fant in immobilia hereditatis in vim inscriptionis factæ ad singula eadem bona intra sex menses a die delatæ gsuccesstonis. Antequam hoc temporis spatium elabatur, nullo hypothecæ vinculo cum effectu hæc bona ab heredibus, seu ab üis, qui defuncti personam repræsentant, possunt. in præjudicium cereditorum, aut legatariorum obstringi pui2. Qui cessionem cujuscumque ex his creditis privilegio munitis obtinuerunt, omnibus cedentium juribus pro ipsis., et in eorum gradu utuntur. 2113. Quodvis creditum privilegiarium inscriptioni obnoxium, cujus respectu conditiones superius con- q f que: 6 ot ps 0 crème vers us, Le our Le qum- fard pre- n'ont pos C 579] tavia d essere ipotecarj; ma l’ipoteca, relativamente ai terzi, si misura soltanto dall epoca delle inscrizioni le quali do- vranno farsi come in appresso. CAPOIIE Delle Ipoteche. 2114. L’ ipoteca è uu diritto reale co- stituito sopra bent immobili vincolati per la soddisfazione d’un’ obbligazione. É di sua natura ,indivisibile, e sussi- ste per intiero sopra tutti gl immobili che si sono obbligati, Sopra ciascuno di tali immobili e sopra Ogni parte di essi. Essa resta inerente ai beni presso chiun- que passino. 2115. L’ipoteca non ha luogo che ne’ Casi e secondo le forme autorizzate dalla legoe. 2116. Essa è legale, o giudiziale, o convenzionale. 2117. L’ipoteca legale è quella che deriva dalla legge. L’ipoteca giudiziale è quella che pro- cede dalle sentenze o dagli atti giu- diziali. L’ ipoteca convenzionale à quella che dipende daïle convenzioni e dalla forma estrinseca degli atti e dei contratti. néanmoins d'être hipotécaires: maïs lhy- pothèque ne date, à l'égard des tiers F que de l’époque des inscriptions qui au- ront dû étre faites ainsi qu'il sera ci-après expliqué. CHAPITRE III. Des Hypothèques. 2114. L'hypofhéque est un droit réel sur les immeubles affecté à l’'acquitte- ment d'une obligation. Elle est, de sa nature, indivisible: et subsiste en entier sur‘tous les im- meubles affectés, sur chacun et sur cha- que portion de ces immeubles. Elle les suit dans quelque mains qu’ils passent. 2115. L’hypothèque n’a lieu que dans les cas el suivant les formes autorisés par la loi. 2116. ÆElle est ou légale, où judt- c'aire, ou conventionnelle. 2117. L’hypothèque légale est celle qui résulte de la Loi. L’hypothèque judiciaire est celle qui résulte des jugemens ou actes judiciaires. L'hypothèque conventionnelle est celle qui dépend des conventions, et de la Jorme extérieure des actes et des contrats. ar titutæ causa servandi privilegi adimpletæ non sunt, hypothecarium nihilominus esse non desinit. Verum hypothecæ quoad alios nulla ratio habetur, nisi a die inscripüonis peragendæ modis inferius statutis. L'ATUE+. De Hypothecis. 2114. Hypotheca est jus in re immobili constitutum ad obligationis implementum. Eadem suapte natura individua est, et tota afficit universa bona ipsi obnoxia, quodlibet ex ipsis, et quamcumque:illorum partem: bonis inhæret, in quemlibet possessorem ipsa transeant. 2115. Hipothecæ locus non est, nisi casibus, et servalis formis a lege sancitis. 2116. Hypotheca est vel legalis, vel judicialis, vel conventionalis. 2117. Legalis, quæ a lege constütnitur: Judicialis, quæ a sententiis, vel actis judicialbus proficiscitur; Conventionalis, quæ a conventionibus orur, et ab extrinseca forma in actis, et contractibus servanda. \ g.= nn 7 Ml CA Fe FN È ds sors- xp sans se$= A th on ent6 D SEE ne rare PRESS PES PL DAV E 5 aa are [ 580| “or18. Sono soltanio suscettibili di- poteca, ñ 1.0 beni immobiliari che sono in éommercio; ed i loro accessor) ripu- tati come immobili; 2.0[” usufrutto degli stessi beni€ dei loro accessorj durante Y usufrutto. 2119. L'ipoteca sopra; mobil non ha luogo quando passano in un terzo, 2120. Il presente Codice non deroga in alcuna parte alle disposiziont delle leggi marittime, concernenti le navi ed ÿ bastimenti di mare. SEZIONE PRIMA Dell Ipoteca legale. avor. Ï diritti ed i crediti cui è at- iribuita l ipoteca legale, sono, Quelli delle donne maritate, sopra 1 beni de loro mariti; . Quelli dei minori e degli interdetti, sopra i beni dei loro tutori; Quelli della nazione, de’ comuni€ degli stabilimenti pubblict, sopra i beni degli esattori ed amministratori obbli- gati a render conto. 2122. 1 creditore cui compete l’ipo- teca legale, puù esercitare la sua ra- 21:18. Sont seuls susceptibles dhyÿpo- thèques, so Les biens immobiliers qui Sont dans le commerce, et leurs accessoires réputés immeubles; 2.0 Lusufruit des mêmes hiens et ac- cessoires pendant le temps de sa durée. or19. Les meubles ont pas de suile par hypothèque. >120. 11 n'est rien innové par le présent Code aux dispositions des lois maritimes, concernant les navires et bâtir mens de mer. SECTION PREMIERE. Des Hypothèques légales. ouor. Les droits et créances auxquels l'hipothèque légale es! attribuée, sont; Ceux des femmes mariées, Sur les biens de leur mari; Ceux des mineurs et interdits, Sur les biens de leur tuteur; Ceux de la nation, des communes et des établissemens publics, sur les biens des receveurs et administrateurs COmM- ptables. 2122. Le créancier qui a une hypothè- que légale, peut exercer son droit sur 2118. Hypotheca affici dumtaxat possunt 1° Bona immobilia, quæ in commercio sunt, et accessiones eorum, quæ tamquam immobilia habeantur. 2. Ususfructus rpsorum bonorum, atque accessionum usquedum idem perdurat. 2119. Hypotheca rerum mobilium in tertium possessorem cum rebus ipsis minime transit. >190. Hoc codice nihil innovatur quoad leges maritimas, quæ naves respiciunt. SEcTio JL De Hypothecis legalibus. sror. Lex hypothecam tribuit pro juribus, et creditis, 1.0 Uxoris in bonis viri: >.0 Minoris, et interdicti in bonis tutorum: 5.0 Fisci, communium, vel cujuscumque publici instituli in bonis tributorum coactoris, et administra- torum, quibus rationes reddendi onus incumbit. 2122. Creditori, qui hujus hypothecæ jure fruitur, hoc in omnibus bonis uumobilibus, quæ ad suum [ 581] gione sopra tutü gl immobili spettanti al debitore e sopra quel che po- tranno appartenergli in avvenire, colle modificazioni in appresso spiegate. SEZIONE IL Delf Ipoteca giudiziale. 2123. L'ipoteca giudiziale deriva da sentenze definitive© provvisorie, pro- ferite, tanto in contraddittorio, che in contumacia, a favore di chi le ha otte- nute. Deriva parimente dalle ricOgnizi0- ni Oo verificazioni, faite in giudizio, del- le sottoscrizioni apposte ad un atto di obbliso esteso in iscrittura privata. Pud esercitarsi sopra gl immobili at- tuali del debitore e sopra quel che potesse acquistare, salve le modificazio- ni in appresso determinate. Le sentenze arbitramentali non produ- COno ipoteca se non quando sono rivesti- te del decreto giudiziale d’esecuzione. Non pu similmente derivare l ipoteca dalle sentenze pronunciate in paese stra- hiero, salvo che siano state dichiarate eseguibili da un tribunale del Regno; senza pregiudizio delle disposizioni con- trarie che possano essere determinate dalle leggi politiche o dai trattati. tous les immeubles appartenant à son “débiteur et Sur ceux qui pourront lui appartenir dans la suite, sous les mo- difications qui seront ci-après expri- mées. SECTION ILE Des Hypothèques judiciaires. 2125. L’hypothèque judiciaire résulte des jugemens, soit contradictoires, soit par defaut, définitifs ou provisoires, en fa- veur de celui qui les a obtenus. Elle ré- sulte aussi des reconnaissances ou vérifr- cations, faites en jugement, des signatu- res apposies à un acte obligafoire sous seing privé, Elie peut s'exercer sur les immeubles actuels du débiteur et sur ceux qu’il pourra acquérir, sauf aussi les modifi- cations qui seront ci-après exprimées. Les décisions arbitrales n° emportent hypothèque qu’autant qu elles sont re- vétues de l'ordonnance judiciaire d’exé- cution. L’hypothèque ne peut pareillement ré- sulter des jugemens rendus en pays étranger, qu'autant qu’ils ont été décla- rés exécutoires par un tribural français; sans préjudice des dispositions contrai- Tes qui peuvent étre dans les Lois poli- liques ou dans les traités. debitorem pertinent;: et imposterum pertinere possunt experiundi facultas est, modis tamen inferius declarandis. SEcTrTio It De Hypotheca judiciali. 2125, Judicialis hypotheca oritur ex sententiis definitivis, aut interlocutoriis, tam in contradicto, quam contumaciali judicio latis, favore ejus, qui easdem obtinuit. Oritur quoque ex recognitione, vel probalione in judicio facta subscripüionum, quæ privato obligationis chirographo appesitæ sint. Hujus quoque hypothecæ jus exercetur in bonis debitoris immobilibus, quæ actu possidet quæ imposterum adipisci potest, salvis tamen üs, quæ inferius præscribuntur. Arbitrum sententiæ hypothecam non gignunt, nisi a die, quo judicialis executionis decret Hypotheca pariter oriri nequit per sententiam in extera dione latam, nisi a tribunal Regni mandandam esse, declaratum fuerit; firmis tamen manentibus; quæ legibus poliücis, aut publ tionibus in cortrarium statuta forent. St »©t an 1lks, oO munie sunt. executioni icis conv£u- 4 E * Ë à Ë 1 # : 4 ë SEezionE II. Delle Ipoteche convenzionali. 2124 Non possono contrarre ipoteche convenzionali se non coloro che hanno la capacita di alienare el immobili che vi assoggcttano. 2125. Quelli che non hanno sullim- mobile che una ragione sospesa da una condizione, 0 soggetta ad essere risolta in casi determinati, od annullata, non possono stipulare che una ipoteca sot- toposta alle medesime coudizioni, o alla stessa rescissione. 2126. 1 beni dei minori, degli inter- detti, e degli assenti, finchè 1l loro pos- sesso è soltanto provvisionale, non pos- sono essere ipotecati, che per le cause e nelle forme stabilite dalla legge, ovvero in forza di sentenze. 2127. L/ ipoteca convenzionale non püd stabilirsi che con atto stipulato in forma autentica avanti a due notaj, 0 avanti ad un notajo e a due testimon). 2128. Î contratti fatti in paese estero non possono produrre ipoteca sui bent esistenti nel regno, quando perd non vi SgcTrron III. Des FH ypothèques conventionnelles. 2124 Les hypothéques conventionnel- les ne peuveut étre consenties que par ceux qui ont la capacité daliéner les immeubles qu'ils y soumeftent. 2195, Ceux qui n'ont sur l'immeuble guun droit suspendu par une condition, ou résoluble dans certains cas, où sujet à rescision, ne peuvent consentir qu'une hypothéque soumise aux mémes condi- tions ou à la méme rescision. 2126. Les biens des mineurs, des in- terdits, et ceux des absens, tant que læ possession n’en est déférée que provisoi- rement, ne peuvent étre hypothéqués que pour les causes et dans les formes établies par la loi, ou en vertu de ju- gemens.: 2197. L'hypothèque conventionnelle ne peut étre consentie que par acte passé en forme authentique devant deux n0- aires, Ou devant un notaire eË deux té MOINS. 2128. Les contrats passés en pays étranger ne peuvent donner d'hypothè- que sur les biens de France, s'il ny à@ SEcr1:o 1IL De Hypothecis conventionalibus. 2124. Hypotheca per conventionem constitui mobilia, quæ hypothecæ subjicienda sunt. 2159. À, bus resolvi, yescissionis eventu. 2126. Hypotheca affici nequeunt bona minoris, interdicti, nec non illa absents, modum, ut ajunt, provisionis, collata est, nisi ex causis, rei judicatæ. 2127. Conventionalis hypotheca contrahi nom potes!, nisi actu authentico a duobus pto, vel ab uno ex ipsis, et duobus tesubus. 2128. Contractus in extera ditione initi jus hypothecæ in bona Regni non tribuunt, 4 non potest, nisi ab is, quibus potestas est alienandi im quibus in immobih jus tantuu competit, quod vel a conditione pendet, vel in quibusdam casi- aut rescindi potest, hypothecam contrahere nequeunt, nisi sub eadem conditione, aut ejusdem. qu amdiu possessio per et servatis formis a lege sancitis, vel m vin tabeïliontbus rece- mist aliter politicis PP $iano disposisioni contrarie a questa mas- des dispositions contraires à ce principe sima nelle legoi politiche o ne’ trattati. dans les lois politiques ou dans les traités. 2129. Non vi è ipoteca convenzionale 2120. Il n'y a d'hypothèque COAVEnTiOr- valida fuorchè quella la quale, tanto nel- nelle valable que celle qui, soit dans le l'atto autentico costitutivo del credito, titre authentique constitutif de la créan- quanto in un atto autentico posteriore, ce, soit dans un acte aufhentique po- dichiara specialmente la natura e la si- stérieur, déclare spécialement la nature tuazione di ciascun degl immobili attual- et la situation de chacun des immeubles mente appartenenti al debitore, i quali actuellement appartenant au débiteur, egli assoggetta all ipoteca per il credito. sur lesquels il consent l'hypothèque de Ciascuno de’ suoi beni presenti pud es- la créance. Chacun de ious ses biens _sere nominatamente sottomesso al} ipo- présens peut étre nominativement- teca. mis à l'hypothègque. I beni futuri non possono essere ipo- Les biens à venir ne peuvent pas être tecati. hypothéqués. HE à 2130. Nondimeno, se i beni presenti 2150. Néanmoins, si les biens présens e liberi del debitore sono insuflicienti et libres du débiteur sont insuflisans per cautelare il credito, pud egli, es- pour la sûreté de la créance, il peut, primendo tale insuflicienza, acconsentire en exprimant celle insuffisance, cou- che ciascuno dei beni che acquisterà in sentir que chacun des biens qu'il acquer- avvenire, resti ipotecato a misura de’suoi ra par la suite, y demeure affecté à acquisti. mesure des acquisitions. 2151. Parimente nel caso in cui l'im- 2131. Pareillement, en cas que lim- mobile© gl immobili presenti, assog- meuble ou les immeubles présens, assu- gettati all ipoteca, perissero, o si dete- jettis à l’hypothèque, eussent péri, ou riorassero, in modo che fossero divenuti éprouvé des degradations, de manière insufficienti alla sicurezza del creditore, qu'ils fussent devenus insuffisans pour questi potrà o chiedere al momento:il la sûreté du créancier, celui-ci pourra suo rimborso, od ottenere un supplimen- ou poursuivre dés-è-présent son rem- to all ipoteca. boursement, où obtenir un supplément d'hypothèque.: legibus, aut publicis conventionibus statuatur. 2129, Conventionalis hypotheca valida non est, nisi vel in authentico actu constitutionis crediti, vel in alio posteriore item authentico speciatim describantur quahtates, et loca singulorum immobilium, quæ actu ad debitorem pertinent, et hypothecæ subjiciuntur. Quæcumque ejus bona præsentia nominatim hypothecæ subjici possunt. Non item bona futura. 2150. Attamen s1 bona præsentia, et libera debitoris ad securitatem crediti minime sufficiant; licet ipsi; de illorum defectu mentione facta, bona futura, eo ordine quo adquiret, singula hypothecæ supponere. 2151. Îtem quoties immobile, vel immobilia præsentia hypothecæ obnoxia perissent, vel deieriora adeo effecta essent, ut creditori cautio deficeret; huic licebit, vel ad solutionem crediti statim agere, vel sup- plementum hypothecæ impetrare. RE nd k ! i 2132. Non è valida l'ipoteca conven- zionale se non in quanto la somma per cui fu convenuta sia certa€ determi- nata dall'atto: se il credito risultante dal} obbligazione è condizionale relativa- mente alla sua esistenza, o indeterminato pel suo valore, il creditore non potrà chiedere l'inscrizione della quale si par- lerà in appresso, chesino alla concorren- za d’un valore giustala stima ch egli espressamente dichiarerà, e che 1l de- bitore avrà ragione di ridurre, se vi sara Iuogo. 2153. L’ipoteca acquistata si estende a tutti i miglioramenti soprayvenuti nel- V immobile ipotecato. SEZIONE IV. Dei gradi delle Ipoteche fra loro. 2134. L’ipoteca tanto legale, che giu- diziaria, o convenzionale, non attribuisce prelazione ai creditori, se non dal gior- no dell inscrizione fatta eseguire dal cre- ditore sui registri del conservatore, nella forma e nel modo prescritti dalla legge, salve le eccezioni spiegate nel seguente articolo. 2135. Esiste l’ipoteca indipendente- mente da qualunque inscrizione, 2152. L’ hypothèque conventionnelle n'est valable qu’autant que la somme pour laquelle elle est consentie, est cer- taine et déterminée par Pacte: si la créance résultant de l'obligation est con- ditionnelle pour son existence, ou in- déterruinée dans sa valeur, le créancier ne pourra requérir l'inscription dont il sera parlé ci-aprés, que jusqu'à ConCur- rence dune valeur estimative par lui déclarée expressément, et que le débi- teur aura droit de faire réduire, s’il y a lieu.| 2133. L'hypothèque acquise s'étend à toutes Les améliorations survenues à l'im- meuble hypothéqué. SECTION IF. Du rang que les Hypothèques ont entire elles. va »154. Entre les créanciers, Phypothe- que, soit légale, soit judiciaire, soit conventionnelle, na de rang que du jour de l'inscription prise par le créancier sur les registres du conservateur, dans la jor- me et de la manière prescrites par la loi, sauf les exceptions portées en Particie suivané. 2135. L'hypothèque existe, indépendem- ment de toute inscription, 2132. Hypotheca conventionalis inefficax est, nisi summa, ob quam constiluitur, ex ïipso actu certa, atque determinata sit. Si creditum ipsum ex obligatione profluens a conditione pendeat, vel ejus quantilas incerta sil; creditor inscriptionem, de qua inferius, postulare dumtaxat poterit pro rala quanütale, qua ipse suummet creditum æstimabit, expresse declaranda, et cujus deminutionem debitor impetrare poterit, si locus, 2155. Quæsitum jus hypothecæ ad omnes meliorationes extenditur, que fundo hypothecæ affecto obvemiunt. Sie woerr IN Qui potiores in Hypothecis habeantur. 2154. Inter creditores hypotheca sive legalis, sive judicalis, sive conventionalis gradum obtinet dumtaxat a die, quo credium in publicis conservatoris tabulis modo, et forma a lege constitulis fuerit 1mscriptum; salvis exceptionibus, de quibus agitur in sequenti articulo. 2155. ilÿpotheca locum habet, quin inscriplio necessaria sit, Fe LAC:+ [ 585] 1.0 În vantaggio de’ minori e degli interdetti, su gl SRE spettanti al loro tutore per la risponsabilita della di lui amministrazione, dal giorno in cui ha accettata la tutela; 2.0 À vantaooio delle mogli per ra- gione della loro dote e convenzioni ma- trimoniali sopra gl immobili de’ loro ma- riti, da computarsi dal giorno del loro matrimoOn10. La moglie non ha ipateca pei capitali dotali provenienti da eredità ad essa per- venute, o da donazioni a lei fatte du- ramte il matrimonio, se non dal giorno dell apertura delle successioni, o dal giorno in cui le donazioni hanno con- seguito il loro effetto. Non ha ipoteca per l’indennità dei debiti da lei contratti unitamente al ma- rito, e pel rinvestimento de’proprj beni alienati, se non dal giorno dell obbli- gazione o della vendita. In verun caso, la disposizione del pre- sente titolo non potràa pregiudicare alle ragioni acquistate da terze persone pri- ma della pubblicazione della presente legse 2136. Sono perd tenuti i mariti ed 1 tutori a rendere pubbliche le ipoteche dalle quali i loro beni sono aggravati, ed a tale effetto a chiedere essi medesimi senz’ alcun ritardo all’officio a cid desti- 10 Au profit des mineurs ef interdits; sur les immeubles appartenant à leur tu- teur, à raison de sa gestion, du jour de Pacceptation de la tutelle; 2 Au profit des femmes, pour rai son de leurs dofs ef conventions matrimo- niales, sur les immeubles de leur mari, et à compter du jour du mariage. La femme na hypothèque pour les sommes dotales qui proviennent de suc- cessions à elle échues, ou de donations à elle faites pendant le mariage, qu’& compier de l'ouverture des successions, ou du jour que les donations ont eu 3 effet. Ellen’a hypothèque pour l'indemnité des dettes qu’elle a contractées avec son ma- ri, et pour le remploi de ses propres aliénés, qu'à compter du jour de Pobli- gation ou de la vente. Dans aucun cas, la disposition du pré- sent article ne pourra préjudicier aux droits acquis à des tiers avant la pu- blication du présent titre. 2156. Sont toutefois les maris et les tuteurs tenus de rendre publiques les hy- pothèques dont les biens sont grevés, ef, à cet effet, de requérir eux-mémes, sans aucun délai, inscription aux bureaux à 1.o Favore minoris, et interdicti in bonis immobilibus, quæ ad 1psorum tutores pertinent gestæ admini- strationis causa, a die susceptæ tutelæ: 2.0 Favore uxoris propter ejus dotem, et obligationes nuptiales in bonis immobilibus viri a die cons tracti matrimonil. Uxor pro pecunia dotali, quæ eidem ex hereditatibus, _vel ex donationibus constante mat-imonio obve- nit, hypotheca non fruitur, nisi a die, quo successio delata fuit, vel donatio effectum habuit. Ipsi pariter hypotheca non competil pro indemnitale æris alieni una cum marito€contracti, nec pro eollocatione pecuniæ ex suorum bonorum venditione perceptæ, nisi ab obligationis, aut venditionis die. Præscripta in hoc articulo numquam juribus a tertio ante hujusce tituli publicationem quæsitis præjudi- cium afferre poterunt. ‘2136. Nihilominus viri, et tutores, hypothecas, quibus eorummet bona affecta sut y palam facere tes 2 74 Dh à [ 566] nato, le incriziont sugl' immobili loro appartenenti, e sopra quelli che loro ROTFARNS apparienere in seguito. I mariti ed i tutori che, avendo omes- 50 di chiedere e di fare eseguire le inscrt- zioni prescritte nel presente artcolo, avranno aderito o lasciato stabilire pri- vilegi o ipoteche sui loro immobili, senza dichiarare espressamente, che detti immobili erano soggetii all'ipoteca legale delle mogli e de’minori, saranno con- siderati colpevoli di stellionsto, e come tali soggetti all arresto personale. 2137. Î tutori surrogati saranno tenuti sotto la loro risponsabiliià personale, e sotio pena di tutti i danni ed interesst, d’ invigilare ad oggetto che le inscrizioni siano fatte senza ritardo sopra i beni del tutore, per la di lui amministrazione, ed anche di farle essi medesimi eseguire. 1138. Omettendo i mariti, 1 tutori, ed i surrogati tutori di far seguire le inserizioni prescritte dai precedenti arti- coli, le stesse saranno richieste dal Re- gio Procuratore presso il tribunale civile del domicilio dei mariti e tutori, 0 del luogo ove sono situati 1 bent. 2189. Potranno 1 parenti, tanto del ma- sito, che della moglie, e quelli del mi- ce étublis, sur les immeu bles à eux ap- partenant, et sur ceux qui pourront leur appartenir par la suite. Les maris et les tuteurs qui, ayant manqué de requérir et de faire faire les inscriptions ordonnées par le présent ar- ticle, auraient consenti où laissé prendre des privilèges ou des hypothèques sur leurs immeubles, sans déclarer expres- sément que lesdits immeubles étaient af- Jectés à lhypothèque légale des femmes et des mineurs, seront réputés stellio- nataires, et comme tels contraignables par corps. 2157. Les subrogés tuteurs seront tenus, sous leur responsabilité personnelle, er sous peine de tous dommages et intéréts, de veiller à ce que les inscriptions Soient prises sans délai sur les biens du tu- teur, pour raison de sa gestion, mé- me de faire faire lesdites inscriptions 2158. A défaut par les maris, luteurs, subrogés tuteurs, de faire faire les in- scriptions ordonnées par les articles pré- cédens, elles seront requises par le com- missaire du Gouverne ment près le tribu- nal civil du domicile des maris et tu- teurs, ou du lieu de la situation de, biens. 2139. Pourront les parens, soit du maris soit de la femme, et les parens du mi- F- EN nentur; et propterea ipsi requirere illico debent ab officiis ad id institutis inscriptionem in bona immobilia quæ ad ipsos pertinent, aut in posterum poterunt pertinere. Viri, et tutores, qui inscriptiones hoc arüculo præscriptas postulare, et fieri omiserint, atque consensum suum prœbuerint, ut sua bona immobilia hypotheca, vel privilegio afficerentur, quin ab ipsis expresse de- claratum sit, prædicta immobilia hypothecæ legalis vinculo jam obsiricta esse favore uxorum vel minorum uti rei criminis stellionatus habebuntur, et ob id custodiæ carcerali subjici poterunt. 2157. Tutores honorarti suo periculo, et sub pœna luendi omnia damna, et quidquid intererit, curare tenentur, ut statim in bona tutoris inscriptiones fiant, pro ejus administratione: atque eorum erit easde m etiam postulare. 2168. Si vir, et tutor, nec non tutor honorarius inscriptiones superiori articulo statutas fieri neglexe- rint; Regius Procurator penes Tribunal civile domicilii viri, et tutoris, vel loci, ubi bona sita sunt, ut gædem fiant, postulabit. 5139. Prædictas inscriptiones requirere licebit propinquis tum viri, tam uxoris, um punoris, aut, l$ 11 Le ton x es var. endre sq pre ni 0 mes elle bles Lens, Île, pr, soin du n, mé pions fu, les ur de pré boum ribu- t tu y dé, stnis dun the sb consenste rest de game La [ 587] nore, 06 in mancanza di parent, gli ami- ci, richiedere le dette incrizioni; es se po- tranno domandarsi ancora dalla moglie e dai minori. 2140. Quando, nel contratto di matri- monio ,i contraenti d'età maggiore avran- no convenuto che non si faccia insCrizi0- ne fuori che sopra uno o sopra deter- minati immobili del marito, gli altri che non saranno indicati per l inscrizione rimarranuo liberi e sciolti dal! ipoteca per la dote della moglie, e per la ricu- pera delle cose sue proprie,€ per 1 patti nuziali. Non si potrà patituire che non si faccia alcuna inscrizione. 2141. Lo stesso avra lucgo per gli immobili del tatore, quando 1 parenti uniti in consiglio di famiglia saranno taii di parere che non si faccia inscri- zione che su determinati immobili. 2142. Nel caso dei due articoli prece- denti, il marito, il tutore ed il surroga- to tutore, non saranno tenuti a richiedere P inscrizione che sugl immobili indicati, 2143. Quando l'ipoteca non sara stata limitata dall atto di nomina del tutore, potrà questi, nel caso in cui l'ipoteca gencrale su i suoi immobili eccedesse notoriamente le sicurezze sufficienti per cautelare la sua amministrazione, doman- neur, Ou, à défaut de parens, SES amis; requérir lesdites inscriptions; elle pour- ronét aussi être requises par la femme et par les mineurs. 2140. Lorsque, dans le contrat de ma- riage, les parties majeures seroné Con- venues quil ne sera pris d'inscription gue sur un ou certains immeubles, du mari, les immeubles qui ne seraient pas indiqués pour linscription resteront li- bres et affranchis de lhypothèque pour la dot de la femme et pour ses repri- ses et conventions matrimoniales. Il ne pourra pas étre convenu qu'il ne Sera pris aucune insCripéion. 2141. Il en sera de méme pour les immeubles du tuteur lorsque les parens, en conseil de famille, auront été d'avis qu’il ne soit pris d'inscription que Sur certains immeubles. 2142. Dans le cas des deux articles précédens, le mari, le tuteur et le su: brogé tuteur, ne seront tenus de requé- rir inscription que sur les immeubles indiqués. 2145. Lorsque l’hypothèque n'aura pas été restreinte par Pacte de nomination du tuteur, celui-ci pourra, dans le cas où lhypothèque générale sur ses immeubles excéderait notoirement les siretés suf- fisantes pour sa gestion, demander que deficientibus, amicis; immo, et uxori, et ipsi minori eas requirendi facultas quoque tribuitur. 2140. Quoties contractu nuptial contrahentes æœtale majores consenserint, ut super una tantum re immobili, vel super pluribus ad virum spectantibus inscriptio fiat, cetera immobilia ab inscriptione excepta libera, et hipothecæ nexu soluta remanebunt pro dote uxoris, pro rerum ejusdem restitutione, ceterisque nuptialibus cbligationibus. Sed pactum ne ulla inscriptio fiat, iniri non potest. o141. Idem obtinebit quoad immobilia tuloris, quum cognati in consilio-famulias censuerint, ut inscriplio in quædam tantumr immobilia habeatur. 2142. Casibus in præcedentibus duobus articulis memoratis, maritus, tutor, nec non tutor honorarius in immobilia designata dumtaxat inscriptionem requirere tenentur. 2143. Cum hypotheca actu, quo tutor* erit, ut ea reducatur ad eam immobilium quantitatem, qu lis hypotheca in omnia sua imnobilia eam manifeste exc? dätus est, ad certa bona circumscripta non fuit; ipse petere po- a minoris securitati plene caveatur, si genera- » Le] dat quantitatem, quæ minoris cautioni propier dare che l’ipoteca sia ristretta agl 1im- mobili sufficienti a produrre una piena garanzia a favore del minore. Si faràa la domanda contro il surroga- to tutore, e ad essa dovrà precedere ïl parere del consiglio di famiglia. 2144. Potrà egualmente il marito, col consenso della moglie, e previo il pa- rere di quaitro più prossimi parenti di questa, riuniti in consiglio di famiglia, domandare che lipoteca generale costi- tuita sopra tutti 1 suoi immobili per l’as- sicurazione della dote, dei diritti di ri cupera e dei patti matrimoniali, venga ristrelta sopra una quantità d immobili bastanti per l'intiera garanzia dei diritti della moglie. 2145. Non si pronuncierà sentenza sulle domande dei mariti e dei tutori, che sentito il Regio Procuratore, ed in contraddittorio con esso. Nel caso in cui il tribunale pronun- ci la riduzione dell ipoteca a determi- nati immobili, saranno cancellate le inscrizioni faite sopra tutti gl altri. CAPO IV. Del Modo dell” Inscrizione dei Privilegi e delle Ipoteche. 2146. Le inscrizioni si fanno allufficio della conservazione delle ipoteche nel [ 588] cette hypothèque soit restreinte aux im: meubles suffisans pour opérer une pleine garantie en faveur du mineur. La demande sera formée contre le su- brogé tuteur, et elle devra étre précédée d'un avis de famille. 2144 Pourra pareillement le mari, du consentement de sa femme, et après avoir pris l'avis des quatre plus proches parens d’icelle, réunis en assemblée de J'amille, demander que l’hypothèque gé- nérale sur ous ses immeubles, pour rai- Son de la dot, des reprises et conven- Zions matrimoniales, soit restreinte aux immeubles suflisans pour la conservation entière des droits de la femme. 2145. Les jugemens sur les demandes des maris et des tuteurs ne seront ren- dus qu'après avoir entendu le commis- saire du Gouvernement, et contradictoi- rermnent avec lui.| Dans le cas où le tribunal pronon- cera la réduction de lhypothèque à cer- faïns immeubles, les inscriptions prises sur{ous les autres seront rayées. CHAPITRE IF. Du Mode de l'inscription des Privilèges et Hypothèques. 2146. Les inscriptions se font au bureau de conservation des hypothèques dans suam administrationem sufficere posset. + Pettio adversus tutorem honorarium instituenda erit, præcedente consilii-familias suffragio. 2:44 Maritus pariter, consentientibus uxore, et quatuor ex proximioribus ejusdem cognatis in consilio familias congregatis, postulare poterit, ut generalis hypotheca in omnia sua immobilia pro cautione doûs, pro restitutionibus, et obligationibus nuptialbus ad ea tantum redigaiur immobilia, quæ sufficiant ad omnia uxoris jura servanda. 2145. Super petitionibus mariti, et tutoris sententiæ non aliter feruntur, quam præsente, et audito Re- gio Procuratore. Si tribunal hypothecam ad quædam tantum immobilia redigendam esse judicabit, inscriptiones in ala ennia expungentur. CAPUT I. Quomodo Privilegia, et Hypothecæ inscribantur, 2149. Inscriptiones funt ad officium conservatoris hypothecarum, in cujus districtu bona privilegio, vel mondes ni rêti« LL dit rOnON- dcr SES [ 589] cui naar st sono situati 1 beni sot- toposti al privilegio o all ipoteca. Esse non producono aleun effetto, quando siano eseguite entro quel tempo in cui gh atti fatti prima del fallimento sono dichiarati nulli. Lo stesso ha luogo fra i creditori di un’ eredita, se Ÿ inscrizione non siasi fatta da uno di essi che dopo aperta la successione, e nel caso in cui l’eredità sia stata accettata col beneficio dell‘ inven- tario. 2147. Tuiti i creditori insceritti, nello stesso giorno hanno fra di essi un’ ipo- teca dell istessa data, senza distinzione fra l'inscrizione fatta nel maitino, e quella faita nella sera, quantunque queste dif- ferenze fossero state indicate dal conser- vatore. 2148. Per fare l’inscrizione, 1l credi- itore presenta, o fa presentare, al con- servatore delle ipoteche, l'originale in mi- nuta, O una copia autentica della sen- tenza o dell atto da cui nasce il pri- vilesio o lipoteca. Egli vi unisce due note scritte sopra carta bollata, una delle quali puÿ anche estendersi a ed della copia del docu- mento; Ésse contengono, Parrondissement duquel. sont situés les biens soumis au privilège ou à lhypo- thèque. Elles ne produisent aucun effet si elles sont prises dans le délii pendané lequel les actes faits avant l'ouverture des faillites sont déclarés nuls. Il en est de même entre les créanciers d'une succession, si l'inscription n’a été Jaite par lun deux que depuis l’ouver- ture, et dans le cas où la succession n’est accepiée que par Lo a d’inven- laire. “2147. Tous les créanciers Thés le méme jour exercent en Concurrence une hypothèque de la même date, sans dis- tinction entre l'inscription du matin et celle du soir, quand certe différence serait marquée par le conservateur. 2148. Pour opérer linscription, le créancier représente, soit par lui-même, soit par un tiers, au Conservateur des hypothèques, loriginal en brevet ow une expédition authentique du jugement ou de Pacte qui donne naissance au pri- vilèse ow à l'hypothèque. Il y joint deux bordereaux écrits sur papier timbré, dont l'un peut étre porté sur l'expédition du titre; Ils contiennent, hypothecæ obnoxia sHa sunt. Nuilum ipsæ pariunt effectum, si intra illud tempus fiant, quo actus ante bonorum cessionem conditiÿ nullius effectus declarantur. Idem evenit inter creditores hereditatis, si inscriptionem eorum alteruter tunc solum obtinuit, quum sué- cessio jam fuerat delata, et quum hereditas nonnisi cum beneficio inventari adita fuit. 2147. Creditores omnes, qui eadem die inscriptionem obtinuerunt, æquali hypothecæ jure vicissim inter se fruuntur, nec ea potior habetur inscriptio, quæ mane, ac quæ sero facta sit; quamvis hypothecarum con- servator hoc temporis discrimen adnotaverit. 2148. Ad peragendam inscriptionem creditor ipse, vel quisquis alter ejus nomine conservatori tradit autographum actum, vel authenticum exemplum sententiæ, aut documenti, ex quo privilegium, seu hy- potheca oritur. Insuper binas exhibet schdas charta regio signa munita; quarum una ad calcem exempli referri potest; Ipsæ centinere debent. ASP VA AE SEEN mr CT mel En ONE PT x ù gr ci ro 4 1.0 Il nome, cognome, domicilio del creditore, la sua professione se ne ha, e l’elezione da esso fatta di un domiei- lio in un luogo qualunque del circon- dario dell ufficio; 2.0 Il nome, cognome, domicilio del debitore, la professione se ne ha una conosciuta, o un’ indicazione individua- le e speciale, fatta in modo che il con- servatore possa in ogni Caso conoscere e distinguere la persona debitrice della 1poteca; 3.2 La data e la natura del titolo; 4.0 L'importo dei crediti capitali es- pressi nel ütolo, o valutati dall inscri- vente, riguardo alle rendite ed alle pre- stazioni, Oo ai diritti eventuali, condi- zionali o indeterminati, ne’ Casi in çui questa valutazione sia prescritta, come pure l importo degli accessorj di questi Capitali, ed il tempo in cui sono esi- gibili; 5.0 L'indicazione della qualita e si- tuazione de’ beni sui quali intende di conservare il suo privilegio Oo ipoteca. Quest’ ultima disposizione non è ne- cessaria ne casi di ipoteche legali o giudiziali: in mancanza di convenzione, una sola inscrizione, per queste ipoteche; assoggetta tutti gl immobili compresi nel circondario dell ufficio. [ 590] 1 Les nom, prénom, domicile du créancier, Sa profession s’il en a une, et l'élection d’un domicile pour lui dans un lieu quelconque de l'arrondissement du bureau; 2.9 Les nom, prénom, domicile du débiteur, sa profession s'il en a une connue, ow une désignation individuelle et spéciale, telle, que le conservateur puisse reconnaître et distinguer dans tous les cas l'individu grevé d'hypo- thèque; 3.° La date et la nature du titre; 4° Le montant du capital des créan- ces exprimées dans le titre, ou évaluées par Pinscrivant, pour les rentes et pre- stations, ou pour les droits éventuels, conditionnels ou indéterminés, dans les cas où cette évaluation est ordonnée; comme aussi le montant des accessoires de ces capitaux, et l’époque de lexi- gibilité; bo L’indication de l'espèce et de la situation des biens sur lesquels il entend conserver son privilège ou son hypothèque. Cette dernière disposition n’est pas nécessaire dans le cas des hypothèques légales ou judiciaires: à défaut de con- vention, une seule inscription, pour ces hypothèques, frappe tous les immeubles compris dans l'arrondissement du bureau. _ 1.0 Nomen, cognomen, domicilium creditoris: ejus professioncm, siquam exerceat, et electionem sui domi tilii intra districtum officü: 2.0 Nomen, cognomen, domicilium debitoris; ejus professionem, siquam ipsum exercere innotescat, vel indi- vidua, et specifica ejus designatio, ut quovis casu debitor hypotheca gravatus a conservatore dignosci possit: 3.0 Diem, et qualitatem tituli: 49 Quantitatem fortis debitæ, quæ vel ex titulo pateat, vel ex æstimatione ejus, qui inscriptionem pe- üt, proficiscatur, quoad reditus, et præstationes annuas, vel jura eventualia, conditionalia, aut indefini- ta, quoties æstimatio hæc præscripta sit; iem quantitas accessionum ipsius forlis, et dies, qua pet possunt. 5.0 Quænam in specie, et ubi sita sint bona, in quibus suum privilegium, vel suam hypothecam ser- vare ipse constituit. Postrema hæc declaratio minime requiritur, quoties de legali, aut judiciali hypoiheca agriur. Deficiente 2 e e La e.« e ES e- Le CN 40). ss Sas. enim conventione una tantum hujusmodi hypothecarum inscriptio omnia afficit immobilia 1m officuü ch strictu sia. le dy a: ilel vale dus po L à Ten: lute, cl pre- lue}, pns les JE; pures de lo mb que. pas ques con- NA neubles recu, eee qu don slide [ Sr] 2149. Le inscriziont da farsi sui beni d’un défunto, potranno eseguirsi colla sola indicazione del défunto, come si è detto al numero secondo del prece- dente articolo. _2150. Il conservatore descrive nel suo registro il contenuto nella nota, e ri- mette al richiedente, tanto 11 documen- to Oo copia dello stesso, quanto una delle note, a piedi della quale certifica d’'aver eseguita l'inscrizione. 2151. Il creditore inscritto per un ca- pitale che produce interessi© annua- lita, ha diritto d’ essere, rapporto ad essi, classificaito per due anni soltanto, e per l’anno corrente nello stesso gra- do in cui e collocata l’ipoteca del ca- pitale, senza pregiudizio delle inscrizioni particolari da farsi, portanti ipoteca per gli arretrati dal giorno della loro data, esclusi quelli conservati in vigore della prima inscrizione. 2152. É in facolta di quello che ha ottenuto un inscrizione, come pure dei suoi rappresentanti O cessionarj per at- to autentico, di cangiare sul registro delle ipoteche il domicilio da lui pre- scelto, coll obbligo di eleggere e indi- carne un altro nello stesso circondario. 2153. Î diritti d'ipoteca meramente legale, del Demanio, dei comuni e ‘dei pubblici stabilimenti, sopra i beni 2149. Les inscriptions à faire sur Les biens d'une personne décédée| pourront étre faites sous la simple désignation du défunt, ainsi qu'il est dit au numéro 2 de l’article précédent. 2150. Le conservateur fait mention, sur son registre, du contenu aux borde- reaux,€t remel au requérant, tant le titre ou l'expédition du titre, que lun des bordereaux; au pied duquel il cer- tifie avoir fait l'inscription. 2151. Le créancier inscrit pour un capital produisant intérêts ou arrérages, a droit d’être colloqué pour deux années seulement, et pour l'année courante, au inéme rang d'hypothèque que pour son capital; sans préjudice des inscriptions particulières à prendre, portant hypo- thèque à compter de leur date, pour les arrérages autres que ceux conservés par la première inscription. 2152. 17 est loisible à celui qui à re- quis une inseriplion, ainsi qu'à ses re- présentans, ou cessionnaires par acle authentique, de changer sur le registre des hypothèques le domicile par lui élu, à la charge d’en choisir ef indiquer un autre dans le méme arrondissement. 2153. Les droits d'hypothèque pure- ment légale de la nation, des communes et des établissemens publics, sur les Dove Sn EL: 2149. Si in defuncti bona inscriptionem fieri oporteat: sufficiet, ut facta dumtaxat personæ defunctæ designatione, ea peragatur; prout dictum est in paragrapho secundo præcedentis articuli. 2150. Conservator in suas tabulas refert ea, quæ schedæ continent, aïtque petenti restiluit, tam titulum, seu ejus exemplum, quam alteram ex schedis, ad cujus calcem se inscriplionem fecisse testatur. 2151. Creditori inscripto pro sorite, quæ usuras, vel annuas præslationes gignit, eumdem af pro sorte hypothecæ gradum obtinendi jus est etiam quoad usuras, et præstationes pro biennio tamen dumitaxat, et pro amno vertente debitas; citra præjudicium inscriptionum, quæ spiecialim acquiruntur pro alis usuris, et præstationibus præler illas in vim primæ inscriptionis servatas, quæque a die, quo faciæ sunt, bypo- thecam pariunt. 2152. Licet i, qui inseriptionem petit, nec non ilis, qui ipstus personam repræsentat, aut jurium cessionem authentico actu assecuti sunt, domicilium electum, et relatum in tabulis hypothecarum commu- tare, dummodo aliud in eodem disirictu ab ipsis éligatur, atque indicetur. 3153. Hypotheca mere legalis, quæ compelt Regio Demahio, mumicipüs, ac publicis institutis in bona RÉ ar Ar a LES » Dénnenenta+ ts nn e he ra_.# Am TT se ss Me Le lo DT ns une fonte À Re PT fisc Pub ES PRE ere nr ss a So De. st RD SAC FA ANS AO À mr Pr dis [ 593 1 degli amministratori, quelli de’ minori o interdetti sui beni dei tutori, delle mogli sui beni dei mariti, saranno inscrit- ti in sepuito alla presentazione di due note, contenenti soltanto, 1.0 Îl nome, cognome, professione e domicilio reale del creditore, e il do- micilio che da lui, o per lui, verrà eletto nel circondario; 2.0 Il nome, cognome, professione, domicilio,© precisa indicazione del debitore; 5.0 La natura dei diritti da conser- varsi, l'importare del loro valore quan- io agli oggetti determinati, senza obbli- go di determinare quelli che sono con- dizionali, eventuali o indeterminatt 2154. Le inscrizioni conservano l'ipo- ieca ed il privilegio per il corso di dieci anni, dal giorno della loro data: cessa il loro effetto, se prima della scadenza di detto termine non si sono: rinnovate. 2155. Le spese delle inscrizioni sono a carico del debitore, se non vi è sti- pulazione in contrario; l’anticipazione di esse si fa dall inscrivente, purchè non si tratti d’ipoteche legali, per L inscri- zione delle quali il conservatore ha re- gresso contro il debitore. Le spese della trascrizione chiesta dal venditore, sono a carico del compratore. biens des comptables, Ceux des mineurs ou interdits sur les tufeurs, des femmes mariées sur leurs époux, seront inscrits sur la représentation de deux borde- reaux, contenant seulement, 1.0 Les nom, prénom, profession ef domicile réel du créancier, et le domi- cile qui sera par lui, ow pour lui, élu dans l'arrondissement; 20 Les nom, prénom, profession, domicile, ou désignation précise du dé- biteur; 5,0 La nature des droits à Conserver, et le montant de leur valeur quant aux objets déterminés; sans étre tenu de le fixer quant à ceux qui sont Condition- nels, éventuels ou indéterminés. 2154. Les inscriptions conservent l’hy- pothèque et le privilège pendant dix an- nées, à compter du jour de leur date: leur effet cesse, si ces inscriptions mont été renouvelées avant lexpiration de ce délai. 2155. Les frais des inscriptions sont à la charge du débiteur, s’il n'y à sti- pulation contraire; l'avance en est faite par Pinscrivant, si ce nest quant aux hypothèques légales, pour Pinscriptior desquelles le conservateur a son recours contre le débiteur: Les frais de la fran- scription, qui peué être requise par le vendeur, sont à la charge de l’aquéreur. administratorum: minoribus, et interdictis in bona tutorum; uxoribus in bora maritorum inscribitur binas: exibendo schedas, quæ dumtaxat contineant, 1.0 Nomen, prænomen ,. professionem, et verum creditoris domicilium, nec non illud, quod in districtu aut ipse, aut alter ejus nomine elegerit: 2.0 Nomen, prænomen, professionem, domicilium, aut distinctam debitoris designationem: 3.0 Jurium servandorum qualitatem, eorumque valorem, quoties de re certa, et determinata agatur; quin illorum. præfiniendi onus ineumbat, quæ vel indefinita sunt vel a conditione, aut ab eventu pendent. 2154. Inscriptiones hypothecam ,. et privilegium servant per decennium ab ipsarum die computandum; sed nisi, antequam decennium elabatur, renovatæ fuerint, earum effectus cessat. 2155. Inscriptionis expensæ debitori persolvendæ sunt, misi aliter conventum fuerit, In antecessum la- men solvuntur ab eo, qui inscriptionem petit, præterquam si de legalibus hypothecis agatur; tune enim conservaior ad ïillas consequendas adversus debitorem agere debet. Trauscriptionis expensæ, quam venditor pelisset, emptori incumbunt: £x ul Li, FE [ 593] 3156. Le azioni alle quali le inscri- zioni possono far luogo contro i credi-. tori, saranno promosse avanti il tribu- nale competente, con citazione loro fatta personalmente, o all’ ultimo loro domi- cilio indicato nel registro; e cid si os- serverà, non ostante la morte tanto dei creditori, che di quelli presso de qua- li avranno eletio il domicilio. CAPO Y. Della Cancellazione e della Riduzione delle Inscrizioni. 2157. Le inscrizioni si cancellano di consenso delle parti interessate ed a cid capaci, o in vigore d una sentenza pronunciata in ultima istanza O passata in giudicato. 2158. Nell uno e nel} altro caso, coloro che ne richiedono la cancella- zione depongono all ufficio del conser- vatore copia dell’ atto autentico conte- nente il consenso, o copia della sen- tenza. 2159. La cancellazione non proceden- te da reciproco consenso, deve chie- dersi al tribunale nella cui giurisdi- zione si è fatta l’inscrizione, eccetto che tale inscrizione sia stata fatta per garan- zia d' una condanna eventuale o inde- 2156. Les actions auxquelles les ir< scriptions peuvent donner lieu contre les créanciers, seront intentées devant le tribunal compétent, par exploits faits à leuwr personne‘, ou aw dernier des domi- ciles élus sur le registre; et ce, nonob- stant le décès soit des créanciers, soil de ceux chez lesquels ils auront fait élection de domicile. CHAPITRE F. De la Radiation ed Réduction des Inscriptions. 2157. Les inscriptions sont rayées du consentement des parties intéressées€Ë ayant capacité à cet effet, Ou en vertu d'un jugement en dernier ressoré où passé en force de chose jugée. 2158. Dans lun et l’autre cas, ceux qui requièrent la radiation déposent au bureau du conservateur l'expédition de l'acte authentique portant consentement, ou celle du jugement. 2150. La radiation non consentie est demandée au tribunal dans le ressort duquel l'inscription a été faite, si ce n'est lorsque cette inscription a eu lieu pour sûreté d'une condamnation- tuelle ou indéterminée, sur l'exécution pare 2156. Actiones ex inscriptionibus manantes adversus creditores coram competente tribunali instituen- tur in jus vocatione facta is ipsis, vel ad ultimum domicilium in publicis inscriptionum tabulis ab iüsdem electum; licet creditores, vel ill penes quos domicilium electum foret vita functi essent. CRArFES+ De expungendis, et redigendis I nscriptionibus: 2187. Inscriptiones expunguntur consensu partium, quarum interest, et quæ id peragendi potestate pol- leant; aut vi sententiæ, que appellationi non subest, vel in judicatum transit. 2158. Utroque casu, qui inscriptionum lituram petunt, hypothecarum conservatori authenticum exhibent exeumplum actus præsliti consensus, vel latæ sententiæ. 2159. Deficiente mutuo partium consensu, litura ab eo tribunali, in cujus jurisdictione inscriptio facta fuit, postulanda erit: si vero de inscriptione agatur, qu facta sit ad cautionem condemnationis, quæ vel 75 terminata, sulla esecuzione o liquida- zione della quale verta giudicio tra il debitore ed il preteso creditore, 0 essi siano per essere giudicati in un altro tribunale; nel qual caso l’istanza per la Cancellazione deve proporsi o rimet- tersi a questo tribunale. s Cid non ostante sarà eseguita la con- venzione fatta fra il: creditore ed il de- bitore, di proporre, in caso di contesa, la domanda ad untribunale da loro in- dicato. 2460. I tribunali devono ordinare la cancellazione|, quando l inscrizione fu fatta senza essere appoggiata nè alla legge, nè ad un titolo, o quando fu fatta in dipendenza d’ un titolo il qua- le sia o irregolare o estinto o soddis- fatto, o quando sono legalmente an- nullate le ragioni di privilegio e di ipoteca. . 2161. Ogni qual volta le inscrizioni ri- portate senza limitazione da un credi- tore il quale, a termini della legge, avrebbe diritto di far inscrivere l obbli- gazione sui beni presenti o futuri del suo debitore, cadranno sopra piü fondi separati, oltre:il bisogno per la cautela de crediti, avrà il debitore azione per ottenere la riduzione delle inscrizioni, o perchè vengano cancellate in quella [ 594] ou liquidation de laquelle le débiteur er le créancier pretendu sont en instance ou doivent étre jugés dans un autre tribunal; auquel cas la demande en ra- diation doit y étre portée ow renvoyée. Cependant la convention faite par le créancier et le débiteur, de porter, en Cas de contestation, la demande à un tribunal qu'ils auraïent désigné, recevra Son exécution entre eux. 2160. La radiation doit étre ordonnée par les tribunaux, lorsque l'inscription a été faite sans étre fondée ni sur la loi, mi sur un titre, ou lorsqw’elle l’a été en vertu d'un titre soit irrégulier, soir éteint ow soldé, ow lorsque les droits de privilège ou d'hypothèque sont effacés par les voies légales. 2161. Toutes les fois que les inscrip- ions prises par un créancier qui, d’après la loi, aurait droit d’en prendre sur les biens présens ou sur les biens à venir d'un débiteur, sans limitation convenue, SeronË portées sur plus de domaines dif- Jérens qu'il n’est nécessaire à la streté des créances, l’action en réduction des insCripiions, Ou en radiation d’une par- Zi en Ce qui excède la proportion con- ab eventu pendeat, vel indefinita sit, et de cujus executione, vel liquidatione lis orta fuerit inter debiterem et eum, qui se creditorem asserit; vel istt ab alio tribunali judicandi sint; tunc lituræ petitio eidem tri. bunali proponenda, vel ad ipsum remittenda erit. Pactum tamen intér creditorem, et debitorem de adeundo aliquo tribunali ab ipsis designato, siqua oriatur controversia, quoad ipsos executioni mandabitnr, 2160. Tribunalia inscriptionem expungendam præcipiunt, quoties adpareat, illam, vel nulla lege, aut ti- tulo suffultam esse, vel factam in vim tituli non rite peracti, aut cujus obligatio extincta sit _ privilegia, et hypothecas, quarum jura legitimo modo irrita declarata fuerint. 2161. 3 vel propter Si creditor, cui per legem jus est inscriptionem postulandi in bona præsentia, vel futura debitoris,: indistincte eam obtinuerit, ac proinde ejus favore plura separata immobilia ultra cautionem crediti inscriptio complectatur; debilor agere poterit, ut eadem minuatur» vel expungatur in eo, quod eongruam excedit y l nt } ui ne y pa| der a du receurs 17) tion q luloi, l'a à er, 0 + droit ef ind ; dpré sur ls jen. VETULE y es difr sureté n des ne PU jon COR" [ 595 T parte che eccede la conveniente pro- porzione. În tale proposito si devono osservare le regole di competenza sta- bilite nell articolo 2150, La disposizione del presente articolo non& applicabile alle ipoteche conven- zionali. 2162. Sono considerate eccessive le mscrizioni che cadono sopra più fondi, quando il valore d’un solo o di al- euni di essi che sieno liberi, supera più d’un terzo| importare del credito in Capitale ed in legittimi accessorj. 2163. Possono altresi come eccessive ridursi le inscrizioni fatte a seconda della valutazione data dal creditore ai crediti i quali, per quanto riguarda l’ipoteca da stabilirsi per la loro SiCUTeZZa, non:$0- nO stati determinati da alcuna conven- zione, e sono di loro natura condizio- nali, eventuali o indeterminati. 2164. L’eccesso in questo caso à ri- messo all'arbitrio del giudice, il quale, a norma delle circostanze, delle proha- bilità di evento e delle presunzioni di fatto, procura di conciliare le ragioni verosimili del creditore con i rigwardi di conservare libera al debitore una s0- stanza proporzionata; senza pregiudizio. delle nuove inscrizioni con ipoteca ese- venable; est ouverte au débiteur. On L: suit les règles de compétence établies dans Paräcle 2150.| La disposition du présent article ne s'applique pas aux hypothèques conven- #ionnelles. 2162. Sont réputées excessives les in: scriptions qui frappent sur plusieurs do- maines, lorsque la valeur dun seul ors de quelques-uns d'entre eux excéde de plus dun tiers en fonds libres le mon- tant des créances en capital et accessoï- res légaux. 2103. Peuvent aussi étre réduites com- me excessives, les inscriptions prises da- près l'évaluation faite par le créancier, des créances qui, en ce qui concerne l’hy- pothèque à établir pour leur sûreté, n'ons pas été réglées par la convention; et quë par leur nature sont conditionnelles; éventuelles ou indéterrminées. 2164. L’éxcès, dans ce’ cas, est arti- tré par les juges, d'après les circunstan- ces, lés probabilités des chances et les présomptions de fait, de manière à con. cilier les droits vraisemblables du créa. cier avec lintérét du crédit raisonna- ble à conserver au débiteur; sans pré: Judice des nouvelles inscriptions à pren- dre avec hypothèque du jour de leur date: quantitaiem.. Tunc observanda erit norma, quæ de competentia fori in articulo 2159. sancita est. Hujusce articuli præscripta ad conventionales bypothecas mmime extenduntur.. 2162. Inscriptiones, quæ plura immobilia affciunt, immodicæ censentur, cum unius tantum, vel aliquoë rum ex ipsis, quæ tamen libera sint, pretium excedit tertiam partem quantitatis sortis debitæ cum legiti- mis accessionibus, 2165. Minui quoque tamquam immodicæ possunt inscriptiones a creditore quæsitæ pro illa quantitate, qua: suum creditum ipsemet æstimavit, si quoad hypothecam in hujus securitatem constituendam ,; Mihil in con: ventione præfinitum fuerit, et creditum ipsum suapte natura indefinitum sit, vel a conditione, et ab even- tu pendeat. 2164. Hoc casu judicum arbitrio commissum: est, ut in dijudicanda excedenti inseriptionum quantitate,. pensiiatis rerum adjunclis, eventuum verisimilitudine, et fact presumptionibus, probabilia creditoris jura: componere studeant cum uülitate debitoris, congruam bonorum partem ipsi liberam servando;, citra: GO à 6 A DIT au à guibih dal giorno della loro data, quan- do l’evento avrà fatto ascendere il cre- dito indeterminato ad una somma mas” glore. 2165. Il valore degl immobili di cui deve istituirsi il conguaglio con V am- montare dei crediti accresciuto di piü del terzo, si determina col moltiplicare quindici volte il valore della rendita ri- sultante dalla matrice dei ruoli della contribuzione fondiaria,© dalla quota di contribuzione sui ruoli, secondo la proporzione che esiste nei comuni ove sono situati i beni fra questa ma- trice o quota, e la rendita degl im- mobili non soggetti a deperimento,€ di dieci volie questo valore per gl im- mobili che vi sono soggetti. Non ostan- te potranno i giudici prevalersi ancora degli schiarimenti che possono desu- mersi da’ contratti di locazione non$s0- spetti, dai processi verbali di stima che si fossero precedentemente stesi in epo- che non remote, e da altri atti simili» e valutare la rendita alla media propor- zione dei resultati di queste diverse no- tizie. [ 596] lorsque l'événement aura porté les Créan” ces indéterminées à une somme plus/forte. 2165. La valeur des immeubles dont la comparaison est à faire avec celle des créances et le tiers en sus, est déter- minée par quinze fois la valeur du re- venu déclaré par la matrice du rôle de la contribution foncière, ou indiqué par la cote de contribution sur le rôle, se- on la proportion qui existe dans les com- munes de la situation entre cette matrice ou cette cote et le revenu, pour les im meubles non sujets à dépérissement;€ dix fois cette valeur pour ceux qui y Sont sujets. Pourront néanmoins les juges s’aider, en outre, des éclaircissemens qui peuvent résulter des baux non suspects, des procés-verbaux d'estimation qui ont pu étre dressés précédemment à des épo- ques rapprochées, et auires actes sem- blables, et évaluer le revenu au faux 10° yen entre les résullats de ces divers ren- Seignemens. Varamames tamen præjudicium insc ejus creditum indefinitum ad majorem 2165. Immobilium valor, qui exæquan flatur ex summa annui reditus rum, quæ prædiis ejusdem territorui imponuniur, juxta proportionem, quæ servatur in üs locis, et immobilium prov valor habetur ex quantitate reditus annui decies cumulati, Nihilominus judicibus fas erit eliam argumentis ui, s de ipsorum immobilium æstimatione recenter confe ex acti ditus annuos æstimare ad mediam eorum proportionalem possit. riptionum cum hypotheca ab ipsarum die, quas creditor rursus poterit quantitatem reapse ex eveniu postea ascenderit. dus est quantitati crediti, Annuus hic reditus eruitur vel vel ex tributorum quota in eadem mairicula ubi bona sita sunt inter matriculam, aut quotam prædictam quindecies cumulati. entus, si de ilis agatur, quæ deperire nequeani: nancisci, Si tertia tamen ejusdem addita parte, con- ex matricula tributo- designata alorum vero, quæ deperire queunt, quæ vel ex scripturis locationum fide dignis, vel ctis, vel ex als similibus colligi possint, et re- quantitatem, quæ€x allatis argumentis inferri ‘ ee ol ai à s arte; col a bio , des ; prb je queull js\ l [ 597] C'APO VI Dell Effetto de’ Privilegi e delle Ipote- che contro i Terzi Possessori. 2166. I creditori aventi privilegio od ipoteca inscritta sopra un immobile, an- corchè passi in qualunque altro posses- sore, ritengono sopra di esso le lora ragioni, per essere collocati e pagati se- condo l ordine de’loro crediti o inscri- z1Oni. 2167. Se il terzo possessore non adem- pie alle formalità che verranno stabilite in appresso, onde rendere libera la sua proprietà, resta, in vigore della sola inscrizione, obbligato come possessore a tutti 1 debiti ipotecarj, e gode dei ter- mini e dilazioni accordate al debitore originario. 2168. Il terzo possessore è tenuto nel caso stesso, o a pagare tutti gl interessi e capitali esigibili, qualunque sia la som- ma cui possano ammontare, O a rilascia- re, senza alcuna riserva, l immobile ipotecato. 2169. Tralasciando il ierzo possessore di soddisfare pienamente ad una di que- ste obbligazioni, qualunque creditore ipotecario ha diritto di far vendere a carico di quello limmobile 1potecato; CHAPITRE FI. De l'Effet des Privilèges et Hypothèques- contre les Tiers Détenteurs. 2166. Les créanciers ayant privilège ou hypothèque inscrite sur un immeuble, le suivent en quelques mains qu'il pas- se, pour étre colloqués et payés suivant lordre de leurs créances ou inscriptions. 2167. Si le tiers détenteur ne remplit pas les formalités qui seront ci-après éta- blies, pour purger sa propriété, il de- meure, par l’effet seul des inscriptions, obligé comme détenteur à toutes les det. tes hypothécaires, et jouit des termes e£ délais accordés au débiteur originaire. 2168. Le ziers détenteur est tenu, dans le méme cas, ou de payer tous les in- térêts et capitaux exigibles, à quelque somme qu’ils puissent monter, ou de dé- laisser l'immeuble hypothéqué, sans au, cune réserve. 2160. Faute par le tiers détenteur de satisfaire pleinement à lune de ces obligations, chaque créancier hypothé: caire a droit de faire vendre sur lui l'immeuble hypothéqué, trente jours après ns CAPUT VI De Privilegiorum, et Hypothecarum ÆEffectu adversus Tertios Possessores. 2166. Creditores privilegiarii, et hypothecarii, qui inscriptione in rem immobilem muniti sunt, jus in ea quæsitnm adversus quemcunique tertium possessorem retinent, ut et gradum, et solutionem juxta prero+ gativam suis creditis, et inscriptionibus competentem in eadem re obtineant. 2167. Si tertius possessor proprietatis suæ liberandæ causa solemnitates non adimplet, quæ inferius sta- tuuntur; vi ipsa inscriptionum, uti possessor, obstringitur ad omnia persolvenda hypothecaria debita, quibus res ipsa obnoxia est, atque dilationibus, et moris fruitur primo debitori concessis. 2168. Hinc tertius possessor usuras, et sortes, quarum dies solutionis venit, cujuscumque quantitatis sint, persolvere 2160. thecario agendi jus est, tenetur, vel immobile hypotheca aflectum sine ulla exceptione dimittere. Si alterutri ex relatis obligationibus tertius possessor plene non satisfaciat; cuique creditori hypo- ut possessoris periculo immobile hypotheca affectum veneat post triginta dies, ex 4 in Éd PTE PE Prec rs rl [ 598] tenta giormi dopo l'ordine ingiunto al debitore originario, e dopo l'intimazione fatta al terzo possessore di pagare il de- bito già esigibile o di rilasciare il fondo. 2170. Cid non ostante 1l terzo posses- sore.che non è obbligato personalmente per il debito, pud opporsi alla vendita del fondo ipotecato di cui gli è stato dato il possesso, quando vi restino al- ri immobili ipotecat per 4 debito stes- so, i quali siano posseduti dal princi- pale o principali obbligati, e pud do- mandare la precedente escussione, secon- do le forme stabilite nel titolo deZle Fide- Jussioni: durante tale escussione, si sopras- siede dalla vendita del fondo ipotecato. 2171. L’eccezione dell escussione non pud essere opposta al creditore privile- giato O avente ipoteca speciale sopra 1 immobile. 2172. Il rilascio del fondo per soddis- fare all ipoteca, pud eseguirsi da qua- lunque terzo possessore 1ül quale non* sia obbligato personalmente per il debi- to, e che abbia la. capaeita di alienare. 2173. Pud eseguirsi ancora dopo che: il terzo possessore avrà riconosciuta l'ob- bligazione© sara stato condannato in questa sola qualità: il rilascio del fondo, finchè non è seguita l’aggiudicazione, “on impedisce che il terzo. possessore possa riprenderlo, pagando l'intero de- bito e le spese. commandement fait au débileur originai- re, et sommation faile au tiers déten- teur de payer la dette exigible ou de délaisser l héritage. 2170. Néanmoins le tiers détenteur qui west pas personnellement obligé à la dette, peut s'opposer à la vente de l'héritage hypothéqué qui lui à été trans- mnis, S'il est demeuré d'autres immeu- bles hypothéqués à la méme dette dans la possession du principal ou des prin- cipaux obligés, et en requérir la di- soussion préalable, selon la forme réglée au titre du Cautionnement: pendant cette discussion, il'est sursis à la vente de F héritage hypothéqué. 2171. L'exception de discussion ne peut étre opposée au créancier privilégié ou ayant hypothèque spéciale sur l im- meuble. 2172. Quant au délaissement par hy- pothèque, il peut étre fait par tous les. tiers détenteurs qui ne sonf pas person- nellement obligés à la dette, et qui onë la capacité d’aliérer. 2175. 1] peut l'étre méme après que le tiers détenteur a reconnu l'obligation où subi Condamnation en cette qualité seulement: le. délaissement n empéche pas que, jusqu’à ladjudication, le tiers détenteur ne puisse reprendre P immeu- ble en payant toute la dette et les frais. quo primo debitori mandata solutid fuerit, atque tertio possessori præceptum- de-solvende- debile, vel im. mobili dimittendo fuerit denunciatum. æ190 Nihilominus tertiüs possessor, qui de debito ex sua persona non tenetur, quoties reus principalis, aut correi debendi alia bona possideant pro eodem debito hypothecæ obnoxia, venditioni prædu sibi tradit contradicere potest, ac petere, ut præcedat excussio modis in üitulo de Fidejussione- statutis; qua pendente, venditio différtur. 2171. Excussionis exceptio creditori, qui privilegio, vel speciali hypotheca in immobiüli fruitur, objici nequiir 2172, Tertit possessores prædium hypotecæ obnoxium dimittere possunt, si ex sua persona de debito non teneantur, et alienandi potestatem habeant. 2175. Prædium quoque ipsi dinittere possuut, etiamsi obligationem agnoverint, vel damnationis senten- tiam, tamquam possessores dumlaxat, passi fuerini: usquedam vero adjudicatio peracta non sit, dimissum predium, solulo integro pretie. una cum expensis, recuperare possunt.. US dtn, ou d le fume: » dant Prin. à: re elle k de ON 1 ivre r l'in ur le jous là pers jui on quê 1 JON lité che gües imneb os fra [ 599] 2174. Ï rilascio del fondo pet soddisfa- re all ipoteca si eseguisce alla cancelleria del tribunale del distretto ove sono situa- t 1 beni, il quale ne accorda il certificato. Sulla petizione di quello fra gl in: teressati che previene, si deputa un am- ministratore del fondo rilasciato, ed in contradditorio del suddetto si procede alla vendita secondo le forme prescritte per le spropriazioni. 2175. Le deteriorazioni cagionate dal fatto o dalla negligenza del terzo pos- sessore in pregiudizio dei creditori ipo- tecar] O, danno luogo ad agire contro di esso per l'indennità; egli perd non pud ripetere le spese e mi- glioramenti da lui fatti che sino alla concorrenza del valor maggiore, che ne e risultato. 2176. I frutti dell immobile ipotecato non sono dovuti dal terzo possessore che dal giorno in cui gli fu intimato di pagare o di rilasciare il fondo, e, se la proposta istanza sia stata abbandonata per lo spazio di tre anni, saranno do- vuti soltanto dal giorno della nuova in- timazione che sara fatta. 2177. Le servit ed à diritti reali; quali competevano al terzo. possessore sopra limmobile prima che ne prendes- 2174. Le délaissement par hypothèque se fait au greffe du tribunal de La st- tuation des biens, et il en est donné acte par ce tribunal. Sur la pélition du plus diligent des intéressés, il est créé à l'immeuble dé- laissé un curateur sur lequel la vente de limmeuble est poursuivie dans les formes prescrites pour des expropria- Lions. 2175. Les détériorations qui procèdent du fait ou de la négligerice du tiers détenteur, au préjudice des créanciers hypothécaires ou privilégiés, donnent lieu contre lui à une action en indem- nité; mais il ne peut répéter ses im penses et améliorations que jusqu'à con- currence de la plus-value résultant de l'amélioration. 2176. Les fruits de l'immeuble hypo- théqué ne sont dus par le tiers déten- teur qu’à compter du jour de la somma- {ion de payer où de délaisser, et, les poursuites commencées ont été aban- données pendant trois ans, à compter de la nouvelle sommation qui sera faite. 2177. Les servitudes et droits réels que le tiers détenteur avait sur lim. rneuble avant sa possession, renaissent 2174 Dimissionis actus causa hypothecæ fit penes scribam tribunalis loci, ubi bona sita sunt; et eunx dem actum emissum fuisse idem in actis refert. Postulante aliquo ex ïis, quorum interest, dimissæ rei administrator constituitur, et adversus illum pro ejusdem rei venditione actiones moventur, servatis selemmitatibus stalutis in titule de bonis debitori adimen.- dis et alienandïs. 2175. Tertius possessor indemnes servare tenètur creditores hypothecarios, et privilegiarios propter detri- menta, quæ ex ejus facto, vel negligentia procedunt; expensas vero et meliorationes repeicre nequit, nisi pro rata quantitate ejus, quo prædiüi valor illarum causa adauctus fuit. 2179. Rei immobilis hypothecæ obnoxiæ fructus a tertio possessore non debentur, nisi a die indicti præ- cepti de solvendo debito, vel re dimittenda; et si judicium per triennium intermissum sit; à die tantum, quo fuerit nova in jus vocalione instauratum. 2177. Servitutes, et jura realia, quæ ad terlium possessorem in prædio spectabant, priusquam ejus possessionem A se possesso, rivivono dopo il rilascio del fondo o dopo l’aggiudicazione con- (1{} tro lui eseguita.: n Int__ EL suoi creditori particolari esercitano | la loro ipoteca secondo il loro grado _sopra i fondi rilasciati 0 aggiudicati, do- po tutti quelli, che si trovano inscritti a carico dei precedenti proprietar). À 2178. Il terzo possessore che ha pa- À gato il debito ipotecarlio; O rilasciato Ÿ immobile ipotecato, o subita la spro- { priazione del predetto immobile, ha il regresso per essere rilevato, come di ra- gione, contro il debitore principale. 2170. Il terzo possessore il quale in- tende di rendere libera la sua proprietà () pagando il prezzo del fondo, deve os-. à servare le formalità che saranno stabi- lite nel capo VIII del presente titolo. F4 1 " Dale bou ts 22m bé rl ces 4 D A QE nn 3 A——— É. x sl. 2 og ÿ CAPO VIL Dell estinzione dei Privilegi e delle Ipoteche. 2180, 1 privilegi e le ipoteche si es- tinguono, 1.0 Con lo scioglimentio dell obbligazio- ne principale, 2.0 Con la rinuncia del creditore al- Y ipoteca, [ 600| après le délaissement où après Padjudi- cation faite sur lui. Ses créanciers personnels, après fous ceux qui sont inscrits sur les précédens propriétaires, exercent leur hypothèque à leur rang, sur le bien délaissé ou a djugé. 2178. Le tiers détenteur qui a payé la dette hypothécaire, ou délaissé l’im- meuble hypothéqué, ou subi lexpro- priation de cet immeuble, a le recours en garantie, tel que de droit, contre le débiteur principal. ar7o. Le tiers détenteur qui veut pur- ger sa propriété en payant le prix, ob- serve les formalités qui sont établies dans le chapitre V'ILI du présent titre. CHAPITRE VII. De l'Extinction des Privilèges et Hypo- thèques. ù 2180. Les privilèges et hypothèques s’éteignent, 0 Par l'extinction de l'obligation principale, 0 Par la renonciation du créancier à l'hypothèque, Der TE nactus fuisset; post dimissionem ab eo factam, aut post sententiam in ipsum latam reviviscunt. 41 i adversus præcedentes proprietarios Imscriptonem acquisi- NL Peculiares ejus crediteres post eos ommes, qui verunt, experiuntur hypotheca juxta sui gradus p 4178. Tertius possessor, qui vel debitum hypot yel eadem ex judicis sententia privatus fuit, . 2179. Si vero tertius possessor rem ab hypot solemnitates in cap. 2180. Privilegia, et hypothecæ exstinguuniur; 10 Extincta obligatione principal: 0 Renunciationc creditoris juribus hypothecæ: rerogativam in bona dimissa, vel adjudicata. hecarium solvit, vel prædium hypotheca affectum dimisit, prout juris erit, a principali debitore indemnis præstabitur. heca, vel privilegio liberare velit ejus prelium persolvendo, e VIIL hujusce ütuli prescripias servare tenetur. 4.4 CABUT VIE hi à Quomodo Privilegia, et Hypothecæ extinguniur. [ Gor] 5. Coll adempimento delle formalità e condizioni prescritte ai terzi possesso- ri per render liberi i beni da essi ac- quistati; 4° Con la prescrizione. La prescrizione si acquista a vantag- #io del dehitore riguardo ai beni che si trovano in suo potere, trascorso quel periodo di tempo che è determinato per la prescrizione delle aziomi che pro- ducono l ipoteca o il privilegio. La prescri-ione riguardo aï beni pos- seduti da un terzo, si acquista da questo col periodo di teu:po stabilito per pre- scrivere 1} dominio in suo favore: uel caso in Cui la prescrizione si appogoi ad un titolo, essa comincia a decorrere dal giorno in cui il titolo predetto sia stato trascritto sui registri del conserva- ore. Le inscrizioni fatte eseguire dal credi- tore non interrompono il corso della prescrizione stabilita dalla legge a favore del debitore o del terzo possessore. CA PO VIIL. Del Modo di render libere le Proprietà dui Privilegi e dalle Ipoteche. 2181. Ê contratti che trasferiscono la proprietà degl’immobili o dei diritti reali 3.e Par l’atcomplissement des forma- lités et conditions prescrites aux tiers détenteurs pour purger les biens par eux acquis, 4.0 Par la prescription. La prescription est acquise au débi- teur, quant aux biens qui sont duns ses mains, par le temps fixe pour prescription des actions qui donnent l’hypothèque ou le privilège. Quant aux biens qui sont dans la main d'un liers détenteur, elle lui esé acquise par le temps réglé pour la pre- scriplion de la propriété à son profit: dans le cas où la prescription suppose un titre, elle ne commence à courir que du jour où il à été transcrit sur les regi- stres du conservateur. Les inscriptions prises par le créan- cier n'interrompent pas le cours de la prescription établie par la loi en faveur du débiteur ou du tiers détenteur. CHAPITRE VII. Du Mode de purger les Propriétés des Privilèges et Hypothèques. 2181. Les contrats translatifs de la propriété d'immeubles ou droits réels im- | 5.0 Peractis solemnitatibus, et expletis conditienibus, quæ tertio possessori ad bona adquisita liberanda præscribuntur! 4.9 Præscriptione. Debitor quoad bona ab ipso possessa acquirit præscriptionem per lapsum temporis ad ea jura præseri- benda statutum, ex quibus oriur privilegium, vel hypotheca. Præscriptio vero quoad bona, quæ penes terlium possessorem sunt, huic adquiritur per lapsum tempo- ris, quod ad præscriptionem dominn eorundem bonorum præfinitum est. Sin autem præscriplio ad titulum referatur, a die dumiaxat, quo titulus in conservatoris tabulis fuerit transcriptus, eadem incipit. Per inscriptiones a creditore quæsitas præscriptio a legé inducta favore debitoris, vel tertii possessoris, mullatenus interrumpitur. CAPUT. VIIT Quibus Modis Bona a Priilesüs, et Hypothecis eximantur. 2181. Contractus, quibus transfertur proprictas bonorum immobilium, vel jurium reallum, quæ pro ün- 76 2 SR immobiliari, che 1l terzo possessore vorrà liberare dai privilegi e dalle ipoteche, saranno trascritti per intero dal conser- vatore delle ipoteche nel cui circonda- rio 1 beni si troveranno. Questa trascrizione si fara sopra un registro destinato a tale effetto, ed 1l con- servatore sarà tenuto di rilasciarne il cerlificato a chi lo chiedera. 2182. La semplice trascrizione dei ti- toli translativi di dominio sopra il regi- stro del conservatore, non libcra l’immo- bile dai privilegi e dalle ipoteche so- pra di esso esistenti.: Il venditore trasferisce soltanto nel- |’ acquirente la proprietà e le ragiOnI che egli aveva sulla cosa venduta, con i medesimi privilegi ed ipoteche di cui era gravata. 2183. Se il nuovo proprietario vuole garantirsi dagli effetti de’procedimentt permessi nel capitolo VI del presente ütolo, è tenuto prima che sia promos- sa l’istanza, o dentro un mese al pit tardi, da computarsi dalla prima fattagli intimazione, di notificare ai creditori nel domicilio da essi eletto nelle loro inscriziOn!i, 10 L’estratto del suo documento con- tenente soltanto la data e la qualità [ 602] mobiliers, que les tiers détenteurs vou- dront purger de privilèges et hypothè- ques, seront transcrifs en entier par le conservateur des hypothèques dans l'arrondissement duquel les biens sont situés. Cette transcription se fera sur un re- gistre à ce destiné, et le conservateur sera tenu d'en donner reconnaissance au requérant. 2182. La simple transcription des ti tres translatifs de propriété sur le re- £gistre du conservateur, ne purge pas les hypothèques et pre établis sur l'immeuble. Le vendeur ne transmet à l'acquéreur que la propriété et les droits qu'il avait lui-méme sur la chose vendue: il les transmet sous l'affectation des mêmes privilèges et hypothèques dont il était chargé. 2183. Si le nouveau propriétaire petit se garantir de leffet des poursuites au- torisées dans le chapitre VT du présent titre, il est tenu, soit avant les pour- suites, Soit dans le mois, au plus tard, à compter de là première sommation qui lui est faite, de notifier aux créanciers, aux domiciles par eux élus dans leurs inSCripliONsS, 1° Éxtrait de son titre, contenant seulement la date et qualité de Pacte» mobilibus habentur, et quæ tertii possessores a privilegüs, et hypothecis eximere voluerint, ex integro transcribentur ab hypothecarum conservatore, in cujus districtu bona sita sunt. Hujusmodi transcriptio fiet in publicis tabulis ad hoc designatis; et conservator de 1lla testationem pe- tenti edere tenebitur. 218. Sola tituli dominium transferentis transcriptio in conservatoris tabulis liberationem ab hypothecis, et privilegiis prædio inhær“entibus minime parit. Venditor in emptorem transfert dumtaxat dominium, et jura, quæ ipsi competunt in re alienata, tisdem tamen privilegiis, et hypothecis, quibus gravabaniur, obnoxia. 2185. Si novus dominus persecutoria agentem, de qua in capitulo vel intra mensem ad szmmum a die, qua primun ipse in ad domicilia ab ipsis in tabulis suarum inscriptionum vel antequam actio contra ipsum instituatur, jridicium vocatus sit, denunciare debet creditoribus, electa 1.0 Summariun sui tituli, referens dumtaxot diem, qualitatem actus; nomen; té VI. hujusce tituli, submovere veli; et distinctam venditoris; qu lou ‘ll mme, WA jes due prise JT far, on qui pCieTs, leurs ment ; l'acte — a est } jose} ns enibt, ju got à so À ”" fi Le st} HS a" [ 605| dell atto ,il nome e l’indicazione pre- cisa del venditore o del donante, la natura, e la situazione della cosa ven- duta o donata; e trattandosi di un cor- po di beni, la sola denominazione ge- nerale della tenuta e dei distreiti, in cui si trova situata il prezzo dei cari- chi formanti parte del prezzo della ven- dita, o la valutazione della cosa, se questa è stata donata; 2.0 L'estratto della trascrizione dell at- to di vendita; 5.0 Una tabella in tre colonne, la pri- ma delle quali conterrà la data delle ipoteche e quella delle inscrizioni; la seconda, il nome dei creditori; la terza» l’ ammontare dei crediti imscritti. 2184. L’ acquirente o ïil donatario dichiarerà, col medesimo atto, ch'egli è pronto a soddisfare immediatamente ai debiti ed ai pesi ipotecarj, sino alla concorrenza soltanto del prezzo, senza distinzione di debiti esigibili o non esi- gibili.| 2185. Quando il nuovo proprietario ayrà fatta tale notificazione nel termine stabilito, qualunque creditore di eut è inscritto il titolo, pud chiedere che lim- mobile sia posto all incanto ed alle pubbliche aggiudicazioni; sotto condi- zione; le nom et lu désignation précise du ven- deur ou du donateur, la nature et la situation de la chose vendue ou donnée; et, s'il s'agit d'un corps de biens, la dénomination générale seulement du do- maine et des arrondissemens dans les- quels il est situé, le prix et les charges faisant partie du prix de la vente, ow l'évaluation de la chose, si elle à été donnée; 2.0 Extrait de la transcription de Pacte de vente; 5,0 Un tableau sur trois Colonnes, dont la première contiendra la date des hypothèques et celle des inscriptions; la seconde, le nom des creanciers; la éroi- sième, le montant des créances inscrifes. 2184. L'acquéreur ou le donataire dé- clarera, par le méme acte, qu’il est prét à acquitter, sur-le-champ, les dettes et charges hypothécaires, jusq'à concur- rence seulement du prix, sans distinc- tion des dettes exigibles où non exi- gibles.:: 2185. Lorsque le nouveau propriétaire a fait cette notification dans le délai fixé, tout créancier dont le titre est Înr- scrit, peut requérir lu mise de l’ine- meuble aux enchères et adjudications publiques; à la charge, à mes aut donantis designationem, speciem re venditæ, vel donatæ, nec non locum ubi eadem sita est; et si agatur de pluribus bonis, que unum corps efficiant, genericam tantum denominationem prædii, et distric- tuum in quibus continetur: pretium venditionis, el onera, quæ loco pretii habentur, vel rei æstimationenx si ea donata fuerit: 2.0 Exemplum transcriplionis actüs venditionis: 5.0 Tabulam tribus divisam spatis, in rimo quorum dies hypothecis, et inscriptiombus adposita exara- ; Ï; Ï P bitur; in secundo creditorum nomina; in tertio quantitas æris alieni inscripti. 2184. Emptor, aut donatarius eodem actu declarabit, se illico ad debita, et onera hypothecaria persol- venda paratum esse pro rala tantum quanlitaie pretil, non ex191 possint. et absque distinctione utrum debita ipsa exigi, vel 2185. Declaratione prædicta a novo proprictario emissa intra præfinitum tempus, quicumque ex credite- ribus, cujus titulus inscriptus est, petere poterit, ut immobile auctioni, et adjudicationibus publicis sa- biiciatur, hisce tamen conditionibus, [ 604] 1.0 Che tale richiesta venga significata al nuovo proprietario entro quaranta giorni, al più tardi, dopo la notificazione faïta ad istanza di quest’ ultimo, aggiun- gendovi due giorni ogni cinque miria- metri di distanza tra il domicilio eletto ed il domicilio reale di ciaschedun cre- ditore istante; 2.0 Che essa contenga l’oblazione del- l'istante d’accrescere o di far accue- scere il prezzo di un decimo al di sopra di quello che sara stato stipulato nel contratto, Oo dichiarato dal nuovo pro- prietario. 3.0 Che la stessa notificazione verrà fatta nel medesimo termine al precedente pro- prietario, debitor principale; 4° Che loriginale e le copie di tali atti saranno sottoscritte dal creditore istante,© dal suo procuratore a cid espressamente destinato, il quale, 1 in tal caso, è obbligato di dar copia della sua procura; 5.2 Ch'egli si offra a dar cauzione fino alla concorrenza del prezzo e dei carichi. L’ omissione di alcuna di queste con-: dizioni produrà nullità. 2186. Omettendo i creditori di do- mandare l'incanto nel termire e nelle forme prescritte, il valore dell immobile resta definitivamente stabilito nel prez:o stipulato nel contratto, o dichiarato dal- nuovo proprietario, il quale o pagando 1.0 Que cette réquisifion Sera signifiée au noiweau propriétaire dans quarante Jours, au plus tard, de la notification Jaite à la requête de ce dernier; en y ajoutant deux jours par Cing myria- mètres de distance entre le domicile élu et le domicile réel de chaque créancier requérant; 2.0 Quelle contiendra soumission du requérant, de porter ou faire porter le prix à un dixième en sus de celui qui aura été slipulé dans le contrat, ou dé- claré par le nouveau propriétaire; 5o Que la même signification sera faite dans le méme délai au précédent propriétaire, débiteur principal; 4.0 Que Poriginal et les copies de ces exploits seront signés par le créancier requérant, ou par son fondé de procu- ration expresse, lequel, en ce cas, est tenu de donner copie de sa procuration; 5o Qu'il offrira de donner caution jusqu’à concurrence du prix et des char- ges. Le touf à peine de nullité. 2186. A d'faut, par les créanciers, d'avoir requis la mise aux enchères dans le d’lai et les formes prescrits, la va- leur de l'immeuble demeure définitivement fixée au prix stipulé dans le contrat, ou déclaré par le nouveau propriétaire, 1.0 Ut petitio hæc novo domino denuncietur non ultra quadraginta dies a declaratione ab ipso emissa, et creditoribus indicta; additis prædicto termino alüis duobus diebus in singula quinque myriametra, quibus domicilium electum distabit a domicilio vero cujusque creditoris petentis: 2.0 Ut eadem petitio oblationem postulantis contineat augendi vel per se, vel jer allum decimam partem pretil in contractu stipulati, vel a novo domino declarati: 3.0 Ut eadem denunciatio intra prædictum temporis spatium fiat priori domino, scihcet debitori principah. 4.0 Ut authographnm, et exempla hujusmodi actuum subscribantur a crediiore petente, aut ab ejus pro-- curatore speciali mandaio instructo, qui hoc casu mandati exemplum exkibere tenetur: 5.0 Ut usque ad relativam summam preti, et onerum cautionem præbeat. Omissio cujuscumque ex meimoratis conditionibus mullitaiem parit. 2186. Auctione à oreditoribus intra tempus constituium, et juxia præscriptas formas non postulata, pre- nc ke pce D) gel ru il, coli js clur- QCIPTS y os ANS te pirenenl (ONU, put ad | ji ml gi, qu os 1” vf gebior sl FL+ Pr ph [ 6ob il detto prezzo ai creditori che saranno grado d’essere soddisfatti, o facen- done deposito, resta liberato, in conse- guenza, da ogni privilesio o ipoteca. 2187. In caso di nuova vendita all in- canto, la stessa si eseguirà colle forme stabilite per le spropriazioni forzate, ad istanza, Oo del creditore che l’avrà ri- chiesta, o del nuovo proprietario. Il petente esprimerà negli afissi il prezzo stipulato nel contratto, o dichia- rato, e la somma maggiore che il cre- ditore si obbligo d’ accrescere o di fare accrescere. 2188. L’ aggiudicatario è tenuto a re- stituire all acquirente o donatario cui fu tolto il possesso, non solo il prezzo della sua aggludicazione, ma anche le spese e 1 pagamenti legittimi fatti a causa del suo contratto, quelli deila irascri- zioue sui registri del conservatore, quelli della notificazione, e quelli fatti per ot- tenere la rivendita. 2189. L’«cquirente o il donatario che si mantiene in possesso dell immo- bile esposto ail’incanto, essendo il mag- giore offerente, non è in obbligo di far trascrivere 1l decreto d’aggiudicazione. 2:90. La desistenza del creditore che chiede l'incanto, non pud impedire la lequel est, en conséquence, libéré de tout privilège et hypothèque, en payant ledit prix aux créanciers qui seront em ordre de recevoir, ou en le consignant. 2187. En cas de revente sur enchère, elle aura lieu suivant les formes établies pour les expropriations forcées, à la di- ligence, soit du créancier qui P aura requise, soit du nouveau propriétaire. Le poursuivant énoncera dans les af Jiches le prix stipulé dans le contrat, ou déclaré, et la somme en sus à la- quelle le créancier s'est obligé de lu porter ou faire porfer. 2180. L'adjudicafaire est tenu, au-delà du prix de son adjudication, de resti- tuer à Pacquéreur ou donataire dépossé- dé les frais et loyaux coûts de son con- traf, ceux de la transcription sur les registres du Conservateur, Ceux de noïi- fication, et Ceux faits par lui pour par- venir à la revente. 2189. L’acquéreur ou le donataire qui conserve l'immeuble mis aux enchères, en se rendant dernier enchérisseur, n’est pas tenu de faire transcrire le jugement dadjudication. 2100. Le désistement du créancier re- guérant la mise aux enchères, ne peur, tium rei immobilis idem omnino manet, ac im stipulatione deductum est, seu ut declaratum fuit a novo pro- prietario, qui ab omnibus privilegüs, et hypothecis liberatur eodem pretio deposito, vel creditoribus per- soluto, si hujus accip'endi potestatem aut voluntatem habeant. 2187. Quoties publica auctione bona immobilia denuo vendenda sunt: ea venditio fieri debet mode præscripto in titulo de bonis debiloris judicis auctoritate adimendis, ét alienandis ad instantiam, vel credi- toris, qui id postulaverit vel novi proprietari. Actor in libellis publice propositis enunciabit pretium in contractu præfinitum, aut a proprietario decla- ratum, atque summam, quam creditor vel per se, vel per alium ill se additurum spopondit, 2188. Îs, cui prædium adjudicaiur, præter suæ hcitalionis pretium, emptori, aut donatario rei possesione privato restituere. debet omnes expensas, et legiiimos sumptus pro contractu, pro transcriptione in consgrs vatoris tabulis; pro denunciatione, et nova venditione erogatos. 2189. Emptor, vel donatarius, qui, majori in auctione oblato pretio, prædii dominium retinet, ad transcriptionem senteniiæ adjudicationis nunime tenetur, 2190. Si creditor, qui bouorum aucüonem postulavit, ab instituta petitione destiterit; etiam si oblatans Fa [ 606] pubblica aggiudicazione; quand anche egli pagasse l’importare della fatta ob- blazione, a riserva, che cid non seguis- se coll espresso consenso di tutti gli altri creditori ipotegari. 2101. L’acquirente che sarà divenuto aggiudicatario, ayrà il suo regresso a ter- mini di ragione contro il venditore pel: 5 Ï rimborso di cid ch’ eccede il prezzo stipulato nel di lui contratto, e per gli interessi. di tale eccedenza, da computarsi dal giorno di Cciascun pagamento. 2192. Nel caso in cui il ütolo del nuovo proprietario comprendesse mobi- li ed immobihi, ovvero più immobili, gh uni ipotecati, gli altri Liberi, situati o nello stesso o in diversi circondar; degli offici, alienati per un solo e me- desimo prezzo,© per prezzi distinti e separati, aggregati O non agogregali alla stessa tenuta, il prezzo di ciaseun im- mobile assoggettato a particolari e sepa- rate inscrizioni sarà dichiarato nella noti- ficazione dal nuovo proprietario, mediante una stima, se siavi luogo, ragguagliata sul prezzo totale espresso nel titolo. Il creditore maggior oflerente non pairs in verut CasO, costringersi adesten- dére la sua obblazione, nè sopra il 770- biliare, nè sopra altri immobili fuori di quelli, che sono ipotecati pel suo credito e situati nel medesimo disiret- méme quand le créancier paierait le montant de la soumrmission, empécher l’'adjudication publique, si ce n’est du consentement exprès de tous les autres créanciers hypothécaires. 2101. l'acquéreur qui se sera rendu adjudicataire, aura son recours tel que de droit contre le vendeur, pour le rem- boursement de ce qui excède le prix stipulé par son titre, et pour lintérét de cet excédant, à compter du jour de chaque paiement. 2102. Dans le cas où le titre du nou- veau propriétaire comprendrait des im- meubles et des meubles, ou plusieurs immeubles, les uns hypothéqués, les autres non hypothéqués, situés dans le iméme ou dans divers arrondissemens de bureaux, aliénés pour un seul et même prix, ou pour des prix distincls el sé- parés, souris ou non à la même exploi- tation, le prix de chaque. immeuble frappé d'inscriptions particulières et sé- parées sera déclaré dans la notification du nouveau propriétaire, par ventilation, s'il y a lieu, du prix total exprimé dans le titre. Le créancier surenchérisseur ne pour- ra, en aucun cas, être contraint d'étendre sa soumission, ni sur le mobilier, ni sur d'autres immeubles que ceux qui sont hypothéqués à sa créance ef situés dans le méme arrondissement; sauf le persolvat majorem prelii quantitatem, adjudicationem prohibere mnequit, misi ceterorum creditorum, qui hypotechie benefñicio gaudent, expressus Consensus accedat. 2191. Emptor, qui licitatione adjudicationem sibi comparavit, contra venditorem, prout juris, agere poterit ad consequendam restitutionem ejus, quod ultra quantitatem in suo contractu stipulatam persolvit, nec non ad usuras excedentis quantitatis a die solutionis. . 2192. Quoties titulus novi domini mobilia, el immobilia complectatur, aut etiam plura immobilia, quo- ruw aliqua tantum hypotheca affciantur, in eedem, vel in diversis officiorum districtibus sita, uno, eodemque prelio, aut distinctis separatisque prets alienata, et unius, ejusdemque prædi partem consti- tuentia, vel non; tunc pretium cujusque rei immobilis distincte, et speciatim inscriptæ enunciabitur in declaratione a novo domino emittenda, singulis, si locus erit, æslimatis pro ralione totius prælii, quod ex tituio patet. Creditor qui majus 1m auctione obtulit pretium, nullo casu cogi poterit, ut decimam eidem pretio adaugeat € ral À Te pre er ir dé Qut- Me ÂeurS , le ans le ens de mens dE de el meule x«lt fout lation, jé dans pour ndre A Ni qu situés sauf À er toru, qi | 607] o salvo il regresso del nuovo proprie- tario contro i di lui autori per essere tenuto indenne del danno che sof- frirebbe, tanto per la divisione degli og- getti contenuti nel di lui acquisto, quan- to per quella delle coltivazioni. CA Fr O"TZ Del Modo di rendere libere le Ipoteche, guando non esista Inscrizione sui beni dez Mariti e dei Tufori. 2195. Gli acquirenti d’'immobili ap- partenenti a’ mariti Oo a’tutori, quando non esistono inscrizioni sui detti immo- bili a causa dell ammimi strazione de’ tu- tori o dei mariti rispetto alle doti, alle ricupere e convenzioni matrunoniali del- la moglie, potranno togliere le ipoteche, che esistessero sopra i beni da essi acqui- Stati. 2194. À quest oggetto depositeranno copia del contratto traslativo del dominio debitamente collazionata alla cancelleria del tribunal civile del luogo Ove sono situati 1 beni, e notificheranno con atto intimato, tanto alla moglie o al surro- gato tutore, quanto al Regio Procurato. re presso il tribunale civile, l’eseguito deposito. L’estratto di questo contratto recours du nouveau propriétaire contre ses auteurs, pour l'indemnité du dom- mage qu’il évrouverait, soit de la divi- sion des objets de son acquisition, soit de celle des exploitations. CHAFITHE 12 Du Mode de purger les Hyÿpothèques, quand il n'existe pas d'Inscription sur les biens des Maris et des Tuteurs. 2105. Pourront Îles acquéreurs d’im- meubles appartenant à des maris ou à des tuteurs, lorsqu'il n’existera pas d’in-. scription sur lesdits immeubles à raison de la gestion du tuteur, ou des dof, reprises et conventions matrimoniales de la femme, purger les hypothèques‘qui existeraient sur les biens par eux acquis. 2104. A cet effet, ils déposeront copié düment collationnée du contrat transla- tif de propriété au greffe du tribunal civil du lieu de la situation des biens, et ils certifieront par acte signifié, tant à la femme ou au subrogé tuteur, qu'au commissaire civil près le tribunal, le dépôt qu’ils auront fait. Extrait de ce contrat, contenant sa date, les noms, ro mobilibus, vel aliis immobilibus præter ea, quæ pro ejus credito hypothecæ subjecta sunt, et in eodem districtu sita; salvo novi domini regressu adversus suos auctores propter damna, siqua ipsi a divisione rei adquisitæ, vel culturæ causa, obvenire possint, RE re À Quibus Modis Hypotheca solvitur, nulla existente Inscriptione in bona ad Maritos, vel Tulores spectanlia. 2193. Adquisitores immobilium ad maritos, vel ad tutores spectantium, eadem ab hypothecis, quibus obnoxia essent, liberare poterunt, quoties inscripta non fuerint pro administratione tutorum, vel pro doti- bus, et obligationibus nuptialibus, quæ uxori competunt. 2194 Idcirco apud acta tribunalis civilis ejus loci, ubi bona sita sunt, illi deponere debet exemplum, rite cum authographo collatum contracius, dominium transferentis; et per actu tam uxori, vel tulori honcrario, quam esprimente la data di esso, i nomi, co- gnomi, professioni, domicilj de contraen- ti, l'indicazione della qualità e della situazione de’ beni, il prezzo e gli altri pesi della vendita, sarà e restera aflisso per due mesi nell aula d’udienza del tri- bunale: in detto tempo le mogli, i mariti, i tutori, 1 surrogati tutori, i minori, gli interdetti, i parenti o gli amici, ed il Regio Procuratore, saranno ammessi à chiédere, se vi è luogo, ed a far ese- guire all oficio del conservatore delle ipoteche le inscrizioni sull immobile alie- nato, le quali avranno il medesimo ef- fetto come se fossero state fatte nel gior- no del contratto di matrimonio, o nel gioruo in cui il tutore ha assunta lam- ministrazione; tutto Cid senza pregiudizio delle istanze che potessero aver luogo contro i mariti ed i tutori, come fu detto di sopra, a causa delle ipoteche da essi accordate a terze persone senza aver loro dichiarato che gPimmobili erano di giàa gravati d'ipoteche, per causa di matri- monio o di tutela. 2195. Se nel corso dei due mesi da €he venne afisso l’estratto del contratto, non è seguita iscrizione per parte ed in nome delle mogli, minori od interdetti sopra gl’immobili venduti, essi passano all acquirente senza alcun peso, a causa prénoms, professions et domiciles des contractans, la désignation de la nature et de la situation des biens, le prix et les autres charges de la vente, sera et restera affiché pendant deux mois dans l'auditoire du tribunal; pendant lequel temps les femmes, les maris, tuteurs, subrogés tuteurs, mineurs, interdits, parens ou amis, et le commissaire du Gouvernement; seront reçus à requérir s’il y à lieu, et à faire faire au bureau di conservateur des hypothèques, des inscriptions sur l'immeuble aliéné, qui auront le méme effet que si elles avaient. été prises le jour du contrat de maria- ge, ou le jour de l'entrée en gestion du tuteur; sans préjudice des poursuites qui pourraient avoir lieu contre les ina- ris et les tuteurs, ainsi qu'il a été di£ ci-dessus, pour hypothèques par eux consenties au profit de tierces personnes sans leur avoir déclaré que les immeubles étaient déjà grevés d’hypothèques, en raison du mariage ou de la tutelle, \ 2195. S?, dans le cours des dzux mois de l'exposition du contrat, il na pas été fait dinscription du chef des fem- mes, mineurs ou interdits, sur les im- meubles vendus, ils passent à lacqué- reur sans aucune Charge, à raison des Regio Procuratori penes idem tribunal denunciandum istos de facto deposito docebunt. În ejusdem tribunalis auditorio affigetur, et affixum ad duos menses manebit hujusce contractus sum marium referens ejusdem diem, nomina, prænomina, p'ofessiones, domicilia contrahentium, designationem qualitatis bonorum, et loci ubi sita sunt; pretium, et cetera venditionis onera. Hoc bimestri spatio uxores, marili, tutores, honorarii lutores, minores, bonis interdieti, propinqui, aut amuci et Regius Procurator postulare poterunt, si locus erit, ut penes hypothecarum conservatorem in rem immobi- lem alienatam inscriptiones fiant, quæ eundem parient effecium, ac si ipsa die matrimonü, vel susceptæ tutele quæsitæ fuissent; citra tamen præjudicium illarum actionum, qnæ adversus maritos, et tuteres, prout superius dictum est, institui pessent pro hypothecis ab ipsismet aliorum favore contractis, quin pen cosdem declaratum sit, immobilia nuptiarum, vel tutelæ causa hypotheeis obnoxia jam fuisse. 2195. Si intra duos menses ex quo contractus publice prepositus fuit nulla favore, et nomine uxorem .. minorum, aut bonis interdieturum in immobilia vendita inscriptio quæsita fuerit; eadem in emptorem tra fl ny ray Pi 4 dr 4 dan ri vire d qui bare , d , qu uient, MATd« LION di rules e ln a tk di pur ui pers mms DLL in telle, LE MOIS à pis Goo! delle doti, ricupere e couvenzioni ma- trimoniali della moglie, o dell ammini- strazione del tutore, e salvo il regresso, ove siavi luogo, contro il marito e contro 1l tutore. Se fu fatta inscrizione per parte ed in nome di dette mogli, minori o interdetti, e se esistono ereditori anteriori i quali assorbiscano il prezzo in tutto o in parte, l acquirente è liberato col pagamento del prezzo o di porzion del medesimo da lui fatto ai creditori collocati in grado uti- le, e le inscrizioni in nome delle mogli minori o interdetti, saranno cancellate, o in tutto o sino alla debita concorrenza. Se le inscrizioni in nome delle mogli, minori© interdetti, sono le più antiche, l’acquirente non potra fare alcun paga- mento di prezzo a pregiudizio delle dette inscrizioni, che ayranno sempre, come fu detto antecedentemente, la data del contratto del matrimonio, o dell assunta amministrazione del tutore; e, in tal ca- So, Saranno cancellate le inscrizioni de- gli altri creditori che non si trovano in grado utile. dot, reprises et Conventions matrimo- niales de la femme, ou de la gestion du tuteur, et sauf le recours, s'il y a lieu, contre le mari et le tuteur. S'il a été pris des inscriptions du chef desdites femmes, mineurs ou interdits, et s’il existe des créanciers antérieurs qui absortent le prix en totalité ou en partie, l'acquéreur est libéré du prix ow de la portion du prix par lui payée aux créanciers placés en ordre utilez ef les inscriptions du chef des femmes, mi- neurs ou interdits, seront rayées, OU en totalité ou jusqu'à due concurrence. Si les inscriptions du chef des fem- mes, mineurs ou interdits, sont les plus anciennes, l'acquéreur ne pourra faire aucun paiement du prix au préjudice desdites inscriptions, qui auront toujours, ainsi quil a été dit ci-dessus, la date. du contrat de mariage, ou de l'entrée en gestion du tufeur; et, dans ce Cas, les inscriptions des autres créanciers qui ne viennent pas en ordre utile, seroné rayées. seunt sine ullo onere propter dotem, restitutiones; et obligationes nuptiales, quæ uxori competere possent vel causa administrationis tutoris; salvo istis regressu adversus maritum, et tutorèm, si locus fuerit. Si inscriptiones favore et nomine uxorun\, minorum, aut bonis interdictorum factæ fuerint, et anteriores creditores existant, qui pretium vel in totum, vel pro parte absorbeant; emptor a toto pretio, vel ab ipsius parte, creditoribus potiorem gradum habentibus a se dimissis persoluta hberatur, et inscriptiones favore mulierum, minorum, vel bonis interdictorum, vel in totum, vel pro rata parte expunguntur. Si inscriptiones favore uxorum, minorum, aut bonis interdictorum tempore priores sint, emptor pretium persolvere nequit in earundem inscriptionum præjudicium, quæ, ut supra dictum est, a die vel contractus nuptiarum, vel administrationis a tutore susceptæ effectum omnino sortientur; atque hoc casu inscriptiones fa- vore aliorum creditorum, qui utilem gradum non obtinent, expunguntur. CAP 0; Æ Della Pubblicirà de Registri, e della Ri- sponsabilità de’ Conservatort. 2106. I conservatori delle ipoteche sono tenuti a rilasciare a tutti coloro, che lo richiedono, copia degliatti trascritti ne lo- ro registri, e quella delle inscrizioni, che tuttora sussistono, o il certificato che non ve ne esiste alcuna. 2197. Sono risponsabili per i danni risultanti,| «1.0 Dalla omissione sopra i loro regi- stri, delle trascrizioni degli atti di mu- tazione, e delle inscrizioni richieste al loro uflicio;:: 29 Da mancanza di menzione nei loro certificati d’una o più inscrizioni esistenti, eccetto che, in quest ultimo caso, l'erro- re provenga da indicazioni insuflicienti, che non potessero essere loro imputabili, 2198. Lo stabile in ordine al quale il conservatore avesse omesso ne suoi certificati diriferire uno opiupesi inscritti, rimane libero da tali pesi nel nuovo pos- sessore, salva la risponsabilità del con- servatore, purchè il nuovo possessore abbia richiesto il certificato dopo la tra- scrizione del suo titolo; senza pregiudi- [ 610| CHAPITRE X. De la Publicité des Registres, et de la Responsabilité des Conservateurs, 2106. Les conservateurs des hypothè- ques sont tenus de délivrer à tous ceux qui le requièrent, copie des actes trans- crits sur leurs registres et celle des in- scriptions subsistantes, ou certificat qu’il n'en existe aucune. 2107. Lls sont responsables du préju- dice résultant, 1.0 De l’omission sur leurs registres, des transcriptions d actes de mu/ation, et des inscriptions requises en leurs bu- réa s: 2.0 Du défaut de mention dans leurs certificats, dune ou de plusieurs des inscriptions existantes, à moins, dans ce dernier cas, que l'erreur re provint de désignations insuffisantes qui ne pour- raient leur être imputées. 2108. L'immeuble à l'égard duquel le conservateur aurait omis dans ses Certi- ficats wne ou plusieurs des charges ins- crites, en demeure, sauf la responsabi- lité du conservateur, affranchi dans les mains du nouveau possesseur, pour’ qu'il hit requis le certificat depuis la transcription de son litre; sans préju- CAPET© De Fdendis inscriptionum tabulis, et de Obligationibus Conservatorum. 2106. Hypothecarum conservatores petentibus edere debent exemplum actuuin, qui in eorum tabulis tanscripti sunt, et eorum, qui adhuc inscripti reperiuntur; vei testationem, ex qua wihil horum ipsis inesse conslet. 2107. De indemnitate ipsi tenentur 1.0 Si in suas tabulas referre omiserini transcriptione actuum translationis dominiü vel inscriptiones quæ in eorum officiis petitæ sint. 2.0 Si in suis testationibus de una, vel pluribus inscriptionibus, quæ adhuc existunt, mentionem facere omiserint; nisi hoc postremo casu error ex defectu indicationum oriatur, qui ipsis adscribi nequeat. 2198. Quoties conservator in testationibus ab ipso editis referre omiserit unum, vel plura onera in rem immobilem inscripta; hæc libera erit péhes novnm possessorem, salvo jure indemnitatis erga ipsum con- servatorem; dummodo tamen novus possessor posl sui titul transcripüonem memoralam testationem poslu- l tel 1 pue US ÿ fu des 1 dl qu prèjt TRS ain, rs br ns lu aus ds W, dns € pri ll hou k ss 16 ges pnsobi- ons pour’ sis V1 ns pr F Gri] 310 pero del diritto dei creditori di farsi collocare secondo il rispettivo loro grado, sino a che il prezzo non sia stato pa- gato dal compratore, ovvero sino à che la graduazione fra i creditori non sia - Stata omologata. 2199. Î conservatori non possono, in vernn Caso, ricusare o ritardare la tra- scrizione degli atti di mutazione, l'in- scrizione dei diritti ipotecarj, o il rila- scio dei certificati che loro sono richie- sti, sotto pena del risarcimento dei danni ed interessi delle parti per:l quale efletto sulla istanza del richiedente si stenderà, senza dilazione, processo ver- bale del rifiuto o del ritardo da un giudice di pace, o da un usciere di udienza del tribunale, o da un altro usciere O notajo, coll assistenza di due testimonij. 2200. Cid nondimeno 1 conservatori saranno obbligati di tenere un registro nel quale inscriveranno, giorno per gior- no, e con ordine numerico, le consegne che loro verranno fatte degli atti di mu- tazione per essere trascrittüi, Oo le conse- gne delle note per essere inscritte; da- ranno ai richiedenti un riscontro in Carta bollata nel quale si esprimerà il numero del registro in cui ne sarà annotata la consegna,€e non potranno trascrivere dice néanmoins du droit des créanciers de se faire colloquer suivant l’ordre qui leur appartient, tant que le prix n’a pas été payé par lPacquéreur, où fané que l’ordre fait entre les créanciers n’a pas été homologué. 2199. Dans aucun cas, les conserva- teurs ne peuvent refuser ni retarder l@ transcription des actes de mutation, l’in- scription des droits hypothécaires, ni l@ délivrance des certificats requis, sous peine des dommages et intérêts des par- ties; à Peffet de quoi, procès-verbaux des refus ou retardemens seront, à l& diligence des reqUÉTANs; dressés sur-le- champ, soit par un juge de paix, Soit par un huissier audiencier du tribunal, soit par un autre huissier Où un nolaire; assisté de deux témoins. 2200. Néanmoins les conservaleurs seront tenus d’avoir un registre sur le- quel ils inscriront, jour par jour,€t par ordre numérique, les remises qui leur seront faites d'actes de mufta- tion pour étre transcrits, ou de bor- dereaux pour étre inscrits; ils don- neront au requérant une reconnaissance sur papier timbré, qui rappellera le nu- méro du registre sur lequel la remise aura été inscrite, et ils ne pourront érans- laverit; citra‘tamen præjudiciam jarium, quæ creditoribus competere possunt collocationis obtinendæ juxta gradus prærogativam, quamdiu pretinm ab adquirente, persolutum non est, vel quamdiu prælationts ordo inter creditores nondum adprobatus fuit. 21099. Conservatores nec recusare, nec diferre ullo casu possunt transcriptionem actuum trançslationis dominü, inscriptionem jurium hypothecæ, aut editionem testationum, quæ ab ipsis petitæ sint; secus damna, et id quod interest partibus sarcient. Hinc ad petentis instantiam processus verbalis de recusa- tione, aut dilatione illico instituetur vel a judice pacis, vel ab apparitore auditori tribunalis, vel a quovis alio apparitore, aut a tabellione duobus adhibitis testibus. 2200. Nihilominus conservatores tabulas penes se habere tenentur, in quibus de die in diem, et ordine aumerico adnotabunt exhibitionem ïpsis factam actuum translationis dominüi, ut transcribantur, vel tradi- tionem schedarum, ut inscribantur; ipsi petentibus edent testationem charta Regio signo munita, numerum gli ati di imutazione, nè inscrivere Île note nei registri a Cid destinati, se non -colla data e secondo l’ordine delle con- segne che saranno ad essi fatte. 2201. Tutti i registri dei conservatori devono essere in carta bollata, nume- rati e vidimati in ciascuna pagina dal primo all ultimo foglio, da uno dei giu- dici del tribunale, nel cui distretto è stabilito l’ufficio. Questi registri saranno chiusi e firmati ogni giorno come quelli della registrazione degli atti.: 2202. ÎL conservatori sono tenuti di conformarsi, nell esercizio delle loro in- combenze, a tutte le disposizioni di que- sto capo, sotto pena d’ una multa di due cento fino a mille lire per la prima contravyenzione, e della destituzione per la seconda; senza pregiudizio dei danni ed interessi delle parti, che saranno pa- gati in preferenza della multa. 2205. Le menzioni di deposito, le inscrizioni e le trascrizioni sono fatte neï registri, successivamente, senza lasciare veruno$spazio in bianco od interlinee, sotto pena, contro il conservatore, di mille fino a due mila lire di multa, e del ri- sarcimento dei danni ed interessi delle parti, pagabili pure in preferenza della multa. [ 612 Ï crire les actes de mufafion ni inscrire les bordereaux sur les registres à ce destinés, qu'à la date et dans lordre des remises qui leur en auront été faites. 22o1. Tous les registres des conser- vateurs sont en papier timbré, cotés et paraphés à chaque page par première et dernière, par lun des juges du tri- bunal dans Le ressort duquel le bureau est établi. Les registres seront arrétés chaque jour comme ceux d’enregistre- ment des actes. 2202. Les conservateurs sont tenus de se conformer, dans l'exercice de leurs fonctions, à toutes les dispositions du présent chapitre, à peine dune amende de deux cents à mille francs pour la première contravention, et de destitution pour la seconde; sans pré- judice des dommages et intérêts des par- ties, lesquels seront payés avant l'amende. 2203. Les mentions de dépôts, les inscriptions et transcriptions, Sont faites sur les registres, de suife; Sans aucun blanc ni interligne, à peine, contre le conservateur, de mnille à deux mille francs d'amende, et des dommages et intérêts des parties, payables aussi par préférence à l'amende. ejus tabulæ referentem, in qua exhibitio adnotata fuit; actus vero translationis dominii ab ïisdem transcri- bendi sunt, et schedæ in tabulis ad id designatis inscribendæ sub ea ipsa die, et juxta ordinem, quibus conservatoribus exhibitæ fuerint. 2201. Omnia conservatorum regesta ex charta Regio signo munita confici debent: singulæ ipsorum pagi- næ numeris successivis notantur, et alter ex judicibus tribunalis, in cujus jurisdictione officium constitutum eas a prima ad postremam se vidisse, et rite dispositas esse, testationem in ipsis emittet. Singulis diebus a conservatore regestorum paginæ concludentur et subsignabuntur, prout de illis cautum est, in quibus actuum descriptiones fiunt. 207. Conservatores in sui muneris exercitio omnia, quæ in hoc capitulo præscripta sunt, observare te- nentur; secus prima vice librarum 200, usque ad 1000 pena multantur; secunda vice officio privantur præter refectionem damnorum, et ejus quod interest, partibus præstandam anie solutionem multæ. 2205. Adnotationes depositi, inscripliones, et transcriptiones continenter in tabulis fiunt, nullo spatio relicto, vel interposito; aliter conservatori pœna librarum mille usque ad bismille irrogabitur præter dam- na, et id quod interest, quæ ante solutionem multæ partübus sarcienda erunt. l my res du ns lo def, es tu. » dut pren es du le dur l arrêt regle {enus ce de post ne. dun le fun n, 4 à sut pr she flan jt, fui juns QU DL ge mil mages Ÿ ussé pli EE gen test je, US: pou F p cost gli dis [ 613] TITOLO XIX. Della Spropriazione forzata,€ della Graduazione fra à Creditori. CAPO TL Della Spropriazione forzata.. 2204. Il creditore pud procedere alla spropriazione, 1.° de’ beni immobili e dei loro accessorj riputati immobili appar- tenenti in proprietà al debitore; 2.° del- V’usufrutto spettante al debitore sopra beni della stessa natura. 2205. Nondimeno, la parte indivisa di ‘un coerede negl immobili d una ere- dita, non pud essere posta in vendita da’suoi creditori particolari, prima della divisione o della licitazione che que- sti possono provocare se lo credono opportuno, o alle quali hanno diritto d’intervenire, in conformità dellartico- lo 882 del titolo delle Successioni. 2206. GT immobili d un minore, an- corchè emancipato, o di un interdelto, non possono essere posti in vendita prima che sia seguita la escussione so- pra il mobiliare. TITRE XIX. De lExpropriation forcée, et des Ordres entre les Créanciers. CHAPITRE PREMIER. De l'Expropriation forcée. 2204. Le créancier peut poursuivre l’expropriation, 1° des biens immobiliers et de leurs accessoires réputés immeu- bles appartenant en propriété à son débiteur; 2.2 de l’usufruif appartenant au débiteur sur les biens de méme naiure. 2205. Néanmoins, la part indivise d’un cohéritier dans les immeubles d'une succession ne peut étre mise en ven'e par ses créanciers personnels, avant le partage ou la licitation qu'ils peuvent provoquer s'ils le jugent convenable, ou dans lesquels ils ont le droit dinterve- nir, conformément à Particle 882 au titre des Successions. 2206. Les immeubles d’un mineur, méme émancipé, ou d'un interdit, ne peuvent étre mis en vente avant la di- scussion du mobilier. TITULUS XIX. De Ademptione, et Alienatione bonorum debioris judicis aucioritate, et de Ordine inter Creditores servando CAPLUE.TL De Ademptione, et Alienatione bonorum debitoris. 2204. Creditor agere potest, ut debitori adimantur #.0 Bona immobilia, et eorum accessiones, quæ immobilibus adnumerantur, et ad debitorem jure do- iminii pertinent. 2.0 Ususfructus eorundem immobilium, qui ad debitorem spectat. 2205. Attamen portio adhuc indivisa rei immobilis bereditariæ a propriis unius coheredis creditoribus venditioni subjici nequit, antequam divisio, vel hciatio fiat, quas si ipsi voluerint, provocare poterunt, vel iisdem adesse juxta articulum 882 tituli de Successionibus. 2206. Immobilia minoris, ue emancipati, vel bonis interdicüi venundari nequeunt, nisi in res mobiles excussio pre cedat. 2207. Non è necessario, che l'escus- sione sopra 1l mobiliare preceda la spro- priazione degl immobili posseduti in- divisamente tra un maggiore ed‘un minore o un interdetto, se il debito è comune fra essi, o se le istanze glu- diciali si sono preventivamente proposte contro un maggiore, OVVErO prima dell interdizione. 2208. La spropriazione degl immobi- li che fanno parte della comunione, si propone contro il solo marito debitore, quantunque la moglie sia obbligata per il debito. 7.|, La spropriazione deg immobili della moglie che non sono stati posti in co- munione, si propone coniro il marito e la moglie, la quale, se il marito rie cusi d'intervenire con essa nel giudi- zio, Oo egli sia minore, pud essere au- iorizzata dal giudice. Nel caso in cui il marito e la moglie siano entrambi d’età minore, o tale sta _soltanto la moglie, se 1l marito di età maggiore ricusa d intervenire in Causa, si deputa ad essa dal tribunale un tu- tore contro cui si propone l'istanza. 2209. Il creditore non pud instare per A la vendita degl immobili che non sono ipotecati a suo favore, se non qualora 1 beni ipotecati pel suo credito fossero insufficienti. [6141 2207. La discussion du mobilier nest pas requise avant lexpropriation des immeubles possédés par indivis entre un majeur et un mineur ou interdit, si la dette leur est commune, ni dans le cas où les poursuites ont été commencées contre un majeur, ou avant l'interdiction. 2208. L'expropriation des immeubles ‘qui font partie de la communauté, se poursuit contre le mari débiteur, seul, quoique la femme soit obligée à la dette. Celle des immeubles de la femme qui ne sont point entrés en Communauté, se poursuit contre le mari et la femme, laquelle au refus du mari de procéder avec elle, ou si le mari est mineur, peut étre autorisée en justice. En cas de minorité du mari et de la e ER à» femme, ou de minorité de la femme seule, si son mari majeur refuse de pro- céder avec elle, il est nommé par le tribunal un tuteur à la femme, contre lequel la poursuite est exercée. 2209. Le créancier ne peut poursuivre la vente des immeubles quine lui son£ :“À"À ne pas hypothéqués, que dans le cas din- suffisance des biens qui lui sont hyÿpo- théqués. 2217. Necesse non est, quæ pro indiviso a majori, et ætate minori, sit, vel si judicium contra majorem, 2208. Ademptio immobilium, quæ proponitur, licet uxor de debito quoque teneatur. gus maritum, et uxorem, stere maritus abnuat, vel ætate minor sit. Quum vir, et uxor ætate minores sunt, vir major cum ea judicio sisti abnuit, 2209. Creditor alienationem immobilium, Quoties vero de bonis immobilibus uxoris agaiur quæ in judicio, auctoritate judicis, sola adesse etiam poterit, si cum ea se si- ut in res mobiles excussio ademptionem, et alienationem præcedat immobilium; aut bonis interdicto possidentur, si debitum ipsis commune aut ante interdictionem imceptum fuerit. partem communionis efficiunt, adversus maritum debitorem dumitaxat , quæ extra communionem sunt; actio instituitur adver- vel quum uxor tantum in minori ætale est conslitula, si ejus tribunal uxori curatorem eligit, adversus quem actio proponitur. quæ hypotheca sibi obligata non sunt, postulare nequit, nisi quatenus bona hypothecæ supposia credito suo solvendo minime suffician t, Us don de du à di sl ns eu mme rdc yrmeudlt ul, à y St dette, me QU una, fr, ) pra peu! mul jadis k feu pe dep pé pur à Condé vrsuibré Vi af ras dite ant jp [ 61 2210. La vendita forzata di beni si- tuati in differenti distretti non pud pro- moversi se non successivamente, eccetto che formino parte d' una sola e mede- sima tenuta. Essa si promove avanti il tribunale, nel cui distretto esiste il luogo Mine pale della tenuta, o in mancanza di luogo principale, dose si trova la parte dei beni che produce il maggior red- dito, secondo la matrice del ruolo. 2211.$e i beni ipotecati in favore del creditore, ed i non ipotecati, ovvero i beni situati in diversi distretti, formino parte d’ un solo e medesimo corpo di possessione, si procede alla vendita uni- tamente degli uni e degli altri, se il de- bitore lo.;€ si fa una stima rag- guagliata sul prezzo dell aggiudicazione, quando siavi luogo. 2212. Se 1l debitore prova con iscrit- ture autentiche di locazione, che il red- dito netto e libero d’ un’ annata pro- cedente da’ suoi immobili, basta pel pa- gamento del capitale dovuto, degl in- ieressi e delle spese, e ne dtises la delegazione al creditore, possono i giu- dici sospendere il procedimento, il quale potra ripigliarsi se sopraggiunga qualche opposizione Oo qualche ostacolo al pa- gamento. ] 2210. La vente forcée des biens situés dans différens arrondissemens ne peus étre provoquée que successivement, à moins qu'ils ne fassent partie d’une seule et méme exploitation. Elle est suivie dans le tribunal dans le ressort duquel se trowe le chef-lieu de l'exploitation, ou à défaut de chef- lieu, la partie de biens qui présente le plus pes revenu, d'après la matrice du rôle. 2211. S2 les biens hypothéqués au créancier, et les biens non hypothéqués, ou les biens situés dans divers arrondis- semens, font partie d'une seule et méme exploitation, la vente des uns et des autres est poursuivie ensemble, si le dé- biteur le requiert; et ventilation se fuit du prix de ladjudication, s’il y a lieu. 2212. Si le débiteur justifie, par baux authentiques, que le revenu net et libre de ses immeubles pendant une année, suffi£ pour le paiement de la dette en capital, intérêts et frais, et s’il en offre la dé. légation au créancier, la poursuite peus étre suspendue par les juges, sauf à étre reprise s’il survient quelque oppo- sition ou obstacle au paiement, 2210. Judicialis venditio bonorum, quæ in pluribus districtibus sita sunt, ordine successivo postu= landa erit, nisi unius, ejusdemque prædii partem constituant. Petitio instituitur coram tribunali, in cujus jurisdictione primariæ ædes rusticæ ejusdem prædü sitæ sut, aut ipsis deficientibus, ubi sita est bonorum pars, quæ juxta tabulas censuarias majorem præbeat reditus quantitatem, 2211. Si bona creditori obligata, et non obligata, vel in pluribus districtibus sita, UNIUS, ejusdemque prædu, et adnunistrationis partem efficiunt; debitore petente; vVenumdantnr, et si La est; pro. ratione pret, quo-una simul adjudicata fuerunt, ni æstimantur. 2212. Si debitor authenticis locationum documentis edoceat| unius anni reditum suorum immobilium, one- ribus deductis, satis esse persolvendis debito sortis, usuris, et expensis; aique ejusdem reditus delegationem creditori offerat; judices venditionis acla differre poterunt, salvo jure ea persequendi, si creditor solutio- amer consequi non potuerit oppositionis, vel cujusqne impedimenti cansa, 2213. Non pud procedersi alla vendita forzata degl’immobili che in virtü di un documento autentico ed esecutivo, per un debite certo e liquido. Se il de- bito non è liquidato, il procedimento è valido; ma non si potràa devenire all aggiudicazione se non seguita la liquidazione. 2214 Il cessionario di un titolo ese- cutivo non pud agire per la spropria- zione se non che dopo avere notificata al debitore la cessione. 2215. Il procedimento alla spropria- zione pud aver luogo in forza di una sentenza provvisionale© definitiva, la quale debba intermalmente eseguirsi, non ostante l’appellazione; ma non pub farsi Taggiudicazione che dopo una sentenza definitiva pronunciata in ultima istanza, ovvero passata in giudicato. Non pud intentarsi il detto procedi- mento sull appoggio d’ una sentenza contumaciale pendente ïil termine ad opporre. 2216. Il procedimento alla spropria- zione nou pud annullarsi sotto pretesto che il creditore lo abbia intentato per una somma maggiore del suo credito. 2217. Ad ogni dimanda per la spro- [ 6:16] 2213. La vente forcée des immeubles ne peut étre poursuivie qu'en vertu d’un titre authentique et exécutoire, pour une defte certaine et liquide. Si la dette est en espèces non liquidées, la pour- suite est valable; mais ladjudicarion ne pourra être faile qu’apres la liqui- dation. 2214 Le cessionnaire d’un titre exé- cutoire ne peut poursuivre Pexpropria- {ion qu'après que la signification du transport a été faite au débiteur. 2215. La poursuite peut avoir lieu en vertu d'un jugement provisoire ou définitif, exécutoire par provision, non obstant appel; mais l’adjudication ne peut se faire qu'après un jugement dé- Jinitif en dernier ressort, ou passé en Jorce de chose jugée. La poursuite ne peut s'exercer en vertu de jugemens rendus par défaut durant le délai de l'opposition. 2216. La poursuite ne peut être annul- lée sous prérexte que le créancier l’au- rait COMmmencée pour une somme plus forte que celle qui lui est due. 2217. Toute poursuite en expropriation Ld st 2215. Immobilium ademptio, atque venditio postulari nequit nisi in vim tituli, qui autenticus sit, et pa- ratam habeat executionem, nec non pro debito certo, et liquido. Si debitum illiquidum fuerit in quantita- te, judicium quidem validum est; sed adjudicatio fieri nequit, nisi peracta liquidatione. 2214. Cessionarius tituli, qui paratæ excussionis beneficio polleat, ad bona debitori adimenda agere non potest, quin prius cessio ipsi debitori denunciata fuerit. 2215. Petitio fieri potest in vim sententiæ interlocutoriæ, vel definitivæ, quæ non obstante appellatione interim executioni mandari queat; ad adjudicationem vero minime proceditur, nisi post sententiam defini- tivam, quæ vel in ultima instantia lata sit, vel in judicatum transierit. Petitio pro venditione institui non potest in vim contumacialis sententiæ, pendente dilatione ad contra- dicendum concessa. 2216. Judicium ademptionis bonorum debitoris infirmari nequit, eo quod ab initio creditor plus debito petierit. 2217, Âctio ad immobiia adimenda proponi minime potest, nisi creditore instante mandatum de solvende D Me ru dy Ju ide ù jure idea kb lp fre ex. Drop ton À "leu \e qu A) aon nent de pu a rer g' dut pr ami er l'au- 16 plus putin mt TL | il quille da agere | ni du [671 priazione degl’immobili deve precedere l intimazione di pagare, fatta da un usciere, a richiesta ed istanza del credi. tore, alla persona del debitore o al suo domicilio. Le formalità dell'intimazione e quelle degli atti per la spropriazione, SOno determinate dalle leggi sulla procedura. EAP IE Della Graduazione e della Distribuzio- ne del Prezzo fra i Creditori. 2218. La graduazione€ la ie zione del prezzo degl' immobili, ed il modo di procedere in siudizio per tali oggetti, Sono regolati dalle leggi sulla procedura civile. TITOLO XX. Della Prescrizione. CAPO PRIMO. Disposizioni Generali. 2210. La prescrizione è un mezzo per acquistare un diritto Oo per essere li- d'immeubles doit être précédée d’un Com mandement de payer, fait, à la diligence et requéte du créancier, à la personne du débiteur ou à son domicile, par le ministère d'un huissier. Les formes du commandement eË celles de la poursuite sur l'expropria- ion sont réglées par les lois sur la procédure.: CHAPITRE IT. De l'Ordre et de la Distribution du Prix: entre les Créanciers. 2018. L'ordre et la distribution du prix des immeubles, et la manière d'y procéder, sont réglés par les lois sur la procédure. TITRE XX. De la Prescription. nn CHAPITRE PREMIER. Dispositions générales. 2219. La prescription est un moyen d acquérir ou de se libérer par un cér- præcesserit, atque hoc apparitoris ministerio etum fuerit. Formulæ tum præcepti, tum actorum ad adimenda bona, ipsimet debitort denunciatum, vel ad ejus domicilium indi- legibus de judiciali processu præscribuntur. CARTE De Ordine, et Distributione Pretii inter Creditores. 2218. Ordo, et distributio pretii immobilium, et modus id exequendi, legibus de judiciali processu definiuntur. FIFIL EL. 2...+24 De Præscriptione: CAPE Re Dispositiones generales. 2219. Præscfiptio est modus adquirendi dominium, vel s 2 e ab obligatione liberandi per certum temporis 78 berato da un’ obbligazione, mediante il decorso d’un determinato tempo,€ sotto le condizioni stabilite daila legge. 2220. Non si pud rinunciare preventi- vamente al diritto di prescrizione: si pud perd rinunciare alla prescrizione già acquistata. 2221. La rinuncia alla prescrizione è espressa O tacita: la rinuncia tacita ri- sulta da un fatto il quale fa supporre l’abbandono d’ un diritto acquistato. 2222. Quegli che non pud alienare, non pu rinunciare alla prescrizione ac- quistata. 2228. Ï giudici non possono supplire ex officio alla non opposta prescrizione. 2224. La prescrizione si pud opporre in qualunque stato della causa, ed an- che avanti il tribunale d’ appello, eccetto che, attese le circostanze, si debba pre- sumere che la parte che non l’ha op- posta, vi abbia rinunciato. 2225, Î creditori o qualunque altra persona interessata a far valere la pre- scrizione, possono opporla, non ostan- te che il debitore o ül proprietario vi rinunci. 2226. Non si pud prescrivere il do- minio delle cose che non sono in com- mercio. [ 68] tain laps de temps, et sous les condi- tions déterminées par la loi. 2220. On ne peut, d'avance, renoncer \ 0 0 à la prescription: on peut renoncer à la prescription acquise. 2221. La renonciation à la prescription €SË EXpresse ou tacite: la renonciation lacite résulte d'un fait qui suppose l'aban- don du droit acquis. 2222. Celui qui ne peut aliéner, ne Peut renoncer à la prescription acquise. 2223. Les juges ne peuvent pas sup- pléer d'office le moyen résultant de la Prescription. 2224, La prescription peut étre oppo- sée en tout état de cause, méme devant le tribunal d'appel, à moins que la par- lie qui n'aurait pas opposé le moyen de la prescription ne doive, par les circon- stances, étre présumée ÿ avoir rénoncé. 2225. Les créanciers, ou toute autre personne ayant intérét à ce que la pre- Scription soit acquise, peuvent l’opposer,; encore que le débiteur ou le propriétaire y renonce. 2226. On ne peut prescrire le domaine des choses qui ne sont point dans le commerce. lapsum, et sub conditionibus lege præstitutis. 2220. Præscriptiont in antecessum renunciari non potest: jam quæsitæ renunciare licet. 2221. Renunciatio præscriptioni, vel expressa, vel tacita est. Tacita ex facto oritur, quo derelictum præsumitur jus acquisitum. 2222. Qui alienare nequit, adeptæ præscriptioni renunciare non potest. 2225. Ex officio supplendi non oppositæ præscriptioni judicibus potestas non est. 2224. In quavis judicii parte, et etiam in causa appellatonis præscriptio opponi polest, nisi ex adjun- cuis præsumendum sit, eum, qui præscriptionis exceptionem non objecerit, ipsi rerunciasse. 2225. Creditores, et omnes quorum interest, præscriptionem adquisitam esse, eam opponere possunt, licet debitor, vel dominus ejus beneficio renunciaverit. 2226. Dominia rerum, quæ extra commercium sunt, præscriptioni non subjacent, long. » Téonte lancer à espion 20nCLdto ve lab fner acquis, S sup- nt de lo tre pe me deu ue lp. mon les cr r rénmt, pule ae lé k pré: loppostr ppt omaine us jp der ii€ dé ul pose e out|” [ 619] 2227. Il demanio, gli stabilimenti pub- blici ed i comuni sono assoggettati come 1 particolari alle stesse prescrizioni, e possono egualmente opporle. CAPO Del Possesso. 2228. Il possesso è la detenzione di una cosa che si trova in nostro potere o il godimento d’un diritto che eserci- tiamo noi stessi, oO per mezzo di un altro che ritiene la cosa o esercita il diritto in nome nostro. 2220. Per indurre la prescrizione, è necessario un possesso continuo e non interrotto, pacifico, pubblico, non equi- voco, ed a titolo di proprietà. 2230. Si presume sempre che ciascu- no possieda per sè stesso, ed a titolo di proprietà, quando non si provi che siasi incominciato a possedere in nome altrui. 2231. Quando siasi incominciato a possedere in nome altrui, si presume sempre che si possieda collo stesso tito- lo, quando non siavi prova in contrario. 2232. Gli atti meramente facoltativi e quelli di semplice tolleranza, non pos- sono servire di fondamento nè per ül possesso nè per la prescrizione. 2227. La nation, les établissemens publics et les communes sont soumis aux mémes prescriptions que les particuliers, et peuvent également les opposer. CHAPITRE Il. De la Possession. 2228. La possession est la détention ou la jouissance d’une chose ou dur droit que nous tenons ou que nous exer- çons par nous-mémes, OU par un autre qui la tient ou qui l’exerce en notre nom. 2229. Pour pouvoir prescrire, il faut une possession continue et nON interrom- pue, paisible, publique, non equivoque, et à titre de propriétaire. 2230. On est toujours présumé pos- seder pour soi, et à titre de proprié- faire, s'il n'est prouvé quon& com- mencé à posséder pour un aufre. 2231. Quand on& commencé à pos- séder pour autrui, on est toujours pré- sumé posséder au méme titre, SU ny a preuve du contraire. 2232. Les actes de pure faculté ef ceux de simple tolérancé ne peuvent fonder ni possession ni prescription. 2227. Regium Demanium, publica Instituta, et Municipia iisdem, quibus singuli cives præscriptionibus subsunt, et iisdem æque juvantur. CAPUT 15 De Possessione. 2298. Possessio est detentio rei, quam habemus, vel usus juris quod exercemus, seu per nos ipsos; seu per alium, qui nostro nomine rem detinet, vel jure nostro experitur. 2229. Ad præscriptionem adipiscendam requiritur possessio continuata, non interrupta, pacifica, pu- blica, non ambigua, et jure domini habita. 2250. Unusquisque pro se, et domini jure semper possidere præsumitur, nisi alterius nomine eum pos- sidere cæpisse, probetur. 2251. Cum alterius nomine quis possidere incepit, semper eodem titulo possidere præsumitur nisi aliter constet. »232. Actus meræ facultatis, et indulgentiæ nec possessioni, nec præscriptioni causam præbere possunt en; [ 620] 2233. CH atti di violenza non posso- no egualmente servire di fondamento ad un possesso per indurre la prescrizione. Il possesso atto a produrre la pre- scrizione non incomincia se non quando sia cessata la violenza. 2234. Il possessore attuale il quale provi di avere anticamente posseduto, si presume che abbia posseduto nel tempo intermedio; salva la prova in contrario. 2235. Per compiere la prescrizione, pud il possessore unire al proprio pos- sesso quello del suo autore, qualunque sia la maniera con cui vi è succeduto» tanto a titolo universale] o particolare, quanto a titolo lucrativo od oneroso. CAPO TIE Delle Cause che impediscono la Pre- scrizione. 2256. Quelli che possiedono in nome altrui, non possono mai prescrivere, per qualunque decorso di tempo. Il conduttore, il depositario, l’usu- fruttuario e tutü gli altri che ritengono precariamente la cosa altrui, non pos- sono prescriverla. 2237. Similmente non possono pre- scrivere gli eredi di coloro che ritene- 2233. Les actes de: violence ne peu- vent fonder non plus une possession capable d'opérer la prescription. La possession utile ne commence que lorsque la violence a cessé. 2254. Le possesseur actuel qui prouve avoir possédé anciennement, est présu- mé avoir possédé dans le lemps inter- médiaire; sauf la preuve contraire. 2255. Pour compléter la prescription, on peut joindre à sa possession celle de son auteur, de quelque manière quon lui ait succédé, soit à titre universel ou particulier, soit à titre lucratif ou or1é- JEUX. CHAPITRE II. Des Causes qui empêchent la Prescription. 2236. Ceux qui possèdent pour autrui, ne presSCrivent jamais, par quelque laps de temps que ce soif. Ainsi, le fermier, le dépositaire, l’usu- fruitier, et tous autres qui détiennent précairement la chose du propriétaire; ne peuvent la prescrire. 2237. Les héritiers de ceux qui Le- naient la chose à quelqu'un des titres dé- 2233. Actus violenti possessionem constituere nequeunt ad præscriptionem inducendam: possessio utilis incipit vi cessante. 2254. Actualis possessor, qui antiquitus se possedisse probat, intermedio quoque tempore possedisse præsumitur, nisi aliter probetur. 2235. Ad præscriptionem perficiendam quisquis propriæ possessioni aucloris sui possessionem adjun- gere potest, quocumque modo seu generali, seu particulari, lucrativo, aut oneroso ab illo causam habuerit. ÉCAPUE IL De Causis, quæ Præscriptionem impediunt. 2956. Qui alterius nomine possident quovis lapsu temporis numquam præscriptionem adquire possunt. Hinc conductores, depositari, usufructuarii, et ceteri, qui rem alienam precario possident, eandem præscribere nequeunt. 2. 2257. Heredes eorum, qui res alienas aliquo ex titulis in præcedenti articulo memoratis retinent, éas- # pa ss sue qu pro f pr Sur jre Dé, celle de fe que jure) fuué api gr au ju lp Juste Nate” F 6:73 vano la cosa aîtrui in forza d’uno dei titoh enunciati nel precedente articolo. 2258. Cid non ostante le persone in- dicate negli articoli 2256 e 2237 pos- sono prescrivere, se il titolo del loro possesso si trova immutato Oo per una causa proveniente da un terzo, 0 in forza delle opposizioni fatte dalle medesime persone al diritto del proprietario. 2259. Quelli ai quali i conduttori, depositarj ed altri possessori a titolo precario, hanno trasferita la cosa con un titolo traslativo della proprietà, possono prescrivere la stessa cosa. 2240. Non si fa luogo a prescrizione contro il proprio titolo, all effetto di cangiare, riguardo a sè medesimo, la causa ed il principio del suo possesso. 2241. Ha luogo la prescrizione contro il proprio titolo, al} effetto d’ acquistare colla medesima la liberazione dalla con- tratta obbligazione. signés par lärticle précédent, ne peu- vent non plus prescrire. 2238. Néanmoins les personnes énon- cées dans les articles 2256 et 2237 peu- vent prescrire, si le titre de leur pos- session se. trouve interverti, SOIÉ par une cause venant dun fers, soif par la contradiction quelles ont opposée au droit du propriétaire. 22309. Ceux à qui les fermiers; dépo- sitaires et autres détenteurs précaires, ont transmis la chose par un titre fran- slatif de propriété, peuvent la prescrire. 2240. On ne peut pas prescrire Contre son titre, en ce sens que l’on ne peut point se changer à soi-méme la cause et le principe de sa possession. 2241. On peut prescrire contre son titre, en ce sens que l’on prescrit la li- bération de l’obligation que Ton a con- tractée. dem pariter præscribere non possunt. 2258. Nihilominus ii, de quibus in articulis 2256, et 2237 dictum est, præscriptione adjuvari queunt, si eorum possessionis titulus interversus sit, vel propter alterius factum, vel propter exceptiones ab ïisdem adversus domini jura propositas. 2239. Illi quibus a conductoribus, depositaris, aliisque precario jure possidentibus, res tradita fuit titulo ad transferendum dominium habili, ipsam præscribere possunt. 2340. Adversus titulum, quo aliquis rem possidet, præscriptioni haudquaquam locus est, eo scilicet sensu, ut inde causa, et initium ejus possessionis immutenlur. 941. Præscriptioni locus est adversus titulum ejus, qui præscribit, eo sensu scilicet ut ipse Hiberationem contractæ obligationis præscriptione nanciscatur, GA P O:.17V: Delle Cause che interrompono 0 che so- spendono il corso della Prescrizione. SEZI1ONE I. Delle Cause che interrompono la Pre- scrizione. 2242. La prescrizione pud essere in- terrotta o naturalmente o civilmente. 22453. Ê interrotta naturalmente, quando il possessore è privato, per più d'un an- no, del godimento della cosa, o dal pre- cedente proprietario, o anche da un terzo. 2244. E interrotta civilmente in virtu d una citazione giudiziale, d’ un pre- cetto o d’un sequestro intimato a quello, cui si vuole impedire il corso della pre- scrizione. 2245. La citazione avanti il giudice di pace per la conciliazione, interrompe la prescrizione, dal giorno della di lei data, quando è susseguita da un de- creto a comparire in giudizio, notifi- çato ne’ termini stabiliti dalla legge. [ 622} CIAPITRE IV, Des Causes qui interrompent ou qui suspendent le cours de la Prescription. SECTION PREMIÈRE. Des Causes qui interrompent la Prescription. 2242. La prescription peut être inter- rompue ou naturellement ou civilement. 2243. 1l y a interruption naturelle, lorsque le- possesseur est privé, pendant plus d’un an, de la jouissance de la chose, soit par l'ancien propriétaire, soit même par un tiers. 2244. Une citation en justice, un Com- mandement où une saisie signifiés à celui qu’on veut empécher de prescrire, forment l'interruption civile. 2245. La citation en conciliation de- vant le bureau de paix, interrompt la prescription, du jour de sa date, lorsqu’el- le est suivie d'une assignation en justi- ce donnée dans les délais de droit. CA PUT. IV. De Causis quibus Præscriptio vel interrumpitur vel suspenditur. SEecTrro I. De Causis, quibus Præscriplio interrumpitur. 2942. Præscriptio vel naturaliter, vel civiliter interrumpi potest. 2245. Naturaliter interrumpitur, cum possessor ultra annum, vel a domino, vel a quecumque alio rei usu privatur. 2244. Civiliter interrumpitur in jus vocatione, vel judicis mandato, vel sequestratione denunciata ill; quem a præscriptione submovere volumus. 2245. Vocatio coram judice pacis litis componendæ causa præscriptionem a die subscriptæ vocationis interrumpit, quoties subsequatur decretum, quo partes judicio se sistere debeant intra tempus a lege præfinitum. fer: went, rl, endeni dl eur, QU, ion de pt le nel. sl ue do fil ul il, pocid , os ss 1} [ 625: 2246. La citazione giudiziale fatta an- che avanti un giudice incompetente, in- terrompe la prescrizione. 2247. Si ha come non interrotta la prescrizione, se il decreto a comparire è nullo per difetto di forma, Se l'attore ha receduto dalla domanda, $Se lascia trascorrere il termine per proseguire l'istanza, Se venga rigettata la sua domanda. 2248. La prescrizione è interrotta, quando il debitore o ïl possessore ri- conosca il diritto di quello contro cui era INCOmInCIata. 2249. L'interpellazione fatta a norma degli antecedenti articoli, ad uno dei de- bitori solidar;, o la ricognizione del di- ritto fatta da uno di questi, interrom- pe la prescrizione contro gli altri, ed anche contro i loro eredi. 1” interpellazione fatta ad uno degli eredi d’ un debitore solidario, o la ri- cCognizione del diritto fatta da questo rene non interrompe la prescrizione riguardo agli altri coeredi, quand anche il“ere fosse ipotecario, se l'obbli- gazione non è indivisibile. Questa interpellazione o ricognizione non interrompe la prescrizione, riguardo agli altri condebitori, che per quella parte cui è obbligato lo stesso erede. 2246. La citation en Justice donnée, méme devant un juge incompétent, in- terrompt la prescription. 2247. Si Passignation est nulle par dé- faut de forme, Si le demandeur se désiste de sa de- mande, S'il laïsse périmer l'instance, Ou si sa demande est rejetée, L’interruption est regardée comme non avenue. 2248. La prescription est nn par la reconnaissance que le débiteur ow le possesseur fait du droit de celui con- tre lequel il prescrivait. 2240. L’interpellation faite, confor- mément aux articles ci-dessus, à l’un des débiteurs solidaires, ou sa reconnais- sance, interrompt la prescription contre tous les autres, même contre leurs hé- riliers. L’interpellation faite à l’un des héri- tiers dun débiteur solidaire, ou la reconnaissance de cet héritier, n’inter- romp£ pas la prescription à l'égard des autres cohéritiers, quand méme la cré- ance serail hypothécaire, si l'obligation m'est indivisible. Cette interpellation ou cette reconnais- x rance n'interrompé la prescription, à l'égard des autres codébiteurs, que pour la part dont cet héritier est tenu. 2246. In jus vocatio etiam coram judice incompetenti præscriptionem interrumpit. 2247. Interrupta non censetur præscriptio, si in jus vocatio solemnitatum defectu nulla sit: si actor a petitione desistat: si instantiam perimi sinat, aut si ea rejiciatur. 2248. Enterrumpitur præscriptio, cum debitor, vel possessor jus agnoscit illius, adversus quem ïlla in- coata fuerat. 2249. In jus vocatio juxla præcedentes articulos alterius ex debitoribus in solidum, vel juris agnitio ab eodem facta prescriptionem interrumpit adversus ceteros, atque etiam adversus eorum heredes. In jus vocatio unius ex heredibus debitoris in solidum, vel juris agnitio ab eodem herede facta> præ- scriptionem non interrumpit quoad alios coheredes, licet de credito hypothecario ageretur, dummodo cbligatio individua non sit. » Hæc in jus vocatio, vel agnitio præscriptionem quoad alios debendi correos non intérrumpit, nisi pro rata parte, ad quam idem heres tenetur. ET ed a dé [ 624] Per interrompere la prescrizioe in- tiéramente, riguardo agli altri condebito- ri, è necessaria l interpellazione à tutti gli eredi del debitore defunto, Ovvero la ricognizione per parte di tutti questi eredi." 2250. L interpellazione fatta al debi- iore principale, o la ricognizione da lui fatta del diritto, interrompe la pre- scrizione contro il fidejussore. à Srzrone Il Delle Cause che sospendono il corso: della Prescrizione. 2251. La prescrizione ha luogo contro qualunque persona, purchè questa non sia contemplata in qualche eccezione stabilita da una legge. 2252. La prescrizione non ha luogo con- &ro i minorie gl interdetti, salvo quan- to à stabilito all articolo 2278, ed eccet- tuati gli altri casi determinati dalla legge. 2253. Non ha luogo fra i conjugi- 2254. La prescrizione corre coniro la donna maritata, quantunque non Ssia se- parata di beni in forza del contratto di matrimonio 0 di atto giudiziale, riguardo ai beni amministrati dal marito, riservato perd ad essa il regresso contro il me- desimo. Pour interrompre la prescription pour le tout, à l'égard des autres codébi- teurs, il faut l'interpellation faite à tous les héritiers du débiteur décédé, ou la reconnaissance de tous ces héritiers. 2250. L’interpellation faite au débiteur principal, où sa reconnaissance, inler- rompt la prescription contre la caution. ‘ SECTION IT. Des Causes qui suspendent le cours de la Prescription. 291. La prescription Court contre tou- tes personnes, à MOINS gwelles ne soient dans quelque exception établie par une loi. 2252. La prescription ne Court pas contre les mineurs et les interdits, sauf ce qui est dit à Particle 2278, et à l'exception des autres Cas déterminés par la loi. 55%. Elle ne court point entre époux. »2B4. La prescription Courëê contre la femme mariée, encore qu’elle nesoit point séparée par contrat de mariage Où ën sustice, à l'égard des biens dont le mari à l'administration, sauf SO recours con- tre le mari.: Ut præscriptio quoad totum debitum, et alios debendi correos interrumpatur, requiritur ut. omnes de- functi debitoris heredes in jus vocentur; vel ab omnibus agnitio fiat. 2230. În jus vocato principalis debitoris, vel ipsius agnitio præscriptionem conira fidejussorem interrumpit. SecTrro Il. De Causis, quæ Præscriptionem suspendunt. 51 Adversus quoscumque præscriplio decurrit, nisi aliqua exceptione à lege data adjuventur. 29B>. Adversus ætate minores, et bonis interdictos præscriptio non decurrit, exceptis tamen, quæ arti= culo 2278. dicta sunt, et alüs casibus a lege definitis. 5253. Nec decurrit inter conjuges. 2254. Adversus nuptam quoad bona a marito administrata præscriptio decurrit, etiamsi ex nuptiarum contraclu, aut per sententiam ipsa bonis divisa non sit, salvo tamen eidem adversus virum regressu Je cou à Qu tante 1e delle nese diable pra m ne(US es intl, 3 tele v on dus! pit TL pui} gnige né gran. fran [ 625] 5255. Cid non ostante, la prescrizio- ne non corre durante il matrimonio ri- guardo all alienazione d un fondo as- soggettato al regime dotale a tenore dell articolo 156: del Titolo del Con- tratto di matrimonio e dei Diritti rispettivi degli sposi.: 2256. La prescrizione è parimenit s0- spesa durante il matrimon10, 1.0 Nel caso in cui lazione compe- tente alla moglie non polesse essere promossa che dopo la scelta da farsi per l accettazione o per la rinunzia al- la comunione;. 0 Nel caso in cuiilmarito, avendo alie- nato i beni proprj della moglie senza il di lei consenso, si è costituito garante del- la vendita, ed in tutti gli altri casi ne | quali l azione competente alla moglie si potesse rivolgere contro il marito. 2257. La prescrizione non corre, Riguardo ad un credito dipendente da qualche condizione, sino a che la condi- zione siasi verificata; Riguardo ad un’ azione per la garanzia del contratto, sino a che abbia avuto luogo levizione; Riguardo ad un credito a tempo de- terminato, sino a che sia scaduto tal tempo. 2258. La prescrizione non ha luogo contro l’erede beneficiato riguardo a1 crediti che ha contro l’eredita. 2255. Néanmoins elle ne court point, pendant le mariage, à l'égard de Palié- nation d'un fonds constitué selon le ré- gime dotal, conformément à l'article 156: au titre du Contrat de mariage et des Droits respectifs des époux. 2256. La prescription est pareillement suspendue pendant le mariage, 1.0 Dans le cas où laction de la fem- me ne pourrait étre exercée qu’aprés une option à faire sur lacceptation ow la renonciation à la communauté; 2.0 Dans le cas où le mari, ayant vendu le bien propre de la femme sans son consentement, est garant de la ven- te, et dans tous les autres cas où Pactior de la femme réfléchirait contre le mari. 2257. La prescription ne court poinf, A l'égard d'une créance qui dépend d’une condition, jusqu'à ce que la con- dition arrive; . A l'égard d’une action en garantie; jusqu’à ce que l’éviction ait lieu; A l'égard d'une créance à jour fixe, jusqu’à ce que ce jour soit arrivé. 2258. La prescription ne court pas contre l'héritier bénéficiaire, à l'égard des créances qu’il a contre la succession. Ps 285. Nihilominus constante matrimonio præscriptio non decurrit, quoad alienationem fundi in dotema constituti sub regimine dotah juxta articulum 156r. tituli de contraclu nuptiarum, el mutuis conjugum juribus. 2256. Constante matrimonio pariter præscriplio suspenditur 1.0 Quum uxor actione experiri non posset, nisi post optionem ineundæ, vel non ineundæ communionis, 2.0 Quum vir, io uxori competens adversus maritum retorqueri possit. currit pro credito, quod a conditione pendet, nisi usquedum conditio existat: 2257. Præscriptio non de venditis uxoris bonis absque ejus consensu, de eviciüone tenetur, et quotiescumque ac- Nec pro actione ad evictionem præstandam, nisi postquam res evicla sil: Neque pro credito ad certum tempus, nisi dies solutionis venerit. 2258. Præscriptio locum non habet contra heredes cum beneficio inventarii quoad ipsormm credita erga hereditatem. : 79 a Essa corre contro un’ eredità giacente, quantunque non gli sia deputato un cu- ratore. 2259. La prescrizione corre ancora durante i tre mesi per fare linventario, ed i quaranta giorni per deliberare. ÉArPO T Del Tempo necessario per prescrivere. # SEZ1IONE Î. Disposizioni generali. 2260. La prescrizione si calcola a giorni, e non ad ore. Essa si acquista spirato che sia l’ultimo giorno del ter- mine. 2261. Nelle prescrizioni le quali si compiono in un dato numero di giorni, si computa qualunque giorno feriato. In quelle che si compiono a mesi, si ritengono eguali tutti i mesi quan- tunque composti di numero diseguale di giorni. [ 626| Elle court contre une succession va- cante, quoique n0n pourvue de curateur. 2250. Elle court encore pendant les trois mois pour faire inventaire, et les quarante jours pour délibérer. CHAPITRE F. Du Temps requis pour préscrire. SECTION PREMIERE. Dispositions générales. 2260. La prescription se compte par jours, et non par heures. Elle est acquise lorsque le dernier jour du terme est ac- compli. 2261. Dans les prescriptions qui s’ac- complissent dans Ün certain nombre de jours, les jours complémentaires sonë comptés. Dans celles qui s’accomplissent par mois, celui de fructidor comprend les jours complémentaires. Ipsa decurrit adversus jacentem hereditatem, etsi curator ei datus non fuerit. 2259. Præscriptio locum quoque sibi vindicat pendente dilatione trium mensium ad conficiendum inven- tarium, nec non quadraginta dierum ad deliberandum. CLPUT Ÿ. De Tempore ad præscribendum præfinito. DÉCTI0|! Dispositiones generales. 2260. In præscriptione dies, non horæ computantur: ipsa non nisi toto postremo die completo adquiritur, 2261. In præscriptionibus, quæ certo dierum numero explentur, quicumque dies etiam feriati indistincte computantur. la ilis præscriptionibus quæ ad menses decurrunt, singuli menses æquales habentur, licet inæquali die- fum numero constent. 10 ple par we uute qu ja ombre de jrs A sont 774 ds qu ro lo dpi jl st st [ 627| SEzionNE IL Della Prescrizione di tren£ anni. 2262. Tutte le azioni, tanto real che personali, si prescrivono col decorso di trent anni, senza che quegli che allega questa prescrizione sia tenuto ad esibirne un titolo, o senza che gli si possa op- pôrre l'eccezione derivante da mala fede. 2263. I1 debitore d’una rendita pud essere astretto a somministrare a pro- prie spese un nuovo documento al suo creditore o agli aventi causa da esso, dopo vent otto anni dalla data dell ul- tüimo documento. 2264. Le regole della prescrizione s0- pra altri oggetti diversi da quelli indi- cati nel presente titolo, sono spiegate nei loro luoghi particolari. S&zionEe II Della Prescrizione di dieci e d& vent ani. 2265. Quegli che acquista in buona fede, e con giusto titolo, un immobile, ne prescrive la proprietà col decorso di anni dieci, se il vero proprietario abita nel circondario giurisdizionale del tri- SECTION FE De la Prescription trentenaire. 2262. Toutes les actions, tant réelles que personnelles, sont prescrites par trente ans, sans que celui qui allègue cette prescription soit obligé den rap- porter un titre, ou qu’on puisse lui op- poser l'exception déduite de la mauvaise Soi. 2263. Aprés vingt-huit ans de la date du dernier titre, le débiteur d’une rente peut étre contraint à fournir à ses frais un titre nouvel à son créancier ou à ses ayant-cause. 5264. Les règles de la prescription sur d'autres objets que ceux mentionnés dans le présent titre, sont expliquées dans les titres qui leur sont propres. SECTION III. De la Prescription par dix et vingt ans. 2265. Celui qui acquiert de bonne foi, et par juste titre, un immeuble, en pre- scrit la propriété par dix ans, si le vé- ritable propriétaire habite dans le ressort du tribunal d'appel dans l'étendue du- Bones +\ Sæsemrte IE De Præscriptione triginta annorum. 2262. Actiones omnes tum reales, tum personales triginta annorum spatio præscribuntur, quin is, qui hanc præscriptionem asserit, titulum teneatur edere, auï 1psi exceptio ex mala fide objicr possit. 2265. Octavo supra vigesimum exacto anno ab ultimi tituli die, debitor reditus compelh potest, ut pro: pris expensis creditori, vel ab ipso causam habentibus novum titulum exhibeat, 2264. Regulæ præscriptionis ceterarum rerum, quæ in hoe titulo non recensentur, singulatim: peculiari- bus titulis explicantur. SEecTroTIlI De Præscriptione decem, vel viginti annorum. 2265. Qui bona fide, et justo ütulo rem immobilem acquirit, dominium ejusdem decennio præscribit j M Er bunale d appello nell estensione del quale sia situato F immobile; e col de- corso di anni venti, se è domicilato fuori del suddetto circondario. 2266. Se 1l vero proprietario ha tenu- to in diversi tempi il suo domicilio nel circondario giurisdizionale, e fuori di essos è necessario per compiere 1l corso della prescrizione aggiungere à quanio man- ca ai dieci anni di presenza, un numero d’ anni d’ assenza, che sia il doppio di quello che manca per compiere 1 dieci anni di presenza. 2267. Un tiolo nullo per difetto di forme non pud servire di base alla pre- scrizione di dieci e di venti anni. 2268. La buona fede è sempre pre- sunta, e chi allega la mala fede, deve somministrarne le prove. 2269. Basta che la buona fede sia est- stita al tempo delP acquisto. 2270. Dopo dieci anni, l’architetto e gl intraprenditori vengono liberati dalla garanzia delle opere in grande, che hkanno fatte o dirette. SezionE IV. Di alcune particolari Prescrizioni. 2271. Si prescrivono col decorso di [ 626| LR%? L quel din est sifué; ef par vingé ans, s’il est domicilié hors dudit ressort. 2266. Si le véritable propriétaire a eu son domicile en différens temps, dans le ressort et hors du ressort, il faut, pour compléter la prescription, ajouter à ce qui manque aux dix ans de présence, un nombre d'années d'absence double de celui qui manque, pour compléter les dix ans de présence. 2267. Le titre nul par défaut de forme, ne peut servir de base à la prescription de dix et vingt ans. 2268. La bonne foi est toujours pré- sumée, et c’est à celui qui allègue la mauvaise foi à la prouver. 2260. 11 suffit que la bonne foi ait existé au moment de l’ acquisition. 2270. Après dix ans, larchitecte et les entrepreneurs sont. déchargés de la garantie des gros ouvrages qu’ils ont ‘.. Jaits ou dirigés. + SECTION 17. De quelques Prescriptions particulières. 2271. L'action des maîtres et instifu- grnen si verus dominus intra territorium Tribunalis appellationis, in quo res immobilis sita est, commoretur; et vicennio si extra ipsum territorium domicilium habeat. 2266. Si verus dominus quandoque in prædicto territorio, quandoque alibi domicilum suum habuerit, ad præscriptionem implendam necesse est, ut duplicatis annis, qui ad decennium habitationis in territorio desunt, totidem absentiæ annis suppleatur. 2267. Titulus nullitati obnoxius ex solemnitatum defectu præscriptionem, decem, aut viginti annorum constituere nequit. 2268. Bona fides semper præsumitur: malam fidem objcienu probandi onus incumbit. 2269. Sat est, ut acquisilionis tempore bona fides exliterit. 270. Architecti, et redemptores operum ab obligationibus pro cautione operarum, quas vel ipsi extru- xerunt, vel quibus fuere præpositi, decennio liberantur. Ste nr ot 14 De aliquibus peculiaribus Præscriptionibus. p271. Præscribuntur sex mensium spatio actiones, quæ competunt magistris, et imsütutoribus scientia- col senc, double gplèter Te, niplion Ur pr lg k à Ja ni lion. sert dl ra à l qui of NN URL quil ibn " ji terrine gnl(es $ vd ÿ gorbss Ÿ Tu joie [ 629] mesi sei le azioni dei maesiri ed insti- tutori di$cienze ed arti per le leziomi che danno mensualmente; Le azioni degli osti e dei trattori per l'alloggio e cibaria che somministrano; Degli operaj e dei giornalieri per il pagamento delle loro giornate, sommi” nistrazioni€ salarj. 2272. Si prescrivono col decorso di un anno Le azioni dei medici, chirurgi, e spe- ziali per le loro visite, operazioni e me- dicinali; Degli uscieri, per la mercede degli atti che notificano, e delle commissioni che eseguisCONO; De mercanti per le merci che vendo- no ai particolari non mercanti; Di quelli che tengono case di con- vitto per il prezzo della pensione dei loro convittori; e degli altri maestri, per il prezzo dell'istruzione; Dei domestici stipendiati ad anno, per il pagamento del loro salario. 2273. L'azione dei patrocinatori, per il pagamento delle loro spese ed ono- rarj, si prescrive col decorso di due anni, da computarsi daila decisione delle liti, teurs des sciences eË arts, pour les le- cons quils donnent au moës; Celle des hôteliers et traiteurs, à raison du logement et de la nouritture qu’ils Journissent; Celle des ouvriers et gens de travail, pour le paiement de leurs journées, four- nitures et Salaires, Se prescrivent par six mois. 2272. L'action des médecins, chirur- giens et apofhicaïires, pour leurs visites, opérations el médicamens; Celle des huissiers, pour le salaire des actes qu’ils signifient, et des com- missions qu'ils exécutent; Celle des marchands, pour les mar- chandises qu'ils vendent aux particuliers non marchands; Celle des maîtres de pension, pour le prix de la pension de leurs élèves; ef des autres maîtres, pour le prix de l'apprentissage; Celle des domestiques qui se louent à l'année, pour le paiement de leur salaire, Se prescrivent par un an. 2273. L'action des avoués, potr le paiement de leurs frais et salaires, se prescrit par deux ans, à compter du jugemens des procès, ou de la concilia- En rum, et artium pro menstruis onorariis ob rudimenta ipsis præstandis: Quæ ad caupones, et lixas pertinent pro habitatione, et alimentis ab üsdem præstitis: Quæ artificibus, et operaris conceduntur ob quotidianam eorum mercedem, præstationes, et stipendia. 2272. Unius anni spatio præscribuntur actiones, quæ Medicis, Chirurgis, et Pharmacopolis competunt pro infirmorum curatione, operationum mercede, et pharmacorum prelio. Que apparitoribus ad consequendam mercedem denunciationis actorum, et omnium, quæ ipsorum officio commissa sunt: Quæ mercatoribus ob pretium mercis civibus non mercatoribus venditæ: Quæ hospitatoribus ob alumnorum pensionem, aliisque magistris pro tyrocinü mercede: Quæ famulis annua mercede conductis ob ejusdem mercedis solutionem competunt. 2275. Actones, quæ ad procuralores spectant ob expensas litis, et honorarium consequendum biennio re ne“ he 6 dalla conciliazione delle parti, o dalla revoca dei detti patrocinatori. Riguardo agli affari non terminati, essi non posso- no domandare di essere soddifsatii delle loro spese ed onorar) che fossero dovu- ti da tempo maggiore di cinque anni. 2274. La prescrizione ha luogo nei casi sopra enunziati, quantunque$iavi stata continuazione di somministrazioni, di consegne a credenza, di servigi. e di lavori. _ La prescrizione.cessa di decorrere quando siavi stato un conto. approvato;, una scrittura od obbligazione, 6 una citazione giudiziale non perenta. 2275. Non ostante quelli cui fossero opposte tali prescrizioni, possono defe- rire il giuramento a coloro che le op- pongono, sul punto di accertare se la cosa siasi realmente pagata. Il giuramento potrà essere deferito alle vedove ed agli eredi, ovvero ai tutori di questi ultimi, se sono minori, aflin- chè dichiarino se sappiano o no che la cosa sia dovuta. 2276. E giudici ed i patrocinatori sono liberati dal rendere conto delle carte re- lative alle liti cinque anni dopo la deci- sione delle medesime. [ 630|] éion des parties, où depuis la révocation desdits avouës. A Pégard des affaires non terminées, ils ne peuvent former de demandes pour leurs frais et salaires qui remonferaient à plus de cinq ans. 2271.La prescription, dans les cas ci- dessus, à lieu, quoiqu'il y ait eu conti- nuation de y ra; PTS ser. vices et travaux. Elle ne cesse de courir que lorqu'il y a eu Compte arrété, cédule ou obbliga- tion, ou citation en justice non périmée. 2275. Néanmoins ceux auxquels ces prescriplions seront Opposées, peuvent déférer le serment à ceux qui les op- posent, sur la question de savoir si la chose à été réellement payée. Le serment pourra étre déféré aux veuves et héritiers, ow aux tuteurs de ces derniers, s’ils sont mineurs, pour qu’ils aient à déclarer s'ils ne savent pas que la chose soit due. 2276. Les juges et avoués sont déchar- gés des pièces cinq ans après le juge- ment des procès. præscribuntur a die rei judicatæ, aut transactionis inter partes initæ, vel a die, qua ipsorum mandaium revocatum fuit. Si vero de negotiis nondum absolutis agatur, petitionem ipsi instituere nequeunt pro ïis expensis, et honorariis, quæ ultra quinquennium deberentur. 2274. In memoratis casibus præscriptio locum habet, etiamsi præstationes, famulatum, et operas contii- nuatas fuisse, consiet. Præscriptio interrumpitur dumtaxat cum vel rationum absolutio, vel obligatio, aut chirographus, sen scriptura, vel in jus vocatio non perempla intercesserint. 2275. Attamen illis quibus hæ præscriptiones objiciuntur, facultas est, jusjurandum üis, qui eas obijciunt deferendi, ut declarent utrum revera solutio facta fuerit, nec ne. Jusjurandum viduis, et heredibus, aut illorum tlutoribus si minores sint, deferri poterit, ut declarent utrum rem deberi sciant, vel ignorent. 2276. Judices, et procuratores post quinquennium a sententia: apparitores post biennium ab executione, seu denunciatione actorum, quæ ipsis commissa fuerunt, liberantur a reddendis rationibus pro documentis et scripturis eisdem traditis. ne di ol eorronc gro À 220 produe NE o cu wa, pu ht, da ao dou pl 22, Prel Pensi Uourz &, qu 8, interdi 70 Nhl subtrac 2llum 28 [ 651] se Gli uscieri, dopo due anni dall’ esecu- Les huissiers, après deux ans, depuis us zione della commissione; o dalla nofi- l'exécution de la commission ÿ OU, 10 à cazione degli atti di cui erano incari- signification des actes dont ils étaient ira cati, sono pienamente liberati dal ren- chargés, en sont pareillement déchargés. LE derne conto.|: 2277. Si prescrivono col decorso di 2277. Les arrérages de rentes perpé- *«ar di. cinque anni; tuelles et viagères; 1 conti Le arpsualies delle rendite perpetue, Ceux des pensions alimentaires; OnS, se, e delle vitalisie;|| Quelle delle pensioni alimentarie; Les loyers des maisons, ef le prix de ferme des biens ruraux: quil y Le pigioni delle case ed i fui dei Les intérêts des sommes prétées, et bligo. beni rurali; généralement touf ce qui est payable rimée, Gl interessi delle somme imprestate, par année, ou à des LTnes périodiques vels ces e generalmente tutto cid che& pagabile plus courts, peuvent ad anno© a termini periodici più brevi. Se prescrivent par cinq ans. | les pe 2278. Le prescrizioni di cui trattasi 2278. Les prescriptions dont il s’agit oir si la negli articoli della presente sezione, de- dans les articles de la présente section, corrono contro i minori e gl interdetti, courent contre les mineurs et les inter- salvo loro il regresso contro i tutori. dits, sauf leur recours contre leurs 1u- éferé out leurs. tueurs d 2279. Riguardo ai mobili, il possesso 2270. En fait de meubles, la posses- ur, pur produce l’effetto stesso del titolo. siort vaut fitre. ne sapen Cid non ostante colui che ha perduto Néanmoins celui qui a perdu ou au- o cui fu derubata qualche cosa, pud ri- quel il a été volé une chose, peut la por. peterla per il corso di tre anni, ds com- revendiquer pendant trois ans, à com- k juge putarsi dal giorno della perdita 0 del pter du jour de la perle où du vol furto, da quello presso cui si trovi; contre Celui dans les mains duquel il la salvo a questo il regresso contro quello trouve; sauf à celui-ci son recours con- da cui l’ha ricevuta. tre celui duquel il la tient. nn 2280. Se l'attuale possessore della cosa 2280. Si Le possesseur actuel de la g mandainth-: ais 2277. Præteriti annui reditus ad perpetuitatem, vel ad vitam: | Præterita alimenta: Pensiones ædium, et mercedes bonorum ruralium: x Usuræ sortis mutuatæ; et quidquid in singulos annos, vel brevioribus statis temporibus persolvendum est, quinquennio præscribuniur. al” 2278. Præscriptiones, de quibus agitur in hujusce sectionis articulis, etiam adversus minores, et bonis . interdictos decurrunt, salvo regressu contra eorum tutores.: as di 2279. In rebus mobilibus possessio titulo æquiparatur. Nihilominus res vel ainissa, vel furto subtracta intra triennium computandum a die» ua amissa, vel Te subtracta fuit, vindicari potest adversus eum, penes quem res reperitur, salvo huic regressu contra illum, à quo eandem accepit. es d as 2280. S1 possessor rei furlo ablatæ, vel deperdiiæ eandem emerit in publicis nundinis, vel in rerum dou derubata, o perduta, lha comprata in una fiera o mercato, ovvero all occa- sione di una vendita pubblica, 0 da un mercainie vendifore di simili, cose il proprietario originario non pu farsela restituire, se non che rimborsando il possessore del prezzo che gli& costata. 2281. Le prescrizioni‘imcominciate all epoca della pubblicazione del pre- sente Codice saranno regolate a norma delle leogoi anteriori. Cid non ostante le prescrizioni inco- minciate prima dell epoca suddetta, e per cui, secondo le leggi anteriori, si richiederebbero ancora pit di trent an- ni, si perfezioneranno con il decorso di trent anni da computarsi daila stessa epoca. [ 632] chose volée, ou perdue, Pa achetée dans une foire ou dans un marché, ow dans une vente publique, ou d'un marchand vendant des choses pareilles, le pro- priétaire originaire ne peut se la faire rendre gwen remboursant au possesseur le prix qu’elle lui a coûté. 2281. Les prescriptions commencées à l’époque de la publication du présent titre seront réglées conformément aux lois anciennes. Néanmoins les prescriptions alors commencées, et pour lesquelles il fau- drait encore, suivant les anciennes lois, plus de trente ans à compter de la mé- me époque, seront accomplies par ce laps de trente ans. venalium foro, aut publica auctione, aut a mercatore similia vendente illam dominus repetere nequit, nisi prelium a possessore persolutum ipsi rependat. 2281. Præscriptiones a die publicationis hujusce tituli jam inchoatæ præcedentium legum sanctionibus mo= derantur. Aitamen præscriptiones jam inceptæ, pro quarum complementé juxta priores leges plusquam triginta annis ab antedicta publicatione adhuc opus esset, trigmta annorum spauio concluduntur. Monaco li 16 Gennajo 1806. Approvato. NAPOLEONE. Per ordine di S. M. l Imperatore€ Re; SSL? Ù VUE > a< QT Il Gran Giudice, Ministro della Giustisia, LUOSE Certificato conforme; Ii Gran Giudice, Ministro della. Giustize; LUOSE | | 1 TL a cut Hatel Lan, K deaone LED cons ln hi A KG aa: les 6 |[aino à AT L 655], ut NAPOLEONE li, NAPOLÉON I, | Morthané ee 6, km. % li für JL Déteeo menée à L. 1 } QU présent mément qui dis al Regno d'Italia; Royaume& Italie; es 1 fau Decretiamo ed ordiniamo quanto- Décrétons et ordonnons ce qui sue segue: Suit: ‘à“ Art. 1. La Tavola qui annessa delle- rt,*: Le tableau Ci-Annexé, pOT-- distanze dalla nosira città di Milano.{ant les distances. de notre ville de: a ciascun capo-luogo di dipartimento, Milan à chaque chef-lieu de dépar- oEh calcolate a miriametri: ed a miglia. tement, calculées en miriamètres et ! comuni d'Italia, sarà stampata, pub- ex milles communs d'Italie, sera im- sn blicata ed inserita nel Bollettino delle.; publié et inséré dans le Bul- Sn Leggi, per servire di regola e d'in. detin des Loës,. pour servir de règle: dicazione del giorno in cui la pro=_ ef d'indication du jour où la pro- se mulgazione delle leggi si avrà per mulgation dés lois est réputée con-- | conosciuta in tutti 1 dipartimenti del.##€ dans. tous lès départemens du: Re gno. Ro)Y ALLIE. Art. 2. Il Gran Giudice; Ministro: Art. 2. Le grand Juge, Ministre della Giustizia, à incaricato della ese4 de la Justice, est chargé de l'exécution cuzione del presente deereto, il qua. du présent arrêté qui sera également: le sarà egualmente inserito nel Bol- inséré dans. le Bulletin des Lots. leittnmo delle Leggi. Dato a Monaco Li 16 gennajo. Donné à Munich le 16 janvier 1300. 1806. me L, NAPOLEONE Per la grazia di Dio e per le Co- stituziont Imperatore dé Francesi e Re d'Italia; Visio L articolo I del Copie Na-- POLEONE; Visto il rapporto del Gran Giudice, Minisitro della Giustizia del Nostro: Par la grace de Dieu et les Con- stitutions Empereur des Français et Roi ditalie; Vu larticle. T1 du. Conr Na4p0- LÉON;: Vu le rapport du Grand Juge; Ministre de la Justice de Notre Per ordine di S. M. l'Imperatore e Re, Il Gran Giudice, Ministro della Giustizia, L'UOSTI. Certificato conforme;: 11 Consigliere Segretario di Stato- EL. VAGCARE 80 GA 0 Eu Delle disianze da Milano a tuit Ÿ Capo-luoghi dei Dipartimenti regolate col ragguaglio del miriametro al miglio italiano. Numero dei Dipartimenti Dipartimenti Adda Adige Agogna Alto-Po Basso-Po Crostolo Lario Mella Mincio Panaro Reno Rubicone Serio Certificato conforme; Il Consigliere Segretario di Stalo 1 TVACGCARL Capo-luoghi.| Miriametri| Decimi Comuni Sondrio N. 67 N. 1: L Verona« 102« 18 2 Novara« 30« 3 Cremona« 5o€ D 9 Ferrara« IST« 32 3 Reggio|« 148« 26 4 Come ir of HUE 4 h Brescia u.‘9 É 0 5 Mantova« 88 M 19 7 Modena€ 132 E 50 6 Bologna« 153 x 27 3 Forl« TOI« 34 F Bergamo r 20 F9 2 EE Es utétilmmmtthhpeminmmit in en m pra ki 0 ta 6 : Li l nr||] du Ltée ne A EERREE met ii Ocm 2 3 4 5 6 L 8 9 10 11 12 13 15 Colour& G rey Control Chart Blue Cyan Green Yellow Red Magenta White Grey 1 Grey 2 Grey 3 Grey 4 Black _—- Ë à et 4... x Ë À 2 Der A Piaf LAN Rte Re LÉ. ee£