Gb 4554 дв 01 Gesù nell'Orto Avico ino UFFIZIO E SETTIMANA SANTA DELLA colla versione italiana di Monsignor Martini Torino Cipografia e Libreria Canfare Gb 4554 Univ.- Bibl. Giessen 7 DOMENICA DELLE PALME ALLA BENEDIZIONE DE'RAMI. Finita Terza, e fatta, giusta il solito, l'aspersione dell'acqua benedetta, il Sacerdote vestito di piviale violaceo, oppure senza pianeta, con i Ministri similmente vestiti, va a benedire i rami di Palma, di Ulivo, o di altri alberi, posti in mezzo dell'altare, ovvero nel corno dell' Epistola, e primieramente si canta dal Coro l'Antifona. Hosanna filio David:| Hosanna al figliuolo di benedictus qui venit in David: benedetto colui, nomine Domini. O Rex che viene nel nome del Israel: Hosanna in ex- Signore. O Re d'Israele: celsis. Hosanna nel più alto dei cieli. DICHIARAZIONE. Le turbe variamente usarono questa voce Hosanna, con dire: Hosanna in excelsis, ed Hosanna filio David; e però mostrasi, che di due significati ella sia. Il primo de'quali sarà quando si scrive e profferisce, come solo due parole fossero, dicendosi Hosan Na; e tanto sarebbe quanto dicessimo: Salva quaeso, o Libera quaeso, ed in questo significato da noi è presa, ed usata nella Messa. L'altro è, mentre se le aggiunge il caso del dativo, ch'è Filio David, col quale dovendo ella convenire per far buona la DOMENICA costruzione gramaticale, dir non si può nè Libera, nè Salva, perchè useremmo un barbarismo, dicendo Libera Filio David. Onde facendosi d'una sola parola, significa rami d'alberi portati qua e là per certe occasioni d'onori: e però degli Ebrei si legge, che in alcune feste loro, e dedicando il Tempio, attorno givano portando l'Hosanna, cioè i rami d'alberi. E così verso di Cristo tanto era il gridare delle Turbe, con dire Hosanna Filio David, quanto detto avessero: Diamo rami al Figliuol di Davidde; come a'nostri di sarebbe, che nell'entrata di gran persona in una città, dal popolo si gridasse: Viva viva. Con questi rami, da Cristo in poi, nè quivi, nè altrove mai alcuno fu ricevuto; perchè cotal ministerio usavasi di fare ne' di festivi, e solamente a Dio. Il Sacerdote stando in piedi dalla parte dell' Epistola, senza voltarsi al Popolo, dice in tuono dell' Orazione feriale: Dominus vobiscum. Il Signore sia con voi. REt cum spiritu tuo. R E collo spirito vostro. OREMUS Deus, quem diligere, et amare justitia est, ineffabilis gratiae tuae in nobis dona multiplica: et qui fecisti nos in morte Filii tui sperare, quae credimus, fac nos, eodem resurgente, pervenire, quo tendimus. Qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti PREGHIERA 0 Dio, nel volervi bene, e nell'amarvi assai( sta riposta) la nostra santità: della vostra ineffabile grazia i doni in noi moltiplicate; e voi, che ci concedeste nella morte del vostro Figliuolo lo sperare le cose, che crediamo, fate, che colla di lui risurrezione giungere possiamo al fine a cui miria DELLE PALME. 3 Deus, per omnia sae-| mo.( Ove) esso con voi cula saeculorum. Amen. vive, regna( vero) Dio nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Così sia. Il Suddiacono va a cantare nel luogo solito la seguente Lezione in tuono dell'Epistola, ed in fine bacia la mano del Sacerdote. DICHIARAZIONE. Si legge questa Lezione, facendosi in lei memoria delle settanta Palme del Deserto, sì come ancor oggi nella Chiesa le simili son distribuite. E si parla, che Iddio sotto figura di Manna promise di darne il Figliuolo suo. Lectio Libri Exodi, Cap. 15 et 16. In diebus illis: Venerunt filii Israel in Elim, ubi erant duodecim fontes aquarum, et septuaginta palmae: et castrametati sunt juxta aquas. Profectique sunt de Elim, et venit omnis multitudo filiorum Israel in desertum Sin, quod est inter Elim, et Sinai, quintodecimo die mensis secundi, postquam egressi sunt de terra Egypti. Et murLezione del Libro dell'Esodo. In quei giorni: Giunsero in Elim i figliuoli d'Israele, dov'erano dodici fontane di acque, e settanta palme: e posero gli alloggiamenti in vicinanza delle acque. E si partiron da Elim, e giunse tutta la moltitudine dei figliuoli d' Israele nel deserto di Sin, che è tra Elim, e Sinai, ai quindici del secondo mese dopo la loro partenza dalla terra d'Egitto. E tutta la turba de' DOMENICA 4 muravit omnis congre- figliuoli d'Israele mormogatio filiorum Israel rò contro Mosè, ed Aroncontra Moysen, et Aa- ne in quella solitudine. E ron in solitudine. Dixe- disser loro i figliuoli d'Iruntque filii Israel ad sraele: Fossimo pur noi eos: Utinam mortui es- rimasti estinti per man semus per manum Do- del Signore nella terra d' mini in terra Egypti, Egitto, quando sedevamo quando sedebamus su- sopra le caldaje piene di per ollas carnium, et carni, e mangiavamo il comedebamus panem pane a sazietà! Perchè ci in saturitate! Cur edu- avete condotti in questo xistis nos in desertum deserto per far morire istud, ut occideretis tutta la gente di fame? omnem multitudinem Ma il Signore disse a Mofame? Dixit autem Do- sè: Ecco che io pioverò minus ad Moysen: Ec- a voi pane dal Cielo: vace ego pluam vobis pa- da il popolo, e raccolga nes de coelo: egredia- tanto che basti di per dì, tur populus, et colli- ond'io faccia prova di lui, gat, quae sufficiunt per se cammini secondo la singulos dies, ut ten- mia legge, o no. Ma il tem eum, utrum am- sesto di ne prendano da bulet in lege mea, an serbare, e sia il doppio non. Die autem sexto di quel che pigliare soparent, quod inferant, leano per ciascun giorno. et sit duplum, quam E Mosè, ed Aronne dissecolligere solebant per ro a tutti i figliuoli d'Isingulos dies. Dixe- sraele: Questa sera voi runtque Moyses, et Aa- conoscerete, che il Signoron ad omnes filios I- re è quegli, che vi ha srael: Vespere scietis, tratti dalla terra d'Egitquod Dominus eduxe- to, e domattina vedrete DELLE PALME. 5 rit vos de terra Egy- la possanza del Signore. pti, et mane videbitis gloriam Domini. DICHIARAZIONE. Soggiungesi questo Graduale per rimembrarne, che i benefizi a noi donati in Cristo dal Sommo Padre, conferiti ne vengono pel mezzo della morte dell' istesso Redentore. Si canta poi per Graduale. R Collegerunt Pontifices et Pharisaei concilium et dixerunt: Quid facimus, quia hic homo multa signa facit? Si dimittimus eum sic, omnes credent in eum:* Et venient Romani, et tollent nostrum locum, et gentem. Unus autem ex illis, Caiphas nomine, cum esset Pontifex anni illius, prophetavit, dicens: Expedit vobis, ut unus moriatur homo pro populo, et non tota gens pereat. Ab illo ergo die cogitaverunt interficere eum, dicentes: Et venient etc. R Radunarono i Pontefici, e i Farisei il Consiglio, e dissero: Che facciamo noi? Questo uomo fa molti miracoli. Se lo lasciam fare così, tutti crederanno in lui: E verranno i Romani, e stermineranno il nostro Paese, e la Nazione. y Ma uno di essi, per nome Caifa, che era Pontefice in quell' anno, profetò dicendo: Torna conto a voi, che muoia un uomo pel Popolo, e la Nazione tutta non perisca. Quindi è, che da quel giorno pensarono a dargli morte, dicendo: E verranno ec. 6 DOMENICA Ovvero altro Responsorio. R In monte Oliveti oravit ad Patrem: Pater, si fieri potest, transeat a me calix iste:* Spiritus quidem promptus est, caro autem infirma: fiat voluntas tua. Vigilate, et orate, ut non intretis in tentationem. Spiritus quidem etc. R Nel monte Oliveto, ord al Padre: Padre, se è possibile, passi da me questo calice: Lo spirito veramente è pronto, ma la carne è stanca: sia fatta la vostra volontà. y Vigilate ed orate, affinchè non entriate nella tentazione. Lo Spirito veramente ec. Mentre si canta il f il Diacono pone il libro degli Evangelii sopra l'altare: presenta la navicella al Šacerdote, il quale prende l'incenso e lo pone nel turibolo. Il Diacono dice di poi: Munda cor meum, ed avendo preso il libro dall' Altare, dimanda la benedizione dal Sacerdote: indi tenendo il Suddiacono il libro aperto in mezzo a due Accoliti co'candellieri accesi, fu il segno della Croce sopra il libro, l'incensa, canta l'Evangelio, giusta il solito, ed alla fine di esso il Suddiacono presenta a baciare il libro al Sacerdote, il quale viene parimente incensato dal Diacono. Sequentia S. Evange-| Quello che segue è del S. lii secundum Mat- Vangelo secondo Matthæum, Cap. 21. teo. In illo tempore: Cum appropinquasset Jesus Jerosolymis, et venisset Betphage ad monIn quel tempo approssimandosi Gesù a Gerusalemme, ed arrivato che fu a Betfage al monte 0 DELLE PALME. 7 tem Oliveti, tune misit| liveto, allora mandò due duos discipulos suos, dei suoi discepoli, dicendicens eis: Ite in Ca- do loro: Andate nel Castellum, quod contra stello, che vi sta dirimvos est, et statim in- petto, e subito troverete venietis asinam alliga- un' asina legata, e il suo tam, et pullum cum ea: asinino con essa: sciogliesolvite, et adducite mi- tela, e conducetemela. E hi: et si quis vobis a- se alcuno vi dirà qualche liquid dixerit, dicite: cosa, dite: che il Signore quia Dominus his opus ne ha bisogno, e subito habet: et confestim di- ve li rimetterà. Or tutto mittet eos. Hoc autem questo seguì, affinchè si totum factum est, ut adempisse quanto era staadimpleretur, quod di- to detto dal Profeta, che ctum est per Prophe- disse: Dite alla figliuola tam dicentem: Dicite di Sion: ecco che il tuo filiae Sion: ecce Rex Re viene a te mansueto tuus venit tibi mansue- cavalcando un' asina, ed tus, sedens super asi- un asinello poledro di un' nam, et pullum, filium asina da giogo. Andarono subjugalis. Euntes au- i discepoli, e fecero come tem discipuli fecerunt, avea lor comandato Gesù. sicut praecepit illis Je-| E menarono l'asina, e l' sus. Et adduxerunt asi- asinello, e posero sopra nam, et pullum: et im- di essi le loro vestimenta, posuerunt super eos ve- e sopra lo fecero montare. stimenta sua, et eum desuper sedere fecerunt. Plurima autem turba straverunt vestimenta sua in via: alii autem caedebant ramos de arE moltissimi delle turbe disteser le loro vesti per la strada: altri poi tagliavano rami dagli alberi, e li gettavano per la strada. E le turbe, che precede 8 DOMENICA boribus, et sternebant| vano, e quelle che andain via. Turbae autem, vangli dietro, gridavano quae praecedebant, et dicendo: Hosanna al fiquae sequebantur, cla- gliuolo di David: benemabant dicentes: Ho- detto colui, che viene nel sanna filio David: be- nome del Signore. nedictus qui venit in nomine Domini. Dopo questo si benedicono i Rami. DICHIARAZIONE. Dalla parte d'Oriente stava il Monte Oliveto, da Gerusalemme distante due terzi di miglio, ed in mezzo a loro si vedeva la valle di Cedrone, alla Turbe vennero ad quale avvicinandosi il Signore, incontrarlo quattro di prima del Giovedì seguente. La Palma, da cui presero i rami oggi le Turbe, per dare Iddio un testimonio degno di così nobil trionfo, volle che per molti secoli da poi ancora verdeggiante si vedesse nel solito luogo, chiamato Faringe, quantunque gli altri alberi quivi tagliati fossero svelti affatto fino alla radice, mentre Gerusalemme da Tito attorniata fu con lungo assedio distrutta. Benediconsi i rami, e si dispensano dal Sacerdote, quantunque allora da Cristo benedetti non fossero, nè distribuiti; perchè il popolo Ebreo questi adoperò non conoscendone il mistero, sebben mosso da Dio: ma noi per aver ciò indirizzato allo spirito, santificarli dobbiamo coll'invocazione, ed orazione. Inoltre, portando gli Ebrei questi rami, in quell'ora compiuta non era la vittoria di Cristo contro del demonio, e la figura non essendo adempiuta, benedirsi quegli, o dispensarsi non bisognava. Ma se dalla Chiesa nostra ora è fatto questo, la cagione è, DELLE PALME. 9 perchè già perfetto si vede cotal trionfo; e però essendo egli il trionfatore, e per lui dovendo gli Eletti trionfare in cielo, convenientemente la benedizione, e distribuzione si fa dal Sacerdote significante Cristo. Il Sacerdote all' Altare dal canto dell' Epistola dice in tuono di Orazione feriale: Dominus vobiscum.| Il Signore sia con voi. Et cum spiritu tuo. E collo spirito vostro. OREMUS PREGHIERA Auge fidem in te sperantium, Deus, et supplicum preces clementer exaudi: veniat super nos multiplex misericordia tua: bene dicantur et hi palmites palmarum, seu olivarum; et sicut in figura Ecclesiae multiplicasti Noe egredientem de arca, et Moysen exeuntem de Egipto cum filiis Israel: ita nos portantes palmas et ramos tan palme, e rami d' olivarum, bonis actibus occurramus obviam Christo: et per ipsum in gaudium introeamus aeternum. Qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus. Accrescete la fede di quei che sperano in voi, o Signore, e dei supplichevoli le preghiere con bontà esaudite: venga sopra di noi la moltiplice vostra misericordia: benedetti sien ( da voi) questi rami di palme, o di ulivi: e come in figura della Chiesa moltiplicaste Noè nell'uscir dall'arca, e Mosè nell'uscir dall'Egitto co' figli d' Israele; così noi porulivo, con buone operazioni andiamo incontro a Cristo: e per di lui mezzo possiamo entrare nel gaudio eterno,( ove) esso con voi vive, e regna nell'unità dello Spirito Santo ( vero) Dio. * 1 40 DOMENICA DICHIARAZIONE. Il Prefazio dicesi per lodar Iddio col canto degli Angeli, e delle turbe, ed in esso esortati siamo ad avere la mente nostra affissa ai misteri divini che si cominciano a rappresentare. Qui muta la voce in tuono di prefazione feriale. Per omnia saecula sae- Per tutti i secoli dei seculorum. Amen. coli. R Così sia. y Dominus vobiscum. Et cum spiritu Il Signore sia con voi. R E collo spirito vostro. tuo. Sursum corda. R Habemus ad Dominum. Gratias agamus Domino Deo nostro. Dignum, et justum est. Vere dignum, et juVeramente degno, e stum est, aequum et giusto egli è, conveniente, salutare, nos tibi sem- e salutare, che noi semper, et ubique gratias pre, e in qualunque luogo agere, Domine sancte, grazie vi rendiamo, o SiPater omnipotens, ae- gnore santo, Padre onniterne Deus: Qui gloria- potente, eterno Iddio: Voi, ris in concilio sancto- che vi gloriate nel concirum tuorum; Tibi e- storo dei vostri Santi. Imnim serviunt creaturae tuae, quia te solum auctorem, et Deum cognoscunt, et omnis factura tua te collaudat, et benedicunt te Sancti In alto i cuori. Li abbiamo al Signore. y Grazie rendiamo al Signore Dio nostro. R/ Degno, e giusto egli è.ng perocchè a voi servono le vostre creature, perchè voi solo per creatore, e Dio riconoscono, e ogni opera vostra vi loda, e vi benedicono i vostri Santi. DELLE PALME. tui. Quia illud magnum| Perchè quel gran nome Unigeniti tui nomen co- del vostro Unigenito diram regibus, et pote- nanzi ai Re, ed ai Potenstatibus hujus saeculi tati di questo mondo con libera voce confitentur. libera voce lo confessano. Cui assistunt Angeli, et A cui assistono gli Angeli, Archangeli, Throni, et e gli Arcangeli, i Troni, Dominationes; cumque omni militia caelestis exercitus hymnum gloriae tuae concinunt, sine fine dicentes: e le Dominazioni: e con tutte le schiere della celestiaie milizia, inno alla gloria vostra cantano senza fine, dicendo: E si canta Sanctus dal Coro. Sanctus, Sanctus, Santo, Santo, Santo, Sanctus, Dominus Deus Signore Iddio degli EserSabaoth. Pleni sunt coeli, et terra gloria tua: Hosanna in excelsis: Benedictus, qui venit in nomine Domini: Hosanna in excelsis. citi. Pieni sono i cieli, e la terra della gloria vostra. Hosanna nel più alto dei cieli. Benedetto colui, che viene nel nome del Signore. Hosanna nel più alto dei cieli. DICHIARAZIONE. Queste Orazioni mostrano qual sia il mistero, ed il significato dei rami dell'Olivo e della Palma, e come ajutati vengano gli uomini da essi col mezzo della divina grazia. Seguita Dominus vobiscum. OREMUS PREGHIERA Petimus, Domine san- Vi chiediamo, o Signore cte, Pater omnipotens, santo, Padre onnipotente, 12 DOMENICA aeterne Deus, ut hanc eterno Dio, che questa creaturam olivae, quam ex ligni materia prodire jussisti, quamque columba rediens ad arcam proprio pertulit ore, bene dicere, et sanctificare digneris, ut quicumque ex ea receperint, accipiant sibi protectionem animae, et corporis: fiatque, Domine, nostrae salutis remedium, tuae gratiae sacramentum. Per Dominum etc. RAmen. creatura d'olivo, che voi dalla materia del legno comandaste che fosse prodotta, e che la colomba ritornando nell'arca portò nella sua bocca, di benedire, e di santificare vi degniate; affinchè chiunque ne prenderà insiememente riceva la protezione dell'anima sua, e del suo corpo; e divenga, o Signore, della nostra salute un rimedio, e della vostra grazia un mistero. Per i meriti del Signore ec. R Così sia. OREMUS PREGHIERA Deus, qui dispersa con- 0 Dio, che le cose digregas, et congregata sperse congregate, e conconservas, qui populis gregate le conservate; che obviam Jesu ramos por- benediceste i popoli, che tantibus benedixisti: portando rami andavan bene dic etiam hos incontro a Gesù: benediramos palmae, et oli- te anche questi rami di vae, quos tui famuli palma, e di olivo, che i ad honorem nominis tui vostri servi ad onore del fideliter suscipiunt: ut vostro nome fedelmente in quemcumque locum ricevono: affinchè in quaintroducti fuerint, tuam lunque luogo introdotti sabenedictionem habita- ranno, la vostra benedi DELLE PALME. tores loci illius consequantur: et omni adversitate effugata, dextera tua protegat, quos redemit Jesus Christus Filius tuus Dominus noster; Qui tecum vivit, et regnat etc. 43 zione gli abitatori di quel luogo ottengano: e ogni avversità dispersa, la vostra destra protegga quelli, che ha redenti Gesù Cristo vostro Figliuolo, Signor nostro: Che con voi vive ec. OREMUS PREGHIERA Deus, qui miro dispo- 0 Dio, che con mirabil sitionis ordine, ex re- ordine di disposizione, con bus etiam insensibili- cose anche insensibili, la bus, dispensationem premura della nostra sanostrae salutis osten- lute dimostrare voleste: dere voluisti: da quae- fate, vi preghiamo, che sumus, ut devota tuo- i divoti cuori dei vostri rum corda fidelium sa- fedeli salutevolmente inlubriter intelligant quid tendano ciò che misticamystice designet in fa- mente viene indicato nell' cto, quod hodie caele- avvenimento, che oggi di sti lumine afflata, Re- celeste lume ispirata, al demptori obviam pro- Redentore andando inconcedens, palmarum, at- tro, di palme, e d'olivi i que olivarum ramos rami sotto i suoi piedi la vestigiis ejus turba sub- turba distese. Delle palstravit. Palmarum igi- me dunque i rami( ci fitur rami de mortis prin- gurano) i trionfi, che socipe triumphos expe- pra il principe della morctant: surculi vero oli- te dobbiam aspettare: i varum spiritualem un- germogli poi d'ulivo grictionem advenisse quo- dano in certa maniera esdammodo clamant. In- sere( a noi) venuta la spi DOMENICA tellexit enim jam tunc rituale unzione. Imperocilla hominum beata chè intese fin d'allora multitudo praefigurari, quella beata moltitudine quia Redemptor noster di uomini esservi espressa humanis condolens mi- una tal figura, che il Reseriis, pro totius mun- dentor nostro, compasdi vita cum mortis prin- sionando le umane misecipe esset pugnaturus, rie, per la vita di tutto ac moriendo triumpha- il mondo, col principe turus. Et ideo talia ob- della morte era per comsequens administravit, battere, e morendo era quae in illo et trium- per trionfare. E perciò tali phos victoriae, et mise- cose ossequiosa gli ammiricordiae pinguedinem nistrò, che in lui dimodeclararent. Quod nos strassero e i trionfi della quoque plena fide et vittoria, e della miserifactum, et significatum cordia l'abbondanza. Il retinentes, te Domine che noi pure con piena fesancte, Pater omnipo- de e avvenuto, e adomtens, aeterne Deus, per brato credendo, voi, o Sieumdem Dominum no- gnore santo, Padre onnistrum Jesum Christum potente, eterno Dio( per i suppliciter exoramus, meriti) del medesimo Siut in ipso, atque per gnor nostro Gesù Cristo, ipsum, cujus nos mem- supplichevolmente vi prebra fieri voluisti, de ghiamo, acciocchè in lui e mortis imperio victo- per lui, del quale noi memriam reportantes, i- bri avete voluto che divenpsius gloriosae resur- tassimo, sopra l'impero rectionis participes es- della morte vittoria riporse mereamur: Qui te- tando, della di lui gloriosa cum vivit, et regnat etc. risurrezione meritiamo di essere partecipi; che ec. DELLE PALME. OREMUS Deus, qui per olivae ramum pacem terris columbam nuntiare jussisti: praesta quaesumus, ut hos olivae, caeterarumque arborum ramos, caelesti bene dictione sanctifices; ut cuncto populo tuo proficiant ad salutem. Per Christum etc. OREMUS 45 PREGHIERA Dio, che per mezzo di un ramo d'olivo alla colomba ordinaste di annunziar la pace alla terra: fate, vi preghiamo, che questi rami di olivo, e degli altri alberi, di celeste benedizione sieno santificati; affinchè così giovino alla salvezza di tutto il vostro popolo. Per i meriti di Cristo ec. PREGHIERA Benedic, quaesu- Benedite, vi supplichiamus, Domine, hos pal- mo, o Signore, questi ramarum, seu olivarum mi di palme, o d'ulivo: ramos: et praesta, ut e fate, che ciò, che il poquod populus tuus in pol vostro a vostro onore tui venerationem ho- in questo giorno corporaldierna die corporaliter mente eseguisce, spiriagit, hoc spiritualiter tualmente con somma disumma devotione per- vozione compisca, del neficiat, de hoste victo- mico vittoria riportando, riam reportando, et o- e le opere di misericorpus misericordiae sum- dia sommamente amando. mopere diligendo. Per Per i meriti del Signore Dominum nostrum etc. ec. Qui il Celebrante mette l'incenso nel turibolo: asperge tre volte i rami coll'acqua benedetta, dicendc 46 DOMENICA l'Antifona Asperges me, senza canto, e senza Salmo: gl'incensa tre volte, e poi dice Dominus vobiscum etc. OREMUS Deus, qui Filium tuum Jesum Christum Dominum nostrum pro salute nostra in hunc mundum misisti, ut se humiliaret ad nos, et nos revocaret ad te: cui etiam, dum Jerusalem veniret, ut adimpleret scripturas, credentium populorum turba fidelissima devotione vestimenta sua cum ramis palmarum in via sternebant: Praesta, quaesumus, ut illi fidei viam praeparemus, de qua, remoto lapide offensionis, et petra scandali, frondeant apud te opera nostra justitiae ramis, ut ejus vestigia sequi mereamur. Qui tecum vivit, etc. PREGHIERA 0 Dio, che il Figlio vostro Gesù Cristo Signor nostro per la salute nostra in questo mondo mandaste, affinchè si umiliasse fino a noi, e ci richiamasse a voi; e a cui mentre in Gerusalemme veniva, per adempiere le Scritture, di credenti popoli una moltitudine con fedelissima divozione le vesti loro con i rami di palme lungo la strada distendevano: concedete, vi preghiamo, che a lui della fede la via prepariamo, dalla quale, tolta la pietra d'inciampo, e la pietra di scandalo, frondeggino presso di voi le opere nostre sui rami della santità, acciocchè le vestigia seguir meritiamo di quello, che con voi vive, ec. Compita la benedizione, il più degno del Clero va all' Altare, e dà un ramo benedetto al Celebrante, il quale ne s'inginocchia, nè gli bacia la mano. Il Celebrante dappoi, davanti all' Altare, voltato verso il po DELLE PALME. 47 polo, distribuisce i rami, e primieramente a quello, da cui lo ha ricevuto: indi al Diacono e Suddiacono, ed altri Ecclesiastici, finalmente al popolo. Tutti quelli che li ricevono piegano il ginocchio, e baciano il ramo e la mano del Celebrante, eccettuati i Prelati, se vi fossero. Nel cominciarsi la distribuzione il Coro canta le seguenti Antifone: Pueri Hebraeorum I fanciulli degli Ebrei portantes ramos oliva- portando rami d'ulivo anrum obviaverunt Domino, clamantes, et dicentes: Hosanna in excelsis. darono incontro al Signore, gridando, e dicendo: Hosanna nel più alto dei cieli. ALIA ANTIPH. Pueri Hebraeorum vestimenta prosternebant in via, et clamabant dicentes: Hosanna Filio David: benedictus qui venit in nomine Domini. I fanciulli degli Ebrei stendeano le loro vesti per la strada, e gridavan dicendo: Hosanna al Figliuolo di David: benedetto colui, che viene nel nome del Signore. Si ripetono le dette Antifone, finchè sia terminata la distribuzione. Indi il Sacerdote dice: Dominus vobiscum.| Il Signore sia con voi. R! Et cum spiritu tuo. E collo spirito vostro. OREMUS PREGHIERA Omnipotens sempiterne Deus, qui Dominum nostrum Jesum Christum super pullum asinae sedere fecisti, et turbas populorum veOnnipotente sempiterno Iddio, che il Signore nostro Gesù Cristo sopra il poledro di un'asina montare faceste, e alle turbe del popolo le vesti, oi 48 DOMENICA stimenta, vel ramos ar-| rami degli alberi per la borum in via sternere, strada distendere, e Hoet Hosanna decantare in laudem ipsius docuisti: da quaesumus, ut illorum innocentiam imitari possimus, et eorum meritum consequi mereamur. Per eumdem Christum etc. sanna cantare in di lui lode insegnaste: fate, vi preghiamo, che la loro innocenza imitar possiamo, e il loro merito di conseguir siam fatti meritevoli. Per il medesimo ec. Si fa di poi la Processione, e primieramente il Celebrante pone l'incenso nel turibolo, ed il Diacono voltandosi al popolo dice: Procedamus in pace; risponde il Coro: In nomine Christi. Amen. Va innanzi quello che porta l'incensiere fumante, vien dopo il Suddiacono parato, portando la Croce in mezzo a due Accoliti con candellieri accesi: segue il Clero per ordine; viene in ultimo il Celebrante col Diacono a sinistra: e tutti portano de' rami in mano, e si cantano le seguenti Antifone, tantochè dura la Processione. Cum appropinquaret Dominus Jerosolymam, misit duos ex discipulis suis, dicens: Ite in Castellum, quod contra vos est: et invenietis pullum asinae alligatum, super quem nullus hominum sedit. Solvite, et adducite mihi. Si quis vos interroAvvicinandosi il Signore a Gerusalemme, mandò due dei suoi Discepoli dicendo: Andate nel Villaggio, che vi sta dirimpetto, e troverete un asinello( poledro di un'asina) legato, sopra di cui nessun uomo è ancora montato. Scioglietelo, e menatelo a me. E se alcuno vi dirà: DELLE PALME. gaverit, dicite: Opus Domino est.. Solventes adduxerunt ad Jesum: et imposuerunt illi vestimenta sua, et sedit super eum. Alii expandebant vestimenta sua in via: Alii ramos de arboribus sternebant. Et qui sequebantur, clamabant: Hosanna, benedictus, qui venit in nomine Domini: Benedictum regnum patris nostri David: Hosanna in excelsis: miserere nobis, fili David. 49 che fate voi? Ditegli, che il Signore ne ha bisogno. ALIA ANT. Cum audisset populus, quia Jesus venit Jerosolymam, acceperunt ramos palmarum; is Et exierunt ei obviam, et clamabant pueri, dicentes: Hic est, qui venturus est in salutem populi. Hic est salus nostra, et redemptio Israel. Lo sciolsero, e lo condussero a Gesù; e misero sopra di lui le loro vesti, ed egli vi montò sopra. Altri distendevano le loro vesti per la strada. Altri i rami degli alberi vi gettavano. E quelli che andavangli dietro, gridavano: Hosanna, benedetto colui, che viene nel nome del Signore. Benedetto il regno del padre nostro Davidde: Hosanna nel più alto dei cieli: Misericordia di noi, o figlio di Davidde. Udito che ebbe il popolo, che Gesù veniva in Gerusalemme, presero rami di palme; E gli uscirono incontro, e gridavano i fanciulli, dicendo: Questo è, che venir dee a salvare il popolo. Questo è la nostra salute, e la redenzione di Israele. 20 DOMENICA Quantus est iste, cui| Quanto grande egli è Throni, et Dominationes occurrunt! mai cotesto, cui vengono incontro i Troni, e le Dominazioni! Noli timere filia Sion: Non temere, figlia di ecce Rex tuus venit ti- Sionne: ecco che il tuo bi, sedens super pul- Re viene a te, cavalcando lum asinae, sicut scri- un asinello( poledro di ptum est. un'asina), siccome è stato scritto. Salve, Rex, fabricator mundi, qui venisti redimere nos. ALIA ANTIPH. Ante sex dies solemnis Paschae, quando venit Dominus in civitatem Jerusalem, occurrerunt ei pueri: Et in manibus portabant ramos palmarum, et clamabant voce magna, dicentes: Hosanna in excelsis: benedictus, qui venisti in multitudine misericordiae tuae: Hosanna in excelsis. ALIA ANTIPH. Оccurrunt turbae cum floribus, et palmis Redemptori obviam, et victori Salute a voi, o Re, fabbricator del mondo, che siete venuto a redimerci. Sei giorni avanti la solennità della Pasqua, quando venne il Signore nella città di Gerusalemme, gli vennero incontro i fanciulli: E in mano portavano rami di palme, e gridavano ad alta voce, dicendo: Hosanna nel più alto dei cieli: benedetto voi, che siete venuto nella moltitudine della vostra misericordia: Hosanna nel più alto dei cieli. Corrono incontro le turbe con fiori, e palme al Redentore: e al vincitore trionfante degni ossequii DELLE PALME. 21 triumphanti digna dant gli prestano: per Figliuoobsequia: Filium Dei lo di Dio quelle genti colore gentes praedicant, la lingua lo predicano: e et in laudem Christi vo- in lode di Cristo le voci ces tonant per nubila: risuonano per l'aria: HoHosanna in excelsis. sanna nel più alto dei cieli. ALIA ANT. Cum Angelis, et pueris fideles inveniamur, triumphatori mortis clamantes: Hosanna in excelsis. Cogli Angeli, e coi fanciulli fedeli lasciamoci trovare, al trionfatore della morte esclamando: Hosanna nel più alto dei cieli. ALIA ANTIPH. Turba Quella gran folla, che multa, quae convene- radunata si era pel giorno rat ad diem Festum, della Festa, gridava al clamabat Domino: Be- Signore: benedetto colui, nedictus, qui venit in che viene nel nome del nomine Domini: Ho- Signore: Hosanna nel più sanna in excelsis. alto dei cieli. Al ritorno della Processione, due o quattro Cantori entrano in Chiesa, e chiusane la porta, stando colla faccia voltata alla Processione, cominciano a cantare i primi due versi del Gloria, laus, et honor. Il Sacerdote con gli altri fuori della Chiesa li ripetono. Di poi quelli che sono dentro cantano i versi seguenti, o tutti, o parte, come parerà bene; e quelli che stanno fuori ad ogni due versi ripetono: Gloria, laus, come nel principio. DICHIARAZIONE. Teodolfo Vescovo d'Orleans fu posto in prigione in Andegavi da Lodovico Pio Imperatore, figlio di Carlo Magno, per false accuse de'suoi emuli. Passando Lodovico in tal Processione dalla carcere, ove Teodolfo stava, fu supplicato da lui, che fermar si 22 DOMENICA volesse alquanto: e così il Vescovo questi versi da lui quivi composti disse cantando in tal maniera, che sovra modo aggradirono all'Imperatore: onde subito fu liberato e riposto nella sua dignità. Quindi si prese dalla sua Chiesa, e di mano in mano dalle altre, il costume di cantarli, come si fa in simil giorno. Lo stare alcuni cantando entro la Chiesa, ed altri di fuori che loro rispondono, significa, che gli Angeli, innanzi la risurrezione e trionfo di Cristo, stavano nel cielo serrato agli uomini, e lodando Iddio pregavanlo che le rovine ristorasse. A questi i buoni mortali, affidati nella speme divina, altresì cantavano rispondendo, e pregando che tosto a quelli fossero congiunti. Gloria, laus, et honor Gloria, lode, e onore a tibi sit, Rex Christe Redemptor: voi sia, Re Cristo Redentore: Cui puerile decus prompsit Hosanna pium. R Gloria, laus etc. Israel es tu Rex, Davidis et inclyta proles: Nomine qui in Domini, Rex benedicte venis. R Gloria, laus etc. Coetus in excelsis te laudat coelicus omnis: Et mortalis homo, et cuncta creata simul. Cui il fanciullesco onore cantò l'Hosanna pio. B Gloria, lode ec. D' Israele siete voi il Re, e di Davidde l'inclita prole: Che nel nome del Signore, Re benedetto venite. R Gloria, lode ec. L'adunanza di tutti i celesti abitatori negli altissimi cieli vi loda: E ogni uomo mortale, e tutte le creature unite insieme. DELLE PALME. R Gloria, laus etc. Plebs Hebraea tibi cum palmis obvia venit: Cum prece, voto, hymnis adsumus ecce tibi. R Gloria, laus etc. Hi tibi passuro solvebant munia laudis: Nos tibi regnanti pangimus ecce melos. R Gloria, laus etc. Hi placuere tibi, placeat devotio nostra. 23 R Gloria, lode ec. La turba Ebrea a voi con palme incontro viene: Con preghiere, voti, inni, eccoci a voi dinanzi. Rex bone, Rex clemens, cui bona cuncta placent. Gloria, laus etc. R Gloria, lode ec. Questi a voi, che dovevate patire, pagavano tributi di lode: Noi, adesso, che regnate, ecco che vi componiamo delle melodie. R Gloria, lode ec. Questi piacquero a voi, vi piaccia la divozione nostra. O Re buono, o Re clemente, a cui tutto quello, che è buono, piace. R Gloria, lode ec. DICHIARAZIONE. Ora quei di fuori si uniscono con quei di dentro, e fassi un corpo solo, significando che questo entrare, quale oggi ha fatto Cristo in Gerusalemme, figurava che coll'entrata sua nella città del Paradiso dovevano i giusti unirsi cogli Angeli, ed avere i segni e le palme della vittoria gloriosamente trionfando. Il Suddiacono coll'asta della Croce batte alla porta; la porta tosto si apre, e la Processione entra in Chiesa cantando: DOMENICA DELLE PALME. R Ingrediente Domino in sanctam civitatem, Hebraeorum pueri resurrectionem vitae pronuntiantes: Cum ramis palmarum, Hosanna clamabant in excelsis. Cum audisset populus, quod Jesus veniret Jerosolymam, exierunt obviam ei. Cum ramis etc. R Entrando il Signore nella santa città, i fanciulli degli Ebrei la risurrezione alla vita pronunziando: Con rami di palme, Hosanna, gridavano, nel più alto dei cieli. y Udito che ebbe il popolo, che Gesù veniva in Gerusalemme, andarono incontro a lui. Con rami ec. E non si dice Gloria Patri. Si celebra di poi la Messa, ed i rami si tengono in mano solamente quando si canta la Passione, ed il Vangelo. ALLA MESSA Stazione a San Giovanni in Laterano. DICHIARAZIONE. Dopo la Processione si celebra la Messa, vera memoria della morte del Signore; acciò si sappia che egli, entrando in Gerusalemme, s'appressò al luogo del suo patimento come Agnello figurato nella Legge, il quale certi giorni prima della Pasqua esser dovea in casa degli Ebrei. ALLA MESSA. INTROITO 25 Domine, ne longe fa- Signore, non allontanate cias auxilium tuum a da me il vostro soccorso, me, ad defensionem in difesa mia accorrete; meam aspice: libera traetemi dalle fauci del me de ore leonis, et a leone, e dalle corna degli cornibus unicornium unicorni la mia miseria. humilitatem meam. PSALM. Deus, Deus meus, respice in me: quare me dereliquisti? longe a salute mea verba delictorum meorum. Domine etc. SALMO. Dio, Dio mio, volgetevi a me, perchè m' abbandonaste? allontana la mia salute da me la voce dei miei delitti. Signore ec. DICHIARAZIONE. Questo Introito, l'Orazione e l'Epistola trattano del patire di Cristo, e del frutto che ha fatto, e della carità, e mansuetudine, la quale, patendo, verso di noi ha dimostrato, onde meritò dal Padre l'adorazione del suo nome in ogni tempo. ORATIO ORAZIONE Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, qui humano generi ad imitandum humilitatis exemplum, Salvatorem Iddio, che( per esibire) all' uman genere da imitare un grand'esempio di nostrum umiltà, faceste che il Salcarnem sumere et cru- vator nostro carne prencem subire fecisti: con- desse, e la croce inconcede propitius ut et patientiae ipsius habere trasse, concedeteci propizio, che e della sua pa 26 DOMENICA DELLE PALME documenta, et resurre- 1 zienza di avere gl'insectionis consortia me- gnamenti, e della sua rireamur. Per eumdem surrezione la compagnia Dominum etc. meritiamo. Per il medesimo Signore ec. Non si dice che questa sola Orazione. B. Paolo Apostolo ai Filippesi. Lectio Epistolae Beati Lezione dell'Epistola del Pauli Apostoli ad Philippenses. Fratres: Hoc enim sen- Fratelli: Si abbiano gli tite in vobis, quod et stessi sentimenti tra di in Christo Jesu: qui cum voi, che( furono) in Criin forma Dei esset, non sto Gesù: il quale nella rapinam arbitratus est, forma di Dio essendo, non esse se aequalem Deo: credette, che fosse una sed semetipsum exina- rapina quel suo essere univit formam servi ac- guale a Dio; ma se stesso cipiens, in similitudi- annichilò, la forma di sernem hominum factus, vo prendendo, simile agli et habitu inventus ut uomini fatto, e per conhomo. Humiliavit se- dizione riconosciuto per metipsum: factus obe- uomo. Umiliò se stesso diens usque ad mortem, fatto ubbidiente sino alla mortem autem crucis. morte, e morte di croce. Propter quod et Deus Per la qual cosa Dio pur exaltavit illum, et do- lo esaltò, e gli donò un navit illi nomen, quod nome sopra qualunque noest super omne nomen: me: onde nel nome di ut in nomine Jesu omne Gesù ogni ginocchio si genuflectatur( qui s'in- pieghi in cielo, in terra, ginocchia) coelestium, e nell'inferno, e ogni linUniv.- Bibl. Giessen ALLA MESSA. terrestrium, et inferno- gua confessi, che il Signorum, et omnis lingua re Gesù è nella gloria di confiteatur, quia Domi- Dio Padre. nus Jesus Christus in gloria est Dei Patris. DICHIARAZIONE. Il seguente si chiama Responsorio, perchè hanno i due versi corrispondenza, e chiamasi Graduale, anticamente usandosi di dirlo su i gradi dell'Altare. E seguita dopo l'Epistola, mostrando, che a quanto imparato abbiamo in quella Lezione, corrisponderemo colle opere nostre, e che di grado in grado cammineremo al colmo della virtù. Vero è che la Chiesa in questo Responsorio parla in persona del Signore al Padre Eterno, quel medesimo che nell'Epistola s'è accennato. GRADUALE. Tenuisti manum dexteram meam, et in voluntate tua deduxisti me: et cum gloria assumpsisti me. y Quam bonus, Israel, Deus rectis corde! Mei autem pene moti sunt pedes, pene effusi sunt gressus mei, quia zelavi in peccatoribus, pacem peccatorum videns. GRADUALE. Mi prendeste per la destra, e secondo la vostra volontà mi conduceste, e con onore mi accoglieste. y Quanto è mai buono Iddio, o Israele, con quelli, che retti sono di cuore! Ma poco mancò che non vacillassero i miei piedi, e che non uscisser di strada i miei passi, perchè io fui punto da zelo verso i peccatori, la pace dei peccatori osservando. 28 DOMENICA DELLE PALME DICHIARAZIONE. Il tratto rappresenta cosa mesta, ed è cantico lagrimevole, e di pianto. Però in questo seguente veggonsi le giuste querele del Salvatore, dette in veče di lui da David Profela: e si raccontano i travagli sofferti nella Passione. Dicesi Tratto dalla parola traho, poichè lungamente, e con prolissità di parole è composto, e cantasi con melodia aspra e lugubre. TRACTUS. Deus, Deus meus, respice in me: quare me dereliquisti? Longe a salute mea verba delictorum meorum. Deus meus, clamabo per diem, nec exaudies: in nocte, et non ad insipientiam mihi. Tu autem in sancto habitas, laus Israel. TRATTO. Dio, Dio mio, volgetevi a me; perchè m' abbandonaste? y Allontana la salute da me la voce de'miei difetti. In te speraverunt patres nostri: speraverunt, et liberasti eos. y Ad te clamaverunt et salvi facti sunt: in te speraverunt, et non sunt confusi. y Dio mio, io griderò il giorno, e voi non mi esaudirete; griderò la notte, e non per mia colpa. y E voi pure nel luogo santo risiedete, o gloria d'Israele. In voi sperarono i padri nostri; sperarono, e voi li liberaste. y A voi alzarono le loro grida, e salvati furono: in voi sperarono, e non ebbero da vergognarsi. y Ego autem sum vermis, et non homo: opprobrium hominum, Ed io sono un verme, e non un uomo, l'obbrobrio degli uomini, e il riet abjectio plebis. y O- fiuto della plebe. Tutti ALLA MESSA. 29 mnes qui videbant me,| coloro, che mi vedevano, aspernabantur me: lo- mi schernivano, borbotcuti sunt labiis, et mo- tavano colle labbra, e verunt caput. scuotevano la testa. y Speravit in Domino: eripiat eum: saly Pose( dissero) sua speranza nel Signore, egli vum faciat eum, quo- lo liberi: lo salvi, dacchè niam vult eum. y Ipsi vero consideraverunt, lo ama. y Ed essi stavano a considerarmi, e miraret conspexerunt me: mi; si divisero le mie vediviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem. stimenta, e la veste mia tirarono a sorte. y Libera me de ore leonis, et a cornibus unicornium humilitatem meam. Qui timetis Dominum, laudate eum: universum semen Jacob, magnificate eum. y Annuntiabitur Domino generatio ventura, et annuntiabunt coeli justitiam ejus. y Populo qui nascetur, quem fecit Dominus. y Traetemi dalle fauci del leone, e dalle corna degli nnicorni la mia miseria. y O voi, che temete Iddio, lodatelo: seme di Giacobbe quanti voi siete, gloria rendete a lui. Sarà chiamata col nome del Signore la generazione che verrà, e annunzieranno i cieli la giustizia di lui. Al popolo discendente, che verrà creato da Dio. Si comincia la Passione assolutamente, senza Munda cor meum, senza dimandare la benedizione, senza lumi, e senza incenso. Non si dice Dominus vobiscum, ne si risponde Gloria tibi Domine, nè il Celebrante, 30 DOMENICA DELLE PALME nè il Diacono segnano colla Croce se stessi, o il libro. Il che si osserva in tutti gli altri giorni, quando si legge la Passione. DICHIARAZIONE. Qualtro essendo stati gli Scrittori della Passione del Figliuol di Dio, ciascun di quelli ordinò Papa Alessandro, che fosse letto in questi giorni con quel medesimo ordine, col quale essi la scrissero. E perchè S. Matteo il primo fu, avendo ciò fatto nell'anno quarantesimo primo della salute nostra, e settimo dopo la Passione di Cristo, anco prima degli altri usar si doveva in questa lezione. Quegli che leggere, o cantar lo dee, non chiede la benedizione, come negli altri Evangelii fare si suole, perchè raccontasi, che tolto è stato l'Autore, da cui siamo benedetti. Non si portano i lumi, essendo morto il fonte della luce. Non si adopera l'incenso, per mostrare, che il fervore della divozione ed orazione, significato in lui, negli Apostoli fu intiepidito, o quasi affatto estinto. Non si dice Dominus vobiscum, in detestazione del saluto di Giuda fatto a Cristo. Si tace il Gloria tibi Domine, essendo che il Salvatore dai Giudei fu villaneggiato, ed appresso loro non glorioso ed onorato, ma come obbrobrio degli uomini, abbiettissimo si vede stare. Le parole di Cristo si dicono in diverso tuono da tutte le altre, significando, che più dolcemente udivansi da quella benedetta bocca, che da ogni altra, che mai stata si sia, quantunque dette fossero dall'Evangelista istesso. Quelle della Turba con canto strepitoso vengono profferite, per additare, che con grande amarezza d'animo parlavano di Cristo, e che nei loro cuori altro non era, fuor che tristezza, e pensieri infuriati. ALLA MESSA. 31 Passio Domini nostri La passione del Signore Jesu Christi secundum Matthaeum. c. 26, 27. nostro Gesù Cristo secondo Matteo. In illo tempore dixit In quel tempo disse Gesù Jesus discipulis suis: ai suoi discepoli: Voi saScitis quia post biduum pete, che di qui a due Pascha fiet, et Filius giorni sarà la Pasqua, e hominis tradetur, ut il Figliuolo dell'uomo sacrucifigatur. C. Tunc rà tradito per essere crocongregati sunt princi- cifisso. Allora si adunapes sacerdotum, et se- rono i principi dei sacerniores populi, in atrium doti, e gli anziani del poprincipis sacerdotum, polo nel palazzo del prinqui dicebatur Caiphas; cipe dei sacerdoti, che si et consilium fecerunt, chiamava Caifa; e tenner ut Jesum dolo tenerent, consiglio, affine di cattuet occiderent. Dicebant rar Gesù per via d'inganautem: S. Non in die no, ed ucciderlo. Ma difesto, ne forte tumul- cevano: non in giorno di tus fieret in populo. C. festa, perchè non succeda Cum autem Jesus esset qualche tumulto trail poin Bethania in domo Si- polo. Ed essendo Gesù a monis leprosi, accessit Betania in casa di Simone ad eum mulier habens alabastrum unguenti pretiosi, et effudit super caput ipsius recumbentis. Videntes autem discipuli, indignati sunt, dicentes: S. Ut quid perditio haec? Poil lebbroso, si appressò a lui una donna con un vaso di alabastro d'unguento prezioso, e lo sparse sul capo di lui che era a mensa. Veduto ciò i discepoli, se l'ebbero a male, e dissero: a che fine tanta pro 32 DOMENICA DELLE PALME tuit enim unguentum fusione? Imperocchè poistud venundari multo, et dari pauperibus. C. Sciens autem Jesus, ait illis: Quid molesti estis huic mulieri? Opus enim bonum operata est in me. Nam semper pauperes habetis vobiscum: me autem non semper habetis. Mittens enim haec unguentum hoc in Corpus meum, ad sepeliendum me fecit. Amen dico vobis, ubicumque praedicatum fuerit hoc Evangelium in toto mundo, dicetur et quod haec fecit in memoriam ejus. C. Tunc abiit unus de duodecim, qui dicebatur Judas Iscariotes, ad principes sacerdotum, et ait illis: S.Quid vultis mihi dare, et ego vobis eum tradam. C. At illi constituerunt ei triginta argenteos. Et exinde quaerebat opportunitatem, ut eum traderet. Prima autem teva questo unguento vendersi a caro prezzo, e darsi ai poveri. Inteso ciò Gesù, disse loro: perchè inquietate voi questa donna? Imperocchè una buona opera ella ha fatta inverso di me. Conciossiachè sempre dei poveri ne avete con voi; ma quanto a me, per sempre non mi avete. Imperocchè spargendo ella quest'unguento sopra il mio corpo, come per seppellirmi l'ha fatto. In verita vi dico, che dovunque sarà predicato quest' Evangelo per tutto il mondo, si narrerà ancora quel, che costei ha fatto in sua ricordanza. Allora uno dei dodici, che chiamavasi Giuda Iscariote, se n'andò a trovare i principi dei sacerdoti, e disse loro: che volete darmi, ed io ve lo darò nelle mani? ed essi gli assegnarono trenta denari d'argento; ed egli d'allora in poi cercava l'opportunità di tradirlo. Or il primo ALLA MESSA. 33 die Azymorum acces- giorno degli azzimi si preserunt discipuli ad Je- sentarono i discepoli a sum, dicentes: S. Ubi Gesù, e gli dissero: dove vis paremus tibi come- volete, che vi apparecdere Pascha? C. At Je- chiamo per mangiare la sus dixit: Ite in ci- Pasqua? Gesù rispose: anvitatem ad quemdam, date in città da un tale, et dicite ei, Magister e ditegli, il Maestro dice: dicit: Tempus meum la mia ora è vicina; in prope est; apud te fa- casa tua io fo la Pasqua cio Pascha cum disci- co'miei discepoli. E fecepulis meis. C. Et fece- ro i discepoli conforme arunt discipuli, sicut veva loro ordinato Gesù, constituit illis Jesus, e prepararon la Pasqua. et paraverunt Pascha. E fattasi sera, era a taVespere autem facto, vola coi dodici suoi discediscumbebat cum duo- poli. E mentre mangiavadecim discipulis suis. no, disse: in verità vi diEt edentibus illis, di- co, che uno di voi mi traxit: Amen dico vo- dirà. Ed essi afflitti granbis, quia unus vestrum demente, cominciarono a me traditurus est. C. Et dire a uno a uno: son forcontristati valde coe- se io, o Signore? Ed egli perunt singuli dicere: rispose, e disse: colui, S. Numquid ego sum, che mette meco la mano Domine? C. Et ipse re- nel piatto, questi mi traspondens, ait: Qui dirà. E quanto al Figliuol intingit mecum manum dell' uomo egli se ne va, in paropside, hic me conforme di lui sta scrittradet. Filius quidem to; ma guai a quell'uomo, hominis vadit, sicut scriptum est de illo: vae autem homini illi * 2 DOMENICA DELLE PALME per quem Filius homi- per cui il Figliuolo dell' nis tradetur: bonum uomo sarà tradito: era erat ei, si natus non bene per lui che non fosse fuisset homo ille. C. mai nato quell'uomo. Ma Respondens autem Ju- Giuda, il quale lo tradidas, qui tradidit eum, va, rispose, e disse: son dixit: S. Numquid ego forse io, o Maestro? Dissum, Rabbi? C. Ait segli: tu l'hai detto. E illi: Tu dixisti. C. mentre essi cenavano, Coenantibus autem eis, prese Gesù il pane, e lo accepit Jesus panem, benedisse, e lo spezzò, e et benedixit, ac fregit, lo dette ai suoi discepoli, deditque discipulis suis e disse: prendete, e manet ait: Accipite, et giate: questo è il mio Corcomedite: Hoc est Cor- po. E preso il calice, renpus meum. C. Et ac- dette le grazie, e lo diede cipiens calicem, gra- loro, dicendo: bevete di tias egit, et dedit illis, questo tutti. Imperocchè dicens: Bibite ex hoc questo è il Sangue mio del omnes: Hic est enim nuovo testamento, il quaSanguis meus novi te- le per molti sarà sparso stamenti, qui pro mul- in remissione dei peccati. tis effundetur in remis- Or io vi dico, che non besionem peccatorum. Di- rò da ora in poi di questo co autem vobis: non frutto della vite sino a bibam amodo de hoc quel giorno, che io lo begenimine vitis usque in rò con voi nuovo nel Rediem illum, cum illud gno del padre mio. E canbibam vobiscum no- tato l'inno, andarono al vum in regno Patris monte Oliveto. Allora dismei. C. Et hymno dicto, exierunt in montem Oliveti. Tunc dicit ALLA MESSA. 35 illis Jesus: Omnes vos se loro Gesù: tutti voi scandalum patiemini in scandalo patirete per me me in ista nocte. Scri- in questa notte. Imperocptum est enim: Percu- chè sta scritto: percuotiam pastorem, et di- terò il pastore, e saran spergentur oves gregis. disperse le pecorelle del Postquam autem resur- gregge. Ma risuscitato che rexero, praecedam vos io sia, vi anderò avanti in Galileam. C. Respon- nella Galilea. Ma Pietro dens autem Petrus, ait gli rispose, e disse: quanilli: S. Etsi omnes scan- do anche tutti fosser per dalizati fuerint in te, scandalizzarsi per voi, non ego numquam scanda- sarà mai che io sia scanlizabor. C. Ait illi Je- dalizzato. Gli disse Gesù: sus: Amen dico tibi, in verità ti dico, che quequia in hac nocte, antequam gallus cantet, ter me negabis. C. Ait illi Petrus: S. Etiamsi oportuerit me mori tecum, non te negabo. C. Similiter et omnes discipuli dixerunt. Tune venit Jesus cum illis in villam, quae dicitur Gethsemani, et dixit discipulis suis: Sedete hic, donec vadam illuc, et orem. C. Et assumsta notte, prima che il gallo canti, tre volte mi rinegherai. Gli disse Pietro: quand'anche dovessi morir con voi, non vi negherò. E nello stesso modo parlarono anche tutti i discepoli. Allora andò Gesù con essi in un luogo chiamato Getsemani, e disse ai suoi discepoli: trattenetevi qui, mentre io vado là, e fo orazione. E presi con seco Pietro, pto Petro, et duobus e i due figliuoli di Zebefiliis Zebedaei, coepit deo, cominciò a rattricontristari, et moestus starsi, e a cadere in meesse. Tunc ait illis: stizia. Allora disse loro: 36 DOMENICA DELLE PALME Tristis est anima mea| Afflitta è l'anima mia siusque ad mortem: Su- no alla morte: restate qui, stinete hic, et vigilate e vegliate con me. E avanmecum. C. Et progres- zatosi alcun poco, si prosus pusillum, procidit strò per terra orando, e in faciem suam, orans, dicendo; Padre mio, se et dicens: Pater mi, è possibile, passi da me si possibile est, tran- questo calice: per altro, seat a me calix iste. non come voglio io, ma Verumtamen non sicut come volete voi: E andò ego volo, sed sicut tu. dai suoi discepoli, e troC. Et venit ad discipu- volli addormentati, e dislos suos, et invenit eos se a Pietro: così adunque dormientes, et dicit Pe- non poteste un'ora vegliatro: Sic non potuistis re con me? vegliate, ed una hora vigilare me- orate, affinchè non entriacum? Vigilate, et ora- te nella tentazione: lo spite, ut non intretis in rito veramente è pronto, tentationem. Spiritus ma la carne è stanca. Di quidem promptus est, nuovo per la seconda volcaro autem infirma. C. ta se ne andò, e orò diIterum secundo abiit, cendo: Padre mio, se non et oravit dicens: Pa- può questo calice passare, ter mi, si non potest senzachè io lo beva, sia hic calix transire, nisi fatta la vostra volontà. E bibam illum, fiat vo- tornato di nuovo, li trovò luntas tua. C. Et venit addormentati; imperociterum, et invenit eos chè gli occhi loro erano dormientes; erant enim aggravati. E lasciatili di oculi eorum gravati. Et nuovo, andò, ed orò per relictis illis, iterum a- ia terza volta, le stesse biit, et oravit tertio, parole dicendo. Allora aneumdem sermonem di ALLA MESSA. 37 cens. Tunc venit ad di- dò dai suoi discepoli, e scipulos suos, et dicit disse loro: su via dormiillis: Dormite jam, et te, e riposatevi. Ecco è requiescite. Ecce ap- vicina l'ora, e il Figliuolo propinquavit hora, et dell'uomo sarà dato nelle Filius hominis trade- mani dei peccatori. Alzatur in manus peccato- tevi, andiamo: ecco che rum. Surgite, eamus; si avvicina colui, che mi ecce appropinquavit, tradirà. Mentre ei tuttora qui me tradet. C. A- parlava, ecco che Giuda, dhuc eo loquente, ecce uno dei dodici, arrivò, e Judas, unus de duode- con esso gran turba con cim, venit, et cum eo ispade, e bastoni, manturba multa cum gla- data dai principi dei sadiis, et fustibus, missi cerdoti, e dagli anziani a principibus sacerdo- del popolo. E colui, che tum, et senioribus po- lo tradì, avea dato loro puli. Qui autem tradi- il segnale, dicendo: quedit eum, dedit illis si- gli che io bacierò, è desso, gnum, dicens: S.Quem- pigliatelo. E subitamente cumque osculatus fue- accostatosi a Gesù, disse: ro, ipse est, tenete eum. Dio ti salvi, o Maestro. C. Et confestim acce- E baciollo. E Gesù dissedens ad Jesum, dixit: S. gli: amico, a che fine sei Ave, Rabbi. C. Et oscu- venuto? Allora si fecero latus est eum. Dixitque avanti, e misero le mani illi Jesus:* Amice, ad addosso a Gesù, e lo tenquid venisti? C. Tunc nero stretto. Ed ecco, che accesserunt, et manus uno di quelli, che erano injecerunt in Jesum, et con Gesù, stesa la mano, tenuerunt eum. Et ecce unus ex his, qui erant cum Jesu, extendens 38 manum, exemit gladium suum, et percutiens servum principis sacerdotum, amputavit auriculam ejus. Tunc ait illi Jesus:* Converte gladium tuum in locum suum. Omnes enim, qui acceperint gladium, gladio peribunt. An putas, quia non possum rogare Patrem meum, et exhibebit mihi modo plusquam duodecim legiones Angelorum? Quomodo ergo implebuntur Scripturae, quia sic oportet fieri? C. In illa hora dixit Jesus turbis: Tamquam ad latronem existis cum gladiis et fustibus comprehendere me: quotidie apud vos sedebam docens in Templo, et non me tenuistis. C. Hoc autem totum factum est, ut adimplerentur Scripturae Prophetarum. Tunc discipuli omnes, relicto eo, fugerunt. At illi tenentes Jesum, duxerunt DOMENICA DELLE PALME tirò fuori la spada, e feri un servo del principe dei sacerdoti, mozzandogli un'orecchia. Allora Gesù gli disse: rimetti la tua spada al suo luogo: imperocchè, tutti quelli che daran di mano alla spada, di spada periranno. Pensi tu forse, che io non possa pregare il Padre mio, e mi porrà dinanzi adesso più di dodici legioni di Angeli? Come adunque si adempiranno le scritture, a tenor delle quali deve esser così? In quel punto disse Gesù alle turbe: come si fa per un assassino, siete venuti armati di spade, e bastoni per pigliarmi; ogni di io tra voi stava sedendo ad insegnare nel Tempio, nè mi avete preso. E tutto questo è avvenuto, affinchè si adempissero le Scritture dei Profeti. Allora tutti i discepoli abbandonandolo se ne fuggirono. Ma quelli, afferrato Gesù, lo condussero ALLA MESSA. 39 ad Caipham principem da Caifa principe dei sasacerdotum, ubi scri- cerdoti, dove gli scribi, e bae et seniores conve- gli anziani si erano radunerant. Petrus autem nati. E Pietro lo seguiva sequebatur eum a lon- alia lontana fino all'atrio ge, usque in atrium del principe dei sacerdoprincipis sacerdotum: ti; ed entrato dentro, staet ingressus intro, se- va a sedere con i ministri debat cum ministris, ut per vedere la fine. Ei videret finem. Principes principi dei sacerdoti, e autem sacerdotum, et tutto il consiglio cercavaomne concilium, quae- no false testimonianze conrebant falsum testimo- tro Gesù per farlo morire. nium contra Jesum, ut E non le trovavano, eseum morti traderent: sendosi molti falsi testiet non invenerunt, cum monii presentati. Ma alla multi falsi testes acces- fine vennero due falsi tesissent. Novissime au- stimonii, e dissero: costui tem venerunt duo falsi ha detto: Posso distrugtestes, et dixerunt. S. gere il Tempio di Dio, e Hic dixit: Possum de- in tre giorni rifabbricarlo. struere Templum Dei, E alzatosi il principe dei et post triduum reaedi- sacerdoti, gli disse: Nulla ficare illud. C. Et sur- rispondi a quel, che quegens princeps sacerdo- sti contro di te depongotum ait illi: S. Nihil re- no? Ma Gesù si taceva. spondes ad ea, quae E il principe dei sacerdoti isti adversum te testi- gli disse: ti scongiuro per ficantur? C. Jesus au- il Dio vivo, che ci dica, tem tacebat. Et princeps sacerdotum ait illi: S. Adjuro te, per Deum vivum, ut dicas DOMENICA DELLE, PALME nobis, si tu es Christus se tu sii il Cristo Figliuolo Filius Dei. C. Dicit illi di Dio. Gli rispose Gesù: Jesus: Tu dixisti. Ve- Tu l'hai detto; anzi vi dirumtamen dico vobis: co, che di poi vedrete il amodo videbitis Filium Figliuolo dell'uomo sedehominis sedentem a de- re alla destra della virtù xtris virtutis Dei, et ve- di Dio, e venire su le nubi nientem in nubibus coe- del cielo. Allora il prinli. C. Tunc princeps sa- cipe de' sacerdoti stracció cerdotum scidit vesti- le sue vesti, dicendo: ha menta sua, dicens: S. bestemmiato: che bisoBlasphemavit: quid a- gno abbiam più di testidhuc egemus testibus? monii? Ecco, avete ora Ecce nunc audistis bla- sentita la bestemmia. Che sphemiam; quid vobis ve ne pare? Quelli rispovidetur? C. At illi re- sero: è reo di morte. Alspondentes, dixerunt: lora gli sputarono in facS. Reus est mortis. C. cia, e coi pugni lo perTunc expuerunt in fa- cossero, e gli altri gli detciem ejus, et colaphistero degli schiaffi, diceneum caeciderunt; alii do: profetizzaci, Cristo, autem palmas in faciem chi è, che ti ha percosso? ejus dederunt, dicen- Pietro poi sedeva fuora tes: S. Prophetiza no- nell'atrio: e si accostò a bis, Christe, quis est, lui una serva, e dissegli: qui te percussit? C. Pe- anche tu eri con Gesù Gatrus vero sedebat foris lileo. Ma egli negò dinanzi in atrio. Et accessit ad a tutti, dicendo: non so eum una ancilla, dicens: S. Et tu cum Jesu Galilaeo eras. C. At ille negavit coram omnibus, dicens: S. Ne- l ALLA MESSA. scio quid dicis. C. Exeunte autem illojanuam, vidit eum alia ancilla, et ait his, qui erant ibi: S. Et hic erat cum Jesu Nazareno. C. Et iterum negavit cum juramento: Quia non novi hominem. Et post pusillum accesserunt, qui stabant, et dixerunt Petro: S. Vere et tu ex illis es: nam et loquela tua manifestum te facit. C. Tunc coepit detestari, et jurare, quia non novisset hominem. Et continuo gallus cantavit. Et recordatus est Petrus verbi Jesu, quod dixerat Priusquam gallus cantet, ter me negabis. Et egressus foras, flevit amare. Mane autem facto, consilium inierunt omnes principes sacerdotum, et seniores populi adversus Jesum, ut eum morti traderent. Et vinctum adduxerunt eum, et tradiderunt Pontio Pi- mani di Ponzio Pilato prelato praesidi. Tunc vi- l side. Allora Giuda, che quel, che tu dica: ed uscito lui dalla porta, lo vide un'altra serva, e disse ai circostanti; anche costui era con Gesù Nazareno. Ed egli di nuovo negò con giuramento: non conosco quest'uomo. E di lì a poco i circostanti si appressarono, e dissero a Pietro: veramente anche tu sei uno di quelli: imperocchè anche il tuo linguaggio ti dà a conoscere. Allora cominciò egli a mandarsi delle imprecazioni, e a spergiurare, che non aveva conosciuto tal uomo. E tosto il gallo cantò. E si ricordò Pietro della parola dettagli da Gesù: prima che canti il gallo, tre volte mi negherai. E uscito fuora, pianse amaramente. E fattosi giorno, tennero consiglio tutti i principi dei sacerdoti, e gli anziani del popolo contro Gesù per farlo morire. E legatolo lo condussero, e lo misero nelle DOMENICA DELLE PALME dens Judas, qui eum| l'aveva tradito, vedendo, tradidit, quod damna- come Gesù era condannatus esset, poenitentia to, pentito riportò i trenta ductus, retulit triginta denari ai principi dei saargenteos principibus cerdoti, e agli anziani, sacerdotum, et seniori- dicendo: Ho peccato, abus dicens: S. Peccavi, vendo tradito il sangue tradens sanguinem ju- innocente. Ma quelli disstum. C. At illi dixe- sero: ciò a noi che monrunt: S.Quid ad nos? Tu ta? Pensaci tu. Ed egli videris. C. Et projectis gettate le monete di arargenteis in templo, re- gento nel Tempio, si riticessit: et abiens, la- rò: e andò, e si appiccò queo se suspendit. Prin- ad un capestro. Ma i principes autem sacerdo- cipi dei sacerdoti, raccoltum, acceptis argen- te le monete d'argento, teis, dixerunt: S. Non dissero: non è lecito di licet eos mittere in cor- metterle nel tesoro, perbonam, quia pretium chè sono prezzo di sangue. sanguinis est. C. Con- E fatta consulta, comprasilio autem inito, eme- rono con esse il campo d' runt ex illis agrum figu- un vasajo, per seppellirvi li, in sepulturam pere- i forestieri. Per la qual grinorum. Propter hoc cosa si chiama quel camvocatus est, ager ille, po Haceldama, cioè il Haceldama, hoc est, a- campo del sangue, sino al ger sanguinis, usque in di d'oggi. Allora si ademhodiernum diem. Tunc pi quello, che fu predetto impletum est, quod di- per il Profeta Geremia, ctum est per Jeremiam che dice: E hanno riceProphetam, dicentem: vuto i trenta denari d'arEt acceperunt triginta gento, prezzo di colui, il argenteos pretium ap ALLA MESSA. 43 pretiati, quem appre- quale comprarono a preztiaverunt a filiis Israel: zo dai figliuoli d'Israele: et dederunt eos in a- e gli hanno impiegati in gran figuli, sicut con- un campo d'un vasajo, stituit mihi Dominus. come ha prescritto a me Jesus autem stetit ante il Signore. E Gesù fu prePraesidem, et interro- sentato dinanzi al Presigavit eum Praeses, di- de, e lo interrogò il Precens: S. Tu es Rex Ju- side, dicendogli: sei tu il daeorum? C. Dicit illi Re dei Giudei? Gli disse Jesus: Tu dicis. C. Et Gesù: tu lo dici. E venencum accusaretur a prin- do accusato dai principi cipibus sacerdotum, et dei sacerdoti, e dagli ansenioribus, nihil re- ziani, non rispose nulla. spondit. Tunc dicit illi Allora dissegli Pilato: non Pilatus: S. Non audis, odi tu di quante cose ti quanta adversum te di- accusano? E non gli ricunt testimonia? C. Et spose nulla per qualunnon respondit ei ad ul- que proposta, talmente lum verbum; ita ut mi- che ne restò il Preside alraretur Praeses vehe- tamente maravigliato. Or menter. Per diem au- nel dì solenne egli era sotem solemnem consue- lito il Preside di liberare verat Praeses populo di- quel prigione, che fosse mittere unum vinctum, più loro ciuto. Ed egli quem voluissent. Ha- aveva allora un prigione bebat autem tunc vin- famoso, chiamato Barabctum insignem, qui di- ba. Essendo essi aduncebatur Barabbas. Con- que adunati, disse Pilato: gregatis ergo illis, dixit chi volete, che io vi ponga Pilatus: S. Quem vul- in libertà, Barabba, o Getis dimittam vobis, Barabbam, an Jesum, qui DOMENICA DELLE PALME dicitur Christus? C. sù, chiamato il Cristo? Sciebat enim, quod per Imperocchè sapeva, che invidiam tradidissent per invidia l'avevan traeum. Sedente autem il- dito. E sedendo egli a trilo pro tribunali misit bunale, mandò a dirgli ad eum uxor ejus di- sua moglie: non t'impiccens: S. Nihil tibi, et ciare nelle cose di quel justo illi. Multa enim giusto; imperocchè sono passa sum hodie per stata quest'oggi in sogno visum propter eum. C. molto conturbata a causa Principes autem sacer- di lui. Ma i principi dei dotum, et seniores per- sacerdoti, e gli anziani suaserunt populis, ut persuasero il popolo a peterent Barabbam, Je- chieder Barabba, e far pesum vero perderent. Re- rire Gesù. E prendendo spondens autem Prae- la parola il Preside, disse ses, ait illis: S. Quem loro: quale dei due volevultis vobis de duobus te, che io vi metta in lidimitti? C. At illi di- bertà? Ma quelli dissero: xerunt: S. Barabbam. Barabba. Disse loro PilaC. Dicit illis Pilatus: S. to: che farò io adunque Quid igitur faciam de di Gesù, chiamato il CriJesu, qui dicitur Chri- sto? Disser tutti: sia crostus? C. Dicunt omnes: cifisso. Disse loro il PreS. Crucifigatur. C. Ait side: ma che di male ha illis Praeses: S. Quid e- egli fatto? Quelli però nim mali fecit? C. Atilli vieppiù gridavano, dicenmagis clamabant, di- do: sia crocifisso. Vedencentes: S. Crucifigatur. do Pilato, che nulla gioC. Videns autem Pila- vava, anzi si faceva magtus, quia nihil profice- gior il tumulto, presa l'aret, sed magis tumultus fieret, accepta aqua, 45 ALLA MESSA. lavit manus coram po-| cqua, si lavò le mani dipulo, dicens: S. Inno- nanzi al popolo, dicendo: cens ego sum a sangui- io sono innocente del sanne justi hujus; vos vi- gue di questo giusto: penderitis. C. Et respon- sateci voi. E rispondendo dens universus popu- tutto quanto il popolo, lus, dixit: S. Sanguis disse: il sangue di lui soejus super nos, et super pra di noi, e sopra dei filios nostros. C. Tunc nostri figliuoli. Allora ridimisit illis Barabbam; lasciò loro Barabba, e fatJesum autem flagella- to flagellare Gesù, lo ritum tradidit eis, ut cru- mise ad essi, perchè fosse cifigeretur. Tunc mili- crocifisso. Allora i soldati tes Praesidis suscipien- del Preside condotto Gesù tes Jesum in Praeto- nel Pretorio, radunarono rium, congregaverunt intorno a lui tutta la coorad eum universam co- te. E spogliatolo, una clahortem: et exeuntes mide di color di cocco gli eum chlamydem cocci- misero indosso; e intrecneam circumdederunt ciata una corona di spine, ei, et plectentes coro- gliela posero in testa, e nam de spinis, posue- una canna nella mano runt super caput ejus, dritta. E piegando il giet arundinem in dexte- nocchio dinanzi a lui, lo ra ejus. Et genu flexo schernivan, dicendo: Dio ante eum, illudebant ei, ti salvi, Re dei Giudei. dicentes: S. Ave, Rex E sputandogli addosso, Judaeorum. C. Et ex- prendevan la canna, e lo puentes in eum accepe- battevano nella testa. E runt arundinem, et per- dopo averlo schernito, lo cutiebant caput ejus. spogliarono della clamide, Et postquam illuserunt ei, exuerunt eum chlaIRING TURY 46 DOMENICA DELLE PALME myde, et induerunt e lo vestiron delle sue veeum vestimentis ejus, sti, e lo menarono a croet duxerunt eum, ut cifiggere. E nell'uscire incrucifigerent. Exeuntes contraron un uomo di Ciautem, invenerunt ho- rene, chiamato Simone: minem Cyrenaeum, no- e lo costrinsero a portare mine Simonem; hunc la croce di lui. E arrivaangariaverunt, ut tol- rono al luogo detto Golleret crucem ejus. Et gota, che vuol dire luogo venerunt in locum, qui del cranio. E gli dettero dicitur Golgotha, quod a bere del vino mescolato est Calvariae locus. Et con fiele, ed assaggiato dederunt ei vinum bi- che l'ebbe, non volle bebere cum felle mixtum. re. E dopo che l'ebber Et cum gustasset, no- crocifisso, spartirono le luit bibere. Postquam sue vesti, tirando a sorautem crucifixerunt e- te: affinchè si adempisse um, diviserunt vesti- quello, che fu detto dal menta ejus, sortem mit- Profeta, che dice: si sono tentes; ut impleretur spartiti tra di loro le mie quod dictum est per vestimenta, e la mia veProphetam, dicentem: ste hanno tirata a sorte. Diviserunt sibi vesti- E stando a sedere, gli famenta mea, et super cevano la guardia. E gli vestem meam miserunt posero scritto sopra la tesortem. Et sedentes, sta il suo delitto: Questi servabant eum. Et im- è Gesù Nazareno, il Re posuerunt super caput de' Giudei. Allora furon ejus causam ipsius scri- crocifissi con lui due laptam: Hic est Jesus Rex droni: uno a destra, e l' Judaeorum. Tunc crucifixi sunt cum eo duo latrones; unus a dex ALLA MESSA. tris, et unus a sinistris.| altro a sinistra. E quelli, Praetereuntes autem che passavano lo bestemblasphemabant eum, miavano crollando il camoventes capita sua, po, e dicendo: o tu che et dicentes: S. Vah, qui distruggi il Tempio di Dio, destruis Templum Dei, e in tre giorni lo rifabbriet in triduo illud reae- chi, salva te stesso: se dificas; salva temeti- Figliuolo di Dio sei, scenpsum: si filius Dei es, di dalla croce. Nella stesdescende de Cruce. C. sa guisa anche i principi Similiter et principes dei sacerdoti, facendosi sacerdotum, illudentes beffe di lui con gli scribi e cum scribis, et senio- gli anziani, dicevano: altri ribus, dicebant: S. A- ha salvato, se stesso non Hios salvos fecit, sei- può salvare; se è il Re psum non potest sal- d'Israele, scenda adesso vum facere; si Rex I- dalla croce, e gli crediasrael est, descendat mo: ha confidato in Dio, nunc de cruce, et cre- lo liberi adesso, se gli vuol dimus ei: confidit in bene; imperocchè egli ha Deo, liberet nunc, si detto: sono Figliuolo di vult, eum; dixit enim: Dio. E questo stesso i laQuia Filius Dei sum. C. droni, che erano stati croIdipsum autem et la- cifissi con lui, gli rimprotrones, qui crucifixi e- veravano. Ma dall'ora serant cum eo, imprope- sta furon tenebre per tutrabant ei. A sexta au- ta la terra sino all'ora notem hora tenebrae fa- na. E intorno all'ora nona ctae sunt super univer- esclamò Gesù ad alta vosam terram usque ad horam nonam. Et circa horam nonam clamavit Jesus voce magna, di 48 cens: Eli, Eli, lammasabacthani: C. Hoc est: Deus meus, Deus meus, ut quid dereliquisti me? C. Quidam autem illic stantes, et audientes, dicebant: S. Eliam vocat iste. C. Et continuo currens unus ex eis, acceptam spongiam implevit aceto, et imposuit arundini, et dabat ei bibere. Caeteri vero dicebant: S. Sine videamus, an veniat Elias liberans eum. C. Jesus autem iterum clamans voce magna, emisit spiritum.( Hic genuflectitur, et pausatur aliquantulum). Et ecce velum Templi scissum est in duas partes a summo usque deorsum, et terra mota est, et petrae scissae sunt: et monumenta aperta sunt; et multa corpora Sanctorum, qui dormierant, surrexerunt. Et exeuntes de monumentis post resurrectionem ejus venerunt in DOMENICA DELLE PALME ce, dicendo: Eli, Eli, Lammasabactani: che vuol dire: Dio mio, Dio mio, perchè mi avete abbandonato? Ma alcuni dei circostanti, udito ciò, dicevano: Elia chiama costui. E tosto correndo uno d' essi, inzuppò una spugna nell'aceto, e posatala in cima d'una canna, gli dava da bere. Gli altri poi dicevano: lascia che veggiamo, se venga Elia a liberarlo. Ma Gesù di nuovo gettato un gran grido, rendè lo spirito.( Qui s' inginocchia, e si fa una breve pausa). Ed ecco che il velo del Tempio si divise in due parti da sommo ad imo, e la terra tremò, e le pietre si spezzarono, e i monumenti si aprirono, e molti corpi dei Santi, che si erano addormentati, risuscitarono. E usciti dai monumenti dopo la risurrezione di lui, , ALLA sanctam civitatem, et apparuerunt multis. Centurio autem, et qui cum eo erant, custodientes Jesum, viso terraemotu, et his quae fiebant, timuerunt valde, dicentes: S. Vere Filius Dei erat iste. C. Erant autem ibi mulieres multae a longe, quae saecutae erant Jesum a Galilaea, ministrantes ei: inter quas erat Maria Magdalene, et Maria Jacobi, et Joseph mater, et mater filiorum Zebedaei. Cum autem sero factum esset, venit quidam homo dives ab Arimathaea, nomine Joseph, qui et ipse discipulus erat Jesu. Hic accessit ad Pilatum, et petiit corpus Jesu. Tunc Pilatus jussit reddi corpus. Et accepto corpore, Joseph involvit illud in sindone munda. Et posuit illud in monumento suo novo, quod exciderat in petra. Et advolvit so: e ribaltò una gran pie3 49 MESSA. entrarono nella santa città, e apparvero a molti. Ma il Centurione, e quelli che con lui facevan la guardia a Gesù, veduto il tremuoto, e le cose che accadevano, ebbero gran timore, e dicevano: veramente Figliuolo di Dio era costui. Ed eranvi molte donne in lontananza, le quali avean seguitato Gesù dalla Galilea, e lo avevano assistito; tra le quali eravi Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo, e di Giuseppe, e la madre dei figliuoli di Zebedeo. E fattasi sera, andò un ricco uomo di Arimatea, chiamato Giuseppe, che era anch'esso discepolo di Gesù. Questi andò a trovar Pilato, e chiesegli il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che fosse restituito il corpo. E preso il corpo, Giuseppe lo rinvolse in una sindone bianca. E lo pose nel suo monumento nuovo, scavato da lui in un mas 50 DOMENICA DELLE PALME saxum magnum ad o-| tra sulla bocca del monustium monumenti, et mento, e si ritirò. E stavaabiit. Erant autem ibi no ivi Maria Maddalena, Maria Magdalene, et e l'altra Maria a sedere altera Maria, sedentes dirimpetto al sepolcro. contra sepulcrum. DICHIARAZIONE. Finita la narrazione di Matteo sopra la Passione di Gesù Cristo, questo, che ora seguita, appartiene a ciò che occorse dopo la sepoltura fino alla Risurrezione. Ed essendo elleno parole dell'Evangelista, quindi avviene, che diconsi nel proprio tuono dell'Evangelo, e che anche si chiede la benedizione. Adoprasi l'incenso, poichè è solito ad usarsi attorno i sepolcri de'morti; e qui si tratta della sepoltura del Signore. E se non s'accendono i lumi, la cagione è, perchè ha detto poco prima S. Matteo, che Cristo, vera luce del mondo, spirò sulla Croce, e raccontasi come fu sepolto dai due Discepoli. Qui si dice Munda cor meum; si domanda la benedizione; si porta l'incenso senza lumi, e s' incensa il libro. Non si dice Dominus vobiscum, ed il Celebrante, e il Diacono non segna nè il libro, nè se medesimo: ciò che segue si canta in tuono del Vangelo, e nel fine il Celebrante bacia il libro, e va incensato. Tutto questo si osserva nelle altre Passioni, eccetto il Venerdi Santo. Altera autem die, quae Il seguente giorno, che est post Parasceven, era quello dopo la Paraconvenerunt principes sceve, si radunarono i sacerdotum, et phari- principi dei sacerdoti, e saei ad Pilatum, dicen- li farisei da Pilato, e gli ALLA MESSA. tes: Domine, recordati sumus, quia seductor ille dixit adhuc vivens: Post tres dies resurgam. Jube ergo custodiri sepulcrum usque in diem tertium: ne forte veniant discipuli ejus, et furentur eum, et dicant plebi: Surrexit a mortuis; et erit novissimus error pejor priore. Ait illis Pilatus: Habetis custodiam, ite, custodite, sicut scitis. Illi autem abeuntes, munierunt sepulcrum, signantes lapidem cum custodibus. 51 dissero: Signore, ci siam ricordati, che quel seduttore, quand'era ancor vivo, disse: dopo tre giorni risusciterò. Ordinate adunque, che sia custodito il sepolcro fino al terzo giorno: affinchè forse non vadano i suoi Discepoli a rubarlo, e dicano al popolo: egli è risuscitato da morte: e sia l'ultimo inganno peggiore del primo. Gli disse Pilato: siete padroni delle guardie, andate, custodite come vi pare. Ed essi andarono, e afforzarono il sepolcro colle guardie, e misero il sigillo alla pietra. Credo in unum Deum, Credo in Dio Padre onniPatrem omnipotentem, potente, creatore del ciefactorem coeli et ter- lo e della terra, di tutte rae, visibilium omnium le cose visibili ed invisiet invisibilium. Et in bili. E nel solo Signore unum Dominum Jesum Gesù Cristo unigenito FiChristum, Filium Dei gliuol di Dio. E nato dal unigenitum. Et ex Pa- Padre prima di tutti i setre natum ante omnia coli. Dio da Dio, lume da saecula. Deum de Deo, lume, Dio vero da Dio velumen de lumine, Deum ro. Generato, non creato, verum de Deo vero. Ge- consostanziale al Padre, 52 nitum, non factum, consubstantialem Patri, per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de coelis.( Hic genuflectitur). Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine. Et homo factus est. Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato, passus et sepultus est. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas. Et ascendit in coelum: sedet ad dex- i morti, ed il di lui regno teram Patris. Et iterum non avrà fine. E nello Spiventurus est cum glo- rito Santo Signore, e viria judicare vivos, et vificatore, che procede dal mortuos, cujus regni Padre, e dal Figliuolo. Il non erit finis. Et in Spi- quale col Padre, e col Firitum Sanctum Domi- gliuolo insieme si adora, num, et vivificantem, e insieme si glorifica, che qui ex Patre, Filioque ha parlato per i Profeti. procedit. Qui cum Pa-( Credo) la Chiesa Una, tre, et Filio simul ado- Santa, Cattolica ed Aporatur, et conglorifica- stolica. Confesso un solo tur: qui locutus est per Battesimo in remissione Prophetas. Et Unam, de'peccati. Ed aspetto il Sanctam, Catholicam, et Apostolicam Eccleper cui sono state fatte tutte le cose. Il quale per noi uomini, e per la nostra salvezza discese dai cieli.( Qui s'inginocchia). E s'incarnò per opera dello Spirito Santo da Maria Vergine; e si fece Uomo. Fu inoltre crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, pati e fu seppellito. E risorse il terzo giorno secondo le Scritture. E sali al cielo, ove siede alla destra del Padre. E di nuovo ha da venire con gloria a giudicare i vivi, ed DOMENICA DELLE PALME ALLA MESSA. 53 siam. Confiteor unum risorgimento de' morti. E Baptisma in remissio- la vita del secolo avveninem peccatorum. Et re. Così è. expecto resurrectionem mortuorum. Et vitam venturi saeculi. Amen. Offertorium. Improperium expectavit cor meum, et miseriam; et sustinui qui simul mecum contristaretur, et Offertorio. Obbrobrii si aspettò il mio cuore, e miserie; e aspettai chi entrasse a parte di mia tristezza, e non vi fu; chi non fuit; consolantem mi desse consolazione cerme quaesivi, et non inveni; et dederunt in escam meam fel, et in siti mea potaverunt me aceto. Secreta. Concede, quaesumus, Domine, ut oculis tuae majestatis munus oblatum, et gratiam nobis devotionis obtineat, et effectum beatae perennitatis acquirat. Per Dominum nostrum etc. Praefatio de Cruce. Per omnia saecula saeculorum. Amen. Dominus vobiscai, e non l'ho trovato; e dettero a me per cibo il fiele, e nella mia sete mi abbeverarono coll'aceto. Segreta. Concedeteci, vi preghiamo, o Signore, che il dono, quale abbiamo offerto avanti gli occhi della vostra maestà, e ci ottenga la grazia della divozione, e ci impetri l'amor della beata eternità. Per il Signore ecc. Prefaz. della Croce. Per tutti i secoli dei secoli. Così sia. y Il Signore sia con voi. 54 DOMENICA DELLE PALME cum. Et cum spiritu R E collo spirito vostro. 80%# 1 stilet In alto i cuori. Gli abbiamo al Signore. tuo.olset ka Sursum corda. R.. Habemus ad Dominum. y Gratias agamus Domino Deo nostro. Dignum, et justum est. Grazie rendiamo al Signore Iddio nostro. R Degno, e giusto egli è. Vere dignum, et justum est, aequum, et salutare, nos tibi semper, et ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus, qui salutem humani generis in ligno Crucis constituisti; ut unde mors oriebatur, inde vita resurgeret; et qui in ligno vincebat, in ligno quoque vinceretur, per Christum Dominum nostrum. Per quem majestatem tuam laudant Angeli, adorant Dominationes, tremunt Potestates. Coeli, coelorumque Virtutes, ac beata Seraphim, socia exultatione concelebrant. Cum quibus et nostras voces, ut adVeramente degno, e giusto egli è, conveniente, e salutare, che noi sempre, e in qualunque luogo grazie vi rendiamo, o Signore santo, Padre onniche potente, eterno Dio, la salute dell'uman genere nel legno di Croce riponeste: affinchè donde la morte venne, indi la vita risorgesse; e quello che nel legno vinceva, nel legno ancora fosse vinto, per Cristo Signore nostro. Per mezzo del quale lodano gli Angeli la vostra maestà, l'adorano le Dominazioni, la temono le Potestà. I Cieli, e dei cieli le Virtù, e i beati Serafini, con concorde esultanza la celebrano. Con le lodi dei quali, anche le nostre voci, comandate mitti jubeas depreca- siano ammesse, vi pre ALLA MESSA. mur, supplici confessione dicentes: Sanctus etc., pag. 11. Communio. Pater, si non potest hic calix transire, nisi bibam illum, fiat voluntas tua. Postcommunio. 55 ghiamo, con supplichevole confessione dicendo: Santo ecc., pag. 11. Comunione. Padre, se non può questo calice passare, senza che io lo beva, sia fatta la vostra volontà. Per hujus, Domine, operationem mysterii, et vitia nostra purgentur, et justa desideria compleantur. Per Dominum etc. Dopo la Comunione. Per la celebrazione, o Signore, di questi misteri, e i vizi nostri purgati restino, e i giusti desiderii adempiuti. Per il Signore ecc. Nelle Messe private si legge in fine il Vangelo Cum appropinquasset, come sopra pag. 6. 56 LUNEDI SANTO ALLA MESSA Stazione a Santa Prassede. 2 INTROITO. Gal. 6. Judica, Domine, no- Chiamate in giudizio, o Sicentes me, expugna impugnantes me: apprehende arma et scutum, et exurge in adjutorium meum, Domine virtus alutis meae. gnore, i persecutori miei, mandate in rotta coloro, che mi combattono: impugnate le armi, e lo scudo, ed alzatevi a mia difesa, Signore, mia forte salute. Psalm. 34. Effunde frameam, et conclude adversus eos, qui persequuntur me: dic animae meae: salus tua ego sum. Judica etc. ORATIO Da, quaesumus, omnipotens Deus, ut qui in tot adversis ex nostra infirmitate deficimus, intercedente Unigeniti Filii tui passione respiremus. Qui tecum vivit, et regnat etc. Tirate fuori la spada, e serrate la strada a coloro che mi perseguitano: dite all'anima mia: la tua salute io sono. Chiamate ecc. ORAZIONE Concedete, vi preghiamo, onnipotente Iddio, che noi, che in tante cose avverse, per nostra fragilità, veniam meno, intercedendo dell' Unigenito Figlio vostro la passione, respiriamo. Che con voi ecc. ALLA MESSA. Contra persecutores Ecclesiae. Ecclesiae tuae, quaesumus Domine, preces placatus admitte; ut destructis adversitatibus, et erroribus universis, secura tibi serviat libertate. Per Dominum etc. Amen. Contro i Persecutori della Chiesa. 57 Della vostra Chiesa, vi supplichiamo, Signore, le preci placato ricevete, affinchè, dissipate le avversità, e gli errori tutti, con sicura libertà a voi( ella) serva. Per il Signore ec. Seu pro Papa. Pel Papa. ORATIO ORAZIONE Deus, omnium fide- 0 Dio, di tutti i fedeli PaliumPastoretRector, famulum tuum N., quem Pastorem Ecclesiæ tuæ praeesse voluisti, propitius respice: da ei, quaesumus, verbo et exemplo quibus praeest, proficere; ut ad vitam, una cum grege sibi credito, perveniat sempiternam. Per Dominum etc. Amen. store e Governatore, il vostro servo N., che( come) Pastore alla vostra Chiesa presiedere ordinaste, con clemenza risguardate, concedetegli, vi preghiamo, che( possa) colle parole e coll' esempio a quelli, ai quali presiede, giovare, affinchè insieme col gregge a lui affidato, pervenga alla vita sempiterna. Per il Signore ec. Non si dice la terza Orazione. * 3 58 LUNEDÌ SANTO EPISTOLA Lectio Isaiae ProLezione d'Isaia phetae. Cap. 50.... Profeta. In diebus illis dixit I- In quei giorni disse Isaia: saias: Dominus Deus Il Signore Iddio mi ha aaperuit mihi aurem; perta l'orecchia, ed io non ego autem non contra- contraddico: indietro non dico; retrorsum non a- mi tiro. Il corpo mio l'ho bii. Corpus meum dedi dato a quei che mi perpercutientibus, et ge- cuotevano, e le mie guannas meas vellentibus. cie a quei che mi strapFaciem meam non a- pavano la barba: il mio verti ab increpantibus, volto non ho nascoso a et conspuentibus in me. quelli che mi schernivano, Dominus Deus auxilia- e mi sputacchiavano. Il tor meus, ideo non sum Signore Dio è il mio ajuto, confusus: ideo posui per questo io non son refaciem meam ut petram stato confuso: per questo durissimam, et scio, ho renduto la mia faccia quoniam non confun- come pietra durissima, e dar. Juxta est, qui ju- so che io non rimarrò constificat me, quis con- fuso. Mi sta dappresso cotradicet mihi? Stemus lui che mi giustifica, chi simul, quis est adver- sarà mio contradditore? sarius meus? Accedat Stiamo insieme in giudiad me. Ecce Dominus zio, chi è il mio avversaDeus auxiliator meus: rio? Si accosti a me. Ecco, quis est, qui conde- che il Signore Dio è in mio mnet me? Ecce omnes ajuto; chi è che mi condanquasi vestimentum con- ni? Ecco che tutti( questi) terentur, tinea come- come un vestimento saran det eos. Quis ex vobis consunti, il verme li man ALLA MESSA. 59 timens Dominum, au-| gerà. Chi tra voi, che tediens vocem.servi sui? ma il Signore, e ascolti la Qui ambulavit in tene- voce del suo servo? Chi bris, et non est lumen cammina nelle tenebre, ei, speret in nomine ed è senza luce, speri nel Domini, et innitatur nome del Signore, e si apsuper Deum suum. poggi al suo Dio. GRADUALE. Exurge, Domine, et intende judicio meo, Deus meus, et Dominus meus in causam meam. y Effunde frameam, et conclude adversus eos qui me persequuntur. TRACTUS. Domine, non secundum peccata nostra, quae fecimus nos: neque secundum iniquitates nostras retribuas nobis. y Domine, ne memineris iniquitatum nostrarum antiquarum: cito anticipent nos misericordiae tuae, quia pauperes facti sumus nimis.( Hic genuflectitur). y Adjuva nos, Deus salutaris noster, Levatevi su, o Signore, applicatevi a rendermi giustizia, Dio mio, e Signor mio, in questa mia causa. Tirate fuori la spada, e serrate la strada a coloro, che mi perseguitano. Signore, non secondo i nostri peccati, che abbiam fatto: nè secondo le nostre iniquità ci vogliate dare la retribuzione. y Signore, non vi ricordate delle iniquità nostre antiche: prontamente ci prevengano le vostre misericordie, perchè miserabili siam divenuti oltremodo.( Qui s'inginocchia). y Ajutateci, o Dio, Salvator nostro, e a gloria et propter gloriam no- del nome vostro, Signore, minis tui, Domine, li- liberateci, e propizio sia 60 LUNEDÌ SANTO bera nos, et propitius| te ai peccati nostri, pel esto peccatis nostris, nome vostro. propter nomen tuum. DICHIARAZIONE. Betania era poco meno di due miglia lontana da Gerusalemme, ed ivi stava Lazzaro, e le sorelle; ma non ne erano padroni, come alcuni malamente dicono, essendo i Romani soli e liberi signori di tutta la Giudea. Questa cena, fatta sei di prima della Pasqua, che comincia il Giovedì sera, venne ad esser if Sabato passato; ma si legge in questo giorno, per mostrare l'occasione presa da Giuda di vender Cristo; e volendo egli rimborsare il danaro, qual giudicò valere l'unguento adoprato dalla Maddalena, ora, ed anche nel Mercoledì seguente, ungendo il capo del medesimo suo Maestro. Due volte unse questa donna i piedi a Cristo: la prima delle quali fu nella sua conversione, e la seconda presso di Lazzaro, sei di avanti la Pasqua, come qui si dice. Una sola volta gli unse il capo, trovandosi in casa di Simone, il Mercoledì, nel quale fu venduto da Giuda. L'ungere i piedi anticamente non fu in usanza degli Ebrei; ma solamente usavasi alle volte presso qualche Ateniese nobile, e di stato grande: e l' unzione del capo, specialmente nei conviti, si frequentava in tutta la Palestina. L'unguento nardino è così chiamato dal nardo, erba di molto odore, e preziosa, che con altre cose delicatissime lo compone. Lo nomina qui l'Evangelista pistici, cioè non falsificato, e nell'Evangelio di San Marco vien chiamato unguenti nardi spicati; poichè in farlo, non tutto il nardo adopravasi, ma solo la sua spiga; ed era dalle donne romane avuto ALLA MESSA. 61 in istima, oltre ogni nostra credenza. E quinci abbiamo, la Maddalena essere stata nobile, e molto ricca, avendo essa potuto usar per tre volte, ed abbondantemente, un unguento di tanto prezzo. Sequentia S. Evangelii| Quello che segue del Sansecundum Joannem. to Evangelio secondo Cap. 12. Giovanni. Ante sex dies Paschae Sei di avanti la Pasqua venit Jesus Bethaniam, andò Gesù a Betania, doubi Lazarus fuerat mor- ve era già morto Lazzaro, tuus, quem suscitavit che Gesù avea risuscitato. Jesus. Fecerunt autem Ed ivi gli fecero una ceei coenam ibi: et Mar- na: e Marta serviva a tatha ministrabat. Laza- vola. Lazzaro poi uno era rus vero unus erat ex di quegli, che stavano a discumbentibus cum mensa con lui. Maria però eo. Maria ergo accepit presa una libbra d'unlibram unguenti nardi guento di nardo liquido di pistici pretiosi, et un- gran pregio, unse i piedi xit pedes Jesu, et ex- di Gesù, e asciugò i piedi tersit pedes ejus capil- di lui colle sue trecce: e lis suis: et domus im- la sua casa fu ripiena delpleta est ex odore un- l'odor dell'unguento. Disguenti. Dixit ergo unus se perciò uno dei suoi diex discipulis ejus, Ju- scepoli, Giuda Iscariotte, das Iscariotes, qui erat il quale era per tradirlo: eum traditurus: Quare e perchè un unguento cohoc unguentum non me questo non si è venvendit tercentis denariis, et datum est egenis? Dixit autem hoc, non quia de egenis perduto trecento danari, e dato ai poveri? Egli disse ciò, non perchè dei poveri si prendesse pensiero, ma 62 tinebat ad eum, sed quia fur erat, et loculos habens, ea, quae mittebantur, portabat. Dixit ergo Jesus: Sinite illam, ut in diem sepulturae meae servet illud. Pauperes enim semper habetis vobiscum: me autem non semper habebitis. Cognovit ergo turba multa ex Judaeis, quia illic est: et venerunt, non propter Jesum tantum, sed ut Lazarum viderent, quem suscitavit a mortuis. LUNEDÌ SANTO Offertorium. Eripe me de inimicis meis, Domine: ad te confugi, doce me facere voluntatem tuam: quia Deus meus es tu. Secreta, Haec sacrificia nos, omnipotens Deus, potenti virtute mundatos, ad suum faciant puriores venire principium. Per Dominum etc. perchè ladro era, e la borsa tenendo, quello che ci era messo dentro portava. Disse adunque Gesù: lasciatela fare, che pel di della mia sepoltura riserbi questo. Imperocchè i poveri sempre gli avete con voi: me poi non sempre mi avrete. Seppe pertanto una gran turba di Giudei, come in quel luogo era Gesù: e vi andarono, non per Gesù solamente, ma anche per veder Lazzaro da lui risuscitato. Liberatemi da'miei nemici, o Signore: a voi son ricorso: insegnatemi a fare la vostra volontà, perchè il Dio mio siete voi. Segreta. Questi sacrifizii, onnipotente Iddio, noi mondati con potente virtù, facciamo pervenire più puri voi nostro principio. Per il Signore ecc. ALLA MESSA. Alia secreta, contra persecutores Ecclesiae. 63 Altra segreta contro i persecutori della Chiesa. Protege, Domine, tuis Proteggete, o Signore, mysteriis servientes: ut divinis rebus inhaerentes, et corpore tibi famulemur, et mente. Per Dominum etc. noi che serviamo ai vostri misteri, affinchè inerendo alle cose divine, vi serviamo col corpo, e con la mente. Per il Signore ecc. Seu pro Papa. Oblatis, quaesumus, Domine, placare muneribus; et famulum tuum N., quem Pastorem Ecclesiæ tuæ præesse voluisti, assidua protectione guberna. Per Dominum etc. RAmen. Praefatio Crucis p. 53. Communio. Erubescant, et revereantur simul, qui gratulantur malis meis: induantur pudore, et reverentia, qui maligna loquuntur adversus me. Postcommunio Ovvero al Papa. Placatevi, o Signore, ve ne preghiamo, per i doni, che vi abbiamo offerti, e governate con la continua protezione vostra il vostro servo N., quale avete voluto, che presieda Pastore alla vostra Chiesa. Per il Signor nostro ecc. Prefazione pag. 53. Arrossiscano, e si confondano tutti insieme quanti si rallegrano dei miei mali: vestiti siano di confusione, e di vergogna coloro, che malignamente parlano contro di me. Dopo la Comunione. Praebeant nobis, Do- Ci somministrino, o Simine, divinum tua san- gnore, i vostri santi mi 64 LUNEDÌ SANTO cta fervorem, quo eo- steri un divino fervore, rum pariter et actu de- onde proviamo gusto electemur, et fructu. Per Dominum etc. R Amen. gualmente, e nel celebrarli, e nel( riceverne il) frutto. Per il Signore ecc. Altra dopo la Comunione, contro i persecutori della Chiesa. Alia Postcommunio contra persecutores Ecclesiae. Quaesumus, Domine Vi Domine Deus noster: ut quos divina tribuis participatione gaudere, humanis non sinas subjacere periculis. Per Dominum etc. R/ Amen. Seu pro Papa. Haec nos, quaesumus, Domine, divini Sacramenti perceptio protegat: et famulum tuum N., quem Pastorem Ecclesiae tuae praeesse voluisti, una cum commisso sibi grege, salvet semper, et muniat. Per Dominum etc. R/ Amen. Vi preghiamo, o Signore Dio nostro, affinchè quelli, a cui della divina partecipazione concedete godere, non vogliate permettere, che soggiacciano agli umani pericoli. Per il Signore ecc. R Così sia. Ovvero pel Papa. Questa partecipazione del divin Sacramento, vi preghiamo, o Signore, ci protegga: e il servo vostro N., che( come) Pastore alla vostra Chiesa presiedere ordinaste, unitamente all' affidatogli gregge, salvi sempre, e fortifichi. Per il Signore ecc. R Così sia. ALLA MESSA. Super populum. ORATIO Humiliate capita vestra Deo. La Adjuva nos, Deus salutaris noster: et ad beneficia recolenda, quibus nos instaurare dignatus es, tribue venire gaudentes. Per Dominum etc. 65 Sopra il popolo. ORAZIONE Umiliate la vostra testa a Dio. Ajutatemi, o Dio Salvator nostro, e a meditare i benefizii, che di farci rinnovare vi siete degnato, concedeteci di venire con giubilo. Per il Signore ecc. 66 MARTEDI SANTO ALLA MESSA Stazione a Santa Prisca. INTROITO. Gal. 6. Nos autem gloriari oportet in Cruce Domini nostri Jesu Christi, in quo est salus, vita et resurrectio nostra: per quem salvati, et liberati sumus. Psal. 66. Deus misereatur nostri, et benedicat nobis: illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri. Nos autem etc. ORATIO Ora a noi gloriarci conviene nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo, nel quale è riposta la salute, la vita, e la risurrezione nostra, per cui salvati siamo e liberati. Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica; splendere faccia la luce della sua faccia sopra di noi, e abbia di noi pieta. Ora a noi ecc. ORAZIONE Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, da nobis ita Dominica Passionis sacramenta peragere, ut indulgentiam percipere Dio, concedeteci di celebrar in maniera i misterii della Passion del Signore, che il perdono ricevere possiamo. Per il medesimereamur. mo ecc. Per eumdem etc. La seconda Orazione, come al Lun., pag. 57. ALLA MESSA. EPISTOLA Lectio Jeremiae Prophetae. Cap. 11 d. In diebus illis; Dixit Jeremias: Domine, demonstrasti mihi, et cognovi; tunc ostendisti mihi studia eorum. Et ego quasi agnus mansuetus, qui portatur ad victimam: et non cognovi, quia cogitaverunt super me consilia, dicentes: Mittamus lignum in panem ejus, et eradamus eum de terra viventium, et nomen ejus non memoretur amplius. Tu autem Domine Sabaoth, qui judicas juste, et probas renes et corda, videam ultionem tuam ex eis: tibi enim revelavi causam meam, Domine Deus meus. GRADUALE. Ps. 34. Ego autem dum mihi molesti essent, induebam me cilicio, et humiliabam in jejunio animam meam: et ora67 Lezione di Geremia Profeta. In quei giorni disse Geremia: Signore, mi deste a conoscere, ed io compresi: allora voi mi faceste vedere i loro pensamenti. Ed io come agnello mansueto, che è portato ad esser sacrificato: e non avea compreso, com'eglino avean contro di me macchinato, dicendo: Venite, diamo a lui legno in luogo di pane, e sterminiamolo dalla terra dei viventi, e il suo nome non sia più rammentato. Ma voi, o Signore degli Eserciti, che giudicate con giustizia, e penetrate gli affetti e i cuori, fate, che io vi vegga fare vendetta di essi, imperocchè ho rimessa in voi la mia causa. Ma io, mentre quelli mi molestavano, mi rivestii di cilicio, e umiliai col digiuno l'anima mia, e la mia orazione nel mio seno si aggirava. Chiamate 68 tio mea in sinu meo convertetur. y Judica, Domine, nocentes me, expugna impugnantes me: apprehende arma et scutum, et exurge in adjutorium mihi. MARTEDÌ SANTO in giudizio, o Signore, i persecutori miei; mandate in rotta coloro, che mi combattono. Impugnate le armi e lo scudo, ed alzatevi a mia difesa. DICHIARAZIONE. Il primo anno che San Pietro si trovava in Roma, quale fu il quarantesimo quinto dopo la nascita del Signore, essendosi molti convertiti a Dio, Marco da loro fu pregato a voler latinamente scrivere quanto l'Apostolo avea loro predicato, per poter meglio con la Scrittura stessa vedere a sua posta le azioni di Cristo. Pertanto ei compose l'Evangelio, che venne confermato con l'autorità di San Pietro, e pubblicato nella Chiesa; e così essendo egli stato il secondo Scrittore Evangelico, nel secondo luogo eziandio si legge. Passio Domini nostri| La passione del Signor Jesu Christi secundum Marcum. Cap. 14, 15. nostro Gesù Cristo secondo Marco. In illo tempore: Erat Pascha, et Azyma post biduum: et quaerebant summi sacerdotes, et scribae, quomodo Jesum dolo tenerent, et occiderent. Dicebant autem: S. Non in die non in dì di festa, perchè festo, ne forte tumul- il popolo non si levi a tuIn quel tempo era la Pasqua, e gli Azzimi di lì a due giorni: e cercavano i principi dei sacerdoti, e gli scribi il modo di prender Gesù per inganno, ed ucciderlo. Ma dicevano: ALLA MESSA. 6.9 multo. E trovandosi Gesù a Betania in casa di Simone il lebbroso, ed essendo a mensa, venne una donna che aveva un vaso di unguento di nardo di spigo di gran pregio, e rotto l'alabastro, glielo sparse sulla testa. Ed eranvi alcuni, che ciò di mal cuore soffrivano dentro di sè, e dicevano: a che fine questo scialacquamento di unguento si è fatto? Imperocchè poteva quest' unguento vendersi più di trecento denari, e darsi ai poveri. E fremevano contro di lei. Ma Gesù disse: lasciatela stare, perchè la inquietate voi? Una buona opera ella ha fatto a me. Imperocchè sempre dei poveri avete con voi: e quando a voi piacerà, potete loro fare del bene: me poi non sempre mi avete. Quel che poteva, ella ha fatto: ha anticipato a ungere il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico: in qualuntus fieret in populo. C. Et cum esset Jesus Bethaniae in domo Simonis leprosi, et recumberet, venit mulier habens alabastrum unguenti nardi spicati pretiosi; et fracto alabastro, effudit super caput ejus. Erant autem quidam indigne ferentes intra semetipsos, et dicentes: S. Ut quid perditio ista unguenti facta est? Poterat enim unguentum istud venumdari plusquam tercentis denariis, et dari pauperibus. C. Et fremebant in eam. Jesus autem dixit: Sinite eam, quid illi molesti estis? Bonum opus operata est in me. Semper enim pauperes habetis vobiscum: et cum volueritis, potestis illis benefacere: me autem non semper habetis. Quod habuit haec, fecit: praevenit ungere corpus meum in sepulturam. Amen dico vo 70 MARTEDÌ SANTO bis: Ubicumque prae- que luogo predicato sarà dicatum fuerit Evan- questo Vangelo pel mongelium istud in universo mundo, et quod fecit haec, narrabitur in memoriam ejus. C. Et Judas Iscariotes, unus de duodecim, abiit ad summos sacerdotes, ut proderet eum illis. Qui audientes, gavisi sunt: et promiserunt ei pecuniam se daturos. Et quærebat, quomodo illum opportune traderet. Et primo die Azymorum, quando Pascha immolabant, dicunt ei discipuli: S.Quo vis eamus, et paremus tibi, ut manduces Pascha? C. Et mittit duos ex discipulis suis, et dicit eis: Ite in civitatem: et occurret vobis homo lagenam aquae bajulans: sequimini eum; et quocumque introierit, dicite domino domus, quia Magister dicit: Ubi est refectio mea, ubi Pasca cum discipulis meis do, tutto quel che ella ha fatto, in memoria di lei sarà ancor raccontato. E Giuda Iscariotte, uno dei dodici, andò da' principi dei sacerdoti, per darlo nelle loro mani. E questi, uditolo, si rallegrarono: e promisero di dargli del danaro. E cercava occasione favorevole per tradirlo. E il primo giorno degli Azzimi, quando la Pasqua immolavano, dissero a lui i Discepoli: dove volete voi che andiamo ad apparecchiare per il mangiamento della Pasqua? Ed ei mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: andate in città, e incontrerete un uomo, una secchia d'acqua portante, andategli dietro: e in qualunque luogo entri, dite al padrone della casa, il Maestro dice: dove è il mio refettorio, ove la Pasqua coi miei discepoli io ALLA MESSA. manducem? Et ipse vo-| mangi? Ed egli vi farà vebis demonstrabit coe- dere un cenacolo grande, naculum grande, stra- messo in ordine; e quivi tum, et illic parate no- apparecchiate per noi. E bis. C. Et abierunt di- andarono i discepoli, e scipuli ejus, et vene- giunti in città, trovarono runt in civitatem: et conforme avea loro detto, invenerunt sicut dixe- e prepararono la Pasqua. rat illis, et paraverunt E sera fattasi, v'andò egli Pascha. Vespere autem con i dodici. E mentre efacto, venit cum duo- rano a mensa, e mangiadecim. Et discumben- vano, disse Gesù: in vetibus eis, et manducan- rità vi dico, che uno di tibus, ait Jesus: A- voi mi tradirà, il quale men dico vobis, quia mangia meco. Ma essi counus ex vobis tradet minciarono a rattristarsi, me, qui manducat me- e a dirgli uno dopo l'alcum. C. At illi coepe- tro: son forse io? Ed egli runt contristari, et di- disse loro: uno dei dodici, cere ei singulatim: S. il quale intinge con me la Numquid ego? C. Qui mano nel piatto. E il Fiait illis: Unus ex duo- gliuolo dell'uomo se ne decim, qui intingit me- va, come è stato scritto di cum manum in catino. lui: ma guai a quell'uoEt Filius quidem homi- mo, per cui il Figliuolo nis vadit, sicut scri- dell'uomo sarà tradito. ptum est de eo: vae Meglio era per un uomo autem homini illi, per tale il non esser mai naquem Filius hominis to. E mentre quelli mantradetur. Bonum erat giavano, prese Gesù del ei, si non esset natus homo ille. C. Et manducantibus illis, acce MARTEDÌ SANTO pit Jesus panem, et pane, e benedettolo, lo benedicens fregit, et spezzò, e lo dette loro, e dedit eis, et ait: Su- disse: prendete, questo è mite, hoc est Corpus il mio Corpo. E preso il meum. C. Et accepto calice, gratias agens, dedit eis: et biberunt ex illo omnes. Et ait illis: Hic est Sanguis meus novi testamenti, qui pro multis effundetur. Amen dico vobis, quia jam non bibam de hoc genimine vitis usque in diem illum, cum illud bibam novum in calice, le grazie rendendo, lo dette ad essi: e ne bevettero tutti. E disse loro: questo è il Sangue mio del nuovo testamento, il quale per molti sarà sparso. In verità vi dico, che non berò più di questo frutto della vite sino a quel giorno, in cui lo berò nuovo nel Regno di Dio. E l'inno detto, andaRegno Dei. C. Et hy- rono al monte degli Ulivi. mno dicto, exierunt in Allora Gesù disse loro: montem Olivarum. Et tutti viscandalizzereteper ait eis Jesus: Omnes me in questa notte: imscandalizabimini in me perocchè sta scritto: Perin nocte ista: quia scri- cuoterò il pastore, e si ptum est: Percutiam disperderanno le pecorelpastorem, et disper- le. Ma dopo che io sarò gentur oves: Sed po- risuscitato, vi anderò instquam resurrexero, nanzi nella Galilea. Pietro praecedam vos in Gali- però gli disse: quand'anleam. C. Petrus autem che tutti si scandalizzasait illi: S. Etsi omnes sero, non io però. E Gesù scandalizati fuerint in gli disse: In verità ti dico, te: sed non ego. C. Et che tu oggi in questa notait illi Jesus:# Amen dico tibi, quia tu ho 73 die in nocte hac, priusquam gallus vocem bis dederit, ter me es negaturus. C. At ille amplius loquebatur: S. Et si oportuerit me simul commori tibi, non te negabo.C.Similiter autem et omnes dicebant. Et veniunt in prædium, cui nomen Gethsemani. te, prima che il gallo abbia per la seconda volta cantato, tre volte mi negherai. Ma quegli di più soggiungeva: quand'anche bisogni morire con voi, non vi negherò. E il simile pur tutti dicevano. E arrivarono in un luogo chiamato Getsemani; ed egli disse a' suoi discepoEt ait discipulis suis: li: fermatevi qui sintanSedete hic, donecorem. tochè io faccia orazione. C. Et assumit Petrum, E prese seco Pietro, e et Jacobum, et Joannem Giacomo, e Giovanni: e secum: et coepit pave- cominciò ad atterrirsi, e re, et taedere. Et ait rattristarsi. E disse loro: illis: Tristis est ani- afflitta è l'anima mia sino ma mea usque ad mor- alla morte: trattenetevi tem: sustinete hic et vi- qui, e vegliate. E avanzagilate.C.Et cum proces- tosi alquanto, si prostrò sisset paullulum, pro- per terra, e pregò, che, cidit super terram: et se era possibile, si allonorabat, ut, si fieri pos- tanasse da lui quell'ora. set, transiret ab eo ho- E disse: Abba, Padre, ra, et dixit: Abba, tutto a voi è possibile, alPater, omnia tibi pos- lontanate questo calice da sibilia sunt, transfer ca- me: ma non quello, che licem hunc a me: sed voglio io, ma quel, che non quod ego volo, sed volete voi. E tornò da loquod tu. C. Et venit, et ro, e trovolli addormeninvenit eos dormientes. tati. E disse a Pietro: SiEt ait Petro: Simon, ALLA MESSA. 4 MARTEDÌ SANTO 74 dormis? Non potuisti una hora vigilare? Vigilate, et orate, ut non intretis in tentationem. Spiritus quidem promptus est, caro vero infirma. C. Et iterum abiens oravit, eumdem sermonem dicens. Et reversus denuo invenit eos dormientes,( erant enim oculi eorum gravati), et ignorabant quid responderent ei. Et venit tertio, et ait illis: Dormite jam, et requiescite. Sufficit: venit hora: ecce Filius hominis tradetur in manus peccatorum. Surgite, eamus. Ecce, qui me tradet, prope est. C. Et, adhuc eo loquente, venit Judas Iscariotes, unus de duodecim, et cum eo turba multa cum gladiis, et lignís, a summis sacerdotibus, et scribis, et senioribus. Dederat autem traditor ejus signum eis, dicens: S. Quemcumque osculatus fuero, ipse est, bacerò è desso, prendetemone tu dormi? Non har potuto una sola ora vegliare? Vegliate, ed orate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è inferma. E nuovamente andò ad orare, le stesse parole ripetendo. E tornato, di nuovo li trovò addormentati( imperocchè i loro occhi erano aggravati) e non sapevano cosa rispondergli. E ritornò la terza volta, e disse loro: su via dormite, e riposatevi. Basta così: è venuta l'ora: ecco, che il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' peccatori. Alzatevi, andiamo: Ecco, che colui, che mi tradirà, è vicino. E non aveva finito di dire, quando eccoti Giuda Iscariotte, uno dei dodici, e con esso gran gente armata di spade e di bastoni, spedita da'principi dei sacerdoti, e dagli scribi, e dai seniori. E avea dato loro il traditore il segnate, dicendo: colui che io ALLA MESSA. 75 tenete eum, et ducite| lo, e conducetelo con atcaute. C. Et cum venisset, statim accedens ad eum, ait: S. Ave Rabbi. C. Et osculatus est eum. At illi manus injecerunt in eum, et tenuerunt eum. Unus autem quidam de circumstantibus educens gladium, percussit servum summi sacerdotis: et amputavit illi auriculam. Et respondens Jesus, ait illis: Tamquam ad latronem etenzione. E venuto che fu, subito accostossi a Gesù, e dissegli: Dio vi salvi, Maestro: e lo baciò. Ma coloro le mani gittarongli addosso, e lo catturarono. E uno degli astanti mise mano alla spada, e feri un servo del sommo sacerdote: e un orecchio gli mozzò. E Gesù, prendendo la parola, disse loro: quasi io fossi un assassino, siete venuti con ispade e bastoni per pigliarmi? xistis cum gladiis, et Ogni giorno io stava con lignis comprehendere voi nel Tempio insegnanme? Quotidie eram apud vos in Templo docens, et non me tenuistis. Sed ut impleantur Scripturae. C. Tunc discipuli ejus relinquentes eum, omnes fugerunt. Adolescens autem quidam sequebatur eum amictus sindone super nudo: et tenuerunt eum. At ille, rejecta sindone, nudus profugit ab eis. Et adduxexerunt Jesum ad sumdo, nè mi pigliaste. Ma debbono adempiersi le Scritture. Allora i suoi discepoli, abbandonatolo, tutti fuggirono. E un certo giovinetto seguiva Gesù, coperto di una veste di lino su la nuda carne: e lo pigliarono. Ma egli, lasciata andare la veste, ignudo scappò da loro. E condussero Gesù dal sommo sacerdote: e si aduna MARTEDÌ SANTO 76 mum sacerdotem: et convenerunt omnes sacerdotes, et scribae, et seniores. Petrus autem a longe secutus est eum usque intro in atrium summi sacerdotis: et sedebat cum ministris ad ignem, et calefaciebat se. Summi vero sacerdotes, et omne concilium, quaerebant adversus Jesum testimonium, ut eum morti traderent, nec inveniebant. Multi enim testimonium falsum dicebant adversus eum: et convenientia testimonia non erant. Et quidam surgentes falsum testimonium ferebant adversus eum, dicentes: S. Quoniam nos audivimus eum dicentem Ego dissolvam templum hoc manufatum, et per triduum aliud non manufactum aedificabo. C. Et non erat conveniens testimonium illorum. Et exurgens summus sacerrono tutti i sacerdoti, e gli scribi, e i seniori. Pietro però da lungi lo seguitò sin dentro il cortile del sommo sacerdote: e sedeva al fuoco con i ministri, e scaldavasi. Ma i principi de' sacerdoti, e tutto il consesso cercavano contro Gesù testimonianze per farlo morire, e non le trovavano. Imperocchè molti il falso deponevano contro di lui: ma non concordavano le loro deposizioni. E alcuni alzatisi, il falso attestavano contro di lui, dicendo: Noi gli abbiamo sentito dire: Io distruggerò questo tempio manofatto, e in tre giorni un altro non manofatto fabbricheronne. Ma non era concorde la loro testimonianza. E alzatosi il sommo sacerdote in mezzo, interrogò Gesù, e dissegli: Non ALLA MESSA. dos in medium, inter-| rispondi tu nulla alle cose rogavit Jesum, dicens: che ti sono rinfacciate da S. Non respondes quid- costoro? Ma egli taceva, quam ad ea, quae tibi e non rispose parola. Di objiciuntur ab his? C. nuovo lo interrogò il somIlle autem tacebat, et mo sacerdote, e dissegli: nihil respondit. Rur- Sei tu il Cristo, il Figliuosum summus sacerdos lo di Dio benedetto? E interrogabat eum, et di- Gesù gli disse: Sono quel xit ei: S. Tu es Chri- desso; e vedrete il Fistus Filius Dei benedi- gliuolo dell'uomo sedere cti? C. Jesus autem di- alla destra della maestà xit illi: Ego sum; et di Dio, e venir sulle nubi videbitis Filium homi- del cielo. E il sommo sanis sedentem a dextris cerdote, stracciatesi le virtutis Dei, et venien- sue vesti, disse: Che bitem cum nubibus coeli. sogno abbiamo più di teC. Summus autem sa- stimonii? avete udito la cerdos scindens vesti- bestemmia: che ve ne pamenta sua, ait: S. Quid re? E tutti lo condannaadhuc desideramus te- rono per reo di morte. stes? Audistis blasphe- E cominciarono alcuni a miam: quid vobis vi- sputargli addosso, e vedetur? C. Qui omnes largli la faccia, e a dargli condemnaverunt eum dei pugni, dicendogli: esse reum mortis. Et Profetizza. E i ministri lo coeperunt quidam conspuere eum, et velare faciem ejus, et colaphis eum caedere, et dicere ei: S. Prophetiza. C. Et ministri alapis eum caedebant. Et cum esschiaffeggiavano. E trovandosi Pietro da basso nel cortile, venne una del 78 MARTEDI SANTO set Petrus in atrio deor-| le serve del sommo sacersum, venit una ex ancillis summi sacerdotis: et cum vidisset Petrum calefacientem se, aspiciens illum, ait: S. Et tu cum Jesu Nazareno eras. C. At ille negavit, dicens: S. Neque scio, neque novi, quid dicas. C. Et exiit foras ante atrium, et gallus cantavit. Rursus autem cum vidisset illum ancilla, coepit dicere circumstantibus: S.Quia hic ex illis est.C.At ille iterum negavit. Et post pusillum rursus, qui astabant, dicebant Petro S. Vere ex illis es: nam et Galilaeus es. C. Ille autem coepit anathematizare, et jurare: Quia nescio hominem istum, quem dicitis. Et statim gallus iterum cantavit. Et recordatus est Petrus verbi, quod dixerat ei Jesus: Priusquam gallus cantet bis, ter me negabis. Et coepit flere. Et confestim dote; e veduto Pietro che si scaldava, e lo sguardo fissato in lui, disse: anche tu eri con Gesù Nazzareno. Ma egli negò, dicendo: nè lo conosco, nè so quello che tu dica. E usci fuori davanti al cortile, e il gallo cantò. E di nuovo avendolo veduto la serva, cominciò a dire agli astanti: costui è di quelli. Ma egli di bel nuovo negò. E di lì a poco nuovamente gli astanti dissero a Pietro: sicuramente di quelli tu sei: imperocchè sei anche tu Galileo. Ma egli principiò a mandarsi delle imprecazioni, e a giurare: non conosco quest'uomo, di cui parlate. E subito il gallo per la seconda volta cantò. E si ricordò Pietro della parola dettagli da Gesù: prima che il gallo canti due volte, tre volte mi rinnegherai: e incominciò a piangere. E su ALLA MESSA. 79 mane consilium facien- bito la mattina, fatta intes summi sacerdotes sieme consulta i principi cum senioribus, et scri- de' sacerdoti con i seniobis, et universo conci- ri, e gli scribi, e tutto il lio, vincientes Jesum, congresso, legato Gesù, duxerunt, et tradide- lo condussero, e lo conrunt Pilato. Et interro- segnarono a Pilato. E lo gavit eum Pilatus: S.Tu interrogò Pilato: Tu sei il es Rex Judaeorum? C. Re de'Giudei? E Gesù gli At ille respondens, ait rispose: tu lo dici. E l'acilli: Tu dicis. C. Et ac- cusavano i principi de'sacusabant eum summi cerdoti di molte cose. E sacerdotes in multis. Pi- Pilato di nuovo lo interlatus autem rursum in- rogò, dicendo: Non riterrogavit eum, dicens: spondi nulla? Vedi di S. Non respondes quid- quante cose ti accusano. quam? Vide in quantis Ma Gesù più nulla rispote accusant. C. Jesus se, di modo che ne faceva autem amplius nihil re- le maraviglie Pilato. Or spondit, ita ut mirare- nella festa egli era solito tur Pilatus. Per diem di liberare uno de'prigioautem festum solebat ni, qualunque avessero dimittere illis unum ex addomandato. Ed eravi vinctis, quemcumque uno, che si chiamava Bapetiissent. Erat autem, rabba, tra sediziosi carqui dicebatur Barab- cerato, il quale nella sebas, qui cum seditiosis dizione avea commesso 0erat vinctus, qui in se- micidio. E radunatosi il ditione fecerat homi- popolo, cominciò a docidium. Et cum ascen- mandare quello, che semdisset turba, coepit ro- pre lor concedeva. E Pigare, sicut semper fa- lato rispose loro, e disse: ciebat illis. Pilatus auUniv.- Bibl. Giessen 80 MARTEDÌ SANTO tem respondit eis, et| Volete voi, che io vi didixit: S. Vultis dimit- sciolga il Re de' Giudei? tam vobis Regem Ju- Sapeva benissimo, che daeorum? C. Sciebat per invidia lo avevano traenim, quod per invi- dito i sommi sacerdoti. diam tradidissent eum Ma i pontefici sommossesummi sacerdotes. Pon- ro il popolo, perchè piuttifices autem concita- tosto Barabba liberasse verunt turbam, ut ma- loro. Ma Pilato di nuovo gis Barabbam dimitte- rispose, e disse loro: Che ret eis. Pilatus autem dunque volete voi, che io iterum respondens, ait faccia del Re de' Giudei? illis: S. Quid ergo vul- Ma quelli nuovamente gritis faciam Regi Judæo- davano: Crocifiggilo. Pirum? C. At illi iterum lato però diceva loro: Che clamaverunt: S. Cru- male ha egli fatto? Ma cifige eum. C. Pilatus quelli gridavan più forte: vero dicebat illis: S. Crocifiggilo. E Pilato, voQuid enim mali fecit? lendo il popolo contentaC. At illi magis clama- re, disciolse loro Barabbant: S. Crucifige eum. ba, e fatto flagellare Gesù, C.Pilatus autem volens lo abbandonò ad essere populo satisfacere, di- crocifisso. E i soldati lo misit illis Barabbam, et condussero nell'atrio del tradidit Jesum flagellis Pretorio, e vi adunarono caesum, ut crucifigere- tutta la coorte, e lo vetur. Milites autem du- stono di porpora, e intrecxerunt eum in atrium ciata una corona di spine, Praetorii, et convocant gliela cingono. E princitotam cohortem, et induunt eum purpura, et imponunt ei plectentes spineam coronam. Et ALLA MESSA. 84 coeperunt salutare e- piarono a salutarlo: Evum: Ave Rex Judaeo- viva, o Re de' Giudei. E rum. Et percutiebant percuotevangli la testa caput ejus arundine, et con una canna, e gli spuconspuebant eum, et tavano addosso, e piegato ponentes genua, ado- il ginocchio, lo adoravarabant eum. Et post- no. E dopo averlo scherquam illuserunt ei, e- nito, lo spogliarono della xuerunt illum purpura, porpora, e lo rivestirono et induerunt eum ve- delle sue vesti, e lo mestimentis suis, et edu- narono fuori per crocifigcunt illum ut crucifige- gerlo. E costrinsero un rent eum. Et angaria- passeggero, Simone di Civerunt praetereuntem rene, che veniva di camquempiam imonem pagna, padre di AlessanCyrenacum venientem dro, e di Rufo, a prendere de villa, patrem Ale- la croce di lui. E lo mexandri, et Rufi, ut tol- narono al luogo detto Golleret crucem ejus. Et gota: che interpretato, perducunt illum in Gol- vuol dire luogo del Cranio. gotha locum: quod est E davangli da bere del interpretatumCalvariæ vino mescolato con mirra: locus. Et dabant ei bi- e non lo accettò. E crocibere mirrhatum vinum: et non accepit. Et crucifigentes eum, diviserunt vestimenta ejus, mittentes sortem super eis, quis quid tolleret. Erat autem hora tertia: et crucifixerunt eum. Et erat titulus causae ejus inscriptus: Rex fissolo, divisero le sue vesti, tirando a sorte quello che dovea averne ciascuno. Era l'ora di terza, quando lo crocifissero. Ed eravi l'iscrizione del suo reato, dove era scritto: * 4 82 MARTEDÌ SANTO Judaeorum. Et cum eo Il Re de'Giudei. E con lui crucifigunt duos latro- crocifissero due ladroni: nes: unum a dextris, uno alla destra, e l'altro et alium a sinistris ejus. alla sua sinistra. E fu aEt impleta est Scriptu- dempiuta la Scrittura, che ra, quae dicit: Et cum dice: Tra gli scellerati è iniquis reputatus est. stato noverato. E quei che Et praetereuntes blas- passavano, lo bestemmiaphemabant eum, mo- vano, scuotendo il capo, ventes capita sua, et e dicendo: Va tu, che dicentes: S. Vah qui distruggi il tempio di Dio, destruis templum Dei, e in tre giorni lo riedifiet in tribus diebus re- chi: salva te stesso, scenaedificas: salvum fac dendo di croce. Nello stestemetipsum, descen- so modo anche i sommi dens de cruce: C. Si- sacerdoti, e gli scribi per militer et summi sacer- ischerno l'uno l'altro didotes illudentes, ad al- cevansi: Ha salvato gli terutrum cum scribis altri, e se stesso non può dicebant: S. Alios sal- salvare. Il Cristo, il Re vos fecit, seipsum non d'Israele scenda adesso potest salvum facere. dalla croce, affinchè veChristus Rex Israël de- diamo, e crediamo. E scendat nunc de cruce, quelli, che con esso erano ut videamus, et creda- crocifissi, lo svillaneggiamus. C. Et qui cum eo vano. E all'ora sesta si crucifixi erant, convin- ottenebrò tutta la terra tiabantur ei. Et facta fino all' ora nona. E all' hora sexta, tenebrae ora nona esclamò Gesù factae sunt per totam con voce grande, dicendo: terram usque in horam nonam. Et hora nona exclamavit Jesus voce ALLA MESSA. 83 magna, dicens: Eloi,| Eloi, Eloi, lammasabaEloi, lammasabactha- ctani? cioè: Dio mio, Dio ni? C. Quod est inter- mio, perchè mi avete abpretatum: Deus me- bandonato? E alcuni de' us, Deus meus, ut quid circostanti, avendolo udidereliquisti me? C. Et to, dicevano: Ecco, che quidam de circumstan- chiama Elia. E corse uno, tibus audientes, dice- e inzuppata una spugna bant: S. Ecce, Eliam nell'aceto, e avvoltala invocat. C. Currens au- torno a una canna, gli tem unus, et implens dava da bere, dicendo: spongiam aceto, cir- Lasciate, stiamo a vedere, cumponensque calamo, se venga Elia a distacpotum dabat ei, dicens: carlo. Ma Gesù, mandata S. Sinite, videamus, si fuori una gran voce, spiveniat Elias ad depo- rò.( Qui s' inginocchia, e nendum eum. C. Jesus si fa una breve pausa.) E autem, emissa voce ma- il velo del tempio si squargna, expiravit.( Hic ciò in due parti dall' alto genuflectitur, et pausa- al basso. E vedendo il tur aliquantulum.) Et centurione, che dirimpet velum templi scissum to stava, come così sclaest in duo, a summo mando, era morto, disse: usque deorsum. Videns Veramente quest' uomo autem centurio, qui ex era Figliuolo di Dio. Ed adverso stabat, quia eranvi ancora delle donsic clamans expirasset, ne, che da lungi stavan ait: S. Vere hic homo a vedere; tra le quali era Filius Dei erat. C. E- Maria Maddalena, e Marant autem et mulieres ria madre di Giacomo il de longe aspicientes: minore, e la madre di inter quas erat Maria Magdalene, et Maria 84 MARTEDÌ SANTO Jacobi minoris, et Jo- Giuseppe, e Salome: le seph mater, et Salome: quali, anche quando egli et cum esset in Gali- era nella Galilea, lo selaea, sequebantur eum, guivano, e lo servivano, et ministrabant ei, et e altre molte, le quali aliae multae, quae si- insieme con lui eran vemul cum eo ascende- nute a Gerusalemme. rant Jerosolymam. Ciò che segue si canta in tuono di Vangelo, ed il resto si fa come sopra. Et cum jam sero esset E fattasi sera( perchè era factum( quia erat Pa- la Parasceve, cioè il dì rasceve, quod est ante avanti al sabbato) andò sabbatum) venit Joseph Giuseppe d'Arimatea noab Arimathaea nobilis bile decurione, che egli decurio, qui et ipse e- pure aspettava il regno rat expectans regnum di Dio, e arditamente si Dei, et audacter introi- presentò a Pilato, e chievit ad Pilatum, et pe- se il corpo di Gesù. Ma tiit corpus Jesu. Pila- Pilato si maravigliava, tus autem mirabatur, ch' ei fosse già morto. E si jam obiisset. Et ac- chiamato il centurione, gli cersito centurione, in- domandò se fosse già morterrogavit eum, si jam to. E informato che fu dal mortuus esset. Et cum centurione, donò il corpo cognovisset a centurio- a Giuseppe. E Giuseppe, ne, donavit corpus Jo- comperata una sindone, seph. Joseph autem e distaccatolo, lo rinvolse mercatus sindonem, et nella sindone, e lo mise deponens eum, involvit. sindone, et posuit eum ALLA MESSA. 83 in monumento, quod e-| in un sepolcro scavato nel rat excisum de petra, et masso, e ribaltò una pieadvolvit lapidem ad o- tra alla bocca del sepolstium monumenti. Offertorium. Ps. 439. cro. Custodi me, Domine, de manu peccatoris: et ab hominibus iniquis eripe me. Offertorio. Difendetemi, o Signore, dalla mano del peccatore; e dagli uomini iniqui liberatemi. Secreta. Segreta. Sacrificia nos, quaesu- Vi preghiamo, o Signore, mus Domine, propen- a far sì, che questi sagrisius ista restaurent: fizii istituiti per nostre quæ medicinalibus sunt medicine, vieppiù ci avinstituta jejuniis. Per valorino. Per il Signor Dominum nostrum etc. I nostro ecc. Altra segreta contro i persecutori della Chiesa, ovvero per il Papa, pag. 63. Prefazione della Croce, come nella Domenica delle Palme, pag. 53. Comunione. Communio. Ps. 68. Adversum me exerContro di me parlavacebantur, qui sedebant no quei, che stavano asin porta: et in me psal- sisi alla porta; e sopra di lebant, qui bibebant me i bevoni cantavano vinum: ego vero ora- delle canzoni. Ma io la tionem meam ad te Do- mia orazione a voi rivolmine: tempus benepla- go, o Signore: tempo di favore, o Dio, egli è que 86 MARTEDÌ SANTO ALLA MESSA. citi, Deus, in multitudi- sto secondo la moltitudine ne misericordiae tuae. della vostra misericordia. Postcommunio. Sanctificationibus tuis omnipotens Deus, et vitia nostra curentur, et remedia nobis sempiterna proveniant. Per Dominum nostrum etc. Altra Postcomunione, o contro i persecutori della Chiesa, o per il Papa, p. 63, 64. Orazione sopra il Popolo. OREMUS Humiliate capita vestra Deo. Tua nos misericordia, Deus, et ab omni subreptione vetustatis expurget; et capaces sanctae novitatis efficiat. Postcomunione. Dalla vostra santificante ( grazia), onnipotente Iddio, e i vizj nostri guariti restino, e rimedii sempiterni a noi provengano. Per il Signore ecc. Per Dominum nostrum etc. Amen. PREGHIERA Umiliate la vostra testa a Dio. La vostra misericordia, o Dio, e da ogni sorpresa dell'uomo vecchio ci purghi; e capaci di una santa novità ci renda. Per il Signor nostro ecc. R Così sia. MERCOLEDI SANTO ALLA MESSA Stazione a Santa Maria Maggiore. INTROITO. Phil. 2. In nomine Jesu omne Nel nome di Gesù ogni genuflectatur, caele- ginocchio si pieghi in ciestium, terrestrium, et lo, in terra, e nell'inferinfernorum: quia Do- no: perchè il Signore diminus factus est obe- venne ubbidiente fino alla diens usque ad mortem, morte, e morte di Croce: mortem autem Crucis: e però il Signore Gesù ideo Dominus Jesus Cristo è nella gloria di Dio Christus in gloria est Padre. Dei Patris. Domine, exaudi orationem meam: et clamor meus ad te veniat. In nomine Jesu etc. Post Kyrie eleison dicitur Oremus. Flectamus genua. R Levate. 87 OREMUS Signore, esaudite la mia preghiera; e le mie grida a voi giungano. Nel nome di Gesù ecc. Dopo il Kyrie eleison. si dice la preghiera. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORAZIONE Praesta, quaesumus, Fate, vi preghiamo onomnipotens Deus: ut nipotente Iddio, che noi, qui nostris excessibus che per i nostri misfatti 88 MERCOLEDÌ SANTO afflitti incessanter affligimur,| incessantemente per Unigeniti Filii tui siamo, per la passione passionem liberemur. dell' Unigenito Figliuol Qui tecum vivit, et re- vostro veniamo liberati. gnat, etc. Che con voi vive, e regna ecc. Lectio Isaiae Propheta. Cap. 62, 63. Haec dicit Dominus Deus: Dicite filiae Sion: Ecce Salvator tuus venit: ecce merces ejus cum eo. Quis est iste, qui venit de Edom, tinctis vestibus de Bosra? Iste formosus in stola sua, gradiens in multitudine fortitudinis suæ. Ego, qui loquor justitiam, et propugnator sum ad salvandum. Quare ergo rubrum est indumentum tuum, et vestimenta tua sicut calcantium in torculari? Torcular calcavi solus, et de gentibus non est vir mecum: calcavi eos in furore meo, et conculcavi eos in ira mea: et aspersus est sanguis eorum Lezione d'Isaia Profeta. Queste cose dice il Signore Iddio: Dite alle figlie di Sion: Ecco, che il tuo Salvatore viene: ecco, ch'egli ha la sua ricompensa seco. Chi è questi, che viene di Edom, e di Bosra colla veste tinta di rosso? Questi bello a vedersi nel suo paludamento, nella sua andatura spiega la sua molta possanza. Io sono, che parlo giustizia, e sono il protettore, che dà salute. Ma perchè rossa è la vostra roba, e le vostre vesti quasi di chi spreme le uve nello strettojo? Il torchio ho spremuto da me solo, e delle genti nissuno è con me: io gli ho spremuti nel mio furore, e gli ho conculcati nell'ira mia, ed ALLA MESSA.** 89 super vestimenta mea, è schizzato il sangue loro et omnia indumenta sulla mia roba, e tutte le mea inquinavi. Dies e- mie vestimenta ho macnim ultionis in corde chiate. Perocchè ecco il meo, annus redemptio- di per la vendetta fissata nis meae venit. Circum- in cuor mio: l'anno della spexi, et non erat au- redenzione mia è venuto. xiliator: quaesivi, et Mirai all'intorno, e non non fuit qui adjuvaret: era chi porgesse la mano: et salvavit mihi bra- cercai, e non vi ebbe chi chium meum, et indi- desse ajuto: e mi diè sagnatio mea ipsa auxi- lute il mio braccio, e l'ira liata est mihi. Et con- mia ella stessa mi conculcavi populos in fu- fortò. E conculcai i popoli rore meo, et inebriavi nel furor mio, e gli inebeos in indignatione mea briai della mia indignaet detraxi in terram vir- zione, e gettai a terra la tutem eorum. Misera- loro fortezza. Delle misetionum Domini recor- ricordie del Signore io mi dabor, laudem Domini ricorderò, e loderò il Sisuper omnibus, quae gnore per tutte le cose reddidit nobis Dominus che ha fatto per noi il SiDeus noster. gnore Dio nostro. GRADUALE. Ps.68. Ne avertas faciem tuam puero tuo, quoniam tribulor: velociter exaudi me. y Salvum me fac Deus, quoniam intraverunt aquae usque ad animam meam: infixus sum in limo profundi, et non est substantia. Non perdete di vista il vostro servo, perchè io sono tribolato: prontamente esauditemi.& Salvatemi, o Dio; imperocchè penetrate sono le acque fino all'anima mia. Fitto son io nel fango profondissimo, che non ha consistenza. MERCOLEDÌ SANTO 90 Si dice Dominus vobiscum, senza Flectamus genua. OREMUS ORAZIONE Deus, qui pro nobis 0 Dio, che voleste, che Filium tuum crucis patibulum subire voluisti, ut inimici a nobis expelleres potestatem; concede nobis famulis tuis, ut resurrectionis gratiam consequamur. Per eumdem etc. Contra persecutores Ecclesiae. il Figlio vostro della croce il patibolo incontrasse per noi, onde iscacciare da noi del nemico la podestà; concedete a noi vostri servi, di potere della risurrezione la grazia conseguire. Per il medesimo. Contro i persecutori della Chiesa. Ecclesiae tuae, quaesumus Domine, preces placatus admitte; ut Della vostra Chiesa, vi supplichiamo, Signore, le preci placato ricevete; destructis adversitati- affinchè, dissipate le avbus, et erroribus universis, secura tibi serviat libertate. Per Dominum nostrum. E Amen. versità, e gli errori tutti, con sicura libertà a voi ( ella) serva. Per il Signor nostro ecc. R Così sia. Seu pro Papa. OREMUS Deus omnium fidelium pastor, et rector, famulum tuum N., quem Pastorem Ecclesiae tuae Ovvero per il Papa. ORAZIONE 0 Dio, di tutti i fedeli pastore, e governatore, il vostro servo N., che( come) Pastore alla vostra 91 Chiesa presiedere ordinaste, con clemenza risguardate: concedetegli, vi preghiamo, che( possa) colle parole, e coll'esempio, a quelli, ai quali presiede, giovare, affinchè insieme col gregge a lui affidato, pervenga alla vita sempiterna. Per il Signore ec. R Così sia. Lezione d'Isaia Profeta. In diebus illis, dixit In quei giorni, disse IsaIsaias: Domine, quis ia: Signore, chi ha crecredidit auditui nostro? et brachium Domini cui revelatum est? Et ascendet sicut virgultum coram eo, et sicut radix de terra sitienti: non est species ei, neque decor: et vidimus eum, et non erat aspectus, et desideravimus eum. Despectum, et novissimum virorum, virum dolorum, et scientem infirmitatem: et quasi absconditus vultus ejus, duto a quel che ha udito da noi? E il braccio del Signore a chi è stato rivelato? Perocchè egli spunterà qual virgulto dinanzi a lui, e quasi germoglio da sua radice in arida terra; egli non ha vaghezza, nè splendore; e noi l'abbiamo veduto, e non era bello a vedersi, e noi non avemmo inclinazione per lui. Dispregiato, e l'infimo degli uomini, uomo di dolori, e che conosce il patire. Ed era quasi ascoso il suo volto, ed egli ALLA MESSA. praeesse voluisti, propitius respice: da ei, quaesumus, verbo et exemplo, quibus praeest, proficere, ut ad vitam, una cum grege sibi credito, perveniat sempiternam. Per Dominum nostrum etc. Amen. Lectio Isaiae Prophetae. Cap. 53. 92 MERCOLEDÌ SANTO et despectus; unde nec| era vilipeso; onde noi non reputavimus eum. Vere ne facemmo alcun conto. languores nostros ipse Veramente i nostri lantulit, et dolores nostros guori gli ha egli presi soipse portavit; et nos pra di sè, ed i nostri doputavimus eum quasi lori ha portati; e noi lo leprosum, et percus- abbiam riputato come un sum a Deo, et huniilia- lebbroso, e come flageltum. Ipse autem vul- lato da Dio, e umiliato. neratus est propter ini- Ma egli è stato piagato a quitates nostras, attri- motivo delle nostre initus est propter scelera quità, è stato spezzato per nostra disciplina pa- le nostre scelleratezze. Il cis nostrae super eum, castigo, cagione di nostra et livore ejus sanati su- pace, cade sopra di lui, mus. Omnes nos quasi e per le lividure di lui oves erravimus, unus- siamo risanati. Tutti noi quisque in viam suam come pecore siamo stati declinavit: et posuit Do- erranti, ciascuno per la minus in eo iniquitatem strada sua deviò; e pose omnium nostrum.Obla- il Signore addosso a lui le tus est, quia ipse vo- iniquità di tutti noi. È staluit, et non aperuit os to offerto, perchè egli ha suum: sicut ovis ad oc- voluto, e non ha aperta cisionem ducetur; et la sua bocca: come pecoquasi agnus coram ton- rella ad esser ucciso sarà dente se obmutescet, et condotto, e come un anon aperiet os suum. De gnello si sta dinanzi a coangustia, et de judicio lui che lo tosa, muto: così sublatus est: genera- egli non aprirà la sua boctionem ejus quis enar- ca. Dopo la oppressione della condanna egli fu innalzato. La generazione di ALLA MESSA. 93 rabit? Quia abscissus lui chi la spiegherà? Or eest de terra viventium; gli è stato reciso dalla terpropter scelus populi ra dei viventi: per le scelmei percussi eum. Et leraggini del popol mio io dabit impios pro sepul- lo ho percosso. E concetura, et divitem pro derà( Dio) gli empj alla morte sua: eo quod sepoltura di lui, e il ricco iniquitatem non fecerit, alla morte di lui: perneque dolus fuerit in o- chè egli non ha commessa re ejus. Et Dominus vo- iniquità, e fraude non fu luit conterere eum in nella sua bocca. E il Siinfirmitate: si posuerit gnore volle consumarlo pro peccato animam nei patimenti; se egli darà suam, videbit semen ostia per lo peccato l'alongaevum, et volun- nima sua, vedrà una ditas Domini in manu e- scendenza di lunga durajus dirigetur. Pro eo ta, e la volontà del Siquod laboravit anima gnore per mezzo di lui ejus, videbit, et satu- sarà adempiuta. Perchè rabitur: in scientia sua ebbe affanno l'anima di justificabit ipse justus lui, vedrà, e saranne saservus meus multos, et tollo: colla sua dottrina iniquitates eorum ipse giustificherà lo stesso mio portabit. Ideo disper- servo molti, e le loro initiam ei plurimos: et quità prenderà egli sopra fortium dividet spolia, di sè. Per questo darò a pro eo quod tradidit in lui per sua porzione una mortem animam suam, gran moltitudine: ed egli et cum sceleratis repu- dei forti acquisterà le spotatus es: et ipse peccata glie, perchè ha dato alla multorum tulit, et pro morte l'anima sua, e cogli scellerati è stato confuso; ed i peccati di molti 94 MERCOLEDÌ SANTO transgressoribus roga-| ha portati, e pe'trasgressori ha fatta orazione. vit. TRACTUS. Ps. 401. Domine, exaudi orationem meam: et clamor meus ad te veniat. y Ne avertas faciem tuam a me: in quacumque die tribulor, inclina ad me aurem tuam. In quacumque die invocavero te, velociter exaudi me. Quia defecerunt sicut fumus dies mei, et ossa mea sicut in frixorio confrixa sunt. Percussus sum sicut foenum, et aruit cor meum; quia oblitus sum manducare panem meum. y. Tu exurgens, Domine, misereberis Sion; quia venit tempus miserendi ejus. Signore, esaudite la mia orazione, e le mie grida a voi giungano. Non rivolgete la vostra faccia da me; in 0gni giorno di mia tribolazione, date alle mie parole udienza. y In qualunque giorno io v' invochi, voi prontamente esauditemi. y Imperocchè svaniti sono quasi fumo i giorni miei; e le ossa mie come in una padella tutte son fritte. y Appassito sono come erba, e inaridito si è il mio cuore: perchè mi sono scordato di mangiare il mio pane. Voi svegliato, avrete pietà di Sionne: perchè venuto è il tempo di averne pietà. DICHIARAZIONE. Nel tempo che gli Apostoli, vagando per il mondo, spargevano la luce Evangelica, San Paolo, avendo in sua compagnia San Luca, nelle parti della Grecia ALLA MESSA. 95 molto s'affaticava: e ritrovando egli molte cose di Cristo dagli eretici pubblicate bugiardamente, e con indegnità della Fede Cristiana; Luca, per far palese il vero e le menzogne loro, scrisse il suo Evangelio in Greco. Onde quei popoli ebbero nel loro idioma degna e vera istoria di ciò, che cristianamente appreso aveano. E questo avvenne l'anno quarantesimo ottavo del Signore; ed essendo il terzo che scrisse l'Evangelio, anche nella terza mattina è da noi letto. Passio Domini nostri La Passione del Signor Iesu Christi secundum Lucam. Cap. 22. : In illo tempore appropinquabat dies festus Azymorum, qui dicitur Pascha: et quaerebant principes sacerdotum, et scribae, quomodo Jesum interficerent timebant vero plebem. Intravit autem Satanas in Judam, qui cognominabatur Iscariotes, unum de duodeeim. Et abiit, et locutus est cum principibus sacerdotum, et magistratibus, quemadmodum illum traderet eis. Et gavisi sunt, et pacti sunt pecuniam illi dare. I nostro Gesù Cristo secondo Luca. In quel tempo avvicinavasi la festa degli Azzimi, che chiamasi Pasqua. E cercavano i principi de' sacerdoti, e gli scribi il modo di uccidere Gesù: ma avevan paura del popolo. E Satana entrò in Giuda, cognominato Iscariotte, uno de'dodici. E andò a discorrere co'principi de' sacerdoti, e coi magistrati, del modo di darlo ad essi nelle mani. E ne fecero festa, e convenner di dargli una somma di denaro. E n'andò 96 MERCOLEDÌ SANTO Et spopondit. Et quae- d'accordo. E cercava oprebat opportunitatem, portunità di darlo nelle ut traderet illum sine turbis.Venit autem dies Azymorum, in qua necesse erat occidi Pascha. Et misit Petrum, et Joannem, dicens: Euntes parate nobis Pascha, ut manducemus. C. At illi dixerunt: S. Ubi vis paremus? C. Et dixit ad eos: * Ecce introëuntibus vobis in civitatem, occurret vobis homo quidam amphoram aquae portans: sequimini eum in domum, in quam intrat, et dicetis patrifamilias domus: Dicit tibi Magister: Ubi est diversorium, ubi Pascha cum discipulismeis manducem? Et ipse ostendet vobis coenaloro mani senza rumore. E venne il di degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la Pasqua. E mandò Pietro, e Giovanni, dicendo loro: andate, preparateci da mangiare la Pasqua. E quelli risposero: dove volete voi, che apparecchiamo? Ed ei disse loro: al primo entrar in città v'imbatterete in un uomo, che avrà una brocca di acqua: andategli dietro fino alla casa, nella quale entrerà, e direte al capo di casa: Dice a te il Maestro: Dov'è l'ospizio in cui la Pasqua co' miei discepoli io mangi? Ed egli vi mostrerà un gran cenacolo messo in ordine, ed ivi apparecculum magnum stra- chiate. E andati che futum, et ibi parate. C.rono, trovarono come Euntes autem invene- Gesù aveva loro detto, runt, sicut dixit illis, e prepararon la Pasqua. et paraverunt Pascha. E giunta l'ora si pose a Et cum facta esset hora, tavola, e i dodici Apodiscubuit, et duodecim l ALLA MESSA. 97 Apostoli cum eo. Et ait| stoli con esso. E disse illis: Desiderio desi- loro: Ardentemente ho deravi hoc Pascha man- bramato di mangiar queducare vobiscum ante- sta Pasqua con voi priquam patiar. Dico enim ma della mia passione. vobis, quia ex hoc non Imperocchè vi dico, che manducabo illud, do- non ne mangerò più, sinec impleatur in regno no a tanto che ella sia Dei. C. Et accepto ca- adempiuta nel regno di lice, gratias egit, et di- Dio. E preso il calice, xit: Accipite, et di- e rendute le grazie, disse: vidite inter vos. Dico Prendete, e distribuitelo enim vobis, quod non fra voi: imperocchè vi bibam de generatione dico, che io non berò vitis, donec regnum Dei del frutto della vite, sino veniat. C. Et accepto a tanto che il regno di pane, gratias egit, et Dio sia venuto. E preso fregit, et dedit eis, di- il pane, rendè le grazie, cens: Hoc est Cor- lo spezzò, e lo diede loro, pus meum, quod pro dicendo: Questo è il mio vobis datur: hoc facite Corpo: il quale per voi è in meam commemora- dato: fate questo in metionem. C. Similiter et moria di me. Similmente calicem, postquam co- ancora il calice, finita navit, dicens: Hic est che fu la cena, dicendo: calix, novum testamen- Questo è il calice, il nuotum in Sanguine meo, vo testamento nel Sangue qui pro vobis fundetur. mio, il quale per voi si Verumtamen ecce ma- spargerà. Del rimanente nus tradentis me, me- ecco che la mano di chi cum est in mensa. Et mi tradisce è meco a menquidem Filius hominis, sa. E quanto al Figliuolo secundum quod defini- dell'uomo, secondo che 5 98 MERCOLEDÌ SANTO tum est, vadit: verum-| è stabilito, egli sen va; tamen vae homini illi, per quem tradetur. C. Et ipsi coeperunt quærere inter se, quis esset ex eis, qui hoc facturus esset. Facta est autem et contentio inter eos, quis eorum videretur esse major. Dixit autem eis: Reges gentium dominantur eorum: et qui potestatem habent super eos, benefici vocantur. Vos autem non sic: sed qui major est in vobis, fiat sicut minor, et qui praecessor est, sicut ministrator. Nam quis major est, qui recumbit, an qui ministrat? Nonne qui recumbit? Ego autem in medio vestrum sum, sicut qui ministrat: vos autem estis, qui permansistis mecum in tentationibus meis. Et ego dispono vobis, sicut disposuit mihi Pater meus, regnum, ut edatis, et bibatis super mensam meam in regno ma guai all'uomo, per cui egli sarà tradito. Ed essi cominciarono a dimandare l'uno all'altro, chi di loro fosse colui, che tal cosa avrebbe fatto. Nacque di più contesa tra di loro, chi di essi paresse essere il maggiore. Ma egli disse loro: I re delle genti le governano con impero: e quelli che le hanno sotto il loro dominio, benefattori si chiamano. Tra di voi però non così: ma chi è più grande di voi, sia come il più piccolo: e colui, che precede sia come un che serve. Imperocchè chi è da più, colui che siede, o colui che serve a tavola? Or son io tra voi come uno che serve. E voi siete quelli che avete continuato a stare meco nelle mie tentazioni. Ed io dispongo a favor vostro del regno, come ne ha disposto a favor mio il Padre, affinchè mangiate e beviate alla ALLA MESSA. 99 meo: et sedeatis su- mia mensa nel regno mio: per thronos, judicantes e sediate in trono a far duodecim tribus Israël. giudizio delle dodici triC. Ait autem Dominus: bù d' Israele. Disse di più * Simon, Simon, ecce il Signore: Simone, SiSatanas expetivit vos, mone, ecco che Satana ut cribraret sicut triti- va in cerca di voi per vacum: ego autem rogavi gliarvi come si fa del grapro te, ut non deficiat no. Ma io ho pregato per fides tua; et tu aliquan- te, affinchè non venga do conversus confirma meno la tua fede: e tu fratres tuos. C. Qui di- talora rivolto a' tuoi fraxit ei: S. Domine, te- telli, confermali. Egli cum paratus sum et in però dissegli: Signore, carcerem, et in mor- son pronto ad andare con tem ire. C. At ille dixit: voi e alla prigione, e alla morte. Ma Gesù gli disse: Dico a te, o Pietro, non canterà oggi il gallo, prima che tu per tre volte nieghi di avermi conosciuto. E disse loro: Quando vi mandai senza sacca, senza borsa, e senza scarpe, mai nulla vi mancò egli? Ed essi dissero: Nulla. Disse loro adunque: Adesso poi chi ha una sacca, la prenda, e così anche la borsa: e chi non l'ha, venda la sua tonaca, e compri una spada; imperocchè vi dico, esDico tibi, Petre, non cantabit hodie gallus, donec ter abneges nosse me. C. Et dixit eis: Quando misi vos sine sacculo, et pera, et calceamentis, numquid aliquid defuit vobis? C. At illi dixerunt: S. Nihil. C. Dixit ergo eis: * Sed nunc, qui habet sacculum, tollat similiter et peram: et qui non habet, vendat tunicam suam, et emat gladium. Dico enim vobis, quoniam adhuc 400 MERCOLEDÌ SANTO hoc, quod scriptum est,| ser necessario tuttora che oportet impleri in me: quello, che è stato scritet cum iniquis deputa- to, si adempia in me: tus est. Etenim ea, quæ tra gli scellerati è stato sunt de me, finem ha- annoverato. Imperocchè bent. C. At illi dixe- le cose che riguardano runt: S. Domine, ecce me, sono presso al loro duo gladii hic. C. At compimento. Ma quegli ille dixit eis:* Satis risposero: Signore, ecco est. C. Et egressus ibat due spade qui. Ed ei disse secundum consuetudi- loro: Non più. E si mosse nem in montem Oliva- per andare secondo il suo rum.Secuti sunt autem solito al monte Oliveto. E illum et discipuli. Et lo seguitarono ancora i cum pervenisset ad lo- suoi discepoli. E giunto cum, dixit illis:+ Ora- che vi fu, disse loro: Orate, ne intretis in tenta- te a fine di non cadere tionem. C. Et ipse avul- in tentazione. E distaccasus est ab eis, quantum tosi da loro, quanto è jactus est lapidis, et un tiro di sasso, e inpositis genibus orabat, ginocchiatosi, orava, didicens: Pater, si vis, cendo: Padre, se voletransfer calicem istum te, allontanate da me a me; verumtamen non questo calice; per altro mea voluntas, sed tua non la mia volontà, ma fiat. C. Apparuit au- la vostra facciasi. E gli tem illi Angelus de coe- apparve un Angelo dal lo, confortans eum. Et cielo per confortarlo. Ed factus in agonia, proli- entrato in agonia, più inxius orabat. Et factus tensamente orava. E dieest sudor ejus, sicut de in un sudore, come guttae sanguinis decur- di goccie di sangue, che rentis in terram. Et cum scorreva a terra. E alza ALLA MESSA. 104 surrexisset ab oratio-| tosi dall'orazione, e porne, et venisset ad disci- tatosi da'suoi discepoli, pulos suos, invenit eos trovògli addormentati per dormientes prae tristi- la tristezza. E disse loro: tia. Et ait illis: Quid perchè dormite? Alzatevi, dormitis? Surgite, ora- orate, affine di non ente, ne intretis in tenta- trare in tentazione. Pritionem. C. Adhuc eo ma che finisse di dir queloquente, ecce turba: ste parole, ecco che soet qui vocabatur Judas, praggiunse una truppa di unus de duodecim, an- gente: e colui, che chiatecedebat eos: et ap- mavasi Giuda, uno dei propinquavit Jesu, ut dodici, andava loro inoscularetur eum. Jesus nanzi: e accostossi a Geautem dixit illi: Ju- sù per baciarlo. E Gesù da, osculo Filium ho- gli disse: Giuda, con un minis tradis? C. Viden- bacio il Figliuol dell'uotes autem hi, qui circa mo tradisci? E vedendo ipsum erant, quod fu- quelli, che erano intorno turum erat, dixerunt a Gesù, dove la cosa anei: S. Domine, si per- dava a parare, gli discutimus in gladio? C. sero: Signore, adopreEt percussit unum ex remo noi la spada? E illis servum principis ferì uno di essi un servo sacerdotum, et ampu- del principe de'sacerdoti, tavit auriculam ejus e gli tagliò l'orecchio dedexteram. Respondens stro. Ma Gesù prese la autem Jesus, ait: Si- parola, e disse: Basta nite, usque huc. C. Et così. E toccata l'orecchia cum tetigisset auricu- di colui, lo risanò. Disse lam ejus, sanavit eum. poi Gesù a quelli, che Dixit autem Jesus ad si eran mossi contro di eos, qui venerant ad lui, ai principi de' sa 402 MERCOLEDÌ SANTO se, principes sacerdo- cerdoti, ed ai prefetti del tum, et magistratus templi, et seniores: Quasi ad latronem existis cum gladiis, et fustibus? Cum quotidie vobiscum fuerim in templo, non extendistis manus in me: sed haec est hora vestra, et potestas tenebrarum. C. Comprehendentes autem eum, duxerunt ad domum principis sacerdotum: Petrus vero sequebatur alonge. Accenso autem igne in medio atrii, et circumsedentibus illis, erat Petrus in medio eorum. Quem cum vidisset ancilla quædam sedentem ad lumen, et eum fuisset intuita, dixit: S. Et hic cum illo erat. C. At ille negavit eum, dicens: S. Mulier, non novi illum. C. Et post pusillum alius videns eum, dixit: S. Et tu de illis es. C. Petrus vero ait: S. O homo, non sum. C. Et intervallo facto quasi tempio, ed ai seniori: Quasi contro un ladrone siete venuti armati di spade, e di bastoni? Quand' io ogni giorno con voi mi trovava nel tempio, non istendeste mai la mano contro di me: ma quee la sta è la vostra ora, balia delle tenebre. E preso che l'ebbero, lo condussero a casa del principe de'sacerdoti: e Pietro lo seguiva alla lontana. E avendo la gente acceso il fuoco nel cortile, e stando a sedere all'intorno, stava anche Pietro sedendo in mezzo ad essi. E una serva veduto lui, che sedeva al fuoco, e miratolo fissamente, disse: Questi ancora con lui era. Ma egli lo rinnegò, dicendo: Donna, io nol conosco. Di lì a poco un altro vedendolo, gli disse: Anche tu un di coloro sei. Ma Pietro disse: 0 uomo, io nol sono. E quasi un'ora dopo un altro di 403 ALLA MESSA. horae unius, alius qui- ceva asseverantemente: dam affirmabat, dicens: S. Vere et hic cum illo erat: nam et Galilaeus est. C. Et ait Petrus: S. Homo, nescio quid dicis. C. Et continuo, adhuc illo loquente, cantavit gallus. Et conversus Dominus respexit Petrum. Et recordatus est Petrus verbi Domini, sicut dixerat: Quia priusquam gallus cantet, ter me negabis. Et egressus foras Petrus, flevit amare. Et viri qui tenebant illum, illudebant ei, caedentes. Et velaverunt eum, et percutiebant faciem ejus; et interrogabant eum, dicentes: S. Prophetiza, quis est, qui te percussit? C. Et alia multa blasphemantes dicebant in eum. Et ut factus est dies, convenerunt seniores plebis, et principes sacerdotum, et scribae, et duxerunt illum in concilium suCerto anche questi con colui era: imperocchè anch'egli è Galileo. E rispose Pietro: 0 uomo, non so quel che voi dite. E immediatamente, prima ch' egli avesse finite queste parole, cantò il gallo. E si rivolse il Signore a mirar Pietro. E si ricordò Pietro della parola dettagli dal Signore: Prima che il gallo canti, tre volte mi rinnegherai. Ed uscì fuora Pietro, e pianse amaramente. E quei che tenevan legato Gesù, lo schernivano, e davangli delle percosse. E gli bendarono gli occhi, e gli davano delle guanciate, e lo interrogavano con dire: indovina, chi è, che ti ha percosso? E molte altre cose bestemmiando dicevano contro di lui. E appena fattosi giorno, si radunarono gli anziani del popolo, e i principi de'sacerdoti, e gli scribi, e lo menarono nel 1 a 404 um, dicentes: S. Si tu es Christus, dic nobis. C. Et ait illis: Si vobis dixero, non credetis mihi: si autem et interrogavero, non respondebitis mihi, neque dimittetis. Ex hoc autem erit Filius hominis sedens a dextris virtutis Dei. C. Dixerunt autem omnes: S. Tu ergo es Filius Dei? C. Qui ait: Vos dicitis, quia ego sum. C. At illi dixerunt: S. Quid adhuc desideramus testimonium? Ipsi enim audivimus de ore ejus. C. Et surgens omnis multitudo eorum, duxerunt illum ad Pilatum. Coeperunt autem illum accusare, dicentes: S. Huncinvenimus subvertentem gentem nostram, et prohibentem tributa dare Caesari, et dicentem, se Christum Regem esse. C. Pilatus autem interrogavit eum, dicens: S. Tu es Rex JudaeoMERCOLEDÌ SANTO ? loro sinedrio, e gli dissero: Se tu sei Cristo dillo a noi. Ma egli disse loro: Se io vel dirò, voi non mi crederete. E se anche vi interrogherò non mi risponderete, nè mi darete libertà. Ma da ora in poi sarà il Figliuolo dell'uomo assiso alla destra della virtù di Dio. Gli dissero poi tutti: Tu dunque sei Figliuolo di Dio? Egli rispose: Voi lo dite, conciossiachè io lo sono. Ma quelli dissero: Che bisogno abbiamo omai di testimoni? Abbiamo noi stessi udito dalla sua propria bocca. E alzatasi tutta l'adunanza, lo condussero da Pilato. E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Costui abbiamo trovato, che seduce la nostra nazione, e proibisce di pagare il tributo a Cesare, e dice sè essere Cristo re. Pilato dunque lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de' Giudei? Ma Gesù gli rispose, ALLA MESSA. 4.05 rum? C. At ille respon- le disse: Tu lo dici. E dens, ait: Tu dicis. Pilato disse ai principi C. Ait autem Pilatus ad dei sacerdoti, e alla turprincipes sacerdotum, ba: Non trovo delitto alet turbas: S. Nihil invenio causae in hoc homine. C. At illi invalescebant, dicentes: S. Commovet populum, docens per universam Judaeam, incipiens a Galilaea, usque huc. C. Pilatus autem audiens Galilacam, interrogavit, si homo Galilacus esset. Et ut cognovit, quod de Herodis potestate esset, remisit eum ad Herodem, qui et ipse Jerosolymis erat illis diebus. Herodes autem, viso Jesu, gavisus est valde. Erat enim cupiens ex multo tempore videre eum, eo quod audierat multa de eo: et sperabat signum aliquod videre ab eo fieri. Interrogabat autem eum multis sermonibus. At ipse nihil illi respondebat. Stabant autem principes sacercuno in quest'uomo. Ma quelli si riscaldavano, dicendo: Solleva il popolo insegnando per tutta la Giudea, avendo principiato dalla Galilea fin qua. E Pilato udendo nominare la Galilea, domandò, se egli Galileo fosse. E inteso, che della giurisdizione di Erode egli era, lo mandò ad Erode, che anch'egli in Gerusalemme si trovava in quei dì. Ed Erode di veder Gesù ebbe molto piacere, perchè bramava da gran tempo di vederlo, conciossiachè avea sentito parlar molto di lui, e sperava di vedergli fare qualche miracolo. E gli fe' molte interrogazioni. Ma Gesù non gli rispose nulla. Ed eran presenti i principi de' sacerdoti, è gli scribi * 5 406 MERCOLEDI SANTO dotum, et scribae con- che fortemente lo accustanter accusantes eum. Sprevit autem illum Herodes cum exercitu suo: et illusit indutum veste alba, et remisit ad Pilatum. Et facti sunt amici Herodes, et Pilatus in ipsa die: nam antea inimici erant ad invicem. Pilatus autem convocatis principibus sacerdotum, et magistratibus, et plebe, dixit ad illos: S. Obtulistis mihi hunc hominem, quasi avertentem populum; et ecce ego coram vobis interrogans, nullam causam inveni in homine isto ex his, in quibus eum accusatis. Sed neque Herodes: nam remisi vos ad illum, et ecce nihil dignum morte actum est ei. Emendatum ergo illum dimittam. C. Necesse autem habebat dimittere savano. Ed Erode co'suoi soldati lo disprezzò: e per ischerno fecelo vestir di bianca veste, e lo rimandò a Pilato. E diventarono amici Erode e Pilato in quel giorno: imperocchè per l'avanti nimicizia era stata tra loro. Pilato poi radunati i principi de'sacerdoti, e i magistrati, e il popolo, disse loro: Mi avete presentato quest'uomo, come sollevatore del popolo; ed ecco che alla vostra presenza avendolo interrogato, delitto alcuno non ho trovato in quest'uomo di quelli, onde voi l'accusate. Anzi nemmeno Erode; imperocchè vi ho rimessi a lui: ed ecco, che nulla è stato a lui fatto, che sia da reo di morte. Lo castigherò dunque, e lo libererò. Or egli era tenuto a dare ad essi nella festa libero un eis, per diem festum, uomo. Esclamò tutto il unum. Exclamavit autem simul universa tur ALLA MESSA. 107 ba, dicens: S. Tolle popolo: levate dal monhunc, et dimitte nobis do costui, e rendete a Barabbam. C. Qui e- noi libero Barabba. Querat, propter seditionem sti era stato, per causa quamdam factam in ci- di certa sedizione fatta vitate, et homicidium, in città, e per omicidio, missus in carcerem. messo in prigione. E nuoIterum autem Pilatus vamente Pilato parlò ad locutus est ad eos, vo- essi, bramoso di liberar lens dimittere Jesum. Gesù. Ma essi gli davano At illi succlamabant, sulla voce, dicendo: Crodicentes: S. Crucifige, cifiggetelo, crocifiggetelo. crucifige eum. C. Ille Ed ei per la terza volta autem tertio dixit ad disse loro: Ma che male illos: S. Quid enim mali ha fatto costui? Delitto fecit iste? Nullam cau- alcuno di morte non trosam mortis invenio in vo in lui: lo castigherò eo: corripiam ergo il- adunque, e lo libererò. lum, et dimittam. C. Ma quegli incalzavano At illi instabant voci- sempre più, con grandi bus magnis postulan- strida chiedendo che fostes, ut crucifigeretur: se crocifisso: e andavan et invalescebant voces crescendo i loro clamori. eorum: Et Pilatus ad- E Pilato decretò che fosjudicavit fieri petitio- se eseguita la loro donem eorum. Dimisit au- manda. Liberò adunque tem illis eum, qui pro- in grazia loro colui, che pter homicidium, et se- per causa di omicidio, e ditionem missus fuerat di sedizione, era stato in carcerem, quem pe- messo in prigione, e il tebant: Jesum vero tra- quale essi chiedevano; didit voluntati eorum. e abbandonò Gesù alla Et cum ducerent eum, loro volontà. E nel me MERCOLEDÌ SANTO apprehenderunt Simo- narlo via arrestarono un nem quemdam Cyre- certo Simone Cireneo, nensem venientem de che tornava di campavilla: et imposuerunt gna, e gli misero adilli crucem portare post dosso la croce, perchè la Jesum. Sequebatur au- portasse dietro a Gesù. tem illum multa turba E lo seguiva una turba populi, et mulierum, grande di popolo, e di quæ plangebant, et la- donne, le quali battementabantureum. Con- vansi il petto, e lo pianversus autem ad illas gevano. Ma rivolto ad Jesus, dixit:# Filiae esse Gesù, disse: FigliJerusalem, nolite flere uole di Gerusalemme, super me, sed super non piangete sopra di me, vos ipsas flete, et super ma sopra voi stesse pianfilios vestros. Quoniam gete, e sopra i vostri fiecce venient dies, in gliuoli. Imperocchè, ecco quibus dicent: Beatae che verrà tempo, in cui steriles, et ventres qui si dirà: beate le sterili, non genuerunt, et uhe- ed i seni che non han gera quae non lactave- nerato, e le mammelle runt. Tunc incipient di- che non hanno allattato. cere montibus: Cadite Allora cominceranno a super nos; et collibus: dire alle montagne: caOperite nos. Quia si in dete sopra di noi; e alle viridi ligno hæc fa- colline: ricopriteci. Imciunt, in arido quid fiet? perocchè, se nel verde C. Ducebantur autem legno tali cose fanno, et alii duo nequam cum del secco che sarà? Ed eo, ut interficerentur. eran condotti anche due Et postquam venerunt ladri con lui, che erano in locum, qui vocatur malfattori, per essere fatti morire. E giunti che 108 ALLA MESSA. 409 Calvariae, ibi crucifi-| furono al luogo detto Cal xerunt eum, et latro- vario, quivi crocifissero nes, unum a dextris, lui, e i ladroni, uno a et alterum a sinistris. destra, l'altro a sinistra. Jesus autem dicebat: E Gesù diceva: Padre, Pater, dimitte illis, non perdonate loro, conciosenim sciunt quid fa- siachè non sanno quel che ciunt. C. Dividentes ve- si fanno. E spartendo le ro vestimenta ejus, mi- vesti di lui, le tirarono serunt sortes. Et sta- a sorte. E se ne stava il bat populus spectans, popolo ad osservare, e lo et deridebant eum prin- sbeffavano i caporioni con cipes cum eis, dicentes: esso, dicendo: altri ha S. Alios salvos fecit, se salvati, se stesso salvi, salvum faciat, si hic se egli è il Cristo di Dio est Christus Dei ele- eletto. Insultavanlo anctus. C. Illudebant au- che i soldati, i quali si tem ei et milites acce- accostavano a lui, e dell' dentes, et acetum offe- aceto offrivangli, dicenrentes ei, et dicentes: do: Se tu sei il Re de' S. Si tu es Rex Judaeo- Giudei, salva te stesso. rum, salvum te fac. C. Era anche stata posta un' Erat autem et super- iscrizione sopra di lui in scriptio scripta super Greco, Latino, ed Ebraieum literis Graecis, et co: questi è il Re de'GiuLatinis, et Hebraicis: dei. E uno de' ladroni penHic est Rex Judaeorum. denti lo bestemmiava, diUnus autem de his, qui cendo: Se tu sei Cristo, pendebant, latronibus, salva te stesso, e noi. E blasphemabat eum, dicens. S. Si tu es Christus, salvum fac temetipsum, et nos. C. Re 410 MERCOLEDÌ SANTO spondens autem alter rispondeva l'altro sgriincrepabat eum, dicens: S. Neque tu times Deum, quod in eadem damnatione es? Et nos quidem juste; nam digna factis recipimus: hic vero nihil mali gessit. C. Et dicebat ad Jesum: S. Domine, memento mei, cum veneris in regnum tuum. C. Et dixit illi Jesus: Amen dico tibi: hodie mecum eris in paradiso. C. Erat autem fere hora sexta, et tenebrae factae sunt in universam terram usque in horam nonam. Et obscuratus est sol: et velum templi scissum est medium. Et clamans voce magna, Jesus ait: Pater, in manus tuas commendo spiritum meum. C. Et haec dicens, expiravit.( Hic genuflectitur, et pausatur aliquantulum). Videns autem centurio dandolo, e dicendo: Nemmeno tu temi Iddio, trovandoti nello stesso supplizio? E quanto a noi, certo, che con giustizia; perchè, quel che era dovuto alle nostre azioni riceviamo: ma questi nulla di male ha fatto. E diceva a Gesù: Signore, ricordatevi di me, giunto che voi siate nel vostro reguo. E Gesù gli disse: In verità ti dico, che oggi meco sarai nel paradiso. Ed era circa l'ora sesta, e si fe' bujo per tutta la terra sino all' ora nona. E si oscurò il sole: e il velo del tempio si divise per mezzo.Ed esclamando ad alta voce Gesù, disse: Padre, nelle mani vostre raccomando il mio spirito. Ed in ciò dicendo spirò. ( Qui s' inginocchia, e si fa una breve pausa). E vedendo il centurione quel, che era accaduto, glorificò Dio, dicendo: Certaquod factum fuerat, mente quest'uomo giusto glorificavit Deum, di- l ALLA MESSA. cens: S. Vere hic homo| era. E tutta la moltitujustus erat. C. Et omnis turba eorum, qui simul aderant ad spectaculum istud, et videbant quæ fiebant, percutientes pectora sua revertebantur. Stabant autem omnes noti ejus a longe, et mulieres, quæ secutae eum erant a Galilaea, haec videntes. dine di coloro, che si trovavan presenti allo spettacolo, e vedevano quello, che succedeva, picchiandosi il petto, se ne tornavan indietro. E stavano tutti i conoscenti di Gesù alla lontana, come anche le donne, che l'avevano seguito dalla Galilea, tali cose osservando. Ciò che segue si canta in tuono di Vangelo, e tutto si fa come sopra pag. 50. Et ecce vir nomine Jo- Ed ecco un uomo, chiaseph, qui erat decurio, vir bonus, et justus: hic non consenserat consilio, et actibus eorum, ab Arimathaea civitate Judeae, qui expectabat et ipse regnum Dei. Hic accessit ad Pilatum, et petiit corpus Jesu; et depositum involvit sindone, et posuit eum in monumento exciso, in quo nondum quisquam positus fuerat. mato Giuseppe, che era decurione, uomo dabbene, e giusto: il quale non aveva avuto parte nei consigli, e nell'operato degli altri, cittadino di Arimatea, città della Giudea, che aspettava anch' esso il regno di Dio. Questi presentossi a Pilato, egli chiese il corpo di Gesù, e depostolo, lo rinvolse in un lenzuolo, e lo pose in un sepolcro scavato nel sasso, in cui fin allora nessuno era stato sepolto. 412 Offertorium. Ps. 401. Domine, exaudi orationem meam, et clamor meus ad te perveniat: ne avertas faciem tuam a me. MERCOLEDÌ SANTO Secreta. Suscipe, quaesumus, Domine, munus oblatum, et dignanter operare: ut quod Passionis Filii tui Domini nostri mysterio gerimus, piis affectibus consequamur. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum. Amen. Alia secreta contra persecutores Ecclesiae. Protege nos, Domine, tuis mysteriis servientes: ut divinis rebus inhaerentes, et corpore tibi famulemur, et mente. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat. R Amen. anos Offertorio. Signore, esaudite la mia orazione, e le mie grida a voi giungano: non rivolgete da me la vostra faccia. Segreta. Gradite, o Signore, l'offerto dono, e degnatevi concederci, che accompagniamo con pietosi affetti quello, che nella ricorrenza del mistero della Passione del vostro Figlio noi operiamo. Per i meriti del medesimo Figliuol vostro Gesù Cristo. R Così sia. Altra segreta contro i persecutori della Chiesa. Proteggete, o Signore, noi che serviamo ai vostri misteri, affinchè inerendo alle cose divine, vi serviamo col corpo, e con la mente. Per il Signore nostro Gesù Cristo vostro Figliuolo, che con voi vive, e regna. Così sia. 443 Alia pro Papa. Oblatis, quaesumus, Altra per il Papa. Placatevi, o Signore, ve Domine, placare mu- ne preghiamo, per i doneribus; et famulum ni, che vi abbiamo oftuum N., quem Pasto- ferti, e governate con la rem Ecclesiæ tuæ præ- continua protezione voesse voluisti, assidua stra il vostro servo N., il protectione guberna. quale avete voluto, che Per Dominum nostrum presieda Pastore alla voJesum Christum etc. stra Chiesa. Per il Signor R Amen. nostro ecc. R Così sia. ALLA MESSA. Praefatio pag. 53. Communio. Potum meum cum fletu temperabam: quia elevans allisisti me: et ego sicut foenum arui. Tu autem, Domine, in aeternum permanes: tu exurgens misereberis Sion, quia venit tempus miserendi ejus. Postcommunio. Dopo la Comunione. Largire sensibus no- Beneficate abbondantestris, omnipotens Deus, ut per temporalem Filii tui mortem, quam mysteria veneranda testantur, vitam te nobis dedisse perpetuam conmente i nostri sensi, onnipotente Iddio, affinchè per la temporal morte del vostro Figliuolo, che i misteri venerandi testificano, la vita ancora perpePrefazione pag. 53. Comunione. La mia bevanda colle lagrime mescolai: perocchè voi innalzatomi mi gettaste per terra: e io com'erba seccai. Ma voi, o Signore, in eterno durate: voi svegliato, avrete pietà di Sionne, perchè venuto è il tempo di averne pietà. MERCOLEDÌ SANTO fidamus. Per eundem Dominum etc. R Amen. Alia Postcommunio contra persecutores Ecclesiae. Quaesumus, Domine Deus noster, ut quos divina tribuis participatione gaudere, humanis non sinas subjacere periculis. Per Dominum nostrum etc. Seu pro Papa. Haec nos, quaesumus Domine, divini sacramenti perceptio protegat: et famulum tuum N., quem Pastorem Ecclesiae tuae praeesse voluisti, una cum commisso sibi grege salvet semper, et muniat. Per Dominum etc. B Amen. tua d'averci data ci gloriamo. Per il medesimo Signore ecc. Così sia. Altra dopo la Comunione, contro i persecutori della Chiesa. Vi preghiamo, o Signore Dio nostro, affinchè quelli, a cui della divina partecipazione concedete godere, non vogliate permettere che soggiacciano agli umani pericoli. Per il Signore, ecc. Ovvero pel Papa. Questa partecipazione del divin sacramento, vi preghiamo, o Signore, ci protegga: e il servo vostro N., che( come) Pastore alla vostra Chiesa presiedere ordinaste, unitamente all' affidatogli gregge, salvi sempre, e fortifichi. Per il Signore. R Così sia. ALLA MESSA. Orazione sopra il Popolo. OREMUS Humiliate capita vestra Deo. Respice, quaesumus, Domine, super hanc familiam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitavit manibus tradi nocentium, et crucis subire tormentum. Qui tecum vivit, et regnat etc. R Amen. PREGHIERA Umiliate le vostre teste a Dio. Gettate gli occhi, vi preghiamo, o Signore, sopra questa famiglia vostra, per la quale il Signor nostro Gesù Cristo non dubitò di essere dato nelle mani degli empi, e della croce incontrare il tormento. Che con voi vive, e regna ecc. R Così sia. Il seguente Mattutino con le sue Laudi si dice il Merc. Santo da sera per il Giov. seguente. MERCOLEDÌ SANTO 445 LA SERA 101 A MATTUTINO DICHIARAZIONE. In tre giorni si fa l'Uffizio della Passione del Signore, perchè tanti consumati furono da lui nei travagli, e nella sua sepoltura; e i Discepoli nello 116 MERCOLEDÌ SANTO stesso tempo si dolsero per questa causa; e se la Chiesa comincia un giorno prima, che è oggi, questo avviene, perchè il Sabbato è impedito per doversi celebrare la memoria del mistero fatto in quella notte a lui seguente, come altre volte fu celebrata, essendo allora risuscitato il Signore. Ne' tre giorni seguenti, dopo aver detto con voce bassa Pater noster, Ave Maria, ed a Mattutino e Prima, Credo, lasciando tutto il rimanente, si comincia assolutamente l'Uffizio a Mattutino ed a Vespro dall' Antifona del primo Salmo: e tutte le Antifone si raddoppiano, come nelle feste di rito doppio. Nel fine de' Salmi non si dice Gloria Patri, nè a' Responsorii, nè alle Ore. Al fine di ciascun Salmo di Mattutino si estingue una delle quindici candele del candelliere triangolare posto avanti all'altare. DICHIARAZIONE. Non si dice Domine labia mea, nè il Deus in adjutorium; poichè trattandosi della Passione di Cristo, mostriamo che dagli empii tolto ci è il Capo ed il principio nostro; e restati quasi vedovi, non avendo a chi poter chiedere aiuto. Si tace l'Invitatorio, acciò vediamo che gli Apostoli, i quali dovevano invitar altri a Cristo, si sono dispersi. L'Inno si suol dire, per mostrare, le lodi divine doversi dire con allegrezza de'cuori; e con ragione si lascia, perchè il Figliuol di Dio, soggetto d'ogni lode, fatto è obbrobrio delle genti, e burla della plebe. Diconsi nove Salmi, e per ogni Notturno tre ve ne sono, per far intendere che Cristo mori per i vergini, per i conjugati e per i vedovi delle tre leggi, Naturale, Scritta ed Evangelica; i Salmi significano l'opera; l'Antifona, che avanti e dopo si dice, dimostra la vicendevole carità, che accompagnar la deve nel principio e nel fine. A MATTUTINO. Le quindici candele, quali veggonsi accese, fanno memoria dei dodici Apostoli e delle tre Marie, ed una dopo l'altra s'estingue, non avendolo essi abbandonato ad un tratto insieme, ma uno dopo l'altro. Cominciasi con l'Antifona Zelus, acciò sappiamo, che l'amore che Cristo portò alla Chiesa è stato la cagione ch'egli ha patito. NEL PRIMO NOTTURNO. ANTIPH. Zelus domus tuæ comedit me, et opprobria exprobrantium tibi ceciderunt super me. Salmo 68. Salvum me fac, Deus; quoniam intraverunt aquæ usque ad animam meam. Infixus sum in limo profundi;* et non est substantia. Veni in altitudinem maris,* et tempestas demersit me. ANTIF. Lo zelo della casa vostra mi divorò, e gli insulti di coloro, che insultavano voi, sono ricaduti sopra di me. Laboravi clamans, raucae factae sunt fauces meae;* defecerunt oculi mei, dum spero in Deum meum. Salvatemi, o Dio, imperocchè son penetrate le acque fino all'anima mia. Son fitto in fango profondissimo, che non ha consistenza. Son venuto in alto mare, e la tempesta mi ha sommerso. Mi sono stancato a gridare, le mie fauci sono inaridite; si sono ottenebrati gli occhi miei, mentre aspettando, li tengo rivolti al mio Dio. MERCOLEDÌ SANTO 448 Multiplicati sunt super capillos capitis mei, * qui oderunt me gratis. Son cresciuti di numero sopra i capelli della mia testa coloro, che mi odiano senza ragione. Confortati sunt, qui Son divenuti più forti persecuti sunt me ini- i nemici miei, che mi permici mei injuste;* quæ seguitano ingiustamente; non rapui, tunc exsol- io allora pagai quello, vebam. che io non aveva rapito. Deus, tu scis insipientiam meam,* et delicta mea a te non sunt abscondita. Non erubescant in me, qui expectant te, Domine,* Domine virtutum. Non confundantur super me,* qui quaerunt te, Deus Israël. Quoniam propter te sustinui opprobrium, * operuit confusio faciem meam. Extraneus factus sum fratribus meis,* et peregrinus filiis matris meae. O Dio, voi conoscete la mia stoltezza, e i miei peccati a voi non sono nascosti. Non abbian da arrossire per causa mia coloro, i quali aspettano voi, o Signore, o Dio degli eserciti. Non sieno confusi per colpa mia coloro, che cercano voi, o Dio d'Israele. Perocchè per amor vostro ho sofferto ignominia, e cuoprì la confusione il mio volto. Son divenuto straniero ai miei fratelli, e ignoto ai figliuoli della mia madre. Quoniam zelus doPerchè lo zelo della vomus tuae comedit me, stra casa mi divorò, e * et opprobria expro- Igl' insulti di coloro, che A MATTUTINO. 449 brantium tibi cecide- v'insultavano, sono ricarunt super me. duti sopra di me. Et operui in jejunio animam meam,* et factum est in opprobrium mihi. Ed umiliai col digiuno l'anima mia, e tutto questo si è convertito in obbrobrio per me. Et posui vestimentum meum cilicium,* il cilicio, e fui il di loro E presi per mia veste et factus sum illis in pa- ludibrio. rabolam. Adversum me loquebantur, qui sedebant in porta; * et in me psallebant, qui bibebant vinum. Ego vero orationem meam ad te, Domine; * tempus beneplaciti, Deus. In multitudine misericordiae tuae exaudi me: in veritate salutis tuae. no quelli, che stavano Contro di me parlavaassisi alla porta; e sopra di me i bevoni cantavano delle canzoni. orazione a voi, o SignoMa io rivolgo la mia re: tempo di favore, o Dio, egli è questo. della vostra misericordia Secondo la moltitudine esauditemi: secondo la verità della salute, che aspetto da voi. Traetemi dal fango, affinchè io non vi resti sommerso; liberatemi da coloro, che mi odiano, e dalle acque profonde. Non me demergat Non mi sommerga la tempestas aquae, ne- tempesta, e non mi asque absorbeat me pro- sorbisca il mar profonfundum; neque ur- do; e il pozzo non serri Eripe me de luto, ut non infingar;* libera me ab his, qui oderunt me, et de profundis aquarum. 420 MERCOLEDÌ SANTO geat super me puteus| la sua bocca sopra di me. Os suum. Esauditemi, o SignoExaudi me, Domine, quoniam benigna re, perchè benefica ella est misericordia tua;* è la vostra misericordia; secundum multitudi- secondo la molta vostra nem miserationum tua- pietà rivolgete lo sguarrum respice in me. do a me. Et ne avertas faciem tuam a puero tuo;* quoniam tribulor, velociter exaudi me. E non perdete di vista il vostro servo; esauditemi prontamente, perchè io son tribolato. * Intende animæ meæ, et libera eam; propter inimicos meos e- lute; ripe me. Tu scis improperium meum, et confusionem meam* et reveren" tiam meam. In conspectu tuo sunt omnes qui tribulant me; * improperium expectavit cor meum, et miseriam. Fatevi dappresso all'anima mia, e datele sariguardo de'miei nemici conducetemi a salvamento. Voi sapete gli obbrobrii, che io soffro, e la confusione mia, e la mia ignominia. Sotto gli occhi vostri sono tutti quelli che mi tormentano; il mio cuore si aspettò obbrobrj, e miserie. Et sustinui qui simul contristaretur, et non fuit:* et qui consolaretur, et non inveni. Et dederunt in escam meam fel,* et in siti E aspettai chi entrasse a parte di mia tristezza, e non vi fu; e chi mi porgesse consolazione, e nol trovai. E diedero a me per cibo il fiele, e nella sete A MATTUTINO. mea potaverunt me a- mia mi abbeverarono di ceto. ONALS aceto. La loro mensa diventi per essi lacciuolo, e scandalo per loro retribuzione. molen Obscurentur oculi Si offuschino i loro oceorum, ne videant;* chi, sicchè non veggano; et dorsum eorum semper incurva. e aggravate mai sempre il loro dorso. Fiat mensa eorum coram ipsis in laqueum; * et in retributiones, et in scandalum. Effunde super eos iram tuam:* et furor irae tuae comprehendat eos. Fiat habitatio eorum La loro abitazione dideserta;* et in taber- venti un deserto; e sotto naculis eorum non sit i loro padiglioni non siaqui inhabitet. vi chi abiti. Quoniam quem tu percussisti, persecuti sunt;* et super dolorem vulnerum meorum addiderunt. Scaricate sopra di loro l'ira vostra: e il furore dell'ira vostra gli serri. Appone iniquitatem super iniquitatem eorum,* et non intrent in justitiam tuam. Deleantur de libro viventium;* et cum justis non scribantur. Ego sum pauper, et dolens; * salus tua, Deus, suscepit me. Perocchè hanno perseguitato colui, cui voi avevate percosso; e al dolore delle mie piaghe aggiunser dolore. Aggiungete iniquità alle loro iniquità, e non pervengano alla vostra giustizia. Sieno cancellati dal libro dei viventi; e tra i giusti non sian descritti. Io son povero, e dolente; la vostra salute, o Dio, mi ha sostenuto. 6 422 MERCOLEDI SANTO Laudabo nomen Dei Loderò il nome di Dio cum cantico,* et magnificabo eum in laude. Et placebit Deo super vitulum novellum, cornua producentem, et ungulas. * Videant pauperes, et laetentur;* quaerite Deum, et vivet anima vestra. Quoniam exaudivit pauperes Dominus;* et vinctos suos non despexit. Laudent illum coeli et terra, mare, et omnia reptilia in eis. * Quoniam Deus salvam faciet Sion,* et aedificabuntur civitates Juda. Et inhabitabunt ibi, * et haereditate acquirent eam. Et semen servorum ejus possidebit eam;* et qui diligunt nomen ejus, habitabunt in ea. co' miei cantici, e lo glorificherò coi rendimenti di grazie. E questi piaceranno a Dio più che un giovane vitello, che butti fuora le corna, e le unghie. Veggan ciò i poveri, e si consolino; cercate Dio, l'anima vostra avrà vita. Imperocchè il Signore ha esauditi i poveri; e non ha posti in non cale quei, che sono per lui in catene. Dian lode a lui i cieli e la terra, il mare e gli animali tutti, che sono in lor contenuti. Imperocchè Dio salverà Sionne, e saranno edificate le città di Giuda. Ed ivi avran ferma stanza, e la possederanno come propria eredità. E i figliuoli dei servi di lui avran di essa il possesso; e in essa dimoreranno quelli, che amano il di lui nome. A MATTUTINO. 423 DICHIARAZIONE. Si tace il Gloria Patri, essendo nella Passione stata nascosta la gloria della Trinità, ch'era nel Signore per l'unità dell'essenza, ed avendo egli patito come uomo. Si replica l'Antifona, acciò, come si disse, la carità sia ancor nel fine dei nostri fatti. ANTIPH. Zelus domus tuae comedit me, et opprobria exprobrantium tibi ceciderunt super me. ANTIF. Lo zelo della vostra casa mi divorò, e gl' insulti di coloro, che v' insultavano sono ricaduti sopra di me. ANTIPH. Avertantur ANTIF. Sian volti in furetrorsum, et erube- ga, e svergognati coloro, scant qui cogitant mihi i quali pensano di farmi mala. del male. Salmo 69. Deus in adjutorium meum intende:* Domine ad adjuvandum me festina. Muovetevi, o Dio, in mio soccorso: Signore, affrettatevi ad ajutarmi. Confundantur, et revereantur* qui quaerunt animam meam. Siano confusi, e svergognati coloro che cercano l'anima mia. Avertantur retrorsum, et erubescant,* qui volunt mihi mala. Sien volti in fuga, e svergognati coloro, che si pascono de' miei mali. Avertantur statim e- Sien volti in fuga surubescentes qui di- bitamente, e svergognati 124 MERCOLEDÌ SANTO cunt mihi: euge, euge.| coloro, che a me dicono: bene sta, bene sta. Exultent, et laetentur in te omnes, qui quaerunt te,* et dicant semper: magnificetur Dominus, qui diligunt salutare tuum. Ego vero egenus, et pauper sum;* Deus adjuva me. ib illner Adjutor meus, et li- Mio ajuto, e mio libeberator meus es tu:* ratore voi siete; Signore, Domine ne moreris. non tardate più. ANTIPH. Deus meus, eripe me de manu peccatoris. Esultino, e si rallegrino in voi tutti coloro, i quali vi cercano, e dicano mai sempre: sia glorificato il Signore, coloro che amano la salute, che viene da voi. ANTIPH. Avertantur ANTIF. Sian volti in furetrorsum, et erube- ga, e svergognati coloro, scant qui cogitant mihi i quali cercano di farmi mala. del male. Io però son povero, e mendico; ajutatemi, o Dio. In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum;* in justitia tua libera me, et eripe me. Inclina ad me aurem tuam,* et salva me. Salmo 70. ANTIF. Dio mio, liberatemi dalle mani del peccatore. In voi, o Signore, ho posta la mia speranza; non sia io confuso in eterno; per la vostra giustizia liberatemi, e salvatemi. Piegate le vostre orecchie verso di me, e salvatemi. 125 Esto mihi in Deum Siate a me un Dio pro* ut per farmi salvo. protectorem, et in lo- tettore, e un asilo sicuro cum munitum, salvum me facias. Quoniam firmamentum meum,* et refugium meum es tu. Deus meus eripe me de manu peccatoris,* et de manu contra legem agentis, et iniqui. A MATTUTINO. Quoniam tu es patientia mea, Domine;* Domine, spes mea a juventute mea. In te confirmatus sum ex utero;* de ventre matris meae tu es protector meus. In te cantatio mea semper;* tamquam prodigium factus sum multis et tu adjutor fortis. Repleatur os meum laude, ut cantem gloriam tuam,* tota die magnitudinem tuam. Perciocchè fermezza mia, e mio rifugio voi siete. Sia piena la mia bocca di laude, affinchè io canti la vostra gloria, e la vostra grandezza per tutto il giorno. Non rigettatemi nel tempo della vecchiezza; cum defecerit virtus non abbandonatemi quanNe projicias me in tempore senectutis;* Dio mio, liberatemi dalle mani del peccatore, e dalle mani del violatore della legge, e dell'iniquo. Imperocchè siete voi la mia espettazione, o Signore; Signore, voi la mia speranza sin dalla mia gioventù. Sopra di voi io posai nell'uscire dall'utero; dal seno della madre mia voi siete mio protettore. Io poi ho cantato voi in ogni tempo; fui tenuto da molti come un portento: ma un forte difensore siete voi. 426 MERCOLEDÌ SANTO mea, ne derelinquas do verrà meno la mia forme. tezza. Quia dixerunt inimici mei mihi:* et qui custodiebant animam meam, consilium fecerunt in unum, Dicentes: Deus dereliquit eum, persequimini, et comprehendite eum;* quia non est qui eripiat. Deus, ne elongeris a me;* Deus meus in auxilium meum respice. Ego autem semper sperabo;* et adjiciam super omnem laudem tuam. Imperocchè contro di me han parlato i miei nemici; e quelli, che tendevano insidie all' anima mia, han tenuto insieme consiglio, Os meum annuntiabit justitiam tuam; tota die salutare tuum. Quoniam non cognoDicendo: Iddio lo ha abbandonato, tenetegli dietro, ed afferratelo, dappoichè non v' ha chi lo scampi. Confundantur, et de- Sian confusi, e venficiant detrahentes a- gano meno coloro, che nimae meae; ope- appongono calunnie all' riantur confusione, et anima mia; siano coperti pudore, qui quaerunt di confusione, e di vermala mihi. gogna quelli, che amano il mio male. Non vi dilungate, o Dio, da me; Dio mio, volgetevi ad ajutarmi. Ma io sempre spererò; ed aggiungerò lodi a tutte le lodi vostre. La mia bocca predicherà la vostra giustizia; e tutto il giorno la salute, che viene da voi. Poichè io non ho co A MATTUTINO. 127 vi literaturam, introibo gnizione di lettere, mi in potentias Domini;* internerò nella possanza Domine, memorabor del Signore; o Signore, justitiae tuae solius. io mi ricorderò della sola giustizia vostra. Deus, docuisti me a juventute mea,* et usque nunc pronuntiabo mirabilia tua. Et usque in senectam, et senium,* Deus, ne derelinquas me. Donec annuntiem brachium tuum* generationi omni, quae ventura est. Potentiam tuam, et justitiam tuam, Deus, usque in altissima, quae fecisti magnalia: * Deus quis similis tibi? Quantas ostendisti mihi tribulationes multas, et malas; et conversus vivificasti me: * et de abyssis terrae iterum reduxisti me. Multiplicasti magnificentiam tuam; et Voi, o Dio, m' insegnaste sino dalla mia gioventù, ed io annunzierò le maraviglie fatte da voi sino a quest'ora. E voi sino alla vecchiezza, e sino all'età avanzata, o Dio, non mi abbandonate. Fintantochè io annunzi la vostra fortezza a tutta la generazione, che verrà. Ed insieme la vostra potenza, e la giustizia vostra, o Dio, che va sino agli altissimi cieli, e le magnifiche cose fatte da voi; chi, o Dio, è simile a voi? Quante faceste provare a me tribolazioni molte, ed acerbe! e di nuovo mi ravvisaste: e dagli abissi della terra di bel nuovo mi ritornaste. Voi in molte maniere deste a conoscere la vo 428 MERCOLEDÌ SANTO conversus consolatus es stra magnificenza, e di me. bel nuovo mi consolaste. Nam et ego confi- Imperocchè io pure datebor tibi in vasis psal- rò laude a voi al suono mi veritatem tuam;* dei musicali stromenti per Deus psallam tibi in la vostra verità; voi io cithara, Sanctus Is- canterò sulla cetra, o Sanraël. to d'Israele. Exultabuntlabia mea cum cantavero tibi;* et anima mea, quam redemisti. * Sed et lingua mea tota die meditabitur justitiam tuam, cum confusi, et reveriti fuerint, qui quaerunt mala mihi, ANTIPH. Deus meus, eripe me de manu peccatoris. y Avertantur retrorsum, et erubescant. R Qui cogitant mihi mala. Esulteranno le mie labbra quando io canterò le vostre lodi; come pure l'anima mia redenta da voi. Ed ancor la mia lingua tuttodi parlerà della vostra giustizia, allorchè confusi, e svergognati rimarranno coloro, che amano il mio male. ANTIF. Dio mio, liberatemi dalle mani del peccatore. Sieno volti in fuga, e svergognati. R Coloro, che si pascono de' miei mali. DICHIARAZIONE. L'Orazione Domenicale si dice piano tutta, nè si sente l'Et ne nos, come altre volte si fa; perchè essendo ella tolta dall'Evangelio, segno è, che la predicazione Evangelica più non si sentiva per la prigionia di Cristo, e per la fuga degli Apostoli. Si fa A MATTUTINO. 429 segno con la mano percuotendo il legno, poichè Cristo sul legno della Croce, gridando, fece chiara la carità e misericordia sua. Si tralascia il Jube Domine benedicere, perchè è morto il nostro gran Sacerdote, da cui noi dobbiamo essere benedetti. In questi tre giorni dopo il versetto del Notturno si dice segretamente Pater noster, senza pronunziare Et ne nos. Non si dice l'assoluzione, non si danno benedizioni innanzi alle lezioni, nè al fine si dice Tu autem. Le tre prime lezioni di Geremia si terminano come sta espresso qui sotto. DICHIARAZIONE. Pianse Geremia la cattività del suo popolo in Babilonia, e la distruzione di Gerusalemme, arrivata per la morte del Signore: e noi con le parole stesse questo replichiamo nelle tre prime Lezioni, e piangiamo la crocifissione del Salvatore, e vedendola profetizzata con gran pietà, si canta eziandio molto lamentevolmente. Aleph, e le altre simili parole, che sono le lettere dell'alfabeto ebreo, erano in costume di porsi in ogni canzone in luogo di lamento, com'è questa. Ed anche i versi cominciano in quella lingua dalla lettera che v'è posta innanzi: oltre che ciascuna ha in sè tutto il sentimento di quel versetto che segue, ed è come un argomento del medesimo. one olis Incipit Lamentatio Je- Comincia la Lamentazioremiae Prophetae. ne di Geremia Profeta. Lectio I. Cap. I. Aleph. Lezione I. Cap. I. Aleph. Quomodo sedet sola Come mai siede solitaria la città già piena di pofacta est quasi vidua polo: la signora delle nacivitas plena populo: * 6 430 MERCOLEDÌ SANTO domina gentium: prin- zioni è come vedova: la ceps provinciarum facta est sub tributo. donna di provincie è obbligata al tributo. Beth. Plorans ploravit in nocte, et lacrymae ejus in maxillis ejus; non est qui consoletur eam ex omnibus charis ejus: omnes amici ejus spreverunt eam, et facti sunt ei inimici. Ghimel. Migravit Judas propter afflictionem, et multudinem servitutis: habitavit inter gentes, nec invenit requiem: omnes persecutores ejus apprehenderunt eam inter angustias. Beth. Inconsolabilmente ella piange la notte, e le sue lagrime bagnano le sue guance: non v' ha chi la consoli tra tutti i suoi cari; tutti gli amici suoi l' han disprezzata, e son divenuti suoi avversarj. Ghimel. Disperso andò Giuda per lo strazio, e la varietà della schiavitù; pose sua stanza tra le nazioni, e non trovò requie: tutti i suoi persecutori la strinsero da tutte le parti. Daleth. Viae Sion Daleth. Le vie di Sionlugent, eo quod non ne piangono, perchè non sint, qui veniant ad so- v' è più alcuno, che conlemnitatem: omnes por- corra alle sue solennità; tæ ejus destructae, sa- tutte le sue porte distrutcerdotes ejus gementes, te, i di lei sacerdoti gevirgines ejus squalli- menti, le vergini nello dae, et ipsa oppressa squallore, ed ella oppres amaritudine. sa dall'amarezza. He. Facti sunt hostes ejus in capite, inimici He. I suoi nemici la signoreggiano: quei che ejus locupletati sunt: la odiano si sono arric A MATTUTINO. 131 quia Dominus locutus chiti: perchè il signore est super eam propter pronunziò sentenza conmultitudinem iniquita- tro di lei, per le molte tum ejus parvuli ejus sue iniquità: i suoi fanducti sunt in captivi- ciulli sono stati condotti tatem, ante faciem tri- in ischiavitù, cacciati dal bulantis. persecutore. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. DICHIARAZIONE. Non si dice Tu autem, poichè è morto quello che ne voleva aver misericordia; ed avendolo perduto mercè dei nostri falli, siamo avvertiti di riacquistarlo col mezzo della conversione e pentimento nostro, e perciò diciamo Jerusalem, Jerusalem. I seguenti Responsorii sono delle pene del Signore, acciò si sappia che il contenuto nelle Lezioni dette si è veduto manifestamente in lui. R In monte Oliveti R Nel monte Oliveto oravit ad Patrem: Pa- Gesù pregò il Padre: Pater, si fieri potest, tran- dre, se è possibile, allonseat a me calix iste;* tanate da me'questo caliSpiritus quidem prom- ce;* Lo spirito veramente ptus est, caro autem è pronto, ma la carne è infirma. stanca. y Vegliate, ed orate, per non entrare nella tentazione. Lo spirito ecc. Vigilate, et orate, ut non intretis in tentationem. Spiritus etc. MERCOLEDÌ SANTO 132 Lectio II.- Vau. Et egressus est a filia Sion omnis decor ejus: facti sunt principes ejus velut arietes non invenientes pascua, et abierunt absque fortitudine ante faciem subsequentis. Zain. Recordata est Jerusalem dierum afflictionis suae, et praevaricationis omnium desiderabilium suorum, quae habuerat a diebus antiquis, cum caderet populus ejus in manu hostili, et non esset auxiliator: viderunt eam hostes, et deriserunt sabbata ejus, Heth. Peccatum peccavit Jerusalem, propterea instabilis facta est: omnes, qui glorificabant eam, spreverunt illam, quia viderunt ignominiam ejus: ipsa autem gemens conversa est retrorsum. Lezione II.- Vau. E perdè la figlia di Sion tutta la sua beltà: sono divenuti i suoi principi come arieti, che non trovan pastura, e sono andati privi di forze innanzi a chi stava loro alle spalle. Teth. Sordes ejus in che Zain. Si ricorda Gerusalemme dei giorni della sua tribolazione, e della sua prevaricazione, e di tutti quei beni, ella ebbe sin dagli antichi tempi, quando il suo popolo per mano nemica cadeva, e non vi era chi lo ajutasse. La videro i nemici, e si burlarono de' suoi sabati. Heth. Peccato grande fu il peccato di Gerusalemme; per questo ella non ha avuto stabilità; tutti quei, che le davano lode, l'han disprezzata, perchè han vedute le sue brutture: ella però sospirando ha rivolta indietro la faccia. Teth. La sua immon A MATTUTINO. 133 pedidus ejus, nec recor- dezza è fin ne' suoi piedi, data est finis sui: de- nè dessa si ricordo del posita est vehementer, suo fine: or ella è altanon habens consolato- mente depressa, senza rem: vide, Domine, af- avere chi la consoli. Miflictionem meam, quo- rate, o Signore, la mia niam erectus est inimi- tribolazione, perocchè il nemico è divenuto insolente. cus. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. R Tristis est anima mea usque ad mortem: sustinete hic, et vigilate mecum: nunc videbitis turbam, quae circumdabit me:* Vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis. Ecce, appropinquat hora, et Filius hominis tradetur in manus peccatorum. is Vos fugam capietis, et ego vadam etc. Lect, III.- Jod. Manum suam misit hostis ad omnia desiderabilia ejus: quia vidit gentes ingressas sanGerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R Afflitta è l'anima mia fino alla morte; restate qui, e vegliate con me; or ora vedrete la sbirraglia, che mi circonderà: * Voi prenderete la fuga, ed io andrò ad essere sacrificato per voi. Ecco l'ora si avvicina, e il Figliuol dell' uomo sarà dato nelle mani dei peccatori. Voi prenderete la fuga, ed io andrò ecc. Lezione III.- Jod. L'inimico mise la mano sopra tutto quel che ella aveva di più caro: ed ella ha vedute le genti entrare 134 MERCOLEDÌ SANTO tuam. ctuarium suum, de qui-| nel suo santuario, le quali bus praeceperas, ne voi avevate ordinato che intrarent in Ecclesiam alle vostre adunanze non oh si accostassero. led Caph.Omnis populus ejus gemens, et quaerens panem: dederunt pretiosa quaeque pro cibo ad refocillandam animam. Vide, Domine, et considera, quoniam facta sum vilis. Lamed. O vos omnes, qui transitis per viam, attendite, et videte si est dolor, sicut dolor meus: quoniam vindemiavit me, ut locutus est Dominus, in die irae furoris sui. Caph. Tutto il suo popolo sospira, e cerca del pane: hanno dato tutte le cose più preziose per aver cibo da ristorarsi. Mirate, o Signore, e considerate come io sono avvilita. Mem. De excelso misit ignem in ossibus meis, et erudivit me: expandit rete pedibus meis, convertit me retrorsum posuit me desolatam, tota die moerore confectam. Lamed. O voi tutti, che passate per questa strada, ponete mente, e vedete se v' ha dolor simile al mio dolore: perocchè il Signore, secondo che egli predisse, mi ha vendemmiata nel giorno dell'ira sua furibonda. Mem. Dall'alto mandò un fuoco nelle mie ossa, e mi castigò: tese una rete ai miei piedi, e mi fe' cadere all' indietro: mi ha posto in desolazione, e tuttodi mi fa consumar di dolore. Nun. Vigilavit jugum iniquitatum mearum; in manu ejus convolutae sunt, et impositae colle sue mani ne fe'un Nun. Venne sopra di me ad un tratto il giogo delle mie iniquità; egli A MATTUTINO. 435 collo meo: infirmata| fascio, e lo pose sopra est virtus mea: dedit il mio collo: le mie forze me Dominus in manu, sono mancate: mi conde qua non potero sur- segnò il Signore a tal magere. no, da cui fuggir non potrò. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R Ecce vidimus eum R Ecco, l'abbiam venon habentem speciem, duto, e non avea vaneque decorem; aspe- ghezza, nè splendore; ctus ejus in eo non est: non era bello a vedersi: hic peccata nostra por- egli s'addossò i nostri tavit, et pro nobis do- peccati, ed è tormentato let: : ipse autem vulne- per noi: ma egli è stato ratus est propter ini- piagato a motivo delle noquitates nostras.* Cu- stre iniquità.* Per le livijus livore sanati sumus. dure di lui siam noi risanati. Vere languores nostros ipse tulit, et dolores nostros ipse portavit. Cujus livore etc. Ecce vidimus etc. y Veramente i nostri languori gli ha egli presi sopra di sè, ed ha portati i nostri dolori. Per le lividure ecc. Ecco, l'abbiam veduto ecc. NEL SECONDO NOTTURNO. ANTIPHONA. LiberaANT. Il Signore liberò vit Dominus pauperem il povero dal prepotente, a potente, et inopem, cui non erat adjutor. e il mendico, che non avea chi lo ajutasse. MERCOLEDÌ SANTO Salmo 71. Deus judicium tuum| Date, o Dio, la potestà di et justitiam giudicare al Re, e l'amministrazione della vostra giustizia al figlio del Re. Affinchè egli giudichi il vostro popolo con giustizia, e i vostri poveri con equità. 136 Regi da, tuam filio Regis. Judicare populum tuum in justitia,* et pauperes tuos in judicio. Suscipiant montes pacem populo,* et colles justitiam. Judicabit pauperes populi, et salvos faciet filios pauperum; et humiliabit calumniato* rem. Et permanebit cum sole, et ante lunam* in generatione et generationem. Descendet sicut pluvia in vellus;* et sicut stillicidia stillantia super terram. Orietur in diebus ejus justitia, et abundantia pacis;* donec auferatur luna. Et dominabitur a mari usque ad mare;* et Ricevano i monti la pace del popolo, e i colli ricevano la giustizia. Ei renderà giustizia ai poveri del popolo, e farà salvi i figli dei poveri; ed umilierà il calunniatore. Ed egli sussisterà quanto il sole, e quanto la luna per tutte quante le generazioni. Egli scenderà come pioggia sul vello di lana; e come acqua, che cade a stille sopra la terra. Spunterà nei giorni di lui giustizia, e abbondanza di pace, sino a tanto che non sia più la luna. Ed ei signoreggerà da mare sino all'altro un A MATTUTINO. 137 a flumine usque ad ter-| mare, e dal fiume sino minos orbis terrarum. all'estremità del mondo. Coram illo procident Ethiopes; et inimici ejus terram lingent. Reges Tharsis et insulæ munera offerent;* reges Arabum, et Saba dona adducent. Si getteranno ai suoi piedi gli Etiopi; e i nemici di lui bacieranno la terra. Et adorabunt eum E lo adoreranno tutti omnes reges terrae,* i Re della terra, e le genti omnes gentes servient tutte a lui saran serve. ei. Parcet pauperi, et inopi;* et animas pauperum salvas faciet. Ex usuris, et iniquitate redimet animas eorum;* et honorabile nomen eorum coram illo. I Re di Tarsis, e le isole a lui faranno le loro offerte; i Re degli Arabi e di Saba porteranno i lor doni. Quia liberabit pau- Imperocchè egli libeperem a potente;* et rerà il povero dal possenpauperem, cui non e- te; e tal povero, che non rat adjutor. avea chi lo aiutasse. Et vivet, et dabitur ei de auro Arabiae, et adorabunt de ipso semper;* tota die benedicent ei. Et erit firmamentum Avrà pietà del povero, e del bisognoso; le anime dei poveri farà salve. Dalle usure, e dalla ingiustizia libererà le anime loro; e il nome loro sarà in onore dinanzi a lui. Ed ei vivrà, e gli sarà dato dell'oro dell'Arabia; sempre lo adoreranno, e tutto il dì lo benediranno. E sarà il frumento nel 438 MERCOLEDÌ SANTO in terra in summis mon- la terra sulle cime delle tium, superextolletur montagne, e si alzeranno super Libanum fructus più che i cedri del Libano ejus, et florebunt de le sue spighe, e moltiplicivitate sicut foenum cheranno( gli uomini) nelterrae. la città, come l'erba nei prati. * Sia il nome di lui benedetto pei secoli; prima che fosse il sole fu il di lui nome. Sit nomen ejus benedictum in saecula:* ante solem permanet nomen ejus. Et benedicentur in ipso omnes tribus terrae; omnes gentes magnificabunt eum. * Benedictus Dominus Benedetto il Signore Dio Deus Israël,* qui facit d'Israele, che fa cose ammirabilia solus.mirabili egli solo. gang Et benedictum nomen majestatis ejus in aeternum;* et replebitur majestate ejus omnis terra: fiat, fiat. E benedetto il nome della maestà di lui in eterno; e sarà ripiena della sua maestà tutta la terra: così sia, così sia. ANTIPHONA. Liberavit Dominus pauperem a potente, et inopem, cui non erat adjutor. ANTIFONA. Il Signore liberò il povero dal prepotente, e il mendico, che non avea chi lo aiutasse. ANT. Cogitaverunt impii, et locuti sunt nequitiam: iniquitatem in excelso locuti sunt. ANT. Gli empii pensarono, e parlarono malvagità: da luogo sublime ragionavano di far del male. E benedizione riceveranno in lui tutte le tribù della terra; tutte le genti lo glorificheranno. A MATTUTINO. Salmo 72. CH Quam bonus, Israël,| Quanto è mai buono IdDeus his, qui recto sunt corde! dio, o Israele, con quelli che sono di cuor retto! Mei autem pene moti sunt pedes;* pene effusi sunt gressus mei. Quia zelavi super iniquos, pacem peccatorum videns. * Quia non est respectus morti eorum;* et firmamentum in plaga eorum.avilón In labore hominum non sunt,* et cum hominibus non flagellabuntur. * Ideo tenuit eos superbia; operti sunt iniquitate, et impietate sua. 439 Cogitaverunt, et locuti sunt nequitiam; Ma poco mancò che i miei piedi vacillassero, e che non uscissero di strada i miei passi. Perchè io fui punto da zelo verso gl'iniqui, in osservando la pace dei peccatori. Perchè non pensano alla loro morte, e non son di durata le loro piaghe. Non hanno parte alle afflizioni degli uomini, e cogli uomini non saran flagellati. Per questo la superbia li prese; son ricoperti della loro iniquità, ed empietà. Prodiit quasi ex adiScaturi in certo modo pe iniquitas eorum;* dalla grassezza la loro itransierunt in affectum niquità; si sono abbandocordis. nati agli affetti del loro cuore. Pensano, e parlano malvagità; da luogo su 140 iniquitatem in excelso locuti sunt. Posuerunt in cœlum os suum;* et lingua eorum transivit in terra. MERCOLEDÌ SANTO Ideo convertetur populus meus hic, et dies pleni invenientur in eis. Et dixerunt: Quomodo scit Deus,* et si est scientia in excelso? Ecce ipsi peccatores, et abundantes in saeculo,* obtinuerunt divitias. Et dixi: ergo sine caussa justificavi cor meum,* et lavi inter innocentes manus meas. Et fui flagellatus tota die,* et castigatio mea in matutinis. Si dicebam; narrabo sic;* ecce nationem filiorum tuorum reprobavi. Existimabam ut cognoscerem hoc:* labor est ante me. 194 blime ragionano di far del male. Han messa in cielo la loro bocca, e la loro lingua va scorrendo la terra. Per questo a tali cose si rivolge il popol mio, e giorni ritrova pieni di afflizione. E hanno detto: come mai Dio sa questo? e l'Altissimo ne ha egli notizia? Ecco, che i medesimi peccatori, e i fortunati del secolo hanno radunate ricchezze. E io dissi: adunque senza motivo purificai il mio cuore, e lavai le mie mani cogli innocenti. E fui tuttodi flagellato, fui sotto la sferza di gran mattino. Se io pensassi di ragionare così, ecco che io condannerei la nazione dei vostri figliuoli.bort Mi studiava di intender questo: cosa laboriosa è questa, che mi si pone davanti. Donec intrem in sanPersino a tanto ch'io ctuarium Dei,* et in- l entri nel santuario di Dio, A MATTUTINO. telligam in novissimis eorum. Verumtamen propter dolos posuisti eis;* dejecisti eos dum allevarentur. Quomodo facti sunt in desolationem, subito defecerunt;* perierunt propter iniquitatem suam. Velut somnium surgentium, Domine,* in civitate tua imaginem ipsorum ad nihilum rediges. ells balstor Quia inflammatum est cor meum, et renes mei commutati sunt:* et ego ad nihilum redactus sum, et nescivi. Ut jumentum factus sum apud te,* et ego semper tecum. 141 e intenda qual sia la fin di coloro. 09: 2 Per altro in ingannevole felicità gli avete posti; voi li gettaste a terra nell'atto che si levavano in alto. Tenuisti manum dexteram meam, et in voluntate tua deduxisti me,* et cum gloria suscepisti me. Quid enim mihi est in coelo?* et a te quid volui super terram? Come mai sono eglino ridotti in desolazione! son venuti meno ad un tratto; sono andati in perdizione per la loro iniquità. Come il sogno di un che si sveglia, così, o Signore, nella vostra città voi ridurrete nel nulla l' immagine di costoro. Ma perchè il mio cuore fu in tormento, e gli affetti miei ebber tortura; ed io fui annichilato senza sapere il perchè. E fui qual giumento dinanzi a voi, e mi tenni sempre con voi. destra, e secondo la voMrprendeste per la mia lontà vostra mi conduceste, e con onore mi accoglieste. havvi mai per me nel cieImperocchè qual cosa lo? e da voi cosa volli io sopra la terra? MERCOLEDÌ SANTO 142 Defecit caro mea, et cor meum;* Deus cordis mei, et pars mea Deus in aeternum. Vien meno la mia carne, e il mio cuore; o Dio. del mio cuore, e mia porzione, o Dio, nell'eternità. Imperocchè, ecco che coloro, i quali da voi si allontanano, periranno; voi manderete in perdiinzione tutti coloro, che a voi rompon la fede. Mihi autem adhaeMa per me buona cosa rere Deo bonum est;* ella è lo stare unito con ponere in Domino Deo spem meam. Dio; il porre in Dio Signore la mia speranza. Ut annuntiem omnes praedicationes tuas* in portis filiae Sion. Affinchè io annunzi tutte le vostre lodi alle porte della figliuola di Sion. ANTIPHONA. Cogitaverunt impii, et locuti sunt nequitiam: iniquitatem in excelso locuti sunt. Quia, ecce qui elongant se a te, peribunt;* perdidisti omnes, qui fornicantur abs te. ANT. Exurge, Domine, et judica causam meam. ANTIFONA. Gli empi pensarono, e parlarono malvagità: da luogo sublime ragionarono di far del male. tion 13 ANT. Levatevi su, o Signore, e giudicate la mia causa. Salmo 73. Ut quid, Deus, repu-| E perchè, o Dio, ci avete listi in finem?* iratus voi rigettati per sempre? est furor tuus super oves pascuae tuae? si è infiammato il vostro sdegno contro le pecorelle della vostra greggia? 443 Redemisti virgam haereditatis Ricordatevi della vostra congregazione, che vostra fu fin da principio. Voi compraste il domituae:* nio della vostra eredità: mons Sion, in quo ha- il monte di Sion fu il luobitasti in eo. go della vostra abitazione. Leva manus tuas in superbias eorum in finem; quanta malignatus est inimicus in sancto! * Alzate il vostro braccio contro la loro superbia per sempre; quanti mali ha commesso il nemico nel santuario! Et gloriati sunt, qui oderunt te,* in medio solemnitatis tuae. A MATTUTINO. Memor esto congregationis tuae,* quam possedisti ab initio. Posuerunt signa sua, signa,* et non cognoverunt sicut in exitu, super summum. Quasi in silva lignorum securibus exciderunt januas ejus in idipsum;* in securi, et ascia dejecerunt eam. Incenderunt igni sanctuarium tuum;* in terra polluerunt tabernaculum nominis tui. Dixerunt in corde E coloro, che vi odiano, se ne vantarono nel luogo stesso delle vostre solennità. Hanno poste( e non vi han fatta riflessione) le loro insegne; le insegne sulla sommità del tempio, come ad un capo di strada. Hanno similmente spezzate con accette le sue porte, come si fa degli alberi nella foresta; colla scure, e colle accette le hanno atterrate. Hanno dato fuoco al vostro santuario; hanno profanato il tabernacolo, che voi avevate sopra la terra. Ha detto in cuor suo 144 MERCOLEDÌ SANTO suo cognatio eorum si-| tutta la loro nazione: Lemul:* Quiescere facia- viamo di sopra la terra mus omnes dies festos tutti i giorni consecrati al Dei a terra. 10culto di Dio. E noi non veggiamo quei nostri pregiudizj, nè v' ha più alcun profeta, ed egli più non ci riconosce. E fino a quando, o Dio, insulterà l'inimico: e bestemmierà l'avversario il vostro nome continuamente? E perchè ritirate voi la vostra mano? Tirate fuori dal vostro seno la vostra destra una volta per sempre? lerings Ma Dio, il quale è noster ante saecula,* ope- stro Re dai secoli, ha oratus est salutem in perato salute nel mezzo medio terrae. della terra. Deus autem Rex noSigna nostra non vidimus, jam non est propheta,* et nos non cognoscet amplius. me 001 si ostm Usquequo, Deus, improperabit inimicus:* irritat adversarius nomen tuum in finem? Ut quid avertis manum tuam, et dexteram tuam* de medio sinu tuo in finem? Tu confirmasti in virtute tua mare,* contribulasti capita draconum in aquis. op Tu confregisti capita draconis;* dedisti eum escam populis Ethiopum. Voi deste col vostro potere saldezza al mare, conculcaste le teste dei dragoni nelle acque. Tu dirupisti fontes, Voi spezzaste le teste del dragone; lo faceste preda dei popoli dell' Etiopia.Leisin Voi apriste le rupi in e fontane, e torrenti; voi A MATTUTINO. et torrentes;* tu siccasti fluvios Ethan. Tuus est dies, et tua est nox;* tu fabricatus es auroram, et solem. Tu fecisti omnes terminos terrae;* aestatem, et ver tu plasmasti ea. Memor esto hujus: inimicus improperavit Domino; et populus insipiens incitavit nomen tuum. Ne tradas bestiis animas confitentes tibi; * et animas pauperum tuorum ne obliviscaris 445 asciugaste i fiumi nella loro forza. Vostro è il giorno, e vostra è la notte; voi creaste l' aurora, ed il sole. in finem. Respice in testamentuum tuum,* quia repleti sunt, qui obscurati sunt terrae domibus iniquitatum. Ne avertatur humilis factus confusus; pauper, et inops laudabunt nomen tuum. Voi faceste la terra, e i suoi confini; l'estate, e la primavera sono opere vostre. Ricordatevi di queste cose: il nemico ha detto improperii contro il Signore; e un popolo stolto ha bestemmiato il vostro nome. Non date in poter delle bestie le anime di quelli, che vi onorano; e non vi scordate per sempre dell' anime dei vostri poveri. Volgete lo sguardo alla vostra alleanza, perchè han copia i più oscuri uomini della terra di cose iniquamente occupate. L'uomo umiliato non si parta( da voi) svergognato; il povero, e il bisognoso daranno lodi al vostro nome. Exurge Deus, judica Levatevi su, o Signore, causam tuam;* me- giudicate la vostra causa; 7 446 MERCOLEDÌ SANTO mor esto improperio- ricordatevi degli oltraggi rum tuorum, eorum fatti a voi, di quelli, che quæ ab insipiente sunt un popolo stolto vi fa tuttota die. to giorno. Ne obliviscaris voces inimicorum tuorum;* superbia eorum qui te oderunt, ascendit semper. ANTIPHONA. Exurge, Domine, et judica cauNon vi scordate delle voci dei vostri nemici; la superbia di coloro che vi odiano va sempre in su. ANTIFONA. Levatevi su, o Signore, e giudicate la mia causa. sam meam. Deus meus, eripe y Dio mio, liberatemi me de manu peccatoris. dalle mani dei peccatori. REt de manu contra R E dalle mani di colegem agentis, etiniqui. loro, che operano contro slog at stab nula legge, e dei malvagi. Di poi dicesi il Pater noster segretamente. DICHIARAZIONE. Le seguenti Lezioni mostrano, come oggi verificato si è in Cristo quanto di lui si è predetto nei Salmi, dichiarato profondamente dai nostri Dottori, ed in particolare da Sant'Agostino. Nel Salmo 54 al v. 1. Lectio IV. Ex tractatu S. Augu-|( Le cose che seguono sono stini Episcopi super prese) dal trattato del Psalmos. Vescovo S. Agostino sopra i Salmi. Lezione IV. Exaudi, Deus, oratio- Esaudite, o Dio, la mia nem meam, et ne des- orazione, e non disprez A MATTUTINO. pexeris deprecationem| zate la mia supplica: guarmeam: intende mihi, datemi benigno, ed esauet exaudi me. Satagen- ditemi. Di uno che trovasi tis, solliciti, in tribula- in tribolazione, ansioso tione positi, verba sunt di essere frettolosamente ista. Orat multa pa- liberato, sono coteste patiens, de malo liberari role. Prega( stimolato) da! desiderans. Superest, molto che patisce, desiut videamus, in quo derando da quei mali la malo sit: et cum dicere liberazione. Resta( a noi) coeperit, agnoscamus che osserviamo in qual ibi non esse: ut com- sorte di mali egli sia: e municata tribulatione, allora quando incominconjungamus oratio- cierà a manifestarcelo, ci nem. Contristatus sum, raffiguriamo di essere con inquit, in exercitatione lui( nel medesimo travamea, et conturbatus glio): affinchè comunicasum. Ubi contristatus? taci la sua tribolazione, Ubi conturbatus? In e- ci uniamo anche alla sua xercitatione mea, in- orazione. Io mi son, dice, quit. Homines malos, rattristato nella meditaquos patitur, comme- zione( del mio travaglio) moratus est: eamdem- e conturbato. Ma perchè que malorum passio- mai rattristato? perchè nem hominum, exerci- mai conturbato? Nella tationem suam dixit. meditazione, dice( del mio travaglio). Rammemora gli uomini cattivi, ch' egli soffre; e quella en medesima passione( proeveniente) dagli uomini cattivi, chiama meditaBehom pzione( del suo travaglio). 448 MERCOLEDÌ SANTO Ne putetis gratis esse Nè vi crediate che a caso malos in hoc mundo et nihil boni de illis agere Deum. Omnis malus aut ideo vivit, ut corrigatur, aut ideo vivit, ut per illum bonus exerceatur. sieno i cattivi in questo mondo, e niente di bene Dio ne cavi da loro. Ogni cattivo è lasciato in vita, o perchè si corregga, o è lasciato in vita affinchè per suo mezzo il buono ( abbia occasione) di esercitarsi( nella pazienza). R Un mio amico col segnale di un bacio mi tradi: quegli, che io bacerò, è desso, pigliatelo: cattivo fece diventar il segno, colui, che per un bacio compiè l'omicidio:* Infelice! non curò il prezzo del sangue, e in fine ad un laccio si appiccò. R Amicus meus 0sculi me tradidit signo: quem osculatus fuero, ipse est, tenete eum: hoc malum fecit signum, qui per osculum adimplevit homicidium:* Infelix! praetermisit pretium sanguinis, et in fine laqueo se suspendit.mather y Bonum erat ei, si natus non fuisset homo ille. Infelix etc. Lectio V. Utinam ergo, qui nos modo exercent convertantur, et nobiscum exerceantur: tamen quamdiu ita sunt, ut exerceant, non eos odey Era bene per lui che non fosse mai nato quell'uomo. Infelice ecc. Lezione V. Piaccia dunque a Dio, che quelli, che ora tengono in esercizio( la nostra pazienza) si convertano, e con noi essi pure nella medesima pazienza A MATTUTINO. 449 rimus, quia in eo, quod si esercitino: non ostante natus est quis eorum, utrum usque in finem perseveraturus sit, ignoramus. Et plerumque, cum tibi videris odisse inimicum, fratrem odisti, et nescis. Diabolus, et angeli ejus in scripturis sanctis manifestati sunt nobis, quod ad ignem aeternum sint destinati. Ipsorum tantum desperanda est correctio, contra quos habemus occultam luctam: ad quam luctam nos armat Apostolus, dicens: Non est nobis colluctatio adversus carnem, et sanguinem; id est, non adversus homines, quos videtis; sed adversus principes, et potestates, et rectores mundi tenebrarum haNe forte cum dixisset mundi, intelligeres, daemones esse rerum. però, finchè essi vorranno esser tali di esercitar( la nostra pazienza) noi non li odieremo, perchè non sappiamo, se alcuno di quelli, che son ora cattivi, abbia sin alla fine da perseverare( ostinato nel male). E il più delle volte, quando vi sembra di odiare un inimico, 0diate, senz'avvedervene, un fratello. Dalle scritture sante ci è manifestato che il diavolo, e i suoi angeli sono già condannati al fuoco eterno. Di questi soli si deve disperare dell'emenda, contro i quali abbiamo un interno combattimento: al qual combattimento ci allarma l'Apostolo, dicendo: Non abbiam da lottare con la carne, e col sangue, cioè, non con gli uomini, che vedete; ma con i principi, e le potestà, con i dominanti di questo mondo tenebroso. Affinchè poi, avendo egli I detto del mondo, voi non NAVE 450 MERCOLEDÌ SANTO ctores coeli, et terrae.| intendeste che i demonii Mundi dixit, tenebra- fossero dominanti del cierum harum: mundi di- lo, e della terra. Del monxit, amatorum mundi: do disse, di coteste temundi dixit, impiorum nebre: del mondo disse, et iniquorum: mundi degli amatori del mondo: dixit, de quo dicit E- del mondo disse, degli vangelium: Et mundus empi, e degli iniqui: del eum non cognovit. mondo disse, di cui dice l'Evangelio E il mondo non lo conobbe. R Judas mercator pessimus osculo petiit Dominum: ille, ut agnus innocens, non negavit Judae osculum: * Denariorum numero Christum Judaeis tradidit. y Melius illi erat, si natus non fuisset. Denariorum numero etc. R Giuda mercante pessimo con un bacio incontrò il Signore: egli, come agnello innocente, non ricusò il bacio di Giuda: Per un certo numero di denari consegnò Cristo ai Giudei. * y Meglio era per lui, che non fosse mai nato. Per un certo numero di denari ecc. Lectio VI. Lezione VI. Quoniam vidi iniquitatem, et contradictionem in civitate: Attendite gloriam crucis i psius. Jam in fronte Regum crux illa fixa est, cui inimici insultaverunt. Effectus pro- fetti fu provata la( di lei) Poichè io vidi iniquità, e contraddizione nella città: Contemplate la gloria della di lui croce. Già sulla fronte dei Re è impressa quella croce, cui insultarono i nemici. Dagli ef A MATTUTINO. bavit virtutem: domuit virtù: soggiogò il mondo, non col ferro, ma col legno. Il legno della croce sembrò degno di disprezzo agli inimici, e dinanzi a quell' istesso legno stando( rivolti) crollavano la testa, e dicevano: Se egli è il figlio di Dio, scenda dalla croce. Stendeva egli le sue mani verso il popolo incredulo, e ribelle. Imperocchè, se giusto è quello, che vive di fede, iniquo sarà quello, che non ha la fede. E dicendo quivi iniquità, intendete perfidia. Nella città dunque vedeva il Signore iniquità, e contraddizione, e stendeva le sue mani verso il popolo incredulo, e ribelle: e non ostante aspettandoli, diceva: Padre, perdonate loro, perchè non sanno quel che fanno. orbem, non ferro, sed ligno. Lignum crucis contumeliis dignum visum est inimicis, et ante ipsum lignum stantes caput agitabant, et dicebant: Si filius Dei est, descendat de cruce. Extendebat ille manus suas ad populum non credentem, et contradicentem. Si enim justus est, qui ex fide vivit, iniquus est, qui non habet fidem. Quod ergo hic ait iniquitatem, perfidiam intellige. Videbat ergo Dominus in civitate iniquitatem, et contradictionem, et extendebat manus suas ad populum non credentem et contradicentem: et tamen et ipsos expectans dicebat: Pater, ignosce illis, quia nesciunt quid faciunt. R Unus ex discipulis meis tradet me hodie: Vae illi, per quem tradar ego: Melius illi Uno de' miei discepoli mi tradirà oggi: Guai a quello, per cui io sarò tradito:* Meglio era per 152 MERCOLEDÌ SANTO erat, si natus non fuis-| lui, se non fosse mai nato./ set. Qui intingit mecum manum in paropside, hic me traditurus est in manus peccatorum. Melius illi etc. Unus etc. NEL TERZO NOTTURNO. ANT. Dixi iniquis: ANT. Ho detto agli iniNolite loqui adversus qui: Non vogliate parlar Deum iniquitatem. contro Dio iniquamente. Salmo 14. us;* confitebimur, et invocabimus nomen tuum. y Colui, che mette con meco la man nel piatto, questi è per darmi in mano dei peccatori. Confitebimur tibi, De- Daremo laude a voi, o Dio; vi darem laude, e invocheremo il vostro noMeglio era ecc. Uno ecc. Narrabimus mirabilia tua:* cum accepero tempus, ego justitias judicabo. Liquefacta est terra, et omnes, qui habitant in ea;* ego confirmavi columnas ejus. Dixi iniquis: Nolite inique agere; et de* linquentibus: nolite exaltare cornu. me. Ricorderemo le vostre maraviglie: quando io avrò preso il tempo, io giudicherò con giustizia. Si è strutta la terra con tutti i suoi abitatori; io fui, che alle colonne di lei diedi saldezza. Ho detto agl'iniqui: Non vogliate operare iniquamente; e ai peccatori: non vogliate alzar le corna. A MATTUTINO. 453 Nolite extollere in Non vogliate alzar in altum cornu vestrum;* nolite loqui adversus Deum iniquitatem. alto le vostre corna; non vogliate parlar contro Dio iniquamente. Quia neque ab 0riente, neque ab Occidente, neque a desertis montibus;* quoniam Deus judex est. Hunc humiliat, et hunc exaltat;* quia calix in manu Domini vini meri, plenus mixto. Et inclinavit ex hoc in hoc: verumtamen fex ejus non est exinanita;* bibent omnes peccatores terrae. Ego autem annuntiabo in saeculum,* cantabo Deo Jacob. Et omnia cornua peccatorum confringam;* et exaltabuntur cornua justi. ANT. Dixi iniquis: Nolite loqui adversus Deum iniquitatem. ANT. Terra tremuit, et quievit, dum exurgeret in judicio Deus. Imperocchè nè ad Oriente, nè ad Occidente, nè alle montagne deserte ( avrete scampo), perocchè il giudice è Dio. Egli umilia l'uno, e l' altro esalta; perchè il Signore ha nella mano un calice di vin pretto,( calice) pieno di amara mistura. E da questo ne mesce in altro( calice), ma la feccia di esso non è consumata; ne berranno tutti i peccatori della terra. Ma io per tutti i secoli annunzierò, e canterò laudi al Dio di Giacobbe. Perocchè tutte le corna de'peccatori io spezzerò; ma i giusti alzeranno le loro teste.sis ANT. Ho detto agli iniqui: Non vogliate parlar contro Dio iniquamente. ANT. La terra tremò, e si tacque, sinchè Dio si levò per far giudizio. * 7 434 MERCOLEDÌ SANTO Salmo 75. Notus in Judæa Deus;* in Israël magnum nomen ejus. Oh Et factus est in pace locus ejus,* et habitatio ejus in Sion. Ibi confregit potentias arcuum;* scutum, gladium, et bellum. Illuminans tu mirabiliter a montibus aeternis;* turbati sunt omnes insipientes corde. Dio è conosciuto nella Giudea; in Israele è grande il suo nome. Ivi egli ha distrutta la forza degli archi: lo scudo, la spada, e la guerra. 0 voi, che mirabilmente spandete la vostra luce dalle alte montagne, sono rimasti conquisi tutti gli stolti di cuore. Dormierunt somnum suum;* et nihil invenerunt omnes viri divitiarum in manibus suis. Dormirono il loro sonno; e nulla trovarono nelle loro mani tutti questi uomini tesoreggianti. Ab increpatione tua, Al tuono delle vostre Deus Jacob,* dormitaverunt, qui ascenderunt equos. minaccie, o Dio di Giacobbe, si addormentarono i cavalieri. Tu terribilis es, et quis resistet tibi?* ex tunc ira tua. Terribile siete voi, e chi a voi farà resistenza? l'ira vostra è antica. Dal cielo faceste sentire il vostro giudizio; la terra tremò, e si tacque. Allorchè Dio si levò su per far giudizio, per salDe coelo auditum fecisti judicium;* terra tremuit, et quievit. Cum exurgeret in judicium Deus, ut salE sua sede è nella pace, ed ha la sua abitazione in Sionne. A MATTUTINO. 455 vos faceret omnes man- var tutti i mansueti della suetos terrae. terra. Quoniam cogitatio hominis confitebitur tibi; et reliquiae cogitationis diem festum agent tibi. Vovete, et reddite Domino Deo vestro;* omnes qui in circuitu ejus affertis munera. Terribili et ei, qui aufert spiritum principum;* terribili apud reges terrae. ANT. Terra tremuit, et quievit, dum exurgeret in judicio Deus. ANT. In die tribulationis meae Deum exquisivi manibus meis. Voce mea ad Dominum clamavi;* voce mea ad Deum, et intendit mihi. L'uomo, che rifletterà, darà a voi laude; e la fine dei suoi pensieri sarà di onorarvi con giorni festivi. In die tribulationis meae Deum exquisivi, manibus meis nocte contra eum,* et non sum deceptus. Offrite voti al Signore Dio vostro, e scioglieteli, o voi tutti, che stando intorno a lui, gli presentate dei doni. A lui terribile, a lui, che toglie lo spirito ai grandi; a lui, che è terribile ai re della terra. Salmo 76. ANT. La terra tremò, e tacque, finchè Dio si levò per far giudizio. ANT. Nel giorno di mia tribolazione stesi le mani verso Dio. Alzai la mia voce, e le mie grida al Signore; alzai la mia voce a Dio, ed egli mi ascolto. Nel giorno di mia tribolazione stesi la notte verso Dio le mie mani, e non sono stato deluso. 156 MERCOLEDÌ SANTO Renuit consolari a- Non volle consolazione nima mea;* memor fui Dei, et delectatus sum, et exercitatus sum, et defecit spiritus meus. l'anima mia; mi ricordai di Dio, e n'ebbi conforto, e mi esercitai nella meditazione, e venne meno il mio spirito. b Gli occhi miei prevennero le vigilie; io era turbato, e non apersi la bocca. Anticipaverunt vigilias oculi mei;* turbatus sum, et non sum locutus. Cogitavi dies antiquos,* et annos aeternos in mente habui. Et meditatus sum nocte cum corde meo;* et exercitabar, et scopebam spiritum meum. Numquid in aeternum projiciet Deus?* aut non apponet, ut complacitior sit adhuc? Aut in finem misericordiam suam abscindet a generatione in generationem? * Aut obliviscetur misereri Deus?* aut continebit in ira sua misericordias suas? Et dixi: Nunc coepi;* haec mutatio dexterae Excelsi. Ripensai ai giorni antichi, ed ebbi in mente gli anni eterni. E meditava la notte in cuor mio: e ponderava, e ripurgava il mio spirito. Ci rigetterà forse Dio in eterno? ovvero non vorrà più esser disposto a placarsi? Ovvero torrà egli per sempre la sua misericordia a tutte le generazioni, che seguiranno? Ovvero si dimenticherà di usar pietà Iddio? o tratterrà nell' ira sua le sue misericordie? E io dissi: Adesso incomincio; questo cangiamento( vien) dalla destra dell'Altissimo. A MATTUTINO. Memor fui operum Domini;* quia memor ero ab initio mirabilium tuorum. Et meditabor in omnibus operibus tuis;* et in adinventionibus tuis exercebor. Deus, in sancto via tua: quis Deus magnus sicut Deus noster?* tu es Deus, qui facis mirabilia. Notam fecisti in populis virtutem tuam;* redemisti in brachio tuo populum tuum, filios Jacob, et Joseph. Viderunt te aquae, Deus, viderunt te aquae,* et timuerunt; et turbatæ sunt abyssi. Multitudo sonitus aquarum; vocem dederunt nubes. * Etenim sagittæ tuæ transeunt; vox tonitrui tui in rota. 457 Mi son ricordato delle opere del Signore; anzi mi ricorderò di tutte le meraviglie fatte da voi sin da principio. Illuxerunt coruscationes tuæ orbi terræ;* E mediterò tutte quante le opere vostre; e anderò investigando i vostri consigli. Le vostre vie, o Dio, sono sante: qual è il Dio, che grande sia come il Dio nostro? voi siete il Dio, che operate maraviglie. Voi faceste manifesto ai popoli il vostro potere; voi riscattaste col vostro braccio il vostro popolo, i figliuoli di Giacobbe, e di Giuseppe. Videro voi le acque, o Dio, le acque vi videro, e si impaurirono; e gli abissi furono sconvolti. Romor grande di pioggia; le nuvole hanno date fuori le loro voci. Le vostre saette scoppiano; la voce del vostro tuono ruota per l'aria. I vostri folgori illuminarono il giro della ter 138 MERCOLEDÌ SANTO commota est, et con-| ra; la terra si scosse, e tremuit terra. In mari via tua, et semitae tuae in aquis multis;* et vestigia tua non cognoscentur. Deduxisti sicut oves populum tuum* in manu Moysi, et Aaron. tremò. Voi camminavate pel mare; voi vi faceste strada per mezzo alle acque: e non si vedranno le vostre pedate. Guidaste il vostro popolo come tante pecorelle, col ministero di Mosè, e di Aronne. ANT. In die tribulationis meae Deum exquisivi manibus meis. y Exurge, Domine. REt judica causam meam. Di poi si dice il Pater noster segretamente. ANT. Nel giorno della mia tribolazione stesi le mie mani verso Dio. y Alzatevi, o Signore. R E giudicate la mia causa. DICHIARAZIONE. Insegnasi in queste Lezioni, che quello stesso che i Profeti dissero del Salvatore, ciò hanno predicato gli Apostoli, e San Paolo. Si tratta della Cena, perchè allora si cominciò a porre il fine ai sacrifizi della legge vecchia, e diedesi principio a quelli della nuova. Cap. 11 d. Lect. VII. Hoc autem praecipio: non laudans, quod non De Epistola prima B. Della Epistola I. scritta Pauli Apostoli ad da S. Paolo Apostolo Corinthios. ai Corinti. Lezione VII. Di questo poi vi avverto: non per lodarvi, che non A MATTUTINO. 459 in melius, sed in dete-| con profitto, ma con isrius convenitis. Pri- capito vi radunate. Primum quidem, conve- mieramente adunque ranientibus vobis in Ec- dunandovi voi nella Chieclesiam, audio scissu- sa, sento esservi scissure ras esse inter vos: et tra di voi, e in parte lo ex parte credo. Nam o- credo. Imperocchè fa di portet et haereses esse, mestieri che sianvi anche ut et qui probati sunt, delle eresie, affinchè quei manifesti fiant in vo- che sono di buona lega bis. Convenientibus er- tra voi: si palesino. Quango vobis in unum, jam do adunque vi radunate non est Dominicam co- insieme, non è già un nam manducare. Unus- mangiare la cena del Siquisque enim suam co- gnore. Imperocchè cianam praesumit ad man- scheduno anticipatamenducandum.Et alius qui- te prende a mangiare la dem esurit, alius autem sua cena. E uno patisce ebrius est. Numquid do- la fame, un altro poi è ubmos non habetis ad briaco. Ma, e non avete manducandum, et bi- voi case per mangiare, e bendum? Aut Eccle- bere? Ovvero la Chiesa siam Dei contemnitis, di Dio dispregiate, e fate et confunditis eos, qui arrossire quelli, che non non habent? Quid di- han nulla? Che dirovvi? cam vobis? Laudo vos? Vi loderò? In questo io In hoc non laudo. non vi lodo.fliones R Eram quasi agnus innocens: ductus sum ad immolandum, et nesciebam: consilium feR Io era come agnello innocente: sono stato condotto per essere sacrificato, e non aveva comprecerunt inimici mei ad- so: avean macchinato i versum me, dicentes: I miei nemici contro di me, 460 MERCOLEDÌ SANTO * Venite, mittamus li-| dicendo:* Venite, diamo lui legno( cioè la Croce) in luogo di pane, e sterminiamolo dalla terra de' vivi. gnum in panem ejus, et eradamus eum de terra viventium. y Omnes inimici mei adversum me cogitabant mala mihi: verbum iniquum mandaverunt adversum me, dicentes: Venite etc. Tutti i miei nemici hanno contro di me formati cattivi disegni; queste diaboliche parole si dicono a vicenda contro di me. Venite ecc. Lectio VIII. Lezione VIII. Ego enim accepi a Do- Imperocchè io ho appreso mino, quod et tradidi dal Signore quello, che vobis, quoniam Domi- ho anche insegnato a voi, nus Jesus, in qua no- che il Signore Gesù in cte tradebatur, acce- quella notte, in cui era pit panem, et gratias tradito, prese il pane, e agens fregit, et dixit: rendute le grazie, lo spezAccipite, et manduca- zò, e disse: Prendete, e te: hoc est Corpus me- mangiate: questo è il Corum, quod pro vobis po mio, il quale per voi tradetur; hoc facite in sarà dato( a morte): fate meam commemoratio- questo in memoria di me. nem. Similiter et cali- Similmente anche il calicem, postquam coena- ce, dopo di aver cenato, vit, dicens: Hic calix dicendo: Questo calice è novum testamentum est il nuovo testamento nel in meo Sanguine; hoc Sangue mio: fate questo facite quotiescumque tutte le volte che lo bebibetis in meam com- verete in memoria di me. A MATTUTINO. 164 memorationem. Quo-| Imperocchè ogni volta, tiescumque enim man- che mangerete questo paducabitis panem hunc, ne, e berrete questo caliet calicem bibetis, mor- ce, la morte del Signore tem Domini annuntia- annunzierete per sino a bitis donec veniat. tanto che egli venga. R Una hora non potuistis vigilare mecum, qui exhortabimini mori pro me?* Vel Judam non videtis, quomodo non dormit, sed festinat tradere me Judaeis? R Un'ora non avete potuto vegliare con me, voi, che vicendevolmente vi animavate a morire per me?* E non vedete Giuda, che non dorme, ma si affretta di darmi in mano ai Giudei? y Quid dormitis? surgite, et orate, ne intretis in tentationem. Vel Judam non videtis etc. Lectio IX. Lezione IX. Itaque, quicumque manducaverit panem hunc, vel biberit calicem Domini indigne, reus erit Corporis, et Sanguinis Domini. Probet autem seipsum homo, et sic de pane illo edat, et de calice bibat. Qui enim manducat, et bibit indigne, Per la qual cosa chiunque mangerà questo pane, e berrà il calice del Signore indegnamente, reo sarà del Corpo, e del Sangue del Signore. Provi perciò se stesso l'uomo, e così di quel pane mangi, e di quel calice beva. Imperocchè chi lo mangia, e beve indegnamente, la judicium sibi mandu- condannazione si mangia Perchè dormite? alzatevi, e orate, affine di non entrare in tentazione. E non vedete Giuda ec. 162 MERCOLEDÌ SANTO cat, et bibit, non diju- e beve, non distinguendo dicans Corpus Domini. Ideo inter vos multi infirmi, et imbecilles, et dormiunt multi. Quod si nosmetipsos dijudicaremus, non utique judicaremur. Dum judicamur autem a Domino corripimur, ut non cum hoc mundo damnemur. Itaque, fratres mei, cum conveil Corpo del Signore. Per questo tra voi molti sono infermi, e senza forze, e molti dormono. Imperocchè se da noi stessi ci giudicassimo, certamente non saremmo giudicati: ma quando siamo giudicati dal Signore siamo castigati, affichè non siamo con questo mondo condannati. Per la qual cosa, nitis ad manducandum, fratelli miei, allorchè vi invicem expectate. Si radunate per mangiare, quis esurit, domi man- aspettatevi gli uni gli alducet, ut non in judi- tri. Se uno ha fame, a cium conveniatis. Cae- casa mangi: onde non vi tera autem, cum ve- raduniate per essere connero, disponam. dannati. Alle altre cose poi, venuto che io sia, darò ordine. R Seniores populi consilium fecerunt,* Ut Jesum dolo tenerent, et occiderent: cum gladiis, et fustibus exierunt tamquam ad latronem. Collegerunt Pontifices et Pharisaci concilium. * R Gli anziani del popolo tenner consiglio, Affine di catturare Gesù per via d'inganno, e ucciderlo: armati di spade, e bastoni vennero, come si fa per un assassino. y Ragunarono i Pontefici, e i Farisei il consiglio. Ut Jesum etc. Seniores ctc. ALLE LAUDI. ALLE ANT. Justificeris, Domine, in sermonibus tuis, et vincas cum judicaris. DICHIARAZIONE. I cinque Salmi delle Laudi sono i cinque voli della Chiesa: la predicazione ai Giudei, la conversione dei Gentili, lo stato presente, la total conversione del mondo nel tempo dopo l'Anticristo, e la glorificazione de'buoni. Affine ecc. How Gli anziani ecc. Salmo 50. Et secundum multitudinem miserationum tuarum* dele iniquitatem meam. Amplius lava me ab iniquitate mea,* et a peccato meo munda me. 463 Miserere mei, Deus, Abbiate misericordia di * secundum magnam me, o Dio, secondo la misericordiam tuam. grande vostra misericordia. Quoniam iniquitatem meam ego cognosco,* et peccatum meum contra me est semper. LAUDI ANT. Sarete giustificato, o Signore, nei vostri discorsi, e vincerete nei vostri giudizi. E secondo la moltitudine delle vostre misericordie cancellate la mia iniquità. Ancora più lavatemi dalla mia iniquità, e dal mio peccato mondatemi. Perocchè la mia iniquità io conosco, e il mio peccato davanti mi sta sempre. 464 MERCOLEDÌ SANTO Tibi soli peccavi, et Contro di voi solo pecmalum coram te feci; cai, e il male feci dinanzi * ut justificeris in ser- a voi: affinchè voi siate monibus tuis, et vincas giustificato nelle vostre cum judicaris. parole, e riportiate vittoria, quando siete chiamato in giudizio. Ecce enim in iniquitatibus conceptus sum, * et in peccatis concepit me mater mea. Ecce enim veritatem dilexisti;* incerta, et occulta sapientiae tuae manifestasti mihi. Asperges me hyssopo, et mundabor:* lavabis me, et super nivem dealbabor. Auditui meo dabis gaudium, et laetitiam; * et exultabunt ossa humiliata. Averte faciem tuam a peccatis meis,* et omnes iniquitates meas dele. Cor mundum crea in me, Deus;* et spiritum rectum innova in visceribus meis. Ne projicias me a faImperocchè ecco, che io nelle iniquità fui conceputo, e nei peccati mi concepì la mia madre. Ed ecco, che voi la verità avete amato; voi gli ignoti e occulti misterii di vostra sapienza svelaste a me. Voi mi aspergerete coll'isopo, e sarò mondato: mi laverete, e più che la neve diverrò bianco. Mi farete sentir parole di gaudio, e di letizia: tripudieranno le ossa umiliate. Rivolgete la vostra faccia dai miei peccati; tutte le mie iniquità cancellate. Un cuor mondo create in me, o Dio; e lo spirito retto rinnovellate nelle mie viscere. Non mi rigettate dalla ALLE LAUDI. cie tua,* et spiritum sanctum tuum ne auferas a me. Redde mihi laetitia salutaris tui,* et spiritu principali confirma me. Docebo iniquos vias tuas,* et impii ad te convertentur. Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae;* et exultabit lingua mea justitiam tuam. Domine, labia mea aperies,* et os meum annuntiabitlaudem tuam. Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique;* holocaustis non delectaberis. Sacrificium Deo spiritus contribulatus;* cor contritum, et humiliatum, Deus, non despicies. Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion,* ut aedificentur muri Jerusalem. 465 vostra faccia; e il vostro santo spirito non lo togliete da me. Rendetemi la letizia del vostro Salvatore; e per mezzo del benefico spirito voi confortatemi. Insegnerò agli iniqui le vostre vie, e gli empi a voi si convertiranno. Liberatemi dal reato del sangue, o Dio, Dio di mia salute; e canterà la mia lingua con gaudio la vostra giustizia. Signore, le mie labbra voi aprirete; e la mia bocca annunzierà le vostre lodi. 400 Imperocchè se voi aveste voluto un sacrifizio, lo avrei offerto; voi degli olocausti non vi compiacerete. Sacrifizio a Dio, lo spirito addolorato; il cuore contrito e umiliato, o Dio, voi nol disprezzerete. JAVINGU Voi siate benefico, o Signore, colla buona volontà verso Sionne; affinchè stabilite sieno le mura di Gerusalemme. 166 MERCOLEDÌ SANTO Tunc acceptabis sa- Allora voi accetterete crificium justitiæ, obla- il sacrifizio di giustizia, tiones et holocausta; le oblazioni, e gli olocau* tunc imponent super sti; allora porranno sul altare tuum vitulos. vostro altare dei vitelli. ANT. Justificeris, Domine, in sermonibus tuis, et vincas cum judicaris. ANT. Dominus tamquam ovis ad victimam ductus est, et non aperuit os suum. ANT. Sarete giustificato, o Signore, nei vostri discorsi, e vincerete nei vostri giudizi. ANT. Il Signore fu condotto al sacrifizio come una pecora, e non apri bocca. Salmo 89. Signore, voi vi siete fatto nostro rifugio per tutte quante le età. Domine, refugium factus es nobis* a generatione in generationem. Priusquam montes Prima che fossero fatti fierent, aut formare- i monti, o formata la tertur terra, et orbis,* ra, e il mondo, da tutta a saeculo, et usque in l'eternità, e per tutta l'esaeculum tu es Deus. ternità, o Dio, siete voi. Ne avertas hominem in humilitatem;* et dixisti Convertimini filii hominum. Non riducete l' uomo nell' abbiezione, voi che diceste: Convertitevi, o figliuoli degli uomini. Perocchè mille anni diante oculos tuos,* tam- nanzi agli occhi vostri soquam dies hesterna, no come il dì di ieri, che quae praeteriit. Quoniam mille anni Et custodiain nocte, Auè trapassato. E come una vigilia not ALLE LAUDI. 467 quae pro nihilo ha-| turna, i loro anni saran bentur, eorum anni ecome cosa, che nulla si stima. runt. Mane sicut herba transeat, mane floreat, et transeat; vespere decidat, induret, et arescat. Quia defecimus in ira tua,* et in furore tuo turbati sumus. Siam venuti meno sotto il vostro sdegno, e pel vostro furore viviamo in turbamento. Avete collocate dinanzi a voi le nostre iniquità; tuo; * saeculum no- e la nostra vita davanti strum in illuminatione alla luce della vostra facvultus tui. cia. Posuisti iniquitates nostras in conspectu Quoniam omnes dies nostri defecerunt:* et in ira tua defecimus. Anni nostri sicut aranea meditabuntur;* dies annorum nostrorum in ipsis, septuaginta anni. Simil In un giorno passa come erba: al mattino fiorisce, e passa; sulla sera cade, e s'indurisce, e si secca. Si autem in potentatibus, octoginta anni; et amplius eorum labor, et dolor. Quoniam supervenit mansuetudo,* et corripiemur. Così tutti i giorni no stri sono mancati: e noi sotto il vostro sdegno siamo consumati. . Gli anni nostri saran considerati come tela di ragno; pe'giorni di nostra vita si hanno i settanta anni. E pe'più robusti gli ottant' anni; ed il di più è affanno, e dolore. Dappoichè è venuta in aiuto la vostra benignità; e noi saremo tosto rapiti. 468 MERCOLEDÌ SANTO Quis novit potesta- Chi sa tem irae tuae;* et præ timore tuo iram tuam dinumerare? Dexteram tuam sic notam fac;* et eruditos corde in sapientia. vos tuos. Repleti sumus mane misericordia tua;* et exultavimus, et delectati sumus omnibus diebus nostris. Convertere Domine, Volgetevi a noi, o Siusquequo?* et depre- gnore; e fino a quando cabilis esto super ser-( sarete sdegnato?) plaLaetati sumus pro diebus, quibus nos humiliasti;* annis, quibus vidimus mala. conoscere la grandezza dell'ira vostra; e chi sa comprendere la vostra indignazione, come siete voi formidabile? Respice in servos tuos, et in opera tua; * et dirige filios eorum. Fate adunque conoscere( a noi) la vostra destra; e date a noi un cuore illuminato dalla sapienza. catevi coi servi vostri. Sarem ripieni al mattino di vostra misericordia; e saremo nella esultazione, e nel gaudio per tutti i giorni nostri. Avrem letizia per ragione dei giorni, nei quali voi ci affliggeste, e per gli anni, nei quali vedemmo miserie. COFRE Gettate il vostro sguardo sopra i vostri servi, e sopra le opere vostre; reggete voi i loro figli. e Et sit splendor Domini Dei nostri super nos, et opera manuum nostrarum dirige super noi le opere delle nostre E la luce del Signor Iddio nostro sia sopra di noi; e voi governate in ALLE LAUDI. 469 * nos; et opus manuum| mani; e l'opera delle manostrarum dirige. ni nostre governate voi. ANT. Dominus tamquam ovis ad victimam ductus est, et non aperuit os suum. In ANT. Il Signore fu condotto al sacrifizio come una pecora, e non apri bocca. ANT. Contritum est cor meum in medio mei; contremuerunt omnia ossa mea. Salmo 62. Deus, Deus meus, ad te de luce vigilo. ANT. È spezzato il mio cuore dentro di me; sono in fremito tutte le mie ossa. Dio, Dio mio, a voi al primo apparir della luce aspiro. Sitivit in te anima mea; quam multipliciter tibi caro mea. Ha sete di voi l'anima mia; in quante maniere ha sete di voi la mia carne! In terra deserta, et In una terra deserta, invia, et inaquosa: che vie non ha, ed è mansic in sancto apparui cante di acque: a voi cotibi, ut viderem virtu- me nel santuario mi pretem tuam, et gloriam sentai, per contemplare tuam. Quoniam melior est misericordia tua super vitas, labia mea laudabunt te. .00 Sic benedicam te in vita mea; * et in nomine tuo levabo manus meas. la vostra potenza, e la vostra gloria. Perocchè miglior ella è la vostra misericordia delle vite, le labbra mie daran laude a voi. Quindi io vi benedirò nella mia vita; nel nome vostro alzerò le mie mani. 8 MERCOLEDÌ SANTO 170 Sicut adipe, et pinguedine repleatur anima mea:* et labiis exultationis laudabit os meum. Si memor fui tui super stratum meum, in matutinis meditabor in te,* quia fuisti adjutor meus. Et in velamento alarum tuarum exultabo, adhaesit anima post te; * me suscepit dextera tua. Ipsi vero in vanum quaesierunt animam meam introibunt in inferiora terrae;* tradentur in manus gladii, partes vulpium erunt. Rex vero laetabitur in Deo, laudabuntur omnes, qui jurant in co;* quia obstructum est os loquentium iniqua. Sia come ingrassata, e impinguata l'anima mia: e con voci di giubilo loderà voi la mia bocca. Se io mi sono ricordato di voi nel mio letto, nel mattino mediterò sopra di voi; perocchè siete voi mio aiuto. E all'ombra delle ali vostre io esulterò; va anelando l'anima mia dietro a voi; mi ha sostenuto la vostra destra. Eglino però indarno cercarono la mia vita: entreranno nelle cupe viscere della terra; saranno dati in poter della spada; preda delle volpi saranno. Ma il Re si allegrerà in Dio; avranno laude tutti coloro, che per lui giurano, perchè è stata chiusa la bocca di coloro, che parlavano iniquamente. Salmo 66. Deus misereatur no- Iddio abbia pietà di noi, e stri, et benedicat no- ci benedica; faccia splen ALLE LAUDI.E bis;* illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri. Ut cognoscamus in terra viam tuam;* in omnibus gentibus salutare tuum. Confiteantur tibi populi Deus,* confiteantur tibi populi omnes. Laetentur, et exultent gentes,* quoniam judicas populos in aequitate, et gentes in terra dirigis. Confiteantur tibi populi, Deus, confiteantur tibi populi omnes: terra dedit fructum suum. Benedicat nos Deus, Deus noster, benedicat nos Deus;* et metuant eum omnes fines terræ. ANT. Contritum est cor meum in medio mei, contremuerunt omnia ossa mea. ANT. Exhortatus es in virtute tua, et in refectione sancta tua, Domine. dere la luce della sua faccia sopra di noi, e abbia pietà di noi. Affinchè conosciamo sopra la terra la vostra via; la salute vostra( che è) per tutte le genti. A voi dian laude i popoli, o Dio, a voi dian laude i popoli tutti. Si rallegrino, ed esultino le genti, perchè voi governate i popoli nell'equità, e le nazioni sulla terra dirigete. Confessino voi i popoli, o Dio, confessino voi i popoli tutti: la terra ha dato il suo frutto. Ci benenedica Dio, il Dio nostro, ci benedica Dio; e lo temano tutte le estremità della terra. ANT. È spezzato il mio cuore dentro di me; sono in fremito tutte le mie ossa. ANT. C'incoraggiaste, o Signore, colla vostra possanza, e con sante parole di conforto. Univ.- Bibl. Giessen 472 MERCOLEDÌ SANTO Cantico di Mosè. Exod. 45. Cantemus Domino: glo- Diamo gloria al Signore; riose enim magnifica- perocchè egli si è gloriotus est:* equum, et a- samente esaltato: ha getscensorem dejecit in tato nel mare il cavallo, mare. ed il cavaliere. Mia fortezza, e oggetto. delle mie lodi egli è, il Signore; ed è stato mio Salvatore. Fortitudo mea et laus mea Dominus; et factus est mihi in salutem. Iste Deus meus, et glorificabo eum;* Deus patris mei, et exaltabo cum. Dominus quasi vir pugnator, omnipotens nomen ejus: currus Pharaonis, et exercitum ejus projecit in mare. Electi principes ejus submersi sunt in mari Rubro;* abyssi operuerunt eos: descenderunt in profundum, quasi lapis. Dextera tua, Domine, magnificata est in fortitudine: dextera tua, Domine, percussit inimicum;* et in multiEgli è il mio Dio, e io lo glorificherò; il Dio del mio padre, ed io lo esalterò. Il Signore qual forte campione, il suo nome è l'onnipotente: egli ha precipitati nel mare i cocchi di Faraone, e il suo esercito. I migliori suoi condottieri sono stati sommersi nel mar Rosso; sono sepolti negli abissi, son caduti nel profondo, qual pietra. La vostra destra, o Signore, ha dimostrato una sovragrande fortezza: la vostra destra, o Signore, ha percosso il nemico, e ALLE LAUDI. tudine gloriae tuae deposuisti adversarios tuOS. Misisti iram tuam, quae devoravit eos sicut stipulam;* et in spiritu furoris tui congregatae sunt aquae. Stetit unda fluens: L'ira vostra fu spedita da voi, la quale li divorò come paglia; e al soffio del vostro furore si ammontarono le acque. L'onda corrente fercongregatae sunt a- mossi: si aquagliarono byssi in medio mari. in mezzo al mare i flutti profondi. Aveva detto l'inimico: Inseguirò, e raggiungerò; dividerò le spoglie, saranno soddisfatte le mie brame. 173 con la molta possanza vostra avete dispersi i vostri avversarii. Dixit inimicus: Persequar, et comprehendam;* dividam spolia, implebitur anima mea. Evaginabo gladium meum:* interficiet eos manus mea. ne Flavit spiritus tuus, et operuit eos mare; * submersi sunt quasi plumbum in aquis vehementibus. Sguainerò la mia spada: la mia mano gli ucciderà. Soffiò lo spirito vostro, e il mare li ricopri: affondaron come piombo nelle acque precipitose. ★ Quis similis tui in Chi dei forti è simile fortibus, Domine? a voi, o Signore? chi è quis similis tui, magnificus in sanctitate, terribilis, atque laudabilis, faciens mirabilia? simile a voi, glorioso nella santità, terribile e laudabile, operator di prodigii? Extendisti manum Voi tendeste la mano, 174 MERCOLEDÌ SANTO tuam, et devoravit eos| e la terra gl' ingoiò: nella terra:* dux fuisti in vostra misericordia voi misericordia tua po- foste il condottiere del pulo, quem redemisti. popolo, qual riscattaste. Et portasti eum in fortitudine tua* ad habitaculum sanctum tuum. E lo avete portato colla vostra fortezza sino al vostro santo soggiorno. Ascenderunt populi, et irati sunt;* dolores obtinuerunt habitatores Philistiim. Tunc conturbati sunt principes Edom: robustos Moab obtinuit tremor:* obriguerunt omnes habitatores Chanaan. Irruat super eos formido, et pavor,* in magnitudine brachii tui. Fiant immobiles quasi lapis, donec pertranseat populus tuus, Domine;* donec pertranseat populus tuus iste, quem possedisti. I popoli si son messi in movimento, e sono pieni di sdegno; gli abitanti della Palestina sono in affanno. I principi di Edom sono sbigottiti: tremano i campioni di Moab: tutti gli abitatori di Canaan sono istupiditi. Cada sopra di essi paura, e spavento, mercè del vostro braccio grande. Rimangano immobili come pietra, sino a tanto che passi, o Signore, il popolo vostro; fino a tanto che passi questo vostro popolo, di cui voi siete il padrone. Introduces eos, et Voi li condurrete colà, plantabis in monte hæ- e li pianterete sul monte reditatis tuae,* firmis- di vostro retaggio, nella ALLE LAUDI. 475 simo habitaculo tuo, sicurissima abitazione voquod operatus es, Domine. Sanctuarium tuum, Domine, quod firmaverunt manus tuae,* Dominus regnabit in æternum, et ultra. Ingressus est enim eques Pharao cum curribus, et equitibus ejus in mare;* et reduxit super eos Dominus aquas maris. Filii autem Israël ambulaverunt per siccum,* in medio ejus. ANT. Exhortatus es stra, che voi, o Signore, vi siete fabbricata. ANT. Oblatus est, quia ipse voluit, et peccata nostra ipse portavit. Nel vostro santuario fondato, o Signore, dalle vostre mani, il Signore regnerà pe'secoli, e ancor di là. Imperciocchè entrò il cavaliere Faraone coi suoi cocchi e coi suoi cavalieri nel mare: e il Signore ripiegò sopra di loro l'acque del mare. Ma i figliuoli d'Israele camminarono per esse a piedi asciutti. ANT. C'incoraggiaste, in virtute tua, et in re- o Signore, colla vostra fectione sancta tua, Domine. possanza, e con sante parole di conforto. ANT. È stato offerto perchè egli ha voluto, ed egli portò tutti i nostri peccati. Salmo 148. Laudate Dominum de Lodate il Signore, voi che coelis;* laudate eum in excelsis. state nei cieli; lodatelo voi, che siete nei luoghi altissimi. Laudate eum omnes Lodatelo voi tutti An 476 MERCOLEDÌ SANTO Angeli ejus; laudate] geli suoi; lodatelo tutti eum omnes virtutes e- voi sue milizie. jus. * Laudate eum sol, et luna; laudate eum omnes stellae, et lu- e voi luce. men. Laudate eum coeli coelorum;* et aquae omnes, quae super colos sunt, laudent nomen Domini. Quia ipse dixit, et facta sunt;* ipse mandavit, et creata sunt. Statuit ea in aeternum, et in saeculum saeculi;* praeceptum posuit, et non praeteribit. Laudate Dominum de terra; dracones, et omnes abyssi. * Lodatelo voi sole, e luna; lodatelo voi stelle, Ignis, grando, nix, glacies, spiritus procellarum,* quae faciunt verbum ejus. Lodatelo voi, o cieli dei cieli; e le acque tutte, che son sopra dei cieli, lodino il nome del Signore. Perocchè egli parlò, e furon fatte le cose; egli ordinò, e furon create. Le ha stabilite per essere in eterno, e per tutti i secoli; un ordine fissò, che non sarà trasgredito. Date laude al Signore voi, che abitate la terra; voi dragoni, e voi tutti, o abissi. Tu fuoco, tu grandine, tu neve, tu ghiaccio, tu vento procelloso, voi che ubbidite alla sua parola. Montes, et omnes Voi monti, e voi tutte colles; ligna fructi- colline; piante fruttifere, fera, et omnes cedri. e voi tutti, o cedri. * Bestiae, et universal Voi tutte, bestie sel ALLE LAUDI. 177 pecora; serpentes, vaggie, e domestiche; voi et volucres pennatae. * Reges terrae, et oRegi della terra, e tutti prin- i popoli; principi e tutti mnes populi; cipes, et omnes judi- i giudici della terra. ces terrae. Juvenes, et virgines, senes cum junioribus laudent nomen Domini;* quia exaltatum est nomen ejus solius. Confessio ejus super coelum et terram;* et exaltavit cornu populi sui. Hymnus omnibus sanctis ejus;* filiis Israël, populo appropinquanti sibi. rege suo. serpenti, e voi pennuti augelli. ★ Laetetur Israël in eo, qui fecit eum; et filii Sion exultent in I giovanetti, e le vergini, i vecchi e i fanciulli lodino il nome del Signore, perchè è sublime il nome di lui solo. Laudent nomen ejus La gloria di lui si spande pel cielo, e per la terra; ed egli ha esaltata la potenza del popol suo. Salmo 149. Cantate Domino can- Cantate al Signore un ticum novum: * laus cantico nuovo: le laudi ejus in Ecclesia sancto- di lui( risuonino) nella Chiesa dei santi. rum. L'inno( conviene) a tutti i santi di lui: ai figliuoli d'Isracle, al popolo propinquo a lui. Rallegrisi Israele in lui, che lo ha fatto; ed i figliuoli di Sion esultino nel loro re. Lodino il nome di lui * 8 478 MERCOLEDÌ SANTO in choro;* in tympa-| con armonico canto; al no, et psalterio psal- suono di timpano, e del lant ei. salterio lo celebrino. Perchè ha voluto bene il Signore al suo popolo; e innalzerà i mansueti a salute. as Quia beneplacitum est Domino in populo suo;* et exaltabit mansuetos in salutem. Exultabunt sancti in gloria; laetabuntur in cubilibus suis. Exaltationes Dei in gutture eorum;* et gladii ancipites in manibus eorum, Ad faciendam vindictam in nationibus,* increpationes in populis. Ad alligandos reges eorum in compedibus, * et nobiles eorum in manicis ferreis. Ut faciant in eis judicium conscriptum: gloria haec est omnibus sanctis ejus. Laudate Dominum in sanctis ejus;* laudate eum in firmamento virtutis ejus. Esulteranno i santi nella gloria; saranno lieti nelle loro mansioni. Hanno le laudi di Dio nella loro bocca; e spade a due tagli nelle mani loro, Laudate eum in virPer prender vendetta delle nazioni, e castigare i popoli. Per legare i loro re in ceppi, e i loro grandi a catene di ferro. Salmo 150. Per fare sopra di essi il giudizio, che sta già scritto: questa gloria appartiene a tutti i santi di lui. Lodate il Signore nel suo santuario; lodatelo nel firmamento suo fortissimo. Lodatelo per le opere ALLE LAUDI. 179 tutibus ejus;* laudate| sue; lodatelo secondo la eum secundum multi- sua molta grandezza. tudinem magnitudinis ejus. Laudate eum in sono tubae;* laudate eum in psalterio, et cithara. Laudate eum in tympano, et choro;* laudate eum in chordis, et organo. Laudate eum in cymbalis bene sonantibus, laudate eum in cymbalis jubilationis; omnis spiritus laudet Dominum. Lodatelo al suon della tromba; lodatelo sul salterio, e sulla cetra. Lodatelo al suon del timpano, e del flauto; lodatelo sugli strumenti a corda, e a fiato. Lodatelo coi cimbali sonori, lodatelo coi cimbali di lieta armonia; ogni spirito dia laude al Signore. ANT. Oblatus est ANT. È stato offerto, quia ipse voluit, et perchè egli ha voluto, ed peccata nostra ipse egli portò tutti i nostri portavit. peccati. DICHIARAZIONE. Il Capitolo, che appartiene dirsi al Superiore, si tralascia, mostrandosi che più vivo non è il nostro Pastore. La causa perchè non si dice l'Inno si è detta di sopra. Il Capitolo e l'Inno non si dicono. Homo pacis meae, in quo speravi. L'uomo che mi si mostrava amico, in cui og oli posava tranquillo. 480 MERCOLEDÌ SANTO R Qui edebat panes R Chi meco si pasceva meos, ampliavit adver- a mensa, macchinò a mia sum me supplantatio- rovina un gran tradinem. mento. Al Benedictus. ANTIPHONA. Traditor autem de- Il traditore poi avea dit eis signum, dicens: dato loro il segnale, diQuem osculatus fuero, cendo: Quello che io baipse est, tenete eum. I cerò, è desso; pigliatelo. DICHIARAZIONE. Altamente si dice questo Cantico, essendochè dalla morte di Cristo n'è venuta la nostra redenzione, per la quale tutti tenuti siamo a benedirlo. L'estinguersi tutti i lumi accenna lo stato misero e tenebroso, nel quale si trovò il mondo, allorchè la sua vera luce( Cristo) fu dalla Sinagoga spenta ed estinta; ma vedendo una candela ammorzata per un poco, e di nuovo accesa, intenderemo che Cristo mori quanto all' esser umano, ma vivo restò per canto della Divinità, quale occultamente stette, e poi risorgendo palesossi; ovvero che è la fede degli Apostoli, la quale parve vacillare, e di poi ravvivatasi, eglino sempre furon fedeli, e la predicarono al mondo. S'estingue nel dirsi il Benedictus, cantico dell'Evangelio, perchè il Signore mori per predicare la sua legge: questo si fa in ultimo, essendo egli stato l'ultimo Profeta, anzi il fine delle altrui profezie. Cantico di Zaccaria. Luc. 4 g. Benedictus Dominus Benedetto il Signore Dio Deus Israël;* quia vi- d'Israele, perchè ha visi ALLE LAUDI. 481 sitavit, et fecit redem-| tato e redento il suo poptionem plebis suae. Et erexit cornu salutis nobis,* in domo David pueri sui. Sicut locutus est per os sanctorum,* qui a saeculo sunt prophetarum ejus. Salutem ex inimicis nostris, et de manu omnium, qui oderunt nos.loo gerimulli y't Ad faciendam misericordiam cum patribus nostris,* et memorari testamenti sui sancti. ★ Jusjurandum, quod juravit ad Abraham patrem nostrum,* daturum se nobis. Ut sine timore de manu inimicorum nostrorum liberati,* serviamus illi. In sanctitate, et justitia coram ipso,* omnibus diebus nostris. Et tu, puer, Propheta Altissimi vocaberis;* praeibis enim polo. E ci ha innalzato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo. Conforme parlò per bocca dei santi, che dal cominciamento dei secoli sono stati suoi profeti. La liberazione dai nostri nemici, dalle mani di tutti coloro che ci odiano. Per fare misericordia coi padri nostri, e mostrarsi memore del testamento suo santo. Conforme al giuramento, ch'egli giurò ad Abramo padre nostro, di concedere a noi. Affinchè scevri di timore, liberi dalle mani dei nostri nemici, serviamo a lui. Con santità e giustizia nel cospetto di lui, per tutti i nostri giorni. E tu, bambinello, Profeta dell' Altissimo sarai detto; perchè precederai 482 ante faciem Domini, parare vias ejus. MERCOLEDÌ SANTO Ad dandam scientiam salutis plebi ejus, * in remissionem peccatorum eorum. Per viscera misericordiae Dei nostri,* in quibus visitavit nos oriens ex alto. Illuminare his, qui in tenebris, et in umbra mortis sedent; ad dirigendos pedes nostros in viam pacis. ANTIPH. Traditor autem dedit eis signum, dicens: Quem osculatus fuero, ipse est, tenete eum. davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie. Per dare la scienza della salute al suo popolo, per la remissione dei loro peccati. Mediante le viscere della misericordia del nostro Dio, per le quali ci ha visitato il sol nascente dall'alto. Per illuminare coloro, che nelle tenebre, e nell'ombra della morte giacciono; per guidare i nostri passi nella via della pace. ANT. Il traditore poi avea dato loro il segnale, dicendo: Quello, che io bacerò, è desso; pigliatelo. Mentre si canta il Cantico Benedictus, estinte prima tutte le candele poste nel candelliere triangolare, alla riserva di quell'una posta alla sommità del candelliere, si estinguono a poco a poco le sei candele accese da principio sull'altare, in modo che all'ultimo versetto venga estinta ancor l'ultima. Si estinguono parimente tutte le lampade, e i lumi della Chiesa; e nel ripetersi l'Antifona Traditor, si prende la candela accesa rimasta nel candelliere, e si asconde sotto l'altare dalla parte dell' Epistola, e si dice Christus ec. ALLE LAUDI. DICHIARAZIONE. Questi tre versi ci ricordano i lamenti delle tre Marie, le quali dalla Galilea seguitato avevano il Salvatore, e per lui aspramente si dolevano. 483 Christus factus est y Cristo si fece per pro nobis obediens us- noi obbediente sino alla que ad mortem. morte. Nella seconda notte si aggiunge. Mortem autem Crucis. E morte di Croce. Nella terza notte si aggiunge. Propter quod et Deus] Per la qual cosa Dio exaltavit illum, et de- lo esaltò, e gli diede un dit illi nomen, quod est nome, che è al di sopra super omne nomen. di tutti i nomi. Al cominciarsi del versetto Christus, tutti si pongono in ginocchioni, ed in fine di esso si dice tutto basso il Pater noster, indi il salmo Miserere, carte 163, alquanto più alto, ed essendo finito si dice nello stesso tuono di voce l'orazione Respice ecc. DICHIARAZIONE. Il Pater noster, ed il Miserere, che si dice così basso, significa il timore che avevano gli Apostoli dentro di se medesimi. ORAZIONE Respice, quaesumus, Domine, super hanc familiam tuam, pro qua Gettate in grazia, o Signore, uno sguardo sopra questa vostra famiglia, 184 MERCOLEDÌ SANTO ALLE LAUDI. Dominus noster Jesus per la quale il nostro SiChristus non dubitavit gnor Gesù Cristo non dumanibus tradi nocen- bitò di essere consegnato tium, et crucis subire in mano degli empi, e di tormentum.( poi con soggiacere al tormento voce bassa) Qui tecum della croce. Che con voi vivit etc. vive ecc. Finita l'Orazione si fa un piccolo strepito, si mostra la candela accesa tratta fuori di sotto dell' altare; tutti s'alzano, e partono in silenzio. DICHIARAZIONE. Lo strepito ed il romore che si fa, significa allorquando tumultuosamente presero Cristo nell'orto, e soffrì in quel punto ogni sorta di strazi e di crudeltà. Bhd abid Avico inc Incoronazione di G. C.. ter Macia GIOVEDE SANTO icono le ore con Nona, detto segretamente fa Printa Credo, si coe mositaráno di esser ediocre, e quasi baeA PRIMA. Pater noster, Ave Maria e Credo. Salmo 52. et in lica he, uribus 485 nomine tuo Salvatemi, o Dio, pel vostro nomo; e colla vo tra potenza difendeteri Esaudite, o Dio, la me orazione; porgeto chio alle parole del bocca. Imperciocchè remaini gdversum stranieri alzaronn baudesie- diera contro di me, e tomini potenti cercarono enerint anima mia: e non hanno 家 gloryza GIOVEDI SANTO ALLE ORE A Prima, Terza, Sesta e Nona, detto segretamente Pater noster, Ave Maria, ed a Prima Credo, si comincia assolutamente da' Salmi. DICHIARAZIONE. Si dicono le Ore con voce mediocre, e quasi bassa, perchè significandosi in quelle la predicazione degli Apostoli, si viene a dire, che essi in questo tempo tacevano, e mostravano di conoscer Cristo occultamente. A PRIMA. Pater noster, Ave Maria e Credo. Salmo 53. 185 Deus, in nomine tuo salvum me fac;* et in virtute tua judica me. * Deus, exaudi orationem meam; auribus percipe verba oris mei. Quoniam alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quaesierunt animam meam: et non proposuerunt ★ Salvatemi, o Dio, pel vostro nome; e colla vostra potenza difendetemi. Esaudite, o Dio, la mia orazione; porgete orecchio alle parole della mia bocca. Imperciocchè uomini stranieri alzarono bandiera contro di me, e uomini potenti cercarono l' anima mia: e non hanno 186 Deum ante conspectum suum. GIOVEDÌ SANTO Ecce enim Deus adjuvat me; et Dominus susceptor est animae meae. * Averte mala inimicis meis;* et in veritate tua disperde illos. Voluntarie sacrificabo tibi,* et confitebor nomini tuo, Domine: quoniam bonum est. * Quoniam ex omni tribulatione eripuisti me; et super inimicos meos despexit oculus meus. Beati-immaculati in via;* qui ambulant in lege Domini. avuto Dio dinanzi agli occhi loro. Beati qui scrutantur testimonia ejus;* in toto corde exquirunt eum. Non enim qui operantur iniquitatem, * Ecco però, che Dio mi aiuta; e il Signore ha preso a difendere la mia vita. Ritorcete il male sopra dei miei nemici; e dispergeteli secondo la vostra verità. Vi offerirò sacrifizio volontario, e darò lode al nome vostro, o Signore: perchè buona cosa ella è questa. Salmo 118. Perocchè da ogni tribolazione mi avete liberato; gli occhi miei con disprezzo han veduti li miei nemici. Beati quelli, che nella via del Signore sono senza macchia; che camminano nella legge del Signore. Beati quelli, che investigano le testimonianze di lui: lui cercano con tutto il cuore. Imperocchè quei, che operano l'iniquità, nelle A PRIMA. 187 in viis ejus ambulave- vie di lui non camminano. runt. Tu mandasti* mandata tua custodiri nimis. Utinam dirigantur viae meae,* ad custodiendas justificationes tuas. Tunc non confundar, cum perspexero in omnibus mandatis tuis. * Confitebor tibi in directione cordis,* in eo quod didici judicia justitiae tuae. Justificationes tuas custodiam: non me derelinquas usquequaque. shdeo In quo corrigit adolescentior viam suam? in custodiendo sermones tuos. * * In toto corde meo exquisivi te: ne repellas me a mandatis tuis. In corde meo abscondi eloquia tua,* ut non peccem tibi. Voi avete comandato, che i vostri comandamenti sien custoditi con grande esattezza. Piaccia a voi, che sieno indiritti i miei passi all'osservanza delle vostre giustificazioni. Allora io non sarò confuso, quando sarò stato intento a tutti i vostri precetti. Darò lode a voi con cuor sincero, dell'aver io imparati i giudizii di vostra giustizia. Le vostre giustificazioni io custodirò: non mi abbandonate sino all'estremo. Per qual maniera corregge il giovinetto le sue inclinazioni? in osservando le vostre parole. Con tutto il mio cuore io ho cercato voi: non permettete, che io declini dai vostri comandamenti. Nel cuor mio riposi le vostre parole, per non peccare contro di voi. 488 Benedictus es, Domine:* doce me justificationes tuas. GIOVEDÌ SANTO In labiis meis* pronuntiavi omnia judicia oris tui. .885 In via testimoniorum tuorum delectatus sum, sicut in omnibus divitiis. In mandatis tuis exercebor,* et considerabo vias tuas. In justificationibus tuis meditabor; non obliviscar sermones tuOS. Retribue servo tuo, vivifica me,* et custodiam sermones tuos. * Revela oculos meos, et considerabo mirabilia de lege tua. Benedetto siete voi, o Signore: insegnate a me le vostre giustificazioni. Colle mie labbra ho annunziato tutti i giudizi della vostra bocca. Nella via dei vostri precetti ho trovato diletto, come in tutti i tesori. Nei vostri comandamenti mi eserciterò, e considererò le vostre vie. Le vostre giustificazioni mediterò; non porrò in obblivione i vostri precetti. Fate mercede al vostro servo, datemi vita, e osserverò le vostre parole. Togliete il velo ai miei occhi, e considererò le meraviglie della vostra legge. Incola ego sum in terra:* non abscondas a me mandata tua. Concupivit anima mea desiderare justificationes tuas,* in omni tempore. Increpasti superbos: I Pellegrino sono io sopra la lerra: non celate a me i vostri precetti. Bramò l'anima mia di desiderare le vostre giustificazioni in ogni tempo. Faceste minaccia ai su A PRIMA. 189 * maledicti qui decli- perbi: maladetti quelli, nant a mandatis tuis. che declinano dai vostri precetti. Aufer a me opprobrium et contemptum, * quia testimonia tua exquisivi. Etenim sederunt principes, et adversum me loquebantur;* servus autem tuus excercebatur in justificationibus tuis. Nam et testimonia tua meditatio mea est; et consilium meum justificationes tuae. Adhaesit pavimento anima mea:* vivifica me secundum verbum tuum. Vias meas enuntiavi, et exaudisti me: doce me justificationes tuas. Viam justificationum tuarum instrue me; et exercebor in mirabilibus tuis. Toglietemi all' obbrobrio, e al disprezzo, perchè le vostre giustificazioni cercai con ansietà. Imperocchè si mettevano a sedere i principi, e parlavan contro di me; ma il vostro servo si esercitava nelle giustificazioni vostre. Imperocchè e i vostri comandamenti sono la mia meditazione; e i miei consiglieri sono le vostre giustificazioni. È distesa al suolo l'anima mia: datemi vita secondo la vostra parola. Le mie vie le esposi ( a voi), e voi mi esaudiste: insegnatemi le vostre giustificazioni. La via dimostratemi dei vostri comandamenti; e contemplerò le vostre meraviglie. Dormitavit anima Assonnò l'anima mia mea prae taedio:* con- vinta dal tedio: datemi firma me in verbis tuis. I vigore colle vostre parole. GIOVEDÌ SANTO 490 Viam iniquitatis amove a me;* et de lege tua miserere mei. Rimuovete da me la via della iniquità; e fatemi misericordia, perch' io adempia la vostra legge. La via della verità elessi; dei vostri giudizi io non mi sono scordato. Mi appoggiai a' vostri tuis, Domine: noli insegnamenti, o Signore: me confundere. non vogliate ch' io resti confuso. Le tracce delli vostri comandamenti io corsi, quando voi dilataste il cuor mio. Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere etc. Respice, quaesumus Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. Viam veritatis elegi; judicia tua non sum oblitus. JEV Adhaesi testimoniis Viam mandatorum tuorum cucurri,* cum dilatasti cor meum. In questi tre giorni non si legge Martirologio, nè si dice Pretiosa. DICHIARAZIONE. Il Salmo Miserere a tutte le Ore si dice, perchè in lui chiediamo a Dio perdono, essendo noi stati causa della morte del suo Figliuolo, ed acciò ci salvi per sua misericordia. A TERZA. Pater noster, Ave Maria. Salmo 118. Legem pone mihi, Do- Datemi per norma, o Simine, viam justifica- gnore, la via delle vostre A TERZA. 191 et| giustificazioni, e io sempre la seguirò. Datemi intelletto, e io attentamente studierò la vostra legge, e la osserverò con tutto il cuor mio. tionum tuarum, exquiram eam semper. Da mihi intellectum et scrutabor legem tuam,* et custodiam illam in toto corde meo. Deduc me in semitam mandatorum tuorum,* quia ipsam volui. Inclina cor meum in testimonia tua,* et non in avaritiam. Averte oculos meos, ne videant vanitatem; * in via tua vivifica me. Statue servo tuo eloquium tuum,* in timore tuo. Amputa opprobrium meum, quod suspicatus sum,* quia judicia tua jucunda. Ecce concupivi mandata tua;* in aequitate tua vivifica me. Et veniat super me misericordia tua, DoConducetemi voi pel sentiero dei vostri precetti, perchè desso mi piacque. Inclinate il cuor mio verso le vostre testimonianze, e non verso l'amore delle ricchezze. Rivolgete gli occhi miei perchè non veggan la vanità; nella vostra via datemi la vita. Tenete fissa nel vostro servo la vostra parola, mediante il vostro timore. Togliete da me l'obbrobrio, ch' io ho temuto, perocchè i giudizi vostri sono amabili. Ecco che io ho amato i vostri comandamenti; secondo la vostra equità fatemi vivere. E venga sopra di me, o Signore, la vostra mimine;* salutare tuum sericordia; la vostra sa GIOVEDÌ SANTO eloquium lute secondo la vostra parola. E darò per risposta a quelli, che mi dileggiano: che ho posta la mia speranza nelle vostre parole. Et ne auferas de ore meo verbum veritatis usquequaque,* quia in judiciis tuis supersperavi. E non togliete voi giammai dalla mia bocca la parola di verità, perchè nei vostri giudizi ho forfoleni temente sperato. Et custodiam legem tuam semper,* in sæculum, et in saeculum saeculi. E osserverò mai sempre la vostra legge pe' secoli, e pe' secoli de'secoli. Et ambulabam in latitudine, quia mandata tua exquisivi. 192 secundum tuum. Et respondebo exprobrantibus mihi verbum:* quia speravi in sermonibus tuis. Et loquebar de testimoniis tuis in conspectu regum,* et non confundebar. Et meditabar in mandatis tuis, quae dilexi. Et levavi manus meas ad mandata tua, quae dilexi;* et exercebar in justificationibus tuis. E io camminava al largo, perchè i vostri comandamenti cercai studiosamente. E parlava di vostre testimonianze al cospetto de' re, e non ne aveva rossore. E meditava i vostri precetti, che io ho amati. E stesi le mani mie ai vostri comandamenti amati da me; e mi esercitava nelle vostre giustificazioni. A TERZA.10 Memor esto verbi tui Ricordatevi della vostra parola in favore del vostro servo, nella quale mi deste speranza. lo Questa nella mia umiliazione fu il mio conforservo tuo,* in quo mihi spem dedisti. 10 Ioltad quo Haec me consolata est in humilitate mea, * quia eloquium tuum to, poichè la vostra pavivificavit me. naib orola mi diede vita. 493 Superbi inique agebant usquequaque; a lege autem tua non declinavi. oleisest Memor fui judicio- Mi ricordai dei giudizi rum tuorum a saeculo, vostri, o Signore, che Domine,* et consola- sono eterni, e fui consotus sum. ob jopellato. Defectio tenuit me, * pro peccatoribus derelinquentibus legem tuam. Cantabiles mihi erant justificationes tuæ, * in loco peregrinationis meae. Memor fui nocte nominis tui, Domine,* et custodivi legem tuam. opptat sauny ells Haec facta est mihi, quia justificationes tuas exquisivi. I superbi iniquamente sempre operavano; ma dalla legge vostra io non ho declinato. Mancommi il cuore per cagione dei peccatori, che abbandonano la vostra legge.doon sibol Miei cantici erano le vostre giustificazioni, nel luogo del mio pellegrinaggio. ege Mi ricordai nella notte del nome vostro, o Signore, e osservai la vostra legge.03 Questo avvenne a me, perchè le vostre giustificazioni ansiosamente cercai. 9 194 Portio mea, Domine, * dixi custodire legem tuam. GIOVEDÌ SANTO Deprecatus sum faciem tuam in toto corde meo:* miserere mei secundum eloquium tuum. Cogitavi vias meas, * et converti pedes meos in testimonia tua. Paratus sum, et non sum turbatus,* ut custodiam mandata tua. Ho disaminati i miei andamenti, e ho indiritti i miei passi a seconda dei vostri comandamenti. e Preparato son io, ad nulla mi tratterrà, osservare i vostri comandamenti. I lacci de' peccatori mi * cinsero da ogni parte; e della vostra legge io non mi scordai. Funes peccatorum circumplexi sunt me; et legem tuam non sum oblitus. * Signore, porzione mia, io ho detto di osservare la vostra legge. Media nocte surgebam ad confitendum tibi,* super judicia justificationis tuae. Particeps ego sum omnium timentium te, * et custodientium mandata tua. Misericordia tua, Domine, plena est terra: justificationes tuas doce me. Ho domandato il vostro favore con tutto il cuor mio: abbiate pietà di me secondo la vostra parola. Di mezzanotte mi alzava a lodarvi, per cagione dei giudizi della vostra giustizia. Io ho società con tutti quei che vi temono, e osservano i vostri comandamenti. Della vostra misericordia, o Signore, è piena la terra: le vostre giustificazioni insegnatemele voi. A TERZA. LO 610 * Bonitatem fecisti cum Voi con bontà, o Signoservo tuo, Domine, re, avete trattato il vosecundum verbum tu- stro servo, secondo la voistra parola. 450 Bonitatem, et disciInsegnatemi la bontà plinam, et scientiam e la disciplina, e la sciendoce me;* quia man- za; perchè io ne'comandatis tuis credidi. damenti vostri ebbi fede. Prima che io fossi umiliato, io peccai: per questo la vostra parola io ho custodito. um. Priusquam humiliarer, ego deliqui:* propterea eloquium tuum custodivi. Slippe Bonus es tu,* et in bonitate tua doce me justificationes tuas. Bonum mihi, quia humiliasti me,* ut discam justificationes tuas. 495 Ju micinanon Multiplicata est suÈ cresciuta contro di per me iniquitas super- me l'iniquità dei superborum;* ego autem in bi; ma io con tutto il toto corde meo scruta- cuor mio studierò i vostri bor mandata tua. precetti. Coagulatum est sicut lac cor eorum:* ego vero legem tuam meditatus sum. È aquagliato come latte il cuor loro: ma la vostra legge io meditai. Bonum mihi lex oris tui,* super millia auri, et argenti. ono Buono siete voi, e secondo la vostra bontà insegnatemi voi le vostre giustificazioni. Buona cosa per me lo avermi voi umiliato, affinchè io impari le vostre giustificazioni. Buona cosa per me la legge della vostra bocca, più che l'oro, e l'argento tasena migliaia. 196 GIOVEDÌ SANTO Manus tuae fecerunt| Le vostre mani mi feme, et plasmaverunt cero, e mi formarono: * da mihi intelle- datemi intelletto, e imctum, ut discam man- parerò i vostri comandadata tua. menti. me: Qui timent te, videbunt me, et laetabuntur, quia in verba tua supersperavi. heak or sh Cognovi, Domine, quia aequitas judicia tua;* et in veritate tua humiliasti me. Ho conosciuto, o Signore, che i vostri giudizi sono equità; e che secondo la vostra verità voi mi avete umiliato. Venga la misericordia vostra a consolarmi, secondo la parola data da voi al vostro servo. Veniant mihi mise- Vengano a me le vorationes tuae, et vi- stre misericordie, e io avam;* quia lex tua vrò vita; perocchè la vomeditatio mea est. stra legge ella è la mia meditazione. Fiat misericordia tua, ut consoletur me,* secundum eloquium tuum servo tuo. Confundantur superbi, quia injuste iniquitatem fecerunt in me; ego autem exercebor in mandatis tuis. Quelli che vi temono, mi vedranno, ed avranno allegrezza, perchè io nelle vostre parole sperai grandemente. * Sian confusi i superbi, perchè ingiustamente hanno macchinato cose inique contro di me; ma io mi eserciterò nei vostri comandamenti. Convertantur mihi timentes te,* et qui noverunt testimonia tua. Si rivolgano a me quei che vi temono, e quelli che intendono i vostri insicilgin segnamenti. 197 Sia il cuor mio immacolato nelle vostre giustificazioni, affinchè io non resti confuso. int y Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere etc. Respice, quaesumus, Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. A SESTA.. Fiat cor meum immaculatum in justificationibus tuis,* ut non confundar. A SESTA. Pater noster, Ave Maria. Salmo 118. Anit Languisce per la brama della salute, che vien da voi, l' anima mia; ma nella vostra parola ho riposta la mia speranza. Si sono stancati gli occhi miei nell'espettazione della vostra promessa, dicendo: Quando fia che voi mi consoliate? Defecit in salutare tuum anima mea; et in verbum tuum supersperavi. * Defecerunt oculi mei in eloquium tuum, dicentes:* Quando consolaberis me? Quia factus sum sicut uter in pruina;* justificationes tuas non sum oblitus. Quot sunt dies servi tui?* quando facies de persequentibus me judicium? Narraverunt mihi iSebbene io sono divenuto qual otre alla brinata; delle vostre giustificazioni però non mi sono scordato. Mm nit Quanti sono i dì del vostro servo? quando farete voi, di quelli che mi perseguitano, giudizio? Mi raccontarono gl'i 498 niqui fabulationes; sed non ut lex tua. GIOVEDÌ SANTO Omnia mandata tua veritas;* inique persecuti sunt me: adjuva me. Paulo minus consumaverunt me in terra; ego autem non dereliqui mandata tua. ★ Secundum misericordiam tuam vivifica me;* et custodiam testimonia oris tui. In aeternum, Domine,* verbum tuum permanet in coelo. In generationem, et generationem veritas tua:* fundasti terram, et permanet. Ordinatione tua perseverat dies;* quoniam omnia serviunt tibi. Nisi quod lex tua meditatio mea est,* tunc forte periissem in humilitate mea. In aeternum non obliviscar justificationes niqui delle favole; ma non son elleno qual è la vostra legge. Tutti i vostri precetti sono verità; iniquamente mi hanno perseguitato: voi datemi aiuto. Quasi quasi mi hanno consunto sopra la terra; ma io non ho abbandonati i vostri insegnamenti. Per la vostra misericordia datemi vita; e osserverò i comandamenti della vostra bocca. Stabile in eterno ella è, o Signore, la vostra parola nel cielo. Per tutte le generazioni la vostra verità: voi fondaste la terra, ed ella sussiste. In virtù del vostro comando continua il giorno; perocchè le cose tutte a voi ubbidiscono. Se la legge vostra non fosse stata la mia meditazione, allora forse sarei perito nella mia afflizione. In eterno non mi scorderò delle vostre giustifi 199 cazioni, perchè per esse mi deste vita. Tuus sum ego, salVostro son io, salvavum me fac;* quoniam temi voi; perocchè le vojustificationes tuas ex- stre giustificazioni io ho quisivi. doq avidamente cercate.ob Me expectaverunt peccatores, ut perderent me:* testimonia tua intellexi. A SESTA. tuas,* quia in ipsis vivificasti me. Mi presero di mira i peccatori per rovinarmi: mi studiai d'intendere i vostri insegnamennti. Omnis consumma- Di ogni cosa perfetta tionis vidi finem:* la- vidi il termine: oltre 0tum mandatum tuum gni termine il vostro conimis. mandamento si estende. Quomodo dilexi legem tuam, Domine!* tota die meditatio mea est. in Super inimicos meos prudentem me fecisti mandato tuo;* quia in aeternum mihi est. Super omnes docentes me intellexi;* quia testimonia tua meditatio mea est. Super senes intelle.. xi;* quia mandata tua quaesivi.imo Quanto cara è a me la vostra legge, o Signore! ella è tutto quanto il giorno la mia meditazione. Più de'miei nemici prudente voi mi faceste col vostro comandamento; perchè in eterno io l' ho davanti. Più di tutti quelli che m' istruivano, ho io capito; perchè i vostri comandamenti sono la mia meditazione. bul Più che gli anziani ho capito; perchè sono andato investigando i vostri comandamenti. 200 Ab omni via mala prohibui pedes meos,* ut custodiam verba tuaalse ir A judiciis tuis non declinavi, quia tu legem posuisti mihi.. Quam dulcia faucibus meis eloquia tua!* Dai giudizi vostri non declinai, perchè voi mi avete data la legge. Quanto sono dolci alle mie fauci le vostre parosuper mel ori meo.le! più che non è il miele hog neso in 10 alla mia bocca. y A mandatis tuis intellexi;* propterea odivi omnem viam iniquitatis. SP BÀ BA Lucerna pedibus meis verbum tuum,* et lumen semitis meis. Juravi, et statui* custodire judicia justitiae tuae. Umiliato io sono per ogni parte, o Signore: davivifica me secundum temi vita secondo la voverbum tuum.viesdestra parola. Humiliatus sum usquequaque, Domine:* Voluntaria oris mei I volontari sacrifizi delbeneplacita fac, Do- la mia bocca siano a voi mine, et judicia tua doce me. GIOVEDÌ SANTO Da ogni strada cattiva tenni indietro i miei passi, per osservare i precetti vostri. Dai vostri comandamenti feci acquisto di scienza; per questo ho in odio qualunque via di iniquità.zeb ob Lucerna ai miei passi ell' è la vostra parola, e la luce a' miei sentieri. Giurai, e determinai di osservare i giudizi della giustizia vostra. graditi, o Signore, ed insegnatemi i vostri giudizi. ad sing Anima mea in maniPorto l'anima mia sembus meis semper;* et pre nelle mie mani; e DA SESTA. 201 legem tuam non sum| della vostra legge non mi oblitus.iig sono scordato.mpized Posuerunt peccatores laqueum mihi;* et de mandatis tuis non erravi.si Haereditate acquisivi testimonia tua in aeternum;* quia exultatio cordis mei sunt. Inclinavi cor meum ad faciendas justificationes tuas in aeternum,* propter retributionem. Iniquos odio habui,* et legem tuam dilexi. Adjutor, et susceptor meus es tu,* et in verbum tuum supersperavi.alled on Declinate a me maligni,* et scrutabor mandata Dei mei. Suscipe me secundum eloquium tuum, et vivam:* et non confundas me ab expectatione mea. Adjuva me, et salMi tesero i peccatori il laccio; ma io dalla strada dei vostri precetti non uscii. ste stop Per mia eredità eterna feci acquisto dei vostri insegnamenti; perchè essi sono il gaudio del cuor mio. b Inchinai il mio cuore ad eseguire eternamente le vostre giustificazioni, per amore della retribuzione. Ho odiato gl' iniqui, ed ho amato la vostra legge. Mio ajuto. e mia difesa siete voi, e nella vostra parola ho grandemente sperato. 90 sula Ritiratevi da me, voi maligni, ed io studierò attentamente i comandamenti del mio Dio. Sostenetemi secondo la vostra parola, e fate che io viva: e non permettete che io resti deluso nella mia espettazione. Aiutatemi, e sarò sal* 9 202 GIOVEDÌ SANTO vus ero;* et medita- vo; e mediterò sempre le bor in justificationibus vostre giustificazioni. tuis semper. Voi avete disprezzato tutti coloro, che declinano dai vostri giudizi, perchè ingiusto è il loro pensiero. sie Prevaricatori riputai tutti i peccatori della terterrae; ideo dilexi ra, perchè amai gli insetestimonia tua. midagnamenti vostri. Praevaricantes reputavi omnes peccatores Confige timore tuo carnes meas,* a judiciis enim tuis timui. -Sprevisti omnes discedentes a judiciis tuis,* quia injusta cogitatio eorum. Feci judicium, et justitiam:* non tradas me calumniantibus me. Oculi mei defecerunt in salutare tuum,* et in eloquium justitiae tuae. Inchiodate col vostro timore le carni mie, perocchè i vostri giudizi ho temuto. Suscipeservum tuum in bonum;* non calu- al mnientur me superbi. Fac cum servo tuo secundum misericordiam tuam;* et justificationes tuas doce me. Ho esercitata la rettitudine, e la giustizia: non mi date in potere dei calunniatori. Ajutate il vostro servo bene; non mi opprimano colle calunnie i superbi. Gli occhi miei si sono stancati nell'espettazione della vostra salute, e della parole della giustizia vostra. Trattate il vostro servo secondo la vostra misericordia; e le vostre giustificazioni insegnatemi. 203 Servus tuus sum ego: da mihi intellectum, Vostro servo son io: datemi intelletto, affinchè ut sciam testimonia intenda i precetti vostri. * tua.com leidde Tempus faciendi, Domine: dissipaverunt legem tuam. Ideo dilexi mandata tua* super aurum, et topazion. A SESTA. Propterea ad omnia mandata tua dirigebar; omnem viam iniquam odio habui. Egli è tempo di operare, o Signore: eglino han rovinata la vostra legge. Per questo io ho amato i comandamenti vostri, più che l'oro, e i topazi. Per questo all'osservanza di tutti i comandamenti vostri io mi incamminai; e tutte le vie d' iniquità ebbi in odio. y Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere etc. Respice, quaesumus, Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. A NONA. Pater noster, Ave María. Declaratio sermonum tuorum illuminat, et intellectum dat parvulis. * Os meum aperui, et attraxi spiritum,* quia Mirabilia testimonia Mirabil cosa ell'è la legtua;* ideo scrutata est ea anima mea. ge vostra; per questo ne ha fatto diligente studio l'anima mia. La sposizione delle vostre parole illumina, e dà intelletto ai piccoli. Mia bocca apersi, ed a me trassi lo spirito, per 204 GIOVEDÌ SANTO mandata tua desidera-| chè ai comandamenti vobam. istri anelava. in Volgete a me gli occhi, e abbiate pietà di me, come voi solete di quei, che amano il vostro nome. I miei passi indirizzate secondo la parola vostra; e non regni in me veruna ingiustizia. * Aspice in me, et miserere mei, secundum judicium diligentium nomen tuum. Gressus meos dirige secundum eloquium tuum;* et non dominetur mei omnis injustitia. Redime me a calumniis hominum,* ut custodiam mandata tua. Faciem tuam illumina super servum tuum,* et doce me justificationes tuas. Liberatemi dalle calunnie degli uomini, affinchè io osservi i precetti vostri. Fate risplendere sopra del vostro servo la luce della vostra faccia, e insegnatemi le vostre giuEestificazioni. Exitus aquarum deduxerunt oculi mei,* quia non custodierunt legem tuam: Justus es, Domine,' et rectum judicium tuum. q Mandasti justitiam testimonia tua,* et veritatem tuam nimis. Tabescere me fecit zelus meus,* quia obliti sunt verba tua inimici mei. Rivi di lagrime hanno sparso i miei occhi, perchè non hanno osservata la legge vostra. Giusto siete voi, o Signore, e retti sono i giudizi vostri. cobi Voi strettamente comandaste la giustizia, e la verità vostra nei precetti vostri. Mi consumò il zelo mio, perchè si sono scordati delle vostre parole gl'inimici miei. A NONA. Ignitum eloquium tuum vehementer:* et servus tuus dilexit illud. annen si Adolescentulus sum Piccolo son io, ed abego, et contemptus:* bietto delle vostre giujustificationes tuas non stificazioni non mi scorsum oblitus.. dai. 205 infiamGrandemente mata è la vostra parola: e il vostro servo l'amò. Justitia tua, justitia in aeternum, et lex tua veritas. Tribulatio, et angustia invenerunt me;* mandata tua meditatio mea est. Le tribolazioni, e gli affanni mi sorpresero; i vostri precetti sono la mia one meditazione. Equitas testimonia tua in aeternum;* intellectum da mihi, et vivam. Equità eterna sono le vostre testimonianze; intelligenza datemi, affinchè io abbia vita. La giustizia vostra è giustizia eterna, e la legelege vostra è verità. Clamavi in toto corde meo: exaudi me, Domine;* justificationes tuas requiram. Clamavi ad te: salvum me fac,* ut custodiam mandata tua. Praeveni in maturitate, et clamavi,* quia in verba tua supersperavi. Praevenerunt oculi mind oliy Gridai con tutto il mio cuore: esauditemi o Signore; fate ch' io le vostre giustificazioni ricerchi. Gridai a voi: datemi salute, affinchè osservi i comandamenti vostri. Prevenni il mattino, e alzai le mie grida, perchè nelle parole vostre posi grande speranza. Prima del mattino gli 206 GIOVEDÌ SANTO mei ad te diluculo,* ut| occhi miei a voi si rivolmeditarer eloquia tua. sero, per meditare la legge vostra. avod aur La mia voce ascoltate secondo la misericordia vostra, o Signore; e secondo la promessa vostra datemi vita. Vocem meam audi secundum misericordiam tuam, Domine;* et secundum judicium tuum vivifica me. Appropinquaverunt persequentes me iniquitati;* a lege autem tua longe facti sunt. Prope es tu, Domine,* et omnes viæ tuæ veritas. Initio cognovi de testimoniis tuis,* quia in aeternum fundasti ea. Si sono accostati i miei persecutori all'iniquità; e dalla legge vostra si son dilungati. Fin da principio conobbi, che i vostri precetti gli avete voi stabiliti per tutta l'eternità. Vide humilitatem Mirate la mia umiliameam, et eripe me;* zione, e liberatemi; pequia legem tuam non sum oblitus. rocchè della legge vostra non mi sono scordato. * Judica judicium meum, et redime me; propter eloquium tuum vivifica me. Dappresso siete voi, o Signore, e tutte le vie vostre sono state verità. Giudicate la causa mia, e riscattatemi; per riguardo alla parola vostra rendete a me vita. * Longe a peccatoribus salus, quia justificationes tuas non exquisierunt. Lungi dai peccatori è la salute, perchè le giustificazioni vostre non hanno ricercato. Misericordiae tuae multae, Domine; Le misericordie vostre se- sono molte, o Signore; * A NONA. cundum judicium tuum vivifica me. ibie Multi, qui persequuntur me, et tribua testimoniis tuis non declinavi. lant me; Vidi prævaricantes, et tabescebam,* quia eloquia tua non custodierunt.zoz Vide, quoniam mandata tua dilexi, Domine: in misericordia tua vivifica me. Principes persecuti sunt me gratis;* et a verbis tuis formidavit 207 secondo la parola vostra datemi vita. cor meum. Laetabor ego super eloquia tua,* sicut qui invenit spolia multa. o Mirate, come io i precetti vostri ho amati, o Signore per vostra misericordia datemi vita. Principium verbo- Il principio di vostre rum tuorum veritas;* parole è verità; in eterno in aeternum omnia ju- sono tutti i giudizi della dicia justitiae tuae. giustizia vostra. Iniquitatem odio habuiet abominatus sum; * legem autem tuam dilexi. Septies in die lauMolti son quelli, che mi perseguitano, e mi affliggono; dai comandamenti vostri non ho deviato. Vidi i peccatori, e mi consumava di pena, perchè le parole vostre non hanno esservate. I Principi mi han perseguitato senza ragione; ma le vostre parole temette il cuor mio. Mi rallegrerò sopra le parole vostre, come chi abbia fatto acquisto di molta preda.com L'iniquità io ho avuta in odio, e in abbominazione; e la legge vostra io ho amato. Sette volte al giorno. GIOVEDÌ SANTO 208 dem dixi tibi,* super judicia justitiae tuae. illson nas to Pax multa diligentibus legem tuam;* et non est illi scandalum. in Expectabam salutare tuum, Domine;* et mandata tua dilexi. Custodivit anima mea testimonia tua,* et dilexit ea vehementer. Servavi mandata tua Appropinquet deprecatio mea in conspectu tuo, Domine;* juxta eloquium tuum da mihi intellectum. ho dato lode a voi, sopra i giudizi della giustizia vostra, puik Intret postulatio mea in conspectu tuo;* secundum eloquium tuum eripe me. Eructabunt labia mea hymnum,* cum docueris me justificationes tuas. 018015-2 Pronuntiabit lingua Pace molta per quelli che amano la legge vostra; e inciampo per essi non è. Osservò l'anima mia li precetti vostri, e gli ha amati ardentemente. Ho osservato i comanet testimonia tua,* damenti vostri, e le testiquia omnes viae meae monianze vostre, perchè in conspectu tuo. tutti i miei andamenti sono sotto degli occhi vostri. Abbia accesso la mia preghiera al cospetto vostro, o Signore; secondo la parola vostra datemi intelligenza. Penetrino le suppliche mie al cospetto vostro; secondo la parola vostra liberatemi. Io aspettava la salute, che viene da voi, o Signore; ed amai i comandamenti vostri. Canteranno le mie labbra inno di laude, quando mi avrete insegnato le giustificazioni vostre. Annunzierà la lingua OT A NONA. 209 mea eloquium tuum,*| mia le vostre parole, perquia omnia mandata chè tutti i precetti vostri tua aequitas. sono equità. Stendasi la mano vostra a salvarmi; perchè i comandamenti vostri io prescelsi. Fiat manus tua, ut salvet me;* quoniam mandata tua elegi. ens Concupivi salutare tuum Domine;* et lex tua meditatio mea est. Vivet anima mea, et laudabit te;* et judicia tua adjuvabunt me. Erravi sicut ovis, quae periit:* quaere servum tuum, quia mandata tua non sum oblitus. L'anima mia ha desiderata la salute che vien da voi, o Signore; e la legge vostra è la mia meditazione. Viverà l'anima mia, e vi loderà; e i giudizi vostri saranno mio aiuto. Andai errando qual pecora traviata: cercate il servo vostro, perchè dei comandamenti vostri non mi sono scordato. y. Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere etc. Respice, quaesumus, Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. ALLA MESSA Stazione a San Gioanni in Laterano. DICHIARAZIONE. La Messa si canta solennemente, poichè propriamente oggi fu instituito l'augustissimo Sacramento 210 GIOVEDÌ SANTO dell'Altare, ed il Signore consacrò celebrando; e perciò si canta il Gloria in excelsis, e non si dice Flectamus genua. INTROITO Nos autem gloriari oportet in Cruce Domini nostri Jesu Christi, in quo est salus, vita, et resurrectio nostra, per quem salvati, et liberati sumus. Psal. 66. Deus misereatur nostri, et benedicat nobis: illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri. Nos autem etc. Ora a noi gloriarci conviene nella Croce del Signor nostro Gesù Cristo, nel quale è riposta la salute, la vita e la risurrezione nostra, per cui salvati siamo e liberati. Salmo 66. Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica: splendere faccia la luce della sua faccia sopra di noi, e abbia di noi pietà. Ora a noi ecc. anddy Si dice Gloria in excelsis; mentre si dice si suonano le campane, che poi non si suonano più sino al Sabbato Santo. Gloria in excelsis Deo. Gloria sia a Dio nell' alEt in terra pax homi- tezza dei cieli; ed in terra nibus bonæ voluntatis. pace agli uomini di buona Laudamus te, Benedi- volontà. Eterno Padre, cimus te, Adoramus te, onnipotente Iddio, Re delGlorificamus te. Gra- la gloria, noi vi lodiamo, tias agimus tibi pro- vi benediciamo, vi adopter magnam gloriam riamo, vi glorifichiamo, tuam. Domine Deus, vi rendiamo grazie in vi ALLA MESSA. 211 Rex coelestis, Deus sta dell'eccelsa gloria voPater omnipotens. Domine Fili unigenite Jesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. Quoniam tu solus Sanctus, tu solus Dominus, tu solus Altissimus, Jesu Christe. Cum Sancto Spiritu, in gloria Dei Patris. Amen. stra. Gesù Cristo Signor nostro, Figlio unigenito del Divin Padre, Agnello senza macchia: voi che cancellate i peccati del mondo, abbiate pietà di noi. Voi, che sedete alla destra del Padre, esaudite le nostre preghiere, ed usateci misericordia; poichè voi siete il solo Santo, il solo Signore, il solo Dio altissimo, o mio amabile Gesù, che con lo Spirito Santo regnate nella gloria del celeste Divin Padre. Così sia. DICHIARAZIONE. Non si suonano più le campane significandosi in queste gli Apostoli, fatti già come muti nel manifestar Cristo, e per levare a noi ogni segno di letizia. Si fanno i segni col legno, perchè intendiamo essere chiamati dall'umiltà di Cristo, che mostrò di avere per noi, e perchè ci ricordiamo d'avere avuto dal legno la salute eterna. ORATIO Deus, a quo et Judas reatus sui poenam, et confessionis suae latro ORAZIONE 0 Dio, da cui e Giuda del suo reato la pena, e della confessione sua il ladro il 212 GIOVEDÌ SANTO praemium sumpsit; premio ricevè; concedeconcede nobis tuae pro- teci della vostra propiziapitiationis effectum: ut zione l'effetto: affinchè, sicut in passione sua siccome nella passion sua Jesus Christus Domi- Gesù Cristo Signor nostro nus noster diversa u- diversa paga, secondo i triusque intulit stipen- meriti, all'uno e all'altro dia meritorum; ita no- diede; così a noi, tolto l' bis, ablato vetustatis antico errore, della sua errore, resurrectionis risurrezione la grazia dosuæ gratiam largiatur. ni. Quello che con voi viQui tecum vivit etc. Lectio Epistolae Beati Pauli Apostoli ad Corinth. 1. Cor. 11 d. ve ecc. Fratres, convenientibus vobis in unum, jam non est Dominicam conam manducare. Unusquisque enim suam coenam præsumit ad manducandum. Et alius quidem esurit, alius autem ebrius est. Numquid domos non habetis ad manducandum, et bibendum? Aut Ecclesiam Dei contemnitis, et confunditis eos, qui non habent? Quid dicam vobis? Laudo vos? In hoc non lauLezione dell' Epistola del Beato Paolo Apostolo ai Corinti. Fratelli, quando vi radunate insieme, già non è un mangiar la cena del Signore. Imperocchè ciascheduno la sua cena anticipatamente prende a mangiare. E uno patisce la fame, un altro poi è ubbriaco. Ma e non avete voi case per mangiare e bere? Ovvero la Chiesa di Dio dispregiate, e fate arrossire quelli che non han nulla? Che dirovvi? Viloderò? In questo io non vi lodo. Imperocchè io ho appreso dal Signore quello ALLA MESSA. 213 novum do. Ego enim accepi a che ho anche insegnato a Domino, quod et tra- voi, che il Signore Gesù didi vobis, quoniam in quella notte in cui era Dominus Jesus in qua tradito, prese il pane, e nocte tradebatur, ac- le grazie rendute, lo spezcepit panem, et gratias zò, e disse: Prendete, e agens fregit, et dixit: mangiate; questo è il CorAccipite, et manduca- po mio, il quale per voi te; hoc est Corpus me- sarà dato( a morte): queum, quod pro vobis sto fate in memoria di me. tradetur: hoc facite in Similmente anche il calimeam commemoratio- ce, dopo di aver cenato, nem. Similiter et cali- dicendo: Questo calice è cem, postquam coena- il nuovo testamento nel vit, dicens: Hic calix mio Sangue; questo fate, testamentum tutte le volte che lo berete, est in meo Sanguine. in memoria di me. ImpeHoc facite, quoties- rocchè ogni volta che mancumque bibetis, in gierete questo pane, equemeam commemoratio- sto calice berete, la morte nem. Quotiescumque del Signore annunzierete enim manducabitis pa- per sino a tanto che egli nem hunc, et calicem venga. Per la qual cosa bibetis, mortem Domi- chiunque mangerà questo ni annuntiabitis donec pane, o berà il calice del veniat. Itaque quicum- Signore indegnamente, que manducaverit pa- reo sarà del Corpo e del nem hunc, vel biberit Sangue del Signore. Provi calicem Domini indi- perciò se stesso l' uomo gne, reus erit Corpo- e così di quel pane mangi, ris, et Sanguinis Domi- e di quel calice beva. Imni. Probet autem se- perocchè chi mangia e beipsum homo; et sic del ve indegnamente, la con 214 GIOVEDÌ SANTO pane illo edat, et de dannazione si mangia e calice bibat. Qui enim beve, non distinguendo manducat, et bibit in- il Corpo del Signore. Per digne, judicium sibi questo tra voi molti sono manducat, et bibit, infermi e senza forze, e non dijudicans Corpus dormono molti. ImperocDomini. Ideo inter vos chè se da noi stessi ci giumulti infirmi, et im- dicassimo, certamente non becilles, et dormiunt saremmo giudicati. Ma multi. Quod si nosme- quando siam giudicati, tipsos dijudicaremus, dal Signore siam gastiganon utique judicare- ti, affinchè con questo mur. Dum judicamur mondo non siamo condanautem, a Domino corri- nati. pimur, ut non cum hoc mundo damnemur. GRADUALE. Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem, mortem autem crucis. y Propter quod et Deus exaltavit illum, et dedit illi nomen quo est super omne nomen. " Sequentia Sancti Evangelii secundum Joannem. Cap. 13. GRADUALE. Cristo si fece ubbidiente per noi sino alla morte, e morte di croce. y. Per la qual cosa Dio pure lo esaltò, e gli donò un nome sopra qualunque nome. Quel che segue del Santo Vangelo secondo Giovanni. Ante diem festum Pa- Prima della festa di Paschae, sciens Jesus, squa sapendo Gesù, co ALLA MESSA. 215 quia venit hora ejus, ut me era giunto il tempo transeat ex hoc mun- per lui di passare da quedo ad Patrem, cum di- sto mondo al Padre, alexisset suos, qui erant vendo egli amati i suoi, in mundo, in finem di- che eran nel mondo, sino lexit eos. Et coena fa- alla fine gli amò. E fatta cta, cum diabolus jam la cena( avendo già il diamisisset in cor, ut tra- volo messo in cuore a Giuderet eum Judas Simo- da Iscariotte, figliuolo di nis Iscariotae: sciens Simone, che lo tradisse), quia omnia dedit ei sapendo Gesù, come tutte Pater in manus, et quia le cose aveva poste il Paa Deo exivit, et ad dre nelle sue mani, e coDeum vadit: surgit a me da Dio era venuto, e coena, et ponit vesti- a Dio andava, si leva da menta sua: et cum ac- cena, e depone le sue vecepisset linteum, præ- stimenta e preso uno cinxit se. Deinde mittit sciugatoio, se lo cinse. aquam in pelvim, et Quindi versò dell' acqua coepit lavare pedes di- in un catino, e cominciò scipulorum, et exter- a lavare i piedi de' discegere linteo, quo erat poli, ed a rasciugarli collo praecinctus. Venit ergo sciugatoio, onde era cinto. ad Simonem Petrum. Va dunque da Simone PieEt dicit ei Petrus: Do- tro. E Pietro gli dice: Simine, tu mihi lavas pe- gnore, che voi a me abdes? Respondit Jesus, biate a lavare i piedi? et dixit ei: Quod ego Rispose Gesù, e dissegli: facio, tu nescis modo, Quello che io fo, tu ora scies autem postea. Di- non l'intendi, lo intendexit ei Petrus: Non la- rai in appresso. Dissegli vabis mihi pedes in æ- Pietro: Non laverete a me ternum. Respondit ei li piedi in eterno. Gli ri 216 GIOVEDÌ SANTO Jesus: Si non lavero te,| spose Gesù: Se non ti lanon habebis partem verò, non avrai parte memecum. Dicit ei Simon co. Dissegli Simone PiePetrus: Domine non tro: Signore, non solatantum pedes meos, mente i miei piedi, ma sed et manus, et caput. anche le mani e il capo. Dicit ei Jesus: Qui lo- Dissegli Gesù: Chi è stato tus est non indiget, nisi lavato, non ha bisogno di ut pedes lavet, sed est lavarsi, se non i piedi, mundus totus. Et vos ma è mondo intieramente. mundi estis, sed non E voi mondi siete, ma non omnes. Sciebat enim, tutti. Imperocchè sapeva quisnam esset, qui tra- chi fosse colui che lo traderet eum, propterea diva, per questo disse: dixit: Non estis mundi Non siete mondi tutti. Doomnes. Postquam ergo po adunque di aver lavati lavit pedes eorum, et loro i piedi, e ripigliate le accepit vestimenta sua, sue vestimenta, rimessosi cum recubuisset ite- a mensa, disse loro: Inrum, dixit eis: Scitis tendete quel che ho fatto quid fecerim vobis? a voi? Voi mi chiamate Vos vocatis me Magi- Maestro e Signore: e dite ster, et Dominus: et bene, perch' io lo sono. bene dicitis: sum ete- Se adunque ho lavato i nim. Si ergo ego lavi vostri piedi io, Maestro e pedes vestros, Domi- Signore, dovete anche voi nus, et Magister, et l'uno all' altro lavarvi i vos debetis alter alte- piedi. Conciossiachè l'erius lavare pedes. E- sempio vi ho dato, affinxemplum enim dedi chè come ho fatto io, anvobis, ut quemadmo- che voi facciate. dum ego feci vobis, ita et vos faciatis. ALLA MESSA. Credo pag. 54. Credo pag. 54. Offertorium. Dexte- Offertorio. La destra del ra Domini fecit virtu- Signore ha fatto gran cotem, dextera Domini se: la destra del Signore exaltavit me: non mo- mi ha esaltato. Non morriar, sed vivam, et rò, ma viverò, e raccontenarrabo opera Domini. rò le opere del Signore. Secreta. 217 Segreta. Ipse tibi, quaesumus Padre onnipotente, SiDomine Sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus, sacrificium nostrum reddat acceptum, qui discipulis suis in sui commemorationem hoc fieri hodierna traditione monstravit, Jesus Christus Filius tuus, Dominus noster; Qui tecum etc. gnore Santo, eterno Iddio, vi renda accetto il nostro sacrifizio Gesù Cristo vostro figlio, Signor nostro, che in questo giorno comandò a' suoi discepoli di celebrarlo in sua ricordanza. Che vive, e regna con voi ecc. Prefazione della Croce, come a carte 53. Infra l'azione. Communicantes, et di- Comunicando insieme, e em sacratissimum celebrantes, quo Dominus noster Jesus Christus pro nobis est traditus: sed et memoriam venerantes in primis gloriosae semper Virginis celebrando il giorno sagratissimo, in cui il nostro Signore Gesù Cristo per noi fu tradito: venerando inoltre la memoria primieramente della gloriosa sempre Vergine Ma10 248 GIOVEDÌ SANTO Mariæ, Genitricis ejus-| ria madre del medesim dem Dei et Domini no- Dio e Signor nostro Gesù stri Jesu Christi; sed Cristo; come pure de'Ss. et beatorum Apostolo- Apostoli e Martiri vostri rum, ac Martyrum tuo- Pietro e Paolo, Andrea, rum Petri et Pauli, An- Giacomo, Gioanni, Tomdreae, Jacobi, Joannis, maso, Giacomo, Filippo, Thomae, Jacobi, Phi- Bartolommeo, Matteo, Silippi, Bartholomaei, Matthaei, Simonis, et Thaddaei: Lini, Cleti, Clementis, Xysti, Cornelii, Cypriani, Laurentii, Chrysogoni, Joannis et Pauli, Cosmae, et Damiani, et omnium Sanctorum tuorum: quorum meritis, precibusque concedas, ut in omnibus protectionis tuae muniamur auxilio. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen. mone e Taddeo: Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Gioanni e Paolo, Cosma e Damiano, e di tutti i vostri Santi: per i meriti, e preghiere dei quali vi preghiamo concederci di essere in tutte le cose protetti col vostro aiuto. Per il medesimo Gesù Cristo Signor nostro. Così sia. Hanc igitur oblationem servitutis nostrae, sed et cunctæ familiæ tuæ, quam tibi offerimus ob diem, in qua Dominus noster Jesus Christus tradidit discipulis suis Questa offerta adunque della servitù nostra non solo, ma ancora di tutta la vostra famiglia, quale vi presentiamo per il giorno, in cui il nostro Signor Gesù Cristo diede la poCorporis, et Sanguinis destà a'suoi discepoli di ALLA MESSA. 219 sui mysteria celebran-| celebrare i misteri del suo da; quaesumus Domine, ut placatus accipias, diesque nostros in tua pace disponas: atque ab aeterna damnatione nos eripi, et in electorum tuorum jupreziosissimo Corpo, e Sangue; vi preghiamo, o Eterno Padre, di accettarla placato, di disporre i giorni di nostra vita in pace con voi, di liberarci dalla dannazione eterna, beas grege numerari. e di farci annoverare nelPer eumdem Christum la greggia de'vostri eletti. etc. Amen. Per il medesimo ecc. Quam oblationem tu, Deus, in omnibus, quæQuale offerta, vi preghiamo, o Dio nostro, degnarsumus, bene dictam, vi di renderla in tutto beadscriptam, ratam, rationabilem, acceptabilemque facere digneris: ut nobis Cor pus, et Sanguis fiat dilectissimi Filii tui Domini nostri Jesu Christi. Qui pridie, quam pro nostra, omniumque salute pateretur, hoc est, hodie, accepit panem. Reliqua ut in Canone. nedetta, ascritta, rata, razionabile, ed accettevole, acciocchè diventi a noi il Corpo, e Sangue del vostro dilettissimo Figlio Signor nostro Gesù Cristo. Il quale, il giorno prima del suo patire per la nostra, e comune salvezza, cioè in questo giorno, prese il pane. Il rimanente come nel Canone. Si dice Agnus Dei, ma non si dà la pace. Si dicono per altro le tre solite Orazioni innanzi alla Comunione. Oggi il Sacerdote consacra duc Ostie, una ne consuma, e l'altra la riserba per lo domane, in cui 220 GIOVEDÌ SANTO pone non si consacra. Si conservano parimente delle particole consacrate per gli ammalati, se ve ne fosse bisogno; consuma però tutto il Sangue, e prima dell'abluzione delle dita, pone l'Ostia riserbata in un altro Calice, che il Diacono copre colla Palla, e colla Patena, vi stende poi sopra il Velo, e lo in mezzo all' Altare; si fa indi la comunione, e si proseguisce sino al fine della Messa. Il Sacerdote fa la genuflessione ogni volta che parte e torna in mezzo all' Altare, o passa davanti al Sacramento riposto nel Calice. Quando deve dire Dominus vobiscum, non si volta al popolo dal mezzo dell' Altare, ma dal canto dell'Evangelio, per non voltare le spalle al Sacramento: ed ivi parimente nel fine dà la benedizione, senza compiere il circolo. DICHIARAZIONE. Ordinò Papa Sotero( che fu il decimo dopo San Pietro), che in questo giorno si comunicasse ogni Fedele. Però in vece di pace solita a darsi, prendevasi l'Autore istesso d'ogni bene: oltre che il Signore, cenando, diede oggi ai suoi Discepoli quella trista nuova, che uno di loro tradir lo dovea; perlochè tutti furono agitati nel pensiero. Comunione. Dominus Jesus, post-| Il Signore Gesù dopo quam coenavit cum di- che ebbe cenato co' suoi scipulis suis, lavit pe- discepoli, e lavati i loro des eorum, et ait illis: piedi, disse loro: IntenScitis quid fecerim vo- dete quel, che ho fatto a bis ego Dominus et Ma- voi? l'esempio vi ho dato, gister? Exemplum dedi affinchè anche voi lo stesvobis, ut et vos ita fa- so facciate. ciatis. ALLA MESSA. 221 Postcommunio. Postcomunione. Refecti vitalibus ali- Ristorati con vitali alimentis, quaesumus, Do- menti, vi preghiamo, o mine Deus noster: ut Signore Iddio nostro, affinchè ciò, che nel tempo della nostra vita mortale ( procuriamo) di eseguire, per il dono della vostra immortalità conseguiamo. Per il Signore ecc. quod tempore nostrae mortalitatis exequimur, immortalitatis tuae munere consequamur. Per Dominum etc. Si dice Ita Missa est, si dà la benedizione, e si legge l'Evangelio di San Giovanni, nel di cui principio il Sacerdote segna se stesso, ma non l'Altare. In questo giorno si ha da preparare un luogo preprio e convenevole in qualche Cappella della Chiesa, o Altare, ed ornarlo più decentemente che sarà possibile, con veli e lumi, per riporvi il Calice coll'Ostia, come già di sopra si disse, riserbata. Finita la Messa si accendono le torcie, e si fa la Processione secondo la maniera solita, portandosi però da un altro Suddiacono parato la Croce. Il Celebrante vestito di Piviale bianco, stando in piedi davanti all' Altare, mette l'incenso in due turiboli senza benedizione, e genuflesso in mezzo all' Altare, con uno di essi incensa tre volte il Sacramento, ed avendo ricevuto dalle mani del Diacono stante in piedi il Calice col Sacramento, che dovrà coprirsi colla estremità del velo postogli sulle spalle, si incammina in mezzo al Diacono che è alla destra, ed al Suddiacono che è alla sinistra, sotto il baldacchino, venendo il Sacramento continuamente incensato da due Accoliti fino al luogo preparato, ove deve custodirsi fino al domane. Mentre fassi la Processione, si canta il seguente Inno. 222 GIOVEDÌ SANTO Pange, lingua, gloriosi Canta, o lingua, del glorioso Corporis mysterium, Sanguinisque pretiosi, Quem in mundi pretium, Fructus ventris generosi, Rex effudit gentium. Nobis datus, nobis natus Ex intacta Virgine, Et in mundo conversatus, Sparso verbi semine, Sui moras incolatus Miro clausit ordine. In supremae nocte coenae Recumbens cum fratribus, Observata lege plene Cibis in legalibus, Cibum turbæ duodenæ Se dat suis manibus. Verbum caro, panem verum Verbo carnem efficit: Fitque sanguis Christi merum, Et si sensus deficit: Corpo il gran misterio, E del Sangue prezioso, Che del mondo in prezio, Frutto di sen generoso, Versò il Re degli uomini. A noi dato, e per noi nato Dall'intatta Vergine, Dopo aver qui conversato, La dottrina a spargere, La sua vita ha terminato Con mirabil ordine. Stando nell'ultima sera Co' fratelli a tavola, Ei la legge osserva intera Nell'ordin Mosaico, De'discepoli alla schiera Dà se stesso in pascolo. Carne il Verbo, pane vero Carne al detto formasi: Fassi il vino sangue vero, E se i sensi mancano: ALLA MESSA. 223 Ad firmandum cor sin-| A formare un cor sincero cerum Sola fides sufficit. Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui: Et antiquum documentum Novo cedat ritui: Praestet fides supplementum Sensuum defectui. Genitori, Genitoque Laus, et jubilatio; Salus, honor, virtus quoque Sit, et benedictio: Procedenti ab utroque Compar sit laudatio, Amen. La fè sola bastane. Or si grande Sacramento Adoriamo umili: E l'antico documento Nuovo rito veneri: La fè porga il supplemento, Ove i sensi mancano. Ed al Figlio, e al Genitore Lode venga, e giubilo; Virtù sia, salute e onore, Sia tributo il cantico: E d' entrambi al santo Amore Pari diasi gloria. Così sia. DICHIARAZIONE. Il serbarsi il SS. Sacramento nella Chiesa nostra, si fa per tradizione Apostolica, e per usanza immemorabile; ed oggi specialmente si conserva pel bisogno degli infermi. Giunto che si è al luogo preparato, il Diacono in ginocchioni prende dal Sacerdote, stante in piedi, il Calice col Sacramento, e lo pone primieramente sopra l'Altare, in cui viene incensato dal Sacerdote genuflesso, e poi lo ripone nel tabernacolo. Al ritorno si dicono i Vespri in Coro senza canto. NAWE 224 GIOVEDÌ SANTO DICHIARAZIONE. Cantasi il Vespro dopo la Messa, per mostrare, che questo Sacramento dell'Altare fu ordinato nella sera, e nell'ultima età del mondo. AI VESPRI Detto segretamente Pater ed Ave, si cominciano assolutamente dalla prima Antifona. ANT. Calicem salu- ANT. Il calice di salute taris accipiam, et no- prenderò, e il nome del men Domini invocabo. Signore invocherò. Salmo 115. Credidi, propter quod Credetti, per questo parlocutus sum;* ego autem humiliatus sum nimis. lai; ma io fui umiliato oltre modo. Ego dixi in excessu meo: Omnis homo mendax. * Quid retribuam Domino, pro omnibus quae retribuit mihi? Calicem salutaris accipiam,* et nomen Domini invocabo. Vota mea Domino reddam coram omni populo ejus;* pretiosa in conspectu Domini mors sanctorum ejus. Io dissi nella mia perturbazione: Tutti gli uomini sono mendaci. Che renderò io al Signore per tutte le cose, ch'egli ha dato a me? Prenderò il calice di salute, e invocherò il nome del Signore. I voti da me fatti al Signore scioglierò alla presenza di tutto il suo popolo; preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi. A VESPRO. 225 O Domine, quia ego O signore, perchè io servus tuus;* ego servus tuus, et filius ancillae tuae. son vostro servo; io vostro servo, e figliuolo della vostra ancella. Dirupisti vincula mea;* tibi sacrificabo hostiam laudis, et nomen Domini invocabo. Vota mea Domino reddam in conspectu omnis populi ejus, in atriis domus Domini, in medio tui, Jerusalem. ANT. Calicem salutaris accipiam, et nomen Domini invocabo. ANT. Cum his, qui oderunt pacem, eram pacificus cum loquebar illis, impugnabant me gratis. Voi avete spezzato i miei legami; a voi sacrie il ficherò ostia di lode, nome del Signore invocherò. I voti fatti da me al Signore scioglierò alla presenza di tutto il suo popolo, nell'atrio della casa del Signore, in mezzo a te, o Gerusalemme. ANT. Il calice di salute prenderò, e il nome del Signore invocherò. ANT. Con quei, che odiavan la pace fui pacifico: quando io parlava con essi, mi si voltavano contro senza ragione., Salmo 119. Domine, libera animam meam a labiis iniAd Dominum, cum tri- Al Signore, mentre io bularer, clamavi;* et era nella tribolazione, alexaudivit me. zai le mie grida; ed egli Emi esaudi. Signore, liberate l'anima mia dalle labbra * 40 226 GIOVEDÌ SANTO quis,* et a lingua do- inique, e dalla lingua inlosa. gannatrice.t Che ti sarà egli dato, ovvero, che riceverai tu per giunta per la tua lingua ingannatrice? Saette acute vibrate da mano possente, e i carboni divoratori. Misero me! il mio pellegrinaggio è prolungato: son vissuto tra gli abitatori di Cedar; lungamente è stata pellegrina l'anima mia. Quid detur tibi, aut quid apponatur tibi* ad linguam dolosam? Sagittae potentis acutae,* cum carbonibus desolatoriis. Heu mihi! quia incolatus meus prolongatus est:* habitavi cum habitantibus Cedar; multum incola fuit anima mea. Cum his, qui oderunt pacem, eram pacificus: cum loquebar illis, impugnabant me gratis. * ANT. Cum his, qui oderunt pacem, eram pacificus: cum loquebar illis, impugnabant me gratis. ANT. Ab hominibus iniquis libera me, Domine. Con quei, che odiavano la pace, fui pacifico: quand' io parlava con essi, mi si voltavan contro senza ragione. ANT. Con quei, che odiavan la pace, fui pacifico: quando io parlava con essi, mi si voltavano contro senza ragione. ANT. Dagli uomini malvagi liberatemi, o Signore. Salmo 139. Eripe me, Domine, ab homine malo; a viro iniquo eripe me. Liberatemi, o Signore, dall' uomo cattivo; dall' uomo iniquo liberatemi. A VESPRO. 227 Qui cogitaverunt ini-| Quei che macchinavaquitates in corde,* tota no pensieri d'iniquità in die constituebant prae- cuor loro, tutto il giorno lia. abs preparavan battaglie. Acuerunt linguas suas sicut serpentes;* venenum aspidum sub labiis eorum. Hanno affilate le lingue loro come serpenti; hanno veleno di aspidi sotto le loro lingue. Custodi me, Domine, de manu peccatoris; et ab hominibus iniquis eripe me. Qui cogitaverunt supplantare gressus meos, * absconderunt superbi laqueum mihi. Et funes extenderunt in laqueum,* juxta iter scandalum posuerunt mihi. E le funi hanno tese per prendermi, lungo la strada inciampo hanno posto a me. Ho detto al Signore: Il Dio mio siete voi; esaudite, o Signore, la voce della preghiera mia. Signore, Signore, forte virtus salutis meae:* salute mia: voi faceste obumbrasti super ca- ombra alla testa mia nel put meum in die belli. dì del conflitto. Domine, Domine Non mi date, o Signore, nelle mani del peccatore, come ei mi desidera; hanno macchinato contro di me, non mi abDixi Domino: Deus meus es tu;* exaudi, Domine, vocem deprecationis meae. 9 Difendetemi, o Signore, dalla mano del peccatore; e dagli uomini iniqui liberatemi. Din I superbi che macchinano di farmi cadere, mi hanno preparato nascostamente un laccio. Ne tradas me, Domine, a desiderio meo peccatori;* cogitaverunt contra me, ne de 228 GIOVEDÌ SANTO relinquas me, ne forte| bandonate, affinchè non exaltentur. si insuperbiscano. holaro Caput circuitus eorum,* labor labiorum ipsorum operiet eos. Cadent super eos carbones, in ignem dejicies eos:* in miseriis non subsistent. Vir linguosus non dirigetur in terra;* virum injustum mala capient in interitu. Cognovi quia faciet Dominus judicium inopis,* et vindictam pauperum. Verumtamen justi confitebuntur nomini tuo; * et habitabunt recti cum vultu tuo. ANT. Ab hominibus iniquis libera me, Domine. Il forte dei raggiri, il faticoso lavoro delle loro labbra gli avvilupperà. Cadranno sopra essi carboni, nel fuoco voi li getterete: alle miserie non reggeranno. Colau) L'uomo di mala lingua non avrà prosperità sopra la terra; l'uomo ingiusto sarà preda delle sciagure nel suo morire. Io so, che farà il Signore giustizia ai bisognosi, e vendicherà i poveri. Ma i giusti daranno lode al nome vostro; e abiteranno gli uomini di rettitudine sotto gli occhi vostri. ANT. Dagli uomini malvagi liberatemi, o Signore. ANT. Custodi me a laqueo, quem statueANT. Guardatemi dal laccio, che hanno teso a runt mihi, et a scan- me, e dalle insidie degli dalis operantium ini- operai di iniquità. quitatem. A VESPRO. Salmo 140. Domine, clamavi ad Signore, ho alzato le grite, exaudi me:* intende voci meae, cum clamavero ad te. da a voi, esauditemi: siate intento alla voce mia, quando io la rivolgo a voi. S'innalzi l'orazion mia come l'incenso al cospetto vostro; sia l'elevazione delle mie mani come sagrifizio della sera. Ponete, o Signore, una guardia alla bocca mia, e un uscio, che interamente serri le mie labbra. Dirigatur oratio mea sicut incensum in conspectu tuo;* elevatio manuum mearum sacrificium vespertinum. * Pone, Domine, custodiam ori meo, et ostium circumstantiae labiis meis. Non declines cor meum in verba malitiae, * ad excusandas excusationes in peccatis. Cum hominibus operantibus iniquitatem:* et non communicabo cum electis eorum. Corripiet me justus in misericordia, et increpabit me; oleum autem peccatoris non impinguet caput meum. Quoniam adhuc et oratio mea in beneplacitis eorum:* absorpti * 229 Non permettete, che il cuore mio studii parole maliziose, ad accattare scuse ai peccati. se, Come fanno gli uomini, che operano iniquità: ed io non avrò parte alle coche essi pregiano.pol Mi correggerà il giusto con misericordia, e mi sgriderà; ma l'olio del peccatore non impingui mai la mia testa. Perocchè tuttora l'orazione mia sarà contro quelle cose, delle quali essi si compiacciono: pe GIOVEDÌ SANTO 230 sunt juncti petrae judices eorum. Audient verba mea, quoniam potuerunt:* sicut crassitudo terrae erupta est super terram. Dissipata sunt ossa nostra secus infernum; * quia ad te, Domine, Domine, oculi mei, in te speravi, non auferas animam meam. Rim 15096 Custodi me a laqueo, quem statuerunt mihi, * et a scandalis operantium iniquitatem. Cadent in retiaculo ejus peccatores;* singulariter sum ego, donec transeam. rirono infranti alla pietra i principi loro. Udiranno, come le mie parole sono state efficaci: come una grossa zolla di terra si sbricciola nel campo. Così le nostre ossa son disperse sin presso il sepolcro; ma giacchè a voi, o Signore, o Signore, gli occhi miei mirano, io ho sperato in voi, non isperdete l'anima mia. Guardatemi dal laccio, che hanno teso a me, e dalle insidie degli operai di iniquità. tyr Cadranno nelle reti di essa i peccatori; solitario son io sino al tempo del mio passaggio. ANT. Custodi me a ANT. Guardatemi dal laqueo, quem statue- laccio, che hanno teso a runt mihi, et a scan- me, e dalle insidie degli dalis operantium ini- operai d' iniquità. quitatem. ANT. Considerabam ANT. Me ne stava penad dexteram, et vide- soso alla destra mirando; bam; et non erat qui e non era chi avesse cocognosceret me. noscenza di me. A VESPRQ. Salmo 144. Voce mea ad Dominum clamavi; voce mea ad Dominum depreca* tus sum. Effundo in conspectu ejus orationem meam;* et tribulationem meam ante ipsum pronuncio. In deficiendo ex me spiritum meum, et tu cognovisti semitas meas. In via hac, qua ambulabam, * absconderunt laqueum mihi. Considerabam ad dexteram, et videbam;* et non erat qui cognosceret me. Periit fuga a me;* et non est, qui requirat animam meam. Clamavi ad te, Domine;* dixi: Tu es spes mea, portio mea in terra viventium. 231 Alzai il suono delle mie grida al Signore; alzai la mia voce al Signore per chiedergli soccorso. Spando dinanzi a lui l' orazione mia; e la tribolazione mia agli occhi suoi espongo. Intende ad deprecationem meam,* quia Mentre vien meno in me lo spirito mio, e son conosciute da voi le vie mie. In questa via, per cui io camminava, hanno occultato il laccio per me. Me ne stava pensoso, alla destra mirando; e non era chi avesse di me conoscenza. È tolto ogni scampo a me; non havvi chi abbia pensiero dell'anima mia. Alzai le mie grida a voi, o Signore; dissi: Voi siete la speranza mia, la porzione mia nella terra dei vivi. Date udienza alle mie suppliche, perch'io sono 232 GIOVEDÌ SANTO humiliatus sum nimis. umiliato fuor di misura. Libera me a persequentibus me,* quia confortati sunt super Liberatemi da coloro, che mi perseguitano, perchè più forti sono di me. me. Educ de custodia animam meam ad confitendum nomini tuo:* me expectant justi, donec retribuas mihi. ANT. Considerabam ad dexteram, et videbam; et non erat qui cognosceret me. * Traete dal carcere l'anima mia, affinchè io dia lode al nome vostro: stanno aspettando i giusti il momento, in cui voi sarete propizio a me. ANT. Me ne stava pensoso, alla destra mirando; e non era chi avesse conoscenza di me. In questi tre giorni non si dicono nè il Capitolo, nè gli Inni, nè i Versetti. Al Magnificat. ANTIPHONA. Coenantibus autem] Mentre poi quelli ceillis, accepit Jesus panem, et benedixit, ac fregit, deditque discipulis suis. navano, prese Gesù del lo pane, lo benedisse, spezzò, e lo diede ai suoi discepoli. Cantico della B. V. Maria. Luc. 1. Ander Magnificat anima Esalta l'anima mia la * mea Dominum. grandezza del Signore. Et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo. Ed esulta il mio spirito in Dio mio Salvatore. A VESPRO. Quia respexit humilitatem ancillae suae * ecce enim ex hoc bea- va: ecco perciò, che da tam me dicent omnes generationes. Quia fecit mihi magna, qui potens est; * et sanctum nomen ejus. Et misericordia ejus a progenie in progenies,* timentibus eum. Fecit potentiam in brachio suo;* dispersit superbos mente cordis sui. Deposuit potentes de sede,* et exaltavit humiles. 233 Perchè ha risguardato alla bassezza della sua serEsurientes implevit bonis,* et divites dimisit inanes. Suscepit Israel puerum suum,* recordatus misericordiae suae. questo punto beata mi chiameranno tutte le età. Sicut locutus est ad patres nostros,* Abraham, et semini ejus in saecula. ANT. Coenantibus autem illis, accepit Jesus panem, et benedixit, Perchè ha fatte a me grandi cose colui che è potente; e di cui santo è il nome. E la misericordia di lui di generazione in generazione, sopra quelli che lo temono. Fece opere di potenza col suo braccio; dissipò i superbi coi pensieri del loro cuore. " Ha deposto i potenti dal trono, ed ha esaltato i piccioli. I famelici ha ricolmati di beni, e i ricchi ha rimandati vuoti. Accolse Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia. Conforme parlò ai padri nostri, ad Abramo, e ai suoi discendenti per tutti i secoli. ANT. Mentre poi quelli cenavano, prese Gesù del pane, lo benedisse, lo GIOVEDÌ SANTO 234 ac fregit, deditque discipulis suis. y Christus factus est pro nobis obediens usque ad mortem. spezzò, e lo diede a' suoi discepoli. yCristo si fece per noi obbediente sino alla morte. Al cominciarsi il versetto Christus, tutti si pongono in ginocchioni, ed in fine di esso si dice tutto basso il Pater noster, indi il Salmo Miserere a carte 163 alquanto più alto; ed essendo finito, si dice nello stesso tuono di voce. ORAZIONE Respice, quaesumus, Gettate in grazia, o SiDomine, super hanc gnore, uno sguardo sopra familiam tuam, pro questa vostra famiglia, qua Dominus noster per la quale il nostro SiJesus Christus non du- gnor Gesù Cristo non dubitavit manibus tradi bitò di esser consegnato nocentium, et crucis in mano degli empi, e di subire tormentum: poi soggiacere al tormento con voce bassa, Qui te- della croce. cum etc. Che con voi ecc. ANT. Diviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem. Dopo i Vespri il Sacerdote, accompagnato da' Ministri, spoglia gli Altari leggendo: ANT. Si divisero le mie vestimenta, e la veste mia giuocarono a sorte. Salmo Deus, Deus meus, respice in me etc., come appresso nel Mattutino del Venerdì Santo. Di poi si replica l'Ant. Diviserunt sibi vestimenta mea etc., come sopra. AL MANDATO. DICHIARAZIONE. Si spogliano gli Altari, perchè in questi vien significato il Corpo del Signore, allorchè dai soldati fu spogliato, e malconcio; o veramente, perchè egli fu abbandonato da'Discepoli, i quali, siccome gli altri eletti, chiamati sono vestimenti di Dio nella Scrittura Sacra. AL MANDATO 235 OSSIA ALLA LAVANDA DEI PIEDI DICHIARAZIONE. Chiamasi Mandato, perchè ne abbiamo avuto dal Signore l'esempio, ed il comandamento, mentre disse: Se io, che sono vostro Signore, e Maestro, vi ho lavato i piedi, voi dovete lavarveli l'uno l'altro; giacchè io ve ne ho dato l'esempio, acciò, come ho fatto io, così parimente facciate voi: Chiamasi altresì Mandato, perchè da questa parola comincia la funzione. Quella, di cui si fa singolarmente precetto, e di cui il Signore ci ha dato l'esempio, è la fraterna scambievole carità, proprio carattere, da cui egli voleva che fossero conosciuti i suoi seguaci. Dunque, acciò questa funzione sia fatta con merito, deve esser fatta con ispirito di carità, particolarmente verso dei poveri, ne'quali deve considerarsi la persona medesima di Gesù Cristo, che si protestò di gradire, come fatto a se stesso, ciò che sarebbe falto a' poveri. Dopo avere spogliato gli altari, ad ora regolata, fatto il segno colla tavolozza, convengono i Chierici a 236 GIOVEDÌ SANTO fare il Mandato. Il Prelato, o Superiore, vestito sopra l'Amitto e Camice, di una Stola, e Piviale violaceo, si porta al luogo destinato, accompagnato dal Diacono e dal Suddiacono, che gli assistono, come alla Messa, in paramenti bianchi; pone l'incenso nel turibolo, ed il Diacono, tenendo il libro degli Evangelii davanti il petto, dimanda in ginocchioni la benedizione dal Superiore; dopo averla ricevuta, avendo a diritta ed a sinistra due Accoliti in piedi co' lumi accesi, fa il segno della croce sul libro, l'incensa, e canta, secondo il solito, il Vangelo Ante diem festum Paschae, come nella Messa pag. 214. Finito il Vangelo, porta a baciare il libro aperto al Superiore, che, giusta il solito, viene dal Diacono incensato. Ciò fatto, il Superiore si spoglia del Piviale, e dal Diacono e Suddiacono vien cinto con uno sciugatoio, e, da essi assistito, prende a far la lavanda dei piedi a quelli, che saranno stati prima disposti per ordine. I Chierici portano il catino, ed infondono l'acqua. Il Suddiacono tiene loro il piede diritto, ed egli lava in ginocchioni a ciascheduno i piedi, gli asciuga, e li bacia, essendogli sommministrato dal Diacono lo sciugatoio. Trattanto si canta quel che segue. ANT. Mandatum novum do vobis: ut diligatis invicem, sicut dilexi vos, dicit Dominus. Psalm. 118. Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini. ANT. Un comandamento nuovo do a voi: che vi amiate l'un l'altro, come io ho amati voi, dice il Signore. Salmo 118. Beati quelli, che senza macchia sono nella via del Signore, che camminano nella legge del Signore. E immediatamente si ripete l'Antifona Mandatum novum do vobis etc. AL MANDATO. 237 E cosi sono ripetute le altre Antifone, che hanno i Salmi, oi Versetti; e si dice solamente il primo versetto di ciaschedun Salmo. ANT. Postquam surrexit Dominus a coena, misit aquam in pelvim, et coepit lavare pedes discipulorum suorum: hoc exemplum reliquit eis. Psalm. 47. Magnus Dominus, et laudabilis nimis in civitate Dei nostri, in monte sancto ejus. ANT. Dominus Jesus, postquam coenavit cum discipulis suis, lavit pedes eorum, et ait illis: Scitis quid fecerim vobis ego Dominus, et Magister? Exemplum dedi vobis, ut et vos ita faciatis. ANT. Dopo che si fu levato il Signore dalla cena, versò dell'acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi de' suoi discepoli: quest'esempio lasciò loro. Psalm. 84. Benedixisti, Domine, terram tuam: avertisti captivitatem Jacob. ANT. Domine, tu mihi lavas pedes? Respondit Jesus, et dixit ei: Si non lavero tibi pedes, non habebis partem mecum. Salmo. Grande è il Signore, e lodevole sommamente nella città del Dio nostro, nel suo monte santo. ANT. Il Signore Gesù dopo che ebbe cenato coi suoi discepoli, lavò i loro piedi, e disse loro: Intendete quel, che ho fatto a voi, io Signore, e Maestro? Esempio vi ho dato, affinchè anche voi lo stesso facciate. Salmo. Bene avete voluto, Signore, alla vostra terra: tolta avete la schiavitù di Giacobbe. ANT. Signore, che voi a me laviate i piedi? Rispose Gesù, e gli disse: Se non ti laverò i piedi, non avrai parte meco. 238 y Venit ergo ad Siy Viene poi da Simone monem Petrum, et di- Pietro, e gli dice Pietro. xit ei Petrus. GIOVEDÌ SANTO E si ripete l'Ant. Domine, tu mihi etc. y Quod ego facio, Quello che io fo, tu tu nescis modo: scies non l'intendi ora: lo inautem postea. tenderai in appresso. volta l'Ant. Domine, Si ripete per la terza mihi etc. Si ego Dominus, et Magister vester lavi vobis pedes: quanto magis debetis alter alterius lavare pedes? Psalm. 48. Audite haec, omnes gentes: auribus percipite, qui habitatis orbem: ANT. In hoc cognoscent omnes, quia discipuli mei estis, si dilectionem habueritis ad invicem. y Dixit Jesus discipulis suis. tu y Nunc autem manent fides, spes, chaSe io, Signore, e Maestro vostro vi ho lavati i piedi: quanto più dovete l'uno l'altro lavarvi i piedi? Salmo 48. Udite queste cose, o nazioni quante voi siete: le vostre orecchie porgete tutti voi abitatori della terra. Disse Gesù ai suoi discepoli. ANT. Maneant in vo- ANT. Restino in voi la la cabis fides, spes, cha- fede, la speranza, ritas, tria haec: ma- rità, queste tre cose: la jor autem horum est più grande però di queste charitas. è la carità. ANT. Da questo conosceranno tutti, che siete miei discepoli, se amore avrete l'uno per l'altro. y Ora restano la fede, la speranza, la carità, AL MANDATO. 239 ritas, tria haec: ma- queste tre cose: la più jor autem horum est charitas. grande però di queste è la carità. ANT. Benedicta sit sancta Trinitas, atque indivisa Unitas: confitebimur ei, quia fecit nobiscum misericorANT. Benedetta sia la santa Trinità, e l'indivisa Unità: confesseremo le glorie di lei, che ci ha usato le sue misericordie. diam suam. y Benedicamus Patrem, et Filium, cum Sancto Spiritu. Psalm. 83. Quam dilecta tabernacula tua, Domine virtutum! concupiscit, et deficit anima mea in atria Domini. ANT. Ubi charitas, et amor, Deus ibi est. y Congregavit nos in unum Christi amor. y Exultemus, et in ipso y Diamo benedizioni al Padre, al Figliuolo, e allo Spirito Santo. Timeamus, et amemus Deum vivum. y Et ex corde diligamus nos sincero. Salmo 83. Quanto amabili sono i vostri tabernacoli, o Signor degli eserciti! pel desiderio si consuma l'anima mia( di entrar) nella vostra abitazione. ANT. Ov'è carità, e amore, ivi è Dio. y Congregati ci ha come in un corpo solo l'amore di Cristo. y Esultiamo, e siamo in y Timore, e amore abbiamo verso Dio vivente. E con cuor sincero amiamoci l'un l'altro. ySimul ergo cum y Quando adunque tutti in unum congregamur. l insieme ci congreghiamo. GIOVEDÌ SANTO 240 Ne nos mente dividamur, caveamus. y Cessent jurgia maligna, cessent lites. y Et in medio nostri sit Christus Deus. E si ripete l'Ant. Ubi ySimul quoque cum beatis videamus. y Glorianter vultum tuum, Christe Deus. y Gaudium, quod est immensum, atque probum. y Di non esser divisi nemmeno colla mente, guardiamoci. Cessino le contese maligne, cessino i litigi. E in mezzo a noi sia Cristo Dio. Charitas etc. In compagnia ancora dei beati ci sia concesso di vedere. y Gloriosa la vostra faccia, o Cristo Dio. Un gaudio è questo retto, e immenso. y Et ne nos inducas in tentationem. Sed libera nos a malo. Tu mandasti mandata tua, Domine. R Custodiri nimis. y Tu lavasti pedes discipulorum tuorum. Saecula per infinita sæculorum. Amen. dei secoli. Per gl'infiniti secoli Dopo la lavanda il Superiore, o chiunque altro l'avrà fatta, si lava le mani, e le asciuga con altro sciugatoio: e ritornato al suo luogo prende il Piviale, ed in piedi, ed a capo scoperto dice il Pater noster segreto. E non c' indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Voi comandato avete, che i vostri comandamenti, o Signore. R Sian custoditi con grande esattezza. y Voi lavaste i piedi dei vostri discepoli. AL MANDATO. 241 manuum R Le opere delle vostre mani non disprezzate. y Signore, esaudisci la mia orazione. R Opera tuarum ne despicias. Domine, exaudi orationem meam. REt clamor meus ad te veniat. led y Dominus vobiscum. REt cum spiritu tuo. OREMUS Adesto, Domine, quaesumus, officio servitutis nostrae et quia tu discipulis tuis pedes lavare dignatus es, ne despicias opera manuum tuarum, quæ nobis retinenda mandasti: ut sicut hic nobis, et a nobis exteriora abluuntur inquinamenta, sic a te omnium nostrum interiora laventur peccata. Quod ipse praestare digneris, qui vivis, et regnas, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen. R A te giungano le mie grida. Il Signore sia con voi. E collo spirito vostro. PREGHIERA Assistete, vi preghiamo, Signore, agli atti della nostra servitù: e perchè voi ai vostri discepoli di lavare i piedi vi siete degnato, non disprezzate le opere delle vostre mani, che a noi di ritenere ci comandaste: onde siccome qui a noi, e da noi le esteriori immondezze si lavano, così da voi sien lavate tutte le interne macchie dei nostri peccati. Il che di fare degnatevi voi, che vivete, e regnate, Dio, per tutti i secoli dei secoli. R Così sia. A COMPIETA Non si dice Jube Domne, nè la lezione breve, nè Adjutorium, nè l'Orazione Domenicale; ma si fa la Confessione, e l'Assoluzione. 242 GIOVEDÌ SANTO Di pai si comincia dal Salmo Cum invocarem etc. Confiteor Deo omnipo- Confesso a Dio onnipotenti, beatae Mariae tente, a Maria sempre semper Virgini, beato Vergine beata, al beato Michaëli Archangelo, Michele Arcangelo, al beato Joanni Baptistæ, beato Gio. Battista, ai sanctis Apostolis Pe- santi Apostoli Pietro, e tro, et Paulo, omni- Paolo, a tutti i Santi, e a bus Sanctis, et vobis voi fratelli, che ho tropfratres: quia peccavi po peccato co' pensieri, nimis cogitatione, ver- colle parole, colle opere: bo, et opere: mea cul- mia colpa, mia colpa, pa, mea culpa, mea mia grandissima colpa. maxima culpa. Ideo Per questo prego Maria precor beatam Mariam sempre Vergine beata, il semper Virginem, bea- beato Michele Arcangelo, tum Michaëlem Ar- il beato Gioanni Battista, changelum, beatum Jo- i santi Apostoli Pietro, e annem Baptistam, san- Paolo, e tutti i Santi, ctos Apostolos Petrum, voi fratelli, a porger per et Paulum, omnes San- me preghiere al Signore ctos, et vos fratres, o- Dio nostro. rare pro me ad Dominum Deum nostrum. e Chorus respondet. Misereatur tui omnipotens Deus, et dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam æternam. Amen. Il Coro risponde. Abbia di voi misericordia l' onnipotente Iddio, e rimessivi i peccati, vi conduca alla vita eterna. R Così sia. A COMPIETA. 243 Di poi il Coro ripete la Confessione, e dove dice vobis fratres, vos fratres, si dice tibi pater, te pater. Fatta la Confessione, il Sacerdote dice: Misereatur vestri om- Abbia di voi misericornipotens Deus, et dimissis peccatis vestris perducat vos ad vitam aeternam. R Amen. Indulgentiam, absolutionem, et remissionem peccatorum nostrorum tribuat nobis omnipotens, et misericors Dominus. Amen. dia l'onnipotente Iddio, e, rimessivi i peccati, vi conduca alla vita eterna. R Così sia. Salmo 4. Miserere mei, * et exaudi orationem meam. L'indulgenza, l'assoluzione, e la remissione di tutti i nostri peccati ci comparta l'onnipotente, e misericordioso Signore. B Così sia. Cum invocarem, exau- Allorchè lo invocai, mi divit me Deus justitiae meae: in tribulatione dilatasti mihi. esaudì il Dio della mia giustizia: voi nella tribozione mi apriste strada spaziosa. Abbiate pietà di me, ed esaudite la mia preghiera. Filii hominum usquequo gravi corde? ut quid diligitis vanitatem, et quaeritis mendacium? Figliuoli degli uomini, e fino a quando avrete stupido il cuore? e perchè amate voi la vanità, e andate dietro alla menzogna? 244 GIOVEDÌ SANTO Et scitote, quoniam Or sappiate, come il mirificavit Dominus Signore ha renduto mirasanctum suum:* Do- bile il suo santo: il Signominus exaudiet me, re mi esaudirà, quando cum clamavero ad e- io alzerò verso di lui la um. bu mia voce. Irascimini, et nolite peccare:* quae dicitis in cordibus vestris, in cubilibus vestris compungimini. Sacrificate cium justitiae, et speAdiratevi, ma guardatevi dal peccare: delle cose, che andate dicendo nei vostri cuori, pentitevi nei vostri letti. sacrifiSacrificate sacrifizio di giustizia, e confidate nel rate in Domino; multi Signore; molti dicono: dicunt: Quis ostendit nobis bona? Chi farà a noi vedere il bene? E impressa sopra di noi la luce della vostra faccia, o Signore; infondeste voi letizia nel mio cuore. Signatum est super nos lumen vultus tui, Domine;* dedisti laetitiam in corde meo. A fructu frumenti, vini, et olei sui* multiplicati sunt. In pace in idipsum dormiam, et requie* scam. Quoniam tu, Domine, singulariter in spe,* constituisti me. Per la copia del loro frumento, del vino e dell' olio si sono moltiplicati. In pace insieme io dormirò, e mi riposerò. In te, Domine, speravi, non confundar in aeterPerocchè voi, Signore, voi solo nella speranza mi avete fondato. Salmo 30. In voi, o Signore, ho posta la mia speranza, non A COMPIETA. 245 num;* in justitia tua| resti io confuso in eterno; libera me. voi che siete giusto salvatemi. Inclina ad me aurem tuam;* accelera, ut eruas me. Verso di me piegate le vostre orecchie; affrettatevi a liberarmi. Esto mihi in Deum Siate voi a me, Dio, protectorem, et in do- protettore, e casa di asimum refugii,* ut sal- lo, per farmi salvo. vum me facias. Teiva Quoniam fortitudo Imperocchè mia formea, et refugium me- tezza, e mio rifugio siete um es tu;* et propter voi; e nel nome vostro nomen tuum deduces voi mi guiderete, e mi some, et enutries me. stenterete. lliga A Educes me de laqueo hoc, quem absconderunt mihi,* quoniam tu es protector meus. In manus tuas commendo spiritum meum;* redemisti me, Domine, Deus veritatis. Mi trarrete fuori da quel laccio, che mi han teso occultamente, perchè voi siete mio protettore. Nelle mani vostre raccomando il mio spirito; voi mi avete redento, o Signore, Dio di verità. Salmo 90. Dicet Domino: Susceptor meus es tu, Qui habitat in adju- Colui che riposa nell'atorio Altissimi, in protectione Dei coeli commorabitur. iuto dell'Altissimo, sotto la protezione del Dio del cielo viverà. Egli dirà al Signore: Mio difensore siete voi, GIOVEDÌ SANTO 246 et refugium meum: Deus meus, sperabo in eum. Quoniam ipse liberavit me de laqueo venantium,* et a verbo aspero. Scapulis suis obumbrabit tibi;* et sub pennis ejus sperabis. Scuto circumdabit te veritas ejus; non timebis a timore nocturno. A sagitta volante in die, a negotio perambulante in tenebris, ab incursu, et daemonio meridiano. Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis;* ad te autem non appropinquabit. Verumtamen oculis tuis considerabis;* et retributionem peccatorum videbis. e mio asilo: egli è il mio Dio, in lui spererò. Imperocchè egli mi ha liberato dal laccio dei cacciatori, e da dure cose. Dei suoi omeri farà ombra a te; e sotto le ali di lui avrai fidanza. Come scudo ti coprirà per ogni parte la sua verità; non temerai gli spaventi notturni. Non la saetta volante di giorno, non cosa molesta, che va attorno nelle tenebre, non gli assalti del demonio del mezzogiorno. Cadranno al tuo fianco mille, e diecimila alla tua destra; ma a te nessuna ( saetta) si accosterà. Ma tu co' tuoi proprii occhi osserverai; e il contraccambio renduto ai peccatori lo vedrai. ( E dirai): Voi siete, o mine, spes mea;* al- Signore, la mia speranza: tissimum posuisti re- l'Altissimo hai scelto per fugium tuum. tuo rifugio. Quoniam tu es, Do A COMPIETA. Non accedet ad te malum:* et flagellum non appropinquabit tabernaculo tuo. Quoniam Angelis suis mandavit de te,* ut custodiant te in omnibus viis tuis. 247 Non si accosterà a te il male: e flagello non accosterassi alla tua casa. In manibus portabunt te, ne forte offendas ad lapidem pedem tuum. Imperocchè ai suoi Angeli ha egli commessa di te la cura, onde ti custodiscano in tutte le tue vie. Colle loro mani ti sosterranno, affinchè sgraziatamente tu non urti nel sasso col tuo piede. Super aspidem, et Sopra l'aspide, e sopra basiliscum ambulabis; il basilisco camminerai; * et conculcabis leo- e calpesterai il leone, e nem, et draconem. il dragone. Quoniam in me speravit, liberabo eum; * protegam eum, quoniam cognovit nomen meum. * Clamabit ad me, et ego exaudiam eum; cum ipso sum in tribulatione, eripiam eum et glorificabo eum. * Longitudine dierum replebo eum; et ostendam illi salutare meum. Perchè egli ha sperato in me, io lo libererò; lo proteggerò, perchè ha conosciuto il mio nome. Alzerà a me la voce, e io lo esaudirò; con lui son io nella tribolazione, ne lo trarrò, e lo glorificherò. Di lunghi giorni lo sazierò; e farògli vedere il Salvatore che vien da me. 248 GIOVEDÌ SANTO Salmo 133. Ecce nunc benedicite Su via benedite adesso il Signore, tutti voi servi del Signore. Voi che abitate nella casa del Signore, e nei cortili della casa del noDominum* omnes servi Domini. Qui statis in domo Domini,* in atriis domus Dei nostri. restro Dio. In noctibus extollite La notte alzate le vomanus vestras in san- stre mani verso il santuacta,* et benedicite Do- rio, e benedite il Signore. minum. Benedica te da Sionne nus ex Sion, qui fe- il Signore, che fece il ciecit coelum, et terram. I lo, e la terra. Cantico di Simeone. Luc. 2. Benedicat te Domi* Nunc dimittis servum Adesso lasciate, che il tuum, Domine,* secundum verbum tuum in pace. vostro servo, o Signore, se ne vada in pace, secondo la vostra parola. Quia viderunt oculi mei* salutare tuum. Perchè hanno veduto gli occhi miei il Salvatore dato da voi. Quod parasti ante faciem omnium populorum. Il quale è stato da voi esposto al cospetto di tutti i popoli. Lumen ad revelationem gentium,* et gloLuce a illuminare le nazioni, e gloria del voriam plebis tuae Israël. Istro popolo d'Israele. A MATTUTINO. 249 y Christus factus est etc., come a carte 183. Il seguente Mattutino con le Laudi si dice al Giovedì Santo da sera per il Venerdì Santo.be GIOVEDÌ SANTO LA SERA A MATTUTINO DICHIARAZIONE. che Chiamano gli Ebrei i giorni della settimana Sabato, dicendo: primo Sabato, secondo, terzo, e così tutti fino al settimo, il quale senza l'aggiunta di numero dicevano Sabato. Vero è che, essendo poi più volte stati prigionieri tra i Greci, e con essi mischiati, presero certi loro nomi, come è Parasceve, che significa preparazione. Con tal voce nominavano il Sabato sesto, volendo accennare, in quel giorno dovevano preparare i cibi per il seguente, come fu loro comandato nella legge. Noi Cristiani abbiamo ricevuto tal nome ed appropriatolo a questo di, posciachè ne fu dato il cibo, o la manna, che ora godiamo, ed in cielo sarà la gloria nostra. Chi brama sapere il mistero di molte cose in questo Mattutino, vegga quello che si è detto nel Mattutino della prima sera. NEL PRIMO NOTTURNO. Pater noster, Ave Maria, Credo. ANT. Astiterunt reANT. Si son levati su i ges terrae, et principes re della terra, e i prin 250 GIOVEDÌ SANTO convenerunt in unum,| cipi si sono collegati inadversus Dominum, et sieme contro il Signore, adversusChristum ejus. e contro il suo Cristo. Salmo 2. Quare fremuerunt gen- Per qual ragione fremon tes, et populi meditati le genti, e i popoli macsunt inania? chinano dei vani disegni? Si sono levati su i re della terra, e i principi si son collegati insieme contro il Signore, e contro il suo Cristo. Rompiamo i loro lacci, e rigettiam lungi da noi il lor giogo. Colui che abita nei cieli, si burlerà di costoro; e il Signore gli schernirà. * Astiterunt reges terrae, et principes convenerunt in unum, adversus Dominum et adversus Christum ejus. Dirumpamus vincula eorum,* et projiciamus a nobis jugum ipsorum. Qui habitat in coelis, irridebit eos;* et Dominus subsannabit eos. Tunc loquetur ad eos in ira sua;* et in furore suo conturbabit eos. Ego autem constitutus sum rex ab eo super Sion montem sanctum ejus,* praedicans praeceptum ejus. Dominus dixit ad me:* Filius meus es tu, ego hodie genui te. Postula a me, et dabo Allora egli parlerà ad essi nella sua indignazione; e nel suo furore gli atterrirà. Ma io da lui sono stato costituito re sopra Sionne, che è il monte santo di lui, affine di annunziare i suoi precetti. Il Signore disse a me: Mio figliuolo sei tu, io oggi ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò A MATTUTINO. 251 tibi gentes haeredita-| le genti in tua eredità, e * tem tuam, et possessionem tuam terminos terrae. in tuo dominio gli ultimi confini del mondo. Reges eos in virga ferrea, et tamquam vas figuli confringes eos. Et nunc reges intelligite:* erudimini qui judicatis terram. Servite Domino in timore; et exultate ei cum tremore. Apprehendite disciplinam, ne quando irascatur Dominus,* et pereatis de via justa. Cum exarserit in brevi ira ejus,* beati omnes, qui confidunt in eo. Governerai coloro con scettro di ferro, e come un vaso di creta gli stritolerai. Adesso adunque voi, o regi, imparate: ravvedetevi voi, che siete giudici della terra. ANT. Astiterunt reges terrae, et principes convenerunt in unum, adversus Dominum, et adversus Christum ejus. ANT. Diviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem. Servite al Signore nel timore; ed esultate in lui con tremore. Abbracciate la buona dottrina, affinchè non abbia a sdegnarsi il Signore, e voi vi perdiate, smarrita la via della giustizia. Allorchè divamperà subitamente l'ira di lui, beati tutti coloro, che si confidano in lui. ANT. Si son levati su i re della terra, e i principi si son collegati insieme contro il Signore, e contro il suo Cristo. ANT. Si divisero le mie vestimenta, e la veste mia giuocarono a sorte. 252 GIOVEDÌ SANTO onth Salmo 21. Deus, Deus meus, re-| Dio, Dio mio, volgetevi a spice in me, quare me me, perchè mi avete voi dereliquisti?* longe a abbandonato? allontana salute mea verba de- la mia salute da me la lictorum meorum. voce dei miei delitti. Deus meus, clamabo per diem, et non exaudies:* et nocte, et non ad insipientiam e non per mia colpa. Dio mio, io griderò il giorno, e voi non mi esaudirete: griderò la notte, mihi. Tu autem in sancto habitas, laus Israel. In te speraverunt patres nostri;* speraverunt, et liberasti eos. Ad te clamaverunt, E voi pure nel luogo santo- risiedete, o gloria d'Israele.ne) In voi sperarono i padri nostri; sperarono, e voi li liberaste. A voi alzarono le loro et salvi facti sunt;* grida, e furon salvati; in in te speraverunt, et voi sperarono, e non ebnon sunt confusi. ber da vergognarsi. Ego autem sum vermis, et non homo;* opprobrium hominum, et abjectio plebis. Omnes videntes me deriserunt me;* locuti sunt labiis, et moverunt caput. Speravit in Domino, E io son un verme, e non un uomo; l'obbrobrio degli uomini, e il rifiuto della plebe. Tutti coloro, che mi vedevano mi schernivano; borbottavano colle labbra, e scuotevan la testa. Pose sua speranza nel A MATTUTINO. 253 * eripiat eum; salvum Signore, egli lo liberi; lo faciat eum, quoniam salvi, dacchè lo ama. vult eum. Quoniam tu es, qui extraxisti me de ventre:* spes mea ab uberibus matris meae. In te projectus sum ex utero. * De ventre matris meae Deus meus es tu: ne discesseris a me. Quoniam tribulatio quoniam non est qui adjuvet. proxima est; E siete pur voi, che fuor mi traeste dall'utero: speranza mia fin da quando io suggeva il latte materno. Nelle braccia vostre fui rimesso dall'utero. Aperuerunt super sicut leo rapiens et rugiens. me os suum, Circumdederunt me Mi han circondato un tauri vituli multi; pingues obsederunt me. gran numero di giovenchi; da grassi tori sono assediato. Dal sen della mia madre voi siete il mio Dio: non vi allontanate da me. Perocchè la tribolazione è vicina; perocchè non è chi soccorra. Sicut aqua effusus sum;* et dispersa sunt omnia ossa mea. Factum est cor meum tamquam cera liquescens,* in medio ventris mei. Aruit tamquam teSpalancarono contro di me le lor fauci, come leone che agogna alla preda, e ruggisce. Come acqua mi sono disciolto; sono slogate tutte le ossa mie. Si è liquefatto il cuor in mezzo mio come cera, le mie viscere. È inaridito come un GIOVEDÌ SANTO 254 sta virtus mea, et lingua mea adhaesit faucibus meis; et in pulverem mortis deduxisti me. Ipsi vero consideraverunt, et inspexerunt me;* diviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem. Tu autem, Domine, ne elongaveris auxilium tuum a me;* ad defensionem meam conspice. * Erue a framea, Deus, animam meam et de manu canis unicam moam. vaso di terra cotta il mio vigore, e la mia lingua è attaccata al mio palato; e sino alla polvere del sepolcro mi avete condotto. Quoniam circumdederunt me canes multi;* concilium malignantium obsedit me. Foderunt manus meas et pedes meos;* mani, ed i miei piedi; dinumeraverunt omnia hanno contato tutte le ossa mea. ossa mie. Salva me ex ore leonis,* et a cornibus unicornium humilitatem meam. Mi si è messa d'intorno una frotta di cani; una turba di maligni mi ha assediato. Hanno forate le mie Ed eglino stavano a considerarmi, e a mirarmi; si divisero le mie vestimenta, e la veste mia tirarono a sorte. Ma voi, o Signore, non allontanate l'aiuto vostro da me; in mia difesa accorrete. Liberate dalla spada, o Signore, l'anima mia, e dalla violenza del cane l'unica mia. Salvatemi dalla gola del leone, e dalle corna degl' unicorni la mia miseria. * Narrabo nomen tuum fratribus meis; in medio Ecclesiae laudabo te. Qui timetis Dominum, laudate eum; universum semen Jacob, glorificate eum. Timeat eum omne semen Israel, quoniam non sprevit, neque despexit deprecationem pauperis. Nec avertit faciem suam a me; et cum clamarem ad eum, exaudivit me. Apud te laus mea in Ecclesia magna;* vota mea reddam in conspectu timentium eum. * A MATTUTINO. * terrae. 255 Annunzierò il nome vostro ai miei fratelli; in mezzo alla Chiesa canterò laude a voi. O voi, che temete il Signore, lodatelo; seme di Giacobbe, quanto tu sei, rendi gloria a lui. Lo temano tutti i posteri d'Israele, perchè non disprezzò, nè ebbe a vile l'orazione del povero.. Edent pauperes, et Mangeranno i poveri, e saturabuntur, et lau- saranno satollati; e dadabunt Dominum, qui ranno lodi al Signore quei requirunt eum; vi- che lo cercano; viveranno vent corda eorum in i loro cuori in eterno. saeculum saeculi. * Reminiscentur, et convertentur ad Dominum* universi fines Nè rivolse i suoi sguardi da me; e quando alzai lui le mie grida, mi esaudi. Da voi( sono) le lodi, che io darò nella Chiesa grande; i miei voti io scioglierò in presenza di coloro, che lo temono. Et adorabunt in conBARE Si ravvederanno, e si convertiranno al Signore tutte le estreme parti della terra. E davanti a lui porte 256 GIOVEDÌ SANTO spectu ejus* univer- ranno le adorazioni tutte sae familiae gentium. quante le famiglie delle agenti. se Imperciocchè del Signore è il regno; ed egli sarà il dominatore delle nazioni. Quoniam Domini est regnum;* et ipse dominabitur gentium. * Manducaverunt, et adoraverunt omnes pingues terrae; in conspectu ejus cadent omnes, qui descendunt in terram. Et anima mea illi vivet,* et semen meum serviet ipsi. in al Annuntiabitur Domino generatio ventura;* et annuntiabunt coeli justitiam ejus, populo, qui nascetur, quem fecit Dominus. ANT. Diviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem. ANT. Insurrexerunt in me testes iniqui, et mentita est iniquitas sibi. Hanno mangiato, e hanno adorato lui tutti i potenti della terra; dinanzi a lui si prostreranno tutti quelli, che scendono nella terra. E l'anima mia per lui viverà, e la mia stirpe servirà a lui. Sarà chiamata col nome del Signore la generazione che verrà; e annunzieranno i cieli la giustizia di lui al popolo, che nascerà, cui fece il Signore. ANT. Si divisero le mie vestimenta, e la veste mia giuocarono a sorte. ANT. Si son presentati contro di me dei testimonii falsi, e l'iniquità s'invento delle menzogne. A MATTUTINO. Salmo 26. Dominus illuminatio Il Signore, luce mia, e salute mia, chi ho io da temere? Il Signore difende la mia vita, chi potrà farmi tremare? Nel mentre che mi vengon sopra i cattivi, per divorar le mie carni. mea, et salus mea, quem timebo? * Dominus protector vitae meae,* a quo trepidabo? * Dum appropiant super me nocentes, ut edant carnes meas. Qui tribulant me inimici mei,* ipsi infirmati sunt, et ceciderunt. Si consistant adversum me castra, non timebit cor meum. 257 Si exurgat adversum me praelium,* in hoc ego sperabo.. Ut videam voluptatem Domini,* et visitem templum ejus. Questi nemici miei, che mi affliggono, eglino stessi hanno inciampato, e sono caduti. Quando si verrà contro di me a battaglia, in questo io porrò la mia speranza. Unam petii a Domi- Una sola cosa ho do* no, hanc requiram: ut inhabitem in domo Domini omnibus diebus vitae meae. mandato al Signore, questa io cercherò: che io possa abitare nella casa del Signore per tutti i giorni della mia vita. Affine di vedere il gaudio del Signore, frequentando il suo tempio. Quando io avrò contro di me degli eserciti attendati, non temerà il cuor mio. 258 Quoniam abscondit me in tabernaculo suo; in die malorum protexit me in abscondito tabernaculi sui. GIOVEDÌ SANTO In petra exaltavit me;* et nunc exaltavit caput meum super inimicos meos. Circuivi, et immolavi in tabernaculo ejus hostiam vociferationis; cantabo, et psalmum dicam Domino. * Exaudi, Domine, vocem meam qua clamavi ad te;* miserere mei, et exaudi me. Tibi dixit cor meum, exquisivit te facies mea; faciem tuam, Domine, requiram. Ne avertas faciem tuam a me; ne declines in ira a servo tuo. * * Adjutor meus esto: ne derelinquas me, neque despicias me, Deus salutaris meus. Imperciocchè egli mi ha ascoso nel suo tabernacolo; nel giorno delle sciagure mi pose al coperto nell'intimo del suo tabernacolo. Sopra di un' alta pietra mi trasportò; e adesso ha innalzato la testa mia sopra dei miei nemici. Starò intorno a lui nel tabernacolo suo immolando sacrifizii al suono delle trombe; canterò, salmeggerò lodando il Signore. Esaudite, o Signore, la voce mia, colla quale vi ho invocato; abbiate misericordia di me, ed esauditemi. Con voi parlò il cuor mio, vi cercarono gli occhi miei; la faccia vostra, o Signore, io cercherò. Non rivolgete la faccia vostra da me; non vi ritirate per isdegno dal servo vostro. Aiuto mio siate voi: non mi abbandonate, e non mi disprezzate, o Dio salvatore mio. A MATTUTINO. Quoniam pater meus et mater mea dereliquerunt me;* Dominus autem assumpsit me. Legem pone mihi Domine, in via tua; et dirige me in semitam rectam propter inimicos meos. 259 Perchè il padre mio, e la madre mia mi hanno abbandonato; ma il Signore si è preso cura di me. La legge della via vostra ponetemi davanti, o Signore; è guidatemi pel diritto sentiero per riguardo ai nemici miei. Ne tradideris me in Non mi abbandonate animas tribulantium ai desiderii di coloro, che me;* quoniam insur- mi perseguitano; dappoirexerunt in me testes chè si sono presentati iniqui, et mentita est contro di me dei testimoiniquitas sibi. nii falsi, e l'iniquità si inventò delle menzogne. Credo che io vedrò i beni del Signore nella terra dei vivi. Credo videre bona Domini in terra viventium. Expecta Dominum, viriliter age:* et confortetur cor tuum, et sustine Dominum. ANT. Insurrexerunt in me testes iniqui, et mentita est iniquitas sibi. y Diviserunt sibi vestimenta mea. REt super vestem meam miseruntsortem. Aspetta il Signore, diportati virilmente: e prenda vigore il cuor tuo, e aspetta pazientemente il Signore. ANT. Si son presentati contro di me dei testimonii falsi, e l'iniquità si inventò delle menzogne. Si divisero le mie vestimenta. R E la veste mia giuocarono a sorte. GIOVEDÌ SANTO 260 Pater noster, secreto. De lamentatione Jeremiae Prophetae. Lectio I. Cap. 2. Heth. Cogitavit Dominus dissipare murum filiae Sion tetendit funiculum suum, et non avertit manum suam a perditione: luxitque re: e gemè l'antemurale, antemurale, et murus e il muro insieme fu atpariter dissipatus est. terrato. Teth. Defixae sunt in terra portae ejus: perdidit, et contrivit vectes ejus: regem ejus et principes ejus, in gentibus: non est lex, et prophetae ejus non invenerunt visionem a Domino. Della lamentazione di Geremia Profeta. Lezione I. Jod. Sederunt in terra, conticuerunt senes filiae Sion: consperserunt cinere capita sua, accincti sunt ciliciis: abjecerunt in terram capita sua virgines Jerusalem. Caph. Defecerunt Heth. Determinò il Signore di distruggere le mura della figliuola di Sion: tese la sua corda, e non ritrasse la sua mano dal demoliTeth. Son confitte nella terra le sue porte: egli guastò, e spezzò le sue serrature; esiliò il suo re, ei suoi principi tra le nazioni: non v'ha più legge, e i suoi profeti non hanno visione dal Signore. Jod. Sedono per terra in silenzio gli anziani della figliuola di Sion; hanno cosperse di cenere le loro teste; sono vestite di cilizii: si sono gettate col capo per terra le vergini di Gerusalemme. Caph. Vennero meno A MATTUTINO. 264 præ lacrimis oculi mei,| per la copia delle lagrime conturbata sunt viscera gli occhi miei, si conturmea: effusum est in barono le mie viscere: terra jecur meum su- mi cadde per terra il cuoper contritione filiae re per lo scempio della populi mei, cum de- figlia del popol mio, quanficeret parvulus, et la- do venivan meno i fanctens in plateis oppidi. ciulli, e i bambini di latte per le piazze della città. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R Omnes amici mei R Tutti gli amici miei dereliquerunt me, et mi abbandonarono, e soprævaluerunt insidian- pra di me prevalsero tes mihi: tradidit me, quem diligebam.* Et terribilibus oculis plaga crudeli percutientes, aceto potabant me. quelli che mi tendevano insidie: mi tradi colui, che io amava.* E con occhi terribili crudelmente ferendomi, di aceto mi abbeverarono. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. y Inter iniquos projecerunt me, et non pepercerunt animae meae. Et terribilibus etc. Lectio II.- Lamed. Matribus suis dixerunt: Ubi est triticum, et vinum? Cum deficerent quasi vulnerati in plateis civitatis, cum Tra gli scellerati mi gettarono, e non ebbero compassione della mia vita. E con occhi ecc. Lamed. Lezione II. Ei dicevano alle madri loro: Dov'è il grano ed il vino? Allorchè venivano mancando, quasichè fosser feriti, per le piazze - 262 GIOVEDÌ SANTO exhalarent animas suas della città, allorchè renin sinu matrum suadevano gli spiriti loro in seno alle madri loro. rum. Mem. Cui comparabo te? vel cui assimilabo te, filia Jerusalem? cui exaequabo te, et consolabor te, virgo filia Sion? Magna est enim velut mare contritio tua quis medebitur tui? Nun. Prophetae tui viderunt tibi falsa, et stulta: nec aperiebant iniquitatem tuam, ut te ad poenitentiam provocarent: viderunt autem tibi assumptiones falsas, et ejectiones. Samech. Plauserunt super te manibus omnes transeuntes per viam; sibilaverunt, et moverunt caput suum super filiam Jerusalem: Haeccine est urbs, dicentes, perfecti decoris, gaudium universae terrae? Mem. A qual cosa ti paragonerò? od a qual cosa ti rassomiglierò, o figliuola di Gerusalemme? a chi ti agguaglierò per consolarti, o vergine figlia di Sion? Grande qual mare è la tua afflizione: chi appresterà a te medicina? Nun. I profeti tuoi ti profetizzarono cose false ed insulse: nè a te disvelavano la tua iniquità per muoverti a penitenza: ed ei profetavano a te falsamente annunzii gravi, e discacciamenti. Samech. Batteron sopra di te palma a palma tutti quei che passavano per la strada; facevano fischiate, e scuotevano il capo verso la figliuola di Gerusalemme, dicendo: E ella questa la città di perfetta bellezza, il gaudio di tutta quanta la terra? Jerusalem, Jerusa- Gerusalemme, Gerusa A MATTUTINO. 263 lem, convertere ad Do-| lemme, convertiti al Siminum Deum tuum. gnore Iddio tuo. R Il velo del tempio si squarciò,* E tutta la terra tremò: il ladrone dalla dicendo: croce gridava, Ricordatevi di me, o Signore, giunto che siate nel vostro regno. Le pietre si spezzarono, ed i monumenti si aprirono, e molti corpi di santi, ch' erano addormentati, risuscitarono. E tutta ecc. Lezione III. R Velum templi scissum est, Et omnis terra tremuit: latro de cruce clamabat, dicens: Memento mei, Domine, dum veneris in regnum tuum. * Petrae scissae sunt, et monumenta aperta sunt, et multa corpora sanctorum, qui dormierant, surrexerunt. Et omnis etc. Lectio III. Cap. 3. Aleph. Aleph. Ego vir videns pauper- Uomo son io, che conosco tatem meam in virga la mia miseria sotto la indignationis ejus. verga dell'ira di lui. Aleph. Me minavit, et adduxit in tenebras, et non in lucem. Aleph. Tantum in me vertit, et convertit manum suam tota die. Beth. Vetustam fecit pellem meam, et carnem meam, contrivit ossa mea. Beth. Edificavit in Aleph. Mi ha condotto tra le tenebre, e non al chiaror della luce. Aleph. Non ha fatto altro che percuotermi, e ripercuotermi tuttogiorno colla sua mano. Beth. Ha fatta invecchiar la mia pelle, e la mia carne, e ha stritolate le ossa mie. Beth. Ha alzato un GIOVEDÌ SANTO 264 gyro meo, et circumdedit me felle, et labore. Beth. In tenebrosis collocavit me, quasi mortuos sempiternos. Ghimel. Circumaedificavit adversum me, ut non egrediar: aggravavit compedem meum. Ghimel. Sed et cum clamavero, et rogavero, exclusit orationem meam. Ghimel. Conclusit vias meas lapidibus quadris, semitas meas subvertit. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. R Vinea mea electa, ego te plantavi:* Quomodo conversa es in amaritudinem, ut me crucifigeres, et Barabbam dimitteres? muro intorno a me, e mi ha circondato di amarezze, e di affanni. Beth. In luoghi tenebrosi mi collocò, come quei che son morti per sempre. Ghimel. Mi serrò con ripari all' intorno, perchè io non ne esca: aggravò i ceppi miei. Ghimel. Ed oltre a ciò, quand'io alzerò le grida, e lo pregherò, ha chiuso il varco alla mia orazione. y Sepivi te, et lapides elegi ex te, et aedificavi turrim. Quomodo etc. Vinea mea etc. Ghimel. Mi ha chiuse le strade con pietre quadrate, ha ruinati i miei sentieri. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R Vigna mia eletta, io ti piantai:* Come mai ti sei cambiata in amarezza, onde venisti a crocifiggermi, e ad assolvere Barabba? y Ti cinsi d'una siepe, e ti sgombrai dalle pietre, e ti edificai una torre. Come mai ecc. Vigna mia ecc. A MATTUTIΝΟ. NEL SECONDO NOTTURNO. ANT. Vim faciebant qui quærebant animam meam. 265 ANT. Facevano tutti i loro sforzi quelli che cercavano la mia vita. Salmo 37. * Domine, ne in furore Signore, nel vostro futuo arguas me, ne- rore non mi riprendete, que in ira tua corri- e nell' ira vostra non mi pias me. correggete. Quoniam sagittae tuae infixae sunt mihi, * et confirmasti super me manum tuam. Perocchè le saette vostre io porto fitte nella mia persona, e avete aggravato sopra di me la vostra mano. Non ha sanità la mia carne a cagion dell' ira vostra; non hanno pace le ossa mie a cagione dei miei peccati. Imperocchè le mie iniquità sormontano la mia testa, e come peso grave mi premono. Non est sanitas in carne mea a facie irae tuae;* non est pax ossibus meis a facie peccatorum meorum. Quoniam iniquitates meæ supergressæ sunt caput meum,* et sicut onus grave gravatae sunt super me. Putruerunt, et corSi sono imputridite, e ruptae sunt cicatrices corrotte le piaghe mie, a facie insi- a cagione della mia stol* meae, pientiae meae. tezza. Miser factus sum, Miserabile son divenuet curvatus sum usque to, e sono incurvato fuor 12 266 GIOVEDÌ SANTO in finem:* tota die con-| di misura: tutto il dì catristatus ingrediebar. rico di tristezza io n' andava. Quoniam lumbi mei impleti sunt illusionibus, et non est sanitas in carne mea. Afflictus sum, et humiliatus sum nimis:* rugiebam a gemitu cordis mei. Domine, ante te omne desiderium meum: * et gemitus meus a te non est absconditus. Cor meum conturbatum est, dereliquit me virtus mea;* et lumen oculorum meorum, et ipsum non est mecum. Amici mei, et proximi mei* adversum me appropinquaverunt et steterunt. Perchè i miei reni pieni sono d' illusioni, e non è sanità nella mia carne. Sono afflitto, e umiliato oltre modo: in ruggiti sfogava i gemiti del mio cuore. Signore, sotto i vostri occhi è ogni mio desiderio: e il mio gemere a voi non è ascoso. It mio cuore è turbato, mi ha abbandonato la mia forza; e lo stesso lume degli occhi miei non è più meco. Et qui inquirebant. mala mihi, locuti sunt vanitates;* et dolos tota die meditabantur. Gli amici miei, e i miei congiunti vennero, e a me si stettero dirimpetto. Et qui juxta me eE quelli, che vicini mi rant, de longe stete- erano, da lungi si stavarunt; et vim facie- no; intanto facevano tutti bant, qui quaerebant i loro sforzi quelli che animam meam. * cercavano la mia vita. E quei, che bramavan di farmi male, parlavano superbamente; e inganni tuttodì studiavano. A MATTUTINO. 267 Ego autem tamquam] Ma io quasi sordo non surdus non audiebam; udiva; e fui come un mu* et sicut mutus non tolo, che non apre sua aperiens os suum. bocca. 1 Et factus sum sicut E mi diportai qual uohomo non audiens,* mo che non ascolta, e non et non habens in ore ha che dire in sua difesa. suo redargutiones. Quoniam in te, Do- Perchè in voi, Signore, mine, speravi;* tu io posi la mia speranza; exaudies me, Domine voi mi esaudirete, Signore Deus meus. Dio mio. Perchè io dissi: Non trionfino giammai di me i miei nemici, i quali, ogni volta che vacillano i miei piedi, contro di me superbamente parlano. Perchè io ai flagelli son gella paratus sum,* preparato, e il mio dolore et dolor meus in con- sta sempre dinanzi a me. Quoniam ego in flaspectu meo semper. Quoniam iniquitatem meam annuntiabo, et cogitabo pro peccato meo. Quia dixi: Nequando supergaudeant mihi inimici mei,* et dum commoventur pedes mei, super me magna locuti sunt. Inimici autem mei vivunt, et confirmati sunt super me;* et multiplicati sunt qui oderunt me inique. Qui retribuunt mala pro bonis, detrahebant Perchè io la mia iniquità confesserò, e penserò al mio peccato. Ma i miei nemici vivono, e si son rinforzati sopra di me; e moltiplicati sono quei, che mi odiano ingiustamente. Quei che rendono male per bene, parlavano male 1 GIOVEDÌ SANTO 268 mihi,* quoniam sequebar bonitatem. * Ne derelinquas me, Domine Deus meus; ne discesseris a me. Intende in adjutorium meum,* Domine Deus salutis meae. ANT. Vim faciebant, qui quærebant animam meam. ANT. Confundantur, et revereantur qui quærunt animam meam, ut auferant eam. di me, perchè io cercava il bene.ibus per Non mi abbandonate, Signore Dio mio; non vi allontanate da me. Accorrete in mio aiuto, o Signore Dio di mia salute. Et exaudivit preces meas;* et eduxit me de lacu miseriae, et de luto faecis. ANT. Facevano tutti i loro sforzi quelli, che cercavano la mia vita. Salmo 39. ANT. Siano confusi, e svergognati coloro, che cercano la mia vita per rapirla. Expectans, expectavi Aspettai ansiosamente il Dominum;* et intendit mihi. Signore; ed egli a me si rivolse. Et statuit super petram pedes meos,* et direxit gressus meos. Et immisit in os meum canticum novum, * carmen Deo nostro. Videbunt multi, et Ed esaudi le mie orazioni; e mi trasse dall'abisso della miseria, e dal sordido fango. E diè sopra la pietra fermezza ai piedi miei, e assicurò i miei passi. E mise a me in bocca un nuovo cantico, una laude al nostro Dio. Vedranno molti, e te 269 meranno, e spereranno nel Signore.se login Beato l'uomo, di cui il nome del Signore è la speranza, e non rivolse gli occhi alle vanità, ed alle follie dell'errore. Multa fecisti tu, Domine Deus meus, mirabilia tua;* et cogitationibus tuis non est qui similis sit tibi. si Molte sono le maraviglie fatte da voi, o Signore mio Dio; e i consigli vostri non vi ha chi possa raggiungerli. T Annuntiavi, et lo- Gli annunziai, e li raccutus sum;* multi- contai; la lor multitudine plicati sunt super nu- sorpassa ogni numero. merum. inco mi Sacrificium, et oblationem noluisti;* aures autem perfecisti mihi. O A MATTUTINO. timebunt, et sperabunt in Domino. To Beatus vir, cujus est nomen Domini spes ejus,* et non respexit in vanitates, et insanias falsas. Holocaustum, et pro peccato non postulasti;* tunc dixi: Ecce venio. to ibono Non avete voluto sagrifizio, nè oblazione; ma a me voi formaste le orecchie. Olocausto, e sagrifizio per lo peccato non avete richiesto; allora dissi: Ecco che io vengo. In capite libri scriptum est de me, ut facerem voluntatem tuam:* Deus meus, voNel principio del libro sta scritto di me, per fare la volontà vostra: Dio mio, io volli aver la legge lui, et legem tuam in vostra in mezzo al cuor medio cordis mei.cumio. Annuntiavi justitiam Ho annunziata la giutuam in ecclesia ma- stizia vostra in una chiesa gna:* ecce labia mea grande: ecco, cho io le 270 GIOVEDÌ SANTO non prohibebo; Do-| labbra non terrò chiuse; mine, tu scisti.com o Signore, voi lo sapete. Justitiam tuam non abscondi in corde meo; * veritatem tuam, et salutare tuum dixi. La giustizia vostra io non ascosi dentro di me; la vostra verità, e il vostro salvatore io dimostrai. Non abscondi mise- Non tenni ascosa la ricordiam tuam, et ve- misericordia vostra, e la ritatem tuam a con- verità vostra alla numecilio multo. non introsa adunanza. * Tu autem, Domine, Ma voi, o Signore, non ne longe facias mise- allontanate le misericorrationes tuas a me;* die vostre da me; la vomisericordia tua, et ve- stra pietà, e la verità voritas tua semper su- stra in ogni tempo mi sosceperunt me. ostennero. Quoniam circumdederunt me mala, quorum non est numerus;* comprehenderunt me iniquitates meæ, et non potui, ut viderem. Multiplicatae sunt super capillos capitis mei:* et cor meum dereliquit me. Imperocchè sono circondato da mali, che non han numero; mi hanno cinto le iniquità mie, ed io non potea vederle. Sono di maggior numero che i capelli della mia testa: e il cuore mi è mancato. * re, Complaceat tibi, Do- Piaccia a voi, o Signomine, ut eruas me; di liberarmi; Signore, Domine, ad adjuvan- a darmi aiuto volgetevi. dum me respice. Confundantur, et reSiano confusi, e sververeantur simul, quil gognati coloro, che cer A MATTUTINO... 2741 quaerunt animam me- cano la mia vita, affin di am,* ut auferant eam. rapirla. Convertantur retrorsum, et revereantur* qui volunt mihi mala. Ferant confestim confusionem suam qui dicunt mihi: Euge, euge. Siano messi in fuga, e svergognati coloro, che a me bramano il male. Ricevano tosto l'igno* minia che meritano, coloro, che a me dicono: Bene sta, bene sta. Esultino, e si rallegrino in voi tutti coloro, i quali vi cercano; e dicano sempre: Sia glorificato il Signore, quelli che amano la salute, che vien da voi. Io per me mendico sono, e senza aiuto; il Signore ha cura di me. Adjutor meus, et Aiuto mio, e protettor protector meus tu es:* mio siete voi: Dio mio, Deus meus, ne tarda- non tardate. veris. Exultent, et laetentur super te omnes quaerentes te;* et dicant semper: Magnificetur Dominus, qui diligunt salutare tuum. Ego autem mendicus sum, et pauper;* Dominus sollicitus est mei. ANT. Confundantur, et revereantur qui quærunt animam meam, ut auferant eam. ANT. Alieni insurrexerunt in me, et fortes quaesierunt animam meam. ANT. Siano confusi, e svergognati coloro, che cercano la vita mia per rapirla. ANT. Uomini stranieri alzarono bandiera contro di me, e uomini potenti cercarono l'anima mia. 272 GIOVEDÌ SANTO Salmo 53. Deus, in nomine tuo salvum me fac,* et in virtute tua judica me. Deus, exaudi orationem meam;* auribus percipe verba oris mei. Quoniam alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quaesierunt animam meam; et non proposuerunt Deum ante conspectum suum. Ecce enim Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animae meae. Averte mala inimicis meis,* et in veritate tua disperde illos. Voluntarie sacrificabo tibi,* et confitebor nomini tuo, Domine, quoniam bonum est. Salvatemi, o Dio, pel vostro nome, e colla vostra potenza difendetemi. Esaudite, o Dio, la mia orazione; porgete le orecchie alle parole della mia bocca. Imperocchè uoministranieri alzarono bandiera contro di me, e uomini potenti cercano l'anima mia; e non hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro. Ecco però che Dio mi aiuta, il Signore ha preso a difendere la mia vita. Ritorcete il male sopra dei miei nemici, e dispergeteli, secondo la vostra verità. Vi offerirò sacrifizio volontario, e darò lode al nome vostro, o Signore, perchè buona cosa ella è questa. Quoniam ex omni Perocchè da ogni tritribulatione eripuisti bolazione mi avete libeme: et super inimi- rato: e gli occhi miei con * A MATTUTINO. 273 cos meos despexit o- disprezzo han veduto i culus meus. ib oilgi ANT. Alieni insurrexerunt in me, et fortes quaesierunt animam meam. i cibido y Insurrexerunt in me testes iniqui. y Si sono presentati contro di me de' testimonii falsi. R E l'iniquità s'invento delle menzogne. segretamente. REt mentita est iniquitas sibi. abDi poi Pater noster Ex tractatu S. Augustini Episcopi super Psalmos. In Psalm. 63 v. 2. miei nemici.65 oral ANT. Uomini stranieri alzarono bandiera contro di me, e uomini potenti cercarono l'anima mia. Lectio IV. Protexisti me, Deus, a conventu malignantium, a multitudine operantium iniquitatem. Jam ipsum caput nostrum intueamur. Multi Martyres talia passi sunt: sed nihil sic elucet quomodo caput Martyrum ibi melius intuemur, quod illi experti sunt. Protectus est a multitudine malignantium, ( Le cose che seguono son prese) dal trattato del Vescovo S. Agostino sopra i Salmi. Lezione IV. Mi difendeste, o Dio, dalla cospirazione dei maligni, dalla turba di gente data a mal fare. Miriamo ora l'istesso nostro capo. Molti martiri patirono simili pene; ma niente tanto risplende quanto nel capo dei Martiri: ivi meglio comprendiamo quanto essi soffrirono. Fu( egli) difeso in mezzo alla moltitudine dei malignanti, difendendolo Iddio: difen* 12 274 GIOVEDÌ SANTO protegente se Deo: pro-| dendo la sua carne l'istestegente carnem suam so Figlio di Dio coll'umaipso Filio, et homine, nità, che avea assunto: quem gerebat: quia Fi- perchè insiememente egli lius hominis est, et Fi- è Figlio dell'uomo, e Figlio lius Dei est. Filius Dei di Dio. Figlio di Dio per propter formam Dei: la perfetta uguaglianza Filius hominis propter con Dio: Figlio dell'uomo formam servi, habens per la eguaglianza col serin potestate ponere a- vo, ed avendo in suo ponimam suam, et reci- tere di dar la sua vita, e pere eam. Quid ei po- di ripigliarla. Cosa mai tuerunt facere inimici? gli poterono fare gl'inimiOcciderunt corpus, a- ci? Uccisero il corpo, l'animam non occiderunt. nima hon l'uccisero. InIntendite. Parum ergo tendete. Poco dunque era, erat, Dominum hortari che il Signore avesse eMartyres verbo, nisi sortati i Martiri colle pafirmaret exemplo. role, se non gli avesse rassodati coll' esempio. Tamquam ad latronem existis cum gladiis, et fustibus comprehendere me:* Quotidie apud vos eram in templo docens, et non me tenuistis: et ecce flagellatum ducitis ad crucifigendum. y Cumque injecissent. manus in Jesum, et tenuissent eum, dixit ad eos.- Quotidie etc. R Come contro un assassino siete venuti armati di spade, e bastoni per pigliarmi:* Ogni di io stava tra voi nel tempio a insegnare, nè mi avete preso: ed ecco che, essendo flagellato, mi conducete a crocifiggere. y Avendo poste le mani addosso a Gesù, e tenutolo stretto, disse loro. Ogni di ecc. A MATTUTINO. 275 Lectio V. Lezione V. Nostis, qui conventus Capiste qual fosse la coerat malignantium Ju- spirazione dei malignanti daeorum, et quae mul- Giudei, e qual la truppa titudo erat operantium degli operatori d'iniquità. iniquitatem. Quam ini- E quale iniquità? Quella quitatem? Quia vo- per cui vollero uccidere il luerunt occidere Domi- Signore Gesù Cristo. Tannum Jesum Christum. te opere buone, disse, io Tanta opera bona, in- vi ho fatto vedere: per quit, ostendi vobis: quale di queste mi volete propter quod horum uccidere? Sopportò tutti me vultis occidere? i loro infermi, curò tutti Pertulit omnes infirmos i loro languidi, predicò eorum, curavit omnes il regno de' cieli, non delanguidos eorum, prae- sistè di riprendere i loro dicavit regnum coelo- vizi, onde lcro dispiacesrum, non tacuit vitia sero piuttosto questi, che eorum, ut ipsa potius il medico che li guariva. eis displicerent, non Ingrati a tante cure ricemedicus, a quo sana- vute, come i frenetici di bantur. His omnibus una gran febbre, infuriancurationibus ejus in- do contro il medico, che grati, tamquam multa era venuto per guarirli, febre phraenetici, in- presero il partito di farlo sanientes in medicum, perire: come se in tal maqui venerat curare eos, niera avesser voluto far excogitaverunt consi- prova, se egli fosse veralium perdendi eum: mente uomo, che potesse tamquam ibi volentes morire; o qualche cosa probare, utrum vere più di uomo, e non avesse homo sit, qui mori pos- a morire. Cotesti loro pen GIOVEDÌ SANTO 276 sit; an aliquid super homines sit, et mori se non permittat. Verbum ipsorum agnoscimus in Sapientia Salomonis: Morte turpissima, inquiunt, condemnemus eum. Interrogemus eum: erit enim respectus in sermonibus illius. Si enim vere Filius Dei est, liberet eum. R Tenebrae factae sunt, dum crucifixissent Jesum Judaei; et circa horam nonam exclamavit Jesus voce magna: Deus meus, ut quid me dereliquisti? * Et inclinato capite. emisit spiritum. y Exclamans Jesus voce magna, ait: Pater, in manus tuas commendo spiritum meum. Et inclinato etc. Lectio VI. samenti li rileviamo nella Sapienza di Salomone. Ad una morte, dicono, sommamente obbrobriosa condamniamolo. Proviamolo: perocchè vi sarà chi avrà cura di lui, giusta le sue parole. E se veramente è figlio di Dio( Dio stesso) io liberi. Exacuerunt tamquam gladium linguas suas. Non dicant Judaei: Non occidimus Christum. ETenebre furono allorchè i Giudei erocifissero Gesù; e intorno all' ora nona esclamò Gesù ad alta voce: Dio mio, perchè mi avete abbandonato?* E chinato il capo rendè lo spirito, y Sclamando Gesù ad alta voce, disse: Padre, nelle mani vostre raccomando il mio spirito. E chinato ecc. Lezione VI. Affilarono come spade le loro lingue. Nè dicano i Giudei: Noi non abbiam ucciso il Cristo. È vero, A MATTUTINO. 277 tenim propterea eum che lo dieder essi in mano dederunt judici Pilato, ut quasi ipsi a morte ejus viderentur immunes. Nam cum dixisset eis Pilatus: Vos eum del giudice Pilato, per comparire in tal maniera della sua morte innocenti. Imperocchè avendo detto loro Pilato: Condannatelo occidite; responderunt: voi altri a morte; rispoNobis non licet occi- sero: A noi non è perdere quemquam. Ini- messo di condannar alquitatem facinoris sui cuno alla morte. Macchiin judicem hominem re- navano di attribuire a fundere volebant: sed quell'uomo giudice l'enornumquid Deum judi- mità del loro misfatto: cem fallebant? Quod ma potevan essi con ciò fecit Pilatus, in eo ipso ingannare Iddio giudice? quod fecit, aliquan- Per quello che fece Pilatum particeps fuit; sed to, fu in qualche maniera in comparatione illo- complice( della morte di rum multo ipse inno- Cristo); ma in comparacentior. Institit enim zione di loro fu molto più quantum potuit, ut il- innocente. Imperocchè inlum ex eorum manibus sistè egli quanto potè, per liberaret; nam propte- liberarlo dalle loro mani: rea flagellatum produ- ed anche per tal fine flaxit ad eos. Non perse- gellato lo fece loro vedere. quendo Dominum fla- Non per odio flagello il gellavit, sed eorum fu- Signore, ma persuaso di rori satisfacere volens; soddisfar in tal modo al ut vel sic jam mitesce- loro furore: affinchè così rent, et desinerent vel- venissero ad addolcirsi, e le occidere cum flagel- tralasciassero di volerlo latum viderent. Fecit morto, quando l'avesser veduto flagellato. Fece 278 GIOVEDÌ SANTO et hoc. At ubi perse- anche questo. Ma poichè veraverunt, nostis illum lavisse manus, et dixisse, quod ipse non fecisset; mundum se esse a morte illius. Fecit tamen. Sed si reus, quia fecit vel invitus: illi innocentes, qui coëgerunt, ut faceret? Nullo modo. Sed ille dixit in eum sententiam, et jussit eum crucifigi, et quasi ipse occidit: et vos, o Judaei, occidistis. Unde occidistis? Gladio linguae; acuistis enim linguas vestras. Et quando percussistis, nisi quando clamastis Crucifige, crucifige? rimasero essi( ostinati), sapete, che si lavò le mani, e disse, che egli non l'a vrebbe mai condannato; e però netto da colpa riputavasi della di lui morte. Ma se reo, perchè lo condanno anche per forza: saranno innocenti quelli, che lo sforzarono a condannarlo? No certamente. Ma egli pronunziò contro di lui la sentenza, e ordinò di crocifiggerlo, e quasi egli stesso lo uccise: anche voi, o Giudei, lo uccideste. E come lo uccideste? Colla spada della lingua; perchè aguzzaste le vostre lingue. E quando lo percuoteste, se non quando gridaste: Sia crocifisso, sia crocifisso? Animam meam dilectam tradidi in manus iniquorum, et facta est mihi haereditas mea sicut leo in silva: dedit contra me voces adversarius, dicens: Congregamini, et proR L'anima mia diletta ho lasciato nelle mani degli iniqui, e divenuta è per me la mia eredità qual leone nella boscaglia: ha alzato contro di me la voce il nemico, dicendo: Raunatevi, e afperate ad devorandum frettate a divorarlo: mi A MATTUTINO. 279 illum: : posuerunt me in| posero in un deserto solideserto solitudinis, et tario, e piange a me riluxit super me omnis terra:* Quia non est inventus qui me agnosceret, et faceret bene. volta tutta la terra:* Perchè non si trovò alcuno, che mi conoscesse, e mi facesse del bene. y Si alzarono contro di me uomini senza pietà, e non risparmiarono la mia vita. Perchè non si trovò ecc. L'anima mia ecc. y Insurrexerunt in me viri absque misericordia, et non pepercerunt animae meae. Quia non est etc. Animam etc. NEL TERZO NOTTURNO. ANT. Ab insurgentibus in me libera me, Domine, quia occupaverunt animam meam. Salma 58. Eripe me de inimicis meis, Deus meus,* et ab insurgentibus in me libera me. ANT. Da coloro, che insorgono contro di me, liberatemi, o Signore, perchè hanno occupata l'anima mia. Eripe me de operantibus iniquitatem,* et de viris sanguinum salva me. Quia ecce ceperunt animam meam;* irruerunt in me fortes. Salvatemi dai miei nemici, o Dio, e da coloro che insorgono contro di me, liberatemi. Toglietemi dalle mani di quelli, che lavorano iniquità, e dagli uomini sanguinari salvatemi. Perocchè, ecco che hanno presa l'anima mia; son venuti ad assalirmi uomini di gran possanza. 280 GIOVEDÌ SANTO Neque iniquitas mea, Nè ciò per la mia inineque peccatum meum, Domine:* sine iniquitate cucurri, et direxi. Exurge in occursum meum, et vide,* et tu, Domine, Deus virtutum, Deus Israël. non Intende ad visitandas omnes gentes:* non miserearis omnibus, qui operantur iniquitatem. quità, nè per mia colpa, o Signore: senza iniquiquità io corsi, e regolai i miei passi. Sorgete, e venitemi incontro, e considerate, e voi, o Signore, Dio degli eserciti, Dio d' Israele. Svegliatevi per visitare tutte le nazioni: non fate misericordia a verun di coloro, che operano l'iniquità. Convertentur ad veVerranno alla sera, e speram, et famem pa- patiranno fame canina, tientur ut canes,* ete gireranno intorno alla circuibunt civitatem.città.nein, moosion Thurs Et tu, Domine, deridebis eos; * ad nihilum deduces omnes gentes. Ecce loquentur in Ecco che apriranno la ore suo, et gladius in loro bocca, avendo un labiis eorum:* quo- coltello nelle loro labbra niam quis audivit?( dicendo): Chi ci ha ascoltati? shtam Ma voi, o Signore, vi burlerete di loro; come un nulla stimerete tutte le genti. pho genti. La mia fortezza riporrò in voi, perchè voi, o Dio, siete il mio difensore: Dio es:* Deus meus, mi- mio, la misericordia vosericordia ejus praeve- stra mi preverrà. Fortitudinem meam ad te custodiam, quia Deus susceptor meus niet me. blur 281 A MATTUTINO. Deus ostendit mihi * Dio mi ha fatto vedere super inimicos meos la vendetta de'miei nemine occidas eos, ne- ci: non gli uccidete, afquando obliviscantur finchè non se ne scordi il populi mei. popol mio. Dispergeteli colla vostra possanza, e degradateli, o Signore, protettor mio. Disperge illos in virtute tua,* et depone eos, protector meus, Domine. A motivo del delitto della loro bocca, e per le parole delle loro labbra: e siano presi nella propria loro superbia. Et de execratione et mendacio annuntiabunE per lo spergiuro, e per la menzogna saran tur in consummatione, chiamati alla perdizione * in ira consummationis, et non erunt. dall' ira che li consuma, Et scient, quia Deus dominabitur Jacob,* et finium terrae. Delictum oris eorum, sermonem labiorum ipsorum:* et comprehendantur in superbia sua. onpisan ed ei più non saranno. e E conosceranno come il Signore regnerà sopra Giacobbe, e sino all'estremità della terra. Convertentur ad veSi convertiranno alla speram, et famem pa- sera, e saranno affamati tientur ut canes,* et come cani, e gireranno circuibunt civitatem. attorno alla città. Ipsi dispergentur ad manducandum;* si vero non fuerint saturati, et murmurabunt. Ego autem cantabo fortitudinem tuam, M * Eglino andran vagabondi cercando cibo; e se non saranno satollati, ancora mormoreranno. Ma io canterò la fortezza vostra, e inni di letizia 282 et exaltabo mane misericordiam tuam. * Quia factus es susceptor meus, et refugium meum in die tribulationis meae. GIOVEDÌ SANTO Adjutor meus, tibi psallam, quia Deus susceptor meus es,* Deus meus, misericordiamea. ANT. Ab insurgentibus in me libera me, Domine, quia occupas verunt animam meam. ANT. Longe fecisti notos meos a me: traditus sum, et non egrediebar. Domine, Deus salutis meae,* in die clamavi et nocte coram te. offerirò nel mattino alla vostra misericordia. Intret in conspectu tuo oratio mea; clina aurem tuam ad precem meam. Quia repleta est malis anima mea,* et vita mea inferno appropinquavit. Perchè voi siete stato difesa mia, e rifugio mio nel di della mia tribolazione.lt Salmo 87. Aiuto mio, voi io canterò, perchè voi, o Dio, voi siete la mia difesa, Dio mio, misericordia mia. ANT. Da coloro, che insorgono contro di me, liberatemi, o Signore, perchè occuparono l'anima mia. ANT. Allontanaste da me i miei conoscenti: fui dato in potere altrui, e io non aveva scampo. Signore, Dio di mia salute, di giorno e di notte alzai le mie grida dinanzi a voi. Giunga al cospetto voin- stro la mia orazione; porgete le orecchie vostre alla mia preghiera. Imperciocchè è ripiena di mali l'anima mia, e la mia vita al sepolcro si avvicino. A MATTUTINO. 283 Estimatus sum cum Son riputato come un descendentibus in lacum;* factus sum sicut homo sine adjutorio inter mortuos liber. Sicut vulnerati dormientes in sepulchris, quorum non est memor amplius,* et ipsi de manu tua repulsi sunt. Posuerunt me in lacu inferiori, in tenebrosis, et in umbra mortis. di quelli, che scendono nella fossa; son divenuto come uomo senza soccorso io, che tra i morti son libero. Super me confirmatus est furor tuus, et omnes fluctus tuos induxisti super me. * Longe fecisti notos meos a me: posuerunt me abominationem sibi. Traditus sum, et non egrediebar;* oculi mei languerunt prae inopia. * Come gli uccisi, che dormono nei sepolcri, dei quali voi non avete più memoria, ed ei dalla cura vostra sono esclusi. Mi posero in una fossa profonda, in luoghi tenebrosi, e nell'ombra di morte. * Clamavi ad te, Domine, tota die; expandi ad te manus meas. Sopra di me si aggravò il furor vostro, e tutte le procelle vostre scaricaste sopra di me. Allontanaste da me i miei conoscenti: mi riputarono come oggetto di abbominazione. Numquid mortuis facies mirabilia?* aut Fui dato in potere altrui, e io non aveva scampo; gli occhi miei si seccarono per l'afflizione. Alzai le mie grida a voi, o Signore, tutto il dì; verso di voi io stesi le mie mani. Forse a pro dei morti farete voi miracoli? oi 284 GIOVEDÌ SANTO medici suscitabunt, et medici renderan loro la confitebuntur tibi? vita, perchè essi a voi dian lode? Numquid narrabit Vi sarà egli forse chi aliquis in sepulchro mi- nel sepolcro racconti la sericordiam tuam,* misericordia vostra, e la et veritatem tuam in verità vostra nell' inferno? perditione? Numquid cognoscentur in tenebris mirabilia tua,* et justitia tua in terra oblivionis? Et ego ad te, Domine, clamavi,* et mane oratio mea praeveniet te. Roz Ut quid, Domine, repellis orationem meam, * avertis faciem tuam a me? Pauper sum ego, et in laboribus a juventute mea:* exaltatus autem, humiliatus sum, et conturbatus. In me transierunt irae tuae,* et terrores tui conturbaverunt me. Circumdederunt me sicut aqua tota die;* circumdederunt me simul. Forse saran elleno conosciute nelle tenebre le maraviglie vostre, e la giustizia vostra nella terra della dimenticanza? Ma io a voi, o Signore, alzai le grida, e al mattino la mia orazione vi preverrà.omt te aut E perchè, o Signore, rigettate voi la mia orazione, e rivolgete da me la faccia vostra? Povero son io, e in affanni sin dalla mia prima età: cresciuto poi, fui umiliato, e depresso.go Sopra di me sono caduti gli sdegni vostri, ei terrori vostri mi conturbarono. ba ibnsy M'inondarono come acqua tutto dì; mi hanno sommerso tutti insieme. 285 Elongasti a me ami* Avete allontanato da cum, et proximum, me l'amico, e il congiunto, et notos meos a mi- e i miei conoscenti per raseria. gione della miseria. ANT. Allontanaste da me i miei conoscenti: fui dato in potere altrui, e io non aveva scampo. ANT. Andranno a caccia del giusto, e condanneranno il sangue innocente. A MATTUTINO. ANT. Longe fecisti notos meos a me: traditus sum, et non egrediebar. ANT. Captabunt in animam justi, et sanguinem innocentem condemnabunt. Salmo 93. Deus ultionum Domi- Il Signore è il Dio delle nus: * Deus ultionum libere egit. vendette: il Dio delle vendette opera liberamente. Éxaltare qui judicas terram;* redde retributionem superbis. Date a conoscere come glorioso siete, o voi, giudice della terra; rendete la loro retribuzione ai superbi. Fino a quando i peccatori, o Signore, fino a quando i peccatori andranno fastosi? de * res, Usquequo peccatoDomine, usquequo peccatores gloriabuntur? Effabuntur, et lo- Apriranno la bocca, e quentur iniquitatem;* parleranno iniquamente; loquentur omnes, qui parleranno con arroganza operantur injustitiam? tutti quelli, che operano l' ingiustizia? Populum tuum, Do- I Il vostro popolo, o Si 286 GIOVEDÌ SANTO * mine, humiliaverunt, gnore, eglino hanno umiet haereditatem tuam vexaverunt. liato, e l'eredità vostra hanno malmenata.on Viduam et advenam interfecerunt,* et pupillos occiderunt. * Et dixerunt: Non videbit Dominus, nec intelliget Deus Jacob. Intelligite insipientes in populo:* et stulti aliquando sapite. Qui plantavit aurem, non audiet? aut qui finxit oculum, non considerat? Qui corripit gentes, non arguet?* qui docet hominem scientiam? Beatus homo, quem tu erudieris, Domine, * et de lege tua docueris eum. La vedova, e lo straniero hanno ucciso, e messi a morte i pupilli. E hanno detto: Non vedrà il Signore, e non ne saprà altro il Dio di Giacobbe. Colui, che castiga le genti, forse non vi condannerà? colui, che insegna all'uomo la scienza? Dominus scit cogiIl Signore conosce i pentationes hominum,* sieri degli uomini, come quoniam vanae sunt. son vani. Ut mitiges ei a diebus malis,* donec fodiatur peccatori fovea. Quia non repellet DoIntendete, o i più stupidi del popolo: e voi, o stolti, imparate una volta. Colui che piantò l'orecchia, non udirà? e quel che lavorò l'occhio sarà senza vista? Beato l'uomo, cui voi avrete istruito, o Signore, e cui la legge vostra avrete insegnata. Per rendere men duri a lui i giorni cattivi, sino a tanto che sia scavata ai peccatori la fossa. Imperocchè non riget A MATTUTINO. 287 minus plebem suam, terà il Signore il popol * et haereditatem suam non derelinquet. suo, e la sua eredità non lascierà in abbandono. Quoadusque justitia convertatur in judicium, et qui juxta illam omnes, qui recto sunt corde. * Quis consurget mihi adversus malignantes? * aut quis stabit mecum adversus operantes iniquitatem? Nisi quia Dominus adjuvit me,* paullo minus habitasset in inferno anima mea. Fino a tanto che la giustizia venga a far giudizio, e( fino a tanto) che staran presso a lei tutti quelli, che sono di cuor retto. Chi si alzerà per me contro i maligni? o chi starà dalla parte mia contro quei che operano l'iniquità? * Si dicebam: Motus est pes meus; misericordia tua, Domine, adjuvabat me. * Se non che il Signore mi ha ajutato, quasi quasi avrei avuto il sepolcro per mia stanza. Secundum multitudinem dolorum meorum in corde meo, consolationes tuae laetificaverunt animam meam. Numquid adhaeret tibi sedes iniquitatis, * qui fingis laborem in praecepto? Se io diceva a voi: Vacilla il mio piede; la misericordia vostra, o Signore, veniva in mio soccorso. A proporzione dei molti dolori che provò il cuor mio, le consolazioni vostre letificarono l'anima mia. Captabunt in animam justi,* et sanguiHa forse qualche cosa di comune con voi il tribunale d' iniquità, che ci preparate travaglio ne'vostri comandamenti? Andranno a caccia del GIOVEDÌ SANTO 288 nem innocentem condemnabunt. Et factus est mihi Dominus in refugium: * et Deus meus in adjutorium spei meae.. Et reddet illis iniquitatem ipsorum; et in malitia eorum disperdet eos:* disperdet illos Dominus, Deus noster. ANT. Captabunt in animam justi, et sanguinem innocentem condemnabunt. y Locuti sunt adversum me lingua dolosa. REt sermonibus odii circumdederunt me, et expugnaverunt me gratis. Pater noster secreto. giusto, e condanneranno il sangue innocente. Ma è stato il Signore il mio rifugio: e il mio Dio, il sostegno di mia speranza. Ed egli renderà ad essi l'iniquità loro; e per la malizia loro li disperderà: li manderà in perdizione il Signore Dio nostro. ANT. Andranno a caccia del giusto, e condanneranno il sangue innocente. linths y Han parlato contro di me con lingua bugiarda. R E con discorsi spiranti il mal animo mi hanno circonvenuto, e impu| gnato senza ragione. De Epistola Beati Pauli| Dell' Epistola di S. Paolo Apostoli ad Hebræos. Apostolo agli Ebrei. Lectio VII. C. 4. Festinemus ingredi in illam requiem: ut ne in idipsum quis incidat incredulitatis exemplum. Vivus est enim sermo Dei, et efficax, Lezione VII. Affrettiamoci di entrare in quella requie, affinchè alcuno non cada in simile esempio d'incredulità. Imperocchè viva è la parola di Dio, ed attiva, e più A MATTUTINO. 289 et penetrabilior omni| affilata di qualunque spagladio ancipiti, et per- da a due tagli, e che s'intingens usque ad divi- terna sino alla divisione sionem animae, ac spi- dell'anima, e dello spirito, ritus, compagum quo- delle giunture eziandio, e que, ac medullarum, delle midolle, e che diet discretor cogitatio- scerne i pensieri, e le innum, et intentionum tenzioni del cuore. E non cordis. Et non est ulla havvi cosa creata invisicreatura invisibilis in bile nel cospetto di lui: e conspectu ejus: omnia tutte le cose nude, e sveautem nuda, et aperta late sono agli occhi di lui, sunt oculis ejus, ad del quale parliamo. Avenquem nobis sermo. Ha- do dunque un Pontefice bentes ergo Pontificem grande, il quale penetrò magnum, qui penetra- nei cieli, Gesù Figliuolo vit coelos, Jesum Chri- di Dio, ritenghiamo la nostum Filium Dei, te- stra confessione. Impeneamus confessionem. rocchè non abbiamo noi Non enim habemus Pon- un Pontefice, il quale non tificem, qui non possit possa avere compassione compati infirmitatibus delle nostre infermità; ma nostris; tentatum autem per omnia pro similitudine, absque peccato. tentato similmente in tutto, tolto il peccato. R Tradiderunt me in manus impiorum, et inter iniquos projecerunt me, et non pepercerunt animæ meæ: congregati sunt adversum me fortes; Et * R Mi diedero in mano degli empii, e tra gli iniqui mi cacciarono, e non perdonarono alla mia vita: si adunarono contro di me uomini forti;* E 13 290 GIOVEDÌ SANTO sicut gigantes steterunt come giganti si appostacontra me. rono dirimpetto a me. Uomini stranieri hanno alzata bandiera contro di me, e uomini potenti cercarono l'anima mia. E come ecc. Alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quaesierunt animam meam. Et sicut etc. Lectio VIII. Adeamus ergo cum fiducia ad thronum gratiae, ut misericordiam consequamur, et gratiam inveniamus in auxilio opportuno. Omnis namque Pontifex ex hominibus assumptus, pro hominibus constituitur in iis, quae sunt ad Deum, ut offerat dona, et sacrificia pro peccatis; qui condolere possit iis, qui ignorant, et errant: quoniam et ipse circumdatus est infirmitate, et propterea debet, quemadmodum pro populo, ita etiam et pro semetipso, of ferre pro peccatis. B Jesum tradidit impíus summis principibus sacerdotum, et seLezione VIII. Accostiamoci dunque con fiducia al trono di grazia, affin di ottenere misericordia, e grazia trovare per sovvenimento opportano. Imperocchè ogni Pontefice di tra gli uomini preso, è a pro degli uomini preposto a tutte quelle cose, che risguardano Dio, affinchè offerisca doni, e sacrifizii pei peccati; che possa aver compassione degli ignoranti, e degli erranti: come essendo egli stesso circondato d'infermità, e per questo deve, come pel popolo, così anche per se stesso, offrir sacrifizio pei peccati. R Gesù fu dato dall'empio( Giuda) in mano dei principi dei sacerdoti, e A MATTUTINO. 291 nioribus populi:* Pe-| degli anziani del popolo:* trus autem sequebatur Pietro poi lo seguiva alla eum a longe, ut vide- lontana per vedere la fine. ret finem. y Adduxerunt autem eum ad Caipham principem sacerdotum, ubi scribae, et pharisaei convenerant. Petrus autem etc. Lectio IX. Nec quisquam sumit sibi honorem, sed qui vocatur a Deo, tamquam Aaron. Sic et Christus non semetipsum clarificavit, ut Pontifex fieret, sed qui locutus est ad eum: Filius meus es tu, ego hodie genui te. Quemadmodum et in alio loco dicit: Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech. Qui in diebus carnis suae preces, supplicationesque eum, qui possit illum salvum facere a morte, cum clamore valido, et lacrymis offerens, ad Lo condussero prima da Caifa principe dei sacerdoti, dove gli scribi, ed i Farisei si erano radunati. Pietro poi ecc. Lezione IX. Nè alcuno da sè si appropria tale onore, ma chi è è chiamato da Dio, come Aronne. Così anche Cristo non si glorificò da se stesso, per esser fatto Pontefice, ma( glorificollo) colui, che dissegli: Figliuolo mio sei tu, io oggi ti ho generato. Come anche in un altro luogo dice: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedecco. Il quale nei giorni della sua carne, vendo offerto preghiere, e suppliche con forti grida, e lagrime a colui, che potea salvarlo dalla morte, fu esaudito per la sua riverenza. E benchè fosse a 292 GIOVEDÌ SANTO exauditus est pro sua Figliuolo di Dio, imparò reverentia. Et quidem cum esset Filius Dei, didicit ex iis, quae passus est, obedientiam: et consummatus, factus est omnibus obtemperantibus sibi caussa salutis aeternae, appellatus a Deo Pontifex juxta ordinem Melchisedech. da quello, che pati, l'obbedienza: e consumato, diventò per tutti quelli che a lui sono obbedienti, causa di eterna salute, essendo stato chiamato da Dio Pontefice, secondo l' ordine di Melchisedecco. R Caligaverunt oculi mei a fletu meo, quia elongatus est a me, qui consolabatur me. Videte omnes populi,* Si est dolor similis sicut dolor meus. y 0 vos omnes qui transitis per viam, tendite, et videte. Si est dolor etc. Caligaverunt etc. y 0 voi tutti, che pasat- sate per questa strada, ponete mente, e vedete. Se v'ha dolore ecc. Si sono offuscati ecc. R Si sono offuscati i miei occhi dal gran piangere, perchè si è allontanato da me quello, che mi consolava. Mirate popoli tutti,* Se vi ha dolore simile al mio dolore. ALLE ANT. Proprio filio suo non pepercit Deus, sed pro nobis omnibus tradidit illum. Salmo Miserere mei, ANT. Anxiatus est super me spiritus meus, in me turbatum est cor meum. LAUDI ANT. Nemmeno al proprio suo Figliuolo non la risparmio Iddio, ma per tutti noi lo diede a morte. Deus a carte 163. ANT. È involto nell'affanno il mio spirito, dentro di me si è conturbato il mio cuore. ALLE LAUDI. Salmo 142. Domine, exaudi ora- Signore, esaudite la mia tionem meam: auribus orazione: porgete le orecpercipe obsecrationem chie alle mie suppliche semeam in veritate tua: condo la verità vostra: e* exaudi me in tua ju- sauditemi secondo la vostra giustizia. stitia. Et non intres in judicium cum servo tuo: * quia non justificabitur in conspectu tuo omnis vivens. Quia persecutus est inimicus animam meam;* humiliavit in terra vitam meam. * Collocavit me in obscuris sicut mortuos saeculi; et anxiatus est super me spiritus meus, in me turbatum est cor meum. 293 E non entrate in giudizio col servo vostro: dappoichè non sarà riconosciuto per giusto al cospetto vostro verun vivente. Perchè il nemico ha perseguitato l'anima mia; ha umiliata sino alla terra la vita mia. Mi ha confinato in luoghi tenebrosi come i morti da gran tempo; ed è involto nell'affanno il mio spirito, dentro di me si è conturbato il mio cuore. Expandi manus meas ad te:* anima mea sicut terra sine aqua tibi. Memor fui dierum antiquorum, meditatus sum in omnibus operibus tuis;* in factis manuum tuarum me- vostre io meditava. ditabar. Mi son ricordato dei giorni antichi, ho meditato tutte le opere vostre; le cose fatte dalle mani Io stesi le mani mie a voi: l'anima mia è a voi come una terra priva di acqua. GIOVEDÌ SANTO 294 Velociter exaudi me Prontamente esauditeDomine* defecit spi- mi, o Signore: è venuto ritus meus. meno il mio spirito. Non avertas faciem tuam a me, et similis ero descendentibus in lacum. Auditam fac mihi mane misericordiam tuam,* quia in te speravi. Notam fac mihi viam, in qua ambulem, quia ad te levavi ani* mam meam. Eripe me de inimicis meis, Domine, ad te confugi;* doce me facere voluntatem tuam, quia Deus meus es tu. Spiritus tuus bonus deducet me in terram rectam; propter nomen tuum, Domine, vivificabis me in aequi* tate tua. Educes de tribulatione animam meam; * et in misericordia tua disperdes inimicos meos. Et perdes omnes, qui tribulant animam meam,* quoniam ego servus tuus sum. Non rivolgete la faccia vostra da me, perchè sarei simile a quei che scendono nella fossa. Fate ch'io senta al mattino la misericordia vostra, perchè in voi ho sperato. Fatemi conoscere la via che ho da battere, perchè a voi ho elevata l'anima mia. Liberatemi dai miei nemici, o Signore, a voi son ricorso; insegnatemi a fare la volontà vostra, perchè mio Dio siete voi. Lo spirito vostro buono mi condurrà per diritto cammino; pel nome vostro, o Signore, mi darete vita, secondo la vostra equità. Trarrete dalla tribolazione l'anima mia; e per vostra misericordia manderete dispersi i miei nemici. E disperderete tutti coloro che affliggono l'anima mia, perocchè vostro servo son io. ALLE LAUDI. ANT. Anxiatus est super me spiritus meus, in me turbatum est cor 295 ANT. E involto nell'affanno il mio spirito, dentro di me si è conturbato il mio cuore. meum. ANT. Ait latro ad latronem Nos quidem digna factis recipimus; hic autem quid fecit? Memento mei, Domine, dum veneris in regnum tuum. ANT. Uno dei ladroni diceva all'altro: Noi certo riceviamo quel che era dovuto alle nostre azioni; ma questi che ha fatto? Ricordatevi di me, o Signore, giunto che siate nel vostro regno. Salmo Deus, Deus meus etc., col seg. a c. 169. ANT. Cum conturbata fuerit anima mea, Domine, misericordiae memor eris. ANT. Mentre sarà conturbata l'anima mia, Signore, vi ricorderete della vostra misericordia. Cantico d' Abacuc. Cap. 3. Domine, audivi audi- 0 Signore, udii l'annuntionem tuam, et ti- zio vostro e ne ebbi timui. Domine, opus tuum, * in medio annorum vivifica illud. * In medio annorum notum facies: cum iratus fueris, misericordiae recordaberis. Deus ab austro vemore. O Signore, a quell' opera vostra, nel mezzo degli anni date esistenza. Nel mezzo degli anni voi la farete manifesta: quando vi sarete adirato, della misericordia vi ricorderete. Iddio dall'austro verrà, 296 GIOVEDÌ SANTO niet, * et Sanctus de e il Santo dal monte di Famonte Pharan. ran. Operuit coelos gloria ejus,* et laudis ejus plena est terra. Splendor ejus ut lux erit: cornua in manibus ejus. * Ibi abscondita est fortitudo ejus: ante faciem ejus ibit mors. Et egredietur diaboRicopre i cieli la gloria di lui, e delle sue lodi è ripiena la terra. Splendente come la luce egli sarà: le corna nelle sue mani. Ivi è ascosa la sua possanza: innanzi a lui andrà la morte. E precederà il diavolo lus ante pedes ejus:* i suoi passi: si stette, e stetit, et mensus est misurò la terra. terram. Aspexit, et dissol- Mirò, e conquise le genvit gentes,* et contriti sunt montes saeculi. ti, e furono stritolate le vetuste montagne.. Incurvati sunt colles mundi,* ab itineribus aeternitatis ejus. * Pro iniquitate vidi tentoria Ethiopiae; turbabuntur pelles terrae Madian. Numquid in fluminibus iratus es, Domine?* aut in fluminibus furor tuus? vel in mari indignatio tua? Qui ascendes super Furon distrutti i colli del mondo, allorchè si pose in viaggio l'Eterno. Per ragione dell' iniquità ho veduto le tende dell'Etiopia; e sconvolti i padiglioni di Madian. Forse contro le onde siete voi adirato, o Signore? o contro i flutti sono i furori vostri? o contro del mare si rivolge lo sdegno vostro? Voi che montate sui vo ALLE LAUDI. 297 * equos tuos, et qua- stri cavalli, e la quadriga drigae tuae salvatio. vostra è salvazione. * Suscitans suscitabis arcum tuum: juramenta tribubus, quae locutus es. Fluvios scindes terrae: viderunt te, et doluerunt montes:* gurges aquarum transiit. Dedit abyssus vocem * altitudo masuam; nus suas levavit. Sol, et luna steterunt in habitaculo suo: in luce sagittarum tuarum, ibunt in splendore fulgurantis hastae tuae. * In fremitu conculcabis terram, et in furore obstupefacies gentes. Egressus es in salutem populi tui,* in salutem cum Christo tuo. Voi metterete fuori risolutamente il vostro arco: secondo i giuramenti fatti a quelle tribù. Voi dividerete i fiumi della terra: voi videro le montagne, e tremarono: le gonfie fiumane ritiraronsi, Alzarono gli abissi le loro voci; il mare profondo stese le sue mani. Il sole, e la luna si stettero ai loro posti: se ne andarono quelli al chiaror di vostre saette, al lampeggiar dell' asta vostra folgoreggiante. Voi fremente conculcherete la terra, e nel vostro furore renderete stupide le nazioni. Vi moveste per salvare il popolo vostro, per salvarlo voi col vostro Cristo. Percussisti caput de Percuoteste il capo deldomo impii; denu- la casa dell'empio; discodasti fundamentum e- priste i fondamenti di lei jus usque ad collum. da imo a sommo. Maledixisti sceptris Malediceste il suo scet* 13 298 GIOVEDÌ SANTO ejus, capiti bellatorum tro, il capo de' suoi guerejus, venientibus ut rieri, che venivano qual turbo ad dispergendum turbine per isperdermi. me. Exultatio eorum La loro burbanza, cosicut ejus, qui devo- me di chi si divora il porat pauperem in ab- vero nascostamente. scondito. Faceste strada nel mare ai cavalli vostri: per mezzo al fango dell'acque profonde. Audivi, et conturbaUdii, e le mie viscere tus est venter meus;* si commossero; a tal voce a voce contremuerunt tremarono le mie labbra. labia mea. Ingrediatur putredo in ossibus meis,* et subter me scateat. Ut requiescam in die tribulationis; ut ascendam ad populum accinctum nostrum. Ficus enim non florebit,* et non erit germen in vineis. Viam fecisti in mari equis tuis:* in luto aquarum multarum. Mentietur opus olivae, et arva non afferrent cibum. Entri la putredine nelle mie ossa, e pulluli dentro di me. Perchè io abbia riposo nel giorno della tribolazione; e vada ad unirmi al nostro popolo accinto. Perocchè il fico non fiorirà, e la vigna non butterà. L'ulivo non manterrà fede col frutto, e le campagne non daranno da mangiare. Abscindetur de ovili Saran rapite dall'ovile pecus, et non erit le pecore, e le stalle saarmentum in praese- ranno senz'armenti. pibus. Ego autem in Domino gaudebo,* et exultabo in Deo Jesu meo. ALLE LAUDI. Deus Dominus fortitudo mea,* et ponet pedes meos quasi cervorum. Et super excelsa mea deducet me victor,* in psalmis canentem. ANT. Cum conturbata fuerit anima mea, Domine, misericordiae memor eris. ANT. Memento mei, Domine, dum veneris in regnum tuum. 299 Ma io mi rallegrerò nel Signore, ed esulterò in Dio mio Gesù. culi. Il Signore Dio, mia fortezza, ed egli mi darà piedi come di cervo. R Sicut mortuos sæEd egli vincitore, agli eccelsi luoghi miei mi condurrà, cantante dei salmi. Salmo Laudate Dominum due seguenti a carte 175. y Collocavit me in obscuris. ANT. Mentre sarà conturbata l'anima mia, Signore, vi ricorderete della vostra misericordia. ANT. Ricordatevi, o Signore, di me, quando sarete entrato nel vostro regno. de coelis etc., Mi pose in luoghi tenebrosi. R Come i morti da gran tempo. ANTIPHONA. Al Benedictus. Posuerunt super caPosero sopra il di lui put ejus caussam ipsius capo scritto il suo misfatto scriptam: Jesus Naza- così: Gesù Nazareno Re renus, Rex Judaeorum. dei Giudei. con li Cantico Benedictus Dominus etc., a carte 180. y Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere ete. Respice, quaesumus, Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. 300 VENERDÌ SANTO LA MATTINA Le Ore, come nel Giovedì Santo, a pag. 185. ALLA MESSA Stazione a Santa Croce in Gerusalemme. DICHIARAZIONE. Una tovaglia sola è posta sull' altare in questa mattina, e significa il fenzuolo, col quale fu coperto dentro il sepolcro il Santissimo Corpo del nostro Redentore. Finita Nona, il Sacerdote, ed i Ministri vestiti di paramenti neri, senza lumi, e senza incensiere, vanno davanti all'altare, ed ivi prostrati orano per qualche l'altare tempo. Frattanto gli Accoliti stendono sopra una sola tovaglia. Fatta l'Orazione, il Sacerdote coi Ministri sale all'altare, e lo bacia in mezzo. Di poi un Lettore va per leggere la Profezia al luogo ove si legge l'Epistola; la comincia senza titolo, ed il Sacerdote pure la legge a voce bassa all'altare nella parte dell' Epistola. DICHIARAZIONE. Cominciasi dalle Lezioni questa Messa, come si soleva anticamente fare di tutte, non convenendo far solennità veruna, e presupponendosi, che siamo attenti ed applicati a questo gran morire del Figliuol di Dio. due Due sono le Lezioni, essendo egli morto popoli, Ebreo e Gentile, ed avendo salvato le noper POR TOP 300 VENERDI SANTO LA MATTINA Le Ore, come nel Giovedi Santo, a pag. 185. ALLA MESSA * Stazione a Santa Croce in Gerusale DICHIARAZIONE. Una tovaglia sola è posta sull'alta mattina, e significa il fenzuolo, col perto dentro il sepolero il Santissimo Corpo del stre Redentore. Finita Nona, il Sacerdote, ed i Mini i, senta lumi, e senza pre, ed ivi prostrati to gli Accoliti stendone tovaglia. Futja Poracions Ministri ale all'altere, e lo bacia leggere la Profes dote pure la legge woce hassa all dell' Epistola. DICHIARAZIONE. Cominciasi dalle Lezioni quests Messa ensità verana, o presupponende applicati a questo gran mori le Lezion, essendo egli Ebreo e Gentile, ed avendo salvate Gesie Crocifisso 300 Avico inc ALLA MESSA. 301 stre due parti, anima e corpo. La prima di queste è del Profeta Osea, essendo stata espressamente da lui predetta al mondo questa redenzione, la sepoltura, e il risorgere del Signore. Oseae 6. Haec dicit Dominus: Questo dice il Signore: In tribulatione sua ma- Nella loro afflizione al matne consurgent ad me. tino si alzeranno per veVenite, et revertamur nire a me. Su via, torniaad Dominum; quia ipse mo al Signore, perocchè coepit, et sanabit nos: egli stesso ci ha rapiti, e percutiet, et curabit ci salverà: ci ha percossi, nos. Vivificabit nos e ci guarirà. Egli ci renpost duos dies: ter- derà la vita dopo due giortia suscitabit nos, et ni, e il terzo giorno ci rivivemus in conspectu susciterà, e viveremo diejus. Sciemus, seque- nanzi a lui. Lo conoscemurque, ut cognosca- remo, e seguiremo il Simus Dominum: quasi gnore per conoscerlo. Codiluculum praeparatus me l'aurora è preparata est egressus ejus; et la venuta di lui: ed egli veniet quasi imber no- verrà a noi come vien alla bis temporaneus, et se- terra la piova d'autunno, rotinus terrae. Quid fa- e quella di primavera. Che ciam tibi, Ephraim? farò io a te, o Efraim? Quid faciam tibi, Ju- Che farò io a te, o Giuda? da? Misericordia vestra La vostra bontà è come quasi nubes matutina, una nuvola mattutina, e et quasi ros mane per- come rugiada, che al mattransiens. Propter hoc tino sparisce. Per questo dolavi in Prophetis, et io posi lo scalpello in maoccidi eos in verbis o- no ai mici Profeti, e li uc 302 VENERDI SANTO ris mei; et judicia tua, cideva colle parole della quasi lux egredientur. mia bocca. Così la sua conQuia misericordiam vo- dannazione, come la luce, lui, et non sacrificium: verrà fuori. Perocchè la et scientiam Dei, plus misericordia io amo, e non quam holocausta. il sagrifizio; e la scienza di Dio, più che gli olocausti. DICHIARAZIONE. Il tratto, come si disse a carte 28, significa dolore; e qui la Chiesa si maraviglia della soverchia bontà di Dio con noi, e dell'alto modo, col quale ci ha redenti, ed ha superati i suoi nemici con lo scudo della penitenza. TRACTUS. Domine, TRATTO. Signore, udii audivi auditum tuum, il vostro annunzio, e n'ebet timui consideravi bi timore: mi diedi ad inopera tua et expavi. vestigare l' opere vostre ( di bontà, e di potenza) e restai sbalordito. In medio duorum animalium innotesceris: dum appropinquaverint anni, cognosceris: dum advenerit tempus, ostenderis. y In eo dum conturbata fuerit anima mea: in ira misericordiae memor eris. y In mezzo a due animali vi farete conoscere: mentre si approssimeranno gli anni( da voi prescritti) ci farete noto( dimostrerete quanto avete promesso): arrivando questo tempo, vi dimostrerete. y Conturbata essendo l'anima mia vedendovi in collera, vi ricorderete della misericordia promessami. ALLA MESSA. Deus a Libano veniet, et Sanctus de monte umbroso, et condenso. 303 y Dio verrà dal Libano ( da Betlemme), e il Santo da un monte ombroso, e folto. y Operuit coelos majestas ejus: et laudis ejus plena est terra. y( Verrà quello) la di cui maestà riempie i cieli, e della di cui lode piena è la terra. Finito il Tratto, il Sacerdote nella parte dell'Epistola dice Oremus; il Diacono, Fiectamus genua; il Suddiacono, Levale. ORATIO ORAZIONE Deus, a quo et Judas 0 Dio, da cui e Giuda reatus sui poenam, et del suo reato la pena, e confessionis suae latro della confession sua il lapræmium sumpsit: con- dro premio ricevè: concede nobis tuae propi- cedeteci della vostra protiationis effectum; ut piziazione l'effetto, affinsicut in passione sua chè, siccome nella pasJesus Christus Domi- sion sua Gesù Cristo Sinus noster diversa u- gnor nostro diversa paga trisque intulit stipen- di meriti all'uno, e all'aldia meritorum; ita no- tro diede; così a noi, tolto bis, ablato vetustatis l'antico errore, della sua errore, resurrectionis risurrezione la grazia doni. suae gratiam largiatur. Che con voi vive ecc. Qui tecum etc. DICHIARAZIONE. Fu nella legge adombrata la morte del Figliuol di Dio; e qui si dice il modo come esser dovea, e la condizione di lui per far la vera Pasqua. 304 VENERDÌ SANTO Il Suddiacono in tuono dell' Epistola, parimente senza titolo, canta la seguente lezione. Exod. 12. In diebus illis: Dixit In quei giorni, disse il Dominus ad Moysen, et Aaron in terra Egypti: Mensis iste vobis Signore a Mosè, e ad Aronne nella terra d'Egitto: Questo mese per voi principium mensium: sarà principio dei mesi: primus erit in mensi- sarà il primo tra'mesi delbus anni. Loquimini l'anno. Parlate a tutta l'aad universum coetum dunanza dei figliuoli d' Ifiliorum Israël, et di- sraele, e dite loro: Il decite eis: Decima die cimo giorno di questo memensis hujus tollat u- se prenda ciascuno un anusquisque agnum per gnello per famiglia, e per familias, et domos suas. casa. Che se minore è il Sin autem minor est numero di quelli, che banumerus, ut sufficere stare può a mangiare l'apossit ad vescendum gnello, prenderà il suo viagnum, assumet vici- cino, che gli sta a lato di num suum, qui jun- casa, per fare il numero ctus est domui suae, di anime sufficienti a manjuxta numerum ani- giare l'agnello. Or l'agnelmarum, quae sufficere lo sarà senza macchia, mapossunt ad esum agni. schio, dell'anno: e collo Erit autem agnus ab- stesso rito prenderete ansque macula, mascu- che un capretto. E lo serlus, anniculus: juxta berete fino al quattordiquem ritum tolletis et cesimo giorno di questo hoedum. Et servabitis eum usque ad quartam ALLA MESSA. 305 decimam diem mensis mese: e lo immolerà tutta hujus immolabitque quanta la moltitudine dei eum universa multitudo figliuoli d'Israele alla sefiliorum Israël ad ve- ra. E prenderanno del sansperam. Et sument de gue di esso, e ne mettesanguine ejus, ac po- ranno sopra l'una parte, nent super utrumque e l'altra della porta, e sulpostem, et in superli- l'architrave della porta minaribus domorum delle case, nelle quali lo in quibus comedent il- mangeranno. E mangelum. Et edent carnes ranno le carni quella notte nocte illa assas igni, arrostite al fuoco, e azziet azymos panes cum mo pane, con lattughe sellactucis agrestibus.Non vatiche. Non ne mangecomedetis ex eo cru- rete niente di crudo, nè dum quid, nec coctum di cotto nell'acqua, ma aqua, sed tantum as- solamente arrostito al fuosum igni caput cum co; la testa, e i piedi, e pedibus ejus, et inte- gl' intestini di esso manstinis vorabitis. Nec gerete. Nulla di esso riremanebit quidquam marrà al mattutino. Se ex eo usque mane: si qualche cosa ne avanza, quid residuum fuerit, col fuoco la brucerete. E igne comburetis. Sic in questa maniera lo manautem comedetis illum. gerete. I fianchi avrete Renes vestros accin- cinti, le scarpe ai piedi, getis, et calceamenta e i bastoni in mano, e manhabebitis in pedibus, tenentes baculos in manibus, et comedetis festinanter: est enim Phase id est transitus) Domini. " gerete in fretta: perchè è la Fase( cioè il transito) del Signore. 306 VENERDÌ SANTO DICHIARAZIONE. Questo Tratto è per mostrare il combattimento di Cristo contro la Sinagoga, ed il Demonio; ed è di molti versi lungo, perchè s'intenda quanto lungo ed aspro quello fosse. TRACTUS. Eripe me, TRATTO. Liberatemi, o Domine, ab homine Signore, dall' uomo catmalo: a viro iniquo li- tivo: dall'uomo iniquo liberatemi. bera me. y Qui cogitaverunt malitias in corde, tota die constituebant praelia. y Acuerunt linguas suas sicut serpentes: venenum aspidum sub labiis eorum. y Custodi me, Domine, de manu peccatoris, et ab hominibus iniquis libera me. y Qui cogitaverunt supplantare gressus meos; absconderunt superbi laqueum mihi. y Et funes extenderunt in laqueum pedibus meis; juxta iter scandalum posuerunt mihi. y Dixi Domino: Deus y Quei, che pensieri macchinavano in cuor loro d' iniquità, tutto il giorno preparavano battaglie. y Affilate hanno le loro lingue come serpenti: ve leno di aspidi hanno sotto le loro lingue. Difendetemi, o Signore, dalla mano del peccatore, e dagli uomini iniqui liberatemi. y I quali macchinano di farmi cadere; mi hanno nascostamente questi superbi preparato un laccio. y E le funi tese hanno ai piedi per prendermi; lungo la strada un inciampo mi han posto. Ho detto al Signore: ALLA MESSA. meus es tu; exaudi, Domine, vocem orationis meae. y Domine, Domine, virtus salutis meae, obumbrasti caput meum in die belli. 307 Il mio Dio siete voi; esaudite, o Signore, la voce di mia preghiera. Ne tradas me a desiderio meo peccatori: cogitaverunt adversus me, ne derelinquas me, ne umquam exaltentur. y Signore, Signore, mia forte salute, voi faceste ombra alla mia testa nel dì del conflitto. y Non vogliate darmi, o Signore, nelle mani del peccatore, com' egli desidera: hanno macchinato contro di me, non mi abbandonate, affinchè non s'insuperbiscano. y Caput circuitus eorum, labor labiorum ipsorum operiet eos. y Il forte dei loro raggiri, il faticoso lavoro delle loro labbra gli avvilupperà. Verumtamen justi y I giusti poi daranno confitebuntur nomini laude al vostro nome: e tuo: et habitabunt re- abiteranno gli uomini di cti cum vultu tuo. rettitudine sotto i vostri occhi. senza Finito il Tratto, si dice la Passione sopra il pulpito nudo: ed il Celebrante la legge a voce bassa dalla parte dell' Epistola, senza Munda cor meum, domandare la benedizione, senza lumi, e senza incenso. Non si dice Dominus vobiscum, nè si risponde Gloria tibi Domine, nè il Celebrante, nè il Diacono segnano colla Croce se stessi o il libro. DICHIARAZIONE. S. Giovanni fu presente alla crocifissione, ed alla morte del suo Maestro, e vide tutto il successo che 308 VENERDÌ SANTO scrive: pertanto si legge convenientemente in questo giorno, giacchè egli è stato l'ultimo scrittore di tale istoria. Si dice sopra il legno nudo, poichè ancor nudo morì il Signor nostro sulla Croce. Non si chiede la benedizione, non si portano lumi, nè si adopera l'incenso, perchè è morto quegli che veramente ne benedice, è estinto il Sole del Paradiso, muore il Signore sul monte Calvario, luogo di lezzo e di giustiziati, onde lasciar dobbiamo ogni odore. Passio Domini nostri La Passione del nostro Jesu Christi secun- Signore Gesù Cristo secondo Giovanni. dum Joannem. In quel tempo uscì Gesù co' suoi discepoli di là dal torrente Cedron, dov' era un orto, in cui entrò egli, Cap. 18. In illo tempore: Egressus est Jesus cum discipulis suis trans torrentem Cedron, ubi erat hortus, in quem introi- e i suoi discepoli. Or era vit ipse, et discipuli cognito questo luogo anejus. Sciebat autem et che a Giuda, il quale lo Judas, qui tradebat tradiva, poichè frequeneum, locum, quia fre- temente Gesù si era quivi quenter Jesus conve- portato co' suoi discepoli. avuta nerat illuc cum disci- Giuda pertanto pulis suis. Judas ergo una coorte, e dei minicum accepisset cohor- stri dai principi dei sacertem, et a pontificibus, et doti, e dai farisei, andò e fiaca pharisaeis ministros, colà con lanterne, venit illuc cum lanter- cole, ed armi. Ma Gesù, nis, et facibus, et ar- che sapeva tutto quello, mis. Jesus itaque sciens che doveva cadere sopra 2 ALLA MESSA. 309 omnia, quae ventura| di lui, si fece avanti, e erant super eum, processit, et dixit eis: Quem quaeritis? C. Responderunt ei: S. Jesum Nazarenum. C. Dicit eis Jesus: Ego sum. C. Stabat autem et Judas, qui tradebat eum, cum ipsis. Ut ergo dixit eis: Ego sum: abierunt retrorsum, et ceciderunt in terram. Iterum ergo interrogavit eos: Quem quaeritis? C. Illi autem dixerunt: S. Jesum Nazarenum. C. Respondit Jesus: Dixi vobis, quia ego sum; si ergo me quaeritis, sinite hos abire. C. Ut impleretur sermo, quem dixit: Quia quos dedisti mihi, non perdidi ex eis quemquam. Simon ergo Petrus habens gladium eduxit eum, et percussit pontificis servum, et abscidit auriculam ejus dexteram. Erat autem nomen servo Malchus. Dixit ergo Jesus disse loro: Di chi cercate voi? Gli risposero: Di Gesù Nazzareno. Disse loro Gesù: Io sono. Ed era con essi anche Giuda, il quale lo tradiva. Appena però ebbe detto loro: Io sono: dettero indietro, e stramazzarono per terra. Di nuovo adunque domandò loro: Di chi cercate? E quegli dissero: Di Gesù Nazzareno. Rispose Gesù: Vi ho detto che io sono; se adunque di me cercate, lasciate che questi se ne vadano. Affinchè si adempiesse la parola detta da lui: Di quelli, che avete dati me, non ne ho perduto nessuno. Ma Simon Pietro, che aveva la spada, la sfoderò, e feri un servitore del sommo pontefice, e gli tagliò l'orecchia destra. Chiamavasi questo servitore Malco. Gesù però disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel 340 VENERDÌ SANTO Petro Mitte gla- fodero. Il calice datomi dium tuum in vaginam. dal Padre non berò io? Calicem, quem dedit La coorte pertanto, e il mihi Pater, non bibam tribuno, e i ministri dei illum? C. Cohors er- Giudei afferrarono Gesù, go, et tribunus, et mi- e lo legarono, e lo menanistri Judaeorum com- rono di là da Anna priprehenderunt Jesum, mieramente, perchè era et ligaverunt eum, et suocero di Caifa, il quale adduxerunt eum ad An- era pontefice in quell'anno. nam primum: erat e Caifa poi era quello, che nim socer Caiphae, qui il consiglio avea dato ai erat pontifex anni il- Giudei, che era spediente lius. Erat autem Cai- che un sol uomo morisse phas, qui consilium pel popolo. Teneva dietro dederat Judaeis: Quia a Gesù Simon Pietro, e expedit, unum homi- un altro discepolo. E quest' nem mori pro populo. altro discepolo era conoSequebatur autem Je- sciuto dal pontefice, ed sum Simon Petrus, et entrò con Gesù nel cortile alius discipulus. Disci- del pontefice. Pietro poi pulus autem ille erat restò di fuori alla porta. Ma notus pontifici, et in- usci quell'altro discepolo, troivit cum Jesu in a- che era conosciuto dal pontrium pontificis. Petrus tefice, e parlò alla portiautem stabat ad ostium naia, e fece entrar Pietro. foris. Exivit ergo disci- Disse però a Pietro la serpulus alius, qui erat va portinaia: Sei forse notus pontifici, et di- anche tu dei discepoli di xit ostiariae, et intro- quest'uomo? Ei rispose: duxit Petrum. Dicit ergo Petro ancilla ostiaria: S. Numquid et tul ALLA MESSA. 344 ex discipulis es homi-| Nol sono. Stavano i servi, nis istius? C. Dicit ille: e i ministri al fuoco, perS. Non sum. C. Sta- chè faceva freddo, e si bant autem servi, et scaldavano e Pietro se ministri ad prunas, ne stava con essi, e si quia frigus erat, et ca- scaldava. Ora il pontefice lefaciebant se: erat au- interrogò Gesù circa i suoi tem cum eis et Petrus discepoli, e circa la sua stans, et calefaciens se. dottrina. Gli rispose Gesù: Pontifex ergo interro- Ho parlato alla gente in gavit Jesum de discipu- pubblico: io ho sempre lis suis, et de doctrina insegnato nella sinagoga, ejus. Respondit ei Je- e nel tempio, dove tutti i sus: Ego palam lo- Giudei si radunano: e in cutus sum mundo: ego segreto non ho fatta pasemper docui in syna- rola. Perchè interrogate goga, et in templo, me? Domandate a coloro, quo omnes Judaei con- che hanno udito quel, che veniunt: et in occulto io abbia lor detto: questi locutus sum nihil. Quid sanno quali cose abbia me interrogas? Inter- dette io. Appena ebbe eroga eos qui audierunt gli detto questo, che uno quid locutus sim ipsis: dei ministri quivi presenti ecce hi sciunt, quae diede uno schiaffo a Gesù, dixerim ego. C. Haec dicendo: Così rispondi al autem cum dixisset, pontefice? Risposegli Geunus assistens ministro- sù: Se male ho parlato, rum dedit alapam Je- dammi accusa di questo su, dicens: S. Sic re- male: se bene, perchè mi spondes pontifici? C. Respondit ei Jesus: Si male locutus sum, testimonium perhibe de l VENERDÌ SANTO 312 malo si autem bene, quid me caedis? C. Et misit eum Annas ligatum ad Caipham pontificem. Erat autem Simon Petrus stans, et calefaciens se. Dixerunt ergo ei: S. Numquid et tu ex discipulis ejus es? C. Negavit ille, et dixit: S. Non sum. C. Dicit ei unus ex servis pontificis cognatus ejus, cujus abscidit Petrus auriculam: S. Nonne ego te vidi in horto cum illo? C. Iterum ergo negavit Petrus: et statim gallus cantavit. Adducunt ergo Jesum a Caipha in praetorium. Erat autem mane: et ipsi non introierunt in praetorium, ut non contaminarentur, sed ut manducarent Pascha. Exivit ergo Pilatus ad eos foras, et dixit: S. Quam accusationem affertis adversus hominem hunc? C. Responderunt, et dixerunt ei: S. Si non percuoti? Lo mandò dunque Anna legato al sommo pontefice Caifa. Ed eravi Simone Pietro, che si stava scaldando. Dissero dunque a lui: Sei forse anche tu dei suoi discepoli? Negò egli dicendo: Nol sono. Dissegli uno dei servi del pontefice, parente di quello, cui aveva Pietro tagliato l'orecchia: Non ti ho io veduto nell' orto con lui? Ma di nuovo Pietrò negò: e subito il gallo cantò. Condussero adunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Ed era di mattino: ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi, affin di mangiare la Pasqua. Uscì adunque fuori Pilato ad essi, e disse: Che accusa presentate voi contro quest'uomo? Gli risposero, e dissero: Se non fosse costui un malfattore, non lo avremmo ALLA MESSA. 313 esset hic malefactor, rimesso nelle vostre mani. non tibi tradidissemus Disse adunque loro Pilato: eum. C. Dixit ergo eis Prendetelo voi, e secondo Pilatus S. Accipite la vostra legge giudicaeum vos, et secundum telo. Ma i Giudei gli dislegem vestram judi- sero: A noi non è lecito cate eum. C. Dixe- di dar morte ad alcuno. runt ergo ei Judaei: Affinchè si adempiesse la S. Nobis non licet in- parola detta da Gesù, per terficere quemquam. significare di qual morte C. Ut sermo Jesu im- dovea morire. Entrò apleretur, quem dixit, dunque di nuovo Pilato significans, qua morte nel pretorio, e chiamò esset moriturus. Introi- Gesù, e gli disse: Sei tu vit ergo iterum in prae- il Re de' Giudei? Gli rispotorium Pilatus, et vo- se Gesù: Da voi stesso cavit Jesum, et dixit ei: dite questo, ovvero altri. S. Tu es Rex Judaeo- ve l' han detto di me? Rirum? C. Respondit Je- spose Pilato: Son io forse sus: A temetipso Giudeo? La tua nazione, hoc dicis, an alii di- e i pontefici ti hanno mesxerunt tibi de me? C. so nelle mie mani: che hai Respondit Pilatus: S. tu fatto? Rispose Gesù: Numquid ego Judaeus Il regno mio non è di sum? Gens tua et pon- questo mondo: se di quetifices tradiderunt te sto mondo fosse il mio remihi quid fecisti? C. gno, i miei ministri farebRespondit Jesus: bero ogni sforzo perchè Regnum meum non est non venissi dato in potere de hoc mundo. Si ex hoc mundo esset regnum meum, ministri mei utique decertarent, 44 314 VENERDÌ SANTO ut non traderer Judæis:| dei Giudei: ora poi il renunc autem regnum gno mio non è di qua. Dismeum non est hinc. C. segli però Pilato: Dunque Dixit itaque ei Pilatus: Re sei tu? Rispose Gesù: S. Ergo Rex es tu? C. Voi dite che Re son io. Io Respondit Jesus: Tu a questo fine son nato, e dicis quia Rex sum ego. a questo fine son venuto Ego in hoc natus sum, nel mondo, di rendere teet ad hoc veni in mun- stimonianza alla verità: dum, ut testimonium chiunque sta per la verità, perhibeam veritati: om- ascolta la mia voce. Disnis, qui est ex verita- segli Pilato: Che cosa è la te, audit vocem meam. verità? E detto questo, di C. Dicit ei Pilatus: S. nuovo uscì a trovar i GiuQuid est veritas? C. Et dei, e disse loro: Io non cum haec dixisset, ite- trovo in lui alcun delitto. rum exivit ad Judaeos, Ora voi avete per uso che et dixit eis: S. Ego nul- io vi rilasci libero un uolam invenio in eo cau- mo nella Pasqua: volete sam. Est autem con- adunque che vi metta in suetudo vobis, ut unum libertà il Re de' Giudei? dimittam vobis in Pa- Ma gridarono replicatascha: vultis ergo dimit- mente tutti, dicendo: Non tam vobis Regem Ju- costui, ma Barabba. Or daeorum? C. Clamave- Barabba era un assassino. runt ergo rursum om- Allora adunque Pilato prenes, dicentes: S. Non se Gesù, e lo flagellò. Ed hunc, sed Barabbam. i soldati, intrecciata una C. Erat autem Barab- corona di spine, gliela pobas latro. Tunc ergo sero sulla testa; e con una apprehendit Pilatus Jesum, et flagellavit. Et milites plectentes coro 315 veste di porpora lo coprirono. E si accostavano a lui, e dicevano: Dio ti salvi, Re dei Giudei; e davangli degli schiaffi. Usci adunque di nuovo Pilato fuori, e disse loro: Ecco, che io ve lo conduco fuori, affinchè intendiate che non trovo in lui reato alcuno.( E usci fuori Gesù portando la corona di spine, e la veste di porpora.) E disse loro Pilato: Ecco l'uomo. Ma visto che l'ebbero i pontefici, ed i ministri, alzarono le voci, dicendo: Crocifiggetelo, crocifiggetelo. Disse loro Pilato: Prendetelo voi, e crocifiggetelo: imperocchè io non trovo in lui reato. Gli risposero i Giudei: Noi la legge abbiamo, e secondo la legge deve morire, perchè Figliuolo di Dio si è fatto. Quando udì Pilato queste parole, magALLA MESSA. nam de spinis, imposuerunt capiti ejus: et veste purpurea circumdederunt eum. Et veniebant ad eum, et dicebant: S. Ave Rex Judaeorum. C. Et dabant ei alapas. Exivit ergo iterum Pilatus foras, et dicit eis: S. Ecce, adduco vobis eum foras, ut cognoscatis, quia nullam invenio in co causam. C.( Exivit ergo Jesus porta'ns coronam spineam, et purpureum vestimentum.) Et dicit eis: S. Ecce homo. C. Cum ergo vidissent eum pontifices et ministri, clamabant, dicentes: S. Crucifige, crucifige eum. C. Dicit eis Pilatus: S. Accipite eum vos, et crucifigite: ego enim non invenio in eo causam. C. Responderunt ei Judaei: S. Nos legem habemus, et secundum legem debet mori, quia Filium Dei se fecit. C. Cum ergo 316 VENERDÌ SANTO audisset Pilatus hunc| giormente si intimidi. Ed sermonem, magis ti- entrò nel pretorio nuovamuit. Et ingressus est mente, e disse a Gesù: praetorium iterum, et Donde sei tu? Ma Gesù dixit ad Jesum: S. Unde non gli diede risposta. Dises tu? C. Jesus autem segli perciò Pilato: Con responsum non dedit me non parli? Non sai che ei. Dicit ergo ei Pila- sta nelle mie mani il crotus: S. Mihi non lo- cifiggerti, e sta nelle mie queris? Nescis quia po- mani il liberarti? Rispose testatem habeo cruci- Gesù: Non avresti potere figere te, et potesta- alcuno sopra di me, se tem habeo dimittere te? non ti fosse dato di sopra. C. Respondit Jesus: Per questo, colui che mi Non haberes potesta- ti ha dato nelle mani, è tem adversum me ul- reo di più gran peccato. lam, nisi tibi datum Da indi in poi cercava Piesset desuper. Propte- lato di liberarlo; ma i Giurea, qui me tradidit dei alzavan le strida, tibi, majus peccatum cendo: Se costui liberate, habet. C. Et exinde non siete amico di Cesare: quaerebat Pilatus di- dappoichè chiunque si fa mittere eum. Judaei au- re, fa contro a Cesare. tem clamabant, dicen- Pilato adunque, sentito tes: S. Si hunc dimit- questo discorso, condusse tis, non es amicus Cae- fuori Gesù, e si pose a sesaris: omnis enim qui dere sul tribunale, nel luose regem facit, contra- go detto Lithostrotos, e in dicit Caesari. C. Pilatus autem, cum audisset hos sermones, adduxit foras Jesum: et sedit pro tribunali, in di ALLA MESSA. 317 loco, qui dicitur Li-| ebraico Gabbata. Ed era la thostrotos, hebraice Parasceve della Pasqua, autem Gabbatha. Erat e circa l'ora sesta. E disse autem Parasceve Pa- ai Giudei: Ecco il vostro schae, hora quasi sex- Re. Ma essi gridavano: ta, et dicit Judaeis: Togliete, togliete, crociS. Ecce Rex vester. C. figgetelo. Disse loro PilaIlli autem clamabant: to: Il vostro Re crocifigS. Tolle, tolle, cruci- gerò io? Gli risposero i fige eum. C. Dicit eis pontefici: non abbiamo Pilatus: S. Regem ve- Re fuori di Cesare. Alstrum crucifigam? C. lora adunque lo diede nelResponderunt pontifi- le loro mani, perchè fosse ces: S. Non habemus crocifisso. Presero pertanregem, nisi Caesarem. to Gesù, e lo menarono C. Tunc ergo tradidit via. Ed egli portando la eis illum, ut crucifige- sua croce si incamminò retur. Susceperunt au- verso il luogo detto del tem Jesum, et eduxe- Cranio, in ebraico Golgorunt. Et bajulans sibi ta, dove crocifissero lui, crucem, exivit in eum, e con lui due altri, uno qui dicitur Calvariae di qua, e uno di là, e nel locum, hebraice autem mezzo Gesù. E scrisse di Golgotha: ubi crucifi- più Pilato un cartello, e xerunt eum, et cum eo lo pose sopra la croce; ed alios duos, hinc, et eravi scritto: Gesù Nazahinc, medium autem reno Re de'Giudei. Or queJesum. Scripsit autem sto cartello molti Giudei lo et titulum Pilatus: et posuit super crucem. Erat autem scriptum: Jesus Nazarenus Rex Judaeorum. Hunc ergo titu 318 VENERDÌ SANTO lum multi Judaeorum| lessero, perchè vicino alla legerunt: quia prope città era il luogo, dove fu civitatem erat locus, crocifisso Gesù. Ed era ubi crucifixus est Je- scritto in ebraico, in gresus. Et erat scriptum co, ed in latino. Dicevan hebraice, graece, et la- però a Pilato i pontefici dei tine. Dicebant ergo Pi- Giudei: Non vogliate scrilato pontifices Judaeo- vere Re dei Giudei; ma rum: S. Noli scribere che costui ha detto: Sono Rex Judaeorum; sed Re dei Giudei. Rispose Piquia ipse dixit: Rex sum lato: Quel che ho scritto, Judaeorum. C. Respon- l' ho scritto. I soldati poi, dit Pilatus: S. Quod crocifisso che ebber Gesù, scripsi, scripsi. C. Mi- presero le sue vesti( e ne lites ergo, cum cruci- fecero quattro parti, una fixissent eum, acce- per ciascun soldato), e la perunt vestimenta ejus tonaca. Or la tonaca era ( et fecerunt quatuor senza cuciture, dalla parpartes: unicuique mi- te superiore in giù tessuta liti partem), et tuni- tutta. Dissero perciò tra cam. Erat autem tunica loro: Non la dividiamo, inconsutilis, desuper ma tiriamo a sorte, a chi contexta per totum. abbia a toccare. Affinchè Dixerunt ergo ad in- la Scrittura si adempiesse, vicem S. Non scin- che dice: Si divisero tra damus eam, sed sor- loro le mie vestimenta, tiamur de illa, cujus la mia veste tirarono a sorsit. C. Ut Scriptura im- te. I soldati adunque fecepleretur, dicens: Par- ro tali cose. Ma stavano titi sunt vestimenta mea sibi: et in vestem meam miserunt sortem. Et milites quidem haec fecee ALLA MESSA. 349 runt. Stabant autem| vicino alla croce di Gesù juxta crucem Jesu Ma- la sua Madre, e la sorella ter ejus, et soror Matris di sua Madre Maria di ejus Maria Cleophae, Cleofa, e Maria Maddaleet Maria Magdalene. na. Gesù adunque veduto Cum vidisset ergo Je- avendo la Madre, e il Disus Matrem, et Disci- scepolo da lui amato, che pulum stantem, quem era dappresso, disse alla diligebat, dicit Matri Madre sua: Donna, ecco suae: Mulier, ecce fi- il vostro figliuolo. Di poi lius tuus.C.Deinde dicit disse al Discepolo: Ecco Discipulo: Ecce Ma- la tua Madre. E da quel ter tua. C. Et ex illa punto la prese il Discepolo hora accepit eam Disci- con seco. Dopo di ciò copulus in sua. Postea noscendo Gesù che tutto sciens Jesus, quia omnia era adempiuto, affinchè consummata sunt, ut si adempiesse la Scrittura, consummaretur Scri- disse: Ho sete. Un vaso ptura, dixit: Sitio. C. era stato quivi posto di aVas ergo erat positum a- ceto pieno: onde quelli una ceto plenum. Illi autem spugna inzuppata nell'aspongiam plenam ace- ceto, e con dell'issopo into, hyssopo circumpo- voltata, la presentarono nentes, obtulerunt ori alla sua bocca. Adunque ejus. Cum ergo accepis- preso che ebbe Gesù l'aset Jesus acetum, dixit: ceto, disse: È compiuto. rendè Consummatum est. E chinato il capo, C. Et inclinato capite, lo spirito.( Qui s'inginoctradidit spiritum.( Hic chia, e si fa una breve genuflectitur, et pau- pausa.) Ma i Giudei( giacsatur aliquantulum.) chè era la Parasceve), afJudaei ergo( quoniam Parasceve erat), ut non VENERDÌ SANTO 320 remanerent in cruce corpora sabbato( erat enim magnus dies ille sabbati), rogaverunt Pilatum, ut frangerentur eorum crura, et tollerentur. Venerunt ergo milites et primi quidem fregerunt crura, et alterius, qui crucifixus est cum eo. Ad Jesum autem cum venissent, ut viderunt eum jam mortuum, non fregerunt ejus crura: sed unus militum lancea latus ejus aperuit, et continuo exivit sanguis et aqua. Et qui vidit, testimonium perhibuit: et verum est testimonium ejus. Et ille scit, quia vera dicit; ut et vos credatis. Facta sunt enim haec, ut Scriptura impleretur: Os non comminuetis ex eo. Et iterum alia Scriptura dicit: Videbunt in quem transfixerunt. finchè non restassero sulla croce i corpi nel sabato ( conciossiachè era grande quel giorno di sabato), pregaron Pilato, che fossero ad essi rotte le gambe, o fossero tolti via. Andaron pertanto i soldati, e al primo rupper le gambe, e all' altro, che era stato crocifisso con lui. Ma quando furono a Gesù, quando videro che era già morto, non gli ruppero le gambe. Ma uno dei soldati con una lancia il di lui fianco apri, e subito ne uscì sangue, ed acqua. E chi vide, lo ha attestato: ed è vera la sua testimonianza. Ed egli sa, che il vero dice, affinchè voi crediate. Imperocchè sono avvenute tali cose, affinchè la Scrittura si adempiesse: Delle sue ossa non ne romperete nessuna. E parimenti un' altra Scrittura dice: Volgeran gli sguardi a colui, che hanno trafitto. storby Ciò che segue si legge in tuono di Vangelo: si dice Munda cor meum, ma non si chiede la benedizione; ALLA MESSA, 321 non si portano lumi, nè incenso, ed il Celebrante in fine non bacia il libro. Post haec autem rogavit Pilatum Joseph ab Arimathaea( eo quod esset discipulus Jesu, occultus autem propter metum Judaeorum), ut tolleret corpus Jesu: et permisit Pilatus. Venit ergo, et tulit corpus Jesu. Venit autem et Nicodemus, quivenerat ad Jesum nocte primum, ferens mixturam myrrhae, et aloes, quasi libras centum. Acceperunt ergo corpus Jesu, et ligaverunt illud linteis cum aromatibus, sicut mos est Judaeis sepelire. Erat autem in loco, ubi crucifixus est, hortus; et in horto monumentum novum, in quo nondum quisquam positus erat. Ibi ergo, propter Parasceven Judaeorum, quia juxta erat monumentum, posuerunt Jesum. Dopo di ciò pregò Pilato Giuseppe da Arimatea( discepolo di Gesù, ma occulto per timor dei Giudei) per prendersi il corpo di Gesù. E Pilato lo permise. Venne dunque, e prese il corpo di Gesù. Venne anche Nicodemo ( quegli che andò da Gesù di notte la prima volta) portando di una mistura di mirra, e di aloe, quasi libbre cento. Preser dunque il corpo di Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli di lino, ponendovi gli aromi, come si costuma dagli Ebrei nelle sepolture. Era nel luogo, dove egli fu crocifisso, un orto; e nell'orto un monumento nuovo, nel quale non era mai stato posto nessuno. Quivi adunque, a motivo della Parasceve dei Giudei, perchè vicino era il monumento, deposero Gesù. * 1400 ISO 322 VENERDÌ SANTO DICHIARAZIONE. Cristo sulla Croce pregò il Padre suo per tutti noi, e così la Chiesa imitandolo, anche per tutti i viventi fa orazione, inchinando spesso le ginocchia, per mostrare a Dio maggior umiltà, e sommissione. Il Sacerdote, stando dal canto dell' Epistola, comincia assolutamente colle mani giunte of niet Oremus, dilectissimi Preghiamo, o( fratelli) nobis, pro Ecclesia sancla Dei: ut eam Deus, et Dominus noster, pacificare, adunare, et custodire dignetur toto orbe terrarum: subjiciens ei principatus, et potestates: detque nobis quietam, et tranquillam vitam degentibus, glorificare Deum Patrem omnipotentem. a noi dilettissimi, per la Chiesa santa di Dio: acciocchè il Dio, e Signore nostro di pacificarla, adunarla, e custodirla si degni per tutto quanto il mondo: soggettando a lei i principati, e le potestà: e dia a noi, che siamo( nella vera Chiesa,) di glorificare con una quieta, e tranquilla vita Iddio Padre onnipotente. Oremus. Diaconus. Flectamus genua. Subdiaconus. Levate. Preghiera. Il Diacono. Pieghiamo le ginocchia. I Suddiacono. R/ Alzatevi. L'Orazione si canta in tuono feriale colle mani stese, e la stessa maniera si osserva in tutte le seguenti Orazioni. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, qui gloriam Dio, che la vostra gloria tuam omnibus in Chri- in Cristo a tutte le genti ALLA MESSA. 323 sto gentibus revelasti:| manifestasté: custodite le custodi opera misericordiae tuae, ut Ecclesia tua toto orbe diffusa, stabili fide in confessione tui nominis perseveret. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum etc. R. Amen. opere della vostra misericordia, affinchè la vostra Chiesa per tutto il mondo dilatata, con stabile fede nella confessione del vostro nome perseveri. Per il medesimo Signore Gesù Cristo vostro Figliuolo, che con voi ecc. Così sia. Oremus et pro beatis- Preghiamo anche per il simo Papa nostro N., beatissimo Papa nostro N., ut Deus, et Dominus acciocchè Iddio, e il Sinoster, qui elegit eum gnor nostro, che lo elesse in ordine Episcopatus,( supremo Capo) nell'ordied salvum, atque incolu- ne Vescovile, salvo, mem custodiat Eccle- illeso lo custodisca alla siae suae sanctae, ad Chiesa sua santa, per regregendum populum san- gere il popol santo di Dio. ctum Dei. Oremus. Flectamus Preghiera. Pieghiamo genua. le ginocchia. auto R Alzatevi. R Levate. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, cujus judicio Dio, per cui disposizione universa fundantur: re- tutte le cose si formano: spice propitius ad pre- risguardate propizio alle ces nostras, et electum nostre preghiere, e l'eletnobis Antistitem tua toci Prelato colla vostra pietate conserva ut pietà conservate: accioc 324 VENERDÌ SANTO Christiana plebs, quae| chè il Cristiano popolo, te gubernatur auctore, sub tanto Pontifice, credulitatis suae meritis augeatur. Per Dominum nostrum etc. R Amen. che per vostro ordine viene governato, sotto un tanto Pontefice, della sua credenza i meriti accresca. Per il Signor nostro ecc. R Così sia. L Oremus et pro omni- Preghiamo anche per tutbus Episcopis, Prae- ti i Vescovi, Sacerdoti, sbyteris, Diaconibus, Diaconi, Suddiaconi, AcSubdiaconibus, Acoly- coliti, Esorcisti, Lettori, this, Exorcistis, Lecto- Ostiarii, Confessori, Verribus, Ostiariis, Con- gini, Vedove, e per tutto fessoribus, Virginibus, il popolo santo di Dio. Viduis, et pro omni populo sancto Dei. Oremus. Flectamus genua. Torniamo a pregare. el Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. 18-1 R Levate. Omnipotens sempiterne Deus, cujus Spiritu totum corpus Ecclesiae sanctificatur, et regitur: exaudi nos pro universis ordinibus supplicantes: ut gratiae tuae munere, ab omnibus tibi gradibus fideliter serviatur. Per Dominum etc. Amen. Onnipotente sempiterno Iddio, dal cui Spirito tutto il corpo della Chiesa santificato viene, e governato: esaudite noi per tutti gli ordini supplichevoli: affinchè, mediante il dono della vostra grazia, siate da ogni e qualunque grado fedelmente servito. Per il Signore ecc. B Così sia. Oremus et pro Christianissimo( si non est coronatus dicatur electo) Imperatore nostro N., ut Deus, et Dominus noster subditas illi faciat omnes barbaras nationes, ad nostram perpetuam pacem. ALLA MESSA. Oremus. Flectamus da genua. R Levate. Preghiamo anche per il Cristianissimo( se non è coronato si aggiunga eletto) Imperator nostro N., affinchè Iddio, e il Signor nostro soggette a lui renda tutte le barbare nazioni, per la nostra perpetua pace. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia.c Alzatevi. Omnipotens sempiterne Deus, in cujus manu sunt omnium potestates, et omnium jura regnorum: respice ad Romanum benignus Imperium; ut gentes, quae in sua feritate confidunt, potentiae tuae dextera comprimantur. Per Dominum etc. R/ Amen. 325 Onnipotente sempiterno Iddio, nelle cui mani sono di tutti le potestà, e i diritti di tutti i regni: risguardate con occhio benigno il Romano Impero, acciocchè le genti, che nella propria fierezza confidano, dalla destra della vostra potenza sieno depresse. Per il Signore ecc. R Così sia. Oremus et pro Catechumenis nostris, ut Deus, et Dominus noster adaperiat aures praecordiorum ipsorum, januamque misePreghiamo anche per i nostri Catecumeni, acciocchè il Dio, e Signor nostro apra le orecchie del loro cuore, e la porta della misericordia; onde, 326 VENERDÌ SANTO ricordiae; ut per lava-| mediante la lavanda di ricrum regenerationis ac- generazione, ricevuta la cepta remissione omni- remissione di tutti i pecum peccatorum, et ipsi cati, essi pure si trovino inveniantur in Christo uniti con Cristo Gesù SiJesu Domino nostro. gnor nostro. Oremus. Flectamus genua. of shoot R Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. TR Alzatevi. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, qui Ecclesiam Iddio, che la vostra Chietuam nova semper pro- sa di nuova prole sempre le foecundas: auge fi- rendete feconda: accredem, et intellectum Ca- scete la fede, e l'intenditechumenis nostris: ut mento ai Catecumeni norenati fonte baptisma- stri; onde rinati nel fontis, adoptionis tuae fi- te battesimale, tra i figli liis aggregentur. Per della vostra adozione siaDominum etc. no aggregati. Per il SiR! Amen. gnore ecc. R Così sia. Oremus, dilectissimi Preghiamo,( o fratelli) nobis, Deum Patrem o- a noi dilettissimi, Iddio mnipotentem, ut cunctis Padre onnipotente: affinmundum purget errori- chè purghi il mondo da bus: morbos auferat: tutti gli errori, le inferfamem depellat: ape- mità tolga, la fame scacle riat carceres: vincula ci, apra le prigioni, dissolvat peregrinan- catene sciolga, a chi viagtibus reditum infir- gia il ritorno, a chi è inmantibus sanitatem fermo la sanità, a chi na navigantibus portum salutis indulgeat. Oremus. Flectamus eh ondas genua. R Levate. ALLA MESSA. Omnipotens sempiterne Deus, mœstorum consolatio, et laborantium fortitudo: perveniant ad te preces de quacumque tribulatione clamantium: ut omnes sibi in necessitatibus suis misericordiam tuam gaudeant adfuisse. Per Dominum etc. R Amen. 327 viga il porto di salute conceda. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. genua. Onnipotente sempiterno Iddio, dei tribolati la consolazione, degli stanchi la fortezza: arrivino a voi le preghiere di chi grida da qualunque sia tribolazione, affinchè tutti nelle loro necessità godano, che con essi sia stata la vostra misericordia. Per il Signore ecc. R Così sia. Oremus et pro Hæreticis, et Schismaticis: ut Deus, et Dominus noster eruat eos ab erroribus universis, et ad sanctam matrem Ecclesiam Catholicam, atque Apostolicam revocare si degni. dignetur. Oremus. Flectamus Preghiamo anche per gli Eretici, e Scismatici: affinchè il Dio, e Signor nostro li cavi da tutti gli errori, e alla Santa Madre Chiesa Cattolica, ed Apostolica di richiamarli Torniamo a pregare. elestarian Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. R Levate. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno 328 VENERDÌ SANTO ne Deus, qui salvas o- Iddio, che salvate tutti, mnes, et neminem vise niuno volete che periperire: respice ad ani- sca: date un'occhiata almas diabolica fraude deceptas: ut omni hæretica pravitate deposita, errantium corda resipiscant, et ad veritatis tuæ redeant unitatem. enPer Dominum etc. Amen, le anime dalla frode diabolica ingannate, acciocchè, ogni eretica malvagità rigettata, gli smarriti cuori si ravvedano, e alla vostra verità tornino ad unirsi.g Oremus et pro perfidis Judæis: ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum: ut et ipsi agnoscant Jesum Christum Dominum nostrum. Per il Signore ecc. R Così sia. Preghiamo anche per i perfidi Giudei, perchè il Dio, e Signor nostro levi il velo dai loro cuori, onde essi pure arrivino a conoscere Gesù Cristo Signor nostro. Non si risponde Amen, ma si dice subito la seguente Orazione. I Ju DICHIARAZIONE. Si tace in questo luogo il Flectamus genua, a fine che ci ricordiamo, che Cristo in questo giorno fu oltraggiato dai Giudei con simili inchini, quando percuotendolo dicevano: Prophetiza nobis. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, qui etiam Ju- Iddio, che anche la perdaicam perfidiam a tua fidia Giudaica dalla vomisericordia non repel- stra misericordia non al ALLA MESSA. 329 lis: exaudí preces no-| lontanate: ascoltate le stras, quas pro illius nostre preghiere, che per populi obcaecatione de- l' acciecamento di quel ferimus: ut agnita ve- popolo vi porgiamo; afritatis tuae luce, quæ finchè, conosciuta della Christus est, a suis te- vostra verità la luce, che nebris eruantur. Per è Cristo, dalle loro teneeumdem Dominum no- bre se n' escano. Per il Signor nostro ecc. strum etc, R Amen. R Così sia. Preghiamo anche per i Pagani, acciocchè il Dio onnipotente tolga l'iniquità dai loro cuori; onde, abbandonati i loro idoli, si convertano al Dio vivo, e vero, e unico Figlio suo Gesù Cristo Dio, Oremus et pro Paganis: ut Deus omnipotens auferat iniquitatem a cordibus eorum: ut, relictis idolis suis, convertantur ad Deum vivum, et verum, et unicum Filium ejus Jesum Christum Deum, e Signor nostro. et Dominum nostrum. Non si risponde Amen. DICHIARAZIONE. In questo luogo, e di sopra, quando che avverte il Sacerdote a pregare per i Giudei, non si dice l' Amen, perchè quanto si dice prima non è preghiera, nè orazione, ma esortamento. E quella parola volendo significare Sia fatto, si conosce benissimo, che non ci bisogna: ma si avvertisce a tacerlo per l'uso che abbiamo di soggiungerlo alle parole Saecula saeculorum. Oremus. Flectamus Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. genua. R Alzatevi. B Levate. 330 VENERDÌ SANTO Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, qui non mor- Iddio, che non la morte tem peccatorum, sed vitam semper inquiris: suscipe propitius orationem nostram; libera eos ab idolorum cultura, et aggrega Ecclesiæ tuæ sanctæ, ad laudem, et gloriam nominis tui. Per Dominum etc. R! Amen. dei peccatori, ma la vita sempre cercate: risguardate propizio la nostra orazione, e liberateli dal culto degl' idoli, ed uniteli alla Chiesa vostra santa, a lode e gloria del vostro nome. Per il Signore ecc. R Così sia. Finite le orazioni, il Celebrante depone la pianeta, e si avvicina al canto dell' Epistola, ivi nella parte posteriore dell'angolo riceve dal Diacono la croce già preparata sull'altare, e colla faccia voltata al popolo la scuopre alquanto dalla sommità, cominciando da se solo l'Antifona Ecce lignum Crucis, e da' Ministri viene aiutato a cantare il resto fino al Venite adoremus. DICHIARAZIONE. La parte destra, e da basso, ove si pone il Sacerdote, è simbolo della Palestina, situata in Oriente, e si dice essere la destra del mondo; ed ivi prima cominciossi a conoscere Cristo, e la sua Croce: onde con alta voce si canta Ecce lignum, perchè pubblicamente ei manifestava esser lui il Messia. Questo primo discoprimento della Croce è per quando i Giudei, avendogli coperta la faccia nel cortile, davangli delle guanciale; e però la detta faccia del Signore ora non si mostra, e noi l'adoriamo con benedirlo. ALLA MESSA. 331 Mentre il Coro canta Venite adoremus, tutti si prostrano, alla riserva del Celebrante, il quale si avanza alla parte anteriore dell'altare dal medesimo canto dell' Epistola, scuopre il braccio destro della Croce, ed alzando alquanto più della prima volta la voce, comincia Ecce lignum Crucis; e gli altri cantano, ed adorano come sopra. DICHIARAZIONE. Il luogo, nel quale ora va il Sacerdote, e vi si leggono le Lezioni, mostra Gerusalemme, ove erano i Dottori della Legge. Si discuopre la Croce più di prima, perchè ivi, più che altrove, fece conoscere la sua dottrina. E adorato, in vece di quando lo schernivano coronato di spine, dicendogli Ave Rex Judaeorum. E poichè allora non più coperta egli aveva la faccia, quindi è che ancor qui si mostra, rappresentandosi quell'atto. Di poi il Sacerdote viene in mezzo dell'altare, scuopre intieramente la Croce, e con tuono ancora più alto comincia per la terza volta Ecce lignum Crucis; e gli altri cantano, ed adorano come sopra. y Ecce lignum Cru-| y Ecco il legno della cis, in quo salus mundi Croce, su di cui è morto il Salvator del mondo. pependit. Il Coro risponde: R Venite, adoremus.| R Venite, e adoriamolo. Il Sacerdote poi porta solo la Croce davanti all' altare nel luogo a questo effetto preparato, e genuflesso ivi la posa. DICHIARAZIONE. L'andare il Sacerdote in mezzo dell'altare, e dire più altamente delle altre volte, Ecce lignum, fa sapere, che il Salvatore coi segni, e con le parole, 332 VENERDÌ SANTO fu conostando in mezzo dei due ladri sulla Croce, sciuto chiaramente ch'era il Figliuol di Dio. E pertanto la Croce tuttà si discuopre, essendovi egli penduto nudo, e fattosi chiaro ciò che di Lui e nei Profeti, e nella Legge contenevasi. La terza volta si adora, per quando i Giudei, passando avanti la Croce, lo schernivano, dicendogli: Vah, qui destruis templum Dei. Indi essendosi levate le scarpe, procede ad adorare la Croce, facendo tre genuflessioni prima di baciarla. Ciò fatto, ritorna, calza le sue scarpe, e prende la Pianeta. Indi i Ministri dell'altare, e dopo di essi il Clero, e tutto il popolo, a due a due vanno ad adorare la Croce, piegando tre volte le ginocchia, come abbiamo già detto. DICHIARAZIONE. Siccome gli Ebrei, i Greci ed i Latini vituperano oggi Cristo, così ancora nelle stesse lingue è benedetto; il Sanctus latino, l'Agios greco, ed il Popule meus ebraico. E avvegnachè questo Popule meus non sia profferito chiaramente in ebraico, nondimeno, poichè si parla in persona del Salvatore, che era Giudeo, e tal versetto è levato dai Profeti, quali scrissero in lingua ebrea, dobbiamo intendere che sia in tal lingua: ma così è posto per nostra intelligenza, non meno che l'Agios, e le altre greche sono da noi latinamente dette Sanctus, e il rimanente, quantunque abbiano il medesimo significato. Mentre si adora la Croce, si cantano gli improperi, e le altre cose che seguono, tutte o in parte, secondo che molti, o pochi saranno gli adoratori, in questa maniera. Due Cantori in mezzo del Coro cantano il y Popule meus sino ad Agios, o Theos. Popule meus, quid feci tibi? aut in quo contristavi te? responde mihi. ALLA MESSA. y Quia eduxi te de terra Egypti: parasti crucem Salvatori tuo. 333 y Popolo mio, che mai ti ho fatto? o in che t' ho io contristato? rispondimi. Agios, o Theos. Sanctus Deus. Un Coro canta: Io ti cavai dalla terra d'Egitto: e tu hai preparata una croce al tuo Salvatore. L'altro Coro risponde: 1 Primo Coro: Agios ischyros. Sanctus fortis.| Dio Santo. Secondo Coro: Sanctus immortalis, Santo, e forte. Primo Coro: Agios athanatos eleison imas. Secondo Coro: Santo e immortale, abbiate misericordia di noi. miserere nobis. Di poi due del secondo Coro cantano: y Quia eduxi te per desertum quadraginta annis, et manna cibavi te, et introduxi te in terram satis bonam; parasti crucem Salvatori tuo. y Perchè io ti ho guidato nel deserto per quarant'anni, e di manna ti ho nudrito, e ti ho introdotto in una terra fertilissima: tu hai preparata una croce al tuo Salvatore. I Cori rispondono alternativamente Agios, o Theos etc. Sanctus Deus etc., così però, che il primo Coro sempre ripeta Agios. 334 VENERDÌ SANTO Di poi due del primo Coro cantano: 1 y Quid ultra debui Che mai poteva io facere tibi, et non feci? far di più, e non l'ho Ego quidem plantavi te fatto? Io certamente ti vineam meam specio- piantai, come una mia sissimam et tu facta vigna deliziosissima: e tu es mihi nimis amara: mi sei divenuta molto aaceto namque sitim me- mara: imperocchè coll' am potasti: et lancea aceto la mia sete abbeveperforasti latus Salva- rasti; e colla lancia tratori tuo. forasti il fianco al tuo Salvatore. Parimenti i Cori alternativamente rispondono Agios, o Theos etc. Sanctus Deus etc. I versi del seguente improperio da due Cantori alternativamente si cantano, ripetendo nello stesso tempo l'uno e l'altro Coro dopo qualunque verso Popule sino al Quia eduxi te de terra Ægypti. Due del secondo Coro cantano: meus, y Ego propter te flagellavi Egyptum cum primogenitis suis: et tu me flagellatum tradidisti. y lo per te percossi l'Egitto( colla morte) di tutti i suoi primogeniti: e tu carico di flagelli mi hai consegnato alla morte). Il Coro ripete: y Popule meus, quid y Popolo mio, che mai feci tibi? aut in quo ti ho fatto? o in che ti ho contristavi te? respon- io contristato? rispondimi. de mihi. Due del primo Coro: y Ego eduxi te de E- Io ti cavai dall'Egitgypto, demerso Pha- to, sommerso Faraone nel ALLA MESSA. raone in mare Rubrum: et tu me tradidisti principibus sacerdotum. Coro. Popule meus. Due del secondo Coro: y Ego ante te aperui mare: et tu aperuisti lancea latus meum. 335 mar Rosso: e tu mi hai dato nelle mani dei principi dei sacerdoti. Coro. Popule meus. y Ego ante te præivi in columna nubis: et tu me duxisti ad prætorium Pilati. y lo dinanzi a te divisi il mare: e tu apristi colla lancia il mio fianco. Due del primo Coro: y Io ti precedetti in una colonna di nube: e tu mi conducesti al pretorio di Pilato. Coro. Popule meus. Due del secondo Coro: y Ego te pavi manna per desertum: et tu me cæcidisti alapis et flagellis. y Io ti sostentai colla manna nel deserto: e tu mi caricasti di pugni, e di flagelli. Coro. Popule meus. Due del primo Coro: y Ego te potavi aqua salutis de petra: et tu me potasti felle, et aceto. y Io ti diedi a bere acqua di salute dalla pietra: e tu mi abbeverasti di fiele, e di aceto. Coro. Popule meus. Due del secondo Coro: y Ego propter te Cha- y Io, in grazia tua, i nanæorum reges per- re de'Cananei percossi: e cussi: et tu percussisti tu percuotesti colla canna arundine caput meum. I la mia testa. Coro. Popule meus. 336 VENERDÌ SANTO Due del primo Coro: y Ego dedi tibi sceptrum regale: et tu dedisti capiti meo spineam coronam. Coro. Popule meus. Due del secondo Coro: Ego te exaltavi magna virtute: et tu me suspendisti in patibulo crucis. Io ti diedi uno scettro reale: e tu mi conficcasti nella testa una corona di spine. Io ti esaltai con grandi portenti: e tu mi sospendesti su di un patibolo di croce. Coro. Popule meus. Di poi si canta unitamente l'Antifona: ctam Crucem tuam adoramus, Domine: et sanresurrectionem tuam laudamus, et glorificamus: ecce enim propter lignum venit gaudium in universo mundo. Psalm. 66. Deus misereatur nostri, et benedicat nobis: illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri. La vostra croce adoriamo, o Signore: e la santa risurrezione vostra lodiamo, e glorifichiamo: ecco che dalla virtù di questo legno è venuto il gaudio dappertutto il mondo. Salmo 66. Iddio ci abbia misericordia, e ci benedica: splende faccia la luce del suo volto sopra di noi, e ci usi pietà. E si ripete l'Antifona Crucem tuam adoramus, Domine etc. Dopo si canta il y Crux fidelis, coll' Inno Pange lingua gloriosi etc.; e dopo ciascun verso si ripete Crux fidelis, ovvero Dulce lignum, come sotto. Crux fidelis, inter 0- Croce fedele, tra tutti mnes arbor una nobi- gli alberi tu sola nobile: ALLA MESSA. 337 lis nulla silva talem| niuna selva una simile ne profert, fronde, flore, germine. produsse nelle frondi, nei fiori, nei frutti. Dulce lignum, dulces clavos, dulce pondus sustinet. Dolce legno, dolci chiodi, un più dolce peso sostiene. Hymnus. Pange lin- Inno. Canta, o lingua, gua gloriosi lauream la corona d'un si glorioso certaminis, et super combattimento, e del trocrucis trophæum dic feo della croce celebra il triumphum nobilem, nobile trionfo, in qual qualiter Redemptor or- maniera il Redentor del bis immolatus vicerit. mondo immolato abbia vinto. Si ripete Crux fidelis etc. y De parentis proto- y Del primo padre forplasti fraude Factor condolens, quando pomi noxialis in necem morsu ruit: ipse lignum tunc notavit, damna ligni ut solveret. mato di terra l'inganno il Creatore compatendo quando per la morsicatura del pomo nocivo nella morte si precipitò: egli ( il Verbo eterno) fin d' allora il legno( della Croce) stabili per pagare i danni del legno. Si ripete Dulce lignum etc. Hoc opus nostræ salutis ordo depoposcerat, multiformis proditoris ars ut artem falleret, et medelam ferret inde, hostis unde læserat. y Questo modo di operare della nostra salute la che serie avea richiesto, del traditore il moltiplice artifizio l'arte ingannasse, e medicina riportasse di là, ove il nemico avea ferito. 45 VENERDÌ SANTO 338 Si ripete Crux fidelis etc. Quando venit ergo sacri plenitudo temporis, missus est ab arce Patris natus, orbis Conditor, atque ventre virginali carne amictus prodiit. Si ripete Dulce lignum etc. y Vagit infans inter y Piange fanciullo riarcta conditus præse- posto dentro un angusto pia; membra pannis presepio; le membra tra involuta Virgo Mater al- i pannicelli involte la Verligat; Et Dei manus, gine Madre lega; e di un pedesque stricta cingit Dio le mani, ed i piedi fascia. cinge una stretta fascia. etc. Si ripete Crux fidelis Lustra sex qui jam peregit, tempus implens corporis, sponte libera Redemptor passioni deditus, Agnus in Crucis levatur immolandus stipite. y Quando dunque venne la pienezza del tempo sacro, è stato mandato dal seno del Padre il Figlio Creatore del mondo, e del ventre verginale, di carne vestito se ne uscì. Felle potus ecce languet: spina, clavi, lancea, mite corpus perforarunt: unda manat, et cruor: terra, y Colui che lustri sei avea già compiti, il tempo terminando della vita corporale, con volontà libera Redentore alla passione dedicato, qual Agnello in sul tronco della Croce s'innalza per essere sacrificato. Si ripete Dulce lignum etc. Ecco che di fiele abbeverato languisce; spine, chiodi, lancia il mansueto corpo trapassarono; acqua ne scaturisce, e sanil gue: la terra, il mare, ALLA MESSA. 339 2 pontus, astra, mundus,| cielo, il mondo tutto in un quo lavantur flumine! tal fiume restano lavati! Si ripete Crux fidelis etc. y Flecte ramos arbor alta, tensa laxa viscera, et rigor lentescat ille, quem dedit nativitas et superni membra Regis tende miti stipite. Si ripete Dulce lignum. Piega i rami, o albero alto, rallenta le tese fibre, e s'ammollisca quel rigore, che ti diede la natura: e del sovrano Re le membra accogli( fatto) men crudo tronco. y Sola digna tu fuiTu solo degno fosti sti ferre mundi victi- di sostenere del mondo la mam, atque portum praeparare arca mundo naufrago, quam sacer cruor perunxit fusus Agni corpore. vittima; ed a guisa dell' Arca il porto preparare al mondo naufragante, che il sacro Sangue unse sparso dal corpo dell'Agnello. Si ripete Crux fidelis etc. y Sempiterna sit beatae Trinitati gloria, aequa Patri, Filioque, par decus Paraclito: Unius, Trinique nomen laudet universitas. Amen. Sempiterna gloria sia alla beata Trinità, uguale al Padre, e al Figliuolo, ugual onore allo Spirito Consolatore; dell'Unico, e Trino il nome lodi tutto l'universo. Così sia. Si ripete Dulce lignum etc. Circa il fine dell' adorazione della Croce si accendono le candele sopra l'altare; ed il Diacono, presa la borsa del Corporale, stende il Corporale secondo il solito, e pone accanto ad esso il Purificatoio, e finita l'adorazione prende riverentemente la Croce, e la ri 340 VENERDÌ SANTO porta all'altare. Si ordina poi la Processione al luogo, in cui il giorno innanzi fu riposto il Sacramento. Il Suddiacono va innanzi colla Croce fra due Accoliti, che portano i candellieri colle candele accese. Segue il Clero per ordine, ed in ultimo viene il Sacerdote coi Ministri. Giunti al luogo del Sacramento, si accendono le torce, che non si estinguono, se non che dopo la Comunione. Il Sacerdote s'inginocchia davanti al Sacramento, ed ora per qualche poco di tempo. Il Diacono frattanto apre la piccola cassa, ove è custodito il Corpo del Signore, ed il Sacerdote, alzandosi in piedi, pone senza benedizione l'incenso in due turiboli, venendogli presentata dal Diacono la navicella, e gemuflesso incensa il Sacramento. Allora il Diacono, straendo il Calice col Sacramento dalla piccola cassa, lo dà in mano del Sacerdote, e lo cuopre coll'estremità del velo postogli sugli omeri: vanno collo stesso ordine il Sasopra che sono venuti, e si porta il baldacchino cramento, e due Accoliti con due incensieri incensano continuamente il Sacramento, e frattanto si canta l' Inno seguente. eVexilla Regis pro- Del Re il vessillo spiegasi, deunt, Fulget Crucis mysterium, L'arcan di Croce sfolgora, La vita a morte dettesi, Qua vita mortem pertulit, Da morte vita attingesi. Et morte vitam protulit. Quae vulnerata lanceae Mucrone diro criminum, Qui d'una lancia l'impeto Il corpo al Rege penetra, Ut nos lavaret sordibus D'onde acqua, e sangue sgorgane ALLA MESSA. Manavit unda et sanguine. Impleta sunt, quae concinit David fideli carmine, Dicendo nationibus: Regnavit a ligno Deus. Arbor decora, et fulgida, Ornata Regis pur344 Le nostre colpe a tergere. Compiuto in tutto mostrasi Del Re David l'oracolo, Dicendo a tutti i popoli: Regnò dal legno il Numine. pura, Electa digno stipite Tam sancta membra tangere; Beata, cujus brachiis Pretium pependit seculi, Statera facta corporis, Tulitque praedam tartari. Splendente, e nobil albero, Ricco di regia porpora, Scelto da degno stipite Si sante membra a reggere; Beato, da tue braccia Pende il prezzo del secolo, Bilancia di patibolo, Che tolse preda al tartaro. O Croce, ave, speme unica, In tempo tal di lagriO Crux, ave, spes unica, Hoc passionis tempore, Piis adauge gratiam, Reisque dele crimina. Te fons salutis, Trinitas, Collaudet omnis spiritus, me, Accresci a'pii la grazia, A'rei cancella i debiti. Fonte di vita, o Triade, Te lodi qui ogni spirito, 342 Quibus Crucis victoriam Largiris, adde praemium. Amen. VENERDÌ SANTO Cui desti la vittoria Del legno, aggiungi il premio. Così sia. Giunto che sarà il Sacerdote all'altare, vi pone sopra il Calice, e genuflesso l'incensa di nuovo. Alzato, si accosta all'altare, depone l'Ostia dal Calice sulla Patena, tenuta dal Diacono, e presala dalle mani di questo, pone l'Ostia sul Corporale, nulla dicendo. Se avesse toccato l'Ostia, laverà le dita in qualche vaso. Il Diacono frattanto mette il vino nel Calice, ed il Suddiacono l'acqua, che il Sacerdote non benedice, ne dice sopra di essa la solita orazione; ma preso il Calice dalle mani del Diacono, lo pone sopra l'altare, nulla dicendo, ed il Diacono lo copre colla Palla: mette di poi l'incenso nel turibolo senza benedizione, ed incensa gli oblati, e l'altare nella maniera solita, genuflettendo innanzi e dopo, ed ogni volta che passa davanti al Sacramento. Incensando gli oblati dice: Incensum istud, a te Quest' incenso, da voi bebenedictum, ascendat ad te, Domine: et descendat super nos misericordia tua. nedetto, ascenda a voi, o Signore: e discenda sopra di noi la misericordia vostra. Mentre incensa l'altare dice: Dirigatur, Domine,| Si innalzi, o Signore, la oratio mea, sicut in- mia orazione, come l'incensum in conspectu censo al vostro cospetto: tuo: elevatio manuum sia l'elevazione delle mie ALLA MESSA. 343 mearum sacrificium ve- mani, come sacrifizio delspertinum. Pone, Do- la sera. Ponete, o Signomine, custodiam ori re, una guardia alla mia meo, et ostium cir- bocca, e un uscio alle cumstantiae labiis me- mie labbra, che ben le is: ut non declinet cor difenda, affinchè non imeum in verba mali- studii il mio cuore parole tiae, ad excusandas ex- maliziose, ad accattare cusationes in peccatis. scuse ai peccati. Quando rende il turibolo al Diacono dice: Accendat in nobis Do- Accenda in noi il Signore minus ignem sui amoil fuoco del suo amore, e la fiamma d'una carità e nae charitatis. Amen. terna. Così sia. ris, et flammam aeterEd esso non è incensato. Di poi, alquanto fuori dell'altare dal canto dell' Epistola lava le mani, nulla dicendo; indi inchinato in mezzo dell'altare colle mani giunte dice: In spiritu humilitatis, Con uno spirito di umiltà, et in animo contrito suscipiamur a te, Domine: et sic fiat sacrificium nostrum in conspectu tuo hodie, ut placeat tibi, Doe con un'anima contrita siam ricevuti da voi, o Signore; e in tal guisa il sacrifizio nostro si adempia oggi nel vostro cospetto, che a voi piaccia, Signore Iddio. mine Deus. Voltato verso il popolo dalla parte del Vangelo, dice, secondo il solito: 344 Orate, fratres, ut me-| Pregate, o fratelli, affinum, ac vestrum sacri- chè il mio, e vostro sacrificium acceptabile fiat fizio accettevole sia apapud Deum, Patrem presso Iddio Padre onniomnipotentem. potente. VENERDÌ SANTO E ritorna per la medesima parte senza compiere il circolo, e susseguentemente, lasciate tutte le altre cose, dice: Oremus. Praeceptis sa- Preghiamo. Dai precetti lutaribus moniti, et divina institutione formati, audemus dicere: Pater noster, qui es in coelis, sanctificetur nomen tuum: adveniat regnum tuum: fiat voluntas tua sicut in coelo, et in terra. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris. Et ne nos inducas in tentationem. salutari ammoniti, e dai divini ammaestramenti istruiti, ci prendiamo coraggio di dire: Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome: venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimettici i nostri debiti, come noi li rimettiamo a chi ci è debitore. E non c'indurre in tentazione. R/ Ma liberaci dal male. R Sed libera nos a malo. Il Sacerdote, avendo detto sommessamente Amen, nell'istessa voce che ha cantato il Pater noster, assolutamente senza Oremus, in tuono di Orazione feriale dice: ALLA MESSA. Libera nos, quaesumus, Domine, ab omnibus malis, praeteritis, praesentibus, et futuris: et intercedente beata, et gloriosa semper Virgine Dei Genitrice Maria, cum beatis Apostolis tuis Petro, et Paulo, atque Andrea, et omnibus Sanctis, da propitius pacem in diebus nostris: ut ope misericordiae tuae adjuti, et a peccato simus semper liberi, et ab omni perturbatione securi. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. R/ Amen. 345 Liberateci, vi preghiamo, o Signore, da tutti i mali, passati, presenti e futuri: e intercedendo per noi la beata e gloriosa sempre Vergine Maria di Dio Genitrice, coi beati Apostoli vostri Pietro e Paolo, e Andrea, e tutti i Santi, concedeteci benignamente la pace nei giorni nostri; affinchè dal soccorso della vostra misericordia aiutati, e dal peccato siamo sempre liberi, e da ogni perturbazione sicuri. Per il medesimo Signor nostro Gesù Cristo vostro Figliuolo, il quale con voi vive, e regna( vero) Dio nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Così sia. Quindi il Sacerdote, fatta la genuflessione, mette la Patena sotto l'Ostia, ed alza questa colla mano destra tanto, che possa esser veduta dal popolo, e la divide in tre parti, mettendo l'ultima nel Calice, secondo il solito senza dir cosa alcuna. Non si dice Pax Domini, nè Agnus Dei, nè si dà * 45 346 VENERDÌ SANTO il bacio di pace. Indi lasciate le prime due Orazioni, si dice solo la seguente. Perceptio Corporis tui, La partecipazione del CorDomine Jesu Christe, po vostro, o Signore Gesù quod ego indignus su- Cristo, che io, benchè inmere praesumo, non degno, di ricevere ardimihi proveniat in ju- sco, non mi si rivolti in dicium, et condemna- giudizio, e condanna: ma tionem sed pro tua per la vostra pietà mi giopietate prosit mihi ad vi alla difesa della mente, tutamentum mentis, et e del corpo, e a ricevere corporis, et ad mede- la( necessaria) medicina. lam percipiendam. Qui Che vivete, e regnate con vivis, et regnas cum Dio Padre nell'unità dello Deo Patre in unitate Spirito Santo, per tutti i Spiritus Sancti Deus, secoli dei secoli. per omnia saecula saeculorum. Amen. R Così sia. S'inginocchia, prende la Patena col Corpo del Signore, e con grandissima umiltà e riverenza dice: Panem coelestem accipiam, et nomen Domini invocabo. Prenderò il pane celeste, e il nome del Signore invocherò. Percuote il petto tre volte dicendo: Domine, non sum dignus, ut intres sub tectum meum: sed tantum die verbo, et sanabitur anima mea. Signore, io non son degno, che voi entriate sotto il mio tetto: ma dite solo una parola, e sarà guarita l'anima mia. ALLA MESSA. Si segna poi col Sacramento dicendo: Corpus Domini nostri Jesu Christi custodiat animam meam in vitam aeternam. 347 Il Corpo del Signor nostro Gesù Cristo custodisca l'anima mia per la vita eterna. R Così sia. R Amen. E lo prende riverentemente. Lasciato di poi tutto ciò che suol dirsi innanzi che si prenda il Sangue, prende riverentemente la Particola consacrata col vino del Calice, e fatta nella maniera solita l'abluzione delle dita, e presa la purificazione, inchinato in mezzo dell' altare colle mani giunte, dice: Quod ore sumpsi-| Quello, che colla bocca mus, Domine, pura abbiam preso, o Signore, mente capiamus, et de fate che con pura mente munere temporali fiat lo comprendiamo, e il donobis remedium sem- no presente sia per noi piternum. un rimedio sempiterno. Non si dicono altre Orazioni, nè si dà la benedizione, ma fatta riverenza all'altare, il Sacerdote parte co'Ministri. Si dicono i Vespri senza canto, e si spoglia l'altare. DICHIARAZIONE. Tutte le altre cose di cerimonia e solennità vengono lasciate, perchè noi dobbiamo essere in lamenti e in tristezza, non meno degli stessi Apostoli. Da questo è che non si canta il Vespro, e di nuovo gli altari sono spogliati. A Vespro si dicono i Salmi del Giovedi Santo, a carte 224. 348 VENERDÌ SANTO Al Magnificat. ANTIPHONA. Cum accepisset ace- Preso che ebbe l'acetotum, dixit: Consumma- disse: È compiuto; e chitum est; et inclinato nato il capo, rendè lo spicapite, emisit spiritum. rito. Christus factus est etc. Pater noster etc. Miserere etc. Respice, quaesumus, Domine etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183. VENERDÌ SANTO LA SERA La Compieta come nel Giovedì Santo, pag. 241. Il seguente Mattutino con le Laudi si dice il Venerdì Santo a sera per il Sabato Santo. A MATTUTINO DICHIARAZIONE. Il Sabato è sacro a Dio come giorno di riposo, e nel principio del mondo, e nella pienezza de'tempi. Nel principio del mondo vi prese riposo dopo la grande opera della creazione; nella pienezza de'tempi dopo la faticosa redenzione. Questo riposo misterioso del corpo del Redentore giacente nel sepolcro; la discesa dell'anima ne'sotterranei luoghi infernali; e lo stato tutto di Gesù Cristo nel tempo che l'anima era separata dal corpo, sono il soggetto di questo Uffizio sino alla Messa. Come si è avanzato ora l'Uffizio della notte di Pasqua alla mattina del Sabato che la precede, così parimente si è avanzato l'Uffi A MATTUTINO. 349 zio del Sabato alla sera del Venerdì. A Mattutino sono adattati i Salmi a questo mistero, ed alle Laudi il secondo Salmo ed il Cantico sono presi dal Martedì, creduti più proprii, che i soliti del Sabato, per esprimere la sepoltura di Gesù Cristo. NEL PRIMO NOTTURNO. Pater noster, Ave Maria, Credo. ANT. In pace in idiANT. In pace insieme psum dormiam, et re- io dormirò, e mi riposerò. quiescam. Salmo 4. Cum invocarem, exaudivit me Deus justitiae meae:* in tribulatione dilatasti mihi. * Miserere mei, et exaudi orationem meam. Filii hominum usquequo gravi corde? * ut quid diligitis vanitatem, et quaeritis mendacium? Et scitcte, quoniam mirificavit Dominus Sanctum suum:* Dominus exaudiet me, cum clamavero ad eum. Allorchè lo invocai, mi esaudi il Dio della mia giustizia: voi nella tribolazione mi apriste strada spaziosa. Abbiate pietà di me, ed esaudite la mia preghiera. Figliuoli degli uomini, e fino a quando avrete stupido il cuore? e perchè amate voi la vanità, e andate dietro alla menzogna? Or sappiate, come il Signore ha renduto mirabile il suo Santo: il Signore mi esaudirà, quando io alzerò verso di lui la mia voce. VENERDÌ SANTO 350 * Irascimini, et nolite| peccare: quae dicitis in cordibus vestris, in cubilibus vestris compungimini. Sacrificate sacrificium justitiae, et sperate in Domino;* multi dicunt: Quis ostendit nobis bona? Signatum est super nos lumen vultus tui, Domine;* dedisti laetitiam in corde meo. A fructu frumenti, vini et olei sui* multiplicati sunt. In pace in idipsum* dormiam, et requiescam. Quoniam tu, Domine, singulariter in spe * constituisti me. Adiratevi, ma guardatevi dal peccare: delle cose, che andate dicendo nei vostri cuori, pentitevi nei vostri letti. Sacrificate sacrifizio di giustizia, e confidate nel Signore; molti dicono: Chi farà a noi vedere il bene? È impressa sopra di noi la luce della vostra faccia, o Signore; infondeste voi letizia nel mio cuore. Per la copia del loro frumento, del vino, e dell' olio si sono moltiplicati. In pace insieme io dormirò, e mi riposerò. Perocchè voi, o Signore, voi solo nella speranza mi avete fondato. ANT. In pace insieme io dormirò, e mi riposerò. ANT. In pace in idipsum dormiam, et requiescam. ANT. Habitabit in tabernaculo tuo; reANT. Abiterà nel tabernacolo vostro; riposerà quiescet in monte san- nel vostro santo monte. cto tuo. A MATTUTINO. Salmo 14. Domine, quis habita- Signore, chi abiterà nel bit in tabernaculo tuo? * aut quis requiescet in monte sancto tuo? vostro tabernacolo? ovvero, chi riposerà nel vostro santo monte? Qui ingreditur sine macula, et operatur justitiam; * Qui loquitur veritatem in corde suo; qui non egit dolum in lingua sua; Nec fecit proximo suo malum, et opprobrium non accepit adversus proximos suos. Ad nihilum deduetus est in conspectu ejus malignus: timentes autem Dominum glorificat. * Qui jurat proximo suo, et non decipit; qui pecuniam suam non dedit ad usuram, et munera super innocen tem non accepit. * 354 Qui facit haec,* non movebitur in aeternum. ANT. Habitabit in Colui, che vive esente da ogni macchia, e fa opere di giustizia; Colui, che dice la verità, che ha in cuor suo; e non ha ordita fraude colla sua lingua; Non ha fatto danno al prossimo suo, e non ha dato ricetto alla maldicenza contro i suoi prossimi. È un niente il maligno negli occhi di lui: ma egli onora quelli, che temono Dio. Fa giuramento al suo prossimo, e non inganna; non dà il suo danaro ad usura, e non riceve regali contro dell' innocente. Chi fa tali cose, non sarà smosso in eterno. ANT. Abiterà nel ta 352 VENERDÌ SANTO tabernaculo tuo, re- bernacolo vostro, riposequiescet in monte san- rà nel vostro santo monte. cto tuo. ANT. Caro mea requiescet in spe. Salmo 15. Conserva me, Domi- Salvatemi, o Signore, ne, quoniam speravi in te; * dixi Domino: Deus meus es tu, quoniam bonorum meorum non eges. poichè in voi ho posta la mia speranza; ho detto al Signore: Voi siete il mio Dio, e de' miei beni non avete bisogno. ? Sanctis, qui sunt in terra ejus,* mirificavit omnes voluntates meas in eis. A pro dei Santi, che sono nella terra di lui adempie egli mirabilmente ogni mia volontà. Erano moltiplicate le loro miserie: dietro a queste camminavano velocemente. Non convocherò le loro adunanze di sangue: nè rammenterò i loro nomi colle mie labbra. Multiplicatae sunt infirmitates eorum:* postea acceleraverunt. ANT. La carne mia riposerà nella speranza. Non congregabo conventicula eorum de sanguinibus:* nec memor ero nominum eorum per labia mea. Dominus pars haereditatis meae, et calicis mei:* tu es, qui restitues haereditatem meam mihi. Funes ceciderunt Il Signore è la porzione di mio retaggio, e del mio calice: voi siete quegli, che restituirete la mia eredità a me. La sorte è caduta per A MATTUTINO. 353 mihi in praeclaris:* me sopra le cose miglioetenim haereditas mea ri: e certamente la mia praeclara est mihi. * Benedicam Dominum, qui tribuit mihi intellectum; insuper et usque ad noctem increpuerunt me renes mei. Providebam Dominum in conspectu meo semper; quoniam a dextris est mihi, ne * eredità è preziosa per me. Benedirò il Signore, che a me dà consiglio; e di più ancor nella notte mi istrui il mio cuore. Io antivedeva sempre dinanzi a me il Signore; perchè egli si sta alla mia destra, affinchè io non sia commovear. smosso. Propter hoc laetatum Per questo rallegrossi est cor meum, et exul- il mio cuore, ed esultò la tavit lingua mea;* mia lingua; anzi anche la insuper et caro mea re- carne mia riposerà nella quiescet in spe. speranza. * Quoniam non derelinques animam meam in inferno; nec dabis Sanctum tuum videre corruptionem. Notas mihi fecisti vias vitae, adimplebis me laetitia cum vultu delectationes in dextera tua usque in finem. * tuo: ANT. Caro mea requiescet in spe. In pace in idipsum. Perocchè voi non abbandonerete l'anima mia nell' inferno; nè permetterete che il vostro Santo vegga la corruzione. Mi faceste conoscere le vie della vita, mi ricolmerete di allegrezza colla vostra faccia: delizie eterne sono alla vostra destra. ANT. La carne mia riposerà nella speranza. In pace insieme. VENERDÌ SANTO 354 R Dormiam, et requiescam. Pater noster secreto. De lamentatione Jeremiae Prophetae. Lectio I. Cap. 3. c. Heth. Misericordiae Domini, quia non sumus consumpti: quia non defecerunt miserationes ejus. Heth. Novi diluculo: multa est fides tua. Heth. Pars mea Dominus, dixit anima mea: propterea expectabo eum. Teth. Bonus est Dominus sperantibus in eum, animae quaerenti illum. Teth. Bonum est præstolari cum silentio salutare Dei. Teth. Bonum est viro, cum portaverit jugum ab adolescentia sua. Jod. Sedebit solitaR Io dormirò, e mi riposerò. Delle lamentazioni di Geremia Profeta. Lezione I. Capo 3. c. Heth. Misericordia del Signore ell' è che noi non siamo consunti: perchè non sono mai venute meno le sue misericordie. Heth. Delle nuove ne sono ogni mattina: grandemente fedele siete voi. Heth. Mia porzione è il Signore, disse l'anima mia: per questo io lo aspetterò. Teth. Buono è il Signore a quei, che sperano in lui, all' anima, che lo cerca. Teth. Buona cosa è lo aspettare in silenzio la salute di Dio. Teth. Buona cosa è per l'uomo l' aver portato il giogo fin dalla sua adolescenza. Jod. Ei sederà solita A MATTUTINO. 355 rius, et tacebit, quia rio, e si tacerà, perchè levavit super se. egli ha preso sopra di sè il giogo. Jod. Porrà la bocca sua nella polvere,( cercando) se a sorte siavi speranza. Jod. Porgerà a chi lo percuote la guancia: sarà satollato d'ignominie. Jod. Ponet in pulvere os suum; si forte sit spes. Jod. Dabit percutienti se maxillam: saturabitur opprobriis. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. RSicut ovis ad occisionem ductus est, et dum male tractaretur, non aperuit os suum; traditus est ad mortem,* Ut vivificaret populum suum. y Tradidit in mortem animam suam, et inter sceleratos reputatus est. Ut vivificaret populum suum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo. R Come una pecora al macello è stato condotto, e mentre veniva maltrattato, non aprì la sua bocca; fu messo a morte, Per dar la vita al suo popolo. * y Ha dato alla morte l'anima sua, e cogli scellerati è stato confuso. Per dar la vita al suo popolo. Lezione II. Cap. 4. Aleph. Come mai si è oscurato Lectio II. Cap. 4. Aleph. Quomodo obscuratum est aurum, mutatus l'oro, il suo bel colore si est color optimus, dispersi sunt lapides sanctuarii in capite omnium platearum? è cangiato, disperse sono le pietre del santuario per gli angoli di tutte le piazze? 356 VENERDI SANTO Beth. Filii Sion inBeth. I figliuoli illustri cliti, et amicti auro di Sion, che erano vestiti primo, quomodo reputati sunt in vasa testea, opus manuum figuli? di oro finissimo, come mai sono stimati vasi di terra cotta, lavoro di uno stovigliaio? Ghimel, Ma le lamie stesse scoprono le loro mammelle, allattano i loro parti: crudele la figlia del popol mio, che imita lo struzzolo nel deserto. Ghimel. Sed et lamiæ nudaverunt mammam, lactaverunt catulos suos filia populi mei crudelis, quasi struthio in deserto. Daleth. Adhaesit lingua lactentis ad palatum ejus in siti: parvuli petierunt panem, et non erat qui frangeret eis. Heth. Qui vescebantur voluptuose, interierunt in viis: qui nutriebantur in croceis, amplexati sunt stercora. Vau. Et major effecta est iniquitas filiae populi mei peccato Sodomorum, quae subversa est in momento, et non ceperunt in ea manus. Daleth. La lingua del bambino di latte rimase attaccata al palato di lui per la sete: i fanciulli domandavano del pane, e non era chi loro lo spezzasse. Heth. Quelli, che banchettavano tra le delizie, son periti in mezzo alle strade: quelli, che erano stati allevati nella porpora, hanno brancicato lo sterco. Vau. Ed è stata maggiore l'iniquità della figlia del popol mio, che il la peccato di Sodoma, quale fu atterrata in un punto, e mano d'uomo non principiò a rovinarla. A MATTUTINO. 357 Jerusalem, Jerusa-| Gerusalemme, Gerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. lemme, convertiti al Signore Dio tuo. R Gerusalemme, alzati, e spogliati delle vesti di allegrezza: e vestiti di cenere, e di cilizio,* Perchè in mezzo a te è stato ucciso il Salvatore d' Israele. R Jerusalem, surge, et exue te vestibus jucunditatis: induere cinere, et cilicio,* Quia in te occisus est Salvator Israël. Deduc quasi torrentem lacrymas per diem, et noctem, et non taceat pupilla oculi tui. Quia etc. R Versa a guisa di torrente le lagrime di e notte, e quiete non abbia la pupilla dell' occhio tuo. Perchè ecc. k DICHIARAZIONE. Avendo pianto Geremia le disgrazie della sua gente, con questa Orazione la raccomanda a Dio; e viene detta dalla Chiesa per imitarlo, pregando per i Giudei, e per i peccatori Cristiani. Lectio III. Cap. 5. Recordare, Domine, quid acciderit nobis: intuere, et respice opprobrium nostrum. Hæreditas nostra versa est ad alienos, domus nostrae ad extraneos. Pupilli facti sumus absque Incipit oratio Jeremiae Comincia l'orazione di Prophetae. Geremia Profeta. Lezione III. Cap. 5. Ricordatevi, o Signore, di quel, che è a noi avvenuto: mirate, e considerate la nostra ignominia. La nostra eredità è andata in mano ai forestieri, le nostre case ad estranei. Siamo divenuti 358 VENERDÌ SANTO patre; matres nostrae| pupilli privi di padre; le quasi viduae. Aquam madri nostre sono come nostram pecunia bibi- vedove. A prezzo di demus; ligna nostra pre- naro abbiamo bevuta la tio comparavimus. Cer- nostr' acqua; col denaro vicibus nostris minaba- abbiam comperate le nomur; lassis non daba- stre legna. Eravamo contur requies. Egypto de- dotti presi pel nostro coldimus manum, et As- lo; agli stanchi non consyriis, ut saturaremur cedevasi requie. Agli Egipane. Patres nostri pec- ziani, ed agli Assirii por caverunt, et non sunt: gemmo le mani per esser et nos iniquitates eo- satollati di pane. I padri rum portavimus. Servi nostri peccarono, e più dominati sunt nostri; non sono: e noi le loro inon fuit, qui redime- niquità abbiam portate. ret de manu eorum. In I servi nostri ci hanno doanimabus nostris affe- minato; non v'ebbe chi rebamus panem nobis, ci riscattasse dalle mani a facie gladii in deser- loro. Con pericolo di noto. Pellis nostra quasi stra vita andavamo a clibanus, exusta est a provvederci di sostentafacie tempestatum fa- mento in luoghi deserti, mis. Mulieres in Sion temendo sempre la spahumiliaverunt, et vir- da. La nostra pelle, come gines in civitatibus Ju- un forno, è arsa per l'ada. trocità della fame. Svergognavano in Sion le donne, e le vergini nella città di Giuda. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo. A MATTUTINO. 359 R Plange quasi vir-| R Piangi come una giogo, plebs mea; ululate vine figlia, o mio popolo; pastores in cinere, et gettate strida, o pastori, cilicio,* Quia venit dies nella cenere, e nel cilicio, Domini magna, et a* Perchè è vicino il giorno mara valde. del Signore, grande e assai amaro. y Accingite vos Sacerdotes, et plangite ministri altaris, aspergite vos cinere. Quia venit etc. Plange etc. NEL SECONDO NOTTURNO. ANT. Elevamini porANT. Alzatevi voi, o tae aeternales: et in- porte dell' eternità ed troibit Rex gloriae. entrerà il Re della gloria. Salmo 23. * Domini est terra, et plenitudo ejus: orbis terrarum, et universi, qui habitant in eo. Vestitevi di sacco vei Sacerdoti, e menate duolo, o Ministri dell'altare, aspergetevi di cenere. Perchè è vicino ecc. Piangi ecc. Quia ipse super maria fundavit eum:* et super flumina praeparavit eum. Quis ascendet in montem Domini,* aut quis stabit in loco sancto ejus? Del Signore ell'è la terra, e tutto quello che la riempie: il mondo e tutti i suoi abitatori. Imperocchè egli la fondò superiore dei mari: al di sopra dei fiumi la collocò. Chi salirà al monte del Signore, o chi starà nel suo santuario? VENERDÌ SANTO 360 Innocens manibus, et mundo corde;* qui non accepit in vano animam suam, nec juravit in dolo proximo suo. Hic accipiet benedictionem a Domino,* et misericordiam a Deo salutari suo. Haec est generatio Tal è la stirpe di coloro quaerentium eum:* che lo cercano: di coloro quærentium faciem Dei Jacob. che cercano la faccia del Dio di Giacobbe. Attollite portas, principes, vestras, et elevamini, portae aeternales* et introibit Rex gloriae. Colui che ha pure le mani, e il cuore mondo; e non ha ricevuto in vano l'anima sua, e non ha fatto giuramento al suo prossimo per ingannarlo.. Questi avrà benedizione dal Signore, e misericordia da Dio suo salvatore. Attollite portas, principes, vestras, et elevamini, portae aeternales:* et introibit Rex gloriae. Quis est iste Rex gloriae?* Dominus forChi è questo Re della gloria? il Signore forte, tis, et potens, Domi- e potente, il Signore ponus potens in praelio. Alzate, o principi, le vostre porte, e alzatevi voi, porte dell'eternità: ed entrerà il Re della gloria. Quis est iste Rex gloriae?* Dominus virtutum ipse est Rex gloriae. ANT. Elevamini, por- l tente nelle battaglie. Alzate, o principi, le vostre porte, e alzatevi voi, porte dell' eternità: ed entrerà il Re della gloria. Chi è questo Re della gloria? Il Signore degli eserciti egli è il Re della gloria. ANT. Alzatevi voi, o A MATTUTINO. 361 tae aeternales: et in-| porte dell'eternità: ed entroibit Rex gloriae. trerà il Re della gloria. ANT. Credo videre bona Domini in terra viventium. Salmo 26. Dominus illuminatio Il Signore è luce mia, e mea, et salus mea:* salute mia: chi ho io da quem timebo? temere? Il Signore difende la mia vita: chi potrà farmi tremare? Nel mentre che mivengono sopra i cattivi, per divorar le mie carni. Questi nemici miei, che mi affliggono, eglino stessi hanno inciampato, e sono caduti. * Dominus protector vitae meae: a quo trepidabo? Dum appropiant super me nocentes ut edant carnes meas. * 9 Qui tribulant me inimici mei,* ipsi infirmati sunt, et ceciderunt. Si consistant adversum me castra, non timebit cor meum. * ANT. Credo, che io vedrò i beni del Signore nella terra dei vivi. Si exurgat adversum me praelium,* in hoc ego sperabo. Unam petii a Domino, hanc requiram * ut inhabitem in domo Quando io avrò contro di me degl'eserciti attendati, non temerà il cuor mio. Quando si verrà contro di me a battaglia, in questo io porrò mia speranza. Una sola cosa ho domandata al Signore, questa io cercherò: che io possa abitare nella casa 16 VENERDÌ SANTO 362 Domini omnibus diebus vitae meae. Ut videam voluptatem Domini,* et visitem templum ejus. Quoniam abscondit me in tabernaculo suo: * in die malorum protexit me in abscondito tabernaculi sui. * In petra exaltavit me; et nunc exaltavit caput meum super inimicos meos.com Circuivi, et immolavi in tabernaculo ejus hostiam vociferationis: * cantabo, et psalmum dicam Domino. Exaudi, Domine, vocem meam, qua clamavi ad te:* miserere mei, et exaudi me. Tibi dixit cor meum, exquisivit te facies mea: * faciem tuam, Domine, requiram. Ne avertas faciem del Signore per tutti i giorni della mia vita. Affine di vedere il gaudio del Signore, frequentando il suo tempio. Imperocchè egli mi ha ascoso nel suo tabernacolo: nel giorno delle sciagure mi pose al coperto nell'intimo del suo tabernacolo. Sopra di un'alta pietra mi trasportò; e adesso ha innalzato la testa mia sopra de'miei nemici. Starò intorno a lui nel tabernacolo suo immclando sacrifizii al suono delle trombe: canterò, e salmeggerò lodando il Signore. Esaudite, o Signore la voce mia, colla quale vi ho invocato: abbiate misericordia di me, ed esauditemi. Con voi parlò il cuor mio, vi hanno cercato gli occhi miei: la faccia vostra, o Signore, io cercherò. Non rivolgete la faccia vostra da me; non vi A MATTUTINO. 363 tuam a me; ne decli- ritirate per isdegno dal servo vostro. * nes in ira a servo tuo. Adjutor meus esto: ne derelinquas me, neque despicias me, Deus salutaris meus. Quoniam pater meus et mater mea dereliquerunt me:* Dominus autem assumpsit me. Legem pone mihi, Domine, in via tua; et dirige me in semitam rectam propter inimicos meos. Ne tradideris me in animas tribulantium me; * quoniam insurrexerunt in me testes iniqui, et mentita est iniquitas sibi. Credo videre bona Domini in terra viventium. Expecta Dominum, viriliter age; * et confortetur cor tuum, et sustine Dominum. ANT. Credo videre bona Domini in terra viventium. Aiuto mio siete voi: non mi abbandonate, e non mi disprezzate, o Dio salvator mio. Perchè il padre mio, e la madre mia mi hanno abbandonato: ma il Signore si è preso cura di me. La legge della via vostra ponetemi davanti, o Signore; e guidatemi pel diritto sentiero per riguardo ai nemici miei. Non mi abbandonate ai desiderii di coloro, che mi perseguitano; dappoichè si sono presentati contro di me dei testimonii falsi, e l'iniquità s'invento delle menzogne. Credo che io vedrò i beni del Signore nella terrà dei vivi. Aspetta il Signore, diportati virilmente; e prenda vigore il cuor tuo, e aspetta pazientemente il Signore. ANT. Credo che io vedrò i beni del Signore nella terra dei vivi. 364 VENERDÌ SANTO ANT. Domine, abANT. Signore, voi avete straxisti ab inferis ani- tratta fuori dell'inferno mam meam. l'anima mia. Salmo 29.. Exaltabo te, Domine, quoniam suscepisti me; * nec delectasti inimicos meos super me. Domine Deus meus, Signore Dio mio, io clamavi ad te, et sa- alzai a voi le grida, e voi * nasti me. Domine, eduxisti ab inferno animam meam; * salvasti me a descendentibus in lacum. Io vi glorificherò, o Signore, perchè voi mi avete protetto; non avete rallegrati del mio danno i miei nemici. Psallite Domino Sancti ejus;* et confitemini memoriae sanctitatis ejus. Quoniam ira in indignatione ejus:* et vita in voluntate ejus. mi sanaste. Signore, voi traeste fuor dell' inferno l'anima mia; mi salvaste dal consorzio di quelli, che scendono nella fossa. Santi del Signore, cantate inni a lui; e celebrate la memoria di lui, che è santo. Perchè egli flagella nella sua indignazione: e nel suo favore dà vita. La sera saravvi il pianto; e al mattino allegrezza. Ad vesperum demorabitur fietus; et ad matutinum laetitia. Ego autem dixi in abundantia mea:* Non Ma io aveva detto nella mia abbondanza: Non samovebor in aeternum. rò soggetto a mutazione bbs ollegiammai. A MATTUTINO. 365 Domine, in volun-| Signore, col vostro fatate tua,* praestitisti vore voi avevate dato aldecori meo virtutem. le prosperevoli cose mie stabilità. Avertisti faciem tuam a me;* et factus sum conturbatus. * Ad te, Domine, clamabo; et ad Deum meum deprecabor. Quae utilitas in sanguine meo, * dum descendo in corruptionem? Numquid confitebitur tibi pulvis:* aut annuntiabit veritatem tuam? Audivit Dominus, et misertus est mei Dominus factus est adjutor meus. Convertisti planctum meum in gaudium mihi;* conscidisti saccum meum, et circumdedisti me laetitia. Rivolgeste da me la vostra faccia; ed io fui in costernazione. Ut cantet tibi gloria mea, et non compungar:* Domine Deus meus, in æternum confitebor tibi. A voi, o Signore, alzerò io le mie grida; al mio Dio presenterò la mia orazione. Qual vantaggio del sangue mio, quando io cadrò nella corruzione? Forse canterà le lodi vostre la polvere: o annunzierà la vostra verità? Mi udì il Signore, ed * ebbe pietà di me; il Signore si fece mio aiuto. Cangiaste per me in gaudio i miei lamenti; faceste in pezzi il mio sacco, e m'inondaste di allegrezza. Affinchè vostra lode sia la mia gloria, ed io non sia più trafitto: Signore Dio mio, in eterno canterò a voi. VENERDÌ SANTO 366 ANT. Domine, abstraxisti ab inferis animam meam. Tu autem, Domine, miserere mei. REt rescuscita me, et retribuam eis. Pater noster secreto. Ex Tractatu S. Augustini Episcopi super Psalmos. In Psal. 63, vers. 7. Lectio IV. Accedet homo ad cor altum, et exaltabitur Deus. Illi dixerunt: Quis nos videbit? Defecerunt scrutantes scrutationes, consilia mala. Accessit homo ad ipsa consilia, passus est se teneri ut homo. Non enim teneretur nisi homo, aut videretur nisi homo, aut caederetur nisi homo, aut crucifigeretur, aut moreretur nisi homo. Accessit ergo homo ad ANT. Signore, voi avete tratta fuori dell' inferno l' anima mia. Ma voi, o Signore, usatemi pietà. RE rialzatemi, ed io farò vendetta di costoro. ( Le cose che seguono son prese) dal Trattato del Vescovo S. Agostino sopra i Salmi. Lezione IV. Si alzerà l'uomo a grandi disegni, e Dio sarà esaltato. Coloro( i Giudei) dissero: Chi ci vedrà? Venner meno gli indagatori nell' indagare i loro pravi consigli. Si innalzó l'uomo( Dio) ad indagare cotesti vani pensamenti, e soffrì di esser tenuto per puro uomo. Imperocchè non l'avrebber arrestato se non come uomo, l'avrebber veduto se non come uomo, non l'avrebbero percosso se non come uomo, non l'avrebber crocifisso, o ucciso se non come uomo. Si avvinon A MATTUTINO. 367 illas omnes passiones, cinò dunque come uomo quae in illo nihil va- a tutte quelle passioni, lerent, nisi esset ho- che in lui non avrebbon mo. Sed si ille non es- potuto far breccia, se non set homo, non libera- fosse stato uomo. Ma se retur homo. Accessit egli non fosse stato uomo, homo ad cor altum, non veniva liberato l'uoidest cor secretum, ob- mo. Si alzò dunque l'uojiciens aspectibus hu- mo( Dio) a grandi disemanis hominem, ser- gni, cioè profondi, movans intus Deum: ce- strandosi agli occhi degli lans formam Dei, in uomini vero uomo, conqua aequalis est Patri; servando al di dentro la et offerens formam ser- divinità: nascondendo la vi, qua minor est Pa- natura divina, in cui è tre. uguale al Padre; e manifestandosi nella forma di servo, nella quale è minore del Padre. R Recessit Pastor RÈ partito il nostro noster, fons aquae vi- Pastore, fonte di acqua vae: ad cujus transitum viva, nel di cui passaggio sol obscuratus est:* il sole si oscurò:* Con ciò Nam et ille captus est, fu messo in catene quello, qui captivum tenebat che in catene teneva il primum hominem: ho- primo uomo: oggi le porte unitamente die portas mortis, et della morte, seras pariter Salvator alle serrature, il nostro noster disrupit. Destruxit quidem claustra inferni, et subvertit potentias diaboli. Nam etc. Salvatore abbattè. y Sì, distrusse i claustri dell'inferno, e rovesciò le potenze del diavolo. Con ciò ecc. 368 VENERDÌ SANTO Lectio V. Lezione V. Quo perduxerunt illas Dove li condussero quelle scrutationes suas, quas loro indagazioni, nell'inperscrutantes defece- dagar le quali vennero runt; ut etiam mor- meno; onde anche morto tuo Domino et sepulto, il Signore, e sepolto, custodes ponerent ad guardie ponessero al sesepulchrum? Dixerunt polero? Imperocchè disenim Pilato: Seductor sero a Pilato: Quel sedutille. Hoc appellabatur tore. Veniva chiamato con nomine Dominus Je- questo nome il Signore sus Christus, ad sola- Gesù Cristo, a conforto tium servorum suorum, dei suoi servi, quando son quando dicuntur sedu- chiamati seduttori. Adunctores. Ergo illi Pilato: que essi dicono a Pilato: Seductor ille, inquiunt, Quel seduttore disse, dixit adhuc vivens: Post quando era ancor vivo: tres dies resurgam.Jube Dopo tre giorni risusciteitaque custodiri sepul- rò. Ordinate dunque, che chrum usque in diem sia custodito il sepolcro tertium, ne forte ve- fino al terzo giorno, affinniant discipuli ejus, et chè forse non vadan i suoi furentur eum, et dicant discepoli a rubarlo, e diplebi: Surrexit a mor- cano al popolo: Egli è rituis; et erit novissimus suscitato da morte; e fia error pejor priore. Ait l'ultimo inganno peggiore illis Pilatus: Habetis cu- del primo. Disse loro Pistodiam, ite, custodite lato: Siete padroni delle sicut scitis. Illi autem guardie, andate, custoabeuntes, munierunt dite come vi pare. Ed sepulchrum, signantes essi andarono, e afforzarono il sepolcro colle guar A MATTUTINO. 369 lapidem cum custodi- die, e misero il sigillo alla bus. solaisi pietra. Th R O vos omnes, qui transitis per viam, attendite, et videte. Si est dolor similis sicut dolor meus. * R 0 voi tutti, che passate per questa strada, ponete mente, e vedete,* Se v'ha dolore simile al mio dolore. 7 y Attendite universi populi, et videte dolorem meum. Si est dolor etc. Lectio VI. Posuerunt custodes milites ad sepulchrum. Concussa terra, Dominus resurrexit: miracula facta sunt talia circa sepulchrum, ut et ipsi milites, qui custodes advenerant, testes fierent, si vellent vera nuntiare. Sedavaritia illa, quae captivavit discipulum comitem Christi, captivavit et militem custodem sepulchri. Damus, inquiunt, vobis pecuniam, et dicite, quia vobis dormientibus, venerunt discipuli ejus, et abstulerunt eum. Vere y Ponete mente, popoli tutti, e vedete il mio dolore. Se v' ha dolore ecc. Lezione VI. Posero per guardia i soldati al sepolcro. Scossa la terra, il Signore risuscitò: miracoli tali accaddero intorno al sepolcro, che fin gli stessi soldati, che eran venuti a custodirlo, lo potrebbero contestare, se volessero annunziar il vero. Ma quell'avarizia, che acciecò il discepolo compagno di Cristo, acciecò anche il soldato custode del sepolcro. Vi daremo, dissero, del denaro, e dite, che mentre voi dormivate, son venuti i discepoli di lui, e lo hanno rubato. Veramente venner meno nell'indagar le loro inda* 16 370 VENERDÌ SANTO defecerunt scrutantes| gazioni. Cos'è quello, che scrutationes. Quid est dicesti, infelice astuzia? quod dixisti, o infelix E tanto ti allontani dalla astutia? Tantumne de- luce del consiglio di veriseris lucem consilii pie- tà, e nel profondo della tatis, et in profunda malizia t'immergi, fin di versutiae demergeris, suggerire: Dite, che menut hoc dicas: Dicite, tre voi dormivate, son vequia vobis dormienti- nuti i discepoli di lui, e bus, venerunt disci- lo han rubato? Di dorpuli ejus, et abstule- mienti testimonii tu ti serrunt eum? Dormientes vi? Tu sì, che dormisti, testes adhibes? Vere tu quando nell' indagar tali ipse obdormisti, quia cose venisti meno. scrutando talia, defecisti. REcce quomodo mo- R Ecco come muore il ritur justus, et nemo giusto, e niuno vi pensa percipit corde: et viri di cuore: e uomini giusti justi tolluntur, et nemo vengon tolti dal mondo, considerat: a facie ini- e niuno ci pensa seriamente: dal cospetto dell' iniquità vien tolto il giusto,* E sarà in pace la di lui memoria. quitatis sublatus est justus,* Et erit in pace memoria ejus. Tamquam agnus coram tondente se obmutuit, et non aperuit os suum: de angustia, et de judicio sublatus est. Et erit in pace etc. Ecce quomodo etc. y Come un agnello dinanzi a colui che lo tosa, si sta muto, e non apre la sua bocca: dopo la oppressione della condanna egli fu innalzato. E sarà in pace ecc. Ecco come muore ecc. A MATTUTINO. NEL TERZO NOTTURNO. ANT. Deus adjuvat ANT. Dio mi aiuta, e il Signore ha preso a difendere la mia vita. me, et Dominus susceptor est animae meae. Salmo 53. * Deus, in nomine tuo salvum me fac, et in virtute tua judica me. * Deus, exaudi orationem meam; auribus percipe verba oris mei. Quoniam alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quaesierunt animam meam;* et non proposuerunt Deum ante conspectum suum. Ecce enim Deus ad* juvat me; et Dominus susceptor est animae meae. Averte mala inimicis meis;* et in veritate tua disperde illos. 371 Voluntarie sacrificabo tibi,* et confitebor Salvatemi, o Dio, pel vostro nome, e colla vostra potenza difendetemi. Esaudite, o Dio, la mia orazione; porgete orecchie alle parole della mia bocca. Imperciocchè uomini stranieri alzarono bandiera contro di me, e uomini potenti cercarono l'anima mia; e non hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro. Ecco però, che Dio mi aiuta; e il Signore ha preso a difendere la mia vita. Ritorcete il male sopra dei miei nemici; e dispergeteli secondo la vostra verità. Vi offerirò sacrifizio volontario, e darò lode al 372 VENERDÌ SANTO nomini tuo, Domine,| nome vostro, Signore, quoniam bonum est. perchè buona cosa ella è questa. Quoniam ex omni tribulatione eripuisti me: et super inimicos meos despexit oculus meus. ANT. Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animae meae. ANT. In pace factus est locus ejus, et in Sion habitatio ejus. Salmo 75. Tala Notus in Judaea Deus: * in Israel magnum nomen ejus. Et factus est in pace locus ejus, et habitatio ejus in Sion. Ibi confregit potentias arcuum,* scutum, gladium, et bellum. Illuminans tu mirabiliter a montibus aeternis; * turbati sunt omnes insipientes corde. Perocchè da ogni tribolazione mi avete liberato: e gli occhi miei con disprezzo han veduto li miei nemici. ANT. Dio mi aiuta, e il Signore ha presa a difendere la mia vita. ANT. Nella pace è la sua sede, ed in Sionne la sua abitazione. Dormierunt somnum suum; et nihil inve* Dio è conosciuto nella Giudea: in Israello è grande il suo nome. E la sua sede è nella pace, ed ha sua abitazione in Sionne. Ivi egli ha distrutta la forza degli archi, lo scudo, la spada, e la guerra. O voi, che spandete mirabilmente la vostra luce dalle alte montagne; sono rimasti conquisi tutti gli stolti di cuore. Dormirono il loro sonno; e nulla trovarono tutti A MATTUTINO. 373 ti nelle loro mani. nerunt omnes viri divi- questi uomini tesoreggiantiarum in manibus suis. Ab increpatione tua, Deus Jacob,* dormitaverunt, qui ascenderunt equos. Tu terribilis es quis resistet tibi? tunc ira tua. et ex De coelo auditum feterra cisti judicium; tremuit, et quievit. * Cum exurgeret in judicium Deus, ut salvos faceret omnes mansuetos terrae. Quoniam cogitatio hominis confitebitur tibi;* et reliquiae cogitationis diem festum agent tibi. Vovete, et reddite Domino Deo vestro* omnes, qui in circuitu ejus affertis munera. Al tuono delle minacce vostre, o Dio di Giacobbe, si addormentarono i cavalieri. Voi terribile siete, e chi farà resistenza a voi? l'ira vostra è antica. Terribili et ei qui aufert spiritum principum;* terribili apud reges terrae. ANT. In pace factus est locus ejus, et in Sion habitatio ejus. Dal cielo faceste sentire il giudizio vostro; tremo la terra, e si tacque. Allorchè Dio si levò su per far giudizio, per tutti salvare i mansueti della terra. L'uomo che rifletterà, darà lode a voi; e la fine dei suoi pensieri sarà di onorarvi con giorni festivi. Offerite voti al Signore Dio vostro; e scioglieteli, o voi tutti, che stando intorno a lui, gli presentate dei doni. A lui terribile, a lui, che toglie lo spirito ai grandi; a lui che è terribile ai re della terra. ANT. Nella pace è la sua sede, ed in Sionne la sua abitazione. 374 ANT. Factus sum siANT. Sono divenuto cocut homo sine adjuto- me un uomo senza socrio, inter mortuos li- corso, io, che tra i morti ber. son libero. VENERDÌ SANTO Salmo 87. Domine Deus salutis Signore, Dio di mia salumeae, in die clamavi, et nocte coram te. te, di giorno, e di notte innalzai le mie grida a voi. Giunga al cospetto votuo oratio mea:* in- stro la mia orazione: porIntret in conspectu clina aurem tuam ad precem meam, gete le orecchie vostre alla mia preghiera. Quia repleta est malis anima mea,* et vita mea inferno appropinquavit. Estimatus sum cum descendentibus in lacum;* factus sum sicut homo sine adjutorio, inter mortuos liber. Sicut vulnerati dormientes in sepulchris, quorum non es memor amplius;* et ipsi de manu tua repulsi sunt. Posuerunt me in lacu inferiori,* in tenebrosis, et in umbra mortis. Imperocchè è ripiena di mali l'anima mia, e la mia vita al sepolcro si av-- vicinò. Son riputato come un di quelli che scendono nella fossa; son divenuto come uomo senza soccorso, io, che tra i morti son libero. Come gli uccisi, che dormono nei sepolcri, dei quali voi non avete più memoria; ed ei dalla cura vostra sono esclusi. Mi posero in una fossa profonda, in luoghi tenebrosi, e nell' ombra di morte. 375 Sopra di me si aggravò il furor vostro; e tutte le procelle vostre scaricaste sopra di me. Allontanaste da me i miei conoscenti: mi riputarono come oggetto di abbominazione. Fui dato in potere altrui, e io non aveva scampo: gli occhi miei si secfocarono per l'afflizione. Clamavi ad te, Do- Alzai le mie grida a voi, mine, tota die;* expandi ad te manus meas. o Signore, tutto il di; verso di voi io stesi le mie mani. A MATTUTINO. Super me confirmatus est furor tuus;et omnes fluctus tuos induxisti super me. * Longe fecisti notos meos a me: posuerunt me abominationem sibi. Traditus sum, et non egrediebar:* oculi mei languerunt prae inopia. * Numquid mortuis facies mirabilia? aut medici suscitabunt, et confitebuntur tibi? Numquid narrabit aliquis in sepulchro misericordiam tuam,* et veritatem tuam in perditione? Numquid cognoscentur in tenebris mirabilia tua,* et justitia tua in terra oblivionis? Et ego ad te, Domine, clamavi, et mane * Forse a pro dei morti faceste voi miracoli? oi medici renderan loro la vita, perchè essi a voi dian lode? Vi sarà egli forse chi nel sepolcro racconti la misericordia vostra, e la verità vostra nell'inferno? Forse saran elleno conosciute nelle tenebre le meraviglie vostre, e la giustizia vostra nella terra della dimenticanza? Ma io a voi, o Signore, alzai le mie grida, e al 376 VENERDÌ SANTO oratio mea praeveniet mattino la mia orazione 20vi preverrà. te. Ut quid, Domine, E perchè, o Signore, repellis orationem me- rigettate voi la mia oraam, * avertis faciem zione, e rivolgete da me tuam a me? la faccia vostra? Pauper sum ego, et in laboribus a juventute mea:* exaltatus autem, humiliatus sum, et conturbatus. In me transierunt irae tuae,* et terrores tui conturbaverunt me. Circumdederunt me sicut aqua tota die;* circumdederunt me simul. Elongasti a me amicum, et proximum,* et notos meos a miseria. ANT. Factus sum sicut homo sine adjutorio, inter mortuos liber. In pace factus est locus ejus. R Et in Sion habitatio ejus. Pater noster secreto. Povero son io, e in affanni sin dalla mia prima età: cresciuto poi, fui umiliato, e depresso. Sopra di me sono caduti gli sdegni vostri,, i terrori vostri mi conturbarono. Mi inondarono come acqua tuttodi; mi hanno sommerso tutti insieme. Avete allontanato da me l'amico, e il congiunto, e i miei conoscenti, per cagione della miseria. ANT. Sono divenuto come un uomo senza soccorso, io, che tra i morti son libero. Nella pace è la sua sede. R Ed in Sionne la sua abitazione. A MATTUTINO. 377 De Epistola B. Pauli| Dell'Epistola di S. Paolo Apostoli ad Hebræos. Apostolo agli Ebrei. Lezione VIL Lectio VII. Cap.9.c. Christus assistens Pon- Cristo venendo Pontefice tifex futurorum bono- dei futuri beni per mezrum per amplius, et zo di un più eccellente, e perfectius tabernacu- più perfetto tabernacolo lum non manufactum, non manofatto, cioè a id est, non hujus crea- dire, non di questa fattionis; neque per san- tura; nè mediante il sanguinem hircorum, aut gue dei capri, o dei vitelvitulorum, sed per pro- li, ma per mezzo del proprium sanguinem intro- prio sangue entrò una ritrovata ivit semel in Sancta, volta nel Santa, æterna redemptione in- avendo una eterna redenventa. Si enim sanguis zione. Imperocchè, se il hircorum, et taurorum, sangue dei capri e dei toet cinis vitulae asper- ri, e la cenere di vacca sus, inquinatos sancti- aspergendo gl'immondi, li ficat ad emundationem santifica quanto alla moncarnis: quanto magis dezza della carne: quanto Sanguis Christi, qui per più il sangue di Cristo, il Spiritum Sanctum se- quale per lo Spirito Santo metipsum obtulit im- offri se stesso immacolato maculatum Deo, emun- a Dio, monderà la nostra dabit conscientiam no- coscienza dalle opere di stram ab operibus mor- morte per servire a Dio tuis, ad serviendum Deo vivo? viventi? 9 R Astiterunt reges BSi son levati su i re terrae, et principes con- della terra, e i principi venerunt in unum* Ad- si son collegati insieme* 378 VENERDÌ SANTO versus Dominum, et ad-| Contro il Signore, e con versus Christum ejus. tro il suo Cristo. y Quare fremuerunt gentes, et populi meditati sunt inania? leed y Per qual ragione fremono le genti, e i popoli macchinano dei vani disegni? Adversus Dominum Contro il Signore ecc. etc. Lectio VIII. Lezione VIII. E Et ideo novi Testamenti mediator est: ut morte intercedente, in redemptionem earum praevaricationum, quae erant sub priori Testamento, repromissionem accipiant, qui vocati sunt aeternae haereditatis. Ubi enim testamentum est, mors necesse est intercedat testatoris. Testamentum enim in mortuis confirmatum est: alioquin nondum valet, dum vivit qui testatus est. Unde nec primum quidem sine per questo è egli del nuovo Testamento mediatore: affinchè, interposta la di lui morte, in redenzione di quelle prevaricazioni che sussistevano sotto il primo Testamento, i chiamati ricevano la promessa dell'eterna eredità. Imperocchè dove è testamento, la morte fa d'uopo che intervenga del testatore; imperocchè il testamento per la morte è ratificato: che del resto non è ancora valido, mentre vive chi ha testato. Per la qual cosa neppur il primo sanguine dedicatumest. fu celebrato senza sangue. REstimatus sum cum descendentibus in Son riputato come un di quelli, che scenlacum;* Factus sum dono nella fossa;* Son A MATTUTINO. 379 sicut homo sine adjuto- divenuto come uomo senrio, inter mortuos liber. za soccorso, io, che tra i morti son libero. y Posuerunt me in lacu inferiori, in tenebrosis, et in umbra mortis. Factus sum etc. Mi posero in una fossa profonda, in luoghi tenebrosi, e nell'ombra di morte. Son divenuto ecc. Lectio IX. Lezione IX. Lecto enim omni man- Imperocchè, letti che ebdato legis a Moyse uni- be tutti i comandi della verso populo, accipiens legge Mosè a tutto il posanguinem vitulorum, polo, preso il sangue dei et hircorum, cum a- vitelli, e dei capri, con qua, et lana coccinea, acqua, e con lana di color et hyssopo, ipsum quo- scarlatto, e l'issopo, e il que librum, et omnem libro stesso, e tutto il popopulum aspersit, di- polo insieme asperse, dicens: Hic sanguis Te- cendo: Questo è il sangue stamenti, quod man- del Testamento, disposto davit ad vos Deus. E- da Dio con voi. Ed anche tiam tabernaculum, et il tabernacolo, e tutti i omnia vasa ministerii vasi del ministero, di sansanguine similiter as- gue similmente egli asperpersit. Et omnia pene se: e quasi tutte le cose in sanguine secundum col sangue, secondo la legem mundantur, et legge, si purificano, e sine sanguinis effusione senza spargimento di sannon fit remissio. gue non è remissione. R Sepulto Domino, signatum est monumentum, volventes lapiB Sepolto il Signore, fu posto il sigillo al sepolcro, ribaltando una 380 VENERDÌ SANTO dem ad hostium monu-| pietra alla bocca del se* menti, Ponentes milites, qui custodirent illum. polero,* Ponendo dei soldati, che gli facessero la guardia. y Presentandosi i principi dei sacerdoti a Pilato, gli chiesero. Ponendo ecc. Sepolto ecc. Accedentes principes sacerdotum ad Pilatum, petierunt illum. Ponentes etc. Sepulto etc. ALLE ANT. O mors, ero mors tua: morsus tuus ero, inferne. LAUDI ANT. O morte, io sarò la tua morte: tuo strazio sarò io, o inferno. Salmo Miserere mei, Deus, a carte 163. ANT. Plangent eum| quasi unigenitum, quia innocens Dominus occisus est. Judica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta: * ab homine iniquo, et doloso erue me. ANT. Lui piangeranno come suol piangersi un unico figlio, perchè l' innocente Signore è stato ucciso. Salmo 42. Datemi ragione, o Signore, e prendete in mano la causa mia, liberatemi da una nazione non santa: dall'uomo iniquo e ingannatore liberatemi. Quia tu es, Deus, fortitudo mea:* quare Perocchè voi siete, o Dio, la mia fortezza: perme repulisti? et quare, chè mi avete voi rigettato 381 elasciato in tristezza, mentre mi affligge il nemico? Fate spuntar la vostra luce, e la vostra verità: elleno mi stradino, e mi conducano al vostro monte santo, e ai vostri tabernacoli. ALLE LAUDI. tristis incedo dum affligit me inimicus? * Emitte lucem tuam, et veritatem tuam: ipsa me deduxerunt, et adduxerunt in montem sanctum tuum, et in tabernacula tua. Et introibo ad altare Dei:* ad Deum, qui laetificat juventutem meam. aber no Confitebor tibi in cithara, Deus, Deus meus: quare tristis es anima mea? et quare conturbas me? Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi, * salutare vultus mei, et Deus meus. ANT. Plangent eum quasi unigenitum, quia innocens Dominus occisus est. E mi accosterò all' altare di Dio: a Dio, il quale dà letizia alla mia giovinezza. Loderò voi sulla cetra, Dio, Dio mio: e perchè, o anima mia, sei tu nella tristezza? e perchè mi conturbi? Spera in Dio, imperocchè ancora cantero le lodi di lui, salute della mia faccia, e Dio mio. ANT. Lui piangeranno, come suol piangersi un unico figlio, perchè l'innocente Signore è stato ucciso. ANT. Ponete mente, popoli tutti, e osservate il mio dolore. ANT. Attendite universi populi, et videte dolorem meum. Salmo Deus, Deus meus, col seg. a carte 169. ANT. A porta inferi ANT. Dalla porta del erue, Domine, animam sepolcro liberatemi, o Simeam. gnore. 382 VENERDÌ SANTO Cantico di Ezechia. Is. 38 b. Ego dixi: In dimidio lo dissi: Alla metà dei dierum meorum* vadam ad portas inferi. miei giorni anderò alle porte del sepolcro. * Quaesivi residuum annorum meorom; dixi Non videbo Dominum Deum in terra viventium. si Airasi Cercava il resto degli anni miei; io dissi: Non vedrò il Signore Iddio nella terra dei vivi. Non aspiciam homiNon vedrò più uomo, nem ultra,* et habi- nè quelli, che abiteranno tatorem quietis.onella pace. Il vivere è a me tolto, e ripiegato il mio tabernacolo, come tenda di un pastore. È troncata, come dal tessitore la tela, la mia vita: quand' io ordiva tuttora, ei mi recise: dal mattino alla sera voi mi og finirete. pita 10 Sperai fino al mattino: egli quasi leone stritolò tutte le ossa mie. Generatio mea ablata est, et convoluta est a me,* quasi tabernaculum pastorum. Praecisa est, velut a texente, vita mea; dum adhuc ordirer, succidit me:* de mane usque ad vesperam finies me. * Sperabam usque ad mane: quasi leo sic contrivit omnia ossa mea. De mane usque ad Dal mattino alla sera vesperam finies me:* voi mi finirete: come un sicut pullus hirundinis tenero rondinino io strisic clamabo, meditabor deva, gemeva come cout columba. lomba. * Attenuati sunt oculi mei suspicientes in excelsum.ge ou Domine, vim patior, responde pro me: Quid dicam? aut quid respondebit mihi cum ipse fecerit? ALLE LAUDI. Recogitabo tibi omnes annos meos, in amaritudine animae * meae. Domine, si sic vivitur, et in talibus vita spiritus mei, corripies me, et vivificabis me * Ecce in pace amaritudo mea amarissima. 383 Si debilitarono gli occhi miei col mirar su all'alto. Pobol raton all! Quia non infernus confitebitur tibi, neque mors laudabit te;* non expectabunt, qui descendunt in lacum, veritatem tuam, Vivens, vivens ipse Signore, è violento lo stato mio, prendete il patrocinio di me: Che dirò io? o come prenderà egli il mio patrocinio, quand'egli ha ciò fatto? Io ripenserò dinanzi a voi tutti gli anni miei, nell' amarezza dell'anima mia. Signore, se tale è la vita, se in tali cose è riposta la vita del mio spirito, voi correggetemi, e ravvivatemi: ecco che è in pace l'amarissima amarezza mia. * Tu autem eruisti animam meam, ut non periret; projecisti zione; projecisti post tergum tuum omnia peccata mea. E voi avete liberata l' anima mia dalla perdizione; vi siete gettato dietro le spalle tutti i miei peccati. Perocchè il sepolcro non canterà le vostre glorie, nè la morte darà laude a voi; non aspetteranno quei, che scendono nella fossa, l'adempimento di vostre veraci promesse. I vivi, i vivi daranno 381 * VENERDÌ SANTO ALLE LAUDI. confitebitur tibi, sicut| laude a voi, com'io pure et ego hodie: pater in questo giorno: il padre filiis notam faciet veri- ai figliuoli annunzierà cotatem tuam. me verace siete voi. Domine, salvum me Salvatemi, o Signore, fac,* et psalmos no- e i nostri cantici noi canstros cantabimus cunctis diebus vitae nostrae in domo Domini. ANT. A porta inferi erue, Domine, animam teremo per tutti i giorni della nostra vita nella casa del Signore. ANT. Dalla porta del sepolcro liberatemi, o Signore. meam.iu ANT. O vos omnes, qui transitis per viam, attendite, et videte, si est dolor sicut dolor meus. ANT. O voi tutti, che passate per istrada, ponete mente, e vedete, se v'è dolore eguale al dolor mio. Salmo Laudate Dominum de coelis, con li due seguenti a carte 175. Caro mea requiescet in spe. REt non dabis Sanctum tuum videre corruptionem. La carne mia riposerà nella speranza. R E non permetterete che il vostro Santo soggiaccia alla corruzione. ANTIPHONA. Al Benedictus. Mulieres sedentes ad Le donne che sedevano monumentum lamen- al sepolcro, si dolevano, tabantur, flentes Do- piangendo il Signore. minum. Cantico Benedictus Dominus, a carte 180. y Christus factus est etc. Pater noster etc. Salmo Domine Miserere, pag. 163. Respice, quaesumus, etc., con le rispettive Rubriche, pag. 183.7 Avico inc Trasfigurazione di Gi C SABATO SANTO LA MATTINA te Ore, come nel Giovedì Santo, a pag. 185. ALLA MESSA Slazione a San Giant in Laterano. 385 era competente si parano gli altari, si dicono Ore nolle candele estinte sull'altare fino al principio Messa. Frattanto si scuote fuor della Chiesa da pietra il fuoco, e con esso si accendono dei Finita Nena, il Sacerdote, vestito di Amittar Cingolo, Stola e Piviale violaceo, ovvero Peracta, accompagnato dai Ministri colla Crobenedetta eil incensiere fuori della porta, se edumente farsi, altrimenti ingresso della benedice il nuovo fuoco, dicado Dominus yoetc., come qui sotto. fornaci s'accese DICIHARAZIONE. Gesto in molti luoghi della Scrittura è detto Pies quale, avendo i cuori degli Ebrei- ostia guisa d'acciaro, perccsso colla pertino a farlo morire, uscirono le cinque amore, che furono le cinque pinghe, e fuoco di legge amorosissima ed infuoideale il mondo. E questo è il mistero, che ora ai rappresenta. esta y Dominés vobiscum. 1 Et cum spiritu tao. Il Signore sia con voi. E collo spirito vostro. 47 385 SABATO SANTO LA MATTINA Le Ore, come nel Giovedì Santo, a pag. 485. ALLA MESSA Stazione a San Gioanni in Laterano. Ad ora competente si parano gli altari, e si dicono le Ore colle candele estinte sull'altare fino al principio della Messa. Frattanto si scuote fuor della Chiesa da qualche pietra il fuoco, e con esso si accendono dei carboni. Finita Nona, il Sacerdote, vestito di Amitto, Camice, Cingolo, Stola e Piviale violaceo, ovvero senza Pianeta, accompagnato dai Ministri colla Croce, acqua benedetta ed incensiere fuori della porta, se può comodamente farsi, altrimenti nell'ingresso della Chiesa, benedice il nuovo fuoco, dicendo Dominus vobiscum etc., come qui sotto. DICHIARAZIONE. Cristo in molti luoghi della Scrittura è detto Pietra, dalla quale, avendo i cuori degli Ebrei ostinati, e duri a guisa d'acciaro, percosso colla persecuzione in fino a farlo morire, uscirono le cinque fornaci di amore, che furono le cinque piaghe, e s'accese un fuoco di legge amorosissima ed infuocata riscaldante il mondo. E questo è il mistero, che ora si rappresenta. Dominus vobiscum.| Il Signore sia con voi. R! Et cum spiritu tuo. RE collo spirito vostro. 17 386 SABATO SANTO OREMUS PREGHIERA e Deus, qui per Filium Dio, che pel Figlio votuum, angularem sci- stro, che è la pietra anlicet lapidem, clarita- golare, della vostra chiatis tuae ignem fideli- rezza il fuoco ai fedeli apbus contulisti: produ- portaste: questo nuovo ctum e silice, nostris fuoco uscito dalla pietra, profuturum usibus no- perchè servir possa ai novum hunc ignem san stri usi, santificate, ctifica, et concede no- concedeteci che in queste bis, ita per haec festa feste Pasquali di celesti Paschalia coelestibus desiderii restiamo talmendesideriis inflammari, te infiammati, che colle ut ad perpetuae clari- menti pure alle feste della tatis, puris mentibus, perpetua chiarezza siam valeamus festa pertin- fatti degni di arrivare. Per gere. Per eumdem Chri- il medesimo Cristo Signor stum Dominum no- nostro. R Così sia. strum. R Amen. OREMUS PREGHIERA Domine Deus, Pater omnipotens, lumen indeficiens, qui es conditor omnium luminum, benedic hoc lumen, quod a te sanctificatum, atque benedictum est, qui illuminasti omnem mundum: ut ab eo luSignor Iddio, Padre onnipotente, lume che mai vien meno, voi che siete il creatore di tutti i lumi, benedite questo lume, perchè santificato, e benedetto sia da voi, che illuminate tutto il mondo: affinchè da quel lume venmine accendamur, at- ghiamo accesi, ed illumi ALLA MESSA. 387 chiarezza: e siccome illuminaste Mosè nell'uscir dall'Egitto, così illuminate i cuori, e i sentimenti noque illuminemur, igne| nati dal fuoco della vostra claritatis tuae: et sicut illuminasti Moysen exeuntem de Ægypto, ita illumines corda et sensus nostros, ut ad stri; onde alla vita, e alla vitam, et lucem aeter- eterna luce pervenir posnam pervenire merea- siamo. Per il medesimo mur. Per Christum Do- Cristo Signor nostro. minum nostrum. B Così sia. R Amen. OREMUS PREGHIERA Domine sancte, Pater 0 Signore santo, Padre omnipotens, aeterne onnipotente, eterno IdDeus, benedicentibus dio, a noi, che benedicianobis hunc ignem, in mo questo fuoco nel nome nomine tuo, et Unige- vostro, e del vostro Uniniti Filii tui Dei, ac Do- genito Figliuolo e Signor mini nostri Jesu Chri- nostro Gesù Cristo, e dello sti, et Spiritus Sancti, Spirito Santo, di coopecooperari digneris: et rare degnatevi: e socadjuva nos contra igni- correteci contro gl'infuota tela inimici, et il- cati dardi del nemico, ed lustra gratia coelesti. illuminateci colla vostra Qui vivis et regnas cum grazia celeste. Voi che vieodem Unigenito tuo, vete, e regnate col medeet Spiritu Sancto Deus, simo Unigenito vostro, e per omnia saecula sae- collo Spirito Santo( vero) culorum. Dio, per tutti i secoli dei secoli. RAmen. R Così sia. 388 SABATO SANTO DICHIARAZIONE. Dovendosi adoperare l'incenso con significato mislico, è conveniente che si santifichi con l'orazione, e benedizione, non avendo in sè forza naturale di cagionare alcun bene appartenente allo spirito. Benedice i cinque grani d'incenso da porsi nel Cereo, dicendo assolutamente la seguente Orazione: Veniat, quaesumus, Venga, vi preghiamo, onomnipotens Deus, su- nipotente Iddio, sopra queper hoc incensum lar- sto incenso della vostra ga tuae bene dictio- benedizione un' abbonnis infusio et hunc dante infusione: e questo nocturnum splendorem notturno splendore, voi invisibilis regenerator accende: ut non solum sacrificium quod hac nocte litatum est, arcana luminis tui admixtione refulgeat: sed in quocumque loco ex hujus sanctificationis mysterio aliquod fuerit deportatum, expulche siete il rigeneratore invisibile( di tutte le cose), accendete: acciocchè non solamente il sacrifizio, per cui in questa notte abbiam cercato di placarvi, della misteriosa mescolanza del vostro lume risplenda: ma in qualunque luogo di questo mistero di santificasa diabolicae fraudis zione verrà trasportato, nequitia, virtus tuae majestatis assistat. Per Christum Dominum nostrum. RAmen. scacciata della diabolica frode la malignità, la virtù della vostra maestà vi assista. Per Cristo Signor nostro. R Così sia. ALLA MESSA. 389 DICHIARAZIONE. La legge vecchia poleasi dir fuoco, perchè Mosè chiamato fu da Dio in quegli spini roventi, e fu data con baleni sul monte di Sion, onde essendone significato ne'lumi, ed essi estinguendosi, abbiamo che per la morte e risurrezione del Signore ella mancò, ed in sua vece risplendè il lume cristiano. Mentre il Sacerdote benedice i grani dell'incenso, l'Accolito prende de'carboni benedetti, e li pone nell'incensiere, e terminata la sopraddetta orazione, il Sacerdote, preso dalla navicella dell'incenso, lo pone nel turibolo, e lo benedice, secondo il solito; asperge i grani dell'incenso ed il fuoco coll'acqua benedetta tre volte, dicendo Asperges me senza canto, e senza Salmo, e l'incensa tre volte. Frattanto si estinguono i lumi della Chiesa, per aecenderli poi col fuoco benedetto.ituz Allora il Diacono, vestito di Dalmatica bianca, prende la canna, nella di cui cima son attaccate in forma di triangolo le tre candele. Va innanzi il Turiferario insieme coll' Accolito, che porta in un bacile i grani d'incenso. Segue il Suddiacono colla croce, indi viene il Clero per ordine, dappoi il Diacono colla canna, ed ultimo a tutti il Celebrante. Lumen Christi. R Deo gratias. Entrato che è il Diacono in Chiesa, china la canna, e l' Accolito, con una candeletta accesa dal nuovo fuoco benedetto, accende una delle candele poste in cima alla canna; ed il Diacono, dopo averla alzata, s'inginocchia, come fanno tutti gli altri, salvo il Suddiacono, che porta la croce, e canta solo: Lume di Cristo. R A Dio sieno rese grazie. Avanzatosi al mezzo della Chiesa, ivi si accende l'altra candela, e nuovamente inginocchiato, canta come sopra, ma alquanto più alto: 390 SABATO SANTO Lumen Christi. S Lume di Cristo. B Deo gratias. A Dio sieno rese grazie. 1 Per la terza volta si fa lo stesso davanti all'altare, ed ancora più alto della seconda volta si canta: Lumen Christi. Deo gratias. Lume di Cristo. R A Dio sieno rese grazie. Ascende il Celebrante all'altare, e si porta alla parte dell' Epistola. Il Diacono consegna ad un Accolito la canna, e preso il libro, dimanda la benedizione al Sacerdote, come si costuma al Vangelo, ed il Sacerdote dice: Dominus sit in corde tuo, et in labiis tuis: ut digne et competenter annuncies suum Paschale praeconium: in nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti. Amen. Il Signore sia nel tuo cuore, e nelle tue labbra: acciocchè degnamente, e competentemente annunzii il suo Pasquale elogio: in nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo. Così sia. Si porta il Diacono al pulpito, e postovi sopra il libro, lo incensa. Il Suddiacono colla Croce, ed il Turiferario gli stanno alla destra, ed alla sinistra due Accoliti, cioè quello che tiene la canna, e l'altro che tiene il bacile con i grani d'incenso benedetti, che devono infiggersi nel Cereo. Allora alzandosi tutti, e stando in piedi, come si costuma all' Evangelio, il Diacono canta Exultet jam, come segue. DICHIARAZIONE. L'accender tre candele, andando per la Chiesa, significa la Fede Cristiana, allorchè fu portata dai Ministri Evangelici nelle tre parti del mondo, ovvero che la Trinità conobbe in ogni luogo per lo stesso mezzo. ALLA MESSA. 394 Si comincia già a trattare della Risurrezione del Salvatore, ed anticamente dicevasi tutto questo, che viene in seguito, la veniente notte: però si fa menzione di lei nella Benedizione, e nella Messa: ma per evitare l'occasione a molti inconvenienti, che accader solevano in quel tempo, e perchè fosse maggiore il concorso delle genti, a questa mattina fu trasferito. Il Cereo benedetto rappresenta Cristo, il quale col suo risorgere ha illuminata la terra, e scacciata l'oscurità delle idolatrie. È posto in luogo eminente, essendo il Signore pervenulo ad una vita eterna, e sopra ogni mortalità. Si accende, per mostrare che è vivente nella gloria. Si benedice, perchè non può l'esser suo naturale significar Cristo risuscilato. E questo si fa dal Diacono, d'ordine inferiore del Sacerdote, essendo stata Maria Maddalena minore degli Apostoli, e delle altre Marie, quanto all'età, la prima che palesò Cristo ritornato. Si cominciò a benedire il Cereo per ordine di Papa Zozimo, e di Teodoro I; la Benedizione fu composta da Sant'Ambrogio. Exultet jam Angelica Esulti ormai( ch'è tempo) turba coelorum: exultent divina mysteria: et pro tanti Regis victoria, tuba insonet salutaris. Gaudeat et tellus, tantis irradiata fulgoribus, et aeterni Regis splendore illustrata, totius orbis se sentiat amisisse caliginem. Laetetur et mater Ecclesia tanti luminis l'Angelica turba dei cieli: esultino i divini misterii: e per la vittoria di un tanto Re risuoni la tromba salutare. Gioisca anche la terra rischiarata da tanta luce, e collo splendore dell' eterno Re illuminata, comprenda di aver perduta l'oscurità( che teneva ingombrato) il mondo tutto. Si rallegri anche la ma 392 SABATO SANTO adornata fulgoribus: et dre Chiesa ornata dagli magnis populorum vo- splendori di tanto lume: cibus haec aula resul- e delle festevoli acclamatet. Quapropter adstan- zioni dei popoli questa tes vos, fratres charis- reggia risuoni. Per la qual simi, ad tam miram cosa voi circostanti, frahujus sancti luminis telli carissimi, alla maraclaritatem, una me- vigliosa chiarezza di un si cum, quaeso, Dei santo lume uniti con me, omnipotentis miseri- vi prego, dell'onnipotente cordiam invocate: Ut Iddio la misericordia inqui me non meis me- vocate: affinchè quel( Dio), ritis intra Levitarum che me non per i miei menumerum dignatus est riti tra il numero dei Leaggregare: luminis sui viti si è degnato di annoclaritatem infundens, verare, del suo lume la Cerei hujus laudem im- chiarezza infondendo, alla plere perficiat. Per Do- lode di questo Cereo conminum nostrum Jesum corra a dar compimento. Christum Filium suum: Per i meriti del Signor noqui cum eo vivit, et stro Gesù Cristo Figlio suo: regnat in unitate Spi- che con lui vive, e regna ritus Sancti Deus, per nell' unità dello Spirito omnia saecula saecu- Santo( vero) Dio, per tutti lorum. i secoli de' secoli. R Così sia. B Amen. Dominus vobisy Il Signore sia con voi. cum. Et cum spiritu/ E con lo spirito vostro. tuo. y Sursum corda. R Habemus ad Dominum. Gratias agamus Domino Deo nostro. Dignum, et justum est. y In alto i cuori. Gli abbiamo al Signore. Grazie rendiamo al Signore Dio nostro. Degno e giusto egli è. ALLA MESSA. Vere dignum et justum est, invisibilem Deum Patrem omnipotentem, Filiumque ejus Unigenitum, Dominum nostrum Jesum Christum, toto cordis, ac mentis affectu, et vocis ministerio personare. 393 Veramente degno, e giusto egli è, che l'invisibile Dio Padre onnipotente, e il di lui Figlio Unigenito, Signor nostro Gesù Cristo, con tutto l' affetto del cuore e della mente, e col ministero della voce abbia a risuonare. Qui pro nobis ae• terno Patri Adae debitum solvit, et veteris piaculi cautionem pio cruore detersit. Haec sunt enim festa Paschalia, in quibus verus ille Agnus occiditur, cujus sanguine postes fidelium consecrantur. Hæc nox est, in qua primum patres nostros filios Israel eductos de Egypto, mare Rubrum sicco vestigio transire fecisti. Haec igitur nox est, quae peccatorum tenebras columnae illuminatione purgavit. Haec nox est, quae hodie per universum mundum, in Christo creQuegli che per noi all'eterno Padre di Adamo al debito soddisfece, e dell'antico delitto la macchia col pio sangue scancellò. Imperciocchè queste sono nelle le feste Pasquali, quali quel vero Agnello è ucciso, col di cui sangue le porte dei fedeli son consacrate. Questa è quella notte, nella quale anticamente i padri nostri, i figliuoli d' Israele cavati dall' Egitto, faceste passare il mar Rosso con piede asciutto. Questa dunque è quella notte, che le tenebre de' peccati colla illuminazione della colonna dissipò. Questa è quella notte, che oggi per tutto il mondo i credenti in Cri* 47 394 SABATO SANTO dentes, a vitiis saeculi,| sto, segregati dai vizi del et caligine peccatorum secolo, e dalla caligine dei segregatos, reddit gra- peccati, restituisce alla tiae, sociat sanctitati. grazia, associa alla sanHaec nox est, in qua, tità. Questa è quella notdestructis vinculis mor- te, nella quale, spezzati tis, Christus ab inferis i vincoli della morte, Crivictor ascendit. Nihil sto dal sepolcro vincitoenim nobis nasci pro- re risuscitò. Imperocchè fuit, nisi redimi pro- niente ci avrebbe giovato fuisset. O mira circa il nascere, se non avesse nos tuae pietatis digna- avuto da giovarci la retio! O inaestimabilis denzione. O mirabil dedilectio charitatis: ut gnazione della vostra pietà servum redimeres, Fi- verso di noi! O inestimalium tradidisti! O certe bile benevolenza di carità: necessarium Adae pec- per riscattare il servo, il catum, quod Christi Figlio avete donato! O pecmorte deletum est! O cato di Adamo, in certa felix culpa, quae ta- maniera necessario, perlem, ac tantum meruit chè colla morte di Cristo habere Redemptorem! fu cancellato! O felice colO vere beata nox, quae pa, che un tale meritò di sola meruit scire tem- avere e tanto Redentore! pus et horam, in qua O veramente beata notte, Christus ab inferis re- che sola meritò di sapere surrexit! Haec nox est, il tempo e l'ora, in cui de qua scriptum est: Cristo dal sepolcro risuEt nox sicut dies illu- scito! Questa è quella notminabitur: et nox illu- te, di cui sta scritto: E minatio mea in deliciis la notte come il giorno sarà illuminata: anche la notte diverrà luce intorno ALLA MESSA. 393 meis. Hujus igitur san- a me. La santificazione ctificatio noctis fugat dunque di questa notte le le scelera, culpas lavat, scelleraggini scaccia, et reddit innocentiam colpe lava, e restituisce lapsis, et moestis lae- l' innocenza ai caduti, e titiam. Fugat odia, con- aimalinconici l'allegrezza. cordiam parat, et cur- Caccia gli odii, la concorvat imperia. dia prepara, e umilia gli imperii. Qui il Diacono infigge nel Cereo in forma di croce i cinque grani d'incenso. DICHIARAZIONE. I cinque grani d'incenso significano le cinque Piaghe del Signore, ritenute da lui con molta gloria, le quali hanno riempiuto il mondo di un odore celeste ed immortale. In hujus igitur noctis In grazia dunque di una gratia, suscipe, sancte tal notte, ricevete, o santo Pater, incensi hujus sa- Padre, di questo incenso crificium vespertinum, il sacrifizio vespertino, quod tibi in hac Cerei che a voi in questa oblaoblatione solemni, per zione solenne del Cereo, ministrorum manus de per mano de' vostri mioperibus apum, sacro- nistri dei lavori delle api sancta reddit Ecclesia. la sacrosanta Chiesa preSed jam columnae hu- senta. Ma già di questa cojus praeconia novimus, lonna i pregii conosciamo, quam in honorem Dei che in onore di un risplenrutilans ignis accendit. dente fuoco accende. Qui il Diacono accende il Cereo con una delle candele poste sulla canna. 396 SABATO SANTO Qui licet sit divisus in Il qual( fuoco), benchè partes, mutuati tamen sia diviso in parti, pure luminis detrimenta non dall' essersi ad altrui conovit. Alitur enim li- municato non soffre detriquantibus ceris, quas mento. Imperocchè egli in substantiam pretio- si pasce di liquide cere, sae hujus lampadis apis che in nutrimento di quemater eduxit. sta preziosa lampada la madre ape produsse. DICHIARAZIONE. Col lume del Cereo accendonsi gli altri lumi, affinchè si sappia che dal Signore è venuta la chiarezza della Grazia e della Fede in ciascuno, che ad altri l'abbia predicata. Qui si accendono le lampade. Overe beata nox, quæ veramente beata notexpoliavit Egyptios, di- te, che spogliò gli Egizii, tavit Hebraeos! Nox, arricchì gli Ebrei! Notte, in qua terrenis coele- in cui alle terrene cose le stia, humanis divina celesti, alle umane le dijunguntur. Oramus ergo vine si uniscono. Preghiate, Domine: ut Cereus mo dunque voi, o Signoiste in honorem tui no- re: affinchè cotesto Cereo minis consecratus, ad in onore del vostro nome noctis hujus caliginem consacrato, a dissipar la destruendam, indeficiens perseveret. Et in odorem suavitatis accecaligine di questa notte immancabilmente perseveri. E in odore di soavità ptus, supernis lumina- ricevuto, coi superni luribus misceatur. Flam- minari si confonda. Alle ALLA MESSA. 397 mas ejus lucifer matu- sue fiamme la stella mattinus inveniat. Ille, in- tutina s' unisca. Quella quam, lucifer, qui ne- stella, dico, che mai trascit occasum. Ille, qui monta. Quella, che uscita regressus ab inferis, dal sepolcro, all' uman humano generi serenus genere serena risplende. illuxit. Precamur ergo Vi supplichiamo dunque, te, Domine, ut nos fa- o Signore, acciocchè noi mulos tuos, omnemque vostri servi, e tutto il CleClerum, et devotissi- ro, e il divotissimo pomum populum, una polo, insieme col beatiscum beatissimo Papa simo Papa nostro N. e il nostro N., et Antistite Prelato nostro N., connostro N., quiete tem- cedendoci la tranquillità porum concessa, in his de' tempi, in queste allePaschalibus gaudiis, grezze Pasquali, colla conassidua protectione re- tinua vostra protezione vi gere, gubernare, et con- degniate di reggere, goservare digneris. Re- vernare, e conservare. Rispice etiam ad devotissimum( si non est coronatus dicitur electum) Imperatorem nostrum N., cujus tu Deus desiderii vota praenoscens, ineffabili pietatis, et misericordiae tuae munere, tranquillum perpetuae pacis accommoda, et coelestem victoriam cum omni populo suo. Per eumdem Dominum nostrum Jesum mirate anche al divotissimo( se non è coronato si aggiunge eletto) Imperatore nostro N., i voti dei di cui desiderii voi, o Dio, conoscendo, col dono ineffabile della vostra pietà e misericordia, donate loro la tranquillità di una perpetua pace, e la celeste vittoria unitamente a tutti i loro popoli. Per il medesimo Signor nostro Gesù Cristo Figlio vostro, 398 SABATO SANTO Christum Filium tuum,| che con voi vive, e regna qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. nell' unità dello Spirito Santo( vero) Dio, per tutti i secoli dei secoli. R Così sia. B Amen. Finita la benedizione del Cereo, il Diacono, deposti paramenti bianchi, prende i violacei, e va dal Celebrante, il quale si spoglia del Piviale, e prende il Manipolo, e la Pianeta di color violaceo. Si leggono quindi le Profezie senza titolo, ed il Celebrante la legge parimente a voce bassa dalla parte dell' Epistola, e nel fine delle Profezie si dicono le orazioni nella maniera che sotto si dice. Avanti e mentre si leggono le Profezie, i Sacerdoti catechizzano i Catecumeni da battezzarsi, e li dispongono a ricevere il Battesimo. DICHIARAZIONE. Le lezioni diconsi, perchè insegnano la gloria di Dio, e perchè siamo istrutti de' benefizii, e della possanza sua, specialmente del Battesimo, che è la chiave per andare al Cielo, ed il primo tra i Sacramenti, e il più necessario. Esse sono dodici, perchè tanti furono gli Apostoli, che tal dottrina predicarono; nè si dicono col titolo, perchè il Capo nostro e Redentore ancor risuscitato non è dalla morte. Si tratta della creazione del mondo, affinchè vediamo quanto per noi abbia operato Iddio. Profezia prima. Gen. 1 et 2. In principio creavit Al principio creò Dio il Deus coelum, et terram. Terra autem erat inacielo, e la terra. E la terra era informe, e vuota: e ALLA MESSA. 399 le tenebre erano sopra la faccia dell' abisso: e lo Spirito di Dio si movea sopra le acque. E Dio disse: Sia fatta la luce. E fu fatta la luce. E vide Dio, che la luce era buona: e divise la luce dalle tenebre. E nominò la luce Giorno, e le tenebre Notte: e si compiè della sera, e della mattina il primo giorno. Disse ancora Dio: Sia fatto il Firmamento nel mezzo alle acque; e separi acque da acque. E fece Dio il Firmamento: e separò le acque, che erano sotto il Firmamento, da quelle, che erano sopra il Firmamento. E fu. fatto così. E diede Dio il nome di Cielo al Firmamento: e si compiè della sera, e della mattina il giorno secondo. Disse ancora Dio: Si radunino le acque, che sono sotto il cielo in un sol luogo, e apparisca l'arida: e fu fatto così. E diede Dio all'arida il nome di Terra: nis et vacua; et tenebrae erant super faciem abyssi: et spiritus Dei ferebatur super aquas. Dixitque Deus: Fiat lux. Et facta est lux. Et vidit Deus lucem, quod esset bona: et divisit lucem a tenebris. Appellavitque lucem Diem, et tenebras Noctem factumque est vespere et mane, dies unus. Dixit quoque Deus: Fiat Firmamentum in medio aquarum; et dividat aquas ab aquis. Et fecit Deus Firmamentum: divisitque aquas, quae erant sub Firmamento, ab his, quae erant super Firmamentum. Et factum est ita. Vocavitque Deus Firmamentum, Coelum: et factum est vespere et mane, dies secundus. Dixit vero Deus: Congregentur aquae, quae sub coelo sunt, in locum unum, et appareat arida: et factum est ita. Et vocavit Deus aridam, Ter 400 SABATO SANTO ram: congregationes- e le raunanze delle acque que aquarum appella- le chiamò Mare. E vide vit Maria. Et vidit Deus Dio, che ciò stava bene. quod esset bonum. Et Edisse: Germogli la terra ait: Germinet terra her- erba verdeggiante, e che bam virentem, et fa- faccia il seme, e piante cientem semen, et li- fruttifere, che diano il gnum pomiferum fa- frutto secondo la specie ciens fructum juxta ge- loro, che in se stesse connus suum, cujus semen tengano la lor semenza in semetipso sit super sopra la terra. E così fu terram. Et factum est fatto. E produsse la terra ita. Et protulit terra erba verdeggiante, e che herbam virentem, et fa il seme secondo la sua facientem semen juxta specie, e piante che dangenus suum, lignum- no frutto, e ognuna delle que faciens fructum, et quali ha la propria semenhabens unumquodque za secondo la specie sua. sementem, secundum E vide Dio, che ciò bene speciem suam. Et vidit stava. E si compiè della Deus, quod esset bo- sera, e della mattina il num. Et factum est ve- giorno terzo. E disse Dio: spere et mane, dies ter- Sieno fatti luminari nel tius. Dixit autem Deus: firmamento del cielo, e diFiant luminaria in fir- stinguano il dì, e la notte, mamento coeli, et divi- e segnino le stagioni, i dant diem, ac noctem, giorni e gli anni: affinchè et sint in signa, et tem- risplendano nel firmamenpora, et dies, et annos: to del cielo, e illuminino ut luceant in firma- la terra. E fu fatto così. mento coeli, et illumi- E fece Dio due luminari nent terram. Et factum est ita. Fecitque Deus ALLA MESSA. 401 duo luminaria magna:| grandi: il luminare magluminare majus, ut praeesset diei; et luminare minus, ut praeesset nocti: et stellas. Et posuit eas in firmamento coeli, ut lucerent super terram, et praeessent diei, ac nocti, et dividerent lucem ac tenebras. Et vidit Deus, quod esset bonum. Et factum est vespere etmane, dies quartus. Dixit etiam Deus: Producant aquæ reptile animae viventis, et volatile super terram sub firmamento coeli: Creavitque Deus cete grandia, et omnem animam viventem, atque motabilem, quam produxerant aquae in species suas, et omne volatile secundum genus suum. Et vidit Deus, quod esset bonum. Benedixitque eis, dicens: Crescite, et multiplicamini, et replete aquas maris: avesque multiplicentur super terram. Et factum est l giore, che presiedesse al giorno; e il luminare minore, che presiedesse alla notte: e le stelle. E le collocò nel firmamento del cielo, affinchè rischiarasser la terra, e presiedessero al dì e alla notte, e dividessero la luce dalle tenebre. E vide Dio, che ciò stava bene. E si compiè della sera, e della mattina il quarto giorno. Disse ancora Dio: Producano le acque i rettili animati, e viventi, e i volatili sopra la terra sotto il firmamento del cielo: E creò Dio i pesci grandi, e tutti gli animali viventi, e aventi moto, prodotti dall'acque, secondo la loro specie, e tutti i volatili secondo il genere loro. E vide Dio che ciò stava bene. E li benedisse, dicendo: Crescete, e moltiplicate, e popolate le acque del mare: gli uccelli moltiplichino sopra la terra. E si compiè della sera, 402 SABATO SANTO vespere et mane, diese della mattina il giorno quintus. Dixit quoque quinto. Disse ancora Dio: Deus: Producat terra Produca la terra animali animam viventem in viventi secondo la specie genere suo: jumenta, et loro: animali domestici, reptilia, et bestias ter- e rettili, e bestie selvatirae secundum species che della terra secondo la suas. Factumque est specie loro. E fu fatto così. ita. Et fecit Deus be- E fece Dio le bestie selvastias terrae juxta spe- tiche della terra secondo cies suas, et jumenta, la specie loro, e gli aniet omne reptile terrae mali domestici, e i rettili in genere suo. Et vidit della terra secondo la speDeus, quod esset bo- cie loro. E vide Dio, che num, et ait: Faciamus ciò stava bene, e disse: hominem ad imaginem Facciamo l'Uomo ad imet similitudinem no- magine e somiglianza nostram et praesit pi- stra: ed ei presieda ai pescibus maris, et volati- sci del mare, e ai volatili libus coeli, et bestiis, del cielo, e alle bestie, e universaeque terrae, o- a tutta la terra, e a tutti mnique reptili, quod i rettili, che si muovono movetur in terra. Et sopra la terra. E creò Dio creavit Deus hominem l'Uomo a somiglianza sua: ad imaginem suam: ad a somiglianza di Dio lo imaginem Dei creavit creò: maschio e femmina illum: masculum, et li creò. E benedisseli Dio, feminam creavit eos. e disse: Crescete, e molBenedixitque illis Deus, tiplicate, e riempite la et ait: Crescite et mul- terra, e assoggettatela, e tiplicamini, et replete abbiate dominio sopra i terram, et subjicite eam, et dominamini pi ALLA MESSA. 403 scibus maris, et volati-| pesci del mare, e i volalibus coeli, et universis animantibus, quae moventur super terram. Dixitque Deus: Ecce dedi vobis omnem herbam afferentem semen super terram, et universa ligna, quae habent in semetipsis sementem generis sui, ut sint vobis in escam, et cunctis animantibus terrae, omnique volutili dell'aria, e tutti gli animali che si muovono sopra la terra. E disse Dio: Ecco ch'io v'ho dato tutte l' erbe, che fanno seme sopra la terra, e tutte le piante che hanno in se stesse semenza della specie loro, perchè servano a voi di cibo, e a tutti gli animali della terra, e a tutti gli uccelli dell'aria, e a quanti si muovono socri coeli, et universis, pra la terra animali viquae moventur in ter- venti, affinchè abbiano ra, et in quibus est a- da mangiare: e fu fatto nima vivens, ut ha- così. E vide Dio tutte le beant ad vescendum: cose che avea fatte: ed eet factum est ita. Vi- ran assai buone. E si forditque Deus cuncta quæ mò della sera, e della matfecerat: et erant valde tina il giorno sesto. Adunbona. Et factum est ve- que furono compiuti i ciespere et mane, dies sex- li, e la terra, e tutto l'ortus. Igitur perfecti sunt nato loro. E Dio ebbe comcoeli, et terra, et omnis piuta il giorno settimo l'oornatus eorum. Com- pera che egli avea fatta: plevitque Deus die se- e riposò il giorno settimo ptimo opus suum, quod da tutte le opere, che afecerat: et requievit die vea compiute. septimo ab universo opere, quod patrarat. Finita la quale il Sacerdote dice Oremus, il Diacono, Flectamus genua; il Suddiacono, Levate. 404 SABATO SANTO ORATIO Deus, qui mirabiliter 0 Dio, che mirabilmente creasti hominem, et mirabilius redemisti: da nobis, quæsumus, contra oblectamenta peccati, mentis ratione persistere, ut mereamur ad aeterna gaudia pervenire. Per Dominum nostrum etc. ORAZIONE creaste l'uomo, e più mirabilmente lo redimeste: concedeteci, vi preghiamo, di resistere costantemente coi dettami della ragione contro gli allettamenti del peccato, perchè meritar possiamo di giugnere agli eterni gaudj. Per il Signore ecc. DICHIARAZIONE. Chi non entra nell'Arca della Chiesa col mezzo del Battesimo, è morto affatto: e questo con figura ci vien dimostrato nella seguente lezione. E non si maraviglierà alcuno, che tante volte si faccia menzione del Battesimo, come si vedrà susseguentemente, posciachè in questo giorno solevasi battezzare i Catecumeni: e quasi tutto l'Uffizio accenna questo. Profezia seconda. Gen. 5, 6, 7 et 8. Noë vero, cum quin- Noè poi, essendo in età gentorum esset anno- di cinquecento anni, gerum, genuit Sem, Cham nerò Sem, Cam e Jafet. et Japheth. Cumque E avendo principiato gli cœpissent homines mul- uomini a moltiplicare sotiplicari super terram, pra la terra, ed avendo et filias procreassent, avuto delle figliuole, vevidentes filii Dei filias dendo i figliuoli di Dio ALLA MESSA. 405 hominum, quod essent la bellezza delle figliuole pulchrae, acceperunt degli uomini, presero per sibi uxores ex omni- loro mogli quelle, che bus, quas elegerant. Di- più di tutte lor piacquero. xitque Deus: Non per- E disse il Signore: Non manebit spiritus meus rimarrà il mio spirito per in homine in aeternum, sempre nell'uomo, perquia caro est: erunt- chè egli è carne: e saranque dies illius centum no i suoi giorni centoventi viginti annorum. Gi- anni. E dei giganti erano gantes autem erant su- sopra la terra in quel temper terram in diebus po. Imperocchè, dopo che illis. Postquam enim in- si accostarono i figliuoli gressi sunt filii Dei ad di Dio alle figliuole degli filias hominum, illae- uomini, ed elle fecer fique genuerunt, isti sunt gliuoli, ne vennero quelli potentes a saeculo viri possenti in antico, e uofamosi. Videns autem mini famosi. Vedendo aDeus, quod multa ma- dunque Dio, come grande litia hominum esset in era la malizia degli uoterra, et cuncta cogi- mini sopra la terra, e tutti tatio cordis intenta esset i pensieri del loro cuore ad malum omni tem- erano intesi al mal fare pore, poenituit eum, continuamente, si penti quod hominem fecisset d'aver fatto l'uomo. E in terra. Et tactus do- preso da intimo dolor di lore cordis intrinsecus: cuore: sterminerò, disse delebo, inquit, homi- egli, l'uomo da me creanem, quem creavi, a to, dalla faccia della terfacie terrae, ab homine ra, dall' uomo sino agli usque ad animantia, a animali, dai rettili sino reptili usque ad volu- agli uccelli dell'aria. Imcres coeli. Poenitet e- perocchè mi pento di a 406 SABATO SANTO nim me fecisse eos. Noël verli fatti. Ma Noè trovò vero invenit gratiam grazia dinanzi al Signore. coram Domino. Hae Questi sono i figliuoli gesunt generationes Noë: nerati da Noè. Noè fu uoNoe vir justus, atque mo giusto e perfetto nei perfectus fuit in genera- suoi tempi, con Dio camtionibus suis, cum Deo minò: e generò tre figliambulavit: et genuit uoli, Sem, Cam e Jafet. tres filios, Sem, Cham Ma era corrotta la terra et Japheth. Corrupta davanti a Dio, e ripiena est autem terra coram d'iniquità. E avendo veDeo, et repleta est ini- duto Dio, come la terra quitate. Cumque vidis- era corrotta( perocchè set Deus, terram esse ogni uomo era corrotto corruptam( omnis quip- nella sua maniera di vipe caro corruperat viam vere sulla terra), disse a suam super terram), Noè: La fine di tutti gli dixit ad Noë: Finis uni- uomini è imminente ne' versae carnis venit co- miei decreti: è ripiena la ram me repleta est terra d'iniquità per opera terra iniquitate a facie loro, ed io li sterminerò eorum, et ego disper- insieme colla terra. Fatti dam eos cum terra. Fac un'arca di legnami piallatibi arcam de lignis la- ti: delle piccole stanze vigatis: mansiunculasin nell'arca tu farai, e di biarca facies, et bitumine tume la invernicierai di linies intrinsecus, et ex- dentro, e di fuori. E in trinsecus. Et sic facies questo modo la farai: Di eam: Trecentorum cu- trecento cubiti sarà la lunbitorum erit longitudo ghezza dell'arca, di cinarcae, quinquaginta cu- quanta cubitila larghezza, bitorum latitudo, et tri- e di trenta l'altezza. Una ginta cubitorum altitu ALLA MESSA. 407 do illius. Fenestram in| finestra nell'area farai, e arca facies, et in cubito il tetto dell' arca farai, consummabis summita- che vada alzandosi fino tem ejus: ostium autem a un cubito: la porta poi arcae pones ex latere dell'arca farai da un lato: deorsum coenacula, et un piano di fondo, setristega facies in ea. Ec- condo piano, e un terzo ce ego adducam aquas piano vi farai. Ecco che diluvii super terram, ut io manderò le acque del interficiam omnem car- diluvio sopra la terra ad nem, in qua spiritus vi- uccidere tutti gli animali, tae est subter coelum. che hanno spirito di vita Universa, quae in ter- sotto del cielo. Tutto quelra sunt, consummentur. lo che è sopra la terra, Ponamque foedus me- anderà in perdizione. Ma um tecum: et in- io farò il mio patto con gredieris arcam tu, fi- te: ed entrerai nell'arca la lii tui, uxor tua, et u- tu, e i tuoi figliuoli, xores filiorum tuorum moglie tua, e le mogli dei tecum. Et ex cunctis a- tuoi figliuoli. E di tutti gli nimantibus universae animali di ogni specie due carnis bina induces in ne farai entrare nell'arca, arcam, ut vivant te- maschio, e femmina. Decum, masculini sexus, gli uccelli secondo la loro et feminini. De volu- specie, e de' giumenti di cribus juxta genus su- ogni specie, e di tutti i um, et de jumentis in rettili della terra secondo genere suo, et ex omni la loro specie; due entreafreptili terrae secun- ranno teco nell'arca, dum genus suum; bi- finchè possano conservarna de omnibus ingre- si.Prenderai adunque teco dientur tecum, ut possint vivere. Tolles i 408 SABATO SANTO gitur tecum ex omni- di tutte quelle cose, che bus escis, quae mandi possint, et comportabis apud te, et erunt tam tibi, quam illis in cibum. Fecit igitur Noë omnia quae praeceperat illi Deus. Eratque sexcentorum annorum, quando diluvii aquae inundaverunt super terram. Rupti sunt omnes fontes abyssi magnae, et cataractae coeli apertae sunt: et facta est pluvia super terram quadraginta diebus, et quadraginta noetibus. In articulo diei illius ingressus est Noë, et Sem, et Cham, et Japheth, filii ejus, uxor illius, et tres uxores filiorum ejus cum eis in arcam: ipsi et omne nimal secundum genus suum, universaque jumenta in genere suo, et omne, quod movetur super terram in genere suo, cunctumque volatile secundum genus suum. Porro arca mangiar si possono, e le porterai in questa tua casa: e serviranno a te, e a loro di cibo. Fece adunque Noè tutto quello che gli avea comandato il Signore. Ed egli era in età di seicento anni, allorchè le acque del diluvio inondarono la terra. Si squarciarono tutte le sorgenti del grande abisso, e le cateratte del cielo si aprirono: e piovve sopra la terra per ben quaranta giorni, e quaranta notti. In quello stesso di entrò Noè, e Sem, e Cam, e Jafet, suoi figliuoli, la moglie di lui, e le tre mogli de' suoi figliuoli con essi nell' arca: eglino, e tutti gli animali secondo la loro specie, e tutti i giumenti secondo i loro generi, e tutto quello che si muove sopra la terra secondo la sua specie, e tutti i volatili secondo la loro specie. Ma l'arca galleggiava so ALLA MESSA. 409 pra le acque. E le acque ingrossarono fuori di misura sopra la terra: e coperti rimasero tutti i monti sotto il cielo tutto quanto. Quindici cubiti si alzò l'acqua sopra i monti che avea ricoperti. E restò che consunta ogni carne, ha moto sopra la terra, gli uccelli, gli animali, le fiere, e tutti i rettili, che strisciano sulla terra. E rimase solo Noè, e quelli che con lui erano nell'arca. E signoreggiarono le acque la terra per cento cinquanta giorni. Ma ricordandosi il Signore di Noè, e di tutti gli animali, e di tutti i giumenti, che erano con esso nell' arca, mandò il vento sopra la terra, e diminuirono le acque. E chiuse furono le sorgive del grande abisso, e le cateratte del cielo, e vietate furono le pioggie dal cielo. E si partirono le acque dalferebatur super aquas. Et aquæ prævaluerunt nimis super terram: opertique sunt omnes montes excelsi sub universo coelo. Quindecim cubitis altior fuit aqua super montes, quos operuerat. Consumptaque est omnis caro, quæ movebatur super terram, volucrum, animantium, bestiarum, omniumque reptilium, quae reptant super terram. Remansit autem solus Noë, et qui cum eo erant in arca. Obtinueruntque aquae terram centum quinquaginta diebus. Recordatus autem Deus Noë, cunctorumque animantium, et omnium jumentorum, qui erant cum eo in arca, adduxit spiritum super terram, et imminutae sunt aquae. Et clausi sunt fontes abyssi, et cataractae coeli: et prohibitae sunt pluviae de coelo. Reversaeque sunt aquae 48 SABATO SANTO de terra euntes, et re- la terra andando, e vedeuntes: et coeperunt nendo: e principiarono a minui post centum quinquaginta dies. Cumque transissent quadraginta dies, aperiens Noë fenestram arcae, quam fecerat, dimisit corvum: qui egrediebatur, et non revertebatur, donec siccarentur aquae super terram. Emisit quoque columbam post eum, ut videret si jam cessassent aquæ super faciem terrae. Quae cum non invenisset ubi requiesceret pes ejus, reversa est ad eum in arcam: aquae enim erant super universam terram: extenditque manum, et apprehensam intulit in arcam. Expectatis autem ultra septem diebus aliis, rursum dimisit columbam ex arca. At illa venit ad eum ad vesperam, portans ramum olivae virentibus foliis in ore suo. Intellexit ergo Noë, quod cessassent aquae super terscemare dopo cento cinquanta giorni. E passati quaranta giorni, aperta Noè la finestra che aveva fatta nell'arca, mandò fuori il corvo: il quale uscì, e non tornò fino a tanto che fossero seccate le acque sulla terra. Mandò ancora la colomba dopo di lui, per vedere se fossero finite le acque sopra la faccia della terra. La quale, non avendo trovato ove fermare il piede, tornò a lui nell'arca: perocchè le acque erano per tutta la terra: ed egli stese la mano, e presala, la mise dentro l'arca. E aspettato avendo sette altri giorni, di nuovo mandò la colomba fuori dell'arca. Ma ella tornò a lui alla sera, portando un ramo d'olivo con verdi foglie in bocca. Intese adunque Noè, come cessate erano le acque sopra la terra. E a ALLA MESSA. ram. Expectavitque ni-[ spettò nondimeno sette hilominus septem alios altri giorni, e rimandò la dies: et emisit colum- colomba, la quale più non bam, quae non est re- tornò a lui. E parlò Dio versa ultra ad eum. Lo- a Noè, dicendo: Esci dalcutus est autem Deus l'arca tu, e la moglie tua, Noë, dicens: Egrede- i figliuoli tuoi, e le mogli re de arca tu, et u- dei figli tuoi con te. Tutti xor tua, filii tui, et u- gli animali, che sono inxores filiorum tuorum sieme con te, di ogni getecum. Cuncta animan- nere, tanto volatili, che tia, quae sunt apud te, bestie e rettili, che striex omni carne, tam in sciano sulla terra, conduvolatilibus, quam in be- ci fuori teco, e scendete stiis, et universis repti- sulla terra: crescete, e libus, quae reptant su- moltiplicate. E uscì Noè, per terram, educ te- e i figliuoli di lui, e la cum, et ingredimini su- sua moglie, e le mogli dei per terram: crescite, figliuoli suoi con esso. E et multiplicamini super tutti ancora gli animali, eam. Egressus est ergo e le bestie, e i rettili che Noë, et filii ejus, uxor strisciano sulla terra, seillius, et uxores filio- condo la loro specie, uscirum ejus cum eo. Sed rono dall'arca. E Noè eet omnia animantia, ju- dificò un altare al Signomenta, et reptilia, quæ re, e prendendo di tutte reptant super terram, le bestie ed uccelli mondi, secundum genus suum, gli offerì in olocausto soegressa sunt de arca. Edificavit autem Noë altare Domino: et tollens de cunctis pecoribus, et volucribus mun 412 SABATO SANTO dis, obtulit holocausta| pra l'altare. E il Signore super altare. Odoratus- gradì il soave odore. que est Dominus odorem suavitatis. * Oremus. Flectamus genua. R Levate.. GRATIO Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. Alzatevi. ORAZIONE Deus, incommutabilis O Dio, immutabile virtù, virtus, et lumen aeter- e lume eterno: riguardate num respice propitius propizio al mirabile miad totius Ecclesiae tuæ stero di tutta la vostra mirabile sacramentum, Chiesa, e l'opera dell'uet opus salutis huma- mana salute, cogli effetti nae, perpetuae dispo- dell' eterna disposizione sitionis effectu tranquil- con piena tranquillità( delius operare: totusque gnatevi) di operare: e tutmundus experiatur, et to il mondo provi e veda, videat, dejecta erigi, le cose abbattute( in) inveterata renovari, et rialzate, le invecchiate per ipsum redire omnia( in) rinnovate, e tutte in integrum, a quo sum- le cose ritornino nel pripsere principium: Do- stino stato, in grazia di minum nostrum Jesum quello, da cui ebbero l'oChristum Filium tuum.rigine: Signor nostro GeQui tecum vivit etc. sù Cristo Figliuol vostro, che con voi vive ecc. DICHIARAZIONE. I battezzati devono essere apparecchiati alle tentazioni, e ricordarsi che sono dedicati a Dio, avendo egli dato morte a Cristo quanto all'umanità sola, ALLA MESSA. 443 figurata nel Capro; perchè la divinità, figurata in Isacco, quale rimase vivo, non potè patire. Profezia terza. Gen. 22. In diebus illis: Tenta- In quei giorni, Dio tentò vit Deus Abraham, et dixit ad eum: Abraham, Abraham. At ille respondit: Adsum. Ait illi: Tolle filium tuum unigenitum, quem diligis, Isaac, et vade in terram visionis: atque ibi offeres eum in holocaustum super unum montium, quem monstravero tibi. Igitur Abraham de nocte consurgens, stravit asinum suum, ducens secum duos juvenes, et Isaac filium suum: cumque concidisset ligna in holocaustum, abiit ad locum, quem praeceperat ei Deus. Die autem tertio, elevatis oculis, vidit locum procul; dixitque ad pueros suos: Expectate hic cum asino: ego et puer illuc usque properantes, postAbramo, e gli disse: Abramo, Abramo. Ed egli rispose: Eccomi. E Dio gli disse: Prendi il tuo figliuolo unigenito, il diletto Isacco, e va nella terra di visione: e ivi lo offerirai in olocausto scpra uno dei monti, il quale io ti indicherò. Adunque Abramo, che era ancora notte alzatosi, imbastò il suo asino, e prese seco due giovani, e Isacco suo figliuolo: ed avendo tagliate le legna per l'olocausto, s' incamminò verso il luogo assegnatogli da Dio. E il giorno terzo, alzati gli occhi, vide il luogo da lungi; e disse a'suoi giovani: Aspettate qui coll'asino: io e il fanciullo fin colà andremo con prestezza, e fatta che avremo SABATO SANTO quam adoraverimus,| l'adorazione, tornerem da revertemur ad vos. Tu- voi. Prese eziandio le lelit quoque ligna holo- gna per l'olocausto, e le causti, et imposuit su- pose addosso ad Isacco suo per Isaac filium suum: figliuolo: egli poi portava ipse vero portabat in colle sue mani il fuoco, e manibus ignem, et gla- il coltello. E mentre tutti dium. Cumque duo per- e due camminavano ingerent simul, dixit Isa- sieme, disse Isacco a suo ac patri suo: Pater mi? padre: Padre mio? E queAt ille respondit: Quid gli rispose: Che vuoi, fivis, fili? Ecce, inquit, gliuolo? Ecco, disse queignis, et ligna: ubi est gli, il fuoco, e le legna: victima holocausti? Di- dov'è la vittima dell'oloxit autem Abraham causto? E Abramo disse: Deus providebit sibi vi- Iddio si provvederà la vitetimam holocausti, fili tima per l'olocausto, figlimi. Pergebant ergo pa- uol mio. Andavan adunriter, et venerunt ad que innanzi di conserva, locum, quem ostende- e giunsero al luogo morat ei Deus, in quo æ- strato a lui da Dio, in dificavit altare, et de- cui egli edificò un altasuper ligna composuit: re, e sopra le legna vi cumque alligasset Isaac accomodò: e avendo lefilium suum, posuit eum gato Isacco suo figlio, lo in altare super struem collocò sull' altare sopra lignorum. Extenditque il mucchio delle legna. manum, et arripuit gla- E stese la mano, e diè dium, ut immolaret fi- di piglio al coltello per imlium suum. Et ecce An- molare il suo figliuolo. gelus Domini de coelo Quand'ecco l'Angelo del clamavit, dicens: A- Signore dal cielo gridò, braham, Abraham. Qui dicendo: Abramo, Abra ALLA MESSA. respondit: Adsum. Di- mo. E quegli rispose: Ecxitque ei: Non exten- comi. E questi a lui disse: das manum tuam super Non istendere la tua mapuerum, neque facias no sopra il fanciullo, e illi quidquam: nunc co- non fare a lui male alcugnovi, quod times De- no: adesso ho conosciuto um, et non pepercisti che tu temi Dio, e non unigenito filio tuo pro- hai perdonato al figliuol pter me. Levavit Abra- tuo unigenito per me. Alham oculos suos, vidit- zò Abramo gli occhi, e que post tergum arie- vide dietro a sè un ariete tem inter vepres hae- tra i pruni preso per le rentem cornibus, quem corna, e se lo tolse, e lo assumens obtulit holo- offerse in olocausto in vecaustum pro filio. Ap- ce del figlio. E pose nome pellavitque nomen loci a quel luogo: Il Signore illius: Dominus videt. vede. Donde fino a quest' Unde usque hodie dici- oggi si dice: Sul montur: In monte Dominus te il Signore vedrà. E videbit. Vocavit autem chiamò l'Angelo del SiAngelus Domini Abra- gnore Abramo la seper ham secundo de coelo, conda volta dal cielo, didicens: Per metipsum cendo: Per me medesimo juravi, dicit Dominus: ho giurato, dice il Signoquia fecisti hanc rem, re: perchè hai fatta una et non pepercisti filio tal cosa, e non hai pertao unigenito propter donato al figliuol tuo unime: benedicam tibi, et genito per me: io ti bemultiplicabo semen tu- nedirò, e moltiplicherò la um sicut stellas coeli, tua stirpe, come le stelle et velut arenam, quae del cielo, e come l'arena est in litore maris: pos- che è sul lido del mare: sidebit semen tuum por- s' impadronirà il tuo se 446 SABATO SANTO tas inimicorum suo- me delle porte de' suoi nerum, et benedicentur mici, e benedette saranin semine tuo omnes gentes terrae, quia obedisti voci meae. Reversus est Abraham ad pueros suos, abieruntque Bersabee simul, et habitavit ibi. no nel seme tuo tutte le nazioni della terra, perchè hai ubbidito alla mia voce. Tornò Abramo dai suoi giovani, e se ne andarono insieme a Bersabea, ed egli abitò ivi. Oremus. Flectamus Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. genua. R Levate. ORATIO Deus, fidelium Pater summe, qui in toto orbe terrarum, promissionis tuae filios, diffusa adoptionis gratia, multiplicas: et per Paschale sacramentum Abraham puerum tuum universarum, sicut jurasti, gentium efficis patrem: da populis tuis digne ad gratiam tuæ vocationis introire. Per Dominum etc. ORAZIONE 0 Dio, de' fedeli Padre sommo, che per tutto il mondo, secondo le vostre promesse, i figli, sparsa dell' adozione la grazia, moltiplicate e con Pasquale mistero, Abramo servo vostro di tutte le genti, come giuraste, dichiaraste padre; concedete ai vostri popoli di poter degnamente alla grazia della vostra vocazione entrare. Per il Signore ecc. DICHIARAZIONE. Nelle acque del Battesimo vengono sommersi gli Egizii, cioè i peccati, e restano salvi gli Ebrei, simbolo delle virtù, delle quali adorna sorge l'anima da quel salutare lavacro. 417 Profezia quarta. Exod. 14 f, et 15. In diebus illis: Factum In quei giorni: era la viest in vigilia matutina, gilia del mattino, alloret ecce respiciens Do- chè traguardando il Siminus super castra E- gnore l'esercito degli Egigyptiorum per colum- ziani dalla colonna di nunam ignis et nubis, in- be, e di fuoco, fece perire terfecit exercitum eo- le loro schiere, e rovescio rum: et subvertit rotas le ruote dei cocchi, ed ecurruum, ferebantur- glino trasportati furono que in profundum.Dixe- nel( mar) profondo. Disrunt ergo Egyptii: Fu- sero adunque gli Egiziani: giamus Israëlem: Do- Fuggiamo Israele, perocminus enim pugnat pro chè il Signore combatte eis contra nos. Et ait per lui contro di noi. E Dominus ad Moysen: disse il Signore a Mosè: extende manum tuam Stendi la tua mano sul super mare, ut rever- mare, affinchè tornino a tantur aquae ad Ægy- riunirsi le acque sopra gli ptios super currus, et Egiziani, sopra i cocchi, equites corum. Cumque e sopra i loro cavalieri. extendisset Moyses ma- E stesa avendo Mosè la num contra mare, reversum est primo diluculo ad priorem locum: fugientibusque Egyptiis occurrerunt aquae, et involvit eos Dominus in mediis fluctibus. Reversaeque sunt aquae, et operuerunt currus ALLA MESSA. " mano verso il mare, questo tornò, al primo spuntare del giorno, al luogo di prima: e sopra gli Egiziani che fuggivano andarono le acque, e gl'involse il Signore in mezzo ai flutti. E ripresero il loro corso le acque, ricoper* 48 418 SABATO SANTO et equites cuncti exer- sero i cocchi, e i cavalieri citus Pharaonis, qui se- di tutto l'esercito di Faquentes ingressifuerant raone, i quali inseguendo mare; necunus quidem( gl' Israeliti) entrati erasuperfuit ex eis. Filii no nel mare; nè pur uno autem Israël perrexe- di quelli si salvò. Ma i frunt per medium sicci gliuoli d' Israele si avanmaris, et aquae eis e-| zarono per mezzo del marant quasi pro muro a dextris, et a sinistris: Liberavitque Dominus in die illa Israël de manu Ægyptiorum. Et viderunt Egyptios mortuos super litus maris, et manum magnam quam exercuerat Dominus contra eos: timuitque populus Dominum, et crediderunt Domino, et Moysi servo ejus. Tunc cecinit Moyses et filii Israël carmen hoc Domino, et dixerunt: 9 re asciutto, e le acque crano per essi qual muro a destra, e a sinistra. E liberò il Signore in quel giorno Israele dalle mani degli Egiziani. E videro gli Egiziani morti sul lido del mare, e la possanza grande dimostrata dal Signore contro di essi: e temè il popolo, e credettero al Signore, ed a Mosè suo servo. Allora cantò Mosè e i figliuoli d'Israele questa laude al Signore, dicendo: DICHIARAZIONE. Si dice questo Cantico, il quale è di allegrezza e giubilo, imitando gli Ebrei, che videro affogati gli Egizii nelle acque del mar Rosso, cioè i peccati nel mar del Battesimo, virtuosissimo per il Sangue del Signore. TRACTUS. Cantemus TRATTO. Diamo gloria Domino: gloriose enim al Signore: perocchè egli ALLA MESSA. honorificatus est: e- si è gloriosamente esalquum et ascensorem tato: il cavallo e il cavaprojecit in mare: ad- liere ha gettato nel mare: jutor et protector factus mio aiuto, e il mio proest mihi in salutem. tettore egli è stato per salvarmi. Hic Deus meus, et honorificabo eum: Deus patris mei, et exaltabo eum. Dominus conterens bella: Dominus nomen est illi. Oremus. Flectamus genua. R Levate. ORATIO Deus, cujus antiqua miracula etiam nostris saeculis coruscare sentimus: dum quod uni populo, a persecutione Egyptiaca liberando, dexterae tuae potentia contulisti, id in salutem gentium per aquam regenerationis operaris: praesta, ut in Abrahae filios, et in Israëliticam dignitatem totius mundi transeat plenitudo. Per Dominum nostrum etc. Egli è il mio Dio, ed io lo glorificherò il Dio del mio padre, ed io lo esalterò. y Il Signore strugge gli eserciti: il suo nome egli è Signore. 1 Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORAZIONE 0 Dio, i cui antichi prodigii anche ai nostri tempi risplendere conosciamo: mentre ciò che, nel liberare un sol popolo dalla persecuzione Egiziaca, colla potente vostra destraoperaste, questo istesso in salute delle genti per l'acqua di rigenerazione voi operate: fate, che nel ruolo dei figliuoli di Abramo, e nella dignità Israelitica la pienezza passi di tutto il mondo. Per il Signor nostro ecc. 420 SABATO SANTO DICHIARAZIONE. Qui ancora si fa menzione del Battesimo, e della vocazione delle genti, che vengono avvisate qual sia la vita beata, ed i costumi per mezzo dei quali a lei si arriva. Profezia quinta. Isaiae 54 g, et 55. Haec est haereditas Questa è l'eredità dei serservorum Domini, et vi del Signore, e la giustijustitia eorum apud me: zia loro è presso di me: dicit Dominus. Omnes dice il Signore. Sitibondi, sitientes, venite ad a- venite tutti alle acque; e quas; et qui non habe- voi che non avete argento, tis argentum, propera- fate presto, comprate, e te, emite, et comedite: mangiate: venite, comvenite, emite absque prate senza argento, e argento, et absque ulla senz' altra permuta, del commutatione, vinum, vino, e del latte. Per qual et lac. Quare appendi- motivo spendete voi il votis argentum non in pa- stro argento in cose che nibus, et laborem ve- non son pane, e la vostra strum non in saturita- fatica in quello che non te? Audite audientes satolla? Udite me con docilità, e cibatevi di buon cibo, e si delizierà nel sostanzioso nutrimento l'anima vostra. Porgete l'orecchia vostra, e venite a me: udite, e avrà vita l'anima vostra: e stabilirò con voi un patto eterno, l' adempimento delle miserime et comedite bonum, et delectabitur in crassitudine anima vestra. Inclinate aurem vestram, et venite ad me: audite, et vivet anima vestra: et feriam vobiscum pactum sempiternum, misericor ALLA MESSA. dias David fideles. Ecce cordie a Davide promesse. testem populis dedi e- Ecco che testimone ho dato um, ducem, ac praece- lui ai popoli, e condottiere, ptorem gentibus. Ecce e maestro delle nazioni. gentem, quam nescie- Ecco che quel popolo, bas, vocabis: et gen- cui tu non riconoscevi, tes, quae te non cogno- tu lo chiamerai: le genti verunt, ad te current, che te non conoscevano, propter Dominum De- a te correranno per amor um tuum, et Sanctum del Signor Dio tuo, e del Israël, quia glorificavit Santo d' Israele, il quale te. Quaerite Dominum, ti ha glorificato. Cercate dum inveniri potest: il Signore, quando ei troinvocate eum, dum pro- var si può: invocatelo pe est. Derelinquat im- quando egli è dappresso. pius viam suam, et vir Abbandoni l'empio la via iniquus cogitationes su- sua, e l'uomo iniquo i as, et revertatur ad Do- suoi pensieri, e ritorni minum, et miserebitur al Signore, il quale avrà ejus, et ad Deum no- misericordia di lui, e al strum, quoniam mul- nostro Dio, che abbontus est ad ignoscendum. da nel perdonare. ImpeNon enim cogitationes rocchè i pensieri miei non meae, cogitationes ve- sono i pensieri vostri; nè strae; neque viae ve- le vie yostre son le mie strae, viae meae: dicit vie: dice il Signore. ImDominus. Quia sicut perocchè quanto sovrasta exaltantur coeli a terra, il cielo alla terra, tanto sic exaltatae sunt viae sovrastano le mie vie alle meae a viis vestris, et vie vostre, e i pensieri cogitationes meae a co- miei ai pensieri vostri. E gitationibus vestris. Et come scende la pioggia, quomodo descendit im 422 ber, et nix de coelo, et illuc ultra non revertitur, sed inebriat terram, et infundit eam, et germinare eam facit, et dat semen serenti, et panem comedenti: sic erit verbum meum, quod egredietur de ore meo: non revertetur ad me vacuum, sed faciet quaecumque volui, et prosperabitur in his, ad quae misi illud: dicit Dominus omnipotens. Oremus. Flectamus genua. R Levate. SABATO SANTO ORATIO e la neve dal cielo, e colassù non ritorna, ma innebbria la terra, e la bagna, e germogliare la fa, affinchè dia il seme da seminare, e il pane da mangiare: così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: ella non tornerà a me senza frutto, ma opererà tutto quello ch'io voglio, e felicemente adempierà quelle cose, per le quali io l'ho mandata: dice il Signore onnipotente. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORAZIONE Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, multiplica, in Iddio, moltiplicate, in ohonorem nominis tui, nore del nome vostro, ciò quod patrum fide spo- che alla fede degli( antipondisti et promissio- chi) padri prometteste: nis filios sacra adoptio- e della promessa i figli ne dilata: ut quod prio- con sacra adozione dilares sancti non dubita- tate: affinchè quelle cose verunt futurum, Eccle- che i primi santi non dusia tua magna jam ex bitarono( di credere) coparte cognoscat imple- me future, la vostra Chiesa già in gran parte le ALLA MESSA. 423 tum. Per Dominum nc-| conosca adempiute. Per il Signor nostro ecc. strum etc. DICHIARAZIONE. Si tratta della Risurrezione del Signore, quale in noi si adempie con lo spirito, mentre a nuova vita risorgeremo, abbominando il peccato. Profezia sesta. Baruch 3 c. Audi, Israël, man- Ascolta, o Israele, i codata vitae: auribus per- mandamenti di vita: le cipe, ut scias pruden- orecchie porgi ad impatiam. Quid est, Israël, rare la prudenza. Qual è quod in terra inimico- il motivo, o Israele, per rum es? Inveterasti in cui in terra nemica tu sei? terra aliena, coinquina- invecchi in paese stranietus es cum mortuis: de- ro, sei contaminato tra i putatus es cum descen- morti, sei stato confuso dentibus in infernum. con quelli che scendono Dereliquisti fontem sa- nell' inferno? Tu abbanpientiae. Nam si in via donasti la fonte della saDei ambulasses, habi- pienza. Imperocchè se ta tasses utique in pace per la via di Dio cammisempiterna. Disce ubi nato avessi, saresti vissit prudentia, ubi sit vir- suto in una pace sempitus, ubi sit intellectus: terna. Impara dove sia la ut scias simul, ubi sit prudenza, dove sia la forlongiturnitas vitae, et tezza, dove sia l'intellivictus; ubi sit lumen genza: affin di sapere a oculorum, et pax. Quis un tempo, dove sia la luninvenit locum ejus? et ghezza della vita, e il nuquis intravit in thesau- drimento; dove sia il luros ejus? Ubi sunt me degli occhi, e la pace. 424 SABATO SANTO principes gentium, et Chi trovò la sede di lei? qui dominantur super e chi nei tesori di lei pebestias, quae sunt su- netrò? Dove sono i prinper terram? Qui in a- cipi delle nazioni, e covibus coeli ludunt, Ioro che dominano sopra qui argentum thesauri- le bestie della terra? Cozant, et aurum, in quo loro che coi volatili del confidunt homines, et cielo scherzano; coloro non est finis acquisi- che argento tesoreggiano, tionis eorum? Qui ar- ed oro, in cui confidano gentum fabricant, et gli uomini, nè mai finisolliciti sunt, nec est scono di procacciarsene? inventio operum illo- Coloro che l'argento larum? Exterminati sunt, vorano, e gran pensier se et ad inferos descen- ne danno, e non hanno derunt: et alii loco eo- termine le opere loro? rum surrexerunt. Ju- Sterminati furono, e alvenes viderunt lumen, l'inferno discesero: altri et habitaverunt super loro succedettero. Questi terram viam autem giovani vider la luce, e disciplinae ignorave- abitarono sopra la terra: runt, neque intellexe- ma la via della disciplina runt semitas ejus, ne- non conobbero, e non ne que filii eorum susce- compresero le direzioni, perunt eam, a facie nè i loro figli le abbracipsorum longe facta ciarono: ella da essi lungi est: non est audita in andò. Di lei non si udì paterra Chanaan, neque rola nella terra di Canaan, visa est in Theman. nè fu veduta in Teman. I Filii quoque Agar, qui figli ancora di Agar, che exquirunt prudentiam, cercano la prudenza, che quae de terra est, et ne- dalla terra viene, ei negotiatores Merrhae et gozianti di Merra e di ALLA MESSA. 425 Theman, et fabulato- Teman, e i favoleggiatori res, et exquisitores pru- e discopritori della prudentiae, et intelligen- denza, e della intelligentiae viam autem sa- za, la via della sapienza plentiae nescierunt, ne- non conobbero, nè fecero que commemorati sunt menzione delle di lei disemitas ejus. O Israël, rezioni. O Israele, quanto quam magna est do- grande è la casa di Dio, mus Dei, et ingens lo- e quanto grande è il luogo cus possessionis ejus! del suo dominio! Grande Magnus est, et non egli è, e non ha termine: habet finem: excelsus, eccelso, e immenso. Ivi et immensus. Ibi fue- furono i giganti famosi, runt gigantes nominati che da principio furono, illi qui ab initio fue- di statura grande, macrunt, statura magna, stri di guerra. Non questi scientes bellum. Non scelse il Signore, nè la via hos elegit Dominus, della disciplina questi treneque viam disciplinae varono: per questo periinvenerunt: propterea rono. E perchè non ebperierunt. Et quoniam bero la sapienza, perirono non habuerunt sapien- per la loro stoltezza. Chi tiam, interierunt pro- salì al cielo, e ne fece pter suam insipientiam. acquisto, e chi la trasse Quis ascendit in coe- dalle nubi? Chi valicò il lum, et accepit eam, mare e trovolla, e la et eduxit eam de nu- portò a preferenza delbibus? Quis transfre- l'oro più fino? Non è chi tavit mare, et invenit possa conoscere le vie di illam, et attulit illam lei, nè chi comprenda i super aurum electum? Non est qui possit scire vias ejus, neque qui ? 426 SABATO SANTO exquirat semitas ejus:| di lei andamenti: ma cosed qui scit universa, lui che tutto sa, ei la conovit eam, et adinve- nosce, e la discoprì colla nit eam prudentia sua: sua prudenza: colui che qui praeparavit terram fondò la terra per l'eterin aeterno tempore, et nità, e la riempiè di anireplevit eam pecudibus, mali, e di quadrupedi: et quadrupedibus: qui colui che spedisce la luce, emittit lumen, et va- ed ella va: e la chiama, dit: et vocavit illud, e ubbidisce a lui con treet obedit illi in tre- more. Le stelle diffusero more. Stellae autem il loro lume nelle stazioni dederunt lumen in cu- loro, e ne furon liete; stodiis suis, et laeta- chiamate, dissero: Eccotae sunt; vocatae sunt, ci; e risplenderono con et dixerunt: Adsumus; gioia per lui, che le creò. et luxerunt ei cum ju- Questo è il Dio nostro, cunditate, qui fecit il- e nessun altro sarà messo las. Hic est Deus no- in paragone con lui. Quester, et non aestima- sto fu l'inventore della via bitur alius adversus e- della disciplina, e inseum. Hic adinvenit om- gnolla a Giacobbe suo sernem viam disciplinae, vo, e ad Israele suo diet tradidit illam Jacob letto. Dopo tali cose egli puero suo, et Israël sopra la terra si è veduto, dilecto suo. Post haec è cogli uomini ha converin terris visus est, et sato. cum hominibus conversatus est. Oremus. Flectamus genua. Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ALLA MESSA. 427 ORATIO ORAZIONE Deus, qui Ecclesiam Dio, che la Chiesa votuam semper gentium stra sempre colla vocavocatione multiplicas: zione delle genti moltipliconcede propitius, ut cate: degnatevi di concequos aqua baptismatis derci, che quelli, i quali abluis, continua prote- coll'acqua del battesimo ctione tuearis. Per Do- lavate, sien anche da voi minum nostrum etc. con continua protezione difesi. Per il Signor nostro ecc. DICHIARAZIONE. Si figura espressamente la nostra resurrezione, la quale si farà, essendo resuscitato Gesù Cristo nostro Capo. Profezia settima. Ezech. 37. In diebus illis: Facta In quei giorni: Fu sopra est super me manus Domini, et eduxit me in spiritu Domini; et dimisit me in medio campi, qui erat plenus ossibus: et circumduxit me per ea in gyro. Erant autem multa valde super faciem campi, siccaque vehementer. Et dixit ad me: Fili hominis, putasne vivent ossa ista? Et dixi: Dodi me la mano del Signore, e mi menò fuora lo spirito del Signore; e mi posò in mezzo di un campo, che era pieno di ossa, e mi fece girare intorno ad esse: Or elle erano in gran quantità sulla faccia del campo, e secche grandemente. E( il Signore) disse a me: Figliuolo dell'uomo, pensi tu che sieno per riavere la vita queste 428 SABATO SANTO mine Deus, tu nosti. Et ossa? Ed io dissi: Signore dixit ad me: Vaticinare Dio, voi lo sapete. Ed ei de ossibus istis, et di- disse a me: Profetizza soces eis: Ossa arida, pra queste ossa, e dirai audite verbum Domi- loro: Ossa aride, udite la ni. Haec dicit Dominus parola del Signore. QueDeus ossibus his: Ecce ste cose dice il Signore ego intromittam in vos Dio a queste ossa: Ecco, spiritum, et vivetis. Et che io infonderò in voi lo dabo super vos nervos, spirito, e avrete vita. E et succrescere faciam farò sopra di voi nascere super vos carnes, et i nervi, e crescere farò superextendam in vo- sopra di voi le carni, e bis cutem: et dabo vo- sopra di voi stenderò la bis spiritum, et vivetis, pelle: e darò a voi lo spiet scietis, quia ego Do- rito, e viverete, e conominus. Et prophetavi, scerete che io sono il Sisicut praeceperat mihi: gnore. E profetai, come factus est autem soni- ei mi aveva ordinato: e tus prophetante me, et udissi uno strepito nel ecce commotio; et ac- mentre che io profetava, cesserunt ossa ad ossa, ed ecco un movimento; e unumquodque ad jun- si accostarono ossa ad cturam suam. Et vidi, ossa, ciascuno alla proet ecce super ea nervi pria giuntura. E mirai: et carnes ascenderunt: ed ecco sopra di esse i et extenta est in eis nervi, e le carni vennero, cutis desuper; et spi- e si distese sopra di esse ritum non habebant. la pelle; ma spirito non Et dixit ad me: Vatici- avevano. Ed ei disse a nare ad spiritum, vaticinare, fili hominis, et dices ad spiritum: Haec me: Profetizza allo spirito, profetizza, figliuol dell'uomo, e dirai allo spi ALLA MESSA. 429 dicit Dominus Deus: A rito: Queste cose dice il quatuor ventis veni, Signore Dio: Dai quattro spiritus, et insuffla su- venti vieni, o spirito, e per interfectos istos, et soffia sopra questi morti, reviviscant. Et prophe- ed ei risuscitino. E protavi sicut praeceperat fetai com' egli mi aveva mihi: et ingressus est comandato: ed entrò in in ea spiritus, et vixe- quelli lo spirito, e riebrunt: steteruntque su- bero vita, e si stettero sui per pedes suos, exer- piedi loro, un esercito citus grandis nimis val- grande fuor di misura. Ed de. Et dixit ad me: Fili ei disse a me: Figliuolo hominis, ossa haec u- dell' uomo, tutte queste niversa domus Israel ossa sono la famiglia d' est; ipsi dicunt: Arue- Israele; essi dicono: Arirunt ossa nostra, et de sono le ossa nostre, periit spes nostra, et ed è perita la nostra speabscissi sumus. Propte- ranza, e noi siamo( rami) rea vaticinare, et dices troncati. Per questo tu ad eos: Haec dicit Do- profetizza, e dirai loro: minus Deus: Ecce ego Queste cose dice il Signoaperiam tumulos ve- re: Ecco che io aprirò i stros, et educam vos vostri sepolcri, e vi trarrò de sepulchris vestris, fuori dai vostri sepolcri, populus meus, et indu- popolo mio, e vi condurrò cam VOS in terram nella terra d' Israele. E coIsraël. Et scietis, quia noscerete che io sono il Siego Dominus, cum ape- gnore, quand' avrò aperti ruero sepulchra vestra, i vostri sepolcri, e vi avrò et eduxero vos de tu- tratti dai sepolcri vostri, mulis vestris, popule popol mio, ed avrò infuso meus: et dedero spiri- il mio spirito in voi, e vitum meum in vobis, 430 SABATO SANTO et vixeritis, et requie- verete, e vi avrò dato riscere vos faciam super poso nella terra vostra: humum vestram: dicit dice il Signore onnipoDominus omnipotens. tente. Oremus. Flectamus genua. R Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORATIO ORAZIONE Deus, qui nos ad cele- Dio, che a celebrare il brandum Paschale sacramentum, utriusque Testamenti paginis instruis: da nobis intelligere misericordiam tuam, ut ex perceptione præsentium munerum, firma sit expectatio futurorum. Per Dominum nostrum Jesum ChriPasquale mistero, colle pagine dell'uno, e dell'altro Testamento c'istruite: concedeteci di ben comprendere la vostra misericordia, affinchè nella partecipazione dei presenti doni, ferma sia l'aspettazione dei futuri. Per il Signor nostro Gesù Cristum etc. sto ecc. DICHIARAZIONE. Si notano i sette doni dello Spirito Santo, e le sette virtù, che nel Battesimo si ottengono da lui, per unirsi a Dio. Profezia ottava. Isaiae 4. Apprehendent septem Prenderanno sette donne mulieres virum unum un sol uomo in quel giorin die illa, dicentes: no, dicendo: Il nostro Panem nostrum come- pane noi mangieremo, e demus, et vestimentis del nostro ci vestiremo: ALLA MESSA. 431 nostris operiemur: tan- solamente dateci il vostro tummodo invocetur no- nome, togliete la nostra men tuum super nos, confusione. In quel di saaufer opprobrium no- rà il germe del Signore in strum. In die illa erit magnificenza, ed in glogermen Domini in ma- ria, e il frutto della terra gnificentia, et gloria, sarà innalzato, e sarà il et fructus terrae subli- gaudio di quelli, che samis, et exultatio his, ranno salvati di Israele. qui salvati fuerint de E avverrà: che tutti quelIsrael. Et erit: Omnis li, che rimasti saranno in qui relictus fuerit in Sionne, e le reliquie in GeSion, et residuus in Je- rusalemme, santi si chiarusalem, sanctus voca- meranno, tutti quelli che bitur, omnis qui scri- scritti sono tra i vivi in ptus est in vita in Jeru- Gerusalemme. Allorchè asalem. Si abluerit Do- vrà lavate il Signore le minus sordes filiarum immondezze delle figlie di Sion, et sanguinem Je- Sion, e dal sangue ond' rusalem laverit de me- ella è macchiata avrà ladio ejus, in spiritu ju- vato Gerusalemme, medicii, et spiritu ardoris. diante lo spirito di giustiEt creabit Dominus su- zia, e lo spirito di ardore. per omnem locum mon- E creerà il Signore per tis Sion, et ubi invoca- tutti i luoghi del monte di tus est, nubem per Sion, e dovunque egli è diem, et fumum, et invocato, una nuvola pel splendorem ignis flam- giorno fumosa, e uno mantis in nocte: super splendore di fuoco fiamomnem enim gloriam mante per la notte: peprotectio. Et taberna- rocchè sopra tutta l'arca culum erit in umbra- gloriosa sarà la protezioculum diei ab aestu, et ne. E il tabernacolo farà 432 in securitatem et absconsionem a turbine, et a pluvia. SABATO SANTO DICHIARAZIONE. Diconsi i benefizii che ha fatti Iddio alla Chiesa, ed all'anima nostra, e con festa e canto sono ricordati per darne lode a chi dobbiamo. TRACTUS. Vinea facta est dilecto in cornu, in loco uberi. y Et maceriam circumdedit, et circumfodit: et plantavit vineam Sorec, et aedificavit turrim in medio ejus. Et torcular fodit in ea: vinea enim Domini Sabaoth, domus Israël est. Oremus. Flectamus genua. R Levate. ombra pel calore del giorno, e darà sicurezza e difesa dalla bufera, e dalla pioggia. TRATTO. Una vigna ha il mio diletto in colle ubertoso. E con una muraglia a secco la cinse, e all'intorno le scavò una fossa: e piantò la vigna in Sorec, e vi fabbricò una torre in mezzo a lei. y E uno strettoio vi fece in quella: imperocchè la vigna del Signore degli eserciti, ella è la casa d'Israele. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORATIO ORAZIONE Deus, qui in omnibus Dio, che in tutti i figliEcclesiae tuae filiis, uoli della vostra Chiesa, sanctorum Propheta- colla voce dei santi Prorum voce, manifestasti feti, manifestaste che in in omni loco domina- tutte le parti del mondo ALLA MESSA. 433 tionis tuae satorem te voi siete il seminatore di bonorum seminum, et electorum palmitum esse cultorem: tribue populis tuis, qui et vinearum apud te nomine censentur, et segetum, ut, spinarum, et tribulorum squalore resecato, digna efficiantur fruge foecundi. Per Dominum etc. buone sementi, e di scelti tralci il coltivatore: concedete ai vostri popoli, che col nome di vigne, e di frumento sono presso di voi riputati, che, delle spine, e dei triboli lo squallore risecato, di degni frutti si rendano fecondi. Per il Signore ecc. DICHIARAZIONE. Sotto la cerimonia del mangiar l'agnello, dobbiamo intendere la morte dell'immacolato Signor nostro. Profezia nona. Exod. 12. In diebus illis: Dixit In quei giorni: Disse il Dominus ad Moysen, Signore a Mosè, e ad Aet Aaron in terra Egy- ronne nella terra d' Egitpti Mensis iste vo- to: Questo mese per voi bis principium men- sarà principio dei mesi, sium, primus erit in il primo sarà tra i mesi mensibus anni. Loqui- dell'anno. Parlate a tutta mini ad universum co- l'adunanza dei figliuoli d' tum filiorum Israël, et Israele, e dite loro: Il dicite eis: Decima die decimo giorno di questo mensis hujus tollat u- mese prenda ciascuno un nusquisque agnum per agnello per famiglia, e familias, et domos suas. per casa. Che se minore Sin autem minor est è il numero di quelli, che 49 434 SABATO SANTO numerus, ut sufficere bastar può a mangiare l' possit ad vescendum agnello, prenderà il suo agnum, assumet vicinum suum, qui junctus est domui suae, juxta numerum animarum, quae sufficere possunt ad esum agni. Erit autem agnus absque macula, masculus, anniculus juxta quem ritum tolletis et hoedum. Et servabitis eum usque ad quartam decimam diem mensis hujus: immolabitque eum universa multitudo filiorum Israël ad vesperam. Et sument de sanguine ejus, ac ponent super utrumque postem, et in superliminaribus domorum, in quibus comedent illùm. Et edent carnes nocte illa assas igni, et azymos panes cum lactucis agrestibus. Non comedetis ex eo crudum quid, nec coctum aqua, sed tantum assum igni: caput cum pedibus ejus, et intestinis voravicino, che gli sta a lato di casa, per fare il numero di anime sufficienti a mangiare l'agnello. Or l'agnello sarà senza macchia, maschio, dell'anno: e collo stesso rito prenderete anche un capretto. E lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese: e lo immolerà tutta quanta la moltitudine dei figliuoli d'Israele alla sera. E prenderanno del sangue di esso, e ne metteranno sopra l'una parte e l'altra della porta, e sull'architrave della porta delle case, nelle quali lo mangeranno. E mangeranno le carni quella notte arrostite al fuoco, e azzimo pane, con lattughe selvatiche. Non ne mangerete niente di crudo, nè di cotto nell'acqua, ma soltanto arrostito al fuoco: la testa, e i piedi, e gl'intestini di esso man bitis. Nec remanebit quidquam ex eo usque mane: si quid residuum fuerit, igne comburetis. Sic autem comedetis illum. Renes vestros accingetis, et calceamenta habebitis in ALLA MESSA. 435 gerete. Nulla di esso rimarrà al mattino: se alcuna cosa n' avanza, col fuoco la brucerete. E in questa maniera lo mangerete. I fianchi avrete cinti, le scarpe ai piedi, e i bastoni in mano, e ORATIO pedibus, tenentes ba- mangerete in fretta: perculos in manibus, et chè è la Fase( cioè il comedetis festinanter: transito) del Signore. est enim Phase( idest transitus) Domini. Oremus. Flectamus genua. Levate. Omnipotens sempiterne Deus, qui in omnium operum tuorum dispensatione mirabilis es: intelligant redempti tui non fuisse excellentius, quod initio factus est mundus, quam quod in fine sæculorum Pascha nostrum immolatus est Christus. Qui tecum vivit, et regnat etc. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia.. Alzatevi. ORAZIONE Onnipotente sempiterno Iddio, che nella distribuzione di tutte le vostre opere mirabile siete: comprendano i redenti da voi, che non fu più eccellente ( la creazione) a princidi pio fatta del mondo, quello che sia nel fine dei secoli la nostra Pasqua ( che) fu immolato Cristo. Il quale con voi vive, e regna ecc. 436 SABATO SANTO DICHIARAZIONE. Nella persona di Giona viene espressa la Morte, la Sepoltura, e la Risurrezione del Salvatore. Profezia decima. Jon. 3. In diebus illis: Factum In quei giorni: Il Signore est verbum Domini ad Jonam Prophetam secundo, dicens: Surge, et vade in Ninivem civitatem magnam, et praedica in ea praedicationem, quam ego loquor ad te. Et surrexit Jonas, et abiit in Ninivem juxta verbum Domini. Et Ninive erat civitas magna, itinere dierum trium. Et coepit Jonas introire in civitatem itinere diei unius, et clamavit, et dixit: Adhuc quadraginta dies, et Ninive subvertetur. Et crediderunt viri Ninivitae in di, ed i piccoli. E fu porDeum et praedicave- tata la nuova al Re di Nirunt jejunium, et ve- nive: ed egli si levò dal stiti sunt saccis a ma- suo trono, e gettò via le jore usque ad minorem. Et pervenit verbum ad Regem Ninive: et surparlò la seconda volta a Giona Profeta, e disse: Alzati, e va a Ninive, città grande, e predica ivi quello che io dico a te. E si mosse Giona, e andò a Ninive, secondo l'ordine del Signore. Or Ninive era una città grande, che aveva di cammino tre giorni. E cominciò Giona a scorrere la città pel cammino di un giorno, e gridava, e diceva: Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà atterrata. E credettero i Niniviti a Dio: e intimarono il digiuno, e si vestiron di sacco i gran rexit de solio suo, et abjecit vestimentum suum a se, et indutus est sacco, et sedit in cinere. Et clamavit, et dixit in Ninive ex ore Regis, et principum ejus, dicens: Homines, et jumenta, et boves, et pecora non gustent quidquam, nec pascantur, et aquam non bibant. Et operiantur saccis homines et jumenta, et clament ad Dominum in fortitudine, et convertatur vir a via sua mala, et ab iniquitate, quae est in manibus eorum. Quis scit, si convertatur, et ignoscat Deus, et revertatur a furore irae suae, et non peribimus? Et vidit Deus opera eorum, quia conversi sunt de via sua mala: et misertus est populo suo Dominus Deus noster. Oremus. Flectamus genua. R Levate. ALLA MESSA. 437 sue vesti, e si vestì di sacco, e si assise sopra la cenere. E pubblicò, e intimò in Ninive quest'ordine fatto dal Re, e da'suoi principi: Uomini, e bestie, bovi, e pecore non mangino niente, non vadano al pascolo, e acqua non bevano. E si cuoprano di sacco gli uomini, e gli animali, e gridino verso il Signore con tutta la loro forza, e si converta ciascuno dalla sua cattiva vita, e dalle sue opere inique. Chi sa, che si ritratti, e perdoni Dio, ex calmi il furore dell' ira sua, onde non ci faccia perire? E vide Dio l'opere loro, e come si erano convertiti dalla mala loro vita: ed ebbe misericordia del suo popolo il Signore Dio nostro. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. 438 SABATO SANTO ORATIO ORAZIONE Deus, qui diversita- Dio, che la diversità delle genti nella confessione del vostro nome ra. dunaste: concedeteci e il volere, e il poter fare ciò che comandate; affinchè, nel popolo chiamato alla eternità, una sola sia la fede delle menti, e la pietà delle azioni. Per il Signor nostro ecc. tem gentium in confessione tui nominis adunasti: da nobis et velle, et posse quae praecipis; ut populo ad aeternitatem vocato, una sit fides mentium, et pietas actionum. Per Dominum nostrum etc. DICHIARAZIONE. Si propone qual sia la legge da osservarsi dopo il Battesimo, e come dobbiamo sottometterci ai comandamenti divini senza contrasto. Profezia undecima. Deut. 31. In diebus illis: Scri- In quei giorni: Scrisse psit Moyses canticum, Mosè il cantico, e lo inseet docuit filios Israël. gnò ai figliuoli d' Israele. Praecepitque Dominus E ordinò il Signore a GioJosue filio Nun, et suè figliuolo di Nun, e disait: Confortare, et esto segli: Fatti coraggio, e robustus: tu enim in- prendi vigore; imperoctroduces filios Israel chè tu introdurrai i figliin terram, quam pol- uoli d'Israele nella terra, licitus sum, et ego ero che io loro promisi, e io tecum. Postquam ergo sarò teco. Quando adunscripsit Moyses verba que Mosè ebbe finito di legis hujus in volumi- scrivere in un libro le pa ALLA MESSA. 439 e ne, atque complevit,| role di questa legge, orpraecepit Levitis, qui dinò ai Leviti, i quali porportabant arcam foe- tavano l'arca del Signore, deris Domini, dicens: e disse: Prendete questo Tollite librum istum, libro, e mettetelo in un et ponite eum in la- lato dell' arca del testatere arcae foederis Do- mento del Signore Dio vomini Dei vestri: ut sit stro: affinchè rimanga ibi contra te in testi- contro di te ivi qual testimonium. Ego enim scio mone( o Israele). Impecontentionem tuam, et rocchè io conosco la tua cervicem tuam duris- contumacia, e la durezza simam. Adhuc vivente grande della tua testa. me, et ingrediente vo- Tutt' ora vivendo io, biscum, semper con- conversando con voi, semtentiose egistis contra pre voi altercaste contro Dominum: quanto ma- il Signore: quanto più algis cum mortuus fue- lorchè io sarò morto? Rauro? Congregate ad me nate dinanzi a me tutti i omnes majores natu seniori di ciascheduna delper tribus vestras, at- le vostre tribù, e i dottoque doctores, et lo- ri, e io esporrò dinanzi a quar, audientibus eis, loro le mie parole, e insermones istos, et invo- vocherò contro di essi il cabo contra eos cœlum, cielo e la terra. Perocchè et terram. Novi enim, io so, come voi dopo la quod post mortem me- mia morte iniquamente vi am inique agetis, et diporterete, e uscirete ben declinabitis cito de via presto fuori della strada, quam praecepi vobis: che io v'ho insegnata: e et occurrent vobis mala vi avverranno molti mali in extremo tempore, negli ultimi tempi, allorquando feceritis malum chè avrete fatto il male al 440 SABATO SANTO manuum in conspectu Domini, ut cospetto del Signore, proirritetis eum per opera vocandolo a sdegno colle vestrarum. opere delle vostre mani. Locutus est ergo Moy- Intuonò adunque Mosè, ses, audiente universo stando l'adunanza tutta coetu Israël, verba car- d' Israele ad ascoltarlo, e minis hujus, et ad fi- recitò sino al fine le parole nem usque complevit. I di questo cantico. DICHIARAZIONE. In questo Cantico propongonsi i premii ai Battezzati, e s'esortano ad essere facili in ricevere la dottrina di Dio. TRACTUS. Attende TRATTO. Ascolta, o ciecoelum, et loquar: et lo, il mio parlare: e ponga audiat terra verba ex mente la terra alle parole della mia bocca. ore meo. y Expectetur sicut pluvia eloquium meum: et descendant sicut ros verba mea. Sicut imber super gramen, et sicut nix super foenum: quia nomen Domini invocabo. y Date magnitudinem Deo nostro: Deus, vera opera ejus, et omnes viae ejus judicia. Deus fidelis, in quo non est iniquitas: justus et sanctus Dominus. Si aspettino qual pioggia i miei sermoni: e stillino qual rugiada le mie parole. Come la pioggia sopra le piante, e come la neve sopra dell'erba: perocchè il nome del Signore io invocherò. y Diasi gloria al nostro Dio: a Dio, le di cui opere perfette sono, e tutte le vie di lui sono giustizia. y Dio fedele, in cui non v'è iniquità: giusto, e santo è il Signore. ALLA Oremus. Flectamus genua. R Levate. MESSA. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R Alzatevi. ORATIO ORAZIONE Deus, celsitudo humi- 0 Dio, altezza degli umilium, et fortitudo re- li, e fortezza dei buoni: ctorum qui per san- voi, che per mezzo del ctum Moysen puerum santo Mosè servo vostro, tuum, ita erudire po- talmente istruire voleste pulum tuum sacri car- il popol vostro con quel minis tui decantatione sacro cantico, che questa voluisti, ut illa legis i- replicata( promulgazione) teratio fieret etiam no- di legge diventasse anche stra directio: excita in la nostra regola: svegliate omnem justificatarum a favore di tutta la piegentium plenitudinem potentiam tuam, et da laetitiam mitigando terrorem; ut omnium peccatis tua remissione deletis, quod denuntiatum est in ultionem, transeat in salutem. nezza delle giustificate genti la potenza vostra, e donate allegrezza mitigando il terrore; affinchè( venendo) a tutti noi colla vostra remissione i peccati cancellati, ciò che è stato intimato in vendetta, passi in salute. Per il Signore ecc. Per Dominum etc. DICHIARAZIONE. Si ha da adorare un solo Dio, e non temere gli uomini, dove e quando l'onor di lui entra in forse, perchè egli è possente da liberarci ancora miracolosamente. * 19 442 SABATO SANTO Profezia duodecima. Dan. 3. I tre fanciulli liberati dalle fiamme della fornace, figurano i battezzati liberati dall' ardore della concupiscenza. In diebus illis: Na- In quei giorni: Il re Nabuchodonosor rex fecit buccodonosor fece una statuam auream altitu- statua d'oro alta cubiti dine cubitorum sexa- sessanta, larga cubiti sei: ginta, latitudine cubi- e la fece alzare nella camtorum sex: et statuit pagna di Dura, provincia eam in campo Dura, di Babilonia. Il re Nabucprovinciae Babilonis. codonosor mandò a raduItaque Nabuchodono- nare i satrapi, e i magisor rex misit ad congre- strati, e i giudici, e i cagandos satrapas, ma- pitani, e i dinasti, e i pregistratus, et judices, fetti, e tutti i governatori duces, tyrannos, et delle provincie, affinchè praefectos, omnesque tutti insieme andassero principes regionum, ut alla dedicazione della staconvenirent ad dedica- tua alzata dal re Nabuctionem statuae, quam codonosor. Allora si rauerexerat Nabuchodono- narono i satrapi, i magisor rex. Tunc congre- strati, e i giudici, i capigati sunt satrapae, ma- tani, e i dinasti, e i grangistratus, et judices, du- di, che eran in dignità coces, et tyranni, et opti- stituiti, e tutti i governamates, qui erant in po- tori delle provincie per antestatibus constituti, et dare tutti insieme alla deuniversi principes re- dicazione della statua egionum, ut convenirent ad dedicationem sta ALLA MESSA. 443 tuae, quam erexerat retta dal re NabuccodoNabuchodonosor rex. sor. E stavano in faccia Stabant autem in con- alla statua alzata dal re spectu statuae, quam Nabuccodonosor; e il banposuerat Nabuchodono- ditore gridava ad alta vosor rex; et praeco cla- ce: A voi si ordina, pomabat valenter: Vobis poli, tribù, e lingue: che dicitur populis, tribu- nel punto stesso in cui ubus, et linguis: In ho- direte il suono della tromra, qua audieritis so- ba, e del flauto, della cenitum tubæ, et fistulæ, tra, della zampogna, del et citharae, sambucae, saltero, del timpano, e et psalterii, et sym- de' strumenti musicali di phoniae, et universi ogni genere, prostrati ageneris musicorum, ca- doriate la statua d'oro edentes adorate statuam retta dal re Nabuccodoauream, quam con- nosor. Che se alcuno non stituit Nabuchodonosor si prostra, e adora, nello rex. Si quis autem non stesso punto gettato sarà prostratus adoraverit, in una fornace di fuoco eadem hora mittetur in ardente. Dopo di ciò afornacem ignis ardentis. dunque, tosto che i poPost haec igitur statim poli tutti udirono il suono ut audierunt omnes po- della tromba, del flauto, puli sonitum tubae, fi- e della cetra, della zamstulae et citharae, sam- pogna, e del saltero, del bucae, et psalterii, et timpano, e di ogni genere symphoniae, et omnis di stromenti musicali, generis musicorum, ca- prostrati tutti i popoli, dentes omnes populi, le tribù, e le lingue, adotribus, et linguae, ado- rarono la statua d'oro alraverunt statuam auream quam constitue 444 SABATO SANTO rat Nabuchodonosor| zata dal re Nabuccodonorex. Statimque in ipso sor. E subito nel punto tempore accedentes vi- stesso andarono alcuni uori Chaldaei accusave- mini Caldei ad accusare i runt Judaeos, dixerunt- Giudei, e dissero al re que Nabuchodonosor Nabuccodonosor: Vivete, regi: Rex, in aeter- o re, in eterno: voi, o num vive: tu rex po- re, formaste decreto che suisti decretum, ut o- qualunque uomo, che amnis homo, qui audie- vesse udito il suono della rit sonitum tubae, fi- tromba, del flauto, della stulae, citharae, sam- cetra, della zampogna, bucae, et psalterii, et del saltero, e del timpasymphoniae, et univer- no, e di ogni sorta di strusi generis musicorum, menti musicali, si proprosternat se, et ado- strasse, ed adorasse la ret statuam auream: si statua d'oro: che se alquis autem non proci- cuno non si prostrasse, e dens adoraverit, mit- adorasse, gettato fosse in tatur in fornacem ignis una fornace di fuoco arardentis. Sunt ergo vi- dente. Vi sono adunque ri Judaei, quos consti- tre uomini Giudei, i quali tuisti super opera re- voi deputaste sopra gli afgionis Babylonis, Si- fari della provincia di Badrach, Misach, et Ab- bilonia, Sidrac, Misac, e denago viri isti con- Abdenago: questi uomini il contempserunt, rex, han dispregiato, o re, decretum tuum: deos vostro decreto: ai vostri tuos non colunt, et sta- dei non rendon culto, tuam auream, quam e- la statua d'oro alzata da rexisti, non adorant. voi non adorano. Allora Tunc Nabuchodonosor in furore, et in ira præNabuccodonosor, pien di furore e d'ira, ordinò ALLA MESSA. 445 cepit ut adducerentur| che gli conducessero SiSidrach, Misach, et A- drac, Misac, ed Abdenabdenago: qui confestim go: i quali tosto menati adducti sunt in con- furono al cospetto del re. spectu regis. Pronun- E parlò Nabuccodonosor tiansque Nabuchodo- re, e disse loro: È enosor rex, ait eis: Vere gli vero, o Sidrac, Mine, Sidrach, Misach, et sac, e Abdenago, che a' Abdenago, deos meos miei dei voi non rendete non colitis, et statuam culto, e la statua d'oro auream, quam consti- eretta da me non adoratui, non adoratis? Nunc te? Ora adunque, se voi ergo, si estis parati, siete a ciò disposti, in quacumque hora au- quel punto, in cui udirete dieritis sonitum tubae, il suono della tromba, fistulae, citharae, sam- del flauto, della cetra, e bucae, et psalterii, et della zampogna, e del salsymphoniae, omnisque tero, e del timpano, e di generis musicorum, ogni genere di strumenti prosternite vos, et ado- musicali, prostratevi, e rate statuam quam fe- adorate la statua che io ci: quod si non adora- ho fatta: che se non l'adoveritis, eadem hora rerete, nello stesso punto mittemini in fornacem gettati sarete in una forignis ardentis: et quis nace di fuoco ardente: e est Deus, qui eripiet qual è il Dio, che vi sotvos de manu mea? Re- trarrà al mio potere? Rispondentes Sidrach, sposero Sidrac, Misac, e Misach, et Abdenago, Abdenago, e dissero al dixerunt regi Nabucho- re Nabuccodonosor: Non donosor: Non oportet è necessario che noi vi nos de hac re respon- diamo risposta. Imperocdere tibi. Ecce enim 446 SABATO SANTO Deus noster, quem co-| chè certamente il Dio nolimus, potest eripere stro, che noi adoriamo, nos de camino ignis può liberarci dalla fornaardentis, et de mani- ce di fuoco ardente, e al bus tuis, o rex, libe- poter vostro, o re, sotrare. Quod si noluerit, trarci. Che s'ei non vorrà, notum sit tibi, rex, sappiate, o re, che noi ai quia deos tuos non coli- vostri dei culto non renmus, et statuam aure- diamo, e la statua d'oro am, quam erexisti, non eretta da voi non adoriaadoramus. Tunc Na- mo. Allora Nabuccodonobuchodonosor repletus sor entrò in furore, e la est furore: et aspectus sua faccia si cangiò di cofaciei illius immutatus lore verso Sidrac, Misac, est super Sidrach, Mi- ed Abdenago; e comandò sach, et Abdenago: et che si facesse fuoco alla praecepit, ut succende- fornace sette volte più di returfornax septuplum, quel che solea farsi. E ad quam succendi consue- uomini fortissimi del suo verat. Et viris fortis- esercito diede ordine che, simis de exercitu suo legati i piedi di Sidrac jussit, ut, ligatis pe- Misac, ed Abdenago, si dibus Sidrach, Misach, gettassero nella fornace et Abdenago, mitterent di fuoco ardente. E tosto eos in fornacem ignis questi tre uomini legati ardentis. Et confestim pe'piedi, avendo le loro viri illi, vincti cum braghe, e tiare, e i borbraccis suis, et tiaris, zacchini, e le loro vesti, et calceamentis, et ve- gettati furono in mezzo stibus, missi sunt in alla fornace di fuoco armedium fornacis ignis dente: imperocchè il coardentis: nam jussio mando del re era pres" regis urgebat; fornax sante; e la fornace era ac 447 ALLA MESSA. autem succensa erat| cesa straordinariamente. nimis. Porro viros il- Or coloro, che gettato vi los, qui miserant Si- avevano Sidrac, Misac, drach, Misach, et Ab- e Abdenago, la fiamma di denago, interfecit flam- repente li uccise. Ma quema ignis. Viri autem sti tre, cioè Sidrac, Mihi tres, idest Sidrach, sac, e Abdenago, cadMisach, et Abdenago, dero nel mezzo della forceciderunt in medio ca- nace ardente legati. E mino ignis ardentis col- camminavano per mezzo ligati. Et ambulabant alle fiamme lodando Dio, in medio flammae lau- e benedicendo il Signore. dantes Deum, et benedicentes Domino. Non si dice Flectamus genua, ma solamente Oremus. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno ne Deus, spes unica mundi, qui Prophetarum tuorum praeconio, praesentium temporum declarasti mysteria: auge populi tui vota placatus; quia in nullo fidelium, nisi ex tua inspiratione, proveniunt le sole vostre inspirazioni, quarumlibet incremen- ne derivano gli aumenti Iddio, speranza unica del mondo, voi, che colla voce de' vostri Profeti, dei tempi presenti manifestaste i misteri: pietoso accrescete del vostro popolo i desiderii; giacchè in niuno de' fedeli, se non dalta virtutum. di qualunque virtù. Per il Signor ecc. Per Dominum etc. Terminate queste Lezioni, se la Chiesa avrà il Fonte Battesimale, il Sacerdote, che dovrà benedirlo, prende il Piviale violaceo, e andando innanzi la Croce, coi 448 SABATO SANTO candellieri e Cereo benedetto acceso, si porta al Fonte col Clero, e Ministri parati. DICHIARAZIONE. Il seguente Cantico dicesi in persona dei Catecumeni, che dovranno battezzarsi; e cominciasi a trattare espressamente del Battesimo, invocando prima il nome di Dio nelle due Orazioni. Andando al Fonte si canta il seguente: TRACTUS. Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad te, Deus. y Sitivit anima mea ad Deum vivum: quando veniam, et apparebo ante faciem Dei? Fuerunt mihi lacrymae meae panes die ac nocte, dum dicitur mihi per singulos dies: Ubi est Deus tuus? TRATTO. Come il cervo sitibondo desidera le fontane di acque, così l'anima mia desidera voi, o Dio. Sete ha l'anima mia di Dio vivo: quando mai verrò, e quando mi presenterò dinanzi alla faccia di Dio? y Dominus vobiscum. Et cum spiritu tuo. y Furon le mie lagrime il mio pane e giorno e notte, mentre a me si diceva continuamente: Dov' è il Dio tuo? DICHIARAZIONE. Invocasi la divina grazia, e s'invita il popolo ad essere attento. Il Sacerdote, prima di procedere alla benedizione del Fonte, dice vicino ad esso la seguente Orazione: Il Signore sia con voi. R E collo spirito vostro. OREMUS ALLA MESSA. PREGHIERA 449 Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterno Deus, respice propitius Iddio, risguardate propiad devotionem populi zio la divozione del popolo sicrenascentis, qui, sicut rinascente, il quale, cervus, aquarum tua- come cervo, delle vostre rum expetit fontem: acque ricerca la fonte: e et concede propitius, ut di concedere degnatevi, fidei ipsius sitis, baptis- che la sete di cotesta fede, matis mysterio, ani- per il mistero del battesimam corpusque sancti- mo, l'anima e il corpo ficet. Per Dominum no- santifichi. Per il Signor strum etc. R Amen. nostro ecc. B Così sia. Comincia a benedire il Fonte. y Dominus vobiscum.| Il Signore sia con voi. REt cum spiritu tuo. E collo spirito vostro. OREMUS PREGHIERA Onnipotente sempiterno Iddio, assistete ai misterii della grande vostra pietà, assistete ai sacramenti; ed a ricreare nuovi popoli, che a voi il fonte battesimale partorisce, lo spirito di adozione inviate: affinchè ciò che è per operare il ministero della nostra Omnipotens sempiterne Deus, adesto magnae pietatis tuae mysteriis, adesto sacramentis; et ad recreandos novos populos, quos tibi fons baptismatis parturit, spiritum adoptionis emitte: ut quod nostrae humilitatis gerendum est umiltà, l'effetto della voministerio, virtutis tuæstra virtù compisca. Per 450 SABATO SANTO impleatur effectu. Per il Signor nostro Gesù CriDominum nostrum Je- sto vostro Figliuolo, il sum Christum Filium quale con voi vive ecc. tuum, qui tecum vivit etc. Alzando la voce in tuono di Prefazione proseguisce: Per omnia saecula sae- Per tutti i secoli de' seculorum. Amen. coli. R Così sia. y Dominus vobiscum. Et cum spiritu y Il Signore sia con voi. R E collo spirito votuo. stro. Sursum corda. R/ Habemus ad Dominum. Gratias agamus Domino Deo nostro. Dignum, et justum est. Vere dignum, et justum est, aequum, et salutare, nos tibi semper, et ubique gratias agere: Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus. In alto i cuori. Li abbiamo al Signore. y Grazie rendiamo al Signore Iddio nostro. R Degno, e giusto egli è. Veramente degno, e giusto egli è, equo, e salutare, che noi sempre, e in qualunque luogo grazie vi rendiamo, o Signore santo, Padre onnipotente, eterno Iddio. Qui invisibili potenVoi, che coll'invisibile tia sacramentorum tuo- potenza gli effetti dei vorum mirabiliter opera- stri sacramenti mirabilris, effectum: et licet mente operate: e benchè nos tantis mysteriis exequendis simus indigni: Tu tamen gratiae noi di eseguire così grandi misteri siamo indegni: voi però, non privandoci tuae dona non dese- dei doni della vostra gra ALLA MESSA. 454 rens, etiam ad nostras| zia, anche alle nostre prepreces aures tuae pie- ghiere le orecchie della tatis inclinas. Deus, misericordia inchinate. O cujus spiritus super a- Dio, il di cui spirito sopra quas inter ipsa mundi le acque in quegli stessi primordia ferebatur: ut principii del mondo si mojam tunc virtutem san- vea: acciocchè fin d'allora ctificationis aquarum la virtù della santificazionatura conciperet. De- ne la natura delle acque us, qui nocentis mundi concepisse. O Dio, quale crimina per aquas a- del ribelle mondo i delitti bluens regenerationis, con l'acque lavando, un' speciem in ipsa diluvii immagine della rigeneraeffusione signasti: ut, zione nell'istessa effusione unius ejusdemque ele- del diluvio prefiguraste: menti mysterio, et finis affinchè, col mistero di un esset vitiis, et origo vir- solo medesimo elemento, tutibus. Respice, Do- e il termine avessero mine, in faciem Eccle- vizi, e origine le virtù. siae tuae, et multiplica Mirate, o Signore, la facin ea regenerationes cia della Chiesa vostra, e tuas, qui gratiae tuae moltiplicate in essa le voaffluentis impetu laeti- stre rigenerazioni, voi che ficas civitatem tuam, coll' impero dell'affluente fontemque baptismatis vostra grazia rallegrate la aperis toto orbe terra- vostra città, e il fonte batrum gentibus innovan- tesimale aprite a tutto il dis: ut tuae majestatis mondo per rinnovare le imperio sumat Unige- genti: affinchè per sovraniti tui gratiam de Spi- no volere della vostra ritu Sancto. maestà riceva del vostro Unigenito la grazia per mezzo dello Spirito Santo. 452 SABATO SANTO Qui il Sacerdote colla mano stesa divide l'acqua in modo di croce, e subito asciugandosi dice: DICHIARAZIONE. Col segno della Croce partendo l'acqua, il Sacerdote chiama lo Spirito Santo che la fecondi, e scacci ogni spirito maligno che vi fosse. Qui hanc aquam re-| Il quale quest'acqua a generandis hominibus rigenerare gli uomini prepraeparatam, arcana parate feconda col mistesui numinis admixtione rioso accoppiamento della foecundet: ut sanctifi- sua virtù: onde nella sancatione concepta ab im- tificazione,( in certa mamaculato divini fontis niera) conceputa dall'imutero, in novam renata macolato utero del divin creaturam, progenies fonte, rinata in una nuova coelestis emergat. Et creatura, una progenie, quos, aut sexus in cor- celeste sorga dall'acqua: pore, aut aetas discer- e quelli che, o il sesso nel nit in tempore, omnes corpo, o l'età distingue in unam pariat gratia nel tempo, tutti li partomater infantiam. Pro- risca la madre grazia in cul ergo hinc jubente una medesima infanzia. te, Domine, omnis spi- Lungi adunque di qua per ritus immundus absce- vostro comandamento, o dat: procul tota nequi- Signore, ogni spirito imtia diabolicae fraudis mondo se ne vada: lungi absistat. Nihil hic loci ogni malizia di diabolica habeat contrariae vir- frode se ne stia. Quivi tutis admixtio: non in- luogo non abbia mescolasidiando circumvolet: mento di contraria virtù: non latendo subrepat: non insidiando giri intorno: non di nascosto s'in ALLA MESSA. 453 non inficiendo corrum-| sinui: non avvelenando pat. corrompa. Tocca l'acqua. DICHIARAZIONE. Questo si fa, acciò l'inimico, già distaccato, non abbia più potere di ritornarvi, essendo che le mani del Sacerdote sono consacrate e benedette. Sit haec sancta, et Sia questa santa, ed innocens creatura, li- innocente creatura, libera bera ab omni impugnatoris incursu, et totius nequitiae purgata discessu. Sit fons vivus, aqua regenerans, unda purificans: ut omnes hoc lavacro salutifero diluendi, operante in eis Spiritu Sancto, perfectae purgationis indulgentiam consequanda ogni assalto del nemico, e purgata dalla fuga di ogni nequizia. Sia un fonte vivo, un' acqua rigenerante, un'onda purificante: affinchè tutti quelli, che in questo bagno salutifero devono essere lavati, operando in essi lo Spirito Santo, della perfetta purificazione la grazia ottengano. tur. Qui fa tre Croci sopra il Fonte dicendo: DICHIARAZIONE. Siccome nel Battesimo del Signore intervenne la Santissima Trinità, così il Sacerdote mostra, che anche nel nostro concorrono quelle stesse tre Persone. 9 Unde benedico te Perciò io ti benedico, creatura aquae, per o creatura dell' acqua, Deum vivum, per( nel nome) di Dio vivo, Deum verum, per di Dio vero, di Dio santo: 434 Deum sanctum, per Deum, qui te in principio verbo separavit ab arida: cujus spiritus super te ferebatur. SABATO SANTO di quel Dio, che da principio con una parola ti separò dalla terra: il cui spirito sopra di te si movea. Qui divide l'acqua colla mano, e la manda verso le quattro parti del mondo, dicendo: DICHIARAZIONE. Non dovendovi esser luogo delle quattro parti del mondo che non debba sentire l'Evangelio, in ciascheduna di loro ritrovar si deve anco il Battesimo, e però l'acqua è partita in quattro parti. Qui te de paradisi| Il quale dal fonte del fonte manare fecit, et Paradiso scorrere ti fece, in quatuor fluminibus e in quattro fiumi tutta totam terram rigare la terra ti comandò di bapraecepit. Qui te in de- gnare. E di amara che serto amaram, suavi- eri nel deserto, infusati la tate indita, fecit esse soavità, ti rese bevibile, potabilem, et sitienti e pel popolo sitibondo ti populo de petra pro- fece dalla pietra scaturire. duxit. DICHIARAZIONE. Si dice particolarmente per Cristo, avendo il Battesimo, per la morte di Lui, ogni virtù. Benedico te et per Ti benedico anche nel Jesum Christum Filium nome di Gesù Cristo Fiejus unicum, Dominum glio suo unico, Signor nonostrum, qui te in Ca- stro, il quale in Cana di na Galilaeae signo ad- Galilea con sorprendente mirabili sua potential miracolo colla sua poten ALLA MESSA. 453 convertit in vinum. Qui| za ti cambiò in vino. Il pedibus super te ambu- quale coi piedi sopra di lavit; et a Joanne in te camminò; e da GioJordane in te baptiza- vanni nel Giordano con tus est. Qui te una cum te fu battezzato. Il quale sanguine de latere suo insieme col sangue del suo produxit: et discipulis costato ti fece uscire: e suis jussit, ut creden- ai suoi discepoli comantes baptizarentur in te, dò, che i credenti fossero dicens: Ite, docete o- con te battezzati, dicenmnes gentes, baptizan- do: Andate, istruite tutte tes eos in nomine Pa- le genti, battezzandole nel tris, et Filii, et Spiritus nome del Padre, e del Sancti. Figliuolo, e dello Spirito Santo. Muta la voce, e prosegue in tuono di Lezione: Haec nobis praecepta| Noi ubbidienti a cotesti servantibus, tu, Deus vostri precetti, o Dio onomnipotens, clemens nipotente, propizio assiadesto: tu benignus stete: voi benigno aspiadspira. rate. Aspira tre volte sull'acqua in forma di Croce. Tu has simplices a- Voi queste semplici acquas tuo ore benedici- que colla vostra bocca to: ut, praeter natura- benedite: affinchè, oltre lem emundationem, la naturale mondezza, che quam lavandis possunt possono prestare nel laadhibere corporibus, vare i corpi, sieno eziansint etiam purificandis dio nel purificare le menti mentibus efficaces. efficaci. Qui il Sacerdote cala alquanto sul Fonte il Cereo, e ripigliato il tono di Prefazione, dice: 456 SABATO SANTO BOSS DICHIARAZIONE. Il porre tre volte il Sacerdote il Cereo nell'acqua, mostra che discende ogni persona della Trinità con la grazia sua in quell'acqua per nostra rigenerazione. Per ciascuna volta il Sacerdote alza più la voce, e maggiormente v'immerge il Cereo, dando ad intendere il molto desiderio che tiene, acciò quell'acqua venga santificata. Descendat in hanc ple- Discenda in questa pienitudinem fontis virtus nezza di fonte la virtù Spiritus Sancti. dello Spirito Santo. Tratto fuori il Cereo dal Fonte, di nuovo ve lo immerge più basso, e con voce alquanto più alta ripete: Descendat, come sopra. Estrattolo fuori, di nuovo ve lo immerge fino al fondo, cantando con tono ancora più alto per la terza volta Descendat. Soffia dipoi tre volte sull'acqua, e proseguisce: DICHIARAZIONE. Questo si fa, perchè il demonio affatto si parta da quel Fonte, e che si veda che è così debole di forze, che col soffio si può discacciare. Tre volte soffia il Sacerdote per le tre Divine Persone. Totamque hujus a- 1 quae substantiam regenerandi foecundet effectu. Qui si alza il Cereo dall'acqua, proseguendosi: Hic omnium peccaQui di tutti i peccati torum maculae delean- le macchie si cancellino: tur: hic natura ad ima- qui la natura ad immaginem tuam condita, gine vostra fatta, e ad et ad honorem sui re- lonore del suo principio E tutta la sostanza di quest'acqua fecondi colla virtù di rigenerare. formata principii, cunctis vetustatis squaloribus emundetur: ut omnis homo, sacramentum hoc regenerationis ingressus, in verae innocentiae novam infantiam renascatur. i la Ciò che segue Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: qui venturus est judicare vivos et mortuos, et saeculum per ignem. R. Amen. ALLA MESSA. 457 riformata, da tutto lo squallore dell'( uomo) vecchio sia purgata: acciocchè ogni uomo, in questo sacramento di rigenerazione entrato, in una nuova infanzia di vera inno-. cenza rinasca. si dice leggendo: Per( i meriti) del Signore nostro Gesù Cristo Figlio vostro, che è per venire a giudicare i vivi e i morti, e il secolo per mezzo del fuoco. R Così sia. Da' Sacerdoti assistenti si asperge il popolo coll'acqua benedetta, ed uno de' Ministri ne prende in qualche vaso per la benedizione delle case, ed altri luoghi. Tutto ciò eseguito, il Sacerdote, che benedice il Fonte, infonde dell'Olio de' Catecumeni nell'acqua in forma di croce, dicendo con voce intelligibile: Sanctificetur etc. allan DICHIARAZIONE. pobusg L'olio significa la santità, ed i meriti di Cristo, per la cui misericordia in quel liquore siamo fatti salvi. 570¹ R Amen. Sanctificetur, et foecundetur fons iste oleo salutis, renascentibus ex eo in vitam aeternam. Santificato sia, e fecondato questo fonte coll' olio di salute, a benefizio di quelli che rinasceranno da lui alla vita eterna. R Così sia. 20 458 SABATO SANTO Di poi v'infonde del Crisma nella forma medesima, dicendo: Infusio etc. DICHIARAZIONE. L'olio della Cresima significa la natura divina, che fu nel Signore produttrice d'ogni bontà: ed ambedue le nature concorsero unitamente alla nostra redenzione. Infusio Chrismatis L' infusione del Crisma Domini nostri Jesu Christi, et Spiritus Sancti Paracliti, fiat in nomine sanctae Trinitatis. R Amen. del Signore nostro Gesù Cristo, e dello Spirito Santo Consolatore, si faccia nel nome della santa Trinità. R Così sia. Ciò fatto, prende ambedue le ampolle del già detto Olio Santo de' Catecumeni e del sacro Crisma, e da ambedue insieme ne versa sulle acque in forma parimente di croce, dicendo: Commixtio etc. DICHIARAZIONE. Essendo che, come ho detto, gli Olii significano le due nature di Cristo, e nella Scrittura Sacra leggendosi che le acque significano sovente il genere umano, diciamo, che ora unendosi gli Olii con l'acqua, si mostri il congiungimento da farsi nel Battesimo degli uomini con Dio, e che diventino membri di Cristo. Commixtio Chrismatis sanctificationis, et olei unctionis, et aquae baptismatis pariter fiat in nomine Patris, et Questa mistione del Crisma di santificazione, e dell'olio d'unzione, e dell'acqua battesimale, parimenti si faccia nel no ALLA MESSA. Filii, et Spiritus Sancti. R Amen. 459 me del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo. Così sia. Il Sacerdote va colla mano mischiando l'olio coll'acqua per tutte le parti del Fonte, e se vi sarà qualcheduno da battezzare, lo battezza nel modo solito. Nel ritornar che fanno il Sacerdote ed i Ministri all'altare, da due Chierici si cantano le Litanie, che vengono ripetute dal Coro. Ove non è il Fonte Battesimale, finita l'ultima Profezia colla sua Orazione, il Celebrante depone la Pianeta, e si prostra co'suoi Ministri avanti l'altare; ed essendo tutti gli altri genuflessi, si cantano le Litanie in mezzo del Coro da due Cantori, e si risponde il medesimo dai due Cori. Al versetto Peccatores, te rogamus etc., il Sacerdote ed i Ministri si alzano, vanno in Sagrestia, ove si vestono di paramenti bianchi per celebrare solennemente la Messa. Frattanto che si accendono le candele sull'altare, si proseguisce ut nobis parcas etc. DICHIARAZIONE. Si chiamano i Santi per ajuto nostro, acciò, volendo noi trattare il Mistero della Resurrezione, c'impetrino il favore importante del Cielo, col quale ciò si possa fare degnamente. Kyrie eleison. Christe eleison. Kyrie eleison. Christe, audi nos. Christe, exaudi nos. Pater de coelis Deus, miserere nobis. Signore, abbiate pietà di noi. Gesù Cristo, pietà di noi. Pietà di noi, Signore. Gesù Cristo, ascoltateci. Gesù Cristo, esauditeci. Dio celeste Padre, abbiate misericordia di noi. 460 SABATO SANTO Fili Redemptor mundi Figlio di Dio Redentore Deus, miserere nobis. del mondo, misericordia di noi. Spiritus Sancte Deus, miserere nobis. Sancta Trinitas unus Deus, miserere nobis. Sancta Maria, ora pro nobis. Sancta Dei Genitrix, ora pro nobis. Sancta Virgo Virginum, Spirito Santo( egualmente) Dio, misericordia di noi. Santissima Trinità unico Dio, misericordia di noi. Santa Maria, pregate per noi. Santa Genitrice di Dio, pregate per noi. Santa Vergine delle Vergini, pregate. pregate. pregate. pregate. ora pro nobis. Sancte Michael, ora. S. Michele, Sancte Gabriel, ora. S. Gabriele, Sancte Raphaël, ora. S. Rafaele, Omnes sancti Angeli, et Archangeli, orate pro nobis. Omnes sancti beato- Voi tutte sante Gerarchie rum Spirituum Or- di beati Spiriti, predines, de orate. gate per noi. Sancte Joannes Bapti- S. Gioanni Battista, preVoi tutti santi Angeli, ed Arcangeli, pregate per noi. sta, ora. Sancte Joseph, ora. Omnes sancti Patriarchae, et Prophetae, orate pro nobis. Sancte Petre, ora. S. Pietro, ora. S. Paolo, Sancte Paule, Sancte Andrea, ora. S. Andrea, Sancte Joannes, ora. S. Giovanni, gate per noi. S. Giuseppe, pregate. Voi tutti santi Patriarchi, e Profeti, pregate per noi. pregate. pregate. pregate. pregate. ALLA MESSA. 461 Omnes sancti Apostoli,[ Voi tutti santi Apostoli, et Evangelistae, orate pro nobis. Omnes sancti Discipuli Domini, orate. ed Evangelisti, pregate per noi.on my Voi tutti santi Discepoli del Signore, pregate. Sancte Stephane, ora. S. Stefano, Sancte Laurenti, ora. S. Lorenzo, Sancte Vincenti, ora. S. Vincenzo, Omnes sancti Marty- Voi tutti santi res, el orate. Sancte Antoni, res, pregate. orate. pregate per noi.com Sancte Silvester, ora. S. Silvestro, Sancte Gregori, ora. S. Gregorio, pregate. Sancte Augustine, ora. S. Agostino, pregate. Omnes sancti Pontifi- Voi tutti santi Pontefici, ces, et Confessores, e Confessori, pregate orate pro nobis.de per noi. Omnes sancti Doctopregate. pregate. pregate. Martiri, Voi tutti santi Dottori, pregate per noi. 2 ora. S. Antonio, pregate. pregate. pregate. Sancte Benedicte, ora. S. Benedetto, Sancte Dominice, ora. S. Domenico, Sancte Francisce, ora. S. Francesco pregate. Omnes sancti Sacerdo- Voi tutti santi Sarcedoti, tes, et Levitae, ora- e Leviti, pregate per te pro nobis. li noi. Omnes sancti Monachi, et Eremitae, orate. Sancta Maria Magdalena, Sancta Agnes, Sancta Caecilia, ora. S. Cecilia, Sancta Agatha, ora. S. Agata, Sancta Anastasia, ora. S. Anastasia, Voi tutti santi Monaci, ed Eremiti, pregate. Santa Maria Maddalena, pregate per noi. ora. S. Agnese, ora. pregate. pregate. pregate. pregate. 462 SABATO SANTO noi. Omnes sanctae Virgi-| Voi tutte sante Vergini, nes, et Viduae, orate e Vedove, pregate per pro nobis. Omnes Sancti, et Sanctae Dei, intercedite pro nobis. let? Propitius esto, parce nobis, Domine.co Propitius esto, exaudi nos, Domine.gen Ab omni malo libera o nos, Domine. Ab omni peccato libera nos, Domine. A morte perpetua libera nos, Domine. Per mysterium sanctae Incarnationis tuæ libera nos, Domine. Per Adventum tuum libera nos, Domine. Per Nativitatem tuam libera nos, Domine. Per Baptismum, et sanctum Jejunium tuum libera nos, Domine. Per Crucem, et Passionem tuam libera nos, Domine. Per Mortem, et Sepulturam tuam libera nos, Domine. Voi tutti Santi, e Sante del Signore, intercedete per noi. Siateci propizio, e perdonateci, o Signore. Siateci propizio, ed esauditeci, o Signore. Da ogni male liberateci, o Signore. Da ogni peccato liberateci, o Signore. Dalla morte eterna liberateci, o Signore. Per il mistero della vostra santa Incarnazione liberateci, o Signore. Per la vostra Venuta al mondo liberateci, o Signore. Per la vostra Nascita liberateci, o Signore. Per il vostro Battesimo, e per il santo Digiuno vostro liberateci, o Signore. Per la Croce, e Passiono vostra liberateci, o Signore. Per la vostra Morte, e Sepoltura liberateci, o Signore. ALLA MESSA. 463 Per la santa vostra Risurrezione liberateci, o Signore. Per l' ammirabile vostra Ascensione liberateci, o Signore. Per la venuta dello Spirito Santo Consolatore liberateci, o Signore. Nel gran giorno del Giudizio liberateci, o Sinos, Per sanctam Resurrectionem tuam libera Domine. Per admirabilemAscensionem tuam libera nos, Domine. Per Adventum Spiritus Sancti Paracliti libera nos, Domine. In die Judicii libera Domine. nos, Peccatores, te rogaaudi nos. mus, Ut nobis parcas, te rogamus, audi nos. Ut Ecclesiam tuam sanctam regere, et conservare digneris, te rogamus, audi nos. Ut Domnum Apostolicum, et omnes Ecclesiasticos Ordines in sancta religione conservare digneris, te rogamus, audi nos. gnore. Noi, sebben peccatori, vi preghiamo, ascoltateci, o Signore. Che ci perdoniate i nostri peccati, vi preghiamo, ascoltateci, o Signore. Che la vostra santa Chiesa di reggere, e di custodire voi vi degniate, vi preghiamo. autob Che il Supremo Pastore, e tutti gli Ordini Ecclesiastici in una santa, e religiosa pietà conservare vi degniate, vi preghiamo. Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus, audi nos. Che i nemici della santa Chiesa di umiliare vi degniate, vi preghiamo. 464 Ut Regibus, et Principibus Christianis pacem, et veram concordiam donare digneris, te rogamus, audi nos..onsi Ut nosmetipsos in tuo sancto servitio confortare, et conservare digneris, te rogamus, audi nos. Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus, audi nos. SABATO SANTO Ut fructus terrae dare, et conservare digneris, te rogamus, audi nos. Ut omnibus fidelibus defunctis requiem æternam donare digneris, te rogamus, audi nos. Dit Ut nos exaudire digneris, te rogamus, audi nos. Soundlikgong Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine. Che ai Re, e ai Principi Cristiani la pace tra di loro, e la concordia di donare vi degniate, vi preghiamo, ascoltateci, o Signore. Che noi stessi nel vostro santo servizio di confortare, e di conservar vi degniate, vi preghiamo. Che a tutti i nostri benefattori l'eterna ricompensa vogliate accordare, vi preghiamo. Che i frutti della terra di darci, e di conservarci vi degniate, vi preghiamo. Che a tutti i fedeli defunti la requie eterna di donare vi degniate, vi preghiamo. Che tutte coteste nostre preghiere di esaudire. vi degniate, vi preghiamo. Agnello di Dio, che togliete i peccati del mondo, perdonateci, o Signore. ALLA MESSA. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis. 465 Agnello di Dio, che toglietei peccati del mondo, esauditeci, o Signore. Agnello di Dio, che togliete i peccati del mondo, abbiate misericordia di noi. Christe, audi nos. Christe, exaudi nos. Gesù Cristo, ascoltateci. Gesù Cristo, esauditeci. Qui i Cantori intuonano solennemente Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison, e si ripete giusta il solito. Frattanto il Sacerdote co' Ministri in paramenti bianchi viene a piè dell'altare, ove, avendo detto il Salmo Judica me Deus, col Gloria Patri, fa secondo lo il solito la Confessione: indi salisce all' altare, bacia, incensa, come le altre volte, e terminato dal Coro il Kyrie eleison, intuona solennemente Gloria in excelsis etc., a carte 210, e si suonano le Campane. DICHIARAZIONE. Questo giorno non ha Messa, che sua propriamente dir si possa, e questa seguente appartiene al risorger del Signore, prevenendolo noi, perchè anticamente celebravasi nella mezzanotte, giudicandosi, che circa quel tempo risuscitato fosse Gesù Cristo; ed era detta dai Padri per i Catecumeni, quali poco prima erano stati battezzati, e chiamasi Messa dei Catecumeni, onde quasi tutte le cose a questo misteriosamente si riferiscono. Si usano i paramenti bianchi, per esser conformi alla purità dei Catecumeni battezzati, dicendosi nell'Evangelio, che l'Angelo era vestito di bianco, come si intenderà. * 20 466 Non si dice introito, perchè ancora non si sapeva dagli Apostoli, che Cristo fosse risuscitato; ma si comincia dal Kyrie eleison, che è voce d'allegrezza; siccome si dice anche il Gloria in excelsis, e si suonano le campane, prevenendo noi la santa Risurrezione. Indi il Sacerdote dice: Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. SABATO SANTO OREMUS Deus, qui hanc sacratissimam noctem, gloria Dominicae Resurrectionis illustras: conserva in nova familiae tuae progenie adoptionis spiritum, quem dedisti: ut corpore, et mente renovati, puram tibi exhibeant servitutem. Per eumdem Dominum nostrum etc., in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus. Per omnia saccula saeculorum. Amen. Lectio Epistolae Beati Pauli Apostoli ad Colossenses. Cap. 3. Fratres: si consurreIl Signore sia con voi. E con lo spirito vostro. PREGHIERA 0 Dio, che questa sacratissima notte, colla gloria della Risurrezione del Signore illustrate: conservate nella nuova discendenza della vostra famiglia lo spirito di adozione, che le donaste: affinchè e nel corpo, e nella mente rinnovati, vi prestino una pura servitù. Per il medesimo Signor nostro ecc., nell' unità del medesimo Spirito Santo Dio. Per tutti i secoli dei secoli. R/ Così sia. Lezione dell'Epistola del Beato Paolo Apostolo ai Colossesi. Cap. 3. Fratelli: se risuscitati xistis cum Christo, quæ siete con Cristo, le cose ALLA MESSA. 467 sursum sunt quaerite,| di lassù cercate, dove Criubi Christus est in dex- sto è alla destra di Dio tera Dei sedens: quae sedente: delle cose di lassursum sunt sapite, sù abbiate pensiero, non non quae super terram. di quelle della terra. ImMortui enim estis, et perocchè morti siete, e la vita vestra est abscon- vita vostra è ascosa con dita cum Christo in Cristo in Dio. Quando CriDeo. Cum Christus ap- sto comparirà, vostra viparuerit, vita vestra, ta, allora anche voi comtunc et vos apparebitis parirete con lui nella glocum ipso in gloria. ria. DICHIARAZIONE. L'Alleluja, che significa lodiamo Dio, è voce di giubilo, ed è replicata sei volte, per darsi lode a ciascuna delle tre Divine Persone, prima dal Sacerdote, e poi dal popolo. E la cagione di tale allegrezza si mostra nel seguente verso Confitemini. Finita l'Epistola, il Sacerdote comincia Alleluja, e lo canta tre volte alzando a gradi la voce, ed il Coro ogni volta nel medesimo tono ripete lo stesso, proseguisce: e y Confitemini Domino, quoniam bonus: quoniam in saeculum misericordia ejus. y Date lode al Siguore, perchè egli è buono: perchè eterna è la misericordia di lui. DICHIARAZIONE. Significando il Tratto un canto malinconico, qui si dimostra che, sebbene dobbiamo gioire per la nuova allegrezza, che ci ha fatto dire l'Alleluja, nondimeno in questa vita non possiamo avere sincera tranquillità, la quale poi godremo nell'altra. 468 SABATO SANTO O veramente si può dire, che l'Alleluja si riferisce alle Donne che videro Cristo, ed il Tratto agli Apostoli, i quali per un pezzo steltero dubbiosi di tale risorgimento. Di poi si dice il TRATTO: Laudate Dominum, Laude date al Signore omnes gentes: et col- quante voi siete, o naziolaudate eum, omnes po- ni: unitamente lodatelo, puli. thpopoli tutti. y Quoniam confir- y Imperocchè stabilita mata est super nos mi- si è sopra di noi la sua sericordia ejus: et ve- misericordia: e la verità ritas Domini manet in del Signore è immutabile aeternum. in eterno. DICHIARAZIONE. Questa volta non si portano i lumi, per accennare come a tutti non era stato pubblicato il risorche gimento fatto dal Salvatore, ma l' incenso sì, v'interviene, dicendo l'Evangelo che da quelle Donne furono portati gli aromati per unger G. Cristo. All'Evangelo non si portano lumi, si porta bensi l'incenso: si domanda la benedizione, e si fanno le altre solite cose. Sequentia Sancti| Quel che segue è del Evangelii secundum Santo Evangelo secondo Matthaeum. Cap. 28. Matteo. Vespere autem sabbati, quae lucescit in prima sabbati, venit Maria Magdalene, et altera Maria videre seMa la sera del sabato, che si schiariva già il primo di della settimana, andò Maria Maddalena, e l'altra Maria a visitare ALLA MESSA. 469 pulchrum. Et ecce ter- il sepolcro. Quando ecco raemotus factus est ma- si fece sentire un gran gnus. Angelus enim Do- tremuoto. Imperocchè l' mini descendit de coe- Angelo del Signore scese lo: et accedens, re- dal cielo: e appressatosi volvit lapidem, et se- voltò sossopra la pietra, debat super eum: erat e sedeva sopra di essa: autem aspectus ejus si- ed era il di lui aspetto cocut fulgur, et vesti- me un fulgore, e la sua mentum ejus sicut nix. veste come neve. E per Prae timore autem ejus la paura, che ebbero di exterriti sunt custodes, lui, si sbigottiron le guaret facti sunt velut mor- die, e rimasero come mortui. Respondens autem te. Ma prendendo la paAngelus, dixit mulie- rola l' Angelo, disse alle ribus: Nolite timere donne: Non temete voi: vos: scio enim, quod imperocchè io so, che GeJesum, qui crucifixus sù crocifisso cercate: egli est, quaeritis: non est non è qui: conciossiachè hic: surrexit enim, si- è risuscitato, conforme cut dixit: venite et disse: venite a vedere il videte locum, ubi po- luogo, dove giaceva il Sisitus erat Dominus. Et gnore. E tosto andate, e cito euntes, dicite di- dite ai discepoli di lui, coscipulis ejus, quia sur- me egli è risuscitato da rexit: et ecce praece- morte: ed ecco vi va dadet vos in Galilaeam: vanti nella Galilea: ivi ibi eum videbitis. Ecce lo vedrete. Ecco che io vi ho avvertito. praedixi vobis. 2 DICHIARAZIONE. Si tace il Credo, perchè non ancor tutti i seguaci di G. Cristo credevano la sua divinità, anzi stavano 470 SABATO SANTO nascosti per timor dei Giudei. Si tralascia ancora l' Offertorio, posciachè le Donne erano venute con silenzio ad offerire la servitù loro in quell'unzione al loro Maestro, o perchè non lo avevano unlo, offertigli quegli unguenti odorosi, essendo egli rinè sorto. Non si dice il Credo, ma finito l'Evangelio il Sacerdote dice: Dominus vobiscum. E poi Oremus. Non si dice l'Offertorio. Al Lavabo si dice Gloria Patri. Segreta. M Suscipe, quaesumus, Accettate, o Signore, ve Domine, preces populi ne preghiamo, le preghietui, cum oblationibus re del vostro popolo, con hostiarum: ut Pascha- le offerte, che vi presenlibus initiata mysteriis, tiamo: affinchè quanto ad aeternitatis nobis abbiamo cominciato a famedelam, te operante, re nella ricorrenza de'miproficiant. Per Domi- sterii della santa Pasqua, ci num nostrum etc. giovi, col vostro aiuto, al conseguimento della beata eternità. Per il Signor nostro ecc. Praefatio. Vere dignum, et justum est, aequum, et salutare Te quidem, Domine, omni tempore, sed in hac potissimum nocte gloriosius praedicare, cum Pascha Veramente degno, e giusto egli è, equo, e a noi vantaggioso, il celebrare, o Signore, in ogni tempo il vostro nome, ma specialmente in questa notte in una maniera più di 471 nostrum immolatus est Christus. Ipse enim verus est Agnus, qui abstulit peccata mundi. Qui mortem nostram moriendo destruxit, et vitam resurgendo reparavit. Et ideo cum Ângelis, et Archangelis, cum Thronis, et Dominationibus, cumque stinta, mentre Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato. Imperocchè egli è il vero Agnello, che tolse i peccati del mondo. Che la morte nostra morendo distrusse, e la vita risorgendo riparò. E perciò cogli Angeli, ed Arcangeli, coi Troni, e colle Dominazioni, e con tutte omni militia coelestis le schiere della celestial exercitus, hymnum glo- milizia, inno alla gloria riae tuae canimus, sine vostra cantiamo, senza fine dicentes: fine dicendo: ALLA MESSA. Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt coeli, et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis. Santo, Santo, Santo, Signore Dio degli Eserciti. Pieni sono i cieli, e la terra della gloria vestra. Hosanna nel più alto de'cieli. Benedetto colui, che viene nel nome del Signore. Hosanna nel più alto de'cieli. Infra actionem. Communicantes, et noctem sacratissimam celebrantes Resurrectionis Domini nostri Jesu Christi secundum carnem: sed et memoriam Infra l'azione. Comunicando insieme, e celebrando la notte sacratissima della Risurrezione, secondo la carne, del Signor nostro Gesù Cristo: venerando ancora la mevenerantes, in primis moria primieramente della gloriosae semper Vir 472 SABATO SANTO ginis Mariae, Genitricis gloriosa sempre Vergine etc. te Maria, Genitrice ecc. Il rimanente come nel Giovedì Santo, pag. 217. Segue: Hanc igitur oblationem Questa offerta adunque servitutis nostrae, sed et cunctae familiae tuae, quam tibi offerimus pro his quoque, quos regenerare dignatus es ex aqua, et Spiritu Sancto, tribuens eis remissionem omnium peccatorum, quaesumus, Domine, ut placatus accipias etc. della servitù nostra non solo, ma di tutta eziandio la vostra famiglia, che vi facciamo per quelli ancora, che vi siete degnato di rigenerare con l'acqua, e con lo Spirito Santo, concedendo loro la remissione di tutti i peccati, vi preghiamo, o Signore, di accettarla placato ecc. Il rimanente come nel Giovedì Santo, pag. 218. DICHIARAZIONE. Rappresentandoci Cristo risuscitato, e fatto immortale, e nostro glorificatore, non dobbiamo chiedergli misericordia, perchè già nel Verso e nel Salmo confessiamo di averla ricevuta: però si tace Agnus Dei. Non si dà la pace, poichè il Signore nostro, vera pace, non l'aveva ancor data ai suoi Discepoli, come dimani si vedrà darla: ed in vece della Comunione si dice il Vespro, pieno di giubilo, e di voci soavi. Si dice Pax Domini sit semper vobiscum; ma non si dà il bacio di pace; non si dice Agnus Dei, nè Postcommunio; si dicono però le tre Orazioni solite avanti la Comunione. ALLA MESSA. 473 Dopo la Comunione in luogo di Vespro si canta dal Coro: ANT. Alleluja, alleluia, a luja, alleluja. Salmo 116. than Laudate Dominum om- Nazioni, quante voi sienes gentes:* laudate te, date laude al Signore: eum, omnes populi.popoli tutti, lodatelo.E Quoniam confirmata Imperocchè la sua miest super nos miseri- sericordia si è stabilita cordia ejus:* et veri- sopra di noi: e la verità tas Domini manet in ae- del Signore è immutabile in eterno.mih e- mat ternum. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. ibo Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen. ANT. Alleluia, alleANT. Alleluja, alleluja, alleluja.. Gloria al Padre, al Figliuolo, e allo Spirito Santo. Siccome l'hanno avuta fin dal principio, l'abbiano anche di presente, e seguitino ad averla per sempre, e per tutti i secoli dei secoli. Così sia. ANT. Alleluia, alleluia, alleluia. Il Capitolo, l'Inno ed il non si dicono, ma immediatamente il Celebrante intuona la seguente: ANT. Vespere autem ANT. Ma la sera del sabbati, quae lucescit sabato, che si schiariva in prima sabbati, ve- già il primo di della setnit Maria Magdalene, timana, andò Maria Mad 474 SABATO SANTO et altera Maria videre| dalena, e l' altra Maria sepulchrum, alleluja. a visitare il sepolcro, alleluia. Cantico della B. V. Maria. Luc. 1, c. Magnificat* anima mea Esalta l'anima mia la Dominum: grandezza del Signore: Ed esulta il mio spirito in Dio mio Salvatore; Et exultavit spiritus meus* in Deo salutari meo; Quia respexit humilitatem ancillae suae: ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes; sel * Quia fecit mihi magna qui potens est; et sanctum nomen ejus. Et misericordia ejus a progenie in progenies, timentibus eum. * Fecit potentiam in brachio suo: dispersit superbos mente cordis sui. Deposuit potentes de sede,* et exaltavit humiles. Esurientes implevit bonis,* et divites dimisit inanes. Perchè ha risguardato alla bassezza della sua serva: ecco perciò che da questo punto beata mi chiameranno tutte le età; Perchè ha fatto a me grandi cose colui, che è potente; e di cui santo è il nome. E la misericordia di lui di generazione in generazione, sopra quelli che lo temono. Fece opere di potenza col suo braccio: dissipò i superbi coi pensieri del loro cuore. Ha deposto i potenti dal trono, ed ha esaltato i piccoli. I famelici ha ricolmati di beni, ei ricchi ha rimandati vuoti. ALLA MESSA. 475 Suscepit Israël pue- Accolse Israele suo serrum suum,* recorda- vo, ricordandosi della sua tus misericordiae suae. misericordia. 13 Conforme parlò ai padri nostri, ad Abramo, e ai suoi discendenti per tutti i secoli. Sicut locutus est ad patres nostros,* Abraham, et semini ejus in saecula. Gloria etc. Gloria ecc. e si Si fa l'incensazione, come negli altri Vespri, e ripete la seguente: ANT. Vespere autem sabbati, quae lucescit in prima sabbati, venit Maria Magdalene, et altera Maria videre sepulchrum, alleluja. ANT. Ma la sera del sabato, che si schiariva già il primo di della settimana, andò Maria Maddalena, e l'altra Maria a visitare il sepolcro, alleluia. Il Sacerdote dice: Dominus vobiscum. REt cum spiritu tuo. Il Signore sia con voi. R E con lo spirito vostro. PREGHIERA OREMUS Spiritum nobis, Domi- Lo spirito, Signore, della ne, tuae charitatis infunde: ut quos sacramentis Paschalibus satiasti, tua facias pietate concordes. Per Dominum etc.: in unitate ejusdem Spiritus Sanvostra carità infondeteci: affinchè quelli, che de' sacramenti Pasquali saziaste, gli facciate nella vostra pietà concordi. Per il Signore ecc.: nell' unità del medesimo Spirito Santo Dio ecc. cti Deus etc. RAmen. Così sia. 476 SABATO SANTO Di poi il Sacerdote dice: y Dominus vobiscum. Il Signore sia con voi. R Et cum spiritu tuo. E con lo spirito vostro. R DICHIARAZIONE. Din Il Vespro e la Messa congiuntamente si finiscono, poichè tutti i Sacramenti sono perfettamente uniti nella Passione di Cristo, ed acciò Egli, che ci ha redenti, venga senza fine da noi ringraziato, e la nostra mente in contemplarlo mai sia oscurata da veruna nota d'ingratitudine, o d'oblivione. E il Diacono voltandosi al popolo canta: Ite Missa est, alleluja, alleluja. Andate, la Messa è terminata, alleluia, allel. R Dio sia ringraziato, alleluia, alleluia. R Deo gratias, alleluja, alleluja. Che si dice insino al Sabato in Albis inclusivamente. Il Sacerdote, detto Placeat tibi Sancta Trinitas, dà la benedizione secondo il solito. Fuori di Coro, detto il Pater e l'Ave, i Vespri si cominciano semplicemente dall' Antifona Alleluja, alleluja, alleluja.. Salmo Laudate Dominum omnes gentes etc., come sopra, pag. 473. Antifona Alleluja, alleluja, alleluja. mainiel Il Capitolo, l'Inno e Versetto non si dicono. Al Magnificat, Antifona Vespere autem sabbati, pag. 473. Cantico Magnificat, come sopra, pag. 474. E ripetesi l'Antifona Vespere autem etc. Di poi& Dominus vobiscum etc. Oremus. Spiritum nobis, Domine etc. come sopra, pag. 475. Di poi& Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. Benedicamus Domino, alleluja, alleluja. R Deo gratias, alleluja, alleluja. Di poi Pater noster, e non altro. y Jube Domne, benedicere. A COMPIETA Il Lettore comincia. omnipotens. RAmen. Benedizione. Benedictio. Noctem quietam, et Una notte quieta, ed finem perfectum con- un fine perfetto conceda cedat nobis Dominus a noi il Signore onnipotente. hurt and Così sia. Lectio brevis 1. Petr. c. 5. Fratres, sobrii estote, et vigilate, quia adversarius vester diabolus, tamquam leo rugiens, circuit, quaerens quem devoret: cui resistite fortes in fide. Tu autem, Domine, miserere nobis. Deo gratias. y Adjutorium nostrum in nomine Domini. R Qui fecit coelum et terram. 477 Pater noster secreto. ulse y Comanda, o Signore, di dir bene. Lezione breve. Fratelli, siate temperanti, e vegliate, perchè il diavolo vostro avversario, come lione che rugge, va in volta, cercando chi divorare: a cui resistete forti nella fede. Voi poi, o Signore, abbiate pietà di noi. Sien rese grazie a Dio. Il nostro aiuto( sia) nel nome del Signore. R Il quale fece il cielo e la terra. ipp and to Fatta la Confessione, e l' Assoluzione, come nel Giovedi Santo a carte 242 e 243, si dice: 478 Converte nos, Deus, Convertiteci, o Dio, nosalutaris noster. Et averte iram tuam a nobis. Deus, in adjutorium meum intende. R Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri etc. Alleluja. SABATO SANTO Di poi senza Antifona si dicono i Salmi sonsueti, come a carte 243. y Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. OREMUS stro salvatore. RE togliete l'ira vostra da noi. y 0 Dio, accorrete al mio aiuto. Non si dicono nè Capitolo, nè Inno. Antifona Vespere autem sabbati etc., pag. 473. Cantico Nunc dimittis etc., pag. 248; ed in fine Gloria Patri etc. Antifona Vespere autem sabbati etc. R Signore, affrettatevi ad aiutarmi. Gloria al Padre ecc. Alleluia. Visita, quaesumus, Domine, habitationem istam, et omnes insidias inimici ab ea longe repelle: Angeli tui sancti habitent in ea, qui nos in pace custodiant et benedictio tua sit super nos semper. Per Dominum etc. R Amen. y Il Signore sia con voi. R E con lo spirito vostro. PREGHIERA Visitate, vi supplichiamo, o Signore, questa abitazione, e tutte le insidie dell' inimico da essa lungi scacciate: i vostri Angeli santi abitino in essa, i quali ci custodiscano in pace: e la vostra benedizione sia sempre sopra di noi. Per il Signore ecc. R Così sia. vobisy Dominus cum. Et cum spiritu tuo. A COMPIETA. Benedicamus Domino. B Deo gratias. Benedictio. Benedicat, et custodiat nos omnipotens et misericors Dominus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. RAmen. Regina coeli, lactare, alleluja, Quia, quem meruisti portare, alleluja, Resurrexit, sicut dixit, alleluja. Ora pro nobis Deum, alleluja. 479 y Il Signore sia con voi. E con lo spirito vostro. y Gaude, et laetaR Quia surrexit Dominus vere, alleluja. Benediciamo il Signore. Sien grazie a Dio. Benedizione.imoll Ci benedica, e custodisca l'onnipotente e misericordioso Signore, Padre, Figliuolo, e Spirito Santo. R Così sia. mh y Esultate, e rallere, Virgo Maria, alle- gratevi, o Vergine Maria, luja. O Regina del Cielo, rallegratevi, alleluia, " Perchè quello, che meritaste di portare, allel. È risuscitato, come l' avea predetto, alleluia. Pregate Dio per noi, alleluia. alleluia. R Perchè è veramente risuscitato il Signore, alleluia. OREMUS PREGHIERA Deus, qui per Resurrectionem Filii tui Do- O Dio, che per la Risurmini nostri Jesu Chri- rezione del Figliuol vostro, sti mundum laetificare le Signor nostro Gesù Cri 480 SABATO SANTO A COMPIETA. dignatus es: praesta, sto, di rallegrare il mondo quaesumus, ut per ejus Genitricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eumdem Christum Dominum nostrum. RAmen. degnato vi siete: concedete, vi preghiamo, che per la di lui Genitrice Vergine Maria, giungiamo ai gaudii della perpetua vita. Per il medesimo Cristo Signor nostro. R Così sia. y L'aiuto divino rimanstolo y Divinum auxilium maneat semper nobis- ga sempre con noi. cum. R Così sia. RAmen. Di poi si dice segretamente Pater noster, Ave Maria e Credo. llinatagul E non s'inginocchia per tutto il tempo Pasquale. en 3 sisté onigo? DO us aidpa 19 wedi giun, roll el si to adotout compon est ilson DET DOMENICA DELLA RISURREZIONE ALLA MESSA Stazione a Santa Maria Maggiore. 484 INTROITO Resurrexi, et adhuc tecum sum, alleluja: posuisti super me manum tuam, alleluja: mirabilis facta est scientia tua, alleluja, alleluja. Psalmus 38. Domine, probasti me, et cognovisti me: tu cognovisti sessionem meam, et resurrectionem meam. Gloria Patri etc. Gloria in excelsis Deo etc., a carte 210. ORATIO Deus, qui hodierna die per Unigenitum tuum aeternitatis nobis aditum, devicta morte, reserasti: vela nostra, quae praeveniendo aspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem Dominum etc. Lectio Epistolae beati Pauli Apostoli ad Corinthios. Cor. 1, cap. 5. Fratres: : expurgate vetus fermentum, ut sitis nova conspersio, sicut estis azymi. Etenim Pascha nostrum immolatus est Christus. Itaque epulemur, non in fermento veteri, neque in fermento malitiae, et nequitiae, sed in azymis sinceritatis, et veritatis. 21 482 DOMENICA DELLA RISURREZIONE GRADUALE. Haec dies quam fecit m fecit xultemus, et laetemur in ca. Dominus: ey Confitemini Domino, quoniam bonus: quoniam in saeculum misericordia ejus. Alleluja, alleluja. Pascha nostrum immolatus est Christus. SEQUENTIA Victimae Paschali laudes immolent Christiani. Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores. Mors, et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus. Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? Sepulchrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis: Angelicos testes, sudarium, et vestes. Surrexit Christus spes mea: praecedet vos in Galilaeam. Scimus, Christum surrexisse a mortuis vere: tu nobis, victor Rex, miserere. Amen. Alleluja. Sequentia Sancti Evangelii secundum Marcum. Cap. 16. In illo tempore: Maria Magdalene, et Maria Jacobi, et Salome emerunt aromata, ut venientes ungerent Jesum. Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum, orto jam sole. Et dicebant ad invicem: Quis revolvet nobis lapidem ab ostio monumenti? Et respicientes viderunt revolutum lapidem. Erat quippe magnus valde. Et introëuntes in monumentum, viderunt juvenem sedentem in dextris, coopertum stola candida: et ALLA MESSA. 483 obstupuerunt. Qui dicit illis: Nolite expavescere: Jesum quaeritis Nazarenum crucifixum: surrexit, non est hic: ecce locus, ubi posuerunt eum. Sed ite, dicite discipulis ejus, et Petro, quia praecedet vos in Galilaeam: ibi eum videbitis, sicut dixit vobis. Credo, a carte 54. Offertorium. Terra tremuit, et quievit, dum resurget in judicio Deus, alleluja. Secreta. Suscipe etc., a carte 470. PRÆFATIO Vere dignum, et justum est, aequum et salutare: Te quidem, Domine, omni tempore, sed in hac potissimum die gloriosus praedicare etc., come nel Sabato Santo, a carte 470. Infra actionem. Communicantes, et diem sacratissimam celebrantes Resurrectionis Domini nostri Jesu Christi secundum carnem: sed et memoriam venerantes, in primis gloriosae semper Virginis Mariae, Genitricis etc. Il rimanente come a carte 471. Hanc igitur etc., come a carte 472. Communio. Pascha nostrum immolatus est Christus, alleluja: itaque epulemur in azymis sinceritatis, et veritatis, alleluja, alleluja, alleluja. Spiritum nobis etc., con tutto quel che segue del fine della Messa del Sabato Santo, a carte 475. 484 DOMENICA DELLA RISURREZIONE A VESPRO Pater noster, Ave Maria. Deus in adjutorium meum intende. R Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri etc. Alleluja. ANTIPHONA. Angelus autem Domini descendit de coelo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja, alleluja. Salmo 109. Dixit Dominus Domino meo:* Sede a dextris meis. Donec ponam inimicos tuos* scabellum pedum tuorum. Virgam virtutis tuae emittet Dominus ex Sion:* dominare in medio inimicorum tuorum. Tecum principium in die virtutis tuae in splendoribus Sanctorum: ex utero ante luciferum ge* nui te. Juravit Dominus, et non poenitebit eum:* Tu es Sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedec. Dominus a dextris tuis:* confregit in die irae suae reges. Judicabit in nationibus, implebit ruinas,* conquassabit capita in terra multorum. De torrente in via bibet,* propterea exaltabit caput. Gloria Patri etc. ANTIPHONA. Angelus autem Domini descendit de coelo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja, alleluja. A VESPRO. 485 ANTIPHONA. Et ecce terraemotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de coelo, alleluja. Salmo 110. Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo, consilio justorum, et congregatione. Magna opera Domini, exquisita in omnes voluntates ejus. mut pula Confessio, et magnificentia opus ejus:* et justitia ejus manet in saeculum saeculi. Memoriam fecit mirabilium suorum, misericors, et miserator Dominus:* escam dedit timentibus se. Memor erit in saeculum testamenti sui:* virtutem operum suorum annuntiabit populo suo. Ut det illis haereditatem gentium:* opera manuum ejus veritas, et judicium. Fidelia omnia mandata ejus, confirmata in sæculum saeculi:* facta in veritate, et aequitate. Redemptionem misit populo suo,* mandavit in aeternum testamentum suum. Sanctum, et terribile nomen ejus:* initium sapientiae timor Domini. Intellectus bonus omnibus facientibus eum:* laudatio ejus manet in saeculum saeculi. Gloria Patri etc. ANTIPHONA. Ecce terraemotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de coelo, alleluja. Omlo's ANTIPHONA. Erat autem aspectus ejus sicut fulgur; vestimenta autem ejus sicut nix, alleluja, alleluja. 486 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Salmo 111. Beatus vir, qui timet Dominum:* in mandatis ejus volet nimis. Potens in terra erit semen ejus:* generatio rectorum benedicetur. Pan doft Gloria, et divitiae in domo ejus:* et justitia ejus manet in saeculum saeculi. Exortum est in tenebris lumen rectis:* misericors, et miserator, et justus. Jucundus homo, qui miseretur, et commodat, disponet sermones suos in judicio:* quia in aeternum non commovebitur. In memoria aeterna erit justus:* ab auditione mala non timebit. Paratum cor ejus sperare in Domino, confirmatum est cor ejus:* non commovebitur donec despiciat inimicos suos. * Dispersit, dedit pauperibus: justitia ejus manet in saeculum saeculi: cornu ejus exaltabitur in gloria. Peccator videbit, et irascetur, dentibus suis fremet, et tabescet:* desiderium peccatorum peribit. Gloria Patri etc. tom ANTIPHONA. Erat autem aspectus ejus sicut fulgur; vestimenta autem ejus sicut nix, alleluja, alleluja. 164 sant? ANTIPHONA. Prae timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. Salmo 112. Jus Laudate, pueri, Dominum:* laudate nomen Domini. A VESPRO. 5125E 487 Sit nomen Domini benedictum,* ex hoc nunc, et usque in saeculum. A solis ortu usque ad occasum,* laudabile nomen Domini. Unu: poth * Excelsus super omnes gentes Dominus, et super coelos gloria ejus. Quis sicut Dominus Deus noster, qui in altis habitat,* et humilia respicit in coelo, et in terra? Suscitans a terra inopem,* et de stercore erigens pauperem. Ut collocet eum cum principibus, cum principibus populi sui. Qui habitare facit sterilem in domo:* matrem filiorum laetantem. Gloria Patri etc. ANTIPHONA. Prae timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. ANTIPHONA. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere; scio enim quod Jesum quaeritis, alleluja. Jockt sich sotimi? Salmo 113. In exitu Israël de Egipto,* domus Jacob de populo barbaro.uod in Facta est Judaea sanctificatio ejus,* Israël potestas ejus. Mare vidit, et fugit:* Jordanis conversus est retrorsum. Montes exultaverunt ut arietes,* et colles sisicut agni ovium. Quid est tibi, mare, quod fugisti:* et tu Jordanis, quia conversus es retrorsum? Montes exultastis sicut arietes,* et colles sicut agni ovium. 488 DOMENICA DELLA RISURREZIONE A facie Domini mota est terra, a facie Dei Jacob. * Qui convertit petram in stagna aquarum, et rupem in fontes aquarum. Non nobis, Domine, non nobis:* sed nomini tuo da gloriam. * Super misericordia tua, et veritate tua; quando dicant gentes: Ubi est Deus eorum? Deus autem noster in coelo:* omnia quaecumque voluit, fecit. Simulacra gentium argentum, et aurum:* 0pera manuum hominum. Os habent, et non loquentur; oculos habent, et non videbunt. * Aures habent, et non audient;* nares habent, et non odorabunt. neManus habent, et non palpabunt; pedes hadent, et non ambulabunt: non clamabunt in gutture suo. * * Similes illis fiant, qui faciunt ea:* et omnes, qui confidunt in eis. * Domus Israël speravit in Domino: adjutor eorum, et protector eorum est. Domus Aaron speravit in Domino:* adjutor eorum, et protector eorum est. Qui timent Dominum, speraverunt in Domino: adjutor eorum, et protector eorum est. Dominus memor fuit nostri,* et benedixit nobis. Benedixit domui Israël:* benedixit domui Aaron. Benedixit omnibus, qui timent Dominum, pusillis cum majoribus. A VESPRO. 489 Adjiciat Dominus super vos: super vos, et super filios vestros. Benedicti vos a Domino,* qui fecit coelum, et * terram. Coelum coeli Domino:* terram autem dedit filiis hominum. Non mortui laudabunt te, Domine; neque omnes, qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino* ex hoc nunc, et usque in saeculum. Gloria Patri etc. ANT. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere; scio enim, quod Jesum quæritis, alleluja. E si dicono sino al Vespro del Sabato in Albis. Non si dice nè Capitolo, nè Inno, ma in suo luogo la seguente Antifona Haec dies, quam fecit Dominus: exultemus, et laetemur in ea. Al Magnificat. ANTIPHONA. Et respicientes viderunt revolutum lapidem: erat quippe magnus valde, alleluja. Cantico Magnificat etc. a carte 474. E si replica l'Antifona Et respicientes etc. OREMUS Deus, qui hodierna die per Unigenitum tuum aeternitatis nobis aditum, devicta morte, reserasti: vota nostra, quae praeveniendo aspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem etc. R Amen. * 21 490 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Dominus vobiscum. BEt cum spiritu tuo. Benedicamus Domino, alleluja, alleluja. R Deo gratias, alleluja, alleluja. E si dice insino al Vespro del Sabato in Albis inclusivamente. A COMPIETA Come nel Sabato Santo a carte 477. Finiti i Salmi consueti, si dice l'Antifona Alleluja, alleluja, alleluja, alleluja. Al Cantico Nunc dimittis ANTIPHONA. Haec dies, quam fecit Dominus: exultemus, et laetemur in ea. Il resto come a carte 478. LUNEDI DOPO PASQUA ALLA MESSA Stazione a San Pietro. 491 INTROITO Introduxit vos Dominus in terram fluentem lac, et mel, alleluja: et ut lex Domimi semper sit in ore vestro, alleluja, alleluja. Psalmus 104. Confitemini Domino, et invocate nomen ejus: annuntiate inter gentes opera ejus. y Gloria Patri etc. Introduxit vos etc. ORATIO Deus, qui solemnitate Paschali mundo remedia contulisti: populum tuum, quaesumus, coelesti dono prosequere; ut et perfectam libertatem consequi mereatur, et ad vitam proficiat sempiternam. Per Dominum etc. Lectio Actuum Apostolorum. Cap. 10. In diebus illis: Stans Petrus in medio plebis, dixit: Viri fratres, vos scitis, quod factum est verbum per universam Judaeam, incipiens enim a Galilaea, post baptismum, quod praedicavit Joannes, Jesum a Nazareth: quomodo unxit eum Deus Spiritu Sancto, et virtute, qui pertransiit benefaciendo, et sanando omnes oppressos a diabolo, quoniam Deus erat cum illo. Et nos testes 492 LUNEDÌ DOPO PASQUA sumus omnium, quae fecit in regione Judaeorum, et Jerusalem, quem occiderunt suspendentes in ligno. Hunc Deus suscitavit tertia die: et dedit eum manifestum fieri, non omni populo, sed testibus praeordinatis a Deo: nobis, qui manducavimus, et bibimus cum illo, postquam resurrexit a mortuis. Et praecepit nobis praedicare populo, et testificari, quia ipse est, qui constitutus est a Deo judex vivorum, et mortuorum. Huic omnes Prophetae testimonium perhibent, remissionem peccatorum accipere per nomen ejus omnes, qui credunt in eum. GRADUALE. Haec dies, quam fecit Dominus: exultemus, et laetemur in ea. Dicat nunc Israël, quoniam bonus: quoniam in saeculum misericordia ejus. Alleluja, alleluja. Angelus Domini descendit de coelo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum. SEQUENTIA. Victimae Paschali, come sopra, pag. 482. Sequentia Sancti Evangelii secundum Lucam. Cap. 24. In illo tempore: Duo ex discipulis Jesu ibant ipsa die in castellum, quod erat in spatio stadiorum. sexaginta ab Jerusalem, nomine Emmaus. Et ipsi loquebantur ad invicem de his omnibus, quae acciderant. Et factum est dum fabularentur, et secum quaererent, et ipse Jesus appropinquans ibat cum illis: oculi autem illorum tenebantur, ne eum agnoscerent. Et ait ad illos: Qui sunt hi sermones, quod confertis ad invicem ambulantes, et estis tristes? Et respondens unus, cui ALLA MESSA. 493 nomen Cleophas, dixit ei: Tu solus peregrinus es in Jerusalem: et non cognovisti, quae facta sunt in illa his diebus? Quibus ille dixit: Quae? Et dixerunt: De Jesu Nazareno, qui fuit vir propheta, potens in opere, et sermone coram Deo, et omni populo: et quomodo eum tradiderunt summi Sacerdotes, et Principes nostri in damnationem mortis, et crucifixerunt eum. Nos autem sperabamus, quia ipse esset redempturus Israël: et nunc super haec omnia tertia dies est hodie, quod haec facta sunt. Sed et mulieres quaedam ex nostris terruerunt nos, quae ante lucem fuerunt ad monumentum, et non invento corpore ejus, venerunt, dicentes, se etiam visionem Angelorum vidisse, qui dicunt eum vivere. Et abierunt quidam ex nostris ad monumentum; et ita invenerunt sicut mulieres dixerunt, ipsum vero non invenerunt. Et ipse dixit ad eos: O stulti, et tardi corde ad credendum in omnibus, quae locuti sunt Prophetae! Nonne haec oportuit pati Christum, et ita intrare in gloriam suam? Et incipiens a Moyse, et omnibus Prophetis, interpretabatur illis in omnibus Scripturis, quae de ipso erant. Et appropinquaverunt castello, quo ibant, et ipse se finxit longius ire. Et coëgerunt illum dicentes: Mane nobiscum, quoniam advesperascit, et inclinata est jam dies. Et intravit cum illis. Et factum est: dum recumberet cum eis, accepit panem, et benedixit, ac fregit, et porrigebat illis. Et aperti sunt oculi eorum, et cognoverunt eum: et ipse evanuit ex oculis eorum. Et dixerunt ad invicem: Nonne cor nostrum ardens erat in nobis, dum loqueretur in via, et 494 LUNEDÌ DOPO PASQUA ALLA MESSA. aperiret nobis Scripturas? Et surgentes eadem hora, regressi sunt in Jerusalem: et invenerunt congregatos undecim, et eos, qui cum illis erant, dicentes: Quod surrexit Dominus vere, et apparuit Simoni. Et ipsi narrabant quae gesta erant in via: et quomodo cognoverunt eum in fractione panis. Credo a carte 54. Offertorium. Angelus Domini descendit de coelo, et dixit mulieribus: Quem quaeritis, surrexit, sicut dixit, alleluja. Secreta Suscipe etc., a carte 470. Communio. Surrexit Dominus, et apparuit Petro, alleluja. Postcommunio. Spiritum nobis etc., con quel che segue nel fine della Messa, a carte 475. I Vespri si dicono come sopra nel giorno di Pasqua, a carte 484. Al Magnificat: ANTIPHONA. Qui sunt hi sermones, quod confertis ad invicem ambulantes, et estis tristes? Alleluja. Orazione. Deus, qui solemnitate etc., come a carte 491. Alla Compieta tutto si dice come nella Domenica, a carte 490. MARTEDI DOPO PASQUA ALLA MESSA Stazione a San Paolo. 495 INTROITO Aqua sapientiae potavit eos, alleluja: firmabitur in illis, et non flectetur, alleluja; et exaltabit eos in aeternum, alleluja, alleluja. Psalm. 104. Confitemini Domino, et invocate nomen ejus: annuntiate inter gentes opera ejus. Gloria Patri etc. ORATIO Deus, qui Ecclesiam tuam novo semper foetu multiplicas concede famulis tuis, ut sacramentum vivendo teneant, quod fide perceperunt. Per Dominum etc. R Amen. Lectio Actuum Apostolorum. Cap. 13. In diebus illis: Surgens Paulus, et manu silentium indicens, ait: Viri fratres, filii generis Abraham, et qui in vobis timent Deum, vobis verbum salutis hujus missum est. Qui enim habitabant Jerusalem, et principes ejus ignorantes Jesum, et voces Prophetarum, quae per omne sabbatum leguntur, judicantes impleverunt: et nullam causam mortis invenientes in eo, petierunt a Pilato, ut interficerent eum. Cumque consum 496 MARTEDI DOPO PASQUA massent omnia, quae de eo scripta erant, deponentes eum de ligno, posuerunt eum in monumento. Deus vero suscitavit eum a mortuis tertia die: qui visus est per dies multos his, qui simul ascenderant cum eo de Galilaea in Jerusalem: qui usque nunc sunt testes ejus ad plebem. Et nos vobis annuntiamus eam, quae ad patres nostros repromissio facta est: quoniam hanc Deus adimplevit filiis nostris, resuscitans Jesum Christum Dominum nostrum. GRADUALE. Haec dies, quam fecit Dominus: exultemus et laetemur in ea. y Dicant nunc, qui redempti sunt a Domino: quos redemit de manu inimici, et de regionibus congregavit eos. Alleluja, alleluja. Surrexit Dominus de sepulchro, qui pro nobis pependit in ligno. SEQ. Victimae Paschali, come sopra pag. 482. Sequentia Sancti Evangelii secundum Lucam. Cap. 24. In illo tempore: Stetit Jesus in medio discipulorum suorum et dixit eis: Pax vobis: ego sum, nolite timere. Conturbati vero, et conterriti, existimabant se spiritum videre. Et dixit eis: Quid turbati estis, et cogitationes ascendunt in corda vestra? Videte manus meas et pedes, quia ego ipse sum: palpate, et videte, quia spiritus carnem et ossa non habet, sicut me videtis habere. Et cum hoc dixisset, ostendit eis manus, et pedes. Adhuc autem illis non credentibus, et mirantibus prae gaudio, dixit: Habetis hic aliquid quod manducetur? At illi obtulerunt ei partem piscis assi, et 9 ALLA MESSA. 497 favum mellis. Et cum manducasset coram eis, sumens reliquias dedit eis. Et dixit ad eos: Haec sunt verba, quae locutus sum ad vos, cum adhuc essem vobiscum, quoniam necesse est impleri omnia, quae scripta sunt in lege Moysi, et Prophetis, et Psalmis de me. Tunc aperuit illis sensum, ut intelligerent Scripturas. Et dixit eis: Quoniam sic scriptum est, et sic oportebat Christum pati, et resurgere a mortuis tertia die, et praedicari in nomine ejus poenitentiam, et remissionem peccatorum in omnes gentes. Credo a pag. 54. Offertorium. Intonuit de coelo Dominus, et Altissimus dedit vocem suam: et apparuerunt fontes aquarum. Alleluja. Secreta. Suscipe etc., a carte 470. Communio. Si consurrexistis cum Christo, quae sursum sunt quaerite, ubi Christus est in dextera Dei sedens, alleluja: quae sursum sunt sapite, alleluja. Postcommunio. Concede, quaesumus, omnipotens Deus: ut Paschalis perceptio sacramenti continua in nostris mentibus perseveret. Per Dominum etc. I Vespri si dicono come sopra nel giorno di Pasqua, a carte 484. Al Magnificat. Videte manus meas, et pedes meos, quia ego ipse sum, alleluja, alleluja. Orazione. Deus, qui Ecclesiam tuam, a c. 495. La Compieta come nella Domenica, a carte 490. 498 LA BENEDIZIONE DEGLI OLII SANTI TRATTA DAL PONTIFICALE ROMANO. Questa funzione si fa ogni anno, la mattina del Giovedì Santo, nelle Chiese Patriarcali, Primaziali, Metropolitane e Cattedrali. A un'ora competente s'incomincia dal Patriarca, Primate, Arcivescovo, o Vescovo la solenne Messa Pontificale, assistito dai soliti Ministri, e più da dodici Sacerdoti, sette Diaconi, e sette Suddiaconi, che stanno ai loro sedili. Il Sagrestano avrà preparato precedentemente tutte quelle cose che abbisognano per questa funzione, a norma delle rubriche, che si trovano nel Pontificale Romano. Giunto il Prelato a quelle parole del Canone, Per quem haec omnia, Domine etc., scende dall'altare accompagnato dai Ministri, e postosi a sedere dietro la Mensa preparata per la Benedizione degli Olii Santi, l'Arcidiano, che gli sta dappresso, dice con voce alta in tuono di lezione: Oleum infirmorum. Uno dei sette Suddiaconi va alla Sagrestia a prendere il vaso dell'Olio per gl'infermi, lo porta all' Arcidiacono, che lo presenta al Prelato, dicendo a bassa voce Oleum infirmorum, e lo pone sopra la Mensa. Il Prelato alzandosi fa il seguente esorcismo. Exorcizo te, immundissime spiritus, omnisque incursio satanae, et omne phantasma. In nomine Paxtris, et Filii, et Spiritus Sancti; ut recedas ab hoc oleo, ut possit effici unctio spiritalis ad DEGLI OLII SANTI. 499 corroborandum templum Dei vivi; ut in eo possit Spiritus Sanctus habitare, per nomen Dei Patris omnipotentis, et per nomen dilectissimi Filii ejus Domini nostri Jesu Christi, qui venturus est judicare vivos et mortuos, et saeculum per ignem. B Amen. Di poi benedice il medesimo Olio, dicendo: Dominus vobiscum. B Et cum spiritu tuo. 0 OREMUS Emitte, quaesumus, Domine, Spiritum sanctum tuum Paraclitum de coelis in hanc pinguedinem olivae, quam de viridi ligno producere dignatus es, ad refectionem mentis, et corporis, ut tua sancta benedictione sit omni hoc unguento coelestis medicinae peruncto, tutamen mentis, et corporis, ad evacuandos omnes dolores, omnes infirmitates, omnemque aegritudinem mentis et corporis: unde unxisti Sacerdotes, Reges, Prophetas, et Martyres sit Chrisma tuum perfectum, Domine, nobis a te benedictum, permanens in visceribus nostris. In nomine Domini nostri Jesu Christi. Terminata questa benedizione, si riporta il vaso in Sagrestia, e il Prelato torna all'altare, ove prosegue a celebrare la Messa Pontificale. Dopo la Comunione & abluzione ritorna alla suddetta Mensa, assistito dai Ministri. L'Arcidiacono con il medesimo tuono di voce chiede: Oleum ad sanctum Chrisma. Oleum Catechumenorum. Jon Il Prelato pone l'incenso nel turibolo, e si ordina la processione per andare in Sagrestia a prendere 500 LA BENEDIZIONE questi vasi. Il Prelato rimane al suo luogo con i suoi Ministri, e i sette Suddiaconi, i sette Diaconi, e i dodici Sacerdoti, preceduti dall' Accolito col turibolo, e dai Ceroferarii, e due Suddiaconi, che uno porta la Croce, e l'altro il Balsamo, formano la processione. Giunti in Sagrestia, due Diaconi prendono i vasi, che portano coperti con un velo bianco, ma in maniera che se ne possa vedere la metà, e ritorna la processione al luogo donde era partita. Nel ritorno, due Cantori cantano il seguente Inno, e il Coro ad ogni strofa replica il primo verso, O Redemptor etc. O Redemptor sume carmen Temet concinentium. Il Coro replica: 0 Redemptor etc. Audi Judex mortuorum, Una spes mortalium, Audi voces proferentum Donum pacis praevium. Il Coro: O Redemptor etc. Arbor foeta alma luce Hoc sacrandum protulit: Fert hoc prona praesens Salvatori saeculi. Il Coro: O Redemptor etc. turba Stans ad aram immo supplex Infulatus Pontifex, Debitum persolvit omne Consecrato Chrismate. Il Coro: 0 Redemptor etc. Consecrare tu dignare, Rex perennis patriae, Hoc olivum signum vivum, Jura contra daemonum. Il Coro: O Redemptor etc. DEGLI OLII SANTI. 504 Tornata la Processione, e da ciascuno occupati i posti, da distribuirsi secondo l'ordine delle rubriche del Pontificale, l'Arcidiacono prende il vaso dell'Olio per il Crisma, cosi involto, come lo portava il Diacono, e il vasetto con il Balsamo, e li pone sopra la Mensa avanti il Prelato. L'altro Diacono tiene sempre l'altro vaso con l'Olio per i Catecumeni, fintanto che venga il tempo di doverlo porre sopra la Mensa. Il Prelato di poi benedice il Balsamo, dicendo: y Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. OREMUS Deus, mysteriorum coelestium, et virtutum omnium praeparator, nostras, quaesumus, preces exaudi, hanc odoriferam sicci corticis lacrymam ( quae felicis virgae profluendo sudorem sacerdotali nos opimat unguento) acceptabilem tuis praesta mysteriis, et concessa benedictione sanctifica. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. R Amen. OREMUS Creaturarum omnium, Domine, procreator, qui per Moysen famulum tuum permistis herbis aromatum fieri praecepisti sanctificationem unguenti, clementiam tuam suppliciter deposcimus, ut huic unguento, quod radix produxit stirpea, spiritualem gratiam largiendo, plenitudinem sancti ficationis infundas. Sit nobis, Domine, fidei hilaritate conditum; sit sacerdotalis unguenti Chrisma 502 LA BENEDIZIONE perpetuum; sit ad coelestis vexilli impressionem dignissimum; ut quicumque Baptismate sacro renati isto fuerint liquore peruncti, corporum, atque animarum benedictionem plenissimam consequantur, et beatae fidei collato munere perenniter amplientur. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. R Amen. Di poi il Prelato mescola il Balsamo con un poco d'Olio estratto dal vaso del Crisma, e prosegue dicendo: Oremus Dominum Deum nostrum omnipotentem, qui incomprehensibilem Unigeniti Filii sui, sibique coaeterni divinitatem mirabili dispositione verae humanitati inseparabiliter conjunxit, et cooperante gratia Spiritus Sancti, oleo exultationis prae participibus suis linivit, ut homo fraude diaboli perditus gemina, et singulari constans materia, perenni redderetur, de qua exciderat, haereditati; quatenus hos ex diversis creaturarum speciebus liquores creatos sanctae Trinitatis perfectione benexxdicat, et benedicendo sanctificet, concedatque, ut simul permisti unum fiant; et quicumque exterius inde perunctus fuerit, ita interius liniatur, quod omnibus sordibus corporalis materiae carens se participem regni coelestis effici gratuletur. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui cum eo vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. RAmen. DEGLI OLII SANTI. 503 Il Prelato alita tre volte in forma di croce sopra il vaso dell'Olio per il Crisma, e i dodici Sacerdoti assistenti fanno lo stesso. Il Prelato di poi legge il seguente esorcismo: Benedizione del Crisma. Exorcizo te creatura olei per Deum Patrem omnipotentem, qui fecit coelum, et terram, mare, et omnia, quae in eis sunt, ut omnis virtus adversarii, omnis exercitus diaboli, omnisque incursio, et omne phantasma satanae eradicetur, et effugetur a te; ut fias omnibus, qui ex te ungendi sunt, in adoptionem filiorum per Spiritum Sanctum. In nomine Dei Patris omnipotentis, et Jesu Christi Filii ejus Domini nostri, qui cum eo vivit, et regnat Deus, in unitate ejusdem Spiritus Sancti. Il Prelato, stese le mani avanti il petto, dice la seguente Prefazione: Per omnia saecula saeculorum. R Amen. y Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. y Sursum corda. R Habemus ad Dominum. Gratias agamus Domino Deo nostro. R Dignum, et justum est. Vere dignum et justum est, aequum et salutare nos tibi semper et ubique gratias agere, Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus. Qui in principio inter caetera bonitatis tuae munera terram producere fructifera ligna jussisti, inter quae hujus 504 LA BENEDIZIONE pinguissimi liquoris ministri olivae nascerentur, quarum fructus sacro Chrismati deserviret. Nam et David prophetico spiritu gratiae tuae Sacramenta praenoscens, vultus nostros in oleo exilarandos esse cantavit. Et cum mundi crimina diluvio quondam expiarentur effuso, similitudinem futuri muneris columba demonstrans per olivae ramum pacem terris redditam nuntiavit. Quod in novissimis temporibus manifestis est effectibus declaratum, cum Baptismatis aquis omnium criminum commissa delentibus, haec olei unctio vultus nostros jucundos efficit, ac serenos. Inde etiam Moysi famulo tuo mandatum dedisti, ut Aaron fratrem suum prius aqua lotum per infusionem hujus unguenti constitueret Sacerdotem. Accessit ad hoc amplior honor, cum Filius tuus Jesus Christus Dominus noster lavari se a Joanne undis Jordanicis exegisset; ut Spiritu Sancto in columbae similitudine desuper misso, Unigenitum tuum, in quo tibi optime complacuisse testimonio subsequentis vocis ostenderes, et hoc illud esse manifestissime comprobares, quod cum oleo laetitiae prae consortibus suis ungendum David Propheta cecinisset. Te igitur deprecamur, Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus, per eumdem Jesum Christum Filium tuum Dominum nostrum, ut hujus creaturae pinguedinem sanctificare tua benedictione digneris, et Sancti Spiritus ei admiscere virtutem, cooperante Christi Filii tui potentia, a cujus nomine sancto Chrisma nomen accepit, unde unxisti Sacerdotes, Reges, Prophetas, et Martyres; ut spiritualis lavacri Baptismo renovandis creaturam Chrismatis in sacramentum perfectae salutis, vi DEGLI OLII SANTI. 505 tacque confirmes; ut sanctificatione unctionis infusa, corruptione primae nativitatis absorpta, sanctum uniuscujusque templum acceptabilis vitae innocentiae odore redolescat; ut secundum constitutionis tuae Sacramentum, Regio, et Sacerdotali, Propheticoque honore perfusi, vestimento incorrupti muneris induantur; ut sit his, qui renati fuerint ex aqua, et Spiritu Sancto, Chrisma salutis, eosque aeternae vitae participes, et coelestis gloriae faciat esse consortes. 30% Ciò che segue il Prelato lo dice con voce bassa, ma però da essere intesa dai circostanti: Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. R Amen. Terminata la Prefazione, il Prelato mette il balsamo nel vaso del Crisma, dicendo: Haec commistio liquorum fiat omnibus ex ea perunctis propitiatio, et custodia salutaris in saecula saeculorum. R Amen. Di poi il Prelato saluta il Crisma, dicendo: Ave sanctum Chrisma. E lo replica per tre volte, sempre innalzando la voce, e in fine bacia il labbro del vaso. In seguito tutti i dodici Sacerdoti, uno alla volta, fatta la riverenza al Sacramento, e al Prelato, si accostano alla Mensa, ove è il Crisma, e inginocchiatisi tre volte, incominciando da una conveniente distanza, ad ogni genufles2.2 506 LA BENEDIZIONE sione ripetono Ave Sanctum Crisma. Giunti alla Mensa dopo la terza genuflessione, e dopo il terzo saluto, baciano il labbro del vaso, e ritornano al loro posto. Terminata la benedizione del Crisma, si colloca il vaso di essa in un lato della Mensa, e l'altro Diacono, che in tutto questo tempo ha tenuto coperto appresso di sè il vaso dell' Olio per i Catecumeni, lo consegna all' Arcidiacono, che lo pone nella Mensa avanti al Prelato. Sopra il qual vaso il Prelato e i dodici Sacerdoti vi alitano nella medesima maniera, come hanno fatto sopra il vaso del Crisma. Dopo di ciò il Prelato legge a bassa voce l'esorcismo seguente sopra il vaso dell'Olio dei Catecumeni. BENEDIZIONE DELL' OLIO dei Catecumeni. Exorcizo te, creatura olei, in nomine Dei Patris omnipotentis, et in nomine Jesu Christi, et Spiritus Sancti, ut in hac invocatione individuae Trinitatis, atque unius virtute deitatis, omnis nequissima virtus adversarii, omnis inveterata malitia diaboli, omnis violenta incursio, omne confusum, et coecum phantasma eradicetur, et effugetur, et discedat a te; ut divinis Sacramentis purificata, fias in adoptionem carnis, et spiritus eis, qui ex te ungendi sunt, in remissionem omnium peccatorum; ut efficiantur eorum corpora ad omnem gratiam spiritualem accipiendam sanctificata, Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum, qui venturus est judicare vivos, et mortuos, et saeculum per ignem. Amen. Di poi il Prelato, con il medesimo tuono di voce, benedice l'Olio dei Catecumeni, dicendo: DEGLI OLII SANTI. y Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. OREMUS 507 Deus incrementorum omnium, et profectuum spiritualium remunerator, qui virtute Sancti Spiritus imbecillarum mentium rudimenta confirmas, te oramus, Domine, ut emittere digneris tuam benedictionem super hoc oleum, et venturis ad beatae regenerationis lavacrum tribuas, per unctionem hujus creaturae, purgationem mentis, et corporis, ut si quae illis adversantium spirituum inhaesere maculae, ad tactum sanctificati olei hujus abscedant; nullus spiritualibus nequitiis locus, nulla refugis virtutibus sit facultas nulla insidiantibus malis latendi licentia relinquatur. Sed venientibus ad fidem servis tuis, et Sancti Spiritus tui operatione mundandis, sit unctionis hujus praeparatio utilis ad salutem, quam etiam coelestis regenerationis nativitate in Sacramento sunt Baptismatis adepturi. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui venturus est judicare vivos, et mortuos, et saeculum per ignem. R Amen. " Di poi il Prelato, e successivamente i predetti dodici Sacerdoti, salutano riverentemente il medesimo Olio, dicendo: Ave, sanctum Oleum. E, dopo che avranno fatto ciò per tre volte, baciano il labbro del medesimo vaso, come è stato detto di sopra nella benedizione del Crisma. 508 LA BENEDIZIONE DEGLI OLII SANTI. Terminate tutte queste cose, si riportano processionalmente alla Sagrestia i suddetti due vasi dell'Olio per il santo Crisma, e dell' Olio per i Catecumeni, dai medesimi due Diaconi che gli hanno portati. E frattanto, mentre si fa la Processione verso la Sagrestia, si prosegue dai Cantori l'inno nella seguente maniera: Ut novetur sexus omnis Unctione Chrismatis, Ut sanetur sauciata Dignitatis gloria. Il Coro. O Redemptor etc. Lota mente sacro fonte Aufugantur crimina; Uncta fronte sacrosancta Influunt Charismata. Il Coro. O Redemptor etc. Corde natus ex parentis Alvum implens Virginis: Praesta lucem, claude mortem Chrismatis consortibus. Il Coro. O Redemptor etc. Sit haec dies festa nobis Saeculorum saeculis: Sit sacrata digna laude, Nec senescat tempore. Il Coro. O Redemptor etc. sollte Terminata la benedizione degli Olii Santi, il Prelato si lava le mani, e tornando all'altare termina la Messa Pontificale, secondo il consueto. Se vi saranno rimasti degli Olii Santi, benedetti l'anno precedente, si mettono nelle lampade per farli ardere avanti il Santissimo Sacramento; e il cotone, che rimane negli altri vasetti, si abbrucia, e vi si rimette di nuovo. 509 VISITA DELLE SETTE CHIESE Modo di acquistare le sante Indulgenze concesse dai Sommi Pontefici ai fedeli Cristiani, che si portano a visitar Gesù Sacramentato il Giovedì, e Venerdì Santo, divisa in sette Stazioni. STAZIONE PRIMA. Visita della prima Chiesa. MEDITAZIONE Nell'andare alla prima Chiesa si consideri la tristezza di Gesù nell'orto, che sudò sangue, e la sua rassegnazione alla volontà dell'Eterno Padre. Nell'entrare in Chiesa, si dica: Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. Si dicano cinque Pater, e Ave senza Gloria, e si ripetano sempre le antecedenti parole Adoramus etc. avanti del Pater; dopo si dica l'Atto di Fede, e poi la seguente ORAZIONE Signore Iddio, che facendo orazione al Padre Eterno nell'orto, foste dall'Angelo amorosamente confortato, e con umile rassegnazione vi assoggettaste ai divini voleri per redimere l'uomo dal peccato, e volontariamente appressaste le labbra all'amaro calice della Passione: fate che ancora io mi assoggetti volontariamente alle tribolazioni della vita presente per amor vostro. * 22 510 VISITA Respice, quaesumus, Domine, super hanc familiam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitavit manibus tradi nocentium, et Crucis subire tormentum. Amen. STAZIONE SECONDA. Visita della seconda Chiesa. Nell'andare alla medesima si consideri Gesù tradito con un bacio da Giuda, e legato, e condotto davanti ad Anna, e Caifasso. Giunti in Chiesa si dica: Adoramus te, Christe, etc. come sopra, e si tenga l'istesso ordine della prima Chiesa. ORAZIONE Signore Iddio clementissimo, che avete permesso d'essere con un finto bacio da Giuda tradito: fatemi grazia che non tradisca mai nè voi, nè il prossimo mio, e che sempre sia pronto ad eseguire officii di carità, e di amore, non solamente a favore de' miei amici, ma ancora de' miei nemici. Respice, quaesumus etc. STAZIONE TERZA. Visita della terza Chiesa. Meditiamo con quanta pazienza sofferse Gesù di essere condotto avanti di Pilato come malfattore, e con quanto amore sofferse le ingiurie stategli fatte. Adoramus te, Christe etc. DELLE SETTE CHIESE. ORAZIONE 514 Salvator mio pietosissimo, che essendo condotto dall'empietà degli Ebrei in casa di Pilato, con molta sofferenza sopportaste le ingiurie, e strapazzi a voi fatti: datemi tanta grazia di soffrire pazientemente le mie disgrazie, imitando il vostro esempio. Respice, quaesumus etc. STAZIONE QUARTA. Visita della quarta Chiesa. Si contempli l'umiliazione di Gesù presentato ad Erode, e considerato come un pazzo. Adoramus te, Christe etc. ORAZIONE Come mai, o mio Dio, pazientemente soffriste di essere presentato ad Erode, considerato come un pazzo, vestito di bianco, disprezzato, schernito, e vilipeso dai perfidi Giudei! Quanti strapazzi soffriste, Gesù, per amor mio! Respice, quaesumus etc. STAZIONE QUINTA Visita della quinta Chiesa. Si mediti come Gesù fu per la seconda volta condotto a Pilato, posposto a Barabba, e condannato a morte. Adoramus te, Christe etc. 542 VISITA ORAZIONE Benignissimo mio Dio, che ingiustamente riceveste da Pilato la sentenza di morte: fatemi grazia che, giunto all' estremo di mia vita, possa spirare l'anima mia nelle vostre santissime, e pietosissime braccia. Respice, quaesumus etc. STAZIONE SESTA. Visita della sesta Chiesa. Riflettiamo come Gesù fu condotto al Calvario, e confitto in croce, ove morì per i nostri peccati. Adoramus te, Christe etc. ORAZIONE Amorosissimo mio Creatore, che, trovandovi in croce confitto, prometteste al buon ladrone la gloria eterna del cielo: rivolgete verso di me gli occhi benigni della vostra pietà, acciocchè nel fine della mia vita possa ancor io sentirvi dire con voce amorosa: Oggi meco sarai in paradiso. Respice, quaesumus etc. STAZIONE SETTIMA. Visita della settima ed ultima Chiesa. Consideriamo nel volgere i passi alla settima ed ultima Chiesa, Gesù deposto dalla croce, e sepolto. Adoramus te, Christe etc. DELLE SETTE CHIESE. ORAZIONE Amabilissimo mio Dio, che per la Redenzione di tutto il genere umano avete permesso, che il vostro pregiatissimo Corpo fosse in un nuovo sepolcro riposto: fate, vi prego, che sia rinnovato ancora il cuore, e l'anima mia; acciò, deposta la propria sua durezza, e seppellito ogni affetto mor dano, possa felicemente risorgere alla santissima, e desideratissima grazia vostra. E così sia. Respice, quaesumus etc. FINE 813 Pra CON PERMISSIONE. - INDICE. Domenica delle Palme: Benedizione dei Rami Alla Messa Passio secondo S. Matteo Lunedi Santo, alla Messa Martedì Santo, alla Messa Passio secondo S. Marco Mercoledì Santo, alla Messa Passio secondo S. Luca A Mattutino Alle Laudi Giovedì Santo, a Prima A Terza A Sesta A Nona Alla Messa A Vespro Alla Lavanda dei piedi A Compieta A Mattutino Alle Laudi ● · 545 • ● ● pag. 4 24 31 56 66 68 87 95 445 463 485 490 497 203 209 224 235 244 249 293 516 Venerdì Santo, alla Messa Passio secondo S. Giovanni Adorazione della Croce A Mattutino Alle Laudi Sabato Santo, alla Benedizione del Fuoco, e del Cereo Alle Profezie Alla Benedizione del Fonte Alle Litanie Alla Messa A Vespro A Compieta Domenica di Risurrezione, alla Messa A Vespro. A Compieta Lunedi dopo Pasqua, alla Messa A Vespro e Compieta Martedì dopo Pasqua, alla Messa A Vespro e Compieta La Benedizione degli Olii Santi Visita delle Sette Chiese • ● . pag. 300 308 330 .348 380 385 398 448 459 465 473 477 484 484 490 494 494 495 497 498 509 多 12500 215 40 Inches 1 Centimetres Blue 2 17 THE 2 3 ¹5 6 3 Farbkarte# 13 Green Cyan 8 Yellow 9 10 Red T₁₁ F , 5 12 13 Magenta 14 6 15 White 16 7 17 18 3/ Color 19 B.I.G. Black 8