Gb 34-37 $ CATERHOUTALNICAH WAA IN R I Vittima divina di Propiziazione. UFFIZIO DELLA SETTIMANA SANTA E DELLA OTTAVA DI PASQUA SECONDO IL RITO ROMANO COLLA TRADUZIONE ITALIANA DI MONSIGNOR MARTINI E DICHIARAZIONE DELLE CERIMONIE MILANO BONTA E C.º Via Pantano, N. 9. Gb 3437 Ge ROMDI2MOM Univ.- Bibl. Giessen DOMENICA DELLE PALME. DEFFE VINES DOMEZICY DOMENICA DELLE PALME 3 ALLA BENEDIZIONE DEI RAMI. Finita terza, e fatta, giusta il solito, l' aspersione dell'acqua benedetta, il Sacerdote vestito di piviale violaceo, oppure senza pianeta con i Ministri similmente vestiti, va a benedire i rami di Palma, di Ulivo, o di altri alberi, posti in mezzo dell'altare, ovvero nel corno dell' epistola e primieramente si canta dal Coro l'Antifona: Hosanna filio David, Osanna al figliuolo di benedictus qui venit in David, benedetto colui nomine Domini. O Rex che viene nel nome del Israel: Hosanna in ex- Signore. O Re d'Israele: celsis. Osanna nel più alto dei cieli! DICHIARAZIONE. Le turbe variamente usarono questa voce Hosanna, con dire: Hosanna in excelsis, ed Hosanna filio David e però mostrasi che di due significati ella sia. Il primo de' quali sarà quando si scrive o proferisce, come solo due parole fossero, dicendosi Hosan Na; e tanto sarebbe quanto dicessimo: Salva, quæso, o Libera, quaeso, ed in questo significato da noi è presa ed usata nella Messa. L'altro è mentre se le aggiunge il caso del dativo ch'è Filio David, col quale dovendo ella convenire, per far buona la costruzione grammaticale, dir non si può nè Libera, nè Salva. perchè useremmo un barbarismo, dicendo Libera Filio David. Onde facendosi d'una sola parola, significa rami d'alberi portati qua e là, per certe occasioni d'onori, e però dagli Ebrei si legge, che in alcune feste loro, e dedicando il tempio, attorno girano portando l'Hosanna, cioè i rami d'alberi. E così verso di Cristo tanto era il gridare delle 4 DOMENICA turbe, con dire: Hosanna Filio David, quanto sè detto avessero: Diamo rami al Figliuol di Davidde; come a' nostri di sarebbe che nell'entrata di gran persona in una città, dal popolo si gridasse: Viva, viva. Con questi rami, da Cristo in poi, nè quivi, nè altrove, mai alcuno fu ricevuto; perchè cotal ministerio usavasi di fare nei di festivi e solamente a Dio. Il Sacerdote stando in piedi dalla parte dell' Epistola, senza voltarsi al Popolo, dice in tuono dell' Orazione feriale: y. Dominus vobiscum..Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R. E collo spirito vostro. OREMUS. PREGHIERA. Deu's, quem diligere 0 Dio, nel volervi beet amare, justitia est, ne e nell' amarvi assai ineffabilis gratiæ tuæ in( sta riposta) la nostra nobis dona multiplica: et santità: della vostra iqui fecisti nos in morte neffabile grazia i doni in Filii tui sperare, quæ noi moltiplicate; e voi, credimus, fac nos, eo- che ci concedeste nella dem resurgente, perve- morte del vostro Figlinire quo tendimus. Qui uolo lo sperare le cose tecum vivit et regnat in che crediamo, fate che unitate Spiritus Sancti colla di lui risurrezione Deus, per omnia sæcula giungere possiamo al fisæculorum. ne a cui miriamo.( Ove) esso con voi vive, regna ( vero) Dio nell' unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Così sia. R. Amen. 304 DELLE PALME. DICHIARAZIONE. Il Suddiacono va a cantare nel luogo solito la seguente. Lezione in tuono dell' Epistola, ed in fine bacia la mano del Sacerdote. 20 Lectio Libri Exodi. Cap. 15 et 16. 5 Si legge questa Lezione, facendosi in lei memoria delle settanta Palme del Deserto siccome ancor oggi nella Chiesa le simili son distribuite. E s'intende che Iddio, sotto figura di Manna, promise di darne il figlinol suo. Lezione del Libro dell' Esodo. In diebus illis: VeneIn quei giorni: Giunrunt filii Israel in Elim, sero in Elim i figliuoli ubi erant duodecim fon- d'Israele, dov' erano dotes aquarum, et septua- dici fontane di acque, e ginta palmæ: et castra- settanta palme: e posementi sunt juxta aquas. ro gli alloggiamenti in Profectique sunt de Elim, vicinanza delle acque. E et venit omnis multitudo si partirono da Elim, e filiorum Israel in deser- giunse tutta la moltitutum Sin, quod est inter dine dei figliuoli d'IsraeElim et Sinai, quintode- le nel deserto di Sin, cimo die mensis secundi, che è tra Elim e Sinai, postquam egressi sunt ai quindici del secondo de terra Egypti. Et mur- mese dopo la loro parmuravit omnis congre- tenza dalla terra d'Egatio filiorum Israel con- gitto. E tutta la turba tra Moysen et Aaron in dei figliuoli d' Israele solitudine. Dixeruntque mormorò contro Mosè filii Israel ad eos: Uti- ed Aronne in quella solitudine. E disser loro i figliuoli d' Israele: Fos 6 DOMENICA nam mortui essemus per simo pur noi rimasti emanum Domini in terra stinti per man del SiEgypti, quando sedeba- gnore nella terra d'Emus super ollas carnium, gitto, quando sedevamo et comedebamus panem sopra le caldaje piene in saturitate! Cur edu- di carni, e mangiavamo xisti nos in desertum il pane a sazietà! Peristud, ut occideritis om- chè ci avete condotti in nem multitudinem fa- questo deserto per far me? Dixit autem Domi- morire tutta la gente di nus ad Moysen: Ecce fame? Ma il Signore disego pluam vobis panes se a Mosè: Ecco che io de cœlo: egrediatur po- pioverò a voi pane dal pulus, et colligat, quæ cielo: vada il popolo, e sufficiunt per singulos raccolga tanto che basti dies, ut tentem eum, di per di, ond' io faccia utrum ambulet in lege prova di lui, se cammini mea, an non. Die autem secondo la mia legge, o sexto parent, quod in- no. Ma il sesto di ne ferant, et sit duplum, prendano da serbare quam colligere solebat e sia il doppio di quel per singulos dies. Dixe- che raccogliere soleano runt que Moyses et Aa- per ciascun giorno. E ron ad omnes filios I- Mosè ed Aronne dissero srael: Vespere scietis a tutti i figliuoli d' Iquod Dominus eduxerit sraele: Questa sera voi vos de terra Egypti: et conoscerete che il Simane videbitis gloriam gnore è quegli che vi Domini. ha tratti dalla terra d'Egitto, e domattina vedrete la possanza del birt Signore. 9 DELLE PALME. DICHIARAZIONE. 7 Soggiungesi questo Graduale per rimembrare che i benefizj a noi donati in Cristo dal Sommo Padre conferiti ne vengono pel mezzo della morte dell'istesso Redentore. BUS Si canta poi per graduale. R). Collegerunt Ponti- R. Radunarono i Ponfices et Pharisæi Conci- tefici e i Farisei il Conlium, et dixerunt: Quid siglio, e dissero: Che facimus, quia hie homo facciamo noi? questo uomulta signa facit? Si di- mo fa molti miracoli. Se mittimus eum sic, om- lo lasciam fare così, tutti nes credent in eum:* Et crederanno in lui: E venient Romani, et tol- verranno i Romani, e lent nostrum locum et stermineranno il nostro gentem. paese e la nazione. 7. Unus autem ex il-. Ma uno di essi, per lis, Caiphas nomine, cum nome Caifa, poichè era esset Pontifex anni il- Pontefice in quell'anno, lius, prophetavit, dicens: profetò dicendo: Torna Expedit vobis, ut unus conto a voi, che muoia moriatur homo pro po- un uomo pel popolo, e pulo, et non tota gens la nazione tutta non pepereat. Ab illo ergo die risca. Quindi da quel cogitaverunt interficere giorno pensarono a dareum, dicentes: Et ve- gli morte dicendo: E nient, etc. verranno, ecc. slubny.combi abascib 8 DOMENICA Ovvero altro Responsorio. R). In monte Oliveti R. Nel monte Oliveto oravit ad Patrem: Pater, orò al Padre: Padre, se si fieri potest, transeat è possibile, passi da me a me calix iste.* Spiri- questo calice. Lo spirito tus quidem promptus est, veramente è pronto, ma caro autem infirma: fiat la carne è inferma: sia voluntas tua. fatta la vostra volontà. R). Vigilate et orate, R). Vegliate ed orate, ut non intretis in ten- affinchè non entriate neltationem. Spiritus qui- la tentazione. Lo spirito dem, etc. veramente, ecc. 3 Mentre si canta il R. il Diacono pone il libro degli Evangelj sopra l'altare: presenta la navicella al Sacerdote; il quale prende l'incenso, e lo pone nel turibolo. Il Diacono dice di poi: Munda cor meum ed avendo preso il libro dall'altare, dimanda la benedizione del Sacerdote: indi tenendo il Suddiacono il libro aperto in mezzo a due Accoliti co' candellieri accesi, fa il segno della Croce sopra il libro, l'incensa, canta l'Evangelio, giusta il solito, ed alla fine di esso il Suddiacono presenta a baciare il libro al Sacerdote, il quale viene parimenti incensato dal Diacono. Sequentia S. Evangelii Quello che segue è del secundum Matt. C. 21. S. Vangelo sec. Matt. In illo tempore: Cum In quel tempo approsappropinquasset Jesus simandosi Gesù a GeruJerosolymis, et venisset salemme, ed arrivato che Betphage ad montem fu a Betfage al monte Oliveti, tunc misit duos Oliveto, allora mandò discipulos suos, dicens due dei suoi discepoli, eis: Ite in Castellum, dicendo loro: Andate nel DELLE PALME. 9 : quod contra vos est, et Castello che vi sta distatim invenietis asinam rimpetto, e subito troalligatam et pullum cum verete un' asina legata, ea: solvite, et adducite e il suo asinino con esmihi; et si quid vobis sa: scioglieteli, e condualiquid dixerit, dicite: cetemeli. E se alcuno vi quia Dominus his opus dirà qualche cosa, dite: habet, et confestim di- che il Signore ne ha bimittet eos. Hoc autem to- sogno e subito ve li ritum factum est, ut adim- metterà. Or tutto questo pleretur quod dictum est segui affinchè si ademper Prophetam, dicen- pisse quanto era stato tem: Dicite filiæ Sion detto dal Profeta, che Ecce Rex tuus venit tibi disse: Dite alla figliuola mansuetus, sedens super di Sion: Ecco, che il asinam, et pullum filium tuo Re viene a te mansubjugalis. Euntes au- sueto, cavalcando un'atem discipuli, fecerunt sina, ed un asinello pusicut præcepit illis Jesus. ledro di un'asina da gioEt adduxerunt asinam et go. Andarono i discepoli, pullum; et imposuerunt e fecero come avea lor super eos vestimenta sua, comandato Gesù. E meet eum desuper sedere narono l'asina e l'asifecerunt. Plurima autem nello, e posero sopra di turba straverunt vesti- essi le loro vestimenta, menta sua in via: alii e sopra lo fecero monautem cædebant ramos tare. E moltissimi delle de arboribus, et sterne- turbe disteser le loro vebant in via: Turbæ au- sti per la strada: altri tem, quæ præcedebant, poi tagliavano rami dagli alberi, e li gettavano per la strada. E le turbe ed. che precedevano, e quel 10 DOMENICA et quæ sequebantur cla- le che andavano dietro mabant dicentes: Hosan- gridavano dicendo: 0na filio David: benedi- sanna al figliuolo di Daetus qui venit in nomine vid: benedetto colui che Domine. viene nel nome del Signore. Dopo questo si benedicono i rami. DICHIARAZIONE. Dalla parte d'Oriente stava monte Oliveto, da Gerusalemme distante due terzi di miglio; ed in mezzo si vedeva la Valle di Cedrone, alla quale avvicinandosi il Signore, le Turbe vennero ad incontrarlo quattro di prima del Giovedì seguente. La Palma da cui presero i rami oggi le turbe, per dare Iddio un testimonio degno di cosi nobil Trionfo, volle che molti secoli da poi ancora verdeggiante si vedesse nel solito luogo, chiamato Faringe, quantunque gli altri alberi quivi tagliati fossero svelti affatto fino alla radice, mentre Gerusalemme, da Tito attorniata, fu con lungo assedio distrutta. Benediconsi i rami e si dispensano dal Sacerdote quantunque allora da Cristo benedetti non fossero, nè distribuiti, perchè il popolo ebreo questi adoperò non conoscendone il mistero, sebben mosso da Dio: ma noi, per aver ciò indirizzato allo spirito, santificarli dobbiamo coll'invocazione ed orazione. Inoltre portando gli ebrei questi rami, in quell'ora compiuta non era la vittoria di Cristo contro del Demonio, e la figura, non essendo adempiuta, benedirsi quelli, o dispensarsi non abbisognava. Ma se dalla Chiesa nostra, ora è fatto questo, la cagione è, perchè già perfetto si vede cotal trionfo; e però, essendo egli il trionfatore, per lui dovendo gli Eletti trionfare in Cielo, convenientemente la benedizione e distribuzione si fa dal Sacerdote significante Cristo. Il Sacerdote all'Altare dal canto dell' Epistola dice in tuono di Orazione feriale: . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. y. Il Signore sia con voi R). E collo spirito vostro. DELLE PALME. OREMUS. Auge fidem in te speAccrescete ccrescete la fede di rantium, Deus, et sup- quei che sperano in voi, plicum preces clementer o Signore, e dei suppliexaudi: veniat super nos chevoli le preghiere con multiplex misericordia bontà esaudite: venga tua: bene dicantur et sopra di noi la moltiplice hi palmites palmarum, vostra misericordia: beseu olivarum; et sicut nedetti sien( da voi) quein figura Ecclesiæ mul- sti rami di palme, o di tiplicasti Noe egredien- ulivi: e come in figura tem de arca, et Moysen della Chiesa moltiplicaexeuntem de Ægypto ste Noè nell' uscir dalcum filiis Israel; ita nos, l'Egitto coi figli d'Israeportantes palmas et ra- le; così noi portando mos olivarum, bonis a- palme e rami d'ulivo, ctibus occurramus ob- con buone operazioni anviam Christo; et per ip- diamo incontro a Cristo: sum in gaudium intro- e per di lui mezzo poseamus æternum. Qui te- siamo entrare nel gaucum vivit et regnat in dio eterno,( ove) esso unitate Spiritus Sancti con voi vive e regna nelDeus. l'unità dello Spirito Santo( vero) Dio. PREGHIERA. DICHIARAZIONE. Il Prefazio dicesi per lodar Iddio col canto degli Angeli e delle Turbe, ed in esso esortati siamo ad avere la mente nostra affissa ai misteri divini che si cominciano_a rappresentare. Qui muta la voce in tuono di prefazione feriale. . Per omnia sæcula. Per tutti i secoli sæculorum. dei secoli. 12 DOMENICA R. Amen. R. Così sia. ỳ. Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. .Il Signore sia con voi. R). E collo spirito vostro . In alto i cuori. . Sursum corda. R. Habemus ad Do- R. Li abbiamo al Siminum. Horognore. mino Deo nostro. y. Gratias agamus Do-. Grazie rendiamo al Signore Dio nostro. R. Dignum et justum R). Degno e giusto egli è. est. Vere dignum et justum Veramente degno egiuest, æquum et salutare, sto egli è, conveniente nos tibi semper et ubi- e salutare, che noi semque gratias agere, Do- pre e in qualunque luogo mine sancte, Pater om- grazie vi rendiamo, o Sinipotens, æterne Deus: gnore santo, Padre onQui gloriaris in concilio nipotente, eterno Iddio: Sanctorum tuorum; Tibi voi che vi gloriate nel enim serviunt creaturæ concistoro dei vostri Santuæ; quia te solum au- ti. Imperocchè a voi seretorem et Deum cogno- vono le vostre creature: scunt: et omnis factura perchè voi solo per creatua te collaudat, et be- tore e Dio riconoscono nedicunt te Sancti tui. e ogni opera vostra vi Quia illud magnum Uni- loda, e vi benedicono i geniti tui nomen coram vostri Santi. Perchè quel regibus et potestatibus gran nome del vostro hujus sæculi libera voce Unigenito dinanzi ai re confitentur. Cui assistunt ed ai potentati di queAngeli et Archangeli, sto mondo con libera Throni et Dominationes; voce confessano. A cui assistono gli Angeli e gli Arcangeli, i Troni e DELLE PALME. 13 eumque omni milita co- le Dominazioni; e con lestis exercitus hymnum tutte le schiere della cegloria tuæ concinunt, lestiale milizia inno alla sine fine dicentes: gloria vostra cantano, senza fine dicendo: E si canta Sanctus dal Coro. 169 one[ sb Sanctus, Sanctus, San- Santo, Santo, Santo, ctus, Dominus Deus Sa- il Signore Iddio degli Ebaoth. Pleni sunt coeli serciti. Pieni sono i cieli et terra gloria tua. Ho- e la terra della gloria sanna in excelsis: Bene- vostra. Osanna nel più dictus qui venit in no- alto dei cieli. Benedetto mine Domini: Hosanna colui che viene nel noin excelsis. me del Signore. Osanna nel più alto dei cieli. DICHIARAZIONE. Queste Orazioni mostrano qual sia il mistero ed il significato dei rami dell'Olivo e della Palma, e come ajutati vengano gli uomini da essi col mezzo della divina grazia. Seguita: Dominus vobiscum. PREGHIERA. Petimus, Domine san- Vi chiediamo, o Sicte, Pater omnipotens, æ- gnore santo, Padre onterne Deus, ut hanc crea- nipotente, eterno Dio, turam olivæ, quam ex che questa creatura d'oligni materia prodire jus- livo, che voi dalla masisti, quamque columba teria del legno comanredide Hasanoisi daste che fosse prodotta, 9: 00egmolla oont longle che la colomba ritorOREMUS. 14 DOMENICA rediens ad arcam pro- nando nell' arca portò prio pertulit ore, bene nella sua bocca di bedicere, et sancti fi- nedire e di santificare vi care digneris, ut quicum- degniate: affinchè chiunque ex ea receperint, ac- que ne prenderà insiecipiant sibi protectionem memente riceva la proanimæ et corporis; fiat- tezione dell'anima sua e que, Domine, nostræ sa- del suo corpo; e divenlutis remedium, tuæ gra- ga, o Signore, della notie sacramentum. Per stra salute un rimedio, Dominum, etc. e della vostra grazia un mistero. Per i meriti del Signore, ecc. R. Così sia. R). Amen. OREMUS. PREGHIERA. Deus, qui dispersa 0 Dio, che le cose congregas, et congregata disperse adunate, e le conservas; qui populis congregate conservate; obviam Jesu ramos por- che benediceste i popotantibus benedixisti: be- li, che portando rami ne dic etiam hos ra- andavan incontro a Gemes palmæ et olivæ, quos sù: benedite anche quetui famuli ad honorem sti rami di palma e di nominis tui fideliter su- olivo che i vostri servi, scipiunt; ut in quem- ad onore del vostro nocumque locum introdu- me, fedelmente ricevocti fuerint, tuam benedi- no: affinchè in qualunctionem habitatores loci que luogo introdotti saillius consequantur; et ranno, la vostra benedizione gli abitatori di ilmelon at ada quel luogo ottengano: e diorg ezzut DELLE PALME. 15 omni adversitate effuga- ogni avversità dispersa, ta, dextera tua protegat, la vostra destra protegga quos redemit Jesus Chri- quelli che ha redenti stus Filius tuus Dominus Gesù Cristo vostro Finoster: Qui tecum vivit gliuolo, Signor nostro: et regnat, etc. Che con voi vive, ecc. OREMUS. PREGHIERA. Deus, qui miro dis- 0 Dio, che con mirapositionis ordine, ex re- bil ordine di disposiziobus etiam insensibilibus, ne, con cose anche indispensationem nostræ sensibili, la cura della salutis ostendere volui- nostra salute dimostrare sti: da, quæsumus, ut voleste: fate, vi preghiadevota tuorum corda fi- mo, che i divoti cuori delium salubriter intelli- dei vostri fedeli salutegant quid mystice desi- volmente intendano ciò gnet in facto quod hodie, che misticamente viene cœlesti lumine afflata, indicato nell'avvenimenRedemptori obiam pro- to che oggi, da celeste cedens, palmarum atque lume ispirata, al Redenolivarum ramos vestigiis tore andando incontro, ejus turba substravit. di palme e d'olivi i raPalmarum igitur rami de mi sotto i suoi piedi la mortis principe trium- turba distese. Delle palphos expectant: surculi me dunque i rami( ci vero olivarum spiritua- figurano) i trionfi che sopra il principe della morte dobbiam aspettare: i germogli poi d'ulivo gridano in certa maniera essere( a noi) ve 16 DOMENICA lem unctionem advenisse nuta la spirituale unzioquodammodo clamant. ne. Imperocchè intese fir. Intellexit enim jam tunc d'allora quella beata molilla hominum beata mul- titudine di uomini pretitudo præfigurari, quia figurarsi come il RedenRedemptor noster, hu- tor nostro, compassiomanis condolens miseriis, nando le umane miserie, pro totius mundi vita, per la vita di tutto il cum mortis principe es- mondo, col principe della set pugnaturus; ac mo- morte era per combatriendo triumphaturus. Et tere, e morendo era per ideo talia obsequens ad- trionfare. E perciò tali ministravit, quæ in illo cose ossequiosa apprestò et triumphos victoriæ, et che in lui dimostrassemisericordiæ pinguedi- ro, e i trionfi della vitnem declarent. Quod nos toria, e della misericorquoque plena fide et fa- dia l'abbondanza. Il che ctum, et significatum, re- noi pure con piena fede tinentes, te, Domine san- e avvenuto e adombrato cte, Pater omnipotens, credendo, voi, o Signoæterne Deus, per eum- re santo, Padre onnipodem Dominum nostrum tente, eterno Dio,( per Jesum Christum suppli- i meriti) del medesimo citer exoramus, ut in Signor nostro Gesù Criipso atque per ipsum, sto, supplichevolmente cujus nos membra fieri preghiamo, acciocchè in voluisti, de mortis im- lui e per lui, del quale perio victoriam repor- noi membri avete voluto tantes, ipsius gloriosa che diventassimo, sopra resurrectionis participes l'impero della morte vitjeg ligoaring i toria riportando, della ni onclidy erildi lui gloriosa risurre1970829 sizione meritiamo di es DELLE PALME. 17 esse mereamur: Qui te- sere partecipi: Che con um vivit et regnat, etc. voi, ecc. OREMUS. PREGHIERA. Deus, qui per olivæ 0 Dio, che per mezzo ramum pacem terris co- di un ramo d'olivo alla lumbam nuntiare jussi- colomba ordinaste di ansti: præsta, quæsumus, nunciar la pace alla terut hos olivæ, cæterarum- ra; fate, vi preghiamo, que arborum ramos, co- che questi rami di olivo, esti bene dictione e degli altri alberi di ceanctifices; ut cuncto po- leste benedizione santibulo tuo proficiant ad sa- ficati siano; affinchè così utem. Per Christum, etc. giovino alla salvezza di tutto il vostro popolo. Per i meriti di Cristo, ecc. meliorh OREMUS. PREGHIERA. Benedic, quæsu- Benedite, vi suppliaus, Domine, hos palma- chiamo, o Signore, queum seu olivarum ra- sti rami di palme, o d'oos; et præsta ut quod livo; e fate che ciò che opulus tuus in venera- il popolo vostro a vostro onem hodierna die cor- onore in questo giorno praliter agit, hoc spiri- corporalmente eseguisce; aliter summa devotione spiritualmente con somerficiat, de hoste victo- ma divozione compisca, am reportando, et opus del nemico vittoria, rilisericordiæ summope- portando, e le opere di diligendo. Per Domi- misericordia sommamenum nostrum, etc. te amando. Per i meriti del Signore, ecc. 2 DOMENICA 18 Qui il Celebrante mette l'incenso nel turibolo; asperge tre volte i rami coll'acqua benedetta, dicendo l'Antifona Asperges me, senza canto e senza Salmo: gli incensa tre volte, e poi dice Dominus vobiscum, etc. OREMUS. PREGHIERA. Deus qui Filium tuum 0 Dio, che il figlio Jesum Christum Domi- vostro Gesù Cristo Signor num nostrum pro salute nostro per la salute nonostra in hunc mundum stra in questo mondo misisti, ut se humiliaret mandaste, affinchè, si uad nos, et revocaret ad miliasse fino a noi, e ci te: cui etiam, dum Je- richiamasse a voi: ed a rusalem venerit, ut adim- cui, mentre in Gerusapleret Scripturas, cre- lemme veniva, per ademdentium populorum tur- piere le Scritture, di creba fidelissima devotione denti popoli una moltivestimenta sua cum ra- tudine con fedelissima mis palmarum in via divozione le vesti loro sternebant; præsta, quæ- con i rami di palme lunsumus, ut illi fidei viam go la strada distendeva: præparemus, de qua re- concedete, vi preghiamo, moto lapide offensionis, che a lui della fede la et petra scandali, fron- via prepariamo, dalla deant apud te opera no- quale rimossa la pietra stra justitiæ ramis, ut d'inciampo, e la pietra ejus vestigia sequi me- di scandalo, frondeggino reamur. Qui tecum vi- presso di voi le opere vit, etc. nostre di giustizia e come i rami, acciocchè le vestigia seguir meritiamo di quello, che con voi vive, ecc. DELLE PALME. 19 Compita la benedizione, il più degno del Clero va all'Altare, e dà un ramo benedetto al Celebrante, il quale nè s'inginocchia, nè gli bacia la mano. Il Celebrante dappoi davanti all' Altare, voltato verso il popolo, distribuisce i rami, e primieramente a quello, da cui lo ha ricevuto: indi al Diacono e Suddiacono ed altri ecclesiastici, finalImente al popolo. Tutti quelli che li ricevono, piegano il ginocchio, e baciano il ramo e la mano del Celebrante, eccettuali i Prelati, se vi fossero. Nel cominciarsi la distribuzione, il Coro canta le seguenti Antifone: Pueri Hebræorum por- I fanciulli degli Ebrei tantes ramos olivarum portando rami d'ulivo obviaverunt Domino, cla- andarono incontro al Simantes, et dicentes: Ho- gnore, gridando, e disanna in excelsis. cendo: Osanna nel più alto dei cieli. ALIA ANTIPH. Pueri He- I fanciulli degli Ebrei bræorum vestimenta pro- stendevano le loro vesti sternebant in via, et cla- per la strada, e gridavan mabant dicentes: Hosan- dicendo: Osanna al Fina filio David: benedictus gliuolo di David: benequi venit in nomine Do- detto colui che viene nel mini. nome del Signore. Si ripetono le dette Antifone finchè sia terminata la distribuzione. Indi il Sacerdole dice: ỳ. Dominus vobiscum.. Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R. E collo spirito vostro. OREMUS. PREGHIERA. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, qui Dominum no Iddio, che il Signore nostrum Jesum Christum nostro Gesù Cristo sopra super pullum asinæ se- il puledro di un' asina 20 DOMENICA dere fecisti, et turbas po- montare faceste, e alle pulorum vestimenta, vel turbe del popolo le veramos arborum, in via sti, o i rami degli albesternere, et Hosanna de- ri, per la strada distencantare in laudem ipsius dere, ed Osanna cantare docuisti: da, quæsumus, in di lui lode insegnaut illorum innocentiam ste: fate, vi preghiamo, imitari possimus, et eo- che la loro innocenza rum meritum consequi imitar possiamo, e il loro mereamur. Per eumdem merito di conseguir siam Christum, etc. fatti meritevoli. Per il medesimo, ecc. Si fa poi la Processione, e primieramente il Celebrante pone l'incenso nel turibolo, ed il Diacono, voltandosi al popolo dice: Procedamus in pace; risponde il Coro: In nomine Christi. Amen. Va innanzi quello che porta l'incensiere fumante, vien dopo il Suddiacono parato, portando la Croce in mezzo a due Accoliti con candellieri accesi: segue il Clero per ordine; viene in ultimo il Celebrante col Diacono a sinistra; e tutti portano de' rami in mano, e si cantano le seguenti Antifone finchè dura la Processione. Cum appropinquaret Avvicinandosi il SiDominus Jerosolymam, gnore a Gerusalemme, misit duos ex Discipulis mandò due dei suoi Disuis, dicens: scepoli, dicendo: Ite in Castellum, quod Andate nel villaggio, contra vos est: et inve- che vi sta dirimpetto, e nietis pullum asinæ al- troverete un asinello( puligatum, super quem nul- ledro di un'asina) legalus hominum sedit. to, sopra cui nessun uomo è ancora montato. Scioglietelo, e menatelo a me. Solvite, et adducite mihi. Si quis vos interroga- E se alcuno vi dirà: DELLE PALME. 21 verit, dicite: Opus Do- che fate voi? Ditegli che mino est. stil Signore ne ha bisogno. Solventes, adduxerunt Scioltolo, lo condusad Jesum: et imposue- sero a Gesù; e misero runt illi vestimenta sua, sopra di lui le loro veet sedit super eum.nosti, ed egli vi montò sopra. Alii expandebant veAltri distendevano le stimenta sua in via. loro vesti per la strada. Altri i rami degli alberi gettavano. Et qui sequebantur, E quelli che andavano clamabant: Hosanna, be- dietro, gridavano: Osannedictus qui venit in no- na, benedetto colui che mine Domini. viene nel nome del SiAlii ramos de arboribus sternebant. on gnore. Benedictum regnum Benedetto il regno del patris nostri David: Ho- Padre nostro Davidde: sanna in excelsis: mise- Osanna nel più alto dei rere nobis, fili David. cieli: abbi di noi pietà, 160- 31 o figlio di Davide. ALIA ANT. Cum audis- Udito che ebbe il poset populus, quia Jesus polo, che Gesù veniva venit Jerosolymam, ac- in Gerusalemme, preceperunt ramos palma- sero rami di palme: rum. Et exierunt ei obviam, E a lui uscirono inet clamabant pueri, di- contro e gridavano i fanciulli, dicendo: centes: Hic est, qui venturus Questi è, che venir est in salutem populi. deve a salvare il popolo. Questi è la nostra salute, e la redenzione d'Israele. Hic est salus nostra, et redemptio Israel. 22 DOMENICA Quantus est iste, cui Quanto grande egli è Throni et Dominationes mai cotesto, cui vengono occurrunt! incontro i Troni e le Dominazioni! Jobe Noli timere, filia Sion: Non temere, figlia di ecce Rex tuus venit ti- Sionne: ecco che il tuo bi, sedens super pullum Re viene a te, cavalcanasinæ, sicut scriptum est. do un asinello( puledro di un'asina), siccome è stato scritto. Salve, Rex fabbricator Salve, o Re fabbricamundi, qui venisti re- tor del mondo, che siete dimere nos. venuto a redimerci. ALIA ANTIPH. Ante sex Sei giorni avanti la dies solemnis Paschæ, solennità della Pasqua; quando venit Dominus quando venne il Signore in civitatem Jerusalem, nella città di Gerusalemoccurrerunt ei pueri: me, gli vennero inconddestro i fanciulli: Et in manibus portaE in mano portavano bant ramos palmarum, i rami di palme, e griet clamabant voce ma- davano ad alta voce, digna, dicentes: cendo: Hosanna in excelsis: Osanna nel più alto benedictus, qui venisti dei cieli: benedetto voi in multitudine miseri- che siete venuto nella cordiæ tuæ: Hosanna in moltitudine della vostra excelsis. misericordia: Osanna nel più alto de' cieli. In ALIA ANTIPH. Occur- Corrono incontro le rerunt turbæ cum flori- turbe con fiori e palme bus et palmis Redem- al Redentore; e al vinptori obviam: et victori citore trionfante degnios DELLE PALME. 23 triumphanti digna dant sequi prestano. Per Fiobsequia: Filium Dei ore gliuolo di Dio quelle genti gentes prædicant, et in colla lingua lo predicalaudem Christi voce so- no: e in lode di Cristo nant per nubila: Hosan- le voci risuonano per na in excelsis. l'aria: Osanna nel più alto dei cieli. ALIA ANT. Cum Ange- Cogli Angeli e coi fanlis et pueris fideles in- ciulli fedeli lasciamoci veniamur, triumphatori trovare al trionfatore mortis clamantes: Ho- della morte esclamando: sanna in excelsis. Osanna nel più alto dei cieli. ALIA ANTIPH. Turba Quella gran folla, che multa, quæ convenerat radunata si era pel giorad diem festum, clama- no della festa, gridava bat Domino: Benedictus al Signore: Benedetto qui venit in nomine Do- colui che viene nel nomini: Hosanna in ex- me del Signore: Osanna celsis. nel più alto dei cieli. Al ritorno della Processione, due o quattro cantori entrano in Chiesa, e, chiusane la porta, stando colla faccia voltata alla Processione, cominciano a cantare i primi due versi del Gloria, laus et onor. Il Sacerdote con gli altri fuori della Chiesa li ripetono. Di poi quelli che sono dentro cantano i versi seguenti, o tutti, o parte, come pare bene; e quelli che stanno fuori, ad ogni due versi ripetono: Gloria, laus, come nel principio. DICHIARAZIONE. Teodolfo, vescovo d'Orleans, fu posto prigione in Andegavi da Lodovico Pio imperatore, figlio di Carlo Magno, per false accuse de' suoi emuli. Passando Lodovico in tal Processione dalla carcere, ove Teodolfo stava, fu supplicato da lui che fermar si volesse alquanto; e così il Vescovo questi versi da lui quivi composti disse cantando in tal maniera, che sovra modo aggradirono all' imperatore: onde 24 DOMENICA subito fu liberato e riposto nella sua dignità. Quindi si prese dalla sua Chiesa, e di mano in mano dalle altre, il costume di cantarli, come si fa in simil giorno. Lo stare alcuni cantando entro la Chiesa ed altri di fuori che loro rispondono, significa che gli Angeli, innanzi la risurrezione ed il trionfo di Cristo, stavano nel cielo serrato agli uomini, e lodando Iddio pregavanlo che le rovine ristorasse. A questi i buoni mortali, affidati nella speme divina, altresì cantavano rispondendo e pregando che tosto a quelli fossero congiunti: Gloria, laus, et honor Gloria, lode e onore tibi sit, Rex Christe Re- a voi sia, Re Cristo Redemptor. dentore: slab Cui puerile decus promisit Hosanna pium. Cui il fanciullesco onore cantò l'Osanna pio. Israel es tu Rex Davidis et inclyta proles: D' Israele siete voi il Re, e di Davidde l'inclita prole: Che nel nome del Signore, Re benedetto, venite. Qui in nomine Domini, Rex benedicte, venis. R. Gloria, laus, etc. Cætus in excelsis te laudat colicus omnis. Et mortalis homo, et cuncta creata simul. R. Gloria, laus, etc. Plebs Hebræa tibi cum palmis obvia venit: Cum prece, voto, hymnis, adsumus ecce tibi. R). Gloria, laus, etc. R). Gloria, lode, ecc. L'adunanza di tutti i celesti abitatori negli altissimi cieli vi loda: E ogni uomo mortale e tutte le creature unite insieme. R. Gloria, lode, ecc. La turba ebrea a voi con palme incontro viene: Con preci, voti, inni, eccoci a voi dinanzi. R). Gloria, lode, ecc. DELLE PALME. Hi tibi, passuro, solvebant munia laudis: Nos, tibi regnanti, pangimus ecce melos. R). Gloria, laus, etc. Hi placuere tibi, placeat devotio nostra. 25 Questi a voi, che do- vevate patire, pagavano tributi di lode. Noi, adesso che regnate, ecco che vi componiamo delle melodie. R). Gloria, lode, ecc. Quelli piacquero a voi, vi piaccia la divozione nostra. Rex bone, Rex cle- O Re buono, e Re clemens, cui bona cuncta mente, a cui tutto quello placent. che è buono piace. R. Gloria, laus, etc. R. Gloria, lode, ecc. DICHIARAZIONE.• Ora quei di fuori si uniscono con quei di dentro e fassi un corpo solo, significando che questo entrare, quale oggi ha fatto Cristo in Gerusalemme, figurava, che coll'entrata sua nella città del Paradiso, dovevano i giusti unirsi cogli Angeli, ed avere i segni e le palme della vittoria gloriosamente trionfando. Il Suddiacono coll'asta della Croce batte alla porta; la porta tosto si apre, e la Processione entra in Chiesa cantando. Cum ramis palmarum, Hosanna, clamabant, in excelsis. R. Ingrediente Domino R). Entrando il Signore in sanctam civitatem, nella santa città, i fanHebræorum pueri resur- ciulli degli Ebrei la rirectionem vitæ pronun- surrezione alla vita pretiantes: figurando: Con rami di palme, 0sanna, gridavano, nel più alto de'cieli. 26 DOMENICA ỳ. Dum audisset popu-. Udito che ebbe il lus, quod Jesus veniret popolo, che Gesù veniva Jerosolymam, exierunt in Gerusalemme, andaobiam ei. Cum ramis, etc. rono incontro a lui. Con rami, ecc. E non si dice Gloria Patri. Si celebra di poi la Messa, ed i rami si tengono in mano solamente quando si canta la Passione ed il Vangelo. Univ.- Bibl. Giessen DELLE PALME. ALLA MESSA STAZIONE A S. GIOVANNI IN LATERANO етло DICHIARAZIONE. 27 > Dopo la Processione si celebra la Messa vera memoria della morte dei Signore: acciò si sappia che egli, entrando in Gerusalemme, s'appressò al luogo del suo patimento come Agnello figurato nella legge, il quale certí giorni prima della Pasqua esser dovea in casa degli Ebrei. INTROITO. Domine, ne longe faSignore, non allontacias auxilium tuum a me, nate da me il vostro socad defensionem meam corso, in difesa mia acaspice: libera me de ore correte; traetemi dalle leonis, et a cornibus u- fauci del leone, e dalle nicornium humilitatem corna degli unicorni la later mia miseria. meam. PSALM. Deus, Deus SALMO. Dio, Dio mio, meus, respice in me; volgetevi a me, perchè quare me reliquisti? lon- m' abbandonaste? allonge a salute mea verba tana la mia salute da delictorum meorum. Do- me la voce de'miei demine, etc. litti. Signore, ecc. 28 DOMENICA DELLE PALME DICHIARAZIONE. Questo Introito, l'Orazione e l'Epistola trattano del patire di Cristo, e del frutto che ha fatto, e della carità e mansuetudine, la quale, partendo, verso di noi ha dimostrato, onde meritò dal padre l'adorazione del suo nome in ogni tempo. ORATIO. PREGHIERA. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, qui humano no Iddio, che( per esigeneri, ad imitandum bire) all'uman genere da humilitatis exemplum, imitare un grand'esemSalvatorem nostrum car- pio di umiltà faceste che nem sumere et crucem il Salvator nostro carne subire fecisti: concede prendesse, e la croce inpropitius, ut et patien- contrasse: concedeteci tiæ ipsius habere docu- propizio, che della sua menta et resurrectionis risurrezione la compaconsortia mereamur. Per gnia meritiamo. Per il eumdem Dominum, etc. medesimo Signore, ecc. Non si dice che questa sola Orazione. Lectio Epistolae Beati Pau- Lezione dell' Epistola del li Apostoli ad Philip- B. Paolo Apostolo ai Fipenses. lippesi. s test Fratres: Hoc enim Fratelli: Si abbiano sentite in vobis, quod et gli stessi sentimenti tra in Christo Jesu, qui eum di voi, che( furono) in in forma Dei esset, non Cristo Gesù, il quale rapinam arbitratus est nella forma di Dio essendo, non credette che fosse una rapina quel ALLA MESSA. 29 esse se æqualem Deo; suo essere uguale a Dio; sed semetipsum exina- ma sè stesso annichilò, nivit, formam servi ac- la forma di servo prencipiens, in similitudinem dendo, simile agli uohominum factus et ha- mini fatto, e per condibitu inventus ut homo, zione riconosciuto per Humiliavit semetipsum: uomo. Umiliò sè stesso factus obediens usque ad fatto ubbidiente sino alla mortem, mortem autem morte, e morte di crocrucis. Propter quod et ce. Per la qual cosa Dio Deus exaltavit illum, et pur lo esaltò, e gli donò donavit illi nomen, quod un nome sopra qualunest super omne nomen: que nome: onde nel nout in nomine Jesu omne me di Gesù ogni ginocgenuflectatur coele- chio( qui s'inginocchia) si stium, terrestrium, et in- pieghi in cielo, in terra, fernorum; et omnis lin- e nell' inferno; e ogni gua confiteatur, quia Do- lingua confessi che il minus Jesus Christus in Signore Gesù è nella gloria est Dei Patris. gloria di Dio Padre. DICHIARAZIONE. Il seguente si chiama Responsorio, perchè hanno i due versi in corrispondenza, e chiamasi Graduale, anticamente usandosi a dirlo su i gradini dell'Altare. E seguita dopo l' Epistola, mostrando che a quanto imparato abbiamo in quella Lezione, corrisponderemo colle opere e che di grado in grado cammineremo al colmo della virtù. Vero è che la Chiesa in questo Responsorio parla in persona del Signore al Padre Eterno, quel medesimo che nell' Epistola s'è accennato. GRADUALE. Tenuisti ma- GRADUALE. Mi prendenum dextram meam et ste per la destra, e sein voluntate tua dedu- condo la vostra volontà xisti me; et cum gloria mi conduceste; e con oassumpsisti me. nore mi accoglieste. 30 DOMENICA DELLE PALME . Quam bonus, Israel,. Quanto è mai buono Deus rectis corde! mei Iddio, o Israele, con autem pene moti sunt quelli che retti sono di gressus mei; quia zelavi cuore! Ma poco mancò in peccatoribus, pacem che non vacillassero i peccatorum videns. miei piedi, e che non uscisser di strada i miei passi; perchè io fui punto da zelo verso i peccatori, la pace dei peccatori osservando. DICHIARAZIONE. Il Tratto rappresenta cosa mesta, ed è Cantico lagrimevole e di pianto. Però in questo seguente veggonsi le giuste querele del Salvatore, dette invece di lui da Davide Profeta e si raccontano i travagli sofferti nella Passione. Dicesi Tratto dalla parola traho, poichè lungamente e con prolissità di parole è composto, e cantasi con melodia aspra e lugubre. TRACTUS. Deus, Deus TRATTO. Dio, Dio mio, meus, respice in me: volgetevi a me: perchè quare me dereliquisti? m'abbandonaste? . Longe a salute mea. Allontana la salute verba delictorum meo- da me la voce de' miei delitti. rum. . Deus meus, clamabo. Dio mio, io griderò per diem, nec exaudies; il giorno, e voi non mi in nocte, et non ad in- esaudirete: griderò la sipientiam mihi. notte, e non per mia colpa. 7. Tu autem in sancto. E voi pure nel luogo habitas, laus Israel. santo risiedete, o gloria d'Israele. ALLA MESSA. 31 . In te speraverunt Pa- y. In voi sperarono i tres nostri: speraverunt, Padri nostri, sperarono, et liberasti eos. e voi li liberaste. . Ad te clamaverunt,. A voi alzarono le et salvi facti sunt: in te loro grida, e salvati fusperaverunt, et non sunt rono: in voi sperarono, confusi. e non ebbero da vergognarsi. . Ego autem sum ver-. Ed io sono un vermis, et non homo: op- me, e non un uomo: probrium hominum, et l' obbrobrio degli uomiabjectio plebis. ni e il rifiuto della plebe. . Omnes qui videbant. Tutti coloro che mi me, aspernabantur me: vedevano, mi schernivalocuti sunt labiis, et mo- no; borbottavano colle verunt caput. labbra, e scuotevano la testa. . Speravi in Domino;. Pose( dissero) sua eripiat eum: salvum fa- speranza nel Signore; ciat eum, quoniam vult egli lo liberi: lo salvi dacchè lo ama. eum. ỳ. Ipsi vero considera-. Ed essi stavano a verunt, et conspexerunt considerarmi e mirarmi: me: diviserunt sibi ve- si divisero le mie vestistimenta mea, et super menta, e la veste mia vestem meam miserunt tirarono a sorte. Sortem. . Libera me de ore. Traetemi dalle fauci leonis: et a cornibus u- del leone: e dalle corna nicornium humilitatem degli unicorni la mia miseria. meam. . Qui timetis Domi-. 0 voi, che temete num, laudate eum: uni- Iddio, lodatelo: seme di 32 DOMENICA DELLE PALME versum semen Jacob ma-| Giacobbe, quanti voi- siegnificate eum. te, gloria rendete a lui. . Annuntiabitur Do- y. Sarà chiamata col mino generatio ventura; nome del Signore la geet annuntiabunt coeli ju- nerazione che verrà; e stitiam ejus. annunzieranno i cieli la giustizia di lui. y. Populo qui nascetur,. Al popolo che naquem fecit Dominus. scerà, cui creò il Signore. Si comincia la Passione assolutamente, senza Munda cor meum, senza dimandare la benedizione, senza lumi e senza incenso. Non si dice Dominus vobiscum, nè si risponde Gloria tibi, Domine, nè il Celebrante, nè il Diacono segnano colla Croce sè stessi, o il libro. Il che si osserva in tutti gli altri giorni, quando si legge la Passione. DICHIARAZIONE. Quattro essendo stati gli scrittori della Passione del Figliuol di Dio, ciascun di quelli ordinò Papa Alessandro che fosse letto in questi giorni con quel medesimo ordine, col quale essi la scrissero. E perchè S. Matteo fu il primo, avendo ciò fatto nell'anno quarantesimo prima della salute nostra e settimo dopo la Passione di Cristo, anco prima degli altri usar si doveva in questa lezione. Quegli che leggere o cantar la dee, non chiede la benedizione, come negli altri Evangeli fare si suole, perchè raccontasi che tolto è stato l'Autore da cui siamo benedetti. Non si portano i lumi, essendo morto il fonte della luce. Non si adopera l'incenso, per mostrare che il fervore della divozione ed orazione, significato in lui, negli Apostoli fu intiepidito o quasi affatto estinto. Non si dice Dominus vobiscum, in detestazione del saluto di Giuda fatto a Cristo. Si tace il Gloria tibi, Domine, essendo che il Salvatore dei Giudei fu villaneggiato, ed appresso loro non glorioso ed onorato, ma come obbrobrio degli uomini, abbiettissimo si vede stare. Le parole di Cristo si dicono in diverso tuono da tutte le altre, significando che più dolcemente udivansi da quella benedetta bocca, che da ogni altra che mai stata si sia, quantunque dette fossero dall' Evangelista istesso. Quelle Turba con per additare che con grande amarezza d'animo parlavano di Cristo, il che nei loro cuori altro non era fuor che tristezza e pensieri infuriati. ALLA MESSA. 33 Passio Domini Nostri Je- La passione del Signore su Christi secundum Matt. C. 26, 27. nostro Gesù Cristo secondo Matteo. In illo tempore dixit In quel tempo disse Jesus discipulis suis: Gesù ai suoi discepoli: Scitis quia post biduum Voi sapete che di qui a Pascha fiet, et Filius ho- due giorni sarà la Paminis tradetur, ut cru- squa, e il Figliuolo delcifigatur. C. Tunc con- l'uomo sarà tradito per gregati sunt principes essere crocifisso. Allora sacerdotum, et seniores si adunarono i principi populi in atrium princi- dei sacerdoti, e gli anpis sacerdotum, qui di- ziani del popolo nel pacebatur Caiphas; et con- lazzo del principe dei silium fecerunt, ut Je- sacerdoti, che si chiasum dolo tenerent, et mava Caifa; e tenner occiderent. Dicebant au- consiglio, affine di cattem: S. Non in die festo, turar Gesù per via d’inne forte tumultus fieret ganno, ed ucciderlo. Ma in populo. C. Cum au- dicevano: Non in giorno tem Jesus esset in Be- di festa perchè non sucthania in domo Simonis ceda qualche tumulto leprosi, accessit ad eum tra il popolo. Ed essendo mulier habens alaba- Gesù a Betania in casa strum unguenti pretiosi, di Simone il lebbroso, et effudit super caput si appressò a lui una ipsius recumbentis. Vi- donna con un vaso di dentes autem discipuli, alabastro d'unguento prezioso, e lo sparse sul capo di lui che era a mensa. Veduto ciò i discepoli, se l' ebbero a 3 34 DOMENICA DELLE PALME indignati sunt, dicentes: male e dissero: A che S. Ut quid perditio hæc? fine tanta profusione? Potuit enim unguentum Imperocchè poteva queistud vænumdari multo sto ungento vendersi a et dari pauperibus. C. caro prezzo, e darsi ai Sciens autem Jesus, ait poveri. Inteso ciò Gesù, illis: Quid molesti e- disse loro: Perchè instis huic mulieri? Opus quietate voi questa donenim bonum operata est na? Imperocchè una buoin me. Nam semper pau- na opera ella ha fatto peres habetis vobiscum: inverso di me. Conciosme autem non semper siachè sempre dei pohabetis. Mittens enim hæc veri ne avete con voi: unguentum hoc in cor- ma quanto a me per pus meum, ad sepelien- sempre non mi avete. dum me fecit. Amen di- Imperocchè spargendo co vobis, ubicumque præ- ella quest' unguento sodicatum fuerit hoc E- pra il mio corpo, come vangelium in toto mun- per seppellirmi l'ha fatto. do, dicetur et quod hæc In verità vi dico, che dolecit in memoriam ejus. vunque sarà predicato C. Tunc abiit unus de quest' Evangelo per tutto duodecim, qui dicebatur il mondo, si narrerà anJudas Iscariotes, ad prin- cora quel che costei ha cipes sacerdotum, et ait fatto in sua ricordanza. illis; S. Quid vultis mihi Allora uno dei dodici, dare, et ego vobis eum che chiamavasi Giuda Itradam? C. At illi con- scariote, se ne andò a stituerunt ei triginta ar- trovare i principi dei sacerdoti, e disse loro: Che volete darmi, e io ve lo darò nelle mani? Ed essi gli assegnarono trenta ALLA MESSA. 35 genteos. Et exinde quæ- denari d'argento; ed egli rebat opportunitatem, ut d' allora in poi cercava eum traderet. Prima au- l' opportunità di tradirtem die azymorum ac- lo. Or il primo giorno cesserunt discipuli ad Je- degli azzimi si presentasum dicentes: S. Ubi vis rono i discepoli a Gesù paremus tibi comedere e gli dissero: Dove voPascha? C. At Jesus di- lete che vi apparecchiaxit: Ite in civitatem mo per mangiare la Paad quemdam, et dicite squa? Gesù rispose: Anei Magister dicit: Tem- date in città da un tale, pus meum prope est; e ditegli: Il Maestro diapud te facio Pascha cum ce: La mia ora è vicidiscipulis meis. C. Et fe- na; in casa tua io fo la cerunt discipuli sicut Pasqua coi miei disceconstituit illis Jesus, et poli. E fecero i discepoli paraverunt Pascha. Ve- conforme aveva loro orspere autern facto, di- dinato Gesù, e preparascumbebat cum duode- ron la Pasqua. E fattasi cim discipulis suis. Et sera, era a tavola coi edentibus illis, dixit: dodici suoi discepoli. E Amen dico vobis, quia mentre mangiavano, disunus vestrum me tradi- se: In verità vi dico, che turus est. C. Et contri- uno di voi mi tradirà, stati valde cœperunt sin- Ed essi afflitti grandeguli dicere: S. Numquid mente cominciarono a ego sum, Domine? C. At dire a uno a uno: Son ipse respondens, ait: forse io, o Signore? Ed Qui intingit mecum ma- egli rispose, e disse: Conum in paropside, hic lui che mette meco la me tradet. Filius qui- mano nel piatto, questi dem hominis vadit, si- mi tradirà. E quanto al Figliuol dell'uomo, egli 36 DOMENICA DELLE PALME cut scriptum est de il- se ne va, conforme di lo; væ autem homini il- di lui sta scritto; ma li, per quem Filius ho- guai a quell'uomo, per minis tradetur: bonum cui il Figliuolo dell'uomo erat ei, si natus non fuis- sarà tradito: era bene set homo ille. C. Respon- per lui che non fosse dens autem Judas, qui mai nato quell'uomo. Ma tradidit eum dixit: S. Giuda, il quale lo traNumquid ego sum, Rab- diva, rispose e disse: Son bi? C. Ait illi: Tu forse io, o Maestro? Disdixisti. C. Coenantibus segli: Tu l'hai detto. E autem eis, accepit Jesus mentre essi cenavano, panem, et benedixit, ac prese Gesù il pane, e lo fregit, deditque discipu- benedisse, e lo spezzò e lis suis, et ait: Ac- lo diede ai suoi discecipite, et comedite: hoc poli, e disse: Prendete, est Corpus meum. C. Et e mangiate: questo è il accipiens calicem, gra- mio corpo. E preso il tias egit, et dedit illis, calice, rendette grazie, dicens: Bibite ex hoc e lo diede loro, dicendo: omnes. Hic est enim San- Bevete di questo tutti. guis meus novi Testa- Imperocchè questo è il menti, qui pro multis Sangue mio del nuovo effundetur in remissio- Testamento, il quale per nem peccatorum. Dico molti sarà sparso in reautem vobis: Non bibam missione dei peccati. Or amodo de hoc genimine io vi dico, che non bevitis usque in diem il- verò da ora in poi di lum, cum illud bibam questo frutto della vite vobiscum novum in re- sino a quel giorno, che gno Patris mei. C. Et io lo beverò con voi nuohymno dicto, exierunt vo nel regno del Padre mio. E cantato l'inno ALLA MESSA. 37 in montem Oliveti. Tunc andarono al monte Olidixit illis Jesus: Om- veto. Allora disse loro nes vos scandalum pa- Gesù: Tutti voi scandalo tiemini in me in ista patirete per me questa nocte. Scriptum est e- notte. Imperocchè sta nim: Percutiam pasto- scritto: Percuoterò il parem, et dispergentur o- store, e saran disperse ves gregis. Postquam au- le pecorelle del gregge. tem resurrexero, præce- Ma risuscitato che io sia, dam vos in Galilæam. vi anderò avanti nella C. Respondens autem Galilea. Ma Pietro gli riPetrus, ait illi: S. Etsi spose, e disse: Quando omnes scandalizati fue- anche tutti fosser per rint in te, ego numquam scandalizzarsi per voi, scandalizabor. C. Ait illi non sarà mai che io sia Jesus: Amen dico ti- scandalizzato. Gli disse bi, quia in hac nocte Gesù: In verità ti dico antequam gallus cantet, che questa notte, prima ter me negabis. C. Ait che il gallo canti, tre illi Petrus: S. Etiamsi volte mi rinnegherai. Gli oportuerit me mori te- disse Pietro: Quand'ancum, non te negabo. C. che dovessi morir con Similiter et omnes disci- voi, non vi negherò. E puli dixerunt. Tunc ve- nello stesso modo parnit Jesus cum illis in larono anche tutti i divillam, quæ dicitur Ge- scepoli. Allora andò Gesù thsemani, et dixit disci- con essi in un luogo pulis suis: Sedete chiamato Getsemani, e hic, donec vadam illuc disse a' suoi discepoli: et orem. C. Et assumpto Trattenetevi qui, mentre Petro et duobus filiis Ze- io vado là, e fo orazione. E presi con sè Pietro, e i due figliuoli di 38 DOMENICA DELLE PALME bedæi, coepit contrista- Zebedeo, cominciò a ratri, et mostus esse. Tunc tristarsi, e a cadere in ait illis: Tristis est mestizia. Allora disse loanima mea. usque ad ro: Afflitta è l'anima mia mortem: Sustinete hic, sino alla morte; restate et vigilate mecum. C. Et qui, e vegliate con me. progressus pusillum, pro- E avanzatosi alcun poco, cidit in faciem suam, o- si prostrò per terra orans, et dicens: Pa- rando e dicendo: Padre ter mi, si possibile est, mio, se è possibile, passi transeat a me calix iste, da me questo calice: per verumtamen non sicut altro non come voglio ego volo, sed sicut tu. io, ma come volete voi. C. Et venit ad discipu- E andò da' suoi discepoli los suos, et invenit eos e trovolli addormentati, dormientes, et dixit Pe- e disse a Pietro: Così tro: Sic non potuistis adunque non poteste uuna hora vigilare me- n'ora vegliare con me! cum? Vigilate et orate, vegliate ed orate affinut non intretis in ten- chè non entriate nella tationem, Spiritus qui- tentazione: lo spirito vedem promptus est, caro ramente è pronto, ma la autem infirma. C. Ite- carne è stanca. Di nuovo rum secundo abiit, et per la seconda volta se oravit, dicens: Pater ne andò, e orò dicendo: mi, si non potest hie Padre mio, se non può calix transire, nisi bibam questo calice passare, illum, fiat voluntas tua. senzachè io lo beva, sia C. Et venit iterum, et fatta la vostra volontà. li invenit eos dormientes; E tornato di nuovo, erant enim oculi eorum trovò addormentati; imgravati. Et relictis illis, perocchè gli occhi loro erano aggravati. E la ALLA MESSA. 39 iterum abiit, et oravit sciatili di nuovo, andò, tertio eumdem sermonem ed orò per la terza volta, dicens. Tunc venit ad le stesse parole dicendo. discipulos suos, et dicit Allora andò dai suoi diillis: Dormite jam, scepoli e disse loro: Su et requiescite. Ecce ap- via, dormite, e riposatepropinquavit hora, et vi. Ecco è vicina l'ora, Filius hominis tradetur e il Figliuolo dell'uomo in manus peccatorum. sarà dato nelle mani dei Surgite, eamus; ecce ap- peccatori. Alzatevi, anpropinquavit qui me tra- diamo; ecco che si avdet. C. Adhuc eo loquen- vicina colui che mi trate, ecce Judas, unus de dirà. Mentre ei tuttora duodecim, venit, et cum parlava, ecco che Giuda, eo turba multa cum gla- uno dei dodici, arrivò, diis et fustibus, missi ale con esso gran turba principibus sacerdotum, con ispada e bastoni et senioribus populi. Qui mandata dai principi dei autem tradidit eum, de- sacerdoti, e dagli andit illis signum, dicens: ziani del popolo. E coS. Quemcumque oscu- lui che lo tradi avea latus fuero, ipse est, te- dato il segnale, dicennete eum; C. Et confe- do: Quegli che io bacestim accedens ad Jesum, rò, è desso: pigliatelo. dixit: S. Ave, Rabbi. C. E subitamente accosta. Et osculatus est eum. tosi a Gesù dissegli: ADixitque illi Jesus: mico, a che fine sei veAmice, ad quid venisti? nuto? Allora si fecero C. Tunc accesserunt, et avanti, e misero le mani manus injecerunt in Je- addosso a Gesù, e lo sum, et tenuerunt eum, tennero stretto. Ed ecEt ecce unus ex his, qui co, che uno di quelli erant cum Jesu, exten- che erano con Gesù, 40 DOMENICA DELLE PALME dens manum, exemit gla- stesa la mano tirò fuori dium suum, et percu- la spada, e feri un servo tiens servum principis sa- del principe dei sacercerdotum amputavit au- doti, mozzandogli un'oriculum ejus. Tunc ait recchia. Allora Gesù gli illi Jesus: Converte disse: Rimetti la tua gladium tuum in locum spada al suo luogo: imsuum; omnes enim qui perocchè tutti quelli che acceperint gladium, gla- daran di mano alla spadio peribunt. An putas, da, di spada periranno. quia non possum roga- Pensi tu forse, che io re Patrem meum, et ex- non possa pregare il Pahibebit mihi modo plus- dre mio, e porrà dinanzi quam duodecim legiones adesso più di dodici leAngelorum? Quomodo gioni di Angeli? Come ergo implebuntur Scrip- adunque si adempiranno turæ quia sic oportet le Scritture, a tenor delle fieri? C. In illa hora di- quali deve esser così? In xit Jesus turbis: Tam- quel punto disse Gesù quam ad latronem exi- alle turbe: Come si fa stis cum gladiis et fusti- per un assassino, siete bus comprehendere me, venuti armati di spada quotidie apud vos sede- e bastoni per pigliarmi: bam docens in templo, ogni di io tra voi stava et non me tenuistis. C. sedendo ad insegnare Hoc autem totum fac- nel tempio, nè mi avete tum est, ut adimpleren- preso. E tutto questo è tur Scripturæ Propheta- avvenuto, affinchè si arum. Tune discipuli om- dempissero le Scritture nes, relicto eo, fugerunt. dei Profeti. Allora tutti At illi tenentes Jesum, i discepoli, abbandonandolo, se ne fuggirono. Ma quelli, afferrato Ge ALLA MESSA. 41 duxerunt ad Caipham sù, lo condussero da principem sacerdotum, Caifa, principe dei saubi scribæ et seniores cerdoti, dove gli scribi e convenerant. Petrus au- gli anziani si erano radutem sequebatur eum a nati. E Pietro lo seguiva longe usque in atrium alla lontana fino all'atrio principis sacerdotum; et del principe dei sacerdoingressus intro, sèdebat ti; ed entrato dentro, stacum ministris, ut vide- va a sedere con i ministri ret finem. Principes au- per vedere la fine. E i tem sacerdotum, et om- principi dei sacerdoti, e ne concilium quærebant tutto il consiglio cercafalsum testimonium con- vano false testimonianze tra Jesum, ut eum morti contro Gesù per farlo traderent: et non inve- morire. E non le tronerunt, cum multi falsi vavano, quantunque estestes accessissent. No- sendosi molti falsi tevissime autem venerunt stimonj presentati. Ma duo falsi testes, et dixe- alla fine vennero due runt: S. Hic dixit: Pos- falsi testimonj, e dissesum destruere templum ro: Costui ha detto: Posso Dei, et post triduum rea- distruggere il tempio di dificare illud. C. Et sur- Dio e in tre giorni rigens princeps sacerdo- fabbricarlo. E alzatosi il tum, ait illi: S. Nihil re- principe dei sacerdoti, spondes ad ea quæ isti gli disse: Nulla rispondi adversum te testifican- a quello che questi contro tur? C. Jesus autem ta- di te depongono? Ma Gecebat. Et princeps sacer- sù si taceva. E il principe dotum ait illi: S. Adjuro dei sacerdoti gli disse: Ti te, per Deum vivum, ut scongiuro per Dio vivo, dicas nobis si tu es Chri- che tu dica, se tu sei il stus Filius Dei. C. Di- Cristo Figliuol di Dio. Gli 42 DOMENICA DELLE PALME cit illi Jesus: Tu di- rispose Gesù: Tu l' hai xisti: Verumtamen dico detto: Anzi vi dico, che vobis, amodo videbitis di poi vedrete il Figliuol Filium hominis seden- dell'uomo sedere alla detem a dextris virtutis stra della virtù di Dio, Dei, et venientem in nu- le venire su le nubi del bibus coeli. C. Tunc prin- cielo. Allora il principe ceps sacerdotum scidit dei sacerdoti stracciò le vestimenta sua, dicens: sue vesti, dicendo: Ha Blasphemavit; quid ad- bestemmiato: che bisohuc egemus testibus? gno abbiam più di teEcce nunc audistis bla- stimonj? Ecco, avete ora sphemiam quid vobis sentita la bestemmia; che videbitur? C. At illi re- ve ne pare? Quelli rispondentes, dixerunt: S. sposero: È reo di morReus est mortis. C. Tunc te. Allora gli sputarono exspuerunt in faciem e- in faccia, e coi pugni lo jus, colaphis eum ceci- percossero e gli altri gli derunt, alii autem pal- diedero degli schiaffi dimas in faciem ejus de- cendo: Profetizzaci, Criderunt, dicentes: S. Pro- sto, chi è che ti ha perphetiza nobis, Christe, cosso? Pietro poi sedequis est qui te percus- va fuora nell'atrio: e si sit? C. Petrus vero se- accostò a lui una serdebat foris in atrio, et va, e dissegli: Anche tu accessit ad eum una an- eri con Gesù Galileo. Ma cilla, dicens: S. Et tu egli negò dinanzi a tutti, cum Jesu Galilæo eras. dicendo: Non so quel C. At ille negavit coram che tu dica. Ed uscito omnibus, dicens: S. Ne- lui dalla porta, lo vide scio quid dicis. S. Exe- un'altra serva, e disse unte autem illo januam, vidit eum alia ancilla, ALLA MESSA. 43 et ait his, qui erant ibi: ai circostanti: Anche coS. Et hic erat cum Jesu stui era con Gesù NaNazareno. C. Et iterum zareno. Ed egli di nuovo negavit cum juramento: negò con giuramento: Quia non hominem. Et Non conosco quest'uomo. post pusillum accesse- E di li a poco i circorunt qui stabant, et di- stanti si appressarono, e xerunt Petro: S. Vere dissero a Pietro: Veraet tu ex illis es; nam mente anche tu sei uno et loquela tua manife- di quelli; imperocchè anstum te facit, C. Tunc che il tuo linguaggio ti coepit detestari, et jura- dà a conoscere. Allora re, quia non novisset cominciò egli a manhominem. Et continuo darsi delle imprecaziogallus cantavit. Et re- ni, e a spergiurare che cordatus est Petrus, ver- non aveva conosciuto tal bi Jesu, quod dixerat: uomo. E tosto il gallo Priusquam gallus can- cantò. E si ricordo Pietet, ter me negabis. Et tro della parola dettagli egressus foras, flevit a- da Gesù: Prima che canti mare. Mane autem fa- il gallo, tre volte mi neeto, consilium inierunt gherai. E uscito fuora, omnes principes sacer- pianse amaramente. E fatdotum et seniores popu- tosi giorno tennero conli adversus Jesum, ut siglio tutti i principi dei eum morti traderent. Et sacerdoti e gli anziani vinctum adduxerunt e- del popolo contro Gesù um, et tradiderunt Pon- per farlo morire. E letio Pilato Præsidi. Tunc gatolo lo condussero, e videns Judas, qui eum lo misero nelle mani di tradidit, quod damnatus Ponzio Pilato Preside. Allora Giuda, che l'aveva tradito, vedendo come Univ.- Bibl. Giessen 44 DOMENICA DELLE PALME esset, poenitentia ductus, Gesù era condannato retulit triginta argenteos pentito riportò i trenta principibus sacerdotum, denari ai principi dei sa. et senioribus, dicens: cerdoti, e gli anziani, S. Peccavi, tradens san- dicendo: Ho peccato aguinem justum. C. At vendo tradito il sangue illi dixerunt: S. Quid innocente. Ma quelli disad nos? Tu videris. C. sero: Ciò a noi che monEt projectis argenteis in ta? pensaci tu. Ed egli templo, recessit: et a- gettate le monete di arbiens, laqueo se suspen- gento nel tempio, si ridit. Principes autem sa- tirò: e andò e si appiccò cerdotum, acceptis ar- ad un capestro. Ma i genteis, dixerunt: S. Non principi de'sacerdoti raclicet eos mittere in cor- colte le monete di arbonam; quia pretium san- gento, dissero: Non è leguinis est. C. Consilio cito di metterle nel teautem inito, emerunt ex soro, perchè sono prezzo illis agrum figuli, in se- di sangue. E fatta conpulturam peregrinorum. sulta, comprarono con Propter hoc vocatus est esse il campo d'un vaager ille, Haceldama, hoc sajo, per seppellirvi i foest ager sanguinis, us- restieri. Per la qual cosa que in hodiernum diem. si chiama quel campo Tunc impletum est quod Halcedama cioè il campo dictum est per Jeremiam del sangue, sino al dì Prophetam, dicentem: Et d'oggi. Allora si adempi acceperunt triginta ar- quello che fu predetto genteos pretium appretia- per il Profeta Geremia, che dice: E hanno ricevuto i trenta denari d'argento, prezzo di colui il quale comprarono whoiz ALLA MESSA. 45 verunt a filiis Israel: et a prezzo dei figliuoli d'Idederunt eos in agrum sraele: e gli hanno imguli, sicut constituit piegati in un campo di mihi Dominus. Jesum au- un vasajo, come ha pretem stetit ante Præsi- scritto a me il Signore. dem, et interrogavit eum E Gesù fu presentato diPræses, dicens: S. Tu es nanzi al Preside, e lo Rex Judæorum? C. Di- interrogò il Preside, dicit illi Jesus: Tu di- cendogli: Sei tu il Re cis. C. Et cum accusa- dei Giudei? Gli disse Geretur a principibus sa- sù: Tu lo dici. E vecerdotum et senioribus, nendo accusato dai prinnihil respondit. Tune di- cipi dei sacerdoti e dagli cit illi Pilatus: S. Non anziani, non rispose nulaudis quanta adversum la. Allora dissegli Pilate dicunt testimonia? C. to: Non odi tu, di quante Et non respondit ei ad cose ti accusano? E non ullum verbum, ita ut gli rispose nulla per quamiraretur Præses vehe- lunque proposta, tal' menter. Per diem autem mente che ne restò il solemnem consueverat Preside altamente maraPræses populo dimittere vigliato. Or nel dì sounum vinctum, quem lenne egli era solito il voluissent. Habebat au- Preside di liberare quel tem tunc vinctum insi- prigioniere che fosse più gnem qui dicebatur Ba- loro piaciuto. Ed egli arabbas. Congregatis ergo veva allora un prigioillis, dixit Pilatus: S. niero famoso, chiamato Quem vultis dimittam vo- Barabba. Essendo essi bis, Barabbam, an Je- adunque adunati, disse sum, qui dicitur Chri- Pilato: Chi volete che io vi ponga in libertà, Barabba, o Gesù, chiamato 46 DOMENICA DELLE PALME stus? C. Sciebat enim il Cristo? Imperocchè saquod per invidiam tra- peva che per invidia l'adidissent eum. Sedente vevan tradito. E sedendo autem illo pro tribunali egli a tribunale, mandò misit ad eum uxor ejus, a dirgli sua moglie: Non dicens: S. Nihil tibi, et t' impicciare nelle cose justo illi; multa enim di quel giusto: imperocpassa sub hodie per vi- chè sono stata quest'oggi sum propter eum. C. in sogno molto conturPrincipes autem sacer- bata a causa di lui. Ma dotum et seniores per- i principi dei sacerdoti suaserunt populis, ut pe- e gli anziani persuasero terent Barabbam, Jesum il popolo a chieder Bavero perderent. Respon- rabba, e far perire Gedens autem Præses, ait sù. E prendendo la paillis: S. Quem vultis vo- rola il Preside, disse lobis de duobus dimitti? ro: Quale dei due volete C. At illi dixerunt: S. che io vi metta in liBarabbam. C. Dicit illis bertà? Ma quelli dissero: Pilatus: S. Quid igitur Barabba. Disse loro Pifaciam de Jesu, qui di lato: Che farò io aduneitur Christus? C. Dicunt que di Gesù, chiamato omnes: S. Crucifigatur. il Cristo? Disser tutti: C. Ait illis Præses: S. Sia crocifisso. Disse loro Quid enim mali fecit? C. il Preside: Ma che di At illi magis clamabant, male ha egli fatto? Quelli dicentes: S. Crucifiga- però vieppiù gridavano, tur. C. Videns autem Pi- dicendo: Sia crocifisso. latus, quia nihil profi- Vedendo Pilato che nulla ceret, sed magis tumul- giovava, anzi si faceva tus fieret, accepta aqua, maggiore il tumulto, prelavit manus coram po- so l'acqua si lavò le mani dinanzi al popolo, di ALLA MESSA. 47 pulo, dicens: S. Inno- cendo: Io sono innocente cens ego sum a sangui- del sangue di questo giune justi hujus; vos vi- sto: pensateci voi. E rideritis. C. Et respondens spondendo tutto quanto universus populus dixit: il popolo, disse: Il sanS. Sanguis ejus super gue di lui sopra di noi, nos, et super filios no- e sopra dei nostri figliuostros. C. Tunc dimisit li. Allora rilasciò loro illis Barabbam; Jesum Barabba e fatto flagelautem flagellatum tradi- lare Gesù, lo rimise ad dit eis, ut crucifigere- lessi, perchè fosse crocitur. Tunc milites Præ- fisso. Allora i soldati del sidis suscipientes Jesum Preside, condotto Gesù in Prætorium, congrega- nel Pretorio, radunarono verunt, ad eum univer- intorno a lui tutta la sam cohortem: et exu- coorte. E spogliatolo, una entes eum, chlamydem clamide di color di coccoccineam circumdede- co gli misero indosso; e runt ei: et plectentes co- intrecciata una corona di ronam de spinis, posue- spine, gliela posero in runt super caput ejus et testa, e una canna nella arundinem in dextera e- mano dritta. E piegando jus. Et genu flexo ante il ginocchio dinanzi a eum, illudebant ei, di- lui, lo schernivan, dicentes: S. Ave Rex Ju- cendo: Dio ti salvi, Re dæorum. C. Et expuen- dei Giudei. E sputandotes in eum, acceperunt gli addosso, prendevan arundinem, et percutie- la canna, e lo battevano bant caput ejus. Et post- nella testa. E dopo aquam illuserunt ei, e- verlo schernito, lo spoxuerunt eum chlamyde, gliarono dalla clamide, et induerunt eum vesti- e lo vestiron delle sue mentis ejus, et duxerunt vesti, e lo menarono a 48 DOMENICA DELLE PALME eum ut crucifigerent. E- crocifiggere. E nell'uscixeuntes autem, invene- re incontrarono un uorunt hominem Cyrenæ- mo di Cirene, chiamato um, nomine Simonem; Simone; e lo costrinsero hunc angariaverunt, ut a portare la croce di lui. tolleret crucem ejus. Et E arrivarono al luogo venerunt in locum, qui detto Golgota, che vuol dicitur Golgotha, quod dire luogo del cranio. E est Calvariæ locus. Et gli diedero a bere del dederunt ei vinum bi- vino mescolato con fiele. bere cum felle mixtum. Ed assaggiato che l'ebEt cum gustasset, noluit be, non volle berne. E bibere. Postquam autem dopo che l'ebber crocicrucifixerunt eum, divi- fisso, spartirono le sue serunt vestimenta ejus, vesti, tirando a sorte; afsortem mittentes; ut im- finchè si adempisse quelpleretur, quod dictum lo che fu detto dal Proest per Prophetam, di- feta, che dice: Si sono centem: Diviserunt sibi spartiti tra di loro le vestimenta mea, et super mie vestimenta, e la mia vestem meam miserunt veste hanno tirata a sorsortem. Et sedentes, ser- te. E stando a sedere, vabant eum. Et impo- gli facevano la guardia. suerunt super caput ejus E gli posero scritto socausam ipsius scriptam: pra la testa il suo deHic est Jesus, Rex Ju- litto: Questi è Gesù Nadæorum. Tunc crucifixi zareno, il Re de' Giudei. sunt cum eo duo latro- Allora furon crocifissi nes; unus a dextris, et con lui due ladroni; uno unus a sinistris. Præte- a destra, e l'altro a sireuntes autem blasphe- nistra. E quelli che pasmabant eum, moventes savano lo bestemmiavacapita sua, et dicentes: no crollando il capo, e ALLA MESSA. 49 Vah, qui destruis tem- dicendo: 0 tu che diplum Dei, et in triduo struggi il tempio di Dio, illud reædificas; salva e in tre giorni lo rifabtemetipsum. Si Filius brichi, salva te stesso. Dei es, descende de cru- Se Figliuolo di Dio sei, ce. C. Similiter et prin- scendi dalla croce. Nella cipes sacerdotum, illu- stessa guisa anche i prindentes cum scribis et cipi dei sacerdoti, facensenioribus, dicebant: S. dosi beffe di lui con gli Alios salvos fecit, seip- scribi e gli anziani, disum non potest salvum cevano: Altri ha salvafacere: si Rex Israel est, to, sè stesso non può descendat nunc de cru- salvare: se è il Re d'Ice, et credimus ei: con- sraele, scenda adesso dalfidit in Deo; liberet nunc, lo croce, e gli crediamo: si vult eum: dixit enim: ha confidato in Dio; lo Quia Filius Dei sum. C. liberi adesso, se gli vuol Idipsum autem et latro- bene; imperocchè egli ha nes, qui crucifixi erant detto: Sono Figliuolo di cum eo, improperabant Dio. E questo stesso i ei. A sexta autem hora ladroni, che erano stati tenebræ factæ sunt su- crocifissi con lui, gli rimper universam terram proveravano. Ma dall'ora usque ad horam nonam. sesta furon tenebre per Et circa horam nonan tutta la terra sino all'ora clamavit Jesus voce ma- nona. E intorno all'ora gna dicens: Eli, Eli, nona esclamò Gesù ad lamma sabacthani? C. alta voce, dicendo: Eli, Hoc est: Deus meus, Eli, lama sabactani? che Deus meus ut quid de- vuol dire: Dio mio, Dio reliquisti me? C. Qui- mio, perchè mi avete abdam autem illic stantes, bandonato? Ma alcuni et audientes, dicebant: dei circostanti, udito ciò, 4 50 DOMENICA DELLE PALME S. Eliam vocat iste. C. dicevano: Elia chiama Et continuo currens u- costui. E tosto correndo nus ex eis, acceptam uno di essi inzuppò una spongiam implevit aceto, spugna nell'aceto, e poet imposuit arundini, et stala in cima d'una candabat ei bibere. Ceteri na, gli dava da bere. Gli vero dicebant: S. Sine altri poi dicevano: Lavideamus, an veniat E- scia che veggiamo se lias liberans eum. C. Je- venga Elia a liberarlo. sus autem iterum cla- Ma Gesù di nuovo getmans voce magna, emi- tato un gran grido, rendè sit spiritum( Hic genu- lo spirito( Qui s'inginocflectitur et pausatur ali- chia e si fa una breve quantulum). Et ecce ve- pausa). Ed ecco il velo lum templi scissum est del tempio si divise in in duas partes a summo due parti da sommo ad usque deorsum, et terra imo, e la terra tremò, e mota est, et petræ scis- le pietre si spezzarono, sæ sunt, et monumentale i monumenti si apriaperta sunt; et multa rono; e molti corpi dei corpora Sanctorum, qui Santi che si erano addormierant, surrexerunt. dormentati, risuscitaroEt exeuntes de monu- no. E usciti dai monumentis post resurrectio- menti dopo la risurrenem ejus, venerunt. in zione di lui, entrarono sanctam civitatem, et ap- nella santa città, e apparuerunt multis. Cen- parvero a molti. Ma il turio autem, et qui cum Centurione, e quelli che eo erant, custodientes Je- con lui facevan la guarsum, viso terræmotu, et dia a Gesù, veduto il his quæ fiebant, timue- tremuoto, e le cose che runt valde dicentes: S. accadevano, ebbero gran timore, e dicevano: Ve A ALLA MESSA. 51 Vere filius Dei erat iste.| ramente figliuolo di Dio C. Erant autem ibi mu- era costui. Ed eranvi lieres multæ, a longe molte donne in lontaquæ secutæ erant Jesum nanza, le quali, avean a Galilæa ministrantes seguito Gesù dalla Galiei: inter quas erant Ma- lea, e lo avevano assiria Magdalena, et Maria stito: tra le quali eravi Jacobi et Joseph mater Maria Maddalena, e Maet mater filiorum Zebe- ria madre di Giacomo e dæi. Cum autem sero di Giuseppe, e la madre factum esset, venit qui- de' figliuoli di Zebedeo. dam homo dives ab A- E fattosi sera andò un rimathæa, nomine Jo- ricco uomo di Arimatea seph, qui et ipse disci- chiamato Giuseppe, che pulus erat Jesu. Hic ac- era anch' esso discepolo cessit ad Pilatum, et pe- di Gesù. Questi andò a tiit corpus Jesu. Tunc trovar Pilato, e chiesegli Pilatus jussit reddi cor- il corpo di Gesù. Allora pus. Et accepto corpore, Pilato ordinò che fosse reJoseph involvit illud in stituito il corpo. E preso sindone munda. Et po- il corpo, Giuseppe lo insuit illud in monumento volse in una sindone suo novo, quod excide- bianca. E lo pose nel rat in petra. Et advolvit suo monumento nuovo saxum magnum ad osti- scavato da lui in un um monumenti et abiit. masso. E ribaltò una gran Erant autem ibi Maria pietra sulla bocca del Magdalena, et altera Ma- monumento, e si ritirò. ria, sedentes contra se- E stavano ivi Maria Madpulchrum. dalena, e l' altra Maria a sedere dirimpetto al sepolero. 52 DOMENICA DELLE PALME DICHIARAZIONE. Finita la narrazione di Matteo sopra la Passione di Gesù Cristo, questo che ora seguita appartiene a ciò che occorse dopo la sepoltura fino alla Risurrezione. Ed essendo elleno parole dell' Evangelista, quindi avviene che dicansi nel proprio tuono dell' Evangelo, e che anche si chieda la benedizione. Adoprasi l'incenso, poichè è solito ad usarsi attorno i sepolcri de' morti: e qui si tratta della sepoltura del Signore. E se non s'accendono i lumi, la cagione è perchè ha detto poco prima S. Matteo, che Cristo, vera luce del mondo, spirò sulla Croce, e raccontasi come fu sepolto dai due Discepoli. Qui si dice Munda cor meum: si domanda la benedizione, si porta l' incenso senza lumi, s' incensa il libro. Non si dice Dominus vobiscum, ed il Celebrante ed il Diacono non segna nè il libro, nè sè medesimo: ciò che segue si canta in tuono del Vangelo, e nel fine il Celebrante bacia il libro, e va incensato. Tutto questo si osserva nelle altre Passioni, eccetto il Venerdì Santo. Altera autem die, quæ Il seguente giorno, che est post Parasceven, con- era quello dopo la Pavenerunt principes sa- rasceve, si radunarono cerdotum et pharisæi ad i principi dei sacerdoti Pilatum, dicentes: Domi- e i farisei da Pilato, e ne, recordati sumus, quia gli dissero: Signore, ci seductor ille dixit adhuc siam ricordati che quel vivens: Post tres dies seduttore quando era anresurgam. Jube ergo cu- cor vivo, disse: Dopo tre stodiri sepulchrum us- giorni risusciterò. Ordique in diem tertium: nate adunque che sia cune forte veniant disci- stodito il sepolcro fino puli ejus et furentur e- al terzo giorno: affinchè forse non vadano i suoi Discepoli a rubarlo, e ALLA MESSA. 53 um, et dicant plebi: dicano al popolo: Egli Surrexit a mortuis, et è risuscitato da morte: erit novissimus error pe- le sia l' ultimo inganno jor priore. Ait illis Pila- peggiore del primo. Lor tus: Habetis custodiam, disse Pilato: Siete paite, custodite, sicut sci- droni delle guardie, antis. Illi autem abeuntes, date, custodite come vi munierunt sepulchrum, pare. Ed essi andarono, signantes lapidem, cum e afforzarono il sepolcro custodibus. colle guardie, e misero il sigillo alla pietra. Credo in unum Deum, Credo in Dio padre Patrem omnipotentem, onnipotente, Creatore del Factorem coeli et terræ, cielo e della terra, di visibilium omnium et in- tutte le cose visibili ed visibilium. Et in unum invisibili. E del solo SiDominum Jesum Chri- gnore Gesù Cristo unistum, Filium Dei unige- genito Figliuol di Dio. E nitum. Et ex Patre na- nato dal Padre prima di tum ante omnia sæcula, tutti i secoli. Dio da Dio, Deum de Deo, lumen de lume da lume, Dio vero lumine; Deum verum de da Dio vero. Generato, Deo vero. Genitum, non non creato, consustanfactum, consubstantia- ziale al Padre, per cui lem Patri, per quem om- sono state fatte tutte le nia facta sunt. Qui pro- cose. Il quale per noi pter nos homines et pro- uomini, e per la nostra pter nostram salutem salvezza discese dai cieli descendit de coelis( Hic( Qui s'inginocchia). E si genuflectitur). Et incar- incarnò per opera dello natus est de Spiritu San- Spirito Santo da Maria 54 DOMENICA DELLE PALME eto ex Maria Virgine: et Vergine; e si fece UoHomo factus est. Cruci- mo. Fu inoltre crocifisso fixus etiam pro nobis per noi sotto Ponzio Pisub Pontio Pilato, pas- lato, pati e fu seppellisus et sepultus est. Et to. E risorse il terzo resurrexit tertia die, se- giorno secondo le Scritcundum Scripturas. Et ture. E salì al cielo; ove ascendit in colum: se- siede alla destra del Padet ad dexteram Patris. dre. E di nuovo ha da Et iterum venturus est venire con gloria a giucum gloria judicare vi- dicare i vivi ed i morti, vos et mortuos, cujus e il di lui regno non aregni non erit finis. Et vrà fine. E nello Spirito in Spiritum Sanctum, Santo, Signore e vivifiDominum et vivifican- catore, che procede dal tem, qui ex Patre Filio- Padre e dal Figliuolo. Il que procedit. Qui cum quale col Padre e col FiPatre et Filio simul a- gliuolo insieme si adora doratur et conglorifica- le insieme si glorifica, che tur, qui locutus est per ha parlato per i Profeti. Prophetas. Et Unam,( Credo) la Chiesa Una, Sanctam, Catholicam, et Santa, Cattolica ed ApoApostolicam Ecclesiam. stolica. Confesso uno soConfiteor unum Baptisma lo Battesimo in remissioin remissionem peccato- ne dei peccati. Ed aspetto rum. Et expecto resurre- il risorgimento dei morti. etionem mortuorum. Et E la vita del secolo avvitam venturi sæculi. A- venire. Così è. men. 200 2010 Offertorium. Imprope- Offertorio. Obbrobrj si perium expectavit cor aspettò il mio cuore, e meum et miseriam; et miserie; e aspettai chi ALLA MESSA. 55 sustinui qui simul me- entrasse a parte di mia cum contristaretur, et tristezza e non vi fu. Chi non fuit. Consolantem mi desse consolazione me quæsivi, et non in- cercai, e non l'ho troveni; et dederunt in e- vato: e diedero a me per scam meam fel, et in cibo il fiele, e nella mia siti mea potaverunt me sete mi abbeverarono coll'aceto. aceto. 100 ole omiete Secreta. Segreta. 10 Concede, Concedeteci, vi prequæsumus, Domine, ut oculis tuæ ghiamo, o Signore, che Majestatis munus obla- il dono, quale abbiamo tum, et gratiam nobis offerto avanti gli occhi levotionis obtineat, et della vostra Maestà, e ci effectum beatæ perenni- ottenga la grazia della tatis acquirat. Per Do- divozione, e ci impetri minum nostrum, etc. l'amor della beata eternità. Per il Signore, ecc. Prefazio della Croce. Præfatio de Cruce. >. Per omnia sæculay. Per tutti i secoli ỳ. dei secoli. sæculorum. R). Amen. S R). Così sia. . Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. . Sursum corda. R). Habemus ad Domiy. Il Signore sia con voi. R). E collo spirito vostro. . In alto i cuori. R). Li abbiamo al Signore. num. . Gratias agamus Do-. Grazie rendiamo al mino Deo nostro. Signore Iddio nostro. 56 DOMENICA DELLE PALME R). Dignum et justum R). Degno e giusto egli è. est. Vere dignum et ju- Veramente degno egiustum est, æquum et sa- sto egli è, conveniente e lutare, nos tibi semper, salutare, che noi sempre et ubique gratias agere, e in qualunque luogo, Domine sancte, Pater om- grazie vi rendiamo, o Sinipotens, æterne Deus, gnore santo, Padre onniqui salutem humani ge- potente, eterno Dio, che neris in ligno Crucis con- la salute dell' uman gestituisti, ut unde mors nere nel legno di Croce oriebatur, inde vita re- riponeste: affinchè donde surgeret; et qui in ligno la morte venne, indi la vincebat, in ligno quo- vita risorgesse; e quello que vinceretur. Per Chri- che nel legno vinceva, stum Dominum nostrum. nel legno ancora fosse Per quem Majestatem tu- vinto, per Cristo Signore am laudant Angeli, ado- nostro. Per mezzo del rant Dominationes, tre- quale lodano gli Angeli munt Potestates. Coeli, la vostra Maestà, l'adoCoelorumque Virtutes, rano le Dominazioni, la ac beata Seraphim, so- temono le Podestà. I Ciecia exultatione concele- li, e dei Cieli le virtù e brant. Cum quibus et i beati Serafini, con connostras voces, ub admitti corde esultanza la celejubeas deprecamur, sup- brano. Con le lodi dei plici confessione dicen- quali anche le nostre votes: Sanctus, etc., p. 13. ci, comandate sieno ammesse, vi preghiamo, con supplichevole confessione dicendo: Santo, ecc., pag. 13. ALLA MESSA. 57 Communio. Pater si non Comunione. Padre, se potest hic calix transire, non può questo calice nisi bibam illum, fiat passare, senza che io lo voluntas tua. beva, sia fatta la vostra volontà. Dopo la Comunione. Per hujus, Domine, Per la celebrazione, o operationem mysterii, et Signore, di questi mistevitia nostra purgentur, ri, e i vizj nostri purgati et justa desideria com- restino, e i giusti desipleantur. Per Dominum derj adempiuti. Per il Sinostrum, etc. gnore, ecc. Postcommunio. Nelle Messe private si legge in fine il Vangelo, Cum appropinquasset, come a pag. 8. 20 Iteun ista LUNEDÌ SANTO OTMAR TORMUN idav LUNEDI SANTO ALLA MESSA STAZIONE A SANTA PRASSEDE. INTROITO. Gal. 6. Judica, Domine, no- Giudicate, o Signore, centes me; expugna im- coloro che mi offendono: pugnantes me; appre- combattete coloro che mi hende arma et scutum, combattono; prendete le et exurge in adjutorium armi e lo scudo e sormeum, Domine, virtus gete a mia difesa, o Sisalutis meæ. gnore, fortezza di mia salute. Psalm. 34. Effunde fra- Tirate fuori la spada, meam, et conclude ad- e serrate la strada a coversus eos, qui perse- loro che mi perseguitaquuntur me: dic animæ no: dite all'anima mia: meæ: Salus tua ego sum. Io sono la tua salute. Judica, etc. Giudicate, ecc. Oratio. Orazione. Da, quæsumus, omni- Concedete, vi preghiapotens Deus, ut qui in mo, onnipotente Iddio, tot adversis ex nostra che noi, i quali in tante infirmitate deficimus, in- cose avverse, per nostra 62 LUNEDI SANTO tercedente Unigeniti Fi- fragilità, veniam meno; lii tui passione respire- intercedendo dall'Unigemus. Qui tecum vivit et nito Figlio vostro la pasregnat, etc. sione, ci rianimiamo. Che con voi, ece. Contra persecutores Ecclesia. Contro i persecutori della Chiesa. Ecclesiæ tuæ quæsuDella vostra Chiesa, mus, Domine, preces vi supplichiamo, Signoplacatus admitte; ut, de- re, le preci placato ristructis adversitatibus et ceviamo; affinchè, dissierroribus universis, se- pate le avversità e gli cura tibi serviat liber- errori tutti, con sicura tate. Per Dominum, etc. libertà a voi( essa) serva. R). Amen. Per il Signore, ecc. Pel Papa. Orazione. Pro Papa. Oratio. Deus omnium fideli0 Dio, di tutti i fedeli um Pastor et Rector, fa- Pastore e Governatore, mulum tuum N., quem il vostro servo N. che Pastorem Ecclesiæ tuæ( come) Pastore alla vopræesse voluisti, propi- stra Chiesa presiedere ortius respice: da ei, quæ- dinaste, con clemenza risumus, verbo et exem- guardate: concedetegli, plo quibus præest, pro- vi preghiamo, che( posficere; ut ad vitam, una sa) colle parole e coll'ecum grege sibi credito, sempio a quelli ai quali perveniat sempiternam. presiede, giovare; affinchè insieme col gregge a lui affidato, pervenga ALLA MESSA. Per Dominum, etc. R). Amen. 63 alla vita sempiterna. Per il Signore, ecc. Non si dice la terza Orazione: EPISTOLA. Lectio Isaia Profete. Cap. 50. Lezione d'Isaia Profeta. In diebus illis dixit In quei giorni disse Isaias: Dominus Deus Isaia: Il Signore, Iddio aperuit mihi aurem; e- mi ha aperta l'orecchia, go autem non contradi- ed io non contraddico; co; retrorsum non abii. indietro non mi tirai. Il Corpus meum dedi per- corpo mio l' ho dato a cutientibus et genas quei che mi percuotevameas vellentibus. Faciem no, e le mie guancie a meam non averti ab in- quei che mi strappavano crepantibus, et conspu- la barba: il mio volto entibus in me. Dominus non ho ascoso a quelli Deus auxiliator meus, che mi schernivano e ideo non sum confusus: mi sputacchiavano. Il Siideo posui faciem meam gnore Dio è il mio aut petram durissimam, juto, per questo io non et scio quoniam non con- son restato confuso: per fundar. Juxta est qui ju- questo ho renduto la mia stificat me, quis contra- faccia come pietra durisdicet mihi? Stemus si- sima, e so che io non mul, qui est adversarius rimarrò confuso. Mi sia dappresso colui che mi giustifica, chi sarà mio contradditore? Stiamo insieme in giudizio, chi è Univ.- Bibl. Giessen 64 LUNEDÌ SANTO meus? Accedat ad me. il mio avversario? Si acEcce Dominus Deus au- costi a me. Ecco che il xiliatur meus: quis est Signore Dio è in mio aqui condemnet me? Ecce juto: chi è che mi conomnes quasi vestimen- danni? Ecco che tutti tum conterentur, tinea( questi) come un vesticomedet eos. Quis ex mento saran consunti, il vobis timens Dominum, verme li mangierà. Chi audiens vocem servi sui? è tra voi che tema il SiQui ambulavit in tene- gnore, e ascolti la voce bris, et non est lumen del suo servo? Chi camei, speret in nomine Do- mina nelle tenebre, ed mini, et innitatur super è senza luce, speri nel Deum suum. nome del Signore, e si appoggi al suo Dio. 9 GRADUALE. Exurge Levatevi su, o SignoDomine, et intende ju- re, applicatevi a renderdicio meo, Deus meus, mi giustizia, Dio mio, e et Dominus meus, in Signor mio, in questa mia causa. causam meam. . Effunde frameam,. Tirate fuora la spaet conclude adversus eos da, e serrate la stradaa qui me persequuntur. coloro che mi persegui. tano. TRACTUS. Domine, non Signore, non second secundum peccata no- i nostri peccati, che al stra, quæ fecimus nos: biam fatti: nè secondo neque secundum iniqui- le nostre iniquità ci votates nostras retribuas gliate dare la retribunobis. zione. y. Domine, ne memi-. Signore, non vi rineris iniquitatem nostra- cordate delle iniquità rum antiquarum: cito nostre antiche: pronta ALLA MESSA. 65 anticipent nos misericor- mente ci prevengano le dia tuæ, quia pauperes vostre misericordie, perfacti sumus nimis( Hic chè miserabili siam digenuflectitur). venuti oltremodo( Qui . Adjuva nos, Deus s'inginocchia). Salutaris noster, et pro-. Ajutateci, o Dio Salpter gloriam nominis tui, vator nostro, e a gloria Domine, libera nos et del nome vostro, Signopropitius esto peccatis re, liberateci, e propizio nostris, propter nomen siate ai peccati nostri, tuum. pel nome vostro. DICHIARAZIONE. Betania era poco meno di due miglia lontana da Gerusalemme, ed ivi stavan Lazzaro e le sorelle; ma non ne erano padroni, come alcuni malamente dicono, essendo i Romani soli e liberi signori di tutta la Giudea. Questa cena, fatta sei di prima della Pasqua, che comincia il giovedi sera, venne ad esser il sabato passato, ma si legge in questo giorno, per mostrare l'occasione presa da Giuda di vender Cristo, volendo egli rimborsare il denaro, qual giudicò valere l'unguento adoperato dalla Maddalena, ora ed anche nel mercoledi seguente, ungendo il capo del medesimo suo Maestro. Due volte unse questa donna i piedi a Cristo: la prima delle quali fu nella sua conversione, e la seconda presso di Lazzaro, sei di avanti la Pasqua, come qui si dice. Una sola volta gli unse il capo, trovandosi in casa di Simone, il mercoledi nel quale fu venduto da Giuda. in L'ungere i piedí anticamente non fu in usanza degli Ebrei; ma solamente usavasi alle volte presso qualche Ateniese nobile e di stato grande: e l'unzione del capo specialmente nei conviti, si frequentava in tutta la Palestina. L'unguento nardino è così chiamato dal nardo, erba di molto odore e preziosa, che con altre cose delicatissime lo compone. Lo nomina qui l'Evangelista pistici, cioè non falsificato, e nell' Evangelo di s. Marco vien chiamato unguenti nardi spicati; poichè in farlo, non tutto il nardo adopravasi, ma solo la sua spiga; ed era dalle donne romane avuto in istima, oltre ogni credenza E quindi abbiamo la Maddalena essere stata nobile e molto ricca, avendo essa potuto usar- per tre volte, ed abbondantemente, un unguento di tanto prezzo. 66 LUNEDÌ SANTO Sequentia S. Evangelii secundum Joannem. Cap. 12. Quello che segue del Santo Evangelio secondo Giovanni. Ante sex die Paschæ Sei di avanti la Pavenit Jesus Bethaniam, squa andò Gesù a Betaubi Lazarus fuerat mor- nia: dove era già morto tuus, quem suscitavit Je- Lazzaro che Gesù avea sus. Fecerunt autem ei risuscitato. Ed ivi gli fecoenam ibi: et Martha cero una cena; e Maria ministrabat. Lazarus ve- serviva a tavola. Lazzaro ro unus erat ex discum- poi uno era di quelli che bentibus cum eo. Maria stavano a mensa con lui. ergo accepit libram un- Maria però, presa una guenti nardi pistici pre- libbra d'unguento di nartiosi et unxit pedes Je- do, liquido di gran presu, et extersit pedes ejus gio, unse i piedi di Gecapillis suis: et domus sù, e asciugò i piedi di impleta est ex odore un- lui colle sue treccie e la guenti. Dixit ergo unus sua casa fu ripiena d'oex discipulis ejus, Judas dor dell'unguento. Disse Iscariotes, qui erat eum perciò uno dei suoi ditraditurus: Quare hoc scepoli, Giuda Iscariote, unguentum non veniit il quale era per tradirtercentis denariis, et da- lo: E perchè un unguento tum est egenis? Dixit come questo non s'è venautem hoc non quia de e- duto trecento denari, e genis pertinebat ad eum, dato ai poveri? Egli disse sed quia fur erat, et lo- ciò non perchè dei poculos habens ea, quæ veri si prendesse pensiemittebantur, portabat. ro, ma perchè ladro era, Dixit ergo Jesus: Sinite e la borsa tenendo, quello che ci era messo dentro, portava. Disse adunque ALLA MESSA. 67 illam, ut in diem sepul- Gesù: Lasciatela fare, turæ meæ servet illud. che pel di della mia sePauperes enim semper poltura riserbi questo. habetis, vobiscum; me Imperocchè i poveri semautem non semper ha- pre gli avete con voi; betis. Cognovit ergo tur- me poi non sempre mi ba multa ex Judæis, quia avrete. Seppe pertanto ille est: et venerunt, non una gran turba di Giupropter Jesum tantum, dei, come in quel luogo sed ut et Lazarum vi- era Gesù: e vi andaroderunt, quem suscitavit no, non per Gesù solamente, ma anche per veder Lazzaro da lui risuscitato. a mortuis. Offertorium, Eripe me Liberatemi da'miei nede inimicis meis, Domi- mici, o Signore: a voi ne: ad te confugi, doce son ricorso: insegnateme facere voluntatem mi a fare la vostra votuam, quia Deus meus lontà perchè il Dio mio siete voi. es tu. Secreta. Segreta. Hæc sacrificia nos Questi sacrifizi, onniomnipotens Deus, po- potente Iddio, noi montenti virtute mundatos, dati con potente virtù, ad suum faciant purio- facciamo pervenire più res venire principium. puri a voi nostro princiPer Dominum, etc. pio. Per il Signore, ecc, Alia secreta, contra persecutores Ecclesia. Altra segreta contro i persecutori della Chiesa. Protege, Domine, tuis Proteggete, o Signomysteriis servientes: ut re, noi che serviamo ai 68 LUNEDÌ SANTO divinis rebus inhæren-( vostri misteri: affinchè tes, et corpore tibi fa- inerendo alle cose divimulemur, et mente. Per ne, vi serviamo col corpo Dominum, etc. e con la mente. Per il Signore, ecc. Seu pro Papa. Ovvero pel Papa. Oblatis, quæsumus, Placatevi, o Signore, Domine, placare mune- ve ne preghiamo per i ribus; et famulum tuum doni che vi abbiamo ofN. quem Pastorem Ec- ferti, e governate con la clesiæ tuæ præesse vo- continua protezione voluisti, assidua protectio- stra il vostro servo N., ne guberna. Per Domi- quale avete voluto che num, etc. presieda Pastore alla vostra Chiesa. Per il Signor nostro, ecc. R. Amen. Præfatio Crucis, p. 55. Prefazione, pag. 55. Communio. Erubescant Arrossiscano e si conet revereantur simul, qui fondano tutti insieme, gratulantur pudore et re- quanti si rallegrano dei verentia, qui maligna lo- miei mali: vestiti siano quuntur adversus me. di confusione e di vergogna coloro che malignamente parlano contro di me. Postcommunio. Dopo la comunione. Præbeant nobis, Do- Ci somministrino, o mine, divinum tua san- Signore, i vostri santi ALLA MESSA. 69 cta fervorem; quo eorum misteri un divino fervopariter et actu delecte- re; onde proviamo gumur et fructu. Per Do- sto egualmente e nel ceminum, etc. lebrarvi e nel( riceverne) il frutto. Per il Signore, ecc. R). Così sia. R Amen.. Alia Postcommunio contra persecutores Ecclesia. Altra dopo la comunione contro i persecutori della Chiesa. Quæsumus, Domine Chiediamo, o SignoDeus noster, ut quos di- re, Dio nostro, affinchè vina tribuis participatio- quelli, a cui della divina ne gaudere, humanis non partecipazione ammettesinas subjacere pericu- ste a godere, non voglialis. Per Dominum, etc. te permettere che soggiacciano agli umani pericoli. Per il Signore, ecc. R. Così sia. Seu pro Papa. Ovvero pel Papa. Hæc nos, quæsumus, Questa uesta partecipazione Domine, divini Sacra- del divin Sacramento, vi menti perceptio prote- preghiamo, o Signore, ci gat; et famulum tuum protegga; e il vostro serN., quem pastorem Ec- vo N., che( come) Paclesiæ tuæ præesse vo- store alla vostra Chiesa luisti, una cum commisso presiedere ordinaste, usibi grege, salvet sem- nitamente all' affidatogli gregge, salvi sempre e R). Amen. 70 LUNEDI SANTO, ALLA MESSA. per et muniat. Per Do- fortifichi. Per il Signominum, etc. R). Amen. re, ecc. R). Così sia. Pro populo. Oratio. Humiliate capita vestra Deo. Adjuva nos, Deus SaAjutateci, o Dio Sallutaris noster: et ad be- vator nostro: e a medineficia recolenda quibus tare i beneficj co' quali nos instaurare dignatus di confortarei vi siete dees, tribue venire gauden- gnato, concedeteci di vetes. Per Dominum, etc. nire con giubilo. Per il Signore, ecc. to omsinge Sopra il popolo. Orazione. Umiliate la vostra testa a Dio.. C2( emas) odo heads MARTEDÌ SANTO отила с ли MARTEDI SANTO 8886 ALLA MESSA STAZIONE A SANTA PRISCA. INTROITO. Gal. 6. Oratio. 12A Nos autem gloriari o- Ora a noi gloriarci portet in Cruce Domini conviene nella Croce del nostri Jesu Christi in Signor nostro Gesù Criquo est salus, vita et re- sto, nel quale è riposurrectio nostra: per sta la salute, la vita e quem salvati et liberati la risurrezione nostra, sumus. ye. omaltri per cui salvati siamo e liberati. Drook set 029 Psalm. 66. Deus mi- Iddio abbia pietà di sereatur nostri, et bene- noi e ci benedica: splendicat nobis: illuminet dere faccia la luce del vultum suum super nos, suo volto sopra di noi, et misereatur nostri. e abbia di noi pietà. Nos autem, etc. Ora a noi, ecc. Orazione. fo Off indy Orazione. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, da nobis ita terno Dio, concedeteci 74 MARTEDI SANTO Dominicæ Passionis sa- di celebrar in maniera cramenta peragere, ut i misteri della passion indulgentiam percipere del Signore, che il permereamur. Per eum- dono ottener meritiamo. dem, etc. Per il medesimo, ecc. La seconda Orazione come al lunedi, pag. 69. EPISTOLA. Lectio Jeremia Prophetæ. Cap. 11 d. Lezione di Geremia Profeta. In diebus illis, dixit In quei giorni, disse Jeremias: Domine, de- Geremia: Signore, mi monstrasti mihi, et co- deste a conoscere, ed io gnovi, tunc ostendisti compresi: allora voi mi mihi studia eorum. Et faceste vedere i loro penego quasi agnus man- samenti. Ed io, come suetus, qui portatur ad agneHo mansueto, che victimam; et non cogno- è portato ad esser savi, quia cogitaverunt su- crificato, e non avea per me consilia, dicen- compreso com'eglino ates: Mittamus lignum in vean contro di me macpanem ejus, et erada- chinato, dicendo: Venite, mus eum de terra vi- diamo a lui legno in ventium, et nomem ejus luogo di pane, e sternon memoretur amplius. miniamolo dalla terra Tu autem, Domine, Sa- dei viventi, e il suo nobaoth, qui judicas juste, me non sia più ramet probas rènes et corda, mentato.. Ma voi, o Signore degli eserciti, che giudicate con giustizia, penetrate gli affetti e esa cimptonin puisbesnosele ALLA MESSA. 75 videam ultionem tuamli cuori, fate che io vi ex eis: tibi enim reve- vegga fare vendetta di lavi causam meam, Do- essi: imperciocchè ho mine Deus meus. rimessa la mia causa in Voi, o Signore Dio mio: GRADUALE. Ps. 34. Ego autem, dum mihi Ma io, mentre quelli molesti essent, induebam mi molestavano, mi rime cilicio, et umiliabam vestii di cilicio, e umiin jejunio animam me- liai col digiuno l'anima am: et oratio mea in si- mia e la mia orazione nu meo convertetur. nel mio seno si aggirava. . Judica, Domine, no-. Giudicate, Signore, centes me; expugna im- coloro che mi offendopugnantes me. Appre- no; combattete coloro hende arma et scutum, che mi combattono; et exurge in adjutorium prendete le armi e lo mihi. scudo e sorgete a mia difesa. oliva octaga olellg osai mabing tactirs Gill Hnots 201moel ongi) 30 06-15 ola DICHIARAZIONE. insan mias Il primo anno che s. Pietro si trovava in Roma, quale fu il quarantesimo quinto dopo la nascita del Signore, essendosi molti convertiti a Dio. Marco da loro fu pregato a voler latinamente scrivere quanto l'Apostolo avea loro predicato, per poter meglio con la Scrittura stessa vedere a sua posta le azioni di Cristo. Pertanto ei compose l'Evangelio che venne confermato con l' autorità di s. Pietro, e publicato nella Chiesa, e così essendo egli stato il secondo scrittore Evangelico, nel secondo luogo eziandio si legge. 76 MARTEDI SANTO Passio Domini nostri Je- La passione del Signor su Christi secundum Marcum. nostro Gesù Cristo secondo Marco. Cap. 14, 15. mi In quel tempo era la In illo tempore: Erat Pasqua, e gli Ázzimi di Pascha, ed Azima post lì a due giorni; e cerbiduum: et quærebant cavano i principi dei summi sacerdotes et scri- sacerdoti e gli scribi il bæ quomodo Jesum do- modo di prender Gesù lo tenerent, et occide- per inganno ed uccirent. Dicebant autem: S. derlo: Ma dicevano: Non Non in die festo, ne forte in dì di festa, perchè tumultus fieret in popu- il popolo non si levi a lo. C. Et cum esset Je- tumulto. E trovandosi sus Bethaniæ in domo Gesù a Betania in casa Simonis leprosi, et re- di Simone lebbroso, ed cumberet, venit mulier essendo a mensa venne habens alabastrum un- una donna che aveva guenti nardi spicati pre- un vaso di unguento di tiosi: et fracto alabastro, nardo di spigo di gran effudit super caput ejus. pregio; e rotto l'alabaErant autem quidam in- stro glielo sparse sulla digne ferentes intra se- testa. Ed eranvi alcuni metipsos, et dicentes: che ciò di mal animo S. Ut quid perditio ista soffrivano dentro di sè, unguenti facta est? Po- e dicevano: A che fine terat enim unguentum questo scialacquamento istud venundari plus- di unguento si è fatto? quam tercentis denariis, Imperocchè poteva queet dari pauperibus. C. Et sto unguento vendersi più di trecento denari, e darsi ai poveri. E fremevano contro di lei. ALLA MESSA. 77 fremebant in eam. Jesus Ma Gesù disse: Lasciaautem dixit: Sinite tela stare, perchè la ineam, quid illi molesti quietate voi? Una buona estis? Bonum opus ope- opera ella ha fatto a me. rata est in me. Semper Imperocchè sempre dei enim pauperes habetis poveri avete con voi: e vobiscum: et cum vo- quando a voi piacerà lueritis, potestis illis be- potete loro fare del benefacere: me autem non ne: me poi non sempre semper habetis. Quod ha- mi avete. Quel che pobuit hæc, fecit: prævenit teva ella, ha fatto: ha ungere corpus meum in anticipato a ungere il sepulturam. Amen dico mio corpo per la sepolvobis: Ubicumque præ- tura. In verità vi dico: dicatum fuerit Evange- In qualunque luogo prelium istud in universo dicato sarà questo Vanmundo, et quod fecit gelo pel mondo, tutto hæc, narrabitur in me- quello che ella ha fatto, moriam ejus. C. Et Judas in memoria di lei sarà Iscariotes, unus de duo- ancor raccontato. E Giudecim, abiit ad summos da Iscariote, uno dei sacerdotes, ut proderet dodici, andò da' principi eum illis. Qui audientes, dei sacerdoti per darlo gavisi sunt: et promise- nelle loro mani. E querunt ei pecuniam se da- sti, uditolo, si rallegraturos. Et quærebat, quo- rono: e promisero di modo illum opportune dargli del denaro. E traderet. Et primo die cercava occasione favoAzymorum, quando Pa- revole per tradirlo. E il scha immolabant, dicunt primo giorno degli Azei discipuli: S. Quo vis zimi, quando la Pasqua eamus, et paremus tibi, immolavano, dissero a ogoh- ohn Bygth lui i discepoli: Dove volete voi che andiamo 78 MARTEDÌ SANTO ut manduces Pascha? ad apparecchiare per il C. Et mittit duos ex di- mangiamento della Pascipulis suis, et dicit squa? Ed ei mandò due eis: Ite in civitatem: dei suoi discepoli, e et occurret vobis homo disse loro: Andate in lagenam aquæ bajulans, città e incontrerete un sequimini eum: et quo- uomo, una secchia d'acumque introierit, dicit equa portante, andatedomino domus, quia ma- gli dietro: e in qualungister dicit: Ubi est re- que luogo entri, dite al fectio mea, ubi Pascha padrone della casa che cum discipulis meis man- il maestro dice: Dov'è ducem? Et ipse vobis de- il mio refettorio, ove la monstrabit cænaculum, Pasqua coi miei discegrande stratum et illic poli io mangi 2 Ed egli parate nobis. C. Et abie- vi farà vedere un cenarunt discipuli ejus, et colo grande, messo in venerunt in civitatem, et ordine; e quivi appainvenerunt sicut dixerat recchiate per noi. E anillis, et paraverunt Pa- darono i discepoli, e scha. Vespere autem fa- giunti in città, trovarono cto, venit cum duodecim. conforme avea loro detto, Et discumbentibus eis, e prepararono la Pasqua. et manducantibus, ait Je- E sera fattasi, vi andò sus: Amen dico vobis, egli con i dodici. E quia unus ex vobis tra- mentre erano a mensa, det me, qui manducat e mangiavano, disse Gemecum. C. At illi coepe- sù: In verità vi dico runt contristari, et dicere che uno di voi mi traei singulatim: S. Num- dirà, il quale mangia quid ego? C. Qui ait meco. Ma essi cominOVOLE ciarono a rattristarsi, e a dirgli uno dopo l' altro: Son forse io? Ed ALLA MESSA. 79 illis: Unus ex duo- egli disse loro: Uno dei decim, qui intingit me- dodici, il quale intinge cum manum in catino. con me la mano nel Et Filius quidem hominis piatto. E il Figliuolo vadit, sicut scriptum est dell'uomo se ne va, code eo; væ autem homini me è stato scritto di illi, per quem Filius ho- lui: ma guai a quell'uominis tradetur. Bonum mo, per cui il Figliuolo erat, ei, si non esset na- dell'uomo sarà tradito. tus homo ille. C. Et man- Meglio era per un uomo ducantibus illis, accepit tale il non esser mai Jesus panem, et benedi- nato. E mentre quelli cens fregit, et dedit eis, mangiavano, prese Gesù et ait: Sumite, hoc del pane, e, benedettolo, est Corpus meum. C. Et lo spezzò, e lo diede accepto calice, gratias loro, e disse: Prendete, agens, dedit eis: et bi- questo è il mio Corpo. berunt ex illo omnes. Et E preso il calice, le graait illis: Hic est San- zie rendendo, lo diede guis meus novi testa- ad essi: e ne bevettero menti, qui pro multis tutti. E disse loro: Queeffundetur. Amen dico sto è il Sangue mio del vobis, quia jam non bi- nuovo testamento, il bam de hoc genimine quale per molti sarà vitis usque in diem il- sparso. In verità vi dilum, cum illud bibam co, che non berrò più novum in Regno Dei. di questo frutto della C. Et hymno dicto, exie- vite sino à quel giorno, runt in montem Oliva- in cui lo berrò nuovo rum. Et ait eis Jesus: nel regno di Dio. E Omnes scandalizabimini l'inno detto, andarono al monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: Tutti vi scandalizzerete 80 MARTEDÌ SANTO in me in nocte ista, quia per me in questa notte, scriptum est: Percutiam imperocchè sta scritto: pastorem, et dispergen- Percuoterò il pastore e tur oves. Sed postquam si dispederanno le peresurrexero, præcedam corelle. Ma dopo che io vos in Galileam. C. Pe- sarò risuscitato, vi antrus autem ait illi: S. derò innanzi nella GaEtsi omnes scandalizati lilea. Pietro però gli fuerint in te, sed non disse: Quand'anche tutti ego. C. Et ait illi Jesus: si scandalizzassero, non Amen dico tibi, quia tu io però. E Gesù gli dishodie in nocte hac, prius- se: In verità ti dico, quam gallus vocem bis che tu oggi in questa dederit, ter me es nega- notte, prima che il gallo turus. C. At ille amplius abbia per la seconda loquebatur: S. Et si o- volta cantato, tre volte portuerit me simul com- mi negherai. Ma quegli mori tibi, non te negabo. di più soggiungeva: C. Similiter autem ei om- Quand' anche bisogni mones dicebant. Et veniunt rire con voi, non vi nein prædium, cui nomen gherò. E il simile per Gethsemani. Et ait di- tutti dicevano. E arri scipulis suis: Sedete varono in un luogo chiahie, donec orem. C. Et mato Getsemani; ed egli assumit Petrum, et Ja- disse a' suoi discepoli: cobum, et Joannem se- Fermatevi qui, sintantocum, et cœpit pavere et chè io faccia orazione. tædere. Et ait illis: E prese seco Pietro, e Tristis est anima mea Giacomo, e Giovanni: e usque ad mortem: su- cominciò ad atterrirsi e stinete hic et vigilate. rattristarsi. E disse loro: Afflitta è l'anima mia sino alla morte: trattenetevi qui e vegliate. E ALLA MESSA. 81 C. Et cum processisset avanzatosi alquanto, si paullulum, procidit su- prostrò per terra, e preper terram: et orabat, gò che, se era possibile, ut si fieri posset, tran- si allontanasse da lui siret ab eo hora, et di- quell'ora. E disse: Abxit: Abba, Pater, om- ba, Padre, tutto a voi nia tibi possibilia sunt, è possibile, allontanate transfer calicem hunc a questo calice da me; ma me: sed non quod ego non quello che voglio volo, sed quod tu. C. Et io, ma quel che volete venit, et invenit eos dor- voi. E tornò da loro, e mientes. Et ait Petro: trovolli addormentati. E Simon, dormis? Non disse a Pietro: Simone, potuisti una hora vigi- tu dormi? Non hai polare? Vigilate et orate, tuto una sola ora veut non intretis in tenta- gliare? Vegliate ed orate, tionem. Spiritus quidem per non cadere in tenpromptus est, caro vero tazione. Lo spirito è infirma. C. Et iterum a- pronto, ma la carne è biens oravit, eumdem inferma. E nuovamente sermonem dicens. Et re- andò ad orare, le stesse versus denuo invenit eos parole ripetendo. E tordormientes( erant enim nato di nuovo li trovò oculi eorum gravati), et addormentati( imperocignorabant quid respon- chè i loro occhi erano derent ei. Et venit tertio, aggravati), e non sapeet ait illis: Dormite vano cosa rispondergli. jam et requiescite. Suf- E ritornò la terza volta, ficit: venit hora: ecce e disse loro: Su via Filius hominis tradetur dormite e riposatevi. Bain manus peccatorum. sta così: è venuta l'ora: ecco che il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' peccatori. Al6 82 MARTEDÌ SANTO Surgite, eamus. Ecce qui zatevi, andiamo. Ecco me tradet, prope est. C. colui che mi tradirà, è Et adhuc eo loquente, vicino. E non avea fivenit Judas Iscariotes, nito di dire, quando ecunus de duodecim, et coti Giuda Iscariote, uno cum eo turba multa cum dei dodici, e con esso gladiis et lignis, a sum- gran gente armata di mis Sacerdotibus, et Scri- spada e di bastoni spebis, et senioribus. Dede- dita dai Principi de' Sarat autem traditor ejus cerdoti, e dagli Scribi, signum eis, dicens: S. e dai seniori. E avea Quemcumque osculatus dato loro il traditore il fuero, ipse est, tenete segnale, dicendo: Colui eum, et ducite caute. C. che io bacerò, è desso, Et cum venisset, statim prendetelo, e conduceaccedens ad eum, ait: telo con attenzione. E S. Ave, Rabbi. C. Et venuto che fu, subito osculatus est eum. At accostossi a Gesù, e disilli manus injecerunt in segli: Dio vi salvi, Maeeum, et tenuerunt eum. stro: e lo baciò. Ma coUnus autem quidam de loro lo mani gittarongli circumstantibus educens addosso e lo catturarogladium, percussit ser- no. E uno degli astanti vum summi sacerdotis, mise mano alla spada, et amputavit illi auricu- feri un servo del somlam. Et respondens Je- mo Sacerdote e un orecsus, ait illis: Tam- chio gli mozzò. E Gesù, quam ad latronem, exi- prendendo la parola stis cum gladiis et lignis disse loro: Quasi io fossi comprehendere me? Quo- un assassino, siete vetidie eram apud vos in nuti con spade e batemplo docens, et non stoni per pigliarmi? 0gni giorno io stava con voi nel tempio insegnan3 ALLA MESSA. 83 me tenuistis. Sed ut im- do, nè mi pigliaste. Ma pleantur Scripturæ. C. debbono adempiersi le Tune Discipuli ejus re- Scritture. Allora i suoi linquentes eum, omnes Discepoli, abbandonatofugerunt. Adolescens au- lo, tutti fuggirono. E un tem quidam sequebatur certo giovinetto seguiva eum amictus sindone su- Gesù, coperto di una per nudo, et tenuerunt veste di lino su la nuda eum. At ille, rejecta sin- carne, e lo pigliarono. done, nudus profugit ab Ma egli, lasciata andare eis. Et adduxerunt Jesum la veste, ignudo scappò ad summum sacerdotem: da loro. E condussero et convenerunt omnes Gesù dal sommo sacersacerdotes, et scribæ et dote: e si adunarono seniores. Petrus autem tutti i sacerdoti, e gli a longe secutus est eum scribi e i seniori. Pietro usque intro in atrium però da lungi lo seguitò summi sacerdotis, et se- sin dentro il cortile del debat cum ministris ad sommo sacerdote: e seignem, et calefaciebat se. deva al fuoco con i miSummi vero sacerdotes, nistri, e scaldavasi. Ma et omne concilium, quæ- i Principi de' sacerdoti rebant adversus Jesum e tutto il consesso e testimonium, ut eum cercavano contro Gesù morti traderent, nec in- testimonianze per farlo veniebant. Multi enim te- morire, e non le trovastimonium falsum dice- vano. Imperocchè molti bant adversus eum; et il falso deponevano conconvenientia testimonia tro di lui; ma non connon erant. Et quidam cordavano le loro desurgentes falsum testi- posizioni. E alcuni alzamonium ferebant adver- tisi, il falso attestavano sus eum, dicentes: S. Quo- contro di lui, dicendo: niam nos audivimus eum Noi lo abbiamo sentito 84 MARTEDI SANTO dicentem: Ego dissolvam dire: Io distruggerò que templum hoc manufa- sto tempio manofatto, e ctum, et per triduum a- e in tre giorni un altro liud non manufactum non manofatto fabbriædificabo. C. Et non erat cheronne. Ma non era conveniens testimonium concorde la loro testiillorum. Et exurgens monianza. E alzatosi il summus sacerdos in me- sommo sacerdote in mezdium, interrogavit Jesum, zo, interrogò Gesù, e dicens: S. Non respondes dissegli: Non rispondi quidquam ad ea quæ tibi tu nulla alle cose che objiciuntur ab his? C. ti sono rinfacciate da Ille autem tacebat, et costoro? Ma egli taceva nihil respondit. Rursum e non rispose parola. summus sacerdos inter- Di nuovo lo interrogò rogabat eum, et dixit ei: il sommo sacerdote, S. Tu es Christus, Filius dissegli: Sei tu il CriDei benedicti? C. Jesus sto, il Figliuolo di Dio autem dixit illi: Ego benedetto? E Gesù gli sum; et videbitis Filium disse: Son quel desso; hominis sedentem a de- e vedrete il Figliuolo xtris virtutis Dei, et ve- dell' uomo sedere alla nientem cum nubibus destra della maestà di coli. C. Summus autem Dio, e venir sulle nubi sacerdos scindens vesti- del cielo. E il sommo samenta sua, ait: S. Quid cerdote, stracciatesi le sue adhuc desideramus teste? vesti, disse: Che bisoAudistis blasphemiam: gno abbiam più di tequid vobis videtur? C. stimonj? Avete udito la Qui omnes condemna- bestemmia: che ve ne verunt eum esse reum pare? e tutti lo condanmortis. Et coeperunt qui- narono per reo di morte, dam conspuere eum, et e cominciarono alcuni a sputargli addosso, e ve ALLA MESSA. 85 velare faciem ejus, et largli la faccia, e a darcolaphis eum cædere, et gli dei pugni, dicendodicere ei: S. Prophetiza. gli: Profetizza. E i miC. Et ministri alapis eum nistri lo schiaffeggiavacædebant. Et cum esset no. E trovandosi Pietro Petrus in atrio deorsum, da basso nel cortile, venit una ex ancillis sum- venne una delle serve mi sacerdotis: et cum del sommo sacerdote: e vidisset Petrum calefa- veduto Pietro che si cientem se, aspiciens il- scaldava, e lo sguardo lum, ait: Et tu cum Jesu fissato in lui, disse: AnNazareno eras. C. At ille che tu eri con Gesù Nanegavit, dicens: S. Neque zareno. Ma egli negò, scio, neque novi, quid dicendo: Nè lo conosco, dicas. C. Et exiit foras nè so quello che tu dica. ante atrium, et gallus E uscì fuori davanti al cantavit. Rursus autem cortile, e il gallo cantò. cum vidisset illum an- E di nuovo avendolo cilla, coepit dicere cir- veduto la serva, comincumstantibus: Quia hic ciò a dire agli astanti: ex illis est. At ille ite- Costui è di quelli. Ma rum negavit. Et post pu- egli di bel nuovo negò. sillum rursus qui asta- E di lì a poco nuovabant dicebant Petro: S. mente gli astanti dissero Vere ex illis es; nam et a Pietro: Sicuramente Galilæus es. C. Ille autem di quelli tu sei; impecœpit anathematizare et rocchè sei anche tu Gajurare: Quia nescio ho- lileo. Ma egli principiò minem istum, quem di- a mandar delle imprecitis. Et statim gallus ite- cazioni e a giurare: Non rum cantavit. Et recor- conosco quest'uomo, di cui parlate. E subito il gallo per la seconda volta cantò. E si ricor 86 MARTEDI SANTO datus est Petrus verbi, dò Pietro della parola quod dixerat ei Jesus: dettagli da Gesù: Prima Priusquam gallus cantet che il gallo canti due bis, ter me negabis. Et volte, tre volte mi necœpit flere. Et confestim gherai. E incominciò a mane consilium facien- piangere. E subito la tes summisacerdotes cum mattina, fatta insieme senioribus et scribis, et consulta i principi dei universo concilio, vin- sacerdoti con i seniori, cientes Jesum, duxerunt, e gli scribi, e tutto et tradiderunt Pilato. Et il congresso, legato Ge interrogavit eum Pilatus: sù, lo condussero e S. Tu es Rex Judæorum? lo consegnarono a PiC. At ille respondens, lato. E lo interrogò Piait illi: Tu dicis: C. lato: Tu sei il Re dei Et accusabant eum sum- Giudei? E Gesù gli rimi sacerdotes in multis. spose: Tu lo dici. E l'acPilatus autem rursum in- cusavano i principi dei terrogavit eum, dicens: sacerdoti di molte cose. S. Non respondes quid- E Pilato di nuovo lo quam? Vide in quantis interrogò, dicendo: Non te accusant. C. Jesus au- rispondi nulla? Vedi di tem amplius nihil re- quante cose ti accusano. spondit: ita ut miraretur Ma Gesù più nulla riPilatus. Per diem autem spose, di modo che ne festum solebat dimittere faceva le maraviglie Piillis unum ex vinetis, lato. Or nella festa era quemcumque petiissent. solito di liberare uno de' Erat autem qui dicebatur prigioni, qualunque aBarabbas, qui cum se- vessero addomandato. Ed ditiosis erat vinctus, qui eravi uno che si chiain seditione fecerat ho- mava Barabba, tra' sediziosi carcerato, il quale nella sedizione avea com ALLA MESSA. 87 micidium. Et cum ascen- messo omicidio. E radudisset turba, coepit ro- natosi il popolo, comingare, sicut semper facie- ciò a domandare quello bat illis. Pilatus autem che sempre lor concerespondit eis, et dixit: deva. E Pilato rispose S. Vultis dimittam vobis loro, e disse: Volete voi Regem Judæorum? C. che io vi disciolga il Re Sciebat enim, quod per in- de' Giudei? Sapeva bevidiam tradidissent eum nissimo che per invidia summi sacerdotes. Pon- lo avevano tradito i somtifices autem concitave- mi sacerdoti. Ma i ponrunt turbam, ut magis tefici sommossero il poBarabbam dimitteret ei. polo, perchè piuttosto Pilatus autem iterum re- Barabba liberasse loro. spondens, ait illis: S. Ma Pilato di nuovo riQuid ergo vultis faciam spose, e disse loro: Che Regis Judæorum? S. At dunque volete voi che ille iterum clamaverunt: io faccia del Re de' GiuS. Crucifige eum. C. Pi- dei? Ma quelli nuovalatus vero dicebat illis: mente gridavano: CroS. Quid enim mali fecit? cifiggilo. Pilato però diC. At illi magis elama- ceva loro: Che male ha bant: S. Crucifige eum. egli fatto? Ma quelli C. Pilatus autem volens gridavan più forte: Cropopulo satisfacere, dimi- cifiggilo. E Pilato, vosit illi Barabbam, et tra- lendo contentare il podidit Jesum flagellis cæ- polo, disciolse loro Basum, ut erucifigeretur. rabba, e fatto flagellare Milites autem duxerunt Gesù, lo abbandonò ad eum in atrium prætorii, essere crocifisso. E i solet convocaverunt totam dati lo condussero nelcohortem, et induunt l'atrio del pretorio, e vi eum purpura, et impo adunarono tutta la coorte, e lo vestono di por 88 MARTEDI SANTO nunt ei plectentes spi- pora, e intrecciata una neam coronam. Et coe- corona di spine gliela perunt salutare eum: cingono. E principiarono Ave, Rex Judæorum. Et a salutarlo: Salve, o Re percutiebant caput ejus de' Giudei. E percuotearundine, et conspuébant vangli la testa con una eum; et ponentes genua, canna, e gli sputavano adorabant eum. Et post- addosso, e piegato il giquam illuserunt ei, exue- nocchio, lo adoravano. runt illud purpura, et E dopo averlo scherniinduerunt eum vestimen- to, lo spogliarono della tis suis, et educunt illum porpora, e lo rivestirono ut crucifigerent eum. Et delle sue vesti, e lo meangariaverunt prætere- narono fuori per crociuntem quempiam Simo- figgerlo. E costrinsero nem Cyrenæum venien- un passaggero, Simone tem de villa, patrem di Cirene, che veniva Alexandri et Rufi, ut di campagna, padre di tolleret crucem ejus. Et Alessandro e di Rufo, a perducunt illum in Gol- prendere la croce di lui. gotha locum: quod est E lo menarono al luogo interpretatum Calvariæ detto Golgota: che interlocus. Et dabant ei bi- pretato vuol ire luogo bere myrrhatum vinum: del cranio. E davangli da et non accepit. Et cru- bere del vino mescolato cifigentes eum, divise- con mirra: e non lo acrunt vestimenta ejus, cettò. E crocifissolo, dimittentes sortem super visero le sue vesti tieis, quis quid tolleret. rando a sorte quello che Erat autem hora tertia, dovea averne ciascuno. et crucifixerunt eum. Et Era l'ora di terza quando erat titulus causæ ejus lo crocifissero. Ed eravi inscriptus: Rex Judæo- l'iscrizione del suo reato dove era scritto: Il Re ALLA MESSA. 89 rum. Et cum eo cruci- de' Giudei. E con lui figunt duos latrones: u- crocifissero due ladroni: num a dextris, et alium uno alla destra, e l'ala sinistris ejus. Et im- tro alla sua sinistra. E pleta est Scriptura, quæ fu adempiuta la Scritdicit: Et cum iniquis re- tura, che dice: Tra gli putatus est. Et præte- scellerati è stato novereuntes blasphemabant rato. E quei che passaeum, moventes capita vano lo bestemmiavano, sua, et dicentes: S. Vah scuotendo il capo, e diqui destruis templum cendo: Va tu, che diDei, et in tribus diebus struggi il tempio di Dio, reædificas: salvum facle in tre giorni lo rieditemetipsum, descendens fichi: salva te stesso, de cruce. C. Similiter et scendendo di croce. Nelsummi sacerdotes illu- lo stesso modo anche i dentes, ad alterutrum sommi sacerdoti e gli cum scribis dicebant: scribi per ischerno l'un S. Alios salvos fecit, se- l'altro dicevansi: Ha ipsum non potest salvum salvato gli altri, e sè facere.Christus Rex Israel stesso non può salvare. descendat nunc de cruce, Il Cristo, il Re d' Israeut videamus, et creda- le scenda adesso dalla mus. C. Et qui cum eo croce affinchè vediamo crucifixi erant, convicia- e crediamo. E quelli che bantur ei. Et facta hora con esso erano crocifissi sexta, tenebræ factæ sunt lo svillaneggiavano. E per totam terram usque all'ora sesta si ottenebrò in horam nonam. Et hora tutta la terra fino all'onona exclamavit Jesus ra nona. E all'ora nona Voce magna, dicens: esclamò Gesù con voce Eloi, Eloi, lammasaba- grande, dicendo: Eloi, cthani? C. Quod est in- Eloi, lammasabacthani? terpretatum:# Deus 90 MARTEDÌ SANTO meus, Deus meus, ut cioè Dio mio, Dio mio, quid dereliquisti me? C. perchè mi avete abbanquidam de circumstan- donato? E alcuni dei tibus audientes, dicebant: circostanti, avendolo udiS. Ecce, Eliam vocat. C. to, dicevano: Ecco che Currens autem unus, et chiama Elia. E corse uno, implens spongiam aceto, e inzuppata una spugna circumponensque cala- nell' aceto, e avvoltala mo, potum dabat ei, di- intorno a una canna, gli cens: S. Sinite, videamus dava da bere, dicendo: si veniat Elias ad depo- Lasciate, stiamo a venendum eum. C. Jesus dere se venga Elia a autem, emissa voce ma- distaccarlo. Ma Gesù, gna, expiravit( Hic ge- mandata fuori una gran nuflectitur, et pausatur voce, spirò( Qui s'ingialiquantulum). Et velum nocchia, e si fa una breve templi scissum est in pausa). E il velo del duo, a summo usque tempio si squrciò in due deorsum. Videns autem parti dall'alto al basso. Centurio, qui ex adverso E vedendo il centurione, stabat, quia sic clamans che dirimpetto stava, expirasset, ait: S. Vere come così esclamando hic homo Filius Dei erat. era morto, disse: VeraC. Erant autem et mu- mente quest' uomo era lieres de longe aspicien- Figliuolo di Dio. Ed tes, inter quas erat Ma- eranvi ancora delle donria Magdalena, et Maria ne, che da lungi stavan Jacobi minoris, et Joseph a vedere: tra le quali mater, et Salome: et era Maria Maddalena e cum esset in Galilæa, se- Maria madre di Giacomo 6000/200 260 il minore, e la madre il cubansin abdi Giuseppe, e Salome: Teplodesmuns! le quali, anche quando Legli era nella Galilea lo ALLA MESSA. 91 quebantur eum, et mi- seguivano, e lo servivanistrabant ei, et aliæ no, e altre molte, le multæ, quæ simul cum quali insieme con lui eo ascenderant Jerosoly- eran venute a Gerusastate lemme. mam. Ciò che segue si canta in tuono di Vangelo, ed il resto si fa come sopra. Et cum jam sero esset E fattasi sera( perchè factum( quia erat Para- era la Parasceve, cioè sceve, quod est ante sab- il di avanti il sabato), batum), venit Joseph ob andò Giuseppe d'ArimaArimatæa, nobilis decu- tea, nobile decurione, rio, qui et ipse erat ex- che egli pure aspettava pectans regnum Dei, et il Regno di Dio, e araudacter introivit ad Pi- ditamente si presentò a latum, et petiit corpus a Pilato, e chiese il corJesu. Pilatus autem mi- po di Gesù. Ma Pilato rabatur si jam obiisset. si meravigliava che ei Et accersito Centurione, fosse già morto. E chiainterrogavit eum, si jam mato il Centurione, gli mortuus esset. Et cum co- domandò se fosse già gnovissetaCenturione do- morto. E informato che navit corpus Joseph. Jo- fu dal Centurione, donò seph autem mercatus sin- il corpo a Giuseppe. E donem, et deponens eum, Giuseppe comperata una involvit sindone; et po- sindone, e distaccatolo, suit eum in monumento, lo involse nella sindone, quod erat excisum de e lo mise in un sepolpetra, et advolvit lapiero scavato nel masso dem ad ostium monu- e ribaltò una pietra alla menti. ciocimbocca del sepolcro. 9 92 VENERDÌ SANTO Offertorio.dou Custodi me, Domine, Difendetemi, o Signode manu peccatoris; et re, dalla mano del pecab hominibus iniquis catore; e dagli uomini eripe me. iniqui liberatemi. Offertorium. Ps. 139. Segreta. Segreta. Sacrificia nos, quæV₁ preghiamo, o Sisumus, Domine, propen- gnore, a far si che quesius ista restaurent: quæ sti sacrifizj istituiti per medicinalibus sunt in- nostre medicine, viepstituta jejuniis. Per Do- più ci avvalorino. Per minum nostrum, etc. il Signor nostro, ecc. Altra segreta contro i persecutori della Chiesa, ovvero per il Papa, pag. 62. Prefazione della Croce, come nella Domenica delle Palme, pag. 55. Comunione. Communio. Ps. 68. Adversum me exer- Contro di me parlacebantur; qui sedebant vano quei che stavano in porta, et in me psal- assisi alla porta; e solebant qui bibebant vi- pra di me i bevoni cannum; ego vero oratio- tavano delle canzoni. Ma nem meam ad te, Do- io la mia orazione a voi mine tempus benepla- rivolgo, o Signore: temciti, Deus, in multitu- po di favore, o Dio, egli dine misericordiæ tuæ. è questo, secondo la moltitudine della vostra atologue leb omisericordia. ALLA MESSA. Postcommunio. Dopo la Comunione. Sanctificationibus tuis, Per la vostra santifiomnipotens Deus, et vi- cante grazia, onnipotentia nostra curentur, et te Iddio, e i vizj nostri, remedia nobis sempiter- guariti restino, e rimedj na proveniant. sempiterni a noi provenPer Dominum, etc. Altra dopo la Comunione, o contro i persecutori della Chiesa o per il Papa, pag. 62. OREMUS. Humiliate capita vestra Deo. gano. 93 Per il Signore, ecc. PREGHIERA. Umiliate le vostre teste a Dio. Tua nos misericordia, La vostra misericorDeus, et ab omni sub- dia, o Dio, e da ogni sorreptione vetustatis ex- presa dell'uomo vecchio purget, et capaces san- ci purghi, e capaci di ctæ novitatis efficiat. Per una santa novità ci renDominum, etc. da. Per il Signore, ecc. R). Amen. R. Così sia. T siscig homizo onifest qorong legs impliqursa imtoa zidon aibomst Signo stadiumit kad- o binapt+ c cubuer MERCOLEDİ SANTO OTZAZ ICHIGOIZ MERCOLEDI SANTO ALLA MESSA STAZIONE A SANTA MARIA MAGGIORE. INTROITO. Phil. 2. In nomine Jesu om- Nel nome di Gesù one genuflectatur, coele- gni ginocchio si pieghi stium, terrestrium, et in- in cielo, in terra, e nelfernorum: quia Domi- l'inferno: perchè il Sinus factus est obediens gnore divenne ubbidienusque ad mortem, mor- te fino alla morte, e mortem autem crucis: ideo te di croce: e però il Dominus Jesus Christus Signore Gesù Cristo è in gloria est Dei Patris. nella gloria di Dio Padre. Ps. 101. Domine, exauSignore, esaudite la di orationem meam; et mia preghiera; e le mie clamor meus ad te ve- grida a voi giungano. niat. In nomine, etc. Nel nome, ecc. Post. Kyrie eleison, Dopo il Kyrie eleison dicitur Oremus: Flecta- si dice Preghiamo: Gemus genua. nuflettiamo. R). Levate. R). Alzatevi. 7 98 MERCOLEDI SANTO Oratio. Orazione. Præsta, quæsumus, Fate, vi preghiamo, omnipotens Deus, ut qui onnipotente Iddio, che nostris excessibus in- noi i quali per i nostri cessanter affligimur, per misfatti incessantemente Unigeniti Filii tui pas- afflitti siamo, per la passionem liberemur. Qui sione dell' Unigenito Fitecum vivit et regnat, etc. gliuol vostro veniamo liberati. Che con voi vive e regna, ecc. Lezione d'Isaia Profeta. Hæc dicit Dominus Queste cose, dice il Deus: Dicite filiæ Sion: Signore Iddio: Dite alla Ecce Salvator tuus ve- figlia di Sion: Ecco che nit: ecce merces ejus il tuo Salvatore viene: cum eo. Quis est iste, ecco che egli ha la sua qui venit de Edom, tin- ricompensa seco. Chi è ctis vestibus de Bosra? questi che viene di EIste formosus in stola sua, dom e di Bosra colla gradiens in multitudine veste tinta di rosso? Quefortitudinis suæ. Ego, qui sti bello a vedersi nel loquor justitiam, et pro- suo paludamento, nella pugnator sum ad sal- sua andatura, spiega la vandum. Quare ergo ru- moltá sua possanza. Io brum est indumentum sono desso che parlo tuum, et vestimenta tua giustizia, e sono il proerasitolius tettore che dà salute. Ma perchè rosso è il vostro ammanto, e le vostre veLectio Isaia Prophetæ. Cap. 62, 63. 99 ALLA MESSA. sieut calcantium in tor- sti quasi di chi spreme culari? Torcular calcavi le uve nello strettojo? solus; et de gentibus non torchio ho spremuto da est vir mecum: calcavi me solo; e delle genti eos in furore meo, et nessuno è con me: io conculcavi eos in ira gli ho spremuti nel mio mea; et aspersus est san- furore, e gli ho conculguis eorum super vesti- cati nell' ira mia; ed è menta mea, et omnia schizzato il sangue loro indumenta mea inqui- sulla mia veste, e tutti navi. Dies enim ultionis li miei abiti ho macin corde meo: annus re- chiati. Perocchè ecco il demptionis meæ venit. di per la vendetta fisCircumspexi, et non erat sata in cuor mio: l'anauxiliator: quæsivi, et no della redenzione mia non fuit qui adjuvaret: è venuto. Mirai all' inet salvavit mihi brachium torno, e non era chi meum, et indignatio mea porgesse la mano: ceripsa auxiliata est mihi. cai, e non vi ebbe chi Et conculcavi populos in desse aiuto: e mi diè furore meo, et inebriavi salute il mio braccio, e eos in indignatione mea; l'ira mia ella stessa mi et detraxi in terram vir- confortò. E conculcai i tutem eorum. Miseratio- popoli nel furor mio, e num Domini recordabor, gli inebriai della mia laudem Domini super indignazione; e gettai a omnibus quæ redditi no- terra la loro fortezza. bis Dominus Deus no- Delle misericordie del Sister. gnore io mi ricorderò, e loderò il Signore per tutte le cose, che ha fatto per noi il Signore Dio nostro. Graduale. Ps. 64. Ne Non perdete di vista 100 MERCOLEDÌ SANTO avertas faciem tuam alil vostro servo, perchè puero tuo, quoniam tribu- io son tribolato: pronlor: velociter exaudi me. tamente esauditemi. ỳ. Salvum me fac,. Salvatemi, o Dio, penetrate Deus, quoniam intrave- imperocchè runt aquæ usque ad ani- son le acque fino all'amam meam. Infixus sum nima mia. Fitto son io in limo profundi, et non nel fango profondissiest substantia. mo, che non ha consistenza. Si dice Dominus vobiscum, senza Flectamus genua. Oratio. Orazione. Deus, qui pro nobis 0 Dio, il quale vole Filium tuum crucis pa- ste che il Figlio vostro tibulum subire voluisti, della croce il patibolo ut inimici a nobis ex- incontrasse per noi, onpelleres potestatem; con- de iscacciare da noi del cede nobis famulis tuis, nemico la podestà, conut resurrectionis gratiam cedete a noi, vostri serconsequamur. Per eum- vi, di poter della risurdem, etc. rezione la grazia con seguire. Per il medesi mo, ecc. Contra persecutores Ecclesia. Contro i persecutori della Chiesa. Ecclesiæ tuæ, quæDella vostra Chiesa, vi sumus, Domine, preces supplichiamo, Signore, placatus admitte: ut de- le preci placato ricevete; ALLA MESSA. 101 structis adversitatibus et affinchè, dissipate le averroribus universis, se- versità e gli errori tutti, cura tibi serviat libertate. con sicura libertà a voi Per Dominum, etc.( ella) serva. Per il Signore, ecc. R). Così sia. R). Amen. Seu pro Papa. Oratio. O pel Papa. Orazione. Deus omnium fide0 Dio, di tutti i felium pastor et rector, deli pastore e governafamulum tuum N. quem tore, il vostro servo N. Pastorem Ecclesiæ tuæ che( come) Pastore alla præesse voluisti, propi- vostra Chiesa presiedere tius respice: da ei, quæ- ordinaste, con clemenza sumus, verbo et exemplo, risguardate: concedetequibus præest, profice- gli, vi preghiamo, che re, ut ad vitam, una cum( possa) colle parole e grege sibi credito, per- coll'esempio, a quelli, ai veniat sempiternam. Per quali presiede, giovare, Dominum, etc. affinchè insieme col gregge a lui affidato, pervenga alla vita sempiterna. Pel Signore, ecc. R). Così sia. Lezione d'Isaia. Profeta. In diebus illis, dixit In quei giorni, disse Isaias: Domine, quis cre- Isaia: Signore, chi ha didit auditui nostro? Et creduto a quel che ha brachium Domini cui re- udito da noi? E il braccio del Signore a chi è R). Amen. Lectio Isaia Prophetæ Cap. 53. 102 MERCOLEDÌ SANTO velatum est? Et ascen- stato rivelato? Perocchè det sicut virgultum co- egli spunterà qual virram eo, et sicut radix gulto dinanzi a lui e quade terra sitienti: non est si germoglio da sua raspecies ei, neque decor; dice in arida terra: eet vidimus eum, et non gli non ha vaghezza, nè erat aspectus, et deside- splendore; e noi l'abravimus eum. Despectam, biam veduto, e non era et novissimum virorum, bello a vedersi, e noi virum dolorum, et scien- avemmo inclinazione per tem infirmitatem. Et qua- lui. Dispregiato, e l'insi absconditus vultus e- fimo degli uomini, uojus et despectus; unde mo di dolore, e che conec reputavimus eum. nosce il patire. Ed era Vere languores nostros quasi ascoso il suo volto; ipse tulit, et dolores no- ed egli era vilipeso; onstros ipse portavit et nos de noi non ne facemmo putavimus eum quasi alcun conto. Veramente leprosum, et percussum i nostri languori gli ha a Deo, et humiliatum. egli presi sopra di sè, Ipse autem vulneratus e i nostri dolori ha porest propter iniquitates tati; e noi l'abbiam rinostras, attritus est pro- putato come un lebbropter scelera nostra. Di- so, e come flagellato da sciplina pacis nostræ su- Dio, ed umiliato. Ma per eum, et livore ejus egli è stato piagato, sanati sumus, Omnes nos motivo delle nostre iniquità, è stato spezzato per le nostre scelleratezze. Il castigo, cagione di nostra pace, cade so pra di lui, e per le li vidure di lui siamo risanati. Tutti noi come a ALLA MESSA. 103 quasi oves erravimus, u- pecore siam stati erranti, nusquisque in viam suam ciascun per la strada declinavit: et posuit Do- sua deviò; e pose il Siminus in eo iniquitatem gnore addosso a lui le omnium nostrum. Obla- iniquità di tutti noi. È tus est, quia ipse voluit, stato offerto, perchè egli et non aperuit os suum; ha voluto, e non ha asicut ovis ad occisionem perta la sua bocca: codocetur, et quasi agnus me pecorella ad esser uccoram tondente se ob- ciso sarà condotto, e comutescet, et non aperiet me un agnello si starà os suum. De angustia, dinanzi a colui che lo et de judicio sublatus tosa, muto, così egli non est: generationem ejus aprirà la sua bocca. Doquis enarrabit? Quia ab- po la oppressione della scissus est de terra vi- condanna egli fu innalventium: propter scelus zato: la generazione di populi mei percussi eum. lui chi la spiegherà? Or Et dabit impios pro se- egli è stato reciso dalla pultura, et divitem pro terra dei viventi: per le morte sua: eo quod ini- scelleraggini del popol quitatem non fecerit, ne- mio io l'ho percosso. E que dolus fuerit in ore concederà( Dio) gli emejus. Et Dominus voluit pj alla sepoltura di lui contenere eum in infir- e il ricco alla morte di mitate: si posuerit pro lui: perchè egli non ha peccato animam suam, commessa iniquità e frauvidebit semen longævum, de non fu nella sua bocca. E il Signore volle consumarlo nei patimenti: se egli darà per lo peccato la vita sua, védrà una discendenza di lunga durata, e la vo 104 MERCOLEDÌ SANTO et voluntas Domini in lontà del Signore per manu ejus dirigetur. Pro mezzo di lui sarà ademeo quod laboravit anima piuta. Perchè ebbe afejus, videbit, et satura- fanno l' anima di lui, bitur: in scientia sua ju- vedrà, e saranne satolstificabit ipse servus me- lo: colla sua dottrina giuus multos, et iniquitates stificherà lo stesso mio eorum ipse portabit. I- servo molti, e le loro deo dispertiam ei pluri- iniquità prenderà egli rimus: et fortium divi- sopra di sè. Per questo det spolia: pro eo quod darò a lui per sua portradidit in mortem ani- zione una gran moltimam suam, et cum sce- tudine: ed egli dei forleratis reputatus est; et ti acquisterà le spoglie: ipse peccata multorum perchè ha dato alla mortulit, et pro trasgresso- te l'anima sua, e cogli ribus rogavit. scellerati è stato confuso; ed i peccati di molti ha portati, e pei trasgressori ha fatta orazione. Jonag Tractus. Ps. 101. Domine, exaudi orationem meam, et clamor meus ad te veniat. Tratto. Salmo 101. Signore, esaudite la mia orazione, e le mie grida a voi giungano. . Non rivolgete la . Ne avertas faciem tuam a me: in quacum- vostra faccia da me: in que die tribulor, inclina ogni giorno di mia triad me aurem tuam. bolazione, date alle mie Hans parole udienza. . In quacumque die. In qualunque gior invocavero te, velociter no io v'invochi, voi pronexaudi me. tamente esauditemi. ALLA MESSA. 105 . Quia defecerunt si-. Imperocchè svacut fumus dies mei; et niti sono quasi fumo i ossa mea sicut in frixo- giorni miei; e le ossa rio confrixa sunt. mie come in una padella tutte son fritte. . Percussum sum si-. Appassito sono cocut foenum, et aruit cor me erba, e inaridito si meum; quia oblitus sum'è il mio cuore; perchè manducare panem me- mi sono scordato di mangiare il mio pane. um. y. ỳ. Tu exurgens, Do-. Voi svegliato, Simine, misereberis Sion; gnore, avrete pietà di quia venit tempus mi- Sionne; perchè venuto serendi ejus. è il tempo di averne stino pietà. DICHIARAZIONE. Nel tempo che gli Apostoli, vagando per il mondo, spargevano la luce evangelica, s. Paolo, avendo in sua compagnia s. Luca, nelle parti della Grecía molto s'affaticava; e ritrovando egli molte cose di Cristo dagli eretici publicate bugiardamente, e con indegnità della fede cristiana Luca per far palese il vero e le menzogne, loro scrisse il suo Evangelio in greco. Onde quei popoli ebbero nel loro idioma, degna e vera istoria di ciò che cristianamente appreso aveano. E questo avvenne l'anno quarantesimo ottavo del Signore, ed essendo il terzo che scrisse l'Evangelio, anche nella terza mattina è da noi letto. Passio Domini nostri Je- La passione del Signore su Christi secundum nostro Gesù Cristo seLucam. Cap. 22. condo Luca. In illo tempore apIn quel tempo avvipropinquabat dies festus cinavasi la festa degli Azymorum, qui dicitur Azimi, che chiamavasi Pascha; et quærebant, Pasqua; e cercavano i principes sacerdotum, et principi de' sacerdoti, e 106 MERCOLEDÌ SANTO scribæ, quomodo Jesum gli scribi, il modo di interficerent: timebant uccidere Gesù: ma avevero plebem. Intravit au- van paura del popolo. tem Satanas in Judam, E Satana entrò in Giuqui cognominabatur I- da, cognominato Iscarioscariotes, unum de duo- te, uno de' dodici. E andò decim. Et abiit, et locu- a discorrere co'principi tus est eum principibus de' sacerdoti, e co'magisacerdotum, et magistra- strati, del modo di darlo tibus, quemadmodum il- ad essi nelle mani. E ne lum traderet eis. Et ga- fecero festa, e convenner visi sunt, et pacti sunt di dargli una somma di pecuniam illi dare. Et denaro. E n'andò d'acspopondit. Et quærebat cordo. E cercava opporopportunitatem, ut trade- tunità di darlo nelle loro ret illum sine turbis. Ve- mani senza rumore. E nit autem dies azymorum, venne il dì degli Azimi, in qua necesse erat oc- nel quale si doveva imcidi Pascha. Et misit Pe- molare la Pasqua. E trum et Joannem, di- mandò Pietro e Giovanni cens: Euntes parate dicendo loro: Badate, nobis Pascha, ut man- preparateci da mangiare ducemus. C. At illi di- la Pasqua. E quelli risxerunt: S. Ubi vis pa- posero: Dove volete voi remus? C. Et dixit ad che apparecchiamo? Ed eos: Ecce, introeun- ei disse loro: Al primo tibus vobis in civitatem, entrar vostro in città, occurret vobis homo qui- v' imbatterete in un uo dam amphoram aquæ mo che avrà una brocca portans; sequimini eum di acqua: andategli die in domum, in quam in tro fino alla casa nella trat, et dicetis patri fa- quale entrerà, e direte milias domus: Dicit tibi al capo di casa: Dice a magister: Ubi est diver- te il maestro: Dov'è l'o ALLA MESSA. 107 sorium, ubi Pascha cum spizio in cui la Pasqua discipulis mei mandu- co' miei discepoli io mancem? Et ipse ostendet gi? Ed egli vi mostrerà vobis cænaculum ma- un gran cenacolo messo gnum stratum, et ibi pa- in ordine, ed ivi apparate. C. Euntes autem recchiate. E andati che invenerunt, sicut dixit furono, trovarono come illis; et paraverunt Pa- Gesù avea lor detto; e scha. Et cum facta esset prepararon la Pasqua. hora, discubuit, et duo- E giunta l'ora si pose a decim Apostoli cum eo. tavola, e i dodici ApoEt ait illis: Desiderio stoli con esso. E disse desideravi hoc Pascha loro: Ardentemente ho manducare vobiscum an- bramato di mangiar quetequam patiar. Dico enim sta Pasqua con voi privobis, quia ex hoc non ma della mia passione. manducabo illud, donec Imperocchè vi dico che impleatur in Regno Dei. non ne mangerò più, C. Et accepto calice, gra- sino a tanto che ella sia tias egit, et dixit: Academpiuta nel Regno di cipite, et dividite inter Dio. E preso il calice, vos. Dico enim vobis e rendute le grazie, disquod non bibam de ge- se: Prendete, e distrineratione vitis, donec buitelo fra voi. ImperocRegnum Dei veniat. C. chè vi dico, che io non Et accepto pane gratias berrò del frutto della vite egit, et fregit, et dedit sino a tanto che il Reeis, dicens: Hoc est gno di Dio sia venuto. Corpus meum, quo pro E preso il pane, rendè vobis datur: hoc facite le grazie, lo spezzò, e lo in meam commemora- diede loro dicendo: Questo è il mio Corpo, il quale per voi è dato: fate questo in memoria 108 MERCOLEDÌ SANTO tionem. C. Similiter ca- di me. Similmente anlicem, postquam cœna- cora il calice, finita che vit, dicens: Hic est fu la cena, dicendo: calix novum testamen- Questo è il calice, il tum in Sanguine meo, nuovo testamento nel qui pro vobis fundetur. Sangue mio, il quale per Verumtamen ecce manus voi si spargerà. Del ritradentis me, mecum est manente ecco che la main mensa. Et quidem Fi- no di chi mi tradisce è lius hominis, secundum meco a mensa. E quanto quod definitum est, va- al Figliuol dell' uomo, dit: verumtamen va ho- secondo che è stabilito, mini illi per quem tra- egli s'en va: ma guai detur. C. Et ipsi coepe- a quell' uomo per cui runt quærere inter se, egli sarà tradito. Ed essi quis esset ex eis, qui cominciarono a dimanhoc facturus esset. Facta dare l'uno all'altro, chi est autem et contentio di loro fosse colui che inter eos, quis eorum tal cosa avrebbe fatto. videretur esse major. Di- Nacque di più contesa xit autem eis: Reges tra di loro, chi di essi gentium dominantur eo- paresse essere il magrum: et qui potestatem giore, ma egli disse loro: habent super eos, bene- I re delle genti le gofici vocantur. Vos autem vernano con impero: e non sic: sed qui major quelli che le hanno sotto est in vobis fiat sicut il loro dominio, beneminor: et qui præcessor fattori si chiamano. Tra est, sicut ministrator. di voi però non così: ma Nam quis major est qui chi è più grande di voi, sia come il più piccolo: e colui che precede, sia come un che serve. Imperocche chi è da più, ALLA MESSA. 109 recumbit, an qui mini- colui che siede, o colui strat? Nonne qui recum- che serve a tavola? Non bit? Ego autem in me- è egli da più colui che dio vestrum sum sicut siede? Or son io tra voi qui ministrat: vos autem come uno che serve e estis qui permansistis voi siete quelli che avete mecum in tentationibus continuato a star meco meis. Et ego dispono vo- nelle mie tentazioni. Ed bis, sicut disposuit mihi io dispongo a favor voPater meus, regnum, ut stro del regno, come ne edatis et bibatis super ha disposto per me il mensam meam in regno Padre mio, affinchè manmeo: et sedeatis super giate e beviate alla mia thronos, judicantes duo- mensa nel regno mio: e decim tribus Israel. C. sediate in trono a far Ait autem Dominus:+ giudizio delle dodici triSimon, Simon, ecce Sa- bù di Israele. Disse di tanas expetivit vos, ut più il Signore: Simone, cribraret sicut triticum. Simone, ecco che Satana Ego autem rogavi pro va in cerca di voi, per te, ut non deficiat fides vagliarvi come si fa del tua: et tu aliquando, grano. Ma io ho pregato conversus, confirma fra- per te, affinchè non ventres tuos. C. Qui dixit ga meno la tua fede: e ei: S. Domine, tecum tu talora, rivolto ai tuoi paratus sum et in car- fratelli, confermali. Egli cerem et in mortem ire. però dissegli: Signore, C. At ille dixit: Dico son pronto ad andar con tibi, Petre, non cantabit voi e alla prigionia e alla hodie, gallus, donec ter morte. Ma Gesù gli disabneges nosse me. C. Et se: Dico a te, o Pietro, non canterà oggi il gallo, prima che tu per tre volte nieghi di avermi 110 MERCOLEDÌ SANTO dixit eis:# Quando conosciuto. E disse loro: misi vos sine sacculo, Quando vi mandai senza et pera, et calceamentis, sacco, senza borsa, e numquid aliquid defuit senza scarpe, forse vi vobis? C. At illi dixe- mancò egli qualche corunt: S. Nihil. C. Dixit sa? Ed essi dissero: ergo eis: Sed nunc Nulla. Disse loro adunqui habet sacculum, tol- que: Adesso poi chi ha lat similiter et peram; un sacco, lo prenda, e et qui non habet, ven- così anche la borsa: e dat tunicam suam, et chi non l'ha, venda la emat gladium. Dico enim sua tonaca e compri una vobis, quoniam adhuc spada. Imperocchè vi dihoc quod scriptum est, co, esser necessario tutoportet impleri in me: t'ora che quello che è et cum iniquis deputatus stato scritto si adempia est. Etenim ea quæ sunt in me: e tra gli scellede me, finem habent. rati è stato annoverato. C. At illi dixerunt: S. Do- Imperocchè le cose che mine: ecce duo gladii riguardano me, sono hic. C. At ille dixit eis: presso al loro compiSatis est. C. Et egres- mento. Ma quegli risposus ibat secundum con- sero: Signore, ecco due suetudinem in montem spade qui. Ed ei disse Olivarum. Secuti sunt loro: Non più. E si mosautem illum et discipuli. se per andare secondo Et cum pervenisset ad il suo solito al monte locum, dixit illis:# 0- Oliveto. E lo seguitarono rate, ne intretis in ten- ancora i suoi discepoli. tationem. C. Et ipse a- E giunto che vi fu, disse vulsus est ab eis, quan- loro: Orate affine di non tum jactus est lapidis, cadere in tentazione. E distaccatosi da loro quanto è un tiro di sasso, e ALLA MESSA. 111 et positis genibus orabat, inginocchiatosi, dicendo: dicens: Pater, si vis, Padre, se volete, allontransfer calicem istum tanate da me questo caa me: verumtamen non lice: per altro non la mea voluntas, sed tua mia volontà, ma la vofiat. C. Apparuit autem stra, facciasi. E gli apilli Angelus de coelo, parve un Angelo dal confortans eum. Et factus cielo per confortarlo. Ed in agonia, prolixius ora- entrato in agonia, più bat. Et factus est sudor intensamente orava. E ejus, sicut guttæ sangui- diede in un sudore, conis decurrentis in terram. me di gocce di sangue Et cum surrexisset ab che scorreva a terra. E oratione, et venisset ad alzatosi dall'orazione, e discipulos suos, invenit portatosi da' suoi disceeos dormientes præ tri- poli, trovolli addormenstitia. Et ait illis: Qui tati per la tristezza. E dormitis? Surgite, orate, disse loro: Perchè dorne intretis in tentatio- mite? Alzatevi, orate, nem. C. Adhuc eo lo- affine di non entrare in quente, ecce turba: et tentazione. Prima che qui vocabatur Judas, u- finisse di dir queste panus de duodecim, ante- role, ecco che sopragcedebat eos, et appro- giunse una truppa di pinquavit Jesu, ut oscu- gente: e colui che chialaretur eum. Jesus autem mavasi Giuda, uno dei dixit illi: Juda, osculo dodici, andava loro innanFilium hominis tradis? zi: e accostossi a Gesù C. Videntes autem hi, per baciarlo. E Gesù gli qui circa ipsum erant, disse: Giuda, con un bacio il Figliuol dell' uomo tradisci? E vedendo quelli che erano intorno a Gesù, dove la cosa an 112 MERCOLEDI SANTO quod futurum erat, di- dava a parare, gli disxerunt ei: S. Domine, sero: Signore, adoperesi percutimus in gladio? remo noi la spada? Ed C. Et percussit unus ex uno di essi ferì un servo illis servum principis sa- del principe de' sacerdoti cerdotum, et amputavit e gli tagliò l'orecchio auriculam ejus dexte- destro. Ma Gesù prese ram. Respondens autem la parola e disse: Basti Jesus, ait:# Sinite, così. E toccata l'orecchia usque huc. C. Et cum di colui, lo risanò. Disse tetigisset auriculam ejus, poi Gesù a quelli che si sanavit eum. Dixit au- eran mossi contro di lui, tem Jesus ad eos, qui ai principi dei sacerdoti, venerant ad se, prinei- ed ai prefetti del tempio, pes sacerdotum, et ma- ed ai seniori: Quasi congistratus templi, et se- tro un ladrone siete veniores: Quasi ad la- nuti armati di' spade e tronem existis cum gla- di bastoni? Quand' io diis et fustibus? Cum ogni giorno con voi mi quotidie vobiscum fue- trovava nel tempio, non rim in templo, non ex- istendeste mai la mano tendistis manus in me; contro di me: ma questa sed hæc est hora vestra, è la vostra ora, e la baet potestates tenebrarum. lía delle tenebre. E preso C. Comprehendentes au- che l'ebbero, lo condustem eum, duxerunt ad sero a casa del principe domum principis sacer- de' sacerdoti: e Pietro lo dotum. Petrus vero se- seguiva alla lontana. E quebatur eum a longe. avendo la gente acceso Accenso autem igne in il fuoco nel cortile, e medio atrii, et circum stando a sedere all' in sedentibus illis, erat Pe- torno, stava anche Pietrus in medio eorum. tro sedendo in mezzo Quem cum vidisset an- ad essi. E una serva ve ALLA MESSA. 113 cilla quædam sedentem duto lui che sedeva al ad lumen, et eum fuis- fuoco, e miratolo fissaset intuita, dixit: S. Et mente, disse: Questi anhic cum illo erat. C. At cora con lui era. Ma egli illa negavit eum, dicens: la rinnegò, dicendo: DonS. Mulier, non novi il- na, io no' l conosco. Da lum. C. Et post pusillum lì a poco un altro vealius videns eum, dixit: dendolo, gli disse: AnS. Et tu de illis es. C. che tu un di coloro sei. Petrus vero ait: S. O Ma Pietro disse: 0 uohomo, non sum. C. Et mo, io no' l sono. E quasi intervallo facto quasi ho- un'ora dopo un altro diræ unius, alius quidam ceva asseverantemente: affirmabat, dicens: S. Ve- Certo anche questi con re et hie cum illo erat; colui era; imperocchè nam et Galilæus est. C. anch' egli è Galileo. E Et ait Petrus: S. Homo, rispose Pietro: 0 uomo, nescio quid dicis. C. Et io non so quel che voi continuo, adhuc illo lo- dite. E immediatamente, quente, cantavit gallus. prima che egli avesse Et conversus Dominus finito queste parole cantò respexit Petrum. Et re- il gallo. E si rivolse il cordatus est Petrus verbi Signore a mirar Pietro. Domini, sicut dixerat: E si ricordò Pietro della Quia prius quam gallus parola dettagli dal Sicantet, ter me negabis. gnore: Prima cheil gallo Et egressus foras Petrus, canti, tre volte mi rinflevit amare. Et viri qui negherai. E usci fuora tenebant illum, illude- Pietro, e pianse amarabant ei, cædentes. Et mente. E quei che tevelaverunt eum, et per- nevan legato Gesù, lo schernivano, e davangli delle percosse. E gli bendarono gli occhi, e gli 8 Univ.- Bibl. Giessen 114 MERCOLEDÌ SANTO cutiebant faciem ejus, et davano delle guanciate, interrogabant eum, di- e lo interrogavano con centes: S. Prophetiza dire: Indovina chi è che quis est qui te percus- ti ha percosso? E molte sit? C. Et alia multa bla- altre cose bestemmiando sphemantes dicebant in dicevano contro di lui, eum. Et ut factus est E appena fattosi giorno, dies, convenerunt senio- si radunarono gli anziares plebis, et principes ni del popolo, e i prinsacerdotum, et scribæ, cipi de' sacerdoti, e gli et duxerunt illum in scribi, e lo menarono consilium suum, dicen- nel loro sinedrio, e gli tes: S. Si tu es Christus, dissero: Se tu sei Cristo, dic nobis. C. Et ait illis: dillo a noi. Ma egli disse Si vobis dixero, non loro: Se io ve'l dirò, credetis mihi: si autem voi non mi crederete. E et interrogavero, non re- se anche vi interrogherò, spondebitis mihi, neque non mi risponderete, nè dimittetis. Ex hoc autem mi darete libertà. Ma da erit Filius hominis se- ora in poi, sarà il Fidens a dextris virtutis gliuolo dell'uomo assiso Dei. C. Dixerunt autem alla destra della virtù di omnes: S. Tu ergo es Dio. Gli dissero poi tutti: Filius Dei? C. Qui ait: Tu dunque sei Figliuolo Vos dicitis, quia ego di Dio? Egli rispose: sum. C. At illi dixerunt: Voi lo dite, conciossiacS. Quid adhuc deside- chè io lo sono. Allora ramus testimonium? Ipsi quelli dissero: Che bi enim audivimus de ore sogno abbiamo omai di ejus. C. Et surgens om- testimonj? Abbiamo noi nis multitudo eorum, du- stessi udito dalla sua xerunt illum ad Pilatum. propria bocca. E alzatasi Coeperunt autem illum tutta l'adunanza, lo condussero da Pilato. E co ALLA MESSA. 115 accusare, dicentes: S. minciarono ad accusarlo Hunc invenimus subver- dicendo: Costui abbiamo tentem gentem nostram, trovato, che seduce la et prohibentem tributa nostra nazione, e proidare Cæsari, et dicentem bisce di pagare il tributo se Christum Regem esse. a Cesare, e dice sè esC. Pilatus autem inter- sere Cristo Re. Pilato rogavit eum, dicens: S. dunque lo interrogò diTu es Rex Judæorum? cendo: Sei tu il Re dei C. At ille respondens, Giudei? Ma Gesù gli riait: Tu dicis. C. Ait spose, e disse: Tu lo dici. autem Pilatus ad prin- E Pilato disse ai principes sacerdotum, et tur-/ cipi dei sacerdoti, e alla bas: S. Nihil invenio turba: Non trovo delitto causæ in hoc homine. alcuno in quest' uomo. C. At illi invalescebant, Ma quelli si riscaldavano, dicentes: S. Commovet dicendo: Solleva il popopulum, docens per u- polo, insegnando per tutniversam Judæam, inci- ta la Giudea, avendo piens a Galilea usque principiato dalla Galilea huc. C. Pilatus autem fin qua. E Pilato udendo audiens Galilæam, in- nominare la Galilea, doterrogavit si homo Ga- mandò se egli Galileo lilæus esset. Et ut co- fosse. E inteso che della gnovit, quod de Herodis giurisdizione di Erode potestate esset, remissit egli era, lo mandò ad eum ad Herodem, qui Erode, che anch'egli in et ipse Jerosolymis erat Gerusalemme si trovava illis diebus. Herodes au- in quei dì. Ed Erode di tem, viso Jesu, gavisus veder Gesù ebbe molto est valde: erat enim cu- piacere: perchè bramava piens ex multo tempore da gran tempo di vevidere eum, eo quod au- derlo, conciossiachè avea dierat multa de eo, et sentito parlar molto di 116 MERCOLEDÌ SANTO sperabat signum aliquod lui, e sperava di vedervidere ab eo fieri. In- gli fare qualche miraterrogabat autem eum colo. E gli fe' molte inmultis sermonibus. At terrogazioni. Ma Gesù ipse nihil illi responde- non gli rispose nulla. bat. Stabant autem prin- Ed eran presenti i principes sacerdotum et scri- cipi de' sacerdoti e gli bæ, constanter accusan- scribi, che fortemente lo tes eum. Sprevit autem accusavano. Ed Erode illum Herodes cum exer- co' suoi soldati lo discitu suo; et illusit indu- prezzò: e per ischerno tum veste alba, et remisitifecelo vestir di bianca ad Pilatum. Et facti sunt veste, e lo rimandò a amici Herodes et Pilatus Pilato. E diventarono ain ipsa die: nam antea mici Erode e Pilato in inimici erant ad invicem. quel giorno: imperocchè Pilatus autem, convoca- per l'avanti nimicizia era tis principibus sacerdo- stata tra loro. Pilato poi, tum et magistratibus et radunati i principi dei plebe, dixit ad illos: S. sacerdoti, e i magistrati, Obtulistis mihi hunc ho- e il popolo, disse loro: minem, quasi averten- Mi avete presentato quetem populum: et ecce st'uomo come sollevatore ego coram vobis inter- del popolo: ed ecco che rogans, nullam causam alla vostra presenza a invenio in homine isto vendolo interrogato, deex his in quibus eum litto alcuno non ho troaccusatis. Sed neque He- vato in quest' uomo di rodes: nam remisi vos quelli onde voi l'accuad illum; et ecce nihil sate. Anzi nemmeno Erode: imperocchè vi ho rimessi a lui; ed ecco, che nulla è stato a lui fatto, che sia da reo di ALLA MESSA. 117 dignum morte actum est morte. Lo castigherò dunei. Emendatum ergo il- que, e lo libererò. Or lum dimittam. C. Ne- egli era tenuto a dare cesse autem habebat di- ad essi, nella festa, limittere eis, per diem bero un uomo. Esclamò festum, unum. Exclama- tutto il popolo: Levate vit autem simul universa dal mondo costui, e renturba, dicens: S. Tolle dete a noi libero Barabhunc, et dimitte nobis ba. Questi era stato, per Barabbam. C. Qui erat, causa di certa sedizione propter seditionem quam- fatta in città e per omidam factam in civitate, cidio messo in prigione. et homicidium, missus Enuovamente Pilato parin carcerem. Iterum au- lò ad essi bramoso di tem Pilatus locutus est liberar Gesù. Ma essi gli ad eos, volens dimittere davano su la voce, diJesum. At illi succlama- cendo: Crocifiggetelo, bant, dicentes: S. Cru- crocifiggetelo. Ed ei per cifige, crucifige eum. C. la terza volta disse loro: Ille autem tertio dixit ad Ma che male ha fatto illos: S. Quid enim mali costui? Delitto alcuno di fecit iste? Nullam cau- morte non trovo in lui: sam mortis invenio in lo castigherò adunque e eo: corripiam ergo illum, lo libererò. Ma quegli et dimittam. C. At illi incalzavano sempre più, instabant vocibus ma- con grandi strida chiegnis, postulantes ut cru- dendo che fosse crocicifigetur: et invalesce- fisso: e andavan crebant voces eorum. Et Pi- scendo i loro clamori. latus adjudicavit fieri E Pilato decretò che fosse petitionem eorum. Dimi- eseguita la loro domanda. sit autem illis eum, qui Liberò adunque in grapropter homicidium et zia loro che per causa di omicidio e di sedi 118 MERCOLEDÌ SANTO seditionem missus fuerat zione era stato messo in carcerem, quem pe- in prigione, e il quale tebant: Jesum vero tra- essi chiedevano; e abdidit voluntati eorum. Et bandonò Gesù alla loro cum ducerent eum, ap- volontà. E nel menarlo prehenderunt Simonem via arrestarono un certo quemdam Cyrenensem Simone Cireneo, che torvenientem de villa; et nava di campagna, e gli imposuerunt illi crucem misero addosso la croce, portare post Jesum. Se- perchè la portasse dietro quebatur autem illuma Gesù. E lo seguiva multa turba populi, et turba grande di popolo mulierum, quæ plange- le di donne, le quali batbant, et lamentabantur tevansi il petto, e lo pianeum. Conversus autem gevano. Ma rivolto ad ad illas Jesus, dixit:#esse Gesù, disse: FiFiliæ Jerusalem, nolite gliuole di Gerusalemflere super me, sed su- me, non piangete sopra per vos ipsas flete, et di me, ma sopra voi super filios vestros. Quo- stesse piangete, e sopra niam ecce veniente dies, i vostri figliuoli. Impein quibus dicent: Beatæ rocchè ecco che verrà steriles, et ventres qui tempo, in cui si dirà: non genuerunt, et ubera Beate le sterili ed i seni quæ non lactaverunt. che non han generato, Tunc incipient dicere e le mammelle che non montibus: Cadite super hanno allattato. Allora nos; et collibus: Operite cominceranno a dire alle nos. Quia si in viridi montagne: Cadete sopra ligno hæc faciunt, in a- di noi; e alle colline: rido qui fiet? C. Duce- Ricopriteci. Imperocchè se del verde legno tali cose fanno, del secco che sarà? Ed eran condotti ALLA MESSA. 119 bantur autem et alii duo anche due ladri con lui, nequam cum eo, ut in- che erano malfattori, per terficerentur. Et post- essere fatti morire. E quam venerunt in locum giunti che furono al luoqui vocatur Calvariæ, ibi go detto Calvario, quivi crucifixerunt eum et la- crocifissero lui e i latrones, unum a dextris droni, uno a destra, l'alet alterum a sinistris. tro a sinistra. E Gesù Jesus autem dicebat: diceva: Padre, perdonate Pater, dimitte illis, non loro, conciossiachè non enim seiunt quid faciunt. sanno quel che si fanno. C. Dividentes vero vesti- E spartendo le vesti di menta ejus, miserunt lui, le tirarono a sorte. sortes. Et stabat populus E se ne stava il popolo spectans, et deridebant ad osservare, e lo sbefeum principes cum eis, favano i caporioni con dicentes: S. Alios salvos esso, dicendo: Altri ha fecit, se salvum faciat, salvati; sè stesso salvi, si hic est Christus Dei se egli è il Cristo di Dio electus. C. Illudebant au- eletto. Insultavanlo antem ei et milites acce- che i soldati, i quali si dentes, et acetum offe- accostavano a lui, direntes ei, et dicentes: cendo: Se tu sei il Re S. Si tu es Rex Judæo- de' Giudei, salva te stesrum, salvum te fac. C. so. Era anche stata poErat autem et super- sta una iscrizione sopra scriptio scripta super di lui in greco, latino eum litteris græcis, et ed ebraico: Questi è il latinis et hæbraicis: Hic Re de' Giudei. E uno dei est Rex Judæorum. Unus ladroni pendenti lo beautem de his, qui pen- stemmiava, dicendo: Se debant, latronibus, blas- tu sei Cristo, salva te phemabat eum, dicens: S. Si tu es Christus, sal 120 MERCOLEDI SANTO vum fac temetipsum, et stesso e noi. E risponnos. C. Respondens au- deva l' altro sgridandolo, tem alterincrepabat eum, e dicendo: Nemmeno tu dicens: S. Neque tu ti- temi Iddio, trovandoti mes Deum, quod in ea- nello stesso supplizio? dem damnatione es? Et E quanto a noi, certo nos quidem juste; nam che con giustizia; perdigna factis recipimus: chè quel che era dovuhic vero nihil mali ges- to alle nostre azioni risit. C. Et dicebat ad Je- ceviamo; ma questi nulla sum: S. Domine, me- di male ha fatto. E dimento mei, cum veneris ceva a Gesù: Signore, in regnum tuum. E. Et ricordatevi di me giunto dixit illi Jesus: Amen che voi siate nel vostro dico tibi: hodie mecum regno. E Gesù gli disse: eris in Paradiso. C. Erat In verità ti dico che oggi autem fere hora sexta, meco sarai nel Paradiso. et tenebræ factæ sunt Ed era circa l'ora sesta, in universam terram u- e si fe' buio per tutta la sque in horam nonam. terra sino all'ora nona. Et obscuratus est sol, et E si oscurò il sole; e il velum templi scissum est velo del tempio si divise medium. Et clamans vo- per mezzo. Ed esclaman. ce magna Jesus, ait: do ad alta voce Gesù, Pater, in manus tuas com- disse: Padre, nelle mani mendo spiritum meum. vostre raccomando il mio C. Et hæc dicens, expi- spirito. E in ciò dicenravit( Hic genuflectitur do, spirò( Qui s' ingiet pausatur aliquantu- nocchia e si fa una breve lum). Videns autem Cen- pausa). E vedendo il Centurio quod factum fue- turione quel che era acrat, glorificavit Deum, caduto, glorificò Dio, didicens: S. Vere hic homo cendo: Certamente quejustus erat. C. Et omnis st'uomo giusto era. E ALLA MESSA. 121 turba eorum, qui simul tutta la moltitudine di oderant ad spectaculum coloro che si trovavan istud, et videbant quæ presenti allo spettacolo fiebant, percutientes pe- e vedevano quello che ctora sua, revertebantur. succedeva, picchiandosi Stabant autem omnes il petto, se ne tornavan noti ejus a longe, et mu- indietro. E stavano tutti lieres, quæ secutæ eum i conoscenti di Gesù alla erant a Galilæa, hæc vi- lontana, come anche le dentes. donne che l'avevano seguito dalla Galilea, tali cose osservando. Ciò che segue si canta in tono di Vangelo, e tutto si fa come sopra a pag. 52. Et ecce vir, nomine Ed ecco un uomo, Joseph, qui erat decurio, chiamato Giuseppe, che vir bonus et justus: hie era decurione, uomo dabnon consenserat consilio bene e giusto: il quale et actibus eorum, ab A- non aveva avuto parte rimathæa civitate Judeæ, nei consigli e nell'opequi expectabat et ipse rato degli altri, cittadino regnum Dei. Hic acces- di Arimatea, città della sit ad Pilatum, et petiit Giudea, che aspettava corpus Jesu; et deposi- anch'esso il regno di Dio. tum involvit sindone, et Questi presentossi a Piposuit eum in monu- lato, e gli chiese il corpo mento exciso, in quo di Gesù; e depostolo, lo nondum quisquam posi- rinvolse in un lenzuolo, tus fuerat. e lo pose in un sepolcro, scavato nel sasso" in cui fin allora nessuno era stato sepolto. 122 MERCOLEDÌ SANTO Offertorio Ps. 101. Domine, exaudi ora- Signore, esaudite la tionem meam, et clamor mia orazione, e le mie meus ad te veniat: ne aver- grida a voi giungano: tas faciem tuam a me. non rivolgete da me la vostra faccia. Secreta. Offertorio. Segreta. ob Suscipe, quæsumus, Gradite, o Signore, Domine, munus obla- l'offerto dono; e degnatum: et dignanter ope- tevi concederci che acrare ut quod Passionis compagniamo con pieFilii tui Domini nostri tosi affetti quello che mysterio gerimus, piis nella ricorrenza del miaffectibus consequamur. stero della passione del Per eumdem Dominum vostro Figlio noi openostrum Jesum Christum riamo. Per i meriti del Filium tuum, etc. medesimo Figliuol vostro, ecc. R). Amen. R). Così sia. Alia secreta contra persecutores Ecclesia. Altra segreta contro i persec. della Chiesa. Protege Domine, tuis Proteggete, o Signore, mysteriis servientes: ut noi che serviamo ai vodivinis rebus inhærentes, stri misteri: affinchè ineet corpore tibi famule- rendo alle cose divine, mur et mente. Per Do- vi serviamo col corpo e minum nostrum Jesum con la mente. Per il Signore nostro Gesù Cristo ALLA MESSA. 123 Christum Filium tuum, vostro Figliuolo, che con qui tecum vivit et re- voi vive e regna. gnat. R). Amen. R). Così sia. Alia pro Papa. Altra per il Papa. Oblatis, quæsumus Placatevi, o Signore, Domine, placare mune- ve ne preghiamo, per i ribus; et famulum tuum doni che vi abbiamo ofN. quem Pastorem Ec- ferti: e governate con clesiæ tuæ præesse vo- la continua protezione luisti, assidua protectione vostra il vostro servo N., guberna. Per Dominum il quale avete voluto che nostrum, etc. presieda Pastore alla vostra Chiesa. Per il SiR). Amen. gnor nostro, ecc. R). Così sia. Præfatio pag. 55. Prefazione pag. 55. Communio. Potum Comunione. La mia bemeum cum fleta tempe- vanda colle lagrime merabam, quia elevans al- scolai, perocchè, sollelisisti me; et ego sicut vandomi voi mi gettaste foenum arui. Tu autem, per terra: ed io come Domine, in æternum erba seccai. Ma voi, o permanes: tu exurgens Signore, in eterno duramisereberis Sion, quia te: voi svegliato, avrete venit tempus miserendi pietà di Sionne, perchè ejus. venuto è il tempo di averne pietà. 124 MERCOLEDÌ SANTO Postcommunio. Dopo la Comunione. Largire sensibus no- Beneficate abbondanstris, omnipotens Deus, temente i nostri sensi, ut per temporalem Filii onnipotente Iddio, affintui mortem, quam my- chè per la temporal morte steria veneranda testan- del vostro Figliuolo, che tur, vitam te nobis de- i misteri venerandi tedisse perpetuam confi- stificano, la vita ancora damus. Per Dominum, perpetua d'averci data confidiamo. Per il Sietc. R). Amen. Alia Postcommunio contra persecutores Ecclesiæ. gnore, ecc. R). Così sia. Altra dopo la Comunione contro i persecutori della Chiesa. Quesumus, Domine V₁ preghiamo, o SiDeus noster, ut quos di- gnore Dio nostro, affinvina tribui participatione chè quelli a cui della digaudere, humanis nos vina partecipazione consinas subjacere periculis. cedete godere, non voPer Dominum nostrum, gliate permettere etc. che soggiacciano agli umani pericoli. Per il Signore, ecc. Seu pro Papa. Ovvero pel Papa. Hæc nos, quæsumus, Questa partecipazione Domine, divini sacra- del divin sacramento, vi menti perceptio prote- preghiamo, o Signore, ALLA MESSA. 125 gat; et famulum tuum ci protegga; e il servo N., quem Pastorem Ec- vostro N. che( come) Paclesiæ tuæ præesse vo- store alla vostra Chiesa luisti, una cum commis- presiedere ordinaste, uso sibi grege, salvet sem- nitamente all'affidatogli per et muniat. Per Do- gregge, salvi sempre e minum, etc. fortifichi. Per il SignoR). Amen. re, ecc. OREMUS. Humiliate capita vestra Deo. PREGHIERA. Umiliate le vostre teste a Dio. Respice, quæsumus, Gettate gli occhi, vi Domine, super hanc fa- preghiamo, o Signore, miliam tuam, pro qua sopra questa famiglia voDominus noster Jesus stra, per la quale il SiChristus non dubitavit gnor nostro Gesù Cristo manibus tradinocentium non dubitò di esser dato et crucis subire tormen- nelle mani degli empii, tum. Qui tecum vivit et e della croce incontrare regnat, etc. il tormento. Che con voi vive e regna, ecc. R). Così sia. R). Amen. Il seguente Mattutino con le sue Laudi, si dice il Mercoledi Santo da sera per il Giovedi seguente, 126 MERCOLEDÌ SANTO ALLA SERA A MATTUTINO DICHIARAZIONE. In tre giorni si fa l'Ufficio della Passione del Signore, perchè tanti consumati furono da lui nei travagli e nella sua sepultura; e i Discepoli nello stesso tempo si dolsero per questa: e se la Chiesa comincia un giorno prima, che è oggi, questo avviene perchè il Sabbato è impedito per doversi celebrare la memoria del mistero fatto in quella notte a lui seguente, come altre volte fu celebrata, essendo allora risuscitato il Signore. Nei tre giorni seguenti, dopo aver detto con voce bassa, Pater noster, Ave Maria, ed a Mattutino e Prima Credo, lasciando tutto il rimanente, si comincia assolutamente l'Ufficio a Mattutino ed a Vespro dall'Antifona del primo Salmo; e tutte le Antifone si raddoppiano, come nelle Feste di Rito doppio. Nel fine de' Salmi non si dice Gloria Patri, nè ai Responsorii, nè alle Ore. Al fine di ciascun Salmo di Mattutino si estingue una delle quindici candele del Candelliere triangolare posto avanti all'Altare. Non si dice Domine, labia mea, nè il Deus, in adjutorium, perchè trattandosi della Passione di Cristo, mostriamo che dagli empii tolto ci è il capo ed il principio nostro; e siam restatí quasi vedovi, non avendo a chi poter chiedere ajuto. Si tace l'invitatorio, acciò vediamo che gli Apostoli, i quali dovevano invitar altri a Cristo, si sono dispersi. L' Inno si suol dire, per mostrare le lodi divine doversi dire con allegrezza de' cuori; e con ragione si lascia, perchè il Figliuol di Dio, soggetto d'ogni bene, fatto è obbrobrio delle genti, e burla della plebe. Diconsi nove Salmi, e per ogni notturno tre ve ne sono₂ per far intendere, che Cristo mori per i Vergini, per i Conjugati e per i Vedovi, delle tre leggi, Naturale, Scritta A MATTUTINO. 127 ed Evangelica: i Salmi significano l'opera; l'Antifona che avanti e dopo si dice, dimostra la vicendevole carità che accompag cla deve nel principio nel fine. Le quindici candele, quali veggonsi accese, fanno memoria dei dodici Apostoli, e delle tre Marie, ed una dopo l'altra s'estingue, non avendolo essi abbandonato ad un tratto insieme, ma uno dopo l'altro. Cominciasi con l'Antifona Zelus, acciò sappiamo che l'amore che Cristo portò alla Chiesa, è stato la cagione ch' egli ha patito. NEL PRIMO NOTTURNO. Antiph. Zelus domus Antiph. Lo zelo della tuæ, comedit me, et op- casa vostra mi divorò, probria exprobantium ti- e gli insulti di coloro bi ceciderunt super me. che insultavano voi sono ricaduti sopra di me. Salmo 68. Salvumme fac, Deus; Salvatemi, o Dio; imquoniam intraverunt perocchè son penetrate aquæ usque ad animam le acque fino all'anima meam. mia. Infixus sum in limo Son fitto in fango proprofundi; et non est fondissimo che non ha substantia. consistenza. Son venuto in alto mare, e la tempesta mi ha sommerso. Laboravi clamans, Mi sono stancato a raucæ factæ sunt fauces gridare, le mie fauci meæ;* defecerunt oculi sono inaridite; si sono mei, dum spero in De- ottenebrati gli occhi miei, um meum. mentre aspettando li tengo rivolti al mio Dio. Veni in altitudinem maris; et tempestas demersit me. MERCOLEDI SANTO Multiplicati sunt su- Son cresciuti di nuper capillos capitis mei, mero sopra i capelli qui oderunt me gratis. della mia testa, coloro che mi odiano senza ragione. 128 * Confortati sunt, qui Son divenuti più forti persecuti sunt me ini- i nemici miei che mi mici mei injuste; quæ perseguitano ingiustanon rapui, tunc exsol- mente; io allora pagai vebam. quello che io non aveva rapito. O Dio, voi conoscete tam meam; et delicta la mia stoltezza; e i miei mea a te non sunt ab- peccati a voi non sono scondita. nascosti. Non erubescantin me, Non abbian da arrosqui expectant te, Domi- sire per causa mia cone, Domine virtutum. loro i quali aspettano voi, o Signore, o Dio degli eserciti. Deus, tu seis insipien* Non confundantur super me, qui quærunt te, Deus Israel. Non sieno confusi per colpa mia coloro che cercano voi, o Dio d'Israele. Quoniam propter te Perocchè per amor sustinuit opprobrium;* vostro ho sofferto ignooperuit confusio faciem minia, e coprì la conmeam. Extraneus factus sum fusione il mio volto. Sono divenuto strafratribus meis, et pe- niero ai miei fratelli, e regrinus filiis matris ignoto ai figliuoli della meæ. mia madre. Quoniam zelus domus Perchè lo zelo della tuæ comedit me;* et op- vostra casa mi divorò, A MATTUTINO. 129 probria exprobrantium e gl' insulti di coloro tibi ceciderunt super me. che v' insultavano sono ricaduti sopra di me. Ed umiliai col digiuet fa- no l'anima mia; e tutto ctum est in opprobrium questo si è convertito Et operuit in jejunio animam meam; mihi. in obbrobrio per me. Et posuit vestimen- E presi per mia vetum meum cilicium, ste il cilicio; e fui il di et factus sum illis in loro ludibrio. parabolam. 2010 instret Adversum me loquemein Contro di me parlabantur qui sedebant in vano quelli che stavano porta; et in me psal- assisi alla porta; e solebant qui bibebant vi- pra di me i bevoni cannum. beos foimen tavano delle canzoni. * * Ego vero orationem Ma io rivolgo la mia meam ad te, Domine: orazione a voi, o Signotempus beneplaciti; re; tempo di favore, o Deus. Dio, egli è questo. In multitudine mise- Secondo la moltituricordiæ tuæ exaudi me; dine della vostra misein veritate salutatis tuæ. ricordia esauditemi; secondo la verità della salute che aspetto da voi. Eripe me de luto, ut Traetemi dal fango, non infigar;* libera me affinchè io non vi reab his qui oderunt me, sti sommerso; liberatemi et de profundis aquarum. da coloro che mi odiano dalle acque profonde. Non me demergat Non mi sommerga la tempestas aquæ, neque tempesta, e non mi asabsorbeat me profun- sorbisca il mar profon9 130 MERCOLEDI SANTO dum;* neque urgeat su- do; e il pozzo non serri per me puteus os suum. la sua bocca sopra di me. Exaudi me, Domine, Esauditemi, o Signore, quoniam benigna est mi- perchè benefica ella è sericordia tua; secun- la vostra misericordia; dum multitudinem mi- secondo la molta vostra serationum tuarum re- pietà rivolgete lo sguardo spice in me. a me. Et ne avertas faciem E non perdete di vista tuam a puero tuo; quo- il vostro servo; esaudiniam tribulor, velociter temi prontamente, perexaudi me. chè io son tribolato. Intende animæ mea, Fatevi dappresso alet libera eam; pro- l'anima mia, e datele sapter inimicos meos e- lute a riguardo de' miei ripe me. nemici conducetemi a salvamento. Tu scis improperium Voi sapete gli obbromeum et confusionem brj che io soffro, e la meam, et reverentiam confusione mia, e la meam. mia ignominia. In conspectu tuo sunt Sotto gli occhi vostri omnes qui tribulant me; sono tutti quelli che mi * improperium expecta- tormentano: il mio cuovit cor meum et mise- re si aspettò obbrobrj e riam. miserie. Et sustinui qui simul E aspettai chi entrasse contristaretur, et non a parte di mia tristezza, fuit; et qui consola- non vi fu; e che mi porretur, et non inveni. gesse consolazione, e no'l trovai. Et dederunt in escam E diedero a me per meam fel, et insiti meam cibo il fiele, e nella sete 131 mia mi abbeverarono di aceto. Fiat mensa eorum co- La loro mensa diventi ram ipsis in laqueum, per essi lacciuolo, e et in retributiones, et scandalo per loro retriin scandalum. buzione. A MATTUTINO. potaverunt me aceto. Obscurentur oculi eorum, ne videant, dorsum eorum semper incurva. Effunde super eos iSi offuschino i loro et occhi, sicchè non veggano, e aggravate mai sempre il loro dorso. Scaricate sopra di loro ram tuam: et furor iræ l'ira vostra, e il furore tuæ comprehendat eos. dell'ira vostra li serri. Fiat habitatio eorum La loro abitazione dideserta: et in taber- venti un deserto; e sotto naculis eorum non sit i loro padiglioni non quit inhabitet. siavi chi abiti. Quoniam quem tu perPerocchè hanno percussisti, persecuti sunt; seguitato colui, cui voi et super dolorem vul- avevate percosso; e al nerum meorum addide- dolore delle mie piaghe aggiunser dolore. runt. iniquità Appone iniquitatem su- Aggiungete per iniquitatem eorum, alle loro iniquità, e non et non intrent in justi- pervengano alla vostra tiam tuam. giustizia. Siano cancellati dal libro dei viventi, e tra i giusti non siano descritti. Io son povero e dolente; la vostra salute, o Dio, mi ha sostenuto. Laudabo nomen Deil Loderò il nome di Deleantur de libro viventium;* et cum justis non scribantur. Ego sum pauper et dolens; salus tua, Deus, suscepit me. MERCOLEDÌ SANTO et ma- Dio co' miei cantici, e gnificabo eum in laude. lo glorificherò coi rendimenti di grazie. Et placebit Deo su- E questi piaceranno per vitulum novellum, a Dio più che un giocornua producentem, vane vitello che butti et ungulas.atori fuora le corna e le unghie. 132 cum cantico, Videant pauperes et Veggan ciò i poveri lætentur; quærite De- e si consolino; cercate um, et vivet anima ve- Dio, e l'anima vostra stra. avrà vita. Quoniam exaudivit Imperocchè il Signore pauperes Dominus; et ha esauditi i poveri; e vinctos suos non despe- non ha posti in non cale xit; quei che sono per lui in catene. Dian lode a lui i cieli mare et omnia e la terra; il mare e gli animali tutti che sono Laudent illum coeli et terra; reptilia in eis. * Quoniam Deus salvam Imperocchè Dio salfaciet Sion; et ædifi- verà Sionne, e saranno cabuntur civitates Juda. edificate le città di Giuda. Et inhabitabunt ibi; Ed ivi avran ferma et hæreditate acqui- stanza, e la possederanno come propria eredità. rent eam. Et semen servorum Ed i figliuoli dei serejus possidebit eam; vi di lui avran di essa il et qui diligunt nomen possesso, e in essa diejus, habitabunt in ea. moreranno quelli che amano il di lui nome. olo in lor contenuti. STON A MATTUTINO. DICHIARAZIONE: Si tace il Gloria Patri, essendo nella Passione stata nascosta la gloria della Trinità, ch'era nel Signore per l'unità dell'essenza, ed avendo egli patito come uomo. Si replichi l'Antifona, acciò, come si disse, la carità sia ancor nel fine de' nostri fatti. 133 Antiph. Zelus domus Antiph. Lo zelo della tuæ comedit me, et op- vostra casa mi divorò, probria exprobrantium ti- e gl'insulti di coloro che bi ceciderunt super me. v'insultavano sono ricaduti sopra di me. Antiph. Sian volti in fuga e svergognati coqui cogitant mihi mala. loro, i quali pensano di farmi del male. Antiph. Avertantur retrorsum et erubescant, Salmo 69. Deus, in adjutorium Movetevi, o Dio, in meum intende: Domine, mio soccorso; Signore, ad adjuvandum me fe- affrettatevi ad ajutarmi. stina. Confundantur et re- Siano confusi e sververeantur, qui quæ- gognati coloro che cerrunt animam meam. cano l'anima mia. Avertantur retrorsum Sian volti in fuga e et erubescant, qui vo- svergognati coloro che lunt mihi mala. si pascono de' miei mali. Avertantur statim eSian volti in fuga subitamente e svergognati MERCOLEDI SANTO rubescentes, qui dicunt coloro che a me dicono: mihi: Euge, euge. Bene sta, bene sta. Esultino e si allegriExultent et lætentur * in te omnes, qui quæ- in voi tutti coloro i quali runt te, et dicant sem- vi cercano, e dicano mai per: Magnificetur Domi- sempre: Sia glorificato nus; qui diligunt salu- il Signore: coloro che amano la salute che viene da voi. tare tuum. 134 Ego vero egenus et Io però son povero pauper sum; Deus ad- e mendico; ajutatemi, o juva me. Dio. Adjuctor meus et liberator meus es tu; Domine, ne moreris. Mio ajuto e mio liberatore voi siete; Signore, non tardate più. Antiph. Avertantur re- Antiph. Sian volti in trorsum et erubescant fuga e svergognati coqui cogitant mihi mala. loro i quali cercano di farmi del male. Antiph. Deus meus, Antiph. Dio mio, libeeripe me de manu pec- ratemi dalle mani del catoris. peccatore. Salmo 70. In te, Domine, spera- In voi, o Signore, ho vi: non confundar in posto la mia speranza; æternum;* in justitia non sia io confuso in tua libera me et eripe eterno; per la vostra giustizia liberatemi e salvatemi. me. Piegate le vostre orec Inclina ad me aurem tuam, A salva me. 135 chie verso di me, e salvatemi. MATTUTINO. Esto mihi in Deum Siate a me un Dio protectorem, et in lo- protettore, e un asilo 食 cum munitum, ut sal- sicuro per farmi salvo. vum me facias. Quoniam firmamen- Perciocchè fermezza tum meum et refu- mia e mio rifugio voi siete. gium meum es tu. Deus meus, eripe me Dio mio, liberatemi de manu peccatoris,* et dalle mani del peccatode manu contra legem re e dalle mani del vioagentis, et iniqui. latore della legge, e dell'iniquo.. Quoniam tu es pa- Imperocchè siete voi tientia mea, Domine: la mia aspettazione, o Domine, spes mea a ju- Signore: Signore, voi la ventute mea. mia speranza sin dalla mia gioventù. In te confirmatus sum ex utero; de ventre matris meæ tu es protector meus. Sopra di voi io posai nell'uscire dall'utero; dal seno della madre mia voi siete mio protettore. In te cantatio mea Io poi ho cantato voi semper: tamquam pro- in ogni tempo: fui tedigium factus sum mul- nuto da molti come un tis: et tu adjutor fortis. portento, ma un forte difensore siete voi. Repleatur os meum Sia piena la mia bocca laude, ut cantem glo- di laude, affinchè io canriam tuam, magnitudinem tuam. tota die ti la vostra gloria e la vostra grandezza per tutto il giorno. 136 MERCOLEDI SANTO Ne projicias me in Non rigettatemi nel tempore senectutis; tempo della vecchiezcum defecerit virtus mea, za; non abbandonatemi ne derelinquas me. quando verrà meno la mia fortezza. Quia dixerunt inimiImperocchè contro di ci mei mihi;* et qui cu- me han parlato i miei stodiebant animam me- nemici; e quelli che tenam, consilium fecerunt in unum. olex ok! devano insidie all'anima mia han tenuto insieme consiglio. rent oilsh Dicentes: Deus de- Dicendo: Iddio lo ha reliquit eum, persequi- abbandonato, tenetegli mini, et comprehendite dietro, ed afferratelo, eum; quia non est qui dappoichè non v'ha chi eripiat. lo scampi. Deus, ne elongeris a Non vi dilungate, 0 me; Deus meus, in mio Dio, da me; Dio mio, auxilium meum respice. volgetevi ad ajutarmi. Confundantur et de- Sian confusi e venficiant detrahentes ani- gano meno coloro che mæ meæ; operiantur appongono calunnie alconfusione et pudore l'anima mia: siano coqui quærunt mala mihi. perti di confusione e di vergogna quelli che amano il mio male. Ego autem semper Ma io sempre speresperabo, et adjiciam su- rò ed aggiungerò lodi per omnem laudem tuam. a tutte le lodi vostre. Os meum annuntiabit La mia bocca predijustitiam tuam; cherà la vostra giustizia; die salutare tuum. e tutto il giorno la salute che viene da voi. tota 137 Quoniam non cognoPoichè io non ho covi litteraturam, introibo gnizione di lettere, mi in potentiam Domini: internerò nella possanza Domine, memorabor ju- del Signore; o Signore, stitiæ tuæ solius. io mi ricorderò della sola giustizia vostra. Deus, docuisti me a Voi, o Dio, m' insejuventute mea, et us- gnaste sino dalla mia que nunc pronuntiabo gioventù; ed io annunmirabilia tua. zierò le meraviglie fatte da voi sino a quest'ora. E voi sino alla vecDeus, ne chiezza e sino all'età avanzata, o Dio, non mi abbandonate; Fintantochè io annunchium tuum genera- zii la vostra fortezza a tioni omni, quæ ventura tutta la generazione che est. sterg verrà. A MATTUTING. Et usque in senectam et senium, derelinquas me; Donec annuntiem braPotentiam tuam et juEd insieme la vostra stitiam tuam, Deus, us- potenza e la giustizia que in altissima, qua vostra, o Dio, che va fecisti magnalia: Deus, sino agli altissimi cieli, quis similis tibi? e le magnifiche cose fatte da voi: chi, o Dio, è simile a voi? Quantas ostendisti miQuante faceste prohi tribulationes multas vare a me tribolazioni et malas, et conversus vi- molte ed acerbe, e di vificasti me;" et de abys- nuovo mi ravvisaste; e sis terræ iterum reduxi- dagli abissi della terra sti me. di bel nuovo mi ritornaste! MERCOLEDÌ SANTO Multiplicasti magnifi-| Voi in molte maniere centiam tuam, et con- deste a conoscere la voversus consolatus es me. stra magnificenza; e di bel nuovo mi consolaste. Nam et ego confite- Imperocchè io pure bor tibi in vasis psalmi darò laude a voi al suoveritatem tuam:" Deus no dei musicali strupsallam tibi in cithara, menti per la vostra veSanctus Israel. rità; voi io canterò sulla cetra, o Santo d'Israele. 138 Exultabunt labia mea Esulteranno le mie cum cantavero tibi, et labbra quando io cananima mea, quam rede- terò le vostre lodi; comisti. me pure l'anima mia redenta da voi. Sed et lingua mea toEd ancor la mia linta die meditabitur ju- gua tutto di parlerà delstitiam tuam, cum con- la vostra giustizia, alfusi et reveriti fuerint lorchè confusi e svergoqui quærunt mala mihi. gnati rimarranno coloro che amano il mio male. Antiph. Deus meus, eripe me de manu peccatoris. ỳ. Avertantur retrorsum et erubescant. R). Qui cogitant mihi mala. Antiph. Dio mio, li beratemi dalle mani del peccatore. . Siano volti in fuga e svergognati. R. Coloro che si pascono dei miei mali. DICHIARAZIONE. L'orazione Domenicale si dice piano tutta, nè si sente l'Et ne nos, come alle volte si fa; perchè essendo ella tolta dall'Evangelio, segno è che la predicazione Evangelica più A MATTUTINO. 139 non si sentiva per la prigionia di Cristo, e per la fuga degli Apostoli. Si fa segno con la mano percuotendo il legno, poichè Cristo sul legno della Croce gridando, fece chiara la carità e misericordia sua. Si tralascia il Jube Domne, benedicere, perchè è morto il nostro gran Sacerdote, da cui dobbiamo essere benedetti. In questi tre giorni dopo il versetto del Notturno si dice segretamente Pater noster senza pronunziare Et ne nos. Non si dice l'assoluzione, non si danno benedizioni innanzi alle Lezioni, nè al fine si dice Tu autem. Le tre prime Lezioni di Geremia si terminano come sta espresso qui sotto. DICHIARAZIONE. Pianse Geremia la cattività del suo popolo in Babilonia, e la distruzione di Gerusalemme, arrivata per la morte del Signore: e noi con le parole stesse questo replichiamo nelle tre prime Lezioni o piangiamo la crocifissione del Salvatore, e vedendola profetizzata con gran pietà, si canta eziandio molto lamentevolmente Aleph, e le altre simili parole, che sono le lettere dell'alfabeto ebreo, le quali erano in costume di porsi in ogni canzone in luogo di lamento, com' è questo. Ed anche i versi cominciano in quella lingua dalla lettera che v'è posta innanzi: oltre che ciascuna ha in sè tutto il sentimento di quel versetto che segue, ed è come un argomento del medesimo. Incipit Lamentatio Je- Comincia la Lamentaremiæ Prophetæ. zione di Geremia Profeta. Lectio I. Cap. 1. Aleph. Lezione I. cap. 1. Aleph. Quomodo sedet sola Come mai siede solicivitas plena populo! taria la città già piena Facta est quasi vidua di popolo! La signora domina gentium: prin- delle nazioni è come ceps provinciarum fa- vedova: la donna di prosta est sub tributo. vincia è obbligata al tributo. og aug cobl 140 MERCOLEDÌ SANTO Beth. Plorans plora-| Beth. Inconsolabilvit in nocte, et lacrymæ mente ella piange la ejus in maxillis ejus: notte, e le sue lagrime non est qui consoletur bagnano le sue guance: eam ex omnibus charis non v'ha chi la consoli ejus: omnes amici ejus tra tutti i suoi casi: spreverunt eam, et fa- tutti gli amici suoi l'han cti sunt ei inimici. disprezzata, e, son divenuti suoi avversari. Ghimel. Disperso andas propter afflictionem dò Giuda per lo strazio et multitudinem servi- e la varietà della schiatutis: habitavit inter gen- vitù: pose sua stanza tes, nec invenit requiem: tra le nazioni, e non omnes persecutores ejus trovò requie: tutti i suoi apprehenderunt eam in- persecutori la strinsero ter angustias. da tutte le parti. Ghimel. Migravit JuDaleth. Viæ Sion lu- Daleth. Le vie di Siongent. eo quod non sint ne piangono, perchè non qui veniant ad solemni- v'è più alcuno che contatem: omnes portæ ejus corra alle sue solennità; destructæ sacerdotes ejus tutte le sue porte digementes, virgines ejus strutte, i di lei sacersquallida, et ipsa op- doti gementi, le vergini pressã amaritudine. nello squallore, ed ella oppressa dall'amarezza. He. I suoi nemici la ejus in capite: inimici signoreggiano; quei che ejus locupletati sunt: la odiano si sono arricquia Dominus locutus chiti: perchè il Signore est super eam propter pronunziò sentenza conmultitudinem iniquita- tro di lei per le molte tum ejus: parvuli ejus sue iniquità: i suoi fan He. Facti sunt hostes A MATTUTINO. 141 ducti sunt in captivita- ciulli sono stati contem, ante faciem tribu- dotti in ischiavitù, caclantis. ciati dal persecutore. Gerusalemme, Geruconvertere, ad Dominum salemme, convertiti al Deum tuum. Signore Iddio tuo. Jerusalem, Jerusalem, DICHIARAZIONE. Non si dice Tu autem, poichè è morto quegli che ne voleva aver misericordia; ed avendolo perduto mercè dei nostri falli, siamo avvertiti di riacquistarlo col mezzo della conversione e del pentimento nostro, e perciò diciamo Jerusalem, Jerusalem. I seguenti Responsorii sono delle pene del Signore, acciò si sappia che il contenuto nelle dette Lezioni si è veduto manifestamente in lui. . In monte Oliveti y. Nel monte Oliveto oravit ad Patrem: Pa- Gesù pregò il Padre: ter, si fieri potest, tran- Padre, se è possibile, seat a me calix iste:* allontanate da me quespiritus quidem prom- sto calice: lo spirito veptus est, caro autem in- ramente è pronto, ma firma. ofjol erashla carne è stanca. siup . Vigilate et orate,. Vegliate ed orate, ut non intretis in ten- affinchè tationem. entriate non ale nella tentazione.po Spiritus, etc. Lo spirito, ecc. Lezione II. Vau. Et E egressus est et fi- perdè la figlia di lia Sion omnis decor Sionne tutta la sua belejus: facti sunt princi- tà: son divenuti i suoi Lectio II. Vau. 142 MERCOLEDÌ SANTO pes ejus velut arietes principi come arieti che non inveniente pascua; non trovan pastura; e et abierunt absque for- son andati privi di forze titudine ante faciem sub- innanzi a chi stava loro sequentis. alle spalle. Zain. Recordata est Je- Zain. Si ricordò Gerusalem dierum affli- rusalemme dei giorni ctionis suæ, et præva- della sua tribolazione e ricationis omnium desi- della sua prevaricazione, derabilium suorum quæ e di tutti quei beni che habuerat a diebus an- ebbe sin dagli antichi tiquis, cum caderet po- tempi, quando il suo populus ejus in manu polo per mano nemica hostili, et non esset au- cadeva, e non vi era xiliator: viderunt eam chi lo ajutasse: la vihostes, et deriserunt sab- dero i nemici e si burbata ejus. larono de' suoi sabati. Heth. Peccatum pec- Heth. Peccato grande cavit Jerusalem, prop- fu il peccato di Geruterea instabilis facta est: salemme, per questo el omnes qui glorificabant la non ha avuto stabieam, spreverunt illam, lità: tutti quei che le quia viderunt ignomi- davano lode l' han disniam ejus: ipsa autem prezzata, perchè han gemens conversa est re- vedute le sue brutture; ella però sospirando ha rivolto indietro la faccia. trorsum. Teth. Sordes ejus in Teth. La sua immonpedibus ejus, nec re- dezza è fin nei suoi piedi, cordata est finis sui: nè dessa si ricordò del deposita est vehementer, suo fine: or ella è altamente depressa ,. sen A MATTUTINO. 148 non habens consolato- za avere chi la consoli. rem. Vide, Domine, af- Mirate, o Signore, la flictionem meam, quo- mia tribolazione, perocniam erectus est ini- chè il nemico è divemicus. nuto insolente. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R). Tristis est anima R). Afflitta è l'anima mea usque ad mortem: mia fino alla morte: resustinete hic, et vigilate state qui, e vegliate con mecum: nunc videbitis me: or ora vedrete la turbam quæ circumda- sbirraglia che mi circonbit me: Vos fugam derà. Voi prenderete la capietis, et ego vadam fuga, ed io anderò ad immolari pro vobis. essere sacrificato per voi. . Ecce, appropinquat y. Ecco, l'ora si avhora, et Filius hominis vicina, e il Figliuol deltradetur in manus pec- l'uomo sarà dato nelle mani dei peccatori. catorum. Voi prenderete la fuVos fugam, etc. Lectio III. Job. ga, ecc. Lezione III. Job. Manum suam misit L'inimico mise la mahostis ad omnia desi- no sopra tutto quel che derabilia ejus: quia vi- ella aveva di più caro; dit gentes ingressas san- ed ella ha veduto le ctuarium suum, de qui- genti entrare nel suo bus præceperas ne intra- santuario, le quali voi avevate ordinato che alle 144 MERCOLEDÌ SANTO rent in Ecclesiam suam. vostre adunanze non si accostassero. Caph. Omnis populus Caph. Tutto il suo poejus gemens, et quærens polo sospira e cerca del panem: dederunt pre- pane: hanno dato tutte tiosa quæque pro cibo ad le cose più preziose per refocillandam animam. aver cibo da ristorarsi. Vide, Domine, et con- Mirate, o Signore, e considera quoniam facta siderate come io sono sum vilis.l- onl avvilita. Lamed. O vos omnes Lamed. O voi tutti che qui transitis per viam, passate per questa straattendite et videte, si da, ponete mente, e veest dolor, sicut dolor dete se v' ha dolor simeus: quoniam vinde- mile al mio dolore: pemiavit me, ut locutus rocchè il Signore, seest Dominus, in die iræ condo che egli predisse, furoris sui. mi ha vendemmiata nel giorno dell' ira sua furibonda. Mem. De excelso miMem. Dall'alto mandò sit ignem in ossibus un fuoco nelle mie ossa meis, et erudivit me: e mi castigò: tese una expandit rete pedibus rete ai miei piedi, e mi meis; convertit me re- fe' cadere all' indietro; trorsum: posuit me de- mi ha posto in desolasolatam, tota die moero- zione, e tutto di mi fa re confeciam. com consumar di dolore. Num. Venne sopra di Num. Vigilavit jugum iniquitatum mearum: in me ad un tratto il giomanus ejus convolutæ go delle mie iniquità: sunt, et impositæ collo egli colle sue mani ne fe' un fascio e lo pose A MATTUTINO. 445 meo: infirmata est virtus sopra il mio collo: le mea: Dedit me Dominus mie forze sono mancain manu de qua non po- te: mi consegnò il Sitero surgere. gnore a tal mano da cui fuggir non potrò. Fold Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R). Ecce, vidimus eum R). Ecco, l'abbiam venon habentem speciem, duto, e non avea vaneque decorem: aspe- ghezza nè splendore: ctus ejus in eo non est: non era bello a vedersi: hic peccata nostra por- legli s' addossò i nostri tavit, et pro nobis do- peccati, ed è tormentalet: ipse autem vulne- to per noi: ma egli è ratus est propter ini- stato piagato a motivo quitates nostras. Cu- delle nostre iniquità. jus livore sanati sumus. Per le lividure di lui siam noi risanati. Y. Vere languores no-. Veramente i nostri stros ipse tulit, et do- languori gli ha egli prelores nostros ipse por- si sopra di sè, ed ha tavit. ensur portato i nostri dolori. Per le lividure, ecc. Ecco, l'abbiam veduto, ecc. teficente d NEL SECONDO 3050 2 19 auffer ni sir NOTTURNO.: sibigillita ST151 150 Antiphona. Liberavit Ant. Il Signore liberò Dominus pauperem a il povero dal prepotente, potente, et inopem cui e il mendico che non non erat adjutor.ssarb avea chi lo ajutasse. 10 Cujus livore, etc. Ecce, vidimus, etc. ib allev lua sigg als supos 146 MERCOLEDÌ SANTO Salmo 71. Deus, judicium tuum Date, o Dio, la poRegi da, et justitiam tuam filio Regis. destà di giudicare al Re, e la vostra giustizia al figlio del Re. Judicare populum tuAffinchè egli giudichi um in justitiam, et il vostro popolo con pauperes tuos in Judicio. giustizia, e i vostri poveri con equità. Ricevano i monti la pace del popolo, e i colli ricevano la giustizia.om Judicabit pauperes po- Ei renderà giustizia puli, et salvos faciet fi- ai poveri del popolo, e lios pauperum; et hu- farà salvi i figli dei pomiliabit calumniatorem. veri; ed umilierà il caSuscipiant montes pacem populo, et colles justitiam. Et permanebit cum lunniatore. 食 sole, et ante lunam: Ed egli sussisterà in generatione et gene- quanto il sole, e quanrationem. to la luna; per tutte quante le generazioni. Descendet sicut plu- Egli scenderà come via in vellus; et sicut pioggia sul vello di lastillicidia stillantia su- na; e come acqua cade a stille sopra la per terram. che terra. OL Orietur in diebus ejus Spunterà nei giorni justitia et abundantia di lui giustizia e abbondanza di pace; sino a A MATTUTINO. 147 pacis; donec auferatur tanto che non sia più luna. la luna. Et dominabitur a ma- Ed ei signoreggierà ri usque ad mare, et da un mare fino a un a flumine usque ad ter- altro mare, e dal fiume minos orbis terrarum. sino all' estremità del crist, Mles mondo. Coram illo procident Si getteranno ai suoi Etiopes, et inimici ejus piedi gli Etiopi; e i neterram ligent. 101 mici di lui baceranno la terra. sredalleitions 0. Reges Tarsis et insulæ I re di Tarsis e le munera offerent, re- isole a lui faranno le ges Arabum et Saba loro offerte; i re degli dona adducent. Arabi e di Saba porteranno i loro doni. Et adorabunt eum E lo adoreranno tutti omnes reges terræ; o- i re della terra; e le mnes gentes servient ei. genti tutte a lui saran serve. Quia liberavit paupeImperciocchè egli lirem a potente; et pau- bererà il povero dal posperem, cui non erat ad- sente; ed il povero che jutor. ole non aveva chi lo ajutasse. Parcet pauperi et i- Avrà pietà del povero nooi; et animas paupe- e del bisognoso; e le rum salvas faciet. ob anime dei poveri farà salve. Ex usuris et iniqui- Dalle usure e dalla tate redimet animas eo- ingiustizia libererà le rum; et honorabile no- anime loro; e il nome men eorum coram illo. loro sarà in onore ditb orvoq 1i 01nanzi a lui. 148 MERCOLEDI SANTO Et vivit, et dabitur Ed ei vivrà, e gli saei de auro Arabiæ;* et dato dell'oro dell'Aadorabunt de ipso sem- rabia; e sempre lo aper, tota die benedicent doreranno, e tutto il di ei. lo benediranno. ma Et erit frumentum in E sarà il frumento terra summis montium: nella terra sulle cime super extolletur super delle montagne: e si alLibanum fructus ejus, zeranno più che i ceet florebunt de civitate, dri del Libano le spisicut foenum terræ. ghe, e moltiplicheranno ( gli uomini) nella città, come l'erba nei prati. pel Sit nomen ejus benedictum in sæcula: ante solem permanent nomen ejus.bg, of Et benedicentur in ipE benedizione riceso omnes tribus terræ; veranno in lui tutte le omnes gentes magni- tribù della terra: tutte ficabunt eum. le genti lo glorificheranno. Sia il nome di lui benedetto pei secoli: prima che fosse il sole fu il di lui nome. Benedictus Dominus Benedetto il Signore Deus Israel, qui facit Dio d'Israele, che fa comirabilia solus. se ammirabili egli solo. Et benedictum nomen E benedetto il nome majestatis ejus in æter- della maestà di lui in num; et replebitur ma- eterno; e sarà ripiena jestate ejus omnis terra: della sua maestà tutta fiat, fiat. la terra: così sia, così omics sia. Antiphona. Liberavit Antifona. Il Signore Dominus pauperem a liberò il povero dal pre A MATTUTINO. 149 potente, et inopem cui potente e il mendico non erat adjutor. che non aveva chi lo ajutasse. Ant. Cogitaverunt im- Ant. Gli empii pensapii, et locuti sunt ne- rono e parlarono malquitiam: iniquitate in vagità: da luogo subliexcelso locuti sunt. me ragionavano di far no del male. casting 9 Salmo 72. samozat yo 10 onstorget omildir of deleszo ai mot Quam bonus, Israel, Quanto è mai buono Deus: his qui recto Iddio, o Israele, con sunt corde! oond ono quelli che sono di cuor retto! ci strienest elobustiese Mei autem pene moti sunt pedes, fusi sunt gressus mei. erchè io fui punto pacem peccato- da zelo verso gl'iniqui, Seist on in osservando la pace dei peccatori. Smiodo cost! Quia non est, respe- Perchè non pensano etus morti eorum;* et alla loro morte; e non firmamentum in plaga son di durata le loro eorum.b el Ba piaghe. Ma poco mancò che pene ef- i miei piedi non vacillassero e che non uscissero di strada i miei passi. Qui zelavi super iniquos, rum videns. € In labore hominum Non hanno parte alle non sunt, et cum ho- afflizioni degli uomini, non flagella- e cogli uomini non saBooahiran flagellati.começonni minibus buntur. 150 MERCOLEDÌ SANTO Ideo tenuit eos su Per questo la superperbia; operti sunt ini bia li prese; son ricoquitate et impietate sua. perti della loro iniquità ed empietà. Prodiit quasi ex adipe iniquitas eorum; Scaturi in certo modo dalla grassezza la loro transierunt in affectum iniquità: si sono abbancordis. donati agli affetti del loro cuore. Cogitaverunt et locuti Pensano e parlano sunt nequitiam;" iniqui- malvagità; da luogo sutatem in excelso locuti blime ragionano di far del male.ed sunt. Posuerunt in coelum) Han messa in cielo la os suum,* et lingua eo- loro bocca, e la loro linrum transivit in terra. gua va scorrendo la terra. Ideo convertetur po- Per questo a tali cose pulus meus hic; et dies si rivolge il popol mio, pleni invenietur in eis. giorni ritrova pieni di afflizione. Et dixerunt: QuomoE hanno detto: Codo scit Deus? et sit me mai Dio sa questo? est scientia in excelso? e l'Altissimo ne ha egli notizia? Ecce ipsi peccatores, Ecco che i medesimi et abundantes in sæ- peccatori, e i fortunati culo obtinuerunt di- del secolo hanno raduvitias. noznate ricchezze. enisol Ed io dissi: AdunEt dixi: Ergo sine que senza motivo pu. causa justificavit corrificai il mio cuore, e meum, et lavi inter lavai le mie mani co innocentes manus meas. gl'innocenti. A MATTUTINO. 151 Et fui flagellatus to- E fui tuttodi flagellato, ta die, et castigatio fui sotto la sferza di mea in matutinis. gran mattino. * Si dicebam, narrabo Se io pensassi di rasic, ecce nationem fi- gionare così; ecco che liorum tuorum repro- io condannerei la nabavi. im to incroft zione de' vostri figliuoli. Existimabam ut co- Mi studiava d' intengnoscerem hoc:* labor der questo; cosa laboest ante me. riosa è questa che mi si pone davanti. Donec intrem in san- Persino a tanto ch'io ctuarium Dei,* et in- entri nel santuario di telligam in novissimis Dio e intenda qual sia eorum. 190 Jam i la fin di coloro. Jno ni Verum tamen propter Per altro in ingandolos posuisti eis: de- nevole felicità gli avete jecisti eos dum alleva- posti; voi li gettaste a terra nell'atto che si levavano in alto. ismail Quomodo facti sunt Come mai sono egliin desolationem! subi- no ridotti in desolazioto defecerunt; perie- ne! son venuti meno ad runt propter iniquita- un tratto; sono anda ti in perdizione per la loro iniquità. quedesinst rentur. tem suam. Velut somnium surgentium, Domine, in Come il sogno di un che si sveglia, cosi, o civitate tua imaginem Signore, nella vostra ipsorum ad nihilum re- città voi ridurrete nel diges. nulla l' imagine di costoro. enfibi Quia inflammatum est Ma perchè il mio cuo 152 MERCOLEDÌ SANTO cor meum, et renes mei re fu in tormento, e gli comutati sunt; et ego affetti miei ebber torad nihilum redactus sum, tura; ed io fui annichiet nescivi. lato senza sapere il perchè. Ut jumentum factus E fui qual giumento et ego dinanzi a voi; e mi tenni sempre con voi. Tenuisti manum dex- Mi prendeste per la teram meam: et in vo- mia destra; e secondo luntate tua deduxisti la volontà vostra mi me; et cum gloria su- conduceste, e con onore scepisti me. Ion mi accoglieste. muito Quid enim mihi est Imperocchè qual cosa in coelo? et a te quid avvi mai per me nel volui super terram? SHON cielo? e da voi cosa volli io sopra la terra? Vien meno la mia sum apud te; semper tecum. Defecit caro mea, et * cor meum, Deus cor- carne e il mio cuore, dis mei, et pars mea, o Dio del mio cuore, e Deus, in æternum.3 mia porzione, o Dio, nell'eternità. Imobi Quia ecce, qui elon- Imperocchè ecco che gant se a te, peribunt; coloro, i quali da voi perdidisti omnes qui si allontanano, periranfornicabuntur abs te. no: voi manderete in perdizione tutti coloro che a voi rompon la fede. de Mihi autem adhærere Deo bonum est; nere in Domino spem meam. Ma per me buona cosa po- ella è lo stare unito con Deo Dio; il porre in Dio Signore la mia speranza. A MATTUTINO. 153 Ut annuntiem omnes Affinchè io annunzii prædicationes tuas, in tutte le vostre lodi alle portis filiæ Sion. Sporte della figliuola di Sionne. Antiphona. Cogitave- Antifona. Gli empii runt impii, et locuti pensarono e parlarono sunt. Manolo malvagità: da luogo sublime ragionarono di male. far del Ant. Exurge, Domine, Ant. Levatevi su, o et judica causam meam. Signore, e giudicate la Gues nu Be emroo olame mia causa. Salmo 73. svile Ut quid, Deus, repulisti in fidem? est furor tuus super o- pre? si è infiammato il ves pascuæ tuæ? vostro sdegno contro le pecorelle della vostra greggia? E perchè, o Dio ci aveiratus te voi rigettati per semMemor esto congregationis tuæ,* quam possedisti ab initio. 201 Ricordatevi della vostra congregazione, che vostra fu fin da principio. Redemisti virgam hæ- Voi compraste il doreditatis tuæ; mons minio della vostra ereSion, in quo habitasti dità; il monte di Sion in eo. fu il luogo della vostra abitazione. Per cogie Leva manus tuas in Alzate il vostro bracsuperbias eorum in fi- cio contro la loro super 154 MERCOLEDI SANTO nem, quanta malignatus bia per sempre: quanti est inimicus in sancto! mali ha commesso il nemico del santuario! Et gloriati sunt qui E coloro che vi odiaoderunt te, in medio no, se ne vantarono nel solemnitatis tuæ. luogo stesso delle vostre solennità. Posuerunt signa sua, Hanno poste( e non et non cogno- vi han fatta riflessione) exitu, le loro insegne; le insegne sulla sommità del sim tempio come ad un capo di strada. Quasi in silva ligna- Hanno similmente rum securibus excide- spezzate con accette le runt januas ejus in id- sue porte, come si fa ipsum; in securi et degli alberi nella foreascia dejecerunt eam. sta; colla scure e colle accette le hanno atterrate. signa; verunt sicut in super summum. Incederunt igni sanctuarium tuum; in terra polluerunt tabernaculum nominis tui. Dixerunt in corde suo cognatio eorum simul: Quiescere faciam omnes dies festos Dei a terra. Signa nostra non vidimus, jam non est proHanno dato fuoco al vostro santuario; hanno profanato il tabernacolo che voi avevate sopra la terra..ini de heiles Ha detto in cuor suo tutta la loro nazione: Leviamo di sopra la terra tutti i giorni consacrati al culto di Dio. E noi non veggiamo quei nostri prodigi, nè v'ha più alcun profeta; A MATTUTINO. 155 pheta; et nos non co- ed egli più non ci rignoscet amplius. conosce. Usquequo, Deus, im- E fino a quando, o properabit inimicus? Dio, insulterà l'inimico? irritat adversarius no- e bestemmierà l'avvermen tuum in finem? sario il vostro nome continuamente? Ut quid avertis maE perchè ritirate voi num tuam, et dexteram la vostra mano? tirate tuam, de medio sinu fuori dal vostro seno la tuo in finem? vostra destra una volta per sempre. nq esting Deus autem rex no- Ma Dio, il quale è noster ante sæcula, ope- stro re da secoli, ha operatus est salutem in me- rato salute nel mezzo dio terræ. della terra. Tu confirmasti in virtute tua mare; contribulasti capita draconum in aquis. Voi deste col vostro potere saldezza al mare; conculcaste le teste dei dragoni nelle acque. Tu confregisti capita Voi spezzaste le teste draconis;* dedisti eum del dragone; le faceste escam populis Ethio- preda dei popoli dell' Epum.ro ofenyo tiopia. War mont Tu dirupisti fontes et Voi apriste le rupi in tu siccasti fontane e torrenti; voi asciugaste i fiumi nella loro forza. torrentes; fluvios Ethan. Tuus est dies, et tua est nox; tu fabricatos es auroram et solem. Tu fecisti omnes terVostro è il giorno, e vostra è la notte; voi creaste l'aurora ed il sole. Voi faceste la terra e 156 MERCOLEDI SANTO mino terræ; æstatem i suoi confini; l'estate e et ver tu plasmasti ea. la primavera sono opere vostre. Memor esto hujus: ini- Ricordi vi di queste comicus improperavit Do- se: il nemico ha detto mino; et populus insi- improperj contro il Sipiens incitavit nomen gnore, e un popolo stolto tuum. i doron ha bestemmiato il vostro nome. Ne tradas bestiis ani- Non date in poter delle mas confitentes tibi; et bestie le anime di quelli animas pauperum tuo- che vi onorano; e non rum ne obliviscaris in vi scordate per sempre finem..los delle anime dei vostri poveri. Respice in testamen- Volgete lo sguardo tum tuum; quia repleti alla vostra alleanza; persunt, qui obscurati sunt chè han copia i più oterræ domibus iniquita- scuri uomini della terra ollen nopea di case iniquamente occupate. tum. Ne avertatur humilis L'uomo umiliato non factus confusus; pau- si parta( da voi) sverper et inops laudabunt gognato; il povero e il nomen tuum.ge 10% bisognoso daranno lodi 107; Unstol sostre al vostro nome. inesit Exurge, Deus, judica Levatevi su, o Signocausam tuam; memor re, giudicate la vostra esto improperiorum tuo- causa; ricordatevi degli rum, eorum quæ ab in- oltraggi fatti a voi, di sipiente sunt tota die. quelli che un popol stolto vi fa tutto giorno. Ne obliviscaris voces Non vi scordate delle A MATTUTINO. 157 inimicorum tuorum: voci dei vostri nemici; superbia eorum qui te la superbia di coloro che oderunt ascendit sem- vi odiano va sempre in per. su. Antiphona. Exurge Antifona. Levatevi su, Domine, et judica cau- o Signore, e giudicate la mia causa. sam meam. . Deus meus, eripe me de manu peccatorum. . Dio mio, liberatemi dalle mani dei peccatori. ludi R). Et de manu contra R). Ed alle mani di legem agentis, et iniqui. loro che operano contro la legge, e dei malvagi. Di poi dicesi Pater noster segretamente. DICHIARAZIONE. Le seguenti Lezioni mostrano come oggi verificato si è in Cristo quanto di lui si è predetto nei Salmi, dichiarato profondamente dai nostri Dottori, ed in particolare da sant'Agostino. Ex Tractatu s. Augustini Le cose che seguono son Episcopi super Psalmos. prese dal Trattato del Vescovo sant'Agostino sopra i Salmi. Nel Salmo 54 al v. 1. Lectio IV. Lezione IV, Exaudi, Deus, oratio- Esaudite, o Dio, la nem meam, et ne despe- mia orazione, e non dixeris deprecationem me- sprezzate la mia suppliam: intende mihi, et e- ca: guardatemi benigno, 158 MERCOLEDÌ SANTO xaudi me. Sata gentis ed esauditemi. Di uno solliciti, in tribulatione che trovasi in tribolapositi, verba sunt ista. zione, ansioso di essere Orat multa patiens de frettolosamente liberato, malo liberari desiderans. sono coteste parole. PreSuperest ut videamus in ga( stimolato dal molto quo malo sit: et cum che patisce, desiderando dicere coeperit, agnosca- da quei mali la liberamus ibi nos esse: ut com- zione). Resta( a noi) vemunicata tribulatione, dere in qual sorte di conjungamus orationem. mali egli sia: e allora Contristatus sum, inquit, quando incomincierà a in exercitatione mea, et manifestarcelo, ci rafficonturbatus sum. Ubi guriamo di essere con contristatus? Ubi con- lui( nel medesimo traturbatus? In exercitatio- vaglio); affinchè, comune mea, inquit. Homines nicataci la sua tribolamalos, quos patitur, com- zione, ci uniamo anche memoratus est: eamdem- alla sua orazione. Io mi que malorum passionem sono, dice, rattristato hominum, exercitatio- nella meditazione e mi nem suam dixit. Ne pu- sono conturbato. In che tetis gratis esse malos in rattristato? In che conturbato? Nella meditazione, dice( del mio travaglio). Rammemora gli uomini cattivi ch' egli sopporta; e quella passione( proveniente) dagli uomini cattivi, chiama meditazione( del suo travaglio). Nè vi crediate engined imot shische a caso siano i catVanoisd - con 3 sOINEID A MATTUTINO. 159 hoc mundo, et nihil boni tivi in questo mondo, e de illis agere Deum. Om- niente di bene Dio ne nis malus aut ideo vi- cavi da loro. Ogni catvit, ut corrigatur; aut tivo è lasciato in vita, o ideo vivit, ut per illum perchè si corregga; o è bonos exerceatur. lasciato in vita, affinchè per suo mezzo il buono om( abbia occasione) di esercitarsi( nella pazienza). be den! R). Amicus meus oscuR). Un mio amico col li me tradidit signo segnale di un bacio mi quem osculatus fuero, tradì: quegli che io baipse est, tenete eum: hoc cerò, è desso, pigliatemalum fecit signum, qui lo: cattivo fece diventar per osculum adimplevit questo segno, colui che homicidium: infelix per un bacio compiè l'oprætermisit pretium san- micidio: l'infelice non guinis, et in fine laqueo curò il prezzo del sanse suspendit.boosgue, e in fine ad un laccio si appiccò. . Bonum erat ei si na. Era bene per lui, tus non fuisset homo ille. che non fosse mai nato intaln quell'uomo. L'infelice, ecc. Infelix, etc. Lectio V. Lezione Vol3OT Utinam ergo, qui nos Piaccia dunque a Dio, modo exercent conver- che quelli che ora tentantur, et nobiscum ex- gono in esercizio( la nostra pazienza) si convertano e con noi essi 160 MERCOLEDÌ SANTO erceantur: tamen, quam- pure nella medesima padiu ita sunt ut exerce- zienza si esercitino: non ant, non eos oderimus, ostante però, finchè essi quia in éo, quod natus vorran esser tali di eserest quis eorum, utrum citar la( nostra pazienusque in finem perseve- za) noi non li odiereraturus sit, ignoramus. mo, perchè non sappiaEt plerumque, cum tibi mo se alcuno di quelli videris odisse inimicum, che son ora cattivi, abfratrem odisti, et nescis. bia sin alla fine da perDiabolus et angeli ejus severare( ostinato nel in Scripturis sanctis ma- male). E il più delle nifestati sunt nobis, quod volte, quando vi semad ignem æternum sint bra di odiare un inimidestinati. Ipsorum tan- co, odiate, senza avvetum desperanda est cor- dervene, un fratello. Dalrectio, contra quos ha- le Scritture sante ci è bemus occultam luctam: manifestato che il diaad quam luctam nos ar- volo e i suoi angeli sono mat Apostolus, dicens: già condannati al fuoco Nos est nobis colluctatio eterno. Di questi soli si adversus carnem et san- deve disperare dell' eguinem; id est, non ad- menda, contro i quali abversus homines quos vi- biamo un interno comdetis, sed adversus prin- battimento: al qual comcipes, et potestates, et battimento si allarma rectores mundi tenebraold s dupaub sinnsi edo laup -on sl) oisiones af -409 le( asteixeq ai principi e le potestà, ico- ion nos 5 ono con i dominanti di que l'Apostolo dicendo: Non abbiam da lottare con la carne e col sangue; cioè non con gli uomini, che vedete, ma con A MATTUTINO. 161 tenebroso. rum harum. Ne forte, sto mondo cum dixisset mundi, in- Affinchè poi, avendo etelligeretis dæmones esse gli detto del mondo, voi rectores coeli et terræ! non intendeste. che i demundi dixit, tenebrarum monj fossero i dominanti harum; mundi dixit, a- del cielo e della terra; matorum mundi: mundi del mondo disse, di codixit, impiorum et ini- teste tenebre: del monquorum mundi dixit, do disse, degli amatori de quo dicit Evangelium: del mondo: del mondo Et mundus eum non co- disse, degli empj e degnovit. gli iniqui: del mondo disse, di cui dice l'EGvangelio: E il mondo non lo conobbe. R). Judas mercator pes- R). Giuda mercante pessimus osculo petiit Do- simo, con un bacio inminum: ille ut agnus contrò il Signore: egli, innocens, non negavit come agnello innocente, Judæ osculum. Dena- non ricusò il bacio di riorum numero Christum Giuda. Per un certo nuJudæis tradidit. odmero di denari conseods ilgup és gnò Cristo ai Giudei. >. Melius illi erat, si. Meglio era per lui natus non fuisset. che non fosse mai nato. Denariarum numero, Per un certo numeetc. on27 ro, ecc. Lectio VI. Lezione VI. Quoniam vidi iniqui- Poichè io vidi iniquitatem et contradictionem tà e contraddizione nella 11 162 MERCOLEDÌ SANTO in civitate. Attendite glo- città. Contemplate la gloriam crucis ipsius. Jam ria della di lui croce. in fronte regum crux Già sulla fronte dei re illa fixa est, cui inimici è impressa quella croce, insultaverunt. Effectus cui insultarono i nemiprobavit virtutem; do- ci. Dagli effetti fu promuit orbem, non ferro, vata la( di lei) virtù: sed ligno. Lignum cru- soggiogò il mondo, non cis contumeliis dignum col ferro, ma col legno. visum est inimicis, et Il legno della croce semante ipsum lignum stan- brò degno di disprezzo tes caput agitabant, et agl'inimici, e dinanzi a dicebant: Si filius Dei quell'istesso legno stanest, descendat de cruce. do( rivolti) crollavano la Extendebat ille manus testa, e dicevano: Se esuas ad populum non gli è il figlio di Dio, credentem, et contradi- scenda dalla croce. Stencentem. Si enim justus deva egli le sue mani est qui ex fide vivit, ini- verso il popolo increquus est qui non habet dulo e ribelle. Imperocfidem. Quod ergo hic ait chè se giusto è quegli iniquitatem, perfidiam in- che vive di fede, iniquo tellige. Videbat ergo Do- sarà quegli che non ha minus in civitate iniqui- la fede. E dicendo quivi tatem et contradictionem, iniquità, intendete peret extendebat manus suas fidia. Nella città dunque ad populum non creden- vedeva il Signore initem: et contradicentem: quità e contraddizione, et tamen et ipsos expe- e stendeva le sue mani ctans dicebat: Pater, i- verso il popolo incredulo e ribelle: e nonostante aspettandoli di allen spolsibbero ceva: Padre, perdonate A MATTUTINO. 163 gnosce illis, quia ne- loro, perchè non sanno sciunt quid faciunt. quel che fanno. R). Unus ex discipulis R). Uno de' miei dimeis tradet me hodie. scepoli mi tradirà oggi: Væ illi, per quem tradar Guai a quello, per cui ego; melius illi erat, io sarò tradito; meglio si natus non fuisset. era per lui, se non fosse mai nato. .Qui intingit me. Colui che mette cum manum in paropsi- con me la mano nel de, hic me traditurus est piatto, questi è per darin manus peccatorum.| mi in mano dei peccatori. Melius illi, etc. Unus, etc. Meglio era, ecc. Uno, ecc. NEL TERZO NOTTURNO. tout Ant. Dixi iniquis: No- Ant. Ho detto agli inilite loqui adversus Deum qui: Non vogliate pariniquitatem. lar contro Dio iniquailmente. france salles" cule'! * 15 g Salmo 74. Confitebimur tibi, De- Daremo laude a voi, us, confitebimur, et in- o Dio; vi darem laude, vocabimus nomen tuum. e invocheremo il vostro nome. Narrabimus mirabilia Ricorderemo le vostro tua; cum accepero tem- maraviglie; quando ie 164 MERCOLEDÌ SANTO pos, ego justitias judi- avrò preso il tempo, io cabo. giudicherò con giustizia. Si è strutta la terra et omnes qui habitant con tutti i suoi abitatoin ea; ego confirmavi ri; io fui che alle cocolumnas ejus. lonne di lei diedi saldezza. Liquefacta est terra Dixi iniquis: Nolite Ho detto agl' iniqui: inique agere;" et delin- Non vogliate operare quentibus: Nolite exal- iniquamente; e ai peccatori: Non vogliate alzar le corna. tare cornu. Nolite extollere in alNon vogliate alzar in tum cornu vestrum; no- alto le vostre corna; lite loqui adversus Deum non vogliate parlar coniniquitatem. tro Dio iniquamente. Imperocchè nè ad 0te, neque ab decidente, riente, nè ad Occidente, neque a desertis monti- nè alle montagne debus; quoniam Deus ju- serte( avrete scampo); dex est. oxi perocchè il giudice Dio. Quia neque ab Orien oid ou Hunc humiliat et hunc Egli umilia l'uno e exaltat; quia calix in l'altro esalta; perchè il manu Domini vini meri, plenus misto. Signore ha nella mano un calice di vin pretto, ( calice) pieno di amara mistura. Et inclinavit ex hoc E da questo ne me in hoc: verumtamen fæx sce in altro( calice): ma ejus non est exinanita: la feccia di esso non è bibent omnes peccatores consumata; ne beranno terræ. omsl1851 tutti i peccatori della terra. 165 Ma io per tutti i sein sæculum; cantabo coli annunzierò; e canEgo autem annuntiabo Deo Jacob. terò laudi al Dio di Giacobbe. A MATTUTINO. Et omnia cornua peccatorum confringam; Perocchè tutte le corna de' peccatori io spezet exaltabuntur cornua zerò, ma i giusti alzejusti. ranno le loro teste. Ant. Dixi iniquis: No- Ant. Ho detto agli inilite loqui adversus Deum qui: Non vogliate pariniquitatem. lar contro Dio iniquamente. Ant. Terra tremuit, et Ant. La terra tremò quievit, dum exurgerete si tacque, sinchè Dio in judicio Deus. si levò per far giudizio. Salmo 75. Notus in Judæa Deus; Dio è conosciuto nella in Israel magnum no- Giudea; in Israello è men ejus. grande il suo nome. Et factus est in pace locus ejus; tio ejus in Sion. Ibi confregit potentias arcuum; dium et bellum. liter Illuminans tu mirabia montibus æterE sua sede è nella et habita- pace; ed ha la sua abitazione in Sionne. Ivi egli ha distrutta scutum, gla- la forza degli archi; lo scudo, la spada e la guerra. 0 voi che mirabilmente spandete la vostra luce dalle alte mon 166 MERCOLEDÌ SANTO nis; turbati sunt om- tagne; sono rimasti connes insipientes corde. quisi tutti gli stolti di cuore. Dormierunt somnum Dormirono il loro sonsuum; et nihil invene- no; e nulla trovarono runt omnes viri divitia- nelle loro mani tutti rum in manibus suis. questi uomini tesoreggianti. dormitaAb increpatione tua, Al tuono delle vostre Deus Jacob, minaccie, o Dio di Giaverunt qui ascenderunt cobbe, si addormentaequos. rono i cavalieri. Tu terribilis es quis resistet tibi? tunc ira tua. et Terribile siete voi, e ex chi a voi farà resistenza? l'ira vostra antica. Dal cielo faceste sentire il vostro giudizio; la terra tremò e si tacque. Allorchè Dio si levò dicium Deus, ut salvos su per far giudizio, per faceret omnes mansue- salvar tutti i mansueti tos terræ. Cum exurgeret in judella terra. Quoniam cogitatio ho- L'uomo che rifletterà, minis confitebitur tibi; darà a voi laude, e la et reliquiæ cogitationis fine de' suoi pensieri sarà diem festum agent tibi. di onorarvi con giorni festivi. De cœlo auditum feterra cisti judicium; tremuit et quievit. Vovete, et reddite DoOffrite voti al Signore mino Deo vestro: om- Dio vostro; e scioglie nes qui in circuitu ejus teli, o voi tutti, che, affertis munera. stando intorno a lui, gli presentate dei doni. A lui terribile, a lui, Terribili, et ei, qui A MATTUTINO. 167 aufert spiritum princi- che toglie lo spirito ai pum: terribili apud re- grandi; a lui che è terges terræ. ribile ai re della terra. Ant. Terra tremuit et quievit; dum exurgeret in judicio Deus. Ant. In die tribulatioAnt. La terra tremò e tacque; finche Dio si levò per far giudizio. Ant. Nel giorno di mia nis meæ, Deum exqui- tribolazione, stesi le masivi manibus meis. ni verso Dio. Salmo 76. Voce mea ad Domi- Alzai la mia voce e num clamavi; voce mea le mie grida al Signoad Deum et intendit mihi. re; alzai la mia voce a Dio, ed egli mi ascoltò. In die tribulationis Nel giorno di mia trimeæ, Deum exquisivi, bolazione, stesi la notte manibus meis nocte con- verso Dio le mie mani; tra eum; et non sum e non sono stato deluso. deceptus. Renuit consolari ani- Non volle consolazioma mea; memor fui ne l'anima mia, mi riDei, et delectatus sum, cordai di Dio, e ne ebbi et exercitatus sum: et conforto, e mi esercitai defecit spiritus meus. nella meditazione: e venne meno il mio spirito. Anticipaveruntvigilias Gli occhi miei pervenoculi mei; turbatus sum, nero le vigilie; io era et non sum locutus. turbato, e non apersi la bocca. MERCOLEDÌ SANTO quos; Cogitavit dies anti- Ripensai ai giorni anet annos æter- tichi; ed ebbi in mente gli anni eterni. nos in mente habui. Et meditatus sum no- E meditava la notte cte cum corde meo; in cuor mio; e pondeet exercitabar, et scope- rava, e ripurgava il mio bam spiritum meum. spirito. Numquid in æternum Ci rigetterà forse Dio projiciet Deus?* aut non in eterno? ovvero non apponet, ut complacitior vorrà più essere disposit adhuc? sto a placarsi? Ovvero torrà egli per sempre la sua miseriAut obliviscetur misea generatione in genera- cordia a tutte le generationem? zioni che seguiranno? Ovvero si dimentichereri Deus? aut conti- rà di usar pietà Iddio? nebit in ira sua miseri- o tratterrà nell' ira sua cordias suas? le sue misericordie? Et dixi: Nunc cœpi; E io dissi: Adesso inhæc mutatio dexteræ Excelsi. 168 Aut in finem misericordiam suam abscindet, comincio; questo cangiamento( vien) dalla destra dell'Altissimo. Memor fui operum Domini,* quia memor ero ab initio mirabilium tuorum. Mi son ricordato delle opere del Signore; anzi mi ricorderò di tutte le meraviglie fatte da voi sin da principio. Et meditabor in om- E mediterò tutte quannibus operibus tuis;* et te le opere vostre; e anin adinventionibus tuis derò investigando i voexercebar. stri consigli. Deus, in sancto via Le vostre vie, o Dio, A MATTUTINO. 169 tua: quis Deus magnus sono sante: qual è il sicut Deus noster? es Deus qui facis mirabilia. tu Dio che grande sia come il Dio nostro? voi siete il Dio che operate maraviglie. Notam fecisti in populis virtutem tuam: Voi faceste manifesto ai popoli il vostro poredemisti in brachio tuo tere; voi riscattaste col populum tuum, filios Jacob et Joseph. vostro braccio il vostro popolo, i figliuoli di Giacobbe e di Giuseppe. Viderunt te aquæ, Deus, viderunt te aquæ, et timuerunt, et turbata sunt abyssi. Multitudo sonitus a- Rumor grande di piogquarum; vocem dede- gia; le nuvole hanno runt nubes. date fuori le loro voci. Etenim sagittæ tuæ transeunt; trui tui in rota. Videro voi le acque, o Dio, le acque vi videro, e si impaurirono, e gli abissi furono sconvolti. Le vostre saette scopvox toni- piano; la voce del vostro tuono ruota per l'aria. Illuxerunt coruscatio- I vostri folgori illunes tuæ orbi terræ; minarono il giro della commota est et contre- terra; la terra si scosse muit terra. e tremò. In mari via tua, et Voi camminavate pel semitæ tuæ in aquis mare, voi vi faceste multis: non cognoscentur. et vestigia tua strada per mezzo alle acque; e non si vedranno le vostre pedate. Guidaste il vostro popolo come tante pecoDeduxisti sicut oves 170 MERCOLEDI SANTO populum tuum," in ma- relle, col ministero di nu Moysi et Aaron. Mosè e di Aronne. Ant. In die tribulationis meæ Deum exquisivi manibus meis. . Exurge, Domine. R). Et judica causam meam. Antifona. Nel giorno della mia tribolazione stesi le mie mani verso Dio. . Alzatevi, o Signore. R). E giudicate la mia causa. Di poi si dice il Pater noster segretamente. DICHIARAZIONE. Insegnasi in queste Lezioni che quello stesso che i Profeti dissero del Salvatore, ciò hanno predicato gli Apostoli e s. Paolo. Si tratta della Cena, perchè allora si cominciò a porre il fine ai sacrificii della legge vecchia, e diedesi principio a quelli della nuova. De Epistola prima Beati Della Epistola I scritta Pauli Apostoli ad Co- da San Paolo Aporinthios. stolo ai Corinti. Cap. 11 d. Lect. VII. Lezione VII. Di questo poi vi av Hoc autem præcipio: non laudans, quod non verto: non per lodarvi, in melius, sed in dete- chè non con profitto, ma rius convenitis. Primum con iscapito vi radunaquidem, convenientibus te. Primieramente adunvobis in Ecclesiam, au- que, radunandovi voi nella Chiesa, sento es A MATTUTINO. 171 dio scissuras esse inter servi scissure tra di voi; Vos; et ex parte credo. e in parte lo credo. ImNam oportet et hæreses perocchè fa di mestieri esse, ut et qui probati che sianvi anche delle sunt, manifesti fiant in eresie, affinchè quei che vobis. Convenientibus er- sono di buona lega tra go vobis in unum, jam voi, si palesino. Quando non est Dominicam coe- adunque vi radunate innam manducare. Unus- sieme, non è già un quisque enim suam coe- mangiare la cena del Sinam præsumit ad man- gnore. Imperocchè ciaducandum. Et alius qui- scheduno anticipatamendem esurit, alius autem te prende a mangiare la ebrius est. Numquid do- sua cena. E uno patisce mos non habetis ad man- la fame, un altro poi è ducandum et bibendum? ubbriaco. Ma, o non aAut Ecclesiam Dei con- vete voi case per mantemnitis, et confunditis giare e bere? Ovvero la eos qui non habent? Quid Chiesa di Dio dispregiadicam vobis? Laudo vos? te, e fate arrossire quelli In hoc non laudo. che non han nulla? Che dirovvi? Vi loderò? In questo io non vi lodo. R). Eram quasi agnus R. Io era come agnelinnocens: ductus sum lo innocente: sono stato ad immolandum, et ne- condotto per essere sasciebam; consilium fe- crificato, e non aveva cerunt inimici mei ad- compreso; avevan macversum me dicentes: chinato i miei nemici Venite, mittamus lignum contro di me, dicendo: in panem ejus, et era- Venite, diamo a lui legno( cioè la Croce) in luogo di pane, e stermi 172 MERCOLEDÌ SANTO damus eum de terra vi- niamolo dalla terra dei ventium. vivi. 7. Omnes inimici mei 7. Tutti i miei nemici adversum me cogitabant hanno contro di me formala mihi: verbum ini- mati cattivi disegni: quequum mandaverunt ad- ste diaboliche parole si versum me dicentes: dicono a vicenda contro di me. Venite, ecc. Venite, etc. Lectio VIII. Lezione VIII. Ego enim accepi a Imperocchè io ho apDomino, quod et tradidi preso dal Signore quelvobis, quoniam Domi- lo che ho anche insenus Jesus, in qua nocte gnato a voi, che il Sitradebatur, accepit pa- gnore Gesù, in quella nem, et gratias agens, notte in cui era tradito, fregit et dixit: Accipite prese il pane, e rendute et manducate: hoc est le grazie, lo spezzò e Corpus meum, quod pro disse: Prendete e manvobi radetur: hoc fa- giate; questo è il Corpo cite in meam comme- mio, il quale per voi morationem. Similiter et sarà dato( a morte): fate calicem, postquam coe- questo in memoria di navit, dicens: Hic calix me. Similmente anche il novum testamentum est calice, dopo di aver cein meo sanguine; hoc nato, dicendo: Questo facite quotiescumque bi- calice è il nuovo testabetis in meam commemo- mento nel Sangue mio; rationem. Quotiescum- fate questo tutte le volte che lo berrete in me moria di me. Imperoc A MATTUTINO. 173 que enim manducabitis chè ogni volta che manpanem hunc et calicem gerete questo pane e berbibetis, mortem Domini rete questo calice, la annuntiabitis donec ve- morte del Signore anniat. nuncierete per sino a tanto che egli venga. R). Una hora non po- R). Un'ora non avete tuistis vigilare mecum, potuto vegliare con me, qui exhortabimini mori voi che vicendevolmente pro me? Vel Judam vi animavate a morir per non videtis, quomodo non me? E non vedete Giuda dormit, sed festinat tra- che non dorme, ma si dere me Judæis? affretta di darmi in mano ai Giudei? with its 1631 . Quid dormitis? surPerchè dormite? gite et orate, ne intretis alzatevi e orate, affine in tentationem. Vel Ju- di non entrare in tendam non videtis, etc. tazione. E non vedete Giuda, ecc. Lectio IX. atribuber Lezione IX. Itaque, quicumque Per la qual cosa chiunmanducaverit panem que mangierà questo pahunc, vel biberit cali- ne, e berrà il calice del cem Domini indigne, re- Signore indegnamente, us erit Corporis et san- reo sarà del Corpo e del guinis Domini. Probet Sangue del Signore. Proautem seipsum homo, et vi perciò sè stesso l'uosic de pane illo edat, et mo, e così di quel pane de calice bibat. Qui e- mangi, e di quel calice beva. Imperocchè chi lo 174 MERCOLEDÌ SANTO nim manducat et bibit mangia e beve indegnaindigne, judicium sibi mente, la condannazione manducat et bibit, non si mangia e beve, non dijudicans Corpus Do- distinguendo il Corpo mini. Ideo inter vos mul- del Signore. Per questo ti infirmi et imbecilles, tra voi molti sono inet dormiunt multi. Quod fermi e senza forze, e si nosmetipsos dijudica- molti dormono. Imperemus, non utique judi- rocchè se da noi stessi caremur. Dum judica- ci giudicassimo, certamur autem, a Domino mente non saremmo giucorripimur, ut non cum dicati. Ma quando siamo hoc mundo damnemur. giudicati, dal Signore siaItaque, fratres mei, cum mo castigati, affinchè non convenitis ad manducan- siamo con questo mondum, invicem expectate. do condannati. Perciò, Si quis, esurit domi man- fratelli miei, allorchè vi ducet; ut non in judi- adunate per mangiare, cium conveniatis. Cetera aspettatevi gli uni gli alautem, cum venero, di- tri. Se uno ha fame, a sponam. -quidossos[ epp alas -ed olioup casa mangi, onde non vi raduniate per essere condannati. Alle altre cose poi, venuto che io signer son sia, darò ordine. R). Seniores populi R). Gli anziani del poconsilium fecerunt, ut polo tenner consiglio, Jesum dolo tenerent et affiné di catturare Gesù occiderent: cum gladiis per via d'inganno e ucet fustibus exierunt tam- ciderlo: armati di spade quam ad latronem. e bastoni vennero come si fa per un assassino. R). Ragunarono i ponel. Collegerunt ponti fices et Pharisæi lium. Ut Jesum, etc. Seniores, etc. A MATTUTINO. 175 conci- tefici e i Farisei il consiaglio. Affine, ecc. Gli Anziani, ecc. DICHIARAZIONE, I cinque Salmi delle Laudi sono i cinque voti della Chiesa: la predicazione ai Giudei, la conversione dei Gentili, lo stato presente, la total conversione del mondo nel tempo dopo l'Anticristo e la glorificazione de' buoni. esill ALLE LAUDI * Ant. Justificeris, Do- Ant. Sarete giustificamine, in sermonibus tu- to, o Signore, nei vois, et vincas cum judi- stri discorsi, e vincerete caris. nei vostri giudizj. Bet 61 Salmo 50. 20370024 Miserere mei, Deus, Abbiate misericordia secundum magnam mi- di me, o Dio, secondo sericordiam tuam. aasid la grande vostra misericordia. istibut Et secundum multi- E secondo la moltitutudinem miserationum dine delle vostre misetuarum, dele iniquita- ricordie, cancellate la mia iniquità. A tem meam. MERCOLEDÌ SANTO Amplius lava me ab Ancora più lavatemi iniquitate mea, et a dalla mia iniquità, e dal peccato meo munda me. mio peccato mondatemi. Quoniam iniquitatem Perocchè la mia inimeam ego cognosco;" et quità io conosco; e il peccatum meum contra mio peccato davanti mi me est semper. sta sempre. 176 Tibi soli peccavi, et malum coram te feci; * Contro di voi solo peccai, e il male feci diut justificeris in sermo- nanzi a voi; affinchè voi nibus tuis, et vincas siate giustificato nelle cum judicaris. vostre parole, e riportiate vittoria quando siete A chiamato in giudizio. Ecce enim in iniqui- Imperocchè ecco che tatibus conceptus sum,* io nelle iniquità fui conet in peccatis concepit ceputo, e nei peccati mi me mater mea. concepi la mia madre. Ecce enim veritatem dilexisti; occulta sapientiæ tuæ gli ignoti e occulti mimanifestasti mihi. Ed ecco che voi la incerta et verità avete amato; voi steri di vostra sapienza svelaste a me. Voi mi aspergerete la- coll'issopo, e sarò monpo, et mundabor: vabis me, et super ni- dato: mi laverete e più vem dealbabor. che la neve diverrò bianco. Auditui meo dabis Mi farete sentir parole di gaudio e di leet exultabunt ossa hu- tizia; e tripudieranno le gaudium et lætitiam; ossa umiliate. Asperges me hyssomiliata. Averte faciem tuam Rivolgete la vostra fac ALLE LAUDI. 177 a peccatis meis; et cia dai miei peccati; omnes iniquitates meas tutte le mie iniquità candele. cellate. Cor mundum crea in Un cuor mondo creame, Deus; et spiritum te in me, o Dio; e lo rectum innova in visce- spirito retto rinnovellaribus meis. Ne projicias me a fate nelle mie viscere. Non mi rigettate dalla et spiritum vostra faccia; e il vosanctum tuum ne aufe- stro spirito non lo togliete da me. cie tua; ras a me. Redde mihi lætitiam Rendetemi la letizia salutaris tui;* et spiritu del vostro Salvatore; e principali confirma me. per mezzo del benefico spirito voi confortatemi. Insegnerò agl' iniqui Docebo iniquos vias tuas; et impii ad te le vostre vie; e gli emconvertentur. pj a voi si convertiranno. Liberatemi dal reato Libera me de sanguinibus, Deus, salutis meæ; Deus del sangue, o Dio, Dio et exul- di mia salute, e canterà tabit lingua mea justi- la mia lingua con gau tiam tuam. dio la vostra giustizia. Domine, labia mea a- Signore, le mie labperies;* et os meum an- bra voi aprirete, e la nuntiabit laudem tuam. mia bocca annunzierà le vostre lodi. Quoniam si voluisses Imperocchè se voi asacrificium dedissem u- veste voluto un sacritique; holocaustis non fizio, lo avrei offerto; delectaberis. voi degli olocausti non vi compiacerete. Sacrificium Deo spi- È sacrifizio a Dio lo 12 * 178 MERCOLEDI SANTO ritus contribulatus: cor spirito addolorato; il contritum et humilia- cuore contrito e umitum Deus, non despi- liato, o Dio, voi no'l dicies. sprezzerete. Benigne fac, Domine, Voi siate benefico, 0 in bona voluntate tua Signore, colla buona voSion: ut ædificentur lontà verso Sionne: af muri Jerusalem. Tunc acceptabis safinchè stabilite sieno le mura di Gerusalemme. Allora voi accetterete crificium justitiæ, obla- il sacrifizio di giustizia, tiones et olocausta; tunc imponent super altare tuum vitulos. le oblazioni e gli olocausti; allora porranno sul vostro altare dei vi telli. Ant. Justificeris, Do- Ant. Sarete giustifimine, in sermonibus tuis, cato, o Signore, nei voet vincas cum judicaris. stri discorsi, e vince rete nei vostri giudizj. Ant. Dominus tam- Ant. Il Signore fu conquam ovis ad victimam dotto al sacrifizio come ductus est, et non ape- una pecora e non apri ruit os suum. bocca. Salmo 80. Domine, refugium fa- Signore, voi vi siete ctus es nobis, a gene- fatto nostro rifugio per ratione in generationem. tutte quante le età. Priusquam montes fie- Prima che fossero fatti rent, aut formaretur ter- i monti, o formata la ra et orbis; a sæculo, terra e il mondo; da ALLE LAUDI. 179 et usque in sæculo tu tutta l'eternità, e per es, Deus. tutta l' eternità, o Dio, siete voi. Ne avertas hominem Non riducete l'uomo in humilitatem; et di- nell'abbiezione; voi che xisti: Convertimini filii diceste: Convertitevi, o hominum. figliuoli degli uomini. Quoniam mille anni Perocchè mille anni ante oculos tuos, tam- dinanzi agli occhi voquam dies hesterna, quæ stri sono come il di di præterit. jeri, che è trapassato. Et custodia in nocte qua pro nihilo habetur, eorum anni erunt. E come una vigilia notturna; i loro anni saran come cosa che nulla si stima. In un giorno passa, come erba al mattino fiotranseat; vespere de- risce e passa; sulla secidat, induret et arescat. ra cade, s'indurisce e si secca. Siam venuti meno sotet in furore tuo to il vostro sdegno; e pel vostro furore viviamo in turbamento. * Mane sicut herba transeat, mane floreat et Quia defecimus in ira tua; turbati sumus. Posuisti iniquitates noAvete collocate dinanstras in conspectu tuo; zi a voi le nostre inisæculum nostrum in il- quità; e la nostra vita luminatione vultus tui. davanti alla luce della vostra faccia. Quoniam omnes dies Così tutti i giorni nonostri defecerunt; et stri sono mancati; e noi in ira tua defecimus. sotto il vostro sdegno siamo consumati. 180 MERCOLEDÌ SANTO Anni nostri sicut a- Gli anni nostri saran ranea meditabuntur; considerati come tela di dies annorum nostro- ragno; pe' giorni di norum in ipsis septuaginta stra vita si hanno i setanni. tanta anni. Si autem in potenta- E pe' più robusti gli tibus, octoginta anni; ottant'anni; ed il di più et amplius eorum labor è affanno e dolore. et dolor. Quoniam supervenit Dappoichè è venuta mansuetudo; et cor- in ajuto la vostra beripiemur. nignità; e noi saremo tosto rapiti. Quis novit potestatem Chi sa conoscere la iræ tuæ; et præ ti- grandezza dell'ira vomore tuo iram tuam di- stra, e chi sa comprennumerare? dere la vostra indignazione, come siete voi formidabile? Dexteram notam fac; tos corde in tuam sic Fate adunque conoet erudi- scere( a noi) la vostra sapientia. destra; e date a noi un cuore illuminato dalla sapienza. Convertere, Domine, Volgetevi a noi, o Siusquequo; et depreca- gnore; e fino a quanbilis esto super servos do( sarete sdegnato?); placatevi coi servi yostri. tuos. Repleti sumus mane misericordia tua; et exultavimus, et delectati cordia; e saremo nell'esultazione e nel gauSarem ripieni al mattino di vostra miseri ALLE LAUDI. 181 sumus omnibus diebus dio per tutti i giorni nostris. nostri. Lætati sumus pro dieAvrem letizia per rabus quibus nos humi- gione dei giorni nei liasti, annis quibus vi- quali voi ei affliggeste; e per gli anni nei quali vedemmo miserie. dimus mala. Gettate il vostro sguardo sopra i vostri servi, e sopra le opere vostre; e reggete voi i loro figli. Et sit splendor Do- E la luce del Signore mini Dei nostri super Iddio nostro sia opra di nos, et opera manum noi, e voi governate in nostrarum dirige super noi le opere delle nonos, et opus manum stre mani; e l'opera nostrarum dirige. delle mani nostre governate voi. Respice in servos tuos et in opera tua;* et dirige filios eorum. Ant. Dominus tamquam ovis ad victimam ductus est, et non aperuit os suum. Ant. Il Signore fu condotto al sacrifizio come una pecora, e non apri bocca. Ant. Contritum est Ant. È spezzato il mio cor meum in medio mei; cuore dentro di me; sono contremuerunt omnia os- in fremito tutte le mie sa mea. ossa. Salmo 62. Deus, Deus meus; ad te de luce vigilo. KILOME Dio, Dio mio; a voi al primo apparir della luce aspiro. 182 MERCOLEDI SANTO Sitivit in te anima mea: Ha sete di voi l'aniquam multipliciter ti- ma mia; in quante mabi caro mea. niere ha sete di voi la mia carne! In terra deserta, et In una terra deserta, invia et inaquosasic che vie non ha, ed è in sancto apparui tibi, mancante di acque; a ut viderem virtutem tu- voi come nel santuario am et gloriam tuam. mi presentai, per contemplare la vostra po tenza e la vostra gloria. Perocchè miglior ella misericordia tua super è la vostra misericordia vitas; labia mea lau- delle vite; le labbra mie dabunt te. daran laude a voi. Sic benedicam te in Quindi io vi benedivita mea; et in no- rò nella mia vita; nel mine tuo levabo manus nome vostro alzerò le mie mani. Quoniam melior est meas. Sicut adipe et pin- Sia come ingrassata e guedine repleatur ani- impinguata l'anima mia; ma mea; et labiis e- e con voci di giubilo xultationis laudabit os loderà voi la mia bocca. meum. Si memor fuit tui su- Se io mi sono ricorper stratum meum, in dato di voi nel mio letmatutinis meditabor in to, nel mattino medite; quia fuisti adjutor terò sopra di voi; perocchè siete voi mio ajuto. me us. Et in velamento ala- E all'ombra delle ali rum tuarum exultabo: vostre io esulterò: va adhæsit anima mea post anelando l'anima mia ALLE LAUDI. 183 te; tera tua. me suscepit dex- dietro a voi; mi ha sostenuto la vostra destra. Ipsi vero in vanum Eglino però indarno quæsierunt animam me- cercarono la mia vita: am introibunt in infe- entreranno nelle vicupe riora terræ; traden- scere della terra; satur in manus gladii, par- ranno dati in poter della tes vulpium erunt. spada, preda delle volpi saranno. Rex vero lætabitur in Ma il Re si allegrerà Deo, laudabuntur omnes, in Dio, avranno laude qui jurant in eo;* quia tutti coloro che per lui obstructum est os lo- giurano; perchè è stata chiusa la bocca di coquentium iniqua. loro che parlarono iniquamente. Salmo 66. Deus misereatur no- Iddio abbia pietà di stri, et benedicat nobis, noi, e ci benedica; facilluminet vultum suum cia splendere la luce super nos, et misereatur della sua faccia sopra nostri; di noi, e abbia pietà di noi; Affinchè conosciamo Ut cognoscamus in terra viam tuam; in sopra la terra la vostra omnibus gentibus salu- via; la salute vostra tare tuum. ( che è) per tutte le genti. Confiteantur tibi populi Deus; confiteanA voi dian laude i popoli, o Dio; a voi dian tur tibi populi omnes. laude i popoli tutti. * MERCOLEDÌ SANTO Confiteantur tibi poLætentur, et exultent Si rallegrino, ed e gentes; quoniam ju- sultino le genti; perchè dicas populos in æqui- voi governate i popoli tate et gentes in terra nell'equità, e le nazioni dirigis. sulla terra dirigete. Confessino voi i populi, Deus, confiteantur poli, o Dio, confessino tibi populi omnes; ter- voi i popoli tutti; la terra dedit fructum suum. ra ha dato il suo frutto. Benedicat nos Deus, Ci benedica Dio, il Deus noster, benedicat Dio nostro, ci benedica nos Deus; et metuant Dio; lo temano tutte eum omnes fines terræ. le estremità della terra. Ant. Contritum est Ant. È spezzato il mio cor meum in medio mei; cuore dentro di me; sono contremuerunt omnia in fremito tutte le mie ossa. ossa mea. 184 Ant. Exortatus es in Ant. C'incoraggiaste, virtute tua, et in refe- o Signore, colla vostra ctione sancta tua, Do- possanza; e con sante mine. parole di conforto. Cantico di Mosè. Exod. 15. Cantemus Domino Diamo gloria al Sigloriose enim magnifi- gnore, perocchè egli si è catus est, equum et gloriosamente esaltato; ascensorem dejecit in ha gettato nel mare il cavallo ed il cavaliere. mare. Fortitudo mea et laus mea Dominus; et factus est mihi in salutem. Mia fortezza e oggetto delle mie lodi egli è il Signore, ed è stato mio Salvatore. ALLE LAUDI. 185 Iste Deus meus, et Egli è il mio Dio, e glorificabo eum;* Deus io lo glorificherò; il Dio patris mei, et exaltabo del mio padre, ed io lo. esalterò. eum. Dominus, quasi vir Il Signore, qual forte pugnator, omnipotens campione, il suo nome nomen ejus; currus è l'onnipotente; egli ha Pharaonis, et exercitum precipitati nel mare i ejus projecit in mare. cocchi di Faraone, e il suo esercito. Electi principes ejus I migliori suoi consubmersi sunt in mari dottieri sono stati somRubro:* abyssi operue- mersi nel mar Rosso: runt eos; descenderunt sono sepolti negli abisin profundum, quasi si; son caduti nel prolapis. fondo, qual pietra. Dextera tua, Domine, La vostra destra, o magnificata est, in for- Signore, ha dimostrato titudine: dextera tua, una sovraggrande forDomine, percussit inimi- tezza: la vostra destra, cum;* et in multitudine o Signore, ha percosso gloriæ tuæ deposuisti ad- il nemico, e con la molversarios tuos. ta possanza vostra avete dispersi i vostri avversarj. Misisti iram tuam quæ L' ira vostra fu spedevoravit eos sicut sti- dita da voi, la quale li pulam; et in spiritu divorò come paglia; e furoris tui congregatæ al soffio del vostro furore si ammontarono le sunt aquæ. acque. Stetit unda fluens; L'onda corrente fermossi; si squagliarono 186 MERCOLEDÌ SANTO congregata sunt abyssi in mezzo al mare i flutti in medio mari. profondi. Dixit inimicus: Per- Avea detto l'inimico: sequar, et comprehen- Inseguirò, e raggiungedam; dividam spolia, rò; dividerò le spoglie, implebitur anima mea. saranno soddisfatte le mie brame. * Evaginabo gladium meum; interficiet eos manus mea. Sguainerò la mia spada: la mia mano gli ucciderà. Flavit spiritus tuus Soffiò lo spirito voet operuit eos mare: stro, ed il mare li cosubmersi sunt quasi pri affondaron come plumbum in aquis ve- piombo nelle acque prehementibus. cipitose. Quis similis tui in Chi dei forti è simile fortibus, Domine?* quis a voi, o Signore? chi similis tui, magnificus è simile a voi, glorioso in sanctitate, terribilis, nella santità, terribile, atque laudabilis, faciens e laudabile operator di mirabilia? prodigj? Extendisti manum tuVoi tendeste la mano, am, et devoravit eos e la terra gl' ingojo; terra; dux fuisti in nella vostra misericormisericordia tua populi, dia voi foste il condotquem redemisti. tiere del popolo, qual riscattaste. Et portasti eum in E lo avete portato fortitudine tua,* ad habi- colla vostra fortezza, sitaculum sanctum tuum. no al vostro santo sogAscenderunt populi, giorno. in I popoli si son messi movimento, e sono ALLE LAUDI. 187 et irati sunt; dolores pieni di sdegno; gli aPalestina obtinuerunt habitatores bitanti della Philisthiim. * sono in affanno. Tunc conturbati sunt I principi di Edom principes Edom: robu- sono sbigottiti: tremano stos et Moab obmutuit i campioni di Moab; tutti tremor; obriguerunt gli abitatori di Canaan omnes habitatores Cha- sono istupiditi. naan. Irruat super eos for- Cada sopra di essi mido et pavor," in ma- paura e spavento, mergnitudine brachii tui. cè del vostro braccio grande. Fiant immobiles quaRimangano immobili si lapis, donec pertran- come pietra, sino a tanto seat populus tuus, Do- che passi, o Signore, il mine, donec pertran- popolo vostro: fino a seat populus tuus iste, tanto che passi questo quem possedisti, * vostro popolo, di cui voi siete il padrone. Introduces eos, et planVoi li condurrete cotabis in montes hæredi- là, e li pianterete sul tatis tuæ; firmissimo monte di vostro retaghabitaculo tuo, quod o- gio; nella sicurissima peratus es, Domine. * abitazione vostra, che voi, o Signore, vi siete fabbricata. Sanctuarium tuum, DoNel vostro santuario mine, quod firmaverunt fondato, o Signore, dalle manus tuæ; Dominus vostre mani: il Signore regnabit in æternum et regnerà pei secoli e anultra. cor di là. Ingressus est enim, Imperciocchè entrò il 188 MERCOLEDÌ SANTO eques Pharao cum cur- cavaliere Faraone coi ribus et equitibus ejus suoi cocchi e coi suoi in mare,* et reduxit cavalieri nel mare: e il super eos Dominus aquas Signore ripiegò sopra di maris. loro l'acque del mare. Filii autem Israel ambulaverunt per siccum, in medio ejus. Ma i figliuoli d'Israele camminarono per esse a piedi asciutti. Ant. Exhortatus. es in Ant. C'incoraggiaste, virtute tua; et in refe- o Signore, colla vostra ctione sancta tua, Do- possanza, e con sante mine. parole di conforto. Ant. Oblatus est, quia Ant. È stato offerto, ipse voluit, et peccata nostra ipse portavit. perchè egli ha voluto, ed egli portò tutti i nostri peccati. Salmo 148. Laudate Dominum de Lodate il Signore voi cœlis; laudate eum in che state nei cieli; loexcelsis. datelo voi che siete nei luoghi altissimi. Laudate eum omnes Lodatelo voi tutti AnAngeli ejus; laudate geli suoi; lodatelo tutti eum omnes virtutes ejus. voi sue milizie. Laudate eum sol et Lodatelo voi sole e luna;* laudate eum om- luna; lodatelo voi stelle nes stellæ et lumen. e voi luce. Laudate eum coeli coe- Lodatelo voi, o cieli lorum; et aquæ om- dei cieli; e le acque nes, quæ super coelos tutte che son sopra dei ALLE LAUDI. 189 sunt, laudent nomen Do- cieli, lodino il nome del mini. Signore. Quia ipse dixit, et facta sunt: Perocchè egli parlò, ipse man- e furon fatte le cose: davit, et creata sunt. egli ordinò, e furon create. Statuit ea in æternum, Le ha stabilite per eset in sæculum sæculi; sere in eterno, e per præceptum posuit, et non tutti i secoli: un ordine præteribit. fissò che non passerà. Laudate Dominum de Date laude al Signore terra; dracones et om- voi che abitate la terra; nes abyssi. voi dragoni, e voi tutti, o abissi. Ignis grando, nix, Tu fuoco, tu grandiglacies, spiritus procel- ne, tu neve, tu ghiaclarum;* quæ faciunt ver- cio, tu vento procelloso; bum ejus. voi che ubbidite alla sua parola. Voi monti, e voi tutte colline, piante fruttifere, e voi tutti, o cedri. Montes et omnes colles; ligna fructifera, et omnes cedri. Bestiæ, et universa Voi tutte, bestie selserpentes, et vaggie e domestiche; voi serpenti, e voi pennuti augelli. pecora; volucres pennatæ. Reges terræ, et omnes Regi della terra, e populi; principes et tutti i popoli; principi omnes judices terræ. e tutti i giudici della terra. Juvenes et virgines, I giovanetti e le vercum junioribus gini, i vecchi e i fanlaudent nomen Domi- ciulli lodino il senes nome 190 MERCOLEDI SANTO ni; quia exaltatum est del Signore; perchè è nomen ejus solius. sublime il nome di lui solo. * Confessio ejus super La gloria di lui si coelum et terram; et spande pel cielo e per exaltavit cornu populi la terra; ed egli ha esui. saltata la potenza del popol suo. L'inno( conviene) a filiis Israel, tutti i santi di lui; ai populo appropinquanti figliuoli d' Israele, al posibi. polo propinquo a lui. Hymnus omnibus sanctis ejus; Salmo 149. chann Cantate Domino canCantate al Signore un ticum novum: laus e- cantico nuovo: le laudi jus in Ecclesia sancto- di lui( risuonino) nella Chiesa dei santi. rum. Lætetur Israel in eo Rallegrisi Israele in qui fecit eum, et filii lui che lo ha fatto; ed Sion exultent in rege i figliuoli di Sion esulsuo. tino nel loro re. Laudent nomen ejus Lodino il nome di lui in choro; in timpano con armonico canto; al et psalterio psallant ei. suono del timpano e del salterio lo celebrino. Quia beneplacitum est Perchè ha voluto beDomino in populo suo;* ne il Signore' al suo poet exaltabit mansuetos polo; e innalzerà i manin salutem. sueti a salute. Exultabunt Sancti in Esulteranno i santi ALLE LAUDI. 191 gloria; lætabuntur in nella gloria; saranno cubilibus suis. lieti nelle loro missioni. Exaltationes Dei in Hanno le laudi di Dio gutture eorum;* et gla- nella loro bocca; e spadii ancipites in manibus de a due tagli nelle mani loro. eorum. Ad faciendam vindi- Per prender vendetta ctam in nationibus in- delle nazioni, e castigacrepationes in populis. re i popoli. Ad alligandos reges Per legare i loro re eorum in compedibusin ceppi; e i loro granet nobiles eorum in ma- di in catene di ferro. nicis ferreis! Ut faciant in eis ju- Per fare sopra di essi dicium conscriptum: il giudizio che sta già gloria hæc est omnibus scritto: questa gloria apsanctis ejus. partiene a tutti i santi di lui. Salmo 150. Laudate Dominum in Lodate il Signore nel Sanctis ejus;* laudate suo santuario; lodatelo eum in firmamento vir- nel firmamento suo fortutis ejus. nam tissimo. Laudate eum in vir- Lodatelo per le opere tutibus ejus;* laudate sue; lodatelo secondo la eum secundum multitu- sua molta grandezza. dinem magnitudinis ejus. Laudate eum in sono Lodatelo al suon deltuba; laudate eum in la tromba; lodatelo sul psalterio et cithara. salterio e sulla cetra. 192 MERCOLEDI SANTO Laudate eum in timLodatelo al suon del pano et choro; laudate timpano e del flauto; eum in chordis et or- lodatelo sugli istrumenti a corda ed a fiato. gano. Laudate eum in cymLodatelo coi cimbali balis bene sonantibus; sonori, lodatelo coi cimlaudate eum in cymba- bali di lieta armonia; lis jubilationis;* omnis ogni spirito dia laude al spiritus laudet Domi- Signore. num. Ant. Oblatus est quia Ant. È stato offerto ipse voluit: et peccata perchè egli ha voluto: nostra ipse portavit. ed egli portò tutti i nostri peccati. DICHIARAZIONE. Il Capitolo, che appartiene dirsi al superiore. si tralascia mostrandosi che più vivo non è il nostro Pastore La causa perchè non si dice l'Inno, si è detta di sopra. Il Capitolo e l'Inno non si dicono. y. Homo pacis meæ,. L'uomo che mi si in quo speravi; mostrava amico, in cui posava tranquillo; R. Qui edebat panes R). Che meco si pameos, ampliavit adver- sceva a mensa, macchisum me supplantatio- nò a mia rovina un gran tradimento. nem. Al Benedictus, Antiphona. Traditor autem dedit Il traditore poi aveva eis signum, dicens: dato loro il segnale, diQuem osculatus fuero, cendo: Quegli che io ipse est; tenete eum. bacerò, è desso; pigliatelo. ALLE LAUDI. 193 DICHIARAZIONE. Altamente si dice questo Cantico, essendochè dalla morte di Cristo n'è venuta la nostra redenzione, per la quale tutti tenuti siamo a benedirlo. L'estinguersi tutti i lumi accenna lo stato misero e tenebroso nel quale si trovò il mondo, allorchè la sua vera luce ( Cristo) fu dalla Sinagoga spenta ed estinta; ma vedendo una candela ammorzata per un poco, e di nuovo accesa, intenderemo dire che Cristo mori quanto all'essere umano, ma vivo restò dal canto della Divinità, quale occultamente stette, e poi risorgendo palesossi; ovvero che è la fede degli Apostoli, la quale parve vacillare, e di poi ravvivatasi, eglino sempre furon fedeli, e la predicarono al mondo. S'estingue nel dirsi il Benedictus, cantico dell' Evangelio, perché il Signore mori per predicare la sua legge: questo si fa in ultimo, essendo egli stato l'ultimo profeta, anzi il fine delle altrui profezie. 2 Cantico di Zaccaria. Luc. 1, 68. Benedictus Dominus Benedetto il Signore Deus Israel,* quia vi- Dio d' Israele, perchè ha sitavit et fecit redem- visitato e redento il suo ptionem plebis suæ. popolo. Et erexit cornu salu- E ci ha innalzato un tis nobis,* in domo Da- potente Salvatore nella vid pueri sui. ddeg casa di Davide suo servo. Sicut locutus est per Conforme parlò per os sanctorum;* qui a bocca dei santi, che dal sæculo sunt, Propheta- cominciamento dei serum ejus. coli sono stati suoi Profeti. Salutem ex inimicis La liberazione dai nonostris; et de manu stri nemici; e dalle maomnium qui oderunt ni di tutti coloro che ci aplodiano. nos, shoul 13 194 MERCOLEDI SANTO Ad faciendam mise- Per fare misericordia ricordiam cum patribus coi padri nostri; e monostris; et memorari strarsi memore del tetestamenti sui sancti. Jusjurandum, quod stamento suo santo. Conforme al giurajuravit ad Abraham pa- mento ch'egli giurò ad trem nostrum; datu- Abramo padre nostro; rum se nobis. di concedersi a noi. Ut, sine timore, de Affinchè, scevri di timanu inimicorum no- more, liberi dalle mani strorum liberati; ser- dei nostri nemici, serviamus illi. viamo a lui. * In sanctitate et ju- Con santità e giustistitia coram ipso; om- zia nel cospetto di lui; nibus diebus nostris. per tutti i nostri giorni. Et tu, puer, Propheta E tu, bambinello, ProAltissimi vocaberis; feta dell'Altissimo sarai præibis enim ante fa- detto; perchè precederai ciem Domini parare vias davanti alla faccia del ejus. Signore a preparare le sue vie, olere Ad dandam scientiam Per dare la scienza salutis plebi ejus,* in della salute al suo poremissionem peccatorum polo; per la remissione dei loro peccati.carcinoo eorum. Per viscera miseriMediante le viscere cordiæ Dei nostri;* in della misericordia del quibus visitavit nos o- nostro Dio; per le quali riens ex alto. i ci ha visitato il sol nascente dall'alto. on ish oroise Illuminare his, qui Per illuminare coloro in tenebris et in umbra che nelle tenebre e nel mortis sedent; ad di- l'ombre della morte giac rigendos pedes in viam pacis. ALLE LAUDI. 195 nostros ciono, per guidare i nostri passi nella via della pace. Ant. Traditor autem Ant. Il traditore poi dedit eis signum, di- avea dato loro il secens: Quem osculatus gnale, dicendo: Quegli fuero, ipse est; tenete che io bacerò, è desso; pigliatelo. eum. Mentre si canta il cantico Benedictus, estinte prima tutte le candele poste nel candelliere triangolare, alla riserva di quell' una posta alla sommità del candelliere, si estinguono a poco a poco le sei candele accese da principio sull'Altare, in modo, che all' ultimo versetto venga estinta ancor l'ultima. Si estinguono parimente tutte le lampade ei lumi della Chiesa, e nel ripetersi l'Antifona Traditor si prende la candela accesa rimasta nel candelliere, e si asconde sotto l'Altare dalla parte dell' Epistola, e si dice: DICHIARAZIONE. Questi tre versi ci ricordano i lamenti delle tre Marie, le quali dalla Galilea seguitato avevano il Salvatore, e per lui aspramente si dolevano. . Christus factus est. Cristo si fece per pro nobis obediens us- noi obbediente sino alla que ad mortem. morte. Nella seconda notte si aggiunge: Mortem autem Cru- E morte di Croce, cis, Arlobuno MERCOLEDÌ SANTO Nella terza notte si aggiunge: Propter quod et Deus Per la qual cosa Dio exaltavit illum, et de- lo esaltò, e gli diede un dit illi nomen, quod est nome che è al di sopra super omne nomen. di tutti i nomi. 196 Al cominciarsi il versetto Christus, tutti si pongono in ginocchioni, ed in fine di esso si dice tutto basso il Pater noster, indi il salmo Miserere( a carte 175) alquanto più alto, ed essendo finito si dice nello stesso tuono di voce: DICHIARAZIONE. Il Pater noster ed il Miserere, che si dicono così basso, significa il timore che avevano gli Apostoli dentro di sè medesimi. ORAZIONE. Respice, quæsumus Gettate, in grazia, o Domine, super hanc fa- Signore, uno sguardo miliam tuam, pro qua sopra questa vostra faDominus noster Jesus miglia, per la quale il Christus non dubitavit nostro Signor Gesù Crimanibus tradi nocen- sto non dubitò di essere tium, et Crucis subire consegnato in mano detormentum( poi con voce gli empj e di soggiacere bassa): Qui tecum vi- al tormento della Croce. vit, etc. Che teco vive, ecc. Finita l'Orazione si fa un piccolo strepito, si mostra la candela accesa tratta fuori di sotto dell' Altare; tutti s' alzano, e partono in silenzio. DICHIARAZIONE. Lo strepito ed il rumore che si fa, significa allorquando tumultuosamente presero Cristo nell'Orto, e soffri in quel punto ogni sorta di strazj e di crudeltà. GIOVEDÌ SANTO ОТИ 2 КЛУОН GIOVEDÌ SANTO ALLE ORE A Prima, Sesta e Nona, detto segretamente Pater noster, Ave Maria, ed a Prima Credo, si comincia assolutamente dai Salmi. DICHIARAZIONE. Si dicono le Ore con voce mediocre e quasi bassa, perche significandosi in quelle la predicazione degli Apostoli, si viene a dire che essi in questo tempo tacevano, e mostravano di conoscer Cristo occultamente. A PRIMA. Pater noster, Ave Maria e Credo.or enoitsludin Salmo 53. 2000 C Deus, in nomine tuo Salvatemi, o Dio, pel salvum me fac; et in vostro nome; e colla virtute tua judica me. vostra potenza difendetemi. Deus, exaudi oratioEsaudite, o Dio, alla mia orazione: porgete 200 GIOVEDÌ SANTO nem meam: auribus orecchio alle parole della percipe verba oris mei. mia bocca. Quoniam alieni inImperciocchè uomini adversum stranieri alzarono banme, et fortes quæsie- diera contro di me, e runt animam meam; uomini potenti cercaroproposuerunt no l'anima mia; e non Deum ante conspectum hanno avuto Dio diet non suum. nanzi agli occhi loro. Ecco però che Dio mi juvat me; et Dominus ajuta; e il Signore ha susceptor est animæ preso a difendere la mia meæ. vita. surrexerunt Ecce enim Deus adAverte mala inimicis Ritorcete il male soet in veritate pra de' miei nemici; e disperdeteli secondo la vostra verità. Vi offrirò sacrifizio meis; tua disperde illos. Voluntarie sacrificabo tibi; et confitebor no- volontario; e darò lode mini tuo, Domine; quo- al nome vostro, o Siniam bonum est. gnore; perchè buona cosa ella è questa. Quoniam ex omni Perocchè da ogni tritribulatione eripuisti bolazione mi avete libeme; et super inimi- rato; e gli occhi miei cos meos despexit ocu- con disprezzo han velus meus. duti i miei nemici. aftos Salmo 118. 201 Beati immaculati in Beati via quelli che nella del Signore sono A PRIMA. 201 via; qui ambulant in senza macchia; che camlege Domini. minano nella legge del Signore. Beati qui scrutantur Beati quelli che invetestimonia ejus: in stigano le testimonianze toto corde exquirunt di lui: lui cercano con tutto il cuore. eum. Non enim qui ope- Imperocchè quei che rantur iniquitatem, in operano l''iniquità, nelviis ejus ambulaverunt. le vie di lui non camminano. Tu mandasti, man- Voi avete comandato data tua custodisti ni- che i vostri comandamis. menti sien custoditi con grande esattezza. Piaccia a voi che siaUtinam, dirigantur ad custo- no diretti i miei passi diendas justificationes all'osservanza delle voviæ meæ tuas. stre giustificazioni. Tunc non confunAllora io non sarò dar; cum perspexero confuso; quando sarò in omnibus mandatis stato intento a tutti i tuis. vostri precetti. Confitebor tibi in di- Darò lode a voi con rectione cordis;* in eo cuor sincero, dell' aver quod didici judicia ju- io imparati i giudizi di vostra giustizia. stitiæ tuæ. Justificationes tuas cuLe vostre giustificastodiam: non me de- zioni io custodirò: non relinquas usquequaque. mi abbandonate sino alIn quo corrigit adol'estremo. Per qual maniera corregge il giovanetto le 202 GIOVEDÌ SANTO lescentior viam suam?* sue inclinazioni? in osin custodiendo sermo- servando le vostre panes tuos. role. In toto corde meo Con tutto il mio cuoexquisivi te;* ne re- ro io ho cercato voi; pellas me a mandatis non permettete che io tuis. declini dai vostri comandamenti. In corde meo abscondi eloquia tua; ut non peccem tibi. Nel cuor mio riposino le vostre parole; per non peccare contro di voi. Benedictus es, Domine;* doce me justificationes tuas. Benedetto siate voi, 0 Signore; insegnate a me le vostre giustificazioni. In labiis meis pro- Colle mie labbra ho nuntiavi omnia judicia annunziato tutti i giu. oris tui. dizj della vostra bocca. In via testimoniorum Nella via dei vostri tuorum delectatus sum,* precetti ho trovato disicut in omnibus divi- letto, come in tutti i tiis. tesori. e Nei vostri comandamenti mi eserciterò, considererò le vostre vie. justificationibus In Le vostre giustifica tuis meditabor: non zioni mediterò; non por obliviscar sermones tuos. rò in oblivione: i vostri precetti. per In mandatis tuis exercebor, et considerabo vias tuas. Retribue servo tuo, Fate mercede al vo stro servo, datemi vita; A PRIMA. vivifica me; diam sermones tuos. 203 osserverò le vostre et custo- le parole. Revela oculos meos; Togliete il velo ai et considerabo mirabi- miei occhi; e considelia de lege tua. rerò le meraviglie della vostra legge. Incola ego sum in terra: Pellegrino sono io sonon abscondas pra la terra: non celate a me i vostri precetti. Bramò l' anima mia desiderare justificatio- di desiderare le vostre a me mandata tua. Concupivit anima mea nes tuas, tempore. in omni giustificazioni in ogni, tempo. Increpasti superbos;* maledicti qui declinant a mandatis tuis. Faceste minaccia ai superbi; maledetti quelli che declinano dai vostri precetti. Aufer a me oppro- Toglietemi all' obbrobrium et contemptum,* brio e al disprezzo, quia testimonia tua ex- perchè le vostre giustiquisivi. ficazioni cercai con ansietà. Etenim sederunt prin- Imperocchè si mettecipes, et adversum me vano a sedere i princiloquebantur; servus pi, e parlavan contro autem tuus exerceba- di me; ma il vostro tur in justificationibus servo si esercitava neltuis. le giustificazioni vostre. Imperocchè e i vostri et comandamenti sono la Nam et testimonia tua meditatio mea est, consilium meum justi- mia mèditazione, e i ficationes tuæ. miei consiglieri sono le vostre giustificazioni. GIOVEDI SANTO Adhæsit pavimento a- È distesa al suolo nima mea: vivifica l'anima mia; datemi vime secundum verbum ta secondo la vostra patuum. rola. Vias meas enunciaLe mie vie le esposi vi, et exaudisti me;( a voi), e voi mi esaudoce me justificationes diste: insegnatemi le vostre giustificazioni. tuas. 204 Viam justificationum La via dimostratemi tuarum instrue me; dei vostri comandamenet exercebor in mirabi- ti; e contemplerò le volibus tuis. stre meraviglie. Dormitavit anima mea confirma præ tedio: me in verbis tui. * Viam iniquitatis amoet de lege ve a me; tua miserere mei. Viam veritatis elegi;' judicia tua non sum oblitus. Adhæsit testimoniis tuis, Domine;* noli me confundere. Assonnò l'anima mia vinta dal tedio: datemi vigore colle vostre parole. Rimuovete da me la via delle iniquità, e fatemi misericordia, perchè io adempia la vostra legge. La via della verità elessi; dei vostri giudizj io non mi sono scordato. Mi appoggiai ai vo stri insegnamenti, o Signore; non vogliate che io resti confuso. Viam mandatorum Le traccie dei vostri tuorum cucurri; cum comandamenti io corsi; dilatasti cor meum. quando voi dilataste il cuor mio. A PRIMA. 205 . Christus factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quæsumus, Domine, etc., con le rispettive rubriche pag. 195 e 196. In questi tre giorni non si legge il Martirologio nè si dice Pretiosa. DICHIARAZIONE. Il salmo Miserere a tutte le Ore si dice, perchè in lui chiediamo a Dio perdono, essendo noi stati causa della morte del suo Figliuolo, ed acciò ci salvi per sua misericordia. A TERZA. Pater noster, Ave Maria. Salmo 118. Datemi per norma, o Legem pone mihi, Domine, viam justifica- Signore, la via delle votionum tuarum;* et ex- stre giustificazioni; e io quiram eam semper. sempre la seguirò. Da mihi intellectum Datemi intelletto, e et scrutabor legem tu- io attentamente studierò am,* et custodiam illam la vostra legge, e la in toto corde meo. osserverò con tutto il cuor mio. Deduc me in semiConducetemi voi pel tam mandatorum tuo- sentiero dei vostri prerum; quia ipsam volui. cetti; perchè desso mi piacque. Inclina cor meum in Inclinate il cuor mio 206 GIOVEDI SANTO testimonia tua,* et non verso le vostre testimoin avaritiam. nianze, e non verso l'amore delle ricchezze. Averte oculos meos ne videant vanitatem; in via tua vivifica me. Rivolgete gli occhi miei perchè non veggan la vanità; nella vostra via datemi la vita. Statue servo tuo elo- Tenete fissa nel voquium tuum; in ti- stro servo la vostra parola; mediante il vostro timore. more tuo. Amputa opprobrium Togliete da me l' obmeum, quod suspicatus brobrio ch' io ho temuquia judicia tua to; perocchè i giudizj sum; jucunda. vostri sono amabili. Ecce concupivi mandata tua;* in æquitate tua vivifica me. Ecco, che io ho amato i vostri comandamenti; secondo la vostra equità fatemi vivere. Et veniat super me E venga sopra di me, misericordia tua, Domi- o Signore, la vostra mine:* salutare tuum se- sericordia; la vostra sacundum eloquium tuum. lute secondo la vostra Et respondebo exprobantibus mihi verbum, quia speravi in sermonibus tuis. parola. E darò per risposta a quelli che mi dileggia. no, che ho posta la mia speranza nelle vostre parole. Et ne auferas de ore E non togliete voi meo verbum veritatis giammai dalla mia bocusquequaque: quia in ca la parola di verità, perchè nei vostri giu A TERZA. 207 judiciis tuis superspe- dizj ho fortemente speravi. Lerestlich of orato. Et custodiam legem E osserverò mai semtuam semper; in sæ- pre la vostra legge pei culum; et in sæculum secoli, e pe' secoli dei sæculi. secoli. E io camminava al largo: perchè i vostri comandamenti cercai studiosamente.1 audi Et ambulabam in latitudine; quia mandata tua exquisivi. Et loquebar de testimoniis tuis in conspectu regum; et non confundebar. Et meditabar in mandatis tuis,* quæ dilexi. E parlava di vostre testimonianze al cospetto dei re; e non ne aveva omon Ist Et levavi manus meas E stesi le mani mie ad mandata tua, quæ di- ai vostri comandamenti lexi: et exercebar in amati da me; e mi ejustificationibus tuis. sercitava nelle vostre giustificazioni. vit me. rossore. E meditava i vostri precetti che io ho amati. Memor esto verbi tui Ricordatevi della voservo tuo;" in quo mihi stra parola in favore del spem dedisti. vostro servo; nella quale mi deste speranza. Hæc me consolata est Questa nella mia umiin humilitate mea,* quia liazione fu il mio coneloquium tuum vivifica- forto; poichè la vostra parola mi diede la vita. I superbi iniquamensempre operavano; te Super inique agebant GIOVEDÌ SANTO usquequaque; a legelma dalla legge vostra io autem tua non decli- non ho declinato. navi. 208 Memor fui judiciorum Mi ricordai dei giudituorum a sæculo, Domi- zj vostri, o Signore, che ne; et consolatus sum. sono eterni; e fui consolato, redend Defectui tenuit me: Mancommi il cuore, pro peccatoribus derelin- per cagione dei peccaquentibus legem tuam. tori che abbandonano la vostra legge. Cantabiles mihi erant Miei cantici erano le justificationes tuæ;* in vostre giustificazioni; nel loco peregrinationis meæ. luogo del mio pellegrinaggio. edelibemal Mi ricordai nella notte del nome vostro, o Signore, e osservai la vostra legge. Memor fui nocte nominis tui, Domine; et custodivi legem tuam. Hæc facta est mihi: quia justificationes tuas exquisivi. Questo avvenne a me, perchè le vostre giustificazioni ansiosamente cercai. Portio mea, Domine; dixi, custodire legem tuam. Signore, porzione mia, io ho detto di osservare la vostra legge. Deprecatus sum fa- Ho domandato il vociem tuam in toto cor- stro favore con tutto il de meo:* miserere mei, cuor mio; abbiate pietà secundum eloquium di me, secondo la vostra parola. tuum. Cogitavi vias meas: Ho disamati i miei andamenti: e ho diretti i A TERZA. 209 et converti pedes meos miei passi a seconda dei in testimonia tua. vostri comandamenti. Paratus sum, et non sum turbatus, stodiam mandata tua. Preparato son io, e ut cu- nulla mi tratterrà ad osservare i vostri comandamenti. Funes, peccatorum cirI lacci de' peccatori mi cumplexi sunt me; et cinsero da ogni parte, e legem tuam non sum della vostra legge io non oblitus. mi scordai. Media nocte surgebam ad confitendum tibi; Di mezzanotte mi alzava a lodarvi; per casuper judicia justifica- gione dei giudizj della tionis tuæ. vostra giustizia. Io ho società con tutti nium timentium te: quei che vi temono, e et custodientium mandata tua. osservano i vostri comandamenti. Particeps ego sum om* Misericordia tua, DoDella vostra miserimine, plena est terra; cordia, o Signore, èpiena justificationes tuas doce la terra; e le vostre giustificazioni insegnatemele voi, me. Bonitatem fecisti cum Voi con bontà, Siservo tuo, Domine;* se- gnore, avete trattato il cundum verbum tuum. vostro servo, secondo la vostra parola. Bonitatem et disciplime; Insegnatemi la bontà, nam, et scientiam doce e la disciplina, e la scienquia mandatis za; perchè io ne'comandamenti vostri ebbi fede. 14 tuis credidi. 210 Priusquam humiliarer, Prima che io fossi uego deliqui; propterea miliato, io peccai; per eloquium tuum custodivi. questo la vostra parola io ho custodito. Bones es tu; et in Buono siete voi; e sebonitate tua doce me condo la vostra bontà justificationes tuas. insegnatemi voi le vostre giustificazioni. Multiplicata est super È cresciuta contro di me iniquitas superbo- me l'iniquità dei superrum; ego autem in bi; ma io con tutto il toto corde meo scruta- cuor mio studierò i vobor mandata tua. stri precetti. GIOVEDÌ SANTO Coagulatum est, sicut È accagliato, come lac, cor eorum; ego latte, il cuor loro; ma la vero legem tuam medi- vostra legge io meditai. tatus sum. Bonum mihi, quia humiliasti me: justificationes tuas. ut discam Buona cosa per me lo avervi voi umiliato: affinchè io impari le vostre giustificazioni. Buona cosa per me la super millia auri legge della vostra bocca; più che l'oro e l'argento a migliaja. Manus tuæ fecerunt me, Le vostre mani mi feet plasmaverunt cero, e mi formarono: me: da mihi intelle- datemi intelletto, e imctum, et discam man- parerò i vostri comandata tua. damenti. Bonum mihi lex oris tui; et argenti. * Qui timent te, videbunt me, et lætabunQuelli che vi temono mi vedranno ed avranno allegrezza; perchè io nel A TERZA. 211 tur; quia in verba tua le vostre parole sperai supersperavi. grandemente. Cognovi, Domine, quia Ho conosciuto, o Siæquitas judicia tua: et gnore, che i vostri giuin veritate tua humilia- dizj sono equità: e che secondo la vostra verità voi mi avete umiliato. sti me. Fiat misericordia tua, Venga la misericordia ut consoletur me; se- l vostra a consolarmi; secundum eloquium tuum condo la parola data da servo tuo.6 102 voi al vostro servo. Veniat mihi misera- Vengano a me le votiones tuæ, et vivam;* stre misericordie, ed io quia lex tua meditatio avrò vita; perocchè la vostra legge è la mia meditazione. mea est. Confundantur superSian confusi i superbi, quia injuste iniqui- bi; perchè ingiustamentatem fecerunt in me, te hanno macchinato coego autem exercebor in se inique contro di me: mandatis tuis. má io mi eserciterò nei vostri comandamenti. Convertantur mihi ti- Si rivolgano a ne mentes te; et qui no- quelli che vi temono; verunt testimonia tua. e quelli che intendono i vostri insegnamenti. Fiat cor meum imma- Sia il cuor mio imculatum in justificationi- macolato nelle vostre giubus tuis, ut non con- stificazioni, affinchè io fundar. non resti confuso. . Christus factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quasumus, Domine, etc., con le rispettive rubriche pag. 195 e 196. 212 GIOVEDÌ SANTO A SESTA. Pater noster, Ave Maria. Salmo 118. Defecit in salutare Languisce per la bratuum anima mea: et ma della salute, che vien in verbum tuum super- da voi, l'anima mia: ma speravi. nella vostra parola ho riposta la mia speranza. Defecerunt oculi mei Si sono stancati gli in eloquium tuum, di- occhi miei nell' aspettacentes: Quando con- zione della vostra prosolaberis me? messa, dicendo: Quando fia che voi mi consoliate? Quia factus sum sicut uter in pruina: justificationes tuas non sum oblitus. Sebbene io sono divenuto qual otre alla brinata: delle vostre giustificazioni però non mi sono scordato. Quot sunt dies servi tui? Quanti sono i di del quando facies de vostro servo? Quando fapersequentibus me ju- rete voi di quelli che dicium? mi perseguitano giudizio? Narraverunt mihi iniMi raccontarono gli qui fabulatione; sed iniqui delle favole; ma non ut lex tua. non son elleno qual è la vostra legge. A SESTA. 213 Omnia mandata tua Tutti i vostri precetti veritas; inique perse- sono verità; iniquamencuti sunt me: adjuva me. te mi hanno perseguitato: voi datemi ajuto. Quasi quasi mi hanmaverunt me in terra;* no consunto sopra la ego autem non dereli- terra; ma io non ho abqui mandata tua. bandonati i vostri insegnamenti. Paullominus consumSecundum misericorPer la vostra miseridiam tuam vivifica me;" cordia datemi vita; e oset custodiam testimonia serverò i comandamenti oris tui. della vostra bocca. In æternum, Domi- Stabile in eterno ella ne; verbum tuum per- è, o Signore, la vostra manet in colo. parola nel cielo. In generationem et ge- Per tutte le generanerationem veritas tua: zioni la vostra verità; fundasti terram, et per- voi fondaste la terra; ed ella sussiste. manet. Ordinatione tua perIn virtù del vostro coseverat dies:* quoniam mando continua il gioromnia serviunt tibi. no: perocchè le cose tutte a voi obbediscono. Se la legge vostra non tunc fosse stata la mia mediforte periissem in hu- tazione; allora forse saNisi quod lex tua meditatio mea est; militate mea. orei perito nella mia afflizione. In eterno non mi scorIn æternum non 0bliviscar justificationes derò delle vostre giustituas; quia in ipsis vi- ficazioni; perchè per esvificasti me. se mi deste vita. A 214 GIOVEDÌ SANTO Tuus sum ego, salVostro son io, salvavum me fac:* quoniam temi voi: perocchè le vojustificationes tuas ex- stre giustificazioni io ho quisivi. avidamente cercate. Me expectaverunt pec- Mi presero di mira i catores, ut perderent peccatori per rovinarmi: me: testimonia tua in- mi studiai d'intendere i tellexi. vostri insegnamenti. Omnis consummatio- Di ogni cosa perfetta nis vidi finem: latum vidi il termine: oltre 0mandatum tuum nimis. gni termine il vostro comandamento si estende. Quomodo dilexi legem Quanto cara è a me tuam, Domine! tota la vostra legge, o Signodie meditatio mea est. re! ella è tutto quanto il giorno la mia mediinoltazione. Super inimicos meos Più de' miei nemici prudentem me fecisti prudente voi mi faceste mandato tuo; quia in col vostro comandamenæternum mihi est. to; perchè in eterno io l'ho davanti. Super omnes docentes me intellexi; quia testimonia tua meditatio mea est. solle allen elizea Super senes intellePiù di tutti quelli che m' instruivano ho io capito; perchè i vostri comandamenti sono la mia meditazione. Più che gli anziani xi; quia mandata tua ho capito; perchè sono quæsivi. standato investigando i vopivesstri comandamenti. Ab omni via mala pro- Da ogni strada cattiva A SESTA. 215 ut tenni indietro i miei passi; per osservare i precetti vostri. hibui pedes meos: custodiam verba tua. A judiciis tuis non declinavi; quia tu legem posuisti mihi. Quam dulcia faucibus mei eloquia tua; super mel ori meo. Dai giudizj vostri non declinai; perchè voi mi avete data legge. Lucerna pedibus meis verbum tuum, men semitis meis. Quanto sono dolci alle mie fauci le vostre parole! più che non è il miele alla mia bocca. A mandatis tuis in- Dai vostri comandatellexi; propterea odi- menti feci acquisto di vi omnem viam iniqui- scienza; per questo ho tatis. in odio qualunque via di iniquità. Lucerna a' miei passi et lu- ell' è la vostra parola, e la luce a' miei sentieri. Juravi et statui* cuGiurai e determinai stodire judicia justitiæ di osservare i giudizj tuæ. della giustizia vostra. Humiliatus sum usUmiliato io sono per quequaque, Domine; ogni parte, o Signore; vivifica me secundum datemi vita secondo la verbum tuum. Toler vostra parola. Volontaria oris mei I volontari sacrifizj beneplacita fac, Domi- della mia bocca siano a ne: et judicia tua do- voi graditi, o Signore; ed insegnatemi i vostri giudizj. ce me. Porto l'anima mia sempre nelle mie mani, e Anima mea in manibus meis semper; et 216 GIOVEDÌ SANTO legem tuam non sum della vostra legge non oblitus. mi sono scordato. Posuerunt peccatores Mi tesero i peccatori laqueum mihi; et de il laccio; ma io dalla mandatis tuis non er- strada dei vostri preravi. cetti non uscii. Hæreditate acquisivi Per mia eredità etertestimonia tua in æter- na feci acquisto dei vonum; quia exultatiostri insegnamenti; percordis mei sunt. chè essi sono il gaudio del cuor mio. Inchinai il mio cuore ad eseguire eternamente le vostre giustificazioni; per amore della retribuzione. bed Inclinavi cor meum ad faciendas justificationes tuas in æternum; propter retributionem. Ho odiato gl'iniqui; ed ho amato la vostra legge. Inte Adjutor et susceptor Mio ajuto e mia difesa meus es tu: et in ver- siete voi: e nella vostra bum tuum supersperavi. parola ho grandemente sperato. Iniquos odio habui, et legem tuam dilexi. Declinate a me, maliRitiratevi da me, voi gni; et scrutabor man- maligni; ed io studierò data Dei mei. Tattentamente i comanHdamenti del mio Dio. Sostenetemi secondo eloquium tuum, et vi- la vostra parola, e fate Suscipe me secundum et non confun- che io viva; e non permettete che io resti deluso nella mia aspettazione. vam; dar me ab expectatione mea. 217 Adjuva me, et salvus Ajutatemi, e sarò salero: et meditabor in ju- vo; e mediterò sempre stificationibus tui semper. le vostre giustificazioni. Sprevisti omnes di- Voi avete disprezzato scendentes a judiciis tutti coloro che decliquia injusta co- nano dai vostri giudizj; perchè ingiusto è il loro pensiero. tuis; gitatio eorum. A SESTA. Prævaricantes reputaPrevaricatori riputai vi omnes peccatores ter- tutti i peccatori della ideo dilexi testi- terra; perchè amai gli insegnamenti vostri. Inchiodate col vostro timore le carni mie; perocchè i vostri giudizj ho temuto. ræ; monia tua. Confige timore tuo 6 carnes meas; a judiciis enim tuis timui. Feci judicium et justitiam; non tradas me calumniantibus me. Suscipe servum tuum in bonum: non calumnientur me superbi. * Ho esercitata la rettitudine e la giustizia: non datemi in potere dei miei calunniatori. Ajutate il vostro servo al bene: non mi opprimano colle calunnie i superbi. Oculi mei defecerunt Gli occhi miei si soet no stancati nell'aspettain eloquium justitiæ tuæ. zione della vostra saluin salutare tuum: te, e delle parole della giustizia vostra. Fac cum servo tuo seTrattate il vostro servo cundum misericordiam secondo la vostra misetuam,* et justificationes ricordia, e le vostre giustificazioni insegnatemi. tuas doce me. 218 GIOVEDÌ SANTO Vostro servo son io: Servus tuus sum ego:* da mihi intellec- datemi intelletto, affintum, ut sciam testimo- che intenda i precetti nia tua. vostri. Tempus faciendi, Domine: dissipaverunt legem tuam. Ideo dilexi mandata tua: topazion. Per questo io ho a super aurum et mato i comandamenti vostri, più che l'oro e i topazj. Per questo all' osservanza di tutti i comandamenti vostri io mi incamminai; e tutte le vie d'iniquità ebbi in odio. Egli è tempo di ope rare, o Signore: eglino han rovinata la vostra legge. Propterea ad omnia mandata tua dirigebar, omnem viam iniquam odio habui. . Christus factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quæsumus, Domine, etc. con le rispettive rubriche pag. 195 e 196. A NONA. Pater noster, Ave Maria. Salmo 118. Mirabilia testimonia Mirabil cosa ell'è la tua;* ideo scrutata est legge vostra; per queanima mea. sto ne ha fatto diligente studio l'anima mia. A NONA. 219 Declaratio sermonum La esposizione delle tuorum illuminat, et vostre parole illumina, intellectum dat parvulis. e dà intelletto ai piccoli. Os meum aperui, et Mia bocca apersi ed attraxi spiritum; quia a me trassi lo spirito; mandata tua desidera- perchè ai comandamenti bam. vostri anelava. Aspice in me, et mi- Volgete a me gli ocserere mei; secundum chi, e abbiate pietà di judicium diligentium no- me; come voi solete di quei che amano il vomen tuum. stro nome. Gressus meos dirige I miei passi indiriza parola secundum eloquium tu- zate secondo um; et non domine- vostra; e non regni in tur mei omnes injustitia. me veruna ingiustizia. Redime me a calum- Liberatemi dalle caniis hominum; ut cu- lunnie degli uomini; afstodiam mandata tua. * finchè io osservi i precetti vostri. Faciem tuam illumina Fate risplendere sosuper servum tu- pra del vostro servo la um; et doce me ju- luce della vostra faccia; stificationes tuas. e insegnateci le vostre giustificazioni. Exitus aquarum deduxerunt oculi mei; quia non custodierunt legem tuam. Rivi di lacrime hanno sparso i miei occhi; perchè non hanno osservata la vostra legge. Giusto siete voi, o et rectum judicium tuum. Signore, e retti sono i giudizj vostri. Justus es, Domine; GIOVEDÌ SANTO Mandasti justitiam te- Voi strettamente co stimonia tua; et veri- mandaste la giustizia, e tatem tuam nimis. la verità vostra nei precetti vostri. 220 Tabescere me fecit Mi consumò lo zelo zelus meus; quia obliti mio, perchè si sono sunt verba tua inimici scordati delle vostre pa mei. role gl'inimici miei. Grandemente infiamum vehementer; et ser- mata è la vostra parola vus tuus dilexit illud. e il vostro servo l'amò. Adolescentulus sum Piccolo son io, ed abIgnitum eloquium tuego, et contemptus: bietto: delle vostre giujustificationes tuas non stificazioni non mi scorsum oblitus. dai. Justitia tua, justitia in La giustizia vostra è æternum; et lex tua giustizia eterna; e la veritas. legge vostra è verità. Tribulatio et angustia Le tribolazioni e gli man- affanni mi sorprešero; i data tua meditatio mea vostri precetti sono la mia meditazione. invenerunt me; est. Equitas testimonia Equità eterna sono le tua in æternum; in- vostre testimonianze; intellectum da mihi, et telligenza datemi, affinvivam. chè io abbia vita. Clamavi in toto corde Gridai con tutto il meo: Exaudi me, Do- mio cuore: Esauditemi, mine: o Signore; fate che io le vostre giustificazioni ricerchi. justificationes tuas requiram. Gridai a voi: Datemi Clamavi ad te: Sal A NONA. 221 vum me fac; ut cu- salute; affinchè osservi stodiam mandata tua. i comandamenti vostri. Præveni in maturi- Prevenni il mattino, tate, et clamavi;* quia e alzai le mia grida perin verba tua superspe- chè nelle parole vostre ravi. posi grande speranza. Prævenerunt oculi mei ad te diluculo; Prima del mattino gli occhi miei a voi si riut meditarer eloquia tua. volsero; per meditare la legge vostra. Vocem meam audi, se- La mia voce ascoltate cundum misericordiam secondo la misericordia tuam, Domine;* et se- vostra, o Signore; e secundum judicium tuum condo la promessa vovivifica mfe. stra datemi vita. Appropinqua verunt Si sono accostati i persequentes me iniqui- miei persecutori all'initati; a lege autem tua quità; e dalla legge volonge facti sunt. astra si son dilungati. Dappresso siete voi, Prope es tu, Domiet omnes viæ tuæ o Signore, e tutte le vie vostre sono state verità. ne; veritas. Initio cognovi de testimoniis tuis;* quia in æternum fundasti ea. Vide humilitatem meam, et eripe me,* quia legem tuam non sum oblitus. Judica judicium meFin da principio conobbi che i vostri precetti; gli avete voi stabiliti per tutta l'eternità. Mirate la mia umiliazione e liberatemi; perocchè della legge vostra non mi sono scordato. Giudicate la causa mia 222 GIOVEDÌ SANTO um, et redime me; e riscattatemi; per ripropter eloquium tuum guardo alla parola vovivifica me. stra rendete a me vita. Longe a peccatoribus Lungi dai peccatori è salus; quia justifica- la salute; perchè le giutiones tuas non exqui- stificazioni vostre non sierunt. hanno ricercato. Misericordiæ tuæ mul- Le misericordie vostre tæ, Domine; secun- sono molte, o Signore; dum judicium tuum vi- secondo la parola vostra vifica me. datemi vita. Multi qui persequuntur me, et tribulant me; a testimoniis tuis non declinavi. Molti son quelli che mi perseguitano e mi affliggono; dai comandamenti vostri non ho deviato. Vidi prævaricantes, et tabescebam; eloquia tua non dierunt. Vidi i peccatori e mi quia consumava di pena; percusto- chè le parole vostre non hanno osservato. manVide, quoniam Mirate come io i predata tua dilexi, Domi- cetti vostri ho amato, 0 ne; in misericordia tua vivifica me. Principium verborum tuorum veritas; in æternum omnia judicia justitiæ tuæ. Signore; per vostrá misericordia datemi vita. Il principio di vostre parole è verità; in eterno sono tutti i giudizj della giustizia vostra. Principes persecuti I principi mi han persunt me gratis; et a seguitato senza ragione; verbis tuis formidavit ma le vostre parole tecor meum. mette il cuor mio. A NONA. 223 Lætabor ego super] Mi rallegrerò sopra le eloquia tua, sicut qui parole vostre, come chi invenit spoglia multa. abbia fatto acquisto di molta preda. Iniquitatem odio haL'iniquità io l'ho abui et abominatus sum;* vuta in odio e in abbolegem autem tuam di- minazione; e la legge lexi. vostra io ho amato. Septies in die laudem dixi tibi; cia justitiæ tuæ. Sette volte al giorno super judi- ho dato lode a voi; sopra i giudizj della giustizia vostra. Pax multa diligenti- Pace molta per quelli bus legem tuam; et che amano la legge vonon est illis scandalum. stra; e inciampo per por essi non è. Expectabam salutare tuum, Domine; mandata tua dilexi. Io aspettava la salute et che viene da voi, o Si gnore; ed amai i comandamenti vostri. Custodivit anima mea Osservò l'anima mia testimonia tua; et di- i precetti vostri; e gli lexit ea vehementer. ha amati ardentemente. Servavi mandata tua Ho osservato i comanet testimonia tua;* quia damenti vostri; e le teomnes viæ meæ in con- stimonianze vostre; perspectu tuo. chè tutti i miei andamenti sono sotto degli occhi vostri. TUZ 100 Appropinquet depre- Abbia accesso la mia catio mea in conspectu preghiera al cospetto votuo, Domine; juxta stro, o Signore; secondo eloquium tuum da mihi la parola vostra datemi intellectum. intelligenza. 224 GIOVEDÌ SANTO Intret postulatio mea| Penetrino le suppli in cospectu tuo; se- che mie al cospetto vocundum eloquium tuum stro; secondo la parola eripe me. vostra liberatemi. Eructabunt labia mea Canteranno le mie cum docue- labbra inno di laude; hymnum; ris me justificationes quando mi avrete insetuas. gnato le giustificazioni vostre. Pronuntiabit lingua Annunzierà la lingua mea eloquium tuum;* mia le vostre parole; quia omnia mandata tua perchè tutti i precetti æquitas. vostri sono equità. Fiat manus tua, ut salvet me; quoniam mandata tua elegi. Stendasi la mano vostra a salvarmi; perchè i comandamenti vostri io prescelsi. L'anima mia ha desiderato la salute che vien da voi, o Signore; e la legge vostra è la mia meditazione. Vivet anima mea, et laudabit te; et judicia tua adjuvabunt me. Vivrà l'anima mia, e vi loderà; e i giudizj vostri saranno mio ajuto. Erravi sicut ovis quæ Andai errando qual periit, quære servum pecora traviata; cercatuum, quia mandata tua te il servo vostro, perchè non sum oblitus. dei comandamenti vostri non mi sono scordato. Concupivi salutare tuum, Domine; et lex tua meditatio mea est. . Christus factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quæsumus, Domine, etc., con le rispettive rubriche pag. 195 e 196. ALLA MESSA STAZIONE A S. GIOVANNI IN LATERANO. DICHIARAZIONE. La Messa si canta solennemente, poichè propriamente oggi fu istituito l'augustissimo Sacramento dell'Altare, ed il Signore consacrò celebrando; e perciò si canta il Gloria in excelsis, e non si dice Flectamus genua. Nos autem gloriari Ora a noi gloriarci oportet in Cruce Domi- conviene della Croce del ni nostri Jesu Christi Signor nostro Gesù Criin quo est salus, vita sto, nel quale è riposta et resurrectio nostra, per la salute, la vita e la quem salvati et liberati risurrezione nostra, per cui salvati siamo e liberati. sumus. Psal. 66. Deus mise- Salmo 66. Iddio abreatur nostri, et benedi- bia pietà di noi, e ci cat nobis: illuminet vul- benedica: splendere factum suum super nos et cia la luce del suo volto misereatur nostri. sopra di noi, e abbia di noi pietà. Ora a noi, ecc. Nos autem, etc. Si dice Gloria in excelsis; mentre si dice, si suonano le campane, che poi si suonano più sino al Sabbato Santo. Gloria in excelsis Deo. Gloria sia a Dio nelEt in terra pax homi- l'altezza dei cieli. Ed in 15 226 GIOVEDÌ SANTO nibus bona voluntatis. terra pace agli uomini Laudamus te, Benedici- di buona volontà. Eterno mus te, Adoramus te. Padre, Onnipotente IdGlorificamus te. Gratias dio, Re della gloria, noi agimus tibi propter ma- vi lodiamo, vi benedignam gloriam tuam. Do- ciamo, vi adoriamo, vi mine Deus Rex ceele- glorifichiamo, vi rendiastis, Deus Pater omni- mo grazie in vista delpotens, Domine Fili u- l'eccelsa gloria vostra. nigenite Jesu Christe. Gesù Cristo Signor noDomine Deus, Agnus stro, Figlio unigenito del Dei Filius Patris. Qui Divin Padre, Agnello tollis peccata mundi, mi- senza macchia: voi che serere nobis. Qui tollis cancellate i peccati del peccata mundi, suscipe mondo, abbiate pietà di deprecationem nostram. noi. Voi che sedete alla Qui sedes ad dexteram destra del Padre, esauPatris, miserere nobis. dite le nostre preghiere Quoniam tu solus San- ed usateci misericordia; ctus, tu solus Dominus, poichè voi siete il solo tu solus Altissimus, Jesu Santo, il solo Signore, Christe. Cum Sancto Spi- il solo Dio altissimo, 0 ritu, in gloria Dei Pa- mio amabile Gesù, che tris. Amen. con lo Spirito Santo regnate nella gloria del celeste Divin Padre. Così sia. DICHIARAZIONE. Non si suonano più le campane, significandosi in queste gli Apostoli, fatti già come muti nel manifestar Cristo, e per levare a noi ogni segno di letizia. Si fanno i segni col legno, perchè intendiamo essere chiamati all'umiltà di Cri sto, che mostrò di aver per noi; e perchè ci ricordiamo d'aver avuto dal legno la salute eterna. Oratio. ALLA MESSA. Orazione. 227 Deus a quo et Judas Dio, da cui e Giureatus sui poenam, et da del suo reato la pena, confessionis suæ latro e della confessione sua præemium sumpsit: con- il ladro il premio ricecede nobis tuæ propi- vè: concedetemi della tiationis effectum; ut si- vostra propiziazione l'efcut in passione sua Je- fetto; affinchè, siccome sus Christus Dominus nella passione Gesù Crinoster diversa utriusque sto Signor nostro diverintulit stipendia merito- sa paga secondo i merum; ita nobis, ablato riti all' uno e all' altro vetustatis errore, resur- diede; così a noi tolto rectionis suæ gratiam l'antico errore, della sua largiatur. risurrezione la grazia doni. Qui tecum vivit, etc. Quello che con voi vive, ecc. Lectio Epistolæ Beati Lezioni dell' Epistola del Pauli Apostoli ad Corinthios, 1. Cor. 11. d. Beato Paolo Apostolo ai Corinti. ratres: convenienti- Fratelli, quando vi bus vobis in unum, jam radunate insieme, già non est Dominicam co- non è un mangiar la nam manducare. Unus- cena del Signore. Imquisque enim suam coe- perocchè ciascheduno la nam præsumit ad man- sua cena anticipatamenducandum. Et alius qui- te prende a mangiare. 228 GIOVEDÌ SANTO dem esurit, alius autem E uno patisce la fame, ebrius est. Numquid do- un altro poi è ubbriamos non habetis ad man- co. Ma, e non avete voi ducandum et bibendum? case per mangiare e be Aut Ecclesiam Dei con- re? Ovvero la Chiesa di temnitis, et confunditis Dio dispregiate e fate eos qui non habent? arrossire quelli che non Quid dicam vobis? Lau- han nulla? Che dirovdo vos? In hoc non vi? Vi loderò? in quelaudo. Ego enim accepi sto io non vi lodo. Ima Domino, quod et tra- perocchè io ho appreso didi vobis: quoniam Do- dal Signore quello che minus Jesus in qua nocte ho anche insegnato a tradebatur, accepit pa- voi: che il Signore Gesù nem, et gratias agens, in quella notte in cui fregit, et dixit: Accipe, era tradito, prese il paet manducate; hoc est ne, e le grazie rendute, Corpus meum, quod pro lo spezzò, e disse: Prenvobis tradetur: hoc fa- dete e mangiate: questo cite in meam comme- è il Corpo mio, il quale morationem. Similiter et per voi sarà dato( a calicem, postquam coe- morte): questo fate in navit; dicens: Hic calix memoria di me. Similnovum testamentum est mente anche il calice, in meo Sanguine. Hoc dopo di aver cenato, difacite, quotiescumque bi- cendo: Questo calice è betis, in meam com- il nuovo testamento nel memorationem. Quotie- mio Sangue. Questo fate scumque enim mandu- tutte le volte che lo bercabitis panem hunc, et rete, in memoria di me. calicem bibetis, mortem Imperocchè ogni volta che mangerete questo pane e questo calice ALLA MESSA. 229 Domini annuntiabitis do- berrete, la morte del Sinec veniat. Itaque qui- gnore annunzierete percumque manducaverit sino a tanto che egli panem hunc, vel bibe- venga. Per la qual cosa rit calicem Domini in- chiunque mangerà quedigne, reus erit Corporis sto pane, o berrà il caet sanguinis Domini. lice del Signore indeProbet autem seipsum gnamente, reo sarà del homo; et sic de pane Corpo e del Sangue del illo edat, et de calice Signore. Provi perciò sè bibat. Qui enim man- stesso l'uomo; e così di ducat et bibit, indigne, quel pane mangi e di judicium sibi manducat quel calice beva. Impeet bibit, non dijudicans rocchè chi mangia e beCorpus Domini. Ideo in- ve indegnamente, la conter vos multi infirmi et dannazione si mangia e imbecilles, et dormiunt beve, non distinguendo multi. Quod si nosme- il Corpo del Signore. tipsos dijudicaremus, Per questo tra voi molti non utique judicaremur. sono infermi e senza Dum judicaremur autem forze e dormono molti. a Domino corripimur, Imperocchè se da noi ut non cum hoc mundo stessi ci giudicassimo, damnemur. certamente non saremmo giudicati. Ma quando siamo giudicati, dal Signore siam castigati, affinchè con questo mondo non siamo condannati. Graduale. Cristo si fectus est pro nobis obe- ce ubbidiente per noi diens usque ad mortem, sino alla morte, e morte mortem autem crucis. di croce. Graduale. Christus fa 230 GIOVEDÌ SANTO. . Propter quod et. Per la qual cosa Deus exaltavit illum, et Dio pure lo esaltò e gli dedit illi nomen, quod donò un nome sopra est super omne nomen. qualunque nome. Sequentia Sancti E- Quel che segue del Santo vangelii secundum Joan- Vangelo secondo Gionem. Cap. 13. vanni. Ante diem festum PaPrima della festa di scha, sciens Jesus quia Pasqua, sapendo Gesù venit hora ejus ut tran- come era giunto il temseat ex hoc mundo ad po per lui di passare da Patrem: cum dilexisset questo mondo al Padre: suos, qui erant in mun- avendo egli amato i suoi do, in finem dilexit eos. che erano nel mondo, Et coena facta( cum dia- sino alla fine li amò. bolus jam misisset in cor E fatta la cena( avendo ut traderet eum Judas Si- già il diavolo messo in monis Iscariota): sciens cuore a Giuda Iscariotte quia omnia dedit ei Pa- figliuolo di Simone, che ter in manus, et quia a lo tradisse), sapendo GeDeo exivit, et ad Deum sù come tutte le cose avadit; surgit a cona, et veva poste il Padre nelle ponit vestimenta sua; et sue mani, e cum accepisset linteum, Dio era venuto, e a Dio præcinxit se. Deinde mi- andava; si leva da cena, sit aquam in pelvim, et e depone le sue vestimenta; e preso uno sciugatojo, se lo cinse. Quindi versò dell' acqua in un catino, e cominciò a lacome da ALLA MESSA. 231 coepit la vare pedes di- vare i piedi de' disceposcipulorum, et extergere li, ed a rasciugarli collo linteo quo erat præcin- sciugatojo onde era cinctus. Venit ergo ad Si- to. Va adunque da Simonem Petrum. Et di- mone Pietro. E Pietro, cit ei Petrus: Domine, gli dice: Signore, che tu mihi lavas pedes? voi a me abbiate a laRespondit Jesus et dixit vare i piedi? Rispose Geei: Quod ego facio, tu sù, e dissegli: Quello nescis modo, scies au- che io fo, tu ora non tem postea. Dixit ei Pe- l'intendi, lo intenderai trus: Non lavabis mihi in appresso. Dissegli Piepedes in æternum. Re- tro: Non laverete a me spondit ei Jesus: Si non i piedi in eterno. Gli rilavero te, non habebis spose Gesù: Se non ti partem mecum. Dixit ei laverò, non avrai parte Simon Petrus: Domine, meco. Dissegli Simone non tantum pedes meos, Pietro: Signore, non sosed et manus et caput. lamente i miei piedi ma Dicit ei Jesus: Qui lo- anche le mani e il catus est, non indiget nisi po. Dissegli Gesù: Chi ut pedes lavet, sed est è stato lavato, non ha mundus totus. Et vos bisogno di lavarsi se non mundi estis, sed non i piedi, ma è mondo inomnes. Sciebat enim quis- teramente. E voi mondi nam esset qui traderet siete, ma non tutti. Imeum; propterea dixit: perocchè sapeva chi fosNon estis mundi omnes. se colui che lo tradiva; Postquam ergo lavit pe- per questo disse: Non des eorum, et accepit siete mondi tutti. Dopo vestimenta sua, cum re- adunque di aver lavati loro i piedi, e ripigliate le sue vestimenta, rimes 232 GIOVEDÌ SANTO cubuisset iterum, dixit sosi a mensa, disse loeis: Scitis quid fecerim ro: Intendete quel che vobis? Vos vocatis me ho fatto a voi? Voi mi Magister et Domine: et chiamate Maestro e Sibene dicitis: sum ete- gnore: e dite bene, pernim. Si ergo ego lavi ch' io lo sono. Se adunpedes vestros, Dominus que ho lavato i vostri et Magister; et vos de- piedi io, Maestro e Sibetis alter alterius la- gnore, dovete anche voi vare pedes. Exemplum l'uno all' altro lavarvi i enim dedi vobis, ut quem- piedi. Conciossiachè l'eadmodum ego feci vobis, sempio vi ho dato, afita et vos faciatis. finchè come ho fatto io anche voi facciate. Credo, pag. 53. Offertorium. Dextera Offertorio. La destra Domini fecit virtutem: del Signore ha fatto gran Dextera Domini exalta- cose: la destra del Sivit me. Non moriar, sed gnore mi ha esaltato. vivam, et narrabo opera Non morrò, ma vivrò, Domini, e racconterò le opere del Signore. Secreta. Segreta. Ipse tibi, quæsumus, Padre onnipotente, SiDomine Sancte, Pater gnore Santo, Eterno Idomnipotens, æterne De- dio, vi renda accetto il us, sacrificium nostrum nostro sacrifizio Gesù reddat acceptum, qui di 233 ALLA MESSA. scipulis suis in suam Cristo vostro Figlio, Sicommemorationem hoc gnor nostro, che in quefieri hodierna traditione sto giorno comandò ai monstravit Jesus Chri- suoi discepoli di celestus Filius tuus, Domi- brarlo in sua ricordannus noster. Qui tecum, za. Che vive e regna con voi, ecc. etc. Prefazione della Croce, come a pag. 55. In fra l'azione. Communicantes et di- Comunicando insieem sacratissimum cele- me, e celebrando il giorbrantes, quo Dominus no sacratissimo, in cui noster Jesus Christus pro il nostro Signore Gesù nobis est traditus; sed Cristo per noi fu tradiet memoriam veneran- to; venerando inoltre la tes in primis gloriosæ memoria primieramente semper Virginis Mariæ della gloriosa sempre Genitricis ejusdem Dei Vergine Maria Madre del et Domini nostri Jesu medesimo Dio e Signor Christi: sed et beatorum nostro Gesù Cristo: coApostolorum, ac Marty- me pure dei Santi Aporum tuorum Petri et stoli e Martiri nostri PiePauli, Andrea, Jacobi, tro e Paolo, Andrea, GiaJoannis, Thomæ, Jacobi, como, Giovanni, TomaPhilippi, Bartholommai, so, Giacomo, Filippo, Mattai, Simonis, et Thad- Bartolommeo, Matteo, Sidæi; Lini, Cleti, Clemen- mone e Taddeo; Lino, tis, Xysti, Cornelii, Cy- Cleto, Clemente, Sisto, priani, Laurentii, Chri- Cornelio, Cipriano, Lo A 234 GIOVEDÌ SANTO sogoni, Joannis et Pauli, renzo, Crisogono, GioCosmæ et Damiani, et vanni e Paolo, Cosma e omnium Sanctorum tuo- Damiano e di tutti i vorum: quorum meritis stri Santi: per i meriti precibusque concedas, e le preghiere de' quali ut in omnibus protectio- vi preghiamo concederci nis tuæ muniamur au- di essere in tutte le coxilio. Per eumdem Chri- se protetti col vostro astum Dominum nostrum. juto. Per il medesimo Gesù Cristo Signor nostro. R. Così sia. R). Amen. Hanc igitur oblatio- Questa offerta adunnem servitutis nostræ, que della servitù nostra sed et cunctæ familiæ non solo, ma ancora di tuæ, quam tibi offerimus tutta la vostra famiglia, ob diem in qua Domi- quale vi prestiamo per nus noster Jesus Christus il giorno in cui il notradidit discipulis suis stro Signor Gesù Cristo Corporis et Sanguinis diede la podestà ai suoi sui mysteria celebranda, discepoli di celebrare i quæsumus Domine, ut misteri del suo prezioplacatus accipias; dies- sissimo Corpo e Sangue, que nostros in tua pace vi preghiamo, o Eterno disponas: atque ab- Padre, di accettarla platerna damnatione nos cato: di disporre i giorni eripi, et in electorum di nostra vita in pace tuorum jubeas grege nu- con voi; di liberarci dalla merari. Per eumdem dannazione eterna, e di Christum, etc. farci annoverare nella greggia dei vostri eletti. Per il medesimo, ecc. R). Così sia. R). Amen. 235 Quam oblationem, tu Quale offerta, vi preDeus, in omnibus, quæ- ghiamo, o Dio nostro, sumus, bene dictam, degnatevi di renderla in adscri ptam, ratam, tutto benedetta, ascritta, #rationabilem, acce- rata, razionabile ed acptabilemque facere di- cettevole; acciocchè digneris; ut nobis Corventi a noi il Corpo e pus et Sanguis fiat Sangue del vostro diletdilectissimi Filii tui Do- tissimo Figlio Signor nomini nostri Jesu Christi stro Gesù Cristo. ALLA MESSA, Qui pridie quam pro h quale il giorno prinostra omniumque salu- ma del suo patire per te pateretur; hoc est, la nostra e comune salhodie: accepit panem. vezza; cioè, in questo Reliqua ut in Canone. giorno: prese il pane. Il rimanente come il Canone. DICHIARAZIONE. Ordinò Papa Sotero( che fu il decimo dopo s. Pietro), che in questo giorno si comunicasse ogni fedele. Però in vece di pace solita a darsi, prendevasi l'Autore istesso di diede oggi ai ogni bene. Oltre che, il Signore, cenando suoi discepoli quella trista nuova che uno di loro tradir lo dovea; perocchè tutti furono agitati nel pensiero. Si dice Agnus Dei, ma non si dà la pace. Si dicono per altro le tre solite Orazioni innanzi alla Comunione. Oggi il Sacerdote consacra due Ostie; una ne consuma, e l'altra la riserba per la domani, in cui non si consacra. Si conservano parimente delle particole consacrate per gli ammalati, se ve ne fosse bisogno: consuma però tutto il Sangue, e prima dell' abluzione delle dita pone l'Ostia riserbata in un altro Calice, che il Diacono copre colla Palla e colla Patena, vi stende di sopra il Velo e lo pone in 236 GIOVEDÌ SANTO mezzo all' Altare: si fa indi la Comunione, e si proseguisce sino alla fine della Messa. Il Sacerdote fa la genuflessione ogni volta che parte e torna in mezzo all' Altare o passa davanti al Sacramento riposto nel Calice. Quando deve dire Dominus vobiscum, non si volta al popolo dal mezzo all'Altare, ma dal canto dell' Evangelio, per non voltare le spalle al Sacramento: ed ivi parimente nel fine dà la benedizione, senza compiere il circolo. Comunione. Dominus Jesus, post- Il Signore Gesù, doquam cœnavit cum di- po che ebbe cenato coi scipulis suis, lavit pe- suoi discepoli e lavati i des eorum, et ait illis: loro piedi, disse loro: Scitis, quid fecerim vo- Intendete quel che ho bis ego Dominus et Ma- fatto a voi? l'esempio vi gister? exemplum dedi ho dato affinchè anche vobis, ut et vos ita fa- voi lo stesso facciate. ciatis. Postcommunio. Dopo la Comunione. Ristorati con vitali Refecti vitalibus ali- Ristorati mentis, quæsumus, Do- alimenti, vi preghiamo, mine Deus noster, ut o Signore Iddio nostro, quod tempore nostræ affinchè ciò che nel temmortalitatis exequimur, po della nostra vita morimmortalitatis tuæ mu- tale( procuriamo) di enere consequamur. seguire, per il dono della vostra immortalità conseguiamo. Per il Signore, ecc. Per Dominum, etc. ALLA MESSA. 237 Si dice Ite Missa est; si dà la benedizione, e si legge l'Evangelio di s. Giovanni, nel di cui principio il Sacerdote segna sè stesso, ma non l'Altare. 9 In questo giorno si ha da preparare un luogo proprio e convenevole in qualche Cappella della Chiesa, o Altare ed ornarlo più decentemente che sarà possibile, con veli e lumi, per riporvi il Calice coll' Ostia, come già di sopra si disse, riserbata. Finita la Messa si accendono le torcie e si fa la Processione secondo la maniera solita, portandosi però da un altro Suddiacono parato la Croce. Il Celebrante vestito di Piviale bianco, stando in piedi davanti all'Altare, mette l'incenso in due turiboli senza benedizione, e genuflesso in mezzo all' Altare, con uno di essi incensa tre volte il Sacramento; ed avendo ricevuto dalle mani del Diacono, stante in piedi, il Calice col Sacramento, che dovrà coprirsi colla estremità del velo postogli sulle spalle, s' incammina in mezzo al Diacono che è alla destra, ed al Suddiacono che è alla sinistra, sotto il baldacchino, venendo il Sacramento continuamente incensato da due Accoliti fino al luogo preparato, ove deve custodirsi fino al domani. Mentre fassi la Processione si canta il seguente Inno: Pange, lingua, gloriosi Corporis mysterium, Sanguinisque pretiosi, Quem in mundi pretium, Fructus ventris generosi, Rex effudit gentium. Nobis datus, nobis natus, Ex intacta Virgine, Et in mundo conversatus, Sparso verbi semine, Canta, o lingua, del glorioso Corpo il gran mistero, E del Sangue prezioso, Che del mondo in prezzo. Frutto di sen generoso, Verso il Re degli uomini. A noi dato, e per noi nato. Dall' intatta Vergine, Dopo aver qui conversato, La dottrina a spargere, GIOVEDÌ Sui moras incolatus, Miro clausit ordine. In supremæ nocte Recumbens cum fra238 cœnæ tribus, Observata lege plene Cibis in legalibus. Cibum turbæ duodenæ Se dat suis manibus. Verbum caro, panem verum, Verbo carnem efficit, Fitque sanguis Christi merum: Et si sensus deficit, Ad firmandum cor sincerum Sola fides sufficit. Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui; Et antiquum documentum Sensuum defectui. SANTO La sua vita ha terminato Con mirabil ordine. Stando nell' ultima Genitori, Genitoque sera Co' fratelli a tavola, Ei la legge osserva intera Nell'ordin Mosaico, De' discepoli alla schiera Dà sè stesso in pascolo. Carne il Verbo, pane vero, Carne al detto formasi, Fassi il vivo sangue vero: E se i sensi mancano, A formare un cor sincero La fè sola bastane. Or si grande Sacramento Novo cedat ritui: Præstet fides supple- mento mentum Adoriamo umili: E l'antico documento Nuovo rito veneri; La fè porga il suppleOve i sensi mancano. Ed al Figlio e al Genitore. Laus, et jubilatio:. Salus, honor, virtus quoque ALLA MESSA. Sit, et benedictio: Procedenti ab utroque 239 Lode venga, e giubilo. Virtù sia, salute e oCompar sit laudatio. Amen. nore. Sia tributo il cantico; E d'entrambi al santo Amore Pari diasi gloria. Così sia. DICHIARAZIONE. Il serbarsi il SS. Sacramento nella Chiesa nostra si fa per tradizione Apostolica, e per usanza immemorabile; ed oggi specialmente si conserva pel bisogno degli infermi. Giunto che si è al luogo preparato, il Diacono in ginocchioni, prende dal Sacerdote, stante in piedi, il Calice col Sacramento, e lo pone primieramente sopra l'Altare, in cui viene incensato dal Sacerdote genuflesso e poi lo ripone nel tabernacolo. Al ritorno si dicono i Vespri in coro senza canto. DICHIARAZIONE. Cantasi il Vespro dopo la Messa, per mostrare che questo Sacramento dell'Altare fu ordinato nella sera, e nell'ultima età del mondo. nod, D AI VESPRI Detto segretamente Pater ed Ave, si comincia assolutamente colla prima Antifona. Ant. Calicem salutaris Ant. Il calice di saaccipiam, et nomen Do- lute prenderò, e il nomini invocabo.co me del Signore, invoa Cor 15 cherò. 240 GIOVEDÌ SANTO Credidi, propter quod Credetti, per questo locutus sum; ego au- parlai; ma io fui umitem humiliatus sum ni- liato oltre modo. mis. Salmo 115. Ego dixi in excessu Io dissi nella mia permeo: omnis homo men- turbazione: tutti gli uodax. mini sono mendaci. Quid retribuam Domino, pro omnibus quæ retribuit mihi? Calicem salutaris ac* Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha fatto a me? Prenderò il calice di et nomen Do- salute; e invocherò il nome del Signore. Vota mea Domino redI voti fatti da me al dam coram omni populo Signore scioglierò alla ejus: pretiosa in con- presenza di tutto il suo spectu Domini mors San- popolo: preziosa nel coctorum ejus. spetto del Signore è la morte de' Santi suoi. cipiam, mini invocabo. 0 Domine, quia ego O Signore, perchè io servus tuus, ego ser- son vostro servo, io vovus tuus, et filius an- stro servo, e figliuolo cillæ tuæ. della vostra ancella. Diripuisti vincula mea;' Voi avete spezzato i tibi sacrificabo hostiam miei legami; a voi salaudis, et nomen Do- crificherò ostia di lode, mini invocabo. e il nome del Signore invocherò. Vota mea Domino red- I voti fatti da me al AI VESPRI. 241 dam in conspectu omnis Signore scioglierò alla populi ejus: in atriis presenza di tutto il suo Domus Domini, in me- popolo: nell' atrio della dio tui, Jerusalem. casa del Signore, in mezzo a te, o GerusaMidlemme. Ant. Calicem salutaAnt. Il calice di Saris accipiam, et nomen, lute prenderò, e il noDomini invocabo. me del Signore invocherò. Ant. Cum his qui o- Ant. Con quei che oderunt pacem, eram pa- diavan la pace fui pacicificus: dum loquebar fico: quando io parlava illis, impugnabant me con essi mi si voltavano gratis. contro senza ragione. rol rout Salmo 119. Ad Dominum, cum Al Signore, mentre io tribularer, clamavi; et era nella tribolazione, alexaudivit me. zai le mie grida; ed egli mi esaudi. Domine, libera aniSignore, liberate l'amam meam a labiis i- nima mia dalle labbra niquis, et a lingua do- inique, e dalla lingua losa. ingannatrice. Quid detur tibi, aut Che ti sarà egli dato, quid apponatur tibi ad ovvero che riceverai tu linguam dolosam? per giunta per la tua lingua ingannatrice? Sagittæ potentis acu- Saette acute vibrate 16 242 GIOVEDÌ SANTO tæ, cum carbonibus da mano possente, e car desolatoriis. boni divoratori. Heu mihi, quia inco- Misero me, il mio pellatus meus prolungatus legrinaggio è prolungaest!* habitavit cum ha- to! son vissuto tra gli bitantibus Cedar; mul- abitatori di Cedar; luntum incola fuit anima gamente è stata pellegristat na l'anima mia. mea. Cum his qui oderunt Con quei che odiavapacem, eram pacificus: no la pace, fui pacifico; dum loquebar illis im- quando io parlava con pugnabant me gratis. essi, mi si voltavano contro senza ragione. chacini del Ant. Cum his qui o- Ant. Con quei che 0derunt pacem, eram pa diavan la pace, fui pacificus: dum loquebar cifico; quando io par illis, impugnabant me lava con essi mi si volgratis. tavano contro senza ragione. Ant. Ab hominibus Ant. Dagli uomini maliniquis libera me, Do- vagi, liberatemi, o Simine. Ignore. Salmo 139. Eripe me, Domine, ab Liberatemi, o Signohomine malo; iniquo eripe me. a viro re, dall' uomo cattivo, dall'uomo iniquo liberatemi. Qui cogitaverunt ini- Quei che macchinaquitates in corde, tota vano pensieri d'iniquità AI VESPRI. 243 die constituebant prælia. in cuor loro, il giorno Acuerunt linguas supreparavan battaglie. Hanno affilate le linas sicut serpentes; ve- gue loro come serpenti; nenum aspidum sub la- hanno veleno di aspidi biis eorum. sotto le loro lingue. Custodi me, Domine, Difendetemi, o Signode manu peccatoris,* et re, dalla mano del pecab hominibus iniquis e- catore, e dagli uomini ripe me. i NON MI iniqui liberatemi. Qui cogitaverunt sup- I superbi che macchiplantare gressus meos, navano di farmi cadere, absconderunt superbi la- mi hanno preparato naqueum mihi. scostamente un laccio. Et funes extenderunt E le funi hanno tese in laqueum:* juxta i- per prendermi: lungo la ter scandalum posuerunt strada inciampo hanno mihi. orog posto a me. Dixi Domino: Deus Ho detto al Signore: meus es tu; exaudi, Il Dio mio siete voi; eDomine, vocem depreca- saudite, o Signore, la tionis meæ. ovoce voce della preghiera mia. Domine, Domine, vir- Signore, Signore, forte obum- salute mia: voi faceste brasti super caput meum ombra alla testa mia nel tus salutis meæ: in die belli.a di del conflitto. Ne tradas me, Domi- Non mi date, o Sine, a desiderio meo pec- gnore, nelle mani del catori; cogitaverunt peccatore, come ei mi contra me; ne derelin- desidera; hanno macchinato contro di me: non mi abbandonate, af 244 GIOVEDÌ SANTO quas me, ne forte exal- finchè non si insupertentur. biscano. Caput circuitus eorum; labor labiorum ipsorum operiet eos. Il forte dei raggiri; il faticoso lavoro delle loro labbra gli avvilupperà. Cadranno sopra essi bones; in ignem dejicies carboni; nel fuoco voi eos; in miseriis non li getterete; alle miserie subsistent. non reggeranno. Cadent super eos carVir linguosus non di- L'uomo di mala linrigetur in terra; virum gua non avrà prosperità injustum mala capient sopra la terra; l'uomo in interitu. ingiusto sarà preda delle sciagure nel suo morire. Cognovi quia faciet Io so che farà il SiDominus judicium ino- gnore giustizia ai biso pis, et vindictam pau- gnosi, e vendicherà ai 120g poveri. perum. Verumtamen justi con- Ma i giusti daranno fitebuntur nomini tuo; lode al nome vostro, e et habitabunt recti cum abiteranno gli uomini di 0007 rettitudine sotto gli oczeichi vostri. vultu tuo. Ant. Ab hominibus i- Ant. Dagli uomini malniquis libera me, Do- vagi liberatemi, o Si mine. * gnore. Ant. Custodi me a laAnt. Guardatemi dal queo quem statuerunt laccio che hanno teso a mihi, et a scandalis ope- me e dalle insidie derantium iniquitatem. gli operai d'iniquità, AI VESPRI Salmo 140. 245 Domine, clamavi ad te, Signore, ho alzato le exaudi me: intende grida a voi, esauditemi; voci meæ, cum clama- siate intento alla voce vero ad te. mia, quando io la rivolgo a voi. Dirigatur oratio mea S'innalzi l'orazione sicut incensum in con- mia come l'incenso al spectu tuo: elevatio cospetto vostro: sia l'emanum mearum sacri- levazione delle mie mani ficium vespertinum. come sagrifizio della sera. Pone, Domine, custo- Ponete, o Signore, udiam ori meo; et o- na guardia alla bocca stium circumstantiæ la- mia; e un uscio che inbiis meis. teramente serri le mie labbra. Non declines cor meum in verba malitiæ Non permettete che il cuore mio studii parole ad excusandas excusa- maliziose ad accattare tiones in peccatis. scuse ai peccati. * Cum hominibus opeCome fanno gli uorantibus iniquitatem; et mini che operano ininon communicabo cum quità; ed io non avrò electis eorum. parte alle cose che essi pregano. Corripiet me justus in bit me: Mi correggerà il giumisericordia, et increpa- sto con misericordia, e oleum autem mi sgriderà: ma l'olio peccatoris non impin- del peccatore non imguet caput meum. pingui mai, la mia testa. 246 GIOVEDÌ SANTO Quoniam adhuc et oPerocchè tuttora l'oratio mea in beneplaci- razione mia sarà contro tis eorum; absorpti quelle cose, delle quali sunt juncti petræ judi- essi si compiacciono; perirono infranti alla pietra i principi loro. ces eorum. Audient verba mea, Udranno come le mie quoniam potuerunt; si- parole sono state efficacut crassitudo terræ eru- ci; come una grossa zolla pta est super terram. di terra si sbricciola nel campo. Dissipata sunt ossa Così le nostre ossa nostra secus infernum;* son disperse sin presso quia ad te, Domine, Do- il sepolero; perchè a mine, oculi mei; in te voi, o Signore, o Signosperavi, non auferas ani- re, gli occhi miei mirano: io ho sperato in voi, non isperdete l'anima mia. mam meam. Custodi me a laqueo Guardatemi dal lacquem statuerunt mihi, cio che hanno teso a me, et a scandalis operan- e dalle insidie degli 0tium iniquitatem. Cadent in retiaculo eperai d'iniquità. Cadranno nelle reti di jus peccatores;* singu- essa i peccatori; solitalariter sum ego, donec transeam. rio son io sino al tempo del mio passaggio. Ant. Custodi me a la- Ant. Guardatemi dal queo quem statuerunt laccio che hanno teso a mihi, et a scandalis o- me e dalle insidie degli perantium iniquitatem. operai d'iniquità. Ant. Considerabam ad Ant. Me ne stava pendexteram, et videbam; et soso alla destra miran. * AI VESPRI. 247 ret me. non erat qui cognosce- do; e non eravi chi avesse conoscenza di me. ryob bs abmelal Salmo 141. Voce mea ad Domi- Alzai il suono delle num clamavi;* voce mea mie grida al Signore; ad Dominum deprecatus alzai la mia voce al Signore per chiedergli socsum. corso.e Effundo in conspectu Spando dinanzi a lui ejus orationem meam; l'orazione mia; e la triet tribulationem meam bolazione mia agli occhi ante ipsum pronuntio. suoi espongo. In deficiendo ex me * Mentre vien meno in et ut me lo spirito mio, e sono conosciute da voi le vie mie. 170 In via hac, qua amIn questa via per cui bulabam, absconderunt io camminava hanno oclaqueum mihi. cultato il laccio a me. spiritum meum, cognovisti semitas meas. * Considerabam ad dex- Me ne stava pensoso, teram, et videbam; et alla destra mirando; e non erat qui cognosce- non eravi chi avesse di ret me. me conoscenza. Periit fuga a me; et È tolto ogni scampo non est qui requirat a- a me: non avvi chi abnimam meam. bia pensiero dell'anima mia. Clamavi ad te, DomiAlzai le mie grida a ne; dixi: Tu es spes voi, o Signore; dissi: Voi siete la speranza 248 GIOVEDÌ SANTO mea, portio mea in terra mia, la porzione mia viventium. nella terra dei vivi. Intende ad deprecatioDate udienza alle mie quia hu- suppliche, perchè io sono umiliato fuor di misura. Liberatemi da coloro nem meam, miliatus sum nimis. Libera me a persequentibus me; quia che mi perseguitano; confortati sunt super me. perchè più forti sono di me. Educ de custodia a- Traete dal carcere l'animam meam, ad con- nima mia, affinchè io fitendum nomini tuo: me expectant justi, donec retribuas mihi. dia lode al nome vostro: stanno aspettando i giusti il momento in cui voi sarete propizio a me. Ant. Considerabam ad Ant. Me ne stava pendexteram, et videbam, soso alla destra miranet non erat qui cogno- do, e non eravi chi avesse conoscenza di me. sceret me. In questi tre giorni non si dicono nè il Capitolo, nè gli Inni, nè Versetti. Al Magnificat. Antifona, Conantibus autem, il- Mentre poi quelli celis, accepit Jesus panem, navano, prese Gesù del et benedixit, ac fregit pane, lo benedisse, lo deditque discipulis suis. spezzò e lo diede ai suoi discepoli. AI VESPRI. Cantico della B. V. Maria. Luc. 1. Magnificat anima Esalta l'anima mia la mea Dominum. grandezza del Signore. Et exultavit spiritus Ed esulta il mio spimeus; in Deo salutari rito in Dio mio Salvatore. meo. 249 Quia rexpexit humi- Perchè ha risguardato litatem ancillæ suæ: alla bassezza della sua ecce enim ex hoc bea- serva: ecco perciò che tam me dicent omnes da questo punto beata generationes. mi chiameranno tutte le età. Quia fecit mihi magna Perchè ha fatte a me qui potens est;* et san- grandi cose colui che è ctum nomen ejus. potente; e di cui santo è il nome. Et misericordia ejus a progenie in progenies: timentibus eum. E la misericordia di lui di generazione in generazione sopra quelli che lo temono. Fecit potentiam in bra- Fece opere di potenza chio suo: dispersit su- col suo braccio; dissipò perbos mente cordis sui. i superbi coi pensieri del loro cuore. Deposuit potentes de Ha deposto i potenti sede, et exaltavit hu- dal trono, ed ha esaltamiles. tato i piccoli. Esurientes implevit bo- I famelici ha ricolmati et divites dimisit di beni, e i ricchi ha rimandati.uggl nis, inanes. GIOVEDÌ SANTO Suscepit Israel pue- Accolse Israele il suo rum suum;* recordatus servo, ricordandosi della misericordiæ suæ. sua misericordia. Sicut locutus est ad Conforme parlò ai papatres nostros; Abra- dri nostri; ad Abramo, ham, et semini ejus in e ai suoi discendenti per sæcula. tutti i secoli. 250 Ant. Coenantibus au- Ant. Mentre poi queltem illis, accepit Jesus li cenavano, prese Gesù panem, et benedixit, ac del pane, e lo benedisfregit deditque discipulis se, lo spezzò e lo diede suis. ai suoi discepoli. . Christus factus est. Cristo si fece per pro nobis obediens us- noi obbediente sino alla que ad mortem. morte. Al cominciarsi il versetto Christus, tutti si pongono in ginocchioni, ed in fine di esso si dica tutto basso il Pater noster, indi il Salmo Miserere a carte 175 alquanto più alto; ed essendo finito, si dice nello stesso tuono di voce: ORAZIONE. Respice, quæsumus, Gettate, in grazia, o Domine, super hanc fa- Signore, uno sguardo miliam tuam, pro qua sopra questa vostra faDominus noster Jesus miglia, per la quale il Christus non dubitavit nostro Signor Gesù Crimanibus tradinocentium, sto non dubitò di esser et crucis subire tormen- consegnato in mano de tum; poi con voce bassa: empj, e di soggiacere al tormento della croce. Che con voi, ecc. Qui tecum, etc. AI VESPRI. 251 Dopo i Vespri il Sacerdote, accompagnato dai Ministri, spoglia gli altari leggendo: Ant. Diviserunt sibi Ant. Si divisero le mie vestimenta mea, et su- vestimenta, e la veste per vestem meam mise- mia giuocarono a sorte. runt sortem. Salmo Deus, Deus meus, respice in me, etc. come appresso nel Mattutino del Venerdi Santo. Di poi si replica l'Ant. Diviserunt sibi vestimenta mea, etc., come sopra. DICHIARAZIONE. Si spogliano gli altari, perchè in questi vien significato il Corpo del Signore, allorchè dai soldati fu spogliato e male acconcio; o veramente, perchè egli fu abbandonato dai discepoli, i quali, siccome gli altri eletti, chiamati sono vestimenti di Dio nella Scrittura Sacra. AL MANDATO OSSIA ALLA LAVANDA DEI PIEDI onorsborig DICHIARAZIONE. Chiamasi Mandato. perchè ne abbiamo avuto dal Signore l'esempio ed il comandamento, mentre disse: Se io che sono vostro Signore e maestro, vi ho lavato i piedi, voi dovete lavarveli l'un l'altro; giacchè io ve ne ho dato l'esempio, acciò, come ho fatto io, cosi parimenti facciate voi. Chiamasi altresi Mandato perchè da questa parola comincia la funzione. Quella di cui si fa singolarmente precetto, e di cui il Signore ci ha dato l'esempio, è la fraterna scambievole carità, proprio carattere da cui egli voleva che fossero conosciuti i suoi seguaci. Dunque acciò questa funzione sia fatta con merito, deve essere fatta con ispirito di carità particolarmente verso dei poveri, nei quali deve con siderarsi la persona medesima di Gesù Cristo, che si protesto di gradire, come fatto a sè stesso, ciò che sarebbe fatto ai poveri. Dopo aver spogliato gli altari, ad ora regolata, fatto il segno colla tavolozza, convengono i chierici a fare il Mandato. Il Prelato, o Superiore, vestito sopra l'Amitto e Camice, di una Stola e Piviale violaceo, si porta al luogo destinato, accompagnato dal Diacono, e dal Suddiacono, che gli assistono come alla Messa, in paramenti bianchi; pone l'incenso nel turibolo, ed il Diacono, tenendo il libro degli Evangeli davanti il pelto, dimanda ginocchioni la be nedizione del Superiore: dopo averla ricevuta, avendo a diritta ed a sinistra due Accoliti in piedi coi lumi accesi, fa il segno della croce sul libro, e canta, secondo il solito, il Vangelo Ante diem festum Paschæ, come nella Messa, pag. 230. Finito il Vangelo, porta a baciare il libro aperto al Su periore, che, giusta il solito, viene dal Diacono incensato. Ciò fatto il Superiore si spoglia del Piviale, e dal Diacono e Suddiacono vien cinto con uno sciugatojo, e, da essi as sistito, prende a far la lavanda dei piedi a quelli che sa GIOVEDÌ SANTO, AL MANDATO. 253 ranno stati prima disposti per ordine. I chierici portano il catino, ed infondono l'acqua. Il Suddiacono tiene loro il piede diritto: ed egli lava in ginocchioni a ciascheduno i piedi, gli asciuga e li bacia, essendogli somministrato dal Diacono lo asciugatojo. Frattanto si canta quel che segue: Ant. Mandatum no- Ant. Un comandavum do vobis: ut dili- mento nuovo do a voi: gatis invicem, sicut di- che vi amiate l'un l'allexi vos, dicit Dominus. tro, come io ho amato voi, dice il Signore. Psalm, 118. Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini. Salmo. Beati quelli che senza macchia sono nella via del Signore, che camminano nella legge del Signore. E immediatamente si ripete l'Antifona Mandatum novum do vobis, etc. E così sono rivetute le altre Antifone che hanno i Salmi, 0i Versetti; e si dice solamente il primo Versetto di ciaschedun Salmo. Ant. Postquam surre- Ant. Dopo che si fu xit Dominus a coena mi- levato il Signore dalla sit aquam in pelvim, et cena versò dell'acqua in coepit lavare pedes di- un catino, e cominciò a scipulorum suorum: hoc lavare i piedi dei suoi exemplum reliquit eis. discepoli: quest'esempio lasciò loro. Psalm. 47. Magnus Salmo. Grande è il SiDominus, et laudabilis gnore, e lodevole somnimis, in civitate Dei mamente nella città del nostri, in monte sancto Dio nostro, nel suo monejus. te santo. Ant. Dominus Jesus, Ant. Il Signore Gesù, 254 GIOVEDÌ SANTO postquam coenavit cum dopo che ebbe cenato discipulis suis, lavit pe- co' suoi discepoli, lavò i des eorum, et ait illis: loro piedi, e disse loro: Scitis quid fecerim vo- Intendete quel che ho bis, ego Dominus et Ma- fatto a voi, io Signore gister? Exemplum dedite Maestro? Esempio vi vobis, ut et vos ita fa ho dato, affinchè anche ciatis. voi lo stesso facciate. Psalm. 84. Benedixi- Salmo. Bene avete vosti, Domine, terram tuam: luto, Signore, alla voavertisti captivitatem Ja- stra terra; tolta avete cob. la schiavitù di Giacobbe. Ant. Domine, tu mihi Ant. Signore, che voi lavas pedes? Respondit a me laviate i piedi? Jesus, et dixit ei: Si non Rispose Gesù, e gli lavero tibi pedes, non disse: Se non ti laverò habebis partem mecum. i piedi, non avrai parte . Venit ergo ad Simonem Petrum, et dixit ei Petrus. meco. ỳ. Venne poi a Simone Pietro, e disse a lui Pietro. E si ripete l'Ant. Domine, tu mihi, etc. . Quod ego facio, tu. Quello che io fo nescis modo: scies autem tu non l'intendi ora: lo postea. intenderai in appresso. Si ripete la terza volta l'Ant. Domine, tu mihi. etc. ỳ. Si ego Dominus et. Se io, Signore e Magister vester lavi vo- Maestro vostro vi ho bis pedes; quanto ma- lavato i piedi; quanto AL MANDATO. 255 gis debetis alter alterius più dovete l'un l' altro lavare pedes! lavarvi i piedi! Psalm. 84. Audite hæc, Salmo. Udite queste omnes gentes: auribus cose, o nazioni quante percipite, qui habitatis voi siete: le vostre orecorbem. chie porgete tutti, voi abitatori della terra. Ant. In hoc cognoAnt. Da questo conoscent omnes, quia di- sceranno tutti, che siete scipuli mei estis, si di- miei discepoli, se amore lectionem habueritis ad avrete l'uno per l'altro. invicem. .Dixit Jesus disci- y. Disse Gesù a' suoi pulis suis.tas discepoli. Ant. Maneant in vo- Ant. Restino in voi bis fides, spes, charitas, la fede, la speranza, la tria hæe; major autem carità, queste tre cose: horum est charitas. la più grande però di queste è la carità. . Nunc autem ma- 7. Ora restano la fenent fides, spes, chari- de, la speranza, la catas, tria hæc; major au- rità, queste tre cose: la tem horum est charitas. più grande però di queste è la carità. Ant. Benedicta sit san- Ant. Benedetta sia la cta Trinitas, atque indi- santa Trinità, e l' indivisa Unitas; confitebi- visa Unità: confesseremur ei, quia fecit no- mo le glorie di lei, che biscum misericordiam ci ha usato le sue misuam. sericordie. . Benedicamus Pa- y. Diamo benedizioni trem et Filium cum San- al Padre, al Figliuolo e cto Spiritu. allo Spirito Santo. 256 GIOVEDI SANTO Psalm. 83. Quam di- Salmo. Quanto amalecta tabernacula tua, bili sono i vostri tabera, bil Domine virtutum! con- nacoli, o Signor degli cupiscit anima mea in eserciti! pel desiderio si atria Domini. consuma l'anima mia ( di entrare) nella vostra abitazione. Ant. Ov' è carità e amore, ivi è Dio. . Congregati ci ha come in un corpo solo l'amore di Cristo. Ant. Ubi charitas et amor, Deus ibi est. . Congregavit nos in unum Christi amor. y. Exultemus, et in ipso jucundemur. y. Timeamus, et amemus Deum vivum. . Et ex corde diligamus nos sincero. y. Simul ergo cum in unum congregamur. i . Ne nos mente dividamur, caveamus. . Cessent jurgia maligna, cessent lites. . Et in medio nostri sit Christus Deus. . Esultiamo e siamo in lui pieni di giocondità. ỳ. Timore e amore abbiamo verso Dio vivente. . E con cuor sincero amiamoci l'un l'altro. is on . Quando adunque tutti insieme ci congre ghiamo, 200 msl . Di non esser divisi nemmeno colla mente, guardiamoci.. . Cessino le contese maligne, cessino i litigi, . E in mezzo a noi sia Cristo Dio. AL MANDATO. E si ripete l'Ant. Ubi Charitas, etc.coe . Simul quoque cum. In compagnia anBeatis videamus. cora dei Beati ci sia conocesso di vedere. . Gloriantem vultum. Gloriosa la vostra tuum, Christe Deus. faccia, o Cristo Dio. . Gaudium, quod est. Un gaudio è queimmensum atque pro- sto retto ed immenso. bum. 257 . Sæcula per infinita. Per gl' infiniti sesæculorum. Amen. coli dei secoli. Così sia. Dopo la lavanda, il Superiore, o chiunque altro l'avrà fatta, si lava le mani, e le asciuga con altro sciugatojo: e ritornato al suo luogo prende il Piviale, ed in piedi ed a capo scoperto dice: Pater noster secreto. . Et ne nos inducas . E non c' indurre in tentationem. in tentazione. R. Sed libera nos a R). Ma liberateci dal malo. male. *. Tu mandasti mandata tua, Domine, R). Custodiri nimis. .Tu lavasti pedes discipulorum tuorum. R). Opera manuum tuarum ne despicias.. . Domine, exaudi orationem meam. . Voi comandato avete che i vostri comandamenti, o Signore, d R. Sian custoditi con grande esattezza. . Voi lavaste i piedi. dei vostri discepoli. R). Le opere delle vostre mani non disprezzate. . Signore, esaudite la mia orazione. 17 258 GIOVEDÌ SANTO, AL MANDATO. R). Et clamor meus ad R). A voi giungano le te veniat. mie grida. . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. OREMUS. voi. R). Amen, . Il Signore sia con R. E collo spirito vostro. PREGHIERA. Adesto, Domine, quæ- Assistete, vi preghiasumus, officio servitutis mo, Signore, agli atti nostræ; et quia tu di- della nostra servitù; e scipulis tuis pedes la- perchè voi ai vostri divare dignatus es, ne de- scepoli di lavare i piedi spicias opera manuum vi siete degnato, non distuarum, quæ nobis re- prezzate delle vostre matinenda mandasti; ut si- ni le opere, che a noi cut hic nobis, et a no- di ritenere ci comanda. bis, exteriora abluuntur ste; onde siccome qui a inquinamenta, sic a te noi, e da noi, le esteomnium nostrum inte- riori immondezze si lariora laventur peccata. vano, così da voi sien Quod ipse præstare di- lavate tutte le interne gneris, qui vivis et re- macchie de' nostri pecgnas, Deus, per omnia cati. Il che di fare desæcula sæculorum. gnatevi voi, che vivete e regnate, Dio per tutti i secoli dei secoli. R). Così sia. A COMPIETA Non si dice Jube, Domne, nè la lezione breve, nè Adjutorium, nè l' Orazione Domenicale; ma si fa la Confessione e l'Assoluzione. Di poi si comincia dal Salmo che segue. Confiteor Deo omni- Confesso a Dio onnipotenti, beatæ Mariæ potente, a Maria sempre semper Virgini, beato Mi- Vergine beata, al beato chaeli Archangelo, beato Michele Arcangelo, al Joanni Baptistæ, sanctis beato Gio. Battista, ai Apostolis Petro et Paulo, santi Apostoli Pietro e omnibus Sanctis et vobis, Paolo, a tutti i Santi, e fratres, quia peccavi ni- a voi fratelli, che ho mis cogitatione, verbo troppo peccato coi penet opere: mea culpa, mea sieri, colle parole, colle culpa, mea maxima cul- opere: mia colpa, mia pa. Ideo precor beatam colpa, mia grandissima Mariam semper Virgi- colpa. Per questo prego nem, beatum Michaelem Maria sempre Vergine Archangelum, beatum beata, il beato Michele Joannem Baptistam, san- Arcangelo, il beato Gioctos Apostolos Petrum vanni Battista, i santi et Paulum, omnes San- Apostoli Pietro e Paolo, ctos, et vos fratres, orare tutti i Santi, e voi frapro me ad Dominum telli, a porger per me Deum nostrum. preghiere al Signore Dio nostro. 260 Chorus respondet: Il coro risponde: Misereatur tui omniAbbia di voi miseripotens Deus, et, dimis- cordia l'onnipossente Idsis peccatis tuis perdu- dio, e, rimessivi i peccat te ad vitam æter- cati, vi conduca alla vita eterna. nam. R). Così sia. R). Amen. GIOVEDÌ SANTO Di poi il coro ripete la Confessione, e dove dice: vobis fratres, vos fratres, si dice: tibi pater, te pater. Fatta la Confessione, il Sacerdote dice: Misereatur vestri om- Abbia di voi miserinipotens Deus, et dimis- cordia l'onnipossente Idsis peccatis vestris per- dio, e, rimessivi i pecducat vos ad vitam æ- cati, vi conduca alla vita eterna. ternam. R). Così sia. R). Amen. Indulgentiam, absolu- L'indulgenza, l'assotionem et remissionem luzione e la remissione peccatorum nostrorum di tutti i nostri peccati tribuat nobis omnipo- ei comparta l'onnipotentens et misericors Do- te e misericordioso Siminus. gnore. R). Amen. R. Così sia. A COMPIETA, 150 Salmo 4. vedee misichele Cum invocarem te, Allorchè lo invocai, exaudivit me Deus ju- mi esaudì il Dio della stitiæ meæ: in tribu- mia giustizia: voi nella latione dilatasti mihi. tribolazione mi apriste strada spaziosa. 261 Miserere mei, et exaudi orationem meam. Abbiate pietà di me, ed esaudite la mia preghiera. Filii hominum usqueFigliuoli degli uomiquo gravi corde? ut ni, e fino a quando aquid diligitis vanitatem vrete stupido il cuore? et quæritis mendacium? e perchè amate voi la vanità e andate dietro la menzogna? Et scitote, quoniam Or sappiate, come il mirificavit Dominus San- Signore ha renduto miDominus rabile il suo Santo: il exaudiet me, cum cla- Signore mi esaudirà, mavero ad eum. ctum suum: quando io alzerò verso di lui la mia voce. Irascimini et nolite Adiratevi, ma guarpeccare: quæ dicitis datevi dal peccare: delin cordibus vestris, in le cose che andate dicubilibus vestris, com- cendo nei vostri cuopungimini. ri, pentitevi nei vostri letti. Sacrificate sacrifizio di Sacrificate sacrificium justitiæ, et sperate in giustizia, e confidate nel Domino; multi dicunt: Signore; molti dicono: 262 GIOVED SANTO Quis ostendit nobis bona? Chi farà a noi vedere il bene? Signatum est super nos È impressa sopra di lumen vultus tui, Do- noi la luce della vostra mine; dedisti lætitiam faccia, o Signore; infonin corde meo. deste voi letizia nel mio cuore.. Per la copia del loro frumento, del vino e dell'olio si sono moltiplicati. In pace in idipsum* In pace insieme io dormiam et requiescam; dormirò e mi riposerò; Quoniam tu, Domine, Perocchè voi, Signore, singulariter in spe con- voi solo nella speranza stituisti me. mi avete fondato. A fructu frumenti, vini et olei sui,* multiplicati sunt. Salmo 70. æternum: tua libera me. In te, Domine, spera- In voi, o Signore, ho vi; non confundar in posto la mia speranza; in justitia non resti io confuso in eterno: voi che siete giusto, salvatemi. Inclina ad me aurem tuam: accelera, ut eruas me. Verso di me piegate le vostre orecchie: af frettatevi a liberarmi. Esto mihi in Deum Siate voi a me, Dio, protectorem, et in do- protettore, e casa di a mun refugii: ut sal- silo, per farmi salvo. vum me facias. Quoniam fortitudo Imperocchè mia for A COMPIETA. 263 mea, et refugium meum tezza e mio rifugio siete es tu; et propter no- voi; e nel nome vostro men tuum deduces me, voi mi guiderete, e mi et enutries me. no sostenterete. Educes me de laqueo Mi trarrete fuori da hoc, quem absconderunt quel laccio che mi han mihi; quoniam tu es teso occultamente; perprotector meus. chè voi siete mio protettore. In manus tuas commendo spiritum meum; Nelle mani vostre raccomando il mio spirito; redemisti me, Domine voi mi avete redento, o Deus veritatis. Signore Dio di verità. Salmo 90. Qui habitat in adju- Colui che riposa neltorio Altissimi,* in pro- l' ajuto dell' Altissimo, tectione Dei coli com- sotto la protezione del morabitur. Dio del cielo vivrà. Dicet Domino: Susce- Egli dirà al Signore: ptor meus es tu, et re- Mio difensore siete voi, Deus e mio asilo: egli è il fugium meum: meus, sperabo in eum. mio Dio, in lui spererò. Quoniam ipse liberaImperocchè egli mi ha vit me de laqueo ve- liberato dal laccio dei 食 nantium, et a verbo cacciatori, e da dure aspero. cose. Scapulis suis obumDei suoi omeri farà brabit tibi;* et sub pen- ombra a te! e sotto le nis suis sperabis. Scuto circumdabit te ali di lui avrai fidanza. Come scudo ti copri 264 GIOVEDÌ SANTO veritas ejus:* non time- rà per ogni parte la sua bis a timore nocturno. verità; non temerai gli for spaventi notturni. tela A sagitta volante in Non la saetta volante die, a negotio perambu- di giorno, non cosa molante in tenebris; ab lesta, che va attorno nelle incursu, et dæmonio me- tenebre; non gli assalti ridiano. e del demonio del mezzoO giorno. Cadent a latere tuo Cadranno al tuo fianco mille, et decem millia mille, e dieci mila alla a dextris tuis:* ad te tua destra: ma a te nesautem non appropinqua- suna( saetta) si accobit. sterà. Verumtamen oculis Ma tu co' tuoi protuis considerabis; et prj occhi osserverai; e retributionem peccato- il contraccambio rendurum videbis. to Info to ai peccatori lo veizzi Ilsb ciedrai. Quoniam tu es, Do-( E dirai): Voi siete, o mine, spes mea; Al- Signore, la mia sperantissimum posuisti refu- za; l'Altissimo hai scelto gium tuum.ornati per tuo rifugio.com Non accedet ad te ma- Non si accosterà a te lum; et flagellum non il male; e flagello non appropinquabit taberna- accosterassi alla tua casa. culo tuo. Quoniam Angelis suis Imperocchè ai suoi Anmandavit de te;* ut cu- geli ha egli commessa di stodiant te in omnibus te la cura; onde ti custoviis tuis. discano in tutte le tue 76 vie. In manibus portabunt Colle loro mani ti so 265 EMMA COMPIETA. OID te; ne forte offendas sterranno; affinchè sgraad lapidem pedem tuum. ziatamente tu non urti eit nel sasso col tuo piede. Super aspidem et basiliscum ambulabis; Sopra l'aspide e sopra il basilisco cammiconculcabis leonem et nerai; e calpesterai il draconem. et leone e il dragone. Quoniam in me spePerchè egli ha speravit, liberabo eum: rato in me, io lo libeprotegam eum, quoniam rerò: lo proteggerò percognovit nomen meum. chè ha conosciuto il mio nome. Clamabit ad me, et Alzerà a me la voce, ego exaudiam eum: e io lo esaudirò: con cum ipso sum in tribu- lui son io nella tribolatione; eripiam eum, et lazione, ne lo trarrò, e glorificabo eum. Grolo glorificherò. Longitudine dierum dierum Di lunghi giorni lo replebo eum; et osten- sazierò; e farogli vedere dam illi Salutare meum. il Salvatore che vien da me. Sofogs Salmo 133. vi Domini. Ecce nunc benedicite] Su via, benedite aDominum, omnes ser- desso, il Signore, tutti voi servi del Signore. Qui statis in domo Voi che abitate nella Domini, in atriis do- casa del Signore, e nei cortili della casa del nostro Dio. mus Dei nostri. In noctibus extollite La notte alzate le vo 266 GIOVEDÌ SANTO, A COMPIETA. manus vestras in San- stre mani verso il San cta, et benedicite Do- tuario, e benedite il Si minum. gnore. Benedicat te Dominus Benedica te da Sionex Sion, qui fecit coe- ne il Signore, che fece lum et terram. il cielo e la terra. Cantico di Simeone. Luc. 2. Nune dimittis servum Adesso lasciate che il secun- vostro servo, o Signore, tuum se ne vada in pace se condo la vostra parola. Perchè hanno veduto gli occhi miei il Salva tore dato da voi. tuum, Domine, cundum verbum in pace. Quia viderunt oculi mei Salutare tuum. Quod parasti ante Il quale è stato da faciem omnium populo- voi esposto al cospetto di tutti i popoli. rum. Lumen ad revelatio- Luce a illuminare le nem gentium; et glo- nazioni; e gloria del voriam plebis tuæ Israel. stro popolo d'Israele. . Christus factus est, etc. come a carte 195. Il seguente Mattutino con le Laudi si dice al Giovedi Santo da sera per il Venerdi Santo. ALLA SERA A MATTUTINO DICHIARAZIONE. Chiamano gli Ebrei i giorni della settimana Sabato, dicendo: primo Sabato, secondo, terzo, e così tutti fino al settimo, il quale senza l'aggiunta di numero dicevano Sabato. Vero è che essendo poi più volte stati prigionieri fra i Greci, e con essi mischiati, presero certi loro nomi, come è Parasceve, che significa preparazione. Con tale voce nominavano il Sabato sesto, volendo accennare, che in quel giorno dovevano preparare i cibi per il seguente, come fu loro comandato nella Legge. Noi cristiani abbiamo ricevuto tal nome, ed appropriatolo a questo di, posciachè ne fu dato il cibo o la manna, che ora godiamo, e che in Cielo sarà la gloria nostra. Chi brama sapere il mistero di molte cose di questo Mattutino, vegga quello che si è detto nel Mattutino della prima sera. NEL PRIMO NOTTURNO. Pater noster, Ave Maria, Credo. Ant. Astiterunt reges Ant. Si sono levati su terræ, et principes con- i re della terra, e i prinvenerunt in unum ad- cipi si sono collegati inversus Dominum, et ad- sieme contro il Signore, versus Christum ejus. e contro il suo Cristo. 268 GIOVEDÌ SANTO Salmo 2. Aliz A Quare fremuerunt gen- Per er qual ragione fretes; et populi meditati sunt inania? mon le genti; e i popoli macchinano vani diAITU segni? Si sono levati su i re della terra, e i principi si son collegati insieme contro il Signore, e contro il suo Cristo. Astiterunt reges terræ, et principes convenerunt in unum, ad versus Christum ejus. * Dirumpamus vincula Rompiamo i loro laceorum; et projiciamus ci; e rigettiamo lungi da a nobis jugum ipsorum. noi il giogo. Qui habitat in coelis Colui che abita nei irridebit eos; et Domi- cieli si burlerà di costonus subsannabit eos. ro; e il Signore gli schernirà. Tunc loquetur ad eos Allora egli parlerà ad in ira sua;* et in fu- essi nella sua indignarore suo conturbabit eos. zione; e nel suo furore gli atterrirà. Ego autem constitutus Ma io da lui sono sum rex ab eo super stato costituito re sopra Sion, montem sanctum Sionne, che è il monte ejus; prædicans præce- santo di lui; affine di ptum ejus.orie int annunziare i suoi precetti. Dominus dixit ad me: Il Signore disse a me: Filius meus es tu; ego Mio figliuolo sei tu; io hodie genui te. oggi ti ho generato. A MATTUTINO. 269 Postula a me, et daChiedimi, e io ti darò bo tibi gentes hæredita- le genti in tua eredità; tem tuam; et posses- in tuo dominio gli ultisionem tuam terminos mi confini del mondo. terræ. Reges eos in virga Governerai coloro con ferrea; et tamquam vas scettro di ferro; e come figuli confringens eos. un vaso di creta gli stritolerai. Et nunc, reges, intelligite;* erudimini qui judicatis terram. Servite Domino in tiServite al Signore nel more; et exultate ei timore; ed esultate in cum tremore. lui con tremore. Apprehendite discipliAbbracciate la buona nam, ne quando irasca- dottrina, affinchè non tur Dominus,* et pe- abbia a sdegnarsi il Sireatis de via justa. gnore; e voi vi perdiate, smarrita la via della giustizia. 1200 2001 Allorchè divamperà subeati om- bitamente l'ira di lui; nes, qui confidunt in eo. beati tutti coloro, che si confidano in lui. Cum exarserit in brevi ira ejus; Adesso dunque voi, o regi, imparate; ravvedetevi voi che siete giudici della terra. Ant. Astiterunt reges Ant. Si sono levati su terræ, et principes con- i re della terra, e i prinvenerunt in unum ad- cipi si son collegati inversus Dominum, et ad- sieme contro il Signore, versus Christus ejus. e contro il suo Cristo. Ant. Diviserunt sibi Ant. Si divisero le mie vestimenta mea, et su- vestimenta, e la veste 270 GIOVEDÌ SANTO per vestem meam mise- mia giuocarono a sorte. runt sortem. Salmo 21. Deus, Deus meus, re- Dio, Dio mio, volgespice in me; quare me tevi a me; poichè mi adereliquisti? longe a vete voi abbandonato? salute mea verba deli- allontana la mia salute ctorum meorum, da me la voce de' miei delitti. Deus meus, clamabo Dio mio, io griderò il per diem, et non exau- giorno, e voi non mi dies; et nocte, et non esaudirete; griderò la ad insipientiam mihi. notte, e non per mia colpa. E voi pure nel luogo santo risiedete, o gloria d' Israele. Tu autem in sancto habitas, laus Israel. In te speraverunt patres nostri; sperave- dri In voi sperarono i panostri; sperarono, e runt, et liberasti eos. voi li liberaste. A voi alzarono le loro Ad te clamaverunt, et salvi facti sunt: in te grida e furono salvati: speraverunt, et non sunt in voi sperarono, e non confusi.or02 ebber da vergognarsi. Ego autem sum ver- E io sono un verme, mis, et non homo: e non un uomo: l'obopprobrium hominum, et abjectio plebis. brobrio degli uomini, e il rifiuto della plebe. Omnes videntes me, Tutti coloro che mi vedevano, mi scherniva A MATTUTINO. 271 desiderant me; locuti no; borbottavano colle sunt labiis, et moverunt labbra e scuotevan la caput. testa. t Speravit in eripiat eum: faciat eum, vult eum. Quoniam tu es qui E siete pur voi che extraxisti me de ven- fuor mi traeste dall' utre; spes meæ ab u- tero; speranza mia fin beribus matris meæ: in da quando io suggeva te projectus sum ex u- il latte materno: nelle braccia vostre fu rimesso dall'utero. tero. Dal sen della madre ne mia voi siete il mio Dio: non vi allontanate da me: Perocchè la tribolaquoniam zione è vicina; perocchè non è chi soccorra. tribulatio proxima est: non est qui adjuvet. Circumdederunt me Mi han circondato un vituli multi: tauri pin- gran numero di giovengues obsederunt me. chi: da grassi tori sono assediato. Domino, Pose sua speranza nel salvum Signore: egli lo liberi, quoniam lo salvi, dacchè lo ama. * De ventre matris meæ, Deus meus es tu: discesseris a me: Quoniam Aperuerunt super me Spalancarono contro os suum; sicut leo ra- di me le loro fauci; copiens et rugiens. me leone che agogna alla preda e ruggisce. Come acqua mi sono disciolto; sono slogate tutte le ossa mie. Si è liquefatto il cuor Sicut aqua effusus sum; et dispersa sunt omnia ossa mea. Factum est cor meum tamquam cera lique 272 GIOVEDÌ SANTO scens,* in medio ven- mio come cera, in mez tris meis. dd zo le mie viscere. Aruit tamquam testa È inaridito come un virtus mea, et lingua vaso di terra cotta il mea adhæsit faucibus mio vigore, e la mia linmei; et in pulverem gua è attaccata al mio mortis deduxisti me. palato; e sino alla polvere del sepolcro mi avete condotto. stele Mi si è messa d'intorno una frotta di cani; una turba di maligni mi ha assediato. Quoniam circumdederunt me canes multi; consilium malignantium obsedit me. Foderunt manus meas Hanno forate le mie et pedes meos:* dinume- mani ed i miei piedi; raverunt omnia ossa mea. hanno contato tutte le enotnolls ir nossa mie. Ipsi vero considera- Ed eglino stavano a verunt, et inspexerunt considerarmi e a mirarme:* diviserunt sibi ve- mi: si divisero le mie stimenta mea, et super vestimenta, e la veste vestem meam miserunt mia tirarono a sorte. sortem. Tu autem, Domine, Ma voi, o Signore, ne elongaveris auxilium non allontanate l' ajuto tuum a me: ad defen- vostro da me: in mia sionem meam conspice. difesa accorrete. Erue a framea, Deus, aLiberate dalla spada, nimam meam; et dema- o Signore, l'anima mia; nu canis unicam meam. e dalla violenza del cane l'unica mia. Salvum me fac ex ore Salvatemi dalla gola leonis; et a cornibus del leone; e dalle corna A MATTUTINO. 273 unicornium humilitatem degli unicorni la mia meam. miseria. Narrabo nomen tuum Annunzierò il nome fratribus meis: in me- vostro ai miei fratelli: dio Ecclesiæ laudabo te. in mezzo alla Chiesa canterò laude a voi. 0 voi che temete il Qui timetis Dominum laudate eum: univer- Signore, lodatelo: seme sum semen Jacob glori- di Giacobbe quanto tu ficate eum. sei, rendi gloria a lui. Timeat eum omne se- Lo temano tutti i pomen Israel; quoniam steri d'Israele; perchè non sprevit, neque de- non disprezzò, nè ebbe spexit deprecationem a vile l'orazione del popauperis. vero. Nec avertit faciem su- Nè rivolse i suoi sguaram a me; et cum cla- di da me; e quando almarem ad eum, exau- zai a lui le mie grida, divit me. mi esaudi. * Da voi( sono) le lodi vota che io darò nella Chiesa mea reddam in conspe- grande: i miei voti li ctu timentium eum. scioglierò in presenza di coloro che lo temono. Edent pauperes, et sa- Mangeranno i poveri, turabuntur, et laudabunt e saranno satollati, e daDominum, qui requirunt ranno lodi al Signore quei eum:* vivent corda eo- che lo cercano: viveranno rum in sæculum sæculi. i loro cuori in eterno. Si ravvederanno, e si convertiranno al Signore tutte le estreme parti della terra. Apud te laus mea in Ecclesia magna: Reminiscentur, et convertentur ad Dominum universi fines terræ. * 18 274 Et adorabunt in conspectu ejus universæ familiæ gentium. GIOVEDÌ SANTO E davanti a lui porteranno le adorazioni tutte quante le famiglie delle genti. regnum; minabitur gentium. Quoniam Domini est Imperocchè del Signoet ipse do- re è il regno; ed egli sarà il dominatore delle nazioni. Manducaverunt et aHanno mangiato e doraverunt omnes pin- hanno adorato lui tutti gues terræ; in con- i potenti della terra; dispectu ejus cadent om- nanzi a lui si prostrenes qui descendunt in ranno tutti quelli che scendono nella terra. E l'anima mia per lui vet; et semen meum viverà, e la mia stirpe serviet ipsi. servirà a lui. Annuntiabitur Domiterram. Et anima mea illi viSarà chiamata col nono generatio ventura, me del Signore la geet annuntiabunt colo ju- nerazione che verrà: e stitiam ejus populo qui annunzieranno i cieli la nascetur, quem fecit Do- giustizia di lui al popolo minus. che nascerà, cui fece il Signore. Ant. Diviserunt sibi Ant. Si divisero le mie vestimenta mea, et su- vestimenta e la veste mia per vestem meam mise- giuocarono a sorte. runt sortem. * Ant. Insurrexerunt in me testes iniqui, et mentita est iniquitas sibi. Ant. Si sono presentati contro di me dei testimonj falsi, e l'iniquità s'inventò delle menzogne. A MATTUTINO. Salmo 26. Dominus illuminatio mea, et salus mea: quem timebo? tæ meæ; dabo? Dominus protector viDum appropiant super me nocentes dant carnes meas. Il Signore difende la a quo trepi- mia vita; chi potrà farmi tremare? 275 Qui tribulant me inimici mei; ipsi infirmati sunt, et ceciderunt. I₁ Signore luce mia, e salute mia: chi ho io da temere? Nel mentre che mi ut e- vengon sopra i cattivi per divorar le mie carni. Questi nemici miei che mi affliggono, eglino stessi hanno inciampato e sono caduti. Si consistant adver- Quando io avrò consum me castra, non tro di me degli eserciti timebit cor meum. attendati, non temerà il cuor mio. Si exurgat adversum me prælium; in hoc ego sperabo. Quando si verrà contro di me a battaglia; in questo io porrò la mia speranza. Unam petii a Domi- Una sola cosa ho dono, hanc requiram: ut mandato al Signore, queinhabitem in domo Do- sta io cercherò: che io mini, omnibus diebus possa abitare nella casa vitæ meæ. Ut videam voluptatem del Signore, per tutti i giorni della mia vita. Affine di vedere il gaudio del Signore; fre 276 GIOVEDÌ SANTO Domini; et visitem quentando il suo temtemplum ejus. pio. Quoniam abscondi me Imperciocchè egli mi in tabernaculo suo;* in ha ascoso nel suo taberdie malorum protexit me nacolo: nel giorno delle in abscondito taberna- sciagure mi pose al coculi sui. perto nell'intimo del suo tabernacolo. " In petra exaltavit mei: Sopra di un'alta pieet nunc exaltavit caput tra mi trasportò: e adesmeum super inimicos so ha innalzato la testa mia sopra de' miei nemici. meos. Circuivi, et immolavi Starò intorno a lui in tabernaculo ejus ho- nel tabernacolo suo imstiam vociferationis; molando sagrifizii al suocantabo, et psalmum di- no delle trombe: cantecam Domino. rò e salmeggerò lodando al Signore. Esaudite, o Signore, voce mia, colla quale vi ad te: miserere mei, vi ho invocato: abbiate Exaudi, Do nine, vocem meam, qua clama- la et exaudi me. Tibi dixit cor meum, 食 exquisivit te facies mea:" faciem tuam, Domine, requiram. Ne avertas faciem tuam a me; ne declines in ira a servo tuo. misericordia di me, ed esauditemi. Con voi parlò il cuor mio, vi cercarono gli occhi miei: la faccia vostra, o Signore, io cercherò. Non rivolgete la faccia vostra da me; non vi ritirate per isdegno dal servo vostro. 277 Adjutor meus esto: Ajuto mio siate voi: ne derelinquas me, ne- non mi abbandonate, e que despicias me, Deus non mi disprezzate, o Salutaris meus. Dio Salvator mio. A MATTUTINO. Quoniam pater meus Perchè il padre mio et mater mea derelique- e la madre mia mi hanrunt me;* Dominus au- no abbandonato; ma il tem assumpsit me. Signore si è preso cura di me. Legem pone mihi, Do- La legge della via vomine, in via tua; et stra ponetevi davanti, o dirige me in semitam Signore: e guidatemi pel rectam propter inimicos diritto sentiero per riguardo ai nemici miei. meos. Ne tradideris me in a- Non mi abbondonate nimas tribulantium me:* ai desiderii di coloro che quoniam insurrexerunt mi perseguitano: dappoiin me testes iniqui, et chè si sono presentati mentita est iniquitas sibi. contro di me falsi testimonii, e l'iniquità si inventò menzogne. Credo che io vedrò i in terra viven- beni del Signore, nella terra dei vivi. Credo videre bona Domini, tium. Expecta Dominum, viAspetta il Signore, diriliter age; et confor- pórtati virilmente; e tetur cor tuum, et su- prenda vigore il cuor stine Dominum. tuo, e aspetta pazientemente il Signore. Ant. Si son presentati contro di me testimonii falsi, e l'iniquità si inventò menzogne. Ant. Insurrexerunt in me testes iniqui, et mentita est iniquitas sibi. 278 GIOVEDÌ ỳ. Diviserunt sibi vestimenta mea. R). Et super vestem R. E la veste mia meam miserunt sortem. giuocarono a sorte. Pater noster, secreto. De Lamentatione Jeremiæ Prophetæ. Lectio I. Cap. 2. Heth. SANTO . Si divisero le mie vestimenta. Della Lamentazione di Geremia Profeta. Lezione I. Heth. Cogitavit Dominus dis- Determinò il Signore, sipare murum filiæ Si- di distruggere le mura on; tetendit funiculum della figliuola di Sion: suum, et non avertit ma- tese la sua corda, e non num suam a perditione; ritrasse la sua mano dal luxitque antemurale, et demolire; e geme l'anmurus pariter dissipa- temurale, e il muro insieme fu atterrato. tus est.. Theth Defixæ sunt in Theth. Son confitte terra portæ ejus: perdi- nella terra le sue pordit et contrivit vectes te; egli guastò e spezejus: regem ejus in prin- zò le sue serrature: ecipes ejus in gentibus; siliò il suo re e i suoi non est lex, et prophe- principi tra le nazioni; tæ ejus non invenerunt non v' ha più legge, e visionem a Domino. i suoi profeti non hanno visione dal Signore. Jod. Sedono per terra ra, conticuerunt senes in silenzio gli anziani filiæe Sion: consperserunt della figliuola di Sion: Jod. Sederunt in ter A MATTUTINO. 279 cinere capita sua, accin- hanno cosparso di ceeti sunt ciliciis; abjece- nere le loro teste: son verunt in terram capita sua stite di cilizii; si sono getvirgines Jerusalem. tate col capo per terra le vergini di Gerusalemme. Caph. Defecerunt præ Caph. Vennero meno lacrymis oculi mei, con- per la colpa delle lagriturbata sunt viscera me gli occhi miei, si conmea: effusum est in ter- turbarono le mie viscera jecur meum super re: mi cadde per terra contritione filiæ populi il cuore per lo scempio mei, cum deficeret par- della figlia del popol mio, vulus, et lactens in pla- quando venivan meno i teis oppidi. fanciulli e i bambini di latte per le piazze della città. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R). Omnes amici mei R. Tutti gli amici miei derelinquerunt me, et mi abbandonarono, e soprævaluerunt insidian- pra di me prevalsero tes mihi; tradidit me quelli che mi tendevano quem diligebam. Et insidie: mi tradi colui terribilibus oculis plaga che io amava. E con occrudeli percutientes, a- chi terribili crudelmente ceto potabant me. ferendomi, di aceto mi abbeverarono. . Inter iniquos pro-. Tra gli scellerati jecerunt me, et non pe- mi gettarono, e non ebpercerunt animæ meæ. bero compassione della mia vita. Et terribilibus, etc. E con occhi, ecc. 280 GIOVEDÌ SANTO Lectio II. Lamed. Lezione II. Lam Matribus suis dixe- Ei dicevano alle marunt: Ubi est triticum, dri loro: Dov'è il grano et vinum? Cum defice- ed il vino? Allorchè verent, quasi vulnerati, in nivano mancando, quasiplateis civitatis; cum ex- chè fosser feriti, per le halarent animas suas in piazze della città; allorsinu matrum suarum. chè rendevano gli spiriti loro in seno alle madri loro. Mem. Cui comparabo Mem. A qual cosa ti te? vel cui assimilabo paragonerò? ed a qual te, filia Jerusalem? cui cosa ti rassomiglierò, o exæquabo te, et conso- figliuola di Gerusalemlabo te, virgo filia Sion? me? a chi ti agguaglierò. Magna est enim velut per consolarti, o Vergimare contritio tua: quis ne figlia di Sion? Granmedebitur tui? de qual mare è la tua afflizione: chi appresterà a te medicina? Nun. Prophetæ tui vi- Nun. I profeti tuoi ti derunt tibi falsa et stul- profetizzarono cose false ta; nec aperiebant ini- ed insulse; nè a te disquitatem tuam, ut et ad velavano la tua iniquità pœnitentiam provoca- per muoverti a penitenrent: viderunt autem tibi za: ed ei profetavano a assumptiones falsas et e- te falsamente annunzi jectiones. Samech. Plauserunt super te manibus omnes gravi e discacciamenti. Samech. Batteron sopra di te palma a palma A MATTUTINO. 281 transeuntes per viam: tutti quei che passavano sibilaverunt, et move- per la strada: facevan runt caput suum su- fischiate, e scuotevano per filiam Jerusalem: il capo verso la figliuola Hæccine est urbs, di- di Gerusalemme, dicencentes, perfecti decoris, do: È ella questa la città gaudium universæ terræ? di perfetta bellezza, il gaudio di tutta quanta la terra? Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo. R). Velum templi scis- R). Il velo del tempio sum est; et omnis terra si squarciò, e tutta la tremuit; latro de cruce terra tremò: il ladrone clamabat, dicentes: Me- dalla croce gridava, dimento mei, Domine, cendo: Ricordatevi di dum veneris in regnum me, o Signore, giunto tuum. che siate nel vostro regno. . Petræ scissæ sunt . Le pietre si spezet monumenta aperta zarono ed i monumenti sunt; et multa corpora si aprirono; e molti corpi Sanctorum, qui dormie- di Santi ch'erano addorrunt, surrexerunt. mentati, risuscitarono. E tutta, ecc. Et omnis, etc. Lectio III. Cap. 3. Aleph. Ego vir videns pauLezione III. Aleph. Uomo son io che conosco la mia miseria 282 GIOVEDÌ SANTO pertatem meam in virga sotto la verga dell' ira indignationis ejus. di lui. Aleph. Me manavit et adduxit in tenebras, et non in lucem. Aleph. Mi ha condotto tra le tenebre, e non al chiaror della luce. Aleph. Tantum in me Aleph. Non ha fatto vertit, et convertit ma- altro che percuotermi e num suam tota die. ripercuotermi tutto giorno colla sua mano. Beth. Vetustam fecit Beth. Ha fatta invecpellem meam et carnem chiar la mia pelle e la meam: contrivit ossa mia carne: ha stritolate mea. le ossa mie. Beth. Edificavit in Beth. Ha alzato un gyro meo, et circumde- muro intorno a me, e dit me felle et labore. mi ha circondato di amarezza e di affanni. Beth. In luoghi tenebromi collocò, come quei che son morti per sempre. Ghimel. Circumædifi- Ghimel. Mi serrò con cavit adversum me, ut ripari all' intorno, pernon egrediar; aggrava- chè io non ne esca; agvit compedem meum. gravò i ceppi miei. Ghimel. Sed et cum Ghimel. Ed oltre a ciò, clamavero et rogave- quand' io alzerò le griro, exclusit orationem da e lo pregherò, ha chiuso il varco alla mia orazione. meam. Beth. In tenebrosis collocavit me, quasi mor- si tuos sempiternos. Ghimel. Conclusit vias Ghimel. Mi ha chiuse meas lapidibus quadris, le strade con pietre quasemitas meas subvertit. drate, ha ruinati i miei sentieri. A MATTUTINO. 283 Jerusalem, Jerusalem, Gerusalemme, Geruconvertere ad Dominum salemme, convértiti al Deum tuum. Signore Iddio tuo. R). Vinea mea electa, R). Vigna mia eletta, ego te plantavit;* quo- io ti piantai; come mai modo conversa es in a- ti sei cambiata in amamaritudinem, ut me cru- rezza, onde venisti a crocifigeres, et Barabbam cifiggere me, e ad asdimitteres? solvere Barabba? . Sepivi te, et lapi-. Ti cinsi d'una siedes elegi ex te, et ædi- pe, e ti sgombrai dalle ficavi turrim. pietre, e ti edificai una torre. Quomodo, etc. Vinea mea, etc. Come mai, ecc. Vigna mia, ecc. NEL SECONDO NOTTURNO. Ant. Vim faciebant] Ant. Facevano tutti i qui quærebant animam loro sforzi quelli che cercavano la mia vita. meam. Salmo 37. Domine, ne furore Signore, nel vostro futuo arguas me, neque rore non mi riprendete, in ira tua corripias me. e nell'ira vostra non mi correggete. Quoniam sagittæ tuæ Perocchè le saette voinfixæ sunt mihi; et stre io porto fitte nella mia persona; e avete ag 284 confirmasti super manum tuam. in Non est sanitas Non ha sanità la mia carne mea a facie iræ carne a cagion dell'ira tuæ; non est pax os- vostra; non hanno pace sibus meis a facie pec- le ossa mie a cagione dei miei peccati. catorum meorum. GIOVEDÌ SANTO * me gravato sopra di me la vostra mano. Quoniam iniquitates Imperocchè le mie inimeæ supergressæ sunt quità sormontano la mia caput meum; et sicut testa; e come peso.graonus grave gravatæ sunt ve mi premono. super me. Putruerunt et corru- Si sono imputridite e ptæ sunt cicatrices meæ;*| corrotte le piaghe mie, a facie insipientiæ meæ. a cagione della mia stoltezza. Miser factus sum, et Miserabile son divecurvatus sum usque in nuto, e sono incurvato finem; tota die con- fuor di misura; tutto il tristatus ingrediebar. di carico di tristezza io n'andava. Quoniam lumbi mei Perchè i miei reni pieimpleti sunt illusioni- ni sono d'illusioni; e bus; et non est sani- non è sanità nella mia tas in carne mea. carne. Sono afflitto e umiliato oltre modo; in ruggiti sfogava i gemiti del mio cuore. Afflictus sum, et humiliatus sum nimis; rugiebam a gemitu cordis mei. Domine, ante te omne desiderium meum; Signore, sotto i vostri occhi è ogni mio desiet gemitus meus a te derio; e il mio gemere non est absconditus. a voi non è ascoso. 285 Il mio cuore è turbatum est, derelinquit me to, mi ha abbandonato virtus mea; et lumen la mia forza; e lo stesso oculorum meorum et lume degli occhi miei ipsum non est mecum. non è più meco. Amici mei et proximi Gli amici miei e i miei mei;* Adversum me ap- congiunti vennero; e a propinquaverunt et ste- me si stettero dirimpetto. A MATTUTINO. Cor meum conturbaterunt. Ex qui juxta me e- E quelli che vicini mi rant, de longe stete- erano, da lungi si starunt; et vim facie- vano; intanto facevano bant qui quærebant ani- tutti i loro sforzi quelli che cercavano la mia vita. mam meam. Et qui inquirebant E quei che bramavan mala mihi, locuti sunt di farmi male, parlavanitates; et dolos tota vano superbamente; e die meditabuntur. inganni tuttodi studiavano. Ego autem tamquam Ma io quasi sordo non surdus non audiebam:* udiva; e fui come un et sicut mutus non ape- mutolo che non apre sua riens os suum. bocca. Et factus sum sicut E mi diportai qual homo non audiens; et uomo che non ascolta; non habens in ore suo e non ha che dire in redargutiones. sua difesa. Quoniam in te, Do- Perchè in voi, Signomine, speravi: tu ex- re, io posi la mia speaudies me, Domine Deus ranza: voi mi esaudirete, Signore Dio mio. meus. Quia dixi: Nequando Perchè io dissi: Non GIOVEDÌ SANTO supergaudeant mihi ini- trionfino giammai di me mici mei; et, dum i miei nemici, i quali commoventur pedes mei, ogni volta che vacillano super me magna locuti i miei piedi, contro di me superbamente parsunt. lano. 286 Quoniam ego in flaPerchè io ai flagelli gella paratus sum; et son preparato; e il mio dolor meus in conspectu meo semper. dolore sta sempre dinanzi a me. Quoniam iniquitatem Perchè io la mia inimeam annuntiabo; et quità confesserò; e pencogitabo pro peccato serò al mio peccato. meo. Inimici autem mei vi- Ma i miei nemici vivunt, et confirmati sunt vono, e si son rinforsuper me; et multi- zati sopra di me, e plicati sunt qui oderunt moltiplicati sono quei me inique. che mi odiano ingiustamente. Qui retribuunt mala Quei che rendono mapro bonis, detrahebant le per bene, parlavano mihi; quoniam seque- male di me; perchè io bar bonitatem. cercava il bene. Non mi abbandonate, Signore Dio mio; non vi allontanate da me. 9 Ne derelinquas me Dominus Deus meus; ne discesseris a me. Intende in adjutorium meum,* Domine Deus salutis meæ. Ant. Vim faciebant, qui quærebant animam meam. Accorrete in mio ajuto, o Signore Dio di mia salute. Ant. Facevano tutti i loro sforzi quelli che cercavano la mia vita. A MATTUTINO. 287 Ant. Confundantur et Ant. Siano confusi e revereantur qui quærunt svergognati coloro che animam meam ut aufe- cercano la mia vita per rapirla. rant eam. Salmo 39. Expectans, expectavi Aspettai ansiosamenDominum, et intendit te il Signore, ed egli a me si rivolse. mihi. Et exaudivit preces meas; Ed esaudi le mie oraet eduxit me zioni; e mi trasse dalde lacu miseriæ, et de l'abisso della miseria, luto fœcis. e dal sordido fango. Et statuit super pe- E diè sopra la pietra tram pedes meos; direxit gressus meos. et fermezza a' piedi miei; e assicurò i miei passi. Et immisit in os meum canticum novum; carmen Deo nostro. E mise a me in bocca un nuovo cantico; una laude al nostro Dio. Videbunt multi, et timebunt; in Domino. Vedranno molti, e teet sperabunt meranno; e spereranno nel Signore. Beatus vir, cujus est Beato l'uomo di cui nomen Domini spes e- il nome del Signore è jus; et non respexit la speranza; e non riin vanitates, et insanias volse gli occhi alle vafalsas. nità, ed alle follie dell'errore. DoMulta fecisti tu, Molte sono le meramine Deus meus, mira- viglie fatte da voi, o Sibilia tua; et cogitatio- gnore mio Dio; e i con 288 GIOVEDÌ SANTO nibus tuis non est qui sigli vostri non vi ha similis sit tibi. Annuntiavit et locutus sum; mutiplicati sunt super numerum. Sacrificium et oblationem noluisti;* aures autem perfecisti mihi. Holocaustum et pro peccato non postulasti; tunc dixi: Ecce venio. Olocausto e sagrifizio per lo peccato non avete richiesto; allora dissi: Ecco che io vengo. In capite libri scri- Nel principio del liptum est de me, ut fa- bro sta scritto di me per cerem voluntatem tuam;* fare la volontà vostra; Deus meus, volui et le- Dio mio, io volli avere gem tuam in medio cor- la legge vostra in mezzo dis mei. al cuor mio. chi possa raggiungerli. Gli annunziai e li raccontai; la lor moltitudine sorpassa ogni numero. * Non avete voluto sacrifizio nè oblazione; ma a me voi formaste le orecchie. Annuntiavi justitiam Ho annunziata la giutuam in Ecclesia ma- stizia vostra in una Chiegna; ecce labia mea sa grande: ecco che io non prohibebo: Domine, le labbra non terrò chiutu scisti. se: o Signore, voi lo sapete. Justitiam tuam non abscondi corde meo; veritatem tuam, et Salutare tuum dixi. La giustizia vostra io non ascosi dentro di me; la vostra verità e il vostro Salvatore io dimostrai. Non abscondi mise- Non tenni ascosa la ricordiam tuam, et ve- misericordia vostra, e A MATTUTINO. 289 a con- la verità vostra alla numerosa adunanza. Tu autem, Domine, Ma voi, o Signore, ne longe facias misera- non allontanate le mitiones tuas a me; mi- sericordie vostre da me; sericordia tua et veritas la vostra pietà e la vetua semper susceperunt rità vostra in ogni temme.toms om po mi sostennero. ritatem tuam; cilio multo. Quoniam circumdedeImperocchè sono cirrunt me mala, quorum condato da mali che non non est numerus; han numero; mi hanno comprehenderunt me i- cinto le iniquità mie, ed niquitates meæ, et non io non potea vederle. potui ut viderem. Multiplicatæ sunt su- Son di maggior nuper capillos capitis mei; mero che i capelli della et cor meum dereliquit mia testa, e il cuore mi etider è mancato. 36 me. Complaceat tibi, Do- Piaccia a voi, o Simine, ut eruas me; gnore di liberarmi; SiDomine, ad adjuvandum gnore, a darmi ajuto me respice.rsstvolgetemi. Confundantur et reveSiano confusi e sverreantur simul qui quæ- gognati coloro che cerrunt animam meam, cano la mia vita, affin ut auferant eam. di rapirla. Siano messi in fuga, e svergognati coloro che a me bramano il male. Ricevano tosto l' igno* Convertantur retrorsum, et revereantur qui volunt mihi mala. Ferant confestim con* fusionem suam, qui minia che meritano codicunt mihi: Euge, euge. loro che a me dicono: Bene sta, bene sta. 19 GIOVEDÌ SANTO Exultent et lætentur Esultino e si rallegrisuper te omnes quæren- no in voi tutti coloro i tes te; et dicant sem- quali vi cercano; e diper: Magnificetur Domi- cano sempre: Sia glorinus, qui diligunt salu- ficato il Signore, quelli sche amano la salute che vien da voi. tare tuum. 290 Ego autem mendicus sum et pauper: Dominus sollicitus est mei. Adjutor meus et protector meus es tu: Deus meus, ne tardaveris. Io per me mendico sono e senza ajuto: il Signore ha cura di me. Ajuto mio e protettor mio siete voi: Dio mio, non tardate. Ant. Confundantur et Ant. Siano confusi e revereantur qui quæ- svergognati coloro che runt animam meam ut cercano la vita mia per auferant eam.tonco rapirla. $ Ant. Alieni insurre- Ant. Uomini stranieri xerunt in me, et for- alzarono bandiera contes quæsierunt animam tro di me, e uomini potenti cercano l' anima mia. meam. bile psalco i zims Salmo 53. Deus, in nomine tuo Salvatemi, o Dio, pel salvum me fac; et in vostro nome; e colla virtute tua judica me. vostra potenza difendetemi. Deus, exaudi oratio- Esaudite, o Dio, la sta- onsd sta enemia orazione; porgete le 04 A MATTUTINO. 291 nem meam; auribus orecchie alle parole della percipe verba oris mei. mia bocca. Quoniam alieni insur- Imperciocchè gli uorexerunt adversum me, mini stranieri alzarono et fortes quæsierunt a- bandiera contro di me, nimam meam, non e uomini potenti cercaproposuerunt Deum an- rono l'anima mia; e non te conspectum suum. hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro. Ecce enim Deus adjuvat me; Ecco però che Dio mi et Domi- ajuta; il Signore ha prenus susceptor est ani- so a difendere la mia mæ meæ. vita. Averte mala inimicis Ritorcete il male someis; et in veritate pra de' miei nemici; e tua disperde illos. disperdeteli secondo la aby osoisatiezos slish vostra verità. th Voluntarie sacrificabo Vi offrirò sacrifizio votibi; et confitebor no- lontario; e darò lode al mini tuo, Domine, quo- nome vostro, o Signore, niam bonum est. perchè buona cosa ella è questa.qsilst Quoniam ex omni tri- Perocchè da ogni tribulatione eripuisti me;" bolazione mi avete libeet super inimicos meos rato; e gli occhi miei despexit oculus meus. con disprezzo han veduto i miei nemici. OBOTititoa Ant. Alieni insurrexeAnt. Uomini stranieri runt in me, et fortes quæ- alzarono bandiera consierunt animam meam, tro di me, e uomini potenti cercarono l'anima mia. es cors edo hiasino Hoo 292 GIOVEDÌ SANTO . Insurrexerunt in. Si sono presentati me testes iniqui. contro di me testimonii falsi. R. E l'iniquità s' inventò menzogne. 722 Di poi Pater noster segretamente. R). Et mentita est iniquitas sibi. Stoibus Ex Tractatu S. Augu-( Le cose che seguono stini Episcopi super Psal- sono prese) dal Trattato Fastic del Vescovo s. Agostino sopra i Salmi. mos. In Psal. 63, v. 2. Lectio IV. aloimi Lezione IV. Protexisti me, Deus, Mi difendeste, o Dio, a conventu malignan- dalla cospirazione dei tium, a multitudine o- maligni, dalla turba di perantium iniquitatem. gente data a mal fare. Jam ipsum caput no- Miriamo ora l'istesso nostrum intuemur. Multi stro capo. Molti MarMartyres talia passi sunt: tiri patirono simili pesed nihil sic elucet quo- ne; ma niente tanto rimodo caput Martyrum: splende quanto il capo ibi melius intuemur quod dei Martiri: ivi meglio illi experti sunt. Prote- comprendiamo quanto ctus est a multitudine essi soffrirono. Fu( egli) malignantium, protegen- difeso in mezzo alla molte se Deo; protegente titudine dei malignanti, carnem suam ipso Filio difendendolo Iddio: diet homine quem gere- fendendo la sua carne Ein l'istesso Figlio di Dio coll'umanità che avea as A MATTUTINO. 293 bat, quia Filius hominis sunto, perchè insiemeest, et Filius Dei est. mente egli è Figlio delFilius Dei propter for- l'uomo, e Figlio di Dio. mam Dei. Filius homi- Figlio di Dio per la pernis propter formam servi, fetta uguaglianza con Dio. habens in potestate po- Figlio dell'uomo per la nere animam suam, et uguaglianza col servo, arecipere eam. Quid ei vendo in suo potere di potuerunt facere inimi- dar la sua vita e di rici? Occiderunt corpus, pigliarla. Cosa mai gli animam non occiderunt. poterono fare gl' inimiIntendite. Parum ergo ci? Uccisero il corpo, erat Dominum hortari l'anima non l' uccisero. Martyres verbo, nisi fir- Intendete. Poco dunque maret exemplo. era che il Signore avesse esortati i Martiri colle parole, se non gli avesse rassodati coll'esempio. R). Tamquam ad la- R). Come contro un tronem existis cum gla- assassino siete venuti ardiis et fustibus compre- mati di spade e bastoni hendere me. Quotidie per pigliarmi. Ogni di apud vos eram in tem- io stava tra voi nel templo docens, et non me pio a insegnare, nè mi tenuistis: et ecce flagel- avete preso: ed ecco che latum ducitis ad cruci- essendo flagellato mi configendum. edo oi ducete a crocifiggere. o . Cumque injecissent. Avendo poste le manus in Jesum, et te- mani addosso a Gesù, nuissent eum, dixit adle tenutolo stretto, disse eos: Quotidie, etc. loro: Ogni dì, ecc. esm 294 GIOVEDI SANTO Lectio Lezione V. ib oila19 omon Nostis qui conventus Capiste qual fosse la erat malignantium Ju- cospirazione dei malidæorum; et quæ mul- gnanti Giudei, e qual la titudo erat operantium truppa degli operatori di iniquitatem? Quam ini- iniquità? E quale iniquiquitatem? Quia volue- tà? Quella per cui vollero runt occidere Dominum uccidere il Signore Gesù Jesum Christum. Tanta Cristo. Tante opere buoopera bona, inquit, o- ne, disse, io vi ho fatto stendi vobis: propter vedere: per quale di quequod horum me vultis ste mi volete uccidere? occidere? Pertulit omnes Sopportò tutti i loro ininfirmos eorum, curavit fermi, curò tutti i loro omnes languidos eorum, languidi, predicò il reprædicavit regnum co- gno de' cieli, non desilorum; non tacuit vitia stè di riprendere i loro eorum, ut ipsa potius vizj, onde loro dispiaeis displicerent, non me- cessero piuttosto questi dicus a quo sanabantur. che il medico che li guaHis omnibus curationi- riva. Ingrati a tante cure bus ejus ingrati tamquam ricevute, come i frenemulta febre phrænetici, tici di una gran febbre, insanientes in medicum infuriando contro il mequi venerat curare eos, dico che era venuto per excogitaverunt consilium guarirli, presero il parperpendi eum: tamquam tito di farlo perire: coibi volentes probare, u- me se in tal maniera trum vere homo sit qui avesser voluto far prova, se egli fosse veramente uomo che potesse A MATTUTINO. 295 mori possit, an aliquid morire, o qualche cosa super homines sit, et mori più di uomo, e non ase non permittat. Ver- vesse a morire. Cotesti bum ipsorum agnosci- loro pensamenti li rilemus, in sapientia Salo- viamo nella sapienza di monis. Morte turpissima, Salomone. Ad una morinquiunt, condemnemus te, dicono, sommamente. eum. Interrogemus eum; obbrobriosa condanniaerit enim respectus in molo. Proviamolo: pesermonibus illius. Si e- rocchè vi sarà chi avrà nim vere Filius Dei est, cura di lui, giusta le liberet eum. sue parole. E se- veramente è figlio di Dio ( Dio stesso) lo liberi. R. Tenebræ factæ sunt R). Tenebre furono aldum crucifixissent Jesum lorchè i Giudei crocifisJudæi; et circa horam sero Gesù; e intorno alnonam exclamavit Jesus l'ora nona esclamò Gesù voce magna: Deus meus, ad alta voce: Dio mio, ut qui me dereliquisti?| perchè mi avete abbanEt inclinato capite, emi- donato? E chinato il casit spiritum. po rendè lo spirito. . Exclamans Jesus ỳ. Sclamando Gesù voce magna, ait: Pater, ad alta voce, disse: Pain manus tuas commen- dre, nelle mani vostre do spiritum meum. raccomando il mio spirito. Et inclinato, etc. E chinato, ecc. Lectio VI. Lezione VI. Exacuerunt tamquam Affilarono come spade gladium linguas suas. le lor lingue. Nè dicano 296 GIOVEDÌ SANTO Non dicant Judæi: Non i Giudei: Noi non aboccidimus Christum. Et biamo ucciso il Cristo. enim propterea eum de- È vero che lo dieder derunt judici Pilato, ut essi in mano del giudice quasi ipsi a morte e- Pilato, per comparire in jus viderentur immunes. tal maniera della sua Nam cum dixisset eis morte innocenti. ImpePilatus: Vos eum occi- rocchè, avendo detto loro dite; responderunt: No- Pilato: Condannatelo voi bis non licet occidere altri a morte; risposero: quemquam. Iniquitatem A noi non è permesso facinoris sui in judicem di condannar alcuno alla hominem refundere vo- morte. Macchinavano di lebant; sed numquid attribuire a quell' uomo Deum judicem fallebant? giudice l'enormità del Quod fecit Pilatus, in loro misfatto; ma poteeo ipso quod fecit a- van essi con ciò inganliquantulum particeps nare Iddio Giudice? Per fuit, sed in comparatio- quello che fece Pilato, fu ne illorum multo ipse in qualche maniera cominnocentior. Institit enim plice( della morte di quantum potuit, ut il- Cristo); ma in compalum ex eorum manibus razione di loro fu molto liberaret: nam propterea più innocente. Imperocflagellatum produxit ad chè insistè egli quanto eos. Non persequendo potè, per liberarlo dalle Dominum flagellavit, sed loro mani: ed anche per eorum furori satisfacere tal fine flagellato lo fece volens; ut vel sic jam loro vedere. Non per 0dio flagellò il Signore, ma persuaso di soddisfar in tal modo al loro furore; affinchè così ve A MATTUTINO. 297 mitescerent, et desine- nissero ad addolcirsi, e rent velle occidere cum tralasciassero di volerlo flagellatum viderent. Fe- morto quando l'avesser cit et hoc. At ubi per- veduto flagellato. Fece severaverunt, nostis il- anche questo. Ma poichè lum lavisse manus, et rimasero essi( ostinati) dixisse: Quod ipse non sapete che si lavò le mafecisset, mundum se esse ni, e disse: Che egli non a morte illius. Fecit ta- l'avrebbe mai condanmen. Sed si reus, quia nato, e però netto da fecit vel invitus, illi in- colpa riputavasi della di nocentes qui coegerunt lui morte. Pure lo fece. faceret? Nullo modo. Sed Ma se reo, perchè lo conille dixit in eum sen- dannò anche per forza, tentiam, et jussit eum saranno innocenti quelcrucifigi, et quasi ipse li che lo sforzarono a occidit: et vos, o Judæi, condannarlo? No certaoccidistis. Unde occidi- mente. Ma egli pronunstis? Gladio linguæ, a- ziò contro di lui la sencuistis enim linguas ve- tenza, e ordinò di crostras. Et quando per- cifiggerlo, e quasi egli cussistis, nisi quando stesso lo uccise: anche clamastis: Crucifige, cru- voi, o Giudei, lo uccicifige? les deste. E come lo uccideste? Colla spada della di lingua, perchè aguzzaste le vostre lingue. E quando lo percuoteste, se non quando gridaste: Sia crocifisso, sia crocifisso? R. Animam meam di- R). L'anima mia dilectam tradidi in manus letta ho lasciato nelle iniquorum, et facta est mani degli iniqui, e di 298 GIOVEDÌ SANTO mihi hæreditas mea si- venuta è per la mia ecut leo in silva: dedit redità qual leone nella contra me voces adver- boscaglia: ha alzato consarius, dicens: Congre- tro di me la voce il negamini, et properate ad mico, dicendo: Raunatedevorandum illum: po- vi, e affrettate a divosuerunt me in deserto rarlo: mi posero in un solitudinis, et luxit su- deserto solitario, e pianse per me omnis terra; a me rivolta tutta la Quia non est inventus terra. Perchè non si qui me agnosceret, et trovò alcuno che mi cofaceret bene. noscesse, e mi facesse del bene. y. Insurrexerunt in. Si alzarono contro me viri absque miseri- di me uomini senza piecordia, et non peperce- tà, e non risparmiarono runt animæ meæ. la mia vita. Quia non est, etc. Animam, etc. Perchè non si trovò, ecc. L'anima, ecc. NEL TERZO NOTTURNO. Ant. Ab insurgentibus Ant. Da coloro che in me libera me, Domi- insorgono contro di me ne, quia occupaverunt liberatemi, o Signore, animam meam. perchè hanno occupata l'anima mia. Salmo 58. Erue me de inimicis Salvatemi dai miei nemeis, Deus meus; et mici, o Dio; e da coloro A MATTUTINO. 299 ab insurgentibus in me che insorgono contro di libera me.it me liberatemi. Eripe me de operantibus iniquitatem; Toglietemi dalle mani et di quelli che lavorano de viris sanguinum salva iniquità, e dagli uomini me. sanguinari salvatemi. Perocchè, ecco che hanno presa l'anima mia; son venuti ad assalirmi uomini di gran possanza. Neque iniquitas mea, Ne ciò per la mia inineque peccatum meum, quità, nè per mia colpa Domine; sine iniqui- o Signore; senza initate cucurri, et direxi. quità io corsi, e regolai i miei passi. Quia ecce ceperunt animam meam; irruerunt in me fortes. Exurge in occursum Sorgete, e venitemi meum, et vide: et tu, incontro, e considerate: Domine, Deus virtutum, e voi, o Signore, Dio deDeus Israel. gli eserciti, Dio di Israele. Intende ad visitandas Svegliatevi per visiomnes gentes: non mi- tare tutte le nazioni: serearis omnibus qui o- non fate misericordia a perantur iniquitatem. verun di coloro che operano l'iniquità. Convertentur ad veVerranno alla sera, e speram, et famem patien- patiranno fame canina; tur ut canes; et cir- e gireranno intorno alla cuibunt civitatem. città. Ecce loquentur in ore Ecco che apriranno la suo, et gladius in la- loro bocca; avendo un biis eorum; quoniam coltello nelle loro labquis audivit? cabra( dicendo): Chi ci ha imme ascoltati? 300 GIOVEDÌ SANTO Et tu, Domine, deri- Ma voi, o Signore, vi debis eos; ad nihilum burlerete di loro; come deduces omnes gentes. un nulla stimerete tutte le genti. Fortitudinem meam ad La mia fortezza riporte custodiam, quia Deus rò in voi, perchè voi, o susceptor meus: Deus Dio, siete il mio difenmeus, misericordia ejus sore: Dio mio la misepræveniet me. ricordia vostra mi preverrà. Deus ostendit mihi suDio mi ha fatto vedeper inimicos meos, ne re la vendetta de' miei occidas eos, nequando nemici, non gli uccideobliviscantur populi mei. te; affinchè non se ne scordi il popol mio. Disperge illos in vir- Dispergeteli colla votute tua; et depone stra possanza; e degraeos, protector meus, Do- dateli, o Signore, promine. Ticiuis tettor mio. tengel zul Delictum oris eorum, A motivo del delitto sermonem labiorum ip- della loro bocca, e per sorum; et comprehen- le parole delle loro labdantur in superbia sua. bra; e siano presi nella op propria loro superbia. Et de execratione et E per lo spergiuro e mendacio annuntiabun- per la menzogna saran tur in consummatione: in ira consummationis, et non erunt. chiamati alla perdizione; dall'ira che li consuma, ed ei più non saranno. Et sciant quia Deus dominabitur Jacob; et finium terræ. * E conosceranno come il Signore regnerà sopra Giacobbe; e sino all' estremità della terra. 301 Convertentur ad veSi convertiranno alla speram, et famen patien- sera, e saranno affamati tur ut canes; et cir- come cani; e gireranno attorno alla città. cuibunt civitatem. Ipsi dispergentur ad Eglino andran vagamanducandum; si ve- bondi cercando cibo; e ro non fuerint saturati se non saranno satollati, et murmurabunt. ngntb ancora mormoreranno. Ego autem cantabo Ma io canterò la forfortitudinem tuam; ettezza vostra; e inni di exaltabo mane miseri- letizia offrirò nel matcordiam tuam. elle tino alla vostra misericordia. at ng * A MATTUTINO. Quia factus es susce- Perchè voi siete stato ptor meus; et refugium difesa mia; e rifugio mio meum in die tribulatio- nel dì della mia tribonis meæ. lazione. tamb Adjutor meus, tibi Ajuto mio, a voi lo psallam, quia, Deus, su- canterò perchè voi, o sceptor meus est:* Deus Dio, voi siete la mia dimeus, misericordia mea. fesa: Dio mio, miserired!! ao cordia mia. Ant. Ab insurgentibus Ant. Da coloro che inin me libera me, Domi- sorgono contro di me line, quia occupaverunt beratemi, o Signore, peranimam meam. chè occuparono l'anima mia. car chom Ant. Allontanaste da tos meos a me: traditus me i miei conoscenti: sum, et non egrediebar. fui dato in potere altrui, andale io non avea scampo. 31207 200 Ant. Longe fecisti nober 1squa 076iggs te om il chood 302 GIOVEDÌ SANTO Salmo 87. Domine, Deus salutis Signore, Dio di mia meæ; in die clamavi, salute; di giorno e di notte alzai le mie grida dinanzi a voi. et nocte coram te. Intret in conspectu tuo Giunga al cospetto vooratio mea; inclina au- stro la mia orazione; rem tuam ad precem porgete le orecchie voells oristre alla mia preghiera. Imperciocchè è ripiemeam. Quia repleta est malis anima mea; et vita na di mali l'anima mia; mea inferno appropin- e la mia vita al sepolquavit. 16 on cro si avvicinò. cum; Estimatus sum cum Son riputato come un descendentibus in la- di quelli che scendono factus sum si- nella fossa; son divenuto cut homo sine adjutorio, come uomo senza socinter mortuos liber. corso io che tra i morti son libero. Sicut vulnerati dor- Come gli uccisi che mientes in sepulcris, dormono nei sepoleri, quorum non es memor dei quali voi non avete amplius; et ipsi de più memoria; ed essi manu tua repulsi sunt. dalla cura vostra sono esclusi. Posuerunt me in lacu Mi posero in una fossa inferiori; cin tenebro- profonda; in luoghi tesis, et in umbra mortis. nebrosi, e nell'ombra di morte. Super me confirmatus Sopra di me si aggravò A MATTUTINO. 303 est furor tuus;* et om- il furor vostro; e tutte nes fluctus tuos induxi- le procelle vostre scaristi super me. donsq caste sopra di me. Longe fecisti notos Allontanaste da me i meos a me; posuerunt miei conoscenti: mi rime abominationem sibi. putarono come oggetto di abbominazione.J 1010709 Traditus sum, et non Fui dato in potere egrediebar; oculi mei languerunt præ inopia. Clamavi ad te, Domine, tota die; expandi ad te manus meas. altrui, e io non aveva scampo; gli occhi miei si seccarono per l'afflizione.usienest Alzai le mie grida, a voi, o Signore, tutto il dì; verso di voi io stesi le mie mani.be/to Forse a pro dei morti cies mirabilia; aut me- farete voi miracoli; o i dici suscitabunt, et con- medici renderan loro la fitebuntur tibi? vita, perchè essi a voi dian lode? cig is Numquid mortuis faNumquid narrabit aliVi sarà egli forse chi quis in sepulcro miseri- nel sepolcro racconti la cordiam tuam; et ve- misericordia vostra; e ritatem tuam in perdi- la verità vostra nell'intione? och ferno? Numquid cognoscenForse saran elleno cotur in tenebris mirabi- nosciute nelle tenebre lia tua; in terra oblivionis? Et ego ad te, Domine, et justitia tua le meraviglie vostre; e la giustizia vostra nella terra della dimenticanza? Ma io a voi, o Signore, alzai le grida; e al 304 GIOVEDÌ SANTO clamavi; et mane ora- mattino la mia orazione tio mea præveniet te. Ut quid, Domine, revi preverrà. eutsult 200 E perchè, o Signore, pellis orationem meam; rigettate voi la mia 0avertis faciem tuam a razione; e rivolgete da me? bprobe eno me la faccia vostra? m Pauper sum ego, et in Povero son io, e in laboribus a juventute affanni sin dalla mia primea;* exaltatus autem, ma età; cresciuto poi, fui humiliatus sum et con- umiliato e depresso. turbatus. * In me transierunt iræ Sopra di me sono ca tuæ; et terrores tui duti gli sdegni vostri, e conturbaverunt me.joi terrori vostri mi conolstoy ib ostaib turbarono. Circumdederunt me si- M' inondarono come cut aqua tota die: cir- acqua tuttodi: mi hancumdederunt me simul. no sommerso tutti inm Elongasti a me amisieme. Ianiliseye 154 Avete allontanato da cum ei proximum; et me l'amico e il congiunnotos meos a miseria. to; e i miei conoscenti logo lanper ragione della miseria. Ant. Longe fecisti no- Ant. Allontanaste da me tos meos a me: traditus i miei conoscenti: fui sum, et non egrediebar. dato in preda altrui, STAR 10 io non aveva scampo. e Ant. Captabunt in a- Ant. Andranno a cacnimam justi, et sangui- cia del giusto e condaninnocentem con- neranno il sangue indemnabunt, hallobeul nocente. nem onimod or be og 12 A MATTUTINO. nus; libere egit. Salmo 93. Deus ultionum Domi- II Signore è il Dio vendette; il Dio delle vendette opera liberamente. Exaltare qui judicas Date a conoscere coterram;* redde retribu- me glorioso siete, o voi, tionem superbis. giudice della terra; rendete la loro retribuzione ai superbi. Deus ultionum delle Usquequo peccatores, Fino a quando i pecDomine;* usquequo pec- tori, o Signore; fino a catores gloriabuntur? quando i peccatori anderanno festosi? Effabuntur et loquentur iniquitatem; loApriranno la bocca, e parleranno iniquamente; quentur omnes qui ope- parleranno con arroganrantur injustitiam? za tutti quelli che operano l'ingiustizia? Populum tuum, Domine, humiliaverunt: xaverunt. 305 Il vostro popolo, o Signore, eglino hanno uet hæreditatem tuam ve- miliato; e l' eredità vostra hanno malmenata. La vedova e lo straet pu- niero hanno ucciso; e messi a morte i pupilli. E hanno detto: Non vedrà il Signore; e non ne saprà altro il Dio di Giacobbe. Viduam et advenam interfecerunt; pillos occiderunt. Et dixerunt: Non videbit Dominus; nec intelliget Deus Jacob. 20 306 GIOVEDÌ SANTO Intelligite, insipientes Intendete, o i più stuin populo; et stulti ali- pidi del popolo; e voi, quando sapite. o stolti, imparate una volta. Qui plantavit aurem, non audiet? Colui che piantò l'oaut qui recchia, non udirà? e finxit oculum non con- quel che lavorò l'occhio siderat? sarà senza vista? Colui che castiga le genti, forse non vi condannerà? colui che insegna all'uomo la scienza? Il Signore conosce i tiones hominum; quo- pensieri degli uomini; Dominus scit cogitaniam vanæ sunt. Qui corripit gentes, non arguet; qui docet hominem scientiam? * come son vani. Beatus homo quem tu Beato l'uomo cui voi erudieris, Domine: et avrete istruito, o Signode lege tua docueris eum. re, e cui la legge vostra avrete insegnata. Per rendere men duri donec fo- a lui i giorni cattivi; sino a tanto che sia scavata ai peccatori la fossa. Quia non repellet Do- Imperocchè non rigetminus plebem suam; terà il Signore il popol et hæreditatem suam non suo; e la sua eredità non derelinquet. lascerà in abbandono. Quoadusque justitia Fino a tanto che la convertatur in judicium;* giustizia venga a far giuet qui juxta illam omnes dizio: e( fino a tanto) qui recto sunt corde. che staran presso a lei tutti quelli che sono di cuor retto. Ut mitiges ei a diebus malis; diatur peccatori fovea. A MATTUTINO. 307 Qui consurget mihi| Chi si alzerà per me adversus malignantes? contro i maligni? o chi aut quis stabit mecum starà dalla parte mia conadversus operantes ini- tro quei che operano l'iquitatem? niquità? Nisi quia Dominus ad- Se non che il Signore juvabit me;* paulomi- mi ha ajutato; quasi nus habitasset in inferno quasi avrei avuto il seanima mea. polcro per mia stanza. Si dicebam: Motus est pes meus: misericordia tua, Domine, adjuvabat me. Se io diceva a voi: Vacilla il mio piede; la misericordia vostra, Signore, veniva in mio 0 soccorso. Secundum multitudi- A proporzione dei molnem dolorem meorum ti dolori che provò il in corde meo: conso- cuor mio; le consolalationes tuæ lætificave- zioni vostre letificano runt animam meam. l'anima mia. Numquid adhæret tibi Ha forse qualche cosa sedes iniquitatis; qui di comune con voi il trifingis labores in præ- bunale d'iniquità; che cepto? ci preparate travaglio nei vostri comandamenti? Captabunt in animam Anderanno a caccia del justi; et sanguinem giusto; e condanneranno innocentem condemna- il sangue innocente. bunt. Et factus est mihi Do- Ma è stato il Signore minus in refugium, et il mio rifugio; e il mio Deus meus in adjuto- Dio, il sostegno di mia rium spei meæ. speranza. Et reddet illis iniqui- Ed egli renderà ad 308 GIOVEDI SANTO tatem ipsorum; et in essi l'iniquità loro; e per malitia eorum disperdet la malizia loro li dispereos, disperdet illos Do- derà, li manderà in perminus Deus noster. dizione il Signore Dio. nostro. Ant. Captabunt in aniAnt. Andranno a cacmam justi, et sangui- cia del giusto, e condannem innocentem con- neranno il sangue indamnabunt. nocente. . Locuti sunt adver-. Han parlato consum me lingua dolosa. tro di me con lingua bugiarda. R). Et sermonibus odii R. E con discorsi spicircumdederunt me, et e- ranti il mal animo mi xpugnaverunt me gratis. hanno circonvenuto, e impugnato senza ragione. Pater noster, secreto. De Epistola Beati Pauli Dell'Epistola di s. Paolo Apostoli ad Hebræos. Apostolo agli Ebrei. Lezione VII. Lectio VII, c. 4 et 5. Festinemus ingredi in Affrettiamoci di entraillam requiem, ut ne in re in quella requie, afidipsum quis incidat in- finchè alcuno non cada credulitatis exemplum. in simile esempio di inVivus est enim sermo credulità. Imperocchè viDei, et efficax, et pene- va è la parola di Dio, ed attiva, e più affilata A MATTUTINO. 309 trabilior omni gladio an- di qualunque spada a cipiti; et pertingens us- due tagli; e che s'interna que ad divisionem ani- sino alla divisione delmæ, ac spiritus, compa- l'anima, e dello spirito, ginum quoque, ac me- delle giunture eziandio dullarum, et discretor e delle midolle, e che cogitationum, et inten- discerne i pensieri, e le tionum cordis. Et non intenzioni del cuore. E est ulla creatura invisi- non avvi cosa creata inbilis in conspectu ejus; visibile nel cospetto di omnia autem nuda et lui; e tutte le cose nuaperta sunt oculis ejus, de e svelate sono agli ad quem nobis sermo. occhi di lui, del quale Habentes ergo Pontefi- parliamo. Avendo duncem magnum, qui pe- que un Pontefice grannetravit cœlos, Jesum de, il quale penetrò nei Christum Filium Dei, cieli, Gesù Cristo Figliteneamus confessionem. uolo di Dio, riteniamo la Non enim habemus Pon- nostra confessione. Imtificem qui non possit perocchè non abbiamo compati infirmitatibus noi un Pontefice il quale nostris; tentatum autem non possa avere comper omnia pro similitu- passione delle nostre indine, absque peccato. fermità; ma tentato similmente in tutto, tolto il peccato. jo tar R). Tradiderunt me in R). Mi diedero in mano manus impiorum, et in- degli empj, e tra gli ter iniquos projecerunt iniqui mi cacciarono, me, et non pepercerunt, e non perdonarono alla animæ meæ: congregati mia vita; e si adunarosunt adversum me for- no contro di me uomini forti; e come giganti si 310 GIOVEDÌ SANTO tes; et sicut gigantes ste- appostarono dirimpetto a terunt contra me. me. . Alieni insurrexe-. Uomini stranieri runt adversum me, et hanno alzata bandiera fortes quæsierunt ani- contro di me, e uomini potenti cerearono l'anima mia. mam meam. E come, ecc. Et sicut, etc. Lectio VIII. Lezione VIII. Adeamus ergo cum Accostiamoci dunque fiducia ad thronum gra- con fiducia al trono di tiæ, ut misericordiam grazia, affin di ottenere consequamur, et gratiam misericordia, e grazia troinveniamus in auxilio vare per sovvenimento opportuno. Omnis nam- opportuno. Imperocchè que Pontifex ex homi- ogni Pontefice tra gli uonibus assumptus, pro ho- mini preso, è a pro deminibus constituitur in gli uomini preposto a iis quæ sunt ad Deum, tutte quelle cose che riut offerat dona et sacri- sguardano Dio, affinchè ficia pro peccatis: qui offerisca doni e sacrifizj condolere possit iis qui pei peccati: che possa ignorant et errant; quo- aver compassione degli niam et ipse circumda- ignoranti e degli errantus est infirmitate, et ti; come essendo egli propterea debet, quem- stesso circondato d' inadmodum pro populo, ita fermità, e per questo deetiam et pro semetipso, ve, come pel popolo, così offerre pro peccatis. anche per sè stesso, offrir sacrifizio pei peccati. A MATTUTINO. 311 y. Jesum tradidit im- R. Gesù fu dato dalpius summis principibus l'empio( Giuda) in mano sacerdotum, et seniori- dei principi dei sacerdobus populi:* Petrus au- ti, e degli anziani del tem sequebatur eum a popolo: Pietro poi lo selonge, ut videret finem. guiva alla lontana per veder la fine. . Adduxerunt autem. Lo condussero prieum ad Caipham prin- ma da Caifa principe dei cipem sacerdotum, ubi sacerdoti, dove gli scribi scribæ et pharisæi con- ed i farisei si erano radunati. venerant. Pietro poi, ecc. Petrus autem, etc. Lectio IX. Lezione IX. Nec quisquam sumit Nè alcuno da sè si apsibi honorem, sed qui propria tale onore, ma vocatur a Deo, tamquam chi è chiamato da Dio, Aaron. Sic et Christus come Aronne. Così annon semetipsum clarifi- che Cristo non si gloricavit, ut Pontifex fieret; ficò da sè stesso, per sed qui locutus est ad esser fatto Pontefice; ma eum: Filius meus es tu:( glorificollo) colui che ego hodie genuite. Quem- dissegli: Figliuolo mio admodum et in alio loco sei tu: io oggi ti ho gedicit: Tu es Sacerdos in nerato. Come anche in æternum, secundum or- un altro luogo dice: Tu dinem Melchisedec. Qui sei Sacerdote in eterno, in diebus carnis suæ, secondo l'ordine di Melpreces supplicationes que chisedecco. Il quale nei giorni della sua carne avendo offerto preghiere 312 GIOVEDÌ SANTO, A MATTUTINO. ad eum, qui possit il- e suppliche con forti grilum salvum facere a da e lagrime a colui che morte, cum clamore va- poteva salvarlo dalla morlido et lacrymis offerens, te, fu esaudito, per la exauditus est pro sua sua riverenza. E benchè reverentia. Et quidem fosse figliuolo di Dio, imcum esset Filius Dei, parò, da quello che pati didicit, ex iis quæ pas- l' obbedienza; e consusus est, obedientiam, et mato, diventò per tutti consummatus, factus est quelli che a lui sono obomnibus obtemperanti- bedienti, causa di eterna bus sibi, causa salutis salute; essendo stato chiaæternæ; appellatus a Deo mato da Dio Pontefice Pontifex juxta ordinem secondo l'ordine di MelMelchisedec. chisedecco. R. Caligaverunt oculi R). Si sono offuscati i mei a fletu meo; quia miei occhi dal gran pianelongatus est a me qui gere: perchè si è allonconsolabatur me. Videte, tanato da me quello che omnes populi, si est mi consolava. Mirate, podolor similis sicut dolor poli tutti, se vi ha dolore simile al mio dolore. meus. . O vos omnes qui. O voi tutti che pastransitis per viam, at- sate per questa strada, tendite, et videte. ponete mente, e vedete. * Si est dolor, etc. Caligaverunt, etc. Se v'ha dolore, ecc. Si sono offuscati, ecc. ALLE LAUDI Ant. Proprio Filio suo Ant. Nemmeno al pronon pepercit Deus, sed prio suo Figliuolo non pro nobis omnibus tra- la risparmio Iddio, ma didit illum. per tutti noi lo diede a morte. Salmo Miserere mei, Deus, a carte 175. Ant. Anxiatus est suAnt. È involto nell'afper me spiritus meus: fanno il mio spirito: denin me turbatum est cor tro di me si è conturbato il mio cuore. meum. Salmo 142. Domine, exaudi ora- Signore, esaudite la tionem meam; auribus mia orazione; porgete le percipe obsecrationem orecchie alle mie supmeam in veritate tua; pliche secondo la verità exaudi me in tua ju- vostra; esauditemi sestitia. condo la vostra giustizia. Et non intres in judicium cum servo tuo: E non entrate in giudizio col servo vostro; 314 GIOVEDI SANTO quia non justificabitur dappoichè non sarà riin conspectu tuo omnis conosciuto per giusto al vivens. vostro cospetto verun vivente. Quia persecutus est iniPerchè il nemico ha micus animam meam; perseguitato l'anima mia; humiliavit in terra vi- ha umiliato sino alla tam meam. terra la vita mia. Collocavit me in ob- Mi ha confinato in luoscuris sicut mortuos sæ- ghi tenebrosi come i culi; et anxiatus est morti da gran tempo; super me spiritus meus; ed è involto nell'affanno in me turbatum est cor il mio spirito; dentro di me si è conturbato il mio cuore. meum. Memor fui dierum an- Mi son ricordato dei tiquorum; meditatus sum giorni antichi, ho mediin omnibus operibus tato tutte le opere votuis; in factis manuum stre; le cose fatte dalle tuarum meditabar. mani vostre io meditava. Expandis manus meas ad te;* anima mea sicut terra sine aqua tibi. Io stesi le mani mie a- voi; l'anima mia è a voi come una terra priva di acqua. Velociter exaudi me, Prontamente esaudiDomine: defecit spiri- temi, o Signore: è vetus meus. nuto meno il mio spirito. Non avertas faciem Non rivolgete la factuam a me; et similis cia vostra da me; perero descendentibus in chè sarei simile a quei lacum. che scendono nella fossa. Fate ch' io senta al Auditam fac mihi ma 315 ALLE LAUDI. ne misericordiam tuam;* mattino la misericordia quia in te speravi. vostra; perchè in voi ho sperato. Notam fac mihi viam Fatemi conoscere la in qua ambulem;* quia via che ho da battere; ad te levavi animam perchè a voi ho elevato l'anima mia. meam. Liberatemi da' miei neEripe me de inimicis meis, Domine, ad te con- mici, o Signore, a voi fugi; doce me facere son ricorso; insegnatemi voluntatem tuam, quia a fare la volontà vostra, Deus meus es tu. perchè mio Dio siete voi. Spiritus tuus bonus Lo spirito vostro buodeducet me in terram no mi condurrà per directam;* propter nomen ritto cammino; pel notuum, Domine, vivifica- me vostro, o Signore, bis me in æquitate tua. mi darete vita secondo la vostra equità. Educes de tribulatione Trarrete dalla tribolaanimam meam; et in zione l'anima mia; e per misericordia tua disper- vostra misericordia mandes inimicos meos. derete dispersi i miei nemici. Et perdes omnes qui E disperderete tutti tribulant animam me- coloro che affliggono l'aam; quoniam ego ser- nima mia; perocchè vovus tuus sum. stro servo son io. Ant. È involto nell'affanno il mio spirito; dentro di me si è conturbato il mio cuore. meum. Ant. Uno dei ladroni Ant. Ait latro ad latronem: Nos quidem di- diceva all'altro: Noi certo Ant. Anxiatus est super me spiritus meus; in me turbatum est cor 316 GIOVEDÌ SANTO gna factis recipimus; hic riceviamo quel che era autem quid fecit? Me- dovuto alle nostre aziomento mei, Domine, dum ni; ma questi che ha veneris in regnum tuum. fatto? Ricordatevi di me, o Signore, giunto che siate nel vostro regno. Salmo Deus, Deus, meus, col seg. a carte 181. Ant. Cum conturbata Ant. Mentre sarà confuerit anima mea, Do- turbata l'anima mia, Simine, misericordiæ me- gnore, vi ricorderete della mor eris. vostra misericordia. Cantico d'Abacuc. Cap. 3. Domine, audivi audi- 0 Signore, udii l'antionem tuam,* et timui. nunzio vostro, e ne ebbi timore. Domine, opus tuum; in medio annorum vivifica illud. O Signore, a quell'opera vostra, nel mezzo degli anni date esistenza. In medio annorum no- Nel mezzo degli anni tum facies; cum ira- voi la farete manifesta; tus fueris, misericordiæ quando vi sarete adirarecordaberis. to, della misericordia vi ricorderete. Deus ab austro veniet,* Iddio dall'austro veret Sanctus de monte Pha- rà e il Santo dal monte ran. di Faran. Operuit coelos gloria Ricopre i cieli la glo 8 ALLE LAUDI. 317 ejus; et laudis ejus ria di lui; e delle sue plena est terra. lodi è ripiena la terra. Splendente come la luce egli sarà; le corna nelle sue mani. Ibi abscondita est for-| Ivi è ascosa la sua titudo ejus; ante fa- possanza; innanzi a lui andrà la morte. ciem ejus ibit mors. E procederà il diavolo ste- i suoi passi; si stette e Splendor ejus ut lux erit;* cornua in manibus ejus. Et egredietur diabolus ante pedes ejus; tit, et mensus est terram. misurò la terra. Aspexit, et dissolvit Mirò, e conquise le gentes; et contriti sunt genti; e furono stritolate montes sæculi. le vetuste montagne. Incurvati sunt colles Furon distrutti i colli mundi,* ab itineribus Eternitatis ejus. Pro iniquitate vidi tentoria Etiopiæ: turbabuntur pelles terræ Madian. del mondo, allorchè si pose in viaggio l'Eterno. Per le iniquità ho veduto le tende dell' Etiopia; e sconvolti andranno i padiglioni di Madian. Numquid in flumini Forse contro le onde bus iratus, Domine? siete voi adirato, o Siaut in fluminibus furor gnore? o contro i flutti tuus? vel in mari indi- sono i furori vostri? o gnatio tua? Qui ascendes super equos tuos: et quadriga tuæ salvatio. Suscitans suscitabis arcontro del mare si rivolge lo sdegno vostro? Voi che montaste sui vostri cavalli; e la quadriga vostra è salvazione. Voi metterete fuori risolutamente il vostro ar 318 GIOVEDÌ SANTO cum tuum;* juramenta co; secondo i giuramenti tribubus quæ locutus es. fatti a quelle tribù. Fluvios scindes terræ, Voi dividerete i fiumi viderunt te, et doluerunt della terra, voi videro montes;* gurges aqua- le montagne e tremarorum transiit. no; le gonfie fiumane ritiraronsi. Dedit abyssus vocem altitudo manus Alzarono gli abissi le loro voci; il mare profondo stese le sue mani. Il sole e la luna si Sol et luna steterunt in habitaculo suo;* in stettero ai loro posti; luce sagittarum tuarum, se ne andarono quelli ibunt in splendore ful- al chiarore di vostre gurantis hastæ tuæ. saette, al lampeggiare dell'asta vostra folgoreggiante. Voi fremente conculcherete la terra; e nel vostro furore renderete stupide le nazioni. Vi moveste per salvare il popolo vostro; per salvarlo voi col vostro Cristo. suam; suas levavit. In fremitu conculcabis terram; et in furore obstupefacies gentes. Egressus es in salutem populi tui; in salutem cum Christo tuo. Percussisti caput de Percuoteste il capo domo impii; denuda- della casa dell' empio; sti fundamentum ejus discopriste i fondamenti usque ad collum. di lei da imo a sommo. Maledixisti sceptris e- Malediceste il suo scetjus, capiti bellatorum e- tro, il capo de'suoi guerjus;* venientibus ut tur- rieri; che venivano qual bo ad dispergendum me. turbine per isperdermi. * ALLE LAUDI. 319 Exultatio eorum; si- La loro burbanza; cocut ejus qui devorat pau- me di chi si divora il perem in abscondito. povero nascostamente. Faceste strada nel maViam fecisti in mari equis tuis; quarum multarum. in luto a- re ai cavalli vostri, per mezzo al fango dell'acque profonde. Udii, e le mie viscere si commossero; a tal contremuerunt labia mea. voce tremarono le mie Audivi, et conturbatus est venter meus;* a voce labbra. Ingrediatur putredo in Entri la putredine ossibus meis; et subter nelle mie ossa; e pulme scateat. luli dentro di me. Ut requiescam in die tribulationis: ut ascen- poso pel giorno della tridam ad populum accin- bolazione; e vada ad uctum nostrum. nirmi al nostro popolo accinto. Ficus enim non florebit; et non erit germen in vineis. Mentietur opus olivæ;* et arva non afferent cibum. Perchè io abbia riPerocchè il fico non fiorirà; e la vigna non germoglierà. L'ulivo non manterrà fede col frutto; e le campagne non daranno da mangiare. Abscindetur de ovili Saran rapite dall'ovile pecus; et non erit ar- le pecore; e le stalle samentum in præsepibus. ranno senz'armenti. Ego autem in Domi- Ma io mi rallegrerò no gaudebo; et exul- nel Signore, ed esulterò tabo in Deo Jesu meo. in Dio mio Gesù. Dominus Deus forti- Il Signore Dio è mia 320 GIOVEDI SANTO tudo mea;* et ponet pe- fortezza; ed egli mi darà des meos quasi cervorum. piedi come di cervo. Et super excelsa mea Ed egli vincitore agli deducet me victor, in eccelsi luoghi miei mi psalmis canentem. condurrà, cantante dei salmi. Ant. Cum conturbata Ant. Mentre sarà confuerit anima mea, Do- turbata l'anima mia, Simine, misericordiæ me- gnore, vi ricorderete della mor eris. vostra misericordia. Ant. Ricordatevi, o Signore, di me quando sarete entrato nel vostro regno. Ant. Memento mei, Domine, dum veneris in regnum tuum. Salmo Laudate Dominum de coelis, con i due seguenti, a carte 188. . Collocavit me in obscuris. R). Sicut mortuos sæculi. . Mi pose in luoghi tenebrosi. y. Come i morti da gran tempo. Antiphona. Al Benedictus. Posuerunt super ca- Posero sopra il di lui put ejus causam ipsius capo scritto il suo miscriptam Jesus Nazare- sfatto così: Gesù Nazanus, Rex Judæorum. reno, Re de' Giudei. Cantico Benedictus, Dominus, a carte 193. . Christus factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quæsumus, Domine, etc., con le rispettive rubriche, pag. 195 e 196. VENERDI SANTO 21 AB VENERDI SANTO ALLA MATTINA Le Ore, come nel Giovedi Santo a pag. 199. ALLA MESSA STAZIONE A S. CROCE IN GERUSALEMME. DICHIARAZIONE, Una tovaglia sola è posta sull'Altare in questa mattina; e significa il lenzuolo col quale fu coperto, dentro il sepolcro, il Santissimo Corpo del nostro Redentore. Finita Nona il Sacerdote ed i Ministri vestiti di paramenti neri, senza lumi e senza incensiere vanno davanti all' Altare, ed ivi prostrati orano per qualche tempo. Frattanto gli Accoliti stendono sopra l'Altare una sola tovaglia. Fatta l'orazione, il Sacerdote co' Ministri sale all'Altare, e lo bacia in mezzo. Di poi un lettore va per leggere la Profezia al luogo ove si legge l'Epistola, e la comincia senza titolo; ed il Sacerdote pure la legge a voce bassa all'Altare nella parte dell' Epistola. 324 VENERDÌ SANTO DICHIARAZIONE. Cominciasi dalle Lezioni questa Messa, come si soleva anticamente fare di tutte, non convenendo far solennità veruna, e presupponendosi che siamo attenti ed applicati a questo gran morire del Figliuol di Dio. Due sono le Lezioni, essendo egli morto per due popoli, Ebreo e Gentile ed avendo salvato le nostre due parti, anima e corpo. La prima di queste è del Profeta Osea, essendo stata espressamente da lui predetta al mondo questa redenzione, la sepoltura e il risorgere del Signore. Osea 6. Hæc dicit Dominus: In Questo dice il Signotribulatione sua mane re: Nella loro afflizione consurget ad me. Veni- al mattino si alzeranno te, et revertamur ad Do- per venire a me. Su via, minum, quia ipse cepit torniamo al Signore; peet sanabit nos: percutiet, rocchè egli stesso ci ha et curabit nos. Vivifica- rapiti, e ci salverà: ci bit nos post duos dies: ha percossi e ci guarirà. in die tertia suscitabit Egli ci renderà la vita nos, et vivemus in con- dopo due giorni: e il spectu ejus: sciemus, se- terzo giorno ci risusciquemurque, ut cognosca- terà, e vivremo dinanzi mus Dominum. Quasi di- a lui: lo conosceremo e luculum præparatus est seguiremo il Signore per egressus ejus; et veniet conoscerlo. Come l'auquasi imber nobis tem- rora è preparata la veporaneus, et serotinus nuta di lui; ed egli verrà a noi come vien alla terra la piova d'autunno le quella di primavera. ALLA MESSA. 325 terræ. Quid faciam tibi, Che farò io a te, o EEphraim? Quid faciam fraim? Che farò io a te, tibi, Juda? Misericordia o Giuda? La vostra bontà vestra quasi nubes ma- è come una nuvola mattutina, et quasi ros ma- tutina, e come rugiada ne pertransiens. Prop- che al mattino sparisce. ter hoc dolavi in Pro- Per questo io posi lo phetis, et occidi eos in scalpello in mano ai miei verbis oris mei; et ju- Profeti, e li uccideva dicia tua, quasi lux, e- colle parole della mia gredientur. Quia miseri- bocca; così la sua concordiam volui, et scien- dannazione, come la lutiam Dei, plusquam ho- ce, verrà fuori. Peroclocausta. chè la misericordia io amo e non il sacrifizio; e la scienza di Dio più che gli olocausti. DICHIARAZIONE. Il Tratto, come si disse a carte 64, significa dolore; qui la Chiesa si maraviglia della soverchia bontà di Dio con noi, e dell' alto modo col quale ci ha redenti, ed ha superato i suoi nemici con lo scudo della penitenza. Tractus. Domine, au- Tratto. Signore, udii divi auditum tuum, et il vostro annunzio, e ne timui; consideravi opera ebbi timore, mi diedi tua, et expavi. ad investigare le opere vostre( di bontà e di potenza) e restai sbalordito. y. In medio duorum. In mezzo a due aanimalium innotesceris; nimali vi farete cono 326 VENERDÌ SANTO dum appropinquaverint scere: mentre si approsanni, cognosceris: dum simeranno gli anni( da advenerit tempus, osten- voi prescritti) ci farete deris. noto( quanto avete promesso): arrivando questo tempo, vi dimostrerete. . In eo dum contur. Conturbata essendo bata fuerit anima mea; l'anima mia vedendovi in ira misericordiæ me- in collera; vi ricordemor eris. rete della misericordia promessami. . Deus a Libano ve-. Dio verrà dal Liniet, et Sanctus de monte bano( da Betlemme), e il umbroso et condenso. Santo da un monte ombroso e folto. . Operuit coelos majestas ejus, et laudis ejus plena est terra. .( Verrà quegli) la di cui maestà riempie i cieli, e della di cui lode piena è la terra. Finito il Tratto, il Sacerdote nella parte dell' Epistola dice Oremus; il Diacono, Flectamus genua, il Suddiacono, Levate. Oratio. Orazione. Deus, a quo et Judas 0 Dio, da cui e Giureatus sui pœenam, et da del suo reato la peconfessionis suæ latro na, e della confessione præmium sumpsit; con- sua il ladro premio ricede nobis tuæ propitia- cevè; concedetemi della tionis effectum; ut, sicut vostra propiziazione l'afin passione sua Jesus fetto, affinchè siccome PINTARA ALLA MESSA. 327 Christus Dominus noster nella passion sua Gesù diversa utriusque intulit Cristo Signor nostro distipendia meritorum, ita versa paga di meriti alnobis ablato vetustatis er- l'uno e all'altro diede; rore, resurrectionis suæ così a noi tolto l'antico gratiam largiatur. Qui errore, della sua risurtecum vivit, etc. rezione la grazia doni. Che con noi vive, ecc. DICHIARAZIONE. Fu nella legge adombrata la morte del Figliuol di Dio e qui si dice il modo come esser doveva, e la condizione di lui per far la vera Pasqua. Il Suddiacono in tuono dell' Epistola, parimenti senza titolo, canta la seguente Lezione. Exodi 12. In diebus illis, dixit In quei giorni, disse Dominus ad Moysen, et il Signore a Mosè e ad Aaron in terra Ægypti: Aronne nella terra d'EMensis iste vobis prin- gitto: Questo mese per cipium mensium; pri- voi sarà principio dei mus erit in mensibus mesi; sarà il primo tra' anni. Loquimini ad uni- mesi dell' anno. Parlate versum cotum filiorum a tutta l'adunanza dei Israel, et dicite eis: De- figliuoli d'Israele, e dite cima die mensis hujus tol- loro: Il decimo giorno lat unusquisque agnum di questo mese prenda per familias et domos ciascuno un agnello per suas. Sin autem minor famiglia e per casa. Che est numerus, ut sufficere se minore è il numero 328 VENERDI SANTO possit ad vescendum a- di quelli che bastare può gnum, assumet vicinum a mangiare l'agnello, suum, qui junctus est prenderà il suo vicino, domui suæ; juxta nu- che gli sta a lato di camerum animarum que sa, per fare il numero sufficere possunt ad e- di anime sufficienti a sum agni. Erit autem a- mangiare l' agnello. Or gnus absque macula, l'agnello sarà senza macmasculus, anniculus: ju- chia, maschio, dell'anno: xta quem ritum tolletis e collo stesso rito prenet hoedum. Et servabitis derete anche un capreteum usque ad quartam- to. E lo serberete fino decimam diem mensis hu- al quattordicesimo giorjus: immolabitque eum no di questo mese: e lo universa multitudo filio- immolerà tutta quanta rum Israel ad vesperam. la moltitudine dei fiEt sument de sanguine gliuoli d'Israele alla seejus: ac ponent super ra. E prenderanno del utrumque postem, et in sangue di esso, e ne superliminaribus domo- metteranno sopra l'una rum in quibus come- parte o l'altra della pordent illum. Et edent car- ta, e sull'architrave della nes nocte illa assas igni, porta delle case nelle et azymos panes cum quali lo mangeranno. E lactucis agrestibus. Non mangeranno le carni comedetis ex eo crudum quella notte arrostite al quid, nec coctum aqua, fuoco, e azzimo pane, sed tantum assum igni: con lattughe salvatiche. caput cum pedibus ejus, Non ne mangerete nienet intestinis vorabitis; os te di crudo, nè di cotto nell'acqua, ma solamente arrostito al fuoco: la testa coi piedi e gl' in ALLA MESSA. 329 ejus non confringetis. testini di esso mangereNec remanebit quidquam te. Nulla di esso rimarrà ex eo usque mane. Si al mattino. Se qualche quid residuum fuerit, cosa ne avanza, col fuoco igne comburetis. Sic au- la brucerete. E in quetem comedetis illum: Re- sta maniera lo mangenes vestros accingetis, et rete: i fianchi avrete calceamenta habebitis in cinti, le scarpe ai piedi pedibus, tenentes bacu- e i bastoni in mano, e los in manibus, et co- mangerete in fretta; permedetis festinanter; est chè è la Fase( cioè il enim Phase( id est tran- transito) del Signore. situs) Domini. DICHIARAZIONE. Questo Tratto è per mostrare il combattimento di Cristo contro la Sinagoga ed il Demonio; ed è di molti versi lungo perchè s'intenda quanto lungo ed aspro quello fosse. Tractus. Eripe me, Tratto. Liberatemi, o Domine, ab homine ma- Signore, dall' uomo catlo: a viro iniquo libera tivo: dall' uomo iniquo liberatemi. me. . Qui cogitaverunt. Quei che pensieri malitias in corde, tota macchinavano in cuor die constituebant prælia. loro d'iniquità, tutto il giorno preparavano battaglie. . Accuerunt linguas . Affilato hanno le suas sicut serpentes: ve- loro lingue, come sernenum aspidum sub la- penti: veleno di aspidi biis eorum. hanno sotto le loro lingue. 330 VENERDÌ SANTO . Custodi me, Domi-. Difendetemi, o Sine, de manu peccatoris; gnore, dalla mano del et ab hominibus iniquis peccatore, e dagli uolibera me. mini iniqui liberatemi. . Qui cogitaverunt. I quali macchinasupplantare gressus me- no di farmi cadere: mi os; absconderunt super- hanno nascostamente bi laqueum mihi. questi superbi preparato un laccio. . Et funes extende-. E le funi tese hanrunt in laqueum pedi- no ai miei piedi per bus meis: juxta iter scan- prendermi lungo la dalum posuerunt mihi. strada un inciampo mi han posto. meæ. . Dixit Domino: Deus. Ho detto al Signomeus es tu; exaudi, Do- re: Il mio Dio siete voi; mine, vocem orationis esaudite, o Signore, la voce di mia preghiera. . Domine, Domine,. Signore, Signore, virtus salutis meæ: 0- mia forte salute: voi fabumbrasti caput meum ceste ombra alla mia tein die belli. sta nel dì del conflitto. .Ne tradas me a de-. Non vogliate darsiderio meo peccatori: mi, o Signore, nelle macogitaverunt adversum ni del peccatore com'eme; ne derelinquas me, gli desidera: hanno macne umquam exaltentur. chinato contro di me; non mi abbandonate, affinchè non s'insuperbiscano. . Il forte dei loro raggiri, il faticoso lavoro delle loro labbra gli avvilupperà. . Caput circuitus eorum, labor labiorum ipsorum operiet eos. ALLA MESSA. 331 . Verumtamen justi. I giusti poi daran confitebuntur nomini laude al vostro nome; tuo; et habitabunt recti e abiteranno gli uomini cum vultu tuo. di rettitudine sotto i vo stri occhi, Finito il Tratto, si dice la Passione sopra il pulpito nudo, ed il Celebrante la legge a voce bassa dalla parte dell' Epistola, senza Munda cor meum, senza dimandare la benedizione, senza lumi e senza incenso. Non si dice Dominus vobiscum, nè si risponde Gloria tibi, Domine, nè il Celebrante, nè il Diacono segnano colla Croce sè stessi o il libro. DICHIARAZIONE. S. Giovanni fu presente alla Crocifissione ed alla morte del suo Maestro, e vide tutto il successo che scrive; pertanto si legge convenientemente in questo giorno, giacchè egli è stato l'ultimo scrittore di tale istoria. Si dice sopra il legno nudo, poichè ancor nudo mort il Signor nostro sulla Croce. Non si chiede la benedizione, non si portano lumi nè si adopera l'incenso, perchè è morto quegli che veramente ne benedice, è estinto il Sole del Paradiso, muore il Signore sul monte Calvario, luogo di lezzo e di giustiziati, onde lasciar dobbiamo ogni odore. Passio Domini nostri Je- La passione del nostro su Christi secundum Signore Gesù Cristo Joannem. secondo Giovanni. Cap. 18 et 19. In illo tempore: egressus est Jesus cum Gesù discipulis suis trans tor- di là rentem Cedron, ubi erat dron, Cap. 18 e 19. In quel tempo usci co' suoi discepoli dal torrente Cedov' era un orto, 332 VENERDI SANTO hortus, in quem introi- in cui entrò egli e i suoi vit ipse et discipuli ejus. discepoli. Or era cognito Sciebat autem et Judas, questo luogo anche a qui tradebat eum, lo- Giuda, il quale lo tracum: quia frequenter Je- diva: poichè frequentesus convenerat illuc cum mente Gesù si era quivi discipulis suis. Judas er- portato co' suoi discego cum accepisset co- poli. Giuda pertanto, hortem, et a pontifici- avuta una coorte e mibus et pharisæis mini- nistri dai principi dei stros, venit illuc cum sacerdoti e dei farisei, lanternis et facibus et ar- andò colà con lanterne mis. Jesus itaque sciens e fiaccole ed armi. Ma omnia quæ ventura e- Gesù che sapeva tutto rant super eum, pro- quello che doveva cadecessit, et dixit eis: re sopra di lui, si fece Quem quæritis? C. Re- avanti e disse loro: Chi sponderunt ei: S. Jesum cercate voi? Gli rispoNazarenum. C. Dicit eis sero: Gesù Nazareno. Jesus: Ego sum C. Disse loro Gesù: Io sono. Stabat autem et Judas Ed era con essi anche qui tradebat eum, cum Giuda, il quale lo tradiipsis. Ut ergo dixit eis: va. Appena però ebbe Ego sum, abierunt re- detto loro: Io sono, dietrorsum et ceciderunt in dero indietro e stramazterram. Iterum ergo in- zarono per terra. Di terrogavit eos: Quem nuovo adunque domanquæritis? C. Illi autem dò loro: Chi cercate? dixerunt: S. Jesum Na- E quegli dissero: Gesù zarenum. C. Respondit Nazareno. Rispose Gesù: Jesus Dixi vobis, Vi ho detto che io soquia ego sum, si ergo no; se adunque di me me quæritis, sinite hos cercate, lasciate che que ALLA MESSA. 333 hos habire. C. Ut imple- sti se ne vadano. Affinretur sermo, quem di- chè si adempiesse la paxit: Quia quos dedisti rola detta da lui: Di mihi, non perdidi ex quelli che avete dati a eis quemquam. Simon me, non ne ho perduto ergo Petrus habens gla- nessuno. Ma Simon Piedium eduxit eum, et tro, che aveva la spada, percussit Pontificis ser- la sfoderò, feri un servum, et abscidit auricu- vitore del sommo Pontelam ejus dexteram. Erat fice, e gli tagliò l'orecautem nomen servo Mal- chia destra. Chiamasi chus. Dixit ergo Jesus questo servitore Malco. Petro Mitte gladium Gesù però disse a Pietuum in vaginam. Cali- tro: Rimetti la tua spacem quem dedit mihi da nel fodero. Il calice Pater non bibam illum? datomi dal Padre, non C. Cohors ergo et tri- berrò io? La coorte perbunus, et ministri Ju- tanto e il tribuno, e i dæorum comprehende- ministri dei Giudei afrunt Jesum, et ligave- ferrarono Gesù, e lo lerunt eum: et adduxe- garono e lo menarono runt eum ad Annam di là ad Anna primieprimum; erat enim so- ramente; perchè era suocer Caiphæ, qui erat cero di Caifa, il quale pontifex anni illius. Erat era Pontefice in quelautem Caiphas qui con- l'anno, Caifa poi era silium dederat Judæis: quegli che il consiglio Quia expedit unum ho- aveva dato ai Giudei, minem mori pro populo. che era espediente che Sequebatur autem Jesum un sol uomo morisse pel Simon Petrus, et alius popolo. Teneva dietro a discipulus. Discipulus au- Gesù Simone Pietro, e un altro discepolo. E 334 VENERDÌ SANTO tem ille notus erat Pon- quest'altro discepolo era tifici, et introivit cum conosciuto dal Pontefice, Jesu in atrium Pontifi- ed entrò con Gesù nel cis, Petrus autem stabat cortile del Pontefice, Piead ostium foris. Exivit tro poi restò di fuori ergo discipulus alius, alla porta. Ma usci quelqui erat notus Pontifici, l'altro discepolo che era et dixit ostiariæ, et in- conosciuto dal Pontefice, troduxit Petrum. Dicit e parlò alla portinaja, ergo Petro ancilla ostia- e fece entrar Pietro. ria: S. Numquid et tu Disse però a Pietro la ex discipulis es hominis serva portinaja: Sei forse istius? C. Dicit ille. S. anche tu dei discepoli Non sum. C. Stabant di quest' uomo? Ei riautem servi et ministri spose: Nol sono. Stavaad prunas, quia frigus no i servi e i ministri erat, et calefaciebant se; al fuoco, perchè faceva erat autem cum eis et freddo, e si scaldavano; Petrus stans, et calefa- e Pietro se ne stava con ciens se. Pontifex ergo essi, e si scaldava. Ora interrogavit Jesum de il Pontefice interrogò discipulis, et de doctri- Gesù circa i suoi discena ejus. Respondit ei poli e circa la sua dotJesus Ego palam trina. Gli rispose Gesù: locutus sum mundo; ego Io ho parlato alla gente semper docui in syna- in pubblico; io ho semgoga et in templo, quo pre insegnato nella siomnes Judæi conveniunt: nagoga e nel tempio, et in occulto locutus dove tutti i Giudei si sum nihil. Quid me in- radunano; e in segreto ter roges? Interroga eos non ho fatto parole. Perchè interrogate me? Domandate a coloro che ALLA MESSA. 335 qui audierunt quid lo- hanno udito quel che io cutus sim ipsis: ecce ho lor detto: questi sanhi sciunt quæ dixerim no quali cose abbia detego. C. Hæc autem cum to io. Appena ebbe egli dixisset, unus assistens detto questo, che uno ministrorum dedit ala- dei ministri quivi prepam Jesu, dicens: S. Sic sente diede uno schiafrespondes Pontifici? C. fo a Gesù, dicendo: CoRespondit ei Jesus: si rispondi al Pontefice? Si male locutus sum, Risposegli Gesù: Se male testimonium per ibe de ho parlato, dammi acmalo si autem bene, cusa di questo male: quid me cædis? C. et ma se bene, perchè mi misit eum Annas liga- percuoti?. Lo mandò tum ad Caipham pon- dunque Anna legato al tificem. Erat autem Si- sommo Pontefice Caifa. mon Petrus stans, et Ed eravi Simone Pietro calefaciens se. Dixerunt che si stava scaldando. ergo ei: S. Numquid et Dissero dunque a lui: tu ex discipulis ejus es? Sei forse anche tu dei C. Negavit ille, et dixit: suoi discepoli? Negò S. Non sum. C. dicit ei egli dicendo: Nol sono. unus ex servis Pontifi- Dissegli uno dei servi cis, cognatus ejus cujus del Pontefice, parente di abscidit Petrus auricu- quello cui aveva Pietro lam: S. Nonne ego te tagliato l'orecchia: Non vidi in horto cum illo? ti ho io veduto nell'orC. Iterum ergo negavit to con lui. Ma di nuoPetrus; et statim gallus vo Pietro negò; e sucantavit. Adducunt ergo bito il gallo cantò. ConJesum a Caipha in præ dussero adunque Gesù torium. Erat autem ma- dalla casa di Caifa al pretorio. Ed era di mat 336 VENERDI SANTO non ne: et ipsi non intro- tina: ed essi non enierunt in pretorium ut trarono nel pretorio per contaminarentur, non contaminarsi, affin sed ut manducarent Pa- di mangiare la Pasqua. scha. Exivit ergo Pila- Usci dunque fuori Pilatus ad eos foras, et di- to ad essi, e disse: Che xit: S. Quam accusatio- accusa presentate voi nem affertis adversus contro quest'uomo? Gli hominem hunc? C. Re- risposero e dissero: Se sponderunt, et dixerunt non fosse costui un malei: S. Si non esset hic fattore non lo avremmo malefactor, non tibi tra- rimesso nelle vostre madidissemus eum. C. Di- ni: Disse adunque loro xit ergo eis Pilatus: Pilato: Prendetelo voi, S. Accipite eum vos, et e secondo la vostra legsecundum legem ve- ge giudicatelo. Ma i Giustram judicate eum. C. dei gli dissero: A noi Dixerunt ergo ei Ju- non è lecito di dar morte dæi: S. Nobis non licet ad alcuno. Affinchè si interficere quemquam. adempiesse la parola C. Ut sermo Jesu imple- detta da Gesù, per siretur, quem dixit, si- gnificare di qual morte gnificans qua morte es- doveva morire. Entrò set moriturus. Introivit adunque di nuovo Piergo iterum in præto- lato nel pretorio, e chiarium Pilatus, et vocavit mò Gesù e gli disse: Jesum et dixit ei: S. Tu Sei tu il Re de' Giudei? es Rex Judæorum? C. Gli rispose Gesù: Da Respondit Jesus: A voi stesso dite questo, temetipso hoc dicis, an ovvero altri ve l' han alii dixerunt tibi de me? detto di me? Rispose C. Respondit Pilatus: S. Pilato: Sono io forse Numquid ego Judæus giudeo? La tua nazione ALLA MESSA. 337 sum? Gens tua et Pon- e i Pontefici ti hanno tifices tradiderunt te messo nelle mie mani: mihi: quid fecisti? C. che hai fatto? Rispose Respondit Jesus: Re- Gesù: Il regno mio non gnum meum non est de è di questo mondo. Se hoc mundo. Si ex hoc questo mondo fosse il mundo esset Regnum mio regno, i miei mimeum, ministri mei uti- nistri farebbero ogni que decertarent ut non sforzo perchè non vetraderer Judais; nunc nissi dato in potere dei autem Regnum meum Giudei: ora poi il renon est hinc. C. Dixit gno mio non è di qua. itaque ei Pilatus: S. Er- Dissegli però Pilato: go Rex es tu? C. Re- Dunque Re sei tu? Rispondit Jesus: Tu spose Gesù: Voi dite che dicis, quia Rex sum ego. Re son io. Io a questo Ego in hoc natus sum, fine son nato, e a queet ad hoc veni in mun- sto fine son venuto nel dum, ut testimonium mondo, di render testiperhibeam veritati; om- monianza alla verità: nis qui est ex veritate, chiunque sta per la veaudit vocem meam. C. rità, ascolta la mia voDicit et Pilatus: S. Quid ce. Dissegli Pilato: Che est veritas? C. Et cum cosa è la verità? E dethæc dixisset, iterum exi- to questo di nuovo usci vit ad Judæos, et dicit a trovar i Giudei, e diseis S. Ego nullam in- se loro: Io non trovo venio in eo causam. Est in lui alcun delitto. Ora autem consuetudo vobis voi avete per uso che ut unum dimittam vobis io vi rilasci libero un Pascha vultis ergo di- uomo nella Pasqua: vomittam vobis Regem Ju- lete adunque che vi metdæorum? C, Clamave- ta in libertà il Re dei 22 338 VENERDÌ SANTO runt ergo rursum om- Giudei? Ma gridarono nes, dicentes: S. Non replicatamente tutti, dihunc, sed Barabbam. C. cendo: Non costui, ma Erat autem Barabbas la- Barabba. Ora Barabba tro. Tum ergo appre- era un assassino. Allora hendit Pilatus Jesum, adunque Pilato prese et flagellavit. Et mili- Gesù, e lo flagellò. Ed tes plectentes coronam i soldati, intrecciata una de spinis, imposuerunt corona di spine, gliela capiti ejus: et veste pur- posero sulla testa; e con purea circumdederunt una veste di porpora lo eum. Et veniebant ad coprirono. E si accostaeum, et dicebant: S. vano a lui e dicevano: Ave, Rex Judæorum. C. Dio ti salvi, Re dei GiuEt dabant ei alapas. Exi- dei; e davangli degli vit ergo iterum Pilatus schiaffi. Usci adunque foras, et dixit eis. S. di nuovo Pilato fuori, e Ecce adduco vobis eum disse loro: Ecco io ve foras, ut cognoscatis lo conduco fuori, afquia nullam invenió in finchè intendiate che eo causam. C.( Exivit non trovo in lui reato ergo Jesus portans co- alcuno( E usci fuori Geronam spineam, et pur- sù portando la corona pureum vestimentum), di spine, e la veste di et dixit eis: S. Ecce porpora), e disse loro homo C. Cum ergo vi- Pilato: Ecco l'uomo. Ma dissent eum Pontifices et visto che l'ebbero i Ponministri clamabant, di- tefici ed i ministri, alcentes: S. Crucifige, zarono le voci dicendo: crucifige eum. C. Dicit Crocifiggetelo, crocifigeis Pilatus: S. Accipite getelo. Disse loro Pilaeum vos, et crucifigite: to: Prendetelo voi e croego enim non invenio cifiggetelo; imperocchè ALLA MESSA. 339 in eo causam. C. Respon- lio non trovo in lui readerunt ei Judæi: S. Nos to. Gli risposero i Giuleges habemus. et se- dei: Noi la legge abcundum legem debet mo- biamo, e secondo la ri, quia Filium Dei se legge deve morire, perfecit. C. Cum ergo au- chè Figliuolo di Dio si disset Pilatus hunc ser- è fatto. Quando udi Pimonem, magis timuit. lato queste parole, magEt ingressus est præto- giormente si intimidi. Ed rium iterum: et dixit entrò nuovamente, e disad Jesum: S. Unde es se a Gesù: Donde sei tu? C. Jesus autem re- tu? Ma Gesù non gli sponsum non dedit ei. diede risposta. Dissegli Dicit ergo ei Pilatus: perciò Pilato: Con me S. Mihi non loqueris? non parli? Non sai che Nescis quia potestatem sta nelle mie mani il habeo crucifigere te, et crocifiggerti, e sta nelle potestatem habeo dimit- mie mani il liberarti? tere te? C. Respondit Rispose Gesù: Non aJesus: Non haberes vresti potere alcuno sopotestatem adversum me pra di me, se non ti ullam, nisi tibi datum fosse dato di sopra. Per esset desuper. Propte- questo colui che mi ti rea qui me tradidit tibi. ha dato nelle mani, è majus peccatum habet. reo di più gran peccaC. Et exinde quærebat to. Da indi in poi cerPilatus dimettere eum: cava Pilato di liberarlo: Judæi autem clamabant, ma i Giudei alzavan le dicentes: S. Si hunc di- grida, dicendo: Se comittis, non es amicus stui liberate, non siete Cæsaris: omnis enim amico di Cesare: dapqui se regem facit, con- poichè chiunque si fa tradicit Cæsari. C. Pila- re, fa contro a Cesare, 340 VENERDI SANTO tus autem, cum audis- Pilato adunque, sentito set hos sermones addu- questo discorso, condusxit foras Jesum; et se- se fuori Gesù; e si pose dit pro tribunali, in loco a sedere sul tribunale, qui dicitur Lithostrotos, nel luogo detto Lithohebraice autem Gabbata. strotos, e in ebreo GabErat autem Parasceve bata. Ed era la ParascePaschæ, hora quasi se- ve della Pasqua, e circa xta; et dicit Judæis: S. l' ora sesta: e disse ai Ecce Rex vester. C. Illi Giudei: Ecco il vostro autem clamabant: S. Re. Ma essi gridavano: Tolle, tolle, crucifige Togliete, togliete, crocieum. C. Dicit eis Pila- figgetelo. Disse loro Pitus: S. Regem vestrum lato: Il vostro Re crocrucifigam? C. Respon- cifiggerò io? Gli rispoderunt Pontifices: S. Non sero i Pontefici: Non habemus regem, nisi abbiamo re fuori di CeCæsarem. C. Tunc ergo sare. Allora adunque lo tradidit eis illum, ut diede nelle loro mani crucifigeretur. Suscepe- perchè fosse crocifisso. runt autem Jesum, et Presero pertanto Gesù e eduxerunt. Et bajulans lo menarono via. Ed egli, sibi crucem, exivit in portando la sua croce, eum qui dicitur Calva- s'incamminò verso il luoriæ locum, hebraice au- go detto del Cranio, in tem Golgotha, ubi cru- ebraico Golgota, dove cifixerunt eum et cum crocifissero lui e con lui eo alios duos, hinc et due altri, uno di qua e hinc, medium autem Je- uno di là, e nel mezzo sum. Scripsit autem et Gesù. E scrisse di più titulum, et posuit super Pilato un cartello, e lo crucem; erat autem pose sopra la croce; ed scriptum Jesus Naza- eravi scritto; Gesù Na ALLA MESSA. 341 renus Rex Judæorum. zareno Re dei Giudei. Hunc ergo titulum multi Or questo cartello molti Judæorum legerunt, quia Giudei lo lessero, perchè prope civitatem erat lo vicino alla città era il cus ubi crucifixus est luogo dove fu crocifisso Jesus. Et erat scriptum Gesù. Ed era scritto in hebraice, græce et la- ebraico, in greco ed in tine. Dicebant ergo Pi- latino. Dicevan però a lato pontifices Judæo- Pilato i Pontefici dei rum: S. Noli scribere Giudei: Non vogliate Rex Judæorum; sed quia scrivere Re dei Giudei; ipse dixit: Rex sum Ju- ma che costui ha detto: dæorum. C. Respondit Sono Re dei Giudei. RiPilatus: S. Quod scri- spose Pilato: Quel che psi, scripsi. C. Milites, ho scritto, ho scritto. I ergo, cum crucifixissent soldati poi, crocifisso che eum, acceperunt vesti- ebbero Gesù, presero le menta ejus( et fecerunt sue vesti( e ne fecer quatuor partes, unicui- quattro parti, una per que militi partem) et ciascun soldato) e la tutunicam. Erat autem tu- nica. Or la tunica era nica inconsulitis desuper senza cucitura, dalla contexta per totum. Di- parte superiore in giù xerunt ergo ad invicem tessuta tutta. Dissero S. Non seindamus eam, perciò tra loro: Non la sed sortiamur de illa dividiamo, ma tiriamo cujus sit. C. Ut Scrip- a sorte a chi abbia a tura impleretur, dicens: toccare. Affinchè la ScritPartiti sunt vestimenta tura si adempiesse, che mea sibi, et in vestem dice: Si diviser tra lomeam miserunt sortem. ro le mie vestimenta; e Et milites quidem hæc la mia veste tirarono a sorte. I soldati adunque 342 VENERDÌ SANTO fecerunt. Stabant au- fecero tali cose. Ora statem, juxta crucem Jesu, vano vicino alla croce Mater ejus, et soror Ma- di Gesù la sua Madre, tris ejus Maria Cleophæ, e la sorella di sua Maet Maria Magdalene. Cum dre Maria di Cleofe e vidisset ergo Jesus Ma- Maria Maddalena. Gesù trem et Discipulumn stan- adunque avendo veduto tem, quem diligebat, di- la Madre e il Discepolo cit Matri suæ: Mu- da lui amato, che era lier, ecce filius tuus. C. dappresso, disse alla Deinde dicit Discipulo: Madre sua: Donna, ecEcce Mater tua. C. co il vostro figliuolo. Et ex illa hora accepit Di poi disse al Discepoeam Discipulus in sua. lo: Ecco la tua Madre. Postea sciens Jesus quia E da quel punto la preomnia consummata sunt, se il Discepolo con seut consummaretur Scri- co. Dopo di ciò conoptura, dixit: Sitio. scendo Gesù che tutto C. Vas ergo erat posi- era adempiuto, affinche tum aceto, plenum. Illi si adempisse la Scritautem spongiam plenam tura, disse: Ho sete. Un aceto, hyssopo circum- vaso era stato quivi poponentes, obtulerunt ori sto di aceto pieno, onde ejus. Cum ergo acce- quelli una spugna inpisset Jesus acetum, di- zuppata nell'aceto e con xit: Consummatum deil' issopo involtata, la est. C. Et inclinato ca- presentarono alla sua pite, tradidit spiritum bocca. Adunque preso ( Hic genuflectitur et pau- che ebbe Gesù l'aceto, disse: È compiuto. E chinato il capo, rende lo spirito( Qui s' inginocchia e si fa una breve ALLA MESSA. 343 satur aliquantulum). Ju- pausa). Ma i Giudei dæi ergo( quoniam Pa-( giacchè era la Parascerasceve erat), ut non re- ve), affinchè non restasmanerent in cruce cor- sero sulla croce i corpi pora sabbato( erat enim nel sabato( conciossiamagnus dies ille sab- che era grande quel bati), rogaverunt Pila- giorno di sabato), pretum ut frangerentur eo- garon Pilato che fossero rum crura et tolleren- ad essi rotte le gambe tur. Venerunt ergo mi- je fossero tolti via. Anlites, et primi quidem daron pertanto i soldafregerunt crura, ed al- ti, e al primo rupper le terius qui crucifixus est gambe; e all' altro che cum eo. Ad Jesum au- era stato crocifisso con tem cum venissent, ut lui. Ma quando furono viderunt eum jam mor- a Gesu, come videro che tuum, non fregerunt ejus era gia morto, non gli crura; sed unus mili- ruppero le gambe. Ma tum lancea latus ejus uno dei soldati con una aperuit, et continuo exi- lancia il di lui fianco Vit sanguis et aqua. Et apri, e subito ne usci qui vidit testimonium sangue ed acqua. E chi perhibuit: et verum est vide lo ha attestato: ed testimonium ejus. Et ille e vera la sua testimoscit qui vera dixit ut et nianza. Ed egli sa che vos credatis. Facta sunt il vero dice, allinchè voi enim hæc, ut Scriptura crediate. Imperciocché impleretur: Os non com- sono avvenute tali cose, minuetis ex eo. Et ite- affinchè la Scrittura si rum alia Scriptura di- adempisse: Delle sue ossa non ne romperete nessuna. E parimenti un'altra Scrittura dice: 344 VENERDÌ SANTO cit: Videbunt in quem Volgeran gli sguardi a transfixerunt. colui che hanno trafitto. Ciò che segue si legge in tuono di Vangelo: si dice Munda cor meum; ma non si chiede la benedizione; non si portano lumi nè incenso, ed il Celebrante infine non bacia il libro. Post hæc autem ro- Dopo di ciò pregò gavit Pilatum Joseph ab Pilato Giuseppe da AriArimathea( eo quod es- matea( discepolo di Geset discipulus Jesu, oc- sù, ma occulto per ticultus autem propter more dei Giudei), per metum Judæorum), ut prendersi il corpo di tolleret corpus Jesu. Et Gesù. E Pilato lo perpermisit Pilatus. Venit mise. Venne dunque, e ergo, et tulit corpus Je- prese il corpo di Gesù. su. Venit autem et Ni- Venne anche Nicodemo codemus, qui venerat ad( quegli che andò da GeJesum nocte primum, sù di notte la prima ferens mixturam myr- volta) portando una mirhæ et aloes, quasi li stura di mirra e di aloe, bras centum. Accepe- quasi libbre cento. Prerunt ergo corpus. Jesu, ser dunque il corpo di et ligaverunt illud lin- Gesù, e lo avvolsero in teis cum aromatibus si- lenzuoli di lino, ponencut mos est Judæis se- dovi gli aromi, come si pelire. Erat autem in lo- costuma dagli Ebrei nelco, ubi crucifixus est, le sepolture. Era nel hortus; et in horto mo- luogo, dove egli fu cronumentum novum, in cifisso, un orto; e nell'orto un monumento 9 ALLA MESSA. 345 quo nondum quisquam nuovo, nel quale non positus erat. Ibi ergo era mai stato posto nespropter Parasceve Ju- suno. Quivi adunque a dæorum, quia juxta erat motivo della Parasceve monumentum, posue- dei Giudei, perchè vicino era il monumento, deposero Gesù. runt Jesum. DICHIARAZIONE. Cristo sulla Croce pregò il Padre suo per tutti noi, e così la Chiesa imitando, anche per tutti i viventi fa orazione, inchinando spesso le ginocchia, per mostrare a Dio maggior umiltà e sommissione. Il Sacerdote, stando dal canto dell' Epistola, comincia assolutamente colle mani giunte. Oremus, dilectissimi Preghiamo( o fratelli) nobis, pro Ecclesia san- a noi dilettissimi', per la cta Dei, ut eam Deus et Chiesa santa di Dio, acDominus noster, pacifica- ciocchè il Dio e Signore re, adunare et custodire nostro di pacificarla, adudignetur toto orbe terra- narla e custodirla si derum; subjiciens ei prin- gni per tutto quanto il cipatus et potestates; mondo; soggettando a detque nobis quietam et lei i principati e le potranquillam vitam de- destà; e dia a noi( che gentibus glorificare De- siam nella vera Chiesa) um Patrem omnipoten- di glorificare con una tem. quieta e tranquilla vita Iddio Padre onnipotente. 346 VENERDÌ SANTO Oremus. Diaconus: Flectamus genua. Subdiaconus: R. Levate. Preghiera. Il Diacono: Pieghiamo le ginocchia. Il Suddiac.: R. Alzatevi. L''Orazione si canta in tuono feriale colle mani stese, e la stessa maniera si osserva in tutte le seguenti Orazioni. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, qui gloriam no Dio, che la vostra tuam omnibus in Chri- gloria in Cristo a tutte sto gentibus revelasti: le genti manifestate: cucustodi opera misericor- stodite le opere della diæ tue, ut Ecclesia tua vostra misericordia, aftoto orbe diffusa, stabili finche la vostra Chiesa fide in confessione tui per tutto il mondo dinominis perseveret. Per iatata, con stabile fede eumdem Dominum no- nella confessione del vostrum Jesum Christum stro nome perseveri. Per Filium tuum, qui tecum, il medesimo Signore Geetc. sù Cristo vostro Figliuolo, che con voi, ecc. R. Così sia. R). Amen. Oremus, et pro beaPreghiamo anche per tissimo Papa nostro N. il beatissimo Papa nout Deus et Dominus no- stro N. acciocche Iddio ster, qui elegit eum in e il Signor nostro, che, ordine Episcopatus sal- lo elesse( supremo) Capo vum atque incolumem nell' ordine Vescovile, salvo e illeso lo custo ALLA MESSA. 347 custodiat Ecclesiæ sua dirà alla Chiesa sua sansanctæ, ad regendum po- ta, per reggere il populum sanctum Dei. polo santo di Dio. Oremus. Flectamus geTorniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi. nua. R. Levate. Omnipotens sempiterOnnipotente sempiter" ne Deus, cujus judicio no Dio, per cui dispouniversa fundantur, re- sizione tutte le cose si spice propitius ad pre- formano risguardate ces nostras, et electum propizio alle nostre prenobis Antistitem tua pie- ghiere, e l'elettoci Pretate conserva: ut ciri- lato colla vostra pietà stiana plebs, quæ te gu- conservate: acciocche il bernatur auctore, sub cristiano popolo, che per tanto Pontilice, creduli- vostro ordine viene gotatis suæ meritis augea- vernato sotto un tanto tur. Per Dominumn no- Pontefice, della sua crestrum, etc. denza i ineriti accresca. Per il Signore, ecc. R. Cosi sia. R). Amen. Oremus et pro omni- Preghiamo anche per bus Episcopis, Præsby- tuttii Vescovi, Sacerdoti, teris, Diaconibus, Sub- Diaconi, Suddiaconi, Acdiaconibus, Acolythis, coliti, Esorcisti, Lettori, Exorcistis, Lectoribus, Ostiari, Confessori, VerOstiariis, Confessoribus, gini, Vedove, e per tutto Virginibus, Viduis, et il popolo santo di Dio, pro omni populo sancto Dei. 348 Oremus. genua. R). Levate. R). Amen. VENERDI SANTO Omnipotens sempiterOnnipotente Onnipotente sempine Deus, cujus spiritu terno Iddio, dal cui spitotum corpus Ecclesiæ rito tutto il corpo della sanctificatur et regitur: Chiesa santificato viene exaudi nos pro universis e governato: esaudite noi ordinibus supplicantes: per tutti gli ordini suput gratiæ tuæ munere, plichevoli; affinchè, meab omnibus tibi gradibus diante il dono della vofideliter serviatur. Per stra grazia, siate da ogni Dominum nostrum, etc. e qualunque grado fedelmente servito. Per il Signore, ecc. R. Così sia. nua. Flectamus R. Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. Oremus et pro Chri- Preghiamo anche per stianissimo( si non est il Cristianissimo( se non coronatus dicatur electo) è coronato si aggiunge Imperatore nostro N., ut eletto) Imperator nostro Deus et Dominus noster N., affinchè Iddio e il subditas illi faciat omnes Signor nostro soggetto a barbaras nationes, ad no- lui renda tutte le barstram perpetuam pacem. bare nazioni per la nostra perpetua pace. Oremus. Flectamus geTorniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi, ALLA MESSA. 349 Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, ut cujus manu terno Iddio, nelle cui sunt omnium potestates, mani sono di tutte le et omnium jura regno- podestà, e i diritti di rum: respice ad Roma- tutti regni: risguardate num benignus Imperium, con occhio benigno il ut gentes, quæ in sua Romano impéro, acciocferitate confidunt, poten- chè le genti, che nella tiæ tuæ dextera compri- propria fierezza confimantur. Per Dominum dano, della destra della nostrum, etc. vostra potenza sieno depresse. Per il Signore, ecc. R. Amen. Oremus et pro cate- Preghiamo anche per chumenis nostri, ut Deus i nostri Catecumeni, acet Dominus noster ada- ciocchè il Dio e Signor periat, aures præcordio- nostro apra le orecchie rum ipsorum januamque del loro cuore, e la porta misericordiæ; ut per la- della misericordia; onde, regenerationis mediante la lavanda di accepta remissione om- rigenerazione, ricevuta nium peccatorum et ipsi la remissione di tutti i inveniantur in Christo peccati, essi pure si troJesu Domino nostro. vino uniti con Gesù Cristo Signor nostro. vacrum Oremus. Flectamus geTorniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi, nua. R. Così sia. R. Levate. VENERDÌ SANTO Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, qui Ecclesiam terno Iddio. che la votuam nova semper prole stra Chiesa di nuova profoecundas, auge fidem le sempre rendete feconet intellectum Catechu- da, accrescete la fede e menis nostris; ut renati l'intendimento ai Catefonte baptismatis, adop- cumeni nostri: onde ritionis tuæ filiis aggregen- nati nel fonte battesimatur. Per Dominum, etc. le. tra i figli della vostra adozione sieno aggregati. Per il Signore, ecc. R. Così sia. 350 R). Amen. Oremus, dilectissimi Preghiamo( o fratelli). nobis, Deum Patrem om- a noi dilettissimi, Iddio nipotentem, ut cunctis Padre onnipotente, affinmundum purget errori- chè purghi il mondo da bus, morbos auferat, fa- tutti gli errori, le infermem depellat. aperiat mità tolga, la fame scaccarceres, vincula dissol- ci, apra le prigioni, le vat, peregrinantibus re- catene sciolga, a chi ditum, infirmantibus sa- viaggia il ritorno. a chi nitatem, navigantibus è infermo la sanità, a portum salutis indul- chi naviga il porto di geat. salute conceda. Oremus. Flectamus genua. R. Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. ALLA MESSA. 351 Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, moestorum con- terno Iddio, dei tribolati solatio, laborantium for- la consolazione, degli titudo: perveniant ad te stanchi la fortezza: arpreces de quacumque tri- rivino a voi le preghiebulatione clamantium; re di chi grida da quaut omnes sibi in neces- lunque sia tribolazione; sitatibus suis misericor- affinchè tutti nelle loro diam tuam gaudeant ad- necessità godano che con fuisse. Per Dominum, etc. essi sia stata la vostra misericordia. Per il Signore, ecc. R. Così sia. R). Amen. Oremus et pro HærePreghiamo anche per ticis, et Schismaticis, ut gli Eretici e Scismatici, Deus et Dominus noster affinchè il Dio e Signor eruat eos ab erroribus nostro li cavi da tutti universis, et ad sanctam gli errori e alla santa Matrem Ecclesiam Ca- Madre Chiesa Cattolica tholicam; atque Aposto- ed Apostolica di richialicam, revocare dignetur. marli si degni. Oremus. Flectamus geTorniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. nua. R). Levate. Omnipotens sempiter Onnipotente sempine Deus, qui salvas om- terno Iddio, che salvate nes, et neminem vis pe- tutti, e niuno volete che perisca, date un'occhiata 352 VENERDÌ SANTO rire; respice ad animas alle anime dalla frode diabolica fraude dece- diabolica ingannate, acptas, ut omni hæretica ciocchè, ogni eretica malpravitate deposita, erran- vagità rigettata, gli smartium corda resispiscant, riti cuori si ravvedano, et ad veritatis tuæ re- e alla vostra verità tordeant unitatem. nino ad unirsi. Per Dominum, etc. R. Amen. Per il Signore, ecc. R. Così sia. Oremus et pro perfi- Preghiamo anche per dis Judæis, ut Deus et i perfidi Giudei, perchè Dominus noster auferat il Dio e Signor nostro velum de cordibus eo- levi il velo dai loro cuorum; ut et ipsi agno- ri, ond' essi pure arriscant Jesum Christum vino a conoscere Gesù Dominum nostrum. Cristo Signor nostro. DICHIARAZIONE. Si tace in questo luogo il Flectamus genua, a fine che ci ricordiamo che Cristo in questo giorno fu oltraggiato dai Giudei con simili inchini, quando percuotendolo dicevano: Prophetiza nobis. Non respondetur A- 1 Non si risponde Amen, men, sed statim dicitur: ma subito si dice: Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, qui etiam Ju- no Iddio, che anche la daicam perfidiam a tua perfidia Giudaica dalla misericordiam non re- vostra misericordia non pellis: exaudi preces no- allontanate: ascoltate le ALLA MESSA. 353 stras, quas pro illius nostre preghiere, che per populi obcaecatione de- l'acciecamento di quel ferimus, ut agnita veri- popolo vi porgiamo, aftatis tuæ luce, quæ Chri- finchè conosciuta della stus est, a suis tenebris vostra verità la luce che eruantur. Per eumdem è Cristo, dalle loro teDominum nostrum, etc. nebre se n'escano. Per il medesimo, ecc. R. Così sia. R). Amen. Oremus et pro Paga Preghiamo anche per nis, ut Deus omnipotens i Pagani, acciocchè il auferat iniquitatem a cor- Dio onnipotente tolga l'idibus eorum; ut, reli- niquità dai loro cuori; ctis idolis suis, conver- onde, abbandonati i loro tantur ad Deum vivum idoli, si convertano al et verum, et unicum Fi- Dio vivo e vero, e unico lium ejus Jesum Chri- Figlio suo Gesù Cristo, stum, Deum et Dominum Dio e Signor nostro. nostrum. Non si risponde Amen. DICHIARAZIONE. In questo luogo e di sopra, quando che avverte il sacerdote pregare per i Giudei, nen si dice Amen, perchè quanto si dice prima, non è preghiera nè orazione, ma esortamento. E quella parola volendo significare Sia fatto, si conosce be. nissimo che non ci bisogna; ma si avvertisce a tacerlo per l'uso che abbiamo di soggiungerlo alle parole Sæcula Sæculorum. 23 VENERDI Oremus. Flectamus ge354 nua. R). Levate. SANTO Preghiamo. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, qui non mor- terno Iddio, che non la tem peccatorum, sed vi- morte dei peccatori, ma tam sempre inquiris, su- la vita sempre cercate, scipe propitius orationem risguardate propizio la nostram, et libera eos ab nostra orazione, e libeidolorum cultura, et ag- rateli dal culto degli igrega Ecclesiæ tuæ san- doli, ed uniteli alla Chiectæ, ad laudem et glo- sa vostra santa, a lode riam nominis tui. e gloria del vostro nome. Per il Signore, ecc. R. Così sia. Per Dominum, etc. R). Amen. Finite le Orazioni il Celebrante depone la pianeta, e si avvicina al canto dell' Epistola; ivi nella parte posteriore dell'angolo riceve dal Diacono la croce già preparata all'Altare, e colla faccia voltata al popolo la scuopre alquanto dalla sommità, cominciando da sè solo l'antifona Ecce lignum Crucis, e dai Ministri viene ajutato a cantare il resto fino al Venite, adoremus. DICHIARAZIONE. La parte destra, e da basso, ove si pone il Sacerdote, è simbolo di Palestina situata in Oriente, e si dice essere la destra del mondo; ed ivi prima cominciossi a conoscere Cristo, e la sua Croce, onde con alta voce si canta Ecce lignum, perchè pubblicamente ci manifestava esser lui il Messia. Questo primo discoprimento della Croce è per quando i Giudei, avendogli coperta la faccia nel cortile, davangli delle guanciate; e però la detta faccia del Signore ora non si mostra, e noi l'adoriamo con benedirlo. ALLA MESSA. 355 Mentre il coro canta Venite, adoremus, tutti si prostrano, a riserva del Celebrante, il quale si avanza alla parte anteriore dell'Altare dal medesimo canto dell' Epistola; scuopre il braccio destro della Croce, ed alzando alquanto più della prima volta la voce, e comincia: Ecce lignum Crucis; e gli altri cantano ed adorano come sopra. DICHIARAZIONE. Il luogo nel quale ora va il Sacerdote, e vi si leggono le Lezioni, mostra Gerusalemme, ove erano i Dottori della Legge. Si discuopre la Croce più di prima, perchè ivi, più che altrove, fece conoscere la sua dottrina. E adorato, in vece di quando lo schernivano coronato di spine, dicendogli: Ave, Rex Judæorum. E poichè allora non più coperta egli aveva la faccia, quindi è che ancor qui si mostra, rappresentandosi quell'atto. Di poi il Sacerdote viene in mezzo all'Altare, scuopre interamente la Croce, e con tuono ancora più alto comincia per la terza volta: Ecce lignum Crucis, e gli altri cantano ed adorano come sopra. . Ecce lignum Cru-. Ecco il legno delcis, in quo Salus mun- la Croce su di cui è di pendit. morto il Salvatore del mondo. Il Coro risponde: Venite, adoremus.| Venite, adoriamolo. Il Sacerdote poi porta solo la Croce davanti all' Altare nel luogo a questo effetto preparato, e genuflesso ivi la posa. 356 VENERDÌ SANTO DICHIARAZIONE. L'andare il Sacerdote in mezzo dell'Altare, e dire più altamente delle altre volte: Ecce lignum, fa sapere che il Salvatore coi segni e con le parole, stando in mezzo ai due ladri sulla Croce, fu conosciuto chiaramente, ch'era il Figliuol di Dio. E pertanto la Croce tutta si discuopre, essendovi egli penduto nudo, e fatto si chiaro ciò che di lui e nei Profeti e nella Legge contenevasi. La terza volta si adora, per quando i Giudei, passando avanti la Croce, lo schernivano, dicendogli: Vah, qui destruis templum Dei. Indi, essendosi levate le scarpe, procede ad adorare la Croce facendo tre genuflessioni prima di baciarla. Ciò fatto, rilorna, calza le sue scarpe e prende la pianeta. Indi i Ministri dell' Altare, e dopo essi il Clero, e tutto il popolo, a due a due vanno ad adorare la Croce, piegando tre volte le ginocchia, come abbiamo già detto. DICHIARAZIONE. Siccome gli Ebrei, i Greci ed i Latini vituperano oggi Cristo, così ancora nelle stesse lingue benedetto: il Sanctus latino, l'Agios greco, ed il Popule meus ebraico. E avvegnachè questo Popule meus non sia proferito chiaramente in ebraico, nondimeno, poichè si parla in persona del Salvatore, che era giudeo, e tal versetto è levato dai Profeti, i quali scrissero in lingua ebraica, dobbiamo intendere che sia in tal lingua: ma così è posto per nostra intelligenza, non meno che l'Agios, e le altre greche sono da noi latinamente detto Sanctus, e il rimanente quantunque abbiano il medesimo significato. Mentre si adora la Croce, si cantano gli improperii, e le altre cose che seguono, tulte o in parte, secondo che molti o pochi saranno gli adoratori in questa maniera. Due cantori in mezzo del Coro cantano il y. Popule meus sino ad Agios, o Theos. ALLA MESSA. 357 . Popule meus, quid. Popol mio, che mai feci tibi? aut in quo con- ti ho fatto? o in che t'ho tristavi te? responde mihi. io contristato? rispondimi. . Quia eduxi te de . Io ti cavai dalla terra Egypti, parasti terra d'Egitto, e tu hai crucem Salvatori tuo. preparata una croce al tuo Salvatore. Agios, o Theos. L'altro Coro risponde: | Dio Santo. Sanctus Deus. Agios ischyros. Un Coro canta: Sanctus fortis. Primo Coro: Secondo Coro: | Santo, forte. Primo Coro: Agios athánatos eleison imas. Secondo Coro: Sanctus, immortalis, Santo, immortale, abmiserere nobis. biate misericordia di noi. 358 VENERDÌ SANTO Di poi due del secondo Coro cantano: . Quia eduxi te per. Perchè io ti ho guidesertum quadraginta an- dato nel deserto per quanis, et manna cibavi et rant'anni, e di manna ti introduxi te in terram ho nudrito, e ti ho insatis bonam, parasti cru- trodotto in una terra fercem Salvatori tuo. tilissima, tu hai preparata una croce al tuo Salvatore. Il Coro risponde alternativamente Agios, 0 Theos, etc. Sanctus Deus, etc., così però, che il primo Coro sempre ripeta Agios: Di poi due del primo Coro cantano: .Quid ultra debuily. Che mai poteva io facere tibi, et non feci? far di più, e non l'ho Ego quidem plantavi te fatto? Io certamente ti vineam meam speciosis- piantai come una mia simam, et ut facta es vigna deliziosissima, e tu mihi nimis amara ace- mi sei divenuta molto to namque sitim meam amara; imperocchè colpotasti, et lancea perfo- l'aceto la mia sete abrasti latus Salvatori tuo. beverasti, e colla lancia traforasti il fianco al tuo Salvatore. Parimenti il Coro alternativamente risponde: Agios, o Theos; Sanctus Deus, etc. ALLA MESSA. 359 I versi del seguente improperio da due Cantori alternativamente si cantano, ripetendo nello stesso tempo l'uno e l'altro Coro dopo qualunque verso Popule meus, sino al Quia eduxi te de terra Egypti. Due del secondo Coro cantano: . Ego propter te fla-. Io per te percossi gellavi Ægyptum cum l'Egitto( colla morte) di primogenitis suis: et tu tutti i suoi primogeniti, me flagellatum tradidisti. e tu carico di flagelli mi hai consegnato( alla ( morte). Il Coro ripete: . Popule meus, quid. Popolo mio, che feci tibi? aut in quo con- mai ti ho fatto? o in tristavite? responde mihi. che ti ho io contristato? rispondimi. Due del primo Coro: . Ego eduxi te de. Io ti cavai dall'EEgypto, demerso Pha- gitto, sommerso Faraoraone in mare Rubrum; ne nel mar Rosso; e tu et ut me tradidisti Prin- mi hai dato nelle mani cipibus sacerdotum. dei principi dei sacerdoti. Coro: Popule meus. Due del secondo Coro: . Ego ante te ape. Io dinanzi a te dirui mare; et tu aperui- visi il mare; e tu apristi lancea latus meum. sti colla lancia il mio fianco. Coro: Popule meus. 360 VENERDÌ SANTO Due del primo Coro: ỳ. Ego ante te præivi. Io ti precedetti in in columna nubis; et una colonna di nube; e tu me duxisti ad præ- tu mi conducesti al pretorium Pilati. torio di Pilato. Coro: Popule meus. Due del secondo Coro: . Ego te pavi man-. Io ti sostentai colla y. na per desertum, et tu manna nel deserto, e tu me cæcidisti alapis et mi caricasti di pugni e flagellis. di flagelli. Coro: Popule meus. Due del primo Coro: . Ego te potavi aqua. Io ti diedi a bere salutis de petra, et tu me acqua di salute dalla potasti felle et aceto. pietra, e tu mi abbeverasti di fiele e di aceto. Coro: Popule meus. Due del secondo Coro: . Ego propter te Cha-. Io, in grazia tua, nanæorum reges percus- i re de' Cananei percossi, et tu percussisti a- si, e tu percuotesti colla rundine caput meum. canna la mia testa. Coro: Popule meus. ALLA MESSA. coronam. Due del primo Coro: . Io ti diedi uno scet. Ego dedit tibi sceptrum regale, et tu de- tro reale, e tu mi condisti capiti meo spineam ficcasti nella testa una corona di spine. Coro: Popule meus. 361 Due del secondo Coro: . Ego te exaltavi ma-| y. Io ti esaltai con gna virtute, et tu me grandi portenti, e tu mi suspendisti in patibulo sospendesti su di un pacrucis. tibolo di croce. Coro: Popule meus. Di poi si canta unitamente l'Antifona: Crucem tuam adora- La vostra croce adomus, Domine, et san- riamo, o Signore, e la ctam Resurrectionem tu- Santa Risurrezione voam laudamus, et glori- stra lodiamo, e glorifificamus: ecce enim pro- chiamo: ecco che dalla pter lignum venit gau- virtù di questo legno è dium in universo mundo. venuto il gaudio dappertutto il mondo. Psalmus 66. Deus mi- Salmo 66. Iddio ci absereatur nostri, et bene- bia misericordia, e ci dicat nobis illuminet benedica: splender facvultum suum super nos, cia la luce del suo volto et misereatur nostri. sopra di noi e ci usi pietà. 362 VENERDÌ SANTO E si ripete l'Antifona: Crucem tuam adoramus, Domine. Dopo si canta il. Crux fidelis, coll' Inno Pange lingua gloriosi; e dopo ciascun verso si ripete: Crux fidelis, ovvero: Dulce lignum, come avanti. Crux fidelis, inter om-| Croce, fedele tra tutti nes arbor una nobilis: gli alberi, tu sola nobinulla silva talem profert, le: niuna selva una sifronde, flore, germine. mile ne produsse nelle frondi, nei fiori, nei frutti. Dolce legno, dolci chiodi, un più dolce peso sostiene. Hymnus. Pange, lin- Inno. Canta, o lingua, gua, gloriosi lauream la corona d' un sì glocertaminis, et super Cru- rioso combattimento, e cis trophæum dic trium- del trofeo della Croce phum nobilem, qualiter celebra il nobile trionRedemptor orbis immo- fo, in qual maniera il latus vicerit. Redentor del mondo immolato abbia vinto. Dulce lignum, dulces clavos, dulce pondus sustinet. Si ripete: Crux fidelis, etc. . De parentis proto-. Del primo padre plasti fraude, Factor con- formato di terra l'ingandolens, quando pomi no- no, il Creatore compatendo, quando per l'assaggio del pomo nocivo ALLA MESSA. 363 xialis in necem morsu nella morte si precipitò: ruit: ipse lignum tune egli( il Verbo eterno) fin notavit, damna ligna ut d' allora il legno( della solveret. Croce) stabili per pagare i danni del legno. Si ripete: Dulce lignum, etc. . Hoc opus nostræ. Questo modo di osalutis ordo depoposce- perare della nostra sarat multiformis prodito- lute la serie aveva riris ars, ut artem falle- chiesto, che del traditoret, et medelam ferret re il molteplice artifizio inde, hostis unde læse- l'arte ingannasse, e merat. dicina riportasse di là ove il nemico aveva ferito. Si ripete: Crux fidelis, etc. . Quando venit er- y. Quando dunque go sacri plenitudo tem- viene la pienezza del poris; missus est ab ar- tempo sacro, è stato mance Patris Natus, orbis dato dal seno del Padre Conditor, atque ventre il Figlio Creatore del virginali carne amictus mondo, e dal ventre verprodiit. ginale di carne se ne usci. Si ripete Dulce lignum, etc. . Vagit infans inter]. Piange fanciullo riarcta conditus præsepia, posto dentro un angu 364 VENERDÌ SANTO membra pannis involuta sto presepio; le memVirgo Mater alligat; et bra tra i pannicelli inDei manus pedesque stri- volte la Vergine Madre cta cingit fascia. lega, e di un Dio le mani ed i piedi cinge una stretta fascia. Si ripete: Crux fidelis, etc. 7. Lustra sex qui jam . Colui che lustri sei peregit, tempus implens aveva già compiti, il corporis, sponte libera tempo terminando della Redemptor passioni de- vita corporale, con voditus, Agnus in Crucis lontà libera Redentore levatur immolandus sti- alla passione dedicato, pite. qual Agnello in sul tronco della Croce si innalza per essere sagrificato. Si ripete: Dulce lignum, etc. . Felle potus ecce. Ecco che di fiele languet; spina, clavi, lan- abbeverato languisce; cea, mite corpus perfo- spine, chiodi, lancia, il rarunt: unda manat et mansueto corpo trapascruor: terra, pontus, a- sarono: acqua ne scatustra, mundus, quo la- risce e sangue: la tervantur flumine. ra, il mare, il cielo, il mondo tutto in un tal fiume ne restano lavati. Si ripete: Crux fidelis, etc. ALLA MESSA. 365 . Flecte ramos, ar-. Piega i rami, o albor alta, tensa laxa vi- bero alto, rallenta le tescera, et rigor lentescat se fibre, e s'immollisca ille, quem dedit nativi- quel rigore, che ti diede tas, et superni membra la natura: e del sovrano Regis tende miti stipite. Re le membra accogli ( fatto) men crudo tronco. Si ripete: Dulce lignum, etc. . Sola digna tu fui- y. Tu solo degno fosti ferre mundi victimam; sti di sostenere del monatque portum præpara- do la vittima; ed a guire Arca mundo naufra- sa dell'Arca il porto prego, quam sacer Cruor parare al mondo nauperunxit fusus Agni cor- fragante, che il sacro Sangue unse sparso dal corpo dell'Agnello. pore, Si ripete: Crux fidelis, etc. . Sempiterna sit bea-. Sempiterna gloria tæ Trinitati gloria æqua sia alla beata Trinità, uPatri Filioque par decus guale al Padre e al FiParaclito; Unius, Trini- gliuolo, ugual onore allo que nomen laudet uni- Spirito Consolatore; delversitas. l'Unico e Trino il nome lodi tutto l'universo. R). Amen. R). Così sia. Si ripete: Dulce lignum, etc. 366 VENERDI SANTO Circa il fine dell'adorazione della Croce si accendono le candele sopra l'Altare; ed il Diacono, presa la borsa del Corporale, stende il Corporale secondo il solito, e pone accanto ad esso il Purificatojo, e finita l'adorazione prende riverentemente la Croce, e la riporta all'Altare. Si ordina poi la Processione al luogo, in cui il giorno innanzi fu riposto il Sacramento. Il Suddiacono va innanzi colla Croce fra due Accoliti, che portano i candellieri colle candele accese. Segue il Clero per ordine, ed in ultimo viene il Sacerdote co' Ministri. Giunti al luogo del Sacramento, si accendono le torcie, che non si estinguono senonchè dopo la Comunione. Il Sacerdote s' inginocchia davanti al Sacramento, e prega per qualche poco di tempo. Il Diacono frattanto apre la cassetta, ove è custodito il Corpo del Signore, ed il Sacerdote alzandosi in piedi, pone senza benedizione l'incenso in due turiboli, venendogli presentata dal Diacono la navicella, e genuflesso incensa il acramento. Allora il Diacono, estraendo il Calice col Sacramento dalla cassetta, lo dà in mano del Sacerdote, e lo copre coll'estremità del velo postogli sugli omeri; vanno collo stesso ordine che sono venuti; e si porta il baldacchino sopra il Sacramento, e due Accoliti con due incensieri incensuno continuamente il Sacramento e frattanto si canta l'Inno seguente: Vexilla Regis prodeunt, Fulget Crucis mysterium, Quia vita mortem pertulit, Et morte vitam protulit. Quæ vulnerata lancea Mucrone diro criminum, Ut nos lavaret sordibus Manavit unda et sanguine. Impleta sunt, que concinit David fideli carmine, Dicendo nationibus: Regnavit a ligno Deus. Arbor decora et fulgida, Ornata Regis purpura, Electa digno stipite Tam sancta membra tangere. Beata, cujus brachiis Pretium pependit sæculi, Statera facta corporis, Tulitque predam tartari. Dei re i vessilli spiegansi, L'arcan di Croce sfolgora, La vita a morte dettesi, Da morte vita attingesi. Qui d'una lancia l'impeto Il corpo al Rege penetra, D' onde acqua, e sangue sgorgano, Le nostre colpe a tergere. Compiuto in tutto mostrasi Del Re David l'oracolo, - Dicendo a tutti i popoli: Regnò dal legno il Numine. Splendente e nobil albero, Ricco di regia porpora, Scelto da degno stipite Si sante membra a reggere. Beato, da tue braccia Pende il prezzo del secolo, Bilancia di patibolo, Che tolse preda al tartaro. ALLA O Crux, ave, spes unica, Hoc passionis tempore Piis adauge gratiam Reisque dele crimina. Te fons salutis, Trinitas, Collaudet omnis spiritus: Quibus Crucis victoriam Largiris, adde præmium. Amen. MESSA. 367 O Croce, ave, speme unica, In tempo tal di lagrime, Accresci a' pii la grazia, A' rei cancella i debiti. Fonte di vita, o Triade, Te lodi qui ogni spirito: Che desti la vittoria Del legno, aggiungi il premio. Così sia. Giunto che sarà il Sacerdote all'Altare vi pone sopra il Calice, e genuflesso l'incensa di nuovo. Alzato si accosta all' Altare, e depone l'Ostia dal Calice sulla Patena, tenuta dal Diacono, e presala dalle mani di questo, pone l'Ostia sul Corporale nulla dicendo. Se avesse toccato l'Ostia, laverà le dita in qualche vaso. Il Diacono frattanto mette il vino nel Calice, ed il Suddiacono l'acqua, che il Sacerdote non benedice, nè dice sopra di essa la solita Orazione; ma preso il Calice dalle mani del Diacono, lo pone sopra l'Altare, nulla dicendo, ed il Diacono lo copre colla Palla; mette di poi l' incenso nel turibolo senza benedizione, ed incensa gli Oblati e l'Altare nella maniera solita; genuflettendo innanzi, e dopo, ed ogni volta che passa davanti al Sacramento. Incensando gli Oblati dice: Incensum istud a te Quest' incenso da voi benedictum, ascendat ad benedetto, ascenda a voi, te, Domine, et descen- o Signore, e discenda sodat super nos misericor- pra di noi la misericordia tua. dia vostra. Mentre incensa l'Altare dice: Dirigatur, Domine, o- Si innalzi, o Signore, ratio mea, sicut incen- la mia orazione, come sum in conspectu tuo: l'incenso al vostro co 368 VENERDÌ SANTO elevatio manuum mea- spetto: sia l' elevazione rum sacrificium, vesper- delle mie mani, come tinum. Pone Domine, cu- sacrificio della sera. Postodiam ori meo, et o- nete, o Signore, guardia stium circumstantiæ la- alla mia bocca, e un ubiis meis: ut non decli- scio alle mie labbra, che net cor meum in verba ben le difenda: affinchè malitiæ, ad excusandas non istudii il mio cuore excusationes in peccatis. parole maliziose, ad accattare scuse ai peccati. Quando rende il turibolo al Diacono dice: Accendat in nobis Do- Accenda in noi il Siminus ignem sui amo- gnore il fuoco del suo ris, et flammam æternæ amore, e la fiamma di charitatis. Amen. una carità eterna. Così sia. Ed esso non è incensato. Di poi, alquanto fuori dell'Altare dal canto dell' Epistola, lava le mani, nulla dicendo; indi inchinato in mezzo dell'Altare colle mani giunte dice: In spiritu humilitatis, Con uno spirito di uet in animo contrito su- miltà, e con un' anima scipiamur a te, Domi- contrita siam ricevuti da ne; et sic fiat sacrificium voi, o Signore; e in tal nostrum in conspectu guisa il sacrifizio nostro tuo hodie, ut placeat ti- si adempia oggi nel vobi, Domine Deus. stro cospetto che a voi piaccia, Signore Iddio. ALLA MESSA. Voltato verso il popolo dalla parte del Vangelo, dice secondo il solito: 369 Orate, fratres, ut me- Pregate, o fratelli, afum ac vestrum sacrifi- finchè il mio e vostro sacium acceptabile fiat a- crifizio, accettevole sia pud Deum Patrem om- appresso Iddio Padre onnipotentem. nipotente. E ritorna per la medesima parte senza compiere il circolo, e susseguentemente, lasciate tutte le altre cose, dice: Oremus. Præceptis saPreghiamo. Dai prelutaribus moniti, et di- cetti salutari ammoniti vina institutione forma- e dai divini ammaestrati, audemus dicere: Pa- menti istruiti; ci prenter noster, qui es in co- diamo coraggio di dire: lis, sanctificetur nomen Padre nostro, che sei nei tuum; adveniat regnum cieli, sia santificato il tuo tuum; fiat voluntas tua nome; venga il tuo resicut in coelo, et in terra. gno; sia fatta la tua voPanem nostrum quoti- lontà, come nel cielo, dianum da nobis hodie; così anche in terra. Dacet dimitte nobis debita ci oggi il nostro pane nostra, sicut et nos di- quotidiano, e rimettici i mittimus debitoribus no- nostri debiti come noi stris. Et ne nos inducas li rimettiamo a chi ci è in tentationem. debitore. E non c' inR). Sed libera nos a malo. durre in tentazione. R). Ma liberateci dal male. 24 370 VENERDÌ SANTO Il Sacerdote, avendo detto sommessamente Amen, nell' istessa voce che ha cantato il Pater noster assolutamente senza Oremus, in tuono di Orazione feriale dice: Libera nos, quæsu- Liberateci, vi preghiamus, Domine, ab omni- mo, o Signore, da tutti bus malis, præteritis, i mali passati, e presenti præsentibus et futuris: e futuri: e intercedendo et intercedente beata et per noi la beata e glogloriosa semper Virgine riosa sempre Vergine Dei Genitrice Maria, cum Maria, di Dio Genitrice, beatis Apostolis tuis Pe- coi beati Apostoli vostri tro et Paulo, atque An- Pietro e Paolo, e Andrea, et omnibus Sanctis, drea, e tutti i Santi, conda propitius pacem in cedeteci benignamente la diebus nostris; ut opere pace nei giorni nostri; afmisericordiæ tuæ adjuti, finchè dal soccorso della et a peccato simus sem- vostra misericordia ajuper liberi, et ab omni tati, e dal peccato siaperturbatione securi. Per mo sempre liberi, e da eumdem Dominum no- ogni perturbazione sicustrum Jesum Christum ri. Per il medesimo SiFilium tuum, qui tecum gnore nostro Gesù Cristo vivit, et regnat in uni- vostro Figliuolo, il quale tate Spiritus Sancti Deus, con voi vive, e regna per omnia sæcula sæcu-( vero), Dio nell' unità lorum. dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Così sia. R). Amen. Quivi il Sacerdote, fatta la genuflessione, mette la Patena sotto l'Ostia, ed alza questa colla mano destra tanto che possa esser veduta dal popolo, e la divide in tre parti mettendo l'ultima nel Calice, secondo il solito, senza dir cosa alcuna. ALLA MESSA. 371 Non si dice Pax Domini, nè Agnus Dei, nè si dà il bacio di pace. Indi, lasciate le prime due Orazioni, si dice solo la seguente: Perceptio Corporis tui, La partecipazione del Domine Jesu Christe, Corpo vostro, o Signor quod ego indignus su- Gesù Cristo, che io, benmere præsumo, non mi- chè indegno, di ricevere hi proveniat in judicium ardisco, non mi si riet condemnationem: sed volti in giudizio e conpro tua pietate prosit danna: ma per la vostra mihi ad tutamen tum pietà mi giovi alla dimentis et corporis, et ad fesa della mente e del medelam percipiendam. corpo, e a ricevere la Qui vivis et regnas cum( necessaria) medicina. Deo Patre in unitate Spi- Che vivete e regnate con ritus Sancti Deus, per Dio Padre nell'unità dello omnia sæcula sæculo- Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R). Così sia. rum. R). Amen. Singinocchia, prende la Patena col Corpo del Signore e con grandissima umiltà e riverenza dice: Panem coelestem acci- Prenderò il pane cepiam et nomen Domini leste e il nome del Siinvocabo. gnore invocherò. Percuote il petto tre volte dicendo: Domine, non sum di- Signore, io non son gnus, ut intres sub te- degno, che voi entriate ctum meum; sed tan- sotto il mio tetto: ma 372 VENERDÌ SANTO tum dic verbo, et sana- dite solo una parola, e bitur anima mea. sarà guarita l'anima mia. Si segna poi col Sacramento dicendo: Corpus Domini nostri Il corpo del Signor Jesu Christi custodiat a- nostro Gesù Cristo cunimam meam in vitam stodisca l'anima mia per æternam. la vita eterna. R). Amen. R). Così sia. E lo prende riverentemente. Lasciato di poi tutto ciò che suol dirsi innanzi che si prenda il Sangue, prende riverentemente la Particola consacrata col vino del calice, e fatta nella maniera solita l'abluzione delle dita, e presa la purificazione, inchinato in mezzo dell'Altare colle mani giunte dice: Quod ore sumpsimus, Quello che colla bocDomine, pura mente ca- ca abbiam preso, o Sipiamus; et de munere gnore, fate che con pura temporali fiat nobis re- mente lo comprendiamo; medium sempiternum. e il dono presente sia per noi un rimedio sempiterno. Non si dicono altre Orazioni nè si dà la benedizione, ma fatta riverenza all'Altare, il Sacerdote parte co' Ministri. Si dicono i Vespri senza canto, e si spoglia l'Altare. A Vespro si dicono i Salmni del Giovedi Santo, a pag. 239. VENERDÌ SANTO, ALLA MESSA. DICHIARAZIONE. 373 Tutte le altre cose di cerimonia e solennità vengono lasciate, perchè noi dobbiamo essere in lamenti e in tristezza, non meno degli stessi Apostoli. Da questo è, che non si canta il Vespro, e di nuovo gli Altari sono spogliati. Al Magnificat. Antifona. Cum accepisset, ace- Preso che ebbe l'atum, dixit: Consumma- ceto, disse: È compiutum est; et inclinato ca- to; e chinato il capo, pite, emisit spiritum. rendè lo spirito. . Christus, factus est, etc. Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice quæsumus, Domine, etc. con le rispettive rubriche, a pag. 195 e 196. ALLA SERA La Compieta come nel Giovedi Santo, pag. 259. Il seguente Mattutino con le Laudi si dice al Venerdi Santo a sera per il Sabato Santo. A MATTUTINO DICHIARAZIONE. Il Sabato è sacro a Dio come giorno di riposo, e nel principio del mondo e nella pienezza de' tempi. Nel principio del mondo vi prese riposo dopo la grande opera della creazione; nella pienezza de' tempi dopo la faticosa redenzione. Questo riposo misterioso del corpo del Redentore giacente nel sepolcro; la discesa dell' anima ne' sotterranei luoghi infernali; e lo stato tutto di Gesù Cristo nel tempo che l'anima era separata dal corpo, sono il soggetto di questo Uffizio sino alla Messa. Come si è avanzato tra l'Uffizio della notte di Pasqua alla mattina del Sabato chè la precede, così parimente si è avanzato l'Uffizio del Sabato, alla sera del Venerdi. A Mattutino sono adatti i Salmi a questo mistero, ed alle Laudi il secondo Salmo, ed il Cantico, sono presi dal Marted, creduti più proprii che i soliti del Sabato, per esprimere la sepoltura di Gesù Cristo. VENERDÌ SANTO, A MATTUTINO. NEL PRIMO NOTTURNO. Pater noster, Ave Maria, Credo. Ant. In pace in idi- Ant. In pace insieme psum dormiam, et re- io dormirò, e mi riposerò. quiescam. Salmo 4. 375 Cum invocarem, exauAllorchè lo invocai, divit me Deus justitiæ mi esaudì il Dio della in tribulatione mia giustizia; voi nella tribolazione mi apriste strada spaziosa. Abbiate pietà di me, ed esaudite la mia preghiera. meæ; dilatasti mihi. Miserere mei,* et exaudi orationem meam. Filii hominum, usque- Figliuoli degli uomiquo gravi corde? ut ni, e fino a quando aquod diligitis vanitatem, vrete stupido il cuore? et quæritis mendacium? e perchè amate voi la vanità, e andate dietro alla menzogna? Et scitote, quoniam Or sappiate, come il mirificavit Dominus san- Signore ha renduto miDominus rabile il santo: il Signoexaudiet me, cum cla- re mi esaudirà quando mavero ad eum. io alzerò verso di lui la ctum suum; mia voce. Irascimini, et nolite Adiratevi ma guardapeccare; quæ dicitis tevi dal peccare; delle 376 VENERDI SANTO in cordibus vestris, in cose, che andate dicencubilibus vestris com- do nei vostri cuori, penpungimini. titevi nei vostri letti. Sacrificate sacrificium Sacrificate sacrificio di justitiæ, et sperate in giustizia, e confidate nel Domino: multi dicunt, Signore; molti dicono, quis ostendit nobis bona? chi farà a noi vedere il bene? Signatum est super È impressa sopra di nos lumen vultus tui, noi la luce della vostra Domine; dedisti læti- faccia, o Signore; infontiam in corde meo. deste voi letizia nel mio cuore. A fructu frumenti, vini et olei sui, multiplicati sunt. Per la copia del loro frumento, del vino e dell'olio, si sono moltiplicati, * In pace in idipsum In pace insieme io dormiam, et requiescam; dormirò, e mi riposerò; Quoniam tu, Domine, Perocchè voi, o Sisingulariter in spe con- gnore, voi solo nella stituisti me. speranza mi avete fondato. Ant. In pace in idipsum dormiam, et requiescam. Ant. Habitabit in ta- Ant. Abiterà nel tabernaculo tuo; requie- bernacolo vostro; riposcet in monte sancto tuo. serà nel vostro santo monte. Ant. In pace insieme io dormirò; e mi riposerò. A MATTUTINO. Salmo 14. Domine, quis habita- Signore, chi abiterà bit in tabernaculo tuo?" nel vostro tabernacolo? aut quis requiescet in ovvero chi riposerà nel monte sancto tuo? vostro santo monte? Qui ingreditur sine macula, justitiam. 377 A Colui che vive esente et operatur da ogni macchia, e fa opere di giustizia. Qui loquitur veritaColui che dice la vetem in corde suo, qui rità che ha in cuor suo, non egit dolum in lin- e non ha ordita fraude colla sua lingua. gua sua. Nec fecit proximo suo Non ha fatto danno malum,* et opprobrium al prossimo suo, e non non accepit adversus ha dato ricetto alla malproximos suos. contro i suoi dicenza prossimi. Ad nihilum deductus È un niente il maliest in conspectu ejus ma- gno negli occhi di lui; lignus; timentes au- ma egli onora quelli che tem Dominum glorificat. temono Dio. Quijurat proximo suo, Fa giuramento al suo et non decipit: qui pe- prossimo, e non ingancuniam suam non dedit na: non dà il suo daad usuram, et munera naro ad usura, e non super innocentem non riceve regali contro delaccepit. l'innocente. Qui facit hæc,* non Chi fa tali cose, non movebitur in æternum. sarà smosso in eterno. Ant. Habitabit in ta- l Ant. Abiterà nel ta 378 VENERDÌ SANTO bernaculo tuo; requie- bernacolo vostro; riposcet in monte sancto tuo. serà nel vostro santo Ant. Caro mea requiescet in spe. Salmo 15. monte. Ant. La carne mia riposerà nella speranza. Conserva me, Domi- Salvatemi, o Signore, ne, quoniam speravi in poichè in voi ho posta te;* dixi Domino: Deus la mia speranza; ho detto meus es tu, quoniam al Signore: Voi siete il bonorum meorum non mio Dio, e de' miei beni eges. non avete bisogno. A pro dei Santi, che sono nella terra di lui, adempie egli mirabilmente ogni mia volontà. Erano moltiplicate le loro miserie: dietro a queste camminavano velocemente. Non congregabo conNon convocherò le loventicula eorum de san- ro adunanze di sangue; guinibus; nec memor ne rammenterò i loro ero nominum eorum per nomi colle mie labbra. labia mea. Dominus pars hæredi- Il Signore è la portatis meæ, et calicis zione di mio retaggio, mei; tu es qui resti- e del mio calice: voi sietues hæreditatem meam te quegli che restituirete mihi. la mia eredità a me. Sanctis, qui sunt in terra ejus, mirificavit omnes voluntates meas in eis. Multiplicatæ sunt infirmitates eorum: postea acceleraverunt. A MATTUTINO. 379 Funes ceciderunt mihi La sorte è caduta per in præclaris; etenim me sopra le cose mihæreditas mea præclara gliori; e certamente la mia eredità è preziosa. est mihi. per me. Benedicam Dominum, Benedirò il Signore, qui tribuit mihi intel- che a me dà consiglio; lectum; insuper et us- e di più ancor nella que ad noctem incre- notte mi istruì il mio puerant me renes mei. cuore. Providebam Dominum Io antivedeva sempre in conspectu meo sem- dinanzi a me il Signore; per;* quoniam a dex- perchè egli si sta alla tris est mihi, ne com- mia destra, affinchè io non sia smosso. movear. Propter hoc lætatum est cor meum, et exul- il tavit lingua mea: Per questo rallegrossi mio cuore, ed esultò in- la mia lingua: anzi che super et caro mea re- la carne mia riposerà quiescet in spe. nella speranza. Quoniam non derePerocchè voi non ablinques animam meam bandonerete l'anima mia in inferno; nec dabis nell'inferno; nè permetsanctum tuum videre cor- terete che il vostro santo ruptionem. vegga la corruzione. Mi faceste conoscere Notas mihi fecisti vias le vie della vita, mi rivitæ, adimplebis me læ- colmerete di allegrezza titia cum vultu tuo; colla vostra faccia; dedelectationes in dextera lizie eterne sono alla votua usque in finem. stra destra. Ant. La carne mia riposerà nella speranza. Ant. Caro mea requiescet in spe. 380 y. In pace in idipsum. R). Dormiam et requiescam. VENERDÌ SANTO Pater noster, secreto. De Lamentatione Jere-| Dalle Lamentazioni di miæ Prophetæ. Geremia Profeta. Lectio I. Cap. 3, c. Heth. y. In pace insieme. R). Io dormirò, e mi riposerò. Heth. Novi diluculo: multa est fides tua. Lezione I. Cap. 3, c. Heth. Misericordiæ Domini, Misericordia del Siquia non sumus con- gnore ell'è che noi non sumpti; quia non defe- siamo consunti; perchè cerunt miserationes ejus. non sono mai venuti meno i suoi atti pietosi. Heth. Io me ne accorsi di buon mattino: grandemente fedele siete voi. Heth. Pars mea Do- Heth. Mia porzione è minus, dixit anima il Signore, disse l'animea: propterea expecta- ma mia: per questo io bo eum. lo aspetterò. Teth. Bonus est Do- Teth. Buono è il Siminus sperantibus in gnore a quei che speeum, animæ quærenti rano in lui, all' anima illum. che lo cerca. Teth. Bonum est præTeth. Buona cosa è lo stolari cum silentio sa- aspettare in silenzio la lutare Dei. salute di Dio. 381 A MATTUTINO. Teth. Bonum est viro, Teth. Buona cosa è cum portaverit jugum per l'uomo, aver portaab adolescentia sua. to il giogo fin dalla sua adolescenza. Jod. Sedebit solitarius Jod. Ei sederà solitaet tacebit, qui levavit rio e si tacerà, perchè super se. egli ha preso sopra di sè il giogo. Jod. Ponet in pulve- Jod. Porrà la bocca re os suum, si forte sit sua nella polvere,( cerspes. cando) se a sorte siavi speranza. Jod. Dabit percutienJod. Porgerà a chi lo ti se maxillam: satura- percuote la guancia: sabitur opprobriis. rà satollato d'ignominie. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo. R. Sicut ovis ad oc- R). Come una pecora cisionem ductus est, et al macello è stato condum male tractaretur dotto, e mentre veniva non avertit os suum: maltrattato, non aprì la traditus est ad mortem; sua bocca: è stato mesut vivificaret populum so a morte, per dar la vita al suo popolo. suum. . Tradidit in mortem. Ha dato alla morte animam suam, et inter l'anima sua, e cogli scelsceleratos reputatus est, lerati è stato confuso ut vivificaret populum per dar la vita al suo popolo. suum. 382 VENERDI SANTO Lectio II. Cap. 3. Aleph. Lezione II. Aleph. Quomodo obseuratum Come mai si è oseuest aurum, mutatus est rato l'oro, il suo bel cocolor optimus; dispersi lore si è cangiato; disunt lapides sanctuarii sperse sono le pietre del in capite omnium pla- santuario per gli angoli di tutte le piazze! tearum! Beth. Filii Sion incliti, Beth. I figliuoli illuet amicti auro primo; stri di Sion, che erano quomodo reputati sunt vestiti di oro finissimo, in vasta testea, opus come mai sono stimati manuum figuli? vasi di terra cotta, lavoro di uno stovigliajo. Ghimel. Sed et lamiæ Ghimel. Ma le lamie nudaverunt mammam, stesse scoprono le loro lactaverant catulos suos: mammelle, allattano i lofilia populi mei crude- ro parti: crudele la filis, quasi struthio in de- glia del popolo mio, che imita lo struzzolo del deserto. serto. Daleth. Adhæsit lin- Daleth. La lingua del gua lactentis ad palatum bambino di latte rimase ejus in siti: parvuli pe- attaccata al palato di lui tierunt panem, et non per la sete: i fanciulli, erat qui frangeret eis. domandavano del pane e non era chi loro lo spezzasse. Heth. Quelli che banchettavano tra le delizie, son periti in mezzo alle Heth. Qui vescebantur voluptuose, interierunt in A MATTUTINO. 383 viis: qui nutiebantur in strade: quelli che erano croceis, amplexati sunt stati allevati nella porstercora. pora, hanno brancicato lo sterco. Vau. Et major effecta Vau. Ed è stata magest iniquitas filiæ po- giore l'iniquità della fipuli mei peccato Sodo- glia del popol mio, che morum, quæ subversa il peccato di Sodoma, la est in momento, et non quale fu atterrata in un cœperunt in ea manus. punto, e mano d'uomo non principiò a rovinarla. Jerusalem, Jerusalem, Gerusalemme, Geruconvertere ad Dominum salemme, convertiti al Deum tuum. Signore Dio tuo. R). Jerusalem, surge, R. Gerusalemme, alet exue te vestibus ju- zati e spogliati delle vecunditatis: induere ci- sti di allegrezza, e venere et cilicio; quia stiti di cenere e di ciin te occisus est Salva- lizio; perchè in mezzo a tor Israel. te è stato ucciso il Salvatore d'Israele. . Deduc quasi tor- ỳ. Versa a guisa di rentem lacrymas per torrente le lagrime di e diem et noctem, et non notte, e quiete non abbia taceat pupilla oculi tui. la pupilla dell'occhio tuo. Quia, etc. Perchè, ecc. DICHIARAZIONE. Avendo pianto Geremia le disgrazie della sua gente, con questa Orazione la raccomanda a Dio; e viene detta dalla Chiesa per imitarlo, pregando per i Giudei peccatori. 384 VENERDÌ SANTO Incipit Oratio Jeremiæ Comincia l'Orazione di Prophetæ. Geremia Profeta. Lectio III. Cap. 5. Lezione III. Cap. 5. Recordare, Domine, Ricordatevi, o Signoquid acciderit nobis: in- re, di quel che è a noi tuere et respice oppro- avvenuto: mirate e conbrium nostrum. Hære- siderate la nostra ignoditas nostra versa est minia. La nostra erediad alienos, domus no- tà è andata in mano ai stræ ad extraneos. Pu- forestieri, le nostre case pilli facti sumus absque ad estranei. Siamo dipatre; matres nostræ venuti pupilli privi di quasi viduæ. Aquam no- padre: le madri nostre stram pecunia bibimus; sono come vedove. A ligna nostra pretio com- prezzo di danaro abbiaparavimus. Cervicibus mo bevuta la nostr' anostris minabamur: las- cqua: col denaro abbiam sis non dabatur requies. comperate le nostre leÆgypto dedimus manum gna. Eravamo condotti et Assyriis, ut satura- presi pel nostro collo: remur pane. Patres no- agli stanchi non concestri peccaverunt, et non devasi requie. Agli Egizj sunt: et nos iniquitates ed agli Assirj porgemeorum portavimus. Servi mo le mani per esser dominati sunt nostri; satollati di pane. I padri non fuit qui redimeret nostri peccarono, e più non sono: e noi le loro iniquità abbiam portate. I servi nostri ci hanno dominato; non v' ebbe chi ci riscattasse dalle A MATTUTINO. 385 de manu eorum. In ani- mani loro. Con pericolo mabus nostris afferaba- di nostra vita andavamo mus panem nobis, a fa- a provvederci di sostencie gladii in deserto. Pel- tamento in luoghi delis nostra, quasi cliba- serti, temendo sempre la nus, exusta est a facie spada. La nostra pelle, teinpestatum famis. Mu- come un forno, è arsa lieres in Sion humilia- per l'atrocità della fame. verunt, et virgines in Svergognavano in Sion civitatibus Juda. le donne, e le vergini delle città di Giuda. Jerusalem, Jerusalem, convertere ad Dominum Deum tuum. Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Dio tuo. R. Plange quasi virR. Piangi come una go, plebe mea: ululate giovane sposa, o mio pastores in cinere et ci- popolo: gettate strida, licio; quia venit dies o pastori, nella cenere Domini, magna et amara e nel cilicio; perchè è valde. vicino il giorno del Signore, grande e assai amaro. . Accingite vos, sa. Vestitevi di sacco cerdotes, et plangite; voi, sacerdoti, e menate ministri altaris, asper- duolo; o ministri delgite vos cinere. l'altare, aspergetevi di cenere. Quia venit, etc. Plange, etc. Perchè è vicino, ecc. Piangi, ecc. NEL SECONDO NOTTURNO. Ant. Elevamini, porAnt. Alzatevi, voi o porte dell' eternità, ed 25 386 VENERDÌ SANTO tæ æternales, et introi- entrerà il Re della globit Rex gloriæ. ria. Salmo 23. Domini est terra, et Del Signore ell' è la plenitudo ejus: orbis ter- terra, e tutto quello che rarum, et universi qui la riempie: il mondo e habitant in eo. tutti i suoi abitatori. Quia ipse super ma- Imperocchè egli la fonria fundavit eum; et dò superiore dei mari; super flumina præpara- e al di sopra dei fiumi vit eum. la collocò. Quis ascendet in mon- Chi salirà al monte tem Domini, aut quis del Signore, e chi starà stabit in loco sancto e- nel suo santuario? jus? Innocens manibus, et Colui che ha pure le mundo corde; qui non mani, e il cuore mondo; accepit in vano animam che non ha ricevuto insuam, nec juravit in do- vano l'anima sua, e non lo proximo suo. ha fatto giuramento al suo prossimo per ingannarlo. Hic accipiet benediQuesti avrà benedizioctionem a Domino;* et ne dal Signore, e misemisericordiam a Deo Sa- ricordia da Dio suo Sallutari suo. vatore. Hæc est generatio Tal è la stirpe di coquærentium eum: quæ- loro che lo cercano: di coloro che cercano la A MATTUTINO. 387 rentium faciem Dei Ja- faccia del Dio di Giacob. cobbe. Attolite portas, prin- Alzate, o principi, le cipes, vestras et eleva- vostre porte, e alzatevi mini portæ æternales; voi, porte dell' eternità; et introibit Rex gloriæ. ed entrerà il Re della gloria. Quis est iste Rex glo- Chi è questo Re della riæ? Dominus fortis et gloria? il Signore forte potens, Dominus potens e potente, il Signore poin prælio. tente nelle battaglie. Attolite portas, prin- Alzate, o principi, le cipes, vestras et eleva- vostre porte, e alzatevi mini portæ æternales; voi, porte dell' eternità; et introibit Rex gloriæ. ed entrerà il Re della gloria. Quis est iste Rex gloChi è questo Re della Dominus virtu- gloria? Il Signore degli tum ipse est Rex glo- eserciti, egli è il Re della riæ. gloria. riæ? Ant. Elevamini, portæ æternales, et introibit Rex gloriæ.ic Ant. Credo videre bona Domini in terra viventium. Ant. Alzatevi, voi, o porte dell'eternità, ed entrerà il Re della gloria. Ant. Credo che io vedrò i beni del Signore nella terra dei vivi. Salmo 26. Dominus illuminatio II Signore è luce mia mea et salus mea; e salute mia; chi ho io quem timebo? da temere? VENERDÌ SANTO Dominus protector vi- Il Signore difende la tæ meæ; a quo trepi- mia vita; chi potrà farmi tremare? 388 dabo? Dum apropiant super Nel mentre che mi me nocentes, ut edant vengono sopra i cattivi carnes meas. per divorar le mie carni. Qui tribulant me iniQuesti nemici miei che mici mei: ipsi infirmati mi affliggono: eglino sunt, et ceciderunt. stessi hanno inciampato, e sono caduti. Si consistant adverQuando si verrà consum me castra, non tro di me degli eserciti timebit cor meum. attendati, non temerà il cuor mio. Quando io avrò contro di me a battaglia, in questo io porrò mia * Si exurgat adversum me prælium, in hoc ego sperabo. * speranza. Unam petii a Domino, Una sola cosa ho dohanc requiram; ut in- mandata al Signore, quehabitem in domo Do- sta io cercherò; che io mini omnibus diebus vi- possa abitare nella casa tæ meæ. del Signore per tutti i giorni della mia vita. Ut videam voluptatem Domini, et visitem templum ejus. Quoniam abscondit me in tabernaculo suo:* in die malorum protexit me in abscondito tabernaculi sui, Affine di vedere il gaudio del Signore, frequentando il suo tempio. Imperocchè egli mi ha ascoso nel suo tabernacolo: nel giorno delle sciagure mi pose al coperto nell'intimo del suo tabernacolo. A MATTUTINO. 389 meos. Circuivi, et immolavi In petra exaltavit me; Sopra di un'alta pieet nunc exaltavit caput tra mi trasportò; e adesmeum super inimicos so ha innalzato la testa mia sopra dei miei amici. Stetti intorno a lui in tabernaculo ejus ho- nel tabernacolo suo imstiam vociferationis; molando sacrifizi al suocantabo, et psalmum di- no delle trombe; canterò, cam Domino. e salmeggierò lodando il Signore. Exaudi, Domine, voEsaudite, o Signore, cem meam, qua clamavi la voce mia, colla quale ad te; miserere mei, vi ho invocato; abbiate et exaudi me. misericordia di me, ed esauditemi. Tibi dixit cor meum, Con voi parla il cuor exquisivit te facies mea:* mio, vi hanno cercato faciem tuam, Domine, gli occhi miei; la faccia requiram. vostra, o Signore, io cercherò. Ne avertas faciem tuam a me: ne declines in ira a servo tuo. Non rivolgete la faccia vostra da me: non vi ritirate per isdegno dal servo vostro. Adjutor meus esto: Ajuto mio siate voi: ne derelinquas me, ne- non mi abbandonate, e que despicias me, Deus non mi disprezzate, o Dio Salutaris meus. Salvator mio. Quoniam pater meus Perchè il Padre mio et mater mea derelique- e la madre mia mi hanDominus au- no abbandonato; ma il Signore si è preso cura runt me; tem assumpsit me. di me. VENERDÌ SANTO Legem pone mihi, DoLa legge della via vomine, in via tua; et stra ponetemi davanti, dirige me in semitam o Signore; e guidatemi rectam propter inimicos pel diritto sentiero per riguardo ai nemici miei. meos. Ne tradideris me in Non mi abbandonate animas tribulantium me:* ai desiderj di coloro che quoniam insurrexerunt mi perseguitano; dapin me testes iniqui, et poichè si sono presenmentita est iniquitas sibi. tati contro di me testimonj falsi, e l' iniquità s' inventò delle menzogne. 390 Credo videre bona Do- Credo che io vedrò i mini in terra viven- beni del Signore nella tium. terra dei vivi. Expecta Dominum, vi- Aspetta il Signore, riliter age; et confor- diportati virilmente; e tetur cor tuum, et su- prenda vigore il cuor stine Dominum. tuo, e aspetta` pazientemente il Signore. Ant. Credo videre bona Domini in terra viventium. Ant. Domine, abstraxisti ab inferis animam meam. Ant. Credo che io vedrò i beni del Signore nella terra dei vivi. Ant. Signore, voi avete tratta fuori dell' inferno l'anima mia. Salmo 29. Exaltabo te Domine Io vi glorificherò, o quoniam suscepisti me; Signore, perchè voi mi A MATTUTINO. 391 nee delectasti inimicos avete protetto, nè avete meos super me. rallegrati del mio danno i miei nemici. Domine Deus meus, Signore Dio mio, io clamavi ad te, et sa- alzai a voi le grida, e voi mi sanaste. nasti me. Signore, voi traeste inferno animam meam; fuor dell' inferno l'anisalvasti me a descendentibus in lacum. Domine, eduxisti ab ma mia; mi salvaste dal consorzio di quelli che scendono nella fossa. Psallite Domino, San- Santi del Signore, cti ejus; et confitemi- cantate inni a lui; e ceni memoriæ sanctitatis lebrate la memoria di ejus. lui che è santo. Quoniam ira in in- Perchè egli flagella dignatione ejus; et vi- nella sua indignazione; ta in voluntate ejus. Ad vesperum demorabitur fletus, et ad matutinum lætitia. e nel suo favore dà vita. La sera saravvi il pianto, e al mattino allegrezza. Ma io aveva detto nella mia abbondanza: Non sarò soggetto a mutazione giammai. Ego autem dixi in abundantia mea:* Non movebor in æternum. Domine, in voluntate Signore, col vostro tua* præstitisti decori favore voi avevate dato meo virtutem. alle prosperevoli cose mie stabilità. Avertisti faciem tuam Rivolgeste da me la et factus sum vostra faccia; ed io fui in costernazione. A voi, o Signore, ala me; conturbatus. Ad te, Domine, cla 392 VENERDÌ SANTO mabo; et ad Deum zerò io le mie grida; al meum deprecabor. mio Dio presenterò la mia orazione. Que utilitas in sanguine meo; Qual vantaggio del dum de- sangue mio; quando io scendo in corruptionem? cadrò nella corruzione? Numquid confitebitur Forse canterà le lodi tibi pulvis? aut annun- vostre la polvere? o tiabit veritatem tuam? annunzierà la vostra verità? misertus est mei; Mi udì il Signore, ed Do- ebbe pietà di me; il Siminus factus est adju- gnore si fece mio ajuto. Audivit Dominus, et tor meus. Convertisti planctum Cangiaste per me in meum in gaudium mi- gaudio i miei lamenti: hi: conscidisti saccum faceste in pezzi il mio meum, et circumdedisti sacco, e m'inondaste di me lætitia. allegrezza. Ut cantet tibi gloria ✰ Affinchè vostra lode mea, et non compungar: sia la mia gloria, ed io Domine Deus meus, non sia più trafitto: Siin æternum confitebor gnore Dio mio, in etibi. terno canterò a voi. Ant. Domine, abstraxisti ab inferis animam meam. . Tu autem, Domine, miserere mei. R. Et resuscita me, et retribuam eis. Ant. Signore, voi avete tratta fuori dell'inferno l'anima mia. . Ma voi, o Signore, usatemi pietà. R). E rialzatemi, ed io farò vendetta di costoro. A MATTUTINO. 393 Pater noster, secreto. Ex Tractatu S. Augu-( Le cose che seguono stini Episcopi super son prese) dal TratPsalmos. tato del Vescovo S. Agostino sopra i Salmi. In Psalm. 63, vers. 7. Lectio IV. Lezione IV. Accedet homo ad cor Si alzerà l' uomo a altum, et exaltabitur grandi disegni, e Dio Deus. Illi dixerunt: Quis sarà esaltato. Coloro( i nos videbit? Defecerunt Giudei) dissero: Chi ci scrutantes scrutatatio- vedrà? Venner meno gli nes, consilia mala. Ac- indagatori nell'indagare cessit homo ad ipsa con- i loro pravi consigli. Si silia; passus est se te- innalzò l'uomo( Dio) neri ut homo. Non enim ad indagare cotesti vani teneretur, nisi homo, pensamenti, e soffrì di aut videretur nisi homo, esser tenuto per puro aut traderetur nisi ho- uomo. Imperocchè non mo, aut crucifigeretur, l'avrebber arrestato, se aut moreretur, nisi ho- non come uomo, non mo. Accessit ergo homo l' avrebber veduto, se non come uomo, non l' avrebbero tradito se non come uomo, non l'avrebber crocifisso, o ucciso, se non come uomo. Si sottomise dunque come uomo a tutte 394 VENERDÌ SANTO ad illas omnes passio- quelle passioni che in nes, quæ in illo nihil lui non avrebbon povalerent. Nisi esset homo tuto far breccia, se non liberaretur homo. non fosse stato uomo. Accessit homo ad cor Ma se egli non fosse altum, idest cor secre- stato uomo, non venitum, objiciens aspectiva liberato l' uomo. Si bus humanis hominem, alzò dunque l'uomo( Dio) servans intus Deum; ce- a grandi disegni, cioè lans formam Dei, in profondi, mostrandosi qua aequalis est Patri, agli occhi degli uomini et offerens formam ser- vero uomo, conservando vi, qua minor est Patre. al di dentro la divinità: ascondendo la natura divina, in cui è uguale al Padre, e manifestandosi nella forma di servo, nella quale è minore del Padre. R). Recessit Pastor no- R). È partito il nostro ster, fons aquæ vivæ, Pastore, fonte di acqua ad cujus transitum Sol viva, nel di cui passagobscuratus est. Nam gio il Sole si oscurò. et ille captus est, qui Con ciò fu messo in cacaptivum tenebat pri- tene quegli che in catemum hominem: hodie ne teneva il primo uoportas mortis, et seras mo: oggi le porte della pariter Salvator noster morte, unitamente alle disrupit. serrature, il nostro Salvatore abbattè. . Destruxit quidem. Si, distrusse i clauclaustra inferni, et sub- stri dell' inferno, e rovertit potentias diaboli. vesciò le potenze del Nam, etc. diavolo. Con ciò, ecc. A MATTUTINO. 395 Lectio V. Lezione V. Quo perduxerunt il- Dove li condussero las scrutationes suas, quelle loro indagazioni, quas perscrutantes de- nell'indagar le quali venfecerunt; ut etiam mor- nero meno; onde anche tuo Domino et sepulto, morto il Signore e secustodes ponerent ad se- polto, guardie ponessero pulcrum? Dixerunt e- al sepolcro? Imperocchè nim Pilato: Seductor il- dissero a Pilato: Quel le. Hoc appellabatur no- seduttore. Veniva chiamine Dominus Jesus mato con questo nome Christus, ad solatium il Signore Gesù Cristo servorum suorum, quan- a conforto dei suoi do dicuntur seductores. servi, quando son chiaErgo illi Pilato: Sedu- mati seduttori. Adunque ctor ille, inquiunt, dixit essi dicono a Pilato: adhuc vivens: Post tres Quel seduttore disse, dies resurgam. Jube ita- quando era ancor vivo: que custodiri sepulcrum Dopo tre giorni risusciusque in diem tertium, terò. Ordinate dunque ne forte veniant disci- che sia custodito il sepuli ejus, et furentur polcro sino al terzo eum, et dicant plebi: giorno, affinchè forse Surrexit a mortuis: et non vadano i suoi dierit novissimus error pe- scepoli a rubarlo, e dijor priore. Ait illis Pi- cano al popolo Egli è latus: Habetis custodiam, risuscitato da morte: e fia l'ultimo inganno peggiore del primo. Disse loro Pilato: Siete padroni delle guardie, andate, 396 VENERDÌ SANTO ite, custodite sicut sci- custodite come vi pare. tis. Illi autem abeun- Ed essi andarono e aftes, munierunt sepul- forzarono il sepolcro crum signantes lapidem, colle guardie, e misero cum custodibus. il sigillo alla pietra. R. O vos omnes, qui R). O voi tutti, che transitis per viam, at- passate per questa stratendite et videte,* si est da, ponete mente e vedolor similis sicut dolor dete, se v'ha dolore simile al mio dolore. meus. . Attendite, universi. Ponete mente, popopuli, et videte dolo- poli tutti, e vedete il dolore. Se v' ha dolore, ecc. mio Lectio VI. Lezione VI. Posuerunt custodes Posero a guardia i milites ad sepulcrum. soldati al Sepolcro. ScosConcussa terra, Domi- sa la terra, il Signore nus rexurrexit: mira- risuscitò: miracoli tali eula facta sunt talia cir- accaddero intorno al seca sepulcrum, ut et ipsi polcro, che fin gli stessi milites, qui custodes ad- soldati, che eran venuti venerant, testes fierent, a custodirlo, lo potrebsi vellent vera nuntiare. bero contestare, se voSed avaritia illa, quæ lesser annunziar il vero. captivavit discipulum co- Ma quell' avarizia, che mitem Christi, captiva- acciecò il discepolo comvit et militem custodem pagno di Cristo, acciecò sepulcri. Damus, inqui- anche il soldato custode unt, vobis pecuniam; et del sepolcro. Vi daremo, dissero, del denaro, e rem meum. Si est, etc. A MATTUTINO. 397 dicite, quia, vobis dor- dite che, mentre voi dormientibus, venerunt di- mivate, son venuti i discipuli ejus, et abstule- scepoli di lui, e lo hanno runt eum. Vere defece- rubato. Veramente venrunt scrutantes scruta- ner meno nell' indagar tiones. Quid est quod le loro indagazioni. Cosa dixisti, o infelix astu- è quello che dicesti, intia? Tantumne deseris felice astuzia? E tanto lucem consilii veritatis, ti allontani dalla luce et in profunda versu- del consiglio di verità, tia demergeris, ut hoc e nel profondo della dicas Dicite, quia vo- malizia t'immergi, fin di bis dormientibus, vene- suggerire: Dite che, runt discipuli ejus, et mentre voi dormivate, abstulerunt eum? Dor- son venuti i discepoli mientes testes adhibes? di lui, e lo han rubato? Vere tu ipse obdormi- Di dormienti testimonj sti qui scrutando talia tu ti servi? tu sì che defecisti. dormisti, quando nell'indagar tali cose venisti meno. R). Ecce quomodo mo- R). Ecco come muore ritur justus, et nemo il giusto, e niuno vi percepit corde; et viri pensa di cuore; e gli justi tolluntur, et ne- uomini giusti vengon mo considerat: a facie tolti dal mondo, e niuiniquitatis sublatus est no ci pensa seriamente: justus;* et erit in pace dal cospetto dell'iniquimemoria ejus. tà vien tolto il giusto; e sarà in pace la di lui memoria. ỳ. Tamquam agnus . Come un agnello coram tondente se ob- dinanzi a colui che lo 398 VENERDÌ SANTO mutuit, et non aperuit tosa si sta muto, e non os suum: de angustia apre la sua bocca; dopo et de judicio sublatus l'oppressione della conest. Et erit in pace, etc. Ecce quomodo, etc. danna egli fu innalzato. E sarà in pace, ecc. Ecco come muore, ecc. NEL TERZO NOTTURNO. Ant. Deus adjuvat me, Ant. Dio mi ajuta, e et Dominus susceptor il Signore ha preso a est animæ meæ. difendere la mia vita. Salmo 53. Deus, in nomine tuo Salvatemi, o Dio, pel salvum me fac: et in virtute tua judica me. vostro nome; e colla vostra potenza difendetemi. Deus, exaudi oratio- Esaudite, o Dio, la nem meam: auribus mia orazione: porgete percipe verba oris mei. orecchio alle parole della mia bocca. Quoniam alieni in- Imperciocchè uomini surrexerunt adversum stranieri alzarono banme, et fortes quæsie- diera contro di me, e runt animam meam: uomini potenti cercaroet non proposuerunt no l'anima mia; e non Deum ante conspectum hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro. suum. Ecce enim Deus adEcco però che Dio mi juvat me, et Domi- ajuta, e il Signore ha A MATTUTINO. 399 nus suscepto est animæ preso a difendere la mia meæ. vita. Averte mala inimicis Ritorcete il male soet in veritate pra de' miei nemici; e disperdeteli secondo la vostra verità. Vi offrirò sacrifizio meis; tua disperde illos. Voluntarie sacrificabo tibi; et confitebor no- volontario; e darò lode mini tuo, Domine, quo- al nome vostro, o Siniam bonum est. gnore, perchè buona cosa ella è questa. Quoniam ex omni tri- Perocchè da ogni tribulatione eripuisti me; bolazione mi avete libeet super inimicos meos rato; e gli occhi miei despexit oculus meus. con disprezzo han veduto i miei nemici. * Ant. Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animæ meæ. Ant. Dio mi ajuta, e il Signore ha preso a difendere la mia vita. Ant. In pace factus est Ant. Nella pace è la locus ejus, et in Sion sua sede, ed in Sionne habitatio ejus. la sua abitazione. Salmo 75. Notus in Judæa De- Dio è conosciuto nelus: in Israel magnum la Giudea: in Israello è nomen ejus. grande il suo nome. Et factus est in pace E la sua sede è nella locus ejus; et habita- pace; ed ha sua abitatio ejus in Sion. zione in Sionne. Ibi confregit potentiam Ivi egli ha distrutta 400 VENERDÌ SANTO arcuum: scutum, gla- la forza degli archi; lo dium et bellum. scudo, la spada e la guerra. Illuminans tu mira- 0 voi che spandete biliter a montibus æter- miserabilmente la vonis; turbati sunt om- stra luce dalle alte montanes insipientes corde. gne; sono rimasti conquisi tutti gli stolti di cuore. Dormirono il loro sonDormierunt somnum suum; et nihil inve- no; e nulla trovarono nerunt omnes viri di- tutti questi uomini tevitiarum in manibus soreggianti nelle loro suis. mani. Ab increpatione tua Al tuono delle minacDeus, Jacob, dormi- ce vostre, o Dio di Giataverunt qui ascende- cobbe, si addormentarorunt equos. no i cavalieri. et Voi terribile siete, e ex chi farà resistenza a voi? l'ira vostra è antica. Tu terribilis, es, quis resistet tibi? tunc ira tua. feterra De coelo auditum cisti judicium: tremuit, et quievit. Dal cielo faceste sentire il giudizio vostro; tremò la terra, e si tacque. Allorchè Dio si levò per far giudizio; onde faceste salvi tutti i mansueti della terra. Cum exurgeret in judicium Deus: ut salvos faceret omnes mansuetos terræ. Quoniam cogitatio ho- L'uomo che rifletterà minis confitebitur tibi; darà lode a voi; e la et reliquæ cogitationis fine de' suoi pensieri diem festum agent tibi. sarà di onorarvi con giorni festivi. A MATTUTINO. 401 Offerite voti al SignoVovete, et reddite Domino Deo vestro; o- re Dio vostro, e sciogliemnes qui in circuitu teli; 0 voi tutti che, ejus affertis munera. stando intorno a lui, gli presentate dei doni. Terribili et ei qui aufert spiritum principum; A lui terribile, a lui che toglie lo spirito ai terribili apud reges grandi, a lui che è terterræ. ribile ai re della terra. Ant. In pace factus est locus ejus, et in Sion habitatio ejus. Ant. Nella pace è la sua sede, ed in Sionne la sua abitazione. Ant. Factus sum sicut Ant. Sono divenuto homo sine adjutorio, in- come un uomo senza ter mortuos liber. soccorso, io che tra i morti son libero. Salmo 87. meæ; et nocte coram te. Domine, Deus salutis Signore, Dio di mia in die clamavi salute; di giorno e di notte innalzai le mie grida a voi. Giunga al cospetto vostro la mia orazione: porgete le orecchie vostre alla mia preghiera. Imperocchè è ripiena Quia repleta est ma* lis anima mea; et vi- di mali l'anima mia; e ta mea inferno appro- la mia vita al sepolcro pinquavit. si avvicina. Estimatus sum cum Intret in conspectu tuo oratio mea: inclina aurem tuam ad precem meam. Son riputato come un 26 VENERDÌ SANTO descendentibus in la- di quelli che scendono cum: factus sum sicut nella fossa: son divenuhomo sine adjutorio, to come un uomo senza inter mortuos liber. soccorso, io che tra i morti son libero. 402 Sicut vulnerati dor- Come gli uccisi che mientes in sepulcris, dormono nei sepolcri, quorum non es memor de' quali voi non avete amplius: et ipsi de più memoria, ed essi manu tua repulsi sunt. dalla cura vostra sono esclusi. Posuerunt me in laMi posero in una fosferiori: in tene- sa profonda, in luoghi brosis, et in umbra tenebrosi, e nell' ombra mortis. cu inferiori: 食 di morte. Super me confirma- Sopra di me si agtus est furor tuus, et gravò il furor vostro e omnes fluctus tuos in- tutte le procelle vostre duxisti super me. scaricaste sopra di me. Allontanaste da me i Longe fecisti notos meos a me: posuerunt miei conoscenti; mi rime abominationem sibi. putarono come oggetto di abbominazione. Fui dato in potere aloculi mei trui, e io non aveva egrediebar; languerunt præ inopia. scampo; gli occhi miei si seccarono per l'afflizione. Traditus sum, et non Clamavi ad te, DomiAlzai le mie grida a mine, tota die;" expan- voi, o Signore, tutto il di ad te manus meas. di; verso di voi io stesi le mie mani. Forse a pro dei morti Numquid mortuis fa 403 cies mirabilia? aut farete voi miracoli? o medici suscitabunt, et i medici renderan loro confitebuntur tibi? la vita, perchè essi a voi dian lode? A MATTUTINO. * Numquid narrabit aVi sarà egli forse chi liquis in sepulcro mi- nel sepolcro racconti la sericordiam tuam; et misericordia vostra, e le veritatem tuam in per- verità vostre nell' inferditione? no? * Numquid cognoscen- Forse saran elleno cotur in tenebris mirabi- nosciute nelle tenebre le lia tua? et justitia tua meraviglie vostre? e la in terra oblivionis? giustizia vostra nella terra della dimenticanza? Ma io a voi, o Siet mane gnore, alzai le mie grida; e al mattino la mia orazione vi preverrà. Et ego ad te, Domine, clamavi; oratio mea præveniet te. Ut quid, Domine, reE perchè, o Signore, pellis orationem meam, rigettate voi la mia oraavertis faciem tuam azione, e rivolgete da me me? la faccia vostra? * Pauper sum ego, et Povero son io, e in in laboribus a juven- affanni sin dalla mia exaltatus prima età; cresciuto poi, autem, humiliatus sum fui umiliato e depresso. et conturbatus. tute mea; In me transierunt iræ Sopra di me sono catuæ; et terrores tui duti gli sdegni vostri; conturbaverunt me. e i terrori vostri mi conturbarono. Circumdederunt me Mi inondarono come sicut aqua tota die: acqua tuttodi: mi han VENERDI SANTO circumdederunt me si- no sommerso tutti in404 mul. sieme. Avete allontanato da et me l'amico e il congiunto, e i miei conoscenti per cagione della miseria.. Elongasti a me amicum et proximum, notos meos miseria. Ant. Sono divenuto come un uomo senza socrio, inter mortuos liber. corso, io che tra i morti Ant. Factus sum sicut homo sine adjutoson libero. . In pace factus est locus ejus. R). Et in Sion habitatio ejus. . Nella pace è la sua sede. R). Ed in Sionne la sua abitazione. Pater noster, secreto. De Epistola B. Pauli A- Dall'Epistola di S. Paolo postoli ad Hebræos. Apostolo agli Ebrei. Lectio VII, Cap. 9, c. Christus assistens Cristo venendo ponPontifex futurorum bo- tefice dei futuri beni, per norum, per amplius et mezzo di un più eccelperfectius tabernaculum lente e più perfetto tanon manufactum, id est, bernacolo non manufatnon hujus creationis: ne- to, vale a dire, non di que per sanguinem hir- questa fattura: nè mecorum, aut vitulorum, diante il sangue dei capri o dei vitelli, ma per Lezione VII. A MATTUTINO. 405 sed per proprium San- mezzo del proprio Sanguinem, introivit semel gue, entrò una volta nel in Saneta, æterna re- Santa, ritrovata avendo demptione inventa. Si una eterna redenzione. enim sanguis hircorum Imperocchè, se il sanet taurorum, et cinis gue dei capri e dei tori, vitulæ aspersus, inqui- e la cenere di vacca natos sanctificat ad e- aspergendo gl'immondi, mundationem carnis; li santifica quanto alla quanto magis Sanguis mondezza della carne; Christi, qui per Spiri- quanto più il Sangue di tum Sanctum semeti- Cristo, il quale per lo psum obtulit immacula- Spirito Santo offri sè tum Deo, emundabit stesso immacolato a Dio, conscientiam nostram ab monderà la nostra cooperibus mortuis, ad scienza dalle opere di serviendum Deo viventi? morte per servire a Dio vivo? . Astiterunt reges . Si son levati su i terræ, et principes con- re della terra, e i prinvenerunt in unum:* ad- cipi si son collegati inversus Dominum et ad- sieme contro il Signoversus Christum ejus. re e contro il suo Cristo. R. Quare fremuerunt R). Per qual ragione gentes, et populi me- fremono le genti, e i ditati sunt inania? Ad- popoli macchinano dei versus Dominum, etc. vani disegni? Contro il Signore, ecc. emisi't alt Lezione VIII.mod Lectio VIII. Et ideo novi testaE per questo è egli menti mediator est; ut, del nuovo testamento 406 VENERDI SANTO morte intercedente, in mediatore; affinchè, inredemptionem earum terposta la di lui morte, prævaricationum, quæ in redenzione di quelle erant sub priori testa- prevaricazioni, che susmento, repromissionem sistevano sotto il primo accipiant, qui vocati sunt testamento, i chiamati æternæ hæreditatis. Ubi ricevano la promessa enim testamentum est, dell'eterna eredità. Immors necesse est inter- perocchè dove è testacedat testatoris. Testa- mento, la morte fa d'uomentum enim in mor- po che intervenga del tuis confirmatum est: testatore. Imperocchè il alioquin nondum valet, testamento per la morte dum vivit qui testatus è ratificato: chè del reest. Unde nec primum sto non è ancora valiquidem sine sanguine do, mentre vive chi ha dedicatum est. testato. Per la qual cosa neppur il primo fu celebrato senza sangue. R. Estimatus sum R). Son riputato come cum descendentibus in un di quelli che scenlacum;* factus sum si- dono nella fossa; son cut homo sine adjuto- divenuto come uomo rio, inter mortuos liber. senza soccorso, io che tra i morti son libero. y. Posuerunt me in. Mi posero. in una lacu inferiori, in tene- fossa profonda, in luobrosis, et in umbra mor- ghi tenebrosi, e nell'omtis. Factus sum sicut bra di morte. Son riputato, ecc. homo, etc. Estimatus. Lectio IX. A MATTUTINO. Lezione IX. 407 Lecto enim omni man- Imperocchè, letti che dato legis a Moyse uni- ebbe tutti i comandi verso populo, accipiens della legge Mosè a tutto sanguinem vitulorum et il popolo, preso il sanhircorum, cum aqua et gue dei vitelli e dei calana coccinea et hysso- pri, con acqua e colla po, ipsum quoque li- lana di color scarlatto brum et omnem popu- e l'issopo, il ro steslum aspersit, dicens: so e tutto il popolo inHic sanguis testamenti sieme asperse, dicendo: quod mandavit ad vos Questo è il sangue del Deus. Etiam tabernacu- testamento, disposto da lum, et omnia vasa mi- Dio con voi. Ed anche nisterii, sanguine simi- il tabernacolo, e tutti i liter aspersit. Et omnia vasi del ministero, di pene in sanguine se- sangue similmente egli cundum legem mundan- asperse. E quasi tutte tur; et sine sanguinis le cose col sangue seeffusione non fit re- condo la legge si purimissio. ficano; e senza spargimento di sangue non vi è remissione. R. Sepulto Domino R). Sepolto il Signosignatum est monumen- re, fu posto il sigillo tum, volventes lapidem al sepolcro, ribaltando ad ostium monumenti; una pietra alla bocca ponentes milites qui cu- del sepolcro; ponendo stodirent illum. dei soldati che gli facessero la guardia. 408 VENERDÌ SANTO, A MATTUTINO. . Accedentes prin-. Presentandosi i cipes sacerdotum ad Pi- principi dei sacerdoti a latum, petierunt illum, Pilato, glielo chiesero. ponentes, etc. Sepul- Ponendo dei soldati, ecc. to, etc. Sepolto, ecc. ALLE LAUDI closerieda Ant, O mors, ero mors Ant. O morte, io satua: morsus tuus ero, rò la tua morte; tuo inferne. strazio sarò io, o inferno. Salmo Miserer mei, Deus, a carte 175. Ant. Plangent eum Ant. Lui piangeranno quasi unigenitum, quia come suol piangersi un innocens Dominus oc- unico figlio, perchè l'incisus est. Beboe is nocente Signore è stato ucciso. VENERDÌ SANTO, ALLE LAUDI. Salmo 42. Dei: 409 Judica me, Deus, et Datemi ragione, o Sidiscerne causam meam gnore, e prendete in de gente non sancta: mano la causa mia: liab homine inique et beratemi da una naziodołoso erue me. ne non santa: dall'uomo iniquo e ingannatore liberatemi. Quia tu es, Deus, fortitudo mea: Perocchè voi siete, o quare Dio, la mia fortezza; me repulisti? et quare perchè mi avete voi ritristis incedo, dum affli- gettato e lasciato in trigit me inimicus?- stezza, mentre mi affiigge il nemico? Emitte lucem tuam Fate spuntar la voet veritatem tuam: stra luce e la vostra ipsæ me deduxerunt et verità: elleno m'instraadduxerunt, in montem dino, e mi conducano sanctum tuum, et in al vostro monte santo, tabernacula tua. e ai vostri tabernacoli. Et introibo ad altare E mi accosterò all'alad Deum, qui tare di Dio; a Dio il lætificat juventutem me- quale dà letizia alla mia giovinezza. am. Confitebor tibi in ciLoderò voi sulla cethara, Deus Deus me- tra, Dio Dio mio; e perus; quare tristis es chè, o anima mia, sei tu anima mea, et quare nella tristezza, e perchè conturbas me? mi conturbi? Spera in Deo, quoSpera in Dio, impe 410 VENERDÌ SANTO niam adhuc confitebor rocchè ancora canterò illi: salutare vultus le lodi di lui: salute mei, et Deus meus. della mia faccia, e Dio mio. * Ant. Plangent eum Ant. Lui piangeranno quasi unigenitum, quia come suol piangersi un innocens Dominus occi- unico figlio, perchè l' insus est. nocente Signore è stato ucciso. Ant. Attendite, uni- Ant. Ponete mente, versi populi, et videte popoli tutti, e osservadolorem meum. te il mio dolore. Salmo Deus, Deus meus col seg. a carte 181. Ant. A porta inferi Ant. Dalla porta del erue, Domine, animam sepolcro liberatemi, o Signore. meam. Cantico di Ezechia. Isa. 38, b. Ego dixi: In dimidio Io dissi: Alla metà dierum meorum va- dei miei giorni anderò dam ad portas inferi. alle porte del sepolcro. Quæsivi residuum annorum meorum, dixi: Non videbo Dominum Cercava il resto degli anni miei, io dissi:. Non vedrò il Signore Iddio Deum in terra viven- nella terra dei vivi. tium. Non aspiciam hominem ultra, torem quietis. et habitaNon vedrò più uomo nè quelli che abiteranno nella pace. 411 ALLE LAUDI. Generatio mea ablata Il vivere è a me tolto, est, et convoluta est a e ripiegato il mio tame, quasi tabernacu- bernacolo, come tenda lum pastorum. di un pastore. Præcisa est, velut a E troncata, come dal texente, vita mea: dum tessitore la tela, la mia adhuc ordirer, succidit vita: quand' io ordiva me: de mane usque tuttora, ei mi recise: ad vesperam finies me. dal mattino alla sera voi mi finirete. Sperabam usque ad Sperai fino al mattimane; quasi leo sic no; egli quasi leone contrivit omnia ossa stritolò tutte le ossa mie. mea. De mane usque ad Dal mattino alla sera voi mi finirete: come vesperam finies me: sicut pullus hirundinis un tenero rondinino io sic clamabo, meditabor striderò, gemerò come ut columba. colomba. Attenuati sunt oculi Si debilitarono gli ocsuscipientes in chi miei, col mirar su all'alto. mei, excelsum. Signore, è violento lo stato mio, prendete il Quid dicam? aut quid patrocinio di me: Che respondebit mihi, cum dirò io? o come prenipse fecerit? derà egli il mio patrocinio, quand'egli ha ciò fatto? Domine, vim patior, responde pro me: Io ripenserò dinanzi in ama- a voi tutti gli anni miei; nell'amarezza dell'anima Recogitabo tibi omnes annos meos: ritudine animæ meæ. Imia. VENERDÌ SANTO Signore, se tale è la Domine, si sic vivitur et in talibus vita vita, se in tali cose è spiritus mei, corripies riposta la vita del mio me, et vivificabis me:* spirito, voi correggetemi ecce in pace amaritudo e ravvivatemi: ecco che mea amarissima. è in pace l'amarissima amarezza mia. 412 Tu autem eruisti ani- E voi avete liberata mam meam, ut non pe- l'anima mia dalla perrirem; projecisti post dizione; vi siete gettato tergum tuum omnia pec- dietro le spalle tutti i miei peccati. cata mea. Quia non infernus Perocchè il sepolcro confitebitur tibi, neque non canterà le vostre mors laudabit te:* non glorie, nè la morte daexpectabunt qui descen- rà laude a voi; non dunt in lacum verita- aspetteranno quei che scendono nella fossa l'adempimento di vostre veraci promesse. tem tuam. ipse I vivi, i vivi daranno sicut laude a voi, com' io pupater re in questo giorno: il veri- padre ai figliuoli annunzierà come verace siete voi. Vivens, vivens confitebitur tibi, et ego hodie: filiis notam faciet tatem tuam. Domine, salvum me Salvatemi, Signore; fac; et psalmos no- i nostri cantici noi canstros cantabimus cun- teremo per tutti i giorctis diebus vitæ nostræ ni della nostra vita nella casa del Signore. Ant. Dalla porta del in domo Domini. Ant. A porta inferi- l ALLE LAUDI. 413 erue, Domine animam sepolcro liberatemi, o meam. Signore. Ant. O vos omnes qui Ant. Voi tutti che transistis per viam, at- passate per istrada, potendite, et videte, si est nete mente, e vedete se dolor sicut dolor meus. vi è dolore uguale al dolor mio. Salmo Laudate Dominun de coelis, con i due seguenti, a carte 188. . Caro mei requie-. La carne mia riscet in spe. poserà nella speranza. R). Et non dabis sanctum tuum videre corruptionem. R. E non permetterete che il vostro santo soggiaccia alla corruzione. Al Benedictus. Antiphona. Mulieres sedentes ad Le donne che sedemonumentum lamenta- vano al sepolcro, si dobantur, flentes Domi- levano, piangendo il Signore. num. Cantico Benedictus: Dominus, a carte 193. . Christus factus est, etc., Pater noster, etc. Miserere, etc. Respice, quæsumus, Domine, etc. con le rispettive rubriche pag. 195 e 196. SABBATO SANTO SABBATO SANTO ALLA MATTINA Le Ore, come nel Giovedi Santo a pag. 199. ALLA MESSA STAZIONE A S. GIOVANNI IN LATERANO. Ad ora competente si parano gli Altari, e si dicono le Ore colle candele estinte sull'Altare fino al principio della Messa. Frattanto si scuote fuor della Chiesa da qualche pietra il fuoco, si accendono dei carboni. Finita Nona, il Sacerdote vestito di Amitto, Camice, Cingolo, Stola e Piviale violaceo, ovvero senza pianeta, accompagnato dai ministri colla Croce, acqua benedetta ed incensiere, fuori della porta, se può comodamente farsi, altrimenti nell' ingresso della Chiesa, benedice il nuovo fuoco e recita l'Oremus come segue. DICHIARAZIONE. Cristo in molti luoghi della Scrittura è detto Pietra, dalla quale, avendolo i cuori degli Ebrei ostinati e duri a guisa d'accíajo, percosso colla persecuzione sino a farlo morire, uscirono le cinque fornaci di amore, che furono le cinque piaghe, e s'accese un fuoco di legge amorosissima ed infuocata riscaldante il mondo. E questo è il mistero che ora si rappresenta.clar 27 418 SABBATO SANTO . Dominus vobis-. Il Signore sia con cum. R). Et cum spiritu tuo. OREMUS. R). Amen. xiro voi. OREMUS. R. E collo spirito voKJ3 Deus, qui per Filium 0 Dio, che pel Figlio tuum, angularem scili- vostro, che è la pietra cet lapidem, claritatis angolare, della vostra tuæ ignem fidelibus con- chiarezza il fuoco ai fetulisti, productum ex deli apportaste, questo silice, nostris profutu- nuovo fuoco uscito dalla rum usibus novum hune pietra, perchè servir ignem sanctifica; possa ai nostri sensi, et concede nobis, ita santificate; e concedeper hæc festa Paschalia temi che in queste fecoelestibus desideriis in- ste Pasquali di celesti flammari, ut ad perpe- desiderii restiamo taltuæ claritatis, puris men- mente infiammati, che tibus, valeamus festa colle menti pure alle pertingere. Per eumdem feste della perpetua chiaChristum Dominum no- rezza siam fatti degni strum. di arrivare. Per il medesimo Cristo Signore nostro. R. Così sia. stro. PREGHIERA. PREGHIERA. Domine Deus, Pater Signore Iddio, Padre omnipotens, lumen in- onnipotente, lume che ALLA MESSA. 419 deficiens, qui es condi- mai non vien meno, voi tor luminum, bene che siete il creatore di die hoc lumen, quod a tutti i lumi, benedite te sanctificatum atque questo lume, perchè sanbenedictum est, qui il- tificato e benedetto sia da luminasti omne mun- voi, che illuminaste tutto dum; ut ab eo lumine il mondo; affinchè da accendamur, atque illu- quel lume veniamo acminemur igne claritasti cesi: ed illuminati dal tuæ: et sicut illumina- fuoco della vostra chiasti Moysen exeuntem de rezza: e siccome illumiÆgypto, illumines corda naste Mosè nell' uscir et sensus nostros; ut dell'Egitto, così illumiad vitam et lucem æter- nate i cuori e i sentinam pervenire merea- menti nostri; onde alla mur. Per Christum Do- vita e alla eterna luce minum nostrum. pervenir possiamo. Per il medesimo Cristo Signor nostro. R). Così sia. R). Amen. OREMUS. PREGHIERA. Domine sancte, Pa0 Signore santo, Pater omnipotens æterne dre onnipotente, eterno Deus; benedicentibus no- Iddio; a noi che benebis hunc ignem in no- diciamo questo fuoco nel mine tuo, et Unigeniti nome vostro, e del voFilii tui Dei ac Domini stro Unigenito Figliuolo Nostri Jesu Christi, et e Signor Gesù Cristo e Spiritus Sancti, coope- dello Spirito Santo rari digneris, et adjuva cooperare degnatevi, e 420 SABBATO SANTO nos contra ignita tela soccorreteci contro gli inimici, et illustra gra- infuocati dardi del netia coelesti. Qui vivis et mico, ed illuminateci regnas cum eodem Uni- colla vostra grazia celegenito tuo, et Spiritu ste. Voi che vivete e reSancto, Deus, per om- gnate col medesimo Uninia sæcula sæculorum. genito vostro, e collo ousimy sunt sig Spirito Santo( vero) Dio, e per tutti i secoli de' sesb, osom coli. R. Così sia. R). Amen. DICHIARAZIONE. 17. Dovendosi adoperare l'incenso con significato mistico, è conveniente che si santifichi con l'orazione e benedizione, non avendo in sè forza naturale di cagionare alcun bene appartenente allo spirito. Benedice i cinque grani d' incenso da porsi nel Cereo, dicendo assolutamente la seguente Orazione: Veniat, quæsumus, Venga, vi preghiamo, omnipotens Deus, super onnipotente Iddio, sopra hoc incensum larga tuæ questo incenso della vobene dictionis infu- stra benedizione un'absio: et hunc nocturnum bondante infusione: ne splendorem invisibilis questo notturno splenregenerator accende; ut dore, che voi siete il rigeneratore invisibile ( di tutte le cose) accen ALLA MESSA. 421 non solum sacrificium dete; acciocchè non solo quod hac nocte litatum il sacrifizio, per cui in est, arcana luminis tui questa notte cercammo admixtione refulgeat; di placarvi, della mistesed in quocumque loco riosa mescolanza del voex hujus sanctificatio- stro lume risplenda; ma nis mysterio aliquid fue- in qualunque luogo alrit deportatum, expulsa cun che di questo midiabolica fraudis nequi- stero di santificazione tia, virtus tuæ majesta- verrà trasportato, scactis assistat. Per eumdem ciata della diabolica froChristum Dominum no- de la malignità, la virtù strum, etc. della vostra maestà v'assista. Per il medesimo Cristo Signornostro, ecc. R. Così sia. R). Amen. DICHIARAZIONE. La Legge vecchia poteasi dir fuoco perchè Mosè chiamato fu da Dio in quegli spini roventi, e fu data con baleni sul monte di Sion, onde essendone significato ne' lumi, ed essi estinguendosi, abbiamo che per la morte e risurrezione del Signore ella mancò, ed in sua vece, risplende il lume cristiano. Mentre il Sacerdote benedice i grani dell' incenso, l'Accolito prende de' carboni benedetti, e li pone nell'incensiere, e terminata la sopradetta Orazione, il Sacerdote, preso dalla navicella dell' incenso, lo pone nel turibolo, e lo benedice secondo il solito, asperge tre volte coll'acqua benedetta i grani dell' incenso ed il fuoco, dicendo: Asperges me, senza canto, senza Salmo, e l'incensa tre volte. Frattanto si estinguono i lumi della Chiesa per accenderli poi col fuoco benedetto. 422 SABBATO SANTO Allora il Diacono, vestito di Dalmatica bianca, prende la canna nella cui cima son attaccate in forma di triangolo le tre candele. Va innanzi il Turiferario insieme coll Accolito, che porta in un bacile i grani d' incenso. Segue il Suddiacono colla Croce, indi viene il clero per ordine: dappoi il Diacono colla canna, ed ultimo di tutti il Celebrante. Entrato che è il Diacono in Chiesa, china la canna, e l'Accolito con una candeletta accesa dal nuovo fuoco benedetto, accen una delle candele poste in cima alla canna, ed il Diacono dopo averla alzata, s'inginocchia come fanno tutti gli altri, salvo il Suddiacono, che porta la Croce, e canta solo. Lumen Christi. R). Deo gratias. Avanzatosi al mezzo della Chiesa, ivi si accende l' altra candela, e nuovamente inginocchiato, canta come sopra, ma alquanto più alto: Lumen Christi. R). Deo gratias. Lume di Cristo. 4R). A Dio sieno rese elgrazie.mised Lume di Cristo. R. A Dio sieno rese uzor, grazie. Lumen Christi. R). Deo gratias. Per la terza volta si fa lo stesso davanti all'Altare, ed ancora più alto della seconda volta si canta: Lume di Cristo. R. A Dio sieno rese grazie. Ascende il Celebrante all'Altare e si porta alla parte dell'Epistola. Il Diacono consegna ad un Accolito la canna, e preso il libro, dimanda la benedizione al Sacerdote, come si costuma al Vangelo, ed il Sacerdote dice: Dominus sit in corde Il Signore sia nel tuo tuo, et in labiis tuis, cuore, e nelle tue lab ALLA MESSA. 423 ut digne et competen- bra, acciocchè degnater annuncies suum Pa- mente e competenteschale præconium: in mente annunzii il suo nomine Patris, et Filii, Pasquale elogio: in noet Spiritus Saneti.al me del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo. to R). Così sia. R). Amen. Si porta il Diacono al pulpito, e postovi sopra il libro. lo incensa. Il Suddiacono colla Croce, ed il Turiferario gli stanno alla destra, ed alla sinistra due Accoliti, cioè quello che tiene la canna, e l' altro che tiene il bacile con i grani d'incenso benedetti che debbono infiggersi nel Cereo. Allora alzandosi tutti, e stando in piedi come si costuma all' Evangelio, il Diacono canta: Exultet, etc. come segue. DICHIARAZIONE. theme- retabs L'accendere tre candele, andando per la Chiesa, significa la Fede cristiana, allorché fu portata dai Ministri evangelici nelle tre parti del mondo, ovvero che la Trinità si conobbe in ogni luogo per l'istesso mezzo. Si comincia già a trattare della Risurrezione del Salvatore; ed anticamente dicevasi tutto questo, che viene in seguito la vegnente notte: però si fa menzione di lui nella Benedizione e nella Messa; ma per evitare l'occasione e molti inconvenienti, che accader solevano in quel tempo, e perchè fosse maggiore il concorso delle genti a questa mattina fu trasferito. Il Cereo benedetto rappresenta Cristo, il quale col suo risorgere ha illuminata la terra, e scacciata l'oscurità delle idolatrie. E posto in un luogo eminente, essendo il Signore pervenuto ad una vita eterna, e sopra ogni mortalità. Si accende per mostrare che è vivente nella gloria. Si benedice, perchè non può l'esser suo naturale significar Cristo risuscitato. E questo si fa dal Diacono d'ordine inferiore del Sacerdote, essendo stata Maria Maddalena, minore degli Apostoli e delle altre Marie, quanto all' età, la prima che palesò Cristo ritornato. Si cominciò a benedire il Cereo per ordine di papa Zozimo e di Teodoro I: la benedizione fu composta da Sant'Ambrogio. 424 SABBATO SANTO Exultet jam angelica Esulti ormai( ch'è temturba coelorum; exultent po) l'angelica turba dei divina mysteria; et pro cieli; esultino i divini tanti Regis victoria tuba misteri; e per la vittoinsonet salutaris. Gau- ria di un tanto Re rideat et tellus tantis ir- suoni la tromba salutare. radiata fulgoribus, et Gioisca anche la terra æterni Regis splendore rischiarata da tanta luillustrata, totius orbis ce, e collo splendore se sentiat amisisse cali- dell'eterno Re illuminaginem. Lætetur et Ma- ta comprenda di aver ter Ecclesia tanti lumi- perduta l'oscurità( che nis adornata fulgoribus; teneva ingombrato) il et magnis populorum mondo tutto. Si rallegri vocibus hæc aula resul- anche la Madre Chiesa tet. Qua propter adstan- ornata dagli splendori tes vos, fratres carissimi, di tanto lume; e delle ad tam miram hujus festevoli acclamazioni dei claritatem, una mecum, popoli questa reggia riquæso, Dei omnipoten- suoni. Per la qual cosa tis misericordiam invo- voi circostanti, fratelli cate. Ut qui me, non carissimi, alla meravimeis meritis, intra Le- gliosa chiarezza di un vitarum numerum di- si santo lume uniti con gnatus est aggregare, me, vi prego, dell'onniluminis sui claritatem potente Iddio la misericordia invocata. Affinchè quel( Dio), che me, non per i miei meriti tra il numero dei Leviti si è degnato di annoverare, del suo lume la ALLA MESSA. 425 infundens, Cerei hujus chiarezza infondendo, allaudem implere perfi- la lode di questo Cereo ciat. Per Dominum no- concorra a dar compistrum Jesum Christum mento. Per i meriti del Filium suum, qui cum Signore nostro Gesù Crieo vivit et regnat in sto Figlio suo, che con unitate Spiritus Sancti, lui vive e regna nell'uDeus per omnia sæcula nità dello Spirito Santo, sæculorum. ( vero) Dio, per tutti i secoli de' secoli. R. Così sia. . Il Signore sia con R). Amen. y. Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. . Sursum corda. R). Habemus ad Dominum. . Gratias agamus Domino Deo nostro. R. Dignum et justum est. voi. R. E con lo spirito vostro. y. In alto i cuori. R). Gli abbiamo al Signore. . Grazie rendiamo al Signore Dio nostro. R). Degno e giusto egli è. Vere dignum et ju- Veramente degno e stum est, invisibilem giusto egli è, che l'inDeum Patrem omnipo- visibile Dio Padre onnitentem, Filium ejus uni- potente, e il di lui Figenitum, Dominum no- glio unigenito, Signor strum Jesum Christum, nostro Gesù Cristo, con toto cordis ac mentis tutto l'affetto del cuore affectu, et vocis mini- e della mente e col misterio personare. se nistero della voce abbia a risuonare. Qui pro nobis æterno Quegli che per noi 426 SABBATO SANTO Patri Adæ debitum sol- all'eterno Padre di Adavit, et veteris piaculi mo al debito soddisfece, cautionem pio cruore e dell'antico delitto la detersit. Hæc sunt enim macchia col pio sangue festa Paschalia, in qui- cancellò. Imperciocchè bus verus ille Agnus oc- queste sono le feste Paciditur, cujus sanguine squali, nelle quali quel portæ fidelium conse- vero Agnello è ucciso, crantur. Hæc nox est, col di cui sangue le in qua primum patres porte dei fedeli son connostros, filios Israel e- sacrate. Questa è quella ductos de Ægypto, mare notte, nella quale antiRubrum sicco vestigio camente i padri nostri, transire fecisti. Hæc igi- i figliuoli di Israele catur nox est, quæ pec- vati dell' Egitto faceste catorum tenebras colum- passare il mar Rosso næ illuminatione pur- con piede asciutto. Quegavit. Hæc nox est quæ sta dunque è quella hodie per universum notte che le tenebre de' mundum, in Christo cre- peccati colla illuminadentes, a vitiis sæculi zione della colonna diset caligine peccatorum sipò. Questa è quella segregatis reddit gratiæ, notte che oggi per tutto sociat sanctitati. Hæc il mondo i credenti in nox est in qua, destru- Cristo, segregati dai vizj ctis vinculis mortis, Chri- del secolo e dalla calistus ab inferis victor gine de' peccati, resti120 tuisce alla grazia, associa a santità. Questa è quella notte, nella quale, Patel spezzati i vincoli della morte, Cristo dal sepolcro vincitore risuscitò. ALLA MESSA. 427 ascendit. Nihil enim no- Imperocchè niente ci abis nasci profuit, nisi vrebbe giovato il nascere, redimi profuisset. O mi- se non avesse avuto da ra circa nos tuæ pieta- giovarci la redenzione. tis dignatio! O inestima- 0 mirabil degnazione bilis dilectio charitatis, della vostra pietà verso ut servum redimeres. di noi! o inestimabil Filium tradidisti! O certe benevolenza di carità, necessarium Adæ pec- che per riscattare il catum, quod Christi mor- servo, il Figlio avete te deletum est! O felix donato! O peccato di culpa, quæ talem, ac Adamo in certa manietantum meruit habere ra necessario, perchè Redemptorem! O vere colla morte di Cristo fu beata nox, quæ sola cancellato! O felice colmeruit scire tempus et pa, che un tale meritò e tanto Rehoram, in qua Christus di avere ab inferis resurrexit! dentore! O veramente Hæc nox est de qua beata notte, che sola scriptum est: Et nox meritò di sapere il temsicut dies illuminatur, po e l'ora, in cui Cristo et nox illuminatio mea dal sepolero risuscitò! in deliciis meis. Hujus Questa è quella notte di igitur sanctificatio no- cui sta scritto: E la ctis fugat scelera, cul- notte come il giorno sapas lavat, reddit inno- rà illuminata: anche la centiam, lapsis et moe- notte diverrà luce intorno a me. La santificazione dunque di questa notte le scelleraggini scaccia, le colpe lava, e restituisce l'innocenza ai caduti, e ai malinco 428 SABBATO SANTO stis lætitiam. Fugat odia, nici l'allegrezza. Caccia concordiam parat, et gli odj, a concordia precurvat imperia. para, e umilia gl' imperj. Qui il Diacono infigge nel Cereo, in forma di Croce, i cinque grani d'incenso. DICHIARAZIONE. I cinque grani d'incenso significano le cinque piaghe del Signore, ritenute da lui con molta gloria, le quali hanno riempiuto il mondo di un odore celeste ed immortale. In hujus igitur noctis In grazia dunque di gratia, suscipe, sancte una tal notte, ricevete, Pater, incensi hujus sa- o santo Padre, di quecrificium vespertinum, sto incenso il sacrificio quod tibi in hac Cerei vespertino, che a voi in oblatione solemni, per questa oblazione solenministrorum manus de ne del Cereo per mano operibus apum sacro- dei vostri ministri dei sancta reddit Ecclesia. lavori delle api la saSed jam columnæ hu- crosanta Chiesa presenjus præconia novimus, ta. Ma già di questa coquam in honorem Dei lonna i pregi conosciarutilans ignis accendit. mo, che in onore di Dio un risplendente fuoco accende. Qui il Diacono accende il Cereo con una delle candele poste sulla canna. 429 ALLA MESSA. Qui licet sit divisus In quel( fuoco) benin partes, mutuati ta- chè sia diviso in parti, men luminis detrimento pure dall'essersi ad alnon novit. Alitur enim trui comunicato non sofliquantibus ceris quas fre detrimento. Imperocin substantiam pretiosæ chè egli si pasce di lihujus lampadis apis ma- quide cere, che in nuter eduxit. trimento di questa preziosa lampada l'ape madre produsse. DICHIARAZIONE. Con lume del Cereo accendonsi gli altri lumi, affinchè si sappia che dal Signore è venuta la chiarezza delle Grazie e della Fede in ciascuno che ad altri l'abbia predicata. Qui si accendono le lampade. 0 0 vere beata nox, veramente beata quæ expoliavit Egyp- notte che spogliò gli tios, ditavit Hebræos! Egizj, arricchi gli Ebrei! Nox in qua terrenis cœ- Notte in cui alle terrene lestia: humanis divina cose le celesti, alle umajunguntur. Oramus ergo ne le divine si uniscono. te, Domine, ut Cereus Preghiamo dunque voi, iste in honorem tui no- o Signore, affinchè cominis consecratus, ad testo Cereo in onore del noctis hujus caliginem vostro nome consacrato, destruendam indeficiens a dissipar la caligine di perseveret. Et odorem questa notte immancasuavitatis acceptus, su- bilmente perseveri. E in pernis luminaribus, mi- odore di soavità ricevuto, coi superni luminari 430 SABBATO SANTO sceatur. Flammas ejus si confonda. Alle sue lucifer matutinus inve- fiamme la stella mattuniat. Ille, inquam, luci- tina s' unisca. Quella fer, qui nescit occasum. stella, dico, che mai Ille qui, regressus ab tramonta. Quello che, inferis, humano generi uscito dal sepolero, alserenus illuxit. Preca- l' uman genere sereno mur ergo te, Domine, risplende. Vi supplichiaut nos famulos tuos, mo dunque, o Signore, omnemque clerum, et acciocchè noi vostri serdevotissimum populum, vi, e tutto il clero, e il una cum beatissimo Pa- divotissimo popolo, inpa nostro N., et Anti- sieme col beatissimo Pastite nostro N., quiete pa nostro N., e il Patemporum concessa, in store nostro N. concehis Paschalibus gaudiis, dendoci la tranquillità assidua protectio, rege- de' tempi, in queste alre, gubernare et conser- legrezze Pasquali, colla vare digneris. Respice continua vostra proteetiam ad devotissimum zione vi degnate di reg( si non est coronatus di- gere, governare e concitur electum) Impera- servare. Rimirate anche torem nostrum N., cu- al divotissimo( se non è jus tu, Deus, desiderii coronato si aggiunge evota prænoscens, inef- letto) Imperator nostro fabili pietatis et miseri- N., i voti dei cui desicordiæ tuæ munere, derj voi, o Dio,.conotranquillum perpetuæ scendo, col dono inefpacis accomoda, et coe- fabile della vostra pietà lestem victoriam cum e misericordia, donate loro la tranquillità di 15 obeuna perpetua pace, e la teninul invsque tos of celeste vittoria unitamen ALLA MESSA. 431 omni populo suo. Per te a tutti i loro popoli. eumdem Dominum no- Per il medesimo Signor strum Jesum Christum nostro Gesù Cristo FiFilium tuum, qui tecum glio vostro, che con lui vivit et regnat in uni- vive e regna nell'unità tate Spiritus Sancti Deus, dello Spirito Santo( vero) per omnia sæcula sæ- Dio, per tutti i secoli culorum. dei secoli. R). Amen. R). Amen. Finita la benedizione del Cereo, il Diacono, deposti i paramenti bianchi, prende i violacei, e va dal Celebrante, il quale si spoglia del Piviale, e prende il manipolo e la pianeta di color violaceo. Si leggono quindi le Profezie senza titolo, e il Celebrante le legge parimenti a voce bassa dalla parte dell' Epistola: e nel fine delle Profezie si dicono le Orazioni nella maniera che sotto si dice. Avanti e mentre si leggono le Profezie, i Sacerdoti catechizzano i catecumeni da battezzarsi, e li dispongono a ricevere il Battesimo. DICHIARAZIONE. Le Lezioni diconsi, perchè insegnano la gloria di Dio, e perchè siamo istruiti de' benefizj e della possanza sua, specialmente del Battesimo, che è la chiave per andare al Cielo ed il primo tra i Sacramenti, e il più necessario. Esse sono dodici, perchè tanti furono gli Apostoli che tal dottrina predicarono; né si dicono col titolo, perchè il Capo nostro e Redentore ancor risuscitato non è dalla morte. Si tratta della Creazione del mondo, affinchè vediamo quanto per noi abbia operato Iddio. PROFEZIA PRIMA. Gen. 6. In principio creavit Al principio creò Dio Deus coelum et terram. il cielo e la terra. E la 432 SABBATO SANTO Terra autem erat inanis terra era informe e vuoet vacua, et tenebræ ta, e le tenebre erano erant super faciem abys- sopra la faccia dell' asi: et Spiritus Dei fere- bisso; e lo Spirito di batur super aquas. Di- Dio si movea sopra le xitque Deus: Fiat lux; acque. E Dio disse: Sia et facta est lux. Et vi- fatta la luce; e fu fatta dit Deus lucem quod la luce. E vide Dio che esset bona; et divisit la luce era buona; e lucem a tenebris. Ap- divise la luce dalle tepellavitque lucem diem, nebre. E nominò la luce et tenebras noctem: fac- giorno, e le tenebre nottumque est vespere et te. E si compiè della mane dies unus. Dixit sera e della mattina il quoque Deus: Fiat fir- primo giorno. Disse anmamentum in medio cor Dio: Sia fatto il firaquarum et dividat aquas mamento nel mezzo alle ab aquis. Et fecit Deus acque; e separi acque firmamentum, divisitque da acque. E fece Dio il aquas quæ erant sub firmamento, e separò le firmamento ab his quæ acque che erano sotto erant super firmamen- il firmamento da quelle tum. Et factum est ita. che erano sopra il firVocavitque Deus firma- mamento. E fu fatto così. mentum, colum, et fa- E diede Dio il nome di ctum est vespere et ma- cielo al firmamento, e ne dies secundus. Dixit si compiè della sera e vero Deus: Congregentur della mattina il giorno aquæ, quæ sub cœelo secondo. Disse ancor sunt, in unum locum Dio: Si radunino le aet appareat arida. Et cque, che sono sotto il cielo, in un sol luogo, le apparisca l'arida. E ALLA MESSA. 433 factum est ita. Et voca- fu fatto così. E Dio dievit Deus aridam terram, de all'arida il nome di congregationeque aqua- terra, e le raunanze delle rum appellavit maria. acque le chiamò mare. Et vidit Deus quod es- E vide Dio che ciò stava set bonum. Et ait: Ger- bene: E disse: Germominet terra herbam vi- gli la terra erba verrentem, et facientem se- deggiante e che faccia men, et lignum pomife- il seme, e piante frutrum faciens fructum ju- tifere che diano il frutto xta genus suum, cujus secondo la specie loro; semen in semetipso sit il cui seme si concentri super terram. Et factum in sè sopra la terra. E est ita. Et protulit terra così fu fatto. E produsse herbam virentem et fa- la terra erba verdegcientem semen, juxta giante e che fa il seme genus suum, lignumque secondo la sua specie, faciens fructum, et ha- le piante che danno frutbens unumquodque se- to, e ognuna delle quali mentem secundum spe- ha la propria semenza ciem suam. Et vidit De- secondo la specie sua. us quod esset bonum. E vide Dio che ciò beEt factum est vespere ne stava. E si compiè et mane dies tertius. della sera e della matDixit autem Deus: Fiant tina il giorno terzo. E luminaria in firmamento disse Dio: Siano fatti i coeli, et dividant diem luminarii nel firmamenac noctem, et sint in to del cielo, e distinsigna, et tempora, et guano il dì e la notte, dies et annos; ut luceant e segnino le stagioni, i in firmamento coli, et giorni e gli anni; affinchè risplendano nel firmamento del cielo, è il28 434 SABBATO SANTO illuminent terram. Et fa- luminino la terra. E fu ctum est ita. Fecitque fatto così. E fece Dio Deus duo luminaria ma- due luminarii grandi: gna: luminare majus, il luminare maggiore, ut præesset diei; et lu- che presiedesse il giorminare minus, ut præes- no; e' 1 luminare minoset nocti et stellis. Et re, che presiedesse alla posuit eas in firmamento notte e alle stelle. E le coeli, ut lucerent super collocò nel firmamento terram, et præessent del cielo, affinchè risdiei ac nocti, et divide- chiarassero la terra, e rent lucem ac tenebras. presiedessero al di e alla Et vidit Deus quod esset notte, e dividessero la bonum. Et factum est luce dalle tenebre. E vespere et mane dies vide Dio che ciò stava quartus. Dixit etiam De- bene. E si compiè della us: Producant aquæ re- sera e della mattina il ptile animæ viventis et quarto giorno. Disse anvolatile super terram sub cora Dio: Producano le firmamento coeli. Crea- acque i rettili animali vitque Deus cete gran- e viventi, e i volatili dia, et omnem animam sopra la terra sotto il viventem, atque motabi- firmamento del cielo. E lem, quam produxerant creò Dio i pesci grandi, aquæ in species suas, e tutti gli animali viet omne volatile secun- venti, e aventi moto, dum genus suum. Et prodotti dall'acque sevidit Deus quod esset conda la loro specie, e bonum. Benedixitque eis, tutti i volatili secondo dicens: Crescite et mul- il genere loro. E vide tiplicamini, et replete Dio che ciò stava bene. E li benedisse dicendo: Crescete e moltiplicate, ALLA MESSA. 435 aquas maris, avesque e popolate le acque del multiplicentur super ter- mare, e gli uccelli molram. Et factum est ve- tiplichino sulla terra. E spere et mane, dies quin- si compiè della sera e tus. Dixit quoque Deus: della mattina il giorno Producat terra animam quinto. Disse ancora Dio: viventem in genere suo, Produca la terra animali jumenta et reptilia; et viventi secondo la spebestias terræ secundum cie loro animali domespecies suas. Factumque stici e rettili, e bestie est ita. Et fecit Deus selvatiche della terra sebestias terræ juxta spe- condo la specie loro. E cies suas et jumenta, et fu fatto così. E fece Dio omne reptile terræ in le bestie selvatiche della genere suo. Et vidit Deus terra secondo la specie quod esset bonum. Et loro, e gli animali doait: Faciamus hominem mestici e i rettili della ad imaginem et simili- terra secondo la specie tudinem nostram; et loro. E vide Dio che ciò præsit piscibus maris et stava bene. E disse: Facvolatilibus coeli, et be- ciamo l'uomo ad immastiis, universæque ter- gine e somiglianza noræ, omnique reptili quod stra; ed ei presieda ai movetur in terra. Et pesci del mare, e ai vocreavit Deus hominem latili del cielo, e alle ad imaginem suam: ad bestie, e a tutta la terra imaginem Dei creavit e a tutti i rettili che si illum: masculum et foe- muovono sopra la terra. minam creavit eos. Be- E creò Dio l'uomo a sonedixitque illis Deus, et miglianza sua: a somiglianza di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. E benedisseli Dio, 436 SABBATO SANTO ait: Crescite et multi- e disse: Crescete e molplicamini, et replete ter- tiplicate, e riempite la ram, et subjicite eam; terra e assoggettatela; et dominamini piscibus e abbiate dominio sopra maris, et volatilibus coeli, i pesci del mare, e i et universis animanti- volatili dell'aria, e tutti bus, quæ moventur su- gli animali, che si muoper terram. Dixitque vono sopra la terra. E Deus: Ecce dedi vobis disse Dio: Ecco ch'io omnem herbam afferen- v' ho dato tutte l'erbe tem semen super ter- che fanno seme sopra ram, et universa ligna la terra, e tutte le piante quæ habent in semeti- che hanno in sè stesse psis sementem generis semenza della specie losui, ut sint vobis in e- ro, perchè servano a voi scam, et cunctis ani- di cibo, e a tutti gli amantibus terræ, omni- nimali della terra, e a que volucri coeli, et uni- tutti gli uccelli dell'aria, versis quæ moventur in e a quanti si muovono terra, et in quibus est sopra la terra animali anima vivens, ut habeant viventi, affinchè abbiano ad vescendum. Et factum da mangiare. E fu fatto est ita. Viditque Deus così. E vide Dio tutte cuncta quæ fecerat, et le cose che aveva fatte, erant valde bona. Et fa- ed eran assai buone. E ctum est vespere et ma- si formò della sera e ne, dies sextus. Igitur della mattina il giorno perfecti sunt coeli et sesto. Adunque furono terra et omnis ornatus compiuti i cieli e la terra eorum. Complevitque De- e tutto l'ornato loro. E us die septimo opus suum Dio ebbe compiuta, il quod fecerat; et requie- giorno settimo, l'opera che egli aveva fatta; e ALLA MESSA. 437 vit die septimo ab uni- riposò il giorno settimo verso opere quod pa- da tutte le opere che trarat. avea compiute. Finita la quale il Sacerdote dice: Oremus; il Diacono: Flectamus genua; il Suddiacono: Levate. ORATIO. ORAZIONE. Deus, qui mirabiliter 0 Dio, che mirabilcreasti hominem, et mi- mente creaste l'uomo e rabilius redemisti; da più mirabilmente lo renobis, quæsumus, con- dimeste; concedeteci, vi tra oblectamenta peceati preghiamo, di resistere mentis ratione persiste- costantemente coi dettare, ut mereamur ad æ- mi della ragione contro terna gaudia pervenire. gli allettamenti del pecPer Dominum nostrum, cato, perchè meritar possiamo di giungere agli eterni gaudj. Per il Signore nostro, ecc. etc. DICHIARAZIONE. Chi non entra nell' Arca della Chiesa col mezzo del Battesimo, è morto affatto: e questo con figura ci vien dimostrato nella seguente Lezione. E non si meraviglierà alcuno che tante volte si faccia menzione del Battesimo, come si vedrà susseguentemente; posciachè in questo giorno solevansi battezzare i catecumeni: e quasi tutto l' Uffizio accenna questo. 438 SABBATO SANTO PROFEZIA SECONDA. Gen. 6. d. e. 8. Noe vero cum quinNoë poi, essendo in gentorum esset anno- età di cinquecento anni, rum, genuit Sem, Cam, generò Sem, Cam e JaJapheth. Cumque coepis- fet. E avendo principiasent homines multipli- to gli uomini a molticari super terram, et fi- plicare sopra la terrra, lias procreassent; viden- ed avendo avuto delle tes filii Dei filias homi- figliuole; vedendo i finum quod essent pul- gliuoli di Dio la bellezza chræ, acceperunt sibi delle figliuole degli uouxores ex omnibus, quas mini presero per loro moelegerant. Dixitque Deus: gli quelle che più di tutte Non permanebit spiritus lor piacquero. E disse il meus in homine in æ- Signore: Non rimarrà il ternum, quia caro est: mio spirito per sempre eruntque dies illius cen- nell'uomo, perchè egli è tum viginta annorum. carne: e saranno i suoi Gigantes autem erant su- giorni cento venti anni. per terram in diebus il- E dei giganti erano solis. Postquam enim in- pra la terra in quel temgressi sunt filii Dei ad po. Imperocchè, dopo filias hominum, illaæque che si accostarono i figenuerunt, isti sunt po- gliuoli di Dio alle fitentes a sæculo viri fa- gliuole degli uomini, ed mosi. Videns autem Deus elle fecer figliuoli, ne quod multa malitia ho- vennero quelli possenti in antico, e uomini famosi. Vedendo adunque Dio come grande era la ALLA MESSA. 439 minum esset in terra, malizia degli uomini soet cuncta cogitatio cor- pra la terra, e tutti i dis intenta esset ad ma- pensieri del loro cuore lum omni tempore, poe- erano intesi al mal fare nituit eum quod homi- continuamente, si penti nem fecisset in terra. d' aver fatto l'uomo. E Et tactus dolore cordis preso da intimo dolor intrinsecus: Delebo, in- di cuore: Sterminerò, quit, hominem, quem disse egli, l'uomo da me creavi, a facie terræ, ab creato, dalla faccia della homine usque ad ani- terra, dall'ultimo sino mantia, a reptili usque agli animali, dai rettili ad volucres coeli: poe- sino agli uccelli dell'anitet enim me fecisse eos. ria: imperocchè mi pento Noe vero invenit gratiam di averli fatti. Ma Noè coram Domino. Hæ sunt trovò grazia dinanzi al generationes Noe: Noe, Signore. Questi sono i vir justus atque perfe- figliuoli generati da Noè: ctus fuit, in generatio- Noè fu uomo giusto e nibus suis cum Deo am- perfetto nei suoi tempi bulavit. Et genuit tres con Dio camminò. E gefilios, Sem, Cham e Ja- nerò tre figliuoli. Sem, pheth. Corrupta est au- Cam e Jafet. Ma era cortem terra coram Deo, et rotta la terra davanti a repleta est iniquitate. Dio, e ripiena d'iniquiCumque vidisset Deus tà. E avendo veduto Dio terram esse corruptam come la terra era cor( omnis quippe caro cor- rotta( perocchè ogni uoruperat viam suam su- mo era corrotto nella per terram) dixit ad Noe: sua maniera di vivere Finis universæ carnis sulla terra), disse a Noè: La fine di tutti gli uomini è imminente nei 440 SABBATO SANTO venit coram me: repleta miei decreti: è ripiena est terra iniquitate a fa- la terra d'iniquità per cie eorum, et ego dis- opera loro, ed io li sterperdam eos cum terra. minerò insieme colla terFac tibi arcam de lignis ra. Fàtti un'arca di lelævigatis; mansiunculas gnami piallati; delle picin arca facies, et bitu- cole stanze nell'arca tu mine linies intrinsecus farai, e di bitume la inet extrinsecus. Et sic fa- vernicerai di dentro e cies eam: Ter centorum di fuori. E in questo cubitorum erit longitudo modo la farai: Di trearcæ, quinquaginta cu- cento cubiti sarà la lunbitorum latitudo, et tri- ghezza dell'arca, di cinginta cubitorum altitudo quanta cubiti la larghezillius. Fenestram in arca za, e di trenta l'altezza. facies, et in cubito con- Una finestra nell' arca summabis summitatem farai, e il tetto dell'arca ejus: ostium autem ar- sia tale che vada alzancæ pones ex latere: de- dosi fino a un cubito: orsum conacula et tri- la porta poi dell' arca stega facies in ea. Ecce farai da un lato: un ego adducam aquas di- piano di fondo, un sehuvii super terram, ut condo piano, e un terzo interficiam omnem car- piano vi farai. Ecco che nem in qua spiritus io manderò le acque del vitæ est subter coelum. diluvio sopra la terra Universæ quæ in terra ad uccidere tutti gli anisunt consummentur. Po- mali che hanno spirito namque foedus meum te- di vita sotto del cielo. cum, et ingredieris ar- Tutto quello che è sopra la terra andrà in perdizione. Ma io farò il mio patto con ed entre ALLA MESSA. 441 cam tu et filii tui, uxor rai nell'arca tu e i tuoi tua, et uxores filiorum figliuoli, la moglie tua tuorum tecum. Et ex e le mogli dei tuoi ficunctis animantibus uni- gliuoli. E di tutti gli aversæ carnis bina indu- nimali di ogni specie ces in arcam, ut vivant due ne farai entrare neltecum, masculini sexus l'arca, maschio e femet foeminini. De volucri- mina. Degli uccelli sebus juxta genus suum, condo la loro specie, e et de jumentis in gene- de' giumenti di ogni spere suo, et ex omni re- cie, di tutti i rettili della ptili terræ secundum ge- terra secondo la loro nus suum; bina de om- specie, due entreranno nell' arca, affinnibus ingredientur te- seco cum, ut possint vivere. chè possano conservarsi. Tolles igitur tecum ex Prenderai adunque teco omnibus escis quæ man- di tutte quelle cose che di possunt, et compor- mangiar si possono, e le tabis apud te: et erunt porterai in questa tua tam tibi, quam illis in casa: e serviranno a te e a cibum. Fecit igitur Noe loro di cibo. Fece adunomnia, quæ præceperat que Noè tutto quello, illi Deus. Eratque sexcen- che gli avea comandato torum annorum, quando il Signore. Ed egli era diluvii aquæ inundave- in età di seicento anni, runt super terram. Ru- allorchè le acque del dipti sunt autem omnes luvio inondarono la terfontes abyssi magnæ, et ra. Si squarciarono tutte cataractæ cœli apertæ le sorgive del grande asunt: et facta est pluvia bisso, e le cateratte del super terram quadragin- cielo si aprirono. E piovta diebus et quadragin- ve sopra la terra per ben quaranta giorni e quaDANT 442 SABBATO SANTO ta noctibus. In articulo ranta notti. In quello diei illius ingressus est stesso di entrò Noè e Noe, et Sem, et Cham, Sem e Cam e Jafet, suoi et Japhet, filii ejus; u- figliuoli; la moglie di xor illius, et tres uxores lui, e le tre mogli dei filiorum ejus cum eis in suoi figliuoli con essi arcam: ipsi et omne a- nell'arca: eglino e tutti nimal secundum genus gli animali secondo il suum universaque ju- genere; e tutto quello menta in genere suo; che si muove sopra la et omne quod movetur terra secondo la sua spesuper terram in genere cie, e tutti i volatili sesuo, cunctumque vola- condo la loro specie. Ma tile secundum genus su- l'arca galleggiava sopra um. Porro arca ferebatur le acque. E le acque insuper aquas. Et aquæ grossarono fuori misura prævaluerunt nimis su- sopra la terra: e coperti per terram: opertique rimasero tutti i monti sunt omnes montes ex- sotto il cielo tutto quancelsi sub universo cælo. to. Quindici cubiti si alQuindecim cubitis, altior zò l'acqua sopra i monti fuit aqua super montes, che aveva ricoperti. E requos operuerat. Com- stò consunta ogni carne sumptaque est omnis ca- che ha moto sopra la terro quæ movebatur super ra, gli uccelli, gli aniterram volucrum, ani- mali, le fiere, e tutti i mantium, bestiarum, om- rettili che strisciano- sulla niumque reptilium, que terra. Rimase solo Noè, reptant super terram. e quelli che con lui erano Remansit autem solum nell'arca. E signoreggiaNoe, et qui cum eo e- rono le acque la terra rant in arca. Obtinue- per cento cinquanta giorruntque aquæ terram ni. Ma ricordandosi il ALLA MESSA. 443 centum quinquaginta die- Signore di Noè, e, di tutti bus. Recordatus autem gli animali e di tutti i Deus Noe, cunctorumque giumenti che erano con animantium et omnium esso nell'arca, mandò il jumentorum quæ erant vento sopra la terra, e cum eo in arca, adduxit diminuirono le acque. spiritum super terram, E chiuse furono le soret imminutæ sunt aquæ. give del grande abisso Et clausi sunt fontes a- e le cateratte del cielo, byssi, et cataractæ coli, e vietate furono le pioget prohibitæ sunt pluviæ gie dal cielo. E si parde coelo. Reversæque tirono le acque dalla tersunt aquæ de terra eun- ra andando e venendo, tes et redeuntes; et coe- e principiarono a sceperunt minui post cen- mare dopo cento cintum quinquaginta dies. quanta giorni. E passati Cumque transiissent qua- questi giorni, aperta Noè draginta dies, aperiens la finestra che aveva fatta Noe fenestram arcæ, nell'arca, mandò fuori quam fecerat, dimisit cor- il corvo, il quale uscì e vum qui egrediebatur et non tornò fino a tanto non revertebatur, donec che fossero seccate le siccarentur aquæ super acque sulla terra. Mandò terram. Emisit quoque ancora la colomba dopo columbam post eum, ut di lui, per vedere se videret si jam cessassent fossero finite le acque aquæ super faciem ter- sopra la faccia della terræ. Quæ, cum non in- ra. La quale non avenvenisset ubi requiesceret do trovato ove fermare pes ejus, reversa est ad il suo piede, tornò a lui eum in arcam; aquæ nell'arca; perocchè le enim erant super uni- acque erano per tutta la versam terram; exten- terra: ed egli stese la 444 SABBATO SANTO ditque manum, et ap- mano, e presala, la mise prehensam intulit in ar- dentro l'arca. E aspetcam. Expectatis autem tato avendo setti altri ultra septem diebus aliis giorni, di nuovo mandò rursum dimisit colum- la colomba fuori dell'arbam ex arca. At illa ve- ca. Ma ella tornò a lui nit ad eum ad vesperam, alla sera, portando un portans ramum ulivæ ramo d'olivo con verdi virentibus foliis in ore foglie in bocca. Intese suo. Intellexit ergo Noe adunque Noè come cesquod cessassent aquæ sate erano le acque sosuper terram. Expecta- pra la terra. E aspettò vitque nihilominus se- nondimeno sette altri ptem alios dies, et emi- giorni, e rimandò la cosit columbam quæ non lomba, la quale più non est reversa ultra ad eum. non tornò a lui. E parlò Locutus est autem Deus Dio a Noè, dicendo: Esci ad Noe dicens: Egredere dall'arca tu, e la moglie de arca, tu et uxor tua, tua, i figliuoli tuoi, e le filii tui et uxores filio- mogli dei figliuoli tuoi, rum tuorum tecum. Cun- con te. Tutti gli animali, eta animantia, qua sunt che sono insieme con te apud te, ex omni carne, di ogni genere, tanto votam in volatilibus, quam latili, che bestie e retin bestiis et universis tili che strisciano sulla reptilibus quæ reptant terra, conduci fuori tesuper terram, educ te- co, e scendete sulla tercum, et ingredimini su- ra: crescete e moltipliper terram crescite, cate in essa. E usci Noè, et multiplicamini superle i figliuoli di lui, e la eam. Egressus est ergo sua moglie, e le mogli Noe, et filii ejus, uxor dei figliuoli suoi con esillius, et uxores filiorum ALLA MESSA. 445 ejus cum eo. Sed et om- so. E tutti ancora gli ania animantia, jumenta nimali e le bestie, ei et reptilia quæ reptant rettili che strisciano sulla super terram secundum terra secondo la loro spegenus suum, egressa sunt cie, uscirono dall' arca. de arca. Edificavit au- E Noè edificò un altare tem Noe altare Domino, al Signore e prendendo et tollens de cunctis pe- di tutte le bestie ed uccoribus et volucribus celli mondi, gli offri in mundis, obtulit holocau- olocausto sopra l'altare. sta super altare. Odora- E il Signore gradi il soave tusque est Dominus o- odore. dorem suavitatis. Oremus. Flectamus genua. R). Levate. ORATIO. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi. ORAZIONE. Deus, incommutabilis O Dio, immutabile virrivirtus et lumen æter- tù e lume eterno, num, respice propitius guardate propizio al miad totius Ecclesiæ tuæ rabile mistero di tutta mirabili sacramentum, la vostra Chiesa, e l'oet opus salutis humanæ, pera dell'umana salute, dispositionis effectu tran- cogli effetti dell' eterna quillius operare: totus- disposizione, con piena que mundus experiatur tranquillità( degnatevi) et videat dejecta erigi, di operare: e tutto il inveterata renovari, et mondo provi e veda, le per ipsum redire omnia cose abbattute rialzarsi, le invecchiate rinnovarsi, e tutte le cose ritor 446 SABBATO SANTO num in integrum, a quo sum- nare nel pristino stato psere principium. Domi- in grazia di quello da nostrum Jesum cui ebbero l'origine, SiChristum Filium tuum. gnor nostro Gesù Cristo Qui tecum vivit, etc. Figlio vostro. Che con voi vive, ecc. DICHIARAZIONE. I battezzati devono essere apparecchiati alle tentazioni e ricordarsi che sono dedicati a Dio, avendo egli dato morte a Cristo quanto all'umanità sola figurata nel capro; perchè la divinità, figurata in Isacco, il quale rimise vivo, non potè patire. PROFEZIA TERZA. Gen. 22. In diebus illis: Ten- In quei giorni Dio tavit Deus Abraham, et tentò Abramo, e gli disdixit ad eum: Abraham, se: Abramo, Abramo. Ed Abraham. At ille respon- egli rispose: Eccomi. E dit: Adsum. Ait illi: Dio gli disse: Prendi il Tolle filium tuum uni- tuo figliuolo unigenito, cum quem diligis, Isaac, il diletto Isacco, e va et vade in terram vi- nella terra di visione, e sionis, atque ibi offeres ivi lo offerirai in olocaueum in holocaustum su- sto sopra uno dei monti, per unum montium, il quale io t' indicherò. quem monstravero tibi. Adunque Abramo, che Igitur Abraham de nocte era ancora notte, alzatoconsurgens, stravit asi- si, imbastò il suo asino, num suum, ducens se- le prese seco due giovani ALLA MESSA. 447 cum duos juvenes et I- e Isacco suo figliuolo: saac filium suum: cum- ed avendo tagliate le leque concidisset ligna in gna per l'olocausto, s' inholocaustum, abiit ad lo- camminò verso il luogo cum quem præceperat assegnatogli da Dio. E ei Deus. Die autem ter- il giorno terzo, alzati gli tio, elevatis oculis, vidit occhi, vide il luogo da locum procul, dixitque lungi, e disse a' suoi gioad pueros suos: Expe- vani: Aspettate qui colctate hic cum asino: e- l'asino: io e il fanciullo go et puer illuc usque fin colà andremo con properantes, postquam prestezza, e, fatta che adoraverimus, reverte- avremo l'adorazione, tormur ad vos. Tulit quo- nerem da voi. Prese eque ligna holocausti, et ziandio le legna per l'oimposuit super Isaac fi- locausto, e le pose adlium suum: ipse vero dosso ad Isacco suo fiportabat in manibus i- gliuolo: egli poi portava gnem et gladium. Cum- colle sue mani il fuoco que duo pergerent simul, e il coltello. E mentre dixit Isaac patri suo: Pa- tutti e due camminavano ter mi? At ille respon- insieme, disse Isacco a dit: Quid vis, fili? Ecce, suo padre: Padre mio? inquit, ignis et ligna: E quegli rispose: Che ubi est victima holocau- vuoi, figliuolo? Ecco, sti? Dixit autem Abra- disse quegli, e il fuoco ham: Deus providebit e le legna: dov' è la vitsibi victimam holocausti, tima dell' olocausto? E fili mi. Pergebant ergo Abramo disse: Iddio si pariter; et venerunt ad provederà la vittima per olocausto, figliuolo mio. Andavano adunque innanzi di conserva: e 448 SABBATO SANTO locum quem ostenderat giunsero al luogo moei Deus, in quo ædifi- strato a lui da Dio, in cavit altare, et desuper cui egli edificò un altaligna composuit; cum- re, e sopra le legna vi acque alligasset Isaac, fi- comodò: e avendo legato lium suum, posuit eum Isacco, suo figlio, lo colin altare super struem locò sull'altare sopra il lignorum. Extenditque mucchio della legna. E manum, et arripuit gla- stese la mano e diè di dium ut immolaret fi- piglio al coltello per imlium suum. Et ecce An- molare il suo figliuolo. gelus Domini de coelo Quand'ecco l'Angelo del clamavit dicens: Abra- Signore dal cielo gridò, ham, Abraham. Qui re- dicendo: Abramo, Abraspondit: Adsum. Dixit- mo. E quegli rispose: que ei: Non extendas Eccomi. E quegli a lui manum tuam super pue- disse: Non istendere la rum, neque facias illi tua mano sopra il fanquidquam; nunc cogno- ciullo, e non fare a lui vi quod times Deum, et male alcuno: adesso ho non pepercisti unigeni- conosciuto che tu temi to filio tuo propter me. Dio, e non hai perdonato Levavit Abraham oculos al figliuol tuo unigenito suos, viditque post ter- per me. Alzò Abramo gum arietem inter ve- gli occhi, e vide dietro pres hærentem cornibus, a sè un ariete tra i pruquem assumens obtulit ni preso per le corna, e holocaustum pro filio. se lo tolse, e lo offerse Appellavitque nomen lo- in olocausto in vece del ci illius Dominus videt. figlio. E pose nome a Unde usque hodie dici- quel luogo: Il Signore tur: In monte Dominus vede. Donde fino a quet'oggi si dice: Sul monte ALLA MESSA. 449 videbit. Vocavit autem il Signore provvederà. E Angelus Domini Abra- chiamò l'Angelo del Siham secundo de coelo, gnore Abramo per la dicens: Per memetipsum seconda volta dal cielo, juravit, dicit Dominus: dicendo: Per me medequia fecisti hanc rem, simo ho giurato, dice il et non pepercisti filio Signore: perchè hai fatto tuo unigenito propter una tal cosa, e non hai me; benedicam tibi, et, perdonato al figliuol tuo multiplicabo semen tuum unigenito per me, io ti sicut stellas coli, et ve- benedirò, e moltiplicherò lut arenam quæ est in la tua stirpe come le litore maris: possidebit stelle del cielo, e come semen tuum portas ini- l'arena che è sul lido micorum suorum, et be- del mare: s'impadroninedicentur in semine tuo rà il tuo seme delle omnes gentes terræ, quia porte de' suoi nemici, e obedisti voci meæ. Re- benedette saranno nel versus est Abraham ad seme tuo tutte le napueros suos, abieruntque zioni della terra, perchè Bersabee simul, et ha- hai obbedito alla mia bitavit ibi. voce. Tornò Abramo dai suoi giovani, e se ne andarono insieme a Bersabea, ed egli abitò ivi. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. Oremus. Flectamus genua. R. Levate. ORATIO. ORAZIONE. Deus, fidelium Pater 0 Dio, de' fedeli Pasumme, qui toto orbeldre sommo, che per tutto 29 450 SABBATO SANTO terrarum, promissionis il mondo, secondo le votuæ filios diffusa ado- stre promesse, i figli, ptionis gratia multipli- sparsa dell'adozione la cas et per Paschale grazia, moltiplicate, e sacramentum Abraham col Pasquale Sacramenpuerum tuum universa- to, Abramo servo vostro rum, sicut jurasti, gen- di tutte le genti, come tium efficis patrem: da giuraste, dichiaraste papopulis tuis, digne ad dre: concedete ai vostri gratiam tuæ vocationis in- popoli di poter degnatroire. Per Dominum, etc. mente alla grazia della vostra vocazione entrare. Her Per il Signore, ecc. DICHIARAZIONE. Nelle acque del Battesimo vengono sommersi gli Egizj, cioè i peccati, e restano salvi gli Ebrei, simbolo delle virtù dalle quali adorna sorge l'anima da quel salutare lavacro. SITE dora.c PROFEZIA QUARTA. Exod. 14 et 15 f. omsid OF 9 Jaevote Roug In diebus illis factum In quei giorni era la est in vigilia matutina, vigilia del mattutino, alet ecce respiciens Domi- lorchè traguardando il nus super castra Egy- Signore l'esercito degli ptiorum per columnam Egiziani dalla colonna ignis et nubis, interfecit di nube e di fuoco, fece exercitum eorum, et sub- perire le lore schiere, e vertit rotas curruum, fe- rovesciò le ruote dei rebanturque in profun- cocchi; ed eglino tradum. Dixerunt ergo E- sportati furono nel( mar) ALLA MESSA. 451 gyptii: Fugiamus Israe- profondo. Dissero adunlem; Dominus enim que gli Egiziani: Fugpugnat pro eis contra giamo Israele; perocchè nos. Et ait Dominus ad il Signore combattè per Moysen: Extende ma- lui contro di noi. E disse num tuam super mare, il Signore a Mosè: Stenut revertantur aquæ ad di la tua mano sul maEgyptios super currus re, affinchè tornino a et equites eorum. Cum- riunirsi le acque sopra que extendisset Moyses gli Egiziani, sopra i cocmanum contra mare, re- chi, e sopra i loro caversus est, primo dilu- valieri. E stesa avendo culo, ad priorem locum: Mosè la mano verso il fugientibusque Egyptiis mare, questo tornò, al occurrerunt aquæ, et in- primo spuntare del giorvolvit eos Dominus in no, al luogo di prima: mediis fluctibus. Rever- e sopra gli Egiziani, che sæque sunt aquæ, et fuggivano, andarono le operuerunt currus, et acque, e gl'involse il Siequites cuncti exercitus gnore in mezzo ai flutti. Pharaonis, qui sequen- E ripresero il loro corso tes ingressi fuerant ma- le acque, e ricopersero re; nec unus quidem i cocchi e i cavalieri di superfuit ex eis. Fili au- tutto l'esercito di Fatem Israel perrexerunt raone, i quali inseguenper medium sicci maris, do( gli Israeliti) entrati et aquæ eis erant quasi erano nel mare; nè pur pro muro a dextris et a uno di quelli si salvò. Ma i figliuoli d'Israele si avanzarono per mezzo del mare asciutto, e le acque erano per essi Godofholy of of 5 qual muro a destra e 910 452 SABBATO SANTO sinistris: liberavitque Do- a sinistra: e liberò il minus in die illa Israel Signore in quel giorno de manu Ægyptiorum. Israele dalle mani degli Et viderunt Ægyptios Egiziani. E videro gli mortuos super litus ma- Egiziani morti sul lido ris, et manum magnam del mare, e la possanza quam exercuerat Domi- grande dimostrata dal nus contra eos. Timuit Signore contro di essi. que populus Dominum, E temè il popolo il Siet crediderunt Domino, gnore, e credettero al et Moysi servo ejus. Tunc Signore, ed a Mosè suo cecinit Moyses, et filii servo. Allora cantò MoIsrael carmen hoc Do- sè, e i figliuoli d'Israele mino, et dixerunt: questa laude al Signore, dicendo: DICHIARAZIONE. Si dice questo Cantico, il quale è di allegrezza e di giubilo, imitando gli Ebrei che videro affogati gli Egizj nelle acque del mar Rosso, cioè i peccati nel mar del Battesimo, virtuosissimo per il Sangue del Signore. ont Tractus. Cantemus Do- Tratto. Diamo gloria mino, gloriose enim ho- al Signore, perocchè enorificatus est: equum gli si è gloriosamente et ascensorem projecit esaltato: il cavallo e il in mare: adjutor et pro- cavaliere ha gettato nel tector factus est mihi in mare: mio ajuto e mio salutem. protettore egli è stato o per salvarmi. ey. Hie Deus meus, et. Egli è il mio Dio, honorificabo eum; Deus ed io lo glorificherò il 010020 ALLA MESSA. 453 patris mei, et exaltabo Dio del mio padre, ed io lo esalterò. eum. . Dominus conterens. Il Signore strugge bella; Dominus nomen gli eserciti; egli ha per est illi. nome il Signore. Oremus. Flectamus geTorniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi. nua. R). Levate. ORATIO. ORAZIONE. Deus, cujus antiqua mi- O Dio, i cui antichi racula etiam nostris sæ- prodigi anche ai nostri culis coruscare sentimus; tempi risplendere conodum quod uni populo, sciamo; mentre ciò che a persecutione Egyptiaca nel liberare un sol poliberando, dexteræ tuæ polo dalla persecuzione potentia contulisti, id in Egiziaca, colla potente salutem gentium per a- vostra destra operaste, quam regenerationis o- questo istesso in salute peraris: præsta, ut in delle genti per l'acqua Abrahæ filios, et in I- di rigenerazione voi 0sraeliticam dignitatem to- perate: fate, che nel ruotius mundi transeat ple- lo dei figliuoli di Abranitudo. Per Dominum mo, e nella dignità Israenostrum, etc. litica la pienezza passi di tutto il mondo. Per il Signore nostro, ecc. DICHIARAZIONE. Qui ancora si fa menzione del Battesimo, e della vocazione delle genti, che vengono avvisate qual sia la vita beata ed i costumi per mezzo dei quali a lei si arriva. 454 SABBATO SANTO PROFEZIA QUINTA. Isaia. 54 et 55. Hæc est hæreditas ser Questa è l'eredità dei vorum Domini, et justi- servi del Signore, e la tia eorum apud me, di- giustizia loro è presso cit Dominus. Omnes si- di me, dice il Signore. tientes, venite ad aquas; Sitibondi, venite tutti et qui non habetis ar alle acque; e voi che gentum, properate, emite non avete argento, fate et comedite: venite emite presto, comprate e manabsque argento et absque giate; venite, comprate ulla commutatione, vi- senza argento e senz'alnum et lac. Quare ap- tra permuta, del vino, penditis argentum non e del latte. Per qual in panibus, et laborem motivo spendete voi il vestrum non in saturi- vostro argento in cose tate? Audite audientes che non son pane, e la me, et comedite bonum, vostra fatica in quello et delectabitur in cras- che non satolla? Udite situdine anima vestra. me con docilità, e ciInclinate aurem vestram, batevi di buon cibo, e et venite ad me: audite, si delizierà nel sostanet vivet anima vestra, zioso nutrimento l' aniet faciam vobiscum pa- ma vostra. Porgete l' octum sempiternum, mi- recchia vostra, e venite sericordias David fideles. a me: ascoltate, ed avrà vita l'anima vostra, e stabilirò con voi un patto eterno, l' adempimento delle misericordie a Davide promesse. Ecco che ALLA MESSA. 455 Ecce testem populis dedi testimone ho dato lui ai eum, ducem, ac præce- popoli, e condottiere, e ptorem gentibus. Ecce maestro delle nazioni. gentem, quam nescie- Ecco che quel popolo, bas, vocabis; et gentes cui tu non riconoscevi, quæ te non cognove- tu lo chiamerai; e le runt, ad te current, pro- genti che te non conopter Dominum Deum scevano, a te correranno tuum, et Sanctum Israel, per amor del Signore quia glorificavit te. Quæ- Dio tuo, e del Santo rite Dominum, dum in- d'Israele, il quale ti ha veneri potest: invocate glorificato. Cercate il Sieum, dum prope est. gnore, mentre ei trovar Derelinquat impius viam si può: invocatelo, mensuam, et vir iniquus tre egli è dappresso. Abcogitationes suas, et re- bandoni l'empio la via vertatur ad Dominum, sua, e ritorni al Signoet miserebitur ejus; et re, il quale avrà misead Deum nostrum, quo- ricordia di lui; e al noniam multus est ad igno- stro Dio, che abbonda scendum. Non enim co- nel perdonare. Imperocgitationes meæ cogita- chè i pensieri miei non tiones vestræ; neque viæ sono i pensieri vostri; vestræ viæ meæ, dicit nè le vie vostre son le Dominus. Quia sicut e- mie vie, dice il Signore. xaltantur coeli a terra, Perchè siccome sovrasta sic exaltatæ sunt viæ il cielo alla terra, così meæ a viis vestris, et pur sovrastano le mie cogitationes meæ a co- vie alle vie vostre, e i gitationibus vestris. Et pensieri miei ai pensieri quomodo descendit im- vostri. E come scende ber et nix de coelo, et la pioggia e la neve dal illue ultra non reverti- cielo, e colassù non ri 456 SABBATO SANTO tur, sed inebriat ter- torna, ma inebria la ram, et infundit eam, terra e la bagna, e geret germinare eam facit, mogliare la fa, affinchè et dat semen serenti et dia il seme da seminare panem comedenti; sic e il pane da mangiare, erit verbum meum quod cosi sarà della mia paegredietur de ore meo: rola uscita dalla mia non revertetur ad me bocca: ella non tornerà vacuum, sed faciet quæ- a me senza frutto, ma cumque volui, et pro- opererà tutto quello che sperabitur in his, ad io voglio, e felicemente quæ misi illud: dicit Do- adempierà quelle cose, minus omnipotens. per le quali io l'ho mandata: dice il Signore onnipotente. Oremus. Flectamus genua. Torniamo a pregare. y Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi. R. Levate. ORAZIONE. Dodd ORATIO. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, multiplica in ho- no Iddio, moltiplicate in norem nominis tui quod onore del nome vostro Patrum fidei spopondi- ciò che alla fede degli sti; et promissionis fi-( antichi) Padri prometlios sacra adoptione di- teste; e della promessa lata; ut quod priores i figli con sacra adozione Sancti non dubitaverunt dilatate: affinchè quelle futurum, Ecclesia tua cose che i primi Santi Arizor non dubitarono( di credere) come future, la vostra Chiesa già in gran ALLA MESSA. 457 magna jam ex parte co- parte le conosca ademgnoscat impletum. piute. Per Dominum nostrum, etc. Per il Signor nostro, ecc. DICHIARAZIONE. Si tratta della Risurrezione del Signore, la quale in noi si adempie con lo spirito, mentre a nuova vita risorgeremo, abbandonato il peccato. PROFEZIA SESTA. Baruch 3. b. Audi, Israel, mandata Ascolta, o Israele, i : vitæ auribus percipe, comandamenti di vita: utuscias prudentiam. le orecchie porgi ad imQuid est, Israel, quod parare la prudenza. Qual in terra inimicorum es? è il motivo, o Israele, Inveterasti in terra a- per cui la terra nemica liena, coinquinatus es tu sei? Invecchi in paese cum mortuis: deputatus straniero, sei contamies cum descendentibus nato tra i morti: sei in infernum. Dereliqui- stato confuso con quelli sti fontem sapientiæ. che scendono nell' inNam si in via Dei am- ferno. Tu abbandonasti bulasses, habitasses uti- la fonte della sapienza. que in pace sempiterna. Imperocchè se tu per la Disce ubi sit prudentia, via di Dio camminato ubi sit virtus, ubi sit avessi, saresti vissuto in una pace sempiterna. Impara dove sia la prudenza, dove sia la for 458 SABBATO SANTO intellectus; ut scias si- tezza, dove sia l'intellimul ubi sit, longiturni- genza; affin di sapere tas vitæ et victus, ubi a un tempo dove sia la sit lumen oculorum et lunghezza della vita e pax. Quis invenit locum il nutrimento, dove sia ejus? et quis intravit i lume degli occhi e la in thesauros ejus? Ubi pace. Chi trovò la sede sunt principes gentium, di lei? e chi nei tesori et qui dominantur su- di lei penetrò? Dove per bestias, quæ sunt sono i principi delle nasuper terram? Qui in zioni: e coloro che doavibus coeli ludunt; qui minano sopra le bestie argentum thesaurizant et della terra? Coloro che aurum, in quo confidunt coi volatili del cielo scherhomines, et non est fi- zano; coloro che argento nis aquisitionis eorum? tesoreggiano ed oro, in qui argentum fabricant, cui confidano gli uomiet soliciti sunt, nec est ni, nè mai finiscono di inventio operum illo- procacciarsene? coloro rum? Exterminati sunt che l' argento lavorano, et ad inferos descende- e gran pensier se ne runt; et alii loco eorum danno, e non hanno surrexerunt. Juvenes vi- termine le opere loro? derunt lumen: et habi- Sterminati furono, e allo taverunt super terram; inferno discesero; ed alviam autem disciplinæ tri loro succedettero. ignoraverunt, neque in- Questi giovani vider la tellexerunt semitas ejus; luce, e abitarono sopra neque filii eorum susce- la terra: ma la via della perunt eam; a facie ipso- disciplina non conobbero e non ne compresero le direzioni; nè i loro figli le abbracciarono; el ALLA MESSA. 459 rum longe facta est: la da essi lungi andò: non est audita in terra di lei non si udi parola Chanaan, neque visa est nella terra di Canaan, in Theman. Filii quo- nè fu veduta in Teman. que Agar, qui exquirunt I figli ancora di Agar, prudentiam, quæ de terra che cercano la prudenest, negotiatores Merrhæ, za, che dalla terra vieet Theman, et fabulato- ne, e i negozianti di res et exquisitores pru- Merra e di Teman, e i dentiæ et intelligentiæ: favoleggiatori e discoviam autem sapientiæ pritori della prudenza e nescierunt, neque com- dell' intelligenza: la via memorati sunt semitas però della sapienza non ejus. O Israel, quam ma- conobbero, nè fecero gna est domus Dei, et menzione delle di lei diingens locus possessio- rezioni. O Israele, quannis ejus! Magnus est, to grande è la casa di et non habet finem: Dio, e quanto grande è excelsus et immensus. il luogo del suo domiIbi fuerunt gigantes no- nio! Grande egli è, e minati illi qui ab initio non ha termine: eccelfuerunt, statura magna, so e immenso. Ivi fuscientes bellum. Non hos rono i giganti famosi, elegit Dominus, neque che da principio furono viam disciplinæ invene- di statura grande, maerunt: propterea perie- stri di guerra. Non querunt. Et quoniam non sti scelse il Signore, nè habuerunt sapientiam, la via della disciplina interierunt propter suam questi trovarono: per insipientiam. Quis ascen- questo perirono. E perchè non ebbero la sapienza, perirono per la loro stoltezza. Chi sali 460 SABBATO SANTO ne fece acdit in coelum, et acce- al cielo, e pit eam et deduxit eam quisto, e chi la trasse de nubibus? Quis trans- dalle nubi? Chi valicò fretavit mare, et inve- il mare, e trovolla? e nit illam? et attulit il- la portò a preferenza lam super aurum ele- dell' oro più fino? Non ctum? Non est qui possit è chi possa conoscere scire vias ejus, neque le vie di lui, nè chi comqui exquirat semitas e- prenda i di lui andajus; sed qui scit uni- menti; ma colui che versa, novit eam, et adin- tutto sa, ei la conosce veniteam prudentia sua: e la discoprì colla sua qui præparavit terram prudenza: colui che fonin æterno tempore, et dò la terra per l' eterreplevit eam pecudibus nità, e la riempiè di aet quadrupedibus: qui nimali e di quadrupedi: emittit lumen, et vadit: colui che spedisce la luce, et vocavit illud, et obe- ed ella va: e la chiama, dit illi in tremore. Stel- e obbedisce a lui con læ autem dederunt lu- tremore. Le stelle difmen in custodiis suis, fusero il loro lume nelle et lætatæ sunt; vocatæ stazioni loro, e ne fusunt et dixerunt: Adsu- ron liete; chiamate, dismus, et luxerunt ei cum sero: Eccoci, e risplenjucunditate, qui fecit il- derono con gioja per lui las. Hic est Deus no- che te creò. Questi è il ster, et non æstimabi- Dio nostro, e nessun tur alius adversus eum. altro sarà messo in paHic adinvenit omnem ragone con lui. Questi viam disciplinæ, et tra- fu l'inventore della via didit illam Jacob puero della disciplina, e insesuo, et Israel dilectio suo. gnolla a Giacobbe suo servo, e ad Israele suo ALLA MESSA. 461 Post hæc in terris visus diletto. Dopo tali cose est, et cum hominibus egli sopra la terra si è conversatus est. veduto, e cogli uomini ha conversato. Oremus. Flectamus genua. R. Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. ORATIO. ORAZIONE. smin Deus, qui Ecclesiam 0 Dio, che la Chiesa tuam semper gentium vostra sempre colla vovocatione multiplicas cazione delle genti molconcede propitius, ut tiplicate: degnatevi di quos aqua baptismatis concederci che quelli, i abluis, continua prote- quali coll'acqua del Batctione tuearis. Per Do- tesimo lavate, sian anminum nostrum, etc. che da voi con continua protezione difesi. Per il osovi2 Signore nostro, ecc.g Arabaoll- ov ni mostrestaque to DICHIARAZIONE. Si figura espressamente la nostra risurrezione, la quale si farà essendo risuscitato Gesù Cristo nostro Capo. PROFEZIA SETTIMA. Ezech. 37. sallone at- 1002 metus In diebus illis facta est In quei giorni fu sosuper me manus Do- pra di me la mano del mini: et eduxit me in Signore: e mi menò spiritu Domini, et dimi- fuora lo spirito del Si 462 SABBATO SANTO sit me in medio campi, gnore, e mi posò in qui erat plenus ossibus, mezzo di un campo che et circumduxit me per era pieno di ossa, e mi ea in gyro: erant autem fece girare intorno ad multo valde super fa- esse: or elle erano in ciem campi, siccaque gran quantità sulla facvehementer. Et dixit ad cia del campo, e secche me: Fili hominis, putas grandemente. E( il Sine vivent ossa ista? Et gnore) disse a me: Fidixi: Domine Deus, tu gliuolo dell'uomo, pensi nosti. Et dixit ad me: tu che siano per riaVaticinare de ossibus i- vere la vita queste osstis; et dices eis: Ossa sa? Ed io dissi: Signoarida, audite verbum re Dio, voi lo sapete. Domini: Hæc dicit Do- Ed ei disse a me: Prominus Deus ossibus his: fetizza sopra queste ossa, Ecce ego intromittame dirai loro: Ossa aride, in vos spiritum, et vi- udite la parola del Sivetis. Et dabo super vos gnore: Queste cose dice nervos, et succrescere il Signore Dio a queste faciam super vos carnes, ossa: Ecco che io inet superextendam in vo- fonderò in voi lo spiribis cutem: et dabo vo- to, e avrete vita. E farò bis spiritum et vivetis; sopra di voi nascere i et scietis, quia ego Do- nervi, e crescere farò minus. Et prophetavi, sopra di voi lé carni, e sicut præceperat mihi; sopra di voi stenderò factus est autem soni- la pelle: e darò a voi lo spirito e viverete; e conoscerete, che io sono obsonam om en il Signore. E profetai, come ei mi aveva ordinato; e udissi uno stre ALLA MESSA. 463 tus, prophetante me, et ec- pito nel mentre che io ce commotio, et eccesse- profetava, ed ecco un runt ossa ad ossa, unum- movimento e si accostaquodque ad juncturam rono ossa ad ossa, ciasuam. Et vidi, et ecce scuno alla propria giunsuper ea nervi et car- tura. E mirai: ed ecco nes ascenderunt, et ex- sopra di esse i nervi e tenta est in eis cutis de- le carni vennero, e si super, et spiritum non distese sopra di esse la habebant. Et dixit ad pelle, ma spirito non ame: Vaticinare ad spi- vevano. Ed ei disse a ritum, vaticinare, fili ho- me: Profetizza allo spiminis, et dices ad spiri- rito, profetizza, figliuol tum: Hæc dicit Domi- dell' uomo, e dirai allo nus Deus: A quatuor spirito: Queste cose dice ventis veni, spiritum, et il Signore Dio: Dai quatinsufla super interfectos tro venti vieni, o spiistos, et reviviscant. Et rito, e soffia sopra queprophetavi sicut præce- sti morti, ed ei risusciperat mihi; et ingres- tino. E profetai com'egli sus est in ea spiritus, mi aveva comandato; et vixerunt, steterunt- ed entrò in quelli lo que super pedes suos, spirito, e riebbero vita, exercitus grandis nimis e si stettero sui piedi valde. Et dixit ad me: loro, un esercito grande Fili hominis, ossa hæc, fuor di misura. Ed ei universa domus Israel disse a me: Figliuol delest; ipsi dicunt: Arue- l'uomo, tutte queste osrunt ossa nostra, et pe- sa sono la famiglia di riit spes nostra, et ab- Israele; essi dicono: Aride sono le ossa nostre, Feed è perita la nostra speranza, e noi siamo isim anteay si es 464 SABBATO SANTO scissi sumus. Propterea( rami) troncati. Pur quevaticinare, et dices ad sto tu profetizza, e dieos: Hæc dicit Dominus rai loro: Queste cose Deus: Ecce ego aperiam dice il Signore: Ecco tumulos vestros, et edu- che io aprirò i vostri cam vos de sepulcris sepolcri, e vi trarrò fuovestris, popule meus, et ri dai vostri sepolcri, inducam vos in terram popolo mio, e vi conIsrael. Et scietis quia durrò nella terra d'Israeego Dominus, cum ape- le. E conoscerete che io ruero sepulcra vestra, sono il Signore, quanet eduxero vos de tumu- d' avrò aperti i vostri lis vestris, popule meus, sepoleri, e vi avrò tratti et dedero spiritum me- dai sepolcri vostri, poum in vobis, et vixeri- polo mio, ed avrò intis, et requiescere vos fuso il mio spirito in faciam super humum ve- voi, e vivrete, e vi astram, dicit Dominus vrò dato riposo nella omnipotens. terra vostra, dice il Simomignore onnipotente. Flectamus Oremus. genua. R. Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. ORATIO. ORAZIONE. Deus, qui nos ad ce- 0 Dio, che a celelebrandum Paschale Sa- brare il Pasquale Sacramentum utriusque Te- cramento colle pagine stamenti paginis instruis; dell'uno e dell'altro Teda nobis intelligere mi- stamento c'istruite: consericordiam tuam; ut cedeteci di ben comprendere la vostra misericoremrie lan 8 BIS ALLA MESSA. 465 ex perceptione præsen- dia; affinchè nella partium munerum, firma tecipazione dei presenti sit expectatio futurorum. doni, ferma sia l'aspetPer Dominum nostrum tazione dei futuri. Per Jesum Christum, etc. il Signor nostro Gesù Cristo, ecc. DICHIARAZIONE. Si notano i sette doni dello Spirito Santo, e le sette virtù che nel Battesimo si ottengono da lui per unirsi a Dio PROFEZIA OTTAVA. Isaia 4. Apprehendent septem Prenderanno sette donmulieres virum unum ne un sol uomo in quel in die illa, dicentes: giorno dicendo: Il nostro Panem nostrum come- pane noi mangieremo, demus, et vestimentis e del nostro ci vestirenostris operiemur: tan- mo: solamente dateci il tummodo invocetur no- vostro nome, togliete la men tuum super nos, nostra confusione. In aufer opprobrium no- quel dì sarà il germe strum. In die illa erit del Signore in magnifigermen Domini in ma- cenza ed in gloria, e il gnificentia et gloria, et frutto della terra sarà fructus terræ sublimis, innalzato, e sarà il gauet exultatio his qui sal- dio di quelli che saranno vati fuerint de Israel. salvati di Israele. E avEt erit: omnis qui re- verrà, che tutti quelli lictus fuerit in Sion, et che rimasti saranno in Sionne, e le reliquie in 30 466 SABBATO SANTO residuus in Jerusalem, Gerusalemme, santi si sanctus vocabitur omnis chiameranno tutti quelli qui scriptus est in vita che scritti son tra i vivi in Jerusalem. Si abluerit in Gerusalemme. AllorDominus sordes filiarum chè avrà lavate il SiSion, et sanguinem Je- gnore le immondezze rusalem laverit de me- delle figlie di Sion, e dio ejus, in spiritu ju- del sangue onde ella è dicii et spiritu ardoris. macchiata avrà lavato Et creabit Dominus su- Gerusalemme, mediante per omnem locum mon- lo spirito di giustizia e tis Sion, et ubi invoca- lo spirito di ardore. E tus est, nubem per diem, cercherà il Signore per et fumum et splendorem tutti i luoghi del monte ignis flammantis in noc- Sion, e dovunque egli te: super omnem enim è invocato, una nuvola gloriam protectio. Et ta- pel giorno famoso, e uno bernaculum erit in um- splendor di fuoco fiambraculum diei ab æstu, mante per la notte; peet in securitatem et ab- rocchè sopra tutta l'arca sconsionem a turbine et gloriosa sarà la protea pluvia. zione. E il tabernacolo farà ombra pel calore del giorno, e darà sicurezza e difesa dalla bufera e dalla pioggia. DICHIARAZIONE. Diconsii benefizj che ha fatti Iddio alla Chiesa, ed all'anima nostra, e con festa e canto sono ricordati per darne lode a chi dobbiamo. ALLA MESSA. 467 Tractus. Vinea facta] Tratto. Una vigna ha est dilecto in cornu, in il mio diletto in colle loco uberi. ubertoso. . Et maceriam cir-. E con una muracumdedit, et circumfo- glia a secco la cinse, e dit: et plantavit vineam all' intorno le scavò una Sorec, et ædificavit tur- fossa: e piantò la vigna rim in medio ejus. in Sorec, e fabbricò una torre in mezzo a lei. R). Et torcular fodit R). Ed uno strettojo in ea vinea enim Do- fece in quella: imperocmini Sabaoth, domus chè la vigna del SignoIsrael est. re degli eserciti ella è la casa d'Israele. Oremus. Flectamus genua. R. Levate. ORATIO. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R. Alzatevi. ORAZIONE. Deus, qui in omnibus 0 Dio, che in tutti i Ecclesiæ tuæ filiis san- figliuoli della vostra ctorum Prophetarum vo- Chiesa, colla voce dei ce manifestasti in omni santi Profeti manifestaloco dominationis tuæ, ste che in tutte le parti satorem te bonorum se- del mondo voi siete il minum, et electorum seminatore di buone sepalmitum esse cultorem: menti, e di scelti tralci tribue populis tuis, qui il coltivatore: concedete et vinearum apud te no- ai vostri popoli, che col nome di vigne e di fru 468 SABBATO SANTO mine censentur, et se- mento sono presso di getum, et spinarum et voi riputati, che, delle tribolorum squallore re- spine e dei triboli lo secato, digna efficiantur squallore risecato, di defruge foecundi. Per Do- gni frutti si rendano. minum, etc. fecondi. Per il Signore, ecc. DICHIARAZIONE. Sotto la cerimonia del mangiar l'agnello dobbiamo intendere la morte dell' immacolato Signor nostro. PROFEZIA NONA. Exodi 12. In diebus illis dixit In quei giorni disse Dominus ad Moysen et il Signore a Mosè e ad Aaron in terra Egypti: Aronne nella terra di Mensis iste vobis sit Egitto: Questo mese per principium mensium; voi sarà principio dei primus erit in mensibus mesi; il primo sarà tra anni. Loquimini ad uni- i mesi dell'anno. Parlaversum colum filiorum te a tutta l'adunanza Israel, et dicite eis: De- dei figliuoli di Israele, cima die mensis hujus e dite loro: Il decimo tollat unusquisque a- giorno di questo mese gnum per familias et prenda ciascuno un adomus suas. Sin autem gnello per famiglia e minor est numerus, ut per casa. Che se minore sufficere possit ad ve- è il numero di quello che bastar può a man ALLA MESSA. 469 scendum agnum, assu- giare l'agnello, prendemet vicinum suum, qui rà il suo vicino che gli junctus est domui suæ, sta a lato di casa, per juxta numerum anima- fare il numero di anime rum quæ sufficere pos- sufficienti a mangiare sunt ad esum agni. Erit l'agnello. Or l'agnello autem agnus absque ma- sarà senza macchia, macula, masculus, annicu- schio, dell'anno, e collo lus, juxta quem ritum stesso rito prenderete tolletis et hædum. Et anche un capretto. E lo servabitis eum usque ad serberete fino al quatquartam decimam diem tordicesimo giorno di mensis hujus; immola- questo mese; e lo immobitque eum universa mul- lerà tutta quanta la moltitudo filiorum Israel ad titudine dei figliuoli d'Ivesperam. Et sument de sraele alla sera. E prensanguine ejus ac ponent deranno del sangue di super utrumque postem, esso, e ne metteranno et in superliminaribus sopra l'una parte e l'aldomorum, in quibus co- tra della porta, e sulmedent illum. Et edent l'architrave della porta carnes nocte illa assas delle case nelle quali igni, et azymos panes lo mangieranno. E mancum lactucis agrestibus. geranno le carni, quella Non comedetis ex eo notte, arrostite al fuoco, crudum quid, nec co- e azzimo pane con latctum aqua, sed tantum tughe agresti. Non ne assum igni: caput cum mangerete niente di crupedibus ejus et intesti- do, nè di cotto nell' anis vorabitis. Nec rema- cqua; ma soltanto arrostito al fuoco: la testa, e i piedi, e gli intestini di esso mangerete. Nulla 470 SABBATO SANTO nebit quidquam ex eo di esso rimarrà al matusque mane. Si quid re- tino. Se alcuna cosa siduum fuerit, igne com- n'avanza, col fuoco la buretis. Sic autem co- brucerete. E in questa medetis illum: Renes maniera lo mangerete: vestros accingetis, et i fianchi avrete cinti, le calceamenta habebitis in scarpe ai piedi, e i bapedibus, tenentes bacu- stoni in mano, e manlos in manibus, et co- gerete in fretta, perchè medetis festinanter, est è la Fase( cioè il tranenim Phase( idest tran- sito) del Signore. situs) Domini. Oremus. Flectamus ge- Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. nua. R. Levate. ORATIO. ORAZIONE. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, qui in omni- terno Iddio, che nella um operum tuorum di- distribuzione di tutte le spensatione mirabilis es: vostre opere mirabile intelligant redempti tui, siete: comprendano i renon fuisse excellentius denti da voi, che non quod initio factus est fu più eccellente( la mundus, quam quod in creazione) a principio del mondo, fine sæculorum Pascha fatta di nostrum: immolatus est quello che sia nel fine Christus. Qui tecum vi- dei secoli la nostra Pavit, etc. squa: Cristo( che) fu immolato. Il quale con voi vive, ecc. ALLA MESSA. 471 DICHIARAZIONE. Nella persona di Giona viene espressa la Morte, la Sepoltura e la Risurrezione del Salvatore. PROFEZIA DECIMA. Jona 3. va In diebus illis factum In quei giorni il Siest verbum Domini ad gnore parlò la seconda Jonam Prophetam se- volta a Giona Profeta, e cundo, dicens: Surge, disse: Alzati, e a et vade in Ninivem ci- Ninive città grande, e vitatem magnam, et predica ivi quello che prædica in ea prædi- io dico a te. E si mosse cationem, quam ego lo- Giona, e andò a Ninive quor ad te. Et surre- secondo l' ordine del xit Jonas, et abiit in Signore. Or Ninive era Ninivem juxta verbum una città grande che Domini. Et Ninive erat aveva di cammino tre civitas magna, itinere giorni. E cominciò Giotrium dierum. Et coepit na a scorrere la città Jonas introire in civita- pel cammino di un giortem itinere diei unius no, e gridava, e diceva: et clamavit, et dixit: Ad- Ancora quaranta giorni, huc quadraginta dies, et e Ninive sarà atterrata. Ninive subvertetur. Et E credettero i Niniviti crediderunt viri Ninivi- a Dio, e intimarono il tæ in Deum, et prædi- digiuno, e si vestirono caverunt jejunium, et di sacco i grandi ed i vestiti sunt saccis a ma- piccoli. E fu portata la jore usque ad minorem. Et pervenit verbum adl 472 SABBATO SANTO regem Ninive; et surre- nuova al Re di Ninive: xit de solio suo; ed ab- ed egli si levò dal suo jecit vestimentum suum trono, e gettò via le sue a se, et indutus est sac- vesti, e si vestì di sacco, co, et sedit in cinere. e si assise sopra la ceEt clamavit, et dixit in nere. E pubblicò e inNinive ex ore Regis, et timò in Ninive quest'orprincipum ejus, dicens: dine dal Re, e dai suoi Homines et jumenta, et principi: Uomini e beboves et pecora non gu- stie, bovi e pecore non stent quidquam; nec pa- mangino niente, non vascantur, et aquam non dano al pascolo e acqua bibant. Et operiantur non bevano. E si cuosaccis homines et ju- prano di sacco gli uomenta, et clament ad mini e gli animali, e Dominum in fortitudine, gridino verso il Signore, et convertatur vir a via con tutta la loro forza, sua mala, et ab iniqui- e si converta ciascuno tate, quæ est in mani- dalla sua cattiva vita e bus eorum. Quis scit, si dalle sue opere inique. convertatur, et ignoscat Chi sa che si ritratti, e Deus; et revertatur a perdoni Dio, e calmi il furore iræ suæ, et non furore dell'ira sua, onperibimus? Et vidit Deus de non ci faccia perire? opera eorum, quia con- E vide Dio l'opere loro, versi sunt de via suale come si erano conmala: et misertus est vertiti dalla mala loro populo suo Dominus vita, ed ebbe misericorDeus noster. dia del suo popolo il Signore Dio nostro. Oremus. Flectamus genua. R). Levate. Torniamo a pregare. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. ALLA MESSA. 473 ORATIO. ORAZIONE. Deus, qui diversita- 0 Dio, che la divertem gentium in confes- sità delle genti nella sione tui nominis adu- confessione del vostro nasti: da nobis et velle, nome radunaste; conet posse quæ præcipis; cedeteci e il volere, e il ut populo ad æternita- potere fare ciò che cotem vocato, una sit fi- mandate; affinchè nel des mentium et pietas popolo chiamato all'eactionum. Per Dominum ternità, una sola sia la nostrum, etc. fede delle menti e la pietà delle azioni. Per il Signore nostro, ecc. DICHIARAZIONE. Si propone quale sia la legge ad osservarsi dopo il Battesimo, e come dobbiamo sottometterci ai comandamenti divisi senza contrasto. PROFEZIA UNDECIMA. Deut. 31. In diebus illis scripsit In quei giorni scrisse Moyses canticum et do- Mosè il cantico, e lo cuit filios Israel. Præ- insegnò ai figliuoli d'Icepitque Dominus Josue sraéle. E ordinò il Sifilio Nun, et ait: Con- gnore a Giosuè figliuolo fortare, et esto robustus, di Nun, e dissegli: Fátti tu enim introduces filios coraggio, e prendi vigore; imperocchè tu introdurrai i figliuoli d'I 474 SABBATO SANTO Israel in terram, quam sraele nella terra che io pollicitus sum, et ego loro promisi, e io teco ero tecum. Postquam sarò. Quando adunque ergo scripsit Moyses ver- Mosè ebbe finito di scriba legis hujus in volu- vere in un libro le pamine, atque complevit, role di questa legge, præcepit Levitis, qui ordinò ai Leviti, i quali portabant arcam foede- portavano l'arca del Siris Domini, dicens: Tol- gnore, e disse: Prendete lite librum istum, et po- questo libro, e mettetelo nite eum in latere arcæ in un lato dell'arca del foederis Domini Dei ve- testamento del Signore stri; ut sit ibi contra Dio vostro; affinchè rite in testimonium. Ego manga contro di te ivi enim scio contentionem qual testimone( o Israetuam, et cervicem tuam le). Imperocchè io codurissimam. Adhuc vi- nosco la tua contumavente me, et ingrediente cia, e la durezza grande vobiscum, semper con- della tua testa. Tuttora tentiose egistis contra vivendo io, e conversanDominum: quanto ma- do con voi, sempre voi gis cum mortuus fuero? altercaste contro il SiCongregate ad me om- gnore: quanto più alnes majores natu per lorchè io sarò morto? tribus vestras, atque do- Raunate dinanzi a me ctores, et loquar audien- tutti i seniori di ciatibus eis sermones istos, scheduna delle vostre ei invocabo contra eos tribù, e i dottori, e io coelum et terram. Novi esporrò dinanzi a loro enim, quod post mortem le mie parole, e invocherò contro di essi il cielo e la terra. Perocdober chè io so, come voi do ALLA MESSA. 475 meam inique agetis, et po la mia morte inideclinabitis cito de via quamente vi diporterete, quam præcepi vobis, et e uscirete ben presto occurrent vobis mala in fuori della strada che extremo tempore, quan- io v'ho insegnata, e vi do feceritis malum in avverranno molti mali conspectu Domini, ut negli ultimi tempi, alirritetis eum per opera lorchè avrete fatto il manuum vestrarum. Lo- male al cospetto del Sicutus est ergo Moyses, gnore, provocando a audiente universo coetu sdegno colle opere delle Israel, verba carminis vostre mani. Intonò ahujus, et ad finem us- dunque Mosè, e stando que complevit. l'adunanza tutta d'Israele ad ascoltarlo, le parole di questo cantico recitò sino al fine. DICHIARAZIONE. In questo Cantico propongonsi i premii ai Battezzati, e si esortano ad essere facili in ricevere la dottrina di Dio. Tractus. Attende, co- Tratto. Ascolta, o cielum, et loquar; et au- lo, il mio parlare; e diat terra verba ex ore ponga mente la terra alle parole della mia meo. . Expectetur sicut bocca. pluvia eloquium meum; . S'aspettino qual et descendant sicut ros pioggia i miei sermoni; verba mea. e stillin qual rugiada le mie parole. . Sicut imber super. Come la pioggia 476 SABBATO SANTO gramen, et sicut nix sopra le piante, e come super fœnum: quia no- la neve sopra dell'erba: men Domini invocabo. perocchè il nome del Signore io invocherò. . Date magnitudinem. Diasi gloria al noDeo nostro: Deus vera stro Dio: a Dio le cui opera ejus, et omnes viæ opere perfette sono, e ejus judicia. tutte le vie di lui sono giustizia. . Deus fidelis, in quo. Dio fedele, in cui non est iniquitas: justus non v'è iniquità: giusto et sanctus Dominus. e santo è il Signore. Oremus. Flectamus gePreghiamo. Pieghiamo le ginocchia. R). Alzatevi. nua. R). Levate. ORATIO. Deus, celsitudo humi- 0 Dio, altezza degli lium et fortitudo recto- umili e fortezza dei rum qui per sanctum buoni: voi che per mezMoysen puerum tuum, zo del santo Mosè servo ita erudire populum tu- vostro, talmente istruire um sacri carminis tui voleste il popol vostro decantatione voluisti, ut con quel sacro cantico, illa legis iteratio fieret che questa replicata( proetiam nostra directio: mulgazione) di legge excita in omnen justifi- diventasse anche la nocatarum gentium pleni stra regola: svegliate a tudinem potentiam tuam, favore di tutta la pieet da lætitiam mitigando nezza delle giustificate genti la potenza vostra, le donate allegrezza miORAZIONE. ALLA MESSA. 477 terrorem; ut omnium tigando il terrore; afpeccatis tua remissione finchè( venendo) a tutti deletis, quod denun- noi colla vostra remistiatum est in ultionem, sione i peccati canceltranseant in salutem. lati, ciò che è stato intimato in vendetta, passi in salute. Per il Signore, ecc. Per Dominum, etc. DICHIARAZIONE. Si ha da adorare un solo Dio; e non temere gli uomini, dove e quando l'onor di lui entra in forze, perchè egli è possente da liberarci ancora miracolosamente. PROFEZIA DUODECIMA. Dan. 3. I tre fanciulli liberati dalle fiamme della fornace figurano i battezzati liberati dall'ardore della concupiscenza. In diebus illis: Na- In quei giorni: il re buchodonosor rex fecit Nabuccodonosor fece una statuam auream, altitu- statua d'oro alta cubiti dine cubitorum sexagin- sessanta, larga cubiti sei, ta, latitudine cubitorum e la fece alzare nella sex, et statuit eum in campagna di Dura, procampo Dura, provinciæ vincia di Babilonia. Il Babylonis. Itaque Nabu- re Nabuccodonosor manchodonosor rex misit ad dò a radunare i satrapi, congregandos satrapas, e i magistrati, e i giumagistratus, et judices, dici, e i capitani, e i duces, et tyrannos, et 478 SABBATO SANTO præfectos, omnesque prefetti, e tutti i goverprincipes regionum; ut natori delle provincie; convenirent ad dedica- affinchè tutti insieme tionem statuæ quam ere- andassero alla dedicaxerat Nabuchodonosor zione della statua alzata rex. Tunc congregati dal re Nabuccodonosor. sunt satrapæ, magistra- Allora si raunarono i tus et judices, duces, et satrapi, i magistrati e i tyranni, et optimates, giudici, i capitani ei qui erant in potestati- regnicoli, e i grandi, che bus constituti, et uni- eran in dignità costiversi principes regio- tuiti, e tutti i governanum, ut convenirent ad tori delle provincie per dedicationem statuæ, qu- andare tutti insieme alla am erexerat Nabuchodo- dedicazione della statua nosor rex. Stabant au- eretta dal re Nabuccotem in conspectu sta- donosor. E stavano in tuæ, quam posuerat Na- faccia alla statua alzata buchodonosor rex, et dal re Nabuccodonosor, præco clamabat valen- e il banditore gridava ter: Vobis dicitur popu- ad alta voce: A voi lis, tribubus et linguis: ordina, popoli, tribù e In hora, qua audieritis lingue: Nel punto istessonitum tubæ et fistulæ, so, in cui udirete il et citharæ et sambucæ, suono della tromba, e et psalterii, et sympho- del flauto, della cetra, niæ, et universi generis della zampogna, del salmusicorum, cadentes a- terio, del timpano, e dorate statuam auream, de' strumenti musicali quam constituit Nabucho- di ogni genere, prostrati donosor rex. Si quis au- adoriate la statua d'oro eretta dal re Nabuccodonosor. Che se alcuno Hish ALLA MESSA. 479 tem non prostratus ado- non si prostra e adora, raverit, eadem hora mit- nello stesso punto gettetur in fornacem ignis tato sarà in una fornaardentis. Post hæc igi- ce di fuoco ardente. Dotur statim ut audierunt po di ciò adunque, tosto omnes populi sonitum che i popoli tutti uditubæ, fistulæ et cithare, rono il suono della tromsambucæ, psalterii et ba, del flauto e della symphoniæ, et omnis cetra, della zampogna e generis musicorum, ca- del salterio, del timpano dentes omnes populi, e di ogni genere di tribus, et linguæ adora- strumenti musicali, proverunt statuam auream strati tutti i popoli, le quam constituerat Na- tribù, e le lingue adobuchodonosor rex. Sta- rarono la statua d'oro timque in ipso tempore alzata dal re Nabuccoaccedentes viri Chaldæi donosor. E subito nel accusaverunt Judæos, di- punto stesso andarono. xeruntque Nabuchodo- alcuni uomini Caldei ad nosor, regi: Rex, in accusare i Giudei, e disæternum vive; tu, rex, sero al re Nabuccodoposuisti decretum, ut nosor: Vivete, o re, in omnis homo, qui audie- eterno; voi, o re, forrit sonitum tubæ, fistu- maste decreto che qualæ, citharæ, sambucæ lunque uomo, che aveset psalterii, et sympho- se udito il suono della niæ et universi generis tromba, del flauto, della musicorum, prosternat cetra, della zampogna, se et adoret statuam au- del salterio e del timpano, e di ogni sorta di strumenti musicali, si prostrasse ed adorasse la statua d'oro; che se Onte 150) 480 SABBATO SANTO ream; si quis autem non alcuno non si prostrasse procidens adoraverit, e adorasse, gettato fosse mittatur in fornacem i- in una fornace di fuoco gnis ardentis. Sunt ergo ardente. Vi sono adunviri Judæi, quos consti- que tre uomini Giudei, tuisti super opera re- i quali voi deputaste sogionis Babylonis, Si- pra gli affari della prodrach, Misach et Abde- vincia di Babilonia, Sinago: viri isti contem- drac, Misac e Abdenago: pserunt, rex, decretum questi uomini han distuum; deos tuos non pregiato, o re, il vostro colunt, et statuam au- decreto; ai vostri dèi ream, quam erexisti, non non rendono culto, e la adorant. Tunc Nabucho- statua d'oro alzata da donosor in furore et in voi non adorano. Allora ira præcepit, ut addu- Nabuccodonosor, pien di cerentur Sidrach, Misach furore e d'ira, ordinò et Abdenago, qui con- che gli conducessero Sifestim adducti sunt in drac, Misac ed Abdenaconspectu regis. Pronun- go, i quali tosto menati tiansque Nabuchodono- furono al cospetto del sor rex, ait eis: Vere re. E parlò Nabuccodone Sidrach, Misach et nosor re, e disse: È egli Abdenago, deos meos vero, o Sidrac, Misac ed non colitis, et statuam Abdenago, che a' miei auream, quam constitui, dèi voi non rendete culnon adoratis? Nunc er- to, e la statua d'oro ego, si estis parati, qua- retta da me non adocumque hora audieritis rate? Ora adunque, se sonitum tubæ, fistulæ, voi siete a ciò disposti in quel punto in cui udirete il suono della tromba, del flauto, della ALLA MESSA. 481 citharæ, sambucæ et cetra e della zampogna, psalterii et symphoniæ, e del salterio, e del omnisque generis musi- timpano, e di ogni gecorum, prosternite vos, nere di strumenti muet adorate statuam quam sicali, prostratevi e adofeci: quod si non adora- rate la statua che io ho veritis, eadem hora mit- fatta: che se non l'adotemini in fornacem ignis rerete, nello stesso punto ardentis; et quis est gettati sarete in una forDeus, qui eripiet vos de nace di fuoco ardente; manu mea? Responden- e quale è il Dio che vi tes Sidrach, Misach et sottrarrà al mio potere? Abdenago, dixerunt regi Risposero Sidrac, Misac Nabuchodonosor: None Abdenago, e dissero oportet nos de hac re al re Nabuccodonosor: respondere tibi. Ecce Non è necessario che enim Deus noster, quem noi vi diamo risposta. colimus, potest nos eri- Imperocchè certamente pere de camino ignis il Dio nostro, che noi ardentis, et de manibus adoriamo, può liberarci tuis, o rex, liberare. dalla fornace di fuoco Quod si noluerit, notum ardente, e al poter vosit tibi, rex, quia deos stro, o re, sottrarci. Che tuos non colimus, et s'ei non vorrà, sappiate, statuam auream, quam o re, che noi ai vostri erexisti, non adoremus. dèi culto non rendiamo, Tunc Nabuchodonosor e la statua d'oro eretta repletus est furore: et da voi non adoriamo. aspectus faciei illius im- Allora Nabuccodonosor mutatus est super Si- entrò in furore, e la drach, Misach et Abde- sua faccia si cangiò di nago, et præcepit, ut colore verso Sidrac, Misac ed Abdenago, e co31 482 SABBATO SANTO succenderetur fornax se- mandò che si facesse ptulum, quam succendi fuoco alla fornace sette consueverat. Et viris for- volte più di quel che tissimis de exercitu suo solea farsi. E ad uomini jussit, ut ligatis pedibus fortissimi del suo eserSidrach, Misach et Ab- cito diede ordine che denago, mitterent eos in legati i piedi di Sidrac, fornacem ignis ardentis. Misac ed Abdenago, li Et confestim viri isti gettassero nella fornace vincti, cum brachiis suis, di fuoco ardente. E toet tiaris, et calceamen- sto questi tre uomini tis, et vestibus missi sunt legati pe' piedi, avendo in medium fornacis ignis le loro brache, e tiare, ardentis; nam jussio re- e i borsacchini, e le loro gis urgebat, fornax au- vesti, gettati furono in tem succensa erat ni- mezzo alla fornace di mis. Porro viros illos, fuoco ardente; imperocqui miserant Sidrach, chè il comando del re Misach et Abdenago, in- era pressante, e la forterfecit flamma ignis. nace era accesa straorViri autem hi tres, idest dinariamente. Or coloro, Sidrach, Misach et Ab- che gettato vi avean Sidenago ceciderunt in drac, Misac e Abdenago, medio camino ignis ar- la fiamma di repente gli dentis colligati. Et am- uccise. Ma questi tre, bulabant in medio flam- cioè Sidrac, Misac e Abmæ laudantes Deum, et denago, caddero nel benedicentes Domino. mezzo della fornace ardente legati. E camminavano per mezzo alle fiamme, lodando Dio e stolos benedicendo il Signore. 483 ALLA MESSA. 2010 smuss Jiviji Non si dice Flectamus genua, ma solamente Oremus. ná/-tam objedeisgas, to Omnipotens sempiter- Onnipotente sempine Deus, spes unica terno Iddio, speranza umundi, qui Propheta- nica del mondo, voi che rum tuorum præconio, colla voce de' vostri Propræsentium temporum feti, dei tempi presenti declarasti mysteria, au- manifestaste i misteri, ge populi tui vota pla- pietoso accrescete del catus; quia in nullo fi- vostro popolo i desidedelium, nisi ex tua inspi- rj; giacchè in niuno de' ratione proveniunt qua- fedeli, se non dalle sole rumlibet incrementa vir- vostre ispirazioni deritutum. Per Dominum, etc. vano gli aumenti di quallunque virtù. Per il Signore, ecc. Terminate queste Lezioni, se la Chiesa avrà il Fonte battesimale, il Sacerdote che dovrà benedirlo prende il piviale violaceo, e andando innanzi la Croce, co' candellieri e cereo benedetti accesi, si porta al Fonte col Clero e Ministri parati. Il seguente Cantico dicesi in persona dai Catecumeni, che dovranno battezzarsi; e cominciasi a trattare espressamente del Battesimo, invocando prima il nome di Dio nelle due Orazioni. 200,00 Andando al Fonte si canta il seguente: Tractus. Sicut cervus Tratto. Come il cervo desiderat ad fontes aqua- sitibondo desidera le fonrum, ita desiderat anima tane di acque, così l'amea ad te, Deus.rs nima mia desidera voi, im logobet testoso Dio. 484 SABBATO SANTO . Sitivit anima mea. Sete ha l'anima ad Deum vivum: quan- mia di Dio vivo: quando veniam, et apparebo do mai verrò, e quando ante faciem Dei? mi presenterò dinanzi alla faccia di Dio? . Fuerunt mihi la- y. Furon le mie lacrymæ meæ panes die grime il mio pane e ac nocte, dum dicitur giorno e notte, mentre mihi per singulos dies: a me si diceva continuaUbi est Deus tuus? mente: Dov'è il Dio tuo? DICHIARAZIONE. elo: allet gOLE Invocasi la Divina grazia, e s'invita il popolo ad essere attento. Il Sacerdote prima di procedere alla Benedizione del Fonte, dice vicino ad esso la seguente Orazione: . Dominus vobiscum.. Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R). E collo spirito vostro. OREMUS. PREGHIERA. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, respice propi- no Iddio, risguardate tius ad devotionem po- propizio la divozione del puli renascentis, qui, popolo rinascente, il quasicut cervus aquarum le, siccome cervo, delle tuarum expetit fontem: vostre acque ricerca la et concede propitius, ut fonte: e di concedere fidei ipsius sitis, Bapti- degnatevi che la sete di 01 0 cotesta fede, pel mini ALLA MESSA. 485 smatis mysterio animam stero del Battesimo l'acorpusque sanctificet. Per nima e il corpo santifiDominum nostrum, etc. chi. Per il Signore nostro, ecc. R). Amen. R). Così sia. Comincia a benedire il Fonte. oringzollar a y. Dominus vobiscum.. Il Signore sia con omsidde: 1 voi.o be 29 R). Et cum spiritu tuo. R). E collo spirito vostro. OREMUS. PREGHIERA. Omnipotens sempiter- Onnipotente sempiterne Deus, adesto magnæ no Iddio, assistete ai mipietatis tuæ mysteriis, steri della grande vostra adesto Sacramentis: et pietà, assistete ai Sacraad recreandos novos po- menti: ed a ricreare pulos, quos tibi fons nuovi popoli, che a voi Baptismatis parturit, spi- il fonte Battesimale parritum adoptionis emitte; torisce, lo spirito di adout quod nostræ humi- zione inviate; affinchè litatis gerendum est mi- ciò che è per operare il nisterio virtutis tuæ im- ministero della nostra pleatur effectu. Per Do- umiltà, l'effetto della vominum nostrum Jesum stra virtù compisca. Per Christum Filium tuum, il Signore nostro Gesù qui tecum vivit, etc. Cristo vostro Figliuolo, il quale con voi vive, ecc. Ergente 486 SABBATO SANTO 12 metaida oire Alzando la voce in tuono di Prefazio prosegue: 102 pls rail200 mi Per er omnia sæculay. Per tutti i secoli sæculorum. dei secoli. R. Così sia. R). Amen. . Dominus vobiscum.. Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R). E collo spirito vostro. . Sursum corda. . In alto i cuori. R). Habemus ad Domi- R). Li abbiamo al Sinum. iqe olies gnore. 13 . Gratias agamus Do- y. Grazie rendiamo al mino Deo nostro. Signore Dio nostro. R). Dignum et justum R). Degno e giusto egli è. est. Vere dignum et ju- Veramente degno e stum est, æquum et sa- giusto egli è, conveniente lutare, nos tibi semper e salutare, che noi semet ubique gratias agere, pre e in qualunque luoDomine sancte, Pater om- go grazie vi rendiamo, nipotens, æterne Deus. o Signore santo, Padre for s silologeg onnipotente, eterno Iddio. lsg bitse Qui invisibili potentia Voi che coll'invisibile Sacramentorum tuorum potenza gli effetti dei mirabiliter operaris ef- vostri Sacramenti mirafectum et licet nos tan- bilmente operate: e bentis mysteriis exequendis chè noi di eseguire così simus indigni, tu tamen grandi misterj siamo ingratiæ tuæ dona non de- degni, voi però non priEvandoci dei doni della 900 vir by no Talsup vostra grazia, anche alle ALLA MESSA. 487 serens, etiam ad nostras nostre preghiere le orecpreces aures tuæ pieta- chie della misericordia tis inclinas. Deus, cujus inchinate. O Dio, il cui spiritus super aquas in- spirito sopra le acque ter ipsa mundi primor- in quegli stessi principi dia ferebatur, ut jam del mondo si movea; actunc virtutem sanctifi- ciocchè fin d' allora la cationis aquarum natura virtù della santificazione conciperet. Deus, qui la natura delle acque Dio, il nocentis mundi crimina concepisse. O per aquas abluens re- quale del ribelle mondo generationis speciem in i delitti con l'acque laipsa diluvii effusione si- vando, un'immagine delgnasti: ut unius, eju- la rigenerazione nell' isdemque elementi my- stessa effusione del disterio, et finis esset vi- luvio prefiguraste: aftiis et origo virtutibus. finchè col mistero di un Respice, Domine, in fa- sol medesimo elemento, ciem Ecclesiæ tuæ, et e il termine avessero multiplica in ea regene- i vizj e origine le virtù. rationes tuas, qui gratia Mirate, o Signore, la factuæ affluentis impetu læ- della Chiesa vostra, e tificas civitatem tuam, moltiplicate in essa le fontemque Baptismatis vostre rigenerazioni, voi aperis toto orbe terra- che coll' impero dell'afrum gentibus innovan- fluente vostra grazia raldis: ut tuæ majestatis legrate la vostra città, imperio sumat Unigeniti e il fonte battesimale a prite a tutto il mondo per rinnovare le genti: affinchè per sovrano vo lere della vostra maestà riceva del vostro UniHonol seb oilodaity is an 488 SABBATO SANTO tui gratiam de Spiritu genito la grazia per mezSancto.lt iczo dello Spirito Santo. ole Quando il Sacerdote colla mano stesa divide l' acqua in modo di croce, e subito asciugandosi dice: ja obnont lobimst a siolls Di DICHIARAZIONE. aitse Blish univi Col segno della Croce partendo l'acqua il sacerdote chiama lo Spirito Santo, che la fecondi, e scacci ogni spirito maligno che vi fosse. Qui hanc aquam re- Il quale quest' acque generandis hominibus a rigenerare gli uomini præparatam, arcana sui preparate, feconda colminuminis admixtione foe- sterioso accoppiamento cundet et sanctificatione della sua virtù: onde concepta, ab immaculato nella santificazione( in divini fontis utero, in certa maniera) concepunovam renata creaturam, ta, dall'immacolato utero progenies coelestis emer- del divin fonte, rinata in gat: et quos aut sexus una nuova creatura, una in corpore, aut ætas di- progenie celeste sorga scernit in tempore, o- dall'acqua: e quelli, che mnes in unam pariat o il sesso nel corpo, o gratia mater infantiam. l'età distingue nel temProcul ergo hine, ju- po, tutti li partorisca la bente te, Domine, omnis madre grazia in una mespiritus immundus ab- desima infanzia. Lungi scedat: procul tota ne- adunque di qua, per voquitia diabolice fraudis stro comandamento, 0 Forepetye sugedo Signore, ogni spirito immondo se ne vada: lungi vibor isb szologni malizia di diabolica ALLA MESSA. 489 absistat. Nihil hic loci frode se ne stia. Quivi habeat contrariæ virtu- luogo non abbia mescotis admixtio, non insi- lamento di contraria virdiando circumvolet, non tù, non insidiando giri latendo subrepat, non intorno, non di nascosto inficiendo corrumpat. s' insinui, non avvelenando corrompa. Lnts otov 010 16( om Tocca l'acqua. 19g moviy si ad DICHIARAZIONE. ha de dizeung92 Questo si fa, acciò l'inimico, già discacciato, non abbia più potere di ritornarvi: essendo che le mani del Sacerdote sono consacrate e benedette. Sit hæc sancta et in- Sia questa santa ed nocens creatura, libera innocente creatura liab omni impugnatoris bera da ogni assalto del incursu, et totius nequi- nemico, e purgata dalla tiæ purgata discessu. Sit fuga di ogni malizia. Sia fons vivus, aqua rege- un fonte vivo, un'acqua nerans, unda purificans: rigenerante, onda puriut omnes hoc lavacro ficante: affinchè tutti salutifero diluendi, ope- quelli che in questo barante in eis Spiritu San- gno salutifero devono cto, perfectæ purgationis essere lavati, operando indulgentiam consequan- in essi lo Spirito Santo, tur. ib mengedi della perfetta purificaadlzione la grazia ottengano folidatog 9228 1 Qui fa le tre croci sopra il fonte dicendo: 490 SABBATO SANTO from all DICHIARAZIONE. Siccome nel Battesimo del Signore intervenne la Santissima Trinità, così il Sacerdote mostra che anche nel nostro concorrono quelle stesse tre Persone. obasis Unde benedico te, Perciò io ti benedico, creatura aque, per De- o creatura dell' acqua, um vivum, per Deum( nel nome) di Dio vero, verum, per Deum di Dio vivo, di Dio sansanctum, per Deum, qui to, di quel Dio che da te in principio, verbo principio con una parola separavit ab arida, cu- ti separò dalla terra, il jus spiritus super te fe- cui spirito sopra di te rebatur. si movea. Qui divide l'acqua colla mano, e la manda verso le quattro parti del mondo dicendo: DICHIARAZIONE. Non dovendovi essere luogo nelle quattro parti del mondo che non debba sentire l' Evangelio, în ciascheduna di loro ritrovar si deve anco il Battesimo, e però l'acqua è partita in quattro parti. Qui te de Paradisi Il quale dal fonte del fonte manare fecit, et Paradiso scorrere ti fein quatuor fluminibus ce, e in quattro fiumi totam terram rigare præ- tutta la terra ti comandò cepit. Qui te in deserto di bagnare. E di amara amaram, suavitate indita che eri nei deserto, infecit esse potabilem, et fúsati la soavità, ti rese bevibile, e del popolo ALLA MESSA. 491 sitienti populo de petra sitibondo ti fece dalla pieproduxit. tra scaturire. DICHIARAZIONE. Zodificios Chito Si dice particolarmente per Cristo, avendo il Battesimo, per la morte di Lui, ogni virtù. Bene dico te, et Ti benedico anche nel per Jesum Christum Fi- nome di Gesù Cristo lium ejus unicum Do- Figlio suo unico Signor minum nostrum, qui te nostro, il quale in Cana in Cana Galilææ signo di Galilea con sorprenadmirabili sua potentia dente miracolo colla sua convertit in vinum. Qui potenza ti cambiò in vipedibus super te ambu- no. Il quale coi piedi lavit, et a Joanne in Jor- sopra di te camminò, e dane in te baptizatus da Giovanni nel Giorest. Qui te una cum San- dano con te fu battezguine de latere suo pro- zato. Il quale insieme duxit: et discipulis suis col Sangue del suo cojussit, ut credentes bapti- stato ti fece uscire: e ai zarentur in te, dicens: suoi discepoli, comandò Ite, docete omnes gen- che, i credenti fossero tes, baptizantes eos in con te battezzati, dicennomine Patris, et Filii, do: Andate, istruite tutte et Spiritus Sancti. le genti, battezzandole nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo. 492 SABBATO SANTO on ab olgog nghile Muta la voce e prosegue in tuono di Lezione: hou Hæc nobis præcepta Noi ubbidienti a coservantibus, tu, Deus testi vostri precetti, o Dio omnipotens, clemens- a- onnipotente, propizio asdesto, tu benignus ad- sistete, voi benigno aspispira. rate. Aspira tre volte sull'acqua in forma di croce. Tu has simplices a- Voi queste semplici quas tuo ore benedicito: acque colla vostra bocca ut præter naturalem e- benedite; affinchè, oltre mundationem quam la- la naturale mondezza che vandis possunt adhibere possono prestare nel lacorporibus, sint etiam vare i corpi, siano ezianpurificandis mentibus ef- dio nel purificare le menficaces. ti efficaci. Qui il Sacerdote cala alquanto sul Fonte il Cereo, e ripigliato il tono di Prefazione, dice: 1200 DICHIARAZIONE. Il porre tre volte il Sacerdote il Cereo nell' acqua, mostra che discende ogni Persona della Trinità con la grazia sua in quell'acqua per nostra rigenerazione, Per ciascuna volta il Sacerdote alza più la voce, e maggiormente v'immerge il Cereo, dando ad intendere il molto desiderio che tiene, acciò quell'acqua venga santificata. Descendat in hac ple- Discenda in questa nitudine fontis virtus Spi- pienezza di fonte la virtù ritus Sancti. dello Spirito Santo. 493 Tratto fuori il Cereo dal Fonte, di nuovo ve lo immerge più basso, e con voce alquanto più alta ripete: Descendat, come sopra. Estratto fuori di nuovo ve lo immerge fino al fondo, cantando con tono ancora più alto per la terza volta: Descendat, soffia di poi tre volte sull'acqua, e proseguisce: 1207 off buig' s orinar ALLA MESSA. DICHIARAZIONE. Questo si fa, perchè il demonio affatto si parta da quel Fonte, e che si veda che è così debole di forza che col soffio si può discacciare. Tre volte soffia il Sacerdote per le tre divine Persone. Totamque hujus aquæ E tutta la sostanza di substantiam, regenerandi quest'acqua, feconda colfoecunda effectu. la virtù di rigenerare. Qui si alza il Cereo dall'acqua, proseguendosi: Hic omnium peccato- Qui di tutti i peceati rum maculæ deleantur: le macchie si cancellino: hic natura ad imaginem qui la natura, ad immatuam condita, et ad ho- gine vostra fatta, e ad norem sui reformata prin- onore del suo principio cipii, cunctis vetusta riformata, da tutto lo squaloribus emundetur: squallore dell'( uomo) ut omnis homo Sacra- vecchio sia purgata: acmentum hoc regenera- ciocchè ogni uomo in tionis ingressus in veræ questo Sacramento di riinnocentiæ novam infan- generazione entrato, in tiam renascatur. una nuova infanzia di vera innocenza rinasca. 494 SABBATO SANTO Ciò che segue si dice leggendo: Per Dominum no- Per( i meriti) del Sistrum Jesum Christum gnore nostro Gesù CriFilium tuum, qui ven- sto Figlio vostro, che è turus est judicare vivos per venire a giudicare et mortuos, et sæculum i vivi e i morti, e il seper ignem. colo per mezzo del fuoco. R. Così sia. R). Amen. Da' Sacerdoti assistenti si asperge il popolo coll' acqua benedetta, ed uno de' ministri ne prende in qualche vaso per la benedizione delle case ed altri luoghi. Tutto ciò eseguito il Sacerdote che benedice il Fonte, infonde dell' olio de' Catecumeni nell' acqua in forma di croce, dicendo con voce intelligibile: DICHIARAZIONE. L'olio significa la santità ed i meriti di Gesù Cristo, per la cui misericordia in quel liquore siamo fatti salvi. Sanctificetur et foe- Santificato sia e fecundetur fons iste oleo condato questo fonte salutis renascentibus ex coll'olio di salute, a beeo in vitam æternam. nefizio di quelli che rinasceranno da lui alla. vita eterna. R. Così sia. R). Amen. Di poi v' infonde del Crisma nella forma medesima dicendo: 204.901 DICHIARAZIONE. SUDIA L'olio della Cresima significa la natura divina, che fu nel Signore produttrice d'ogni bontà, ed ambedue le nature concorsero unitamente alla nostra redenzione. 495 ALLA MESSA. Infusio Chrismatis DoL' infusione del Crimini nostri Jesu Chri- sma del Signor nostro sti, et Spiritus Sancti Gesù Cristo e dello SpiParacliti, fiat in nomine rito Santo consolatore, Sanctæ Trinitatis. si faccia nel nome della Santa Trinità. R). Amen. R. Così sia. Ciò fatto, prende ambedue le ampolle del già detto Olio santo dei Catecumeni e del Sacro Crisma, e da ambedue insieme ne versa sulle acque in forma parimente di croce, dicendo: DICHIARAZIONE. Essendo che, come ho già detto, gli olj significano le due nature di Cristo, e nella Scrittura Sacra leggendosi che le acque significano sovente il genere umano, diciamo, che ora unendosi gli olj, con l'acqua, si mostri il congiungimento da farsi nel Battesimo degli uomini con Dio, e che diventino membri di Cristo. Commixtio Chrismatis Questa mistione del sanctificationis, et olei Crisma di santificazione, unctionis et aquæ Ba- e dell' olio d'unzione e ptismatis pariter fiat in dell' acqua battesimale nomine Patris, et parimenti si faccia nel Filii, et Spiritus nome del Padre, e del Sancti. Figliuolo, e dello Spirito Santo. R). Amen. R. Così sia. Il Sacerdote va colla mano mischiando l'olio coll' acqaa per tutte le parti del Fonte; e se vi sarà qualcheduno da battezzare, lo battezza nel modo solito. Nel ritornare che fanno il Sacerdote ed i Ministri all'Altare, da due Chierici si cantano le Litanie, che vengono ripetute. 496 Ove non è il Fonte Battesimale, finita l'ultima Profezia colla sua Orazione, il Celebrante depone la Pianeta, e si prostra coi suoi Ministri avanti l'Altare; ed essendo tutti gli altri genuflessi, si cantano le Litanie in mezzo del Coro da due Cantori, e si risponde il medesimo da due Cori. Al versetto Peccatores, te rogamus, il Sacerdote ed i Ministri si alzano, vanno in Sagrestia, ove si vestono di paramenti bianchi per celebrare solennemente la Messa. Frattanto che si accendono le candele sull'Altare, si proseguisce: ut nobis parcas, etc. SABBATO SANTO DICHIARAZIONE. Si chiamano i Santi per ajuto nostro, acciò, volendo noi trattare il mistero della Resurrezione, c'impetrino il favore importante del Cielo, col quale ciò si possa fare degnamente. Kyrie eleison. Signore, abbiate pietà di noi. Christe eleison. Kyrie eleison. Christe, audi nos. Christe, exaudi nos. Gesù Cristo, pietà di noi. Pietà di noi, Signore. Gesù Cristo, ascoltateci. Gesù Cristo, esauditeci. Pater de coelis Deus, Dio celeste Padre, abmiserere nobis. biate misericordia di noi. Fili Redemptor mundi Figlio di Dio Redentor Deus, miserere nobis. del mondo, misericordia di noi. Spiritus Sancte Deus, Spirito Santo Dio, misemiserere nobis. ricordia di noi. Sancta Trinitas, Unus Santissima Trinità, unico Deus, miserere nobis. Dio, misericordia di noi. 497 ALLA MESSA. Sancta Maria, ora pro| Santa Maria, pregate per nobis.. noi. Santa Genitrice di Dio, Sancta Dei Genitrix, ora pro nobis. Sancta Virgo Virginum, ora pro nobis. Sancte Michael, Sancte Gabriel, Sancte Raphael, pregate per noi.. Santa Vergine delle Vergini, ora S. Michele, ora S. Gabriele, pregate pregate pregate ora S. Rafaele, pregate Omnes sancti Angeli et Voi tutti santi Angeli ed Archangeli, orate pro Arcangeli, pregate per nobis. noi. Omnes sancti Beatorum Voi tutte sante( Gerarchie) di Beati spiriti, pregate per noi. Sancte Joannes Bapti- S. Giovanni Battista, preSpirituum Ordines, orate pro nobis. sta, Sancte Joseph, ora gate per noi. ora S. Giuseppe, pregate Omnes sancti Patriar- Voi tutti santi Patriarchi chæ et Prophetæ, 0- e Profeti, pregate per rate pro nobis. te noi. pregate Sancte Petre, Sancte Paule, Sancte Andrea, Sancte Joannes, ora S. Pietro, ora S. Paolo, ora S. Andrea, ora S. Giovanni, pregate pregate pregate Omnes sancti Apostoli Voi tutti santi Apostoli et Evangelistæ, orate ed Evangelisti, prepro nobis. gate per noi. Omnes sancti Discipuli Voi tutti santi Discepoli Domini, orate pro no- del Signore, pregate per noi. bis. Omnes sancti Innocen- Voi tutti santi Innocenti, tes, orate pro nobis. pregate per noi. 32 498 Sancte Stephane, ora S. Stefano, Sancte Laurenti, ora S. Lorenzo, Sancte Vincenti, ora S. Vincenzo, SABBATO SANTO pregate pregate pregate Omnes sancti Martyres, Voi tutti santi Martiri, orate pro nobis. Sancte Sylvester, pregate per noi. ora S. Silvestro, pregate Sancte Gregori, ora S. Gregorio, pregate pregate Sancte Augustine, ora S. Agostino, Omnes sancti Pontifices Voi tutti santi Pontefici et Confessores, orate e Confessori, pregate pro nobis. per noi. Omnes sancti Doctores, Voi tutti santi Dottori, orate pro nobis. pregate pregate pregate per noi. Sancte Antoni, ora S. Antonio, Sancte Benedicte, ora S. Benedetto, Sancte Dominice, ora S. Domenico, Sancte Francisce, ora S. Francesco, Omnes sancti Sacerdo- Voi tutti santi Sacertes et Levitæ, orate pro nobis. Omnes sancti Monaci et Eremitæ, orate pro nobis. doti e Leviti, pregate per noi. Voi tutti santi Monaci ed Eremiti, pregate per noi. Sancta Maria Magda- Santa Maria Maddalena, lena, iam Sancta Agnes, Sancta Cæcilia, Sancta Agata, pregate Sancta Anastasia, ora S. Anastasia, pregate Omnes sanctæ Virgines Voi tutte sante Vergini et Viduæ, orate e Vedove, pregate Omnes Sancti et San- Voi tutti Santi e Sante pregate pregate ora pregate per noi. ora S. Agnese, pregate ora S. Cecilia, n pregate ora S. Agata, ctæ Dei, intercedite pro nobis. del Signore, intercedete per noi. ALLA MESSA. 499 Propitius esto, parce Siateci propizio, ed esaunobis, Domine. diteci, o Signore. Propitius esto, exaudi Siateci propizio, e pernos, Domine. donateci, o Signore. Ab omni malo, libera Da ogni male, liberateci, nos, Domine. o Signore. Ab omni peccato, libera Da ogni peccato, liberanos, Domine. teci, o Signore. A morte perpetua, li- Dalla morte eterna, libera nos, Domine. Per mysterium sanctæ Incarnationis tuæ, libera nos, Domine. berateci, o Signore. Per il mistero della vostra santa Incarnazione, liberateci, o Signore. Per Adventum tuum, li- Per la vostra Venuta bera nos, Domine. al mondo, liberateci, o Signore. Per Nativitatem tuam, Per la vostra Nascita, libera nos, Domine. liberateci, o Signore. Per Baptismum et san- Per il vostro Battesimo, e per il santo Digiuno vostro, liberateci, o Signore. Per Crucem et PassioPer la Croce e Passione nem tuam, libera nos, vostra, liberateci, o Domine. Signore. Per mortem et Sepulturam tuam, libera nos, Domine. Per la vostra Morte e Sepoltura, liberateci, o Signore. Per sanctam Resurrectionem tuam, libera nos, Domine. Per la santa vostra Risurrezione, liberateci, o Signore. Per admirabilem AscenPer l'ammirabile vostra ctum Jejunium tuum, libera nos, Domine. 500 SABBATO SANTO sionem tuam, libera Ascensione, liberateci, nos, Domine. o Signore. Per Adventum Spiritus Per la venuta dello SpiSancti Paracliti, libera nos, Domine. In die Judicii, libera nos, Domine. rito Santo consolatore, liberateci, o Signore. Nel gran giorno del Giudizio, liberateci, o Signore.tod 200 Peccatores, te rogamus, Noi, sebben peccatori, audi nos. vi preghiamo, ascoltateci, o Signore. Ut nobis parcas, te ro- Che ci perdoniate i nogamus, audi nos. stri peccati, vi preghiamo. Che la vostra santa Chiesa di reggere e di custodire voi vi degniate, vi preghiamo. Che il supremo Pastore, e tutti gli Ordini ecclesiastici in una santa e religiosa pietà conservare vi degniate, vi preghiamo. Che i nemici della santa Chiesa di umiliare vi degniate, vi preghiamo. Ut Ecclesiam tuam sanclam regere et conservare digneris, te rogamus, audi nos. Ut Domnum Apostolicum, et omnes ecclesiasticos Ordines in sancta religione conservare digneris, te rogamus, audi nos. Ut inimicos sanctæ Ecclesiæ humiliare digneris, te rogamus audi nos. Ut Regibus et Principi- Che ai Re e ai Principi bus christianis pacem et veram concordiam donare digneris, te rogamus, audi nos. cristiani la pace tra di loro e la concordia di donare vi degniate, vi preghiamo. ALLA MESSA. 501 Ut nosmetipsos in tuo Che noi stessi nel vosancto servitio confortare et conservare digneris, te rogamus, audi nos. stro santo servizio di confortare e di conservar vi degniate, vi preghiamo. Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus, audi nos. Ut fructus terræ dare Che a tutti i nostri benefattori l'eterna ricompensa vogliate accordare, vi preghiamo. Che i frutti della terra et conservare digneris, te rogamus, audi di darci e di conservarci vi degniate, vi preghiamo. nos. Ut omnibus fidelibus de- Che a tutti i fedeli defunctis requiem æternam donare digneris, te rogamus, audi nos. funti la requie eterna di donare vi degniate, vi preghiamo. Ut nos exaudire digne- Che tutte coteste nostre ris, te rogamus, audi preghiere d'esaudire vi nos. degniate, vi preghiamo. Agnus Dei, qui tollis Agnello di Dio, che topeccata mundi, parce gliete i peccati del nobis, Domine. mondo, perdonateci, o Signore. Agnus Dei, qui tollis Agnello di Dio, che topeccata mundi, exaudi gliete i peccati del nos, Domine. mondo, esauditeci, o Signore. Agnus Dei, qui tollis Agnello di Dio, che topeccata mundi, rere nobis. mise- gliete i peccati del mondo, abbiate misericordia di noi. Christe, audi nos. Christe, exaudi nos. Gesù Cristo, ascoltateci. Gesù Cristo, esauditeci. 502 SABBATO SANTO Qui i Cantori intonano solennemente Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison, e si ripete giusta il solito. Frattanto il Sacerdote co' Ministri in paramenti bianchi viene a' piè dell'Altare, ove, avendo detto il Salmo Judica, me, Deus, col Gloria Patri, fa secondo il solito la Confessione: indi sale all'Altare, lo bacia, incensa, come le altre volte, e, terminato dal Coro il Kyrie eleison, intona solennemente: Gloria in excelsis, a carte 225, e si suonano le campune. DICHIARAZIONE. Questo giorno non ha Messa, che sua propriamente dir si possa, e questa seguente appartiene al risorger del Signore prevenendolo noi, perchè anticamente celebravasi nella mezzanotte, giudicandosi, che circa quel tempo risuscitato fosse Gesù Cristo; ed era detta dai Padri per i Catecumeni i quali poco prima erano stati battezzati, e chiamasi Messa dei Catecumeni, onde quasi tutte le cose a questo misteriosamente si riferiscono. Si usano i paramenti bianchi per esser conformi alla purità dei Catecumeni battezzati, dicendosi nell' Evangelio, che l'Angelo era vestito di bianco come s'intenderà. Non si dice l'Introito, perchè ancora non si sapeva dagli Apostoli che Cristo fosse risuscitato, ma si comincia dal Kyrie eleison, che è voce d'allegrezza; siccome si dice anche il Gloria in excelsis, e si suonano le campane prevenendo noi la santa Risurrezione. Indi il Sacerdote dice: . Dominus vobiscum.. Il Signore sia con ing stsidds abroa voi. R). Et cum spiritu tuo. R). E con lo spirito vostro. est, 01210 fra301 ibusze stabd ALLA MESSA. 503 om OREMUS. PREGHIERA. Deus, qui hanc sa- 0 Dio, che questa saeratissimam noctem, glo- cratissima notte, colla ria Dominicæ Resurre- gloria della Risurrezioetionis illustras, conser- ne del Signore illustrava in nova familiæ tuæ te, conservate nella nuoprogenie adoptionis spi- va discendenza della voritum, quem dedisti: ut stra famiglia lo spirito corpore, et mente reno- di adozione, che le dovati, puram tibi exibe- naste: affinchè e nel ant servitutem. Per eum- corpo e nella mente rindem Dominum nostrum: novati vi prestino una in unitate ejusdem Spi- pura servitù. Per il meritus Sancti Deus. Per desimo Signore: nell'uomnia sæcula sæculo- nità del medesimo Spirito Santo Dio. Per tutti i secoli dei secoli. R. Così sia. rum. R). Amen. Lectio Epistolæ Beati Lezione dell'Epistola del Pauli Apostoli ad Co- Beato Paolo Apostolo lossenses. ai Colossesi. Cap. 3. Cap. 3. Fratres: si consurreFratelli: se risuscitati xistis cum Christo, quæ siete con Cristo, le cose sursum sunt quærite, di lassù cercate, dove ubi Christus est in de- Cristo è alla destra di xtera Dei sedens: quæ Dio sedente: delle cose sursum sunt sapite, non di lassù abbiate pensiefootealero, non di quelle della 504 SABBATO SANTO quæ super terram. Mor- terra. Imperocchè morti tui enim estis, et vita siete, e la vita vostra vestra est abscondita è ascosa con Cristo in cum Christo in Deo. Cum Dio. Quando Cristo comChristus apparuerit, vita parirà, vostra vita, alvestra, tunc et vos ap- lora anche voi compariparebitis cum ipso in rete con lui nella gloria. gloria. DICHIARAZIONE. L'Alleluja, che significa lodiamo Dio, è voce di giubilo ed è replicata sei volte, per darsi lode a ciascuna delle tre divine Persone, prima del Sacerdote, e poi dal popolo. E la ragione di tale allegrezza si mostra nel seguente verso Confitemini. Finita l'Epistola, il Sacerdote comincia Alleluja, e lo canta tre volte alzando a gradi la voce, ed il Coro ogni volta nel medesimo tono ripete lo stesso e prosegue: DICHIARAZIONE, Significando il Tratto un canto melanconico, qui si dimo stra, che sebbene dobbiamo gioire per la nuova allegrezza che ci ha fatto dire l'Alleluja; nondimeno in questa vita non possiamo avere sincera tranquillità, la quale poi godremo nell'altra. O veramente si può dire, che l'Alleluja si riferisce alle donne, che videro Cristo, ed il Tratto agli Apostoli, i quali per un pezzo stettero dubbiosi di tale risorgimento. 102 . Confitemini Domi-. Date lode al Signono, quoniam bonus: quo- re, perchè egli è buoniam in sæculum mise- no: perchè eterna è la ricordia ejus. misericordia di lui. ALLA MESSA. SHO Di poi si dice il Tratto: das audo apsab ininted mino Laudate Dominum o- Laude date al Signore mnes gentes: et collau- quante voi siete, o nadate eum omnes populi. zioni: unitamente lodatelo, popoli tutti. 505 . Quoniam confir-. Imperocchè stabimata est super nos mi- lita si è sopra di noi la sericordia ejus; et ve- sua misericordia; e la ritas Domini manet in verità del Signore è imæternum.gide mutabile in eterno. DICHIARAZIONE. Questa volta non si portano i lumi, per accennare come a tutti non era stato pubblicato il risorgimento fatto dal Salvatore, ma l'incendio sì, che v'interviene, dicendo l' Evangelio, che da quelle Donne furono portati gli aromati per ungere Gesù Cristo. 5. 1101 All' Evangelio non si portano lumi; si porta bensi l'incenso: si domanda la benedizione, e si fanno le altre solite cose. Vesp Sequentia Sancti Evan- Quel che segue è del gelii secundum Mat- Santo Evangelo seconthæum. Cap. 28. do Matteo. Ma la sera del sabti quæ lucescit in pri- bato, che si schiariva mo sabbati, venit Ma- già il primo di della ria Magdalene et altera settimana, andò Maria Maria videre sepulcrum. Maddalena e l'altra Maria a visitare il sepolespere autem sabba 506 SABBATO SANTO Et ecce terræmotus fa- cro: quand'ecco si fece ctus est magnus, Ange- sentire un gran tremuolus enim Domini descen- to. Imperocchè l'Angelo dit de cœlo; et accedens del Signore scese dal revolvit lapidem, et se- cielo; e appressatosi voldebat super eam: erat tò sossopra la pietra, e autem aspectus ejus si- sedeva sopra di essa. Ed cut fulgur, et vestimen- era il di lui aspetto cotum ejus sicut nix. Præ me un folgore, e la sua timore autem ejus ex- veste come neve. E per territi sunt custodes, et la paura che ebbero di facti sunt velut mortui. lui, si sbigottiron le Respondens autem An- guardie, e rimasero cogelus, dixit mulieribus: me morte. Ma prendenNolite timere vos; scio do la parola l' Angelo, enim quod Jesum, qui disse alle donne: Non crucifixus est, quæritis; temete voi; imperocchè non est hic: surrexit io so che Gesù crocifisso enim, sicut dixit: venite cercate: egli non è qui, et videte locum, ubi po- conciossiachè è risuscisitus erat Dominus. Et tato, conforme disse: cito eunte dicite disci- venite a vedere il luogo, pulis ejus, quia surre- dove giaceva il Signoxit: et ecce præcedet re. E tosto andate, e dite vos in Galilæam: ibi eum ai discepoli di lui, come videbitis. Ecce prædixi egli è risuscitato da morvobis. te; ed ecco vi va davanti nella Galilea: ivi Jedlo vedrete. Ecco che io A hati I Silvi ho avvertito. House It orsliciv ALLA MESSA. oleo It ozolggstner lon- 00 ai onge DICHIARAZIONE, Imo, leim 01180* comst mu Si tace il Credo, perchè non ancor tutti i seguaci di Gesù Cristo credevano la sua divinità, anzi stavano nascosti per timore de' Giudei. Si tralascia ancora l'Offertorio posciachè le Donne erano venute con silenzio ad offerire la servitù loro in quell'unzione al loro Maestro, o perchè non lo avevano unto, nè offertigli quegli unguenti odorosi, essendo egli risorto. of Non si dice il Credo, ma finito l' Evangelio il Sacerdote dice Dominum vobiscum. E poi Oremus. Non si dice l'Offertorio. Al lavabo si dice Gloria Patri. mom 507 SECRETA. hace0 Accettate, o Signore, Suscipe, quæsumus Domine, preces populi ve ne preghiamo, le tui, cum oblationibus preghiere del vostro pohostiarum; ut Pascha- polo, con le offerte che libus initiata mysteriis, vi presentiamo: affinchè ad æternitatis nobis me- quanto abbiamo comindelam, te operante, pro- ciato a fare nella ricorficiant. Per Dominum renza de' misteri della nostrum, etc. 0100g santa Pasqua ci giovi, robnogiest Prefazio. col vostro ajuto, al conseguimento della beata eternità. Per i meriti del nostro Signore, ecc. Blonze Vere dignum et ju- Veramente degno e stum est, æquum et sa- giusto egli è, equo e a 508 SABBATO SANTO lutare, te quidem, Do- noi vantaggioso il celemini, omni tempore, brare, o Signore, in ogni sed in hac potissimum tempo il vostro nome, nocte gloriosus prædi- ma specialmente in quecare, cum Pascha no- sta notte in una mastrum immolatus est niera più distinta, menChristus. Ipse enim ve- tre Cristo, nostra Parus est Agnus, qui abs- squa, è stato immolato. tulit peccata mundi. Qui Imperocchè egli è il vero mortem nostram morien- Agnello, che tolse i pecdo destruxit, et vitam cati del mondo. Che la resurgendo reparavit. Et morte nostra morendo ideo cum Angelis et Ar- distrusse, e la vita richangelis, cum Thronis sorgendo riparò. E per et Dominationibus, cum- ciò cogli Angeli ed Arque omni militia coele- cangeli, coi Troni e colle stis exercitus, hymnum Dominazioni, e con tutte gloriæ tuæ canimus, si- le schiere della celestial ne fine dicentes: milizia; inno alla gloria vostra cantiamo, senza fine dicendo: Sanctus, Sanctus, San- Santo, Santo, Santo, ctus, Dominus Deus Sa- Signore Dio degli eserbaoth. Pleni sunt coeli citi. Pieni sono i cieli e et terra gloria tua: Ho- la terra della gloria vosanna in excelsis. Bene- stra: Osanna nel più dictus qui venit in no- alto de' cieli. Benedetto mine Domini. Hosanna colui che viene nel noin excelsis. bugih olneENTS 90090 me del Signore. OsanIna nel più alto dei cieli. ALLA MESSA. Infra actionem. Infra l'azione. Communicantes, et Comunicandosi insienoctem sacratissimam me, e celebrando la notcelebrantes Resurrectio- te sacratissima della Rinis Domini nostri Jesu surrezione secondo la Christi secundum car- carne del Signor nonem, sed et memoriam stro Gesù Cristo, venevenerantes in primis rando ancora la memogloriosa semper Virgi- ria primieramente della nis Mariæ Genitricis, etc. gloriosa sempre Vergine Maria Genitrice, ecc. Il rimanente come nel Giovedi santo, pag. 233. 509 Hanc igitur oblatio- Questa offerta adunnem servitutis nostræ, que della servitù nostra sed et cunctæ familiæ non solo, ma di tutta tuæ, quam tibi offeri- eziandio la vostra famimus pro his quoque quos glia, che vi facciamo regenerare dignatus es per quelli ancora che vi ex aqua et Spiritu San- siete degnato di rigenecto, tribuens eis remis- rare con l'acqua e con sionem omnium pecca- lo Spirito Santo, concetorum, quæsumus, Do- dendo loro la remissiomine, ut placatus acci- ne di tutti i peccati, vi pias, etc. preghiamo, o Signore, di accettarla placato, ecc. Il rimanente come nel Giovedi santo, pag. 234. 510 SABBATO SANTO DICHIARAZIONE. Rappresentandoci Cristo risuscitato e fatto immortale, e nostro glorificatore, non dobbiamo chiedergli misericordia, perchè già nel Versetto o nel Salmo confessiamo di averla ricevuta: però si tace Agnus Dei. Non si dà la pace, poichè il Signore nostro, vera pace, non l'aveva ancor data ai suoi Discepoli, come dimani si vedrà darla: ed invece della Comunione si dice il Vespro, pieno di giubilo e di voci soavi. Si dice Pax Domini sit semper vobiscum; ma non si dà il bacio di pace; non si dice Agnus Dei, nè Postcommunio; si dicono però le tre Orazioni solite avanti la Comunione. aku Dopo la Comunione in luogo di Vespro si canta dal Coro: Ant. Alleluja, alleluja, alleluja. Ant. Alleluja, alleluja, alleluja. Psall. 116. on Laudate Dominum, Nazioni, quante voi omnes gentes: laudate siete, date laude al Sieum, omnes populi. gnore: popoli tutti, lodoop datelo. Quoniam confirmata Imperocchè la sua miest super nos miseri- sericordia si è stabilita cordia ejus: et veri- sopra di noi; e lá vetas Domini manet in rità del Signore è imint i en mutabile in eterno. Gloria Patri, et Filio, Gloria al Padre, al Fiet Spiritui Sancto. igliuolo, e allo Spirito æternum. Santo. Sicut erat in princi- Siccome l'hanno avu ALLA MESSA. 511 pio, et nunc, et sem- ta fin dal principio, la per, et in sæcula sæ- abbiano anche di preculorum. Amen. sente, e seguitino ad averla per sempre, e per tutti i secoli dei secoli. Così sia. Ant. Alleluja, alleluja, alleluja. Ant. Alleluja, alleluja, alleluja. Il Capitolo, l'Inno ed il Versetto non si dicono, ma immediatamente il Celebrante intuona la seguente: Ant. Vespere autem Ant. Ma la sera del sabbati, quæ lucescit in sabbato, che si schiariprima sabbati, venit Ma- va già il primo di della ria Magdalene, et altera settimana, andò Maria Maria videre sepulcrum, Maddalena, e l'altra Maalleluja. ria a visitare il sepolcro, alleluja. Cantico della B. V. Maria a carte 249. Si fa l' incensazione come negli altri Vespri e si ripete la seguente: Ant. Vespere autem Ant. Ma la sera del sabbati, quæ lucescit in sabbato, che si schiariprima sabbati, venit Ma- va già il primo di della ria Magdalene, et altera settimana, andò Maria Maria videre sepulcrum, Maddalena, e l'altra Maalleluja. ria a visitare il sepolcro, alleluja. 512 SABBATO SANTO ang ib: odbus Il Sacerdote dice: ba ontiline y. Dominus vobiscum.. Il Signore sia con Situl voi. R). Et cum spiritu tuo. R. E con lo spirito vostro. OREMUS. PREGHIERA. Spiritum nobis, Do- Lo spirito, Signore, mine, tuæ charitatis in- della vostra carità infunde: ut quos Sacra- fondeteci: affinchè quelmentis paschalibus sa- li, che de' Sacramenti tiasti, tua facias pietate pasquali saziaste, li facconcordes. Per Domi- ciate nella vostra pietà num, etc., in unitate concordi. Per il Signoejusdem Spiritus San- re, ecc., nell'unità del cti, etc. medesimo Spirito, ecc. R). Così sia. R. Amen. Di poi il Sacerdote dice: y. Dominus vobiscum.. Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R). E con lo spirito vostro. DICHIARAZIONE. Il Vespro e la Messa congiuntamente si finiscono, poichè tutti i Sacramenti sono perfettamente uniti nella Passione di Cristo, ed acciò Egli, che ci ha redenti, venga senza fine da noi ringraziato, e la nostra mente in contemplarlo mai sia oscurata da veruna nota d'ingratitudine e d'oblivione. ALLA MESSA. 513 E il diacono voltandosi al popolo canta: Ite, Missa est, alleluja, Andate, la Messa è alleluja. terminata, alleluja. R). Deo gratias, alle luja, alleluja. R). Dio sia ringraziato, alleluja, alleluja, alleluja. Che si dice insino al Sablato in Albis inclusivamente. Il Sacerdote, detto Placet tibi Sancta Trinitas, dà la benedizione secondo il solito. Fuori di Coro, detto il Pater e l'Ave, i Vespri si cominciano semplicemente coll' Antifona: Alleluja, alleluja, alleluja. Salmo. Laudate Dominum, omnes gentes, come sopra, pag. 188. Antifona. Alleluja, alleluja, alleluja. Il Capitolo, l'Inno e il Versetto non si dicono. Al Magnificat, Antifona. Vespere autem sabbati, p. 511. Cantico. Magnificat, come sopra, p. 249 E ripetesi l'Antifona: Vespere, p. 511. Di poi y. Dominus vobiscum. Spiritum nobis, Domine, p. 512. Di poi y. Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. y. Benedicamus Domino, alleluja, alleluja. R). Deo gratias, alleluja, alleluja. Di poi Pater noster, e non altro. 33 Czech A COMPIETA Il lettore incomincia: . Jube, Domne, be-. Comanda, o Signonedicere. re, di dir bene. Benedizione. Noctem quietam, et Una notte quiete, ed finem perfectum conce- un fine perfetto concedat nobis Dominus om- da a noi il Signore onnipotens. R). Amen. nipotente. R). Così sia. Benedictio. Lectio brevis 1. Petr. c. 5. Lezione breve. Fratres: sobrii estote, Fratelli: siate tempeet vigilate; quia adver- ranti, e vegliate; persarius vester diabolus, chè il diavolo vostro tamquam leo rugiens, avversario, come lione circuit quærens, quem che rugge, va in volta, devoret: cui resistite cercando chi divorare: fortes in fide. Tu au- a cui resistete forti nella tem, Domine, miserere fede. Voi poi, o Signonobis. re, abbiate pietà di noi. R. Deo gratias. R). Sien rese grazie a Dio. SABBATO SANTO, A COMPIETA. 515 . Adjutorium no-. Il nostro ajuto( sia) strum in nomine Do- nel nome del Signore. mini. R). Qui fecit cœlum R). Il quale fece il cielo e la terra. et terram. Pater noster, secreto. Fatta la Confessione o l' Assoluzione come nel Giovedi santo, a carte 259, si dice. Converte nos, Deus salutaris noster. R. Et averte iram tuam a nobis. . Deus, in adjutorium meum intende. R). Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri, etc. Alleluja. Convertiteci, o Dio, nostro Salvatore. R. E togliete l'ira vostra da noi. . 0 Dio, accorrete al mio ajuto. R). Signore, affrettatevi ad ajutarmi. Gloria al Padre, ecc. Alleluja. Di poi senza Antifona si dicono i Salmi consueti, e come a carte 261. Non si dicono nè Capitoli, nè Inno: Antifona. Vespere autem sabbati, p. 511. Cantico. Nunc dimittis, p. 266. Ed in fine. Gloria Patri, etc. Antifona. Vespere autem sabbati, p. 511. . Dominus vobiscum.. Il Signore sia con voi. R). Et cum spiritu tuo. R. E con lo spirito vostro. 516 SABBATO SANTO OREMUS. PREGHIERA. Visita, quæsumus, Do- Visitate, vi supplimine, habitationem i- chiamo, o Signore, questam, et omnes insidias sta abitazione, e tutte le inimici ab ea longe re- insidie dell'inimico da pelle: Angeli tui sancti essa lungi scacciate: i habitent in ea qui nos vostri Angeli santi abiin pace custodiant, et tino in essa, i quali ci benedictio tua sit super custodiscano in pace, e nos semper. Per Domi- la vostra benedizione sia num, etc. sempre sopra di noi. Per il Signore, ecc. R). Così sia. . Il Signore sia con R). Amen. . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. . Benedicamus Domino. voi. R. E con lo spirito vostro. . Benediciamo il SiRegina Coli, latare, alleluja. gnore. R). Deo gratias. R). Sien grazie a Dio. Benedictio. Benedizione. . Benedicat, et cu. Ci benedica, e custodiat nos omnipotens stodisca l'onnipotente e et misericors Dominus, misericordioso Signore, Pater, et Filius, et Spi- Padre, Figliuolo, e Spiritus Sanctus. R). Amen. rito Santo. R. Così sia. 0 regina del Cielo, rallegratevi, alleluja. A COMPIETA. Quia, quem meruisti portare, alleluja. Resurrexit, sicut dixit, alleluja. Ora pro nobis Deum, alleluja. . Gaude, et lætare, Virgo Maria, alleluja. 517 Perchè quello, che meritaste di portare, alleluja. È risuscitato, come l'aveva predetto, alleluja. Pregate Dio per noi, alleluja. . Esultate, e rallegratevi, o Vergine Maria, alleluja. R. Perchè è veramente risuscitato il Signore, alleluja. R. Quia surrexit Dominus vere, alleluja. OREMUS. PREGHIERA. Deus, qui per Resur- O Dio, che per la Rirectionem Filii tui Do- surrezione del Figliuol mini nostri Jesu Chri- vostro, e Signor nostro sti mundum lætificare Gesù Cristo di rallegradignatus es, præsta, re il mondo degnato vi quæsumus; ut per ejus siete, concedete, vi preGenitricem Virginem Ma- ghiamo; che per la di riam perpetuæ capiamus lui Genitrice Vergine gaudia vitæ. Per eum- Maria giungiamo ai gaudii dem Christum, etc. della perpetua vita. Per il medesimo Cristo, ecc. R. Così sia. R). Amen. . Divinum auxilium. L'ajuto divino rimaneat semper nobis- manga sempre con noi. cum. R). Amen. R. Così sia. Di poi si dice segretamente Pater noster, Ave Maria e Credo. E non s' inginocchia per tutto il tempo Pasquale. DOMENICA DELLA RISURREZIONE 3/ 01NGUENTE ALIC DOMENICA DELLA RISURREZIONE Jail imodt fes offi torenta y entreg tua. A MATTUTINO. ELE Pater noster, Ave Maria, Credo, segretamente. Dipoi con voce chiara dicesi: ỳ. Domine, labia mea aperies. R. Et os meum annuntiabit laudem tuam. . Deus, in adjutorium meum intende. R). Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto: sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. Alleluja. Salmo 94. Invitatorio. Surrexit Dominus vere, alleluja. Si ripete. Surrexit Dominus vere, alleluja. Venite, exultemus Domino: jubilemus Deo salutari nostro; præoccupemus faciem ejus in confessione, et in psalmis jubilemus ei. Surrexit Dominus vere, alleluja. 522 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Quoniam Deus magnus Dominus et Rex magnus super omnes Deos: quoniam non repellet Dominus plebem suam, quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitudines montium ipse conspicit. Alleluja. Quoniam ipsius est mare, et ipse fecit illud, et aridam fundaverunt manus ejus: Venite adoremus et procidamus ante Deum; ploremus coram Domino, qui fecit nos, quia ipse est Dominus Deus noster: nos autem populus ejus et oves pascuæ ejus. Surrexit Dominus vere, alleluja. Hodie si vocem ejus audieritis, nolite obdurare corda vestra, sicut in exarcebatione secundum diem tentationis in deserto: ubi tentaverunt me patres vestri, probaverunt, et viderunt opera mea. Alleluja. Quadraginta annis proximus fui generationi huic, et dixi: Semper hi errant corde; ipsi vero non cognoverunt vias meas quibus juravi in ira mea, si introibunt in requiem meam. Surrexit Dominus vere, alleluja. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto: sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. Alleluja. Surrexit Dominus vere, alleluja. Non si dicono nè Inni, nè Capitoli in alcuna delle Ore sino ai Vespri del Sabbato in Albis; come parimenti non si dicono i Versetti, senonchè al Notturno. A MATTUTINO. AL NOTTURNO. Antifona. Ego sum qui sum, et consilium meum non est cum impiis, sed in lege Domini voluntas mea est, alleluja. 523 Salmo 1. Beatus vir, qui non abiit in consilio impiorum: et in via peccatorum non stetit, et in cathedra pestilentiæ non sedit. jasno! Sed in lege Domini voluntas ejus: lege ejus meditabitur die ac nocte. Et erit tamquam lignum, quod plantatum est secus decursus aquarum: quod fructum suum dabit in tempore suo. Et folium ejus non defluet: et omnia quæcumque faciet, prosperabuntur. Non sic impii, non sic: sed tamquam pulvis, quem projicit ventus a facie terræ. * * et in Ideo non resurgent impii in judicio:* neque peccatores in concilio justorum. Quoniam novit Dominus viam justorum: et iter impiorum peribit. Gloria Patri, et Filio, etc. Antifona. Ego sum qui sum, et consilium meum non est cum impiis, sed in lege Domini voluntas mea est, alleluja. Antifona. Postulavi Patrem meum, alleluja: dedit mihi gentes, alleluja, in hæreditatem, alleluja. 524 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Salmo 2. Quare fremuerunt gentes: et populi meditati sunt inania? Astiterunt reges terræ, et principes convenerunt in unum: adversus Dominum, et adversus Christum ejus. Dirumpamus vincula eorum: et projiciamus a nobis jugum ipsorum. Qui habitat in coelis, irridebit eos:* et Dominus subsannabit eos. * Tunc loquetur ad eos in ira sua: et in furore suo conturbabit eos. Ego autem constitutus sum Rex ab eo super Sion montem sanctum ejus:* prædicans præceptum ejus. Dominus dixit ad me: Filius meus est tu, ego hodie genui te. Postula a me, et dabo tibi gentes hæreditatem tuam: et possessionem tuam terminos terræ. Reges eos in virga ferrea: et tamquam vas figuli confringes eos. erudimini qui Et nunc, reges, intelligite: judicatis terram. Servite Domino in timore: et exultate ei cum tremore. Apprehendite disciplinam, ne quando irascatur Dominus: et pereatis de via justa. Cum exarserit in brevi ira ejus:* beati omnes, qui confidunt in eo. Gloria Patri, etc. A MATTUTINO. 525 Antifona. Postulavi Patrem meum, alleluja: dedit mihi gentes, alleluja, in hæreditatem, alleluja. Antifona. Ego dormivi, et sumnum cœpi; et exsurrexi, quoniam Dominus suscepit me, alleluja, alleluja. Salmo 3. Domine, quid multiplicati sunt qui tribulant me? multi insurgunt adversum me. Multi dicunt animæ meæ: non est salus ipsi in Deo ejus. Tu autem, Domine, susceptor meus es: gloria mea, exaltans caput meum. Voce mea ad Dominum clamavi: et exaudivit me de monte sancto suo. Ego dormivi, et soporatus sum: et exsurrexi, quia Dominus suscepit me. Non timebo millia populi circumdantis me: exsurge Domine; salvum me fac, Deus meus. Quoniam tu percussisti omnes adversantes mihi sine causa: dentes peccatorum contrivisti. 食 Domini est salus: et super populum tuum benedictio tua. Gloria Patri, et Filio, etc. Antifona. Ego dormivi, et somnum cœpi; et exsurrexi, quoniam Dominus suscepit me, alleluja, alleluja. . Surrexit Dominus de sepulcro, alleluja. R). Qui pro nobis pependi in ligno, alleluja. Pater noster. 526 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Assoluzione. Exaudi, Domine Jesu Christe, preces servorum tuorum; et miserere nobis, qui cum Patre, et Spiritu Sancto vivis et regnas in sæcula sæculorum. R). Amen. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Evangelica lectio sit nobis salus et protectio. R). Amen. Lectio sancti Evangelii secundum Marcum. Lezione I, Cap. 16. In illo tempore: Maria Magdalene, et Maria Jacobi et Salome emerunt aromata, ut venientes ungerent Jesum. Et reliqua. Homilia sancti Gregorii Papæ. Omelia 21 nell' Evangelio. Audistis, fratres charissimi, quod sanctæ mulieres, que Dominum fuerant secutæ, cum aromatibus ad monumentum venerunt, et ei, quem viventem dilexerunt, etiam mortuo studio humanitatis obsequuntur. Sed res gesta aliquid in sancta Ecclesia signat gerendum. Sic quippe necesse est ut audiamus quæ facta sunt, quatenus cogitemus, etiam quæ nobis sint ex eorum imitatione facienda. Et nos ergo in eum, qui est mortuus, credentes, si odore virtutum referti, cum opinione bonorum operum Dominum A MATTUTINO. 527 quærimus, ad monumentum profecto illius cum aromatibus venimus. Illa autem mulieres Angelos vident quæ cum aromatibus venerunt, quia videlicet illæ mentes supernos cives aspiciunt, quæ cum virtutum odoribus ad Dominum per sancta desideria proficiscuntur. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo gratis. R. Angelus Domini descendit de cœlo, et accedens revolvit lapidem, et super eum sedit, et dixit mulieribus: Nolite timere, scio enim quia crucifixum quæritis: jam surrexit: venite, et videte locum, ubi positus erat Dominus, alleluja. . Et introeuntes in monumentum viderunt juvenem sedentem in dextris, coopertum stola candida, et obstupuerunt: qui dixit illis:* Nolite timere, etc. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. E si ripete. R). Angelus Domini, sino al Versetto. Poi si dice. Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. Lezione II. Notandum vero nobis est, quidnam sit quod in dexteris sedere Angelus cernitur. Quid namque per sinistrum, nisi vita præsens: quid vero per dexteram, nisi perpetua vita designatur? Unde in canticis canticorum scriptum est: Læva ejus sub capite meo; et dextera illius amplexabitur me. Quia ergo Redemptor noster jam præ 528 DOMENICA DELLA RISURREZIONE sentis vitæ corruptionem transierat, recte Angelus qui nunciare perennem ejus vitam venerat, in dexetera sedebat. Qui stola candida coopertus apparuit, quia festivitatis nostræ gaudia nunciavit. Candor etenim vestis, splendorem nostræ denunciat solemnitatis. Nostræ dicamus, an suæ? Sed ut fateamur verius, et suæ dicamus, et nostræ. Illa quippe Redemptoris nostri resurrectio et nostra festivitas fuit, quia nos ad immortalitatem reduxit; et Angelorum festivitas extitit, quia nos revocando, ad coelestia, eorum numerum implevit. Tu, autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. R). Cum transiisset sabbatum, Maria Magdalene, et Maria Jacobi et Salome emerunt aromata: Ut venientes ungerent Jesum, alleluja, alleluja. * . Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum, orto jam sole:* Ut venientes. Gloria Patri. Ut venientes. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Ad societatem civium supernorum perducat nos rex Angelorum. R). Amen. Lezione III. In sua ergo ac nostra festivitate Angelus in albis vestibus apparuit: quia dum nos per resurrectionem Dominicam ad superna reducimur, coelestis patriæ damna reparantur. Sed quid advenientes foeminas affatur, audimus: Nolite ex A MATTUTINO. 529 pavescere. Ac si aperte dicat: Paveant illi, qui non amant adventum supernorum civium; pertimescant qui carnalibus desideriis pressi, ad eorum se societatem pertingere posse desperant. Vos autem cum pertimescit, quæ vestros concives videtis? Unde et Matthæus Angelum apparuisse describens, ait: Erat adspectus ejus sicut fulgur et vestimenta ejus sicut nix. In fulgure. etenim terror timoris est, in nivi autem blandimentum candoris. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. Inno de' SS. Ambrogio ed Agostino. Te Deum laudamus:* te Dominum confitemur. Te æternum Patrem: omnis terra veneratur. Tibi omnes Angeli: tibi coeli, et universæ potestates; Tibi Cherubim et Seraphim;* incessabili voce proclamant: Sanctus, Sanctus, Sanctus: Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt coeli et terra* majestatis gloriæ tuæ. Te gloriosus Apostolorum chorus, Te Prophetarum,* laudabilis numerus; Te Martyrum candidatus, laudat exercitus. Te per orbem terrarum, sancta confitetur Ecclesia: Patrem immensæ majestatis. Venerandum tuum verum, et unicum FiSanctumquoque Paraclitum Spiritum. 34 lium. * * 530 DOMENICA DELLA RISURREZIONE, A MATTUTINO. Tu Rex gloria, Christe. Tu Patris sempiternus es Filius. Tu, ad liberandum suscepturus hominem; non horruisti Virginis uterum. Tu, devicto mortis aculeo,* aperuisti credentibus regna coelorum. * Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris. Judex: crederis esse venturus. * Te ergo, quæsumus, famulis tuis subveni, quos pretioso sanguine redemisti. Eterna fac cum Sanctis tuis, in gloria numerari. Salvum fac populum tuum, Domine: et benedic hæreditati tuæ. Et rege eos, et extolle illos usque in æternum. Per singulos dies benedicimus te. Et laudamus nomen tuum in æternum, et in sæculum sæculi. Dignare, Domine, die isto, sine peccatis nos. custodire. . 05 * Miserere nostri, Domine: miserere nostri. Fiat, misericordia tua, Domine, super nos: quemadmodum speravimus in te. In te, Domine, speravi: non confundar in æternum. 531 ALLE LAUDI. >. Deus, in adjutorium meum intende. R. Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto: Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. Alleluja. Antifona. Angelus autem Domini descendit de colo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja, alleluja. Salmo 92. Dominus regnavit, decorem indutus est: indutus est Dominus fortitudinem, et præcinxit se. Etenim firmavit orbem terræ:* qui non commovebitur. * Parata sedes tua ex tunc: a sæculo tu es. Elevaverunt flumina fluctus suos: a vocibus aquarum multarum. Mirabiles elationes maris: mirabilis in altis Dominus. Testimonia tua credibilia facta sunt nimis: domum tuam decet sanctitudo, Domine, in longitudinem dierum. Gloria Patri, etc. Antifona. Angelus autem Domini descendit de coelo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja. Antifona. Et ecce terramotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de coelo, alleluja. 532 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Salmo 99. Jubilate Deo omnis terra:* servite Domino in lætitia. Introite in conspectu ejus; in exultatione. Scitote quoniam Dominus ipse est Deus: ipse fecit nos, et non ipsi nos. Populus ejus, et oves pascuæ ejus: introite portas ejus, in confessione; atria ejus in hymnis confitemini illi. Laudate nomen ejus, quoniam suavis est Dominus, in æternum misericordia ejus: et usque in generationem et generationem veritas ejus. Gloria Patri, et Filio, etc. Antifona. Et ecce terræmotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de coelo, alleluja. Antifona. Erat autem adspectus ejus sicut fulgur, vestimenta autem ejus sicut nix. Salmo 62. Deus Deus meus, ad te de luce vigilo. 食 Sitivit in te anima mea: quam multipliciter tibi caro mea. In terra deserta, et invia et inaquosa: sic in sancto apparui tibi, ut viderem virtutem tuam, et gloriam tuam. Quoniam melior est misericordia tua super vitas: labia mea laudabunt te. Sic benedicam te in vita mea: et in nomine tuo levabo manus meas, ALLE LAUDI. 533 Sicut adipe et pinguedine repleatur anima mea:* et labiis exultationis laudabit os meum. Si memor fui tui super matutinis meditabor in te: meus. Et in velamento alarum tuarum exultabo, adæsit anima mea post te; me suscepit dextera tua. Ipsi vero in vanum quæsierunt animam meam, introibunt in inferiora terræ;* tradentur in manus gladii, partes vulpium erunt. Rex vero lætabitur in Deo, laudabuntur omnes qui jurant in eo;* quia obstructum est os loquentium iniqua. stratum meum, in quia fuisti adjutor Salmo 66. Deus misereatur nostri, et benedicat nobis;" illuminet voltum suum super nos, et misereatur nostri. Ut cognoscamus in terra viam tuam; in omnibus gentibus salutare tuum. Confiteantur tibi populi, Deus:* confiteantur tibi populi omnes. Lætentur et exultent gentes, quoniam judicas populos in æquitate:* et gentes in terra dirigis. Confiteantur tibi populi, Deus: confiteantur tibi populi omnes: terra dedit fructum suum. Benedicat nos Deus, Deus noster, benedicat nos Deus: et metuant eum omnes fines terræ. Gloria Patri, et Filio, etc. Antifona. Erat autem adspectus ejus, sicut fulgur, vestimenta autem ejus sicut nix, alleluja. 534 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Antifona. Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. Cantico dei tre Fanciulli. Daniel. 3. Benedicite omnia opera Domini Domino: laudate et superexaltate eum in sæcula. Benedicite Angeli Domini Domino: benedicite cœli Domino. Benedicite aquæ omnes, quæ super colos sunt, Domino: benedicite omnes virtutes Domini Domino. Benedicite sol et luna Domino:* benedicite stellæ cœli Domino. Benedicite omnis imber et ros Domino:" benedicite omnes spiritus Dei Domino. Benedicite ignis et æstus Domino:* benedicite frigus et æstus Domino. benediBenedicite rores et pruina Domino; cite gelu et frigus Domino. Benedicite glacies et nives Domino; dicite noctes et dies Domino. Benedicite lux et tenebræ Domino: cite fulgura et nubes Domino. Benedicat terra Dominum: laudet et superexaltet eum in sæcula. benebenedi* Benedicite montes et colles Domino:* benedicite universa germinantia in terra Domino. Benedicite fontes Domino: benedicite maria et flumina Domino. Benedicite cete, et omnia quæ moventur in aquis Domino: benedicite omnes volucres cœli Domino. ALLE LAUDI. 535 Benedicite omnes bestiæ et pecora Domino:* benedicite filii hominum Domino. Benedicat Israel Dominum: laudet et superexaltet eum in sæcula. Benedicite sacerdotes Domini Domino:* benedicite servi Domini Domino. Benedicite spiritus et animæ justorum Domibenedicite sancti et humiles corde Domino. Benedicite Anania, Azaria, Misael Domino: laudate et superexaltate eum in sæcula. Benedicamus Patrem et Filium cum Sancto Spiritu:* laudemus et superexaltemus eum in sæcula. no: * Benedictus es, Domine, in firmamento cœli: et laudabilis, et gloriosus, et superexaltatus in sæcula. Antifona. Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. Antifona. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere; scio enim quod Jesum quæritis, alleluja. Sal. 148. Laudate Dominum de coelis, p. 188. Gloria Patri, etc. Antifona. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere; scio enim quod Jesum quæritis, alleluja. Non si dice nè Capitolo, nè Inno, ma in suo luogo l'Antifona: Hæc dies, quam fecit Dominus, exultemus et lætemur in ea. Al Benedictus. Antifona. 536 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum, orto jam sole, alleluja. bon Cantico di Zaccaria. on Benedictus Dominus Deus Israel, pag. 193. Gloria Patri, etc. Antifona. Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum, orto jam sole, alleluja. OREMUS. Deus, qui odierna die per Unigenitum tuum, æternitatis nobis aditum devicta morte reserasti: vota nostra, quæ præveniendo adspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem Domiminum, etc.i . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. . Benedicamus Domino, alleluja. R). Deo gratias, alleluja. . Fidelium animæ per misericordiam Dei requiescant in pace. R. Amen. A PRIMA. Dopo Deus, in adjutorium, e Gloria Patri, si si dicono i Salmi Deus, in nomine tuo, Beati immaculati o Retribue, come sopra a pag. 199, finiti i quali si dice l'Antifona: Hac dies quam fecit Dominus: exultemus et lætemur in ea. ALLE LAUDI. OREMUS. Domine Deus omnipotens, qui ad principium hujus dici nos pervenire fecisti; tua nos hodie salva virtute; ut in hac die ad nullum declinemus peccatum, sed semper ad tuam justitiam faciendam nostra procedant eloquia, dirigantur cogitationes et opera. Per Dominum nostrum, etc. . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. . Benedicamus Domino. R. Deo gratias. 537 Di poi in Coro si legge il Martirologio. Indi si dice: . Pretiosa in conspectu Domini. R. Mors Sanctorum ejus. E assolutamente senza Oremus. OREMUS. Sancta Maria, et omnes Sancti intercedat pro nobis ad Dominum: ut nos mereamur ab eo adjuvari, et salvari, qui vivit et regnat in sæcula sæculorum. R). Amen. . Deus, in adjutorium meum intende. R. Domine, ad adjuvandum me festina. Si dice tre volte e nell'ultima si aggiunge: Gloria Patri, etc. Sicut erat, etc. Kyrie eleison. Christe eleison. Kyrie eleison. 538 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Pater noster, segreto. . Et ne nos inducas in tentationem. R. Sed libera nos a malo. . Respice in servos tuos, Domine, et in opera tua, et dirige filios eorum. R. Et sit splendor Domini Dei nostri super nos, et opera manuum nostrarum dirige super nos, et opus manuum nostrarum dirige. 7. Gloria Patri, etc. R. Sicut erat. OREMUS. Dirigere et sanctificare, regere et gubernare dignare, Domine Deus rex coeli et terræ, hodie, corda et corpora nostra, sensus, sermones et actus nostros in lege tua, et in operibus mandatorum tuorum: ut hic, et in æternum, te auxiliante, salvi et liberi esse mereamur, Salvator mundi. Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. R). Amen. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Dies, et actus nostros in sua pace disponat Dominus omnipotens. R. Amen. LECTIO BREVIS. Coloss. 3. Si consurrexistis cum Christo, quæ sursum sunt quærite, ubi Christus est in dextera Dei ALLE LAUDI. 539 sedens: quæ sursum sunt sapite, non quæ super terram. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. . Adjutorium nostrum in nomine Domini, R). Qui fecit coelum et terram. . Benedicite. R). Deus. Benedizione. Dominus nos benedicat, et ab omni malo defendat, et ad vitam perducat æternam: et fidelium animæ per misericordiam Dei requiescant in pace. R). Amen. A Terza, Sesta e Nona, dopo Deus, in adjutorium, e Gloria Patri si dicono i Salmi come sopra, pag. 199 e segg., finiti i quali si dice l'Antifona: Hæc dies, quam fecit Dominus: exultemus et lætemur in ea. OREMUS. Deus, qui hodierna die per Unigenitum tuum, æternitatis nobis aditum devicta morte reserasti: vota nostra quæ præveniendo adspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem Dominum nostrum, etc. 540 DOMENICA DELLA RISURREZIONE ALLA MESSA. STAZIONE A SANTA MARIA MAGGIORE. INTROITO. Resurrexi, et adhuc tecum sum, alleluja; posuisti super me manum tuam, alleluja: admirabilis facta est scientia tua, alleluja, alleluja. Psalmus 38. Domine, probasti me, et cognovisti me: tu cognovisti sessionem meam, et resurrectionem meam.. Gloria Patri, etc. Gloria in excelsis Deo, etc., a carte 225. OREMUS. Deus qui hodierna die per Unigenitum tuum æternitatis nobis aditum, devicta morte, reserasti: vota nostra, quæ præveniendo adspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem Dominum, etc. Lectio Epistolæ Beati Pauli Apostolice ad Corinthios. Cor. 1. Cap. 5. Fratres, expurgate vetus fermentum, ut sitis nova conspersio, sicut estis azymi: etenim Pascha nostrum immolatus est Christus. Itaque epulemur, non in fermento veteri, neque in fermento malitiæ et nequitiæ, sed in azymis sinceritatis et veritatis. ALLA MESSA. 541 Graduale. Hæc dies, quam fecit Dominus: exultemus et lætemur in ea. . Confitemini Domino, quoniam bonus: quoniam in sæculum misericordia ejus. Alleluja, alleluja. . Pascha nostrum immolatus est Christus. SEQUENTIA. Victimæ Paschali laudes immolent ChristianiAgnus redemit oves: Christus innocens Pa. tri reconciliavit peccatores. Mors et vita duello conflixere mirando; dux vitæ mortuus, regnat vivus. Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis. Angelicos testes, sudarium et vestes. Surrexit Christus spes mea: præcedet vos in Galilæam. Scimus, Christum surrexisse a mortuis vere: tu nobis, victor Rex, miserere. Amen. Alleluja. Sequentia Sancti Evangelii secundum Marcum. Cap. 16. In illo tempore: Maria Magdalene, et Maria Jacobi, et Salome emerunt aromata, ut venientes ungerent Jesum. Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum, orto jam sole. Et dicebant ad invicem: Quis revolvet nobis lapidem ab ostio monumenti? Et respicientes viderunt revolutum lapidem. Erat quippe ma 542 DOMENICA DELLA RISURR., ALLA MESSA. gnus valde. Et introeuntes in monumentum, viderunt juvenem sedentem in dexteris, coopertum stola candida, et obstupuerunt. Qui dicit illis: Nolite expavescere; Jesum quæritis Nazarenum, crucifixum: surrexit, non est hic: ecce locus, ubi posuerunt eum. Sed ite, dicite discipulis ejus, et Petro, quia præcedet vos in Galilæam: ibi eum videbitis, sicut dixit vobis. Credo, a carte 53. Offertorium. Terra tremuit, et quievit, dum resurgeret in judicio Deus, alleluja. Secreta. Suscipe, etc. a carte 507. PRÆFATIO. Vere dignum et justum est, æquum et salutare etc., come nel Sabbato santo, a carte 507. Infra actionem. Communicantes, et diem sacratissimam celebrantes Resurrectionis Domini nostri Jesu Christi secundum carnem: sed et memoriam venerantes, in primis, etc. Il rimanente come a carte 233. Hanc igitur, a carte 309. Communio. Pascha nostrum immolatus est Christus, alleluja: itaque epulemur in azymis sinceritatis et veritatis, alleluja, alleluja, alleluja. Spiritum nobis, etc., con tutto ciò che segue nel fine della Messa del Sabbato santo, a carte 512. 543 A VESPRO. Pater noster, Ave Maria. . Deus, in adjutorium meum intende. R). Domine, ad adjuvandum me festina. . Gloria Patri, etc. Alleluja. Antiphona. Angelus autem Domini descendit de cœlo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja, alleluja. Salmo 109. Dixit Dominus Domino meo: Sede a dextris meis. Donec ponam inimicos tuos;* scabellum pedum tuorum. * Virgam virtutis tuæ emittet Dominus ex Sion; * dominare in medio inimicorum tuorum. Tecum principium in die virtutis tuæ in splendoribus sanctorum; ex utero ante luciferum genui te. Juravit Dominus, et non poenitebit eum; Tu es Sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech. Dominus a dextris tuis,* confregit in die iræ suæ reges. Judicabit in nationibus, implebit ruinas; conquassabit capita in terra multorum. De torrente in via bibet; propterea exaltabit caput. Gloria Patri, etc. 544 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Antiphona. Angelus autem Domini descendit de coelo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum, alleluja, alleluja. Antiphona. Et ecce terræmotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de cœlo, alleluja. Salmo 110. Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo;" in consilio justorum, et congregatione. Tele Magna opera Domini, exquisita in omnes voluntates ejus. Confessio, et magnificentia opus ejus; et justitia ejus manet in sæculum sæculi. Memoriam fecit mirabilium suorum, misericors, et miserator Dominus;* escam dedit timentibus se. Memor erit in sæculum testamenti sui; virtutem operum suorum annuntiabit populo suo. Ut det illis hæreditatem gentium;* opera manuum ejus, veritas et judicium. Fidelia omnia mandata ejus, confirmata in sæculum sæculi, facta in veritate et æquitate. Redemptionem misit populo suo;* mandavit in æternum testamentum suum. Sanctum et terribile nomen ejus; initium sapientiæ timor Domini. Intellectus bonus omnibus facientibus eum; laudatio ejus manet in sæculum sæculi. Gloria Patri, etc. Ant. Ecce terræmotus factus est magnus: Angelus enim Domini descendit de coelo, alleluja. A VESPRO. 545 Ant. Erat autem adspectus ejus sicut fulgur, vestimenta autem ejus sicut nix, alleluja, allel. Salmo 111. Beatus vir, qui timet Dominum, in mandatis ejus volet nimis. Potens in terra erit semen ejus;* generatio rectorum benedicetur. Gloria, et divitiæ in domo ejus; et justitia ejus manet in sæculum sæculi. Exortum est in tenebris lumen rectis; misericors, et miserator et justus. Jucundus homo qui miseretur et commodat, disponet sermones suos in judicio; quia in æternum non commovebitur. In memoria æterna erit justus;* ab auditione mala non timebit. Paratum cor ejus sperare in Domino, confirmatum est cor ejus; non commovebitur donec despiciat inimicos suos. 2009 Dispersit, dedit pauperibus: justitia ejus manet in sæculum sæculi; cornu ejus, exaltabitur in gloria. Peccator videbit et irascetur, dentibus suis fremet et tabescet; desiderium peccatorum peribit. Gloria Patri, etc. Ant. Erat autem adspectus ejus sicut fulgur: vestimenta autem ejus sicut nix, alleluja, allel. Ant. Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. 35 546 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Salmo 112. Laudate, pueri, Dominum; laudate nomen Domini. Sit nomen Domini benedictum;* ex hoc nunc, et usque in sæculum. imp A solis ortu usque ad occasum; laudabile nomen Domini. Excelsus super omnes gentes Dominus, et super coelos gloria ejus. Qui sicut Dominus Deus noster, qui in altis habitat;* et humilia respicit in coelo, et in terra? Suscitans a terra inopem, et de stercore erigens pauperem. Ut collocet eum cum principibus, cum principibus populi sui. Qui habitare fecit sterilem in domo, matrem filiorum lætantem. Gloria Patri, etc. Ant. Præ timore autem ejus exterriti sunt custodes, et facti sunt velut mortui, alleluja. Ant. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere: scio enim quod Jesum quæritis, alleluja. Salmo 113. In exitu Israel de Egypto; domus Jacob de populo barbaro. Facta est Judæ sanctificatio ejus;* Israel potestas ejus. A VESPRO. 547 Mare vidit et fugit; Jordanis conversus est retrorsum. Montes exultaverunt ut arietes;* et colles sicut agni ovium. Quid est tibi, mare, quod fugisti:* et tu, Jordanis, quia conversus es retrorsum? Montes exultastis sicut arietes; cut agni ovium. et colles siA facie Domini mota est terra, Jacob. a facie Dei Qui convertit petram in stagna aquarum: et rupem in fontes aquarum. Non nobis, Domine, non nobis; sed nomini tuo da gloriam. neSuper misericordia tua, et veritate tua: quando dicant gentes: Ubi est Deus eorum? Deus autem noster in cœlo; omnia quæcumque voluit, fecit. Simulacra gentium argentum et aurum: opera manuum hominum. oculus haOs habent, et non loquentur; bent, et non videbunt. * nares haAures habent, et non audient; bent, et non odorabunt. Manus habent, et non palpabunt; pedes habent, et non ambulabunt; non clamabunt in gutture suo. et omnes, Similes illis fiant, qui faciunt ea: qui confidunt in eis. Domus Israel speravit in Domino:* adjutor eorum, et protector eorum est. Domus Aaron speravit in Domino; eorum, et protector eorum est, gam adjutor 548 DOMENICA DELLA RISURREZIONE Qui timent Dominum, speraverunt in Domino; adjutor eorum, et protector eorum est. Dominus memor fuit nostri; et benedixit nobis. Benedixit domui Israel; benedixit domui Aaron. Benedixit omnibus, qui timent Dominum, pusillis cum majoribus. Adjiciat Dominus super vos; super vos, et super filios vestros. Benedicti vos a Domino;* qui fecit coelum et terram autem dedit filiis hominum. Non mortui laudabunt te, Domine;* neque omnes qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino; ex hoc nunc, et usque in sæculum. Gloria Patri, etc. terram. Colum coeli Domino; * * Ant. Respondens autem Angelus, dixit mulieribus: Nolite timere, scio enim quod Jesum quæritis, alleluja. 094 E si dicono sino a Vespro del Sabbato in Albis. Non si dice nè Capitolo, nè Inno, ma in suo luogo la seguente Antifona: Hæc dies, quam fecit Dominus: exultemus, et lætemur in ea. 23timiz jup Al Magnificat, Antifona: 2006T lapidem Et respicientes viderunt revolutum erat quippe magnus valde, alleluja. to impro A VESPRO. 549 Cantico Magnificat, etc. a carte 249. E si replica l'Antifona: Et respicientes, etc. 210 7 OREMUS, 1870 Deus, qui hodierna die per Unigenitum tuum æternitatis nobis aditum, devicta morte, reserasti; vota nostra, quæ præveniendo adspiras, etiam adjuvando prosequere. Per eumdem, etc. R. Amen. . Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo. . Benedicamus Domino, alleluja, alleluja. bR). Deo gratias, alleluja, alleluja. E si dice insino al Vespro del Sabbato in Albis inclusivamente. A COMPIETA. Come nel Sabbato santo, a carte 514. Finiti i Salmi consueti, si dice l'Antifona Alleluja, alleluja, alleluja. Al cantico Nunc dimittis: Antiphona. Hæc dies, quam fecit Dominus: exsultemus, et lætemur in ea. Il resto come a carte 515. Tone that LUNEDI IN ALBIS A MATTUTINO. 1914 L'Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi, ecc., si dicoño in tutta l'Ottava come sopra nel giorno di Pasqua. Pater noster, etc. . Surrexit Dominus de sepulcro, alleluja. R). Qui pro nobis pependit in ligno, alleluja. Assoluzione. Exaudi, Domine Jesu Christe, preces servorum tuorum, et miserere nobis, qui cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas in sæcula sæculorum. R). Amen. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Evangelica lectio sit nobis salus et protectio. R). Amen. LUNEDÌ IN ALBIS, A MATTUTINO. 1807 18Torsdag 6ill 551 Lectio Sancti Evangelii secundum Lucam. 5701 300 Lezione I. Cap. 24. In illo tempore: Duo ex discipulis Jesu iban t ipsa die in castellum, quod erat in spatio stadia eorum sexaginta ab Jerusalem, nomine Emmaus. Et reliqua. Homilia sancti Gregorii Papæ. Omelia 23 negli Evangelj. Audistis, fratres charissimi, quia duobus discipulis ambulantibus in via non quidem credentibus, sed tamen de se loquentibus, Dominus apparuit; sed eis speciem, quam recognoscerent, non ostendit. Hoc ergo egit foris Dominus in oculis corporis, quod apud ipsos agebatur intus in oculis cordis. Ipsi namque apud semetipsos intus et amabant, et dubitabant: eis autem Dominus foris et præsens aderat, et quis esset non ostendebat. De se ergo loquentibus præsentiam exhibuit; sed de se dubitantibus cognitionis suæ speciem abscondit. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo gratias. . Maria Magdalene et altera Maria ibant diluculo ad monumentum; Jesus quem quæritis, non est hic, surrexit sicut locutus est, præcedet vos in Galilæam: ibi' eum videbitis, alleluja, alleluja. 552 LUNEDÌ IN ALBIS . Et valde mane una sabbatorum veniunt ad monumentum orto jam sole: introeuntes viderunt juvenem sedentem in dexteris, qui dixit illis: Jesus quem quæritis. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. Lezione II. Verba quidem contulit, duritiam intellectus increpavit: Sacræ Scripturæ mysteria, quæ de se ipso erant, aperuit: et tamen quia adhuc in eorum cordibus peregrinus erat a fide, se ire longius finxit. Fingere namque, componere dicimus: unde et compositores luti, figulos vocamus. Nihil ergo simplex veritas per duplicitatem fecit: sed talem se eis exhibuit in corpore, qualis apud illos erat in mente. Probandi autem erant, si hi, qui eum etsi nec dum ut Deum diligerent, saltem ut peregrinum amare potuissent. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. . Surrexit pastor bonus, quia animam suam posuit pro nobis ovibus suis, et pro grege suo mori dignatus est: Alleluja, alleluja, alleluja. . Etenim Pascha nostrum immolatus est Christus. Alleluja. Gloria Patri, etc. Alleluja. R. Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Ad societatem civium supernorum perducat nos Rex Angelorum. R. Amen. A MATTUTINO. 553 Lezione III. Sed quia esse extranei a charitate non poterant hi, cum quibus veritas gradiebatur, eum ad hospitium quasi peregrinum vocant. Cor autem dicimus, vocant, cum illic scriptum sit: et coegerunt eum? Ex quo nimirum exemplo colligitur, quia peregrini ad hospitium non solum invitandi sunt, sed etiam trahendi. Mensam igitur ponunt, panes cibosque offerunt: et Deum, quem in Scripturæ Sacræ expositione non cognoverunt, in panis fractione cognoscunt. Audiendo ergo præcepta Dei illuminati non sunt, faciendo illuminati sunt: quia scriptum est: Non auditores legis justi sunt apud Deum, sed factores legis justificabantur. Quisquis ergo vult audita intelligere, festinet ea, quæ jam audire potuit, opere implere. Ecce Dominus non est cognitus dum loqueretur, et dignatus est cognosci dum pascitur. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. Te Deum laudamus, pag. 529. Alle Laudi tutto si dice come sopra nel giorno di Pasqua, pag. 531. Al Benedictus. Antifona. Jesus junxit se discipulis suis in via, et ibat cum illis: oculi autem eorum tenebantur, ne eum agnoscerent et increpavit eos, dicens: 0 stulti et tardi corde ad credendum in his quæ locuti sunt Prophetæ, alleluja. nast 554 LUNEDÌ IN ALBIS ORAZIONE. Deus, qui solemnitate Paschali, mundo remedia contulisti; populum tuum, quæsumus, cœlesti dono prosequere, ut te perfectam libertatem consequi mereatur, et ad vitam proficiat sempiternam. Per Dominum nostrum, etc. ALLA MESSA. STAZIONE A SAN PIETRO. INTROITO. Introduxit vos Dominus in terram fluentem lac et mel, alleluja: et ut lex Domini semper sit in ore vestro, alleluja, alleluja. Psal. 124. Confitemini Domino, et invocate nomen ejus, annuntiate inter gentes opera ejus. R). Gloria Patri, etc. Introduxit vos, etc.. ORATIO. Deus, qui solemnitate Paschali mundo remedia contulisti, populum tuum, quæsumus, cœlesti dono prosequere, ut et perfectam libertatem consequi mereatur, et ad vitam proficiat sempiternam. Per Dominum, etc. ALLA MESSA. Lectio Actuum Apostolorum. Cap. 10 f. 555 In diebus illis: Stans Petrus in medio plebis, dixit: Viri fratres, vos scitis, quod factum est verbum per universam Judæam: incipiens enim a Galilæa, post Baptismum, quod prædicavit Joannes: Jesum a Nazareth, quomodo unxit enim eum Deus Spiritu Sancto, et virtute, qui pertransit beneficiendo, et sanando omnes oppressos a diabulo, quoniam Deus erat cum illo. Et nos testes sumus omnium, quæ fecit in regione Judæorum et Jerusalem: quem occiderunt suspendentes in ligno. Hunc Deus suscitavit tertia die, et dedit eum manifestum fieri, non omni populo, sed testibus præordinatis a Deo: nobis qui manducavimus et bibimus cum illo postquam resurrexit a mortuis. Et præcepit nobis prædicare populo, et testificari, quia ipse est, qui constitutus est a Deo judex vivorum et mortuorum. Hinc omnes Prophetæ testimonium perhibent, remissionem peccatorum accipere per nomen ejus omnes, qui credunt in eum. Graduale. Hæc dies, quam fecit Dominus: exsultemus et lætemur in ea. . Dicat nunc Israel, quoniam bonus; quoniam in sæculum misericordia ejus. Alleluja. . Angelus Domini descendit de cœlo, et accedens revolvit lapidem, et sedebat super eum. Sequentia. Victimæ Paschali, pag. 541. 556 LUNEDÌ IN ALBIS Sequentia Sancti Evangelii secundum Lucam. Cap. 24 b. A pilot In illo tempore: Duo ex discipulis Jesus ibant ipsa die in castellum, quod erat in spatio stadiorum sexaginta ab Jerusalem, nomine Emmaus. Et ipsi loquebantur ad invicem de his omnibus, quæ acciderant. Et factum est, dum fabularentur, et secum quærerent: et ipse Jesus appropinquans, ibat cum illis: oculi autem illorum tenebantur, ne eum agnoscerent. Et ait ad illos: Qui sunt hi sermones, quos confertis ad invicem ambulantes, et estis tristes? Et respondens unus, cui nomen Cleophas, dixit ei: Tu solus peregrinus es in Jerusalem, et non cognovisti quæ facta sunt in illa his diebus? Qui bus ille dixit: Quæ? Et dixerunt: De Jesu Nazareno, qui fuit vir Propheta, potens in opere et sermone coram Deo, et omni populo: et quomodo eum tradiderunt summi Sacerdotes, et Principes nostri in damnatione mortis, et crucifixerunt eum. Nos autem sperabamus, quia ipse esset redempturus Israel: et nunc super hæc omnia tertia dies est hodie, quod hæc facta sunt. Sed et mulieres quædam ex nostris terruerunt nos, quæ ante lucem fuerunt ad monumentum, et non invento corpore ejus, venerunt, dicentes se etiam visionem Angelorum vidisse, qui dicunt eum vivere. Et abierunt quidam ex nostris ad monumentum: et ita invenerunt sicut mulieres dixerunt, ipso vero non invenerunt. Et ipse dixit ALLA MESSA. 557 ad eos: O stulti, et tardi corde ad credendum in omnibus quæ loculi sunt Prophetæ! Nonne hæc oportuit pati Christum, et ita intrare in gloriam suam? Et incipiens a Moyse, et omnibus Prophetis interpretabatur illis in omnibus Scripturis, quæ de ipso erant. Et appropinquaverunt castello, quo ibant: et ipse se finxit longius ire. Et coegerunt illum dicentes: Mane nobiscum, quoniam advesperascit, et inclinata est jam dies. Et intravit cum illis. Et factum est, cum recumberet cum eis, accepit panem, et benedixit, ac fregit, et porrigebat illis. Et aperti sunt oculi eorum. Et dixerunt ad invicem: Nonne cor nostrum ardens erat in nobis, cum loqueretur in via, et aperiret nobis Scripturas? Et surgentes eadem hora, regressi sunt in Jerusalem: et invenerunt congregatos undecim, et eos, qui cum illis erant, dicentes: Quod surrexit Dominus vere, et apparuit Simoni. Et ipsi narrabant quæ gesta erant in via: et quomodo cognoverunt eum in fractione panis. Credo, a carte 53. Offertorium. Angelus Domini descendit de cœlo, et dixit mulieribus: Quem quæritis surrexit, sicut dixit, alleluja. Secreta. Suscipe, etc, a carte 507. Communio. Surrexit Dominus, et apparuit Petro, alleluja. Postcommunio. Spiritum nobis, etc., con quel che segue nel fine della Messa, a carte 512. I Vespri come nel giorno di Pasqua, p. 543. 558 LUNEDI IN ALBIS, ALLA MESSA. Al Magnificat, Antiphona: Qui sunt hi sermones, quos confertis ad invicem ambulantes, et estis tristes? Alleluja. Orazione. Deus, qui solemnitate, etc., p. 554. Alla Compieta, tutto si dice come nella Domenica, a carte 549. $ 19 MARTEDÌ IN ALBIS A MATTUTINO. L'Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi, ecc., si dicono come sopra nel giorno di Pasqua. 7. Surrexit Dominus vere, alleluja. R.Et apparuit Simoni, alleluja. Pater noster. Assoluzione. Ipsius pietas et misericordia nos adjuvet, qui cum Patre et Spiritu Sancto vivit et regnat in sæcula sæculorum. R). Amen. y. Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Evangelica lectio sit nobis salus et protectio. R. Amen. ned ogel sist 560 MARTEDÌ IN ALBIS Lectio Sancti Evangelii secundum Lucam. Ca Lezione I. Cap. 24. In illo tempore: Stetit Jesus in medio discipulorum, et dixit eis: Pax vobis: ego sum, nolite timere. Et reliqua. Homilia S. Ambrosii Episcopi. Lib. 10 Commentarj sopra S. Luca, cap. 24. Mirum, quo modo se natura corporea, per impenetrabile corpus infunderit invisibili aditu, visibili conspectu, tangi facilis, difficilis æstimari. Denique conturbati discipuli æstimabant se spiritum videre. Et ideo Dominus, ut speciem nobis resurrectionis ostenderet: Palpate, inquit, et videte, quia spiritus carnem et ossa non habet, sicut me videtis habere. Non ergo per incorpoream naturam, sed per resurrectionis qualitatem, impervia usu clauso penetravit. Nam quod tangitur, corpus est, quod palpatur, corpus est. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. .Virtute magna reddebant Apostoli:* Testimonium resurrectionis Jesu Christi Domini nostri, alleluja, alleluja. R). Repleti quidem Spiritu Sancto, loquebantur cum fiducia verbum Dei: Testimonium, etc. . Jube, Domne, benedicere. 561 A MATTUTINO. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. Lezione II. corpore autem resurgemus. Seminatur enim corpus animale, surgit corpus spirituale; sed illud subtilius, hoc crassius, utpote adhuc terrenæ labis qualitate concretum. Nam quomodo non corpus, in quo manebant insigna vulnerum vestigia cicatricium, que Dominus palpanda obtulit? In quo non solum fidem firmat, sed etiam devotionem acuit, quod vulnera suscepta pro nobis coelo inferre maluit, abolere noluit: ut Deo Patri nostræ præetia libertatis ostenderet. Talem sibi Pater, ad dexteram locat, trophæum nostræ salutis amplectens: talem illic martyres nobis cicatricis suæ corona monstravit. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. . De ore prudentis procedit mel, alleluja; dulcedo mellis est sub lingua ejus, alleluja. Favus distillans labia ejus, alleluja, alleluja. R. Sapientia requiescit in corde ejus, et prudentia in sermone oris illius. Favus distillans, etc. Gloria Patri, Favus distillans, etc. . Jube, Domne, benedicere. Benedizione. Ad societatem civium supernorum perducat nos Rex Angelorum. R). Amen. 36 562 1993 169064 MARTEDI IN ALBIS Lezione III. zid izthemall Et quoniam sermo huc noster evasit, consideremus qua gratia secundum Joannem crediderint Apostoli, qui gavisi sunt; secundum Lucam quasi increduli redarguuntur: ibi Spiritum Sanctum acceperint, hic sedere in civitate jubeantur, quoadusque induantur virtute ex alto. Et videtur mihi ille quasi Apostolus majora et altiora tetigisse, hic sequentia, et humanis proxima; hic historico usus circuitu, ille compendio: quia et de illo dubitari non potest, qui testimonium perhibet de iis quibus ipse interfuit, et verum est testimonium ejus: et ab hoc quoque, qui Evangelista esse meruit, vel negligentiæ, vel mendacii suspicionem æquum est propulsari. Et ideo verum putamus utrumque: non scientiarum varietate, nec personarum diversitate distinctum. Nam etsi primo Lucas eos non credidisse dicat, postea tamen credidisse demonstrat: et si prima consideremus, contraria sunt; si sequentia, certum est convenire. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. iglle Te Deum laudamus etc., pag. 529. Alle Laudi tutto si dice come nel giorno di Pasqua, pag. 531. Al Benedictus. Antifona. Stetit Jesus in medio discipulorum suorum, et dixit eis: Pax vobis, alleluja, alleluja. sonr A MATTUTINO. Spict ORATIO. Deus, qui Ecclesiam tuam novo semper foetu multiplicas concede famulis tuis, ut Sacramentum vivendo teneant, quod fide perceperunt. Per Dominum nostrum, etc. doy ALLA MESSA. STAZIONE A S. PAOLO. 563 INTROITO. fans Aqua sapientiæ potavit eos, alleluja; firmabitur in illis, et non flectetur, alleluja, et exaltabit eos in æternum, alleluja, alleluja. Psal. 104. Confitemini Domino, et invocate nomen ejus: annuntiate inter gentes opera ejus. ORATIO. ending Deus, qui Ecclesiam tuam novo semper fœtu multiplicas: concede famulis tuis, ut Sacramentum vivendo teneant, quod fide perceperunt. Per Dominum, etc. R). Amen. 564 MARTEDÌ IN ALBIS Lectio Actuum Apostolorum. Cap. 13. c. In diebus illis: Surgens Paulus, et manu silentium indicens, ait: Viri fratres, filii generis Abraham, et qui in vobis timent Deum, vobis verbum salutis hujus missus est. Qui enim habitabant Jerusalem, et principes ejus ignorantes Jesum, et voces Prophetarum, quæ per omne sabbatum leguntur, judicantes impleverunt, et nullam causam mortis invenientes in eo, petierunt a Pilato, ut interficerent eum. Cumque consummassent omnia, quæ de eo scripta erant, deponentes eum de ligno, posuerunt eum in moyu numento. Deus vero suscitavit eum a mortuis tertia die: qui visus est per dies multos his, qui simul ascenderunt cum eo de Galilæa in Jerusalem: qui usque nunc sunt testes ejus ad plebem. Et nos vobis annuntiamus eam, quæ ad patres nostros repromissio facta est: quoniam hanc Deus adimplevit filiis nostris, resuscitans Jesum Christum Dominum nostrum. Graduale. Hæc dies, quam fecit Dominus: exsultemus, et lætemur in ea. . Dicant nunc, qui redempti sunt a Domino; quos redemit de manu inimici, et de regionibus congregavit eos. Alleluja, alleluja. . Surrexit Dominus de sepulcro, qui pro nobis pependit in ligno. iun Seq. Victimæ Paschali, come sopra, pag. 541. 1918-1 565 ALLA MESSA. 192 Sequentia Sancti Evangelii secundum Lucam. Cap. 24 c. In illo tempore: Stetit Jesus in medio discipulorum suorum, et dixit eis: Pax vobis: ego sum: nolite timere. Conturbati vero et conterriti, existimabant se spiritum videre. Et dixit eis: Quid turbati estis, et cogitationes ascendunt in corda vestra? Videte manus meas et pedes meos, quia ego ipse sum; palpate et videte, quia spiritus carnem et ossa non habet sicut me videtis habere. Et cum hoc dixisset, ostendit eis manus et pedes. Adhuc autem illis non credentibus, et mirantibus præ gaudio, dixit: Habetis hic aliquid quod manducetur? At illi obtulerunt ei partem piscis assi, et favum mellis. Et cum manducasset coram eis, sumens reliquias dedit eis. Et dixit ad eos Hæc sunt verba quæ locutus sum ad vos, cum adhuc essem vobiscum, quoniam necesse est impleri omnia, quæ scripta sunt in lege Moysi, et Prophetis, et Psalmis de me. Tunc aperuit illis sensum, ut intelligerent Scripturas. Et dixit eis: Quoniam sic scriptum est, et sic oportebat Christum pati, et resurgere a mortuis tertia die: et prædicari in nomine ejus poenitentiam, et remissionem peccatorum in omnes gentes. Credo, a carte 53. Offertorium. Intonuit de coelo Dominus, et Altissimus dedit vocem suam: et apparuerunt fontes aquarum, alleluja. MARTEDI IN ALBIS, ALLA MESSA. Secreta, Suscipe, etc., a carte 507. Communio. Si consurrexistis cum Christo quæ sursum sunt quærite, ubi Christus est in dextera Dei sedens, alleluja: quæ sursum sunt sapite, alleluja. 566 Postcommunio. Concede, quæsumus, omnipotens Deus, ut Paschalis perceptio Sacramenti continua in nostris mentibus perseveret. Per Dominum, etc. bedell I Vespri si dicono come sopra nel giorno di Pa squa, a carte 543. Al Magnificat. Antifona. Videte manus meas et pedes meos, quia ego ipsa sum, alleluja, alleluja, alleluja. Orazione. Deus, qui Ecclesiam tuam, etc., a carte 563. La Compieta come nel Sabbato santo, a carte 549. til SUPE nd Improtheage to moura 50 DO MERCOLEDI IN ALBIS de robo A MATTUTINO. L'Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi si dicono come sopra nel giorno di Pasqua. . Gavisi sunt discipuli, alleluja. JR). Viso Domino, alleluja. me Pater noster. Assoluzione. A vinculis peccatorum nostrorum absolvat nos omnipotens et misericors Dominus. R). Amen. don . Jube, Domne, benedicere.sterg co Benedizione. Evangelica lectio sit nobis salus et protectio.ngis medgas 91d Jos todi silene R). Amen.lstis siulolis ciplelle toisHA Lectio Sancti Evangelii secundum Joannem. clutall Lezione I. Cap. 1.( A men In illo tempore: Manifestavit se iterum Jesus discipulis ad mare Tiberiadis. Manifestavit autem 568 MERCOLEDÌ IN ALBIS sic. Erant simul Simon Petrus et Thomas, qui dicitur Didymus. Et reliqua. 103100418 Homilia sancti Gregorii Papæ. Omelia 24 sugli Evangelj. Lectio Sancti Evangelii, quæ modo in auribus vestris lecta est, fratres mei, quæstione animum pulsat, sed pulsatione sua vim discretionis indicat. Quæri etenim potest cur Petrus, qui piscator ante conversionem fuit, post conversionem ad piscationem rediit; et cum Veritas dicat: Nemo mittens manum suam ad aratrum, et aspiciens retro, aptus est regno Dei; cur repetiit quod dereliquit? Sed si virtus discretionis inspicitur, citius videtur quia nimirum negotium, quod ante conversionem sine peccato extitit, hoc etiam post conversionem repetere culpa non fuit. Tu autem, Domine, miserere nobis. R). Deo gratias. R). Ecce vicit leo de tribu Juda, radix David, aperire librum, et solvere septem signacula ejus: Alleluja, alleluja, alleluja, alleluja. . Dignus est Agnus qui occisus est, accipere virtutem, et divinitatem, et sapientiam, et fortitudinem, et honorem, et gloriam et benedictionem: Alleluja, alleluja, alleluja, alleluja. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. is alugin th A MATTUTINO. 10341 569 Lezione II. Nam piscatorem Petrum, Matthæum vero telonearium scimus: et post conversionem suam ad piscationem Petrus rediit, Matthæus vero ad telonii negotium non resedit: quia aliud est victum per piscationem quærere, aliud autem telonii lucris pecunias augere. Sunt enim pleraque negotia quæ sine peccatis exhiberi aut vix, aut nullatenus possunt. Quæ ergo ad peccatum implicant, ad hæc necesse est ut post conversionem animus non recurrat. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo gratias. R. Ego sum vitis vera, et vos palmites:* Qui manet in me, et ego in eo, hic fert fructum multum, alleluja, alleluja. . Sicut dilexit me Pater, et ego dilexi vos: Qui manet, etc. Gloria Patri. Qui manet, etc. Benedizione. Ad societatem civium supernorum perducat nos Rex Angelorum. R). Amen. Lezione III. Quæri etiam potest, cur discipulis in mari laborantibus, post resurrectionem suam Dominus in litore stetit, qui ante resurrectionem suam coram discipulis in fluctibus maris ambulavit. Cujus rei ratio festine cognoscitur, si ipsa, quæ tunc inerat, causa pensetur. Quid enim mare, nisi præsens sæculum signat, quod se casuum 570 MERCOLEDÌ IN ALBIS, A MATTUTINO. tumultibus, ed undis vitæ corruptibilis illidit? Quid per soliditatem litoris, nisi illa perpetuitas quietis æternæ figuratur? Quia ergo discipuli adhuc fluctibus mortalis vitæ inerant, in mari laborabant. Quia autem Redemptor noster jam corruptionem carnis excesserat, post resurrectionem suam in litore stabat. Tu autem, Domine, miserere nobis. aidata mato R). Deo gratias. Te Deum laudamus, pag. 529. Al Benedictus. Antifona. Mittite in dexteram navigii rete, et invenietis, alleluja. ORAZIONE. Deus, qui nos Resurrectionis Dominicæ annua solemnitate lætificas: concede propitius, ut per temporalia festa quæ agimus, pervenire ad gaudia æterna mereamur. Per eumdem Dominum nostrum, etc. A Al Magnificat. Antifona. Dixit Jesus discipulis suis: Afferte de piscibus, quos præhendisti nunc. Ascendit autem Simon Petrus, et traxit rete in terram plenam magnis piscibus, alleluja. Not alluriegliem8109 bouysage 36100 ONE GIOVEDÌ IN ALBIS A MATTUTINO. L'Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi si dicono come sopra nel giorno di Pasqua. ihs 21 . Surrexit Dominus, de sepulcro, alleluja. R. Qui pro nobis pependit in ligno, alleluja. Pater noster. Assoluzione. Exaudi, Domine, etc. Benedizione. Evangelica, lectio, etc. BROO Lectio Sancti Evangelii secundum Joannem. Lezione I. Cap. 20. In illo tempore: Maria stabat ad monumentum foris, plorans. Dum ergo fleret inclinavit se, et prospexit in monumentum: et vidit duos Angelos in albis sedentes. Et reliqua. molom GIOVEDÌ IN ALBIS Homilia sancti Grægorii Papæ. Omelia 25 negli Evangelj. Maria Magdalene, quæ fuerat in civitate peccatrix, amando veritatem, lavit lacrymis maculas criminis; ex vox veritatis impletur, quia dicitur: Dimissa sunt ei peccata multa quia dilexit multum. Quæ enim prius frigida peccando remanserat, postmodum amando fortiter ardebat. Nam postquam venit ad monumentum, ibique corpus Domini cum non invenit, sublatum credidit, atque discipulis nuntiavit: qui venientes viderunt, atque ita esse, ut mulier dixerat crediderunt. Et de eis protinus scriptum est: Abierunt ergo iterum discipuli ad semetipsos, ac deinde subjungitur: Maria autem stabat ad monumentum foris, plorans. 572 R). Tulerunt Dominum meum, et nescio ubi posuerunt eum. Dicunt et Angeli: Mulier, quid ploras? surrexit sicut dixit: Præcedet vos in Galileam: ibi eum videbitis, alleluja, alleluja. . Cum ergo fleret, inclinavit se et prospexit in monumentum, et vidit duos Angelos in albis sedentes qui dicunt ei: Præcedet, etc. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. namuhom Lezione II. Qua in re pensandum est, hujus mulieris mentem quanta vis amoris accenderat, qu a A MATTUTINO. 573 monumento Domini, etiam discipulis recedentibus, non recedebat. Exquirebat quem non invenerat: flebat inquirendo, et amoris sui igni succensa, ejus quem ablatum credidit, ardebat desiderio. Unde contigit, et eum sola tunc videret, quæ remanserat ut quæreret: quia nimirum virtus boni operis, perseverantia est; et voce veritatis dicitur: Qui autem perseveravit usque in finem, hic salvus erit. R. Congratulamini mihi omnes qui diligitis Dominum, quia quem quærebam, apparuit mihi: Et dum flerem ad monumentum, vidi Dominum, alleluja, alleluja. . Recedentibus discipulis, non recedebam, amoris ejus igne succensa, ardebam desiderio: Et dum flerem, etc. Gloria Patri, etc. Et dum flerem, etc. to com Benedizione. Ad societatem, etc. Lezione III. Maria ergo cum fleret, inclinavit se, et prospexit in monumentum. Certe jam monumentum vacuum viderat, jam sublatum Dominum nuntiaverat: quid est quod se iterum inclinat, iterum videre desiderat? Sed amanti semel adspexisse non sufficit: quia vis amoris intentionem multiplicat inquisitionis. Quæsivit ergo prius, et minime invenit: perseveravit ut quæreret, unde et contigit ut inveniret: actumque est, ut desideria dilata crescerent, et crescentia caperent quod invenisset. Te Deum laudamus, etc., pag. 529, GIOVEDÌ IN ALBIS, A MATTUTINO. Al Benedictus. Antifona. Maria stabat ad monumentum plorans, et vi dit duos Angelos in albis sedentes, et sudarium quod fuerat super caput Jesu, alleluja. 574 Deus, qui diversitatem gentium in confessione tui nominis adunasti: da, ut renatis fonte Baptismatis una sit fides mentium, et pietas actionum. Per Dominum, etc. ORAZIONE. Al Magnificat. Antifona. Tulerunt Dominum meum, et nescio ubi posuerunt eum: si tu sustulisti eum, dicito mihi, alleluja: et egó eum tollam, alleluja. memnom greation an Seych boun notai, eltoms all stop 0600 101010 2190 35161029 muw UD 2141974 Siun almb VENERDI IN ALBIS s ok A MATTUTINO. L'Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi, si dicono come sopra nel giorno di Pasqua, ng multnahero night tog . Surrexit Dominus vere, alleluja. R). Et apparuit Simoni, alleluja. of Hodi Pater noster. Assoluzione. Ipsius pietas, etc. Benedizione. Evangelica lectio, etc. Lectio Sancti Evangelii secundum Matthæum. Lezione I. Cap. 28. In illo tempore: Undecim discipuli abierunt in Galilæam in montem, ubi costituerat illis Jesus. Et reliqua. 576 VENERDÌ IN ALBIS Homilia s. Hieronymi Presbyteri. Lib. 4. Comment. in Matth. Post resurrectionem Jesus in monte Galilææ conspicitur, ibique adoratur, licet quidam dubitent, et dubitatio eorum nostram augeat fidem. Tunc manifestius ostenditur Thomæ, et latus lancea vulneratum, et manus fixas demonstrat clavis. Accedens Jesus locutus est eis, dicens: Data est mihi omnis potestas in coelo, et in terra. Illi potestas data est, qui paulo ante crucifixus, qui sepultus in tumulo, qui mortuis jacuerat, qui postea resurrexit. In colo autem et in terra potestas data est, ut qui ante regnabat in coelo per fidem credentium regnet et in terris. R). Surgens Jesus Dominus noster, stans in medio discipulorum suorum, dixit: Pax vobis, alleluja: gavisi sunt discipuli, viso Domino, alleluja. . Una ergo sabbatorum, cum fores essent clausæ, ubi erant discipuli congregati, venit Jesus, et stetit in medio eorum, et dixit eis: Pax vobis, etc. Benedizione. Divinum auxilium maneat semper nobiscum. R). Amen. Lezione II. Euntes autem, docete omnes gentes, baptizantes eas in nomine Patris, et Filii, et Spiritus A MATTUTINO. 577 Sancti. Primum docent omnes gentes, deinde doctas intingunt aqua. Non enim potest fieri, ut corpus Baptismi recipiat sacramentum, nisi ante anima fidei susceperit veritatem. Baptizantur autem in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti: ut quorum una est divinitas, una sit largitio: nomenque Trinitatis, unus Deus est. R. Expurgate vetus fermentum, ut sitis nova conspersio: etenim Pascha nostrum immolatus est Christus: Itaque epulemur Domine, alleluja. . Mortuus est propter delicta nostra, et resurrexit propter justificationem nostram: Itaque, etc. Gloria Patri, etc. Itaque, etc. Benedizione. Ad societatem, etc. igieffe Lezione III. Docentes eos servare omnia quæcumque mandavi vobis. Ordo præcipuus: Jussit Apostolis, ut primum docerent universas gentes, deinde fidei intingerent sacramento: et post fidem ac Baptisma, quæ essent observanda præciperent. Ac ne putemus levia esse, quæ jussa sunt, adhuc addidit: Omnia quæcumque mandavi vobis, ut quicumque crediderunt, qui in Trinitate fuerint baptizati, omnia faciant, quæ præcepta sunt. Et ecce ego vobiscum sum usque ad consummationem sæculi. Qui usque ad consummationem sæculi cum discipulis se futurum esse promittit, et illos ostendit semper esse victuros, et se nunquam a credentibus recessurum. Te Deum laudamus, etc., pag. 529. 37 VENERDÌ IN ALBIS Undecim discipuli in Galilæa videntes Dominum adoraverunt, alleluja. 578 OREMUS. Omnipotens sempiterne Deus, qui Paschale Sacramentum in reconciliationis humanæ fodere contulisti: da mentibus nostris, ut quod professione celebramus, imitemur effectu. Per Dominum, etc. duas Al Magnificat. Antifona. Data est mihi omnis potestas in cœlo, et in terra, alleluja. RE SABBATO IN ALBIS A MATTUTINO. L' Invitatorio, Antifone, Salmi al Notturno ed alle Laudi si dicono come sopra nel giorno di Pasqua. . Gavisi sunt discipuli, alleluja. R). Viso Domino, alleluja. Pater noster. Assoluzione. A vinculis, etc. Benedizione. Evangelica lectio, etc. Lectio Sancti Evangelii secundum Joannem. Lezione I. Cap. 20. In illo tempore: Una sabbati Maria Magdalene venit mane, cum adhuc tenebræ essent, ad monumentum. Et reliqua. Homilia sancti Grægori Papæ. Omelia 22 negli Evangelj. Lectio Sancti Evangelii, quam modo, fratres, audistis valde in superficie historica est aperta: sed ejus nobis sunt mysteria sub brevitate requirenda. Maria Magdalene, cum adhuc tenebræ 580 SABBATO IN ALBIS essent, venit ad monumentum. Juxta historiam notatur hora: juxta intellectum vero mysticum, requirentis signatur intelligentia. Maria etenim auctorem omnium, quem in carne viderat mortuum, quærebat in monumento: et quia hunc minime invenit, furatum credidit. Adhuc ergo erant tenebræ cum venit ad monumentum. Cucurrit citius, discipulis nuntiavit; sed illi præ ceteris occurrerunt, qui præ ceteris amaverunt, videlicet Petrus et Joannes. R). Christus resurgens ex mortuis jam non moritur, mors illi ultra non dominabitur: quod enim mortuus est peccato, mortuus est semel: Quod autem vivit, vivit Deo, alleluja, alleluja. . Mortuus est semel propter delicta nostra, et resurrexit propter justificationem nostram. Quod autem, etc. Benedizione. Divinum auxilium, etc. Lezione II. Currebant autem duo simul: sed Joannes præcucurrit citius Petro. Venit prior ad monumentum, et ingredi non præsumpsit. Venit ergo posterior Petrus, et intravit. Quid fratres, quid cursus significat? Numquid hæc tam subtilis Evangelista descriptio a mysteriis vacare credenda est? Minime. Neque enim se Joannem et præisse, et non intrasse diceret, si in ipsa sui trepidatione mysterium defuisse credidisset. Quid ergo per Joannem, nisi Synagoga: quid per Petrum, nisi Ecclesia designatur? R. Isti sunt agni novelli, qui annuntiaverunt, A MATTUTINO. 581 alleluja: modo venerunt ad fontes:* Repleti sunt claritate, alleluja, alleluja. v. In conspectu Agni amicti sunt stolis albis, et palmæ in manibus eorum: Repleti, etc. Gloria Patri, etc. Repleti, etc. Benedizione. Ad societatem, etc. Lezione III. Nec mirum esse videatur, quod per juniorem Synagoga, per seniorem vero Ecclesia signari perhibetur: quia etsi ad Dei cultum prior est Synagoga, quam Ecclesia gentium, ad usum tamen sæculi prior est multitudo gentium, quam Synagoga, Paulo attestante, qui ait: Quia non prius quod spirituale est, sed quod animale. Per seniorem ergo Petrum significatur Ecclesia gentium: per juniorem vero Joannem Synagoga Judæorum. Currunt ambo simul: quia ab ortus sui tempore usque ad occasum, pari et communi via, etsi non pari et communi sensu, Gentilitas cum Synagoga cucurrit. Venit Synagoga prior ad monumentum, sed minime intravit, quia legis quidem mandata percepit, prophetias de Incarnatione ac Passione dominica audivit, sed credere in mortuum noluit. Te Deum laudamus, pag. 529. Al Benedictus. Antifona. Currebant duo simul, et ille alius discipulus præcucurrit citius Petro, et venit prior ad monumentum, alleluja. 582 SABBATO IN ALBIS, A MATTUTINO. OREMUS. Concede, quæsumus, omnipotens Deus, ut qui festa Paschalia venerando egimus, per hæc contingere ad gaudia æterna mereamur. Per Dominum, etc. ALLA BENEDIZIONE DEGLI OLJ SANTI TRATTA DAL PONTIFICALE ROMANO Questa funzione si fa ogni anno la mattina del Giovedi santo, nelle Chiese patriarcali, primaziali, metropolitane e cattedrali. A un ora competente s'incomincia dal Patriarca, Primate, Arcivescovo o Vescovo la solenne Messa pontificale, assistito dai soliti Ministri, e più da dodici Sacerdoti, selle Diaconi, e sette Suddiaconi che stanno ai loro sedili. Il Sagrestano avrà preparato precedentemente tutte quelle cose che abbisognano per questa funzione, a norma delle rubriche che si trovano nel Pontificale romano. Giunto il Prelato a quelle parole del Canone: Per quem hæc, omnia, Domine, etc., scende dall'Altare accompagnato dai Ministri, e postosi a sedere dietro la Mensa preparata per la Benedizione degli Olj Santi, l'Arcidiacono che gli sta dappresso, dice con voce alta in tuono di lezione. Oleum infirmorum. Uno dei sette Suddiaconi va alla Sagrestia a prendere il vaso dell' Olio per gli Infermi, lo porta all' Arcidiacono, che to presenta al Prelato, dicendo a bassa voce: Oleum infirmorum, e lo pone sopra la mensa. ALLA BENEDIZIONE DEGLI OLJ SANTI. 583 Il Prelato alzandosi fa il seguente esorcismo: Exorcizo te, immundissime spiritus, omnisque incursio Satanæ, et omne phantasma, in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, ut recedas ab hoc Oleo, ut possit effici unctio spiritualis ad corroborandum Templum Dei vivi: ut in eo possit Spiritus Sanctus habitare, per nomen dilectissimi Filii ejus Domini nostri Jesu Christi, qui venturus est judicare vivos et mortuos, et sæculum per ignem. R). Amen. Di poi benedice il medesimo Olio, dicendo: y. Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. OREMUS. Emitte, quæsumus, Domine, Spiritum tuum Paraclitum de cœlis in hanc pinguedinem olivæ, quam de viridi ligno producere dignatus es, ad refectionem mentis et corporis: ut tua sancta Bene dictione, sit omni hoc unguentum cœlestis medicinæ peruncto tutamen mentis et corporis, ad evacuandos omnes dolores, omnes infirmitates, omnemque ægritudinem mentis et corporis unde unxisti Sacerdotes, Reges, Prophetas, Martyres: sit Chrisma tuum perfectum, Domine, nobis a te benedictum permanens in visceribus nostris: In nomine Domini nostri Jesu Christi. 584 ALLA BENEDIZIONE Terminata questa benedizione, si riporta il vaso in Sagrestia, e il Prelato torna all' Altare, ove prosegue a celebrare la Messa pontificale. Dopo la Comunione e abluzione, ritorna alla suddetta Mensa, assistito dai Ministri. L'Arcidiacono, con il medesimo tuono di voce, chiede: Oleum ad sanctum Chrisma. Oleum Cathecumenorum. Il Prelato pone l'incenso nel turibolo, e si ordina la Processione per andare in Sagrestia a prendere questi vasi. Il Prelato rimane al suo luogo con i suoi Ministri e i sette Suddiaconi, i sette Diaconi e i dodici Sacerdoti, preceduti dall'Accolito col turibolo e dai Ceroferarj, e due Suddiaconi, che uno porta la Croce e l'altro il Balsamo, formano la Processione. Giunti in Sagrestia, due Diaconi prendono i vasi, che portano coperti con un velo bianco, ma in maniera che se ne possa vedere la metà, e ritorna la processione al luogo donde era partita. Nel ritorno due Cantori cantano il seguente Inno, e il Coro ad ogni strofa replica il primo verso: 0 Redemptor, ecc. 0 Redemptor, sume carmen Temet concinentium. Il coro replica: 0 Redemptor, etc. Audi, Judex mortuorum, Una spes mortalium; Audi voces proferentum Donum pacis prævium. Il Coro: 0 Redemptor, etc. Arbor foeta alma luce Hoc sacrandum protulit Fert hoc prona præsens turba. Salvatori sæculi. em Il Coro: 0 Redemptor, etc. og In Stans ad aram imo supplex Infulatus Pontifex, Debitum persolvit omne, Consecrato Chrismate. Il Coro: 0 Redemptor, etc. DEGLI OLJ SANTÍ. Consecrare tu dignare. Rex perennis gloriæ, Hoc olivium signum vivum Jura contra dæmonum. Il Coro: O Redemptor, etc.tbnos Tornata la Processione, e da ciascuno occupati i posti da distribuirsi secondo l'ordine delle rubriche del Pontificale, l'Arcidiacono prende il vaso dell' Olio per il Crisma, così involto come lo portava il Diacono, e il vasetto con il Balsamo, e li pone sopra la Mensa avanti il Prelato. L'altro Diacono tiene sempre l'altro vaso con l'Olio per i Catecumeni, fintanto che venga il tempo di doverlo porre sopra la Mensa; il Prelato di poi benedice il Balsamo, dicendo: . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. OREMUS. 685 mun Deus, mysteriorum coelestium, et virtutum omnium præparator, nostras, quæsumus, preces exaudi. Hanc odoriferam siccis corticis lacrymam( qua felicis virgæ profluendo sudorem, Sacerdotali nos opimat unguento) acceptabilem tuis præsta misteriis, et concessa Benedictione sanctifica. Per Dominum nostrum Jesum Chistum Filium tuum: qui tecum vivit, et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. R). Amen. OREMUS. Creturarum omnium, Domine, procreator, qui per Moysen famulum tuum permixtis herbis aromatum, fieri præcepisti sanctificationem un 586 ALLA BENEDIZIONE guenti: clementiam tuam suppliciter deposcimus, ut huic unguento, quod radix produxit stirpea, spiritualem gratiam largiendo, plenitudinem Sanctificationis infundas. Sit nobis, Domine, fidei hilaritate conditum; sit Sacerdotalis unguenti Chrismate perpetuum; sit ad coelestis vexilli impressionem dignissimum: ut quicumque Baptismate sacro renati, isto fuerint liquore peruncti, corporum, atque animarum Benedictionem plenissimam consequantur et beatæ fidei collato munere perenniter amplientur. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum, etc. Di poi il Prelato mescola il Balsamo con un poco d'Olio estratto dal vaso del Crisma, e prosegue dicendo: Oremus Dominum Deum nostrum omnipotentem, qui incomprehensibilem Unigeniti Filii sui, sibique coæterni divinitatem mirabili dispositione veræ humanitati inseparabiliter conjunxit, et cooperante gratia Spiritus Sancti, Oleo exaltationis præ particibus suis linivit, ut homo fraude diaboli perditus, gemina, et singulari constans materia, perenni redderetur, de qua exciderat, hæreditati: quatenus hoc ex diversis creaturarum speciebus, liquores creator Sanctæ Trinitatis perfectione bene dicat et benedicendo sanctificet, concedatque, ut simul permixti unum fiat; et quicumque exterius inde perunctus fuerit, ita interius liniatur, quod omnibus sordibus corporalis materiæ carens, se participem regni coelestis effici gratuletur. Per eumdem Dominum, etc. R). Amen. 24 DEGLI OLJ SANTI. 587 Il Prelato alita tre volte, in forma di croce, sopra il vaso dell' Olio per il Crisma, e i dodici Sacerdoti assistenti fanno lo stesso. Il Prelato di poi legge il seguente esorcismo: Benedizione del Crisma. Exorcixo te, creatura Olei, per Deum Patrem omnipotentem, qui fecit coelum et terram, mare, et omnia quæ in eis sunt; ut omnis virtus adversarii, omnis exercitus diaboli, omnisque incursio, et omne phantasma Satanæ eradicetur, et effugetur a te: ut fiat omnibus, qui ex te ungendi sunt, in adoptione filiorum per Spiritum Sanctum: in nomine Dei Patris omnipotentis, et Jesu Christi Filii ejus Domini nostri, qui cum eo vivit, et regnat Deus, in unitate ejusdem Spiritus Sancti. Il Prelato, stese le mani avanti il petto, dice la seguente Prefazione: Per omnia sæcula sæculorum. R). Amen. . Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. . Sursum corda. R). Habemus ad Dominum. . Gratias agamus Domino Deo nostro. R). Dignum et justum est. Vere dignum et justum est, æquum, et salutare, nos tibi semper, et ubique gratias agere, Pater omnipotens, æterne Deus: qui in principio, inter cætera bonitatis tuæ munera, terram producere fructifera ligni jussisti, inter quæ hujus pinguissimi liquoris ministri olivæ nascerentur, quarum fructus sacro Chrismati deserviret. Nam et David prophetico spiritu gratiæ suæ sa. 588 ALLA BENEDIZIONE cramenta prænoscens, vultus nostros in oleo exhilarandos esse cantavit: Et cum mundi crimina diluvio quondam expiarentur effuso, similitudinem futuri muneris columba demonstrans, per olivæ ramum pacem terris redditam nuntiavit. Quod in novissimis temporibus manifestis est effectibus declaratum, cum Baptismatis aquis omnium criminum commissa delentibus, hæc olei unctio vultus nostros jucundos efficit ac serenos. Inde etiam Moysi famulo tuo mandatum dedisti, ut Aaron fratrem suum, prior aqua lotum, per infusionem hujus unguenti constitueret Sacerdotem. Accessit ad hoc amplior honor, cum Filius tuus Jesus Christus Dominus noster lavari se a Joanne undis Jordanicis exegisset, ut Spiritu Sancto in Columbæ similitudine desuper misso, Unigenitum tuum, in quo tibi optime complacuisse, testimonio subsequentis vocis ostenderes, et hoc illud esse manifestissime comprobares, quod cum oleo lætitiæ præ consortibus suis, ungendum David Propheta cecinisset. Te igitur deprecamur, Dominum nostrum; et hujus creaturæ pinguedinem sancti# ficare tua Benedictione digneris, et Sancti Spiritus ei admiscere virtutem, cooperante Christi Filii tui potentia, a cujus nomine sancto Chrisma nomen accepit, unde unxisti Sacerdotes, Reges, Prophetas, et Martyres, ut spiritualia lavacri Baptismo renovandis, creaturam Chrismatis in Sacramentum perfectæ salutis, vitæque confirmes; ut sanctificatione unctionis infusa, corruptione primæ nativitatis absorpta, sanctum uniuscujusque templum acceptabilis vitæ, inno DEGLI OLJ SANTI. 589 centiæ odore redolescat; ut secundum constitutionis tuæ Sacramentum, Regio et Sacerdotali, Prophetico honore perfusi, vestimento incorrupti muneris induantur; ut sit his, qui sancti fuerint ex aqua, et Spiritu Sancto, Chrisma salutis, eosque æternæ vite participes, et coelestis gloriæ faciat esse consortes. Ciò che segue, il Prelato lo dice con voce bassa, ma però da essere ascoltato dai circostanti. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit, etc. R). Amen. Terminata la Prefazione, il Prelato mette il Balsamo nel vaso del Crisma, dicendo: Hæc commixtio liquorum fiat omnibus ex ea perunctis, propitiatio, et custodia salutaris in sæcula sæculorum. R). Amen. Di poi il Prelato saluta il Crisma, dicendo: Ave, sanctum Chrisma. E lo replica per tre volte, sempre innalzando la voce, e infine bacia il labbro del vaso. In seguito tutti i dodici Sacerdoti, uno alla volta, fatta la riverenza al Sacramento e al Prelato, si accostano alla Mensa, ove è il Crisma, e inginocchiatisi tre volte, incominciando ad una conveniente distanza, ad ogni genuflessione ripetono: Ave sanctum Chrisma. Giunti alla Mensa, dopo la terza genuflessione, e dopo il terzo saluto, baciano il labbro del vaso, e ritornano al loro posto. Terminata la Benedizione del Crisma, si colloca il vaso di esso in un lato della Mensa, e l'altro Diacono, che in tutto questo tempo ha tenuto coperto appresso di sè il vaso dell' Olio per i Catecumeni, lo consegna all' Arcidiacono, che lo pone nella Mensa avanti il Prelato. Sopra il quale il Prelato e i dodici Sacerdoti vi alilano nella medesima maniera, come hanno fatto sopra il vaso del Crisma. 590 ALLA BENEDIZIONE Dopo di ciò il Prelato legge a bassa voce l'esorcismo seguente sopra il vaso dell' Olio de' Catecumeni. Benedizione dell'Olio de' Catecumeni. Exorcizo te, creatura Olei, in nomine Dei Patris omnipotentis, et in nomine Jesu Christi, et Spiritus Sancti, ut in hac invocatione Individuæ Trinitatis, atque Unius virtute Deitatis, omnis nequissima virtus adversarii, omnis inveterata malitia diaboli, omnis violenta incursio, omne confusum, et coecum phantasma eradicetur, et effugetur, et discedat a te: ut divinis Sacramentis purificata, fias in adoptionem carnis et spiritus, eis qui ex te ungendi sunt in remissionem omnium peccatorum; ut efficiantur eorum corpora ad omnem gratiam spiritualem accipiendam sanctificata. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum, qui venturus est judicare vivos et mortus, et sæculum per ignem. R). Amen. Di poi il Prelato, con il medesimo tuono di voce, benedice l'Olio dei Catecumeni, dicendo: y. Dominus vobiscum. R). Et cum spiritu tuo. OREMUS. Deus, incrementorum omnium, et profectuum spiritualium rimunerator qui virtute Sancti Spiritus imbecillarum mentium rudimenta confirmas, te oramus, Domine, emittere digneris tuam Bene dictionem super hoc oleum et venturis ad beatæ regenerationis lavacrum tribuas, per DEGLI OLJ SANTI. 591 unctionem hujus creaturæ purgationem mentis; ut si quæ illis adversantium spirituum inhærere maculæ, ad tactum sanctificati Olei hujus abscedant; nullus spiritualibus nequitiis locus, nulla refugis virtutibus sit facultas; nulla insidiantibus malis latendi licentia relinquatur, sed venientibus ad fidem servis tuis, et Sancti Spiritus operatione mundandis, sit unctionis hujus præparatio utilis ad salutem, quam etiam coelestis regenerationis nativitate in sacramento sunt Baptismatis adepturi. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui venturus est judicare vivos et mortuos, et sæculum per ignem. R). Amen. Di poi il Prelato, e successivamente i predetti dodici Sacerdoti salutano riverentemente il medesimo Olio, dicendo: Ave, sanctum Oleum. E dopo che avranno fatto ciò per tre volte, baciano il labbro del medesimo vaso, come è stato detto di sopra nella benedizione del Crisma. Terminate tutte queste cose, si riportano processionalmente alla Sagrestia i suddetti due vasi dell' Olio per il santo Crisma, e dell'Olio per i Catacumeni dai medesimi due Diaconi, che li hanno portati. E frattanto, mentre si fa la processione verso la Sagrestia, si prosegue dai Cantori l'Inno nella seguente maniera: Ut novetur sensus omnis Unctione Chrismatis, Ut sanetur sauciata, Dignitatis gloria. Il Coro: 0 Redemptor, etc. 592 ALLA BENEDIZIONE DEGLI OLJ SANTI. Lota mente sacro fonte, Aufugantur crimina; Uncta fonte sacrosancta Influunt Charismata. Il Coro: 0 Redemptor, etc. Corde natus ex Parentis, Alvum implens Virginis, Præsta lucem, claude mortem Chrismatis consortibus. Il Coro: O Redemptor, etc. Sit hæc dies festa nobis Sæculorum sæculi: Sit sacrata digna laude, Nee senescat tempore. Il Coro: 0 Redemptor, etc. Terminata la Benedizione degli Olj Santi, il Prelato si lava le mani, e tornando all' Allare termina la Messa pontificale secondo il consueto. rone 10 matone Se vi saranno rimusti degli Olj Santi, benedetti l'anno precedente, si mettono nelle lampade per farli ardere avanti il Santissimo Sacramento; e il cotone che rimane negli altri vasetti, si abbrucia e vi si rimette di nuovo. 030303 VISITA DELLE SETTE CHIESE STAZIONE PRIMA. Visita della prima Chiesa. MEDITAZIONE. Nell'andare alla prima Chiesa si consideri la tristezza di Gesù nell'Orto, che sudò sangue, e la sua rassegnazione alla volontà dell'Eterno Padre. Nell'entrare in Chiesa si dica: Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. Si dicono cinque Pater ed Ave senza Gloria, e si ripetono sempre le antecedenti parole: Ad oramus, etc., avanti del Pater; dopo si dice l'Atto di fede, e poi la seguente: ORAZIONE. Signore Iddio, che facendo orazione al Padre Eterno nell'Orto foste dall'Angelo amorosamente confortato, e con umile rassegnazione vi assoggettaste ai divini voleri per redimere l'uomo dal peccato, e volontariamente appressaste le labbra 38 594 VISITA all'amaro calice della Passione; fate che ancor io mi assoggetti volontariamente alle tribolazioni della vita presente per amor vostro. Respice, quæsumus, Domine, super hanc familiam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitavit manibus tradi nocentium, et Crucis subire tormentum. Amen. STAZIONE SECONDA. Visita della seconda Chiesa. Nell'andare alla medesima si consideri Gesù tradito con un bacio da Giuda, e legato e condotto davanti ad Anna e Caifasso. Giunti in Chiesa si dica: Adoramus te, Christe, etc., come sopra, e si tenga l'istesso ordine della prima Chiesa. ORAZIONE. Signore Iddio clementissimo, che avete permesso d'essere con un finto bacio da Giudá tradito; fatemi grazia che non tradisca mai nè voi nè il prossimo mio, e che sempre sia pronto ad eseguire ufficj di carità e di amore, non solamente a favore de' miei amici, ma ancora dei miei nemici. Respice, quasumus, etc. DELLE SETTE CHIESE. 595 STAZIONE TERZA. Visita della terza Chiesa. Meditiamo con quanta pazienza sofferse Gesù, condotto avanti Pilato come malfattore, e con quanto amore sofferse le ingiurie stategli fatte. Adoramus te, Christe, etc. ORAZIONE. Salvator mio pietosissimo, che essendo condotto dall'empietà degli Ebrei in casa di Pilato, con molta sofferenza sopportaste le ingiurie e strapazzi a voi fatti; datemi tanta grazia di soffrire pazientemente le mie disgrazie, imitando il vostro esempio. Respice, quasumus, etc. STAZIONE QUARTA. Visita della quarta Chiesa. Si contempli l' umiliazione di Gesù considerato come un pazzo, e presentato ad Erode. Adoramus te, Christe, etc. ORAZIONE. Come mai, o mio Dio, pazientemente soffriste essere considerato come un pazzo presentato ad Erode, vestito di bianco, disprezzato, schernito, 596 VISITA e vilipeso dai perfidi Giudei! Quanti strapazzi soffriste, Gesù, per amor mio! Respice, quæsumus, etc. STAZIONE QUINTA. Visita della quinta Chiesa. Si mediti come Gesù fu per la seconda volta condotto a Pilato, posposto a Barabba, e condannato a morte. Adoramus te, Christe, etc. ORAZIONE. Benignissimo mio Dio, che ingiustamente riceveste da Pilato la sentenza di morte, fatemi grazia che, giunto all'estremo di mia vita, possa spirare l'anima mia nelle vostre santissime e pietosissime braccia. Respice, quæsumus, etc. STAZIONE SESTA. Visita della sesta Chiesa. Riflettiamo come Gesù fu condotto al Calvario, e confitto in croce, ove morì per i nostri peccati. Adoramus te, Christe, etc. DELLE SETTE CHIESE. ORAZIONE. 597 Amorosissimo mio Creatore, che trovandovi in croce confitto, prometteste al buon Ladrone la gloria eterna del cielo, rivolgete verso di me gli occhi benigni della vostra pietà, acciocchè nel fine della mia vita possa ancor io sentirmi dir con voce amorosa: Oggi meco sarai in Paradiso. Respice, quæsumus, etc. STAZIONE SETTIMA. Visita della settima ed ultima Chiesa. Considerando, nel volgere i passi alla settima ed ultima Chiesa, Gesù deposto dalla croce, e sepolto. Adoramus te, Christe, etc. ORAZIONE. Amabilissimo mio Dio, che per la redenzione di tutto il genere umano avete permesso che il vostro pregiatissimo Corpo fosse in un nuovo sepolcro riposto; fate, vi prego, che sia rinnovato ancora il cuore e l'anima mia; acciò, deposta la propria sua durezza, e seppellito ogni affetto mondano, possa felicemente risorgere alla santissima e desideratissima vostra grazia. E così sia. DIVOZIONE ALLE TRE ORE DELL'AGONIA DI GESU CRISTO INTRODUZIONE. Fedeli Cristiani redenti col Sangue preziosissimo di Gesù Cristo, giunti or siamo, per la divina pietà, al santo giorno e all' ora appunto nella quale fu crocifisso il nostro amabilissimo Redentore. Ecco l'ora in cui egli fu disteso sopra la croce, ed in cui gli spietati carnefici a colpi reiterati di martello gli trapassarono da banda a banda e piedi e mani. Questa è appunto l'ora in cui si innalzò da' carnefici il tronco infame e restò sospeso in aria pendente da tre chiodi quel corpo adorabile, lavoro dello Spirito Santo. Ah! chi potrà mai spiegare con parole il tormento acerbissimo di questa situazione? Gli spasimi pe' chiodi che lo stringono alla croce e il dolore eccessivo di tutto il corpo, che, senza raddoppiare i martirii, non può posare sui piedi e neppur sostenersi sulle mani? Chi ci sa ridire la copia di sangue che sgorga a rivi dalle ferite de' piedi e delle mani? Chi può comprendere l'estremo rossore che prova un Dio di infinita santità al vedersi in presenza di un infinito po DIVOZ. ALLE TRE ORE DELL'AGONIA DI G. C. 599 polo? Quella sete mortale che il tormenta? Quell'abbandono, quell'agonia?... Ah, fratelli miei dilettissimi! Ecco l'oggetto lagrimevole della nostra compassione; ecco l'oggetto adorabile del nostro culto e dei nostri più caldi affetti: Gesù Cristo, Dio di bontà e di misericordia; Gesù Cristo, nostro Re, nostro buon Padre, nostro Benefattore e Salvatore amabilissimo, agonizzante per noi a forza di dolori fierissimi e di angoscie mortali! Ah, che sono troppo giusti ed obbliganti questi titoli per non risentirsi le nostre viscere o commoversi tutto il nostro spirito. Come mai potremo guardare con indifferenza una morte sì amara e sì crudele, della quale siamo tutti noi il motivo, ed i cui vantaggi sono tutti per noi? Andiamo dunque a far compagnia collo spirito sul Calvario in queste tre ore estreme a un Dio che spontaneamente vi sacrifica la propria vita per nostro amore, e a recargli qualche sollevamento co' nostri pianti almeno, e colla nostra compassione; essendo cosa alla ragione troppo conforme e doverosa, che un figliuolo assista volonteroso, e porga ajuto al suo moribondo padre. Andiamo, perchè Gesù dalla sua Croce chiama tutti i mortali: Venite ad me omnes( Matt. 11, 28); anzi colle braccia aperte li aspetta, per dar loro coll'ultimo amplesso la più sensibil riprova dell'infinito amor suo morendo per noi in un abisso di pene. Andiamo, perchè questo amorosissimo Padre chiama noi figliuoli: Venite, filii, audite me( Ps. 33, 12), per darci gli ultimi consigli e gli estremi ammaestramenti; ed insegnarci cogli eroici suoi esempi l'arte im 600 DIVOZIONE ALLE TRE ORE portantissima di ben morire. Andiamo finalmente, fratelli miei, a ricevere la pingue e copiosa eredità che ci lascia de' suoi meriti infiniti l'amoroso nostro Redentore, il prezzo inestimabile del suo divin Sangue, e la dolce tutela della sua Madre santissima a sicurezza della nostra eterna salute. E così sia. Finita l'introduzione i musici cantano il seguente IN VITO. Già trafitto in duro legno Dall' indegno popol rio, La grand' alma un Uomo Dio Va sul Golgota a spirar. Voi che a Lui fedeli siete, Non perdete, oh Dio, i momenti: Di Gesù gli ultimi accenti Deh venite ad ascoltar. Coro. In duro tronco infame Già l'innocente Figlio.... Ah che frenar sul ciglio Il pianto, oh Dio, non so. L'empia Sionne a morte Il suo Signore stesso.... Ma dir l'orrendo eccesso Il labbro mio non può. Schiaffi, flagelli, spine, E tanti oltraggi e tanti, Il rio furor bastanti Non furono a placar DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. Nè cesserà lo sdegno Contro Gesù, se prima In sull' infausta cima Non vedesi spirar. Già in croce pende, cinto Dalle nemiche squadre: Già la dolente Madre Sta della Croce al piè. Deh noi le voci estreme Ad ascoltarne andiamo, E questo almen gli diamo Pegno di nostra fè. Dopo la musica il Sacerdote- Direttore della Divozione, e con esso tutto il popolo dice: 601 In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Indi si recita la seguente Orazione alla Beatissima Vergine. Addoloratissima Vergine Maria! Chi potrà esprimere l' immenso vostro dolore, allorchè al piede della Croce vedeste agonizzare per lo spazio di tre ore il vostro divin Figliuolo Gesù? Ecco, Signora, questi vostri tuttochè indegni servi qui radunati con risoluzione d'accompagnarvi in queste tre funestissime ore. Prostráti dunque ai vostri piedi, o Regina de' Martiri, vi supplichiamo, che ci ottenghiate una viva e chiara cognizione di ciò che in esse pati Gesù, onde nasca in noi una tenerissima compassione de' vostri 602 DIVOZIONE ALLE TRE ORE dolori. E poichè voi ascoltaste sì da vicino le sette sue ultime parole di vita eterna, insegnateci, o Madre nostra a meditarle, ed imprimete nei nostri cuori l'ultima volontà del nostro moribonbo Padre. Fate in fine, Signora, che in tal modo assistiamo all'agonia di Gesù che meritiamo per essa la vostra assistenza nelle agonie della nostra morte. Così sia. Finita questa Orazione tutti si mettono a sedere, ed il Direttore in piedi e senza berretta, ad alta voce dice: LA PRIMA PAROLA che disse il Signore sulla Croce: PADRE, PERDONATE LORO ,. PERCHÈ NON SANNO QUEL CHE SI FANNO. ( Luc 23, 24). Posto il nostro Signor Gesù Cristo come Celeste Maestro sulla cattedra della Croce, avendo sino allora taciuto con si profondo silenzio, apri le divine sue labbra per insegnare al mondo in sette parole la dottrina più alta dell'amor suo. Bada, o anima, dunque avviva le tue potenze, guarda bene che egli è Iddio stesso che l'ammaestra, e stretto conto ti chiederà di queste sette Lezioni. O Gesù amoroso! O Maestro divino! Parlate pure, o Signore, che i vostri figliuoli vi ascoltano. Tutta la natura si commuove nel vedere il suo Creatore patire aggravii si atroci. S'affusca DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 603 il cielo di tetre ombre, sta per dar la terra orribili scosse, stanno per cozzar tra loro le pietre, stan per aprirsi le sepolture. Sono gli Angeli istupiditi mirando il loro Signore tra sì crudeli tormenti; i demonii poi son pieni di rabbia e d'invidia per non vedere eseguire sopra degli uomini il castigo che meritavano le loro colpe, come si era eseguito sopra di essi. Possiamo immaginare che irritata la natura contro dei peccatori, domandasse al Padre Eterno giustizia e vendetta: Usquequo Domine( sanctus et verus) non vindicas sanguinem Filii tui?( Ex Apoc. 6, 11). E quanto ancor tarderete, giusto Signore e santo, a prendere ne' peccatori vendetta del sangue e delle ingiurie dell' innocente vostro Figliuolo? E qui possiam figurarci che quando a un tal clamore la divina giustizia stava già per vibrare il fulmine dell' ira sua per vendicarsi, allora il Redentor del mondo, mostrando la carità sua infinita, alzando gli oscurati suoi occhi all'Eterno suo Padre, e rappresentandogli la sua obbedienza e i suoi meriti, gli dicesse: Padre e e Signor mio, trattenete il braccio della vostra giustizia; per questa Croce in cui muojono, pel sangue che vo in essa spargendo, vi domando, Signore, e vi prego di perdonare ai peccatori le colpe, colle quali mi hanno messo su questa Croce; perdonate loro, o Padre, perdonate, chè non sanno quel che si fanno. O anima peccatrice, apri gli occhi e gli orecchi, e ascoltando in questa prima parola di Gesù, che chiama Padre tuo e di tutti l' Eterno suo Padre, riconosci l'altezza della tua origine. Non 604 DIVOZIONE ALLE TRE ORE d'altro Padre sei figliuolo che dell'Eterno Iddio. O Padre Eterno! mio padre voi? Ed io figliuol si reo? Qual cecità m'allontana dai vostri occhi? Che stoltezza è la mia, lasciar le vostre carezze e la vostra grazia pel vile amore delle creature? Dove sto co' miei peccati? Dove vo colle mie passioni? In che stato mi trovo io dacchè vi offesi? O Padre amoroso! Io perisco qui miserabile ne' miei delitti! A chi volgerò gli occhi? A voi li volgerò io, Padre benignissimo? Ma come ha da aver faccia un ingrato per ritornare alla presenza d' un Padre che ha tanto offeso? Ritorna, si, anima afflitta, ritorna che finalmente è tuo Padre. Andrò: ma ohimè, Dio mio! che mi manca la lena, perchè son senza numero le mie malvagità, le mie scelleratezze; e temo che i suoi sguardi non sieno per me fulmini spaventevoli. Morir sarà meglio, e non andare.... Via, ritorna, anima pentita, ritorna, ch'egli in fine è tuo Padre; e il tuo stesso Fratel Gesù, che hai crocifisso colle tue colpe, è quegli che t'introduce e prega il Padre Sovrano a perdonarti, offrend per le tue colpe il suo sangue. 0 mio Gesù, o fratello amorosissimo! A me codesti piedi che li baci colle mie labbra e li bagni colle mie lagrime. Voi domandate il perdono delle mie abbominazioni, e io qui non můojo d'amore per voi? Ahimè! qual durezza è la mia! Su, va con fiducia, anima pentita: andate, peccatori tutti, a procacciarvi misericordia, che già strabocca il Cielo in pietà, perchè l'amorosissimo Gesù prega l'Eterno Padre per tutti e con profonda riverenza gli dice: 0 Padre pietosissimo, DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 605 ecco che avete già qui i miseri peccatori! Non guardate, o Signore, che abbian essi crocifisso me, ma che io muojo per loro: vivano essi poichè io muojo per essi: non guardate alla loro ignoranza, ma all'amor mio: non guardate alla loro ingratitudine, ma al sangue ch'io ho versato: non guardate alle loro colpe, ma a questa vita che vi offro per loro su questa croce: perdonate loro, o Padre, perdonate, chè non sanno quel che si fanno. O carità infinita dell'amantissimo nostro Gesù! Il cui incendio amoroso non poterono estinguere le acque di tanta crudeltà e tribolazione. O che alta dottrina e' insegna egli in questa prima parola! Osserva, o anima, come scusa alla maniera che può quelli che il crocifiggono, e come perdona a' suoi crudeli nemici, e in essi a tutti i peccatori che l' offendono, e con le loro offese lo hanno messo in Croce. Padre, dice, perdonate loro, perchè non sanno quel che si fanno. Impara, o anima, da questo esempio, a non accusare nè esagerare gli altrui difetti, nè gli affronti che ti vengono fatti: impara a scusar le mancanze de' tuoi prossimi benchè ti sieno nemici, attribuendole non a mire le più maligne, ma ad ignoranza, a inavvertenza, a zelo o od altra men cattiva intenzione. O rimorso spaventoso che per questa prima parola dee sentire il vendicativo pien di rancore! Gesù Cristo prega l'eterno Padre, che ti perdoni tante ree parole, tante malvagie opere con cui l'oltraggi e crocifiggi; e tu poi, anima vendicatrice e fomentatrice di odii, non perdoni una lieve parola o un 606 DIVOZIONE ALLE TRE ORE lieve affronto per Gesù Cristo. Che ostinazione è cotesta indegna di un cuor cattolico? Che ha di cristiano chi non ha pietà verso del suo nemico? Se accarezzi chi ti lusinga e mordi chi ti offende, che hai tu più del bruto? E perchè conservi il nome di cristiano? Guarda bene che Gesù Cristo ti tratterà nello stesso modo e negherà a te tutto quello che neghi al tuo prossimo. Gli neghi tu la parola, gli neghi il guardo, non gli porgi la mano? Neppure a te non porgerà la mano Gesù, non udrai una buona parola, non vedrai che pietosamente ti guardi. Perdona, o cristiano, se vuoi che Gesù ti perdoni. O Padre Eterno! Già perdono, o Signore, a tutti i miei nemici una e mille volte in riverenza del santissimo Figliuol vostro, acciocchè voi pure perdoniate a me le innumerevoli colpe che ho commesse contro la Divina vostra Maestà. Perdonatemi, o Signore, che non seppi quel che mi feci quando io v'offesi; e se, per essere stato a voi tanto ingrato non merito di essere esaudito, lo merita il preziosissimo vostro Figliuolo, che pel suo sangue e per le sue agonie in quest'ora vi prega di perdonarmi. Perdonatemi, o Signore, chè non seppi quel che mi feci: misericordia, pietosissimo Padre, per l'amantissimo Figliuol vostro Gesù. Qui s'inginocchiano tutli per meditare alquanto su questa Prima Parola di Gesù moribondo, e frattanto si canta la musica come segue: Di mille colpe reo, Lo so, Signore, io sono: DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. Non merito perdono, Nè più il dovrei sperar. Ma senti quella voce Che per me prega, e poi Lascia, Signor, se puoi, Lascia di perdonar. Coro. È giusto, eterno Dio, Contro di me il tuo sdegno Di mille morti degno Per mille colpe io son. Armato di saette Confondi un empio, un rio; Non merta il fallo mio, Non merta più perdon. Ben mille volte e mille La tua pietà schernita Mi ridonò la vita, M' accolse nel suo sen. Ma d'un ingrato alfine Tu vuoi che il crudo scempio Di spaventoso esempio Serva a' mortali almen. Vendica pur, lo déi, Il tuo oltraggiato onore: Al giusto tuo furore Ceda la tua bontà. Ma pria che il fulmin parta Dalla tua man, la voce Senti di quel che in Croce Chiede per me pietà. 607 608 DIVOZIONE ALLE TRE ORE Finito il canto, stando pure tutti in ginocchioni, il Direttore recita la seguente Orazione alla Beatissima Vergine. O Madre di misericordia! Se il giusto Giudice ci discolpa, e dal tribunale della sua Croce procura di ottenerci il perdono, che dovremo sperare da voi che siete l'Avvocata e il rifugio dei peccatori? Deh Madre pietosa! a renderci degni del generale perdono accordatoci da Gesù, altro non vuolsi se non che voi ci impetriate una vera contrizione de' nostri peccati. Tanto vi domandiamo per mezzo delle sette Salutazioni Angeliche colle quali invochiamo il patrocinio vostro. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. LA SECONDA PAROLA che disse il Signore al buon Ladro: OGGI SARAI MECO IN PARADISO. ( Luca 23, 44). Considera, anima divota, Gesù in mezzo a due peccatori; l' uno pentito, l'altro indurato; l'uno che si arrende, l'altro che si ostina; l'uno che si salva, l'altro che si danna. Oh misteri profondi della predestinazione! Ma oh trascuratezza la più lagrimevole de' mortali! Anima, ehe ascolti la differenza di queste sorti impenetrabili, ossérvati bene nel tuo interno: a quale classe appartieni tu? A quella del buon Ladro che si salvò, o a quella del cattivo, che si danno? DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 609 Ti salverai tu coll'uno, oppur coll'altro ti dannerai? Quanti dei qui presenti andranno a farsi compagni del Ladro misero nell' inferno? Oh punto spaventosissimo! Uomo, come vivi si negligente? E tu, donna, sì spensierata in materia si incerta e dubbiosa? Rifletti a qual di questi due Ladri tu abbia invidia: allo sciagurato e ribelle, ovvero all' umile? E se all' umile, come non sei tu umile? Come anzi ti stai in cotesta croce de' tuoi vizii tanto superbo e contumace? Peccatore e superbo, cattivo ladro. Peccatore e umile, felice uomo. Il cattivo si rivolta contro Gesù, e come rinnegandolo, lo ingiuria e maltratta qual finto Dio. Questo fa chi pecca e chi maledice questo fa chi rinnega e chi bestemmia, aggiungendo all'offesa dei vizii la contumelia dei disprezzi. Non così il Ladro felice, che illuminato dai raggi divini di Gesù Cristo, lo riconosce, lo confessa, lo adora per suo vero Dio. Il lume vostro, o Dio, quanto è mai efficace! Ai vostri ajuti chi sarà che resista? Deh, non rendete vane, o anime, le chiamate: sentitelo. L'uomo felice si volge a Cristo, e gli dice con tenera voce: Signore, in voi confido, io spero in voi; il mio Signore voi siete, il mio Dio e il mio Redentore; ricordatevi di me quando sarete nel vostro regno. O fortunatissimo peccatore! E chi ti disse, o uomo facinoroso, che codesto Crocifisso fosse il tuo Signore, il tuo Dio, e il tuo Redentore? Che gran vergogna pe' Giudei vedere che un ladro confessa Gesù Cristo in una Croce e negarlo essi dopo tanti miracoli! Ma quanti cristiani lo confessano colle lab39 610 DIVOZIONE ALLE TRE ORE bra e lo negano colle opere! Che confessioni son le tue, uomo turpe e vizioso? Sfacciata donna e scandalosa, come ti confessi tu? Se nella tua confessione non sei stato stabile da morirvi come il buon ladro, ma anzi ti confessi appena, che fai ritorno a' tuoi vizii e ai tuoi scandali, che confessione è cotesta? No, non è questo un confessare come fece il buon Ladro, ma un imitare il ladro cattivo, ostinato, reprobo. Sul momento dell'udir Cristo la voce del Ladro che lo confessa e gli domanda perdono, senza il minimo indugio gli perdona, le colpe e le pene. Oggi, gli dice, sarai meco in Paradiso; oggi stesso, il venerdì de' miei dolori. O giorno! Chi ci sarà che non approfitti di te? O peccatore felice! O peccatore avventurato: arrivasti in un gran giorno: arrivasti quando stava il Redentore colla chiave in mano e colla porta non solo aperta, ma spalancata. Oggi, o anime, non è giorno di pene per l'uomo, che le pene se le addossò tutte Gesù. Oggi non v'è pur gocciola di tormento, che Gesù si è assorbiti tutti i tormenti. Oggi per chi si pente non avvi inferno, che l'inferno per sè lo prese nei suoi dolori Gesù. Oggi pel peccatore tutto è Paradiso, tutto soavità, tutto gloria. Venite dunque a godere di sì buon tempo, enormissimi peccatori; con poco costo, con un buon cuore, con una parola, con un tenero sguardo amoroso con un sospiro di cuor penetrato dal dolore si conseguisce. E come oggi potrà esserci cuor che non vi si curi, o Gesù benignissimo? Quanto siete mai liberale, profuso, prodigo del Cielo! 2 DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. 611 O cuore dolcissimo, tutto ansietà di salvar peccatori! Comunicate al mondo, o Signore, codesta pietà: accendete di cotesto affetto ogni cuore; si converta oggi il mondo, Signor grande; mirate come s'empie l'inferno non pur di Gentili, d' Eretici, di Giudei, ma ancor di Cristiani cattolici: qual crepacuore! Oggi, o Gesù mio, si hanno a dannare moltissimi! Basta così, o Signore, che è danno e dolore insopportabile che in tanti si disperda il vostro sangue. Pietà, o grande Iddio, verso i Cristiani; mirate la vostra greggia; non si vanti il demonio di vedere tanto trionfo: tutti si salvino oggi che a larga man perdonate, e tutti già, o Signore, col buon Ladro pentiti vi confessiamo per nostro Dio e nostro Redentore: proponiamo di fare una confession vera: per questa, Signore, vi chiediamo un vero dolore ed un fermo proponimento; e vi preghiamo che oggi vi ricordiate di noi nel vostro Regno. Quando morte coll'orrido artiglio La mia vita a predare ne venga, Deh, Signor, ti sovvenga di me. Tu m'assisti nel fiero periglio, E deposta la squallida salma, Venga l'alma a regnare con te. Coro. Non più temer: la pace Torni fra voi mortali: Assai del Ciel gli strali Vi fecero tremar. stor 9115 612 DIVOZIONE ALLE TRE ORE Voi, cui di falli immensi Grava l'enorme peso, Venite: il Nume offeso È facile placar, Al suon di pochi accenti, Figli d'un cuor sincero, Ver noi l'amor primiero p Torna di Dio nel cor. O come pronto a un Ladro Egli accordò il perdono, E nel suo regno un trono Ei gli promise ancor! De' falli miei dolente, Perdon ti chieggo anch'io; Perdono al fallo mio 103 Negar, Gesù, potrai? out No, no: la tua clemenza Regna da polo a polo: Quel che facesti a un solo, A tutti ancor farai. Orazione alla Beatissima Vergine. O Madre santissima di Gesù, se l' orazione di un Ladro fu così efficace per ottenere il perdono e la salvazione eterna, quanto più valevole sarà la vostra: A voi, dunque, ricorriamo, fida speranza nostra, a voi indirizziamo la nostra orazione. Pregate il vostro figliuolo Gesù; che si ricordi di noi adesso e nell'ora della nostra morte. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. LA TERZA PAROLA che disse il Signore alla sua Madre Santissima: DONNA, ECCO COSTÌ IL TUO FIGLIUOLO; e al discepolo Giovanni: ECCO COSTÌ LA TUA MADRE. 613 ( Jo. 19, vers. 26 et 27). Vedendo il Salvatore dall'alto della Croce in un profondo pelago di amarezze la Madre sua amorosissima, le gettò nell'addolorato seno un'altra piena di sollecitudini, di ambascie, consegnando a lei per figliuoli in persona di Giovanni tutti i mortali. O madre afflittissima! Quale spada è codesta, che nuovamente vi passa il cuore? Il vostro divin Figliuolo Gesù vi raccomanda tutti i peccatori, affinchè per figliuoli vostri li riceviate in suo luogo. Oh cambio sensibilissimo! Perdete in Gesù un Figliuolo sì amabile, e per figliuoli avete da accogliere ne' peccatori uomini si perversi e sì barbari che hanno crocifisso colle lor colpe il divino Figliuol vostro medesimo. O afflittissima Madre, che tormento è codesto? Non siete voi addolorata abbastanza? dovete addossarvi la cura di figliuoli sì ingrati, e mettervi nel cuore figliuoli si scellerati? O carità infinita del Salvatore verso dei peccatori, poichè lascia loro per madre la Madre sua stessa! 0 somma pietà della Madre, che pietosa, compassionevole, amorosa, tenera, accetta sin da quel punto, e qual madre sollecita stringe al seno suo tutto il mondo! O rifugio universale del 614 DIVOZIONE ALLE TRE ORE mondo intero! Come potrà il nostro cuore mostrarvi la riconoscenza che merita l'accettar noi per figliuoli? Con quali ossequii potremo noi corrispondervi? O felici peccatori! Ponderate bene qual Madre vi si dà, e di qual Madre voi godrete. La Madre vostra è Maria Santissima, quella che è Madre di Dio: una Madre tutta piena di grazia, una Madre specchio di santità e di purezza. Non ben convengono Madre si santa e figliuoli si perversi; Madre si bella e sì pura, e figliuoli sì deformi e si immondi. O gran Signora! Pigliateci ora sotto il vostro Patrocinio, affinchè siamo degni figliuoli vostri, che già con gran sommessione e fiducia, Madre vi ha da confessar tutto il mondo. Qui senza dubbio tutto dovette tremar l'inferno all' udire da Gesù Cristo questa Parola; dovettero senza dubbio bruciar d'invidia i demonii. Uomini, udite, inferno, ascolta: Maria è Madre de' peccatori, Madre de' giusti, di tutti è Madre. O Signora, vi bacio cento e mille volte codesti sacri piedi, e con un grido che s'oda in terra e in cielo esclamo: Sì, io son figliuolo, quantunque indegno, di Maria. O Signora, impetratemi voi, che io qual figliuolo vi riguardi e vi serva, e che vi ami, per quanto mi sia possibile, come vi ama il vostro Figliuolo Gesù. Gli affetti vostri più teneri, anime divote, debbono essere per questa vostra Madre. Alzate gli occhi a Gesù, che ve la dà e consegna per Madre, e in essa vi dà tutti raccolti i beni della sua misericordia per la vostra salvezza; perchè nessuno si salva fuorchè per mezzo di Maria; DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 615 nessuno ottiene il perdono fuorchè per mezzo di Maria; nessuno impetra alcun benefizio se non per mezzo di Maria. O amorosissimo e liberalissimo Gesù! che amor fu quello che vi impegnò a tal tenerezza, a tal eccesso, a tale beneficenza? Ecce Mater tua, ti dice, o anima: mira tua Madre. O Madre, colla mia vita debbo mirarvi e coll'anima mia. Guarda bene, o anima, a Maria; verso di lei alza gli occhi, innalza a lei il cuore, che ella ancora ti dice: Ecce Mater tua; guardami per tua Madre. Guardala addolorata per le tue colpe; accompagnala col tuo dolore. Chiedile che preghi per te; chiedile che ti ottenga misericordia e perdono; chiedile pe' suoi dolori ajuti efficaci, e che ti riguardi qual figliuolo nell'ora terribile della morte. O Signora, o Madre mia! Adesso e nell'ora della mia morte mostratemi di esser mia Madre: a me volgete codesti misericordiosi vostri occhi di Madre amorosa; guardate a quell' inesplicabile dolore che vi costammo a' piè della Croce. No, non vadano a vuoto i vostri dolori; giovino a me col vostro patrocinio adesso, e nel mio bisogno estremo. Ma oggi io vorrei, Madre amabilissima, per mostrar che son vostro figliuolo, morire con voi di amore e di dolore a' piè di codesta Croce. O morte desiderabilissima, vieni tu adesso; e muoja pur io di dolore e di amore a' piedi della mia Madre Maria e dell'amorosissimo mio Gesù. Volgi, deh volgi A me il tuo ciglio, Maria pietosa, 18018 470 616 DIVOZIONE ALLE TRE ORE Poichè amorosa Me qual tuo figlio Devi guardar.n Di tanto onore Degno mi rendi, Del santo amore Tu il cor mi accendi; Nè un solo istante, dent Freddo incostante, ( Ah mai non sia!) Gesù e Maria Lasci io d'amar. Coro. Ip Madre! Maria! Tu dunque... ute Tu sei... Io son... che sento? L'eccesso del contento, loglovOh Dio! m'opprime il cor. Madre, mia cara Madre! Oh tenerezza! oh come In sen si dolce nome Mi starà impresso ognor. Tu per tuo figlio dimmi: Ne sono indegno, il veggo, Ma per Gesù lo chieggo, 0: 0 Che figlio tuo mi vuol. jors Per quei languenti sguardi Delle sue luci smorte, Che già vicine a morte T'empiono il sen di duol, Degno di si gran Madre Deh fa che sempre io sia: Solo Gesù e Maria Sappia il mio cuore amar. ' ll som ourisztzos DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. Teco la vita, e teco Mi fia la morte grata. Oh sorte fortunata, Nell'amor tuo spirar! Orazione alla Beatissima Vergine. 617 O madre nostra amorosissima, noi confessiamo che non siam degni d'esser chiamati vostri figliuoli. Ma pure il misericordiosissimo Gesù, prima di morire, voi ci lascia per Madre. Già lo avete sentito dalla sua bocca medesima: Ecce Filius tuus. 0 madre nostra, pel cuore santissimo del vostro divin Figliuolo Gesù, impetrateci, vi preghiamo, di divenire umili, casti e veri vostri figliuoli. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. LA QUARTA PAROLA che disse il Signore sulla Croce: DIO MIO, DIO IO MIO, PERCHÈ MI AVETE ABBANDONATO? ( Matt. 27, 46 et Marc. 15, 34). Dopo di avere il Salvatore soddisfatto a tutte le più attente sollecitudini di Redentore del mondo, domandato già perdono pe' peccatori, ed eletta a Madre universale di tutti Maria sua Madre, cominciarono nell' intimo dell' anima sua santissima a farsi più vive le pene, e gli sconforti più intensi. Essendo già egli esausto e consunto per le perdite del sangue, principiano il deliquii e le agonie della morte. Più avvalorata la fantasia, gli ravviva la memoria delle ingra 618 DIVOZIONE ALLE TRE ORE titudini degli uomini. Se gli rappresentano da una parte le ingiurie gravissime de' malvagi, le tiepidità e debolezze de' buoni; e da un' altra parte vede intuitamente l'amore infinito del Padre verso degli uomini, la ribelle ostinazione degli empii, la dimenticanza di finezze così grandi, lo sprezzo della santissima Passione. Vede quanto pochi avrebber profittato della sua croce e della sua morte, e gli innumerabili che si sarebber dannati, il dolore della sua Madre santissima, la timidità de' suoi mesti Discepoli, le atroci persecuzioni della sua Sposa la Chiesa: e aggiunti tutti questi motivi ai suoi tormenti e dolori, con la testa trafitta da una corona di spine, colle tempie penetrate da quelle punte acutissime, cogli occhi ingombrati dal polverio e dal sangue, colle spalle squarciate, col petto oppresso, co' piedi e colle mani trafitte dai chiodi;( oh Gesù mio infinito ne' dolori, come immenso nella pazienza!) in questo stato domandò al Padre la salvezza di tutto il mondo: e al vedere che il suo sangue e la sua morte sarebbero stati infruttuosi in anime senza numero che si sarebber perdute, cominciò con questo maggior tormento ad agonizzare nell' anima; e un si profondo cordoglio più se gli accrebbe quando vide che il Padre lo lasciava patire senza conforto, tanti tormenti nel corpo, tanti affanni nell'anima: e al vedersi abbandonato cosi fino dall' Eterno suo Padre( ciò meritando i peccati che caricavano la sua Croce), per tanto sensibile e amaro abbandono cadde in tanta angustia e travaglio, che, prorompendo in un tristo e doloroso ge 619 DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. mito se ne lagnò coll'Eterno suo Padre, dicendo: Dio mio, Dio mio, perchè mi avete abbandonato? Oh amabilissimo mio Gesù! la cagione, o Signore, del vostro abbandono furono i miei peccati. Ahi, anima traviata! guarda all'orrendo abbandono che soffre il Figliuolo di Dio pel tuo traviamento: temi che Iddio te pure non abbandoni, e trema, poichè abbandonata da Dio, non avrai a chi voltar gli occhi. E perchè dunque, o anima, ti vuoi perdere? Ut quid? Rispondi a Gesù, che agonizzando interroga te ancora da quella Croce: perchè ti perderai? perchè vorrai rendere infruttuoso il mio sangue e la mia Redenzione? perchè vorrai tu dannarti? Ut quid? Per cose della terra tanto vili? Per qualche piacere tanto sozzo? per qualche interesse tanto caduco, che svanisce nell'aria e sgraziatamente finisce? Ut quid? Su, gli rispondi, o anima sciolta in dolore e in pianto: Ah Gesù mio! Ut quid? E perchè mi avrò io da perdere, o Signore, stando voi in codesta Croce per me? Perchè m'avrò io a dannare, spargendo voi per me codesto preziosissimo Sangue? Perchè avrò io da rendere infruttuoso un prezzo sì grande da voi sborsato per me? No, Salvator mio, non sarà così. Lo dicano questi miei occhi, il mio dolore e il mio pentimento lo dica. Non mi abbandonate, o Gesù mio, ve ne supplico de' meriti di questo si doloroso abbandonamento da voi sofferto per me. Dunque dal Padre ancor Abbandonato sei? basdds nor 20 Ridotto t'ha l'amor no oilgo? 620 DIVOZIONE ALLE TRE ORE A questo, o buon Gesù! Ed io co' falli miei Per misero gioir Potrotti abbandonar? da bi Piuttosto, oh Dio, morir: le Non più, non più peccar, dd Non più peccar, non più. Coro. Dalle stellanti sedi 35 Non vedi, o Nume Eterno, Qual barbaro governo Del Figlio tuo si fa? Nè ancor la destra ultrice Fulmina l'empio stuolo? E ancor sostiene il suolo Si fiera crudeltà? Se opprimer lasci il Giusto, Se va impunito il rio, La tua pietade, o Dio, La tua giustizia ov'è? Ma che dich'io? Pietoso E giusto, in tal periglio Abbandonato il Figlio Vuoi che pur sia da te. Si, questa pena ancora, Kaba Che forse è la maggiore, Gesù, per nostro amore Apie Ti toccherà soffrir. Lasciarti non vogl'io Almeno in tale stato Da tutti abbandonato; Voglio con te morir, d Edema 10 noissh DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. Orazione alla Beatissima Vergine. 0 Figliuola di Dio, Maria Santissima, guardate la carità del vostro Padre celeste, il quale ha perfino abbandonato Gesù per soccorrer noi. Che dobbiamo però sperare da voi che siete la Figliuola più somigliante al celeste Padre? Sicurissimi della vostra protezione, solo vi domandiamo, o Signora, che non permettiate che noi ci scostiamo da voi coll' abbandonare a nostro gran rischio la vostra divozione; ma che anzi ci impetriate che prontamente ricorriamo a voi in tutte le tentazioni nostre, e in tutti i nostri pericoli. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. 621 LA QUINTA PAROLA che disse il Signore sulla Croce: HO SETE. ( Joan. 19, 28). Quale intelletto vi sarà che comprenda le cagioni che in questo estremo fecero più viva la sete del nostro dolcissimo Salvatore? Attaccata al palato quella lingua che fu strumento di tante meraviglie: secche per l'amarezza di tanti tormenti quelle fauci e quelle labbra amorose; esausto di sangue e di sudore tutto quel benedetto Corpo, era indicibile la sete che cruciava con nuova e maggior pena il moribondo Gesù. E però con rauca voce, ma tenera, sclamò dicendo: Sitio, Ho sete. O dolcissimo mio Gesù, 622 . DIVOZIONE ALLE TRE ORE che sete è cotesta che tanto vi molesta e addolora? Che sete ha da essere? sete insaziabile di anche maggiori tormenti per la nostra salute; sete accesa e cocente di anime e di lagrime. Come se dicesse: In questa ambascia e agonia altra consolazione non v'è per me che il pianto de' miei cari divoti. Piangete dunque, anime amanti di Gesù, piangete, che del vostro pianto è sitibondo il buon Gesù agonizzante. Chi darà ai nostri occhi due fonti di lagrime per dissetarlo? 0 Signore, chi porgerà qualche sollievo alla vostra sete? Chi lascierà il peccato, chè questa è la sete che dà a Cristo più pena, la sete che da noi non si pecchi. Sitio. O Gesù mio, chi vi darà refrigerio? Chi gli cercherà una pecorella smarrita, chè questa è la sete che lo tormenta, la sete di guadagnar anime. Ora io, o Signore, io vi cercherò anime, io insegnerò agli ignoranti e ai fanciulletti le vostre vie, io esorterò i cattivi colla parola e coll' esempio; si convertiranno molti. Sitio, Ho sete. O mio Gesù, di che mai siete tanto assetato? D'amore, d'amor più grande. Orsù mirate dunque, o Signore, che un esercito avrete di Vergini, di Martiri, di Confessori, che moriranno per impulso di un fervido vostro amore. D'un amore inesplicabile morirà Maria vostra madre; d'un amore vivissimo morirà la cara vostra Maddalena, le vostre spose Caterina, Lutgarda, Teresa, ed altre innumerabili. Sitio, Ho sete. Anche più amore, che mai amore non dice Basta. Deh, anime, andiamo a morir d'amore con Gesù Cristo, che ha sete molta e vi è poco amore. Sitio, Ho sete. DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 623 ConDi che, o Signore? Che il mondo si salvi. solatevi dunque, o mio bene, che i vostri Apostoli e Discepoli vi convertiranno regni interi e anime a migliaja. Sitio, Ho sete: più anime ancora. Or via, Signor mio, il gran Domenico e il gran Francesco innumerabili ve ne guadagneranno sino alla fine del mondo. Sitio, Ho sete: vengano ancor più anime. Mirate, o Signore, che l'infiammato Ignazio vi condurrà eretici senza numero, infedeli e peccatori, attaccando il fuoco del vostro amore in ogni Stato e in ogni Nazione; e il gran Saverio, figliuolo di lui, vi conquisterà colla vampa del suo zelo un nuovo mondo. Sitio, Ho sete: anche più anime, ancor più a me ne vengano, specialmente di peccatori. O indurati peccatori, ponete mente alla sete insaziabile che ha della vostra salvezza il vostro amorosissimo Redentore, e alla poca che ne avete voi di salvarvi! E come mai tanta sete di ricchezze, di vanità, di peccati che vi spingono a perdizione? Fine una volta, ponete fine al peccare, che arde di sete Gesù per salvarvi. Piangete le vostre colpe, che di codest'acqua vuole appagar la sete il nostro amorosissimo Redentore. Ma, o mio Gesù, chi vi potrà sollevare, se mai amore non dice Basta? Siate voi il sollievo della sete vostra medesima col farne parte ancora a noi. Dateci, o Signore, una sete ardente di morire prima che offendervi. Moriamo dunque, anime, moriam d'amore, e sciogliendo in pianto di tenerezza il nostro cuore, diam qualche refrigerio alla sete di Gesù colle lagrime del nostro pentimento e del sincero nostro dolore. 624 din Qual giglio candido Allor che il cielo Nemico negagli Il fresco umor, Il capo languido Sul verde stelo Nel raggio fervido Posa talor. DIVOZIONE ALLE TRE ORE Fra mille spasimi dhe aq entit Il mio Signor. eu Tal pure esangue Di sete lagnasi ih stole I refrigerio Angin Ov'è quel barbaro, telupeo tv in Che mentre ei langue, SUIS TO908 Di poche lagrime Gli neghi ancor? Coro. otsite Qual pallidetto giglio Langue sul proprio stelo, Qualor gli nega il Cielo Fresco vitale umor. ood c 011207 Così anelante ed arso sloby aut Per mille piaghe esangue, hell cons Sopra la Croce langue Di sete il mio Signor. Ma qual ristoro, oh Dio! robe Barbari, gli porgete? Almeno alla sua sete Non aggiungete il fiel. E voi, Celesti Spirti, Qua non volate pronti? b on DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. Più in terra non son fonti, Nè più rugiade in Ciel? Ah se soccorso in vano Gesù dagli altri attende, Quel che da me pretende, No, nol pretenda invan. posb jub In lagrime, cor mio, Tutto ti dei stemprare: 109 625 Quanto saran più amare, allo Più dolci a lui saran. Orazione alla Beatissima Vergine. Pietosissima Maria, voi sola potete spegnere l'ardentissima sete del vostro Gesù. La sete della nostra salvezza, della nostra contrizione, dell'amore che noi dobbiamo al nostro Dio, è quella che lo tormenta. Voi siete il fonte dell'amore, voi il mare della contrizione, voi l'origine della nostra salute. A voi dunque ricorriamo, acciocchè ci ottenghiate tante lagrime di amore e di dolore, che bastino ad estinguer la sete del nostro Gesù, e ci rendano degni di andarlo a godere eternamente in cielo. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. LA SESTA PAROLA che disse il Signore sulla Croce: TUTTO È GIÀ TERMINATO. omidu afe ( Joan, 19, 30). Liby Già, o anime, si adempirono le profezie delle antiche Scritture; già si compirono gli alti de40 626 DIVOZIONE ALLE TRE ORE creti di Dio: furono pagati già alla divina Giustizia i debiti de' peccatori; fu già comperato al vero suo prezzo il premio della Beatitudine pe' giusti; sono giá stretti stabili patti fra Dio e gli uomini; sono questi già liberati dalla schiavitù del demonio, e già si dà principio al trionfo della gloria, già il dolcissimo nostro Gesù è all'ultimo estremo agonizzando tra mortali languori, dopo di avere terminati gli uffici tutti di Redentore: e già dentro le porte della morte sta finalmente offerendo la dolce sua vita in pro dei peccatori. Entra, o anima, nell' intima sua memoria, e tutte vedrai presenti le petizioni che dovran farsi all'Eterno Padre sino alla fine del mondo; tutte le fa Gesù Cristo; e, in grazia di lui e della morte sua, tutte le suppliche hanno un favorevol rescritto: è già il dispaccio spedito di tutte le alte disposizioni del mondo sinchè starà in piedi, e da questa morte che già si compie, tutta dipende la nobile restaurazione de' seggi del Cielo. Guarda quel gran Signore, che in questo punto vede colla sua alta sapienza tutte le tue battaglie e tentazioni, le tue più segrete cadute, i tuoi più occulti pensieri, tutti gli avvenimenti della tua vita, tutti i tuoi pericoli di peccare e di dannarti. Guarda come ti applica tutta la sua Passione e Morte, come fossi tu solo l'oggetto unico dell'amor suo. Rendigli infinite grazie di quella memoria che ebbe per te si speciale come se fossi al mondo tu solo. Adesso è che il Sovrano suo Padre gli concede le eroiche imprese de' Santi, e la salvazione di que gran peccatori che son dalle storie riferiti. DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 627 Adesso è che dà valore a' suoi Apostoli, fortezza ai Martiri, purità alle Vergini, coraggio ai Confessori, e dolore ai Penitenti. Adesso è che vede pieni i campi delle ricolte dei giusti, eretti i suoi Templi, popolate le religioni, abbattuti gli idoli, ed inalberata in ogni parte la trionfale insegna della sua Croce. Adesso è che vede dovere per la sua morte ricevere lume Nazioni diverse, e salvarsi ancor le più barbare. E nel mirare l'adempimento di questi si alti fini della sua Redenzione, si raccoglie quasi come nell'intimo del suo cuore a vedere se altra cosa gli mancasse di fare o di patire pe' peccatori: Quid ultra est quod debui facere... et non feci?( Is. 5, 4). Che doveva io fare per i peccatori, che io non l' abbia già fatto? Che altro può restarmi da fare? O redentore dell'anima mia! no, non vi resta a fare più altro. Arrivaste alla cima più alta della carità, al segno ultimo dell'amore; quanto potea fare l'amor vostro, tanto avete voi fatto e patito. Osservando dunque il Salvatore che niente più gli rimaneva da fare in obbedienza al Padre, e in riparo degli uomini, alzò la voce, e con generoso affetto disse: Consummatum est. Tutto è già terminato, tutto conchiuso. Siate benedetto, o Redentore dell' anima mia, per un beneficio e per una carità così immensa! Concedetemi, o Signore, che pel preziosissimo vostro Sangue, possa anch' io al fine della mia vita dirvi con sentimento vero: Già tutto è finito, è finito l'offendervi: son finiti i miei scandali: finite le mie iniquità: tutto è conchiuso per amor vostro, tutto è terminato. TRAC 628 DIVOZIONE ALLE TRE ORE Ah come avvampa o anima, in questo momento quel cuore dolcissimo quella divina volontà! Che fuoco, che amorevolezze, che tenerezze! Questo, anime, è il tempo di far provvisione dell'amore che sta ardendo nel petto di Gesù. Tutto, dice, è già terminato, tutto compiuto, non vi resta più nulla, fin qui poteron giungere i miei affetti: arse già il fuoco sin dove potè; il cuor già mi bolle entro il petto del suo accendimento maggiore. Andate a questo incendio, o cuori amanti; andatevi anche più voi, o petti gelati, andiamo tutti al cuor di Gesù. O tiepidi cuori! questo è già terminato. O peccatori insensibili! questo è già conchiuso; la fiamma è già nel suo colmo, gettatevi nell'incendio del cuor di Gesù: Amare e più amare Dio: ardere, e ardere sempre più. Sia così, Gesù mio. Muoja pur io disfatto dal dolore, ed arso dal vostro santo amore. L'alta impresa è già compita, E Gesù con braccio forte Negli abissi la ria morte Vincitor precipitò. Chi alle colpe omai ritorna Della Morte brama il regno, E di quella vita è indegno Che Gesù ci ridonò. 20 Coro. Compita è l'alta impresa: pid Gesù con braccio forte Precipitò la morte, D'Averno trionfò. 204 DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. Inni d'eterna lode Al vincitor cantiamo; AI Del malaccorto Adamo I danni ei riparò. L'umanità che oppressa, Giacea fra' lacci avvolta, Per di lui mano sciolta Ritorna in libertà. tollste Per lui il crudel tiranno Privo del non suo Regno, -edde Or d'impotente sdegno 1990 offen Invan fremendo va. Imam Ei con amico nodo Il Cielo uni e la Terra; Fra lor l'antica guerra os no Per sempre già fini. Cantici dunque ed Inni Diciam d'eterna lode Al Vincitore, al Prode Che il tutto già compì. 629 up al omis( Orazione alla Beatissima Vergine. inem'slist CH O sicura speranza de' peccatori, già compi Gesù la nostra Redenzione, ed ha lasciato a voi l'incarico di applicarcene il copioso frutto. Deh, pietosissima Madre, applicatela a noi, ve ne supplichiamo. Abbiano fine la. nostra iniquità, la nostra cecità, la nostra ostinazione, i nostri peccati. Otteneteci tal fortezza e tale perseveranza, che la nostra vita finisca nel divin servizio.cat Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. 630 DIVOZIONE ALLE TRE ORE LA SETTIMA PAROLA che disse il Signore sulla Croce: PADRE, NELLE VOSTRE MANI RACCOMANDO IL MIO SPIRITO. ( Luc. 23, 46). In quest' ultima sua parola ci dà il nostro amorosissimo Redentore l'ultimo documento dell'amor suo, insegnandoci l'atto il più importante e sublime per l'ora estrema della morte: abbandonarsi cioè e mettersi tutto quanto con umile confidenza nelle mani di Dio, come nelle mani del nostro Padre. Gesù Cristo insegna a morire. Impariamo, o Cristiani, che cosa sia la morte dalla morte stessa del nostro Salvatore. Oh che passo tremendo! Oh che arduo punto! Nello accostarvisi un Uomo Dio si altera la sua santissima umanità: la sua faccia perde il suo colore, si annerano le sue labbra, tra le angustie e le agonie scuotesi tutto il suo corpo. Anche quell'alto ed animoso grido( con cui già vicino a spirare, raccomandò il suo spirito nelle mani dell' Eterno Padre, che lo potea liberar dalla morte) fu accompagnato da tenere lagrime: Cum clamore valido, et lacrymis( Ad Hebr. 5, 7). Muore così un uomo Dio. E voi, o uomini, riguardate la morte con tanta indifferenza? Siete mortali, e vivete si trascurati? E come potete mostrarvi insensibili alla considerazione di un momento così terribile? O anime, che cosa sia il morire, osservatelo in Gesù: mirate che cosa sia agonizzare. Che battaglie che angustie! che DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. 631 dolori! Oh passo forte e terribile! Come ci può esser persona che differisca sue disposizioni a quel tempo in mezzo ad amarezze di tanto affanno? Come c'è uomo che riservi a quell'ora, fra tali e tante ambascie, l'affare più serio e più difficile della salute? Ore, ahimè, d'agonia! chi potrà ponderarvi? Quali battaglie non sono quelle della separazione dell'anima santissima di Gesù dal sacro suo Corpo? Quell'anima benedetta riguardava in quell' innocente Corpo il suo prezioso compagno; vi riguardava quella carne purissima presa di Maria con unione sì stretta; e al volersene distaccare, la separazione era si dolorosa, che obbligò a tremare tutta la sacratissima Umanità. Oh forza del morire! Oh duro colpo, che fa scuotere un Uomo Dio! Ma siate benedetto, o mio Gesù, che metteste voi stesso in codeste agonie per ajutar me al duro passo delle agonie mie. Voi, o Signore, lo voleste soffrire si affannoso, per addolcire a me le amarezze della mia morte, o Or, trovandosi in quell' estremo il Redentor nostro Gesù, fece silenzio, e domandò ai mortali attenzione con quell'alto e vigoroso grido, significando di voler già morire. E per insegnare a noi la più sublime, e la più sicura maniera, prima di spirare raccomanda, e pone il suo spirito nelle mani dell'Eterno suo Padre, dicendogli con gran riverenza: Padre, nelle vostre mani raccomando lo spirito mio. Oh che eccelso ammaestramento! Gesù Cristo onora in quest' atto il suo Eterno Padre col maggior onore che può rendergli, perchè mettendo nelle mani di lui il 632 DIVOZIONE ALLE TRE ORE suo spirito, mostra verso del Padre l' immenso amor suo, la sicura sua fiducia, la sua profonda umiltà e la sua total sommissione; giacchè si consegna egli tutto alla disposizione e provvi denza di lui, come di Padre fedele, giusto, santo, potente, che mancar non può mai a chi gli si affida, nè lasciare di essere asilo infallibile di misericordia e di sicurezza, e nelle cui mani consegnata l'anima non può non essere felice e beata. Col più sublime atto della sua dottrina e perfezione così c'insegna Cristo a morire. O Eterno Padre giusto e santo, col sacro spirito dell'amabilissimo vostro Gesù, pongo anch'io e raccomando il mio spirito nelle vostre mani: ricevetemi, o Signore, fino da quest'ora per sempre miratemi agonizzante fra tanti pericoli di offendervi: miratemi tra le battaglie e gli sbigottimenti delle mie tentazioni e cadute; non mi lasciate giammai cadere, Padre pietosissimo, che io insieme col dolcissimo Figliuol vostro Gesù raccomando il mio spirito nelle vostre mani non solo nell'ora della mia morte, ma in tutto il tempo ancora della mia vita. O Signore, abbiate di me misericordia. Terminata la meditazione si recita il Credo ginocchioni, e di poi il Coro canta: diqnal ih 01 JESUS AUTEM, EMISSA VOCE MAGNA, EXPIRAVIT. ( Marc. 15, 37). Gesù mori. Ricopresi Di nero ammanto il Cielo, I duri sassi spezzansi: fang itsbma DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. Si squarcia il sacro velo, E l' Universo attonito Compiange il suo Signor. Gesù mori. Insensibile In mezzo a tanto duolo, llen Più de' macigni stupido Resterà l'uomo solo, Che co' suoi falli origine Fu del comun dolor? I Snoid640 cil Coro.g eign Ohimè! che giorno è questo D'orror, di lutto e pianto? og Perchè di fosco ammanto Il Ciel si ricoprì? It oma La Terra? Intendo, intendo; Gesù..... Gesù morì. 633 Perchè dalla sua sede of 19161 20 Balza con moto orrendo olopilgt Ma qual mostro, ma quale Furia d'Averno uscita, se 146 kg Oh Dio! la bella vita Ei per amor si strinse Fra le non sue catene: 08 Egli soffri le pene Dovute a' nostri error. for Or chi d'amor non muore, Chi amor non sente almeno, -ok O non ha cuore in seno, 0 ha di macigno il cuor. Troncò del mio Gesù? son li obrovA e Ah del funesto caso ga ova ft oth Ben so, ben so l'autore: Fu di Gesù l'amore, Dell'uom la colpa fu. cos Alg ollen Te 634 DIVOZIOEE ALLE TRE ORE Orazione alla Beatissima Vergine. Addoloratissima Vergine, per quello spasimo che provaste nel veder morire il vostro divin Figliuolo Gesù, assisteteci, vi preghiamo, nelle agonie della nostra morte. O Madre nostra amorosissima, nelle vostre mani raccomandiamo il nostro spirito. Non ci abbandonate in quell'ora pericolosissima. Questa è l'ultima grazia che vi domandiamo per la Morte di Gesù, pel Sangue di Gesù, per l'anima di Gesù. Dilettissima Madre nostra, nelle vostre mani raccomandiamo il nostro spirito. Un Pater noster, sette Ave, Maria, e un Gloria Patri. ASIAS Si legge poi ciò che segue per muovere vieppiù a tenerezza il popolo con ciò che avvenne allo spirar del Signore, lisad Avendo il nostro Redentore Gesù raccomandato il suo spirito nelle mani dell' Eterno suo Padre, vide che l'ora di renderlo si andava già accostando; e affinchè tutt' il mondo conoscesse che moriva spontaneamente, per volontaria obbedienza al suo divin Padre, e per puro amore verso degli uomini, diede licenza alla morte di giungere. Innanzi però di morire, per mostrar che non era la morte che gli facesse piegar il capo, ma il peso immenso dell'amor suo, egli stesso prima di spirare inchinò dolcemente sul petto il capo suo sacrosanto. Oh inchinanous II ongloun 15 si 0 recre DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO. 635 mento pieno di profondi misterii! Con questo significò il Salvatore la sua obbedienza all' Eterno suo Padre, la sua propensione e benevolenza verso degli uomini, la sua povertà e umiltà: il non aver in croce ove posar la sua testa, la gravità delle nostre colpe, che col loro peso gli faceano chinare il capo e morire. Lo chinò anche all'ingrata terra quasi per licenziarsi da lei, e darle nel suo spirare come al principio del mondo, spirito di nuova vita. Lo chinò inoltre per chiamar con tal segno i peccatori all' amor suo, invitandoli alle carezze e tenerezze del suo cuore. Rivolse per ultimo questa inchinazione alla sua dolcissima Madre Maria ( che trafitta dal dolore stava a' piè della croce) per farle questa riverenza profonda, e prendere da lei congedo, dirigendo ad essa l'estremo fiato del viver suo; e anche per insegnar agli uomini, che non può veruno partir bene dal mondo, se non col dirigere a Maria, e per mezzo di Maria, l'ultimo respiro di sua vita. Siate benedetto, o Maestro della mia vita, pei misteri di questo inchinamento del Capo vostro santissimo, e per gl' insegnamenti che in esso mi dà la carità vostra infinita. Chinata in tal modo con tanti misteri la testa il nostro amorosissimo Redentore, non rimanendogli più che fare per render l'anima, comincia a tramutarsi, e tutto trema il sacro suo Corpo al volersene distaccare l'anima sacratissima. Già la morte per esercitare il suo ufficio, principia a spogliar di colore il suo bellissimo volto, già gli affila il naso, gli fa livide le labbra, gli sfi 636 DIVOZIONE ALLE TRE ORE gura il sembiante, già gli innalza affannosamente il petto, già va egli perdendo il respiro. Le creature stesse inanimate, all'appressarsi già la morte del loro Creatore, pare che se ne risentano. Il sole si ottenebra, i Cieli si oscurano, trema la Terra e tutto il mondo piange quasi e si scuote. Deh! Gesù mio, aspettate un poco che voglio anch' io morir prima con voi: moriamo insieme, o mio Gesù; che se voi morite d'amore per me, io voglio morire d'amore per voi: no, più non mi curo di vivere, o mio Dio, se ho da tornare ad offendèrvi e crocifiggervi. ove piella Hot 0 Gesù del mio cuore! veggo già che l' ora s'affretta: ben voi potete morire, o Redentore dell' anima mia, che tutto il Cielo, la Terra tutta stanno con grande aspettazione attendendo la vostra morte. Colle braccia aperte l'attende il vostro Eterno Padre per accogliere il vostro spirito; l'attendono gli Angeli per applaudire alla vostra vittoria; l' attendono i Padri santi del Limbo, per acquistar finalmente alla vista di voi la tanto sospirata libertà e gloria; l'attendono tutti i Giusti, per rendervi eterne grazie e lodi: l'attendono tutti i peccatori, perchè il cuor loro si spezzi di dolore, con fermo proponimento di più non esservi ingrati; tutto finalmente l'attende il Mondo per rinnovarsi; e gli uomini tutti l'attendono per vedersi alla fine redenti dalla schiavitù del peccato. Vedendo pertanto il Signore l'ansietà ed i sospiri con cui tutto il mondo aspetta la sua morte, già si arrende alle accese di lui brame, e pieno di affetto e di tenerezza verso i peccatori, con8 DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. 637 segna il suo spirito all' Eterno Padre, e la sua vita e il suo sangue pel generale rimedio di tutti gli uomini. Via dunque, dolcissimo mio Gesù, già è ora. Morite dunque, o Redentore dell'anima mia; e allorchè dopo morte sarete col vostro Padre Eterno, pregatelo, o Signore, che noi tutti sempre siamo con voi, che viviamo e moriamo nella grazia vostra, e nel vostro amore, pel vostro preziosissimo sangue, per la vostra amara passione, e per la morte vostra santissima: poichè per la vostra gran riverenza sarete ben ascoltato( 1) e favorito per noi miseri peccatori, da voi redenti, e tanto a voi cari. O altissimo Iddio! o incomprensibile Maestà! voi solo, o Signor grande, potete intendere ed apprezzare la morte del vostro Figliuolo il nostro Signor Gesù Cristo. L'uomo l'ascolta, e si rimane insensibile, cieco, sordo, muto. Vede morire il suo Dio, e non sospira, non piange, non si ravvede: eppure il suo Dio muore perchè non muoja egli eternamente nell' inferno. O che obbligazione tremenda! 0 Venerdì Santo! O Tre Ore d'Agonia! svegliate, o mortali, codesti occhi dell'addormentata vostra fede. Muore il vostro Dio per voi, alcuno non avvi che muoja di amore e di dolore col suo Dio? Pei vostri peccati egli muore, e non avvi alcuno che muoja di dispiacere di aver peccato? 0 Dio! o Cieli! o pietre! prestateci voi la vostra commozione, per morir oggi col nostro Redentore Gesù d'amore e di dolore. A morire andiamo, o anime, con Gesù ( 1) Ad Hebr. 5, 7. Exauditus est pro sua reverentia. 638 DIVOZ. ALLE TRE ORE DELL'AGONIA DI G. C. Cristo, andiamo a morire con lui d' amore, a morire di dispiacere d'averlo offeso. Qui il Direttore, se vedesse non essere ancora finita la Terza Ora, potrà compirla con un fervoroso atto di Contrizione, o con altre preci a suo arbitrio; conchiudendo poi il tutto colla solita Orazione di questi santi giorni: Respice quæsumus Domine, super hanc familiam tuam; pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitavit manibus tradi nocentium, et Crucis subire tormentum.ober 16van Hotsooo #park olidianoiqmoont of tölbbi opicattle O bo robastai stotog bers Tongie e bloz lov oneon livolovilgi? 0170 si 9163soriqué cord gaan tongie Te Pros non eotti oné QUE on sotil for stofurions ilgo This iseg 13h01 FINE. som og poneisomingo 809) 089 otellyore PhidogA'b tre for e- Shount 16995 2076 in siss et ter ostateoig omaña los igsto them& ordl Pioms ir50 erotiebgil no adon bA( 1) 1513 OTAUTAS INDICE bising flag onisettal A 20m - Alla Messa. Passio secondo S. Matteo LUNEDÌ SANTO. Alla Messa. MARTEDÌ SANTO. Alla Messa Passio secondo S. Marco. MERCOLEDÌ SANTO. Alla Messa Passio secondo S. Luca. • A Mattutino Alle Laudi. GIOVEDÌ SANTO. A Prima A Terza.. A Sesta. A Nona. DOMENICA DELLE PALME. Alla Benedizione dei Rami ● .. Alla Messa. Ai Vespri Alla lavanda dei piedi A Compieta. A Mattutino salom alA Alle Laudi. VENERDÌ SANTO. Alla Messa Passio secondo S. Giovanni. Adorazione della Croce A Mattutino Alle Laudi. AIZMIT 15AL SHA ● pag. 3 >>> 27 33 61 73 76 97 ^^ >>> >> 105 » 126 > 175 » 199 >> 205 » 212 » 218 » 225 » 239 » 252 > 259 » 267 » 313 >> 323 » 331 > 354 » 374 >> 408 640 SABBATO SANTO. Alla Benedizione del Fuoco del Cereo Alle Profezie Alla Benedizione del Fonte. Alle Litanie Alla Messa. A Vespro A Compieta A Vespro. A Compieta. LUNEDÌ IN ALBIS. A Mattutino Alla Messa. MARTEDÌ IN ALBIS. A Mattutino Alla Messa. pag. 417 > 431 >> 483 >> 496 >> 502 >> 510 iborg int ● Die 4 Maii 1872 ADMITTITUR P. FRANCISCUS MARIA ROSSI, Archidioec. Mediol. . DOMENICA DELLA RISURREZIONE. A Mattutino» 521 >> 514 Alle Laudi. Alla Messa. >> 531 >> 540 ● ● ● MERCOLEDÌ IN ALBIS. A Mattutino GIOVEDÌ IN ALBIS. A Mattutino VENERDÌ IN ALBIS. A Mattutino SABBATO IN ALBIS. A Mattutino. LA BENEDIZIONE DEGLI OLJ SANTI VISITA DELLE SETTE CHIESE DIVOZIONE ALLE TRE ORE DELL'AGONIA DI GESÙ CRISTO >> 543 » 549 >> 550 >> 554 >> 559 563 > 567 >> 571 » 575 » 579 >> 582 » 593 >> 598 ano A rebel ellA stolgmod A OTKA? fara Vic. Gen. AM A ibunal ellá 40 ADVANT TATRAIRS RAMAI CROS HARTA disku N ***** CONN HEE Inches WH ¹2 ¹3 Centimetres Blue 4 Cyan 2 15 3 441, ³0 ¹6 17 Farbkarte# 13 Green 8 Yellow 9 10 Red 11 12 5 13 Magenta 14 6 15 White 16 17 7 3/ Color 18 19 B.I.G. Black