две зная 3441 NOVENE CON ALTRI DIVOTI ESERCIZI CHE NEL CORSO DELL'ANNO SI FANNO NELLA BASILICA DELLA SS. ANNUNZIATA DI FIRENZE RACCOLTE PER COMODO DI QUEI FEDELI CHE FREQUENTANO LA DETTA BASILICA. 83441 Univ, Bibl. Giessen CORONA DEI SETTE DOLORI DI MARIA VERGINE. 3 Ant. Veni Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium, et tui amoris in eis ignem accende. 7. Emitte Spiritum tuum, et creabuntur. R. Et renovabis faciem terrae. 7. Memento Congregationis tuae. B. Quam possedisti ab initio. 7. Domine exaudi orationem meam. B. Et clamor meus ad te veniat. 7. Dominus vobiscum. B. Et cum spiritu tuo. Oremus. Mentes nostras, quaesumus Domine, lumine tuae claritatis illustra, ut videre possimus quae agenda sunt, et quae recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum nostrum. Amen. Dipoi si dica: Carissimi Fratelli, e Sorelle, ora 4 faremo i nostri soliti Esercizj, divotamente meditando i Sette principaliDolori, che la B. Vergine Maria soffri nella vita, e morte del suo caro, ed amato Figliuolo, e nostro Salvatore. 1. Con profonda umiltà mediteremo il primo Dolore, che fu allora quando la Beata Vergine avendo presentato l'unico suo Figliuolo al Tempio nelle braccia del vecchio Simeone, le fu dal medesimo detto; Questo sarà un Coltello, che trapasserà l'Anima tua: il che non denotava altro, che la Passione, e Morte di Cristo Nostro Signore. Un Pater, e sette Ave. II. Il secondo Dolore della B.Vergine fu quando le convenne fuggire in Egitto per la persecuzione d'Erode, che empiamente cercava d'uccidere il suo amato Figlio. Un Pater, e sette Ave. III. Il terzo Dolore della B.Vergine fu quando al tempo della Pasqua, 5 dopo essere stata col suo Sposo Giuseppe, e con l'amato Figliuolo Gesù Salvatore in Gerusalemme, nel ritornarsene alla sua povera casa lo smarri, e per tre giorni continui suspirò la perdita del suo unico Diletto. Un Pater, e sette Ave. IV. Il quarto Dolore fu quando la B. Vergine s'incontro col suo dolcissimo Figliuolo, che portava una pesantissima Croce al Monte Calvario, per esser crocifisso per la nostra salute. Un Pater, e sette Ave. V. Il quinto Dolore della B. Vergine fu quando vidde il suo amato Figliuolo alzato sopra il duro Tronco della Croce, che da ogni parte del suo santissimoCorpo versava Sangue. Un Pater, e sette Ave. VI. Il sesto Dolore della B. Vergine fu allora quando essendo deposto il suo caro, ed amato Figliuolo dalla Croce, così spietatamente ucciso, le fu posto nel santissimo Seno. Un Pater, e sette Ave. 6 VII. Il settimo, ed ultimo Dolore di Maria Signora, e Avvocata di noi suoi Servi, e miseri paccatori, fu quando Ella accompagnò il santissimo Corpo del suo Figliuolo alla Sepoltura. Un Pater, e sette Ave. Diremo adesso tre Ave Maria a riverenza delle lagrime, che sparse la Beata Vergine ne'suoi Dolori, per impetrare per mezzo suo un simil pianto per i nostri peccati. Finita la Corona, si recita il Pianto della B. V. o sia l'Inno Stabat Mater, composto dal Sommo Pontefice Innocenzio III. etc ulonili 10 listos 2002 Stabat Mater dolorosa Juxta Crucem lacrymosa Dum pendebat Filius. Cujus animam gementem Contristatani, et dolentem, Pertransivit gladius. 0 quam tristis, et afflicta, Fuit illa benedicta 7 Mater Unigeniti! Quae moerebat, et dolebat, Pia Mater dum videbat Nati poenas inclyti. Quis est homo qui non fleret, Matrem Christi si videret, In tanto supplicio? Quis non posset contristari Matrem Christi contemplari Dolentem cum Filio? Pro peccatis suae gentis Vidit Jesum in tormentis, Et flagellis subditum. Vidit suum dulcem natum Moriendo desolatum, Dum emisit spiritum. Eja Mater fons amoris; Me sentire vim doloris Fac, ut tecum lugeam. Fac, ut ardeat cor meum In amando Christum Deum, Ut sibi complaceam. Sancta Mater istud agas, Crucifixi fige plagas Cordi meo valide. 45 8 Tui Nati vulnerati Tam dignati pro me pati, Poenas mecum divide. Fac me tecum pie flere, Crucifixo condolere, Donec ego vixero. Juxta Crucem tecum stare, Et me tibi sociare, In plantu desidero. Virgo Virginum praeclara, Mihi jam non sis amara, Fac me tecum plangere. Fac ut portem Christi mortem, Passionis fac consortem, Et plagas recolere. Fac me plagis vulnerari, Fac me cruce inebriari, Et cruore Filii. Flammis ne urar succensus Per te Virgo sim defensus In die judicii. Christe, cum sit hinc exire, Da per Matrem me venire Ad palmam victoriae. Quando corpus morietur, Fac ut animae donetur Paradisi gloria. Amen. y. Ora 9 pro nobis Virgo Dolorosissima. B. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. Interveniat pro nobis, quaesumus Domine Jesu Christe, nunc, et in hora mortis nostrae apud tuam clementiam B. Virgo Maria Mater tua; cujus sacratissimam Animam in hora tuae Passionis doloris gladius pertransivit: Per te Jesu Christe, Salvator mundi, qui cum Patre, et Spiritu Sancto vivis, et regnas in saecula saeculorum. Amen. Si avverte, che chi brama acquistare i cento giorni d' Indulgenza concessi dal Venerabile Servo di Dio INNOCENZO PAPA XI. a chi reciterà l'Inno Stabat Mater dolorosa etc. deve recitarlo tutto intiero. 19, mosola sido sol C 10 DIVOTO ESERCIZIO DELLA BUONA MORTE Che si pratica in tutte le Domeniche di Quaresima, dopo il Vespro, all'Altare del SS. Crocifisso. e 10 Per signum Crucis de inimicis nostris libera nos Deus noster. PROTESTA PRIMA. Alla presenza vostra adorato mio Redentore, io vilissima creatura mi confesso rea della vostra morte crudele, e piena di confusione, ve ne chiedo unil perdono. Sospiro la vostra Grazia perduta, e per ritrovarla ricorro alle vostre sacratissime Piaghe, come a fonti perenni d'infinita pietà. Ah Redentore pietoso, per quel gran dolore, che provaste nella prima Piaga della vostra destra Mano, vi supplico, che tra i dolori della mia agonia mi mantenghiate fermo, e stabile nella vostra santa Fede, protestandomi adesso per allora, che siccome, per Grazia vo II stra, in quella io nacqui, così in quella intendo di vivere, e morire, dicendo a voi unico mio refugio cinque Pater. PROTESTA SECONDA. Alla vostra sinistra Mano ricorro pietosissimo Gesù mio, e per quella Piaga crudele, che in essa miro vi prego, che nel punto estremo della mia vita, quando mi mancheranno tutte le speranze del Mondo, non mi abbandoniate Voi Redentor mio Crocifisso. Si affaticherà in quel punto il nemico, perchè io mi disperi, lo sò; ma se Voi unica speranza mia non mi abbandonate, non temo nò, ma sperar voglio fino all' ultimo dei miei respiri, nella vostra infinita Pietà, e perchè questa speranza non mi vacilli nel cuore, la fondo ne' meriti di tutto il Sangue prezioso, che avete sparso per me, dicendo cinque En Pater. EL 2500 to leashoones te im 33 12 ROS PROTESTA TERZA. 938 Amabilissimo Gesù mio, che mai vi stancaste nel cercare la pecorella dell'anima mia smarrita: deh, comé ora miro il vostro destro Piede confitto in Croce, ma molto più tormentato dalla mia perfida ostinazione, camminando alla sinistra del peccato! Ah caro mio Gesù, vi supplico per la piaga profonda di quel santissimo Piede, vi degniate rimettermi nel retto sentiero della mia salute. Concedetemelo Signore, e fate si, che in avvenire non abbia altro cuore, che per amarvi, perchè mi amaste tanto, fino a morir per me, implorandone la grazia, dicendo cinque Pater. PROTESTA QUARTA. Quanto mi duole d'avervi offeso, mio buon Gesù, che ancora offeso, mai lasciaste di farmi del bene! Oh se mi si concedessero in questo pun 13 to le lacrime di Maddalena pentita, come vorrei spargerle in compagnia sua, in segno del mio cuore ravveduto, su i vostri santissimi Piedi; ma giacchè non mi si concede ottenerle, vi offerisco l'aspro dolore che provaste nella Piaga del vostro sinistro Piede, e vi supplico, che assodiate talmente nel mio cuore questo pentimento verace, sicchè me lo ritrovi invariabile nell'estremo di mia vita. Concedetemelo Signore, mentre qual peccatore rayveduto ricorro a Voi come a Padre amoroso, dicendo cinque Pater, PROTESTA QUINTA. Bacio, e adoro con somma uniltà la Piaga profonda del Vostro sacratissimo Costato, Gesù mio Redentore, e per l'infinita carità, che annidò nel vostro dolcissimo cuore trafitto con tanta crudeltà per mia cagione, vi supplico, che mi concediate grazia di morire avvalorato, odmed 9,011 14 e munito dei Santissimi Sacramen! ti, Confessione, Comunione, ed Estrema Unzione, per difesa delle insidie, che allora più che mai tenderà l'inimico, e per viatico alla desiata patria del Paradiso. Deh Signor mio, concedetemi questa grazia, che se mai in quel tempo non li potessi chiedere, protesto chiederli ora per allora, e che se mai per qualchè accidente non ne potessi dar segno alcuno, intendo chiederli con quel moto, che farà il mio cuore dentro il mio petto. Vi prego ancora, Redentor mio Crocifisso, concedermi che gli ultimi accenti miei siano questi: Dio mio, e Signore dell'anima mia, in Voi credo, e in tutto quello, che m'insegna la Vostra Santa Fede. Spero, non nei miei meriti, ma nella vostra infinita misericordia, e in quel Sangue prezioso che avete sparso per me. Vi amo perchè siete infinitamente Amabile, Buono, e Santo. 15 Mi pento, Gesù mio, con tutto il cuore d' avervi offeso; e mi protesto, che morirei volentieri ancor adesso, per non volervi mai più offendere. Gesù, e Maria sieno quei dolcissimi Nomi, che confortino l'anima mia, e mi chiudano le labbra. Deh pietosissimo Gesù fatecene la Grazia Cinque Pater. PROTESTA ALLA SS. VERGINE. La passione di Gesù non fu disgiunta dalla passione della sua Santissima Madre, e benchè in quella Croce non vi si miri confitto, se non Gesù; in verità, che a forza del dolore, si può dire, che vi fosse confitta anco la Madre. Ricorriamo dunque a Lei, e preghiamola, che voglia per noi offerire al suo Santissimo Figliuolo questa nostra particolar devozione.nd a Jona 201 A voi dunque ci volgiamo come 16 a Refugio dei peccatori, Santissima Vergine Addolorata; e per l'estremo dolore, che provaste, quando deposto dalla Croce il Corpo lacero del vostro Figliuolo, vi fu posto nel sacratissimo Seno, offeritegli queste no stre Proteste, per farci capaci del perdono dei nostri peccati. Deh piissima Madre, degnatevi concederci il vostro Patrocinio; acciò possiamo sicuramente spirare l'anima nelle braccia del nostro Salvatore: e perchè siano accette le nostre suppliche, la saluteremo con sette Ave Maria. Dipoi si dirà. Jesu dulcissime, in horto moestus Patrem orans, et in agonia positus, sanguineum sudorem effundens: miserere nostri.balt, et osas R. Miserere nostri Domine, miserere nostri. -Jesu dulcissime, vinculis alligatus, sicut agnus innocens ad victimam ductus: miserere nostri. 17 R. Miserere etc. Jesu dulcissime, in conspectu Annae alapa percussus, et ad Caipham ductus, noctem insomnem in opprobriis agens: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime, ab iniquo Judaeorum concilio reus mortis acclamatus, vestibus denundatus, et ad columnam crudelissime flagellatus: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime, ad mortem Crucis injuste condemnatus, ligno Crucis oneratus, et ad locum supplicii, sicut ovis ad occisionem ductus: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime latroni Barabbae postpositus, a Judaeis reprobatus, et horribilibus tormentis saturatus: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime, Cruci clavis affixus, pedibus ac manibus conclavatus, et pretiosum sanguinem effundens: miserere nostri. R. Miserere etc. 18 Jesu dulcissime, inter latrones deputatus, blasphematus, felle et aceto potatus, et ab hora sexta, usque ad horam nonam in ligno crucialus: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime, hora nona cum clamore valido te ipsum aeterno Patri pro nobis offerens, capite inclinato, spiritum emittens: miserere R. Miserere etc. nostri. Jesu dulcissime, in patibulo Crucis mortuus, et coram tua Sanctissima Matre lancea perforatus: miR. Miserere etc. serere nostri. Jesu dulcissime, de Cruce depositus, et lacrymis maestissimae Virginis Matris tuae perfusus: miserere nostri. R. Miserere etc. Jesu dulcissime, plagis circumdatus, quinque vulneribus signatus, aromatibus conditus, et in Sepulcro depositus: miserere nostri. R. Miserere etc. 7. Vere languores nostros ipse tulit. 19 R. Et dolores nostros ipse portavit. Oremus. Domine Jesu Christe, qui de Coelis ad Terram de sinu Patris descendisti, et Sanguinem tuum pretiosum in remissionem peccatorum nostrorum fudisti, te humiliter deprecamur, ut in die Judicii ad dexteram tuam audire mereamur: Venite benedicti. Qui vivis etc. R. Amen. Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem, mortem autem Crucis; propter quod, et Deus exaltavit illum, et dedit illi nomen, quod est super omne nomen. 7. Adoramus te Christe, et benedicimus tibi. B. Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum.. Oremus. Deus, qui Unigeniti Filii tui pretioso Sanguine, vivificae Crucis vexillum santificare voluisti: Concede 20 quaesumus, eos, qui ejusdem sanctae Crucis gaudent honore, tua quoque ubique protectione gaudere. Per eumdem Christum etc. R. Amen. L'ultima Domenica si recita il Salmo Miserere, in suffragio delle Anime di tutti quelli, che erano soliti ad intervenire a questa Santa Devozione. 20 mokest 339 2000solnedy Span 29200 97810 29PCS od to bora CHE pues canid obssnob the plovousalduse ali NOVENA 21 IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL GLORIOSO PATRIARCA SAN GIUSEPPE Che incomincia il di 9. Marzo. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Aperi Domine os nostrum ad benedicendum nomen sanctum tuum; munda quoque cor nostrum ab omnibus vanis, perversis, et alienis cogitationibus; intellectum illumina, affectum inflamma, ut digne, attente, ac devote hoc sanctum exercitium peragere valeamus, et exaudiri mereamur ante conspectum divinae Majestatis tuae. Per Christum Dominum nostrum R. Amen. CONSIDERAZIONI I. Per il primo Giorno. Considerate come il glorioso S. Giuseppe, fin dal primo uso della ragione, consacrò a Dio tutto se stesso senza riserva, dandosi con ogni studio all'esercizio di tutte le virtù, onde meritò di esser caratterizzato col nome di Giusto. Voi siete tutti di Dio, oppure avete il cuor diviso? Riflettete, che con Dio non vi vuole riserva. Chi non gli dà tutto se stesso, nulla gli da nè può piacergli, chi non attende all'esercizio di ogni virtù. Pregate il Santo, che vi ottenga di fare a Dio quest' intiero sacrifizio di voi medesimi. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come S.Giuseppe non ritrattò mai l'offerta fatta a Dio di tutto se stesso, nè si ritirò giammai dalla pratica di tutte le virtù, ma sempre stabile, e fermo perseverò nell'intrapresa carriera di una vi 23 ta perfetta. Oh! quanto è stata dissimile da quella del Santo la vostra condotta! Quante volte vi siete pentiti di esservi dedicati a Dio: di avere atteso all'acquisto delle virtù: di aver fatto professione d'esser buoni Cristiaui? Detestate la vostra instabilità, e pregatelo, che vi ajuti a rinnovare con fervore la vostra offerta. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come S. Giuseppe non solo, non si ritirò giammai dall' esercizio delle virtù, ma attese sempre ad esserne fedele osservatore. Pose subito la sua grazia a moltiplico, nè mai cessò di trafficarla con atti virtuosi, ed operazioni sante. Faceste ancor voi molti propositi di consacrarvi a Dio, e di darvi ad una vita santa, e virtuosa, ma poi subito ve ne scordaste. Il promettere, e non mantenere è fare un' affronto al Signore. Ricordatevi, che con Dio non si burla. Doletevi della vostra passata infedeltà, e pregate il 24 Santo, che vi ottenga di non dar mai addietro nella via della cristiana perfezione. Tre Pater, Ave, e Glor. LITANIE Kyrie eleison. Christe eleison. Kyrie eleison. Christe audi nos. Christe exaudi nos. Pater de Coelis Deus, miserere nob. Fili Redemptor mundi Deus, miserere nobis. Spiritus Sancte Deus, miserere nob. Sancta Trinitas unus Deus, miserere nobis. Sancta Maria, Sancta Dei Genitrix, Sancta Virgo Virginum, Mater Christi, Mater divinae gratiae, Mater purissinia, Mater castissima, Mater inviolata, ora pro nobis. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. 14 non Mater intemerata, Mater amabilis, Mater admirabilis, Mater Creatoris, Mater Salvatoris, Virgo prudentissima, Virgo veneranda, Virgo praedicanda, Virgo potens, Virgo clemens, Virgo Fidelis, Speculum justitiae, Sedes sapientiae, Causa nostrae letitiae, Vas spirituale, Vas honorabile, ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ога. ora. ora. ora. ora. ога. ora. ora. ora. ora. ora. cost shoone ora. donimet eu oraVas insigne devotionis Rosa mystica, Turris davidica, Turris eburnea, Domus aurea, Foederis arca, Janua coeli Stella matutina, Salus infirmorum, STO 25 2 26 Refugium peccatorum, Consolatrix afflictorum, Auxilium Christianorum. Regina Angelorum, Regina Patriarcharum, Regina Prophetarum, Regina Apostolorum, Regina Martyrum, Regina Confessorum, Regina Virginum, Regina Sanctorum omnium, Regina Servorum tuorum, Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, Parce nobis Domine. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, Exaudi nos Domine. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, Miserere nobis. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. ora. V. Ora pro nobis Sancta Dei Genitrix. B. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. Concede nos famulos tuos, quaesumus Domine Deus, perpetua menUniv.- Bibl. Giessen 27 tis, et corporis sanitate gaudere, et gloriosa Beatae Mariae semper Virginis intercessione a praesenti liberari tristitia, et aeterna perfrui laetitia. Per Christum. etc. ΙΝΝΟ Te e Joseph celebrent agmina coelitum, Te cuncti resonent Christiadum chori, Qui clarus meritis, junctus es inclytae Casto foedere Virgini. Almo cum tumidam Germine conjugem Admirans, dubio tangeris anxius, I Afflatu superi Flaminis Angelus Conceptum Puerum docet. Tu natum Dominum stringis, ad exteras Egypti profugum tu sequeris plagas, Amissum Solymis quaeris, et invenis, Miscens gaudia fletibus. Post mortem reliquos mors pia consecrat, Palmamque emeritos gloria suscipit: Tu vivens, superis par, frueris Deo, Mira sorte beatior. 1 Nobis, summa Trias, parce precantibus, Da Joseph meritis sydera scandere: Ut tandem liceat nos tibi perpetim Gratum promere canticum.Amen. 7. Ora pro nobis Sancte Joseph. R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. 28 Oremus: Sanctissimae Genitricis tuae Sponsi, quaesumus Domine, meritis adjuvemur, ut quod possibilitas nostra non obtinet, ejus nobis intercessione donetur. Deus refugium nostrum, et virtus, adesto piis Ecclesiae tuae precibus Auctor ipse pietatis, et praesta ut quod fideliter petimus, efficaciter consequamur. Quaesumus Omnipotens Deus, ut Famulus tuus NN. Magnus Dux noster, qui tua miseratione suscepit Etruriae gubernacula, virtutum etiam omnium percipiat incrementa, quibus decenter ornatus, et vitiorum monstra devitare, et ad te qui via veritas, et vita es gratiosus valeat pervenire. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. oudh ΙΝΝΟ Ο Pange lingua gloriosi Corporis mysterium, Sanguinisque pretiosi, MEND 29 Quem in mundi pretium Fructus ventris generosi Rex effudit gentium. Nobis datus, nobis natus Ex intacta Virgine, Et in mundo conversatus, Sparso verbi semine, Sui moras incolatus Miro clausit ordine. In supremae nocte coenae Recumbens cum fratribus, Observata lege plene Cibis in legalibus, Cibum turbae duodenae Se dat suis manibus. Verbum caro, panem verum Verbo carnem efficit: Fitque Sanguis Christi merum, Et si sensus deficit, Ad firmandum cor sincerum Sola fides sufficit. Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui Et antiquum documentum Novo cedat ritui: 2* 30 Praestet fides supplementum Sensuum defectui. Genitori, Genitoque Laus, et jubilatio, Salus, honor, virtus quoque Sit, et benedictio: Procedenti ab utroque Compar sit laudatio. Amen. 7. Panem de coelo praestitisti eis. B. Omne delectamentum in se habentem. Oremus. Deus, qui uobis sub Sacramento mirabili Passionis tuae memoriam reliquisti, tribue quaesu mus, ita nos Corporis, et Sauguinis tui sacra mysteria venerari, ut redemption is tuae fructum in nobis jugiter sentiamus: Oni vivis, et regnas in saecula saeculorum. R. Amen. CONSIDERAZIONI Per il secondo Giorno. I. Considerate il gran fervore, con cui il Patriarca S. Giuseppe per con 31 servarsi fedele al suo Dio intraprese fin dall' infanzia a raffrenare i suoi sentimenti; gli occhj colla modestia, la lingua col silenzio, gli orecchj col ritiramento, e tutto il suo corpo colla mortificazione. Avete voi fatto altrettanto? Ah che in vece di raffrenarli colla mortificazione, accordaste loro la più sfrenata libertà. E poi vi maraviglierete se così presto doveste piangere la perdita di quell'innocenza, che ricevuta avevate nel santo Battesimo? Chi vuol conservarsi innocente, bisogna che sia geloso custode de'suoi sentimenti. Piangete il vostro errore, e rimediate colla penitenza alla perdita dell' innocenza. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate l'ardente fervore, con cui S. Giuseppe applicò le potenze dell'anima sua alla contemplazione del som mo bene; la memoria a ricordarsi frequentemente di Dio, l'intelletto a meditar continuamente i divini misteri; la vo 32 lontà ad ardentemente amare il suo Creatore. Oh quanto bene tutto ciò praticava in compagnia di Gesù, e di Maria! Ma voi in che cosa impiegate le interne vostre potenze? Vi servite voi della memoria per ricordarvi de' benefizj da Dio ricevuti: dell' intelletto per considerare le verità eterne: della volontà per amare il fonte d'ogni bene? Oh Dio! quanto diversi sono i pensieri vostri da quei di S. Giuseppe; quanto lontani da' suoi gli affetti vostri! Risolvete di emendarvi. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate il fervore, e la sollecitudine eterna di questo glorioso Santo, non solo nel sostentare colle sue fatiche, e con i suoi sudori le persone adorabili di Gesù, e di Maria, ma ancora nel difendere questa Santa Famiglia dalla persecuzione di Erode. Per questa abbandonò patria, parenti, amici, e quanto aveva; intraprese un lungo, disagiato, 33 e pericoloso viaggio; si espose a tanti cimenti, quanti ne poteva temere dall' Egitto, paese barbaro, e nemico; arrischiò tante volte la propria vita per salvar quella di Gesù, e di Maria. Date ora un'occhiata a voi medesimi.Qual'è il vostro fervore nel servizio di Dio? Che posto occupano nel vostro cuore Gesù, e Maria? Che avete fatto fin qui per mostrar loro il vostro affetto? Confondetevi della vostra tiepidezza, e risolvete d'imitare il fervore di S.Giuseppe. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI L odst Per il Terzo Giorno: I. Considerate, che la virtù della castità rende gli uomini simili agli Angeli, e sommamente grati agli occhj purissimi di Dio. Conobbe queste prerogative il nostro glorioso S. Giuseppe, e le stimò tanto, che volle conservare la verginità, durante ancora la Legge Mosaica, che riempi 34 va di maledizioni chi era privo di figlj. Voi che stima ne fate? L'anteponete ad ogni vostro vantaggio? Oppure siete nel numero di coloro, che fan getto di gemma si preziosa pel meschino guadagno di un diletto momentaneo? Se così è, vergognatevi, e pregate il Santo, che v'impetri ancora questa bella virtù. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate quanto Egli amasse la castità, essendosi conservato per tutto il tempo della sua vita purissimo, e castissimo.Egli fu il primo, che custodisse la castità nel talamo nuziale, accoppiando con prodigio inaudito la verginità col matrimonio. La sua estrema mortificazione gli meritò questo singolar privilegio. Se voi non amate la mortificazione, mostrate di neppure amar la castità, perchè ella è un giglio, che non si conserva, che fra le spine di un'austera mortificazione. 21 Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che S. Giusep 35 pe, per conservare inviolata la sua castità, accoppiò alla mortificazione dei sensi, e continua vigilanza sopra se stesso, una ferventissima non interrotta orazione, per cui si tenne mai sempre strettissimamente unito al suo Dio. Riflettete, che se la vostra purità ha sofferto qualche danno, sarà provenuto dalla mancanza di queste cautele. O quanto v' ingannate, se vi lusingate di poter viver casti col nutrir la carne, accarezzare il corpo, e passar la vita in una continua dimenticanza di Dio. Amate dunque ad imitazione di S. Giuseppe la mortificazione, e l'orazione, e meriterete di viver come Esso lontani da ogni impurità. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Quarto Giorno. 1. Considerate, come il glorioso S. Giuseppe ebbe sempre un bas0001 36 sissimo sentimento di se. Egli era nobilissimo per nascita, perchè discendente dai Patriarchi, dai Profeti, dai Rè d' Israello. Egli era anche più nobile per le doti sue personali, essendo il Padre Putativo del Signore dell'Universo, e il vero Sposo della Regina del cielo, e della terra.Eppure benchè dotato di sì ragguardevoli prerogative, non ne fece giammai vana ostentazione. Non cosi voi, che siete si facili a pubblicare le vostre prerogative il più delle volte vane, e soltanto apparenti. Detestate il vostro orgoglio, e ricordatevi, che tali siete, quali siete davanti a Dio. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate come l'umilissimo S. Giuseppe non solo non fece mai pompa delle singolari sue prerogative, ma amò sempre di viver nascosto agli occhj degli uomini, passando la sua vita in una povera bottega, e nell'umile, ma innocente esercizio di semplice artigiano, seb 37 bene avesse in sua compagnia quegli, che fabbricato aveva il cielo, e la terra.Quante volte vi siete voi vergognati di quella condizione, in cui la Provvidenza vi ha posto? Quante industrie avete usato per sollevarvi sopra di essa, forse anche a costo di vostra coscienza? Piangete il vostro errore, e riflettete, che agli umili soltanto è promesso il regno dei Cieli. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che l'umiltà di S. Giuseppe fu così profonda, che può dirsi essere stata tutta la sua vita un continuato atto di umiliazione, e di abiezione di se stesso. E come poteva esser diversamente, avendo sempre davanti agli occhj un Dio umiliato? Quomodo non esset homo humilis coram humili Deo? Non tia dunque maraviglia, se sù questo fondamento inalzò la fabbrica della più sublime santità. Oh quanto presto diventereste santi ancor voi, se sapeste gettar questo fondamento! 3 38 Se siete poveri in virtù incolpatene la vostra superbia, e considerate che quanto Dio si avvicina agli umili, altrettanto si allontana dai superbi: humilia respicit, et alla a longe cognoscit. play by Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Quinto Giorno. I. Considerate, come il glorioso Patriarca S. Giuseppe deposito tutto se stesso nel seno della divina Provvidenza, offerendosi con prontezza a tuttociò, che era voler di Dio, onde, come fu rivelato dalla Beatissima Vergine a S. Brigida, aveva sempre in bocca queste preziose parole: Utinam vivam, et adimpleam omnes voluntates Dei mei: piaccia al Cielo, che io viva, per potere adempire la divina volontà. Ah quanto sareste felici, se anche nel vostro cuo-. re fosse impresso questo nobil senti 3g mento! E da che nascono tutte le vostre inquietudini, se non dal non sapervi conformare al divino volere? Imitate il vostro santo Protettore, e sarete pienamente contenti. Tre Pater, Ave, e Gloria: II. Considerate, come S.Giuseppe in tutte le sue operazioni aveva sempre in mira di conformarsi al divino volere.O Egli lavorasse nella sua bottega, o s'impiegasse in custodimento della santa sua famiglia, il di Lui cuore di tempo in tempo mandava fuori dolci sospiri, ed accesi desideri d' interna conformità alla volontà di Dio. Voi nelle vostre quotidiane azioni come la praticate? Tutte le cose, che vi succedono le prendete dalle mani di Dio? Risolvetevi per l'avvenire di praticarla, che in questa maniera con poca fatica salirete alla più alta perfezione, e a gran santità. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come S. Giusep 40 pe conservò sempre questa santa rassegnazione, non meno nelle cose prospere, che nelle avverse, e și nelle consolazioni, come nei travaglj.Ben lo dimostrò, ed allor quando vidde incinta la sua Sposa, senza saperne il come, ed allor quando udì dall'Angelo intimarsi l'inaspettata fuga in Egitto. Senza proferir mai parola alcuna, ma con profondo silenzio adorò i divini giudizj, e sottopose la sua volontà ai decreti di Dio. Siate anche voi indifferenti in ciò che Iddio vi manda, tenendo il vostro cuore in equilibrio, e se siete pronti a ricever le consolazioni, siatelo anche nel ricevere i travaglj. Lo sarete, se penserete, che non meno quelle, che questi sono doni, e favori di Dio. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Sesto Giorno. 1. Considerate, che dalla conformità di S. Giuseppe ai divini vo eri 41 nasceva in esso quell'eroica pazienza, che sempre dimostrò nei travaglj, e nelle pene. Ei le sopportò con silenzio, adorando nel più profondo del suo cuore le disposizioni della divina Provvidenza, e stimandosi felice di patire per piacere al suo Dio. Non così voi che a ogni piccol travaglio empite l'aria di lamenti, senza voler riflettere, che chi non vuol patire qui in terra, non potrà godere nel Cielo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, che S. Giuseppe, non solo sopportò i travaglj con silenzio, ma anche con fortezza, non dando mai segno di dispiacenza, come ben lo dimostrò, quando, rigettato da tutti gli alberghi di Betlemme, gli convenne colla sua Sposa rifugiarsi in una stalla; quando dove fuggire esule in Egitto; quando tenne per tre giorni smarrito l' amato Gesù! Ne'quali travaglj, sebbene il suo tenero cuore restasse sommamente trafitto, li sopportò non oUniv.- Bibl. Giessen 42 stante con eroica fortezza. Ma voi, oh quanto siete deboli, e delicati! Ogni leggiera avversità vi turba, e vi fa perdere il coraggio. Vergognatevi della vostra viltà, e imparate da S. Giuseppe a essere rassegnati. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come il Santo soffriva i travaglj anche con costanza, desiderando sempre nuovi patimenti, ne'quali altre parole non proferiva, che le solite: Dio mio, fate, che io viva in guisa tale, che adempia la vostra santissima volontà, benchè fosse di vivere in continue angustie, e travaglj. Qui consiste la perfezione di chi ama patire per amor di Dio. I patimenti passati non vi danno più pena: i presenti, o vogliate, o no, bisogna soffrirli. Dunque l'eroico del patire consiste nel desiderarne sempre de'nuovi. A questo dovete aspirare, se desiderate d'imitare il glorioso S. Giuseppe. Tre Pater, Ave, e Gloria. 43 CONSIDERAZION1 Per il Settimo Giorno pargoI. Considerate, quanto il glorioso Patriarca S.Giuseppe amasse la virtù della liberalità. Egli la esercito primieramente verso Dio offerendogli nel Tempio, insieme colla Vergine sua Sposa, la cosa più cara, che avesse al mondo, che era il letto Gesù, che risguardava come suo diletto Figlio. Imparate ancor voi a consacrare a Dio ciò, che avete di più caro a imitazione di S. Giuseppe, e non ciò, che avete di più vile a imitazione di Caino.Iddio non si lascia vincere in cortesia.Se sarete liberali con Esso, Egli sarà liberalissimo con voi.. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come S.Giusepfu in secondo luogo liberale verso gli uomini. Egli non solo distribui generosamente ai poveri tutto pe 44 l'oro, che dai Rè Magi era stato offerto al suo Gesù, contento di rimanere Egli colla Vergine sua Sposa nella primiera povertà, ma neppur negò mai di mostrare il pargoletto Signore ai popoli, che concorrevano in folla alla sua casa per vederlo, ed ascoltare la sua celeste dottrina. Qual'è stata fin'ora la vostra liberalità verso il prossimo? Ah che poco soccorso lo avete nelle sue indigenze temporali, e forse punto nelle spirituali. Imitate almeno per l'avvenire l'esempio di S. Giuseppe, se desiderate averlo per Protettore. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate finalmente quanto S.Giuseppe fu liberale verso Gesù, e Maria. Vedendosi dalla divina Provvidenza prescelto ad aver cura di questa santa Famiglia, esegui l'ingiuntogli ufizio con tanta prudenza, e fedeltà, che dimentico affatto di se medesimo, tutto impiegossi a sovvenire ai loro bisogni, tal che di Es 45 so può dirsi con tutta proprietà: Ecce fidelis servus, et prudens, quem constituit Dominus super familiam suam. Gesù, e Maria esigono anche da voi servitù. Potete voi lusingarvi di avergliene prestata fedelmente? Se nò; temete la condanna del servo infedele, e risolvete di essere altrettanto diligenti in avvenire, quanto foste negligenti in passato. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per l'ottavo Giorn). I. Considerate l'ardentissimo amor di carità, di cui il cuor di S. Giuseppe fu infiammato verso il suo Dio. Avendo Egli goduto la bella sorte di viver lungamente in compagnia di Gesù, e di Maria, quelle. due fornaci di amor divino, dove necessariamente ardere anch'esso di questo beato incendio. Rallegratevi col Santo di sorte sì bella, e pian3* 46 gendo la freddezza del vostro cuore, pregatelo, che vi ottenga una scintilla almeno di amor di Dio, che distrugga il dominante in esso amor proprio, nemico non men di Dio, che di voi medesimi. Tre Pater, Ave, e Gloria.i II. Considerate, come il fortunato Patriarca ainò il suo Dio con un' amor tenerissimo. Infatti quali sentimenti di tenero amore non dovettero eccitarsi nel suo cuore nel vagheggiarlo Bambino, nel tante volte accoglierlo tra le sue braccia, nello stringerlo al seno, e nell' imprimer dolci baci in quel volto di Paradiso? Quali slanci amorosi sperimentar non dovette nel conversar familiarmente con Esso adulto, e nell'ascoltare i celesti suoi ragionamenti? Ah voi non giungete a comprenderli, perchè il vostro cuore è insensibile verso Gesù! Pregate il Santo, che vis ottenga un poco del suo amor senShe toolua? 16 47 sibile, il quale poi vi disponga ad un amor forte, e generoso. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come infatti S. Giuseppe amò il suo Dio con un' amor forte, preferendo la soddisfazione di Dio a qualunque cosa umana, e ad ogni suo privato interesse; onde volentieri abbracciava imprese aspre, e faticose per l'onore, e la gloria di Dio. Voi quante volte a piccole cose, e soddisfazioni da nulla avete posposto un Signore si amabile? Confondetevi di aver fatto talora più stima di un piacer momentaneo, che dell' istesso Dio, e risolvete in avvenire di preferire, e amare Dio sopra tutte le cose. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il nono Giorno. 1. Considerate la gran Santità, a cui s'inalzò il glorioso S. Giuseppe; 48. e primieramente argomentatela dalla somiglianza, che Egli ebbe colla SS.Vergine sua Sposa: fuit in similitudinem Virginis Sponsae suae. Ora egli è certo, che Maria fu la creatura più santa, che uscisse dalle: mani di Dio, eccettuata l'Umanità: sacrosanta di Gesù. Qual dovette: esser dunque la santità di Giuseppe, se dovè assomigliarsi alla santità di Maria? Aggiungete che siccome la santità di Maria si andò sempre aumentando in immenso, così dovè sempre aumentarsi fino alla morte la santità di Giuseppe. Voi vi stupite di questo prodigio di santità! Ma che gioverebbe lo stupore, se non vi stimolasse all' imitazione. Chiedetela al Santo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate la sublimità della santità di S. Giuseppe dai favori e carezze, che sopra ogni altro ricevè dal Signore. Visse egli lungamente in compagnia di Gesù, abbracciollo, 49 baciollo nella sua infanzia, e niel suo seno gli diè più volte dolce riposo. Se in una sol volta', che il dletto Discepolo riposò sul Petto del Salvatore tante ne trasse sublimi cognizioni della Divinità; qual incendio di amor divino creder possiamo, che comunicasse al suo Giuseppe in tante volte, che riposò nel suo petto? Il buon Gesù comparte anche a voi un favore non meno segnalato. Ogni volta, che lo ricevete nella S. Comunione, viene a riposare, non già sul vostro petto, ma nel vostro cuore medesimo. Eppure, a qual santità siete voi giunti fin qui? Ah cecità deplorabile! Invocate di cuore il S. Patriarca Giuseppe. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate per ultimo la grandezza della santità di S. Giuseppe dal fortunato fine della sua vita, e dalla preziosa sua morte. Prevedendone Egli l'avvicinamento, si apparecchiò ad essa in compagnia 30 di Gesù, e di Maria, dai quali confortato, e assistito esalò finalmente nelle loro mani lo spirito. Ah felice Giuseppe! Oh fortunato Patriarca! Che bel morire in compagnia, e coll'assistenza di Gesù, e di Maria! Desiderate voi sorte sì bella? Studiatevid'imitare il gran Patriarca, vostro Protettore S. Giuseppe. A mate, com' esso, ardentemente Gesù; amate teneramente Maria, ed Egli sicuramente vi otterrà di deporre l'anima nelle loro mani, e di passare, con Esso, a goderli eternamente in Paradiso. Tre Pater, Ave, e Gloria. Nell'ultimo giorno di ciascuna Novena si canta il Te Deum ec.colle preci, e Orazioni progratiarum actione. Te Deum laudamus. etc. . Benedictus es Domine Deus patrum nostrorum. B. Et laudabilis, et gloriosus in saecula. 51 V. Benedicamus Patrem, et Filium cum Sancto Spiritu. B. Laudemus, et superexaltemus eum in saecula. . Benedictus es Domine Deus in firmamento coeli. B. Et laudabilis, et gloriosus, et superexaltatus in saecula. V. Benedic anima mea Domino. R. Et noli oblivisci omnes retributiones ejus. y. Domine exaudi orationem meam. B. Et clamor meus ad te veniat. y. Dominus vobiscum. B. Et cum spiritu tuo. OREMUS. Deus, cujus misericordiae non est numerus, et bonitatis infinitus es thesaurus; piissimae Majestati tuae pro collatis donis gratias agimus, tuam semper clementiam exorantes: ut qui petentibus postulata concedis, eosdem non deserens ad praemia futura disponas. Deus, qui corda fidelium Sancti 52 Spiritus illustratione docuisti; da nobis in eodemSpiritu recta sapere, et de ejus semper consolatione gaudere. Deus, qui neminem in te sperantem nimium affligi permittis, sed pium precibus praestas auditum: pro postulationibus nostris, votisque susceptis gratias agimus, te piissime deprecantes, ut à cunctis eripi mereamur adversis. Per Dominum nostrum etc. 2900 40 53 TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DELL' ANNUNZIAZIONE DI MARIA SANTISSIMA. Che incomincia il dì 21. Marzo. In Nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Veni Sancte Spiritus, reple tuorum corda Fidelium, et tui amoris in eis ignem accende. . Emitte Spiritum tuum, et creabuntur. R. Et renovabis faciem terrae. 7. Memento Congregationis tuae. B. Quam possedisti ab initio. 7. Domine exaudi orationem meam. R. Et clamor meus ad' Te veniat. V. Dominus vobiscum. B. Et cum Spiritu tuo. Oremus. Mentes nostras, quaesumus Domilumine tuae claritatis illustra, 54 ut videre possimus, quae agenda sunt, et quae recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. PRIMO GIORNO. 1. Vergine augustissima, che fino dai secoli eterni sublimata foste all'inaccessibile Dignità di Madre di Dio, ricolma però di tutti i doni celesti. Ecco che dinanzi a voi umilmente prostrati imploriamo la vostra intercessione, accio coll'autorevole nome di Madre ci ottenghiate dal Figlio vostro, col perdono dei nostri falli, quegli ajuti, che assicurino la salvezza delle anime nostre. Il riandare la divina vostra Maternità rappresentata con celeste Pennello in quest'Ara sacrosanta ci rammenta, che foste Voi sempre l'oggetto delle nostre speranze, e di tutte le nostre allegrezze. I Prodigj, che d'ogn'intorno a queste sacrate mura visibilmeute scorgiamo, una luminosa pro 55 va sono di quell'affetto materno, con cui riguardato avete sempre questa vostra fedele Città. Adunque accettate le suppliche nostre: rendetele accette al Figlio Vostro, che non le rigetterà giammai, giacchè non rigetto di prender Carne da Voi. Tre Pater, Ave, e Gloria. 11. Vergine augustissima, e amabilissima, già corre il sesto Secolo, che il misterioso Arcano di Voi Annunziata dall'Angelo veneriamo in questo augusto Tempio. Voi con si bel titolo foste sempre invocata dal Navigante fra le procelle, nella solitudine dal Pellegrino, e fra gli armenti dal Pastore. Di Voi parlano con teneri sensi le genti di ogni età, sesso, e condizione, e odesi il Nome vostro echeggiare fra le più remote e Nazioni. In Voi Annunziata dall'Angelo piene di Speranza confidano le sconsulate Vedove, i desolati pupilli, le afflitte Madri, i canuti Vecchj, le timide Verginelle. Ah Madre Santis 56 sima, se in riguardando noi adesso alla soma delle nostre colpe temiamo di essere stati sin qui l'oggetto del vostro aborrimento, la vostra tenerezza però viva speme ci infonde, che presto torneremo ad esser lo scopode vostri affetti. Intanto non sdeguate gli umili nostri accenti, che ad altro uon tendono, se non che a meritarci, coll'anima sempre pura, e monda, i vostri favori. Oh noi appieno beati, se tanto ottenghiamo! AIlora sì che con maggior giubbilo canteremo i trionfi del vostro Divin Figlio, e con essi le Glorie vostre. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Vergine Augustissima, che colla profonda Umiltà vostra meritaste la divina Maternità, e col dichiararvi all'Annunzio celeste Ancella del Signore inalzata foste ad una Dignità così grande, volgete ora sopra di noi pietose le vostre Pupille, e non sdegnate di accogliere per vostri Servi quelli, che per adozio 57 ne sono vostri figlj. II Nome di Voi Annunziata dall'Angelo non solo risuona entro questa augusta Abitazione, ma risuona altresì nelle più popolate piazze, nelle più vaste campagne, nelle più remote Contrade; e Voi siete conforto dei miseri fino nello squallor delle carceri, e fralle agonie di morte. La nostra Patria infatti, che vi elesse per potentissima sua Protettrice, vencra questo sacrosanto Asilo, e addita ai Pellegrini devoti i luminosi pegni della vostra instancabile pietà. Insegnano i Padri ai pargoletti lor figli, alle innocenti Figlie le Madri, che Voi siete, assai più che Giuditta a Betulia, Gloria della nostra Firenze, Allegrezza del suol Toscano, Onorificenza dell' umile Ordin mio.Accogliete per tanto, o gran Madre, i sentimenti di devozione, che il nostro cuore pentito vi offre e vi tributa; e sappiano l'Età future, ei Secoli, che verranno fino all'ultima aurora della Natura, con qual 58 materno affetto riguardate la nostra Patria, e che a Voi siamo cari assai più di quello fosse a Giuditta la mesta, ed A assediata sua Patria. Tu Gloria Jerusalem, Tu laetitia Israel, Tu honorificentia populi nostri. Tre Pater, Ave, e Gloria. Si cantano le Litanie della Beata Vergine, come a c. 24. 7. Angelus Domini nuntiavit Mariae. B. Et concepit de Spiritu Saucto. Oremus. Gratiam tuam, quaesumus Domine, mentibus nostris infunde; ut qui Angelo nuntiante, Christi Filii tui Incarnationem cognovimus, per passionem ejus, et crucem ad resurrectionis Gioriam perducamur. Per eumdem Christum Dominum nostrum, R. Amen. Dipoi l'Inno Ave Maris Stella a c. 120. V. Ave Maria gratia plena. B. Dominus tecum. 59 Oremus. Deus, qui de Beatae Mariae Virginis utero Verbum tuum Angelo nuntiante carnem suscipere voluisti; praesta supplicibus tuis, ut qui vere eam Genitricem Dei credimus, ejus apud te intercessionibus adjuvemur. Deus, qui corda fidelium sancti Spiritus illustratione docuisti: da nobis in eodem Spiritu recta sapere, et de ejus semper consolatione gaudere. Deus omnium Fidelium Pastor et Rector Famulum tuum N. quem Pastorem Ecclesiae tuae praeesse voluisti, propitius respice; da ei quaesumus verbo, et exemplo quibus praeest proficere, ut ad vitami, una cum grege sibi credito, perveniat sempiternam. Quaesumus Omnipotens Deus, ut famulus tuus N. Magnus Dux noster, qui tua miseratione suscepit Etruriae gubernacula, virtutum etiam omnium percipiat incrementa, qui 60 bus decenter ornatus, et vitiorum monstra devitare; et ad Te, qui via, veritas, et vita es, gratiosus valeat pervenire. Deus refugium nostrum, et virtus, adesto piis Ecclesiae tuae cibus, auctor ipse pietatis, et praepresta, ut quod fideliter petimus, eflicaciter consequamur. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. In fine l'Inno Pange Lingua gloriosi etc. a c. 28. v. Panem de Coelo praestitisti eis. R. Omne delectamentum in se habentem. Oremus. Deus, qui nobis sub Sacramento mirabili Passionis tuae memoriam reliquisti; tribue quaesumus, ita nos Corporis, et Sanguinis tui Sacra Mysteria venerari, ut Redemptionis tuae fructum in nobis jugiter sentiamus: Qui vivis, et regnas per omnia saecula saeculorum. B. Amen. 61 SECONDO GIORNO. I. Vergine Augustissima, che tanto vi turbaste al celeste Annunzio" che pure vi dichiarò, nella pienezza della Grazia esser Voi la più Innocente, la più pura, e la più Santa fra tutte le creature! E perchè non ci turberemo assai più noi alla vista di quei falli, di cui va macchiata la nostra Coscienza? Voi adunque la più immacolata, e noi i più colpevoli? Voi la più pura innanzi agli occhj dell'Eterno, e noi all'opposto i più immondi? Voi oggetto delle divine amorosissime compiacenze, e noi soggetto delle divine abominazioni? Ah Madre Santissima, se di colassù dove in eterno regnate, orecchio porgete ai nostri preghi mortali, teneramente vi supplichiamo di ottenerci dal Figlio vostro un cuor dolente, e contrito, un cuore, che detesti la colpa, un cuore, che prometta di non mai più offenderlo. 4 6x Ecco i nostri sentimenti, ecco le nostre proteste. Avvaloratele pertanto voi, Vergine Santa, colla possente vostra mediazione, e giacchè la Maternità vostra da noi si venera in questo Altare, l'autorevole nome di Madre serva di titolo, e dia forza, ed efficacia alla vostra amorosa intercessione: Jure Matris impera. Che se tanto vostra mercè impetriamo, noi con più lena ridiremo leGlorie vostre, e nello stesso nostro abbattimento ripeteremo con giubbilo il risorgimento nostro. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Vergine Augustissima, e qual lingua mortale potrà mai tutti ridire i pregi di quella Santità, di cui foste doviziosamente adorna, e per cui foste riputata degna di essere esaltata, e sublimata alla divina Maternità? Voi quella siete, che fino dal primo istante dell' immacolato vostro concepimento prevenuta foste, e confermata nelle Benedizioni 63 di dolcezza, e sottratta al comun fallo, prima compariste Santa, che al Mondo uscita. Voi, che preservata dal chirografo della universale condanna, bella come Luna, eletta comeSole, cooperaste all'Incarnazione del Verbo, alla Redenzione del reo, alla distruzione della colpa, all'abbellimento della celeste Sionne ornata di tante gemme, ed inestimabili margarite: Voi la Corredentrice dell'uman genere, la Mediatrice fra Dio, e l'uomo, l'Aumentatrice della Grazia, e del merito: Voi in somma, che donaste la pace alla terra, e per cui Giustizia, e Misericordia si abbracciarono, e intrecciarono insieme amorosamente la destra. Ah Madre Santissima per quell'altezza di Gloria, di cui godeste al lato del vostro Figlio volgete pietoso uno sguardo sopra di noi, che ci aggiriamo in questa misera valle di sperimento, e di pugna. Spezzate voi le catene, che tuttora avvinti ci 64 tengono alle reità, rischiarate le nostre cieche menti, infiammate la nostra ribelle volontà, allontanate da noi ogni male di colpa, e di pena. E per ultimo in ricambio di tanti beni, per cagion vostra apportati all'uman genere, fate che siamo partecipi di tutti quei favori, che da questa vostra sacrata Immagine in ogni tempo, e luogo piovvero sopra il suol Toscano. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Vergine Augustissima, che in mezzo a tanta Gloria serbaste sempre la vostra profonda umiltà con esclamare: Ecce ancilla Domini. E perchè non abbiamo noi cento lingue, e cento per tributarvi quegli encomj, che per ogni titolo vi sono dovuti? E chi non sà, che voi siete quella fulgida Stella, che illumina tutto quanto l'universo, quel fiore, che spuntò dalla Palma di Cades, la porporina Rosa di Gerico, e l'ombroso Platano, che piantò sue 65 radici lungo le rive del limpido, e cristallino ruscello? Ah! vedo già, o parmi di vedere avanti questa vostra sacrata Immagine mille Serafini, e mille, ora celebrare la vostra umiltà, ora la vostra intemerata Purità, ora la vostra perfetta ubbidienza! a mille a mille gli angelici Cori cantano la vostra carità, e van ripetendo in armoniose note, che la mistica Fiamna, serbatasi intatta dall'acque impure di averno, ombreggia languidamente il puro vostro ardentissimo amore! Deh! per pegno di tanto vostro esaltamento, in rimirando noi agitati da tanti pericoli, e tempeste, affrettatevi di accorrere alla nostra salvezza: vedete, vedete, che spesso la superbia, l'ambizione, la detrazione, l'emulazione colle onde loro, e loro stimoli ci premono, c'incalzano. Voi dunque accorrete al nostro scampo. L'iracondia, l' avarizia, la nera fiamma d'impurità c'investono. Voi dunque salvateci dal pericoloso 4* 66 cimento. Le commesse reità disturbano, la coscienza coi suoi rimorsi non accorda riposo, ne spaventa il giorno estremo, incalza la morte, e l'orrido abisso già freme: Voi dunque scendete a difenderci, e sostene-teci nel penoso conflitto. Ah! se tutto ciò da Voi lice ottenere, noi, o gran Madre, e nel corpo, e nell'anima, e nel tempo, e nell' eternità porteremo altamente impressi i vostri favori. Tre Pater, Ave, e Gloria. Le Litanie etc. come nel primo giorno. TERZO GIORNO. I. Vergine Augustissima, che nell'atto di rompere in quelle adorate voci, Fiat mihi secundum verbum tuum: accettaste di esser Madre del Verbo Eterno, per così compier l'opera dell' umano riscatto. Noi davanti a quest' Ara sacrosanta prostrati fra sospiri, e pianti, fra teue 67 rezze, e conforto veneriamo l'Immagin vostra ombreggiata da celeste Pennello tutta spirante Umiltà, e Pudore dal Volto, dall'atteggiamento, dall'abito! Oh! come chiara scorgesi rappresentata la divina vostra Maternità, che in un baleno cambiò il Cielo, e la terra, e la rea condizione rialzò degl'infelici nostri Progenitori! Voi Genitrice del Divin Fi glio causa siete di nostra allegrezza nel tempo istesso, che Eva fu causa del nostro dolore: Eva apri il varco ai sospiri, e voi aprite il varco ai contenti: per quella inoltrossi nel Mondo la colpa, e per voi scese di bel nuovo dal Cielo l'innocenza. Cagion fù Eva di pianto, cagion di giubbilo siete voi, o Maria. Colla disubbidienza ci formò Eva meritevoli di maledizione, e Voi coll' ubbidienza ci rendeste degni di benedizione. A corto dire, Evaci assoggetto alla colpa, al Demonio, alla morte, e Voi ci toglieste alla morte, al demonio, alla colpa. Madre dunque 68 santissima, amabilissima Madre, perpetuate sopra di noi gli eccelsi vostri favori, e quai figli di Eva riguardateci, non come nelle onde avvolti di perpetui mali, ma come figlj difesi dalla vostra valevole mediazione. Tre Pater, Ave, e Gloria. per II. Vergine Augustissima, che la possanza del divino Amore spiegaste all'ammirazione dei secoli tanti doni eccelsi, e tante luminose prerogative, e come mai non vi diranno Beata tutte le generazioni, da poi che cose grandi operò in voi la Destra dell' Onnipotente destinandovi Madre del suo Figlio diletto? Ed è appunto questo amabilissimo nome, che infonde a noi coraggio, c'infiamma di viva speme, e ci ripete, che oramai trascorsi sono sei secoli, dacchè celeste mano vi effigiò in quest'Altare, per far comuni, e domestici sopra di noi gl' inenarrabili vostri favori. In fatti se alle passate età volgiamo il pensiero, fa d' uopo ospaub ebelf.gloo alle svinom 69 confessare, che ai Padri nostri, ai nostri maggiori Voi foste sempre Ancora di salute, Stella propizia, e Porto di sicurezza: In te speraverunt Patres nostri, et liberasti eos. Si, quando trionfante la morte mieteva con ferro adunco i miseri cittadini, e péstilenzial contagio faceva crudo governo della lor vita: In te speraverunt, e liberasti eos. Quando crudeli Nemici insidiavano le sostanze, e la libertà della nostra Patria: In te speraverunt, et liberasti eos. L'invocazione del Vostro Nome fu per essi sicuro riparo contro la cruda fame, l'incendio divoratore, e il livido pallor di Morte: In te speraverunt, et liberasti eos. Tutto questo, o cara Madre, vi degnaste di operare per noi, onde è che, penetrati dalla più viva riconoscenza, non cesseremo giammai di tributarvi lodi, di tributarvi ringraziamenti. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Vergine Augustissima, che 70 piena di Spirito Santo la cagion foste, per cui maggior Gloria ridondo all'Altissimo, maggior'allegrezza agli Angeli, maggior lustro alla terra. Per voi gode il giusto chiamato alla Palma, il reo chiamato al perdono, l'Infedele stimolato alla Fede. Per Voi trionfano gli antichi Vati, l'augusto Senato degli Apostoli, l'invitta schiera dei Martiri, l' immacolato Coro delle Vergini. Per Voi...... Ma che? Nel considerare, che Madre insieme, e Vergine vi rimanete, da sei secoli delineata miracolosamente in questo Altare, ecco che la nostra fiducia si abbella, e ne promette che su di noi pure piover farete le grazie vostre, e i celesti vostri favori. Ah si! il nome di Maria Annunziata dall'Angelo, l'Immagin vostra celeste a quanti miseri diè soccorso, e salute! Quanti liberati dalle acque sorde del mar fremente, disciolti da barbari laccj, sottratti a crudo eccdio vennero genuflessi avanti a Voi, 71 baciarono le sacrate soglie, offerendovi le insegne delle rotte Navi, le feree servili catene, e i funerei strumenti di Morte? E qual lingua mortale tutte ridir potrebbe le grazie, i prodigj, i favori, che in ogni tempo versaste Voi e sulla nostra Patria, e sopra i Popoli tutti? Continuate dunque ad esserci propizia, e pietiosa; continuate a fugar da noi ogni male, e ricolmarci di tutti i beni: Mala nostra pelle, bona cuncta posce. Che se, nel dar termine a questo Devoto Triduo, noi non possiamo di pallide Viole, e di candidi Giglj cingervi l'Augusta fronte, già coronata in Cielo di splendidissime Stelle, ci sia concesso almeno tesservi Corona di Lodi, e tramandare alle future Età, e ai più tardi nipoti, colle Glorie vostre immortali, l'umile nostra riconoscenza. Tre Pater, Ave, e Gloria. Litanie ec. come nel primo giorno, e l'Inno Te Deum ec. colle preci. Pro Gratiarum actione, a c. 50. 72 SETTENNARIO IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI S. GIULIANA FALCONIERI. VERGINE FIORENTINA FONDATRICE DEL TERZ'ORDINE DE' SERVI DI MARIA. Che incomincia il di 11. Giugno. In Nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Veni Sancte Spiritus, reple tuorum corda Fidelium, et tui amoris in eis ignem accende. 7. Emitte Spiritum tuum, et creabuntur. R. Et renovabis faciem terrae. . Memento Congregationis tuae. R. Quam possedisti ab initio. . Domine exaudi orationem meam. R. Et clamor meus ad Te veniat. y. Dominus vobiscum. R.Et cum Spiritu tuo. Oremus. Mentes nostras, quaesumus Domine, lumine tuae claritatis illustra, ut videre possimus quae agenda sunt, et quae recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum nostrum. B. Amen. 79 CONSIDERAZIONE Per il primo Giorno, Considerate, come S. Giuliana, nata qual fiore di Paradiso da vecchj, e già sterili Genitori, e prevenuta dal suo nascimento colla dolcezza delle divine Benedizioni, mostrò nei primi albori della sua vita inclinazione si grande alla virtù, che fino da tenera bambina diede segni chiarissimi di dovere ella crescere nell' età, e nella grazia, e giungere a quella eminente santità, a cui realmente pervenne. Confermò il bel presagio, fattole da chiunque con stupore la rimirava, allorchè nelle fasce, e non avendo ancora proferito parole, sciolse mirabilmente la lingua, e pronunziò con divota, e distinta espressione i dolcissiminomi di Gesù, e di Maria; e allorchè nell'infanzia aliena affatto dai puerili divertimenti, ad altro non attendeva, che alla pietà, e divozione, 5 74 impiegandosi in disporre, ed ornare piccoliAltari in onore della gran Vergine Madre di Dio, ed in prostrarsi davanti a lei con tanta riverenza che ben dava a divedere, dovere ella col tempo essere una vera divota, e serva fedele di Maria. Per le quali cose, stupito il B. Alessio suo zio paterno, non dubitò di dire un giorno alla di lei Madre, non aver ella dato alla luce una bambina, ma un' Angelo di Paradiso. Amabilissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per i primi semi di virtù, e specialmente di una tenera divozione verso la vostra Madre Santissima, che spargeste nella bell'anima di S. Giuliana ancor bambina; e per i di Lei meriti vi prego ad istillare, anche nel mio cuore, una simile pietà, e tenerezza, affinchè per amore della Madre non offendendo Voi, che ne siete l'immacolato dolcissimo Figlio, 75 jo meriti il nobil titolo di vero divoto, e servo di Maria. Sette Pater, Ave, e Gloria. INNO. Coeléstis Agni nuptias, O Juliàna, dum petis, Domum patérnam déseris, Chorumque ducis Virginum. Sponsùmque suffixum Cruci Noctes, diesque dum gemis, Dolòris icta cùspide Sponsi refers imàginem. Quin septiformi vulnere Fles ad genu Deiparae: Sed crescit infùsa fletu, Flammasque tollit charitas. Hinc morte fessam pròxima Non usitato te modo Solàtur, et nutrit Deus, Dapem supérnam porrigens. Aeterne rerum Conditor, Aeterne Fili par Patri, Et par utrique Spiritus, Soli tibi sit gloria. Amen. 76 7. Ora pro nobis S. Juliana. B. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. Deus, qui beatam Julianam Virginem tuam extremo morbo laborantem pretioso Filii tui Corpore mirabiliter recreare dignatus es: concede quaesumus; ut, ejus intercedentibus meritis, nos quoque eodem in mortis agone refecti, ac roborati a: l coelestem patriam perducamur. Per eumdem Christum etc. Dopo, se è esposto il SS. Sacramento, si canta il Tantum ergo, e Orazione a c. 29. CONSIDERAZIONE Per il secondo Giorno. Considerate, come S. Giuliana col crescer negli anni, crebbe ancora nelle virtù, ed avendo per maestro di queste il B. Alessio suo zio, coll'ascoltare attentamente i di lui sa 77 vi consiglj, ed eseguir con fedeltà le di lui saute esortazioni, fece in breve tanto profitto nelle medesime, che da giovinetta superò le persone eziandio in esse per molto tempo esercitat e. Aborrendo le vanità, e gli abbigliamenti feminili, vesti sempre modesta mente, nè mai si rimirò nello specchio, e se talora, per la nobil sua condizione, era obbligata ad assettarsi onestamente i capelli, componeva in mezzo di essi pungentissimi aghi, che intanto gli tormentassero il capo colle punture. Giunta poi all'età nubile, e desiderata in matrimonio da molti cavalieri suoi pari, rifiutò da generosa qualunque sposo terreno, e per chiudere affatto la via a chiunque altro desiderar la potesse, consacrata a Dio la sua verginità, vesti la prima di tutte l'Abito del Terz'Ordine de'Servi di Maria, e raddoppiò i suoi esercizj di pietà, principalmente la meditazione del Crocifisso suo sposo, e della di Lui 78 addolorata Madre, versando sopra di essi di, e notte copiose lacrime di tenerezza, e di compassione. Benignissimo mio Redentore io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per l'eroica fortezza, con cui S. Giuliana, disprezzati i piaceri del secolo, preferi a questi l'umiltà, e mortificazione della vostra Croce, e tenne sempre soggetto il suo corpo allo spirito; e per la di Lei intercessione vi prego di ajutarmi nelle tentazioni contro la santa purità, ed a far sì, che per la difesa di questa io custodisca i miei sensi con una cristiana modestia, e fortifichi il mio spirito colla meditazione dei dolori vostri e della vostra Madre Maria. Sette Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONE Per il terzo giorno. Considerate come S. Giuliana non contenta di aver consacrata al Signore tutta se stessa, zelando, qual vera 79 sposa, il di Lui onore, istituì l'Ordine delle ReligioseMantellate, affinchè il suo amato Gesù, e Maria Santissima avessero molte divote serve, che fedelmente s'impiegassero in meditare, e piangere le loro pene, e colla meditazione di queste si accendessero di santo amore, e di grata corrispondenza verso il Figlio, e verso la Madre. Col suo esempio alletto molte Vergini nobili ad imitarla, e fatta di esse specchio, e maestra le precedeva tutte nell'osservanza delle Regole, e nell' esercizio di ogni virtù, particolarmente nella meditazione di Gesù Crocifisso, con cui sembrava crocifissa ancor essa, straziando il suo corpo con digiuni continui, contenta molti giorni del solo Pane Eucaristico, con vigilie, dormendo sopra la nuda terra, o al più sopra una stoja, con cilizi, con flagelli, con catene di ferro, con andar sempre scalza, e con ogni genere di austerità, e penitenze. 80 Dolcissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per lo zelo, che ebbe S. Giuliana della sua, e dell'altrui eterna salute, per cui non cessò mai di affaticarsi colla voce, e colle opere; e per i di lei meriti, e intercessione vi prego a destare ancora in me un vivo, ed efficace desiderio di salvare l'anima mia, e di procurare anche quanto posso la salvezza del mio prossimo, sicchè non abbia da esser mai ad alcuno pietra di scandalo nelle vostre vie, ma attendendo di proposito a salvar me stesso, serva ancora agli altri di edificazione, e di esempio. Sette Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONE Per il quarto giorno. Considerate, come S. Giuliana essendo stata eletta Superiora del suo Monastero, si umiliò profondamente, e piena di confusione alle voci che l'acclamavano, pregò istante 81 mente di non essere aggravata da quel peso, quale, con sincera umiltà, diceva essere incapace a sostenere. Costretta poi dal comando del suo Superiore ad accettare una tal carica, abbassò il capo, ed avendo preso il governo delle sueSorelle colla direzione del B. Alessio suo zio, lo esercitò con tanta prudenza, che S. Filippo Benizi non ebbe difficoltà di raccomandarle prima di morire tutto l'Ordine suo, ben conoscendo quell'illuminato Maestro quanto colle sue virtù, ed orazioni ella giovar potesse non solo alle sue Figlie spirituali, ma a tutta la Religione dei Servi di Maria. Umilissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per la profonda umiltà, di cui arricchiste il cuore della vostra sposa S. Giuliana, che non accettò di sovrastare alle altre, se non per ubbidienza, e coll'ajuto di un ottimo Direttore qu indi adempi esattamente tutti Univ.- Bibl. 7* Giessen 83 la i doveri del proprio ufizio; e per di Lei intercessione vi prego a concedermi grazia di essere umile, e mansueto di cuore, come esser deve ogni cristiano, onde libero da ogni ambizione, non curi gli onori vani del mondo, e contento degl' impieghi, nei quali mi trovo, adempia fedelmente, col consiglio delle Persone dabbene, gli obblighi tutti del mio proprio stato. Sette Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONE Per il quinto giorno. Considerate, come S. Giuliana, avendo concepito fin da fanciulla un' orrore grandissimo al peccato mortale, e crescendo questo in lei insieme con gli anni, non solo non ne commise mai alcuno in tutto il tempo della sua vita, guardandosene sempre con sommo studio, e fortificandosi contro il medesimo colle armi dell'orazione, e della mortifica 83 zione di se stessa, ma in udirlo soltanto nominare tutta si raccapricciava, e come se fosse stata sorpresa, da qualche grau male improvviso, tremava da capo a piedi, ed impallidiva nel volto.Giunse fino a pregare il Signore di farle soffrire le pene dell' inferno, piuttosto, che di lasciarla cadere in un sol peccato; ed un giorno sentendo raccontare un'offesa fatta a Dio da un peccatore, ne restò tanto inorridita, e spaventata che a vista di tutti cadde improvvisamente tramortita per terra, priva affatto di ogni segno di vita. Pietosissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, evi ringrazio per l'innocenza conservata da S. Giuliana fino alla morte, mercè quell'aborrimento sommo, che ebbe sempre al peccato, considerandolo come offesa della sovrana vostra Maestà, e per i di Lei meriti vi supplico, di farmi conoscere, per quanto qui è possibile, la gravezza della colpa mortale, 84 onde, con una vera contrizione, io pianga, e detesti le già commesse ed in avvenire fugga ogni occasione di commetterne, nè offenda mai più voi sommo, ed infinito mio bene. Sette Pater, Ave, e Gloria. " CONSIDERAZIONE Per il Sesto giorno. Considerate, come S. Giuliana maltrattò in maniera il suo corpo con tante austerità, ed asprezze, che, per il rigore delle sue penitenze, contrasse molte gravissime infermità, dalle quali fu per lungo tempo travagliata, ed afflitta, provando Iddio, e perfezionando maggiormente, con queste, e con altre avversità, la virtù della sua serva, e rendendo insieme più bella, e più ricca la di lei corona. Ella, che bene intendeva tali verità infallibili, sopportò ogni male, e ogni travaglio con un'eroica pazienza, e con un'ammirabile rassegnazione al volere di Dio, al quale, 85 anche nei dolori più fieri, in vece di lamentarsi, con volto allegro, e tranquillo rendendo umilissime grazie, era solita dire, e replicare sovente queste affettuose parole: nessuno mi tolga dal cuore il mio Amor Crocifisso. Pazientissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per la costanza invitta di S. Giuliana in sopportare le infermità più dolorose, e le traversie anche più sensibili della vita presente; e per la di Lei intercessione vi prego a concedermi rassegnazione, e pazienza in ogni tribolazione, e disgrazia, che avvenir mi possa, sicchè ricevendo tutto umilmente dalle vostre mani, se tanto mi rincrescono i rigori della penitenza, offerendo a voi quel che vi piace di mandarmi, sconti almeno con ciò i miei peccati, e trovi appresso di voi misericordia, e perdono. Sette Pater, Ave, e Gloria. 86 CONSIDERAZIONE Per il settimo giorno. Considerate, come S. Giuliana nell'ultima sua infermità non potendo ricevere il Santissimo Viatico, perchè, per la debolezza dello stomaco, ritener non poteva alcun cibo, e supplicando umilmente il suo Confessore di recarle dalla Chiesa l'amato Sposo Gesù, e di accostarlo almeno esteriormente all'innamorato suo cuore, appena condiscese il Sacerdote a tali amorose, e replicate istanze, e steso un candido Corporale sul petto della Santa, pose sopra di esso la Particola consacrata, ella esclamò: Oh dolce mio Gesù! e languendo di puro amore con volto ridente placidamente spirò, e nel tempo stesso, con ammirazione di tutti gli astanti, disparve ancora la sacra Ostia. Crebbe la maraviglia, allorchè dopo la morte, nel lavarsi il suo corpo verginale, nel luogo stesso, in cui era stato posato il divin Sacramento, 87 fu trovato impresso nella di lei carne come un sigillo della grandezza, e figura di un Ostia, in mezzo alla quale si vedeva chiaramente da ognuno l'immagine di Gesù Crocifisso. Amorosissimo mio Redentore, io vi lodo, vi benedico, e vi ringrazio per le stupende cose operate da Voi nel felice transito della vostra Santa Vergine Giuliana; e per i di lei meriti, ed intercessione di tutto cuore vi prego a concedermi grazia, che in vita ricevendo spesso colle dovute disposizioni il Santissimo Sacramento, lo riceva degnamente anche prima dell'ora della morte, onde sia, in quell'estremo passo, dolce conforto all'anima mia, e vero Viatico per la celeste Patria del Paradiso. Amen. Sette Pater, Ave, e Gloria. Preci pro gratiarum actione a c. 50. 88 NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI S. ANNA MADRE DELLA SS. VERGINE. Che incomincia il dì 16. Luglio. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti Amen. Aperi Domine etc. come a c. 21. CONSIDERAZIONI Per il primo giorno. I. Considerate, come fin dall'eternità essendo stata determinata l'Incarnazione del Verbo nel seno purissimo di Maria Vergine, fu parimente necessario destinare una Madre all' istessa Madre del Figlio di Dio. Ma fra tante femmine, che vivevano allora, qual fu l' eletta, se non S. Anna? Se quando Dio elegge una persona ad un grado d'onore, la prepara, e dispone con tutte quelle grazie, che si ricercano per 89 ben sostenere una tal dignità, con quali grazie non avrà Iddio decretato di adornare questa grand'Anima, che voleva privilegiata con sì glorioso carattere? Voi ne stupite, e ben ne avete ragione. Eppure il pietosissimo Iddio elesse ancor voi fin dall'eternità alla dignità di suoi Figliuoli adottivi, e poi nel tempo vi conferi questa grazia, mediante il S.Battesimo, e vi diè per fratello l'istesso suo Figlio Gesù. Ringraziatelo di dono così prezioso, e procurate di sempre portarvi, come richiede il cartatere di figli di Dio, e fratelli di Gesù Cristo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, che non da altri, che da Dio fu fatta questa elezione. L'elezione degli uomini va soggetta ad errore, ma l'elezione di Dio, siccome regolata da un lume infallibile, gode il vantaggio di esser di qualunque errore incapace. Ah se voi ancora in tutte le vostre risoluzioni 90 vi regolaste, non coi lumi della vostra ragione dalle passioni offuscata, ma coi lumi di Dio, non sareste si spesso a tanti errori soggetti! Risolvete di sempre ricorrere in avvenire al Signore in tutti i vostri bisogni, e supplicatelo a volervi concedere la sua divina luce, sicuri, così facendo, di non errar giammai nelle vostre elezioni. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che in questa elezione vi fu tutto l'impegno di Dio. Avendo decretato di elegger S. Anna per Madre della Madre dell'unigenito suo Figliuolo, trovavasi impegnato il divin' onor suo di arricchirla di tutti quei doni, che convenivano alla sublime di lei dignità. Ed oh come in vista di questo divin' impegno risaltano a maraviglia le glorie della nostra gran Santa! Ma riflettete, che se Dio s'impegnò per esaltar S. Anna, S.Anna ancora impegnò tutta se stessa, per corrispon 9⁰ dere alla liberalità del suo Dio. Voi come corrispondete alle beneficenze, che Dio tutto di vi comparte? Chiedetelo alla vostra coscienza. Tre Pater, Ave, e Gloria. Dopo si cantano le Litanie della Madonna col Versetto, e Orazione come a c. 24. ΙΝ ΝΟ. Ave Mater Anna Mundo tradens perdito Tutam Coeli Januam, Et Justitiae speculum. Quae Sapientiae Patris Arcam genuisti Daemonis insidias Dona nobis perdere. Fac ut preces audiat, Quas gementes fundimus Qui pro nobis prodiit Ex Maria Virgine. Amen. Ora pro nobis Beata Mater Anna. R Ut digni efficiamur promissionibus Christi. 92 Oremus. Deus, qui Beatae Annae gratiam conferre dignatus es, ut Genitricis unigeniti Filii tui Mater effici mereretur: concede propitius, ut cujus solemnia praevenimus, ejus apud te patrociniis adjuvemur. Orazioni Deus refugium ec. e Quaesumus a c. 28. Tantum ergo e orazione a c. 29. CONSIDERAZIONI Per il secondo Giorno. I. Considerate, come giunto il il nascitempo da Dio stabilito per mento di S. Anna, nacque Ella da Genitori ambedue della reale stirpe di David, da cui doveva discendere il sospirato Messia. Chi può esprimer perciò l'allegrezza che provarono nel vedersi da Dio favoriti di prole, e per conseguenza capaci di avere nella loro famiglia il Redentore del mondo? Imparate dal loro 93 esempio qual debba esser l'oggetto delle vostre allegrezze. Quelle sole sono vere allegrezze, che hanno Dio per oggetto; tutte le altre sono vane, fallaci, e incapaci di saziare il vostro cuore, il quale essendo creato per Iddio, non può ritrovare se non in Dio il suo vero contento. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come S. Anna fin dalla sua fanciullezza diè chiaro a conoscere di esser prevenuta da una tale eminenza di santità, che si viddero in essa sola mirabilmente raccolte tutte quelle virtù, che nelle altre anime giuste disperse si vedono. Oltre allo splendor de' natali, scorgevasi in lei chiarezza di mente, docilità di cuore, inclinazione al bene, aborrimento al peccato, un'amore ardentissimo verso il suo Dio, liberalità nel sovvenire i poveri, e tutte in somma quell' eccelse virtù, le quali Dio a larga mano dispensa alle anime sue dilette. Ma in vista di 94 tante belle virtù, quale è quella, che ad imitazione di Essa voi pratichiate? Rammentatevi, che la principal devozione verso i Santi, consiste nell'imitare le loro virtù. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come giunta S. Anna alla nubile età, le fu per special disposizione divina dato in sposo S. Gioacchino, che oltre l'essere della reale stirpe di David, fornito era di una tal santità, che nell'innocenza della vita, nell'esercizio delle virtù era del tutto a lei conforme. Ah quanto avrà goduto la nostra Santa di una compagnia sì bella; quanto degli angelici suoi ragionamenti, e quanto ambedue a vicenda si saranno eccitati all'acquisto della più alta prefezione! Voi al contrario, nulla più vi annoja, nulla più vi disgusta, quanto il conversare con persone pie, devote, e tutte applicate alle cose di Dio; e con vostro spiritual pregiudizio, lascian 95 do da parte i buoni, eleggete i cattivi compagni. Siate più cauti per l'avvenire, e riflettete, che molti a motivo dei cattivi compagni si sono eternamente perduti. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il terzo Giorno. I. Considerate la tribolazione acerbissima, colla quale volle Dio sperimentar S. Anna, e fu renderla per lungo tempo sterile, ed infeconda. Ah quale afflizione avrà provato il suo cuore vedendosi priva della gloria di aver nella sua Famiglia il Redentore del mondo! Ma benchè il suo cuore risentisse i colpi più gagliardi d' una tribolazione si graude, non per questo il di lei spirito si allontanò giammai dai sentimenti d'una profonda umiltà, e d'una perfetta rassegnazione al voler di Dio. Non così però può dirsi di voi. Rammentatevi le smanie, gli sfoghi, e 96 le doglianze asprissime, nelle quali prorompeste al primo apparire d'una, anche leggiera, tribolazione. Deh umiliate una volta la superba fronte sotto la benefica destra di Dio, il qual si protesta, che punisce, e gastiga quelli appunto, che Egli ama. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate il dolore grandissimo, che dovè provare S. Anna, nel vedersi, come sterile, rigettata ed esclusa dal poter colle altre donne concorrere ai Sacrifizj del Tempio. Qual confusione non avrà Ella sofferto? Quali motteggj, e rimproveri non avrà Ella ricevuto dal Popolo? Eppure tutto soffrendo in silenzio con invitta pazienza, solo davanti a Dio sfogava con lacrime il suo dolore. Sapeva ben Ella ciò che dice lo Spirito Santo, che siccome l' oro si prova col fuoco, così colle umiliazioni Iddio la costanza prova dell' anima giusta. Imparate ancor voi dall'esempio di S. Anna a soffri 97 re volentieri le ingiurie, ed i sinistri giudizj degli uomini, sapendo, che il vostro vero giudice è lddio, il quale vi deve un giorno o premiare, o punire, e che ognuno è tale, quale è davanti ad Esso. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che nell'antica Alleanza essendo le persone sterili riputate colpevoli di qualche occulto peccato, per cui Dio prive le rendesse di figliolanza; perciò non solo il sommo Sacerdote rigettò addietro S. Anna, ma di più la riprese aspramente, come rea di qualche segreta gravissima colpa. Ed oh quanta afflizione avrà ella provato, non già per essere riputata peccatrice dagli uomini, ma pel timore d'esser per sua colpa indegna di accogliere nella sua discendenza il Desiderato dei secoli! Oh con quanto più di ragione dovreste voi ascrivere ai peccati commessi l'origine delle vostre afflizioni. Risolvete almeno di farne 6 93 un sa crifizio di espiazione da offerire alla divina giustizia da voi tanto gravemente irritata. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il quarto Giorno. I. Considerate la fiducia grande, ch' ebbe S. Anna in mezzo alle tribolazioni, ed angustie. Più, che vedeva prolungata l'infelice sua sterilità, tanto maggiormente impegnavasi nell'esercizio delle virtù, e nella pratica di fervorosa, e perseverante orazione, conservando sempre nel cuore una tranquillissima pace. Ecco come dovete regolarvi ancor voi allorchè piace al Signore di visitarvi con qualche croce. In vece di abbandonare il suo santo servizio, dovete ricorrere all' orazione, e prostrati ai piedi del Crocifisso leggere nelle sue Piaghe l'infallibil decreto, che per ottenere il Paradiso, duopo " 99 è in questa vita mortale divenire viva Immagine di lui confitto in Croce, e tenere sempre scolpita nel cuore quella gran massima di fede, che per mezzo di molte tribolazioni è necessario entrare nel regno dei cieli. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come riflettendo S.Anna alla prodigiosa virtù dell'elemosina, la quale, come asseri l'Arcangelo Raffaello a Tobia, non solo purga l'anima dai peccati, ma fa ritrovar misericordia davanti al Signore, unitamente a S. Gioacchino suo sposo, fatte tre parti delle loro sostanze, e riserbatane una sola per il loro mantenimento, impiegavano le altre due per il servizio del Tempio, e in sovvenimento dei poveri. Voi che uso fate delle vostre ricchezze? Ne impiegate voi una qualche porzione in soccorso dei poveri, o tutte piuttosto le scialacquate per soddisfare i vostri capricci? Pensate che i poverelli rappresentano la per 100 sona di Gesù Cristo, il quale dichiara, che ciò, che ad essi fate, lo tiene per fatto a se stesso. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come Iddio, dopo essersi per lungo tempo compiaciuto dell' umile, e costante rasseguazione di S. Anna, cangiò di repente, e quando meno per l'età sua creduto l'avrebbe, il travaglio della sterilità nell'invidiabil consolazione di essere Madre, e Madre di quella S. Vergine, nel di cui seno riposato avrebbe il Salvatore del Mondo. Ed oh quali ringraziamenti non fece all'Altissimo per una tanto inaspettata beneficenza! Il suo cuore divenne un perenne olocausto d'amore, e di gratitudine. Ma voi, come vi portaste con Dio dopo avere ottenuto ciò, che bramaste? In vece di benedire ancor voi quella mano amorosa, che vi tolse dalle tribolazioni, pensaste solo a godere del bene ricevuto, senza rivolgere uno sguardo al Di 101 vin Benefattore. Corrispondete in avvenire, per non rendervi indegni di nuovi favori. Tre Pater, Ave, e Gloria CONSIDERAZIONI Per il quinto Giorno. 1. Considerate l'inesplicabil gioja, che provò S.Anna allorchè trovossi iucinta della SS.Vergine. Fatta consapevole da un' Ambasciatore celeste, che quella, che era racchiusa nelle sue viscere, destinata era da Dio l'Arca viva, che dentro di se portar doveva il Redentore del Mondo, chi sa ridire i di Lei atti di profonda. umiltà, riputandosi affatto indegna d'onore si grande? Ecco in qual guisa i Santi nell'umiltà costituiscono, come in ferma base, l'edifizio della virtù, ed i caratteri della vera grandezza. Imitate S.Anna nel basso sentimento di voi medesimi, se 6* 102 bramate, che si aprano sopra di voi i tesori della divina beneficenza. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come S. Anna si disponeva al suo parto con atti eroici delle virtù più sublimi. Oh come sottomettevasi a tutte le creature mediante la più sincera umiltà! Oh come sopra di tutte sollevavasi per mezzo della più ardente carità! Desiderava d' adorare, d'accarezzare, di servire Figlia si santa, e che tutti gli uomini partecipassero di quel bene, che Ella era per godere. Rallegratevi con S.Anna per l'esercizio di tante virtù, ed imparate da Lei a disporre i vostri cuori a ricevere le Benedizioni di Dio, mediante un continuo esercizio delle medesime. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate l'interna allegrezza, che provò S. Anna, giunto che fu il beato giorno, in cui diede alla luce la Santissima Vergine.Chi può ridire gli slanci amorosi del suo 103 cuore al primo fissar lo sguardo in quel volto di paradiso? Se questo giorno fu giorno di grande allegrezza per tutti gli Angeli, se, per detto di S. Chiesa, la sua Natività fu di gaudio per tutto il mondo, qual giubilo spirituale ne sarà poi ridondato nel cuor di S. Anna, che ne era la fortunatissima Madre? Rallegratevi seco, che avesse la bella sorte di dare al mondo questa santa Bambina, e pregatela, che vi ottenga colla sua intercessione la grazia, che nasca spiritualmente ne' vostri cuori Maria, onde incominciando con Lei a vivere una nuova vita di grazia, perseveriate in essa fino alla morte. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il sesto Giorno. I. Considerate la felicità di S.Anna in tutto quel tempo, che ebbe la sorte di conversare familiarmen 104 te colla SS.Vergine. Con quanta riverenza l'avrà ella trattata, con quanta cautela custodita, con quanto amore riguardata! L'anima sua nel contemplare estatica le celestiali, e quasi divine prerogative di questa sua diletta Figlia, riempivasi tutta di soavissime consolazioni, nè sapevasi mai distaccare da un oggetto, che formava le delizie del Paradiso. Voi come siete devoti della SS. Vergine? Quali atti d'ossequio giornalmente le prestate? Se credete, che Maria si compiaccia d'una devozione apparente, e di sole parole, disingannatevi, perchè Ellà mira, non già alle labbra, ma al cuore, e se lo vede da qualche rea passione macchiato, ed infetto, l'aborrisce, e l'abomina. Purificate dunque il vostro cuore, se bramate, che la vostra devozione sia grata a Maria. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate la dignità sublimissima di S. Anna d' aver, come x05 la Madre, autorità, e dominio sopra Regina degli Angeli, o la Signora dell'Universo. Perchè Faraone diede all' antico Giuseppe autorità di comandare in tutto il suo regno, fu questo, con umil rispetto, venerato da tutti i Popoli dell'Egitto. Ma quanto più merita di esser venerata S.Anna, ch' ebbe l'onore di comandare alla Madre di Dio? Rallegratevi con questa benedetta santa, e coi vostri ossequj studiatevi d'impegnarla a far uso a prò vostro di sua autorità presso la sua santissima Figlia Maria, che, al dir di S.Bernardo, è destinata da Dio Tesoriera, e Dispensatrice di tutte le grazie. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate inoltre, che sebbene è comune assioma, che non possono i figliuoli rendere ai genitori l'uguale di ciò, che da essi hanno ricevuto; ciò però non ebbe luogo in Maria. Piena essa di grazia fin dal momento del beato suo concepi 106 mento, quanta crediamo, che ne avrà fatta derivare nell'amata sua Genitrice ad accrescimento della sua santità? Oh dunque cento, e mille volte avventurata S. Anna! con Voi ci rallegriamo di tante felicità, e di tanti doni, coi quali Maria vostra Figlia compensava ogni servizio, che riceveva da voi. Deh fate, che pre-stando ancor noi a Maria una fedel -servitù, partecipar possiamo noi pure dell'abbondanza della sua grazia a sautificazione delle anime nostre. Tre Pater, Ave, e Gloria. CO SIDERAZIONI Per il settimo Giorno. 1. Considerate il gran sacrifizio che -fece S. Anna, allorchè presentò la Santissima Vergine al Tempio, ed ivi lasciolla per serva al Signore. Trattasi d'una Madre, che si distacca generosamente per amor di Dio dalla sua prole unica, e di sì nobili Stres 107 prerogative adorna, che uguale non fù, nè sarà mai al mondo; trattasi d'una Madre, che si distacca dall'oggetto più caro, che avesse sopra la terra. Quanto dunque costar gli dovette questo sacrifizio? Eppur lo fece. Da voi non si chiede tanto. Si chiede solo che distacchiate il vostro cuore da quella rea passione, che ne ha preso il possesso, e che vi strascina all'inferno; e ricuserete di farlo? Vergognatevi di voi medesimi, e risolvete d'imitare la generosità di S. Anna, se bramate averla per protettrice. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come S. Anna non ostante l'amor tenerissimo, che portava a Maria, pur ne fece con grand'allegrezza dell'anima sua questa generosa offerta all' Altissimo, perchè così richiedeva la sublimità di quel culto, cui veniva destinata la, sua Santissima Figlia, ed il religioso debito di fedeltà di mantenere al Signore quel voto, con cui erasi prima 108 del parto obbligata.Chi ha la scienza dei santi, e il suo cuore fisso in Dio, non si lascia facilmente rimuovere da'suoi buoni proponimenti, e intraprese risoluzioni per la gloria del medesimo Dio. Imparate dalla santa vostra Avvocata a far buone, e sante risoluzioni, e ad esser costanti nell' eseguirle. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate qual consolazione provasse S.Anna, allorchè di tempo in tempo portandosi al Tempio per visitare la santa, e amata sua Figlia, scorgeva in Lei avanzarsi in grado sempre più eminente l'eccelse doti della sua bell' anima, e crescere di virtù in virtù. Chi può immaginarsi la somma sua contentezza? Bella consolazione dei genitori, vedere nei loro figlj una divota propensione alle cose di Dio, ed un santo studio per l'acquisto delle virtù. Ma quale afflizione al contrario, se gli scorgano affatto dimentichi della lo 109 ro eterna salute, e del tutto inclinati alla sequela de'vizj? Ma di questo disordine chi ne è per lo più la cagione, se non i genitori medesimi? Procurate pertanto, se siete in stato di aver figliuoli di vivere in maniera da non esser causa coi vostri cattivi esempj della loro eterna rovina. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZION1 Per l'ottavo Giorno. 1. Considerate la preziosa morte, o per meglio dire il dolce sonno, che fece S. Anna dopo di avere per lunga serie d'anni, giusta la frase delI'. Apostolo, atteso al buon combattimento, compiuta la sua carriera, e mantenuta in ogni tempo la fedeltà a Dio. In quell'estremo l' illibata coscienza le rammentava le tribolazioni sofferte ma non la rimproverava d'impazienza; le suggeriva l'im7 110 mensa copia dei benefizj da Dio ricevuti, ma non l'accusava d'ingratitudine; le risvegliava la memoria del singolar privilegio di esser Madre della Madre di Dio, ma non la riprendeva di superbia, e di vanità. O morte veramente felice! Voi qual morte vi aspettate? Anche a voi ricorderà la coscienza i tanti benefizi da Dio ricevuti; ma potrete voi consolarvi con la rimembranza di avervi corrisposto, e di essergli stati fedeli? Pensateci. Tre Pater, Ave, Gloria. II. Considerate, come a questa intera consolazione aggiungevasi l'altra di gran lunga più dolce, e soave, di veder presso del suo letto assistente Maria, la quale come figlia amorosissma con tutta l'efficacia cooperaya, perchè il passaggio della diletta sua Madre fosse in ogni parte lieto, e tranquillo. Ah che bel morire coll'assistenza di Maria Santissima! Felici voi se nell'ora estrema di vo 111 stra vita avrete la bella sorte di essere assistiti dalla SS. Vergine! Ma per ottenerla, conviene meritarsela in vita. Chiedete dunque per tempo questa grazia nelle vostre orazioni, e procurate di vivere in maniera da rendervi degni d'un favore cosi segnalato. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che a render compiutamente felice la morte di S. Anna si aggiunse ancora la certezza, che breve sarebbe stata la sua dimora nel seno d'Abramo, ove riposavano le anime dei giusti del vecchio Testamento, tranquille sì, ma prive della visione di Dio. Poichè Ella appunto era la fortunata Madre di quella eccelsa Donna, che dar doveva alla luce il loro Liberatore, e il Messia da tanto tempo sospirato, il quale, atterrato colla sua morte il muro di separazione, che era tra Dio, e l'uomo, aperte avrebbe le chiuse porte del Paradiso.Oh quanto questa notizia accrescer dovette la con 112 solazione di S. Anna nel punto di sua morte! Pregatela, che ottenga anche a voi in quel punto una ben fondata speranza di passar presto a godere Iddio in Paradiso, e certamente l'avrete, se imiterete in vita, le sue virtu, e vi studierete di far penitenza dei passati vostri trascorsi. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il nono Giorno. I. Considerate il bel trionfo di S. Anna, allorchè insieme con Gesù da morte risorto sali gloriosa al cielo. In quell' immenso stuolo di santi, altri dei quali sospirato avevano ardentemente di esser per vincolo di sangue prossimi al Redentore, ma non ne furono meritevoli, altri lo furono ma in grado assai lontano, e remoto; oh che luminosa comparsa faceva la nostra gloriosa Santa! Immaginatevi di vederla presso il cer 113 chio del Redentore, circondata ancor essa dagli Angelici cori, e preceduta dai Patriarchi, e dai Profeti, i quali nel cantare inni di gloria, e di festa al vincitor della morte, nel tempo istesso tessevano corona di applauso a quella, che si da vicino ebbe parte nel somministrargli e sangue, e vita. Rallegratevi del suo trionfo, e pregatela a non scordarsi in mezzo alla sua gloria della vostra miseria. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate come S.Anna corteggiata dai Santi, e tra gli applausi di tutto il Paradiso si presentò al trono innanzi della Triade Sacrosanta, la quale sommamente compiacendosi delle eroiche virtù da Lei esercitate su questa terra, le circondò letempia d'immortale risplendentissima corona, e la collocò sopra uno dei seggi più sublimi del Paradiso. O Santa nostra grand'Avvocata, e Protettrice, godete pure di codesto torrente di piaceri, e di delizie, che è 114 il premio ben dovuto alle tribolazioni sofferte con tanta rassegnazione, alle virtù esercitate con tanto fervore, alle fedeltà in somma verso Dio, a cui fino dai più teneri anni offeriste gli affetti, ed il cuore; ma date anco a noi un'amorevole sguardo, e col potente vostro patrocino difendeteci dall'insidie de'nostri nemici, che tentano ogni mezzo di farci perdere quel bene, che voi godete, e goderete in eterno. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate finalmente, che per ottenere il valevolissimo patrocino di S. Anna, conviene rendersi imitatori delle sue virtù. Se le considerazioni, che di esse fatte abbiamo nei scorsi giorni, sterili rimanessero, e infruttuose, il nostro ossequio sarebbe più ingiurioso, che grato agli occhj suoi. Ecco il fratto, che raccoglier dobbiamo da questa santa Novena, ecco appunto il frutto, che desideriamo, e proponghiamo di rac 115 cogliere.Ma perchè i nostri desideri, e i nostri propositi saranno sempre inefficaci, se av valorati non venghino della vostra grazia, amabilissimo nostro divin Salvatore, questa vi chiediamo ai vostri piedi prostrati. Stabilite voi col vostro possente ajuto la nostra volontà, date vigore, e forza da superare gli assalti dell'infernal nemico. Le nostre speranze son collocate in voi. Sarà il più bel trionfo della vostra Misericordia il metter noi a parte della gloria del paradiso, ove insieme colla nostra Protettrice S. Anna lode vi daremo per tutti i secoli de'secoli. E così sia. Tre Pater, Ave, e Gloria se Preci pro gratiarum actione a c. 50. # 601f devianto' lish sdo nou en óvub in onors is ietsut hours! 116 NOVENA DELL' ASSUNZIONE DI MARIA SANTISSIMA AL CIELO. Che incomincia il dì 5. Agosto. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Aperi Domine etc.come a carte 21, CONSIDERAZIONI on Per il primo Giorno. Job aino! I. Considerate, come la Vergine santa, sebbene immune non solo da ogni colpa attuale, quantunque minima, ma con singolar privilegio anche dall' originale, ciò non ostante dovè morire, non tanto per condizione di natura, quanto per conformarsi al suo divino Figliuolo, il quale mori sebben fosse il santo dei santi, anzi la santità medesima. Ma qual 117 fu la di Lei morte? Ah quanto placida, e lieta! Piuttosto, che morte deve chiamarsi un dolce sonno, poichè l'anima sua niuna augoscia provò nel separarsi da un mondo, per cui nou ebbe mai veruno attacco. Ecco una delle cause, che rende amara la morte alla maggior parte degli uomini: il soverchio attacco alle cose di questa terra. Imparate da Maria Santissima a tener distaccati i vostri cuori dai beni terreni, se bramate una morte dolce, riflettendo sovenche non si lascia senza dolore, ciò, che si possiede con amore. te, Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come a render lieta, e tranquilla la morte della Santissima Vergine, oltre l'innocente sua vita lontana da qualunque minimo attacco a cosa creata, si aggiunse un'immenso cumulo di meritiacquistati col lungo esercizio delle più sublimi, ed eroiche virtù, alle quali ormai vicino attendea da quel Dio, 7* 118 che le avea data la grazia, e la forza di praticarle, il premio ancor della gloria. Qual maraviglia adunque, che nella necessità di morire, non fosse Ella punto toccata da quello ,. che tormento chiamasi della morte? Ma se a voi tanto spavento ella arreca, pensate che ciò pricipalmente procede dal trovarvi spogliati di opere sante, e forse carichi di operazioni malvagie. Affrettatevi dunque ad arricchire l'anima vostra di meriti coll' esercizio delle sante virtù, se bramate, che la vostra morte abbia qualche somiglianza con quella felicissima della santa Vergine. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come la morte della Vergine Santa non solo fu esente da qualunque spavento, ed angoscia, ma anche da tutti quei dolori, che sono i forieri di essa nel rimanente dei miseri figli d' Adamo. Il di Lei scioglimento non fu effetto di malattia, ma di quell' ardentissi 119 mo amor di Dio, che del continuo languir la faceva per desiderio di riunirsi al sommo suo bene. Quindi i sospiri, gli slanci, le sante impazienze, che presto giungesse quel felice momento; e intanto colla sacra sposa invitava le creature tutte a far sapere al suo diletto le infuocate sue brame: ad juro vos filiae Jerusalem, si inveneritis dilectum meum, ut runtietis ei quia amore langueo. Oh se anche nei nostri cuori ardesse una scintilla di amor di Dio? Invece di temer tanto la morte, la brameressimo ardentemente, come hanno fatto tutti i Santi.Pregate la SS. Vergine ad ottenervi questo bel fuoco, e cesserà l'orrore della morte. Tre Pater, Ave, e Gloria. Si dicano le Litanie a. c. 24 V.Angelus Domini nuntiavit Mariae, V. Et concepit de Spiritu Santo. OREMUS Gratiam tuam quaesumus Domine mentibus nostris infunde, ut qui 120 Angelo nuntiante, Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem ejus, et crucem ad resurrectionis gloriam perducamur. Per eumdem Christum Dominum nostrum. B. Amen. INNO. Ave maris stella, Dei mater alma, Atque semper virgo, Felix coeli porta. Sumens illud Ave Gabrielis ore, Funda nos in pace, Mutans Hevae nomen. Solve vincla reis, Profer lumen coecis, Mala nostra pelle, Bona cuncta posce. Monstra te esse matrem, Sumat per te preces, Qui pro nobis natus Tulit esse tuus. Virgo singularis, MO 90 ou 121 Inter omnes mitis, Nos culpis solutos, Mites fac, et castos. Vitam praesta puram, Iter para tutum, Ut videntes Jesum, Semper collaetemur. Sit laus Deo Patri, Summo Christo decus, Spiritui sancto. Tribus honor unus. R. Amen. V. Exaltata est sancta Dei Genitrix. B. Super choros Angelorum ad coelestia regna. Oremus. Deus qui virginalem aulam beatae Mariae, in qua habitares, eligere dignatus es, da quaesumus, ut sua nos defensione munitos jucundos facias suae interesse festivitati. Orazioni Deus refugium ec. e Quaesumus ec. à c. 28. Inno Tantum ergo, e orazioni a c. 29. 122 CONSIDERAZION1 Per il secondo Giorno. I. Considerate, come non volendo Gesù, che più a lungo languisse la diletta sua Madre Maria, celeste messaggiero gli spedisce, che il vicino transito, e il prossimo trionfo gli annunzia. Oh qual' immenso torrente di inespribil giubilo inondò allora l'anima della Vergine santa nel vedèr prossimo il termine del suo esilio, e il compimento de'suoi desiderj di riunirsi al suo divin Fglio, dietro a cui da si lungo tempo andava sospirando? Date ora un'occhiata al vostro cuore, e esaminate quali sentimenti si risveglierebbero in esso se dato vi fosse l'avviso di vostra morte imminente? Oh Dio, qual turbamento, quali palpiti, qual spavento sentireste? Ma perche ciò? Se non perchè amate, miseri! il vostro esilio, nè spezzar sapete quelle catene, 123 che avvinti vi tengono alla terra. Deh un occhiata al cielo, ed ivi siano sempre fissi i vostri sguardi, ove ritrovausi i veri godimenti. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come a render più festoso, e giulivo il felice transito dell'amata sua Genitrice, volle il divin Figlio, che presenti vi si trovassero i suoi santi Apostoli, i quali sebben dispersi per tutta la terra, con un miracolo di sua onnipotenza fece trasportar tutti, per ministero degli Angeli, in quel punto presso di Lei, per darle l'ultimo addio, riceverne la benedizione, prestarle gli onori funebri; ed esser testimonj della di lei Assunzione gloriosa al Cielo. Oh quali lacrime di tenerezza sparse avranno quei fortunati spettatori nel fissar gli occhj in quel volto di paradiso, e nell' ascoltar le ultime sue dolcissime par role? Onorate ancor voi con ogni sorta d'ossequio la SS. Vergine nel cor 124 so di vostra vita, se bramate d' averla assistente, e che asciughi le vostre lacrime in punto di morte. Tre Pater, dve, e Gloria. III. Considerate, come di tutto ciò non contento l'amante Gesù, scese Egli in persona dal Cielo circondato da immenso numero di beati Spiriti, per ricevere nelle sue stesse braccia quell'anima fortunata. Dov'è il figlio è ben giusto che sia anche la madre, le disse. Venite adunque o mia colomba, o mia diletta, venite a ricever nel cielo la ricompensa di quanto per me opraste sopra la terra. A tal comparsa, a si dolci parole non reggendo più l'anima all' impeto dell' amore, si scioglie dal corpo, e vola tra le braccia, dell' amato suo Figlio. Egli la riceve, egli la stringe al seno, e le fa sentire il principio di quell'eterno riposo, di quel gaudio e di quella gloria che l'attendeva in Paradiso. Così muore Maria. E la nostra mor 125 te qual sarà? Al Madre di misericordia, dolce refugio dei miseri peccatori, noi la speriamo felice, se meriteremo d' avervi per Avvocata presso il Trono del vostro divin Figliuolo. E perciò avanti di voi prostrativ'invochiamo con quelle parole, con cui Chiesa santa v'invoca dicendo. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Terzo Giorno. I. Considerate, come l'anima della santa Vergine appoggiata al suo diletto Figlio, accompagnata dagli Angeli, fra i loro Cantici, ed Innientrò nell' Empireo da trionfante, nè ristette dal salir sempre più in alto sopra tutte le angeliche Gerarchie, se non quando giunse vicina all'altissimo Trono del gran Dio della glo 126 ria.Ah Vergine ammirabile, chi mai potrà formarsi una giusta idea della grandezza del vostro inalzamento! Riflettete, che Ella si fece strada a tanta elevazione per mezzo della sua profonda umiltà. Voi quali sentimenti nutrite di voi medesimi? Come amate di star nascosti, e disprezzati dagli altri. Se bramate d' aver parte nell' inalzamento della Vergine in Cielo, imitatela nell'abbassarvi quì in terra. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come la grazia è la misura della gloria.Ora egli è certo, che la Vergine Santa è stata da Dio più arricchita di grazia di tutti gli uomini, e di tutti gli Angeli insieme. Gli altri partecipano della grazia, dice il Dottor massimo S. Girolamo, più o meno secondo che piace alla divina misericordia. Ma quando si tratta della Madre di Dio, Ella ne ricevè tutta la pienezza: Coeteris per partes praestatur, in 2127 Mariam vero totius gratiae, quae in Christo est, plenitudo venit. Se dunque dalla grazia misurar deesi la gloria, essendo stata la Santa Vergine più arricchita da Dio di grazia che tutti gli Angeli, e tutti gli uomini insieme, ne segue esser essa sopra di essi sublimata ancor nella gloria. Rallegratevi di cuore con Essa, e pregatela a farvi parte degli immensi tesori della sua grazia, onde possiate arrivare un di a rimirare il suo bel volto più splendente del sole in Paradiso. Tre, Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che tanta grazia non fu nella Santa Vergine oziosa, ma la fece servire ad accrescimento di merito, coll'avanzarsi, in ogni istante del viver suo, di virtù in virtù, fino a superare non solo nella perfezione tutti gli uomini, e tutti gli Angeli, ma a giungere ancora a quell'estremo grado, a cui pervenir possa una pura creatura. Qual' imDerulos alune surgno silob sinoly 198 menso cumulo di meriti non avrà Ella dunque adunato nel lungo corso della sua vita? E se la giustizia esige, che la gloria, che è la corona della grazia, e dei meriti la ricompensa, sia a quella, e a questi proporzionata; oh Dio, chi potrà mai immaginar l'immensità della gloria, a cui fu inalzata Maria? Ma voi qual'uso avete fatto della grazia, che la divina bontà vi ha dato? L'avete voi fatta servire come la SS. Vergine per crescere di virtù in virtù? Oh quanto poco fin' ora ve ne siete approfittati! Risolvete d' imitare qui in terra il di lei esempio, se bramate d'essere a parte di quella gloria, di cui gode Maria coronata Regina del cielo, e della terra. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Quarto Giorno. aing I. Considerate, che quanta è la gloria della Vergine Santa colassù 1:29 nell'Empireo, altrettanta è la sua beatitudine, e il suo godimento.Ella è quella fortunata Donna rammentata nell'Apocalisse, tutta rivestita di sole: Mulier amicta sole. Collocata d'appresso al gran Padre dei lumi, e all'eterno sol di giustizia, Egli l'investe talmente coi raggi suoi, e tanto le comunica di quello, che lume di gloria s'appella, che tutta Ella scuopre la beltà del suo volto, tutta ne vede l'amabilità, tutte ne conosce le perfezioni. Quindi il di lei intelletto assorto resta in un'estasi di ammirazione, che tutto l'inonda di inesprimibil gioja. Riflettete, che anche per voi Iddio è l' ultimo vostro fine, e solo nel di lui possedimento trovar potete la vostra beatitudine. Imitate la SS. Vergine nel tener sempre rivolto ad Esso il vostro cuore qui in terra, se bramate di possederlo con Essa, nel cielo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come dall'intel 130 letto scendendo la gioja, e il godimento nel cuore della Santa Vergine, tali vampe d'amore vi acceude, che la costringe a scagliarsi in seno al suo diletto, per tutto gustarvi il dolce di sua bontà. Egli l'accoglie, e teneramente abbracciandola in segno di reciproco amore, sparge sopra di Lei, in segnalata maniera, quelle purissime dilettazioni, che stanno nella sua destra, e la Vergine se uericolma con una sazietà, e con un gaudio, che le fanno conoscere, con una felice esperienza, qual bene infinito è Iddio, e qual felicità il goderlo a faccia a faccia. Miseri noi, che sì per dutamente andiamo in traccia dei fallaci, e abominevoli piaceri di questa terra! Pensate, che o bisogna rinunziare a questi per amor di Dio a imitazione di Maria Santissima, o rinunziare alle ineffabili delizie del Paradiso. Tre Pater, Ave e Gloria. III. Considerate quanto accresca la felicità, il godimento, e la bea 131 titudine della Vergine Santa il sapere, che quell' immenso oceano di celestiali delizie che inondolle il cuore al primo suo ingresso nella beata Gerusalemme, lo possederà in eterno senza diminuzione. Quando tutti i beni, tutte le delizie, tutti i piaceri di questa terra fossero altrettanto veri, quanto son falsi, e contentar potessero il nostro cuore; il solo timore di poterli perdere, basterebbe a intorbidarne il godimento. Eppure: oli cecità deplorabile! Il nostro cuore appassionatamente ad essi s' attacca, e per goderne un momento, ponghiamo a rischio il possesso d'una beatitudine interminabile.Deh Vergine Santa distaccate voi i nostri cuori da questi beni fallaci, e dannosi, e fate, che colà stabilmente rivolgansi, ove sono i veri godimenti. Tre Pater, Ave, e Gloria. 16 132 CONSIDERAZIONI Per il Quinto giorno. I. Considerate, come la Vergine Santa esaltata sù nel Cielo sopra tutti i cori degli Angeli, e sopra tutti i Santi, fù dall'augustissima Trinità coronata, come loro Regina, con tre preziosissime corone convenevoli alla sua real dignità. Il Padre, a cui si attribuisce l'onnipotenza le comunicò un illimitata potestà sopra il cielo, sopra la terra, e sopra l'Inferno. E primieramente Ella comanda da Sovrana nel Cielo, e tutti gli Angeli, e Santi prestano ad Essa i loro omaggi, ed eseguiscono riverenti i suoi ordini. Qual fiducia adunque aver dobbiamo nella sua protezione? Se ci è necessario il soccorso degli Angeli, Ella è, che ce li manda per assisterci ne nostri bisogni, perchè ella è la Regina degli Angeli; se ci abbisoguano le intercessioni dei 133 Santi. Ella può applicarli a pregar per noi, perchè Ella è la Regina dei Santi. In ogni angustia, in ogni pericolo, in ogni necessità ricorrete con piena fiducia a Maria, ed Ella ve ne libererà, perchè può tutto nel Cielo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come la Vergine Santa estende il suo dominio sopra l'inferno. Ella è quella fortunata Donna, che schiacciar doveva il superbo capo del serpente infernale, e debellare l'autor della morte col dare al mondo l'Autor della vita. Il solo nome di Maria con fede pronunziato basta per mettere in fuga i demoni. Siano pur dunque tutti congiurati ai nostri danni, Ella può fiaccare il loro orgoglio, render vani tutti i loro sforzi, e gettarli ai nostri piedi confusi, e domi, purchè ad essa con fiducia ricorriamo. Avvertite però di non presumere troppo di sua posfacendone un fomento alla vostra infingardaggine.Fuggite i pesanza, 8 134 ricoli del peccato, allontanatevi dalle cattive occasioni, esercitatevi nelle sante virtù, e poi state pur certi, che Ella vi renderà vittoriosi delle più gagliarde tentazioni de'vostri inferuali nemici. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate come la Vergine Santa porta infino il suo dominio sopra la terra, regnando da Sovrana sopra tutti gli uomini.Ella regna sopra i buoni, che l'amano, e fedelmente la servono, ricolmandoli di grazie, e di doni spirituali, e temporali, affernando S. Bernardo, che niuna grazia scende dal cielo in terra, che non passi per le mani di Maria. Ella regna sopra i cattivi, e soi suoi nemici con far sentir loro pra tutta la forza del potente suo sdeguo.Niuno ha mai alzato l'orgogliosa testa contro l'onor di Maria, che non sia rimasto egualmente, che il vecchio serpente, o presto, o tardi conquiso, e schiacciato. Guai a voi, se 135 nutriste nel cuore sentimenti men degni della madre di Dio! Sperimentereste a vostro gran danno tutto il peso di sua potenza. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il sesto giorno. I. Considerate, come il divin Figliuolo coronò la sua cara Madre con una corona di sapienza per renderla viepiù a se somigliante, in un attributo, che personalmente è proprio di lui. Illustrò Egli la di lei mente con una distinta luce, a'di cui raggi Ella conosce, e vede la prima verità, che è Iddio, la divina essenza, e le infinite sue perfezioni, le divine Persone, e le operazioni loro maravigliose con una chiarezza si lucida, e risplendente, che al di lei confronto sembrano in tenebre le intelligenze celesti più illuminate dal divin sole. Oh Vergine Santa noi ci 136 rallegriamo di tanta vostra sapienza. Deh ottenetene anche a noi una piccola particella, da cui illuminata la nostra mente, più conoscendo le verità di nostra S. Fede, più ancora le amiamo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come la Santa Vergine fu arricchita di tanta sapienza non per sola sua gloria, ma per nostro vantaggio ancora. Ella dunque vede in Dio con sublimissima cognizione, non solo i più profondi misteri della divinità, ma vi vede ancora, come in tersissimo specchio, tutto ciò, che risguarda il grand' interesse della nostra salvezza. Vede quali siano le vie più sicure per giugnervi, quali ci sovrastan pericoli per non arrivarvi. Vede tutte le circostanze, tutti gl' incontri, la serie di tutte le cose o favorevoli, o dannose al conseguimento di un tanto fine. Oh che consolante riflesso è mai questo per noi! Maria la nostra 137 cara Madre può soccorrerci in tutti i nostri spirituali bisogni, perchè coronata di potenza; conosce tutti i nostri bisogni, perchè coronata di sapienza. Gettiamoci dunque nelle sue braccia, e sarà in sicuro la nostra salvezza. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come era conveniente, che la Vergine Santa nulla ignorasse di ciò, che concerne l'economia della nostra eterna salvezza. Ella è collocata alla destra del suo divin Figliuolo per farvi le parti di nostra Madre, di nostra Protettrice, di nostra Avvocata; era dunque necessario che tutte possedesse quelle cognizioni, che richiedevausi per compiere perfettamente ufizj si degni, e tanto per noi salutari. Felici noi, se sapessime profittarne! Se ricorressimo ad essa in tutti i nostri bisogni, ne pericoli, nelle tentazioni, non avremmo a piangere tante cadute. Se invece di 8* 138 fidarci dei nostri lumi, e di decidere a seconda delle nostre passioni, la consultassimo nei dubbj, e nelle importanti risoluzioni, non avremmo a dolerci di tanti sbagli. Risolviamo di farlo in avvenire, se ci stà a cuore la nostra eterna salute. Tre Pater, Ave, e Gloria. Sou CONSIDERAZIONI Per il Settimo Giorno. 1. Considerate, come lo Spirito Santo, a cui s' appropria la carità pose sul capo della Vergine Santa la terza corona, corona intessuta di questa virtù, che di tutte le altre è la regina. Prevenuta Essa, fin dal primo istante del suo concepimento, dalla grazia, e dal lume della ragione, si rivolse subito con tutto il cuore ad amare il suo Dio, e crebbe tanto in questo amore, che ebbe quasi dell' infinito, e superò, anche vivendo qui in terra, non solo l'a 139 more di tutti gli uomini, ma quello ancora de' più accesi Serafini. Al merito di quest'amore diede lo Spirito Santo quella corona, che lo perfezionò, facendolo divenire amor beatifico, che vuol dire il più intenso, il più vivo, ed acceso di quanto Ella ne avesse avuto, benchè si grande, su questa terra. Riflettete, che l'amor santo di Dio è la vita dell'anima. Chi non possiede la carità è in stato di morte: qui non diligit manet in morte. Volgetevi al S. divino Spirito, che è la carità medesima, e pregatelo, che per i meriti di Maria SS. la diffonda anche nel vostro cuore, e viverà l'anima vostra.tourbils te larta e Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come la Vergine Santa con quell' istesso amore, con cui ama Iddio, ama ancor noi in ordine a Dio. Che consolante riflesso è mai questo per noi! Se Ella ci ama, dunque Ella ci vuole tutto il 140 bene. Tutto il nostro bene consiste nell'amare Iddio; ma da noi stessi non possiamo concepire questo sacro fuoco; è necessario, che ci sia mandato dal Cielo. Maria quella è, che ce lo impetra, perchè Ella è la Regina, è la Madre della santa dilezione. Ricorrete dunque ad Essa, e pregatela, a ottenervi, che discenda nel vostro cuore una scintilla almeno di quel santo fuoco, che si copiosamente arse nel suo. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, che per ottenere, mediante l'intercessione della Vergine Santa, il divin'amore, è necessario desiderarlo con un desiderio puro, ardente ed efficace. Deve essere un desiderio puro, che non abbia altro oggetto, che Iddio, il quale solo deve occupare il nostro cuore senza divisione; deve esser un desiderio grande, perchè l'amor di Dio è il maggiore di tutti i beni; deve essere efficace, perchè chi efficacemente brama di con-. 141 seguire un qualunque fine, che si sia proposto, fa di tutto per arrivarvi. Vergine amabilissima noi attendiamo da voi anche questo stesso desiderio, il qual ci serva di disposizione per ottener da Dio, mediante la vostra intercessione, il suo santo amore; affinchè dopo averlo amato qui in terra giunger possiamo a goderlo, ed amarlo con voi perfettamente nel Cielo. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per l'ottavo Giorno. I. Considerate, che a render per ogni parte compiuto il trionfo, e perfetta la felicità della Santa Vergine in Cielo, la volle il Signore beata ancor nel corpo, riunendolo all'anima già gloriosa, dopo soli tre giorni, che giacque nel sepolcro senza lesione veruna. E con ragione. Imperocchè sebbene come figlia del 142 vecchio Adamo, dovè subire la sentenza di morte intimata a tutti gli uomini, sentenza a cui non ricuso soggettarsi il suo divin Figlio, seb. ben fosse la vita medesima; come Madre di Dio però non doveva il suo corpo rimaner lungamente nel sepolcro, per essere anche in ciò allo stesso suo divin Figlio conforme. Riflettete, che dopo la vostra morte verrà un giorno, in cui il vostro corpo ancora si riunirà all'anima, e ne seguirà la sorte. Se l'anima sarà salva, sarà beato anche il corpo; ma se l'anima si perde, sarà infelice anche il corpo per tutta l'eternità. Pregate la Santa Vergine a ottenervi la salute dell'anima, per poter goder con Essa anche col corpo la beata eternità. Tre Pater, Ave, eGloria. II. Considerate, come la Vergine, sebben Figlia di Adamo, uon ebbe però parte alcuna nella colpa di lui. Tutta pura, e tutta bella fin dal primo istante dell' immacolata 143 sua Concezione, il di lei corpo fu sempre incontaminato, e immune da qualunque benchè minima macchia, e perfettamente all'anitua sempre soggetto; onde sebbene subisse la morte, non dovea però sentirne le conseguenze di ridursi in polvere, ed esser pasto dei vermi. Era duns que conveniente, che glorificata l'anima, glorificato fosse anche il corpo. Rallegratevi colla Santa Vergine di questo suo singolar privilegio, e disponetevia ricever con sommissione quell'umiliazione, a cui la morte ridurrà il vostro corpo, e se lo amate, tenetelo all'anima soggetto nel bene operare, acciò un giorno possa aver parte alla sua felicità nel Cielo, dopo essere stato a parte delle sue fatiche qui in terra. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come la santa Vergine doveva godere del privilegio dell'anticipata risurrezione del suo corpo, anche in riguardo del suo 144 divino Figliuolo, a cui non conveniva lasciar lungamente nella tomba, e in balia della morte quella carne innocente, dalla quale tratta fu la materia, onde venne formato il suo Corpo divino. Oh Dio d'amore! Oh amabilissimo Gesù, se voi avete detto nel vostro Vangelo di volere, che ove voi siete, ivi sia altresì il vostro servo, chi fu mai più vostro servo, che il corpo verginale della vostra Santissima Madre? Sia egli dunque ove voi siete, e goda ivi in eterno dell'immensa gloria dell' anima sua. Madre di misericordia, deh fate che un giorno noi pure siamo, ove voi siete, per ivi goder sempre del vostro volto divino, che ora in questa vostra sacra Immagine qui veneriamo. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI 145 Per il Nono Giorno. I. Considerate, come riassunto dall'anima della Santa Vergine il suo corpo, circondato di un' ineffabile, ed immortale splendore, sali per virtù divina al Cielo, nella di cui più sublime parte siede in un Trono presso quello di Gesù Cristo suo Figlio, e riluce a guisa di parelio irradiato in faccia al sole, simile quasi allo stesso nella chiarezza. Oh qual fu allora lo stupore di tutta la Corte celeste a così strepitosa novità! Avreste sentito esclamare quei beati Spiriti, estatici per l'ammirazione: Quae est ista, quae ascendit de deserto deliciis affluens! Chi è questa, che ricolma di gloria, e ridondante di delizie, dal deserto della terra s' inalza agli ameni giardini del Paradiso? Quindi esultano, e festeggiano nel vederlo divenuto più 9 146 bello al comparire di questo nuovo fulgentissimo lume.Rallegratevi con essi ancor voi fin da questo momento qui in terra, per essere un giorno a parte della loro allegrezza nel Cielo. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate l'indicibil consolazione della Vergine Santa nel primo fissare gli occhi nel suo divin Figliuolo, il quale nel maggiore sfoggio della sua gloria con placido, e serenio volto l'incontra, l'abbraccia, la stringe al seno, seco la guida al più sublime trono del Paradiso, per ivi sedere alla sua destra in eterno. Ah Medre ammirabile, esclama Bernardo, se dolci, e soavi furono quei felici baci, che imprimeste una volta sul volto del pargoletto Gesù, mentre succhiava il latte delle vostre verginali mammelle, quanto più dolci, e soavi saranno stati quelli, che nel fortunato giorno di vostra assunzione al Cielo, Egli medesimo, sedente alla destra del Padre, impres 147 se sulla vostra fronte. Christi generationem, et Mariae assumptionem quis enarrabit? L'una, e l' altra è egualmente ineffabile. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate finalmente, che il divin Salvatore ha voluto, che la sua S. Madre sia in Paradiso in corpo, e in anima anche per nostro vantaggio. Ella doveva esercitare presso il suo Trono l'ufizio di nostra Avvocata, smorzar la sua collera giustamente irritata dai nostri peccati, e ottenerci le grazie, che ci sono necessarie per giungere a salvamento. Ed oh quanto bene, ed efficacemente può Ella adempire a questo ufizio, col mostrare al suo Figlio quel seno, che l'accolse bambino, quelle braccia, nelle quali tante volte gli diede riposo, quelle mammelle, che, col nutrirlo, gli somministrarono quel che poi sparger sangue, doveva per la nostra Redenzione. Ed a tal vista come potrebbe l'amante Gesù nega 148 re alla sua cara Madre qualunque grazia, che a favor nostro le chieda? Deh ponghiamo adunque in essa, dopo Gesù, ogni nostra speranza, e diciamole colle affettuose parole del divoto Bernardo; Vergine benedetta! Ecco che noi nella vostra salita al Cielo ci siamo sforzati di seguirvi almeno da lontano, e d'accompagnarvi col cuore fino al Trono del vostro divin Figlio. Appartiene ora al vostro bel cuore il farci sentir gli effetti di quella grazia, che presso di Esso trovata avete, ottenendo colle vostre sante preghiere perdono ai colpevoli, medicina agl' infermi, consolazione agli afflitti, coraggio ai pusillanimi, ajuto, e liberazione dai pericoli. Ma già voi lo faceste a prò nostro, o clementissima Madre, mediante questa vostra celeste Immagine, che qui veneriamo. Deh non vi disgustino le nostre colpe, che ravveduti piangiamo; ma proseguite a spargere le vo 149 stre grazie sopra questa Città, e sopra questo Popolo a voi divoto, e noi vi loderemo, vi benediremo, vi ringrazieremo qui in terra, colla ferma sperauza di lodarvi, benedirvi, e ringaziarvi eternamente in Paradiso. E così sia. Tre Pater, Ave, e Gloria. Preci pro gratiarum actione a c. 50. 150 SETTENNARIO IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL GLORIOSO PADRE S. FILIPPO BENIZI Che incomincia il di 15 Agosto. In Nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Veui Sancte Spiritus, reple tuorum corda Fidelium, et tui amoris in eis ignem accende. . Emitte Spiritum tuum, et creabuntur. R. Et renovabis faciem terrae. 7. Memento Congregationis tuae. B. Quam possedisti ab initio. y. Domine exaudi orationem meam. B. Et clamor meus ad Te veniat. V. Dominus vobiscum. B. Et cum spiritu tuo. Oremus. Mentes nostras, quaesumus Domine, lumine tuae claritatis illustra, ut videre possimus, quae agenda sunt, et quae recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum nostrum. R. Anien. 151 PRIMO GIORNO. O Illustre Eroe di Cristiana perfezione Gloriosissimo S. Filippo, che per imitare il Divino Maestro, il quale fù il vero Umile di Cuore, incominciaste dagli anni più teneri ad unicamente riconcentrarvi in Voi stesso, ad avvilirvi, ad annientarvi, e a disprezzare tutto quello, che lusinga le speranze dei miseri mortali. Voi, che dall' Umiltà guidato, per nascondere al mondo, colla nobiltà del Sangue, da cui traeste l'origine, la profondità del vostro sapere, e l'ampiezza dei vostri talenti, vestiste povere, ed abiette divise tra i Servi di Maria Santissima, calpestando così gli onori, le dignità, e gl'ingrandimenti fino a rifuggirvi dall'umano consorzio in quel di, in cui il CattolicoMondo bramò, nei voti unanimi di quei fedeli Custodi del mistico Trono di Salomone, di venerarvi sommo Pastore, e Capo visibile 152 della Chiesa di Cristo. Deh! Voi o Gran Santo, ora preghiamo ad impetrarci da Dio la vera Umiltà di cuore, acciò in tutti i nostri pensieri, parole, opere, sentimenti, ed affetti riconosciamo la nostra miseria, la nostra debolezza, il nostro nulla, e così vivendo, ed operando possiamo, e sappiamo agevolarci l'acquisto del Paradiso. Si recitano sette Pater, Ave, e Gloria, e quindi si canta il seguente. ΙΝΝΟ. O Dive, qui das inclytum Nomen Mariae Servulis, Dum matris hauris ubera, Infunde coeli gaudia. Coelesti adhaerens currui, Quem agnus, leoque devehit, Dilectus altam Virginis Ad servitutem convolas. Tibi nitorem nominis Debent Mariae Servuli, el Sancti per orbem Spiritus, Dum spargis ignes igneus. Tuscas recusas Infulas, Petrique Claves respuis; De rupe montis incita Salutis undas elicis. Servi fideles Virgini Servite cum Benitio; Coeli bonorum copiam Affert Mariae Servitus. Praesta Beata Trinitas 153 Pronis Mariae Servulis Ut affluamus gaudiis, Quibus Philippus affluit. Amen. 7. Ora pro nobis Beate Pater Philippe. B. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. A Deus, qui superbis resistis, humilibus autem das gratiam: auge in nobis Humilitatis virtutem, cujus exempla Beatus Philippus nobis exhibuit, ut indignationem tuam numquam provocemus elati, sed potius Pietatis tuae capiamus dona subieeti. 9* 154 Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. Dipoi si cantano le Litanie della B. Vergine a c. 24. . Dignare me laudare te, Virgo sacrata. B. Da mihi virtutem contra hostes tuos. Oremus. Concede, nos famulos tuos, quaesumus Domine Deus, perpetua mentis, et corporis sanitate gaudere: et gloriosa Beatae Mariae semper Virginis intercessione, a praesenti liberari tristitia, et aeterna perfrui laetitia. Deus omnium fidelium Pastor, et Rector famulum tuum N. quem Pa. storem Ecclesiae tuae praeesse voluisti propitius respice: da ei, quaesumus, verbo, et exemplo, quibus praeest proficere, ut ad vitam, una cum Grege sibi credito, perveniat sempiternam. Quaesumus omnipotens Deus, ut 155 famulus tuus N. Magnus Dux noster, qui tua miseratione suscepit Etruriae gubernacula, virtutum etiam omnium percipiat incrementa, quibus decenter ornatus, et vitiorum monstra devitare, et ad Te, qui Via, Veritas, et Vita es, gratiosus valeat pervenire. Da nobis, quaesumus Domine, perseverantem in tua voluntate famulatum, ut in diebus nostris et merito, et numero populus tibi serviens augeatur. Deus refugium nostrum, et virtus, adesto piis Ecclesiae tuae precibus auctor ipse pietatis, et praesta: ut quod fideliter petimus, efficaciter consequamur. Per Christum etc. Finalmente si canta l' Inno Pange Lingua etc. a c. 28. 7. Panem de Coelo praestitisti eis. R. Omne delectamentum in se habenteni. Oremus. Deus, qui nobis sub Sacramento mirabili passionis tuae memoriam 156 reliquisti: tribue quaesumus, ita nos Corporis, et Sanguinis tui sacra mysteria venerari, ut Redemptionis tuae fructum in nobis jugiter sentiamus: Qui vivis, et regnas per omnia saecula saeculorum. R. Amen. SECONDO GIORNO. O amorosissimo nostro Protettore San Filippo, che ad ogni istante riandando essere a Dio Signore, sopra qualunque penoso sacrifizio, accetta, e gradita l'Obbedienza, di sì bella virtù compariste al Mondo un perfetto esemplare, e modello, per cui pronto, e sollecito agli altrui comandi, deposta ogni repugnanza, e aversione, destinato foste novello Aronne, non solo a Ministro dei venerandi Altari, e a Dispensatore dei divini Misterj, ma eziandio a Reggitor supremo di quell'Istituto, al di cui dilatamento tanto sudaste, e penaste. Voi, chei Cennidel Vicario di Cristo, come tanti oracoli vene 157. rando, intraprendeste con pronta, cieca, e stabile obbedienza lunghi disastrosi viaggi, scorreste Regni, e Provincie, incontraste pericoli esposto più di una volta ai tradimenti, e ai colpi di certa morte, onde a piè sicuro trionfar del vizio, della colpa, e dell'errore, e di più vaghe uve nascenti abbellir la vigna tutta di Gesù Cristo. Deh! c'intercedete adesso dal Dator d'ogni bene, che in ogni nostra azione, nel portamento, nel gesto non respiriamo, che sommissione ai nostri maggiori, e una totale uniformità ai divini voleri. Sette Pater, Ave e Gloria, l'Inno e. come nel primo giorno, e la seguente Orazione. Oremus. Omnipotens sempiterne Deus, dirige actus nostros in beneplacito tuo; ut, intercessione Beati Philippi Confessoris tui, inhaerendo praeceptis tuis, et voluntate, et actione tibi pla ceamus. Per Christum etc. 158 Litanie ec. come nel primo Giorno. TERZO GIORNO. O Servo purissimo della gran Madre di Dio, che usciste al mondo non di umana, ma di Angelica natura vestito; oh! quanta in petto ci si desta ammirazione, e invidia, nel riflettere alla vostra vita sempre illibata, e innocente. Noi all' aspetto di ciò restiamo pieni di confusione, e di vergogna, perchè in tutto dissimili a Voi, e temiamo che Voi, invece di difenderci un dì al Tribunale di Dio, abbiate da rimproverarci, e condannarci. Voi vergine di pensieri, e di affetti, di mente, e di corpo; noi avvolti nelle laidezze, e coperti di colpa. Voi sempre coll'innocenza per guida; noi per compagno il delitto. Voi illibato; noi contaminati. Voi mondo; noi immondi. Voi, per ultimo, intento a combattere le -ree passioni; noi a renderle vie più recalcitranti, e ribelli! Ah! che la 159 causa delle nostre impurità, nou sono stati i cattivi compagni, i pericoli, le lusinghe del mondo, ma bensi la nostra malizia, la prava nostra volontà. Deh! una volta per sempre, o gran Santo, fate che noi pure, col divin' ajuto, ci mantenghiamo agli occhj di Dio casti, e mondi fino all' ultimo respiro, affine d'esser compagni nel godimento a quelle anime beate, che seguitarono tra i gigli il divino immacolato Agnell Sette Pater, Ave, e Gloria, l'Inno ey. come nel primoGiorno, e la seguente Orazione. Oremus. Deus Puritatis Amator, et custos, precibus Beati Philippi Confessoris tui largire nobis, ut tibi casto corpore serviamus, et mundo corde placeamus. Per Christum etc. Litanie etc. come nel primo Giorno. 160 QUARTO GIORNO. O inclito Eroe d'invitta pazienza, ammirabile S. Filippo! E qual lingua mortale potrebbe mai ridire i tanti stenti, fatiche, ed affanni, che incontraste, le ardue pericolose imprese, che tentaste, i tradimenti, e le persecuzioni, che incontraste, ora nel richiamare all'obbedienza, e vassallaggio tante alla Romana Sede ribellate Città, e Provincie intere, ora nell'attendere benigno, e paziente i peccatori al ravvedimento, ora nell'invitare eretici, e infedeli al seno della Religione di Cristo, e ora nell' annunziare ai popoli più efferrati, e barbari, fin dove nasce, e dove muore il sole, i dolori che la Vergine Donna soffri nella Passione, e morte del suo Unigenito, sovente insultato, battuto, cercato a morte, sovente smarrito fra gli orrori di intricatissime selve, e spesse volte nella nudità, nello squallore, nella solitudine, e nella 161 stanchezza privo del necessario quotidiano sostentamento. Deh! in contraccambio di sì bella pazienza, con cui giungeste, per zelo del divin' onore, e amore del prossimo, a trionfar di tutto, vi supplichiamo di farci partecipi d'una pari virtù, onde, tutto soffrendo, e tutto generosamente perdonando, trionfiamo noi pure del male col bene, e in vita, e in morte la sicurezza ottenghiamo delle divine Misericordie. Sette Pater, Ave, e Gloria, l'Inno e. come nel primo giorno, e la seguente Orâzione. Oremus. Deus patientiae, et solatii, praesta nobis, quae Beatus Pater Philippus pro tuo nomine pertulit, pie colere: et ejus exemplo omnia nobis adversantia aequanimiter tolerare. Per Christum etc. Litanie ec. come nel primo Giorno. 162 QUINTO GIORNO. E sarà mai possibile, o gloriosissimo S. Filippo, che la strada conducente al Paradiso per Voi, che intatta sempre serbaste la stola della Battesimale Innocenza, sia stata una strada solo sparsa di croci, ingombra di spine, e seminata di patimenti, e per miseri peccatori, quali siamo noi, una strada sia tutta comodi, agj, delizie, e ricca tutta di piaceri? Ah! nò; perchè la Fede e' insegna tutto il contrario, e ben sappiamo, che la Penitenza soltanto, ove non più vive Innocenza, è scala al Regno della Beatitudine. Voi però, inclito Eroe, fino dai primi albori della vita vi sposaste alla Penitenza, e alla mortificazione. Nei digiuni, nel cilizio, nelle più sanguinose carnificine nel crudo scempio, nel barbaro strazio di vostre castissime membra amaste Voi' di trarre i giorni vostri fino all'ultimo grazioso respiro d' un vi" 163 ver si penitente. E noi all'opposto siam vissuti fin qui fra le morbidezze, e gli ozj vili delle mondane Insinghe, e delle più ree voluttà, secondando sempre le voglie, e le malnate inclinazioni della carne. Ah! dunque nostro corpo iniquo, vilissimo nostro schiavo, che hai tradito le Anime nostre, accingiti ben presto a ripararne la perdita, e a farne la debita penitenza. Avvalorate, o Gran Dio, mercè l' intercessione di Filippo, questi proponimenti, acciò nella penitenza, e nella mortificazione traendo i giorni nostri, giungiamo tutti a trarre la vita nella beata Eternità. Sette Pater, Ave, e Gloria, l'Inno ev.come nel primo giorno, e la seguente Orazione. Oremus. Deus, qui Beatum Philippum Confessorem tuum Poenitentiae virtute illustrare dignatus es, da nobis quaesumus, ut ejus meritis, et exemplis 164 carne mortificati, facilius coelestia capiamus. Per Christum etc. Litanie ec. come nel primo Giorno. SESTO GIORNO. O Servo fedele della Regina del Cielo Maria Santissima inimitabile San Filippo! E chi sarà mai valevole di scaudagliare col pensiero l'abisso immenso dell'ardente, zelo, e dell' eroica carità, con cui travagliaste mai sempre alla salvezza delle anime, e al sollievo dei bisognosi? Voi usciste al mondo per esser tutto a tutti ardeste sempre di viva sete di ricondurre anime traviate sul sentiero della virtù, per cui con giubbilo rammenta ancora la Chiesa di Cristo le vostre luminose conquiste, colle quali ella stessa mirò spandersi da un Polo all' altro a schiere a schiere i popoli restituiti, vostra mer. cè, all'amoroso di lei seno, e accolti tra i suoi più benamati figliuoli. Voi usciste nel Mondo, per bandire la mi 165 seria, e la mendicità dal Mondo. Finoda tenero bambino di soli cinque mesi scioglieste la lingua a perorare appresso la madre la causa dei poveri. Voi sempre per sollevare l'indigenza vi privaste del necessario sostentamento, vi spogliaste delle proprie vesti, vi affliggeste alle altrui pene, e piangeste all'altrui pianto. Voi in somma tutto zelo, tutto carità.... E noi? Ah! noi siamo assai lungi dall'imitarvi! Anzi che operar la salute delle anime altrui, consolare i bisognosi, trascuriamo perfino la propria, e sordi, inflessibili, e duri ci dimostriamo ai lamenti dei poveri. Voi tutto zelo; noi tutti freddezza: Voi tutto amore: noi tutti indifferenza.... Ah! Eroe santissimo, intercedeteci, vi preghiamo, che in noi si formi un nuovo Cuore, un Cuore, che sia tutto del Prossimo, un Cuoche sia tutto di quelle Anime, che l'Uomo Dio riscatto colla morte, e col suo preziosissimo Sangue. re, 166 Sette Pater, Ave, e Gloria, l'Inno, ev. come nel primo giorno, e la seguente Orazione. Oremus. Deus, qui ad animarum salutem lucrandam Beatum Philippum Confessorem tuum Verbi tui praeconem eximium effecisti: praesta, quaesumus, ut ejusdem suffragantibus meritis, quod ore simul, et opere docuit exercere valeamus. Per Christum etc. SETTIMO GIORNO. O Anima santissima, che al pari dei Serafini ardeste sempre di quel fuoco, che regna fra l'Eterno Padre, e il suo Unigenito! E chi di noi giungerà a tanto di svelare, e altrui ridire le arcane corrispondenze, i misti. ci accarezzamenti, le caste dilettazioni, che coronano un vero innamorato del Sommo Bene? Chi potrà svelare, e altrui ridire i voli, i rapimenti, e l' Estasi, da cui soverchia 167 to il Cuor vostro, o Gran Santo, e nelle Città, e all'aperta Campagna, e negli Eremi, e nei Chiostri foste rapito sovente alla terra in modo, che ai guardi dei mortali, non già un Viatore, ma bensi un Comprensore sembraste pienamente glorificato in Paradiso? Voi dal rapitore divino impulso scosso, e agitato, e soavemente elevato verso il celeste Amatore bramaste vivamente di dare per Gesù col sangue la vita, e far palese al mondo, che l'amore, il solo amore a Gesù vi accese in petto la brama di vedere tutti i popoli piegar la fronte al Vessillo adorabile di nostra Redenzione, e insiem disposti a commiserar la Vergine nei suoi dolori, e nei suoi spasimi atroci. Voi in somma pugnaste, e vinceste. Pugnaste contro il vizio, e l'errore: pugnaste contro la morte, e l' inferno: e vinceste il vizio, viuceste l'errore, vinceste la morte, e vinceste l'Inferno. Godete adunque, gloriosissimo Eroe 168 godete, tripudiate, esultate.... Ma noi saremo partecipi di un tal godimento, tripudio, ed esultazione? Quale amore è reguato fin qui nel cuor nostro? Il divino, o il mondano? Il casto, o l'impuro? Come ci siamo sollevati verso Dio? Dove sono le arcane corrispondenze conGesù? Ahimè! tutto spira immondezza, tutto rea passione, tutto affezione carnale! Deh! Voi inclito Eroe impetrateci dall'Altissimo un nuovo cuore, e un nuovo spirito, che interamente ci distacchi dalla terra, ci distacchi dai nostri spirituali nemici, e ci unisca a Dio, onde a Dio uniti, e in Dio trasformati, giungiamo un di a possederlo eternamente con Voi. E così sia. Sette Pater, Ave, e Gloria, l'Inno, ev. come nel primo giorno, e la seguente Orazione. Oremus. Deus, qui Animam Famuli tui Philippi Charitatis tuae dulcedine replevisti; ipsius nobis intercessione 169 concede, ut, te in omnibus, et super omnia diligentes, promissiones tuas, quae omne desiderium superant, consequamur. Per Christum etc. Le Litanie etc. e dopo l'Inno Te Deum laudamus colle PreciPro gratiarum actione come a c. 50. Commemorazione del P. S. Filippo Benizi, da farsi ogni giorno, per impetrare una morte simile alla sua, nel tempo della quale i Religiosi, che l'assistevano, udirono cantarsi dagli Angeli la seguente Antifona( Annal. Ord. Serv. B. M. V. T. I. Cent. I. L. IV. Cap. XVIII. F.I.) Ant. Euge serve bone, et fidelis, qui a Virgine Deipara super familiam suam fuisti constitutus, intra in gaudium Domini tui. 7. Gloriosus apparuisti in conspectu Domini. B. Propterea decorem induit te Dominus. 10 170 7. Ora pro nobis in hora mortis nostrae. R. Et de ore leonis libera nos. 7. Precibus, et meritis Beati Patris Philippi. R. A subitanea, improvisa, et mala morte libera nos Domine. Oremus. Omnipotens sempiterne Deus qui tibi, tuaeque sanctissimae Matri fideliter servientibus in terris, aeternum praeparas habitaculum in Coelis: concede, ut intercessione, et meritis Beats Philippi Confessoris tui sic tibi, tuaeque Genitrici serviamus, ut in hora mortis nostrae audire mereamur. Venite benedicti. Qui vivis; et regnas per omnia saecula saeculorum. Amen. NOVENA 171 IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELLA NATIVITA' DI MARIA SANTISSIMA Che incomincia il di 29 Agosto. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti Amen. Aperi Domine etc.come a carte 21. CONSIDERAZIONI Per il Primo Giorno. I. Considerate, che la santa Vergine nel nascer suo, come canta la Chiesa, apportò a tutto il mondo motivo di giubbilo, e d' allegrezza: Nativitas tua Dei Genitrix Virgo gaudium annuntiavit universo mundo. Nacque Ella non per se sola, ma per la vera felicità del genere umano. Nacque qual ristoratrice dei danni, nei quali c' involse Eva col suo peccato. Eva ci ferì, Maria ci 172 sano. Eva col darci la morte ci apportò il maggiore di tutti i danni, Maria coll'arrecarci la vita, ci cagionò il più grande di tutti i beni. Eva fu la causa del peccato, Maria è stata la causa del merito. Rallegriamoci dunque ancor noi nel prepararci a celebrare l'anniversaria memoria di quel fortunato giorno, e preghiamo la SS. Vergine a farcene sperimentare le felici influenze. Tre Pater, Ave, e Gloria II. Considerate, come la Vergine santa nacque qual aurora annunziatrice, e Madre di quell'eterno sol di giustizia, da cui aspettavasi, dopo la densa notte di tanti secoli, il chiarissimo giorno di pace fra il cielo, e la terra, la benedizione dopo l'antica maledizione, e la grazia della vita dopo la già fulminata sentenza di morte. Da voi, o Vergine benedetta, prosegue a cantar la Chiesa, è nato il sol di giustizia Cristo Signor nostro, il quale togliendo la maledizione, 173 ci diede la benedizione, e confondendo la morte, ci ha dato l'eterna vita. Ex te enim ortus est sol justitiae Christus Deus noster, qui solvens maledictionem, dedit benedictionem, et confundens mortem, donavit nobis vitam sempiternam. Oh quanto siamo obbligati a Maria! Ringraziamola dunque di tanti beni, che ci ha apportati col suo nascimento. Ricordatevi però, che Essa non si appaga di parole, ma vuol fatti. li amelyet. E Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come la santa Vergine nacque per essere, dopo il suo divin Figliuolo, e appresso di esso la miglior nostra speranza, avvocata, e interceditrice la più possente nel massino affare di nostra salute, e per servirci insieme d'esempio efficace, colle sue eccelse virtù, a condur vita meritoria, e valevole al conseguimento di sì gran fine. Ecco i gran beni, che a noi nasce10* 174 vano colla Vergine, e che per un certo tacito, ma gagliardo movimento del cielo, insipiravano, a nascimento così benefico, nell'Universo esultazione, e letizia. Ma noi come ne abbiamo profittato? Ah invece di seguire gli esempi di Maria, ci siamo resi imitatori d' Eva peccatrice, e col dare sfogo alle sfrenate nostre passioni, siam ricaduti nell'antica maledizione, e nella pena di morte. Vergine santa noi detestiamo, e piangiamo il nostro errore. Fate, che rinaschiamo con voi, acciò conducendo in appresso vita santa, possa anche il nostro cuore partecipare di quell' allegrezza, che nella vostra nascita inondò l'universo. Tre Pater, Ave, e Gloria. Si dicano le Litanie come a c.24. R. Angelus Domini. ec. e Orazione Gratiam tuam a c. 58. Inno Ave Maris stella a c. 120. . Nativitas recolitur Sanctae Mariae Virginis, capel 175 B. Cujus vita inclyta cunctas illustrat Ecclesias. Oremus. Famulis tuis, quaesumus Domine, coelestis gratiae munus impertire: ut quibus beatae Virginis partus extitit salutis exordium, Nativitatis ejus votiva solemnitas pacis tribuat incrementum. Orazioni Deus refugium ec. e Quaesumus. a c. 28. Inno Tantum ergo ec. e Orazione a c. 29. CONSIDERAZIONI Per il secondo Giorno. I. Considerate, come al nascer della Vergine Santa si rallegrò Iddio, e tutto il Paradiso con esso.Si rallegrò Iddio, per nostro modo d' intendere, nel mirar questa santa Bambina, che agli occhj suoi sì bella comparve. Altr'anima, eccettuata poscia quella di Cristo, mai non apparve si adorna di 176 grazia; altra mai non si vidde più eccellente, e più perfetta in ogni genere di virtù, e di doni soprannaturali, e divini, che in lei formavano una bellezza, sopra la bellezza delle stelle, e del sole senza paragone più splendida. Quindi Dio medesimo fin dalla prima aurora rivolse uno sguardo di tenera predilezione ad un' anima si pura, e sì bella; e come Padre e Sposo di lei le fe risuonare alle orecchie, e al cuore quelle tenere parole: quanto sei bella, quanto sei vaga o mia sommamente cara delizia: quam pulchra es, et quam decora charissima in deliciis. Riflettete, che anche l'anima vostra piacque un tempo all'Altissimo, allorchè lavata, mediante il S. Battesimo, dalla nera macchia della colpa originale, comparve adorna della bella stola dell'innocenza. Ma quanto la duraste in questo felice stato? Ah che non era forse ancora in voi perfettamente spuntato l'uso della 177 ragione, che tornaste a imbrattarla colla colpa, e a renderla oggetto d' orrore agli occhj di Dio. Piangete la vostra disgrazia, e rimediatevi col Battesimo laborioso d' una sincera penitenza. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, che sebbene Iddio medesimo quegli fu, che a render sì bella la santa Vergine impiegò l'onnipotente suo braccio; con tutto ciò, siccome un'artefice si compiace del suo lavoro, e quanto è più compiuto, e perfetto, tanto maggiore ne risente la compiacenza; così in quest' amabil Bambina singolarmente si compiacque l'eccelso Creatore di tutte le cose, nel ravvisarla a tutte le altre superiore cotanto. Vergine santa! Voi stessa c'invitate a congratularci con voi di tanta vostra bellezza, per cui tanto piaceste agli occhi di Dio fin da Bambina: congratulamini mihi omnes, qui diligitis Dominum, quia cum 178 essem parvula placui Altissimo: Noi lo facciamo di tutto cuore; ma P rchè grate vi sieno le nostre congratulazioni, fate, che in esso regni il santo divino amore. Tre Pater, Ave, e Gloria. IH. Considerate, come anche gli Angeli santi esultarono d'allegrezza nella nascita della santa Vergine, si per la speranza di veder presto per di lei mezzo ripiene le sedie del Paradiso lasciate vuote dagli Angeli apostati; si per il desiderio, che nutrivano di servirla come loro Regina. Egli è per voi, o Vergine santa( esclama S. Cirillo Alessandrino) che il cielo esulta, gli Angeli, e gli Arcangeli si rallegrano, son posti in fuga i demonj, e l'uomo istesso vien richiamato al cielo, da cui escluso l'aveva il peccato. Ringraziatela di tanto bene, che colla sua nascita vi ha apportato, e pregatela a ottenervi costumi, e sentimenti angelici, onde possiate unire i vostri umili ossequj ¹79 con quelli di quei purissimi spiriti, per degnamente servirla adesso, e per tutti i secoli de'secoli. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il Terzo giorno. 1. Considerate, come la santa Vergine vien rappresentata in quella santa città di Sion, le di cui porte piacquero più al Signore, che tutti i tabernacoli di Giacobbe, cioè Iddio amò più Maria nel suo ingresso nel mondo, di quello che amasse gli Spiriti più sublimi del cielo, e i Santi maggiori nel colmo della loro sairtità, e della loro gloria. Ella è quel monte veduto dal Profeta, i di cui fondamenti piantati sono sulla sommità dei monti più elevati, cioè la santità di Maria, e la sua perfezione fu più grande, e più sublime nel suo nascere di quella di tutti i Santi nel termine della loro vita; quindi Id 180 e dio, fin da quel momento, l'amò più di tutti, amando in Lei la più bell'opera della sua onnipotenza della sua grazia. Vergine gloriosa nel rallegrarci con voi di tanta vostra felicità; ci confondiano dell'estrema nostra miseria, che nati in peccato, e perciò odiosi agli occhj di Dio, tante volte tornammo a perdere il suo amore, quante tornammo per nostra colpa a peccare. Deh impetrateci, che almeno per l'avvenire vi amiamo in maniera da non perderlo mai più. Tre Pater, e Ave, e Gloria. II. Considerate, che se Iddio amò la santa Vergine fin da bambina, come la più bell'opera della sua onnipotenza, l'amò ancora per la corrispondenza, che fin da bambina più di tutte le altre opere sue Ella gli rese. Quanto più privilegiata, e abbellita con grazie immense, tanto più, prevenuta già dall'uso della ragione, e illustrata dai più bei lumi 181 di fede, umiliandosi in se stessa, e nel conoscimento profondo del naturale suo nulla, si rivolse con benedizioni, e ringraziamenti al liberalissimo suo donatore. Ancor voi ricolino di benefizj la divina bontà. Tutto ciò che siete, tutto ciò che avete, tutto ciò che potete fu suo dono. Pensaste voi mai a ringraziare Iddio, e a darne ad esso solo l'onore? Se nol faceste piangete la passata vostra ingratitudine mostruosa, e imparate dalla santa nostra Bambina a corrispondere per l'avvenire alle divine beneficenze con atti di gratitudine, e d' umiltà. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come Iddio sommamente si compiacque degli affetti del cuore di questa sua tanto amata Bambina. L'umiltà, e la gratitudine sono virtù troppo belle agli occhj divini, per non incontrarne il gradimento, e muovere il celeste Benefattore a diffondere sopra di II 182 un'anima umile, e grata nuove, e più copiose le ampie sue beneficenze. O Vergine Santa con ragione tutte le generazioni vi chiaman beata, perchè colla vostra umiltà, e gratitudine meritaste, che vi riguardasse Iddio con piacere, e nuovi preziosissimi doni in voi accrescesse sopra quei tanti, co' quali vi prevenne, e vi arricchi fin dal primo istante del beato vostro concepimento. Noi infelici, che colla nostra ingratitudine, e sconoscenza, abbiamo fatto inaridire per noi la fonte dei benefizj divini. Deh impetratecene voi il perdono, e fate, che a vostra imitazione vivendo a Dio più grati per le grandi sue misericordie, goder ne possiamo la continuazione. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il quarto giorno. 1. Considerate, come il primo, e più nobile effetto della gratitudine 183 della Vergine Santa verso il suo Dio fu di consacrare al di lui amore il suo cuore, e tutta se stessa fin dal primo suo ingresso nel mondo. Fece Ella della sua culla un'altare, sopra di cui offerse a Dio questo su sacrifizio, anzi perfetto olocausto, da non farne mai parte ad altri, ma conservarlo intatto, per tutti i suoi anni avvenire, a Dio solamente. Tal sacrifizio con tutta equità da voi pure esigeva Iddio fin da quel primo istante, in cui spuntò nella vostr'anima il lume della ragione, nè voi potevi negarglielo senza la più enorme ingiustizia. Eppure ecco ciò, che appunto faceste. Fin da quel momento, con ingratitudine mostruosa, negaste a Dio il vostro cuore, e lo rivolgeste alle creature. Detestate il vostro errore, e pregate la SS. Vergine, che vi ajuti a ritorglierlo alle creature, e a Dio restituirlo, a cui soltanto è dovuto. Tre Pater, Ave, e Gloria. 184 II. Considerate, come la Vergine Santa per conservarsi fedele al suo Dio, fin dal momento in cui apri le sue luci a questo mondo visibile, propose di non lasciarsi giammai rapire dalla beltà delle creature, nè di piegar verso di esse il più piccolo de'suoi affetti. Tali furono le sue risoluzioni, e tali le mantenne costantemente, ripetendo coi sensi del suo progenitore Davidde, ma oh quanto più vivi, e più fervidi! Quid mih est in coelo! Qual cosa può essermi cara nel cielo, e qual poss'io voler sulla terra, se non voi Dio del mio cuore, e unica mia amata porzione, e nel tempo, e nell' eternità? Voi tutto all'opposto di questa S. Banbina, non solo daste alle creature i primi vostri affetti, ma ve ne formaste tant' idoli, ai quali forse offerite anche adesso abominevoli incensi. Deh gettateli a piè della sua culla, e con indignazione calpestati, 185 pregatela a ottenervi da Dio il perdono dell' orribile vostra idolatria. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come il fine di Dio nel crear l'universo fu, perchè servisse all' uomo, per cui creollo, come di tempio, in cui adorasse la grandezza del suo Facitore; e tante belle creature, delle quali gli piacque adornarlo, volle, che gli servissero come di grado per salire al conoscimento, e all'amore del divino Artefice onnipotente. Questo è appunto ciò, che fece la santa Vergine entrando nel mondo. Ella si rivolse subito verso il suo Dio con atti d' adorazione la più profonda, e da quel momento altr'uso non fece delle creature in tutto il corso del viver suo, che per sollevarsi a contemplare, a sempre più conoscere, e amar sempre più il Greatore. E stato ben altro l'uso che avete voi fatto fin qui delle creature. Invece di servirvene per conoscere, e amare Iddio, 186 -serviti ve ne siete per oltraggiarlo, ed offenderlo. Avete posto in esse il vostro ultimo fine, e vi siete allontanati da Dio per quei mezzi medesimi, che dovevano adesso condurvi. Piangete il vostro errore, e pregate la nostra santa Bambina, che v' impetri in avvenire sentimenti più giusti. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il quinto giorno. I. Considerate, che l'amore della Vergine Bambina verso il suo Dio, non fu un'amore di soli affetti sensibili, e teneri, ma fu un'amor forte, disposto a compire gli alti disegni, che formati aveva Iddio sopra di lei, seguendone prontamente il volere, per aspre, che fossero state, le vie, per le quali l'avrebbe Egli condotta. Nel lasciarsi pertanto al di fuori stringer tra le fascie da chi aveva cura di Lei, tutta nell'interno del suo spirito offeriva a Dio la sua libertà. Ri 187 flettete, che i precetti della divina Legge sono quei vincoli, i quali, senza punto offendere il nostro arbitrio, ci obbligano a rendere al divino Legislatore supremo ubbidienza, tanto più nobile, quanto più libera. Ma voi vi siete lasciati legare, e stringere da questi vincoli? Oh quante volte avete dato a Dio occasione di rinnovar sopra di voi quelle querele e rimproveri: rupisti vincula mea, et dixisti: non serviam. Rientrate in voi stessi, e imparate da Maria a soggettarvi per amore alla Legge di Dio. 9 Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come la santa Vergine, in tutto il corso della sua vita, diede a Dio le più certe riprove di quell'amor forte, e robusto, che fin da Bambina promesso gli aveva. Eletta ad esser Madre del divin Verbo, conobbe quanto costar gli doveva questa dignità si sublime. Vide la crudeltà d'Erode contro il suo caro 188 figlio Gesù; vide gli stenti, i travaglj, i timori, che avrebbero angustiato il suo cuore nella fuga in Egitto; vide l'odio degli empi; Giudei contro lo stesso suo Figlio, che qual' acuta spada trapassar gli doveva da banda a banda lo spirito. Ma vedendo ancora, che tutto ciò era voler di Dio, a tutto volentieri si sottomesse, e nell'accettare la divina Maternità con quelle parole: Ecce Ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum: accettò ancora coraggiosamente quanto di doloroso costar gli doveva l'esserMadre di Dio. Questo si chiama amor forte. Finchè Dio vi consola, voi pure vi protestate d'amarlo, e d'esser sommessi ai suoi voleri; ma se Egli aggrava sopra di voi la sua mano; oh quanto presto smentite voi stessi! Vergognatevi di tanta viltà, e pregate la S. Vergine ad impetrarvi un poco di quell' amor forte, e robusto, con cui Ella fin dalle fasce amò il suo Dio. Tre Pater, Ave, e Gloria. 189 III. Considerate finalmente, che sul calvario fu dove la Vergine Santa diede a Dio il contrassegno più convincente del forte amor suo, rimanendo intrepida a piè della Croce del suo amato Figlio, nell'atto, che fra mille tormenti, offriva se stesso al Padre in redenzione del genere umano. All' offerta del Figlio essa uni quella del trafitto, ma rassegnato suo cuore, protestandosi pronta a sacrificare il Figlio ella stessa colle proprie sue mani, se tale fosse stato il divino volere. Ecco dove giunse l'amore, che fin da Bambina racchiuse Maria nel cuore verso il suo Dio. È egli stato di tal tempra l'amor vostro? Quali sacrifizj avete voi fatti a Dio fin' ora? Egli voleva da voi il sacrifizio di quella passion dominante, che vi tiranneggia, di quell'attacco disordinato, che vi rovina; ma l'amor proprio l' ha vinta sempre sopra l'amor di Dio. Volgetevi a Maria: pregatela a farvi rina 190 scer seco, e ad ottenervi un cuor nuovo, disposto a sacrificar tutto, piuttosto che perder l'amore di Dio. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per il sesto giorno. I. Considerate, come l'amore verso Dio, di cui arse il cuor di Maria fin dalla sua nascita, l'accese di carità anche verso le creature. Diede Ella dalla sua culla un pietoso sguardo al genere umano, e nel ravvisare il profondo abisso di miserie nel quale giaceva, nemico a Dio, escluso dal cielo, e involto in tanti peccati, e disordini, ne concepi un vivo compatimento, e amaramente si dolse sopra di noi. Oh deplorabile nostra cecità! Maria fin dalla sua culla si duole, e s' affligge per compassione dei nostri mali, pena giustamente dovuta ai nostri malvagi desideri, e alle sfrenate nostre passioni; e noi, che ne siamo aggravati non li sen 191 tiamo, e passando lieti i giorni, e le notti tranquille, in una continua dissipazione, ci avviciniamo a quel punto, che ci getterà in un' eterna disperazione. Risvegliamoci da si dannoso letargo, e concepiamo ora colla S. Vergine una salutare afflizione per le nostre miserie, acció non dobbiamo poi affliggercene senza profitto in tutta l'eternità. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, che la compassione della Vergine santa per le nostre spirituali miserie quella fu, che le trasse i primi sospiri dal cuore, e dagli occhj le lacrime. Pianse Ella non già come gli altri fanciulli per debolezza di complessione, la quale da molti oggetti esteriori sente molestia: Ella, come perfettamente organizzata, e dotata d'un'animo forte, o non ebbe pena da cose tali, o vi resse con cuore costante. Da fonte più alta venne il suo caldo pianto, Venne dal suo amore verso di noi, il 192 quale, al vederci ridotti in stato cosi infelice, le trafisse il cuor di dolore, e gli spremè dagli occhj amare lacrime di compassione. Oh quante lacrime si versano dagli uomini su questa terra! E chi vi è, che non pianga in questa valle di pianto? Ma la maggior parte piangono per le disgrazie temporali, e che affliggono il corpo, pochissimi son quelli, che gettino una lacrima per le disavventure spirituali, che minacciano l'anima. Lacrime perciò inutili, e infruttuose. Imparate voi dalla S. Vergine a pianger più utilmente, piangendo per i vostri peccati, i quali soli meritano il vostro pianto. Tre Pater Ave, e Gloria. III. Considerate, che la santa Bambina, alle lacrime sparse per compassione del genere umano da lei amato, aggiunse i desiderj, e le preghiere per affrettare la venuta del sospirato Messia, che dovevane essere l'unico, e possente Riparatore. 193 Tali preghiere inviate avevano al cielo per tanti secoli e Patriarchi, e Profeti, e uomini a Dio accettissimi, ma null'altro ottennero, che lontane promesse. A questa Bambina, sopra tutte le anime elette a Dio cara, era riserbato il vederne l'effetto. Le sue preghiere fecero al divin Verbo una dolce, ed amabil violenza, e trovandola sola degna di se, a Lei si diede e per di Lei mezzo a noi. In grazia adunque della santa Vergine noi abbiamo il nostro divin Salvatore; alle sue lacrime, e ai suoi sospiri ne siam debitori. Ma qual'è stata fin'ora la nostra gratitudine? Ah che peggiori dei Giudei, che dando la morte a chi era venuto a dar loro la vita, le trafissero il cuore una sol volta; noi tante volte glie l' abbiamo trafitto, quante peccammo. Detestiamo la passata nostra ingratitudine, e con opere di penitenza curiamo le crudeli ferite impresse in Lei dai nostri peccati. Tre Pater, Ave, e Gloria. 194 CONSIDERAZIONI Per il settimo Giorno. I. Considerate, che per altissimo divino consiglio fu imposto alla nostra santa Bambina il dolcissimo nome di Maria. Quest' augusto nome racchiude in se sublimissimi significati. E priemieramente Maria significa stella del mare, perchè ella è destinata a indirizzare, collo splendore de'suoi raggi, gli uomini, che navigano nel mar tempestoso di questo mondo, al porto sicuro della celeste patria. O voi, dice il mellifluo S. Bernardo, che fluttuanti vi trovate fra le procelle, e le tempeste di questo secolo, non perdete di vista lo splendore di questa stella, se non volete restar sommersi dalle onde burrascose. Se si sollevano i venti delle tentazioni, se andate a urtare negli scoglj delle tribolazioni, fissate gli occhi in questa stella, invocate Maria. Se l'aveste fatto, la vostra in 195 Hocenza non avrebbe sofferto tanti naufragj. Risolvete di farlo per l'avvenire, e sperimenterete quanto sia sicuro il camminare sotto la direzione di questa stella. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, come il nome di Maria significa illuminatrice. Illuminata da Dio colla pienezza della grazia fin dal momento della sua nascita, Ella è che illumina il mondo collo splendore de'suoi esempj: Ella è che colla sua santissima vita illustra tutta la Chiesa, e siccome una colonna di fuoco serviva nella notte di scorta agli Israeliti nel cammino per il deserto; così Maria colla sua luce serve di scorta ai fedeli spiritualmente illuminandoli nella densa notte di questo secolo.O Vergine Santa, deh volgete il vostro sguardo anche verso di noi, che camminiamo nelle tenebre, e nell' ombra di morte, e illuminando colla vostra luce le nostre menti, dilatate anco 196 ra i nostri cuori, acció, a vostra imitazione, camminiamo costantemente nella via dei divini precetti, che è l'unica, che guida a salvamento. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate, come il santo nome di Maria significa principalmente signora, e padrona.Meritamente perciò a lei conveniva un tal nome, come a quella, che fu eletta dal cielo per Madre del Padrone, e Signore dell'Universo. La grandezza del Figliuolo ridondar doveva aucor nella Mádre. Nacque ella adunque, in virtù della sua elezione, Regina, e Sovrana degli Angeli, e degli uomini; qual sovranità volle Iddio, che adombrata fosse nel nome, al proferirsi del quale, dopo quello augustissimo di Gesù, piegassero il ginocchio, e la fronte in atto di venerazione, e di vassallaggio gli Angeli in cielo, in terra gli uomini, e fino per terrore i demonj colaggiù negli abissi. Qual rispetto 197 avete voi portato fin'ora a questo nome si venerabile? Se Maria è la vostra Padrona, e Regina, l'avete voi come tale ossequiata, servita, ubbidita? Ella voleva da voi l'osservanza della santa Legge del suo divin Figliuolo, e voi non avete ubbidito, che alla legge delle vostre passioni, e del mondo. Così faceste in addietro. Mutate pensiero, mutate vita per l'avvenire. Tre Pater, Ave, e Gloria. CONSIDERAZIONI Per l'ottavo Giorno. I. Considerate, che eguale alla grandezza del nome di Maria imposto alla nostra santa Bambina è ancora il potere. Può ad esso applicarsi, colla dovuta proporzione, quan. to stà scritto di chi volle essere di lei Figliuolo, cioè, che, eccettuato il nome potentissimo di Gesù, non vi ha per gli uomini sotto il cielo altro nome, che invocato vaglia più in lo 198 ro salute di quel di Maria. Infatti come mai quel sacro nome non sarà tutto pieno di salute, essendo tutto pieno del Salvatore? Chi dice Maria, dice la Madre del Salvatore del mondo; e chi dice la Madre del Salvatore, dice un prezioso tesoro, che racchiude in se le infinite ricchezze del Padre delle misericordie. Oh noi felici se sapessimo profittare di questo prezioso tesoro! Tre Puter, Ave, e Gloria. II. Considerate, che il profittarne è in mano nostra, poichè il potentissimo nome di Maria tutto sta a nostro favore. La Santa Vergine, che tiene sopra di noi autorità da padrona, avendo ancora per noi un cuore di madre, Ella è dispostissima ad impiegare il suo nome a nostro vantaggio in tutti i nostri bisogni. Siete voi agitati dalle onde tempestose delle infernali tentazioni? Invocate Maria, e a questo santo Nome si calmeranno le tempeste, e giungerete 199 sicuri al porto. Se turbati siete dalla oltitudine, e gravezza de' vostri peccati, se pieni di confusione per ia deformità della vostra coscienza, se, spaventati dall'orrore del divino giudizio, sentite opprimervi dalla tristezza, e parvi cader nell'abisso della disperazione, chiamate in ajuto Maria, e al proferir di questo dolce nome tornerà il sereno alla vostra mente, e al vostro cuore la pace. Nei pericoli in somma, nelle angustie, nei dubbj, pensate a Maria, invocate con fede Maria, e proverete per esperienza quanto sia potente questo dolcissimo nome. Tre Pater, Ave, e Gloria. > > III. Considerate, che tutte le nazioni del mondo cattolico hanno in tutti i tempi sentito e confessato gli effetti amorosi e benefici del potente nome di Maria. E che altro significano tanti Tempj al di lei venerabil Nome eretti, e consacrati; tanti popoli, che ad essi con affluen 200 za concorrono; tante votive offerte, che riconoscenti vi lasciano, se non se la potenza di questo ammirabil Nome, che con umil pietà invocato a tutti comparte grazie, benefizj, e favori? Fortunati cittadini di questa nostra patria! Voi non avete bisogno d' intraprender lungo pellegrinaggio per sperimentare i benefici influssi del sempre augusto, e venerabil nome di Maria. Qui, in quest'istesso Tempio, e davanti a questa sacra Immagine voi trovate un' inesausto tesoro di grazie. Sono ormai sei secoli, che meritaste dal cielo l'inestimabil dono di quel Volto divino, e sono sei secoli, che si apri per voi un fonte perenne di celesti benedizioni. Deh Vergine santa rivolgete un' occhiata di misericordia sopra di noi, e disponete il nostro cuore a celebrare degnamente la santa vostra Natività. Tre Pater, Ave, e Gloria. 201 CONSIDERAZIONI Per il nono Giorno. 1. Considerate, che celebrar per degnamente l'annua ricorrenza di quel di fortunato, in cui comparve al mondo la Vergine Santa, couvien disporvisi con sentimenti d'allegrezza, d' amore, e di confidenza. C'invita primieramente Chiesa santa ai sentimenti d'allegrezza, allorchè ci dice: cum jucunditate Nativitatem beatae Mariae celebremus. Se si costuma di celebrare con segni di letizia, e di giubbilo la nascita dei Principi terreni, che finalmente nascono anch' essi piangendo, come tutto il rimanente degli uomini; quanto è più giusto rallegrarsi nella nascita della Regina del cielo, e della terra, la quale nasce non solo piena di grazia in se stessa, ma per arrecarla ancora a noi, col darci l'autore istesso della grazia, che è il suo divin Figlio, e nostro Salvatore 203 Gesù Cristo? Celebriamo dunque, torna a ripeter la Chiesa, con allegrezza la nascita di Maria Vergine; ma riflettiamo, che acciò sia vera la nostra allegrezza, e grata a Maria, convien che nasca da un cuor puro, ed esente da colpa, o almen da un cuor penitente, e desideroso d' ottener grazia per di lei intercessione: ut ipsa pro nobis intercedat ad Dominum Jesum Christum. Tre Pater, Ave, e Gloria. II. Considerate, che ai sentimenti d'allegrezza, dobbiamo unire sentimenti d'amore, di gratitudine, di servitù verso la Santa Vergine nel celebrare la di lei Nascita. Spunteranno senza meno tali sentimenti nei nostri cuori, se nel portarci alla culla di questa santa Bambina, rifletteremo, che Ella è la Madre di quello, qui propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de coelis.Si Maria è la Madre del divin Verbo.Ella per noi l'ha concepito per 203 opera dello Spirito Santo nel suo purissimo seno; per noi l'ha vestito d'una carne mortale, per noi l' ha partorito, e a noi l'ha dato. Se nel proferire le parole di quest'articolo di nostra fede ben comprendessimo ciò che diciamo, e la copia dei benefizj, che confessiamo d' aver ricevuti dalla santissima Vergine, qual cuor vi sarebbe, si duro, che non si ammollisse, e non si accendesse d'amore, e di gratitudine verso di essa? Procuriamo dunque d'entrare in questi si giusti sentimenti, e con essi nel cuore, ci disporremo a celebrar degnamente, e in una maniera che sia grata a Maria, il giorno per noi fortunato della sua Nascita. Tre Pater, Ave, e Gloria. III. Considerate per ultimo, che dobbiamo accostarci a celebrare la Nascita di Maria santissima con un cuore pieno di confidenza. Se i Principi di questa terra, nel giorno anniversario della lor nascita, son so 204 liti compartire in maggior copia ai loro sudditi grazie, e favori; che non dobbiamo sperar noi da Maria che, oltre l'esser nostra supremaPadrona, e Regina, è anco nostra amorosissima Madre! Quanto a me, diceva il devoto S. Bernardo confesso, che in Lei è la mia gran confidenza, a Lei appoggio tutta la mia speranza: poiche se la prego, son sicuro, che mi esaudirà: se ella prega per me, son certo, che sarà esaudita per la sua riverenza. Che ho io dunque da temere, se non di non avere abbastanza di divozione, di confidenza, di ricorso a Lei? Entriamo dunque an cor noi nei sentimenti di questo gran Santo, e nel dar fine alla presente Novena volgiamoci a Maria, e diciamole pieni di vera fiducia colle parole di S. Agostino: Vergine santa! noi vi preghiamo ad accettare il piccol tributo d'ossequio, che in questi giorni vi abbiamo offerto, ad esaudire le preghiere, che v' abbia 205 mo indirizzate, e a perdonarci le mancanze, che abbiamo commesse, perchè voi siete l'unica speranza dei peccatori: accipe quod offerimus redona quod rogamus, excusa, quod timemus. E' per voi, Vergine Beatissima, che noi speriamo il perdono dei nostri peccati, e mercè vostra aspettiamo gli eterni premj del Paradiso: Per te speramus veniam delictorum, et in te, Beatissima, nostrorum est expectatio praemiorum. Tre Pater, Ave, e Gloria. Preci pro gratiarum actione a c.50. 12 206 NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DEL SANTO NATALE DEL NOSTRO SIGNOR GESU' CRISTO, Che incomincia il di 15 Dicembre. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Ant. Veni Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium, et tui amoris in eis ignem accende. 7. Emitte Spiritum tuum, et creabuntur. R. Et renovabis faciem terrae. 7. Memento Congregationis tuae. B. Quam possedisti ab initio. 7. Domine exaudi orationem meam. B. Et clamor meus ad te veniat. y. Dominus vobiscum. B. Et cum spiritu tuo. 207 Oremus. Mentes nostras, quaesumus Domine, lumine tuae claritatis illustra, ut videre possimus, quae agenda sunt, et quae recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum nostrum. Amen. PRIMO GIORNO. Protesta I. Prostrati avanti la divina vostra Maestà, Creatore dell'Universo, vi adoriamo nel Trono di grazia, che risplende in questo Augustissimo Sacramento. E poichè vi rivestiste di nostra fragile umanità per salvarla, compartiteci un raggio della vostra luce, acciò possiamo santamente prepararci alla vostra Natività, ed assicurarci con essa l'eterna beatitudine in cielo. E voi, Madre del divin Verbo, avvalorate le nostre suppliche colla vostra potentissima intercessione. Voi giornalmente impetrate grazie, 208 e favori a quelli, che supplichevoli a voi ricorrono davanti a questa vostra celeste Immagine. Consolate adunque ancora noi, giacchè il nome vostro è nome di grazia per i giusti, di speranza, e soccorso per noi miseri peccatori. Nove Pater, Ave, Gloria. Litanie della Madonna come a c. 24. Angelus Domini etc. Orazione Gratiam tuam come a c. 58. Antifona. Beata es Maria, quae credidisti: perficientur in te quae dicta sunt tibi a Domino, alleluja. CANTICUM BEATAE MARIAE VIRGINIS. Magnificat* anima mea Dominum. Et exultavit spiritus meus* in Deo salutari meo. Quia respexit humilitatem ancil 209 lae suae:* ecce enim ex hoc bea tam me dicent omnes generationes. Quia fecit mihi magna, qui pot ens est, et sanctum nomen ejus. Et misericordia ejus a progenie in progenies* timentibus eum. Fecit potentiam in brachio suo:* dispersit superbos mente cordis sui. Deposuit potentes de sede,* et exaltavit humiles. Esurientes implevit bonis:* et divites dimisit inanes. Suscepit Israel puerum suum,* re-cordatus misericordiae suae. Sicut locutus est ad Patres nostros, Abraham, et semini ejus in saecula. Gloria Patri, et Filio,* et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper,* et in saecula saeculorum; Amen. Si ripete l'Antifona, dopo la quale si dice nie lon Ingshai 4493 10% proms ontboy 155,03 ied I 2* 210 . Rorate Coeli desuper, et nubes pluant Justum. B. Aperiatur terra, et germinet Salvatorem. Oremus. Deus, qui nos Redemptionis nostrae annua expectatione laetificas: praesta, ut Unigenitum tuum, quem Redemptorem laeti suscipimus, venientem quoque Judicem securi videamus Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum. Sanctissimae Genitricis tuae Sponsi, quaesumus Domine, meritis adjuvemur; ut, quod possibilitas nostra non obtinet, ejus nobis intercessione donetur. is Quaesumus etc.a c.28.Pange lingua, e Orazione a c. 28. SECONDO GIORNO. Protesta II. Troppo indegni noi siamo, o Verbo increato, del vostro amore. Noi 211 eravamo figlj dell'ira, e vasi di contumelia. Fu un'eccesso della vostra bontà quello di redimerci schiavi, di beneficarci ingrati, di proteggerci peccatori. L'ingratitudine nostra deh! non trattenga le vostre misericordie; e adesso, che ci disponghiamo ad onorare la vostra Nascita, purgateci da quelle macchie, che tanto spiacciono agli occhi vostri. Che se immeritevoli siamo di questa grazia, Voi degnatevi di proteggerci, Madre augustissima. Voi, che sino dagli anni eterni compariste innocente agli occhi dell'Altissimo, fate che, colla santità della vita, ci rendiamo partecipi di quei tesori, dei quali il Figlio vostro divino ha arricchito la terra colla sua nascita. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. Beatam me dicent omnes generationes, quia ancillam humilem respexit Deus. 10 sit oppes 212 TERZO GIORNO. Protesta III. O Sapienza increata, che sortiste con perpetua generazione dalla mente dell'eterno Padre, e riempite da un fine all'altro l'universo, disponendo con soavità, e con fortezza le cose tutte, insegnateci a regolar santamente le nostre azioni, e ad allontanarci sempre dalla sapienza del mondo, che si oppone alla vostra ce-leste dottrina. E voi, Madre immacolata del divin Verbo, impetrate alle anime nostre una scintilla di quel fuoco celeste, di cui avvampava il cuor vostro, quando racchiudevate nel seno il Creatore del mondo, e nostro benignissimo Redentore. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O Sapientia, quae ex ore Altissimi prodiisti, attingens a fine usque ad finem, fortiter, suaviter 213 que disponens omnia: veni ad docendum nos viam prudentiae. QUARTO GIORNO. Protesta IV. Amabilissimo Redentore, Condottiere de'veri figli d'Israello, che in mezzo del roveto appariste a Mosè, e pieno di maestà gli dettaste la Legge nel Sina, oh! quanto diverso vi manifestaste in Betlemme nell' ora per noi fortunata della vostra nascita. Il vostro esempio c' insegni ad esser seguaci di quell' umiltà, che faceste risplendere in tutto il corso della vostra vita mortale. E per imprimerla nel nostro cuore', interponete la vostra mediazione, umilissima Vergine. Questa è la virtù, per cui foste inalzata al sublime grado di Madre di Dio. Accogliete aduuque le nostre preghiere, acciò, col merito della santa umiltà, 214. tanto siamo glorificati nel cielo, quanto saremo umili sulla terra. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O Adonai, et Dux domus Israel, qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti, et ei in Sina Legem dedisti: veni ad redimendum nos in brachio extento. QUINTO GIORNO. Protesta V. Ogermoglio fortunato di Jesse, segno unico di salute per l'Universo, al cui aspetto ammutoliscono i Sovrani, e si prostrano supplichevoli i figlj d'Adamo, con quanta brama aspettiamo la venuta vostra nel mondo! Voi, che siete il desiderio dei colli eterni, speranza degli antichi Padri, e conforto de' sauti Profeti, infiammateci il cuore con quel fuoco celeste, che volete che si accenda dentro di noi. E voi Madre santissima interce 215 deteci una scintilla di que lla inestinguibile carità, che infia mmò il vostro spirito in quei nove mesi, ne' quali portaste dentro il purissimo seno il Divin vostro Figlio, nostro unico, e vero bene. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O radix Jesse, qui stas in signum populorum, super quem continebunt Reges os suum, quem gentes deprecabuntur: veni ad liberandum nos, jam noli tardare. SESTO GIORNO Protesta VI. Non sarà mai possibile, Salvator nostro adorabile, che possiamo conformarci alle vostre sovrane disposizioni, se voi non purgate il cuor nostro da tante macchie, quante ve ne impressero i nostri sregolati appetiti. Voi, che siete candore d' eterna luce, specchio di purità, giglio intatto del Paradiso, avvalorate il desiderio 216 che abbiamo d' imitare quella purità, per cui vi adorano gli Angeli, e vi propone, come perfetto esemplare, a'suoi fedeli la Chiesa. Questa grazia speriamo ottenere col mezzo vostro, purissima Vergine. Voi chiamata ne'divini oracoli orto chiuso, fonte sigillato, vaso di illibatezza, intercedeteci quella purità, che può renderci grati alle innocenti pupille del Pargoletto Gesù. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O clavis David, et sceptrum domus Jsrael, qui aperis, et nemo claudit; claudis, et nemo aperit: veni, et educ vinctum de domo carceris, sedentem in tenebris, et umbra mortis. SETTIMO GIORNO Protesta VII. O Sole di giustizia, che illuminate gli abitanti miseri della terra, o fortissimo leone di Giuda, il cui 217 ruggito incoraggisce i mortali, ed atterrisce i demonj, ecco che noi prostrati aspettiamo con impazienza quel silenzio di lieta notte, in cui scenderete dalle sedie reali del Paradiso, per sottrarci dall'ombra funesta di morte elerna. Giacchè noi siamo incapaci di benedirvi, come richiede la grandezza dell'amor vostro, vi benedicano gli Angeli, che furono presenti alla vostra nascita, vi benedica la Madre santissima, che vi partori, e vi benedicano le vostre misericordie, colle quali ci visitaste, scendendo dall'alto, per redimerci dal peccato. de folosit Ed intanto voi, Madre santissima, che da questa celeste Immagine diffondete giornalmente mille favori sulla nostra patria; risvegliate nell'anima nostra quei vivi sentimenti di gratitudine, che son dovuti all'unigenito vostro Figlio. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O oriens, splendor lucis ae13 218 ternae, et sol justitiae: veni, et illumina sedentes in tenebris, et um bra mortis. 349 OTTAVO GIORNO -24 lob iner und Protesta VIII. 1. O Divino Infante adorato dalle genti, come sovrano di pace, e come pietra angolare, in cui l'antica e la nuova Legge si uniscono, come potremo noi corrispondere all'infinita vostra bontà, con cui vi siete degnato di scender sulla terra, per formare di noi un popolo accetto all' Altissimo? Deh piacciavi di soccorrerci, acciò possiamo renderci grati al vostro Padre celeste. un'al oils E per assicurarci di tale ajuto non sdegnate voi d' interporvi, o nostra Avvocata, e Regina. Voi chiameranno Beata tutte le generazioni, e sarete sempre allegrezza della Chiesa trionfante, e della militante sostegno, e conforto. Otteneteci dunque 219 dal Figlio vostro quei spirituali soccorsi, che infiammar ci possono a quelle opere sante, che premiate sono nel Cielo con eterna mercede. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O Rex gentium, et desideratus earum, lapisque angularis, qui facis utraque unum: veni, et salva hominem, quem de limo formasti. NONO GIORNO Protesta IX. A voi finalmente ricorriamo, o divino nostro Legislatore, e Salvatore del mondo. Noi siamo la pecorella smarrita, il figlio prodigo, e l'ingrato Assalonne. Non meritiamo di vedere la vostra faccia, e di aver luogo nel vostro regno immortale. Ma giacchè dolenti, e contriti torniamo a voi, accoglieteci con quella clemenza, che tanto risplende nella vostra nascita in Betlemme. Da questa speriamo la perseveranza finale, 220 che sarà sempre il più importante de'nostri voti, e la più umile nostra supplica. Questa sia avvalorata dalla vostra intercessione, o Regina del Cielo. Voi eleggiamo per Avvocata, acciò dalla nascita del vostro Figlio, riceviamo ajuto, e coraggio nelle ultime agonie della vita, che desideriamo chiudere con i nomi dolcissimi di Gesù, mi do e di Maria. Nove Pater, Ave, e Gloria. Ant. O Emmanuel Rex, et Legifer noster, expectatio Gentium, et Salvator earum; veni ad salvandum nos, Domine Deus noster. Preci pro gratiarum actione a c. 50. PRECI 221 Hotele bage enfa CHE SI RECITANO 13900 HA IN OCCASIONE DI SCOPRIRSI LA MIRACOLOSA IMMAGINE DELLA SS. ANNUNZIATA Ave Maris stella, come a c. 120 . Angelus Domini ec. B. Et concepit ec. Oremus. Gratiam tuam ec. come a c. 58. Dipoi si cantano le Litanie della Madonna come a c. 24 .Ora pro nobis sancta Dei Genitrix. R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. Oremus. Deus, qui de Beatae Mariae Virginis utero Verbum tuum, Angelo nuntiante, carnem suscipere voluisti: praesta supplicibus tuis: ut qui vere eam Genitricem Dei credimus, 222 ejus apud te intercessionibus adjuvemur. Deus, qui corda Fidelium Sancti Spiritus illustratione docuisti: da nobis in eodem Spiritu recta sapere, et de ejus semper consolatione gaudere. Quaesumus omnipotens Deus, ut Famulus tuus NN. Magnus Dux noster, qui tua miseratione suscepit Etruriae gubernacula, virtutum etiam omnium percipiat incrementa, quibus decenter ornatus, et vitiorum monstra devitare, et ad te, qui via, veritas, et vita es, gratiosus valeat pervenire. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. 30. CZ Squars#DE INDICE DELLE NOVENE 223 K Contenute nel presente Libretto. Pag. 3 Corona dei Dolori Divoto Esercizio della Buona Morte, che si pratica in tutte le Domeniche di Quaresima dopo il Vespro all'Altare dei SS. Crocifisso. 10 Novena in preparazione alla Festa del Glorioso Patriarca S. Giuseppe. Triduo in preparazione alla Festa della SS. Annunziata. 53 Settennario in preparazione alla Festa di S. Giuliana Falconieri ec. Novena in preparazione alla Festa di S. Anna Madre della SS. Vergine. 21 73 88 224 Novena in preparazione alla Solennità dell' Assunzione di Maria Santissima. Settennario in preparazione alla Festa di S. Filippo Benizi. Novena in preparazione alla Festa della Natività di Maria Santissima. Novena in preparazione alla Solennità del S. Natale del 0N. S. G. C. 83 ST 88 abg ng 2 116 150 171 206 sadisuanging si 35 slip onolegg i 900/ Signs 22 lish Sungguh стр Inches Centimetres Blue 2 3 4 Cyan 2 15 1 ¹6 17 3 Farbkarte# 13 Green 18 Yellow 9 10 Red 11 12 5 13 Magenta 14 6 15 White L 116 117 7 3/ Color 18 19 B.I.G. Black